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Full text of "Concordanza delle opere italiane in prosa e del Canzoniere di Dante Alighieri"

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nell'intero  testo  di  questo  libro  da|http:  //books  . google. com 


CONCORDANZA   DELLE 
OPERE  ITALIANE 
IN  PROSA  E  DEL 
CANZONIERE  DI 

DANTE    ALIGHIERI 


PUBBLICATA  PER  LA  SOCIETÀ  DANTESCA 
DI  CAMBRIDGE,  MASSACHUSETTS 

A   CURA    DI 

E.    S.    SHELDON 
coll'  aiuto  di 

A.  e  WHITE 


OXFORD 

NfI  la   STAMPERIA  DELL'  UNIVERSITÀ 

1905 


>2?.^  /-2/-'y 


■D 


/1harvard\ 

lUNlVERSITYl 

LIP.RARY 
l  JAN  13  1960    i 


LONDRA 

ENRICO   FROWDB,    EDITORE 


A 

CHARLES  ELIOT  NORTON 


PREFAZIONE 


SKR\i;5n  resi  dalla  Concordanza  della  Z)K'i>/a  Co  mtfu'dia  pubbììcaiA 
acura  del  professore  E.  A.  Fay  (Boston,  j888)  hanno  fatto  sentire  più 
vivamente  il  bisogno  d*  un  libro  simile  per  le  altre  opere  italiane  del 
Poeta,  e  con  questo  scopo  sì  e  preparato  il  presente  volume.  In  esso 
sì  e  seguito  il  testo  della  seconda  edizione  del  Moore  {Tuit€  U  opere 
di  DanU  Alighieri  nuovamente  rivedute  mi  testo  dal  Dr.  E.  Moore^ 
Oxford,  >^97)t  nia  si  sono  introdotte  durante  la  stampa  le  alterazioni 
fatte  nella  terza  (Oxford.  iyo4). 

Non  vi  sono  comprese  le  opere  latine,  che  richiedono  un  libro  da  se, 
ed  anche  trattandosi  solamente  delle  opere  italiane  non  si  poteva 
includere  tutte  le  parole  con  citazione  del  contesto  senza  accrescere 
troppo  la  mole  del  libro.  Per  questa  ragione  si  sono  omesse  alcune 
parole  di  poca  o  nessuna  importanza  in  quanto  alle  variazioni  del 
significato  o  deir  uso.  Queste  sono  :  i  verbi  avere  ed  essere,  dei  quali 
però  sono  registrati  gli  infinitivi  usati  sostantivamente,  e/,  ehe^  chì^^  cki^ 
cniy  e^  ma^  ne,  ;/^\  twn,  o  (cong.),  questo^  quello  (per  le  forme  singolari 
questi^  quegli,  quei,  quelli,  e  per  eolei^  colui^  coloro^  costei^  costui^  costoro^ 
si  veda  più  avanti,  a  p.  vi),  se  (pron.  e  cong.),  st^  si,  fi,  gli  articoli,  le 
preposizioni  monosillabiche,  e  le  forme  regolari  (dal  punto  di  vista 
deir  uso  moderno,  non  da  quello  filologico)  dei  pronomi  personali 
e  possessivi.  Per  esempio  egli  al  singolare  non  si  è  registrato,  ma 
<y/r  al  plurale  si  troverà  al  suo  posto  alfabetico,  come  pure  elle^  ;/«/, 
ecc.,  le  forme  verbali  fia,  ficn^  fieno,  fora,  ed  anche  le  poche  forme 
latine  ammesse  (non  si  cerchi  rj/ sotto  sum  o  esse).  Per  un  numero  con- 
siderevole dì  parole  ho  indicato  soltanto  i  luoghi  dove  si  trovano,  senza 
dare  il  contesto  ;  la  lista  completa  di  queste  è  data  più  avanti,  a  p.  vi. 

Salvo  le  eccezioni  suddette  le  forme  sono  ordinate  secondo  T  uso 
generale  dei  dizionarii  ;  i  verbi  stanno  sotto  V  infinitivo,  e  le  forme 
flessionali  non  stanno  separate  in  ordine  alfabetico.  Ma  è  da  osser- 
vare che  gli  ^gettivi  o  participii  in  -ante,  -ente,  sono  registrati  separata- 
mente, e  che  quei  participi!  passati  che  si  usano  spesso  come  aggettivi, 
per  esempio  stretto,  si  sono  messi  sotto  V  infinitivo. 

Nella  Vita  Nuova  e  nel  Convivio  s'  incontrano  certe  parole  latine 
provenienti  distintamente  da  opere  latine.     Queste  parole  le  ometto 


w 


PREFAZIONE 


del  tutto.  Ma  le  parole  latine  usate  in  queste  due  opere  dal  Dante 
stesso,  e  non  di  rado  come  parte  integrante  della  frase  italiana,  le  ho 
registrate  ;  qui  ò  da  notare  specialmente  la  parte  latina  della  Canzone 
XXI*.  Anche  quando  Dante  cita  in  traduzione  italiana  qualcosa  da 
un'  opera  latina,  le  sue  parole  si  sono  considerate  come  originali.  In 
quanto  alle  citazioni  di  altri  poeti  italiani  e  alle  forme  dialettali  (nel 
Df  Vulgari  Eloquentià)^  era  mia  intenzione  di  lasciarle  tutte  da  parte, 
comchodetto  nell'articolo  sulla  Concordanza  nel  XXII*^  Rapporto  della 
Società  dantesca,  ma  ho  creduto  bene  di  includere  avwre,  core^  gentile^ 
parere^  riparare,  sempre^  valore^  che  si  trovano  nei  versi  citati  dal 
Dante  nella  Vita  Nuova  (3.  loi)  e  nel  Convivio  (iv.  20.  68).  Ho 
indicato  che  questi  due  versi  non  sono  di  Dante,  ponendoli,  insieme 
colle  cifre,  fra  parentesi  quadre. 

La  parte  provenzale  della  Canzone  XXI*  e  stata  omessa,  e  questa 
omissione  mi  pare  abbastanza  giustificata  dallo  stato  del  testo. 

U  uso  che  sì  è  fatto  dei  segni  []  e  ()  domanda  un  poco  più  di 
spiegazione.  Quando  si  citano  insieme  due  o  più  luoghi  (e  per  Io  più 
sono  ripetizioni  d' un  verso  o  di  parte  d'  un  verso  nella  prosa)  le  paren- 
tesi quadre  indicano  le  variazioni  ;  ciò  che  sì  mette  fra  questi  segni  si 
trova  in  uno  almeno  ma  non  in  tutti  i  luoghi.  Non  sempre  si  sono 
messe  insieme  tali  ripetizioni,  perche  le  variazioni  sono  spesso  troppo 
grandi,  ma  ì  versi  citati  nella  prosa  si  riconosceranno  quasi  sempre  facil- 
mente. Se  non  sì  cita  che  un  luogo  solo  Ì  segni  si  trovano  già  nel  testo 
del  Moore.  Ho  già  accennato  di  sopra  1'  uso  di  [  ]  per  indicare  che  due 
versi  non  sono  di  Dante.  Le  parentesi  tonde  che  sì  vedono  nelle  cita- 
zioni e  che  non  sì  trovano  nel  testo  originale  sono  riservate  per  le 
varianti,  e  si  aggiunge  una  lettera  maiuscola  per  far  vedere  donde  è 
tratta  la  variante.  M,  è  1'  edizione  del  Moore  ;  F,  significa  le  Opere 
Minori  con  ilìnstrasioni  e  note  di  Pietro  Fraticelli  (per  la  Vita  Nttava 
ho  usato  la  settima  edizione,  1899,  per  il  Conviino  la  ottava,  1900,  e 
per  il  Canzoniere  la  sesta,  190»)  ;  ^.  è  il  Canzoniere  col  cemento  di 
Panfilo  Serafini,  Firenze,  1883.  Se  si  trova  una  di  queste  lettere  sola 
fra  parentesi  dopo  le  parole  citate,  come  per  esempio  S  sotto  animale, 
s'  intenda  che  la  citazione  tutta  intera  è  presa  dall'  edizione  S  ;  ma 
anche  in  questo  caso  le  cifre  sono  quelle  del  Moore.  La  tavola,  a 
p.  vii,  mostra  le  differenze  nella  numerazione  delle  poesìe  che  non  fanno 
parte  né  della  Vita  Nuova  né  del  Convivio.  Qualche  volta  sì  trovano 
ì  segni  (  )  in  una  parola  stampata  in  caratteri  grassi,  come  a(l)tare  ; 
questo  mostra  che  ci  sono  due  forme  della  parola  {aitare  e  alare). 

Per  parecchie  ragioni  ho  dovuto  ristringere  molto  il  numero  delle 
varianti.     In  generale  non  se  ne  danno  fuorché  quando  il  testo  del 


I 


VI 


LISTA  DELLE  PAROLE  PER  LE  QUALI  SOLO  SI 
INDICANO  I  LUOGHI  DOVE  SI  TROVANO 


acciocché 

deh 

ornai 

sedici 

adunque 

dentro 

;  omei 

sei 

ah 

dicere 

1  onde 

senza 

ahi 

diecc  *r  dieci 

1  ora,  aw. 

sessanta 

ahimè 

died 

\  ottanta 

sesto 

alcuno 

dire 

1  ottanUdue 

sestodecimo 

allora 

dodici 

'  ottantuno 

settantesimo 

alquanto 

dopo 

ottavo 

sette 

altri 

dove 

otto 

settecento 

altro 

due 

ove 

seUimo 

altrui 

dunque 

'  ovvero 

si 

anche 

duo 

i  perchè 

sicché 

ancora 

duodecimo 

1  perciò 

siccome 

ancorché 

ec[cetcra] 

1  perciocché 

sopra 

andare 

ecco 

-  però 

sotto 

anzi 

essere,  s. 

perocché 

sovra 

appo 

esso 

!  più 

stare 

appresso 

esto 

'  piuc 

Ule 

assai 

fare 

poi 

Unto 

avere,  s. 

fia-sarà 

.  poiché 

teco 

avvegnaché 

fieniE  saranno 

posciachc 

terzo 

benché 

fìeno  e  saranno 

potere 

terzodecimo 

cento 

fino,  pnp. 

l  primo 

tre 

centocinquanta 

fora -sarebbe 

i  pui-poi 

tremila 

chedoche,  eong. 

forse 

1  purché 

trenu 

ciascuno 

fuor 

pure 

trentacinque 

cinquanta 

fuorCf  forc 

qua 

trentacinquesimo 

cinque 

fuori 

■  quale 

trentadue 

cinquecento 

già 

■  quando 

trentaquattresimo 

ciò 

giammai 

quanto 

trentesimo 

cioè 

imperocché 

'  quarantacinquesimo 

tutto 

GOU 

infìno 

1  quarantesimo 

tuttoché 

colei 

intra 

;  quarto 

u*— ove 

coloro 

inver*=  inverso 

1  quattordicesimo 

undedmo 

colui 

inverso 

1  quattordici 

undici 

come 

là 

j  quattro 

uno 

conciofossecosaché 

11 

'  quegli,  5i>^. 

vedere 

conciossiacoé 

lungo,  firep. 

quei,  SÌHg. 

venire 

concìoasiacosaché 

mai 

\  quelli,  sf'i^. 

venti 

contr* 

meco 

:  questi,  m'ng. 

ventìcinque 

eontra 

mentrechè 

!  qui 

venticinquesimo 

contro 

mille 

.  quindici 

ventidue 

cod 

nono 

'  quinto 

ventiduesimo 

cocteì 

novantuno 

quivi 

ventinove 

costoro 

nove 

1  sanzaiK  senza 

ventiquattro 

costui 

0,  inUr. 

1  sapere 

ventitré 

cotale 

ogni 

seco 

venfotto 

cotanto 

oh 

secondo,  num. 

ver  «  verso,  ^^ 

dacché 

ohimè 

secondo,  fnp. 
secondochè 

verso,  ^/. 

dappoicbè 

oimè 

vigesimo 

dare 

oltra 

scd  »  se,  coMj. 

volere 

decimo 

oltre 

^^^^^^^^H           VII 

^ 

1 

■ 

TAVOLA  DELLA  NUMERAZIONE 

DELLE 

^fl 

^^^POESIE 

DEL  CANZONIERE  CHE  NON  FANNO 

PARTE         ^^M 

\È  DELLA    VITA  NUOVA  NÉ  DEL  CONVIVIO 

^H 

H. 

F 

^^H 

1                Cmu.       IX. 

Amor,  che  muovi  tua  virtù  dal  cielo      .     . 

Canx. 

xii. 

Canz. 

^^^^1 

^^^k 

s. 

Doglia  mijcca  nello  core  ardire  .... 

., 

xx-iu. 

»• 

^^^^1 

^^^B 

JU. 

■Amor,  dacché  con\*tcn  pur  eh'  io  mi  doglia 

,. 

vili. 

TI 

^^H 

^^^1 

xii. 

Cosi  nel  mio  parlar  voglio  esser  aspro  .     . 

•t 

ix. 

T» 

^^H 

^^^^^^H 

juii. 

^  E'  m'  increace  dì  me  si  malamente  .     .     . 

»t 

iit. 

<i 

^^1 

^^^^^^B  ** 

Xhr. 

lo  adtln  ai  d*  Amor  la  gran  possanza 

11 

xìii. 

it 

^^^^^1 

^^^^^B    n 

XV. 

Io  san  venuto  al  punto  della  rota      .     .     . 

»* 

xl. 

FI 

^^^1 

^^E 

xifi 

1^  dispirUta  mente,  che  pur  mira    .     .     .     . 

,, 

i. 

*J 

^^^^1 

^^^^^^_  »«■ 

xifii. 

Morte,  poich'  io  non  truovo  a  cui  mi  doglia 

,, 

V. 

„ 

^^H 

^^^^^^^^B    •- 

xvai. 

-O  patria,  degna  di  trionfai  fama 

tt 

XX. 

»» 

^^H 

^^^^^^^^ 

xiz. 

Poscia  eh*  Amor  del  tutto  m'  ha  loaciato   . 

1? 

xvli. 

f* 

^^H 

^^^^1 

XX. 

Xr^aonnc  intomo  al  cor  mi  son  venate     .     , 

>t 

xix. 

«1 

^^H 

^^^B 

nL 

Ai  Eni»  rìs'  per  qua  traiu  avctz 

M 

XX  i. 

». 

^^H 

L 

Al  poco  giorno,  ed  al  gran  cerchio  d'  ombra 

Scst. 

i. 

Scst. 

^^H 

^^^^1 

A. 

Amor,  tu  vedi  ben,  ch<'  questa  donna   ,     . 

Canz. 

X. 

Canz. 

^^^^1 

iìi. 

Amor  mi  mena  tal  fiata  ali*  ombra    .     .     . 

Sest 

li. 

Scst. 

^^^^^1 

^^^^^B 

ir. 

Gran  nobiltà  mi  par  vedere  all'  ombra  .     . 

.. 

ili. 

" 

^^H 

«-     'A 

Dell  nuvoletta,  che  in  ombra  d'  Amoic      .     . 

Ball. 

v. 

Ball. 

^^H 

^-il 

Donne,  io  non  so  dì  che  mi  preghi  Amore     . 

.. 

vi. 

.. 

^^^^1 

^^^V 

Iv. 

Frtsca  rosa  novella   .     .          

»♦ 

xiì. 

— 

^^^^1 

^^^^B 

r. 

ti 

iil. 

., 

^^H 

^^^^1 

tL 

lo  mi  son  pnrgolelta  bella  e  nuova   .     .     .     . 

,, 

ix. 

,, 

^^^^H 

^^^^^^^^     " 

*-*t 

Madwina,  quel  rignor  che  voi  porute   .     . 

t» 

vii 

., 

^^H 

vtU. 

Per  una  ghirlandctta 

viii. 

^^^1 

^^^^^^^^B  *-• 

Ix. 

Poiché  sAOar  non  posso  gli  occhi  miei 

,, 

xi. 

,, 

^^^^B 

^^^^B  " 

z. 

Voi  che  sapete  ragionar  d*  amore     .     .     . 

ti 

X. 

•' 

^^^^1 

AXVI. 

Qu  pmrdcra  giammai  senza  paura  .     .     . 

.     Son. 

XXXV. 

Son. 

^^^^1 

■ 

XZ^fV. 

DagiH  occhi  della  mia  Donna  sì  muove  .     . 

.. 

xxi. 

.. 

^^^^H 

Da  quella  luce  che  il  suo  corso  gira .     .     . 

■  » 

xxxix. 

— 

^^^^1 

DI  doaae  io  vidi  una  gentile  schiera       .     . 

. 

xix. 

,. 

^^^^1 

^^^^^^^^^^H  ** 

xxm. 

Doe  Donne  in  cima  della  mente  mia     .     . 

•       t* 

xUt. 

,, 

xsxii.          ^^^^1 

^^^^^^^B   ** 

mi 

E*  non  ^  legno  dì  si  forti  nocchi  .... 

»* 

xxxvi. 

t* 

^^H 

^^^^H 

ZSX& 

(Mdo.  rorreJ  che  tu  e  Lapo  ed  io    .     .     . 

., 

ii. 

t» 

^^^^1 

xzxiii 

lo  xiaJcdico  il  dt  eh'  io  vidi  in  prima     .     . 

., 

xxxiì. 

.. 

^^H 

^^H 

SXXtv. 

lo  IBÌ  crrdca  del  tutto  esser  partito  .     .     . 

•» 

xl. 

.. 

XXXV.            ^^^^1 

^^^v 

sxxr. 

szxH 

la  M^n  al  Mt^Mti  della  bella  luce       .     .     .     ■ 

xxii. 

^^^^1 

^^^v 

^^^H 

io  SQO  SI  vago  uc  u*  vwi***  tMvw 

lo  «ODO  auto  con  Amore  insieme .... 

•       i> 

„ 

xxxiv.           ^^^^1 

sxsvii. 

Lo  J}p^  che  meit»  >  suoi  servi  a  ristoro      . 

•I 

xtiv. 

». 

^^^^1 

^^^1 

DDEVA 

*Ote.  voleSMio  dir  che  fosse  Amore  . 

.. 

xhf. 

— 

^^^1 

jsxix. 

HuiÌM  mi  p^rrà  n>"  P»"  «^™<*^>  cosa  .     .     . 

(1 

xJiiU 

XX. 

^^^1 

^^H 

vili 


TAVOLA   DELLA    NUMERAZIONE,    ECC. 


M. 

Son.     xli. 

xlii 

xliiì. 

xliv. 

xhr. 

xlvi. 

xhrii. 

xlviii 

xliz. 

t 

U. 

Ili. 

lUi 

liv. 

Onde  venite  voi  cosi  pensose  .... 
Orm  che  M  mondo  s'  adoma  e  si  veste  . 
Parole  mìe,  che  per  Io  mondo  siete  .  . 
Per  quella  via  che  la  bellezza  corre  .  . 
Per  villania  di  villana  persona  .  .  . 
Poìch'  io  non  trovo  chi  meco  ragioni  . 
Poiché,  sguardando,  il  cor  feriste  in  tanto 
Se  '1  bello  aspetto  non  mi  fosse  tolto  . 
Se  vedi  gli  occhi  mìei  di  pianger  vaghi 
Tc^liete  via  le  vostre  porte  ornai .  .  . 
Voi,  Donne,  che  pietoso  atto  mostrate  . 
Chi  udisse  tossirla  mal  fatata.  .  .  . 
Ben  ti  fanuuo  il  nodo  Salamone.  .  . 
Biccì  Nove!,  figliuol  dì  non  so  cui    .    . 


F. 
Son.         XV. 
xlvi. 
xxxiv. 
xxxviii. 
xlvii. 
xli. 
xlvili. 

V. 

XXX  vii. 
xlU. 
xiv. 
a86       — 


S. 
Son.       xii. 


XZVlll. 

xxxi. 


XXX. 

xlv. 

xliiì. 

xxxiii. 

xliv. 

xiii. 


p.  885    —        —       — 


ABITACOLO 


atritare.    Ch' ...  Dagli  a^Vo/»' lochi  stm  lontano 5.  P.  ci.  18. 

Acciò  eh'  io  .  .  .  Possa  venire  ad  abitar  qacì  loco S.  P.  ci.  116. 

abito.     Quest'  è  .  .  .  Un  abt/o  cligcnte ,     C  iv.  Catis,  iiì.  86;   17.  9. 

in  gente  .  .  .  d*  abito  che  di  sciensa  tiene Cans.  xix.  63. 

In  a^fVo  di  saggia  messaggicra  Muovi     ...,.,.,..  Balt.w  i. 

Amor  ...  In  abito  leggicr  di  peregrino K  /V.  9.  47  {Sott.  v.  4). 

Ha  gite  attorno  in  af>ito  dolente Som.  xlliì.  io. 

accaf^ionare.     Nuli'  altra  cosa  appo  voi  m*  acragivm  Dello     ....  Som.  xlvi.  5. 
acceadere.     Ed  hammi  in  foco  acceso,  Com'  acqua  per  chiarezza  foco 

acctnéi Cane,  ix.  a6,  37. 

Alza  il  cor  ...  il  sangue  oerriMA' Cana,  xv'm,  11, 

E  queata .  . .  Piti  nel  dolor  s'  a€ctsi CanM.  xx.  43. 

abitacela    li  miei  nell'  abitatolo  del  mio  Amore  . . .  miravano    .     .     .  C.  iiì.  1.  19. 

oh  stretti  a&iVaiWie  masserixie C  iv.  13.  114. 

dell*  altissimo  oAi/aa}/*;  venuta  in  loco C  iv.  ai.  84. 

abitare,     che  nelle  sue  salute  aAf/ttftt  la  mia  beatitudine K  iV.  11.  97. 

della  Donna  che  nello  edifìcio  del  corpo  abita C.  ili.  8.  77. 

abito,     lui  rimuovono  dall'  abito  di  scienza C  i.  i.  15. 

all'  abito  da  tutti  desiderato C  f.  I.  47. 

Quella  cosa  .  .  .  si  ^  T  abito  di  quelle  disposizioni C  i.  5.  19. 

in  qualunque  uomo  fosse V  abito sarebbe  1*  abito  di  conoscenza 

distinta C.  i.  6,  51  'bis). 

Dell'  abito  di  questa  luce  .  .  .  sono  orbate C  L  Xi.  40. 

r  abito  di  virlude  .  .  .  avere  non  si  può C  i.  il.  46. 

quanto  d^yp  virtuoso  non  si  pare C  iL  11.  74. 

per  r  abito  delle  quali  potemo  .  .  .  speculare C  U.  14.  40. 

il  quale  mena  1'  uomo  all'  abito  dell*  arte  e  della C.  lii.  la.  15. 

il  quale  ncir  ii^i/o  acquistato  adopera C  tii.  is.  17. 

se  non  in  quanto  ha  r  aòi/o  di  quella C.  ìii.  13.60. 

dall'  abito  maggiormente  è  altri  da  denominare C.  iii.  13.  79, 

diccmo  alcuno  virtuoso  ...  1'  abito  della  virtii  avendo  ;  e  dìcemo 

]'  uomo  facundo  .  .  .  per  1'  abito  della  fncundia C  Ìii.  13.  83,  84. 

avvegnaché  all'  abito  di  quella  per  alquanti  si  vcgna C  iii.  13.  95. 

che  propriamente  aÀi'/o  dire  si  possa C.  iii.  13.  98. 

per  lo  quale  r  d^t/o  si  genera C  iii.  13.  99. 

Per  r  abito  della  Sapienia  seguita C.  Ìii.  15.  47. 

che  non  può  essere  se  non  nel  auggetto  dell'  aòùo C  iv.  8,  laS. 

r  una  e  1'  altra  si  guardi  come  abito C.  iv.  14.  97. 

da  uno  principio,  cioè  dall'  abito  della  .  .  .  elezione C  tv.  17.  69. 

dire  .  . .  che  sieno  Abito  tUttivo  consiittnte  ntl  mtgeo C.  iv.  17.  71. 

cioè  r  abito  ilftiivo  consistente  nei  husso C  iv.  fio.  9. 

quegli  che  a  san  ...  si  fa  d'  abito  .  .  .  simile C  iv.  a8.  70. 

abituale,     perchè  la  nostra  sapienza  è  talvolta  abituai» C  iiì.  13.  54, 

da  uno  principio,  cioè  buona  e  abituali  ti faione C  iv.  18.  4. 

abituare,     uno  abituato  di  Latino C  i.  6.  53. 

abitudine,     adoperino  .  .  .  secondo  la  loro  abitudin*  insieme  .     .     .     .  V.  N.  30.  so. 

accademia,     lo  luogo,  dove  Platone  studiava,  cioè  Accatimn'a    .     .     .  C  iv.  6.  taS. 

accademico,    siccome  ...  e  Dionisio  Accademico C.  ii.  14.  35. 

questi  furono  ^^ftoiirni/n' chiamati C.  ìv.  6.  135. 

per  lo  modo  Socratico  quasi  ed  accadttmco ,  C  ìv.  6.  136. 

lo  nome  delli  ^4cRi^miW  si  spense C  iv.  6.  145. 

accendere,     per  lo  quale  le  anime  .  . .  s*  octvfM/oNO  ad  amare     .     .     .  C  n.  6.  115. 

li  quali .  .  .  molte  volte  s'  atondono C.  ii.  14.  168. 

1.0  quale  amore  ...  in  gran  fìomma  a'  fuceu C,  iiì.  i.  7. 


ACCOMPAGNARE  ^^^^  4 

accompagnare,     colui,  Che  volle,  donne,  aavmpagnanni  a  vul .     .     .     BùB.  v\.  io. 

acconsentire.     Che  s'  apre  quando  1*  animo  ùcconsmté Som.  xliv.  6. 

accorciare.     E  quel  pcnsicr,  che  più  m'  accorcia  il  tempo  .....     Sest.  ìi.  33. 

accordanza.     K  se  con  tutti  vo'  fare  acconjanea K  A^  13.  47  (Sun.  vi.  la). 

accordare.     E  sol  s'  acconian[o  in  chieder  pieUtc]   .     .     .     I'.  N.  13.  43  (Som.  vi.  7),  63. 

Si  che  s"  accùrdi  i  fatti  u'  dolci  detti Som.  xxxiv.  14. 

accorgere.     Ed  altre  donne,  che  si  furo  ttecortf  Di  me   .     .     .     V.  N.  ag.  134  [_Cana.  iì.  7). 

non  mi  valse  eh'  io  ne  fossi  accorta C  il.  Con*.  ì.  38  ;   io.  77. 

persone  .  .  .  Che  non  ti  paian  d*  essa  bene  accorte C  Ìi.  Cana.  ì.  58. 

stu  persona  adoma  di  .  .  .  Con  le  !;ue  parti  accorit C  iv.  Can».  iiì.  ia8. 

Che  non  s'  aaorge  ancor,  com*  ella  piace Cau*.  ix.  58. 

e  ninno  se  n*  ooof^ GiHa.  x.  151. 

Lasso  !  non  donne  qui,  non  genti  accorte  Veggr*  io Cans.  xi.  67, 

Quella  virtù  .  .  .  S*  accorale  ben,  che Caua.  xiii.  76. 

E  poi  s'  accorse  eh*  elP  era  mia  donna Sest.  ìi.  4. 

Ch'  egli  disparve,  e  non  m'  aerar»  come ^*  ^>  9'  57  (-Soh.  v.  24). 

Allor  m'  accorsi  che  voi  pensavate K  TV,  36.  33  {Soh.  x\x.  5). 


I 


accompagnare,     la  grandezza  ...  sta  bene  accompagnata  colle  .     .     .  C.  ii.  xi.  7i- 

rWif  CON  Ut . .  .  cioè  accompagnisi  di  questo  Amore C.  ìii.  14.  ioa. 

acconciamente,     concetti  .  . .  acconciamfMtt ...  si  esprimono     .     .     .  Ci.  io.  84. 

acconciare,     acciocché  sì  acconcino  più  ad  ascoltarmi V,  N,B.  40. 

quella  sarebbe,  acrowiarv  sé  a  più  stabilità .     .  C.  i,  13.  50, 

fu  amatrice  di  voi,  acamciaiuio  ...  il  vostro  processo C  ili.  15.  t8z. 

non  é  altro  dire,  se  non  che  V  acconcia  a C  iv.  35.  141. 

acconcio,     cui  vede  stare  perfettamente  nella  sua  persona  acconcio  .     .  C.  iv.  ao.  56. 

accordare,    cioè  là  ove  tutti  si  aaordassero      .........  K  A^.  13.  30, 

dico  in  che  tutti  pare  che  3*  aiYon/iV/o '"'  ^- »3- 55* 

avvegnaché  tutti  siano  accordati  in  questo C  ii.  6.  133. 

in  ciò  s' accofiia  Virgilio  nel C  iv  4.  114. 

se  luti*:  le  precedenti  virtù  s'  acconiassrro  sopra C.ìv.  at.  93. 

cia*>cuno  savio  s'  accorda,  eh'  ella  dura C.  iv.  34.  la. 

E  Tullio  in  ciò  s'  accorda  in  quello  di  Senettutt .  C  iv,  94.  93. 

accorgere.     Ed  io  accorgendomi  del  .  .  .  domandare  .  .  .  rispondea    .     .  K  A^  4.  il. 

onde  molti  s'  accorsero  del  suo  mirare V.  N.  ^,  io. 

che  ...  le  persone  sarebbero  accorte  più  tosto  del V.  N.  "j.  xi. 

temendo  non  altri  si  fosse  accorto  del K  ./V.  14.  33. 

0ca^rfM^Q5i' della  mia  trasfigurazione,  si  cominciaro V.  N.  i^.  ^i. 

Onde  altre  donne  .  .  .  s'  accorsero  di  me  che t^.  N,  93.  99. 

ond'  io  aceorgettdomi  che  questi  dicea  .  . .  dissi V.  N.  33.  la. 

anzi  che  io  me  n*  acrvr^Ast' f*.  ^.  35.  11. 

Ond'  io,  accorgendomi  del  mio  travagliare,  levai K  /V.  36.  7. 

accorgendosi  che  1'  ottava  spera  sì  muovea C,  ii.  3.  36. 

perchè  gli  antichi  s'  accorsono  che  quel  cielo  era C  ii.  6.  117, 

E  non  mi  valse  cM'  io  ne /ossi  accorta C  li.  10.  77. 

qtund'  ella  sarà  delle  sue  adomeuc  accorta C  ìì.  11.  89. 

acciocché  altri  se  n'  accorgesse ,     .     ,     .  C.  ìi.  xa.  14. 

Di  che  «acror^fmi^osf  Ercole,  alla  fine  prese  lui  .     .......  C  iiì.  3.  59. 

1*  avaro  .  ,  .  non  a'  acror^ircbc  desidera C  ìli.  15.  68. 

di  questa  Nobiltà  nostra  .  .  .  s'  accorse  il  Salmista C  iv.  19.  58. 

perocché  il  Maestro  . .  .  Aristotile  s'  accorse  di   . C  iv.  33.  8a. 

che  la  . .  .  natura  lo  suo  corpo  . . .  faccia  .  . .  accorto C.  iv.  35.  140. 

non  credesse  che  altri  se  n' ar09r;pisar C  iv.  37.  133. 

BCOorgimentoa     che  ...  1'  angelico  e  I*  umano  accorgimento  soperchia  .  C.  iv.  5.  3. 

per  sua  industria,  cioè  per  accatgimento C.  tv.  7.  66^ 


ACQUA 


acqua.    Se  non  gli  spargi  la  tu'  acqua  addosso S.  P.  cxlìi.  33. 

Qual'  è  sol  d'  ac^ha  e  di  parule  frutto ,     ,    ,     .  P,  F.  8S, 

acquetare.    Ch'  io  vo  piangendo,  e  non  m*  at^Mto  pui BaU.  vi.  34. 

acquistare.     Virtutc  . . .  Lui  obbedisce,  a  lei  acquista  onore  ....  Gih«.  x.  a8. 

Ch<>  beir  ynor  a'  arqmUa  in  far  vendetta Cant,  xiL  83. 

Che  senza  .  .  .  Nissun  puotc  ar^iits/ar  verace  loda Cant,  xix.  93, 

Che,  per  lo  sangue  lor,  del  male  acquisto  Sanno  .......  Som.  liv.  13. 

acquisto,  pp,    y.  acquistare. 

acquisto,  rr.     Per  far  del  paradiso  in  esso  acquisto P.  F.  139. 

addestrare.     E  qual  che  sia  *1  piacer  eh*  ora  n'  addistta Son,  xxxvi.  13. 

addietro.    E  solo  addietro  cogli  le  percosse     .........  Soh.  1.  13. 

acqua,     quando  .  .  .  poneva  legge  all'  acqut C.  iìì.  15.  173, 

la  quale,  mista  coli'  acqua  del  fiume C.  iv.  15.  8a. 

se  il  freddo  é  generativo  del)'  acqua C  iv.  18.  40. 

acquietare,     in  quella  s'  acquieta  ogni  suo  desiderio C.  ÌÌL  6.  73. 

acquistare,     delle  dignitadi  virtuosamente  acguistatt C  i.  a.  84. 

la  Fama  .  .  .  acquista  grandezza  per  andare C  i.  3.  77. 

perocché  non  acquistano  la  lettera  per  lo  suo  uso C.  i.  9.  ao. 

le  grandezze  . .  .  acquistate  e  conser\'atc  sono C  i.  io.  55. 

r  abito  .  . .  conviene  che  per  usanza  s'  acquisti C  i.  11.  49. 

quelle  che  per  noi  acquistan  si  possono C  ìi.  11.  51. 

per  la  quale  .  .  .  acquistiamo  eternai  vita C.  iii.  7.  160. 

studiano .  .  .  per  acquistar  moneta  o  dignità C.  iii.  11.  107. 

chi  desse  loro  quello  che  drfMi'j/anr  intendono C.iÌÌ.  11.  108. 

che  per  contemplazione  della  Verità  s' dryuils/a C  iii.  il.  148. 

lo  s/hc/i'o  il  quale  io  mettea  per  (irfHÙ/nrr  r  amore C.  iii.  19.  la. 

il  quale  nell*  abito  acquistato  adopera C  ili.  la.  17. 

lo  studio  che  sì  mette  in  acquistare  una  amistà C  iii.  la.  33. 

il  primo  studio  .  .  .  non  può  quella  .  .  .  acquistate C.  iii.  13.  101. 

per  le  cose  .  . .  desiderare  d*  acquietare C,  iii.  14.  137, 

in  questo  sguardo  ...  la  umana  perfezione  5*  acquista C  iii.  15.  35. 

seguita  che  s'  acquista  e  felice  essere  e  contento C.  iii.  13.  48. 

r  animo  umano  .  .  .  desideri  terra  arquistart C  iv.  4.  04. 

perocché  la  Romana  potenza  non  per  ...  fu  acquistata     .     .     .     .  C.  iv.  4.  89. 

piti  dolce  natura  in  ...  e  più  sottile  in  acquistando C  iv.  4.  100. 

chi  .  .  .  dà  .  .  .  per  acquistare  cose  perfette C  iv.  ir.  117. 

per  crescere  desiderio,  acquistando C  iv,  la.  115. 

per  che,  acquistando,  li  desideri  umani  si  fanno C  iv.  ja.  179. 

La  qual  griiiia  s'  acquista  per  soavi  reggimcnlì C.  iv.  23.  la. 

la  .  .  .  perfezione,  la  quale  s'  acquista  nella  Gioventute      .     .     .     .  C  iv.  37.  35. 

acquistatrice.     dee  essere  acquistatricr  d'  amici C.  i.  8.  85. 

la  quale  t  .  ,  .  acquistatrice  de'  grandi  onori  e  , C  iv.  1 7,  45* 

acquisto,     per  farsi  glorioso  di  tale  acquisto C  i.  ir.  110. 

paura  e  sollecitudine  grande  sopra  Y  acquisto C  iv.  la.  53. 

la  scienza.  Dell' ar^ms/o  della  quale  cresce C  iv.  la.  118, 

se  nelt'  acquisto  della  scienza  il  desiderio  sì  sciampia    .     .     .     .     .  C  tv.  xa.  131. 

non  solamente  nell'  acquisto  della  scienza  e  .   .  .  ma  in  ciascuno 

atquistu  il  desiderio  umano  si  dilata C.  iv.  la.  134. 135. 

si  compiano  nell*  acquisto  della  scienza C  ìv.  13.  55. 

Adamo,    quale  fu  il  primo  generante,  cioè  Adamo  .  . .  Dunque,  ae 

esso  Adamo  fu  nobile C  ìv.  15.  a8,  33. 

che  . . .  chiama  quelli  tutti  figli  d'  Adamo  ...  se  gli  spiriti  de*  figliuoli 

d'  Adamo C  iv.  15.  68,  70. 

addietro,     rivolgendo  gli  occhi  addietro C.  L  13.  75. 


ADOPERARE 


a 


adoperare.     Perchè . . .  morte ...  Ha  messo  il  suo  crudele  adoperar*   V.  N.  6.  a6  {S<m.  ili.  6). 
adoprare.     E  in  polirle  aJofirai  tutte  raìe  lime      ....».../'.  /\  3. 

adorare.     Lo  primo  è,  che  lui  solo  adorìanto P.  F.  155, 

adornare.     L'  anima  cui  adoma  estA  bontate  .     .     .     C.  iv.  Cam,  ili.  lai  :  16.  27;  93.  7. 

E  sua  persona  a^o/wa  [di  beltate] C  iv.  Gihb.  ìiì.  737;  35.  123. 

Tanto  lo  immaginar  .  .  .  L'  adoma  nella  mente Cuna,  tx.  34. 

Conserva,  adorna,  accresce  ciò  che  trova Cano,  x.  37. 

trasse  fuor  .  .  .  Per  adomare  il  mondo CattA,  xv,  42. 

Io  posso  dire  eh'  ella  adoma  V  erba,  La  qual  per  adornarsi  ogni 

altra  donna  Si  pon Srst,  iv.  13,  14. 

Ora  che  '1  mondo  s'  adorna  e  si  veste  Di Son,  xlil.  i. 

adomezza.     tu  vedrai  Di  si  alti  miracoli  adorttrsta   .     .     .     .     C  li.  Cana.  i.  50;  16.  84. 
adorno.     Cosa  mortale  Come  esser  può  si  adoma     .     ,     ,     .     V.  N.  19.  63  {Cane.  i.  44). 

Donna  .  .  .  Adoma  assai  di  gentilezze  umane      .     .     .     ,  V.  N.  93.  139  {Cans,  it,  a). 

Tanto  adoma  parete,  Ch*  io Bali,  iv.  99. 

E  adoma  gentilezza  le  fa  onore 5om.  xxx.  6. 

adoperare,     quello  che  al  presente  tempo  adoperava  in  me     .     .     .     .  y.  N.  aS.  6. 

conciossiacosaché  .  .  .  b  detti  cicli  adoptrino .  .  .  secondo  .     .     .     .  K,  TV.  30.  19. 

perocché  biasimevole  è  invano  adoperarr C  t.  B.  70. 

per  lo  loco  nel  quale  adopera C  iii.  3.  5. 

che  in  qualunque  parte  1*  Anima  pi(i  adopera  del . . .  plO  sottilmente 

quivi  adopera C  iii.  8.  54,  56. 

perocché  ...  in  due  luoghi  adopera  V  Anima C.  iii.  8.  66. 

il  quale  neir  abito  acquistato  adopera C.  ÌÌÌ.  la.  17. 

secondochò  per  quattro  etadi  diversamente  adopera C  iv.  33.  3B. 

adorare,     e  adoraì/ano  le  loro  immagini ,     .     .     .  C.  ÌL  5.  37. 

adomEunentO.     gli  adomamtnti .  .  .  la  fanno  più  ammirare     .     .     .     .  C.  ì.  zo.  9a 

da  tutto  accidentale  adornamento  dbcompagnata       .     ,     .     .     .     .  C.  i.  io.  96. 

alcuna  cosa  in  a{/om£immfo  della  Canzone  .     .     .     .     .     .     .     .     .  C  ii.  la.  18. 

si  vedranno  gh  n^omdm/M/i' dei  miracoli C.  iL  16.  86. 

«he  gli  di/oTHaw/nft' delle  maraviglie  é  vedere C  ìi.  16.  87. 

per  questi  af/orrmmrHyt  vedere,  cominciarono C  iL  16.  91. 

ad  alcuno  adomanintto  dì  ciò  che  detto  è C.  iv.  3.  9. 

la  quale  .  .  .  fatta  fu  ad  alcuno  adornamento C  iv.  30.  14. 

Oh  quanto  e  come  bello  adornamtnto  è  questo C  iv.  30.  64. 

adornare,     ma  (alte  adornare  di  soave  armonia K  /V.  la.  69. 

ma  '1  suo  rìportamento  .  .  .  procura  d'  adornare C.  ì.  3.  65. 

Quella  cosa  che  più  adoma  ...  le  umane  operazioni C.  i.  5.  17. 

■  quella  più  fissamente  intende  ad  adornare C  iìL  8.  56. 

quelli  massimamente  adorna C  iiL  8.  70. 

che  ordina  1'  Anima  ad  adomart  queste  parti C  iii.  8.  tao, 

E  sua  pmona  adoma.     £  questo  <i'/c?rTfa  é  verbo C  tv.  95.  134. 

adoraatrioe.    la  .  .  .  natura  .  .  .  Adomairke  delia  sua  prrsona  si 

mostra C.  iv.  96.  9. 

Bdomezxa.     per  le  accidentali  adometm  che  . . .  sono  connesse       .     .  Cu  zol  87. 

quand' ella  sarà  delle  sue  a^cjfywzw  accorta C  ii.  ÌI.B9. 

quattro  cose  ...  la  quarta  Adometza  corporale C  iv.  94.  1 18. 

Adrasto,     quando  Adrasto  rcge  degli  Argivi  vide       . C.  iv.  95.  6a. 

d*  Argia  e  di  DcìBICt  figlie  d*  Adrasto  regc C  iv.  35.  Bi. 

quando  Polinice  fu  domandato  da  Adrasto  rcge C  iv.  35.  110. 

Adriano.     Cesare  .  .  .  venne,  per  passare  il  mare  Adriano     .     .     .     .  C  iv.  13.  191. 

adultero,     nella  bocca  meretrice  di  questi  Ai/wZ/rn C.  ì.  it.  151. 

adunare,     ove  molte  donne  gentili  erano  nt/iimi// C  ^.  14.  4. 


AFFERMARE 


affetto.    Gli  orecchi  tuoi  ne  inchina  allo  mio  offttUì 5.  /*.  cL  & 

affezione.     Dacché  I' o^jioh  t' avrà  ornata Cflx*.  xvilì.  51, 

ailìnare,     Clio  par,  che  vostra  lode  più  s*  affitti^  Che San,  xlv.  13. 

afiUg^cfe.    Amor  m'  affliggi  ond'  io  prendo  cordoglio San,  xlvìit.  1 1. 

Ogni  ingiustizia  del  mio  core  afflitto S.  P.  xxxì.  36. 

Io  sono  afflitto  e  motto  umiliato,  Sol  per S.  P.  xxxvii.  a6. 

Non  mi  voler  lasciare  cosi  afflitto  D'i 5.  P.  1.  40. 

esaudire  La  voce  afflitta  dello  mio  clamore S.  P.  cxxix.  3. 

affiandare.     I.o  peso  che  m'  affltnda Come.  xìi.  oo. 

afibrzare.     Laonde  il  mìo  nemico  .  .  .  s'  afforzava  . .  ,  trapassare    .     .  S.  P.  xxxvii.  44. 

affrenare.     K  so  com'  egli  ojffrtna  e  come  sprona       .......  Son,  xxxvi,  3. 

agghiacciare.     Per  che  ogni  lor  pensiero  agghiaccia  e  pere  .    V,  N,  19.  53  {Cahm.  ì.  34), 

Adirare.     Accidia,  eh' . .  .  nel  mal  far  sempre  sue  voglie  aggira     .     .  P.  F.  194. 

aggiugD^e.     Tanto,  quanto  ìl  piacer  nuo\'o  s*  aggiugfìt Como.  xÌv.  74. 

aggiungere.     Poiché  se*  aggiunta  a  Marte Cam.  xvìiì.  37. 

*1  danito.  Che  s' tf^^MH^r  allo  inganno Gi*i0.  xìx.  99. 

aggradare.     Tanto  m*  aggrada  vederla  per  donna S*st.  ìv.  33. 

K  s' ci  v' f>j;;^at/a,  Donna  mia  gentile,  Che Son.  xlvii,  i  a. 


I 


affermare,     questo  fanno  .  .  .  questa  promissione  .  .  .  offrrwando 

le  non  cene  cose  affertuano  per  certe 

Cristo  r  afferma  colla  sua  bocca     , 

nella  prima  s' afftrma  che  questa  Nobiltii  luce  e  .     . 

Perocché  la  statua  .  .  .  afftrrtta  la  buona  opinione    . 
afifetto.     ragiona  dinanzi  agli  occhi  del  mio  .  .  .  afflrtto  . 

la  mia  anima,  cioè 'I  mio  n^//o,  arde 

maravigliandosi  del  divino  affetto  a  essa  .  .  .  creatura 
afTezìone.     Questo  6  .  .  .  quella  afflsiont,  che  suole  precedere 

tanta  fu  r  d/^^i'oH#  a  producere  la  creatura     .     .     . 
affocare,     esso  appare  affocato  di  colore       ..... 
a&eddare.     con  affmidatt  lo  corpo  dell'  occhio  con  acqua  chiara 
affrettare.     Alcuna  morte  è  violenta,  ovvero  per  . .  .  affrtttata 
Affrica,     questa  battaglia  fu  in  Affrica 

tre  mog;gia  d'  anclla  in  Affrica  erano  portate 

se  .  .  .  non  avesse  impresa  V  andata  in  Affrica  .... 
aforismo.  quando  .  .  .  donasse  ...  gli  A/vrismi  d*  Ippocratc 
agente.     I'  atto  dell*  agentt  sì  prende  nel  disposto  paziente 

quanto  1'  agtnt*  più  al  paziente  sì  unisce     .... 

siccome  negli  a^rw/r' naturali  vedemo 

che  *l  primo  Agrnti^  cioè  Dio,  pinge  la  sua  virtìi 

le  cose  convengono  essere  disposte  alli  loro  agrttti  . 
agevole,     e  la  bellezza  fosse  agrvolt  a  vedere   .     .     . 
agevolezza,    ai  vedri  V  agrvoUtsa  delle  sue  sillabe 
agevolmente,     a  più  agtvotmcnti  dare  ad  intendere 
aggiugnere.     perocché  ciascuno  aggutgug  il  fine  del  suo  desiderio 

La  quale  brievemente  s'  aggiugne  a\  lesto  .... 

Ciascuna  cosa  .  . .  quando  .  . .  aggiugnt  la  sua  virtù 

cioè  quando  aggiugnr  la  sua  propria  virtù    ... 
aggiungere.     Poscia  .  . .  aggiungo  una  stanza 

in  Ksso  non  può  essere  cosa  alla  sua  Essenza  aggiunta 

alcuna  luce  della  divina  bontà,  aggiunta  sopra  la 
aggregazione,     nel  Libro  dell*  aggrtgasioiti  dellt  sltìU  . 
agguardare.     se  bene  volemo  agguardare       .... 

le  quali  chi  bene  aggttardcrà,  vedrà  ...... 


C.  iv.  IO.  45' 

C.  iv.    25.    13Q. 

a  iv,  17. 94. 


C-  iv.  33.  xt. 
e.  iv.  39.  60. 
e.  ìi.  8.  85. 

C   iit.  3.    I30. 

C.  iv.  19.  63, 
e.  iìL  la.  a6. 
C.  ili  13.  73, 
C  ii.  14.  165. 
C.  iii.  9,  154. 
C  iv.  33.  76. 
C.  iii.  3.  65. 


C.  iv.  5.  167. 
C.  iv,  5,  171. 
C.  i.  8.  33. 
C.  ìi.  IO.  66. 
C  ìli.  IO.  13. 
C.  ili.  14.  17. 
C.  iii.  14.  33. 

C.  iv.  30.   60. 


e.  ii.    13.  33. 

e  i.  IO.  98. 

e.  iii.  9.  33. 

C  iii.  15.  ioa, 
C  iv.  jo.  104, 
C.  iv.  16.  Bo. 
C.  iv.  16.  85. 
r.TV.  19.  143. 

C  iii.   13.    I03. 

C  iv.  5.  149. 
C.  ii.  6.  134. 
C  i.  5.  57. 
C  i.  IO.  loi. 


ALBERGARE 


12 


albergare.     Di  quella  parte  dove  Amore  atbrrga Son.  xlhr.  13. 

albergo.     Che  it  ben  non  trova  chi  albergo  gli  doni    .......     Som.  xlvt.  8. 

V.  tf.  19.  45  (CrtWJ.  i.  36',  56  (CrtMs.  i.  37\  75  {Cmtu.  x.  56)  ;  30.  81  iCaMè.  ìii. 
41)  ;  CaH9.  X.  88,  137  ;  xiii.  17  ;  xv.  45  ;  xx.  96  ;  Sat.  ii.  a.  19,  66  ;  iiì.  35  ; 
Bali.  tri.  8  ;  X.  14  :  K  N.  7.  ao  .Son.  ìi.  3  ;  Son,  xxxi.  a  ;  xxxviti.  5  ;  xti  8  ; 
xlvii.  3,  8  ;  xlviii.  g;  S.  P,  xxxi.  9,  63  ;  ci,  71  ;  cxlii.  11  \  P.  F,  170. 

tu  sai  che  per  algmtt  freddo  L'  acqua  diventa SfsL  ii.  aj. 

Ch*  egli  ha  già  sparto,  e  vuol  che  'I  inondo  allaghi      .     .     .     Son.  xlix.  8. 


alcuno. 


algente. 

allagare. 


allato.     Chi  à  borsa  allato,  Ik  dov*  e*  s*  appressa 


Som,  lìv.  6. 


albergare,     la  sua  camera,  cioè  1*  Anima,  in  cui  essa  atterga.     Ed 
essa  filosofia  non  solamente  alberga  non  pure  nellì  . . .  essa 

t  dovunque  alberga  V  amore  di  quella C  iv.  30. 50,  51,  53. 

albergo.     I'  albergo  .  .  .  convenia  essere  mondissimo  e C  iv.  5.  33. 

ogni  casa  .  .  .  crede  che  sia  V  albergo C.  iv.  la.  148. 

eoa)  di  casa  in  casa  tanto  che  all'  albergo  viene C.  iv.  la.  15Z. 

uscire  le  pare  dell'  alhnga C  iv.  a8.  51. 

albero.     Che  Io  pie  dell'  albero  ...  sì  dee  principio  dire C  iv.  18.  48. 

Alberto,     e  per  quella  d'  Alberto  della  Magna  nel  libro C  ili.  5.  113. 

siccome  dice  Atàtrto  in  quello  libro C  iìi.  7.  37. 

non  ostante  che  Ridolfo  ...  e  Alberto  poi  eletti  sicno       .     .     .     .     C.  iv.  3.  43. 

secondochè  nel  quarto  .  .  .  scrive  Alberto C  iv.  33.  196. 

albore,     di  loro  apparisce  quello  a/^rr C.  ii.  15.  79. 

le  stelle  mi  pareano  .  .  .  d'  alcuno  ttlòore  ombrate C.  iiì.  9.  153. 

Albuino.     Albuino  della  Scala  sarebbe  più  nobile  che  Guido       .     .     ,     C  iv.  16.  71. 

Albumassar.     E  però  dW' e  A Ibuma^sar C  ii.  14.  170. 

alcuno.  K  A',  a.  61  ;  3.  106  ;  5.  33  :  6.  15;  7.  19  ;  8.  14,  15,  49  ;  9.  3a  ;  to-  »4  ;  !«■  ai 
7  ;  13.  fl8,  49,  68,  129  ;  15.57  ;  ao.  3  ;  aa.  31  ;  23.  a,  18,  43,  no;  94.  3;  95. 
35,  58.  -30.  99.  loi,  105  ;  aò.  7.  34,  53  ;  ag.  34,  37  ;  31.  13  ;  33.  8;  38.  ag  ; 
39.  48;  40.  84.33.4»  ;  4<.  ao»  49;  4fl-  15;  43.  II  !  C.  i.  I.  75,  88,  90,  106, 
114;  a-  9,  »5,  18,  75,  las  ;  3.  a.  la,  38;  4.  37,  65,  69,  71.  79.  74,  77. 
91;  6.  41,  67;  7.  50;  8.  48,  103;  9.  60;  IO.  ao.  66,  69;  tt.  ai,  43.  5©» 
55i  6a,  113,  133,  149;  13.  3,  43,  63;  13.  36  ;  ii.  a.  ia,  34.  38  ;  3-  «5  :  4-  5ii 
60;  5.  47.  6a,  iia,  lao,  jaa;  6.  80,  149;  7.  la  ;  8.  78;  9.  aa,  6a,  79, 
104,  119;  IO.  58;  ii.ao;  19.  17  ;  13.  8,  13,  49,  60;  14-  130,  936,  a43t  «S©  ; 
15.  48,  t6o,  168;  16.  SI,  56;  iìi.  I.  14,  16,  47,  iio;  a.  39,  41,  50, 
89,  104;  4.  44,  93;  5.  36,  177;  6.  8,  99;  7.  34,  76.  80,  84,  104,  105,  107, 
109,  115,  ne,  168,  170;  8.  a»,  37,  46,  48,  58,  91,  T45  ;  9.  40,  45,  50  (A«), 
97.  I09'  131  (*«).  134.  138,  153  ;  IO.  45,  77  ;  II.  31.  60,  66,  73,  95,  96  {bis\ 
ii3t  146.  154;  la.  60,  63,  III,  iia;  13.  43,  81.  97;  14.  117  J  I5-  "8.  60,  70, 
99  ;  iv.  I.  30,  85,  90  :  a-  sa  ;  3-  9  ;  4-  6,  8a  ;  5.  148  ;  6.  88,  107  ;  7-  8,  «o, 
35,  69,  63,  83,  88,  136  ;  8.  33;  9.  44,  77,  107,  134,  143,  155,  160;  10.80.87, 
107.  Ila;  11.  61,  88,  93;  la.  96,  98,  114,  156  ;  13.  4,  37,  117,  14B,  IS3;  U- 
33;  15-  3'.  39»  40,  170;  16.  71  ;  17-  Ila  ;  18.  15;  ao.  31;  ai-  49i  9^  ;  "• 
93.  136:  33.75;  34.  I3»i  150.  168,  181  ;  35.  50,  75;  a6.  133;  97.  70,  85; 
a8.  37,  66  ;  og.  57,  66,  90;  30.  14. 

Alessandro,     chi  non  ha  ancora  nel  cuore  Alessandro C  ir.  xi.  194. 

Alfnq^ano.     secondochc  pone  At/ragtmo         ,     .     .     C.  ii.  14.  95. 

AlgBzel.     quali  dalli  motori,  siccome  Plato  ...  e  Algasti       .     .     .     .     C.  ii.  14.  39. 

ch<^  Avicenna  e  >4(^dW  vollero  che C  iv.  9i.  15. 

alienare,     smarrivami,  sicchi>  quasi  parca  di  fuori  at$'e$$ato     .     .     .     .     C  iìi.  3.  loB. 

allagare,     perché  io  1'  abbia  allegato  di  sopra k'.  N.  31.  11. 

le  parole  che  seguitano  a  quelle  allegate K  M  31.  15> 

che  seguitano  a  quelle  che  sono  allegate            .     .     .     .     .  K.  A^.  31.  19. 

ragionalo  per  me  nello  aUtgato  libello C.  iì.  a.  13. 


ALLUMINARE  ^^^^^^^^^^^^^^^  I4 

alma.     Felice  1*  aittta  che  in  te  Ca  creata .     .     .     ,     Ca»s.  xv'iìu  59. 

A  ciascun'  alma  presa,  e  gentil  core  ,  .  .  Salute '^^  ^-  3*  77  {Son,  L  x). 

Ove  r  fì/mn  gentil  pà  locata  era K  W.  8.  33  (Som.  m.  13). 

Se  r  a/»((i  sbigottita  non  conforta .     .  ^.  A*".  15.  37  {Som.  viii.  ro). 

Coni'  alma  raziona]  senza  ragione K  N.  ao.  16  (Son.  x,  4). 

Cavami  1'  atma  fuor  delle  peccata 5.  P.  n.  18. 

O  g^loria  dell'  aÌMit  peccatrici     .         S.  P,  xxxi.  $a. 

Vedi,  che  r  aima  mia  in  fuga  é  mossa S.  P.  cxlii.  13. 

Tu  sai  che  V  alma  Io  li  ho  già  offerta ,     S.  P.  cxlii.  43. 

Dalle  quaì  pene  noi  almi  tapine  Ci  guardi  e  c^mpi P.  ^.  64. 

almeno.     Ponete  mente  almen  com*  io  son  bt^lla C.  ìi.  Catts.  i.  61. 

Ali>Ì,  />/.     Così  ra'  hai  concio.  Amore,  in  raeuo  1'  Alpi Canz.  xì.  £x. 

alquanto.     K  A'.  3».  76  {Cans.  ìii.  36.1  ;  C  iv.  Catta,  lii.  1 18  ;  K.  iV.  aa.  77  \Son,  xii.  10)  ; 
SoH.  xxxix.  r^  ;  xli.  6;  xlvii.  ^. 

altamente.     Ed  io  non  vo'  parlar  si  af/anirntf K  TV.  19.  aB  (Cane.  i.  9*. 

altare.     Con  le  vilelle,  che  sopra  V  afturt  Offcriratti  quei    ....  S.  PA.  71. 

benigno  All' uZ/nr  ci  dioiostni,  com' io  dico P.  F.  i3o. 

altezza,     Lìcvd  principio  della  tua  atteta Cane,  ix.  49. 

Tutto  lo  mondo  canti  .  .  .  Vostra  alU**a  pregiata Baft.  iv.  17. 

alluminare,     che  del  suo  lume  tutte  le  scienze  a*  ai/ntnitiatto     .     .     .  C.  ii.  14.  199. 

di  tutte  le  cose  che  il  sole  allumina C.  Ìii.  6.  12. 

lo  quale  di  .  .  .  luce  s^  prima  e  poi  tutti  i  corpi  .  .  .  alltimtna     .     .  C.  iii.  la.  56. 

cosi  Iddio  5^  prima  con  luce  intellettuale  aHumÌMa C.  iii.  la.  56. 

in  quanto  esso  è  in  altra  parte  aliununata  ripercos» C.  iii.  14.  48. 

mercé  della  .  .  .  luce  . .  .  che  quella  aUumina C  iv.  15.  96. 

almeno,     e  se  non  tutte,  almtno  la  loro  sentenza K  A^  1.  7. 

dico  che  .  .  .  aìnuHO  intendo  questo »     .     ,  y,  N.  43.  33. 

mostra  almeno  sé  essere  amico C  i.  8.  a&. 

ponete  mente  aimrno  la  mia  ùe/Itsaa C  il.  la.  57. 

almmo  la  pronta  volontii  mostra  che C  iii.  i.  74, 

a/mrno  innanzi  quanto  io  potessi Citi.  1.96. 

se  non  appieno,  ahtttna  alcuna  cosa  .  .  .  disnodare C  iii.  8.  a6. 

Onde  .  .  .  almeno  opre  la  \na C  iv.  la.  303. 

dammi  aimrno^  eh*  io  .  .  .  sia  chiamata  tua C  iv.  a8.  146, 

Alpetx^gio.     siccome  dice  AÌf>ttragio  quando  aflerma C  ìii.  a.  37. 

alquanto,     r.  A^.  3.  47;  5.  37  ;  7.  9;  8.  11,  13;  9.  a;  ro.  r6;  11.  10;  la.  6,  19,  54; 

14.  58;  18.  45,67;  19.  16,  lao,  133,  ia6,  laS  ;  ao.  a,  8  ;  aa.  94;  33.  11, 
1 17  ;  34.  71  ;  35,  40  ;  39.  13  ;  31.  6  ;  33.  a,  5  ;  33-  '7  :  35-   «o»  33  :  36*  »  ; 

39.  as;  40.  13  ;  41.  6,  33;  43.  io;  C.  i.  6.  72;  n.  83  ;  ii.  6.  96  ;  13.  9  ; 
ili.  9.  11  ;  13.  74  ;  13.  96  ;  iv.  8.  96  ;  la.  307  ;  t6.  60  ;  ao.  84  ;  aa.  11  ; 
35,  31. 

altare.     ]e\-are  il  drappo  d*  ìn  su  1'  altare C.  iv.  97.  za6. 

la  tovaglia  furata  di  su  1'  altare C.  iv.  37.  130. 

alterare,     esso  dieci  a/^/runc/o  cogli  altri  nove 0.11,15.31. 

ogni  cosa  eh' è  d/<rra/(t C.  iv.  io.  88. 

che  altera  o  corrompe  alcuna  cosa C  tv.  io.  1  (a. 

alterazione,     signìfìca  il  movimento  delP  atteranone C  ìi.  15.  99. 

la  più  bella  alterazione  che  esso  riceva  si  è  la  sua C,  ii.  15,  33. 

si  si  corrompe  precedente  alcuna  alteratiutte C.  iv.  10.  87. 

conviene  essere  congiunta  coli'  alterazione        C.  ìv.  io.  89. 

quando  per  r  a/^ranoffc  del  cercbro C  iv.  15.  173, 

altezza,    al  nostro  salire  a  loro  altesMt C  ii.  6.  50. 

trascende  1'  alleixa  di  costei C  iii.  4.  7. 

Chù  '1  suo  parlare,  per  V  alUua  ,  .  .  sua,  genera C.  iii.  7.  133. 

• 


ALTO 


l6 


alto,     da]  luogo  aito  ed  eminente ^B|^^B  >     •     S.  P.  ci.  76. 

Poi  alle  in  ciclo  vivo  se  ne  gì "..../'./".  51. 

altramente.     E  chi  aitratumlt  vacillando  crede  .     .     .     .     F.  /".  43. 

altresì.     Né  eglino  altrrsi,  se  son  Cristiani C  iv.  Catu.  iii.  73  ;  15.  89. 

altrettanta     Ch'aZ/nr/uM/o  dì  doglia  Mi  reca  la  pietà  quanto.     .     .     .     CaHf.  ziìi.  s. 
altri.     C,  iv.  Ca»M.  iii.  35;    GiMJ.  xìi.  38;   xìv.  65,  93,  94;  xvi.  46:   Stai.  ii.  54;  Sotu 

xxvi.  II  ;  xxxt.  13. 
altro*     K  A'.  19.  38  'Caiu.  i,  19)  ;  93.  134  (Caru.  ii.  7^,   151  {Cans^  ii.  34'',  189  \Cans,  ii. 

^J  r  3^*  59  (^0N4.  iii.  19)  ;  C.  iv.  Orna.  iii.  47,  96.  98  :  CdN«.  ix.  44.  78,  85  ; 

»•  46»  77.  «35  ;  »*'.  S«  ;  »"•  79  ;  »v.  18,  30,  65,  66  ;  xvi.  6,  45.  59  ;  xviì.  38  ; 


alto,     perchè  veggiono  Care  ...  gli  a/// matrimoni C  iv.  8.  75. 

non  paia  troppo  aito  dire  ad  alcuno f.  iv.  ao.  31. 

Oh  mìseri  e  \'ili  che  colle  vele  attt  correte        C  iv.  a8.  55. 

Certo  .  .  .  non  volle  entrare  colle  vele  atu C.  iv,  38.  60. 

altrettanto.     Lo  quale  montare  .  .  .  vede  con  altratUintc  rote  quante    .     C  iii.  5.  164. 

hanno  .  .  .  una  notte  d'  aUrrttttnto  tempo C  iii.  5.  170. 

poi  il  vede  .  .  .  per  altrtttanti  a  sé  tornare C.  iii.  5.  181. 

e  in  attrtnanti  ritorna       C  iii.  5.  184. 

cosi  il  discendere  ...  è  attrwttanto  tempo C  iv.  34.  41. 

altri  V.  N,  14.  33;  is-  58:  24.  33;  31.  io;  32.  39;  35.  13;  36.  B;  40.34  ;  Ci.  ».  116; 
3.  18  ;  ii.  xa.  14  ;  iii.  4-  33  ;  13.  80  ;  15.  41  ;  iv.  3.  36,  46  ;  7.  73  J  9-  64  ;  io, 
93  ;  15.  145  ;  34.  170  ;  36.  36,  38  ;  37.  59,  133. 

altrimentL     che  aùrimmfi  non  li  potrebbe  onorare C  i.  6.  30. 

non  a//nmrn//' sarebbe  fatta  la  domanda C  i.  la.  6. 

li  Teologi .  .  .  prendono  altrt'men/i che  li  poeti C  ii.  i.  37. 

avvegnaché  . .  .  paia  sentire  afln'pHfHfi C.  ii.  5.  14. 

non  aZ/nViuvi/i  sono  chiusi  li  nostri  occhi C.  ii.  5.  laB. 

non  atirinttnti .  .  .V  altre  scienze  sarebbono  celate C  ii.  15.  158. 

attnm£Hti  essere  non  poCrcbbono C  iii.  7.  is. 

ta  bontà  di  Dio  à  ricevuta  itìthmntti  dalle  Sustanze  separate  ...  e 
attfitttgnti  dall'  anima  umana  ...  e  n//nmm/<  dagli  animali  .  .  . 
e  altrimenti  ilalle  miniere,  e  a/trimrnti  dalla  terra,  che    C.  iii.  7. 46, 50, 56,  59  (Mr). 

quella  riceve  .  .  .  altrimenti  una  che  un'  altra C  iìL  7.  68. 

a Ithmeu ti  non  si  continuerebbe  la  umana  spezie C  iii.  7.  86. 

altrimenti  si  macolercbbe  la  forma  visibile C  iii.  9.  93. 

cJiiamatto  .  .  .  Ja  stella  talora  attritnenti  che C.  iii.  io.  5. 

si  si  può  appressare  ...  e  non  altrimenti C  ìii.  15.  69. 

a//rrmnf/'i  andercbbc  in  contrario  di  sé  medesimo C.  iii.  15.  79. 

che  altrimenti  è  disposta  la  terra  nel  principio  della  primavera  .  .  . 

e  ultrimenftìo  verno  ;  e  altrimenti  e  disposta  una  stagione        C,  iv.  a.  53,  55,  56. 
così  la  nostra  mente  . .  .  altrimenti  è  disposta  a  un  tempo,  altrimenti 

a  un  altro C.iv.  a.  6i,6a. 

r  anima  t  Donna,  e  eUtrimentié  serva C  iv.  3.  148. 

altrimenti  moìtì  difetti  sosterrebbe C  iv.  4.  14. 

altrimenti  sarebbe  stata  la  elezione  .  .  .  non  eguale C  iv.  4.  95. 

Non  altrimenti  %\  dee  rìdere C.  iv.  37.  137. 

altra  K.W.  6.  15;  7.  45;  u.  «a;  la.  139;  13.  11.  15,  18,  33;  14.  43,  49;  15.  la  ;  16. 
la  ;  18.  5,  18,  ao,  39,  55,  60  ;  19.  93,  143  ;  ao.  36  :  ai.  53  ;  33.  46,  49,  63  ; 
33,  56,  91  ;  34.  a6,  40  ;  35.  a8,  48,  55.  57.  89  ;  b6.  17,34  ;  37.  8,  11  ;  ag.  33, 
«8  ;  30.  30  ;  31.  17  ;  33.  XI  ;  34.  9.  >«.  M.  m^j  ^  :  35-  a»t  34,  36,  40  ;  39- 
15.  »6i  31-  36.  37.  5"  i  41.  «6i  37.  5°;  4».  »o  !  <^  »•  "■  '8,  30,  34,  43,  95, 
119,  I30,  133,  "9,  133;  3.  IO,  35,  63.  73.89,  100,  loi,  MI  ;  3.  6,  8,  39;  4. 
36,  55,  99  ;  5-  8,  IO,  88  ;  6.  16,  18,  a8,  49  ;  7-  78,  85.  86,  93,  97  ;  8.  7,  aa.  51, 
59;  9.  35.44;  10.  7.  34,  48,  73.  76;  M.  «4.  45*51,61,64,  116,  135;  la.  4r 


ALTURA 


xix.  39,  68.  lao,  127  ;  xx.  24,  40.  59,  63  ;  Srs/.  i.  14  ;  ii.  3,  43.  44,  48  ;  iii.  6, 
99  ;  iv.  3.  6,  10,  14,  sa,  39  ;  K  N.  xa.  ioa  iBati.  i.  33)  ;  9.  44  [Som.  v.  i)  ; 
«3.  38  {SoH.  vi.  3),  39  {Son.  vi.  4;,  40  {Soti.  vi.  5),  41  {San.  vi.  6)  ;  14.  79 
(Sm.  vìi.  1]  j  3o.  15  (5o/i.  X.  3}  ;  aa.  92  (Som.  xìii.  4)  ;  34.  60  {Son.  xiv.  1 1)  ; 
a7.  18  [Son,  xvi.  6)  ;  38.  37  {Son.  xxi.  3"  ;  39.  67  [Son.  xxu,  Sì  ;  S«n.  xxvi.  6; 
XXX,  5;  xxxti.  5;  xxxiv.  3  ;  xxxv.  6;  xxxvi.  14  ;  xxxvii.  11  ;  xxxviii.  7,  13; 
xxxix.  8  ;  xl.  a  ;  xlìi,  13  ;  xlvì.  5  :  I.  a  ;  li.  8  ;  hi.  6,  9  ;  5.  P.  xxxvii.  43  ; 
cxlii.  48,  49  ;  P.  /•.  68,  78,  139,  156.  158. 

Te  n'  andrai,  anzi  che  lu  vadi  altrove Cana.  ìx.  77, 

Qu&ndo  .  .  .  Amore  è  solo  in  me,  e  non  altrove Cans.  xv.  70. 

altrui,  y.  N.  19.  33  {Ca^B.  i.  14  1 :  33.  149  {Cane.  ii.  aai  ;  33.  50  \CaMs.  iii.  io)  ;  C.  ii. 
Cams.  i.  3  ;  iii.  Cans.  ii.  45,  67;  iv.  Canm.  iii.  30,  93,  235  ;  Cans,  ix.  7  ;  x.  51, 
101,  136;  xì.  39,  70  ;  xii.  12,  a6  ;  xiv.  38,  56:  Bali,  li,  14  ;  vi.  5,  17  ;  viii.  ai  ; 
X.  18,  aa  ;  K  N.  14.  90  (Som.  vii.  ra)  ;  aa.  9.^  {San.  xtìi.  6)  ;  a6.  38  [Son.  xv.  a)  ; 
41.  68  {Son.  xxxv.  14)  ;  Som.  xxvi.  7  ;  xlviii.  13  ;  liv.  4  ;  S,  P.  1.  ai  ;  P.  F.  140^ 
«68,  173.  179,  ]88. 
di  sua  Datura  Stando  su  ìn  altura Bali.  ix.  6. 


■J*"»-  3*.  43.  S^,  98;  13-  13,  14.  K>i  a?  '.     ii-  I-  ".  68.  70,  77.  91,  93,  loi,  ioa, 

xiS.  134  ;  a.  34,  37,  54,  57  ;  3.  35,  43,  48,  56,  64  ;  4.  53,  57,  58,  60,  96, 
98,  99  {bis)  ;  5.  17,  ai,  a6,  37,  31,  77,  79,  86,  98,  107,  no,  113,  134  ;  6.  48, 
80.  138  ;  7.  19.  ai,  37.  3a.  35,  58,  74,  77  (Ìii\  84,  87,  93.  97.  103  ;  8.  11, ao, 
33.  65»  68.  71  ;  9.  8,  19,  37,  31.  58.  60,  71.  76,  84.  87.  99,  laa,  133,  133  ;  io. 
4»  ;  I».  37»  46.  58'  67,  73,  8a,  91  ;  13.  ao,  35?  33»  4»»  5«  !  '3-  «8,53,58;  14. 
«3.  aa.  37.  44,  7».  73.  75t  76.  78,  98,  100,  103,  107,  log,  113,  114,  xt7,  135, 
136,  148,  r6i.  ao3.  330.  331,  339  ;  15.  3,  6,  ii.  13,  aB,  33,  49,  55.  63,  69,  94» 
«■7,  134.  157.  159  ;  16-  55*  57.  60,  73,  95,  97  ;  iii.  i.  17.  36,  49  ;  a.  19,  45» 
50,  94,  96,  ti4,  133  ;  3.  33,  50,  sa,  71,  77,  117,  135  ;  4-  59»  «4  ;  5-  3<.  45j 
74,  93.  loi.  104,  lao,  137,  141.  158.  173  ;  6.  7.  33,  35,  6a,  96,  98  ;  7.  33,  38, 
43»  5».  60.  69,  77-  83.  86.  109.  X48,  J49,  158,  175  ;  8.  16,  36,  38,  41,  44-  6a. 
131,  161,  189,  196;  9.  47.  55.  56,  65,  8a.  roo;  io.  33.  46.  53,  68;  11.59,84, 
89,  100.  113,  117,  ia6,  155  ;  IO.  16,  30,  33,  58,  68,  105,  iia;  13.  55,  66,  73, 
115,  116:  14.  10,  15,  16.  36.  48,  66,  69,  ia,  79.  84.  86.  95  ;  15.  7.  a»,  a?'  38, 
tia.  lae  ;  iv.  l.  io,  13,  T4.  15.  45  ;  a.  33,  57,  6a,  138,  155  ;  3.  6,  13.  70  :  4. 
49.  7».  77.  «35  ;  5-  38,  137,  M7  :  6-  »S.  38,  59»  97,  98,  loB.  115»  lèa,  183  ; 
1'  7»  37.  65.  70.  79.  9'  ;  8.  5,  19.  31,  55,  100.  113,  135  (ft"ì  ;  9-  133.  M9i 
156,  t6o;  IO.  13.  84,  I03,  116  ;  11.  lat  ;  la.  93,  99,  100.  103.  108,  i^-]{bis\ 
150.  171.  180.  183.  185.  186,  187,  190  ;  13.  8,  17,  ig,  37,  ag  bis\  31,  40,  44, 
94,  141  ;  14.  46.  9r,  97,  100.  ioa,  108;  15.  16,34.  I39.  156  !  '6-  37-  5i.  lao; 
*7-  15.  54.  67.  89,  115,  135,  138.  131  ;  18.  16.  30.  94.  33,  34.  36,  37,  49,  53, 
56,  63,  65,  66  ;  19.  43  ;  ao.  79,  87  ;  ai.  17,  97  ;  aa.  3r,  55.  56,  6a,  70,  78,  80, 
8r,9i,  105,  114,  135,  146,  169,  189,  190;  33.  58,  71,  75,  84,  87  ;  34.  86,  87, 
88.  »37.  157.  <7i.  «85.  186;  35.  4,  35,  141,  143;  36.37,  98;  37-  37»  9^ 
>»5»  »3«»  »37  ;  a8.  io,  xa8.  136,  150  ;  39.  96,  49,  59,  6a,  96»  »<S  J  3*>.  5»t  6^» 

Di  questo  si  pitrlcrik  al/roit C*.  i.  5.  66. 

ivi  r  anima  .  .  .  più  che  affrove  s'  ingegna C,  iii.  4.  43. 

mittv9$  ragionerò  piii  convenevolmente       C.  iii.  10.  41. 

che  non  può  essere  altrove C.  iii.  la.  98. 

E«te««vdice C  iv.  35.  18. 

K  A".  4.  Il  ;  5.  of ,  96 :  9.  36 ;  M-  7^  :  »5-  6a  ;  ai.  54  ;  a^.  33,  38  ;  36,  15  ;  C  Ì. 
a.  103,  130;  4.  a8:  5.  34  ;  11.  3.  87,  103,  143,  144,  146;  la.  31  ;  ii.  3.  33; 
7.  33;  II.  41  ;  la.  40;  13.  la  ;  iii.  4,  60,  84  ;  7.  7  ;  8.  aoi  ;  io.  74  ;  14.  97, 
100  ;  iv.  3-  «6.  57  ;  7-  *53  ;  Jo.  i  ;  la.  9  ;  14.  i  ;  15.  143  ;  17.  as  ;  aa.  ia6  ; 
«4-  »44  ;  B5.  86;  87.  13,  a8,  31,  56»  "4»  'ao. 


ALZARE  ^^^^^^^^^^m  y 

■Ixare.     E^li  ffilca  ad  or  ad  or  U  mano HI^^H^F  X^    ^  Gnu.  xii.  40b,  V 

S'  e^  mima  Un*  altra  volta Gnu.  xil  50. 

Ed  *iaa  gli  occhi  micidiali Csmm.  zìiì.  49. 

>4/«is  il  cor  de' sommersi  . Cmhm.  xviiì.  it. 

anwntc.     Piangete,  amaj>A'[,  poiché  piange  Amore]  K.  iV.  8.  so,  ai  (Som.  iìL  i). 

amare,    non  s'  accorge  ...  Né  com'  io  1'  «mo  forte Corta,  ix.  59. 

Voi  non  dovreste  mman C«k«.  x.  15. 

non  de*  creder  quella  .  .  .  Esser  amaia  da Cams,  x.  140. 

Celandosi  da  me,  che  tanto  1'  amo Cmmm.  xiv.  a6. 

non  venir  meno  ...  al  cor  che  tanto  v*  ama Cans.  svi.  15. 

E  voi  pur  sete  quella  eh'  io  piti  anta Cam»,  xvi.  40. 

Qual  é  de'  6glÌ  tuoi,  che  in  ooor  t'  ama Cams.  xviiì.  4. 

E  a  que*  che  t*  aman  più,  più  fai  mal  piglio Caìu.  xviìi.  30^ 

amabile,     ogni  bontà  ...  è  amatnit  in C  L  ta.  6a. 

tanto  ancora  è  più  amahiU C  i.  la.  68. 

swegnBcbà  ciascuna  virtù  aia  a$ttaÌnU  neir  nomo,   quella  i  più  M 

atmabiU C.  i.  la.  70.       I 

Questa  è  tanto  amabilt,  che C.  L  la.  74.      fl 

quelle  cose  che  a  luì  sono  più  amabili C.  ìv.  aa.  67.    f 

che  .  .  .  non  sia  ptù  nobile  ...  e  però  più  amabUt C.  iv.  aa.  roi. 

la  quale  .  .  .  massimamente  é  amaòtU C.  iv.  ^q.  139, 

amabfllaaiTDO.     piene  di  dolcissima  ed  amabilissima  bellezza       .     •     .  C  L  io.  loa. 

amadare.     della  quale  nullo  amadore  prende  compiuta  gioia       .     .     .  C.  ili.  la.  107. 
C/.  amatore.  M 

amante,     che  congiugne  e  unisce  V  amante  colla  persona  amata      .     .  C.  iv.  x.  4.         H 

le  passioni  .  .  .  entrano  nella  persona  amante C.  iv.  i.  la.       H 

A  che  fine  ami  tu  questa  tua  donna V.  N.  \B.  33.    H 

si  duole  del  difetto  di  colui  eh'  egli  ama C.  i.  i.  57.         H 

r  una  si  é  a  ntagni/icarr  V  amato Ci.  to.  34.        m 

lo  quale  .  .  .  amo  e  ho  amato C.  1.  xo,  40  {bùi). 

Molti  sono  che  amano  più  d*  essere  tenuti C  i.  it.  73. 

perchò  più  propìnqui,  più  amati C.  ì.  xa.  59. 

i  suoi  nemici  1*  amano C.  t.  xa.  76.       ^ 

che  più  in  essa  è  amata  e  commendata C  i.  la.  91.       H 

che  ...  lo  bene  manifestare  ...  è  più  amato C  ì.  la.  94.      ^ 

questa  vita  è  da  Dìo  più  amata  ;  e  s'  ella  è  più  atnata C.  ti.  5.  84  (to). 

le  anime  di  quaggiù  s' accendono  ad  amarv C  ìi.  6.  116. 

che  ciascuna  cagione  ama  lo  auo  effetto,  e  amando  quello,  salva    .  C.  ìi.  9.  a9,  30. 

lì  commendava  la  persona  che  s'  amava C  iiL  1.  30. 

unimento  spirituale  dell*  anima  e  della  cosa  antata C.  iiì.  a.  ao. 

uggendo  di  fuori  quelli  die  ama C  iìi.  a.  70. 

Gli  animaii  bruti .  .  .  V  uno  1*  altro  vedemo  amart C  Hi.  3.  33. 

ch^  .  .  .  naturalmente  atna  V  andare  in  giù C.  iiì.  3.  43. 

Per  .  .  .  nwMi  lo  loco  della  sua  generazione C.  iìi.  3.  46. 

amore,  per  lo  quale  ama  secondo  la  .  .  .  apparenza C  Uì.  3.  78.      ^ 

liccome  ciascuno  maestro  ama  più  la  sua  opera  ottima . . .  cosi  Iddìo  ^ 

ama  più  la  persona  umana  ottima C  iìi.  6.  95,  96. 

r  Amore  universale,  che  le  cose  dispone  ad  aman  e  ad  essere 

amatr C.  Ìlì.8.  xiB,  XI9, 

la  cui  amistà  non  é  celata  alla  persona  amata^  ed  a  ctii  la  persona 

ama/a  è  anche  amica C.  iìi.  it.  76,  77. 

la  vera  amistà  ...  4  che  ciascuno  ami  tutto  ciascuno C  iìi-  11.  laa. 

che  *1  vero  Filosofo  ciascuna  parte  della  Sapienza  ama      .     .     .     .  C  iiL  11.  134. 

Onde  essa  Sapienza  dice  ...  Io  amo  coloro  che  amano  me    .     .     C.  iiì.  11.  ia8|  139. 


»9 


AMARO 

xc     Kuor  eh'  ella  sola,  ciii  io  «iwo  all'  ombra  ....  ...  Srst.  iv.  33. 

se  vi  pare  ollra^io,  Ch' ad  amctrxi'sia  dato Bai?,  iv.  41. 

Ricpondc  .  ,  .  Chtf  amar  si  puV)  lycllcxxa  per  diletto,  E  amar  puossi 

virtù  per  alto  oprare Sùn.  xxx.  13.  14. 

perdite  tu  se' colui,  Ch*  aMi  lo  vero S. /*.  I.  ao. 

Che  !  ne^ar  poscia  non  gli  pare  umnfv Canji.  x.  tz$. 

E.  portan  doler,  ovunque  Ìo  senta  amaro      .........  Cant.  %iv.  19. 

^kt  morte  n*  ha  più  tosta  e  più  «amarri C(in.c.  xvi.  39. 

Mostrando  amaro  duo)  per  gli  occhi  fuorc K.  A^.  8.  34  (Soh.  lii.  4). 

K%.    ftiedii  r  lina  sia  tutta  amala  dall'  altra C.  iii.  la.  33. 

tàcAé  eterne  cose  5Ìano  quelle  eh'  Egli  aMtùi.     E  cosi  face  questo 

amore  tfmapv C  iii.  14.  55,  56. 

cbe  congiure  e  unisce  1*  amante  colla  persona  amata      •     .     .     .  C  iv.  i.  5. 

te  passioni  della  persona  amdM  entrano C.  iv.  x.  tt. 

Per  che  gli  amici  dell'  uno  sono  dall'  altro  amati C.  iv.  1.  16. 

Onde  io.  .  .  cominciai  ad  dm^inr  secondo C  iv.  1.  ax. 

Coaindai ...  ad  amart  li  seguitatori  della  verità     .     .     .     .    .    .  C  iv.  i .  aa. 

pvrocctiè  ctasoina  cosa  per  s^  <  da  amarr C.  iv.  i.  a6. 

■iccllt  ...  in  questi!  posa  le  vicinanze  s'  amino C  iv,  4.  41. 

■More  . .  .  era  spirato  in  amare  lei C  iv,  5.  104. 

jtmtmtr  Ìl  lame  della  Sapienza C  iv.  6.  164. 

la  quale  fa  gli  uomini  .  .  .  amati C  iv.  13.  137. 

pero  r  uomo  di  .  .  .  quelle  mai  non  ama  ;  e  non  amandoU,  non  si 

■■ìace  ad  esse C.  iv.  (3.  145.  T46. 

òantno  verD  rrgc  dee  . . .  amatr  ta  Verità C  iv.  16.  7. 

^•M«^  il  lume  di  Sapienza,  voi  che C.  iv.  16.  8. 

la  quAle  ordina  noi  ad  amart  .  .  .  dirittura C.  iv.  17.  63. 

elle  0(BÌ  animale  ...  sé  medesimo  ama C  iv.  aa.  50. 

Dko  .  .  .  che  dal  principio  s^  stesso  ama C.  iv.  aa.  65. 

■i^  altre  co«c  che  secondariamente  ama C  iv,  aa.  71, 

In  sé  che  amta  principalmente C.  iv.  aa.  73. 

che  in  lui  sono  più  nobili,  più  ama C  ir.  aa.  74. 

ch^  .  .  .  sia  .  .  .  quello  più  ama  ;  e  co%)  amando  sé 
prlocspalmcntc,  e  ...  e  amando  di  sd  la  miglior  parte  più, 
waaifi  Ito  «  che  più  ama  V  animo  che  1  corpo   .     .     .     C.  iv.  aa.  76,  77,  78,  79. 

il  q«aJr  aaino  naturalmente  .  .  .  dee  amare C  iv.  aa.  8a. 

■a  ta  laute  ai  diletta  .  .  .  nell'  uso  della  cosa  amata C.  tv.  aa.  63. 

!■  ^hOb  coaa  che  massimamente  è  amata C  iv.  aa.  85. 

CAMTieaal  Mmeare  li   suoi   maggiori  .  .  .  Conviensl  amare   li   suoi 

■risoci,  acciocché  amammo  quelli,  dia  loro  delli  suoi  bcneficii    C  iv.  96.  85,  88,  69. 

li  voaM  pailH,  eh'  io  amtu C.  iv.  a8.  47. 

r  luia  coir  altra  s*  ama C  iv.  30.  61. 

fa  ammristimammit  piena  di  ddore K  A^.  aa.  17. 

ss  convertia  in  amarwimo  pianto .  K  A^.  3.  53. 

vare  la  lenu  d'  amarùit'mt  lagrime K  iV.  la.  5. 

«d4*  te . . .  $otknà  .  .  .  awiarisnma  pena K  A^  03.  4. 

la  «Ma  pmatioDc  é  ammtiistma .  C  iii.  13.  19. 

parche  OOii  vuoi  tu  ritrarti  da  tanta  afmaritHdim  .     .     .  K.  TV.  39.  18. 

0  qaala  ha  la  «è  un'  mmariimdin* C,  iv.  85.  106. 

^  stslo  .  .  '  •cn'*  amaritttdttti  dì  tempesta C  iv.  a8.  la. 

'  ih£r  e  non  aenara C  i.  7.  A. 

^•"■'■"■STtortc  *  #*«««■ C  i.  7.  17. 

aHlé«i^        jg  <|6Jc«-     £  perocché  all' «nuvi»  comandamento  ò 

h^o^A^        .     , ^'^1  ".«3- 


AMARO 


20 


amaro.     L' amaro  lagrìmar  [che  voi  taceste] f'.  iV.  38.  as,  35  (Son.  xxl.  i), 

ambe.     Che  .  .  .  Hai  radunato,  e  stretto  ad  amh*  mano Cat*».  x.  83. 

ambedue.     Perchè  in  mcdesmo  detto  Convengono  antUdut    .  C.  iv.  Catta,  iii.  95  ;  tS.  37. 
amica.    V.  amico. 

amicizia,    che  mi  sia  tolto  Lo  ...  e  1'  amKÙM  Della  tua  maestà      .     .  S.  P.  \.  44. 

amico,  ^L     lo  vo  parlando  dell'  amica  vostra C.  iv.  Cona.  iii.  146;  sa  59. 

ardire  A  voler,  eh*  è  di  ventate  antico     ,     , Cans,  x.  s. 

Prima  che  '1  suo  mag^ore  amico  provi Cam.  ivi.  35. 

Queste  ...  Venute  son  come  a  casa  d*  amiVo Cait-a.  xx.  17. 

amaro,     che  una  medesima  cosa  sia  dolce  e  paia  amara C  iv.  9.  36. 

amatì\'a.     La  sesta  si  è  Amatwa  tf  onore C.  i».  17.  47, 

amatore,     che  '1  naturale  amore  .  ,  .  muove  1*  amaton C  t.  10.  33. 

àissc  5à  csatrt  non  safii*ntf,  ma  amatori  di  sapùnta C.  ìli.  11.44. 

ciascuno  studioso  .  .  .  fosse  amatore  di  sapienea  chiamato  .  .  .  tanto 
vale  come  in  Greco  jf/os  dire  amatori  in  Latino,  e  quindi  dicemo 
lioìjihs  quasi  amatore  .  .  .  onde  Jilos  e  sofia  tanto  vale  quanto 

amatori  di  sapitnsa C  iii.  Z2.  46,  48,  49^  51. 

Cf.  aroadore. 

amatiice.    anzi  che  voi  foste,  Ella  fa  amatna  di  voi ....         .    .  C  ili.  15.  sBi. 

ambe.    K  ambo. 

ambedue,     dicca  eh*  erano  ambidut  in  una  spera C.  ÌÌL  5.  33. 

se  quelle  non  fossero  ambtdiu  effetto .  . .  ambedue  avrebbero  quella 

cosa  prima C  iv.  18.  19,  ao. 

piuttosto  ...  che  am^r^iM  da  un  terzo C.iv.  18. 34. 

ambo,     che  rim&d  queste  si  deono  riducere C  iv.  iB.  14. 

conviene  .  .  .  procedere  .  .  .  ambe  da  un  terzo .  C  iv.  18.  sa. 

si  cunvegna  .  .  .  ridurre  .  .  .  ambe  a  un  terzo C.  ìv.  18.  63. 

amendue.     coal  cadranno  cimrn</iM  nella  fossa C.  i.  11.  39. 

amente,     però  que'  cotali  sono  chiamati  .  .  .  amen/i  e  dementi .     .     .     .  C.  iii.  a.  154. 

amicizia,     che  scrive  Tullio  in  quello  d'  Amicizia ,     .  C  ì.  la.  19. 

dall'  amicv  nasce  il  vocabolo  .  .  .  Amicieia    .........  C  iii.  li.  56. 

Amictas.     come  Cesare  .  . .  alla  casetta  del  pescatore  Amidas  venne  .  C.  iv.  13.  lao. 

amico,  -a.     cui  io  chiamo  primo  de*  mici  amici K  ^.  3.  99. 

si  .  .  .  che  a  molti  amici  pesava  della  mia  vista K.  ^.  4.  7. 

io  fui  condotto  per  amica  persona K  A^.  14.  5. 

la  quale  un  suo  rimiro  .  .  .  condotto  avea K  iV.  14.  io. 

credendomi  far  il  piacere  di  questo  amico V.  N.  i^.  aa. 

onde  r  ingannato  amico  ...  mi  prese  per  la  mano K.  A^.  14.  54. 

dissi  a  questo  mio  amtco  queste  parole K  A^.  14.  60. 

conciofossecosaché  alcuno  amico  V  udisse V.  N.  90.  3. 

e  pensando  che  t*  amico  era  da  servire V,  N.  ao.  9, 

a  coloro  che  . .  .  sono  stati  amici  di  colui  che V.  N,  aa,  te 

imaginai  alcuno  amico,  che  mi  venisse  a  dire K  AT.  23.  49. 

fu  già  mollo  donna  di  questo  mio  primo  amico K.  A^  34.  19. 

di  scrìverne  per  rima  al  primo  mio  amico V,  N,  94.  45. 

questo  mio  primo  (iHfi'ro  ed  io  ne  sapemo  bene  dì K.  A^.  35.  ita. 

perchè  questo  numero  fu  a  lei  cotanto  amico  ........  K,  AT.  99.  38. 

Perchè  questo  numero  le  fosse  tanto  amiVo K  A'.  30.  14. 

questo  numero  fu  amico  dì  lei  per K  A^.  30.  ax. 

simile  intenzione  so  che  ebbe  questo  primo  mio  amico V.  N.  31.  aa. 

il  quale  ...  è  amico  a  me  . . .  dopo  il  primo ^^  A^.  33.  3. 

proposi  ...  di  darlo  a  questo  mio  amtco V.  y.  33.  tS, 

che  forse  pensano  delli  loro  amiCT  lontani K  A'.  41.  17. 

ciascun  uomo  a  ciascun  uomo  è  ...  amiiro  .     •     • Ci.  1.56. 


AMICO 


22 


amico,    non  credeva  esser  ...  Ma  veri  amici  e  prossimi S.  F,  xxxvii.  38. 

Il  nostro  Signor  Dìo  padre  ed  amico P.  Z".  116. 

amistà.     Perchè  afnistà  nel  mondo  si  confonde Cane.  x.  133. 

Lussuria  . . .  Amistà  rompe  e  parentado  spezza P.  F.  203. 

amico,     onorate  Lei  ne*  suoi  amia C  iii.  Ij.  186, 

Per  che  git  amici  dell*  uno  sono  dall'  altro  amati  .......  C  ìv.  1.  15. 

Degli  amici  esser  deono  tutte  le  cose  comuni C  iv.  1. 17. 

Onde  io  fatto  amico  di  quesu  Donna C  ìv.  i.  19. 

questo  errore  che  tanti  amiW  le  toglie C  iv,  1,  70. 

Se  due  sono  gli  amici C.  iv.  8.  143. 

Fatevi  amin  della  pecunia  della  iniquità C.iv,  11.  iia. 

bencficii,  che  5ono  generatori  d' (tmrn C  iv.  li.  115. 

nel  traditore,  che  ...  si  mostra  amico C  tv.  19.  33. 

non  potemo  avere  perfetta  vita  senza  amici C.  iv.  35.  7. 

se  arricchiscono  [gli  amict]       C.  iv.  a?.  138. 

Bene  i"  sua  antica  Nobilladt C  ìv.  30.  60. 

chiamandola  amica  di  quella C.  iv,  30.  66. 

amistà,     questo  fu  quasi  ÌI  principio  dell'  amistà  tra  lui  e  me      *     .     .  F.  A'.  3.  ioa. 

conciossiachè  .  .  .  nulla  sia  cosi  intima  amistà K.  TV.  aa.  ti. 

il  quale  ò  nutrimento  dell'  amistà C.  i.  8.  93. 

dirò  .  .  .  come  1'  atnistà  è  confermata C  i.  la.  17. 

la  prossimitadt  é  seme  d'  amistà C.  i.  la.  49. 

1'  amistà  è  cùnfcrmata  e  fatta  grande C.  i.  13.  6. 

di  questa  concordia  1*  amistà  è  confermata C.  i.  13.  57. 

se  r  amistà  s'  accresce  per  la C  i.  13.  64. 

essere  a  questa  amistà  concorse  tutte  le  cagioni C  Ì.  f  3.  69. 

le  cagioni  generative  e  accrescitive  dell'  amistà C  i.  13.  71. 

nel  quale,  trattando  JriP  Amistà C  ii.  13.  19. 

conciossiacosaché  intra  dissimili  amistà  esser  non  possa,  dovunque 

amistà  si  vede C  ììi.  l.  4O)  41. 

lo  desiderio  della  duraztone  di  questa  amistà  .  .  .  sapere  che  .  .  . 

neir  amistà  delle  persone  .  .  .  conviene C.  tii.  X.  55,  57. 

la  quale  manifesta  V  amistà,  e  ferma  e  conserva C  ili.  i.  69. 

da  questo  amore  nasce  la  vera  e  perfetta  amistà C.  tii.  3.  68. 

quando  tratta  dell'  Amistà C  ìii.  3.  91. 

non  diciamo  .  .  .  intendendo  solamente  la  naturale  nwr'ftó  significare 

...  ma  r  amistà  sopra  la  naturai  generata C  iìL  ir.  68,  70. 

che  quegli  ai  dica  amico,  la  cui  amistà  non  é  celata C.  Ìii.  IX.  76. 

siccome  1'  amistà^  per  difetto  fatta  o  per  utilità,  non  è  atmstà  vera  .     C  iìi.  II.  90,  91. 
siccome  intra  le  spezie  dell*  amistà  quella  eh*  è  per  utdità,  meno 

amistà  si  può  dire C  tit  II.  Ho,  ixt. 

siccome  r  amis/iì  per  oMrs/à  fatta  è  vera C  iii.  ri.  114. 

come  la  vera  amistà  degli  uomini  intra  sé  i  che C  ili.  11.  lai. 

siccome  la  vera  amistà  ...  ha  per  suggetta  la  conoscenza  .     .     .     .     C  iìi.  XI.  130. 

della  vera  amistà  è  cagione  efficiente  la  Virtù C.  in.  xi.  137. 

fine  dell'  amistà  vera  è  la  buona  dilexione C.  iii.  ii.  140. 

dicemo,  mostrando  V  amico,  '  vedi  Y  amistà  mia  * C.  iii.  11.  X70. 

lo  studio  che  si  mette  in  acquistare  una  amistà^  che  di  quella amù/tì 

gran  cose  .  .  .  considera C.  iiì.  la.  24  (.6»}. 

suole  precedere  ...  la  generazione  dell*  amistà C  iii.  la.  a8. 

Oh  peggio  che  morti,  che  1*  amistà  di  Costei  fuggite C.  ìii.  [5.  178. 

Neil'  amistà  si  fa  uno  di  più C  iv.  r.  6. 

sotto  pretesto  d*  amistà C  iv.  la.  35. 

amistade.     secondo  li  gradi  dell'  amistatU  ..........     K  TV.  33.  3. 


AMORE 


24 


amore.    Voi  le  vedete  Amor  pìnto  nel  rìso 

Per  fìgliuoTa  d'  Amor  giovane  e  piana      . 

Tu  troverai  Amor  con  esso  lei  . 

Mi  fece  verso  lor  volgere  Amort    ,     .     . 

Pianscmì  Amor  nel  core,  ove  dimora 

Allor  diceva  Amor-,  Più  non  ti  celo    .     . 

SI  lungamente  m'  ha  tenuto  Amort    .     . 

Poi  prende  Amorg  in  me  Unta  virtulc     . 

Kd  ha  lasciato  Amor  meco  dolente      .     . 

K  dico  :  'Vieni  a  roe.'  con  tanto  amort  . 

Luce  d*  amor,  che  gli  angeli  saluta     .     . 

uno  spìritel  d'  amor  [gentile]     .... 

Amor,  signor  verace.  Ecco  1*  ancella  tua 

Amor^  che  nella  mente  mi  ragiona  C,  iii.  Ca 

valore  Di  ritrar  tutto  ciò  che  dice  Amen 

La  Donna,  di  cui  dire  .-^mor  mi  face  .     . 

Quando  Amor  fa  sentir  [della  sua  pace] 

Vanno  chiamando  Amor,  ciascuno  a  prova 

Che  le  vi  reca  Amor  com*  a  suo  loco  . 

Le  dolci  rime  d'  amor,  eh'  io  solla 

Ch'  i'  ho  tenuto  nel  trattar  d'  amore   . 

Piena  d' amorfe  di  cortese  lode      .     . 

A»*ior,  che  muovi  tua  virtù  dal  cielo   . 

Falle  sentire,  Amor .  .  .  II  gran  disio 

Che  la  beltà,  eh'  Amort  in  voi  consente 

acquista  onore»  Donne,  tanto  eh'  Amore  La  segna 


Cana.  ì 


amore,     onore,  che  Amore  fece  a  questa  donna 
A  me  par^'e  che  Amort  mi  chiamasi,  e 
che  .  .  .  non  si  discernesse  lo  simulalo  amort 
che  mi  par\x  eh'  Amorr  mi  desse  dì  sé  .     . 
nella  prima  parte  dico  siccome  io  trovai  Amore 
la  mia  rìsponsione  sarebbe  stata  .  .  .  Amort 
uno  spirito  d*  Amorr  .  ,  ,  pingea  fuori  Ì 
chi  avesse  voluto  conoscere  Amore    .     .     . 
con  che  Amore  fo&se  lai  mezzo  che  potesse 

Amortj  aiuta  Ìl  tuo  fedele 

le  parole,  che  Amort  m'  avea  imposte  .     . 

buona  è  la  signoria  d*  Amorr 

non  buona  t  la  signorìa  d*  Amort      .     .     . 
lo  nome  d'  Afnore  è  si  dolce  a  udire  . 
la  donna  per  cui  Amort  ti  strìnge  cosi    .     . 
che  tutti  i  miei  pensieri  sono  d'  Amort  .    . 
dico  che.  volendo  dire  d*  AiHore,  non  so     . 

per  la  forza  che  Amort  prese 

perocché  Attore  volea  stare  nel  loro  .  .  .  luogo 
dico,  eh'  Amort  uccìde  tutti  i  mìei  spiriti    .     , 
a  chi  non  fosse  in  simil  grado  fedele  d*  Amore 
quello  che  Amore,  consigliato  dalla  ...  mi  dice 
ad  immaginare  quale  Wmonr  mi  facea     .     .     . 
é,  che  Amore  spesse  volte  .  .  .  m'  assalia   .     . 
quando  questa  battaglia  d*  Amor»  m'  impugnava 
che  certo  il  fine  di  cotale  amore  conviene  che  sia 
lo  fine  del  mio  amore  fu  già  il  saluto  di  .     .     .     . 
lo  mio  attore  Amortf  la  sua  merci,  ha  posta 


99 


r.  AT.  19.  74  (C*K».  i.  55% 

K  N.  19.  79  {Cane.  i.  6o>. 

V.  N.  19.  88  {Can*.  i.  69). 

V.  N.  23.  147  (CoMM.  ii.  ao), 

V.  N.  «3.  158  (Cane.  ii.  31% 

V.  N.  33.  190  (Gjm«.  ii.  63). 

.     K.  A^.  aS.  uff.  C  0. 

.     V.  N.  aS.  aa  (F.  C.  9). 

V.  N.  33.  54  {Catte,  iii.  14). 

V  N.  34.  38  {Cana.  tv.  la). 

y.  N.  34.  50  (Cans.  iv.  34). 

C.  ii.  Cane.  i.  43  ;  16.  78. 

.     .     .     C  li.  Cans.  i.  51. 

a.  14  ;  ta.  io;  K  E.  ii.  6.  73. 

C.  iii.  Cane.  ìi.  tS;  4.  lai. 

.      .  C.  iii.  Cana.  ii.  33, 

C  iii.  Cane.  ìi.  a6  ;  13.  44. 

.     .     .  C,  iii.  Cane.  ii.  46. 

.     .     .  C.  iii.  Cane.  ii.  58. 

C.  iv.  Cane.  iiL  i  ;  i.  77, 

.     .       C  iv.  Cans.  iii.  xi. 

.     ,     C.  iv.  Cana.  iii.  130. 

.  i;  r.  E.  ii.  5.  50;  II.  38. 

.     .     .     Cane.  ix.  54. 

.     .     .     Cane.  i.  7. 

.     .     .     Cane.  x.  39. 


r.  A'. 

r.  AT. 

K  A'. 


8.  4a. 

9-  «3- 


V.  N. 
V.N. 
V.N, 
V.N. 


9-34. 

9  39- 

9.  59- 

1.8. 

I.    IX. 


y,N. 

V.N. 
V.N. 


V.N. 
V.N. 
V.  N 


V.N. 
V.N. 

V.N. 


V.  N. 

V.  N. 
V,  N. 


V.N. 
V.N. 
V.N. 


V.N. 
V.N. 

V.  N. 


V.N. 
V.N. 
V.N, 


t.  16. 


X.  19. 
a.  IO. 
3-3- 
3.  9. 
3  la. 
3.  X6. 
3-  w. 
3.  sa. 


356- 


4-36. 
4.41. 
4.  ioa. 

4.  106. 

5.  51. 
6.9. 

6.  IO. 
6-  X4. 
8.  e6. 
8.  3a. 
8.37. 


AMORE 


■Ck     Chiamando  amor^  Appetito  di  fere Crrtu.  x.  143.  |, 

donna  . . .  Che  . .  .  crede  Amor  fuor  d'  orto  di  ra^one     ....  Cuhm.  x.  147. 

Amor ,  .  .  Dammi  savcrc  a  punger  come  voglia Cans.  xi.  i, 

Qtaal  ra  divegna  . .  .  Amort^  Sai  contar  tu Cnna.  xi.  46. 

Cotti  m*  hai  concio,  Antort,  in  mczTx>  V  Alpi Canz.  xi.  61. 

Fiorenza  .  . .  Vota  d'  amort,  e  nuda  di  piccate Cane.  xi.  79. 

che  ogni  senso  Colli  denti  d*  Amor  già  mi  manduca Cans.  xiì.  ^a, 

El  m'  ha  percosso  ...  e  stammi  sopra  .  .  .  Anxon^  a  cnì    ....  Cana.  xti.  37. 

ne*  .  .  .  capcgli,  Ch'  Amor .  .  .  increspa  e  dora Cana.  xìi.  64. 

£  se  y^mor  me  ne  sferza Cana.  xii.  79. 

E  poi  le  renderei  con  amor  pace Cana.  xiì.  78. 

Qttando  ^U  aperse  Wmor  con  le  sue  roani Canji.  xiiì.  8. 

Con  le  insegne  d*  >4wor  dicder  la  volta Cane,  xiii.  ai. 

9c  ne  n  ...  La  sconsolata,  che  la  caccia /fmorr Cane.  xWì,  z^ • 

si  Uiaicnu  D*  Atnor^  che  ...  la  caccia Gnu.  xiii.  39. 

Ove  la  pose  Amor^  eh'  era  sua  guida *     .     ■  Cana.  xiii.  45. 

donne,  Che  avete  .  .  .  U  mente  d*  amor  vinta Cohm.  xiii.  87. 

lo  sento  sì  d*  Amor  la  gran  possanza Catte,  xiv.  r. 

Kon  dico  ch^  yfmor  faccia  più  eh'  io  voglio  ....  ...  Catta,  xiv.  7. 

porta  conforto,  ovunque  io  senta  amor* Cane.  xìv.  16. 

E  sanno  il  loco,  dove  .^moflaaciaro CaHs.  xiv.  39, 

K' mici  pcnsier,  c-hc  pur  d' «morsi  fanno Caria.  xi\*.  aS. 

Ben  é  verace  amor  quel  che  ro"  ha  preso Cane.  xiv.  33. 

Cbè  DuUo  ayrtort  t  di  cotanto  peso Cana.  xiv,  36. 

Oh'  Amor  di  tanto  onor  m'  ha  fallo  degno.    Altri  eh'  Amor  non  mì 

polca  far  tale Gnu.  xiv.  64,  63. 

degli   ucchi,  che  sono  principio  di  Amor*  .  .  .  della  bocca 

eh'  e  fine  d'  Amort K.  W.  19.  133,  134, 

a  pregarmi  eh'  io  gli  dovessi  dire  che  è  Amori K  W.  ao.  5. 

che  .  . .  betJo  era  trattare  alquanto  d*  Amore K  N.  ao.  g, 

parole,  nelle  quali  trattassi  d'  Amore y.  N.  ao.  ir. 

J'oaeìachr  trattai  d'  Amorr  nella  soprascritta  rima K  A',  ai.  i. 

come  si  sveglia  per  lei  quesl*  awort K  A^.  ai.  5, 

qnanto  induccre  Amore  in  potenza  là  ove  non  ò y,  JV.  at.  37. 

come  riduce  in  atto  Amort  ne*  cori  di K  A',  ai.  39. 

il  core,  or*  era  tanto  amore V.  N.  33.  58. 

p«r  alcuno  anunonifflcnto  d' t^monr K  A'.  33.111. 

4ÌC0  che  mi  giunse  una  imaginazione  d*  Amore V.  N.  34.  7. 

cbe  *1  core  mi  disse  con  la  lingua  d'  Amore V.  I^.  34.  16. 

p«rvcmj  che  Anmre  mi  parlasse  nel  core V,  N,  34.  37. 

Chi  volcase  .  . .  quella  Beatrice  chiamerebbe  Amore K.  W.  24.  43. 

parve  che  Amor*  m*  apparisse  allegro y,  N.  a^.  67. 

mi  parve  che  Amore  mì  dicesse K.  A^.  34.  69, 

dabtCar  potrebbe  di  ciò  eh'  io  dico  d'  Amore K  ^.  35.  3. 

<hà  Amore  non  e  per  se  siccome  sostanza,  ma  è K  M  25.  7. 

appare  che  io  ponga  Antore  essere  corpo .     .     .  K  A^.  aS-  16. 

noa  erano  dicitori  d*  Amore  in  lingua  volgare,  anzi  erano  dicitori 

d*  Amor»  certi  poeti  in K  A^.  95.  35,  a6. 

$omt .  .  .  trovato  per  dire  d'  Amore K  ^.  35.  51. 

Per  Ovidio  parla  Amore,  come  »c  fosse V.  N.  05.  94. 

4d  Sbro  cbe  ha  nome  Rimedio  d*  Amore K  ^.  35.  96. 

li  fedeli  d'  Amore  che  m'  intendano K  AT.  33.  sa. 

offonJa  dico  quello  cbe  Amore  però  mi  facca  ;  nella  tema  dico 

degli  effetti  d' .^fmorff K  A^.  35.  37,  a8. 


AMORE 


26 


amore.     Onde  Amor  cresce  in  me  la  sua  grandezza Cohm,  xìv.  73. 

che  .  .  .  tanto  Amor  m'  avvezza  .  .  .  Quanto Cans.  xiv.  76. 

E  la  stella  d*  amor  ci  sta  rimota Cawa.  xv.  4. 

Un  sol  pensier  d' iimorr Cnita.  zv.  11. 

Ed  Amor  .  .  .  Non  m'  abbandona CattM.  xv.  03. 

lutti  gli  animali  .  .  .  son  d'  amor  disciolti     ....<....  Cang.  xv.  34. 

E  '1  mio  più  d'  amor  porta Cohm.  xv.  36. 

1*  amorosa  spina  Amor  ,  ,  .  non  la  mi  tragge   ........  Cuna.  xv.  50. 

quando  piove  Amor»  in  terra  da  tutti  li  cieli Cofu.  xv.  68. 

Quando  .  .  .  Amore  à  solo  In  mCf  e  non  altrove Capta,  xv.  70. 

Dall'  altra  parte  è  con  forza  d'  amore Cohm.  xvi,  6. 

che  \MÌ  Per  man  d'  Amore  là.  entro  pinta  sete Capis.  xvi  aa. 

Che  'I  ^  e  *l  no ...  Ha  posto  Amort Carta,  avi  48. 

dì  quella  saetta^  Ch'  A$Hor  lanciò  Io  giorno  eh' Cana.  xvi.  58. 

a  tutt'  altri  ò  conteso,  Fuor  ch*  a'  messi  d'  Amor Catia.  xvi  60. 

tanta  buona  fede  Di  quel  verace  Amor Cnna.  xviì.  42. 

Amor  potrù  ben  dire  ovunque  r^na Catta,  xviì.  44. 

Poiché  ti  guida  Amort Cana.  xviìi.  63. 

Poscia  eh'  Amorócl  tutto  m'  ha  lasciato Cuna.  xix.  i  ;  y.  E.  ii.  la.  65. 

son  certo  .  .  .  Ch*  Amor  di  sé  mi  Cara  grazia  ancora Carta,  xix.  19. 

Sollazzo  et  che  convene  Con  esso  ^morr Cana.  xix.  71. 

Io  giuro  per  colui,  Ch' y4mor  si  chiama Ca»fa.  xix.  90. 

Che  dentro  siede  Amore Caia.  xx.  3. 

Come  Amor  prima  ...  La  vide  in  parte Ca»ra.  xx.  37. 

Fcnoo  ì  sospiri  Amore  un  poco  tardo Cana.  xx.  55, 


amore,     che  con  quella  .  .  .  donna  non  sìa  nobilissimo  amorr  .     .     .     .  K  /V.  36.  93. 

si  facea  d'  una  xisla  .  .  .  e  d*  un  .  .  .  quasi  come  d'  amore     .     ,     .  V.  N.  37.  4. 

ed  apparila  forse  per  volontii  d'  Amore K.  iV.  39.  7. 

che  ne  reca  li  desiri  d'  Amore  dinanzi F.  W.  39.  ao. 

quattordici  Canzoni  si  di  amotr,  come  dì  virtù  materiate  ,     .     .     .  C.  i  i.  104. 

dal  naiuratr  amore  alla  propria  hquefa C.  i  5.  IX. 

per  lo  naturale  amore  della  propria  loquela C.  i  to.  30. 

che  'I  naturale  amore  .  .  .  muove  1'  amatore C.  i.  10.  33. 

che  mi  domandasse  se  amon  alla  ...  è  in  me C.  L  la.  9. 

non  solamente  amore,  ma  perfettissimo  amore  di  quella  è  in  me       .  C  ì.  la.  la,  13, 

sono  cagioni  di  amort  generative C  i  xa.  33. 

sono  cagioni  di  amore  accrescitive C.  i.  ix  a$. 

confortare  I'  amore  eh'  io  porto  al  mìo  Volgare C.  i  la.  37. 

ella  6  delle  cagioni  stata  dcU'  amore  ch*  io  porto C.  i  la.  51,  99. 

la  bontà  é  cagione  d*  amore  generativa C  i  la.  101. 

che  non  solamente  amore,  ma  perfettissimo  amore  sia  quello  .     .     .  Ci.  13.  73,  73. 

quella  gentil  Donna.  .  .  accompagnata  d'  Amore C.  ÌK  a.  11. 

non  subitamente  nasce  amore C  ii  a.  33. 

prima  che  questo  nuovo  amon  fosse  perfetto .  C.  ii  a.  37. 

li  Troni,  h  quali,  naturati  dell*  amorr  del  Santo  Spirito     .     .     .     .  C.  ii  6.  no. 

lo  movimento  di  quello  ciclo  pieno  d'  amort C.  ii  6.  113. 

quel  ciclo  era  quaggiii  cagione  d'  amore C.  ii  6.  118. 

dissono  .<4»iofr  essere  figliuolo  di  Venere C  ii  6.  119. 

ove  dice  Venere  ad  Amore  :  '  Figlio,  virtù  mia  ...  *      .     ■     .     .     .  C  ti  6.  tai. 

Venere  disse  ad  Amore  :  '  Figtio,  armi  mie  .  .  .  ' C.  ii  6.  135. 

questo  nuovo  pensiero  d'  amore C.  ii  8.  94, 

Ora  ch*  é  mostrato  come  .  .  .  nascea  amon C  ii.  9.  a. 

conciossiacosaché  amore  sia  effetto C  ii  9.  03. 

e  quello  di  prima  fosse  amorr .  C.  ii.  9.  45. 


fty  ~^B^^~  ~^^^^^r  AMORE 

■■mu     Si  bel,  eh*  Atttorvi  viene  a  stare  ali*  ombra      ......  S/st.  i.  i6. 

eh'  etta  arrebbe  aesso  {n  pietra  L'  ^mor Sf»f*  i.  af. 

Amtcr^  tu  vedi  ben.  che  quesU  donna 5<5/.  ii.  x  ;  V.  E.  ii.  13.  96. 

Ma  di  qual  fiera  V  ha  d'  amor  più  freddo St^.  ii.  8. 

Aimo*  mi  mena  tal  fiata  all'  ombra  Di Stit.  iit.  x. 

Fra  eh*  io  rinvengo,  i'  aon  d'  a>w>r  più  verde  Che S4sU  Hi.  li. 

é  moho  umil .  .  .  Sol  per  amor  dì  lei Stst.  ili.  03. 

Non  m'  abbandoni  Amtor^  ma  tìeomi  verdr S*st.  ÌÌì.  33. 

Coal  m*  i^paja  Amor;  eh'  to  vivo  all'  ombra Stsi.  iii.  37. 

per  CUI  son  verde,  E  fermo  nel  suo  amor,  come Stst.  iv.  5. 

S'  io  porto  amor  corale  alla  mìa  donna Stai.  iv.  7. 

Ballala,  io  vo*  che  tu  ritrovi  Amort K  /^.  la.  80  {Bafl.  i.  i). 

Ritrova  r  y|im>r  pria K  A^  la.  88  (fin//,  i.  9I. 

Amtùrti:  qucif  che  ...  Lo  face  .  . .  cangiare V.  tf.  la.  100  (fio//,  i.  az). 

DT,  che  domandi  ^Monr.  s' egli  è  vero K.  A^  la.  109  (£a//.  t  30). 

cte  ia  ombra  d*  Amor»  .  .  .  apparisti BaU,  ii.  i. 

Dottoe,  io  non  ao  di  che  mi  preghi  Amore BaU.  iii.  i. 

CÌA  lacc  Amor  qual  volta  mi  rammenta Baii,  iii.  io. 

Cbe  «olo  Amor  mi  sforza BaU.  iv.  43. 

t>*  «MOT  non  averà  mai  intelletto Baii.  vi.  7. 

la  «ti  ^wor  ai  metta  per  piacere  altrui Ba//.  vi.  17. 

Se  WMi  Ibise  eh'  Amart ...  le  dà  valore fia/A  vii.  xa. 

vidi  volare . .  .  Un  angiolel  d'  amort  lutto  umile BaJl,  vìii.  7. 

La  aia  donna  vcrrH  Coronata  da  Amon Bali  vili.  17. 

Vai  die  «apete  ragionar  d*  amort BaU.  x.  i. 

•■■n.    <fc«  lo  effetto  di  costoro  é  amor* C  ii.  9.  33. 

^MMto  pensiero,  il  quale  si  chiama  sfitn/fi ti^  amotw C  iì.  li.  aa. 

apparecchiata  di  ricevere  amorr,  misericordia C.  il.  11.  46. 

cÉi«  1  OM  mmart  cacciava  .  .  .  ogni  altro  pensiero C.  ii.  13.  51. 

aealradoml  levare  dal  pensiero  del  primo  amon  .     .     .     .     .     .     .  C  ii.  13.  54. 

d  cr«dc«  .  .  .  che  disposto  fossi  a  quello  amcrt C  ii.  13.  66. 

iavtamno  me  .  .  .  nell'  mmwv C.  iì.  16.  6. 

a^h  quale  dà  cagione  di  più  nriiorc  ...........  C  ii.  16.  58. 

L'ho  s^ntrl  d'  amor  .  .  .  Onde  è  da  sapere  che  per 

.  .  .  s*  intende C.  ii.  16.  80. 

41  cai  io  Innamorai  appresso  lo  primo  tfmomr C  ii.  16.  100. 

la  aria  aacondo  amor*  prcae  cominciamcnto C  iii.  t.  a. 

La  quale  mtmon  ...  in  gran  Gamma  a'  accese ,     .     ,     C.  iii.  I.  4, 

8  éoklaria^  dw  Amtùn  di  vedere  costei  mi  dava C  iii.  t.  11. 

watr  abìlacola  4d  aio  Amiort .  .  .  miravano C  iiL  1.  19. 

valaatà  ari  %iatae  Ai  parlare  d'  amort C.  iii.  1.  33. 

a  per  volrrr  d*  Atmurt  o  per  mia  prontezza C  iii.  i.  a6. 

cte  d*  wf  Nwr  parlandOi,  più  bello  . .  .  sermone  non  era C  iii.  x.  09, 

r  mmm  fti  lo  pmprìp  mrmirw  di  me  medesimo C.  Ui.  x.  35. 

■d^ido  ma  estere  dal  pnino  omorr  mutato C  i>i.  1,  85. 

Atmmn,, .  non  è  Àllrt>  che  unimento  spirituale C.  ili.  a.  18. 

llB'fT  «  AUcJlo  cbe  noi  diccrou  Amor^ C.  iii.  a.  67. 

•mim , .  .  é  qocUo  ragionatore C  iii.  a.  70. 

^iìkogQ  ÓOYC  dico,  che  Amorr  mi  ragiona C  iii.  a.  158, 

dba^ma»  ^^^  j^r"^  m^mÌ*  mia  fa  la  sua  operazione      ....     C.  iii.  3.  a. 

i^*'^fcarf«rr  O»»'^  *'^*'"**'"*^^° C.  ilL  3.  4. 

daw^n       *•"         ^„     ^^  apezialc  ««non,  come  le  corfora  tfmpiki 

Sk>    ••      J«toi«>»*«' e  iii.  3.  8,  9. 

''•5tj't««wr*»"''"r    -no  a««r»d  loco,  dove C.  lii.  3.  15. 


AMORE  ^^^^^^^^^^F  2d 

amore.     Questa  che  aentc^^morncf^li occhi  sui .     Salì.  x.  04, 

Contro  il  disdegno  che  mi  dà  Amoit Ball.  x.  a8. 

Salute  in  lor  signor,  cio£  Amor» K.  A*.  3.  80  {,Soh.  \.  4). 

Quando  m'  apparve  ^«lor  subitamente f'-  A^  3.  83  {San.  i.  7)- 

Allcgro  mi  sembrava  Amor,  tenendo  Mio  core K.  A'.  3.  85  {Son.  i.  9), 

O  voi,  che  per  la  via  d'  Amor  passate K.  TV.  7.  18  (Som.  ii.  1), 

Amor,  non  pà  [per  mìa  poca  bonutc  ...  Mi  pose]      ,     .  V.  N,  7.  24  iJSon.  ii.  7),  49. 

Piangete,  amanti,  poiché  piange  Amort K  A/*.  8.  ai  {Son.  ìii.  1). 

Wmur  sente  [a  pietà  donne  chiamare] >*.  A^.  8.  33  {Son.  iii.  3),  44* 

Udite  quant*  Amor  le  fece  erranza K  A'.  8.  a©  {San.  ili.  9), 

Chi  d*  Amor  per  innanzi  si  nutrica C  AT.  8.  56  {Son.  iv.  la). 

Trovai  yf  wor  in  mezzo  della  via K  A^.  9.  46  (Scw.  v.  3.). 

Tutti  li  mìci  pcnsìer  parlon  d'  Amort K  A^.  13.  36  [Son.  vi.  i), 

Ch'  AiHort  quando  ...  mi  trova,  Prende K  A^.  14.  85  {Som.  vii.  7). 

E  quand'  io  vi  son  presso,  sento  Amort K.  A/".  15.  30  {Soh.  vììÌ.  3), 

L'  oscure  qualità  eh'  -«4mor  mi  dona y.  N.  it.  a^  {Son.  ix.  a). 

Ch'  Amorim*  assale  aubitanamcntc] K.  A'.  16.  98  (Son.  ìx.  s\  44- 

Amore  e  *l  cor  gentil  sono  una  cosa V.  N.  ao.  13  {Som.  x.  1). 

Fagli  natura  ,  .  .  Amor  per  sire,  e  T  cor  per V.  N.  ao,  18  {Son.  x.  6), 

Che  fa  svegliar  lo  spirito  d*  amore V.  N.  ao,  35  {Som,  x.  13), 

Negli  occhi  porta  la  mia  donna  Amort K.  AT.  ai.  9  {Soh.  xÌ.  i). 

Bagnata  il  viso  di  pianto  d'  amort K  A^  aa.  73  {Som,  xìÌ.  6). 

E  poi  Wdi  venir  da  lungi  Amort  Allegro  si V.  N.  a^.  53  {Son.  xiv.  3). 

Amor  mi  disse  [:  Questa  è  Primavera] K  A^.  a4,  69  {Son.  xiv.  13),  78. 

E  quella  ha  nome  Amor,  sì  mi  somiglia K  A^.  94.  63  {Soh,  xIv.  14). 

Un  spirilo  soave  e  picn  d'  amort K.  AT.  a6.  49  {Soh.  xv.  13). 


amore.     I.c  pianU  .  .  .  hanno  amort  a  certo  loco C.  iiì.  3.  aa. 

Gli  amma/i6rK/f' hanno  più  manifesto  nmorr  ...  al C.  iti.  3.  33. 

Gli  uomini  hanno  loro  proprio  amori  alle  . .  .  cose C  iii.  3.  34. 

tutti  questi  amon  piiote  avere C.  Hi.  3.  39. 

per  ...  ha  r  uomo  amort  a  certo  cibo C  ili.  3.  68. 

per  la  natura  quarta  .  .  .  lia  T  uomo  altro  amort  .  .  .  questo  amort 

neir  uomo  ...  ha  mestiere  di  rettore C.  iii.  3.  77,  79. 

per  la  quinta  ,  .  .  natura  ...  ha  1'  uomo  amort  olla  veliti  ...  da 

questo  amort  nasce  la  vera  .  .  .  amistà C.  ìiL  3.  86,  87. 

Onde  . . .  dissi  Amort  rogionart  nttia  mmtt,  per  dare  ad  intendere 

che  questo  amort  era C.  iii.  3.  94.  95. 

per  la  quale  fosse  suspicato  lo  mio  amort  essere C.  iii.  3.  99. 

li  miei  pensieri  (che  sono  ^r/rtr</' ^worr) C  iii.  3.  119. 

seguire  luì  non  puote  ...  là  dove  il  pensiero  nasce  d*  Amort     .     .  C,  Ìli.  4.  41. 

non  ha  riguardo  il  suo  amort  al  debito  dì  colui C.  iii.  6.  100. 

Cb^  *1  suo  parlare  .  .  .  genera  ...  un  pensiero  d'  amort  .     .     .     .  C.  Ìii.  7.  134. 

i  suoi  atti  ,  . .  fanno  amort  disvegltare •     •     •     .     .  C  ìii.  7,  143. 

sei  passioni  . . .  cioè  . . .  amwt  e  vtrjpgna C.  iii.  8.  86. 

dico  che  Amort  le  reca  queste  cose  quivi .  .  .  dove  SÌ  puote  doppia- 
mente Amort  considerare.  Prima  1'  Amort  dell*  Anima  .  .  . 
secondamente  1'  Amort  universale C  ìii.  6.  113.  115,  ti6.  117. 

cioè  ardore  d*  amort  e  dì  carità C.  iii.  8.  146. 

Jitosq/Of  secondo  il  naturale  amort,  che C.  iii.  xi.  6a. 

non  li  dice  Fiioso/ò  alcuno  per  lo  comune  amort C  iiì.  zi.  73. 

cosi  .  .  .  conviene  essere  1'  amort  alla  Sapienza C.  iii.  11.  81. 

Per  che  senza  amort .  .  .  non  si  può  dire  Fito&o/o C.  iii.  zi.  87. 

ha  .  .  .  per  forma  un  quasi  divino  amort  allo  intelletto C.  iiì.  xi.  136, 

e  '1  padre  dice  al  figliuolo  '  Amor  mio  ' .     .     ■     .     < C.  iii.  1  x.  f]!. 


AMORE 


DRb    Tcatute  Di  ^ntllexu,  d'  amore  e  dì  fede 
Che  DOD  sospiri  in  dolcezza  d*  arnort           , 
QucUa  donoB  gentil,  cui  piange  Anton  .     . 
Atmcr  . .  .  [S*  era  svegliato  nel  distrutto  core 
Bta  i  con  quella  donna  quello  amon     .     . 
Colar  d'  afMort  [,  e  .  ,  .  Non  prcser  mai]     , 
E  rag^iona  d'  amor  si  dolcemente    .... 
Quetti  è  un  spirttel  nuovo  d'  amon  .     .     . 
■1,  eh*  Amore  LÌ  cerchia  di  corona  di       .     . 
Ch*  Amor  vi  tramortisce,  il  glien  duole 
Ittldtigcnxa  nuova,  che  1'  Amore  .  ,  .  mette 
Per6  provveggìa  del  mìo  stato  Amore     .     . 
SrCD  menando  Amor  dal  destro  lato  .     .     . 
Venute  9ono  a  ragionar  d'  amoew    .... 
cecBc  uà  cuor  puote  stare  .  .  .  con  amor  perfetto 
Oh*  ou  cnidel  .  .  ,  Non  vi  mettesse  amor 
E  quivi  TM^kramt  aemprc  d*  amore  .... 
Per  cui  Atmot^  aorenCe  si  spergiura     .     .    , 
ìàaatn  eh'  Amor  leggiermente  il  saetti  .     , 
lo  sotto  stato  con  Amore  insieme  .... 
Molti,  volendo  dir  che  fosse  Anutre^  Disser 
Ma  io  dico  eh'  Amor  non  ha  sustanza     .     . 
£d  in  Aloco  d*  a$more  ti  mio  si  posa     .     .     . 
C  *l  DOD  amato  atmor  mutata  serba     .     .     , 
Owle  . .  .  Amor .  .  .  Alquanto  per  pietà  con  me  sospira 
S  m*  ha  in  tutto  Am%or  da  aè  scacciato 


K  N.  a^.  oo  {Son.  xv'u  8). 

K  N.  a?.  a6  {Son.  ivi.  14Ì. 

^.  ^.  35.  46  (Son.  xviii.  [a^]  a). 

K  yV.  35.  39,  49  (SoH,  xviiL  5). 

y.  N.  36.  4r  4  Som.  acix,  13). 

K  iV.  37.  14,  16  {SoH.  XX.  i), 

.  K  N.  39.  6a  (Som.  xxii.  3). 

y.  /V.  39.  69    Som.  xxii.  10). 

V.  /V.  40.  57  (Som.  xxiii.  7). 

y.  N.  40.  61  (Som.  xxiii.  21). 

K.  A'.  43.  49  (SoH,  XXV.  3), 

.     .     .     SoH.  xxvìi.  14. 

,     .     .     Som,  xxix.  4. 

,       •       .       SoH.  XJLX.  0. 

.     .  ,  Som.  XXX.  II. 

.  .  Som.  xxxi.  4. 

.  .  Som.  xxxii.  ifl. 

,     .  .  Som.  xzxiii.  la. 

,     .  .  Som.  xxxitf.  xi, 

.  .  Som.  xxxvi.  i. 

,     .  .  Som.  xxxviii.  x. 

.  .  Som.  xxxviii.  9. 

.  .  Som.  xxxix.  4. 

,  .  Som.  xjtxix.  lo. 

.  .  Som.  xxxix.  13. 

.  .  Som.  xli.  IO. 


Per  Amwre  intendo  lo  9imKo  il  quale  Ìo  mettea  per  acquistare 

r  «INO»/  di  questa  Donna C.  iiì.  la.  xi,  la. 

primo  ^  quello  eh'  io  chiamo  qui  Amore C.  ili.  xa.  19. 

fià  dair  una  parte  è  nato  amore C.  iii.  la.  39. 

ta'loi  è  .  .  .  sommo  ^rMor* C.  lit.  la.  97. 

•■MOT  è  io  loro  del  tutto  spento,  e  a  filosofare ...  è  ncces- 

muio  amoit C.  iiì.  13.  13,  15. 

^■Bdo  Amore  fa  della  sua  pace  sentire C.  iii.  13.  39. 

cÌ6  4  (piando  Amore  della  sua  pace  fa  sentire C.  iii.  13.  65. 

Ht«  Afmore  i:  forma  dì  lìlùsofia C.  iii.  13.  109, 

ti  qoak  Armare  maalfcato  è  ncll'  uso  della C  iii.  13.  1 1 1. 

flMoAtt . . .  qoi  ha  . . ,  per  forma  Amore C  iii.  14.  9. 

io  ImImmSo  commendare  1*  Amon C  iii.  14.  13. 

EMo  questo  Amore  a  sua  similitudine  riduce ,     .  C  ìit.  14.  aÓ, 

li  Smmm  wi'lù  .  .  .  questo  amen  traggc  a C.  iii.  14.  50. 

ifaffOiaf  0  divino  amon  è  tutto  eterno         C  iiì.  14.  59. 

coal  &ce  questo  aitton  amare,  che  la  Sapienu,  nella  quale  questo 

mmeoe»  fere,  eterna  ò C.  iiì.  14.  56^  57. 

ckalfc  dove  quealo  amor»  splende,  tutti  gU  altri  amon  si  fanno  scuri 

•  qwsi  latenti C.  iii.  14.  65,  66. 

cW  k  divisa  rtrfù  ...  in  questo  «Mcotv  .  .  .  discende   .....  C  iii.  14.  88. 

9^(ad§  CON  ià .  .  .  c^oà  accompagnisi  dì  questo  Amon     .     .         .     .  C  iii.  14.  ioa. 

«■l' air  arva/cn  e  accende  amon C  iii.  i4<  «M- 

f  mmà  ódk  $iic  parti  componenti,  cioè  Amon C  iii.  15.  4. 


aie^r 


<ch€coafio^''  « 


unisce  r  amante  colla 


C  iv.  t.  X, 


....  ^^  pi  comunica  nell'  altra C  iv.  x,  xa. 

^9'^^       aecondo  V  amon  e  1"  odio  suo C  iv,  x.  ai. 

^  •.       ■  -^^—  .........•.•*    e*,  tv. 


0.  ai. 


AMORE  ^^^^^^  30 

amore.    Ora  che  ...  in  amor  ciascun  par  che  a'  apprcste Soft,  xììu  5. 

Con  lei  non  state  ;  ch^  non  v'  è  Amore Son.  xliii.  9. 

U  bclleiu  .  .  .  Quindo  h  destare  Aftiorvu  nella  mente      ....  Som.  xliv.  a. 

Com*  ella  volse,  Amor  tosto  le  diede Soh,  xIìv.  11. 

Di  quella  parte  dove  Anton  alberga Som.  xliv.  13. 

Donna  non  e'  *  che  An$or  le  venga  al  volto Son.  xlvi.  g. 

Chiamando  a  voi  merco  sempre  d'  amore     .........  Som.  xlvii.  ix. 

^morm' affligge  ond*  io  prendo  cordoglio 5o'f.  xtviiL  11. 

Ma  tu,  fuoco  d'  antor,  lume  del  ciclo So»,  xlix.  xi. 

E  veggio  Amor,  che  m'  impromelte,  pena Som.  I.  11. 

Ma  con  dolcezza  e  con  perfetto  amore S.  P.  vì.  3. 

Ed  oltre  a  questo  lo  suo  anion  è  tanto «     .     .     •     .  S.  /*.  vi.  43. 

lo  scrissi  già  d'  amor  piti  volte  rime P.  /",  i. 

Da  questo  lalso  atMor  ornai  la  mano  ...  io  vo'  rìtrarc P.  F.  "j. 

Da  questo  amore  e  da  quel  buon  disio  Procede P  P.  73- 

Che  del  battesmo  aver  si  forte  accende  L'  amor  in  noi P.  F.  98. 

Traggemi  della  mente  Amor  la  stiva f.  E.  ii.  1 1 .  aa. 

ainorem.     Amorem  versus  me  non  tantum  curat Cans.  xxi,  38, 

amoroso.     Donne  e  donzelle  arnorose,  con  vui K  A^,  19.  33  (CffH^.  ì.  13). 

Quanto  è  .  .  .  gentile  Negli  atti  ed  amorosa Ca$u.  ix.  3a. 

E  1'  amorosa  fronde  .  .  .  tira CaMM.  x.  134. 

a  cui  non  cale  Dell'  antorosa  mente Cana,  xiv.  69. 

Ond'  io  prego  .  .  .  Dolce  mìa  amorosa Coffa,  xiv.  85. 

r  amorx>sa  spina  Amor  .  .  .  non  la  mi  tragge Catu.  xv.  49. 

E  '1  disio  amotoso  .  .  .  Dall'  altra  parte  è  con Cam.  xvi.  4. 

Non  sono  innamorati  Mai  di  donna  amorosa     ,     ,     - Catu.  xix.  49. 

e  '1  fior  ...  Fa  desiar  negli  amorosi  cuori Cam.  xx.  toc. 

Che  si  movca  d'  amoroso  tesoro K.  A^.  7.  31  (Som.  ìi.  14). 

Distrutta  hai  1*  amorosa  leggiadria K  //.  8.  60  (Som.  ìv.  16). 

Cosi  mi  trovo  in  amorosa  erranza V.  N.  13.  46  {Som.  vi.  11). 

Fagli  natura,  quando  è  amorosa,  Amor  per  sire    ....      t^.  N.  ao.  17  (Som.  x.  $). 

lo  mi  sentii  svegliar  .  .  .  Un  spirilo  amoroso K  /V.  34.  51  (S«m.  xiv.  a), 

amore,     per  intendimento  di  più  non  rimare  d*  amore C  iv.  a.  35. 

di  dire  al  presente  d*  amore .     .     .     .  C.  iv.  a.  a8. 

a  parlare  d'  amore C.  iv.  a.  78. 

che  d' <4iMor  parlando  ho  tenuto C  iv.  a.  93. 

in  questo  amore  le  case  prendano  ogni  loro  bisogno  .     .     ,     .     ,     .  C  iv.  4.  41. 

nelli  quali  non  amore  umano,  ma  divino  era  spirato C  iv.  5.  103. 

giudicatore  .  .  .  per  amore  del  pubblico  bene C  ìv.  5.  lao. 

avere  contra  s^  per  amore  dì  Roma  .  .  .  consigliato  .     ,     .     .     ,     .  C.  ìv.  5.  laS. 

nmonr  hanno  alla  memoria  di  costoro C.  iv.  it,  133, 

[Al  cor gmfii  rifui m  sempre  Amore Civ.  30.69.  ] 

ncIP  uso  della  cosa  amata,  eh'  è  frutto  d'  amore  .......  C  iv.  sa.  84. 

la  quale  per  lo  radicale  amore  .  .  .  à  amabile C.  iv.  aa.  138. 

questo  dMtorr  mostra  che  avesse  Enea C.  iv.  a6.  93. 

Per  che  appare  .  . .  essere  amore  necessario C  ìv.  atì.  100. 

è  manifesto  che  .  .  .  Amore  .  .  .  aieno  necessarie C  iv.  a6.  t43. 

essa  è  dovunque  alberga  1*  amore  di  quella C  iv.  30.  53. 

amorosamente,     molte  volte  pensava  più  amorosamtmit K  W.  39.  8. 

amoroso,     che  fosse  amonna  cosa  a  udire K.  AT.  33.  ia6. 

che  rimano  sopra  altra  materia  che  amorosa .     P'.  /V,  35.  49. 

Filosofìa  è  uno  amoroso  uso  di  Sapienza C.  iii.  la.  95. 

Biosofia,  che  è  .  .  .  amoroso  uso  di  Sapiensa      ...  .     .     .     .  C  iv.  a.  153. 

cosi  nella  Giovcntute  si  fa  .  .  .  Amorosa C  iv.  a6.  xi. 


3»  lk«^  ^^^l^r  ANCORA 

MBOraMX     E  maledico  I'  mmorvsa  lima Som.  xxxiì'u  5. 

^**'™"*      Amor  .  .  .  Ecco  I*  anctlla  tua C  ìi.  Cans.  \.  53. 

Poiché  r  anima  mia  fu  fatta  ùHalla  Della  tua  podestà Con*,  ix.  18. 

O  CBn  (wiwffia  e  pura,  Colt*  bai Cafra,  x.  39. 

anche Canv.  xi.  30  ;  xiv.  53  ;  5.  P.  ci.  75, 

Dagli  occhi,  che  m'  anadoMo  a  gran  torto Canz.  xi.  45. 

Ed  cUa  mmaJt Capu.  xii.  9. 

Coa  quelli  apada,  ond*  egli  ancist  Dido dna.  xii,  36. 

Ow  ■*  infiammano  il  cor,  eh'  io  porlo  attoso Catt*,  xii.  75. 

Foco  mettesti .  .  .  Col  tuo  parlar  eh*  mnadt BaU.  iì.  7. 

Ck'  e(lì  m*  mmatU  e  la  morte  m'  è  dura Balf.  iìl.  a. 

C  qoair  mmadt,  e  qual  caccia  di  fuora K.  ^.  14.  88  {Son.  vii,  io). 

Ocglì  occhi  tradìtor  che  m*  hanno  anctao Soh.  xjcxv.  a. 

<7.  noddere^ 

B^    Inaaraorata,  com'  aH<v  fu  donna S*st.  i.  39. 

C  BOB  è  ...  Ni  mmtv  tanto  dura  alcuna  pietra Som.  xxxi.  a. 

K  ^.  19.  60  [CoHM.  i.  41):  sa.  tto    CanM.  iii.  jo)  ;  C.  iì.  Carta.  ì.  30;  iii.  Coma 
"•  •&  85  ;  Jv-  C«M*.  iii.  69,  99  ;  CoHs.  ix.  58,  69  ;  x.  130  ;  xiii.  44  ;  xiv.  71  ; 

é  a  questa  età  .  .  .  necessario  d*  essere  amorosa     .     .     .     .  C.  ìv.  a6.  8a. 

ciascuno  con  ampta  miiora  cerca  Io  suo  mal  fare C  i.  a.  64. 

più  atnpia  fa C  i.  3.  67. 

le  immagine  .  . .  sempre  è  più  ampia C  L  3.  60. 

<jbe  pft  «m^'sono  li  termini  dell*  ingegno  a  pensare  che  a  parlare, 

e  più  uffi/t*  a  parlare  che  . C.  iii.  4.  109,  i  io. 

B  rfcsMen  umani  si  (anno  piii  ampi C  ìv.  la.  180. 

La  quarto  senso  sì  chiama  mmagogiroy  ctoò  sovra  senso      .  C.  iì.  1.  sa. 

siccome  fu  Anatmgom  e  Democrito .  C.  iì.  15.  56. 

■ggiongo  una  stanza  quasi  cumc  ancttta  delle  altre    .     .     ,     .  V.  N,  19.  143. 

4  cvrtaiama  per  s£,  e  per  la  sua  anatla C  iì.  14.  393. 

4ldle  «Mn^  adolescenti  non  ^  numero C  Ìi.  15.  177. 

TattB  scieiue  chiama  .  . .  attctHt C  it.  15.  180. 

K  N.  15.  as.  4B:  16.  a  ;  t8.  46;  ai.  3:  aa.  34,  41  ;  34.  39:  05.  17,  iB;  a7.  6; 
37.  la;  39.  45;  41.  14;  C  i.  a.  134;  7.  84;  it.  89;  13.  45,  59;  Ìi.  a. 
39;  5-  48;  7.  88;  9.  100  ;  li.  56;  14.  34  1  >'•  »•  ^7  ;  5-  »o8.  115,  173.  i8a, 
1B9;  9.  tao,  laa,  147;  IO.  51,  71;  II.  77»  85:  I5-  8a>  9' :  iv.  8.  58  ;  9. 
90*65;  13.  133;  14.  11,36;  xs-  93;  85.  a3.  laò;  37.88,  104,  143;  aS.  Sa, 
Ila. 

diAw>     dell'Anima  del  suo  padre  AmcMìm ,     C.  iv.  96.  74. 

jfla.     r  altre  anime  dire  non  si  possono  dontu,  o>a  antiil*  .     .     .     .     C  ili.  14.  96. 
cy.  maodla. 

Ok     sa  ««Mv  vuoti  considerare  lo  primo  nome  suo K.  /V.  34.  33. 

mmm  Ariatecàle  pare  ciò  sentire C  ii.  4.  sa. 

Wt%  4Ma*  quanto  è  Saggia C  ìi.  1 1.  48. 

la  ^Hs]  com  «NTD  .  ,  .  ciò  Care  non  può C  Hi.  13.  46- 

uza  di  Maffeo  ed  «*hv  degli  altri C  iv.  aa.  168. 

U  seti*  fcgi , ,  ,  ^^uo,  e  li  re  Tarquinii C  iv.  5.  90. 

*'*  ff  «a.  liB  ;  14.  39  ;   «6.  4,  5  ;  19.  106  ;  aa.  40  ;  as-  «4  ;  a4.  47  ;  as.  io,  a9; 

'^4,19:30.41  ."3"-  4:38.  33  ;  39-^4,  46;  43.  43  :C.  i.  a.  34»  55  ;  5,  70»  9»  ; 

^5^64;  7.  3«'  5*  •'  *•  *•  *'''  »6  :  9.  39.  65  ;  io.  74  ;  la.  14.  60,  68;  13.  37  j 

a  i  „  5'     03,    »<>4  :  «•  3<  ;  3.  «5  J  4-  69  :  5-   54  :  6    85.  145  ;  7.  17.  81  ;  9. 

^S^iJf'.lVto.   «5»  *^''  «3^'  *T;  14.  86.  143.  148,187.330.338;  15.87,95. 

Ui    L     A.  ^8  ;  if»-3-46;4.  (05:  5.98;  7. 79;  11.1,37;  <3- «4  ;  M-3».  »«' : 

,  lé$;  to.  4     ^^^    ,  ,^    ,58  ;  3.  30  ;  4,  18,  las,  134  ;  5-  59:  7-  37  ;  «o.  85, 

*  j»7;  M  ^' 


ancora.  xvii.  74  ;  xix.  19,  44;  Ball.  vi.  4:  Som.  xxvìii.  9;  xl.  3;  xlvi.  io;  1.6;  S.P. 

xxxi.  4,  7,  64;  I.  7  ;  P.  F.  143.  M3.  024. 
ancorché.     Cans,  xix.  77. 
andare.     K  N.  19.  5T  \^Catt£.  i.  33  :  òts).  83  (Caiw.  I.  641  ;  33.  173    Carta,  ii.  46);  33.  lot 

{Caru.  iii.  61),  III  [Gang.  ìii.  7i>,  116  {Cant.  ÌÌu  76)  ;  34.  39  (^Giha.  ìv.  3),  33 

(Cana.  iv.  6),  43  (,CaR£.  iv.  161  ;  C.  ii.  Catu.  i.  57;  ìii.  Caw«.  ii.  40,  46;  iv. 

Catu.  iii.  39,  40,  141,  146;  Caru.  ix.  77  f  Aw)  ;  x.  34,  65,  137,  154  :  ^>-  34.  37. 

40,  76,  80;  xii.  79  ;  xiii.  39^  37,  51  (bis)  ;  xiv.  39  ;  xvi.  a.  66  (,«.%  68  ;  xviii. 

61  ;  xix.  46,  54  ;  XX.  64  :  Stsi.  ii.  39  ;  iv.  3  ;  y.  N.  13.  81  {Bali.  i.  a),  84  (Ba//. 

f.  5),  87  {Boti,  i.  8)  j  Ball.  vL  34  :  K  N.  8. 49  (So»,  iv.  5)  ;  9.  45  {San.  v.  a  :  w.")  ; 

aa.  75  {Som.  xii.  8),  97  {So»,  xiii.  9)  ;  a6.  41  {Som.  xv.  5%  50  (5o*».  xv.  14Ì  ; 

37.  i5{SoK.  xvi.  3;,  19  (5oH.  xvi.  7I;  33.  a8  S0H.xvii.3i  ;  35.  51  (So«.  xviii.  7); 

36<  43  (Son.  xix.  14)  ;  41.  55  1.S0N.  xxiv.  1)  ;  Son*  xxxii.  4  '•  a1>  <  !  xliii*  5! 

xliv.  a;  xlv.  6;    liii.  6;   S,  P.  vi.  39,  48;  xxxi.  15,  35,  51  ;  xxxvii.  gì,  80; 

ci.  105  ;  P,  F.  9a,  207. 

angeUcato.     Che  siete  ang*licata  —  creatura Ball.  ìv.  t8. 

angelico.     A»gtlica  sembianza  In  voi  . .  ,  riposa Ball.  iv.  19. 

Per  riguardar  sua  angtUca  figura Ball.  v.  6. 

angelo.     Angelo  chiama  [in  divino  intelletto,  E  dice]     V.  N.  19.  34  {Cane,  i.  15),  97,  tir. 

vedea  ...  Gli  angeliche  tornavan  suso y.  N.  33.  1B6  [Cans.  iì.  59). 

Nel  reame  ove  gli  angeli  hanno  pace  . K  ^.  33.  56  (Girts.  iii.  16). 

Luce  d'  amor,  che  gli  uti^Wi  saluta K  ^.  34.  50  {Catu,  Ìv.  34). 

ancora.  109;  11.  123,  135;  13.  53,  59,  114;   14.  la,  117;  15.  8;  16.  a8;   18.  36; 

ai.  ia6;  33.  51  ;  35.  113;  a6.  81,  ioa,  laa  ;  a7.  131. 
andare.  K  yv.  a.  48;  7.  4  ;  9-  7  ("■),  9(«-);  n.  13;  «a- 4»  ^as,  «aó,  138;  13-  ^1^^;  »5- 
46;  aa.  IO,  43  ;  03.  34.60  ;  a4-  ^5  :  ^-  »3  :  »7-  33?  3^-  40  ;  37-  8;  4'-  2, 
IO.  40.  43.  45f  47.  5'.  52  ;  4a.  14.  16,  17,  ao  ;  C  i.  3.  30,  77  ;  7.  18,  53  :  8. 
58,  ioa,  105,  ro6.  iia  ;  n.  33,  a6,  61,  153  ;  13.  43  ;  ii.  1.  44.  67  ;  8.  48,  ja; 
9.  ii7  ;  IO.  46;  13.  43,  54;  13.  30,  46;  14.  99,  106;  15.  31  ;  iii.  3  43;  5- 
78,  86,  98,  144,  157,  167,  178.  iBa,  183,  187;  7.  ia6;  8.  173,  178,  179:  9- 
103  ;  IO.  69  ;  14.  91,  loi  ;  15.  79,  83,  89,  193  ;  iv.  i.  74  ;  3.  la,  56  ;  5-  M  : 
6.  139  ;  7-  64,  68,  71,  76,  78,  103,  137  ;  9-  io4.  n8  ;  I3.  90.  M^,  169,  186, 
193,  194.  ao5  :  13.  103  ;  15.  70,  71,  155  ;  16.  114;  19,  la  ;  aa.  59,  151,  16»! 
J78,  180,  i8a  ;  a4.  147  5  «5-  100  ;  27.  68,  70;  30.  15,  31,  59. 

andata,     se  .  .  .  non  avesse  impresa  1'  aMdata  in  AiTrica C  iv.  5.  171. 

anello,     tre  moggia  d'  anelia  in  AOTrìca  erano  portate C  iv.  5.  167. 

angdiCO.     alcun*  altra  angelica  natura     .     , C  ii.  6.  80. 

umana,  e,  meglio  dicendo,  angelica C.  ìii.  3.  85. 

la  qual  f  ...  in  quelle  Mentì  angeliche C  iii.  6.  67. 

tra  r  angelica  natura,  che  è  cosa  intellettuale ,     C.  iii.  7.  74. 

cosi  è  misurato  nella  natura  angelica C.  iti.  15.  98. 

che  del  tutto  r  angelico  .  .  .  accorgimento  soperchia C.  iv.  5.  a. 

tuttoché  r  angelica  ...  sia  più  divina C  iv.  19.  56. 

angelo,     fu  piacere  del  Signore  degli  angeli K  A^.  8.  3. 

parcazni  vedere  moltitudine  dì  angeli V.  N.  33.  30. 

che  questi  itft^f/i  cantassero  gloriosamente K  AT.  83.  53, 

anzi  è  uno  de'  bellissimi  angeli  del  cielo V.  N,  a6.  16. 

disegnava  un  angelo  sopra  certe  tavolette ^.  A^  35.  5. 

cioè  di  disegnare  figure  d'  angeli y.  N.  35.  15. 

ove  ti  pane  degli  Angeli  sì  mangia C.  i.  i.  53. 

per  più  usato  modo  volcmo  dire  v4h^/i' C  ii.  a.  63. 

le  quali  la  volgare  gente  chiama  Angeli C  iì.  5.  8. 

molte  legioni  d'  angeli C.  ii.  6.  a8. 

che  '1  Padre  aveva  comandato  agli  angeli C.  ii.  6,  30, 


33  ^^^^^^^^^^^^F  ANIMA 


Siccome  face  in  angtia  che  1  vede C.  iii.  Cane.  ».  38  ;  14.  30. 

ircdcr  ...  gli  angth  ò\  Dio  quaggiù  venire Catìe,  xvii.  58. 

A  guisa  d'  angri  che  .  .  .  Divien  beato Bail.  ix.  5. 

Ai  quali  Dio  e  gli  angiU  del  cielo  Alcun  peccato  non  ìmpute- 

nuino , S.  P.  xxx'i.  fl. 

pensiero  che  parlar  mi  suole  D*  un*  angiola  che  'n  cielo  è 

coronata C  ii.  Catta,  i.  39  ;   io.  zo  . 

*Bg**^^^^     ridi  volare  .  .  .  Un  angioltJ  d'  amore  tutto  umile  ....     Bai/,  viii.  7. 
anfiDletta.     nel  viso  D*  un'  angtoUtta  che  ci  é  apparita      .....     Balt.  vi.  19. 
che  ili  la  sua  cera  Guardando,  vidi  un  angioi  figurato   .     .     .     Son.  xxix.  8. 
E  rotta  si  dalP  angasaa  e  dal  pianto     ....     K  N.  23.  T43  (Cans.  iì.  16). 

Duinomi  aMg9Ȉa  [li  sospiri  forte] K  IV.  33.  37,  83  {Catta,  iii.  43). 

Pianger  dì  doglia  e  sospirar  d'  angosaa ^.  A^-  3».  97  (Ginjr.  iii.  57). 

S'  egli  non  teme  angosaa  di  sospiri C.  ii.  Can»,  i.  96  ;  t6,  36. 

L'  ^t^tìtcta  che  non  cape  dentro,  spira Catta,  xi.  aS. 

Ahi  I  artgoseiosfi  e  dispictata  lima Catta,  xii.  as. 

Diventano  nel  cor  sì  angosaost V.  JV.  40.  60  (San.  xxiii.  io), 

RI&.     che  procede  Da  un*  amma,  che  .  .  .  rìsplende  .     .     .    V.  N.  19.  37  {Catta,  t  xB). 

Per  che  I'  anima  mia  fu  si  smarrita V.  N.  a-^.  159  (Catta,  ii.  39). 

Beato,  oruWsa  bella,  chi  ti  vede K  iV,  93.  aio  {Catta,  iì,  83). 

AUor  sente  la  frale  amma  mia  Tanta  dolcezza K.  TV.  aS.  ao  (F.  C.  7). 

lo  primo  4  quello  degli  AngtH C  iì.  6.  44. 

che  ti  movitorì  .  .  .  siano  dell'  ordine  degli  ^n^«/i C  iì.  6.  107. 

Jadhrina  luce,  come  in  atigrìo^  raggia  in  quella C.  ìli.  a,  lao. 

,4alle  Sostanze  separate,  cioè  dagli  AngtU C.  iii.  7.  47. 

e  quasi  non  sìa  altro  che  anggio C  iii.  7.  86. 

dhrtna  Virtù,  a  guisa  che  discende  nell*  angtlo C.  iii.  7.  99. 

9c  Iddio  fece  gli  Attgtli  buoni  e  li  rei C.  iii.  la.  67. 

cfae  ta  divina  virtiir  a  guisa  d'  atigrlo  .  .  .  discende C.  iii.  14.  87. 

la  Nobiltà  umana  .  .  .  quella  dell'  atigelo  soperchia C.  iv.  19.  55. 

L'  bai  fatto  poco  minore  che  gli  attgtli C.  ìv.  19.  66. 

«Qo  giovane  ...  il  quale  .  .  .  era  Ange/o  di  Dio C.  iv.  aa.  169. 

L*  Amgr/o  di  Dio  discese  dal  cielo,  e C.  iv.  aa.  170. 

Qoesto  ^nil^/o  ^  questa  nostra  Nobiltà C.  iv.  aa.  175. 

per  vedere  quest*  Angiola  giovanissima V.  N.  9.  47. 

Beatrice  .  .  .  che  vive  in  ciclo  con  gli  angtoli C  ii.  a.  7. 

ood'  io  sostcnca  si  grande  angoscia K  W.  3.  57. 

daCogare  1'  m%goKÌa  che  il  core  scntia K  W.  9.  11. 

che  tema  anffìsàa  di  soipin C.  li.  8.  90. 

li  sospiri  m*  assaltano  grandissimi  ed  aH^osabit.     .     .     .  K.  TV.  38.  ao. 

dico  cb' Amore  sìguoreggiò  r  anima  mia KA^.  a.  39. 

perocché  X  anima  era  tutta  data  nel  pensare K.  A^.  4.  4. 

Id  tm  corpo  io  vidi  giacere  senza  1'  anima K.  TV.  8.  7. 

dalla  parte  della  nobiltà  della  sua  anmta K  A^.  19.  119. 

tfrìle  sue  rirtudi  .  .  .  che  dalla  sua  anima  procedono V.  JV.  ig.  xai. 

pel  quale  era  Slata  quella  nobilissima  e  beata  anima K  TV.  33.  61. 

O  mmma  bellissima K.  AT.  33.  83. 

Io  dico  che  ...  l' anima  sua  nobilissima  si  parti  nella K  TV.  30.  a. 

«ra  Catto  distruggitore  dell'  amma  mia K  TV.  33.  9. 

r  alcrs  chiamo  atttma,  àoè  la  ragione ^.  TV.  39.  36. 

degno  sia  chiamare  ...  la  ragione  anima ^-  ^<  39-  39- 

dico  come  1'  anima,  cioè  hi  ragione,  dice  al  core K.  W.  39.  55. 

nniicimiriicoaacht  il  nostra  intelletto  s'  abbia  a  quelle  benedette 

KiV.  49.38. 

D 


ANIMA  ^^^^P  34 

anloia.     Partissi  .  .  .  Piena  di  grazia  V  anima  gentile  i^.  N.  30.  70  {Catta,  iU.  30). 

E  d'  og-ni  consolar  1'  am'ma  spoglia K  /V.  ga.  80  {Cana.  iii.  40). 

Ch'  io  dico  :  Anima  mìa,  clic  non  ten  vai K  ^.  34.  33  {Cans.  iv.  6). 

Come  r  anima  trista  piange  in  lui C  ii.  Cans.  un;  7.  69. 

si  dolcemente,  Che  V  anima  diceva C.  ii.  Cana.  L  ig  ;  6.  54. 

L'  aniiita  piange C.  li.  Coti*,  i.  30  ;  io.  14  ;   16.  50, 

^MfMd  nostra^  che  ri  ti  lamenti ....     C.  ìi.  Cane.  l.  ^t. 

[Che]  r  anima  eh'  ascolta  e  che  lo  sente  [Dice]  .     .     .     .     C.  iii.  Cana.  ii.  6  ;  3.  ia6. 
La  sua  Anima  pura  [.  .  .  Lo  manifesta] C  iii.  Cana.  ii.  30  ;  6.  108. 

piaccia  a  Colui  .  .  .  che  U  mia  anima  se  ne  possa  gire  a 

vedere  la K  iV.  43.  13. 

r  ultima  perfezione  della  nostra  anima C  i.  r.  9. 

r  uno  . . .  r  altro  dalla  parte  dell'  anima C.  I.  1.  t8. 

Dalla  parte  dell*  anima  è,  quando C  Ì.  i.  aa. 

la  parte  sensitiva  dell*  anima C.  i.  i  r.  15. 

nella  uscita  dcir  dniwi:!  del  peccato C.  ii.  1.  64. 

Beatrice  . .  .  che  vive  ...  in  terra  colla  mìa  anima C  ii.  a.  8. 

r  a/rima  è  legata  e  incarcerata C.  lì.  5.  130. 

le  animi  di  quaggiù  %'  accendono  ad  amare C  ii.  6.  115. 

speziai  parte  dell'  anima  e  del  corpo C.  ii.  7.  ai. 

la  divistone  che  è  nella  mia  anitna C.  ìì.  7.  66. 

questa  amnta  non  è  altro  che  un  altro  pensiero C  ii.  7.  76. 

chiamo  lui  anima  e  1'  altro  5;^inVo C  li.  7.  64. 

nelle  nostre  animt ...  ha  grandissima  podestà C  ti.  7.  ioa. 

qui  si  dice  pensièro,  e  non  anima C.  ii.  8.  58. 

Inanima  s*  intende  .  .  .  per  io  grneml  firnsitro C  ii.  8.  60. 

£  dico  che  questo  pensiero  ...  è  poderoso  ...  in  vincere  V  anima 

tutta C.  ii.  8.  75. 

a  meglio  fare  ciò  credere  all'  anima  sperta C  ii.  8.  88. 

si  conviene  dire  della  parte  dcir  amMM C,  ii.  9.  7. 

cioè  dair  anima  partita  d'  està  vita C.  iì.  9.  38. 

in  quanto  V  anima  col  corpo  congiunta  sono C  ii.  9.  44- 

della  ìmmortalìtii  dell'  anima  è  qui  toccato C  ii.  9.  50. 

par  volere  Aristotile  in  quello  delP  Anima C  ii-  9.  64. 

della  quale  fu  1'  anima  mia  innamorata, C.  ti.  9.  135. 

dentro  a  me  1'  anima  mia  ragionava C.  ii.  zo.  4. 

manifesto  r  anima  mia  essere  ancora  dalia C.  H.  io.  15. 

ai  volge  tutto  lo  mio  pensiero,  cioè  V  anima C  ii.  10.  a6. 

si  dee  credere  che  1'  anima  mìa  conoscca C  ii.  10.  63. 

dice  il  Filosofo  nel  secondo  dftr  Anima C  ii.  zo.  66. 

Ultimamente  manifcsla  1'  anima  ...  la  presunzione  loro  pericolosa 

essere  stata C.  ÌL  io.  74. 

quella  parte,  nella  quale  parla  r  am'ma C.  ii.  It.  a. 

quando  dice  già  :  Anima  nostra C.ÌL11.  aò. 

quello  che  fare  dee  quest'  anima  ripresa C.  il.  li.  ag. 

della  quale  parca  I' unima  passionata Cii.  11.33. 

impone  a  lei,  cioè  all'  anima  mia C  ii.  11.  86. 

fu  perduto  il  primo  diletto  della  mia  anima C  iL  13.  6. 

spezialmente  I'  animt  umane ........Ci).  14.  33. 

si  è  r  anima  intera  quando  1'  ode C.  ii.  14.  191. 

dice  Aristotile  nel  comlnciamento  (/<r/r  ^Hima C.il.  14.  941. 

il  Vero  .  .  .  nel  quale  ai  cheta  1'  anima  nostra C.  ii.  15.  183. 

te  quali  .  .  .  innamorano  1'  anima C.n.  16.  39. 

t*  intende  1*  anime  libere C  iì.  16.  65. 


35 


ANIMA 


■L     Che  r  anima  temea,  E  teme "^^i^r .     .       C.  ùi.  Cana.  ìL  B4. 

Cbè  solo  Iddio  all'  ottima  U  dona C  iv,  Canm.  in.  116;  90.  48. 

acme  . .  .  Messo  da  Dìo  nell'  amma  ben  posta      ,     ,     .      C.  ìv.  Caru.  ìli.  lao;  so.  68. 
L'  mmumm  mi  adorna  està  bontate  [  . .  .  tiene]  C.  iv.  Cans.  iii.  lai  ;  x6.  a6  ;  33.  7. 

Pakhè  I'  ««iM(«  mia  fu  fatta  ancella Cam*,  ix.  iB. 

L*  <Win«  folte  .  .  .  Cosi  dipinf^,  e  forma Can».  xi.  19. 

*e  r  mtnmm  tonu  poscia  al  core ^.     ,     .  Can».  xi.  49. 

Ond*  è  naiaaa  trista  L*  anima  mia Caru.  xiìi.  35. 

Par  volerne  portar  V  mmma  santa  Dì  questa Cane,  xvu,  59. 

tento  spirituale  dell'  anima  e  delta  cosa  amata  :  nel  quale 

Lo  ...  r  anima  corre C.  ili.  a.  ao,  aa. 

r  «Mina  umana  .  .  .  più  riceve  della  natura  divina C  iii.  a.  47. 

r  «HiMd  umana  #sjrr  vuole  naturalmente C  ìiL  a.  54. 

clic  ...  1*  anima  umana  .  .  .  si  unisce C.  ili.  a.  6t. 

la  conoscenia  dell'  anima  è  chiara  o C.  iii.  a.  66. 

il  psA  conoscere  quale  é  dentro  I'  amma C  iii.  a.  69. 

r  aaiaeBto  della  mia  mmma  con  questa  .  . .  Donna C.  iii.  a.  71. 

t^t .  .  .  latta  era  colla  mìa  anima  una  cosa C.  iii.  a.  77. 

€hm  n  Filosofo  nel  secondo  Jrlf  Anima  .  .  .  dice  che  V  Anima  prìnci- 

pahacalc  ha  ire  potenze C.  Iii.  a.  84,  85. 

ofnì  Anima  che  sente  ...  si  muove C.  iii.  a.  88. 

ve|;ctaliva  potenza  .  .  .  può  essere  anima C  iii.  a.  xoa. 

qadla  Amma,  che  .  .  .  comprende,  è  perfettissima C  iii.  a.  iia. 

r  Amimm  umana  .  .  .  partecipa  della  divina  natura C.  ìiL  a.  114. 

r  Amtms  é  tanto  nobilitata  e C.  iii.  a.  118. 

la  ^BOia . .  .  parte  dell*  Amma  sono  .  .  .  dice  il  Filosofo  ...  nel 

tmnn  iMt  Anima Ciii.  a.  193,  las. 

^■r  Mtmtt  a*  inicDdc  questa  ultima   e   nobilissima    parte    dell' 

j$mima C.  iii.  a.  138. 

M0mài*  cIm  è  quel  fine,  e  preziosissima  parte  dell'  Anima^  che  è 

Htntmdf C.  iii,  a.  157. 

la  alia  amma  .  .  .  arde  di  potere  ciò  . .  .  narrare.     E  .  .  .  dico  che 

r  mtmii  se  ne  lamenta »     .     .  C  iii.3.  lao,  taa. 

^■iri  r  mmima  .  . ,  più  che  altrove  s*  inge^a        C.  iii.  4.  43. 

•aaaMcaòa  . . .  ^  nell'  anima  come  nel  corpo C.  ìiì.  5.  8. 

•dBft  aeeoBda  discendo  a  laude  spellale  dell'  amma C  iii.  5.  10. 

cka  air  mmmm  noaCrm  possa  tórre  la  sete C  iii.  6.  78. 

•■•aaaM  dica  Q  Filosofo  nel  secondo  tùif  Anima,  V  amma  è  atto 

4al corpo C.  iii. 6.1x1,  ita. 

oka  li  aaa>brw«,  cio«  la  sua  dwma  ...  riceva C  iii.  6.  133. 

.  %\  secondo  V  amma^  come  secondo  il  corpo  .  .  . 

lei  spezialmente  secondo  l*  anima C.  iti.  7.  a,  4. 

•  ttOLWWiM  ahrimenti  dall'  anima  umana C  iii.  7.  50L 

la  cai  mmuma  tMta  in  materia  t  compresa C.  iii.  7.  57. 

édF  mmmmf^matK,  altrtmcotì  una  che  un'  altra    ,,,.,,.  C.  iii,  7.  68. 

a  im  r  aatw^ka  natura  ...  e  1*  anima  umana  non  sia C  iii.  7.  75. 

•  toa  r  mminaa  umana  e  1'  anima  più  perfetta  delli  bruti  animali  . .  . 

■a«  aia C.  iii.  7.  78  {6it). 

riH  aaao  proprtc  dell*  anima  razionale .     .     .     .  C.  iiL  7.  96. 

la  imma^^ .  .  .  che  1'  anima  brvia  rappresenta C.  iif.  7.  104. 

aasa  la  boari  e  la  i-irtù  <^^^  >"■  a$tima  é C.  iii.  7.  148. 

te  ^aalo  . .  ,  p^  bontà  tScW  ammu  .  .  .  bellezza  appare    .     .     .     .  C  iii.  8.  «4. 

^a^  OoiBi^^y^^fnriata  dalU  parte  dell'  amima C.  iii.  8.  31. 

to^aatoip^^l*  ^^/n*#i  più  adopera C.  iii.  8.  54. 

'•^  Da 


ANIMA 

anima.     Si  eh*  ancor  6accù  .  .  .  dono  Quest*  animia  gentil 
e  miro  fedel  come  1'  erba  QucU'  anima  (S.  aaìroale) 
Un  lume  .  .  .  Che  1'  OMÌma  contenta   .     .     . 
U  . .  .  figura,  Che  all'  anima  gentil  fa  dir    . 
Che  fa  da'  polsi  1'  anitna  partire      .... 
Che  va  dicendo  all'  anima  :  sospira    .     .     . 
In  persona  dell*  anima  dolente.  Abbandonata 
Io  dicca  poscia  ncU*  anima  trista    .... 
L*  ani$na  dice  [al  cor  :  Chi  è  costui]  .     .     . 


y.N. 


anima,     massimamente  in  due  luoghi  adopera  1'  Anima 
le  nature  dell*  Anima  hanno  giurisdizione  .... 
della  £>onna  che  . .  .  abiu,  cioè  1'  Anima    .     .     . 
sci  passioni  siano  proprie  dell'  Anitna  umana 
di  nulla  di  queste  puote  1'  Anima  essere  passionata 
una  corruscazione  della  dilettazione  dell'  anima   . 
a  dimostrare  la  sua  anima  nclP  allegrezza  moderata 
Prima  I*  Amore  dell'  Anima^  speziale  a  questi  luogh 
che  ordina  V  Anitna  ad  adornare  queste  parti 
guardare  non  può,  perchè  quivi  s'  inebria  V  anima 
siccome  Aristotile  vuole  nel  secondo  dtlV  Anù$»a 

per  infermità  dell'  anima 

Chi  r  anima  ttm*a  si,  chtfiro  mi  parta  .     .     . 
Onde  .  . .  r  anima  più  passionata  più  si  unisce 

per  bontà  dell'  anima  amica 

così  la  Filosofia,  fuor  d'  anitna  ...  ha     . 
quando  1'  Anima  e  la  Sapienza  sono  fatte  amiche 
quando  1'  anima  nostra  non  ha  atto  di  speculazione 
si  dice  che  1*  Aninta  della  filosofìa  Lo  mantfrsta  , 

perù  qui  si  chiama  Anima  di  lei 

prima  dalla  parte  dell*  anima 

Per  donna  gtntHt  s'  intende  la  nobile  anima  d*  ingegno 

r  altre  anitne  dire  non  si  possono  donne  .     . 

guai  donna,  cioè  qnaU  anima  sente 

li  costumi  sono  bcltatc  dell'  anima 

che  a  lei  disposata  1'  anima  é  Donna  .... 
che  1*  anima  filosofante  non  solamente  contempla 
nccome  .  .  .  T  anima  del  fabbro  è  cagione  .  .  . 
vocali,  che  sono  anima  .  .  .  d'  ogni  parola ... 

dice  .  .  .  nel  secondo  dtlF  Anitna 

le  potenze  dell'  anima  stanno  sopra  sé  .  ,  •  , 
cosi  levando  V  ultima  potenza  dell'  anima  .  .  .  rìmane 

atn'ma  sensitiva  solamente      .... 

perocché  Iddio  é  Principio  delle  nostre  anime 
essa  anima  .  .  .  desidera  tornare  a  quello   .     .     . 
cosi  V  anima  nostra  .  .  .  dirizza  gli  occhi     .     .     . 
agli  occhi  della  nostra  anitna    ....... 

il  Comentatore  nel  terzo  delP  Anima      .... 

dico  InUlUUo  per  la  nobile  parte  dell'  anima  nostra 
siccome  vuole  Aristotile  nel  terzo  dtlP  Anima 
Che,  secondo  la  malizia  dtIP  anima ...  ho  vedute 

secondo  la  perfezione  dell'  anima 

Iddio  solo  porge  questa  grazia  all'  atutna  dì  quello  . 
il  Filosofo  nel  secondo  dell'  Amma   .     .     . 
se  V  anima  è  imperfettamente  fosta  .     .     . 


36 

Catts.  ivii.  75. 
Srst.  iv.  36. 
BalL  iii.  6. 
Ba/L  X.  IO, 
N,  16.  37  {San.  ìx.  14). 
iV.  a6.  50  (Son.  xv.  14). 
33.  38  {^ScH.  xvii.  13). 
36.  40  (Son.  xix.  ra). 
.  58,  64  {Son.  xxii.  5). 


39 


cosa 


C,  iii 
C  ìli 


C.ìiL 
C  iii. 
C.  iii. 
Cui. 


C.  iii. 

cai 

e.  iii. 

e.  iii. 

C  iii. 

C  iii. 


C.  iii. 
C.  iii. 
C.  iii. 


C.  iii. 
C  iii. 
e.  iii. 
C.  iii, 
C.  iiL 
cui. 


Ciii. 
C  iii. 
C  iii. 
Civ. 


Civ. 


Civ. 


Civ. 


C  iv.  7. 


IV. 


B.66. 

8.68. 
a.  77. 
8.84. 
8.87. 
8.99. 
8.  IDI. 

a  it6. 

8.  119. 
8.  133. 

9-54- 

IO.  9. 

10.  II. 

20.  ao. 

11.  siB, 
II.  134. 
la.  31. 

13-  57- 
13.  104. 
13-  2<o. 
14-3- 


H-  93.  95. 
15*  «37- 
15.  141. 
a.  147. 
a.  156. 

4.  i»3. 

6.  35. 
XIX,  139. 

7.  140. 


con 

C  iv.  7. 
.  Civ. 
.     Civ. 


Civ. 
Civ. 


Civ. 
Civ. 
Civ. 


Civ. 

C  iv. 


Civ. 
Civ. 
Civ. 


148.  'SO. 
la.  X41. 
la.  144. 
la.  151. 

13.    170. 

13.68. 
15. 109. 

15.  116. 

15.  II?. 

16.  sa. 
ao-55- 
«>•  59- 

ao.  61. 


ANIMALE  ^K^^^^^^^^^m  38 

nnimale.     Falsi  ammali,  a  voi  ed  altrui  crudi Catu.  x.  idi. 

tutti  gli  animaU .  .  .  aon  d'  amor  discioltì Caiu.  xv.  33. 

cosi  .  .  .  Che  paiono  animai scnztt  intelletto Can^.  xix.  57. 

e  miro  fedcl,  come  1'  erba,  Queir  animalt  (M.  ScF.  anima),  cui  più 

piace  (^.  &  K  più  vi  pincej  l'ombra  (5.) Sm/.  iv.  36. 

Ora  die  ...  gli  ommn/i' comincian  lor  feste Som,  xlii.  4. 

animare,     fiammelle  .  .  .  AnimaU  d'  un  spirito  gentile  .     .     .  C.  iii.  Cans.  u.  64  ;  8.  148. 

Chi  difìntsce  :    Uomo  è  legno  animato      .     .     .      C  iv.  Canm.  iu.  41  ;  3.  99  ;   io.  6,  37. 
animo.     Onde  r  atàmo  eh'  t  dritto  e  verace  .  .  .  non  si  sface  .     .     .      C.  iv.  Cans.  iiL  59. 

animale,     chi  conosce  da  lungi  uno  animale .     .  C  i.  6.  43. 

la  sentenza  del  Filosofo,  in  quello  degli  Ammali C.  iì.  3.  15. 

quando  dice  nel  duodecimo  degli  Animali C  ii.  9.  79. 

1*  uomo  è  perfettissimo  di  tutti  gli  animali C  ii.  9.  80. 

molli  .  .  .  siano  mortali,  siccome  ammali  bruti C  iì.  9.  8a. 

maggiore  .  .  .  che  di  nullo  altro  animaU C  ii.  9.  87. 

che  M  perfettissimo  animaU  .  .  .  fosse  imperfettissimo  .     .     ,     ,     .  C  ii.  9.  90. 

non  sarebbe  ...  né  vita  d'  animaU C  ii.  15.  153. 

siccome  ...  In  ogni  animai*  bruto  vcdcmo C  isL  a.  iix. 

però  è  V  uomo  divino  animale  .  .  .  chiamato C.  iìL  a.  <3l. 

Né  mai  d'  animale  bruto  predicata  fuc C.  Ìli.  a.  149. 

Gli  aHima/f  ArM/i  hanno  più  manifesto  amore C.  iii.  3.  31. 

per  la  natura  quarta,  degli  animali C  iii.  3.  76. 

è  ricevuta  .  .  .  altrimenti  dagli  animali C.  iii.  7.  56. 

1'  anima  più  perfetta  dellt  bruti  animali .     .  C.  iii.  7.  79. 

solamente  1'  Uomo  intra  gli  animali  parla C.  iit  7.  ioa. 

non  giudica  come  ...  ma  quasi  com'  altru  a$umale C.  ili.  xo.  34. 

che  *  r  uomo  natiiralmentc  è  compagnevole  ammaie  ' C  iv.  4.  io. 

veggcndo  che  ciascuno  animatr  .  ,  .  che  fugge  ...  e C  iv.  6.  IDI. 

tanto  è  da  curare,  quanto  di  bruti  ammali C  iv.  7.  38. 

siccome  .  .  .  negli  animali  tfgttart C.  iv.  7.  114. 

manifesto  e,  che  vtutre  negli  ammali  è  srntirt  {animali  dico  bruti)    .  C.  ìv.  7.  1 18,  1 19. 

cosa  con  anima  sensitiva  .  .  .  cioè  ammali  bruto C.  iv.  7.  151. 

e  in  questi  altri  animali .  .  .  bassezza  e  .  .  .  non  si  noti      .     .     .     .  C.  iv.  14.  91. 

distinzione  fa  dì  tutti  gli  uomini  agli  animali  bruti C.  iv,  15.  67. 

colle  umane  quelle  degli  animati  bruti C.  iv.  ai.  aa. 

tre  operazioni,  cioè  Animale,  JntelUttuaU  e  Divina C  ìv.  at.  91. 

che  ogni  animaU  ...  si  razionale  come  bruto  .  .  .  ama,  e  .     .     .     .  C  iv.  aa.  48. 

che  .  .  .  r  Uomo  è  animale  civile C  iv.  27.  39, 

animare,     parla  la  cosa,  che  non  è  animala^  alla  cosa  ammala  .     .       l^.  U.  35.  8a  {bis). 

parla  ta  cosa  animata  alla  cosa  inanimala  ..«,...,.  K  A^.  35.  85. 

nelle  cose  animate  mortali .  .  .  non  ai  trova C  iU.  a.  107. 

Le ^N/«,  che  sono  prima  am'/Na<Sr C  iii.  3.  az. 

in  quanto  dice  animalo C  Ìv.  lo.  40. 

animo,    di  riposare  V  animo  stanco C  t  3.  37. 

puerizia,  non  dico  d*  ctade,  ma  d'  animo C.  L  4.  la. 

franchezza  d*  animo .     .  C.  i.  5.  aa. 

da  ogni  nobiltà  d'  animo .     ,  C  i.  9.  16. 

la  bontà  dcU*  animo  ...  ò  in  coloro C.  ì.  9.  30. 

xiiità  d*  anitmOf  cioè  pusillanimità C.  ì.  x  t.  io. 

drizzano  si  1'  animo  loro  a  quello Ci.  xi.  44, 

sì  muove  da  filtà  d  animo C  i,  11,  137. 

quello  .  .  .  più  rimane  nell*  animo  dell'  uditore C  iì.  9.  13. 

senza  alcuno  discorrimento  d*  UHifMO. C  ii.  ir.  ao. 

una  nobile  disposizione  d' animo C  iì.  11*45. 


39 


ANNO 


Che  »•  «pre  quando  1'  animo  ftccon»ente Som.  x\ìv.  6. 

C  state  ormai  con  V  attimo  giocondo S.  P.  xxxi.  8a. 

NeUa  qtuJe  ogTii  ben  surge  e  s*  annida Cana.  xviii.  ij. 

0|^  U  Y  éumo  che  nel  eie)  salisti i^.  iV.  35.  $8  {Som.  xviii.  14). 

BDw     è  applicaxione  dell'  amirto  innamorato     .     .  C  ii  16.  8a. 

arci  stato  ripreso  di  leve^za  d*  antmo C.  ìii.  1.  84. 

«igtii  slahitita  d'  atumo  essere  a  quella  mutabile C.  iii.  1/93. 

la  verm  atm^ta,  itstratla  dall'  animo ,     .  C.  iil.  xi.  130. 

ia  alano  fer\'ore  d'  animo  ...  si  chiamano C  iii.  ii.  154. 

aab^  cioè  da  viltà  d*  animo  Affermato  e C.  iv.  a.  tao. 

Il  ^wUc  «g^li  ««ri'mt  degli  uditori  porta C  iv.  a.  134. 

3(— lacofcaché  1'  animo  umano  .  .  .  non  sì  quieti C.  iv.  4.  aa. 

tBtta  fnnchexxa  d'  animo  è  da  ferire C  iv.  9.  180. 

1*  amtna  dtrilto  non  mutarsi C  iv.  io.  74. 

COA  molta  Citicadel  suo  animo  ...  si  mira  innanzi C  iv.  ig.  900. 

cbc  r  «w'iwo  rAtf  i  diritto  ...  e  verace  .  .  .  non  ti  disface    .     .     .     .  C  iv.  13.  i  j6. 

qiBIvde  per  maiisia  d*  animo  .  .  .  impedito  non  t C  iv.  15.  1  la. 

die  per  maliiia  di  an$mo  .  .  .  infermi  non  sono C  iv.  15.  i-jg, 

che  *1  pnmo  .  .  .  rampollo  ...  si  è  V  appetito  dtW  Animo  .     .     .     .  C.  iv.  ai.  lai. 

AvnvMw,  cio^  a/'>V/tifp  <r  ammo  naturale  .     •     .     • C.  iv.  aa.  36. , 

pui  Dobilc  p«nc  ...  sia  r  animo  che  1  corpo C  iv.  aa.  76. 

flMnifcftto  è  che  pJd  ama  1'  atnmochc  *]  corpo C  iv.  aa.  79. 

di|aa}c  ««fimo  naturalmente  ...  dee  amare C  iv.  aa.  81. 

L*  aae  del  iioalro  animo  t  .  .  .  dilettoso  a  noi C  iv.  aa.  86. 

. .  .  che  ogni  appetito  sia  animo  ;  che  qui  ■'  intende 

solamente  quello  che C  Jv.  aa.  94  {bis). 

chiamare  aniwHn  V  appetito  scniitivo C.  iv.  aa.  97, 

r  aw  dd  nostro  ammo  t  doppio C  iv.  oa.  103. 

•dato  cone  alcuno  lume  d*  animo  .  .  .  appare C.  iv.  34.  150. 

Cbé  lo -S'M^r*  è  uno  stordimento  d*  am'mo  ■  C  iv.  85.  49. 

Lo  /SirfaFf  é  un  ritmimcoto  d*  animo C  iv.  35,  69. 

the  ...  ai  dica  che  ...  di  buon  animo  mi  maritasti C  iv.  a8.  153. 

Maria  V'ergine  .  .  .  figlia  di  Giovacchino  e  d'  Anna    .     .     .     ,  C  ii.  6.  14. 

per  U  guerra  d'  Annibali C  tv.  5.  166. 

fece  11  giuochi  .  .  .  ncll'  annivfnario  del  padre     .     .     .  C.  iv.  96.  138. 

IL     «  cJtt  quasi  dftl  principio  del  suo  anno  nono .  K.  A^.  a.  13. 

cW  apponAo  erano  compiuti  li  nove  anni K  /\r.  3.  a. 

Con  questa  donna  mi  celai  alquanti  mesi  ed  anni      ......  K  A^.  5.  a8. 

aoa  é  imUo  numero  d'  anm  passato,  che K  W.  35.  31, 

ana  Irwriaao  .  .  .  anzi  .  .  .  per  centocinquanta  anni l'.  TV.  35.  40. 

cfla  ti  parti  nel  nono  mese  dell'  anno      .     ,  K  TV.  30.  5. 

SI  parti   in    fiudlo    anno  della  nostra    indixione,    cioè   degli    anni 

DoBiini,  in  cui K  TV.  30.  8,  9. 

Ia  qttd  giorno,  nel  quale  si  compiva  1*  «mio .     .  f.  N.  35.  a. 

cfctt  U  ttia  vita  per  alquanti  anm  duri K  /V.  43.  10. 

a  daqasata  anm  <U  qua C  i.  5.  57. 

(tfe  aaao  mdle  anm .  C  i.  5.  63. 

Hans,  gionnetij  donxella  di  tredici  anm C  ii.  6.  35. 

ÌJi  cento  smhì  uno  grado C.  ii.  6.  143. 

.  vuol«  ...  lo  Boo  eerchio C  H.  14.  aa6. 

la  ■Matetiilo . .  .  che  f«  . .  -  P«f  ""  %nào  in  cento  anni  .     .     .     .  C.  li.  15.  104. 
e  ftimiuu  iterchhc  quattordici  amU  e  mezzo  a  ciascuno   luogo 

dUBi  icif^  edWm  *  Clo*«  »«>  "'*'"  "  celerebbe;  e  Morte  un 

•im^^        .     .      •  •     -  Ciù  15.  MS.  M5(*«). 


ANNO  ^^^^  ^^^^  40 

anno-     Però  che  li  miei  giorni  e  li  miei  ohmj  . .  .  son S.  F.  à.  •}. 

annodare.     Dunque  .  .  .  Sarà  virtute,  e  con  virtù  s'  annoda     ....  Cohm^  zix.  95. 

annoverare.     Che  se  beltà  fra' mali  Vogliamo  annocvrar Cans.x.i^. 

annunziare.     Fa'  che  gli  atmunxt  in  bel  sembiante  pace     .     .    V.  N.  la.  ifli  {Ball.  i.  49). 

Antenora.     Punisci  in  An/enora  qual  verace  Non  segue Catu,  xv'in.  38. 

antico.    Che  fosse  antica  possession  d*  avere C  iv.  Can^.  iii,  23. 

anno,     notte  non  sarebbe  ...  né  rirrno C.  ìi.  15.  255. 

hanno  uno  dì  dell'  anno  di  sei  mesi C.  ìii.  5.  169. 

due  volte  r  annù  ha  la  state  grandissima  di  calore C.  iii.  5.  168. 

io  fui  esperto  di  questo  1'  anno  medesimo  che  C.  iiL  9.  148. 

dal  principio  .  .  -  che  fu  seicento  [settecento?]  cinquant*  anm'    .    .  C  ìii.  11.  35. 

forse  più  di  mille  anm'l' avevano  aspettato C  iv.  xx.  8t. 

io  credo  fra  il  trentesimo  e  1  quarantesimo  anno  .  .  .  che  ...  sia 

nel  trentacinquesimo  anno C.  iv.  33.  93,  94. 

morire  nel  trentaquattresimo  anno  della  sua  ctade C.  iv.  a3.  97. 

che  al  trentacinquesimo  anno  .  .  .  era  il  colmo C.  iv.  93.  109. 

queste  parti  si  fanno  .  .  .  ncll'  anno C  iv.  23.  ta8. 

eh'  ella  dura  infino  al  ventictnqtttsimo  anno C  iv.  34.  13. 

dico  che  nelli  più  .  .  .  quella  età  è  cvn/i  anni C  iv.  34.  09, 

la  Gioventutc  nel  QuaraHtadnqHtsimo  anno  si  compie C  ìv.  34.  36. 

siccome  1'  Adolescenza  è  in  ptntiaHqu*  anni C  tv.  34.  39. 

cosi  si  termina  la  Scnettute  nel  settamiesimo  anno C.  iv.  34.  43. 

comincia  . .  .  presso  a  cito  antti  dopo  quello C  iv.  94.  47. 

rimane  . .  .  forse  in  quantità  di  dieci  anni C.  iv.  34.  55. 

avcmo  di  Platone  .  .  .  che  esso  vivelte  otiantuno  turno C  iv.  34.  6a. 

egli  sarebbe  all'  ottantuno  anno  .  . ,  trasmutato C  iv.  34.  67. 

annovale.    di  dire  parole  .  .  .  quasi  per  annovalé  di  lei K  N.  35.  17. 

EUinoverare.     che  ultima  noi  annoverianto C  ìi.  6.  65. 

annumerare,     annumerando  i  cicli  mobili  .  .  .  esso  ciclo  .  .  .  è  .     .     .  C  ÌL  14.  156. 

annnmtrate  quante  volte  ...  6  additato C  iv.  6.  185. 

annunziare,    e  M  decimo  annumìa  essa  unitade  ...  di  Dio  .    .    .    .  C  il  6.  lot. 

V  opere  delle  sue  mani  antiuttEta  lo  firmamento  , C.  ii,  6.  104. 

aNnwK«faN(/o  loro  la  mia  intenzione C  li.  7.  63. 

Poi  .  .  .  annunsia  che  per  lei  si  vedranno C.  ii.  16.  85. 

quelli  che  v^  amimtaiano  la  volontà  dì C  ìii.  13.  187. 

antecesaore,  anti-.    colui  che  valente  anticesson  ha  avuto     .    .    .    .  C  iv.  7.  94. 

dalla  via  del  buono  suo  anitttssort C  iv.  7.  109, 

il  basso  stato  degli  antnessori C  iv.  14.  43,  51. 

la  obblìvionc  dei  bassi  antecessori .  .  .  bassezza  d*  antecessori  .     .     .  C.  iv.  14.  87,  88. 

la  obblìvionc  del  suo  basso  antecesaor* C.  iv.  14.  134. 

che  ...  de'  suoi  an/rrruon  bassi  fosse  memoria C.  iv.  14.  135. 

la  memoria  de*  loro  antecessori C  iv.  14.  140. 

Anteo,     combattendo  col  gigante  che  si  chiamava  Anteo C.  iti.  3.  53. 

anticamente,     che  anticamente  non  erano  dicitori  d'  Amore  tn   .     .     .  K  ^.  35.  34. 

nelle  corti  anticamente  le  virtudi  .  .  .  s'  usavano C.  ii.  21.  61. 

Dico  .  .  .  che  anticamente  In  Italia  .  .  .  vìveva C.  iiL  11.  9ià» 

antlcessore.    K  antecessore. 

antichisslmaniente.     questo  .  .  .  fine  .  .  .  antichissimamente  fu  .  .  . 

cercalo    . C.  iv.  6.  75, 

antichissimo,    siccome  furono  quelli  sette  Savi  antichissimi  .     .     .    •  C.  iii.  1 1.  36. 

antico,     vcdcmo  nelle  scritture  antiche C.  i.  5.  52. 

1*  antica  grossezza  degli  astrologi C  ii.  3.  30w 

in  molti  nomi  antichi  rimasi  o  per  nomi  o  per  soprannomi  bIU  . . . 

on/kA j' edifici C  IL  5.  49,  50. 


udc 


^^^^^^^^  APOSTOLO 

UdCCK     Fonnau  fu  dal  suo  decreto  antico Cans.  x,  9, 

Morte  ...  Di  dolor  madre  arUica    ...  K  iV.  8.  46  {So».  ìv.  a). 

A  Euiia  delle  vostre  an/irAr  suore Som.  xliii.  11. 

Tutu  U  legge  con  l'  antica  istoria S.  P,  cxlii.  33. 

per  cavarne  Gli  a/i/dcAj' padri P, /*.  36, 

Cmmm,  ix.  7-7  ;  xii.  68,  71  ;  xitì.  33,  47  ;  ^.  ^.  «7.  19  {Son.  xvi.  7);  Son.  xxai.  14  ; 
xxxil  7  ;  xxxvìii.  11  ;  /*,/".  333. 
apATtenere.    I".  appartenere. 
apetto.    y.  aprire. 


antimi     Detto  é,  che  gli  antichi  la  verità  non  videro C.  H.  6.  a. 

gli  «M£K-Ar  s' accorsono  che C.ii.  6.  117. 

della  parte  dell*  anima,  cioè  dell'  antico  pensiero C.  iì.  9.  7. 

cioè  r  antico  pensiero  contro  al  nuovo C  ii.  io.  5. 

r  anima,  ao^  V  antico  pensiero  che  si  corruppe C  ii.  11.  3. 

iodamo  sarebbono  scritte  e  per  antico  trovate C.  ii.  15.  i6a. 

riapote.  eh'  era,  *  antica  ricchezza,  e  be'  costumi^ C  iv.  3.  45. 

tcnnesi  alla  prima,  cioè  air  *  antica  ricchezza' C  iv.  3.  50. 

cioè 'poasessìone  d' dM/ira  ricchezza' C  iv.  3.  54. 

Furono  dunque  filosofi  molto  antichi C.  iv.  6.  63. 

K«n  trapasserai  Ì  termini  antichi C  iv,  7.  96 

quando  dice  antica  ricchcxsa C  iv.  10,  15. 

poae  .  .  .  falso  suggetto,  cioè  antica  ricchcasa C.  iv.  io.  49. 

tnm^  .  .  .  essere  cagione  .  .  .  dicendo  antica  ricchttaa C  ìv.  14.  5. 

qaaado  dicono  .  . .  ponendo  questo  vocabolo  antico C  iv,  14.  96. 

frbiarimo  .  . .  appo  la  legge  e  credenza  antica  de' C.  iv.  15.  50. 

però  gli  antichi  regi  .  .  .  faceano C.  iv.  95.  55. 

non  nominò  suo  padre,  ma  gli  fiNf^i  suoi  . C  iv.  25.  xi6. 

fb  veduta  per  gli  aNA'cAffiloso6  apparire C  iv,  37.  90. 

Dammi  lì  patti  degli  antichi  letti C  iv.  aS.  142. 

per  essere  di  .  .  .  antiche  generazioni C  ìv.  99.  21. 

quaate  onoranze  che  rimangono  degli  antichi C  ìv.  99.  40. 

colui  che  delti  suoi  antichi  ragiona  e  mostra  le C  ìv.  09.  43. 

alla  statua  fiitta  tn  memoria  del  tuo  antico C  iv.  ag.  $a. 

AnttCtOoa.     Pittagora  .  .  .  chiamava  quella  Antictona C.  ili.  5.  39. 

anxL  K  iV.  3.  58;  8.  13  ;  II.  4  ;  13.  75  ;  14.  69  ;  15.3;  35.25,  39;  a6.  16;  35.  11  ;  41. 
i5i  «4  :  C.  1.9.  75  1  ii.  II.  41,  44;  iii,  a.  53.  150;  4.  98  ;  7.  37  :  >S<8o;  iv. 
4-97  ;  8-  78;  la.  106;  15,  135,  154  ;  17.  117;  87.  116,  177;  «8.  35. 

ape.     «I  vrrrrbbe  alla  conoscenza  delle  api C.  iv.  17.  rag. 

apertamente.    Ap^rtament*  adunque  veder  può  chi  vuole      .    ,     .     .  C  ì.  3.  77. 

ai  pDò  Tcdere  apcflamenU  in  molti C.  i.  9.  73. 

litCflme  per  Boezio  si  può  apertamente  vedere C  iii.  a.  143. 

ai  p«ò  la  aua  ctcmìtÀ  apertamente  notare C  ÌÌL  14.  64. 

UffioaoS  .  .  .  apertaniente  il  dimostraro C.  iii.  14.  71. 

cU  beo  guarda  . .  .  apertamente  vedrà C  tv.  6.  aa. 

VwafttA  .  .  .  vedere  apertamente C  iv.  11.  33. 

sicché  aperlammle  ...  si  conosce  la  imperfezione C  iv.  la.  16. 

ac  . .  .  la  Nobiltà  in  lui  sì  vedesse  cosi  apertamente C  ìv.  14.  137. 

apertlHlnKk     per  due  aperlisiimt  ragioni  veder  sì  può C.  iv.  4.  127. 

perocché  la  Vergogna  è  apertissimo  segno C  iv.  35.  97. 

apefta    r.  aprire. 

Apollo,     ricordossi  del  rlsponso  che  Apollo  dato  avea C  iv.  95.  66. 

più  lontana  .  . .  che  d*  alcuno  altro  Apostoh K  W.  41.  50. 

ddti  dodici  Apoitoli,  ne  menò  seco  lì  tre C.  ii.  r.  ^Q. 

V  Apottola  dice C.  ii.  6.  7- 


APOSTOLO 


appagare.     Cosi  m'  appaga  Amor  ;  eh*  io  vivo  ali*  ombra    . 

La  gran  bellezza  di  veder  m^  f^PP^go 

apparare.  Che  quel,  da  cui  convien  che  M  ben  s'  appari  . 
apparecchiare.    Eccomi  apparecchiato  sarvo  umile     .     .    . 

A'  quali  tutti  sono  apparecchiato 

il  .  .  .  inganno,  Che  sempre  ci  apparecchia  quel  nemico 

La  Gola  è,  che  consuma  ...  £  con  ebbrezza  e  con 

apparecchia,  e 

apparire,  -«re.     Visi  dì  donne  m*  apparvfr  crucciati  .     .     . 

vedere  .  . .  Turbar  lo  Sole  ed  apparir  la  stella      .     .     . 


Sest.  iii.  37. 
Som.  xxxix.  6. 
Catts.  xvi.  35. 
San.  xlviL  14. 
5.  P.  xxKvii.  70. 
P.  F.  1 16. 


Morte 


y.  N.  33. 


P.  /".  aoi. 
z68  {^Catis.  ìi.  41V 
177  (CoH*.  ii.  50), 


apostolo.     Onde  dice  santo  Jacopo  Apostolo C  iv.  a.  63. 

secondo  la  parola  dell'  Apostoh , C  iv.  ao.  51. 

Per  che  io  voglio  dire  come  r  .^/osAj/o C  ìv.  ai.  56. 

Siccome  dice  I*  Aposto/o  .  .  ,  cosi C  ìv.  aa.  56. 

Onde  dice  r  Apostolo  alli  Cotosstnsi C  ìv.  a^.  173. 

appagamento,     rendere  il  raunatorc  pieno  d'  ogni  appagamento    .     .  C  iv.  la.  33. 

appagare,     della  quale  s'  appaga  V  intelletto  e  la  ragione      ....  C  iii.  13.  51. 

come  5'  appagano C  iv.  la.  91. 

apparecchiare,    volendo  loro  apparecchiare C  i.  r.  79. 

danno  colpa  alla  materia  dell*  arte  apparecchiata C  i.  ti.  77. 

se  la  materia  .  .  .  non  é  prima  .  . .  apparecchiata C  il.  l.  86,  68, 

una  .  .  .  disposizione  .  .  .  apparecchiata  di  ricevere C  ii.  li.  45. 

Quando  Dio  apparecchiava  li  Cicli C.  iii.  15.  167. 

sia  presupposto^  cioè  .  .  .  apparecchiato  a C  iv.  18.  67. 

la  .  .  .  Delti  .  .  .  vede  apparecchiala  la  sui  creatura  a C  Iv.  ai.  xoa. 

quanto  apparecchiata  è  a  riceverne C.  iv.  at.  104. 

se  non  che  la  natura  umana  t'  apparecchio  terra C  iv.  ai.  115. 

tutto  quanto  la  .  .  .  natura  prepara  ...  è  apparecchiato  .  .  .  per  .     .  C  iv.  a6.  17. 

apparente,     cioè  un  lume  appamtte  di  fuori C.  iii  B.  99. 

conoscere  1*  uomo  nobile  alli  segni  apparenti C  iv.  23.  35  ;  a6. 

desiderosi  d'  essere  apparenti C  iv.  37.  136, 

apparenza,     quelle  che  hanno  apparensa  umana C  ii.  8.  30. 

r  altra  si  è  la  sua  apparenza C.  ii.  14.  114. 

rimasevi  queir  ff/^rvMca  dell*  arsura      .     .     . C  ii.  15.  5a. 

■ma  secondo  la  sensibile  apparen»a C  iii.  3.  79. 

provo  per  questa  apparmaa^  che C.  iii.  6.  laÓ. 

nel  quale  ...  la  vcritii  si  discorda  dall'  apparenza C  iii.  9.  46. 

considerò  qursta  Donna  secondo  V  apparenza C.  iii.  zo.  7. 

pur  secondo  1'  appttrmaa^  non  secondo  la  verità C  iii.  lo.  94. 

se  non  secondo  1*  apparenza C  iv.  a.  30. 

che  r  appart9t»a  dalla  vcritii  sì  discordava C  Iv.  a.  33. 

che  alla  sensuale  apparettxa  appare C  iv.  8.  61. 

non  avere  inteso  della  sensuale  appartnmi C.  iv.  8.  65. 

se  io  intendo  .  . .  alla  sensuale  apparenza  riprovare C.  ìv.  8.  67. 

che  io  sensuale  apparenza  intenda  riprovare     ........  C  iv.  8.  70. 

s'  clli  giiidicassono  coli*  apparenza  razionale C.  iv.  8.  80. 

apparere.     r.  apparire. 

apparìmento.    lì  nove  unni  appresso  ra/>;hin>ft/N/o  soprascrìtto  di  .     .  l'.  N.  3.  3. 

Lo  quale  apparìmento  è  fatto,  secondochè C.  iii.  a.  64. 

apparire,  -ere.     quando  alli  .  .  .  apparve  prima  la  gloriosa  donna     .     .  K.  N.  a.  5. 

si  che  quasi  dal  .  .  .  apparve  a  me K.  W.  3.  14. 

Appatvemi  vestita  d'  un  nobilissimo  colore K.  A^  a.  15. 

sì  .  .  .  che  apparia  ne*  menomi  polsi  orrìbilmente K.  A/L  s.  aa. 

avvenne,  che  questa  mirabile  donna  a/>/kinv  a  me K.  AT,  3.  6. 


IppUifC,  -«re.     Ed  uora  ni*  apparve  scolorito  e  fioco      .     .      K.  N.  33.  181  {Cana.  ii.  54). 

Or  ^^^^nsfir  chi  lo  fi  fuggire C.  ii.  Cd«r.  i.  ao;  8.  64. 

fl  cor  oc  ine-nia  si,  che  fuori  appart C.  ii.  Can».  i.  aa. 

Co«c  apptìriscott  nello  suo  aspetto  ....      C.  iii.  Canm.  ii.  55  ;  5.  15  ;  8.  33  ;   15.  6. 
^i  atti  .  .  .  Che  nella  Donna  mia  Sono  apparitt    .......     C  ìv.  Carta,  iii.  7. 

Cbc^icno  vili  appart  [ed  imperfette] C.  iv.  Cohm.  iii.  56;  10.  7^;  11.  ir. 

Quando  m'  apparve  poi  la  gran  beliate Cans,  xiii,  71. 

|t>eh  ouvolrtu,  che  ...  di  subito  apparisti J3aì/,  ii.  a. 
D'  un'  anpioletta  che  ci  6  apparita Batt.  vi,  19. 
Qaaiido  m'  mpparv*  Amor  subitamente K  A*.  3.  83  s,Soh,  i. 


7). 


tpfianre»  -ere.     nel  quale  m*  appanni  una  maravigliosa  visione    .     .     .  V.  N.  ^.  a6. 

Lr  ora,  nella  quale  m'  era  quesU  visione  apparita K  yV.  3.  61. 

SI  che  appari  manifestamente,  eh'  ella  fu K  TV.  3.  63. 

pensando  io  a  ciò  che  m'  era  apparito ^^  ^.  3.  66. 

piDcomc  appare  a  chi  lo  intende K  /V.  7.  t6. 

ifccocDe  appart  manifestamente  a  chi  Io  intende K  W.  B.  17. 

E  però  lo  .  .  .  Signore  .  .  .  nella  mia  immagtnacìonc  apparve  come 

peregrino  .  ,  .  vestito ^'.  /V.  9.  16. 

Pico  che  quando  ella  apparia  da  parte  alcuna K  A^  zi.  i. 

Sicché  appart  manifestamente  che K  W.  xi.  35. 

troni  clic  questa  visione  ra*  era  apparila  nella .  V.  N.  sa.  74. 

che . .  .  appannerò  a  me  certi  visi  di  donne       ,     .     .     .     .     .     .     .  K.  yV,  53.  35, 

E  dopo  queste  donne,  m'  npparvetrt  certi  visi K.  W.  33.  38. 

rome  parve  che  Amore  m'  apparisse  allegro  da y.  N,  a^.  67. 

che  io  dica  di  luì  come  se  fosse  .  .  .  appttre  per  tre  cose      .     ,     .     .  V.  N.  35*  xi. 

onde  .  . .  appare  che  io  ponga  Amore  essere  corpo K  /V.  35.  16. 

pcii>  iT/i^rr  eh' io  pongo  lui  esser  uomo J^.  W.  35.  ao. 

r^tapparirom»  prima  questi  poeti  volgari K  ^.  35.  33. 

Cbe  .  . .  abbiano  cosi  parlato  .  .  .  appare  per  Virgilio V,  N.  95.  73. 

e  «//orr  nella  sua  divisione .  ^^AT.  97.  11. 

appare  manifestamenic      . -     ■     -     ■  f^'.  /V.  34.  15. 

tmàa^are  che  ...  si  lamentano  due  persone K  A^  34.  93. 

QnoKa  é  una  donna  gentile  ...  ed  apparita  forse  per V.  N.  39.  6. 

99^  appare  che  V  uno  dettu  non  e  contrario ^.  ^.  39.  50. 

eoUl  quali  appant  prima  agli  occhi  mici V.  N.  40.  6. 

bfMie  suole  a/>/4M>  per  alcuno  martirio K  ^.  40.  33. 

fa^  appare  che  .  .  .  furono  .  .  .  guiderdonati  ........  t^.  N.  40.  34. 

appresso  a  .  .  .  apparve  a  me  una  mirabil  visione K  N.  43.  a. 

•Movile  apparito  agii  occhi  a  molti C  i.  3.  37. 

^  fosse  stata  cotale,  appart  per  questo C  Ì.  7.  45. 

••ceome  sensibilmente  appare Ci.  13.  65. 

*  ^'c  Mtoo,  siccome  manifestamente  o/;^rv C.  ii.  x.  117, 

^^-■■i.tg  quella  gentil  Donna  .  .  .apparve C.  ii.  a.  io. 

iic  .  .  .  appare  sensibilmente  la  Luna  essere C.  ÌL  3.  57. 

-  .iCCòra  non  è  di  fuori  apparito C.  iì.  7.  17. 

***  altro  offriste,  che  fa  quello  cessare  .     » C.  ii.  8.  6fl. 

^'^•^«to  pensiero,  che  di  nuovo  appariste C  ii.  8.  74. 

^^''  questa  donna  eh'  è  apparita .  C  ii.  tx.  16. 

^VV*«»i  da  mane,  quando  dinanxi  al  viso  .  .  .  parla  :  appare  da  sera 

.  . ,  quando  .  .  .  per  la  parte  remota  si  parla C.  ìi.  X4.  xx8,  laou 

J^*"  che  esso  appare  affocato  di  colore      .,.,,.....  C  ii.  X4.  X65. 

^^ooall'  ultima  stella  che  appare  loro ,     -     .  C  ii.  15.  ai, 

•aro  appamee  quello  albore C.  ii.  15.  7a. 

di  sopra  appare C  ii.  15.  188. 


<R  V 


APPARIRE,  -ERE  ^H^^^F  ^ 

apparire,  -ere.     Reltate  appart  [in  saggia  donna  pui]    .     K  A'.  30.  ai  {SoH.  X.  9\  3Xf  39. 

quanta  pietate  Era  apparita  in  la  vostra  figura      .     .     .     .   V.  N.  36.  30  {Som.  xix,  9). 

Un  lume  si  gentil  che  dove  appare  Sì  vedon  cose      ......  San.  xx\'it.  a. 

appartenere.     Che  gli  a/^dr/fn  quanto  Gioscppo 5on.  Iiv.  11. 

appena.     Che  '1  .  .  .  signore  .  .  .  Appena  di  parlar  di  lor  s'  aita  .     .     .  Cane.  %%.  8. 

Allegro  sì,  che  a//«na  il  conoscia ^.  A^.  04.  53  (5o«i.  xiv.  4). 

In  guisa  tal,  che  appéna  in  vita  spiro Son.  xlviìi.  7. 

apparire. -ere.    Oh . . .  sembianti,  e  rubatori . . .  che  nelle  dimoatruioni 

negli  occhi  della  Filosofia  apparìit C  li.  16.  33. 

tanto  più  .  .  .  quanto  quelle  più  appaimto  perfette C.  \\\,  a.  64. 

in  quanto  nei  suo  corpo  .  .  .  bellezza  appart C  iii.  8.  35. 

dico  che  nel  suo  aspetto  appariscono  cose C.  iii.  8.  35. 

dove  questo  mirabile  piacere  appart  in  coatei C  iii.  8.  50. 

nelle  quali  la  umana  piacenza  e  .  .  .  più  appart C  ìit.  8.  sa, 

in  questi  due  luoghi  dico  io,  che  appariscono  questi  piaceri     .     .     .  C.  iii.  8.  73. 

per  che  nel  vetro  piombato  la  immagine  appart C.  iii.  9.  8a. 

cosi  appaiono  molte  cagioni  per  le  ragioni  notate C  iii.  9.  157. 

sccondochc  manifestamente  appart C.  iìi.  13.  36. 

che  nella /acria  di  costei  appaiono  cose C.  iii.  15.  9. 

distìngue  il  luogo  ove  ciò  appai t C.  iii.  15,  la. 

sì  vede  come  .  .  .  delle  cose  di  Paradiso  appaiono C  iii.  15.  52. 

perocché  nella  .  .  .  nuovi  sembianti  sono  appariti C.  iv.  a.  a6. 

in  quanto  la  verità  meglio  sì  fa  apparire C  iv.  3.  131. 

quando  apparisce  la  bellezza  degli  occhi  suoi  a  lei C  iv.  a.  154, 

che  alla  sensuale  apparenza  a/'/urv  di C  ir.  8.  6a. 

Sicché  .  .  .  maggiori  appariscono  li  desiderabili C  iv.  la.  177. 

cosi  appare,  che  ...  la  scienza  non  t  da  dire C.  iv.  13.  44. 

a'  egli  appare  che  V  una  vaglia  quanto  1'  altra C  iv.  18.  35. 

£  questo  appare  che  ogni  animale  .  .  .  ama C  iv.  33.  46. 

siccome  omai  manifestamente  a//^r« C  Ìv.  aa.  118. 

cosi  appart  clic  .  .  .  prima  trovare  potemo C.  iv.  aa.  aoi. 

come  appart  per  quello  che  detto  è C.  iv,  aa.  aio. 

Poiché  .  .  .  appart  la  dìfìnixionc  di  Nobiltà C  iv.  33.  a, 

tosto  come  alcuno  lume  d*  animo  in  esso  appare C  Ìv.  34.  150* 

la  persona  del  padre  .  .  .  santa  e  onesta  dee  appartrt  à."    .     .     .    .  C.  iv.  34.  160. 

cosi  appare  che  la  Obbtditnta  fu  necessaria C.  iv.  34.  i6x. 

Per  che  appart  che  necessaria  sia  ....     , C  ìv,  35.  ai. 

Per  che  bene  appare  Vergogna  essere  necessaria C.  ìv.  35.  117, 

ciò,  con  r  altre  cose  .  .  .  appare  essere  necessario C.  iv.  35.  143, 

Per  che  appare  come  ...  ne  convcgna C.  ìv.  36.  76. 

Per  che  appare  .  .  .  essere  amort  necessario C.  iv.  a6.  99. 

Per  che  bene  appare  questa  essere  necessaria C.  ìv.  a6.  118. 

perché  questa  .  .  .  virtù  ...  fu  veduta  .  .  .  apparire  perfetta  .     .     .  C  ìv.  37.  93. 

quelli  segni,  lì  quali  .  .  .  appaiono  nel  nobile  uomo C  iv.  39.  3. 

appartenere,     quello,  che  a  lei  s*  appartiene  dì  fare  intendere     .     .     .  V.  N.  la.  130. 

la  quale    si    appartiene  allì    grammatici  .  .  .  che   ai   appartiene  alli 

rettorici  .  .  .  che  si  appartiene  a'  musici .      C  ìi.  ra.  64,  65,  67. 

appamit.     Appamit  iam  l'eatituttu  xrestra K  A^  a.  31. 

appellare.    la  Scienza  divina^  che  è  Ttotogia  appettata C.  ìi.  14.  64. 

Li  quali  due  luoghi  ...  sì  possono  appettare  balconi C.  iìi.  8.  75. 

come  secondamente  le  Scienze  sono  Filosofia  appetiate     .     .     .     .  C  iìì.  li.  181. 

puotesi  appettare  quasi  cattolica  opinione C  iv.  6.  149. 

ma  ...  è  la  Virtù  .  .  .  appellata  Bontà C  iv.  30.  19. 

appena,     die  appena  lo  potca  volgere  da  quella C.  ii.  13.  44. 


45  ^B^^^^  APPRENDERE 

Cbìaraando  amore  A/i/tf/i'/o  di  fera Cane.  x.  143. 

5o«.  xlvi.  5. 

mi  parve  vedere  appoco  appoco  Turbar     .  .  ed     V.  N.  «3.  176  {Cana.  ii.  49  :  tà). 

Qm  *ppo**>  appotv  alla  morte  mi  mena V.  N.  ^9.  45  (Conj.  iìt  5  :  bis). 

Che,  crAmortendo.  ovunque  può  s'  appaia     .     ,     .    V.  N.  15.  33  {Sott.  vi»,  6), 

Altro  sperando  m'  appotfa  dolzore *^.  A'.  13.  40  {Son.  vi.  5), 

IUggMltre.     Cb«  li  s'  apprtndt  più  Io  suo  valore Cans,  ìx.  3. 

■ppcoderb    quando  Egli  app€nd*a  li  fondamenti  della  terra  .     .     .     .  C  iti.  15.  174. 

appetito.     L*  una  parte  chiamo  cort^  cioè  t'  appetito .     V.  N.  39.  36. 

cb<  de^o  aia  chiamare  1'  appetito  core  .  .  .  é  manifeslo     ....  K  N.  39.  38. 

cbc  ivi  il  core  anche  intendo  per  t*  appetito '^^  ^-  39-  45> 

awre^nach^  alcuno  appetita  ne  avessi  già V.  N.  39.  49. 

dico  L'ome  ]'  anima  .  .  .  dice  al  core,  cioè  all'  appetito    .     ,     .     .     ,  V,  N.  39.  56. 

per  lo  fcrventi»iroo  appetito  ...  ai  rìvolve C.  ii.  4.  ac. 

óo«  dirtelo  appetito C.  iit.  8.  150. 

eh*  t  per  diritto  appetito  e  per  diritta  ragione C.  iii.  ix.  119. 

la  «cn  amnsté  .  .  .  ha  .  .  .  ^r  /orma  V  appetito  di C  iii.  iz.  132. 

JmmumJk  éi/moeo,  cioè  appetito  diritto C.  iii.  15.  ifl4. 

i  qsalc  ^^{^tfitfd  ne  diparte C  iii.  15.  106. 

paroccM  .  .  .  |:U  appetiti  sono  .  .  .  diversi C  iv.  6,  78. 

4o*c  .  .  .  ofni  umano  appetito  si  riposasse C  iv.  6.  8a, 

I'  ■o«o  di  dirìtto  appetito , C  Ìv.  15.  144. 

/  mMéettc  cké  è  titrttto,  cÌoè  d*  appetito C  iv.  13.  157. 

dM  '1  primo  .  .  .  rampollo  ...  si  6  1'  appetito  deW  Animo      .     .     .  C.  iv.  ai.  lao. 

Ainnnif  ao4  appetito  d*  animo  naturale C  iv.  aJ.  36. 

c^  ^laaMA  muunle  appéiitù ...  si  mostra C  iv.  aa.  41. 

Mi  pcow^ere  di  questo  appetito C  iv.  aa.  54. 

umani  appetiti ...  se  ne  vanno C  iv.  aa.  58. 

alcuno,  che  o^nì  aprite  sta  animo C  iv.  aa.  93. 

chiamare  animo  1'  appetito  sensitivo C  tv.  aa.  97. 

^bttachc  r  apprtito  razionale  non  sia C  iv.  aa.  99. 

0  che  ...  si  ra^ona  dello  Appetì . . .  Qacsto  Appetito  mai 

fa  cbc C.  iv.  a6.  35.  36. 

Appetito  cunvicne  essere  cavalcato  dalla  Ragione   .     .     .     .  C  tv.  a6.  43. 

^taeMo  Appetito  .  .  .  ubbidire  conviene C  iv.  a6.  46. 

tCttire  lui  non  puote  appieno C.  iii.  4.  40. 

almeiM  alcuna  cosa  .  .  .  disnodare C.  iii.  6.  a6. 

il  quale  è  appitcastone  dell'  animo ,  C  ii.  16.  8a. 

.     .     ,     C  t  4.  34i  56  ;  i»-  la.  95  ;  »3.  97  ;  <5-  48,  49t  5°»  ^3.  7"  ;  ao-  a^- 

quello  anche  cieco  eh'  a  lui  s'  »PpoggM C  L  11.  30. 

•  *PP^tZ**^  aopra  1'  amico  suo C.  ti.  6.  36. 

la  qavll»  parte  che  alle  nnàess*  %'  appoggiava C.  iv.  14.  3. 

qoaado  ...  ai  ^ppom  pane  di  biado C  i.  10.  4. 

ch^  .  .  .  adoriamo  il  contrario C  iv.  la.  39. 

Proaeaooo  ...  di  torre  ...  e  adottar  aaxiaraento  e C  iv.  la.  41. 

lo  pBiK  appoenlo C  t  a.  3. 

quello  cbc   li   lettori   deonu  .  . .  andare  appottanJo .  .  . 

appcaiawt  ai  pu^  nel  Vanadio C  H.  1.  44,  46. 

codi  qnaJi  apprende  la  differenza  delle  cok  .  C.  t  i  i.  ]6. 

«1  T**** -jiyiiiijX  la  diiTercnxa  delle  cose  ....  .  C  i.  ti.  19, 

HM  4  ■(>«  ]^j^  ^  ^  ,  m^prtndeet  bene  la  lingua C.  ì.  1 1.  107. 

càwam^i^        j,' /non  j  iSitixie  parole  j/i^ww C.  ii,  13.  63. 

la  jfcirtih  !,,"■'  ,,-diM  ie  acicnie,  ad  apprtmdne,  e  comanda  .  .  . 

t^pim  oroip-  C  il  15.  I30.  131. 


APPRENDERE                                                                                   H^^H  46 

appressare,    altre  donne  . .  .  appressarsi  per  formi  sentire     .  V.  N,  03. 137  (Cam.  ìL  co). 

Chi  à  bona  allato,  là  dov*  e*  s' a/^^a Som.  li v.  6. 

appresso.     V.  N.  la.  96  {Bali,  i.  17)  ;  3.  90  (Som.  i.  X4)  ;  04.  60  (Som.  xiv.  xi)  ;  5.  />. 
XXX  vii.  40. 

apprestare.     Ed  in  amor  ciascun  par  che  s*  appr$stt Som.  x1ii.  5. 

apprezzare.     A  lor  non  lo  scriv'  io,  ma  a  chi  Io  appuasa S.  P.  ci.  73, 

appTX)BSÌniare.     Non  s*  app  rossi  mira  uno  x  quel  che  giacque    .     .     .     .  S.  P.  xxxi.  46. 

aprire.     Per  che  parlar  con  voi  ai  vuole  aperto Catte,  x.  59. 

Ma  quei  non  v'  apn  V  ale Can^.  x.  1 13. 

Quando  gli  aperse  Amor  con  le  sue  mani Cans,  xiiì.  8. 

appreodcre.     che  la  natura  di  ciascuno  può  appr/ntUre C  iii.  15.  100. 

tutti  quelli  che  a  questa  setta  s*  apprtstro C  ìv.  6.  146. 

Se  . .  «  avessi  nel  sepolcro,  apprrndtre  vorrei C.  iv.  la.  lai. 

Onde  ...  lo  figlio  alla  iella  della  madre  s'  apprende C  iv.  24.  149. 

^prendimento.     cioè  nello  apprenditnetito  di  quella C  ii.  14.  333. 

apprensione,     perocché  di  lei  aver  non  possono  alcuna  apprrHsioHe    .  C.  vi,  13.  43. 

appresentare.     ristrigne  lo  bene  e  lo  male  in  ciascuno  appreseutato     .  C.  ì.  4.  58, 

conciossiacosaché  ...  io  mi  sia  ...  a  ..  .  appresentato C  i.  4.  96. 

il  ferro  apprfsentata  a  lui C  L  il.  79. 

e  s'  apprtsenta  ...  a  coloro,  a  cui C.  iv.  a,  80. 

appressare,     al  si  può  apprtssate  alla  sua  conoscenza C.  iii.  15.  68. 

molte  altre  .  .  .  qual  meno  appressandosi C  iv.  la.  x88. 

li  suoi  ilffìci  appressa  quivi  d'  ogni  parte C  ìv.  33.  147. 

al  porto,  ove  s'  appirssa,  venire  non  si  potea C.  iv.  a8.  87. 

nella  città  mìa,  alla  quale  io  m*  apprtsso C.  iv.  s8.  95. 

appresso.     V.  A^  a.  1  ;  3*  3»  5<  ;  5-  »3  ;  8.  1  ;  9.  i,  43  ;  io.  i  ;  13.  i  ;  14.  i  ;  15.  s  ;  16.  1  ; 

30.  1,7  ;  aa.  1,45  ;  33.  i  ;  34.  1,33,  36;  38.  i  ;  31.  13  j  33.  39  ;  43-  '  J  ^-  »•  >• 
131  ;   "•  35  ;  >a.   io;  ii.    i.   las  ;  a.  5,  66  ;  6.  51  ;  io.  35;   la.  53  ;   15.   I  ; 

16.  100  ;  iii.  13.  73.  90:  iv.  a.  38  ;  3.  13.  43  ;  7.  70;  la.  180;  15.  184,  187; 

17.  1  ;  ao.  I,  ao  ;  a6.  39  ;  37.  34,  69  ;  aS.  i,  43  ;  39.  50. 
appropinquare     quello  che  per  apptcpiuquatnti  a  .  .  .  m'  addivenia    .  K.  A'^.  16.  19. 

quanlo  la  cosa  desiderata  più  s'  appropinqua  al C.  iii.  10.  18. 

com'  esso  appropinqua  al  porto C.  iv.  a8.  17. 

appropriare,     e  la  dt\*ina  Carità  sia  appwpriata  allo  Spirito  Santo  .     .  C  Iv.  ai.  107. 

alle  quali  pare  essere  appropriata  .  ,  .  una  parte C.  iv.  33.  it6. 

jidoiescrnMa,  che  s'  appropria  al  caldo  e  alP  unn'do  .  .  .  Giovruiutf, 
che  s*  appropria  al  caldo  e  aX  secco  .  . .  SentituU,  che  s'  appropria 
a\frtddo  e  al  stcco  .  .  .  Senio,  che  s'  appropria  al  freddo  e  all' 

umido C.  iv.  33.  119,  131,  133,  134. 

approvare,     chi  biasima  sé  medesimo,  approva  sé  conoscere  \o  suo 

difetto,  ed  approxfa  sé  non  essere  buono C  1.  a.  40^  41. 

in  questo  caso,  cioè  ...  in  approvando  V  opinione C.  ìv.  9.  a. 

appunto*     che  appunto  erano  compiuti  li  nove  anni F.  A^.  3.  a, 

il  cerchio  ...  è  impossìbile  a  misurare  appunto C  ii.  14.  aaa 

cadrebbe  .  .  .  appunto  in  su  quel  dosso  del  mare C  iii.  5.  8a. 

quel  dosso  del  mare  Oceano  che  è  appunto  .  .  .  opposìto  .     .     .     .  C  iii.  5.  95 

che  il  Cerchio  .  .  .  veggia  il  sole  appunto  sopra  sé  girare  .     .     .     .  C  ììi.  5.  175. 

piti  volte  ali)  .  .  .  pervengono  appunto  li  procacci C.  iv.  11.  97. 

aprire,     se  non  per  aprire  la  sentenzia  della  cosa  divisa V.  N.  i^,  95. 

a  più  aprire  lo  intendimento  dì  ...  si  converrebbe K  A.  19.  X47. 

quando  riscuotendomi  apersi  %\\  occhi K  A".  83.  103. 

ta  quale  poscia  sia  possibile  d*  d/trt'rr  per  prosa K  A.  35.  71. 

a  coloro,  a  cui  mi  piace  che  ciò  sìa  aperto K  A'.  39.  40. 

converrebbe,  alle  nominate  Canzoni  aprire  .  .  .  cemento   .     .     .  C  ì.  8.  4, 


47 


ARCO 


Fuor  eh*  »'  nessi  d*  Amor,  eh*  «//i>  lo  sanno CtfM«.  xvi.  60. 

Che  mi  par  ^ik  veder  Io  ciclo  aprin Cane.  xvii.  57. 

al  pie  di  quella  torre  Chea*  (i^nr  quando So«.  xlìv.  6. 

Amì,  Signor,  le  labbn  della  mente S.  P.  I.  58. 

.^I^v^  Si^ore,  il  tuo  benigno  udire  Alla S.  P,  qxxìx*  4, 

«  1  tao  .  .  .  udire  Afin  alla  mia  umile  ossecrazione S.  P.  cxlii.  3. 

SIceoMK  unu  Chiesa  af>trto  canta P.  F  34. 

Siccome  santa  Chicca  af>trto  pose P.  F.  x6a, 

«rhltrto.     Però  .  .  .  Liber  arbitno  .  .  .  non  fa  franco Som.  xxxvi.  io. 

wboaoctlo.     cantinne  .  .  .  Salii  verdi  arbuscrUi BaU.  iv.  13. 

Si  aoslra  tutto  a  noi  per  lo  grand*  ano       Cans.  xv.  8. 

DialnuU  1*  mno  tuo  si,  che  non  esca Cam*,  xvtL  49. 


dalla  sentenza  .  .  .  ap*riA  nell*  ottavo  .  .  .  dell*  Eìùa      ,     .     .  C  i,  la.  at. 

procedere  si  conviene  ad  apnrf  U  sentenza     . C.  ìi,  g,  4, 

«■  «Sa  avesse  ttfitrta  la  via  dì  venire C  ii.  10.  6t. 

Per  che  io  .  . .  apersi  la  bocca  nel  parlare  , C  it  13.  55. 

Oaaado  . . .  aperta  é  la  scntcnjui  di  quella C  iii.  5.  a. 

al  ^oale  la  Natura  più  aprru  li  suoi  segreti C  iti.  5.  56. 

è  mptHa  la  sentenza  di  quella  particola C.  iii,  8.  aS. 

fK  occhi  vostri C.  iij.  15.  179 

HoB  mi%  .  .  .  mestiere  . .  .  alcuna  allegorìa  aprin C  iv.  i.  91. 

1^^  la  via  alla  risposta C.  iv.  xa.  003. 

•pcRaaente,  come  aptHa  si  vede C  iv,  14.  laS. 

^  è  di'  &pr»n  gli  occhi  alla  verìtii C  iv.  15.  100. 

la  bocca  La  .  .  .  sentenza  d*  Aristotile C  iv.  17.  33. 

Jmtw  V  uomo  quasi  com'  una  rosa    .......  C.  iv.  37.  37, 

cM  essi  sieno  siccome  valli  volle  ad  aquihnt C.  iv.  ao.  76. 

taho  per  esemplo  dal   [f.  del)   buono  Fra  Tommaso   d' 

XfMNo C.  iv.  30.  37, 

lo  dico  che,  secondo  1'  usanza  d*  Arabia K  ^.  30.  a. 

Chi  dirà  di .  .  .  Cincinnato  .  .  .  allo  arart  essere  tornato      .     .  C  iv.  5.  133. 

db  dirà  dì .  .  .  Cincinnalo  .  .  .  tolto  dall'  arutro C  iv.  5.  131. 

Orieo  fiicea  ...  gli  ariìori  e  le  pietre  a  so  muovere    .     .     ■     .  C  iu  1.  37. 

chr  1)  6<>n  d*  uno  awhon  . .  .  perdere  si  dovcssono C  iii.  la.  78. 

tapu&wbile  è  ...  la  forma  dell'  atra  venire C  ìì.  I.  87. 

lo  secondo  degli  Afcang^li C  ii.  6.  45. 

^■dQ  di  Vcrcuno  siano  gli  ^pTii"^''/f' .     .     .  C  ii.  6,  108. 

Isifile  dice  ad  Anksmim C.  iii.  11.  167. 

!■  at  r  «VCD  oKVcr  dosso  di  questo  cerchio  e  fis&a C  ii.  4.  87. 

volto  . . .  diacocca  I'  ano  di  colui       ....  .  C  ii.  10.  47. 

far  lo  m  «r««  4  imponibile  a  quadrare C.  ii.  14.  at8. 

«  fatXnÀ  per  due  mrxki  da  e&so C.  iii.  5.  136. 

Li  p— ti  deBi  quali  anrJb'si  dilungano      . C.  iii.  5.  138. 

par  dìaioare  a  quello  V  arto  della  nostra  operazione C.  iv.  aa.  33, 

MODaoic  «no  arco  ...  le  vite  ritiene  .  . .  convengono  essere  ...  ad 

i—agioa  tf*  «npasaìmiglianti C  iv.  93.  56.  60. 

<k*  cHa  pfoctdr  ad  immagine  di  questo  Arco  ......  C.  iv.  33.  64. 

<  ^  Hp««  che  focato  Af**>  *^ì  >u  sarebbe  eguale     .  .  C  iv«  33.  65. 

f^VAnóàeilM  vita  ...  « C.  iv.  33.  73. 

fl  Uàtmtm  a'  «ccor«e  tli  questo  Arco C.  Ìv.  a3.  Sa. 

l.Ai»»rBi^^"V^^^^  di  questo  ^no C.  iv.  «3.  89. 

/•  _  .:  j:_.: C.  iv.  33.   Ili, 

C.  tv.  34,  30. 
C  iv,  a4.  34. 


***'  ^'^Ata  ^r  «rf  m^'^^  *'  dUtingue     . 


ARDERE  ^^^^^^  ^Q 

ardere.     Ma  dricza  gli  occhi  al  gran  disio  che  m'  arJt Ba/t.  ti.  la. 

e  d'  eslo  core  arettndo  Lei . .  .  paaccn K  ?V.  3.  88  {Son.  i.  ib). 

la  vita  mia  ...  E  arsa,  consumata  e  trista  e  slanca ^.  Ì'.  ci.  40. 

Che  par  V  accenda  in  furia,  e  in  fiamma  1'  arda P.  F.  ipr. 

ardimento.    Questo  ci  dà  fortczea  ed  ardimtnto  Contn P.  F.  133. 

ardire,  v.  &  n.     Che,  s'  io  allora  non  perdessi  ardir»      ...      y.  N.  ig.  a6  {Cans.  i.  7). 

Doglia  mi  reca  nello  core  ardire Caus,  x,  t  ;  K  E.  li.  a.  94. 

Raflfrena  un  poco  ìl  disfrenato  ardirt Cans.  xvii.  53. 

Sìcch'  io  ardisco  a  f ar  . .  .  La  novità,  che Sest.  ii.  64. 

Che  .  .  .  Dovresti  avere  in  tutte  parti  ardin J'.  TV.  la.  86  {Baii.  \,  7Ì. 

E  gli  occhi  non  r  ar^isroM  di  guardare K.  TV.  a6.  40  (Soh.  xv.  4). 

E  i'  ebbi  tanto  ardir^  che  .  .  .  vidi Som.  xxix.  7. 

ardito.     Tu  te  n*  andrai,  canzone,  ardita  e  fera Catte,  xviìi.  61. 

Cosi  la  vita  mia  aniita  e  franca  ...  è  mancata S.  P.  q'\.  40. 

ardore.     Chi  lo  tuo  ardor  per  la  costei  beliate  Mi  fa Cant.  ìx.  53. 

clic  disse  eh*  era  ardort  Di  mente,  immaginato Soh.  xxxviii.  5. 

a're.     /'.  aere. 

argomento.    Quale  argomento  di  ragion  raffrena Cqmm.  xi.  a6. 

ardere,    una  cosa,  U  quale  ardesse  tutta K  TV.  3.  44. 

quella  cosa  che  in  mano  gli  ardeva ^-  TV.  3.  50. 

esso  Marte  disecca  e  arde  le  coae C.  ÌÌ.  14.  t6a. 

che  *l  sole  .  .  .  arse  il  luogo,  per  lo  quale  passò C.  ii.  15.  50. 

ai  che  la  mia  anima  .  .  .  arde  di  potere  ciò  .  .  .  narrare       .     .     .     .  C.  iìi.  3.  lai. 

per  Io  fuoco  che  dovea  ardere  Ìl  corpo  morto C  Ìv.  ^.  1 17. 

ardimento,     come  io  dirci  se  non  perdessi  \*  ardimento K  TV.  19.  104. 

ardire,     sicché  non  ardia  di  cominciare K  TV.  18.  66. 

eh'  egli  non  ardia  di  levare  gli  occhi K  TV.  36.  8. 

Certo  daddovero  ardisco  a  dire C  tv.  19,  53. 

ardore,     prende  la  forma  .  .  .  uno  ardore  virtuoso C  ÌÌ.  6,  114. 

trovando  la  mia  vita  disposta  al  suo  ardore '.     ,     ,     .  C.  Iìi.  i.  6. 

cioè  ardore  d'  amore  e  di  carità C.  lù.  8.  147. 

cioè  informato  ardore  d'  un  gentile  spirito C  iii.  8.  X49. 

argentato,     bianca  si  mostra,  quasi  argentata C  ii.  14.  304. 

argento.     1' uomo  va  cercando  ar^rn/o C.  ii.  13.  31. 

più  d'  uno  staio  di  Santclene  d'  argento  fìnissimo C  iv.  11.  80. 

Argia.     Aceste,  nutrice  d*  Argia  e  dì  Deifile C  iv.  95.  80. 

Argivo.     quando  Adrasto  rcge  degli  ^rf'iVi'vide C  iv.  35.  6a. 

argomentare,     non  lascia  la  ragione  argottutttare .  C  i.  4.  46. 

Lo  invidioso  poi  ar^mra/a C  i.  zx.  1x7. 

la  mia  mente,  che  s*  argomentava  dì  sanare C  ii.  13.  io. 

che  sottilmente  argomentando  .  .  .  procedono C  ìv.  a.  I14. 

pare  loro  sottilissimamente  argomentare      .........  C  iv.  15.  157. 

Potrebbe  .  .  .  dire,  contro  a  me  argomentando C  ìv.  17.  113. 

Poi  appresso  argomenta  per  quello  che  detto  6 C.  iv.  ao.  ao. 

argomento.     \a  quarta,  argomenta  d^  inxfidia C  ì.  11.  8. 

Ln  quarta  si  fa  da  un  argomento  d'  invidia Ci.  ir.  iix. 

ciò  dee  essere  potentissimo  argomento C  ii.  9.  131. 

procede  con  più  sofistici  e  probabili  argomenti C  il  14.  108. 

non  soHera  lite  alcuna  ...  di  sofìstici  argomenti C  ii.  15.  168. 

La  terwa  ragione  fu  un  argomento  dì  provvidenza C.  iii.  x.  77. 

Per  che  .  .  .  nullo  migliore  argomento  era C  iii.  i.  87. 

che  argomento  di  colpa  è  ...  in  quanto C.  ìii.  4.  45. 

aria,     che  gli  uccelli  volando  per  V  aria  cadessero  morti K  TV.  33.  39^ 


ii 


49 


ARISTOTILE 


Ariete.    Clic  trasse  fuor  U  virtù  d*  Arùtg 


COHt.  XV.  4t. 


Ariete 


soJe, 


Libra 


quando  va  coir  Aruie  e 

l  principio  deli'  Ariett C.  iìi.  5.  134. 

«  che  Maria  veglia  nel  princìpio  dell*  Ariete C  iii.  5.  143. 

VB  soUo  r  Ariete C.  iii.  5.  178. 

Scienze  del .  .  .  Quadrìvio^  cioè  . .  .  Arismtfica .     .     .     ,  C.  u.  14.  57. 

C  ^1  cielo  dd  Soie  sì  può  comparare  all'  Arìsmetìcu C  iì.  14.  134. 

qweite  due  proprìeladi  sono  nell*  Arismetica C.  ii.  14.  laS. 

si  Tede  nel  numera,  del  qual  é  V  Arismetica C  ìi.  14.  149. 

per  arte  .  .  .  Arismetriat  ...  e  veduto C.  ìi.  3.  54, 

Artetctìlc:.     Siccome  dice  il  mìo  maestro  AristotìU C  ì.  9.  61. 

AewMéU  credette  .  .  .  che  fossero  pure  otto  cicli C  ii.  3.  19. 

par  tfriwonianaa  d'  Aristotile C.  it  3.  59. 

■■co  ArtMiotiU  pare  ciò  sentire .     .     .  C.  ii.  4.  33. 

filosofi,  de'  quali  pare  essere  ArisiotiU C  ÌL  5.  19. 

che  pare  dire  Aristotile  nel  decimo  dell*  Etica C  ii.  5.  90. 

.  .  par  volere  Aristotile C  ii.  g.  63. 

A$ùM\le  V  afferma C.  ii.  9.  78. 

^baH  da  virtb  celestiale . . .  siccome  Aristotile C.  ii.  14.  37. 

dice  AristoiHe C  ii.  14.  144. 

Soc  Aristotile  nei  comincìamcnto  deiP  Am'rtta     .     .     .     .  C  ÌL  14.  340. 

die  ^m/o/ùV  si  dicesse  di  ciò     .    .     .     .    « C  ìi.  15.  60. 

d$9Ùtat$U,  Avicenna  e  Tolommeo C.  ii.  15.  77. 

ÌD  quello  medesimo  luogo  Artstotile  dice C.  iìi.  a.  129. 

ncioaì,  che  Ansatile  dice  a  rompere  costoro C  iii.  5.  59. 

li  ooCali  chiama  Aristotile  .  .  .  divini C.  iii.  7.  69. 

^n«ibh2r  vuole  nel  secondo  dell*  Attinta C.  iii.  9.  53. 

^  P  ifmfinoc  d*  Aristotile  ncU'  ottavo  dell'  Etica C  iìt  xt.  74. 

p»n  weuàn  Aristotile C.  Ui,  11.  143. 

.  contro  al  suo  migliore  amico  .  .  .  combatteo      .     .     .  C.  tii.  14.  79. 

Ia  ^p^k  difinìsce  Aristotile  nel  primo  dell'  Etica C.  iii.  15.  109. 

Mim>dui.li<  dice  ArittoHJe  nel  quarto  della  Fisica C.  iv.  fl.  47. 

il  MmUiii  d<^  umana  rm^one,  Ariótotile C  iv.  s.  139. 

Minifaifo  e  che  AristoliU  aia  degnissimo    .     . C  iv.  6.  30. 

V  ^1»  mi  i  ArùMUs C.  iv.  6.  69. 

cane  WìmMA  i  Mscsoo  e  Duca  delta  ragione C  iv.  6.  71. 

e  ScoocTSte  . .  .  per  1*  ingegno  .  .  .  che  1s  Naturi  in 
Aristotile  memo  avea  .  .  .  limarono  e  .  .  .  ridussero,  e  massima- 

lU  AristoiOs C  iv.  6.  131,  134.  13 

ArisMféite  eotsinciò  a  di^titare .  C  ìv.  6.  139. 

di  .  .  .  per  Ariitotite  terminata  fu C  iv.  6.  144. 

•■  può,  Ari*totrle  cuerc  additatorc  e  conducitorc    .     .     .     .  C  iv.  6.  iji. 

■  dics  AwiatohU  .  .  .  vivere  é  V  essere C.  iv.  7.  no. 

é  AriiJotiU  non  avere  inteso    .......  C.  iv.  8.  64. 

de'  Filosofi,  AnsSotiU C.  iv.  8.  I4I. 

ialqQia,  disse  AristoOk .     .     . C.  ìv.  1 1.  83. 

AriatoHU  nd  dedmo  dell'  Etica    .  .     .     .     .  C  iv.  13.  t^, 

fovXt.  riderebbe  Annotile    .     .  .     .     .     .  C.  iv.  15.  59- 

Arittotiie C  iv.  15.  6a. 

▼■ole  AevtbUgt  nel  terzo  delV  Anima C  iv.  15.  115. 

s  cnioro  AristotHt  psria C.  iv.  15.  146. 

psnt  U  iiocca  J^  . .  .  sente»"  d'  Aristotile C.  iv.  17.  94. 

■s^**«»<Bn„,^   '^iu Civ.  17.  79. 

«**f«—«'^*«V^^Ui«w' dell' -^/.^ Civ.~.36. 


ARISTOTILE  ^^^^^^^^V  50 

armare.     Per  che  t*  annaio  cuor  da  nulla  è  morso Ctma.  si  75.      B 

arme.     Che  . .  .  Giungono  alimi,  e  apezzan  ciascun  armt Cohm.  xiì.  la. 

Prendete  V  ama,  ed  esaltate  quella Cane.  xvìu.  68. 

Ecco  r  ar*HÌ c\\'  io  volli Con*,  xji.  6i- 

arrestare.    Prima  con  lei  t'  arrtsSa Canz.  x.  155. 

Non  vi  amstatt  ma  venite  a  lei Som.  xl.  11. 

arretrare,     per  lui,  o  percb'  ella  s'  arretra Cans.  xii.  6. 

Ben  gli  de'  '1  cor  passar,  se  non  s'  arrrira Som.  xjud.  6. 

arretro»     Non  son  però  tornato  un  posso  arretro Cane.  xv.  63. 

arte.     Né  dar  diletto  di  color,  né  d'  ari» Canx.  ìx.  15. 

Con  rei  non  star  né  ad  ingegno  né  ad  artt Canz.  xìv.  95. 

Aristotile,     secondo  1*  opinione  d'  Aristotilt C.  iv.  ai.  31.      m 

£  perO  vuole  santo  Agostino,  e  ancora  v4rf!$/o/f7tf C  iv.  ai.  ta6. 

venire  .  .  .  alla  verace  opinione  d'  Aristotile C.  tv.  aa.  30. 

perocché  il  Maestro  .  .  .  Anstottie  a'  accorse  ...  .     .     .     .  C  iv.  33.  8a. 

siccome  ncll*  ottavo  dell'  Etica  vuole  Aristotile C.  iv.  95.  6. 

che,  siccome  Ariatotilt  dice,  V  Uomo  è C  iv.  37.  39. 

al  processo  d'  Aristotile  nel  quarto  dell*  Etica C  iv.  37.  xio. 

Onde  Aristotile  in  quello  di  Ciovetttutc  e  Senettute  dice       .     .     .     .  C  iv.  38.  31. 

arma,  -e.     Figlio,  amti  mie,  potenza  mia C  ìi.  6.  135. 

colui,  al  quale  ogni  arfna  è  leggiera C  ii.  io.  48. 

fortessa,  la  quale  é  arme  e  freno C  iv.  17.  31. 

malnati  ! .  .  .  che  .  .  .  donate  .  .  .  arme C.  iv.  27.  laa. 

armeggiare.     Ascanio  .  .  .  con  gli  altri  adolescenti  armeggiando    .     .  C.  iv.  36.  98. 

armonia,     ma  falle  adomare  di  soave  armonia     .     .     .     ,     .     .     .     .  V.  N.  ta.  -jo. 

dalla  luro  armonia  resulta  piacimento C  i.  5.  94.  ■ 

senza  rompere  tutta  sua  dolcezza  e  armonia C.  i.  7.  95.  H 

seii7^  dolcezza  di  musica  e  d*  armonia C  i.  7.  100. 

de'  quali  tanto  piii  dolce  amtonia  resulta C  ii.  14.  184. 

si  raggiantif  che  vincono  1'  armonia  dell*  occhio C.  iii.  7.  41. 

un  piacere  di  non  so  che  armonia  mirabile C*.  iv.  95.  136. 

annooiato.     come  Mjttilmcnle  armoniato  conviene  essere  lo  corpo  C.  iii.  6.  5.  f 

armonizzare,     nulla  cosa  per  legame  musaico  armoniaaata    .  C  i.  7.  93.  f 

siccome  si  vede  nelle  parale  armonizzate ,  C  il.  14.  183. 

arricchire,     se  amcckìstotto  [gli  amici] C.  iv.  27.  138. 

arrogante.     Mettere  a  negghicnza  ...  é  di  persona  arrogante    .     .     .  C.  iv.  8.  ao. 

arroganza,     che  non  d*  arroganza,  ma  d'  umiltade  é  vocabolo  .     .     .  C  iii.  11.  sa. 

se  non  che  arroganza  .  .  .  e  sé  .  .  .  non  conoscere C.  iv.  8.  aa. 

araora.     rimasevi  queir  apparenza  dell*  amum C.  ii.  15.  52. 

arte,     concìofossecosach*  io  avessi  .  .  .  veduto  .  .  .  V  arte  del  dire    .     .  V.  N.  3.  70. 

il  debito  dcQ'  arte C  i.  5.  99. 

lo  Volgare  s^uita  uso  e  lo  Latino  arte C  Ì.  5.  I04. 

la  loro  usanza  pongono  in  alcuna  (iryr Ci.  11.50. 

danno  colpa  alla  materia  dell'  arte C  i.  11.  77. 

dì  tutte  le  dffi' la  medicina Ci.  13.34. 

vita  di  scienza  e  d*  arte C  ii.  1.  33. 

secondo  che  per  arte  Prospettiva  ...  è  veduto C  ii.  3.  53. 

r  arte  di  grammatica  .  .  .  potea  fare C  ii.  13.  35. 

testo,  che  ncll*  Arte  itcchia  ...  si  trovm C  ii.  14.  xos. 

Q  quale  mena  t'  uomo  all'  abito  ddl*  arte C  iii.  la.  16. 

per  r  arte  della  Verità  eterna  .  .  .  concorrono C  iii.  14.  139. 

la  cittÀ  richiede  alle  sue  arti .  .  .  avere  vicenda C  iv,  4.  19. 

per  vìrtii  di  loro  arti C  iv.  5.  60. 

coir  arte  musaica  le  loro  parole  hanno  legate C  iv.  6.  34. 


ASCOLTARE 


I 


lite.    QudU  .  .  .  D'  essa  rìtragge  signorevol  arit Som,  xxviìì.  6. 

Ma  ben  m'  i  detto  che  tu  sai  un'  arit Som   liii.  9. 

Né  per  nostra  possanza,  né  per  arir  ,  .  ,  potemo P.  F.  103. 

Mdu^ue.     costei  .  .  .  che  s*  asciuga  con  ta  treccia  bionda     ....     Canz.  xx.  51. 

Una  saetta  che  m'  0sau£a  un  lago  Dal  cor BttU.  ìii.  8. 

■cnltuc     Ed  asco^tamh  le  parole  vane,  Si  mosse    ...        y.  N,  a^.  133  (Cuna.  ii.  5V 

stCL     Intra  opcrariì  e  artefici  di  diverse  arit  e  operazioni,  ordinati  a  una 

operazione  o  (Tr/«  6nalc C  ìv.  6.  54,  55. 

mestieri  che  all'  arfg  di  cavalleria  sono  ordinati C  iv.  6.  63. 

che  ha  Tatto  la  umana  ragione  coli'  altre  sue  arti C.  iv.  8.  56. 

ciascuna  artt  e  ...  é  a  certi  termini  limitato C  iv.  9.  15. 

che  r  ufficio  e  r  arte  della  Natura  finito  .  .  .  vedemo C  iv.  9.  19. 

operazioni  .  ,  .  siccome  sono  arti  dì  parlare C.  iv.  9.  48. 

operazioni  .  .  .  siccome  sono  mft  meccaniche C  iv.  9.  51. 

La  Ragione  scritta  è  artg  dì  bene  e  d'  equità C.  iv,  9.  88. 

tD  ciascuna    «r/f  .  .  .  glì   artefici  .  .  .  sono  .  .  .  suggetti   al  ...  in 

quelle  arti C.  iv.  9.  94,  93. 

quanto  la  cosa  è  più  propria  dell' ar// Ctv.  9.  110. 

coae  sono  che  sono  si  pure  arti,  che  la  natura  è  strumento  ddl'  artt  C.  iv.  9.  114,  115. 

dove  1*  artf  fa  suo  strumento  della  impulsione C  iv.  9.  116. 

cbe  r  «rf/ fa,  suo  strumento  del  caldo C  iv.  9.  119. 

al  prìncipe  e  maestir»  dell'  nrte  css^sr  si  dee  suggctto C  ìv.  9.  lai. 

t«ae  »ooo  dove  1'  art€  i  strumento  della  natura  ;  e  queste  sono  meno 

arti C  iv.  9.  233, 134. 

Ahre  cose  sono,  che  non  sono  dell'  arti C.  iv.  9.  134. 

né  credere  a  luì  sono  tenuti  quanto  è  per  V  artt C.  ìv.  9.  139. 

il  pescare  sia  sotto  r  erriy  della  venagione C  iv.  9.  144. 

Queste  cose  . . .  che  dell*  altre  arfi  sono  ragionate,  veder  s!  possono 
AcU'  artt  imperiale  ;  che  regole  sono  in  quella  che  sono  pntt 
«^ C  iv.  9.  149,  150,  15 1. 

«ATTe  alcuna  parentela  coli*  arf«  imperiale C.  iv.  9.  161. 

diftoirc  ^rM/iZ»«(t  non  é  dell*  arte  imperiale  :  e  se  non  6  dell'  artt  .  Civ,  9. 174,  175. 

iiitodico,  quando  per  artg  .  .  .  meritate C  ìv.  xr.  67. 

4ÉiM|«e  .  .  .  della  mìa  artt  non  avrò  frutto C.  ìv.  37.  73. 

qedU  consigli  che  non  hanno  rispetto  alla  tua  artt C  ìv.  97.  78. 

focili  che  hanno  rispetto  all'  arit,  la  quale C.  ìv.  37.  83. 

Vttfloe;     guardi  che  opere  ne  fanno  i  buoni  artifici C  Ì.  li.  91. 

doremo  lodare  I*  arttfia C.  ìii.  4.  71. 

Intn  operarii  e  artrfiri  dì  diverse  arti  e  operazioni ...  1*  artifici 

orrero  operatore  dì  quella  .  .  .  dee C  iv.  6.  53,  55. 

r  art^et ,  ,  .  ubbidire  e  credere  si  dee C.  iv.  6.  67. 

|li  mUfiei  e  li  discenti  sono  ed  esser  deono C  iv.  9.  95. 

«Mo  lacno  soggetti  glì  artifici  a\  loro  principe C.  ìv.  9.  135. 

ptr6  vedemo  .  .  .  contenzione  tra  gli  artefici C  iv.  9.  131. 

li  discenti  ali*  artefice  .  .  .  suggetti  non  sono C  iv.  9.  137. 

che  qoesto  1*  arttfice  delle  cose  .  .  .  fece C  iv.  15.  76. 

*rtttJalg.     in  ciascuna  cosa  naturale  e  artificiale       .     .     .     .     .     .     ,  C.  ii.  i.  80,  95. 

VtttdÉre.      a  piacimento  artificiato C  i.  5.  55. 

VttdOk     (secano  magnifici  lavori  .  .  .  d'  artificio C.  iv.  35.  57. 

"WBillBitnfntr      la  dividerò  più  artifidùsamentt  che K  TV.  19.  91. 

•toooe.     dimzato  r  artimoMt  della  ragione C  ii.  1.  5. 

attuto,     quando  ammaestrò  .  .  .  Ascanio  suo  figliuolo C.  iv.  a6.  97 

Oli  è  questa  che  ascende  dal  diserto C  ii.  6.  35. 

acciocchi  si  acconcino  più  ad  ascoUarmi K  ^.  8.  40. 

E  2 


ASCOLTARE 


52 


ascoltare.     T  aiTÌma  eh'  asrolfa  e  che  lo  sente C,  iii.  Cane.  iì.  6;  3.  laB. 

se  intendesse  ciò  eh'  io  dentro  ascolto Cttne.  xi.  14.  ^È 

Ch'  anzi  la  ...  L*  ascolta  con  piciatc  il  suo  fattore Catte,  xiii.  34.         ^| 

Che  non  sofferse  d'  asroltar  suo  pianto Cana.  xìx.  6.  ^M 

Ed  io  che  ascolto  . .  .  Consolarsi  e  dolersi Cntts.  xx.  73.         ^| 

10  vi  scongiuro  che  non  Io  ascoltiaU Son*  xL  5.  ^| 

ascondere.     L'  anima  cui    aduma    està   bontate,    Non   la   si   tiene  ^1 

ascosa ,     .     .    C.  Iv.  Cant.  iiì.  isa. 

Mh  troppo  è  pifa  ancor  quel  che  s*  ascoftde Cam.  x.  130. 

Nò  luogo  che  dal  suo  viso  m'  asconda Cans.  xii.  15. 

Ed  ogni  ramo  verde  a  noi  s'  asconde Cans.  xv.  43. 

ìnfino  a  tanto  che  s*  ascottdt Cane.  xix.  98. 

L*  altra  man  tiene  ascosa  La  faccia Cane.  xx.  34. 

Senza  ncuna  ascondersi  sott'  ombra Stst.  iv.  a?. 

Anzi  gli  aseondf  le  bellezte  sue San.  xxxi.  14. 

11  velo  .  .  .  Che  m'  ascondeva  il  tuo  benigno  volto S.  P.  xxxì.  34. 

Deh  !  non  asconder  al  tuo  servidore  La  faccia  tua S.  P.  cxUi.  37. 

ascrìvere.     Ma  fa  che  con  gli  eletti  io  sia  ascritto S.  P.  \.  43, 

aapero.     a  quel  che  giacque  Neil*  aspero  presepio S.  P.  xxxì.  47. 

C/.  aspro, 
aspettare.     £  poiché  tempo  mi  par  d*  astiare      .     .     .     .     C  iv.  Cano.  ììi.  9  ;  a.  17,  39L 

Contemplando  la  fine  che  1'  aspetta C  iv.  Cang.  iii.  138, 

Aspetto  tempo  che  più  ragion  prenda Cans,  xiv.  47. 

E  vegna  dentro  al  cor  che  tei  aspeita CanM.  xvL  54. 

A  colui  che  aspettando  il  tempo  perde Cans,  xxÌ.  la. 

si,  che  non  s'  aspetta  Per  me  se  non  la  morte .Som.  xxvÌ.  3. 

Ed,  aspettando  che  il  color  gli  tocchi .  .  .  vanno S.  P,  xxxi.  14. 

Aspetta  il  tempo  e  V  oni  di  salvarmi S.  P.  c\.  96. 

Però  n*  aspetto  la  tuu  volouUde S.  P.  cxxix.  ta. 

avere  speso  Invano  Le  mìe  fadehe,  ad  aspettar  mal  paghe  .     .     .     .  P.  F.  6. 

il  cor  fisso  Ad  aspettar  che  Dio  prendesse  carne P.  /*.  37. 

ascoltare,     dico  .  .  .  ascoltare j  quanto  alle  parole C.   ili.  3.  109. 

che  .  .  .  mai  non  ascoltano C.  iv.  15.  134. 

Maria  .  .  .  solamente  le  parole  del  Salvatore  ascoltava C  iv.  17.  106. 

ragionare  lo  bene,  quando  elio  è  ascoltato C.  ìv.  37,  145. 

per  la  quale  più  pare  che  uomo  V  ascoiti C.  iv.  97.  148. 

è  degno  d'  esaere  fuggito  ...  e  non  ascoltato C  ìv.  29.  78. 

ascondere.     #  una  verità  ascosa  sotto  bella  menzogna C  u.  t.  34. 

la  sua  allegoria,  ciò*  I'  ascosa  verìtÀ C  ti.  i.  103. 

r  altro  ci  tiene  a»a»o Citi5.lt. 

un  altro  .  .  .  quasi  ci  tiene  asctao C.  il.  15.  14. 

la  Luna  .  .  .  starebbe  ascosa  a  ogni  gente .     .     .  C  iì.  15.  151. 

che  stare  ascoso  è  impossibile C.  iiì.  1,  aa. 

le  . .  .  operazioni  olii .  . .  macondono  la  loro  intenzione      .     .     .     .  C.  iv.  5.  6. 

le  pietre  che  sì  voleano  oAcondere C  iv.  io.  38. 

Asdente.     Asdente^  il  calzolaio  dì  Parma,  sarebbe  più  nobile .     .     .     .  C  iv.  16.  69. 

Asinino,     signori  di  si  asinina  natura .     .     .     .  C  t.  6.  T4. 

asino,    dice  .  .  .  Boezio  :  *  Asino  vive  * C.  il  8.  37. 

siccome  de*  cavalli  e  degli  asini  :  che  .  .  .  osimi  ben  si  possono  dire 

coloro C.  iv,  15.  61,  6a. 

aspettare,     che  guardavanmi  aspettando  che  io  dovessi  dire  .     .     ,     ,  K  iV.  iB.  19. 

ciò  che  si  dice  in  tfmpc  aspettare C  iv.  a.  49. 

parve  a  me  cJic  fosse  d^  aspettare  tempo C  iv.  2.  79. 

coloro,  a  cui  non  incresce  d*  aitiate ,  C  iv.  a.  8a. 


ASSEGNARE 


Aspettare.     E  con  Dìo  Padre  siede,  e  quindi  aspttla  Tornar    ,     .     .     .     P.  F.  53. 
ciaadicdun  si  Conforti  ;  E  *I  Paradiso  per  ben  far  asfiittf    .     .     .     .     P.  F,  56. 

Né  già.  per  cosa  eh*  egli  aspetti  al  mondo P.  F.  169. 

E  puossi  dir  che  il  fi]  suo  aspètto  giova       .     .     .      C  iiì.  Canm.  ii.  ji  ;  14.  laa. 
Cose  appariscon  nello  suo  aspttlo  ....      C.  iìì.  Cuna,  ii.  55  ;  5.  15  ;  8.  33  ;   15.  6, 

Se  '1  bello  aspetto  non  mi  fosae  tolto  Di Son.  xlviii.  i. 

quando  io  considero  1'  aspetto  Della  tua  ira  .     .     . 5.  P.  vi.  31. 

Non  mi  privar,  Signore,  del  tuo  aspetto 5.  /*.  ci.  4. 

nre.     Quella  che  in  me  col  suo  piacere  aspira  ....     Sot*.  xxvtii.  5. 

Con  rima  As^fn  e  sottile  Riprovando C  iv,  Ca*w.  iit.  14. 

Così  nel  mio  parlar  voglio  esser  aspro Canz,  xii.  t. 

C/.aspero. 
K  A.  ig.  77  (Caw#.  i.  58)  ;  33.  129  {Cam,  ii.  a),  aoo  (Catts.  ti.  73)  ;  C.  ili.  Cans.  ii. 
79  ;  Cans.  xiìi.  55  ;  Sest.  i.  iB  ;  Soh.  xxxviiì.  a  ;  I.  4  ;  S.P.  xxxì.  75  ;  P.  F.  aog. 
Ch*  Amor  m'  ostale  subitanamcnte  Sì,  che      ...       ^.  A^.  16.  28  (Som.  Ìx<  5). 

mentre  Che  durerà  del  verno  il  grande  as%nito Catta,  xv.  58. 

che  Don  gli  giovava  A  far  assaiii S.  P.  xxxviì.  47. 

•MCgoare.     In  tanto  quanto  assegHu  Che  tempo  ...  si  convegna    .       C.  iv.  Cane.  iiì.  66. 
^^L        La  Cede  ch*  io  v'  assegno  Muove  dal Cattz.  xvi.  49. 

^V  ilpcttare.     Ecco  lo  agricola  aspetta  lo  .  .  .  frutto C  iv.  a.  85. 

^p         poich*  <r  aspettare  mi  pare C.  iv.  a.  91. 

che  forse  più  dì  mille  anni  V  avevano  aspettato C  iv.  11.  Ba. 

tipetto,     una  figura  d*  uno  Signore,  di  pauroso  aspetto  a  chi       ...  ''.  A^.  3*  30. 

«aa  .  .  .  donna  dì  molto  piacevole  aspetto y.  N.  s-  1* 

Bna  donna  giovane  e  di  gentile  aspetto  molto K.  AT.  8.  4. 

che  la  sua  faccia  avesse  tanto  aspetto  d'  umlltade  .     , V.  N.  3^.  66. 

r  sna  sì  è  la  chiarezza  del  suo  aspetto C.  ii.  14.  ila. 

per  muitiplicamento  di  luce  in  quelli  e  'n  lo  loro  aspetto     .     .     .     .  C.  ili.  7.  32. 

r  trpetto  suo  aiuta  ta  nostra  fede C.  iiì.  7.  156. 

qursta  Donna,  col  suo  mirabile  a^peito  .  .  .  aiuta C.  iii.  7.  176. 

drco  che  nel  suo  aspetto  appariscono  cose C.  iii.  8.  33. 

■loato  piacere  ò  .  .  .  nell*  aspetto  di  costei C.  iiì.  8.  41. 

^pKste  cose  che  paiono  nel  suo  aspetta* C.  iii.  8.  137. 

Vi  od  suo  (M/r//0  contentane  la  sua  vaghezza C.  iti.  la.  108. 

deUa  filato  dì  questa  bellissima  sono  private C  iti.  13.  16, 

•ivedc  come  ncU'  aspetto  di  costei  .  .  .  appaiono C  iii.  35.  51. 

^frequentare  lo  suo  a5/kr//o  mi  sostenni C  iv.  1.66. 

Baile  neir  appetto  dì  fuori C  iv.  17.  ia6. 

<  1  no  ftf^ftì  era  come  folgore C.  iv.  aa.  173. 

prometto  trattare  .  .  .  eon  rima  soUik  e  aspra C  ìv.  a.  lor. 

tperù  dice  aspra ,     .     ,  C  iv.  a.  no. 

^  y.  y.  7.  6  ;  8.  5,  8  ;  la.  94  ;  14.  97  ;  17.  5  ;  aa.  106  ;  33.  43  ;  36.  37  ;  38.  5  ;  39. 
39;  40-49;  4»- 53;  ^-  »•  '»•  M4  ;  "-a-  9  5  5-  '"  :  "■  88;  13.  134.  163; 
iii.  a.  7a  ;  4-  lai  ;  5-  6«  J  >o.  ag  ;  la.  5,  39  ;  15.  aoo  ;  iv.  5.  51  ;  9.  105  ;  la. 

»o3;  >3-  MS»;  37.  if  187. 

<  che  Amore  ...  di  subito  m*  assalta  si  forte V,  N"»  16»  zi, 

•"^contiDcnle  che  le  lagrime  m'  avcano  assalito K  /V".  aa.  39. 

*  lì  lospìri  m*  assio/MiMo  grandissimi  ed  angoscio» K.  A^.  38.  19. 

e  poi  ne  assonerò  alcuna  ragione y,  N.  ag.  37. 

*Ntonfici  panj .  .  .  groasamente  assegnando .     .     .     .     .     .     .     .  C  il  3.  48. 

"•ìpodur  ragioni C.  ii.  7.  34. 

••Pft  queste  ragioni  assegnate .  .  C  ii.  7.  51. 

^  >1  potrebbono  ragioni  naturali  e  .  .  .  assegnare C.  iii.  io.  40. 

^••e  per  le  ragioni  assegnate  se  iacusì C  iii.  io.  44* 


ASSEGNARE 


54 


aoaegnaxe.     Qui  non  1*  a%stgno  ;  —  che  veder  lo  puoi     , Ca^e.  zvit.  i8. 

BSBemblBre.     dolore  intorno  al  ...  m*  assembra  La  . .  .  m«ite  V.  N.  34.  30  (Cans.  ìv.  4). 

Dir  di  lui  in  parte  eh'  assemhttissi  il  vero Soh.  xxxviìl.  3. 

aasembro.     In  ciascuno  Ò  ciascuno  vizio  assembro Catu.  x.  133. 

assimlgliare.     costei,  Ch*  al  prence  delle  stelle  s'  assimigUa       .     .     .  Con»,  xìx.  XI4. 

aasonilgUare*     E  sono  assontigliato  al  vcspertiglio S.  P.  q\.  19. 

assottigliare.     Ond'  io  ti  prego  che  tu  t'  assottigli , .  .  In Cam.  xiv.  84. 

asta,     qiial  verace  Non  segue  V  asta  del  vedovo  giglio Catts.  xviii.  ag. 

astioso.     Ctr  io  sono  astioso  di  chiunque  muore     ....       y.  JV.  34.  39  {Ca»a.  ìv.  13). 

astrologo.     Secondo  che  V  astrologo  ne  spira Som.  xxviii.  4. 

atare.    K  aitare. 

atque.     yf/^ur  fortuna  ruinosa  datur Caiw.  xxi.  ri. 

atro.     Poi  non  mi  sarcbb'  atra  La  morte Cane.  xii.  55. 


asaegnare.     e  la  cagione  assegtio C.  ìv.  a.  93. 

asaemprare.     le  quali  è  mio  intendimento  d'  assemf>rare  in     .     .     .     .  V.  N.  i.  6. 

aSBCnxa.     siccome  alla  presenza  del  sole  e  alta  sua  assenso     .     ,     .     .  C.  iiì.  9.  117. 

quasi  nella  sua  assntea  dimorando  entrai C  iv.  i.  67. 

assettare,     però  ad  esso  non  voglio  .•['  assetti  alcuno  male C  Ì,  i.  87. 

e  ad  una  mensa  cogli  altri  simili  impediti  s'  assetti C  i.  x.  96. 

assettatore.     né  alcuno  assettatoti  di  vìjcì C.ì.  i.  90. 

assicurare,     mi  confortai  molto,  assiotrandomi  cVìq K.  TV.  5,  19. 

nnd' io  <45«irHr-afu/o'Hi',  cominciai  a  parlare K  AT.  la.  aS. 


assimighanti 


C.  iv.  33.  60. 


C  ìiL  13.  9t. 
C.  iv.  ar.  73. 
C  ii.  15.  187. 
C.  iiì.  14.  aS. 

C  iv.  17.  36. 
C.  ìli.  tx.  130. 
C.  ìli.  14.  ni. 
C.  iv.  aj.  73. 


asslmigliante.     convengono  essere  quasi 

C/.  assomigliare. 
assolutameDte.     Vede  .  .  .  questa  nobilissima  di  tutte  assolutamente    . 
assolvere,     che  ...  la  intellettuale  Virtù  sia  bene  astratta  e  assoluta  da 
assomigliare,     la  Rettonca^  la  quale  al  terzo  ciclo  è  assomigliata     . 

quanto  per  esso  ò  possibile  a55om^/('<(7r5f' a  Lui 

C/.  a^mjgliante. 
astinenza,     regola  e  freno  della  nostra  soperchievole  astinnua  .     .     . 
astrarre.     la  vera  amùtà,  astratta  dall'  animo  ...  ha 

li  pensieri  .  .  .  sono  astratti  daììc  basse  e  terrene  cose 

che ...  la  inulUttuaU  Virtù  sia  bene  astratta  e  assoluta  da      .     . 

astrattasi  àa\\t  mondane  cose  e  ...  le  pare C  iv.  a8.  43. 

astringere,     delle  quali  massimamente  sono  as/nr/yi C  tv.  xa.  60. 

astrologia,     là  dove  d'  Astroiogia  gli  conviene  parlare C.  ii.  3.  34. 

secondo  quello  che  si  tiene  in  Astrologia C  ii.  3.  50. 

Sciente  del  .  .  .  Quadrìvio,  cioè  .  .  .  Astrologia C  iì.  14.  58. 

per  le  quali  si  può  comparare  all'  Aerologia C  ii.  14.  aaj. 

queste  due  proprietà  sono  ncll*  Astrologia C  iì.  14.  333. 

che  .  ,  .  \-orrebbono  disputare  ...  in  Astrologia C  iv.  15.  tÒ'j, 

astrologo*  n.  Se  adj.     secondo  comune  opinione  astrologa        .     .     .     .     V.  N.  30.  19. 

V  antica  grossezza  degli  astrologi C.  ii.  3.  ao. 

lo  cerchio  ...  gli  Astrologi  chiamano  epiciclo C.  ìi.  4.  Sa. 

per  gli  astroiogi  diversamente  t  sentito C  ti.  6.  139. 

dalla  migliore  dimostrazione  degli  astrologi C  ìi.  ti.  136. 

secondo  le  scritture  degli  a5/n>/ogi' C  ii.  14.  339. 

io  comprendo  per  le  sentenze  degli  as/ro/c^' C  ìii.  5.  xxa. 

ora  per  due  modi  si  prende  dagli  astrologi C.  iiì.  6.  14. 

astuto,     non  ò  da  dire  savio  uomo  .  .  .  ma  è  da  chiamare  astuto  .     .     .     C  iv.  37.  51. 
Atene,     sì  sale  a  fìtosofare  a  quella  Atene  celestiale C.  iii.  14.  138. 

come  Cefalo  d*  Atene  venne  a  Eaco  re  per  soccorso  nella  guerra 

che  Atene  ebbe  con  Crctì C.  iv.  37,  158,  160, 

O  Atenej  non  domandate  a  me  aiutorio .     .     C  iv.  37.  173. 


n 


I 


ATTO 

La.  ov*  è  alcun  che  perder  lei  s*  att^nét  .     .     .     .    V.  N.  19.  45  (Cum.  ì.  a6\ 

L*  anima  mia  che  n'  atUndea  conforto      ....  Cane.  xiìi.  95. 

Poi  sol  da  voi  lo  suo  soccorso  atttndf Cattz.  xv\.  x6. 

Sappiate  che  r  a/^f£/irr  più  non  posso ,  CVimj.  xvi.  39. 

Xac^or  tempcstn  con  .  .  .  At/mdi  per  tua  sorte Cane,  xviii.  57. 

O  *oi  .  .  .  AtlmHtU,  e  guardate K.  M  7.  19  {Stm.  ii.  a). 

^tenere.     Qad  filo,  a  cui  s' aZ/i/n  la  mia  speranza Cona.  xviì.  6a. 

attento.     Acciò  che  ben  atuntì  tutti  nui .  .  .  siam P,  F.  181. 

«ttcrrare.     Ed  obbligati  a  quel  che  il  mondo  atftmt ....         .     .  S.  P.  et.  8t. 

Btterare.     Già  cran  qua»  eh'  attmaU  V  ore t'.  ^V.  3.  81  (Son.  i.  5), 

■MOl     si  vede  Meraviglia  nell'  atto,  che  procede K  ^.  19.  36  {Cane.  i.  17). 

Vada  con  lei,  e  miri  frli  atti  sui C.  iii.  Cana.  ii,  40  ;  14.  101. 

Gli  «Ma  soavi  eh'  ella  mostra  altrui,  Vanno C  iii.  Catte,  ii.  45. 

perdiè  gli  atti  disde^osi  e  feri  .  .  .  m*  han  chiuso C  iv.  Cane.  iii.  5. 

Osaoto  è  .  .  .  gentile  Negli  attica  amorosa      ........  Cane.  ix.  33. 

9Sipro,  Còm*  è  negli  atti  questa  bella  pietra Cana.  nix.  3. 

Che  la  mostrava  in  tutti  gli  «/A' sui Orna.  xix.  Sa. 

itteDdere;     e  parca  che  atifndesat  da  me  alcuna  parola V.  N.  xq.  37. 

cominciaro  ad  atttndtre  in  vista  la  mìa  risponsione V.  N.  x8.  30. 

se  Don  fosse  eh'  io  aftrntita  anche  udire  di  lei V.  N.  an.  34. 

U  quale  questo  servigio  a/tofdir CÌ.  9.  3r. 

fffuWrwn  ...  la  consumazione  del  .  .  .  movimento CAx.  15.  116. 

Qui  si  vuole  bene  atttitdert  ad  alcuna  moralità C.  ti.  16.  50. 

come  .  .  .  quel  tempo  ...  si  dee  attetiderr    .      .  ,  C  iv,  g.  46. 

quivi  SI  vuole  atienderw  la  volontà  della  natura C  iv.  9.  la?. 

i|BÌTÌ  si  vuole  alttndér*  la  .  .  .  disposizione  del  tempo C  iv.  9.  139. 

4msì  fine  «tttttdm  dalla  parte  dello  scibile C  iv.  13.  79. 

oh  .  ,  .  Scmin^orc,  che  non  at/etidi,  se  non  che C.  iv.  ai.  114. 

Né  questo  cotale  Prìtdtnte  non  attmd*  chi  domandi C  iv,  97.  64. 

U  ncibile  Anima  ...  e  alténd*  la  fìne  di  questa  vita C.  iv.  aS.  50. 

a  rendere  r  uditore  (I///M/0   . C.  ii.  7.  60. 

■Wto.    vita  contemplativa  o  attiva ,     .     ,     .     .  C.  ì.  5.  76. 

«vere  beatitudine  della  vita  attiva C.  ii.  5.  79. 

omc  .  .  .  convegna  loro  pure  1'  attixta  vita  {F,   come  che  pure 

r  attiva  convegna  loro) C.  ii.  5.  93. 

'sua  *  la  viu  Attiva C  ìv.  17.  89, 

lache  per  I'  Ailiva  si  pervegna  ...  a .  C  iv.  17.  90. 

he  bttona  fosse  1*  Attiva .      .     .  C  iv.  17,  ito. 

è  pu  eccellente  che  qnella  dell' vi/ftwi C  iv.  17.  ri5. 

tioe  potila  della  viu  a///pa   .     .    • C.  iv.  aa.  147. 

tetre  sette  della  l'ita  attiva C  iv.  33.  i6t. 

ctcante  la  Beatitudine  nella  vita  attiva C.  iv.  33.  179. 

*8V»pc  potemo  imprrfctta  nella  i>ila  attiva C.  Ìv.  sa.  ao.| 

^ttl^K.  ftoprastarc  alle  passioni  ed  rt//i' di  tanta  giovcntudine      .     .     .  V.  N.  a.  60. 

ÌA^nto  di  potenza  si  riduce  in  atto V.  N.  ao.  30. 

ilicaconic  questa  potenza  si  riduce  in  atto K  /V.  ao.  40. 

■«wac  questa  donna  riduce  in  atto  questa  potenza V.  N.  ai.  05. 

*"•«  riduce  in  atto  Amore  ne'  cori  di J',  A^  ai.  39. 

««oihIo  dae  attt  della  sua  bocca K.  /V.  ar.  50. 

•  tirtà  <iec  avere  atto  libero  e  non  isforzato.    Atto  lìbero  ft,  quando 

•  ..  otto  sforiate  è,  quando C.  i.  8.  loi  (A««),  104. 

ktooccki  ùa  con  a<to  Ubero  la  virtù Ci.  8.  in. 

*Ctlo<]*ognÌ  afto  dì  mercatanzia  C.  Ì.  8.  196. 

«bfo  «vere  in  ««oc  palese C.  ì,  io.  59. 


ATTO 


56 


atto.    Che  in  donar  vita  ^  tosta  ...  co*  begli  0//1' nuovi Canz,  xìx.  109. 

Poi  con  atto  di  spirito  cocente  Creasti Ba/i.  il.  8. 

Perch*  io  vi  veggio  andar  scnz'  afta  vile K  AT.  aa.  75  {Som,  xti.  8). 

Ed  ò  negli  atti  [snoi  Unto  gentile] K  iV.  37.  34  {So*t.  xvi.  ta\  44. 

Quando  guardaste  gli  a//i  e  la  statura K.  W.  36.  31  (5on.  xix.  3). 

Ch*  ogni  suo  a//o  mi  trac  a  fìnirc Son.xìt.zt. 

Voi,  Donne,  che  pietoso  atto  mostrate Son.  li.  i. 

al  gentil  atto  Degli  occhi  suoi  conosccraila Son.  li.  la. 

É  ptuvico  ladron  negli  a//i' sui Som.  liv.  8. 

Morte  apparecchia,  e  di  lussuria  gli  a//i' P.  F.  noi. 

attorno.     Ma  gite  attorno  in  abito  dolente Son.  xlìii.  to. 

attristare.     Onde  V  acre  s*  attrista  tutto,  e  piagne Cans.  xv.  aa. 

Perché  s'  attnsta  veggendo  altrui  bene P.  F.  188. 

atto»  H.     eh'  è  .  .  .  atto  della  sua  più  nobile  parte C.  ii.  6.  03. 

il  pensiero  *  proprio  atto  della  ragione C.  ii.  8.  39. 

era  speziai  pensiero  a  quell'  aito C.  ii.  8.  60. 

atta  a  ricevere  1'  atto  dì  .  .  .  chÒ  1*  atto  dell'  agente  si  prende     .     .  C,  ii.  xo.  65.  66. 

non  la  potea  immaginare  in  a//o  alcuno,  se  non C  ii.  13.  43. 

r  anima  t  aito  del  corpo  :  e  s'  ella  è  suo  tUto^  è  sua  cagione  .     .     .  C.  ni.  6.  tta,  1 13. 

cioè  nel  parlare  e  negli  atti C.  iiì.  7.  99. 

che  solamente  1'  Uomo  ...  ha  reggimenti  e  atti  che C.  iiì.  7.  103. 

che  alcuna  bestia  fa  atti C  iiì.  7.  108. 

la  immagine  della  ragione,  cioè  gli  atti  e  1  parlare C  iiì.  7.  xaa. 

vada  co»  in  t  ntiri  gli  suoi  atti  ,     .     .     . C.  iiì,  7,  137, 

i  suoi  atti .  .  .  fanno  amore  disvegliare C.  iiì.  7.  140. 

r  ultima  potenza  .  .  .  quivi  sì  riduce  in  atto C.  iìi.  8.  64. 

nasce  il  vocabolo  del  suo  proprio  atto C  ili.  Kx.  54,  56. 

r  uno  e  r  altro  termine  degli  atti  ...  si  chiamano  per  lo  vocabolo 

dell*  a//o  medesimo.  ..siccome.  .  . 'O  Luce' (ch*craar/o)  C  iiì.  11.  156,  157^x60. 

perocché  in  Lui  è  .  .  .  sommo  yltto C.  iìi.  la.  98. 

quando  1'  anima  nostra  non  ha  atto  dì  speculazione  ......  C.  iiì.  13.  58. 

non  fa  ...  se  non  nell'  atto  della  speculazione C  iii.  13.  69. 

non  ostante  che  .  .  .  non  sia  nell*  ultimo  atto  di  filosofìa    .     .     .     .  C  iìi.  13.  79. 

li  filosofi  .  .  .  nellì  loro  atti .  .  .  ÌI  dimostraro   ........  C  iii.  14.  70. 

dove  la  filosofìa  è  in  atto C.  iii.  14.  106, 

accende  amore  .  .  .  colla  soavità  dfgti  atti C  iii  14.  115. 

non  si  dice  qui  gli  atti  di  questa  Donna  essere C  iv.  a.  99. 

Autorità  non  è  altro  che  atto  d'  Autore C.  iv.  6.  15. 

Autoritade  vale  tanto,  quanto  atto  tUgno  diftdt  e C  iv.  6.  49. 

conoscere  ...  è  proprio  atto  dì  ragione C  iv.  8.  6. 

eh'  essa  cansidrra  t  fa  nel  proprio  aito  suo         C  iv.  9.  47. 

la  nostra  ragione  considera  neW  atto  delia  volmita C,  iv.  9.  66. 

r  oro  e  le  margarite  perfettamente  .  .  .  alto  abbiano C  iv.  11.  40. 

disposto  a  questo  divino  atto  ricevere C.  iv.  ao.  57. 

a  ricevere  li  loro  aiti  . C.  iv.  30.  61. 

1*  anima  .  .  .  procede  .  .  .  usando  lì  suoi  atti ,     .  C.  iv.  34,  91. 

gli  aiti  villani  sieno  lungi  da  te C  iv.  35.  ao. 

Nullo  atto  è  laido,  che C  iv.  35.  95. 

atto»  adj.     la  sua  disposizione  atta  a  ricevere  I'  atto C  lì.  io.  64. 

attorno,     che  *1  suo  tondo  tutto  si  girava  attorno  al  suo  centro     .     .     .  C.  iii.  5.  49. 

attrarre,    che  sempre  attrae  la  capacità        C  ìiL  13.  93. 

attuale,    è  talvolta  abituale  solamente,  e  non  attuate C.  iii.  13.  54. 

se  non  quando  1*  uomo  è  in  ìspccutazione  attuale C.  iìi,  13,  67. 

attualitade.    perocché  ha  pììi  movimento  e  piti  attualitadt  e  .    .     .    .  C  ti.  4.  70. 


57 


AUTORITADE 


wmlìiiiTilT      ÌAtn  audivissénS  verba  tnea  Graecì  ...,..,.  Cane.  xxl.  4. 

«Ofldlettcx     Ora  che  .  .  .  gU  augifUtti  cantando  .  .  .  Fanno     ....  Sot$.  xlii.  6. 

Com'  nugriUtto  sotto  foglia  verde         Sest.  iv.  34. 

augello,     ixdcne  .  .  .  Cader  gli  augrlìì  volando  per  V  a* re    .       V.  JV.  23,  1 79  (Cohm.  ti.  53). 

Fuggito  è  (^Tìi  aw^/,  che  *1  caJdo  segue Can».  xv.  a-j. 

tE  cantionc  gli  augtUi Bali  iv.  io. 
Qliiocelkk. 

lattaia     Prcgauido  si  eh*  ella  sempre  s*  augusti Cane,  xviii.  75. 

WWL     Adunque  dal  prìncipio  dell'  aurora S.  P.  cxxlx.  16. 

E  perdié  sei  V  aufort  della  vita S.  P.  cxxix.  13. 


può  discendere 


C.  iv,  6.  16. 


17-  3>- 
14.  78. 
7.56. 


aoctore.     Questo  vocabolo,  cioè  Auctorx 
Cf.  antore. 

•ndacìa.     freno  a  moderare  1'  audacia  e  la  timidità  nostra C  iv. 

•ndieiua.     desiderando  che  venissero  .  .  .  nella  sua  auditiuia       .     .     .  V.  N. 

cioè  air  abbellire  dell'  audìgnza C  ii. 

C/.  odlmTB. 

AuftU>tloO.     Onde  dice  Augustine C  iv.  g.  63. 

Cy:  Agostina 

Aogmtot.     nella  morte  d' .^Nfifsfo  ...  vide .     .     .  C  ii.  14.  175. 

nieo.     che  significa  tjuito  quanto  legare  parole,  cioè  AUIEQ      .     .     .  C.  ìv.  6.  aa. 

vuole  .  .  .  che  V  uomo  s'  ausi  a  ben  fare  e  a  rifrenare    .     .     .  C  iv.  ai.  127. 

d*  essere  penitente  .  . .  sicché  non  s'  ausi  a  fallare C.  iv.  a$,  44. 

autem  non  sic A^.  A^  i  x  33. 

nteotiOO»     che  la  sentenza  imperiale  sia  .  .  .  autentica C  tv.  9.  163. 

Utentin.     uno  vocabolo  greco  che  dice  y4u/rn/i>f C  iv.  6.  41. 

latore,     trovai  .  .  .  vocaboli  d*  autori  e  di  scienze C  ii.  13.  36. 

U  filosofia,  che  era  donna  di  questi  autori C  ii.  13.  39. 

opera  .  .  .  dagli  autori  poco  cercata C  iv.  3.  19. 

Autorità  non  è  altro  che  atto  d*  Autort C  iv.  6.  15. 

in  quanto  Autort  viene  e  discende  di  questo  verbo C  iv.  6.  33. 

L' altro  principio,  onde  ^M/orr  discende C.  iv.  6.  38. 

ceni  Autore,  quinci  derivato,  si  prende C  iv.  6.  43. 

C^aiictore. 

per  la  quale  paia  di  maeglore  autorità .     .  C  i.  4.  104. 

.  .  per  la  sua  grande  autorità  sapere C.  ÌÌÌ.  5.  63. 

1a  seconda  è  1*  eccellentissima  autorità  della C  iv.  3.  66. 

Wvirtb  della  Verità,  che  ogni  >4w/an/à  convince C  Ìv.  3.  68. 

^Ua  Imperiale  <^M/on>à  sapere  non  sì  può       ...  ....  C.  tv.  3,  71. 

tcni  «Uro  comandamento  .  .  .  prende  .  .  .  autorità  C  iv.  4.  79. 

CM  sì  manifesta  la  Imperiale  .  .  .  Autorità  essere C.  iv.  4.  60. 

Aon  b  ciò  r  Autorità  del  Romano  Prìncipe  . . .  somma     .     .     .     .  C.  iv,  4.  84. 

pn  non  offendere  la  scnatorìa  dN/on'/ù C  Ìv.  5.  139. 

^n^ionare  dell*  altezza  della  Imperiale  yfMtohiCà C  iv.  6.  3. 

che  Autorità  non  è  altro  che  atto  d'  Autore C.  iv.  6.  14. 

f^y  Autorità  del  Filosofo  sommo  ...  sia C  iv.  6.  155. 

*"<  repugna  alla  Autorità  Imperiale C.  iv.  6.  158. 

*^**|i>oigi»i  \a  filosofica  Autorità  colla  imfvriaU C.  Ìv.  6.  167. 

**"fiki«ofica  autorità  si  congiugne C  iv.  6.  170. 

1**Bl<i  i  da  rcverire  1*  Autorità  Imperiale  e  la C.  Ìv.  7.  a. 

ff'wuncrc  contro  alla  autorità  del  Filosofo C.  iv.  8.  39. 

•perfuiooe  .  .  .  U  imperiale  autorità  fue  trovata C  iv.  9.  9. 

Ittttt  età  pur  ha  seco  una  ombra  d*  aH/oW/à  .     ,,..,..  C  Ìv.  37.  147. 

sopra  lo  ragionamento  della  Imperiale  autori/ad*     .     .     .  C.  iv.  6.  11. 

^qMito  viene  quello  vocabolo  .  .  .  cioè  Autotitnd* C.  iv.  6.  47. 


AUTORITADE  ^^^IP  ^^^^^^^^V  58 

avante.    Che  da  levante  Avantt  —  infino  a  .  .  .  infonde Conc  xìx.  98. 

avanti.     Oirver  il  gcner  lor,  eh''  io  misi  avanti C  iv.  Canm.  iìL  ili. 

E  di'  a  colui .  . .  Avanti  che  sdonnei K.  TV.  la.  1 15  [Baìl.  i.  36). 

avanzare,     qtundo  t*  avrò  avattsatn f^.  N,  ig.  fj  (Cans.  i.  58). 

Perocché  il  suo  \'alor  s)  pure  acuHAa Cattx.  xìv.  ^. 

Poiché  pa^a  ed  avaneti  Natura  e  costumansa Bai/,  ir.  94. 

Sicché  M  voler  del  core  o^i  altro  afatua Sor*,  xxxviit.  13, 

avarizia.     Poi  *  Avarisia^  per  cui  si  martini  II  mondo P.  F.  ig6. 

avaro.     Come  1*  avaro  seg:uitando  1*  avere  .  .  .  Corre  1*  avatv.,  ma  pili 

fugge  pace Cans.  x.  67,  69. 

che  hai  tu  fatto.  Cieco  avaro  disfatto Comm.  x.  76. 

FassI  dinanzi  dair  nv/rro  volto  Virtù Canm.-x.  106. 

Cosi  altrui  e  sé  concia  1*  avaro CanM,  x.  196. 

Lo  quale  a  me  suo  servo  non  fìa  avaro Soh.  xlti.  14. 

ave.     Ai'F  regina  Vergine  Maria P.  F.  341. 

avere.  » C  iv.  CanM.  iìi.  33  ;  Cons,  x.  67  ;  xix.  ao. 

awedere.     L'  anima  perde,  che  non  se  n'  awtde P.  F.  ^s- 

avvegnaché Som.  xli.  9. 

avvenente.     Sovra  la  morta  immagine  avwHtnU V.  N.%,  ^i  (Som.  iìì.  tt). 

avvenire.     Che  gli  aitnen  ciò  che  gli  dona  salute V.  N>  ig,  58  {Catta,  i.  39). 

Questo  m*  avtn'fttf  ovunque  ella  mi  vede V,  N.  a8.  a6  (/*.  C  {3). 

Che  mi  combatte  . .  .  Aifegna  che  mcn  duole CiiMa.  xiii.  54. 

autorìtade.     vedere  che  Autotitade  vale  tanto,  quanto C  iv.  6.  48. 

che  le  sue  parole  sono  somma  e  altissima  autoritade C  i\*.  6.  53. 

acciocché  li  ...  e  la  sua  aulorifadr  sia  un  lume C  iv.  37.  90, 

autunno,     si  fanno  .  .  .  ncll'  anno  ...  in  Autunno C.  iv.  33.  139, 

avarizia,     tonto  sono  pronti  ad  avan'sia C  i.  9.  16. 

conducono  1'  umana  volenti  a  vizio  d*  avarisia C.  iv.  la,  34. 

Per  certo  1*  avarizia  fa  gli  uomini  odiosi      ...  C.'w,  13.  133. 

avaro,     quc*  che  sono  a  mano  dell*  avaro C  i.  9.  46. 

in  questo  errore  cade  V  mmro  maledetto C  iìi.  15.  88. 

avere,  M. C.  iv.  u.  95  ;  13.  95  ;  13.100,101. 

Avicenna,     quali  dalli  motori,  siccome  Plato,  Avicenna  e C  ii.  14.  33. 

questa  opinione  pare  avere  .  .  .  Avicenna  e C.  iì.  15.  77. 

mostrerò  dìflcrcnza  .  .  .  sccondochè  Avicenna  sente C.  ìii.  14.  41, 

che  Axncenna  e  Algazct  vollero  che C  iv.  si.  15. 

avolo,     e  la  obblivione  .  .  .  non  fo&sc  del  suo  avo/o  venuta       .     .     .     .     C  iv.  14.  118. 

avvalorare.     Poi ,  .  .  dice  com*  eli'  avvalora  .  .  .  amore C.  iii.  14.  113. 

aw^;nacbè.  K  AT.  e.  71  ;  9.  5,  61  ;  1 7,  5  ;  33.  109  ;  ag.  la  ;  34.  9  ;  39.  48  ;  43. 31  ;  C 
i.  I.  43  ;  a.  34  ;  3.  sa  ;  ro.  43  ;  >a.  69  ;  13.  aó,  39  ;  il  3.  8.  18:4.  89,  95  ; 
5-  Jo»  »3.  35.  53  ;  6*  3.  »3<  i  7*  87  ;  io.  33  ;  la.  36;  13.  aa  ;  14.  30;  iii.  i. 
34»  6a  ;  3.  36  ;  4.  60  ;  7.  13,  51,  65  ;  8.  40,  77  ;  9-  107  ;  11.  10  ;  ta.  86  ;  13. 
46,  95  ;  iv.  a.  96  ;  3.  60  ;  6,  79  ;  9.  ja  ;  io.  8,  58  ;  «a.  136,  aoi  ;  13.  3.  54, 
66;  14.  sa;  15.  51  ;  17.  80,  90  ;  aa.  6s,  106;  35.  36:  a6.  X03  ;  09.45. 
avvenimento.     Puotesi .  .  .  vedere  .  .  .  nello  indiscnto  loro  tarveni' 

mtmlo C.iv.  II.  33. 

nella  ìndiacrtMiont  del  loro  ai*vtnirMetnto .     C  tv.  1 1.  53. 

nel  loro  indiscreto  avvenimento  si  può  comprendere  ,     .  ,     ,     .     C  iv.  13.  3. 

Né  per  lo  avvenimento  di  questo  non  mi  si  toglie .     C  iv.  13.  17. 

avvenire.     Ed  awegna  che  la  sua  immagine  .  .  .  fosse V.  N.  a,  53. 

neir  ultimo  di  questi  di  avvenne^  che .     .     .      K.  A^.  3.  5, 

Un  giorno  avvenne^  che  .  .  .  sedea  in  parte V,  tf,  ^.  i. 

Appresso  la  morte  .  .  ,  avvenne  cosa,  per  la  quale     .     .     .  .     .     K  W.  9.  a. 

Avvenne  quasi  nel  mezzo  del  mio  dormire,  che     .     .     .  .     .     .     K.  W.  la.  13. 


AVVERSARIO 


Per  eh*  egli  m>vift$t  che  tanto  To  dimorB Cans.  xiv.  75. 

Tuito  quanto  aDa  tua  bontl  s'  awitne Cans.  xiv.  83. 

Ha  e^li  a»Mm,  che  spesso  altri  si  getta Cane.  xiv.  93. 

E  a' egti  «mwn  che  gli  risponda  male      ....  Cohj.  xvi.37. 

C  a*  «(li  «waifN  che  per  te  sia  rimosso Crnj.  xvìi.  71. 

E  a'  effU  Mwwm  che  tu  mai  alcun  tniovi Catta,  xx.  96. 

Atmigtm  non  la  scorge  Se  non  chi Baii.  ix.  13. 

lo  dico  :  ahi  lasso  *  awùn  egli  a  perdona K.  /V.  16.  37  {Som.  ix.  4). 

Pierocch^  quel  mcdesmo  mnvmnr  a  noi Sqh,  li.  10. 

il  rcfno  tuo,  siccome  pone  Quesu  oruion P.  /*.  «4. 

quanto  awfMturosa  Fa  la  mìa  disianza Bmtt.  tv.  ai. 

che  la  potenza  Degli  avversari  miei .  .  .  consummi .     .     .  S.  P.  xxxì.  56. 

Wfmmt  che  questa  gentilissima  venne  in  parte      .     .     .     .  K  iV.  14.  a. 

e  mmfgmm  eh*  io  fossi  altro  che  prima K  AT.  14.  43. 

Atmmm*  poi  che  .  .  .  giunse  a  me K.  A^.  ig.  i. 

•T  «^  «wmùMtf  che  molti  la  potessero  udire V.  N.  ig.  155. 

AppnMDCiò  pochi  di,  atntftHi  che  ...  mi  giunse K  A^  93.  i. 

M  A  parole  di  questo  che  m'  era  avwnuto K.  AT.  33.  135. 

A^prcaao  .  .  .  «vvfM«tr  un  di,  che  ...  ed  io  mi  sentii V.  N.  a^.  9. 

MNRfpM  lbr«e  che  tra  altra  gente  addivenisse,  e  «vu^vid  ancora,  che  V.  N.  25.  37,  a8. 

^Mninrpoi  che  questa  donna  ...  ai  facea K.  AT.  37.  1. 

C  Molte  volte  «wwM  che  tanto  dolore  avca    ....  .  K.  A^.  40.  33. 

e  ipoae  vummm  che  ...  si  facea  un  colore      ....  .  K  A^.  40.  31. 

Dppo  questa  tribolazione  av\-énne . . .  che K  A^.  41.  1. 

0»4t  «anni/ che  ciascuno  ha C.  ì.  a.  60. 

rkr  Don  itrww  dcj  Volgare ,  C  i.  5.  54. 

coati  II  uan  ente  axfvemirt - C.  i.  io.  37. 

che  1  magnanimo  ...  fa .     .     .     .  C  i.  tt.  134. 

dw  al  magnanimo  .  .  .  paiono C  L  1 1.  140. 

no  . ,  .  de  manifesto C  iì.  i,  61. 

.  non  mrvmt*  sensa C  ii.  1 1.  19. 

volte  awÙH*  che C.  ii.  la.  37. 

rfgHAnlB  oltre  a  quello  che  può  awmmn C.  iii.  i.  83 

«oal  avìMnift C  iii.  6.  33, 

n>vwM#  spesse  v^te,  che .     .     .  C  iìL  9.  133. 

VwT  cbe  «wmi/  che  gli  altn  mìseri .  .  .  caggiono C  iii.  13.  1 16. 

é  mtMmUo  .  .  .  quelle  ricchezze  iniquaracote  awtnirt  .  .     .     .  C.  iv.  11.  ito. 

«rt  osfl»  ■«•(»  vita  «wiimr .  C  iv.  la.  197. 

ft  fptA  leapU  e  . . .  muri  poleo  questo  immtire C.  iv.  13.  1 16. 

^  •gii  mn^mmé  che  ...  la  inUlUttuah  Virtù  sia      ......  C  iv.  at.  71. 

M a  .  .  .  mmvirm  cbe  1*  Arco  della  vita  . . .  é .  C  iv.  93.  73. 

<1m  oltre  la  Sémttmié  rimane C  iv.  94.  53. 

dcaèdcrando  che  venissero  per  awtnhtm  nella  .    .    .    ,  V.  N.  14.  77. 

kl  tonpo  da  dare  t  bene  «iffM/Mnuo C  iv.  37,  179. 

Contra  questo  —wfraayio  della  ragione  bÌ  levò  .     .    -    .  K.  M  40.  i. 

t  —  a  biasimare  ancor»  ì  aooi  minmaari C  i.  ta.  14. 

rflgli  iPMiMii'iIrlIt  rrrìti C  iv.  9.  140. 

dbloii  aO*  mwv0W9*rio  si  ragiona C.  iv.  8.  89. 

>**»twiwiib  quindi  non  prenda    .     ,  .  .  C  iv.  8. 91. 

lov  cka  al  «otto  dk*  tanti  avvfr»ari  parlo .  C.  iv.  8.  93. 

•rr-w««nbruol<ttiia .  C  iv.  13.  aó. 

SHpo^jQf^^^jUlJlBfVrMWPMTW  ClV.  13.53. 

mfmm^^        rflirff»»*     ,,  rispondo C.  iv.  14. 39. 


AVVERSARIO 


60 


avversario.     Ciascun  m'  era  nemico  ed  ainvrsario S.  P,  ci.  q$, 

avversità,     eh'  Amore  Contr'  ogni  awersità  le  dà  valore Batl.  vii.  13. 

avvezzare,     che  .  .  .  tanto  Amor  m*  avversa  Con  un  martiro  e   .     .     .  Cana.  xìv.  76. 

badare.     Col  numero,  cW  ognora  passar  haJa Cana.  x.  73. 

bagnare.     Levava  gli  occhi  mici  bagnafi  in  pianti       .     .     .      V,  If.  ^.  184  {Cans.  ii.  57). 

nostra  donna  .  .  .  Bagnala  il  viso  di  pianto  d'  amore      .     .     V.  .V.  33.  73  {Son.  xii.  6). 

baldanza,     tu  sei  quella,  che  mi  spoglia  D'  ogni  haldattaa Cans.  xviL  5. 

donna  Tal,  che  .  .  .  Mi  dà  i^d/c/aHr<i Sr5/.  ii.  63. 

Ora  ho  perduta  tutta  mia  òaUaMsa K.  AT.  7.  30  (Spm.  ii.  13). 

Ch'  Amor .  .  .  Prende  baldanea  e  tanta  sicurtate  .     .     .     .      P'.  A'.  14.  86  {Soh.  vii.  8). 

baldanzosamente.     Passa  una  Donna  baldanaiìsa matte Son.  xliv.  3. 

balestra.     Però  nel  cerchio  della  sua  baìrsfra Son.  xxxvi.  9. 

balestrare.     S)  che  consiglio  invan  vi  si  baUstra Son.  xxjcvi.  11. 

balia,    del  signor,  che  m' hi  in  bafui Catui.  xvi.  65. 

ballata.     Bui/afa,  io  vo"  che  tu  ritrovi  Amore K  M  la.  80  {Bafi,  i.  1). 

Tu  vai,  ballata,  si  cortesemente V.  N.  ta.B^  {Ball.  i.  5). 

Gentil  ballata  [mia,  quando  ti  piace,  Muovi]    .     .     .     V.  N.  la.  laa  {Ball.  i.  43),  135. 

Muovi,  Ballata  ...  A  quella  bella  donna Ball.  v.  a. 

le  parolcttc  mie  .  .  .  Han  fatto  una  ballata Ball.  viti.  19. 

Udite  la  ballata  mia  pietosa Ball,  x.  a. 

barbare.     Si  è  barbato  nella  dura  pietra Stst.  i.  5. 

bassare.     Che  in  altra  guisa  basservbbt  ì  colli    .........  Sest.  iv.  io. 

Sicché,  bassando  il  viso,  tutto  smuore V.  N.  ai.  \^  {Son.  xi.  5). 

awenarìo.     se  1*  avversano  volesse  dire C.  iv.  14.  toi. 

se  si  volesse  alla  favola  fermare  1'  avversano C.  iv.  14.  150. 

e  lo  aintrsario  è  grande C  iv.  37.  178, 

awerao.     parla  lo  pensiero  nuovo  avverto C.  ii.   11.  6. 

secondo  la  opinione  avversa  ...  fu C  iv.  14.  139. 

avvisare,     cosi  mal  può  ire  .  .  .  chi  prima  non  V  avvisa      .     .     .     .     .  C.  iv.  aa.  19. 

azziniare,     gli  adornamenti  dell*  assimart C  L  io.  91. 

pongono  lo  stadio  loro  in  euaitnare  la  loro  persone  ......  C.  Ìli.  4.  Sa. 

badare,     che  a  certo  fine  bada  la  nostra  potenza C  iv.  13.  73. 

bagnare,     in  .  .  .  andai  a  bagnare  la  terra  d'  amarissimc  lagrime      .     .  C*.  A^.  ta.  5. 

che  alcuna  lagrima  talor  bagnava  la  mìa  faccia V.  N.  aa.  31. 

piangea  con  gli  occhi  bagnandoli  di  vere  lagrime K  A^.  23.  48. 

balcone,     si  possono  appellare  Aa/mw/ della  Donna C  iìL  8.  75. 

baldanza.     a\*\*cgna  che  la  sua  immagine  .  .  .  fosse  baldansa  d*  AmoTC  y.  Al.  a.  54. 

non  ne  pigli  alcuna  baldanza  persona  grossa V,  N.  35,  loi. 

baldezza.     nascctte  la  baldezsa  .  .  .  dell*  umana  generazione  .     .     .     .  C  iv.  5.  41. 

balio,     che  furono  quasi /ot/i  e  tutori  della  sua  puerizia C  iv.  5.  91. 

ballata,     proposi  dì  fare  una  ballata  ...  e  feci  questa  ballata  .     .     ,     .  y.  IV,  fa.  77,  79. 

Questa  ballata  in  tre  parti  si  divide V.  N.  19.  194. 

perocché  la  ballata  non  6  altro,  che K  A*.  la.  139. 

ballatetta.     Ed  è  questa,  ch*  io  . .  .  feci  una  BaVatetta C.  iiì.  9.  11. 

cosi  quella  ^y/a/WAi  considerò  questa  Donna C.  iiì.  io.  6. 

secondo  questo  .  .  .  ^ìudicìo  parlò  quella  Ballafrlta C.  iii.  io.  aS. 

che  questa  Canzone  da  quella  Ballatetta  sì  discorda C  iiì.  io.  48. 

barba,     pulita  di  barba  in  tutta  la  faccia C  i.  la.  65. 

Democrito  ...  né  barba  ...  né  unghie  si  togliea C.  iìi.  14.  75. 

barbuto,     nella  maschiczza  essere  bene  barbuto C.  1.  la.  64. 

barone,     questi  nobili  sono  Prìncipi,  Borofu' e  Cavalieri C.  i.  9.  3^. 

base.     Dio.  quasi  ^5c  di  tutti C.ìv.ta.  175, 

quanto  dalla  punta  ver  la  ba^  più  si  procede   ...                           .  C  iv.  13.  177. 

ìmtfjvrn      ovunque  ba^ezea  d*  antecessori  mai  non  fu .     .               .  C  iv.  14.  88. 


|vMKL     Costi  occhi  basst  mostnndo  dolore K  M  22.  69  (Soh,  xìL  a). 

Or  come  1*  ombra,  qujuido  il  Sale  é  òasao,  Si  fa S.  P.  ci,  37. 

Lauderà  Dio  In  baiso  ed  anche  in  cimit 5.  P.  ci.  75. 

bMlare.     Bastin  le  parti  nude CaiM.  xx.  93. 

E  questo  basta  fin  cbc  1  piacer  dura Son.  xxxviij.  14. 

Ba«j6ci  solo  aver  ferma  credenza F.  F.  8a. 

battere.     Poiché  .  . .  feriste  in  tanto  ...  eh'  io  batto  di  vena  ....  Som,  zlvii.  a. 

ÌBttBlBCX     Io  cRri>o,  che  ']  SatUsmo  ciascun  fresa P.  F.  85. 

Che  del  batttsmo  aver  . .  .  accende  L'  amor  in  noi P.  F.  g^. 

Idare  altrui  batUsmo  ...  a'  preti  pcrtien  volger  tai  ruote    .     .     .     .  P.  F.  140. 

bMKSZa.     e  in  ...  e  minieri  basMtMMu  e  altezza  non  sì  noli  .     .     .  C  iv.  14.  pa. 

tMKk     sono  in  più  basso  luogo C.  i.  9.  47. 

He^io  sarebbe  alli  .  .  .  essere  in  basso  stalo ■  C  ìj.  xx,  79, 

oomiai ...  di  si  bassa  condizione C  iiì.  7.  6x. 

U  pesiSkeri  .  .  .  sono  astratti  dalle  bassi  e  terrene  cose C.  iit  14.  ut. 

Mei^o  sarebbe  .  .  .  cume  rondine  volare  basm C  iv.  6.  188. 

che  ai  dimentìcbcni  il  basso  stato  degli  antecessori   .     .     .     .     .     .  C.  iv,  14.  49. 

i|uando  ti  tasso  stato  degli  antecessori  corre C  iv.  14.  51. 

Se  la  obbUvionc  dei  6as5t  antecessori  è  cagione C.  ìv.  14.  87. 

pcrcM  di  sua  bassa  condizioac  non  è  memoria C  iv.  14.  104. 

hobblivione  del  suo  &ai50  antecessore C  ìv,  14.  134. 

che  .  .  .  de*  suoi  antecessori  Aassi  fosse  memorìa C.  iv.  14.  136. 

poiché  stato  e*  era  nel  basso  stato .     .     .  C.  iv.  33.  toa. 

Promettono  ...  di  torre  ...  e  apportar  .  .  .  bastatimi  .     .  C.  ìv.  la.  43. 

taloco  di  bastansa,  recano  nuovo  termine C  iv.  la.  49. 

questa  s>cusa  basti C  t  4.  104. 

héjfi  ciò  eh'  è  detto  della  verità C  iì.  4.  100. 

Bu  queste  ^of/mo  al  presente C  ii.  5.  if  1. 

chi  .  .  .  non  basta  di  guardare  pur  quello C.  ìli.  z.  79. 

prrché  assai  basta  alla  gente  .  .  .  sapere C.  iìi.  5.  63. 

nu  AtfsA' qui  tanto  aver  detto C  iiì.  10.40. 

pacato  btrsti  aìli  presente  digressione C  iv,  33.  159. 

E  basti  cbc  osso  seguiti  la  legge C  iv.  a6.  134. 

iaAqui  a]  presente  questo  poco  aver  toccato       .     .     .     .     .     .     ,  C.  iv.  37.  ioa. 

mi  ■  buono  intenditore  6«m/i  essere  posto  qui  .     .......  C.  iv.  37.  i8x 

£  questo  bttstiuì  presente  alla  prima  quistionc C  iv.  39.  83. 

£  cesi  basti  alla  . .  .  quistionc  esser  risposto C  ìv.  39.  laó. 

■**^fp      Appresso  la  battaglia  dclli  diversi  pensieri,  avvenne  .     .     .  y.  N.  14.  1. 

qnMio  questa  battagha  d'  Amore  m' impugnava V.  N.  16.  14. 

credendo  cbc  mi  difendesse  la  ...  da  questa  battaglia V.  N,  i6.  18. 

«cciocch^^  questa  battagfia  .  .  .  non  rimanesse  saputa y.  N.  38.  ao. 

perocché  la  battngtia  de'  pensieri  vinceano  coloro y.  N.  39.  a6. 

ConTCDOC  .  .  .  molta  battaglia  intra  '1  pensiero C.  ii.  a.  a8. 

^pcDo  cbe  ...  io  sentili  della  battaglia C  ii.  8.  6. 

^MSU  haiUiglia  fu  in  Aflfrica C.  iii.  3.  64. 

m  VMWO  a  una  parte  la  ...  e  la  battaglia C.  iiì.  10.  70. 

Bon  pose  Iddio  le  mani  proprie  alla  battaglia C.  iv.  5.  156. 

sccome  stare  fermo  e  fuggire  alla  battaglia      .     * C  iv.  9,  68. 

*iji  ricchezze  .  .  .  moveste  battaglia C  tv.  li.  30. 

'■^Jst.     c<nnc  un  pargoletto  battuto  lagrimando F.  TV.  ta.  la. 

**t»ftra.     più  te  è  la  sua  beatatiza  stata  larga C.  ii.  5.  85. 

**Wtnitlnr.     vedere  tutti  Ì  termini  della  beatitudine ►'.  A"".  3-  M- 

la  luogo,  dal  quale  vcdca  la  mia  beaJituJiMe y.  N.  $.  4. 

906  eh*  io  mi  dilungava  dalla  mìa  bealituàtHe y.  N.  g,  la. 


BEATITUDINE 


beato.     Io  vidi  U  apcninza  de*  btati K  iV.  19.  47  (Catu.  L  sB). 

BeaiOt  anima  bellOf  chi  ti  vede K  TV.  33.  aio  {Cohm.  ii.  83). 

I.^  scg^na  d'  eccellente  sua  famiglia  Nella  beata  corte Can^.  x.  31. 

Con  .  .  .  Tede  Eri  beata,  e  colle  sette  donne Cane,  xviii.  ai. 

D'  ogni  btata  essenza  .  .  .  regnerai  onorata Ohm.  xviii.  47. 

Ch'  io  diverrò  beato,  lei  guardando BcM.  ix.  4. 

A  guisa  d'  angcl  che  .  .  .  Divien  beato  .  .  .  Così  .  . .  Potrìa  béaio 

divenir  qui  io Baìt.  ix.  7,  iz. 

Ond*  é  btato  chi  prima  la  vide f^.  ^.  ai.  19  (Soh,  xi.  ix). 

Dunque  btata  chi  V  t  prossimana Son.  XJÙx.  14. 

beatitudine,     nel  quale  stava  tutta  la  mia  beatiludìne K  A',  io.  16. 

che  potesse  obumbrare  ...  la  intollerabile  beatitudini V.  N,  \i.  ai. 

appare  .  .  .  che  nelle  .  .  .  abitava  U  mia  beatitudine V,  N.  ti.  37. 

poiché  la  mia  beatitudine  mi  fu  negata V.  N.  13.  a. 

in  quello  dimorava  la  beatitudine  e  il  fine  di V,  Pf,  1%.  35. 

ha  posta  tutta  la  mia  beatitudini  in  quello K  A^.  18.  38. 

che  tu  ne  dica  ove  sta  questa  tua  healitudiite V.N.  18.  49. 

Poiché  è  tanta  beatitudine  in  quelle  parole K  AT.  18.  59. 

piene  di  tutta  btaiitudine C  li.  5.  64. 

non  pure  una  beatitudine  abbia,  raa  due C.  ii.  5.  68. 

avere  A<'a/i>M</iMr  della  vita  attiva C  ii.  5.  71. 

quella  che  ha  la  bta/itudirte  del  governare C.  ii.  5.  76. 

perocché  essa  6  beatitudine  dell'  intelletto C.  Hi.  13.  tS. 

sì  sente  quel  piacere  altissimo  di  beatitudini C  ìiì.  15.  19. 

desiderio,  in  quide  esser  non  può  colla^d/t/H^iH^f  acciocchèlaArrt/f/M- 
t/tnrsia  cosa  perfetta C.iii.  15.  3o(A*i>, 

in6no  al  di  della  beatitudine C  ili.  15.  192. 

La  quale  ...  ne  mena  a  .  .  .  beatitudine C.  iv.  t7.  93. 

quello  è  .  .  .  nostra  Beatitudine C.  iv.  aa.  89. 

questo  uso  e  qucU'  altro  è  nostra  Beatitudine C  iv.  aa.  115. 

1*  uno  ò  più  pieno  di  Iteatitudini  che  1'  altro C.  iv.  aa.  135. 

che  noi  domandiamo  questa  Beatitudine  per  somma C.  iv.  aa.  145. 

domandano  il  Salvatore,  cioè  la /?/«ifi/M</mtf' Civ.  33.  165. 

a  qualunque  va  cercando  la  Beatitudine C.  iv.  aa.  179. 

la  Beatitudine  precederà  loro  in  Galilea C.  iv.  aa.  185. 

Lui  ...  il  quale  è  nostra  Beatitudine  ^omm^ .  C.  ìv.  aa.  196. 

che  la  nostra  Beatitudine  .  .  .  trovare  potemo C.  ìv.  as.  aoi. 

fieno  vie  ...  a  menare  alla  somma  Beatitudine C.  ìv.  aa.  ao8. 

beatitudo.     ApparuH  iam  beatitudo  vistnt K  A^.  a.  33. 

beata     nel  quale  era  stata  quella  .  .  .  beata  anima K  M  33.  61. 

com'  è  l>eato  colui  che  lì  vede V,  N.  33.  63, 

nelle  parole  dì  questa  Beatrice  Ara/<i V.  N.  s^.  i\. 

Oh  Amt/i  que'  pochi  che  seggono  a  qticlla  mensa Ci,  i,  51. 

io  adunque^  che  non  seggo  alla  beata  mensa C  ì.  j.  68. 

lo  trapassamcnto  di  quella  Beatrice  btata C  ii.  a.  6. 

Questo  è  Io  luogo  degli  spìriti  beati C  lì.  4.  31. 

che  quelle  beate  non  sieno  in  perfettissimo  stato C  ìi.  5.  6S- 

io  pensando  contemplava  lo  regno  de' fi/a/i C.  ìi.  6.  41. 

dì  quello  che  salìa  a  vedere  quella  Beata C  il.  8.  59. 

lo  parlare  di  quella  viva  Beatrice  beala C  il.  9.  53. 

la  salute,  por  la  quale  st  fa  beitlo  chi  vi  guarda C.  ii    x6.  36. 

questo  si  é  essere  beato C.  iiì.  8.  39. 

senza  quella  esser  non  può  contenta,  che  t  esser  beato C  ìii.  15.  37. 

V  uomo  .  .  .  vede  terminato  ogni  desiderio,  e  cosi  è  btato       .     .     .  C  iii.  15.  44. 


^^^  SoH.  li.  8. 

Bmti  quelli,  m  chi  sod  perdonati ,,,.,.     S.  P.  xxxi  i. 

Tkitlì  htBtti  ancora  son  coloro,  Che S.  P.  xxxi.  4. 

Eliaci  tutti  ArtiA  ancor  saranno .     S,  P.  xxxì.  ^. 

Cd  inperò,  voi  uomini  btati S.  P.  xxxJ.  79. 

Beati  Ice.     lu  n'  è  Btatria  [in  1'  alto  cielo  ...  E  sta  con  loro  ;  e] 

V.  N.  32.  19,  37,  55  {Canm.  iii.  15) 
Poscia  piangendo  .  .  .  Chiamo  Btatritt    .  .  .       V.  N.  3».  95  (Gina.  iii.  55) 

□h  faa  perduta  la  sua  Btatria K  N,  ^1.66  (Son,  xxiv.  la) 

Perocché  spesso  ricorda  Beatrice K.  W.  42.  59  {Son,  txv.  13) 

|^*n**^^       Divenne  spiritai  beiUaùt»  grande f^.  TV.  34,  48  {Cnna.  iv.  aa) 
Cb^  sue  beihsM  son  cose  vedute C,  iii.  Catta.  W.  33 
La  aorte,  ov'  io  per  sua  belUxza  corro Cari*,  xii.  56. 
donne,  Che  avete  gli  occhi  dì  òelUmMe  ornati Cane.  xìii.  86. 
Cb'  io  non  trovassi  in  lei  nuova  belkaaa Caiu.  xiv.  73. 
Le  Boe  btUuM  han  piii  virtù  che  pietra Stst.  i.  19. 

come  ciò  sia  che  la  Sapienza  possa  fare  1'  uomo  beato      .     .     .  C  iii.  35.  71. 

compiere  il  desiderio^  beato  esser  non  possa C  iii.  15.  75. 

la  tetra  lo  cut  re  è  nobile  [nobìU] C  iv.  6.  177  ;  26.  49. 

queste  sono  quelle  che  fanno  1'  uomo  bea/o C  iv.  17.  73. 

Oh  AmìIt  quelli  che  tal  sementa  coltivano C  iv.  ai.  1x6. 

BatrìCC     la  quale  fu  chiamata  da  molti  J3£w«r>r/c^    ...  .     .     .  K.  iV.  a.  7. 

die  moi'CB  dalla  gentilissima  ^a/nV/ K  A^.  5.  17. 

àirmciarc  di  quella  gcDlilisaima  Beatrice K  TV.  5.  33. 

Quella  nostra  Beatnc*  ud)o  da  certe  persone K  W.  xa.  46. 

vidi  tra  loro  la  gentilissima  Bi..irKuh .  K  ^.  14.  34. 

^«aota  sì  vedex'a  eh'  era  quesu  oobiltasima  Beatrice V.  N,  oa.  6, 

Wc  questa  Beatrice  piangea  pietosamente y.  N.  aa.  33 

«mncDe,  che  la  gentilissima  Beatnct  ...  si  muoia K  W.  23.  18. 

ck'  io  volea  dire  :  O  Beatrice,  benedetta  sii  tu.     £  gii  detto  avea  : 

O  Beatrice K  N,  a$,  xoi,  ioa. 

vidi  venire  la  mirabile  &a/nrtf       ...  K.  TV.  34.  25. 

lodi  che  &tfrnc/ sì  mostrerà  dopo K  A*.  34.  33. 

Chmlcsse  .  .  .  quella  Bfatrin  chiamerebbe  Ajiore V.  N.  34.  43. 

*dk  parole  di  questa  £/d/n'a' beala K  iV.  39.  11. 

<tó  mi  parca  vedere  questa  gloriosa  Beatrice K  W.  40.  4. 

«rtmlscro  .  ,  .  olla  loro  gentilissima  Bentrice V.  N.  40.  16. 

c«*  di  quella  bencdctu  Brn/fxtr K /V.  43.  15. 

tou»(iusamenlo  di  quella  Beatrice  beata C  ii.  3.  6. 

FvqittlU  gloriosa  Brd/rtir/ teaea C  ti.  a.  31. 

^■eoioha  di  quella  gloriosa  ^ra/nÌT* C  ii.  7,  80. 

^pvhre  di  quella  viva  Beatrice  beala C  ii.  9.  53. 

"^"^  oon  sa  ft*  è  cane  o  lupo  o  becco C  i.  6.  45. 

"'*'*    U  ove  tante  donne  mostravano  le  loro  beÌU»»e K  TV.  14.  8. 

^'t'ivtucom*  io  immagino  la  sua  miratiìl  belte»aa K  /^.  15,  16. 

*"n)odo  alquanto  delle  sue  belU^ag K  iV.  29.  104. 

^  d' alquante  &r//^a« K  W.  19.  X36,  ia8. 

*«4ttìtorMlauii  ...  era  in  grado C  i.  1.  107. 


*n. 


sptfTBSO  .  .  *  per  brì!rz£a .,C. 


5-47- 


"4  «ra  aoggetto  ma  sùvmtto  per  brliezza C  i.  5.  93. 

"^  loro  MkaM  portare C.  i.  7.  91. 

"^^l'Vie  ta  héUesaet  d'  una  donna C  t  io.  90. 

^^^'>^  solo  sua  naturai  òeUe*»a  si  sta  con  lei . .  .  diacompagnala  .  C  i.  10.  95. 

^"^  di  dolcìaaìma  ed  amabilissima  beltt^aa C.  i.  xo.  ics. 


bellezza,    son  venuta  . . .  Dalle  MU*z€  e  loco,  dond'  io  fui     ....  BalL  vi.  3, 

IjC  mie  inlUesf  sono  al  mondo  nuove Ball.  vi.  13. 

L*  altra  ba  btlUnza  e  vaga  leggiadrìa Son,  xjcx.  5. 

Parlan  btik^a  e  virtù  all'  intelletto Son,  xxx.  9. 

Risponde  .  .  .  Che  amar  si  può  MUcea  per  diletto Son.  xxx.  13. 

Anzi  gli  asconde  le  belUosf  sue Son.  xxxi.  14. 

Di ...  La  gran  bttUMa  di  veder  m*  appago Son.  xxxìx.  6. 

Per  quella  via  che  la  bilUzaa  corre Son.  xliv.  i. 

bellissimo.     Di  donne,  e'  hanno  belHssimi  colli S€3t.  iii.  a. 

bello.     Morta  é  la  donna  tua,  eh*  era  si  btUa V  N.  23.  183  [Cane.  ii.  56). 

Beato,  anima  btUa^  chi  ti  vede  . y.  N.  a^.  aio  (GtM«.  ii.  83% 

Partissi  della  sua  bffla  persona  ...  1'  anima     ....        K  W.  33.  69  {Cang.  Hi.  09). 

questa  bet/a  Donna,  che  tu  sentì C  ii.  Catu.  i.  43. 

Ponete  mente  almcn  com'  io  son  bella Cu.  Cane.  i.  61. 

beilo  è  tanto,  quanto  lei  simiglia C.  iii.  Cane.  ÌL  50  ;  14.  lao. 

antica  posscssion  d*  avere,  Con  reggimenti  belli C  iv.  Cans.  iii.  04. 

A  rimirar  ciascuna  cosa  beila Guta.  ix.  aa. 

Quanto  è  ncU*  esser  suo  bella Cans.  ix.  31. 

bellezza,     la  òom/(Ì  e  la  ^//r.«M  ...  sono  intra  loro  partite      ....  C  !i.  12.  aa. 

e  la  belie^sa  neU*  ornamento C  ii.  la.  24. 

e  la  Ar//r«Ki  fosse  agevole  a  vedere C  ii.  12.33. 

si  ponesse  piti  mente  alla  brlleama C.  ìL  la.  34. 

ponete  mente  almeno  la  mia  betìessa C  iì.  la.  58. 

ponete  mente  la  sua  betlezxa C.  ii.  ta.  6a. 

che  tanta  bellea^a  produce C  Uì.  4.  72. 

in  quanto  .  .  ,  sensibile  beltttaa  appare C.  iii.  8.  34. 

tanto  dolcemente  ciba  la  sua  belle^sa  gli  occhi C.  iii.  6.  43. 

che  la  sua  brlieraa  ha  podestà  in  rìnnovare C  ìij.  8.  193. 

il  quale  uso  conduce  mirabili  ^//^««^ C  ili.  13.  X13. 

che  la  moralità  è  bilUssa  della  filosofia C  iU.  15.  116. 

siccome  la  belleMmi  del  corpo  risulta  dalle  membra . . .  cosi  la  belletti 

della  Sapienza  .  .  .  risulta C  ili.  15.  1x7,  119. 

quando  apparisce  la  belltsza  degli  occhi  suoi  a  lei C  iv.  a.  154. 

t*  anima  .  .  .  contempla  ...  la  befteesa  di  quello C.  iv,  a.  159. 

di  sé  stessa  innamorando  per  la  belletta  del C.  iv.  a.  161. 

Tullio  .  .  .  parlando  della  belletea  che  .  .  .  risplende C.  iv.  8.  io. 

cosi  come  questa  è  belletta  d'  onestà C.  iv.  8.  13. 

disse  che  giovanezza  era  belletta  ...  del  corpo C.  iv.  9.  170. 

le  corporali  bontadì,  cioè  Stiletta,  Fortezza  e C  iv.  19.  43. 

lu  .  .  .  natura  .  .  .  dimostra  BelleMsa  e  SneHetaa  di  corpo     .     .     .     .  C.  iv.  35.  lai. 

beUlSSUno.     O  anima  Mlissinia K  ^.  33.  8a. 

anzi  è  uno  de*  bellissimi  angeli  del  ciclo V.  N.  a6.  16. 

per  esempio  della  sua /v//u5i'»Ma  fìgura P. /V.  41.  5. 

della  bellissima  e  famosissima  figlia  di  Roma .  C.  ì.  3,  ai. 

questa  Donna  .  .  .  nobilissima  e  beflissima  Filosofia C.  ii.  13.  ^a. 

la  Donna  ...  fu  la  bellissima  e  onestissima  figlia C.  ii.  16.  loi. 

Tu  bellissimo,  bello  mondo  nella  mente  portante C  iii.  a.  147. 

Onde  .  .  .  questa  figura  è  bellissima  e  utilissima C.  iii.  io.  64. 

dello  aspetto  di  questa  bellissima  sono  private C.  iii.  13.  17. 

bello,     i  nomi  di  sessanta  le  più  belle  donne f,  tV.  6.  6. 

quasi  sbigottito  della  bella  difesa K  TV.  7.  5. 

ai  volgessero  ad  uno  fiume  bello K  A^.  9.  ao. 

r  acqua  mischiata  dì  brlla  neve K  M  18.  43. 

pensando  che  .  .  .  beilo  era  trattare  alquanto  d*  Amone       .     .     .     .  K  /V.  ao.  8. 


BELLO 

6a  sentita  la  qtwila  Mta  donna .  Otnz.  ix.  70. 

l^ico,  ciac  ir/ disdegno  Sarebbe  ...  di  ragion  lodato Cam,  x.  19. 

Lktanbctite  esce  dalle  MU  porte Caita.  x.  33. 

<}Qidla,  Cui  par  ben  esser  brlta Catta,  x.  139. 

BtOm^  sig:^!,  cortese  :  La  chìaman  tutti Catta,  x.  150. 

Chit  ,  .  .  Picrlà  faria  men  btUo  il  suo  btl  volto Cam.  xi.  15  {bis). 

CxittOi'  cUa  é  beltà  e  ria  Così  dipinga Catta,  xi.  30. 

aspro,  Com'  è  negli  atti  questa  btf/a  pietra  .  Canz.  xii.  a. 

i  suoi  &r^A  occhi  .  .  .  Guarderei  presso  e  fiso Catta,  xii.  74. 

Ch^  &r/r  onor  s*  acquista  In  far  vendetta Gina.  xii.  83. 

Entro  quel  cor,  che  ì  AtFj^A' occhi  Terìro Ciih«.  xiii.  7. 

Dkicno  iLgli  occhi  miei  Quei  della  btiia  donna Cana.  xiiì.  17. 

Anxi  è  vìe  più  bcQ*  ora  Che  mai Catto,  xiii.  47. 

ÌD  T«ce  D*  una  eh'  Ìo  vidi  la  Òfi/a  filtra ...  Catia.  xiii,  8j  . 

perdono  La  morte  mìa  a  quella  òriJa  cosa Catta,  xiii,  91. 

Io  la  dimando  ...  A  que'  Òfg/Ì  occhi Catta,  xiv.  15. 

Entrano  i  raggi  di  questi  occhi  bef/i  Ne'  mici Catta,  xiv.  17. 

Cb(  nel  brt  \'tso  ogni  bella  s'  accoglie ...  Cana.  xiv.  43. 

CiaiOD  mia  bttla,  se  tu  mi  somigli Cana.  xiv.  81. 

si  è  Mia  donna  Questa  cnidcl Catta,  xv.  25. 

Onde  '1  cammino  al  òri  giorno  mi  piacque Catta,  xv.  56. 

STlo  veggio  il  lume  de*  ^^/r  occhi  spento Cana,  xvii.  114. 

Schiudi,  Morte,  la  sua /Ar/Zu  luce Crrn^.  xvit.  43, 

lobo  perduto  In  mia  M/(t  insegna Caru.  xvii.  45. 

Tu  felice  regnavi  al  tempo  Mh Catta,  xviii.  x6, 

Cioc  di  leggiadrìa,  eh*  è  orila  tanto     . Cana.  xix.  la. 

CoD  b  perfetta  sua  bèlla  figura Cana.  xix.  76. 

Che  . . .  Con  li  Vr  raggi  infonde  Vita  e  virtù   ........  Catta,  xix.  99. 

CIk  in  donar  vita  A  tosta  Col  A/>/ sollazzo,  e  co'  begli  Atti  nuovi    .     Cane.  xix.  109  Jtia). 

SK  novelle  Tutte  quante  &on  6i-/// Gin«.  xix.  134. 

Tinto  uìD  belU,  e  di  tanta  viriute.  Che Catta,  xx.  5. 

CoBH  ...  La  vide  in  parte,  che  il  tacere  è  hello Catta,  xx.  38. 

Vfcstu  mio  bel  portato  .  .  .  Generò  quella  che Carta,  xx.  sa. 

WIo.  Mdi  lina  gentil  donna  giovane  e  bella  molto V.  N.  36.  io. 

Questa  t  unn  donna  gentile,  bella,  giovane  e V.  N.  39.  5. 

QBcllacou  dice  1'  uomo  essere  bella  .  .  .  Onde  pare  V  uomo  essere 

^^  •  .  .  e  dicemo  bello  il  canto     .  .  quello  sermone  è  più  beilo 

. .  onde  conccdcsi  esser  più  bello  ......     C  i.  5.  93,  96,  97,  loi,  105. 

vt«oa  uppa  d*  una  bel/a  ^pada,  o  fare  un  bello  nappto  d'  una  beila 

ciUra C  i.  a.  65,  66  {bis), 

«  pili  M2e».  ..  quello  che  questo C  i.  10.  78. 

*** *<cnta ascosa  sotto  ^^/(i  menzogna C.  ii.  i.  24. 

^Waodo  rettorìcu C  ii.  8.  91. 

^"'^^  tenninare  lo  parlare  di .  .  .  Beatrice C.  ii.  9.  53. 

Y'**ci  più  bello  in  donna,  che  saverc C  ii.  11.  53. 

■■/fccoaiumi  s' usavano C.  iì,  il,  6a. 

^  S>di  cose  sì  possono  ^//#  vedere C  ii.  la.  68. 

'  o&«  li  ^  la  sua  più  6«-//a  relazione C  ii.  14.  156. 

^0  ■ . .  quanto  più  la  relazione  è  àtlla  ;  la  quale  . . .  massimamente 

*W/a C.  ii.  14.  185,  186. 

''pitikUs  alterazione  che  esso  riceva C  ii,  15.  33. 

t<«kiQii .  ,  .  ^emione  non  era,  che  quello  .     .     .     , C.  iti.  1.  39. 

Tn  btllisBÌmo,  bello  mondo  nella  mente  portante  ......  C.  iìL  a.  148. 

Uo  (it  b  SB&  podcslti  di  farsi  bello C.  iii.  4.  65. 

F 


BELLO 


66 


bello.     K  se  non  che  ...  '1  bft  neg^o  .  .  .  m'  è  tolto TaMo.  xx,  8i- 

Per  veder  quel  che  Mia  donna  chiude Gnu.  xx.  ^a. 

e '1  fior,  eh' e  6*/ di  fuori Csmì  xx.  99. 

ai  mischia  il  crespo  giallo  e  'I  verde  Si  6*1^  eh*  Amor Sat  ì.  16. 

I*  ho  chiesta  in  un  M  prato  d'  erba Srsi.  i.  aB. 

come  suol  far  M/a  donna Stsi,  L  33. 

Sotto  il  M  verde  la  giovane  donna  Gli  U.  sparir Sest.  i.  38. 

Che  suol  dcir  altre  Mie  farsi  donna Stst.  ii.  3. 

una  donna,  Che  fosse  fatta  d*  una  Mia  pietra Scs/.  ii.  sx. 

Perché  negli  occhi  si  Mia  mi  luce Sttt.  iu  40. 

Quando  vedrò  se  mai  fu  btUa  donna Sut,  ii.  59. 

E  *ntra  1*  altre  mi  par  più  bella  donna Sctf.  iìL  6. 

quanto  M  fu  vederla  suU'  erba  Gire SeU.  ni.  aS. 

Che  M  possa  veder  com'  è  sua  ombra Sesi.  iiì.  36. 

ali*  ombra  Di  Mie  donne,  e'  han Sest.  iv.  3. 

come  il  verde  Color  cangia  segata  la  Ar/T  erba Sfsi,  iv.  la. 

Fa*  che  gli  annunzi  in  A*-/ sembiante  pace K.  iV.  la.  lat  {Balt  ì.  43), 

risplende  Un  lume  da'  btgli  occhi Ball,  iit  5. 

Muovi  ...  A  quella  Mia  donna Ball.  v.  3. 

Io  mi  son  pargoletta  £»//a  e  nuova Ball.  vi.  1. 

La  Mia  gentil  donna  mia  Porta Ball  viit.  13. 

Di  guardare  a  madonna  il  suo  M  viso Ball.  tx.  a. 

Quando  vcgno  a  veder  voi,  Mia  gioia K.  A^  15,  39  {Som,  viii.  a'. 

sono  tenute  Dì  bella  grazia  a  Dio  render  mercede    .     ,     .    V.  fi.  37.  16  (Som.  xvi.  4). 

Negli  occhi  d'  està  Mia  pargoletta San.  xxvi.  a. 

Ancor  quel  M  pianeta  di  Mcrcuro  .  .  .  tinge Soh.  xxviii.  9. 

Non  vi  mettesse  amor  co*  suoi  begli  occhi Som.  xxxi.  4. 

E  maledico  T  .  .  .  C*  ha  pulito  i  mìei  detti  e  i  Im  colorì      ....  Som.  xxxiìi.  6. 

Cioè  la  6f//a  e  rea  vostra  figura Son.  xxxiii.  11. 

Io  son  si  vago  della  Mia  luce Son.  xxxv.  i. 

Levali,  Mia  Donna,  e  non  ti  porre Som.  xJiv.  S. 

Se  '1  Mio  aspetto  non  mi  fosse  tolto  Di Som.  xlviìi.  i. 

bello,     al  quale  è  bello  un  poco  di  fatica  lasciare C  iiì.  5.  196. 

quivi  pone  V  intento  tutto  a  far  Mio,  se  puote C  iìi.  8.  71. 

per  Mia  similitudine  si  possono  appellare C  iìi.  8.  74. 

la  quale  fa  Mia  e  virtuosa C  ìii.  13.  94. 

le  quali  ...  sì  fanno  meno  Mie C.  iìi.  15.  (43. 

rispose,  eh*  era,  '  antica  ricchezza,  e  be'  costumi  " C  iv.  3.  45. 

r  ultima  particola,  cioè  i  *  Mli  costumi  * C.  iv.  3.  49. 

forse  pernoH  avere  i  belli  costumi C  iv.  3.  52. 

Lo  più  bello  ramo  ...  si  è  la  discrezione C  iv.  8.  i. 

Uno  de'  più  Mli .  . .  fratti  di  questo  ramo C  iv.  8.  7. 

nell*  una  particola,  cioè  dove  disse  Mli  costuMti C  iv.  io.  10. 

a  difettiva  fornw  .  .  .  cioè  belli  costumi C  iv.  io.  51. 

quanto  fa  M  cambio  chi  di  queste  .  .  .  cose  dà C.  iv.  ix.  116. 

vedemo  li  parvolì  .  .  .  desiderare  Mio  vestimento C.  iv.  la.  164. 

dice /w//d  e  convenevole  induzione C  iv.  18.  41. 

con  Mio  e  convenevole  esemplo C.  iv.  19.  35. 

dunque  Mia  .  .  .  comparazione  fu C  iv.  19.  69. 

allora  è  bello  per  tutto  e  per  le  parti C.  ìv.  35.  133. 

avvegnaché  a  ciascuna  ctii  sia  Mio  V  essere  dì C.  iv.  a6.  104. 

pìii  Mlr  e  buone  novelle  pare  dovere  sapere  ...  .     .     .     .  C.  iv.  37.  149. 

Nel  nome  di  cui  è  Mio  terminare  ciò  che C.  iv.  a8.  160. 

due  quistioni,  alle  quali  ...  è  btUo  intendere  .......  C  iv.  a9L  15. 


■ 


■ 


BENE 

noie,  QuAoio  più  seppi  dolci,  Mh  e  vaghe P.  F.  zi. 

p«r  entrar  dentro  al  M  chiostro P,  F.  ao8. 

Per  esempio  di  lei  Ulta  si  prova r".  TV.  19.  69  i^Cana.  i.  50). 

Soft  héUm  piove  fiammelle  di  fuoco       ....      C.  ili.  Cuna.  ii.  63;  8.  136  ;  15.  ni. 

E  sua  ègttà  del  tuo  valor  conforto Catt4.  ix.  39. 

Ch*  la  Mia,  eh*  Amore  in  voi  consente  .  .  .  FormatA  fu    ...     .     Carts,  x.  7. 

Ha  coprir  quanto  di  Muk  v*  è  dato Canz.  x.  16. 

Partir  da  sé  beità  per  suo  commiato Cane.  x.  ai. 

Cbé  se  Mia  fra'  mali  Vogliamo  annoverar Cam.  x.  141. 

retai  doona  pera.  Che  ruaAW/<i  dischiera Ca»e.  x.  145. 

Cb*  Del  bel  viso  ogni  Mtà  5'  accoglie Canz.  xiv.  43, 

Tu  àis£ù  la  M/à  eh*  ella  possiede Catta,  xvii.  37. 

la  ubbidirti  per  Mfà  dì  donna Sfst,  ii.  14. 

la  lei  s'  accoglie  d'  ogni  tiflf.ì  luce Srsì.  ii.  37. 

bettlte.     Perdio  il  piacere  della  sua  beliate I''.  TV.  34.  46  {Caru.  iv.  oo), 

Per6  qual  donna  sente  sua  UUatt  [Biasmar]  C.  ìiì.  Coko.  ii.  68  ;  8.  aoo  ;  15.  133. 

Esaa  persona  adorna  di  brltalt C  iv.  Catut.  iii.  127. 

Ckè  lo  tuo  ardore  per  la  costei  brliatt  MI  (a Cans.  ix.  59. 

Cbe  se  MittU  z  voi  Fu  data Cane.  x.  la. 

Quando  m*  appar\-e  poi  la  gran  òtita/r Caru.  kÌìì.  71. 

che  per  vostra  MtaU  Lo  face  .  .  .  cangiare K  A',  la.  100  i^Bail.  i.  ai). 

h,  dov*  eà  ...  ha  in  compagnia  molta  bfltatt Baii.  vìi.  6. 

CiNt  e  fera  donna  in  sua  btltatt  Questa Bait.  x.  23. 

Qnmdo  rìsuardo  la  vostra  beltate K  TV.  14.  63  {San.  vii.  4). 

BiiMa  appare  [in  saggia  donna  pai] K.  M  so.  ai  (-Som.  x.  9),  31,  38. 

Eiua  AriftOf  [è  di  tanta  virlutc] *^.  TV.  37.  17  (Sow.  xvi  5),  34. 

tttdlà e  iv.  Cane.  iii.  37  ;  S.  P.  xxxi.  19  ;  ci.  105  ;  cxUi.  «7. 

^^  bndk    Cb^  rado  sotto  binda  Parola  oscura  giunge  allo Cane.  x.  57. 

^K  lEM^aiv.  ft  ».     Ella  t  quanto  di  ben  può  far  natura       .     .     .    V.  N.  19.  68  i^Cans.  i.  49*}, 

^B        fincoDverni  che  la  mia  donna  mora K.  TV.  33.  i6x  (^Cane.  il.  34). 

^B        Quin<jo  r  imaginar  mi  tien  Itfn  fiso T,  TV.  33.  89  {Canz.  iii.  49). 

^"  Kon  ki  uprri  dir  betti  quel  eh*  io  sono K  TV.  33.  104  {Canz.  iii.  64). 

btOo.    Oh  quanto  e  come  &r//o  adornamento  è  questo C  iv.  30.  64. 

Wti.    che  ...  il  suo  core  mirasse  la  beltà  dì  questa  Primavera  .     .     .  K  TV.  34.  48. 

di  taala  eccellenza  di  beltà C.  iiì.  8.  133. 

per6dicu  che  la  betta  di  quella  piove C  iiì.  8,  146. 

funttjtoiwnpH^V  che  piovono  dalla  sua  6#//à C.  iii.  8.  191. 

vnldonoa  sente  per  manco  la  sua  6^^/à  biasimare C  iii.  8.  303. 

t^SBftWlii,  cioè  ntoralità.  piove fiamnieite    ■ C.  iii.  15.  133. 

fn^éotom  ,  . .  sente  sua  Mtà  biasimare C  iii.  15.  138. 

■"■^   U  quale  era  di  famosa  beltaJe K  TV.  24.  x8, 

••Ivoche  per  la  sua  beltade  .  .  .  imposto  1'  era K  TV.  34.  31. 

KHKlereiDo  lodare  1'  uomo  per  bfltttde  che  abbia C.  iii.  4,  69. 

civckuulo ...  lo  fine  a  che  fatta  fuc  tanta  beltatie C.  iii.  8.  aoa. 

Wtate.   U  quile  dalla  sua  Af/Z/K^  procede Ciii.  15.  115. 

t'ix  il  costumi  sono  &#//aftf  dell*  anima    ..........  Ciii.  15.  141. 

^tìl^nno.   Chi  non  lia  .  .  .  Btltmmo  dal  Bornio C  iv.  11.  laB. 

*«<**  .    .        C  iv.  7.  15. 

■■^W».  A  H.    nomoUami,  si  eh*  io  la  conobbi  bme K.  A'.  9.  30. 

•0^1  che  io  so  bnu  eh'  ella  non  e  saputa K  TV.  14.  74. 

9ci^soQ«&nu  •  me  dichiarare K.  TV.  14.  109. 

•««donne  ...  sapcanoArfw*  lo  mio  core K  TV.  18.  5. 

*maàf> ...  vidi  beni  che  .  .  .  non  era  tra  esse K.  TV.  18.  13. 

w»*mr,  clic  ...  sì  converrebbe  usare K  A'.  19.  147. 

F  2 


BENE 

tene.     Bf>t  negli  occhi  di  coatei  [De*  star  colui] C  ii.  Catis.  i.  36  ;  10.  6a. 

Color  che  tua  ra^onc  intcndan  bette C  ÌL  Cane.  i.  54. 

persone  .  .  .  Che  non  ti  paian  d*  essa  bfne  accorte C,  ìi.  Cana.  i.  5B, 

Nobiltate  .  .  .  Importa  sempre  ben  del  suo  subictto C  ìv.  Canx.  tiì.  90. 

seme  .  .  .  Messo  da  Dio  ncIP  anima  hfn  posta  .     .     .     .     C  iv.  Gihs.  iii.  tao;  ao.  68. 

Da  te  convien  che  ciascun  ben  si  muova Cam»,  ix.  9.  1 

Quanto  avemo  in  potenza  di  ben  fare Cohm.  tx.  xa. 

Tanto,  quanto  conosco  ben.  eh'  io  sono  Là Cane.  ix.  63. 

Dì  darle  d*  ogni  ben  gran  compagnia Cam»,  ix.  73. 

Se  ben  ai  guarda  1^  dov^  io  addito Canm.  x.  xoo. 

r  amorosa  fronde  Di  radice  di  6/»#  altro  btn  tira CanM.  x.  135  {bis>, 

quella.  Cui  par  ben  esser  bella Cana.  x,  139. 

quando  ella  è  b^n  piena  Del  gran  de^io Cana.  xi.  aa. 

Ben  conosch'  io  che  va  la  neve  al  Sole Cane.  xi.  37. 

Che  .  .  .  M'  era  la  mente  già  ben  tutta  tolta Catu.  xiii.  sol 

Che  parve  ben.  che  morte  .  .  .  giunta  fosse Cmns.  xiii.  68, 

Quella  %'irlù  .  .  .  S'  accorse  ben,  che Con»,  xiii.  76. 

Btn  è  verace  amur  quel  che  m'  ha  preso  E  brn  mi  stringe  furie       .    Cana.  xiv.  33.  34. 


beae.     ne  sapcmo  btné  dì  quelli  che  co^  rimano V,  N.  25.  1  ta. 

vede  A/-Nr  che  diverse  persone  parlano K  A'.  34.  ix 

Potrebbe  bene  ancora  ricevere  più  divisioni  V,  N.  38.  32, 

chi  bene  considera C.'i.i.  46. 

ciascun  bene  ordinato  convito -     .  C  i.  a.  a. 

non  sapere  bene  sé  menare C.  i.  a.  35. 

con  piccala  cerca  lo  bene  •  sicché  il  numero  .  .  .  del  ArNr  gli  pare  piii  C  i.  a.  65,  66. 

la  fama  dilata  lo  bene  e  lo  male C  i.  4.  s. 

la  presenza  ristrignc  lo  bene  e  lo  male C.  i.  4.  57. 

nel  male,  come  nel  bene C  i.  4.  87. 

la  presenza  ristrignc  il  bene  e  *1  male C  t.  4.  90. 

disordinato  a  ben  servire C  i.  5.  a8. 

se  bene  volemo  agguardare ^-  i<  5-  56. 

una  spada  .  .  .  che  ben  taglia C  L  5.  Bo, 

chi  cerca  bene  le  scritture C  t  7.  49. 

dare  e  giovare  a  uno,  è  bene ...  a  motti,  t  pronto  bene     .     .     .     .  C  i.  8.  14,  15. 

dare  a  uno  si  può  bene ...  chi  giova  a  molti,  fa  1'  uno  bene  e  V  altro  ; 

chi  giova  a  uno,  la  pur  I'  un  bene C  i.  6.  ao»  aa^  23. 

allì  più  comuni  A^m' tenere  fìssi  gli  occhi C  i.  8.  34. 

dare  cose  non  Ht$i$ .  .  .  pure  è  bene  .  .  .  ma  non  è  perfetto  bene   .     .  C.  ì.  8.  37,  29, 

se  noi  volemo  berte  vedere  chi  sono C  i.  9,  la. 

non  si  può  bene  manifestare C.  i.  10.  89. 

chi  vuole  bette  giudicare Ci.  lo.  93, 

chi  ^M#  agguarderiif  vedrii C  ì.  io.  lor. 

giudicando  ...  il  male  e  '1  berne C.  L  11.  04. 

libro  Di  fine  de'  beni C.  i,  1 1.  95, 

apprendere  bene  la  lingua  strana C  ì.  xi.  107, 

non  saprei  ben  giudicare C  ì^  tx  5. 

Ciò  mostrando  a  chi  bene  intenderà C  Ì,  la.  15. 

nella  maschiezza  essere  bene  barbuto,  e  nella  femminezza  essere 
bene  pulita  di  barba  .  .  .  nel  bracco  bene  odorare  .  .  .  nel  veltro 
ben*  correre C  Ì.  la.  63,  64,  66,  67. 

Io  bine  manifestare  del  concetto C  i.  xa.  93. 

in  quello  che  conosccmo  non  cosi  bene C  ìi.  1.  xtft, 

Allo  intendimento  .  .  .  bene  imprendere C  ii.  a.  50. 

dove  e'  mostra  bene  sé  avere  seguito C  ii.  3.  33. 


BENE 


Fac«  piacer,  per  Am  servire  altrui     ....  ^j^BKT*    -     -  Cam»,  xiv.  38. 

Cht  Y  aom  può  òfM  scr^'ir  centra  talento Catv,  xiv.  45. 

tfcMO  .  .  .  Ch'  ■  h^M  far  tira  tutto  ìl  mìo  potere Csm&.  xiv.  51. 

ta  prender  modo  e  via,  che  ti  stca  bme CatiM.  xiv.  86. 

Cbe  quel,  da  cui  convien  che  'I  Ò€h  s'  appari Canz.  xvì,  25. 

Che  tii  aai  h*n,  che  pjccìot  tempo  ornai  Puotc Cohs.  xvì.  67. 

^icUa  eh'  e  d'  ogni  /•#«  la  vera  porta Catta,  xvìi,  15. 

A«t  vcf^o  che  *1  mio  fin  consenti  e  vuoi CaM*.  xvii.  a6. 

La  qual  tanto  di  t^n  più  eh'  altra  luce Caiis.  xvii.  38. 

Aaior  potrà  Atm  dire  ovunque  regna Oin-t.  xvii.  44. 

!■  vedi  Am  com*  e  sottile  Quel  filo Catis.  xvìi.  61. 

|C«ttt  qoalc  ocDÌ  ^n  surge  e  s*  annida Catts.  xviii.  15. 

Noa  preludo  a*  tuoi  ò^n  chi  non  n*  é  degno CanM.  xviii.  43. 

Cflavtcti  che  .  .  .  vesta  L*  un  òmf  e  1'  altro  male Cau»,  xix.  68. 

Ma  virtù  pura  in  ciascuno  sta  6rw C«na.  xix.  69. 

giami  .  ,  .  Simili  Arm  al  cor  gentile  accosta  ...  Cane.  xix.  107. 

Cké  tmmaa  Arn  ch<r  dentro  i  quel  eh'  io  dico     ....  ...  C<tn*.  xx.  18. 

Tv  Mt  Iwn  come  gaude Cam.  xxì.  7. 

C    a  dii  bfné  lo  intende C  ir.  4.  33. 

OHBC  poò  vedere  chi  A#wr  considera C.  ii.  4.  63. 

CHM  pnò  Arw  ritrovane  chi  vuole  ....  C.  ii.  5.  51. 

•  étm  Intendere  la  prima  parte C.  ìì.  7.  3. 

•e  fcm  si  pensa  sottilmente C  ii.  9.  107. 

Bfn  pnò  dir  conaoUttu  .     , C.  ii.  io.  fli. 

E  Am  al  dee  credere C  ii.  10.  63. 

La  ^aalr  parte,  a  &rH/ intendere    ....  .     .     .     .  C.  ii.  XI.  8. 

cfca  baao  della  persona  ArK«  sperare  ....  ...  C  ii.  ir.  35. 

IteSa  eoaa  in  donna  sta  più  hme,  chr  cortesia C  ii.  1 1.  55. 

la  ^^maàctzM  ...  su  A«hc  accompagnata ...<".  ii.  11.  70. 

^■al  laaie  ehe  mostra  il  ben*  e  . .  .  della  persona  .     .     .  T.  ii.  1 1.  73. 

^■ctt  elle  intesdano  te  6r»w C  ii.  i3.  47. 

ai  paMaoe  bella  federe,  per  chi  b*M  guarda C  it.  la.  69. 

g^rtlfiia  htm  che  la  filosofìa  .  .  .  fosse C  ii.  13.  37* 

■è  gfi  «dilori  erano  tanto  htm  disposti    ....  .     ,  T.  ii.  13.  61. 

Aca  Ckc  *l  vero  e  ti  bent  dello  iqteltetto  ...  C.  ii.  J4.  43. 

aa  la  Luna  ai  purda  btntn  due  cose  si  veggono C  ii.  14*  70. 

«M  li#«  coasiders  sottilmente T.  ii.  14.  143. 

ta  SfwrMnja  rhr  a  bm  giudicare  ...  si  conviene C  ii.  14.  337. 

•r  Asaw  si  guardano  ■  ■  .  questi  tre  numeri ■..('.  ii.  15.  24. 

mmm  ai  pi^  Arar  sapere C  ii.  15.  61. 

Qm  ai  wùle  trm  attendere  ad  alcuna  moralità C.  ii.  16.  50. 

aa  Avo  sé  guarda  ehi  dncendc  e  ehi  sale .  C  ii.  16.  76. 

•e  Imi  si  mira  la  predetta  ragione C.  iii.  r.  53. 

CM<e  gli  oomint  .  .  .  btn  vivacemenCc  colorati C  iii.  3.  74. 

aa  i«iw  ai  guarda  ...  E  quella  uraiione  si  può  dire  che  brtu  venga  C  iii.  4.  85.  37- 

V  il  prete  allo  imperadore C  Hi.  4.  74. 

k  terra  ooJ  mare  em  àmt  il  mcuo  di  tutto C  iii.  5.  47. 

1  suo  hfm^  ^  grande  in  si  .  .  .  secondochè  il  suo  btni  è 

iaahnii C.  Iii.  7.  5,  7. 

KMtiorganJ  conviene  a  Arw  rispondersi C.  iii.  8.  9. 

■'l**...  cAi  *"^^'*  •*»'"" t.  iii.  8.  8a. 

*^  dei  la*W'  <?"*"'"  ***"""***"*  '     ■  ...  Cui.  8.  180. 

"'■***'^»  a*«o««°  **  »^*'^"*'  ^  "'•  *•  *®*- 


BENE 


bene.     Ella  sa  hnty  che  se  il  mio  cuor  si  crulla CaH&.  xx\.  ai. 

/^M  avria  questa  donna  il  cor  di  g^hiaccio Oiwa.  x3ti.  37. 

Ma  bnt  ritorneranno  i  fiumi  a*  colli  Prima  clic S*st.  ì.  31. 

Amor,  tu  vedi  bttt,  che  questa  donna Stsi.  Vi.  1  ;  V.  E.  ii.  13.  961 

Elntralc  in  core  ornai,  che  n'  é  ben  tempo 5«»/.  it,  53. 

Che  lo  cor  mio  per  lei  suo  btti*  impietra Sest.  W.  9. 

Vostra  cem  .  .  .  Btttt  e  mirabil  cosa Bali.  ìv.  a6. 

Ha  non  si,  eh'  io  non  senta  brut  allora K  JV.  i<.  91  [Som.  vii.  13). 

Tu  rassomigli  alla  voce  fitn  lui K  A',  aa.  91  {Soh.  xÌÌÌ.  3). 

J5>H  è  con  quella  donna  quello  amore K  iV.  36.  41  {St»u  xix.  13). 

Sicch*  io  lo  intendo  bru^  donne  mie  care V.  N.  43.  60  {Som.  xxv.  14). 

Bm  gli  de'  1  cor  passar,  se  non  s'  arretra San.  xxxi.  6. 

Am  può  con  nuovi  spron  punger  lo  fianco Stm.  xxxvi.  la. 

E  perdi  per  lo  vano  il  Arrf  sicuro 5oif.  xxxviì.  14. 

Guardate  A<rtf.  s'  io  son  consumato San.  xlì.  la. 

Che  il  b€t$  non  trova  chi  albergo  gli  doni Son.  xlvì.  8. 

Da  poi  che  il  bm  e'  è  si  poco  rìcolto Som,  xlvi.  14. 

BtM  ha  le  sue  sembianze  si  cambiate Son.  li.  5. 

bene.    Bfìt  è  altra  cosa  visibile  ;  ma  non  propriamente C  iii.  9.  55. 

non  ponendo  bene  proprio  mente  s*  egli  è C.  iU.  io.  75. 

r  abito  della  facundia,  cÌo£  del  ben*  parlare C.  ìiì.  [3.  85. 

gran  parte  del  suo  bene  ...  è  conceduto C  iti.  13.  89. 

Platone,  delH  beni  temporali  non  curando C.  iti.  14.  76. 

il  qua!  è  massimo  bene  in  Paradiso .  C  iiì.  15.  ao. 

perchè  bttit  siano  ricevute C.  ir.  a.  65. 

se  bmr  venimo  a  cercare  li  loro  prindpìi C  iv.  a.  88. 

E  brn  è  Signore^  che C  iv.  a.  X4tiw 

fare  sì  convengono  a  bnte  prendere  l' intelletto C.  iv.  3.  14. 

1'  ufficiale  .  .  .  nullo  a  bfu  dì  tutti  tntendea C  ìv.  4.  9B. 

per  amore  del  pubblico  bene C  iv.  5.  xao. 

chi  ben  guarda  luì  nella  sua  prima  voce       C.  iv.  6,  az. 

pare  Tullio  recitare  nel  primo  di  Fine  de*  Beni C  iv.  6.  tio. 

Congiungasi  la  .  .  .  Autorità  ...  a  bene  ,  .  .  reggere C  iv,  6.  167. 

colui  che  .  .  .  non  fosse  berte  camminalo C  Ìv.  7.  84. 

La  Ragione  scrìtta  ò  arte  dì  bene C  iv.  9.  88. 

Promettono  ...  se  ben  sì  guarda C  iv.  la.  40. 

al  termine  del  suo  Sommo  Brne C  iv.  1».  155. 

qualunque  cosa  vede,  che  paia  avere  in  si  alcun  bene C  iv.  la.  156. 

piccioli /mv»' le  paiono  grandi C  iv.  la.  159 

^Irf*  puote  ancora  calunniare  r  avversario C.  ìv.  13.53. 

V  una  .  .  .  r  altra,  che  è  privaswne  dt  bene C  iv.  13.  95. 

/fi*»  lo  sanno  li  mìseri  mercatanti C.  iv.  13.  iot. 

Anche  (  ;»rr'r/a.ffi'oiw  f/i' Af»r  la  loro  possessione C  iv.  13.  133. 

che  à  virtù,  la  quale  è  perfetto  benr C,  iv.  13.  136. 

dicendo  che  f/rn  vogliono  .  ,  ,  poterai  fare C.  ìv.  14.  49. 

tanto  è  più  cagione  di  é'ene ,     .  C  ìv.  14.  64. 

Nobiltà  in  tra  li  ^ni  sì  d  commemorata C  iv.  {4.  64. 

che  .  .  .  asini  ben  si  possono  dire  coloro C  iv.  15.  6a. 

Ben  sono  alquanti  folli  che  credono C  iv.  16.  59. 

la  quale  fa  noi  ben  convivere  cogli  altri C.  iv.  17.  54. 

Bene  si  pone  Pmdrnsa  .  .  .  per  molti  essere C  iv.  17.  77. 

ciò  *  manifesto  a  chi  ben  vuole  por  mente C  jv.  17.  no.. 

eh*  così  A^-^v  si  vcrrebl»c  alla  conoscenza C  iv.  17.  ia8 

tocca  Kobìltadc  che  bene  e  vera  salute     ...  C  iv.  19.  75. 


BENE 


Hie.     Bm  ti  faranno  il  nodo  Salomone Som.  liìi.  r. 

V*  htm  m'  é  detto  che  tu  sai  un'  arte Son.  liii.  9. 

M&AtfH  ne  colse  male  a' fi' di  Stagno Son.  liii.  14. 

lo  fton  ben  certo,  che  rfl(pt>n  ti  tira S.  /*.  vi.  4. 

CooTcrtmii  al  òm  fare  presto  presto S,  P.  vi.  fj. 

Per  cui  conoscerai  li  brni  sumnii S.  P.  xxxi.  60. 

Poichè^  conosco  A*h  la  mia  malizia S.  f.  I.  io. 

E  't  cor  contrito  e  Ar«*  umiliato  Si  può  chiamare ..,,..,  5.  P.  1.  65. 

Signor,  im  che  Sion  sìa  òfn  guardato ,     .     .  S.  P.  [.  67. 

Tu  K»i  à*n,  eh*  io  di  terra  son  composto S,  P.  ci.  97. 

Brm  so,  che  se  tu  guardi  alle  peccata S.  P.  cxxix.  7. 

Ha  pur  quand'  io  ho  àrM  cunsiderato .  S.  P.  cxlii,  aa. 

E  che  al  mio  Ar»/ far  sono  ribelli 5.  P.  cxlii.  64. 

e  da  cui  tutti  i  ArmProccdon  acmpre  di  òen  operare P,  F,  tt,  ta. 

Dunque  a  òtm  far  cìaschcdun  sì  conforti  ;  £  '1  Paradiso  per  òrn  Du* 

«petti P.  /".  55.  56* 

avesse  ogni  bontk  raccolta P.  F,  93. 

te  dal  falso  il  vero  io  btn  diparto P.  F.  134, 

iè  egli  intende  A«M  r  orazioni ,  P,  K  136. 

Acci^che  bff*  attenti  tutti  nui  . .     siam P.  F.  i8t. 

Perche  &  attrista  veggeodo  altrui  ótfiw P.  F,  iS^ 


te»,   vergogna  non  è  laudabile,  né  sta  Òené  ne'  vecchi  né      .     .     .     .  C  ìv.  19.  64 

qjBolo  divino  dono  ...  eh'  é  bcru  divino  dono C.  ìv.  ao.  50. 

hutte  . .  .  r  anima  stare  non  brnt  nella  persona C  ìv.  ao.  70. 

■ctlc  Dcir  anima  che  bm  siede C  iv.  ao.  83. 

M  Ara  sa  guarda C.  ìv.  ao.  94. 

in  quanto  dice  :  wr/r  anima  hfn  posta C.  iv.  ao.  98. 

««ondochè  t .  .  .  principio  di  tutto  Un* C  ìv.  ai.  4. 

'he  ...  U  ÌHUÌIfftnaìf  l'irtit  sìa  bene  astratta  e  assoluta C  iv.  91.  73. 

K questo  non  è  A^N#  culto C  iv.  ai.  laa. 

dieruono  s*  ausi  a  btn  fare C  iv.  ai.  laB. 

Tullio  in  quello  Hrl  Fint  dr  Beni ,     .     .     .  C  iv.  aa.  16. 

'<lkteQere  dietro  a  quello  che /)fH«  comincia C.  iv.  aa.  63. 

diì  Art  riguarda  la  precedente  ragione C.  iv.  aa.  93. 

che. . ,  Unt  la  può  avere  per  vna  d'  insctazionc C  iv.  aa.  130. 

*^^  quello  volcmo  guardare C  ìv.  aa.  148. 

ilioilrare  nella  città  del  bm  vivere C  iv.  34.  1 15. 

^pDUrbbe  alcuno  dire  così    .......  C  iv.  94.  r3o. 

^  taeecssaiia  ...  a  btn  entrare C  iv.  35.  5. 

'^clic  Atm»  appare  Vfrgogna  essere  necessaria C  ìv.  05.  X17, 

**"**  opera  btne,  che  '1  corpo  è  bmt .  .  .  ordinato  e  disposto  ...  E 

90*ndo  egli  è  bfnf  ordinato  e  disposto ,     .    C.  iv.  95.  130,  131,  133. 

~^'^i>M  ano  sciulto  cavallo  .  .  .  bfnt  non  sì  conduce C  iv.  a6.  46. 

^  '^he  btn*  appare  questa  essere  necessaria C  iv.  a6.  1 18. 

^fa  di  dire  btné C.  iv.  97.  la. 

^^lli  die  si  sapesse  ben  trarre  della  punta  d'  un  coltello  .     .     .     .  C.  iv.  37.  sa. 

v^BelU  c^^  f^ff  ^  fj„j(  malvagia  cosa  fare C  iv.  37.  54. 

rf  *"«  i\  mira 


vengono C.  iv.  97.  57, 

.  imperocché  allora  è  buono 


■*«  se  volemo  ben  mirare  al  processo C.  iv.  37.  109. 

***>vicim  .  .  ,  ragionare  Io  brn*  . 

.  '^gioQarc  lo  btntt  quando C  iv.  37.  143,  145. 

^^«^mpodadare  e  b*m  avventuroso C  iv.  97.  179. 

questi  nobili  calaron  le  vele .  .     .     C  iv.  aB.  63. 

«oche  ...  e  ò#w  li  può  benedir^     ....  ,     .     .     C.  iv.  aB.  83. 


BEN£ 

bene.    Segue  il  mal  Tare»  e  partesì  dal  bitit P.  F.  iga. 

Accidia,  eh'  og^ì  ben  nemica  guarda .     .     P.  F.  193. 

AI  dispetlar  è  pronta,  e  al  ben  è  tarda P.  F.  195. 

benedire.     E  bf*tfdice  li  tempi  passati C  iv.  Cunm,  iiL  139. 

D.illa  sua  madre  vergin  btnedeHa ,     P.  F.  50. 

che  .  .  .  sotamcnte  lui  benedicintno P,  F.  159. 

La  Vergin  bmedctta  pu^  a  diritto  Laudiamo  e  bcDcdiamo,  anzi  che 

fine  Facciamo P.  F.  339,  333. 

Sopra  ogni  donna  bmtdttia  sia .  .     .  P.  F,  343. 

E  '1  frutto  .  .  .  Sia  ItenrJrf/o,  e  noi  tiri  con  seco P.  F.  946. 

Vergine  btttfdttfa,  sempre  tu  Ora  per  noi P,  F.  m^. 

benefattore.    E  quegli,  che  a'  bffte/ailor  fan  torti S.  P.  xx%v\u  79. 

bene,     la  ,  .  .  che  hm  ò  madre  dell*  altre  virtudì C  ìv.  aS.  137. 

coloro  che  hanno  udito  il  hnte  dell!  suoi  maggiori C  iv.  119.  65. 

e  A#N  è  vero  che  nobile  si  dice C  iv.  39.  88. 

Bfnr  è  sna  amica  Nobiìtnfff C  iv.  30.  59. 

Benedetto,     quegli  che  a  san  Bmedetlo  .  .  .  sì  fa  .  .  .  simile     .     .     .     .  C  iv.  a6.  69. 

benedire.     O  Beatrice,  bewdfita  sii  tu .     K  M  33.  tot. 

Pensa  di  benedire  lo  di  eh'  io  ti  presi K  A".  34.  10. 

che  benedetto  aia  lo  Signore  che  ...  sa K.  A.  36.  18. 

sotto  I*  insegna  dì  quella  reina  bevedetta  Maria V.  N.  39.  9. 

che  questi  dicea  solo  per  questa  benedetta F.  ^.  33.  13. 

per  vedere  quella  imagine  ÒTN/^/M /'.  A^4i.3. 

il  nostro  intelletto  5' abbia  a  quelle  ArH«///V  anime 1'.  A'.  43.  38, 

di  non  dir  ptii  di  questa  benedetta f '.  A.  43.  4. 

cioè  di  quella  benedetta  Beatrice K  A.  43.  15. 

se  quello  benedetto  Scipione  giovane  non  avesse  impresa  V  andata  in 

Affrica C  iv.  5.  169. 

a  ricevere  questa  benedetta  .  .  .  infusione C  ir.  ao.  63. 

r  altra  si  è,  eh*  ella  benedire  ii cani nt ina  che  ha/atto C  iv.  aB.  il. 

E  benedice ...  la  nobile  Anima  .  .  .  li  tempi  passati^  e  bene  li  può 

benedire C  iv.  a8.  Sa,  84. 

però  ^we/f'cY  la  via  che  ha  fatta C  iv.  a8.  95. 

beoefktttore.     Dio,  eh*  £  universalissìmo  Benefattore C.  ì.  8.  17. 

esso  essere  stato  a  me  grandissimo  benefattore Ci.  t3.  44. 

si  mostri  conoscente  ver  lo  benefattore C.  it  7.  37. 

beneficare,    quando  da  lui  t  beneficato C.  iii.  1.  64. 

io  .  .  veggendo  me  beneficato  da  lei C  iii.  1.  71. 

che  .  .  .  questa  Donna  è  da  Dio  benefieata  e  fatta C.  iii.  6.  199. 

beneficio,     perciocché  misericordia  è  madre  di  benefieio Cui.  6a. 

prende  simiglianza  da' ^rr/fnV  di  Dio C  i.  8.  16. 

acciocché  sia  nel  beneficio  la  pronta  liberalità C  i.  9.  3. 

lo  Latino  avrebbe  a  pochi  dato  lo  suo  £tfMr/Vab f '.  i.  9.  a8L 

il  bmefido,  lo  stadio  e  .  .  .  sono  cagioni C.  i.  la,  04. 

^i  beneficio  t  coneordia  di  studio t.  i.  (3.  5. 

ho  da  lei  rìceviilo  di  grandissimi  heneficii .  .  .  intra  tutti  i  btntfiiu  t 

maggiore  quello ^.  Ì-  13.  9,  to. 

grandissimo  beneficio  ho  da  lei  rìce\'Uto C  i.  13.  ax. 

quando  1'  uomo  rice\'e  beneficio C  ii.  7.  3^ 

se  egli  é  beneficio C  ii.  7.  3161, 

non  possa  simile  beneficio  rendere  al  signore C.  iii.  1.  63. 

soperchia  quello  ...  in  beneficio  di  virtù  e  dì C.  ili.  6.  toa. 

Grido  alla  gente  .  .  .  dicendo  loro  lo  suo  beneficio C.  iii,  15.  135. 

a  liberalità  di  benefica C.  iv.  1 1 .  1 14, 


73  ^^^KF  BCSTIALITAUE 

sicché  non  esca  Dc\  imtf/Uùj  \oda CtgMt.  x,  11-7. 

/'.  benigno. 

ite.     klU  scn  va  . . .  BétttgMamen/t  d' umili»  vesluta  K.  /V.  36.  43  (Sem.  xv.  6). 

Btmìgw«mtwtr,  e  sabito  ...  Ti  degnasti S.  P,  xxxi.  38. 

bBa%llltBdie.     che  I«  òtMtgniiatU  Del  tuo  Spirito  ...  mi  conduca     .     .  S.  P.  cslii.  52. 

bCnScnitetC      Ma  sola  fu  sua  f^^n  innigMiiaU V.  N.  33.  60  .CanM.  tii.  30). 

^^nck     Ch*  entrar  non  vi  può  spìrito  btufgMO.     .     .  V,  N.  33.  74  (Ctuts.  iìi.  34). 

<!•¥•  malute  .  .  .  quella  benigna  e  piana Son.  xx\x.  io. 

Ma  pur  btmgno  sei  a  chi  sospira S.  P.  \-\,  6. 

Che  m'  ascondeva  il  tuo  benigno  volto S.  P.  xxxi.  34. 

B  [*l]  tuo  hntigmo  ndire S,  P.  cxxix.  4  ;  cxlii.  a. 

D  notna  Slcoor  Dio  .  . .  btH^o  ...  ci  dimostra P.  /*.  1 19. 

r  afmaieol.  Che  a  lui  <w>n  fatte  benigHt  e  divote P.  F.  137. 

L     E  1  rato  ber  nescolava  con  il  pianto 5.  P.  ci.  33. 

11^     Uomo  non  ipà,  ma  bt^tia  cfa*  uom  somiglia Cans.  x.  33. 

credendo  comperare  un  nomo  per  lo  benr/Scw C.  iv.  11,  xas. 

Alci» andrò,  per  li  auoi  reali  bfnefidi C.  iv.  iz.  195. 

«fpwcchiaU  ...  a  ricevere  del  suo  bttujMo  ........  C  iv.  si.  103. 

4ctB  ...  Sloaofit  che  de'  bttufidi  hanno  parlato C.  iv.  33.  a. 

te  porgere  i  suoi  betufifii .  . .  utili C  iv.  33.  4. 

acoocAt  ...  dia  loro  dcUi  suoi  benffidi C  iv.  36,  90. 

ito»    che  1  mio  bfn^adto  fu  contento C  ii.  3.  ao. 

per  bttttvoUnaa  Jt  Inngtì  ojnsueiudint C  i.  13.  5. 

ci  è  iftaU  U  btmtvoUHBtt  Mia  cotMutHtiiMt .     .     .  C  i.  13.  59. 

ko  KTvta  con  cmo  hfttvoUnMa C.  i.  13.  61. 

C/.  tmlvoleoaR. 

f  rBfidiaairaa  e  umanissima  benignità  sì  richiedesse     .     .     .  C  iv.  4.  109, 

h  ammirabile  e  benigno  Seminatore C.  ìv,  3i.  114, 

che  fa  r  una  delle  paai  bernvottnlt .  .  .  che  fa  V  altra 

parlr  anche  bennxiienU C.  tii.  11.  63.  65. 

wcchè  U  bemitUmmi  sia  da  ogni  parte C  iit.  1 1.  78. 

ecké  .  . .  r  nanifeslamcnto  di  bttùvdenaa  nasce C.  iiì.  11.  86. 

ò«i  pia  vile  villano  che  mal  AMWfW  del  Silc  o Civ   14.  116. 

e  piii  volle  betitmmmmva  la  vanilA  degli  occhi  miei    .     .  V.  N.  38.  6. 

la  pnaoa  è.  che  besUmnàm  V  ora  che f.  ii.  10.  3r. 

BllL     rotala  sono  quasi  batti C  i.  6.  35. 

dii  dalla  ragione  si  part«  . .  .  vive  b»9tia       ...  .     .     .     .  C  ii.  8.  36. 

k  Anftr  non  pensano .  C  ii.  8.  99. 

Mtf  tfktt  pur  delle  minori  batte C  ii.  8.  sr. 

iMiaw  . . .  apirìto  . .  .  d'  altra  besiìm  abbemincvolc C  ii.  8.  33. 

aìoevae  imHc  bftt»» . . .  vcdrmo .    .     .  C  iit.  a.  1 10. 

aaa  ««ciitlo  U  «ensibile  apparenza,  siccome  bgstia C  iii.  3.  79. 

^■■•1  BOB  pare  essere  altro  che  béstia C\  iiì.  7.  83. 

cte  aArana  AtOm  fa  atti -  C.  iii.  7.  loS. 

«  «orto  amw,  ori  i  rlmaso  bntia .  C  tv.  7.  138. 

par  la  ipiale  V  nomo  dalla  bntim  ai  parte .     .  C.  ìv.  io,  40. 

Qm  aa  ae  .  .  .  que'  delle  beUi*  vadano  giuso C.  iv.  15,  70. 

C— toiu  arapre,  come  be*he  in  grosaciia  vivono C  iv.  15.  149. 

aoM  por  * . .  ma  . .  .  neJle  braiie  ha  sirotliludiiie C.  iv.  ao.  47. 

UìIb.  qocllì  che  in  Ju^JU  postura  veggiono  erba...  gire  mangiando  C  i.  1.  60. 

coii  CMac  Bovini  oono  .  .  .  b^Mtnfii r.  tv.  ao.  35. 

'^■pQader .  .  .  col  coltrilo  a  tanU  bestialità T.  iv.  14.  107. 

^^  tutte  l£  b€*i»aht<^*  quclU  è  atoluosiroa     .     .     .     .  C.  li.  9.  56. 


BEST1UOLA  ^^^^^^^^^^^  74 

Bianca.    Biancot  Giovanna,  Cortese  chiamando Cann.  x.  153. 

biancbìre.     Al  .  .  .  son  (punto  ...  ed  al  bianchir  de'  colli  .....  S*st.  i.  9. 

bianco,     end'  io  rimango  bianco Catta,  xii.  47. 

£  poi  sì  solve,  e  cade  in  bianca  falda Cann.  xv.  ao. 

che  il  mondo  versi  I  /iMiicA/fìori  in  persi Catta,  xx.  79. 

E  che  gli  fa  tornar  dì  bianco  in  verde S^sf.  i.  1 1. 

colli  .  .  .  biat$chi  più  che  fior  di  nessun'  erba Sést.  iii.  3. 

E  spero  formi  bianco  più  che  neve S*  P.\.  06. 

al  pellicano.  Ch'  essendo  bianco  come  il  bianco  giglio  ...  sta  .    .     .  S,  P.  ci.  l^  ^Au'l 

blasmare.     Dì  ciò  si  hiasmi  il  debole  intelletto C.  iii.  Cohm.  ii.  16  ;  4.  119. 

qual  donna  sente  sua  beliate  Biasmar  per C  iii.  Cant.  ii.  69. 

Non  è  pura  virtù  U  .  .  .  Poicb*  è  biasmata,  Negata Catu.  xtx.  59. 

bestiuola.     oh  istoltissime  e  vilissime  bcs/iuo/e  che C.  ìv.  5,  73. 

biada.    Cerere,  la  quale  dissero  Dea  delle  biadt C.  iì.  5.  44. 

Oh  buone  biadt C  iv.  ai.  iia. 

siccome  nelle  biadf  .  .  .  cosi C.  iv.  aa.  37. 

siccome  V  erbetta  di  diverse  biadt C.  iv.  aa.  45. 

non  pur  nelle  biade  ...  ha  similitudine C  iv.  aa.  46, 

biado,     dire  ìiì  può  di  biado  e  non  ài  Jbrnttnto C  i.  5.  5, 

pane  di  biado^  e  non  di  Tormento ..Ci,  10.  4. 

purgato  .  . .  dall'  essere  di  biado C.  i.  13.  80. 

bianchezza.     Galiten  è  tanto  a  dire  quanto  bÌAHchtMtM  :  e  bianehMaa  è 

un  colore  pieno  di  luce C.  iv.  aa.  187. 

questo  bianchcaaa  è  pìU  nelli  granì  prima C.  iv.  99.  105. 

bianciUsslmo.     vestita  di  colore  bianchissimo K  ^V.  3.  6. 

un  giovane  vestito  dì  bianchissime  vcstimenla K  A^  la.  16. 

avessero  dinanzi  loro  una  nubJIctta  bianchissima V,  N,  33.  53. 

£  ancora  la  Geometria  ò  bianchissima C  ii.  14.  aai. 

bianco,     che  donne  le  coprissero  la  testa  con  un  bianco  velo  .     ,     .     .  V.  N.  aj.  65. 

intra  tutte  le  stelle  bianca  si  mostra C  ii.  14.  303. 

la  Galassia,  cioè  quello  Aiianrp  cerchio C.  iì.  15,  9. 

trovarono  un  giovane  vestito  dì  éf'awflj C,  iv.  aa.  153, 

uno  giovane  irovano  in  òiaftcAi  vestimenti C.  iv.  aa.  167. 

onde  si  dice  una  bianca  massa,  perchè  li  grani  .  .  .  sono  bianchi  .     C.  iv.  39.  103,  105. 

cosi  secondariamente  bianca  diccrsi  può C.  iv.  39.  108. 

siccome  a  fare  una  bia$tca  massa  convengono  vincere  i  bianchi 

granì C.  tv.  sg.  tu,  ita. 

siccome  d'  una  massa  bianca  ...  si  potrebbe  levare C.  ìv,  09.  118. 

Biaate.     lo  primo  .  .  .  ebbe  nome  .  ,  .  ìl  sesto  Biantt C  ìii.  11.  40. 

biasimare,     la  ragione  perch'  io  mi  muovo  a  biasimarfa V.  N,%.  69. 

che  il  parlatore  non  lodi  o  non  biasimi  quelli,  dì  cui C.  i.  a.  19. 

qualunque  cosa  è  per  sé  da  biasimarv C  i.  a.  a6. 

chi  biasima  sé  medesimo C.  i.  a.  39. 

lasciare  di  parlare  so  biasimando C  i.  a.  43. 

discoprendo  si  biasima C  i.  a.  54, 

villanìa  fa  chi  .  .  .  biasima  dinanzi  al  viso  alcuno C.  i.  a.  74. 

cadere  in  colpa  ...  di  biasimarsi C  i.  a.  78. 

siccome  il  mal  fabbro  biasima  il  ferro  ...  e  il  mal  citarista  biastma 

la  citara C  i.  11.  78,  8a 

chi  vuole  vedere  come  ...  è  da  biasimmre C.  L  11.  90. 

duuiman^o  lui,  sì  credono  scusare Ci.  11.90. 

AMAffNUvOMO  lo  Latino  Romano C  i.  11.  96. 

non  biasimando  di  non  sapere  ...  ma  biasima  quello  che  è  materia 

.  .  .  siccome  colui  che  biasimasse  il  ferro C  i.  11.  118,  1 19,  ^  ^ 


75 


BOCCA 


ac  vi  p«rc  .  .  .  Non  sia  da  \-oi  biasmato    .... 

Di  te  AMMNttfr  U  Ungila  V  affatica K  A'. 

Che  dcir  . .  .  Cotanto  lode  quanto  hiasmo  preiza     .... 

b  mal  fatata  Moglie  di  Bicri  vocato  Forese 

Bn  li  Carmnno  il  nodo  Salafflone.  Bìai  Novello 

tlim  Novet,  figliuol  di  Don  so  cui 

Di  Btea  e  de'  fratei  posso  contare 

Io  vidi  monna  V'anna  e  monna  Bia  Venire      .     .     .     -    V.  N.  »^ 

T.  noona  Vanna  e  monna  Btn .  .  .  ponesse 

rongTTi^rsi  .  .  .  Con  luci  A«rrA*  e  torte 

Che  ne*  ^mWi' capelli ,  .  .  Metterei  mano 

S' io  «mai  le  bionde  treccie  prese 

rmfte»  . ,  .  che  s'  asciugfa  con  la  trrccia  biontia 

Non  bai  che  ti  &Ù£^i  scioperare 

Ma  par  biaegna^  che  da  questi  guai  ...  mi  cavi 

I.'  angoacia  .  .  .  spira  Fuor  della  botta  s) 

dolfiMi  la  èons  Degli  uomini  a  cui  tocca 


Ball.  iv.  43. 
8.  50  {So>9.  iv.  6;, 
C'anx.  xix.  ia8. 
Stm.  liL  X 
SoH.  liil.  a. 
Som.  liv.  I. 
San.  liv.  ta. 
.  58  (Sem.  xiv.  9). 
Som.  XXX ìL  9. 
Gtns.  xviii.  9. 
CanB.  xiì.  63. 
Gina.  xii.  66. 
CaiLM.  XX.  51. 
Stm.  liii.  13, 
S.  P.  cxlii.  58. 
OiMa.  xi.  99. 
CrtMj.  XX.  66. 


««Htf^^ 


é  .  . .  u  biasimtarr  ancora  i  suoi  avversari C  I.  12.  14. 

dee  r  amico  suo  bMsimare  palesemente C.  iiì.  i.  50. 

4Ì  òò  è  da  bMsimarf  la  tifkilitù  iffir  itlffletto  e C  iti.  4.  37. 

V  CfH  é  difettjvot  degirio  essere  Liasiutata C  iii.  4.  50. 

A  rio  non  £  1*  uomo  da  btivamar* C  iiL  4.  96. 

•e  k>  non  polca  intendere,  non  sono  da  biashnarw     ......  C  iii.  4.  105. 

non  semo  noi  da  hia^mìarr C.  iii.  4.  116. 

donna  sente  per  manco  la  sua  beltà  btasitttarg C  iii.  6.  203. 

igmmi  éiamMéi  .  .  .  sente  sua  beltà  òtasimtitt C.  iii.  15.  138. 

G  ^oali.  bimstmattlot  credea  fare  dispiacere C  iv.  r.  39. 

irvrrmtf.  che  non  è  .  .  .  cosa  da  biasiman C  iv.  8.  135. 

la  qual  cnsa  é  .  ,  ,  sconvenevole  e  biasimrwUt  .     .     .     .  ^.  A^.  39.  37. 

ooMumi  .  .  .  che  sono  sconci  e  btanwwwtii C.  i.  t.  i»a. 

re  sé  medesimo  t  per  sé  biammtvoit C  i.  a.  g&. 

I  urvfabe  bmmmfiy>U  operazione  .  .  .  co^t  t  bùtsÌMiffoU  muovere 
In  eoa..  . .  E  pcnxxrhè  btasinttvol*  à  invano  adoperare,  bùtsi- 

è  BOB  solamente  a  porre  la  cosa C  i.  B.  64,  67,  69,  70. 

é  commendare  quella C.  ì.  11.  108. 

4ac:n«  di  &HUvmo  e  d'  abbom  inazione C.  i.  1.  44. 

B  pro|ifio  tia  w'wio  è  da  fuggire C  i.  3.  56. 

—  p4t  tx'two  dare  al  fcrrn C.  i.  11.  104. 

perc^  .  . .  credendosi  alcuno  dare  loda,  dà  bùuirmo C.  iii.  io.  78. 

nd  Proemio  della  B*f>òta C  tv.  5.  144. 

•I  piano  .  .  .  che  non  ha  bt'migno  d*  alcuna  divisione     .     .     .  K  TV.  «6.  53. 

te  d«l  buojpto  del  suo  signore C  i.  5.  40. 

ai  dtrizza  allo  bùogMo  dello  ricevitore C.  i.  8.  108. 

le  case  prcodauo  ogni  loro  biaogMo ^.  iv.  4.  43. 

tn  Uvm  ...  ti  cui  principi  cibano  ...  a  biwogno C  Iv.  6.  I79> 

a.    déen  deila  Amw  eh' £  fine  d*  Amore ^^  ^.  19.  134. 

te  ^Mle  crm  delle  operaiioni  della  sua  fiocca     .......  K  Ar.  19.  138. 

In  nobtifuima  parte  della  sua  Aorm T.  A^.  ai.  a8. 

doe  a^ri  della  s'ia  boera .  K.  TV.  ai.  50. 

a  £irc  d)  sé  ne  lU  Ao«oa  dì  ciascuno   ....  .  C  i.  3.  nn. 

^  leiU  btetw  mentrtce .  C.  i.  is.  150. 

•Witt  ^/valore  «>!*■  ■»*  ***«=■  ^'^^'  -  .  C  ii.  6.  96. 

h4nj»     , i^re .  Cii.13.55. 


itiptrUre 


ftoghi 


cioè  ocgli  oedkie  nella  bottu 


C.  iii.  a  69 


BOCCA  ^^^^mm^^^^^^m        a| 

bocca.     Acciò  che  U  mìa  bocca  .  .  .  Possa  manifestare S.  P.  i.  59>^^| 

e  poi  con  propria  boera  Confessa  il  mal P-  F.  107.  ' 

boccone.     E  'mondi  che  '1  fu^ire  el  mal  boccone  Sarebbe        ....  Som,  tiiì.  7. 

bontà,     donna  .  .  .  Che  sua  beltà  dischiera  Da  naturai  bottià  ....  Cans.  x.  146. 

Tanto  quanlo  alla  tua  bontà  9*  avviene Cfinz.  xiv.  6^ 

£  tutto  ciò  ,  .  .  Fece  r  eterna  sua  bontà  infìnìta P»  F.  l^, 

Se  ben  avesse  ogni  bontà  raccolta P.F.  93. 

bocca.     Dimostrasi  nella  bocca C  iìi.  8.  96. 

non  sempre  sta  convenevolmente  nella  bocca  di  ciascuno    .     .     .     .  C  iìi.  io.  56. 

posso  parlare  colla  bocca  di  Salomone C.  iv.  5.  la. 

perocché  serrata  è  la  bocca  di  coloro  che C  iv.  16.  3. 

dove  aperse  la  bocca  la  .  .  .  sentenza  d'  Aristotile C  iv.  17.  34, 

Cristo  r  afferma  colla  sua  bocca C  ìv.  17.  93. 

Rimavi  da  te  la  mala  bocca C.  ìv.  35.  19. 

cose  che  nella  bocca  tT  ogni  donna  sticno  male C  Ìv.  35.  idi. 

Boezio,     questa  necessità  mosse  Boezio C.  ì.  a.  96. 

Onde  BoeJBto  giudica C  i.  11.  56. 

siccome  dice  quello  eccellentissimo  Botato T.  ii.  8.  37. 

siccome  dice /JOMi'o  nella  sua  Co»fo/(UfOH« C  ii.  li.  18. 

misimi  a  leggere  quello  .  .  .  libro  di  Bocmìo      .     .     .     .     .     .     .     .  C  ii.  13.  15. 

siccome  Boccio  e  Tullio C.  ii.  16.  4. 

siccome  dice  Boesio C  ìii.  i.  78, 

siccome  per  Boesio  si  può  apertamente  vedere C  iti.  a.  143. 

per  questo  le  chiama  Boezio  .  .  .  pericolose C.  iv.  la.  35. 

ecco  Boemo  in  quello  di  Consolasione  dicente    , C  iv.  la.  74. 

però  Boezio  nel  secondo  .  .  .  dice C.  iv.  13.  130. 

Onde  Boesio  nel  medesimo  libro  dice C  Ìv.  13.  139. 

bontà,     lor  bellezza,  piii  che  lor  bontà,  era C.  ì.  i.  107. 

la  chiarezza  della  hontà C  i.  4.  78. 

la  ItoHtà  dell'  animo  ...  ò  in  coloro C.  i.  9.  30, 

né  é  la  sua  bontà  in  potenza C  i.  9.  43. 

la  grandezza  della  propria  bontà C  i.  10.  47. 

che  é  sua  propria  AcjM/a .     .  C  i.  io.  si* 

la  gran  bontà  del  Volgare  di  Sì  si  vedrà Ci.  io.  80. 

la /nMJf'mi/a^/ir  e  la  Aon/à  sono  cagioni    . C  i.  la.  aa. 

la  buMtà   fece    me   a  lei  amico.     £  .  .  .  ogni   bontà  propria  ...  e 

amabile .     .  C.  Ì.  la.  60,  61. 

Provato  è  ...  la  bontà  della  cosa  più  propria  che     .     •     .     .  .  C  i.  la.  89. 

dunque  è  quesu  la  prima  sua  bonià C  i.  ta.  96. 

la  bontà  è  cagione  d'  amore  generativa C.  L  13.  toi. 

cioè  pronsimitadr  a  me  e  bontà  propria    .     . C  i,  13.  4. 

la  quale  fa  risplcndere  ogni  altra  Aon/À C.  ii.  11.37. 

U  bontà  e  la  beiUssa  . .  .  sono  intra  loro  partite C  li.  la.  ai. 

che  la  bontà  é  nella  sentenza C  iÙ  la.  33. 

la  ^H^i  di  questa  Canzone  fosse  malagevole C.  ìL  la.  a8. 

si  ponesse  più  mente  alla  bellezza,  che  alla  bontà C.  ti.  la.  35. 

Poiché  non  vedete  la  mia  bontà,  ponete  mente C  ii.  la.  57. 

trattando  dell' infusione  della  AoM/à  divina  .     ........  C  Ìii.  a.  33. 

riceve  dalla  divina  bontà  ullre  il  debito  umano C  iii.  6.  93. 

Iddio  .  .  .  infonde  in  essa  della  sua  bontà C.  iìi.  6.  xo5i 

ogni  cagione  infonde  nel  suo  effetto  della  bontà  .     .     .     .     .     .     .  C.  Ui.  6.  116. 

infonde  e  rende  al  corpo  suo  della  Aoii/a C.ìii.  6.  117. 

la  auA/orma  .  .  .  riceva  ...  la  graziosa  bontà  di  Dio C.  iìi.  6,  135. 

la  divina  bontà  in  tutte  le  cose  dÌKende C  iii.  7.  la. 


BRACCIO 


bontà  de      E  por  per  la  infinìU  tui  btm/aiit  Prrpo S.  P.  \.  ^. 

piacque  AUi  tuoi  servi  pieni  di  bontadt 5.  P-  ci.  54. 

Ha  con  U  consurU  tua  Aon/at^ S. /*.  cxlii.  9. 

cHe  ...  mi  conduca  .  .  .  per  tua  hontnde  ,     , S.  P.  cxlìi.  54. 

L*  ■nima  cui  adorna  està  bonUìt*  .     .     .    .  C.  ìv.  CitHM.  iìì.  lai  ;  16.  97  ;  23.  7. 

nobillate  ...  e  Cutt'  alta  boHtatt^  Lìeva Comm.  ix.  48. 

fii  1  servir  mere*  d'  aitnii  hnmtate Cane.  xiv.  56. 

cbe  Là  .  .  .  Tragge  latta  òoMtat*  A  sé BaJl  vii.  7. 

Doo  giii  per  mia  poca  boniuU K  ^V.  7.  34  {San.  ii.  7), 

taROk.     perche  non  latra  .  .  .  com'  Ìo  per  lei  nel  caldo  borro    ....  Cans,  xii.  60. 

Chi  a  bona  allato,  là  dov'  e'  s*  appressa    ........  Soh.  liv.  6. 

Come  colui,  che,  andando  per  lo  hoHQ S.  P.  xxxi.  3$. 

Egli  mi  ficdc  sotto  il  braccio  manco Ctuis.  xii.  48. 

ti  nodo  hrmtno  .  .  .  Sente  lo  raggio Camt.  xx.  aa. 

r  D»Ur  iwcntfavea  Madonna K  A^.  3.  86  [Squ.  Ì,  io). 

qu«aCA  bontà  si  muova  da  scmplìdssimo  principio      .     .     ,     .  C,  i\u  7.  14. 

La  prau  Bontà  manda  le  sue  bontadi C  ìii.  7.  18. 

Cosi  h  bornia  di  Dio  è  rìcevuu C  iii.  7.  46. 

rane  1a  Aoit/i  e  la  virtù  della  sua  anima  £ C  iii.  7.  147. 

.  .  per  bontà  dell*  anima  .  .  .  bcUezEa  appare   .     .     .     .  C  ìii.  8.  34. 

dell'  anima  amica C  iit  it.  it8. 

tttlte  le  cose  vivi6ca  In  bontà C  iii.  la.  63. 

Banale  desiderio  è  colla  natura  della  AoMJlfì  misurato Citi.  15.  104. 

è  1*  errore  dell*  umana  ^rt/à C  ìv.  i.  47. 

di  natura,  ov^-cro  bontà  da  quella  data C  ìv.  a.  98. 

Voftaado  la  smìsurabile  Bornia  divina  .  .  .  rìconformare       .     .     .     .  C  ìv.  5.  16. 

BOQ  «enta  alcuna  luce  della  divina  6(m/(ì C.  ìv.  5.  I48. 

pcraaa  iaduatrìa,  cioè  per  .  .  .  bontà  d*  ingegno .  C  ìv.  7.  66. 

C«hu  cbe  da  nulla  è  limitato,  cioè  la  prima  Bontà C  iv.  9.  39. 

cM  aoa  A  reda  della  A«N/*i C  Ìv.  11.  94. 

dw  .  .  .  Nobiltà  a*  intende  per  la  bontà  della  cosa C.  iv.  14.  103. 

aUa  Nobiltà  .  .  .  bontà  per  cagione C  ìv.  14.  108. 

...  ^  la  Virtù  .  .  .  appellata  fiondi C  ìv.  ao.  19. 

4  di&nìta  questa  nostra  Bontà C  Ìv.  ao.  103. 

.  .  s*  abbia  conosceruLa  dell'  umana  bontà C  iv.  ai.  3. 

bontà  discende  in  noi     ....     1 C.  iv.  at.  6. 

komlà  in  Iri  muttiplica C  ìv.  at.  74. 

dMa*  bornia.  In  noi  seminata  e  . .  .  nasce C  iv.  aa.  ^a. 

«ftnpcrio  vituperante  della  bontà C.  iv.  99.  8a, 

la  bornia  colla  sua  grida  oscuri  e  celi C  iv.  09.  1 16. 

quatta  donna  fosse  io  altissimo  grado  di  boHtadi    .     .     .     .  K  W.  aa.  14. 

il  ctaidica  la  malizia  e  la  bontad* C.  i.  a.  39. 

la  lato  foiatedr  .  .  .  non  vcggiono C  i,  4.  ai. 

^■■Bo  cb*  elli  di  bontadt  avca  in  podere C.  ì.  io.  57. 

ipagnata  rollc  due  predette  bontadi    ....  .  C  ti.  11.  71. 

rgnaché  la  botftaiit  aia  .  .  .  dilettola  ....  .  C.  ti.  la.  a6. 

drvenc  le  bontadi  e  i  doni C.  iiL  a.  33. 

fr  della  Natura  ...  sì  nostra C  iii.  x  59. 

Boati  mariffj  le  sue  bontadt .  C.  ìiL  7.  18. 

tao»  Incorporali*-'"'"^' C  iv.  19.  43. 

'**  «ODO  d/gtirsU  *«««'*"**'*'"*  "P*^*^"'*"**      ...  ■  C  iv.  33.  35. 

^'  non  4a  BrUrmma  dal  Bornio C.  iv.  11.  ta8, 

^.0.^«;^  ini  p-rc.  vedere K /V.  3- 36. 

òntftm r.  /».  3.  55- 


9tictudoaom  p*^"*" 


BRACaO 


braccio.     Né  mai  distenda  ^d  ira  le  sue  Aroraa P.  F.  ii^, 

bramare.     Per  clic  1'  adoperar  sì  forte  bramo^  Che Caux.  xiv.  30. 

Chò  so!  per  voi  servir,  la  vita  bramo Canz.  xvL  43. 

Chi  del  prosaiino  suo  brama  la  moglie P.  F.  176. 

breve,  brìeve.     Tal  volu  (^..  F.,  W.  Talvolta)  Arww  {M.  &  IV.  poca) 

e  tal  lun^a  stagione  (5.) V,  N.90.  oo.  {San.  X.  ^ 

L' estremo  fin  del  Afwr  viver  mio S.  P.  et  93. 

br^a.     s*  alcun  si  difende,  Non  è  senza  ^an  briga CtNJ.  x.  69. 

brina.     Gli  quai  non  poason  tollerar  la  brina CdHJ.  xv.  48. 

brucare.     Ciò  che  nel  pensìcr  bruca  \^  mia  virtù  si  che Cans,  xii.  33. 

braccio,     raccomandando  .  ,  .  nelle  braccia  della  fortuna V,  N.  la.  133. 

di  chiamare  e  mcllcrmt  nelle  braccia  della  pìetÀ V.  N.  x^.  33. 

colle  braccia  e  col  petto  dinanzi  si  parava C  i.  11.  69. 

vcdrcbbesi  quello  andare  ver  lo  braccio  destro C.  iii.  5.  157. 

vedrebbe  quello  andarsi  dallo  braccio  sinistro C  iii.  5.  t6B. 

più  volte  parve  le  otarda  di  Dio  essere  presenti C  iv.  5.  155. 

bracco,     sìccumc  nel  frnirro  bene  odorare C  ì.  13.  66. 

breve,  brieve.     Ed  acciocché  il  mio  parlare  sia  piii  btwe K  W.  10.  5. 

di  brift'i  dilettazioni  e  tristizie ,     .  C.  i.  4.  39. 

cantando  e  .  .  .  Canno  lor  cammino  più  bn'rvf C  iv.  13.  107. 

brevemente,  brle-.    la  dirò  quanto  potrò  più  bmemcntr V.  N.  t^,  ix. 

brirvemrtUe  ora  qui  piace  toccare C.  i.  3.  45. 

si  può  bricvemcnU  cosi  ragionare C  i,  4.  !& 

da  ciò  brievtntente  lo  scusano     . C  i.  5.  6. 

brievtmtht»  .  .  .  intendo  mostrare C.  i.  8,  43. 

Arilrwwf^Mto  io  mostrerò C  ì.  la.  a8. 

brirvcnttHU  si  può  mostrare C.  ì.  13.  33. 

prima  brevemente  manifesto  la  cagione C.  ii.  io.  6. 

la  ragione  .  .  .  bnitmeutt  è  da  vedere C  ii.  14.  65. 

A  ciò  si  può  brievetfHHU  rispondere C  iii.  4.  51;  iv.  17.  119. 

che  brirveuuuU  da  Romolo  cominciando  .  .  .  andò C.  iv.  5.  83. 

Io  .  .  .  non  posso  brevemente  parlare ,     .     .  C  iv.  8.  94. 

La  quale  ZrrMvrmm/r  s'  a^ugne  al  testo C  iv.  io.  104. 

eh'  elle  sicno  imperfette^  brievemente  prova  il  testo C.  ìv.  11.  ai. 

Puotesi  ArrrcvfWfi/tf  ...  vedere C.  iv,  n.  31. 

quanto  .   .  .  grida  ...  e  brievemente  quanto  ogni  scrittore  .  .  . 

chiama C  iv.  io.  64. 

A  questa  quistione  AnÌrvr>MrM/k  è  da  rispondere <     .  C  iv.  la.  139, 

come  .  .  .  siano  (^HMcwr,  brievtme$tte  i  da  mostrare C  iv.  13.  90^ 

brievemente  .  .  .  trapasserò  di  quelle  ragionando C  ìv.  27.  a6. 

E  brùvemtente  è  da  sapere  che C  iv.  33.  139. 

della  terza  parte  .  .  .  brievemente  è  da  ragionare C  iv.  30.  la. 

brevissimo,     luce  nel  cammino  di  questa  brevissima  vita C.  iii.  15.  195. 

brevità,     ciò  poter  narrare  in  brevità  di  sonetto K  /V.  s8.  la. 

brieve.    V.  breve. 
brievemente,    l".  brevemente. 

briga.     Lhi>  tutte  le  nostre  brighe  ,  .  ,  procedono C.  iv.  a.  88. 

bruto,     molti  siano  mortali,  siccome  animali  bruti C.  ti.  9.  83. 

siccome  ...  in  ogni  animale  bruto  vedcmo C.  iii.  a.  1  it. 

Né  mai  d*  animale  bruto  predicata  fue C  iiì.  a.  I49, 

Gli  (mimn/i'ÒrWi  hanno  più  manifesto  amore C.  iii.  3.  31. 

r  anima  più  perfetta  delti  ^rM/i' animali  . C  iii.  7.  79. 

U  immagine  .  .  .  che  1*  anima  bruta  rappresenta C,  iii.  7.  133. 

tanto  t^  da  curare,  quanto  di /tn/i' animali C  iv.  7.  38. 


BUONO 


bratto.     Quantunque  lomi  di  peccato  brutto    .     . 

bQ^Krdo>      La  mia  paroJa  non  sarà  bugiarda S.  l*.  xxxì.  30. 

tcOftOh     Ch'  è  creatore  d'  ogni  pcnsicr  ottono C.  ili.  Catta,  ii.  65. 

E  virtule  cotale  Dà  sempre  ...  di  sé  buoHo  intelletto    .     .     .     ,     C.  w.  Caus.  ut.  93. 

Digli  che  U  bnon  col  buon  non  prende  guerra Canz.  ix.  So  {bis). 

Va  9c  dì  ÒMCn  voler  nasce  mercede Como.  xÌv.  13. 

I  Che  'I  Amom  col  buoM  sempre  camera  tiene OtrtM.  xiv.  gì  {bis\ 

^b       Cbc  btwrn  signor  mai  non  ristringe  'I  freno Catu.  avi,  17. 

tratCk    negli  animali  .  .  .  animali  dico  bruti C  iv.  7.  119. 

coaa  con  anima  sensitiva  .  .  .  cioè  animaU  bruto C.  iv.  7,  151. 

dstisxione  fa  di  tutti  gli  uomini  agli  animali  bruti C.  iv.  15.  67. 

qncUc  degli  animali  £rM/i *  .  C.  iv.  at.  aa. 

o^i  animale  ...  si  razionale  come  bruto^  sé  .  .  .  ama C  iv.  aa.  49. 

Brata.     poiché  ...  fu  emancipata  da  Bruto C  iv.  5.  99. 

06  avere  sofferto  f  e  ^rw/o  predetto  similmente C  iv.  5.  lai. 

taOttV.    buona  è  la  signoria  d*  Amore K  W.  13,  9. 

non  &Moaw  è  la  signoria  d'  Amere K  A^.  13.  13. 

«de  r  ,  .  .  amico  di  buona  fede  mi  prese  per t^.  N.  i^.  54. 

cane  qoella  da  buon  padre  a  buott  fìglluoloi  e  da  buon  figliuolo  a 

Amon  padre K  TV.  aa.  la  {ter ,  13. 

tiosoo  padre  .  . .  fosse  buono  in  alto  grado K.  TV.  aa,  tó. 

Mcoiwlo  ch^  è  buono  al  presente K  TV.  95.  33. 

adequasi  recitando  te  parole  del  buono  Omero K.  A^.  35.  91. 

VBT|ooo  della  loro  buona  ricchesza  allì  veri  poveri C  i.  x.  64, 

tppmmi  sé  non  essere  buono C  i.  a.  41. 

aon crede  essere  Aworu>  tenuto C  ì,  a.  5J. 

pnadere  lo  meno  reo  ù  quasi  prendere  un  buono C  Ì.  a.  95. 

via, U quale  fu  di  malo  in  buonOf  e  di  buono  in  migliore  .     .     .     .  C.  Ì.  a.  106,  107, 

OtXto  buono  a  udire Ci.  a.  ja8. 

<%tiiMM  pace  di  quelli C  i.  3.  35. 

^  Urna  buona,  principalmente  generata  dalla  buona  operazione 

nella  mente  deli'  amico Ci.  3.  49,  50. 

^^nmo  buono  dee  .  .  .  dare  a  pochi C  i.  4.  83. 

**<""4oe  le  mena C.  i,  5.  19. 

"^  cke  ha  la  &HOf(a  disposizione C  i.  7.  4. 

K^'Vcbdie  opere  ne  fanno  i  Anomi' artefici C  Ì.  11.  91. 

*Mtcose  .  .  .  migliori  ...  e  1*  altrui  meno  buone ,  C  i.  xi.  143. 

*  iBcaoda  lo  fa  essere  ^woMO C  i.  13.  19. 

'"'^  lo  fattore  a  A«orta  misericordia C  ii.  7.  39. 

,***  cidi  repugnanti  alla  sua  Amomii  temperanza    .     .     .  .     ■     .  C  ìi.  14.  197. 

^  *i^  li  prende  opinione  non  Amoiiu C  iii.  i.  48. 

'^'o  mostramcnto  della  ^M(m<i  volontà C  iii.  i.  68. 

^i  t  buono,  io  deggto  di  ciò  essere  lodato C  iii.  4.  48. 

j^^  *i  dee  chiaramente  vedere  la  Intona  volontà C  iii.  4.  laa. 

^  %ia  potenza  seminata  per  ^ona  natura C  iii.  7.  144. 

][_^'-  la  bontà  e  la  virtù  della  ...  è  agli  altri  buona C  iii.  7.  14B. 

«1    '•^^  cngtnc  di  buono  pensiero C  ìii.  8.  151. 

-  ^*'*li  .  .  .  %Qno  de'  Am*wi*  pensieri  nemici C  iii.  8.  155. 

-   __^teonù  e  si  vincono  per  buona  consuetudine C  iii.  8.  165. 

consuetudine  del  tutto  vanno  via     . C  iii.  8.  172. 

per  ^HOMA  consuetudine  si  facciano  lievi     ....  .     .  C.  iii.  8.  177. 

cbc  ...  si  sostiene  in  buono  reggimento C  iii.  8.  186. 

^ella  mala  cosa  buona  cosa C  iii.  8.  307. 

«d  primo  6uono  slato  della  vista C  ìii.  9.  157. 


BUONO 


80 


buono.      1  u  rompi  e  parti  tanta  buona  fede  ....    ^^^^^f   •     •  Cans,  xvìi.  41 

Sicché  .  .  .  gìunghi  alla  merco  del  frutto  buono Cans.  xvìi  70. 

E  troverai  de'  fmon^  Ia  cut  lumiera  Non  dà Cauz.  xviiL  64 

là,  dove  gli  ^orri' stanno Catu.  xìx.  aa. 

Ma  tor  messionc  a'  buon  non  può  piacere Canx.  xìx.  a6. 

Dunque  se  questa  mìa  materia  t  buona Cane.  xìx.  93. 

Ma  quelle  sotc  Riccie, — che  9on  6iwn<      , Caus.  xìx.  1*3, 

Cader  tra' />Hom' è  pur  di  lode  degno Catu.  xx.  80. 

Chi  forse  non  è  buon  senza  lui  gire K.  ^V.  la.  69  {^Ball,  L  io). 

btiono.     la  conoscenza  della  ^Momi  operazione C  iii.  11.  130. 

fine  dell'  amistà  vera  è  la  buona  MUsione C.  iti.  1 1.  140. 

se  Iddio  fece  gli  Angeli  buoni  e  li  rei  .  .  .  fece  .  .  .  per  intenzione 

.  .  .  solamente  li  buoni .     .     .  C  iiL  la.  67.  69. 

Onde  la  nostra  buona  feiU  ha  sua  orìgine C.  iii.  14.  133. 

per  seguitare  lei  dì\iene  ciascuno  buono C  Iti.  15.  136. 

ogni  viziato  tornerà  diritto  e  &HOH0 C  iii.  15.  ijr. 

per  che  li  />mo»i' erano  in  villano  dispetto  tenuti C.  iv.  1.  55. 

non  era  buono  sotto  alcuna  figura  parlare    ....  .     .     .     ,  C.  iv.  i.  85. 

mal  sono  quelle  ricevute  che  buone  sono C.  iv.  9.  73. 

aggiunta  sopra  la  loro  bttona  natura C.  iv.  5.  149. 

alcuno  lumcito  .  .  .  per  buona  loro  natura,  vive C.  iv.  7.  36. 

colui  .  .  .  che  disceso  di  buoni  t  malvagio C.  iv.  7.  jau 

dalla  via  del  buono  suo  antecessore C  iv.  7.  X08. 

però  aemo  delti  da  loro  AMOfff  e  rei C  iv.  9.  71. 

più  volte  alli  .  .  .  che  alU  buoni  ...  si  rappresentano C  iv.  it.  70. 

più  volte  alli  malvagi,  che  alli  &fiOMj,  pcr\-cngono C  iv.  11,  86,  96. 

che  li  non  liciti  a'  buoni  mai  non  pervengono  .     .     .     .     .     .     .     .  C.  iv.  II.  98. 

qual  buono  uomo  mai  per  forza  o  .  .  .  procaccerà C  tv.  1 1.  99. 

che  .  .  .  più  buono  non  sarebbe C  iv.  11.  103. 

li  liciti  rade  volte  pervengono  alli  buoni C  iv.  11.  104. 

e  la  sollecitudine  del  buono  sia  diritta  a C.  tv.  12.  106. 

perchè  .  .  .  rade  volte  ...  il  buoito  quivi  è  sollecito  .     .     .     .     .     .  C  iv.  11.  108. 

Chi  non  ha  ancora  il  buon  Re  di  Castella  .  .  .  o  il  Amoho  Marchese  dì 

Monferrato,  o  il  buono  Conte  di  Tolosa C.  iv.  11.  135,  laó,  137. 

né  ...  né  ...  tra  cose  buon*  .  .  .  essere  disà C.  iv.  xa.  61. 

lo  frMOHo  camminatore  giugne  a  termine C  iv.  xa.  197. 

Allora  è  Aifom*  la  pecunia C.  iv.  13.  140. 

sicché  buona  ragione  essere  non  può C  iv.  14.  56. 

quanto  con  più  buona  memoria,  tonto  .  .  .  farebbero C  iv.  14.  74. 

cioè  dall'  abito  della  nostra  buona  elezione C  iv.  X7.  69. 

secondo  due  diversi  commini,  buono  e  ottimo C  iv.  17.  87. 

awegnachè  ...  si  pervegnn  ...  a  buona  Felicità C.  iv.  17.  91. 

tuttoché  Àwana  fosse  T  Attiva C  iv.  17.  109. 

da  uno  principio,  cioè-  buona  e  abituaU  rteaione      , C.  iv.  16.  3. 

come  difinire  si  possa  questa  buona  cosa C  iv.  19,  4, 

riluce  in  essa  le  buonr  disposizioni C  iv.  29.  39, 

dove  la  vergogna  è  buona  ...  la  qual  vergogna  non  è  Virtù,  ma 

certa  passion  buona C  iv.  19.  79,  80. 

Onde  buono  .  ,  .  segno  di  Nobiltà  è  .  .  .  quando C  iv.  29.  94. 

perocché  la  comfibtssionr . . .  può  essere  . . .  men  buona  ;  e  la  disposi- 

Mom .  .  .  può  essere  .  .  .  men  buona C  iv,  ar.  60,  6a. 

e  la  disfioaigion*  drt  Cìeio  .  .  .  puote  essere  buotia  e C  iv.  a  i .  63. 

Oh  buone  biade  !  e  buona  .  .  .  sementa C  Iv.  ai.  ila  ibi$\ 

se  .  . .  non  é  .  . .  e  sostenuto  .  ,  .  per  buona  consuetudine     .     .     .  C.  iv.  ax.  133. 


8i 


BUONO 


BOk     E  vcdnsai  ubbidir  bwm  servitore K  iV.  la.  1 13  {Boll,  u  34). 

Ckr  le  iBprA  contmr  mia  ragion  buona KN,  za.  116  (Ball.  i.  37). 

Con  Doi  ponesse  il  huono  incantatore .  Son.  xxxiì.  xk. 

creder  che  sua  fama  imona  ...  Sì  possa  dinegar Som.  xlv.  5* 

3  . . .  d«sto..  Ch'  io  bo  di  dire  i  pensamenti  bmmi Son.  xlvi.  4. 

SftMio  a  lor  donne  buon  cognati  stare S<m.  liv.  14. 

E  ^MCgii,  eh*  era  apprraso  a  me  più  buono S.  P.  xxxvii.  40. 

tanm  Cttli . . .  Perfetti,  buom,  lucidi  e  sereni P.  F.  1$' 

E  certo  chi  con  buona  opinione  .  .  .  Crede P.  P,  40. 

amoccbé  .  .  .  per  buona  consuetudine  indurì,  e C.  iv.  ai.  130. 

che  dalla  buona  radice  si  laKiano  disviare C.  iv.  aa.  133. 

che  la  nostra  buona  .  .  .  natun  . .  .  procede C  iv.  94.  83. 

per  1*  ({naie  s*  entra  nella  nostra  biMma  vita     ........  C.  iv.  34.  104. 

certe  cose,  le  quali  la  bmma  Natura  ...  ne  dà      .     .    .    .     .     .     .  C.  iv.  34.  106. 

t>à  adunque  la  buona  Natura  .  .  .  quattro  cose C  iv.  04.  1 13, 

mom  SAprebbe  tenere  Ì1  bnon  cammino C  iv.  34.  125. 

COSM  questi  che  crederi!  li  fruom C.  iv.  94.  134. 

^9^C  «nima  naturata  buona  ...  £ C.  iv.  35.  a. 

pn^  la  bnona  . . .  natura  ...  la  mostra C  iv.  95.  04. 

é  acccaiwìa  «1  bnon  fondamento C  iv.  35.  39. 

m&emaarìe  al  fondanento  della  nostra  vita  buono  {F.  buona) .     .     .  C.  iv.  35.  34. 

afaeoKc  vcdemo  .  . .  nelle  donne  buont C  iv,  35.  79. 

A  nftcwarìa  qncst'  opera  alla  nostra  òuoua  viu C  iv.  35.  137. 

la  émnma  di^wsizione,  cio^  la  sanità,  getta C  iv.  35.  137. 

■casa  il  bmano  cavalcatore  bene  non  si  conduce •  C  iv,  a6.  45. 

L»  4^e  K^da  .  . .  come  buono  cavaliere C.  iv.  a6.  51. 

pacalo  fa  e  dimostra  la  buona  natura C.  iv.  a6.  79. 

■■■  via  BMipIice,  quella  della  nostra  buona  natura    ......  C.  iv.  97.  30. 

wé  ritMtàe  emana  memorìa  delle  vedute  cose,  e  buona  conoscenza 

4cBc  preaenti,  e  buona  provvcdcnits  delle  future    .    .    .    C.  iv.  87.  43,  44,  4S 

è  CMerc  savio  chi  non  £  buono C  iv.  37.  48. 

f^wSnua  Teng<ono  ì  buoni  consigli,  i  quali  conducono  ...  a 

Ì«ai«  fine C  iv.  37,  58,  59. 

pmaéenù  solo  da  quel  buono  Menno      .........  C  iv.  37.  79. 

Ònont  tenuti C.  iv.  37.  138. 

allora  è  bnono  ragionare  lo  bene    .     , C.  iv.  37,  144. 

pai  kdla  e  knùmt  novelle  pare  dovere  sapere C.  ìv.  37,  149. 

•a  a  hmomo  intenditore  basti  essere  posto  qui C.  iv.  37.  iSt. 

paiutibè  t  stato  dirìlto  e  6womo Civ.a8.ia. 

fl  ^momo  marinaro  . . .  cola  le  sue  vele C.  tv.  08.  17. 

par  le  Me  bwnte  operazioni  e  contemplazioni  .    .     .     .  C  iv.  aS.  40. 

a  Aaiiina  .  .  .  religione  sì  può  tornare C  iv.  96.  71. 

C  fr  ceac  Q  hnono  mercatante C  iv.  a8.  89. 

cte  ...  si  Aca  che  ...  di  buon  animo  mi  maritasti C.  ìv.  38.  153. 

«te  Stk  Bobik  per  la  buona  generazione  quegli  che  della  buona 

degno  non  é C  tv.  99.  47,  48. 

la  itatua . . .  afferma  la  6M0««a  opinione  in  quelli  che  hanno 

la  éttona  fama  di C.  iv.  99.  60,  61. 

ebc  oID  bmomaui*  testimonianza  porta      .......     C  rv.  99.  71. 

4*e  proenrare  df  rendere  .  .  .  ànona  testimonianza C  iv.  99.  74. 

r  marno  vile  dbrcn  delìi  òmfM$  nui^pori C  iv.  99.  79. 

^"'"•'■^«teocWa*^»"*»*^**' C.iv.39.80. 

^-^^POfrtbà^^^^'tnonrc C  iv.  39.  taa. 

—  ^-«04^^^  .^,^rc...dee C..v.3o.r7. 

o 


BUONO 


buono.     Da  questo  amore  e  da  quel  b$40H  disio  Procede R  /".  73. 

Ma  sol  di  quel)'  eterno  e  buon  consiglio       ....»,.,,     P.  F.  76, 
cacciare*     Cosi,  alto  Signore,  Tu  caca  la  vilute  altrui  del  core    .     .     .     Caru.  ix.  7. 

se  ne  va  .  ,  .  La  sconsolata,  che  la  €Xircia  Amore  .......     Cans.  xiti.  31. 

D*  Amor,  che  fuor  d'  cato  mondo  la  caccia Cans.  xiiL  39. 

E  quale  ancidc,  e  qual  cacao  di  fuora K  N.  14.  S8  iSon.  vìi.  to). 

cadere,     vedere  .  .  .  Catùr  gli  augelli  volando  per  I'  a're    .     K  W.  33.  179  (Cima.  iì.  53). 

Voler  caden  in  servo  di  signore      ,     , Cans.  x.  aj. 

Subitamente  si,  eh'  io  ak/(/i  in  terra Co»«.  xiìì.  64. 

E  poi  si  solve,  e  ea<U  in  bianca  falda  ...  ed  in CanM.  xv.  ao. 

Sente  lo  raggio  che  aid*  dal  volto Ca$tM.  xx.  93. 

Cfu/rr  tra' buoni  è  pur  di  lode  degno Ca*».  xx  8ol 

caduco.     Dop'  està  vita  labile  e  caduca S.  P.  cxiiL  57. 

cagionare.    Che  verità  di  dò  non  la  cagiotux Son.  xlv.  8. 

cagione,     li  nostr*  occhi  per  cagioni  asaaÀ  Chiaman C  iii.  Can*,  ii.  79. 


buono.     Intendo,  non  come  buono  fabbricatore  .  .  .  fare C  iv.  30.  01. 

tolto  per  esemplo  dal  {F.  del)  buono  Fra  Tommaso C  Iv.  30.  a6, 

baasare.     non  temere  .  . .  bussando  la  mano  di  Cesare C  iv.  13.  iiB. 

C.     senza  questa  terza  lettera  e C.  iv.  6.  17. 

cacciare,     che  'I  suo  amore  cacciava  . .  .  ogni  altro  pensiero  .     .     .    .  C.  ii.  13.  51. 

Chi  dirn  di  Camillo  .  .  .  caccicUo  in  esilio C  iv.  5.  135. 

mai  altro  non  fa  che  caca'arw  t ,  ,  .  qualunque  ora  esso  caccia  quello 

che  e  quanto C.  Ir.  96.  37,  38. 

lo  freno  usa  quando  ncaa C.  iv.  96.  53. 

lo  termine,  infìno  al  quale  è  da  cacciart C.  ìv.  96.  54. 

cachinno.     \.o  tuo  riso  aia  senza  ^chinno C  iii.  8.  109. 

cadere,    vedcmo  caderV  acqua  mischiata  di  bella  neve  .     .    .    .     .    .  V.  N,  i^.  43. 

che  gli  uccelli  volando  per  1*  aria  cadtSMro  morti K  /V.  93.  39. 

ricolgo  di  quello  che  da  loro  cadf C.  i.  t.  71. 

senza  cadere  in  colpa Ci.  a-  77. 

non  cadrà  dalla  mia  mente  lo  dono C  ì.  8.  95. 

e  cosi  cadranno  amenduc  nella  fossa Ci.  ti.  39. 

li  ciechi  .  .  .  sono  caduti  nella  fos^^a C  i.  11.  3B. 

uno  smarrimento,  nel  quale  se' oi^H/a C  ii.  11.  15. 

Molti  vocaboli  rinasceranno,  che  già  cuddfro C  ÌL  14.  89. 

le  quali  surgono,  e  poi  .  .  .  eaggiouo C  ii.  16.  43. 

se  una  pietra  potesse  cadere  da  questo  nostro  Polo,  ella  cadrebbe  là 

oltre  nel  mare  Oceano C  iii.  5.  81,  89. 

se  dall'  altro  Polo  .  . .  cadesse  una  pietra»  ella  cadrebbe  in  su  quel 
dosso  del  mare  Oceano  ...  là  dove  cadrebbe  questa  seconda 
pietra C.  iii.  5.  93,  94,  97. 

che  gli  altri  miseri . . .  caggiono  in  fatica  di  sospiri C.  iii.  13.  1 18. 

in  questo  errore  cadt  V  avaro  maledetto C.  iìL  15.  87. 

quello  parUre  che  ...  in  rimate  consonanze  cade C.  iv.  9.  108. 

perocché  ...  in  pifa  vera  irreverenza  sì  catterebbe C  iv.  8,  136. 

che  .  . .  pervengono  li  reta^  . .  .  caduti C.  Iv.  11.  87. 

che  il  divino  seme  non  cade  in  ischiatta  ...  ma  cade  nelle  singulari 

persone C  iv.  ao.  41,  4», 

quando  1'  umano  seme  cade  nel  suo  ricettacolo C  iv.  ai.  33. 

là  dove  questo  seme  dal  principio  non  cade C.  tv.  99.  194. 

un  rìtraìmcnto  .  . .  con  paura  di  cadere  in  quelle C  iv,  95.  70. 

cagione,     perciocché  la  mia  donna  fu  immediata  cagione  di      .     .     .     .  K  M  7.  14. 

udendo  la  cagione  perch*  e'  piange V,  N.^  39, 

nella  McofMb  narro  la  cagione V.  N.Z.^ 


CAGIONE 


» 


Cile  SUB  hgila  dischicra  .  .  .  per  tal  cagiont CattM.  x.  146, 

Se  dò  Doo  fo&ac  per  cagion  di  guai Gww.  xv.  33. 

E  per  questa  ctgiotu  ...  mi  ncgù  il  suo  .  . .  salutare  .     .     .  K.  /V.  io.  9. 

e  <lofiuiMlaÌ]o  della  cagione .     .     .     .  K  iV.  i  a.  44. 

aclk  quali . . .  sieraificassi  la  cagiona  del K  W.  14.  70. 

nnarinniriTowfhè  per  la  su  ragionata  cagiom ...  sia K.  TV.  14.  97. 

vn  B  mantfrtf  la  cagiom  dì  questo  sonetto K  TV.  14.  100. 

•db  pnmm  dico  la  eagiom,  per  che K.  A^.  15.  43. 

paiiuhè  li  mgkm*  delta  ...  è  dilettevole  a  udire K  JV.  17.  9. 

ttòoccbè  degnamente  avca  r^^Mr  di  dire K.  /V.  aa.  54. 

E  Is  cmKMW  ...  è  die  quasi  (iiroDo  ì  primi K  W.  05.  40. 

^li^m  dico  ta  «Sfibrar  perchè  tolta  ne  fu K  ^.  33.  ad. 

^^'''Bt  •  ■  •  perfezione  molti  sono  privati  per  diverse  cagioni   .     .  Ci.  i.  13. 

re  aimìlmcnle  due  cagiom  intese  ........  C.  ì.  t.  aS. 

U  4iM  priine  di  queste  cagioni      ............  C  i.  i.  39. 

Alt . , ,  scnia  necessaria  eaghm  parlare C.  i.  a.  16. 

pi  nrffwsrie  tagiom  ...  è  coDcoduto.     E  intra  le  . .  .  cagiom  .     .  C  i.  a.  88,  90. 

*tnb  s  è  stolta  U  movente  cagione C  i.  a.  133. 

^  U  tagnmt  della  mia  scusa  mai  non  fosse  stata     .     .     .     .     .     .  C  i.  3*  t6. 

le  tmgioHi  sopraddette C.L3.  79. 

frCC^flOMI C  i.  4.  9. 

■pmtide . . .  è  (ogione  d*  invidia,  e  invidia  è  cagiomt  di  mal  giudicio  C  i.  4.  43,  44. 

_         puote  essere C  t  4.  86. 

■ao  tPB  mgtom C.  i.  5.  7. 

di  daifoc  «bbomincvoli  o^^m Ci.  11.6. 

t  pecora  per  alcuna  cmgtom  .  .  .  salta C  i.  1 1.  63. 

per  somigtianti  oijì'offi' C.ì.  II.  98. 

mg*09w  feci  mcnuonc C  i.  ii.  153> 

.  _    idi  amore  generative C.  ì.  la.  33. 

^'^f/Ut,  lo  •  .  .  sono  cct^'oiti'di  amore  accrescitive C  L  la.  05. 

*^  fHiMc  eagiomi  vi  sono  state C.  Lta.  a6. 

1*^  *  dsOe  flmioMf  stata  dell'  amore C  i.  za.  51,99. 

f*  **pKaddctta  tmgwm  .  .  .  mosse C.  1.  la.  54. 

^^^4i  è  a^fkfMT  d*  amore  generativa C.  i.  ex  ioz. 

|f^  Pnpri*  loquela  m'  t  sUU  eagtone  dell* C  i.  13.  ao. 

7^  4  secondo  una  coaa  essrrr  più  cagiom  efficienti C  i.  13.  a6. 

^^co  e . . ,  sono  cmgìom'  efficienti .  C.  L  13.  08. 

^^%  alcma  o^fiOMr  del  mio  oMcre C  i.  13.  36. 

^^»e  . . .  roooerae  tutte  le  cagiom'  generative C.  t  13.  70. 

^^■tu  h  atgitmr  al  Primo  Mobile  per  avere C.  ii.  4.  19. 

^^  «Setto  é  maK^ore  della  mgiom  ;  perocché  la  cagiom  non  può 

.      *•« C.  ii.  S  99.  »«»• 

^^*fau>  latelletto  aia  A^gww  di  tutto C  ii.  5.  soa. 

■lWt«ful  cbe  rcggjone  pifa  della  prima  Cagiom C.  ii.  6.  60, 

^  ^ad  ddb  era  quaggiù  04fK>Mtf  d' amore C  iL6.  1x8. 

^^  la  taal  o^fMMf  inconUnente C  ii.  8.  4% 

lo  suo  effetto CiL9.a9. 

toma  . . .  mgiom  di  maggiore  difetto C.  ÌL  9. 93- 

ta  cagmte  del  mio  . . .  parlare C  iL  zo.  7. 

^^«>M.  ..  é  UBO  smarrimento C  ìL  zi.  13* 

U  «miafK,  la  qnaJ  £  doppia C  ii.  la.  47. 

hn,  4ioo,  per  la  c^gmtm  che  dctu  è C.  iL  za.  49- 

Wfmk  occaltt  alterna  prescnu C  ii.  13.  s»* 

iadttiiuK .  .  .  concordano  che  ì  cicli  sooo  eagiom    .    •  C.  ii.  14.  90. 

G  a 


CAGIONE 


cagione,     si,  che  I'  acqua  *  donna  ...  per  cagiou  del  freddo  ....     Sest.  0.  30, 

Udendo  quol  cagt'oH  lui  fa  plorare P'.  N,  &,  aa  {Som,  uL  ft)*« 


cagione.     Cosi  dcUa  induzione  ...  le  scienze  sono  cagione C.  ii.  14.  39. 

nella  quale  dà  cagions  ...  di  più  amore C  li.  16.  58. 

la  quale  fu  eagiotu  .  .  .  propinquissima C.  ii.  x6.  63, 

che  ...  è  vedere  le  cagioni  di  quelle C  iì,  16.  88. 

ciascuna  forma . . .  procede  dalla  sua  prìma  cagiont .  .  .  siccome  nel 
libro  cU  Cagioni  è  scrìtto  ;  e . .  .  ricevono  diversità  .  . .  per  le 
secondarie  cagiottì .     .     .     C.  iii.  a.  06,  97, 

ritenga  della  natura  della  sua  cagiona C  iìi.  a.  36. 

Non  senza  tagione  dico  che  questo  amore C  ìiL  3.  1. 

sccondoch' è  scritto  nel  libiD  ^/&  C»^»i(>«( C.iii.  6.  4r. 

conosce  dunque  Iddio,  siccome  sua  oi^oit* C.  iiì.  6.  43. 

Iddio  è  universalissima  Cagioni  di  tutte  le  cose C.  iìi.  6.  46. 

sono  spczialissime  tngiom  di  quella C.  iiL  6.  54. 

s'  ella  è  nio  atto,  è  sua  cagione C  ìii.  6.  1 13. 

vccome  è  scritto  nel  libro  .  .  .  d*lU  Cagioni,  ogni  cagioni  infonde  D  e] 

sno  effetto  della  bontà  che  riceve  dalla  cagioni  sua       .     .     C  Hì.  6.  1 14,  1x5,  ix^ 

infonde  e  rende  .  .  .  della  bontà  della  cagioni  sua C.  ìii,  6.  118. 

lo  conduce  siccome  cagioni  propria C  iiì.  6.  134. 

Onde  è  scritto  nel  libro  rff//r  Carff«>iM C.  iii.  7.  17. 

per  alcuna  cagioni  alcuna  volta  è  licito C.  iii.  9.  50. 

per  più  fui^bw  puote  parere  noM  c/rMm C.ìii.  9.  ila. 

cosi  appaiono  molte  ca^Hi' per  le  ragioni  notate       ......  C.  iii.  9.  158. 

E  non  senza  cagioni  dico  :  c/ov'  eiia  mi  sinia C.  iii.  10.  33. 

della  vera  amistà  è  cagione  cflScìcntc  la  f^rf»  ;  cosi  della  filosofia  t 

cagione  efficiente  la  Verità C.  iiì.  1 1.  137,  X3ai  1 

per  tutte  le  sue  or^om' e  per  la  sua  ragione C.  ili.  iz.  xso. 

è  .  .  .  ragionata  la  cagioni  che  mosse  me C.  iii.  xa.  3. 

non  è  della  intenzione  della  cagiont C.  iii.  ta.  6t. 

per  modo  che  lo  effetto  è-  nella  cagione C  iìL  la.  89. 

veggendosi  essere  cagioni  di  lutto C  iii.  xa.  X14. 

quella  cosa  ...  eh'  è  per  sua  cagione^  e  non  per  altrui C.  ìii.  14.  99. 

la  malizia  ...  la  qual  cagione  è  di  odio C  iv.  1.  33. 

e  U  cagione  assegno C.  ìv.  3.  33. 

potentissima  cagioni  è  della  mia  mossa C.  iv.  a.  43. 

per  la  cagiotu  che  detta  è C.  iv.  a.  77. 

a  queste  guerre  e  alle  loro  cagioni  torre  via      ........  C  iv.  4.  33. 

La  forza  .  .  .  non  fu  cagione  movente ma  fu  cagione  strumentale , 

siccome  sono  Ì  colpi  del  martello fa^b»/ del  coltellu,  e  I'  anima 

del  fabbro  è  cagiotu  efficiente  e  movente  .     ,     .     .     C  iv.  4.  xao,  tat,  taa,  ti^ 

credono  quelle  essere  cagioni  di  Nobiltà C  iv.  8.  78. 

cioè  la  Nobiltà  essere  cagione  di  queste C  ìv»  8.  8tt, 

la  quale  equità  per  due  m^Mj'si  può  perdere C  iv.  9.  78. 

muitiplicata  la  cagiom^  multiplicato  è  1'  effetto C  iv.  9.  zia. 

poi  si  riprova  il  tempo  essere  cagione  di  Nobiltà C  iv.  10.  ai. 

ni  possa  essere  per  la  prenarrata  cagione C.  iv.  io.  103. 

«dunque  ...  il  crescere  desiderio  non  è  cagioni  di  viltà     .     .     .     .  C  iv.  la.  135. 

questo  cotale  ddalare  non  è  cagione  d'  impc:rfezione C  iv.  13.  ao. 

doe  TAgioni  :  1'  una,  che  è  cagioni  di  male C.  iv.  13.  94. 

Cagione  ì  di  maìf,  che  fa C  iv.  13.  95. 

che //Nf/'7  diceva  essere  ca^bH/ di  Nobiltà  . C  iv.  14.  4. 

conciossiachè  ,  .  .  tanto  £  più  cagione  di  bene C  ìv,  14^  63. 

Se  la  obblivione  ...  è  cagioni  di  Nobiltà C.  iv.  X4.  87. 


BS  -m^^F-  CAMBIARE 

'^•g^'^ì*      Ch'  io  non  ven  disturbassi  ogni  cagtcm^      .    .     .     V.  N.  38.  41  [Son,  xxi.  7), 

*"Mniff      Piii  forte  «ssai  che  la  axìcina  pietra St&t.  ì.  18. 

oddOL    perchè  ooa  Utrm  .  .  .  com'  io  per  lei  nel  caldo  borro     ....  Coha.  xiì.  6q. 

FmfptD  ft  o^i  augclf  che  'I  caldo  segue Cdmc  xv.  37. 

Q*  per  lo  tempo  caldo  e  per  Io  freddo Stsi.  x\.  9. 

Che  tempo  freddo,  ttUdo  ...  Mi  tien  giulivo S4st.  iiù  95. 

Ctltte.    Gina  *1  pasto  ver  luì,  tanto  glicn  €oU Caito.  x.  iia. 

Se  a  costei  non  ne  cai* Cmn».  xi.  69. 

saaM  donna,  a  cui  non  caU  Dcir  amorosa  mente Canm.  xiv.  68. 

Oraoooa  iDtii  in  ila  ed  in  non  cn/r dna.  xx.  15. 

Cfe  mi  b  non  c^tr  d*  ogni  altra  donna Stsi,  ii.  44. 

atee;    Non  U  a  tolse  qualità  di  gelo,  N£  di  cahr    .     .     .     V.  N.^,  59  {^CaftM,  ili.  19). 

il  col  CMKT  s*  adduce  Lo  ai^rr  e  la  luce Canm,  xìx,  75. 

die  il  tmhr  gli  tocchi S.  P.  xxxi.  14. 

£  BOQ  le  vai  perché  dorma  calaata San.  UL  7. 

Ben  ha  Ir  sue  sembiante  si  cambiata Som.  li.  5. 

dare  alla  Nobiltà  . . .  bontà  per  cagiottt C  ìv.  14.  108. 

ÉDDÉanDoci  senxa  cmgìoné C  ìv.  15.  106. 

pMCrde  .  .  •  siccome  elTetto  da  sua  cagiom C.  iv.  iB.  11. 

■teme  .  .  .  siccome  effetto  a  ntgion* C  iv.  xB.  16. 

hl|Éè  dell*  albero  ...  si  dee  principio  dire  e  cagton*  di     .     .     .     .  C  iv.  18.  50. 

fktumit  a^iomt  effetto  comprende C  iv.  18.  53. 

>Ma«  qiaaUn>  Io  cagront ,  ,  .  comprende C  iv.  ao.  95, 

ptrà  è  •critto  nei  Ubro  d4lU  Cmgtow C  iv.  ai.  90. 

la  simiUludioc  della  sua  tag»on* C.  iv.  33.  49. 

che  mai  bevesse  .  . .  del  Cagmano C  iv.  14.  1 17, 

Onde  vedcmo  la  cmlamùa  . .  .  ricevere  virtù     .....  C.  iii.  3.  18. 
tmà  enne  il .  .  .  marinaro  . . .  cala  le  sue  vele  . ,  .  cosi  noi 

dttwmo  mtmvt  le  vele  delle C  ìv.  98L  16,  ao. 

«  questi  nobili  calarvn  le  vele , C  iv.  a8,  63. 

Aristotile  ...  e  Senocrstc  (^cidomo  . . .  limarono  e  .     .  C  iv.  6.  133. 

Ila   che  r  arte  la  suo  strumento  del  caldo C  Ìv.  9.  x  19. 

4dilm«a«a«,  <hc  s' appropria  al  caldo  e  all'  umido . . .  GiovtfUut* . . . 

d  mie»  e  «1  mero C  ìv.  93.  lao,  xaz, 

ptnccM  *t  iWdrt  naturale  è  menomato  e C  iv.  84.  49. 

imn  . . .  easere  non  può,  rome  ...  1  fuoco  senza  caldo  .     «     .     .  C  iv.  39.  6. 

■^   «atte  r  aJtrc  cose  .  . .  avere  messe  a  non  ctdift C  iii.  14.  73. 

. . .  b  reale  dignità  mise  a  non  cal*r* C  iii.  14.  78. 

per  diritto  udU  si  dirizzasaono C  iv.  1.  75. 

>fcrtt>r»n  al  diritto  cmlU  dello  inteso  procesio C  iv.  7.  4. 

<mt . . .  per  direni  toHt ...  se  ne  vanno C  Ìv.  aa.  59. 

■«solo  «sAr  é  quello  che  noi  mena C  iv.  aa.  6a 

111 .  .  .  che  è  Bel  cnlort  naturale  del  seme .  C  iì.  14.  36. 

imo  —fsrr  é  rimilr  a  quello  del  fuoco C  ii.  14.  163. 

>•  mtao  datta  ...  e  del  céIo^  di  Marte ,    .  C  ÌL  14-  aoa. 

te  valMrMUo  ha  U  sUte  grandissima  di  cai^rs C.  iii.  5.  x88. 

B  Sole  tMte  k  cose  col  suo  cahr*  viviflca C  iii.  za.  60. 

*  l^ib  ♦  WifgHiu  e  autnjnmio  del  ra/orv,  che C.  ìv.  23-  7»- 

*  raapitr^  ^»  0gni  taluMnia C  iv.  15.  94. 

^o  pvoi^  ancora  nf/^"""'*^  1*  av\'crsarìo C  iv.  13.  53. 

**«*Ìirad    cll<^<^*"*** C.ìv.a4.i68. 

/WTT   ,.  '    ^irtì no  «o^wwwia/or»  della  verità      .     .     .  C  iv,  i».  114. 

^^k.^diP'^^^^^ r.iv.t6.7o. 


CAHRIARE 


cambiare.    Cf.  cangiare. 

camera.     Che  M  buon  col  buon  sempre  camera  tiene Csmjl  xiv.  91. 

cammino.     Cui  è  scorto  il  camMÌHO  e  poscia  1'  erra C.  tv,  Cmtts.  uL  39. 

£  sanno  lo  r«rmmm,  siccome  quelli  Cbe CatM.  xiv.  aoL 

Onde  *1  cammino  al  bel  giorno  mi  piacque Cans.  xv.  56. 

sì  rìnnovclli .  .  .  Per  ciascuno  cammino Bali.  iv.  9. 

Cavalcando  1*  altr'  icr  per  un  cammino K  AT.  9.  44  {Son,  v.  1), 

Che  ai  conviene  omai  altro  cammino  AJIa Son.  xxxiv.  3, 

cambiare.    C/.  cangiare. 

ramfìirt,     quanto  fa  bel  cambio  chi  dì  queste  . . .  cose  dà C  iv.  11.  xi6. 

Lo  carnàio  ogni  di  si  può  Tare C.  iv.  ti.  119. 

camera,     lo  quale  dimora  nella  segretisuma  camura  del  core  .     .     .     .  K  ÌV.  a.  ai. 

il  quale  dimora  nell'  alta  camrm V.  N.  ^.  a^. 

e  ricorsi  al  solìngo  luogt)  d*  una  mia  awura    ........  ^.  A^  3.  33. 

che  mi  parca  vedere  nella  mia  eanttra  una  ncbula K  AT.  3.  aS. 

mìsimì  nella  mia  cattura  là  ove V.  N.  la.  7. 

mi  parca  vedere  nella  mia  catnera V.  N,  la.  15. 

anti  che  io  uscissi  di  questa  camera K  /V.  ix  76. 

mi  ritornai  nella  camera  delle  lagrime K.  M  14.  65. 

mi  parca  tornare  nella  mia  camita V.  N.  33.  79. 

altre  donne^  che  per  la  cometa  erano V.  N.  33.  91. 

nella  camera  de'  suoi  pensieri C  i.  a.  30. 

la  quale  fosse  camera  del  Figliuolo  di  Dio C  iv.  5.  38. 

quando  si  trova  la  sua  cantera^  cioè  1'  Anima C  tv.  30.  49^ 

Camilla     Chi  dirà  di  Cami/lo C  iv.  5.  134. 

camminare,     colui  che  .  .  .  non  fosse  bene  camminato  .     .     .     .     .     .  C.Vr.  ^.  84. 

pochi  per  mal  camminare  compiano  la  giornata C.  iv.  13.  66^ 

Quanta  paura  è  ...  in  catntmttattdo C.  iv.  13.  9& 

per  cbe  via  sia  da  catnminart  a  cercare C,  iv.  x6.  38. 

è  da  vedere  com'  t  da  catntninan  a  trovare C.  iv.  16.  100. 

\k  ove  tanto  cntnttrinato  avete C.  iv.  a8.  58. 

camminatore.     Io  buono  mmmmn/or/ giugne  a  termine C.  iv.  la.  197. 

se  vóto  camminatori  entrasse  nel  cammino       ........  C.  iv.  13.  xo8, 

cammino,     il  quale  sen  già  lungo  questo  oatiitftino K.  W.  9.  ao. 

che  .  .  .  m*  avea  nominata  nel  cammino  de'  so^irì  ......  V.  N,  to.  3. 

la  quale  io  ti  nominai  nel  cammmo  de*  sospiri V.  N.  xa.  ^ 

cbe  non  sa  per  qual  via  pìgli  il  suo  cammino I^.  A^.  13.  37. 

passando  p»er  un  cammt'tto  .  .  .  giunse  a  me K.  A^  19.  a. 

a  entrare  nel  nuovo  camtnino C  i.  io.  16, 

con  ispcranza  di  dolce  cammino C  iì,  1.  8. 

luce  nel  cammino  dì  questa  brevissima  vita C  lii.  15.  195. 

alla  gente  che  per  mal  cammino  andavano C.  iv.  I.  74. 

che  la  nave  .  .  .  per  dolce  cammino . .  .  correa C  iv.  5.  68h 

pongo  esemplo  del  cammino  mostrato C  ìv.  7.  53. 

per  lo  diritto  cammttio  si  va  là  dove  intende C  ìv.  7,  68^ 

per  suo  difetto  il  catnmina  .  .  .  erra C.  iv.  7.  73. 

chi  non  ragiona  il  camiftino  che  far  dee C.  iv.  7.  ia6. 

nel  nuovo  e  mal  non  fatto  cammino  di . . .  entra C  iv.  la.  153. 

cosi  questo  cammino  si  perde  per  errore C.  ìv.  la.  x8l. 

cosi  nella  vita  umana  sono  diversi  camtnini C  ìv.  la.  18^ 

cantando  e  .  .  .  fanno  lor  catnmino  più  brieve C.  ìv.  13.  Z07. 

se  v6to  camminatore  entrasse  nel  cammino C  iv,  13.  X09. 

per  lo  rammmo  diritto  è  da  \'cdere •     .     .     .  C  Ìv,  16^  zia. 

due  Felicità,  secondo  due  diversi  cammim C  iv.  17.  87. 


07  ^^^^^^^  CANTO 

^iMmÈnA     Poi  ti  dimostrerò  *1  cammtM  perfetto S,  P.  xxxì.  6i. 

cbe  .  .  .  mi  conduca  Nel  diritto  mmmf'n S,  P.  cxlii.  54, 

I  OOptre.     Ond'  io,  che  per  aint/>ar  la  mirai  Rao Ball.  vi.  ao. 

!  Gtm/tfjiti  un  spirto  vivo  soUmcnte F.  AT.  16.  30  {Som,  ix.  7). 

DiUc  ...  noi  alme  ...  Ci  ^ardi  e  campi  ]o  Spirito  Santo    .     .     .  P.  F.  65, 

OiL    lo . . .  p«ne.  Che  non  si  perde  al  autt Oihm.  x.  81. 

(■liiUB,     E  't  mio  disio  però  non  cangia  il  verde     .......  StJft.  i.  4. 

cari  tm^g$w§òÒ€t  come  il  verde  Color  cangia  segala  la  beli'  erba  .     .  Sest.  iv.  11,  la. 

ifte . . .  L>o  face,  come  vuol,  vista  cangiare V,  N.  i^  loi  {Ball.  i.  aa), 

H  Ond' k>  mi  otnfM)  in  figura  d*  Altrui T.  W.  14.  90  (Som.  vii.  la). 

V  Qr.  ounfatere. 

oitfvc.     Dopo  la  qua]  cantavan  tutti  :  Osanna    .     .     «     •     K.  A^  93.  168  {Canm.  ti.  61), 

Di  questo,  in  cui  onor  lassù  si  canta Cans.  xvìL  60. 

lo  cgmitrò  cosi  disamoralo  Contr*  al  peccato Ca$is.  xix.  7. 

U  scusa  mio,  la  qua)  tu  canti V,  N.  in.  ha  {Ball,  L  3), 

tic  crnnftìnJo  Vostro  6n  pregio  muido BalL  iv.  4. 

\mmlimm0  gli  augelli BaJI.  iv,  10. 

lo  mondo  canti . .  .  Vostra  altezza  pregiata Ba//.  iv.  14. 

'D  voo  cantar  sottile  Dicca BaJl.  viii.  8. 

uon  la  canterà «    .  Bali,  vili.  03. 

Ora  che  ...  gli  augcllenl  cantando,  lor  gride  . .  .  Fanno  ....  San.  xlii.  6. 

Sctomc  santa  Chiesa  aperto  canta P.  F.  3^, 

V  ore  mntare  ...  a*  preti  perlìen  volger  tai  ruote P.  F,  140. 

Ab  1).     E  li  gli  scrviran  con  dolce  canto S.  A  ci.  87. 

HÉOOw     ntiie  o  ,  .  .  fii  più  per  quello  cammino  procedere  ....  C*  ir.  t7<  197. 

éà  f  moo  tiene  un  cammino,  e  1*  altro  un  altro C  iv.  99.  55. 

JM  Mprebbc  tenere  il  buon  cammino C  iv.  04.  225. 

^iaétmédicc  ti  cammino  ckt  àa /aito C  ìv.  aS.  li. 

cfae  viene  di  lungo  cammino C  iv.  aS.  35. 

le  pare  di  eammtno C  iv.  a8.  53. 

Km  non  fossi  per  cotale  rnmmiMO  passato C  iv.  98.  93. 

Pogniamo  che  Gherardo  da  Cammino  fosse  stato     *     .     .  C  iv.  14.  1 15. 

é  dot  cb*  Gherardo  da  Cammwa  fosse  vile  uomo C  iv.  14.  1 19. 

Viene  aliuno  dall'  una  parte  della  campagna C  iv.  7.  64. 

per  U  quale  eamptamo  da  eternai  morte C  iii.  7.  159. 

h  Fniocp»:hÌ  ,  .  .  prendeano  di  furto  Campidoglio   .     .  C.  ìv.  5.  tóa. 

^^^^Sf9^    eesK  r  erba  multipUca  nel  tampo  non  cuUivato   .     .     .     ,     ,  C.  iv.  7.  19, 

^^^^■liskrt  oouii  cosi  trafogliùso  campo  sarchiare C  iv.  7  99. 

^^^^Btbn  phtmtrB  è,  con  certi  rmmpt C  iv.  7.  57. 

^^^^Klaat  sndn  . .  .  per  lo  tmmpo  asw  è  manifesto C  iv.  9.  105. 

^^^KiBciaccbè  .  .  .  tenga  b  campo  della  mente C  iv.  9.  163. 

^r     ^*tti&    r  uno  ponto  è  *l  principio  del  Cancro C  iii.  5.  S4t. 

'      *MttM»    Eaaa  é  oPM/onr  dell' etema  Luce C  iii.  15.  54. 

^*>   ao«  «a  ■*  «  cane  o  lupo C  i.  6.  44. 

^^^A|flnk    feéccowc  ...  la  masna  . .  .  cangert^  colere C.  iv.  29.  lai. 

^^^■m»  cha  MNfmMv  il  aooie C.  iv.  39,  194. 

■     SMninii    r  una  e  r  slm  Ragione,  Ctmmica  dico  e  Civile   .    .    .    .  C  iv.  io.  100. 

<Vteni.    partami  (he  tiae^ti  BStgcìÀ  cùniaàMto  %\oTÌo%amtf^lt     .     .     .  K  ^.  03.  53. 

^tfeW.  «^awa /j  cjn/one  -  .  -  *<5  «••  ■*  "'«^«»" C  ÌÌ.  la,  11. 

'"^"^  '  '  '  6f,oo  lor  cammino  piU  brievc C  iv.  13.  106. 

^■"'A    *A|jw,     '  ,  ,  ^  Éttf^*>  "»'  P**"**  ^^'^  fosaero  queste  .     .     .     I-.  Af.  33.  54. 

émmmàt£ykdelìoroi^  C  ì.  5.  96. 


CANTO 


canto  (a).    Che  già  ruggir  non  posso  in  alcun  comìo Som.  xlviì.  8. 

canzone.     Cantone^  io  so  [che  ta  girai  parlando]  .     .     K  /V.  19.  76  (Cane.  i.  57),  98,  i^u 

Pietosa  mia  canaone  [,  or  va  piangendo]      .     .     .V.  N.  33.  ao,  38,  iil  {Cane,  iii.  71). 

Cansone^  V  credo  che  saranno  radi  Color C  iì.  Gzfls.  i.  53. 

Caruonf,  e*  par  che  tu  parli  contraro C  iii.  Canz.  ìu  73  ;  9,  ar, 

Contra  gli  erranti,  mia  Canson,  n*  andrai     .     .     .  Cvt.  Coita,  iii.  141  ;  3.  xa  ;  3a  15. 

CauMOfit^  a'  tre  men  rei . . .  Te  n'  andrai CaxaL  ix.  76. 

Canton*,  presso  di  qui  è  una  donna Catta,  x.  148L 

O  montanina  mia  raneoM,  tu  vai     . Cans.  xi.  76, 

canto  (i).     siccome  veder  sì  può  in  quel  tanto  del  Profeta C.  iì.  t,  58. 

con  certa  parte  del  tanio  ad  essa  si  ritornasse,     , C  ii.  la.  ix 

siccome  si  vede  .  .  .  nelli  canti C  ii.  14,  183. 

canto  (a),     levando  1'  ultimo  canto  del  pentagono C.  iv.  7.  146. 

perocché  da  ogni  eanìo  sono  in  nostra  podestà C  iv.  17.  aow 

canzone,    cominciai  una  canzone  con  questo  cominctamento  .     .     .     .  K.  TV.  19.  17. 

Questa  canzone  ...  la  dividerò  più  artificiosamente V,  N.  j^.t^ 

quello,  che  da  questa  mia  oanxon^  desidero     ....  .     .     .  V.  tf.  i^,  144. 

a  più  aprire  lo  intendimento  di  questa  raruot» K  ^.  19.  148. 

Appresso  che  questa  canzone  fu  .  .  .  divolgata K.  iV.  ao.  I. 

e  però  ne  dissi  questa  caruorw K  W.  as.  197. 

Questa  raneone  ha  due  partì K  iV.  93.  aia. 

cominciai  allora  una  canzone V.  N.  38. 13. 

Io  era  nel  proponimento  ...  dì  questa  canzone   .......  K.  W.  39,  5. 

però  proposi  di  fare  una  canzone .  V.  N.  39.  6. 

Acciocché  questa  niM.»7fi/ paia  rimanere  ...  vedova K  W.  3a.iu 

che  questa  cattivella  consone  ha  tre  partì V.  N,  33,  (5, 

nella  tzrza  parlo  alla  canzone  pietosamente V.  N.  33,  17. 

parlo  a  questa  mia  canzone K.  /V.  38.  39. 

Poiché  detta  fu  questa  eatiBone K  A'.  33.  l. 

però  .  .  .  dissi  due  stanze  di  una  canzone V,  N.  34.  8, 

Questa  amzone  e  questo  sonetto  gli  diedi V.  N.  34.  16. 

La  canzone  eomincìa  ...  ed  ha  due  parti K.  iV.  34.  tS. 

che  in  questa  canzone  si  lamentano  due  persone ,  V,  N*  34,  34. 

cioè  quattordici  Canzonici  di  amore,  come  dì  virtti  materiate      .     .  C,  ì,  1.  Z04. 

quella  che  .  .  .  mostrano  le  Coneom' predette C.  i.  i.  X3(x 

chi  legge  le  soprannominale  CatieoHi Ci  a.  IK9. 

il  difetto  delle  Cr)*(«>fif' sopraddette C  i.  3.  ix. 

di  servo  alle  infrascritte  canzoni C  t,  5.  38, 

poiché  le  Canzoni  sono  Volgari C.  i.  5.  43. 

non  .  . .  soggetto  alle  Canzoni^  ma  sovrano C  i.  5.  109. 

òoggrtfo  alle  canzoni  Volgari C.  i.  6.  a. 

se  ...  le  Canzoni .  .  .  sono  Volgari C.  i.  7.  09. 

Questo  signore,  cioè  queste  Canzoni C.  i.  7.  69. 

alle  nominate  Canzoni  aprire  e  mostrare C  i«  8.  4. 

la  sentenza  delle  Canzcm  alle  quali  fatto  è C.  i.  9.  49. 

per  lo  desiderio  d'  intendere  queste  Canzoni .     .  C  i.  io.  66. 

le  infrascritte  vivande  delle  Canzoni Ci.  13.  79. 

sopra  ciascuna  Canzone  ragionerò  prima .     .  C  ìL  t.  lax. 

Alto  intendimento  della  qual  Cansvne C  ìi.  a.  49. 

dico  clic  la  Canzone  proposta  é  contenuta •  C  ìL  a.  58. 

la  prima  parte  della  proposta  Canzone C  iL  7.  4. 

in  tutta  questa  Canzone  ...  il  cetre  sì  prende    . C  ìL  7.  !&. 

della  prima  parte  della  Canzone C  ii.  7.  109. 

nel  verso,  eh*  é  ...  '1  terzo  della  Canzone C  ii.  8.  14. 


89  CANZONE 


CantOH^  vattene  dritto  a  quella  donna Cane.  xìì.  79. 

Cameon  mia  bella,  se  tu  mi  somigli Canz.  xiv.  81. 

CtìMsoMj  or  che  sarà  di  me Cane.  xv.  66, 

Cansotif,  il  tuo  andar  vuol  esser  corto Catta,  xvi.  66. 

Canstm^  tu  vedi  ben  com'  è  sottile Catta,  xvii.  61, 

Tu  te  n'  andrai,  canzofu,  ardita  e  fera Cat%z.  xviii.  61, 

Canzone  ;  a-  panni  tuoi  non  ponga  uom  mano Cane.  xx.  91. 

canzooe,     tutto  quello  che  in  questa  Cansonr  dico C  ii.  xx.  94. 

le  parti  principali  di  questa  Canzone C  ii.  la.  3. 

io  mi  ri\-olgo  . .  .  alla  Canzone  medesima C  ii.  xa.  5, 

ai  chiama  in  ciascuna  canzone  Tornata C  ii.  la.  8. 

perchè,  cantata  la  cattzone  ...  ad  essa  sì  ritornasse C  ii.  xa.  ix. 

rade  \*oIte  la  posi  coli*  ordine  della  Canzone C  iì.  xa.  15. 

alcuna  cosa  in  adornamento  della  Catuotte C  ii.  xa.  x8. 

la  Òontà  di  questa  Cansotte  fosse  malagevole C  iì.  xa.  a8. 

parremi  mestiere  alla  Cafuorw C.  ii.  xa.  33. 

«Ila  Canzone  vanno  le  parole C.  ii.  xa.  43. 

Dico  adunque:  Io  credo,  CdnxoM/ C  ii.  xa.  45. 

la  sentenza  di  questa  Canzone C.  ii-  xa.  61. 

la  littcnilc  sentenza  della  prima  Can-sorf^ C.  ii.  xa.  70. 

nel  parlare  della  proposta  Canzone C  iì.  13.  56. 

del  primo  \'crso  della  Catuotte  proposta C  ii.  16.  X4. 

Tutto  r  altro  che  segue  poi  di  questa  Canzotte C.  ii,  x6.  96. 

Questa  Canzotte  principalmente  ha  tre  partì C  iii.  x.  xoo. 

dirizzando  le  parole  alla  Catizotte C.  iii.  x.  X09. 

che  a  proemio  di  questa  Canzotte  fu  ordinata   ........  C.  ììi.  a.  a. 

la  prima  parte  principale  di  questa  Canzotu C  iii.  4.  xa5. 

la  seconda  parte  principale  di  questa  Cattzotu C.  ììi.  8.  ai3. 

le  dut-  parti  dì  questa  Cattzotte  .  .  .  sono  . .  .  ragionate C  iii.  9.  3. 

nella  quale  io  intendo  purgare  la  Canzotte C.  iiì.  9.  6. 

E  però  mi  volgo  alla  Canzotte C  iii.  9.  15, 

ultimamente  parlo  alla  Cattzone C.  iii.  9.  a7. 

O  Camotte,  che  parli  dì  questa  Donna C.  iii.  9,  31. 

r  anno  medesimo  che  nacque  questa  CtiM«OM« C.iii.  9.  149. 

in  ciò  s*  intende  assai  che  questa  Canzone  considera C.  iii.  xo.  30. 

impongo  alla  Canzotu  come  ...  sé  iscusì C.  iiì.  io.  43. 

che  quelita  Cattzone  da  quella  Ballatetta  si  disconla C.  iii.  io.  48. 

(•«■r  >o  modo  eh'  io  dico  che  domandi  questa  Catuone C.  iii.  xo.  83. 

mclti  che  si  dilettano  in  dire  Canzoni C.  ììi.  11,  98. 

la  ragione  che  mosse  me  a  questa  Canzone C.  ììi.  la.  3. 

U  Vira  sentenza  della  presente  Catt£ow C.iii.  15.  197. 

rr'TTiinciai  una  Canzotte C.  ìv.  i.  76. 

pcrr<cl:è  in  questa  Canzone  %*  intende C  iv.  i.  83. 

*,  -'  Ha  che  nella  precedente  Catuone  è  ragionata C  iv.  i.  94. 

d'Ila  r,;:ilc  trattare  la  proposta  Canzotu  .  . .  intende C  iv.  i.  98. 

Lk  •#  r.tcn/a  della  proposta  Canzotu C.  iv.  3.  3. 

r.tiij  tfrza  ^i  vnlgc  il  parlare  alla  Cattzone C  iv.  3.  8. 

Oh  c<. iT-.c  è  grande  la  mia  impresa  in  questa  Canzone C  iv.  7.  a8. 

U  ir  TìUnza  dei  secondo  verso  della  Catuotu C  iv.  7,  i$a. 

*err..  a  quel/a  p^^^  ngìon^rc  della  Canzone C.  iv.  io.  4. 

disputasi  e  npfoj     .  „,-  U  presente  Catuotu C  iv.  13.  166. 

prrUhro.  "'»«  Oi^^w"' h*  "provato C.  iv.  15.  a. 

,...i.c./.a^;<'''cn/a/*C^.^^  P Civ.15.45. 

per..  d/«  i  (-^  o*',g"a''^^.        eia  Cowo«* C  iv.  15.  86,  89 


CANZONE 


canzone.     Catuotu^  io  porto  nella  mente S*st.  ii.  6i. 

Capaneo.     E  la  divoran  Gj/«im«oc  Crasso   . ,  Gp««:  zvììi.  70. 

capello.     Che  ne*  biondi  rapenti ,  ,  .  Metterci  mano  .......  Cans.  xti.  63, 

capere.     V  angoscia  che  non  cap*  dentro,  spira Catta,  xL  aS. 

Sono,  che  .  .  .  Credon  captrt^  Valere  —  I& Oika.  xùl  ar. 

canzone.     Guido  GninizeKi  in  una  sua  Catuong C  ìv.  ao.  68. 

questa  Cantone  ha  Ire  parli  principali C.'w.  30.  3, 

senza  lo  proemio  del  Trattato  della  CanaoHi    ........  C  iv.  30.  9. 

la  quale  per  Tornata  di  questa  Catieotte  fatta  fu C  iv.  30.  13. 

Questo  Cantra  gii  erra» ti  .  ,  ,  à  nome  d*  està  Cansone  .....  C.  Iv.  30,  aó. 

a  cautela  dico  e  comando  alla  Cantone C.  ìv.  30.  45. 

questo,  che  ncU'  ultimo  di  questa  Cantone  si  d& C  ìv.  30.  65. 

capacità,     sempre  attrae  la  tapaciià  della  nostra  natura C  ìiì.  13.  93. 

L-hc  solo  colla  infinita  fd^acf/à  r  infinito  comprende C  iv.  9.  33. 

capedtade.     la  quale  .  . .  passava  e  redundaw  U  mia  eapaàtade    .     .  K.  /V.  11.  39. 

capello.     Democrito  ...  né  capetti^  né  unghie  si  togliea C.  iii.  14.  75. 

capitolo,     resta  in  questo  capitolo  a  mostrare  . C  ì.  4.  4. 

ciò  che  si  promise  nel  principio  del  Capitolo C  1.  7.  105. 

in  questo  capitolo  intendo  mostrare C.  ì.  6.  49. 

che  di  sopra  in  questo  capitolo  sono  nominati C.  i.  9.  58. 

di  ciò  farò  al  presente  speziale  Capitolo C.  i.  10.  108. 

manifestato  ò  di  sopra  in  altro  capitolo    . C  i.  la.  98. 

siccome  nel  primo  Capitolo  è  narrato C.  ii.  z.  Z4. 

Poìcir  il  mostrato  nel  precedente  capitolo C  ii.  5.  a. 

nel  terzo  rii/f'/o/o  dì  questo  Trattato C  ii.  7.  a. 

nelli  tre  precedenti  m/i'/o&' è  ragionato C.  iù  7.  6b 

come  detto  è  nel  precedente  capitolo C  il.  ft,  6a. 

nel  seguente  ca/H>o/ù  si  ragionerà C.  iL  9.  137. 

nel  seguente  capitolo  si  dichiarerà C  ii.  xa  8a. 

Nel  precedente  Gi^'/o/o  è  mostrato (7.111.6.1. 

quello  che  detto  è  di  sopra  ncll'  altro  Capitolo C  iii.  B.  197. 

Nel  primo  Capitolo  di  questo  Trattato  é  .  .  .  ragionata C.  iii.  la.  s« 

Nel  precedente  Capitolo  ...  è  commendata C.  iii.  15.  <• 

siccome  nel  decimo  Capitolo  del ...  si  può  vedere C.  ìv.  a.  31. 

la  cagione  che  delta  *  nel  precedente  Capitolo      ..,,..,  C.  iv,  a.  7B, 

dice  santo  Jacopo  ...  al  quinto  Capitolo C  ìv.  a.  84, 

Di  quelle  ...  in  Capitolo  speziale  é  da  trattare C  iv.  3.  74. 

in  questo  Capitolo  ,  .  .  ciò  trattare  non  si  potrebbe C  iv.  4.  i^t, 

perocché  ...  li  lunghi  aipitoli  sono  nemici  della ,     .  C.  ìv.  4.  133. 

(arò  ancora  digressione  d'  altro  Capitolo C.  ìv.  4.  Z35. 

nel  cominciamento  di  questo  Capitolo C  iv.  5.  iz. 

nella  fine  del  precedente  Ctx/h'/o/o C  tv.  5.  8z. 

nel  terzo  Capitolo  di  questo  Trattato  promesso  fu C.  ìv.  6.  z. 

Salomone  ...  nel  vigcsimo  secondo  Capitolo  de' C.  iv.  7.  95. 

dice,  nel  quarto  Capitolo  del  detto  Libro C.  iv.  7.  98. 

dice  Salomone  nel  quinto  Capitolo  dei  Proverbi C  iv  7,  130. 

per  proprio  Capitolo  .  .  ,  intendo  ciò  mostrare C.  rv.  8.  153. 

quello  che  .  .  .  nel  quarto  Capitolo  di  ...  é  ragionato  .     .     .     .     .  C.  iv,  9.  6, 

perchè  questo  Capitolo  è  alquanto  produtto,  in  Capitolo  nuovo  .  .  • 

é  da  rispondere C  ìv.  ta.  ao6,  ao?. 

fatta  .  . .  nel  tcno  Capitolo  del  presente  Trattato C.  ìv.  16.  18, 

siccome  in  questo  Capitolo  di  sopra  si  dice C  iv.  16.  lai. 

Nel  precedente  Capìtolo  *  determinato C  tv.  18.  1. 

«crome  ...  nel  scltimn  Capitolo  del  ...  ai  ragiona C  tv.  ao.  33. 


9'  ^^^^^^^^^^^^^  CARO 

vmia,  Per  non  veder  la  geotCt  a  capo  chino     .     .     .     .     K  A^  g.  51  (Som.  v.  8). 

w^o,  che  'I  mio  capo  rùcc  Sotto  Y  iniquitade  e S.  P.  xxxvii.  13. 

9dj.     Uo  sol  pcnsicr  d*  amore,  end'  io  son  carro       CanM,  xv.  tx. 

Fcasando  eh'  io  son  cano  di  grrtn  pesi S.  P.  xxxvii.  la. 

Che  tutti  i  nttriAi' sostenere  .  .  .  De*  1'  iiomo Can»,  zvì.  33. 

CBrpiw     E  per  Io  cargo  grande  e  grave  e  grosso 5.  /*.  vi.  13. 

SfK  Xu  diacarghi  il  cargo  che  mi  preme S.  /*.  vi.  a8. 

fìace  Sotto  1'  iniquitade  e  'I  greve  cargo      ...,,.,.,  S.  Z'.  xxxvii.  14. 

Perche  sarebbe  di  ran/à  vedo /*./*.  177. 

Libera  me  dalla  carnai  malizia S.  P.  ì.  55. 

Che  1  cuoio  (ari  vendetta  della  come Soh.  Uìì,  4. 

E  (masi  a  tempo  eh'  è  téma  dì  carnt Son.  liii.  la. 

La  cBnv  mia  aempr*  è  siala  privata  Di £.  P.  zxxvii.  7. 

Lm  tmmt  mia  è  senza  sanitate S,  P.  xutvii.  85. 

Si  cb'  io  ho  per»c  con  la  cantr  V  ossa S.  P-  calli.  15. 

Credo  che  '1  6glio  umana  mrnt  e  vita  Mortai  prendesse    .     .     .     .  /*.  Al  19. 

Ad  ■•pvtUr  che  Dio  prcndease  canw  Umana P.  /*.  37. 

E  oa  lotta  U  otrar,  eh*  ebbe  qui ...  se  ne  gì P.  F.  4^ 

La  «inv  nostra,  al  mal  pronta  tuttora.  É  stimolata P.  F.  145. 

<Sa  loro  abbiam  la  tnryt*  umana P.  F.  165. 

O  «am  ancella  e  pura CanM.  x.  39. 

In  chiarire  é  in  questo  speziale  Cfi/>f'/b/D     ,     .     .    .     ,     .     .  C  iv.  ai.  5. 

detto  è  di  sopn  nel  sesto  Capitolo  del C.  iv.  03.  141. 

lungo  è  stato  il  Capitolo  presente  . .  .  per  altro  Capitolo  le 

nhre  cose  sooo  da  ragionare C.  iv.  34.  1B4,  285 

lo  thm  dì  sopra  nel  ventiduesimo  Capitelo  di  questo  Trattalo  si 

.     •    • C  iv.  a6. 34« 

d!     sopra    nel    teno     Capitolo     di     questo    Trattato    ai 

C  iv.  30,  i, 

hpfiaa  comincia  nel  Gf)WifpJb  predetto .  C  iv.  30.  5. 

1»  prtawàù  . . .  che  in  due  Capitoli  si  comprese C  iv.  30.  9. 

la  qocsAo  trentesimo  e  ultimo  Capitolo  ...  è  da  ragionare .     .     .     .  C  iv.  30.  11, 

principiando  ancora  da  capo,  dico C  ii.  13.  4. 

la  stcQa  gli  sarebbe  sempre  sul  mezio  del  rapo C.  ìii.  5.  85. 

r  «eoo  che  è  lutto  nell'  acqua  fuori  del  capo C.  iìL  7.  54. 

gli  Albani  .  .  .  per  lo  capo  del  regno  combatterò       ....••  C  ìv.  5.  158. 

Cft^rtOOniQk     r  altro  é  Q  prìoripìo  del  Capricorno C  iii.  5.  143. 

Mida  U  libro  iJtlU  quattro  Virtit  atrtknati    .     .     .     .  C  ili.  8.  108. 

Canta  li  propria  atrìtà  ne  inganna CLa,  60. 

per  la  tmrUà  dell'  amico C.  j.  3.  55. 

ii^non  di  tanià  li  fa  passare CL3.  60, 

9«r  lo  teganno  che  ricew  dalla  nrnAi C.  i.  3.  66. 

in  anann  e  fcrveottjalma  Canta  dello  Spirito  Santo C.  iì.  6.  6^ 

Iddfe .  •  r  per  carità  della  sua  perfezione,  infonde    .*•...  C.  iii.  6.  104. 

ciaè  ardore  d^  amore  e  di  €arttà C  iii.  8.  148. 

fV^adla  aaace  V  opemàoat  della  carità C,  iii.  14.  136. 

Ciarla .«.  per /»n)^  dcJk  patria  rifiutare   . C  iv.  3.  iia. 

da  toeSsbilc  Carità  vengono  questi  doni,  e  la  divina  Carità 

appnpr^ C  iv.  ai.  106,  107. 

^CivacM  una  lUtnnia  di  uaitadt K.  iV.  11.  4. 

«ncr^^         ^^^|.^  ^tfn'iì'^^tv  paniooi Cii.it.  46. 

^    ^*^'^(MoeFe^^^^^^' C.iv.6.i8fl. 

•*  Vcfli  i^mta.  »>  rami,  t  Circoncisione    .     .  .  C.  iv.  a8.  77. 

-I-«V^''*"''^       iTedisl'cUoalei K  AT.  34   no. 


CARO 


caxo.     Qual  .  .  .  Volge  il  donurc  in  vender  tanto  mro Onw.  x.  lUì. 

Che  sol  per  lei  servir  mi  tengo  caro Caftv.  xiv.  aj. 

Che  quel .  .  .  Per  I*  immagine  sua  ne  lien  più  ran* Catu.  xvi.  a6. 

Cosa  non  è  che  costi  tanto  oirxi '  ,     .     .     -  Cans.  xvi.  38. 

Per  s*  è  rar  tenuto Canx.  xìx.  laj. 

[Sicch'  io  Io  intendo  ben,]  donne  mie  car* .     .     .     K  W.  43.  38^  60  {Sori.  xxv.  14), 

Ma  di  te,  caro  amico,  sì  mi  duole Soh.  xxxvij.  xx 

Da  quel  signor  che  sopra  gli  altri  è  caro Soru  xlìì.  13. 

o  Signor  caro S,  P.  xxxL  19, 

casa.     Queste  .  .  .  Venute  son  come  a  casa  d*  amico Con»,  xx.  17. 

Messa  1'  avrc'  in  casa  il  conte  Guido Soh.  \u,  14. 

cascare.     Che  più  casnir*  non  mi  lascerai S.  P.  xxx\ni.  59. 

caateUo.     Del  mìo  casHÌh  trapassare  il  fosso S.  P.  xxxvii.  45. 

castigare.    Colpa  è  della  ragion,  che  noi  castiga Oms,  x.  95. 

casto.     E  \-i\-a  casto  e  di  lussuria  mondo P.  F.  167. 

castrone.     Ma  peggio  fìa  la  lun£a  del  matrone Son,  liii.  3. 

catena.     Là  .  .  .  una  catena  il  serra  Tal,  che C'aNa.  xi.  63. 

caro,     la  mia  voglia  dì  .  .  .  cara  liberalità  è  qui  seguace C  ì.  >.  140. 

se  per  trasmutare  non  diviene  più  caro  ;  uè  più  caro  può  venire     .  C  i.  8.  78,  79^ 

nulla  cosa  pìij  cara  si  compera C  i.  8.  laa. 

si  airo  costa  quello  che  si  priega C.  i.  8.  laS. 

carro,     diccanu  che  il  carro  del  sole  avea  quattro  cavalli C  iv.  23.  134. 

carta,     a  guisa  che  fa  la  nostra  lettera  in  sulla  caria  umida     .     .     .     .  C  iii.  9.  141. 

Cartagine.     Regolo,  da  Carlagmt  mandato  a  Roma C  iv.  5.  135. 

Cartaginese,     per  commutare  li  presi  Oiryd^i'Hr.M  a  sé  e C  iv.  5.  laÓ. 

casa,     se  non  chi  va  verso  la  cas^i  dì  santo  Jacopo K.  M  41.  401, 

in  quanto  vanno  alla  rtua  di  Galizia V,  N,  41.  47. 

chi  tiene  la  citara  in  casa C  i.  9.  34. 

per  le  finestre  d'  una  casa C.  ì.  la.  a. 

fatto  lu  fondamento,  siccome  nella  casa C  ii.  x.  97. 

cosi  una  cam  .  .  .  richiede  una  vicinanza    .........  C  iv.  4.  la. 

Le  quali  sono  tribulazioni  .  .     delle  casé  ;  e  per  le  casf,  dell*  uomo  C  iv.  4.  99,  sa 

in  questo  amore  le  cau  prendano  ogni  loro  bisogno C.  iv.  4.  4^. 

perchè  noi  volessimo  che  la  ta^a  sedesse    ....  .     .     .     .  C  iv.  9.  6x* 

ogni  casa  .  .  .  crede  che  sìa  1'  albergo  .  .  .  dirizza  la  credenza  all' 

altra,  e  così  di  tosa  in  casa C  iv.  la.  147,  150(^11). 

nulla  cura  del  mìnisterio  della  casa  mostrava C  iv.  17.  105. 

del  ladro  che  menasse  alla  sua  cata  li  convitali C  iv.  87.  139. 

casetta,     come  Cesare  .  . .  alla  casetta  del  pescatore  .  .  .  venne  .     .     .  C.  iv.  13.  xao. 

caso,     io,  che  in  questo  raio  .  .  .  non  debbo C  iv.  8    131. 

come  in  questo  taju>  io  non  sia  .  .  .  soggetto C  iv.  8.  150. 

come  in  questo  caso  .  .  .  non  sono  tenuto        C.  iv.  9.  z. 

casso,     danno  e  recano  sete  di  casso  fcbricante  e C  iv.  la.  47. 

Castella.     Chi  non  ha  ancora  il  buon  Re  di  CasitUa C.  iv.  11.  ia6. 

castello,     che  combatte  il  caste/to  da  un  Iato C.  iii.  io.  67. 

sarebbe  più  nobile  che  Guido  da  Caitelto  di  Reggio C.  ìv,  16.  73. 

casto,     operazioni .  .  .  siccome  stare  casto  e  lussuriare C  iv.  9.  69. 

CatiUna.     tanto  cittadino  quanto  era  Catilina  .     .  C  ìv.  5.  175. 

Catone,     alli  quali  venne  Caton*  .  .  .  fuggendo    .......  C  iii.  5.  laa. 

O  sacratissimo  petto  di  Catcmt C  iv.  5.  Z40. 

fu  di  loro  qucUo  glorioso  Catone C  iv.  6.  95. 

di  Tullio  .  .  .  che  parlando  tn  perdona  di  Catour,  dice C  iv,  ai.  8a. 

Onde  si  legge  di  Catone,  che  .  .  .  crcdca C  iv.  37.  33. 

dice  Tullio  ...  in  persona  di  CatoM  vecchio C.  iv.  37.  I5a. 


93  n^BUm^NI^V^  CAVALLO 

cattivo.    O  per  p«role  di  eathtm  pente S<m.  xlv.  s. 

Dunque . . .  Sarik  causafa,  Mischiata  —  di  più  cose     .     ,     .  GiHJ.  xix.  65  . 
CmmtamJo  V  iltr*  icr  per  un  cammino  .  . ,  Trovai    K  N.  9.  ^4  {So»,  v,  r). 

CBvmllere.     Se  ati^itr  V  invita,  o  U  ritiene Cttns.  x'iv.  87. 

Dunque  s*  eli'  è  in  ravtàlùr  lodata ' Cans»  xìx,  64. 

0  Ubi  tmvtUwtt  nulvA^i  e  rd .  Gnu.  xix.  i  la. 

fylln      Mb  non  voler,  come  *1  cavaUo  e  U  mullo S.  P.  xxxi.  65. 

Odi  che  dice  Tallio,  in  penona  di  Catcmt  vecchio   .     .     .     .  C.  ìv.  a8.  45. 

quando  dice  che  Marzia  tornò  a  Cmtofu C  tv.  aS.  100. 

poi  renne  a  Catone C  iv.  aS.  106. 

partisai  da  Cattm« C  ìv.  aS.  109. 

tonto  dal  principio  del  suo  vedovaggio  a  CatoHt C  ìv.  98.  x  r9. 

>  terreno  piti  degno  fu  di  .  .  .  che  Cuiom      .....  C.  Ìv.  a8.  laa. 

E  disdice  Marzia  a  Co/ofw C  iv.  aS.  134. 

cfcv  •  •  •  sì  dica  eh*  io  sia  morta  moglie  di  Catone C.  iv.  a8.  150. 

. .  .  sotto  il  titolo  d'  Onensio,  che  di  OUom    .    .    .    .     .  C  iv.  38.  159. 

Chi  dirà  del  QX/A'po/D  Regolo C.  iv.  5.  la^. 

che  «questa  caiHwlla  canzone  ha  tre  porti K  TV.  33.  15. 

»ono  i^Li  obbomincvoli  nz//tWd'  Italia      ........  C  i.  11.  147. 

ad  quale,  m/ft'uD  e  discacciato,  consolato  s'  avea C  ii.  13.   16. 

yi'ciò  veggiano  li  cnA^tii' malnati,  che C  iii.  4.  Bi. 

U  d/AjAb' pongono  lo  cielo  Empireo C  ii.  4,  14. 

AppeDare  quasi  cattolica  opiniotu C  iv.  6.  150. 

queste  eauae  .  . .  intendo  .  .  .  ragionare    .     .     .     .  .     .     .  C  i.  5.  la. 

ia  aè  oocaidcrata  e  per  tutte  le  sue  must C  iii.  1 1.  8. 

la  obbliviooe  causa  di  Nobiltii C  iv.  14.  153. 

queUo  eh'  é  causato  da  corpo  circutarc  ,     .     < C.  iii,  a.  38, 

,  .  .  dico  eSH  casert  nelle  eaHxatt  Intelligenze C  iii.  z$.  6. 

1'  elle  fK»n  possono  camarr  Nobiltà C  iv.  io.  67. 

L*  ani  è  di  nafHra/4 /attanaa  mutata C  iv,  15,  lao. 

V*  mll»m  t  di  natumlf  ^uaàUam'mÙà  cmMMta C.  ìv.  15.  240. 

La  àtwam  è  da  ItpUaJi  £  matura  eaujtata C.  iv.  15.  1 59. 

cut iijiisi' paschi  la  . . .  viu  ...  sia  catuaia  dal  ciclo C  iv.  33.  sa. 

L*  una  si  muove  da  cautf/a Ci-5.9. 

il  rrttarico  drr  molta  cantrìa  usare C  iv.  8.  90. 

ciò  unisMcrando,  a  mmttia  dico  e  comando C  iv.  30.  44. 

Mafasi  quel  giorno  pensoso  ntolto T'.  W.  9.  40. 

Appvttao  cooricnc  «nere  tmwakaio  dalla  Ragione  .     .     .     .  C  iv.  a6.  49. 

che  egli  sia  ti  eavalcaUnrr  ddla  umana  volontii  .     .    .     .  C.  iv.  9.  xoa. 

%»da  senia  il  cavaUalort ...  è  manifesto     .     .  .     .     .     ,  C  iv.  9.  104. 

0  baoao  cmoaUalort  bene  non  si  conduce .  C.  iv.  aó.  45. 

quando  un  cavtJiftt  donasse  a  un  medico  ...  e  quando  11 

iB(&ce  idrtnsf  a  un  ca/valitrw      .     .     .     .     * C.  i.  8,  30»  33. 

i  nobili  SODO  Principi,  Baroni  e  Cavalieri C.  i.  9.  35. 

•I  mimHtiw doe  crédere  lo  spadaio .    .  C  iv.  6.  59. 

1  a  uMla  girirli        romr  himnn  rìimfr'frr .  C.  iv.  06.  51. 

Corto  3  «anafiimr  l.aACilotto  non  volle C.  iv.  a8.  59. 

si  lioo  della  «tpaOtria C  i.  5.  aa. 

^^  ^  Afte  di  <»»s//ma  sono  ordinati   .    .    .    .    .    .    .  C.  iv.  6.  6a, 

OBBo  d||  4SMi/i^  virtuoso e  i.  5.  77. 

♦  pakadi«ti»a«/<«-^«^«»<^ ClitS.  188. 

I^qaJasp^^^^j,  ,  .  .  èmaoifcsto C.  iv.  9.  104. 

-*•  -Sj^  notti* '—*'•''»'' "^ e  rr.  .♦.&.. 


CAVALLO  ^^^W^^^^WBF  9f- 

cavare.     CoMmr'r  «Ima  fuor  delle  peccata       .     .     .     .     -     .     .     .     .  5.  P.  vi.  i8. 

Cavandomi  d*  ogni  perversa  usanza S.  P.  xxxvti.  60. 

S*  tu  li  catn'f  Signor,  da  quella  guerra S.  P.  à.  58. 

che  da  questi  guai  £  tribolazioni  tu  mi  cauì S.  P.  cxUL  59. 

Poi  discese  al  .  .  ,  per  cavarne  Gli  antichi  padri /*.  /^  35. 

celare.     AUor  diceva  Amor  :  Piii  non  ti  celo      .     .     .     .     .     K  ^.  23.  190  (Catu.  ìL  63). 

procaccian  danno  Critiiidosi  da  me Ca»u.  xiv.  aé^ 

coloro,  Che  per  vergogna  eeian  lor  mancanxa ^*  ^*  7>  35  (.Son,  iu  18). 

E  quel  che  sia  dì  lei,  noi  mi  ceiatg      .......     V,  JV.  aa.  78  {San.  xìL  xiV 

che  tu  non  pui  Punto  celar  la  dolorosa  mente  .     .     .     .     K  A^.  aa.  96  {So»,  xìiì.  8)» 

Deh  !  s*  ella  è  dcssa,  più  non  mei  cttatt Son,  li.  4. 

E  lo  mio  errore  non  ti  ho  cthto S*  P.  xxzi.  33. 

Ecco,  Signor  ...  eh'  io  non  t'  ho  celato  Quello 5.  P.  L  ao. 

celeste.     Però  che  il  re  dei  spìriti  aiesti  Ha S.  P.  vi.  40. 

Innanzi  al  trono  del  celeste  coro S.  P.  xxxì.  tiw 

cavallo,     siccome  de'  cavalli  e  degli  asini C  Ìv.  15.  6t. 

che  r  nomo  chiama  .  .  .  nobile  cavallo C.  ìv.  x6.  46. 

dìceano  che  il  carro  del  sole  avea  quattro  cavalli     ....••  C.  ìv,  93.  135. 

siccome  uno  sciotto  cavallo  ,  .  .  non  si  conduce C.  ìv.  atì.  44. 

malnati  1  .  .  .  che  ,  .  .  donate  cavalli C.  iv.  37.  lai. 

cavare*     quei  primo  che  li  pesi  dell'  oro  ...  e  le  pietre  .  .  .  cavò     .     .  C.  Ìv.  la.  39, 

cavillare.     Veramente  potrebbe  alcuno  cavillare C  ìv.  4.  Bs. 

siccome  credca  chi  cavillava C  ìv.  4.  lai. 

CedUL     La  prima  è  cecità  di discnu ione C.  ì.  il.  6. 

pericolosissimo  difetto  nella  loro  rro/à Ci.  11.56. 

E  voi ...  in  quanta  cea'tà  vivete C  iìL  5.  ao6. 

Cefalo,     come  Ce/alo  d'  Atene  venne  a  Eaco C  Ìv.  a^.  158. 

quando  disse  a  Cefalo  dopo  la  domanda C.  iv.  37,  173. 

quando  dice  e  ritrae  ...  a  Cefalo  la  storia C.  iv.  37.  185. 

celare,     quello  eh'  io  voleva  del  tutto  celare  ad  altrui K.  A^  4.  io. 

Con  questa  donna  mi  celai  alquanti  mesi  ed  anni K  A^.  5.  97. 

con  la  quale  io  avea  . .  .  celata  la  mia  volontà V.N,i,u^ 

vide  .  .  .  Marte  stare  edato  tanto  che  rapparve C.  ìi.  3.  63. 

Saturno  starebbe  .  . .  ■  ciascuno  luogo  della  terra  ctlato    .     .     .     .  C.  ìi.  15.  X44. 

Giove  sci  anni  sì  celerebbe C.  ìL  15.  145. 

Venere  e  Mercurio  ...  sì  celertbbero  e     ■     , C.  ti,  15.  X49. 

r  altre  scienze  sarebbono  celate  alcun  tempo C  ìi.  15.  X59. 

r  altro  è  quasi  a  tutta  la  discoperta  terra  celato C  iti.  5.  75. 

poi  si  cHa^  e  comincialo  a  vedere  Lucia •     .     .  C  iii.  5.  x6a. 

la  cui  amistà  non  è  celata  alla  persona  amata C.  ìii.  11.  7& 

le  cose,  che  ne  tiene  c^ate C.  iii.  14.  xm^, 

che  ...  le  celate  ricchezze  ...  sì  rappresentano C  iv.  11.  73, 

sicché  la  bontà  .  .  .  nr/i'ìl  contrario  eh'  è  dentro    - C  ìv.  39.  xx6w 

celebre,    acciocché  più  celebre  ...  da  lui  sì  parta C  ìv.  30.  ao. 

ITIt^*"'**     vittoriosissimo,  siccome  virtù  celestiale C  ìi.  a.  46; 

da  parte  del  Santo  Re  celestiale C.  ìL  6.  35. 

parlando  a  quelle  Intelligenze  cv/r^^ù/t C.  Ìi.  xi.  95. 

quali  da  virtù  alestiale  .  .  .  siccome  Aristotile C.  ìL  14.  35. 

la  consumazione  del  celestiale  movimento C.  ìi.  15.  1x7. 

il  quale  io  chiamo  Spirito  celestiale ,.  C  1ÌÌ.  7.  X35. 

lo  quale  .  .  .  tutti  ì  corpi  celestiali ,  .  .  allumina C  iii.  xa.  56, 

Iddio  .  .  .  allumina  ...  le  celestiali  e  V  altre  intelligibili     .     .     ,     .  C  iii.  la.  58. 

si  dichina  un  <Wr^/Ni//«vui<ro C  iii.  14.  106. 

si  sale  a  filosofare  a  quella  Atene  ceUstùUe •     ...  C  iii  14.  X3&. 


95 


CERCARE 


Perch*  io  iiuuigiav»f  come  Ìl  pHn,  la  orrurr 5.  P,  cL  31. 

Vostn  «mi  (ioioMi .  .  .  Bene  è  mirabil  cosa Ball.  iv.  33. 

m  U  ssa  «tnt  Goarduido Soh.  xxix.  7. 

■fb    dk*  io  soUa  Ctnmr  ne'  mìci  pensieri C  iv.  Cane,  iii.  a. 

do  L' ultinA  speme  a  tnxar  mi  son  mosso Cans.  xv'u  33. 


I 


nomerò  di  movimento  ccUstiaU .  C  iv.  a.  50. 

r  AbsifD,  dove  il  etUstùtU  Re  entrare  dovea C  iv.  5.  33. 

fai  tuàM  wHtaiiaU  Infusione C  iv.  5.  106. 

Ift  virtù  mitMftmlt  ricevere  non  può C.  iv.  ao.  65. 

e^Be  virtate  ...  da  corpo  nobilìssiroo  criestiaU C.  iv.  ao.  106. 

prcparm  gli  organi  alla  virtù  c^€sHalé C.  iv.  ai.  40. 

lapefciò  iAatiaU  anima  discese  in  noi C.  iv.  ai.  83. 

L     coloro  che  a  questa  criM  sono  convitati C  L  x.  134. 

fine  della  mìa  rma C.  iì.  1.  9. 

volte  era  compiuto  in  quel  ftntinaio K  AT.  30.  ix. 

fe  de*  Cristiani  del  terzodecimo  otnttftaio V,  N,  30.  13. 

C  ii.  6.  143  ;  7.  105  ;  15-  I04t  M^  ;  iv.  13.  30.  32. 

KA^.  95.39. 

riiinino  delo ...  si  volge  intorno  al  suo  cttUro C  ii.  14.  15. 

però  la  terra  sempre  discende  al  ctniro C  iii.  3.  iz. 

dw  1  tao  tondo  tutto  si  girava  attorno  al  suo  etntro C.  iii.  5.  49. 

«  die  CSM  col  mare  è  nntro  del  cielo C.  iti.  5.  65. 

Q— alii'  cielo  si  gira  intomo  a  questo  antn C.  iii.  5.  67. 

non.     E^  tevNfNdm  otntntm  circuh K  /V.  xa.  33. 

L    «e  la  crrm  avesse  spirito  da  temere C  u.10.69. 

pat  lo  frullo  della  orni  ragionando C  iv.  17.  130. 

secondo  ti  ctrtamtnto  .  ,  .  che  ha  (atto  la  • .  .  ragione     .  C,  iv.  8.  54. 

T4^  mi  comandava  .  ,  .  che  to  cenasti  per  .......  ^^.  AT.  a.  46. 

«■4*  io  .  . .  molte  Sate  1'  andai  etreamdù K  A^.  a.  48. 

Wà  flèti  ft  tmv/tn  Ai  questa  donna K.  A^.  to.  a. 

•B  lo  peoaavm  di  voler  tman  una  comune  via K.  M  13.  39, 

yrht  par  tuiài  di  vedcria K  M  15.  7. 

■■I  ma  iluagguno ...  da  etnan  la  veduta  di K  AT.  15.  aa. 

errturw  in  lingua  d*  Geo  e  in K  Af.  35.  37. 

chi  trrrxM  toro  nel  ventre    ........*..  C  t,  a.  48. 

con  ampia  misura  «mas  to  suo  mal  &re,  e  con  piccola 

1  lo  beoe C  L  a.  64,  65. 

bene  le  scritture « C.  ì.  7.  4B. 

,  che  r  nomo  va  tmmmdo  argento C.  ii.  13.  31. 

■  di  cooaolare  me C  iL  13.  34. 

di  Dio  ...  chi  cfrcmtm C  iii.  8.  16. 

9M  $mtk  ooac  di  te  noo  tMnh*rm C  iii-  8.  18. 

tm  norflf  pani  «ve  io  . . .  crmvo  »e C  iv.  t.  63. 

le  f«nfi  lidio  Ufi  ornew  i  miei  pensieri C.  iv.  x  ao. 

•o  bona  venimo  a  entmrt  ti  loro  principi! ,     •  C.  iv.  a.  89. 

. .  dagli  autori  poco  errtaia C.  iv.  3.  19. 

■lo  . . .  fine  ...  fu  per  li  savi  etnaio C  iv.  6.  76. 

•  quello  eaiandio  s*  andava  etretmdo C  iv.  9.  178. 

ebcvnonoMdb .  C.  iv.  la.  169. 

mi  per  toro  non  arecMo C.  iv.  15.  144. 

A  ■<  nowMO  certe  cose C.  tv.  16,  99. 

•i  omv  la  «oa  difinizione C  Iv.  i&  31. 

a  emmrf  la  . .  .  difinizione C  iv.  16.  38. 

è  qveUo  che  prìmnincou  ai  erma C.  iv.  16.  97- 


cM 


CERCARE  ^^^^^^^^H  96 

cercare.     Né  di  ciò  crfrAiallniì  far  disonore F.  F,  16S. 

cerchiare.     Che  di  nuovo  colore  Cerchiò  la  mente  mia BaU.  viL  17. 

sì,  eh*  Amore  Li  eenkia  di  corona  dì K  A^  40,  58  {San.  x&ìii.  8). 

cerchio,     posciachè  tal  ctrthio  ne  cinge.  Che Cans,  x.  93. 

Al  poco  giorno,  ed  al  gran  cnr/r/ad'  ombra  [Songìunto]  S^st.  t  x  ;  K  £.  ii.  io.  98  :  13. 14. 

Però  nel  cerchio  della  sua  balestm  .  .  .  non  fu  franco Son.  xxxvi.  9. 

Lussuria  poi,  eh*  è  settima  nel  cerchio P,  F.  aoa. 

cercare,     è  da  vedere  questa  difiniiionc  che  arcando  si  va      .     .     .     .  C.  Iv.  16.  114. 

sì  trova  questa  difinizione  che  ormeMi/o  sì  va C  iv.  19.  la. 

alla  difinizionc  di  Nobiltà,  la  quale  si  cena C.  iv.  ao.  4. 

a  qualunque  va  arcando  la  Beatitudine C  iv.  33.  178. 

a  coloro  che  M  vanno  artando C  iv.  33.  iSa, 

a  ciascuno  uomo  che  onore  vada  cercando C  iv.  35.  loi, 

a  entrare  nello  Inferno  a  crrrare  dell'  Anima C.  iv.  36.  73. 

cerchiare,     questo  luogo,  la  quale  tutta  la  palla  arcJiia C.  iìi.  5.  185. 

cerchio,     la  stella  .  .  .  era  rivolta  in  quello  suo  cerchio C.  ìi.  3.  3. 

veggcndo  il  archio  suo  partire  dal  diritto  archio C".  ii.  3.  38,  39. 

ciascuno,  sì  Io  nono  come  gli  altri,  hanno  un  cerchio C,  ii.  4.  53. 

questo  cerchio  ha  più  rattezza  nel  muovere  .........  C.  ii.  4.  59. 

quanto  il  cielo  t  pìii  presso  al  cerchio  equatore C  iì.  4.  70. 

quanto  più  sono  presso  a  questo  cerc/uo C  ii.  4.  77. 

in  sul  dosso  di  questo  cerchio C  3.  4.  78. 

lo  cerchio  della  quale  gli  Astrologi  chiamano  epiciclo C.  ii.  4.  81. 

cosi  ha  questa  pìccola  lo  cerchio  equatore C  ii.  4.  85. 

in  su  I'  arco  ower  dosso  dj  questo  cerchio ,     ,     ,  C  ìl.  4.  87. 

siccome  tra  ti  punto  e  '1  cercJiio  (e  dico  cerchio  largamente  ogni  ritondo  C  Ìi.  14,  307,  soB. 

e  ...  il  cerchio  è  perfettissima  figura  in  quella C  iì.  T4.  ai  1. 

tra  il  punto  r  '1  cerchio  ...  ai  muove  la  Geometria C.  ii.  14.  313. 

e  il  cerchio  ...  è  impossibile  a  quadrare C  ÌL  14.  317. 

ventinove  anni  .  . .  vuole  di  tempo  Io  suo  cerchio C  ìL  14.  ajow 

nel  suo  cerchio  compiere  .  .  .  volge C.  ìL  14.  333. 

la  Galassia,  cioè  quello  bianco  cm-Aiio C  ÌÌ.  15.  9» 

conviene  .  .  .  essere  .  .  .  uno  Cercftio  ugualmente  distante  .     .     .     .  C  iii.  5.  70. 

Lo  Cerchio  che  nel  mezzo  di  questi  s*  intende,  si  è C.  iìi.  5.  7& 

e  si .  ,  .  mezzo  lo  cerchio  di  questa  palla C.  iii.  5.  104. 

Immaginiamoci  ...  un  Cerchio  in  su  questa  palla .  . .  Credo  che  questo 

C/frAw  ...  dividerebbe C.  ìli.  5.  108,  IXf. 

Sicché  il  SUD  mezzo  Cerchio  .  . .  sega  ic  due  porti  opposìtc  il  Cerchio 

dclli  due  primi  Poli ■ C  iii.  5.  131,  133. 

si  dilungano  ugualmente  dal  primo  Cerchio C.  iii.  5. 139. 

va  sotto  il  mezzo  Cerchio  àc  primi  Poli C.  iii.  5.  144. 

che  il  Cerchio  dove  sono  li  Garamanti  .  .  .  veggia C  iii.  5.  X73. 

che  li  due  spazi ...  e  'I  Cerchio  del  mezzo,  veggiano C.  iii.  5.  191, 

non  per  archio  compiuto  ...  si  scopra C  iv.  33.  54. 

siccome  cosa  che  è  nel  meridionale  cerchio .  C.  iv.  06^  85. 

oerebro.     che  ai  contìnua  da  essa  alla  parte  del  anòro C.  iìi.  9.  84. 

quando  per  1'  alterazione  del  cetròro C  ìv.  15,  17X 

Cerere,     ed  a  Cmm,  la  quale  dissero  Dea  delle  biade C.  ìi.  5.  43. 

certamente,     ceriamente  una  cosa  sola  è  necessaria C  iv.  17.  98. 

certezza,     questi  due  alla  sua  arte^sati  repugnano C.  ii.  14.  «15, 

alta  di  nobiltade  per  la  ...  e  per  la  sua  certesaa C  ii.  14.  343. 

questa  ...  «  alta  e  nobile  per  la  sua  cerieuut C  ii.  14.  «47. 

per  la  eccellentissima  eeriesaa  del  suo  saggetto C.  ii.  15.  169. 

rimane  . .  .  pieno  di  cvr/zsan  lo  familiare  intelletto C  ii.  x6.  45. 


97 


CERTO 


catix  •4f'  ^  «^-     E  '*>^c  '*  mi  convien  lasciare  in  pria    C  ili.  Caiu.  ii.  9;  :2.  8  ;  4.  [4. 

T»  le  fMioì  dir  per  crrto C.  iv.  Caif*.  iiì.  X45. 

^fmeaào  ro'  per  mcrto,  Per  voi,  non  per  me  aHo Cans,  x*  61. 

C  mrt»  la  sua  doglia  più  m*  incende Can».  xvì.  ao. 

Pier  dw  son  etno  .  .  .  Ch*  Amor  .  .  .  farà Catu.  xix.  17. 

Che .  .  .  oe  dona  virtù,  son  a-tio^  in  pietra S^st  iv.  18. 

E  «rlv  io  credo  cbc  cosi  gli  guardi BaU.  x.  17. 

chiede   di   sapere  uittM^a   nelle  cose,  secondoché  U  toro 

di  €twUxMt  riceva C  iv.  13,  76.  77. 

colle  quali  si  vede  la  Verità  artisaimamfntt  .     .     .  C  ìii.  15.  15. 

cte  artmùmmmnut  [  non]  si  vcggcno C.  iiL  15.  64. 

la  Geometrìa  *  .  .  .  crrltsmna  per  ié C  ìi.  14.  aaa 

d^r-  tf  oév.     che  certo  di  lei  si  potca  dire  quella  parola  .     .     .     .  K.  A^.  a.  50. 

iad  per  tei  trrit  cosette  per  rima K  W.  5.  09. 

cagione  di  crrU  parole *'',  TV.  7.  14. 

b  Morte  per  r#r/isuoi  nomi  propri K  ^.  8.  67. 

nostra  Beatrice  udio  da  crrff  persone K.  iV.  la.  46W 

che  Ca  dichi  nrU  parole  per  rima K  iV.  la.  55. 

r  io  . .  .  proposi  di  dire  artt  parole  ....  K  7V^  15.  34. 

OBP*  donne  .  .  .  aapeano  bene  Io  mio  core K  A^.  18.  3. 

la  le  qaali  n' avea  (rmr  che  si  rideano K,  TV.  18.  17. 

^lè  tmt^  il  fioe  di  cotale  amore  conviene  che  sia K  A^.  18.  35. 

C^  Avte  lo  temo  d*  avere     .  .  comunicato K  A'.  19.  1  ja. 

Cirlto  cUa  piange  si  che  qual  la  mirasse  dovrebbe  ...  .      .     .  K.  A*,  aa.  37. 

a  ine  oerH  visi  di  donne ,  V,  N.  33.  35. 

visi  diversi K.  A^.  33.  98. 

tamt  io  fui  levato  ...  da  €trU  donne       K  A^.  33.  315. 

^/ÈtiOm  che  «ontr  donne,  e  che  una  solo,  dissero  e K.  A^.  33.  330. 

C  leMto  wà  parva  avere  Io  core  si  lieto K  A^.  34.  13. 

iBÌ  «0*  parole i^.  A^.  24.  45. 

io  vidi  ed  adii  aiwU  cose K  A^.  34.  72. 

dicitori  d'  Amore  rtrti  poeti  in    .  ....  K.  A^  35,  36. 

va  angelo  sopra  crrif  Lavolettc     .     .  K  A^.  33.  5. 

alquanti  diceano  ttrtt  parole  diverse V.  N,  35.  33. 

%.  mfH  aolt*  volle  ...  io  andava  per K  AT.  37.  7. 

aa^coahoBi  aonti  idonei  e  Uudobili C  ì.  1.  laa 

4t^t  asove  case  il  fine  non  t  ctrto C  1.  io.  ]X. 

V  ladaeeno  •  •  .  arf*  IntelUgcme C  ti,  a.  63. 

pSk  dfleWajlom'  che  il  molto  e  U  crrto  delle  cose    .  C  ii.  3,  la. 

filosofi  .  .  ,  che  credettero C.  ii.  J.  11. 

dì  crwU  segue C.  ii.  5.  94. 

»  éatm  a  ìauadrre  eh*  io  era  arto  e  sono .  C.  ii.  8.  45. 

è  wrwto  che  la  natura  umana  «    .     . C  ii.  9.  75. 

dottrina  dico  che  ne  £a  crrfi' aopra .     .  C  ii.  9.  lai. 

«art  flv^s  ao»o,  ad  altra  tìu  . .  .  passare C.  ii.  9.  133. 

CBB  «Ma  parte  del  eaato  ad  essa  si  niOniMar C  ii.  la.  11. 

patm  praaBMhaoso  per  artr  condixioni C  ii.  la.  38. 

hi  tnnlii  ^oaaAoovft'uocalMilig  errU  dcdinaziont,  erri*  costruitoni  sono 

tow».     . Cii.i4-84<;*«),85. 

atm^KmMmmomtbvijtit    .     - C.  a  a.  i«B. 

LmpiamtrM  ■ .  ^tapa  ^tm^rm»  m  t^tfo  l<^'o  •  -  •  P^^  vedcmocrrtir  piante 
Ja^giaraofg^^  _/^i^\  ^<^r*  sopra  li  gioghi  delle  monURne, 

eM>»«etìp^'"  **      -i/dc*  monti.  .    .    .   C  iii.  3.  aa,  34,  35,  36. 

haF«e«a«.  'Vrc-P**'^        . C.  lii.  3. 68. 


CERTO 

certo.     Cffio  Io  core  ne'  sospir  mi  dice K  A^.  41.  64  {San,  xxiv.  io). 

Io  80n  ben  otto,  che  ra^on  ti  tìnt S.  P.v\.  4. 

Ma  io  son  certo  ed  informato  a  pieno S.  P.  xxxi  73. 

Da  chi  per  ctrto  io  sperava  il  frutto S.  P.  xxxvìL  57. 

E  ctfio  i'  ho  in  te  tanta  fidanza S.  P.  rxxviì.  5& 

YJA  imperò  son  ctrtOt  che  il  furore  ...  ho  merìtaCo S.  P.  juuviL  67. 

certo,     perù  vcdemo  certo  cibo  fare  gli  uomini  formosi  ...  e  ctrio  fare  lo 

contrario  di  questo C  iii.  3.  73,  75. 

il  nostro  intelletto  .  .  .  non  punte  a  eertt  cose  salire C  iii.  4.  9a 

crrff  corpi  ...  diventano  tanto  luminosi C  ÌÌL  7.  afi. 

Crrf(*sono  che  .  .  .  non  solamente  ricevono  la  luce C  iii.  7.  34. 

certi  soTìQ  tanto  vincenti  nella  purità C  iii.  7.  38. 

Or/i  altri  sono  tonto  senza  diafano      . C  iti.  7.  43. 

siccome  pare  di  certi C  iii.  7.  106. 

cerio  non  pur  colle  parole  è  da  temere  di  trattare C.  iii.  8.  11. 

è  da  sapere  che  certi  vìzi  sono  ncU*  uomo C.  iìi.  8.  156L 

siccome  certi . .  .  sono  ad  ira  disposti C  ìli.  8.  158. 

li  fiorì  d'  uno  arbore  in  ttria  parte  perdere  si  dovcssono     .     .     .     .     C  ÌÌL  la.  79. 

ia  quanto  certe  cose  afTermano  essere C.  ili.  15.  61. 

non  potendo  a  lui  certe  cose  mostrare  perfettamente C  iìL  15.  7». 

dire  dì  certe  cose  .  .  .  non  sia  possibile ,     C  iiL  15.  to6. 

quando  con  certa  legge  e  con  cfrto  giro  vallava  gli  abissi      .     .     .     C  iii.  15.  169  {hi*)- 

Cerio  maggiormente  parlare  di  te  non  si  può ■     .     .     C  iv.  5.  141. 

Certo  manifesto  essere  dee C  iv.  5.  145. 

Certo  si C  iv.  5.  176. 

certo  di  ferma  sono  opinione C  iv,  5.  t8a 

Crrfo  non  del  tutto  questo  mondare  intendo C  iv.  7.  31. 

Una  pianura  £,  con  certi  campi  e  aentierì C.  iv.  7.  57. 

Certo  sì  parte C  iv.  7.  1*7. 

siccome  dascuoa  arte  e  ...  è  a  certi  termini  limitato,  cosi  questo  . . . 

a  certi  termini  è  finito C  iv,  9,  16,  x8. 

questo  è  a  cerio  termine C.  iv.  9.  95. 

In  giurisdizione  ...  &  a  certo  termine  finita C.  iv.  9.  98. 

Grr/o  nuova  mercatanzìa  è  questa  dell*  altre .     C  iv.  xi.  xaa 

Cerio ,  .  .  amore  hanno  alla  memoria  di  costoro C.  iv.  it.  r3o. 

le  . . .  traditrici  ...  in  certo  numero  adunate .     .     C.  iv.  la.  31. 

questa  promissione  in  certa  quantità  .  .  .  aifermando C  iv.  la.  44. 

io  vedessi  aerio  gli  uomini  .  .  .  desiderare C  iv.  xa.  69. 

Cerfo  assai  lo  manifesta  1'  una  e  V  altra  Ragione C  iv,  ]s.  loa. 

la  scienza  essere  perfetta  ragione  dì  txrte  cose C.  tv.  la.  138. 

nella  vita  umana  sono  diversi  cammini .  .  .  certi  mcn  aliaci,  e  certi 

men  veraci C.  Iv.  ta.  191  (to), 

sono  a  certo  termine  discendenti C.  ìv.  13.  63. 

sicché  certo  termine  quello  com|Ue C  iv.  13.  65. 

a  certo  fine  bada  la  nostra  potenza C  iv.  X3.  73. 

Certo  tanto  è,  che  ...  il  Aglio  .  .  .  intende C  iv.  23.  ta$ 

Per  certo  V  avarizia  fa  gli  uomini  odiosi .     .     .     .     C  iv.  13.  133. 

chi  non  parierì  meco  .  .  .  Cerio  nullo      ...  C.  iv,  14,  lai. 

di  certo  quello  .  .  .  disfai  tutte  te  sue  ragioni C.  iv.  X4.  151. 

per  questo  le  non  certe  cose  affcnnano  per  certe C  iv.  15.  xaa.  133. 

nella  prima  ai  cercano  eerte  cose C  iv.  16.  09. 

quelle  facendo  e  sostenendo  a  cerio  termine C,  iv,  17.  43, 

Poiché  . .  .  sono  pertrattatc  tre  certe  cose  determinate C.  iv.  X9.  a. 

Nella  prima  ai  prova  certa  co* 


99  ^^^^^V  CHIAMARE 

Onde  .  .  .  9on  più  che  €nio,  Ch*  egli  averi S.  P.  ^-r^jn  93. 

E  «nt»  chi  con  buona  opinione  .  .  .  Credei  è  salvato P,  F,  ^o. 

comj. S.  P.  xxxviì.  65. 

Di  tal  salute,  ehétttt  è  io  questa  donna Sfsi.  iii.  14. 

Angelo  tMiMma  [in  divino  intelletto]  .     .     K  TV.  19.  34  {Cang.  i.  15),  97,  m, 

Cb*  era  dov*  io  fkmtmtva  spesso  Morte K  /V.  93.  130  {Cans.  li.  3). 

Isacisi .  . .  Ckìémdmdo  il  nome  della  donna  mia   .     .     .     K  TV.  33.  141  (Carta,  ii.  14). 
Voi  mi  fàkammttt  [allor,  vtkstra  mercede]     .     .     .     K  ^.  93.  ai  1  (Orna.  ìi.  84),  034. 

unte  .  .  .  che  cfiio  non  è  da  maravigliare C  iv.  19.  46. 

CfrtQ  daddovero  ardisco  a  dire C.  iv.  19.  53. 

h  qwU  vergogna  non  é  Virtù,  tna  aria  possion  buona C  iv.  19.  8a. 

vaols,  che  .  .  .  r  uomo  non  possa  ctrfe  cose  fare C  iv.  34.  ao. 

fMMft  esenta  conviene  avere  .  . .  arte  cose C.ìw.  04.  105. 

mt»  cono  ha  la  nostra  età  ...  e  a  ciascuna  parte  ...  è  data 

«tagiooe  a  €*rte  cose C  iv.  97.  18,  aa. 

Sodo  Bolti  erwio  desiderosi  d'  essere C  iv.  87.  135. 

Ori»  0  cavaliere  Lancìlocto  non  volle C  iv.  a8.  59. 

fsaW  uomo .  .  .  piii  degno  fu  . .  .  Crrto  nullo C  iv.  a8.  133. 

i  vsro  cJK  nobile  si  dice,  ed  è  per  errto  modo C.  iv.  39.  89. 

CfeMlb    Catone  ...  la  signoria  di  Court  fuggendo C.  iii.  5.  123. 

taiÌDP  s  Coon  primo  Principe  sommo C.  iv.  5.  100. 

^^1  wm  t«nere  .  .  .  bussando  la  mano  di  Cnart C.  iv.  13.  1  jB. 

^^H        ^nkdvnOBe  come  Cftan  di  notte  .  .  .  venne C,  iv.  13.  119. 

^^^    (VMk    £  •  .  .  tnaò  la  forte  fantasia  entro  quel  punto K.  )V.  93.  99. 

'  ^OMrfo . .  .  crandc  infamia  e  pericolo  non  si  può  <«s5a/T  .     .     .     .  C  i.  a.  93. 

tj^Mle  infamia  si  €nan C.  i.  a.  xao. 

par  mmmr»  disconvcnevoli  diaordi nazioni  fii  mestiere C  i.  6.  6. 

fmmm^n  disconvcnevoli  disordinamenti,  converrebbe     .     .     .     .  C  ì.  8.  a. 

fvaRBBSPV  disconvcDcvoU  disordi  nazioni  ...  io  mi  mossi  ....Ci.  io,  114. 

u  altro  apparisce,  che  fa  quello  cessart C  ii.  B.  69. 

Kthe  4|«iasi  «fscsMO  da  ogni  operazione .     .     .  C.  ii.  14.  190. 

aoa  ak/iacati,  tramutio  la  morale  filosofia .  C.  ii.  15.  158. 

PaBsaa  gcnerasiooe  non  ctsstrà  di  piangere C  iv.  la.  78. 

Mk    Orfeo  fscca  colla  atem  mansuete  le  fiere C  ii.  x*  06. 

ii  -  diti,  mmf, C  I.  la.  99. 

apiarhf  ...  egli  fosse  loico  e  chtriw  grande C  iv.  la  60. 

Sopra  questi  aooo  le  Potcstati  e  U  CMfmbÌMi      .    .    .    .  C  ii,  6,  54. 

VHrti  eootcìBpUiio  li  CJuruh$m C  ii.  6.  84. 

'^(■l    8  Vero  ...  nel  quale  si  chéta  V  anima  nostra C  U.  15.  183. 

^•m    la  quale  fii  tkmmmia  da  molti  Beatrice,  i  qoali  non  sapeaso 

che  si  dmmmmn K.  iV.  a.  6,  8. 

<■>  la  tkmMm»  primo  de'  miei  amici f.  JV.  3.  98, 

<^  «da  prima  intendo  thiamarr  ì  fedeli  .  . .  per K  A.  7.  39, 

^  pAlccffc  de)  Signore  ...  di  chiamart  alla  ,  ,  .  una  donna     .     .     ,  K  A^.  8.  3. 

w  r*M>»MO  e  sollecito  i  fedeli ...  a K  Z^^.  8.  36. 

m  cAiamo  la  Morte  per  certi  .  .  .  nomi  ...  K.  TV.  B.  66, 

PS  cbe  Amore  mi  €kiamtu9$ K.  A'.  9.  33. 

iMPidb  miacrìcordiJi  alla  . . ,  m'  addormentai K  AT.  la.  9* 


fCHÙDOfllO 


H  2 


CHIAMARE 


TOO 


cbiamare.     Ed  eacon  fuor  chiatHttndo  La  donna  mia f^.  A'!.  aS.  24  {F.  C.  11). 

destre  Lo  giunse  di  chiantar  tanta  salute K  AT.  33.  6j  {Catu.  tii.  25)* 

Poscia  piaog^cndo  .  .  .  Citiamo  Beatrice V.  N.  33.  95  t, Ciana,  iii.  55). 

E  mentre  eh'  io  la  chiamo^  mi  conforta K  A^.  33.  96  iCafu.  ì!ì.  56). 

Ond'  io  chiatHo  la  Morte V.  l^.  34.  36  {CauM.  ìv.  xo). 

Che  va  chiamando  Morte  tuttavia V.  N.  34.  43  (Onta.  iv.  x6). 

E  pensa  dì  chiamarta  Donna  ornai C.  ii.  Cmiu.  i.  ^B. 

Gli  atti  soavi .  .  .  Vanno  chiamando  Amor C  iìi.  Cane,  ti.  ^ó. 

Che  questa  Donna  .  .  .  Ella  la  chiama  fera  e  disdegnosa     .     .     .     C  iii.  Catut.  ìì.  76^ 

cblaiDare.    cioè  di  cJnamart  e  mettermi  nelle  braccia  della  pietà    .     .  K  A'.  13.  33. 

coHvùru  che  io  chiami  la  mia  nemica K.  A^.  13.  59. 

Ed  io  .  .  .  fui  chiamato  da  una  dì  queste  .  .  .  donne  .     .     .     .     .     .  K  AT.  18.  9^ 

quella,  che  m*  avea  cAùiffKY/0,  era  donna  di      ...,..,.  K  AT.  18.  is. 

e  dtiamandotni  per  nome,  disse  queste  parole V.  N.  i&.  aa. 

do  ad  intendere  .  .  .  chiamando  le  donne  che  m'  aiutino     .     ,     .     .  V.  N.  ai.  46. 

Nella  ^Vna  cAiamo  e  dimando  queste  donne  se K  A^  aa.  83, 

tonta  .  .  .  die  io  diiamava  la  Morte ^.  A^.  as.  TOw 

chiatMondo  la  Morte  che  venisse  a  me  .  .  ,  comincia K  A".  23.  85. 

con  tutto  eh*  io  chiamassi  questo  nome K  A^.  33.  105. 

dicendo  a  che  ora  mi  chiatHoro V,  N.  33.  331. 

e  cosi  era  chiamata V.  N,  34.  33. 

che  io  mossi  lo  imposìlore  ...  a  chiatnarla  cosi V,  N,  34.  301. 

Chi  volesse  .  .  .  quella  Beatrice  dtianurtbbf  Ahokc V,  N,  34.  43. 

quando  lo  Signore  . .  .  chiamò  questa  gentilissima  a V»  N,  09.  7. 

nella  pn'uta  c/iiamo  li  fedeli  d*  Amore  che K  A^.  33.  ai. 

in  ciò  che  1'  una  non  ditanu»  sua  donna  costei V.  N,  34.  14, 

L*  una  parte  chiamo  cortf  cioè  l' appetito  ;  V  altra  chiamo  afùma,  cioè 

la  ragione K  AT.  39,  35,  36. 

che  degno  sia  chiamar*  V  appetito  core,  e  la  ragione  anima   .     .     .  V.  N.  39.  38. 

che  in  tre  modi  si  rAfamaHo  propriamente  le  genti K  A^  41.  42. 

Chmmansi  Palmièri  m  quanto  vanno  oltramarc  .  .  .  dUamansi 
Pfrtgrini  in  quanto  vanno  alla  casa  di  .  .  .  chinmansi  Romei 
in  quanto  vanno  a  Roma,  là  ove  questi  eh*  io  chiamo  Peregrini 
andavano V.  N,  41.  44,  46,  50,  51. 

^  thiamolo  oWqtz  spirito  ptrfgrino K  A^.  ^a,  19. 

la  .  .  .  disposizione,  che  si  chiama  obbedienza C.  ì.  7.  5. 

non  si  dcono  chiamar  Letterati C.  i.  9.  i^ 

non  si  dee  chiaman  citarista C.  i.  9.  83. 

Questi  sono  da  chiamare  pecore C.  i.  11.  59. 

che  ii  chiama  libro  Di  ^ne  de' hf  ni Ci.  11.95. 

10  tempo  cftiama  e  domanda  la  mia  nave  uscire C  ii.  i.  4. 

L'ano  si  chiama  titterale C.  ii.  z.  atx 

V  altro  sì  chiama  aiUgorico C.  il.  i<  aa. 

11  terzo  senso  ai  chiama  moraU,     • C.  ii.  x.  49. 

Lo  quarto  senso  si  chiama  anagogico C.  ii.  z.  53. 

costoro  che  sono  cAiama/i'alla  udienza  mia C  ii.  3.  4. 

lo  quale  cAuimaMO  molti  cielo  Cristallino C  ii.  4.  it. 

un  cerchio,  che  si  puote  chiamare  Equatore C  ii.  4.  53. 

lo  cerchio  ...  gli  Astrologi  chiamano  epicido C.  ii.  4.  8a. 

con  esso  è  chiamato  uno  ciclo .     .     .     .  C  ìi.  4.  97. 

le  quali  la  volgare  gente  diiama  Angeli C  ii.  5.  8, 

e  thtamnU  Plato  Idee C.  ii.  5.  33. 

Li  Gentili  le  dtiamavano  Dei  e  Dee C  ii.  5.  35. 

Poi  gli  ho  chiamati  a  udire C  ii.  7.  43* 


I 


*«  CHIAMARE 

IctUamare.     li  nostr*  occhi  .  .  .  Ckmman  la  stella  lalor  tenebrosa  ;  Cosi 

qvAud*  clU  la  chiama  orpopliosa C.  ili,  Cam.  i\.  80,  8r. 

X  oooinfiando,  ckiamo  quel  Sigiiore       ....       C.  ìv.  Oins.  'ni,  18  ;  a.  19,  i<3. 

^L^Qk  r  uoro  chimma  colui  Uomo  gentili  che Cvr.  Cana,  ni.  34  ;  7.  13, 

^PVoicbt  girato  1'  ha,  rhiamando  molto Cana,  x.  ut. 

Qe^H  si  puonc,  CMiatHant/o  amore  appetito  dì Cams.  x.  r43. 
ScDi .  .  .  La  ckmntaH  lutti,  e  niuno  se  n'accorge  .  .  .  Bianca. 

Giovanna,  Cortese  chiamando Cokb.  x.  151.  153. 

Astore,  a  cui  io  ^do.  Mercé  chiamando Cans.  xii.  38. 

C 1  ttagne  .  .  .  corre  verso  Lo  cor  che  '1  chiama Comm,  xii.  4^^ 

"  chiamo  lui  am'mm  e  Vaìtro  spiriio',  siccome  rAwmarr  soicmo 

la  ciltadc  quelli C.  ìi.  7.  84»  85. 

pensiero,  il  quale  si  ehiama  spint*i d' amorf C  ii.  ix.  aa. 

«Wciie  Vlrplìo  .  .  .  ftiftoso  il  chiama C.  ii.  xi.  39. 

>B). ,  .  rffìetto,  che  si  chiama  misericordia C.  li.  xx.  49. 

«ir  flAntHw  ùtmói  cotta  sua  Donna C.  ii.  1  r.  86. 

^^  cht  (OierBlmcntc  si  chiama  .  .  .  Tornata C  ii.  la.  B. 

^^qtxcate  ...  si  può  la  Scienza  Ci*lo  chiamart C.  ii.  X4.  46. 

*^  Sctexijta  nfttnralc,  che  Finca  si  chtamoy  e  la  prima  Scienza,  che 

mi  diiamm  Mirta/imca C.  li.  14.  61  {òià), 

*•  •*  ancella,  che  si  chiama  Prx>»p*ttiva C  ii.  14.  3513. 

*"*  U  «vlgo  chianM  la  f  m  di  santo  Jacopo C.  ii.  15.  9. 

^*0o  attiore.  il  quale  noi  fhàamiMHo  Galassia C  ii.  15.  73. 

■'**  «deoce  chiama  rtgtrtéf  e  drude,  e  ottetti*  ;  e  questa  cktama 

n^iiiiia  ...  e  questa  chiama  perfetta C  il.  15.  179,  180,  18]. 

^^^  é  r  Boau»  divino  am'maU  da*  filosofi  chianm/n C.  iii.  9.  laa. 

'^■▼ittti  che  sa  chtarHa  só^ntifica^  e  una  che  si  chiatna  ra^cmaliva  C.  iìi.  a.  ia6,  137. 

*"•••  ^«csle  . .  .  rirtii  ...  si  ehiama  . .  .  con  questo  vocabolo    .     .  C.  iiL  a.  X33. 

•*•*  ^nc^  cotali  sono  chiamati .  .  .  arncnii  e  dementi C.  iii.  9,  153. 

''^'^•tUndo  col  ffìssntc  che  si  cMmmmva  Anteo  . C.  iii.  3.  53. 

**'**CCll£  questa  natura  si  chiama  Mtnlt     ....  .     .     .     .  C.  iii.  3.  93. 

^^  *'  «■  thmmmft  questa  parte  . . .  che C  iìi.  5.  05. 

r^^tB . . .  tkimmmfa  quella  AhììcÈohm C  iii.  5.  39. 

^^^^■e ...  io  un  suo  libro,  che  si  chiama  Timao C  iiì.  5.  46. 

*^^*"ii«i  cc«l  p*T  temporali ,     , C.  iji.  6.  aa. 

**■■■■«■  arr  ignah C  iii.  6.  aS. 

t  Aa  tnmpofmti  si  thiamano    ...........  C  iii.  6.  30. 

ti  eoCali  cAmmm  Arìstolilc  .  . .  divini C.  Ìli.  7.  89. 

tCpmeniJ  e  portamenti  sogliono  essere  chmmati C.  iii.  7.  100. 

*yite  to  fàiamttt  Spinto  caUMhaU C.  iii.  7.  135. 

***^  ^aJe  ckimmai  questa  Donna  orgogliosa  e C.  iii.  9.  fa. 

^*  ^»r» .  ,  .  che  ai  chiama  dalli  rctiorici  Prosopopea      .     .     .     .  C  iiì.  9.  19. 

iMi  Icvmnm']  M  chiamtatto C.  ili.  9.  61, 

Ar  MftsCn  oriAi'  chaamatto  .  , ,  la  sitila C  iii.  xo.  4. 

%sra  . .  .  puotcsl  chtamart  Dismmtulaakmt C,  ìil.  to.  65. 

Dowu  dello  tstrlletto  die  Fìhumfia  sì  cAiama C.  ili.  ix.  4. 

e  dire  che  è  questo  che  si  chiama  FAtacffia C.  iii.  11.  16. 

VUosofe  atfbOiariBo,  che  si  chiamò  Pittagora C.  iiì.  11.  99. 

^^■*<lsMiatf  i  •Cfttitetorì  di  Scìcnxa  .  .  .  Aapienti C.  ili.  1 1.  34. 

'^  rtMcuBU  ttnHtfftff  .  .  .  foaM  amatore  dt  *apimsa  chiamato    ,     ,  C.  iti.  1  x.  46- 

"^  ■*  JM  rhiawman  vero  Tilosoto  colui .  C  iii.  it.  ioa. 

"''•ipBft  veder*  ,  ,  .  perch*  Fdovofia  %\  rhiamo     .     .  C  iii.  II.  159, 

^•t4*  . . .  r  uno  e  V  alno  termine  .  .  .  »i  chin»f%ano  per     .     .     .  C  iii,  11,  156. 

^^^- ..«hedtft«#&«»*  '*^  ^""* C.  iii.  II.  X59 


CHIAMARE 


chiamare.    Per  soccorrere  al  servo»  quando  'I  cAràma Cans.  xvi.  i8. 

Conlr'  al  peccato  ...  di  chiamare  a  ritroso  Tal Otn».  xix,  9. 

Io  giuro  per  colui,  Ch'  Amor  si  chiama Con»,  sdx.  90. 

Ver  m«,  che  chiamo  di  notte  e  di  luce  ...  e  luogo  e  tempo   .     .     .     Sfst.  ii.  46. 

Fra  lor  le  donne  dea  Vi  chìaman BaU,  iv.  afl. 

Amor  sente  a  pietà  donne  chiamare K  AT.  B.  23  {San,  iii.  3). 

Quando  mi  vide,  mi  chiamò  per  nome     .     ,     .     .     .     .     .     K.  AT.  9.  53  [Son,  v.  9). 

Convenemi  chiamar  \^  mia  nemica      .     .     .     .     .     .     .      K  A^.  13.  48  {Son.  vi.  13). 

Voi  udirete  lor  chiamar  sovente  La  mia  donna      .     .     .     V,  N.  33.  34  (Som.  xviL  9). 


chiamare,     le  Scienze   .  .  .  sono  chiamaU  per  lo  suo  nome  ...  la 

quale  .  .  .  Filosofia  è  chiamata C.  Iii.  1 1.  174,  fj^m 

questo  primo  è  quello  eh'  io  chiamo  qui  Amora   .     .     .  .     .     .  C.  iii.  la.  19. 

Veramente     .  .  è  1'  uomo  ...  da  chiamarr  Rlosofo C.  iii.  13.  77, 

però  qui  si  irAiama  v^Hf'ma  di  lei C  iii.  13.  Ila 

r  usanza  de*  filosofi  è  dì  chiamarr  il  Ciclo  /umt ...  di  chiaman 

raggio  ...  di  chiamare  &pln%dort C.  ili.  14.  43,  44,  47. 

quella  parte  di  sé  che  morale  filosofia  si  chiama C  iii.  13.  148. 

che  io  n  ir/iiVimai' questa  Donna ^rni  e  disdegnosa C  iii.  15.  ooa. 

c\\c  Nc^iltadé  chiamar  h\  óec C  iv.  x.  49. 

Ultimamente  .  .  .  chiamo  la  Verità  che  aia  meco C  iv.  a.  X43. 

questo  uilìcio  è  .  .  .  Imperio  chiatnaio C  iv.  4.  70. 

chi  a  questo  ufficio  è  posto,  è  chiamato  Imperador* C.  iv.  4.  73.         . 

costoro  e  la  loro  setta  chiamati  furono  Stoici C  iv.  6.  94.  I 

UDO  filosofo,  che  fu  chiamato  Epicuro C  tv.  6.  >oo. 

e  dtiamàrio  Oprraaion*  con  virtù C.  iv.  6.  134. 

questi  furono  AccaeUmici  chiamati .  .  .  thiamati  co^  per  lo  luogo     C  iv.  6.  laj,  107. 

chiamati  furono  . .  .  Peripatetici C.  iv.  6.  140. 

tutti  quelli  .  .  .  Peripatetici  sono  chiamati C  iv.  6.  147. 

tanto .  .  .  che  .  .  .  gentil*  è  chiamato  ciascuno  che C  iv.  7.  9. 

Qucst'  altro  come  si  chiamerà C.  iv.  7.  79. 

Perchè  non  si  ehiama  non  valente C  ìv.  7.  80. 

perchè  non  valente  .  .  .  sarebbe  da  chiamare  colui C.  iv.  7.  Sa, 

operazioni  ...  le  quali  si  chiamano  razionali C  iv.  9.  48. 

lo  luogo  .  .  .  che  si  chiama  Foltcrona C  ìv.  ix.  77. 

però  nostro  Signore  inique  le  citiamo C  iv.  11.  iir. 

per  questo  le  chiama  Boezio  .  .  .  pericolose C  Ìv.  la.  35. 

quanto  la  .  .  .  Scrittura  divina  chiama  contro  a C  iv.  za.  86. 

che  là  .  .  .  chiama  quelli  tutti  fìgli  d'  Adamo C  Ìv.  15.  67. 

che  di  comune  vocabolo  Mente  si  può  chiamarr C.  iv.  15.  mi. 

che  r  uomo  chiama  nobile  pietra  .  .  .  nobile  falcone,  qualunque      ,  C.  iv.  z6.  45. 

tji  prima  sì  chiama  FortiMta C.  iv.  17.  30. 

La  nona  si  è  chiamata  Verità    . C  iv.  1 7.  55. 

La  decima  sì  è  chiamata  Eutrtipelia C  ìv.  17.  59. 

ciascuna  cosa  .  .  .  vederne  .  .  .  nobile  essere  chiamata C  ìv.  19.  30. 

la  quale  Nobiltà  sì  chiama C  ìv.  ai.  4. 

quindi  è  che  chiamati  sono  Doni  di  Spirito  Santo C.  ìv.  ai.  108. 

il  quale  in  Greco  è  chiamato  hormen C.  iv.  ai.  lat. 

un  rampollo,  che  li  Greci  rAffimnHo  Avrmm C  iv.  oa.  35. 

se  volesse  ehiantare  animo  1'  appetito  sensitivo C  iv.  aa.  97. 

quella,  che  naturale  é  chiamata  dal  vulgo C  iv.  03.  76. 

in  quattro  parti     .  .  e  cA/amofui  quattro  etadi ■     .     .  C.  iv.  33.  iiB. 

lo  primo  chiamavano  Eoo C.  ìv.  33.  Z36. 

La  prima  si  chiama  Adolesctnta  ...  la  seconda  si  chiama  GioxftntHté 

...  la  ttrza  si  chiama  SrHtttule  \  la  quarta  si  chiama  Sento      C.  Ìv,  34.  3b  5i  fly 


Z03  ^^^^^^  CHIEDERE 

A  che  Dio  ckiawm  U  cristiana  prole Som.  xxxvìi.  io. 

ft'  è  ialts  lottile.  CkiamanJa  a  voi  mercé  Son.  xlvii.  ti. 

E  *ì  cor ...  Si  può  chiamatt  vero  sacrtfuio      .     -     ,     .     .     .  .  S.  /*.  1.  66. 

DaUo  profondo  cktamo  a  te,  Signore       .......,,.  5.  i*.  cxxix.  x. 

Com'  acqua  per  chiarrsga  foco  accende Cm«.  tx.  a-j. 

che  M  cicl  scropr'  [sempre]  è  lucente  e  cJamo    .     .     .     C  iU.  C«»u.  ii.  77  ;  9.  49. 

Miraiulo  ȏ  nella  cAilvni  fontana Caru.  xx.  53. 

Però  che  *1 .  .  .  tempo  allego  e  chiaro  .  .  .  viene Soft,  xlìL  9. 

floa  fana  . . .  Che  ...  va  cMiant  e  lucente Son.  xlv.  6. 

Par  ■ondìmen  mai  ti  conobbi  cktaro S.  P.  xxxi.  ar, 

T»  »ei,  Signor,  la  luce  tJiiara  e  pura  .     ,  S.  P.  ci.  46. 

Acciò  cfa'  io,  emscndo  allora  dharv  e  lieve.  Possa S*  P.  ci.  X15, 

nriL    ftl .  . .  Che  morte  al  petto  m*  ha  posto  la  dimvt Cmu.  xx.  87. 

E  df  a  colui  eh*  è  d'  0|^i  pietì  cAùw K.  A^  la.  1 14  (£a/f.  ì.  35). 

5*  te  aoQ  d*  opit  tomento  ostello  e  cMt'avt K  ^.  7.  93  (Son,  ii.  6). 

Lo  cielo  ...  al  suo  Signor  la  cAiirdSr F,  A'.  19.  39  (Con*.  ì.  ao). 

Viem,  che  M  cor  ti  <Àù^ K  A'.  «3.  ao6  {Cans.  ii.  79). 

■e  faccMe  quanto  il  voler  chùtù Can*,  xìv.  6. 

«  Hmm  Chi  foatcr  1'  altre  due  eh'  enw  con  lei Canm,  xx.  39. 

Osd*  io  r  ho  tkUsta  in  un  bel  prato StsU  i.  aS. 

Appicao  eh'  averai  ehiesta  pietate K.  /V.  la.  96  {BaU,  i.  17). 

Qaaatfo  Datura  mi  cAiirw  a  colui,  Che Baii*  vi,  g. 

C  Mi  ^  accordano  in  cAwidrr  pietate K.  iV.  13.  43  {Som,  vi  7). 

di  signoria  dbu/  la  verga  ...* Som.  xliv.  xo. 

£  questo  tempo  si  ihìama  Sfm'o C  iv.  04.  56. 

le  pBMÌonì  .  . .  che  P'frgogna  volgarmente  sono  ektama/f  .     .     .  C  iv.  35.  47. 

dia  tnacibtlc  e  concupucibite  si  cAtama C  iv.  a6.  48. 

quello  freno  TemprruHsa  ...     -  ......  C.  iv.  36.  s^ 

■prooe  li  chiama  ForttMsa  ovvero C  iv.  a6.  57. 

■■  é  da  càiammrr  mttuto ......  C  iv.  37.  50. 

daflmj  aloiexw,  eh*  io  ...  sia  tktamtata  tua      ........  C  iv.  aS.  147. 

Mwrfrvdi  .  .  •  che  ora  Pretore  si  ckimma  e  Prefetto  , C.  iv.  39,  17. 

•aa  k  altro  che  cktamart  lo  nano  gigante C  iv.  39.  49. 

al  di  ad  cflaa^  ckimmmndoìa  amica  di  quella C  iv.  30.  66. 

■■■■Mllfet.    qocl  lume  che  moatra  il  bene  chiatamtnU C  ii.  11.  73. 

prtaa  wde  le  cooe  prossime  ckiaraminit C  iii.  3.  i  io. 

mm^  al  dee  dmafmmfnSt  vedere  la  buona  volontà C.  iii.  4.  lai. 

A  ciò  H  può  chimmmmté  rìspoodere .     .     .  C.  iii.  15.  76. 

Il  imi'      BOpra  la  rAwvraaa  della  bontà .     .  C  ì.  4.  78. 

r  aai  ii  è  la  MitfrtaM  del  suo  aspetto .     .  C  ii.  14.  ixa. 

da  tkimrift  «...  come  questa  bontà  discende C  iv.  ai.  5. 

ai  volgessero  ad  uno  fiume  ,  .  .  chtariAsimto  .  .  V.  /V.  9.  ai. 

po'  molta  ràaarifò  di  diafano  avere  in  se  mista C  iii.  7.  a&. 

i  hMgmt  »  càiiro»  cioè  sempre  con  ckiantà     ....         .  C  Ui.  9.  49. 

kitfo  fl  «filale  scn  giva  un  rio  d\iam  aolto F.  W.  19.  3. 

la  laaao  parere  menu  chiara      . Ci.4.79. 

le  ftawrtfTir  .  .  .  della  vera  e  cAiom  Csraa C  i.  to.  $5. 

BiaiMikii  Wi  la  conoaceaxa  ...  è  chiara  o  impedita  .     .  C  iii.  a.  66. 

poi,  precadeado,  Beno  le  vede  rAMfv Ciìi.  3.  ita. 

la  M»tt^  ...  aia  d*  un  modo  chiara  .  .  .  puote  parere 

kami C  iii.  9.  108,  iia. 

^  ccvpo  cfefl'  occhio  con  acqua  chimwa C  iii.  9.  155* 

k . . . ct^ aja  . .  .  ovvero  sia  Miura  e  paia  acura      .     .     .     •  Civ.  a.  36. 
JVffj^^V^^^^  non  »i  dee  a  vedere  .    ......    C  iv.  5.  176. 


CHIEDERE 


ZQ 


chiesa.     Siccome  santa  Chiesa  aperto  canta  ...     -^^^^^P^         P-  ^'  ^4. 

In  quel  che  ci  ammaestra  santa  Chiesa /^  /*.  83. 

Siccome  santa  Chiesa  apei^o  pose P.  F.  róa. 

chinare.    Tanto  .  .  .  Che  fa  chinart  gli  occhi  per  paura Ball.  i.  6. 

china     venia.  Per  non  veder  la  gente,  a  capo  chino K  iV.  9.  51  {Som.  r.  f^ 

chiostro,     per  entrar  dentro  al  bel  chiostro P,  F.  008.  ' 

Chiudere.     Ch'  io  chiusi  gli  occhi  vilraenle  gravali      .     .     .     V.  N.  33.  163  t^Catu.  ÌL  3Q 

perchè  gli  atti  disdeg^nosi  .  .  .  m*  han  chiuso  la  via C  iv.  Guts.  iii,  7 

Che  gli  occhi  ...  CAiMji' per  lui  si  stanno Coma.  x.  50. 

A  costei  te  ne  va  chiusa  ed  onesta Civii#.  x.  154, 

Ed  ella  anctde,  e  non  vai  eh'  uom  si  chiuda Caiu,  xii.  9. 

Morte  m*  avrà  chiuso  Prima  che  'l  colpo  sia  disceso Cans*  xìi.  51. 

tal»  che  .  .  .  Questo  emispcro  chiude  tutto Canz.  xx.  19.     ! 

Se  chiudi^  Morte,  la  sua  bella  luce Canz.  xvii.  43. 

Per  veder  quel  che  bella  donna  chiude Cane.  xx.  93. 

un  bel  prato ...  E  chi$iso  intomo  d*  altissimi  colli Sef^.  i.  30. 

Quando  son  giunto,  lasso  !  ed  ei  son  chiusi^  £  'I Son,  xxvìi.  la. 

E  poi  ch*  io  ebbi  in  tutto  chiusi  gli  occhi S.  P.  xxxì.  s6. 

chiunque.     Ch'  io  sono  astioso  di  chiunque  muore      ...       K.  /^.  34.  39  \CaHa.  iv.  13) 
ciascheduno.     Dunque  verrà  .  .  .  Ciascheduna  vìrtute  da  costei   .     .     C.  iv.  Cohm.  iti.  ini 

Dunque  a  ben  far  naschedun  si  conforti P.  F.  55. 

ogni  possanza  è  tolta  A  ciaschedun  d'  andar P.  F,  93. 

ciascuno.     V.  N.  19.  ^o{CaHs>  ì.  aO,  73  (Gnu.  ì.54)  ;  33.  165  Cohm.  ii.  38)  ;  C.  iiì.  Gnu.  ^ 
46,  90  ;  iv.  Cans.  iii.  97  \  Caus.  ix,  9,  aa  ;  x.  6a,  i  iB,  133  {bis)  psii.  13;  JCV.9I 


chiedere,     che  *1  disciplinato  chiede  di  sapere  certezza C.  iv.  13.  75. 

quel  dono  che  Salomone  .  .  ,  chiese  a  Dio C  iv.  37,  63. 

dunque  .  .  .  darollo  eziandio  che  non  mi  sia  chiesto C  iv.  37.  73, 

chiesa,     secondo  che  la  santa  CAfirsa  vuole C  iL  4.  31. 

la  sua  Sposa  e  Secretoria  santa  Chiesa C.  ii.  6.  34. 

nove  Ordini  di  creature  spirituali  la  Chiesa  tiene C  ii.  6.  43. 

queste  ore  usa  la  Chiesa C  iii.  6.  ai. 

è  da  sapere  che  ...  la  Chiesa  uu C  iv.  33.  143. 

Chllon.     lo  primo  .  .  .  ebbe  nome  ...  Io  secondo  Chihn C,  iii.  1 1.  38. 

chiosa^     per  chios*  a  molte  scritture  .  .  ,  domandato C  ì.  9.  70. 

degno  *  che  la  chiosa  a  ciò  risponda C.  iv.  14.  53. 

chiosatore,     però  lascio  cotale  trattato  ad  altro  chiosatore ^'.  A^.  39.  aS. 

chiudere,     sì  forte  ...  eh'  io  chiusi  gli  occhi K  TV.  33.  ai. 

perocché  hanno  chiusi  %\\  occhi  della  ragione  .  C  i.  4.  33. 

siccome  afiferma  chi  ha  gli  occhi  chiusi C.  ii.  5.  135. 

ehò  non  altrìmenti  sono  cAj'fiji  li  nostri  occhi C.  ii.  5.  xaS. 

gli  occhi  .  .  -  chiusi  dormendosi  posavano  . C.  ili,  i.  17. 

se  per  grande  virtù  dentro  non  si  chiude C.  iii.  8.  90, 

Non  rAfW/ir// gli  orecchi  a  Salomone C.  iii.  15.  id^^ 

e  .  .  .  chiude  il  difetto  della  nimistà C  iv.  la.  35. 

com*  una  rosa  che  più  chiusa  stare  non  può C  iv.  37.  38,. 

deesi  lo  buono  uomo  rA/McJSrr*  gli  occhi C  iv.  39,  8t. 

chiunque,    mi  facea  perdonare  a  chiunque  m'  avca  offeso K  AT.  11.  5. 

che  farebbero  piangere  chiunque  le  intendesse ,  K  A^.  41.  a6. 

in  quanto  è  .  .  .  chiunque  ò  fuori  della  sua  patria        K  A/L  41,  38. 

chiusamente,     nella  seconda  ...  le  ringrazio  chiusamettie  .....  F.  A'.  33,  93^^ 

ciascheduno,     conoscere  quello  che  sia  ciascheduno  .......  C  iv.  13.  39, 

ciascuno.     K  A'.  13.  5,  34  ;   15.  io;   18.  6  ;  C  i.  i.  5,  55  (bis),  56  ;  a.  i,  aa,  61, 6>s  ;  4^-* 
81,  88,  93  ;  5.  37,  39,  38,  71  ;  7. 15,  63.  91  ;  jo.  36  ;  11,  io  ;  13.  48,  69,       ' 


M5 


CIELO 


CÉKina  ivi.  SI  ;  xix.  69,  94  ;  XX.  9,  95  ;  Bafì.  iv.  9,  11  ;  W.  ri  ;  K  A^.  3.  77  {Som.  i. 
I)  ;  34.  55  {San.  xiv.  6)  ;  37.  03  (Son.  x\i.  Il)  ;  35.  53  \Sott.  xvììi.  8);  Sott. 
uóx.  II  ;  rxxiì.  13;  xxxiìi.  13;  xlii.  5;  xlv.  ir  ;  xlix.  io;  S.  P.  ri.  35,  30; 
P.  F.  31,  7»,  85,  160. 

dba     Qui  noa  dirà  fallenza  Dix-orarnAo Gimb.  xix.  33. 

Percbè  lì  (ibi  mìei  non  ho  mangiati S.  P.  ci.  iq. 

Òmx    O  mente  <ie€a,  che  non  puoi  vedere Ca*ic.  x,  70. 

cbe  hai  tu  fatto,  Girro  araro  disfatto Gmj.  x.  76. 

U  dii-oran  Capanco  ...  E  Macomctto  atcv .     Gtne.  xvìii.  73. 

de{a    E  tutti  quei,  che  del  peccar  son  cttghi    ...  .     .     P.  F.  338. 

ddo.    Lo  orfo  ...  al  suo  Signor  la  chiede T,  A'.  19.  38  (Catu.  i.  19), 

XidoD&a  i  desiata  in  sommo  aeio l'.  JV.  ìg.  48  {Cana.  ì.  39). 

Qi  angeli  che  tomavan  suso  in  mio    ....  .     .     l'.  N.  33.  186  {CtMH£.  ii.  59). 

p«i  Che  se  n*  è  gita  in  del  subitamente K  A^.  33.  53  {Cam,  iii.  13J. 

Ito  n*  è  Beatrice  tn  I*  alto  ciclo V.  N,  33,  55  {Canz.  iii.  15), 

PuBù  li  fvU  con  tanta  virtute V.  N.  33.  62  (Co/wj.  iii.  aa). 


«KM».  13.46;  il.  1.73.80,94,  lai;  a.  36;  4.  18.  aa,  04,  48,  50,  55,  6x,6a  ;  5.30, 
3»;  6.  4'.  73.  75,  >53;  7-  54,  9°;  9-  39,  ^S,  68,  70,  75  ;  la.  8,  aa  ;  14.  14, 
17,  aa.  34,  143  ;  15.  143,  143  ;  16.  10;  iii.  i.  37  ;  a.  24,  35,  39  ;  3.  6,  47  ; 
4.  38.  106  ;  5.  109.  aoT  ;  6.  39,  71,  95  ;  7.  ao  ;  8.  134  ;  io.  56  ;  ii.  45,  6a, 
lai,  laa,  133,  124  ;  13.  113;  15.  34,  77.  >oOi  <o=».  iS^i  n7  J  iv.  1.  ag  ;  4.  54; 
6.75.100;  7.9:9-15.94.95;  II.  Mi  70.89,  109  ;  ia.43,  135,  138;  I3.i6,iaa; 
14.  So;  16.6.43,73.  79;  n*  65,  lao  ;  19.38;  ai.  35  ;  aa.S,  177  ;  33.  ai,  47, 
it6,  143,  156  ;  34.  Il,  155  ;  35. 100  ;  a6.  103,  140;  37.  ai  ;  39.  a,  93  ;  30. 16, 

*ft*W.    coloro  che  a  sJ  alta  mensa  sono  abati C.  j.  I.  58. 

bKo dolcemente  oÒd  la  sua  bellezza  gli  ocelli      .......     C  iii.  8.  43. 

Kton  ...  li  cui  prìncipi  cibano  ...  a  bisogno C.  iv.  6.  178. 

crea   diedi  questo  àbo  .  .  .  vivono  aflamatì C  i.  i.  50. 

mum  quelli  che  colle  pecore  hanno  comune  o^ Ci.  1.54. 

*  9iu)e  massimamente  desidera  questo  n£o C  i.  9.  18. 

F***ccS6  più  profittabile  sia  questo  mio  cibo C  ii.  i.  11. 

^  U  tatara  terza  ...  ha  T  uomo  amore  a  certo  àbo  .  . .  quel  cotale 

o*«  U  r  opera  di C.  iii.  3.  68,  70. 

^P"*  ftdemo  certo  alto  fare  gli  uomini  formosi  e C.  iii-  3.  73. 

™*  «alai  eh'  è  o>co  degli  occhi C  i,  11.  33. 

*•*  fh*  i  cÌ€co  del  lume  della  discrezione C.  i.  11.  35. 

'"^'ftQtìe  ora  lo  guidatore  è  drcv C  i.  1 1.  aS. 

.^***o  mchc  nJvo  eh' a  lui  s*  appoggia C.  i.  11.  39. 

^  ^  al  orco  farà  guida C  i.  11.  31  (Ws). 

^"efc'ioprannotati  .  ,  .  sono  caduti  nella  fossa C.  ì.  li.  36. 

^^*' 0»Ì  CQDdotto  vanno  li  dfcJti C  i.  il.  153. 

Nove  fiate  ...  era  tornato  lo  oWo  della  luce K  W.  a.  a. 

^*  • . .  Io  nùf/o  stellalo  era  mosso  verso V.  N,  q.  io. 

'  l*»r«  che  se  ne  gisse  vcrao  il  ciclo     .     . K  W.  3.  56, 

-  ^  «ke  di  lei  ai  comprende  in  ae/o K  A^,  19.  1 14. 

.*'*«|»oava  di  guardare  verso  il  atlo K,  A'.  33.  49. 

^^**ì  ni  parca  guardare  verso  il  cielo K  A^.  33.  80. 

t^^*«  *iuio  de"  bellissimi  angeli  del  deh T.  TV.  a6.  17. 
*^»Otei jct>sac he  .  .  .  nove  siano  li  nVA'che  si  muovono   ....     K.  A'.  30.  17. 
.^^^  *   ■!>  detti  n>/(  adoperino  quaggiù  secondo  la K,  A^.  30.  19. 
;^    ^  *  - .  tutti  e  nove  li  mobili  deli ...  a'  aveano  insieme  .     .     .     .     K  A^.  30.  33. 
^^^rie» ...  che  vive  in  or/o C  ii.  a.  6. 

^  devoluzione  del  ae/o  di  Venere C  ii.  a.  64. 

^*»«1 1  questo  tcrto  d*h C.  ii  3.  6. 


CIELO  ^^^^^V  ^ 

cielo.    Che  per  lo  or/o  spande  Luce  d*  amor K /^T.  34*  49  (Gnu.  iv.  03 

Voi  che  intendendo  il  terzo  cui  movete    .  C  ii.  Gnu.  i.  i  ;  a.  48  ;  7.  io  ;  13.  69  ;  Sc$ 

xliii.  4. 

Il  or/  che  segue  Io  vostro  valore C  ii.  Caiu,  i.  4  ;  7.  41 

un'  angioU  che  *n  ct'éto  è  coronata C  ii.  CaHs,  i.  09  ;  10.  i( 

si  dichina  Uno  spirto  dal  nW C.  iii.  Cams.  (i.  41 

che  *l  or/  scmpr*  [sempre]  è  lucente  e  chiaro  .....     C  iii.  Can*.  ii.  77  ;  9-  4! 

Siccome  à  1  ath  dovunque  6  la  stella C  tv.  Cima  ììL  103  ;  19.  31 

Amor,  che  muovi  tua  virtù  dal  deh Oms.  ix.  i  ;  K  £.  ii.  5.  50  ;  1 1*  3! 

Colt*  hai  nel  cu/  misura Cohm.  x.  40. 

Che  1'  orizzonte  ...  Ci  parturìsce  il  geminato  cw/o Catu.  xv.  3. 

Amor,  che  sue  ragne  Ritira  al  del Caiu,  xv.  94. 

ddo.     prìma  dirò  del  deh C  ii.  3.  7,  | 

del  numero  de'  Cieli C.  ii.  3.  17. 

Aristotile  credette  .  .  .  che  fossero  pure  otto  deli C.  iL  3.  ai. 

credette  che  il  deto  del  Sole  fosse  immediato C  ii.  3.  a6. 

nel  secondo  di  Gelo  e  Mondo C  lì.  3.  09,  6x  ;  iii.  5.  54 

pose  un  altro  deh  essere  fuor!  dello  Stellato C.  il.  3.  4^. 

sono  nove  li  n>/i  mobili C  ii.  3.  53. 

lo  quale  chiamano  molti  deh  Cristallino C.  ii.  4.  11. 

pongono  lo  deio  Empireo,  che  tanto  vuol  dire,  quanto  de/o  di  fìamma 

ovvero  luminoso C.  ii.  4.  14^  15. 

ciascuna  parte  di  quello  nono  mio C.  ii.  4.  33. 

ciascuna  parte  dì  quello  decimo  delo C  ìi.  4.  35. 

nel  primo  di  Cielo  e  Mondo C  ii.  4.  34  ;  5.  13. 

Levata  è  la  magni  6ccnza  tua  sopra  li  deli C  ii.  4.  43. 

pare  che  dicci  cù-/j  siano C  ii.  4    44. 

ciascuno  delo  ...  ha  due  poli  fermi .     .     .  C.  ii.  4.  48. 

si  puote  chiamare  Equatore  del  suo  delo  proprio C  ii.  4.  54. 

questo  cerchio  ha  più  rattezza . . .  che  alcuna  altra  parte  del  suo  ddo^ 

in  ciascuno  deh C  ii.  4.  61  (Aà)t 

quanto  ìl  delo  è  più  presso  al  cerchio  equatore C.  ii.  4.  69. 

le  stelle  del  delo  stellato C.  iL  4.  75. 

in  sul  dosso  di  questo  cerchio  nel  deh  di  Venere C  ii.  4.  76. 

una  speretta  che  ...  in  esso  delo  sì  volge C  ii.  4.  8t. 

avvegnaché  detto  sia  essere  dicci  deli C.  ii.  4.  89 

che  questo  . . .  cioè  1'  epiciclo  ...  6  uno  deh  per  aè C.  iL  4.  93. 

con  esso  è  chiamato  uno  delo C  ti  4.  97. 

Come  gli  altri  deli  e  .  .  .  sìcno,  non  è  ...  da  trattare C.  iL  4.  99, 

ciò  eh*  è  detto  della  verità  del  terzo  aeh C  ii.  4.  loi. 

Poich*  t  mostrato  .  .  .  quale  è  questo  terzo  deh C  ii.  5.  a. 

di  queste  creature,  siccome  dclli  deli C.  ìL  5.  9. 

quante  circolazioni  fossero  nclli  deli C.  ìi.  5.  X7. 

quanti  sono  lì  movimenti  del  deh C  iL  5.  34. 

le  Intelligenze  de'  deli  sono  generatrici  dì  quelli C  ii.  5.  09. 

segue  la  circolazione  del  euh C  ìi.  5.  95. 

Lì  Numeri .  .  .  narrano  li  or/t' mobìli C.  ìi.  6.  100. 

I  deli  narrano  la  gloria  di  Dìo C  iL  6.  103. 

li  movitori  del  deh  della  Luna C  ìi.  6.   106. 

lo  movimento  di  quello  ctWa  pieno  d*araore Cii.  6.  ita. 

prende  la  forma  del  detto  deh C  ìi.  6,  1 14. 

che  quel  delo  era  quaggiù  cagione  d'amore C.  ìL  6.  118. 

al  governo  dì  questo  deh C  iL  6.  137, 

lo  epiciclo  si  muove  con  tutto  il  deh C.  ÌL  6.  139. 


to7  ^K/^m^m^^'^^fim       CIELO 

Cida.     qtiando  piove  Amore  in  lem  da  tutti  li  cittì Ca*».  xv.  66. 

Lume  di  fir/o  in  creatura  de^a Cans.  xvii.  40. 

Ole  Ri  par  gih  veder  lo  cùh  aprire Comm.  xvii.  57. 

kiKorcbè  <W/ con  or/d  in  punto  sta Cana.  xix.  77  (^), 

i' raggi  di  cotal  n#/ giunti Cfu.  xx.  68. 

I»  Ali  del  Ar/0,  e  tomerowi  ancora Bali.  vi.  4. 

EVifiiardava  inver  lo  oéì  sovente K  AT.  B.  33  (Som.  ili.  ta). 

«nota  Di  mio  in  tema  miracol  mostrare K.  ^.  96.  44  [Soh.  xv.  8). 

ehc Fu  posta  ...  Nel  nW  dell'  umiliale       .     ,     .  K  N.  35.  44  (Son.  xviii.  [1'],  4). 

fa  r  anno  che  nel  nV/ salisti K  /V.  35.  56  (Son.  xviii.  14). 

quei  che  dal  nti  quarto  non  si  parte Som,  xxviii.  7. 

E 'I  priniD  <w/ di  ti  già  non  P  £  duro Som.  xxviii.  11. 

aceondoebf  tutto  quel  wÌo  si  muove .  C.  ìi.  6.  141. 

Aacon  sì  muove  tutto  questo  nWo C  ii.  6.  145. 

La  forma  nobilissima  del  cir/o C  ìi.  6,  154. 

CDnvenia  ragionare  dì  quelli  eùti C  ii.  7.  5. 

movitorì  del  cwio  di  Venere C  ii.  7.  8. 

ti  *^g*  di  ciascuno  oWo  sono  la  via C.  ii.  7.  90. 

perocché  r  altro  deh  è  diafano C  ii.  7.  97. 

aea  dico  che  venga  questo  spin'io ...  dal  lofX)  àWo C  il  7.  99. 

io  ecm  certo  .  .  .  che  ella  en  in  cuto C  ii.  &  46. 

^■OéO  pensiero,  che  in  cmIo  salta C  iì.  io.  93. 

è  di  vedere  chi  furooo  questi  movitori,  e  questo  terzo  oir/o.     E  prima 

dd  terso  tieto C.  ii.  13.  74,  75. 

^mUo  che  per  lo  tfno  rieh  a*  intende C  ìi.  14.  a. 

mMo  >oIo  vocabolo  otio  io  voglio  dire C  ii.  14.  3. 

•  pefrhè  questo  teno  culo  ci  fu  mestiere C  ti.  14.  5. 

Dice  che  per  agio  intendo  la  Scienza  e  per  orli  le  Scienze,  per  trt 

mmtLtméim  che  i  Culi  hanno  colle  Scienze C  ii.  14.  6  {pis)f  7. 

odo  oiobUe  si  volge  intorno  al C  ìi.  14.  14. 

ritaciiiin  €Ì«lo  illumina  le  cose  visibili C  ìi.  14.  03. 

qvale  ioduzìone. . .  tutti  li  filosofi  concordano  che  i  rùAsono 

CfHWO C  ii.  14.  99. 

qacsÉc  . . .  ii  può  la  Scienza  Ciiio  chiamare  .         C  ii.  14.  45. 

perchè  Uno  ddo  sì  dica  h  da  vedere C.  ÌL  14.  47. 

eoa^anuiune  eh*  À  ncll*  ordine  de*  cieli C  li.  14.  50. 

ÉM  Éitkt  primi  a  noi,  sono  quelli  delli  pianeti  ;  poi  sono  due  àttt 

.  . .  mobtli .     .     .  C  ii.  14.  sa,  53. 

al  tàrfb  quieto  risponde  la  Scienza  divina C  ii.  14.  63. 

1  CWp  della  Ltnta  coUa  Grammatico  si  somiglia C  ii.  14.  67. 

'ft  ChI»  di  Mtrcuno  si  può  comparare  alla  DiaUthca C  ii.  14.  90. 

é  la  pio  piccola  stella  del  cith C  ìì.  14.  90. 

fl  Carfa  tf  KtfN#rr  si  può  comparare  alla  Rettorie» C.  ii.  14.  i  io. 

S  1  «M»  del  ScU  si  può  comparare  all'  An.\mrltcm C  it.  14.  103. 

~    '  '  di  Marie  ai  può  comparare  alla  Mtuica C  ii.  14.  IS4< 

ido  i  ci«Ì4  mobili,  da  qualunque  sì  comincia .  .  .  esso  cw/p 

di  Marte  4  il  quinto C  it.  14. 157, 159. 

il  Cè/ìo  di  G4ùt»  al  può  tomparart  alla  CH>mttria  . . .  muove  tra  due 

oiJli  rtpocnanti Cii.  14.194*  19^. 

■  GUb  di  Smhmto  ha  due  proprìctadì C  ii.  14-  tta4. 

eh'  t  àeì  movimento  del  n*io  .  C  ii.  14.  046. 

\^  caapatMioai . , ,  ddli  sette  primi  Cm/i   .     .  .  C.  ii.  15.  a. 

li  può  eoaiper*^^  alla  F%s»(a  .  C.  it.  15.  4. 

»  a  BMl/»  motte  sulle  C.  ii.  15.  16. 


CIELO 


loffi 


delo.     Colei,  che  1  teno  etti  ó\  tè  costrìnge San.  xxviìi.  xs. 

Credo  che  in  del  nascesse  està  sopnna S<m,  xxix.  xa. 

Ora  che  .  .  .  freddo  e  nebbia  il  nW  da  s^  divide Som,  xlii.  3, 

Ma  tu,  fuoco  d' amor,  lume  del  (im/(» Som.  xlix.11. 

Ai  quali ...  gli  angeli  del  nWo  .  .  .  non  imputermnno S.  P.  tttì,  8. 

O  tu,  che  il  culo  e  *1  mondo  puoi  comprendere S.  P.  xxxinL  i. 

E  il  santo  nome  tuo,  che  il  n'fl  disserra 5.  P.  ci.  60. 

E  dal  nW  sceso  è  fra  r  umana  gente S. /^  ci.  78L 

£  che  formasti  i  d!r/i' nell*  inizio S.  P,  ci.  101. 

Benché  vadano  ì  nrfi  in  prccipiao S.  P.  ci.  105. 

Della  cui  grazia  terra  e  rw/son  pieni P.  F.  J^. 

E\>i  alto  in  (m/o  vivo  se  ne  g^ P.  P.  $t. 

cielo,     ha  questo  culo  ,  .  .  similitudine  colla  Metafisica C  ii-  15.  44- 

che  il  n>/o  in  quella  parte  é  più  spesso C.  ìi.  15.  74. 

che  '1  (itlo  stellato  ha  grande  similitudine C  ii.  15.  85. 

però  ba  '1  detto  culo  grande  similitudine C  ii.  15.  93. 

uno  .  .  .  punto,  al  quale  non  tornerà  questo  cielo C  ii.  15.  iia. 

t  manifesto  che  *1  cielo  stellato  ...  si  può  comparare  alla  Pitica  e 

oMa  Meiajistca C  ti.  15.  S 19. 

Lo  cielo  cristaHiHO  ...  ha  comparazione  .  . .  alla  momlt  Filosofia  C.  ii.  15.  laa. 

il  detto  cielo  ordina  col  suo  movimento C  il.  15.  133. 

che  possibile  fosse  questo  nono  citlo  non  muovere C  ii.  15.  140, 

la  terza  parte  del  nr/o  sarebbe .  .  .  non  veduta C.  ii   15.  141. 

è  manifesto,  questo  cielo  avere  .  .  .  comparazione C.  ìi.  15.  163. 

lo  Cielo  empireo  .  .  .  simiglia  la  divina  Scienxa      .......  C.  ti.  15.  (65. 

la  comparazione  de*  Citli  alle  Scienze C  ìi.  15.  285. 

per  lo  terzo  deh  io  intendo  la  Retlorica,  la  quale  al  terzo  deh  è 

assomigliata C  ii.  15.  ]B6,  187. 

queste  che  sotto  il  delo  sono  generate C  iìi.  a.  48. 

alla  circonferenza  di  sopra  lungo  'I  delo  della  luna C.  ìli.  3.  xa. 

seguendo  il  primo  movimento  del  cielo C  ììL  5.  50. 

e  che  essa  col  mare  i  centro  del  ciclo C  iii.  $.  65. 

Questo  delo  si  gira  intomo  a  questo  centro C.  iii.  5.  66k 

quella  parte  del  dehf  sotto  la  quale  si  gira  il  sole C.  iìL  5.  77. 

Dico  .  .  .  che  1  eielo  del  sole  si  rivolge C  iii.  5.  ia6. 

le  Intelligenze  del  ciclo  la  mirano C  iìL  6.  36* 

fabbricano  col  Cielo  queste  cose  di  quaggiù C.  iii  6.  67. 

quando  dico  :    Tié  sai  che  7  del C  iii.  9.  37. 

siccome  in  quello  di  Cielo  t  Afortdo  è  prox'ato C.  iii.  9.  xxr. 

nella  sposa  dell*  Imperadore  del  CiHo C  iii.  la.  xi6. 

I'  usanza  de*  filosofi  è  di  chiamare  il  Cielo  lume C  iìì.  14.  43. 

Dice  deidei,  a  dare  ad  intendere C.  iii.  14.  109. 

e  spezialmente  il  movimento  del  deh C.  iìi.  15.  159. 

Quando  Dio  apparecchiava  li  Cieli C  iiì.  15.  168. 

ha  a  seguitare  la  circolazione  del  rw/o C  ìv.  a.  61. 

non  solamente  il  Cielo  .  .  .  conveniva  essere C.  iv.  5.  35. 

poiché  esso  delo  cominciò  a  girare C  iv  5.  5& 

tutto  il  mondo,  dico  il  cielo  e  la  terra C  iv.  9.  24. 

per  lo  primo  di  Cielo  e  Mondo  è  provato C.  iv.  9,  96^ 

che  la  .  .  .  terra  ...  li  semi  del  cognato  delo  rìtenea     .....  C.  iv.  15.  8x. 

mercè  della  somma  luce  del  delo C  iv.  15.  95. 

e  rende  esemplo  del  deh C.  iv.  19.  az. 

che  dovunque  è  il  ddo  sia  la  stella C  iv.  19.  33. 

Che  veramente  t  Cielo,  nel  quale  .  . .  rilucono C  iv.  19. 36L 


«^«^^^^^^.i^^»  CIOÈ 

cMJkk    O  Pmérc  nostro,  che  ne'  àtli  sui ^^^^^R  ^>  ^<  ^'i- 

m  fiKcU,  Siccome  in  cir/o,  in  tem  in  unione P,  F,  ai6. 

E  t  ^omo  giace  con  turbato  aglio S.  P.  ci.  ai. 

Cosi  ddla  mU  mente  ticn  la  cima Catu.  xii.  17, 

Ihie  Donne  in  cima  della  mente  mia  Venute  sono Son.  xjlx.  u 

E  1  pelato  che  veniste  in  sulla  ama  Del  core Son.  xxxiii.  3. 

ÌMuèerk  Dio  in  basso  ed  anche  in  cima S.  P.  ci.  ^$. 

CÉnfcre.    posciacbè  tal  cerchio  ne  ditgr Orna.  x.  93. 

Qaa    Da  queste  vostre  rime,  Messer  Cimo Som.  jtx&iv.  a. 

Ahi,  mcascr  Ci'wo,  com'  i  il  tempo  volto So»,  xlvi.  la. 

Povcnif  vedi,  a  panni  ed  a  cintura Cana.  xx.  36. 

e.  A'.  19,  58  {CtHM.  i.  39)  ;  C.  ili.  Catt*.  ii.  1 1,  16,  18,  49,  53  ;  iv.  Catts,  iii.  69,  73, 
9B,  looy  204  ;  Cans.  x.  37,  84  ;  xi.  9,  14  ;  xii.  33  ;  xv.  33  ;  xvÌ.  31,  46  ;  xvii.  33  ; 
six.  uo  ;  XX.  84  ;  r.  jV.  la»  x  29  (Bali.  i.  40 1  ;  Atti.  iii.  io  ;  K.  iV.  3.  79  (Soh,  i.  3)  ; 
6L  «7  {Som,  iii.  7),  58  [Som.  iv.  14)  ;  15.  a8  (,Son.  viii,  l)  ;  ai.  io  {Son,  xi.  a)  ;  Son. 
«Jv.B;  xlviii.  5  ;  S.  /*.  xxxi.  il  ;  xxxvii.  76;  P.  F.  4,  16,  rS,  84,  139,  168,  183,  213. 
Caru.  xix.  xa,  6x  ;  K  A^.  3.  80  (Son.  i.  4)  ;  Son,  xxxiii.  11  ;  xUx.  5. 


k  sue  stelle  che  nel  cielo  si  stendono C  iv.  19.  45. 

le  (u  del  CiV/o  alla  umana  Nobiltà ,     C,  iv.  19.  70. 

poru  seco  ...  la  mVtiù  del  Cielo C  iv.  ai.  35. 

dalla  virtù  del  Motore  del  Cieio C  iv.  ai.  43. 

t  b  ^^^m'iiiiiii  Jel  Cielo  ,  , .  pnotc  essere C  iv.  ai.  63. 

L*  Aafielo  dt  Dio  discese  dal  cielo C.  iv.  aa.  171. 

•I  ponto  che  ...  al  Cit/o  ritorna  ....  C  iv.  33.  30. 

U .  •  i  vita  ...  sia  causata  dal  delo  ;  e  *1  deh  a  .  .  . 

(focati  .  . .  efletU  ...  ai  scopra C  iv.  93. 53  {bis). 

Chi  dirà  di  Quinzio  Cmcmnato  fatto  dittatore     .     .     .     .     C  iv.  5.  130. 

Apparvemi . . .  onte  ed  ornata  alla  guisa  che K  A^.  a.  17. 

.     C  i.  5.  57  ;  ii.  7.  108  ;  iii.  11.  «4  ;  iv.  8.  63. 

K  N,  15.  49  (d«)  ;  4*  13  j  C.  i.  7.  57  ;  xi.  5  ;  iv.  6.  34  ;  8.  57  ;  aó.  ix 

C  ii.  14.  98  ;  »>•  5-  99  ;  >»•  8.  60. 

F.  N.  3.  5a,  66,  74,  104  ;  7-  47  ;  8*  M.  15  ;  »a.  38,  59,  77  ;  14.  107  ;  15.  29  ;  x6.  1  j 
16.  64  ;  Bi.  36  ;  M.  r,  56,  64  ;  33.  I,  lax,  339  ;  35.  3  ;  a6.  13,  aB  ;  37.  5,  6. 
7;  aS.  X,  12  ;  «9.  16.31,04  ;  30.  35,aa,4a;  3^-  <3»  ^3  ;  33,  37;  33.  14,  15; 
U-  »3;  35-  J 6,  39;  36.  a6;  39.  11.  40,  43;  40.  19,  48;  41.  39;  43.  39; 
43.  6  ;  C  i.  2.  78,  80  :  a.  27:3.  43.  58.  61  ;  4.  35.  3»  ;  5-  6,  23  ;  6.  72  ;  7. 
104;  IO.  «9,  3».  4»!  79t  «06.  107;  13.  25;  13-  46;  ii.  I.  16;  a.  61  ;  3,  31  ; 
4.  tS.  33'  43i  «00;  5.  113;  6.  8,  33;  8.  xa,  53,  87;  9.  iio,  130;  xi.  88  ;  ta. 
$8;  24.  65,  1x8;  15.  57,  60.  65.  137;  iii.  i.  48;  a.  80.  139;  3.  3,  lai  ;  4. 
Si,  a4«  37,  49,  51.  70.  96,  98,  100,  ii7t  ii9(  i3o;  6.  109;  7.  aa,  114,  150, 
171;  &  107,  laa;  9.  14S  ;  «>.  io,  la,  39,34,  48r8o;  zx.  xo,  11  ;  23.94;  13. 
49^  5&  65,  127;  14.  51.S3.89,  iflo;  15.  ri,  70,  76,  190;  iv.  i.  30»  59  ;  a. 
•3.  34*  4»r  «a*.  «6a;  3.  9;  4.84,  91.  2X1.  X14,  237,  233;  5.31,76,204,  131, 
x<4  :  7-  54.  »o9.  «37  :  8.  53.  86.  154  ;  9.  277  ;  xo.  4,  1x7  ;  ix.  3,  6.  la,  a^, 
37,  88,  201,  131,  133  ;  la.  5»  38,  79,  149  ;  13.  60,  ixo  ;  14.  8,  la,  13,  16,  34, 
43-  47»  5»-  53.  54.  65,  113.  >34,  MS.  '47  ;  ^S-  8,  19,  45.  68,  87,  285,  292  ; 
rt.65;  X7,  26,  68.  107,  108,  210,  219;  18.  4.  35,  36,37;  >9-73;  »o.  a7,  36; 


•2.80,96 


»«  ;  33.  X03,  139  ;  34.  as,  «9,  93,  158,  169  ;  «5.  143  ;  atì.  15, 


«*4»  «»;  »7-  "7.  43.  «39  ;  s»8.  04,  160  ;  39.  7  ;  30.  44. 
K.  /r.  éi  24  ;  to.  9  ;  X3.  39.  32  ;  14,  loi  ;  15.  59,  61  ;  34.  31,  40  ;  «5.  65,  74  ;  37. 
316  ;  a».  3  ;  jow  9.  35»  39  ;  3»  i»3  !  34-  «9.  a»  ;  35.  15  ;  39-  io-  35.  36.  55.  56  ; 
41K  aa;  43.  17,  t8,  33,  34,  33,  34  ;  43.  24  ;  C  i.  1.  39,  203,  108  ;  4.  7  ;  5. 
S.  «071  7-69;  8.  36;  IO,  38»  45.  87;  «»•  >o,  75,  86;  la.  54,  73,  78]  13.3; 
**•  »■  43t  63,  ^»  87»  ^'^S*  "o.  ia3  ;  3-  a3f  "7.  46  ;  4.  «».  9»  ;  5-  7.  7»  :  6.  lo, 


CIOÈ 


drcoiazione.     Dalla  drcolaaion  del  Sol  mia  nona      .    .    .    . 
circondare,     che  quelli ...  Da  luì  saranno  tutti  drtondnH  Di 


SoH,  xjcxvi.  a. 
S.  P.  xxxi.  77. 


cioè.  64,  8a,  Ila;  7.  9,  13,  16,  43,  44,  56,  63,  65,  66.  83,  97,  98  ;  8.  7,  34,  36,  40, 

77.  83  ;  9.  7,  38,  84,  90,  93  ;  io.  5,  a6  ;  1 1.  a,  40,  83,  86  ;  la.  46  ;  13. 47  ;  14. 
»!»  a8,  57,  59,  tal,  139,  160,  333  ;  15.  8,  35,  38,  147  ;  16.  6.  93;  iii.  i.  80, 
105  ;  a.  ?o,  86,  99,  106,  115,  135.  154  ;  3.  67,  77,  84.  86,  97.  lao.  1*5  ;  4- 
35-  71,  8g,  98  ;  5.  57,  73,  75,  93.  139,  134  ;  6.  15,  las  ;  7.  47.  64,  67»  98, 
133,  178  ;  8.  so,  69,  77.  85,  99.  109,  137,  147,  149.  150,  153,  x6o,  173,  193, 
M>9  ;  9-  43t  49»  65.  89,  129  ;  »o-  4.  45.  5=  ;  M-  «7,  46.  14»,  M7  ;  «»■  "o ; 
13-  37,  85,  99,  106,  113  ;  14.  33,  103,  los  ;  15  3,  8,  la,  35,  63,  113,  133,  134, 
135»  «37.  i4>i  «46.  i47i  «53»  »6a,  305,  ao3  ;  iv.  i.  94;  a.  i6,  93,  93,  103, 
119.  lao,  145;  3.37*50»  54;  4.  4,35.  53.  95»  »'7;  5- aS.  S».  4»»  47»  86. 174  ; 
6.  i6.  ao,  34,  47,  64,  87,  105.  laS,  155,  166  ;  7.  35,  34,  51,  66,  81,  8a.  99. 133, 
149.  »50  ;  8.  45,  46,  81,  138.  146,  149  ;  9.  a,  7,  31,  83,  90  ;  10.  9,  16.  37,  39, 
49»  51  ;  n.  7  ;  la.  49,  185  ;  13.  60,  117,  156,  157  ;  14.  78  ;  15.  aS.  44,  47, 
83.  87,  105,  183,  189;  16.  55»  64,  84,  95  :  17.  66,  69,  78,  99;  18.  3,  «3,  87. 
59,  67  ;  19.  ao,  40,  4r,  43,  77,  8a  ;  ao.  9,  io,  13,  36,  43,  49,  81,  84,  88,  95  ; 
31.  8,  33,  36»  88,  91,  IDI,  no;  33.35,  96,  104.  i09i  >46.  161,  163,  165,  178, 
181,  184,  185,  197,  198,  aoo,  304:  33,  146,  148,  150;  34.  4,  5,  6.  40,  74; 
35-  831  137;  a6.  30;  37.  IO,  13,  43,  86j  93;  a8.  a,  6,  135,  127,  130,  133, 
136.  «38  ;  39.  IO,  39  ;  30.  47,  49. 
circolazione,     tanie  .  . .  quante  dtrofasiom  fossero  nelli  cieli     .     .     .     C  ii.  5.  16. 

Alla  speculazione  .  .  .  segue  la  àrcoltuiont  del  ciclo C  ii.  5.  95. 

diveraamcntc  sentirò  delle  sue  aVco^iOHi' C  ii.  6.  131. 

muovono,  solo  iHlgnJ*mio,  la  cirtoltuiotu .     .     C.  ìL  6.  153. 

ha  a  seguitare  la  cinolasùmt  del  cielo C  iv.  a.  60. 

C/.  drculazioae. 
circolo.     Onde  ...  Io  circolo  si  può  diccrc  perfetto,  quando  veramente 

è  circoio C  iv.  16.  83,  84. 

allora  ai  può  dire  nobU*  circolo C  iv.  16.  87. 

Sua  virtù  perde  quello  cìrcolo  che C  iv.  x6.  90. 

circoncisione,     ne  quella,  eh*  è  manifesta  in  carne,  è  Cìrconcisiotu  .  . . 

\;iCtrcoHCÌsion4 óci  cuore  in  ispirito,  non  in  lettera,  tCircoHcisiotu  C,  iv.  oB.  77,79,80, 

droondare.     la  quale  circondava  questa  mapone K  /V,  14.  30. 

Clrconflereaza.     hanno  amore  ...  il  fuoco  alla  circonferett^a  di  sopra    .     C.  iit.  3.  xi. 

il  quale  egualmente  sia  distante  dalla  circon/tftnBa C  iv.  16.  89. 

circonvicino,     vicenda  e  fratellanza  colle  circonvicine  cittadi  .     .     .     .     C  iv.  4.  ao. 

circtiire.     quando  aVruiVa  il  suo  termine  al  mare C  iii.  15.  179. 

ctrculare.     quello  eh'  è  causato  da  corpo  circulan  ha  in  alcuno  modo 

circtJan  essere C.  iii.  a.  38,  39. 

clrculazlone.     1*  opMsrazione  vostra,  cioè  la  vostra  drcnioaioné     .     .     .     C  ii.  7.  45. 

suggetti  che  sono  sottoposti  oUa  loro  drculasiont C  ii.  9.  35. 

nuova  drcidaaoHi  di  punto  a  punto C  ii.  15.  98, 

essa  arcnlasion*  cominciò,  e  non  avrebbe  fine  CU.  15.  109. 

fine  della  ninrM/axibfur  è  redire C.  ii.  X5.  m. 

Cf.  circolazione. 

circnU.    E^  tamquatn  cetUrum  drculi .    .     ^^  A^  la.  sa. 

clrcumferenttae.     cui  simili  modo  s*  kabent  drcumfnrmtku  pariti  .     .     K  TV.  i  a.  33, 

citara.     fare  un  bello  nappo  d'  una  bella  dtara C  i.  8.  66. 

chi  tiene  la  dtara  in  cosa C  i.  9.  03. 

il  mal  citarista  biasixna  la  cUmfm^  credendo  dare  la  colpa  .  .  .  alla  dtara    C.  i.  1 1.  80,  Sa. 
C/.  cetera. 
citarista,     non  si  dee  chiamare  citarista  chi  tiene  la  ciiara     .     .     .     .     C.  L  9.  33.     • 
il  mal  citarista  biasima  la  citara C.  L  11.  79. 


ut 


CITTADINO 


I 


Per  Io  suo  mezzo  U  nVAì  dolcnle    ,     .     .     .       K  iV.  41.  60  (5b«,  xxiv,  6). 

dttade.     al . .  .  coro  De*  cìtudin  della  àttadi  pura S<m.  xxxvii.  6. 

Di  aiutar  quella  gentil  àttatù S.  P.  ci,  50. 

*#*M*"**      Poi  ti  rìvoli  a*  hy/o^m  suoi  ^'ustì Cdtta.  xviii.  74» 

■1 .  . .  coro  De*  attadin  della  cìttadc  pura S<m,  xxzviL  6. 

etti,    vedemo  Delle  dtià  d*  Italia C.  i.  5.  56. 

laHMciatamo  ...  sia  una  città^  e  abbia  nome  Maria C  iii.  5.  90. 

£  qod  immaginiamo  un' altra  a'/ZÀ  .     .     .     , C  iii.  5.  loi. 

csBvìcne  a  latisracimento  di  quella  1  nere  la  dHÀ,    Ancora  la  atta 

rìchicde C.  iv.  4.  18  (A»). 

le  qvali  mostrano  quella  aV/a  essere  ìmperadrìce C.  Iv.  4.  139. 

ordiaato  f u  .  .  .  quello  popolo  e  quella  città      ........  C  iv,  5.  31. 

che  fu  orìgine  della  nobilissima  Città  Romana C  iv.  5.  49. 

per  lo  oaseimenlo  della  santa  G/Aì C.  iv.  5.  53, 

ptamto  e  ortlinsto  fosse  quello  della  santa  Ciità  .     .     .     .     .     .     .  C  tv.  5.  179. 

che  altro  .  .  .  pericola  e  uccìde  le  dita C.  tv.  la.  93. 

da  una  dttà  a  un*  altra  ...  è  un* . .  .  vìa C.  iv.  xa.  163. 

che  dirittissimo  va  alla  dttà C.  iv.  Z9.  193. 

nella  nflà  del  ben  vivere  • Civ,  04,  115. 

^■e|#  che  mai  non  fosse  stato  in  una  dttà C.  iv.  84.  lai. 

i  tecfunenlo  delle  dttà C.  iv.  97.  94. 

amai  cb*  «silri  nella  porta  della  sua  dttà  .     .     - C  iv.  a8.  36. 

le  pare  ...  e  tumarc  in  dttà    .     ,     .     .     , C  iv,  aS.  53. 

di  eh'  io  godessi  nella  afta  mia .     .     .  C.  iv.  aS.  94. 

di  aeiaanta  le  più  belle  donna  delU  ctttadt K  A^.  6.  9. 

il  partisse  della  sopradetta  dttmde *     •     .  K  /V.  7.  4. 

i^  graziosa  in  questa  sopradetta  dttaé* K  A^  8.  6. 

MBTcnnc  partire  della  sopradetU  dttadi F.  A^.  9.  3. 

miào  r  usanza  della  sopradetta  dtiatU    ...  .     .     .     V.  N.  14.  18  ;  33.  ao. 

e  poi  ritornato  alla  sopraddetta  dttatU K.  AT,  19^  x6. 

■M  Wttft  la  aopradetta  dttade  quasi  vedox's,  dispogliata  di  ogni 

KA^.3r.3. 

io  questa  desolata  dttadt K  AT.  31.  5. 

la  ^aili  è  ^oaié  messo  della  aZ/rtW/,  ove K  A^.  41.  6. 

pMMide  per  lo  Bezzo  della  dolorosa  ditmàt K.  AT.  41.  sa. 

mtìà  di'  cgH  ndaero  di  qucsu  tUtad» K.  A^  41.  95. 

■e  . . .  InniiMnno  «De  loro  diUdi C.  t.  5,  63. 

...  I*  nttmài  quelli  che  la  tengono C.  ii.  7.  85, 

in  BUZZO  delle  due  a/loi/i  immaginate C.  iii.  5.  191. 

e  fratellanza  colle  circoDvicinc  n//di/i' C.  iv.  4,  3t. 

1«  9«riÌ  «000  tribularloni  delle  dtfii  ;  e  per  le  dttitdiy  delle  Ticinsnae  C.  iv.  4.  98  (Jfi»), 

pa/a» . . .  actb  quale  ai  posino  le  dttad» C.  iv.  4.  40. 

Dobiltasime  nelle  loro  dtttuli C  iv.  39.  36. 

che  ...  era  Tatù  de*  dttmJim  di  viu  eterna K  A'.  35.  3. 

da*  dUmdim C  i.  3.  01. 

eott  parcatì  e  propri  dttadim C.  i.  la.  45. 

1*  tuM>  e  r  altro  sìa  nttaéimo C.  ii.  7.  87. 

b  mV&dimi  di  Maria  tengano  le  piante  .  .  .  .  C  ìii.  5.  105. 

lei  esaltata^  non  con  umani  dttadim C,  iv.  5.  ioa. 

li  P<*^«*'  nttaétm  .  . .  posseder  voleano C  iv.  5.  114. 

U  ma  . . .  degh  altri  divini  dttadim C.  iv.  5.  147. 

itali  dOm/im' C  iv.  5.  166. 

di  pMccota  condizione . . .  contro  a  tanto  dtimdimo 

ilina  .  .  .  difese C.  iv.  5.  173,  «74. 


CITTADINO 


cittadino.     Ch'  ogni  suo  attadino  sempre  onora  .  

clamore.     La  voce  atìlitta  dello  mìo  c/amort 

clangere.     Grida  :  Surgetc  su,  chà  per  voi  clango 

cocente,     con  atto  di  àpìrìto  eoctnte 

cogliere.     O  cara  ancella  .  .  .  Colf  hai  nel  cìel  misura 

Chi  crederà  eh'  io  sia  ornai  si  collo 

Saetta,  che  giammai  la  cf^ga  ignuda 

E  solo  addietro  cogli  le  percosse    . 

Ma  ben  nr  colse  male  a'  fi*  di  Stagno 

cognato.     Sanno  a  lor  donne  buon  fo^no/i  stare  ........ 

colà. Cana.  xi.  35,  40  :  Stst.  ìL  24  ;  Son, 

COleL     C  iii.  Cane.  ii.  71  ;  Caits.  ix.  73  ;  x.  74  ;  xiii.  50  ;  xiv.  35,  61 

38.  43  {Sou,  xxi.  B)  ;  Son.  xxviii.  la  ;  xiiv.  4, 
collare  (i).     E  sento  doglia  che  par  uom  mi  colli ,     . 

Tutte  le  volte  mi  par  uom  mi  od/Zi 

collare  (a),     donna  delle  sue  cose,  eh'  ella  scenda,  o  colli  .... 
colle.     Che  vedete  gir  .  .  .  Per  colli  e  per  paludi 

Al  .  .  .  Son  giunto  ...  ed  al  bianchir  de*  colli 

Il  dolce  tempo,  che  riscalda  ì  colli 

Che  m*  Ila  serrato  tra  piccoli  colli 

Ch*  io  son  fuggito  per  piani  e  per  colli 

prato  .  . .  chiuso  intomo  d*  altissimi  colli 

ritorneranno  i  dumi  a'  colli  Prima  che 

Quandunque  ì  co/// faano  più  nera  ombra 

Non  ho  più  vita,  se  non  come  i  colli  . 

Nel  tempo  dolce,  che  fiorisce  ì  colli   .     .     . 

Danzando  un  giorno  per  piani  e  per  colli     . 

Quantunque  iu  sia  intra  monlagne  e  colli     , 

Che  se  n'  allegran  valli,  piani  e  colli  ,     .     . 

Valut'  ha  già  in  drizzar  monti  e  colli  .     .     . 


5.  P.  ci.  SI 

S.  P.  cxjùx.  3,  . 

CatiM.  xviìL  67. 
Ball.  ii.  8. 

CUMM.  X.  40. 

Cai$M.  XI.  10. 
Catta,  xiì.  8. 
Son.  1.  13. 
Son.  liìi.  14. 
Som.  liv.  14. 
xxvii.  9 


StMt.  iv.  i,  KJti 
1 
Sfst.  iii.  IO.  ' 
S/sf.  iv.  31.  I 
Sest,  iv.  30. 
Cam».  X.  103. 
Sest.  ì.  a. 
Stst,  L  IO. 
Sai,  L  17» 
Sest,  L  ai. 
Sfst.  i.  30. 
Ses/.  i.  31. 
Scst.  i.  37. 
Stsl.  iii.  17, 
Sesi.  iii.  ai. 
Srsi,  ili.  30. 
Sesl^  iii.  31. 
Stst,  iv.  17. 
Stsl.  iv.  ai. 


C.  iv.  16.  71. 


cittadioo.    sarebbe  piii  nobile  che  alcuno  suo  àttutUno  ...... 

siccome  ...  gli  si  fanno  incontro  i  cittadini  di .  . .  cosi  ...  sì  fanno 

incontro  f  e  .  .  .  f  quelli  àttadini  della C.  iv.  a8.  37,  39^ 

civile,     la  cura  famigliare  e  CTVi7/ Ci.  x.  31,  ' 

qualunque  é  per  cura  .  . .  civtU  nella  umana  fame  rìmaso  .     .     .     .  C.  i.  1.  94, 

siccome  quella  della  vita  civiU C.  iì.  5.  69. 

beatitudine  detta  vita  attiva,  cioè  ci'tvif 0.11.5.791. 

r  una  e  1*  altra  Ragione,  Canonica  dico  e  Cìvilt C.  iv,  xa,  ioa 

che  .  .  .  r  Uomo  é  animali  civiU C  iv.  37.  99. 

cosa  che  a  reggimento  civile  abbia  rispetto C.  iv.  97.  99. 

che  V  Anima  stette  ferma  alle  avtli  operazioni C  iv.  a8.  131. 

dvilitade.     il  quale  è  quasi  una  ordinata  civililad»  intesa  nella      .     .     .  C.  ii.  5.  97. 

civiltà.,     è  la  necessità  delta  umana  civiltà C  iv.  4.  3. 

Cleobulo.     lo  primo  .  .  .  ebbe  nome  ...  il  quinto  Cltobtdo  C.  ili.  xx.  40. 

climate.     per  tutta  t'  estremità  del  primo  climatt C  ìli.  5.  119. 

OOgìtazioiie.     astrattasi  dalle  mondane  ,  .  .  cogitasioMi C.  iv.  a8.  40. 

cognato,     che  U  .  . .  terra ...  li  semi  del  cognato  ciclo  riteoca  .     .    .  C  iv.  15.  8x. 

cognizione,     dinanzi  ch*  io  fossi  tornato  in  verace  cogniMÌont     .     .     .  K.  /V.  33.  343. 

colà. K.  W.  aa.  aa  ;  C  L  7.  89  :  iii.  i 


colei 

collaterale,     ciascuna  .  . .  lia  due  nemici  cotltUemU  .     .     .     .  , 

collegio,     però  il  colUgui  degli  rettori  fu  detto  Settato    .     .     .  , 

collerico,     certi  per  complessione  collerica  sono  ad  ira  disposti  . 

colletto,     dicendo  quelle,  quantunque  eolUtie  .  .  .  non  quietare  . 


[5-  146 

y.  w.  5. 16;  e  iii.  15.  i5tt 

...     e  iv.  X7.  66. 
.     .     .     C  iv.  37.  95. 
.     .     .    C  iii.  8.  15^ 
C  iv.  xa.  8. 


na  ^iPPfl^^  COLORE 

KflMhX    Cbè,  qumntuaque  eo/Utte,  Non  posson  quietar      .     .  C.  iv.  Gim«.  iii.  57  ;  11.  aa. 

COOtX    Di«e  :  Drizzate  i  oo/Zi ,     .  Cam.  xx.  60. 

doDoc,  c*  lunno  bellissimi  coi/i,  E  bianchì  più  che Sfst,  iìi.  a. 

Di  belle  donne,  e'  ban  puliti  ro//i S*st.  iv.  a. 

Qk  in  altra  |;uìsa  basacrcbbc  i  coUi SesL  iv.  10. 

ffllnB^■l,     Ha  puns  come  semplice  a>/omAt) S.  P.  ci.  114. 

flnfcWBi.    Voller  che  le  virtù  fussin  co/onne Catta,  xviii,  x8. 

n  nudo  braccio,  di  dolor  coionna Cam.  nx.  aa, 

colare.    0)Ìor  di  perla  quasi  informa K  A^.  19.  66  (Carui.  i.  47), 

Ef!i  era  Ule  a,  veder  mìo  colon V.  N.  33.  148  {Catta,  ii.  ai). 

Cbe  mi  tramata  Io  color  nel  viso  K  V^.  33.  88  (Giha  iii.  48). 

X*  dir  diletto  dì  fo/or.  né  d' arte  .     ...........  Cai»,  ix.  15. 

S^qiti  awìcn  .  .  .  Fatti  di  color  nuovi Cane.  zx.  98. 

Qtando  si  perde  lo  coior  nell'  erba St^.  i.  3. 

Don  »  vide  ...  Né  alcuna  figura,  o  cohr  d*  erba Stst.  iiL  35. 

cont  il  venie  Color  cangia Sest.  iv.  la. 

tnfloqnto.    e  volontà  e  diletto  di  stare  io  coUoquio C  Iv.  07.  154. 

ntan.   fino  a!  colmo  della  mia  vita C.  Ì.  3.  34. 

dicesse  che  gìo\'anc-ua  è  colmo  della  .  ,  .  vita C.  iv.  g.  172. 

or»  xsu  . .  .  che  è  a  dire  lo  culmo  del  di C.  iv.  33.  107. 

c^ . . .  era  U  colmo  della  sua  età ,  C  iv.  33.  109. 

h  quale  veramente  t  colmo  tirila  nostra  vita     ,     .  C.  iv.  34.  33. 

Ir  1  aàmo  del  nostro  Arco  è  nplli  trentadnqtit C.  ìv.  34.  30. 

odia . .  .  GiovcoCute  .  .  .  che  ò  colmo  della  nostra  vita C  iv.  36.  34. 

(Oboba.    una  è  la  colomba  mia C  ii.  15.  178. 

^Kca  chiama  colomba C.  ii.  15.  180. 

WWimaihx,     lo  quale  ...  si  trasmuta  in  alcuno  coloramenlo     .     .     .  C.  iii.  9.  131. 

*towc.    m  quanto  elle  sono  di  fuori  colorate C.  ì.  ir.  18. 

ccnu  dbo  fare  gli  uomini .  .     ben  vivacemente  colorati     .     .     .     .  C  iii.  3.  74. 

tui  rendono  lei  del  loro  colore  colorata C  iii.  7.  38, 

^batella  ne  pare  colorata C.  iii.  9.  136. 

wt  remita  d*  un  nobilissimo  colort  umile  ed  onesto^  sanguigno  .     .  V,  N.  a.  z6. 

*Q<ili  fi  colare  bianchissimo K  iV.  3.  6. 

VBftefauU  di  colore  di  fuoco P'.  TV.  3.  a8. 

••che  le  stelle  sì  mostravano  di  colore^  che ,  K,  /V.  23.  37. 

klotedt,  eh*  porto  giÀ  lo  tuo  color* K  A'.  23.  75, 

hilmia  figura  o  ro/onr  rcttorico  é  conceduto K /V.  35.  59. 

""tonai*  di  figura  o  di  colore  rcttorico K.  A'.  35.  108. 

■*"«i  d*  una  vista  pietosa  e  d'  un  color  pallido K  A^.  37.  3. 

*«  4  simile  «j/wT  si  mostrava  tutuvia K  TV.  37.  6. 

^'  .dintorno  loro  si  £icea  un  ro/orv  purpureo K.  iV.  40.  33. 

"lulcognì  colore  di  loro  sentenza  farà  parvente C  Ì.  i.  no. 

•^ippare  affocato  di  colore ,     .     .  C  ii.  14.  165. 

«tti  nw)Q5o  lei  del  loro  colore  colorata C  iii.  7.  38. 

^'■^''wi. .  .  quasi  siccome  ecfore  dopo  vetro C.  iii.  8.  97. 

"'^^^iBdo,  sotto  ro/oiT  d' ammonire  altrui    . C  iiì.  8.  30i. 

*'***'»rd'  insegnare  a  lei C.  iii.  9.  15. 

^  P'^oprìuDcnte  è  visibile  il  a>lort  e  la  tnce C  iii.  9.  53. 

**tU  luce  sono  propriamente  tisiiiVi C.  iìi.  9.  63. 

^""•t  che  1  mezzo  ...  sia  senza  ogni  fofof» ...  si  macolcrebbc 
*fcnaa  visibile  del  colore  del  mezzo  .  ,  ,  coloro  che  vogliono 
^parere  le  cose  nello  specchio  d'  alcuno  cD/onr,  interpongono 

*  ^1  colare C.  iii.  9.  ga,  94,  97,  98^ 

^** . . .  per  r  umido  e  per  lo  secco  in  colore C.  iii.  9.  137, 


COLORE 


colore.     Che  di  nuovo  coiore  Cerchiò  la  mente  mia Ball.  vii.  xéu 

Lo  viso  mostrm  lo  coloraci  core K  TV,  15.  32  (Scw,  riii.  5). 

Onde  venite,  che  'I  vostro  colon  Par K  A^.  aa.  70  {Soh.  xìL  3^ 

Ct^or  if  amore  [,  e  .  .  .  Non  preser  mai] V.  N,  ZI'  ^4)  i^  {Som.  zx.  t). 

E  maledico  1'  ...  C  ha  pulito  i  mici  detti  e  i  bei  colori    ....  Soh,  xxxiii.  6. 

coloro.     C  ii.  Gm«.  i.  54  ;  iii.  Ciima.  ii.  34  ;  Coma  xix.  133  ;  V.  N,  7.  34  (Som.  ìL  17)] 

5.  P.  xxxi.  4. 

colpa.     Co/^  è  della  ra^on^  che  noi  castiga     . Can*.  x.  95. 

Che  mcn'  ha  a>lpa  e  non  fu  mai  pietosa Cans.  xiii.  91. 

s' io  ebbi  colpa  ...  Se  colpa  muore  purché  1'  uom  si  penta      .     .     .  Carts.  xx,  88, 90. 

Ch*  io  son  punito,  ed  a^gio  colpa  nulla Cans.  zzi.  ai. 

mondo  ...  Da  ogni  colpa  mia  ed  ingiustizia S.  P,Ì.B. 

Di  grazia  pieno  e  di  colpa  digiuno P.  /*.  33. 

Né  delle  colpe  sue  solvere  il  nodo P,  F,  175. 

colpo,     questa  .  .  .  non  cura  colpo  di  tuo  strale Casu,  xi.  ^z. 

non  vai  rh'  uom  ...  si  dilunghi  da*  colpi  mortali CanM.  xiì.  io. 

Prima  che  '1  colpo  sia  disceso  giuso CanM.  xii.  59. 

quella  dolce  pace,  Che  '1  colpo  tuo  mi  folle Cans.  xvii.  13. 

se  paura  già  co'  colpi  suol  H'  ha  cosi  concio Cans.  xvii.  23. 

£  *1  colpo  suo  non  puoi  sanar  per  erba Sesi.  i.  ao. 

Porto  nascoso  il  colpo  della  pietra Srsì.  ìi.  15. 

Poiché  ...  il  cor  feriste  ...  Di  grave  colpo Son.  xJvÌÌ.  a. 

colore.     E  rende  esemplo  nei  colori C  ìv.  ae.  if. 

11  perso  è  un  colorr  misto C.  tv.  aa  14. 

bianchezza  é  un  color*  pieno  di  luce C  ìv.  aa.  168. 

ai  dipingono  nella  faccia  di  pallido  o  di  rosso  colore C  iv.  95.  78^ 

getta  sopra  quelle  uno  colon  dolce  a  riguardare C  iv.  35.  138. 

tutta  la  massa  .  .  .  cangerebbe  colon C.  ìv.  39.  lai. 

coloro,     y.  IV.  14.  107  ;  15.  63  ;  19.  8  ;  ai.  40;  aa.  9  ;  33.  7  ;  35.  47  ;  36.  33  ;  39,  a6,  ^^^  o 

43.  39;  C-  J-  «•  58,  63,  69,  134;  5.  61  ;  7-  7a;  9-  3U  33:  'o-  105;  13.  ^^T 
ii.  I.  3I1  33;  7.  39;  iii,  7.  180;  8.  194;  9.  95  ;  II.  ia8;  13.  lao;  iv.  i.  -^- 
44  ;  a-  81  ;  3.  57  ;  5.  94  ;  7-  35  !  9-  (84  ;  la.  89;  15.  6a  ;  x6.  4  ;  aa.  13,  =^ 
181,  iBa  ;  a8.  43  ;  39.  9,  io,  34,  65. 

Colossense.     Onde  dice  r  Apostolo  alli  Coiosserui C.  ìv.  04.  I7m— — 

colpa,    cadere  in  colpa  di  lodarsi C  ì.  a.  77. 

danno  «mT^  alla  materia C  i.  ij.  761 

credendo  dare  la  colpa  del  mal  coltello C  i.  11.  80l 

nella  quale  non  si  dee  porre  a  me  colpa C  iii.  a.  tx. 

Poi  4  .  .  escusomi  da  mia  colpa C  ììL  4.  31. 

che  argomento  di  colpa  è,  non  purgamento,  in  quanto  la  colpa  si  dà 

all'  intelletto C.  Ui.  4.  46, 

vizi ,  .  .  atti  quali  non  ha  colpa  la  complessione C.  iìL  8.  i6a. 

la  paura  del  disonore  ricevere  per  la  colpa C.  iv.  19.  91. 

colpare.     mia  colpa,  della  quale  non  deggio  essere  colpato     .     .     .     .  C  iii.  4.  3». 

colpo,     maculato  d*  alcuno  coipo  di  fortuna C  ì,  4.  70. 

siccome  sono  i  colpi  del  martello  cagione  del  coltello C  iv.  4.  tao. 

fallalo  avea  ìl  colpa  che  .  .  .  pensato  avca C.  ìv.  5.  1 17. 

coltello,     il  coltello  del  mio  giudicio  purga C  i.  x  13. 

la  colpa  del  mal  coltello .     .  C.  i,  xx.  81. 

sono  cagioni  efficienti  del  coltello Ci.  13.  fl&. 

al  fabbro  che  la  ÌI  coltello C  i.  15.  34. 

sono  ì  colpi  del  martello  cagione  del  coltello      ........  C  iv.  4.  133. 

riqwoder  . . .  non  colle  parole  ma  col  coltello C  iv.  14.  x< 


US  COMANDARE 

cabri,  e  a.  C^mm.  I.  3^  ;  iv.  Cmtu.  iii.  34  ;  Can».  xi.  36  ;  xix.  t^,  89  ;  xxi,  la  ;  K.  N,  za. 
114  iBo/A  i.  35);  Bali.  vi.  9:  y.  N.  aa.  89  (Som.  xiiL  x);  Soh.  xlU.  ia| 
5.  /*.  vi,  33  ;  xxxi.  35,  68  ;  1.  19. 

che  .  ■  ■  tc-mc  AI  tuo  eotnattdamtnto  contnstare  .     .  S.  P.  ì.  73. 

Dicce  abbiamo  da  Dio  ComanJammli P.  F.  154. 

Che  mi  tomBndi  per  messo  cb*  io  muoia  .     .    .  V.  N.  la.  zia  {Bali  i.  33). 

ben  trarre  della  punta  d'  un  eotieilo C  iv.  07.  53. 

beati  quelli  che  tal  sementa  coltivano  come C  iv.  ai,  117. 

enneDC  per  mal  caserc  eoltivaio C.  iv.  aa.  lao. 

culti  fftrc 

pQÒ  caserr  per  molta  .  .  .  toltttwm,  che C  iv.  aa.  laa. 

'.  AT.  la.  60  ;  13.  «6  ;  aa.  3,  la  67  ;  «3.  83  ;  35.  107  ;  43.  8,  ta,  i6  ;  C.  i.  i,  57  ; 

4.  63;  5,  93;  7.  4;  8.  37,  38;  II.  aa,  118,  laa;  la.  8;  13.  15;  iì.  6.  9  {bts), 
io;  io.  48,  79;  iii.  I.  49;  6.  loi  ;  7.  164;  8.  185;  11.  103;  iv.  a.  69  {bis)  ; 
5.58:  6.58:  7.  13,4»,  5».  83.  94,   ia6,  133;  9.  3X,  171;  13.  97;  «S-  >W; 

ift.  aj  ;  18.  as.  a8;  34.  133,  178;  a?.  66,  8a;  a8.  34,  I40;  39.  4(,  42»  6a. 

air  amaro  covMamimmfmto  è  impossibile  .  .  .  obbedire  C  t  7.  33. 

fatto  senza  a>mandtò*tento        C,  i.  7.  35* 

to  i*  raì  portassi  1'  una C.  i.  7.  38. 

mtnio  di  questo  si^ore C  i.  7.  46^ 

termine  del  a>mandaméHÌo  va ,  C  ì.  7.  53. 

lei  eom^mUtmnto  del  suo  signore C  i.  7.  66. 

I  Doo  fotte  U  loro  cotHott^a mento C  i.  7.  76. 

te  pieno  lo  suo  romtntJtmtnto      ...  C  t.  7.  Ba, 

le  passato  il  loro  comttfiJmmfnfo C  i.  7.  87. 

■  loro C.  ili.  15.  186. 

é  di  tutti  gli  altri  {ommnéamemti  comanéamtnio    .     .  C.  iv.  4.  73  (Mf). 

egli  *  comandature C.  iv.  4,  74. 

méamento .  .  .  prende  vigore C  Ìv,  4.  77. 

'o  t  dcUi  morali  filosofi  .  .  .  che C  tv.  aa.  1. 

romaiMiatmtnti  non  fosse  obbnUmte C  iv.  a4.  i  a8. 

the  crederà  li  malvagi  mmmndtimfmti C  iv.  84.  133. 

>  prixao  auu  rornamijamrfclo C.  iv.  84.  141. 

e  compiei  tutti  li  tuoi  mmmttdamefUi C  iv.  fl&.  130. 

Egli  mi  fommttbna  motte  volte  che  io  cercasai  .     .     .     .  K  /V.  a.  45. 

i  4«ik  mi  RMManrfsoa  secondo  il  consiglio ^.  iV.  4.  13. 

U  contrario  di  quello  che  vogliono C.  i.  6.  15. 

a  . .  .  ae  noi  comtmJamo   .  C  i.  6.  ao. 

mmmtlata  interamente C  i.  7.  B. 

il  «oggetto  al  sovnuio,  procede C  i.  7.  19. 

F  «Hiac  dtntxo  è  li  sovrano  al  soggetto  eomamJan C  t  7.  aa. 

^imMd  il  soggetto  n>iMaMi£i 0.1.7.35. 

t  la  TI l!i  r  r II iiTs  interamente  comandttm C  i.  7.  33. 

fcr^  MI  a  Bw  fisaae  mmmntUto  di  portare C  i.  7.  37. 

«W  Is  asla  obbedienza  non  ^  interamente  eomattJata    .     ,    ,     .    .  C.  L  7.  40. 

m/m  Mrdhbe  stata  obbedienza  tomamimia  interamente C  i.  7.  44. 

[^■■■Ao]  «MiaaMrfs  al  peccatore C  t.  7.  59. 

^aaMc  rsasoai . . .  lowamrfano  e  vogliono  etaere  sposte   .    .    .    .  C  i.  7.  7 1. 

^  «Ot  ■ filli  ifl  a  voce C  Ì.  7.  75- 

•  ^Har  la  fUgioDe  a  tvmmtt^mrf  che C.  t  10.  14. 

«ka  1  ftrfrv  aveva  nmmi^éto  agli  angeli ,    ...  C  il.  6.  30. 

<li«&r«d«<- quest*  anima Cii.  it.  sS. 

b  0irtWa  ìta$h . .        mri/r  .  .  ,  quelle  esacre  apprese     .    .    .  C  il.  13.  t3a 

I  2 


COMANDARE 


ii6 


OOmaiìdCX.     Poi  seguirai  secondo  suo  comamio .........     Cam»,  x.  158. 

combattere.     Che  gli  spìriti  miei  son  combattuti  Da  tal Cant.  ix.  65. 

il  destre,  Che  mi  combatta  cosi  come  suole Cana.  xiii.  33. 

La  dispietata  mente  ...  mi  eotnbattt  il  core Canz.  xvi.  3. 

La  quale  é  stata  tanto  combattuta  Che Ball,  vìi.  to. 

come.  y.  N.  19.  63  {Cane.  i.  44),  70  {Catu.  i.  51^,  89  {Cahm.  i.  70)  ;  33. 157  i^Cans.  ìi.  30)  ; 
a8.  16  {F.  C.  s)  ;  33.  83  (Cane.  ìii.  42)  ;  34.  37  iCftnt.  iv.  ri)  ;  C  ìi.  Cane.  i. 
IX,  13,  31,  61  ;  ili.  Cauz.  it.  43,  58,  60,  66;  tv.  Cam.  ìii.  91,  109  ;  Cans.  ix. 
«f  5.  i3i  17.  37.  58.  59.  73  ;  X.  641  67.  85,  97,  u6,  137  ;  xi.  4.  6, 18.  ao,  36,  38, 
53,  64  ;  xìì.  3f  21.  16,06,60,71  ;  xiii.  53  ;  xiv.  99,  40.  68;  xvi.  55  ;  xvii.8.  tx, 
61  ;  xix.  18,  34,  53,  94,  loi  ;  XX.  io.  17,  ai,  37  :  xxi.  7  ;  Stst.  L  6.  8,  9,  39, 
33f  39  ;  '•■  »Oi  1^1  54j  60  ;  iii.  5,  16,  17,  19,  ao,  33-  3^  '*  '*'-  5.  n»  ao,  34,  «9, 
34i  35  :  ^*  N'  «a-  9J  i^Ì<^l'  '•  ^^\  loi  (Sa//,  i.  sa)  ;  Balt.  W.  a8  ;  vii.  8  ;  K.  JV.  7. 
34  (5oN.  iì.  17)  ;  9.  49  {Son.  V.  6\  57  (Som.  v.  14^;  ao.  16  (Som.  z.  4)  ;  04. 

comandare,     ma  quelle  cose,  che  Dio  ti  comandò,  pensa C.  iii.  8.  19. 

Onde  ciò  fare  ne  comanda  il  libro  d^te  quattro  Virtù  cardinali    .     .     C.  iii.  8.  107. 

che  ,  .  .  abbia  .  .  .  ufficio  di  comindare C  iv.  4.  69. 

perchè  ...  si  g-tiardi,  comanda  Salomone  a  colui  .     .     .     C  iv.  7.  93. 

trovala  fu  la  Ragione  scritta  .  ,  .  per  comandarla C  iv.  9.  8a. 

A  questa  .  . .  comandart,  t  questo  Ufficiale  posto C  iv.  9.  89. 

il  pescare  sia  .  .  ■  ftotto  suo  comandart C  iv.  9.  145. 

se  lo  re  comandtt  una  vìa  e  il  servo  ne  comanda  un'  altra  .     .     .     C  iv.  34.  136,  137. 

però  dice  e  comanda  la  leg^e  .  .  .  che C  ìv.  34.  158. 

a  cHutcla  dico  e  contando  alla  Canzone C  iv.  30.  45. 

COmandatsre.     le  Cannoni,  che  sono  in  persona  di  comandatari       .     .     Ci.  7.  30. 

perocché  di  tatti  li  comandamenti  egli  ò  comandatorw C.  iv.  4.  75. 

alla  voce  d'  un  solo  prìncipe  ...  e  comandaton C.  iv.  5.  64. 

combattere,     m'  incominciarono  ...  a  combatter*  e  a  tentare      .     .     .     V.  N.  13.  5. 

E  cìuscunu  mi  combattra  tanto,  che V.  N,  13.  35. 

Ond*  io  avendo  .  .  .  combattuto  in  me  medesimo .  .  .  volli      .     .     .     K  N.  39.  34. 

non  quelli  che  la  combattono C  ii.  7.  86. 

la  diversità  che  mi  combattea CI  il.  9.  3. 

cotnbatttttdo  col  gigante  che  ai  chiamava  Anteo C  iii.  3.  sa. 

guerriero  che  combatte  il  castello  da  un  Iato C  iii.  io.  67. 

Aristotile  .  .  .  contro  al  suo  migliore  amico  .  .  .  combafiio      .     .     .     C.  iii.  14.  81. 

che  sempre  prima  combatteo  cogli  avversari  della C  Ìv.  fl.  139, 

dove  gli  Albani  .  .  .  per  lo  capo  del  regno  combatterò C  iv.  5.  158 

combinatore,     secondo  li  quattro  combinatori  delle  ...  si  divìde     .     .     C  ìv.  33.  1 13. 
come.     K  N,  3-  a»  ;  5-  '3  ;  9-  '6,  39.  63  ;  li.  34  ;  13.  XI,  34,  58,  60  ;  13.  33,  36  ;  14. 
48;  15.  16;  16.  ao;  19.  II.  103,  104,  143  ;  so.  34,  36  {bis),  39,  40,  41  ;  ax, 

4,  Si  38,  53  ;  23-  i>»  a6,  47,  48,  59  :  ^S-  6»  '3»  aa.  8a»  a<4t  a^S.  3i6,  aa?  ; 
34.  4,  65,  66,  68,  70  ;  35.  4,  6,  io  {bis\  6a,  73,  94  ;  27.  io,  30,  39:  aS.  9, 
io;  39,  ai,  36;  3»-  "  ;  3^  a9;  34-  3.  1 5t  ^5,  36  ;  35.  33  :  36.  16;  37.  4; 
39-  3.  ai,  37,  53.  55.  57  ;  40-  «a  ;  41.  31  ;  43.  ar,  aa,  29  ;  43-  7  ;  C  i.  i.  204  ; 
a.  87  ;  3.  43,  69  ;  4.  35,  41,  47»  «7»  87.  94  ;  6.  i,  4,  6,  6a  ;  7.  3,  37,  83.  97  ; 
8.  a,  6,  30,  64  ;  9.  37  ;  io.  34,  35,  39.  70,  84  ;  11.  47.  89,  116  ;  13.  16  (6^), 
50  ;  13-  li  4  ;  »-  J-  *»!  33»  «35  ;  a.  73  ;  4-  5».  57.  ^h  98  ;  5-  a»  37r  S».  9a  ; 
6.  83  (6fV).  87  (bis)  ;  7.  9,  39.  58,  6g,  70  ;  8.  47.  61  ;  9-  h  =3.  33.  60.  136  ; 
IO.  18,  ao;  II.  38;  14.4,75;  15.  3>  6a,  149,  1B8  ;  16.  6,  44;  iii.  1.  i,  96; 
a.  I30  ;  3.  8,  93,  108  ;  4.  la,  79  :  5-  8»  ao,  125,  147,  174  ;  6.  9,  63.  laS  ;  7. 
a,  M5,  H7.  U9i  ISS;  8.3,  4,  33,  105,  109,  ia8,  191  ;  9.  16,  67,  76,  159  ;  iol 
33,33,36,43;  II.  47r  lao,  179,  iBi,  184;  13.  106,  113:13.  I,  5,  14,  30,70^ 
89;  X4-  "3;  «5-  51»  70»  lao;  iv.  i.  34;  a.  33,  34,  44*69,  81  ;  3.61  ;  4.61  ; 

5,  39,  6a,  So;  6.  71,  188  {bis)  ;  7.  18,  37.  39,  45,  79,   136,   141,  145  ;  8-  xa. 


4 
4 
n 


««7 


COMINCIAMENTO 


6t  (Som.  xiv.  la)  ;  37.  ao  (Som.  xx.  5^  ;  38.  38  {San.  xxi.  4)  ;  41.  58  {Som. 
xziv.  4),  61  {Sem.  xxìv.  7;  ;  Som.  xxvt.  14  :  xxx.  10  ;  xxxv.  6  ;  xxxvi.  3  (bis), 
4,  6;  xlu.  13;  xlìv.  4,  11  ;  xlv.  9^  to;  xlvi.  la  ;  xlviìi.  8,  io;  I.  8;  5.  P. 
xxxi.  13,  iS,  95,  65;  xxxvii.  39,  53:  I.  5a  ;  ci.  8,  10,  17,  23.  31,  37,  4»»  M, 
98.  «07,  114  ;  cxlii.  t^,  3a,  5St  ^  ;  ^*  ^-  9f  67,  68,  lao. 
min  II ■■■■■■■•^     Q  ci]c  „QQ  fosse  ali*  Uom  iCHtinaantento         C,  iv.  Ctma.  iii.  71  ;  15.  46. 


30,  84,  T48,  150 ;  9.  it  61,  104  ;  IO.  17,  18,  46,  66,  93  ;  ii.  a  (.Am)  ;  la.  l, 

90,  91,  90,  to5,  13»,  i8a  ;   13.  4,   15,  33,  41,  47,  88,  89,  119  ;  14.  97,  107  ; 

IS  M9.  «90  ;   16.  34,  100  ;   17.  91,  130  ;  18.  a,  61  ;   19.  3,  13  ;  ao.  a,  37,  34, 

93,  105:  31.  6,  51,  55,  57,  70,  117;  aa.  49,  172,  173,  176,  aio;  03.  3, 
58  ;  24.  69.  7»,  73,  133,  148,  149  ;  35.  23,  87,  147  ;  26.  51,  69,  75,  76,  100, 
117.  121.  136;  37.  33,  38.  51.  X08,  158,  183  ;  38.  16,  17,  89  ;  39.  5,   18,  76, 

103;    30.    T,    31,    33.   40,   53,   64. 

kiccocnc  di  cvmentttrt  con  Latino C  L  io.  8, 

chi  intende  il  CotnéntAtort ,  ,  .  questo  intende     .     .     .  C  iv.  13.  68. 

comrntt  quello  clic  impediva       .     .     .     .     .     .  C.  ii.  a.  37. 

che  quasi  Comm/o  dire  &i  può C  i.  3.  io. 

Ha  Coftcsxa  del  mio  Comtttto .     .     .  C.  i.  4.  105. 

conviene  qucito  ComtHto  .  .  .  essere  soggetto      .     .     .  C  i.  5.  36. 

%mmmm$9  Latino  non  sarebòc  stato  soggetto C.us-  108. 

■  fri  ■■■III  romrmto  non  sarebbe  stato C  i.  6.  i. 

Ile  il  toamento  Latino  avrebbe  avuta C  i.  6.  36. 

B  mmatmio  LatJntj  non  sarebbe  stato C  ì.  7.  2. 

H*  OMc  era  impossibile  avere  lo  Latino  wm^nfo C  L  7.  11. 

HTcbbe  stata  quella  del  ccmtnto  Latino C  i.  7.  43. 

tgaXL  qBcato  Comemto  è  .  .  .  ordinato C  i.  7.  7a 

tommkì  Volgare  e  non  X.atino C  i.  8.  5. 

Ilo  lo  Comfnto  Latino C  i.  9.  4. 

0  4a»«ireraiaentc  di  questo  Comnttù  è C  1.  9.  49> 

4arA  ac  medesimo  per  Com*nto C  i.  9.  68 

dha  per  Com^mio  ...  i  già  stato  domandato      ...  ....  C  i.  9.  70. 

ìamà  mma^  al  Volgare  ComenSo L.i,  io.  37. 

Cstto  il  Comtnto  Ialino  trasmutare C,  i.  10.  67. 

Comtfnio  .  .  .  n  vedrà C  1.  io.  80. 

mrà  qoeato  Comttnto C  i.  10.  97. 

di  sopra  disse  la  lettera  di  questo  Comunto     .     ,     .     .  C.  ii.  la.  s. 

(S  distinguere  le  parti  per  ti  loro  co'ninaamtnii  ,     .  K  TV.  16.  4X 

di  prcndcric  per  mio  comiMctantento K,  iV.  19.  14. 

con  questo  (omindamrnto K  ^.  19.  17. 

dell'  errare  .  .  .  apparvero K*  A^.  33.  33. 

qiMDe  tomumaamntio  di  Geremia K  A^.  31.  7. 

ìm^m^hmémwmimmMtmii K  ^V.  35.  31. 

^  #iMc  ■dcob4o  r  auro  iomimiaftuMio .  K  ^.  35.  36. 

dì  ciascna  . . .  convito C.  i.  a.  1. 

■d  «vmMCMSmmlo  éeir  jinimta  . C  il.  14.  fl4<^ 

Ik  ^Biii  ■hhaiB  da  Dio  mmineùmmùo  di  creajtlone C  it.  15.  to6. 

dal  €»mémétmmtt»  del  osoodo  poco  pia  ...  è  volto C.  ti.  15.  1 13. 

lo  Beo  accaMJo  amore  prese  mmtùtnam^nto  dalla C.  iii.  i.  3. 

mamàmti^ ...  od  nmm'mnmm*tmìo  del  secondo  verso C  Iv.  a.  7. 

■eI  tmmmmammmio  di  qiieno  Capitolo  pesao  parlare C  iv.  5.  ti. 

«MMQMHMiito  ciberò  ds  Socrate C  iv.  6.  115. 

■■  B  loro  mmwémimmntH .  . .  ai  leggono C  iv.  la.  104. 

cte*  man  atto,  bob  dice  tommtmmenH    ...  .     .  C.  iv.  15.  47. 

cioA,  the  laisariaiiiiwru  a  uoao  non  fosse C.  iv.  13.  68. 


COMINCIAMENTO 


ii8 


cominciare.     E  comùiciaiuiot  chiamo  quel  Signore     .     .       C.  iv.  Cawu.  ili.  iB;  a.  18,  143. 

Poi  rominaó  :  Siccome  saper  dfii Cmms.  xx.  45. 

Con  dolce  suono Cominem  cste  parole K  iV.  la.  95  {BaO.  i.  16). 

cominctamento.     U  diritta  Nona  sempre  dee  sonare  nel  cominaamerUo 

(iella  settima  ora C  iv.  23.  158^ 

Cominciare,     dico  .  .  .  che  lo  spìrito  della  vita  .  .  .  cvntinaò  a  tremare  sì 

fortemente K.  A^.  a.  ai. 

lo  spirito  animale  ...  si  cominciò  a  maravigliare V,  N.  n.  99. 

lo  spirito  naturale  .  .  .  cominciò  a  piangere V,  N.  z.  35. 

dico  eh'  Amore  .  .  .  cominciò  a  prendere y.  JV.  a.  41. 

Ed  immantinente  cominciai  a  pensare V,  tf,  z-  ^' 

e  comituìai  allora  questo  sonetto K.  W.  3.  75. 

La  seconda  parte  comincia  quivi     KA^.  3.  95;  7.48;  8.  43,  73;  la.  134;  15.65;  04.73. 

disse  allora  un  sonetto  lo  quale  cominaa  :  Vedesti K.  AT.  3.  too. 

Da  questa  visione  innanzi  cominciò  il  mio  spirito  naturale  ad  essere 

impedito f'.  JV.  4.  x. 

dei  quali  comincia  il  primo  PiangcU K.  AT.  8.  19. 

Appresso  lo  giorno  cominciai  questo  sonetto K.  /V.  9.  43. 

La  [e  la]  seconda  comincia  quivi     K  A^.  9.  64  ;  13.  6t  ;  19. 97,  108  ;  flo.  31.  37:  aa.  87, 

109;   a3.  317  ;  a?.  33,  43  ;  32.  18,  34,  35  ;  33.  34  ;  35.  38,  34  ;  39.  57. 

end*  io  .  .  ,  cominciai  z  parlare  cosi  con  esso K.  W.  i3.  99. 

£  però  cominciai  con  lui  a  ragionare V.  N.  ìa.  40. 

dico  che  molte  ...  si  cominn'aro  a  maravigliare V.  N.  14.  59. 

e  comincia  questa  parte  quivi  :  E  quando V.  N.  \^  46^ 

dico  che  la  seconda  parte  comincia  quivi  :  CA'  Amor K  A".  16,  44. 

non  solamente  ella,  ma  tutte  le  altre  cotninciaro  ad  attendere  ...  la 

mia  rìsponsionc K.  AT.  18.  30. 

Allora  queste  donne  eominciaro  a  parlare  tra  loro K  AT.  18.  41. 

sicché  non  ordia  di  cominciare K  A^  18.  67. 

con  desiderio  di  dire  e  con  paura  dì  cotninciart K.  A^  18.  69. 

tanta  volontà  di  dire,  che  cominciai  a  pensare  il  modo  eh'  Ìo  tenessi  V.  N.  19.  4. 

onde  ,  .  .  cominciai  una  canione V.  Pi.  29.  17. 

Poi .  . .  comincio  a  trattare  di  questa  donna K.  A^.  19.  1 1 1. 

ha  una  particella  ...  e  comituia  quivi  :  AiutaUmi K  N.  ai.  31. 

La  ter2a  romj'Nnia  quì\i  :  Ogni  doictMsa K  A',  ai.  39. 

La  seconda  «MMiMcui  :  Ov*  ella  passa V,  N.  ai.  43. 

E  comincia  il  prìmo  :  Voi V,  N.  aa,  66, 

cominciai  a  piangere  ...  dì  tanta  miseria K  AT.  33.  14. 

ftl  forte  smarrimento  eh*  io . . .  cominciai  a  travagliare  come  lunetics 

pcreona K  AT.  03.  ai. 

Cosi  cominciando  ad  errare  la  mia  fantasia,  venni V.  N.  a^.  3>. 

sì  forte  .  .  .  che  .  .  .  cominciai  a  dire  con  voce  vera V,  N.  33.  81. 

una  donna  .  .  .  con  grande  paura  cominciò  a  piangere V,  N.  ay,  90. 

E  quando  mi  videro,  comindaro  a  dire K  A*.  23.  iia. 

cominciando  dal  principio  .  .  .  dissi  loro V.  N.  a^  tao. 

e  cotnincia  questa  parte  quivi  :  Era K  A.  93.  aaj, 

questa  parte  comincia  quivi  :  Voi V,  N.  23.  333, 

ed  io  mi  sentii  cominciare  un  tremilo  nel  core V,  N.  34.  4. 

e  comincia  quivi  :  Amor K.  AT.  94.  77, 

!o  primo,  che  eotninciò  a  dire  siccome  poeta  volgare       .     .     .     ,     ,  K  A^  95,  43. 

dissi  allora  questo  altro  sonetto,  che  comincia  Vedt V,  N.  a^.  9. 

Appresso  ciò,  cominciai  a  pensare V.  N.  9A.  i. 

cOMiMCMi  allora  una  canzone,  la  quale  (omincia K  A^  aS.  la,  13. 


"9 


COMINCIARE 


Comntttrm  a  dir  che  gli  occhi  mid  .  . .  Solean  ....  Batì,  w.  5. 

IMcor  ni  ■  €ùminam  un  terremoto K  N.  16.  36  (Som.  ix.  13). 

Gb'agBi  ato  spirto  eominna  a  fugare Son.  xli.  13. 

e  oMNnvim  allora  :  GU  occhi    .     ,     , K,  ^V.  33.  9. 

e  coMMMTM  quesu  parte  quivi  :  Partissi J'".  TV.  30.  30W 

La  canione  comineia  :  Quantunque  voU*^  ed  ha  due  parti  .     .     .     -  K  /V.  34.  18. 

ciò*  aeU'  altra  staiua  che  comincia  :  E' ,     ,  J''.  /V.  34.  q-2, 

allora  questo  sonetto,  che  comiMcia  Era K  A^.  35.  ao. 

li  miei  occhi  cowm$irian  a  voler  piangere K  iV.  36.  iB. 

sonetto,  che  comincia  Color K.  iV.  37.  14. 

.  .  cbc  li  mici  occhi  «  tominnaro  a  dilettare V.  N.  38.  3. 

questo  che  comincia .   £'  amaro f.  /V.  38.  35. 

WNfllA  parte  o/mimia  quivi  :  C(u) • K  A^.  36.  31. 

sonetto,  il  quale  eomtnàa  :  Gentil K.  /V.  39.  09. 

AMMinoo  a  dire  a  questa  donna.     .     . f^.  A^- 39- 53< 

cb«  d*  allora  innanzi  cominciai  a  pensare V.  N.  40.  17. 

sonetto,  lo  quaJc  tojnittaa  :  Dtk    .     .     .     .     .     .     .     .  ^^.  A^  41.  33. 

loro  col  ...  e  con  un   altro   che   eotmmda    ytniit  a 

K/V.  43.  II. 

^MgU  che  ...  ne  eomÌHcùusf  un*  altra C  i.  3.  6. 

alcuno  nmuMa C.  i.  il.  55. 

adunque,  dico C  ii.  a.  1. 

«  mmmmiJMt  a  dire C.  ii.  a,  46. 

la  nastra  conosccnia C.  ii.  5.  xaa 

che  amuMcia  :   Trova  .  .  .  intendo C  ii.  io.  a. 

li  ceatieBft  tutta  nel  verso  che  comincia  :  Tu   ,     .     .     .     .     ,     ,     .  C  ii.  n.  7< 

immaginare  tominciat  ad  andare  là C  Li.  13.  46 

•  mminriai  tanto  a  sentire .     .  C.  ìi.  13.  50. 

■  adunque  ■  dire C.  ii.  I3<  67. 

lue  si  comincui C  lì.  14.  158. 

però ...  cfaè  eaa  cirrulaxionc  cominciò C  ii.  15.  109. 

tha  .  •  •  «ommmnarono  gli  uomini  ad  innamorare C.  ii.  16.  91. 

laprtal ...  a  lodare  ...  e  wminciai  a  dire •     .  C  ili.  i.  97. 

tt  vani  ...  lo  primo  de'  quali  eominria  :  Non  vtJt C  ili.  I.  106. 

seconda  parie  :  £'  evr*) C  ìii.  9.  8. 

»,  quando  dico C.  Ìli.  0.  It, 

t^  yrìma  parte  iPfHmnui  ;  Non  iW# ...  la  seconda  comincia  i  in 

In  .  .  .  ta  tersa  tomimcia  :  Cmt C.  ili.  5. 19,  I3t  '4* 

pdl  at  cela,  e  mminaalo  a  vedere  Lucia       C  iii.  5.  i6fl. 

km  qHcala  pane  prima  cotminào  a  commendare C  ìii.  6.  6. 

quests  parte  seconda  quando  dico      ........  C  IIL  7.  8. 

hrtnkdo  .  .  .  dtinodan: C.  ìii.  8.  05. 

MvtfHKMMrfo  dal  sole  corporale •    •  C  iiì.  la.  49. 

Ab  ^BCite  Vttrao,  cbc  acgueniemcnte  rominnia C.  Ut.  14-  ><■ 

fca  ìataaéo  sapori t  quel  verso  che  cornimi*:  Com C  Ìii-  i5>  5- 

^ImtMlD  dM  con  Lei  Iddio  tvmiució  il  mondo  e     .......  C  iìL  15.  158. 

Osde  io .  .  .  ffwwi'wriigi'  ad  amare  e  a  odiare C.  iv.  1 .  ao. 

Cmmimdai  dnnqtac  ad  amare  li ...  e  odiare  li  .     •     .     .     .     .     .     .  C  iv.  1.  aa, 

«MMsaaf  usa  Cantone      ....»..• C  ir.  x.  7^ 

C  ssw^iiis  la  aacoada  part«  nel  cominciamento  del C  ir.  a.  7. 

0  Mcewéa  aWBÒre  mmdtui^  :  £  plichi  ...  11  tene  tomincio  :  E 

tmmmi^Èd» C  ìt.  a.  t?.  x8. 

La  mtùaé^  paifc  <ommcia:  Dito  ...  La  terza  rvmimcìa:  Cantra  C  Hr.  3,  10,  ti. 


COMINCIARE 


I20 


romlnrifire.    Ora  che  ...  gli  animali  contùttian  lor  feste 5om.  xliL  4. 

poich*  io  famtHaat  A  dir  per  quella  Donna Som.  xliti.  a. 

oominctare.     comincia  questa  seconda  parte  :  Citi  difinis^ C.  iv.  3.  97. 

contiwia  questo  secondo  membro  :  Ed  altri ,     .     .  C.  iv.  3.  35. 

poiché  esso  cielo  cotttinciò  a  girare C.  iv.  5.  56. 

da  Romolo  cominaando .  .  .  andò  Jl  suo  processo C  tv.  5.  84. 

comittciando  dalP  A  ...  si  rivolve C  iv.  6.  07. 

perocché  Aristotile  n>mii«n'ò  a  disputare C  iv.  6.  139. 

quella  parte  .  .  .  della  Canzone  .  .  .  che  comincia .  .  .  db'  .     .     .     .  C  iv.  io.  5. 

La  seconda  porte  comincia  .*  JVi  voglion C  ìv.  io.  99. 

cotHÌnda  questa  seconda  parte  :  Chi  l* C.  iv.  10.  33. 

però  da  quelli  comintia  prima  a  desiderare C.  Ìv.  la.  160. 

in  questa  parte  che  cotmncia  :  AV  vogUon C.  ìv.  24.  7. 

là  dove  Nobiltà  per  processo  di  tempo  si  cominci C.  ìv.  14.  39. 

dicesse  che  la  Nobiltà  si  comincerà  in  quel  tempo C  iv.  14.  40. 

Questa  seconda  parte  .  .  .  che  comincia:  Dico C  iv.  16.  19, 

comincia  questa  parte  seconda  :  /.'  anima        C.xv.  16.  35. 

comincia  questa  seconda  parte  :  È  GentùéSMa C  iv.  16.  33. 

dice  e  cttminda  adunque  :  Dico C.  iv.  17.  5. 

in6no  a  quella  parte  che  comincia  :  Dico C  iv.  iB.  6. 

procedere  .  .  .  alla  seguente  parte,  che  comÌ»icia  :  È  gentilcsoa    .     .  C,  iv.  29.  6. 

CDmfffTKi  questa  seconda  parte  :  Duntpu C  iv.  19.  la. 

quando  fece  quel  Salmo  che  mmiNna;  'Signore C  iv.  19.  60. 

in  una  sua  Canzone,  che  comincia:  Al  cor  gentil C  iv.  ao.  68. 

E  comincia  una  dissimili  tu  di  ne  tra  loro  nel C  Ìv.  Z2.  53. 

è  da  tenere  dietro  a  quello  che  bene  corninda C  iv.  aa.  63, 

alla  parte  del  testo  che  comincia  :  V  anima C.  iv.  03.  6. 

e  comincia  questa  seconda  parte  :   Ubbidiente C  iv.  33.  15. 

comincia  la  seconda  parte  :  In  .  .  .  la  terza  comincia:  £. . .  la  quarta 

conn'ncùt  :  Poi C  iv.  33.  40.  43,  43, 

perocché  1*  Adolescenza  non  comincia  dal C,  iv.  34.  44. 

perocché  .  .  .  comincia  V  nomo  a  essere  gnuìoso C.  ìv.  35.  ]x. 

alla  seconda  parte,  la  quale  comincia  :  In  Giovanesma C  ìv.  a6.  6l 

alla  terza  parte  che  comincia  :  E C.xv.  37.  6. 

all'  ultima,  cioè  a  quella  che  comincia  :  Poi .  C  iv.  a8.  3. 

Giovenale  .  .  .  quando  comincia  quasi  esclamando C  iv.  39.  38. 

delle  quali  la  prima  comincm  nel  Capìtolo C.'vr.  30.  5. 

della  terza  parte  ...  la  quale  .  .  .  comincia  :  Contro C.  iv.  30.  14. 

cominciatore.   il  quale  è  tomindatore  del  trattato C  iii.  I3.  43. 

commedia,     nelle  scrittore  antiche  delle  ramm/t/iV C  i.  5.  51. 

commemorare,    e  Nobiltà  in  tra  li  beni  si  è  comme*noraia     .    .     .     .  C  iv.  24.  65. 

commendare.    Quella  cosa  che  più  .  .  .  commenda  le  . . .  operazioni  .  C.  i.  5.  17. 

li  quali  .  .  .  comtHcndano  gli  altri Ci.  io.  76. 

uomini  .  .  .  che  vontnundano  lo  Volgare       .     .     .     .     .     .     .     .     .  C  i.  11.  3. 

cioè  Io  Volgare  proprio,  e  commendano  V  altrui C.  i.  11.  87. 

e  fommiWovAMo  la  grammaiica  Greca Ci.  11.  97. 

Sono  molti  che  per  .  .  .  commendare  quella C  i.  11.  104. 

biasimevole  è  rommmt/arr  quella C  i.  xx.  208. 

che  più  in  essa  è  amata  e  commendata C  i.  X3.  91. 

che  ...  lo  bene  manifestare  .  .  .  è  .  .  .  commendato C  i.  la.  94. 

a  questa  nuova  donna  commendare C  ii.  7,  76. 

che  .  .  .  commenda  e  abbellisce  la  memoria C  ii.  7.  79. 

nel  quale  si  commendava  la  persona  che C  iii.  z.  31. 

di  lei  commendare  secondo  la  mia  facultà C  iii.  i.  73. 


I 


lai 


COMPARARE 


Per  U  peccali  grandi,  eh'  i'  ho  eontmtssi S.  P.  xxxvii.  74. 

Ed  ho  roMtMMsso  il  male  tn  tuo  cospetto S.  P.  \,  n^. 

Quello,  eh*  ì'  ho  mmmrsso  in  te  e  'n  altrui S.  P,\.  ai. 

ito.     Partir  da  5^  beltà  per  suo  commia/o  .     .......     Caas.  x.  31. 

EH  darle  d'  ogni  ben  gran  cotnftagnia Carta,  ix.  73. 

brocche  pcrdon  la  lor  rompegnia Canz.  xììì.  43, 

db*  •pcaao  altri  si  getta  In  tompmgnh^  che Cans.  xiv.  93. 

S*  bIb  venisM  atnia  compagnia  De'  messi Cana.  xvL  64. 

Om  Moa  €9m^agma  Dovresti K  AT.  ra.  85  (Sa/A  i.  6). 

ìàt  4crv*  cà  ...  Ita  in  compagnia  molta  beltale Sti//.  vii.  6. 

Hcn  ^crì  mai  d*  aver  sua  compagnia K  A'.  8.  64  {Soh,  iv.  ao). 

L*  «n  ha  .  .  .  Prudenza  ed  onestate  in  compagina San.  xxx.  4. 


Cbè  nella  prima  parte  io  commendo  questa  Uunna    .     .  C. 

**?^*«>^'*'  a  MmiM/M^tfn  questa  Donna  per C 

quando  dico  :  Ogn'  IntttUtto  .  .  .  comtntndo  lei C 

lAf    questa    Donna    comunemente   ...    io    proccdu    a 

€9mmfnd«ft  lei  spezialmente C 


1».  5.  7, 
iìL  6.  6. 
iii.  6.  34. 


mostrare 


|rÌBM  ta  comnundo  sccoodochi  . .  .  poi  la  commendo  sccondochè 
—Hi  quale  questa  Donna  t  commendata  ^ìla  parte  dell'  awina . 
«9MC  I  .  .  io  ffmtmendo  lei  dalla  parte  del  corpo , 
poi  per  lo  trattato,  casa  commendando     .     .     . 

«erao  ...  io  inlendo  cominendare  V  Amore 
l^orkva  Donna  è  commendata  secondo .... 

ndamdo  Y  altra  parte  sua 

. .  •  qwftdft  cotnmtenda  la  povertà  di  sicuran2a  . 

Ih  éovt  to»umttmd*  V  uomo 

■HOAulOlie.    aaranno  omai  le  segueoti  comfnendaaioni  a 
dopo  W  grnrrali  commendatiom  ,  ,  ,  discendere   .     .     . 

cfilui,  cui  la  Ratcìonc  coittmei/e  il  suo  governo 
€wà  ,  .  .  pare  dal  padre  o  da  .  .  .  essere  cvmme^to  .  . 
mtB  ps«ra  di  diaonoranza  per  fallo  wmmrMo  .... 
d  rcggincttlo  delle  cittih  commisero  in  quelli  che  .  .  . 
le  cose  .  .  .  sono  .  .  .  nel  fine  comnitSMrtt/f 
naodato  .  .  .  per  commntart  lì  prcai  Cartaginesi  a 

r  aomo  naturalmente  é  compagnevote  animale  .     . 
ricordandomi  <:he  .  .  .  T  avca  veduta  fare  co»npngma  a 

IflttocM  io  tMM  alla  amtpnf^ttia  di  molti K 

Ab»  Bdh  Ciri  tmm^ngtma  ai  metta K 

.  M  alk  aompagmia  d*  una  urentildonna .     K. 

cbo  te  Cacrasero  compagma  nel     ...     ,  .     K. 

di  stare  «1  scnrisio  . . .  nella  sua  compagnia  .     l\ 

T  mam  ndb  eampagmm  dell'  allrm V, 

«n  fmaiooa  la  tua  totnpagma K 

noi  dov«ao  avere  poca  compagnia   ....  .     .     C 

•  MaOMrs  persuasione  della  sua  ccmtpagnia  fare C 

un  nomo  .  .  .  richiede  compàgmn  domestica C 

atliasiniB  oeii*  ucnana  con^agnìa C. 

k  mM9m  dtadla  vamwa  wmtpuinia  .  , .  correa C. 

ifBgBOk    ArìMoiila  ...  e  Senocrale  CalcìdoBio  suo  compagno   .     .     C 

lu.  ààeot  e  U  luoJ  eompagni C. 

■i  ■'^■"fttfg,  pcrcM  ad  essa  si  pu6  comparan 
fl  CìbIo  di  JfWnwib  $k  può  eomparmt  alla  Diaìetiua  . 
fl  Odo  di  Knwiv  d  pad  eompaeate  alla  Rettofita  .     . 
C  *1  cialo  dd  ig^  j,-  pad  tomfatar$  all'  Awìttnetua    . 


uu  7.  I,  3. 

iii.  7-  5,  6. 

iii.  8.  30,  33. 
iii.  13.  36. 
iii.  14.  13. 
iii.  15.  a. 
iii.  15.  7. 

iv.   13.   III. 

iv.  19.  69. 
iii.  13.  88. 

iii.  ti-  5. 
iv.fl4.  179. 
iv.  34.  183. 
iv.  35.  104. 
iv.  37.  94. 
i.  IO.  13. 
iv.  5.  las- 
iv.  4.  IO. 
A'.  8.  IO. 
N.  9.  8. 
N,  13.  i: 


[37. 


N.  14.  16. 
A^.  14.  19. 
A^.  14.  04. 
K  18.  5. 
A^.  a7.  30. 
ii.  t.  5». 
iii.  14.  119. 
iv,  4.  II. 
ìv.  4.  81. 
iv.  5.  67. 
iv.  6.  133. 
iv.  6.  141. 
ii.  14.  69. 
ìL  14.  90. 
ii.  t4.  110. 
ii.  14.  133. 


COMPARARE 


122 


compassione.    E  vogli  aver  dì  me  compamotu S.  P.  d.  3. 

Ch'  egli  averà  di  luì  compassiofu S.  P.  cxsdx.  24. 

compera.     Quanto  !ia  snl  chi  tal  comptra  paga Comm.  x.  laa. 

comparare,     il  ciclo  di  Marit  ai  può  comparare  alla  Musata    .     .     .     .  C.  ìi.  14.  154. 

il  Cielo  di  Giov*  si  può  cotnparart  alla  Geotnetria C.  ii.  14.  194. 

per  le  quali  si  può  com/>ararr  all'  Astroloji^a C  il.  14.  aa5. 

che  il  cielo  striato  si  può  comparare  alla  Fisica C.  iì.  15.  5. 

che  1  cielo  stellato  ...  si  può  comparare  alla  Fìsica  e C  ii.  15.  lao. 

se  .  .  .  fclicilà  è  dolcezza  comparata C  iv.  90.  93. 

comparazione,     cosa,  per  companuione  alla  quale  si  (a      .     .     .     .     .  C  L  iz.  139. 

è  più  nobile  per  comparoMone  alti  suoi  poli C  ii.  4.  71. 

fare  consideraxìone  sovra  una  eompantsiotu C.  it.  14.  49. 

Appresso  le  comparaaiom  fatte  delli  .  .  .  Cieli C.  Ìi.  15.  t. 

é  da  vedere  prima  la  comparoMione  della  Fisica C  ii.  15.  16. 

Lo  cielo  ...  ha  comparamotu  assai  manifesta  alla C  ìi.  15.  133. 

questo  cielo  avere  alla  morale  filosofìa  eomparasione C  ii.  15.  164- 

ragionata  cosi  la  comparusicme  de*  Cieli  alle  Scienze C  iì.  25.  2S4. 

comincio  a  comcndarc  .  .  .  per  comparatone  all' C  iii.  6.  7. 

dunque  bella  e  convenevole  conipanuieme  fu  del C.  iv.  19.  69. 

COmpCLSBÌone.     quando  i  miseri  veggono  di  loro  compassiom  aXir^i  .     .  l^.  N.  36.  14. 

comperare,    che  vende  coli*  una  e  compara  coU'  altra C  i.  a.  63. 

perocché  quello  ricevitore  compera C.  i.  8.  xaa. 

nulla  cosa  più  cara  si  compera C  i,  8.  laa. 

che  credendo  comperare  un  uomo  per  Io  beneficio,  mille  e  mille  ne 

sono  comperati C  ÌT.  li.  MX.  193. 

all'  artr,  la  quale  hai  comperata C.  iv.  37.  83. 

compiacimento,     alcuna  immaginazione  di  venereo  compiacimento  .     .  C  iv.  35.  76. 

Otnnpìere,  -ire.     che  appunto  erano  compiyHW  nove  anni ^.  iV.  3.  a. 

quando  io  avca  veduto  compiere  lutti  i .  .  .  mestieri K  iV.  33.  76* 

e  compiuta  n*  avea  questa  sovrascrìtta  stanza V.  N.  39.  5. 

in  cui  il  perfetto  numero  nove  volte  era  compiuto  in ,  V.  N.  30.  io. 

In  quel  giorno,  nel  quale  si  compiva  Y  anno K  iV.  35.  a, 

la  mia  voglia  di  compiuta  .  .  .  liberalità  è  qui  s^uace C  i.  z.  139. 

Iji  quale  dico  che  si  compie  quasi  in C.  ii.  3.  45. 

nel  SUD  cerchio  compiere .  .  .  volge C  ii.  14.  333. 

le  cose  .  .  .  che  cotidìanamente  compiono  lor  via C.  ii.  15.  zoo. 

montando  .  .  .  tanto  che  compia  no\'antuna  rota  .  .  .  Quando  queste 

rotr  sono  compiute C.  iii.  5.  150,  153. 

neir  acqua  .  .  .  questo  discorso  ...  si  compi* C.  iii.  9.  74. 

della  quale  nullo  amadorc  prende  compiuta  gioia C  iii.  xa.  zo8. 

senza  compiere  il  desiderio,  bealo  esser  non  possa C.  iii.  15.  75. 

desidererebbe  sé  .  .  .  non  compiere  mai  suo  desiderio C  ìli.  15.  86^ 

che  ciò  dovea  compiere C  iv.  5.  39. 

Perocché  in  nullo  tempo  si  compie  ...  la  sete C  iv.  ta.  66. 

siccome  vedemo  che  quello  .  .  .  compie  il  desiderio ,  C  ì».  la.  193. 

vedemo  che  quello  .  .  .  mai  noi  compie C  ìv.  ta.  195. 

incontanente  ...  è  compiuto  .  .  .  questo  desiderio C  ìv.  13.  13. 

avvegnaché  molti  desideri  sì  compiano  ncll' C  iv,  13.  55. 

sicché  certo  termine  quello  compie C  iv.  13.  66w 

avvegnaché  pochi .  .  .  compiano  la  giornata .     .  C.  iv.  13.  67. 

anzi  ta  domandazionc  compinta,  male  rispondono     .     .     .     .     .     .  C  iv.  15.  135. 

non  per  cerchio  compiuto  ...  si  scopra C  ìv.  33.  54. 

che  la  Gioveotute  nel  .  .  .  anno  si  compie C  iv.  34.  37, 

io .  .  .  feci  e  compiei  tutti  li  tuoi  comandamenti C  iv.  98.  139. 


«^3 


COMPRENDERE 


UWmiOHe.     To  Mi  ben,  eh'  io  di  terra  son  composto  .     . 

OOnprcndcrc     Ciò  che  lo  mio  intelletto  non  comJfrenJt 
(>  tu,  che  il  ciclo  e  'I  mondo  puoi  comprtmim 
da  poi  eh*  io  tamtpnù.  Che  mi  sguardavi  con  .     .     . 


COBpiìiire.     ch^  perfettamente  è  compifata       .... 
oooipire,  oompìata    K.  compiere. 

ipbltameilte.     fare  tutti  ì  suoi  piaceri  (ompiutamenic 
dsco  .  . .  awcfnacbò  non  compiutamentt     .     .     , 
fli  pvictil  .  .  .  più  comptHtamtntt  in  un  libro    .     . 
qoelh  . . .  Deità  che  Sé  sola  eompiutamtntt  vede 

od  qttftle  eomptMtmmtmte  è  mostrato 

che  aoU  »ò  medesima  vede  compintamtnté  .     .     . 
la  tingila  non  i  di  quello  .  .  .  £ompÌMtamtnte  seguace 
Hct  prioio  Capitolo  ...  è  si  compiutamenu  ragionata 
iptanlane.     Giove  è  stella  di  temperata  compUsàtm* 

aacoadochè  la  computatone  rìcbiede  ^ 

certi  per  pw^auiow»  collerica  sono  ad  ira  disposti  . 
vfd . .  •  aOi  quali  non  ha  colpa  la  compUssiotu     .     . 
dia  t  fondata  sopra  la  comptesmone  del  corpo.     .     . 
■are  non  bene  .  .  .  per  manco  dì  compksaioue     .     . 
la  vrVfM  d*^'  f/emotti  hgati^  cioè  la  eompìts^éom  .     . 
perocché  1«  romplginon*  d«l  seme  può  essere    .     .     . 
la  materia  della  nostra  seminale  contpUs^om  .     . 
pib  Inngiie  e  più  corte,  secondo  la  tompittuimt  nostra 
secondo  1*  una  delle  sue  parti  compoHfHti 
amtpoM  una  epistola  solto  Torma  di  serventcse 
qiaeUo  che,  eompomtndoU  .  .  .  addivenne     .     .     . 
Il  pottHoh  delle  Leggi  .  .  .  quelle  comptmemio,     . 
Xm  car/ova  tvmpostt . .  .  hanno  amore  al  loco .     . 
ha  ...  per  compo$io  dell'  uno  e  dell'  altro  1*  uso  di 
«  mm^calu  d*  csae  per  modo  volubile     .... 
h  qaalc  ...  lo  figlio  di  Giapeto  .  .  .  tompOM  in  immagìDe 

la  via  per  che  elle  si  compongono 

chie  r  IHXBO  è  catnpoalo  d'  anima  e  di  corpo    . 

prima  che  alla  sua  composi nont  venissi 
qiialitadi  che  sono  nella  nostra  mm^ 
hnighc  e  più  corte,  secondo  ...  la  n 
y.  oompocTe. 

odle  quali  tu  aympfmdi  la  fona  eh'  io  tengo 
CaaeioMiacoaacbe  . .  .  molte  persone  avessero  compn$o  lo 

MtWti,  dM  di  lei  al  comprende  in  cielo 

llaCBi  che  dlld  al  tomprrndc  in  terra 

cte  qoelB  .  • .  cmmpnndtvckno  in  loro  una  dolcezza 

.  ,  di  fvmpftndert  in  esso  questa  .  .  .  condizione 

io  comfirmdcsMi  la  sentrnxa  di 

che  il  niK)  intelletto  noi  può  eowipnndrrw    . 

li  comprmde  tutti 

^pBoia  AbIm,  dia  mite  queste  potenze  compmdt  .  . 
tmÈtmàert  boo  le  poterne,  ni  compn$tdm  perfettamente 
tra  parti .  .  .  aecoedochè  In  tre  vermi  ai  comprende    ,     . 

io  eompiitndo  per  le  sentenze 

é  povera  la  ooatra  mente  a  te  tnmprmdm     .     . 
Ih  cai  oaian  tutta  in  materia  à  tomprrvt 
Ir  ^BoB  coac  eoo  pi6  acnai  comprtndtamv  . 


S.  P.  ci.  97. 

C.  ili.  Con*,  ii.  ti. 
S.  P.  xxxvii.  I. 
5.  P,  xxxvii.  8. 


C  ii. 


>4.  104. 


K  AT.  9.  61. 
C.  i.  5.  67. 


C.  ii.  4.  99. 
e.  ii.  4.  xoa. 


C.  ii.  6.  94. 
C  ili.  3.  137, 
e.  iii.  la.  a. 
C.  ii.  t^.  900. 
C.  iii.  3.  23. 


C  iiL  8.  ìsB. 
C  iii.  8.  i6a. 
C  iv.  a.  59. 
C  iv.  20.  71. 
C.  iv.  ai.  36, 
C.  iv.  ai.  59- 
C.  iv.  33.  67. 
C.  iv.  84.  71. 
C  iii.  [5.  3. 
K  N.  6.  10. 
K  N,  6.  13. 
C  i.  8.  35. 
C,  iii.  3.  i4« 
C.  ùL  14.  9. 
C  iv.  6.  35. 
C  tv.  15.  83. 
C.  iv.  17.  83» 


C.  iv.  ai.  9. 
C  iii.  9,  8. 
C.  iv.  33.  115. 

r.  iv.  34. 73. 
y  N.  iB.  56. 

K  N.  te.  a. 
K  JV.  19.  114. 

y.N.  19. 115. 

K.  iV.  36.  ax 
K  W.  38.  33. 
K.  /V.  40,  44- 


V.  N.  4fl.  37. 
C.  ii.  4.  9»' 
C  iii.  a.  113. 
r.  iii.  4.  95. 
C.  iii.  5.  6. 
C.  ii),  5.  Ma. 
C.  iii.  5.  305. 
C  iii.  7.  S7- 
C.  ììL  9.  63. 


COME'RENDERE 

comprendere.    E  ci6  che  si  eomprtndi  con  la  mente P.  F,  t8. 

concepere.     Io  nelle  iniquitadì  son  confitto 5*.  P.  1.  16. 


ia4 


I 


comprendere,     perchè  solo  col  viso  li  comprendiamo    .....  C.  iii.  9.  65. 

sicchò  il  vetro  ne  rimane  compnso C.  iii.  9.  99. 

siccome  per  la  sentenza  del  ...  si  può  contprrndert C  Iii.  io,  17. 

La  prima  parte  ...  in  tre  membri  ai  può  contprtttdert C.  iv.  9.  iz, 

IddìOf  che  solo  .  .  .  r  infinito  compmuié C.  iv.  9.  33. 

che  non  comprendono  ogtii  formalitii C  iv.  io.  53. 

la  imperfezione  delle  ricchezze  ...  sì  può  comprender*     .     .     .     .  C.  iv.  la.  3. 

quello  che  comprende  più  cose  ...  sì  dee  dire C  iv.  16.  4,6. 

lo  pie  dell*  albero,  che  tutti  gli  altri  rami  comprende C  iv.  z8.  49. 

NobiItà,chcfo»H/nrMi//ognivirtù(siccomecagionecfreUort»»M^MfMrfr)  C.  iv.  x8.  51,  53. 

le  Dature  e  ...  in  una  sotto  una  semplice  sustanza  comprese      ,     .  C.  iv.  19.  50. 

questa  difiDizionc  tutte  ...  le  cagioni  .  .  .  comprende C  iv,  ao.  96. 

Onde  si  può  comprendere  per  quello  quasi,  che C  iv.  33.  107. 

la  quuic  parte  comprende  il  quarto  e  '1  .  .  .  libro C.  iv.  a6.  6a. 

Io  proemio  .  .  .  che  in  due  Capitoli  si  comprese C  iv.  30,  10 

comto.     che  la  nobile  natura  lo  suo  corpo  .  .  .  faccia  comto     .     .     .     .  C.  tv.  95.  140. 

comune,     se  io  pensava  dì  voler  cercare  una  comune  via K  TV.  13.  39. 

secondo  comHne  opinione  astrologa K  A',  30.  18. 

miseri  quelli  che  colle  pecore  hanno  romMtt^  cibo C.  i.  i.  54. 

allì  più  comuni  beni C.  ì,  8.  34. 

corre  cortiune  la  loda  e  lo  vituperio C.  iii.  t.  43. 

che  seftsiMi  [comuni]  sì  chiamano C  iii.  9.  Ór. 

Queste  cose  visibili,  si  le  proprie,  come  le  comuni C  iti.  9.  67.  ' 

perocché  r  essenziali  passioni  sono  roMfHm  a  tutti C.  iii.  xi.  64, 

non  sì  dice  Filosofo  alcuno  per  lo  comune  amore C.  iii.  zi.  73. 

Degli  amici  esser  deono  tutte  le  cose  comuni C.  iv.  1.  iB. 

com'  è  quello  della  comune  sentenza C.  iv.  7.  30.  I 

faliiissimo,  massimamente  nelli  sensibili  comuni C  iv.  8.  49. 

che  di  rc>mNM«  vocabolo  JlfrN/!r  si  può  chiamare C  iv.  15.  iia 

riguardo  avere  alla  comune  consuetudine C  iv.  16.  41. 

perciocché  le  .  .  .  paiono  essere  e  sieno  più  comuni C  iv.  17.  134. 

che  non  ha  essenza  comune  colle  partì C  iv,  99.  97. 

comuneniente.     io  commendo  questa  Donna  ...  e  comunemente    .    .  C,  iii,  5.  8. 

Commendata  questa  Donna  comunemente C.  ut.  7.  i.  tj 

comunicare,     a'sicurandomi  che  il  mio  segreto  non  era  comunicato  V.  W.  5.  30> 

temo  d'  avere  a  troppi  comunicato  il  suo  intendimento V.  Pf,  19.  153. 

non  che  la  natura  divina  sìa  ...  e  comunicata  in  quelle    .     .     .     .  C  ìiì.  a.  43. 

come  il  suo  nobile  nome  per  ...  è  (oniunicato  alle C.  iii.  ir.  1B5. 

perocché  le  cose  .  .  .  comunicano  ...  le  loro  qualltii C.  iv.  1.  7, 

si  che  r  amor  dell'  una  si  comunica  nell*  altra C  iv.  1.  13. 

conviene  ...  la  sua  perfezione  comunicare  ad  altri C.  iv.  a6.  aSL 

concedente,     io  intendo  di  farc^  Dio  concedente C.ì.  s^  68. 

concedere,     conciossiacosaché  a'  poeti  sia  conceduta  .  .  .  licenia      .     .  K  /^.  95.  53. 

onde,  se  alcuna  figura  0  colore  .  .  .  é  coffn^N/oalli  poeti,  conceduto  t 

a*  rimatori y,  ?f.  9$.  59,  601, 

non  si  concede  per  li  rettorici C  ì.  a.  15. 

Io  parlare  di  sé  è  conceduto C  1.  a.  89. 

allora  si  concede C  i.  a.  93» 

onde  rtmm^jt  esser  più  bello C.  i.  5.  105. 

che  ...  si  concede  .  .  .  che  uomo  parli  di  sé C  i.  za.  83. 

come  gran  parte  del  suo  bene  alla  .  .  .  é  conceduto C  ìiì.  13.  90^ 

concepere.     quanta  coneepe  chi  legge  ...  in  me  avere  signoreggiato  .     .  C  t.  a.  iiS. 


'25  ^^^^^1^  CONCORDIA 

re.     Udil«  come  mnehimUndu  vado Cane.  x.  137. 

Coftl  altrui  e  ^  concta  Y  avaro Cams,  x,  tao. 

CoM  m*  luu  tondOf  Amore,  in  mcuo  1'  Alpi        r     .     .     .     .     .  Cane.  x\.  ti. 

>r  paura  pia  co'  colpi  suoi  M'  ha  così  ccmóo Gnu.  xvii.  33. 

Negli  i>cchi  .  .  .  Che  m*  hanno  concio  si,  che Son,  xxvi.  3. 

Mi  fa  .  .  .  drizzar  gli  occhi  al  sommo  concistoro    ....  Son.  xxxvii.  4. 

eODOOrdiA.     Perche  se  meco  qui  non  fai  concordia S.  P.  vi.  aa. 

unuepcie.     che  la  mente  . .  .  avvegnaché  rìceva  n  leme,  non  coHcfpr  .  C.  i.  3.  53. 

■ohe  cose  .  .  .  concepttU  nella  mente C  i.  5.  86. 

di«  è  manifestare  la  concepmta  sentenza C  i.  to.  6a 

a  manifestare  lo  atHctfto  umano C.  i.  5.  6a. 

irai  e  novissimi  conctUi ...  si  esprimoDO Ci.  io.  83. 

lo  bene  manifestare  del  cxmcwtia C.  I.  la.  94. 

Delle  quali  parole  io  contAiud^W  tutto  ciò  che  ,     .     .     ,  V.  N.  33.  55. 

•d  qaAte  lo  .  .  .  conckiudesti  in  esan  tutto  ciò  che K  A^.  36.  35. 

T*9  che  si  c<mckiudt  lo  principale  intendimento C  i.  5.  106. 

poi  sari  €onck»9tao  come C  i.  6.  6. 

eofli  t  tomiJnuso  ciò  che  si  promise C  i.  7.  104. 

Per  che  si  roNcAa'M^  che  ...  conviene C  i.  8.  81. 

per  cbe  si  conekiud*  che  non  solamente  , C  i.  13.  7r. 

At  che  li  conrAiM^,  che  . . .  sìa C.  iì.  5.  87. 

Fercià  torneimi^  e  dico C  iì.  7.  46. 

i  Bici  pensieri .  .  .  voleano  cose  concMimiitn  dì  lei C.  uì.  3.  106. 

UMaMBeote  quando  dico  .  .  .  conchìudo  ...  Io  fine C.  iii.  6.  aoo. 

patelle  noi  volessimo  che  '1  sillogismo  con  falsi  principi!  conefnudéss* 

.  .  .  non  conchindtwwbht C  iv.  9.  58,  59. 

Ulthnamenle  arnchiudo  ,  .  .  T  mmmo  diritto  non  mutarsi  C  ìv.  10.  73. 

«mmkùtA  manifesto  essere  lo  loro  errore C  iv.  14.  14. 

Poi  . .  .  tomdùuéù  lo  loro  errore  esser  confuso C  iv.  15.  99. 

•■sj  che  aÌllo|EÌZfinu  hanno  rPwAiuso. C  ìv.  15.  154. 

poi  WMtAiauU  prendendo  la  virtù  della  C  Ìv.  x8.  39. 

mIì  icrnnili,  iornehiudendo,  si  trova C  iv.  19.  10, 

Dia  •dmqoe,  tomkÌMdmdo  da  quello  che C  iv.  ao.  6. 

r,  e  dice  che C.  iv.  aa  80. 

prodmiooe  si  può  por  coptchiudcrt C  iv.  ai.  53. 

K  A'.  3.  Ó9  ;  ao.  a  :  36.  I  ;  C  iv,  i.  60. 

y.  tf.  aa.  6;  Ci.  8.  19;  ii.  6.  59;  iv.  14.  6a,  90. 

K  tf.  xa.  sa  ;  13.  18  ;  14.  96  ;  18.  i  ;  aa.  19  ;  «5.  13.  49.  5^  ;  30-  *5  ; 
31.  17  ;  36.13;  4x37;  Ci.  1. 138;  a.  73:  4.94;  5.85;  6.33;  7.  79;  8,86; 
I»,  96;  13.  16;  ii.  t.  75»  89,  98:  5.  19,  66,  75,  101  ;  6.  73:  9-  «St  aa,  37,  81, 
87,   los;  la.  37;  15.  30,  78;  ili.  I.  39;  a.  35;  6.  118;  7.  161  ;  8,  8a;   15.34, 

73»  «05i  <»•  3.  I7i  59;  A    6,  9^  96,  106;  5.  5;   8.  46.  58.  lai  ;  9.  75.    143; 
IO.  60i.  97,  101  :  li.  38,  104;  ia,6a;  14.  79,96;  16.  103;  sa-  19,  74;  33.50. 

eletto  fu  in  quetl*  altissimo  e  .  .  .  Condatoro  divino  .     .     .  C  iv.  5.  ai. 

di  quella  ettnduMctu  vanno  trasvolando  nell'  altra       .     .  C  iv.  15.  155. 

StrvtUtmtmtt^  a'  intende  per  quella  comordatua  elio .     .  C.  iv.  a.  104. 

perciocché  .  . .  tutti  concordano  in  questo C  li.  9.  61. 

tatti  b  filosofi  «Mcanldno  che  . .  .  sono  cAgiooc      .     .     .  C  ii,  14.  a^ 

la  nmrDninio/*  sentenza  delli  savi      .     .     .     .  C  iv.  1.  1. 

E  ciò  è  «ommAm^ alla  Kntenxa  di  Tullio C  iv.  si.  80. 

in  un  volere  concordtvoirttmte  concorrono   .     .     .  C.  iii.  14.  140. 

eoo  mmoréta  e  con  discordia  di  cosrirnia C  i.  3.  68. 

ptt  ài  ii/ni  «  comare  éi  at*»^ C  L  13.  5. 

dk  ^tH»  mmcmdia  TagU^A  è  confcrmaU   .    .    .    r C  i.  13.  57. 


CONCORDIA 


ta6 


concordia.     O  Signor  mio,  o  padre  di  concordia 5.  P.  1.  i. 

concupiscenza.     £  smorza  in  me  ogni  concuf>istenaa S.  P.  xzzi.  57. 

conduccre.     aperse  .  .  .  Per  conduccrmi  al  tempo  che  mi  sfacc    .     ,     .  CanM.  liìi.  9. 

condurre.     V  imagìnar  ...  Mi  eondusu  a  veder  .     .     .     .     V.  N.^.  193  (Cohm.  Ìì.  66). 

concordia,     per  la.  molta  concordia  che  .  .  .  conviene  a C.  iìi.  8.  7. 

che  '1  Figliuolo  .  .  .  discendesse  a  fare  questa  concordia      .     .     .     .  C-  iv.  5,  93. 

OOnoorrere.     le  tre  .  .  .  condizioni,  che  convengono  concorrere     .     .     .  C.  ì.  9.  a. 

manifesto  è  luì  essere  concorso  alla C  i.  13.  35. 

si  vede  essere  .  ,  .  concorse  tutte  te  cagioni Ci.  13.  69. 

dove  gli  Stoici  e  ...  in  un  volere  .  .  .  concorrono .  C.  iìi.  14.  X41. 

oonconimecto.    fanno  diverse  le  . .  .  per  lo  conoofrìmento  della  cosa  .  C  iii.  a.  34. 

concubina,     ott^mta  1'  amiche  conatòiru C  ii.  15.  176. 

concupiscibile,     più  si  unisce  alla  parte  concupiscibih C.  iii.  xo.  ai. 

questo  AppetitOt  che  .  .  .  concupiscibile  sì  chiama C  iv.  36.  47. 

condizione,     divenni ...  di  si  frale  e  debole  condimom K.  iV.  4.  7. 

Se  questa  donna  sapesse  la  mia  ron^ùioHff V.  N.  14.68. 

notificando  la  tua  a»i^i>t'oNf K  A^.  x8.  54, 

per  la  sua  nuova  condizione K  AT.  34.  14. 

ond'  io  .  .  .  scrissi . .  .  alquanto  della  sua  condieiom V.  N.  31.  7. 

nella  terza  dico  della  mia  condiaone V.  N.  33.  35. 

narro  della  mìa  misera  condioione ,  V,  N.  33.  33. 

chi  vedea  la  vostra  dolorosa  cottdimone K  A^.  38.  9. 

di  comprendere  in  esso  questa  orribile  condizione K.  A^.  38.  04. 

Recommi  la  vista  ...  in  si  nuova  condimone^  che V,  N,  39.  a. 

soggetto  in  ciascuna  condizione C  i.  5.  39. 

Da  tutte  le  .  . .  condisioni .  . .  era  separato CL9.a. 

per  molte  condisioni  ...  sì  possano  magnificare C  i.  io.  44. 

la  proprietà  delle  sue  condizioni C  i.  xo.  99. 

r  una  si  è  la  novità  della  mia  condiaione CI  ii.  7.  a6. 

m*  ha  tratto  nella  presente  condizione C  ii.  7.  46. 

dire  e  ragionare  la  condizione  della  parte C  U.  9,  18. 

pare  presuntuoso  per  certe  condizioni C.  ìi.  fa,  39. 

mostrando  la  mia  condizione d  ÌÌ.  13.  57. 

1'  anima»  libera  nelle  condizioni C.  ìi.  16.  30^ 

si  tocca  la  incflabilc  condizione  di  questo  tema      .     .     .     .     .     .     .  C  iii.  a.  5. 

uomini ...  di  si  bassa  condizione C.  ìiL  7.  8a. 

che  sia  alcuno  ...  di  sì  alta  condizione C  iiL  7.  85. 

è  da  temere  di  trattare  di  sue  condizioni .  C  iii.  8.  xs. 

d*  alcuna  condizione  di  .  .  .  parlare  intendo C.  iii.  8.  aa. 

altrimenti  che  sia  la  vera  sua  condizione ,  C.  ìiì.  10.  6. 

contentamento  in  ciascuna  condizione  di  tempo C  iii.  13.  114. 

considerando  le  diverse  condizioni  del  mondo C.  iv.  4.  66. 

uno  nuovo  cittadino  di  piccola  condizione .     .     .  C.  iv.  5.  173. 

Poiché  la  mala  condizione  di  ...  è  narrata C  iv.  7.  43. 

è  manifesta,  ma  la  loro  condizione  essere  imperfettissima   .     .     .     .  C.  iv.  xi.  a$. 

perchè  dì  sua  ba'isa  condiziopu  non  è  memoria C.  iv.  14.  104. 

cosi  questo  processo  d*  una  condizione  è  venuto C.  iv.  15.  aò, 

la  distinzione  di  queste  condizioni C  iv,  15.  35. 

domandatori  delle  condizioni  onorevoli  dello  rege C  iv.  35.  59, 

condotto,     al  cui  r0M<l(}//a  vanno  li  ciechi C  i.  xx.  151. 

conduclniento.     come  .  .  .  con  debile  conducin>tento  entra  in  quello  .     .  C.  ìv.  aS.  X9. 

condudtore.     Aristotile  essere  additatore  e  conducitor*  della  gente  .     .  C.  iv,  6.  X5X. 

COndudtrlce.     avvegnaché  essa  sia  conducitrice  delle  morali  Virtù    .     .  C  iv.  17.  Bx. 

condurre,     alla  qual  parte  Ìo  fui  condotto  per K  A^.  14.  5. 


CONFORTARE 

COOdnrre.      I.0  manifesta  in  quel  eh*  ella  condiue  ,     .     ,     .     C.  iii.  Canx.  ii.  33  ;  13.  xo6. 

un  penaicr,  che  mi  mfidua  Con  ...  A  rimirar Cohm.  ix.  ao. 

Non  soffrir  che  costei  .  .  .  mì  conduca  a  morte Cam.  tx.  57. 

Di  quel  verace  Amor,  che  la  conduct Cane,  xvìi.  49. 

Che  allo  nul  fare  già  me  conduastì ^.  /*.  vi.  38. 

Perchè  il  mio  spirto  t  quasi  al  fin  condutta S.  P.  cxJii.  36. 

ta che  la  beaìgoitade  ...  mi  conduca  Nel S.  P.  cxlii.  53. 

eh'  alle  ...  Si  ne  conduca  co*  suoi  santi  preghi P.  F.  236. 

codieiiiiare.    gì*  inimici .  . .  Son  eon/erma/i  sopra  me  più  ford  .    .     .    S.  P.  xxxvii.  77. 

F*,  che  confermi  lo  mìo  cor  leggiero  Si,  che S,  P.\.  50. 

cmlaMre.     Al  mio  Signore  voglio  confessare  Ogni  ingiustizia    .     .     .     S.  P.  xxxi.  35. 

Di  morte  suscitò,  credo  e  confesso P.  F.  48. 

e  poi  con  propria  bocca  QtnftMa  il  mal P.  F.  loQ. 

COBhriooe.     Né  . .  .  potemo  .  .  .  Senza  confession  da  nostra  parte  P.  F.  105. 

cSiian.    Quest'  è  da  lor  confesso C.  iv.  Cqììz.  ìÌÌ.  64. 

(ttifiggerb    che  nel .  .  .  ligno  ...  fu  confilo  e  *1  sangue  sparto.     .     .     P,  F.  laa. 

^Pfcodaie.    Perchè  amistà  nel  mondo  ai  confonde Cane.  x.  133. 

^^■Otutire.     Deh  confortiam  costui V.  N.  9^.  150  {Cana.  ii.  33). 

£  ijundo  un  poco  confortato  fui V,  Pi,  33.  154  [Cane,  iu  37), 

E  nuire  eh'  io  la  chiamo,  mi  conforta K  W.  33.  96  (Gi>u.  iii.  56). 

CmsIWmt  non  mi  posso  S),  eh'  io  non Cans,  xi.  54. 

Y*MÌ  pianeta,  che  conforta  il  gelo Carte,  xv.  7. 

**  cfae  ne  porte  Novelle  a  ...  e  la  conforle Cans,  xvìi.  73. 

Ond'  io  tonfarlo  sempre  mia  speranza BaU.  vii.  9. 

^("«Ima  sbigottita  non  conforta K  A^.  ^5-  37  {Sou,  viii.  io). 

^^  peccato  chi  mai  ne  conforta K.  A^  aa.  98  {Son.  xiii.  \o). 

^  <U  voi,  donne,  non  son  confortaM» Son.  xli.  14. 


^^""'^    la  quale  un  suo  amico  all' .  .  .  condotto  avea K  A^.  14.  11. 

**  ^ttftJe  mi  condusse  a  tanta  debolezza K  A'.  33.  5. 

'^  lo  conduce  siccome  cagione  propria C  iii.  6.  xag. 

'^  ^l^i^ie  tao  conduce  mirubili  Ifc/Iecse C.  iìi.  13.  iia. 

^-  -  .  exmdmvno  V  umana  volontà  a  vizio C  iv.  la.  33. 

^P^tiezioDe,  alta  quale  mi  condusse  V  altro C  iv.  13.  19. 

*^'C'oae  ano  sciolto  cavallo  .  .  .  bene  non  si  conduct C  iv.  aó.  46. 

J9^>*li  eortdiécono  sé  ed  altri  a  buon  fioc  nelle C  iv.  37.  58. 

^^^'^      vedemo  certe  piante  lungo  V  acque  .  . .  confarsi C  iii.  3.  35. 

^^^■■■•re.     dirò  ,  .  ,  come  V  amistà  è  confermata C  ì.  la.  17. 

*■*■*«  .  .  .  r  amistà  è  confermata  e  fatta  grande C  i.  13.  7. 

^  *|<a«sta  concordia  V  amistà  à  confermata C  i.  13.  57. 

lo  eoMferma  quello  che  detto  è  di  sopra C  iii.  8.  Z95. 

conciossiacosaché  '1  consentire  è  un  confessare    .     .     .     .  C  i.  9.  73. 

H>Ao<k>  quello,  che  non  è,  non  si  confessa C  ìv.  8.  115. 

^^fcjoc     questa  ragione  mosse  Agostino  nelle  Confessioni    .     .     .  C.  1.  a.  104. 

**■   *  altro  cbe  confessione  di  debita  suggezione C.  iv.  8.  100. 

^■■a»^  della  debita  ron^jsion^  si  priva C.  iv.  8.  iii. 

■™^       che  non  passassero  li  suoi  confini C  iii.  25.  174. 

'"'^«JC    seguita  a  confondm  In  premessa  loro  opinione    .     .     .     .  C  iv.  15.  4. 

"*■   •  . .  conchiudo  lo  loro  errore  esser  confuso C.  iv.  15.  99. 

■"■rt  i^ffC;    Allora  mi  confortai  molto K  M  5.  19. 

^ooM/brMs  però  che  vada  più  sicura K  TV.  la.  xa6. 

P*»«wriiB  di  a)M/ó#*frfo K  A?.  33.  113. 

^'•tf»  »olle  parole  mi  diceano  da  confortarmi K.  A^.  93.  X15. 

^■^••«  cicloni  vi  sono  state  ...  a  oonfortar$  X  amore C  i.  la.  37. 

^^■■i  ttonforivt  quella C  ii.  a.  73. 


CONFORTARE 

confortare.     Or  ti  cort/orla,  eh'  io  sarotti  ognora Som.  Ì.  7. 

Donque  a  ben  far  cìoschedun  si  confarii ,     .  P,  F.  55. 

conforta     È  sua  beltà  del  tuo  valor  con/brio Cane.  iz.  39. 

L'  anima  mia  che  n'  attendca  conforto Cane,  xiiu  3$. 

il  cui  dolce  splendore  Porla  con/orto Catu.  xiv.  i6l 

vostra  salute,  Che  sìa  txtnforto  della  sua  vìrtute Csn«.  rvi.  13- 

se  non  rechi  conforto  Da  lei Ball,  v.  13. 

£  si  d'  ogni  conforto  mi  dispoglio ^m.  xlviii.  ifl. 

perch'  io  Ho  seguitato  allora  i  tuoi  conforti S.  P.  xxxviì.  8r. 

confusione,     che  con  vergogna  Convien  che  vadan  e  conftisione,    .     .  S.  P.  vi.  48, 

congelare.     Che  '1  suo  desire  in  congelato  lago  ...  si  posa      ....  Soh.  xxxix,  3. 

COngr^are.     pronta  A  sempre  congregarsi  alla  tua  morte Cane,  xviii.  6. 

conoscente.     Non  si  conviene  a  Donna  conosctni* Son.  xlv.  3. 

confisrtare.    disse  .  .  .  conforlanelo  gli  uomini  a     .     . C.  iv.  it.  113. 

conforto,     acciocché  mi  sarebbe  alcun  conforto K.  yV.  15.  58. 

alcuno  conforto  non  mi  valca      .     .     .     ^     .     . C.  ii.  13. 6. 

confusione,    dirò,  u.  confusione  A\  coloro C.  ì.  10.  105. 

La  qual  cosa  era  pessima  confnsiont  del  mondo C.  iv.  1.  5B. 

poi,  a  maggiore  loro  confusione  ...  si  distrugge C  iv.  14. 10. 

tm  suo  libro,  che  fece  a  confusioHt  di  tutti  quelli C  iv.  30.  28. 

congiugnere.     K.  congiungere. 

congiugninienio.    se  alcuno  congiugnimento  v'  è C  iv.  13.  254 

congìuguìtore.     fu  eongiugnitort  delli  mìei  generanti C  i.  13.  30. 

congiungere,  -gnere.    la  quale  era  meco  di . . .  sanguiniti  congiunta.  V.  N.  ag.  ^ 

in  quanto  è  congiunto  colle  più  prossime  persone C.  i.  la.  44. 

lo  ,  .  .  appetito  . .  .  d'  esser  congi$tnta  con C  ii.  4.  34. 

r  anima  col  corpo  foMjYMrf// sono  cfTetto C  ii.  9.  45, 

che  .  .  .  congiunti,  fanno  .  .  .  bene  sperare C  ii.  11.  34. 

sicdiè  muovere  è  una  potenza  congiunta  col  sentire C  iii.  3.  91. 

come  ...  la  divina  Virtù  tre  nature  congiunse C.  iii.  8.  4. 

Amore  .  .  .  ò  che  (ongiugm  ...  1'  amante  colla  persona  amata    .     .  C.  iv.  x.  4. 

le  cose  congiunte  comunicano  ...  le  loro  qualità  . C  iv.  i.  7. 

sicché  r  una  coli'  altra  congiunta  .  .  .  sono C.  iv.  6.  169. 

Congiungaii  la  JtJosq/ica  Aìxloriià  co\\&  imperiale Civ.  ti.  166, 

che  nulla  fìlosofica  autorità  si  congiugne  colli C  iv.  6.  171. 

ogni  cosa  .  .  .  conviene  essere  congiunta  coU*  alterazione  .     .     .     .  C  iv.  io.  89. 

convcgna  essere  fOM^MM/o  con  quella Civ.  10.113. 

perocché  il  perfetto  collo  imperfetto  non  si  può  congtugnert    .     .     .  C.  iv.  13.  151. 

che  la  torta  linea  colla  diritta  non  si  congiugtte  mai C  iv.  13.  153. 

congiuntissimo,     eletto  fu  in  queir  .  .  .  congiuntissimo  Concistoro  .     .  C  iv.  5.  ai. 

congiunzione,     per  non  seguire  1'  effetto  della  congiunzione   .     .     .     .  C.  iv.  io.  78. 

connaturale,     avvegnaché  piij  sia  connaturale  ad  esso  che C  ii.  4.  96. 

fanno  la  loro  operazione  connaturale  ad  esso    .     .     , C  ii.  6.  itr. 

questi  cutali  vili  sono  innati^  cioè  connaturali       .     ,     .     ,     •     .     ,  C  iii.  8.  i6ow 

intra  le  passioni  connaturali  e  le  consuetudinarie C  iii.  8.  170. 

ma  le  connaturali ...  del  tutto  non  se  ne  vanno C  iii.  8.  175. 

rompono  ti  vizi  innati,  cioè  connaturali C.  iii.  8.  193. 

connettere,     le  .  .  .  adomczze  che  quivi  sono  connesse C.  i.  10.  87. 

conoscente,     essere  conoscente  del  bisogno    ..........  C  ì.  5.  39. 

non  sarebbe  stato  conoscente Ci.  6.4. 

servo  conoscente  al  signore  Volgare .     .  C  i.  6,  9. 

Che  lo  Latino  non  sia  conoscente  del  Volgare C  i,  6.  39. 

lo  Latino  non  é  conouente  del  Volgare.     Ancora  non  é  conoscente 

de'  suoi  amici C  i.  6.  57,  58. 


^ 
^ 
^ 


CONOSCERE 


Di  fomoamun  e  di  verità  fuora K  N.  23.  167  (Caru.  li.  40). 

A  9on  colantii  e*  hanno  conoscensa Catu.  x'ix.  q$. 

Se  non  per  tmu>stfnaa  d'  uomo,  in  cui Bali.  vi.  16. 

*^t30<BBerb.     Tanto,  quanto  rtmosm  ben,  eh'  io  sono  Ut CaMs.  ix.  63. 

Wr^  donne  .  . .  amo^ctt*  il  vii  vostro  desire  ........  Cuhm,  x.  6. 

Bea  OMKMC**  k)  che  va  U  seve  al  Sole Ctm».  xi.  37. 

***Oorte     noD  *  rosKwm/r  degli  amici  perfettamente C  I.  6.  74. 

•te  Hnbbe  stato  servo  totwsewm* C  i.  7.  2. 

<■  Bcsari  wiwncm»  ver  lo  benefattore C  iì.  7.  37. 

n   figliuolo  è  rwKwrmV  del  vizio  del   padre,  e  quando  il 

suddito  è  wnoscwnitòéì  vino  del  signore C  iii.  la  57.  58. 

avere  quelle  dixposixioni  .  . .  siccome  . .  .  ronosctnsa  C.  L  5.  a6. 

^MMMMmad  del  »ervo  si  richiede C  i.  6.  11. 

avuta  la  coMcaaMta  di  queste  cose C  i.  6.  37. 

r  abito  di  €ono»ftn*a  distinta  de]  Volgare C.  i.  6.  50. 

^'^^luede  perfetta  conoscrnsa C.  Ì.  6.  76. 

•w*>«^  «Ila  fortosrriwfl  dell*  altre C  ii.  1.  ga. 

cbc  ...  si  proceda  nella  nostra  ffiNOwmaa  ......  C  ii.  x.  no. 

^taale  comincia  la  nostra  conosctnaa C.  ii.  5,  lai. 

la  cottasetHMa  dell'  anima  è  chiara  o     . C  iii.  a.  65. 

.  potemo  avere  alcuna  rvMoserMait C.  iii.  8.  145. 

■  •^«^  imìatà  ...  ha  per  suggetto  la  cvHOictttsa  deUa C  iii.  11.  131. 

"  ^    SMò  appressare  alla  sua  ainoscenam C  iii.  15.  68. 

b  propria  contaetnMit  della  verace  Nobihii  ;  siccome  per  la 

del  suo  testo  ...  veder  si  potrà C  iv.  r.  80,  8r. 

bum  wmcvmsa  prima  è  imperfetta C  iv.  la.  157- 

f  •^^■»  .  .  .  dì  vera  conosettiMa C.  iv.  13.  145. 

r^*"«a»  tati  .  .  .  vfracr,  cioè  di  eonosrtMsa C  iv.  13.  157. 

«t  verrebbe  alla  cnttostntsa  delle  api C.  iv.  17.  199. 

.  .  s*  abbia  ronoscenea  dell*  umana  bontà C  jv,  ai.  a. 

la  eoMOÉcmaa  distìngue C  iv.  aa.  69. 

•lfWkéed«  .  .  .  banna  cottoscfusa  delle  presentì     ....  .     .  C  iv.  «7.  44. 

eh*  era  la  donna  delle  salute K  ^.  3.  40- 

li,  al  eh*  io  U  eotwòòì  bene K.  TV.  9.  30. 

i!(^steaBe  volisto  eoMosctn  Amore y.  JV.  li.  16. 

m\  parca  eh*  io  ')  ronowvsai K.  JV.  la.  03. 

^bè  .  .  .  sìa  ttmosetufo  ...  lo  tuo  segreto      .     .     .     .  K  JV.  xa.  53. 

MSrtea<Ìo,  €cmo$f*rà  le  parole K.  JV.  la.  64. 

0  takta  tmagiuare,  risposi  loro K.  JV.  33.  1 17. 

lì  non  «DMOaniamo K  A*.  41.  t8. 

b  SBÌarf«  vita  di  quclti  che  ...  ho  lasciati C  i.  1.  71. 

SÉ  tvmoann  lo  suo  difetto .  C.  i.  a.  40. 

omaaama  le  cose C  L  4.  aa. 

S  éuK  «MB  pcfieCtftmente  ^ottoscrre C.  L  6.  r3. 

at  I  servo  noa  tmtosc^  U  natura C  i.  6.  a6. 

•I  ■■■siine  cDMoanrfr  al  serro  gli  amid C  L  6.  09. 

Qa^gM  cfe«  coMMKtf  ...  io  ger>ere,   non  amout .  .  .  perfettamente  ; 

séeeosedUAmoanr  da  lungi.. .  non  roMoanr. .  .perfettamente     C.  i.  6. 40^41, 4^,  43. 
Ia  *  -*^-  «PMOtor  lo  Volgare  in  genere  .  .  .  m  esso  lo  €OMPsersst 
tfMtett»  artli  ì  Volgare  roMiurv>v66r,  perchè  non  è  ragione  che 

r  w  pib , . .  mmomw C  i.  6.  4St  47.  46»  49* 

A  fevpaariMs  *HMmvf  H  anici*  non  roMOMn*^  il  prìncipaie  :  onde, 
9t  ao«  mmm$ . .    Iq  Yoigmrt  . .  .  inpossìbile  è  a  lui  coMOMm 

UmÈoimaÈei    /*  Ci. 6. 60,61, 63. 

K 


CONOSCERE 


I* 


conoscere.    Quella  virtìi .  .  .  coHobbt  '1  disio  eh'  era  crìato Cam.  xiu.  77.    i 

E  ciò  ronoscrr  voi  dovete , Caiu.  xvì.  31. 

Che  ciascun  ...  DI  fuor  eonoit»  che  dentro  è  pietate Cans.  xvì.  59. 

I^  quai  non  poason  esser  couosaufe  Se  non  per .     Ball.  vL  15.         < 

Che  per  le  proprietà  sue  conosciute V.  N.B.  63  {Son.  'w,  ittf, 

Allegro  si,  che  appena  il  cono^a K  A^.  34.  53  {Som.  xiv.  4)^ 

tanto  .  .  .  Ch'  io  lo  cùmosco  sol  dopo  *I  mio  danno Som.  xxxv.  ti.    i 

Se  nostra  donna  conosctmon  puoi Som.  lì.  9.  i 

al  f;:entil  atto  Degli  occhi  suoi  cottoscrraila  poi Som,  li.  13. 

Ma  io  avendo  ...  e  ciò  non  conoscendo^  Ho  fatto S,  P.  xxxì.  ti. 


conoscere,     senza  ...  è  impossibile  conoscere  gli  uomini C  ì.  6.  6;^. 

per  conseguente  non  può  conoscere  gli  amid C  i.  6.  70. 

chi  vnole  .  . .  conoscerà  la  malizia  di  costoro .     C.  i.  xi.  91 

è  palese,  e  per  me  conosciuto,  esso  essere  stato Ci.  13.  43 

procedendo  da  quello  che  cvnoscemo  meglio»  in  queUo  che  conoscemo 

non  cosi  bene C  ii.  i.  zit,  11% 

in  quanto  questa  via  dì  conoscere  è C.  ìi.  i.  114. 

conviene  prima  conoscere  le  sue  parti C.  iì.  a.  50. 

che  r  anima  mia  oTios/ra  la  sua  disposizione C.  il.  10.  64. 

coti  si  può  .  .  ,  conoscere  la  sua  vittoria .     C.  il.  11.  35. 

quello  non  conosciuto  da  molti  libro  di  Boezio CU.  13.  14. 

per  lo  quale  si  può  conoscere  quale  è C.  iii.  a.  68. 

che  ciascuno  Intelletto  dì  sopra  .  .  .  conosce  quello  ch*  è  .  .  .  conosce 

dunque  Iddio  .  . ,  conosce  dunque  quello  eh'  à  sotto  sé  .     .     .     C  ìiì,  6.  4t,  43, 
conoscendo  Lui,  tutte  le  cose  comùs^ono  secondo  il  modo  della  intelli- 
genza        C.  iii.  6w  47  (*«). 

Per  che  ...  le  Intelligenze  conoscono  la  forma  umana C  iii,  6.  49 

conoscono  quella  le  Intelligenze  motrici ...  e  conoscono  quella  per- 
fettissima       C.  iiL  6.  5Jl,  55. 

n*  conoscono  che  sia  ciò C  iii,  7.  114. 

che  conoscer  sì  può  la  sua  presente  passione C  iii.  8.  81. 

quando  I'  amico  conosce  che  vergogna  crescerebbe  al. .  .  o  conosce  V 

amico  suo  non  paziente C  iii.  to.  60^  6& 

perocché  ...  le  lode  danno  desiderio  di  conoscere  la  persona  Iodata, 

e  conoscere  la  cosa  sia  sapere C  iii.  1 1.  6  (Mi)« 

conciossiacosaché  conoscere  di  Dio,  e  .  .  ■  non  sia  possibile      .     .     .  C  iii.  15.  105. 

procedono  quasi  dal  non  conoscere  V  uso  del  tempo C.  ìt.  a,  901. 

questo  fine  conoscendo  .  .  .  limarono  e C.  iv.  6.  135. 

Che  .  .  .  comtscer*  1*  ordine  ...  è  proprio  atto  dì  ragione    .     .     .     .  C  iv.  S.  4. 

che  arroganza  e  ...  è  sé  medesimo  non  conoscere C  ìv.  8.  03. 

Se  questa  (cioè  equità)  gli  uomini  la  conoscessero^  e  conosciuta  ser- 
vassero   C.  iv.  9.  84  (*m), 

siccome  .  .  .  conoscere  la  virtii  dell'  erbe  pare C  iv.  9.  140. 

conciossiacosaché  ...  il  conoscere  la  virtù  ...  sia      .     .     .    .     .     .  C.  iv.  9.  145. 

sicché  apertamente  ...  si  conosce  la  imperfezione C.  iv.  ta.  17. 

conoscere  che  sieno  li  principiì  ...  e  conoscrre  quello  che  sìa  ciasche- 
duno, non  é ^-  ìv*  13*  37i  39> 

nella  sua  operazione  ;  che  è  eottoscere  quello  che C  iv.  15.  114. 

a  mostrare  .  .  .  come  si  può  conoscere  V  uomo C.  ìv.  15.  190. 

mostrare  ,  . .  come  conoscere  si  può  colui  dov'  ella  6 ,  C,  ir.  16.  25. 

per .  .  .  Nobile  s*  intenda  essere  da  molti  .  .  .  conosciuto    .     .     .     .  C  tv.  16.  6x 

un  verbo  che  sta  per  conoscere,  cioè  nosco C  iv.  16.  63. 

quelle  cose  che  piti  fossero  .  .  .  conosante C  ìv,  x6,  66» 

è  faUissimo  che  Nobile  vcgna  da  conoscere C  iv.  x6.  75. 


I 


131  --mm^—^-^W-  CONSERVARE 

BCBMTtfie.     Pur  nondimen  mai  ti  ranoAfa' chiaro S.  P.  xxxi.  ai. 

IVr  mi  ctma9€tmi  lì  beni  summi S,  P.  xxxi.  60. 

Ched  M  non  mi  eonoica  peccatore,  Ed  .  . .  esser S,  P.  xxxvii.  65. 

Poiché  fMMMTO  ben  U  mia  malizia 5.  P.  I.  la 

Ferdi*  io  «omostd  avere  speso  invano P.  F.  $. 

Camfmnvr,  cor  suavc,  de  te  primo Cans.  xxL  14. 

Dostn  donna  .  .  .  Ch'  Ò  sì  am^uiM Soh,  ti.  10. 

y.  cnariftiìza. 

giova  A  roHWK/ir  ciò  che  par  maravigli C  iti.  Cans.  ìi.  50, 

m  ciò  io  Don  toHsetito C  ìv.  Cana.  iii.  73  ;  15.  87, 

Cbt  Ia  belu,  eh'  Amore  in  voi  ionsenU Oimm  x.  7. 

Bq  vegpo  che  *l  mio  fin  ro'iftf'/t/i  e  vuoi CtfMa.xvii.a6. 

Cke  ihce  cgmamiir  lo  core  in  lui     . y.  N.  39.  63  (Son.  xxiL  4V 

Koi  iDNWMMr.  Signor,  che  la  potenza S.  P.  xxxi.  55. 

VatmiarMAK  Signor»  che  mi  sia  tolto 5.  P.  1.  43. 

Omarrva^  adoma,  accresce  ciò  che  trova Catu,  x.  37. 

conviensi  quella  .  .  .  oMoutn  per  li  loro  effetti     .     .     .     .  C  iv.  16.  108. 

^Jt^frutU  tnro  rmwumrAf  quelli C  iv.  16.  11&. 

*co(o(ocbc  non  la  awoaroMo .     .  C  iv.  aa.  14. 

'^tmmmtéò  in  %è  diverge  pirti,  quelle  .  .  .  ama C  iv.  aa.  73. 

'N^mI  per  ti  quali  cofiosrerr  si  piiò  il  nobile  uomo C  iv.  93.  9. 

V*kUo  per  che  poterne  cfiHoscrrr  V  uomo  notule  alti  .     .     .     C.  iv.  33.  34  ;  a6.  3. 

*^  la  aobtlc  Anima  (omoveendosi  non  a%'ere  .  .  .  torna C.  iv.  a8.  137. 

Hgni  .  .  .  per  lì  quali  coHoaemt  si  può C.  iv.  39.  4. 

per  toHn^f^fMì*  non  può  conoscere C,  i,  6.  69. 

t  amari C  i.  7.  16. 

I |*v^  mmaiàUiuU  non  sarebbe  stata  obt»edienza  comandata  inten- 

C.  L  7.  43- 

fff  ^^mmgmttÈf  non  sarebbe  stato  obbtéttnU C  i.  7.  64. 

V*^  ^mmtimtmt»  Mrà  ptìi  pronta  liberalità C  ì.  8.  60. 

cooriene  essere  nel  dono  1'  utililk C  ì.  8.  1x3. 

•  ^t  mmft^gtéfnf*  t  più  virtuoso C  ii.  4.  74. 

^^4i  q««i21o  si  Tcde  per  ragione  e  per  amafgngmir^  che  ....  C.  ili.  14.  t»9. 

^Ì^tmt^nmt0  può  eaacre C  ili.  14.  i33> 

•  ?>mwi%iMii//  la  particolare C  iv.  9.  09. 

pdi  tflslruiìooe  del  tvmmgufmf* C  iv.  la.  134. 

omMgMdni^mtnié  narro  1'  altra C  iii.  3.  116. 

un  altro  pensiero,  accompagnato  di  eonj*ntinuHto .     .  C.  iì.  7.  76. 

f  i^^  stntenia  della  mente,  lo  tonséntimtnto  cioè C.  ii.  7.  8a. 

9tf)ȣgmm9tfirmmm  rol  com$fHtimfmto C.  ii.  8.  6a. 

CW  loMSBittfVMfi/o  mio  piegava  invcr  di  lui    ........  C  ti.  Ii<  93* 

lUkto  che  il  core  tom^Miv^  in  lui K  A'.  39.  9. 

€om»nUito  dò.  io  mi  ripensava  .     .  .....  I^.  A^.  39-  10. 

1  tcnaetttifw  é  txn  confessare  .     .  .     ,     .     ,     ,  C.  i.  a.  73. 

té  maatmtSM  «è  negare  puote C.  i.  a.  75. 

«MS*  ck*  &0  ad  esKTe  suo  <omsmttiad C.  Ìi.  fl.  15. 

fariÉnf*  In  Oli»  scale  a  tomtmtin C  ii.  8.  95. 

ifc  vcrttft  e  da  nmmmtkt C.  ìv.  8.  144. 

«•«a  la  (pale  anno . .  .  gìudìxio  è  da  contmfìft   .    .         .    .    .    .  C  iv.  9.  165. 

Omém  mtm  è  ...  da  eowm»hr$  a  Nerone Clv.  9.  16A. 

la  quale  k  grandezze  .  .  .  am^rviUw  sono     .     .     .     .  C  i.  10.  55. 

^  C^ai  dM  la  iMMTM C  U.  6.  10. 

■■B  pué  in  «OM  padre .  . .  U  ao^  effetto  ronatrvan C  ii.  9.  43. 

^  ihaIc  <M  loro  signore C  ti,  ti.  84. 

K  2 


CONSERVARE 


conservo.     Ncque  plus  vitam  sperando  constrvo Catu.  zxL  33. 

considerare.     Non  tonsitUra  lei  secondo  M  vero C.  iiì.  Cane.  ii. 

Ma  quando  io  coHsidtro  Y  aspetto  Della 5.  P.  vi.  31. 


conservare,     la  quale  maniresta  V  amistà,  e  ferina  e  conserva .     .    .     .  C  iìL  1.  69. 

perocché  il  suo  essere  .  .  .  per  quello  si  amserva C  iii.  a.  57. 

conciossiacosaché  ...  sia  equità  alcuna  da  consenvrr C  iv.  9.  77. 

la  quale  del  tutto  è  da  tonservare C  iv.  15.  64. 

nelle  cose  che  ro#fj(-n/itMo  la  nostra  vita C,  iv.  17.37. 

conservatrice.     la  quale  è  madre  e  conservatric*  delle C.  i.  io.  47. 

cooserva^ione.    studia  . .  .  alla  sua  constrvtmomt C.  i.  13.  47. 

la  natura  umana  trasmuta  ...  la  sua  conaervaaiotu C  ii.  9.  41. 

conviene,  a  coHstrx'oaioMt  di  quella C  iìL  x.  58. 

considerare,     se  anco  vuoli  cvHsideran  lo  primo  nome  suo     ....  K.  N,  34.  33. 

Chi  valesse  sottilmente  ronaVfntnr K  A^  34.  41. 

può  vedere  chi  bene  foH5fV//ra C  i.  i.  46:  iì.  4.  61 

conciossiacosaché  ciascuna  Persona  .  .  .  triplicemente  si  possa  con- 

sidtrart    ....  C  ii.  6.  74. 

Puotesi  coHsitUrart  il  Padre C.  ii.  6.  76,  6u 

Puotesì  ancora  considtrart  il  Padre C  ii.  6.  85. 

li  quali  considerando,  giudicava  bene C.  ii.  13.  37. 

perocché  i  loro  suggctti  sono  .  .  .  sotto  .  .  ,  considerati .     .     .     ,     .  C  ti.  14.  131. 

la  sua  considerazione  .  .  .  é  considerare  lì  prìncipìi C  iì.  14.  138. 

chi  ben  considera  sottiimcatc C  ìì.  r4.  143. 

considerando  tutte  le  cose  essere  numero C  ti.  14.  147, 

il  numero,  quanto  è  in  so  considerato C  ii.  X4.  151. 

ìOf  considerando  me  minore  che  questa  Donna C  ììL  1.  70. 

Amore  .  . .  sottilmente  considerando,  non  è  altro C  lii.  3.  19^ 

considerando  come  ...  la  divina  Virtù  .  .  .  congiunse C.  iìi.  8.  2. 

dove  si  puutc  .^»no/v  doppiamente  considerare C  iiì.  8.  115, 

quella  Ballatctta  considerò  questa  Donna  secondo C  iiì.  10.  7. 

che  questa  Canzone  considera  questa  Donna  secondo C.  iiì.  xo.  30^ 

sapere  quello  eh'  ella  è  in  sé  considerata  e  per C,  iìL  11,  8. 

Onde  si  può  vedere,  a»ui(/rraH^  la  significanza C.iii.xi.  57. 

siccome  U  vera  atnistà ...  io  sé  considerata  . . .  cosi  la  Filosofia  .  .  . 

in  sé  considerata C.  iìi.  it.  131.  134 

studio  si  può  qui  doppiamente  considemrr C  ìii.  la.  14. 

che  di  quella  amistà  gran  cose  prima  considera C.  ìii.  za.  95. 

in  quanto  primieramente  sì  considera .  C.  iiì.  13.  4. 

saper  .  .  .  che  rima  si  può  doppiamente  considerare C  tv.  a.  to9. 

così  è  uno  che  tutti  questi  Gni  conAidera C  tv.  4.  57. 

che  considerando  le  diverse  condizioni  . . .  abbia C  iv.  4^  65. 

se  consideriamo  lì  sette  regi C.  iv.  5.  88. 

Se  noi  consideriamo  poi  la  sua  .  .  .  adolescenza C.  iv.  5.  97. 

colui  che  solo  cotmdera  V  ultimo  fine C,  iv.  6.  s& 

il  maestro  e  1'  artefice  che  quello  .  .  .  a?»sidera C  ìv.  6.  67, 

maniere  d'  operazioni,  diversamente  da  considerare C.  iv.  ^  43. 

che  ella  solamente  cvKwdErni  «  noM /a C.  iv.  9.  43. 

e  operazioni  eh'  essa  considera  e  fa C.  iv.  9.  46. 

operazioni .  .  .  ch^  ella  considera  e  fa  in  materia C  iv.  9.  sck 

avvegnaché  'I  considerare  loro  soggiaccia  alla .     .  C.  iv.  9.  5fl. 

operazioni  che  la  nostra  ragione  considem  netP  affo C.  iv.  9.  66. 

da  lonsiderart  è,  che C,  iv.  9.  109. 

in  loro  considerate,  cose  perfette  sono C  iv.  ix.  43* 

se  si  a>n5f'<i>niNO  lì  modi C.  tv.  tx.  57. 


I 


*33  CONSOLAZIONE 

^IMsIdcrare.     qiuind*  io  ho  ben  consitUrato  Tutta  U  legge  con      .     .     .  S,  P.  cxlii.  aa. 

°"nrtgtkl,     St  che  (tmsigh'o  invao  vi  si  balestra Soh.  xxxvì,  li. 

Ha  mI  di  quell*  eterno  e  buon  coHsi'giio  Del  .  .  .  procede   .     ,     .     ,  P.  F.  76. 

E  d*  ogni  foNfo/rir  r  aninu  spoglia       ....      K  A'.  30.  80  {Cqhm,  iii.  40). 

Q«ato  |Hctoao  che  m'  ha  ttmsola/it C  ìi.  Gws.  i.  33;  10.  ai. 

tB  tbe  Mrotlo  .  .  .  Consvtarsi  .  .  ,  Così  alti  dispersi Cara.  xx.  7  4. 

c««ftl,  Che  viene  a  consoiar  ta  nostra  mente     ....       Ì'.  iV.  39.  65  {Soh»  xxii.  6). 

CW  Mando  >oCto  il  tetto  si  consola S.  P.  ci.  34. 

mUnmre.     per  que&to  vocabolo  , .  .  solo  semplicemente  considitmio  C.  iv.  x6.  37. 

qidlo  dello  Mpentiahfo  si  é  .  .  .  cotiatitrart  ì'  opere  .  .     .     .     .  C.  ìv.  aa.  113. 

taqittflto  r  Intelletto  roMLj»dÌmi  lui  e  mira  lui  per C  ìv.  aa.  X44, 

Orala  perfezione  ...  si  può  doppiamente  coHsìHfrarr.      Puotesì 
€màé*rmft  secondocbè  ha  rispetto  a  noi . . .  Puotcsi  considrrar* 

accoodochè  ha  rispetto  ad  altri f  .  tv.  a6.  ai  \bis),  35. 

f>ft  na— Juamfo,  a  cautela  dico  e  comando C  iv.  30.  44. 

4  mestiere  fare  txmsidtmMitmt  sovra  una  .....  C  iu  t^.  48. 

di  quelli ...  si  procede C  ii.  14.  131. 

*"*— TI  -pifr  ■^•--"-^-' p""^'p-''"'""'  ■* C.  ii.  14.  138. 

Pv  •  . .  awr  si  può  amsittfmxmttt  della  sua  xìrtti C  iii.  t.  90. 

N/ di  quelle  avere  potemo C.  iii.  4.  93. 

aia  €muidtra*ìOH*  mi  trasportavo C.  iit.  4.  ioa. 

cootinue.  nuove  e  ultissime  coHm'drramom  &\      .     .     .     .  C,  iii.  la.  ai. 

AnMrrr.  cott^gU<itt>  dalla  ragione,  mi  dice ^'-  W,  15.  51. 

CU  4h  del  cattivato  Regolo  .  .  .  avere  .  .  .  mnaigtialo      .     .     .     .  C.  iv.  5.  139. 
hi  domandi^  cottsij^iami  ;  ma  .  .  .  senza  richiesta,  colui 

C.  iv.  37.  65,  66. 

che  si  chiama  ragionativa  ovvero  consigUatii>n     .     .     .  C  iii.  a,  laS. 

quante  volte  .  .  .  per  li  vostri  mnsàgHtri  v'  è  additato  .     .  C  tv.  6.  186. 

Bensa  il  fedele  comizio  delta  ragione K  W.  a.  58. 

foaac  utile  a  udire '".  TV.  a.  59. 

odo  il  tonsigìio  della  ragione K  TV.  4.  [4. 

io  potetti  avere  di  mio  coniglio C.  iìL  i.  35. 

onde  venia  loro  la  luce  del  consiglio C  iii.  11.  163. 

da  quel  ooMsi^/jo  che C  iv.  4.  94, 

to«MiinBziaoe  dello  eterno  consiglio .     .     .     .  C  iv.  5.  9. 

a*  ^9  prvprio  studio  ne  per  ooNji^M C  iv.  6.  tja. 

chi  a  lato  vi  siede  per  coms^Ho      .     .     .     ,. C.  ìv.  6.  184. 

eofuigtio  il  magpore  al  atnorc C  iv.  9.  133. 

Li  fitti ,  . .  ftooo  sette,  cioè  .  .  .  (ms^Ho  .........  C.  iv.  at.  111. 

fe*IÌM»f«  .  ,  .  doir  altrui  reo  amstj^io C.  iv.  34.  144. 

Mb  Pmdciua  vcniono  i  buooi  tomsigh C  iv.  37.  58. 

4^M  parlerò  io  il  mio  nmstgtfO C.  tv.  37.  70. 

Ad»  . .  .  db*  qi  elli  ams$gk ...  tu  noi  d^i  vendere C  iv.  37.  77. 

dira  .  .  .  che  sicno  AMo  ìMHvo  consisttntt  nW  iwmbo  .     .  C  iv.  17.  71. 

òoé  r  ahàto  «Man»  tomiatmtt  mi  mt»ao C.  iv.  ao.  9. 

in  eoaà  vile  modo  vii  vuol  amaotara    .    ,     .    .     K  JV.  39.  14. 

Qmmtspistam  (A#  m*  iunemtolala!  Ben  può  dir  consolata  .     .     .     .  C.  ii.  xo.  at. 

wé  a  tibt  9à  V  altrui  eomaoimn  valca C.  ii.  13.  ja. 

cfcs  aàtssmo  aconaolato  avca  tenuto  a  consolarsi C  il.  13.  13. 

Bi»  M  Ikcrio,  nel  quale  .  .  .  tommlaio  s*  avca C  si.  13.  16. 

m,  cW  cercava  di  fmaolmn  ma C  ii.  13.  34. 

■fclfcliWi     aoud  pretesco  ^  eomaolmmoM    .......  C  ì.  a.  98. 

le  «raa  daU  Bolla  toasoimsiofté  ....  C  ii.  10.  04. 

smmamt  diea  Boetfo  ne/lji  ju^  Consvltmon^  C  li.  11.  iB. 


UWb 


CONSOLAZIONE 


n 


oonsorte.     Ne)  regno  degli  eletti  e  suoi  consorti S,  P.  ci.  84. 

Vedendosi  giacer  con  lai  consorti S.  P,  cxliL  at. 

Ch'  alle  grazie  di  Dìo  sarcm  consorti  ...  P.  F,  57, 

consueto.     Ma  con  la  cvnsutta  tua  bontade S.  P.  cxliL  9. 

consumare.     Poi  mi  partii,  con-simutfo  ogni  duolo     .     .  K  S.  33.  307  (Cuna.  li.  80) 

Ch*  Amor  per  coitsiitHanm  ìncrnspa  r  dora Catu.  xii.  64- 

questo  fuoco  m*  have  Già  eonsutnato  al  1'  ossa  e Cans.  xx.  86. 

sì .  ,  .  Che  della  voglia  si  consuman  tutti f^.  iV.  37.  a8  (5<m.  xx.  t^ 

Guardate  bene,  s*  io  son  consumata Som.  xli.  ta. 

Or  non  mi  vedi  consutnare  in  pianto  Gli  occhi Som.  xlvii.  5. 

la  vita  mìa  ...  È  arsa,  consutnata  e  trista  e  stanca S.  P,  ci.  43. 

La  Gola  è,  che  constuna  savii  e  matti P.  F.  199. 

oonaummare.     che  la  potenza  Degli  .  .  .  più  mi  consufnmi     .     .     .     .  S.  P.  xxxi.  56V 

contare.     Qual  io  divcgna  .  .  .  Amore,  .Sa]  contar  Ut,  non  io   .     .     .     .  Cans.  xi.  47. 

Convien  che  tal  desto  servigio  conti Cttnt.  xlv.  58. 

Disvia  —  cotanto  e  più  qtiant'  io  ne  conto Cans.  xix.  79. 

Lieve  mi  contmn  ciò  che  m'  è  grave Ca$ta,  xx.  84. 


OOnaoIaJCioiie.    avea  toccate  parole  della  consoltuioru  di  Lelio      .     .     .  C  ii.  13.  aa 

O  eonsointione  delle  cose  e  della  patria  perduta C  iii.  11.  167. 

le  chiama  Boezio,  in  quello  di  CousoInMiotu C  ìv.  la.  35. 

ecco  Boezio  in  quello  Ji  ConsoIoBÌont  dicente C  iv.  la.  74. 

Boezio  nel  secondo  della  sua  Conso/asioné  dice C  iv.  13.  131. 

consolo,     emancipata  da  Bruto  primo  Consolo C.  iv.  5.  loo. 

consoni Igliare.     ch^  volle  quella  eottsotnigiiart  colla  vita  sua  .  C.  ìv.  33.  104. 

consonanza,     quello  parlare  che  ...  in  rimate  consonane*  cade      .     .  C.  iv.  a^  108L 

consuetudinario.    Altri  sono  vizi  consuetudinari C  iii.  8.  161. 

questa  differenza  è  intra  le  passioni  connaturali  e  le  ooMsur/M^tManV, 

che  le  consuftt*dinarie  .  .  .  vanno  via C  Ìli.  8.  fjo^  l  jl. 

consuetudine,     sia  conosciuto  .  .  .  per  lunga  consuetudine K  A^.  xa.  55. 

il  beneficio  ...  e  la  consuetudine  sono  cagioni C.  i.  la,  94. 

mosse  la  consuetudine  della  gente C  i.  la   56. 

per  benevoiensa  dilunga  (onsuetudine Ci.  13.  6. 

ci  t  stata  la  bentvotenea  delia  consuetudine C  i.  13.  60. 

a*  accresce  per  la  consM/fWixr .     .     .  CL  13.64. 

alli  quali  ncm  ha  colpa  la  .  .  .  ma  la  consuetudinà C  iii.  8.  i6aL 

si  fuggono  e  si  vincono  per  buona  a>M5w//M{/(M/ C  iti.fi.  165. 

per  buona  consuetudine  del  tutto  vanno  via C  iii.  8.  173. 

cioè  la  mala  consuetudine C.  ili.  8.  174. 

molto  per  buona  fùiuM/^'i^tW  si  facciano  lievi C.iiì.  8.  177. 

perocché  la  consuetudine  fnonf  è  equabile  alla  natura C.  iii.  8.  i8z. 

per  lunga  consuetudine  le  Scienze  .  .  .  sono  chiamate C  iii.  11.  179. 

il  suo  nobile  nome  per  consuetudine  t  comunicato C  iii.  ix^  184. 

per  mala  consuetudine  .  .  .  era  tanto  fortificato C  iv.  t.  50. 

riguardo  avere  alla  comune  consuetudine  di  parlare C.  ìv.  x6.  41, 

se  .  .  .  non  é  .  .  .  e  sostenuto  .  .  .  per  buona  consuetudine       .     .     .  C.  tv.  at.  134. 

acciocchà  .  .  .  per  buona  consuetudiru  indurì,  e C.  iv.  ai.  lyt^ 

consumabile.     1*  umido  è  .  .  .  sicch'  è  meno  .  .  .  consumaòife .     ,     .     .  C.  Ìv.  34.  5^ 

consumazione,     attenderao ...  la  consumasione  del  .  .  .  movimento    .  C  ii.  15,  117. 

consurgere.     Lo  più  bello  ramo  che  dalla  radice  .  . .  consurga    .    .    .  C  iv.  8.  a. 

un  dubbio  che  pare  roruwr^rr C  iv.  11.38, 

contare,     che  per  pane  si  conta  nel  mio  corredo C  L  a.  8. 

allo  amico  dee  1*  uomo  Io  suo  difetto  cantare C.  L  Al  30. 

vedere  non  sì  può,  3'  io  non  la  conto C  L  a.  t 

siccome  puossi  manifestamente  cosi  coniare C  i.  9.  éu 


135  ^^^^  CONTENTO 

OQOtire.    Cbe  le  saprà  contar  mia  ngion  buona K  U.  xa.  ii6  {BalL  i.  37). 

Tiolo .  .  .  Ch*  io  noi  saccio  cottiart BaìL  iv.  30. 

Di  Birci  e  de"  fratci  posso  rottfarr SoH.  liv.  la. 

CBntt    Messa  1'  avre'  in  casa  il  conU  Guido So»,  lii.  14. 

ntaa^tan*    A  Dio  sì  rimarita,  ConUmplando  la  6dc C.  ìv.  Canx.  iii.  138. 

Che  8*  io  coMifmph  il  gran  premio  venturo Son.  xxxvii.  9. 

GOOteodere.     P«-  che  lo  entrare  a  lutt'  altri  è  conteso Ctwa.  xW.  59, 

CaitWltarftì     Mi  convien  coMietttardi  dirne  poco C  iii.  Cxk«.  iì.  6a. 

Un  kuDC  .  .  .  Cbe  V  anima  coHtmta Ball.  iii.  6. 

contento.     Tu  vuoi  eh'  io  muoia,  ed  io  ne  son  coHttHto Caiia.  xi.  7. 

^uel  cb'  ella  sia,  di  tutto  son  contento Cane,  xiv.  44. 

Goahrc    Lo  ciclo  . . .  che  per  Primo  Uobile  . . .  é  cohùUq    .     .     .     .  C  ii.  15.  133. 

di  rio  che  di  Nobiltà  ^  contato C  iv,  ap.  8. 

CQOtc    Chi  non  ha  ...  il  buono  Conte  di  Tolosa C  iv.  1 1.  108. 

OMlnplante.     nove  maniere  di  Spìriti  contemplanti C.  U.  6.  93. 

WjHliplare.     dì  loro  si  puotc  triplicemente  contemplare.     Chi  si  può 

(9)M!rw//(irr  la  Potenza C.  ii,  6.  6[,  63. 

(notai  etmìemp/art  la  somma  Sapienza C.  ii.  6.  66. 

pMtes  eomiemplatt  la  .  . .  Carità  dello  Spirilo  Santo C  ii.  6.  68. 

Iit  Onliitt  che  diversamente  confemptauo C  ii.  6.  76. 

qoeito  totttemplano  li  Cherubini C  li.  6,  84. 

cb'  io  pensando  contemplava  lo  re^o  de'  Beati     .     .     .     .     .  C.  ii.  8.  4  e. 
stooacbc  I'  anima  .  .  .  non  solamente  contempla  essa  verità,  ma 

tacora  contempla  il  suo  contemplare  medesimo    .     ,     .     ,     C.  ìv.  a.  157,  158  [bis), 

«nttcachè  quello  del  contemplare  siu  più  . C  iv,  aa.  X07. 

"■"taBjÉitivo.     in  vita  contemplativa  o  attiva C.  1.  5.  75- 

l'alta  della  ette  miV/,  e  quella  della  roM/«m//a/i'va C.  iL  5.  70. 

e  aoD  ivesscro  quella  della  ctin/r/H//a/tV(3 C  ii.  5.  74. 

**  ttotè  la  l'ita  Attiva,  e  V  altra  la  Contemplativa C.  iv.  17.  89. 

■••«rare  che  la  Contemplativa  vita  fosse  ottima C.  iv.  17.  108. 

'•FdidU  della  vita  Contemplativa C.  iv.  17.  114. 

questa  contempUmone  fanno  li  Serafini C  ii.  6.  76. 

totitempla*ioni  fauno  le  Potestadi C  li.  6.  88. 

^c  per  mii/4-m^aniewu  della  Verità  s' acquista C.  iii.  li.  147. 

'^f^  U  Gji(/rm//a^H#  è  più  piena  di  luce C  ìv.  aa.  1 89. 

^**  «ila  nostra  ContemplaxioMe  Dio  .  .  .  precede    .     .  .     ,     .     ,  C  iv.  aa.  193. 

fru.^^  Unno  per  le  sue  buone  , .  .  contemplaaioni C  ìv.  aS.  40. 

■Zzr^^l*OrBneO,     lo  nascimento  .  .  .  che  fu  contemporaneo  alla  radice  C.  iv.  5,  53. 

^^^^'Cre.     nella  quale  contendono  in  me  diversi  pensamenti    ,     .     .  C.  ii.  9.  5. 

Q^'7**>do  «w/rt^lftì,  come  ...  si  ra^onerà     . C.  ii,  9.  136. 

^^^'^•^    che  la  Canzone  proposta  è  eonientita  da  tre  parti       .     .     .  C  ii.  a.  59. 

**tremo,  e  cbe  contenesse  lutto C  iì.  3.  aa. 

™^*ta  parte  si  ft>»i/*r«/ tutta  nel  verso C  ii.  11.  6. 

^^ '"*^«.  .  .  per  le  utili  digressioni  che  contiene C  tv.  34.  185. 

lY^r^-'^^aicntO.     cioè  contentamento  in  ciascuna  condizione  di  tempo.  C.  iìL  13,  113. 

I      '^t.     promettendo  a  lei,  cbe  di  ciò  ...  si  con1e*tterà   ,     ,     .     .  C  ii.  11.  88. 

^^    t»*ij  nobile  ...  si  e  contentarsi C  iii.  8.  38. 

*^^^»  guardando  costei,  la  gente  si  contenta  ....  .     .     .     ,  C.  iii.  8.  43. 

r*^  ahro  rondo  che  per  Io  contentare  in  Paradiso C.  iii.  8.  45. 

nel  tuo  aspetto  contentane  la  sua  vaghezza C.  iii.  xa.  108. 

non  solamente  .  .  .  sta  contenta C  ì.  3.  63. 

•    *  <ÌAc  .  .  .  sìa  la  nostra  vita  essere  contenta C  i.  8.  88. 

^^  T  mio  beneplacito  fu  fOM/ZM/o  a C  ii.  a.  ai. 

*^  •  ■ .  senza  quella  esser  non  può  contenta C  iii.  15.  a6. 


CONTENTO 


contento.     Vanno  piacenti  Contenfi  ^-  che  .  .  .  sìen  lodali G»«#,  rix.  47. 

E  ciascuna  di  lor  fosse  confenta Stm,  xxxii.  13, 

conto.     Ed  io  che  le  son  conto  .  .  .  Non  tacerò Cans,  xix.  80. 

Poiché  fatta  si  fu  palese  e  co»Ua  Cans.  xx.  37. 

contr" Cant.  xix.  8;  BaU,  vii.  13;  5.  P.  vi.  31; 

contra  (i).    C.  iv.  Catu.  ìii.  141  ;  Cohm.  ix.  8:  x.  4,  io:  xiii.  5;  xiv.  45  ;  xìx.  133:  V,  /V,  144 
84  {SoH.  vii.  6)  ;  5.  P.  vi.  19  ;  xxxvii.  39,  84  ;  ci.  30  ;  cxlii.  63  ;  P.  F.  134,  io^t 

contra  (9).     Scinper  insurgunt  contro  me  de  limo Gtru.  xxi.  18. 

contrario.     In  trarre  a  me  M  contrario  della  vita Som.  xxtì.  13. 


contento,     che  s*  acquista  e  felice  essere  e  contento C  iti.  15.  49. 

il  quale  ...  li  re  tenga  amttnti  nclli  termini C  iv.  4.  38. 

contenzione,     però  vederne  .  ,  ,  couteneione  tra  gli  artefici     .     .     .     .  C.  iv.  9.  131. 

Senza  coittnieìone  perirò  le  leggi C  iv.  11.  ad. 

continuamente,     la  quale  continuamtntt  meco  stava K  TV.  a.  51. 

anzi  contittuamtnfe  mi  rìprendea     ....  K  TV,  15,  3. 

end'  io  cotttinuatnente  soffersi  .  .  .  pena   . V.  N.  33.  4. 

vedere  continnamcntt  avvenire C  i.  io.  36. 

era  soccorso  dalla  parte  dinanzi  continnamentt     ....  .     .  C.  ii.  a.  33. 

Questo  cielo  si  gira  .  .  .  continuamente C  iit  5-  67, 

lo  metzo,  che  continuamente  si  trasmuta C  iit.  9.  114. 

li  vapori  della  terra  che  continuamente  salgono C  ìii.  9.  i»a. 

awegimchè  le  Intelligenze  .  .  .  mirino  coniiniuimentt C.  iiì.  13.  48. 

quello  che  per  ispcricnza  continuamente  vcdcmo C.  iv.  i,  3. 

le  costei lazionif  che  continua»nente  si  trasmutano C  iv.  ai.  65. 

COntintionza*     a  dare  ad  intendere  la  sua  continuanaa C  iiì.  3.  loi. 

continuare,     per  Io  lungo  continuan  del  pianto y.  N.  40.  31. 

rade  volte  quello  continua C  i.  5.  31. 

dice  .  .  .  continuandosi  a\V  ultime  sue  parole C.  iì.  11.  11. 

poi,  continuando  In  sua  luce,  caggtono C.  li.  16.  43. 

altrimenti  non  si  continuerebbe  la  umana  spezie C  ili.  7.  87. 

lo  spirito  .  .  .  die  si  continua  da  essa  alla  parte C.  iii.  9.  84. 

continuità,     lo  qual  corpo  mobile  ha  in  sé  ragione  di  continuità  C.  ii.  14.  135. 

continuo,     vedcmo  continua  spcricnza  della C  ii.  9.  lot. 

poiché  da  lui  continui  pensieri  nascevano C.  iii.  9.  74. 

per  gradi  quasi  coN/iHNi  dall' infìma  forma  all' C  Iii    7    71. 

ma  sìa  ,  .  .  continuo  per  gli  ordini  dclli  gradi C.  iii.  7.  77. 

il  quiUe  .  .  .  informava  continue  .  ,  .  considerazioni C.  iiì.  la.  ao. 

è  .  .  .  dell'  altre  Intelligenze  .  .  .  per  continuo  sguardare   .     .     .     .  C  ìii.  13.  73. 

contr' C.  iii  9.  13. 


5.  lay;  11.  9; 


contra.     K  N.  15.  ao;  40.  i  ;  C  ii.  io.  30  ;  iii.  5.  ia8,  130;  iv.  3. 
la.  81,  83  :  13.  70  ;  15.  135  ;  17.  53  ;  30.  14,  33,  34,  39. 

contrada,     il  piii  vile  villano  di  tutta  la  contrada C.  iv.  11.  79. 

che  altro  .  .  .  pericola  e  uccìde  ...  le  contrade C  iv.  la.  93. 

CODtnuldire.     se  alcuno  volesse  dire,  contraddieertdo C  iii.  7.  105. 

contraddizione,     non  è  contraddiaione  ciò C  i.  6.  71. 

E  non  ha  contraddioione C  ì.  9.  59. 

contrarietà.     là  dove  alcuno  dubitasse  di  questa  contrarietà     .     .     .     .  C.  iii.  10.  46. 

contrario.     U  quale  è  contraria  dì  tutte  le  noie K  TV.  13.  50. 

ciò  pare  contrario  di  quel  eh'  io  dico K  TV.  39.  43. 

appare  che  V  uno  detto  non  è  contrario  all'  altro n  TV.  39.  50. 

lo  stomaco  suo  è  pieno  di  umori  . . .  contrari C  i.  x.  99. 

con  loda  o  col  contrario ,     .     .     .  C.  i.  a.  69, 

volgendo  le  cagioni  sopraddette  nelle  contrarie C  i.  3.  73. 

si  volgano  ciascuna  in  suo  contrario C.  i.  4.  89. 


f 

J 


137  ^^^^  CONTURBARE 

CUOtluklu     più  .  .  .  Che  se  il  eot^rario  uaasaer  tai  nipschìnc    ....  Som.  xlv.  14. 

Ok  ...  Mi  scn  molesle  e  'I  con/rario  mi  fanno Som.  xlvtU.  14. 

OQOtnnx    Tro\'a  eontraru  tal^  cbc  lo  distrugge  [,  V  umil  pensiero]       .  C  ìt.  Ginj.  ì.  37  ; 
to.  a,  8. 

diuane,  e*  par  che  tu  parli  mntmm  [AI] C.  ìiì.  CaMm.  il.  73  ;  9.  ai. 

unbMtuV^     che  .  .  .  teme  Al  tuo  romaiidainento  rontraa/arr     ,     .     .  S.  P.  1,  73. 

Per  wmtma$ar  alla  focosa  Venere 5.  P.  ci.  33. 

ooolrlllk    T.  *1  cor  anfrito  e  bene  umiliato  Si  può  chiamare    .     .     .     .  S.  P.  ì.  65. 

COOtlidODe.     Oaàe  vedendo  la  amtri^niM  Del  popol  d'  Israel  S,  P.  cxxix.  aa. 

Mai  umhìtWM  quella  è,  che  stnuta  II  mal P.  F.  106. 

r  oniioci]  .  .  .  che  proccdon  da  coninnoni  P.  F.  138. 
coatm.          C  ii.  Cmhm.  i.  19  ;  Ball.  iv.  44  ;  x.  38  :  Soh.  xxxi.  i3  ;  xxxvi.  5  ;  5.  A  vi.  5. 

fiOBbUttrc     Che  tv*ÌMrhato  possa  ornai  star  fermo S.  P.  \i.  ta. 

V  ufana  mia  £  tanto  mniurbaia .  5.  P.  vi.  14. 

OOrillriu.    comandano  il  am/rantb  dì  quello  che  vogliono C  i.  6.  15. 

per  fiigfirc  lo  contrario .     ,  C.  L  1 1.  75, 

W  piwlHiirime  per  contrario  ...  si  tiene C  ì.  1 1.  139. 

<W  1  KM»  eoHtnàrio,  cioè  la  ingiustizia  ...  è  odiata C  i.  13.  78. 

Ik  dmte  looo  pensieri  contrari C  ii.  a.  a6. 

Mrs  1  pcaaiero  ...  e  quello  che  gli  era  conlrono C  ii.  a.  30. 

quello  eacre  contrario,  che  naturalmente   V  uno 

fugge  r  akro C  ii.  8.  70,  71. 

oggi  a*  osa  il  tcmànrio .    .  C  ii.  1 1.  63. 

^  lo  vulnvie  di  questo C,  ni.  3.  75. 

4A  •  dktrugge  lo  suo  contrario C.  iiì.  8.  153, 

per  b  soo  rontmrio  si  corrompe C  iiì.  8.  174. 

h  qvùt  a  lei  potrebbe  essere  stata  contmria .  C  iii.  9.  7. 

*'  ptf  che  Cu  aia  contraria  a  una  ina  sortila C.  iii.  9.  33. 

^  perchè  pare  oMtfrarw  a  quella C  iii.  9.  41. 

■Ittiaeirti  anderefabe  in  contrario  di  s^  mcdcaimo  .     .     .  C.  iii.  15.  Bo. 

h— twin  «ady^tbc C  iii.  15.  83. 

ifea^ dm  «tfai  ragione  pare  essere  fon/rana     ......  •  C  iv.  4.  90. 

ME  b  ano  lonàmiù  t  lurpcxiA  e C  ìv.  8.  13. 

I^hIt  coMlrartp  irrevcrenu  . .  .  diccrc  ...  si  può C  ìv,  8.  15. 

eie . . .  dìrebbono  il  contrmrio C  iv.  8.  81. 

I  ^  la  viltà  Meno  MM/rarù  a  Nobiltà C.  iv.  10.98. 

MaoeaaìAcoaacbe  V  ano  rontmrio  non  sia  (attore  dell'  ahro   .     .     .  C.  iv.  io.  101. 

^ . .  .  apportnoo  il  tontmrio C  tv.  ta.  39. 

fKlio  che  va  in  contmrio .....  C  iv.  13,  195, 

t  ptr  contrario  .  .  .  tanto  ptù  tardi  nobili  si  fardibero C  Ìv.  14.  73. 

Il^nalt  ^U^  dtvma  natura  e  alla  .  .  ^  contrario C  iv.  ai.  86. 

^■dfe  ee^  che  a  lui  sono  <P*i/mrv C.  iv.  aa.  51. 

fi . . .  eombinatorì  delle  nmtrari*  qualitadi C  iv.  33.  1 13. 

.  ,  che  tua  fomtmno  alle  parole Ci»,  34.  154, 

,  .  .  a  cMere  grazioso,  ovvero  Io  contrario C  tv.  95.  la. 

•eJ  contrario,  non  li  puote  a\Trr  la  .     .     ■     .  .     .     .  C  iv.  a6.  iq6. 

M*  óft  tanto  é  contrario  a  quello  che C  iv.  97.  140, 

io  MMln^gk)  figlk)  e  nipote  fa  lutto  il  contrario C  iv.  39.  64. 

Ik  booftà  ...  oscuri  e  celi  i]  roM/nind Civ.  99.  117. 

K.  iV.  u.  136.  «5.  47:  39.  43;  40,  13*  C  ì.  3.  18,  31,  S9<  te;  7.  88;  8.  loj; 
««.  54.  ^".93.  ««;  ii.  5.B9;  7-  70:  9-  96;   IO-  5.  •8:    >6.  69;  iii.  5.  106; 

a.  185;  9.  to;  14.  fe».  83;  iv.  5.  75.  »36,  '74;  8.  31  (A»»\  39,  40.  67,  85,  87, 

lat;    ta.  Òt,  aio:    13.    ia6.    1O6;  I4<  43>  46*  U5  :  I5-  N6.  s6a;   17.  iii>; 


CONTURBARE 


conturbare.     Vado  dolente,  tristo  e  conturbato      . S.  P.  zxxviì.  au 

Onde  ...  il  mio  core  è  molto  conturbato ,     ,     S.  P.  cztiì-  ao. 

convenire,     quale  ConvUn*  a  donna  aver     .     .     .     .     .    .     K.  M  19.  67  [Canz.  i.  ^8). 

Ben  com>errà  che  la  mia  donna  mora t^.  N,  3^.  161  {Cohm.  ìi.  34), 

Convfwnti  parlar  traendo  guai .     .     V.  N.  33.  46  {C*ms.  iit.  6). 

E  certo  e'  mi  convitti  lasciare  in  pria C.  iii.  Cam.  ii.  9  ;  a.  9  ;  4.  14. 

É  oltre  a  quel  che  si  convient  a  nui C.  iii.  Can^  ii.  44. 


CCMlvenevole.     non  è  convenevoli  a  me  trattare  di  ciò V,  N,  09.  93. 

£onx/t»evoÌe  fu  più  per  quello  cammino  procedere C.  iv.  17.  126. 

dice  bella  e  cnnvetietioU  induzione C.  tv.  18.  41. 

con  bcHo  e  convenevoit  esemplo C.  ìv.  19.  35. 

dunque  .  .  .  cottvmtvoU  comparazione  fu C  ìv.  19.  69. 

l'h^  non  tra  ronvfnevole  la  Divinità  stare C  iv.  23.  98. 

convenevoUssirno.     di  tutte  quelle  cose  .  .  .  commtevolissimo  trattare  è  C.  iii.  8,  14J. 
convenevolmente,     la  quale  convtrttvoimtntt  a  sA  tiene  ...  il  maggior 

numero C.  i.  i.  31. 

concetti  convfn^oItHenté .  .  .  si  esprìmono Ci.  io.  83. 

io  commtrvolmfM/é  deggio  loro  parlare C  ii.  7.  25. 

altrove  ragionerò  più  convenrvolrfUMte C.  iii.  io.  41. 

non  sempre  sta  eonvenexfotmtnte  nella  bocca  di C  iii.  xo.  55, 

per  cosa  in^Hsj&f^' si  tratta  ra»ivMrt/o/mrH/« C.  iii.  12.  46. 

conveniente,     per  altre  parti  non  convenintti  al  suo  fervore    .     .     .     .  C  ii.  15.  50. 

a  questa  età  essere  quattro  cose  coHvtnienti C  iv.  a^.  18B. 

convenientissimo.    queste  . . .  virtù  a  questa  et&  sono  conveinentissimé  C.  iv.  37.  15. 

convenire,     alla  guisa  che  alla  stia  .  .  .  etade  si  conittma V.  A*,  a.  iB. 

tanta  .  .  .  che  mi  cont^tua  fare  .  .  .  compiutamente K.  ^.  2.  44. 

La  donna  .  .  .  convenni  che  si  partisse K  TV.  7.  a. 

per  la  quale  mi  convenne  partire  della K  flf.  9.  3. 

e  che  ti  converrà  mostrare  ad  altrui K  ;Y.  9.  35. 

lanlo  più  Rravi  e  dolorosi  punti  gli  conviene  passare K  A',  13.  15. 

tonfimf  clic  io  chiami  la  mia  nemica K  TV.  13.  58. 

però  ,  .  .  conttniivi  che  le  facessero  compagnia  nel K.  AT.  14.  18. 

a  me  convenne  ripigliare  materia  nuova K  /V.  17.  7. 

che  certo  il  line  .  .  .  t^nviert*  che  sia  novìssimo V*.  N.  18.  a6. 

pensai  che  parlare  dì  lei  non  si  conveniva^  se  non  che K  M  19.  6. 

Dico  bene,  che  ...  si  converrebbe  usare l"'.  N.  19.  148 

tanta  .  .  .  che  mi  convenin  stare  come  coloro K  A'.  33.  (k 

Dì  necessità  conviene,  che  ...  sì  muoia K.  AT,  33.  17. 

che  nel  principio  non  gli  ronr/nùw  sospirare V.  N.  aó.  35. 

a  trattare,  come  si  converrete,  dì  ciò K  AT.  99.  ai. 

per  quello  che  ...  mi  converrebbe  essere  lodatore  dì  me     .     .     .     .  K.  AT.  09,  94. 

Tuttavia  .   .  .  cottviensi  qui   dire  alcuna  cosa,  acciocché  pare  al 

proposito  convenirsi V.  S.  09.  33,  35» 

uomini  a'  quali  si  eonvenia  di  fare  onore V.  N,  35.  8. 

mi  parve  che  si  convenisse  di  parlare  a  lei V.  N.  39.  aB, 

veggendo  siccome  . . .  temperata  e  virile  esacre  conviem   .     .    .     .  C.  i.  x.  xi8. 

altro  si  conviene  e  dire  e  operare  a  una  ctadc C  i.  t.  119. 

tanto  splendido  quanto  conviene  alla  sua  grida C  i.  x.  136. 

convieniomi  purgare  dall'  altra C  ì.  3.  7, 

Onde  .  .  .  coHvienmi  che  con  più  atto  stilo  dia       C.  ì.  4.  xoi. 

Dunque  .  .  .  conviene  questo  Comento  .  .  .  essere  soggetto       .     .     .  C.  i.  5.  36. 

che  si  conviene  conoscere  al  servo C.  i.  6.  09. 

La  vera  obbedienza  conviene  avere  tre  cose C  ì.  7.  6. 

come  .  .  .  converrebbe  .  .  .  comento  Volgare  e  non  Latino    ...  C.  i.  B.  3. 


1J9  ^^iiW^^  CONVENIRE 

Ili  €ot9VÌt»  contentar  di  dime  poco C.  iJi.  CaHM.  lì.  6a. 

Le  dolci  rime  d'  amor  .  .  .  Convint  eh'  io  lasci C.  iv.  Canx,  ìiì.  3. 

Che  tempo  a  Gentilezza  sì  fonvtgna C  iv.  Ca»i9.  ili.  67, 

Pferdlè  in  medesmo  dcttn  Convengono  ambedue    .     .     .     C  iv.  Catta.  ìii.  95  ;  18.  06. 

Oade  mmrmt  dall*  altr.i  wgna  1'  una C.  iv.  Cant.  iiì.  96. 

Da  %t  eornvùn  che  ciascun  ben  si  muova Cahm.  ix.  9. 

Che  par  che  «i  eomptgna  Di  darle CaH9,  ix.  71. 

Saodiè  f  ir  ne  r»mt>N#  air  altrui  posta Ca»u.  x.  51. 

Ajbot.  dacché  «miWn  pur  eh'  io  mi  doglia  ...  £ Can*.  xi.  i. 

cioè  a  dire  che  si  awrcvii^  con  lui C  i.  8.  36. 

pCffcM  ...  il  dono  .  .  .  conviimg  essere  uHìt C  1.  8.  45. 

Omàft . .  .  totnrmu  sempre  essere  in  mÌ2;liorc C  ì.  8.  74. 

che  U  dono  arni^nt*  essere  utile C  i.  8.  81. 

Oade  .  .  .  com*mf  a  lui  essere  utile C,  ì.  8,  90. 

Per  che  .  .  .  eotwJtfU  essere  utile  a  chi  riceve C.  t.  8.  98. 

tumwùmt .  .  .  essere  libero  lo  dono ...  e  conae|^ente  ctmvùn*  essere 

ttd  donol*  utilità  del  ricevitore C  !.  8.  i  io,  113. 

Omàt ...  si  roHwttr  essere  netto  d' ogni  atto . . .  cosi  comune  «sere 

lo  dono C  i.  8.  ia6^  X9^, 

le  m  .  .  .  condizioni,  che  tonwn^tio  concorrere  .  .     .  C  Ì.  9,  a. 

OmIb  .  .  .  convùnr  che  .  .  .  venga^no  a  mal  fìne C  i.  11.  38. 

rite  per  usanza  s' acquisti Ci.  11.48. 

apottUione  convime  essere  litttrale  e  aiUgorica C  ii.  t.  15. 

a  lao^  e  a  tempo  si  converrà C  ii,  t.  136. 

tùmwmmr ,  .  .  molta  battaglia ,     , C,  ìi.  a.  37. 

mtmwim  priau  coooacere  le  sue  partì C  ii.  a.  50. 

lA  évn  d"  Aatrolegia  gli  arnviéne  parlare C  ìi.  3.  34. 

Ia  sua  re%Tilu2Ìone  ^  minore  e  coHvùne  essere  in C.  ii.  4.  67. 

itmtùm  essere  altre  di  fuori  di C.  ti.  5,  78. 

c%t  (/*.  che)  alle  sustanze  separate  coMvtgna  la  speculativa  vita, 
ceae  per  la  speculativa  ronvegtia  loro  pure  1'  attiva  vita  (/*, 

come  che  pore  1*  attiva  convegna  loro) ,  C  ii.  5.  93,  93. 

Pir  che  eomwngimo  esacne  nove  maniere  di  Spiriti C  ii.  6.  91. 

m  htmt  intendere  . . .  fottwnia  ragionare C.  ìi  7.  4. 

ti  eomaitMg  ad  aprine  la  sentenza C  ii.  9.  3. 

ai  etmvÌ0U  dire  della  parte  dcU*  anima C  ii.  9.  6, 

immortale  cofmgmi  eseere  lo  revelante  .     .     .     .  C.  ìi.  9.  106. 

P  mtéktiB  e  enmero  in  rhc  paiono  fowenirt  ....  .  C.  ii.  14.  9. 

perù  aver  ragione  di  fine .  C  ii.  14.  aia. 

che  a  ben  giudicare  ...  si  comfùnt C  ii.  14.  338. 

seguire  ai' flwrrww  r  UDO .     .  C.  ii.  16.  55. 

. . .  tcnìiimt . . .  naa  proportìone  esaere C.  iìi.  i.  58. 

rome  si  oMwmdm* C.  iii.  z.  96. 

■  dividere  in  Ire  parti  si  rvNcioir C.  iii.  a.  4. 

ncionate  sono  .  .  .  wtnitnsi  procedere  a      .  .     .     .     .  C  iii.  4.  » 

Cb«  A  SM  i»mii*m  lasdAre  —  molto C.  iii.  4.  9. 

ai  ammtm  alla  seconda C  iii.  3.  3. 

osi  gir«zioD*  wiwimm  .  .  ,  essere  due  Poli  fermi C  iii.  5.  68. 

che  Maria  veggia C  iii.  5.  142. 

anche  che  il  Cerchio  —  veggia C.  iii  5.  173. 

nache  che  li  due  spazi .  . ,  veggiano C.  iiì.  5.  169. 

•  •  •  (m^ùm  cosi  ar\*enire C  iii  6.  33. 

le  tomttMgomo  ppocederc CiiÌ7<iiii> 

ijyipjypiato  iwwwi  emere  lo  corpo  .     .     .  C.  iìi,  8.  5. 


CONVENIRE  ^^^^^^p  I4I 

convenire.     E  partir  le  amviou  innamorata Gnu.  xiiì.  aB. 

Cofivim  che  tal  desio  servigio  conti Cìhm,  xìv.  58. 

Però,  se  a  voi  cottpeng  .  .  .  mai  fare  impresa Carta,  xvì.  to, 

Chò  quel,  da  cui  cont'ùn  che  *1  ben  s'  appari Catu.  xvi  35. 

A  te  roifftfH  eh*  io  drizzi  la  mia  face Cans,  xvìi.  9. 

tanto  .  .  .  luce,  Quanto  rontvn,  che  {S.  convcn  ;  eh'  i)  cosa  che      .  Oih«.  xvii.  39. 

perchè  questa  Cotmen  che  di  sé  vesta Gi»m.  xix.  67. 

Sollazzo  è,  che  convetu  Con  esso  Amore ,  Cana.  xix.  70. 

quando  g)'  incontra  Che  ...  gli  ronvien  mostrare Ctitis.  xix.  131. 

convenire,     la  molta  concordia  che  intra  tanti  organi  convittu  a      .     .  C  iii.  8.  8. 

però  si  ronvieite  all'  uomo  .  .  .  moderatamente  ridere C.  ìiì.  6.  100. 

d*  insegnare  a  lei  come  sé  scusare  le  convirut C  iii.  9.  16. 

L' intelletto  ...  mi  cotwUnt  in  tre  particole  dividere     .     .     .     ,     ,  C  iii.  9.  03. 

Per  che  .  .  .  convitut  che  M  mezzo  ...  sia  senza C  iii.  9.  90. 

Onde  molta  discrezione  in  ciò  avere  si  convùtte C  iii.  io.  80. 

coHvifttii  qui  .  .  .  mostrare  e  dire  che  è  questo C  iii.  11.  14. 

questo  roni'fVw  essere  o  per  utilità,  o C.  iii.  tz.  79. 

cosi  .  .  .  conviene  essere  1'  amore  alla  Sapienza  .  .  .  cotti-iene  essere 

lo  studio  e  la C.  iii.  1 1.  81,  83. 

ma  coHvÌ4nr  che  1'  uno  e  1'  altro  aia ,     .  C  iii.  1 1.  88. 

cosi  di  cosa  intelligibile  .  .  .  trattare  si  convitnt C  iii.  la.  48. 

non  è  .  .  .  ma  amvietu  per  qualche  accidente  essere C.  ìiì.  la.  65. 

e  di  necessità  farsi  roMVim/ C  iii.  13-35. 

cosi  coHvintt  che  sia  etemo  lo  suo  oggetto C.  iii.  14.  53. 

ora  in  questo  ...  si  coitvient  trattare C.  iii.  13.  6. 

E  qui  si  coavigne  sapere  che C  iiì.  15.  13. 

per  non  parere  ciual  parere  si  convitti* .  C.  iii.  15.  139. 

coMvifHsi  per  tostana  via  .  .  .  ordinare C  iv.  t.  66b 

Nel  principio  .  .  .  roHi/iVfm  quella  partire C  iv.  a.  3. 

Dico  .  .  .  che  a  me  convieni  lasciare C  iv.  a.  ao. 

Perchè  saper  si  n>HOT>M/ che C.  iv.  a.  loi. 

che  a  tanta  materia  non  ct>HM>Mff  essere  leno C  iv.  a.  tia. 

che  pare  non  convenire  alla  promissione ,     .     .     ,  C  iv.  2.  ia6. 

partire  si  «mri>«r  per  le  sue  parti  principali C  Iv.  3.  3. 

altre  divisioni  fare  si  cvnvmg^mo C  iv.  3.  (4. 

che  lungo  convenga  CKcre  lo  Trattato C  iv.  3.  sex. 

convient  a  satìsfacìmcnto  dì  quella  essere  la  città C  iv.  4.  17. 

Onde  ,  .  .  discordie  e  guerre  convietu  surgere C  iv.  4.  a6w 

a  .  .  .  contitene  .  .  .  tutta  la  Terra  .  .  .  esser  Monarchia C.  iv.  4.  39. 

che  .  .  .  una  di  quelle  conviene  essere  regolante C  iv.  4.  48. 

che  a  perfezione  dell*  .  .  .  religione  .  .     contnétte  essere      .     .     .     .  C.  iv.  4.  64. 

che  la  elezione  .  .  .  convenia  primieramente  procedere C  iv.  4.  93. 

perocché  ...  la  Terra  ronwm'va  essere  in C  iv.  5,  «5.         ' 

perocché  I'  albergo  .  .  .  convenia  essere  mondissimo C  iv.  3.  34. 

procedere  oltre  si  comnene  la  mia  digressione C.  iv.  6.  5. 

a  vedere  ...  si  conviene  sapere  che C  ìv.  6.  74. 

Dove  ...  far  mi  convient  una  quistione,  e  rispondere    .     .     .     .     .  C  iv.  7.  55. 

perchè  lunga  conviene  essere  la  ragione C  iv.  8.  150. 

reducerc  alla  mente  si  conviene  quello C.  iv.  9.  5. 

che  .  .  .  tutte  le  cose  che  fajino  una  cosa,  rowpfVvw  essere  prima  quella  C  iv.  10.  81. 

e  ogni  eosa  eh*  è  alterata,  conviene  essere  congiunta C.  Ìv.  10.  88. 

e  per  la  ragione  .  .  .  che  altera  .  . .  convegtta  essere  congiunto     .     .  C.  iv.  io,  1 13. 

alle  quali  si  roHfiirHf  al  presente  intendere Civ.  11.5. 

perchè  più  testimonianza  ...  si  conviene C  iv.  la.  80. 


CONVENIRE 


snvtalre.     Siccome  si  conviene Bali.  iv.  16. 

eh*  io  dica  Lo  tuo  fallir  . K  W.  8.  sa  {Son.  iv.  8), 

chiamar  la  mìa  nemica K  ^.  13.  48  (Som.  vi.  13^. 

^cch*  uomo  coMivm'tvi  esser  disfatto Son.  xxvi.  io. 

Oade  1  fonvifH  morir Soh.  xxxì.  7. 

Ck(  li  tomfittu  ornai  altro  cammino  Alta  mia  nave Son.  xxxiv.  3. 

Scpiiar  ai  cDMiMlm  se  r  altro  è  stanco Soh.  xxxvL  14. 

)^  ri  mmwmu  a  Donna  conoscente  .  .  .  Turbarsi,  e Som.  xIv.  3. 

sodisfare  il  gran  desio Son.  xlvi.  3. 

Noa  più  sapere  che  sapere  ai  convegno C.  iv.  13.  6a. 

cWdrili  due  inconvenienti,  1'  uno  seguire  ronvitne C.  iv.  15.  15. 

ptrdbé  tale  .  .  .  awtpiim/  essere  tutta  la  umana  generazione    .     .     .  C.  iv.  15.  a6. 

OTM9MW  la  umana  generazione  .     .  essere  discesa C  iv.  15.  43. 

Cihe  contro  a  quello  .  .  .  disputare  non  si  eonwnr      .     .     .     .     .     ,  C  iv.  15.  164. 

dxvMnia  procedere  al  trattato  della  Verità C.  iv.  x6.  16. 

cihc  ,  .  .  AMSMfwisi  quella  di&nire  e  conoscere .  C.  iv.  16.  107. 

due  cote  che  vedere  si  canvenia C  iv.  16.  119. 

dm  cose  mi  trovano  rontvwi'rr  in  una C  ìv.  18.  14. 

*^  ìf^ltiliAvUe  t  vinuté .,.  amvfngotto  in  questo C  iv.  18.  93. 

c^  però  (onviem  V  una  procedere  dall'  altra C  iv.  18.  31. 

•"■*  tirili  cotale  e  NuUltà  convengano  in  una  cosa C  iv.  18,  61. 

^^  P«tO  si  ttmvtgna  V  una  rìdurrc  ali*  altra C  iv.  18.  6a. 

p'^fanWnJ  ai  €Omvitm  alla  seguente  parte C  iv.  19.  5, 

P*"N-diè  ■  lofo  si  ctinvùn^  di  guardare C,  ir.  19.  86. 

^*^  «...  le  cotte  amitngoHo  essere  disposte  alti  loro  agenti     .     .     .  C.  ìv.  ao.  59. 

■•■  ■©condo  quelle  procedere  «i  ro#n»ifFr* C  ìv.  ai.  30. 

che  tal  sementa  coltivano  come  si  convtenf C.  iv.  at.  117. 

...  e  cosi  cont-tent  che  '1  suo  movimento  sta  sopra  .     .     .     .  C  iv,  33.  55. 

cascre  quasi  .  .  ,  assimigliantì C,  Ìv,  33.  59. 

entrata  convUne^vtn  ,  .  .  certe  cose C  iv.  34.  105 

W  nostra  anima  nmvùtu . .  .  operare C  iv.  35.  ia8. 

it  prima  cuniigné  cascrc  perfetto , . .  rDMinirMn  questa .  . .  pcr- 

(exiooc  avere C  iv.  a6.  36,  aS. 

che  e  quanto  si  cvMMÌrw  .     .     . .  C  iv.  a6.  39.  40. 

Appetito  conwiir  esaere  cavalcato  dalla  Ragione    .     .     .     .  C.  iv.  36.  43. 

Appetito  .  .  .  ubbidire  convient C  ìv.  aó.  49. 

i«  . .  .  esaere  ...  ne  convegna  temperati  e C  ìv.  a6.  78. 

5^"^^«liè  sd  essa  si  comvifnt  guardare C.  ìv.  36.  83. 

amare  ti  suoi  maggiori . .  .  CdikWiui  amare  li  suoi  minori  C.  iv.  36.  85,  88 

lenlc  ai  conviene  al  Giovane C  iv.  a6.  (05. 

U  .  . .  perfezione  . . .  convinte  venire  quella  che  ...  e  con- 
'aprire  V  uomo  quaal  com*  una  rosa . .   e . . .  questo  conviene 
{«questa  terza  età. . .  ContMiTHM'adunque  essere  Pméente  C.  iv.  97. 35, 37, 40, 43. 

*^  die  non  sì  tamvengano  .  .  .  decimare  e C  ìv.  37.  84. 

acicbe  a  queau  età  essere  Giusto C  Iv.  37.  88. 

anche  a  questa  età  essere  Largo  ;  perocché  allora  si  evn- 

'la  cosa,  quando C  iv.  37.  104,  103. 

a  qtHllo  che  fare  sì  conviene     . C  iv.  97.  140. 

■  aacbe  ■  questa  età  cascrc  AffakiU C  iv.  37.  143. 

■**•-.  queste  cose  tvnvmgeato  a  .  .  .  n'  ammaestra C  iv,  37.  155. 

■^  ^iifc  due  coae  totwt*tga.HO  a  ...  ne  figura C.  iv.  »6. 97. 

kv^tik  che  di  aspra  ai  dicono  iorwernin  allì  giovani C  iv.  a8.  109. 

k  ^tà  che  d(  aopra  ai  dicono  amvenin  alta  Senettnte    .     .     .     .     .  C  iv.  38.  1  [4 

^^étìiiaeip^,  ,  ,  rM^ioOMTCiì  fvnvtgna    .......  C  iv.  98.  161. 


CONVENIRE 


convenire,     tanta  .  .  .  Ch*  a  forza  gH  convene  or  tór  1*  altrui    ....  Son,  liv.  4. 

chp  con  vergogna  ConvUn  che  vadan  e  conTusione 5.  P.  \n.  48. 

converso  (i).     Così^  n>»itww  a  te,  ti  riconosco      ....,,..  S. /*.  xxii.  27. 

converso  (au     Ma  ciò  non  è  {F.  e)  ronvmo C  iv.  Catte,  iiì,  104. 

convertire.     E  1*  acqua  morta  si  converte  in  vetro  Per Caiu,  xv.  60. 

1'  aer  ...  in  elemento  freddo  Vi  ai  converte  sì.  che Sesi.  iì.  39. 

quel  pcn$ìer  ...  Mi  sì  converte  tutto  in  umor  freddo Srst.  ii.  34. 

Convertimi  à\  ben  fare  presto  presto S.  P.  vi.  l^. 

dell'  alme  .  .  .  Clic  convertonsi  a.  te  per  penitenza     ...  .     .  S.  P.  xxxi.  53. 

La  vìa  di  convertirsi  a  te  Dio  vero S.  P.ì.  54. 

Che  fai  all'  iiom  pur  ch*  egli  si  convnia S.  P.  cxIìL  41. 

copertoio.     Merzè  del  copertoio  eh'  ha  cortonesc Son.  Ui.  8. 

copia,     onde  n'  adduce  copia  Di  nebbia  tal,  che Cair#.  zv.  17. 

coprire.     Voi  non  dovreste  amare,  Ma  n^nV  quanto Cana,  x.  16. 

Perché  gli  lopre  di  fioretti  e  d'  erba Sest.  ì.  la. 

tanto,  Che  .       Hammi  coperto  col . .  .  manto       5.  P.  vi  45. 

Cf.  covrire. 
cor(i).    K  cuore. 


convenire,    siccome  . . .  convengono  vincere  i  bianchi  granì,  cosi . . . 

convengono  . . .  nobili  uomini  vincere C  iv.  «9.  tia, 

convento,     né  per  decreto  di  convento  nniversnlc  . C.  iv.  4.  88. 

conversare,     che  lo  latino  pur  conversa  con  alquanti  amici  .     ,     .  C.  i.  6.  93. 

conversazione,     non  è  senza  .  . .  conversaaiom  alcuna C  i.  4.  65. 

discoprele  per  sua  conversaeione C  i.  4.  76. 

senza  conversazione  ...  è  impossibile  conoscere  gli  uomini  ;  e  lo 

Latino  non  ha  conversaeione  con  tanti C  i.  6.  64,  66. 

ho  a\iita  con  esso  .  .  .  conversatone C.  i.  13.  óol 

conversa     non  è  questo  vero  e  converso C  iv.  19.  31. 

convertire,     poco  dimorava  che  la  sua  letixia  si  convertia  in     .     .     .     .  K  TV.  3.  53. 

convincere,     e  poi.  quelli  convinti,  la  verìiii  mostrò C  iv.  a.  141. 

la  virtii  della  Verità  che  ogni  Autorità  convince C.  iv.  3.  69» 

convitare,     coloro  che  a  questa  cena  sono  convitati C  i.  x.  r^ 

Convito  .  .  .  cosi  onorevole  per  li  suoi  convitati Ci.  io.  4. 

del  ladro  che  menasse  alla  sua  casa  li  convitati C  iv.  97.  139. 

convito.     La  vivanda  di  questo  Convito  sarà  .  .  .  ordinata  .  .     .     .  C  i.  I.  loo^ 

Nel  cominciamento  dì  ciascun  bene  ordinato  convito C  L  m.  a. 

a  cosi  nobile  Convito  per  le  sue  \'ivande Ci.  id.  s. 

malnati  !  .  .  .  che  ...  di  quello  corredate  co$iviti C  iv.  97.  xai. 

convivere,    la  buona  JiUsione,  che  procede  dal  convivere  secondo     .     .  C  iiì.  ir.  141. 

la  quale  fa  noi  ben  conviver»  cogli  altri C  iv.  17,  54, 

convivio,     intendo  fare  un  generale  Convivio C  i.  x.  80. 

non  potrebbe  esser  mangiata  a  questo  Convivio C.  i.  x.  84. 

nella  presente  opera,  la  quale  è  Conviino  nominata C  i.  z.  iia. 

se  il  Convivio  non  fosse  tanto  splendido C.  ì.  z.  135. 

intendo  questo  mio  Convivio  ,  .  .  rendere  utile C  iv.  93.  7, 

coprire,    pareami  che  donne  le  coprissero  la  testa  con y.  N,  03.  64. 

come  r  erba  .  ,  .  cuopre  la  spiga  del  formento C  iv.  7.  ao. 

nevato  è  si»  che  tutto  cuopre  la  neve C  iv.  7.  60. 

quel  primo  che  li  pesi  dell'  oro  coperto  . . .  cavò C  iv.  la.  37. 

che  '1  minimo  li  copre  prima  tutti C.  ìv.  la.  X73. 

quello  che  la  favola  copre C  iv.  14.  151. 

altro  .  . ,  che  .  .  ,  coprirne  il  ladro  e  la  sua  mensa C  ìv.  97.  xa6. 

Cf.  covrire. 
CQr(i).    1^,  cuore. 


1x3. 


M3 


CORPO 


cor  (s).     Mbcniffl  eius  cort  qui  pncstolatur ....     Cohx.  xxi.  8. 

Cooqueror.  cor  suave,  de  te  prìmo Caru.  xxi,  14. 

cmcK^     M>  pregia  il  senno  e  gli  gentil  cvm^ Cana*  xix.  38. 

amie.     S'  io  porto  amor  coraU  alla  mia  donna Stst.  ìv.  7. 

anfanente.     Deh,  perche  piangi  tu  si  eomlm*HU      .     .     .     .    K  M  93.  93  {Sùh.  xiii.  ^\ 
K.  coricare. 

che  non  esca  PinU  per  eorda  la  saetta  Tore    . Csiu.  xvii.  50. 

questo  è  quello  oud' io  prendo  cor^c^^ Caiu.  xiv.  iz. 

Amor  m' affligge  ond*  io  prendo  a7nd!c|^o    .     .     .     •' So»,  xlviii.  ri. 

core.    K  cuore. 

OtWfflrwTC     quando  il  Sol  ai  cotta Cohm.  xv.  s. 

Mi  vtdra  atrkart  io  poca  pietra  Per  non  levarmi Stst.  ìi.  37. 

oom    T.  qui  pensando  al  glorioso  coiv  De*  cittadin Soh,  xxxvii.  5. 

Unajui  al  trono  del  celeste  corv .     S.  P,  xxxu  6. 

ooroBL     Solean  portar  €vrv»a  di  desirì Bai/,  v.  7. 

Li  cerchia  dì  corona  di  martiri K  A^.  40.  58  I^So*i.  xxiii.  8). 

WODiie.     D'  un'  angiùia  che  *n  ciclo  è  a>n>M(r/a C.  iì.  Cans.  i.  39  ;  10.  io, 

U  mia  donna  verrà  CarDHo/a  da  Amore Bait.  vili.  17. 

ox\Kk    Che  dal  principio  eh'  al  eorfo  si  sposa .     .    C  iv.  Csiu.  iìi.  103. 


COI  1 .     Fidi  eor  tuum K  M  3.  46. 

(Brtft.    da  quaHtnque  parte  si  tira  la  cofìAi C  iii.  5.  103. 

(ttt.  K.  cuGr& 

di  porre  mano  al  corottatnntto  dell'  Imperio    .     .     .     .  C.  iv.  99.  aa. 

dia  corxmata  e  vestita  d'  umiltà  %*  andava K.  TV.  a6.  za. 

4  gloria  e  d*  onore  1'  hai  wrQnato C.  iv.  19.  67. 

pOk    li  coi  eorfc  io  vidi  giacere  senza  1'  anima       .  .  .     .     .  K,  ^.  8.  6. 

M%  che  lo  mio  eorpc  ...  si  movea  come K.  A'.  1 1.  aa. 

.  .  per  tulle  le  parti  del  mio  evrfto K.  W.  14.  aS. 

dalla  parte  della  nobiltà  del  suo  corf>o K  A^.  19.  193. 

\p(r  qscsiA  mi  parea  andare  per  vedere  lo  corpo .  K.  W.  93.  60. 

•ni  carpt  de*  moiii  1'  usano  di  fare f^.  iV.  33.  77. 

io  dica  di  lai  come  se  fosse  corpo  .  . .  appare K  W.  05.  io. 

[•  localnente  mobile  per  sé  ...  sta  solamente  corpo K  W.  95.  t6. 

che  iu  ponga  Amore  eaacre  corpo     .     .     .     , K  A'.  95.  17. 

>  dalla  parte  del  corpo    ....  C  i.  z.  18. 

paft«  dd  carpo  è,  quando C  t  r.  19. 

di  cof^ .     .  C  i.  5.  93. 

«rimani  del  nostro  corpo .     .  C  ii.  5.  131. 

p9i1*  dell*  anima  e  del  corpo  . C  ii.  7.  aa. 

Ito  r  anima  col  corpo  congiunti  sono C  ii.  9.  44. 

Ila  morte  del  corpo  sodo  curai C  ii.  9.  99. 

e  non  t  altro  che  rarità  del  suo  corpo C  ìì.  14.  73. 

DUattkft  è  minore  io  suo  corpo C.  ii.  14.  toa. 

mtarvle  è  suggetto  il  corpo  mobile,  lo  qua!  corpo  mobile 

teisaè C  ii.  14   X34  C^). 

rtesdo,  o  corpo  o  superficie C  uL  14.  aoB. 

TllIJut  cmporm  di  stelle  pongono  »    .     •  .     ,     .  C  ii.  15.  aa. 

di*  è  esimalo  da  corpo  circulare    •    •    .    .         C  iiL  a.  38. 

la  torpom  tnr^ltci  hanno  amore  naturato  in  b£ C  Ui.  3.  8. 

•Rp^of*  compoat$  . .  .  hanno  amore  al  loco,  dove  .    •    .     .     .     .  C  iii.  3.  14. 
Ia  oMurs  del  mt^tict  corpo  . .  .  ama  1'  andare  in  giti . . .  quando 

\mw»maao99ÌQ  no  corpo 

la  Bstan  Mcbada  óe\  corpo  tmato 

«dfflrfu  vixtuoao  cor^  nd  loco  ov' . 


C  iii.  3.  4t, 
C  iii.  3.  45. 
C  iìi.  3.  48. 


44. 


CORPO 


corpo,     r  umana  gentr  .  .  .  Dellì  suoi  rcM>/i' allora  vestirai S.  P.  ci.  108. 

Con  !'  anima  e  col  corpo  il  terzo  di  .  .  .  suscitò P.  F,  47. 

Il  nostro  Signor  Dio  ...  Il  corpo  suo  ...  ci  dimostra P.  P.  119. 

corpo.     cUi  panca  Io  suo  corpo  sopra  la  terra  disteso C.  iii.  3.  55. 

la  quale,  come  cotpo  diafano,  riceve C.  iii.  4.  la. 

perchè  sia  del  ro^o  da  sua  ne  tivitì  laido C.  iii.  4.  63. 

per  bcltade  che  abbia  da  sua  natività  nel  suo  corpo C.  iii.  4.  70. 

che  ridca  e  schcrnla  la  laidcsza  del  suo  corpo C  iii.  4.  76. 

commendo  ...  si  nell'  anima  come  nel  corpo C  iii.  5.  9. 

nella  terza  a  laude  speziale  del  cotpo .     .  C.  iii.  5.  1 1. 

io  non  intendo  qui  tutto  il  corpo  dell'  Universo C.  iii.  5.  aa. 

ponendo  quello  essere  più  nobile  corpo  che C  iii.  5.  39. 

intra  U  luoghi  dcllì  quattro  cor^&i  semplici C.  iii.  5.  41. 

il  .  .  .  Cerchio  .  .  .  nel  qual  è  il  cotpo  del  sole C.  iii.  5.  130. 

della  quale  non  paia  più  che  mezzo  il  corpo  suo C.  iii.  5.  14S. 

r  anima  è  atto  del  corpo C  iii.  6.  iia. 

infonde  e  rende  al  corpo  suo  della  bontà C  iii.  6.  117. 

quanto  è  dalla  parte  del  aif}^ C  iii.  6.  iool 

sa  secondo  V  anima,  come  secondo  il  corpo C.  iii.  7.  3. 

la  luce  .  . .  diversamente  dalle  corpora  essere  ricevuta C  iii.  7.  36. 

certi  corpi .  .  .  diventano  tanto  luminosi C.  iii.  7.  a8. 

siccome  la  immagine  delle  corpora  in  alcimo  corpo  lucido  si  rap- 
presenta   C  ìli.  7.  1 18  (f*f) 

come  sottilmente  annoniato  conviene  essere  lo  corpo C,  iii.  8.  5. 

in  quanto  nel  suo  corpo  .  .  .  bellezza  appare C.  iii.  8.  33. 

io  commendo  lei  dalla  parte  del  corpo C.  iii.  8,  34- 

dcUa  Donna  che  nello  edificio  del  corpo  abita   ........  C  iii.  8.  76. 

con  affrcddarc  lo  corpo  dell'  occhio  con  acqua  chiara C.  iii.  9.  154. 

lo  quale  .  .  .  tutti  i  corpi  celestiali  ed  .  .  .  allumina C.  iii.  la.  55. 

poi  dalla  parte  del  mrpo C.  Ìli.  14.  4. 

per  lo  mezzo  dal  principio  al  primo  corpo C.  iii.  14.  46. 

la  bellezza  del  corpo  risulta  dalle  membra C  iii.  15.  117. 

della  Sapienza,  eh'  t  corpo  di  filosofìa C  iii.  15.  laot 

quanto  dalla  parte  del  suo  corpo  (cioè  Sapienza) .  C  iii.  15.  905. 

ella  t  fondata  sopra  la  complessione  del  corpo C  iv.  9.  59. 

il  diametro  del  corpo  del  sole  è        C  iv.  8.  56. 

che  giovanezza  era  bellezza  e  fortezza  del  corpo C  iv.  9.  170. 

quando  per  malizia  ...  dì  corpo  impedito  non  è C.  ìv.  ij.  1x3. 

secondo  malieiaj  ovvero  difttto  di  corpo C  iv.  15.  169. 

sanitadc  di  mente,  non  di  corpo,  à.  addomandata C  iv.  15.  178^ 

che  per  malizia  ...  di  corpo  infermi  non  sono C  iv.  rs.  i8(K 

secondo  la  perfezione  ...  del  corpo C  ìv.  16.  53. 

lo  cui  corpo  è  .  . .  disposto  perfettamente C  iv.  ao.  89. 

disccode  .  .  .  come  vìrtute  ...  da  corpo  nobilissimo  celestiale     .     .  C  iv.  ao.  S05. 

che  r  uomo  è  composto  d'  anima  e  di  corpo C.  iv.  ai.  icx 

più  nobile  parte  ...  sia  T  animo  che  *1  corpo C.  iv.  aa.  76, 

manifesto  è  che  più  ama  I'  animo  che  'I  corpo C  iv.  aa.  80. 

intende  al  crescere  e  allo  abbcilire  del  corpo C.  iv.  04.  tj. 

sarebbe  ...  di  mortale  corpo  in  eternate  trasmutato C  ìv.  04.  67. 

la  . .  .  natura  .  .  .  dimostra  Bcthiua  e  SitiUezza  di  corpo    .     .     .     .  C.ìv.  95.  laa. 

allora  .  .  .  che  *\  corpo  è  bene  .  .  .  ordinato  e  disposto C  iv.  05.  131. 

che  la  nobile  natura  lo  suo  corpo  abòf Iliaca  e  faccia C  iv.  95.  140. 

per  onorare  lo  corpo  di  Mìseno  morto C  Ìt.  aó,  lift. 

per  Io  fuoco  che  dovea  ardere  il  corpo  morto C  iv.  a6.  s  17. 


2^  -i^^^^^^^^^^^^^^^  CORREZIONE 

COrpft    n  proprìo  cx>rpo  che  ...  fu  confìtto P.  F.  lai. 

corponle.    eh*  Amor  non  ba  siuunza  Né  è  cosa  eoiforal Son.  xjlxvììì.  io. 

ontggtre.    le  .  .  .  tue  .  .  .  leggi  Con  discrczioa  correggi Cattt.  xviii.  39, 

Ptr  Dio  vi  prego  che  voi  *1  ro^r.SyMr/r Som.  xxxiv.  13. 

E  nnn  voler  wnvgfrrwi  con  ira S.  P.  v\.  a. 

(Bmote.     Cr  intendimenti  Corretti —  voglion  esser  giudicati  Cana.  xix.  41. 
arTer&    Ni  ...  Fa  piegar  rivo,  che  da  lungi  corrt   .     ,     ,      C.  iv.  Caru,  iii.  55  ;   io.  115, 

Com  r  avaro,  ma  più  fugge  pace Catu.  x.  69. 

CcQc  simile  a  simil  correr  suole Catte,  xi.  36. 

E 1  sugne  .  .  .  Fuggendo  com  verso  Lo  cor Catta,  xii.  46. 

U  Dortc,  ov' io  per  sua  bellezza  corro Cam*,  xii,  56. 

C«J . . .  il  freddo  Le  corrr  al  core Sest.  ii.  39. 

hrqueUa  via  che  la  bellezza  com Sott,  xliv.  i. 

QIP&  cosi  la  nostra  Anima  si  parte  dal  corpo C  iv.  aS.  31. 

nrponle    ma  al  come  fosse  sostanza  corporatt K  A^.  95.  6. 

kicnagiiic  torpomU  .  .  .  non  à  vera C.  iìl.  7.  lao. 

S  pirla  Pominciaiido  dal  sole  n>r/ofti/r C.  ili.  la.  50. 

rilvtàieasa  le  ror]iV>m/i' bontadì C  iv.  19.43. 

dietntla  la  differenza  era  delle  corpomit  forme C  ìv.  ai.  35. 

^'— *tifm  è  un  colore  pieno  di  luce  corporah C  ìv.  aa.  188. 

^MttrocOfte  ...  la  quarta  Adomtiisa  corporale C  Ìv.  34.  itS. 

flptrire  con  organo  corporaìt .  C.  iv.  35.  130. 

Colai  che  non  ha  mestieri  delle  membra  eorpora/i C  iv,  a8.  241. 

'^^■hocntcì     dico  toccata,  non  corporalmente C.  il.  6.  158. 

fl^PUtU,    o  corporeo  o  incorporeo  che  sìa  ...  £  dico  corporeo      ,     ,     .  C.  il.  9.  107,  108. 

<u  bene  astratta  e  assoluta  da  ogni  ombra  corporea C.  ìv.  ai.  74. 

'*'U*'taPfc    malnati  * .  .  .  che  ...  di  quello  corredate  conviti   .     .     .     .  C  Ìv.  37.  lat. 

'^'wla    che  per  pane  si  conta  nel  mio  corredo C.  i.  a.  8. 

**WjJtre,    del  fallo,  che  corrrggrri'  intende C  i.  a.  80. 

!■  -  ■ .  opinione  nella  mente  non  .  .  .  corretta  cresce C.  iv.  7.  34. 

^■loaoae.  quando  intende  correggere  il  suo  figlio C  iv.  34.  140. 

'pictlifhc  .  .  .  sostiene  ...  le  sue  corrette  riprensioni C  iv.  34.  165. 

'*"*^   si  volgessero  ad  uno  fiume  .  .  .  corrente K,  W.  9.  ao. 

^^^Meu  C{U9SÌ  Jiume  da  ÌHHgt  comettte ,     .     .     ,  C  iv.  io.  lao. 

^' mk  làeno  fiuiH*  corrente  di  hmgi C  Iv.  13.  161, 

^"'"^   che  ...  le  persone  correatto  per  vederla K  A^.  a6.  4. 

^V^  mia  fama  era  già  cor^a C.  i.  4.  99. 

^*fc  virtuoso,  che  com  forte C.  i.  5.  78. 

■'^^e  nel  veltro  bene  correre C.  ì.  la.  67. 

*^«oUì  ilIa  morte  del  corpo  sono  eorn     « C  ii.  9.  99. 

^^^^  per  lo  quale  corrt  lo  spirito  visivo  .........  C  ii.  io.  39. 

'  *  'ino  . .  ,  rofrt  allo  spirito  sensibile C  iì.  14.  193. 

*n»eeauiie  la  loda  e  lo  vituperio C.  iii.  i.  43. 

'*'  9b1c  snimcnto  ...  1'  anima  corrf  tosto  o  tardi C  iii.  3.  3^, 

^■l*  Canzone,  che  corre  mo  per  mano C  iii.  4.  135. 

'^VnlccorrotiA,  a  cosUaida  morte  si  fOfrM C.  iv.  i.  89. 

'"'Wnire  ...  a  debito  [>orto  conca ■     .  C.  iv.  5.  69. 

VmIo  d  baaao  stato  degli  ,  .  .  corre  in  obblivione C  iv.  14.  51. 

UffOrriMo  al  palio,  ma  uno C  iv.  aa.  57. 

'BfMtta  terza  eia,  che  per  mano  corra C  iv.  37,  41. 

C*»eri  e  vtli  che  .  . .  correte  a  questo  porto C  iv.  a8.  55. 

PSBrta  K  correggere. 

quegli  che  .  .  .  sostiene  dal  correttore  le  sue  . . .  riprensioni  C  iv.  24.  164. 

la  via  della  debita  corresiott*     • ,    •    .  C.  ì.  s.  79. 


CORREZIONE  ^BW^HB^^^^^^^^^^^^^V  146^ 


I 


1 


corso.    Ch'  ogni  saetta  lì  spunta  suo  corso Ca$iM,  xi  74. 

Da  quella  luce  che  il  suo  corso  gira Som,  xxviii.  i 

corte.     La  aegna  d*  eccellente  sua  famiglia  Nella  beata  corte    ....  Cane.  z.  3t. 

E  questo,  sbandeggiata  di  tua  cDr/f ,    .  Ouu.  xt.  71. 

corteme.     Solo  con  donna  o  con  uomo  corttsg K  iV.  Z9.  66  {Cans.  L  67^  ^. 

[Mira  quant'  ella  è  .  .  .]  Saggia  e  corttst  nella Cu.  Ca$u,  i.  47  ;   11.  41 

Piena  d*  amore  e  di  cortesi  lode C  iv.  Cans.  ili.  i 

BcUa^  saggia,  cortese  -.  La  chìaman  tutti Cans.  x.  150. 

E  non  sarei  pietoso  nècoritst •».  Cana.  xii.  70. 

Cortese.     Bianca,  Giovanna,  CorUst  chiamando    .,..,..,  Can*.  x,  153, 

oortesemecte.    Tu  vai,  ballata,  s)  cortesemenitj  Che  »     ,     ,     .     V.  N.  xa.  84  (^BtUL  i.  5). 

cortesia.     Mercè  di  vostra  dolce  coritsta ,  Bali.  vìi.  18. 

Dal  secolo  hai  partita  cortesia K,  iV.  B.  57  {Son,  iv,  I3>.— 

L'  una  ha  in  sé  cortesia  e  valore      •••.. Son.  xxx.  3. 

correzione,     di  lui  stoltezza,  più  che  comtMiotu,  è  da  sperare  .     .     .     .  C  iv.  15.  1391 

può  essere  per  molta  cvtrtsione  .  .  .  che C  iv.  aa.  xaa. 

si  dee  volgere  alla  correaione  del  padre C.  Iv.  04.  251. 

contrario  alle  parole  della  correaione C  iv.  34.  154. 

corrompere,     la  condizione  della  parte  che  si  corrompea C  ìi.  9.  18. 

perche  la  loro  virtìi  corrompe  V  uno,  e  1'  altro  genera  f C  ii.  9.  a6. 

r  anima,  cioè  V  antico  pensiero  che  sì  corruppe C  U.  l  X.  3. 

perocché  '1  principio  loro  .  .  .  per ...  si  corrompe     ......  C.  iii.  8.  175. 

se  alcuna  se  ne  corrompe  ...  è  accidentale  effetto C  ìii.  ix  60. 

la  quale  corrotta^  a  cosi  laida  morte  st  correa    ......  .  C  iv.  i.  68. 

Curio,  dalli  Sanniti  tentato  di  corrompere C  iv.  5.  zìi. 

sapere  che  ogni  cosa  che  si  corrompe,  si  si  corrompe  precedente  alcuna 

alterazione C.  iv.  10.  86,  ft 

che  altera  o  corrompe  alcuna  cosa ...     .  C.  iv.  10.  iia. 

corrompimento.    per  pestilenza  di  corrompimelo  d'  aere      ,    .    .    .  C  iv.  07.  ita, 
corruscazione,    che  è  ridere^  se  non  una  corrusctuione  della  dilettazione 

dcir  anima C  iii.  8,  98. 

corruttibile,     il  Latino  è  ,  .  ,  non  corruttibUe,  e  il  Volgare  è  .  .  ,  cor^ 

rtittmìe C  i.  5.  48,  50L 

significa  le  cose  naturali  corruttibili C  ii.  13.  99. 

al  mondo  .  .  .  eh'  é  ricettacolo  di  corruttibili  zo^ C.  iv.  aa.  164. 

corruzione,     per  alcuna  corruzione  d'  infcrmitade C  Ìii.  9.  134. 

conciossiachè  la  obblivione  sia  corrueione  di  memoria C,  ìv.  14.  90. 

nelle  cose  che  sono  corruMton*  della  nostra  vita    .......  C  iv.  17.  30. 

corso,     certo  rorso  ha  la  nostra  et& C  iv.  37.  19, 

cortamente,     la  quale  morta  era  cortamente V.  N,  33.  la. 

corte,     nelle  ro^i  anticamente  le  virtudi  .  .  .  s'  usavano C,  ii.  tx.  6x. 

si  tolse  questo  vocabolo  dalle  corii\    e  fu  tanto  a  dire  cortesia, 
quanto  uso  di  corte.     Lo  qual  vocabolo  se  oggi  si  togliesse  dalle 

corti C  ÌL  XI.  64,  65,  €A» 

cortese.    Dice  rorf/sr C  ii.  xi.  54. 

più  licito  né  più  cortese  modo  .  .  .  non  è C  iii.  i.  38. 

così  nella  Giovcntutc  sì  fa  .  .  .  Cortes* C  iv.  a6.  11. 

Ancora  é  accessario  ,  . .  essere  cortese ...  1'  essere  di  cor/»  costumi     C.  iv.  atì.  103, 104. 
cortesemente,     reggimenti,  che   sono   dolce   e   cortesemente  parlare, 

dolce  e  cortesttnente  servire  e  operare C.  iv.  35.  14,  t^ 

cortesia,     per  la  sua  ineffabile  cortesia  ...  mi  salutò V.  N.  %.  li. 

ukrc  alli  termini  della  cortesia K  ^.  io,  7. 

chiamando  misericordia  olla  donna  della  cortesia K  A^  la.  io. 

a  Colui,  ch*  e  Sire  della  cortesia K  AT.  4^  13. 


S47  ^^^^^^^B^^F  COSA 

COCtBiiiu     Ditemel,  i*  a  voi  pùicer  in  rwtnt'a San.  xli.  a. 

Fa  al,  cb*  io  «cnU  quelU  (orttsia S.  P.  cjMi,  40L 

Ralla  mi,  e  sciolga  per  sua  foiitsia P.  F.  239. 

corto.     Per  lo  eorlo  viaggio  Conserva,  adoma,  accresce  ...  Cana.  x.  36. 

Cantone,  il  tuo  andar  vuol  esser  corto Cumc,  avi.  66. 

Mcrzè  del  copertoio  eh'  \i^<orl0Htaé Soh.  lii.  8. 

Cb^  ooB  è  rosa  da  parlarne  altrui K  A^.  19.  33  [Cohm,  i.  14). 

Divcnia  nobìl  nua,  o  ai  morda ,     .     K  iV,  19.  55  K^Cann.  i.  36). 

Cmm  nortalc  Come  etacr  può  al  adorna  e K  iV.  19.  6fl  (Orna.  i.  43). 

fe^A.     Nulla  cosa  in  donna  sta  più  bene  che  corttaia      ,     .     .     .     .  C  ii.  ti.  55. 

credono  che  torltsùt  non  aia  altro  che  larghezza C.  ìi.  1 1.  57. 

<llè  krgliexxa  t  una  speciale  e  non  generale  cortesìa.     Cortesìa  e 

oacstadc  è  tutt*  una C  ii.  11.  59  (to). 

!■  tMBto  a  dire  <vrAaw,  quanto  uao  di  corte C  iì.  1 1.  64. 

che  aveste  Enea,  questo  . .  .  poeta     .     .     .  C  iv.  aò.  109. 

è  ■■■■ftili)  che  —  L*aitày  Cortesia  .  .  .  aieno  necessarie      ,     .     .  C.  iv.  06.  143. 

e  posimi  a  pensare  di  questa  coHtsisaitnm K  A^  3.  34. 

é  da  biasimare  ...  la  eorU*sa  del  nostro  parhrw     .     .     .     .  C  iiì-  4*  3^* 

queste  cudi  possono  esaere  ...  più  corte C  iv.  04.  71. 

il . .  .  conaiglio  della  ragione  in  quelle  tose      ...  K  AT.  a.  56. 

lo  molle  eose  .  .  .  verrò  a K  AT.  a.  63. 

letizia  .  .  .  che  mirabil  cosa  era    .    .    . K.  AT,  3.  sa. 

■tilt  Me  parole  dicea  molte  cose K  AT.  3.  33. 

■■  parva  cbc  quead  tenesse  una  cosa K  AT.  3.  44. 

cke  k  6c«a  mangiare  quella  co§a  che  .  . .  ardeva K  A^-  3.  5<3- 

aalwa  dM  akn&a  aom  ne  scrìverò K  M  5.  34* 

E  #  €Ì6  toccai  alcuna  cosa K.  AT.  8.  16. 

I,  per  la  quale  mi  convenne K.  A^.  9.  a. 

mam  ne  dìcesi,  dilla  in  modo  che ,  K.  A^.  9.  3fl. 

«*  aveMe  domandato  di  fflM  alcuna K.  AT.  11.  7. 

^  aneen  cerne  eoee  grave  Inanimata K  M  1 1.  as* 

me  b  intendimento  ...  da  tutte  le  vili  cose K  A^,  13.  1 1. 

cW ...  sia  nelle  piti  «air  altro  che  dolce f^.  AT.  13.  t8. 

caBGkoaùacoaacb^  i  nomi  seguitino  le  nominate  coar , K  AT.  i3'  3<^ 

•e  BOtt  per  aprire  la  aenlcniia  della  nuo  dìviaa y.  N.  14.  95' 

dicessi  quattro  cose  ancora K  AT.  so.  3. 

che  quattro  cose  sono  in  esso  narrate  ...  ....  K  A^.  16.  39. 

la  #il<|iifl  più  aitificiosamcnte  che  le  altre  cose K  AT.  19.  93. 

«te  fa«M  amoroea  Aiaa  a  udire K.  A^.  33.  ia6. 

coan  ...  io  ridi  ed  udii  certe  cose K.  A^.  34.  7>' 

per  sé K  M  95.  4* 

I  cnai^  secondo  vcrìU,  «  falsa K  S.  sy  ^. 

per  tre  coar  che  io  dico  di  lui y,^.  as.it' 

li  ^■■jMvfiaioDoeBBcr  proprie  dcir  uomo K  M  sj.  18. 

A  eolal  flOM  dichiarare e  da  intendere  ...  K.  )V.  9$.  aa. 

die  .  . .  poeti  queste  cose  trattavano K  A^.  95.  30. 

cfee ...  noè  ooa  troviasno  tote  dette  anzi K  A^.  35.  38. 

«ke . . .  haaoo  parlai»  aQe  cose  loanimate y.  N.  -j^.  6a. 

«  ■•■  aniaiiinte  eoa*  vere,  ma  case  non  vere K,  AT.  35.  64  [òi$), 

«he  Asilo  hannoi,  di  coae  le  quab  non  sono^  che y.  N.  a$.  65. 

^r  .  .  .  parta  b  «wa,  che  non  è  animata,  alla  cosa  animata    .     .     .  K  A^.  95.  Si,  8a. 

Twr  Lmtmam  paria  la  cosa  animata  alla  cosa  inanimau K  A^.  35.  85,  86. 

sotto  veste  di  figura  o  di K.  A^.  05.  107. 

e  pft  Mirabili  «earda  lei  procedeano K.  A^.  36.  37. 

La 


COSA 


I.    Che  Dio  ne  intende  dì  far  cosa  nuova K.  A^.  19.  65  {Catu.  L  4( 

Poi  vidi  cost  dubitosc  molte K.  iV.  33.  170  {Caru.  iì. 

Tu  d£i  ornai  esser  cosa  gentile V.  N,  93.  aoi  (Conj.  ii.  74] 

£  si  è  roM  umil,  che  noi  si  crede V.  N.  a8.  37  (/*.  C  14'. 

Non  era  degna  di  si  gentil  cosa  K,  A^.  33.  68  (Ga/i^.  ili.  flQj 


EL     dico  di  quelle  ro«  eh*  ella  .  . .  operava K  /V.  37.  3U   | 

la  qua!  cosa  è  al  postutto  sconvenevole  e K  A^.  09.  ad.     1 

conviensi  qui  dire  alcuna  tosa K  iV.  99.  34. 

che  io  gli  dovessi  dire  alcuna  cosa  per  una  donna V.  N,  33.  9. 

che  li  miei  occliì  pareano  due  cost^  che K.  AT.  40.  99. 

anzi  ì  loro  pensieri  sono  d*  altre  rosf  che     .........  K  A^.  41.  16. 

proposi  di  mandar  loro  e  di  fare  una  «tua  nuova K  A^.  49.  5. 

una  .  .  .  visione,  nella  qtwle  vidi  «»r,  che K  A^.  43.  3. 

di  Colui,  per  cui  tutte  le  ras/  vivono K  AT.  43.  9. 

che  ciascuna  cosa  ...  è  inclinabile  alla  sua  perfezione C  i.  1.  5. 

che  .  .  .  ogni  coaa  tiene  a  vile C.  i.  i.  ad. 

per  li  miseri  alcuna  co&a  ho  riservata C  i.  i.  76.         ! 

qualunque  cosa  è  per  sé  da  biasimare .     .  C  i.  9.  96. 

per  rispetto  alla  cosa  di  che  parla C  1.  a.  70.        | 

Degna  di  .  .  .  riprensione  *  quella  nwa,  eh'  *  ordinata  ...  e.     .     .  C  ì.  3.  a. 

che  non  è  la  rosa  immaginata C.  ì.  3.  6f. 

questi  cotali  non  conoscono  le  «wr C  ì.  4.  90. 

ogni  oua  fanno  come  pargoli C  i.  4.  40. 

non  lascia  .  .  .  argomentare  per  la  cosa  invidiata C  ì.  4.  46. 

Le  quali  cost  la  fama  non  porta  seco C.  i.  4.  75. 

se  le  rojr  della  sua  ragione  sì  volgano C  Ì.  4.  88. 

onde  le  mie  cùse  .  .  .  sono  alleviate C.  L  4.  too. 

Quella  casa  che  più  adorna  e  ...  sì  è .     .     .     •  C  i.  5.  17. 

Ciascuna  cosa  è  virtuosa  in  sua  natura C.  t.  5.  71. 

alla  qual  cosa  è  ordinato  . C.  i.  5.  79. 

che  ben  taglia  le  dure  com C  i.  5.  Bo. 

Io  Latino  molte  cos*  manifesta C  i.  5.  85. 

QucUa  cosa  dice  V  uomo  essere  bella C  i.  5.  99. 

massimamente  a  due  cose  .  .  .  conoscere C  L  6.  la. 

L*  altra  cosa  è C.  ì.  6.  98. 

la  conoscenta  di  queste  cost C  t  6.  37. 

Quegli  che  Conosce  alcuna  oua  in  genere C  L  6.  41. 

La  vera  obbedienza  conviene  avere  tre  cose C  i.  7.  6. 

Le  quali  tre  cose  era  impossibile  avere C  ì.  7.  io. 

Ciascuna  cosa  che  .  .  .  procede,  *  laboriosa C  i.  7.  15. 

nulla  cosa  .  .  .  armonìuata  sì  può.  .  ,  trasmutare C  i.  7.  90. 

Puotesi ...  in  tre  cose  notare .  C  t.  8.  9. 

ÌE  seconda,  è  Jan  u/iJi  cose C  i.  8.  la. 

dare  cose  non  hMì  »ì  prenditore  pure  è  bene C  i.  8.  a6. 

r  utilità  dell'  uso  della  cosa  donata C  i,  8,  59. 

muovere  le  oosr  sempre  al  migliore     ....     * C  ì.  8.  63. 

6  biasimevole  muovere  la  cosa  d*  un  luogo C  t  8.  67. 

porre  la  cosa  in  parte  ove  sia  meno  utile C  i.  B.  71. 

il  mutare  delle  cose C  L  8.  74. 

La  terza  cosa  ...  si  è  dar  no»  domandato C.  t.  8.  1 16^ 

nulla  cosa  più  cara  si  compera C  i.  8.  laa^ 

nulla  maa  è  utile,  se  non  in  quanto  è  usata C.  j.  9.  41. 

che  '1  Volgare  darìi  cosa  utile C  L  9.  64. 

delle  nuove  cost  il  fine  non  t  certo C,  l  io.  10. 


'49  ^■HHi^^r  COSA 

COML     Amor  .  .  .  Move  eoat  di  lei  meco  sovente C.  iit,  Ctnu.  u.  3. 

N«a  vede  il  sol  .  .  .  Cosa  Unto  gentil C.  iìi.  Cohm.  il.  ao. 

Cbi  »ne  bellcize  9on  nur  vedute C.  iil.  CriHJ.  ii.  33. 

Cùtt  appuiscoo  nello  suo  aspetto  .     .     .     .     C  ìii.  Catu.  ii.  55  ;  5.  15  ;  8.  33  ;  15.  6 
E  dker  voglio  ornai  .  .  .  Che  cosa  è  GeniilezM C  iv.  Can».  iìL  79. 

CBHk     te  mar,  osate  e  servate,  sono  . . .  commisurate C.  ì.  xa  la. 

Detto  atatuire  le  nuove  cosr •  C  i.  io.  17. 

■■nrr  .  .  .  muove  V  amatore  a  tre  eoae C  i.  10.  33. 

qpHle  tre  tos*  mi  fecero  prendere  lui .  C  i.  io.  37. 

Awc^nachi  ...  le  coté  si  possano  magnificare C  i.  io.  44. 

U  sua  rìrtù  nelle  cost  rimate  .  . .  non  si  può  bene  manifestare    .     .  C.  i.  io.  86. 

la  diflcreoza  delle  €os*       .     .     .     , .  C.  ì.  li.  17^  90. 

a  disccmcrc  1'  altre  com  non  curano C  i.  11.  51. 

per  ritrarre  roar  poste  in  altrui  lingua C  1.  zz.  103. 

hanno  rispetto  ad  alcuna  (»sa C  ì.  it.  133. 

cott  qiseUa  ntsura  .  .  .  misura  le  sue  atm C  U  11.  Z3B. 

Ik  wb  «nar  lenpre  paiono  migliori C.  i.  zi.  140. 

Ift  pmaUaatziio  ...  le  sue  mu  crede  valere  poco C  i.  11.  143. 

lo  qpale  ae  è  -rìle  in  alcuna  casa C  L  zi.  X49. 

Tallito  è  b  cosa  più  prvinmOy  quanto,  di  tutte  le  com  del  suo  genere, 

altrui  è  più  unita C  Ì.  la.  30,  31. 

•gsi  bontà  propria  in  alcuna  cosa C  i.  la.  6a. 

ta  booCà  della  com  più  propria  ..........  .     .  C  i.  la.  90. 

iBclHcvfia  cvtm  di  sermone .,.,.....  C  i.  la.  93. 

■■la  propria  loquela  sono  quelle  due  cast C  i.  13.  a. 

■aUa  mm  é  tanto  preziosa C  L  13.  la. 

•■Ha  r  altre  com  si  \-ogUono C  i.  13.  14. 

Noa  é  aacoodo  una  axm  essere  piii  cagioni C  i.  13.  35. 

studia  naturalmente C  L  13.  47. 

«MT  Dot  fiovcmo  avere C.  ii.  1.  50. 

par  la  ma'  significate  signi6ca  delle  superne  cosr  dell' 

gloria C.  il  I.  56  {bis), 

che  ha  dentro  e  di  fuori C  ii.  1.  79. 

to fiaacaaa  «Daa  naturale  e  artificiale C  ii.  i.  80,  94. 

■  r'iQ'^^^  queste  coA#  . .  .  assai  poco  sapere  si  possano  .    .     .    .  C  li.  3.  8. 

B  Balle  e  U  certo  delle  <ost  delle  quali  si  giudica      , C.  tL  3.  la. 

<M  s«ll|e  aa  pomo,  od  altra  cosa  tonda C.  ii.  4.  58. 

•ODO  le  spezie  dcUc  cott      .........  C.  ii.  5.  a5. 

rro  generatrici  dell*  altre  coar C  ii.  5.  31. 

la  essa  é  più  divina,  é  piti .     .     .  C.  ii.  5.  Bi. 

la  tenta  dì  quelle  fou  che C  iì.  6.  19. 

La  prtea  ceaa  ...  fu  una  delle  creature  predette C.  ii.  6.  ai. 

§èm/k  M  qodlc  roar  che  dilettano C  ii.  6.  36. 

fniBOMcrt  di  dire  nuove  e  grandiose  coat  .........  C  iì.  7.  61. 

h  aia  iatenziooOf  la  quale  é  di  dire  nuove  com  ...  e  gran  cou  C.  il.  7.  65,  60. 

tfhooidr  . . .  ia  qoertc  cmt  di  qiiaggiii .    .    .  C  ii.  7.  99. 

tm  hmm  che  vfaaa . . .  insìno  alla  cosa  illuminata <  C  ii.  7.  95. 

■aff*  afere  aottre  mr  ha  grandissima  podestà 0.11.7.103. 

ltaM»daooocite*v  denominate C.  ii.  a  17. 

éitmriptnhia$4dmbbenini C  ii.  8.  9»- 

«•s  Aa  di  loit>  e  contea  loro  tre  aw C  ii,  io.  31. 

mt9W%Mm%tpHi,j^  ^,  occl»*o  *  ""'  '^  possano  venire  .    .     .    .  C  li.  10.  34. 

La  seroaA  *^  ^    77        té,         C.  ii.  to.  sa. 

'^"^^Vl^'^edi"      • Ci.  ...SS. 


COSA  ^^iHi^^P  150 

A  rìmjrmr  ciascuna  cosa  bella Coka  ix.  aa. 

Non  che  ...  sia  sottile  A  cosi  alta  cosa Carta,  ix.  36. 

perdono  La  morte  mia  a  que^lU  beli»  cosa Carw.  xìiì.  91, 

Cbè  *1  fo  perchè  sua  cosa  in  pregio  monti Cana.  xir.  6a. 

Ch'  io  fossi  .  . .  Cosa  di  quella  che  non  s*  innamora Con*,  xìr.  67. 

ogni  subito  mutamento  di  coat C  il.  xi.  29. 

Due  rosr  sono  queste  che  sono  .     . ...  C  ii.  11.  31. 

Ora  dice  tre  ro5r C.  U.  it.  50. 

Nulla  cosa  in  donna  sta  più  bene  che  cortesia C.  ÌL  11.  54. 

quando  alcuna  cttsa  ,  .  .  era  mesticro  a  dire ,     .     .  C  ìi.  la.  17. 

Le  quali  così  in  essa  sì  possono  belle  vedere C.  ii.  xa.  68. 

per  lo  quale  ingegno  molte  cose  ...  già  vedca C.  ii.  13.  37. 

giudicava  .  . .  che  la  filosofia  .  .  .  fosse  somma  roso C  ìi.  13.  40. 

mostrando  .  . .  sotto  figura  d'  altre  cvs$ C  il.  13.  58. 

ciascuno  cielo  illumina  le  cost  visibìli C  iì.  14.  33. 

lo  inducere  perfezione  nelle  disposte  cose C  ii.  X4.  ad. 

se  la  Luna  si  guarda  bene,  due  cos4  si  veggono C  ii  14.  70. 

considerare  li  prìncipii  delle  cose  natoraU C  ii.  14.  139. 

Pittagora  .  .  .  poneva  i  prìncipii  delle  cose  naturali C  ii.  14.  146. 

considerando  tutte  le  cose  essere  numero C.ii.  14.  147. 

esso  Marte  disecca  e  arde  le  cost C.  ii.  14.  x6a. 

queste  cose  sono  nella  scienza  della  Geometrìa C  ìi.  14.  904. 

elio  ci  mostra  di  so  due  visìbili  cose C  ii.  15.  7. 

per  lo  effetto  loro  intendiamo  quelle  cose C  ìi.  15.  81. 

significa  le  cose  sensibili ...  e  -,  .  significa  le  cose  che  sono  senza 

materia C  il.  15.  88;,  91. 

significa  le  rose  naturali  corruttibili C  ii.  15.  99. 

significa  le  cose  incorruttibili C.  ìi  15.  X05. 

applicazione  dell*  animo  innamorato  della  cosa  a  quella  cosa  .     ,     .  C  ii  16.  83  (Aù). 

unhnento  spirituale  deli'  anima  e  della  cosa  amata C.  ìil.  a.  ao. 

per  lo  concorrimcnto  della  cosa  che  riceve C  iti.  a.  34. 

perocché  .  .  .  prima  cosa  è  I'  essere C  Ui.  a.  53. 

che  . .  .  fatta  era  colla  mia  anima  una  cosa C  iìL  a.  77. 

non  si  trova  alcuna  cosa  che  senta,  che  non  viva C  iii.  a.  104. 

nelle  cose  animate  mortali  .  .  .  non  si  trova C  ììì.  a.  107. 

Tutte  le  cose  produci  dal  superno  esemplo C  Ììì.  a.  Z46. 

che  ciascuna  cosa  ...  ha  '1  suo  speziale  amore -     .  C  Iii.  3.  6. 

quasi  triste,  siccome  cose  disgiunte  dal  loco  amico C  iiì.  3.  39. 

hanno  .  .  .  amore  alle  perfette  e  oneste  cose C  iii.  3.  35. 

ba  in  sft  della  natura  dì  ognuna  di  queste  cose C  iii.  3.  39. 

Mocv  sovente  cose  che  fanno  disviare  C  inUiletto  . . .  molte  fiate  voleano 

co»  conchìudcre  di  lei Ciii.  3.icg,  106. 

che  prima  vede  le  cose  prossime  chiaramente C  iii.  3.  ixo. 

solo  in  quelle  cose  che  sono  in  sua  podestà  di  fare  .  .  .  avvegnaché 

le  cose  siano  parte  dell'  uomo C  iii.  4.  56»  60. 

il  nostro  intelletto  .  .  .  non  puote  a  certe  rosr  salire C  iii.  4.  90. 

non  levando  gli  occhi  suso  a  queste  cosr C  iii.  5.  ao8. 

per  comparazione  all'  altre  cose ...  C  iii  6.  7. 

che  1  sole  .  .  .  non  vetie  alcuna  cosa  ras)  gmttie C  iii  6.  9. 

gentilissima  di  tutte  le  cose  che  il  sole  allumina C  ìil.  6.  ii. 

nello  Equinozio  sempre  .  .  .  sono  una  cosa C  iìi  6.  30. 

non  avendo  rispetto  ad  altra  cosa  ....  C.  iii.  6.  35. 

perocché  Iddìo  é  .  .  .  Cagione  di  tutte  le  cosr,  conoscendo  Lui,  tutte 

le  cose  conoscono C  iU.  6.  46,  47. 


^^^^^^^^^^^M  COSA 

COL  Cam  non  è  che  costi  tanto  cara Cant.  xvi.  38. 

ficflecoir,  che  .  .  .  sono,  Dimando  e  voglio Gnu.  xvi.  44. 

liBt«  .  .  .  Quanto  convcn,  che  (5.  con%*cn  ;  eh'  è)  cosa  che  n* 

■ddnce ......  .     .  Cane.  xviì.  39, 

Vcsendo  rider  €080^  Che  1*  intelletto  .  .  .  non  la  vede G>fW.  xix.  43. 

OUL  Eibbricuio  col  Cielo  queste  nur  di  quaggiù C  iii.  6.  68. 

dascuii  toM  ...  desidera  la  sua  perfezione C  iii.  6.  71. 

per  ^dla  ogni  cosa  è  desiderata   , C.  ìii.  6.  74. 

ìictBte!  si  reggiano.  ..  maravigUoae  eosr C  iii.  6.  lao. 

qmta  Donna  è  da  Dio  .  .  .  fatta  nobile  cosa    ........  C  iiì.  6.  130. 

Il  jfiu  bontà  in  tutte  le  a>9«- discende C  iii.  7.  la. 

AfcnuDcnie  si  riceve  . .  .  dalle  cost  riceventi C.  ìiL  7.  16. 

Liprìna  Bontà  manda  le  aue  bontadì  sopra  le  cast ...  .     .  C.  ili.  7.  19. 

oucimt  fOM  riceve  da  qaesto  discorrimento C  iii.  7.  so. 

mxionolei.  .  .colorata  ncU'  altre  cose C  iii.  7.  38. 

futelica  natura,  che  è  cosa  intellettuale C.  iii.  7.  75. 

ililli<iuA]e  queste  ro5r  convengono  procedere  ........  Ciii.  7.  iia. 

Mmlcndono  per  quelle  alcuna  cosa  significare C.  iii.  7.  ir5. 

Il  qoil  pia  che  tutte  altre  roj«  è  utile C.  iii.  7.  158. 

«fRMa  Donna  sia  una  cosa  visibilmente  miracolosa C  iii.  7.  iia. 

USipìcnn  di  Dio,  precedente  tutte  le  cost C.  iii.  8.  15. 

Pifc  ihc  ciur  di  te  non    domanderai,  e  più  forti  cose  dì    te  non 

cercherai  ;  ma  quelle  cose,  che  Dio  ti  comandò,  pensa    .     .     C  iii.  8.  17,  18,  19. 

>k>u  resa  dì  tanto  nodo  disnodare C.  iii.  8.  37. 

(t^cbe  nel  suo  aspetto  appariscono  tVA/ C  iii.  8.  35. 

^co  che  Amore  le  reca  queste  cvse  quivi C  ìii.  8.  113. 

l' Amore  unj\*ersale,  che  le  cosr  dispone  ad  amare C.  iii.  8.  1 18. 

<P*>tenH  .  .  .  soverchiano  C  ìnuUctto  ncstro C.  iii.  8.  ia6. 

dlbaeqDelle  cose .  ,  .  convenc\*olis5Ìmo  trattare  è C  iii.  8.  140. 

'■poéestà  in  rinnovare  .  .  .  eh'  è  miracolosa  cosa C  iii.  8.  195. 

> ideila  mala  cosa  buona  cosa C.  iii.  8.  207  ibis), 

lite  cosé  inanimate  si  parla ,     .     .  C  iii.  9.  18. 

i  altra  rosa  visìbile  ;  ma  non  propriamente C.  iii.  9.  55. 

*<)nili(Mr  con  più  sensi  comprendiamo     .........  C  ili.  9.  69. 

Owstecoar  visibili .  .  .  vengono  dentro  all'  occhio  —  non  dico  le 

(OS*,  ma  XcfofwHt  loro         C.  iii.  9.  66,  69. 

cotale  qual'  è  la  cosa  visìbile  in  si C.  iii.  9-  89. 

coloro  che  vogliono  (are  parere  le  cose C.  iii.  9.  96. 

avviene  . .  .  che  ...  le  cost  paiono  quasi  tutte  rubiconde  .     .     .     .  C.  iiì.  9.  135. 

•iccb^  le  COS4  non  paiono  unite C.  iii.  9.  139- 

q«anto  la  cosa  desiderata  più  s'  appropinqua C.  iiì.  io.  17. 

•  conoscere  la  eoaa  sia  sapere C.  iii.  ix.  7. 

parete  ne  tocchi  alcuna  cosa  Tito  Livio C  iii.  11.  3i> 

BoDo  suo  pensiero  ad  altre  coss  lascia  distendere C.  iii.  it.  ia6. 

O  cooaolaziQnc  delle  CDW C.  iii   ir.  x68. 

di  qodla  amisti  gran  eos§  prima  considera C  iiì.  xa.  85. 

fécemne  trattando  di  s*ns$M  cosa  per  cosa  inacnsUn'U  si  tratta  con- 
venevolmente ;  cosi  di  cosa  inielligitnt*  per  cosa  non  inttUigilnh 

trattare  si  conviene C.  iii.  la.  45  (Aw)»  47  {bis), 

tutte  le  coiv  col  suo  calore  vivifica    ........  C.  iti.  la.  59. 

Iddìo  tutte  le  cast  vivifica  in  bontà C  iii.  la.  63. 

Iddio  . .  .  non  vede  tanto  gentil  cosa C  iiì.  la.  84. 

^uBiito  la  distiniìone  delle  cose  è  in  Lui C  iii.  is.  88. 

MI  Emo  non  può  essere  ^osii  alla  sua  Essenza  aggiunta       .     .     .     .  C  iii.  la.  101. 


1.     Dunque  .  . .  Sarà .  ,  .'mischiata  —  di  più  cos* Cans.  xix.  66. 

donna  Delle  sue  cose,  eh*  ella  scenda.,  o  colli Sfst.  tv.  30. 

Vostra  cera  .  .  .  Bene  è  mirabil  cosa Bail.  tv.  aó. 

Amore  e  *1  cor  gentil  sono  una  cosa    ........     K  /V.  ao.  13  {Som.  x.  i). 

slf  che  .  .  .  Nasce  un  desìo  della  cosa  piacente      .     .     .     .     K  A^.  90.  93  (Som.  x.  11)4 

E  par  che  aia  una  cosa  venuta  Di  cielo K  A^.  a6.  43  (Som.  xv.  ^)4 


34- 


o.     Iddio  non  ved*  .  .  .  cosa  alcuna  tanto  gentile  .  .  .  dico  cosa  aìeunay  in 

quanto  r  altre  ravvede  e  distingue Citi.  la.  iii,  iiaf^Aù). 

Dove  sono  da  vedere  tre  cose C  iii.  13,  30^ 

la  qua]  cosa  ...  la  umana  intelligenza  ciò  fare  non  pub      .     .     .     .  C  lii.  13.  46. 

la  umana  natura  .  .  .  abbisogna  di  molte  cose C.  lii.  13,  53. 

dispregiamcnto  di  quelle  fOj/- che C  iii.  13.  115. 

discendere  la  virtù  d'  una  cosa  in  altra C.  iii.  14.  15. 

discendendo  la  loro  virii*  nelle  pazienti  cose C  iii.  14.  29. 

che  .  .  .  riduce  le  cose  a  sua  similitudine  di  lume C.  iu.  14.  03. 

pÌDgc  la  sua  virtù  in  cose  per  modo  dì  diritto  raggio,  e  in  cose  per 

modo  di  splendore  riverberato C.  iii.  14.  33 

sicché  eterne  cose  siano  quelle  eh*  Egli  ama C  iii,  14.  54. 

essi  tutte  V  altre  cose  .  .  .  avere  messe  a  non  calere C.  iii.  14.  ^a. 

che  quella  cosa  è  lìbera,  eh'  *  per  sua  cagione C  iii.  14.  98. 

li  pensieri .  . .  sono  astratti  dalle  basso  e  terrene  cose C.  iii.  14.  iis. 

per  le  a>se  .  .  .  desiderare  d'  acquistare C  iii.  14.  laó. 

DCÌÌA/acaa  dì  costei  appaiono  cou  che  mostrano C  iii.  1$,  io. 

Questo  piacere  in  altra  cosa  di  quaggiù  esser  non  può  .....  C  iii.  15.  31. 

ciascuna  cosa  disia  ...  la  sua  perfezione     . C,  iii.  15.  35. 

quantunque  1'  altre  cose  avesse C.  iii.  15.  aS. 

acciocché  la  beatitudine  sia  cosa   perfetta  e  *i  desiderio  aia  cosa  J 

difettiva C  iii.  15.  31  (òia)»i 

nell'  aspetto  di  costei  delle  cose  di  Paradiso  appaiono C.  iii.  15.  51.        1 

queste  cose  nostro  intelletto  abbagliano,  in  quanto  certe  cose  affer- 
mano essere .  C.  iii.  15. 60»  6u^ 

intendere  noi  non  potemo  se  non  foxr  negando C.  UL  25.  67. 

non  potendo  a  lui  certe  cose  mostrare  perfettamente C  iii.  15.  79. 

che  'I  desiderio  naturale  in  ciascuna  cosa  è  misurato  secondo  la  | 

possibilità  della  cosa  desiderata .  C  iii.  15.  78)  79^ 

dire  di  certe  cose  .  .  .  non  sia  possibile C  Iii-  15.  106. 

il  movimento  del  cielo,  il  quale  tutte  le  cose  genera C.  iii.  15.  160. 

con  Lui  ed  io  era,  disponente  tutte  le  cose C.  iii.  15.  176. 

perocché  le  cose  congiunte  comunicano C  iv.  1.  7. 

Degli  amici  esser  deono  tutte  le  cose  comuni C  iv.  1.  18. 

perocché  ciascuna  cosa  per  sé  à  da  amare C.  iv.  1.  95. 

ragionevole  e  onesto  é,  non  le  cose,  ma  le  malizie  delle  cose  odiare  .  C  ìv.  i.  aft,  99. 

a  partire,  dico,  la  malizia  dalle  cose     ,     .     , C  iv.  i.  33. 

La  qua]  cosa  era  pessima  confusione C.  iv.  1.  57'. 

per  la  qua]  cosa  ...  mi  sostenni C.  ìv.  i.  65. 

domando  aiutorio  a  quella  cosa  che C.  ìv.  9.  15. 

che  una  medesima  cosa  sia  dolce  e  paia  amara      .......  C  iv.  a.  35. 

il  quole  dispone  le  cos/ di  quaggiù  ...  a C.  ìv,  a,  51. 

r  uomo  abbisogna  di  molte  cose C  tv.  4.  7. 

quando  piii  cose  a  uno  fine  sono  ordinate    .     .     « ,  C  ìv.  4.  47. 

vedcmo  ...  in  tutte  quelle  cose  che  sono  ordinate     .     .     .     .     .     .  C  iv.  4.  61. 

né  termine  dì  cose  né  .  .  .  pongo C.  iv.  4.  1  iB. 

Udite,  perocché  di  gran  cose  io  debbo  parlare C  iv.  5.  14. 

altissime  rote  fare  sopra  cose  vilissime .     .  C  ìv.  6.  189. 


«53 


COSA 


L    La  visto  SOM  face  ogni  cosa  amile KPf.  arj.Qi  (Som.  xvi.  9). 

Si  cbc  per  voi  mi  vico  tosa  alla  mente K.  A^.  37.  aa  (San.  xx.  7). 

pesaosi .  .  .  Fone  di  cosa  che  non  v*  è  presente  .     .     .     ^  A^.  41.  56  {Son.  xxiv.  a). 

the  ...  Si  vedon  eosf,  eh'  uom  non  può  ritrare Son.  xxvii.  3. 

th*  Amor  non  ha  suslanza  Né  è  cosa  corporal Son.  xxxviiì.  10. 

alla  mi  parrà  mai  piii  cmdel  cosa  Che  lei Son.  zxxix.  <• 

qwtti  come  cosa  orrìbile,  quella  percuote     ,     • C.  iv.  7.  45. 

panioccbè  ...  le  ms*  si  deono  deoominarc C  ìv.  7.  116 

rìnaiie  . .  .  cosa  con  anima  sensitiva C  iv.  7.  jyy 

CODoaccre  1*  ordine  d'  una  comi  ad  altra C  iv.  8.  5. 

per  quello  che  sentono  dì  queste  cose  che C.  iv.  8.  73. 

yitoC«  r  uomo  disdire  la  cosa  doppiamente C.  iv.  8.  109. 

■ena  ■on  rrvcrtnir,  che  non  è  .  .  .  cosa  da  biasimare C  Iv.  8.  135. 

r  sono  Ir  cou  naturali  e  le C  iv.  9.  45. 

noi  volessimo  che  le  cosr  gravi  salìssino     .,..,..  C  iv.  9.  55. 

to  la  CPM  t  più  propria  .  . .  tanto C.  iv.  9.  109. 

è  da  sapere  che  rair  sono  che C  ìv.  9.  113. 

sono  dove  1'  arte  è  strumento  della  natura C,  ìv.  9.  laa. 

p0^  wdcnw  in  queste  cots  .  .  .  contenzione C  ìv.  9.  130. 

Altre  toas  soao,  che  non  sono  dell'  arte C  iv.  9.  133. 

QaoCe  eom .  . .  veder  ai  possono C  tv.  9.  148. 

la  qnala  due  cosr  par  dire C  ìv.  io.  14. 

a  maaàMmrt . .  .  questa  cxfta  determinare  essere C.  iv.  io.  46. 

o  ai  paò  notificare  per  cosr  prime C  iv.  10.  64. 

che  .  .  .  tutte  te  case  che  fanno  alcuna  cosa,  conviene  essere  C.  ìv.  io.  60  {òù). 

una  roMi  ai  genera  d'  un*  altra  ...,,.....  C  iv.  io.  84. 

ogni  cosa  che  si  corrompe,  si  si  corrompe ,     •  C.  iv.  io.  86. 

l  «MS  eh'  è  alterata,  conviene  essere  congiunta C  iv.  10.  88. 

aoar  proposte,  coai  procedo C  ìv.  io.  99. 

ékt  akcn  o  corronpc  alcuna  cosa C.  ìv.  io.  1 13. 

li  vihà  di  ciascuna  roM  ...  si  prende .  C  iv.  xi.  14. 

•mio  quanto  la  eoja  è  perfetta C.  iv.  11.  16. 

V«  ficrbeue,  viliaatma  parte  delle  OMr C  iv.  XI.30. 

...  la  loro  imperfezione  ìn  tre  cost  vedere  .     .     .     .     .     .  C  ir.  11.  39. 

io  loro  considerate,  cast  perfette  sono C  ìv.  1 1.  43. 

è  inconveniente  una  rosu  . .  .  essere C  ìv.  11.  48. 

.  .  sia  diritta  a  maggiori  rosr C  iv.  11.  107. 

di  qoeatc  impcrfcttisaimc  cocr  dà,  per  avere  e  per  acquistare 

«MVpcHctte C.  iv.  II.  117  (Mi). 

dw  le  fosf  difettive  possono  avere C  ìv.  la.  11. 

X  qpMllc  assr . .  ■  sono  piii  pericolose Civ.ia.iB. 

9t.,.Bè.,.tra  to*é  buone  o  desiderabili  csaerc  dissi     ....  C  tv.  la.  61, 

abbondanza  di  queste  cose  .  .  .  desiderare C  iv.  la.  63. 

d*  accrescere  quelle  com  che  hanno       ,     .     .     ,     .     .  C.  iv.  la.  68. 

««acre  perfetta  ragione  di  certe  a>$t      .......  C  iv.  la.  laS. 

di  aaacooa  mia  ...  è C.  iv.  io.  139. 

■  vede  . . .  crede  che  sia  caso C  iv.  la.  155. 

!•  wUb  di  qiueste  aoss  trova C  iv.  la.  168. 

di  piccola  osM  in  grande  cosa C  iv.  13.  io,  ti. 

i  pffindpii  delle  coss  naturali C.  iv.  13.  la. 

che  cosa  «...  ciascuno C  tv.  13.  15. 

B  friacipti  drJlr  eo$f  naturali C.  iv.  13.  a8»  38 

>  ai  dee  (nrrv  alle  divine  toat C  iv.  13.  73. 

4k  mpan  eertejxa  nelle  «a*   . , C  iv.  13.  76. 


COSA 


cosa,     non  dimora  Cosa  che  amica  sia  dì  verìtatc Son.  xl.  d. 

E  dire  al  doloroso  .  .  .  alcune  cose Soh.  xli.  8. 

Nuli'  altra  rosei  appo  voi  m*  accagioni Son,  xlvi.  5. 

Che  tulle  cos^,  eh*  altrui  piacer  danno,  Mi  son  moleste  e .    .    .     .  Soh.  xlviìi.  13. 

che  può  fare  Tutte  le  ro5« P.  F.  ti. 

dichiarar  .  .  .  Che  cosa  aia  quella  divina  essenia P.  /*.  60. 


a.     Ed  è  rosa  ragionevole,  perocché «     .  C  iv.  13.  149.      ' 

conciossiachè  è  memorata  la  cosa  quanto  è  migliore  ......  C  iv,  14.  6a. 

la  gentilezza  ovvero  Nobiltà  (che  per  una  com  intendo)     .     .     .     .  C.  iv.  14.  67. 

Lo  secondo  si  è,  che  in  nulla  rosa  ...  si  potrebbe C  iv.  14.  76. 

in  ciascuna  spezie  dì  rowveggìamo C  iv.  i^  60. 

dire  che  neir  altre  cofie  Nobiltà  s' intende  per  la  bontà  della  cosa    .  C.  iv.  14.  ioa,  10^ 

dare  alla  Nobiltà  dell'  altre  cou  bonlà  per  cagione C  iv.  14.  108. 

J'  artefice  delle  «m*  di  seme  divino  fece C.  iv.  15,  78. 

che  è  conoscere  quello  che  te  cose  sono C  ìv.  13.  114.      . 

le  non  certe  coH' aficrmano  per  certe C.  iv.  15.  io»,      | 

potere  misurare  tutte  le  (05/ C.  iv.  15.  ia8. 

credere  che  né  per  ...  si  possano  le  cose  sapere C  Iv.  15.  143. 

nulla  cosa  veramente  vcggiono  vera C  iv.  15.  158. 

cioè  che  cosa  è  Gentilezza C.  iv.  15.  189. 

la  bocca  di  coloro  che  parlano  Inique  così C,  iv.  16.  4. 

che  nella  prima  si  cercano  certe  cost C  iv.  16.  39. 

è  prima  da  vedere  dut  cose , C.  Iv.  x6.  35. 

ptrfetione  di  propria  natitra  in  cias<Hna  cosa C.  Ìv.  16.43. 

non  pur  dell'  uomo  è  predicata,  ma  ...  di  tutte  co9$ C  iv.  16.  45. 

Cfaè  .  .  .  quelle  cose  .  .  .  più  sarcbbono  .  .  .  nobili C  iv.  16.  65. 

che  ciascuna  di  queste  cose  è  falsìssima C.  iv.  16.  74. 

Ciascuna  cosa  è  massimamente  perfetta C,  iv.  16.  79. 

questo  vocabolo  .  .  .  dice  in  tutte  cose  perfezione C  iv.  16.  9&        | 

in  quelle  cose  che  sono  d'  una  spezie C.  iv.  16.  104. 

queste  sono  quelle  due  cose  che      ... .  C.  iv.  16.  1 18,      ' 

Appresso  che  vedute  sono  quelle  due  cose C  iv.  17.  a.  ' 

In  che  due  cose  principalmente  s' Intende C  iv.  17.  13, 

moderare  Y  audacia  e  la  timidità  nostra  nelle  cose  che C  iv.  17.  3a. 

della     .  .  astinenza  nelle  cose  che  conservano .     .  C  iv.  17.  36.        ' 

dare  e  .  .  ,  ricevere  le  cose  temporali ,     .     .     ,     .  C  iv.  17.  40. 

ad  amare  e  operare  dirittura  in  tutte  ccMW     . C.  iv.  17.  64. 

Marta  .  .  .  turbiti  intorno  a  molte  cou  :  certamente  una  cosa  sola  è 

necessaria C.  iv.  17.  98  (£w). 

quando  due  cose  si  trovano  convenire  in  una C. 

perocché  una  cosa  avuta  .  . .  non  può  essere C 

ambedue  avrebbero  quella  cosa  prima  e  per  sé C. 

che  se  in  noi  sono  più  cose  laudabili C. 

quello  che  comprende  più  cose  ...  sì  dee  dire C 

che  Viriit  cotale  e  Nobiltà  convengano  in  una  cosa C 

Poiché  .  .  .  sono  pcrtrattate  tre  certe  cose  determinate C 

come  difinirc  sì  possa  questa  buona  rosa C. 

Nella  prima  si  prova  certa  rora .C. 

La  qual  cosa  ora  in  questa  parte  prova    ..........  C 

a  quelle  cose  .  .  .  non  é  mestterì  di  prova C. 

ciascuna  rosa  .  .  .  vedemo  . .  .  ttobiie  essere  chiamata C. 

Che  cosa  è  V  uomo,  che  tu  Iddio  lo  visiti C 

a  loro  si  conviene  di  guardare  da  quelle  cose  che C. 

coal  la  Virtù  è  una  a>sa  mista  di C. 


mM 


t55  ^^^^  COSCIENZA 

ÙOt^    eoo  pìgUftizio  In  van  furare  o  in  altre  simil  cost P.  F.  156. 

So|»CB  ogni  toaa  vuol  tra  noi  mondana P.  F.  163. 

Kè  f&à,  per  rom  eh*  egli  aspetti  al  mondo P  P.  169, 

Né  (OM  noi  facciam  che  ti  dispiaccia P.  F.  319. 

Sempre  mi  morde  la  mia  cosanua S.  P.  xxxvìi.  73. 

S«  CO  ni  lari  la  mia  conHtfnm» S.  P.  \.  qt. 

L     tioesOM grtuioy  cioè  questa  divina  cosa     .     .     .     .  .     .     .     .  C.  iv.  30.  a6. 

le  roM  convengono  essere  disposte  alli  loro  agenti C  iv.  ao.  59. 

non  è  rom  da  manifestare  a  lingua C  iv.  ai.  53. 

■Niliiplica,  siccome  in  cosa  luOkicnte  a .    .     ,  C  iv.  ai.  75. 

ogBi  animale  . . .  teme  e  fugge  quelle  cou  che C  iv.  aa.  51. 

Ppj  viene  distinguendo  quelle  eoM  che C  iv.  aa.  66. 

non  aolamente  nel]'  altre  cost  cb«  . .  .  ama .  C.  iv.  aa.  70. 

CTiamlo  .  . .  per  sé  1'  altre  eosé C  iv.  aa.  78. 

càe  ^ù  ama  V  animo  che  *1  corpo,  o  altra  cosa C.  iv.  aa.  Bo, 

0  qaale  animo  .  .  .  più  che  altra  cosa  dee  amare C.  iv.  aa.  81. 

ae  li  BMOte  si  diletta  .  .  .  nell*  uso  della  cosa  amata C  iv.  aa.  83. 

la  ^oeda  rom  che  massimamente  è  amata,  è         C  iv.  aa.  84. 

al  aModo ...  eh'  è  ricettacolo  di  corruttìbili  eùu C  iv.  aa.  164. 

é  pia  pieaa  . . .  che  altra  cosa  che  quaggiù  sia  C  iv.  aa.  191. 

che  ...  1'  uomo  non  possa  certe  cosé  fare C  iv.  34.  ao. 

entrala  conviene  avere  . .  .  certe  cou C.  tv.  34.  106. 

cka  Doo  virn  meno  nelle  com  necessarie C  iv.  34.  107. 

Dà  ...  la  buona  Natura  .  . .  quattro  cast  ncceasarìe C.  iv.  34.  1 14. 

abbi  ritte  alii  vostri  padri  per  tutte  cose C  iv.  34.  173. 

per  altro  Capitolo  le  altre  com  sono  da  ragionare  .     .     .  C  iv.  34.  186. 

La  qual  tosm  i  V  altra,  eh'  à  necessaria C  iv.  35.  3. 

tana  queste  com  fanno  le  passioni  sopraddette C  iv.  35.  45. 

par  grandi  e  maravigUooc  eosé  vedere,  o  udire,  o      .....  C  iv.  95.  49. 

è  aa  ritraimcnto  d*  animo  da  laide  cos* C.  ìv.  35,  70. 

^■Atc  disoneste  msr  ...  fa  tacere C  iv.  35.  69. 

BMBMMare  coar  che  .  .  .  stieno  male C  iv.  35.  loc. 

di^  eoa  r  altre  co9*  che  ragionate  sono,  appare C.  iv.  35.  143. 

Le  qnall .  .  .  intende,  siccome  coaa  che  ...  è  seminata       .     .     .     .  C  iv.  35.  146. 

Le  qaali  cinque  cou  paiono  e  sono  necessarie C  iv.  96.  la. 

B«M  che  è  nel  meridionale  cerchio C.  iv,  36.  84. 

qaelle  toat  che  la  nobile  natura  mostra C.  iv.  a7.  8. 

a  ctaacaaa  parte  ...  6  dau  stagione  a  certe  cost C  iv.  37.  aa. 

fi  rfrWT*fT  buona  memoria  delle  vedute  €oat C.  iv.  37.  44. 

cht  ben  H  ani  malvagia  cosa  fare C  iv.  87.  55, 

a  buon  fine  nelle  umane  cast C  iv.  a7.  59. 

qaal  volta  leggo,  qual  volta  scrivo  cosa  che  .  .  .  abbia C  iv.  97.  99. 

allora  li  conviene  la  cotm,  quando C  tv.  37.  106. 

rvae  non  si  può  avere  senza C  iv.  97.  114. 

e  quattro  queste  cou  convengano C  iv.  97.  155. 

è  auto  delle  mie  roM Civ.  37.  176. 

AUt  panate  «pwaoao  da  notare C  iv.  37.  180. 

è  BaÀMa ...  caaere  quaetro  mar  convenienti         C  iv.  97.  iSd. 

0tmtk*  «Sa  te  dae  tùMt Clv.  08.  7. 

dalle  mondane  cos* C.  iv.  98.  49. 

te  dae  tou  eDoveagano  ...  ne  figura C  iv.  aft.  97. 

*oa  gli  (ncoatri  acnia  maluìata  cascuviaa C  i.  a.  59. 

a  «aninaa  parla C.  i.  3.  59. 

H ...  .....  Ci.  3. 69. 


COSETTA  ^^^F  '^^ 

colà.  K  A^.  a8. 17  (^.  C.  4);  C  Ui.  C»iw.  H.  81, 87  ;  iv.  Catu.  iU.  33, 76;  Cbiu. U. 6, 36;  z.  86, 
196  ;  li.  ai,  61  ;  xìL  i,  17,  25,  53;  xiii.  53  ;  xiv.  55,  63;  xvi.  «3;  xvil  03; 
xix.  7,  54,  55;  XX.  16,  75;  xxi.  3;  5*5/.  ii.  31,38,45;  ili.  37;  iv.  Il,  85,39; 
Bali.  ix.  8;  X.  17,  33;  K  A'.  7.  ag  (San.  ii.  la)  ;  13.  46  (Son,  vi.  11)  ;  16.  33 
{So»,  ix.  io)  ;  90.  15  (SùM.  X.  3Ì  ;  36.  43  {Son.  xix.  14);  37.  17  (Sotu  xx.  0)1 
38.  36  {SoH.  xxi.  9),  46  (Som.  xxi.  14')  ;  Som.  xxvì.  13  ;  zxviii.  14  ;  xxxi.  io» 
xxxix.  5  ;  xli.  I,  4  ;  xlv.  11  ;  xlviii.  4  ;  5.  P.  v'ì.  19  ;  xxxi.  37  ;  I.  40  ;  d.  40 
P.  F.  8r.  151.  - 

OQBpetto.     Net  cui  co$p€tto  viene  il  dir  presente K  A^.  3.  78  (5om.  i.  tV 

Nel  tuo  cospetto  sempre  mai  si  pone ,     S.  P.  xxxviL  33. 

Ed  ho  commesso  il  male  in  tuo  cospetto ,     ,     S.  P.  I.  14. 

La  qual,  gridando,  porgo  al  tuo  cospetto S.  P.  ci.  9. 

il  qual  si  possa  Nel  tuo  cospetto  mai  giustificare ,    S.  P.  cx]Ìi.  la. 

OOrtante.     Ed  io  che  son  costante  più  c)ic  pietra  In Sest.  n.  13. 

Che  .  .  .  Nelle  fatiche  non  saran  costanti S.  P.  xxxi.  45. 

costare.     Udite  quanto  costa  ...  A  chi  da  lei  si  svia Cans,  x,  45. 

Cosa  non  6  che  ro.5/1  unto  cara  . Canj.  xvi.  38. 

COStet     C  ii.  Catts.  ì.  36  ;  iii.  Cftiu.  ii.  15,  48,  70,  73  ;  iv.  Canx.  iii.  no  ;  Gimj.  ix.  53,  56^ 

X.  154  ;  xt.  69  ;  xiii.  57  ;  xvii.  47  ;  xix.  1 13  ;  xx.  50  ;  Sesi.  iii.  ao  ;  Som.  I.  a, 
coGtoro S.  P,  cxUi.  16. 

COBetta.     feci  per  lei  certe  cose/te  per  rima K  AT.  5,  39. 

cosi  F.  N.  3.  53  ;  4.  15»  »  :  la.  34,  99  ;  13.  aa  ;  14.  46,  48,  68  ;  15.  5  ;  16.  15  ;  18.  44, 
67  ;  aa.  11,45.50;  93.31,99;  34.4,  as,  36,  30  ;  35.  79,  103,  104,  113;  30. 
a8  ;  Si.  5,  93  ;  35.  38  ;  38.  17,  30,  31  ;  39.  4,  (3,  ai,  33  ;  40.  la,  48  ;  43. 17  ; 
C  i.  I.  83;  3.  76,  199  {bis);  3.  70,  71  ;  4.  16,  87  ;  5.  93,  59,  81  ;  6.  31,  40, 
50,  74  ;  7.  aa,  6a,  103;  8.  99,  38,  59,  63,  66,  197;  9.  6,  73;  io.  3,3;  11.  14. 
18,  95.33.  Sa.  ia8;  la.  39  ;  13.  35,  49,46,68,  75;  iti.  119  ;  3.19;  3.  a8  ;  4-43, 
83»  84.  85  ;  5.  37,  30,  36  ;  7.  98  ;  8.  68  ;  9.  95,  47,  89,  133  (Ais),  133  ;  10.  44, 
80;  li.  94  ;  14.  16,  93,  38,  75  ;  15.  118,  133,  184  ;  16.  98;  iii.  i.  i,  13,  75  ; 
3,  79;  4.  49f  68,  194:  5.  95,  31,  903  :  6.  9,  99,33.63,96,  135;  7- 46,83,191, 
181  ;  8.  IO,  144.  911  ;  9.  29,37,  87»  113.  124,  ia8,  157  ;  10.6,37.42.83:  li. 
73,80,93,  tM,  115,  133,  138,  144,  149;  13.  46,  50.  56,  69;  13.  70;  14.  4, 
36,  53,  55,  134,  130;  15.  44.  97,  119  ;  iv.  i.  13,  84,  88;  3.  58,  109,  169;  3. 
59  :  4.  13,  30,  56,  73,  79,  134  ;  6.  43,  53.  91.  137  ;  7.  13,  18,  39,  a8,  87,  109, 
191,  199,  143,  148;  8.  19,  13,  79,  86;  9.  17,  61  ;  io.  93  ;  li.  15,  93  ;  sa.  71, 
150,151,181,  188,196;  13.39,44  ;  i4-'o,36,37,  54,65,  86.96,  113,  137,  134, 
151  ;  15-35136,63,  184.  185,  186  ;  16.  53*68,93;  17.  198;  18.51,  69;  19.33; 
»o.  19.  16,34,  35j  »oa;  aa.  17.  40,  58,77.101,  131,  189,  sci  :  93.55,99,  «56; 
34.  6,  40,  43,  193,  >3'»  139.  149»  >6o  ;  95.  139  ;  96.  io,  46.  59,  108  ;  37.  95, 
53,  108  ;  a8.  16,  19,  99,  37,  39,  103  ;  99.  69,  76,  78,  loa,  108,  113,  I3i,  106^ 

COsif^ttO.     La  quale  cosiffatta  opinione .     C.  ìì.  5.  45. 

cospetto,     nel  cospetto  de'  quali  .  .  .  invillo C  i.  3.  40. 

se  tutti  al  suo  cospetto  venire  non  potete C  iii.  15.  184. 

costa,     lo  luogo,  nelle  coste  d'  un  monte  in  Toscana C  iv.  11.  76, 

costanza,     contro  alla  costanaa  della  ragione K.  A^  40.  13. 

costare.     Per  che  si  caro  costa  quello  che  si  prìega C  i.  8.  199. 

costei.  V.N.  15. 39;  91.  47:34.  14;  39. 48;  49.  95;  Cii.  8.96;  10.59,63;  II.  87;  15.  175: 
iii.  1.9.  11;  3.  io5;4.  7,35,  36:6.9,37,104,  119;  7-9»  m6;8.  41,  43,50,908; 
9.43;  IO.  71  ;  13.  a,  77  ;  15.9.  5>f  »33-  m6,  i49,  i6ii  «79;  'v.  i.  90  ;  9.  30. 

costellazione,     la  quale  si  vana  per  le  costeUazioni C  iv.  31.  65. 

costituire,     siccome  costituire  V  uomo  d'  ctade  sufficiente C  iv.  9.   157. 

costittizione.     quasi  dal  principio  della  costituaionr  di  Roma  .     .     .     .     C.  tiì.  11,  a^ 
dove  tratta  la  mondiale  costituzione C  iv.  15.  74. 

costoro.     y.N.  13.99;  93.45;  35-  »4.  18;  41-37;  Ci. 4. 34,  57;   11.99;  19.  5;  iì.3.4; 


p 


157  ^im^  CREARE 

GUlAl tacere.    Colei,  che  *l  tento  del  di  sé  costringe Son,  zxviii.  la. 

cfw  lo  tuo  morso  e  *I  ...  gli  cosfringa  le  mascelle S.  P,  zxxi.  73. 

Discenderò  .  .  .  parte  ed  in  tositntto  Più  lieve CtfMJ.  x.  55. 

KiV.  33.  150  i^CsH*.  ii.  03):  C  iv.  CflHJ.  ili.  99;  Carw.  x.  14;  xj,  40;  KiV.  aa  a4 
(Som.  X.  la)  ;  39.  Ó4  \Son.  xxìì.  5). 

Poiché  passa  ed  avanza  Natura  e  coitu*»utinn  ....     So//,  iv.  35. 
m'  ha  .  .  .  Amore  . .  .  costumato  aJla  sua  signoria    .     V,  N.  aft.  15  {F.  C,  aV 
C  iv.  Csfu.  ili.  36.  99;  Cam»,  z.  44,  140,  144;  xìv.  39;  xje.  68;  Stst»  i.  aa; 
P,  F.  ?o. 
K  tV.  33.  146  (Cflf».  iù  19);  Cam*,  x.  79;  xii.  x8;  xiv.  36;  xix.a5,  79,  ioa,  ia8; 

5.  P.  cxlii.  31. 
Vedea  che  donne  la  (ovrian  d*  un  velo   ,     ,     ^    ,     y*  N,  33.  195  {f^ana,  ii.  68)> 

NoD  le  tener  il  tuo  mcstier  coverto .     .     C  ìv.  CanM.  iii.  144. 

^.  coprire* 

Cmcx     K  la  divoran  Capaneo  e  Crmsso Con*,  xviii.  70. 

diaie.     conobbe  *1  disio  eh*  era  erutto  Per  lo  mirare  ....     Caita.  xiii.  77. 
FclÀcc  1'  alma  che  in  te  fìa  cnata Ca$tm.  xviii.  sa. 

ara       •.  39  :  9-  >5t  3^  ;  u.  81:  ia.5. 60;  Iv.  4. 117;  5. 147:  6.93.98;  7. 49.77: 
8.71:  !«■  »34;  12.57;  M-9:  ^5-  105,  136,  146.  149.  160. 
Tolommeo  .  .  .  costrttio  da*  principiì  dì  filosofìa       .     .     .     C.  ii.  3.  40. 
la  SUB  beUcxxfl,  eh'  è  grande,  si  per  costrHMiom  ...  si     .     C  ìì.  la.  63. 

im  taalo  quanto  .  .  .  certe  toatrustoni  wotio  in  uso .     C  u.  14.  85. 

t»* K  A^.  5.  15  ;  34.  8  ;  C.  iii.  11.  33  ;  iv.  3.  56  ;  4.  7^  :  7-  7». 

tane,     perché  certi  aìttnmn  sono  idonei  e  laudabili C.  i.  i.  lai. 

■dk  corti  ...  li  belli  tostumì  i'  usavano •     C  ii.  11.  60. 

r  WMc  libere  ...  dalli  volgari  ms/M/Ni' Cìi.  16. 67. 

C>e  tt  mttttmi  sono  bdtAtc  dell'  anima C  iii.  15.  1401, 

eh'  era,  ' antica  ricchezza,  e  be'  costumi* C  iv.  3.  45. 

r  ultima  particola,  cioè  i  *  belli  costumi' C  iv.  3.  49. 

Jmm  p*r  mon  mvfrt  i  belli  costumi    . C  iv.  3.  53. 

•dr  «Jis  particola,  cioè  dove  disse  beili  eostumi,  toccò  delli  costumi 

4i  NobUud« C.  iv.  IO.  io(6ù). 

m  éifiitli9m /i^rmm  . . .  doè  btUi  costumi C  ir.  io.  51. 

è  pargijlo  unmo  .  .  .  per  costumi  disordinati C.  iv.  16.  57. 

parò  altri  cos/ifMtt. ..  tono  ragionevoli C  iv.  34.  87. 

amnegnttche  ...  sia  bello  1'  essere  di  cortesi  costumi C  iv.  a6.  104. 

U  corpo  .  .  .  Cora'  era  di  loro  costume C.  iv.  36.  118. 

*'.  iV.  a.  59  ;  5.  14  ;  14-  «09  ;  ts.  4,  33,  95  ;  16.  ao  ;  18.  aó  ;  ao.  7  ;  33.  8,  ai  ; 
sj.  41  ;  »4.  7«  :  95-  «a.  49»  «  10  ;  39,  aS,  33  ;  33.  13  ;  40.  14,  39  ;  4a-  34  J  C.  L 
4.  ao»  37, 49,  53  ;  6.  10,34;  7-  M»  4>»  45  J  "•  93t  M6  ;  "•  li'€>»X  iii.  a.  153  ; 
3.  70;  7,  88,  90;  8.  6^  23,  160,  a\\  ;  9.  89  ;  10.  a8,  50;  11.  113;  iv.  7.  15, 
104  J  13-  «o  ;  ij.  143,  «65  ;  18.  33,  60  ;  19.  89  ;  ao.  aa,  40,  73,  74  ;  ar.  51, 
B6  ;  09. 6,  119  ;  83.  53  ;  34.  75  :  37.  64  ;  a8.  36,  93  ;  39.  xoi,  109  ;  30,  54. 

K.  ;V.  18.  50  ;  39.  38  ;  C  il.  3.  io  ;  15.  148. 

te  cose  .  .  .  che  cotiéhanamtente  compiono  lor  via  C.  ii.  15,  99. 

gli  McU  .  .  .  eotiéMHamente  poisonu  spcrìcnM  avere C.  iti.  7.  173. 

dìcemo C.  iii,  11.  169. 

■tuo  tetiéiatmmaHie  pericola  e  uccide C  iv.  la.  93. 

U  detto  defc>  ordma  ...  la  cotidiana  revoluiione  .     .    .     .     C  il.  15.  133. 

quando . . .  ride  Tidco  tot/erto  d'  un  cuoio  di  porco.    .    .    .     C.  iv.  35.  64. 
C^  coprire, 

*^  •  ■  •  tulle  furtw»  insieme  create C  ii.  6.  49. 

•irtacfceftifooo^y^^       CÌL6.97. 


CREARE 


»ss 


creare,  criare.     Poi .  .  .  Cnastì  spcinr,  che  'n  parte  m'  é  una  .     .     .     Baìi.  ìi.  9. 

La  qual  si  eria  nella  vista  morta  Degli  occhi     .     .     .     .     V,  N.  15.  40  {San.  vìit.  13). 

Un  popolo  miglior  ,  .  .  Sarà  ertalo S,  P.  ^\.  74. 

creatore.     Ch*  i  creatori  d'  ogni  pcnsicr  buono C  iii.  Catts.  ii.  65. 

Laudando  il  creatore^  io  .  .  .  sempre  m'  innamoro Son.  xxxvii.  7. 

creatura.     Gentili  crmtHrr  che  voi  sete C  ii.  Canz.  i.  5  ;  7.  43< 

che  n*  adduce  Lume  di  ciclo  in  creatura  degna Catta.  xviL  4» 

Che  siete  angelicata  —  creatura     .     .     , BmtL  iv.  18. 

Cosi,  essendo  umana  creatura  .  .  .  Polrìa Bali.  ìx.  8. 

laudando  il  creatore,  io  creatura  .  .  .  m*  innamoro Son.  xxxviì.  7. 

credente.     £  a  idoli  o  altri  dei  non  siam  cvTd!rnO'  , P.  F.  156. 

credenza.     Baalìci  solo  aver  ferma  credenaa  In  quel  che P.  F.  Ba. 

credere.     Non  perch'  io  cret/a  sue  laude  finire K  A'I  19,  aa  i^Can*.  i.  3), 

E  si  è  cosa  umd,  che  noi  si  crede K  M  a8.  37  (/*.  C  14). 

E  perchè  non  CTV^ano  a  me  di  lei? C  ii.  Gtru.  i.  35  ;  la  54. 

Canzone,  i'  aedo  che  saranno  radi  Color C  ii.  dita.  L  53. 

qual  donna  gentil  questo  non  crede C.  iii.  Cufta.  ii.  39;  7.  94  ;  14-  91- 


creare.     alla  quale  restaurare  fu  V  umuia  natura  poi  creata     .     .     .     .  C  ii.  6.  99. 

il  Quale  creò  la  nostra  ragione C.  iti.  7.  164. 

Dal  principio  dinanzi  dalli  secoli  ovo/a  sono C  tiì.  14.59. 

creatura,     di  queste  creature  .  .  .  diversamente  hanno  sentito     .     .     .  C  ii.  5.  9. 

in  . . .  maggior  numero  essere  le  creature  sopraddette  ,     .     .     .     .  C  iL  5.  58. 

che  .  .  .  nuggior  numero  sìa  quello  di  quelle  creature C  ii.  5.  88. 

fare  innumerabilì  quasi  creature  spirituali C  ii.  5.  108. 

la  verità  non  videro  delle  creature  spirituali C.  ii.  6,  3. 

una  delle  creature  predette C  ii.  6.  aa. 

manifesto  è  .  .  .  quelle  creature  essere  in  .  . .  numero C  ii.  6.  33. 

dice,  crede  e  predica  quelle  nobilissime  crratum  quasi  innumera- 
bilì       C.  ii.  6.  38. 

nove  Ordini  di  cretUure  spirituali C  ii.  6.  43, 

se  cosi  £  mirabile  questa  ora/unz C  iii.  8.  11, 

d*  alcuna  condizione  dì  cotale  creatttra  parlare C.  iii.  8.  aa. 

r  affezione  a  producere  la  creatura  spirituale C.  iJL  ca.  73. 

Volendo  .  .  .  T  umana  creatura  a  sé  riconformare C  iv,  5.  17. 

del  divino  affetto  a  essa  umana  creatura C  iv.  19.  64. 

la  .  .  .  Deità  .  .  .  vede  apparecchiata  la  sua  creatum C  iv.  ar.  los. 

creazione,     non  quanto  a  creaaioue C.  ìi.  6.  47. 

ebbero  da  Dio  cominciamento  di  crteusioite C  ii.  15.  106. 

mostrare  che  graziosa  fosse  a  Dio  la  sua  tt  tastone C  iv.  98.  156. 

credente,     e  per  piti  fare  credente  altrui,  feci K.  AT.  5.  a8, 

credenza,     che  .  . .  dirizza  lu  credcnea  all'  altra C  iv.  la.  150. 

falsisstmo  ,  .  .  appo  la  legge  e  credenea  antica  de'      ......  C.  iv.  15.  50. 

dove  tratta  .  .  .  secondo  la  credenea  pagana C.  ìv.  15.  75. 

credere,     che  il  mìo  segreto  fu  creduto  sapere  dalle V,  N.  ^.  aj. 

più  che  io  .  .  .  non  avrei  creduto  dinanzi K  A^  7.  8. 

fui  condotto  . . .  credendosi  fare  a  me  gran  piacere V.  N.  14.  5. 

eredéudomi  far  il  piacere  dì  questo  amico,  proposi     .     .     .     .     .     .  f^.  M  14.  aa. 

io  non  credo  che  cosi  gabbasse  la  mìa  persona,  anzi  credo  che  molta 

pietà  le  ne  verrebbe V.  N.  14.  68,  6 

io  credo  che  pietà  ne  giungerebbe  altrui K.  A^  14.  75. 

mi  movea  .  .  .  credendo  che  mi  difendesse  la  sua  veduta     .     .     .     .     K  AT,  16.  17. 

Poiché  io  dissi . . .  credami  tacere F.  TV.  17.  4, 

nella  terza  dico  come  crwto  dire K  A^  19.  C04, 

siccome  da  molli  si  crede,  e  vero  ò K  iV.  aa.  15. 


«59 


CREDERE 


cndere.    Cb«  le  divizie  (siccome  si  rmU) C  iv.  Ctir«.  iii.  49  ;  io.  35»  66. 

Che  non  de*  rrvt^  quella  .  .  .  Esser  amata  da Cafu.  x.  13S. 

Qiè  le  .  .,  .  Vogliamo  annoverar,  credersi  puone Gina.  x.  143. 

damai  •  •  .  Che  .  .  .  rmit  Amor  fuor  d'  orto  di  ra^one Caru,  x.  147. 

rCkJ  trtdmm  eh*  io  sia  ornai  si  colto Catt^.  xi.  io. 
Cbe»  s*  io  '1  /mirasi  far  fuggendo  lei^  Lieve  sana Cans.  xJv.  31. 
Sooo,  cbc  per .  .  .  Crrdon  capere.  Valere    .........     Cane.  xìx.  m. 
Ho»  ardo  fosse  mai  virtute  in  ertu Stst.  iii.  13. 
Scv  eoa'  io  cnJa^  è  invcr  di  me  adirata K  TV.  ca.  91  {BaU,  i.  la). 
Scd  cIU  non  tei  rmA',  Di' K  M  la.  108  [Baii.  i.  39). 
E  certo  io  rrrdo  che  cosi  gli  guardi      ...           Ball,  x.  17, 
Vegvo  a  vedervi,  trrdfmio  guarire .     K  A^.  x6.  34  (Som.  ix.  1 1), 
Cndo  cbc  in  del  nascesse  està  soprana Som.  xxìjl  za. 


dicendo  loro  eh'  io  il  crtdo K  W.  aa.  85. 

che  .  .  .  fossero  .  .  .  per  Io  dolore  . . .  cominciò    .     .     .     .  K  iV.  33.  87. 

per  isvefliami,  ere^kndo  che  io  sognassi K  W.  33.  97. 

secondo  cb'  altri  trtdt K  A".  34.  aa. 

preposi .  .  .  cnd*ndo  io  che  .  .  .  mirasse F^.  A.  34.  46. 

■I  potrebbero  testimoniare  a  chi  noi  rrr^»5r K.  W.  36.  11. 

Bon  vmintdo  ciò  poter  narrare  in  .  .  .  cominciai K.  A^  a8.  1 1. 

•  aoacFN^  che  .  .  .  udissero  parlare  di  questa  donna V,  H.  ^l.  13. 

cbe  non  rm/f  essere  buono  tenuto  •     . C  I.  a.  51. 

quelle  essere  occupate C  i.  5.  63. 

vi  mikòt  (orse  trtdtndo  di  saltare  uno  muro  .     • C  i.  il.  67. 

t  ,  .  cTtdtndo  dare  la  colpa  ...  al  ferro  e       ..,.,.  C  Ì.  it.  60. 

che,  biasimando  lui,  si  tndoHo  sciisare C  i.  11.  93* 

molti  che  .  .  .  crwdono  pili  essere  ammirati C  ì.  11.  104. 

lo  ptttiUanimo  sempre  le  sue  cose  cred*  valere  poco,  e  1'  altrui 

«aiaj C  i.  II.  14^ 

Ariatocilc  €nd*tU  ...  che  fossero  pure  otto  cieli C.  ii.  3.  19. 

Aacora  tndfft*  cbe  il  ciclo  del  Sole  fosse C.  ÌL  3.  95. 

.  cbe  tnJtHtro  solamente  essere C  iL  $.  15. 

. . .  mdt . .  .  quelle  .  .  .  creature  quasi  ionumerabili   .     .  C  ii.  6.  37. 

1^  che  rac^onevole  é  crtdtre  cbe C  il.  6.  to6. 

•  aMtKo  ttrc  CIÒ  cm^fv  all' anima  spcrta    .     .     .     .     .     «     ,     •     •  C  ii.  8.  87. 

tW<ndtr. ..  altra  vita  non  essere C  ii.  9.  57. 

ìm  vmA  awdoi  co»)  afTerroo C.  ii.  9.  133. 

•1  da*  cmrfnv  che  r  snima  mia  conoscea C  ii.  io.  63. 

aott£  pictA  quella  che  erri/' la  volgare  gente Ciì.  11.40. 

B  .  . .  volgari  .  .  .  che  (miono  cbe  cortesia  non  sia C  ii.  1 1.  57. 

CNbo  adunque  :  Io  cndo^  Cantone,  che  mdi  Mranno C  ii.  la.  45. 

pvnché  di  vero  si  endtm  del  tutto,  che  disposto  Tosai  .  . .  che  non 

si  frmdmm  di  qucato .     .  C  ii.  13.  65,  67. 

M  Sfatto  m  lei  si  crtd*  per  alcuno C.  li.  14.  350. 

oadb  cb«  Si  ooMcro  dalla  favola  di  Fetonte C  ti,  15.  ja. 

oadb  dia  faaae  1'  errore  de*  traslatori C  lì.  15.  63. 

ntdo  cIm  da  Roma  ...  sìa  spazio C  iìL  5.  85,  96. 

Cedb  rbc  questo  Cerchio  .  ,  .  dividerebbe C  ìiì.  5*  m. 

0»da  ngioDevolnente  si  puO  erwdtn  che C  iìL  6.  94. 

caal  é  da  porre  e  da  antdtn  fermamente C  iii.  7.  84. 

f— f  dfc  II  I  ■  gnddt  mom  twmk  quello  eli'  io  dico .  C  iii.  7.  laj. 

«  aott  poasaiw  ffaéw  nincolo  alcuno C.  iii.  7,  169. 

lAadbss'alcttao  dare  loda,  dà  biasimo C  ili.  10.  77' 

parMaJffMfr C  iii.  14.  130, 


CREDERE 


x6d 


credere.     Siccome  io  credo  che  sirìamo  noi Som.  xxxiì.  14. 

Che  credo  tor  la  ruota  alla  ventura Soh.  &xxìiì.  14. 

Io  mi  crtdta  del  tutto  esser  partito Som.  xxaiv.  t. 

quei  che  *n  la  tempesta  suona,  Credendo  far Soh.  xxxvi.  7. 

Come  colei  che  mi  si  cned*  tórre So».  xHv.  4_ 

Non  si  conviene  .  .  .  Turbarsi,  e  creder  che Som.  xIv,  5. 

E  quei,  eh'  io  non  credeva  esser  finocchi  Ma S.  P.  xxxviL  37» 

Jo  CKEDO  in  Dio  padre P.  F.  io. 

Credo  che  '1  figlio  umana  carne  e  vita  Mortai  prendesse     .     .     .     .  P.  F.  i^ 

chi  con  .  .  .  Credty  è  salvato  [>er  sua  passione P.  F.  43. 

E  chi  altramente  vacillando  crede   . P,  F.  43. 

Da  morte  suscitò,  crrdo  e  confesso ,.,..■./*./".  4B. 

Io  CKFPi^j  che  '1  Battcsrao  ciascun  fresa P.  F.  ^$, 

Per  raflermarc  quel  creder  medesmo P.  F,  144. 

credere,     che .  .  .  con  tutta  fede  si  credono  essere C.  iiì.  15.  6j, 

li  quali,  biasimando,  crtdea  fare  dispiacere,  e  .     „ C.  iv.  1.  39. 

siccome  credea  chi  cavillava C  iv.  4.  laa 

Maledetti  siate  voi  ...  e  chi  a  voi  crede C.  iv,  5.  79. 

o^i  persona  degna  d'  essere  creduta C  ìv.  6.  45. 

1'  artefice  ov^'cro  .  .  .  dee  essere  da  tutti  .  .  .  creduto C.  iv.  6.  57. 

Onde  al  cavaliere  dee  credere  lo  spadaio,  il  frenalo  e C.  iv.  6.  60. 

il  maestro  e  I'  artefice  .  .  .  credere  si  dee C  iv.  6.  68, 

filosofi  .  .  .  che  .  .  .  credettero  questo  Gne  .  .  ,  essere C  iv.  6.  85. 

Altri  filosofi  furono,  che  .  .     credettono  altro .  C  iv.  6.  97. 

che  .  .  .  crrdoHO  quelle  essere  cagioni  di  Nobiltà^  anzi  essa  Nobiltà 

credono  quelle  essere C  iv.  Su  77,  7^ 

né  credere  a  luì  sono  tenuti , C  ìv.  9.  138. 

chi  crede  che  la  sentenza  imperiale  sia C  iv.  9.  i6a. 

Onde  non  è  da  credere^  né  da  consentire  a C.  iv.  9.  168. 

le  diviste^  come  altri  crtdea^  non  possono C.  iv.  io.  93. 

che  credendo  comperare  un  uomo  ...  ne  sono  comperati    .     .     .     ,  C  ìv.  11.  i». 

che  ogni  casa  .  .  .  crede  che  sia  V  albergo C.  iv.  la.  148. 

però  qualunque  cosa  vede  .  .  .  crede  che  sia  esso  .     .     .     .     t     .     .  C  iv.  la.  156. 

perchè  .  .  .  crrdeh  trovare  piii  oltre C  iv.  la.  t6gt 

molti  tanto  presuntuosi,  che  sì  credono  tutto  sapere C  hr.  15.  lai. 

tanto  .  .  .  che  credono  col  suo  intelletto  potere C.  iv.  15.  197. 

non  vengono,  ereeUiuUt .  .  .  essere  dottrinati    ........  C.  ìv.  15.  (39. 

che  non  possono  credere  che  ...  si  possano C  iv.  15.  1491 

sono  alquanti  folli  che  credono,  che  .  .  .  s'  intenda C  iv.  16.  60. 

cioè  lodare  e  credere  pregiato  colui,  cui  esser  dicono C.  hr.  t8.  s8* 

E  Nobiltà  si  può  credere  il  loro  timare C  iv.  19.  99. 

che  nessuno  .  .  .  non  dee  credere  essere  con  CSM C.  iv.  ao.  aa. 

nelli  piii  io  crrdo  fra  il  trentesimo  e  'I  quarantcaimo  anno.     E  io 

credo  che  ncllì . . .  esso  ne  sia C.  iv.  33.  9X,  9a. 

Né  da  credere  è  eh'  Egli  non  volesse C  ìv.  33.  100. 

io  credo  che  .  .  .  egli  sarebbe  .  .  .  trasmutato C.  Ìv.  04.  63. 

quegli .  .  .  che  crederà  li  malvagi  comandamenti,  come  quegli  che 

crederà  li  buoni C.  iv.  04.  130,  r34. 

si  legge  di  Catone,  che  non  a  sé  .  .  .  nato  essere  crrdea    .     .     .     .  C  iv.  97.  33. 

malnati  !  .  .  .  che  .  .  .  credetexn  Larghetta  fare C  iv.  07.  19^ 

del  ladro  che  ,  .  .  non  credesse  che  altri  se  n^  accorgesse     .     .     .     .  C  iv.  97,  133. 

tolgono  .  . .  credendosi  CASCTC  buoni  tenuti,  se C  iv.  97.  237. 

coloro  che  appresso  dì  Dìo  crede  che  sieno C.  iv.  aB.  44. 

coloro  che,  per  essere  .  .  .  credono  essere  nobili C  ìv.  ap.  la. 


l6s 


vtn.    Onde  Anor  tntter  fo  me  la  stu  grandezza  Tanto 
Ma  per  ntmtr  desire  .  . .  verrà  Coronata 


I 


E  «oi  mKHc  si  lor  ralontate 

SkcM  .  .  .  Anzi  ...  Di  aure  insieme  crrscesst  il  disio 
ciLHua.     Abbiam  la  Crtsma,  e  V  Olio  santo  ancora    .     . 
cnifKX     M  mtscliia  il  mr^^  giallo  e  1  verde  Si  bel     .     . 
uiuc    K.  creane:. 
CxMalliao.     tu  sai  che  .  .  .  L'  acqua  diventa  erisiaUìna  pietra 

Ove  si  fa  '1  rristatto  in  quel  paese 

E  per  fermezza  ancor  del  trisHanesmo  Abbiam 
CHlM^fMfc.     Ni  eglino  altresì,  se  son  Crisiiam 

A  che  Dio  chiama  la  cristuiHa  prole 

£  ra^ooar  di  Dio  come  cristiano  . 

Che  gli  spartrn  quanto  Gioacppo  a  Cristo 

Ia€>HA>lòaac  ooatro,  santo  e  pio  .     .    . 

tu  Aniu  d"  OAia  noi  si  veggiam  Cristo  . 

E  ì  frullo  del  tuo  ventre  .  .  .  Cristo  Gesù 


i  in  me  mftssimamentc  crtsa'uta 
E  1  soccorso  dinanzi  ciascuno  di  nrscea 
p9t  io  imSIr  significa  il  movimento  del  rrrsrrrr 
piàanarrr  non  si  pu6  se  non  .  .  .  mulliplicando 
Le  mffoi*  totmpó%U  ...  in  quello  crescono 
che  1  di  e  la  notte  crtsct  e  scema 
idoebi  <vr«4T  e  scema  il  dt  e  la  notte 
cbc  vergogna  erwòemòh*  al  suo  amico 
dke  procede  e  trtset  infino  al  di  della      .     . 
eoa!  la  mala  opinione  .  .  .  cnr^cv      .... 
che,  raunando  rìcchczze,  crrtce 
desiderio  ...  le  ricchezze  aono 
della  quale  crtué  ...  lo  desiderio 
.  il  «vracvrv  desiderio  non  è  cagione 
ddcaidctio  dcUs  «denta  dire  non  si  può 
dw  pnfMÌaracttte  cn%c»  sempre  e  uno 
.  .  .  non  t  crtwern  la  suo  dtiatnrt   .... 
^>*fle  . .  •  della  ricchezza  ò  propriamente  rmerrt 
y  aaÉBk  aoatai  hMcade  al  crraMpt ...  del  corpo 
CnttL    aolla  gaem  che  Atene  ebbe  con  Crefi  .    .    . 
lo  quale  chiamano  molti  ciclo  Ch$titìÌtno 
ciclo,  di  tolto  del  Crixialìtno      .... 
Lo  oele  crtA/alliHa  ...  ha  comparazione      .     .    • 

eOa  ha  de'  Cristìumé  del  tenodecìmo  centinaio 

wcoado  b  CwiMiama  verità 

■  IMMIU  dob^  né  FUomTo  . .  .  oè  Cristiano 
e  éitt  CrùtDmm  . . .  perocché  la  CnstimMa  sentenu  è 
la  ifnale  GcsQ  CriUo  lasciò  a  noi  per  esempio 
aaHo  lo  monte  per  Inufigurarsi  .     . 
ir*  deil'  univcTso,  che  é  Critto  .     . 
■^  nwai'ti  h  dMUtea  \xracis8ima  di  Cristo  .    .    . 
••I  Vazic«l*  di  san  Kaetco,  quaodu  dice  Cristo 

CruÉ0  r  adhrm*  eolla  sua  bocca  

.  a'  piedi  di  Cn'jto  sedendo 

■adiralo  Tue  il  nostro  Salvatore  CrisM 

al  tfmCM Inqwis  iliu ci  anno  di  Crlito 

«nto  cruciflaao  .... 

M 


EHI 


CROCE 


162 


croce.     Fu  su  la  santa  erocf  crocIAsso P.  F.  33. 

Tolto  di  crDo,  e  nel  acpolcro  messo ..../*.  f,  46. 

che  nel  santo  ligno  DÌ  eroe*  fu  confitto    .  P.  F.  laa. 

crocifìggere.     Fu  su  U  santa  croce  croci/isso P.  F.  32. 

crucciare.  Visi  di  donne  m'  apparver  crutdati  »  *  ,  ,  V,  N,  33.  168  {Canx.  ii.  41). 
cruccioao.  Non  però  che  .  .  .  Ma  per  fame  cruccioso  Chi  .  .  K.  AT.  8.  55  (Som.  hr.  xi). 
crudele,     fender  per  mezzo  Lo  core  alla  crudeli,  che Cam,  xli.  54. 

si  è  bella  donna  Questa  cntdet Cant.  xv.  36. 

Perchè  .  . .  moite  ...  Ha  messo  il  suo  erudite  adoperare  .     V.  N.  8.  a6  {Son.  iiì.  6). 

Ch'  està  erudii .  .  .  Non  vi  mettesse  amor Soh.  xxxi.  3. 

Nulla  mi  parrà  mai  più  erudii  cosa  Che  lei Son.  xxxìi.  i. 

Ciò  .  .  .  che  mi  fa  sentir  erudii  martìro Son.  xlviii.  6. 

cradelità.     Sicché  a  erudilìtà  rompa  le  porte Cane.  xvix.  69. 

D^  ogni  crudelità  si  fece  donna Sist.  ii.  6. 

crudelitate.     Fu  giunta  dalla  sua  erudtIìtaU ^<  A^*  34-  45    Cane.  iv.  19). 

Che  ...  si  gira  D'  ogni  erudilitati  una  pintura Ball,  x.  8. 

crudeltate.    Tal.  che  se  piega  vostra  crudiUatt Cohm.  xi.  83. 

Cosi  di  tutta  erudtliait  il  freddo  Le  corre  al Sest.  ii.  38. 

crudo.     Falsi  animali,  a  voi  ed  altrui  crudi Cmfis.  x.  lox. 

La  quale  ognora  impetra  .  .  .  più  natura  eruàa Canx.  xiL  4. 

Quando  vidi  costei  eruda  com*  erba Sést.  iiì.  90. 

Li  fjuai  contra  mi  sono  crudi  e  gravi S»  P.  cxlii.  63. 

cruUare.     Ella  sa  ben.  che  se  il  mio  cuor  à  cruUa Cane.  xxi.  04. 

culla.     Maledetta  tua  culla,  Che Cans.  x.  78. 

cuoio.     Che  '1  nfoio  farà  vendetta  della  carne Son.  liii.  4. 

cuore,  core.     Citta  ne'  cor  villani  Amore  un  gelo  .     .     .     .     K.  AT.  19.  53  {Caus.  i.  33% 

E  passan  si  che  '1  cor  ciascun  ritrova K  A^.  19.  73  {Canm.  i.  54). 

Ch*  io  solo  intesi  il  nome  nel  mio  con K.  W.  33.  r44  {Cata.  ii.  t^\ 

Piansemi  Amor  nel  corr,  ove  dimora K  TV.  33.  158  {Cana.  ii.  31)-. 

Vieni,  che  1  cor  li  chiede K.  A^.  33,  306  {Cans.  ii.  79). 

Così  mi  sta  soave  ora  nel  con f.  TV.  a8.  17  (/".  C  4). 

Gli  occhi  dolenti  per  pietà  del  con K  AT.  39.  41  i^Cama.  iii,  i). 

Se  Don  a  cor  gentil  che  ^n  donna  sia K  AT.  33.  51  (Comc  ììL  ti?. 


croce,    in  figura  d'  una  croce C  it 

crocifiggere,  cru-.     i  miracoli  fatti  per  Colui  che  fu  croqfisso  .     .     .     .  C  iìL 

i.c  Cristo  non  fosse  stato  eruci/isso C.  iv. 

crucciare,    onde  molte  volte  me  ne  cntedava  nel  mio  core K.  A^ 

crocifiggere.    K  crocifiggere. 

crudele,     fa  mansuesccre  e  umiliare  li  crudeli  cuori C.  ii. 

cui.     citi  simili  modo  se  habertt  cirzutttfereHtiae  partes    *....•.  V.  N^ 

coltivare,     come  1*  erba  multipUca  nel  campo  non  eultivaio    .     .     .     .  C  iv. 

Cf.  coltivare. 

culto,     se  questo  non  è  bene  culto C  ìv. 

cultura,     della  .  .  .  sentenza  ...  da  questa  cultura  abbandonata  .     .     .  C  iv. 

€/,  coltura. 
Cooio.     Polinice  vestito  d*  un  cuoio  dì  leone  . . .  Tìdeo  coverto  d*  un  cttoio 

di  porco C  iv. 


cuore»  core,     lo  quale  dimora  nella  .  . .  camera  del  con 

V  angoscia  che  il  con  sentia 

e  però  quel  core  ...  io  1'  ho  meco  .     .     . 
che  leggermente  sì  mova  del  suo  con       . 
manifesto  lo  suto  del  con  per  esemplo  del 
avessero  compreso  lo  segreto  del  mio  con 
certe  donne  . . .  aapeano  bene  Io  mìo  con 


V.N. 
K.AT, 


'63  ^^^^  CUORE,    CORE 

coore»  core^     Con  ha  dì  pfctra  al  malvagio  e  vile       .     .     .     K  N.  39.  -73  {Coma,  iii.  33). 

Som  6  di  <or  villan  si  alto  ingegno K  /\^.  33.  75  (Cauv.  rii.  35^ 

Mi  reca  quella  che  m'  ha  il  tur  diviso J'.  TV.  32.  85  {Cane.  iìl.  45), 

P^Mger  ...  e  sospirar  ...  Mi  strugge  il  con  .     .     .     ,     K  W.  3».  98  <  Carta,  iii.  58). 
Taato  dolore  inComo  al  cor  m'  assembra      •     .     ,     .     .     K  A^  34.  30  [Cans.  tv,  4). 

CdìCc  D  ragionar  eh*  è  nel  mio  con C  iì.  Cane.  L  a  ;  7.  16. 

lo  vi  dirò  del  cor  U  Doviute C  ii.  Caw.  i.  io  ;  7.  69. 

Solca  caser  %-tta  dello  cor  dolente C.  ii.  Otn».  ì.  14. 

Ooar  ne  trema  al,  che  fuori  appare C.  iì.  Cd*»,  i.  aa. 

Ne  mandan  messi  al  cor  picn  di  disiri      ......     C.  ili.  dna.  ii.  35  ;  13.  lai. 

Cosi ...  Tu  cacci  la  viltate  altrui  del  con Cam».  ìx.  7. 

Feremi  tt  cxtre  sempre  la  tua  luce CanM,  \%.  16. 

Hi  &  sentire  al  cor  troppa  gravezza Can».  ix.  53. 

Doglia  mi  reca  nello  con  ardire Cuhm,  x.  i  :  V,  E.  ii.  a.  94. 

M  r  anima  toma  poscia  al  con Cina,  ai.  49. 

1^  che  r  innato  rworda  nulla  è  mono Cahm.  xi.  75. 

Ptrcb*  non  ti  rìtemi  Rodermi  cosi  il  con dna.  xii.  «5. 

Cbè  più  mi  trema  Ìl  ror,  qualora  io  penso         dna,  xii.  37. 

E 1  aague  .  .  .  corre  verso  Lo  cor  che  *1  chiama dna.  xii.  47. 

9  Ibrtc,  che  1  dolor  nel  cor  rimbalza dna.  xÌÌ.  49. 

hmAtr  per  mezzo  Lo  con  alla  crudele dna.  xiì.  54. 

Che  B*  infiaranuno  il  cor,  eh'  io  porto  anciao  ........     dna.  xii.  75. 

A  ^«aDa  donna,  Che  m*  ha  ferito  il  con dna.  xii.  80. 

E  Alle  per  lo  mr  d*  una  saetta dna.  xii.  Sa. 

Scalo  ,  .  .  Raccoglier  I*  aer  .  .  .  Entro  quel  ror,  che dna.  xìit.  7. 

9fol  ducfli  pace  al  »r,  a  voi  diletto dna.  xiii.  15. 

Vede  lo  con  a  cui  era  sposata dna.  xìit.  97. 

Riatrrtta  a*  é  entro  il  mezzo  del  con dna.  xiii.  35. 

Ptr  una  voce,  che  nel  cuor  percosse dna.  xiii.  65. 

r . , .  ^)laa  Amor  però  di  cor  non  la  mi  tragge dna.  xv.  50. 

Se  li  pargoletta  Sa  per  cuon  un  marmo dna.  xv.  70. 

tiA  «fiapictata  mente  ...  mi  combatte  il  con dna.  xvi.  3. 

■KM  venir  meno  ...  al  cor  che  tanto  v*  ama     ....  ...     dna,  xvi.  15. 

E  regna  dentro  al  cor  che  lei  aspetta dna.  xvi.  54. 

Xm  ***—*,  che  con  seco  il  mio  cor  porta dna.  xvii.  14. 

W  wCta  .  .  .  Che  per  passare  il  rorr  —  messa  v*  bai dna.  xvii.  51. 

Ahi  B  aar  de*  acimmersi dna.  xviii.  1 1. 

pietoso  Fu  tanto  del  mio  con dna.  xix.  5. 

.  .  .  Simili  beni  al  cor  gentile  accosta dna.  xix.  107. 

Tre  donne  iatorao  al  cor  ni  son  venute dna.  xx.  i. 

C^  *1 . . .  aigaore,  Dico  quel  eh'  è  nel  con dna.  xx.  7. 

cerne  riduce  in  atto  Amore  ne'  rvn  di K  A^.  a?.  39, 

cIm  poi  virtootamente  adopera  ne'  lor  rorf K  M  ai.  41. 

ea .  •  .  eaiBC  adoperi  ne'  cori  altrui K  iV.  ai.  54. 

■ri  parea  che  il  con  ...  mi  dicesse   .........  ^  ^.  «3.  57* 

io  ai  toatìì  cominciare  nn  tremilo  nel  con K.  ^V.  94.  4. 

I  clic  lietamente  mi  dicesse  nel  cor  mìo V,  N.  ^.  io* 

E<aviaaii  parca  avere  Io  con  si  lieto,  che  non  mi  parca  che  fosse 

la  «Bwv  mio K  yyr.  a4.  ta,  13. 

parole,  che  1  cvn  mi  diaae  con K  /V.  34.  15. 

dw  Amore  mi  parlasse  nel  con K  W.  »|.  37. 

b  eW  .  . ,  U  suo  con  mirasse  la  beltà V.  N.  94.  47. 

watfl  avaglticv  Jo  tremore  usato  nel  con     • K  iV.  84.  66. 

dbcAi^0|- <ffcca»e  nel  miofort K  AT.  04.  69. 

M  a 


CUORE,    CORE  ^"^^^^^^^r  164 

cuore,  core,    e  *1  fior ...  Fa  desiar  negli  amorosi  cuori Cans.  xx.  100. 

Ella  sa  ben,  che  se  il  mio  cuor  si  crulla Cam.  xxi.  34. 

Ben  Avria  questa  donna  il  cor  dì  ghiaccio Catu.  xxL  27. 

Sicché  non  par  eh'  eli'  abbia  cuor  di  donna Sfst  ii.  7. 

Talché  mi  giunse  al  corr,  ov*  io  son  pietra Srsi.  ii.  iB. 

Cosi ...  il  freddo  Le  corre  al  care Sat.  ii.  39. 

Entrale  in  cort  ornai Sest.  ii.  53. 

Che  mi  sta  in  cvr  come  vìrtute  in  pietra Sest.  iit.  5. 

Sua  luce  mi  jìer  si,  che  il  cor  m*  impietra Sest.  iii.  9. 

Che,  togliendomi  il  cor,  rimango  verde Sest.  iii.  15. 

V  aveva  duro  il  mr  com'  una  pietra •S«/.  iii.  19. 

Che  lo  cor  mio  per  lei  suo  bene  impietra Srst.  ìv.  9. 

Pensatel  voi,  dacch'  e*  non  mulo  M  cort K  N.  ta,  103  {Ball  i,  24). 

Dille  :  Madonna,  lo  suo  con  e  stato  Con F.  W.  la.  X04  <  BaU.  i  35). 

Abbi  pietà  del  cor  che  tu  feristi Ba/l.  ii.  3. 

che  m*  asciuga  un  lago  Dal  for Bafì,  ìiì.  g. 

Dì  questa  Donna,  che  tiene  il  cor  mìo Bo^t.  ìx,  iol 

La  qual  m'  ha  tolto  il  cor  per  suo  valore BaH.  x.  4. 

Trae  li  sospiri  altrui  fjora  del  con Bali.  x.  ta, 

A  ciascun*  alma  presa,  e  gentil  core  .  .  .  Salute     .     .     .     .     f^.  A^.  3.  77  (Som.  L  z). 
Amor,  tenendo  Mio  core  in  mano   .........     K  A^  3.  86  \Soh,  i.  io). 

e  d'  esto  cort  ardendo  Lei  .  .  .  pascea K.  A^.  3.  88  (So«,  u  laV 

Co^  leggiadro  questi  lo  cor  have V.  N.  •}.  9g  \Soh,  ii.  la). 

E  dentro  dallo  cor  mi  struggo  e  ploro K  A^.  7.  37  {Son.  ii.  oo). 

Pcrchè  villana  morte  in  gentil  cor*  Ha  messo FI  iV.  8.  as  (Son,  iii.  5I. 

Poich'  hai  data  materia  al  rar  doglioso K  iV.  8.  48  (Som.  ìv.  4). 

Ot*  era  Io  tuo  cor  per  mio  volere K  iV.  9.  54  {^Son.  v.  il). 

Tremando  di  paura  eh*  è  nel  cort K  A^.  13.  43  kSoh,  vi.  8). 

Lo  viso  mostra  lo  color  del  atre K  AT.  15.  39  {Son,  viii.  5% 

Nel  cor  mi  si  comincia  un  terremoto K  A^.  16.  36  \Stm.  ìx.  13^ 

Amore  e  1  cor  gentil  sono  una  cosa K  AT.  ao.  13  ySom.  x.  i). 

Fagli  natura  .  .  .'\  cor  per  sua  magione K  A^.  ao.  18  {S<m.  x.  6). 

Che  piace  agli  occhi  sì,  che  dentro  al  core  Nasce  .     .     .     K  A^.  ao.  aa  {Soh.  x.  io}. 

£  cui  saluta  fa  tremar  Io  con V.  N.  sti.  la  {Son.  x\.  4). 

Nasce  nel  con  a  chi  parlar  la  sente V.  N.  ai.  18  \Son.  xi.  xo). 

Ditelmì,  donne,  che  mei  dice  il  cort    .     .     .     .     .     .     .     K  A^  aa.  74  {Soh,  xii.  7). 

Che  '1  cor  mi  trema  di  vederne  tanto K.  AT.  aa.  81  {Son.  xii.  14). 

Io  mi  sentii  svegliar  dentro  allo  corr  Un K  A'.  34.  50  (-Son.  xiv.  x). 

Che  dà  per  gli  occhi  una  dolcezza  al  core K  A^.  a6.  46  .Son.  xv.  io). 

Venite  ...  O  cor  gentili,  che  pietà  il  desia K  AT.  33.  37  \So».  xvii.  a\ 

Che  sfogassi  lo  cor^  piangendo  lei  .     .     .     .     .     ^     .     .     K  AT.  33.  33  {Som.  xvii.  8;. 

cuore,  core,     tanta  onestà  venia  nel  con  di  quello V.  N.  06.  B, 

onde  molte  volte  me  ne  crucciava  nel  mio  con K  A'I  38.  5, 

siccome  parlava  lo  mio  con  in  me  medesimo y.  N.  36.  a8. 

tanto  che  il  con  consentiva  in  lui K  A^.  39.  9l 

L'  una  parte  chiamo  core,  cioè  1*  appetito •     •  K,  A^.  39.  35. 

che  degno  sia  chiamare  l*  appetito  cote  .  . .  é  manifesto     .     .     .     .  K.  A^.  39.  38. 

fo  la  parte  del  con  contro  a  quella  degli  occhi K.  A.  39.  43. 

che  ivi  il  corr  anche  intendo  per  r  appetito ,     .  F.  A.  39.  44. 

dico  come  V  anima  .  .  .  dice  al  con,  cioè  all'  appetito y,  JV.  39.  56. 

Io  mio  con  incominciò  ...  a  pentirsi  del K  A^.  40.  io. 

a  pensare  di  lei  si  con  tutto  il  vergognoso  core y.  JV.  40.  19. 

quello  che  ncloirrsi  ragionava V.  N.  40.  ai. 

desidera  con  tutto  il  cuor* C  ì.  3.  aó. 


«65 


CUORE,    CORE 

core.     Amor  ...  S'  era  svegliato  nel  distrutto  con  .     K  JV.  35.  50  (Soh,  xviii.  6), 

Sicché  mi  giunse  nello  cor  paurm K.  TV.  36.  35  {Som.  làx,  7), 

ehm  si  movean  le  lapHtne  dal  cotv K  A^.  36.  38  (5wr.  xix.  10). 

Ch' io  temo  forte  non  lo  «>r  ai  schianti F.  iV.  37.  23  (Som.  xx.  8). 

Cmì  dice  Q  mio  con,  e  poi  sospira      .     , K  A'^.  38.  48  {Soh.  xxi.  14), 

Che  Cice  consentir  Jo  corr  in  lui K  A^.  39.  63  {Soh.  xx'ì'u  4), 

L*  anima  dice  al  cor  :  Chi  *  costui F.  iV.  39.  64  {So»,  xxit.  5). 

Che  nascon  di  pcnsier  che  son  nel  ùor$ ,     V.  N.  40.  53  {Son,  xxiii.  a). 

Dn-cotano  nel  cor  al  angosciosi V,  N.  40.  60  {Som.  xxìÌÌ.  to). 

Certo  lo  corr  ne'  sospir  mi  dice K  A^.  41,  64  {Son.  xxìv.  to). 

■P—fi  U  sospiro  eh'  esce  del  mio  eort K  ^.  4X  48  (Som.  xxv.  a). 

il  parla  sottile  Al  ror  dolente,  che r*.  A^.  43.  57  (Som.  xxv.  ti). 

«opra  1  mio  cor  piove  Tanta  paura Som.  xxvii.  5. 

Colei  .  ,  ,  Il  cor  le  fa  d'  ogni  eloquenza  puro Son.  xxviiì.  13. 

Capiendo  il  cor*  a  ciascun  di  virtute Son,  xxix,  ti. 

r«inc  nn  cuor  puotc  stare  Infra  duo  donne Son.  xxx.  to. 

Bea  gli  de*  *l  cor  passar,  se  non  s*  arretra  •    • Son,  xxxì.  6, 

la  anlia  cima  Del  corr Son.  xxxiii.  4. 

Sa  ^  voatro  cor  si  piega  in  tante  voglie Son.  xxxiv.  la. 

Sniderò  Di  voler,  nato  per  piacer  del  ronr  .     . Soh.  xxx vìÌÌ.  8. 

Siccbè  *1  voler  del  ttirt  ogni  altro  avanza     « Som.  xxxviiL  13. 

Plotcbé  ...  il  cor  feriste  in  tanto Sem.  xlvii.  t. 

Qtc  qaesta  doglia  pur  mi  strugga  il  cuonr Som.  xlvii,  13. 

^V  «ovclla  pietà  che  il  ew  mi  strugge Som.  xlìx.  3. 

•caso  ba  .  .  .  tanto  gelo  Nel  cuor  de'  tuoi  fedcì    , Son.  xlix.  10. 

Saria  Bai  quella  eh'  t  nel  mio  cor  penta  I Som.  lì.  3. 

Om  «esapre  aUegra  il  tristo  ronr  e  mesto S.  P.  vi.  ai. 

AB  to^tri  del  mio  cor,  che  geme S.  P.  vi.  a6. 

0pd  ioclissti/ta  del  mio  cor*  afflitto S.  P.  xxxi.  36. 

O  fiaMi,  e  voi  che  il  cort  avete  mondo S.  P.  xxxi.  80. 

Pcnl#  le  toc  nette  nel  mio  corr  Son  fitte ,     .     .     S,  P.  xxxvii.  4. 

C  taato  è  lo  mio  cor  dìsconsoUto S.  P.  xxxvii.  aS. 

Laaspvla  lac  non  trova  refrìgerio S.  P.  xxxvii.  34* 

Ktaaova  lo  mio  cort,  e  mondo  fallo S.  P.  1.  37. 

Fa,  cbe  conrenni  lo  mio  cor  leggiero S.  P.  1.  30. 

t.lmr  cootrito  e  bene  umilialo  Si  può  chiamare S.  P.  1.  65. 

Cd  t  fiA  aecco  tutto  lo  mio  corr     .    .    *    •    • S.  P.  ci.  11. 

X4  Q  mio  eort  «  molto  conturbato S.  P,  cxlti.  ao. 

CK  astichi  padri,  eh*  ebbooo  il  cor  fisso  Ad  aspettar P.  F.  ^, 

e  eo9t  il  cor  ne  indegna P.  F.Bi. 

il  magnanimo  si  magnifica  in  «10  cMOfv C.  i.  11.  ia8L 

fc  ■aaaaaaccre  e  umiliare  li  crudeli  rMon C  ìi.  1.  30. 

B  «nnr  ai  prende  per  lo  »rrrtto  Jtntro   . C  ii.  7.  19. 

«Ai  tUi  m*o  tort . .  ,  solca  essere C  ii.  8.  34. 

«MG  «ciwrecgìa  al,  che  1/  rworr  .  .  .  trtma C  ti.  8.  77. 

ffW  solca  Tatrr  vita  del  cor  dolente C  ti.  10.  13. 

gM^iiittiOttaBi,  che  sono  ...  vapori  del  monr C.  ii.  14.  189. 

O  •ahfltaaiBO  ed  ccccllentiasimo  <-Morf C  iii.  ifl.  1 15. 

aiccoa»  li  man"  de*  valenti  uomini C  iv.  1 1.  1 18. 

cU  Boa  ha  aaeura  nel  ntort  AJeasandro C  iv.  11.  104. 

{Aitorgmlili  rif^rm  ttmprt  Amorw C  iv.  »o.  68.] 

a  Dio  con  tutto  nostro  intendimento  e  ruonr C.  iv.  a8.  »i. 

IO  nwJc  religioso  di  noi  se  non  il  cuort C  iv.  aB.  74. 

li  QreaadiiaM  dal  oàort  in  ispirilo  ...  è C  iv.  a8.  79- 


CUPIDITÀ 


i66 


cura.     Cbè  .  . .  Non  poason  quietar,  ma  dan  più  atra     .     .     .  C  iv.  Gnu.  iii.  58  ;  1 1    33. 

dovete  Vie  maggiormente  aver  rum  di  lui C'aro,  xvi.  04. 

curare.     Perchè  fu^cndo  I'  un,  V  altro  si  curm Cà/ts.  iz.  85. 

Bloitc  rcpugfoa  si,  che  lei  non  cura Cime.  x.  38. 

questa  .  .  .  non  cura  colfvo  dì  tuo  strale Caru.  xì.  79. 

che  questa  donna  La  tua  virtù  non  cura  ...     * S^at.  iì.  9. 

curat.     Amorcm  versus  me  non  tantum  curai Cans,  xxi.  38. 

dacché.     ,     .     Catis.  xi.  t  ;  xiv.  79;  xviii.  51  ;  V»  N,  za.  103  {Bali,  i.  34)  ;  Som.  xxvi.  io. 

dannare.    E  più,  che  le  peccata  de'  dannati S.  P.  vi.  36. 

Perchè  se  pur  tu  mi  vorrai  dannart S.  P,  cxlli.  io. 

danno.     Se  ragionate  1*  uno  e  1*  altro  danno Catu.  x.  46. 

£  di  colei  cui  son  procaccian  danno Cane.  xìv.  95. 

Onde  ...  La  sua  venuta  mi  sarebbe  danno Cant.  xvL  63. 

Perchè  . . .  fora,  e  fuggirieno  '1  danno Cana*  xix.  a8. 

se  questo  è  danno^  Pìanganlo  gli  occhi,  e Ca)%B,  xx.  65. 

Ch' io  lo  conosco  »ol  dopo '1  mio  (&f  NO Som.  xxxv.  iz. 

vòlto  A  danno  nostro  e  dclli  nostri  diri   .•• Son.  xlvì.  13. 

Il  qual  non  può  dolersi  de*  suoi  danni S.  P.  xxxviì.  54. 

E  gli  occhi  miei  son  secchi  e  pìen  di  danni 5*.  P.  d.  9. 

ne  preme  Le  nostre  fragil  voglie  a  fard  danno P.  F.  11^ 

cnpidità^     la  terza,  cupidità  di  vanagloria C  i.  tf.  8. 

La  terza  .  .  .  per  atpidità  di  vanagloria Ci.  11.  loo. 

ne  sì  sazia  la  sete  della  atpidità C  iv.  la.  66. 

a  riparare  alla  atpidità  che  .     .  cresce C  iv.  la.  tot. 

Cupiditate.     quante  disoneste  cupiditati  raffrena C  iv.  35.  90. 

cura.     La  prima  è  la  atra  ramìgliare  e  civile Ci.].  30. 

qualunque  è  per  cura  famigliare  o  civile  .  .  .  rimaso        C  i.  i.  94. 

Sicché  .  .  .  non  quirtanoj  ma  dònno  pitt  cura C  iv.  la.  53. 

Maria  .  .  .  nulla  atra  del  ministerìo  .  .  .  mostrava C  iv.  1 7.  104, 

COFOre.     a  dìscemcre  Y  altre  cose  non  curan-t C  i.  11.  51. 

figlio  .  .  .  che  li  dardi  di  Tifeo  non  curi C  ii.  6.  133. 

Democrito,  delia  propria  persona  non  atrando     .  C  iii.  14.  75. 

Platone,  dclli  beni  temporali  non  rum»(/u    .  C  iii.  14.  77. 

Aristotile,  d'  altro  amico  non  curando C  iii.  14.  80. 

avvegnaché  V  una  ...  del  tutto  sia  da  non  cumrt C  iv.  3.  6x. 

chi  degli  altri  tanto  è  da  curart,  quanto C  iv.  7.  38. 

avvegnaché  il  testo  ciò  non  CHrr C  iv.  14-53. 

favola,  della  quale  .  .  .  atran  non  si  dee C  iv.  14.  148;. 

né  mai  quello  che  altri  dice,  curano .     .  C  iv.  15.  (45. 

che  non  è  da  curar*  né  d*  avere  con  essi  (accenda C  iv.  15.  161. 

curatore,     non  possa fare  senza  curatore  di  perfetta  età     .     .     .     .  C  iv.  04.  ai. 

Ctirio.    Curio . . .  tentato  di  corrompere . . .  quantità  d'  oro  . .  .  rifiatare  C  iv.  5.  1 10. 

curioso,     in  più  sue  opere  non  sia  curioso     ..........  C  iii.  8.  ao. 

daddovero.     Certo  daddovtro  ardisco  a  dire C  iv.  19.  53. 

danaro,    guadagnano  danari  o  dignità C  i.  9.  aa. 

malnati  !  .  .  .  che  .  .  .  donate  .     .  danari C.  iv.  27.  laa. 

dannare,     con  etema  notte  solvette  lo  suo  dannato  pudore     .     .     .     .  C  iii.  8.  95. 

il  quale  .  .  .  parto  da  loro  e  danno C  iv.  i.  46. 

danno,     perocché  .  .  .  alle  margarite  è  danno C  iv.  30.  40. 

dannosissimo,     intra  tutte  le  bcstialitadì  quella  é  .  .  .  dannosissima    .  C  ii.  9.  57. 

che  riprovata  è  la  .  .  .  dannosissima  opinione .     .  C  iv.  t6>.  13. 

dannoso,     perchè  non  solamente  è  dannoso  e  pericoloso  a       .  .     .  C  iv.  i.  44. 

che  .  .  .  più  volte  sono  le  sue  parole  dannose C  iv.  a.  71. 

Puotcai .  .  .  vedere  .  .  .  nella  dannosa  loro  posstssùms C  iv.  z  1.  36^ 


I 


167 


DEA 


quanto  bel  fu  vederla  .  .  .  Gire  alla  dansa •     .    S*st.  iii.  09. 

▼«Jerla  .  .  ,  Gire  .  .  .  Danaantio  un  giorno Sfit.  Ìli.  30. 

r  poiché  prese  1'  uno  e  1'  allro  dardo Cant.  %x.  59. 

ireste.  Che  questo  dardo  farà  star  lucente Catte,  xx.  73. 

Chr  n*  ha  fatto  icntir  dcg^li  suoi  dardi   .     , Ba/L  x.  x6. 

L  K  N,  19,  60  {Con*,  i.  41Ì  ;  38.  35  ìF.  C,  131  ;  33.  83  {Can».  Ui.  43)  ;  C  iii.  CanM.  ii. 
•7;  iv.  C«M.  iii.  so,  58» 93;  CttHB.x^  15.43»  7»;  ^-  »3.  16»  i»6;  x'-4»  »>;  x»i. 
a6,  57,  8a  ;  xiii.  15,  si  ;  xiv.  9  ;  xv.  36,  38.  39  ;  x\-i.  38,  46  ;  xviit.  65  ;  xx. 
76;  xjii.  17;  Sfsà.  ii.  63;  BaR.  iv,  41  ;  vi.  5  ;  vii.  13;  Wii.  ai  ;  x.  aS  ;  V.  N. 
3,  84  {Som.  ì.  8)  ;  8.  48  {Soft.  iv.  41  ;  a6.  46  {Son.  xv.  lo^  ;  Scn.  xxvi.  7; 
uiviiL  8  :  xxix.  9  ;  xxxi.  9  ;  xxxii.  6  ;  xxzvìii.  13;  xliv.  11  ;  xlvii.  3  ;  xlviii. 
13;  S.  P.  xxxi.  59;  xxxviì.  41,  49;  l.  6a;  P.  F.  84,  89,  133,  140,  317,  349, 

Atqoe  fortuna  rutnosa  daUir Cam.  xxì.  11. 

Ed  una  nuvoletta  aiean  davanti V.  N.  q^.  187  {Cane.  ii.  60). 

io  ro*  che  .  .  .  con  lui  vadi  a  Madonna  davanti     ....     K  A',  xa.  8t  {Bali.  \.  3). 

q—lfira  dnwmnti  Vedetevi  la K.  A^  37.  ao  (5oh.  xx.  5). 

Goo^neror,  cor  suave,  dr  te  primo .     ■     Cohm,  xxì.  14. 

S«Mpcr  Imarfunt  contra  me  dt  limo Cans.  xxi.  18. 

Mcedictt  tpaa  :  Halura  est  d*  iste Cana.  xxì.  33. 

Quantum  spcs  inter  me  (^  ìpsa  durat Cai«.  xxì.  39. 

Fra  lor  le  donne  dta  Vi  chiaman Bali,  iv,  97. 

Le  quali  come  .  .  .  siano  dannose  ...  £  da  mostrare    .     .     .     C  iv.  13.  90. 

vedere  la  loro  pcnscsaione  essere  dannosa C.  iv.  rs.  93. 

C  iv.  15.  I,  41. 

nella  etik  di  Dardano C.  iv.  14.  135. 

Sxondo  la  opiniiine  .  .  .  Dardano  fu  villano     .     .     .     .    ,     .     ,     .     C  tv.  14.  140. 

à\\k  ah  Dardano 0.17.14.143. 

o  wA  che  Dardano  vivendo  fosse  villano,  e C.  iv.  14.  144. 

•i  4lc«,  Dardamo  essere  stato  Afelio  di  Giove C  iv.  14.  146. 

kk     ftflio  . .  .  che  11  dardi  di  Tifeo  non  curi C.  ii.  6.  ia3. 

k  K.  AT.  SL  43  :  4.  4  ;  8.  74  :  9-  39  ;  10.  17  ;  ai.  45  ;  «6.  30  :  30.  ai.  38  :  sa.  37  ;  33. 
«7:  34-3.6.  16;  4a-38;  C  ì.  i.  133;  a.  108,  115,  u6,  137  ;  3.  a8;  4,  83, 
84,  100  ;  8.  ir  (6m1,  13  (Amì,  14,  17,  18,  ao  {bis),  36,  37,  41,  49.  51,  53,  117; 
9.  38,  63,  64,  65,  66.  67  ;  IO.  56  ;  11.  76,  80,  134  ;  13.  87  ;  ii.  1.  16  ;  a.  38  ; 
5. 86,  100  ;  6u  »7  ^  8.  44,  50;  9.  88,  133;  io.  33;  11.  aa  ;  13.  63:  15.  '7»» 
«73  ;  «6,  57  ;  iii.  I.  1 1,  5T,  81  ;  3,  3,  94,  101  ;  4.  47  ;  6.  89,  104  ;  8.  193.  309  ; 
9.  «3;  «o-  35.  77  t*«)  ;  II.  5.  *>.  '07  ;  >3-  9»  ;  14.  89.  109  ;  iv.  3.  a.  99:  4. 
94.  118:  7.  4B:  8.  74;  9.  136;  IO.  94.  96.  u.  03.  117;  io.  9.  47»  53»  «39» 
194.  196;  14.  107  ;  15.  57  ;  17.  39;  19.  40:  ao.  a8  ;  ai.  38:  »a.  193:  34.  6, 
7,  S9,  J07.  108.  113.  153.  166:  35.  18,66;  36.  89,  140;  37.  ai,  33,  36,  7a, 
7«,  80,  8cs,  85,  137,  179;  a8.  136.  143,  143.  145,  146;  30.65. 
W  ML  OgBl  ottfano  dato  e  ogni  dono  perfetto  di  suso  viene  .  .  .  C  iv,  so.  53. 
■«•    che  rimane  nel  datort  per  lo  dare  . . .  Nel  datar* . . .  dee 

«■■ri C.  i.  8.  53,  54. 

fMl  vIÌIb  ■  wmtm  al  ricevitore,  che  al  datoww C  i.  8.  Sa 

ì  4Mwv  DOD  venda C.  ì.  8.  i3t. 

«lala  daiort  lo  Latino C  i.  9.  39. 

profcaic  è  quella  di  David C  iv.  5.  40. 

JoBC  Ai  padre  del  aoprmddetto  Dmvid C  iv.  5.  45. 

fa  ui  uno  (minorale  che  Damd  nacque  e  nacque  Roma      .     .    .    .     C  iv.  5.  47. 

.     <  litui  Dm  nemica  dei  Troiani K  A^.  35.  74. 

Li  U :.  aiiamavano  i>eJ  e /?w C  li.  3.  35 

U  qaalc  itiwirn  Dm  di  potenza C.  ii.  5.  40. 


DEA 


i68 


debole,  -ile.     Dì  ciò  si  biumi  il  dAdU  intelletto    .     .     .     .     C  ili.  Csits.  ii.  i6  ;  4.  119. 

sfida  La  J^>oU  mia  vìu  esto  perverso Carta,  xii.  4 1. 

Però  eh*  io  sono  tUbiU  ed  infermo S.  /*.  vi.  8. 

decreto.     Formata  fu  dal  suo  étsrtto  antico Oinv,  x.  9. 

Dea.     Pallade  ovvero  Minerva^  la  quale  dissero  Dta  dì  sapienza.     .     .  C  iL  5.  43. 

Cenere,  la  quale  dissero  Dta  delle  biade C  ii.  5.  44< 

se  ...  la  Dta  della  ricchezza  largisca C  iv.  la.  77. 

deambolatore.     Peripatttiày  che  tanto  vale  quanto  De^mbtt'atvti    .     .  C  iv.  6.  142. 

debUe.     K  debole. 

debilità,     è  da  biasimare  la  debilità  dtlC  itttffletto C.  ili.  4.  37. 

lo  quale  ...  si  trumuta  ....  in  alcuna  dthtUtà C.  iiì.  9.  131. 

debilitare,     per  essere  lo  viso  dibiiìiato^  incontra C  iii.  9.  137. 

che  ...  in  tanto  dfbiìitoi  gli  spìriti  visivi C  Ui.  9.  151. 

debitamente,    debitamtnte  rispondono C  i.  5.  93,  96,  lot,  roa. 

in  quanto  sono  (/rAtVam/M/r  ordinate C.  iii.  15.  118. 

come  ...  io  non  sia  dfòitatHeHff .  ,  .  soggetto C  iv.  8.  150. 

facendoci  quelli  usare  ^^'/am/R// . C  iv.  17.61. 

deUto,  n.  Se  adj.     salva  qui  la  via  della  debita  correzione C  i.  a.  78. 

la  via  del  digito  onorare  e  magnificare C  i.  a.  81. 

la  quale  a  dtbiio  fine  è  ordinata C  ì.  4.  aa. 

secondo  il  debito  dell*  arte C  Ì.  5.  99. 

riceve  dalla  di'vina  bontà  oltre  ìl  debito  umano C.  iii.  6.  93. 

non  ha  riguardo  il  suo  amore  al  debito  di  colei C  iti.  6.  loi. 

oltre  li  termini  del  debito  della  nostra  natura C  iiì.  6.  lod. 

oltre  il  debita  della  natura  nostra C  iii.  6.  137. 

chi  fuori  dal  debito  ordine  è  piegato C.  iii.  15.  153. 

che  la  nave  ...  a  debito  porto  correa C  ìv.  5.  69. 

da  Natura  dirizzato  nel  debito  fine C.  iv.  6.  ioa. 

confessione  di  debita  suggczione C  ìv.  8.  101. 

dìsconfessarc  la  debita  suggcziooe C  iv.  8.  106. 

la  non  reverenza  è  negare  la  [non]  debita  suggeziooe C  iv.  8.  108. 

quando  della  debita  confessione  si  priva C.  iv.  8.  xxx. 

negare  la  non  debita  suggezione C  iv.  B.  147. 

contro  alla  debita  pietà  il  figlio  alla  .  .  .  intende C  iv.  13.  laÓu 

che  r  ordine  ^£t/o  delle  nostre  membra  rende C.  iv.  25.  134. 

quando  piii  sattaface  al  debito  della  ...  né  mai  al  debito  della  .  .  . 

non  sì  può  satisfare  cosi C.  iv.  37.  106»  107. 

debole,  -ile.     divenni  ...  di  sì  frale  e  debole  condizione. K.  TV.  4.  6. 

come  r  occhio  nostro  debole  al  Sole F.  ^.  43.  39. 

questa  senza  quella  ò  quasi  debile C  iv.  6.  160. 

come  .  .  .  con  debite  conducìmento  entra  in  quello C.  ìv.  a8.  19. 

li  suoi  membri  sentendosi  a  debile  stato  venuti C.  iv.  a8.  139. 

che  r  opinione  di  coloro  ...  fa  più  debile C.  iv.  ©9.  66. 

deboletto.     che  lo  mio  deboletto  sonno  non  potè  sostenere V.  N.  ^.  si, 

pingea  fuori  i  deboletti  spìriti  del  viso ^.  W.  1 1.  la. 

io  ritornai  pensando  alla  mia  deboìetta  vita K  ^.  03.  la. 

debolezza,     la  quale  mi  condusse  a  tanta  deboU&sa V.  N.  03.  6. 

decimare,     che  non  sì  convengano  alcuna  volta  deàmare C  iv,  37.  85. 

decimo C  lì.  4.  25  ;  5.  90  ;  6.  98,  loi  ;  ìv.  a.  31  ;  13.  70  ;  17.  59,  93. 

Dedo.     Chi  dirà  de'  Deeii  e  .  ,  .  che  posero  la  loro  vita C  iv.  5.  laa. 

declinazione,     in  tanto  quanto  .  ,  .  ccric  de<ìma£i<mi .  .  .  sono  in  uso  .  C  ii.  14.  84. 

decreto,     non  per  ...  né  per  decnlo  dì  convento  ...  fu  acquistata  .     .  C.  ìv.  4.  88. 
de&nizione.     V.  difìoizione. 

degenerazione,    qui  a*  intende  viltà  per  <ir^nwraaibH« C.  iv.  io.  100. 


t69  ^^^^^^^^^  DEGNO 

<k|^llMlHHìt<  I     Par  che  si  drizii  iUgn:tment*  a  vui C.  H.  Gnu.  i.  8  ;  7.  50. 

tale.  Ch*  io  fossi  tUgnamtnU  Cosa  di  quella  che Cam.  xiv.  66, 

Aceii£>  che  U  mia  lingua  tUgnamttitf  Possa S.  Z'.  I.  56. 

e  (fucato  J*gfMmtnt0  Lauderà  Dìo S.  P.  ci.  74. 

Io  non  spero  che  .  . .  Dtgnasst  di  cardare Batt.  z.  aa. 

E  tu  .  .  .  offni  virio  Ti  degnasti  volermi  perdonare S.  P.  xxx'x.  39, 

Cbe  tu  ti  iUgm  allora  esser  propizio S.  P.  xxx'x.  43. 

JAyiMÉ,  i*  prego,  starmi  ia  adiutorio S.  P.  xjcxviJ.  83. 

Io  prcco  te  ...  Ti  dégni  a.\cT  dì  me  misericordia S.  P.U  %. 

ti  pn^o  .  . .  Che  tu  ti  degni  di  manifestarmi 5.  P.  ci.  93. 

E  prego,  che  ti  degni  esaudire S.  P.  cxxix.  a. 

E  quando  trova  alcun  che  degno  sia  Di     ...     .        K  A^  19.  56  \CanM.  i.  37\ 

rii*  cala  vita  .  .  .  Non  era  d^na  di  si  gentil  cosa  ...       F.  N.  32.  68  i.Cd/u.  iii.  sBl. 

E^  issi  gloriosa  in  loco  degno K  AT.  33.  71  tCtfiM.  ìli.  31). 

gtodtcar  sì  puote  efletto  Sovra  fAr^w  suggetto Can«.  ìx  41, 

la  quella  bella  donna  che  n'  è  degna Cina.  ìx.  70. 

Qi*  Amor  di  tanto  onor  m*  ha  fatto  degno Can».  xiv.  64. 

che  n'  adduce  Lume  di  cielo  in  creatura  degna Onta.  xvii.  40. 

O  patria,  degna  di  trionfai  fama Cana.  xvìii.  x. 

Km  raando  a'  tuoi  ben  chi  non  n*  è  dtgno Can*.  xviiì.  43. 

Ogni  prttmra  e  loda  in  te  fta  degna Cam.  xviii.  53. 

Cba  &  ^bysio  di  manto  Imperiai  colui Gtnx.  xix  13. 

f  BitT  tm'  buoni  t  pur  di  lode  degno  ...........  Crine,  xx.  80. 

Ow  lagaanator  non  ò  degno  di  laude Cana,  xxi.  6. 

ite.     Per  fare  si  ch*  elte  Steno  degnamtntt  servite    ,     ,     .     ,  V.  N.  14.  14. 

■uànihè  dfgnmmmtt  avea  cagione  di  dire K  iV.  aa.  54. 

ififara  die  . .  .  furono  degnamente  guiderdonati y.  N.  40.  35. 

che  (o  non  potessi  più  degnamente  trattare  di  lei V.  N.  43.  5. 

cké  la  difini/ioae  .  .  .  più  degnamente  si  faccia      .......  C  iv.  to.  61, 

;Bartk     U  quale  m'  avea  .  .  .  degnato  di  salutare K.  A''.  3.  43. 

£  pcrft  questa  gcnlilissima  .  .  .  non  degnò  salutare V,  N.  19.  51. 

che  Aristotile  sia  degnissima  di  fede  e  d*  obbedtenia .     .  C.  iv,  6.  50. 

inique  caao  è  degnassimo  di  fede  e  d'  obbedienza C  iv.  6.  70. 

al  che  tu  non  parli  a  lei .  .  .  che  non  t  dégno K  AT.  la.  67. 

avmdo  (orse  .  .  .  speranza  di  me  oltreché  degna y.  JV.  ao.  6. 

d^gna  di  dichiararle  ogni  dubitazione K  A'.  35,  a. 

•  è  degno  e  ragionevole,  che K  A^.  35.  56. 

.  .  .  degna  è  to  dicitore  per  rima  fare  lo K  A^.  35.  68. 

cke  éagmo  aia  chiamare  V  appetito  core,  e  .  . .  é  manifesto     .     .     .  K  A^.  39.  38. 
Le  ^Be  prime . . .  sono  ...  di  perdono  degne  :  le  due  altre  . .  .  sono 

éigmàÀ  biasimo  e  d'  abbominaiionc C.  i.  t.  43,  44. 

di  ^Mtllo  pane  degno  a  cotal  vivanda C  i.  1 .  84. 

cM  BOA  aono  dl#^i  di  più  alto  sedere C  i.  1.  98, 

di  molta  ripreuftìone  i  quella  cosa C.  i.  3.  1. 

dcDa  donna  . . .  aon  era  dtgna  rima  di  Volgare  alcuno . . . 

C  ii.  13.  59. 

dM  r  «eiBO  è  iUgmo  di  loda  o  di  vituperio  solo  in C  iU.  4.  55. 

IMe  ataaibae ...  è  più  degno  di  farsi  esemplo        C  ili.  la.  53. 

ckc  te  pietra  .  . .  aiano  degm  di  reverenda C  iv.  5.  i8a. 

m  1  «Molo  ...  sia  degno  oltre  quello  che C  tv.  5.  183. 

laalo  «ale . , .  qtiamo  dl^o  éiftde  4  d' ohòedunaa C  iv.  6.  49. 

par  e(Bé  ptfaoaa  dtgna  d'  oMre  creduu  e  obbedita C  tv,  6.  44- 

«■la  CMMei.  quanto  atto  degno  difedt  e  d*  otdteditnza C.  Iv.  6.  49. 

^pHtt .  .  .  è  , .  .  dtgno  d*  o^i  dispetto  e  vitui>cno    ,  .     .     .  C  iv.  7.  go. 


Eid 


DEGNO 


170 


degno,    che  se  n*  è  gita  Al  secol  tirgno  della  sua  virtute    .     V.  N.  33.  36  {Som,  xvii.  it). 

A  chi  era  d*gno  poi  dava  salute Son.  udx.  9. 

Degli  occhi  miei  ancor  ti  farò  degno S,  P.  xxxi.  64. 

La  qual  fa  I'  uomo  dfgno  di  salute S.  Z'.  1.  47. 

ddl.  K  N.  33.  150  {Can».  Vi.  33^  ;  Cohm.  xvìi.  aa,  53,  56  ;  S<st.  ìii  a8  ;  Bail.  ii.  i,  xx  ; 
K  N.  7.  38  {Son,  ii.  Il)  ;  aa.  93  [Soh.  xiii.  sì  ;  41.  55  (Som.  rxiv.  1}  ;  Son. 
Mcxi.  9;  xH.  5;  li.  4  ;  5.  P.  xxxvii.  8a;  L  46  ;  d.  94:  cxlii.  4,  37,  50. 

dritto,     che  t'  ho  roanifcstato  Già  1*  ...  e  '1  mio  tUOtto S.  P.  xxzi.  33. 

deOQOQ.  demonio^     Insieme  coi  d>mom  maledetti P.F.60. 

Per  libciarne  dal  dtmon  maligno P.  F.  la^. 

E  così  et  difendon  dal  dftftonio P.  F.  151. 

dente,     che  ogni  senso  Colli  c/rH/i  d'Amor  già  mi  manduca     ....     Caiu.  xii.  39. 
dentro.     Cans,  xì.  14.  98,  Bo  ;  xiv.  33  :  xvt.  7,  53,  34  ;  xviii.  63  ;  xx.  3^  18  ;  Bali.  ii.  6  ; 
vi.  33  :  X.  9  ;  V.N.  7. 37  {Soh.  ii.  ao)  ;  ac  19,  aa  (Som.  x.  7,  joj  ;  34.  50  (Som, 
xiv.  i)  ;  Soh,  xIv.  io  ;  P.  F.  aoS. 

deridere,     là,  dov*  io  son  morto  e  son  dtrìso Som.  xxxv.  3. 

deriare*  disiare.    Uadonna  è  disiata  [in  sommo  cielo]  .     K  N.  19.  48  (Carw.  ì.  39%  1x6. 


degno,     dégno  è  che  la  chioaa  a  ciò  risponda C  ir.  14.  53 

quale  uomo  .  .  .  piii  degno  fu  di  significare  Iddio,  che C.  iv.  a8.  laa. 

quegli  che  della  buona  generazione  degno  non  è C  iv.  39.  48, 

così  come  chi  .  .  .  infama  ...  è  degno  d'  essere  fuggito  .  .  .  cosi  1' 

uomo  vile  ...  £  degno  d'  essere  . .  .  scacciato C  iv.  39.  77,  79. 

deh K  iV.  33.  109;  39.  13;  41.  33. 

Delfile.    Accste,  outrìce  d*  Argia  e  di  DayUé C.  ìv,  35.  Br. 

deìncepS.     quia  ffequrnter  impedOus  tra  deinctps K  AT.  3.  38, 

deitÀ.     lo  luogo  di  quella  somma  Deità  che  Sé  .  .  .  vede      .     .     .     .     .  C.  ÌÌ.  4.  39. 

che  tanto  discenderebbe  in  quella  della /Vi'/à  .     .......  C.  iv.  3i.  96. 

poiché  la  somma  Z7n/à,  cioè  Iddio,  vede C.  iv.  at.  loi. 

deitade.    che  è  DeUade C.  iiì.  3,  157. 

deliberamento.    a  questo  eUiòeramento  tre  ragioni  m*  informaro     *    «  C.  iii.  i.  33. 

deliberare,    ho  ...  usato  quello  dMStfraM^o C.  i.  13.  6a. 

eh'  io  deliberai  e  vidi,  che  .  .  .  non  era C.  iii.  i.  a8. 

demente,     però  que*  cotali  sono  chiamati     .  .  amenti  e  dementi  .     .     .  C  iii.  a.  154. 

Democrito,     siccome  fu  Anassagora  e  Denwcrito C  ii.  15.  56. 

Democrito.  .  .  nò  barba  ...  né  unghie  si  toglica C  iii.  14.  74. 

denominare,     le  cose  deono  essere  denntntnatt  dall' C.  ii.  8.  17. 

dall'  abito  maggiormente  è  altri  da  denominare C  ìli.  13.  80. 

le  cose  si  deono  denominare  dalla  più  nobile  parte C  iv.  7.  117. 

Il  pen»  ...  da  lui  si  denomina .  C.  iv.  30.  16. 

ma  ...  è  la  Virtù  denominata  da  essa C.  iv.  3o.  18. 

Cf.  dinominare. 

dente,     perocché  né  denti,  né  lingua  ha C.  Lx.  89. 

quando  fa  trentadue  denii  aìV  uomo Ci.  7.  55. 

dentro.     K  ^.  3.  39  ;  C.  i.  i.  13,  16,  40  ;  11.  67  ;  ii.  i,  72,  73  ;  2.  19,  68  ;  7.  16,  ao;  8. 

5.  IO.  35.  77.  9a  ;  9.  37  :  >o.  4  ;  iit  a.  68  ;  8.  90,  100  ;  9.  68,  144  ;  M-  103; 
iv.  8.  46;  37.  39;  39.  117. 

depressione.    A  perpetuale  .  .  .  ^/-rKsstÒM/ delli  malvagi  uomini     .     .  C  i.  11.  i. 

derivare,     la  luce  ...  la  quale  è  una,  da  uno  fonte  dtrivaia    .     ,     .     .  C  ìii.  7.  35. 

dal  quale  siccome  da  fonte  primo  si  deriva C  iii.  13.  93. 

Auforr,  quinci  derivato,  si  prende C  iv.  6.  43. 

derivazione.     Uguccione  nel  principio  delle  sue  Denvasioni  .     ,     .     .  C.  iv.  6.  40. 

dentare,     non  intendo  però  a  quella  in  parte  alcuna  derogare    .     .     .  C.  i.  1.  115. 

deserto,    distributore  della  sua  terra  desena C  tv.  37.  X7X. 

C/.óÈaeita. 


171  DESIDERIO 

Per  sé  É  .  .  .  desiùio  da  persone  sapge Canm.  xìx  i^ 

e  *l  6or  ...  Fa  dtsiar  negli  ainon3aÌ  cuori Cane.  xx.  loo 

Ké  per  altro  UlrAtf  viver  gran  tempo Sta/,  ii.  48. 

Ptfa  non  diaioj  che  sempre  stare  all'  ombra  Di Stai,  iv.  37. 

Abbi  pietà  del  cor  .  .  .  Che  .  .  .  dtaiàtulo  muore Bf»U,  li.  4. 

Se  BOB  chi  lei  onora  dest'anJo £«//.  ix.  14. 

Ycsil* ...  O  cor  gentili,  che  pietà  il  déSfia  .     ,    .     ,     .     K  ^.  33.  37  {Som.  xvìì.  a). 

•I  doloraao,  che  dima  Udir  della So»,  xli.  7. 

che  nostre  voglie  Non  sian  fi€sid*rard\  ter  1*  altrui .     .     .  P,  F.  \i^ 
Pel  dtmUrio  di  pianger  eh'  egli  hanno     .     .     .     K  Al  37.  a6  {Som,  xx.  11). 

HnJiViTìTìllr      Bò  ...  n^  ...  tra  cose  .  .  .  titsidirabili  essere  dissi  .     .  C  iv.  13.  61. 

dkc  r  uno  ^IrJÙfaraAfJir  sta  dinanii  all' altro   , C  ìv.  la.  170. 

é  qMui  punta  dell' ultimo  d!r:ff'(/<rm^'/r ,     ,  C.  iv.  la.  175. 

Skcbé  .  .  .  maggiori  appariscono  li  desidtrabiìi    .......  C  Ìv.  la.  178. 

ite.     quanto  .  .  .  più  s'  appropinqua  al  tUsiJfraMU     .     .     .     •  C  iii.  10.  iB. 

•oUmcntc  dalla  parte  dell'  uomo  dfsédtmnte .     ......  C.  i\*.  13.  79. 

propost  di  dirlcj  dtsadrranda  che  venissero     .     .    .     .     .  V.  N.  i^.  76. 

che  da  questa  mia  cantone  disidtro V.  N,  19.  144. 

«r  viani  a  me  che  molto  ti  dtsùUro K.  A^.  23.  74. 

4Be  coar,  clic  déudÉtasstro  pur  dì  piangere K.  ^V.  40.  30. 

MBU  gli  uomini  naturalmente  desiderano  di  sapere C  L  i.  3. 

air  abito  da  latti  tUsidenito    .    ' C.  i.  i.  48. 

■al  ^«alc  .  .  .  dttùUro ...  di  riposare  1*  animo  stanco C.  i.  3.  a6. 

qi^eUl  cba  émdnmitw  intcodere C  i.  7.  80. 

la  ^ala  ■attìmaiwatc  dlmdlmi  questo  dbo .  C  i.  9.  17. 

cJm  csaacana  cosa  . . .  ifrwWini  la  sua  perfezione C.  iii.  6.  7a. 

•  ptt  quella  ogni  coaa  t  AiiAiaftì C.  iii.  6.  74. 

la  cosa  ditiderata  più  s*  appropinqua    ........  C  iii.  10.  18. 

priou  considerai  d«s»dnmido  quella C  iii.  la.  95. 

a  dkmitimti  e  procurasi  che  sia  dall'  altra C  iti.  la.  39. 

par  ta  cose  ...  ilMM/tfrar»  d' acquistare 0.111.14.137. 

la  ^fmmmm  del  preveduto  daidtmrt C  iii.  14.  135. 

quello  che  ha .     .  C.  iii.  15.  30. 

la  poaaibilitA  della  cusa  dtitdtmitt C.  iii.  15.  79. 

ckAr  éiaiétrmmdo  la  sua  perfezione,  de3tde»irrt!*òe  \u  sua  imperfezione  : 

(■^ooccbè  Aaidmrwòòi  sé  sempre  desédemrt    .    .     .     .  C.  iti.  15.  83,  84,  85,  66. 

■aa  iT aceonce  che  deaùUra  sé  lempre  dtsiderart C.  iii.  1 5.  89  \bU). 

da  noi  . .  .  non  é  dtaàd^naio  di  sapere C  iit.  15.  106. 

draidtri  tcm  acquistare C  tv.  4.  a4. 

■  ^gmàm  « . .  più  étmdtrun  non  possendo C  iv.  4.  37. 

lo  dnideraio  porto C.  iv.  4.  53. 

...  gli  uomini  .  .  .  d*»id4rttn  quelle C  iv.  la.  64. 

Lmen te  i/rj»d!mi  tornare  a C.  iv.  la.  145. 

lucia  prima  a  dfsiderarf C  iv.  la.  t6o. 

Ovtfc  vcdcmo  U  parvoh  dtsad^rart ...  un  pomo  ;  e  poi . . .  dtsidtmrt 

mao  uccellino  ;  e  poi  .  .  .  déttdtran  bello  vestimento    .     .  C  iv.  la.  161,  t63f  164. 

ae  ■»  dmién  w  dì  aapare  i  prìncipi! C.  ìv.  13.  11. 

a>  pai  ia  éàmdtm  di  aimere  che  coaa  è C  iv.  13.  15. 

Cte  a«l  d— Aiai»  deDa  adenxa  . .  .  finiscono C  iv.  13,  48. 

paite  detta  adbOe  énidtraio C  iv.  13.  8a 

aiedo  U  dtmderart  della  scienxa  si  prende    .     .     .     .  C  iv.  13.  83. 

prrorchi  li  dé-mdrmtori  tU  quello  sono  in  tanto  numero  C,  iv.  6.  77. 

ti  toato  mi  giugnc  un  dtmdrrio  di  vederla y,  N.  x$.  17. 

la  baaMadlac  e  li  fine  di  tutu  i  mici  dlfsjdCrnj K  iV.  16.  36. 


DESIDERIO 


desiderio.    E  *]  gemer  mio  ed  ogni  dtsiderio ...  si  pone 


5.  P.  xxxviL  3 


desiderio,     dimorai  alquanti  di  con  desiderio  di  dire V.  N.  t^  68. 

fu  fine  de' mici  desiderii K.  ^V.  19.  139. 

perocché  roag^gior  desiderio  era  il  mìo  ...  di V*  N.  39.  4£l 

come  lo  mio  desiderio  si  \'olge  tutto  verso  lei    ........     K.  A^.  39.  54. 

10  mio  core  incominciò  ...  a  pentirsi  del  cUsitUrio V.  S.  40.  it. 

discacciato  questo  cotal  malvagio  desiderio V,  N,  40.  15. 

che  cotal  desiderio  malvagio  e  .  .  .  paressero y.  N,  40.  40. 

tutti  naturalmente  al  suo  desiderio  siamo  soggetti C  i.  i.  io. 

movemi  desiderio  di  dottrina  dare C  ì.  a.  115. 

sogliono  dare  c/cnf/mb  di  vedere C.  i.  8.  41. 

per  lo  desiderio  d'  intendere  queste  Canzoni C  i.  io.  65. 

dirizzato  1'  artimone  .  .  .  all'  óra  del  mìo  desiderio C  ii.  x.  6. 

si  rì\-olve  con  tanto  desiderio C.  ii.  4.  a6. 

quanto  fosse  grande  il  desiderio  ...  né  dire  ...  si  potrebbe  .     .     .  C  iii.  i.  10. 

La  .sAVHf/ifi  ragione  fu  lo  d!r£i'</<fn'o  della  durazione C  iii.  i.  54. 

r  anima  umana  esser  vuole  .  .  .  con  tutto  desiderio C.  iii.  a.  55. 

in  quella  a*  acquieta  ogni  suo  desiderio C  iii.  6.  73. 

questo  è  quello  desiderio  che  sempre  ne  fa  parere C.  iii.  6.  75. 

che  sempre  lo  desiderio  .  .  .  non  rimanga      .........  C.  iii.  6.  79. 

Onde  .  .  .  tanto  il  desiderio  t  maggiore C  iii.  io.  19. 

perocché  ...  le  lode  danno  desiderio  di  conoscere     ......  C.  iti.  x  i,  5, 

che  in  ciascuno  genera  desiderio  di  sapere C  iii.  11.  63, 

dopo  il  desiderio  della  perfezione  cagg^ono C,  iii.  13.  118. 

senza  questa  rimarrebbe  in  lui  c/r.vf'(/rr7b C.  ìii.  15.39. 

acciocché  .  .  ,  *l  desiderio  sia  cosa  difettiva C,  iti.  15.  31. 

r  uomo  .  .  .  vede  terminato  ogni  desiderio C,  iii.  15.  44. 

conciossiacosaché  naturale  desiderio  sia  air  uomo  di C.  iii.  15.  73. 

senza  compiere  il  desiderio,  beato  esser  non  possa C.  ìii.  15.  75. 

che  '1  desiderio  naturale  in  ciascuna  cosa  é  misuralo C.  iti.  15.  77. 

desidererebbe  sé  ,  .  ,  non  compiere  mai  suo  desiderio C.  iii.  15.  87. 

V  umano  desiderio  è  misurato C.  iii.  15.  93. 

ciascuno  aggiugnc  Ìl  fine  del  suo  desiderio^  il  quale  desiderio  t  coli* 

natura  della  bontà  misurato C.  iii.  15.  103  ;Mi] 

e  così  r  odio  e  '1  desiderio  e  ogni  altra  passione    .......  C.  iv.  x.  14. 

il  quale  seco  porta  il  fine  d*  ogni  desiderio C  ìv.  a.  80. 

11  quale  agli  animi  .  .  .  porta  desiderio  d'  udire       , C.  iv.  9.  134. 

recano  nuo\'o  termine,  cioè  maggior  quantità  a  desiderio     .     .     .     .  C.  iv.  la.  50^ 

per  desiderio  d'  accrescere  ...  si  tormentano C.  iv.  la.  67. 

Lo  quale  raunamcnto  nuovi  desideri  discopre C  ìt.  la.  97. 

se  per  crescere  desiderio  ...  le  ricchezze  sono C.  iv.  la.  1x5. 

neir  acquisto  della  quale  cresce  ...  lo  desiderio  dì C  iv.  la.  119. 

adunque  ...  il  crescere  desiderio  non  é  cagione C  iv.  la.  134. 

è  da  vedere  se  ...  il  desiderio  si  sciampia C.  iv.  zs.  131, 

in  ciascuno  acquisto  il  desiderio  umano  si  dilata C.  ìv.  la,  136. 

che  il  sommo  desiderio  di  ciascuna  cosa  .  .  .  é C.  iv.  la.  138. 

la  ragione  per  che  ...  li  desideri  umani  si  fanno C.  iv.  la.  179. 

siccome  vedcmo  che  quello  .  .  .  compie  il  desiderio C  iv.  la.  193. 

non  ondare  ogni  nostro  desiderio  dilatandosi C  iv.  ta.  ao^. 

cnsetnìì  desiderio  della  scienza  dire  non  si  può    . C.  iv.  13.  9. 

ìl  desiderio  della  scienza  non  é  sempre  uno C  ìv.  13.  6l 

è  compiuto  e  terminato  questo  desiderio  ....  C.  iv.  13.  14. 

questo  é  un  altro  desiderio  nuovo C  ìv.  13.  17, 

siccome  é  altro  desiderio  quello  di  sapere     .........  C  iv*  13.  a^ 


«73 


DESTINARE 


Ed  atlri  disser  eh'  era  titsitUro  Di  voler Son.  xxxviii.  7, 

Wdi  che  51  dtstdfroxo  ve^o  D'  esser  de*  ,     .      t^.  S.  33.  204  (Cum*.  ji.  77% 
diskx     He  oe  viene  un  dtìio  Unto  soave     .     .     .     .      i^.  A^.  39  67  1  Canx.  iii.  47). 

Falle  HDtire  ...  Il  sran  «Asib  eh*  io  ho  di  veder  lei Can£.  \x.  55. 

^ptmmào  ella  t  ben  piena  Del  gran  d*sio Cana.  xi.  23. 

Qvalfal  virtb  .  .  .  conobbe  'I  di%io  eh'  era  criato Canx.  xìiì.  77. 

SI  loato»  come  il  gran  dtsio  eh*  io  sento  Fu  nato Comm.  xiv.  40. 

(^unii*  io  penso  un  ^ntil  dtsiOf  eh*  è  nato  Del  gran  desio  eh*  io 

porto Cattz,  xiv.  49,  50. 

Co» vie»  che  tal  dtuo  servigio  conti Cane.  xiv.  56. 

E  'I  dimo  «moroso  .  .  .  Dall'  altra  parte  6  con Cojfa.  xvi.  4. 

E  1  nio  diiuo  però  non  cangia  il  verde Stst,  i.  4. 

Ma  drìxza  %\i  occhi  al  gran  disio  che  m*  arde Ball.  ÌL  la. 

d,  che  .  . .  Na»ce  un  dtsio  della  cosa  piacente  .....     K  iV.  ao.  93  [Som.  x,  lt\ 

«^  ci  Bon  chiusi,  E  *1  dtsio  ...  è  estìnto •     .     Son.  xxvii.  Z3. 

Di  iure  insieme  crescesse  il  disio Son.  xxxiL  8, 

Che  .  .  .  Seguo  solo  il  disto  come  mìo  duce Son.  xxxv.  B. 

Ov*é  ti  dl««»p  degli  occhi  miei  f Son.  xl.  14. 

CoovicBBÙ  aodisisre  il  gran  dtvo^  Cb*  io  ho ,    .    Son.  xlvi.  3. 

Dft  ^n«att>  UBore  e  da  quel  buon  disto  Procede P.  F.  f^. 

C  eoo  dritto  dina  al  ne  governa P.  F,  96. 

n.     Le  da  r  effetto  della  mia  dtsira Son,  xxviii.  8. 

lan^dWlBrc.     Quand'  egli  è  giunto  là»  dov'  ci  dtnn  ,     K  A^.  49.  51  (Son.  xxv,  5). 

Di  q^sDa  Donna,  eh*  io  veder  duiiro So»,  xlviiì.  a. 

dWfe.     Si  che  dolce  d€sin  Lo  giunse  di    .     .     .     .     K  iV.  33.  64  \CitH*.  iii.  34  \ 
A  In  si  vobcr  tutti  i  mici  drsin      .     ,     .     ,     .     .     .     .     K  A^.  34.  43  {Cons.  iv.  17). 

Ne  m&ndan  meiBl  al  cor  pien  di  d$3in C.  ili.  Cmhm.  ii.  35  ;  13.  xai. 

Ma  eonoecete  il  vii  vostro  dexìrt Can£.  x.  6. 

Qncato  gridò  il  dtsirw,  Che  mi  combatte  ..........     Cane.  xìii.  $a, 

Sairati  portar  corona  di  d^tiri  .............     Bidi.  v.  7. 

Ma  per  crcaccr  d§M'n  .  . .  verrà  Coronala Bat/.  viii.  25. 

Pcroccbi  I  ndd  dtain  avran  virtutc Bai/,  x.  27. 

Cke  reca  ìnnanxi  a  me  li  suoi  désiri K  iV.  39.  70  ;5om.  xxiì.  ti). 

E  ùatì  aoo,  che  paion  due  désih  Di f^>  W.  40.  55  i.5o#i.  xxiii.  5). 

de  1  Btto  dmn  in  congelato  Iago  ...  sì  posa .    Son.  xxxix.  3. 

•'  dia  è  dtam So$i.  li.  4. 

Quando  a  df*imrt  Amor  va  nella  mente Son.  xliv.  a. 

ÙmSimmht  mi  fu  questa  finita Son.  xxvi.  9. 

che  . .  .  coal  altro  dtmdmo  è  quello C  iv.  13.  30 

4aJ  énjdffio  della  sricnxa  la  Kicnza  non  è  da  dire  imperfetta      .     .  C  ìv.  13.  44. 

CbC  . . .  auccesaivamentc  finiscono  li  disidtri C  iv.  13.  49. 

xrMgnachè  molti  dtiù^Uri  si  compiano C  iv.  13.  53. 

cM  8  MMtri  dttidtri  naturali  .  .  .  sono  .  .  .  discendenti C  ìv.  13.  61. 

par  aao  ilmJIma  sua  [icrfczione  non  perde C  iv.  13.  87. 

cIm  daacuno  . .  .  poru  ...  per  desiderio  dì  prendere C  iv.  13.  134. 

te  fine  di  qurata  vita  con  molto  desiderio C  iv.  38.  51. 

dt>ta     aoo  solamente  di  lei  era  cosi  dtMderoao C  iii.  1.13. 

é  mamamno  d*  «iMre . . .  diuderoto  di  sapere C  iv.  15.  40. 

<É«  aao  divenne  .  .  .  più  desideroso  di  aa/vw C  iv.  25.  68. 

molli . .  .  deu^mm  d*  essere  apparenti  e C  iv.  a?.  133. 

parlo  . . .  drmtnandùie  a  quali  donne  scn  vada,  e  9teasi  K.  N.  32.  39. 

pC    Cile  Bc  reca  11  duùi  d'  Amore  dinanzi K.  AT.  39.  ao. 

re:     ancor»  lagnmando  in  questa  detoiata  citlade K  A^  31.  5. 

Vedi  questo  che  non  pare  Amo K  A',  aa.  ja 


DESTINO 


destino,     se  giudizio,  o  forza  di  dtsitHO^  Vuol    .     , Canz.  xx.  77. 

destro.     Seco  menando  Amor  UaI  distro  lato Som.  xxix.  4. 

detto»  N.     Che  tal  dttto  rìvolse C  iv.  Canz.  ili.  «& 

Perchè  in  medesimo  drtio  Convengono  ambedue  .     .     .     .  C.  !v.  Catta,  iii.  94  ;   t8.  a& 

Perchè  raccomandati  Vi  sian  gli  detti  mici Cana.  xiii.  89» 

C  ha  pulito  i  mici  detti Sviu  xxxiii.  6. 

Sì  che  s'  accordi  i  fatti  a*  dolci  detti Soh.  xxxiv.  i^ 

dL     Io  maledico  il  ^1  eh*  io  vidi  in  prima Soh.  xjcxiii.  f. 

Pensava  tutto  T  dì  d'  entrar  le  porte , S.  P.  xxxvu.  51. 

destro,     vcdrcbbcsi  quello  andare  ver  lo  braccio  dtstro C  iiì.  5.  157. 

determinare,     che  sono  secondo  determinata  parte  della  persona     .     .  V.  N.  19.  109. 

lo  sito  de'  quali  è  manifesto  e  determinato C.  ii.  3.  53. 

siccome  nel  primo  della  Meteora  è  dttemnnaio C  ii.  14-  169. 

a  mostrare  .  . .  questa  cosa  determinare  essere C  tv.  10.  46. 

Questa  .  .  .  parte  .  ,  .  intende  deferwittan  d*  essa  Nobiità  secondo 

la  Verità ,     .     .     .  C  ìv.  16.  ai. 

Nel  precedente  Capitolo  è  detcrminato  come .  C  iv.  iB.  9. 

Poiché    nella  precedente   parte   sono   pcrtrattate  tre  certe  cose 

dctertninate C  iv.  19.  a. 

detrlmeuto.     a  maggiore  ^«'/nWf/o  dico C  iv.  7.  104^ 

dettato,     dice  aspra^  quanto  al  suono  del  dettato C  iv.  2.  ni. 

detto,  w.     appare  che  1"  uno  detto  non  è  contrario  all'  altro       ....  K  /V.  39.  50. 

che  i  detti  d'i  costoro  sono  vani C  iv.  15.  104. 

DetlB.     Ecce  Deus/ottior  me F.  A.  9.  ^4* 

di,  die.     Poiché  furono  passati  tanti  dì K.  iV.  3.  t. 

ncir  ultimo  di  questi  1/1  av\'cnne K  ^- 3.  5, 

Appresso  la  morte  dì  questa  donna  alquanti  dì K  AL  9.  x 

ni*  era  apparita  nella  nona  ora  del  cTi K  M  ta.  75. 

cosi  dimorai  alquanti  dì  con K  A''.  18L  68l 

pensando  alquanU  dt^  comincini  una  canzone ,     .  V.  N.  19,  16. 

Appresso  ciò  non  molli  dì  pascali V.  N.  aa.  i. 

Appresso  ciò  pochi  c/ì,  avvenne  che V.  N.  «3.  x. 

ond'  io  ,  .  .  soffersi  per  molti  t/ì .  .  .  pena K  A^.  33.  4. 

Appresso  .  .  .  avvenne  un  «/ì,  che V.  N,  44.  a. 

Pensa  di  beoedirc  lo  dì  eh'  io  ti  presi V.  N.  34.  io. 

cioè  *  prima  verrà/  lo  ^ì  che  Beatrice  si  mostrerà K  ^.  04.  31. 

sì  lev^  un  </ìf  quasi  nell'  ora  di  nonn^  una V.  N  40.  a. 

a  cui  ...  s'  era  lasciato  possedere  alquanti  dì V.  N.  40.  13. 

dormire  W  dì C  t.  7.  17. 

£  '1  soccorso  dinanzi  ciascuno  dì  crcscca  C  il.  a.  36. 

rivolgcsi  .  .  .  ogni  dì  naturale  una  fiata .     .  C  ii.  6.  147. 

lo  movimento  nel  quale  ogni  dì  sì  rìvolve C.  ii.  15.  97. 

ogni  dì .  .  *  rìce^'ono  quaggiù  la  virtù C  ii.  15.  134- 

cento  ottantaduc  dì  e  quattordici  ore  (dico  ett^  cioè  tanto  tempo 

quanto  misurano  cotanti  </!) C  ii.  15.  146.  I47,  148. 

per  tempo  di  quattordici  (/ì  e  mezzo  C.'ù.  15.151. 

notte  non  sarebbe,  nò  dì,  né  settimana C  ii.  15.  154. 

contra  lo  movimento  diurno,  cioè  del  dì  e  della  notte C.  ìii.  5.  139 

che  questi  luoghi  hanno  uno  dì  dell'  anno  di  sei  mesi C  ili.  5.  169U 

partire  da  sé  e  venire  verso  Maria  novantuno  1^  e  poco  più    ,     .     ,  C  ÌìL  5.  180. 

si  parte  e  va  ver  Lucia  novantuno  dì  e  poco  più   .......  C  ìiL  5.  183. 

questo  luogo  ...  ha  il  (/ì  uguale  colla  notte C  ììl.  5.  186. 

del  dì  e  della  notte  fanno  ventiquattr'  ore,  cioè  dodici  del  dt  e  dodici 

della  notte,  quanto  che  'l  dì  sia  grande  o  pìccolo     .     .     .     .     C  iìL  6.  I4,  16,  i). 


175  ^^^^F  DICHIARARE 

A   Coup  anima  e  eoi  corpo  il  terzo  éì .  .  .  suscitò P,  /*,  47. 

che...  si  ripose  D*  0^1  fatica  un  d\  della  semana P.  F.  161. 

4Ìtt(ia   E  veste  sua  persona  d'  un  eiia^pro  Tal Cana.  xìi.  5. 

^axt,   V.  S.  33.  155  (Gm«.  ii.  a8)  ;  33.  5»  vC(»»«.  ili.  la),  ioa  {Catta,  iii.  6a)  ;  C  iv.  Ca«*. 

iii.  35,  78  ;  CaHM.  X.  18  ;  xi.  43  ;  K.  A',  ai.  ax  v-5o«.  xi-  »3).— Q".  <llre. 

"'Cktanre.    Chi  più  sottile  dichiarar  a*  ingegna P*  F.  79. 

**►  <llt  queste  ore  si  fanno  pìcciole  e  grondi  nel  t/ì secondo  che  T  di 

, , .  cresce  e  scema C.  iii.  6.  18,  19. 

cbclKendo  del  dì  e  della  notte  ventìqualtr'  ore,  talvolta  ha  il  dì  le 
quindici  ore  ...  e  talvolta  ha . .  .  '1  c/ì  le  otto,  secondo  che 

cresce  e  scema  i\  dì C  iii.  6.  33,  25,  36,  37, 

■Bendo  il  di  eguale  della  notte,  conviene  cosi  avvenire     .     .     .     .  C  iii.  6.  31. 

ediittutami  per  ciascun  dù C.  iii.  15.  177. 

f^^edc  e  cresce  in6no  al  dì  della  beatitudine C  iii.  15.  193. 

qiiBnec  volte  il  dì  questo  fine  ,  .  .  v'  è  additato C.  ìv.  6,  185. 

colui  che  quattro  di  t  stato  nel  sepolcro C  ìv.  7.  43. 

^cankbio  ogni  dì  si  può  fare C.  iv.  zz.  X19. 

"^  sesta  .  .  ,  che  è  a  dire  lo  colmo  del  rfJ C  iv.  33.  107. 

aej  ^)  ,_-i5  e  infìno  alla  Tfrsa C  Ìv,  33.  xag. 

LtChiicsa  usa  nella  distinzione  dell'  ore  del  dì  temporali^  che  sono 

■O  ciascuno  ^  dodici C.  iv.  93.  143  (£f>). 

"  P*ù   nobile  dì  tutto  il  d\  e  la  più  virtuosa C.  iv.  33.  147. 

*  ^ifi<ia  della  prima  parte  del  dì C.  Ìv.  33.  150. 

^  <^«3cnìncÌaracnto  della  settima  ofa  del  dì C  tv.  33.  159. 

ciclo  Cristallino,  cio<ì  dittano C  ii.  4.  xa, 

'^  ***^"«j  ciclo  è  rfw/aiio  vcioè  trasparente) C.  ii.  7.  97. 

**H<»-a.lc  eome  corpo  rfiii/bnu,  riceve C.  iii.  4.  ta. 

per  R^oiia  chiarità  di  diafano  avere  in  so  mista      ...  .     .     .  C.  iii.  7.  99. 

*-*''^    sono  che,  per  essere  del  tutto  diafani C.  iii.  7.  35. 

••"to   vìncenti  nella  purità  del  diafano C.  ìli.  7.  40. 

^^''^À   altri  sono  tanto  senza  diafano     . C  iii.  7.  44. 

****  *ono  .  .  .  quasi  diafani  per  la  purità C.  iii.  7.  49. 

^^'^Rono  dentro  all'  occhio  .  ,  .  per  lo  mezzo  diafano C  iii.  9.  69. 

lo  i*»^:jjo^  eh'  i  diafano^  è  tanto  pieno  di  lume C  iii.  9.  118. 

^•^^^  se  fossi  stato  diafano , C.  iiì.  io.  37. 

^'**"*^^^-     Scienze  del  Trivio  ...  cioè  ...  iJiiA-rnVa C  ii.  14.  57. 

^*^lo  di  Mftxurio  si  può  comparare  alla  DiaUtHca C  ii.  14.  91. 

'^''^^^tc  due  proprietadi  sono  nella  Dtaltttica^  cbà  la  DìaieUica  è 

x&ioore  in  suo  corpo C  ii.  14,  loi,  109. 

^^**'*"''^*i     la  quantità  del  suo  diametro  non  è  piii .  C  ii.  14.  93. 

'''^^    vent'  otto  parti  ...  del  diamgtrv  della  terra C  ii.  14.  97. 

*^  *^*>«  pare  di  larghezza  nel  àianuiro  d'  un  piede C  iv.  8.  53. 

^  ■    -    •  che  ...  il  diametro  del  corpo  del  sole  6 C  iv.  8.  56. 

^>K^^iosstacosachi  la  terra  per  lo  diametro  suo  sia  ...  Io  diametro 

^d  sole  ...  è C  iv.  8.  59, 60. 

ecco  Boezio  in  quello  tU  Consolazione  dicente  ......  C  iv.  la.  74. 

K  A',  33.  36;  C.  ii.  15.64;  iii.  5.  30;  11.95;  iv.  7.14*77;  8.  x6  :  14.91,33:  15, 
ioa,  191  ;  16.83  ;  9t.  99;  35.  in,  139;  39.  33,  108,  log.— Cf  dire 
tfÌdP^*^*C    questo  dubbio  io  Io  intendo  solvere  e  dichiarare  .     .     .     .      K.  ;V.  i  a.  14  r. 

y^^<*  Doa  é  bene  a  me  dichiarare  cotale  dubitazione K  jV,  14.  109. 

pc*'V>u  degna  di  </iWitttmr/«  ogni  dubitazione K.  TV.  35.  a. 

h^^UìtxtM.  dichiarare è  da  intendere   .  K.  TV.  «5.  aa. 

tt^^  ^  <U  trapassare  senza  i^fcAi'anirv C  ii.  9.  31. 

•*^coae  nel  seguente  capitolo  si  dichiarerà C  ii.  10.  83. 


DICHIARARE 


n6 


dichinare.    Quivif  dov*  ella  parla,  sì  diehina  [Uno  spirto  dal]      C  iQ.  Cma  ">  4 1  ;  14*  105. 

didt.     Kcc  Hidt  ipsa  :  MaJum  est  de  isto  Cana.  xzì.  aa. 

DidCk.     Con  quella  spada,  ond'  egli  ancise  Dido Cmnt.  xìi.  36. 

diece  -  dieci P.  F,  154- 

dietro.     Di  dùtro  da  costui  van  tutti  quelli C.  iv.  Can».  ìiì.  09. 

che  pur  mira  Di  dietro  al  tempo Cana.  x\-ì.  a. 

Ch*  io  mi  scntia  dir  dietro  spesse  fiate K,  AT.  7.  «7  \5oh.  ii.  \o\ 

E  '1  satisfar,  che  ditiro  a  lei  s'  accocca P,  F.  109. 

difendere.     Sola  pietà  nostra  parte  difetuit K  A^  ig.  41  \Ca9%z.  i.  23)* 

Là.  ov'  io  non  posso  difender  mia  vita .     Cana,  ix.  64. 

s'  alcun  si  difendi^  Non  è  senza  gran  briga Orna.  x.  88. 

Purché  la  vita  tanto  si  difenda Cana.  ziv,  48. 

Che  non  purlui,  ma*l  suo  onor</f/n4r Gina.  xvi.  19. 

sebbcn  la  difendo  Nel  dir Coma,  xix.  17. 

chiamar  la  mìa  nemica  .  .  .  che  mi  difenda K  A^.  13.  49  {San.  vi.  14% 

Difendimi,  o  Signor,  dallo  gran  vermo S.  /*.  ti.  io. 

Difendimi  àM,\  spirili  inrelici S.  P.  xxxì.  54. 

E  così  ci  difettdoH  dal  demonio  I  .  .  .  Sacramenti P.  F.  151. 


I 


C  iv.  r  1.  37. 
C.  iv.  33.  4. 


106. 


dicbiarare.    prima  eh'  lo  .  4  .  è  da  dichiarare  un  dubbio     .    .    .    , 

Poiché  .  .  .  quella  per  le  sue  parti  ...  è  dichiarata    .... 
dictììnare.     Quivi,  dov'  .  .  .  cioè,  dove  la  fìIo!K>fia  è  ìn  atto,  si  dichina 

un  etUstial  pensiero , C.  Hi.  14. 

dicitore,     che  .  .  .  non  erano  dicitori  d*  Amore  bi  lingua  volgare,  anzi 

erano  dicitori  A^  Amore  certi  poeti  in K  ^V.  35.  34,  36. 

maggior  liccnu  .  .  .  che  alli  prosaici  dicitori,  e  questi  dicitori  per 

rima  non  sieno  altro  che K  A^.  35.  54  >fis). 

degno  è  lo  dicitore  per  rima  (are  lo  simigliante y.  N.  a^.  68, 

vogliono  che  r  uomo  li  tenga  rfirt/on Ci.  11.  84. 

lo  dicitore  massimamente  dee  intendere C  ìi.  7.  54. 

quello  che  .  .  .  dire  intende  Io  diiitort C.  ii.  9.  io. 

li  dicitori  che  .  .  .  usarono  di  farla,  fenno  quella C  ìi.  la.  9. 

Dido.     avendo  ricevuto  da  Dido  tanto  di  piacere C  tv.  a6.  65. 

die.     K  di 

diecL C  ÌL  4.  44,  89  ;  15.  30,  31  ;  iii.  5.  103  :  iv.  24.  55. 

dietro,     la  .  .  .  vita  di  quelli  che  dietro  m*  ho  lasciati C.  i.  l.  72. 

tutte  le  altre  le  andrebbono  dietrv C  ì.  11.  63, 

dalla  parte  della  memoria  di  dietro C  ÌÌ.  a.  35. 

quello  ...  si  dee  rìser\'arc  di  dietro C  il.  9.  11. 

andando  dietro  al  numero  impossibile  a  giugnerc C  iii.  15.  90U 

andando  loro  dietro ,     .  C  iii.  15.  193. 

(Scendo  che  dietro  da  costui  ifanno  tHtti C  iv.  3.  56. 

si  va  .  .  .  lasciando  le  vcstigie  .  .  .  dietro  da  sé C.  iv.  7.  69. 

di  coloro  che  dietro  ad  esse  vanno C  iv.  la.  89. 

col  Trattato  è  da  tenere  dietro  a  quello  che C.  iv.  aa.  63. 

difendere,     credendo  che  mi  difendesse  la  sua  veduta  da y.  N.  16.  17. 

come  cotal  veduta  non  solamente  non  mi  difeneUa K.  A^  16.  at. 

la  terza  è  a  difendere  lui    ...     .          C.  i.  10.  35. 

Mossimi  ancora  per  difeH^rt\ìi\ C.  i.  10.  74. 

quando  uno  nuo\'0  cittadino  .  .  .  la  .  .  .  libertà  difese      .     .     .     .     .  C  iv.  5.  176. 

se  l*  avversario,  volendosi  difendere,  dicesse C  iv.  14.  ^^a. 

se  r  avversario  pertinacemente  si  difendesse C  iv.  14.  49. 

Se  ciascuno  fosse  a  difntden  la  sua  opinione C  iv.  ai.  96. 

colli  quali  difende  ...  la  sua  imbecillità C  iv.  34.  110. 

difenalone.     la  quale  sarà  tua  dtfmsione  come  questa  era K  AT.  9.  39. 


'77 


DIFETTO 


ObtL  Ahi  coro*  pocAifi/fsa  Mostra  signore ,     .     .     .  Cane.  x.  97. 

Ole  possa  lunga.Encnte  far  i^iyVsa Cans.  xvì.  B. 

dfetta   Lo  Cielo,  che  non  bave  altro  iJt/fMo  Che K  TV.  19.  36  {Catu.  i.  19]. 

Pcrtic  le  mie  rime  a^xan  difttto C.  iii.  CatiM.  ii.  14  ;  a,  13  ;  4.  31. 

Cbr  prima  ...ed'  altro  lato  Con  difttto  procede C  iv,  Cans.  iii.  48. 

Ed'D|;DÌauo  iH/ftio  allor sospira ^.  iV,  at.  14  (Soti,  XÌ.  6). 

NoD  le  addi  vien  per  ...  Ha  per  difetto  tW  ella  sente  al  nido  .     .     .  San.  Iii.  1 1 . 

ttwiOBC.    la  dttii  richiede  .  .  .  alla  sua  diftnsione  avere C.  iv.  4.  19. 

<U  iDi  vite  le  foglie  per  </i^ji'oH/ del  frutto C  iv.  34.  109. 

<4«.    quasi  ibigoltilo  della  bella  difesa  che K.  A'.  7.  6. 

Ikpntil  donna  eh' era  stata  mìa  i/i/rfa K.  ^.  9.  5. 

kqnile  i  stata  lunga  tua  difesa P.  W.  9.  a6. 

*<oche . ,  ,  la  feci  mia  difesa  tanto,  che V.  N.  io.  6. 

owbtne ...  da  un  lato,  per  levare  la  difesa  dall'  altro      .     .     .     .  C.  ili.  to.  68. 

"■Wvuaente.     parvemi  dìftttivamttìte  aver  parlato K.  ^V.  38.  7. 

""•tthfa    si  richiede  perfetta  conoscenza,  e  non  difettiva Ci.  6.  77. 

tht  della  porte  perfettissima  paiono  difettivi C  iti.  a.  151. 

'  ciU^t^ijfV/ff'M),  deggio  essere  biasimato C  iii.  4.  sa 

*'*ioccbi.  .  .  *!  desiderio  sia  cosa  difettiva C  ìii.  15.  31. 

^  •"  poi  firo€fdrtte  a  difettiva  forma C  iv.  io.  50. 

^**odo quelle  .  .  .  rendere  altrui  più  difettivo.    . C  iv.  la.  io. 

^^^'"itéi/tttit'e  possono  avere  i  loro  difotti C.  iv.  la.  11. 

"*****    f)eotro  dall' uomo  possono  essere  due  i/i)%//i C,  i.  1.  17. 

^'^traèil  </^ir//odelIuogo C  i.  1.  34. 

*' Juolc  del  dtfrtio  di  colui  eh'  egli  ama C  ì.  i.  57. 

*"*  'aia  facultate  imputino  ogni  difetto C  i.  i.  138. 

**  atnico  dee  1'  uomo  lo  suo  difetto  contare    .         C  i.  a.  sa 

'*'*'C*Tc  li  suoi  difetti C.  i.  a.  33. 

"''«^•cerc  lo  suo  d$fetto C  i.  a.  41. 

""^^Ata  a  torre  alcuno  difetto C.  i,  3.  3, 

*^**»r«  il  difetto  delle  Canzoni C  i.  3.  ix. 

^*>fgire  maggior  difetto C  i.  3.  14. 

'^^*to  avrebbe  non  pur  nel  difetto C  Ì.  7   61. 

^  intenzione  mostrare  lo  difetto C  Ì.  io.  204. 

^^to  t  pericolosissimo  difetto  nella  loro  cecità C  i.  li.  56. 

^'^Hti  .  .  .  veduta  non  fu,  e  per  difetto  di  ragione,  e  per  difetto  d' 

Ammaestramento C  ìì.  5.  55,  56. 

^^  ^Jrito  d'  ammaestramento  .  .  ,  non  videro C  ii.  6.  i. 

^^*tr^  per  difetto  di  virtii  fuggire C.  ii.  8.  72. 

^*CKiore  sarebbe  lo  nostro  difetto C  ii.  9,  86. 

|j^**  .  .  ,  cagione  di  maggiore  difetto       ....  C,  ii.  9,  94. 

***•  ccrteua,  la  quale  t  sema  ogni  difetto C  ii.  14.  047, 

^ifrito  in  lei  sì  crede  per  alcuno C  iL  14.  249. 

-^    ^£^EIA>  fla  nelle  mie  rime C.  iii.  4.  35. 

**r>1jo  intelletto,  per  difetto  della  virtù  .  .  .  non  puote     .     .     .     .  C.  iii.  4.  87. 

^7*  «^on  esso  fu  di  questo  difttto  fattore  .     , C  iii.  4.  97. 

^  Ba«Aiaio,  o  per  difetto  del  lodatore  o  per  difetto  dell*  uditore    .     .  C  iii.  io.  78,  79, 

^**  non  paté-  alcuna  intermissione  ovvero  difetto C.  iii.  11.  147. 

Wfcllii  miseri .  .  .  ripensando  il  loro  difetto     .     .  C  iii.  13.  117. 

*  *  naiufesto  difetto C.  iii.  15.  34. 

«tutto  questo  il  difetto  era  dal  mìo  lato C.  iii.  15.  aio. 

*"''*i  a  riguardar  col  pensiero  il  difetto  umano C.  iv.  i.  68. 

PC^^^  . .  .  non  sia  difetto  di  stcrilìtade C  iv.  a.  67. 

•i^'^enti  molti  difetti  sosterrebbe C  iv.  4.  14. 

N 


DIFETTO 


difetto.     Dove  9i  vive  senza  alcun  diJtUo  ....  ^^^^^V    -     •     -  S.P,  xxni.  63. 

partorito  fui  Essendo  pieno  dell*  uman  difttto S.  P.ì.  18. 

E  chi  con  vizii  vive  e  con  diftUt P.  F.  58. 

di&mare.     E  quegli  ...  Mi  vanno  M^tmando  sol  pereti'  io  .     .     .     .  S,  P.  xxxviì.  8o„. 

Ciascun  .  .  .  mi  . .  .  diffamava  con  parlare  vario S.  A  ci.  37. 

diffinlre.     non  poterò  .  .  .  dtffinir  qual  fosse  il  suo  valore Son.  xxxviii.  4. 

difinire.     Chi  difinisct:   Uomo  è  legno  animato  C  iv.  Canm.  UL  41  ;  3.  38;   io.  6,  361 

fu  chi  tenne  Impero  In  </(/fmr#  errato      .........       C.  iv.  GtM«.  iìL  46. 

Che  tempo  ...  ai  convegna,  Dijxnmdo  con  esso  ......      C  iv.  Cai»,  iii.  tìft. 

difetto,     la  nostra  operazione,  senza  soperchio  e  senza  difetto      .     .     .  C.  iv.  6.  lai. 

per  suo  difetto  .  .  ,  questo  scórto  erra C  ìv.  7.  73. 

e  'I  suo  difetto  non  può  salire C  iv.  7.  85. 

avvegnaché  con  difetto  quella  ponga C  iv.  to.  8. 

paria  moh  intero,  cioè  con  difetto C  Ìv.  io.  39. 

provo  .  .  .  per  uno  loro  massimo  e  manifestissimo  difetta  .     .     .     .  C  ìv.  10.  71. 

in  ciò  che  più  si  può  vedere  di  loro  difetto  .     ,     , C  iv.  la.  6. 

le  cose  difettive  possono  avere  i  loro  difetti C.  ìv.  13.  13^ 

cose  che  prima  non  mostrano  i  loro  difetti  ...  C.  iv.  i3.  [9. 

chiude  il  difetto  della  nimistà C.  iv.  ta.  «5. 

queste  false  meretrìci,  piene  di  tutti  difetti C.  iv.  la.  87. 

secondo  ma!ÌMÌa,  ovvero  difetto  di  corpo .  .  .  quando  per  difetto  d'  al- 
cuno principio C  iv.  15.  x68,  170^ 

è  pargolo  uomo  .  .  .  per  difetto  di  vita C  iv.  16.  58. 

dli^mare.     diffamando^  agli  altri  fanno  mal  giudicare C  ì.  4.  55. 

differenza,     apprende  la  <//^rTrMa  delle  cose   .     .     . Ci.  ti.  i&,aoL 

Veramente  questa  differenta  è  intra  le  passioni C  iii.  8.  169. 

mostrerò  differenza  di  questi  vocaboli C  iii.  14.  4a 

roMivnaU^  che  è  differenaa^  per  la  quale  ....  C  iv.  lo.  41. 

profedii  te  a  difettiva  fortna,  owvcro  differenza C  iv.  io.  51. 

della  differtttea  delle  nostre  anime  fu  .  .     ragionato C  ìv.  ai.  13. 

disse  die  tutta  la  differtn»a  era  delle  .  .  .  forme    .....  .  C.  ìv.  ai.  94. 

diffidare,     quante  male  tcnUzioni  .  .  .  diffida C  ìv.  35.  9*. 

diffinJre.     avvegnaché  quanto  al  mio  intendimento  sia  diffinita    ...  K  W.  8.  73. 

dllìnire.     quella  felicità,  la  quale  difinisce  Aristotile C.  iii.  15.  139. 

e  .  .  .  difinio  quella  sccondochè  per  lui  facea    .  C  Ìv.  3.  53. 

E  difiniro  così  questo  Onesto C  iv.  6.  91. 

è  manifesto  che  </f^m>«  ^vn/i'/rfAn  non  è C  iv.  9.  173. 

fu  erroneo  in  difinire  quello  che  tenne  Impero C.  iv.  io.  43. 

ma  eziandio  nel  modo  del  difinire .     .  C  iv.  10.  58. 

conciossiacosaché  -  ,  .  non  si  può  per  .  .  ,  la  ,  .  .  perfezione  di/im'rr, 

convicnsi  quella  difitiirt ,  .  .  per C.  iv.  16.  107,  108. 

secondochò  ...  è  per  lo  Filosofo  difinito C  iv,  17.  ta. 

quando  </i)f/iiscr  la  Felicitadc     .     , C  iv.  17.  75. 

a  vedere  come  diffnin  si  possa  questa  buona  cosa C  iv.  19.  3. 

£  così  è  difinita  questa  nostra  Bontà .     .     .  C  ìv.  ao.  ioa 

difinizlone,  de^     la  dtfinisione  è  quella  ragione  che  '1  nome  significa  .  C.  iii.  11.13 

il  primo  è  la  </r/fnÌ0ion#  dell' opinione ...  C.  iv.  3.  31. 

rivolgendo  questa  definizione  in  ogni  parte  .  C  ìv.  3.  47. 

erroneo  nella  difinitione  di  Nobiltà     ...  C  iv.  io.  33. 

non  errò  pur  nelle  parti  della  difinieion*      .     , C  tv.  io.  57. 

che  la  difinieione  della  JVoòdtà  ...  si  faccia C.  Ìv.  10.  60. 

sono  mestieri  a  vedere  la  difinizione  di  Nobiltà C  ir.  i&  3& 

nella  seconda  si  cerca  la  sua  difiniaione C.  iv.  16.  3*. 


'79 


DILETTAZIONE 


Con  Oruion,  Llnosine  e  Digiom'o P.  F.  153. 

Fu  .  .  .  crocifisso,  Di  grazia  pieno  e  di  colpa  digiuMo  .     ,     .  ^.  ^-  33- 

Deh  I  per  qual  liignitatr  Cosi  legKÌadro  .  .  .  havc  .      K  yV.  -;.  a8  {Soh.  ii.  ti). 

E  iole  io  lealtà  far  si  dàttta C.  ìv.  Canm,  iii.  131. 

fltfJutlJoue.     a  cercare  la  prenominata  itifirtiaioMe C.  iv.  16.  39. 

ft  trovare  la  difinixiont  dell'  umana  Nobiltade C  Iv.  16.  lot. 

è  da  vedere  questa  i/i^mtiifffrr  che  cercando  si  va C.Ìv.  16.  113. 

•iecomc  nella  sua  tUJitnaiont  sarà  .  . .  manifesto C  iv.  16.  1x7. 

ponendo  ...  la  difinttionr  della  morale  Virtù C.  iv.  17.  10. 

sella  aeconda  ...  sì  trova  questa  difinÌMiom C  iv.  19.  11. 

precede  il  testo  stia  diJinisicH*  di  Nobiltà C  Ìv.  20.  3. 

y>qta  difinUiong  tutte  ...  le  cagioni  .  .  .  comprende C.  iv.  30.  94. 

Poiché  .  .  .  appare  la  di/tniaion»  di  Nobiltà C  ìv.  33.  a. 

se  la  materia  .  .  .  non  è  prima  digtsim        ...  .     .     .  C  ìi.  i   86. 

se  in  noi  è  1'  operazione  digtstiva C  ìv.  9.  38. 

nel  principio  del  vecchio  Dtgrslo C  Ìv.  9.  87. 

guadagnano  danari  o  digmtà C  i.  9.  aa. 

le  Bìc  parole  essere  minori  che  la  dignità  di  questa C.  ìli.  4.  34. 

•tediano  . .  .  per  acquistar  moneta  o  digmtà C.  ili.  \i.  107. 

...  la  reale  dignità  mise  a  non  calere C.  iii.  14.  77. 

rimase  .  .  .  dispogliata  di  ogni  dignitadt K.  /V.  31.  4. 

delle  dignitadi  virtuosamente  acquistate C  i.  a.  84. 

le  grandeize  delle  vere  dignitadi C  i.  lo.  53. 

le  Iccgl  .  .  .  dclli  successori  in  dignitadi C  ìv.  9.  153. 

troppo  moltiplicherebbe  la  digressiom C  i.  6.  23. 

è  la  ^i^TVMi'ofw  della  mia  scusa C  f.  10.  ai. 

ChA  vaa  dìg^raaiomf,  ragionando  di  quella C.  ÌÌ.  9.  50. 

^rà  ancora  dignaaiort*  d'  altro  Capìtolo C  ìv.  4.  134. 

pfooedcre  oltre  sì  conviene  la  mia  digrrsMùn* C  iv.  6.  6. 

basti  alla  presente  digrtsstont C  ìv*.  33.  160. 

■00  •  .  .  per  le  utili  dtgrtsiioni  che  contiene C  iv.  94.  18$. 

•  cosi  in  in  Anito  sì  diUUa C  ì.  3.  71. 

pmvhk  la  fama  dUala  lo  bene  e  lo  male ,     -     .  C.  i.  4,  a. 

dbt.    .  àaciaacuno  acquisto  il  desiderio  umano  si  dilata    .     .     .     .  C  iv.  la.  136. 

c%n\  nostro  desiderio  dilatandosi  per C  iv.  la.  005. 

,  .  per  alcuno  modo  si  dilati C  iv.  13.  4. 

■kcbè  .  .  .  aon  l  dvtffrt  lo  stio  dilatar» C  iv.  13.  to. 

cotale  diiatan  non  t  cagione  d*  imperfezione C  iv.  13.  ao. 

\  éHatoMìom  della  prima  sta  contenta C.  i.  3.  6a. 

d^tUmméasé  V  una  nella  compagnia  dell'  altra K  /V.  18.  4. 

kM*  .  .  .  •«  cominciaro  a  dtlHtnrr  troppo  di  vederla K  -/V.  38.  3. 

■mIcìL  éittfrnndoti  delle  male  operazioni,  hanno C  i.  4.  59. 

piaaa  di  quelle  cose  che  diUttano C  ii.  6.  36. 

fkk  ImiiiiO  di  quello  che  loro  dtUtta C  iii.  6.  39. 

■oHi  ihe  u  dUétiimo  in  dire  Canzoni  e  di  studiare. .  .cchc  si  i/i/r^am) 

■tednrv  in  Rtttorìca  e  in .     .     .     .  C  Iii.  1 1.  981  99. 

9  éikmmtmnH  per  ciaacun  die C.  iii.  15.  177. 

se  la  mente  si  diletta  sempre  nell*  uso C.  ìv,  aa.  Ba. 

cJie  ...  in  quella  seguitare  si  dilttti C.  iv.  a6.  135. 

seguitalrìce  di  vixìoae  diltttaaioni  .......  C.  i.  t.  34. 

«aa»  beli ...  di  brìevì  ddHta»iami     ....  .     .         .  C.  i.  4.  39, 

qpiSa  cottalo  ...  ha  più  dilrftoMwm  che C.  li.  3.  si. 

f  — i— B>»n.  dsUc  oiiaere  e  vili  dihsta»ìoni C  ii.  16.  66. 

N  a 


DILETTAZIONE 


i8o 


diletto,  adj.     Diiriti  mici,  or  sofferitc  in  pace K  /V.  19.  43  (Gi»u.  i.  34). 

dUetta  mìa  novella C.  n.  Catta,  i.  60. 

Tempo  fu  già,  nel  quale  .  .  .  furon  diUtt* Cans,  xx.  14. 

diletto,  M.     Ne  dar  diletto  di  color,  nò  d'  arte Catta,  ix.  15. 

A  rimirar  .  .  .  Con  più  diletto,  quanto  è  più  piacente Cane.  ìx.  33. 

Che  simiglianza  fa  nascer  diletto Cmttt.  x.  63. 

Noi  darem  pace  al  cor,  a  voi  diletto Cifu.  xiii.  15. 

Così  vanno  a  pigliar  villan  ddetto Cana.  xix.  54. 

Ma  r  uno  e  1'  altro  in  ciò  diletto  tragge Canz.  xtx.  lao. 

tal  grazia  m'  impietra  II  gran  diletto,  e'  ho Stst,  iìì.  37. 

non  ao  in  qual  parte  gli  giri  Per  lor  diletto Bali,  V.  la. 

Per  dar  della  mia  luce  altrui  dilrtto BalL  vi.  5. 

Che  amar  si  può  bellezza  per  diletto Soh.  xxx.  13. 

o\'ver  diletto  .  .  .  prender  de'  mìei  guai S.  P.  xxxvii.  60. 

Dov' è  rfi/*//o  e  sempiterno  giuoco 5. /*.  ci.  118. 

dilungare,     non  vai  eh*  uom  ...  si  dilunghi  Asì  colpi  mortali  ....  Cohm   xii.  io. 

dilettazione.  rosscsuspicatolomioamorees3erepersensibilei/i'/ir//a«fòn/  C  iìì.  3.  loo. 

sempre  ne  fa  parere  ogni  dilettaaione  manca C.  iii.  6.  76. 

che  nulla  dilettaaione  è  sì  grande C  iii.  6.  77. 

una  corrtiscazione  della  dilettcuiotte  dclK  anima C.  ìiL  8.  98. 

usando  con  essa  tanto  di  diletfatione C.  iv.  a6.  68. 

dilettevole,     perocché  la  cagione  ...  *  dilettevole  a  udire        .     .     .     .  K  JV.  17.  9. 

dilettissimo,     non  solamente  sposa,  ma  suora  e  figlia  dilettissima    .     .  C.  iii.  ix  118. 

diletto,  *t,    questo  .  ,  .  darà  diletto  buono  a  udire C.  i.  9.  laS. 

e  i'  una  e  r  altra  è  con  diletto C.  ii.  xa.  w6^ 

fu  perduto  il  primo  diletto  della  mia  anima C  ii.  13.  6. 

per  la  sua  .  .  .  operazione  nel  ddetto  .  .  .  del  gusto  e C.  ili.  3.  8a. 

E  voi,  a  cui  .  .  .  diletto  io  scrivo C.  iii.  5.  305. 

quella  gente  che  quaggiù  maggior  diletto  riceve .  C.  iii.  6.  83. 

questo  conviene  essere  o  per  .  .  .  o  per  ddetto,  o C.  iti.  11.  So. 

siccome  1'  amistà,  per  diletto  fatta  .  .  .  non  è  amistà  vera  .  .  .  cosi 

la  Filosofia  per  diletto  ,  .  .  non  è  vera  filosofia C  ììi.  ci.  90,  93» 

che  per  alcuno  diletto  colla  Sapienza  ...  sìa  amico C  ìit.  11.  96. 

che  non  fìcno  senza  utilitti  e  diletto  grande C.  iv.  4.  137. 

Voluplade  .  .  .  cioè  diletto  setita  dolore.     E  perù  tra  '1  diletto  e  1 

dolore  non  ponea  mezzo  alcuno C  iv.  6.  105.  fo6. 

oltre  la  quale  nullo  diletto  è  maggiore .  C  iv.  aa.  90. 

Non  ti  possano  lattare  ...  dì  diletto C  ìv.  24.  146. 

A  me  è  ricresciuto  e  volontà  e  ddetto  di  stare C  iv.  a^.  153» 

si  renderò,  ogni  mondano  diletto  .  .  .  diponcndo C.  iv.  a8.  65. 

dilettosissimo,     l'uso  .  .  .  é  doppio  .  .  .  Tuno  e  1* altro  dilettosissimo  .  C.  iv.  aa.  to6^ 

dilettoso,     soave  è  tanto,  quanto  shoìo,  cioè  .  .  .  ddeltoso C.  ii,  8.  37. 

avvegnaché  la  boutade  sia  massimamente  ddeltosa C  ii,  la.  97. 

in  quella  cosa  ...  è  1'  uso  massimamente  dilettoso C  iv.  aa.  8& 

L'  uso  del  ...  è  massimamente  dilettoso  a  noi,  e  quello  eh*  è  massi- 
mamente dilettoso  a  noi,  quello  è C.  iv,  aa.  87,  SS. 

dilezione,     siccome  fine  dell'  amistà  vera  è  la  buona  dilettone  ,  .  .  cosi 

fine  della  filosofia  è  quella  eccellentissima  dileeione    .     .     .     .  C  iìi.  xi.  X40,  K45. 

diligente,     che  1'  uomo  avesse  diligente  riguardo C.  ì.  io.  15. 

diligentemente,     quando  dice  e  ritrae ...  la  storia  .  .  .  diligentemente  C  iv.  97.  186. 

diligenza*     di  quella  è  alquanto  con  «/l'/i^/nAi  da  parlare C  iv.  35.  31. 

dilungare,     però  eh'  io  mi  dilungava  dalla  mia  beatitudine     .     .     .     .  V.  N.  ^  t». 

Li  punti  delli  quali  archi  sì  dilungano  ugualmente  dal C.  ìii.  5,  138. 

per  che  molti .  .     si  dilungano  le  scritture  dagli  occhi C  iìL  9.  145. 


i8i 


DIMOSTRARE 


dUnvio»     nello  gnn  HHhvìo  di  mole'  acque S.  P.  xxx!.  44. 

dÉBMllrta.     Di  lei  e  del  dolor  fece  Htman^t* Catta,  rx.  30. 

dlBBDdftre,     lu  la  Jimttntio  per  aver  più  vita  A Cant.  xìv,  14. 

^pcOc  CQoe  . .  .  Dimaniio  e  voglio Can».  xvi.  45. 

C/,  demandare. 

dltlMIKto»     Oltre  il  tLmando  di  nostra  natura C.  tii.  Can*.  ii.  09. 

che  tanto  fo  dÌ*nora  In  uno  stato  .  .  .  Quanto       .....     Catta,  xIv.  75. 

Li  qoal  levando  su  senia  liimora  Farà S.  A  ci.  47. 

làf  dov'  ci  Ca  ditMoranMa Ball.  vii.  5. 

dlmormre.     Pianscmi  Amor  nel  core,  ove  Jimora  .     .     .     .     V.  N.  93.  158  {Con*,  ii.  31). 

ocUa  parte  ove  liimora  La  Donna C.  ìii.  Canm.  ii.  ax. 

quel  Signore.  Ch'  alla  mia  Donna  negli  occhi  dimora    .     .     .     .     C.  iv.  Caiw.  ili.  19. 

Lo  <)ual  dimora  in  mezxo  solamente .     .     C.  iv.  Coiu.  uL  87. 

La  qual  dimostra  u'  la  Wrtìj  dimora CanM.  xix.  16. 

Ood'  io  pover  dimoro  In  guisa,  che K.  A^.  7.  33  (Som.  Ìì,  15). 

Sen  viene  a  dimorar  meco  sovente F.  A^.  39.  61  (Som.  xxit  a). 

Che  nella  sua  sentenza  non  dimora  Cosa  che Som.  xI.  7. 

Ch'  é  questa  Donna,  in  cui  pregio  dimora Som.  1.  5. 

La  qua]  dimostra  u*  la  virtù  dimora Catts.  xix.  16. 

Sol  éumotir^mdo  che  di  me  gli  doglia K.  Af.  15.  38  {Son.  viii.  ti). 

un*  altra  che  sempre  se  ne  dilunga  ...  e  molte  altre,  qual 

meno  dUungandosi  e C.  iv.  la.  183,  187* 

qwnto  più  ^  dilungato  dalla  Prima  FntrUigenta C.  iv.  ai.  47. 

Nella  prima  chiamo  e  dimando  queste  donne  se     .     .     .  K  A^.  aa.  83. 

■io  .  .  .  che  Nobiltà  sempre  la  dimanda C  iv.  30.  6a. 

C/.  domandare. 

le  foghe,  che  *1  vento  fa  dimtnart  . C  tv.  13.  104. 

dare  ...  a  quella  .  .  .  per  principio  dimmìicarua    ,  C.  iv.  14.  109. 

mi  movea  .  .  .  dimtnticaHdo  quello  che  .  .  .  m'  addivenìa  V.  N.  16.  iS. 

pare  che  vogliate  dimenticarlo  per  questa  donna V.  N.  38.  io. 

Ckc  M>  dtmwntittnM  lui,  e  là  dov*  io  era K  A^.  40.  35. 

wtmwméimmiikimtdo  . .  ,ho  ùwcT\aXA C.  i.  i.  75. 

•oa  dM  r  uomo  .  . .  dìmentirart  H  servigi C.  ii.  16.  53. 

ia  qoal  tempo  che  si  dimtMtitkrrà  il  basso  stalo C.  iv.  14.  4r. 

I*  quale  modera  noi  ...  dal  dtmtnmrt  noi  oltre  .     .     .     .  C.  iv.  17.  57. 

lo  quale  dimora  nella  .  .  .  camera  del  core K  A^,  a.  ao. 

il  qaalc  dimora  nclt'  alta  camera K  /V.  a.  37. 

i  qaalf  dimKMia  in  quella  parte,  ove K.  A^.  a.  34. 

Agprwaao  ciò,  poco  dimorava  che K  A^.  3.  5a, 

Ed  ia  qncalo  stato  dimorando,  mi  giunse ^.  A^.  13-  33. 

la  qoaflo  A'Miomm  la  beatitudine  e  il  fine  di K  A^.  iB.  34. 

e  COal  dtmtormt  alquanti  di  con  desiderio K.  M  18.  67. 

pat  éimitmmdo  ancora  nel  medesimo  luogo  . . .  passaro  .     .     .     .  K  N.  aa.  40. 

qpMil  adla  aua  aMcn»  ^ifMomm/u  entrai C  Iv.  1.  67. 

cW  a«f11  occhi  .  .  .  della  filosofìa  d»mora C  iv.  a.  146. 

eh*  Egli  DOQ  volesac  dimororr ...  al  sommo    ........  C.  iv.  a3.  100. 

la  quale  .  .  ,  già  è  piti  tempo  ho  dimosiraia C  i.  i.  77. 

questo  sempre  lo  littcrate  dee C  ii.  1.  66. 

ithé  il  dimostrare  ùa  edtficaiione C  il.  t.  98L 

sarebbe   procedere   ad  essi   dimostrare,  se   prima   lo 

^ttanàw  uoa  fome  dimostrato C  IL  1. 118,  119. 

tié  fST^*^^**  di  Casta  miscrfcordia  si  dimostrava C  il.  a.  17. 

qaaaft»  .  . .  partì  per  ordine  sono  ...  a  dimostrar» C  ii.  a.  74. 

a  dljNiuAiii  chi  soflo  questi      . C  ii  5.  3. 


DIMOSTRARE 

dimostrare,    paura  Di  dimostrar  cogli  occhi  mia  vìltate     ,    .    K  ^V.  36.  36  (Som.  xix. 
Come  alla  vista  voi  ne  dimostrate  ........       ^^  ^V.  41.  58  {Soh^  xxiv. 

Poi  ti  dimostrerò  '1  cammin  perfetto S,  P.  xxxL  6.^ 

Ma  tu  .  .  .  Dimostrami  lo  tuo  volto  sereno S.  P.  ci.  45. 

Il  nostro  Signor  Dio  ...  II  corpo  suo  e  'I  ...  ci  dimostra  .     .     .     .     P.  F.  lao.  1 

che  noi  pcrdoniani,  tu  ti  dimastri  Esempio  a  noi  per P,  F.  »aa         I 


dimostrare,     maggior  .  .  .  che  gli  effetti  non  dimostrano C  ii.  5.  89. 

se  queste  .  .  .  ragioni  .  .  .  non  sono  del  tutto  dimostrate    .     ,     .     .  C.  ii.  5.  114. 

Dimostrata  è  la  sentenza C.  ii.  1 1.  X. 

poiché  la  tittiraU  sentenza  è  .  .  .  dimostrata C.  ÌÌ.  13.  z. 

tà  ov'  ella  si  dimostrava  veracemente C.  ii.  13.  47. 

perocché  nulla  scienza  dimostra  Io  proprio  suggetto      .     .  .     .  C.  ii.  14.  19. 

la  quale  quella  scienza  f/rmo5//vi C  ii.  16.  la. 

le  cagioni  di  quelle,  le  quali  ella  dimostra C  ii.  16.  69. 

si  può  procedere  a  dimostrare  la  sentenza ,     .  C  iii.  6.  3. 

la  immagine  .  .  .  che  lo  specchio  dimostra .     ,  C.  ut.  7.  lar. 

che  V  anima  bruta  rappresenta,  ov^-ero  dimostra C.  iii.  7.  134. 

cose,  le  quali  dimostrano  dt'  piaceti  .  .  .  di  Paradiso C  iii.  B.  35- 

perocché  quivi  .  .  ,  spesse  volte  ^{dimostra.     Dimostrasi nc^Vi occhi 

tanto  manifesta     , C.  iii.  8.  78,  80. 

Dimostrasi  nella  boati C.  iii.  8.  96. 

a  dimosttìire  la  sua  anima  nel!'  allegrezza  moderata C.  iii.  8.  xoi. 

sicché  donna  che  allora  si  dimostra  .  .  .  paia  modesta C  iii.  8.  loj. 

e  ciò  non  f/i'mo£/rt  il  nome C.  iii.  11.  10. 

poi  dimostrata  essa  ...  si  tratterà C  iiì.  xt.  iS. 

siccome  I'  Elica  ne  (/imo^/ra C,  iii.  11.92. 

questa  Donna,  che  di  sopra  é  dimostrata C  iii.  la.  as. 

li  filosofi .  .  .  nclli  loro  atti  apertamente  il  dimostrano C.  iii.  14.  71. 

non  pur  per  la  faccia  eh'  ella  ne  dimostra  vedere C.  iii.  14.  1*5.    1 

nelle  quali  ai  </i'i;ioj;/m  la  luce  interiore C  iii.  15.17. 

r  Autorità  ...  la  quale  s'  intende  dimostrare C.  iv.  4.  86. 

vedrà  che  elio  stesso  lo  dimostra C  iv.  6.  «3. 

il  maestro  e  I'  artefice  che  quello  ne  dimostra C.  iv.  6.  67. 

che  *I  sillogismo  .  .  .  conchiudesse  verità  dimostrando C.  iv.  9.  59, 

secondamente  si  dimostra  ragione  pcrch'  è C  iv.  xo.  33. 

prima  eh'  io  ciò  (/l'moj/ri .  C.  iv.  IX.  37. 

Poiché  «/imos/ni/o  è  sufficientemente C.  iv.  03.  1. 

non  pure  ...  e  Knjojfifa  la  nobile  na'ura  . . .  dimostra^  ma  dimostra  ^ 

Billezoa  e    .     .     , C  iv.  35.  idi  (là] 

come  nel  sesto  della  detta  Storia  si  dimostra C  iv.  ab.  75. 

questo  fa  e  dimostra  la  buona  natura C  iv.  a6.  79. 

perù  la  nobile  anima  in  quella  la  dimostra C  iv.  06.  lao. 

perù  la  nobile  Anima  tutte  le  dimostra C  ir.  a6.  I46. 

perocché  in  lui  essa  Nobiltà  tutti  li  ditnosfra C  iv.  oA.  i6a. 

Come  .  .  .  nel  terzo  Capitolo  ...  si  dimostra C.  iv.  30.  s. 

dimostrativo,     con  ragioni  i/i'ifros/ra/fiv  riprovarono Cu.  15.59. 

dimostxB.ziODe»     e  la  li  iterale  f/r'mo.f/ftzafb»»  sìa  fondamento  ....  C  ii  x.  took 

li  quali  .  .  .  dalla  migliore  di  ntos  trae  ione  .  .  .  sono  tre C.  ii.  6.  135. 

si  per  le  sue  dtmostraaiom C  ii.  14.  335. 

gli  occhi  di  questa  Donna  sono  le  sue  dimostm*iom C  ii.  16.  a6. 

che  nelle  dimostnioiotti  ncgW  occhi .  .  .  apparite C  il  x6l.  3X 

r  ora  che  la  prima  dimostraaiottf  di  .  .  .  entrò C.  ii.  x6.  61. 

gli  CKcAi  della  Sapieiua  sono  le  sue  (/imos/ra-cKinf C.  iti.  15.  24, 

cb'  io  non  polca  vedere!  e  sue  dimostroiiom C.  iii.  15.  «09 


S83  ^^^^^^^^r  DINANZI 

tfOBOSi     Che  tn  émanat  da  penone  vadi Cu.  Cana.  i.  57. 

Favi  éméaui  ààìV  «v»ro  ^-oIlo  Virtù Catu.  x.  106. 

Coflfl  Aia  mi'  ft^Ii  occhi  del  piacere  Si  fa Cans.  xiv.  55. 

Perchè  éimanxi  a  te  piangendo  vegno Comm,  xvii.  17, 

Fatti,  novella  mìa,  «/(MomW  a  Morte Cumj.  xvìì,  68. 

dbwiaiwt  dal  sembiante  freddo  Hi  ghiaccia Sast.  W.  31. 

Fug^e  «knnnsia  lei  superbia  ed  ir» V.  N.  ai.  1^  {Som.  xi.  7). 

£  toUiini  dmattti  a  voi,  sentendo  .     .     .     .     .     ,     .     ,     .    K  W.  36.  37  {Soh,  xix,  9). 

dkaostrazloneu     negli  occhi,  cioè  neDe  dimosinuiom,  della  61osoRa  C  Ìv.  9.  145. 

qui  non  si  procede  per  necessaria  dimostrauottt C.  iv.  18.  39. 

dfaianzL     dimauMi  alla  quale  poco  si  potrebbe  leggere y.  N,  j,  9, 

U  quale  ni'  avea  lo  giorno  ditMnat  degnato  di  salutare  .....     K  S.  3.  43. 

péu  che  io  .  .  .  non  avrei  creduto  dmmtai l".  N.  1,  6. 

quando  io  fui  giunto  JimtnMt  d»  loro K  TV.  18.  13. 

ì  quali .  .  .  avessero  dmanai  loro  una  nubiletta K  W.  23.  53. 

if  nin  fr  emanai  eh'  io  Tossi  tornato  in V.  N.  a^.  aaa. 

per  qn^lo  che  narrato  è  ditutnai K  /V.  a6.  53. 

perchè  ...  ha  preso  luogo  tra  le  parole  dinaHai ,     K,  A^.  39.  31. 

■i  partii  dimnmai  dagli  occhi  di K.  AT.  36.  ao. 

li  desiri  d*  Amore  dÌMnMai K  A^.  39.  30. 

all'  entrata  di  mia  giovcntiite  parlai    .     .     .     .     .  C.  i.  i.  135. 

chi  loda  o  chi  biasima  dinanai  al  viso  alcuno C.  i.  a.  75. 

4cl  Capitolo  i/ifttfwai  a  questo  immediato C.  L  7.  X05. 

col  petto  dmaMai%\  parava C  i.  xx.  70. 

r  USD  era  soecorsu  dalla  parte  dinanat ...  E 1  soccorso  dinanaì .  .  . 

cmccA C.  ìL  3.  33|  35. 

waffomM  éimmMm  agli  occhi  del  mio  .  ,  .  aflfetto C  ìi.  8.  84. 

4|WM»do  dìfHtMai  a\  viso  .  .     lo  Rettorìco  parla  .  C.  ìi.  14.  119 

pv  Frìmo  Mobile  i/iWtfitai  è  contato C.  ìi.  15.  123. 

M^mréan  pur  quello  eh'  è  (A>UNjj'aglì  occhi C.  ili.  i.  80. 

t%m  tà  eanlinua  .  .  .  alla  parte  del  cerebro  dmanai C.  iii.  9.  85. 

C  rikattiai  da  costui  erano  chiamati C.  tii.  11.33. 

ftOft  al ... .  che  Iddio  non  sapesse  dinansi C.  iii.  la.  71. 

Dio»  che  dinanaié  menzionato C.  iii.  t3.  9, 

Dal  principio  dimmu%  dalli  secoli  creata  sono C.  ili.  14.  59. 

eh*  .  .  .  qoa  tn  Italia  tanto  dinanaiU  prepanuti C  iv.  5.  73. 

voi  tsUi  che  siete  dìnamaà  a*  popoli ,  C.  iv.  6.  165. 

Riipando  :  quello  che  andò  «Anaiui C  iv.  7.  78. 

•  ^bMNai' dice,  nel  quarto  Capitolo C  ìv.  7.  97. 

ùmmmi  all'  avversario  si  ragiona  . ,     ,  C  iv.  6.  89. 

a  ciò  che  detto  è  dinanat C  iv.  so.  1x7. 

che  aeBa  Ciccia  dm«mai%\  mostra  amico C.  iv.  la.  33. 

che  I' Moo  desiderabile  sta  ^j'fMNai  air  altro C  iv.  la.  (71. 

a*  ladroni  canterebbe C  iv.  13.  109. 

t  diiumat  per  loro  opinione .    .  C.  iv.  15.  13, 

ék*  è  mmmo  dinanat    . C  iv.  15.  37, 

, ,  voi  che  siete  </ifMM<i  alli  popoli C.  iv.  16.  9. 

che  dice  i/m<i*ui' C  iv.  16.54. 

Smmmmé  scritto  a  queste  parole .  C  iv,  17.  toa. 

che  emanai  è  toccata,  e  laaciata -  C  iv.  19.  9. 

^kit  éimim' detto  è C  iv.  ao.  7. 

ptr  fodla  che  4fMM«/ è  detto C  iv  ao.  81. 

che  éùmmm  a  quelU  cU  V  xtomo  non  potali  .  . .  fare C.  iv.  34.  19. 

b  m$mò  dMtmnai  «g/j  occhi     • C  iv.  35.  Sa. 


DINANZI  ^^^  184 

dlnaszL     Bia  lagrimar  dìnatui  a  voi  non  sanno K  N.  37.  39  (Sat.  zx.  14). 

dinegare,     creder  che  sua  fama  buona  ...  Sì  possa  diurgar   ....  Som.  xIv,  7. 
Dio,  dJo.     Ancor  le  ha  Dio  per  maggior  grazia  dato  .     .     .     ,    V.  N.  ig.  60  (Cowa.  ì.  41). 

Che  Dio  ne  intende  di  far  cosa  nuova K  ^.  19.  65  i^CanM.  i.  46). 

Ch'  elli  son  quasi  Dei C  iv.  Comm.  iìi.  114  ;  00.  39. 

seme  .  . .  Messo  da  Dio  nell*  anima  ben  posta      .     .     .     C,  tv.  CartM.  iii.  lao  ;  ao.  88. 

Poi  ...  A  Dio  si  rimarìta C  iv.  Cang,  iii.  137. 

0  DiOf  qual  maraviglia,  Voler Omc.  x.  114. 

Deh  !  qui  mercè  per  Dio Cflftff.  zvit.  53. 

Questa,  in  cui  Dio  mise  grazia  tanta Gum.  xvìì.  55. 

veder  ...  gli  angeli  di  Dio  quaggiù  venire Cohm.  xvìì.  58. 

sua  faccia  .  .  .  Ahi  Dio  !  quanto  è  integra Cmna.  xxi.  36. 

Dio,  quanto  avventurosa  Fu Ball.  iv.  ai. 

dhinnzi.     si  conviene  guardare  di  retro  e  dinatuii C  iv.  so.  83. 

dinxianzL     le  .  .  .  parole,  eh'  io  avea  dette  dinnanti K  A*.  40.  43. 

di  nominare,     dinomintinsi  1*  uno  e  r  altro  dalla  stella    ...  .     .  C.  ii.  4.  97. 

C/.  deoommare. 

dintorno,     che  .  .  ,  dintorno  loro  si  facca  un  colore  purpureo       .     .     .  F.  A^  40.  32, 

dinudare,     non  sapesse  dinudan  le  sue  parole  da  cotal  vesta ,     .     .     -  V.  N.  9$.  109. 

perocché  1*  Anima  è  tanto  .  .  .  dinudata  da  materia C  iii.  a.  119. 

dinnmemre.     Aristotile  rf/«Mm/fO  quella  intra  le  intellettuali      ,     .     .  C.  iv.  17.  79, 

Dio.     Ella  non  pareva  figliuola  d'  uomo  .  .  .  ma  di  Dio  ......  K  AT.  a.  53. 

io  intendo  di  fare,  Dio  concedente C  i.  5.  68. 

prende  simiglianza  da'  bencficii  di  Dio C  i.  8.  x6. 

il  Salmista,  quando  dice  a  Dio C  ii.  4.  41. 

Vulcano,  lo  quale  dissero  Dio  del  fuoco C  ii.  5.  41. 

Li  Gentili  le  chiamavano  Dti  e  Dee C  ii.  5.  35. 

quanto  ...  è  più  divina,  è  più  di  Dio  aimigliante C  il.  5.  Sa. 

questa  vita  è  da  Dio  più  amata C  ii.  5.  83. 

se  noi  .  .  .  intendiamo  Dio  avere  potuto  fare C  ii.  5.  107. 

nelli  quali  .  .  .  Dio  avea  lor  parlato ,     .     .     .  C.  ii.  6.  6. 

annunzia  essa  unit^de  e  stabilitade  dì  Dio C.  ii.  6.  Joa. 

1  cicli  narrano  la  gloria  di  Dio C  ii.  6.  104* 

le  cose  ...  le  quali  ebbero  da  Dio  cominciamento C  ii.  15.  106^ 

naturalissimo  è  in  ZTi'o  volere  essere C  iii.  a.  51. 

perocché  il  suo  essere  dipende  da  A'o  .  .  .  naturalmente  disia  e  vuole 

a  Dio  essere  unita C.  iii.  x  56,  58. 

Boezio  ...  ove  dice  alU  Filosofia  :  'Tu  e  Dio,  che  te  . .  .  mise  ;' 

poi  la  predica  di  Dio,  quando  dice  a  Dio  .     ,     .     .     .     .    C  iii.  a.  144,  146  {bis). 

della  bontà  della  cagione  sua,  eh'  è  Dio C  iii.  6.  118. 

la  sua /arma  .  .  .  riceva  ...  la  graziosa  bontà  di  Dio C.  iii.  d.  135. 

questa  Donna  è  da  Dio  beneficata  e  fatta  nobile  cosa C.  iii.  6.  199. 

la  bontà  di  Dio  é  ricevuta C  iii.  7.  46. 

fu  ordinata  nella  Mente  di  Dio C  iii.  7.  179. 

La  Sapienza  di  Dio  ...  chi  cercava C  iii.  8.  15. 

ma  quelle  cose,  che  Ih'o  ti  comandò,  pensa C  iii.  8.  19. 

di  Dio  .  .  .  cosi  trattando,  potemo  avere  alcuna  conoscenza    .     .     .  C  iìi.  8.  143. 

più  degno  di  farsi  esemplo  dì  Dio C  iij.  la.  54. 

non  dovea  .  .  .  Dio  da  quella  produzione  rimuovere C.  ili.  la.  76. 

il  quale  massimamente  è  in  Dio C  iii.  la.  96. 

di  iassù  dico,  facendo  relaziona  a  Dio C  iii.  13.  9. 

come  questa  Donna  è  primamente  di  Dio C  iìL  13.  71. 

cioè,  che  Dio  metta  sempre  in  lei  del  suo  lume     , C.  iiì.  13.  106* 

D»  questo  Amore  a  sua  similitadine  riduce C.  iii.  14.  a6. 


185                                        ^ — T~                              "^^^^^r  DIO 

Dk>»  dio.     Vostra  fina  pìaceoza  Fece  Dio  per  essenza.  Che      .     .     -     .  Ba!i  iv.  34. 

aooo  tenute  Di  bella  grazia  a  Dio  render  mercede     .     .     .    V.  N.  07.  16  {Son.  xvì.  4). 

Per  Dioxi  prega  che  voi  'I  correggiate Som.  xxiiv.  13. 

A  che  Dto  chiama  la  cristiana  prole ...  Son.  xxxvij.  io. 

Oio^  per  pietade  or  dagli  alcuna  lena Son.  xlvii.  3. 

Ai  quali  Dto  e  gli  angeli  .  . .  non  imputeranno S.  P.  xxxL  8. 

Dcccati ...  0  alto  Dio .     .    .  S.  P.  xxxvii.  84. 

La  via  di  convertirai  a  le  Dia  vero S.  P.  I.  54. 

Però  che  Dio  in  eterna  memoria  .  .  .  vofle S.  P.  ci.  64. 

Lauderà  Dio  in  basso  ed  anche  in  cima S.  P.  cL  75. 

Riqwoderma  essi  all'  eterno  Dio 5.  P.  ci.  89. 

Nrò  che  ad  altro  die  non  so  fuggire S.  P.  cxlii.  48. 

0  Dio  eccelso  sopra  gli  altri  dei .     .     .     S,  P.  cxlii.  49  (bis). 

Ptreh*  tu  sol  mio  Ab  e  Signor  sei S.  P.  cxlii.  51. 

E  ragionar  di  Dio  come  cristiano P.  P.  9. 

1«  cnxDo  in  Dio  padre , P.  P.  la 

0  qual  veracemente  t  uomo  e  Dio,  Ed  unico  Sgliuot  di  Dio  ...  e 

Dtc  di  Dto  uscio P.  P  aj,  a6,  07  \òù). 

Ad  aspettar  che  Dio  prendesse  carne P.  P.  37. 

E  con  Dio  Padre  siede P.  P.  5». 

Ot*  aDe  gnuic  dì  Dio  aarcro  consorti P,  P.  57. 

dM  1  primo  Agente,  cioè  Dio,  pingc  la  sux  vìrtti  ...           .     .  C.  iii.  14.  33. 

io  senta  macola  della  maesti  di  Dio .     .  C  iiì.  t$.  55. 

ere  di  Dio  .  .  .  non  sia  possibile  ....                         .     .  C  iil.  15.  105. 

^2«Biido  £>K>  apparecchiava  li  Cieli C  iii.  15.  167. 

»c  la  prima  materia  .  .  .  era  da  Dto  intesa C.  iv.  I.  65. 

Vitvflfto  ...  in  penona  di  Dio  parlando C  iv.  4.  116. 

■oatrano  quella  città  ...  da  Dio  avere  speziai  nascimento,  e  da  Dio 

«Tcre  speziai  processo C.  iv.  4.  109,  130. 

dw  ...  da  Dio  era  partita  e  disformala C.  iv.  5.  19. 

che  *l  Figliuolo  di  Dio  in  tcrr«  discendesse C  iv.  5.  aa. 

b  quale  foase  camera  del  Figliuolo  di  Dio  . C  tv.  j.  39. 

Oh  laeilkbUc  .  .  .  Sapienza  dì  Dia C  Iv.  5.  70 

ao«  solamente  .     .  ma  speziale  processo  ebbe  da  Dio C  iv.  5.  83. 

per  tipcKiale  6ne  da  Dio  inteso     . C  iv.  5.  106. 

pia  vàie  parve  le  braccia  di  Dio  essere  presenti C  iv.  5.  155. 

cht ...  da  Dw  pensato  e  ordiiuto  fosse C  iv.  5.  178. 

V  nemici  di  Dio C  iv.  6.  180. 

Imperio  da  Dio  a  certi  termini  i.  finito                        .     .  C  tv.  9,  t8, 

che  *  di  Dto,  sia  renduto  a  Dio      .     .                           .     .  C  iv.  9.  167  {bi§). 

ChI  lb«M  piaciuto  a  Dio,  che  .  .  .  fosse  stato C  iv.  11.  99. 

dcir  ultimo  desiderabile,  eh'  é  Dio C  iv.  la.  175. 

«fe  voa  ancora  intese  ricchezze  delli  D*i     .                                    .     .  C  iv.  13.  115. 

«amiate  la  immagine  dclli  Dn .     .  C  iv.  15.  84. 

La  fcsfe  tt  letificherà  in  ZTio .     ,  C  ìv.  tó.  1. 

q^HlH  dia  hanno  .  .  .  tono  quasi  come  Dti  ...                         .     .  C,  iv.  ao.  07. 

W  qpnto  ^C«  :  Mf*Mi  da  Dio  wft  anima .     .  C  iv.  ao.  xoi. 

O  allvnB  delle  divizie  della  sapienza  di  Dio    .     .     .     .          .     .     .  C  iv.  ai.  57. 

li  qaall .  . .  sono  sette,  cioè  .  .  .  rimor  di  Dio    .     .                         .  C  iv.  ai.  1 1  a. 

si  <  .  .  .  considerare  t  opere  di  Dio    ...                    .  C.  iv.  aa.  X13. 

.  il  quale  ...  era  Angelo  di  Dio  ...                    .  C  iv.  aa.  169. 

L'  Affcii  ài  Dio  diaceae  dal  ciclo .  C  iv.  aa.  170. 

qatmm  noatra  Nobiltà  che  da  Dio  viene .     .  C.  tv.  aa.  176. 

Am  alla  aoatn  ContempUxtone  Dto  sempre  precede C.  Iv.  aa.  194. 


DIO 

Dio,  dio.     E  solo  un  Ab,  e  sol  de'  santi  un  santo A  /*.  69. 

ì)  Padre  ed  il  Figliuolo  un  solo  Dio  .  .  .  ciascun  vale P.  F.  71, 

E  '1  peccar  nostro,  che  da  Dio  ci  parte P.  F.  xoi. 

Il  nostro  Signor  Dio  padre  ed  amico  .  .  .  dimostra P.  F.  ìiB, 

A  tal  rimedio  Dio  ci  volse  il  volto,  Ed  ordinò P.  F.  148. 

Diece  abbiamo  da  Dio  Comandamenti P.  F,  154. 

E  a  idoli  o  altri  dei  non  siam  credenti P.  F.  156. 

E  *l  santo  nome  di  Dio  non  pigliamo  In P.  F.  157. 

Che  spegnerla  in  noi  di  Dio  la  faccia P.  F,  174. 

Perchè  questo  da  Dio  ci  parte  e  toglie P.  F.  180. 

Al  nemico  di  Dio  lo  rassomcglio P.  F,  189. 

Dobbiamo  far  a  Dio  preghiere  assai P.  F.  909. 

Ora  per  noi  a  Dio,  clic  ci  perdoni .../'./".  348. 

dipartire.     E  se  dal  falso  il  vero  Ìo  ben  diparto     ,....,,.  P.  F.  134. 

dipingere.     L'  anima .  .  .  Cosi  dipinge^  e  forma  la  sua  pena    ....  Cant,  xi.  ai. 

eh'  io  drizzi  la  mia  face,  Dif>inta  in  guisa  di Catt».  xvni.  la 

Così  di  tutti  e  sette  si  difnnge 5b«i.  xxviii.  14. 

Tutta  dipinta  di  vergogna  rìede San,  xlìv.  14. 

diporre.     Diporrò  giù  lo  mio  soave  stile ...       C.  iv.  Canm,  iìL  to>. 

diradare.     Dit^ada  in  te  le  maligne  radici .  Catu.  xviii.  31. 

dire.     K  A^.  19.  ai  (Gi;/«.  i.  3\  34  {Canz.  i.  5Ì,  35  {Cohz.  i.  16),  46   Con*,  i.  37  ,  50   Cmnx. 

\.  31),  6a  {CaHM.  i.  43),  80  {Cana.  i.  61);  ^3.  138  ^Cata.  ii.  ii\  139    Can*.  n. 

Dio.    Gli  scbemitori  Dio  gli  schernisce,  e  alli  mansueti  Dio  darà  grazia  C  iv.  05.  17,  18. 

quel  dono  che  SaJomone  .  .  .  chiese  a  Dio C  iv.  87.  6a. 

non  sì,  che  non  si  convengano  .  .  .  dare  a  Dio C  iv.  >7.  86l. 

quando  .  .  .  esso  saviamente  ricorse  a  Dio C  iv.  97.  164. 

per  lo  suo  senno,  che  ...  a  Dio  tornare  lo  fece C.  iv.  37.  i6dL 

due  cose  :  1'  una,  eh'  ella  titorna  a  Dio .  .  C  iv.  98.  8. 

cosi  noi  dovcmo  .  .  .  tornare  a  Dio C.  iv.  aS.  ai. 

già  essendo  a  Dio  rcnduta  .  .  .  vedere  le  pare  coloro  che  appresso 

di  DÙ3  crede  che  sieno ....  C  iv.  a8.  41,  4^ 

Rendesi  dunque  a  Dio  la  nobile  Anima .     .     .  C  iv,  a8.  49. 

la  loda  della  qual  è  non  dagli  uomini,  ma  da  Dìo C  tv.  aS.  81. 

significa  la  nobile  Anima  .  .  .  tornare  a  Dio C  iv.  a8.  lat. 

cioè  a  dire,  che  la  nobile  Anima  .  .  .  torna  a  Dio C  iv.  38.  140. 

eh'  £  a  dire,  che  la  nobile  Anima  dice  a  Dio C  iv.  a8.  145. 

vuole  partire  d'  està  vita  sposa  di  Dio C.  iv.  aS.  155. 

mostrare  che  graziosa  fosse  a  Dio  la  sua  creazione C.  ìv.  a8.  156. 

Dionisio,     quali  da  esse  stelle  .  .  .  siccome  ...  e  Diomisio  Accademico  C  ii.  14.  34. 

dipartire,    il  quale  appetito  ne  dipatit  eziandio  dalli  vixi C  iii.  15.  107. 

la  recente  terra,  di  poco  dipartita  dal  nobile  [etera] C.  iv.  15.  Bo. 

dipendere,     perocché  il  suo  essere  dipmde  da  Dio C.  iìi.  a.  56. 

dalla  quale  .  .  .  tutta  la  nostra  essenza  dipende     .......  C  iii.  15.  38. 

che  tutti  gli  uomini  da  una  sola  Idea  dipendano C  iv.  15.  56. 

diplgnere.     quando  ...  nel  viso  loro  vergogna  ai  dìpigne C  iv.  19.  97. 

dipingere,     che  .  .  .  tutti  si  dipingono  nella  faccia  di  .  .  .  colore  .     .     ,  C.  iv.  05.  77, 

dipintore.     Onde  nullo  dipinton  potrebbe  porre C.  iv.  10.  107. 

dlpcM-     in  questa  dipoi  quella  già  trapassata C  i.  1.  137. 

diporre.     diporrò,  cioè  lascerò  stare,  lo  tnio  soave  siile C  Ìv.  a.  91. 

si  renderò,  ogni  mondano  diletto  e  opera  diponendo C.  Ìv.  38.  €^ 

dire.     V.  A^  I.  4  ;  a-  >9»  34.  31,  36,  39,  50  ;  3,  33,  45,  70,  99,  105  ;  4.  t6,  91  ;  5.  «3,  15  ; 
6.  I,  13;  7.  16,  47  ;  8.  la,  17,  18,  37,  38,  68  ;  9.  34,  33  {Jn3\  36.  59,  6o«  6i» 

63;  IO.  s;   ".  Il  >3;  la.  I,  IO,  ao,  3».  37i39.  55.6i,  7»»  »35.  137.  i»9.  i37t 
T40;  13.3.35.51.  53.  54.  56  (*M).  60  ;  141».  13.  «9.  45.  50160.67.  71,  73*76, 


DIRE 


i88 


dire.  7  :  Wr)  ;  «4.  54  (Son.  xìv.  5),  69  (Som.  xiv.  13)  ;  96.  50  (Som.  xv,  14)  ;  35,  51 

(Som.  xviiì.  7),  57  (Soh.  xviìi.  13)  ;  36.  40  (Son.  xix.  la)  ;  38.  48  (S<m.  xxL 
14);  39.  64  {Soh.  xxii.  5)  ;  41.  64  {Som.  xxiv.  io),  67  [Soh.  xxiv.  13)  ;  Soh. 
xxvii.  7  ;  ixxviii.  t,  a,  3,  5,  7,  9  ;  xl.  4,  la,  14  ;  xli.  a.  7  ;  xliii.  3,  7,  t4  ;  xli». 
7;  xlv.  13  ;  xlvi.  4, 11, 13(11.)  ;  L  5,  8;  lii.  3,  13;  UH  9;  liv.  7;  S.  P.  xxxL 
i3i  39f  34t  58  ;  ci.  aa  :  P.  F.  lao,  isa,  i8a,  ao8. — Cf.  dicere,  dlcente,  detto. 

diritto,  dritto»  aJJ.  &  h.  Né  la  diritta  torre  Fa  piegar  rivo  C  iv.  Cane.  ili.  54  ;  io.  114. 
Onde  r  animo  eh*  è  dritto  e  verace C  iv.  Cam*.  iiL  59. 


dire;  66,  Bx,  83,  90,  98,  104,  108,  xao  ;  M-  7,  q6,  30,  41,  48,  6a,  95,  97,  idi,  1041 

108,  113,  119,  laa  ;  15.  8,  45,  56.  57,  »05,  tu,  lao,  133,  130,  133,  134,  136, 
145. 149, 151»  «561  »57i  161,  i6a,  165,  190  (Awj,  aoi,  aia  ;  iv,  i.  6,  17,  33,  69, 
77  ;  a.  8,  tt,  13,  ao,  33,  37,  39,  33,  38,  39  (&«i,  43,  47,  74, 77,  83,  gr,  94'(*"}> 
110,  Ila,  143,  150,  153,  156;  3.  9.  IO,  34,  36,  40,  45,  55,  56,  61,  63;  4. 
e,  46,  61,  76,  83.  116  ;  5.  13,  39,  80,  107,  113,  118,  133,  134.  »3o.  134.  i+4f 
M5  ;  6.  9,  41,  103,  104,  107,  I90,  140,  166.  173,  177,  i8a  ;  7.  5,  11,  47,  49, 
86f  97»  98,  ioa,  104,  107,  no,  119,  139,  133,  136,  139  ;  8.  3,  ix,  x8,  ai.  43, 
43.  45t  81,  96.  99,  104  CWi\  137,  130,  137,  143,  145  ;  9.  34,  71,  8a,  93,  roo, 
169,  171  ;  10.  5f  9i  «5  (.Ws),  X7,  30,  36,  37,  38,  39»  40,  4»»  44.  46,  48,  65.  70, 
74,  76,  8a,  9a,  95.  105,  116,  X17,  118  ;  11.  6,  11,  13,  aa,  a8,  41,  51,  67,  69, 
7«i83.  85,  95,  "a;  13.  i,  7,36,  55.  61,  73,100,104,110,113,130,137,133; 
13-  J,  3.  4t  a6,  46,  47,  54,  69,  75,  81,  108,  Ilo,  Ila,  119,  131,  139  ;  14,  4,  5, 
xa,  x6,  18,  85,  39,  40,  49,  55,  83,  101,  119,  lao,  Ha,  X43,  146;  15.  8,  si,  36, 
40  (bis),  45  l.*«j>,  47,  63,  69,  76  {bis)y  86,  90  \bis],  97,  98  x,h.)j  loo,  lox  :6»s), 
X03,  103,  106,  108  {bis),  XII,  125,  136,  X45,  147,  160,  i6a,  175,  181,  183, 
186,  187,  188,  191  ;  16.  II,  ao,  39,  49,  51»  54  V*«''.  6a,  79,  86,  95,  103,  iio, 
lai  :  17.  4,  5,  9,  17,  18,  36,  39,  70,  74.  76,  91,  Ila  ;  18.  6.  13,  aa,  35,  a6, 
a8,  30,  36,  40»  41,  47.  5©»  58,  59.  61  ;  19.  17,  ai,  30,  53,  64,  71,  73,  74,  81  ; 
ao  6,  7,  ir,  31  (òli),  35,  31  [bis;  n.  8l  v.),  38,  47,  54,  58,  66,  74,  80,  81, 
93,  97.  99i  »oo,  io»  ;  ai-  ««i  34.  S».  54.  55»  70  (^«1,  8a,  89,  93,  100,  X39  ; 
aa.  14,  3a,  5a.  56,  64,  93,  138,  X49,  154,  155,  156,  139,  170,  176,  177,  180, 
186,  191,  193,  196,  X97,  aio;  33.  9,  31  {bis  ,  33,  51.  57,  63,  79,  83,  85,  90, 
105,  107,  116,  134,  140,  150,  153,  153  ;  34.  I,  IO,  a6,  46,  58,  69,  73,  97.  ioa, 
xi8,  131,  133,  139,  145,  157,  166,  169,  170.  171  ;  35.  16,  19,  3a,a6,  39,  60, 
78,  94,  108,  laa,  133,  125,  M>,  »47  ;  a6.  7,  31,  67,  75,  80,  101,  iii,  i3i, 
134,  ia6,  135,  145  ;  37.  io,  12.  18,  33,  39,  46,  49,  51,  54,  70,  74.  76,  96,  133, 
151,  «69.172,  175.  184,  190,191,  193;  »8.  7,  14,  3a,  44,  74.  9^  i«>.  >o8.  114. 
134,  1*9-  130,  «33,  »33i  «37,  MI,  N4  (bis),  146,  147.  X48,  149,  151  ;  39.  8. 
16.  a6.  39,  35,  46  {bis\  50,  54,  66,  69,  73.  88,  94,  95,  loi.  103,  1x5,  135  ;  30. 
a3.  3<-  33,  35,  37,  40,  45,  54,  58  {bis).—C/.  dicere.  dicentc,  detto, 
dirittamente,  diret-.    più  dirittatnentg  a  buon  fine  ie  mena    .    .    .    .     C  ì.  5.  18. 

DiriitamtHte  dico,  perocché C  ii.  8.  37. 

non  f/mi/am/Mfr  contra  Io  movimento  diurno C  iii.  5.  138. 

che  la  nave  .  .  .  dirittamntte  .  .  .  correa ....     C  tv.  5.  68. 

dove  direttamente  ogni  .  .  .  appetito  si  rìposasse        C  ìv.  6,  81. 

dirittissimo,     siccome  ...  è  un*  ottima  e  dirittissima  via C  Ìv.  ta.  184. 

quello  che  dirittissimo  va  alla  città C.  ìv.  la.  193. 

Le  quali  due  operazioni  sono  vìe  .  .  .  dirittissime C  iv.  aa.  308. 

diritto,  dritta     che  r  ordine  diritto  £ C  i.  7.  ai. 

secondo  il  ^do.  o  </in/ya  o  falso C  ì.  xi.  37. 

il  cerchio  suo  partire  dal  diritto  cerchio .     .     ,     C  ii.  3.  38. 

perocché  il  nervo  ...  è  diritto  a  quella  parte C  ii.  io.  40. 

le  quali  dritit  negli  occhi  .  .  .  innamorano C.  ii.  x6.  38. 

da  Roma  a  questo  luogo,  andando  diritto  per  tramontana  ,     .  .     C  iii.  s  86l 


r89  DIRIZZARE 

diruto,  dritto,  ndj.  Si  tu     Caiuon,  vattene  tln'Uo  a  quella  donna  .     .     .  Cmn».  xÌL  79. 

Con  U  tua  driifn  man  cio^  che  paghi Som.  xHx.  5. 

bai  sopra  di  me  fermata  La  tua  man  dntta S.  Z',  xxxviì,  6. 

E  poi  infoDilì  Io  spirito  dritto  Ne' S.  P.  \.  3Q 

cbc  ...  mi  conduca  Nel  diritto  canitnin S.  P.  cxlii.  54. 

E  con  dritto  disio  si  ne  governa P.  F.  qb. 

Ci  £b  tornar  ...  A  aver  perdon,  chi  con  diritta  il  tocca      .     .     .     .  P.  F.  tu. 

La  VutcìNX  benedetta  po'  a  diritto  Laudiamo P.  F,  039. 

diritto,     diritto  andando  per  mcuogiorno C  ili.  5.  97. 

■e  ano  uomo  fosse  diritto  in  Maiia C.  ili.  5.  155. 

9t  an  uomo  fosse  in  Lucia  diritto  .  .  .  vedrebbe C.  iii.  5.  t66. 

cioè  diriUù  appetito C  iii.  B.  150. 

cb*  t  per  diritto  ap|»etito  e  per  diritta  ragione C.  iii.  ti.  119  {bis), 

pjagc  .  .  .  per  modo  di  diritto  raggio C.  iii.  14.  33. 

Jimmm$dk  di  fuoco,  cioè  uppctìto  diritto C  iii.  15.  135. 

«(SÌ  «illato  tornerà  dtritto  e  buono C  iii.  15.  151. 

•ccioccbè  per  dintto  calle  si  dirizzassono C.  iv.  l.  75* 

ia  ^m**^  rìducere  la  gente  in  diritta  vìa C  iv.  i.  79. 

il  ffivolvc,  e  viene  diritta  per  I  ncll'  E C  iv.  6.  39. 

€  éà  llEomare  al  diritto  calle C  iv.  7.  4. 

per  lo  diritto  cammino  si  va  là  dove  intende C  ìv.  7.  67. 

la  casa  sedesse  così  forte,  pendente,  come  diritta C  iv.  9.  6a. 

coachiudo  .  .  .  r  animo  dintto  non  mutarsi .  C  iv.  io.  74. 

dicendo  quasi  quella  nobiltà  csseie  torre  diritta C.  iv.  io.  119. 

e  la  sollecitudine  ...  sia  diritta  a  maggiori  cose C  iv.  ii.  107. 

r  nono  di  dtritto  appetito .     .     .     .  C  iv.  13.  144. 

b  terta  linea  colla  diritta  non  sì  congiugne       .......  C  iv.  13.  i5fl. 

r  mmiruo  ck*  i  diretto,  doé  d'  appetito C  iv.  13.  156. 

éOmngi  dalla  diritta  torrt  della  ragione C  iv.  13.  t6a. 

per  lo  cammino  ^n^to  è  da  vedere     ,     . C.iv.  16.  113. 

tm  ^Bcalo  non  è  .  .  .  sostenuto  diritto C  iv.  ai.  123. 

ih*  U  éihttm  ffona  sempre  dee  sonare  nel  , C  iv.  33.  T57. 

A*  W  Bovini .  .  .  diritta  natura  .  .  .  procede .     .  C.  iv.  04.  84. 

la  ifamo  U  suo  diritto  giudìcio  e  la  legge  é C  iv.  a6.  130. 

pmmch*  è  stato  diritto  e  buono C.  ìv.  aS.  la. 

sì  rimembra  delle  sue  dirittt  operazioni C  iv.  ad.  86. 

ad  amare  e  operare  dirittura  in  tutte  cose C.  iv.  17.  63. 

quando  %i  dins^a  allo  bisogno  dello  ricevitore.     E  perocché 

Anaaant'  ad  esso  non  sì  può C.  L  8.  108,  Z09. 

r  artimone  della  ragione .     .     .  C  iL  1.  5. 

e . . .  émdom  la  voce  mia  in  quella  parte     ...  C.  U.  a.  43. 

tatto  di  vlrt^  la  quale  si  diritta  in  quello C.  ii.  6.  159. 

ad  émagmrt  dì  questa  linea,  diacocca  V  arco   ...  .  C  ii.  10.  47. 

paHare  altrui,  diriaaamto  le  sue  parole  non  a   .     .     .  .  C  ii.  la.  40. 

dtnétamdo  le  parole  alla  Canzone,  purgo     ....  .  C  ÌìL  i.  io0. 

per  voi  drndsart  .  .  ,  venne  a  voi .  C  iii.  15.  163. 

meàoethit  per  dintto  calle  si  diriatat^ono .  C  iv.  1.  75. 

aBèamlc  . .  .  quasi  da  Natura  diriMsato  nel  debito  6ne    .     -     .     .    .  C  iv.  6.  loa. 

doè  «oloro  ArtMaart  intendo .  C.  iv.  7.  35. 

cke  .  . .  SnM»m  la  credenza  all'  altra  ......  .  C  iv,  la,  [49. 

caal  I' 4BÌsa  ...  iA>ss««  gli  occhi  al  termine C.  iv.  la.  154. 

^■Oto  aafJMTadcre,  per  dtrutare  a  quello  1'  arco C  ìv.  aa.  a4. 

tfriaswiai .  .  .  éihasmuio  quelle  lotte  alle C  tv.  33.  95. 

ce 


DISABBELLIRE 


disamorare.     Io  canterò  così  disamorato  Conlr*  al  peccato     ....  Con»,  xìx.  7. 

discacciare,  discazzare.    Tu  disctud  virtii,  tu  la  disfidi Cans,  xvii.  34. 

Come  persona  discacciata  e  stanca Gina.  xx.  io. 

Prego,  Signor,  che  tu  da  me  discacci  Ogni  peccato  ed S.  P.  1.  5. 

ed  ogni  Tallo,  Ed  ogni  iniquità  da  me  discosta S.  P.  \.  36. 

discargare.     Se  tu  discart^hi  ì\  cargo  che  mi  preme S.  P.  vi.  oB, 

discazzare,    r.  discacciare. 

discendere.     In  lei  disctitde  la  virtù  divina  .     .   C.  iii.  Catu.  ii.  37  ;  5-  14  ;  7.  to:  14.  u 

Discenderò  del  tutto  In  parte  ed  in Cant.  x.  54. 

Prima  che  '1  colpo  sia  disceso  giuso Caru.  xii.  sa. 

Vero  è  che  ad  or  ad  or  d*  ivi  discende  Una  saetta Bali.  iii.  7. 

allora  quando  Per  noi  discts*  al  mondo S,  P.  xxxL  48L 

disabbellire,     di  fuori  pare  la  cosa  disahòéiìirsi C  ii.  B.  90. 

disaminante,     pensieri  .  .  .  miranti  e  disaminanti  \o  valore  dì    ...  C  iii.  3.  75. 

dlsbrancare.     rfisArfrurrMi  per  le  virtù  di  quelle  tante C  iv.  33.  94. 

discacciare.     li  discacciati  rivenuti  alle  toro  possessioni,  dissi  .     .     .     .  K  iV.  14.  59. 

e  discacciato  questo  .  .  .  desiderio,  si  rivolsero      .......  ^^  A'.  40.  14. 

nel  quale,  cattivo  e  disatcciato,  consolato  s*  avea C  ii.  13.  16. 

discendente,     appresso  !a  sua  morte  e  de'  suoi  disundenti     .     .     ■     ,  C  iv.  3.  43, 

che  li  nostri  desideri  .  .  .  sono  a  ,  .  .  discéndenti C  ìv.  13.  64. 

si  dissomiglia  .  .  .  dal  malvagio  discendente C.  iv.  39.  59. 

discendere,     la  via,  per  la  quale  discende  la  loro  virtù C  ii.  7.  91. 

se  ben  si  guarda  chi  discende  e  chi  sale C  ii.  16.  76. 

per  la  materia  in  che  discende C  ìii.  a.  30^ 

perù  la  terra  sempre  (/Mrrrif/r  al  centro C  iii.  3.  11. 

cella  seconda  discendo  a  laude  speziale C  tii.  5.  9. 

che  *1  fuoco  ...  al  mezzo  tiiactndea C.  iii.  5.  43. 

Poi  per  la  medesima  vìa  pare  discendere C  iii.  5.  158. 

Lo  quale  montare  e  discendere  intomo  se  altor  vede C.  iit  5.  163. 

che  la  divina  bontà  in  tutte  le  cose  discende ,     .     .  C.  iti.  7.  la. 

neir  ordine  .  .  .  dell'  Universo  si  ,  .  .  discende  per  gradi     .     .     .     .  C  iii,  7.  70. 

sicché  la  divina  Virtù,  a  guisa  che  discende  ncll'  angelo,  tù'scntde  in 

lei C.  iii.  7.  99  (Wi> 

Poi  quando  dico  .  .  .  discendo  a  mostrare .  C  iii.  13,  aa. 

Siccome  .  .  .  dopo  le  generali  lode  alle  speziali  si  discende      ,     ,    .  C.  iii.  14.  a. 

intende  il  testo  .  .  .  alle  speziali  discendere C.  iii.  14.  6. 

discendere  la  virtii  d'  una  cosa  in  altra  non  t  altro C.  iii.  14.  15. 

discendendo  la  loro  virtù  nelle  pazienti  cose,  recano C.  iii.  I4.  18. 

che,  discendendo  lo  raggio  suo  quaggiù»  riduce C.  iii.  14.  »t. 

che  la  divina  virtù  . . .  in  .  . .  negli  uomini  discende C  iii.  14.  88. 

Poi  .  .  .  discendo  A  un  altro  piacere C.  iii.  15.  it», 

che  '1  Figliuolo  di  Dio  in  terra  discendesse  a  fare C  iv.  5.  03. 

quando  di  lassù  discese  Colui C.  iv.  5.  58, 

Questo  vocabolo  .  .  .  può  discendere  da  due  prìncìpìi C.  iv.  6.  17. 

in  quanto  tintore  .  .  .  discende  di  questo  verbo       ...  .     .     .  C  iv.  6.  33. 

L'  altro  principio,  onde  Autore  discende .     .     .     .  C  ìv.  6.  38. 

£  di  questi  ...  fu  Torquato  .  .  .  disceso  dal  sangue C  ìv.  6.  iia. 

colui . .  .  che  disceso  dì  buoni  è  malvagio C.  iv.  7.  51. 

sicché  ...  la  uiqana  generazione  discesa  non  sìa C  iv.  25,  t8. 

conviene  la  umana  generazione  da  .  .  .  essere  discesa C.  iv.  15.  44. 

siccome  il  perso  dal  nero  discende  ;  cosi  questa,  cioè  Vii  tu,  discende 

da  Nobiltà C  iv.  ao.  la,  13 

dove  questo  divino  dono  discende C  ìv.  ao.  sOk 

di  suso  viene,  discendendo  dal  Padre  de*  lumi C.  iv.  00.  53. 


191  ^^^^  DISCOPRIRE 

Di  quei  che  al  lago  iHsmJatdo  muore S,  P.  cxliL  39. 

Poi  ^àsfiTM- al  profondo  dcir  abisso P.  A*.  34. 

cotat  donna  , .  .  Clic  aua  beltà  Hischtrm  Da Cmtu.  x.  145. 

dfac Infere.     Ditanta  e  scalza,  e  sol  dì  s^  par  donna Cttns.  xx.  a6. 

dltfcmllgc     K  veder  donne  andar  per  via  diòcioiU  ...      y.  N,  03.  173  ^Giiu.  ìi.  46). 

tuiti  k'ì  aniiiiali  .  .  .  son  d*  amor  Ji-snoftt Cam.  xv.  34. 

tto.     Vattcn  diwonsoiata  a  alar  con  elle      .     .     .     K.  JV.  39.  1 16  (Cnnj.  iii.  76). 

E  taneo  è  lo  mio  cor  disammthto S.  F.  xxxvii.  a8. 

dove  la  luce  del  sole  mai  non  iHèctndt C  iv,  ao.  78. 

la  quale  in  noi  .  .  .  disctnde  da  somma  .  .  .  Virtù  .     .  .     .     .     .  C.  iv.  ao.  104. 

coflse  questa  bontà  disccndt  in  noi C  iv.  at.  6. 

E  .  .  .  dÌi~rt*%Ì4  in  essa  la  Ì'iWm  ititi IMUtalt possibiU C.  iv.  ai.  69. 

Imperniò  celestiale  anima  disc*:»  in  noi C.  ìv.  ai.  83. 

die  tanto  di^ttndfrfbbe  in  quella,  della  Deità ,     .     .  C.  iv.  ai.  96. 

L'  Anfelo  di  Dio  dié^i*  dal  dclo C  iv.  aa.  170. 

dico,  eh'  ella  procede  .  .  .  montando  e  disetttdettdo C  iv.  as-  64. 

<o»l  il  dÌ9UHdrrt ...  è  altrettanto  tempo C  iv.  94,  40. 

cIk  .  , .  per  essere  discesi  di  padri  eccellenti)  credono C  tv.  ag.  la. 

r  «omo  vile  diiceio  dcUi  buoni  maggiori  è C  iv.  39.  78. 

a  utilità  di  loro  e  di  loro  disertiti C  ìi.  i.  45. 

K  éimmUt  tono  ed  esser  deono  suggctti C.  iv.  9.  96. 

ia  queste  li  dtàttnH .  . .  tuggelU  non  sono C  iv.  9.  1 36. 

«a«re  rispetto  alla  facultà  del  ^ÀsrrN/tf C  iv.  17.  lai. 

di  questa  dice  Esso  alli  suoi  diactfxdi C  ìì.  15.  171. 

CoJtu  é  morto,  che  non  si  fé'  diserpoio C  iv.  7.  134, 

ite  e  dite  alli  di^apoli  suoi  e  a  Pietro C  iv.  aa.  157. 

e  dicalo  '  alli  J^my^i  e  a  Pietro  ' C.  iv.  aa.  181. 

dentro  dalla  quale  io  diwcmmi  una  6gura K  A^.  3.  39. 

cke  . .  •  non  si  dtiamnjg  lo  simulalo  amore K  A^.  9.  33. 

colui  che  coli  dÌ3tirm  donando C  L  8.  38. 

a  rfur<n«rrr  t*  altre  cose  non  curano C  i.  11.  51. 

qaanti  «ixi  ai  dd^rmomo  per  avere C  ìì.  11.  76. 

ttato  manifesto  . .  .  che  la  Dostra  ragione  lo  dùeeme C  iv.  5.  to. 

per  la  lagiooe  che  si  diatrmt C  iv.  33.  133. 

aan  pnoCe  ...  la  razionai  parte  dùcrrmen C  iv.  94.  18. 

•ri  ^mbIk  poco  di  flessione  si  distmu      , ^-  iv.  04.  35. 

•■m— chf  la  . . .  gente  questa  dislin/ionc  non  disctnut    .     .     .     .  C  iv.  35.  37. 

Quegli  morrà  ch^  non  ebbe  disaptimì C  iv.  7.  131. 

che  '1  dtMO^ÌHah}  chiede  di  sapere  certezza  .....  C  iv.  13.  75. 

■lolle  volte  .  .  .  dijfcotm  V  arco C  ii.  10,  47. 

die  ...  10  mi  movca,  quasi  dUcotorito  tutto    .     .     .     .     .  K  W.  16.  x6. 

bellezza  .  .  .  da  .  .  .  adornamento  dtscomfiaj^Rfii       .  C.  ì.  io.  96. 

la  frrwvrrtmsa  é  dimvm/tssmn  la  debita  Buggezione    ,     •  C  iv,  6.  105. 

Ilo  è  éJmm^tmtt   .    .    «    •    • C  Iv.  8.  1  la. 

é  Mgmta  e  noo  dUeamfMamn     •    • C.  iv.  8.  1 49. 

come  cotal  veduta  .  .  .  Boalmenie  diaftmfiggim  la  mia 

poca  viu fr',  W.  16.  »a. 

per  che  io  . . .  aauì  me  ne  d%%cQ*iforta%  più  che  .     .     .  K  A^.  7.  7. 
come  questa  Donna  è  .  .  .  della  umana  intelligenza  p^ 

rigaardarv  dmoHtimuitto  C  iii.  13.  75. 

cautela  di  diuìmvtmvoÌ9  diMOfdtrmaàmt C  i.  5.  9^ 

duùmivi^ixdi diaord inazioni CI. 6. tf {  IO. aj. 

diiÈtommmvtdi  dtsordinaroenti .     .     .  C  i.  B.  a. 

la  qaalci  ftè  lodaado*  dixvprt,  e  diseopmtdo  si  biasima  .    .  C  t.  a.  53  (Mi). 


DISCOPRIRE 


discordia.     In  morte,  dove  è  loco  di  discordia 

discorrimento.  Onde  1*  animo  ,  .  .  Per  lor  discorrimento  non  sì  sface 
dlscovrlre.  Più  non  vo*  discovrir  qual  donna  sia  Che  ...  V,  N, 
discrezione,     le  .  .  .  tue  .  .  .  Icg^  Con  discrtzion  corregga!      .     .     .     . 

disdegnare.     Tanto  disdegna  qualunque  la  mira,  Che 

disdegno.     £  dèi  aver  pietate,  e  non  disdegno y,  N.  a^ 

Dico,  che  bel  disdegno  Sarebbe  in  donna  di  ragion  lodato  .     .     .     . 

virtute  Contro  il  disdegno  che  mi  àk  Amore 

disdegnoso,     questa  Donna  .  .  .  Ella  [■  chiama  fera  e  disdegnosa     .     . 

gli  atti  disdegnosi  e  feri  .  .  .  m'  han  chiuso 

questa^  disdegnosa  di  cotante  Persone  .  .  .  accosta 

Che  parla  d'  una  Donna  disdegnosa 

Di  cosi  dispictata  e  disdegnosa  La  .  .  .  bellezza 

disdetta,     che  non  tia  che  disdetta  Di  mala  fama 


S.  P.  vi.  04. 
C.  tv,  Cans.  Hi. 
8.  61    SoH.  iv.  17 

Catu.  xviii.  39. 

Bail.  X.  5. 
ao3  {CaHM.  ii.  76^ 

CaHM,  I.  19. 

Bff/7.  X.  a8. 
C.  ili.  COMM.  li.  7^ 
e  iv,  Cans,  m.  5, 

Cans.  xix.  loo. 

Bali.  X.  3. 

Som.  xxxix.  5. 

Cana.  xiv.  93. 


discoprire,     la  presenza  .  .  .  discopreie  per  sua  conversazione       ,     .     .  C  i.  4.  76. 

1*  uno  è  manifesto  quasi  a  tutta  la  terra  discoperta  ...  1'  altro  £  quasi 

a  tutta  la  discoperta  terra  celato C.  \\i.  5.  73*  74. 

sicché  del  tutto  sono  (/l'jco/Vr/i C.  iv.  la.  t6. 

Lo  quale  raunamcnto  nuovi  desideri  discopre     .     .  C  ìv.  la.  97. 

alla  Canzone,  cbe  U  suo  mestiere  discopra  là  dove C.  iv,  30.  46. 

discordante,     per  la  lingua  da  loro  discordante C  i.  5.  65. 

considerò  .  .  .  secondo  V  apparenza,  discordante  dal  vero    .     .     .     .  C.  iit.  lo.  8. 

discordanza,     per  la  </ùnW(m«a  che  ha  con  quella C.  iii.  10.31. 

discordare,     dalla  quale  ...  ai  discorda  lo  Imperfetto  giudlcio     .     .     .  C  i.  4.  09. 

che  scrìve  Tullio  .  .  .  non  discordando  dalla  sentenza  del  Filosofo    .  C  ì.  ta.  ao. 

nel  quale  ...  la  verità  si  discorda  dall'  apparenza C  iìi.  9.  46. 

che  questa  Canzone  da  quella  Ballatctta  si  discorda C.  iìL  io.  49. 

dico  che  r  apparenza  dalla  verità  si  discordai/a Civ.  3.  34. 

E  in  questo ...  mi  discordo  dal  poeta C  iv.  29.  55. 

discordia,     e  con  concordia  e  con  discordia  di  coscienza C  ì.  3.  66. 

Onde  .  .  .  discordi*  e  guerre  conviene  surgere ,  C  ìv.  4.  a6. 

discorrimento,     non  avviene  senza  alcuno  discommento  d*  animo     .     .  C  iì.  11.  ao. 

La  prima  Bontà  manda  .  .  .  con  un  discorrimento C.  iii.  7.  19. 

ciascuna  cosa  riceve  da  questo  discorrimento C.  iii.  7.  ai. 

discorso,     neir  acqua  ,  .  ,  questo  discorso  ...  sì  compie C  iìi,  9.  73. 

dlscrescere.    la  Diviniti  stare  cosi  in  discnscert C.  iv.  33.  99. 

discretamente,     le  parole  ...  si  deono  .  .  .  discretamente  sostenere  e  .  C.  iv.  a.  64 

discretivo.     Dell*  abito  di  questa  luce  «/ùr/v/it^a Ci.  li.  41. 

discreto,     in  ciò  più  rimane  la  lettera  discreta  nella  vista C.  iii.  9.  146^ 

discrezione.     La  prima  è  cecità  di  discrezione C  ì.  1 1.  6. 

e  qucbt'  *  la  discrrmione C  i.  XI.  ai. 

quelli  eh'  è  cieco  del  lume  della  discrezione C.  i.  xz.  •& 

impossibile  i  a  loro  i^i.5cr/«fonf  avere C  j.  11.59. 

perchft  la  vede  senza  (/ufnr«iDM« C  ì.  11.  581 

Onde  molta  discrezione  in  ciò  avere  si  conviene  ;  la  qual  discrezione 

è  quasi  un  domandare  licenza C  iiì.  to.  79,  ti^ 

Lo  più  bello  ramo  ...  si  è  la  discrezione C  iv.  8.  a. 

e  qucst'  è  discrezione C  iv.  8.  6. 

disdegnoso,     quasi  per  disdegnoso  modo  di  parlare ,     .  K  VV.  13.  60. 

quella  la  fa  superba^  cioè  fera  e  disdegnosa C  ìiL  9.  43. 

per  che  il  sembiante  ...  ne  pare  disdegnoso  e  fera C  iìi.  io.  vy. 

chiamai  questa  Donna /pra  e  i/ù(//^o5a C  iii.  15.  aos. 

parea  .  . .  disdegnosa^  che  non  mi  volgea  gli  occhi C.  iti.  15.  907. 

gji  atti  di  questa  Donna  essere  disdegnosi C.  ìv.  a.  30. 


193  mn^r  DISIOSAMENTE 

dUdfeL    Che  non  mi  Tu  in  piacere  alcun  dùtdtiio .     Bafl.  vi.  8. 

àkbn.    che  hai  tu  fatto,  Cicco  avaro  disfatto  . Cane.  x.  76. 

U  ferita.  Che  mì  disfece  quando  io  fui  percosso Cans.  xi.  53. 

Che ...  mi  tollc,  se  disfact  La  donna,  che  . Catu.  xvii.  13. 

Tudlii/bi  ta  beltà  cfa'  ella  posaicde Caits.  xvìx.  37. 

Ehccb*  aomo  conveniva  esser  di&fntlo Son,  xxvi.  io. 

dkfidn;    Tu  discacci  virtù,  tu  la  disfidi .     .     Oitu.  xviL  34. 

Mnonc     Raffrena  un  poco  Ìl  disfrenato  ardire Ca*i8.  xvii,  53. 

ftiombrare.     non  disgoftibra  Un  sol  pcnsier  d*  amore  ...  La  mente       Can».  xv.  10. 

dittata,    quanto  av\'enturosa  Fu  la  mìa  disianza Ball.  iv.  aa. 

Ami  é  una  passione  in  disianza •  Son.  xxxviii.  11. 

«tot  Kdesfauie; 

Ala  r.dettkx 

dMoMunente»     che  ...  mi  ragiona  della  mia  Donna  disiosa tnenie  .     C  ìli.  Catu.  ii.  a. 

dUlrt  Puote  r  uomo  disdire  la  cosa  doppiamente  :  per  un  modo 
puote  1*  uomo  disdire  .  ,  .  per  altro  modo  può  1*  uomo  dis- 
Urt ,  .  .  siccome  disdire  V  uomo  se  essere  del  tutto  mor- 
ule, à C  iv.  8,  108,  tio,  113,  ir6. 

ttkéadicoj  irreverente  non  sono C  iv.  8.  133. 

flvoan.    esso  Marte  (/M«ra  e  arde  le  cose C  ii.  14.  162. 

d^U{naic.    nella  quale  .  .  .  disfgnava  un  angelo  sopra  certe  tavolette  : 

e  mentre  io  *1  disegnava^  volsi  gli  occhi V.  N.  35.  5,  6. 

ilW  mii  opera,  cioè  del  ^ùr^Nfirr  figure  d' angeli K  AT.  35.  15. 

^■rtare.    naloati  !  che  disertate  vedove  e  pupilli C  iv.  07.  118. 

^'■■to.   Chi  ò  questa  che  ascende  dal  diserto C  ìi.  6.  35. 

"^™*>   più . .  .  quello  che  ...  (a,  che  quello  che  essa  disfà  .    •     .     .  C  ii.  9.  r6. 

"^  loUmeste  ...  ma  disfà ...  lo  suo  contrario C  iii.  8.  150, 

che  r  MùMo  the  «...  per  loro  perdita  non  si  disface C  iv.  13.  158. 

P^ìUBoche  .  .  .  questa  memoria  fosse  disfatta  ...  .     .     .  C  iv.  14.  138. 

^  _9"*flocbe  la  Eavola  copre  disfà  tutte  le  sue  ragiuni    .,,.,.  C  iv,  14.  151, 

"^l"!!.   che  ...  li  sospiri  non  poteono  disfogare  1*  angoscia    .     .     .  V,  N.^*  io. 

^*^*. .  eh'  io  non  potea  disfogare  la  mia  tristizia,  pensai  dì  voler 

éì^fiìgmria  con  .  .  .  parole    , K.  W.  33.  3,  4. 

^•*  potendo  lagrìmare  né  disfogare  la  mia  tristizia K  W.  37.  8. 

~**tt^    che  ...  da  Dìo  era  partita  e  disfonttata C.  iv.  5.  19. 

^^^'Wre.    siccome  cose  disgìutite  dal  loco  amico C  iii.  3.  39. 

'"'pniai  vede  .  .  .  poi ...  lo  viso  disgiunto  nulla  vede     .     ,     .     ,  C  iii.  3,  1 14. 

V^  VMO  di^HtUe  molto  da  Nobiltà C  iv.  io.  69. 

S*^  che  detto  è  .  , ,  quelle  essere  da  Nobiltà  disgiunte   .     .     .     .  C.  iv.  io.  77. 

^***letóMW  .  .  .  disgiunte  .  .  .  sono  da  Noòiità C  iv.  11.  a. 

Sfitte,    le  cose  non  [MÌono  unite,  ma  disgregate     ...  .     .  C  ili.  9.  139. 

^/j*^  1»  virtù  disgregata C.  iii.  9.  156. 

yPHMone.     incontra  in  esso  alcuna  disgrtgoMion*  di  spìrito      .     .  C.  iii.  9.  138. 

"''P**taDe.     Partendomi  da  questa  <ì!m!£t«^oh« C  iii.  io.  i. 

*c  'e  nie  disgnisaiom  sono  lunghe C.  iv.  8.  95. 

^^^^  Botur^fflcnte  disia  e  vuole  a  Dio  essere  unita  per     .     .     .    .  C  iii.  3.  57. 

^^'^bi  cooo.  disia  ...  la  sua  perfezione C  iti.  15.  95. 

VtMo  nostro  fine,  che  ciascuno  diiia C  iv.  6.  75. 

^  ■•.  ^iwmo  esacre  domandati C  iv.  15.  (34. 

SMbqioi    KdslderaK). 

ddl'  anima,  che  di  troppo  disio  era  passionata C.  iii.  io.  9. 

Dico  poi  disioaamentef  a  dare  ad  intendere     .     .     .     .  C.  iti.  3.  100. 
O 


Disioso  ^^^H  194 

diairare.    ^.  desiiBre. 
dìsire.    V,  desire. 

dìslegare.     £  dai  Ucci  infernai  si  gli  dùUgki P.  F.  340. 

dismisura.     Come  con  dismisura  si  raguna.  Cosi  con  dismisura  si 

distringe Catta,  x.  85,  86. 

disnca^re.     O  disnorata  te  !  specchio  di  parte Cans,  xviiL  06. 

dlsnore.     Perocché  .  .  .  Lcggieramente  ti  farìa  disitort  .     .     .      K.  iV.  la.  93  (Ba/f.  i.  14). 

disonore.     Né  di  ciò  cerchi  altrui  far  disonort P,  F.  16&. 

disparire.     Ch*  egli  disparvt^  e  non  m'  accorai  come       .     .     .     V,  N.  ^  ^'j  \Son.  v.  14). 

dispero.     E  ']  sangue,  eh'  è  per  le  vene  disperso Cans.  aiL  45. 

io  che  ascolto  .  .  .  Consolarsi  e  dolersi  Cosi  alti  disteni     ....  Cmns.  xx.  75. 

dispettare.     Al  disptitar  è  pronU,  e  al  ben  è  Urda P.  F.  195. 

dispetto.     Ch'  aggiate  a  vìi  ciascuno  ed  a  dispetto CoNa.  x.  69. 

dispiacere.     La  morte  mia,  ch*  or  tanto  mi  dispiaa CmmM.  xiiì.  13. 

Li  quali  ...  A  perdonarle  mai  lor  non  dinpiacqiu 5.  P.  ci.  57. 

Nò  cosa  noi  facciam  che  ti  dis/HOCtia P.  F.  319. 

dispietata    Ahi  !  angosciosa  e  dispittata  lima Cana.  xiL  aa. 

disioso.     la  quale  era  tenta,  che  mi  Iacea  disioso C  iì.  8.  53. 

fanno  ogni  guardatone  disioso  di  quelle  vedere  C  ìli.  6.  xai. 

dismisuranzo.     per  questa  sua  distnisuransa  si  dice C  iii.  13.  104. 

dismisura to.     con  misMnL,  e  noo  disntisurata C  i.  7.  9,  59. 

e  cosi  non   sarebbe  la  sua  obbedienza  stata  misurata,  ma  dis- 

misunta C.  L  7.  63. 

disnodare,     cominciar  intendo  .  .  .  alcuna  cosa  .  .  .  disnodfttt .     .     .     .  C  ììi.  6.  37. 
disonesto,     quante  disoneste  cose  e  domande  fa  tacere  !  quante  diaomsste 

cuptditati  mOrena C  ìv.  85.  89,  90. 

disonoranza,     vergogna,  cioè  tema  di  disonoransa C  ìv.  19.  77. 

una  paura  di  disonoranea  per  fallo  commeno C.  iv.  95.  103. 

disonore,     in  loro  è  laudabile  la  paura  del  disonort  ricevere    .     .     .     .  C  iv.  19.  90. 

Per  che  non  onore  ma  ^i^Hory  ricevere  dee  quegli C.  ir.  09.  71. 

disordinamento,     per  cessare  disconvenevoli  disordinamenti      .     .     .  d  ì.  8.  3. 

disordinanza,     debile  .  .  .  per  la  JtsonUnanoa  della  gente C.  iv.  6.  i6x 

disordinare,     senza  le  quali  è  ciascuno  disordinato  a  ben  servir*      .     .  Ci.  5.  sB. 

tutto  r  universo  sarebbe  disordinato C.  it.  t^.  156. 

non  .  ,  .  pur  . .  .  ma  per  costumi  disordinati C.  iv.  16.  57. 

cUradinazione.     cautela  di  disconvenevole  disordinasiont C  L  5.  9. 

a  fuggire  questa  disordinasio*ie        C  i.  5.  35. 

per  cessare  disconvenevoli  disordinasioni C  L  6.  7  ;  io.  35. 

disparì.     Pìltagora  .  .  .  poneva  i  principii  delle  cose  naturali  lo  pari  e 

lo  dispari C  ii.  14,  146. 

disparire.    £  .  . .  disparve  questa  mia  immaginazione  tutta     .    .    .    •  K  ^.  9.  36. 

nella  terza  dico  com'  egli  mi  dìsparvt •  K  AT.  9.  64. 

E  dette  queste  parole,  disparite V.  N.  1^  7X 

disparte,     sicché,  disparte  agguardando.  il  formcnto  non  pare      .     .     .  C.  iv.  7.  ax. 

dispensare.    Troni,  che  al  governo  di  questo  cielo  sono  dispense^  .    .  C.  iì.  6.  1*7. 

dispetisatore.     piaciuto  fosse  al  Dispensatort  dell'  universo     .    .    .    .  C.  L  3.  15. 

disperato.     Costoro  .  .  .  vivono,  d*  ogni  dottrina  disperati C  ìv.  15.  150. 

dispetto,     per  che  lì  buoni  erano  in  villano  dispetto  tenuti C  iv.  t.  56. 

quelli  .  .  .  è  .  .  .  degno  d'  ogni  dispetto C  ìv.  7.  91. 

dispiacenza,     nelle  quali  la  umana  .  .  .  dispiacerne  più  appare     .     .     .  C  iii.  8.  53. 

dispiacere.     1'  andare  mi  dispiacea  si,  che K.  TV.  9,  9. 

a  me  non  dispiace  se  la  mi  lascia  stare .  K.  iV.  19.  153. 

li  quali,  biasimando,  credea  fare  dispiactrtj  e  dispiaàuti^  partire  .    .  C.  iv.  1.  40  {hisy 

dispietato,     nella  quale  chiamai  questa  Donna  . .  .  dispietaim  .     .     .     .  C  iii.  9.  >■. 


1 


155  DISPOSIZIONE 

immilli     La  diapitiaia  mente  ...  mi  combflttc  il  core Cane.  xvi.  t. 

Là,  0/  entrò  la  dispìetata  luce Stst.  ìì.  36. 

Di  ccd  dft^^to/a  e  disdegnosa  La. ...  bellezza 5oh.  xxxix.  5. 

ftpOyihrc.    E  si  d*  ogni  conforto  mi  dispoglio ,     .  Son.  xlvìii.  la. 

ttpone.    KdU  materia  sì,  com'  £  disposta Cane.  xìx.  lor. 

loioB  A^^ostoa  tar  la  penìlcDU 5. /*.  l  05. 

flytffare,    rimase  .  .  .  la  . .  ,  cittade . . .  dispogliata  di  ogni  dignitadc  V.  N.  31.  3. 

fl^pOUeutfe.    con  Lai  ed  io  era,  dispontt^t  tutte  le  cose C  iii.  15.  176. 

fltUPUHme.    siccome  il  fuoco  è  disponilort  del  ferro C.  i.  13.  33. 

diBpore.   come  mi  parca  esser  disposto  alla  sua  operazione    .    »    .    ,  V.  N.  a8.  9. 

^UAdolc  parti  sono  indebitamente  dispastf C  i.  i.  20. 

akaumale  de'  kuoi  organi  disposto C.  ì.  i.  88. 

teanpritOA  essere  disposto  il  soggetto .     .  C  ìi.  i.  6a, 

Mknateria  .  .  ,  non  è  prima  disposta C.  ìt.  t.  88. 

cose  in  iè  medesimo  è  disposto C.  ìi.  5.  3. 

^  41o<)eJr  agente  ai  prende  nel  i/ù/ios/o  paziente C.  Ìi.  10.67. 

Bé  gli  adiiori  erano  tanto  bene  iA>/^5/i' C  ii.  13.  63. 

sicredet . .  .  che  disposto  fossi  a  quello  amore C  ii.  13.  66. 

binducere  perfezione  nelle  <//.t^o5/r  cose C  ìi.  14.  aÒ. 

tnnuijo  la  mia  vita  (/ù/os/d  al  suo  ardore C  iii.  1.5. 

f  AiDore  universale,  che  le  cose  disponi  ad  amare     ......  C  iii.  8.  1 18. 

*&i...alU  quali  naturalmente  egli  è  disposto,  siccome  certi... 

•OM  Ad  in  disposti C  ìit.  8. 158, 159» 

^V^di^om  le  cose  .  .  .  diversamente  a C  iv.  a.  51. 

^^Kltrìnenti  è  disposta  la  terra  ...  a  ricevere C.  iv.  a.  53. 

*^vat:  £  d[L^^kas/<i  una  stagione  a  ricevere C  iv.  a.  56. 

I*  ocun  mente  ...  altrimenti  è  <^^oj/f) C  iv.  a.  61. 

Klptrlitore  è  mal  disposto ...  e  se  1'  uditore  è  mal  disposto    ,     .  C  iv.  a.  70,  73. 

V*'©  popolo  che  a  ciò  più  era  disposto C.  iv.  4.  iii. 

"^  'I  nondo  non  fu  mai  ni  sarà  s)  perfettamente  disposto  .     .     .     .  C  iv.  5.  6x 

^^  oeiite  che  alla  verità  sia  disposta .     .     .     ,  C  iv.  15.  7. 

**tde  ilare  .  .  .  disposto  a  .  .  .  ricevere C.  ìv.  ao.  57. 

«cose  convengono  essere  </ù^v>5/«  alli  loro  agenti C  iv.  ao.  60. 

H  r  uima  è  .  .  .  posta  non  à  disposta  a  ricevere C  iv.  ao.  6a. 

«K  aai  pietra  margarita  è  male  disposta C  iv.  ao,  65. 

**  locui  corpo  è  ,  ,  .  disposto  perfettamente C.  iv.  ao.  89. 

^  •  • .  esso  .  .  .  dispotu  la  materia  alla  virtik  Jomtativa     .     .     .     .  C\  iv.  ai .  37. 

**">.. .  che  *1  corpo  £  bene  .  .  .  disposto.     E  quando  egli  è  bene 

' . .  disposto C  iv.  35.  133,  133. 

^"•tt.    la  quale  fu  si  tosto  a  lui  disposata K  ^V.  a.  40. 

'  *»  (eotildomiar  che  disposata  era  lo  giorno K  TV.  14.  17. 

•BCBmcato  a  tfiJ^o-Mrsi  a  quella  immagine C.  ii.  a.  ai. 

^  *  Iri  disposata  V  anima  è  Donna C  iv.  a.  147. 

^^^'tooe,    r  abito  di  quelle  disposisàom  che  sono  ordinate     .     .     .  C.  i.  5.  ao. 

*c  »vcrt  quelle  disposimom C  i.  5.  35. 

**Mi^j^jf'jioNi  tutte  gli  mancherebbono C  ì.  5.  4T. 

'^  tJtt  ha  la  buona  disposision* C  i.  7.  4 

I  *^todono  .  .  .  secondo  la  loro  dfipoaÌMÌon* C  ii.  6.  1 16. 

'  attuai  mia  eoooscea  la  sua  </ù^(Ui«OH#  atta C.  ii.  io.  64. 

.■••ii/aMaw»»*  riceve  quello C.  ii.  «O- 7*. 

rj"**!*. .  .  è  una  nobile  disposixiotti  d'  animo C.  ti.  il.  44. 

'^''Ptrve  la  mala  dtsposi*to$u  della  materia C.  iii.  4.  66. 

^toeasc  per  loro  disposisiom  possono  .  .  .  ricevere      .     .     ,     .  C  iii.  14.  25. 

**oia»(lo  in  me  turbata  disposieioM C  iv.  3.  76. 

O  2 


DISPOSIZIONE 


dlspregiRTe.     Voi  udirete  lor  .  .  .  dispregiar  talora  questa  vìU    K  TV.  33, 37  {Som.  xvìL  laV 

disprezzare,     perchè  .  .  .  non  dìsprwsa  Li  preghi  loro,  né      ,    ,     ,     .  S.  P.  cu  6& 

disserrare.     E  il  unto  nome  tuo,  che  il  cici  diserra S.  P.  ci.  6(K 

disteadere.     Che  disuso  e  riverso  Mi  tiene  in  terra Cam*,  xìi.  4». 

Distendi  V  arco  tuo  si,  che  non  esca Can*,  xvìi.  49. 

Né  mai  distenda  ad  ira  le  sue  braccia /*.  F!,  170. 

disposizione,     la  Terra  conveniva  essere  in  ottima  disposiviont  ;  e  U 

ottima  disposinone  della  Terra  sia C.  iv.  5.  06,  97. 

che  ...  in  migliore  dispositione  non  fu C  iv.  5.  57. 

attendere  la  naturale  dtsposiaione  del  tempo C  iv.  9.  xa^. 

riluce  in  essa  le  buone  disposistoni .  .  .  date •     .     .  C.  iv.  19.  39. 

perocché  ...  la  disposimone  del  seminante  può  essere  .  .  .  e  U, 

disposÌMione  del  Cielo  a  .  .  .  puote  essere C.  iv.  ai.  60, 

se  ...  s'  accordassero  .  .  .  nella  loro  ottima  dispostsion*    .     .     .     .  C  iv.  ai.  95. 

la  buona  disposinone,  cioè  la  sanità,  getta .     .     .  C.  iv.  35.  137. 

dispregiaxneato.     cioè  .  .  .  dispregiamento  di  quelle  cose C.  ìii.  13.  X14. 

dispr^are.     Dispregiare  s£  medesimo  t  per  sé  biasimevole  .     .     .     .  C.  i.  a.  a8. 

dispregiano  la  persona  prima  pregiata C  i.  4.  33. 

li  quali  dispregiano  esso *     .  C.  i.  IO.  75. 

uomini  .  .  .  che  ...  lo  proprio  disprtgiano C  i.  IT.  4. 

^tt^rr^'dN^o  r  opera  da  quella  parte C  i.  ri.  tao. 

Onde  molti  per  questa  viltà  dispregiano  lo  proprio  Volgare    .     .     .  C.  i.  il.  145. 

Io  .  .  ,  gli  errori  della  gente  .  .  .  dispregiava C  iv.  i.  37. 

disprezzare,     che  per  questi  pensieri  la  loro  vita  dÌ9pns*aro  .     .     .     .  C.  ili.  14.  85. 

disputare,     che  soltil<nentc  .  .  .  disputando  procedono C  iv.  a.  114. 

perocché  Aristotile  cominciò  a  disputare C  ìv.  6.  139. 

per  questo  modo  ^/^w/osi  e  riprovasi  contro C.  tv.  13.  165. 

filosoficamente  disputando,  curare  non  si  dee C  iv.  14.  148. 

contro  a  quello     .  .  disputare  non  si  conviene  ....  .     .     .  C  iv.  15.  163. 

idioti,  che  .  .  .  vorrcbbono  disputar*  in  Geometrìa,  in C  iv.  15.  z6& 

dlsputazioae.    si  dimostrava  .  . .  cioè  .  .  .  alle  disputtuioni  de*  .     .    .  C  iL  13.  48. 

nel  quale  sia  terminata  tutta  la  dispuftiMone C.  ìv.  la.  «09. 

dissimigliare.     e  poi  si  vengono  per  processo  dissi  migliando  C.  iv.  aa.  40. 

C/.  dissomigliare, 

dissimile,     intra  ^t'.WmiV/ amistà  esaer  non  possa C  tiì.  f.  401. 

Dcir  amistà  delle  persone  dissimili  dt  stato C.  ùi.  1.  58. 

che  quello,  eh*  è  dissimile  per  sé,  si  faccia  simile C  ìii.  1.  67. 

la  qual  é  in  tutti  quasi  dissimile .  C  iìL  6.  64 

questo  .  .  .  appetito  ...  si  mostra  non  dissimili  a      ......  C  iv.  ma,  43. 

dissimili tudine.     che  la  dissimilitudine  sl  similitudine  quasi  riduca  .     .  C  ìiL  l.  6ow 

comincia  una  dissimilitudine  tra  loro C  ìv.  aa.  ^^ 

Da  te  alla  statua  .  .  .  non  v*  ha  dissimilitudine  altra C  Ìv.  a9.  5&. 

dissimulazione,     questa  fìgura  .  .  .  puntesi  chiamare  Dissimulatone  .  C  iti.  io.  ^ 

dissoluto,     sicché  donna  .  .  .  pala  modesta  e  non  dissoluta      .     .     .     .  C  iii.  6.  106. 

non  solamente  é  di  persona  arrogante,  ma  di  dissoluta C.  iv.  &.  ai. 

tisaoluzlane.     se  non  che  .  .  .  dissoluzione  è  sé  .  .  .  non  conoscere  .     .  C.  ìv.  6.  a*, 

dissomigliare,    che  la  statua  ...  si  dissomiglia  . .  .  molto  dal    .     .     .  C.  iv.  39.  58. 

C/.  dissimigliare. 

distante,     uno  Cerchio  ugualmente  distante  da  quelli     ...  C  iii.  5.  70. 

il  quale  egualmente  sta  distante  dalla  circonferenza C.  ìv.  16.  88. 

distanza,     tarda  molto  ,  .  .  per  la  massima  distansa  da  quello  .     .  C  iii.  5.  53. 

distendere,     sentire  un  .  .  .  tremore  .  .  .  distendersi .  . .  per  .     .     .     .  K  W.  14.  «7. 

clli  ponea  lo  suo  corpo  sopra  la  terra  disteso    . C  iìL  3.  55. 

nullo  suo  pensiero  ad  altre  cose  lascia  disttndtre  ...  .  C.  iiL  ix.  1*7.1 


T97  ^'  ■     ^^^^^^W  DISTRUGGERE 

dftrtrìugcre.    Cosi  con  dismisura  si  distfiMjìf Cam.  x.  86. 

diMfU|£(fe.    Trova  contraro  tal,  che  lo  distntjige  ,  CU.  Cane,  i.  27  ;  10.  3,  9. 

Sena  tee  iAs/rN//o  Quanto  avemo  in  potenza  di  ben  lare  .     .     .     .  Gima.  ìx.  zi. 

Datnrita  bai  I'  amorosa  leggiadrìa K  A^.  B.  60  {_Soh.  iv.  16). 

Aaor. , .  S'  era  svegliato  nel  distnttto  core     .     .     .     .     V.  N.  35.  50  (Son.  iviii,  6), 

Io  non  posso  tener  gli  occhi  distrutH K.  ^.  37.  34  {Son,  %%.  9% 

Io  pngo  che  d!ij#rw^a  tutti  quelli 5.  P.  cxlìi.  6a. 

AttOIQCate.    per  vocabolo  distinguentt  alcuno  partecipante.     .     .     .  C  ììi.  11.  65. 

ttOoCMn.    non  m'  intramctto  se  non  di  distìnguert  le  parti  per  .     .  V.  N,  16.  43. 

pei4  le  dWiM^Ho  solamente V.  N.  ^^.  loG. 

cottespc. .  .  in  genere,  ma  non  distmio:   che  se  esso  lo  conoscesse 

£iiintQ , C  i.  6.  46,  47. 

r  ibttodi  conoscenza  distinti»  del  Volgare C  i.  6.  50. 

<^  UDO  abituato  dì  Latino  non  disiingue ...  Io  Volgare  de]  Tedesco  C.  ì.  6.  54. 

lulo  ptcciùlc  che  distinguer»  .  .  .  non  le  poteroo C.  ii.  15.  71. 

éMmpn  DcIla  sua  perdona  due  parti C  ili.  8.  50. 

eh'  è  propria  e  distinta  in  singolari  persone C  iii.  11,  71. 

cbi . . .  vede  quelle  distintt C.  iii.  la.  90. 

io  qiiaoto  r  altre  cose  vede  e  i/ii/r>ij'M« C  iii.  la.  113. 

Mt^W  luogo  ove  ciò  Appare C  iii.  15.  11. 

^éWflywffrè  intra  lo  irreverente  e  ho»  reverente C  iv.  8.  ioa. 

t^Mite  diversamente  .  .  .  sono  distinte C  iv.  17.  33. 

WMndodii  li  i^M/m^/ Isaia  Profeta  .     . C  ìv.  ai.  109. 

Poi  niK(AiA#^u/Mii/o  quelle  cose  che C  iv.  aa.  66. 

*wndocfcé  la  conoscenza  distingue C  Iv.  aa.  69. 

■icziftodio^!wArif^r  in  sé  che  ama  principalmente C  iv.  aa.  71. 

fWKo  An:o ...  si  distìngue  dalle  scritture C  iv.  93.  i  la. 

^i'^^QI^  V.  dlstingnere. 

MÌHiVwft    dove  si  richieggono  molte  distinzioni C  ìi.  la.  31. 

^IfaxAoÌM  distinzione  delle  cose  è  ìn  Lui C.  iii.  la.  86. 

S^^nxdtstinnoMe  nell'  umana  generazione C  iii.  13.  34. 

^^  li  pare  far  f/ùA'fUfb/fi- dì  tempo C  iii.  13.45. 

cbctaauUa  cosa  .  ,  .  questa  distin rione  si  potrebbe  fare     .     .     .     .  C  iv.  T4.  77, 

^  Mo  li  potrdibe  fiire  questa  distinxione C  iv.  14.  85. 

P^'  • .  dell' . .  .  Don  potrebbe  essere  disfinaiottf    .  .     .     .     .  C.  iv.  14.  100. 

t^v^vii  la  d&jftfuÙM/ di  queste  condizioni C  ìv.  15.  35. 

apn étlxKMione  fa  di  tutti  gli  uomini  agli  animali  bruti C.  iv.  15.  66. 

"^^BcUii^ts/k'naib'ir  dell'  ore  del  di  temporali C.  iv.  33,  143. 

"'«pache  la  .  .  .  gente  questa  distinoione  non  disccma     .     .     .     .  C.  iv.  35.  37. 

ilUifltlyo.     nel  quale  nulla  distributiva  giustizia  risplcnde  .     .     .     .  C.  iv.  it.  53. 

■RJIuuIul    che  esso  fu  .  .  .  distributore  della  sua  terra  deserta     ,     .  C.  iv.  37.  170. 

*»»*4we.   questi  fii  unto  rf*s/rr//o  di  sanguinila  con K  A'I  33.  5. 

Ristretta  persona  di  questa  gloriosa K  /V.  34.  5. 

•^Wla  questo  mio  caro  e  distrttto  a  lei V.  N.  34.  ai. 

Per  cui  t'  ha  cosi  distrutto  questo  Amore  ? K.  ^.  ^  aa 

Vfltìcome  la  colale  donna  distrugge  la  persona    .     .  ....  *^.  A^.  5.  14. 

'*pùi)o. ..  dbj^m^j^N^ tutti  gli  altri  spiriti V.  N.  i\,  \u 

'vono  ai  distrmtti  li  mici  spiriti  per K  W.  14.  35, 

'^■Uvirtude,  che  uccide  e  distrugge  ...  ciò  che K  A.  15.  19. 

V»»I  risto  pietosa  é  distratta  ...  per ,     .     ,     .     .     f'.  M  15.  61. 

<vto)  desiderio  .  .  .  e  .  .  .  tentazione  paressero  distrutti    .     .     .  ^.  W.  40.  42. 

1*16  amore  .  .  .  distruggeva  ogni  altro  pensiero C  iì.  13.  59. 

^Usc  distrnggr  lo  suo  contrario C  iii.  6.  153. 

quetta  loro  ragione  anche  si  eUstruggt C  iv.  14.  xa. 


DISTRUGGITORE  I9B 

disturbcu^     Ch'  io  non  vcn  distuHtassi  ogni  cagione      .     .     K  ^.  38.  41  (S<m,  xxi.  7). 

disvelare.     Dìsvtlato  v"  ho,  donne  ...  La  viltà Cans.  x.  137. 

disviare.     Che  1*  intelletto  sovr*  esse  disvia C  iìì.  Orna.  ii.  4. 

Non  t  pura  virtù  la  tUsviaia CsMa.  xìx.  58. 

Pur  leggiadrìa  Disvia  —  cotanto  e  più CamM,  xxx.  'ji^, 

dito,     di  prestare  ...  A  questa  penna  lo  stancato  dito .Som.  xxxìt.  6. 

dittato.     Sìccom*  il  Saggio  in  suo  dittato  pone K  TV.  90.  14  (Som  x.  a). 

divenire.     Che  divenissi  per  temenza  vile K  A^.  19.  39  {Con*,  i.  io). 

qua!  soffrìsse  .  .  .  Dn^trria  nobil  cosa,  o  sì  morrìa      .     .     .    K  A^.  19.  55  (Cvm.  i.  yS], 

Io  diveniva  nel  dolor  si  umile K  AT.  93.  198  (.Csm.  ii.  7i>. 

Perchè  il  piacere  .  .  .  Divtnnt  spiritai  bellezza     .     .     .     .  F.  M  34.  48  {JComm.  iv.  aa^. 

Ni  voglton  che  vìi  uom  gentil  divtgna     .     .        C  iv.  Can».  iìì.  62  ;   io.  33  ;  14.  8,  19. 

Qual  io  divrgna  si  feruto  .  .  .  Sai  contar  tu Comj.  xL  46. 

Hirerol  tanto  fìso,  Ch*  io  diverrò  beato Bait.  ix.  4. 

A  guisa  d'  angel  che  ...  Divitn  beato  .  .  .  Cosi .  .  .  Potrìa  beato 

divtnir  qui  io BaV,  ix.  7,  xi. 

che  *1  vostro  colore  Par  divenuto  di  pietà  simile    .     .     .     ,    K.  AT.  aa.  71  (Stfi.  xiL  4), 

Ch'  ogni  lingua  divitn  tremando  muta K.  iV.  a6.  39  {Son.  xv.  3). 

diventare.     E  si  fatto  divrnin^  Che y.  N.  32.  90  {Cane.  iii.  53). 

Che  preodon  aere  e  divmtan  sospiri C  iii,  Cam.  ii.  36;   13.  las. 

che  .  . .  L*  acqua  divenia  cristallina  pietra Sest,  ii.  a6. 

Questi  pensieri,  e  li  sospìr  .  .  .  Dwentano  ...  si  .     .     .     K  AT.  40.  60  <jS<m.  xxiii.  zo). 

distruggitore,    per  cut  tonto  dolore  era  fatto  distmggiton  dell'  anima 

mia K  M  33.  8. 

distruggitrioe.     la  quale  Tu  disfruggifrice  di  tutti  ì  vizti (^.  iV.  10.  la. 

distruzione,     in  Fiorenza,  nel  principio  della  sua  distruatone  ,     .     .     .  C.  ti.  14.  177. 

per  la  distruzione  del  conseguente,  il .  .  .  non  è C  iv.  la.  133. 

disubbidienza,     che  riprende  la  sua  disubbidicnaa .  C  ii.  io.  53. 

disubbidire,     che  sarebbe  disubòiditr  lo  re C  tv.  04.  138. 

dteaggua^Uanza.    per  quella  disuggnagf tanta  ...  è  forte  da  sapere  .  C.  iv.  93.  89. 

disusanza,     per  malvagia  disusnnaa  del  mondo  hanno  lasciata    .     .     .  C  i.  9l  3^. 

disveglìaJ^     pareami  che  diswgiiasse  questa  che  donnìa K  A.  3.  47. 

anzi  si  ruppe,  e  fui  diswgfiato K,  TV.  3.  59. 

i  suoi  atti  .  .  .  fanno  amore  disvegHan C.  iii.  7.  142. 

disviare,     move  sovente  rose  che  fanno  disviare  t  inteUetto C.  iii  3.  ic^ 

sicché  .  .  .  disvia  in  ciascuna  sua  operazione C  iii.  8.  134. 

colui  che  . .  .  disviato  si  ravvia  . .  C  iìì.  8.  187. 

non  perviene  .  .  .  per  esser  disviata  la  sua  pullulazione      .     .     .     .  C  iv.  aa.  tao. 

quelli  che  dalla  buona  radice  si  lasciano  disviare C.  iv.  aa.  133. 

di  tutti  quelli  che  disviano  da  nostra  Fede C  iv.  30.  39. 

dltOii     quando  fa  cinque  dita  nella  mano C  ì.  7.  57. 

perocché  a  s*  medesimo  dà  del  dito  nelP  occhio C.  iìì.  i.  53. 

dittatore.     Chi  dirà  di  Quinzio  Cincinnato  fatto  dittatore    .     .  .     .  C  ìv.  5. 131. 

diurno,    sì  rivolge  . .  .  cootra  lo  movimento  dittmo C  iii.  5.  109. 

divenire,     ond'  io  divenni ,  .  .  di  si  frale  .  .  .  condizione K  W.  4,  5. 

egli  quasi  per  soperchio  di  dolcezza  dlitVHM  tale KAf.  ti.  aa. 

Vedi  questo  che  non  pare  desso,  tal  è  divenuto V,  N,  aa.  50. 

se  per  trasmutare  non  diviene  più  caro .  C  L  8.  78. 

che  per  seguitare  lei  diviene  ciascuno  buono C  iìì.  is  '3^ 

acciocché  quelli  .  .  .  divenissero  stupidi,  e  però       .......  C  iv,  35.  58, 

dice  Stazio  .  . .  che  .  .  .  che  esso  déivnne  stupido  :  e C.  iv.  95.  67. 

diventare,     che  certi  corpi  .  .  .  diventano  tanto  luminosi C  iii.  7.  30. 

tanto  vincenti  .     .  che  diventano  si  raggianti C  iii.  7.  40. 

diveiBamcntg.     del  aumcro  .  .  .  divemamemie  è  acDlito  .     .  .     .     .  C  ii.  3.  17. 


199                                                ^^^PPI^^^^^^^^^^^F  DIVERSO 

divtna  Cli'  è  da  virtù  Jivtrso C  iv.  Catu.  ìli.  ioa 

dhfBMDnte.     dÌTcrsi  divtrsamfntÉ  hanno  sentito C  ii.  5.  9. 

XnOrénichz  ^nvraamrM/f  contemplino C  ii.  6.  76. 

per  gli  astrologi  drvtnamtnU  è  scncitOi  accondochò  éwtnamiHté 

■eiitiro  delle r     *     «     .    v    v    v    •     .  C.  ii.  6.  lag,  130. 

mcpufaè  dSrtwrsafMTM/r  questo  pongano    .     ,    ,    .    ,     .     .     .     .  C.  ii.  14.  sa 

k  quii  ^Mnamof/r  litigano .     .     .     .  C.  ii.  16.  73. 

émmmnU  sì  riceve C.  iii.  7.  15. 

vetou  la  luce  .  .  .  JtvenamtnU  .  .  .  essere  ricevuta C  Iii.  7.  35. 

Afille  dispone  le  cose  ...  c/i'tvrsafiw/i/'f C  iv.  a.  51. 

nuved*  operazioni,  dtwnamentt  da  considerare C  iv.  9.  41. 

fKOe ié«cnUMf/rc&  . . .  sono  distinte  e  numerate C.  iv.  27.  gr. 

adtc  quali .  .  .  fruttìfica  ^vtrsamtnie C.  iv.  19.  53. 

perdjvem  Filosofi  ...  fu  diversamente  ragionato     ......  C.  iv,  ai.  14. 

MBMidocbé .  .  .  dttffrsa mente  adopera C  iv.  33,  36. 

émmmmte  è  preso  il  tempo  da  molti .  C  iv.  34.  33. 

^■abKobilti  .  .  .  àivenammte  mostra  li  suoi  effetti C  iv.  34.  79. 

avurifluuc;    questo  seme  .  .  .  germoglia  .  .  .  éiuersificando  per     .     .  C,  iv.  33.  ao. 
dtvoiltL   narro  la  qualità  di  queste  diversità  .  .  .  poi  narro  queUo  che 

diccA-a  r  una  e  I*  altra  diversità     .     . C  ii.  8.  9,  11. 

MTToU  radice  dell'  altra  diversità C.  ii.  8.  66. 

ekiànmi'fàchc  mi  combattca C.  ii.  9.  3. 

BOB  ricevono  difersità  per  quella .     .     .  C.  iìL  a.  38. 

a  ■oatrarc  maggiore  (Atvm'/d  avere  con  quella     .     .  ....  C.  iv.  io.  95. 

■•Wtlfle.    e  narro  la  loro  dit/ersi/adé ^«  A'-  13.  54. 

9KiUÌÌa  radice  dell' una  delle  d:ivM:n/<»/i C  ii.  8.  56. 

■""ft  fa  risposto  da  molti  e  di  diverse  sentenze K.  /V.  3.  97. 

■' tacoBÌnciarono  molti  e  diversi  pensamenti  a    .     .     .  ...  K  A',  x  3.  4. 

Mtl*  ■MSH^  dico  che  sono  </iWr-ji' '^^  A'.  13.  53. 

■*Wn»o  la  battaglia  dclH  diversi  pensieri  ........  K  A^.  14.  i. 

•**do  cinque  c^iWrir  narraaioni K  W.  15.  49. 

■  *PP«Tcro  certi  visi  diverti  ed  orribili K.  W.  33.  a8. 

*^  lue  cbc  ^<wrj«  persone  partano J^.  W.  34.  la. 

**■*. . .  diceano  certe  parole  diverge  dagli  altri f'-  A'.  35,  34. 

|tf  Am-w  cagioni , C  i.  i,  13. 

^f^idrv^porxi C  i.  3.  35. 

■BDsdoi  due  <^!rtwrst' tempi .  C  ii.  a.  4. 

V  Bcafrra  intra  i/itfrrsi' pensieri , C  ii.  3.  69. 

^^■WMe. ..  c/ftvrsi' diversamente  hanno  sentito  .     .     .     .     .     .     .  C  ii.  5.  9. 

^'^■•donoìn  me  ^livrsi  pcnsamenii C.  ii.  9.  5. 

*'*>ttopare  iirWTso  a  dire C.  ii.  9.  94. 

^fcdiitorM opinioni  eh'  io  trovo.     .     ,     , C  ii,  9.  109, 

>*  Wi  e  la  beilessa  ,  .  .  sono  intra  loro  .  . .  divtru C  ii.  ifl.  33. 

**"|tn>lc  a  sentire,  per  le  diverse  persone     ........  C  U.  xa.  39. 

^'iMofi  hanno  avuto  diverse  opinioni C  ii.  15.  47. 

"''o^Wvar  le  bontadi  e  i  doni C  iit.  a.  33. 

"'IB»!* . , .  per  diverso  rispetto  si  può  trattare C.  iii.  9.  47. 

***  ^^«  affici  e  diversi  fini  di  quella  a  uno  solo  fine  sono  ordinati  C  iv.  4.  51  {bis). 
'^  CQoalderando  le  diverse  condixioni  del  mondo,  e  li  d*v*rsi .  .  . 

BScì  ordinando,  abbia C.  iv.  4,  66,  67. 

•*■*  eaere  stati  di  diverse  nature C  iv.  5.  95. 

""^ojterarii  e  artefici  di  diverse  arti  e  operazioni C  iv.  6.  54. 

^'^ttti  Kino  quasi  lutti  singolarmente  diversi C.  iv.  6.  79. 

^^  natura  di  Nobiltà  è  del  tutto  divaga C  iv.  20.  13. 


DIVERSO 


200 


dlversorìo.     Perchè  non  ho  migliorie  divtrsorio S,  P,  xxjnrii  85. 

dividere.     Mi  reca  quella  che  m'  ha  ti  cor  diviso   ,     ,     ,     ,     V.  N,  38,  85  {Canz.  iìù  45). 
Che  da  ragione  e  da  virtù  diviso  Seguo >     .     .     .     Stm,  xxxv.  7. 


diverso,     le  quali  dft  Nobiltà  sono  del  tatto  diivru C.  iv.  io.  17. 

non  è  inconveniente  una  cosa,  secondo  li'ivrsi  rispetti,  essere  pcriìetta 

ed  imperfetta C.  iv.  11.  49. 

coftl  nella  vita  umana  sono  diwrsi  cammini C  iv.  13.  169. 

hanno  ordine  insieme  come  i/jt«rrsr  linee C.  iv.  23,  41, 

conviene   la  umana  gencrazioDe   da   ttìinrsi  principii  essere  di- 
scesa   C  iv.  15.  43. 

la  quale  i/ròrra' principii  avere  non  può C.  iv.  15,  54 

diversamente  da  divtra  Filosofi  sono  distinte  e  numerate  .    .    .    .  C  iv.  17.  aa. 
noi  potcmo  avere  in  questa  vita  due  Felicità,  secondo  due  tù'vfrsi 

cammini C.  iv.  17,  B7. 

CielOf  nel  quale  .  .  .  diverse  stelle  rilucono C  iv.  19.  37. 

se  .  .  .  diversi  frutti  fanno  nella  umana  Nobiltà C  iv.  19.  47. 

nelle  quali  ùccome  in  </nvrA  rami  fruttifica C  iv.  tg.  51. 

per  diversi  Filosofi  .  .  .  fii  diversamente  ragionato C  iv.  ai.  13, 

siccome  r  erbetta  di  diverse  biade Civ.  ftfl.  45. 

cosi  questi  umani  appetiti  per  diverbi  calli  dal  principio  se  ne 

vanno C.  iv.  as.  59. 

conoscendo  in  sé  diverse  partì C  ìv.  aa.  73. 

d' insctare  1*  altrui  natura  sopra  diverga  radice C.  tv.  aa.  127. 

lasciando  il  figurato,  che  di  questo  diverso  processo  dell'  etadì  tiene 

Virgilio C.'iv.  04.  95. 

dividere.     Questo  sonetto  si  divide  in  due  parti     .      K  iV.  3.  91  ;  ij.  4^  ;  aa  97  ;  aa.  Sa. 

Questo  primo  sonetto  si  divide  in  tre  parti K  TV.  6.  35. 

Questo  sonetto  sì  divide  in  quattro  partì K  ^.  8.  65  ;   16.  38. 

Questa  ballata  in  tre  parti  si  divide V.  N.  in.  104. 

Questo  sonetto  io  quattro  parti  si  può  dividere K  VV.  13.  51. 

Questo  sonetto  non  divido  in  parti K  A^  14.  93. 

se  non  per  aprire  la  sentenzia  della  cosa  divisa y.  N.  i^  95. 

questa  seconda  parte  si  (A'»'<Ur  in  cinque K,  iV.  15.49. 

Questa  canzone  ...  la  dividerò  più  artificiosamente K.  TV.  19.  91. 

La  prima  parte  si  divide  in  quattro K.  TV.  19.  99. 

e  dividtsi  questa  parte  in  due      ,     .     .     .     .     .     ,     .     ,     K.  TV.  19,  tia  ;  C.  iv.  33.  20. 

Questa  seconda  parte  si  divide  in  dae •  K  TV.  19.  X27,  xaj,  131. 

La  prima  si  divide  in  due K  A',  ao.  32. 

La  prima  si  ditnde  in  tre K.  TV.  at.  34  ;  33.  ao 

La  prima  parte  si  divide  in  due K  TV.  33.  319. 

La  terza  parte  si  dividi  in  due K  TV.  34.  75. 

Quest*  ultima  parte  si  divide  in  tre      ....  K.  TV.  «7.  35. 

la  dividerò  prima  eh*  io  la  scriva K.  TV.  30.  13. 

Questa  parte  si  divide  in  tre V,  N.  33.  30. 

però  lo  dixridtrò  secondo  I'  uno  e  1'  altro K.  TV.  35. 

Questa  parte  si  dittide  in  due K.  TV.  35.  30. 

Per  questo  medesimo  modo  si  divide  secondo K.  TV.  35.  36. 

però  che  ...  è  assai  manifesta,  no)  dividerò V,  N.  36.  a8. 

eh'  è  piano  senza  dividerio .  K.  A'.  37.  15. 

secondo  che  li  miei  pensieri  erano  in  due  divisi K  TV.  39.  35. 

Questo  sonetto  non  divido,  però  che .     .  K  TV.  40.  49. 

Questo  sonetto  non  si  divide K.  A*.  42.  53* 

Potrcbbesi  più  sottilmente  ancora  dividere K  TV.  43.  43. 

però  non  mi  trametto  di  più  dividerlo K.  TV.  43.  46. 


201  -W^  '■ Wi^^^^g-  DIVINO 

dividere.   On  che  .  .  .  freddo  e  nebbia  il  cicl  da  se  lùvidt Son,  xlìi.  3. 

divÌDa  Angelo  chiama  in  divino  intelletto K  W.  19.  34  (Catta,  i.  15). 

InleidwccDde  la  virtù  divina    ....         C  ìii.  Cane.  ii.  37  :  5.  14  ;  7-  »  i  ;  I4.  la. 

Siccbé  le  laudi '1  mondo  e '1  (/iWn  regno Otfis.  xviii.  40. 

aMolto  oc)  parlar  divino  Consolarsi  e  dolersi    ........  Catte,  xx.  73. 

E  Udirma  essenza  tutta  quanta  In  Cristo  ro!>se P,  F.  tn* 

dividere,  della  prima  parte  sopra  divisa C.  ÌL  3.  3. 

000  i  qoi  mestiere  di  procedere  i/iwV^wefo  .     .     , C.  iì.  13.  76. 

àtaà^dmdtrf  in  tre  parti  sì  conviene C.  iii.  a.  3. 

BMc^li  natura  divina  sia  dixnsa  e  ...  in  quelle C.  iii.  a.  43. 

oc  IpWito  Cerchio  .  .  .  dtxndmbhf  questa  terra  scoperta  dal  mare 

Oceano C.iii.  5.  117. 

L' intelletto  ...  mi  conviene  in  tre  particole  divider* C  iii.  9.  24. 

cbe  Od  questa  prima  parte  si  dividi  in  due C  iv.  3.  35. 

Lftprisia  parte  in  due  ai  divida C  ìv.  io.  39. 

<|K«oArco  ...  in  quattro  parti  si  divid* C  ìv.  33.  n8. 

""fcliooe;    vedemo  .  .  .  nelle  divinasiom  de'  nostri  socrnì  .     .     .     .  C  ii.  9,  ioa. 

gtinMiau,    quello  decimo  cielo  dtvinixsimo  e  quieto C  ii.  4.  25. 

**««■.    che  non  era  convenevole  la  Divinità  stare  cosi C.  Ìv.  aa.  qq. 

*»™>a  perchè  questa  vita  è  più  divina^  e  quanto  la  cosa  è  più  divina, 

tpiùdì  Dio  siroigliante C  iì.  5.  81,  8a. 

fl^'wiw  Intelletto  sìa  cagione    ...  C.  iì.  5.  lor. 

^hiitaftati  santi  ovvero  divini C  ii.  6.  41. 

•■  Miesti  Divina  sia  in  tre  Persone    ...  C.  ti.  6.  59. 

'"'cuai  Persona  nella  Divina  Trìnità C  ii.  6.  73. 

**"onc  senza  divino  imperio C.  li.  13.  33. 

*1  odo  quieto  risponde  la  Scienza  divina C  ii.  14.  64. 

*  Glielo  nn^inro  .  .  .  simigUa  la  divina  Saema C.  ii.  25.  166. 

^Undo  deir  infusione  della  bontà  divina C.  ìii.  a.  39. 

'"'CQaa  ferma  ha  essere  della  divina  natura  .  .  .  non  che  la  natura 

^•nta  sia  divisa - C  Ìli.  9.  40,  41. 

Tàiiiim  umana  .  .  .  più  riceve  della  natura  divtna C.  iii.  a.  50. 

*^c  bontadi  della  ...  la  ragione  sì  mostra  Divina C.  iii.  a.  6o. 

''Ulqmi,.  della  divina  luce  assai  mì  si  mostrava C  iii.  s.  73. 

*  A1U1Q4  umana  .  .  .  partecipa  della  divina  natura C  iii.  a.  116. 

*>«nRa  luce  . .  ,  raggia  in  quella  ;  e  perù  è  1*  uomo  divino  animale 

•  •  '  chiamato C.  ìii.  a.  tao,  lai. 

^'  Uomo  e  delle  diviru  Sustanze  ...  si  predica C.  iii.  a.  140. 

P^'^'Ìkmo  provvedimento  ...  è  al  ordinato C  iii.  5.  197. 

^*^  - . .  Tediata  nella  divina  Mente C  HL  6.  51. 

.   della  umana  essenza  è  nella  (AtiMa  Mente C  ili.  6.  65. 

11^^  dalla  d^'na  bontà  oltre  il  debito  umano C.  iii.  6.  ga. 

■*^« bontà  in  tutte  le  cose  discende C.  iii.  7.  i«. 

«■**i  colali  chiama  Aristotile  ...  rftwm C.  iii.  7.  90- 

y^  la  tfpma  Virtù  .  .  .  discende  in  lei C.  iii.  7.  91. 

*''lirfwH«  luce  più  espeditaroente  raggia C  iii.  7.  97. 

'^Slì  effetti  della  ^rmwa  Sapienza C.  Ìii.  8.  i. 

*"*• . .  la  divina  Virtù  tre  nature  congiunse C.  iii.  8.  3. 

J**Wtow  proponimento  la  Natura  . .  .  produsse  ...  .     .     .  C  iii.  8.  aio. 

*-<  per  forma  un  quasi  divino  amore  allo  intelletto C.  iii.  ti.  136. 

jf^'Qtaan'  è  rea,  non  é  della  divina  intenzione C.  iii.  la.  64. 

*»4nBqiie  la  divina  Filosofia  della  divtna  Essenza C.  iii.  la.  loo  {bis). 

^^'^'tciit  oobìUtaìma  Essenza  è  la  divina C  iii.  la.  103. 

^^^  csa  essere  della  divi$ta  Sostanza C.  ili.  13.  3. 


DIVINO 


9MI 


divino.     Qual*  è  terza  persona  in  le  divine P.  F.  66. 

Che  cosa  aia  quella  divina  essenza P,  F.  80. 

che  '1  Battesmo  ciascun  fresa  Della  divina  grazia P.  F.  8& 

Né  per  ...  Tornar  potemo  a1!a  divttta  grazia P.  F.  104, 

Tanto  è  .  .  .  divino  Questo  mistero  e  questo  Sacramento   .     .     .     .  P,  F.  130. 

Divino  Padre,  pien  d'  ogni  salute P,  F,  aag. 


divino,     nelle  Intelligenze  raggia  la  (/iiiVfd  luce  <icnza  mezzo  .     .     .     .  C  iii.  t4- 35. 

la  divina  viriit  senza  mezzo  questo  amore  tragge  a    .     ,     .     .     .     .  C  ìiì.  14.  49. 

siccome  il  divino  amore  è  tutto  eterno C  iii.  14.  53. 

però  t  manifesto  che  ìsl  divina  virtù  .  .  .  discende C.  iii.  14.  87. 

nel  divino  Pensiero  .  .  .  essa  era  quando  .  .  .  fece      ...  .     .  C  iìl.  15.  163. 

f u  .  .  .  preso  ...  da  divina  Provvidenza .  C.  ìv.  4,  1x3. 

ragione,  e  ancora  divina,  è  stata  principio C.  iv.  4.  ifi5. 

se  la  divina  Provvidenza  .  . .  procede C  ìv.  5.  1. 

Volendo  la  .  .  .  Bontà  divina  ...  a  sé  riconformare C.  iv.  5.  l6h 

in  queir  altissimo  e  congiuntissimo  Concistoro  divino C  iv.  5.  ai. 

ordinato  fu  per  Io  divino  Provvedimento C.  iv.  5.  30. 

assai  è  manifesta  la  divina  elezione C  ìv.  5.  51. 

non  pur  per  umane,  ma  per  divin*  operazioni C  iv.  5.  87. 

non  con  umani  cittadini,  ma  con  divini ,     .     .     ,  C  ìv.  5.  loo. 

non  amore  umano,  ma  divino  era  spirato C  iv.  5.  103. 

chi  dirà  che  fosse  senza  divina  spirazione C,  iv.  5.  107. 

senza  divino  aiutorio  ciò  avere  so0'crto ,     .     .     «     .  C  ìv.  5.  tao. 

senza  divina  istigazione C  iv.  5.  13^ 

la  vita .  .  .  degli  altri  divini  cittadini  . .  .  alcuna  luce  della  divina 

bontà .     .     .     C  iv.  5.  147,  14& 

colli  quali  procedette  la  divina  Provvidenza C  iv.  5.  153. 

per  r  ingegno  quasi  divino C.  iv.  6.  133. 

quanto  la  verace  Scrittura  divina  chiama C.  iv.  la.  86. 

1*  uomo  si  dee  trarre  alle  divine  cose C.  tv.  13.  79. 

artefice  delle  cose  dì  seme  divino  fece C.  iv.  15.  78. 

dove  aperae  la  bocca  la  divina  sentenza  d*  Aristotile     .     .     .     .     .  C  iv.  Z7.  94. 

tuttoché  r  angelica  ...  sia  più  divina C  iv.  19.  56. 

quasi  maravigliandosi  del  divino  affetto C  iv.  19.  63^ 

questa  gmmay  cioè  questa  divina  cosa C.  iv,  ao.  a6. 

siccome  le  Divine  Scritture  manifestano C.  iv.  aa  99» 

cosi  come  .  .  .  cosi  uomini  sono  .  ,  .  divini C.  iv.  ao.  36^ 

die  il  </ivmo  seme  non  cade  in  ischiatta C  iv.  ao.  41. 

dove  questo  divino  dono  discende^  cb'  è  bene  dtvmo  dono  ,     ■     .     .  C  iv.  ao.  49,  50^ 

disposto  a  questo  divino  atto  ricevere Clv.  oo.  57. 

disposta  a  ricevere  questa  .  .  .  divina  infusione C  iv,  ao.  63. 

questo  raggio  divino  mai  non  rìsplendc C  iv.  ao.  73. 

per  modo  Teologico,  cioè  </iVno  e  spirituale C  iv.  ai.  8. 

a  guisa  di  semente  delta  Virtù  covrila  . C  iv.  ai.  la, 

la  divina  bontà  in  lei  moltiplica .  C.  iv.  ai.  74. 

lo  quale  alla  divina  natura  ...  è  contrario  .     .     .     .     .  '  .  .     .  C.  iv.  ai,  85. 

è  U  f^ir/ù  sua  propria  ...  e  la  Divina C  iv.  ai.  88. 

Ire  operazioni,  cioò  Animale,  IntfUtttHaU  e  Divina C  iv.  ai.  91. 

perocché  .  .  .  vengono  ...  e  la  divina  Carità  sìa  appropriata      .     .  C  Ìv.  ai.  106^ 

dalla  divina  bontà  .  .  .  nasce  un  rampollo C  iv.  «a;,  30. 

questo  ...  appc:tito  che  dalla  </ttiffd  grazia  surge Cìv,  aa.41. 

sapere,  che  questo  seme  divino  .  .  .  germoglia C  ìv.  33.  18. 

alli  segni  ,  .  .  che  sono  .  .  .  divina  operazione       .     .  .      .     .  C.  iv.  33.  36. 

cosa  che  .  .  .  dalla  divina  Provvidenza  è  seaiiaata C  iv.  «5.  147. 


«93  DOGLIOSO 

divina.     £  lei  preghiam,  eh*  alle  grarje  dwtnt  SI  ne  conduca  ,     ,     ,     *  P.  F,  235. 

divizia.     Cli*  le  diin'jiù   siccome  si  crede)  [Non  posson]      C.  iv.  Caiu.  ìii.  49  ;  70.  34,  66. 

dhrarmn;.     £  U  éivoran  Capaneo  e  Crosso Cane,  xviii.  70. 

QubI  non  dirà  fallenza  Divorar  cibo Cans.  xìx.  33. 

r  ormzioni.  Che  a  lui  son  fatte  benigne  e  HivoI* P.  F.  137. 

e  1  regno  .  ■  .  A  posseder  vcgniam  con  divozione      ,     .     .  P.  F.  aa8. 

»icn  [n'  ha]  tristizia  e  dogìia V.  N.  z^.  36,  78  {Cana.  tii.  38). 

Pianger  di  dogiùt  e  scspinr  d'  angoscia K.  TV.  ^a.  97  ^Giir*.  iii.  57). 

IXjfAia  mi  reca  nello  core  ardire Cams.  x,  i  ;  K.  £r.  ii.  a.  94. 

Ch*  altrettanto  di  dogfia  Mi  reca  la  pietà Cahm.  xHÌ.  x 

C  certo  \k  sua  doglia  più  m'  incende Catta,  xvi.  ao. 

Che  per  aver  di  minor  doglia  strida,  Vorr6 Otus.  xvii.  39. 

DogUm  e  vergogna  prese  Lo  mìo  signore Catta,  xx.  36. 

£  weoioéogiia  che  par  uoni  mi  colli 5^5/.  tii.  to. 

Cbc  questa  doglia  pur  mi  strugga  il  cuore Som.  xlvìi.  13. 

Ptenge  la  madre,  eh'  ha  piO  d'  una  doglia San,  Iii,  la. 

Poich'  hai  data  materia  al  cor  dagtéma K  M  8.  48  {Son.  iv.  4). 

ttVteOb     a  cui  solo  il  grado  divitto  é  rimaso C  iv.  37.  87. 

cioè  aemc  là'iiHo  nella  umana  anima  ,  .  .  posto C  iv.  119.  09. 

Mei  accrctJasime  della  divina  Mente C  iv.  30.  68. 

perche  la  divisione  non  si  fa,  se  non  per .  l^.  N.  i^.  94. 

Mestieri  di  divitione V.  N.  \^.  98. 

lo  che  si  vedrà  .  .  .  nella  sua  diviaiont K  A^.  19.  19. 

aaa  mi  tnvagllo  di  più  dixHsiomi .  K.  /V.  19.  146. 

ti  coovarrebbe  usare  più  minute  divistomi    .     , V.  N.  tg.  149. 

fm  por  qucale  divisioni  che  fatte  sono V.  tf,  k^.  154. 

cba  Doo  ha  bbogno  d'  alcuna  divistona K  M  36.  53. 

rieeofne  appare  nella  sua  ^ptnÒNf K, /V.  37.  ta. 

Potubbc  bene  ancora  ricevere  più  diviaioni K.  W.  38.  39. 

paaan  panare  con  questa  divisioni K.  W.  40.  45. 

tibè  li  éàmaimaa  che  t  nella  mia  anima C  H.  7.  65. 

fama  parte  ha  due  diviaiom C  ii.  B.  7. 

della  prima  diviaiona C  ii  &  16. 

le  diviaioni  (atte  . . .  trascorrerò C  iii.  la.  7. 

ri  bre  si  convengono    .     • C  iv.  3.  14. 

molte  divt aioni  %i  procede C  iv.  3.  17. 

..  secondo  la  ifcswwM»  filila  di  lopra C  iv.  16.  17. 

fscoftuaa,  doè  tamfo  e  divim'i C  iv.  10.  16. 

al  riprovano  le  diviata  . . .  essere  cagione C.  iv.  10.  ao, 

che.  riprovate  le  diviata^  è  riprovata C.  iv.  10.  04. 

(a  qaeUa  parte  che  le  diviata  tocca C  iv.  10.  96. 

che  aolo  scUe  diviate  si  fondava C.  iv.  10.  aft, 

dna  thm  la  dhrimr , . .  non  poasooo  dare  Nobiltà C  iv,  io.  93. 

cka  la  ^biWrnoa  poasoso  «prw iVoMM .    .  C.lv.  10.118. 

a  le  A^alr  qaaal  Jbttm*  dm  lungi  corrmia C  iv.  10.  tao. 

a  pwsare  come  le  didima  sono  vdi C  iv.  ii.a. 

^mkHéÌ9UtmmnviHnkmtmH9daNobatà C.iv.11.7. 

k  fiiteal  di  «opra  eoam  la  éàviaia C  ìv.  1 1.  9. 

•a  la  éUaéé  tono  imperfette C  Ìv.  1 1.  19. 

Ae  «aaa  ^innW  non  poaaooo  torre  la  Nobiltà    . C.  iv.  13.  t6^ 

O  aham  delle  ^nav  della  lapico»  di  Dio ,    .  Civ.  ai.56. 

ftppriiwi  che  questa  eanionc  f u  . . .  dhotgatak  fra     .    .    .  K.  iV.  ao.  sl 

K  yV.  a.  14  ;  C  ii.  I.  48  ;  14.  aa7  ;  Ui.  6.  16  rài»>  ;  iv.  93.  144. 

eoa*  h  ocatni  Anima,  aeiaa  dqgka  ai  parte C.  iv.  ae.  30. 


DOGLIOSO  204 

doglioso,     che  .  .  .  mena  Le  Ugrìme  dogfiose ugìi  occhi  tristi  F.  N*  35.  55  (Soft.  xvìiL  ti). 

che  la  .  .  .  Non  vi  faccia  tornar  cosi  dogliose Som.  xH.  4. 

dolce,     che  :  .  .  Amor  s)  dolce  mi  si  fa  sentire    ....  .     K.  TV.  19.  95  iCan»,  i.  6). 

Ch'  io  dico  :  Morte,  assai  dolce  ti  legno y,  N.  33,  300  {Cana.  iL  73\ 

Si  che  dolct  desire  Lo  giunse K  M  33.  64  {Cant.  ìii.  a4). 

Come  soave  e  dola  mio  riposo V.  N.  34.  37  {CmnM.  iv.  tx). 

[Dico]  negli  occhi  e  nel  suo  dolct  riso C.  ìii.  Catu.  ìi.  57  ;  8.  74. 

Le  dolci  rime  d'  amor,  eh'  io  solia C.  iv.  Cans,  Ìii.  t  ;   1.  77. 

che  mi  conduce  Con  sua  dolce  favella Cam,  \x.  ai. 

se  con  dolcx  rìso  è  stato  mosso Catix.  xi.  58. 

Gim^  quanto  piani.  Soavi  e  (/o/a.  ..  si  levaro CfiM*.  xiii.  11. 

A  quc*  begli  occhi,  il  cui  doia  splendore  Porta Coma  xiv.  15. 

£  portan  dola,  ovunque  io  senta  amaro CcutM.  xiv.  i;^ 

Gnd'  io  ti  prego  .  .  .  Dola  mia  amorosa Cohm.  xÌv.  85. 

Che  gli  dola  pcnsier  non  mi  son  tolti,  Né  .  .  .  dati  per  .  ...     Catts.  xv.  37. 

che  se  'I  martìro  é  dola.,  La  morte  de'  passare  ogni  altro  doic*    .     .     Conr.  xv.  64,  65. 

or  che  sarà  di  me  nell*  altro  Dola  tempo Cane.  xv.  67. 

Vcrao  'I  dofct  paese  e"  ho  lasciato Canr.  ivi.  5. 

Se  dir  voleste,  dola  mia  speranza Con»,  xvi  97. 

Piangendo,  Morte,  quella  dolce  pace Conj.  xvii.  la. 

il  lume  .  .  .  Che  suol  essere  a'  mìei  si  dolct  guida Coks.  xviL  95. 

Sentirai  dlo/ev  sotto  il  mio  lamento.     .  Cs^jl  xvii.  97. 

Lo  dolce  pomo  a  tutta  gente  nic^a Can*.  xx.  94, 

Che  non  la  muove  ...  Il  dolc*  tempo S*st.  i.  10. 

Dagli  occhi  suoi  mi  vicn  la  dolce  luce Sesl.  iì.  43. 

Quando  vidi  costei  cruda  com'  erba  Nel  tempo  dolct Seti.  iiì.  ax. 

Perchè  risplende  s)  la  sua  dola  ombra Stst.  iv.  16. 

Con  dolce  suono  [.  quando  se*  con  lui,  Comincia]  .     .     .  K.  /V.  la.  94  {BalL  ì.  15%  X34« 

qual  volta  mi  rammenta  La  f^r«  mano fìall.ìu.ìi. 

non  mi  sia  villana  La  dolct  prowedcnza Ball.  iv.  39. 

onde  gli  fa  dolce  preghiera Ball.  v.  14. 

con  la  rìmcmbnnza  Del  dolct  loco Ball.  vii.  15. 

Mercè  di  vostra  dola  cortesia Ball.  vii.  tS. 

Ma  dentro  portan  la  dolct  figura Ball,  x.  9. 

Amor  ...  Mi  pose  in  vita  si  dolct  e  soave K  A^  7.  a6  (Soft.  ÌL  9^ 

hanno  .  .  .  Quel  dolct  nome  di  Madonna  scrìtto     .     .     .     K.  /V.  40.  63  {Sott.  xxiii.  13^ 

dolce,     raccomandando  lo  auo  dolct  movimento  nelle  braccia   della 

forìuna V.  N.  la.  130. 

lo  nome  d*  Amore  è  si  db/or  a  udire K /V.  13.  i6w 

che  la  sua  operazione  sìa  . . .  altro  che  dokt K  Z^.  13.  z8L 

esser  dolet^  e  non  amara C  L  7.  7. 

per  conseguente  è  amara  e  non  dolct .     .  C  ì.  7.  17. 

cosi  è  amaro  e  non  dolct C  i.  7.  aa. 

impossibile  è  ...  la  obbedienza  del  sovrano  esser  dola C.  i.  7.  96. 

impossibile  è  sua  ragione  essere  (/ofcr 0.1.7.31. 

con  ispcraiiza  di  dolct  cammino C  ii.  i.  8. 

induca  .  .  .  con  dolci  parole C  iù  7.  39. 

soavt  ò  tanto,  quanto  suaso,  cioè  .  .  .  dokt C.  iL  8,  37. 

de' quali  tanto  più  (/o/c<  armonia  resulta C  ìi-  14.  183. 

dico  che  li  miei  pensieri .  .  .  suonan  dolct C.  ìii.  3.  x  19^ 

sono  tutti  li  suoi  sembianti  .  .  .  dolci C.  iii.  14.  116. 

questa  mia  Donna  ...  li  suoi  f/o/a  sembianti  trasmutasse  .     .     .     .  C  iv.  x.  61. 

lasciare  le  t/o/tirìme  d'  amore C  iv.  a.  ai. 

che  una  medcaima  cosa  sia  tlokt  e  paia  amara C  iv.  s. 


35-    


205  ^^^^^^^^^^m  DOLCISSIMO 

doiofc    mercé  del  tMer  mio  signore Sem.  xxx.  7. 

Sì  che  9*  accordi  i  fatti  a'  tioid  detti Stm.  xxxiv.  t^. 

Lo  qua]  mi  mena  ...  A  doler  morte  sotto  Joiot  inganno      .     .     .    Som.  xxxv.  io  {bis), 

0  Jola  rime  che  part&ndo  andate Som.  xI.  i. 

Però  che  '1  tdoiet  tempo  .  .  .  viene Som,  xM.  9. 

che  tu  sei  Al  perdonare  tanto  doia  e  lieve S.  P.  \.  30. 

E  U  gli  serviran  con  doict  canto S.  P,  à.  67. 

Orm  ti  prego,  o  Joice  Signor  mìo S.  P.  ci.  gt. 

Però  eh'  egli  è  il  Si^or  al  doiet  e  pio S.  P.  cxxìx.  19. 

rime.  Quanto  pìU  seppi  doid,  belle  e  vaghe P.  P.  a. 

dolcemente.     Dì  cui  parlava  ...  si  doìctMUMtt C.  ii.  Cans.  ì.  18  ;  6.  54. 

Lo  suo  parlar  sì  doictmtHtt  suona C.  ìiL  Comb.  ìi.  5. 

C  ragiona  d'  amor  al  dolcnMtnU V.  N.  39.  6a  {Son,  xxìi.  3), 

flofcyrrm.     Allur  sente  la  (mie  anima  mia  Tanta  dolca»a    ...      V.  H.  a8.  ai  {F.  C  8). 

Falle  sentire,  Amor,  per  tua  doiansa Cam.  Ix.  54. 

tirtn  Amor  m*  avvezza  .  . .  con  una  dolaaam Orna.  ziv.  77. 

Ogni  éoktMMm  [,  ogni  pensiero  umile  Nasce]     .     .     .V.N.  ai.  17  (Srm.  xi.  9),  33,  48. 

Che  dà  per  gli  occhi  una  dotcttm  al  core     .    .     .     .    .    .  K  AT.  36.  46  {Soh.  xv.  io). 

Cfcs  DOQ  sospiri  in  dotctsmi  d'  amore K  TV.  97.  a6  (Som.  svi.  14). 

Ma  con  doUtMMa  e  eoo  perfetto  amore 5.  P.  vi  3. 

più  thk*  natura  in  signoreggiando  ...  né  fa  ni  fia      .    .    .    .  C  iv.  4.  99. 

chi  la  nave  .  .  .  per  doUt  cammino  . .  .  correa C  iv.  5.  60. 

Uno  de*  pili .  .  .  doki  frutti  di  questo  ramo  . C  iv.  8.  7. 

rKCglmcnti,  che  sono  doU»  e  cortesemente  parlare,  doUt  e  cortese- 
mente servire  e  operare C  iv.  95.  14  {bis). 

però  dice  Staxio,  il  dota  poeta C  iv.  95.  60. 

getta  sopra  qacllc  uno  colore  f^&v  a  riguardare C  ìv.  95.  138, 

■Q*  amaro ...  è  impossibile  doUrminU  obbedire    .    .     .  C  i.  7.  94. 

nato  datmmmtt  ciba  la  sua  bellezza  gli  occhi  .    .         C  iii  8.  43. 

«olge  doletm^nU  chi  ...  *  piegato C.  ÌiL  15.  153. 

prcu  Unta  doiamattj  che     • ,  K.  M  3.  ao. 

ipsaai  per  soperchio  di  dotetsaa  divenk  tale K.  TV.  1 1.  aa. 

co»prcodcvano  in  loro  una  doUéé»a  onesta,  e  soave V.  S.  aS.  aa. 

per  la  éokfoa  eh'  io  sento C.  L  r.  73. 

Mua  ronpere  (otta  sua  doÌctsm$ C  i.  7.  95. 

1  veni .  .  .  sono  senza  dùtctsMm  Ai  m  usìca     .........  C  i.  7.  99. 

e  .  .  .  tutta  quella  éoitt^a  venne  meno .     .  C  ì.  7.  103. 

a  dare  a  intendere  la  sua  dolnMta C  Ìi.  8.  51. 

coeiiDCtai  tanto  a  sentire  della  sua  dokraam C  ìi.  13.  5r. 

ft  4MB  colla  doicnaa  del  loro  sermone  inviarono  ...  .     .     .  C  ii.  16.  5. 

Iai|aale  ...  e  Donna  piena  di  doktmMa C.  ii.  16.  ai. 

rfko  . .  .  Kémtértf  quanto  alla  dolcttm»  del  suono C.  iti.  3.  130. 

Che  1  Kio  parlare  .  .  .  per  la  dolrtam  sua,  genera C.  ili.  7.  133. 

sa .  .  .  fclicitii  ò  ^WrraM  comparau C  Iv.  ao.  91. 

iiecèé  possa  .  *  .  uscire  la  ifa/rnaa  della  umana  felicità C  iv.  si.  139. 

di  potere . .  •  ragionare  della  doUmaa  dell'  umana  felicità  .     .     .     .  C.  iv.  aa.  1 1. 

Oil  ansi  p«ò  Ire  a  qnests  dotamaa  chi C  iv.  aa.  18. 

La  qoak  è  la  ^blpwM  del . . .  seme C.  iv.  99.  M7. 

da*,  qolvl  avrete  della  sua  dokum C  iv.  aa.  198. 

tediacAè  la  éoittMMo  del  suo  Tnitto  ...  aia  profittabile C  iv.  a^.  97. 

tìUmàUA,     L*  ora,  che  lo  suo  doUusmto  salutare  mi  giunse  .     .     .     .  K.  A^  3.  x6. 

E  però  lo  dotaumo  Signore  .  . .  apparve K  W.  9.  13. 

ai  MgA  fl  Mo  dfadblad^MO  sshitare  .     . K /V.  la  14- 

mm  àa' quaU  t  U MO  Ma9$émo  pui»tK K  M  9i.  51. 


DOLCISSIMO 


dolente.     Gli  occhi  dolenti  [per  pietà  dd  core]      .    .    .    .  K  /^.  3».  xo,  41  [Omij.  Ui.  i). 

Ed  ha  lasciato  Amor  meco  doUttU K  yv.  38.  54  (Cans.  iii.  14). 

ond'  10  ve  si  dolnttt K.  W.  34.  ag  {Cant.  iv.  3). 

Solca  esser  vita  dello  cor  doltntt C  ìì.  Csnj.  i.  14. 

Ciascuna  par  dol^ntt  e  sbigotiita Catit,  xx.  9. 

la  persona  dell'  anima  dulfntt «     .      K  A^.  33.  38  {Son,  tì\\\.  13). 

Per  che  ciascun  dolenti  scn  partia K  A'.  35.  53  (Som.  xviii.  8). 

qualora  davanti  Vedetevi  la  mia  labbia  dofetite       .     .     ,     .     V,  N,  37.  ai  (Som.  ex.  6). 

passate  Per  lo  suo  mezzo  la  città  dolente K  A^.  41.  60  CSon.  xziv.  6% 

al  parla  sottile  Al  cor  dolente,  che  . K  A^  49.  57  (Som.  xxv.  il). 

Ma  gite  attorno  in  abito  dolente Sott.  xliii.  io. 

Gli  occhi  dolenti  per  soverchia  pena San.  xlvìi.  6. 

Per  cui  dolente  qui  piango  e  sospiro Som.  xlvìiì.  3. 

Vado  doietite^  tristo  e  conturbato S.  P.  xxxvìL  at. 

Apri  .  .  .  Alla  dolente  voce  sconsolata .     S.  P.  cxxix.  5. 

Onde  doltnte  e  pieno  di  tristizia  .  .  .  porgo ,     ,    S.  P,  cxliì.  ad, 

dolere.     L'  anima  piange,  si  ancor  len  duole C.  li.  GiMa.  i.  30  ;  10.  15- 

Amor,  dacché  convien  pur  eh'  io  mi  doglia,     •*.»....     Caeu,  xi,  i. 

Ella  si  muove  quinci,  sì  dolendo,  Ch'  anzi     .........     Cttmz.  xUt.  33. 

A^'vcgnn  che  men  duole Can^,  xtìL  54. 

la  gran  beliate,  Che  si  mi  fa  dolere Can».  xiìi.  7». 

ond'  io  mi  doglio .     Cans.  xiv.  3. 

poìch'  io  non  tniovo  a  cui  mì  doglia , Cent*,  xvii.  i. 

Dentro  la  terra  mio,  cui  doglio  e  piango Gin«.  xviii.  63. 

Mai  non  scn  duole Cesns,  xiz.  116. 

Dolisi  r  una  con  parole  molto Cbm*.  xx.  19. 

Or  non  ti  duol  degli  occhi  mìei  f Gm«.  xx.  44. 

e  dolgaa  la  bocca  Degli  uomini  a  cai  tocca Cotr.  xx.  66. 

io  che  ascolto  .  .  .  dolersi  Cosi  alti  dispersi Cttns,  xx.  74. 

Sol  dimoììtrando  che  di  me  gli  doglia K  AT,  15.  38  {Som,  vìn.  11). 

Ch'  Amor  vi  tramortisce,  s)  glicn  duole K  A^  40.  61  (Sem.  xxiii.  11). 

E'  mi  duol  forte  del  gabbato  aifanno Som.  xxxt.  x& 

Ma  di  te  .  .  .  sì  mi  duole  Che  non  rispetti  al Som.  xxxvii.  ca. 

È  per  raccomandare  un  che  si  duole Som.  xL  13. 

Il  qua!  non  può  {/o/rra' de*  suoi  danni S.  Z'.  xxxvii.  54. 

dolore.     Io  diveniva  nel  dolor  si  umile K  N,  a^.  19B   CanM.  ti.  71), 

Ora  s'  io  voglio  sfogar  lo  dolore     .  K  A^.  33.  44  {Cans,  iìL  4). 

Ch'  ì'  mi  riscuoto  per  dolor  eh'  io  sento K,  A/,  32.  91  (C^hm,  iii  51). 

Tanto  dolor*  intorno  al  cor  m"  assembra  La     .     .     .     .     K.  A^,  34.  30  {Can*,  iv.  4% 

Sì  forte,  che  'I  dolor  nel  cor  rimbalza Caeis.  xiL  49. 

dolcissimo.     Dolcissima  Morte,  vieni  a  me K.  AT.  03.  71. 

fuori  del  suo  dolcissimo  seno C.  Ì.  3.  03. 

piene  di  dolcissima  ed  amabilissima  bellezza     ...  ....  C.  i.  io.  loo. 

Oh  iMouMMi  ed  incfTabili  sembianti    ....  C.  iì.  16.30. 

filosofìa  non  volge  lo  sguardo  suo  dolcissimo C  iv.  30W  63. 

dolente,     che  solea  esser  vita  del  cor  dolente C  li.  io.  13. 

dolere,     molto  mi  dolea  di  questi  spiritelli K.  ^.  14.  44. 

è,  che  molte  volte  io  mi  dolea K.  AT.  r6.  7. 

pcrocchò  . . .  ciascuno  amico  si  duole  del  difetto C  L  x.  57. 

cioè  ^/rr5i  dell' a//rHi  male  « C.  ìi.  it.  41. 

dolore,     dico  che  ...  mi  giunse  tanto  dolore,  che y.  fi,  la,  3. 

che  questa  donna  fu  .  .  .  piena  di  dolore P^  ^.  aa.  18. 

sentendomi  dolore  quasi  intollerabile ^     .     ,  V.  N,  03.  9^ 

che  . . .  fossero  .  . .  per  lo  dolore  della  mia  infermila y.  N,  03.  89. 


ao7 


DOMANDARE 


dolore.  Più  che  in  tua  suon,  ìn  te  dolor  sormonta Comj.  xvìiì.  3. 

Qoal  t  d«'  figli  tuoi .  . .  con  doiort  ha  onta Cohz,  xviìì.  6. 

Omivegpo  .  .  .  Vestita  di  doJor ....     Catu,  xviii.  23. 

Il  nudo  bnccio,  di  f/o/or  colonna    .  Gih*.  xx.  aa. 

K  lei  e  del  dolor  fece  dimanda CatìB.  xx.  30. 

EqooU . . .  Più  nel  dolor  s*  accese Cane,  xx,  43, 

Cbé, , .  Sentito  han  pena  dell'  altrui  dolor» Batl.  ii.  14. 

S'  e;IÌ  è  iolort  alcun,  quanto  il  mio,  grave V.  N,  q.  30  {,Son.  ii.  3! 

"wte. . .  Di  dolor  madre  antica K  W.  8.  46  (5o«.  iv,  a) 

Cogli  occhi  bassi  mostrando  dolorw K  TV.  as.  69  {Soh,  xii.  a;, 

^^l'c'non  fo^er»  di  dolor  morrai V.  N.$3.ag{Soti.  xvii.  4), 

^'w&cla  pel  i£t>/or  molte  6ate K  A^.  36.  39  {Som,  xix.  ^\ 

*^n  Di  Iigrimarc  e  dì  mostrar  dlo/ort    ......     .  K  W.  40.  56  (Sow.  xxiii 

'^ett,  Donna,  s."  io  porto  doton Soh,  xlvii.  9. 

^P^  ab/orrsè  medcsmo  morde 5.  P.  vi.  37. 

*o  meritato,  Ed  ogni  pena  ed  ogni  gran  dolom S.  P.  xxxvii. 

E  Unto  *  stato  grave  il  mio  dohnt S.  P.  ci.  13. 

Cfct  tu  ci  guardi  da  doiort P.  F,  «30. 

***^**'l>entc-    però  che  dotorosamtnU  Sento  . . .  Raccoglier  .     .     .     Cans.  xiii.  4. 

^OionatK      Era  la  voce  mia  sì  doloroM f.  M  03.  143  {Catts.  ii.  15), 

^'^"^  . . .  m'  assembra  I-a  dolorosa  mente K  AT.  34.  31  {Catta,  iv.  5). 

Coa«  quello  eh*  è  seguace  .  .  .  Per  dolorosa  strada Cane.  x.  66. 

CBe  Perici  ^on»a  morte  faccio Cana.  xxi.  31. 

^  ^ti  non  pui  Punto  celar  U  dolorosa  mente K  Af.  aa.  96  {Soh.  xiii.  8). 

per  *eder  ,  .  .  Occhi  gentili  e  dolorosi  pianti y,  N.  37.  19  (Son.  xx.  4), 

Pcfoccb'  egli  hanno  in  sé,  li  dolorosi^  . .  scritto  .     .     .     K.  A^.  40.  6a  t.Swr.  xxiii.  19). 

I  dire  al  dolonxao  . .  .  alcune  cose Soh.  xlì.  7. 

^gàBXt,   Altro  sperando  m^  apporta  doUort K  A^.  13.  40  (Som.  vi.  5), 

jorgnrtare.     Di  dare  indugio  a  quel  eh'  io  vi  domando Cans.  xvì,  38. 


«). 


69. 


tjokn.   per  cui  tanto  doiort  era  fatto  distruggitore  dell' K.  A'.  33.  8, 

clic  tanto  doiort  avea  in  sé  alcuno  pensiero V,  N,  40.  34. 

^  Òot ...  di  nulla  mostrare  doiort C  iv,  6.  89. 

Kwggendo  che  ciascuno  animale  .  .  .  che  fugge  doiort C.  iv.  6.  103. 
Krfw/terff.. .  cioè  dilètto  stuaa  doiort.    E  però  tra  '1  diletto  e  '1  doiort 
non  ponea  meaxo  . .  .  dicendo  che  Voluptad*  non  era  altro  che 

nom  doiort C  iv.  6.  106,  107,  109. 

che  in  essa  cotale  morte  non  é  dolore C.  iv.  38.  37. 

lOBOMIoente.     se  ...  io  non  parlassi  alquanto  dolorosamtnfy  .     ,     .  K  A^.  7.  10. 

lo  aio  core  incominciò  e/o/oro«am«H/i' a  pentirsi K,  A^.  40.  ir. 

tfolonao.    tanto  più  .  .  .  dolorosi  punti  gli  conviene  passare    .     .     .     .  V.  N.  13.  14. 

CODÒossiacbè  cotale  partire  sia  doloroso  a K  AT.  sa.  9, 

avfVftne  che  ...  mi  giunse  una  dolorosa  ìnfermitadc K  AT.  33.  3. 

Lllpi<i<  tutti  i  rfofcroa' mestieri,  che K  A^.  33.  77, 

dfettwto  queste  parole  con  doloroso  singulto K  AT.  33.  84. 

dòiagaria  con  alquante  parole  dolorosa K  A^.  33.  5. 

stara  pensoso,  e  con  i/o/onui' pensamenti  tanto .  K  A^  36.  4. 

chi  vedea  la  vostra  dolorosa  condizione K  A^.  38.  9. 

pManndo  per  lo  mezzo  della  dohrota  dttade K.  A^.  41.  aa. 

dal  mento  secco  che  vapora  la  dolorosa  povertà C  i.  3.  37. 

■mdtaL     non  altrimenti  sarebbe  fatta  la  domanda C  i.  la.  7. 

■000  quelli ...  a  cui  Ìo  fo  mia  domanda C.  ii.  6,  161. 

quante  disoneste  . .  .  domandt  fa  tacere C.  iv.  95.  89. 

qvando  disse  .  .  .  dopo  la  domanda  dell*  aiuto C  iv.  27.  173. 

che  nella  .  . .  saluto,  e  domando  risponsione      .     .     .     .  V.  N.  ^.  93. 


DOMANDARE 


208 


domandare.     Di',  che  Jornantii  AmorCf  9'  egli  è  vero    .    .    ,  V.  N,  la.  109  'Bai!,  i.  30% 

S'  i'  non  ne  tiomartdasse  monna  Tessa Sem.  liv.  a. 

non  dispreiza  Li  preghi  loro,  ni  *\  lor  domanJart S,  P,  c\.  69. 

Cf.  dimandare. 

domandare,     accorgendomi  del  malvagio  domandan  che V,  N.  4,  t», 

£  quando  mi  domandavano:  Per  cui K  AT.  4.  19. 

chi  allora  m*  avesse  (/oman^a/o  di  cosa  alcuna V.  N.  11.  1. 

Non  dotnandar  più  che  utile  ti  sia V,  N,  la.  40. 

e  c^maN^<ii/o  della  cagione ,     .     .  V.  N.  la.  44. 

onde  r  .  .  .  amico  ...  mi  domandò  che  io  avessi V.  N,  14.  57. 

che  se  tu  fossi  domandato  da  lei K.  ^.  15.  8. 

Sicché  .  .  .  domandai  che  piacesse  loro K.  iV.  18.  15. 

pcrò  che  volentieri  le  avrei  domandate  .  .  .  presi  materia  dì  dire, 

come  se  io  le  avessi  domandate ,     ,  V»  N,  as.  57,  60 

che  nel  primo  domando  in  quel  modo  che  voglia  mi  giunse  di 

domandare y.  N.  qa.  61,  ^ 

mi  domandavano  di  che  io  avessi  avuto  paura  ........  K  A^.  33.  1 15. 

che  .  .  .  poscia  domandato  non  sapesse  dinudare V.  N.  9$.  109. 

dissi  di  fare  ciò  che  mi  domandatfa  Io  suo  prego V.  N.  33.  14. 

amaa  essere  domandato  il  dono,  dare  quello C.  i.  8.  la. 

La  terza  cosa  ...  si  è  dar  non  domandato  :  perciocché  Ìl  domandato 

ò  .  .  .  mercatanzia C  i.  8.  1x7,  118. 

cosi  con\'ìene  essere  lo  dono  non  domandato C.  L  8.  laS. 

darà  il  Volgare  dono  non  domandato C  ì.  9.  65. 

che  mai  non  fu  domandato  da  persona C.  i.  9.  68. 

che  per  Comento  ...  è  già  stato  domandata C.  i.  9.  71. 

Se  . .  .  alcuno  domandasse  se  là  entro  fosse C.  i.  xa.  3. 

che  mi  domandasse  se  amore  ...  è  in  me .     .     .  C  i.  xa.  8. 

tanto  .  .  .  che  non  domanda  testimonianza  .........  C.  u  13.  54. 

Io  tempo  chiama  e  domanda  la  mia  nave  uscire C  iì.  x.  4. 

Più  alte  cose  di  te  non  domanderai C.  lii.  8.  X7. 

perocché  potrebbe  alcuno  avere  domandato^  dove C.  iii.  8.  48. 

impongo  a  cosici  anche  che  domandi  iatoXa  di  parlare       .     .     .     .  C.  ìiì.  io.  71. 
la  qual  dl'vcrezione  ò  quasi  un  domandare  licenza,  per  lo  modo  eh'  io 

dico  che  </<Dm<mcA' questa  Canzone C  iii.  io.  8x,  8& 

perché  r  ordine  dell*  opera  domanda  all'  .  .  .  procedere    .     .     .     .  C  iìL  10.  85. 

Pittagora,  i/omaWalo  se  egli  si  riputava  sapiente C.  ìiì.  11.41. 

nel  terzo  domando  aiutorio C  iv.  a.  X4. 

Federigo  . .  .  domandato,  che  fosse  GenftléSKif  rispose C.  iv.  3,  43. 

perocché  ...  le  umane  operazioni  domandano  uno  fine     .     .     .     .  C  iv.  6.  64. 

reggendo  che  ciascuno  animate  .  .  .  che  .  .  .  domanda  allegrezza    .  C.  iv.  6.  103. 

vederoo  .  .  .  domandare  consiglio  il  maggiore  al  minore  .     .     .  C.  iv.  9.  132. 

quello  che  </omaH<fó  il  Provenzale C.  iv.  xi.93. 

che  .  .  .  mai  non  domandano  .  .  .  disiano  essere  domandati    .     .     .  C.  iv.  15.  133,  134. 

che  noi  <^mam/idmo  questa  Beatitudine  per  somma C  iv.  aa.  145. 

Voi  domandate  il  Salvatore C  iv.  sa.  154. 

le  tre  sette  .  .  .  che  .  .  .  domandano  il  Salvatore C.  tv.  aa.  164. 

quando  Polinice  fu  domandato  da  .  .  .  del  suo  essere     .     .     .     .     .  C  iv.  35.  ito. 

non  attende  chi  domandt,  consigliami C  iv.  37.  65. 

quando  .  .  .  esso  ...  a  lui  domandò  lo  ristoro C  iv.  07.  164. 

O  Alene,  non  domandatesi  me  aiutorio C  iv.  07.  X73, 

Cf.  dimandare, 
domandatore.    acciocché  quelli .  . .  divenissero  . . .  domamdaiori  ^^c 

condizioni C  iv.  95.  59. 


909  ^^^^HHM^V^  DONNA 

dmire.   CbigU  awìen  dò  che  gli  riona  salute V.  N,  t^.  58  {Catta,  i.  39% 

Qtttlo  Iddio  air  anima  la  dona  .     , C.  iv.  Catta.  ìii.  116;  ao.  48. 

Qui. . .  Volge  il  donart  in  vender  Unto  caro Cane.  x.  lai. 

Qk  la  donar  vita  è  tosta  Col Gina.  xiz.  108. 

DoM  t  riceve  1*  uom,  cui  questa  vuole Cana.  xix.  1x5. 

Ke'ISolt, — per  dWirInce  alle  stelle Catta,  xix.  lt^. 

Cbe . . .  De  dona  virtù  ...  in  pietra Stsi.  ìv.  x8. 

^k!  s>(Dor ...  Mi  dona  sicuranza Ball.  vii.  3. 

L'cacure  qualità  eh*  Amor  mt  dona K  M  16.  05  \Sott.  ix.  a). 

Qk  il  ben  non  trova  chi  albergo  gli  <£?Mi     .........     Sott.  xìvì.  6. 

i)i .  .Che 'I  Paradiso  al  nostro  fin  ci  (/ani*.     ........     P.  F.  a^o. 

^BUàL  «CD  venuta  .  .  .  Dalle  bellc2ze  e  loco,  dond'  io  fui Bali,  vi.  3. 

teOL  Domie,  eh*  avete  intelletto  d'  amore     .  V.  N.  19.  11,  ao  {Cane.  i.  1)  ;  K  £*.  il.  8. 

73  ;  <a.  19. 

I0VO' con  voi  della  mia  ^OMfia  dire K  M  19.  ai  (Cuna,  i,  a). 

^^MUtf  e  donzelle  [amorose,  con  vui] K,  /V.  19.  32  {Caua.  i.  13),  110. 

<N»wil  gentil  donna  parere  Vada  con  lei V.  Af.  19.  50  (Catta.  ì.  31). 

9ule  Conviene  a  donna  aver K.  M  19.  67  (Caii*.  i.  48). 

c^tsginipftrlando  A  ^onn/ assai K  W.  19.  77  (Cauc.  i.  58). 

^CBQ  domta  o  con  uomo  cortese    .     .     .     .     .     .     .     .    K,  A^.  19.  86  {Catta,  i.  67). 

^^»it  pietosa  e  di  novella  date  [.  .  .  Sì  mosse]  .     V.  N.  33.  laS  {Cana.  ii.  1)  ;  V.  E. 

ii.  11.  41, 
W iltre (/{MM/,  che  si  furo  accorte  Di  me  .  .  .  Fecer      ,     ,V.N.  33.  134  {Catta,  ii.  7). 

""«mando  Ì)  nome  della  donna  mia K  /V.  23.  141  \Cana  ii.  14). 

difilli:  Donnr,  dicerollo  a  vui K  A^.  23.  155  {Cana.  ii.  a8). 

^converrà  che  la  mia  donna  mora V.  N.  93.  161  i^Cans,  ii.  34). 

Vìii<ti  émné  m'  apparvcr  cnicciatì V.  N.  a^.  168  ^Comj.  ii.  41). 

nnillihLiliX.    una  particella,  eh'  ò  quasi  domattdatn'cf  d*  aluto  alla  .  V.  N.  ai.  30. 

flm^trfariooe.     anzi  la  <^mandv7.fiibN^  compiuta,  male  rispontlono     .  C.  iv.  15.  135. 

•''^■iiÌCOl    quegli  che  ...  a  san  Dotnetuco  si  fa  .  .  .  simile  .     .  C.  Ìv.  a8.  70. 

™Wtica    siccome  un  uomo  .  .  .  richiede  compagnia  dottitstica  .  C.  ìv.  4.  xa. 

'"^'ImMtui.    ^Mi  vem'nts  dotniiiabttur  tnUù K.  M  a.  35. 

WlJimrtoneb     Poi  sono  le  Donnnaaiom C  ii.  6.  51. 

"^■faL   della  nostra  indizione,  cìoò  degli  anni  Domim V.  N.  30.  9. 

•^hw.    Ego  dotftimti  tutta K.  A^.  3.  35. 

wft   qaando  un  cavaliere  donassi  a  un  medico  uno  scudo,  e  quando 

il  Dedico  donasst  a  un  cavaliere  ...  gli  Aforismi C.  i.  8.  30,  32. 

v^  che  COSI  disceme  donando C.  i.  8.  39. 

l' vlUiU  dell' uso  della  cosa  ^owi/a C  i.  8.  59. 

B^lMti!  . . .  che  .  .  .  donaU  cavalli  e  arme C,  iv.  37.  zai. 

*^"4wt,   e  ^  appreseota,  quasi  come  donatort C  iv.  9.  81. 

**•■•  qundo  .  .  .  apparve  ...  la  gloriosa  donna  della  mia  mente     .  V.  S.  %.  5. 

*^<l»Mta  mirabile  donna  apparve  a  me  vestita  di K  A'.  3.  5. 

"PP^nt ...  in  mezzo  di  due  gentili  donni ....         ....  K.  A^  3.  7, 

"•••Uii  cb*  era  la  rfomia  delle  salute K.  A^3.4i. 

"  "«Qgliea  questa  donna  nelle  sue  braccia K  W.  3.  34. 

""*  *et»  . .  .  sedea  una  gentile  donna  di .  .  .  aspetto K  /V.  5.  6. 

'**  come  la  colale  #ÌDM«a  distrugge K.  AT.  5.  14. 

'*^*ii  di  Tire  di  questa  gentile  rfomia  schermo K. /\^.  5.  23. 

^on  questa  donna  mi  celai  alquanti  mesi  ed  anni K  TV.  5.  a^, 

*V*«o  tempOf  che  questa  donna  era  schermo K  A^.  6.  a, 

"'^'Bpagnarlo  di  molti  nomi  di  donna ,     ,     ,  y.  N.  6.  6. 

*  *^^  di  teasanU  le  pili  belle  dontu  della  cittade  ove  la  mia  donna 

fvpotti P'.AT.  6,8,9. 

P 


DONNA 


2IO 


<toxuia.     E  veder  domu  andar  per  via  dìsdolte 
Morta  è  la  donna  tua,  eh'  era  si  bella .     . 
Vieni  a  veder  nostra  donna  che  ^ace 
Hi  condusse  a  veder  mia  donÈia  morta     . 
Vedea  che  donna  la  covrian  d'  un  velo     . 
P(Mchò  tu  «e'  nella  mia  donna  stata     .     . 
chiamando  La  donna  mia,  per  darmi  più  salute 
eh'  io  parlai  Della  mia  donna,  mentre  che  vivia, 

volcntier  con  vuì y.  N,  33, 

Se  non  a  cor  gentil  che  'n  donna  sìa  .     . 
E  sta  con  loro  ;  e  voi,  donne,  ha  lasciate 
poscia  Che  la  mia  donna  andò  nel      .     . 
E  però,  donne  mie,  pur  eh'  io  volesse 
Ha  qual  eh'  io  sìa,  la  mìa  donna  sci  vede 
E  ritrova  le  donne  e  le  donzelle      .     .     . 
Veder  la  donna,  ond*  io  vo  s)  dolente 
Quando  la  donna  mia  Fu  ^unta  dalla 
Ove  una  Donna  gloriar  vedla     .... 
Questi  mi  face  una  Donna  guardare  .     . 
Faccia  che  gli  occhi  d'  està  Donna  miri  . 
[Qual  ora  fu,'  che  tal  donna  gli  vide  .     . 
questa  bella  Donna  ...  Ha  trasmutata  .  . 
E  pensa  dì  chiamarla  Donna  ornai      .     . 


la  tua  vita 


y.  N.  «3.  X73  (Ccpia.  ii.  46), 
K  N.  aa-  183  iCttM*.  ii.  56\ 
K  N.  93.  191  yCanm.  ii.  64). 
K  N.  03.  193  i.GiNf.  ii.  66'. 
K  JV.  23.  195  iCana.  ii.  68>. 
y.  N.  »3.  aoa  ì^Cans.  li.  75). 
,  ,  y.N.  38.  fls  (F.  e.  ifl>. 
Donne  gentili^ 

48  vCnu.  ìii.  8\  49  [CanM.  iii.  9). 
y.  JV.  3».  51  ^Cané.  iii.  ti), 
y,  y,  sa.  57  {Cana,  iii.  17). 
y.  ?f.  39.  101  (Gina.  ìiL  60. 
y.  A".  3».  103  (CoMM.  iii.  63). 
y.  y.  33.  109  {Canm,  iii.  69). 
y.  N.  33.  Ila  {Cant.  iii.  70). 
K.  W.  34.  39  (Carta,  iv.  3Ì. 
*'.  ^.  34.  44  [Orna.  iv.  iB). 
.  C.  ìi.  Cana.  i.  17  :  8.  44. 
C.  ìL  dm.  l  93  ;  i6*  iS* 
C.  ìi.  Can*.  i.  35  ;  16.  36. 
C.  ii.  Cana,  i.  34  ;   io.  49. 
,     .     .    C  ii.  Cans,  ì.  43. 
.     .     .    C  ii.  Cans,  L  48. 


donna,     che  .  .  .  non  sofTcrse  Ìl  nome  della  mia  donna  stare,  se  non 

in  sul  nove,  tra*  nomi  di  queste  dontu K  AT.  6.  16,  17. 

La  donna  .  .  .  convenne  che  si  partisse K.  TV.  7.  t. 

perciocché  la  mia  donna  f u  .  .  .  cagione  di .     .  K.  ^.  7.  14. 

dì  chiamare  alla  sua  gloria  una  donna  giovane  e K  A^.  8.  4. 

lo  cui  corpo  io  vidi  giacere  ...  in  mezzo  di  molte  darne    .      .     .     .  y.  JV.  8.  7. 

di  ciò,  che  .  .  .  r  avca  veduta  con  la  mia  donna K  A'.  8.  15. 

ooore,  che  Amore  fece  a  questa  donna F.  A^.  8.  43. 

Appresso  la  morte  di  questa  donna  alquanti  di K.  AT.  9.  1. 

ov'  era  la  gentil  domta  eh'  era  stata  mia  difesa K  AT.  9.  5. 

per  la  virtù  della  gentilissima  donna K  A^.  9.  15. 

Io  vengo  da  quella  donna y.  S.  ^  35. 

e  portolo  a  donna  la  quale  sarà  tua  difcnsionc y.  N.^  q&. 

mi  misi  a  cercare  di  questa  donna        K.  A^.  io.  a. 

Andate  ad  onorare  la  donna  vostra y»  N,  xi.  S4. 

quando  questa  gentilissima  donna  salutava K  A^  i  x.  18. 

chiamando  miserìcordìa  alla  dbfftM  della  cortesia K  A^.  la.  to. 

udlo  .  .  ,  che  la  donna  .  .  .  ricevea  da  te .  y.  N.  io.  47. 

la  donna  per  cui  Amore  ti  strìnge  cosi,  non  è  come  le  altre  donne  .  y.  N.  13.  aa. 

ove  molte  donne  gentili  erano  adunate .  K.  M  14.  3. 

li  ove  tante  i/omn^ mostravano  le  loro  betlcxze K  A^.  T4.  7. 

Perchè  scmo  noi  venuti  a  queste  donne K  AT.  14.  13. 

proposi  di  stare  al  servizio  delle  donne K  A^.  14.  a3. 

mirando  le  donne^  vidi  tra  loro K.  A^.  14.  33. 

in  tanta  propinquitade  alla  genlilìssiroa  donna y.  N,  ì^,  38. 

per  vedere  la  tramirabile  donna K  A^.  14.  43. 

a  vedere  la  meraviglia  di  questa  donna ...  K  ^V.  14.  48. 

che  molte  di  queste  donne  .  .  .  comìnciaro K  A'.  14.  jn. 

tncndomi  fuori  della  veduta  di  queste  tiomu V.  N.  i^  56. 

Se  questa  donna  sapesse  la  mia  condizione K  A^.  I4.  67. 

quando  tu  se*  presso  di  questa  donna K  AT.  15.  7. 


»3- 


Ul 


DONNA 


taOL  Amor,  che  ...  mi  ragiona  Della  mia  Donna C.  ìli.  Catts.  ii.  a. 

100  lOB  poscntc  Di  dir  quel  eh*  odo  della  Donna  mia C  lii.  Cavts.  ii.  8. 

ow  dlaora  La  Donna^  dì  cui  dire  Amor  mi  face C.  Ui.  Can^.  ii.  aa. 

qi»!  ^NiM  gentil  questo  non  crede C.  ili.  CanM.  ÌL  39  ;  7.  93  ;  14.  90. 

GcAtfl  è  in  donna  ciò  che  in  lei  si  trova  ...       C.  iiì.  Canm,  ii.  49  ;  7.  150  ;  14.  1 19. 
Ffetòqital  donna  sente  sua  bcltatc  [Biasmar]    .      C.  iiì.  Cans,  ii.  68  ;  8.  aoo  ;  15.  133. 

<|iicsu  Donna  .  .  .  Ella  la  chiama  fera  e  disdegnosa C  ìii.  Cans.  ii.  75. 

cK ini. ..  Che  nella />0Mna  mia  Sono  appariti C  iv.  Cdtts.  Ìil.  6. 

9kI  Sigflorc,  Ch^  alla  mia  Dotma  negli  occhi  dimora    ....       C.  iv.  Cane.  ìii.  19. 
ItoWnéanm  ed  in  età  novella  [Vcdem]    .     .     .     .   C.  iv.  Canx.  ìii.  105  ;  19.  71,  81. 

U  parte  dove  sia  la  Donna  nostra ,      C.  iv,  Cann,  Ìli.  143  ;  30.  35. 

Eaicnlita  In  questa  bella  c/onMd  che  n*  è  degna Carts.  ix.  70. 

Pferd,  ionnt,  s'  io  dico  Parole  quasi  contra  a Cane.  x.  3. 

K»,  che  bel  disdegno  Sarebbe  in  donna  di  ragion  lodato  ....     Cena.  x.  oo. 

M)uti  oQore,  Donnfj  t^nto  eh'  Amore  La  segna Cana.  x.  ag. 

Alli  MI  ìmma  torna Tana.  x.  33. 

DMito  v'  ho,  dontu  ...  La  viltà Cana.  x.  137. 

Ob)  cotti  ^MPMi  pera.  Che  .  .  .  dischìera Cana.  x,  144. 

Ciaionc,  presso  dì  qui  è  una  donna Cans.  x.  146. 

luto]  non  doniu  qui,  non  genti  accorte  Vcgg*  io    ...     .  Cana.  xi.  67. 

Cuioa,  vattene  dritto  a  quella  donna.  Che Cana.  xii.  79. 

I^Kienoagli  occhi  mici  Quei  della  bella  donna Cana.  xiii.  17. 

!•' bugine  dì  questa  donna  siede Can».  xUì.  43. 

•*■■  di  gire  presso  a  questa  donna K  ^.  15.  44. 

é  dutnitia  .  .  .  per  lo  gabbare  dì  questa  donna K  ^.  1  $.  6a. 

*eptri»V4  di  questa  donna K  A^.  16.  13. 

c^' . .  io  mi  movea  .  .  .  per  veder  questa  donna K  /V.  16.  16. 

**  (|uli  parlai  a  questa  donna P'.  N,  tj.  a. 

(me^M .  .  .  sapeano  bene  lo  mìo  coro K  W.  18.  3. 

teckiiaalo  da  una  di  queste  gentili  £^nnf K /^.  18.  io. 

1*cflft.. .  era  </<OHM(i  di  molto  leggiadro  parlare K  W.  18.  11. 

^Iimìa  gentilissima  donna  non  era  tra  esse K  N,  iB.  14. 

^^a*nw  erano  molte,  tra  le  quali  n'  avea  certe K  M  18.  16. 

A  che  fine  ami  tu  questa  tiu  donna K  M  18.  34. 

'"  fiae  del ,  .  .  fu  già  il  saluto  di  questa  donna K.  A^.  iB.  33. 

*tOt»  queste  donna  cominciarxi  a  parlare  tra  loro K.  AT.  18.  41. 

B^ae  anche  questa  donna  .  .  .  queste  parole K.  A^.  18.  47. 

|*4vctk  parole  che  lodano  la  donna  mia K.  ^.  ]8.  51. 

"^  futile  parole  che  lodano  la  mia  donna K.  ^V.  18.  60. 

^aoBche  io  parlaaat  a  donne  in  seconda  persona K.  A^.  19,  7. 

Oda  ili  ogni  donna,  ma  solamente  a  coloro K  /V.  19.  8. 

■*W«Cui  dir  voglio  della  mia  donna V.  N.  \g.  100. 

''^  •>.  comincio  a  trattare  dì  questa  </u»Ma K  A'.  19.  11  a. 

'^I  lalulo  di  questa  donna  ...  fu  fine  de* V.  N,  ig.  137. 

P**  fonie  li  riduce  in  donna K  A',  ao.  41. 

**^ "crome  questa  donna  riduce  in  atto K  A^.  ai.  34. 

^^■'■■lado  le  dfa««  che  m' aiutino K  A^.  ai.  46. 

fosse  in  altissimo  grado  di  bontade V.  N,  aa.  13. 

9*madbi«fM  fu  ...  piena  di  dolore K.  A^.  ax  17. 

:bè  ,  .  .  iùmnt  con  dtmnt ...  si  adunino  .  . .  molte 

^*>w#»*  adunare  colà K  A^.  oa.  ao  {his),  aa. 

t^Ao  ritornare  alquante  donna  da  lei K.  /V,  aa.  34. 

*"'»  Iniiosaarono  queste  donn* K  A',  aa.  30, 

tte  giva  la  maggior  parte  di  quelle  f/oMHf  che K.  A*,  as.  36. 

P  2 


DONNA 

donna.     Donnt  gentili,  a  cui  io  ho  parlato ^^^^^f  .     .  Catu.  xiU.  -73. 

£  sarà  donna  sopra  tutte  noi Canm.  xìii.  83. 

Io  ho  parlato  a  voi,  giovani  donrtt Camm.  xiii.  85. 

Ma  stassi  come  donna,  a  cui  non  cale Cohm.  xiv.  68. 

si  t  bella  donna  Questa  cnidel,  che  m'  è  data  per  donna    ....  Canm.  xv.  25,  ai 

Ma  donna  gli  mi  dà,  e'  ha  picciol  tempo  .     , Cana.  xv.  39. 

Piacciavi,  donna  mia,  non  venir  meno      ..........  CanM.  xvi.  14. 

Quand'  io  mi  penso^  donna  mìa,  che  vui Cant.  xvi.  ai. 

Che  ...  mi  tolte,  se  disfacc  La  donna,  che Cans.  xrii.  T4. 

quel  che  sanza  —  questa  donna  io  posso Cohm.  xvti.  63. 

fa  che  ne  porte  Novelle  a  nostra  donna  . Cans.  xvìL  73. 

Con  . . .  fede  Eri  beata,  e  colle  sette  donne Cans,  xviii.  ai 

Non  sono  innamorati  Mai  di  donnii  amorosa Cans.  xix.  49L 

Non  perù  che  in  dontu  è  co^  spento Cans,  xix.  55, 

Tre  donne  intorno  al  cor  mi  son  venute Con*,  xx.  x. 

Discìnta  e  scalza,  e  sol  di  so  par  donna Cans.  xx.  a6 

Per  veder  quel  che  bella  donna  chiude   ..........  Can*.  xx.  90. 

Ben  avria  questa  donna  il  cor  di  ghiaccio Can*^  xxì.  97. 

Che  parla  e  sente  come  fosse  donna Sest^  i.  6. 

Simìlcmentc  questa  nuova  donna  Sì  sta  gelata Stsi.  t.  7. 

Trae  della  mente  nostra  ogni  altra  donna Sést.  L  X4. 

Per  potere  scampar  da  colai  donna ,     .     .     .  Srat.  i.  aa. 

Innamorata,  com'  anco  fu  donna Se*/.  L  89. 


donna.     K  perù  .  .  .  donne  anche  passsro  presso  di  me y.  N.  aa.  41,     || 

che  avemo  udito  parlare  questa  donna y.  N.  aa,  44. 

cosi  passando  queste  £/oifN#,  udii K.  iV.  aa.  5T. 

tutto  ciù  che  inteso  avea  da  queste  donng y  JV.  aa.  56. 

chiamo  e  dimando  queste  donne  se  vengono  da  lei K  ^V.  aa.  84. 

secondo  che  quattro  modi .  .  .  ebbero  ...  le  donne  ......  K  /V.  aa.  105. 

il  quale  era  della  mia  dontia y.  N.  23.  10. 

apparvero  a  me  certi  visi  dì  donne  scapigliate y.  A/,  33,  a6» 

E  dopo  queste  donne^  m*  apparvero  certi  visi K.  A^.  33.  97. 

veder  mi  parea  donne  andare  scapigliate  piangendo y.  N.  33.  33. 

la  tua  mirabile  donna  è  partita  di  questo  secolo y,  /V,  33.  44. 

Vero  è  che  morta  giace  la  nostra  donna t'  ^.  33.  59, 

che  mi  mostrù  questa  donna  morta *    .  y,  N.  33.  63, 

parcami  che  donne  le  coprissero  la  testa y,  S,  33.  64. 

una  donna  giovane  e  gentile  .  ,  .  cominciò y,  tf,  33.  86. 

Onde  altre  donne  ,  .  .  s*  accorsero  di  me      . y.  N.  33.  9f. 

che  queste  donne  non  mi  poterono  intendere    ........  K.  ^.  93.  107, 

com'  io  fui  levato  d'  una  vana  fantasia  da  certe  donne K  A'.  33.  atj. 

quello  che  certe  danne,  e  dje  una  sola,  dissero  e  fecero      .     .     .     .  y.  N.  93.  aao. 

dico  quello  che  queste  donne  mi  dissero y.  N.  33.  334. 

come  s'  io  fossi  stato  presente  a  questa  donna K  jV.  34.  $. 

da  quella  parte  ove  la  mia  donna  stava y.  N.  34.  &. 

io  vidi  venire  verso  me  una  gentil  donna ^.  W.  34.  17, 

fu  già  molto  donna  di  questo  mio  primo  amico K.  A.  ■4.  19. 

lo  nome  di  questa  donna  era  Giovanna y,  N.  94.  aa. 

Queste  donne  andaro  presso  di  me y.  N.  94.  35. 

voUe  fare  intendere  le  sue  parole  a  donna y.  N.  35.  45. 

Questa  gentilissima  donna  .  .  .  venne  in  tanta  grazia y.  J^.  aò,  1. 

Dico  che  questa  mia  donna  venne  in  tanta  grazia K  A^.  37.  t. 

dico  tra  che  genti  questa  donna  più  mirabile  parea y,  N.  97.  aS^ 

nella  prima  dico  quello  che  operava  aellc  donne K.  AT.  arj.  36. 


ai3 


DONNA 


DOS.  tooic  sool  far  bella  donna Stst.  i.  33. 

Sotto  il  bel  verde  la  giovane  donna  Gli  fa  sparir Sai.  i.  38. 

Anof,  tu  redi  ben,  che  questa  donna  [.  .  .  non  cura]     .     .    Stai.  il.  1  ;  V.  E.  ìì.  13.  96. 

Clir  noi  dell' altre  belle  farai  i/tmHa S«/,  ii.  3, 

E poif  accone  eh'  eli'  era  mia  donna Sist.  M.  4. 

D*  spi  cradcHtà  si  fece  donna  :  Sicché  non  par  eh'  eli*  abbia  cuor 

di  Atww StsL  ii.  6,  7. 

Ch^ ...  Mi  fa  sembianti  pur  com'  una  donna Stsi.  ii.  io. 

h  ubbidirti  per  beltà  di  donna Stst.  W.  14. 

n,  cbe  r  acqua  è  donna  In  quella  parte Stst,  ii.  39. 

Che  ai  fa  non  caler  d'  ogni  altra  donna Stst.  il.  44. 

Cosi  fcfls'  ella  più  pietosa  donna  Ver  me Stst.  ii.  45. 

Quudo  vedrò  se  mai  fu  bella  donna  Nel  mondo,  come  questa  acerba 

^na Stst  ii,  59,  60. 

ta  porto  nella  mente  donna  Tal,  che Stst.  ii.  6r. 

Amorini  mena  .  .  .  all'  ombra  Di  donn*,  e'  hanno      ....  .  Stst.  ili.  a. 

E  'sin  r  iltre  mi  par  più  bella  donna Stst.  iii.  6. 

Qoa&do  riguardo  questa  gentil  donna Seat,  iìi.  7. 

Di  tal  ttlute.  chente  é  in  questa  c/onmi Sr«/.  iii.  14. 

iil  on  è  molto  umil  verso  ogni  donna Stst.  iìi.  sa. 

Gire  iQa  danza  vie  me'  eh*  altra  donna Stst.  iii.  39. 

CowteBesse  mai  neun  per  c/onMd 5^5/.  iti.  33. 

D*  n»  gioia  e  piacer  dì  questa  donna Stst.  iii.  38. 


VIBL  aoa  solamente  nelle  donne,  ma  in  tutte  le  persone      .     .  ,  V.  N,  37.  40. 

^mBo  che  detto  avea  della  mia  donna K  TV.  a8.  3. 

^■'l'ic. ..  questa  rfoMfMi  fu  accompagnata K.  TV.  30.  37. 

"itlM  U  gentilissima  donna  fu  partita K  M  31.  i. 

•migrandole  a  quali  donnt  sen  vada V.  N.  33.  39. 

■W  *Icoiu  cosa  per  una  donna  che  s*  era  morta V.  N.  33.  9. 

■óòcber  una  non  chiama  sua  donna  costei V.  N.  34.  14. 

«••«qwstarfoMMfl  era  fatu  de' cittadini  di K  A^.  35.  a. 

^VptìÈMiUmna  era  già  nella  mia  memoria K  W.  35.  35. 

*W^tiando  questa  donna  era  cosi  venuta K  A^.  35.  38. 

^  uni  gentil  donna  giovane  e  bella  molto K  M  36.  9. 

w  con  quella  pietosa  donna  non  sia  .  .  .  amore K  TV.  36.  33. 

AnrroQe  poi  che  questa  donna  ...  si  facea      ,,...,..  V.  N.  37.  a, 

^^. . ,  mi  ricordava  della  mia  nobilissima  donna  , V.  N.  37.  5. 

io  ai)(iiva  per  vedere  questa  pietosa  ^oMMa K. /V.  37.  9. 

io  rtani  a  tanto  per  la  vista  di  questa  donna y.  N.  38.  a. 

P*IT  che  vogliate  dimenticarlo  per  questa  donna  che      ,     .     .     .     .  K  /V.  38.  io. 

ac  non  in  quanto  le  pesa  della  glorio»  donna K  /V.  38.  la. 

Xccoatmi  la  vista  di  quesu  donna  in K.  /V,  39.  a. 

Qitesu  è  una  donna  gentile,  bella,  giovane  e  savia,  ed  apparita  .     .  K  TV.  39.  5. 

tom'  è  quella  degli  occhi  della  donna,  che K  A^.  39.  as. 

In  quanto  ragionava  a  gentil  (/o#tna .     .     .  K  ^.  39.  3>. 

di  ricordarmi  della  gentilissima  donna  mia K.  AT.  39.  47. 

oooMcio  a  dire  a  questa  donna  come K  iV.  39.  53. 

Ir  qttle  vede  la  mia  i/oMHa  gloriosamente K  A^.  41.  6. 

0ve  aBoqoe,  vivette  e  mono  la  gentilissima  donna K  AT.  41,  9. 

noa  credo  che  .  . .  udissero  parlare  di  questa  donna y.  N.  41.  14* 

Poi  mantiaro  due  donnt  gentili  a  me f''.  A'.  43.  i. 

43CO  quello  che  vide,  cioi  una  donna  onorata V.  N,  43.  18. 

ci»  tatto  è  il  cotal  pensare  della  mia  donna K  A^.  43.  35. 

m  dare  ad  intendere  che  son  donnt  coloro  a  cui ,  V.  N,  43.  39. 


DONNA 

donna,     all'  ombra  Dì  belle  donne,  e*  han Stst. 

O  più  che  mai  non  fu  nulT  altro  in  donna Sest 

S*  io  porto  amor  corale  alla  mia  donna Srsl. 

La  qual  per  adornarsi  ogni  altra  donna  Si  pon      ,..,...  Stst, 

Che  neun'  altra  porrìane  esser  donna Sfst. 

Ma  niun  può  far  cosi  com'  ella  donna  Delle  sue  cose Sesi. 

Tanto  m*  aggrada  vederla  per  donna S*si. 

Di  quella^  eh'  è  delle  nobili  donna. Sesf. 

Che  mille  donne  già  .  .     Sentito  han  pena BalJ. 

Donni,  io  non  so  di  che  mi  preghi  Amore BmH. 

Angelica  sembianza  In  voi,  donna,  riposa BalJ. 

Fra  lor  le  donm  dea  Vi  chiaman Ball. 

Muori,  Ballata  ...  A  quella  bella  Donna Ball. 

colui,  Che  volle,  donn^f  accompagnarmi  a  vuì Ball. 

Vidi  a  voi,  Donna,  portar  ghirlandetta  A  par  di  fìor  gentile  .     .     .  Ball. 

La  bella  gentil  donna  mia  Porta Ball. 

La  mia  donna  verrà  Coronata  da  Amore BaH. 

Guardando  la  fìgura  Di  questa  Z>oH}id «     .     .  BafL 

Che  parla  d'  una  Donna  disdegnosa    ...........  Ball. 

A  quella  guisa  donna  retta  face Ball. 

Cosi  è  fera  donna  in  9ua  beliate  Questa Ball. 

Amor  sente  a  pietà  donne  chiamare,  Mostrando  amaro  duol  per  gli 

occhi  fuore ^.  A'.  8.  33  {Som,  ìiì. 

ciò  che  ...  è  da  lodare  In  gentil  donna K  /V.  8.  08  {Son.  iii. 


IV.  a. 
iv.  6. 

iv.  7. 
iv.  14. 
iv.  aa, 
iv.  39. 
iv.  33. 
iv.  38. 
ii.  13- 
iiJ.  1. 
iv.  so. 
iv.  07, 

V.  3. 
vi.  to. 
vili.  4. 
vili.  13, 
vili.  t6. 
ix.  IO. 

X.  3. 
X.  19. 
X.  a^ 


3M 
8). 


donna,     a  vedere  la  gloria  della  sua  donna y.  Ni  43.  14.       I 

V  hanno  fatta  di  donna  meretrice C  i.  9.  34, 

In  bellezza  d*  una  donna CI  i.  io.  90. 

chi  vuole  bene  giudicare  d'  una  donna Ci.  io.  94. 

quella  gentil  Donna^  di  cui  feci  menzione  .  .  ,  apparve C  ii.  a.  8. 

a  questa  nuova  donna  commendare C.  iì.  7.  75. 

esso  mi  fa  mirare  una  Donna C.  ii.  8.  8a. 

non  è  da  guardare  negli  occhi  di  questa  €hnna C  ii.  8.  B9. 

tà  dove  quella  gloriosa  Donna  vive C.  ii.  9.  135. 

bestemmia  1'  ora  che  questa  donna  gli  vide C.  ii.  10.  33, 

alcuna  volta  di  questa  donna  ragionando .     .  C  ii.  20.  58. 

a  ricevere  1*  atto  di  questa  donna C.  ii.  10.  65. 

ac'  caduta  .  .  .  per  questa  donna  eh'  è  apparita C.  ìl  1 1.  16. 

Or  che  è  più  bello  in  donna,  che  aavere  f  .  .  .  Nulla  cosa  in  donna  • 

sta  piti  bene,  che  cortesia C.  ìL  ti.  53,  54.  | 

ck*  chiami  ornai  costei  sua  Donna C.  ii.  1 1.  67. 

la  filosofia,  che  era  donna  di  questi  autori C  iL  13.  3& 

immaginava  lei  fatta  come  una  Donna  gentile C  li.  13.  41*        1 

della  ^OHNa^  di  cui  io  m'  innamorava,  non  era  degna  rima  di  Volgare  I 

. .  .  parlare C.  ii.  13.  58. 

perchè  .  .  .  questa  Donna  fu  figlia  d*  Iddio,  regina  dì  tutto»  nobi- 
lissima e  bellissima  Filosofia C  ii.  13.  71. 

nello  studio  di  questa  Donna  gentilissima C.  ii.  x6.  7. 

ai  vuole  sapere  che  questa  Donna  è  la  Filosofia  ;  la  quale  veramente 

è  Donna  piena  di  dolcezza C.  ii.  16.  aoy  au>! 

Faccia  che  gli  occhi   ...  gli  occhi  di  questa  Donna  sono  le  sue 

dintostraaioni C  ii.  x6l  a7. 

dclli  sguardi  di  questa  Donna .  C.  ii.  16.  43. 

la  prima  dimostrazione  di  questa  Donna C.  ii.  16.  6a. 

quello  che  detto  è  ...  della  solute  di  questa  Z>oMrM C  ii.  i6l  71. 


3»5 


DONNA 


Oft  ette  diHUta  fu  dì  tà  g»ia  sembianza K  M  6.  34  {So»,  iti.  t4)« 

E,  citi  che 'n  <foM#irt  è  da  pregiar,  vìrtute K  W,  8.  58  (5om.  iv.  14). 

P)iii<«vo*  discovrir  qual  donna  sia K  ^V.  8.  61  {Soft.  iv.  17), 

CoU'ittrc  dtìrm/'inia  vista  gabbate K  A^.  14.  79  (Som.  vii.  1). 

E  Boa  pensate,  donna,  onde  si  mova  Ch*  io A'.  A^.  14,  80  [Son,  vii.  a). 

Bdt&te  appare  in  saggia  donna  pui l^.  JV.  ao.  ai  (5o».  x.  g), 

E  siiDÌl  face  in  donna  [uomo  valente] K  /V.  ao.  a6  {Son.  x.  14),  40. 

Nc{1Ì occhi  porta  la  mia  donna  Amore y.  N.  aj.  g  (Son.  xi.  j), 

Aiuuterai,  donnr  [,  a  farle  onore] K.  iV.  ai.  16  [Son.  xi.  8),  3a,  44. 

Vedeste  vori  no&lra  donna  gentile  Bagnata  il  viso       .     .     .  K  AT.  aa.  73  (Son,  xtì.  5), 

Ditelaii,  dbrtru,  che  mei  dice  il  core K  A^.  aa.  74  {Son.  xH.  7), 

e*  hai  trattato  sovente  DÌ  nostra  donna V.  N.  aa.  90  {Son.  xiii.  a). 

Tinto  potile  e  tanto  onesta  pare  La  donna  mia  .     .     .     .     K.  /V.  a6.  38   5on.  xv.  a). 

Oli  U  mia  domta  tra  le  donnt  vede f^.  A'.  37.  14  {Son.  xvi.  a  :  ftfi). 

Lano!  di  pianger  sì  la  donna  mìa V.  N.  33.  ja  (5om.  xvii.  7). 

chiimar ...  La  mia  donna  gentil,  che  se  n'  è  gita    .     .      V.  N.  33.  35  (Som.  xvÌÌ.  io). 

Envenuta ...  La  gentil  donna,  che K  A'^  35.  40  (Son.  sviti,  [r^].  a). 

£n  Koata  . . .  Quella  donna  gentil,  cui K  A^.  35.  46  (Son.  xvtìi.  [a"J.  a). 

Ben  ^  eoa  quella  (/oHM/z  quello  amore K  AT.  36.  41  (Som.  xìx.  13). 

Ncnpreter  mai .  .  .  Viso  di  donna K  A^.  37.  18  (Son,  xx.  3). 

DclTBod'  una  donna  che  vi  mira K  A^.  38.  45  {Son.  xxi.  ii). 

MI  dovreste  ...  La  nostra  donna  .  .  .  obbliare    .     .     .      K  AT.  38.  47  {Son.  xxi.  13). 
Vede  Bot  damma,  che  riceve  onore K  A^.  43.  53  {Som.  xxv.  6). 

DO*.  coiainctaroDO  ...  ad  innamorare  di  questa  Donna     .     .     .     .  C  ii.  16.  93. 

cfach  Amjia,  di  cui  io  innamorai  .  .  .  fu  la  .  .  .  figlia  dello     .     .     .  C.  n.  16.  99. 

^^ oìierìcordiosa  sembianza  d' una  Z>oHffa C.  ili.  i.  4> 

>o><ciBÌderando  me  minore  che  questa /ToHna C  ìii.  i>  71. 

cm il  h simile  a  quella  di  questa  gentil  Z>anHa C  iii.  x.  76, 

^(Ittal  era  quella  Domimi  che  m' avca  mutato Ciìi.  1.88. 

Inprt&i  dunque  a  lodare  questa  Donna C.  iii.  i.  95. 

ruàoeato  della  mia  anima  con  questa  gentil  Donna C.  iii.  a.  71. 

lonloredi  questa  Donna  che C.  iii.  a.  76. 

^■^  che  Amore  mi  ragiona  della  mia  Donna C  iti.  a.  159. 

■«U»  prima  parte  io  commendo  questa  Donna C.  iii.  5.  7. 

^•bcio  a  commendare  questa  Donna C.  iii.  6.  6. 

<w  Boa  solamente  questa  Donna  ò  perfettissima  ...  ma    .     .     .     .  C.  iii.  6.  90. 

^WMiZ)otuia  è  da  Dio  beneficata  e  fatta  nobile  cosa C.  iiì.  6.  139. 

^""'beodau  questa  Donna  comunemente  .  .  .  Ìo  procedo .     .     .     .  C.  iiì.  7.  i. 

''^^dico  io  eh'  è  questa  Donna C.  iii.  7.  gr, 

^Wchc  qunl  donna  gentili  non  end* C.  iii.  7.  taS- 

P'foQeitamente  per  le  donm  si  prende  sperienza C.  iii.  7.  ia8, 

^^■cMa  aia  miracolosa  ZPtffma  dì  virtù     .........  C  iii.  7.  140. 

•*>*  ellt  é  utile  air  altre  rfoHM* C.  iii.  7.  150. 

**«a«nifesto  esemplo  rendo  alle  rfoHw C.  iii.  7.  153, 

^^^^onx  Donna  sìa  una  cosa  visibilmente  miracolosa C  iii.  7.  171, 

^^^^  Donna  ...  la  nostra  Fede  aiuta C.  iii.  7.  176. 

^••SiulcqucsU  ZJowwa  *  commendata C.  iii.  8.  30. 

*P*Wono  appellare  balconi  della  Donna  che  .  .  .  cioè  I'  Anima  C.  ìli.  8.  76. 

**^^N4  ,  .  .  paia  modesu  e  non  dissoluta C.  iii.  8.  105. 

*^ "iabile  riso  dell*  mia  ^ortwa C  iii.  8.  ni. 

^""^^«a  sente  per  manco  la  sua  beltà  biasimare   ......  C.  iii.  B.  ao3. 

'"'•■(fca  me  questa  Donna  fatta  contro  a  me  fiera  ,     ,     ,     .     .     ,  C.  iiì.  9.  io. 

''^''^ <)aale  chiamai  questa  Donna  orgogliosa C  iii.  9.  la. 

0  Ctaiooc;,  che  parli  di  questa  Dotma C.  iii.  9.  sa. 


DONNA 


3X6 


donna.    [Sicch*  io  lo  intendo  ben,]  tionne  mìe  care    .    .     f^.  N,  43.  37, 60  (Som.  xxv.  14). 

Dagli  occlù  della  mìa  Donna  si  muove Sem.  xxviì,  1. 

Di  donne  io  vidi  una  gentile  schiera Som,  xxìjl.  t. 

Due  Donne  in  cima  della  mente  mia  Venute  sono Soti.  xxx.  i. 

come  un  cuor  puote  stare  Infra  duo  donne Som.  xxx.  11. 

Agli  occhi  d'  una  Donna  cosi  acerba Som.  xxjù.  io. 

che  parlando  andate  Della  Donna  gentil  che   . Son,  xL  a. 

Per  quel  signor  che  le  donne  innamora Son.  x\,  6. 

se  voi  foste  .  .  .  Mosse  a  venir  ìnvcr  la  donna  vostra Som.  x\.  io. 

che  la  Donna  mia  Non  vi  faccia  tornar Son,  xli.  3. 

Deh  !  gentil  Donne^  non  siate  sdegnose Som.  xli.  5. 

che  disia  Udir  della  sua  donna Son.  xli.  8. 

Se  da  voi,  donne,  non  son  confortato Son.  xli.  14. 

poich'  io  cominciai  A  dir  per  quella  Donna Son.  xliiL  3. 

Quando  trovale  donna  di  valore Son.  xliii.  i» 

Levati,  bella  donna,  e  non  ti  porre Son.  xUv.  8. 

Che  quella  Donna     ,  .  Amor  tosto  le  diede .  Son.  xJtv.  9. 

Non  si  conviene  a  D.'>nna  conoscente Som.  xJv.  3. 

Donna  non  c^  è  che  Amor  le  venga  al  volto Son.  xlvi.  9. 

Vedete,  Donna,  s*  io  porto  dolore Som.  xJvii.  9. 

E  s*  ci  v*  aggrada,  Donna  mìa  gentile,  Che Som.  xlviì.  la. 

Se  ì  bello  aspetto  ...  Di  quella  Donna Son,  xlvìii.  a. 

donna,     cosi  quella  Ballatetta  considerò  questa  Donna  secondo  .     .     .  C.  lii.  lo.  7. 

questa  Canzone  considera  questa  Donna  secondo C.  iii.  IO.  30. 

che  domandi  parola  di  parlare  a  questa  Donna  di  let C  iii.  io.  79. 

dico  che  questa  Donna  è  quella  Donna  dello  intelletto  che  Filosofia 

sì  chiama C  iii.  11.  3  (àà). 

cosi  si  può  vedere  chi  è  ornai  questa  mia  Donna C  iii.  11.  150. 

la  qual'  i  quella  Donna  di  cui  io  dico C.  iii.  11.  163. 

per  acquistare  r  amore  di  questa  Z)onna C.  iii.  la.  13. 

informava  .  .  .  considerazioni  di  qucsUi  Donna C  iii.  la.  ai. 

le  Intelligenze  separate  questa  Donna  mirino C  iii.  13.  47. 

della  pace  di  questa  Donna  non  fa  lo  studio  sentire C  ìii.  13.  68. 

come  questa  Donna  ò  piimamcntc  di  Dìo C.  ìii.  13.  71. 

r  uomo,  che  ha  costei  per  Donna C.  ili,  13.  77. 

Per  donna  geftiiie  s'  intende  la  nobile  anima  .  .  .V  altre  anime  dire 

non  si  possono  donne C.  iii.  14.  93,  góu 

lo  sguardo  di  questa  Donna  fu  a  noi  .  .  .  ordinato C.  ìii.  14.  133. 

questa  gloriosa  Donna  è  commendata  secondo C.  iii.  15.  a. 

quai  donna,  cioà  qnaie  anima  sente  sua  beltà  biasimare     .     .     .     .  C  ìii.  15.  137. 

che  io  li  chiamai  questa  Donna  fera  e  disdegnosa C.  iii.  15,  aoa. 

amico  di  questa  Donna  dì  sopra  .  .  .  nominala C  ìv.  1,  19. 

la  mia  eccellentissima /)onMa  intende C  tv.  1.  31. 

conciofossecosaché  questa  mia  Donna  .  .  .  H  suoi  dolci  sembianti 

trasmutasse .     .     .  C.  ìv.  t.  61, 

oziosità,  che  ...  di  questa  Donna  è  nemica C  iv.  1.  71. 

Per  mìa  Donna  intendo  sempre  quella .     .    •  C  iv.  1.  9^ 

nella  Donna  mia  nuovi  sembianti  sono  appariti    .     .  .     .     .     .  C  iv.  a.  35. 

non  si  dice  qui  gli  atti  dì  questa  Donna  essere C.  iv.  9.  09. 

che  a  lei  disposata  I'  anima  è  Donna C.  iv.  a.  148. 

vedemo  li  parvoli  desiderare  .  .  .  una  donna C  ìv.  la»  165. 

sìccom'  t  nelle  donne C.  iv.  19.  78, 

alle  donnr  nun  è  tanto  richiesto  dì  cotale  opera C  iv.  19.  88. 

Per  queste  tre  Donne  si  possono  intendere  le  tre  sette C  iv.  oa.  159. 


»X7  DOPPIAMENTE 

Ch*  4  quesU  Donna^  in  cui  pregio  dimora S<m.  1.  3. 

Voi,  Donni  .  ,  ,  Chi  é  nU  Donna^  che  giace  si  vcnU Son.  If.  f ,  a. 

Se  nostra  donma  conoscer  non  puoi ,  San.  lì.  9, 

Saaoo  a  lor  <^«ii«/ buon  cognati  stare .Som.  li v.  14. 

Sopra  ogni  donna  benedetta  sia P.  F,  043. 

Non  inoverìeno  il  piede  Per  ébnntatt  a  guisa  di  ...     .  Con»,  xlx.  53. 

Onor  tJ  aarft  ...  Ed  a  me  ricco  dono Cdit».  ix.  6a. 

quella  .  .  .  che  far  mi  potete  maggior  A>no Canm.  xvi.  41. 

Si  ch*  ancor  (accia  a]  mondo  di  sé  dono  Quest*  anima Orna.  xvìL  74. 

donsdla.     E>oaDe  e  donatlU  [amorose,  con  vui]  ...      V,N.  19,  32  {Can»,  i.  13%  no. 

E  ritrova  le  donne  e  le  dotiMlU V.  N,  33.  Ii3  {Cang.  iii.  73), 

K  N,  93.  168  {CanM.  ii.  61  )  ;  C  iv.  CamM^  iii.  43  ;  Cohm.  xix.  113  ;  Sai.  Ì\.  58  ;  Son, 
XXXV.  Il  ;  S.  F.  cxlii.  57. 

siccome  vedenra  .  .  .  nelle  donne  buone ,     .  C.  tv.  35.  70. 

u,  che  a  una  donna  non  fossero  oneste  le  sue  parole C  tv.  25.  98. 

CMC  che  nella  bocca  d'  ogni  donna  stienj  male C  iv.  35.  ioa. 

làdovc  qucau  Donna,  cioè  U  Filosofia,  ai  troverà.    Allora  si  troverà 

facstaAmid  nobilfMima C  iv.  30.  46,  48. 

4foo  ad  nn  :  Di'  a  quesu  Donna C  iv.  30.  58. 

Ok    mia  r*JMv  domandato  U  dono,  dart  quitto      . C  i.  8.  13. 

Ia  laecia  del  dono  dee  esser  simigttante C  i.  8.  35. 

41  nawMJtt  il  dono  . .  .  conviene  easerc  utiÌ4 C  1.  8.  44. 

I»  0  ^bMO  «on  è  lieto C.  ì.  8.  49. 

qjMBlo  non  può  fare  Ìl  dono , C.  1.  6.  77. 

•é  ooachiudc  che  il  dono  conviene  essere  utile       . C  i.  8.  8t. 

■nimrh*  1  dono  faccis  lo  ricevitore  amico C.  i.  8.  89. 

laacBoria  dell' immagine  del  i/ono    ...........  C  t.  8.  90. 

ACM  c«drà  dalla  mia  mente  lo  dono  che  mi  fece     .......  C.  i.  8.  95. 

acciocché  nel  dono  sia  la  sua  virtù C  i.  8.  96. 

aBoni  ri  fuarda  lo  dono  a  quella  parte C  i.  8.  107. 

ooavicna  ,  ,  .  essere  libero  Io  tUmo  ...  e  conscguente  conviene 

caMcre  nel  dono  V  utilità  del  ricevitore  .     .     . C  ì.  8.  iis,  1 13< 

aeclocch«  Del  dono  sìa  pronta  liberalità C  i.  8.  104. 

eoil  convìeac  «aere  lo  dono  non  domandato C.  i.  8.  198. 

aoa  larabbe  »talo  datore  Io  Latino  d'  uUU  dono    .......  C  t  9.  40. 

0  éotm  vcrmmcntc  di  questo  Comcnto  è  ,     .........  C  i,  9.  48. 

éàXtk  \X  Volgare  dono  non  domandato C  L  9.  65. 

pocfc  dclli  doni  eh'  essa  riceve .     .  C.  ii.  6.  73. 

Cuno  diverse  le  boutadi  e  i  doni .     .  C.  iii.  a.  33. 

■ywctìii  queUo  in  domo C  iiL  6.  zoo. 

4o««  questo  divino  dono  discende,  ch*  è  bene  divino  dotto . . .  ogni 

domo  perfetto  di  suso  viene C  iv.  so.  50  C^)i  5^. 

pmtvcthè  da  ineffabile  Cariti  vengono  questi  dom     , C  iv.  oi.  106, 

flka  tÌt'*^1^  aooo  Dom'  di  Spinto  Santo C  iv.  ai.  108. 

qama  è  quel  «Aimo  che  Salomone  .  .  .  chiese C  iv.  97.  60. 

MBBi     Mara,  giovinetta  donatila  di  tredici  anni C  li.  6,  94. 

a     K.  ;V.  «3,  «7;  34.  i5t3a>4o:  3a<  >>;  33-  4  ;  38-  «6;  C.  ii.  7.  51;  9.  58,  134;  il. 

So.  13.  9!  iU.  8.  97.  134:  13-  118;  14.  a,  3;  *v.  5.36,  ia8»  131,  136;  la. 
194;  19.96;  S4.  47  ;  97.  17»:  «fi-  M9.  «5». 

la    mia    insufficicnia    procede   dofifiìanuntt,    siccome 

trmicende  I*  allessa  di  costei C  til.  4.  5,  6. 

■è  puotc  deppntmmir  Anton  coasidcrsre C  iii.  8.  115. 

^méìa  si  p«6  ^  é^fi*mèmtr  considerare C.  iii.  is.  14. 

w^m ...  che  nrìv^  «j  pud  dùppùimtnk  considerare C  iv.  a.  100. 


DOPPIAMENTE 


3l3 


dfirare.     ne' .  .  .  capcgli,  CU*  Amor  .  .  .  increspa  e  dora Cans.  x\ì.  64. 

dormire.    Qual  dice*  :  Non  donutrg K  TV.  23.  138  (Capu.  ìL  11). 

che  mi  torrci  dormir  su  pietra  Tutto  il  mio  tempo Sfst,  i.  34. 

Madonna,  involta  in  un  drappo,  dormendo  .     , K. /V.  3.  87    Som.  ì.  ilV 

Dentro  alla  qual  domtendo  sì  riposa K.  /V.  ao.  19    Soh.  x.  7). 

Un  spirito  amoroso  che  dormim V,  N.  04.  51  {Som.  xiv.  a). 

E  non  le  vai  perchè  donna  calzata Som.  1ìi.  7. 

dottanza.     In  guisa,  che  di  dir  mi  vien  dottanxa ^'^  ■'V-  7-  33  (Som.  ìi.  |6). 

Ch'  i*  ho  dultaneti  che  la  Dunnn  mia  Non  vi  faccia  tornar  ....     Som.  ali.  3. 
dove.     F.  A'.  33.  i3o(Ciif».  ii.  3^1;  Ciii.  Cd»».  ìi.  34,41,  8é  ;  iv.  CaM«.  iìi.  143  ;  CiULf.ia.4; 
X.  65,  ICQ  ;  xi.  35)  40  ;  xiv.  aa  ;  xix.  14,  aa,  60  ;  xx.  47  ;  S*^.  ii.  34  ;  Batt» 
vii.  5  ;  vili.   XI  ;  K.  AT.  43.  $t  {San,  xxv.  5")  ;  Som.  xxvii.   a,  9  ;    xxxv.  3; 
xicxvi.  7  ;  xliv.  13  ;  liv.  6;  S.  P.  vi.  34  ;  xxxi.  63  ;  ci.  85,  118  ;  P.  F.  307. 


doppiamente.     Puote  V  uomo  disdire  la  cosa  éofipiatm*nU C  iv.  B.  109. 

Questa  perfezione  ...  sì  può  doppiamtemte  considerare C.  iv.  a6.  ai. 

doppio,     dico  la  cagione,  la  qual  è  doppia C  ii.  la.  48. 

r  uso  del  nostro  animo  è  doppio C  iv.  39.  104 

dormire,     mi  parca  vedere  una  persona  dormiri  nuda K  A^.  3.  37. 

pHreami  che  disvegliasse  questa  che  donmia K  M  3,  48. 

Avvenne  quasi  nel  mezzo  del  mio  donmirt V.  N.  is.  1 

come  non  solamente  ai  sveglia  là  ove  dormt K  AT.  ai.  6. 

Non  dormir  piùj  e  non  ti  sconfortare K  A^  «3.  98. 

siccome  dormire  il  dì C.  i.  7.  17, 

non  solamente  ve^ghiando,  ma  dormendo^  lume  .  .  .  era  guidato      .  C.  iii.  i.  B. 

gli  occhi  .  .  .  chiusi  donnendo  sì  posavano C.  iìì.  z.  18. 

Quanta  paura  ò  .  ,  .  non  pure  vcgghìando,  ma  dorfmendo   .     .     .     .  C  tv.  13.  100. 

dosso,     in  sul  dosso  di  questo  cerchio  ...  è  una  spcretta C  ii.  4.  78, 

in  su  r  arco  owcr  dosso  di  questo  cerchio C.  ii.  4.  67. 

cadrebbe  .  .  .  appunto  in  su  quel  dosM>  del  mare C  iiì.  5.  83. 

cadrebbe  in  su  quel  dosso  del  mare  Oceano C.  Ìli.  5.  94. 

dotare.     I'  anime  .  .  .  d' ingegno  e  di  memoria  dotai» C.  ti.  16.  68. 

dottrina,     per  via  di  dottrina Ci.  a.  103. 

ne  diede  esemplo  e  dottrina .  C  i.  a.  108. 

movemi  desiderio  di  ^oiYnVia  dare C.  i.  a.  115. 

n*  accerta  la  dottrino  veracissima  di  Cristo C.  ii.  9.  114. 

Questa  dottrina  dico  che  ne  fa  certi C  ii.  9.  xai. 

dando  e  lasciando  turo  la  sua  </<u//n'Ma C  ii.  15.  173. 

Chi  gitta  via  ...  la  dottrina,  è  infelice C.  iii.  15.  46. 

si  genera  nel  piacere  della  morale  dottrina C.  iii.  15.  lafiw 

tiene  ...  il  reggimento  del  mondo  in  dottrina C  iv.  6.  148. 

sotto  la  medicina,  ovvero  sotto  più  nobile  dottrina C  iv.  9.  147. 

quinci  nasce  che  mai  a  dottrina  non  vengono C  iv.  15.  131. 

Costoro  . .  .  vivono,  d'  ogni  dottrina  disperati C  iv.  15.  150. 

che  in  ciascuna  dottrina  si  vuole  avere  rispetto     .     .     .     .     .     .     .  C  Iv.  17.  tao. 

dalli  quali  ha  ricevuto  ed  essere  ...  e  dottrina C  iv.  86.  87. 

dottrinare,     per  non  essere  sperta  né  dottrinata       C  iv.  za.  159. 

credendo  da  s*  sufficientemente  essere  dottrinati      .     .     .     .     .     .  C  iv.  15.  133. 

dove.  K  N.  a.  59;  33.  33;  40.  as;  C.  i.  7.  90;  8.  68  (A«),  106,  193;  zi.  Zf3;  za.  37; 
iì.  a.  35  ;  3.  33,  33,  34  ;  4-  a,  3,  4,  5,  6.  7  (Aù)  ;  8.  53  ;  9.  134  ;  za.  3Z,  54  ; 
z6.  la,  35,  49,  59,  64  ;  iii.  s.  15,  135»  158  ;  3-  15  ;  4-  4«.  <03  :  $•  19*  ^* 
96,  lao,  173,  300;  6.  71  ;  7.97,  151  ;  8.  16,  49.  58,  114.  «05;  9.  51.  85;  la 

I3f  33,  34,  44,  45,  73  ;  "-  '»;  »«-  9,  43.  ^5  ;  '3-  ».  3©,  45,  «o7*  1*»  ;  M-  46* 
65,  105  (bis),  laa,  138  ;  15.  59,  115,  Z47,  «S  :  »v.  a.  8  ;  3,  38  ;  4.  54  ;  5.  33, 
144,  154,  157,  i8a  ;  6.  Bi,  137  ;  7.  33,  54,  68,  76,  toi,  106;  8.  50;  9.  zi6. 


ar9  ^^^^^^  DOVERE 

àKtn.  JUccomandamt  a  luì  come  tu  dn K  /V,  19.  89  (Cara.  i.  70). 

Tu  fornai  esser  cosa  gcnlile K  TV.  93.  aoi  {Catte.  Vi.  74), 

E^aver  pictatc,  e  non  disdegno J'.  M  33.  ao3  {Cn$te.  ii,  76). 

mi rinmibrm  Ch'  io  non  (t/òòo  ^ammai  Veder      .     .     .     .    K  TV.  34.  08  {Cam».  ìv.  a). 

Ben  negli  occhi  di  costei  Dt'  star  colui C.  il.  Carte,  i.  37. 

Oc  • . .  Voi  non  tùrvrtsU  amAre,  Ma  coprir      ........  CtinM,  x.  15, 

tove.  s»  ;  IO.  9  ;   li.  78  ;  14.  19,  38  ;  15.  66,  73,  84  ;  «6.  25  ;  17.  18,  33  ;  19.  a8, 

6a,  74,  76.  78:  20.  49,  77;  ^3.  133;  «3.  85»  88;  04.  83;  35.  74,  ia6;  38.  56; 

30-  35.  46- 

ItoWn.  lignifico  a  che  si  (//f  rispondere ^'.  TV.  3.  94. 

*coperch*  altri  rfoi/»TW#  aver  pietà K  A^.  15.  59. 

upettudo  che  io  tfbtvsii  dire K.  iV.  18.  19. 

B  pnpnni  ch*  io  gli  dovessi  dire V.  N.  ao.  4. 

Il  die  qu&]  la  mirasse  (/f>t/fv6&#  morire K.  A^  aa.  aS. 

Ckiarnai  esser  lieta  dì  noi K  A^.  33.  43. 

penecbè  tu  d*i  esser  fatta  gentile K  AT.  33.  73. 

pcncdii  tu  lo  i/n  fare KA'.  34.  11. 

clic ...  Bè  que*  che  rimano  deono  parlare  cosi V,  N.  a^.  104. 

■iprtfòche  io  gli  dovssi  dire  alcuna  cosa f^.  A^.  33.  8. 

chioai, .  .  non  doxirtbbtro  le  vostre  lagrime  esser  ristate      ,     .     .  V.  N.  38.  16. 

iOouùco  dm  X  uomo  lo  suo  difetto  contare C  i.  a.  39. 

ti  Bicdesiino  riprendere  <^ C  i.  a.  33, 

per  cbel' uomo  buono  (^  ...  dare  a  pochi C  i.  4.  63, 

cui  colui ...  dCor  avere  quelle  disposizioni C  ì.  5.  34. 

^caaerc  coootcente  del  bisogno  ...  e C  i.  5.  39. 

dKkbcciB  del  dono  du  esser  stmìgliiinte  .     .  C  i.  8.  35. 

Potbè  li  virtù  d*€  essere  lieta  e  non  trista C  Ì.  8.  47. 

Kdditore  ,  .  .  drt  essere  la  provvedenia C.  i.  8.  54. 

pertbè  la  vtrtii  dtt  muovere  le  cose C  i.  8.  6a. 

pnTtofch*  dev*  essere  massimamente  laudabile C  i.  8.  76. 

percU  1' operazione  della  virtù  per  sé  </h  essere C.  i.  8.  85. 

Y^àik  U  virtù  din  avere  atto  libero C.  i.  6.  100. 

'ÌRS  che  non  ai  dtxtno  chiamar  Letterati C  i.  9.  29. 

>We  oon  si  dtt  chiamare  citarista  chi 0.1.9.33. 

*■••..  evidente  ragione  <i/<  essere  quella C  i.  io.  18, 

IBcBaeh'  »o  a  luì  d^o  avere C  ì.  13.  73, 

CBlqmie  jì  deano  mangiare  le  .  .  .  vìvunde C  i.  13.  77. 

•^tB»  BKJttrare  come  mangiare  si  rfrt C.  ii.  i.  13. 

^  ^  icrìtture  .  .  .  dthbonsi  sponere  .  .  .  per  quattro  sensi    .     .     .  C.  ii.  i.  18. 

qucDochc  lì  lettori  dtono  intentamente  andare  appostando    .     .     .  C  ii.  i.  43. 

^'bUc cose  noi  dovtmo  avere  poca  compagnia C  ii.  1.  50, 

"^Ptt  lo  litteralc  ^<w  andare  ìnnanxi C  ii.  1.  67. 

•*f™  che  la  forma  rfrr  stare C  ii.  i.  83, 

^'P'rò, .  .  doverne  ammirare  loro  eccellenza C.  ii.  5.  115. 

P*'fc*  io  ...  Ji^ggio  loro  parlare C.  ii.  7.  35. 

P**»  ^  quello  rctracre  a  chi  gliele  fa C.  ii.  7.  34. 

^  ^  Btio  parlare  a  loro  de*  essere C.  ii.  7.  47. 

P***"* ...  lo  dicitore  .  .  .  dee  intendere C*.  ii.  7.  55. 

.<^  It  SOM  ^!«o»fo  essere  denominate C  ii.  8.  17, 

[«we  fiondo  si  dice  ...  si  dee  intendere C  ii.  8.  31. 

quello ...  si  <^  riservare  di  dietro     .     .     .     ,     .     .     .     .  C  ii.  9.  io. 

iacosaché  inoaazì  dovrebbe  quello  salvare C  ii.  9,  a8, 

•  9^  eh' ^  na«ao  ...  ^4tAAa  proporzione  avere Cìi.  9,111. 

ZdA^tMcre  polentisaimo  argomento C  ii.  9.  130. 


DOVERE 

dovere.    Che  non  d*"  creder  quella  .  .  .  Esser  amata Comm.  x.  13B. 

che  ...  La  morte  de  passare  ogni  altro  dolce Cans.  xv.  65. 

Cosi  e  voi  dovett .  .  .  aver  cura  dì  lui Cans.  svi.  03. 

£  ciò  conoscer  voi  dovete,  quando Con»,  xri.  31. 

Che  tutti  i  carchi  sostenere  addosso  De*  V  uomo Catu.  svL  34. 

Siccome  saper  dèi  .  .  .  nasce  Nilo  plcciol  fiume Cans.  xx,  45. 

Che  .  . .  Dovresti ^vcn  in  tutte  parti  ardire K  A^.  la.  86  (BaiK  L  -jV 

Perocché  quella,  che  ti  dev*  udire K  iV.  la.  90  {BalL  i,  ix}y 


dovere,     dice  :  che  non  de*  so  riprendere C.  iì.  io.  56. 

Negli  occhi  di  costei  dovrebbe  essere  virtù .  C  ii.  io.  59. 

E  ben  si  dee  credere  che  1*  anima  mia  conoscea C.  ii.  io.  63. 

Ora  seguentemente  sì  dte  mostrare C  il.  11.  +. 

comanda  quello  che  fare  dee  quest*  anima .  C.  ii.  zi.  99. 

è  per  la  negligenza  nostra,  e  a  quella  a!  de»  imputare C  ti.  14.  953 

che  non  dee  V  uomo  .  .  .  dimenticare C.  ìL  x6.  50. 

che  nessuno  de*  V  amico  suo  biasimare  palesemente C.  iii.  i.  50. 

Chi  .  .  .  dee  però  rendere  quello  che  migliore  può C  iii.  i.  64, 

nella  quale  non  sì  dee  porre  a  me  colpa ^*  )>'•  3>  "• 

di  molti  uomini  , .  .  non  par  doversi .  .  .  predicare C  iii.  a.  150. 

mia  colpa,  della  quale  non  dejx^'o  essere  colpato C.  iii.  4.  3«. 

siccome,  s'  egli  è  buono,  io  deggto  di  ciò  essere  lodato  .  .  .  e  s*  egli 

è  difettivo,  deggio  essere  biasimato C.  iii.  4.  48,  50. 

Onde  noi  non  dovemo  vituperare  1'  uomo  ,  .  .  ma  dovitno  vituperare 

la  mala  disposizione  della  ...  E  cosi  non  dovente  lodare  1'  uomo 

.  .  .  ma  dovemo  lodare  V  artefice C  iii.  4.  69,  65,  66y  71* 

che  dif  essere  tutta  con  onestade C  ìiL  4.  8a. 

Che  assai  ai  dte  chiaramente  vedere  la  buona  volontAf  alla  quale 

avere  si  <Ìr«  rispetto C.  iii.  4.  lai.  ia>j 

intendere  che  1'  uomo  non  dee  essere  presuntuoso  a C.  iii.  io.  74. 

Onde  non  si  dee  dicere  vero  Filosofo  alcuno,  che  .     .     .     *     .     *     >  C.  ÌiL  11.  95. 

Non  si  dee  chiamare  vero  Filosofo  colui C  iii.  1 1.  lod 

che  la  prescienza  d*  alquanti  che  a  mal  fine  doveano  venire,  dui 

dotfta  .  .  .  Dio  .  .  .  rimuovere C.  iìì.  la.  75  {hid^ 

che  ti  fiori  d*  uno  arbore  .  . .  perdere  sì  dovessimo C.  iii.  la.  79. 

nel  secolo  che  dee  venire  non  verrò  meno C  iii.  I4<  6(X 

eh*  esser  debbono  a  voi  luce C  iii.  15.  194 

Degli  amici  esser  deono  tutte  le  cose  comuni C.  ìv.  x.  tS. 

che  Nobiitade  chiamar  s\  dee C  ìt.  x.  49. 

come  .  .  .  quel  tempo  ...  si  <^  attendere C  iv.  a.  45. 

Per  che  le  parole  ...  si  tUono  .  .  .  sostenere  e C.  iv.  a.  64. 

come  per  colui  che  dee  udire C.  iv.  a.  va 

il  nocchiere,  alla  cui  voce  tutti  ubbidire  deono C  iv.  4.  59. 

e  per  tutti  dee  essere  ubbidito C.  iv.  4.  77. 

Udite,  perocché  di  gran  cose  io  debbo  parlare  . C.  iv.  5.  15. 

che  ciò  dovea  compiere .     .     .  C  Ìv.  5.  39. 

r  albergo,  dove  il  celestiale  Re  entrare  (foewa C.  ìv.  5,  34. 

E  ciò  non  .  .  .  dovea  essere  se  non  per  ispcziale  fine C.  iv.  5.  105. 

manifesto  essere  dee C.  iv.  5.  146,  15: 

Per  che  più  chiedere  non  si  dee  a  vedere C.  iv.  5.  177. 

r  artefice  ovvero  .  .  ^  dee  essere  .  .  .  obbedito  e  creduto      .     -     .     •  C  iv.  6.  57. 

Onde  al  cavaliere  dee  credere  lo  spadaio,  il  frenalo  e C  iv.  6.  60. 

il  maestro  e  1'  artefice  .  ■  .  obbedire  e  credere  sì  de* C.  ìv.  6>.  69, 

questo  .  .  .  alla  parte  dove  dee  non  va.     Quale  di  costoro  sì  dtt 

àizcTC  v^UtìU  ì C  iv.  7.  7^ 


331 


DOVERE 


dovcn  U  dolce  mano  e  quella  fede  pura,  Che  dovria  ...  far  .     .     .  Bail,  Hi.  la. 

Voi  Mfl  <^rrsl#  mai  .  .  .  obbliare  ....,.,.       V,  N.^.  ^t  (Soh.  tlx'ì.  ta). 

fia  (li  dt'  '1  cor  passar^  se  non  a'  arretra Som.  xxxu  6. 

Mene,  eh*  il  suo  dowr  pur  si  spannocchi Son,  zxxi.  8. 

A  voi  ^Mwm  noi  fare  onore 5<7ir.  xHii.  14. 

Or  sappi  che  A'  far  d*  ogni  altro  mese Som.  lìi.  6. 

Sii/ sperare  nell'  etemo  Iddìo S*  P.  cxxix.  17. 

Che  par  che  dtbban  viver  non  sicuri S,  P,  cxlìì.  x8. 

dOTOt,  perciocché  ...  le  cose  sì  dtono  denominare     .    ,  .     .     .  C  iv.  7.  116. 

cliì  KOB  ridona  il  cammino  che  ìat  dtt    .     . C  iv.  7.  ia6 

b  reverenza,  che  dtbhe  al  maggiore  il  minore  .     .     .     .    .     .     .     .  C.  iv.  8.  8. 

m]  (;aile . .  .  me  nobile  .  .  .  cUggio  mostrare C  iv.  8.  37. 

brcvtrenia  che  a  lui  sì  dt* C.  iv.  8,  69. 

Mi. , ,  il  rettorìco  d4€  molta  cautela  usare C.  ìv.  8,  90. 

perche.  .  .  non  vivere  dire  si  dtono C.  iv.  8.  130. 

ù.ctM..  .  allo  Imperio  reverenza  avere  non  drdòo C.  ìv.  8.  132. 

ftiutefici  e  li  discenti  sono  ed  esser  dMno  suggetti C  iv.  9.  96. 

&1  prìncipe  e  maestro  . .  .  esser  si  dee  suggetto C.  iv.  9.  laa. 

tftlc,  quaJe  la  figura  essere  det C  iv.  to.  109. 

chcrtwino  sì  d!rr  trarre  alle  divine  cose C.  ìv.  13.  73. 

die  non  solamente  dalla  ...  ma  dffsi  fine  attendere  dalla  .     .     .     .  C.  iv.  13.  79. 

bvola,  della  quale  .  .  .  curare  non  si  dtt. C  ìv.  14.  X48. 

pcroecbò  ciascuno  vero  rcge  d*t .  .  .  amare  la  Verità C.  iv.  16.  6, 

cbc  imbo  queste  sì  i^no  riduccre C  iv.  18.  15. 

li'eDo. . .  più  ragionevolmente  ai  dèe  dire  principio C  iv.  18.  47. 

Q»*  Io  pi*  dell'  albero  ...  si  dee  principio  dire  e  .    , C  iv.  18.  49. 

WlKobiIià  ...  ti  det  avere  per  tale C.  iv.  18.  54. 

B|Obenta . .  .  che  nessuno  per  .  .  .  non  dee  credere C  iv.  ao.  aa. 

Costofltmento  *  .     .  che  1'  uomo  dee  mettere C  iv.  aa.  3. 

l'aule aoimo  naturalmente  .  .  .  dee  amare C.  tv.  aa.  Sa. 

w  k . . .  ffona  sempre  dee  sonare  nel  cominciamento C.  iv.  83.  157. 

^'^fuli  prendere  ti  .  .  .  dn  ogni  .  .  .  giudicìo C  iv.  34.  aS. 

^**>to  questa  età  ha  dì .  .  .  tanto  de*  avere  di .     .  C  iv.  34.  ga. 

*^«  tolto  come  .  .  .  appare,  sì  de*  volgere  alla C.  ìv.  34.  151. 

^  U  persona  del  padre  sempre  santa  e  onesta  dee  apparerò  .     .     .  C.  ìv.  34.  x6o. 

«Kocbc  al  padre  si  dee  riducere  ogni  altra  obbedienza C.  iv.  34.  170. 

"^fcreji  dte  a  quello  che  .  .  .  riducerc  si  dee  a  colui,  cui      ,     .      C.  iv.  34.  175,  178. 

'■Pcirfi^iio  essere  ubbiditi  i  maestri  e  maggiori    .     .  ,     ,     .  C.  ìv.  04.  180. 

^n^SiQeJti  nostra  Gioventute  si  f^  avere  .     ........  C.  iv.  a6.  24. 

V^  •»  fuoco  che  dovta  ardere  il  corpo  morto C  iv.  a6.  1  c6. 

"  secchio  ,  .  .   d4e  essere  giusto,  e  ...  de*  sua  giusta  mente 

"^tare C.  iv.  a6.  ia8,  139. 

^etle  Caie  che  la  nobile  natura  .  .  .  dee  avere C.  ìv.  27.  9. 

''''^■•.chc    ..  tu  noi  idlnr  vendere C  iv.  37.  Sr, 

"*'*>  iltriaienti  si  i/«  ridere C.  iv.  37.  137. 

f  "  oel!«  e  buone  novelle  pare  dovere  sapere C,  iv.  37.  149. 

'^  ^  éovnmo  calare  le  vele  delle C  iv.  aB.  ao. 

^■ano  incontro  te  «^«Mo  ffirct  quelli  cittadini        C.  iv.  a8.  38. 

■•Wtdtowrs/*  riposare C  iv.  aS.  56 

*^Wt»  lai  e  pregoUo  che  la  dovesse  riprendere C  ìv,  a8.  (Of. 

onore  ^^l'o  ricevere  e  reverenza  dalla  gente ,  C  iv.  39.  34. 

rercbe  non  onore  ma  disonore  ricevere  dee  quegli C  iv.  ag.  71. 

^<bc  1  figliuolo  del  valente  uomo  (///procurare C  iv.  39.  74. 

m  lo  buono  uomo  chiudere  gli  occhi C  iv.  09.  da 


DOVERE  a 

dovere.     Io  dico  .  .  .  Dobbiamo  far  a  Dìo  preghiere  assai P.  F,  S09. 

C/.  devera  •  ' 

dovunque.     È  Gentilezza  dovunque  è  vlrtute     .     .     .  C  ìv.  Con»,  ifi.  lox  ;  16.  33  ;  19.  & 

Siccome  è  'I  ciclo  dovunqui  è  la  stella C  iv.  Cans.  iiì.  103  :   19.  31. 

Perchè  raccomandati  Vi  sian  gli  detti  miei  dovunque  booo  ....     dna.  xiii.  89. 

drappo.     Madonna,  involu  in  uo  drmppo,  dormendo K  /V.  3.  87  {Som.  i.  tt.1 

dritto.    K  diritto.  \ 

drittura.     Io  .  .  .  Son  suora  alla  tua  madre,  e  aon  Drittura     ....     CauB.  xx.  35. 
drizzare.     Par  che  si  drit^  degnamente  a  vui C  li.  Cttna.  i.  8  ;  7.  50^ 

A  te  convcn  eh'  io  drùsi\xi  mie  face Comm.  xvii.  9. 

Disse  :  Driasat*  i  colli Canm.  xx.  6a 

Valut'  ha  già  in  drÌMtar  monti  e  colli SrsL  iv.  ai. 

Ma  drÌMU  gli  occhi  al  gran  disio  che  m*  arde BaiL  ii.  la. 

Mi  fa  ...  t/naaar  gli  occhi  al  sommo  concistoro   .......     Som.  zxxvii.  4. 

dubbiare.     N£  non  dubbiarj  che  tosto  fien  rimosse Som.  1.  (4.  I 


C  ì».  30-  19. 
C.  iv.  30.  37. 


dovere,    che  ciascuno  ,  . .  fabbricatore  .  .  .  nobilitare  e  . . .  dtt  .    . 

che  .  .  .  non  sì  deano  le  margarite  gittare  innanzi  ai 

dovunque,     dovunque  amistà  si  vede  ...  e  dovunque  similitudine  s*  1 

intende Cììii.  41,  40. 

doxmnque  è  la  sua  potenza  seminata C.  iii.  7.  i4flL       j 

dicendo  che  dovunque  è  Virtù,  ìvì  ò  Nobiltà ,     .  C  iv.  19,  aa.        ' 

non  ò  questo  vero  .  .  .  che  dovunque  è  il  ciclo  sìa  la  stella  ;  eoa) 

è    Nobiltate   dovunque   è    Virtù  ;     e   non  Virtù   dovMHqt4e  è  j 

Nobiltà C  iv.  19.  33,  34  (biJ^ 

essa  è  dovunqui  alberga  1*  amore  di  quella Ci».  30.  53. 

drappo,     involta  ...  in  un  drappo  sanguigno  leggiermente      ....  ^.  A^-  3.  38. 

peregrino  leggermente  vestito,  e  di  vili  rfiT»//!'      ,     , K /V.  9.  17. 

levare  Ìl  drappo  d'  in  su  1'  altare C  iv.  37.  laj. 

dritto.     V.  diritto. 

drizzare,     perocché  .  .  .  drìssano  si  1'  animo  loro  a  quello C.  L  xi.  44. 

C/.  dirizzare, 

druda.    Tutte  scienze  chiama  . . .  drude C  il  15.  179. 

per  modo  minore,  quasi  come  druda C  ili.  la,  107. 

drudo,     quando  essa  alli  suoi  f/ruf/i  ragiona .     ,     .     .  C.  ii.  16.  34. 

DruBO.     Chi  dirà  .  .  .  delli  Brusi  che  posero  la  loro  vita C  iv.  5.  103. 

dubbiare,     ed  allora  intenderà  chi  qui  dubbia f.  AT.  la,  144. 

dubbio,     dico  che  questo  dubbio  io  lo  intendo  solvere  e K  W.  la.  141. 

questo  dubbio  è  impossìbile  a  solvere  a  chi V.  N.  i^  10^ 

sì  che  alcuno  dubbio  non  potessero  inducerc  le  . . .  parole      .     .     .  K.  TV.  40.  41. 

per  levare  un  dubbio C.  i.  a.  aa. 

onde  le  mìe  cose  senza  dubbio  meco  sono  alleviate C.  Ì.  4.  100. 

senza  f/ufr^  non  è  senza  lode Ci.  11.  to6. 

Veramente  qui  nasce  un  dubbio C  ii.  9.  ao. 

siamo  .  .  .  suggetti  senza  dubbio  o  sospetto  alcuno C  iv.  9.  155. 

è  da  dichiarare  un  c/m6&;o  che  pare  consurgere Civ.  zi.  38. 

qui  aurge  in  ^mM/o  una  quistione C.  iv.  la.  xil. 

senza  dubbio  forte  rìderebbe  Aristotile C  iv.  15.  5&. 

dubbioso,     solvere  e  dichiarare  .  .  .  ancora  in  parte  più  dubbiosa     .     .  V,  N.  la.  14^ 

Vero  è  che  ...  si  trovano  dubbiose  parole K  ^.  14.  zox. 

ciò  che  solverebbe  le  dubbiose  parole K  iV.  14.  zo8. 

si  ostinati  che  di  que'  miracoli .  .  .  siano  dubbiosi C.  iii.  7.  169. 

non  dite  a  voi  dubbiose  le  forze  che  ha C.  iv,  «7.  175. 

dubitanza,    purgo  lei  d'  alcuna  (/MAiYanaa C.  iii.  x.  no. 


^  ^S^^KI^^I^^^  DURAMENTE 

dulAoKK    Poi  vidi  cose  dubi$ou  raolte K.  ^V.  03.  170  {Cana.  ii.  43). 

^aOL  Se,  «une  spero,  tu  sarai  mio  Juea S.  P,  cxlii.  55. 

4ii06  Che  .  .  .  Seguo  solo  ì]  disio  come  mio  ttua Son,  xxxr.  8. 

to.  ,   .    .     .     Cana>  ix.  78  ;  1.  14  ;  xx.  40  ;  V.  N.  40.  55  {San.  xxiiì.  5)  ;  Son.  xxx.  1. 

tfmqoe.    C.  ir.  Gnu.  iii.  109;  Ca»ta.  \x.  46;  xvi.  53;  xix.  64,  93  ;  V,  N.  xa.  ioa  {Ba/i, 
u  33)  ;  Son,  xxix.  14  ;  xxxi.  5  ;  xliii.  7  ;  xlv.  la  ;  F.  F.  55. 

te. Son,  XXX.  II. 

Qldue. 

dnokl   Poi  mi  partio,  consumato  ogni  liuoh K.  iV.  03.  907  (Can».  U.  80). 

Si  die  'I  éuoi  die  si  snoda  Portìn  le  mie  parole Cans.  xi.  5. 

ÌHmmào  anuro  Jkoì  per  gli  occhi  fuore K  W.  8.  34  i,5on.  iii.  4). 

à^Mtn,   Potrebbe  qui  dubitar  persona  de^^na  di K  ^.  35.  r. 

e  4Msr  potrebbe  di  ciò  eh'  io  dico  d'  Amore V.  N.  ae,,  2. 

pvotc  essere  manifesto  a  chi  dubita  in  alcuna  parte K,  ^.  05.  99. 

uamaùdmUta^  che. . .  che  questo  non  fosse C  i.  7.  74. 

Em«udo  dubita  .  .  .  che  elle  non  sieno  piene C  ii.  5.  61. 

^"WMf , . .  che  duòìtarr  ti  paiano  nella  tua  ragione C  ii.  la.  54. 

cIm  prina  vede  .  .  .  poi,  piti  oltre,  dubita C.  iii.  3.  i  la. 

là  dove  alcuno  dubitasM  di  questa  contrarietà C  iii.  xo.  45. 

i)iulaailBe  dubUass*  in  ciò  che  ...  si  discorda     .......  C  iiì.  io.  47. 

Vemcote  può  qui  alcuno  forte  dubitar* C  iiì.  15.  70, 

MCmdocfaè  'I  testo  par  dubitar* C  ìv.  3.  51. 

Il  filile  .  . .  non  pare  essere  dubitaia C.  Ìv.  6.  13. 

ck  Ballo  dbfòi^d  che  .  .  .  non  sia C  iv.  aa.  99. 

DeUa^NM  nullo  dubita C  iv.  94.  11. 

Owietfice  .  .  .  che  ...  eh'  egli  dubitò  prima  di  diccre C  iv.  aj.  in. 

lliJilarlOOe.     non  è  bene  a  me  dichiarare  cotale  dubitan'oHf  .     .     .     .  K  W.  14.  109. 

P^nou  de^na  di  dichiararle  ogni  dubitasiopu K.  A'.  25.  a. 

■kUummiAi  rimovo  alcuna  «^HÒiAiMiMW I^.  A'.  38.  39. 

■  DM  teme  .  .  .  lite  dì  dubitasiom C  ii.  16.  40. 

pcrqueito  è  la  dubitasionf  soluta C  iiì.  15.  109. 

la  quale  ella  mangiava  dubitosamtnU K  A^.  3,  51. 

ene  Aristotile  é  Maestro  e  Duca  della  ragione C  iv.  6.  73. 

*'A^3.  7.  9'  :  7.38;  8.  18;   15.43;  19.  ii3t  "7»  »a5,  131;  90.37,33;  ai.  39.50; 

as.  61,  Sa  ;  «3.  3ia.  319,  339  ;  34.  75  ;  38.  3  ;  33.  38  ;  33.  ai  ;  34.  7.  19»  ^4  ; 

35-  a».  3»;  38-  a* ;  39-33,34;  40.39;  4».  36;  43.  i;  e.  ì.  I.  16,  38,  39, 

43  ;  X  6,  30.  90.  94  :  6.  13  ;  7.  37  ;  13.  3,  16  ;  ii.  3.  a,  4  ;  4.  49,  83  ;  5.  68  ; 
7.  «4;  8,  7;  II.  9,  31,  71  ;  14.  53.  70,  79,91,  loi,  III,  115,  134,  "71  '55i 
180,  195,  196,  ao6.  315,  834,  331  ;  15.  7.  35»  06,  95,  96;  iii.  I.  45  ;  4.  t; 
5.  69,  71,  87,  133  \fi«),  136,  187,  189,  190  {bis)\  6.  13;  8.  51,  65,  67, 
7»,  74,  135;  9.  a;  15.  19;  iv.  a.  4;  3.  as,  31,  60,  63  ;  4.  137;  6.  17; 
B.  143;  9.  78  J  IO.  14,  19.  39:  "•  ♦;  <3-  93;  ^5.  M»  59;  16.  aa,  aS, 
35,  118;  17.  a,   ta,  65,  86,  87;    18.  13;   19.  7:   aa-  ^07;   33.   10;  95.  83; 

as.  7, 97, 133, 133, 148, 153  ;  «9-  «4  ;  30-  4»  9- 

e.  ii.  7.  107  ;  14.  94  ;  iiL  5.  103. 

K.  M  35.  60;  30.  33;  C.  L  5'  35i  loo;  7-  a^:  io-  «o;  la.  95;  ii.  5. 
«05;  a.  15;  m.  I.  95;  8.  i;  4.  Ili  ;  6.  43,  44;  7.  io;  15.  50;  iv.  1.  aa, 
89;  4.  1x9:  6.  14,  69,  83;  7.  lao,  145;  9.  37;  14.  71;  15.  33;  19.  13, 
69:  00.  I,  8;  39.  37,  ea;  33.  6i  ;  34.  35,  119,  131;  a?.  34,  71; 
a8.  48. 

C.  ii.  3.  31  ;  9. 79« 

onde  molte  fiate  mi  pesava  dunìméuit .     .     .     .     .     .     .     K  A^.  io.  8. 


DURARE 

durare.     E  vedea  1  suo  dunr  com'  è  lesero V.  ff.  a^  157  (Gin«.  ìL  30] 

Ed  è  tanto  durata  La  cosi  falsa  opinion  tra  nui     .     .     .     .    C.  iv.  Oimm.  Ui.  39  ;  7.  i 

Ch*  io  non  posso  durare  Lungamente  a  BofTrìre Can*.  xrr.  a. 

quel  tempo  .  .  .  Che  dura  dacch'  io  perdo  la  sua  vista   .....     Cohm,  xW.  79, 

mentre  Che  durtrà  del  verno  il  grande  assalto Cohm.  zv.  58. 

Da  questo  terzo  retta  È  leggiadria,  ed  in  suo  esser  dura    .     ■     .     .     CanM.  zix.  73. 

E  tanto  dura  talora  in  costui V.  N,  Qgy.  9^  {Som,  x.  i 

E  questo  basu  iìn  che  '1  piacer  dum Som.  xxxviii 

Lo  cui  memoriale  sempre  t/ffra S. /*.  ci.  44. 

dtirat.     Quantum  spes  inter  me  de  ipsa  durai Canm.  xxt.  39. 

durezza.     La  quale  ognora  impietra  Maggior  dunosa Cina.  xìL  4. 

la  perfida  dumosa  D*  ,  .  .  U  mio  parlar  non  stima S.  P.  cL  70L 

dtiro.     Guarda  la  vita  mia,  quanto  ella  é  ^ura Caria,  ix.  50. 

La  mente  mia,  eh'  è  più  dura  che  pietra  In Can».  xt.  xa. 

Si  è  barbato  nella  dura  pietra Sfst.  i.  5. 

r  aveva  duro  ì\  cor  com*  una  pietra Sfst.  iii.  19. 

Ch'  egli  m'  ancidc  e  la  morte  m*  è  dura Baii.  iii.  a. 

se  non  la  morte  che  m'  6  dura Soh.  xxvL  4. 

E  '1  primo  ciel  di  sé  già  non  1'  è  duro Soh.  xxviii,  si 

E*  non  è  ...  Nò  anco  tanto  dura  alcuna  pietra    .......    Son,  xxxi.  a, 

E  maJcdico  la  mia  mente  dura Som.  xxxiiì.  9. 

Per  lì  nemici  miei  acerbi  e  duri S.  P.  cxlii.  r4. 

e.     Ma  ciò  non  e  convtrso C  iv.  Cans,  iìL  iq( 

e\  pi,    E  s'  /  non  fosacr ^.  ^.  33.  99  {Som.  ivu.  4) 

ebbrezza,     con  fhòrtAaa  e  con  mangiar  soverchio  . .  .  apparecchia  .     .     P.  F. 

ebrietà.     E  per  V  tbrwtà  [del  gran  tremore  .  .  .  par] .     .     .  K  W.  15.  34  \Som.  viiL  7).  6ft 

eccellente.     Amore  La  segna  d' ttxtUtnU  sua  famiglia Caiu.  x.  30, 


d 


durare,     vcggendo  come  leggiero  era  Io  suo  durart V,  N.  03.  14. 

che  la  mia  vita  per  alquanti  anni  duri K  A^.  43.  la 

ch£  perpetua Imcnte  dura  ...  in  natura  più  che  umana     .     .     .    .  C  il.  9.  46. 

Dico  .  .  .  che  questa  .  .  .  opinione  ...  è  tanto  durata C.  iv.  7.  7. 

e  più  ha  durart  in  uno  che  in  altro  effetto C  ìv.  33,  70>. 

eh'  ella  dur».*  ìnfino  al  vtHticinquesimo  anno C  iv.  24.  ra. 

durazionc.     lo  desiderio  della  durasionf  di  questa  amistà C.  iii.  2.  55, 

Ma  vannnscnc  bene  del  tutto,  quanto  a  duraeioMt C  iii.  6.  ifìo>. 

durezza.     La  qual  dumsa  ...  è  qui  pensata C.  i.  3.  13. 

duro,    ed  esso  per  sé  sta  forae  ...  un  poco  duro C  L  3. 13. 

ben  taglia  le  dure  cose C.  i.  5.  80. 

parve  sì  mirabile,  e  anche  duro  a  sofTerire C.  iì.  a.  39. 

avvegnaché  duro  mi  fosse  .  .  .  entrare  nella  loro  sentenza  .     .     .     .  C.  li.  13,  93, 
t  (z).    viene  diritto  per  1  neir  E. . .  sicché  . . .  iounaginan  questa  Bgura 

A,  £,  I,  O,  U C  iv.  6.  99,  31. 

e  (a),     non  è  questo  vero  t  tonvtrso C  Ìv.  19.  ja. 

e*,  pi.     f  riguardavano  quello  eh' io  facea ^- A^.  35.  8. 

conoscere  di  Dio,  e  di  certe  altre  coae,  quello  «*  sono C  ili.  15.  10& 

Eaco.     come  Cefalo  d*  Alene  venne  a  Eaeo  re C  tv.  27.  159. 

Mostra  che  Eaco  vecchio  fosse  Prudtnt$ C  iv.  »7,  i6t, 

dice  di  Elaco  re,  che  questi  fu  padre C  ìv.  37.  ]9a. 

JEbreo.     essi  furono  trasmutati  d'  Ebno  in  Greco C  i.  7.  sci. 

ecce.     Ecce  Deusfortior  mt V.  N,  a-  94. 

eccellente,     delle  sue  mirabili  ed  ArW//f«ft' operazioni K  A^  ad.  31. 

della  contemplativa,  la  quale  è  più  KctUntU C.  ìt.  5.  74. 

r  altre  che  sono  in  quella  «ccetUnte  potenza C.  tìL  a.  133. 

poiché  la  Felicità  della  ...  ti  più  tccgiitn/g  che C  iv.  17.  114. 


235  ~^^^^^^^^  EFFETTO 

COCeOentB.    Ei  paHan  ron  vocaboli  ecceUntti     ....  ^^^^^^a  Canm.  xix.  45. 

BCSdB»   £  1  nome  tcctlso  tuo  .  .  .  Potrà*  poi  dir CartM.  xviii.  49. 

0  Dio  ftctUo  sopra  f;)i  altri  dei S.  P,  cxlii.  49. 

eccetto.  Ecatto  il  stolto  e  *1  picciolo  fanciullo S.  P.  xxxì.  69. 

■ODO C.  ii.  C*tHM.  i.  sa  ;  Cane.  x.  74  ;  xx.  61  ;  Soft,  xlvii,  14  ;  S.  P.  I.  19. 

ttfOETCL    Acciò  che  il  muro  .  .  .  Sicuramente  sia  rdtficaio     ,     .     .     .  5.  /*.  1.  69. 

Pere»  che  Dìo  ...  La  santa  Sion  volle  edijkan S.  P.  c\.  65. 

tfttto.  Convengono  ambedue,  eh'  en  d'  un  tffttlo     .     .     .     .  C.  iv.  Cohm.  iii.  95  ;  18.  37. 

Uquuilo  giudicar  si  puotc  «r^//o  Sovra Coh*.  ix.  40, 

Mi  Uki .  .  .  Neil'  tjfitto  parer  di  pio  salute Catta,  ix.  45. 

Mediente,   per  e»ere  discesi  di  psdri  tectlUnti C  tv.  39.  la. 

HOeOotteinio,     Altri  furono,  siccome  Pialo,  uomo  eutlleniissimo  .     .  C.  il.  5.  sa. 

arcome  dice  quello  ^(ir//<m/iÌ55imo  Boezio C  ii.  8,  a6. 

di  Ufio,  Domo  KcelUntissinio C  ii.  13.  20. 

per  U  im&ff /un'ina  certezza  del C  ii.  15.  169. 

fiftedelb  filosofia  è  quella  ettrlìentissima  dilezione C.  iii.  11.  145. 

0  xtfki^&nxmo  tà  tcniitHiissimo  cxxore C.  iii.  xa.  115. 

0  Clcufi  ecctUtHtixsinti  ...  il  dimostrano C  iii.  14.  70. 

I>  mia  rrrr/'/m/i$5>'ma  Donna  intende C  iv.  1.  31. 

uiecooda  é  V  fCTV^rH/i55ima  autorità       .     .     * C  iv.  3.  66. 

ID^Ri  iny£trHli!&simi  essere  stati  strumenti C  iv.  5.  151. 

'aeritela,    per  la  rccfllensa  di  quello  cotale C  i.  4.  59. 

dtn'tiBo  immirare  loro  tcctUntaa C.  ii.  5.  116. 

Politila  Krv//r»aa  manifesta  aver  si  può C.  iii.  i.  89. 

^' tuia  Kcri7rM«a  di  beltà  poco  pare  che  io  tratti C  iii.  6.  133. 

V*»lo  td&cio  *  per  tctxìUnaa  fm/tno  chiamato C.  iv.  4.  70. 

«[cdei^  y.  /V.  39.  IO  ;  33.  30  ;  40.  46  ;  41.  33  ;  43.  n,  za  ;  C.  ii.  10.  60  ;  st.  ix  ;  14. 
89  ;  iii.  3.  it8  ;  6.  ta,  71  ;  7.  g,  146  ;  9.  ax  ;  13.  44  ;  14.  93  ;  iv.  io.  79  ;  14. 
17;  33-33;  30.24. 

^^^'Mtt.    per  cratoro  dice  Salomone  ncH*  Ecclfsiast» C.  ii.  11.  8a. 

pwi  Salomone  dice  nell'  Ecrttsiaste C  iv.  a.  74, 

P''^  dire  quella  parola  dello  Ecclesiaste C  iv.  6,  174. 

P*rt  dice  Salomone  ncir  J?ci:/*.^ii5/rf C.  iv.  16.49. 

***Wtttl0O.     secondo  quelle  parole  dello  Ecclesiastico C  iii.  8.  14. 

fmriliiUug.     la  tovaglia  .  .  .  con  lì  segni  fcclesiastia  .  .  ,  ponesse  .     ,  C  iv.  27.  131. 

""  • K  A^.  15.  8:  C.  iv.  a.  84;    ta.  73;   15.73- 

"■it    licrome  nello  rr/ÙA  del  Sole  appare C  ii.  3.  57. 

'^Hrc.    mainati  !  .  .  .  che  .  .  .  edificate  li  mirabili  edifici       .     .     .     .  C.  iv.  a-j.  123. 

*™"l1ooc.     concioaiiacosachè  il  dimostrare  sia  cdìficasione  di  scienza  C.  ÌL  i.  99. 

•■fcfcx    Questo  t  il  sovrano  edificio  del  mondo C  ii.  4.  35. 

antichi  rimasi  .  .  .  atti  .  .  .  antichi  edifici C  ii.  5.  51. 

Donna  che  nello  edificio  del  corpo  abita C.  iii.  8.  76. 

vccKiODO  (are  ...  gli  edifici  mirabili C  iv.  8.  76. 

f  . .  .  che  . .  .  edificate  li  mirabili  edifici C.  iv.  37.  124. 

nccome  dice  Stazio  poeta  del  tebano  EdiffO C.  ìii.  8.  94. 

dafailò  .  .  .  ancora  per  lì  falli  di  Edipo C.  Iv.  25.  113. 

narrando  alquanto  delle  sue  virtudì  effettiw V.  N.  \^.  lao. 

Un     nella  tena  dico  degli  effitti  d'  Amore K  A'.  35.  28. 

•ominandolo  per  nome  di  alcuno  suo  tffelto K  /V.  42.  x6, 

lécooae  qui  suo  e^fio C.  i.  3.  64. 

baoilD  maggior  numero  .  .  .  che  non  sono  gli  effetti  che  gli  uomini 

pMsono  intendere C.  ii.  5.  59. 

numero  . .  .  che  gli  effetti  non  dimostrano C  ii.  5.  89. 

tfftito  ò  maggiore  della  cagione T.  ii.  5.  99. 

Q 


EFFETTO 


effetto.     Tu  r  alto  «^//o  —  spegni  di  mercede Cotu .  xvìL  36. 

Né  per  prender  da  elle  Nel  suo  r/^//o  aiuto      .,.,,.,.     Gim«.  xix.  1 19. 
£  quei ...  Le  dà  1'  tffttto  della  mia  desira Soft,  xxviiì.  &. 


effetto,     intendono  i  loro  rj^S^i  nella  loro  operazione C  ii.  7.  30. 

Poi .  .  .  dico  r  tffttto  di  questo  pensiero C  u.  8.  49- 

mostro  la  potenza  .  . .  per  suo  tffeno .     .  C  ii.  8.  81. 

conciossiacosaché  amore  sìa  tffttto  di C.  ii.  9.  33. 

ciascuna  cagione  ama  lo  suo  tffttto C.  ii.  9.  30. 

che  lo  r^//o  di  costoro  ò  amore C  li.  9.30. 

□on  può  ...  il  suo  tffttto  conservare.    IMco  tffttto^  io  qtianto  1*  anima 

col  corpo  congiunti  sono  tffttto  dì  quella C.  iì.  9.  43,  44,  4^ 

anzi  è  questo  un  &UO  ipeziale  r^//o C  ii.  II.  42. 

perocché  sono  r^/i' della  signorìa  di  Marte     .     .    '. C.  ii.  14.  173. 

concioasiocosaché  la  Galassia  sia  uno  tffttto  di  quelle  stelle     .     .     .  C  il  15.  79. 

per  lo  tffttto  loro  intendiamo  quelle  cose C.  ii  K5,  80. 

non  potemo  .  .  .  intendere  se  non  per  li  loro  tffttU C  ìL  15.  84. 

conciossiacosaché  ciascuno  tffttto  ritenga  della     ...  .     .     .  C.  iii.  a.  35. 

conosce  .  .  .  quello  eh'  é  sotto  sé,  siccome  suo  tffttto C.  iii.  6.  45. 

ogni  cagione  infonde  nel  suo  tffttto  della  bontà      ......  C  iii.  6.  115. 

Intra  gli  tffttti  della  ...  1*  Uomo  é  mirabilissimo C  iii.  8.  i. 

ricorro  a  ritrattare  del  suo  tffttto C  iii.  8.  138. 

di  .  .  .  convenevolissimo  trattare  é  per  li  loro  tffttti C.  iii.  8.  143. 

la  Natura  cotale  r^/^o  produsse C.  iii.  8.311. 

se  alcuna  se  ne  corrompe  .  .  .  é  accidentale  tffttto C  iii.  la.  69. 

essere  nel  processo  dello  inteso  tffttto C  ìiL  la.  66^ 

per  modo  che  lo  ^//o  è  nella  cagione C.  iii.  la.  69. 

cbé  .  . .  muJtiplicato  é  l' tffttto ...  C  tv.  9.  113. 

che  la  di6nÌzionc  ...  si  faccia  dagli  tffttti .  C  ir.  10.  6a. 

per  non  seguirti  1'  tffttto  della  congiunzione      ........  C.  iv.  io.  76. 

la  quale  iniquità  é  proprio  tffttto  d'  imperfezione C.  ìv.  xi.  56^ 

per  questo  tffttto  intende  di  provare  il  testo C  ìv.  13.  160. 

difìnire  e  conoscere  per  li  loro  ^//f C.  iv.  t6.  109 

procede  .  .  .  siccome  tffttto  da  sua  cagione C.  iv.  t8.  11. 

rìducere  .  .  .  siccome  tffttto  a  cagione C.  iv.  18.  16. 

se  quelle  non  fossero  ambedue  tffttto  d*  un  terzo C.  tv.  18.  19. 

siccome  cagione  tffttto  comprende C.  Ìv.  tS.  53. 

e  ta  disf>osieioHt  (Ul  Cith  a  questo  tffttto  puote  essere  buona  e      .     .  C  iv.  at.  63. 

in  quanto  .  .  .  considera  lui  e  mira  luì  per  li  suuì  tffetti C.  Ìv.  aa.  Z44. 

8Ì  vuole  sapere  che  ciascuno  tffttto,  in  quanto  tffttto  t,  riceve      .     .  C  ìv.  93,  47,  4^ 

e  *1  ciclo  a  tutti  questi  colali  tffttti ...  si  scopra C.  iv.  03.  53. 

più  ha  durare  ìn  uno  che  in  altro  tffrtto C  Ìv.  33.  71. 

questa  Nobiltà  .  .  .  mostra  li  suoi  tffttti C  iv.  04.  79^ 

che  ...  si  dissomiglia  nello  tffctto  molto C  iv.  «9.  ^ 

efflcacenaente.     più  tffitactfMtntt  si  tratterà  la  presente  allegoria      .     .  C  iàì.  11.  ift. 

efiBcicnte.     essere  pìii  cagioni  tffiatnti C.ì.  i^  a6. 

il  fuoco  e  '1  martello  sono  cagioni  tffxdtnti       ........C^i.  13.  aflL 

della  vera  amistà  é  cagione  tffuttntt  la  Virtk  \  cosi  della  filosofia  é 

cagione  tfficitntt  la  Vtrità .     C  iii.  li.  137,  13^ 

r  anima  del  fabbro  é  cagione  r^a>N/r C  iv.  4,  ia4. 

le  cagioni,  cioè  . .  .  tffieitttte  e  /inalt,  comprende  . .  .  tffidntSe  in 

quanto  dice C  ìb.  ao»  96,  100. 

Egidio,     lasciando  stare  quello  che  Egidio  Eremita  ne  dice      .     .     .    •  C  ìv.  04.  97. 

£gìtto.     neir  usciu  del  popolo  d'  Israele  d'  Sfitto C  ti.  1.  39, 

sccondochè  li  savi  d'  Egitto  hanno  veduto C.  iL  15,  z^ 


^7  ^^^■^^^^■i^Bii^^F  ELEZIONE 

^Hi^    Qoand*  4^i'ìncomincuro ,  Cn H«.  xiìi.  ifl. 

Pel  desiderio  dì  pianger  eh'  egli  hanno K  AT.  3'3.  aó  (Som.  xx.  li). 

hncch'  f^/f  hanno  in  sé  ,  .  .  scrìtto K  W.  40.  6a  (Som.  xxiìi.  xa). 

Cpade.    r  uno  ^  all' altro  r^o/r P.  F.  68. 

et//,    ftparìan  con  vocaboli  eccellenti Com-s.  xix,  45. 

Quadoson  giunto,  lasso!  ed  nson  chiusi So$u  xxviL  la. 

Ch&    HiscruiB  eius  cor.  qui  pracstolatur Copu.  xxi.  8. 

ti    E  ton(//fu^  oscurìtate  e  gelo Cohm,  tx.  s- 

£l  m' hk  percosso  in  terra Cans.  xii.  35. 

QBUKt'eglì  è  giunto  là.  dov*  r/dcsira V.  N,  ^a.  $1  [San.  xxv.  5). 

Soiach'^f  parla  di  quella  gentile K  ^.  43.  43,  58  (5ofi.  xxv.  la), 

E  s  <i  p' aggrada^  Donna  mia  gentile      ..........  3ort.  xlviì.  ta. 

ctalKCt.   EJtggi  ornai,  se  la  fraterna  pace  Fa  ...  o Cans.  xviti.  59. 

Chefti. ,  .  U  mia  vita  tUtta  Per  dare  esempio San.  xxvì.  6. 

Hi  bebé  con  gli ////A  io  sia  ascritto S.  P.  1.  40. 

aD' tnnile  parlare  De' suoi  <^//i  servi S.  P.  ci.  68. 

Krl  r«gno  degli  etetti  e  suoi  consorti S.  Z'.  ci.  64. 

ctanenla   1'  acr  ...  in  eUmmto  freddo  Vi  si  converte Sesi.  ii.  a8. 

CglL  f-    ^i  erano  stati  già  alquanto K  A^  35.  ro. 

and  eh' r^/ uscissero ^.  A''.  41.  04. 

pcfth' /);•// odano  alcuno  suono C  ii.  7.  ix. 

«ga    ^fo  dominus  fuus K  W.  3.  35. 

^t*m^itam  (entrum  circuU K  iV.  Ifl.  31. 

eh'  e  del  giorno  e  della  notte  eguaU C.  iii.  5.  154. 

r  /guati C.  iii.  6.  98. 

«■eodoil  di  eguale  della  notte C.  iii.  6.  31. 

altnmcnti  sarebbe  stata  la  ciccione  per  tutti  non  eguak    .     .     .     .  C.  iv.  4.  96. 

P^'^'^nht .  ,  .  sono  naturati  ...  in  eguaft  stato C  iv.  14.  94. 

t  d«  apere  che  questo  j^reo  di  su  sarebbe  eguaU C  iv.  33.  66. 

^«Il&ente.    eipialmeni*  siccome  falsa  tesUmonianza  fare       .     .     .     .  C.  Ì,  a.  57. 

^t^mmte  in  ciascuna  parte  ...  *  rimoto C  ii.  4.  55. 

*"  I^nto,  Il  quale  r^a/iMm// sia  distante    ....  .     .     .     .  C  iv.  16.  88. 

^/.  tigualmente. 

T^^JJ*  quale  trac  quello  eh* //vede C.  iii.  4.  88. 

'****^    che  mossero  me  ad  tl'ggen  innanzi  questo C  ì.  5.  7. 

r^*^A  Utfrd/i/à  mi  fece  questo  eleggere C  ì,  8.  7. 

***  ostante  che  Ridolfo  e  ...  poi  ekiti  sieno C.  iv.  3.  49. 

*^»Q  quello  eltss*  a  quello  ufficio C  iv.  4.  105. 

J*"*  fu  . ,  .  che  'I  Figliuolo  .  .  .  discendesse C  iv.  5.  ao. 

'•ti  ottima  parte  ha  r/W/o C  iv,  17.  100. 

tl^^tale.    Jo  quale  .  .  .  tutti  i  corpi . .  .  éUmentaU  allumina     .     .     .  C.  ii).  la.  56. 

iéC*l*>lto,    nel  libro  .  .  .  Delle  pmprùtà  degli  Elementi C  iii.  5.  II5. 

•«n»cnli  .  .  .  che  dagli  altri  elementi C.  iii.  7.  60. 

''Uprima  materia  degli  elementi  en  .  .  .  intesa C.  iv.  s.  64. 

Obo  porta  seco  ...  la  t^V/ù  degli  elententi  legali C  iv.  ai.  36. 

elrtt^     dire  .  .  .  che  sieno  Abito  elettivo  consistente  nel  mtvMO   .     .     .  C  iv.  17.  7t. 

(loe  r  abito  elettivo  amstsiente  nel  mesao C  iv.  ao.  9. 

dfrinnr     più  da  sua  gentilezza  che  da  mia  elesione C  i>.  a.  14. 

che  U  elesione  dì  .  .  .  coD\*enÌa  .  .     procedere .     .  C  iv.  4.  90. 

MTcbbe  stata  la  eie-aonr  per  tutti  non  r^ale C  iv.  4.  96. 

•■■u  6  manifesta  la  divina  eUsìone  del  Romano  Imperio    .     .     .     ,  C.  iv.  5.  51. 

nriwnn  col  ncxio  per  nostra  *lemone  preso C  iv.  6.  laa. 

aalo  per  b«fa«bntf  della  . .  .  piti  buono  non  sarebbe C.  iv.  xi.  loa. 

Q  2 


ELEZIONE 


3a8 


digente.    QucsC  è  . , .  Un  ahìlo  eligmié C  tv.  Gnu.  UL  66;  17.  9* 

eUe.     Vatten  disconsolata  a  star  con  tUe V.  N.  ^a.  116  {Cans,  iti.  76). 

£"//(  sovcrchian  lo  nostro  intelletto C.  ììu  Cane.  ti.  59  ;  B.  I2t  ;  15.  56. 

Né  per  prender  da  elU Cans.  xìx.  1 18. 

Da  lor  .  .  .  s'  hanno  toli'  tUt  Una  veste Ball.  viii.  ao. 

elU.     Che  non  1'  avca  fora'  rUi C  ìv.  Canm.  iii.  a8. 

Ch'  fili  san  quasi  Dei C.  17.  Cana.  iiL  114  ;  aa  31. 

elio,     %  tìlo  v'  è  a  grato C.  iii.  Cai»,  ii.  89. 

eloquenza.     Colei  ...  Il  cor  le  fa  d*  ogni  HoqMema  puro Som.  xxvtil  13. 

eminente,    dal  luogo  alto  ed  tmintHtt ^.  Z'.  ci.  76. 

emispero.     tal»  che  . . .  Questo  tmispero  chiude  tutto,  e  salda      .     .    .  Can*.  xv.  19. 

empiere,     dava  salute  .  .  .  Empiendo  il  core  a  ciascun  dì  vtrtute       .     .  .Som.  xxiz.  11. 

empireo.     Sempre  al  volere  dell'  tmpiru  sarte Sem.  xxvìii.  a. 

lezione,     cioè  dall'  abito  della  nostra  buona  tUmone C  ìv.  17.  70. 

du  uno  principio,  cioè  buona  f  abitualt  tltaiont C  ìv.  18.  4. 

elle.     Per  fare  si  eh'  tlU  sìeno  degnamente  servite K  ^.  14.  14. 

come  se  .  .  .  elU  ro*  avessero  risposto V.  N,  qa.  60. 

tUt  si  trassero  verso  me V,  N.  «3.  96. 

che  .  .  .  r///  sicno  intese  ...  a'  tilt  coroandassono C.  i.  7.  73,  74* 

dove  eltt  non  la  potessono  .  .  .  portare C.  i.  7.  90. 

in  quanto  «fZif  sono  dì  fuori  colorate C  i.  xi.  17. 

che  ttU  non  sieno  piene C.  ii.  5.  63. 

elle  per  loro  .  .  .  non  sottacciono .  C  iv.  9.  53 

pcrch*  elU  sono  proprie  nostre .     .  C.  iv.  9.  73. 

com'  elle  non  possono  causare C  tv.  io.  66. 

£  eh' r//r  sieno  imperfette C  iv.  11.  ao. 

provare.  ..  eh' *tfr  sieno  j?mw#  corrwrfr C  Ìv.  13.  161. 

la  vìa  per  che  WiSe  si  compongono C  ìv.  17.  Sa. 

ma  come  elle  sieno C.  iv.  84.  72. 

eUL     a'  tlH  non  è  soggetto . .  .  e  s*  tlU  non  è  obbediente C  i.  5.  sB.  33. 

ov*  eìli  va  col  ricevitore C  i.  8.  1  ta. 

in  quanto  quello  oh' f/Zi  di  bontadc  avca  . C.  i.  10.  57. 

eh' «/A  non  hanno  senso C  iì.  7.  la. 

con  quello  udire  eh'  eUi  hanno C  ìì.  7.  14. 

per  ondare  là  dov'  tUi  gisL C  ii.  8.  53. 

ed  elli  ponca  lo  suo  corpo  sopra  la  terra  disteso C  iii.  3.  54. 

Che  s"  eili  giudicassono C.  tv.  8.  79, 

dì  sapere  che  elli  sono C  iv.  13.  99^ 

eilino.     c>//(iio  la  loro  usanza  pongono CI.  11.49» 

elio,     eh'  efh  ci  mostra  di  se  due  visibili  cose C.  ii.  15,  6. 

r  uomo,  in  quanto  #//o  è  uomo C  iii.  15.43. 

chi  ben  guarda  . .  .  vedrà  che  ttlo  stesso  lo  dimostra C  iv.  6.  aa. 

se  .  .  .  elio  fosse  grande  dì  nobiltà C  ìv.  14.  196. 

ogni  animale,  siccome  elio  é  nato C  iv.  sa.  49. 

dite  .  .  .  che  elio  lì  precederà  in  Galilea C  ìv.  aa.  157, 

quanto  eh*  elio  sia  di  natura  nobile .     .  C.  iv.  a6.  44. 

quanto  eh'  elio  sia  nobile C  iv.  a6.  48. 

ragionare  lo  bene,  quando  rllo  è  ascoltato C.  ìv.  37.  X45. 

eloquenz£L     un  libro  ...  di  Volgan  EUotptettea C.  ì.  5.  69. 

emancipare,     poiché  dalla  reale  tutoria  fu  tmattcipaia  da  Bruto      .     .  C.  ìv.  5.  99. 

empireo,     li  Cattolici  pongono  lo  cielo  Empireo C  ìL  4.  14. 

lo  Ciclo  empireo  .  .  .  simiglia  la  divina  Srienaa C.  ii.  15.  165. 

empitX>re.     Che  non  fosse  stato  ,  .  .  emptton  del  comandamento  .     .     .  C  ì,  7.  66. 

Enea.     Virgilio,  d'  Enea  parlando  ,  ,  .  pietoso  il  chiama C  iì.  11.  318» 


^  ^MilM^r  ENTRARE 

Qrtan.   Sé  VEDO  Ìrom*ginarc,  ov'  io  erttrat K  ^.  23.  171  (Cam.  ii.  ^4), 

Cb'm/fsrDon  vi  può  spirito  bencgno K.  TV.  32.  74  (Gj««.  iii.  34). 

fcm«  rime  . ,  .  Ch-  tntrtran  nella  loda  dì  costei C.  iii.  Gi«#,  ii.  15. 

Per., ,  m'  è  nella  mente  Una  giovine  mirata Can^.  ix.  35. 

S«  deatro  v*  mtri,  va  dicendo Ca;i«.  xt  eou 

tutt^na  i  raggi  di  questi  occhi  .  .  .  Ne'  miei Comm,  xiv.  17. 

^t'appia  che  allo  tninir  di  lui  si  trova Cant,  xvi.  56, 

'cr  che  lo  fN/nzrv  a  tutt' altri  à  conteso Can«.  xvi.  59. 

Hov'  mirò  la  dtspietata  luce Sesl.  ii.  36. 

"Mf  in  core  ornai  .  .  .  Sicché  per  te Sai.  ii.  52. 

^^mtrrrà  costei  che  !'  altre  onora Som.  \.  a. 

P<«sa\-i  tutto  1  di  d'  mirar  le  porte S,  P.  xxxvii.  51, 

*dico,  per  mirar  dentro  al  bel  chiostro,  Dobbiftino P.  F.  ao8. 

^*^  Hrplio  .  .  .  che  chiama  Enea  :  'O  Luce' C  iii.  11.  159. 

^  che  Enta  venne  di  Troja  in  Italia C  iv.  5.  48. 

*»' infrenato  mostra  Virgilio  ...  che  fosse  J?H/a C  iv.  a6.  61. 

9Wndo  caso  Ettea  sostenne  solo  ...  a  entrare C  iv.  a6.  71. 

fucato  amore  mostra  che  avesse  Enea C.  iv.  a6.  93. 

V*it»  cortesia  mostra,  che  avesse  E*ua,  questo  .  .  .  poeta  .  .  ,  quando 

dice  che  Enea  rcge  .  .  .  s*  accinse  e  prese C  iv.  ad.  no,  ira. 

•*ccoi»i«  dice  il  .  .  .  poeta  .  .  .  che  fece  Enea C  iv.  36.  137. 

<]uivi  nel  primo  dell'  Enetda V,  N,  35.  76. 

«d  te  rato  dell'  Emida K  W.  25  83. 

''^  q^aa^rto  della  £«/ii/rt C  ì.  3.  75. 

*'*titt»onia  Virgilio  nel  primo  dell*  Eneida    .........  C  ii.  6.  tao. 

**^^om^  fa  Virgilio  nel  secondo  dell*  Entida C  iii.  11.  159. 

»  acoordA  Virgilio  nel  primo  dell'  Enetda C.  iv.  4.  115. 

**  fiK**t~»lo,  che  .  . .  tiene  Virgilio  nell'  Enetda C.  iv.  34.  96. 

^'*»^»'  ■«  .  .  .  nella  parte  dell'  Enrida  ...  il  quarto  e  "1.  .  .libro  dell* 

^^*9eda C  tv  a6.  6t,  64. 

"«el  quarto  dell'  Eneida  è  scrìtto C.  iv.  a6.  70. 

^aavcssc  .  .  .  riguardo  a  ertfrare  nel  nuovo  cammino    ....Ci.  io.  15. 

to  qo^  cito  con  esso  io  entrai  nello  Latino C  i.  13.  40. 

'^^•"  c*^«  .  .  .  rtìtro  in  pelago  con  ispcranza C  ii.  i.  7. 

.  la  Luna  .  .  .  entrare  sotto  a  Marte C.  ii.  3.  6a. 

che  duro  mi  fosse  prima  entrare  nella  loro  Kntenra,  final- 

'^*-*  «snic  V*  entrai  tant'  entro C  ii.  13.  33,  04. 

1    ora     «i^ljc  la  prima  dimostrazione  .  .  .  entrò  negli  occhi      .     .     .     .  C  iì.  >6.  6a. 

eoe  1^     "passioni .  .  .  entrano  nella  persona  amante C.  iv.  i,  11. 

'■■'"'*     ^  riguardar  col  pensiero C.  iv.  z,  68. 

•°  ""^^■•^jto  ...  nel  quale  per  me  ora  s'  entra C.  iv.  3.  ai. 

r  *W>«r^*^  jjjjyg  ji  celestiale  Re  entrare  dovea C  iv.  5.  34, 

ente  che  nel.  .  .  cammino.  .  .  etttra C.  tv.  la.  153. 

camminatore  entrasse  nel  cammino C  iv.  13.  109. 

A  P*"*  *^Etlamentc  entrare  per  ...  è  ...  da  vedere C  iv.  16.  34, 

per  meglio  rn/nipv  nel  trattato C  iv,  16.  98. 

via,  per  U  quale  s'  entra  nella  .  .  .  vita      ......  C.  iv.  34.  103. 

O^  -  *-     .  quattro  cose  necessarie  all'  entrare  nella C  iv.  34.  114. 

1*  ^-^^^^csccnte,  ch*  mira  nella  selva C  iv.  24.  194. 

cSk         ^«cessarla  ...  a  ben  entrare  nella  porta  .     .     .     .     .     t    .     .  C.  iv.  05.  5. 

^0B»Ctine  ...  a  entrare  nello  Inferno  a  cercare C  hr.  a6.  7», 

q«S*^^0  venne  a  entrate  nel  mare  di C.  iv,  aS.  9^ 

^^^  ^Mbc  Q  .  .  .  marinaro  .  .  .  entra  in  quello .     .  C.  iv.  a8.  19. 

^S^  cfc*  emiri  nella  porU  delta  sua  città C.  ìv-  aB.  35. 


ENTRARE 

entro.     Raccoglier  V  aer  del  sezza*  sospiro  Entro  quel  cor Cviw.  xiii.  7. 

Ristretta  s'  è  entro  il  mezzo  del  core Cans,  xiii.  35. 

che  vui ...  là  tntro  pinta  scic Cans.  xvi.  aa. 

Se  guardi  alla  pietà  eh*  ivi  en/ro  legno Cans.  xvit.  ao. 

Ch'  io  d  porto  mtro  quel  signor  gentile Bali.  x.  15. 

Entro  quel  punto,  che  lo  suo  valore  Vi  trasse  .     .     .     K  ^35.  47  (JSon.  xviii  [a^].  %\ 

Ch'  entro  nell'  oua  mie  non  fu  mai  pace .     .     .  S.  P.  xzxviL  li. 

erba,     e  morta  è  V  erba Cmwìm.  x».  4*. 

Quando  si  perde  Io  color  neir  erba ,     .     .     .  Sesl,  i.  3. 

Perché  gli  copre  di  fioretti  e  d'  *rba Stst.  ì.  za. 

Quand'  ella  ha  in  testa  una  ghirlanda  d*  erba Sest.  ì.  13. 

E '1  colpo  suo  non  puoi  sanar  per  «^r^ .  Seat.  i.ao. 

V  ho  chiesta  in  un  bel  prato  d*  erba SeU.  i.  98. 

che  mi  torrci ...  gir  pascendo  1'  erba Sesi.  i.  35. 

Gli  fa  sparir,  come  pietra  sotl*  erba Sest.  i.  39. 

bianchi  più  che  fior  dì  nessun*  <r6a 5o/.  iii.  3. 

più  verde  Che  non  fu  il  tempo,  né  fu  mai  nuli*  erba S«s/.  iii.  la. 

Kon  credo  fosse  mai  vìrtute  in  erba  Di  tal  salute Sest.  iii.  13. 

'  Quando  vidi  costei  cruda  com'  erba  Nel  tempo  dolce Scst.  iii.  ao. 

quanto  bel  fu  vederla  sull*  erba  Gire Scs/.  iii.  a8. 


d 


entrare,    il  cavaliere  Lancilotto  non  volle  entrare  colle C  ir.  98.  6a 

entrata,     quasi  come  rn/m/a  della  nuova  materia -     .  K  AT.  31.  it. 

in  quella  dinanzi  ali*  entrata  dì  mia  giovcntute  parlai C.  L  x.  is6. 

questa  entrata  conviene  avere  .  .  .  certe  cose C.  ìv.  04.  104. 

entro,     cessò  la  .  .  .  fantasia  entro  quel  punto  ch*  io  volea  .    *     .     .     ,  y.  N,  33.  xoo^ 

Se  .  .  .  alcuno  domandasse  se  là  entro  fosse  il  fuoco C.  i  la.  3. 

V*  entrai  tant'  entro^  quanto  .  .  .  potca  fare C  ii.  13.  84. 

perché  la  vergogna  d'  entro  non  paresse  dì  fuori  ..•,...  C.  iii.  8.  90. 

Eolo,     che  Giuno  . .  .  parlò  ad  Eolo  signore  dclli  venti K.  JV.  35.  75. 

£00.     Io  primo  chiamavano  £00 C  iv.  33.  136. 

epiciclo,     lo  cerchio  ...  gli  Astrologi  chiamano  eptodo ,     .     .     .     .     .  C.  ii.  4.  8x 

questo,  di  cui  è  fatta  menzione,  cioè  1*  epiddo       . C  ii.  4.  90. 

secondochÉ  la  stella  si  muove  per  lo  suo  epiddo C  ti.  6.  137. 

secondochè  Io  epicido  si  muove C  ii.  6.  138. 

rivolgesi  coir  fpiddo,  da  Oriente  in  Occidente C  it.  6.  146. 

Epicureo,     gli  Stoici  e  Peripatetici  ed  Epìcnrri .  . .  concorrono  .     .     .  C.  ili.  14.  139. 

questi,  che  da  Epicuro  sono  Epicurei  nominati C  iv.  6.  iix. 

le  tre  sette  della  vita  attiva,  cioè  gli  Epicurei C.hf,  «a.  t6i. 

Epicuro,     uno  filosofo,  che  fu  chiamato  Epicuro C  iv.  6.  100. 

questi,  che  da  Epicuro  sono  £/imm  nominati C  ìv.  6.  iiz, 

1'  opinione  che  di  quello  ebbe  Epicuro  filosofo      .......  C  iv.  3«.  aB. 

epilogare,     nel  Libro  ddV  .  .  .  tpiìt^ato  ai  trova C  ii.  6.  135. 

epistola,     composi  una  epistola  sotto  forma  di  serventesc K  A^.  6.  io. 

C/,  pistola, 

equabile,     perocché  la  consuetudine  foonf  é  eqttaòtìe  alla  natura     .     .  C  iii.  8.  iSi. 

equatore,     un  cerchiot  che  si  puotc  chiamare  Equatore  del     .     .     .     .  C.  ÌL  4.  54. 

quanto  il  cielo  é  più  presso  al  cerchio  fquatoit C  ii.  4.  70^ 

così  ha  questa  pìccola  lo  cerchio  equatore C.  iì.  4.  85* 

equinozio,     nello  Equinomo  sempre  .  .  .  sono  una  cosa C  iìi.  6.  ^9. 

equità,     conciossiacosaché  . .  .  sia  equità  alcuna  da  conservare    .     .     .  C.  iv.  9.  76». 

la  quale  equità  per  due  cagioni  si  può  perdere C  tv.  9.  78. 

Se  questa  (cioè  tquiià)  gli  uomini  la  conoscessero C  iv.  9.  83. 

La  Ragione  scrìtta  i:  arte  . .  .  d^  equità C.  iv.  9.  8B. 

erte,     quelli  che  io  bestiale  pastura  veggiono  erba  .  .  .  gire  mangiando  C  i.  s.  61. 


^ 


ERRORE 


Niilcima  (tgnrm,  o  color  d' tròa ^^^^V>    -    *  ^*^'  "'*  35* 

Che  u  tota  messa  s*  ha  ghirlanda  d'  eròa S*si.  ìli.  39. 

EV  Bn  a  1*  a]tni  vm  gittando  I'  rròa Sfst,  ìv.  3. 

BOiBe  il  verde  Color  cangia  segata  la  beli*  trba Stst.  iv.  xa. 

fMù  peata  dire  eh'  ella  adorna  1'  eròa Sai.  iv.  13. 

ebc  ni  vai  com'  rròa,  Valut'  ha  già Srst.  iv.  ao. 

però  eh*  io  5on  suo  fior,  suo  frutto  ed  nta       Sesì.  iv.  aS. 

Olirò  fedel  come  r  rrAa  Quell' anima  (S.  animale)     ......  Sfs/.  ìv.  35. 

Ifati^ij  che  d'  altri  fìorì  o  foglie  od  rròa S^st,  iv.  39. 

^tfliCO^     chi . .  .  crede,  Erttko,  e  nemico  è  di  se  stesso       .     .     .     .     ,  P.  F.  44. 

mante      Contra  gli  r'TaM/i'[,  mia  Canzon,  n*  andrai] C  iv.  Cans.  ili.  141  j 

3.  la  ;  30.  15,  34.  25. 

grtanCB*    Cosi  mi  trovo  in  amorosa  tnvHMa K  AT.  13.  46  {San.  vi.  ti% 

cmcre.     <i  smagati  .  .  .  che  ciascun  giva  rrrantio  .     .     .     .     V.  N.  03.  165  {Cans.  ìi.  38). 

Coi  i  Kòrto  il  cammino  e  poscia  1'  erra .     .     C.  iv.  Con*.  ìii,  39. 

(o  Ritenne  Impero  In  difìnire «rra/o      ,     .  C.  iv.  Cans.  iii.  46. 

se  Hlìhro  non  erra Can*.  xiii.  66. 

per  quella  Donna,  in  ctii  rmni So»,  xliii.  3. 

•noce.   Aggi  pìetate  de'  mici  gravi  trTori 5.  ^.  vi.  7. 

erta,   ricevere  in  sé  la  informazione  dell'  trb* C.  iv.  a.  55. 

oni  come  1'  erba  multiplica  nel  campo C  Iv.  7.  18. 

coDoicerela  virtii  dell'  grht C  iv.  9.  14?,  1461. 

^so  qua  una  similitudine  neir /ròn  essendo C.  iv.  aa.  39. 

'^B™*  siccome  1'  eròrtta  di  diverse  biade,  quasi  si  somiglia  .     .     .     .  C  Ìv,  aa.  45. 

^WO*t   Osdc  ai  legge  nelle  storie  d*  EnoU C  iii.  3.  51. 

»  per  stu  rolontà  o  per  forza  d*  ErcoU C.  iii.  3.  56, 

Di  che  accorgendosi  frro/r,  alla  fine  prese  lui C  iìì.  3.  60. 

lasciando  stare  quello  che  Egidio  Enmita  ne  dice    .     .     .     .  C  iv.  04.  97. 

f*fit^wntfr  imp*d$tus  ero  dhnceps V.  N,  a.  38. 

fa  si  forte  la  errantt  fantasia .     .     .  K  iV.  a3.  6a, 

™P**^«vii,  non  per  infamia  0  vituperio  degli  trranà    ...  .  C  iv.  i.  38. 

che  opinione  di  questi  erranti  t C  iv.  14.  aa 

che  nel  comìnciamento  dell'  errart  .  .  .  apparvero       .     .     .     ,  V.  /V.  33.  24. 

*^Mninciando  ad  errare  la  mìa  fantasia V.  N,  9^.  31, 

***l>oJ«  alcuna  fiala  rrrò  nella  sua  via C.  Ìi.  15.  49. 

■■•■•ÌBo  .  .  .  questo  scòrto  erra C  iv.  7.  75. 

•^^kathmtemente  iui  ermrt C  iv.  10.  48. 

<"*BiMcrc  Io  ìmpermdore  .  .  .  non  §rrò  pur  nelle C.  iv.  io.  56. 

di  (Mtoro  medesimi  che  cosi  «rrano C  iv.  14.  io. 

0  roCeUDente.     di  che  tanta  gente  erroneamente  parla C.  Ìv.  ao.  6. 

effonu    questa  sua  senlenza  cosi  erronta C.  iì.  3.  aB. 

^laperadore  essere  stato  rrroMiv  nella  difinizione     .....*  C.  iv.  10.  31. 

rbe  . . .  fa  erroneo  in  difinire  quello  che  tenne  Impero    .....  C  Ìv.  to.  43. 

)omw9mo  mai  non  la  giugne C  tv.  ia.  198. 

«oal  è  OKoifesto  la  ragione  .  .  .  essere  .  .  .  nroma C.  iv,  14.  154. 

r  Adolescente,  cb'  entra  nella  selva  emmea C  iv.  04.  134. 

con  mollo  errore  sì  procederete C  ti.  I.  106. 

^'ertià,  perchè  dod  sofferà  alcuno  errore C.  il.  9.  1 19. 

la  (}aanto  e  senza  macula  d'  errore .     .     .  C  ìi.  14.  aaa. 

credo  che  fosse  V  errort  de'  traslatori C  il.  15.  63. 

m  qiatMo  errore  cade  1'  avaro  maledetto C  iii.  15.  87, 

quel  ponto  non  passa  se  non  per  errore C.  iìi.  15.  96. 

odtasc  G  scguitatorì  dello  etron C.  hr.  i.  04. 

le  -  .  .  gtì  irrori  della  gente  abbominava  e  dispregiava C  fv.  1.  96 


EMI 


:rrore    ^^^^^^^^^^^^ 

errore.     Più,  che  gli  #fron  de'  nemici  mici 

E  Io  mio  errorg  non  ti  ho  celato S.  P,  xxxL  33. 

Ha  gli  ffrron' degli  uomini  son  tanti     ..........     ■     3". /*.  xxxi.  43. 

Ed  ali*  uoian  errorr  esser  suggctto S.  P.  xxxrii.  661, 

escUtare.     Prendete  V  armi,  ed  tsaltate  quella Cam,  xviii.  68. 

Da  poi  che  me  tu  n'  «^sa/Zaf/i  tanto 5.  /*.  ci.  36. 

E  tutti  li  signori  tsalttranno  La  tua  potenza  ...  e S,  P.  ci,  61.        j 

esaudire.     Perù  che  il  re  .  .  .  Ha  ffiaH<///o  lo  pregare,  e ^.  P.  vi.  41.         ' 

Signore,  esaudì  la  mia  orazione S.  P.  ci.  l  ;  cxlii  ti 

E  prego,  che  ti  degni  esaudirw  La  voce S,  P.  exjtìx.  a. 

Del)  !  piacciati,  Signor,  d'  tsaudìn  \\  servo  tuo S.  P.  cxiiì.  4. 

E  presto  presto  esaudirnij  Signore S.  P,  cjdiì.  35. 

esca,     poco  vale  ;  Che  sempre  fogge  1'  tsca Canz.  x.  t  io. 

esempio.     Per  eii*mpiu  di  lei  beltà  si  prova K  W.  XQ.  69  {CaM*.  u  50). 

E  virtù  per  tstmpio  ha  chi  lei  piglia Cans,  ziz.  ut. 

eletta  Per  dare  esempio  altrui,  eh'  uom  non  si  metta Soh.  xzvL  7. 

tu  ti  dimostri  Esempio  a  noi  per  la  tua  gran  virtute P.  F,  aat. 

esemplo.     Miri  costei  eh'  è  esemplo  d'  umiltate C  iii.  Comm,  ii.  70. 


errore,     non  per  infamia  o  .  .  .  degli  erranti,  ma  degli  errori  .     .     .     .  C  iv.  i.  39. 

Intra  li  quali  erruri  uno  ,  .  .  io  riprendea C  iv.  1.  43. 

Questo  è  r  erTun  dell*  umana  bontà C.  iv.  x.  47. 

intorno  al  detto  errore C.  iv.  1.  69. 

per  istingucre  questo  errore  .  .  .  proposi C.  iv.  i.  73. 

il  gìudicio  della  gente  piena  d' rrrvrtf C  iv.  a.  uS. 

ma  ...  lo  suo  errore  . .  .  non  può  salire C.  iv.  7,  85. 

cosi  questo  cammino  si  perde  per  mvrv C.  iv.  la.  i8x 

Riprovato  1*  alimi  errore C.  iv.  14.  1. 

conchiude  manifesto  essere  Io  loro  errore C  iv.  14.  1^ 

Poi . .  .  conchiudo  lo  loro  errore  esser  confuso C.  iv.  15.  99. 

esaltare,     per  che  U  buoni  erano  ...  e  li  malvagli .  .  .  esaliaii      .     .     .  C  iv.  i.  57. 

noi  troveremo  lei  eiuUata C.  iv.  5.  lox. 

esaminare,     il  buono  mercatante  che  . . .  ramina  U  suo  procaccio      .  C.  iv.  a8.  91. 

esclamare,     quasi  escintnando  .  .  .  dirizzai  la  voce  mia C  ti.  3.  41. 

Giovenale  ,  .  .  quando  comincia  quasi  «piantando C  iv.  39.  39. 

escludere,     per  questo  si  esclude  le  Intelligenze  che C.  iiL  23.  io. 

CJ.  schiudere: 

cscusare.     Poi .    .  escusotni  da  mia  colpa C.  iii.  4.  31. 

Poi  quando  dico  .  .  .  escuso  me  di  ciò C  iii.  8.  tas, 

Cf.  scusare, 
esecuzione,     quando  la  esecuMone  dello  eterno  consiglio  .  .  .  procede 
esempio.     lasciò  .  .  .  per  esempio  della  sua  bellissima  Bgura     .     .     . 

C/.  esemplo. 
esemplare,     essa  umana  forma,  esemplata  e  individuata      .... 

esemplo,     trarre  dall'  esempio  onde  nascono  queste V.  N.  a.  64. 

manifesto  Io  stato  del  core  per  esentpio  del  viso K.  iV.  15.  53, 

ne  diede  rMm/ib  e  dottrina C.  i.  a.  xoS. 

cosi  queste  fossero  .  .  .  esempi»  ciascuna  della  sua  spezie   .     .     .     .  C.  ìì.  5.  33. 

Tutte  le  cose  produci  dal  superno  rvm^ C.  iti.  9.  147. 

siccome  loro  regola  ed  eiìetnpio  .     , C.  iii.  6.  57. 

non  è  manco  del  detto  esemplo C  iti.  6.  59. 

è  cosi  fatta,  come  1'  esempio  intenzionale C.  iii.  6.  63. 

di  ciò  sensibile  esempio  avere  potemo  dal  sole C.  iii.  7.  33.. 

maniiesto  «s#fn//o  rendo  alle  donne C  iii.  7.  151. 

guardi  in  questo  perfettissimo  esempio CiiÌ.8L  aos. 


c.  iv.  5.  a 

K  A.  41.  4- 

C  Ui.  6.  58. 


ESSENZA 


dStk   V  mtio,  che  III'  é  dftto,  onor  mi  tegno Cams.  xx.  76. 

Optoure.    non  pos&o  Con  U  mìa  lingua  tspn'mtr  mia  malìzia     .     .     .  S,  P,  cxUi.  30. 

CWUIL    D'  ogni  beata  fssf»»t .  .  .  regnerai  onorata     ......  Can*.  xviii.  47. 

Vostn,  .  .  Fece  Dio  per  rssatea,  Chò  voi  foste  sovrana     ....  Ball.  iv.  34. 

CiiÌ0im«a  membrar  mi  dà  orrore K  AT.  3.  64  ^5on.  i.  6). 

E  U  dirìxia  MSTH-M  tutta  quanta  In  Cristo  fosse P,  F,  aa, 

Hàùuir  ^ .  .  Che  cosa  sia  quella  divina  tsurtaa    ......,/'./*.  80. 

tnn^    procedo  alla  scusa  per  tserHfilo C.  ni,  9.  45. 

pikdigDO  di  Carsi  tstmpJo  di  Dio C.  iii,  la.  54. 

fremita .  .  .  sente  .  .  .  miri  in  questo  esemplo C  iii.  15.  139. 

Colidov'  ella  è  essntpio  tt  umiliò C.  iii.  15.  147. 

pORgQttn»t/>Z(r  del  cammino  mostrato C  iv.  7.  53. 

tTtaàteHmph  del  Cielo C.  ìv.  19.  ax. 

EcoBbeDo  e  convenevole  estntpio .     .     .     .  C  iv.  19.  36. 

Ercule «sr*N^  nei  colorì,  dicendo  C.  iv.  ao.  il. 

fuirilisj  che  non  gli  dea  di  sé  esemplo C  iv.  34.  153. 

pcnib^  più  memorabile  sia  1'  esemplo C  iv.  07.  191. 

^lo ptt  fitmpio  dal  {F.  deli  buono  Fra  Tommaso C  iv.  30.  a6. 

C/oempto. 

OUàto.  questo  vedcmo  nelle  religioni  e  negli  eserciti C  iv.  4.  60. 

BB^CCnn.    mettendo  e  . .  .  secondo  la  esigenaa  di  quelle C  iv.  23.  aa. 

Oil^   !•  perpetuale  infamia  del  suo  esilio C  i.  a.  99. 

peft*.  dico,  d'  esilio C  i.  3.  ao, 

le  IfiteJlìgenze  che  sono  in  esilio  della  superna  patria C  iii.  13.  11. 

CU  dm  di  Camillo  .  .  .  cacciato  in  ailto  .  .  .  spontaneamente  essere 

(ornato  in  rsilio C.  iv.  5.  135,  138. 

KK^    come  dice  Esopo  poeta  nella  prima  Favola C  iv.  30.  40. 

dove  la  divina  luce  più  esptditamenie  raggia       .     .     .  C  iii.  7.  97. 

perciocché  1*  isperieutet  non  è  mai  avuta C.  i.  io.  ir. 

tircoae  per  esprri^nsa  vedcmo C.  iv.  4.  35. 

upere  per  la  lunga  *sp«TÌ*n»a  della  vita C.  iv.  37.  150. 

Cf.  ipcrìenza. 

C^XShx    molti,  siccome  esperii,  mi  potrebbero  testimoniare    .     .     .     .  K.  AT.  a6.  io. 

Pio  fui  esperto  di  questo  1*  anno  medesimo C.  iii.  9.  148. 
QCspertix 

e^nrre:     espone^  chi  cerca  bene  le  scritture C  i.  7.  48. 

IO  intendo  riporre  quel  verso  che  comincia C  iii.  15.  5. 

C/.  sporre. 

ite.     siccome  il  testo  dice  rspressantente C  iv.  96.  80. 

per  esso  .  .  .  concetti  ...  si  tsprimono C  i.  io.  85. 

CBBBlZL     DOD  ba  una  essenaa  con  quello  che  '1  porta C.  ii.  4.  94. 

aJcuno  lume  della  vivacissima  loro  esseuMa C.  li.  5.  133. 

tcbe  della  umana  esstnsa  é  nella  divina  Mente  . C  iii.  6.  64. 

tanto  essere  perfetta,  quanto  .  .  .  essere  puote  la  umana  essen^  C,  ili.  6.  87. 

•Jctmo  partecipante  quella  r^Afruu C  iii.  11.66. 

in  qimnto  ...  in  Sé  la  vede  e  in  sua  Essenaa C.  iii.  la.  93. 

ȣ  adunque  la  divina  Filosofia  della  divina  Essensa    ......     C  Iii.  la.  100. 
ia  Emo  non  può  essere  cosa  alla  sua  Es$ttfza  aggiunta C.  iii.  ta.  ioa. 

perocché  nobilissima  Essenaa  è  la  divina C.  iii.  xa.  103. 

iteOa  qnalc  . .  .  tutta  la  nostra  esseitaa  dipende C.  iii.  15.  38. 

wole  una  sola  tssenaa  essere  in  tutti  gli  uomini C.  iv.  15.  53. 

aicnno  luilo  che  ha  una  $sstn:M  semplice  colle  sue  parti ...  è  una 

il  tua  II  di  tutto  e  dì  ciascuna  parte  sua C  iv.  39.  91,  93. 

Ub  altra  tutto  t  che  non  ha  esseHsa  comune C.  iv.  ay.  96. 


ESSENZA 


234 


esaere,  » C  ÌÌL  Caim.  it  «7  ;  Cans.  ix.  31  ;  ux.  73,  74- 

encx     K  W.  19.  88  (Caiu.  ì.  69)  ;  C.  ti.  Catu.  i.  58;  ìii.  Ca*u.  ti.  4  ;  ìv.  Cm»a.  iìL  4.  68  ; 

Cans.  xìì.  69  ;  xix.  71  ;  Som.  xxviii.  6  ;  S.  P.  ci.  Qg  ;  P.  F.  9^  139. 

est.     Nec  dicit  ipsa  :  Malum  ési  de  Ìsto     ,     .     -     . Cans,  xxì.  aa. 

estinguere,    ed  ci  son  chiusi,  E  *1  desio  .  . .  t  estinto .Som.  xxvii.  13. 

Cf.  stiingnere. 
esto.     y,  N.  33.  67  (Gin*,  iii.  97);  C.  ti.  CtfHM,  ì.  85;  ir.  Con»,  iii.  ifli  ;  Càms,  3Ùi.  41  ; 

xiii.  39  ;  Kl  W.  la.  95  (5atf.  i.  16)  ;  3.  68  {Son.  Lia);  Som.  xxvi.  a  ;  xxix. 

la  ;  xxxi.  3:  li.  fl  ;  S.  P.  cxlii.  57. 

estremo.     Misero  fatto  sono  .  .  .  Sino  allo  fine  tsirwmo S.  P.  xxxru.  90. 

di  manifestarmi  L'  tstrtma  fin  del  .  .  .  viver  mio S,  P.  ci.  93. 

et.     Oculos  mcos,  tt  quid  libi  feci Canm,  xxi.  a. 

età*     E  noi  in  donne  ed  io  #^  no\'elU  [Vedcm]      .     .     .     C.'vr.  Cmm»,  iii.  105  ;  19.  73,  61. 

essenza,     ma  è  la  sua  una  tsscMxa  secondaria  ...  da  molti  granì  che 

vera  e  prima  tsienaa  .  .  .  hanno C.  Ìv.  39.  98.  100. 

essenziale.     1^ /«j/h^/i  passioni  sodo  comuni  a  tutù C  iiL  xi.  63. 

non  si  può  per  li  princìpiì  essetuiah .  .  .  difinire C  Ìv.  16.  106. 

«.     K  JV.  ao.  35;   C  i.  13.  36;  ii.  5.  3o,  119;  iii.  a.  39,  40,  53.56,58;  *.  88,  104  ; 

7.  aa;  11.  iBa  ;  13.  91  ;  15.  -49  ;  iv.  7.  ili,  lao;  Ko.  Sa,  85  ;  11.  40;  05.  no; 
a6.  86  ;  ag.  103. 

K  N.  a.  6a;  3.  55;  la.  39;  16.  40  (Am);  18.  15  :  3^-  ^5  ^  3B'  ^4  ;  4»-  6;  C".  i.  i.  14, 
33.  87;  3-  II)  61,  80  ;  5.  81  ;  6.  47;  7.  100;  8.  50.  79.  83.  93,  98.  109.  135 
(bis)  ;  IO.  76,  8a.  85,93;  11.  la,  89:  la.  39.  7».  90.92,  «oo;  13.33»  39.  40. 
43,61,66,67;  u.  1.64,  118;  3.34;  4.  17.37.63,81,96,97;  5.  104;  6.  7a, 
78,  ioa,  iia,  133,  148,  149;  7.  36;  8.  76,  Ba;  9.  16,  35,  39,  43,  116;  10.  49; 
19.  13,  30,  68  ;  14.  18,  3a,  68,  70,  79,  81,  158,  159,  i6a,  164,  185,  187,  ao6, 
930,  338  ;  15.  33,  31,  33,  109,  171  ;  16.  34,  81  ;  iii.  i.  97  ;  a.  17,  78,  91,  96, 
»»6  ;  3.  59  ;  4-  66,  74,  77  i^bis),  97  ;  5.  64,  136,  145,  i53  ;  6.  57,  103,  105  ; 

8.  133,  166  ;  9.  84,  ia5,  137  ;  11.  18,  taj,  161  ;  la.  99.  loi  ;  13.  a,  6,  18,  33, 
35.  64  ;  14.  34.  38,  43.  45t  47.  61,  73,  no  ;  15.  54.  163,  164,  303  ;  iv.  1.  99, 
4«»  45;  3.  151,  157;  3.  33;  4-  "Ji  ;  5.  56;  6.  a6.  70;  7.  IO,  roi  ;  8.  17,  78; 
9.46,  79,  124;  IO,  63;  II.  43,57;  la.  81,  8a,  89,  144,157;  13-33,105.  «46, 
163  ;  14.  47  ;  15-  33.  33,  »6i,  191  ;  16.  io,  91,  87,  116  ;  17.  4,  81  ;  18.  55  ; 
'9-  »9.  38,  39.  43.  63  :  90.  19,  93,  75,  93;  ai.  15,  17,  34.69;  33.  19,  44.173; 
93.93;  24.61,  150;  35.  ir,  66,146;  36.  38,  67,  71,  83,  87.91,  134;  97.  163, 
169,  189;  a8.  17,  a6.  85,  i6a  ;  39.  46,  114  ;  30.  50  ^òw),  53,  58,  66. 

est.     tempus  est  ut  pnuUnw'ttaNtur  simnìaera  nostra K  iV.  ifl.  ai 

estate.    K  state. 

esteriore,     la  ...  ira  e  la  ..  .  pazienza  contra  li  nostri  mali  tsirriori         C.  iv.  17.  59. 
estimare,     perchè  né  consentire  né  negare  puute  lo  così  tstùnato  senza     C  i.  a.  76. 
cestinare. 

esto C  ii.  9.  38  ;    16.  a6  ;  iv.  16.  37  ;  33.  7 ,  98.  1 55,  158  ;  30.  35. 

estremità.     aUVs/rrmiViì  della  vita  condotto  avea K  iV.  14.  n. 

per  tutta  r  estrifMÌtà  del  primo  climatc C.  iii.  5.  119. 

estremo,    che  l' tstrtme  parti  del  sonetto  non  mostnuao V.  N."}.  46. 

delU  quali  lo  estremo  .  .  .  fosse  quello  dove C.  il.  3,  aa. 

età.     che  nella  età  di  Dardano  .  .  .  fosse  memoria  .  .  .  che  nella  ttà  di 

Laomedonte  .  .  .  fosse  disfatta C.  iv.  14.  135,  T37. 

che  .  .  .  era  il  colmo  della  sua  età C  iv.  93.  1 10. 

Cioventute,  cioè  età  che  può  giovare C.  iv,  34.  5, 

che  dinanzi  a  quella  t/à  V  uomo  non  po&sa  .  . .  fare  senza  curatore 

di  perfetta  età C  iv.  94-  19,  91. 

dico  che  neliì  più  .  .  .  quella  età  è  wnli  mnni C  iv.  94.  38. 


Aver  adito  nelK  Hadé  pazza 5.  P.  L  32 


dL  tinto  qiunto  questa  /Ai  ha  di  salita C  iv.  34, 

monfionevoli  ad  una  età  più  che  ad  altre C  iv.  04. 

icft  che  questa  prima  rfù  £  porta  e  \ia C  iv.  94.  103. 

pirt  iiii  questa  «/d  necessaria  r  oMir</fintM C.  iv.  114.  139. 

cbcUOfrWirMjn  fu  necessarìa  in  questa  Wà C  iv,  94,  i6a. 

ctx  Mn  può  essere  nella  prescjitc  r/à C  ìv,  94.  168. 

r  llt^^  eh*  è  necessaria  in  questa  *tà C  iv.  25.  4. 

■  ptiooo  seminare  in  questa  età  prìma C.  iv.  95,  io. 

i  MCosarìa  a  questa  età  la  passione  della  Vtrffygna ...  la  buona . . , 

utura  in  questa  età  la  mostra C  ìv.  95.  93,  95. 

tutte  t  tre  queste  sono  neccmarie  a  questa  età  ...  A  questa  età  è 
Dccessarìo  d'  essere  reverente  e  ...  a  questa  r/à  è  necessario  d' 
essere  rìfrenato. . .  a qucsta//iiò  necessario  d'essere  penitente  C.  ìv.  95. 39*  40, 42 ,  43. 

Appare  yergogna  essere  necessaria  in  quella  età C  iv.  95.  1 18. 

hDohilc  satura  in  questa  r/a  dimostra C.  Ìv.  95.  lao. 

■dk  pute  dell*  Eneida  ove  questa  e/à  si  figura C  iv.  96.  óa. 

Aocon  i  a  questa  età  , ,  *  necessarìo C.  iv.  96.  Bi. 

I^er  che  appare  a  questa  età  essere  amore  necessario      .....  C  iv.  96.  99. 
«  Bcttssario  a  questa  età  essere  eorteu  .  .  .  avvegnaché  a  ciascuna 

éà  lift  bello  r  essere  dì  .     ,     .     , C.  iv,  a6.  xoa,  X03. 

«leccttarìo  a  questa  età  essere  leale C  iv.  a6.  199. 

t  ttinifcsto  che  a  questa  età  .  .  .  sicno  necessarie C.  ìv.  36.  143. 

t<KUe . .  .  virtù  a  questa  età  sono  coiiveuicntissinie C.  iv.  37.  15. 

ccrv>  corso  ha  la  nostra  rf à  .  .  .  e  a  ciascuna  parte  della  nostra  età  è 

4tt  stagione  a C  iv.  97.  19,  91. 

^Mo  conviene  essere  in  questa  terza /Ai C  Ìv.  97.  41. 

Conieasì  anche  a  questa  età  essere  Giusto C  iv.  37.  8B. 

il  veduta. . .  apparire  perfetta  in  questa  rtà  .  .  .  commiscro  in  quelli 

dte  in  questa  età  erano C  iv.  97.  93,  95. 

^ncaai  anche  a  questa  età  essere  Latgo C  iv.  37.  104. 

^*liifare  così  come  in  questa  età C  iv.  37,  109. 

^•■▼^i  anche  a  questa  età  essere  A^ubile     . C.  iv.  37.  149. 

^Kttifftì  pur  ha  seco  una  ombra  d*  autorità C.  Ìv.  37.  146. 

!<>>••  .che  nulla  più  lostanaWà C.  iv,  27.  148. 

^  - . .  queste  cose  convengano  a  questa  età C  Ìv.  07,  156. 

•  qbeflu  Ali  essere  quattro  cose  convenienti C.  iv.  97.  18S. 

^''^ebcfit  U  nobile  Anima  ncir  ultima //à C.  iv.  sB.  6. 

'">>ks  ...  a  Dio  la  nobile  Anima  in  questa  età C  iv.  38.  49. 

odia  loro  lunga  età  a  religione  si  renderò C.  iv.  98.  64. 

lanca  età  il  tenga C.  iv.  98.  67. 

.  la  nobile  Anima  in  questa  età  H C  iv.  08.  63. 

9iKS(c  due  cose  convengano  a  questa  età C  Ìv.  38.  9B. 

ft  guisa  che  alla  sua  giovanissima  etadé  sì  convenia  .     .     .     .  K.  iV.  3.  18. 

i  erano  di  più  lunga  etotie     . K  A^.  3.  8. 

i  gio%-anc  in  simile  r/ar/r  a  quella ^'.  W.  40.  7. 

ai  conviene  ...  a  una  etade^  che  ad  altra  ;  perchè  certi  costumi 

K7no  idonei ...  a  una  etaiie C.  i.  i.  tao,  xaa. 

fteerma^  non  dico  d*  etade,  ma  d'  animo  .     .  C  L  4.  11. 

aot  liamo  già  nell'  ultima  r/<u^  del  secolo C  ii.  15.  116. 

{■fino  alla  sua  perfettissima  etade  .  .  ,  andò C  ìv.  5.  65. 

(oatitoirc  r  uomo  d'  ttade  sufficiente  ....  C.  iv.  9.  158. 

Bea  e  pargolo  uomo  pur  per  etade C.  iv.  j  6.  57. 

<U  Nobiltà  è  ncUì . .  .  imperfetti  d' ataeU     .     .     .         .     .     .  C  iv.  19.  96. 


ETADE 


I 


etate.     Donna  pietosa  e  dì  novella  tiai*  .    .     K  N.  93.  laB  {Cshm,  il  i)  ;  K  E,  ii.  11.  41. 

Ubbidiente,  soave  e  ...  È  ncIU  prima  efaft C  ìv,  Cam.  ìli.  laó. 

eternale.     E  scampi  noi  dall'  ttemat  ruine *  P.  F.  237. 

etemalmente.     Ed  unico  figliuol  di  Dio,  nato  EtfntatmtMU    .    .    .    .  P.  F.  a-j. 

eterno.     Che  fé*  maravigliar  V  ttmut  Sire y,  N,  30.  63  {Cans.  Ììl  «3% 

Però  fu  tal  da  ttrmo  ordinata C  ni.  CafU.  ii.  54. 

Non  noi,  che  scmo  dell'  eterna  rocca Csmm.  ut.  69. 

Però  che  Dio  in  etema  memoria  .  .  .  volle S.  P.  cu  64. 

Per  liberare  dairr/r/rra  guerra 51  P.  d.  79. 

Risponderin  essi  all'  ftemo  Dìo 5.  P.  ci.  89. 

E  non,  come  tu  sci,  io  sono  eterno S.  P.  c\.  98. 

Sì  de' sperare  neir  r/rnvo  Iddio S.  P.  cxxix.  17. 

E  tutto  ciò  .  ,  .  Fece  1'  eterna  sua  bontà  infinita P.  F.  i-j. 

etade.    sccondochè  per  quattro  etaài .  .  .  adopera C  iv.  33.  37. 

nel  trentaquattresimo  anno  delta  sua  etade  » C  iv.  93.  98. 

una  parte  della  nostra  r/a^ Civ.  23.  117. 

quattro  parti  ...  e  chìamansi  quattro  etadi .     .     .  C  iv.  33.  118. 

che  la  umana  vita  si  parte  per  quattro  etadi C  iv.  34.  3. 

queste  W(u/i' possono  essere  più  lunghe  e  più  corte C  Iv.  34.  70. 

cioè  di  fare  I'  etadi .  .  .  più  lunghe  e  meno C  iv.  34.  75. 

Per  queste  tutte  eiadt  questa  Nobiltà  .  .  .  mostra C  ìv.  94.  78. 

usando  li  suoi  atti  nelH  loro  tempi  e  etadi C.  iv.  34.  91. 

di  questo  diverso  processo  dell*  etadi C  iv.  24.  95. 

Dà  ...  la  buona  Natura  a  qucsu  Etnde  quattro  cose      .....  C  iv.  34.  114. 

quanto  la  nobile  natura  prepara  nella  prima  etade C  iv.  36.  17. 

questa  .  .  .  perfezione  avere  appresso  a  questa  etodt C.  iv.  26.  30. 

per  minoranza  d'  etade  .  ,  ,  merita  perdono  .........  C  iv.  36.  137. 

anzi  a  questa  etade  avere  ...  è  impossibile C  iv.  37.  116. 

cioè,  a  due  etadi  fruttifera  sono  stata C  iv.  38.  133. 

pcmcchè  .  . .  tutti  li  dimostra  per  tutte  etadi C  iv.  98.  163. 

li  quali  per  ciascuna  etade  appaiono C  iv.  39.  a. 

etate,     avere  nella  terza  etate^  cioè  Sene/tute C  ìv.  37.  9. 

etera,    quando  suso  fermava  [V  etera'] C  iti.  15.  171. 

la  .  .  .  terra,  di  poco  dipartita  dal  nobile  [etera]    .......  C.  Ìv.  15.  80. 

eternale,     alla  gloria  eternai*  se  ne  gio  veracemente K  ^.  aa.  7. 

delle  superne  cose  dell'  eternale  gloria     ..,,...,..  C.  ii.  1.  57. 

per  la  quale  campiamo  da  eternai  moxX^,  e  acquistiamo  eternai  \\Xa  .  C.  iii.  7.  x6o  ibià), 

la  volontà  di  questa  «AT7M/tf  Imperadrìce C  iìL  15.  188. 

sarebbe  ...  dì  mortale  corpo  in  etemafe  trasmutalo C.  Ìv.  34.  68. 

eteraalmente.     1*  altre  sarebbono  state  etemalmmle  indarno  .     .     .     .  C  ti.  5.  18. 

da  eterno,  cioè  etemalmente,  (u  ordinata C.  iii.  7.  178. 

essa  Sapienza  dice  :  '  fT/tfma/mrN/i- ordinata  sono  * C  iii.  14.  63. 

eternità,     si  può  la  sua  eternità  apertamente  notare C  iti.  14.  64. 

etemìtade.     lo  quale  .  .  .  alla  etemitade  è  contrario C  ìv.  ai.  85. 

etemitatc.    guardar  non  può.  cioè  ...  la  etemitaie C  iiu  15.  63. 

etema     de' cittadini  di  vita  */*r»ia K /V.  35.  3. 

da  etemoj  cioè  etemalmente,  fu  ordinata C  iii.  7.  1 78. 

con  etenta  notte  solvette  lo  suo  dannato  pudore C.  iii.  8.  94. 

è  in  Luì  .  .  .  quasi  per  eterno  matrimonio C.  iii.  13.  105.J 

«ccome  il  divino  amore  è  tutto  ettmo,  cosi  conviene  che  sia  ettmo 
lo  suo  oggetto  .  .  .  sicché  eterne  cose  siano  quelle  eh*  Egli 
ama  . .  .  che  la  Sapienza  .  .  .  eterna  è   .     .     .     .     .     .     C.  iii.  24.  53  {òis^,  5 

il  suo  oggetto  etmto  ...  gli  altri  oggetti  vince -,  C.  Ìi>.  14.  t-i 

per  r  arte  della  Verità  riimia  .  .  .  concorrooo C.  iii.  14. 


SQ7  ^^iPHi^B  EVIDENZA 

teso.   lU  Bol  di  queir  etimo  e  buon  consiglio P.  F.  it. 

cfni  pooMnxA  è  eolu  .  .  .  d'  andar  a  vita  tUrma P.  F.  ga. 

(tìCft.  Qi«M*é  (sccondoch*  r  £/*ctf  dice) C  iv.  Cans.  iii.  85  ;  17.9,18. 

CttQ|ik.    Levasi  della  rena  d*  Etiopia  Un  vento Catta,  xv.  14. 

tmjfB.    Fuggilo  è  ogni  auge]  .  .  .  Dal  paese  d'  Europa Catiz.  xv,  aS. 

éSBO,   Cisa  i  candore  dell*  ttcma  Luce C  iìi.  [5.  54. 

Uoeauìfrne  dello  eftnto  consiglio C.  iv.  5.  8. 

^Qi  cìitadini  della  eterna  vita C.  iv.  aS.  39. 

EibOL  AristcìtQc  nel  primo  dell*  Etica C.  i.  9.  6a. 

qudljdie  trasmuto  il  Latino  dell*  Etiea C  i.  io.  71. 

DOS  discordando  dalla  sentenza  del  Filosofo  aperta  nell'  ottavo  e  nel 

nono  dell'  Etka C  i.  la.  9t. 

àce  il  Filosofo  nel  quinto  dell'  Etica  ...  ....  C.  i.  13.  76  ;  ii.  [5.  138. 

F>n  dire  Aristotile  nel  decimo  dell'  Etica C.  ii.  5.  gr. 

ÙKome  dice  il  Filosofo  nel  sesto  dell*  Etica C.  ii.  14.  43  ;  iv.  97.  47. 

&t Tool maso  sopra  lo  secondo  dell'  Etica  ...     * C  li.  15.  126. 

■ccone  dice  il  Filosofo  nel  nono  dell'  Etica C.  iii.  i.  57. 

ptdi  il  Filosofo  neir  ottavo  dell' £/f»i C  iii.  3.  90. 

Uicatcnza  del  Filosofo  nel  terzo  dell'  Etica C.  iii.  4.  54. 

di«au  Aristotile,  nel  settimo  dell*  Etica C.  ÌÌi.  7.  89. 

<^  il  Filosofo  nel  secondo  dell*  Etica C  iii.  8.  169. 

E l' ìoieiuiùne  d'  Aristotile  nell*  ottavo  dell'  Etica C  iii.  ti.  75. 

^'«oacr  Etica  ne  dimostra C.  iii.  11,  93. 

■croie  pare  sentire  Aristotile  nel  nono  dell'  Etica C  iii.  1 1.  144. 

binile difiutsce  Aristotile  nel  primo  dell'  Etica C.  iii.  15.  130. 

^  Toamaso  sopra  a  Prologo  dell'  Etica C  tv.  8.  4. 

'^ra*tìtìc,  nel  principio  dell'  Etica C.  iv.  8.  t4a. 

^ouircsto  per  lo  Filosofo  nel  sesto  dell'  Etica C  iv.  la.  1^7. 

ptrtdiccArisioiilc  nel  decimo  dell' f/iffl C.  iv.  13.  70. 

"*' primo  dell*  Etita  dice C  iv.  13.  74. 

Ansiùiilc  parla  nel  primo  dell'  Etica C  iv.  15.  147. 

'  Fikaofo  nel  primo  dell' £/Jcitf ,     .     ,  C.  iv.  16.  59. 

"('ondocfae  nel  secondo  dell'  Etica  è  .  .  .  difinìto C  iv.  17.  it. 

■*««ftcdicc  il  Filosofo  nel  primo  dclT  Etica C.  iv.  17.  75;  aa.  15. 

P**»*  ti  Filosofo  nel  decimo  dell*  Etica C  iv.  17.  94. 

Qfìktofo  nel  quarto  dell'  Etica C.  iv.  19.  83. 

^pma  Aristotile  nel  settimo  dell'  Etica C.  iv.  90.  37. 

™**o*ile  nel  secondo  dell' f/im C  Iv.  ai.  137. 

■Eccone  Dell'  ottavo  dell'  Etica  vuole  Aristotile C  iv.  ss.  8. 

^  *Ìpfocta»od'  Aristotile  nel  quarto  dell'  Etica C  iv.  a7.  no. 

^^  Ut  primo  chiamavano  £00  ...  lo  terzo  EtoH C.  iv.  33.  137. 

'■**'    IfiacBO  ...  eh'  era  stato  trombatorc  d'  Ettore C.  iv.  a6.  1 14. 

^™fe    siccome  dice  EticUeU C  ii.  14.  009. 

^"'^'dk.    La  decima  si  £  chiamata  Eutrafietia,  la  qtiale  modera  noi 

nelli  sollazjì C  iv.  17,  59. 

a  chi  ben  vuole  por  mente  alle  evangtliche  parole    .     .     .  C  iv.  17.  in. 

n'  ammaesirm  lo  Evangelio  dì  Marco C.  Iv.  aa.  148. 

C/.  vangelio. 

siccome  dìce  Giovanni  Evangetista C  ii.  6.  iB. 

liccooie  testimonia  Luca  Ewingtliita C  iv.  5.  65. 

vuole  essere  evidente  ragione C  i.  10.  5. 

minOi  ra^De  dee  essere  quella C  ì.  io.  17. 

Ad  /vÌ4ArM«a  di  questa,  è  da  sapere C  ì.  4.  65. 

dunque  della  sentenza  ...  è  da  sapere C  ii.  8.  15. 


EVIDENZA  ^^^^  238 

Fabrizio.     Ora  ti  veggio  .  ,  .  Fuori  i  Icai  Fairnsii Cmna.  zvììì.  04. 

&ccia,  &zza.     £  mostra  poi  la/ioi'a  scolorìu  Qual  fu Cana.  xi.  56. 

L'  altra  man  tiene  ascosa  La/dncùi  lagriniosa Cana.  xx.  25. 

Io  vegna  a  riveder  sua/iicn'a  allegra Gnu.  xxi.  35. 

Dicendo  :  Questi,  cb' à  la  ^ccM  fessa Som.  iiv.  7. 

evidenza.     Ad  evidtnaa  della  prima  parte  da  rìduecre  .  .  .  è  .     .     .     .  C.  iv.  19.  15. 

eziandio,     non  solamente  a  quelli  ...  ma  eziandio  agli  altri    .     .     .     .  C.  i.  4.  99. 

non  solamente  ...  ma  ttxandio  in  parte  ove  sia C  i.  8.  73. 

tsiattdio  nulla  veggcndo  da  saltare C  1.  tt.  64. 

csMfM/t'o  per  le  cose  significate C  ii.  1.55. 

non  solamente  . .  .  ma  tziandio  quante  sono  le  spezie  delle  cose.     .  C.  iL  5.  34. 

non  pure  ...  ma  taiandio  a  quello  eh*  io  intendo C.  iti.  4.  16. 

non  solamente  .  .  .  ma  taiandio  quello  che C.  iiL  4.  1x4. 

non  pur  colle  parole .  .  .  ma  taiandio  col  pensiero C.  iii.  8.  13. 

non  pure  ...  ma  eaiandìo  a  fare  della  mala  cosa  buona  cosa  .     .     .  C  ììi.  6.  ao6w 

dicemo  r  uomo  facundo.  «uim/f'o  non  parlando C.  iii.  13.  84. 

ne  diparte  caùiH^io  dalli  vizi  naturali C  iii.  15.  197. 

non  solamente  ...  a  coloro  .  .  .  ma  «aiattdio  agli  altri C  iv.  i.  45. 

perocché  non  solamente  colui  è  .  .  .  ma  taiandio  è  vHissimo   .     .     .  C.  iv.  7.  50. 

questo  e  quello  eziandio  s'  anda^'a  cercando C  iv.  9.  176. 

è  riprovata  non  solamente  .  .  .  ma  eziandio  quella  del  vulgo  .     .     .  C.  iv.  )o.  07. 

non  errò  pur  ...  ma  eziandio  nel  modo C  iv.  io.  57. 

non  solamente  . . .  ma  taiandio  nel  pericoloso  loro  accrtsàmmto  .     .  C.  iv.  la.  4. 

non  solamente  ...  ma  taiandio  tormento  hanno   .     .     .     .     .     .     .  C.  iv.  I8.  69. 

non  pur  dell*  turno  .  .  .  ma  eziandio  di  tutte  cose.     .  .     .     .     .  C  iv.  16.  45. 

non  solamente  .  .  .  ma  eziandio  distingue  in  sé C  iv.  oa.  71. 

Non  solamente  .  .  .  ubbidiente^  ma  eziandio  soave  .......  C  iv.  05.  3. 

non  pur  nella  ...  ma  eziandio  in  quello  che  la  guarda  .....  C  iv.  25.  93. 

non  pure  a  quello  .  .  .  ma  eziandio  a  qualunque  ...  va  .      .     .     .     .  C.  iv.  97.  69. 

dunque  .  .  .  darollo  taiandio  che  non  mi  sia  chiesto C  iv.  37.  7a. 

non  pur  quelli,  ma  taiandio  quelli,  di  cui  udii  parlare C  iv.  98.  47. 

non  .  .  .  pur  .  .  .  ma  taiandio  a  .  .  .  religione  sì  può  tornare  .     .     .  C  tv.  aB.  71. 

alberga  non  pure  nclli  Sapienti,  ma  taiandio  .  .  .  essa  é      .     .     .     .  C  iv.  30.  59. 

Fabrizio.     Fabrizio  infinita  .  .  .  multitudine  d'  oro  ri6utare     .     .     .     .  C.  ìv.  5.  108. 

&bbrica.     che  bene  venga  dalla  ybMn'oi  del  rettorìco C  ìit  4.  97. 

febbricare.     lo  quale  non  è  loro  richiesto  à'ì/abòrieart C.  i.  11.  6S. 

che yìtMrrrano  col  Cielo  queste  cose C.  ìli.  6.  67. 

fabbricatore,     che  ciascuno  h\xouo /abbricatort . .  .  dee C  iv.  30.  17. 

intendo,  non  come  buono /a£^nai/onr .  .  .  fare C  iv.  30.  ai. 

febbra     il  maì/nÒbro  biasima  il  ferro C  i.  li.  76. 

avvegnaché  massimamente  è  ìì/abòro Ci.  13.  30. 

é  disponitorc  del  ferro  3\  fabbro  che C.  L  13.  33. 

r  anima  del /zMn)  é  cagione  efficiente C  iv.  4.  1*3. 

fabuloso,     perocché  soprastare  .  .  .  pare  alcuno  parla  re  ytiftarltuo      .     .  V,  N.  a.  6a. 

faccenda,     che  non  è  da  curare  né  d'  ax^erc  con  tss\fac€tnda  ,     .     .     •  C  iv.  15.  r6r. 

&OCla.     che  alcuna  lagrima  talor  bagnava  la  mia/aroa K  M  aa.  sa. 

che  la  sMAfama  avesse  tanto  a*ipetto  d'  umiltade      ,..,,.  V.  N.  93.  65. 

la  quale  gloriosamente  mira  nella yàrdia  di  Colui V.  N.  43.  16. 

la/aai'm  del  dono  dee  esser  simtgUante C.  i.  8.  34. 

pulita  di  barba  in  tutta  \a  faccia C.  L  la.  65. 

mi  rivolgo  colla ^rrùi  del  mio  sermone C  ii.  la.  4. 

caggiono  qua^  come  nebolette  .  .  .  alla /iena  del  sole C  ìì.  16.  44. 

sempre  che  volgesse  Xzfacda  ver  lo  sole C  iii.  5.  166. 

nella ^y^ima  dell'  uomo  .  .  .  tanto  sottilmente  intende C  iii.  8.  57. 


FALSTSSIMO 


feaùiiua.     Che  mi  Kgiurdavi  con  U /accia  irata ,     S.  P.  xxxvti.  9, 

0  Signor  mio,  rivolgi  la  lixa/asea 5.  P.  I,  34. 

Ikh]  non  asconder  .  .  .  La /accia  tua S.  P.  cxlii.  38. 

Cbcspcpicria  in  noi  di  Dio  ÌA/annj       /'./'.  174. 

fttt.  A  te  conven  eh'  io  drizzi  U  mia y^cr,  Dipinta CanM.  xvìi.  9. 

UdL  e  cade  in  bianca /aJldb  Di  fredda  neve Giha  xv.  ao. 

fcOlGe.    L' ìmaginar/dAWr  Mi  condusse V.  N.  a^  193  (Cowa.  ii.  65). 

felhrt    dal  tuo  decreto  antico,  Contra  Io  quaì /afhft Carta,  x.  10. 

Uon.    Qoal  non  dìrk/a/iertsa  Divprar  cibo,  ed Gif««.  xÌx.  30. 

Mire,   eh'  io  dica  Lo  tuo/a//rr,  d'  ogni  torto  tortoso     .     .     .     .   K  W.  8.  53  {Son.  iv.  9). 

EDOOTolcr  guardare  al  m\o /nUirt      , S.  P.  cxxix.  6. 

Uu   Però  che  ly^W  mici  sonsi  invecchimi S.  Z'.  vi.  34. 

icki  lon  perdonati  Li  gnadi /aiii  e S.  P.  xxxi,  a. 

Uogniybtt» .  .  ,  da  me  discftzza 5.  P.  1.  35. 

bft^  sela/icaif  ...  in  due  luoghi  adopera  !'  Anima C  iii.  8.  65, 

BOB  pur  per  ht /aca'a  eh*  ella  ne  dimostra  vedere.     , C  iii.  14.  135. 

MlIt)GiEzM  di  costei  appaiono  cose C  iii.  15.  9. 

pcrvodo  che  nella  prima yèttra'd  non  paiono C  iv.  la.  13. 

acche. ..  nella  prima y^m'a  si  conosce C  iv.  la.  17. 

■Mltmfitore,  clic  nella ySsrna  ...  si  mostra  amico C.  iv.  la.  33. 

POMdii  oclla  prima /areici  paiono .     .     .  C  iv.  at.  aS. 

^ridipingono  nella/afcùi  di  . .  .  colore C  iv.  a$.  77. 

*^  nella  patema /lio-ui ...  si  tennero  vòlti C  iv.  25.  87. 

''ttliL   perocché  la  lingua  mia  non  è  di  tanta /aco»M/ùi C.  iii.  4.  ao. 

(/ fibcondia. 

"CvL   di  lei  commendare  secondo  la  min /acuità C.  iii.  i.  73. 

Oh  toam/tof/Zà  della  povera  vita C  iv.  13.  113. 

'vere  rispetto  alla  .^icM^/a  del  dificcnle C.  iv.  17.  lai. 

"Alfattit    che  non  al  mio  volere,  ma  alla  mìa /acuttatt  imputino     .     .  Ci.  z.  138. 

■Qaittft.    dicemo  1*  uomo  facundo  .  .  .  per  1*  abitu  della /ciruMi^/d   .     .  C.  iii.  13.  85. 

^.iuxmdia. 

■onda,    dicemo  r  uomo /acuniio  .  .  .  per  V  abito  della  facundla     .     .  C.  iìì.  13.  83. 

^VBb    onde  .  .  .  diciamo  .  .  .  uno  nobìlc/a/fo/i;  e  uno  vile.     .     .     .  C  iv.  14.  83. 

àéV  uomo  chiama  .  .  .  nobile 7^/ron« C.  iv.  16.  47. 

■aMs.    tono  diversi  cammini  .  .  .  certi  men  fallaci C.  iv.  la.  191. 

"Bfkiimo.     cammini,  dclli  quali  uno  è  ...  e  un'  altro /i//acils«imo    .  C.  iv.  la.  190. 

■Uttc    ne  altri  contro  a  me  avtì& /allato    .     . C  ì.  3.  18. 

pvtbè/iAtio  avea  il  colpo  che  .  .  .  pensato  avca C.  iv.  5.  1 16. 

^odii  non  s*  ausi  a^//air .     .  C  iv.  ^5.  44. 

I* dove  richiesti  o  tentati  sono  dì/allart C  iv.  35.  74. 

■'■'•■  eh'  à  gastigamcnto  a  più  noa/alltn C  ìv.  35.  107. 

W»  Kaia  rimproverio  del/«//o .     .     ,  C,  i.  a,  80. 

bk  questo /0//O  sì  guardò  quello  Maestro C  iv.  B.  140. 

V>Mo,  dopo  il /a//o  ...  3i  dipigne C  iv.  19.  96. 

iacBctiano  d'  essere  penitente  <ìc\/aUó C.  iv.  35.  44. 

^qnaati/sZ/i  rìfrena  questo  pudore C  iv.  35.  88. 

■a  paura  di  disonoranui  per  /allo  commesso.     £  .  .  .  nasce  uno 

pentimento  àc\/alh C.  iv.  05.  104,  105. 

per  vergogna  del  /allo  che  . . .  Catto  avea,  e  ancora  per  li  /alti  dì 

tàipo C.  tv.  35.  113,  113, 

che  r  opinione  quasi  di  tutti  a'  cn /alsi/iaitu C  iv.  1.  53. 

eoocio&siacosacbé  1  .  . .  parere  ...  sia  .  .  ./alsìssimo  .     .  C  iv.  8.  48. 

é  è  àò^lMMjémot  che C.  iv.  8.  53. 

é/aimnimo  appo  il  Filosofo,  appo C  iv.  15.  48. 


FALSISSIMO 


34» 


folsa     Riprovando  il  ^MÓìcio/also  e  vile C.  Iv.  Caif«.  QL  15  ;  a.  i  ifi. 

è  tanto  durata  La  coH/alsa  opinion  tra  nui C  iv.  Cans.  ìli.  33  ;  "}.  im, 

E  dcpo  'ì  falso  parla  non  intero C.  iv.  Can*.  ìii.  43. 

Chi  prima  pone  '']  falso ,     C.  ìv.  Cam*.  ìii.  47. 

io  cosi  ptv  falsi  li  riprovo C  hr.  Ci>m«.  uÌ.  76 .  15.  i8tf. 

/ìi/a' animali,  a  voi  ed  altrui  crudi Cans.  ^.  xo\. 

Falso  per  vero  al  popol  tuo  mostrando Cana.  xvììi.  10, 

la  divoran  .  .  .  Simon  mogo,  \\  falso  Greco,  E Can»,  xviii.  71. 

C*  hanno/a/50  giudizio  in  lor  sentenza Can».  xbt.  31. 

0/1/»' cavalier,  malvagi  e  rei Ca*u.  zix.  tt a. 

Da  C{ucsXo  falso  amor  ornai  la  mano  ...  io  vo'  rìtrare P.  F.  'j. 

Acciò  che  noi  fuggiamo  il /a/fo  inganno P.  F.  ti$. 

E  se  dal  falso  il  vero  io  ben  diparto P.  F.  134. 

Né  .  .  .  Falsa  tcstìmonianxn  a  alcun  non  faccia P,  F.  170. 

Perchè  col  falso  il  ver  sì  mette  al  fondo       P.  F.  171. 

fiuna.    che  non  ha  che  disdetta  Di  mala /ima,  eh*  altri .  . .  stiona  .     .     Cohm,  xiv.  94. 


falsissimo.     Che  appo  la  nostra  Fede  , .  .  aia/i/stsstmo C  iv.  15.  65. 

che  riprovata  è  ìafalsissima  .  .  ,  opinione C  iv.  x6.  xol 

e  questo  è  faieissimo C  iv.  16. 64. 

che  ciascuna  di  queste  cose  t  faìsìssima.     "E  però  i  falsissimo  che 

Nobt'lf  vcgna  da  conosc«rt C  ìv.  16, 74  {kÌ»\ 

felsltà.     elle  r  una  e  1'  altra  t  falsità C  Ì.  9.  70. 

siccome  .  .  .falsità,  furto  ...  e  loro  simili C.  i.  la.  So. 

odiare  li  scguitatorì  .  .  .  dcll.iyiì/$i'/rt C.  iv.  i.  04. 

&]so.     conosciuto  W  falso  imaginare,  risposi  loro V.  N.  93.  iifl. 

La  qual  cosa,  secondo  verità,  ò^/5a  . K  AT.  35.  7. 

^ccovnc falsa  testimonianza  fare C  i.  a.  57. 

le  misure  del  ^/5o  mercatante C.  ì.  a.  £a. 

à\cc  falso  per  rispetto  alla C  ì.  a.  70,  7L 

secondo  il  grido,  o  diritto  o^iZso Ci.  ix.  97. 

nella  fossa  della  ^&ft  opinione C.  ì.  xi.  39, 

per  ischiudcre  ogni yii/sa  opinione  da  me C.  ili.  3.  98L 

Queste  opinioni  bono  riprovate  perT^/^r  ...  da C  ìii.  5.  53» 

questa  opinione  t  riprovata  per  falsa  dal  Filosofo C  iU.  9,  t< 

della  falsa  opinione   iiasceano    i  falsi  giudici),  e  de*  falsi  giudicìi 

nasccano C.  ìv.  i.  sa,  53  (lèV 

giudìcìo  .  .  .falso^  cioè  rimosso  dalla  verità C.  iv.  a.  1x9^ 

prima  si  promette  ...  e  poi  di  riprovare  lly^Zso  ;  e  nel  trattato  sì  fa 

r  opposito  ;   che  prima  si  riprova  ilybZso C.  ìv.  a.  133,  las- 

a  riprovare  ìofaho  5'  intende  ìn  tanto C  iv.  a,  I3a 

nel  trattato  prima  sì  riprova  \q  falso C.  iv.  a.  135. 

quello  ...  impossibile  è  del  tutto  esseryti/.to ^*  iv.  3. 65  ;  8, 44, 

che  'I  sillogismo  con  falsi  prìncipii  conchiudesse C.  ìv.  9,  58. 

Prima  dice  non  vero,  i:ioè  falso C.  iv.  io.  38. 

che  pose  della  Nobiltà  falso  suggello C  iv.  10.  49. 

Promettono  \cfals»  traditrici C  iv.  ial  ^,  3^ 

quanto  .  .  .  chiama  contro  a  queste _/fe&*  meretrici C  iv.  la.  87, 

co^  è  manifesto  la  ragione  .  .  .  essere  falsa C  iv.  X4.  15^ 

acciocché  di  loro  false  ragioni  nulla  ruggine  rimanga C  ìv.  15.  5. 

che  appo  li  Gentili  yb/jD  fosse C  iv.  15.79. 

stimando  .  .  .falso  quello  che  a  loro  non  pare C  tv.  15,  199^ 

soggiugne,  che  io  così  li  giudico/a/51 C.  iv.  15.  1B5. 

Guardatevi  da' _/t»Asi' profeti C.  iv.  tók.  let. 

Fatterona.     lo  luogo  .  .  .  che  si  chiama  Falitrona C  iv.  ri.  78L 


MI 


FARAONE 


•.    0  patria,  àtgn»  ài  tnon(a\ /ama Oxh'.  xviii.  t. 

oeder  che  sun/ama  buona  ...  Sì  possa  dinegar San.  xlv.  5. 

Amore  La  segna  d'  eccellente  sia/amigìta Cana.  x.  30. 

Eccetto  il  stnlEo  e  '1  picciolo /iirr'w^A:)  ........  5.  P.  xxxì.  69. 

E  voi  tenete  viì/ango  vestito Cane.  x.  105. 

Va  Min  BDinroersi,  e  lor  virtù  ó  ac^  fango Can^.  xvìiì.  66, 

Allor  UscUi  U  nììov^  fantasia K  A^  03.  140  {Cana.  iì.  13). 

Hacometto  .  .  .  Che  tien  Giugurta  e  Faraone  «I  passo     .     .  Cane,  xvìiì.  73. 

(>er  che  alquanti  grossi  ebbero /rma  di  saper  dire K  iV.  95.  41. 

(one  per  alcuna /arvM C  t.  3.  39. 

lajfaM  buona  ...  è  prima  partorita C  i.  3.  49. 

b  rama  vire  per  essere  mobile C.  i.  3.  76. 

ferk)h/am«  generau C  !.  3.  79. 

U;lbMi  dilata  lo  bene  e  lo  male C  t  4.  a. 

ikui  opinione  fanno  nell'  altrui ya»ra ,     .     .     .     .  C  i,  4.  fl8. 

L<S^  ^o*e  infama  non  porta  seco C.  i.  4.  75. 

Wkfima  era  già  corsa C.  i.  4.  98. 

Iefniidei2c  .  .  .  delta  vera  e  chiara  jfaiPHi C  i.  io.  55. 

t*Tt.. .  a  lui  che  dice  onore  e /ima .     .     .     .  Ci.  ir.  laa. 

icoeSiri  . .  .  che  la  gente  ancora  nomina  per /ima C.  ìii.  11.  37. 

•Kflado  U/«mA  che  dì  lui  grida C  ìv.  io.  59. 

■edOTirice  e  acquìstatrice  de'  grandi  onori  e  fama.     .     ,     .     .     ,  C.  iv.  17.  46. 

BquDÌ  che  hanno  udito  la  buona y!im<i  dì  colui C  iv.  09-  6t. 

KfiucT  qualunque  ò  .  .  .  nella  umana ^*Hf  rìmaso C.  L  t.  95. 

un  nomo  .  .  .  richiede  compagnia  domestica  à\  famiglia  .     .  C.  iv.  4,  la. 

La  prima  e  la  carsk  famigfiart  e  civile C.  i.  1.  31. 

fiikaqiie  é  per  cunJhmigHarr  ,  ,  .  nella  umana  fame  rìmaso     .     .  Ci.  i.  94. 

prrò  non  è  familian  di  tutti C  i.  6.  73. 

faaàu  Hice  .  .  .  facendosi y^imi/iitirr  dì  quella C  ii.  TI.  97. 

natane  Ubero  ...  lo/iimiVidiT  intelletto Cu,  16.46. 

non  è  ittita.  fatMilian'tà C  1.  4.  64. 

. .  ,  famnlìarùà  i  impossibile  conoscere C  1.  6.  65. 

■fcaai  proasimitade  ,  .  .  o  per  fa  miliarùà  o  per C  iij.  i.  15. 

*^f$miliimtià  e  .  . .  nasce  tra  loro C.  ìii.  11.  85. 

[m/mm$7ian'(adf  dare  a  meno C  ì.  4.  84. 

della  .  .  .famosissima  fìglìa  di  Roma C  ì.  3.  aa. 

(  quali  erano  famosi  trovatori  in  quel  tempo K.  ^.  3.  68. 

^T^tn  ài  famosa  belude K  TV.  a4.  i& 

Y'^'^'lo.  '  ■  Tegg;iono  la  persona ybmoja C  t.  4.  50. 

9^  ^ae  di  famosi  .  .  .  generazioni .     .     .     .  C  ìv.  39.  ir. 

Guai  a  le,  terra,  lo  cui  re  èfancruiio C  iv.  6.  175. 

Itaeodoli  fissi  ae\  fango  della  vostra  stoltezza C  iii.  5.  ao8. 

quando  la  mia  memoria  movesse  la  fantasia  ad K  /V.  16.  8. 

4iir  errare  che  fece  la  mia  fantasia K  A^.  a3.  35. 

CMcoviDCÌando  ad  errare  la  mia /iNto^iW K.  A^.  33.  39. 

■ttvigGasdomi  in  ccitaìe  fanMsia  .  .  .  imaginal V,  N,  a-^,  41. 

^ Sfatela  errante /iN/asM> K  7^.  33.  6a. 

•■■ft  fai  htiefantatia y.  JV.  33.  100. 

vott' iofm  krato  d' una  vana^Htena K/V.  33.  315. 

9**^  che  .  .  .  dissero  e  fecero  per  la  mia/ciM/vrsM K.  TV.  33.  aai. 

^dk  vinti  delU  quale  trac  queilo  eh'  et  vede. . .  doà  \a  fantasia  . . . 

pcrotdi^  ìm  fontana  no!  puote  aiutare C  ìiì.  4.89,  90. 

M  pUt«  dove  la /zn/a-sila  venia  meno  all' iiflr//r//o  C  ìiì.  4.  103. 

!^4aaao  multi  di  si  lieve /dM/aùi C  iv.  15.  153. 

R 


FARE 


fare.     K.  N.  19.  aS  {Catu.  i.  6),  97  (CanM.  i.  8),  49  (Ca>«.  I.  90},  65   {CSH».  l  46), 
{CanM.  i.  49)  ;  03.  136  {Cane.  ii.  9Ì,  137  {Cohm.  ii.  io),  147  (Cim*.  ii.  »\: 
(CoMff.  ii.  aa\  i8a  (C<in«.  ii.  55)  ;  a8,  33  {F.  C.  10^;  33.  59  \CmH*,  iii.  n 
63  ;CaNA.  iii.  33),  66  (Catu.  iti.  a6),  92  {Cane,   iii  53  ,  105  (Cans.  iii. 
34-  35  (CuM*.  iv.  9\  53  'Cane.  iv.  a6J  ;  C  ii.  Oi«*.  i.  ao,  ©3,  35,  45,  51; 
Gwt*.  ii.  aa,  aÓ.  38,  47»  67,  75,  87  ;  Iv.  Catt».  iii.  30,  55,  83,  131  ;  Caw*  ix.1 
xa,  18,44,53,  54,  78:  X.  14,33.41,  44,  49,  63,  75,  84,  9o(Aw\93.  106: 
9»  «a,  15,  35,  34,  38,  66,  73,  Si  ;  xii.  31,  6a,  67,  71,  77,  83  ;  xiii.  70,  78, 
xJv.  7,  8,  34,  aS,  31,  35,  38,  51,  56,  6a,  64,  65,  75,  89  ;  xv.  6,  9,  57.  59: 
8,  XI,  41  ;  xvii.  8,  «3,  5»,  65,  68,  73,  74  ;  xviii.  6,  30,  33.  48,  60:  xiti 
19,  33,  84,  133,  133  ;  XX.  30,  37,  55,  73,  96»  >oo  ;  "»•  3»  3«  ;  -S***.  ».  ". 
26,  33j  37.  39;  "•  3i  6,  IO,  II,  44,  64,  66;  iii.  8,  33,  34;  iv.  8,  «9;  V. 
la.  93  {Bali.  i.  14),  loi  {BaÌI.  i.  aa\  ioa  {BiUl.  i.  83),  no  (5aff.  L  31)1 
(Bff//.i.4a);  BaìL  iii.  io,  la;  iv.  34  ;  v.  io,  14;  vii.  5  ;  vin.  a,  i9,s4:x.| 
lo,  16,  19  ;  y.  N,  7.  34  {SoH.  ìi.  17)  ;  8.  aa  {Son.  iii.  a),  99  (Som.  ìii.  9>, 
{Son.  iv.  7),  55  {Son.  iv.  11)  J   13.  38  {Son.  vi.  3),  41  {Som.  vi.  6^,  47  (J 
vi.  xa)  ;  15.  36  {Son.  vin.  9)  ;  16.  37  [Som.  ix.  14);  ao.  X7  iStm,  x.  s)(1 
{Sqh.  X.  X3\  a6  {Soh.  x.  14");  ac.  io  (Son,  xi.  a\  la  (Som.  xì.  4>,  16  (J 
xl.  8)  ;  aa.  94  {Son.  xiii.  6),  98  {Son.  xiii.  10)  ;  84.  54  {Son.  xiv.  5',;  17. 
{Son.  xvi.  7^,  ai  {Son.  xvi.  93,  aa  (5om.  xvi.  io)  ;  35.  48  {Son,  %rài  [i 
4\   58  {Son.  xviii.    14);    36.  3a  {Son.  xix.  4},  43  {Son.  nix.  14  ;  3II 
{Som.  xxi.  ij,  37  (5ok.  xxì.  3),  43  {Son,  xxi.  9}  ;  39.  63  [Sm. 
40.  55  C-5oM    xxiii.  5)  ;  41,  68  {Son.  xxiv.   14I  ;  40.  57  {Son.  xxv.  tJ); 
xxvii.  6  ;  xxviii.  13  ;  xxx.  6,  xo  ;  xxxiìi.  8  ;  xxxiv.  9  ;  xxxvi.  6,  7 
3  ;  xli.  4  ;  xlìi.  8  ;  xliii.  14  ;  xlvi.  1 1  ;  xlvìt.  io  ;  xlviii.  6,  14  ;  li.  8  ;  liL  4,^ 
lUi.  1,  4,  xa  ;  S.  P,  vi.  17,  o^t  38  ;  xxxi.   la,  18.  64.  66  ;  rxx\iL  tS.  19* 
47.  53.  75.  78.  79!  L  7»  «St  «6,  37»  4^1  47,  S^t  5»i  6».  ^7  ;  ci.  16,  43.  SS 


fare.     V.  N.  a.  44  ;  3.  49,  67,  71  ;  4-  «a  ;  5.  aa,  aS  ibis),  31  ;  6.  12  ;  7,  la  ;  8.  re  if  :! 
37  ;  10.  6;  II.  5,  16;   13.  65,  69,  71,  76,  79,  130;  13.  as  ;   14,  6,  13.  19, 
aa,  94  ;  J5-  67  ;   '6-  9  ;  ^9-  9*.  15».  »55  :  ao.  38,  4»  ;  ai.  7,  35  ;  aa.  61  ; 
a4,  37.  73»  78»  93,  94»  aai,  339  ;  34,  1 1  [  35.  45,  63,  69  ;  a6.  35  ;  09  »T1 
31,  sa  ;  3a.  6,  8,  37  ;  33.  14,  16,  19  ;  34.  3,  «7  ;  35-  3»  8,  9-   »6.  «7 1  3^  S| 
37.  a;  38.8,  13,  14,  33;  39.  33,41;  40.  33,43;  4ia4,  aó.aS:  4*5.'»" 
44  ;  43.  3  ;  C.  i.  I.  34,  78,  80,  Sa,  loi,  I  IO  ;  a.  ai,  35,  49,  58,  64,  7(,  9%. 
4a  {bis),  43,  54,  60,  65,  67,  69,  74  ;  4-  5»  9»  a8.  40,  5^  79.  9^;  S-  37.«,: 
73,  83,  84,  87  :  6.  19,  35  ;  7.  34.  35,  50,  55.  57,  60  ;  8.  7,  ai,  aa,  55,  57* 
65,  77,  89,  95  ;  9.  33,  50,  6a  ;  10.  6,  t8,  38,  45,  46,  58.  63.  67,  70  M\ 
100,  107  [bis);  XI,  31,  73,  90,  99,  ioa,  109,  tu,  133,  135,  153;  j*.  J,  * 
60;  13-  3,  7,  18  (Ws),  33;  ii.  j,  36,  39.  30,  60,  65,  96  ;  a.  3,  9,  i8,  19,10, 
36:  3.  43;  4-  46,  9a  ;  5-  38,  107,  109;  6.  ro,  46,  53,  55,  79,  88,  ni,  13 
>6i;  7.  35f  6a;  8.  53,  65,68,  Sa,  87  ;  9.  16,  50,  lai  ;  10.  71  ;  11.^, 
36,  53  ;  la.  10  {Us\  13,  17  ;  13.  6,  a6,  4>  ;   U-  48  ;  «5-  «.  »3.  97.  ">3.  »' 
16.  18,  a6,  35  ;  iii.  I.  38,  49,  67,  75  tWs)  :  a.  i,  33,  65,  77»  88  ;  3.  a.  7^ 
73,  75,   103  ;  4.  56,  57,  64,  67,  77,  84,  98,  loi  ;  5-  5*  3*-  ^^  *5.  «8,  «^ 
76,  ifli,  129;  7.37,  108,  131  {bis),  143,  145,   153,  163.166.  174:8.5*. 
84,  107,  139  Kbis),  153,  166,  178,  ao3,  ao6,  ao7  ;  9.  io,  11,  95, «9,  30, ♦a',' 
73.  96,  140;  IO.  43;  II.  Sa,  84,  90,  114,  158;  la.  7.  33.3»,  53*  ^7  \* 
9.  39,  33,  35,  44.  45.  49f  65,  69,  94,  X15  ;  14.  30,  38,  51,  55,  66»  119;  15.' 
81,  91,   laa,    143,    164,  165,   i8a  ;  iv.  1.  6,  18,  34,  40.  96  ;  a.  105,  )*♦,  X\ 
3-  14,  54f  57  ;  4-  ai,  84,  134  ;  5.  U3,  58,  130,  164  ;  6.  7,  34,  114,  189:  7.] 
»a6,  134  ;  8.  55,  67,  75;  9*  43,  44,  47»  5»,  64.  116,  119,  184  ;  10.  19*  61, 
80,  108,  115;  ir.  113,  115,  lao,  130,  131,  133;  la.  6,  «4,  4»,  na,  143. 
180,  ao4,  3IO  ;  13.  95,  103,  104,  107,  133,  135,  136  ;  14.  6,  xa,  id,  31.  5»» 
78,  85;  15.  7,  li,  59,  66,  68,  79,  176,  X77,  186;  16.  X7;  17-  7i  43,53.  *<W7^ 


343  FAVOLA 

fue.  48.  8a,  Ila;  cxxix.  ao;  cxlii.  34,  a6,  33,  40,  41,  50,  53,  60,  64  ;  P.  F,  4,  io, 

U}  I?.  54»  55.  56»  75p  J07»  »Jo.  U3i  139,  I37.  '39-  U7,  »68,  170,  187,  190, 
194,  198,  304,  309,  313,  ai5,  319,  336,  334.  —  Cf.  fatto. 

Tal,  che  .  .  .  Non  esce  di/ttrttra  Saetta Cmns.  xU.  7, 

Chi  udisse  tiissir  la  ma\fal*tta  Moglie  di  Bìcci Soh.  lii.  i« 

Che  -  . .  Nelle 7&ftVA<  non  sann  coatanti S.  P,  xxx\.  45. 

avere  speso  invano  Le  m'xcfaticMe^  ad  aspettar  mal  paghe       ,     .     ,     P.  F.  6. 

cb«  ...  sì  rìposc  D*  ogni/M/tra  un  d)  della  scmana P.  F,  i6x. 

Taoto  la  p^rW  fatùosa  e  forte C  il.  Cmn».  i.  55. 

•u     SI  che  s'  accordi  i/o/A  a'  dolci  detti Soh,  xxxiv.  14. 

Se  .  .  .  non  puoi  .  .  .  non  mi  par  grzn/aito Som.  li.  to. 

Non  ,^/D  manual,  ma  generato .     .     .     R /*.  a8. 

fattore     Vtrtute,  al  suo /3//or  sempre  sottana Gwta.  x.  «7, 

Cb'  anzi  la  ...  L*  ascolta  ...  il  zuo  fattorn Cmnz.  xiii.  34. 

JWWlIa      che  mi  conduce  Con  sua  dolcc/tw//« CmnM.  ix.  fli. 

fcnflarei     come  un  spirto  contro  a  \t\/av*Ua C  il.  Cans.  i.  la  ;  7.  71. 

ÌIvIUa.     i  saot  begli  occhi,  ond'  escon  \c/avHlé Cana.  xii.  74. 


99  ;  »9-  47»  50,  66  ;  ao.  44,  46  ;  ar.  138  ;  aa.  13,  ai  ;  33,  137  ;  34.  ao,  75  ; 
»5-45t5«.  53.55*85,  90,  US,  (40;  36.  10,37,78,133,  i37(*");  ^7-  55  1*"), 
»Mi  'as,  140,  167  ;  a8.  5,  7,  11,  36,  38  (Am),  40,  70,  89,  96,  107.  uà,  116, 
»a9  '  s»9.  39»  5»»  63,  66,  69,  90,  in,  113  ;  30.  13,  33,  a8.  —  C/  fatto. 

poich*  io  lasciai  questo /a«Tt//ùurv V.  N.  ^.  035. 

cominciai  a  traragliare  come /amttka  persona V.  N.  93.  aa. 

(7.  frenetico. 

VknBSifa.     Lucano  nel  secondo  della  sua  FanttgtiA C  tv.  a8.  99, 

sempre  con  fatica  . .  .  procede C  L  5.  30. 

roo  mtAX^/mtka  ...  si  procederebbe C  ìi.  t.  106. 

al  quale  è  bello  un  poco  di/aAìra  lasciane C.  iii.  5.  196. 

BOB  ri  Issciatto  vedere  senza /n/rà  del  viso C  ìiL  7.  43 

fasai  r  uomo  per  essa  virtuoso,  senza T^/wa  avere C.  iit.  8.  167. 

lo  quale  .  .  .  per/i/foi  si  trasmuta C  iiL  9.  130. 

gì!  ritri  miseri  .  .  .  caggiono  m  fatica  di  sospiri     .......  C.  iii.  13.  119. 

¥edcmo  che  quello  ...  dà  posa  dopo  \a  fatica C.  tv.  ta.  194. 

CSM  Beila Tfa/ùn  del  suo  animo  ...  si  mira  innanil C.  iv.  la.  199. 

Caca  .  ,  .  quando  .  .  .  partilli  dalle/aA'cA/ C.  iv.  06.  96. 

aaaOL     Prima;  perocché yìiAwaM  parìi  (faticata^  dico, per  la  cagione 

che  detu  è) C  iì.  1 3.  48,  49. 

O.  m.     Cosi  fossero  tanti  quelli  ài  fatto  che  s*  iosetassero    .     .     ,     .  C.  iv.  aa.  131. 
SCVL     se  il  tre  è  fafton  per  se  medesimo  de)  nove,  e  lo  fatton  de! 

ratracoU  per  s£  medesimo  è  tre '^^  ^<  3^  33i  34* 

kmàmoL  Xofatton  s  buona  misericordia C  ii.  7.  39. 

eh*  Boa  fu  egli  di  ciò  fatiort C  ìli.  4.  70. 

«Iièaaatsao  fa  di  questo  difetto /ifTorv C  IH.  4.  97. 

Jf'^*^^*'  aon  scrao  di  ciò  fattori C.  IH.  4.  117. 

ftn>eAè  di  queste  operazioni  non  fattori .  . .  semo  :  altri  le  ordinò 

•  léecie  najrgior  Fatton C  hr.  9^  63f  65. 

«•eiuBsia  rosa  che  1*  uno  contrario  non  sia/tMorv  dell*  altro    .     .     .  C  iv.  10.  ioa. 

psrocrh^  Iddio  e  .  .  .  Fatton  di  quelle  slmili  a  sé C  iv.  la.  148. 

Oés.     sotto  li  manto  dJ  queste /aw>/r C.  ii.  I.  84. 

credo  che  si  mossero  dalla /avo/a  di  Fetonte C.  il  15.  53> 

cbe  rio  éfjfo/a .  C  iv.  14.  147. 

•e  ri  voWsM  tìU/ltvola  fermare  V  «weraario   .     .  .  C  iv.  14.  149. 

!■■»■  <fc«  U^po/a  copre C  hr,  14.  150. 

■^  Mwaaifu  Oridio    ■  •  »"  1**^''*  /^"^  ove  .    .  .     .    .     .  C  iv.  a?,  i^a 

R  a 


FAVOLA 

fiizza.     K.  facfHftì 

fé.     SI  che  la /r  nascosa  Resurga      .     .     .    ^^^^^^^^^^^f  .     .  Co»*.  xtììL 
CJ.  fede. 

fed.     et  quid  tibi>a Can».  xxi.  a. 

fede,     eh*  io  ti  somiglio  iajìtdt K  iV.  93.  aoj  [C^hm.  ìi. 

Uno  spirto  dal  cicl,  che  recn/rdf C  iii.  Comm.  èL 

Onde  la  >«&  nostra  è  aiutaU      .....  Cui.C0u.it, 

Che  allm  voglia  il  podcr  non  tcrrk/tde dm*,  xìv.  tfc 

Lm/édt  eh'  io  v'  assegno  Muove  dal Cohs,  xvi.  49. 

Tu  rompi  e  parti  tanta  buonayWf  Di Cattx,  xviL  ^r» 

Con  pura  unita  yi*!^  Eri  beata C«tt«.  sviti. 

lo  suo  core  è  stato  Con  si  fermata /«</< K.  W.  ifl.  105  (BalL  i. 

qual  volta  mi  rammenta  .  .  .  q\xc\\si/ede  pura BaU,  ili.  it. 

vestute  Di  gentìlexxa,  d'  amore  e  àx/tdé K.  iV.  9^,  ao  {Som.  xtL' 

Lo  qual  mi  mena  tanto  pien  à\ftd£  .  ,  .  Cb'  io Son,  xzzv.  ^ 

chi  .  .  .  Perfettamente  e  con  sincera /r^itf  Crede P.  /*.  41. 

per  cui  si  martira  ...  e  rompc/ede  e  patti P,  F.  197. 

Cedete,     e  miro ^<^/ come  r  erba  Queir  anima  (5.  animale)    ....  S«sf.  ir.  3$' 

cosi  acerba,  Che  %yxofefUl  nessuno  in  vita  serba  .......  San.  txmL  it. 

Eavola,     come  dice  Esopo  poeta  nella  prima  Favola C  iv.  3a  41, 

febricante.     recano  sete  di  q»avì  fibricant* C.  ìv.  ix  4H. 

lede,     quanto  lo  suo  fedele  pVu/itU  gli  porta K  iV  13.  13. 

onde  r  .  .  .  amico  di  \}\xonAfed«  mi  prese  per K.  W.  14.  jj. 

lo  modo  de'  Gentili  .  .  .  nella  loro^i^ C  ii.  5.  48. 

che  secondo  \a./edt  de*  Gentili  hanno  parlato C.  ii.  9.  69^ 

vedemolo  p^r  fed*  perfettamente C.  ìi.  9.  x»?. 

nò  sarebbe  data  \oro/teU  alla  sentenza  vera      ........  C.  ii.  13. 64. 

I*  asptUo  suo  aiuta  la  $tostra/fd* C  ìiL  7.  157. 

E  la  nostra fodt aiuta . . .  coacìossiacosachi  . . .  fondamento  delta yUr  ^k 

nostra  siano C*.  iii.  7.  i4l|  i^^l 

questa  Donna  ...  la  nostra  Frdt  aiuta C.  iii.  7.  177. 

fu  ordinata  ...  in  tcstimojiio  della /nilf C.  iìL  7.  iB& 

ella  è  aiutatrice  della /4^<//  nostra C  iii.  8.  191 

Onde  la  nostra  buona /<:(/r  ha  sua  origine C  iii.  14.  13J. 

che  .  .  .  con  tutta /««ir  si  credono  essere C.  iti.  15.  6$. 

che  presumete  contro  a  nostra  Ftdg  parlare C.  i*.  5,  75,         _ 

dtgno  di  fedi  9  (T  (Abtditnsa C  ìv.  6.  4a,  A'^^L 

degnissimo  di  ftd*  e  d'  obbedienza C.  iv.  6.  51,  701^ 

sicché  fa  di  sé/tdt  avere C  ìv.  la.  ap- 
pongasi mente,  per  avere  oculata  yMr .     .  C  ìv,  la,  8&. 

questo  é  falsissìmo  .  .  ,  appo  la  nostra  FhU C.  iv.  15.  49. 

che  appo  la  nostra  Fede  ...  sta  falsissìmo C  iv.  15.  64. 

dì  tutti  quelli  che  disviano  da  nostra  Fede C  ìv.  30.  s^ 

fedele,     senza  il  7>(/<r/r  consiglio  della  ragione ^'.  AT.  a.  57. 

nel  quale  io  salutassi  tutti  \  fedeltà'  Amore K.  AT.  3.  79. 

che  .  .  .  intendo  chiamare  %  fedéli  à"  Amore ''•  AT.  7.  39. 

chiamo  e  sollecito  ìfedtii  d*  Amore  a  piangere K  A^,  8.  37. 

Amore,  aiuta  il  tuo  fedii* K.  W.  la.  II. 

perocché  trac  lo  intendimento  del  suo yVd!rJ^  da .  1^.  Al  13.  il. 

quanto  lo  &uo  fedeli  più  fede  gli  poru K  W.  13.  13. 

a  chi  non  fosse  in  simil  gnóo  fedele  d'  Amore V.  tf.  t^  uA 

dopo  r  imaginazione  del  s\xo  fedele K  Al  84.  33, 

chiamo  W  fedeli  d'  Amore  che  ra*  intendano K  A.  3^  a«. 


I 


FERIRE 


che  fa  1' 


ha  ...  Unto  gelo  Nel  cuor  de'  tuoi /hÌ*ì 
feUct  In  sua  operazione     .     .     . 


Son,  xHx.  IO. 


Cana. 


83 


uom, 

TuyUv»  regriavi  al  tempo  bello Canz,  xvìii.  16. 

/ifiorl'  alma  che  in  te  fìa  creata Cana.  xviii.  5a. 

nicr  meglio  Del  suo  vicino,  ed  esser  piii^&v P.  F.  x66. 

I     —Mi     ad  alquanti  Lo  seme  ói/tb'ctià  s*  accosta  ,     .     .     .     C.  iv.  Gxna.  ìii.  119  ;  so.  8$. 

^^ll&    E^ì,  pietoso  c/tìh  .  .  .  fece  dimanda .  Canm.  xx.  99. 

j^BAooe.    S*  io  fossi  dal  mio  lato  ^frìhnt K.  W.  38.  40  {Son.  xxi.  6). 

BVWerc    Cosi  vedesa*  io  lui  fttuUr  per  mezzo  Lo  core  alla Catta,  xiì.  53. 

"         Dictndo  :  Questi^  eh'  k  la  faccia ^j.») Son.  liv.  7. 

fav   r.fiera. 

fcrlrt.    Cbe^imn  gli  occhi  a  qual,  che  ...  gli  guali .     ,     .     .    f^.  iV.  19.  79  (Cohm^  i.  53), 

^_     imM  Q  corr  sempre  la  tua  luce Gina.  ix.  16. 

^^Mele.   dire  »è  essere ,^«J>  e  leale C  i.  la.  86, 

Foknca    che  FtiUrigo  di  Soave  .  .  .  rispose C  tv.  3.  38. 

àcoarot,  Carlo  e /ÌN^f^  regi C  ìv.  6.  i8a. 

iorelice  .  , .  eh'  è  prirozìonc  dell'  cBstr/àltc* C.  iti.  15.  47. 

ckeiP  acquista  eyr/trr  essere  e  contento C  iii.  15.  49. 

ano  tee. ..  cioè  a  vita ///lire C  iv.  4.  4. 

•ODO  quelle  che  fanno  1'  uomo  beato,  ovx'eroy^Aiar .     .     .     .  C  iv.  17.  73. 

il  quale  preso,  1*  uomo  vxvtk  feticemtnté C  Ìv.  4.  43. 

dtt.   aella  quale  sta  la  nostra  ultima  y^/fh'/à C.  ì.  i.  io. 

podké . . .  andiamo  alla/z/icitó  di  quella  immortalità C  ii.  9.  X17. 

■oiarebbe  generazione,  nò  vita  di yz/ùn/à C.  ii.  15.  161. 

^■dbttcellcntissima  dilezione  .  .  .  cioè  vcrn/tikità C  Ìii.  11.  147. 

doédcDs^N^à  secondaria  a  questa  prima     . C.iii.  15.  113. 

E^oDà  nasce  quella  ftiicità C.  iii.  (5.  139. 

ttd...  che  sarebbono  impedimento  Ax/tlicùà C  iv.  4.  15. 

Mii^iatpedisce  Ia_/^/iWAi C.  iv.  4.  31. 

'fct  ìtliatà  è  optraaitmt  stcondo  virtù  m  vita  perfetta      .     .     .     .     .  C.  iv.  17.  76. 

(^noipotemo  avere  in  questa  vita  due  FtUcttà C,  iv.  17.  86. 

Uguale  (avvegnaché  per  ...  si  pervegna  ...  a  buona  Ftlidta)  ne 

ansa  ottinu  Fwiicità C.  ìv.  17.  91,  99. 

ì^»^ìk  Ft/HÙà  della  ...  è  più  eccellente C.  iv.  17.  113. 

*OBiÌi  litro  che  Mrtu  tH  felicità C  iv.  ao.  87. 

**>  •  .fibatà  è  dolcezza  comparata C.  iv.  ao.  91. 

*>!■  NoliilU  essere  semmit  dt/tticiià .     , .     ,     .  C  iv.  ao.  93. 

^•Jrto quanto  dice:  difciiatà C  iv.  ao.  ioa. 

V^Soèqael  atwu  di feliciià C  iv.  ai.  76. 

*^pom  . .  .  uscire  la  dolcezza  della  umana ySr/icw'à C.  iv.  ai.  133. 

dcUa  dolcezza  dell*  nniRnu  ftlicùà C.  iv.  aa.  la. 

>é  BiOKn  Ftiiatà C.  iv.  aa.  89. 

I  oso  e  ...  è  nostra  .  .  .  somma  Felicità C  ìv.  aa.  1 15. 

Beatitudine,  eh*  è  questa  Ftiicità  dì  cui C  iv.  aa.  aoa. 

quando  difinìsce  la  Ftticitad* C  iv.  17.  76. 

à^nce  della  sua  dolcezza,  cioè  della  Ftlicitade C.  iv.  aa.  199. 

a  coloro,  che  sono  gentili,  e  oon  sono  pur^^Hwmtf  .     .     .  V.  N.  19.  9. 

(^esta  non  è  ftfmmna,  anzi  è  uno  de' K  M  a6.  15, 

■pMe  gente,  non  solamente  maschi,  ma  femmina C  i.  9.  37. 

Vergine  {femmina  veramente  .  .  .j       C,  ii.  6.  13. 

sorella  è  detta  quella /rwiwmrt  che C  iii.  9.  35. 

qiiale  ,  .  .  nascesse  una  frtttmina  ottima  di C.  ìv.  5.  37. 

nella ^mmiM/AM  essere  bene  pulita  di  barba   ....Ci.  la.  64. 

lenza,  nella  quale  questo  amore yVrr C  iii.  14.  57. 


FERIRE 


ferire.     Qual  io  di vegna  ^/rrw/o  ...  Sai  contar  tu     ......  Cms.  zi.  4ft. 

a  quella  donna,  Che  m'  htL/rn/o  W  core Cohm.  xìi.  Bo. 

Entro  quel  cor,  che  i  begli  occhì/rriro Cans.  JtiìL  7. 

Che  già  è  mosso  per  voler ^n>r  Questa Cam*.  x-viL  54. 

Con  la  qua!  mi /m'st$' come  pietra S*sf,  U.  t6. 

Sua  luce  mìTWrs),  che  il  cor  m' impietra 5#sf,  iti.  9. 

Abbi  pietà  del  cor  che  tu  ^^Txs//. J3ai7.  iL  3. 

Chcywtr  tra'  miei  spirti  paurosi f.  iV.  14.  87  (Soh.  «ii. 

Poiché  ...  il  cov  ferìstt ...  Di  grave  colpo Som.  xlvii  1, 

Cf.  Sedere, 

ferita.     Com'  io  rìsur^o,  e  miro  \MftrìÌa Gpu.  xl  5a. 

Pcrocch'  io  ricevetti  \.a\  ferita  Da  un BatL  vi.  sa, 

Cf.  fieruta. 

ferma.     La  novità,  che  per  tua/rrma  (5.  forma)  luce Stst.  ii.  65. 

fermare,     in  cotal  voler/rrma/o  fui  Si  tosto C«m«.  xiv.  39^ 

lo  suo  core  è  stato  Con  %\  fermata  fede K.  TV.  la.  105  {BmH  i. 

Perchè  . .  .  hai  sopra  di  me  fermata  La  tua  man  .......  .S.  i'.  xxxviL  ^j 

Terò  che  in  te  .  .  .  1*  aveva  già  fermata  la  speranza 5.  P.  xxxvit. 

fermezza.     E  ^cx  ftnntzaa  ancor  del  cristianesmo  Abbiam      .     .     .     .  P.  F^  142. 

fermo.     Pcrch' io  son  yVrmo  di  portarla  sempre  Ch*  io Ca»#.  xv.  51. 

per  cui  son  verde,  E  ,;%rmo  nel  suo  amor      . S«sA  ìv.  5. 

la  mia  mente  .  . .  Che  ferma  à  di  tener Som.  xxkììì 

Che  conturboto  possa  ornai  star  fermo     .     .     .     .     • S,  P,  vi.  tx, 

Bastici  solo  aver  ferma  credenza P.  F.  8a. 

fero.    K  fiera 

femtB.    dalla  tentazione  Dell'  infemal  nemico^  e  ^uùfentit     ,    *    ,    .  P.  F.  aat^ 
C/:  ferita. 

ferire.     Per  che  ...  è  àMferirt  nel  petto  alle  viziate  opinioDi  .    .    .    .  C.  tv.  ^  r8a 

fermamente.     L'  ora  .  .  .  cwl  ferma mmte  nona  di  quel  giorno      .     .     .  K.  AT.  3.  17. 

COSI  è  da  porre  e  da  cTc^eve  fermamentt C  tiì.  7.  84.      ^È 

fermare,     la  quale  maniicsta  1'  amistà,  e  ferma  e  consenra.      .     .     .     .  C  xìL  i,  69,      ^| 

quivi,  a  modo  d*  una  palla  percossa,  siyWwwi CÌÌL9.79.      H 

quando  suso^^f-mai^a  [P  etera] C  ìiì.  15.  170^  S 

se  si  volesse  alla  favola ^Vrmarf  r  avversario C  iv.  14.  149. 

lo  loco  ove  è  da  fermarci  e  da  pugnare C.  ìv.  96^  jS. 

fermOL     ciascuno  ciclo  ...  ha  due  poli/rrrw' ...  e  lo  nono  gli  ha^rmi*  fl 

e  fissi C.  ii.  4.  49,  SOL  ■) 

nella  cui  girazionc  conviene  .  .  .  essere  due  PolìT^rmi C  ili.  5.  é9» 

dal  quale  pensiero  si  procede  in^rma  opinione C.  iii.  7.  19^     ^ 

aiccom*  è  \sL  figura  ...  e  lo  starfenno C  iìL  9.  61.     ^| 

certo  dì  yW-ma  sono  opinione C  tv.  5.  iSOk     " 

opemzioni .  .  .  siccome  stare ^rmo  . .  .  alla  battaglia C.  iv.  9.  él^ 

Io  in  nullo  tempo  per  fermo  .  .  .  dissi C  ir.  la.  57. 

che  1'  Anima  stette ^Wma  alle  civili  operazioni C  ìv.  bB.  131. 

tempo  è  da  non  istarc /«riffa C.  hr .  30.  3^     ^ 

fero.    K  fiera  ■ 

ferra    il  mal  labbro  biasima  Ìl  f*rro . .  .  credendo  dare  k  colpA ...  al  ' 

Jinv CLif.7Ì^8u 

come  questo  ferrv  è  da  biasimare C  i.  11. 

colui  che  biasimasse  i\  ferro  .     .     .     .     ,     .......     .     .  C.  i.  il.  iw^ 

non  per  biasimo  dare  al ^m> C.  L  11.  ia4. 

il  fuoco  ò  disponitore  del^nno C.  L  13.  33. 

ferventemente,     piii  ferventemente  la  filosofìa  termina  la  sua  vista  .     .  C^  iii.  it.  173»^ 

ferventissimo.     per  lo /rnwM/ù;>Y'mo  appetito C  ii.  4.  su 


FIDARE 

lfe«  *  .  treccie . . ,  Che  fatte  son  per  me  scudiscio  t^ftna .    .     .     Cantt.  idi.  67. 

Or»  che  ...  gli  animali  comincìan  Xorfesit Som,  xlii.  4. 

Cmnm.  ix.  69  ;   xv.   72  ;   xvii.  30,  48  ;  xviii.  53,  53  ;  BalL  viiì.  13  ;  Som.  xlii. 
14  ;  Uii.  3. 

Che  par  1' accenda  b  5iria,  e  in ySoMMc  Tarda P.  F.  t^i. 

Sua  beltà  pxovc JiamtMrlU  di  fuoco  C.  iii.  Cans.  ii.  63  ;  8.  136  ;  15.  irx, 

B«n  può  con  naovi  spron  punger  loyfaMCD Son.  xxxvi.  la. 

I^eaacySn/#  pensando  alla  morte K.  TV.  33.  86  (Gih*.  \\Ì.  46-. 

ttaegia  Molte  >njl(  a*  pie  del  vostro  Sire C  ii.  Gim.  L  16. 

Lofajfitte  poi  rimane  oscura Cans.  xi.  59. 

SkchÈ — Non  sì  rivide  poi  una  Tfd/a Cafts.  xìii.  33. 

Asuv  mi  neaa  tal  ^/a  air  ombra  Di S»A  iii.  i. 

Q' io  mi  lentia  dir  dietro  spesse^// K.  W.  7.  37  {Som.  il.  10), 

Altre  pianger  mi  fa  spesse ^/If K  A^.  13.  41  {Som.  vi.  6). 

Spole ybiW  vcngonmì  alla  mente f^.  iV.  16.  34  {San.  ix.  x). 

mrUnw  rei  ìàoXieJiaU  più  eh*  io  Don  vorrìa K.  M  33.  31  {Son.  xvli.  6). 

O' io  feda  pel  dolor  molte  yiifW f'.  A'.  36.  33  (5oh.  atlx,  4). 

Cknon  riguardin  voi  molte 7*0/*  .     .     .     .     .     .     .     .     .  K  A^.  37.  35  {San.  xx.  io), 

Aiuluu,  0  Si^or,  iMiln  fiata S.  P.  v\.  16. 

r«ca    Dicendo:  Lassa,  che  per _/StAi  secchi  Messa  l'  avrc* Son.  Hi.  13. 

Oi'  a  tuayWtiKaa  —  s'  è  mìo  prego  mosso Orna.  xvii.  66. 

E  reno  i'  ho  in  te  tanta^UaiMa,  Che S.  P.  xxxvìL  5Bw 

Deh  non  guardare  perchè  a  lei  mi ^Ulr Bali.  li.  11. 


35 


la  .  .  .  f/rventissima  Carità  dello  Spìrito  Santo   . 
vagendo  siccome  .  .  .  quella  ,^mi'i^  ,  .  .  essere  conviene 
per  altre  parti  non  convenienti  al  9Mo  firvort  . 

a^ad  iatcndcre  .  .  .  e  M  suo/ervort 

■  ibmoyftrvon  d*  animo  ...  si  chiamano  .... 
NMCesaanamente  . .  .  termina  ...  e  con  pìii/rrvan 

cndo  che  sì  mossero  dalla  favola  di  Fetonte     , 
•■"*.    .    C.  ii,  13.  80;   16.  34  ;  iii.  4.  33,  35;  iv,  5.  67; 
BBL  U2Ì  mi  gìungea  uba  fiamma  dì  caritade      .     . 
Se . . .  per  le  finestre  .  ,  .  uscisse  fiamma  di  fuoco  . 

cModiyUiHiMa  ovvero  luminoso 

..  di  pìcciola  in  grun  fiamma  s'  accese    .     . 
ta  beltà  dì  qucWa,  />kn/€  fiammtlle  di/noco 
^"tt  jkmmuil*  .  .  .  rompono  li  vizi  innati .... 
^'iiAiì.cioè  momhtà^  piove  fiammtfU  tii/uùco   ,     . 
Pooetevì  mente,  nemici  di  Dio,  a'  fianchi      .     . 
KOTejÌ«|r  già  ,  .  .  era  tornato  lo  ciclo     .... 
••fio — molte ^£r  r  andai  cercando       .... 
^tt6,  che  alcuna  yfdta  1'  avca  veduta  con  la  mia  donna 
^^ntUtt/lmU  mi  pesava  duramente     .... 
o^oeae  ua^i  fiate  .  .  .  m'  avea  già  chiamato 
W^ Balte yCair  mi  ricordava  della  mia  .  .  .  donna 
■tteflk  di  Venere  due  fiat*  era  rivolta     .     . 
"Solfai . . .  ogni  di  naturale  una  fiata    .     . 
<^  1  fole  alcuna  fiala  errò  nella  sua  via 
■rfeno  n*  accostai  per  più  ^/<r     .... 
(•iiipCBsicrì  .  .  .  molte  ^a/#  volcano      .     , 
lk>bUlr  prendere  gtiardia  non  si  può  .     . 
t  fidamd^fmi  nella  persona  .  .  .  dissi 
fgfwitfi .  .  .fidandomi  di  me  più  che  d'  un  altro 


.  C.  ii.  6.  69. 

,  C  i.  I.  117. 

.  C  ii.  15.  50. 

,  C  iii.  3.  lox 

,  C.  iii.  II.  154, 

.  C  iii.  II.  178. 

.  C.  ii.  15.  53- 

36»  43.  »a3;  34. 135- 

.  V.N.  II.  4. 

.  C  L  18,  a. 

.  C.  ii.  4.  16. 

.  C  iii.  I.  7. 

.  C.  iii.  8.  147. 
C  iii.  8.  190. 

.  C.  iii.  15.  134. 

,  C,  iv.  6.  180. 

.  V,  N.  a.  I. 

.  K  N.  a.  48. 

.  y.  N.  8. 14. 

.  V,  N,  IO.  a. 

.  V.  N.  la.  04. 

.  K.Ar.37.4. 

.  C.  li.  a.  a. 

.  C  ii.  6.  147. 

.  Cii.  15.48. 

.  C.  iii.  f.  «8. 

.  C.  iii.  3.  105. 

.  C  iv.  ifl.  gì. 

.  K  N  14.  g. 
C  i.  IO.  79. 


FIEDERE 


Sedere.     Egli  mìjiedt  sotto  il  braccio  manc-o  Si  forte 
C/:  ferire. 

fisa  n  saranno 

fieno.     Percosso  io 


Cmv.  xiL  4& 


Som.  L  14. 


il/#» 


prati 


S.P. 


IO. 


10  come 

e  come  il  secco  Ji^no  È  arsa,  consumata  e S.  P.  cL  41. 

fiera,  fera.     Chiamando  amore  appetito  dì/era Cans.  x.  r^^ 

Ma  di  qua\Jifra  V  ha  d*  amor  più  freddo Sést,  ìt.  & 

fiero,  fero,     questa  Donna  .  .  .  Ella  la  chiama yi'ni  e  disdegnosa  .     .        C.  uu  Coma.  ii. 

s\  che  mi  par  firo  Quantunque  io  veggio C.  ìii.  Cmn».  ìt. 

gli  atti  disdegnosi  c/eri ,  .  .  m*  han  chiuso C  iv.  Coma  io. 

che  fai,^ra  Fortuna Catts.  x.  90. 

La  .  .  .  figura,  che  rimane  Vittoriosa  c/era Csms.  xL  32. 

Mercè  deliro  lume Canta,  xi.  £5. 

Tu  te  n*  andrai,  canzone,  ardita  e_^ra G*ms.  xviii.  6t. 

Co^  è/em  donna  in  sua  beliate  Questa Baii.  x.  33. 

Mi  la  lasciare  HJura  rancura Som.  xxzn't.  1 

figgere.     Perchè  le  tue  saette  nel  mio  core  SonfiHe S.  P.  xxxro. 

c/itto  La  mente  abbiamo  in  te »     ,     .     .     P.  F,  s3o. 

figlio,     r  fui  Nipote  0/^/0  di  colai  valente C  iv.  CaNa.  iii.  36  ;  7. 

Qual  é  óe^  figli  tuoi  ...  ha  onta CdMa.  xviìL  4. 

Dirada  in  te  .  .  .  Uè'  figli  non  pietosa «     .     .     .     .     Ot«u.  xviu. 

Ma  ben  ne  colse  male  a*^  di  Stagno Som,  VvL  14. 


fieno  ^  saranna C  iv.  4. 1318^ 

fiera.     Orfeo  facca  colla  cetcra  mansuete  le yf/'tr C.  ii.  1.  97. 

fiero,  fero,     parendo  a  me  questa  Donna  fatta  contro  a  me^ni .     .     .  C.  ìii.  9.  ca 

quella  la  (a  suptrta^  zioé/tra  e  JisJegHosa C.  iii,  9.  4^ 

/'  anima  Uniea  st,  dte/ero  mi  parta  ciò  che C  ìiL  I&.  it. 

per  che  U  sembiante  ...  ne  pare  dixtlfgna*o  9  ftfo C  ili.  IO.  r\. 

chiamai  questa  Donna /-ra  e  disdegnosa .     .     .  C  iii.  15.  aox 

dal  principio  essa  filosofia  parca  a  me  .  .  .fitra C  iìL  15.  305. 

gli  atti  di  quelita  Donna  essere  .  .  ./tri C  ìv.  a.  3a 

figlia,     della  bellissima  e  famosissima  j^/ia  di  Roma,  Fiorenza    .     .     ,  C  L  3.  sa. 

Maria  Vergine  .  .  .figlia  di  Giovacchino  e  d'  Anna C  ìi.  6.  14. 

perchè  .  .  .  questa  Donna  fu  figlia  d*  Iddio C  ìi.  13.  71. 

che  la  Donna  ...  fu  la  bellissima  e  onestissima y^/ù  dello     .     .     .  C  ìt  16.  teu 

non  solamente  sposa,  ma  suora  e  figlia  dilettissima C.  cìi.  ix  117. 

del  risponso  che  Apollo  dato  avea  per  le  sue  figltg     .     .     .     ,     .     ,  C,  iv.  95.  6& 

nutrice  d' Argia  e  di  Dcifilc.y^^V  d' Adrasto C  ìv.  25.  Si. 

flgUo.     dice  Venere. ..  */i^Abf  virtù  mia, _/?^/«j  del  sommo  Padre  . .,'  .  C.  iL  6.  tsi,  la 

Venere  disse  ad  Amore  :  '  figlio,  armi  mie  .  .  .' ,  C.  ii.  6.  las- 

la  natura  umana  trasmuta  ...  di  padre  in  figlio C  iL  9.  41. 

che  .  .  .  i\  figlio  alla  morte  del  padre  intende C  ìv.  13.  t^ 

uomo  che ^^ib  sìa  di  villano C  iv.  14. 

toglie  vìa  la  mutazione  di  villan  padre  in  ^nli\  figlio;  che,  sc'ly^tb 
de]  villano  ò  pur  villano,  e  *\  figlio  suo  ila  p\xr  figlio  dì  viUanO|  e 

cosi  fìa  anche  villano  il  sao  figlio C.  iv.  14.  33,  34,  35  (Aù^ 

sarà  trasmutazione  ...  di  padre  ^  figlio C.  iv,  14.  ftiu 

si  dice,  Dardano  essere  stato  >^/io  di  Giove •    .  C.  ìv.  14.  14& 

se  ...  di  vile  padre  non  può  nascere  gentil y^Ab C  ìv.  15.  la. 

non  generandola  ...  di  vile  padre  in^^io C.  iv.  15.  93, 

che  .  .  .  chiama  quelli  tutti  ^Vi'd'  Adamo C.  ìv.  1^  6&. 

la  quale  .  .  .  \o  figlio  di  Giapeto  .  .  .  compose C.  iv.  15.  te. 

dice  Salomone,  quando  intende  correggere  il  sao  figlio. . .  '  OAì^fi^to 

DUO  .  ,  .* C  iv,  84.  X4tt 


FIGURA 


Bilia,   {ad  loco,  Che  li  tuoi,;^'e  servitor  riceve 5.  P.  ci.  117. 

Credo  che  ^\  figlio  umana  carne  e  vita  Mortai  prendesse  .     .     .  P.  F.  ig, 

questo,  eh*  e  dal  Padre  e  Figlio  Non  f^encrato  o  fatto    .     .     .     .     .  P.  F.  ']4. 

Ifoaprìiaa  I'  un  che  1'  altro  ^osk  figlio P.  F.  •}%. 

fl^Hnnli    ?v figliuola  d'  Amor  giovane  e  piana K.  ^,  19.  79  iCana.  i.  60). 

E  tu,  che  sei ^^fuo^  di  tristizia ,     K,  iV.  33.  115  (CaM«.  iii,  75). 

tl^hlOfa   ooora  e  fregia  Qualyf^/iWo/ (e  piii  pregia  . Cohb.  x\\\\,  ^12, 

BtcdKovelt^^iHo/di  non  so  cui 5oh.  li v.  i. 

U  qua! . . .  è  .  ,  .  unico  figUuol  di  Dio,  nato  Etemalmente  .     .     .     ,  P.  F.  36. 

Con' t '1  fr^AMo/o:  r  «no  è  all'altro  eguale P.  F.  68. 

il  Padre  ed  il  Figh'uoto  .  .  .  Con  .  .  .  ciascun  vale P.  F.  ti. 

dìqueB' .  . .  consìglio  Del  Padre  e  del  FigUuol P.  F.  ^^. 

IfaiL   Poi  chi  pixtge  figura C.  iv.  Cans.  iii.  59  ;  io.  105. 

fl|ttk  liutsto  come  è  nato,  lo  figlio  ...  a*  apprende C.  iv.  34.  148. 

ck«...vedenio  ciascuno J^//o  più  mirare C.  iv.  34.  156. 

■Rtae  onesta  dee  apparcre  a' suoi  ^^/i C  iv.  34,  160. 

per6  dice  Salomone  all' adolescentcyf^/tb C.  iv.  35.  16. 

cbcptioao  rimanere  in  vergogna  àc\  figlio C.  iv.  35.  115. 

tee illora^i,  per  li  quali  si  significano C  iv.  38.  107. 

Ftccj^' anche  di  questo C.  iv.  38.  113. 

lo  nlngio y^ib  ...  fa  tutto  il  contrario C  ìv.  39.  63, 

Hfc».   Ella  non  pareva  v^iwo/a  d'  uomo  mortale,  ma  di  Dio  .     .     ,  V.  N.  a.  53. 
'P^**lft  come  quella  da  buon  padrea  buon^/iwa/o,  e  da  hnon  figliuolo 

ibuon  padre K.  A',  as.  la,  13. 

^6at  Padre,  Figliuolo  e  Spirito  santo K  W.  30.  35. 

Mde. ,.  il y(j*/f'ifo/0  ^  piti  prossimo  a]  padre C.  i.  la.  33. 

^^^^Uuolo  del  sovrano  Iddio  e  figliuolo  di  Maria  Vergine    .     .  C.  ìì.  6.  la  {bis), 

■  *6IBU  Sapienza  del /'^/fMo/o C.  ii.  6.  67. 

^Koadochè  ha  relazione  al  Figliuolo C  ii.  6.  Sa. 

■We  speculare  del  fr^/iMo/o C.  ii.  6.  90. 

"■■IO  Amore  essere  _/tf/mo/o  dì  Venere Cii.  6.  119. 

9<Bido  il ,/^FfoA}  é  conoscente  del  vizio  del  padre C  iii.  jo.  57. 

••pidre  dice  al  _/(^riio/o 'Amor  mio' C.ìii.  11.  171. 

«^Mwrfodi  re  fa C.  iii.  14.  78. 

•"•tofii .  . .  che  '1  Figliuolo  di  Dio  . . .  discendesse C.  iv.  5.  aa. 

'^  ^Bak  fosse  cantera  del /ì^/fMo/o  di  Dìo C.  iv.  5.  39. 

^^T^to  giudicatore  del  suo 7^'»o/o  a  morte  .     , C.  iv.  5.  119. 

•"«a»  ^hc  figliuolo  sia  .  , .  d'  alcuno  vaUnte  uomo ,  C.  iv.  7.  9. 

•"■piriti  de" _/i|'/i«o/i  d' Adamo C.  iv.  15.69. 

'V^,  ubbidite  alli  vostri  padri C  iv.  34.  Z7X 

^■^  aounaestrò  ,  .  .  Asconio  sxìofigtiuoh C  iv.  a6.  98. 

'"w'dtì  vendere  a'  figliuoli  di  Colui  che C.  iv.  37.  Bi, 

™* ''Ij^pfitMofo  del  valente  uomo  dee  .  . .' C.  iv.  ag.  73. 

•**■   >odtscemea  una j^^ra  d' uno  Signore K /V.  3.  30. 

***kvbiifigum  o  colore  rettorìco  è  conceduto  .     .     .     .  l'.  N,  35.  58. 

MttDttMe  dly^fwm  o  di  colore  rettorìco K  A'.  35.  ic>8. 

«op  ià  disegnare  7^ nr  d'  angeli ^.  ^.  35-  15. 

pf^  esempio  della  sua  bellissima  y^^ra    .     , F.  TV.  41.  5. 

tnmaMiaotto  figura  d'  allegoria C  i.  a.  lad. 

JMtoMido . . .  sotto y^nt  d'  altre  cose C.  ii.  13.  57. 

rcàot»  b  .  . .  tnfigum  d'  una  croce,  grande  quontitii C.  ii.  14.  178. 

^  ...  il  cerchio  è  perfettissima  y^m  in  quella C  ii.  14.  aii. 

ed  è  va»  figura  qucau  .  .  .  che  si  chiama C.  iii.  9.  17. 

AecDfli*  è  U  figura  ...  e  Io  star/trmo    , .  C.  iii.  9.  59. 


FIGURA                                                                                          ^■■F  ^5° 

figura.     La  nemica  yf^m  ...  andar  mi  fané Guu.  xi.  31. 

in  vece  D'  una  ch^  ìo  vndi  la  bella ^^um CofU.  xiìi.  8r. 

Con  U  perfetta  sua  bella ^^<nc Comi.  xìk.  76. 

non  si  vide  ...  Né  aìcunsi/i^ra,  o  color  d'  erba Sesi.  iil  35. 

Per  rìgtiardar  sua  aDgetìca^^m Bali.  v.  6. 

Guardando  la  T^pint  Di  questa  Donna Ball.  ìx.  ^ 

Ha  dentro  portan  la  dolce^f^ra Ball,  x.  9. 

Ch'  io  vi  rassembrì  siy^ni  nuova ^'.  TV.  14.  81  [Son.  vii.  3Ì. 

Ond*  io  mi  cangio  inji^im  d"  altrui K  iV,  14.  90  {Som.  vii.  la). 

Uà  la y^^ra  ne  par  d*  altra  gente V.  N,  aa.  ^  [Son.  xiiì.  4). 

quanta  picutc  Era  apparita  in  la  vostra y^ni      .     .     .     .  K  ^V.  36.  30  {Som.  xìx.  a). 

A  rischio  di  mirar  la  suayf^Mra Som.  xxvt.  8. 

Cioè  la  bella  e  rea  vostra /^Mm Sem.  xxxiiL  xt. 

Né  è  cosa  corporal  cb'  abbia ,^^rB Som.  xxxviii.  lOb 

E  la y^ttra  sua  mi  par  sì  spenta Som.  h.  6. 

fig^iirare.     che  in  la  sua  cera  Guardando,  vidi  nn  angiolT^^nito  .     .     .  Som.  xxix.  8. 

figura,     questa  cotale  y^ni  in  rcttorìca  è  molto  laudabile C.  iii.  to.  50. 

Onde  .  .  .  questa T^wra  è  bellissima  e  utilissima C  iif.  io.  64. 

non  cfa  buono  sotto  alcuna  y^tm  parlare C.  iv.  i.  85. 

imraaginan  questa y^ro  A,  E,  I,  O,  U,  la  qua!'  tjtgìira  di  Iettarne  C  iv.  6.  31,  39. 

e  rende  unaySpina  in  ogni  parte C  iv.  7.  tit. 

come  Uy^Mra  dello  quadrangolo  sta  sopra C.  iv.  7.  141. 

nullo  dipintore  potrebbe  porre  alcuna  jf^ni,  se  .  .  .  non  ai  facesse 

.  .  .  quale  lay^wra  essere  dee C.ìv.  io.  X07,  1091 

quello  circolo  che  hajiguru  d'  uovo .  C.  iv.  16.  90. 

quello  che  ha  A^'v  di  presso  che  piena  Luna C  iv.  26.  91. 

potemo  cosi  ritrarre  la  ^trum  a  vtn'tà C.  iv.  aS.  104. 

figurare,     composto  .  .  .  sfigurare  immagine  di  legame C.  ir.  6.  a6. 

volendo  il  suo  ufficio T^urarr  con  una  immagine C  iv.  9.  lot. 

lasciando  \\  figurato,  che  .  .  .  tiene  Virgilio C  iv.  34.  94. 

nella  parte  . .  .  ove  questa  età  si  figura .     .     .  C  iv.  a6.  6a. 

E  che  .  .  .  convengano  .  .  .  ucfigum  quello  grande  poeta      .     .     .  C  iv.  98.  98. 

filare,     volete  sapere, T^omfe  e  zappando,  ciò  che C.  iv.  5.  76. 

fili.     Fili  miy  ttmpus  estui ....  K  ^.  xa.  ax. 

fìlOQ.     tanto  vale  come  in  Greco  filos  dire  antaktrt  in  Latino,  e  quindi 
dicemo  no\  filos  quasi  amatori  .  .  .  ondejVos  e  sofia  tanto  vale 

quanto  amd/om/i  5d/i>fua C  iii.  i>.  48149,  50. 

filosofiante.     si  dimostrava  . .  .  cioè  .  .  .  alle  dispntazioni  Aé*  filosefantì  C.  ii.  13.  48. 

r  anima T^osq/^M/r.  ..  contempla C  iv.  a.  156. 

filosofare.    le  quali^osq^nr  non  possono  ;  perocché. . .  ^filoso/an , .  . 

è  necessario  amore C.  iii.  13.  xa,  14. 

si  sale  Afilosofarr  a  quella  Atene  celestiale C  iìt.  14.  137. 

filosofia,     nel  principio  della  Prima  Fiio^fia •     .     .  C.  L  x.  a. 

costretto  da*  prìncipìi  dì  ^oso/ià C.  li.  3.  40. 

secondo  quello  che  si  tiene  ...  in  Filosofia      .     .     .  %^.     .     .     .  C  xi.  3.  50. 

giudicava  bene  die  W  filosofia  .  .  .  fosse       .     .     .     »  -<><    .     .     .     .  C  iì.  13.  36. 

questa  Donna  .  . .  nobilissima  e  bellissima  Filosofia C  ii.  X3.  73. 

ha  comparazione  .  .  .  alla  morali  Filosofia  ;  che  la  morale  Filosofia 

.  .  .  ordina  noi  ali*  altre  scienze        C.  ii.  15.  194,  135. 

non  altrimenti,  cessando  la  moraXQ  J^osofia C  ii.  15.  159. 

questo  ciclo  avere  alla  morale  yC/aso/Ìd  comparazione C  ìì.  15.  164. 

di  questa  donna  gentilissima  Filosofia C.  iì.  16.  6. 

sì  vuole  sapere  che  questa  Donna  è  la  filosofia •  C.  ii.  16.  ao. 

negli  occhi  della  Filosofia C  ii.  16.  33. 


FILOSOFO 


flOb  lu  redi  ben  com'  è  sottile  Quel  filo 


■Al   iUa  qoftle  Pittagora  pose  nome  FilQsoJia    .     . 
BecBO . .  .  ove  dice  alU  Filosofia  ....... 

qiieUi  Donna  dello  intelletto  che  Ftloaojia  si  chiama 

Mabire  e  dire  che  è  questo  che  st  chiama  Filosofia 

Diqoesto  nasce  il  vocabolo  .  .  .  Filosofia  .  .  .  Filosofia  non  è  altro 
^emmist^HMa  a  Sapiènza 

con  U  f  •fwo/Sa  per  JiUtto  o  per  utilità  non  4  vera  filosofia 

Prrcbe. , .  cosi  \sk  filosofia  è  vera  e  perfetta   . 

cori  II  Filosofia  ...  ha  per  suggttto  lo  intendere 

ddk/Uonyia  è  cagione  efficiente  la  Vtrità  .     . 

Oli  fine  della  ji/osq^  è  quella  .  .  .  dilezione    . 

tsB  li  può  vedere  .  .  .  perchè  Filosofia  si  chiama 

ttUc^uJi . . .  \a  filosofia  termina  la  sua  vista 

\ktfaÌK ...  Filosofia  é  chì^maXA 

nae. . .  le  Scienze  sono  Filosofia  appellate    . 

R»eU  prunaia  é  ver^  filosofia  in  suo  essere    . 

cbt. . .  Filosofia  è  quando  .  .  .  sono  fatte  amiche 

9U^  nira  là  dove  è  questa  filosofia     .... 

Oé.,, Filosofia  è  uno  amoroso  uso  di  Sapienza 

CtAoqne  la  divina  Filosofia  della  divina  Essenza 

Mbqol^fcMq/fa  umana  seguito  poi .     .... 

BM  li  pud  dire  .  ■  .  che  sia  in  filosofia    .... 

noitute  che  .  .  .  non  sia  nell*  ultimo  atto  di  filosofia 

à^veti  filosofia  .  .  .  saranno  ...  a  mostrare .     . 

VAmnu  óeìÌA  filosofia  Lo  maMi/tsta 

***Borc  è  forma  di  Filosofia 

0B4e.,.ySb3q/fa  per  suggctto  materiale  qui  ha  . 

rAsore,  eh*  é  parte  di  filosofia 

^^f^tìà filosofia  è  in  atto 

(^  h  MorWiAi  è  MUmkì  ócììa  filosofia    .... 

^SApienza^  eh'  è  corpo  di  filosofia     .... 

^^  pute  di  si  che  moralt  filosofia  sì  chiama    . 

<U  pnBdpio  essa  filosofia  parca  a  me  .  .  .  fiera 

àoi  Rutila  luce  virtuosissima,  Filosofia  .... 

^^  occhi,  cio^  nelle  dimostrazioni,  della ^oso^ 

P^vebè  tn»  filosofia  ...  ai  medesima  riguarda . 

^^^ filosofia  nuUa  fu  affermato 

"^'QM  e  a  perfe/ione  la  filosofia  morale  ridussero 

'■"feenti  uditori  della  morale  yWtMtyìa       .     .     . 

*^fKSta  Donna,  cioè  la  Filosofia,  ai  troverà    . 

^^fimfia  non  solamente  alberga 

. .  che  .  .  ,  filosofia  non  volge  lo  sguardo  . 
ite^     non  così  filosofica  niente  intendessero  quelle 
fiioìfimmtHt*  disputando,  curare  non  sì  dee  .     . 
ddla  Imperiale  AutorìtÀ  e  della  FSosofiea 
W^t^  \a  filosofica  Au\onXkc<:à\s.ÌHtp€riaIt   . 

nSàfihscjficm  autorilik  sì  congiugne 

1*ilu  è  da  reverirc  1'  Antorità  .  .  .  Filosofica  .     , 
Aodiii  «opra  una  proposizione  ^/oso/fra      .     .     . 

e  localmente  mobile  per  sé,  secondo  il  Fffosofoj 
àò  dice  il  FUotofo  nel  secondo  della  Metafisica    .     . 
flgcwu  dice  il  FAom^o  nel  principio  della  Prima  Filosofia 
dalla  sentenza  del  FUost^o 


CoHM.  xvìi.  6a. 

C.  ii.  i6.  103. 
C.  ìli .  a.  144. 
C  iìL  li.  4. 
C  ili.  II.  16. 

C  iit,  II.  54,  5( 
C  iii.  ti.  93,  9i 
C  tìi.  II.  115. 
C.  iii.  II.  133. 
C.  iii.  1 1.  138. 
C  iii.  II.  14^. 
C.  iii.  ti.  151. 
C.  iii.  II.  173. 
C  iii.  II.  178. 
e  iii.  II.  180. 
e.  iii.  II.  i&>. 
C  iii.  ta.  31. 
C  Vìi.  [z.  85. 
C.  iii.  ta.  94. 

C.  iii.    13.   JOG. 

C.  ili.  13.  34. 
C.  iiù  13.  59. 
C.  iii.  13.  79. 
C  iii.  13.  86. 
C.  iii.  13   105 
C  iii.  13.  109. 
C  iii.  14.  7. 
C  iii.  14.  14. 
C.  iii.  14.  106. 
C.  iii.  15.  1 16. 
C  iii.  15.  lao. 
C.  iii.  15.  148. 
C.  iii.  15.  304. 
C.  IV.  I.  95. 
C  iv.  a.  14G 
C  iv.  a,  151. 
C  iv.  6.  130. 
C.  iv.  6.  137. 
C.  iv   15.  148, 
C.  iv.  30.  47. 
e.  iv.  30.  50. 
C.  iv.  3a  6a. 
C  ii.  5.  36. 
C.  iv.  14.  147. 
C,  iv.  6.  4. 
C  iv.  6.  167. 
C  iv.  6.  170. 
C  iv.  7.  a. 
C  iv.  18    la. 
y.  N,  «5.  15. 
K  N.  43.  30. 
C.  i.  I.  I. 
C  i.  la.  ao. 


FILOSOFO 


fine.    Contemplando  la/w  che  V  aspetta C.  ìv.  Cans.  S3.  i* 

Ch' io  sono  al  ^<  della  mia  possanza Cinx.  xvi.  30. 

filosofo,     siccome  dice  i\  Fi/oso/o  nel  quinto  dell*  Etica  .     .     .     .Ci.  la.  75  :  ii.  15. 

siccome  dice  il  Fi/oso/o  nel  primo  della  Ft'sìca C  ii.  1.  zoft. 

secondo  la  sentcnia  del  Filosofo .  C  iì,  3.  14. 

Furono  ceriì  JOasofi  .  .  .  che  credettero C  iì,  5.  si, 

nessuno  dubita,  né  Fiìose/o,  nò  Gentile C.  ii.  5.  61. 

siccome  dice  il  Filosofo  nel  secondo  della  Metafisica C  ii.  5.  117. 

per  Wfiiosofi .  .  ,  diversamente  è  sentito C.  ii.  6.  xaS. 

le  scritture,  s)  de*  ^/ofq/f  come  .     ...  C  ii.  9.  60. 

siccome  dice  il  Filosofo  nel  secondo  diW  Anima      C.  ii.  10.  68  ;  iii.  6. 11 1  :  ir.  7.  t; 

tutti  li^/oA-q/f  concordano .  C.  ii.  14.  39. 

siccome  dice  il  Filosofo  nel  sesto  dell'  Etica C.  ii.  14.  43  ;  iv.  37.  47. 

che  .  .  .  Wfiiosofi  hanno  avuto  diverse  opinioni C  ti.  15.  46, 

siccome  .  .  .  pare  sentire  il  Filosofo C.  ii.  16.  90. 

siccome  dice  il  Filosofo  nel  nono  dclt'  Etica C  iii.  r.  56, 

Dico  .  .  .  che  M    Filosofo  nel  secondo   drlV  Anima,  .  .  dice  che  I' 

Anima  ...  ha C  ilL  9.  83. 

però  è  1'  uomo  divino  animaU  Aa'  filosofi  chiamato C.  iii.  «.  zaa. 

siccome  dice  ìl  Filosofa  .  .  .  nel  terzo  drlP  Anima C,  iii.  a.  124. 

delia  quale  parU  il  Filosofo C  ììì.  3.  69. 

secondo  la  sentenza  del  Filosofo  nel  terzo  dell*  Etica C.  iii.  4.  54. 

sono  riprovate  ...  da  quello  glorioso  Filosofo       ....  .     .  C.  iìu  5,  55. 

passioni  .     .  delle  quali  fa  menzione  ti  Filosofo C.  tii.  8.  85. 

siccome  dice  il  Filosofo  nel  secondo  dell'  Etica C.  iìL  8.  16& 

Veramente  Plato  e  altri //osoyS  dissero C.  iii.  9^  loa 

questa  opinione  é  riprovala  .  .  .  dai  Filosofo C  iii.  9.  104. 

per  ta  sentenza  del  Filosofo  ...  si  può  comprendere C.  ìii.  10.  tòi 

siccome  dice  ìl  Filosofo  nel  principio  della  Fisica C  iii.  11.  9. 

viveva  uno  Filosofo  nobilissimo  .  .  .  Pìttagora  ........  C  iiL  if.  09. 

erano  chiamati .  .  .  non  filosofi,  ma  safii^nti C.  iiL  tt.  35. 

fosse  affiatare  di  sapienza  chiamato,  cioè  filosofo C.  iii.  xi.  47. 

onde  in  alcun  modo  si  può  dire  ognuno  filosofo C.  ììL  xi,  6{. 

non  si  dice  Filosofo  alcuno  per  lo  comune  amore C.  iii.  11.  7& 

acciocché  sia  Filosofo^  conviene  .  .  ■  Per  che  senza  amon  .  . ,  non  si 

può  dire  fi/osr>;^o C  iii.  II.  8t, 

Onde  non  sì  dee  dicere  vero  Filosofi»  alcuno,  che . .  .  Non  si  dee 

chiamare  vero /f/osc/o  colui C  iìL  ii.9S(  » 

questi  .  .  .  meno  partecipano  del  nome  dì  Filosofo      .     .     .     .     •     .  C.  ìii.  si.  ii^. 
che  '1  vero  Filosofo  ciascuna  parte  della  Sapienza  ama,  e  la  Sapienza 

ciascuna  parte  del  Filosofo C  tii.  il.  103,  t: 

così  si  può  vedere  ...  chi  é  vero  Filosofo C.  ili.  11.  iss- 

Veramente  ...  è  1*  uomo  ...  da  chiamare //osq/b C  iiL  13.  77. 

r  usanza  àe*  filosofi  è  dì  chiamare C  iii.  14.  4X. 

li  ^/osq/C  eccellentissimi ...  il  dimostraro C.  tìi.  14.  70^ 

e  '1  Filosofo  dice,  nel  secondo  della  Metafisica C.  tis.  14.  97. 

seguita  .  .  .  secondo  la  sentenza  del  Filosofo C.  iii.  15.  501 

Lacrima  è  che  dice  ìl /'i/o5q/b C.  iv.  3.  6^^ 

però  dice  ìl  Filosofo C.  iv.  4.  9. 

le  parole  del  Filosofbf  eh*  egli  nella  Politica  dice C.  tv.  4.  46^ 

a  vedere  di  quella  del  Filosofo C.  iv.  &.  7, 

Furono  dunque yi/oso/f  molto  antichi C.iv.  6.  &^ 

M\TÌ  fUosofi  furono  ...  e  di  questi  fu  primo  e  prìncipe  uno  filosofot 

che  fu  chiamato  Epicuro C,  hr.  6k.  911, 


FINE 


Bea  veg^'o  che  *I  xoìoJìh  consentì  e  vuoi Cohm.  xvìi.  a6. 

òoè  che  r  AutorìU  del  FUoso/o  sommo,  di  cui  s*  intende,  sia 

nou  di . , .  vigore C  iv.  6.  156. 

CBStiCU  revereiua  e  al  ...  e  al  Filosofo  parlando C.  Ìt.  6.  aó. 

■è  contro  al  Filosofo  %\  ni^ona        .     .     .     , C  iv.  8.  39. 

eooiro  klla  autorità  del  Filosofo       .     ,     ,     .     . C.  iv.  8.  39, 

qaedo  il  Fìlcsofo  dice  :  'quello  che  pare  .  .  .' C  tv.  6.  43. 

mbcào  contro  alla  intenzione  del /(Vosq^ C  iv.  6.  68. 

CODln  tlla  reverenza  del  Filosofo  non  parlo C.  iv.  8.  85. 

fDrflo  Maestro  de'  Filosofi^  Aristotile C.  iv.  8.  141. 

I<ohu,chcdìccssecheg^ovanez2aécolmodella...che8arebbe^/o5t/o  C  iv.  9.  173. 

Kmac  vuole  lo  FUosofo C.  iv.  10.  79,  90. 

Ckt  sii  perfetta,  è  manifesto  per  Io  Filosofo C.  iv.  la.  ia6. 

90010  è  falaissimo  appo  U  Filosofo  .  . .  che,  avvegnaché  *1  Filosofo 

aoo  ponga C.  tv.  15.  481  51. 

éceOttAiani,  e  non  dice  Filosofi C.  iv.  15.  91. 

Jlcutoro  dice  il  FOcsofo,  che  non  è  da C  Iv.  15.  160. 

■ODaen'  ammaestra  il  Filosofo C  iv.  16.  59. 

Qhu  perfezione  intende  il  Filosofo C.  iv.  16.  78. 

Mtftkcfaé  .  .  .  é  per  lo  FUosofo  dìfinito C.  iv.  17.  la. 

le  aonb  Virtù  ...  e  queste  diversamente  da  diversi  Filosofi  sono 

distinte  e  numerate C  iv.  17.  aa. 

^icile  sono  undici  virtù  dal  detto  Filosofo  nomate C  iv.  17.  a9. 

iKCOaedicc  il  Filosofo  nel  primo  dell'  Etica CI  iv.  17.  74  ;  aa.  15. 

■voadoch^  prova  il  Filosofo C.  iv.  17.  93. 

Moadochè  vuole  il  Filosofo C  iv.  19.  83. 

Mnto  dke  il  Filosofo  nel  secondo  dell*  Anima C  iv.  30.  58. 

per  djTcrù  Filosofi  della  differenza  delle  nostre  anime  fu  dlversa- 

neatc  ragionalo C.  tv.  ai.  13. 

Cottvtdamento  é  delli  morali  yf/osq^ C.  iv.  33.  a. 

fcptaione  che  di  quello  ebbe  Epicuro ^osq^ C.  iv.  aa.  a8. 

dftcbe  ae  scrìvono  i  filosufi C.  iv.  34.  35. 

b*nt«ti  per  gli  antichi^f/oso/f  apparire C.  iv.  97.  93. 

dico  la ^d/ cagione  incontanente C  ii.  6.  49. 

vdiuti  a  una  operazione  o  arte  ^nd/< C  iv.  6.  55. 

■  ({liuto  intende  alla  sua  ^Mo// operazione     .     , C  iv.  6.  73. 

^■«b  difinizione  tutte  e  quattro  le  cagioni,  cioè  .  .  .finaltj  com- 

preadc  .  .  .final*  in  quanto  dice C  iv.  so.  96,  lor. 

c^tidooiacosachè  essa  sia  ^na^  nostro  riposo C  ìv.  33.  30. 

'''ttte.    ma^nd/m/n/rdisconfiggea  la  mia  poca  vita K.  W,  16.  aa. 

^••AanUif  v'  entrai  tant'  entro C  ii.  13.  94. 

f'daifl  (rutto  finslmttttU C  iv.  7.  aa. 

eccome ...  la  massa  yfna/mrn/r  cangerebbe  colore C.  iv.  09.  lai. 

od  io  la  vidi  quasi  aWifiMé  del  mio  nono F.  A^.  9.  14. 

^^■w  del  mio  proponimento  mi  parve  sentire K /V.  14.  04. 

AcKejUraoii  tu  questa  tua  donna K  A^.  18.  33. 

decito  ììfifi€  di  cotale  amore  conviene  che  sia y,  N.  i%.  06. 

^^del  mio  amore  fu  già  il  saluto  di K  /V.  iS.  39. 

■^■eUodimorava  la  beatitudine  e  ilyfNtf  di K  TV.  iB.  35. 

fo4elUbocca  eh' è/M«d*  Amore K. /V.  19.  134- 

I  scrìtto  che  il  saluto  .  .  .  Ì\ifing  de'  miei  desiderìi K.  TV.  19.  139. 

Alo  Illa yÌN/ diasi  loro  ci6  che  veduto  avea f^.  TV.  93.  lai, 

fvmaKt^  vicpiij  vedova  dopo  il  suoyfn/ f.  A^.  33.  la. 

C  od /nidi  questa  quinta  parte  dico K  TV.  43.  37. 


FINE  ^^^p  254 

fine.     Ed  alla  fine  £aUe  umìl  pregliiero K  ^.  la.  i  xo  {Bàli.  \.  31). 

Misero  fatlo  sono  .  .  .  Sino  allo^nr  {JF.  fino)  estremo S.  P.  xxx\*ii.  90. 

E  nondÌDien,  per  darmi  alla^fn  morte S.  P.  zxxvit.  49. 

di  manifesUrmi  L'  estremo ^m  del  . . .  viver  mio S.  P.  cì.  93. 

fin&     la  quale  a  debito T^Mr  è  ordinata. .  C  ì.  4.  aa. 

che  ...  a  buon/f/  le  mena C  i.  5.  19. 

ordinate  allo  inteso y&w  ;  siccom*  è  ordinata  al  Jhtt  della  ca^-allerìa 

franchezza C.  i.  5.  ai,  aa. 

che  sono  a  quel  Jint  ordinate C.  i.  5.  as. 

e 'lyinr  della  virtii  sia  la  . . .  vita  eaacre C  L  8.  87. 

che  delle  nuove  cose  Qyfn/  non  è  certo C  i.  to.  io. 

sono  .  ,  .  nel_^M#  commisurate ,     .     .  C  i.  xo.  13. 

in  quanto  sono  ad  alcuno  7?/r/  ordinate    . Ci.  zi.  ai. 

conviene  che  .  .  .  vengano  a  mal  fimr C.  i.  r  x.  30. 

Mbro  Di Pìm*  <W  B*MÌ Ci.  xx.  95. 

salutevole  porto  e  laudabile  nella  fiw  della  mìa  cena C  ii.  z.  9. 

feci  menzione  nella  ^fff  della  KiVa  yVMOtvi C  li.  a.  9. 

Né  altro  dice  infino  alla/»/  di  questo  verso C  ii.  x  i.  91. 

che  conviene  però  aver  ragione  di  fint C.  ìi.  14.  ax3. 

siccome  tra  principio  c^me C.  Ìi.  14.  8x4. 

e  non  averannoyfMtf C  ii.  15.  107. 

essa  circulazionc  cominciò,  e  non  Avrebbe  Jitu  ;  che ^^mt  della  ctrca- 

lazìone  è  redire C  ii.  15.  no  (.*»*)- 

mjine  di  questo  secondo  Trattato,  dico C  ii.  16.  98. 

MfnUf  che  è  qucl^fn/,  e  .  .  .  parte  dell*  Anima C  iii.  a.  15& 

Di  che  accorgendosi  Ercole,  alla  yfn^' prese  lui C  iii.  3.  60. 

Ancora  è  posto  ^M#  al  nostro  ingegno C  iii.  4.  xo6w 

quello  che  scrìtto  èfins  di  tutti  gli  altri C  iii.  8.  38. 

conchiudo  .  .  .  lo^fu  a  che  fatta  fue  tanta  bcltadc C  iii.  8.  aoi. 

E  soggiugne  inT^M*  :  Costei  pensò C  iii.  6.  ao8. 

siccome ^ii#  dell'  ambtà  vera  è  la  biKma  dUaione  .  .  .  cosi  ^nr  della 

filosofia  è  quella  .  .  .  dilezione C.  iii.  11.  139,  144. 

d*  alquanti  che  a  taaljitu  doveano  venire C.  iii.  la.  74. 

non  sarebbe  ad  alcuno T^M/ ordinato C  iii.  15.  93. 

ciascuno  aggiugne  il  yfnf  del  suo  desiderio C  iiì.  15.  103. 

tempo  è  ...  di  porre ^w  a  questo  Trattato C  iii.  15.  914. 

il  quale  seco  porta  il  Jhie  d'  ogni  desiderio C  iv.  9.  So, 

che  a  uno^ff  è  ordinata C  ìv.  4.  4. 

quando  più  cose  a  uno^if  sono  ordinate C  Ìv.  4.  47. 

che  .  .  .  diversi yfMi  di  quella  a  uno  solo^nr  sono  ordinati      .     .     .  C  iv.  4.  51,  5*. 
siccome  ciascuno  ufficiale  ordina  .  .  .  nel  proprio  Jìne,  cosi  è  uno 

che  tutti  questi yf'u  considera C  iv.  4.  56,  57. 

in  tutte  qudle  cose  che  sono  .  .  .  njin*  ordinate C  iv.  4.  6x. 

a  loro  ho  dato  impcrìo  senza Tffv C  iv.  4.  tX9. 

come  detto  à  .  .  .  nella ^Mr  del  precedente  Capitolo •  C.  ìv.  5.  80. 

se  non  per  ìspczìale7f/f«  da  Dio  inteso C.  iv.  5.  105. 

colui  che  solo  considera  1*  ultimo ySiw  di  tatti  g^i  altiì^w*  .     .     .     .  C  iv.  6.  59  {bis). 

le  umane  operazioni  domandano  uno  ^^ntf* C  iv.  6.  64 

questo  nostro  ^nr  ...  fu  per  1Ì  savi  cercato      ........  C  iv.  6.  74. 

credettero  ques'io^rw  della  vita  umana  essene C  iv.  6.  85. 

ciascuno  animale  .  .  .  dirizzato  nel  debito  Jine C  ìv.  6.  xoa. 

disse  questo  nostro  j5««  essere  Volupiade ,     .     .  C  iv.  6.  104. 

Tullio  .  .  .  nel  primo  dì  Fim  d^  Beni C.  ìv.  6.  i  lou 

che  la  nostra  operazione  .  .  .  era  quelySMf C.  iv.  6.  138. 


«ss 


FIORE 


fila   Perchè  il  mìo  spirto  è  quasi  tAfin  condutto S.  P.  cxlii.  36. 

rinedlo  . . .  Non  vi  si  trova^  che  son  senza  fine P.  F,  63. 

tnxi  che ^r*r  Facciamo  a  quello P,  P.  a^^. 

Che  1  Paradiso  al  nostro^»  ci  doni P.  P.  a^o, 

tato    Non  pcrcb'  io  creda  sue  ÌAuàcfimn K  iV.  19.  aa  {Can*.  i.  3). 

BOD  può  ma\  finir  chi  le  ha  parlato V*  tf,  19.  6t  (Canr.  i.  48). 

Noi  scfTcriA.  peroccb'  clU  t  finita Cana.  xìv.  io. 

Ch'opti  suo  atto  mi  trae  a^mW Som.  xli.  11. 

iDttL   Che  possan  guari  star  senza  y$ffiVd Can*.  Lx.  68. 

Dntìuta  ni  fu  questa yfm/a Som.  xxvi.  9. 

faeifn;^.    K  N.  19.  37  ì^Cana.  i.  18)  ;  Som.  xxxviiì,  14;  xxxlx.  13;  S.  P.  I.  la  ;  cxxix.  t8. 

^Uì,*d}.    Vostro /Em  pregio  mando  —  alta  verdura Ball.  iv.  $. 

Lo  vostro  pregio ^nD  ...  si  rìnnovelU Balt.  ìv.  6. 

SatnJfHn  piacenza  Fece  Dio Ball.  ìv,  33. 

ioooCUa    eh*  io  non  credeva  esser  finoechi  Ma  veri  Afflici       .     .     .     .  S.  P.  xxxviL  37. 

fcciX  Id  uom  m'  apparve  scolorilo  f!  fioco V.  N.  9^.  i8r  {Cana.  ii.  54). 

BOR.  (Mai  fior  dì  fronda,  Cost  della  .  .  .  lien  la  cima Cans.  xij.  16. 

Che  huno  latto  il  tuoyior  sudicio  e  vano    .     .     , Caiu.  xvtii.  33. 

cbe^  mende  vcr^i  t  bianchi yfon*  in  persi Cohm.  xx.  79. 

e1^.  .  ^  Fa  desiar  negli  amorosi  cuori Cam-s.  xx.  99. 

fcwacW  più  che ^A*'' di  nessun'  erba Srs/.  iii,  3, 

Uqu] . . .  Si  pon  con  fiori  e  con  foglietta  verde Stsi,  iv,  15. 

Ptrtch'io  son  SMofior,  suo  frutto  ed  erba Sést.  iv.  a8. 

Huui  che  d'  altri Tfon  o  Tof^ie  od  erba Srsi.  iv.  39. 

M  U  noiembraiiza  .  .  .  del  soave  fiore Bati.  vìi.  15, 

Pcr< ..  mi  farà  Sospirar  ogni_/fcnr £a//.  viii.  3. 

A  ^  di /or  gentile Bali,  viiì,  5. 


*^  ^ootoySiv  conoscendo  .  .  .  limarono  e C.  iv.  6.  135. 

VUtevolte  .  .  .  questo >Ntf  della  . .  .  vita  .  .  .  v'  è  addìuto  .     .     .  C  iv.  6.  166. 

(MiMn^ona  il yf*w  della  sua  vita C  iv.  7.  194. 

^■Wui, . .  al  fiiu  delli  quali  .  ,  .  venire  non  si  può C  iv.  la.  97, 

*  certo /«r  bada  la  nostra  potenza C.  ìv,  13.  73, 

^/w  attendere  dalla  parte  dello  scibile     ........  C  iv.  13.  79, 

"t'WC  il  testo  pone  Ìn7?N^dÌ  questa  parte .  C  Ìv.  13.  159. 

e" Base  l'altra  possa  essere  e  sia  ..  .^nr  di  Nobiltil  .     .  .     .  C  iv.  17.  116. 

"Cotte  dice  . .  .  Tullio  in  quello  Jet  Pine  dt  Btni C  iv.  sa.  16. 

^r  Vfitio  ...  si  dice  x^fim  di  quella C  iv.  93.  151. 

•toUeoodaeono  .  . .  a  buon^/i/ C  iv.  97.  59. 

■  •..Aiuioa  ...  e  attende  la ^f#  di  questa  vita C  iv.  98.  50. 

^^fm  di  questo  Trattalo  é  bello  intendere      .  C.  iv.  39.  151 

"ft»/*  del  suo  lavoro  .  .  .  dee C  iv.  30. 17. 

■"•'l   b  quale  da  ìiwa,  finterà  mi  riguardava    .     .     , K  A^.  36.  io. 

^••. per  le >ff«/3/nr  d' una  casa  uscisse  fiamma.     ,.,..,  C  L  19.  i. 

^dU/tMxfrii  degli  occhi  non  vegna C  ili.  8.  88. 

CON  questo  Imperio  da  Dio  a  certi  termini  t  finito       .     .     .     .  C,  ìv.  9.  18. 

"lido  e  r  arte  della  Natura ^m'/o  .  .  .  vedcmo C  iv.  9.  90. 

«'■'•qiie  la  giohsdizione  ...  è  a  certo  termine ^/ti'M     .     .     .     .     .  C  iv.  9.  09. 

J^y  oao,  viene  1*  altro C.  iv.  13.  7. 

Okael .  .  .  successivamente ^MisroMO  li  desideri C  iv.  13.  49. 

più  d'  uno  staio  di  Santelcne  d'  su^cnto  finissimo      .     .     .  C.  ìv.  11.  80. 

«/'^ K  /V.  33.  J90  ;  C  i.  3.  24  ;  ii.  7.  iq6  ;  Ìv.  93.  130,  133. 

càtlifiorid'  uno  arbore  .  .  .  perdere  si  dovessono C  iii.  la.  78. 

i>. .,  Don  producesse  in  quello jfort' C  iii.  i a.  80. 

fitoofli,  i  cui  raggi  (anno  iyfon  rinfronzìre C  tv,  i.  96. 


FIORE  ^^^^^^^^m  356 

flar&     Di /or  le  parairtte  mie  .  .  .  Han  fatto Bo/I.  viii.  18. 

Ora  che  '1  mondo  s'  adorna  e  si  veste  Dì  foglie  e  fiori Soh.  xlìi.  ft. 

Fiorenza.     Forse  vedrai  FiortnMa  la  mia  terra CnnM,  xì.  77. 

E  1  nome  .  .  .  tuo  .  .  ,  Potrà'  poi  dir,  Fiorrttsa Cane,  xviii.  50, 

fioretto.    Ch*  ammorta  gii  fiorttfi  per  le  piagge Can»,  xv.  47. 

Ut  giammai  tocca  óìfiorrfto  'I  verde Catts.  xxi.  13. 

Perchè  gli  copre  iìijiorttti  e  d'  erba Sat  i.  la. 

S' io  sarò  là,  dove  un /onr//o  sia ^//.  viii.  ix. 

La  .  .  .  donna  mia  Porta  . . .  xjiorttti  del  mio  sire Ball.  viii.  14. 

fiorire     Nel  tempo  dolce,  che  fiorisce  i  colli Stst.  iii.  ai. 

fiso.     Ove  non  puotc  alcun  mirarla /^o F.  TV.  J9.  75    Ca$tM.  i.  56). 

Quando  V  imaginar  mi  tien  benyCso f^.  W.  39.  89   Cane.  iìt.  49). 

io  non  le  posso  mirarci» C.  iii.  Catta,  ii.  61. 

i  suoi  begli  occhi  .  .  .  Guarderei  presso  e  fiso Caru.  xii.  76. 

Ond'  io,  che  per  campar  la  mirai ^Cso Ball.  vi.  ao. 

Mirerò!  tanto/jo.  Ch*  io  diverrò  beato Ball.  ìx.  3. 

Gaso.    Gli  antichi  padri,  ch*  ebbono  il  cor  fisso  Ad  aspettar     ,    »    ,    .  P.  F.  36. 

fiore;     ricevere  in  sé  la  infonnazione  . .  .  dt*  fiori C.  iv.  a.  55, 

e  *l  fiore  della  sua  radice  salirà C.  iv.  5.  44. 

Fiorenza,     della  .  .  .  6glia  di  Roma,  Fhrmva .  C.  Ì.  3.  aa. 

in  Fiortnmt  .  .  .  veduta  f u  .  .  .  grande  qtiantitii C  ii.  14.  176. 

Firenze.     Sicché  non  dica  quegli  degli  Uberti  di  FirmMe C  iv.  ao.  38. 

firmamento.     1'  opere  delle  sue  mani  annunzia  \o  fimtattunto    .     .     .  C.  ii.  6.  105. 

fisamente.     ('.  fìasamente. 

fisica,     siccome  dice  il  Filosofo  nel  primo  della  Fisica    .     .     .     .    .     .  C.  li.  t.  xoS. 

la  Scienza  naturale,  che  Fisica  si  chiama C  ii.  14.  60. 

il  ciclo  stellato  si  può  comparare  alla  Fisica C.  ii.  15.  5. 

è  da  vedere  prima  la  comparazione  della  Fisica CU.  15.  16. 

in  questo  ha  esso  .  .  .  similitudine  colla  Fisica .    .  C  ii.  15.  34. 

questi  tre  movimenti  soli  mostra  la  Fisica C  ti.  15.  41. 

le  cose  sensìbili  .  .  .  delle  quali  .  .  .  tratta  la  Fisica C.  ii.  15.  8g. 

di  queste  tratta  la  Fisica .     .     .  C.  ii.  15.  ioa. 

che  *1  ciclo  stellato  ...  si  può  comparare  alla  Fisica  e C.  il.  15.  lao. 

siccome  dice  il  Filosofo  nel  principio  della  Fisica C.  iìi.  ji.  io. 

secondoch^  dice  Aristotile  nel  quarto  della  Fisica C.  iv.  o.  48. 

per  lo  terzo  della  Fisica  ...  è  provato C.  iv.  9.  a6. 

siccome  vuole  il  Filosofo  nel  settimo  della  Fisica C.  iv.  10.  91. 

dicendo  nel  primo  della  Fisica C  iv.  15.  ]6a. 

che  .  .  .  vorrebbono  disputare  ...  in  Fìsica C.  iv.  15.  167. 

il  Filosofo  nel  settimo  della  Fiska ,  C  iv.  16.  78. 

fiaoncmia.    che  fosse  naturato  .  . .  per  ìafisoptomia  che C  iv.  34.  60, 

fia^s;amente.     li  mici  ncll'  abitacolo  .  .  .fisamente  miravano  .     .     .     .  C  ìli.  i.  19. 

a  quella  più  T^om/fi/r  intende  ad  adornare C.  iii.  8.  55. 

fisatuenfe  ìn  esso  guardare  non  può C  iH.  8.  131. 

tenere  ^/t«M  gli  occhi C  i.  8.  25. 

dove  le  stelle  7^55^  sono C  iL  3.  113. 

r  otUvo  è  quello  delle  SieUe fisse C.  ii.  4.  9. 

lo  nono  gli  ha  fermi  e  fissi  e  non  mutabili C  ìì.  4^  50. 

ìn  su  r  arco  .  .  .  t  fissa  la  lucentissima  stella C  ii.  4.  88. 

r  epiciclo,  nel  quale  è  fissa  la  stella C.  ii.  4.  93. 

moltitudine  di  stelleyisj^ C.  ii.  15.  70. 

questo  mondo,  cioè  la  terra,  stare  .  .  .fissa  in  sempiterno      .     .     .  C  iii.  5.  58. 

basta  .  .  .  sapere,  che  questa  terra  è  fissa  e      ........  C.  iii,  5.  64. 

tenendoli.A^n^' f^ngo C.  iii.  5.  ao8. 


957  V^^^^^^^^^^^^^V  FONDO 

finme.     Nella  valle  dcìJÌMme Cum.  xi.  60. 

Di  fonte  nasce  Nilo  pìcciol^wM/ Catte,  xx.  46, 

rìCoroer&Dno  i^MfMi  a' colli  Prima  che Stst.  ì.  ^i. 

flKgCÌJ<X     Che  li ^f"//!  dello  peccatore  Saranno  assai S,  P.  xxxì.  ^4, 

che  il  furore  DclIiyZr>gr//i  tuoi  ho  meritato S.  Z'.  xxxvii.  68. 

Iboo.    K  faoocK 

focosa     E  Ì€jbeos£  tue  mal  giuste  leg^  .  .  .  correggi Can»,  xviì'u  98. 

Per  contrastar  allay^Kosd  Venere S.  P.  ci,  33. 

foglfal      ombra  Più  nobii,  che  non  fé*  maii/»gl$a  verde Stst,  HI  04. 

Com*  augellcttu  sotto /o^/ùi  verde «     .     .  Sfst.  tv.  04. 

Naozi  che  d*  altri  fiori  a/oglù  od  erba Stst.  iv.  39. 

Ora  che  'I  mondo  s'  adoma  e  si  veste  D'ìfagtitc  fiori Son.  xlii.  a. 

foCUetta.     La  qual  ...  Si  pon  con  fiorì  e  con  fogikttn  verde    ....  5»/.  iv.  15. 

Uguare.     del  .  .  .  lume,  Che  foigorando  fa  ria  alla  morte      ....  Catiz.  xi.  66. 

Digli  eh*  é/iìUé  chi  non  si  rimove  ...  da  follia Ciinj.  in.  6g. 

che  non  puoi  vedere  Lo  tuo 7^/r  volere Taiu.  x.  71. 

L*  anima /o/^  .  .  .  Cosi  dipinge,  e  forma .     , Cam*,  sì.  19. 

eoo  gli  occhi  molli,  Che  prima  iaron  folli Cans,  %x.  57, 

PiXtroJotU  ragiona  il  suo  valore K  A'.  13.  39  {Son,  vi.  4). 

chi  non  si  rimove,  Per  tema  di  vergogna,  à^/oUia Gina.  ìx.  83, 

Ch' adocchia  pur  ^/^id Cane.  a.  50. 

Perchè  col  falso  il  ver  sì  mette  9\  fondo P.  F.  171. 

fittizio,     che  aveaaero  ...  le  [non]  Ji^/uiir  parole  apprese C  iì.  13.  63- 

ne  .  .  .  alla  sentenza  vera,  come  aXUfUtiaia C.  il.  13.  65. 

volta  la  pAroU/ì//teid  di  quello C  ii.  13.  78. 

veder  si  può  .  .  .  per  la  sposÌzÌoneyf//iirM  e  litteralc C.  ìi.  16.  15. 

*rfftT     si  volgessero  ad  uno^Jiw  bello,  corrente  e K  A^.  9.  ao. 

e  te  dn/ùié  quasi  yfjim/  d»  tmngi  corrtntt C  iv.  10.  leow 

provare  ...  eh'  elle  ^ìcno  finmà  corrtntt      ...,,..,.  C.  ìv.  13.  i6z. 

coli*  acqua  del  yfM»>t/ C  iv.  15.  83. 

lo  primo  chiamavano  Eoo  ...  lo  quarto  Fìrgon C  tv.  03.  137. 

nel  quale  poco  dijìtsaiont  sì  disceme .     ,  C  iv.  34.  34. 

portato  a  diversi  porti  e  fon C  i.  3.  36. 

FoCOb     dice  .  .  .  che  questi  fu  padre  ...  di  Foto C.  iv.  07.  193. 

ÉSCttB.     che  \k  foglù  ...  li  fan  tremare C.  iv.  13.  103. 

sieeome  vederoo  che  da  alla  vite  ìcfbgtit ,     .     ,  C  iv.  34.  loB. 

fclgorCb.    e 'I  suo  aspetto  era  come/>($fo»« C  iv.  a4.  170. 

Ben  SODO  alquanti /0//1' che  credono  .     . C.  iv.  16.  60, 

se  prìma  non  à  fati»  \o fondamento C  U.  l.  96. 

«  la  litteralc  dimostrazione  Sfondamento  dell'  altre C  il.  l.  100. 

per  modo  che  1*  una  sfondaménto  dell*  altra.     E  quella  cWéfonda- 

tmento  puote C  iìì.  a.  94,  95. 

Onde  U  potenza  wgttaiiva  . . .  tfondamunta «     .  C  ili.  s.  99» 

fMceU  .  .  .  potenza  t  fomdamtnio  della  inUUttiioa C  iii.  a.  106. 

prinripalìsiimo/o/tdismrw/o  della  fede  nostra  siano  i C  iii.  7.  160. 

^■mdo  CgH  appendea  li /Waniffi/)  della  terre C  Ui.  15.  175. 

Lo>bwMlsinmte  radicale  della  Imperiale  Maestà  ...  è C  iv.  4.  1. 

A  eerr  11  ria  al  buon  fondamento  della  nostra  vita C  tv.  95.  gg. 

■iiHiiii  tlfomtamtmto  della  nostra  vita  boom  . C.  iv.  05.  33. 

t*  atirm,  che  »i  y(>M^  sopr*  essa C  iii.  e.  96* 

le  quanto  ella  t  fondata  sopra  la  complessione  del    .     .     .    .     .     .  C.  iv.  e.  59. 

kvare,  pei  ftndttrvt  poi  suso  la  luce .     .  C.  iv.  8.  97. 

dicBelo  ncUe  dlviiM  aiyCwWWtv C  tv.  io.  aB, 

c/ba^Mi  aopra  una  proposizione  filosofica C  iv.  16.  la. 

S 


FONDO 


fontana.     Mirando  sé  nella  chimra  fontana    ....     ^^^^Hi  .     .  Cmum,  xx.  33. 

Conte.     Di  /onU  nasce  Nilo  piccìol  fiume Cmns.  xx.  46. 

Risponde  \\/oMÌt  del  gentil  parlare San.  xxx.  is. 

fora  =  sarebbe. Cam.  xix.  aa 

fore.    y.  fuore. 

Forese.     U  mal  fatata  MurIìc  di  Bicci  vocato  Forese Som.  Iji.  a. 

foresta.     Ora  che  .  .  .  Fanno  per  monti  per  pralì  ^foreste San.  xlii.  8. 

forma.     La  novità,  che  per  lua/or»irt  luce  (S.  ;  M.&.  F.  ferma) .     .     .  S<st.  ii.  65. 

Tu,  nuvoletta,  in  fortrta  più  che  umana Ball.  ti.  5. 


fóndo,     parlare^  sponendo,  troppo  sfondo C  i.  a.  ix. 

fbntale.     dov*  è  la  sensìbile  virtù  siccome  in  principio ^n/nXr .     .     .     .  C  iii.  9.  86. 

in  quanto  esso  è  nel  suo^bM/di/ principio C  iìi.  14.  44. 

fbntalmente.     perocché  ...  in  lei  tfoniaìmente  V  onestade  .     .     .     .  C  iv.  1.  ^4. 

fónte,     sono  quasi  y^»^  vivo Ci.  1.65. 

la  luce  ...  la  quale  è  una,  da  uno/onte  derivata C  iii.  7.  a$. 

dal  quale  siccome  óa/ottte  primo  si  deriva C.  ili.  13.  90. 

quando  ...  sospendca  Icybii/i' dell' acque C  iii.  15.171 

Ibnna.    composi  una  epistola  sotto /or»#ta  dì  serventese K  N,6.  il, 

V  uno  guarda  I'  altro,  come^nwi  materia ,     .  ^.  W.  aa  36- 

il  cdIIcIIo  del  mio  giudicìo  purga  in  questa^rma C.  ì.  9.  14. 

in  altra /ormo  mi  aveano  immaginato ^'  i<  3*  39> 

intendo  .  .  .  ragionare  in  questa  forma C.  i.  5.  f6. 

à  impossibile  procedere  RW^/orma C.  ii.  i.  61. 

il  suggcito,  sopra  che  la/t^rma  dee  stare C  ti.  1.  83. 

iropoflsibilc  è  la /irma  dell*  oro  venire C.  ii,  i.  84. 

impossibile  i  .  .  .  ìz/onna  dAV  arca  venire C  ii.  1.  8tìh 

perocché  ha  più  ...  e  piii  vita  e  piii ^rma C  ii.  4.  73. 

tanto  è  a  dire,  quantoy^niir  e  nature  universali C  ÌL  5.  34. 

prende  la /orma  del  detto  cielo  uno  ardore C  ii.  6.  113. 

La/orma  nobilissima  del  cielo  .  .  .  gira C  ii  6.  i 

dall'  ultima  nobiltà  della  loro  7%>tTffa C.  ii.  6. 

la  nalura  .  .  .  trasmuta  ncUs^/ortna  umana  la C  ii.  9. 

quello  che  mira  riceve  la /arma  nella  pupilla  .     .     .     .     .     .     .     .  C.  ij.  lOk.  44. 

la  sìiu/ortHa  se  ne  va  in  quello  cui  mira C.  ìi.  10.  45. 

li  prìncipii  ...  li  quali  son  tre,  cioè  .  .  ./orma C.  iL  14.  141 

la  loro  materia  si  muta  di/orma  in^rma C  iL  15.  loi  {kiJ^ 

ciascuna,  forma  sustanzialc  procede C  iii.  a.  15. 

Onde  .  .  .  ciascuna/irrna  ha  essere  ...  in  alcuno  modo    .     .     .     .  C  iii.  a.  40. 

quanto  \skfvrtua  è  più  nobile C.  ili.  a.  45. 

I' anima  umana,  eh*  ò/orma  nobilissima C.  iii.  j.  47. 

avvegnaché  una  sola  sustanza  sia  tutta  sua /orma C  iii.  3.  37. 

le  Intelligenze  conoscono  Informa  umana C  iìì.  6.  50. 

sono  .  .  .  cagioni  .  .  .  d*  vgnì  forma  generale C.  iii.  6.  54. 

se  esaa  umana  ybrma  .  .  .  non  è  perfetta C  iii.  6.  jSw 

Onde  .  .  ,  manifesto  è  che  la  suu  forma  .  .  .  riceva  ...  la  .     .      .     .  C  iit.  6^  isq 

quasi  diafani  per  la  puritil  della  loro  forma C  iìì.  7.  51X 

gradi  .  .  .  continui  dall'  ìaGma.  forma  all'  altissima C.  iii.  7.  79. 

considerando  come  in  uxìm  forma  .  .  .  congiunse C  UL  &  3. 

armonìato  conviene  essere  lo  corpi>  suo  a  Qotàìfurma C.  iii.  6l  6. 

non  dico  le  rose,  ma  ]c  forme  \oro C.  ÌU.  9.  69. 

che  fa  W  forma  visibile  per  lo  mezzo  suo C  iii.  9.  73. 

Sicché  X^fonna  .  .  .  lucida  è  terminala C.  ÌLL  9.  79. 

per  lo  quale  all' occhio  viene  la /orma C  ili.  9.  91. 

altrimenti  si  macolercbbe  ia.fonna  visibile  del C.  iìì.  9.  94. 


FORTE 

liaA.  Ch'  io  '1  vidi  lamentare  in /orma  vera K  W.  8.  30  {Som.  in.  io). 

Fiicer  di /orma  dato  per  natura Som.  xxxvìii.  la. 

hfmm  d'  Ostia  noi  si  vcg^i^'n  Cristo P.  F.  ras. 

fcraut    Vrg^ndo  in  Jet  tanta  amìltk /ormaéa   ....      K  A^.  23.  199  {Con»,  ii.  -ja). 

CI*  U  beltà  ...  A  virtù  .  .  .  Fomtaia  fu  dal Cana.  %.  9. 

L  iniffli .  .  .  Così  dipinfi^,  c/ortna  la  sua  pena Cane.  xì.  at. 

Etlieybr»n<i5/i  ì  cicli  ncU' iniiio    ...  S.  P.  ci.  101. 

tat  C  ir.  CartM.  iii.  a8,  ^4  ;  C«ma.  xL  77;  xxi.  44  ;  y,  N.  la.  89  ^£a//.  i.  io)  ;  41.  56 

{Som.  xxiv.  a). 
fcrte,«^l  k  mév.     Si  mosse  con  paura  a  piangerybr^f    .     .     .  V.  N.  23,  133  (Cart».  ii.  6). 

Chesl  com'  egli  m*  erti  forte  ìd  pria K  .V.  aS.  16  ^/".  C  3). 

Dunotti  angoscia  gli  sospiri /Off* ^'.  TV.  33.  83  fCfl««.  iii.  43), 

Mibn  penaoso  di  paura /t>rt« ^-  ^-  34*  35  {Catia.  iv.  9'. 

luiio  la  parli  faticosa  cfortt C  ii.  Cana.  i.  55. 

L'uiiu  ...  In  Giovanezza  .  .  .fori*      .     .     .     .    C  iv.  Canz.  ìii.  109  ;  33.  41  ;  a6.  6. 

Bon  I*  Accorge  . . .  Né  com'  io  1'  umoforU Cat*a.  ix.  59. 

Lajtf9  il  qual  sempre  sopra  me  sei y^>rf^ Chiù.  xi.  Ó3. 

^ÌBÌ6edc.  .  .  Siyfor//,  che Ctina.  xii,  49. 


"'■L  iKcooe  la  vera  «amistà . .  .  ha  . . .  per /^nna  1'  appetito  .  .  . 

tosi  la  FShacfia  .  .  .  ha  .  .  .  per_/&nN«  un  .  .  .  amore  .     .     .     C  iii.  1 1.  xsa,  135. 

c^Aawre  é  forma  di  hlosofia C  iii.  13.  109. 

"*ofi* ,  . .  qui  ha  . .  .  pcr/ortpta  Amore C.  iii.  i^.  9- 

^  •..  ^\  pwocftietl*  a  difettiva  forma C  iv.  io.  50, 

''woele  margarite  pcrfcttantcntc/orma  .  .  .  abbiano C  iv.  11.  40, 

(>iit  umane  quelle  degli  ...  e  \c  fòrmf  delle  miniere C  ìv.  ai.  a3. 

''^»  tolta  la  differenza  era  delle  corporalij^rwi/ C  iv.  ai.  35. 

■'<]uic. . .  in  sé  adduce  tutte  ìcformt  universali C  iv.  ai.  43. 

■**«•  questa  difìnizione  tutte  e  quattro  le  cagioni,  cioè  . .  .formai* 

-..  comprende  .  .  .formait  in  quanto  dice    . C  iv.  ao.  96,  99. 

Mounj^    non  comprendono  ogni ybrwrt//'/rt  di  NobUtà C  iv.  io.  58. 

""We.   Biayb*Mia/o  fu  solo  nella  prima  Mente C.  ii.  4.  38. 

"™*tiva    e  matura  e  dispone  la  materia  alla  virtù  foiynaf iva    .     .     .  C.  iv.  ai.  38. 

f-fiviTtii/armativa  prepara  gli  organi C.  iv.  ai.  39, 

■"^Oto,    i]  pane  del  mìo formtnto  è  purgato C  Ì.  a.  113. 

^  w  può  di  biado  e  non  Ai  formtnto C.  i.  5.  5. 

*"*«  4  biado,  e  non  A\  formtnto C  i.  io.  5. 

'  ''^«ormonla  e  cuopre  la  spiga  del  fomunto,  sicché . . .  WforfHtuto 

non  pare C  iv.  7.  ao,  at. 

^MBe  oel  trebbiare  il  y^m/H/o C.iv.  9.  118. 

**KMic  ...  li  potrebbe  levare  .  ,  .  i\  formtnto     .     .     .     .     .     ,     ,  C  iv,  39.  119. 

'naa    vedcmo  certo  cibo  fare  gii  uomini  yórmosi' C.  iii.  3.  73. 

Anifc  av-vegoachè  . . .  queste  opinioni .  . .  fo5sono/omi'/#  .     .     .     .  C.  ii.  5.  53. 
fcnt    K  «V.  15.  64  ;   18.  33  ;  ao.  5  ;  35.  a7  ;  39.  la  ;  30.  41  ;  39-  6  ;  4i*  H  :  C.  L  3.  la, 
38;  4-96;  11-67;  ii-  6-  97;  »3-  33.  49;  ''»•  I.  84;  iv.  3  5t  ;  II.  81;  ao,7aj 

rle^  aéf.  k.  ade.     che  si  lamentavanoyljrf/ K  TV.  14.  45. 

atgmzac  un  pensamento /or/ir K  /V.  15,  a. 

dM  Attore  ...  di  subito  m'  aasalia  làfort* K  W.  16.  rr. 

Oodesoapifmodo/ort/.  fra  me  .  .  .  dicea K  W.  83.  16. 

però  Pii  giuasc  uno  si  ybr/r  smarrimento      .........  K  A^.  33.  ao. 

E  fu  miforUXa  errante  fantasia,  che K.  TV.  33.  6a. 

e  Wi  fortg  era  la  mia  iniaginaxione,  che     .,,,,,,...  K.  iV.  33.  80. 

ccas4  iti  forti  Cantasia y.  N.  9^,  100. 

m  levo  un  di . .  .  wm  forte  immaginazione  in  me K  ^.  40.  3. 

5  2 


FORTE 

finte*     Lo  spirito  maggior  tremò  si/otit,  Che  parve (^tu.  xiu.  67. 

Per  che  r  adoperar  sl/brff  bramo.  Che Cunx.  xiv.  30. 

£  ben  mi  strìnge /orfg Cans.  xir.  34. 

In  tenery&rf/  immagine  di  pietra Catu.  xv.  13. 

tanto  è  la  stagion^rV/ ed  acerba CaKa.xv.46w 

che  ...  si  trova  Serrato _/ór/r  di  quella  saetta Canx,  »vi.  57. 

Ch*  io  teroo^rfr  già  .  . ,  Che Cana.  xviL  aB 

Che  m'  ha  serrato  .  .  .  Piiijortt  assai  che S^st.  L  18. 

se  mi  giunge  lo  tuo ^rf«  tempo Srs/.  ìi.  55. 

Ch*  io  iemo/owie  non  io  cor  si  schianti y.  JV.  37.  33  {Som.  xx. 

si,  eh'  io  icmo/orte  Del  viso K.  iV.  38.  ^4  {Son.  x«.L  10] 

Vedete  quanto  è^^r// mia  ventura Som.  xxvi.  ^ 

E' non  è  legno  di  sì _^r/»  nocchi .  Som,  xxxi  1. 

E'  mi  duol ybr/r  del  gabbato  aflanno Som.  xxxv.  ta. 

che  non  gli  giovava  .  .  .  essendo  il  muro  forte S.  P.  xzxrii,  4* 

gì*  inimici  .  .  .  Son  confermati  sopra  me  piii/orU' S.  P.  xxxtu.  7^ 

Acciò  che  liberati  e  (alti /orti,  Potessono S.  P.  ci.  Ba. 

Che  del  battesmo  aver  sì/orte  accende  L'  amor P.  F.  97. 

fortezza.     Questo  ci  ÙA/orifzaa  ed  ardimento  Contra P.  F,  233, 

Contra  questi  peccati  abbì^m  fortezsa P.  F.  305, 


forte,     cavallo  virtuoso,  che  corrc/orU Ci.  5.7B. 

nutrimento  .  .  .  tanto  piU/arte,  quant'  essa  è  migliore C  i.  8.  93. 

riceve  quello  per  piii_^rtV  operazione C  ii.  iol  73. 

e  poi  ;   perocché  forte  parli  {fortfj  dico,  quanto  alla  novità  dells 

sentenza) .     .     .  C  iL  la.  50»  51J 

se  non  che  forte  fu  1'  ora C  ii.  36.  6a 

si  unisce  tanto  più  tosto  e  più  forte,  quanto C.  iii.  q.  63. 

pitjyl^r/f  cose  dì  te  non  cercherai C.  iii.  8,  18, 

soverchia  ...  lo  fragile  viso,  non  pur  Io  .  .  .forte C  iii.  8.  131. 

tanto  più  à  forte  però  la  passione C.  iii.  io.'*i4. 

Veramente  può  qui  alcunoy(fr^#  dubitare C.  iìL  15.  ja 

più  dolce  natura  in  ...  e  più  forte  in  sostenendo C.  iv.  4.  99, 

Ha  da  maravigliare  e  fotte C  iv.  5.  8. 

che  la  casa  sedesse  cos\  forte f~.  iv.  9.  61. 

senza  dubbio  forie  riderebbe  Aristotile C.  iv.  15.  58, 

s'  io  parlo  si  che  pare  forte  a  intendere C  iv,  ai.  5a 

Là  dove  sia  il  punto  sommo  .  .  .  è  forte  da  sapere C  iv.  03.  9^ 

cosi  nella  Giovcntutc  si  Ca  .  .  .  Forte C  iv.  a6.  11. 

come  .  ,  .  essere  ...  ne  convegna  .  .  .forti C  iv.  06.  78- 

fortemente,     cominciò  a  tremare  %\  forttMiente V^.  N.  9.  sa, 

fisrtezza.     basti  aXìai  fortezza  dd  mio  Comento C.  L  4.  104. 

è  ordinata  .  .  .fortezza  di  corpo C  ì.  5.  93. 

parca  a  me  avere  manco  QÌfotiesza C.  ii.  9.  43. 

disse  che  giovanezza  era  .  .  .fortezza  del  corpo C.  iv.  9.  170. 

La  prima  si  chiama  ^Wr««> C  iv.  17.  30. 

le  corporali  boutadi,  cioè  .  .  .  Fortezza C.  iv.  19.  «3. 

Li  quali  .  .  .  sono  sette,  cioè  . .  .  Fortezza C.  iv.  ai.  ixi. 

Quello  ó^ pratico  si  è  operare  .  .  .  con  Fortezza C  iv.  aa.  ili. 

questo  sprone  sì  chiama  Fortezza T.  iv.  a6.  57. 

è  manifesto  che  .  .  .  Fortezza  .  .  .  sieoo  necessarie     ......  C.  iv.  a6.  14^ 

fortificare,     vuole  a  Dio  essere  unita  per  lo  suo  csacrc  fortificare      .     .  C.  iii.  a.  S9> 

che  per  ...  e  per  poco  intelletto  era  la.nto  fortificato C  iv.  1.  51. 

vìlr,  cioè  da  viltà  d*  animo  .  .  .fortificato C.  ìv.  a.  tao. 

fortior.     Ecce  Dettsfortior  me K  iV.  a.  35. 


a6x 


FRANCHIGIA 


ftXtunA  (i),     che  fait  fera  Fortuna Cant.  x.  90. 

E  per  me  giri  —  o^\  fortuna  ria Canx.  xvit  6. 

Sicché ^r/HMA  .  .  .  Non  ci  potesse  dare Som.  %xx\i.  5. 

Ké  quella  .  .  .  Ebbe  quanl*  io  giammai ^br/una  acerba Soft.  xxxJx.  11. 

(a).     Atque/>ffMHa  ruinosa  datur    .     .     • Cant.  jjì\,  li. 

Maggior  tempesta  con /of/HHo/ morte  Attendi Ci/m.  xviii.  56. 

Com*  io  di  dire  altnii  chi  Icn  àk/orma  . Can».  xii.  a6. 

Che  per /orsa  di  lei  M'  era  la  mente  .  .  ,  tolta Carta,  xiii.  19. 

Dall'  altra  parte  i  con /orni  d'  amore CiiMa.  xvi.  6. 

E  se  giudizio,  oforaa  dì  destino,  Vuol Cùhm.  xx.  77. 

Contro  cui  non  vai ,^AX  —  né  misura Bai7.  iv.  44. 

Lasso  !  pcr/ona  [de*  molti  sospiri .  .  .  son  vinti]      .     K  N.  40.  46,  51  (Soh.  xxiii.  i). 

tanta  . . ,  Ch*  tk^Joraa  gli  con  vene  or  tòr  1'  altrui Son^  liv.  4. 

clic  .  .  .  Per  fona  gli  costrìnga  le  mascelle S.  P.  xxxi.  7X 

che  ...  ni'  hai  tolto  II  velo  oscuro  .  .  .  c/osco S.  F.  xxxì.  33. 

s'  aflbrzava  Del  mìo  castello  trapassare  il  ^sso S,  P.  xxxvìt.  45. 

fragile,     soverchìan  .  .  .  Come  raggio  di  sole  unyVii^7viso     .     .     .     .  C.  iìì.  Cans.  ìì.  Go. 

Ma  poi  che  ...  ne  preme  Le  nostre /m^  voglie F.  F.  tt^. 

tnlc     Mentre  io  pensava  la  mìa./rair  vita    .  ....       K.  ^.  33.  156  (Cina.  ìì.  99). 

ADnr  sente  l^/raft  anima  mia  Tanta  dolceixa K  A'.  38.  ao  {F.  C,  7). 

franchezza.     Che  sua^^NcAtfaaa  ^i  ccnvìen  mostrare Catu.  xix.  131. 

nelle  braccia  della /or/Mna K.  /V.  13.  133. 

ikcomc  dalla /orfKvta  menalo K.  TV.  18.  9. 

la  piaga,  della /opfMftd   .     , C  ì.  3.  32. 

nwcnlato  d'  alcuno  colpo  ò\  fortuna C*.  i.  4-  73- 

iti  ^este  cose  che  \a  fortuna  può  dare  e  torre C  iv.  8.  74. 

<liè,  o  vengono  da  pura /or/NMd Civ.it.  59. 

die . . .  o  vengono  da  forUtna  eh'  è  da  ragione  aiutata . .  .  o  vengono 

àm.  fortuna  ■iutatrice  di  ragione C  iv.  u.  6a,  65. 

quanto  più  .  .  .  tanto  meno  soggiace  alla/or/Mua C  iv.  li.  85. 

nelle  quali  tu  comprendi  \9k forma  eh'  io  tengo K.  A^.  la.  57- 

distrutti  .  . .  per  Sforma  che  Amore  prese K.  A^.  14.  36. 

drizzano  si .  .  .  per ybraa  della  neceasitii C  i.  1 1.  45* 

(o  per  sua  volontà  o  per  forsa  d'  Ercole), ^raa  ...  in  lui  rìsurgeva  C  iti.  3.  $6,  57. 

la  Romana  potenza  non  per  ...  fu  acquistata,  ma  pcrforaa   ,     .     .  C  iv.  4.  90. 

man  da/yra*  fu  principalmente  preso C.  iv,  4.  1  la. 

tMforaa  dunque  noo  fu  cagione  movente .     .  C  iv.  4.  119. 

coti  non^raa,  ma  ragione  .  .  .  é  stata  principio  .......  C.  iv.  4.  115. 

qual  buono  uomo  mai  per  forma  .  .  .  procaccerà     ..,.,.,  C  iv.  li.  100. 

non  dite  ■  voi  dubbiose  \cfont  che  ha C  iv.  07.  175. 

ybrav  non  ri  menomano C  iv.  07.  177. 

covi  cadranno  amendue  nella  ,^>«Mi Ci.  il.  33. 

caduti  nella/oaM  della  falsa  opinione C.  1.  1 1.  36. 

Una  pianura  è  .  .  .  coafotsaté C  iv.  7.  58. 

Hft.     tolto  per  esemplo  dal  (F.  del)  buono  Fra  Tommaso  d*  Aquino  .     .  C  iv.  3eL  a6. 

tn^^iìc    lo  modo,  che  soverchia  il  sole  Xofragù*  viso C  iii.  8.  130. 

ftallL     divenni  ...  dì  \\fraif  e  debole  condizione K.  A.  4.  6^ 

lì  FVaHcncki .  .  .  prcndeanodì  furto  Campidoglio     .     .     .  C  tv.  5.  161. 

(|oegti  che  ...  a  san  Frmmtico  .  .  .  si  fa  .  .  .  simile C  iv.  a8.  70. 

e  ordinata  .  .  .fraMeJvmmi  d'  animo  .  C  i.  5.  aa. 

nnàcn  . . .  con  unte  di  sollecitudine  e  di  froncAnM C  iii.  1.  66. 

•r  .  . .  Scipione  .  .  .  non  avesse  impresa  .  .  .  per  la  sub /rancàfaaa  .  C  hr.  3.  171. 

eoa  tntu  /niMtMe.z^  d*  animo  è  da  Icrire C  tv.  9.  i8a 

ncUc  mani  ebbe  la /rmfuMigta  di  Roma C  iv.  5.  160. 


FRANCO 


franco.     Liber  arbitrio  giammaJ  non  iw/mtuc  SI  che      .... 

Cosi  la  vita  mia  ardita  e^dfoi  ...  è , 

frate.     Questi  è  nostro /m/tf 

fratello.     Di  Bicci  e  dc'/mfri  posso  contare , 

fraterno.     Eleggi  ...  se  \a/rat*ma  pace  Fa  più  per  te,  o  .     ■ 
fraude.     Che  fatto  m'  hai  cosi  spietata /mut/r 

Egli  mi  parrìa  fare  una  ^ran/rau/ig 

fr^do.     cade  in  bianca  falda  Di/retida  neve      ....... 

Perocché  Ì\/ndiio  lor  spìrito  ammorta 

Ma  di  qual  fiera  V  ha  d'  amor  pìii/rnùio 

Che  per  lo  tempo  caldo  e  per  Xo/rtddo  Mi  fa 

Sicch*  ella  non  mi  meni  col  ìkVkO  freddo 

Colà,  dov'  io  sarò  di  moTtc/reddo 

tu  sai  che  per  a1genie/nr</f/o  L*  acqua  diventa 

Là  sotto  tramontana,  ov*  è  il  gran y^w/^/d 

r  acr  ...  in  elemento/fW</o  Vi  si  converte 

sif  che  r  acqua  ò  donna  .  .  .  per  cagion  del^i^     .     .     .     . 

dinanzi  dal  sembiante /rvf/i/o  Mi  ghiaccia 

Mi  si  converte  tutto  in  wm^v  freddo 

Cosi  di  tutta  crudeltatc  il //r</^Q  Le  corre  a! 

Sicché  per  te  se  n'  esca  fuora  il^^m^o 

ov'  ogni  uom  mi  \>ar  freddo 

Sicch'  io  ardisco  a  far  per  questo yW^<t/o  La  novità    .... 

Che  icmpoy>irr/f/o,  caldo  ...  Mi  ticn  giulivo 

Ora  che  .  .  .frtddo  e  nebbia  il  ciel  da  sé  divide 

Questa  virtù,  che  nuda  e /ridda  giace 

La  tosse,  Wfrrddo  e  1'  altra  mala  voglia  Non  le  addt\*icn  per  . 
freddura,  r  acqua  ...  si  converte  in  vetro  Per  \a  freddura  .  . 
fregiare.     Poi  delle  .  .  .  onora  e  fregia  Qual  figliuol  .  .  .  pregia    . 

Cf  fresare, 
freno.     Cb'  a  tutte  mìe  virtù  fu  posto  \xr\  frmo , 

Che  buon  signor  mai  non  ristringe  '\  fretto  , 

che  lo  tuo  morso  e  "ìfretto  ...  gli  costringa 

fresare,     che  *1  Battesmo  ciascun yrie5a  Della  divina  grazia  .     .     . 

cy.  fregiare, 
fresco.     Fresca  rosa  novella 


Cun». 


Stat, 


P.F. 


Cri 


fratellanza,     la  città  richiede  .  .  .  avere  .  .  .  fraieUanMa  colle  .     .     .     .  C  ì^ 

fratello,     r  una  delle  quali  sì  lamenta  come  fratello 

frande.     qua!  buono  uomo  mai  .  .  .  per  fntudé  procaccerà  .... 

freddo,     per  lunga  rìposanza  in  luogtit  scurì  ^frtdtU C  ui 

se  il /rr^/i^o  è  generativo  dell' acqua C  il, 

SeneHule,  che  s'  appropria  al  freddo  e  al  stcco , . .  Sfnio  .  .  ,  aìfrmUo  || 

e  air  umido C  iv.  S 

freddura,     in  mezzo  della/rr<£c/ifm  di  Saturno  e  del C.  n. 

frenalo.     Onde  al  cavaliere  dee  credere  ...  il /r?M<nb C. 

frenetico,     per  1*  alterazione  del  .  .  .  siccome  sono  frtHe/id     ....  CI 
Cf.  fometico. 

freno.     ForfezMtj  la  quale  é  .  .  .  frtno  a  moderare C. 

Temperartaa^  la  quale  6  regola  e  fimo  della C 

La  quale  guida  quello  con  freno  ...  lo  freno  usa  quando  caccia  (e 

chiamasi  quello /ir/io  Tentpetaitaa  .  .  .) C,  ìv.  a6 

frequentare,     òa  frtqnéntart  lo  suo  aspetto  mi  sostenni C  iv 

frequente,     non  £  altro  che  uno //-^wm/r  pensiero C.  ìi. 

fi^queoter.     quiafrequtHUr  itMpeditus  ero  eUinc^ K  A 


a63  m^^^^V  FUGGIRE 

Bratta,    vidi  volare  in  yW/M  Un  angiotel  d' amore Sa//,  viii.  6. 

froodA.     coinc  6or  dì/mmia  Cosi  della  .  .  .  tien  la  cima  Cans,  xii.  i6. 

Pauato  hanno  lor  termine  Xc/tunde  .     .     .     , Carta,  xv.  40. 

non  risponde  II  lor  frutto  alle/rt>»fd> Gimj.  xix.  105. 

Toglie  alla  terra  del  vinco  la /rofi^  ...........  Cnu.  xx.  48. 

non  mi  puà  far  ombra  Poggio  .  ,  .  nò  fivttéa  verde   ,.,,..  Snt  i.  94. 

frODde.     £  r  amorosa /n)/id>  .  .  .  altro  ben  tira Canm.  x.  134. 

frusta.     La  Penitenza  abbiam  per  nostra y^5/a »     ,     ,  P.  F.  ioa. 

frutto.     Sicchò  .  .  .  giunghi  alla  merco  del/ru//o  buono Canm,  xvii.  70. 

e  non  risponde  11  \or frutto  alle  fronde CanM.  xix.  105. 

Però  eh'  io  son  suo  fior,  suo/m/to  ed  erba Sest  iv.  afl. 

Da  chi  per  certo  io  sperava  il  frutto S.  P.  xxxvii.  57. 

Che  come  terra  secca  non  (»  frutto S.  P.  cxlit.  30, 

Qual'  i  sol  d*  acqua  e  di  paroIe/r«/yo P.  F.  08. 

E  "\  frutto  del  tuo  ventre  .  .  .  Sin  benedetto ,     .     .  P.  F.  344. 

fti^Bi     Vedi,  che  1'  alma  mia  in  fuga  t  mossa S.  P,  cxliì.  13. 

fcgWC     E  come  ci  fuga  oscuritate  e  gelo Caica.  ix.  j. 

fuggire.     Che  gli  spiriti  par  cheyW^^M  via K.  /V,  a0>  19  {F.  C.  6). 

frottilieTO.     abbandonasse  la  produzione  dclliy^/6^n C.  tii.  sa.  &f. 

perché  .  .  .fruttìfrrt  vengano C.  iv.  a,  66. 

•| .  . ,  rampollo  che  germogli  ,  ,  ,  per  essere  frufti/ero C  iv.  ai.  tao. 

cioè,  a  due  ciRdi  frutttf*rn  sono  stala C  iv.  «8.  133. 

Crvttlficare.     Filosofia^  i  cui  raggi  (anno  .  .  .fruttifiatra  la  .  .  .  Nobiltà  C  iv.  1.  96. 

ncJle  quali  ... /rM/yi/fca  diversamente      ..,...,.•■  C  ìv.  19.  51. 

che  in  unti  e  tali  ÌtaVX  fruttifUova C  Ìv.  19.  58. 

sicché  possa /rM//t/Sainr C  iv.  ai.  X3f. 

fltutto.     lo  agrìcola  aspetta  lo  prezioio  fmtto  della  terra T.  iv.  o.  85. 

ffaiMo  fA/  §tnMa  .  .  .  frutto  per  ai ,  .  .  i  ém  tauéan C.  ìv.  6.  90. 

pcrdeai  Ufhiim  6nalmente C.  iv.  7.  aa. 

Uno  de*  pld  belli  e  tìoWi  frutti  di  questo  ramo  è   .     .     .     ,     .     .     .  C  iv.  B.  7. 

alU/fv/A  loro  conoscerete  quelli ,     .     ,     .  Civ.  16.  iii. 

per  W  frutti^  chr  sono  Virtù  morali  e •  C*.  Iv.  16.  114. 

cJk  proprìissimi  nostri,^/*' sono  le  morali  Virtù C.  Ìv.  17.  19. 

e  r  una  e  Y  altra  possa  cascrc  e  ixa  frutto  ...  di C  tv.  17.  116. 

cosi  bene  si  verrebbe  .  .  .  per  lo /rM/to  della  cera  ragionando,  come 

per  lo/hf^to  del  mile C.  iv.  17.  109.  130, 

M  notti  e  diversi /rH//f  fanno C.  iv.  19.  47. 

quanto  è  dalla  parte  di  molti  suoi  frutti C  iv.  19.  54. 

che  in  tanti  e  taìx  frutti  fruttificava C.  ìv.  19.  58. 

eh'  é  allor»  frutto  di  vera  Nobiltà C.  Ìv.  19.  98. 

a*  questi //«//i  non  sono  in  luì C.  ìv.  ao.  03. 

cioè  che  le  Virtù  sooo/rw/o  di  NobQtA C  ìv.  ao.  8a. 

■e  le  Virtù  sono yVM//o  di  Nobiltà C.  ìv.  90.  91, 

alccbé  poftka  fruuificare,  e  del  suo yrniio  uscire C.  iv.  ai.  130. 

Dtd'  uso  della  coia  amata,  cb'  t  frutto  d*  amore C.  iv.  aa.  84. 

al  che  perviene  a  queato^^MMo -     .     .  C  ìv.  aa.  105, 

aiccoaie  aU'  ultimo  wo  frutto  nono  ordinati C.  ìv,  «4.  90. 

4à  olU  vite  le  foglie  per  difcnsione  Óeìfrtttio C.  ir.  a4.  109. 

«Ircbè  oostirne  il  peso  del  aiio/rNfVD C  iv.  04.  Ita. 

acciocché  la  dolcezza  del  tuo  frutto  ...  sia  profittabile  .  C  iv.  a7.  37. 

dunque  .  .  .  della  mia  arte  non  mvTò frutto C  iv.  «7.  74. 

eoooocendooi  non  avere  più  ventre  óm  frutto C  Iv.  aS.  138. 

por  seguire  onesta  e  laudabile  via  e  fruttuo*m  .....  C  ìv.  a6.  69. 

fitgat*  te  moie  opinioni,  la  verìti  ...  sia  ricevuta      .     •    .     ■  C  ìv.  a.  136. 


FUGGIRE 

fìiggire.    Or  apparisce  chi  Io  U/uggtn Cd.  Cdtu.  ì.  ao  :  8—  < 

come  Sìju^ge  Questo  pietoso C.'n,  Catt*,  i.  31  ;   io_  " 

Perchè  fuggettdo  V  un,  V  altro  si  cura Ca$u.  ix.  B5. 

Corre  I'  avoro,  ma  p'iii/ugsf  pace Cans.  x.  69. 

Uomini,  innanzi  a  cui  vizio  è/uggito Cans.  x.  104  .^ 

poco  vale  ;  Che  scmprc/iigge  V  esca CanA.  %.  1 1»',. 

Io  non  po*iso /uggir,  eh'  ella  non  vegna Ctm*.  xi.  16. 

£  *\  sangue  .  . .  Fuggendo  corre  verso  Lo  cor Cans^  xii.  ^frs^ 

Per  vendicar  \o  fuggir  che  mi  face Orna.  xii.  tT  -4 

Che,  a'  io  '1  credessi  (ar figgendo  lei.  Lieve  saria Caiu,  xW.  ^m^ 

Fuggito  è  ogni  augel,  che  '1  caldo  segue,  Dal Catt».  xv.  07  ^ 

Perchè  .  .  .  fora,  e/uggineno  *1  danno Caitx.  xìx.  ^SQ 

Ch'  io  son/$iggito  per  piani  e  per  colli .     •     Stst,  u  ai. 

Amore,  Che  dice  :  Fuggi,  se  '1  perir  t'  *  noia K  A^  15.  31  {Sem.  viì^ 

Fuggii  dinanzi  a  lei  superbia  ed  ira K  ^.  ar.  15  (Sow.  x  31 

Ch*  ogni  mio  spirto  comincia  Si/uggirt Spm.  xii.  X3.^   | 

Che  giik/M^i^rnon  posso  in  alcun  canto San,  xlvij.  ^k^ 

Per  lei  ti  priego,  che  da  te  non/uggr Som,  xlix,  i— .( 

E  *ntendi  che  ^fuggin  el  mal  boccone  Sarebbe San,  lììì.  7. 

quegli ...  Fu  aX  fuggir*  più  che  gli  altri  prono S.  P,  xxxvi 

Perù  che  ad  altro  dio  non  so  fuggirt S.  P.  cxUi 

Acciò  che  noi /H,££Mmo  il  falso  inganno  . P,  F. 

Fuggiamo  il  vizio,  che  ci  toglie  a  lui P.  F. 

fumlfero.     Vei'san  le  vene  \cftimtjirt  acque Cuna.  xv.  53. 

fiinimo.     Come  lo  fummo,  presto  son  mancati S.  P.  ci.  fi- 
fuoco,  foco.     Che  di  tristizia  saettavan/oo» K  TV.  «3.  «75  {Cams.  iu  4 


fuggire,     maf  fuggito  dalla  pastura  del  volgo C  t  t.  68. 

Lodare  s^  è  dn  fuggire C  i.  a.  44. 

la  propria  loda  e  il  proprio  biasimo  è  ón.  fuggire C  ì.  3.  56. 

per  fuggir»  questa  riprensione C  i.  3.  8. 

per  fuggire  maggior  difetto C  i.  3,  13. 

ayM^^inr  questa  disordinazione C.  i.  s  35- 

per  fuggire  lo  contrario  .  .  .  sempre  danno C  i.  11.  74. 

Dico  fuggire,  per  mostrare  quello  essere  contrario,  che  ...  1'  uno 

coniTTirìo  fugge  V  altro;  e  quello  che  fugge,  mostra  per  difetto 

di  Virtù  ft4ggire C  ìÌ.  6.  69.  71,  7»,  73Ì 

venne  Catone  ...  la  signoria  di  Ccsare^f£^Nc/o C.  iìL  5.  1x3 

questi  vizi  al  fuggono  e  si  vincono  per C.  in.  8.  165. 

e  r  altre  scienze /«jgi^/io C  iii.  11.  101. 

dico  che,  sfuggire  questo,  si  guardi  in  costei C.  iii.  15.  145. 

Oh  peggio  che  morti,  che  1'  amistà  di  Cosici  fuggite C.  iii.  15.  17^ 

per  fuggire  oziosità  .  .  .  proposi C  iv.  1.  70. 

vcggcndo  che  ciascuno  animale  .  .  .  che  fugge  dolore C.  iv.  6.  lodL 

operazioni  .  .  .  siccome  .  .  .fuggirr&\\A  battaglia C  iv.  9.  68 

conciossiacosaché  .  .  .  sia  .  .  .  iniquità  ài  fuggire C  iv.  9.  78L 

che  ogni  animale  .  .  .fuggt  quelle  cose  che C  iv.  aa.  50. 

seguita  efuggFj  e  più  e  meno,  sccondochè C  tv.  aa.  6BL 

che  ...  li  loro  occhi  ^^yj'ro  da  ogni  altrui  sguardo C.  iv.  35.  85. 

mai  altro  non  fa  che  ,  . .  fuggire:  e  qualunque  ora  esso  . .  .  fugg* 

quello  che  e  qu.into  si  conviene C.  fv.  a6i.  37» 

lo  sprone  usa,  quando  fugge,  per  lo  tornare  al  loco  onde  fuggire 

vuole C  iv.  ad.  55, 

è  degno  d'  easere  fuggito  dalla  gente C  ìv,  09.  77. 

fuoco,     una  nebula  di  colore  di /moto K.  M  3^ 


965  ^^^^^^^^^^B  GABBARE 

fooco.  foco.     Sua  belU  piove  fiammelle  A\/hoco    .     .  C.  iii.  Catu.  ìi.  63  ;  8.  137  ;  15.  tta. 

£<1  bammi  m/txo  acceso,  Com*  acqua  per  chiarezza ybo?  accende  Cohm.  Ìx.  06, 97. 

la  t;a\sM  eh*  é  il  Sol  segno  ót/oco Cana,  ìx.  43. 

C  ha  tallo  tl/ofo,  ov' di»  trista  Hnccnde Caw«.  xi.  05. 

*l  bel  sef^o  .  .  .  Che  m*  havc  in /hoco  miso .     Cant.  xx.  83. 

Ma  questo/HOA>  m'  have  Già  consumato  si  1*  o&sa  e .....     .     Cang,  xx.  85. 

Tu  .  .  .  Foto  mettesti  dentro  alla  mia  mente BaiL  il,  6, 

Ed  in  fuoco  d'  amore  il  mio  si  posa .     Soh.  xxxix.  4. 

E  come  1'  oro  puro  dentro  il/uoco So»,  xlv.  10. 

Ma  tu, /moto  d*  amor^  lume  del  ciclo So*r,  xlix.  it, 

ftior.     y.  N.  19.  67  {Canz.  i.  48)  ;  a8.  34  {F.  C,  li)  ;  C.  ìv.  Cana.  iii.  1x5  ;  Cans.  ìx.  79  ;  x. 
147  ;  xi.  39f  78  ;  xìi.  30  ;  xiii.  39.  5»  »  "•  4'»  61  ;  xvi.  5»,  60  ;  Séti.  ìv.  03  ; 
V-  W.  7.  36  {San.  li.  19)  ;  S.  P.  vi.  18. 
fiiora.     V.  N.  33.  167  (Caru.  ii.  40)  ;  Canw.  xiii.  30  ;  Sist.  ii.  53  ;  BatL  X.  la  ;  K  ^V.  8.  a8 

(5o/f.  iti.  8)  ;  14.  88  \^Son.  vii.  te)  ;  S.  P.  ci.  113. 
fiiorc,  fòrt      .     .     CsHM.  xvii.  50  -,  XX.  a  ;  V.  N.%.  94  (Som.  Iii.  ^)  ;  35.  51  {Soh.  x\-m.  7). 
Itaori.     C.  lì.  Cafu.  i.  aa  ;  Can«.  xviiì.  34  ;  xx.  99  ;  K.  iV.  35.  53  (Som.  xvìÌì.  9)  ;  Som. 
xxxiii.  4. 

fknia.     Che  par  I'  accenda  ìn^nb,  e  in  fiamma  Y  arda P.  F.  191. 

furore.     Signor,  non  mi  riprender  con/Mrorr S.  P.  vi.  i. 

Io  prego,  che  non  voglia  con/wninr  .  .  .  riprendere S,  P.  xxxvii.  a. 

certo,  che  ìX/uron  Delli  flagelli  tuoi  ho  meritato S.  P.  xxxvii.  67 

ftntOL     Ma  come  al ^r/o  il  ladro,  Cosi  vanno Coma  xìx.  53. 

fbturo.     Che  non  rispetti  al  secolo /n/mfo San.  xxxvii.  23, 

gabbare.     Coir  altre  donne  mia  visU  ^Mai^ K  W,  14,  79  (Som.  vìi.  1). 

F'  mi  dnol  forte  àc\ gabbato  aflanno Soh,  xxzv.  ra. 

Se  .  . .  per  le  finestre  .  .  .  uscisse  fiamma  d\  fuoco C  i.  la,  a, 

■e  U  entro  fosse  il  fHOco »     .     .    .  C  ì.  la.  4. 

Onde  il /hoto  e  'I  martello  sono  cagioni C  i.  13.  97. 

siccome  '\\  fuoco  é  disponiture  del  ferro C  i.  13.  3X 

Vulcano,  lo  quale  disacro  Dio  óclfiéoeo C.  ii.  5,  41. 

il  suo  calore  è  simile  a  quello  del  fuoco C  ii.  14.  164. 

ride  in  alto  una  palla  di  fuoco C  il.  I4.  176. 

LoqwUe  amore  ...  a  guisa  ó\  fuoco  .  .  .  s*  accese C  iii.  i,  6, 

Ittaoo  amore  .  . .  U  fuoco  alla  circonferenza  di  sopra     .....  C  iii.  3.  ti. 

dìcea  che  1/»0fO  era  nel  mruo  di  queste C  Ìli.  5.  37. 

però  diccfl  che  '\  fuoco  ...  al  mezzo  discendea C.  Ìil.  5,  43, 

la  beltà  di  quella  ftov*  fiammcIU  dì  fuoco C  iii.  6.  147. 

•ttB  AWl«,  cioè  mormìità^  piove /«imm/Z/r  di  fuoco •     .  C  iii.  15.  I84. 

tagliar  le  legne  per  Xo  fuoco  che  dovea C  iv.  »6.  116, 

.  caacrc  non  puO,  come  . . .  ^  fuoco  senza  caldo  .    .    .    .  C  ìv.  «9.  6. 

,    .    •    .  C  iii.  II.  133. 

K  M  II.  la  ;  14.  40,  46,  56^  104  t  3«-  »o  J  3^  fi  ;  37-  >o  ;  4»-  38  ì  4».  ai  ;  C.  L  i. 

»4.  »7r  4'.  '39;  3  «3;  4-  91  ;  9-  9;  «<•  «»;  '»•  »-  73.  74,76,  105;  3  3». 43: 

4-  >3t  37;  5-  79;  r  "7  :  8.  7B,  9»  ;  9-  a^;  la.  19.  13.  31  ;  iii.  i.  at  ;  a.  69; 
3. 108  ;  7.  54,  SS  i  8.  59.  9».  99  ;  9-  >03  J  «•  69-  7o  :  13-  S©  :  »4.  7».  8»  :  15- 
96,  133;  iv.  3.  148;  7.46,  59;  8.45;  9.  14.50,98;  la  47;  14.76:  <7'  lafi. 
malnati  !  .  .  ,  che  furate  ed  occupate  I'  altrui  ragioni  .     .     .     .     C  ìv,  37.  lao, 

la  tovagfia^m/a  di  su  1*  altare C  Iv.  37.  130. 

O.    siccome  .  .  .  raliilà. /if  rtfo ...  e  loro  simili C  ì.  la.  80. 

prandaaao  di y^rftì  Campidoglio  di  notte C.  ìv.  5.  i6a. 

dko,  quando  o  prr/HF^o ,     .    .     C  Iv.  n,  69, 

al  richiede    .  .  buona  prowedcnza  dcXicfutmrt C  {v.  «7.  46. 

ragioDando  si  gaòhmrauo  di  me  con       K  W.  14.  53, 


GABBARE 


a66 


gabba     Per  U  pietà  che  M  vostro  gabho  uccide      ....      F.  ^.  15.  39  {Sem.  viii.  la). 

gain  mente.     GmantfnU  cantando  Vostro  fin  pregio  mando      ....  £a//.  ve.  4. 

gaio,     gli  animali,  che  son  gai  Di  lor  natura Can».  xv.  33. 

Che  donna  fu  dì  si  gaia  sembianza K.  A^.  B.  34  {Som.  tii.  14V 

In^.-'rt  giovpntute F.  yV.  8.  59    Som.  iv.  15). 

gandere.     K  godere. 

gdlU^     Simìlemente  questa  .  .  .  donna  Si  si»  gthia  . Sest.  \.  8. 

gelido.     Europa,  che  non  perde  Le  sette  stelle  gttìd* Cam*,  xv.  99. 

gekx.     Citta  ne^  cor  villani  Amore  un  ^o K  iV.  19.  53  (Cu*».  ì.  33). 

Non  la  ci  tolse  qualità  di  geio K.  A^  33.  58  (  Cam.  \Vu  18). 

E  come  ci  fupi  oscurìtatc  c^r/o Cma.  Ìx.  5. 

quel  pianeta,  che  conforta  il  ^'A> .     .  Gma.  xv.  7. 

Quando  per  questi  gtH  Amore  è  solo  in  me , Cam.  xv.  69. 

£  messo  ha  dì  paura  tanto  ^o  Nel  cuor  de' Soh,  xIìx.  9. 

Ho  (atto  come  quei  che  teme  il^o S.  P.  xxxi.  la. 

gemere.     E  come  sotto  a  luì  si  rìde  e  gtmt Som.  xxxvi.  4. 

Allì  sospiri  del  mio  cor,  che  ^«mf S.  P.  vi.  36. 

tanto  .  .  .  Ch*  io  ^rmo  e  ru^gio,  come  fa  il  leone S.  P,  xxxvìi.  39. 

E  M  grmtr  mio  ed  ogni  desiderio  ...»  pone S.  P.  xxr\*ìi.  33. 

geminato.     Che  1'  orizzonte  ...  Ci  parturìsce  il  gtminato  ciclo  .     .     .  Can»,  xv.  3. 

gabbare,     io  non  credo  che  cosi  gabbasat  la  mia  persona K.  A^  14.  68. 

è  distrutta  .  .  .  per  lo  gabbart  dì  questa  donna V.  N.  15.  63. 

Galassia,     siccome  la  Galassia C  ii.  15.  8. 

per  la  Galasottf  b«  .  . .  similitudine  colla  Metafisica C.  li.  13.  44. 

di  quella  Gaiassta .  .  .  hanno  avuto  diverse  opinioni  .     .     .     .      .     .  C.  ii-  15.  46. 

la  Galassia  non  è  altro  che  moltitudine  di  stelle C  ii.  is  ^9- 

quello  albore,  il  quale  noi  chiamiamo  Galassia C  ii.  15.  73. 

conciossiacosaché  la  Galassia  sìa  uno  c0ctto  dì C  ii.  15.  78. 

Galasso.     Chi  non  ha  .  .  .  Galasso  da  Hontefeltro C  iv.  ti.  199. 

Galleno.     ovvero  li  Tegni  di  Galiano C".  i.  8.  33. 

Galilea,    dite  .  . .  che  elio  li  precederà  in  Galilea C  iv.  23.  158. 

dicalo  .  .  .  '  che  in  Galilea  li  precederà  '  ;   cioè  che  la  Beatitudine 
precederà  loro  in  Galilea  .  .  .  Galilea  è  tanto   a   dire  quanto 

bianchessa C.  iv.  aa.  184.  185,  i86w 

Galizia,     in  quanto  vanno  alla  casa  di  Galizia K  A^.  41.  47. 

gallina,     cioè  senza  schiamazzare  come  ^//>Ma C  iìi.  8.  iio. 

gallo,     piìj  è  prode  al  gallo  un  granello  di  grano C.  iv.  30.  43. 

Garamanti,  fif.     dove  sono  intra  I'  altre  genti  li  Garamanti    .     .     .     .  C  iìi.  5.  130. 

il  Cerchio  dove  sono  lì  6'anym(fHA' C.  iìi.  5.  174. 

gastigamento.     un' amaritudine,  eh"  *^a-$ft^rtmrM/o  a C.  ìv,  35.  107. 

gastigare.     la  .  .  .  opinione  nella  mente  non  gastiga/a  .  ,  .  cresce    .     .  C.  iv.  7,  33. 

gazza,     ma.isimamcnte  delta  gaua  e  del  pappagallo C.  iii.  7.  Z07. 

gelosa.     Mossimi .  .  .  per  gelosia  di  luì.     I^  gelosia  dell*  amico  fk  V 

uomo  sollecito C.  L  io.  6a,  63. 

geloso,     r  ultra  è  a  essm  geloso  di  quello C.  i.  10.  35. 

generale,     intendo  fare  un  ^Mrra/<  Convivio Ci.  1.80. 

per  \o  general  peti sÌ€ro  col  consentimento C  ìi.  8.  63. 

che  larghezza  è  una  speziale  e  non  ,^rmmJ!r  cortesia C.  ii.  11.  59. 

sono  .  .  .  cagioni  .  .  .  d*  ogni  (onttA  generale C  iìi.  6.  55. 

avvegnaché  posti  siano  qui  gradi  generali C  ili.  7.  66. 

dopo  le  jg<rM«rd/i  lode  alle  speziali  si  discende C.  ìii.  14. 

dopo  le  ^mi^o/i  commendazioni      .     .     .     .     .     .     ,     ,     .     .     .     .  f.  iii.  14.  5. 

appresso  queste  parti  generali C  ìv.  3.  13. 

questa  è  la  sentenza  ...  in  generale .     .  C.  hr.  33.  46. 


307  ■  ^W        ^^^^r  GENERAZIONE 

gimuare.     Ivi  .  .  .  GtMtraì  io  costei,  che  m"  è  da  lato Catu.  xx.  50. 

Questo  mio  bel  portato  .  .  .  GtHtnt  quella  che Cans.  xx.  54. 

NoD  fatto  manual,  ma  generato,     SìmUe  a)  Padre P,  F,  38. 

questo,  eh'  è  dal  Padre  e  Figlio  Non  grntmto  o  (atto P.  F.  1$. 

gcnendinente.     dico  che  gr»era/mfmte  si  chiama  . , .  Tarmata     .    .     .  C.  ii.  la.  7. 

che  nella  prima  ^H#7YT/prim/f  si  dice C  ìv.  10.  30. 

per  qualunque  modo  .  .  .  o  getterà! tnfnte  o C  iv.  13.  84. 

che  getteralmntU  questo  vocat>o]o     .  .  dice C.  iv.  16.  94. 

Onde  jvwrni/w/M// si  può  dire  di  tutte .     .     .     .  C  iv.  17.  70. 

opii .  .  .  virtù  .  .  .  generalmente  presa,  procede C.  Ìt.  18.  io. 

Ununuite.     congiugnitorr  dclli  miei^MrmM/i       ...*..,.  01.13,31. 

che  da  uno  medesimo  grnerante  à  generata C.  ili.  9.  36. 

che  .  .  .  verrebbe  prima  il  generato  che  'Xgtmtnmt^ C  iv.  14.  iia. 

prima  .  .  .  che  'I  grnerante  suo  fosse  stato C  Ìv.  14.  129. 

tale  quale  fu  il  primo  generante C.  iv.  15.  a6. 

la  quale  diede  r  anima  del  ^irraN/# ,     .     .     ,     .  C  iv.  ai.  39. 

(Caerare.     La  fama  .  .  .  generata  dalla  buona  operazione C  L  3.  49. 

riceve  dalla  carità  in  lei  generata C  i.  3.  67. 

la  ìmmagÌDC,  per  sola  ùuoa  geturata .  C.  i,  3,  79, 

queste  cagioni  vi  sono  state  a  generare  . .  .  T  amore  .     ,     .     .     .     .  C  i.  la.  a6k 

e  poi  quella  dell*  altra  che  si  generava .     .     .     .  C  ìi.  9.  19, 

perché  la  loro  virtù  corrompe  1'  uno,  e  I*  altro  genera  ì C  ii.  9.  37, 

queste  che  sotto  il  ciclo  sono  ^mrraV C  ìiì.  a.  49. 

t  di  più  virtuoso  corpo  nel  loco  ov'  è  gtnéraU> C  iii.  3. 48. 

Della  quale  e  dalla  quale  era  esso  generato C  iii.  3.  39. 

Che  M  suo  parlare  .  .  .  genera  ...  un  pensiero  d'  amore      .     .     .     .  C  iii.  7.  133. 

che  da  uno  medesimo  generanle  ò^H/m/a C  iii.  9.  37. 

che  in  ciascuno  ^/n/nt  desiderio  di  sapere C.  iii.  11.  6a. 

nu  r  amisU  sopra  la  naturai  generata C.  iii.  1 1.  70. 

la  filosofia  .  .  .  eh'  ò generata  per  onestà C  iit.  ti.  116. 

per  lo  quale  V  abito  si  genera C  iii.  13.  f  00. 

appetito  diritto,  che  %\  genera  nel  piacere C  iiì.  15.  135. 

il  movimento  del  cielo,  il  quale  tutte  le  co9e^<rNrra C.  iii.  15.  160. 

Qwiodo  una  cena  al  genera  d'  un*  altra,  genenai  di  quella,  essendo 

in  quello  essere C  iv.  10.  84  (6ù). 

Se  la  genlilcx2t ...  sì  genetnsM  per  obblivione,  più  tosto  sarebbe 

generata  la  Nobiltà  quanto  .  .  .  più    . C  tv.  14.  67,  68. 

che  .  .  .  verrebbe  prima  il  generato  che  1  generante  .     .     *    .     •     .  C  iv.  14.  1  la. 

Se  Nf^iltà  non  si  ^^rmra  di  nuovo C.  iv.  15.  ao, 

non  grnerantiota  di  vile  uomo  in  lui  ...  nò  .     .     . C.  iv.  15.  aa. 

r  odore  eh' è  dentro  frnnìn/o .  C  iv.  87.  39. 

Pvroccbè  la  statua  . .  .  negli  altri  ìtgrnera  ....  .  C  iv.  39.  63. 

(enermUvo.     sono  cagioni  di  amore  ^/wroft'Mr.     . C  I.  la.  33. 

U  AcmAì  é  cagione  d'  amore  generaUvm C.  L  is.  ioa. 

■  ■Brrw  .  . .  concorse  tutte  le  caponi  generative .  . .  dell*  amisU  .     .  C.  i.  13.  70. 

M  n  freddo  è  gewtetativo  dell'  acfjua C  iv.  i&  40. 

r^so  porta  «eco  la  vietù  dett  anima  generativa  ........  C,  Iv.  ai.  35. 

^eoeralore.     bcncficii,  che  sono  ^M#nt/ori'd' amici Civ,  ti.  115. 

geuti  Btrlce.    dccome  le  lotrlligenxc  .  .  .  sono  gentiathei  di  quelli .  .  . 

Cuti  qacatc  fossero  generatriei  dell*  altre  cose C  ii.  5.  ^9,  31. 

■■Mnuriaoft,     che  aelU  soa  gmermsione  .  .  .  s*  avcano  insieme    .     .     .  K.  /V.  30.  aa. 

W  «Men  coDCorao  alla  mia  fmmiaiam C.  i.  13.  35. 

yfalimie,  doè  àcìU  gemrmaéome  MMamislc  .  .  C  ii.  14.  aB. 

**  *W«  llon  «««bbe  q^au^ii  iemrmmam     .  .  C.  *ì.  15.  153. 


GENERAZIONE 


genere,    [verrà  . .  .]  Ov\'cr  [ovvero]  il  goi9r  tor C.  iv.  CattM,  ìiì.  ut  ;  sa  9t 

gente.     Che  .  ,  .  Farci  parlando  innamorar  ÌAg^nit   ,     ,     .     .      f^.  TV.  19.  37  (Cans.  i.  S), 

Non  ristare  ove  sia  ^'^«/'/ villana K  TV.  19.  84  (Caiu.  i,  65), 

Che  dalle  ^fMrt' vergogna  mi  parte K  TV.  33.  93  [CamM.  uL  $3), 

E  qucUa  jvn/r  che  qui  s'  innamora  [.  ,  .  trovano]     C.  Uì.  Cans.  ìì.  04  ;  6.  70;  13.  ai,  te 

s'  io  dico  Parole  quasi  contra  a  tutta  genU Cans.  x.  4. 

La  viltà  della  ^(-Wf  che  vi  mira Gi«*.  x.  ia8. 

generazione,     non  sarebbe  ^^>uvnnbH/,  né  vita  di  felìctU C  ti.  25.  160. 

al  loco,  dove  la  ìoro  gtMeranotif  è  ordinata C  iiì.  3.  16. 

dalla  parte  della  sua  ^M^ra^'onr  ricevere  virtù C.  iii.  3.  19. 

ama  lo  loco  della  sua  gmeraaiofu  ...  nel  tempo  della  %)ih  gfntramom  C.  iìi.  3.  46,  49. 

è  perfettissima  nella  umana  ^^HrmitioHtf C  iìi.  6.  91. 

la  qual  ...  è  utile  alla  ura^na  gf>ura£Ìone C  iìi.  7.  >56. 

la  nostra  operazione  in  alcun  modo  è  grttffrasiont C  iiì.  9.  4CX. 

la  5cntcn2a  del  Filosofo,  in  quello  di  GenenutoHe  .......  C  ìii.  lou  16. 

suole  precedere  ...  la  genetaaioM  dell'  amistà C  ììi.  ix  aB. 

pare  farsi  distinzione  nell'  umana  ^Hrmstt;*» C  ìH.  13.  34. 

quanto  all'  umana  ^entrasione  a  possedere  è  dato C  iv.  4.  34. 

la  baldczza  e  1'  onore  dell*  Mmsjva.  generasioHi C.  ìv.  5.  41. 

il  Filosofo  .  .  .  nel  primo  tU  Generation* C  iv.  io.  91- 

r  MvawnA  genfraciont  non  cesserà  di  piangere C  ìv.  la.  78. 

è  impossibile  .  .  .  venire  oXW  gtneraaiont  di  Nobiltà C  iv.  14.  aS. 

sarebbe  piii ...  e  più  tarda  gntrra&onc  dì  gentilezza C  iv.  14.  60. 

e  in  loro  ge*i frazione  di  Nobiltà  essere  non  può C  ìv.  14-  95. 

sicché  ...  la  umana  geiteraaionc  discesa  non  sia C  iv.  15.  18^ 

tale  .  .  .  conviene  essere  tutu  la  umana  gerutraàone C  tv.  15.  99. 

conviene  la  \smax\a.  genetveiotu  .  .  .  esìterc  discesa      .     .     .     .     .     .  C.  iv.  15.  43. 

due  speiic  dell'  umana  getterasiouf C.  iv.  15.  6a 

dal  prìncìpiu  della  nostra  ^^m^nuionf C  iv.  aa.  34. 

I>cr  essere  di  famose  e  antiche  girttramoni  .  .......  C.  ìv.  99.  II. 

chi  dirà  nobile  per  la  buona^HrniJfowr  quegli  che  della  buona ^rNmx* 

mione  degno  non  è C  iv.  39.  47,  ^^ 

genere,     intanto  che  dico  in  gtHtrt C.  i.  6  94.         1 

Quegli  che  conosce  alcuna  cosa  in  ^mm C  L  6.  41.  | 

Lo  Latino  conosce  lo  Volgare  in  gtntre C.  i.  6.  46.  H 

di  tutte  le  cose  del  suo  ^NAY C.  i.  xa.  31. 

quelle  cose  che  più  fossero  nominate  e  ...  in  loro^imrrr,  più  soreb-  ^ 

bono  in  loro  gtnert  nobili C  iv.  16.  67  (M^ 

genitore,     colui  eh*  era  stato  g/mior*  di  tanta  meraviglia K  A^.  as.  4.       * 

gente,    che  come  incbbriato  mi  partii  àaWtgtnti K  TV.  3.  32. 

tanto,  che  troppa  gentt  ne  ragionava V  N.  za.  6. 

che  partitomi  dalle  ^<nf/i.  .  .  andai K  TV.  19.  4. 

Appresso  che  ...  fu  alquanto  divolgata  fra  le  gtnii K  TV.  ao.  a.        1 

avvegna  forse  che  tra  altra  ^nr/r  addivenisse KyV.as.aB.       , 

dico  tra  che  ^ffi/i' questa  rìnnna  più  mirabile  parca ^  ^' 37.  ^^H 

venne  in  tanta  grazia  delle  gtnti K  TV.  36.  ^^H 

in  quel  tempo  che  molta  ^r/i/«  va  per  vedere J^.  TV.  41,  a^il 

che  in  tre  modi  si  chiamano  .  .  .  \c  gentil  che K  TV.  41.  43, 

da ^rfi/'^  studiosa  lontano C  i.  x.  37.  Ì 

occupate  da  gmtt  strana C.  i.  5.  64.  I 

r  avrebbe  spoate  a  gmte  d'  altra  lingua C  i.  7,  85.  I 

questi  nobili  sono  ...  molta  altra  nobile  ^/vf/« C  i.  9.  36.  | 

siccome  colli  parenti  ...  e  colia  propria  genU C  i.  la.  46^ 

mosse  la  consuetudine  della  ^m/#.     . C.  i   za.  56. 


a69  ^^^^^^^  GENTE 

{ente,  dacché  convien  . .  .  Perchè  U  griU  m"  oda Cohm,  x\.  a. 

IjmoI  non  donne  qui,  non  j^mA' accorte  Vcgg*  io Cans,  xì.  67. 

Ahi  quanto  in  te  la  iniqua  gentt  b  pronta Catta,  xviii.  7. 

■Ilo  ìnpnno  Di  loro  e  della  ^N/tf-,  C*  hanno Gim*.  xix.  30. 

Ctfè  in  ^n/#  onesta  Di  vita  spirìLalc,  0  d' abito Ca«tv.  xÌx.  61. 

Coac pcnona  .  . .  Cui  tutta gtute  manca Catu.  xx.  zi. 

e  por  (roverem  ^tfM//f  Che  .  .  .  farà Cane.  xx.  71. 

Lo  dolce  pomo  a  tutta  gmtt  nicga CauB.  xx.  94. 

NoB  però  che  alla  ^m/r  sia  nascoso t'.  TV.  8.  54  (6'o»i,  iv.  io). 

feoia,  Per  oon  \*eder  la  gruU,  a  capo  chino K  A'.  9,  51  {Son.  v.  8). 

tx  U  fiifura  ne  par  d'  altra  gtntt K.  A',  aa.  92  {Son.  xiii.  4), 

Venite  voi  di  s)  lontana  ^rM/« K  A'.  41.  57  (Scw.  jcjtiv.  3). 

0  per  parole  di  cattiva  s*^U Sun.  xlv.  a. 

^|iàli£Tti/r  si  guarda  da  lui Soh.  \W.  5. 

Acei6  che  . . .  Possa  manifestare  a  tutta  getitt S.  /*.  I.  60. 

Tnltt^/N/i,  Signor,  te  temeranno S.  /*.  ci.  59. 

i  dal  cicl  sccso  è  fra  1'  umana  genti 5.  P.  ci,  78. 

Dow  U^»N/f  e  '1  popol  tutto  quanto  Saranno 5.  /*.  ci.  85. 

Tiilti  r  umana  genit .  .  .  vestirai 5.  /*.  ci.  106. 

1*^   le  quali  la  volgare  ^i/r  chiama  Angeli C  ii,  5.  8. 

ooo  t  pcià  quella  che  crede  la  volgare  gent» C  ii.  11.  40. 

■  Laaa  ...  starebbe  ascosa  a  ogni  ^N/r C  ii.  15.  isa. 

hOU  alla  j«i//,  a  cui  parlo  .  .  .  sapere C.  iìi.  5.  6'j. 

*^>ODo  intra  V  altre ^m/i'li  Garamanti .     .     .  C  iiì.  5.  lao. 

l>^mA  di  quaggiù  gentile  pensano  di  costei C.  iii.  6.  37. 

^c<lticlla^rM/«' che  quaggiù  maggior  diletto  riceve C.  iii.  6.  8a. 

■**"*  com' ella  è  utile  a  tutte  le  ^r«/i C  iiJ.  7.  156. 

P'^rdaado  costei,  la^rn/rsi  contenta C.  iii.  8.  43. 

"^tc  Savi . .  .  che  la  géHtt  ancora  nomina  per  fama C  iii.  ti.  36. 

"'"'tp  partecipano  .  .  .  che  alcun*  altra  ^n/# C.  iii.  11.  113. 

^  ^gmte  che  s'  innamora  qui  ...  la  sente  ........  C.  iii.  13.  37. 

^'^"^^  ù  é\cc  :  La  gntU  che  qui  s' innamùra C  ili,  13.  33. 

'*^*<Jo  dice  I' om  che  quella  ^cn/*  è  con  essa  . C.  iii.  13.  64. 

'^do  alla  jVTi/f  che  la  seguiti C  iii.  15.  134. 

'^  -  •  •  gli  errori  della  gntt*  abbominava C.  ìv.  i.  37. 

^^***i  dì  gridare  alla  gtnU C  iv.  i.  73. 

_*"*  quale  io  intendo  riduccre  \u.  gentt  .  C  iv.  i.  79. 

K*tidicio  della  ^m/tf  piena  d'  errore C.  iv.  a.  118. 

^^'''Uzione  dell*  opinione  déìlA  gente  volgare C  iv.  3.  33. 

^    *•.  che  quella  della ^m/r  Latina C  iv.  4.  loi, 

7^  ^  fona  f u  .  .  .  preso  per  la  Romana  ^w/*    .     .     .     ,     .     .     ,  C.  iv.  4.  113. 

.     ^  questa  ^M/tf  oggi  il  reggimento  del  mondo C  iv.  6.  147. 

7'^*'otde  essere  addiiatore  e  conduciiore  ócWa  gente C.  iv.  6.  153. 

^***  ...  per  la  disordinanza  della  ^wUk C  iv.  6.  161. 

^^**do  la  piii  gentey  sia  .  .  .  falsissimo C  Ìv.  8.  48. 

^^•>o  che  alla  più  gnt/e  il  sole  pare .     .     .     .  C.  iv.  8.  51. 

^^  «Jcuna^m/r  è  da  dire  nobile C.  iv.  15.  39. 

^^••ttSone  della ^n//,  che  detto  *,  esser  vana C.  iv.  15.  i8a. 

^^^  Kobiltà,  di  che  tanta  gente  .  .  .  parla C  iv.  ao.  5. 

^[*C*«cbc  la  volgar  gerite  .  .  .  non  disccma    , C  iv.  05,  37. 

donando  lo  ristoro  della  moTlA  gente C  iv.  37.  165. 

^*^  »l  testo  alla  gente C  iv.  39.  7. 

^^  <t^po  ricevere  e  reverenza  dalla  gente C.  iv.  09.  25. 

^K*od'  essere  fuggito  daìU  gente C  Ìv.  39.  77. 


GENTILDONNA  ^^^^^^H  S79 

gentile.     Ma  Intterò  del  suo  stato  ^mA^W K.  A.  19.  30  (Caiu.  i.  11). 

qual  \'Uol  grm/il doDBA  parere  Vada  eoo  tei K  W.  19.  50  iCaru.  i.  31). 

Tu  dèi  ornai  esser  cosa-gmàU K  M  33.  aoi  (Cuim.  li.  74). 

eh'  io  parlai  .  .  .  Donne  §mt$Ì$\  vclentter  con  vni .     .     .     .   ì^.  N.  33.  49  yCans.  iii.  9). 

Se  non  a  cor gtntil  che  *□  donna  sta V.  N.  3X  Ji  [Cans.  iìi.  11). 

Non  era  degna  di  si  gmtU  cosa K  M  33.  68  {Cans.  iii.  aS). 

Partissi  .  .  .  Piena  di  gTa2Ìa  1'  AnìTan gmiUt V,  N,  33.  70  {Cana,  iii.  30). 

Face  maravigliar  ;  tanto  t  grntiti K  iV.  34.  50  (Gw«.  iv.  a6). 

Gentili  creature  che  voi  sete C.  ii.  Canm.  i.  5  ;  7.  49. 

uno  sptritcl  d*  unor  gentile C.  ii.  Can*.  i.  43. 

Non  vede  il  sol  .  . .  Cosa  tanto  gentii C  iìi.  Can*.  ii.  ao. 

qual  donna  gtHht  questo  non  crede C,  iii.  Caiu.  ii.  39  ;  7.  93  ;  14*  91* 

Gentil  t  in  donna  ciò  che  in  lei  si  trova   .     .     .     .  C  iii.  Cams.  n.  49;  7.  150;   14.  [19. 

fiammelle  .  .  .  Animate  d'  un  spirito  gentile C.  iìi.  Cana.  ii.  64  ;  8.  149. 

Per  lo  qual  veramente  è  1'  uom  gentile C.  iv.  Grw-s.  iii.  13. 

quelli  Che  fon  jfM/i/r  per  ischiatta  altrui *    .     .       C  iv.  Canm.  iiù  30. 

Che  r  uom  chiama  colui  Uomo  gentil^  che C  iv.  Canm.  iti.  35  ;  7.  13. 

Né  voglion  che  vii  uom  gntiH  divegna     .     .     .    C  iv.  Coica.  iiì.  6t  ;  10.  23  ;  14.  7,  19. 

Nailon,  che  per  ^)m/i7  giammai  s*  intenda C  iv.  Cane.  iii.  63. 

Che  Siam  tutti  ,^m/iV/ovver  villani C.  iv.  Con*,  iii.  70  ;  15.38. 

£  dirò  i  segni  che  ^nAV  uom  tiene .  C  ìv.  Caxr.  iìi.  80. 

Quanto  è  neU*  esser  suo  bella,  e  ^<nA'ì>  Negli  alti CtiNa.  ix.  31. 

Dunque.  Signor,  di  si  gentil  natura CmnM.  ìx.  46. 

Donne  gentili^  a  cui  io  ho  parlato Cane.  xiii.  73. 

Quand*  io  penso  un  genti/  desio Cans.  xiv.  49. 

GtHtil  madonna  se  da  voi  non  vene Can».  xvi.  9. 

gentitdoona.     e  specialmente  del  nome  di  t^ucH^  gtntihkmnm      ...  K  JV.  6.  7. 

Appresso  il  partire  di  questa  getitUdonna K  N.  S,  a. 

alla  compagnia  d'  nnsi  gentildonna K.  AT.  X4.  t6. 

gcatlle.     appar>-e  ...  in  mezzo  di  due  ^m/tb' donne K  A^  3.  7. 

nel  mezzo  . . .  sedea  una  gentile  donna K  ^.  5.  6. 

pensai  di  fare  dì  questa  gentile  donna  schermo y.  N.  $.  03. 

una  donna  giovane  e  di  gentile  aspetto  molto K  A^.  8.  4. 

ov' era  la  ^fM/i/ donna  eh' era  stata K.  A^.  9.  4. 

ove  molte  donne  ^rN/i/i  erano  adunate K  AT.  14.  4. 

fui  chiamato  da  una  di  queste  gnttJi  donne V.  N.  18.  iol 

ma  solamente  a  coloro,  che  sono  gentili K  A^.  [9.  9. 

siccome  ...  fa  ^m/i'/r  tutto  ciò  ch^  ella  vede KAT.  ai.35. 

perocché  tu  d6i  esser  fatta  gentile K  A^  03.  73. 

una  donna  giovane  e  j^m/f7tf  ...  cominciò K  A^.  23.  86, 

io  vidi  venire  verso  me  una  gentil  donna y.  N.  04.  17. 

b  beltà  dì  questa  Primavera  gentiU     .     , .     .  K  AT.  94.  48. 

sì  mostrava  si  gentile  e  sì  piena  di  tutti  ì  piaceri V.  U.  a6.  »o. 

Allora  vidi  una  gentil  donna  giovane .     .     .  V.  N.  36.  9. 

mi  partii  dinanzi  dagli  occhi  di  questa  ^mA'/f V,  N.  36.  ai. 

Questa  è  una  donna  gentile,  bella,  giovane  e K.  AT.  39.  5. 

ed  è  mosso  da  cosi  gentii  parte K  AT.  39.  at. 

e  dico  gentile  in  quanto  ragionava  a  gentil  donna V.  Sf.  39.  30,  31. 

Poi  mandaro  due  óonae  gentili  m.  me K  AT.  40.  1. 

quella  gmtit  Donna,  di  cui  feci  menzione  .  . .  apparve C.  ii.  a.  8. 

immagioava  lei  fatta  come  una  VonoA  gentii* C  ii.  13.  41. 

cosi  sì  fa  simile  a  quella  di  questa ,fr*tA7  Donna    ,,,....  C.  iìi.  1.  76. 

cioè  la  loda  di  questa  gentile C  iìi  i.  105. 

r  unìmcnto  della  mìa  anima  con  questa  gentil  Donna C  iii.  a.  71. 


GENTILE 


geotdft   CralV/ madonna,  come  avete  inteso Oi/u.  xvi.  55. 

Morte,  se  tu  questa  gtntU  occidì ,,,..     C»»b  xvii.  31, 

&cb' ancor  Caccia  .  .  .  dono  Quest'  anima  jVH/)/ Catta,  xvii,  75. 

Ka  prtgta  il  senno  e  gli  ^r»/f/ coraggi Cu/m.  xix.  38. 

TUrrt  A*  \insk  gfMtìU Giii«.  xix.  Bi. 

^licita. ..  SìmiJt  beai  al  cor ^^rw/iYr  accosta Gin-*.  xU.  107. 

quoU/NiA?  pietra  Mi  vedrà  coricare .     Stsi.n.$6. 

Qnaido  riguardo  questa  ^fM/i7  donna Sfsl.  ili.  7. 

Goift/biUaU  [mia,  quando  ti  piace,  Muovi]      .     ,     .      y.  N,  la.  laa  {Ball.  \.  43),  135. 

Doon*. ..  A  par  di  fior  ^r«///r       .     .     .     , /^m//.  vili.  5. 

1-*  beltà ^«n/i7  donna  mia  Porta Ball.  viii.  13. 

U. .,  figura.  Che  air  anima ^fi/iV  fa  dir Ball.  %,  io, 

Ck' lo  ci  porto  entro  quel  signor  grtiti/e Ba/L  x,  15. 

Aoucuo  alma  presa,  e  gfntii  core  .  .  .  Salute K  A'.  3.  7*3  {Son.  i.  i). 

Perché  riUana  morte  in  gm/tl  core  Ha  messo K  N.B.  a$  iSon.  iil.  5% 

^^cìk.  .  .  é  da  lodare  In ^^hA'/ donna K  W.  8.  ^8  {Soh.  iii.  8). 

vVe  r  alma  gm/il  già  locata  era K.  A^.  8.  33  {San.  iii.  13). 

Amore  e  1  cor ^»A/ sono  una  cosa y.  N.  ao.  13  {Son.  x.  x), 

rcr  che  si  fa  ,^1/1/ ciò  eh*  ella  mira K.  A',  ai,  10  (Som.  xi.  a). 

Sìé  nuovo  miracolo  ^H/iZr K  A^.  at.  aa  {Son.  xi.  14). 

**de3(c  voi  nostra  donna  ^^M/iib K  W.  aa.  73  (^Sow.  xii.  5). 

''<>ato  jrMAHr  e  tanto  onesta  pare  La  donna  mia    ....     K  A.  a6.  37  (5on.  xv.  i), 

^  ^  negli  atti  suoi  Unto  jvn/j/r K  A^.  97.  94  {Som.  xvi.  la). 

Venite . .  .  O  cor  grMtiiif  che  pietà  Ìl  desia K  A.  33.  37  (.Som.  xvit  a\ 

»c])iaiBar ...  La  mìa  donna  gfntU,  che  se  n*  è  gita  V.  N.  33.  35  <,Soh,  xvii.  10). 

Et*  vcDuta  . ,  .  \jA.gtnl\l  donna,  che K.  A^.  35.  49  iScn,  xviii  Li"],  a). 

'^^C.     che  n  sole  .  .  .  non  vtd*  alcuna  cosa  così  gmtiU C  iii.  6.  9. 

^  cetile  di  quaggiù  ^oi/i/f  pensano  di  costei C  iti.  6.  37. 

♦••<•/  damma  grntilf  non  crrrfr C.  iii.  7.  195. 

"^  quale  mirando  possono  fare  parere  f/nJ!r/f C.  iii.  7.  153. 

worniuo  ardore  d'  un  fintili  spirito C  iii.  8.  149. 

**■  Iddìo  .  .  .  non  vede  tanto  gtnUl  cosa C  iii.  la.  84. 

Iodio  BOa  vede  .  .  .  cosa  alcuna  tanto  j^mA7« C  iii.  la.  111. 

"v  «Inumi  jEtt/i7/ ■' intende  la  nobile  anima C.  ìÌÌ.  14.  90. 

Pw  lo  ijtule  uomo  è  gentiU  veramente C  iv.  a.  95. 

**"***X  che  fanno  altrui  gtntHc  per  essere  di C.  iv.  3.  57. 

**'^  .  1 1  che  .  .  .  gmtiìt  è  chiamato  ciascuno  che ,  C,  ìv.  7.  8. 

***>ccht.  . .  colui  è  vtUj  cioè  ftongtntiU C  iv.  7.  51. 

*^  -   . .  mai  gtntiU  uomo  dicer  non  si  possa C  iv.  14.  ai. 

^'^  *  . .  uomo  .  .  .  mai  dicer  non  si  possa  gentile C.  iv.  14.  93. 

^*  vìUino  uomo  mai  possa  essere  gentile  per C  iv.  14.  31. 

me  di  villan  padre  in  ^«h/j/ figlio C  iv.  14.  33. 

la  opinione  .  .  .  Laomedontc  {u  gentile C  iv.  14.  140. 

non  si  può  fare  di  villano  gtniiUj  o  di  vile  padre  non  può 

«re  ;ctiIi7  figlio C  iv.  15.  11,  la. 

'^rgtHtii  ripara  sempre  Antere C  iv.  ao.  68.] 

Li  G#n/i/i  le  chiamavano  Dei  e  Dee C  ii.  5.  35. 

■^  *cxlo  de'  Gentiii  e  ne'  sacrifici  e  nella  loro  fede C,  ii.  5.  47, 

«■^Unodubitar  oè  Filosofo,  né  Gentile C.  ii.  5.  6a. 

•«*o»do  la  fede  de*  Gentili C.  ii.  9.  69. 

»P^U  legge  e  credenza  antica  de*  Grn/t7t' C  iv.  15.  5U 

cw  «ppo  lì  Gentili  falso  fosse  . .  .  secondo  la  credenza  pagano,  ovvero 

«ielli  Gfntili C  iv.  15.  71,  75. 

poniUct  Filosofi,  ower  Getttilt C.  iv.  15.  91. 


(M 


GENTILE 


372 


gentile.     Era  venuta  .  .  .  Quella  donna  ^nA'/^  mi  .     .     .    K  N.  35.  46  '.Som.  xviii  [o^.  a). 

per  veder  .  .  .  Occhi^m/iVi  e  dolorosi  pianti V.  N.  37.  19  {Soh.  xx.  4% 

Gentil  pensiero  \j  che  parla  di  vui] K.  A'.  39.  39^  60  {Som.  xxìi.  x). 

So  io  eh' el  parla  di  quella  ^niAiir        K.  ÌV.  ^a.  58  (Som.  xxv.  la). 

ai  muove  Un  lume  ^  gentil  che Son.  xxvi.  a. 

Dì  donne  io  vidi  una  ^Mft"/r  scliicra Som.  xjcix.  i. 

Risponde  il  fonie  del  ^h/i7  parlare Soh.  xxx.  13. 

che  parlando  andate  Della  Donna  gentil  che Son.  xl.  a. 

Deh  !  gentil  Donne,  non  siate  sdegnose Son.  xli.  5. 

E  s*  el  V*  aggrada,  Donna  mì^  gentile^  Che Son.  xlvii.  la. 

al  grntil  atto  Degli  occhi  suoi  conosceraila Sor.  li.  la. 

Di  aiutar  quella  ^r-ffft/ cittade S. /*,  ci.  50. 

gentilezza.     Donna  .  .  .  Adoma  assai  dìgtHtiUsMt  umane  .        K,  iV.  93.  139  (CaMt.  ii.  a). 

voglion  che  di  GentOt^sa  Sia  principio  ricchezza C.  iv.  CariM.  iìi.  16. 

Tale  imperò,  che  GmtileMza  volse  [  .  .  .  Che  fosse]  ...      C  ìv.  CanM.  iìi.  ai  ;  a.  9. 

Cile  le  divizie  .  .  .  Non  posson  G*HtiUxaa  dar^  n6  torre      ...        C.  Ìv.  Caiut.  iii.  50. 

Che  tempo  a  GmtiUzxa  si  convegna C  ìv.  Caiw.  iii.  67. 

E  dicer  v(^ìo  orna!  .  .  .  Che  cosa  è  Gmtilrzea C  iv.  Cans.  iii.  79. 

È  GtritiUua  dovunque  è  vìrtutc C  iv.  Cane.  iii.  loi  ;  16.  33  ;  19.  6. 

vcstute  Di  gemtiUsza,  d'  amore  e  di  fede K.  A^.  37.  ao  fSuM.  xvì.  8). 

E  adorna  gentili*Ma  le  fa  onore ,     .     .     .     Sem.  xjcx.  6. 

Gentile.     Tommaso  nel  suo  Cantra  Gentili C.  iv.  15.  125. 

però  ti  CrH67i' diceano  che C.  ìv.  33.  134. 

che  a  un  suo  libro  .  ,  .  pose  nome  Contro  Gentili C.  ìv.  30.  30. 

gentilezza,     per  appropinquarmi  a  tanta  ^n/tVrs^a K  A^.  16.  19. 

più  da  sua  gentilesca  che  da  mia  elezione,  venne C  ii.  a.  r4. 

Federigo  .  .  .  domandato,  che  fosse  Gentilesza^  rispose C  iv.  3.  44. 

non  volendo  perdere  il  nome  di  GentiUxta C.  ìv.  3.  53. 

che  di6nirc^M/i/ra£a  non  è  dell'  arte  imperiale C.  iv.  9.  174. 

sarà  trasmutazione  di  viltà  in  gentilezza C.  iv.  14.  45. 

piii  ...  e  più  tarda  generazione  di  .fm/»£e«2a C  iv.  14.  61. 

Se  la  ^r*«/iZrasa  ...  si  generasse  per  obblivìone C  iv.  14.  66. 

cioè  che  cosa  è  CfN/f'Zrj«(7 C  ìv.  15.  189. 

genUlissiino.     appresso  1'  apparimento  ...  dì  questa  ^nA/t«sùfNi    .     .  K.  A^.  3.  4. 

nel  pensare  di  questa  ^H/tVi5.^'wd  .     . K  A^.  4.  5. 

avvenne,  che  questa  gentilissima  sedca  in  parte K  A'L  5.  a. 

che  movea  dalla  ^«N/i/ùs/ma  Beatrice K.  A^.  5.  17, 

a  trattare  di  quella  gentilissima  Beatrice K  A^.  5.  3». 

ricordare  il  nome  di  quella  gentilissima K.  M  6.  5. 

fare  compagnia  a  t\\ic\\sk  gentilissima K  A^.  8.  10. 

per  la  vìrtii  deXist  gentilissima  donna V.  IV.  g.  14. 

per  questa  cagione  .  .  .  quella  gmtilissima  ...  mi  negò      .     .     .     .  K  A^.  io.  xi. 

quando  questa  ^cn/i'/ùjjwd  donna  salutava K  AT.  xi.  18. 

£  però  questa  gentilissima  . . .  non  degnò K.  AT.  la.  49. 

avvenne  che  questa  gentilissima  venne  in  parte V.  N,  14.  a. 

vidi  tra  loro  la  ^rH/i'/ùstmii  BiJkTRicc K  A^  14.  34. 

in  tanta  propìnquitade  aìÌA  gentilissima  donna V.  N.  t^.  37. 

si  gabbavano  di  me  con  questa  ^rMArVissima f'.A^,  14.53. 

che  la  mxa.  gentilissima  donna  non  era  tra  esse K  M  18.  14. 

quello  che  fosse  loda  di  questa  ^H/i7mi'ma K.  A^.  x8.  64. 

in  lode  dì  questa  .^rvt/iZùsiFHa K.  AT.  ai.  3. 

udii  lor  dire  parole  di  questa ^NA'/iJEJiMfa K  A',  aa.  a6. 

conwene,  che  la.  genttlissima  Beatrice  ...  si  muoia  ......  K  AT.  33.  18. 

tacendo  il  nome  di  ^ntsiA  gentilissima ,  K.  AT.  33.  laa. 


373  ^K^l^^^r  GHIRLANDETTA 

gvinana.    Salutò  le  ;{rrm«N#  sconsolate Cuna.  xx.  58. 

Gcmaalenie.     Acciò  che  U  muro  di  Ggruaaltm*  ...  aia  edificato      .     .  S.  /M.  68. 

Gesù.     £  M  frutto  del  tuo  ventre  .  .  .  Cristo  Gtsu P.  F.  345. 

gettare,    che  spesso  altri  si  grtta  In  compagnia Cans,  xiv.  99. 

Dagli  occhi  suoi  ^r//ava  una  lumiera 5oh.  xkìx.  5. 

Cf.  glttare. 

g|lÌBOdAre.     Cosi ...  Hi  ghiaccia  iJ  sangue  sempre  .......  S*st.  ii.  3a. 

^fbÈtKOào*     Ben  avria  questa  donna  il  cor  di  ghiaccio Cohm.  xxi.  07. 

gfìlrlanda.     Quand'  ella  ba  in  testa  MnA  ghiHanda  d*  erba       ....  Sesi.  i.  13. 

Che  in  testa  messa  s*  ha  ghirìatuia  d*  erba Stst.  iii.  39. 

tanta  .  .  .  C  hanno  luiio  ghirlanda  di  martiri Baii.  v.  io. 

ghirlandetta.     Per  una  ghiriandttta  ...  mi  farà  Sospirar  ogni  fiore     .  Baìl.  viil.  i. 

Vidi  a  voi,  Donna,  portar  ghtrlandtita BaìL  viìi.  4. 

gfnttHwtmg    Questa  ^n/i7Ù5iwfd  donna  . .  .  venne  in  tanta  gruia     .  V.  N.  96.  x. 

quando  lo  Signore  .  .  .  chiamò  questa  gentilissima V.  N.  09.  7. 

Poiché  la  ^«t/i/Msi'ma  donna  fu  paKita .  K /V.  31.  t. 

di  ricordarmi  della  ^N/i7i5Ama  donna  mia K  A^,  39.  47* 

si  rivolsero  .  .  .  alla  loro  grnh'lissima  Beatrice y.  N.  40.  16. 

cioè  Io  nome  di  quella  gentilissima K  M  40.  sa. 

ore  nacque,  vivcttc  e  roorio  la  jTvt/r/iWma  donna K.  TV.  41.  9. 

DcUo  studio  di  questa  donna  gentilissitna .     .     .  C  ii.  16.  7. 

che  questa  sia  .  .  .  genttlissima  di  tutte  le  cose C  iii.  6.  i(. 

geocnetria.     Scienze  del  .  .  .  Quadrivio,  cioè  .  . .  Gtomtiria    .     .     .     .  C  ii.  14.  58. 

il  Cielo  di  Giove  si  può  comparare  alla  Geometria C  ii.  14.  195. 

queste  cose  sono  nella  scienza  della  Geometria.     La  Geometria  si 

muove  intra  due .     .     ,     .  C  ii.  14.  905  (Afv). 

tra  d  punto  e  'I  cerchio  ...  si  muove  la  Geometria C.  ii.  14.  315. 

E  ancora  la  Geometria  è  bianchissima C  il.  14-  aao. 

che  .  . .  vorrcbbono  disputare  in  Geomutria C  iv.  15.  167. 

geometrioCK     per  arte  .  .  .  Geometrica  ...  è  veduto  .     .  .     .     .     .  C  iì.  3.  54. 

gCSVdkhL,     e  partelc  per  tre  Gerarchie C  ìi.  6.  39. 

ciascuna  Gerartkia  ha  tre  Ordini C  ti.  6.  41. 

questi  .  .  .  fanno  la  prima  Gerarchia C.  ii,  6.  46, 

qne*ti  fanno  la  seconda  Gerankia C  ii.  6.  53. 

questi  fanno  la  terza  Gerarchia C.  ii.  6.  55. 

Q  aitmcra  in  che  sono  le  Gerarchie     .     •     .    •     • C.  ii.  6.  57. 

la  quale  mira  la  prima  Gerarchia    ...«,.. C.iÌ.  6.  63. 

questa  mira  la  seconda  Gerarchia C  iì.  6.  68. 

qaesta  mira  la  terza  Gerarchia C.  il.  6.  70. 

tono  in  ciascuna  Gerarchia  Ire  Ordini C  H.  6.  75. 

le  Germrrhie  narrano  li  cieli  mobili C.  il.  6.  looi. 

per  quelle  parole  di  Cerermia  profeta K.  iV.  7.  40. 

quello  comìnciamento  di  Geremia  profeta K.  A^.  31.  8. 

che  '1  primo  .  .  .  rampollo  che  ^vranq^A' dì C.  iv.  91.  119. 

che  questo  seme  .  .  .  gertnogHa  . , .  Gtrmogka  adunque  per 

la  VegHativa,  per C  iv.  93.  ao,  oo. 

la  quale  Gmt  Cristo  lasciò  a  noi  per  esempio V.  N.  41.  4. 

fu  piacere  de'  cittadini ...  di  gritarmt  fuori  del  auo  .  .  .  seno  C  i.  3.  93. 

e  la  buona  diapodgiooe  .  . .  getta  sopra  quelle  uno  colore  .     .     .     .  C  iv.  «3,  137, 

c/  gttibuvb 

Planiamo  che  Gherardo  da  Cammino  fosse  stato  .     .     .     .  C.  rv.  14.  114. 

éi  dire  che  Gherardo  da  Cammino  foasc  vile  uomo C.  iv.  14.  1 19. 

quelli  che  ia  bestiale  pastura  veggìono  .  .  .  ghiattée  gire 

mangiando C  L  t.  6t. 

T 


GIÀ 


274 


già.  K  N,  34.  34  {Con:  iv.  8)  ;  Cerne,  x.  23  ;  zìi.  39  ;  xiii.  ao,  8^  ;  xiv.  ai  ;  xvii,  aa,  aB, 
54,  57;  xix.  lat;  XX.  13,  86;  Sest.  i.  35;  ìv.  ai;  Ball.  ii.  13;  K  M  3.  81 
(S(?H.  i.  5);  7.  34  {Som.  ii.  7);  8.  33  SwT.  ili.  13);  San,  xxviìi,  11  ;  xxxiv. 
4  ;  xlvii.  e  :  xlix.  8  ;  li.  14  ;  liv.  5  ;  S.  P,  vi.  38  ;  xxxx.  3»;  xxxvii  17,  38, 
56;  I.  45  ;  ci.  II  ;  cxlii.  43  ;  P.  F.  i,  169. 
giacere.     Vieni  a  veder  nostra  donna  che  giacf      .     .     .     .     ^.  iV.  23,  291  l'Caru.  ii.  64}. 

Questa  virtù,  che  nuda  e  freddala» Sdh.  xUx.  la. 

Chi  è  està  Donna,  che  giiu*  si  venta Soh.  li.  a. 

E  tal  giace  per  lui  nel  letto  tristo Som.  tir.  9. 

a  quel  che^'or^iw  Neil*  aspcro  presepio S,  P.  xxxi.  46. 

che  "1  mio  capo  giacf  Soito  l' iniquitade  e S.  P,  xxxvii.  13, 

E  '1  ^ìomogiaci  con  turbato  ciglio 5.  P.  ci.  ai. 

Vedendosi ^arrr  con  lai  consorti S.  P.  cxlit.  ai. 

giallo,     si  mischia  il  crespo  giallo  e  1  verde  Sì  bel     .......     Sest.  i.  15. 

giammai.  K  A^.  34,  a8  (  Caru.  iv.  a)  ;  C  iìi.  Coms.  ii.  78  ;  iv.  Cxi»,  iii.  63  ;  Catu.  xii.  8  ; 
xxi.  13;  Sest.  ii.  66;  Soh.  xxvi.  t  ;  xxxvi.  io;  xxxìx.  11,  la  ;  S.  P.  xxxvii. 
61  ;  cxxix.  9  ;  P.  P.  61. 

giglio,     qual  verace  Non  se^e  1'  asta  del  vedovo  gigtio Cena,  zviii.  39. 

Ch' essendo  bianco  come  il  bianco  ^'jf&o 5.  P.  ci.  17. 

gio*.     Lo  vostro  pregio  fino  In  gio'  sì  rìnnovellì Baii.  iv.  7. 

C/.  gioia. 

giocondo.     E  state  ormai  con  V  animo  giocondo S*  P.  xxxi.  8a. 

gioia,     air  ombra  D*  aver  ^ofo  e  piacer  dì  questa  donna Srs/.  iii.  38. 

Quando  vegno  a  veder  voi,  bella  gioia K.  A^.  25.  09  (Soh.  viii.  a). 

Rinfresco  in  ^MMa  e  rìanuovo  mia  spcne Sem.  xJìi.  Xi. 

C/  gio-, 

Gloseppo.     Che  gli  aparten  quanto  Gioaeppo%  Cristo .Som.  liv.  11. 

gioioso.     Che  stato  —  non  avea  tanto  foioso ,     Ci/*ta.  xix.  3. 

Vostra  cera  gioiosa  .  .  .  Bene  è  mirabìl  cosa     ........     BaiL  iv.  33. 

giorno.     Lo  ^orvfo,  che  costei  nel  mondo  venne CiuNr.  xiii.  57. 

Onde  *1  cammino  al  bel  giorno  mi  piacque Giwa.  xv.  56. 

Ch'  Amor  Undù  lo^'omocb*  io  fu*  preso Cans.  xvi.  58. 

AI  poco^'omOfCd  al  gran  cerchio  d' ombra  Son  giunto     Sest.ì.  t;  y.  E.  ii.xo.a8;  13.14. 

già.     K.  iV.  3.  I,  9  ;  3.  69,  95  ;  4.  9  ;  7.  49  ;  8,  9  ;   la.  35,  136  ;  13.  a  ;   18.  33  ;  33.  75,  103  ; 

»-♦•  t8  ;  35.  IO,  35  ;  39.  49  ;  C.  L  i.  77,  137  ;  3.  43  ;  4.  99  ;  5.  6a  ;  9.  71  ;  11. 
65;  ii.  9.  88;  II.  a6;  13.  a8  ;  14.  85,  86,  89;  15.  115;  iii.  8.  91;  la.  a8  ; 
13.  14  ;  iv.  a8.  41. 

giacere,     lo  cui  corpo  io  vidi  giaan  senza  1*  anima K  A^.  8.  6. 

Mi  riguardava  là  ov'  ìo^'umi ^^  AT.  ta.  18. 

Vero  é  che  morta  giaa  U  nostra  donna V.  N.  33.  58. 

queste  tutte  parole  .  .  .  giacaoMo  in  quello  libro .  C  iv.  la.  71. 

GiapetO.     la  quale  ...  lo  figlio  di  Giapeto  .  .  .  compose C  iv.  15.  8a. 

gigante,     combattendo  col  gigante  che  si  chiamava  Anteo,  tutte  volte 

che  il  gigante  era  stanco ^>  "!•  3*  53t  54* 

non  è  altro  che  chiamare  lo  nano  gigante C.  iv.  39.  49. 

giogo,     e  certe  sopra  lì  gioghi  delle  montagne C.  iii.  3.  36. 

gioia,     della  quale  nullo  amadore  prende  compiuta  ^OM C.  iii.  la.  108. 

giornata,     avvegnaché  pochi  ,  .  .  compiano  la  ^'onuiM. C.  iv.  13.  67. 

giorno.     L'  ora  .  .  .  era  fermamente  nona  di  quel  giorno K.  TV.  3.  iB. 

la  quale  ro'  avea  lo  ^'omo  dinanzi  degnato  di  salutare K  M  3.  43. 

Un  gwrno  avvenne,  che K,  iV.  5.  i, 

che  .  .  .  non  era  comunicato,  lo^i'orMO,  altrui K.  A^  5.  3g. 

cavalcai  quel  j^brNO  pensoso  molto K  W.  9.  4r. 

Appresso  lo  giorno  cominciai  questo  sonetto K  iV.  9.  43. 


rjS  ^m^^^P  GIOVANNI 

fgierto.   Danzando  un  giorno  per  punì  e  per  colli StsL  iii.  30. 

lobverò  ...  E  lo  mio  interno  e  notte  e  giorno S.  P,  vi.  30. 

I  bmcbè  ^lopTro  e  notte  ...  mi  gravasse S,  P.  xxxì.  19. 

Esunilmcnte  son  p\\x  giorni  e  mesi,  Ch' S,  P.  xxxvii.  te 

e  tutto  il  ^'ufwo  Vado  dolente S. /',  xxxvii.  ao. 

Hi  ogm  jipbr-no,  eh'  io  son  pien  d'  affanni  .  .  .  inchina S,  P,  ex.  5, 

Pero  che  U  mici  giorni  e  li  miei  anni .  ,  ,  son ,     .  S.  /*.  ci.  7. 

ElfÙNo^ce  con  turbato  ciglio S.  P.  ci.  ai. 

Tttfto  \apomQ  mi  vituperava S,  P.  ci.  a6. 

nrocanni  Nel  me22o  de'  mici  giorni S.  P,  c\,  95. 

E  quando  uri  il  giorno  del  giudizio S.  P.  ci.  103. 

tfWiBe,   Per  figliuola  d*  Anior^bvo«*  e  piana F.  AC  19.  79  {Cane,  i,  60}. 

I9I»  parlato  a  voi,  giovani  donne Cane.  xiii.  85. 

Sotto  il  bel  verde  la  giovani  donna  Gli  fa  sparir Sist»  i.  38. 

C^glavbie^ 

Pl'VlDCia.    L*  anima  ...  In  GiovantAMa  temperata  e  .  C  iv.  Cans.  ìii.  199  ;  33.  41  ;  a6.  6. 

7- gtovinezza. 

'"('VVniia.    Bianca,  Giovanna,  Cortese  chiamando  .......  Can9,  x.  153. 

P^W   d"  una  gentildonna,  che  disposata  era  lo  ^bnto K.  TV.  14.  17. 

'>  dico  che  nel  nono^'onto  .  .  .  giunsemi K  AT.  33.  8. 

^^(nbciù  a  pensare  un  giorno  sopra  quello K  W.  a6.  a. 

fieWa  prima  or»  del  nono  giorno  del  mese V.  N,  30.  3. 

'"  ^MtXgiormo ...  io  mi  sedca  in  parte K  A'.  35.  t. 

^'^  deismo  e  della  notte  eguale C  iìi.  5.  134. 

^oando  r  uno  ha  'I  giorno,  e  1'  altro  ha  la  notte C  iii.  5.  171. 

^  ac manifesta  T  ora  dell'omo  della  sua  morte C  iv.  23.  103. 

•**»e  . .  .  intorno  alle  parti  del  giorno C.  iv.  33,  139. 

Maria  Vergine  .  ,  .  figlia  di  GiovactAino  e  d'  Anna   .     ,  C.  ii.  6.  14. 

di  chiamare  .  . .  una  donna  giovani  e  di K  /^.  8.  4. 

•wJcre  . .  .  sedere  un  ^ov*i«*  vestito  di K  AT,  la.  15. 

■a  donna  giov€UU  e  gentile  .  .  .  cominciò K  A^.  33.  86. 

'^di  ma  gentil  donna  giovane  e  bella  molto K.  A^.  36,  9. 

Q»»e»l*  è  una  donna  gentile,  bella,  giovani  e K.  A^  39.  5. 

Vf^»m  giovane  tn  simile  etadc  a  quella K  ^.  40.  7. 

**  VficHUt  benedetto  Scipione  jiofa»/  non  avesse  impresa.     .     .     .  C.  iv.  5.  170. 

"C^on*  t . .  .  nelli  giovani C  iv.  19.  78. 

f*  >Sà  aood/a,  cioè  in  giovani C.  iv.  19.  6a. 

^^giooani ,  .  .  non  ò  tanto  richiesto  dì C.  iv.  19.  88. 

■itrotiTDOo  un  ^ov«iw  vestito  di  bianco C  iv.  aa.  153. 

^  i>iOfi9C>«n/ trovano  in  bianchi  vestimenti  .     ..,,,,,  C.  iv.  aa.  166. 

òòaiasimamcntc  si  conviene  al  Giovani C  iv.  atS.  195. 

cVftoB  pQÒ  fare  lo  Giovane C.  iv.  a6.  133. 

^  Wi)  che  di  sopra  si  dicono  convenire  alli^'otnnj' C  iv.  a8.  109. 

siccome  ^'ouiruaM C  iv.  9.  164. 

àit  disse  che  giovtmexsa  era  bellezza  e  fortezza C  iv.  9.  169. 

dcoae  che  ^ovawaMi  ò  colmo  della  .  .  .  vita C.  iv.  9.  171. 

però  dice  in  quello,  dove  tratta  di  Giovanejwa  .  .  .  che  Giovanesaa 

Don  e  altro,  se  non C  iv.  33.  86  (,&ù% 

che  alla  zu^  giovanissima  ctadc  si  convenia   .     .     .     .  y.  N.  2,  18. 

par  vedere  quest*  Angiola  gtowtntssima V,  N.  a.  47. 

lo  nome  di  questa  donna  era  Gioy.4.\\\A K  A^.  04.  ao, 

ptttht  Io  suo  nome  Giovanna  è  da  quel  Giovanni     ,,,,.,  V.  N,  34.  36. 

[^Itf^iannl      perchè  io  suo  nome  Giovanna  è  da  quel  Giovanni    .     .     .  K  AT.  24.  36. 

lo  dono  che  mi  fece  Giovanni C  i.  8.  96. 

T  2 


GIOVANNI  276 

giovare.     E  puossi  dir  che  il  [*l]  suo  aspetto  ^'ovo  [A  consentir]  C  iii.  OmciLsi;  X4.T83. 

Che  tu  se' posscssion,  che  sempre  ^lOM C^mx.  x.  43. 

vedendo,  che  non  gli  gìoedxra  A  far  assalti S.  P.  xxxvii.  46. 

gioventute.     In  eaisLgiovmiute  Distrutta  hai  I*  amorosa  leggiadrìa     K  N.  8. 59  (Som.  iv.  15). 

giovine,     m*  è  nella  mente  Una  giovitu  entrata GiNa.  ix.  25. 

Cf,  giovane. 

giovinezza.     Non  soffrir  die  costei  Per  ^bvi>wa«a  mi  conduca   .     .     .  Cata.  ix.  57. 

£  se  mercè  giovùuzsa  mi  toglie CamM,  xìv.  46^ 

Cf.  giovanezza, 

girare.     Non  vede  il  sol,  che  tutto  M  mondo  ^Va  .     C,  tìL  Canz,  ii.  19;  i.  107;  5.  13,  19; 

13.44. 

Polche  ^'ni/o  r  ha  . . .  Citta  1  pasto  ver  lui Cmu,  x.  iii. 

Ove  tanta  tempesta  in  me  ^gira Caiu.  xi.  37. 

dovannL    siccome  dice  Giot/anm  Evangelista C  ii.  6.  18. 

onde  non  diciamo  &'aniNm' amico  di  Martino Ciiì.  xx.67. 

nel  principio  del  Vangtio  di  Giovanni  sì  può  . . .  notare    ....  C.  ili.  14.  63. 
giovare,     non  intendo  ...  a  quella  .   .  .  derogare,  ma  maggiormente 

^ioctirv  per  questa  quella C  Ì.  i.  115. 

Che  .  . .  giovan  a  uno,  è  bene  .  .  .  giovan  m  molti,  è  pronto  bene    .  C.  i.  8.  13,  14. 

chi^otu  a  molti,  Ca  1'  ano  bene  e  V  altro  ;  chi  giova  a  uno,  fa  pur 

r  un  bene C.  i.  8.  ai,  aa. 

operazioni  .  .  .  siccome  offendere  e  giovan C  iv.  9.  67. 

GiovfHtuU,  QÌoi  ttà  che  può  giovart C  iv.  34.  6. 

Giove,     lo  sesto  (  quello  dov*  è  Giovt C.  ii.  4.  7. 

il  Cielo  di  Giove  si  può  comparare  alla  Gtometrim C  ii.  14.  194. 

che  Gufve  è  stella  di  temperata  complessione C  ii.  14.  199. 

Giovf  sei  anni  si  celerebbe C.  ii.  15.  {44. 

si  dice,  Dardano  essere  stato  figlio  di  Giove C  iv.  14.  147. 

Giovenale.     lascisi  stare  quanto  .  .  .  grida  .  .  .  quanto  GiovenaU      .     .  C  tv.  xa.  84. 

risponde  GiovenaU  ncU'  ottava  Satira C  iv.  39.  37. 

gioventudine.    soprastare  alle  passioni  ed  atti  di  tanta  gioventudine   .  V.  N.  a.  61. 

gioventute.     in  quella  dinanzi  all'  entrata  di  wX^  gioventHtt  parlai   .     .  C  i.  i.  126. 

adopera,  siccome  .  .  .  per  la  Gioventute C.  iv.  33.  39. 

la  seconda  sì  é  Gioventute      .     . C.  iv,  33.  lao. 

la  seconda  si  chiama  Gioventute C  iv.  34.  5. 

che  la  Gioventute  nel  Quarantacinquesitno  anno  si  compie  .     .     .     .  O  ìv.  84.  36. 

che  procede  montando  alla  Gioventute  .  .  .  altrettanto  tempo  che 

succede  alla  Gioventute C  iv.  04.  39,  43. 

entrare  nella  porta  della  Gioventute C.  iv.  35.  5. 

cosi  nella  Gioventute  si  fa  Temperata  e C  iv.  a6.  io, 

questa  nella  nostra  Gioventute  si  dee  avere C  iv.  36,  33. 

come  nella  nostra  Gioventute  essere ...  ne  convegna C.  iv.  a6.  77. 

appare  questa  essere  necessaria  alla  Gioventute C  iv.  •&  119. 

quelle  probità  che  alla  Gioventute  presta  la  .  .  .  Anima C  iv.  07.  4. 

alla  Gioventute  è  data  la  perfezione  e  la  maturità C  iv.  37.  35. 

la  .  .  .  perfezione,  la  quale  s'  acquista  nella  Gioventute C.  ìv.  37.  35. 

Aristotile  in  quello  di  Gioventute  e  SenettuU    ...      .....  C  iv.  a8.  33. 

in  quello  stato  sìgniGca  la  Gioventute C  iv.  38.  107. 

per  che  significa  che  si  parti  la  Gioverttute C.  Ìv.  aS.  1 1 1. 

'  Mentre  che  In  me  fu  il  sangue,*  cioè  la  Gioventute C.  ìv.  a8.  135. 

giovinetto.     Maria,  giovinetta  donzella  di  tredici  anni C.  ii.  6w  34. 

girare.     La  forma  .  .  .  gira  toccata  da  virtù  motrice C  ii.  6.  156. 

è  da  sapere  .  .  .  come  il  mondo  dal  sole  t  girato C  iii.  5.  ai. 

per  questa  revoluzione  rigirava  il  sole  intorno  a  noi    ..._«.  C  iii.  5.  35. 


_^  __  GITTARE 

£  per  me  gin  —  ogni  fortuna  ria Cane,  xvii.  6. 

un  so  in  quaJ  parte  gli  ^W  Per  lor  diletto BaU.  v,  1 1. 

Chi  d' intoruo  <U'  suoi  sempre  sì  gim  .  . .  una  pintura  .....     BaJL  x.  7. 

Or' dU  passa,  ogni  oom  ver  lei  si^'m K  TV.  ai.  11  (Som.  xL  3). 

Ofat  U  spera,  che  più  larga  gira f'.  /V.  43,  47  {Soh,  xxv.  1), 

I)i(|ticlla  luce  che  il  suo  corso ^ra  ...  al  volere Soh.  xxviii.  j. 

Kè  quella  eh' a  veder  lo  Sol  si  ^ra 1,    So»,  xxxix.  9. 

Btre.  Ciniooe,  lo  so  che  tu  girai  parlando  A K  TV.  19.  76  (^Can*,  i.  57). 

Cl>e , , .  lu  dichi  pregando  Insegnatemi  gir K  N.  ip.  Bt  {Cans.  L  6a). 

■inaiti . .  .  che  ciascun  giva  errando K.  W.  a-j.  165  {CanB.  ii.  38). 

Che  b  ti  miei  sospiri  gir  parlando K  W.  38.  93  {F.  C.  io). 

pui  Che  se  n'  è  gita  in  cici  subitamente K  iV.  33.  53  {Cana.  ili.  13). 

1^0  soave  pensier,  che  se  ne  già C  ii.  Gimc.  i.  15. 

Cbc  r  saima  diceva  :  V  men  vo'  gtn C.  ii.  Cane.  i.  19  ;  8.  55. 

Sicfb(|ir  ne  conviene  air  altrui  posta Can^.  x.  51. 

Mimili. ..  Che  vedete ^'r  nudi ,,.  Uomini CiifU.  x.  xofl 

^  mi  lorrei  dormir  ...  e  ^>  pascendo  1'  erba    . Stst.  i.  35. 

•JMnlo  bel  fu  vederla  .  .  .  Cirt  alla  danza Sest.  iii.  39. 

Cltc  foree  non  è  buon  senza  lui  gir$ F.  W.  la.  89  {Ball.  i.  10). 

■uovi,  Ballata,  senza  gir  tardando Ball.  v.  a. 

Appresso  ^>  ne  lo  vedea  piangendo f'.  TV,  3.  90  {Soh.  i.  14). 

La  mid  donna  gentil,  che  se  n'  è  gita  Al '^.  ^.  33-  35  {San.  xvii.  io). 

Va^i^atiomo  in  abito  dolente Soh.  xliii.  io. 

f*oi  iJto  in  cielo  vivo  se  ne  ^ P.  F.  $1, 

cbc  .  . .  Giita  ne'  cor  villani  Amore  un  gelo     ,     *     ,    V.  N.  19.  sa  {Cana.  i.  33). 
Poicbi  girato  I*  ha  .  .  .  Giita  *1  pasto  ver  lui Catta,  x.  iia. 


che  '1  suo  tondo  tutto  rigirava  attorno  al  suo  centro      .     .     .  C.  iii.  5.  48. 

^*>tB  •  • .  sapere,  che  questa  terra  ò  . .  .  e  non  u  gira       .     .     .     .  C.  iii.  5.  64. 

QtKsto  ciclo  si^Vn  intorno  a  questo  centro C  iii.  5.  66. 

■^oo  Cerchio  ...  che  massimamente  ^Vi C  iii.  5.  71. 

^cBi  parte  del  cielo,  sotto  la  quale  si  gira  il  sole C  iii.  5.  78. 

'^CSM^ente  si  può  vedere  come  f/ so// /a  ^'m C.  iii.  5.  196. 

**e  MarìQ  vcggia  . .  .  esso  sole  girart  ii  mondo  intorno  giCi  alU      •  C.  iii.  5.  145. 

'**to  che  egli  ^na  intomo  giù  alla  terra C  iiu  5.  160. 

^^  il  Cerchio  .  .  .  vcggia  il  sole  appunto  sopra  si  girart  .     .     .     .  C.  tii.  5.  1 76. 

B^Mtrato  per  che  modo  lo  sole  gira C  iii.  6.  a. 

^^  'liole,^nnn/o  il  mondo,  non  ttde C  iii.  6.  8. 

*■*  9Ui  girare  è  suo  inUnJm C  iii.  la.  83. 

'"••^esso  cielo  cominciò  a  girar* C  ìv.  5.  56. 

quanto  alla  sua  propria  giraatona K  W,  a.  3. 


«^ 


CBt  giramont  conviene 


essere  due  Poli  fermi 


C.  iii.  s.  68. 


oa  psrea  che  se  ne^jiss*  verso  il  ciclo K  AT,  3.  56. 

1*  <lu&lc  sen  ^a  lungo  questo  cammino K.  W.  9.  ai. 

*  ^eiulo  del  gin  quando  vuole V.  N.  iq.  131, 

J*'  che  non  mi  tengo  di  girt  presso  a K  A^.  15.  44. 

•"M*  il  quale  sen  giva  un  rio  chiaro  molto K.  A^.  19.  x 

f"^  • . .  alla  gloria  eternale  se  ne  ^o K  AT.  aa.  7. 

**  uiofo  onde  ne  giva  la  maggior  parte  di  quelle  donne     .     ,     ,     ,  V.  N,  aa.  36. 

^<^  U  aia  anima  se  ne  possa  ^'nr  a  vedere K.  A^.  43.  13. 

^'^B  die  in  bestiale  pastura  vcggiono  . . .  girt  mangiando     .     .     .  C  i.  x.  6x. 

^***'o  peniiero  che  se  ne  già C,  ii.  8.  38, 

^  «ndare  là  dov'  clli  gui C.  ii.  8.  53, 

****poèda  non  istarc  ferma,  ma  da^'r* C.  iv.  30.  33. 

^■■■■do  . . .  con  certo  prò  vallava  gli  abissi C.  iii,  15.  169. 


GITTARE  ^^^^^^P  273 

^ttare.     Sono,  che  per  ^'iVar  via  loro  «vere  Crcdon Cmj:  xìx.  acx 

£  r  una  a  r  altra  va  ^//aN</o  t*  erba   . S«/.  ìv.  3. 

Questi  peasìerì,  e  li  sospir  eh*  \o  giito K,  /V.  40.  59  (Sim,  xxìiì.  9). 

Gitiatevtte  a*  piedi  umOemente .Som.  xlìii.  13. 

Cf.  gettare. 
^ÌL     Diporrù  /,rtM  Io  mio  soave  stile C.vr.  Cans.  iii.  io. 

Giù  [>er  U  gola  tanta  roba  è  messa Son.  Uv.  3. 

Cf.  giusa 

giudicare.     In  ^maxìXo giudicar  si  puote  ciTclto  Sovra CWmt.  ix.  40. 

altri  son,  che  .  .  .  \'oglion  esser  giudicati  Da  quei Cams.  xtx.  41. 

Non  mi  voler  con  la  severitade  .  .  .  giudicarr   « S,  P*  cxlU.  6. 

Tornar  con  ^ìorÌA  a  giudicare  i  morti P.  /*»  53. 

gittare.     queste  macole  alcuna  ombra  ^'^ow» C  i.  4.  78. 

se  una  pecora  si  gittasstÓA  una  ripa C.  ì.  zr.  60. 

Chi  gitta  via  la  sapienza  e  la  dottrina  è  infelice C.  iii.  15.  45. 

non  si  dcono  le  margarite  ^'/IdfT  innanzi  ai  porci C.  iv.  30.  38. 

C/.  gettare 

giù.     Chft  . . .  naturalmente  ama  V  andare  in  giù C  lìi.  3.  43. 

esso  sole  girart  il  mondo  Intorno  ^m  alla  terra C.  iti.  5.  146. 

tanto  che  egli  gira  intorno ^k  alla  terra.     .  C  iii.  5.  160. 

Cf.  gioso. 

Giudea.     ncU*  uscita  ...  la  Giudta  £  fatta  santa  e  libera C.  ÌL  1.  60. 

Giudeo,     nessuno  dubita,  né  Filosofo  ...  né  Giudto C  ii.  5.  63. 

questo  vuole  ciascuna  legge.  Giudei,  Saracini C.  ii.  9.  70. 

Non  quegli  che  manifestamente,  è  Giudeo, ^.m*  quegli  che  in  nascoso 

è  Giudeo C  iv.  a8.  76,  78. 

giudicare,     pregandoli  che  ^Md^c<us/fo  la  mia  visione   .     .     .     .     .     .  K  TV.  3.  73. 

di  colore,  che  mi  lacca ^'«diVarv  che  piangessero. K,  iV.  33.  37. 

perchè  ...  si  giudica  la  malìzia  e  la  bontade .     .  C  i.  9.  38. 

questa  è  nel  giudicato C  i.  4.  14. 

e  giudicamo  secondo  la  loro  veduta Ci.  4.36. 

che  .  .  .  secondo  senso  ^M^iof  solamente C.  i.  4.  31. 

questi  non  solamente  .  .  .  mal  gittdicaito,  ma  .  .  .  agli  altri  fanno 

mal  gi$4dicare C  i.  4.  55,  56. 

colui  che  è  giudica/o ....«••■•..  C  ì.  4.  64. 

chi  vuole  bene  giudicare  d*  una  donna •■•Ci.  io.  93. 

siccome  colui  eh'  à  cicco  ...  va  sempre  giudicetudo C.  i    it.  33. 

Onde  Boezio  ^Nii^ai  la  popolare  gloria  vana    .     .     ,     .     .     .     .     .  C.  L  11.  57. 

non  saprei  ben  giudicare C.  ì.  la.  5. 

delle  cose  delle  quali  si  giudica C  ii.  3.  13. 

a  me  pare  presuntuoso  a  ^'M^carr C  ii.  6.  151. 

li  quali  considerando,  giudicava  bene  che .     .  C.  ii.  13.  37. 

la  spcrìcnza  che  a  \K:n  giudicare  ...  si  conviene  .......  C.  ìi.  z^.  338. 

si  può  ...  e  però  me  non  giudicare  lieve  e  non  ìstabilc ,     .     .     .     .  C.  ìiL  z.  94. 

siccome  li  nostri  occhi  cMiamaHO,  cioè  giudicano,  la  stella     .     .     .     .  C  iii.  to.  4. 

sicché  allora  non  giudica  come  uomo  la  persona C.  iii.  la  sa. 

thè  costoro  che  cosi  giudicano,  non  giudicano  se  non  per  quello  che 

sentono C  iv.  8.  7*  {bis), 

s*  ellì  giudicassono  coli'  apparenza  razionale     ........  C  iv.  8,  80. 

soggiugne,  che  io  cosi  li  giudico/alsi  e  vani •     .     ,  C.  iv.  xs.  zS^* 

giudicativo,     la  potenza  giudicativa  i:  allora  come  quello  giudice      .     .  Ci.  4.  47. 

certe  virtù  .  . .  siccome  la  virtù  .  .  .  giudicativa C  iii-  a.  131. 

giudicatore,     queste  sono  nel  giudicatore C  L  4.  13. 

di  Torquato  ^'tti&<a/or<  del  suo  Ggliuolo  a  morte        .' C.  iv.  5.  119. 


379  ^^H^^^^^^  GIUNGERE 

gludldo.     Riprovando  ìì  giuA'ao  falso  e  vite  [Di]      .     .     .     .   C  iv.  Cattm.  iti.  15;  s.  1x6. 

Sui  traditori  scendi  Nel  tuo  giudido Canm.  xviii.  13. 

gindizia.     C  hanno  falso  ^Mfii>tb  in  lor  sentenza Coma  xiz.  31. 

£  %e  gtudt&o,  o  for»  di  destino,  Vuol Caiu.  xx.  77. 

Morte  .  .  .  Gindiaio  incontrastabile,  gravoso K  ^.  8.  47  {^Son.  Iv.  3). 

£d  imperò  nel  tempo  del  giudizio S.  P.  xxxi.  40. 

Lo  spirto  tribolato,  al  mio  giudtmo  ...  Sì  può ^.  i'.  1.  64. 

E  quando  sarà  il  giorno  del  giudÌMO S.  P.  ci.  103. 

con  U  sevcrìtadc  Del  tuo  ^Wiìjo  giusto S. /^  cxlìi.  8. 

gnagnere.     T.  gitingere. 

Giugtirta.     Uacomctto  .  .  .  Che  tien  Giuguria  e  Faraone  al  passo   .     .  Cohm.  xviii.  73. 

gjullvo.     Che  tempo  freddo  ...  e  verde  Mì  lieo  giulivo Stst.  iii.  a6. 

StangcrCf  -gnere.     Che  là  ove  giugni,  tu  didù  pregando    .     .    K.  A^.  19.  80  {Cane.  i.  61). 

la  vista  . .  .  Ch*  era  nel  viso  mio  giuHto V,  N.  a-^.  146  {Can*.  ìL  19). 

Sì  che  .  .  .  dcsìre  Lo^'wns^  di  chiamar K  TV.  30.  65  {CaH§,  iii.  95). 

GÌHgn*nu  tanta  pena  d'  ogni  parte K  W.  32.  90  (CttruL  iii.  50). 

Quando  la  donna  mia  Fu  giunta  dalla ^'  ^  34*  45  [Cana.  iv.  19). 

Che  rado  .  . .  Parola  oscura  giungr  allo  'ntelletto Comm.  x.  58. 

ficco  giunti  a  colei  che  ne  pareggia Cuhm.  z.  74. 

Qttal  fu  quel  tuono,  che  mi  giumt  addosso Cmnz,  xi.  57. 

Che  ,  .  .  Giungono  altrui,  e  spezzan  ciascun  arme Coita,  xii.  la. 

che  morte  Per  lui  in  questo  mondQ  giunta  fosse CanA,  xiii.  69. 

Qui  giugntrà  in  vece  D'  una  eh'  io  vidi CauM.  xiìì.  80. 

Sicché  ..  .^'nm^'Aj' alla  mercè  del  frutto  buono Ctr»^.  xvii.  70. 

giudice,    è  . . .  come  quello  giudia  che  ode  pure  1'  una  parie      .     .     .  C  u  4.  48. 

giudiciOh     il  coltello  del  mio  gtudtao C.  ì.  a.  13. 

ciascuno  ha  nel  suo  ^H<Ano  .     .............  C.  t.  ai.  61. 

daUa  quale  ...  si  discorda  lo  imperfetto  giudido .  C.  i.  4.  30. 

Iiividia  è  cagione  di  mal  ^'w^'ao C  i.  4.  45. 

sempre  va  nel  SUD  ^'«(//n'o .     .  C  i.  11.  96. 

secondo  questo  cotale  sensuale  ^Wmo  pariò C.  iti.  io.  ad. 

della  falsa  opinione  nasccano  Ì  falsi  giudiàiy  e  de*  falsi  giudiài 

nasccano C  iv.  i.  53,  54. 

di  riprovare  '\\  giudido  della  gente •     •    •  C.  iv,  a.  118. 

come  sono  incomprensibili  i  tuoi ^Wioi'     ..........  C.  ìv.  si,  58. 

prendere  sì  può  e  dee  ogni  naturale  giudido    .•...••,  C.  iv.  34.  »8. 

in  quanto  il  suo  diritto  ^Wtia'o  e  la  legge  è     ........  C  ìv.  96.  130. 

acciocché  li  suoi  giudidi  e  la  ...  sia  un  lume C  iv.  97.  89. 

Oadci  al  mio  giudido  ...  6  degno C  W.  39.  75. 

1.0  verace  ^Wtaio  del  detto  sogno  non  fu  veduto   .     .     .     .  K,  iV.  3.  105. 

la  quale  nullo  imperiale  ^Wiaio  é  da  cooscnlirc C  iv.  9.  165. 

y.  gltingere. 

-gnere.    L'  ora,  che  lo  suo  . .  .  salutare  mi^MNv  .    .    .    .  K.  AT.  3.  17. 

muti  mi  giungla  una  fiamma  di  caritade K,  /V.  1 1.  4. 

dico  che  ...  mi  giuust  tanto  dolore K  ^.  la.  3. 

w&f^uuu  volontà  di  scrìverne  parole  rimate K  /^.  13.  34. 

lo  cr«4o  che  pietà  xi^  giungtnbbt  altrui K  M  14.  75. 

vAgiumm  un  pensamento  forte K.  /V.  15,  a. 

che  ...  si  tosto  mi  giugnt  un  desiderio  dì  vederla K  TV.  13.  17. 

par  la  pietoaa  vista  che  negli  occhi  rai^Mi^ K  iV.  15.  60. 

qaando  io  fui  giunto  dinanju  da  loro K.  W.  16.  13. 

Awcane  poi  che  . . .  giunu  a  me  Unta  volontà K.  A*.  19.  3. 

la  qud  modo  che  voglia  mi  giuuM  di  domandane      ...  .  K  ^.  sa.  6s. 

avvcnoc  ch«  . .  •  migtnnn  una  .  .  .  infermltadc  ■     .  K  M  «3.  3, 


GIUNGERE,  -GNCRE.  ^^^^M  280 

giimgere,  -gnerei    Si  rU,  --  eh*  a*  suoi  nemici  sare*  giunto ....  Catu,  xix.  85. 

Che  sono  a'  raggi  di  cotal  ciel  giunti Crnnm.  %x.  68. 

Al  poco  giorno  .  .  .  ed  al  .  .  .  Son  giunto,  lasso  !  ed  al Sest.  i.  a. 

Tslcliè  mi  giuns*  al  core Sest.  ìi.  18. 

Che  se  mi  giungi  lo  tuo  forte  tempo  In Sest.  iL  55. 

Sicché  mi  ^NHsr  nello  cor  paura K  W.  36.  35  (Stw.  xix.  7). 

Qoand'  egli  ò  giunto  [là,  dov*  el  desìra] V.  N.  40,  41,  51  (San,  xxv.  5). 

Quando  son  giunto,  lasso  !  ed  ei  son  chiusi}  E  '1 Som,  xxvii.  la. 

A  voi  verni,  se  non  è  ^'mm/o  ancora  Un Son.  sJ.  3. 

Quand*  ella  è  giunta  al  piò  di  quella  torre Som.  xliv,  5. 

giuoco.     Dov'  è  diletto  e  sempiterno  ^'wooo S.  P.  cL  216. 

giurare.     Poi  la  riguarda,  e  fra  sé  stesso  giura  Che  .     .     .     .     K  ^.  19^  64  {Cana,  i.  45). 

\o  giuro  per  colui,  Cb'  Amor  si  chiama Cans.  xtx.  89. 

Di  lor  ciascuno  centra  m^  giurava ,  S,  P,  ^.  30. 

non  pigliamo  In  van  giurart  o  in  altre  ùmil  cose P.  F.  158. 

glnao.     Prima  che  *1  colpo  sìa  disceso  giuao Giiu.  xìi.  50. 

r/  giù. 

giustificare,     il  qual  si  possa  .  .  .  mai  giustificarr ,  S.  P.  cxlìi.  la. 

Giustiniano.     Segui  le  luci  dì  Giustiniano Cana.  xvÌìÌ.  37. 

giustizia.     Resurga  con  giustisia  a  spada  in  mano Cana,  xviii.  36. 

cioè  che  paghi  Chi  \a  giustima  uccide Sem.  xlix.  6. 

Acciò  che  .  .  .  Possa  magnificar  la  tua  giustiaìa S.  P.  1.  57. 

Che  senza  la  giustima  non  può  ire S,  P.  cxlii.  6. 

giungere,  -gnere.    Io  dico  che  . . .  giunsnm  un  pensiero KM  33.  9. 

E  però  mi  giunst  uno  si  forte  smarrimento K  A^.  23.  ao. 

mi  giunu  tanta  umiltade  per  veder  lei V.  N.  33.  69. 

Allora  dico  che  mi  j7ifn5<^  una  imaginazione K /V.  34.  6. 

onde  mirabile  letizia  me  ne  ^M'i^M V,N,aò.6, 

volontà  mi  giunse  di  parlare  d'  amore      ..........  C.  iii.  i.  aa. 

andando  dietro  al  numero  impossibile  a  giugnert .......  C.  iìL  15.  90. 

lo  buono  camminatore  giugng  a  termine  e  a  posa  :  lo  erroneo  mai 

nonla^K^Ttf C.  ìv.  la.  197,  199. 

né  mai  Lui  ^u',j*'Mr>  potemo  qui C.  iv.  aa.  195. 

Gluno.     il  quale  dice  che  Giuno  ,  .  .  parlò  ad  Eolo V,  N.  3$.  74. 

facevano  loro  .  .  .  templi,  siccome  a  Giuno C.  ii.  5.  39. 

giuoco.     Enea,  quando  fece  li  ^«ocAi  in  Sicilia C.  iv.  a6.  137. 

giurare,     saranno  lodali  tutti  quelli  che  giurarto  in  lui C  iv.  16.  a. 

giiuisdizione.    perocché  ...  le  nature  dell'  Anima  hanno  giurisdiaont  C.  ìiì.  8.  68. 

perchè  .  .  .  tanto  la  Maestà  Imperiale  ììa  giurisdiaont C.  iv.  9.  13. 

Che  .  .  .  tanto  hn  giuhsdìaionet  quanto C  iv.  9.  33. 

Dunque  la  giurisditiont  della  Natura  . .  .  è  .  . .  finita C  iv.  9.  37. 

gluBO.    Chi  sa  se  ...  que*  delle  bestie  vadano  ^Kjo C.  iv.  15.  71. 

C/giù. 

giustamente,     eh*  ella  è  regolatrice  e  rcggìtrìce  .  .  .  gi$tstanuMtt     .     ,  C  iv.  9.  11. 

giustiziai     quando  lo  Signore  della  giustima  chiamò K  7^.  99.  7. 

e  r  uomo  è  obbediente  alla  giustiaia C  i.  7.  58. 

questa  è  Ul  gi$4stixia C  i.  ta.  73. 

la  ^'us/iAD  legale  ordina  le  scienze C  ii.  15.  139. 

rigidamente  ...  la  Verità  e  la  Giustima  seguire C  iv.  6.  88. 

nel  quale  nulla  distributiva  giustima  rìsplende C  iv.  i  z.  54. 

La  undecima  si  è  Giustima C.  iv.  17.  6a. 

Quello  del  pratico  si  è  op>erarc  .  .  .  con  Giustitia C  ì v.  aa.  1 1 1 . 

questa  singotar  virtù,  cioè  Giustima C.  iv.  37.  93. 

perocché  di  Giustisia  ...  si  tratterà C  iv.  37.  100. 


a8t 


GLORIOSO 


maggior  roemorìa  Sì  fa  dì  tua  pieti,  che  di  giustiaa  .    .     ,  S.  P,  cxlii.  a6. 

fltista   È  nella  sua  Senctta  Prudente  e  ^M5/a C  ìv.  GxNa.  iiì.  133. 

le ...  tue  mal  giuste  leggi  .  .  .  correggi Cana.  xviii.  38. 

Poi  ti  rivolgi  a' cittadìn  suoi  ^U5A' Gina,  xviii.  74, 

Ad  esser  ^Mj/o  contro  a'  peccatori -S.  P.  vi.  5. 

bendiè  ...  La  tua  man  giusta  mi  gravasse  molto S.  P.  xxxi.  90. 

0  jiitdt,  e  voi  che  il  core  avete  mondo S.  P.  xxxi.  80. 

eoa  U  Kveritadc  Del  tuo  giudizio  giusto S.  P,  cxlii.  8. 

che  per  la  voglia  giusta  Non  men  eh'  averlo,  1*  uom  giusto  i*  intende  P.  F.  98,  99. 

^^JL,^.  jiNf.     E  dtgh  quanto  mia  vita  è  leggiera Ball  v.  4. 

codc^  (a  dolce  preghiera Ball,  v,  14. 

0  gloria  dell'  alme  peccatrici S.  P,  xxxi.  53. 

eultcnono  La  tua  potenza  ...  e  la  tua  gloria S.  P,  à.  6a. 

E  li  ari  veduto  in  la  sua  gloria 5.  P.  ci.  66. 

Btnchi  proceda  tutto  di  tua  gloria S.  P.  cxlii.  37. 

Totatr  con  gloria  a  giudicare  i  morti P.  P.  53, 

'''e^ùamti,  re  di  gloria  e  signor  nostro P.  F,  aap. 

Ove  una  Donna,  gloriar  vcdla C.  Ji.  CaHs.  i.  17  ;  8.  44. 

^»»10q.    Ed  assi  gloriosa  in  loco  degno K  A^.  $3.  71  {Cam.  iiì,  31). 

SercDa  e  gloriosa  io  sulla  ruota  .  .  .  regnerai Can^.  xviii.  46, 

?^iil(lrla.    La  qual  cosa  non  si  può  avere  .  . .  senza  giustiaia     .     .     ,  C.  iv.  27.  1 15. 

C^UAtu    di  sé  vero  e  giusto  misuratore , C  i.  a.  59. 

"^  con  ^Hj/d  misura  fosse  saggiato C.  ì.  a.  67. 

^  ^  de*  ^M5/i' è  quasi  luce  splendente C.  iìi.  13.  190. 

^^  falsi  giudicii  nasceano  le  non  ^'h5/<  reverenze C.  iv.  i.  54. 

*^  via  de'  giusti .  .  .  quasi  luce  .  ,  ,  procede C.  iv.  7.  99. 

"  Wcchio  .  . .  dee  essere  giusto  .  . .  e  .  .  .  dee  sua  giusta  mente 

Seguitare C  iv.  a6.  lag,  139. 

*■***  r  Anima  nobile  nella  Scnetta  si  è  Giusta C  iv.  37.  11. 

^^vieDsi  anche  a  questa  età  essere  Giusto C.  iv.  97.  89. 

rt-i-j-*'^*'^  ^^^  fosse  Giusto C  ìv.  97.  169. 

^^^*'     ove  »'  udiano  parole  della  Regina  dcWsi  gloria ''^  VV.  5.  3, 

°*  cbianiarc  alla  sua^orro  una  donna  giovane K.  A^.  8.  3. 

*^  gloria  eternale  se  ne  gìo  veracemente K  iV.  aa.  7. 

°*'^  gloria  mostrando  di  dò  eh'  ella  vedeva K.  iV.  a6.  13. 

***^re  la  ^/ona  della  sua  donna K  A^  43.  14. 

^**io  giudica  la  popolare  ^n'rt  vana C  i.  11.  57. 

p**c  superne  cose  dell'  eternale  gloria C.  ii.  i.  57. 

^i^li  n&rra.no  La  gloria  di  Dio C.  ii.  6.  103. 

^.    4*^»*  e  d' onore  r  hai  coronato C  iv.  19.  67. 

chiamò  questa  gentilissima  a  gloriare  sotto K,  AT,  39.  8. 

^ente.     che  questi  angeli  cantassero  ^/on'osamml^  .     .     .     .  K.  A^  33.  54. 

^Uftle  Tede  la  mia  donna ^/orù>5dm/N// K  A^.  41.  C. 

g|^_^j_JI^aJe  gioriosammte  mira  nella  faccia  di  Colui K  Af.  43.  15, 

^^^^SiiDO.     al  punto  che  .  .  .  all'  ...  e  gloriosissìtno  Seminante  . . . 

gt^^^ ritorna C  iv.  93.  39. 

7*^     quando  .  .  .  apparve  prima  la  gloriosa  donna K  A^.  a.  5. 

r^^**«Be  piacque  al  ^ofi'oro  Sire K  A^.  aa.  a, 

^*nio  distretto  di  sanguinila  con  questa  gloriosa K  A^  33.  6. 

^*>si  distretta  persona  di  questa  gloriosa .     .     .  K  AT.  34.  6. 

•'oti  in  quanto  le  pesa  della  ^/onosa  donna K  A^.  38.  la, 

^^*  >>*i  pares  vedere  questa  gloriosa  Beatrice      .,.,,...  K.  M  40,  4. 

^^^^Qiendare  .  .  .  per  farsi  ^on'oso  di  tale  acquisto   .     »     .     .     .     .  C  i.  ix.  109. 

^^*'  <lMclU  gloriosa  Beatrice C  ii.  a.  31. 


GLORIOSO 


a83 


glorioso.     £  qui  pensando  al  glorioso  coro Som.  xxxvit.  $. 

E  poi  saranno  sempre  gloriosi S,  P,  ci.  90. 

godere,  gaadere.     £  'n  sé  mcdcsma  godt  D'  udire  e  ragionar    .     .     C  iv.  Ginjl  iii.  134. 

Tu  sai  ben  come  gaudt Catta,  xxì.  7. 

Della  cjual  so  che  *1  mio  Signor  non  gaudi S,  P.\.  63. 

gola.     Quello,  ond'  io  ho  più  gcUa Cana.  xìi.  81. 

Giù  per  la  gota  tanta  roba  è  messa Sùh.  liv.  3. 

l-z  Goùt  è,  che  consuma  savii  e  matti P.  F.  199. 

gonna.     Ora  ti  veggio  ignuda  di  taìgoMH* Carta,  jlvìÌì.  aa. 

Come  Amor  <  .  .  per  la  rotta  gonna  La  vide Cana.  xx.  97. 

governare.     £  con  dritto  disio  si  ne  governa P.  F.  96. 

grado.     Poi  suo  simile  è  in  grado Cana,  x.  136 

glorìoso.     la  memoria  di  quella ^/on'oso  Beatrice  ........  C  iì.  7.  8a 

là  dove  quella  ^/on'oM  Donna  vive C.  li.  9.  134. 

la  quale  é  Donna  .  .  ,  gion'osa  di  Ubertadc C.  ti.  16.  aa. 

sono  riprovate  ...  da  quello  glorioso  Filosofo C  iii.  5.  55. 

questa  ^on'osa  Donna  è  commendau C.  iii.  15.  a. 

cioè  ÌAgloriosa  Roma C.  iv.  5.  33. 

e  fu  dì  loro  quello  glorioso  Catone C.  iv.  6.  95. 

disceso  dal  sangue  del  ^/orr'oso  Torquato C  iv.  6.  113. 

quegli  che  .  .  .  sostiene  .  . .  sarìi  glorioso C  ìv.  34.  165. 

desiderosi  d'  essere  .  .  .gloriosi C.  iv.  87.  136, 

godere,     non  averci  di  eh*  io  ,^^od!rf5i' nella  città  mia C  iv.  a8.  94. 

golosità,     la  quale  t  regola  e  freno  della  nostra  gohaità    .....  C.  iv.  17.  35. 

goloso,     ma  .  .  .  cogli  occhi  golosi  si  mira  innanzi C  iv.  la.  aoo. 

governare,     che  Amore  era  quegli  che  così  m'  avea  governato   .     .     .  K  TV.  4.  16. 

avere  beatitudine  .  . .  nel  govemarr  del  mondo C.  ìi.  5.  72. 

la  beatitudine  del  governare C.  li.  $.  ^6. 

Colui  che  r  ha  fatto  e  che 'l^onmM C  iv.  5.  59. 

li  sette  regi  che  prima  la  governarono C  iv.  5.  90. 

delli  Dei,  che  tutto  ^mvmaMo C  ìv.  15.  84. 

govcmazlone.     che  senza  mezzo  . .  .  alla  sua  govemaaione  è  rìroasa     .  C  ìv.  9.  107. 

goverao.     legno  senza  vela  e  senza  ^«ttmo     , C  i.  3.  35. 

la  circolazione  del  ciclo,  che  è  del  mondo  governo C  ìi.  5.  96. 

che  al  jvtvrao  di  questo  cielo  sono  dispensati C  ii.  6.  ia6. 

colui,  cui  la  Ragione  commette  il  suo^m^^-mo C  iv.  24.  179. 

veggcndosi  al  governo  del  popolo  essere  posto C.  iv.  97.  61. 

gradire,     le  quali  ...  si  fanno  .  .  .  mcn  gradii* C.  lU.  15.  144. 

massimamente  ò  aggradire  quegli  che C  iv.  aa.  35. 

gTBdo  (i).     delle  dodici  parti  1*  una  d'  un  grado V.  N.  a.  la. 

a  chi  non  fosse  in  simil  grado  fedele  d*  Amore F.  iV.  14.  106. 

e  questa  donna  fosse  in  altissimo  gratto  di  bontade,  e  lo  suo  padre 

.  .  .  fosse  buono  in  alto  gmdo V.  N.  aa.  14,  x6. 

il  quale,  secondo  li  graM  dell'  amistadc,  è  amico V,  H.  33.  3. 

sale  ...  in  grado  che  .  .  .  noi  può  comprendere V.  Tf,  49.  a6. 

si  muove  ...  in  cento  anni  uno  grado C  ÌL  6.  143. 

lo  movimento  .  .  .  che  fa  .  .  .  per  un  grado  in  cento  anni  ...      .  C  ìi.  t^.  104 

Li  punti ...  si  dilungano  .  .  .  per  ventitré  gradi C.  iii.  s*  i40> 

avvegnaché  posti  siano  qui  grndi  generali,  Dondimeno  si  possono 

porre  gradi  singolari C  iii.  7.  65,  67. 

si  sale  e  discende  per  ^^nuii' quasi  contìnui C  iii.  7.  71. 

e  tra  ...  e  I*  anima  umana  non  sia  grado  alcuno,  ma  sia . . .  continuo 

per  gli  ordini  delii  gradi C  iii.  7.  76,  78. 

grado  (a),     sicché  a  molti  lorbellcua  .  ..  era  m grado C  i.  t.  108. 


a^  ^^^^^^^^r  GRANDE 

Gned.     lom  audivissent  verbi  mea  Gra*à       Cane.  xxi.  4. 

gnatle^     Ila  sola  fu  suzgraH  bcnìgnitatc V.  N.  33.  60  \,Canc.  iiì.  ao), 

f*rviriinc  spiritai  bellezza  ^ruw^r V.  N.  34.  48  {Cam.  iv,  aa). 

issciare ...  di  quel  che  s'  intende  Gran  parte C.  iii.  Gijm.  ìi.  13. 

Che  Iting&mentc  \ngra$t  ricchezza,  è  stata C  tv.  Cana.  iii.  31. 

fatle  «zittire,  Amor  ...  Il  gran  disio  eh*  io  ho    , CanA.  ix.  55. 

Onor  ti  sarà  jTiffiK/ir,  se  m*  aiuti Canjs.  ix,  61. 

Dì  darìe  d'  oj^i  ben  gran  compagnia Canx.  ix.  7a. 

lietamente  opra  suo  gran  vassallaggio Cane.  x.  35. 

s'  alcun  si  difende,  Non  è  senza^mu  briga Cima.  x.  89. 

quando  dia  £  ben  piena  Detrai  desio Can^.  xi.  33. 

Oa,gli  occhi,  che  m' ancidono  a  .fnin  torto Cana.  zi.  45, 

Quando  m*  apparve  poi  la  ^mn  beltate Cana.  xììu  71. 

Io  sento  sì  d' Amor  la  ^/"iiN  possanza Gma.  xiv.  x. 

Sì  tosto,  conte  il  gran  desio  eh'  Ìo  sento  Fu  nato Can».  xiv.  40. 

OZI  .  .  .  de&io,  eh'  i  nato  Del  gran  desio  eh'  io  porto Cana,  xiv.  50. 

Si  CDostra  tutto  a  noi  per  lo  grand"  arco Cam.  xv.  8. 

Bientrc  Che  durerà  del  verno  il  grande  assalto Cana.  xv.  58. 

ood*  togmndt  mi  t^no Canm.  xvi,  48. 

Al  ,gmn  pianeta  è  tutta  sìmigliantc Cana,  xix.  96. 

dove  '\gran  lume  Toglie  ...  la  fronda Cana»  xx.  47. 

Al  pcaco  giorno,  ed  al  gran  eerchìo  d'  ombra   ,    Sest,  i.  i  ;  ^.  £.  ìi.  xo.  a8  ;  X3.  14. 

La  sotto  IrainontatiA,  ov' 4  il  j^nan  freddo     .•....,.,  Stst.ìi.ai, 

Me  peraltro  desio  viver ^mn  tempo Stsi.  ii.  48, 

^'Ado(a),    h grado  jicevOf  »c  digrado  é  dato C  iv,  37.  75,  76. 

a  cui  solo  il  grado  divino  é  rimaso C  iv.  37.  87. 

>lmMli«Mm.     commendavano  W grammatica  Greca C  i.  xi.  97. 

r  arte  di  .^nzmmd/iVa  eh' io  avea C  ii.  13.  35. 

Scienic  del  Trìvio  . .  .  cioè  Grammatica .     .  C.  ìi.  14.  57, 

t^  1  Cielo  .  .  ,  colla  Grammatica  sì  somiglia C.  iì.  14.  68. 

queste  due  proprìetadi  ha  la  Gmmma/iVa C.  iì.  14.  So. 

tono  efaiamati  nella  Gramtftatica  anttntic  dftnrnti C,  iii,  a.  153. 

Va  verbo,  molto  lasciato  dall'  uso  in  gramnìatica C.  iv,  6.  19. 

ftlAwiuatlca    la  quale  si  appartiene  alli  grammatici C  ii.  la.  64. 

I^**^     U  quale  è  oggi  meritata  nel  grandi  secolo K  TV.  3.  la. 

''Mf  io  sostenea  sì  ,^mrfd«  angoscia    •     «     ,     ,     , ^.  W.  3.  57. 

^'^^«■doaì  fare  a  me  ^7n«  piacere      , K.  A'.  14.  6. 

iBnpQBJnclla  mente  con  grande  Ictixia        ^',  AT.  19.  13. 

^Bj^Mdf/ paura  cominciò  a  piangere K  A^.  33.  90. 

^"''^^^  grand*  vergogna  sarebbe  a  colui K  N.  95.  106. 

^"**^  .  , ,  grandi  infamia  e  perìcolo  non  si  può  cessare  .     .     .     .  C  i.  a,  91. 

j*  sùnigliantcmente  si  fa  grande C.  ì.  3.  74. 

*^  vuole  essere  la  scusa C  i,  io.  i. 

r^'^^re,  doè  far  grandi,  nulla  fa  tanto  grandi C.  L  to.  45,  46. 

Z^^  booti  del  Volgare  dì  Si  si  vedrà C.  i.  10.  80. 

V******  di  queste  rcitadi  ha  sì  ^ra«  setta Ci.  xt.  li. 

■6  nugaanìtao  grandi Ci.  it.  133. 

^~^  *  ■  .  r  amistà  è  confermata  e  fatta  grandi C  i.  I3<  7- 

|/^*^Hè  . . .  nasce  amore  e  fassi  grandi C  il.  a.  33. 

^***"wCf  spera  due  polì  volge C  ii.  4.  83. 

^  RUel  suo  grandi  Legato C  ii.  6.  33. 

j-      *l^e3ti  Troni ...  in  numero  non  grandi  ........  C  iì.  6.  ia8. 

Utì\     '  '  ^'^^  cose,  cioè  lo  valore C  ìi.  7.  66. 

^  «Uà  ^and«  perdita  ...  le  avca  data C  ii.  xo.  aa. 


GRANDE  ^^^^p  aft^ 

grande,     tal  grazia  m*  impietra  li  gran  diletto 5mI.  ìii.  27. 

Omn  nobiltà  mi  par  vedere  all'  ombra Stsi.  iv.  i. 

Ma  drizza  gli  occhi  al^mn  disio  che  m*  arde  ....  .     .  BqU,  il.  la. 

ai  rìnnovelli  Da  grandi  e  da  zittcUi     .     .  BaR.  iv.  8. 

Allora  presi  di  lui  sì  gran  parte K  W.  9.  56  \Son.  v.  13). 

Ed  hanno  in  lor  si  gran  varietate J^.  iV.  13.  37  (Som.  vi,  a). 

E  per  r  ebrietà  del^mw  tremore  ,  . ,  par K  W.  15.  34  {Soh.  viiù  7). 

Che  sentir  prima  questo  ^tum  valore  • Som.  xxvìì.  it. 

Che  là  .  .  .  La^naM  vaghezza  pur  mi  riconduce Som,  xxxv.  4. 

Chi  a'  io  contemplo  il  gran  premio  venturo -Som.  xxzvii.  9. 

Di ...  La  gran  bellezza  dì  veder  m*  appago Son.  xxxix.  6. 

Con\'icnmì  sodisfare  il  gron  desio Son.  xlvi.  3. 

poi  rifugge  Al  ^nm  tiranno Sopc.  xlix.  7. 

Se  .  .  .  non  puoi  .  . .  non  mi  p^r gran  fatto Son,  li.  io. 

Però  eh*  eli'  è  di  molto  ^tuh  guadagno Som.  Uii.  ix. 

grande.     Meglio  sarebbe  allì  miseri  ^raneA* matti C  ti.  xi.  78. 

ponete  mente  la  sua  bellezza,  eh'  é  grand* C  il  ta.  63. 

veduta  fu  .  .  .  grandi  quantità  di  questi  vapori C  ii.  r4.  178. 

ha  questo  ciclo .^nifuAr  similitudine  colla  ^r/d/tsùna C  ii.  15.  ^4. 

che 'I  cielo  stellato  ha  ^ra»u/«  similitudine C  it.  15.  85. 

ha  'I  detto  ticXagrandt  similitudine C  ii.  15.  93. 

di  picciola  in  .^roH  fiamma  s'  accese C.  ìii.  i.  7. 

quanto  fosse  ,^raiM/#  il  desiderio C.  iii.  ].  io. 

due,^raH^i  ammaestramenti  sì  possono  intendere C  ili.  x.  45. 

ciò  resulta  in  grande  loda  di  costei C.  iit.  4.  34. 

basta  .  ,  .  per  la  i\xa.  grand*  autorità  sapere C  iiù  5.  63. 

quanto  che  *I  dì  sia  ^mndlr  o  piccolo C.  iii.  6.  17. 

queste  ore  si  fanno  picciole  e  ^roHc/i' C  iii.  6.  x8. 

chò  nulla  dilettazione  è  sì  grandt  in  questa  vita C  iit.  6.  77. 

secondochè  '1  suo  bene  è  grandi  in  si  .  . .  sccondocfaè  il  suo  bene  è 

grandi  in  altrui C.  ili.  7.  6^  7. 

rendono  agli  altri  di  so  grandi  splendore C  iii.  7.  33. 

se  per  .^miNtJr  virtii  dentro  non  si  chiude C.  ili.  8.  90. 

Ha  in  ciò  voglio  dare  a  intendere  latrai  virtù C.  ili.  io.  35. 

di  quella  amistà  ^OM  cose  prima  considera C  iii.  la.  34. 

gran  parte  del  suo  bene  alla  umana  natura  è  cooceduto      ,     .     .     .  C.  iii.  13.  89. 

grandi  e  alta  opera  sia  per  le  mani C.  iv.  3.  18. 

che  non  fieno  senza  utilità  e  diletto  ^mniir C.  iv.  4,  137. 

Udite,  perocché  di  gran  cose  io  debbo  parlare C  iv.  5.  14. 

Oh  come  i^nindV  la.  mia  impresa C.  iv.  7.  37. 

perchè  vcggiono  fare  ...  le  signorìe  ^raMf/i C.  iv,  8,  77. 

avvegnaché  .  .  .  cgU  fosse  loico  e  chcrico^ran^ C  tv.  xo.  60, 

recano  ...  paura  e  sollecitudine  ^niN/^ C  iv.  la.  51. 

piccioli  beni  le  paiono  .^ramA' C  iv.  la.  159. 

desiderare  ...  le  ricchezze  non  grandi,  poi  grandi C  iv.  la.  166  (Mi). 

successione  dì  picciola  cosa  in  ^ruNiir  cosa C.  iv.  13.  il. 

se  ...  elio  fosse  ^ran^r  di  nobiltà C.  iv.  14.  xa6. 

la  quale  è  moderatrice  delle  ^TUfK/i' spese C.  iv.  17.  43. 

moderatrice  e  acquistatrice  de' jTiifu/i  onori C  iv,  17.  45. 

che  sono  .  .  .  dodici,  o  grandi  o  piccole C.  iv.  33.  144. 

onde  .  .  .  grandi  trasmutazioni  sono  nella  persona C.  iv.  34.  16. 

per  grandi .  . .  cose  vedere,  o  udire,  o C  iv.  95.  49. 

in  quanto  paiono  jTiiM<£i' C  iv.  35.  51. 

conviene  ^#iiw  parte  delle  sue  operazioni  operare C  iv.  95.  laS. 


^  ^P"liPSPM^^r  GRANDISSIMO 

graade^     Difendimi^  o  Signor,  dallo  ^miM  vermo S,  Z'.  vi.  io. 

E  per  Io  cargo  grand*  e  grave  e  grosso 5.  /*.  vi.  13. 

a  chi  son  perdonati  Li  ,frarr</i' falli S. /*,  sotxi,  a. 

nello  gran  diluvio  di  moK'  acque 5.  /*.  xxxi.  44. 

Pensando  eh'  io  son  carco  A\  gran  pesi S.  P.  xxxvìi.  la. 

Sol  per  la^TOM(/<  mìa  tniquìtatc S.  P.  xxxviì.  97. 

ho  meritato.  Ed  ogni  pena  ed  ogni  gran  dolore S.  /*.  xxzvii.  69. 

E  voglio  sostener  con  ^nrN  pazienza S. /*.  atxxvii.  7 1 . 

Per  li  peccati  granJ$\  eh'  i'  ho  commessi S.  P.  xxxvii.  74. 

Io  prego  te  per  la  tua  gran  pictadc S.  P,  l.  a. 

Oh  quanto  ^rwN  piacer  1'  uomo  riceve S.  P.  ì.  oS, 

Egli  mi  parrìa  (are  una^niM  fraude S,  P.  ì.  61. 

esalteranno  La  tiu  potenza  ^«ruM^Ir  e  la 5.  P.  ci.  6a. 

tu  ti  dimostri  Esempio  a  noi  per  la  tua  gran  virtute ,  P.  F.  aac. 

graadexza.     Saggia  e  cortese  nella  zìxm  grantUMMa     .     .     .     .     C  ii.  Cans,  i.  47  ;  11.  49. 

Onde  Amor  cresce  in  me  la  sua  grandtsaa Can*,  xiv.  73. 

Per  nessuna  ^niN<&s«i  Monta  in  orgoglio Catta,  xix.  139, 

grande,    e  lo  awereario  t  grand* .  C.  Iv.  07.  178. 

in  ciò  avcmo  .  .  .  grand*  ammaestramento C  ir.  a8.  115. 

ne  figura  quello  grand*  poeta  Lucano C  iv.  a8,  98. 

che  deliì  suoi  antichi .  .  .  mostra  le  grandi .  .  .  opere C  ìv.  09.  44. 

che  la  tua  impresa  t  grand* C  iv.  30.  34. 

Srandecsft.     la  Fama  .  .  .  acquista  grandesaa  per  andare C  i.  3.  77. 

per  molte  condizioni  di  grundfmsa C  ì,  lo.  44. 

£1 .  . .  quanto  la  grandfeea  della  propria  bontà|  U  quale  è  madre 

.  .  .  delle  hìtre  grxttid*MMt C  t.  10.  4^^  48. 

nulla  grand**aa  puote  1'  uomo  avere  maggiore C  i.  10.  49. 

per  la  quale  le  grand****  .  .  .  conservate  sono C  i.  to.  53. 

questa  ^^m^lMSd  do  io  a  questo  amico C  i.  io.  56, 

Dice  n*Om  jim  grand*Maa  :  la  graHdtaaa  temporale  ...  sta  bene 

acconpognatM C  ii.  11.  68,  69. 

siccom*  è  ...  la  grandtssa  ...  e  lo  sfar/trmo C  lii.  9.  6a 

grandiosa,     promettere  di  dire  nuove  e  gratidàué  co%c C  ii.  7.  61. 

gnuKliaiimOL     disparve  .  . .  per  U  grandUama  parte,  che      .     .     .     .  K.  ^.  9.  38. 

parevami  .  .  .  che  fossero  grandissimi  terremoti K  ^.  33.  40 

10  cui  nome  fu  in  grandissima  reverenza ('.  iV.  39,  9, 

11  sospiri  m'  assaliano  x^^"*''^''*'*  <d  angosciosi K  i^.  38.  19, 

grandissima  utilità  ne  segue  altrui Cu  a,  ioa. 

bo  da  lei  ricevuto  di  grandissimi  btnejini .  C  1.  13.  9. 

^p«N^!tMim«  beneficio  ho  da  lei  ricevuto C  i.  13.  ai. 

040  essere  stato  a  me  ,^ntMi/tW>NO  benefattore C  i.  13.  44. 

Ikcttvaao  loro  ^TTiM^iMimi  templi C.  ii.  5.  38. 

Bolle  nostre  anime  ...  ha  grandissima  podestà    ...  ,  .  C  IL  7.  103. 

che  ...  volge  >rriiiM/)jsi'iMo  spazio  di  tempo C  it  14.  234, 

te  «HO  fMHdiiJjima  similitudine  colla /VMTd    ....  .     .  C  il.  15.  33. 

perT  inCendimeoto  della  sua  grandissima  virtù  C.  iii.  t.  90. 

due  volte  1*  anno  ha  la  stMtc  grandissima  di  calore C.  tii.  5.  188. 

grandissima  parte  degli  uomini  vivono  più  secoado  ......  C.  tii.  13.  38. 

■00  wctUM grandissima  virtù  venire  si  potesse,  e . .  ,grmttdismmtm  . . . 

benignità  sì  richiedesse .     .     .  C.  Ìv,  4,  S07,  1091 

Corui .  .  .  grandissima  quantitii  d*  oro  ,  ,  .  rifiutare C  Ìv.  5.  Ut. 

desiderare  ,  .  .  poi  le  ricchezze  non  grandi,   poi   grandi,  e  poi 

gfmndisaim* C  ìv.  ix.  167. 

jvwNlinNNV  .  •  .  spcriedM  poioono  avere  ì  Latini  .  C  iv.  13.  taS. 


GRANDISSIMO 


a86 


grato.     Madonna,  s^  dio  v*  è  %.grato C  ni.  C^nm.  ìi.  89. 

Non  per  mio  ^ntto  . ,  .  Ha  perocché Cqh3->  xix,  3, 

gravare.     Ch'  io  chiusi  gli  occhi  vilmente  ^ropd/i'    .     .     .     V.N,  93.  163  {Cans.  ii.  36). 

Ciò  che  mi  gmva  e  che  mi  pesa  molto    ..........     Som.  xlvìiì.  5. 

benché  ...  La  tua  man  giusta  mi  gravassi  molto S.  P.  xxxì.  ao. 

grave.     Quando  il  pensiero  nella  mente  gravt  Mi  reca  .     .     V.  N.  30.  84  (Cflitr.  iii.  A^\ 

Discenderò  .  .  .  perchè  men  grav*  s*  intenda Can»,  x.  56. 

Lieve  mi  conterei  ciò  che  m'  é  grave Cane.  xx.  84. 

S'  egli  è  dolore  alcun,  quanto  il  mio,  grave f.  iV.  7.  so  (Som.  ÌÌ.  3). 

Poiché  ...  il  cor  feriste  ...  Dì  grave  colpo So*i.  xlvii.  a. 

Aggi  plctate  de'  mici  gravi  errori S.  /*.  vi.  7. 

E  per  lo  cargo  grande  e  gratre  e  grosso 5.  P.  vi.  13. 

E  tanto  é  stato  ^mitf  il  mìo  dolore S.  P,  ci.  t^. 

Li  quai  contra  mi  sono  crudi  e  .^nnt' S. /*.  cxlii.  63. 

QC  greve. 

gravezza.     Mi  fa  sentire  al  cor  troppa ^tomams Coks.  ix.  53. 

gravis.     Ut  ,^avù  mea  spina Coiu.  xxL  49. 

gravitate,     che  neente  Par  che  ìntendcsscr  la  stia  gravitate      V,  N.  41.  69  {Som.  xxiv.  8). 
gravGGO.     Morte  .  .  .  Giudizio  incontrastabile,  ^nrtwso .     .     .     .  K.  A^.  8.  47  i^Son,  iv.  3), 

Ax'vegnaché  gravoso  m*  é  1'  udire Som.  xli.  9. 

grazia.     Ancor  le  ha  Dio  per  maggior ^mn'ct  dato     ,     .     .     .    K  A^,  19.  60  {Can».  ì.  41). 

Partissi  .  .  .  Piena  di  gratia  V  anima  gentile    ....       V.  N.  33.  70  (Coh*.  iii.  30). 

Que'  e'  han  tal  gratta  fuor  di  tutti  rei C.  .v.  Oiiu.  iii.  115. 

Questa,  in  cui  Dio  mise  ^rarùi  tanta Cane,  x vii.  55. 

si  che  in  te  ...  Si  posi  quella  grafia  che  ti  sgrida Cans,  xvUi.  14- 

Ch'  Amor  di  sé  mi  Ìat^  grama  ancora Cans.  xix.  19. 

tal^nur'a  m'  impietra  II  gran  diletto Sesi.  iii.  a6. 

Per  grama  della  mia  nota  soave  Rìman  tu V.  N,  \^  1x7  {Ball.  L  38). 

£  se  di  grama  [ti  vuoi  far  mendica] K  ^.  8.  51  {Soh.  iv.  7^,  74. 

sono  tenute  Di  bella  ^nurà  a  Dio  render  mercede   .     .     ,    V.  N.  37.  16  {Son.  xvi.  4). 

circondati  Vìi  grama ^  di  pictadc  e  sommo  onore S.  P.  xxxL  78, 

Della  cui  grama  terra  e  cicl  sod  pieni P.  /*.  13. 

Di  grama  pieno  e  dì  colpa  digiuno P.  F.  33, 

grandissimo,     seguono  quattro  ^^nt/fuimi  inconvenienti C  iv.  14.  55. 

Levomi  in  grandissimo  studio  di  vedere C.  iv.  a8.  45. 

granello,     più  è  prode  al  gallo  un  granella  di  grano C  iv.  30.  42. 

grano,     siccome  una  massa  di  ^omo C.  iv.  99.  98. 

una  essenza  .  .  .  che  resulta  da  molti  grani C.  iv.  39.  99, 

perchè  U  grani  .  .  .  sono  bianchi C.  iv.  09.  104. 

questa  bianchezza  é  più  nelli  grani  prima C  iv.  39.  106. 

siccome  d'  una  massa  bianca  di  grano  si  potrebbe  levare  a^?ono 

a^ruMo  ii  formento,  e  agrano  restituire  meliga  rossa      .  C.  iv.  99.  1 18,  119  (/rr). 

più  è  prode  al  gallo  un  granello  di  grano C  iv.  30.  43. 

grave,     si  movea  come  cosa  ^rtrtv  inanimata K.W.  11.35. 

tanto  plù^raM*.  ,  .  punti  gli  conviene  passare K  /V.  13.  14. 

perché  noi  volessimo  che  le  cose  ^nati' salissino C.  iv.  9.  56. 

gravezza,     dia  ...  un  poco  di  gravezme C.  i.  4.  103. 

con  gravezza  procede C.  i.  5.  30. 

non  lì  puote  avere  la  5ra///}f// per  la  ^mw«»a  sua C.  iv.  36.  107. 

gravissimo,     due  gravis>ime  ragioni  pare  che  abbiano  in  aiuto  .     .     .  C  iv.  3.  63. 

grazia,     venne  in  tanta  ^mxiVi  delle  genti K  W.  36.  3. 

Dico  che  questa  mia  donna  venne  in  tanta  grama^  che K.  JV.  37.  3, 

soperchia  quello  ...  in  benefìcio  .  . .  di^mai'<a C  ìli.  6.  103. 

sei  passioni  .  .  .  cioè  gram'a^  Melo .  .  .  verdigna     .......  C  iii.  8.  86. 


^  ▼^I^^^P  GRIDARE 

STvin  Ch' alle  ^«MiV  di  DÌO  sarem  consorti /*.  F.  57. 

che  1  Battesroo  ciascun  fresa  Della  divina  ^fiAii      ......  J^.  F.  B6. 

N*  per . .  .  Tornar  potemo  alta  divina  grazia  .,,,,*,.  P,  F,  104. 

E  laude  e  ^u<na  di  ciò  che  ci  (ai P.  F.  ai^- 

Ckemeritiain  tua  grama P.  F.  aaj. 

Elei  prtghiam,  eh' alle. j^-mj/V  divine  51  ne  conduca P.  F.  335. 

^\tix  Piena  ài  grama  i  Iddio  è  sempre  tcco P.  F.  243. 

^  diaci  ^dM  a  viver  si  quaggiù P.  F.  249. 

€5:*W0.   Udivormn  .  .  .  Simon  mago,  il  falso  Gnco,  E Catta,  xviiì.  yr. 

giace  Sotto  V  iniquitade  e  'ìgrew  cargo ,  S.  P.  xxxvìi.  14. 

che ...  Io  esca  fuora  non  oscuro  e  ^mv 5,  P.  ci.  113. 

Cf.  gTBve, 

E^i  augellctti  cantando,  \ot  gride  .  .  .  Fanno So»,  xlii.  6. 

£  ciascun  santo  ne  grìUa  mercede f.  N.  ig.  40  (Cane.  i.  ai). 

^orc,  i  cui  io  ^nVo,  Mercè  chiamando Cah^s.  xii.  37. 

^^  bìUo  gnJctft  :  lo  vi  soccorro Gim4.  xii.  61. 

c^db  Sopra  colei,  che  piange  il       . C*ih*.  xiii.  49. 

vacato ^(fó  il  desire  . 0««r.  xiii.  52. 

^"«^  ;  Surgelc  su,  chi  per  voi  clango Cang.  xviii.  67. 

'^  pietre  par  che^rfm:  Moia,  moia K  A^.  15.  35  (San.  viii.  8). 

'  "ivccchtaro,  Gridattdo  io  sempre S.  P.  xxxi.  18. 

"^^     quelli  che  hanno  questa  ^noma C.  ìv.  ao.  aò. 

^  Iddio  solo  porge  questa  ^raata     .     , C.  iv.  ao.  55. 

'I^'^Sto appetito  che  dalla  divina  ^Toaia  surge C  iv.  aa.  41. 

^  ^^^ìXgrtuia  9'  acquista  per  soavi  reggimenti C  iv.  25.  la. 

*"  ttiansacti  Dio  darà  gratta C  iv.  25.  18, 

^^"^ niente,     scmedivino  nella  umana  ikvixmv. graaioiaiHtnte  posto  .  C.  iv.  39.  30. 

^^*0.    la  quale  fu  assai  granosa  in  questa  .  .  ,  cittade V,  N.8.  % 

'^^^  come  era  ^ojiosa  la  sua  compagnia K  ^.  27.  30. 

*"  ^"^  certo  e  sono  per  sua  ^TuaioM  rcvelazione C  ìi.  8.  46. 

"  *^im.Jt]rma  . .  .  riceva  ...  la  gratiosa  bontà  di  Dio C.  ìii.  6.  135. 

^•^^►ccbè  . , ,  comincia  V  uomo  a  essere  grazioso C  iv.  35.  ti. 

-    ^P»^mreche  jgmjfOJ*!  fosse  a  Dio  la  sua  creazione C.  iv.  38.  156. 

*^*"       awcgna  .  .  .  che,  siccome  in  Giwia  .  . .  trattavano     ,     .     .     .  K  /V,  25.  39, 

^^  ■■.  &  adj.     Omero  non  si  mutò  dì  Crrro  in  Latino C  i.  7.  96. 

*■»  ruTDOo  trasmutati  d*  Ebreo  in  Greco,  e  di  Gieco  in  Latino     .     .  Ci.  7.  loi  {bis)* 

?***«a»cndavano  la  grammatica  Grtca  .     .     , C.  i.  11.  98. 

*iu  ale  [i  (^rm  dicono  Pn>/oHo/ C.  ii.  4.  39. 

*o  vale  come  in  GrtcoJUos  dire  amaton  in  Latino C  iii.  11.  48. 

j;"^  *^be  in  ^Tiffo  proverbio  è  detto C  iv.  x.  16. 

y     *J  Irò  principio  .«.  è  uno  vocabolo  ^Two C  iv.  6.  41. 

"**a]c  in  Grtco  é  chiamato  hormen C  iv.  ai.  lai, 

Tf]A^      "^mpollo,  che  gli  Grro  chiamano  Aorwini C  iv.  aa.  35. 

^«nto  splendido  quanto  conWene  alla  sua  grida C  i.  i.  137, 

^_^*tajfri>ia  è  slata  lungamente  contro C  i.  ii.  33. 

pjjT^^***  la  bontà  colla  sua^^a  o.<icurì  e  celi C  iv.  39.  116. 

Il     il  ^^      P«T  the  incontra  clic  molte  voXlc  gridano  :  Viva  .  , ,  e      .     .  C  i.  11.  53, 

I     c'*^^*^'*  •  •  •  gridando  ...  si  parava C.  i.  1 1.  69. 

'  •^t^ro  a  questi  cotali  grida  Tullio C.  i.  1 1.  93. 

^J\  *lare  sperienra  di  ciò,  grida  ...  lo  testo C  iii.  14.  89. 

r|[*^o  alta  gente  che  la  seguili C.  Ìii.  15.  134. 

^^t^ceri  di  ghdart  alla  gente       ,,,.,,, C  iv.  i.  73. 

^'^Qdo  b  fama  chedi  luÌ,jrTi€/(i C  iv.  io.  59. 

"^***to  centra  esse  Salomone  e  suo  fiSiàrc  grida C  iv.  la.  81. 


GRIDARE 

gridare.     La  qual,  gridatilo,  porgo  al  tuo  cospetto 5.  /*.  ci.  a. 

grosso.     E  per  lo  cargo  grande  e  grave  e  gmsso S.  P.  vi,  13, 

Laonde  il  mio  nemico  a  stuolo  ^?ro55o  .  .  .  s*  afforzava   .....  5.  P.  xxxviL  43. 

Lo  mio  intelletto  si  è  cotanto  ^n»5so ^.  P.  cxlii.  31. 

guadagno.    Perù  eh'  eli'  è  di  molto  grzn  guadagno Son,  liii.  11. 

guaio.     Qoal  lagrimando,  e  qiial  traendo  ^«1 K  M  33.  174  {CanM.  ìi.  47). 

Convcnemi  parlar  traendo  gnai K  ^.  33,  46  (Gsiu.  iii.  6). 

Ed  è  piti  presso  al  terminar  de'  gum Cans,  xiìL  56. 

Se  ciò  non  fosse  per  cagion  di  guaì Cang.  xv.  33. 

eh*  io  non  senta  ...  Gli  guaì  degli K.  AT.  14.  93  ì^Soh.  vìi.  14). 

Che  tascian^ai  e  di  lamenti  stride Sem.  xliì.  7. 

Piangendo  si  eh'  ella  oda  Ì  nostri  guai Son.  xJiii.  6. 

diletto  Ed  allegrezza  prender  de*  miei  guai S.  P.  xxxvii.  63. 

udendo  ...  li  lamenti  e  i  guai  di  quella  terra S.  P.  ci.  56. 

Ma  pur  bisogna,  che  da  questi  guai .  .  .  mì  cavi S.  P,  cxlìì.  58. 

Sempre  in  Inferno  speri  pene  e  ^M» P,  F.  59. 

gìtardamentOk     Che  per  un  matto  ^uan/amm/o  d' occhi Csiu.  xxi.  15. 

gtiardare.     Dicea,  guardando  verso  1'  alto  regno  •     .     .     .     K.  A^  93.  309  ;CaMa.  ìi.  8a). 

Questi  mi  face  una  Donna  ^an/arr   ........     C  ìi.  Cans.  ì.  93  ;  16.  19. 

Per  questo  mio^ar^^r  m'  è  nella  mente  .  .  .  entrata Caux.  ix.  04. 

Signor  .  .  .  Guarda  la  vita  mìa,  quanto  ella  è  dura Cans.  ix.  50. 

Se  ben  si  guarda  là^  dov'  Ìo  addito Capu.  x.  100. 

i  suoi  begli  occhi  .  .  .  Guarderri  presso  e  fiso Cane.  xii.  76. 

Se  guardi  agli  occhi  mie!  ...  Se  guardi  alla  pietà  ...  Se  guardi  al 

segno Caus.  xvii.  19,  ao,  ai. 

Deh  !  qui  merci  per  Dio  :  guarda  che  fa! Cant.  xvii.  sa. 

Dunque,  perchè  gli  fece  altra  ^ar^rv V.  N,  la.  ioa  {Ball.  \.  a3). 

Deh  non  guardart  perchè  a  lei  mi  fide Ball,  iì.  1 1. 

gridare,    grida  il  testo  alla  gente C  iv.  99.  6. 

grido,     va  .  .  .  secondo  il  grido,  o  diritto  o  falso C  i.  11.  37, 

grossainente.     quattordici  parti  .  .  .  grossammtt  assegnando      .     .     ,  C.  ìi.  3.  48. 

grossezza,    seguitando  ...  1'  antica  grossesMa  degli  astrologi     .     .    .  C.  ìi.  3.  aa 

che  sono  senza ,;ro5srsM  dì  materia C  iil.  7.  48. 

trasmuta  .  .  .  per  \i.grosstsBa  in  oscurità C  iii.  9.  ia6. 

Costoro  sempre  ...  in  grosstxea  vivono C.  ìv,  15.  150, 

grosso,      per  che  alquanti  ,^rci«5i' ebbero  fama  di  saper  dire       ....  K.  TV.  35.  41. 

acciocché  nonne  pigli .  .  .  baldanza  persona ^rosAd K.  A^.  95.  109. 

ma  tarda  molto  per  la  sua  grossa  materia C.  iii.  5.  51. 

Trasmutaci .  .  .  questo  mezzo  di  sottile  'mì  grosso C.  iii.  9.  lai. 

guadagnare,    in  quanto  per  quella  guadagnano  danari C.  ì.  9.  ai. 

guadagno,    venire  non  sì  polca  con  ...  ni  con  tanto  guadagno     ,     .  C.  ìv.  a8.  8& 

guai.     Guaim  te,  terra C  iv,  6.  174;  16.  54. 

guardare     di  panroso  aspetto  a  chi  lo  ^Mon/osar K  iV.  3.  31. 

ed  io  sorridendo  \i  guardava K.  TV.  4.  ai. 

Egli  .  .  .  guardava  U  terra K  TV.  9.  18. 

quando  m' avca  ^wan/dto  alquanto,  pareami     .     , K  TV.  la.  19. 

Altre  v*  erano,  che  ^an/awinim' aspettando  che K.  TV.  18.  19 

e  come  1*  unoguarda  V  altro K  TV.  90.  36. 

Io  imagìnava  ài  guardar*  verso  il  cielo K.  TV.  93.  49. 

e  quivi  mi  parca  guardane  verso  il  ciclo K.  TV.  23.  79. 

appresso  lei  guardando,  vidi  venire K,  TV.  a4.  34. 

se  volemo  ^<an^pv  il  proemio K.  TV.  09.  17. 

paia  ...  a  chi  non  guarda  sottilmente K  A^  34.  11. 

persona,  che  lì  guardasse  sì  che V.  N.  40.  37. 


GUARDARE 

fnudut.    saxiar  ...  Di  guardart  a  madonna  il  suo  bel  viso       .     .     .     Batt.  ìx.  a. 

Ch'  io  diverrò  beato,  lei  guardando Ball.  ìx,  4, 

(be...  Divicn  beato  aol^Hdrt/am/o  Iddio Ball.  ìx,  T. 

Gmrémdo  la  figura  .  .  .  Potrìa  beato  divenir BuU.  ix.  9. 

Ver» d'alcun,  che  negli  occhi  mi ^oncA' Ball.x.1^» 

£  certo  io  credo  che  cosi  gli  guardi BalL  x.  17. 

cfe. . .  Degnasse  dì  gMardart  un  poco  altrui Ball.  x.  39. 

Ha  quinto  vuol  nasconda  e  ^art/i  lui BalL  x.  3^. 

0  «Di . , .  Attendete,  e  guarJaU  S'  egli  * K  ^V.  7.  19  (Svh.  ii.  a). 

E  K  »  levo  gli  occhi  per  guardart K  ^V,  16.  35  \,Son..  ix.  xa), 

OmstduUo  in  quella  parte  ...  Io  vidi K.  A^.  34.  57  (Som.  xiv.  8). 

E  ^  occbi  non  V  ardtscon  dì  guardart K  A^.  36.  40  (Som.  xv.  4). 

Qttudo^oni^iaa^  gli  atti  e  la  statura K  A^.  36.  31  (Som.  xix,  3). 

^i^anJTFn  giammai .  .  .  Negli  occhi  d'  està Som.  xxvi.  i. 

che  io  U  sua  cera  GuardandOf  vidi Som.  xkIx.  8. 

^•«Alr  bene,  s"  io  son  consumato Som-  xli.  12. 

£  fii  tigente  sì,^M<n/a  da  lui  . Som.  lìv.  5. 

^^•^ .  Da  spino  punto  a  quel  si  volge  e ^«anici S.  P.  xxxi,  86. 

^  suol  quanto  più  guardo  più  mi  spiace S.  P.  xxxvti.  15. 

*-  eie  mi  guardi  dagli  occulti  lacci S.  /*.  1.  9.       ' 

t  non  voler  guardart  a  mìa  ingiustizia S.  P.\.  48. 

^r»or,  fa  che  Sion  sia  ben  guardato S.  /*.  I.  67. 

^  V^nh^  guarda  ali*  umile  parlare  De'  .....  ....     S.  P.  ci.  67. 


■  *-. 

F  -k; 


si  mostra  in  non  guardart  nella  parte  dove  sì  va  .     .     .     .  C.  i.  8.  106. 

^guarda  lo  dono  a  quella  parte C  i.  8.  107. 

^^  Itole  .  .  .  guardi  quella  quando  solo C  i.  io.  94. 

^**  'Tiolc  vedere  .  .  .  guardi  che  opere  ne  fanno C.  i.  k  i.  90. 

^«c  Aon  è  da  guardart  negli  occhi  di C  ii.  8.  69. 

oq  occhio  V  altro  occhio  non  ^mò  guardart C  iì.  la  41. 

^*  gii  occhi  suoi  e  li  miei  si  guardarti C.  ìi.  io.  51. 

*  Povttuuo  belle  vedere,  per  chi  hcuc  guarda C  ìì.  la.  69. 

^  u  Luna  si  guarda  bene^  due  cose  si  veggono C.  ìi.  14.  69. 

**  "ene  wà  guardano  .  .  .  questi  tre  numeri C  ìì.  15,  94. 

**  ^«lute,  per  la  quale  si  fa  beato  chi  vi  guarda C.  ìi.  16.  36, 

*^dk  si  ^mm^  chi  discende  e  chi  sale .     .  C  iì.  16.  76. 

^**  tkattA  dì  guardart  pur  quello  eh'  è C  iiì.  i.  79. 

^'**^«  chi  guarda  col  viso  per  una  retta  linea C  iii.  3.  X09. 

^^■^'It»  in  grande  loda  di  costei,  se  bene  si  guarda C  iii.  4.  05. 

^^'•'«fawrfo  co6tei|  la  gente  si  contenta C  ìiL  8.  43. 

^7^  ^■ffic^lc  in  esso  ^dn/arv  non  può       .........  C  iii.  8.  133. 

^^»  che  qual  donna  sente  . . .  biasimare,  guardi  in C,  iii.  8.  304. 

*^^««6  s  quello  che  dentro  da  lui  troverà C.  iii.  14.  103. 

''^Q  ntì  guardart  in  questi  occhi  e  in  questo  riso C  iii.  15.  aa. 


«^*>V. 


.  che  I'  intelletto  nostro  guardar  non  può C.  iii.  15.  6a. 


I^^^  ^be,  a  fuggire  questo,  si  guardi  in  costei . 

^*  guardart  a  ciò,  die  ...  si  promette C 


C.  iii.  15,  146. 
ìv.  a.  xai. 

bellezza  del  primo  suo  guardart C  iv.  a.  i6a. 

guarda  lui  nella  sua  prima  voce C  ìv.  6,  ai. 

itt  chi  a  lato  vi  siede  per  consiglio C  ìv.  6.  184. 

r  uomo  da  quesu  .  .  .  viltà  si  guardi    ........     C  iv.  7.  93. 

p»      attcsto  fallo  si  ^Mifd!ò  quello  Maestro C  iv.  8. 140. 

^j^^l^'^^loiio  .  .  .  «e  ben  ai  ^wifirfd C.  iv,  la.  40. 

lJ^*^i«iiiM  inirhr  r  iinn  r  1'  nlrri  il  j^iinirfr'  rnmr C  iv.  14.  97. 

^^^•**4tt!rtT  da'  falsi  profeti C  iv.  16.  no. 


GUARDARE 


guardare.     E  non  voler  guanian  al  mio  fallire S.  P,  rttix  ■ 

se  tu  j7<an/i  alle  peccata S,  P.  cxxix,^ 

Daile  .  . .  noi  alme  ...  Ci  guardi  e  campi  lo  Spirito  Santo     .     ,     .  P.  F.  65. 

Accìdia,  eh'  ogni  ben  nemica.  gMorda P.  P,  193. 

Divino  Padre  .  .  .  Ancor  ci  guarda  dalla  tentazione P.  P.  2^4. 

Pregtiiamti  .  ,  .  Cliè  tu  ci  gttardi  da  dolore P.  P,  »30. 

il  qual  io  preco  Che  ci  guardi  dal  mal P.  P*  345. 

guarì.     Che  posaan  guari  %\e.T  senza  finita Cuti*,  ix.  69^. 

guarire.     Vegno  a  vedervi,  credendo  ^uan'rv    .,..«.    K.  AT.  16.  34  {Som.  ix- 

gtiastare.     Guastando  ciò  che  al  niondo  è  da  lodare  ,     .     .     ,         K  A^.  8.  37  (Som.  i 

guatare,    a  qual,  che  allor  j^Xì guati K  A^.  19.  73  {Con»,  i* 

Ma  vilissimo  sembra,  a  chi  '1  ver  guata C  ìv.  Catta,  iii.  38}  'V. 

Sovra  la  mente  d'  ogni  uom  che  \aL  guata Canx,  ìx.  75— 

guerra.     Digli  che  il  buon  col  buon  non  prende  ^rrni  ......  Cauz.  ix.  80. 

Non  vi  può  fare  il  mio  signor  più  guerra Cans.  xi.  6  x  ..^ 

io  della  mia  guerra  Non  son  però  tomaio Ca#M.  sv.  & 

Onde  nella  mia  guerra  ...  mi  sarebbe  danno Cohm,  xH 

Credendo  far  ...  Esser  le  jfMfTrt  de' vapori  sceme Sim.  xxxvi. 

S*  tu  li  cavi,  Signor,  da  quella  guerra S,  P,  cL 

Per  liberare  dall*  eterna  guerra S,  P^  à. 

guida.     Ove  la  pose  Amor,  eh' era  sua  ^(i/'7    .     .     .     ., Cans,  xm,     ^^.^ 

il  lume  .  .  .  Che  suol  caliere  a*  raìci  si  do\cc  guida Cans.  xvii,      ^t 

Ma  se  non  muti  alla  tua  nave  j(^ii(/a    . Caij^  xviàÀ^      ^ 

guidare.     Poiché  ti  ^/ii<i  Amore Ca«w.  xvìììl.    6ft 

Guido.     Guidoj  vorrei  che  tu  e  Lapo  ed  io    ... Soh 

Messa  1'  avrc'  in  casa  Ìl  conte  Guido Soh,  Iii. 

guisa.     In  guisa  di'  6  il  Sol  segno  di  foco Cohm,  'vl. 


guardare,    a  loro  si  conviene  di  guardare  da  quelle  cose   .         .     .     .  C.  tv.  19. 

&e  ben  ai  guarda C  Ìv.  aow     94. 

se  bene  quello  volemo  guardare C.  iv.  aa.      X4Ì 

E  ^iMinfùi' che  non  gli  dea C  iv.  04.  —    x^ 

eziandio  in  quello  che  la  guarda C.  iv.  9^  —    93* 

si  conviene  ^«an^pv  di  retro  e  dinanzi C.  iv.  a^ —  83> 

guardatore.     tanto  che  fanno  ogni  guardature  disioso C.  iiL  6.        ^^^ 

guardia,     perocché  di  loro  .  .  .  prendere  ^»*an/«i  non  si  può  .      .     .     .  C.  iv.  1^^-    ^'» 

guamacca.     di  portare  due  ^«ornaccA*  indosso .     .  C.  i.  7.  ^^S®* 

guerra.     Onde  . . .  discordie  e  guerre  conviene  surgere C.  iv.  4-        ^^ 

a  queste  ^4m  .  .  .  torre  via,  conviene C  iv.  4.».      3' 

quando  per  \a  guerra  d"  Annibale  .  . .  vollero C.  iv.  5^—      *' 

venne  .  ,  ,  per  soccorso  neìÌA  guerra  che C.  iv.  a"^^- 

gueniero.     all'  opera  di  quello  savio  ^w/mlrrD  che  combatte  ....  C.  iii.  1-^^=7- 

guglia,     cosi  la  guglia  di  San  Pietro  sarebbe C  iv.  1^^^- 

guida.     il  cieco  al  cicco  farà  ^fi(/a C  t  11  —     ^ 

guidare,     sicché  . . .  lume  di  costei  nella  nUa  testa  crik guidato  .    .     .  C  iii.  i   "--    ^ 

solo  da  Aè  guidato  ...  sì  va  là  dove  intende C  iv.  7^ — 

La  quale  ^ùfa  quello  con  freno  e  con  isproni C  iv.  a^ 

guidatore,     qualunque  ora  lo  ^ii/a/orv  é  cieco C.  i.  11  — 

guiderdonare,    appare  che  della  . .  ■  furono  degnamente fu/^^m/onfi/t'  K  .V.  ^* 

guiderdone     di  dire  alquante  parole  ...  in  guiderdotte  di  ciò      .     .  V.  iV.  ft. 

Guido,     sarebbe  piÌJ  nobile  che  Guido  da  Castello  di  Reggio  .     .     .     .  C  iv,  t^     '^ 

siccome  disse  quel  nobile  Gh/</o  Guinizclli C.  iv.  aO-  •^'' 

né  it  nobilissimo  nostro  Latino  Guido  Montefeltrano C.  ìv.  aS.  ^^ 

Guinizeili.     siccome  disse  quel  nobile  Guido  GuiVu^r/A' Cìv.  ao.^^ 

guisa,     cinta  ed  ornata  alla  guisa  che  ...  ai  convenia K  AT,  a.  (7* 


te 

1 


991  ^"^^^^^^^^^  IDDIO 

piliB.     Dipìnta  in  guiaa  dì  persona  morta ^M^F.    .  Can*.  xvU.  x& 

Per  donneare  a  ^hìu  di  leggiadro Cmns.  xix.  sa. 

Che  in  altra  ^ùa  basscrebbe  i  colli .     .  S*si.  tv.  io, 

A  guisa  d*  angel  .  . .  Cosi  .  .  .  potrìa BaV.  ìx.  5. 

A  quella  ^isa  donna  retta  face Ball.  x.  19. 

In  guisa,  che  di  dir  mi  vien  dottanza K  M  7.  33  (Som.  3.  16^. 

A  guisa  delle  vostre  antiche  suore Soh,  xliìi.  1 1. 

che  mi  (»  sentir  .  .  .  martiro  In  guisa  tal,  che Sou,  xlviii.  7. 

guizzo.     Ui  tiene  in  cena  d'  ogni  guiszo  stanco Con»,  xii.  43. 

bAbacrit.     Niai  pietatem  AdAwm/ servo CaMa.xxi.ii9. 

tatm.     lam  audivisscnt  verba  mca  Graeci Gina.,  xxi.  4. 

Iddio.    Che  parla  Iddio,  che  di  madonna  intende  .     .     .     .     .     K  /V.  19.  43  (Cofw.  t,  m^,. 

Chò  aoto  Iddio  air  anima  la  dona C  iv.  CtiMa.  iii.  1 16  ;  ao.  47. 

gniML    onde  in  questa  ^ui^stt  da  luì  mi  fu  risposto K.  iV.  la.  45. 

io ^iM  eh' avessero  verace  intendimento l'.A^.  05.110. 

si  raccese  lo  .  .  .  lagrimare  in  gmsa^  che  .  .  .  pareano   .....  K  A^  40.  fl8. 

vìrniio  ...  a  guisa  di  pargoli C  L  4.  19. 

Lo  quale  amorr  ...  a  guisa  di  fuoco  .  .  .  s'  acccae C,  iii.  i.  6. 

partecipa  .  . .  st  guisa  di  sempiterna  Intclligenia  .     .  ,     .     .     .  C  Uì.  a.  117. 

montando  a^ud  d  una  vite  d*  un  torchio C  iii.  5.  149. 

U  divina  Virtù,  Aguita  che  discende  nell'  angelo C  iiL  7.  91. 

quasi  a  guisa  che  fa  la  nostra  lettera C,  iii.  9.  140. 

che  la  divina  virtii,  u guisa  d'  angelo  .  . .  diaceode C  iii.  14.  87. 

ob  .  . .  bcatiuole  che  a  guisa  d'  uomini  pascete C  iv.  5.  74. 

qadla  .  .  .  che  é  »  guisa  di  semente C.  iv.  ai.  11. 

pntare.     che  la  farò  loro  egus/an  e  patire C.i.t.  101. 

fondamento  aopra  lo  quale  si  sente^  cioè  .  .  ,  gusta C  iii.  a.  100. 

per  la  sua  .  .  .  operazione  nel  diletto  ...  del  gusto     .     .     .     .  C  iii,  3,  8x 

cui  nnn/j  modo  se  hab*nt  circumfrrtuttat  parta I'.  iV.  xa.  33. 

ihu  mistr!  quta  frtqumttr  impeditus  no K  Af.  a.  37. 

il  quale  in  Greco  e  chiamato  honnen     .  .  .  T.  iv.  ai.  loa. 

«a  rampollo,  che  li  Greci  chiamano  hormin C.  ìv.  «a,  35. 

L    vkaa  diritto  per  /  nell*  E  .  . .  sicché  ,  .  ,  immaginan  questa  figura 

A^E,/,  O,  U C.  iv.6.  «9,  31. 

hua.     A^paruù  tam  buttitudo  wstra K.  /V.  a.  33, 

IddtOw     figliuolo  del  sovrano /i/i/fo C.  iì.  6.  la. 

»e  esso  è  da  Intelletto  alcuno  .  . ,  Iddio  lo  aa C  li.  6.  150. 

a*  pie  del  5^  ...  eh'  è  Iddio C.  ii.  8.  40. 

questa  Donna  fu  figlia  d*  Iddu> C  ii.  13.  71. 

là  ,•.  certcxza  del  suo  ftuggctto,  lo  quale  è /di/>o C.  il.  15.  170. 

dalla  soa  prima  cagione,  la  qual  è  Iddto  ......  .     .  C.  iii,  a.  a6. 

diaae  bene  il  prete  .  .  .  Iddio  à  Signore  ....  C.  iii.  4.  76. 

Miai  fece  ciò  la  Natura  univcrule,  cit)^  Idd$a   .     .  .     .  C.  iil.  4.  99. 

ciaacvno  Intelletto  .  . .  conosce  dunque  Iddio  ...  .     ,  C  (il.  6.  43. 

pcroechè  Iddto  é  imiver^aliasims  Cagione   ....  .     .  C  iii.  6.  45. 

lééio  ama  più  la  persona  umana  ottima  .    •    •     .     .  .     .  C  iii.  6.  96. 

«aao  Iddio .  . .  infonde  in  ctam  della  sua  booU  T.  iU.  &  103 

•Ila  .  .  .  Virtù,  che  aolo  è  intellettuale,  cioè  Iddio  C.  iìL  7.  64. 

CoÉtA/oUD  Chi  mosse  f  uHHvrso,  cioè  Iddéo C  Iii.  6.  «09. 

lo  Sole  spirituale  e  tutel/tg^U,  eh*  é  Iddto ■  .  f '.  iiL  ta.  $«. 

cofi  Iddio  Sé  prima  con  luce  .  . .  allBniaa  .     .  -  f'.  Ui.  la.  57. 

cnl  Iddio  cutle  le  cose  vivifica  Ut  boalA .     .  C.  lU.  la.  te. 

Glie  ac  Iddio  fecr  gli  Angeli  buoni  r  lì  rei .     .  C  ili.  la  tf*^ 

Mm  al .  .  .  cjfte  IdiA^  non  »ac*tsc  diiianii  .    .     .     .  C.  tii,  la.  71. 

U  ii 


IDDIO  ^^^^^^^  392 

Iddio,     che  .  , .  Divien  beato  sol  guardando  Iddio Bali.  U.  7. 

Si  de' sperare  nell' eterno /^<A'o .?.  P.  cxzix.  17. 

Vero  Iddio  e  vero  uomo  insieme  misto    ....*.....  P.  f.  137. 

Maria  Piena  di  grazia  :  Iddìo  £  sempre  teco .  P.  F,  a^a. 

idolo.     E  a  idoli  o  altri  dei  non  siam  credenti P.  F,  156. 

ieri.     Cavalcando  1'  altr'  srr  per  un  cammino K.  iV.  9.  44  {Stm,  v.  z). 

Ignoranza.     Ignomnaa  ed  oblio  Stato  è  con  lei CanM.  xL  50. 

avendo  innanzi  agli  occhi  il  velo  Deir  ignoraMma S.  P.  xzxi.  11. 

ignudo.     Saetta,  che  giammai  la  colga  ^Muda Can*,  xH.  8. 

Ora  ti  veggio  ignuda  di  tai  gonne Coma,  xviii.  aa. 

im&cìuare.    K.  fmimi  gìyn  «f 

Iddloi     che  Iddio  . .  .  non  vede  tanto  gentil  cosa C.  iii.  la.  8a. 

avvegnaché  Iddio  Sé  medesimo  mirando  veggia C,  iti.  la.  86. 

che  Iddio  non  wdt .  . .  cosa  alcuna  tanto  gentile C.  ìii.  la.  iiou 

guardar  non  può,  cioè  Iddio      .     •     .     . C.  iii.  15.  63. 

con  Lei  Iddio  cominciò  il  mondo Ciii.  is  'S^* 

quel  consiglio  che  . .  .  pro\'vede,  cioè  Iddio C  iv.  4.  95. 

Iddio  quello  elesse  a  quello  ufficio C  Iv.  4.  105. 

ciò  che  Iddio  con  tanta  prudenza  ha  ordinato C  iv.  5.  77. 

non  pose  Iddio  le  mani C  ìv.  5.  156,  160,  165,  173. 

cioè  la  prima  Bontà,  eh'  è  Iddio C.  iv.  9.  33. 

peroccbò  Iddio  è  Principio  delle  nostre  anime C  iv.  la.  141. 

Signore  nostro  Iddto,  quanto  è  ammirabile C  iv.  19.  60. 

Che  cosa  i  V  uomo,  che  tu  Iddio  lo  visiti C  iv.  19.  65. 

ciò  dare  non  può,  se  non  Iddio  solo C  iv.  so.  a8. 

Dice  .  .  .  che  Iddio  solo  porge  questa  grazia C  iv.  ao.  54. 

che  Iddio  questa  mette  nell'  anima C.  iv,  ao.  Sa. 

che  quasi  sarebbe  uà  altro  Iddio  incarnato C  Ìv.  ai.  97. 

poiché  la  somma  Deità,  cioè  Iddio,  vede C.  iv.  ai.  loi. 

lo  suo  uso  ...  il  quale  è  vedere  Iddio C.  iv.  aa.  143. 

perciocché  questo  vuole  Iddio C.  iv.  34.  174. 

da  quel  buono  smno  che  Iddio  ti  diede C.  ìv.  a7.  79. 

che  Iddio  non  vuole  religioso  di  noi  se  non  il  cuore C  iv.  aS.  73. 

quale  uomo  .  .  .  più  degno  fu  di  significare  Iddio C  iv.  aS.  laa. 

idea,     chiamale  Plato  Idt* C,  il,  5.  33. 

che  tutti  gli  uomini  da  una  sola  Idta  dipendano C.  iv.  15.  56. 

idiota,     di  questi  cotalì  sono  molti  idioii fT.  iv.  15.  163. 

idoneo,     perchè  certi  costumi  sono  idonti  e  laudabili C.  i.  t.  lai. 

ignobilità.     credere  . . .  siccome  .  .  .  ìgMobilità  la  sfacciatezza     .     .     .  C.  ìv.  19.  93. 

ignoranza,     non  per  ìgnomma C  i.  3.  14. 

nelle  tenebre  dell' rj^oran«ft  mondana C.  ìi.  9.  lao. 

salvo  dalla  morte  della  ignorarua C.  ìì.  16.  37. 

Igntldo.     eh*  è  d'  ogni  ragione  ignuda C.  iv.  3.  34. 

iUlcita     lo  illicHo  ...  il  coltello  del  mio  giudicio  purga C.  i.  a.  ta. 

C/.  inlicita 

ìllitterato.     che  .  .  .  alcuno  iliitUmto  avrebbe  fatto  « .  .  trasmutare  .     .  Ci.  io.  66. 

illuminare,    un  lume  che  viene  . . .  ìosino  alla  cosa  iUuminata  .     .    .  C  iì.  7.  95. 

l.uct^  perchè  illumina  noi  nelle  tenebre C  ii.  9.  XI9. 

La  seconda  ...  si  è  lo  ìlluminart  dell'  uno  e C  iì.  14.  ai. 

Che  ciascuno  cielo  illumina  le  cose  visibiU  ;  e  cosi  ciascuna  scienza 

illumina  le  intelligibili C  U.  14.  83,  34. 

si  ripercuote  da  queste  Intelligenze  prima  illuminaft C.  iii.  14.  37. 

ripercossa  da  altra  parte  da  quella  illuminata C  iv.  ao.  79. 

illoitrare.    1'  aere  dalli  raggi  meridiani  . . .  iUustraio C.  ii.  16.  47. 


a93  ^^^^  ^^^^^^P  IMMAGINE 

imbolare.    Per  tema  non  sia  preso  a  to  *mòotart So»,  Uv.  io. 

C/.  involare. 

Illi(m^ sminare.     E  poscia  imaginando  .  .  •  m*  «pparvcr .     .      K.  /V.  93.  166  {Cans,  ìL  39). 

vidi . .  .  Nel  vano  tmrnagtnarw,  ov'  io  entrai     .    .    •     •      K  AT.  23.  171  {Cans,  il,  44). 

L'  imagt»ar  (zWkc  Mi  condusse F.  JV.  a^  193  {Cans.  ìu  6$). 

Che  posu  imsgùuir  di  lei  alquanto     .......      K  yV.  33.  76  (Giwa  '^iii.  36). 

Quando  1'  imaginar  mi  tien  ben  fiso    .......      K.  /V.  33.  69  {Canm.  \V\,  49). 

Tanto  lo  immaginary  che  non  si  posa,  L'  adorna .......  Cans,  xx.  33. 

£  poi  mtmaffinaU  S'  lo  son  .  .  .  ostello  e  chiave K.  ^V.  7.  sa  {Som,  ÌÌ.  5). 

eh'  era  ardore  Di  mente  immaginato  per  pensiero Sof%.  xxxviii.  6. 

immagine*     cb*  ella  non  vegna  Neil*  tmmagii$*  mia Cana.  xi.  7. 

fanagtoare.    V.  immaginare^ 

linaglliatlvo.     \\ccome  Xa  v\t\.\\  invfntixfa  [intagtnahxfaX] C  ìii.  a.  131. 

bnaginaziaoe.    V,  immagina  rione. 
imaglne.    V.  immagine. 

ImbeciUttÀ.     colli  quali  difende  e  Ic^  la  sua  $mtwii/ità C  ir.  34.  ilo. 

im  m'agtnare*     si  tosto  com'  io  immagino  la  sua  .  .  .  bellezza    .     .     .  K  A'.  15.  16. 

quando  ,  . .  movesse  la  fantasia  ad  immaginart K  iV.  16.  8. 

cominciai  a  ...  ed  imaginarw  in  questo  modo K.  W.  33. 33. 

£  . .  .  imagÌHai  alcuno  amico,  che  mi  venisse  a  dire      ...  .  V.  !^.  33.  43. 

lo  imoginuva  di  guardare  verso  il  cielo V,  N.  03.  49. 

conosciuto  il  falso  l'ma^'narrf  risposi  loro •     .     .  K  W.  03.  118. 

che  ...  in  altra  forma  mi  aveano  immagmato      ....•••  Ci.  3.  39. 

che  non  é  la  cosa  immaginata  nel  vero  stato C  ì.  3.  81. 

émntagtnava  lei  falta  come  una  Donna  gentile .  C  ii.  13.  40. 

non  la  potea  immaginare  in  atto  alcuno,  se  non C.  ìi.  13.  43. 

da  questo  immaginare  cominciai  ad  andare  là C  ii.  13.  45. 

/mimaginiamo  adunque  ...  aia  una  città C  Ui.  5.  89. 

£  qui  immaginiamQ  un'  altra  città C.  ÌÌÌ.  5.  100. 

Immaginiamoci ...  un  Cerchio  in  su  questa  palla C  iii.  5.  to8. 

che  sono  in  mezzo  delle  due  cittadi  itnnMgittaU C.  iii.  5.  191. 

sicché  veramente  immaginan  questa  figura C  ìv.  6.  30. 

Dalla  cosa  .  .  .  vedono  vera  nello  loro  immaginart C  Iv.  15.  159. 

lOHBBglmtlVB.    quella  .  .  .  nella  immagituttiva  ai  suggella    .     .     .     .  C  ii.  10.  37. 

feB(M)AglliailOOe.     per  la  virtù  che  gli  da\'s  la  mia  imagutasioM^    .    ,  V.N,  a,  43. 

nella  mia  ìm$Magìnaoiuné  apparve  come  .........  K  W.  9.  15. 

ditparve  questa  mia  immaginaatom  tutta K  W.  9.  37. 

Bon  solamente  piangea  nella  imagÌHa»ic>H€ ^.  A^.  33,  47. 

tn  questa  imagxnationé  mi  giunse  tanta  umiltade V.  N.  a^.  69. 

al  forte  era  la  mìa  imaginatirmt,  che K.  iV,  33.  80. 

dico  com*  io  disti  loro  questa  mia  imaginaMiom K.  TV.  33.  «38. 

dico  per  ordine  quesu  imagin^Miotu V.  N.  v^.  230. 

Appresso  questa  mia  xaxm  iim^gmaaiomr,  avvenne f^,  /V.  34.  a. 

dico  che  mi  giunse  una  imagina9Ìon«  d'  Amore K.  jV,  04.  dw 

ai  mostrerà  dopo  l'  imaginoMione  del  suo  fedele K.  iV.  34.  3X 

si  levò  un  di  .  .  .  una  forte  immagtnamoHt  io  me V*  N,  40.  3. 

ove  pure  alcuna  imrnagìnagitTn*  dì  .  .  .  avere  sì  puotc C  iv.  35.  75. 

Im  m.JiglDe.     Kd  av\  egna  che  la  sua  immagtm .  .  .  fosse  baldanza  K  iV.  a.  53. 

per  vedere  quelU  ima^'N#  benedetta K. /V.  41.  3. 

che  la  immagtitr ...  ò  più  ampia Ci.  3.79. 

la  memoria  dell'  tmmagtMé  del  dono  •«........•Ci.0.  91. 

fu  contento  a  dispotarvi  a  quella  immtigìm C.  ii.  a.  ai. 

adoravano  le  loro  immagini C  li.  5.  38. 

iàccome  la  immagina  delle  corpora  ...  ti  rappresenta       .    .     .    ,  C  iii  ?■  11& 


IMMAGINE  ^^^^^^H  394 

immagiiie.     L'  immagm*  di  questa  donna  siede Con»,  xiii.  43. 

In  tener  forte  immagiìu  dì  pietra Cima  xv.  13. 

Che  quel .  . .  Per  l' immagitu  sua  ne  tlen  più  cari Cùhz.  xvi.  aó. 

So^Ta  1b  morta  immagina  avvenente  ........      K.  iV.  8.  31  {Sfm,  iii.  11). 

IzumobUe.     Tu  nondimeno  immobile  starai S,  P.  à.  104. 

impedimento.    Sìcchò  fortunsf  od . . .  Non  d  potesse  dare  imfietitmunto    Sott.  xxxii.  6. 

immagine,     la  immagipu  corporale  .  .  .  non  è  vera  ....*.,  C  iii.  7.  lao, 

cosi  la  immagÌHi  della  ragione  .  .  .  non  è  vera     ........  C  iii.  7.  laa. 

per  che  nel  vetro  piombato  la  immagine  appare C  iii.  ^  Sa. 

II  quale  mezzo  .  .  .  trasmuta  la  immagine  della  stella C.  iti.  9.  134. 

perchè  la  immagine  loro  venga  dentro  pili  liex'cmente C.  iii.  9.  144. 

composto  ...  a  figurare  immagine  di  legame C  iv.  6.  37. 

\*olendo  il  suo  ufficio  figurare  con  una  inttMagine C  iv.  9.  ioa. 

Facciamo  1'  uomo  ad  immagine  .  .  .  nostra C.  iv.  io.  143, 

vergiamo  la  imtnagint  di  nobiltà  o  di C  iv.  14.  8x. 

compose  in  immagine  delìi  Dei C.  iv.  15.  83. 

essere  quasi  ad  immagine  &  arco  assimiglianti C  ìv.  23.  60. 

dico,  eh'  ella  procede  ad  immagine  dì  questo  Arco C^  iv.  93.  63. 

Immantixiente.     Ed  immantinente  cominciai  a  pensare K  ^.  3.  59. 

Ed  immantinente  pensai  di  fare  .  .  .  schermo K  TV,  5.  33. 

Immediatamente,     sì  che  tu  non  parli  a  lei  immediatamente  ....  V,  N.  la.  66. 

è  amico  a  me  irMwrrfifl/amrw/r  dopo  il  primo K  /V.  33.  3, 

immediatamtnt*  intendo  ciò  mostrare C  iv.  8.  153. 

immediato,     perciocché  la  mia  donna  fu  immtdiata  cagione   .     .     .     .  K  AT.  7.  14. 

del  Capitolo  dinanzi  a  questo  imtnediato C  t  7.  105. 

che  il  cielo  del  Sole  fosse  immetù'ato  con  quello C  ii.  3.  a6. 

quello  nono  cìelo,  eh*  è  immediato  a  quello C.  ii.  4.  33. 

informato  da  informatore  immediato C.  ii.  9.  zìi. 

Immlstirablle.     che  'I  punto  ...  è  immisurabile C.  iL  14.  317. 

immobile,     pongono  esso  essere  immobil* C.  ii,  4.  17. 

la  rcvoluzione  .  .  .  intorno  ad  un  suo  immobilf C  ii.  14.  14. 

Immortale,     se  in  noi  alcuna  parte  immoria/e  tton  fosse     .     .     .     .     .  C  ii.  9.  104. 

immortale  convegna  essere  lo  revelante C  iL  9.  106. 

dal  mortale  allo  immoriaU  nulla  sia  proporzione C  ti.  9.  213. 

mcntrcchò  '1  nostro  immortale ...  è  mischiato C.  ii.  9.  ia6. 

per  mistura  del  mortale  coli'  immortale C  ti.  9.  130. 

loamortalltà.     della  immortalità  dell'  anima  è  qui  toccato  .     .    .    •     .  C.  ii.  9.  49. 

continua  spcrienza  della  nostra  immortalità C  ii.  9.  ioa. 

perché  .  .  .  andiamo  alla  felicità  di  quella  immortalità C  ii.  9.  iiB. 

Quelli  .  .  .  che  la  nostra  immortalità  ve<Ìe  e  misura C  ii.  9.  133. 

impedimento.     Dentro  daiP  uomo  possono  essere  due  .  .  .  impedimenti  C,  i.  i.  17. 

senza  rm/«c/fm4vrto  andiamo  alla  felicità C.  iì.  9.  ito. 

difetti .  .  .  che  sarcbbono  intf>edimento  di  felicità C.  iv.  4*  15. 

Una  pianura  è  .  .  .  con  tutti  quasi  impedimenti C.  ìv.  7.  59. 

impedire,    cominciò  il  mio  spirito ...  ad  essere  impedito  nclk  .    .    .  K  ^.  4.  3. 

acciocché  io  non  sia  impedito  da  viltà     ..........  K.  ^.  19.  105. 

e  innumerabìli  quasi  sono  gì*  impediti C  i.  t.  49. 

ad  una  mensa  cogli  altri  slmili  impediti  s'  assetti ,  C  i.  1.  96. 

pensieri  contrari  che  Io  impediscono C  ii.  a.  a6. 

comentc  quello  che  impediva  ...  a  dare     . C  ii.  a.  37. 

secondocbè  é  libera  o  impedita C  iii.  a.  93. 

secondochò  la  conoKcnza  ...  è  chiara  o  impedita C  iii.  a.  66. 

quando  impedita  da  essa  non  è C.  iii.  4.  73. 

Certi  sono  che  .  .  .  quella  non  impediscono C  iii.  7.  37. 


995  ^^^^  IMPERFEZIONE 

imperare     Tale  imptrò^  che  Gentilezza  vt>1se  [.  .  .  Che  fosse]      C  iv.  C^nm.  x\\.  at  ;  a.  9. 
Imperfetto.     Che  aieno  vili  appare  ed  imptfftttr    ....        C.  iv.  Cams.  iii.  56;  11.  la. 

impedire,     che  ...  da  un*  altra  £  imptthta C.  iii.  -3.  sa. 

cosi  s'  imf>*€lÌ3tr  la  rdiciti ,     ,     ,  C.  iv.  ^.  30. 

quando  per  .  ,  .  ifnpniito  ron  è  nella  sua  operazione      .     .     •     .     .  C.  iv.  15.  X13. 

se  la  materia  .  ,  .  non  impedissi  la  regola ,     .  C.  iv.  33.  67, 

Impedìtas.     ifMia/rrqurH/rrtmpedifus  ero  drinceps f,  TV.  a.  37. 

imperadore.     cioè  dallo /m/^rrorfonr  dell' universo C  ii.  6.  tz. 

nella  morte  d'  Augusto  imprradon .     .     .  C.  ii.  14.  175. 

la  .  . .  figlia  dello  Imperadort  dell'  univeno C.  ii.  16.  loi. 

pei^  disse  bene  il  prete  allo  itnpemdon C  iii.  4.  75. 

Della  sposa  dell' ym/>rm</o7v  del  Ciclo C  iii.  la.  116. 

la  dcfiDÌEÌone  dell*  opinione  dello  Imperudon C.  iv,  3.  311. 

Federigo  di  Soave,  ultimo  Imperadort  de*  Romani C  iv.  3.  39. 

chi  s  questo  ufficio  é  posto,  è  chìsmato  tmperodort C.  iv.  4.  74. 

cioè  al  tempo  del  predetto  suo  Imperadort .  C  iv.  5,  86. 

o  in  approvando  1'  opinione  dello  imperudon •  C.  ìv.  9.  3. 

qacsto  Ufficiale  .  .  .  cioè  lo  Imperadort C.  iv.  9.  91. 

Sicché  quasi  dire  si  può  dello  Imperadort C  ìv.  9.  tol. 

di  queste  in  tutto  siamo  allo  imperadort  soggetti C  iv.  9.  154. 

In  quanto  egli  é  Imperadort C  iv.  9.  166. 

ds  credere  nò  da  consentire  a  Nerone  ifnptradovt C.  iv,  9.  169. 

che  I*  opinione  dello  imperadort .  .  .  toccò C  iv.  io.  8. 

non  solamente  1*  opinione  dello  imperadort C  iv.  io.  06. 

ai  dice  1*  impermdort  essere  stato  erroneo C.  iv.  10.  31. 

Poi  dico  .  .  .  non  dicendo  Impemdort ,     .     ,     .     .  C.  ìv.  io.  44. 

che  messere  lo  imperadort  .  .  .  non  errò  pur C.  iv.  io.  561 

Imperodrice.     la  volontìi  di  questa  eternale  Imperadriet C  iii.  tj.  188. 

le  quali  mostrano  quella  citU  essere  intptradrict  .     .     .    -,     .     ,     .  C  iv.  4.  139. 

Impermre,     Tate  imperò,  cioè  tale  usò  1*  ufficio  imperiale C  iv.  3.  37. 

IniperclÒL     impervio  celestiale  anima  discese  in  noi C  Ìv.  ai.  89. 

imperfettamente,     se  P  anima  è  imprrfittamente posta C.  Iv.  so.  61. 

taperfcttJMtmOw     che  '1  perfettissimo  animale  .  .  .  (o%ac  imperfettiMimo  C.  u.  9.  91. 

la  loro  condizione  essere  imperfettissima      . C,  iv.  1 1,  95. 

chi  di  queste  imperfettissime  cose  dà C  ìv.  li.  116. 

Imperfetto,     sì  discorda  lo  imperfetto  giudicie C  1.  4.  39. 

r  altro  non  cosi,  ma  falla  imperfetta C  iii.  3.  74. 

perfetta  o  imperfetta^  nome  di  perfezione  non  perde C  ÌÌI.  13.  loa. 

quAmo  im/Vr/r//a,  unto  vile C  iv.  11,  18. 

■e  le  diviiic  sono  imperfette C  iv.  1 1.  19. 

eh'  elle  sictio  imperfette .  .  .  prova  il  testo ,     ,     .     .  C  Ìv.  1 1.  90. 

non  par  vero  dire  che  sìcno  imperfette     •■•• Clìv.  11»  41* 

una  cosa  .  .  .  essere  perfetta  ed  imperfetta C.  Iv.  1 1,  49, 

per  questo  modo  le  ricchezze  .  .  .  sono  imperfette C  iv.  u.  aS. 

Oh  come  t  nunifcslo  .  ,  ,  quelle  .  ,  .  essere  .  .  .  imperfette      .     .     .  C.  iv.  iia.  107. 

dire  . , .  che  se  ...  le  ricchezze  sono  imperfetit . . .  che  per  questa 

rafioae  sia  impesta la  scierua C  !▼.  19.  116,  117. 

perchè  la  sua  conoscenza  prima  è  imperfetta    . C.  Iv.  leu  158. 

che  ,  ,  .  ta  scien»  non  è  da  dire  imperfetta C.  iv.  13.  46. 

il  perfetto  collo  imperfetto  non  ai  può  congiugnere C  iv.  13,  151, 

legno  di  Nobiltà  è  nelli  .  .  .  itnpeffetti  A'  ctadc  .     .  C.  iv.  19^  95. 

M  una  pietra  mantariu  è  .  .  .  imperfetta      ...  C.  iv.  ao.  65. 

b  noetn  Beatitudìoe  . .  ,  trovare  polemo  imperfetta C  iv.  «a.  803. 

desidererebbe  la  sua  impefftmomt C  ili.  15.  85. 


IMPERFEZIONE  ~^^^^^^B  396 

imperiale.     Che  fa  degno  di  manto  Imperiai  coìui Cans.  xix.  14. 

imp&'O.     SimilemcDte  fu  chi  tenne  Imptm .  .  .  errato C  iv.  CamM,  iii,  45. 

Imperfezione,     la  viltà  .  . .  dalla  imptffmone  di  quella  ai  prende     .     .  C.  ir.  1 1.  14, 

In  che  ...  la  loro  impttftaiome  è  manifesta C.  iv.  xi.  34, 

Puotcsì ...  la  loro  impefftaioHt . .  .  vedere C.  iv.  iz.  39. 

per  questo  modo  sono  piene  d*  impérfemotte C.  ìt.  11.  47. 

Dico  che  la  loro  itnperfexiont ...  si  può  notare C.  iv.  11.  51. 

la  quale  iniquità  è  proprio  effetto  d'  ÌH%pcrfetion* C.  ìv.  il.  56. 

la  imptrfixiont  delle  ricchezze  ...  si  pub  comprendere      .     .     .     .  C  ìv.  la.  z. 

ma  ...  la  imperftsiont  si  nasconde C.  iv.  la.  14. 

sicché  ...  si  conosce  la  imptrfttion* ,     .     < C.  iv.  la.  18. 

a  maggior  tcstimoaianza  di  questa  imptrfrjàoHt .  C.  ìv.  za.  73. 

di  loro  altro  che  imptffenont  nascere  non  può C  iv.  ix  108. 

non  è  vero  che  la  scienza  sìa  vile  per  itnpérftàont C.  iv.  za.  za3. 

questo  cotale  dìlaiatt  non  è  cagione  d*  imptrftmoHé Ci»,  13,  ai, 

eh'  è  quasi  simile  alla  imp^rfaiont  di  quello C  iv.  13.  57. 

che  è  la  terza  nota  della  loro  impftfeaioHt C  iv.  13.  91. 

imperiale.      TaU  imp^rò^  cioè  tale  usò  V  ufficio  intperiaU C  ìv.  3.  37. 

r  eccellentissima  autorità  della  Imprriah  Maestà C.  iv.  3.  66^ 

della /m^ma/r  Autorità  sapere  non  si  può C  iv.  3.  7Z. 

Lo  fondamento  radicale  della  ImpniaU  Maestà  ...  è C  iv.  4.  t. 

ai  manifesta  la  Jmptrialé  Maestà  e  Autorità  essere C  ìv.  4.  79. 

di  ragionare  dell'  altezza  della  Imperiai*  Autorità C  ìv.  6.  3. 

ragionato  della  Imperiale^  procedere  ...  si  conviene C  iv.  6.  5. 

sopra  lo  ragionamento  della /Mi/i/nfli!rautoritade C.iv.  6,  11. 

non  repugna  alla  Auforifà  Itnperiait C  iv.  6.  158. 

Congìungasi  \a  filosofica  Autorità  colla  imperiali C  iv.  6.  167. 

quanto  è  da  rcvcrire  1'  Autorità  Imperiali ,  C  iv.  7.  a. 

oè  contro  all'  Imperiali  Maestà  ...  si  ragiona C  iv.  8.  31. 

presumere  contro  alla  Maestà  tm^<rta/<' C.  iv.  8.  41. 

come  ...  io  non  sia  .  .  .  alla  Imperiali  Maestà  soggetto  .     .  C.  iv.  8.  151. 

quello  che  dello  imperiale  ufficio  ...  è  ragionato C.  iv.  9.  5. 

a  perfezione  ...  la  imperiai*  autorità  fuc  trovata C.  iv.  9.  8. 

tanto  la  Maestà  Imperiati  ha  giurisdizione C  iv.  9.  13. 

ciascuna  arte  e  ufficio  . . .  dallo  imperiaU  è  . . .  Umitato    .    .    .    .  C  iv.  9.  x6. 

Queste  cose  .  .  .  veder  si  possono  ncU'  arte  imperiali C  iv.  9.  150. 

avere  alcuna  parentela  coli'  arte  imperiali C.  iv.  9.  161. 

chi  crede  che  la  sentenza  imperiali  sia C  ìv.  9.  163. 

nullo  imperiali  giudizio  è  da  consentire C  ìv.  9.  165. 

dìfinire^m/i/caM  non  è  dcU' arte  f'm/Wn'oir C.  iv.  9.  174. 

detenninare  essere  fuori  d'  imperiale  ufficio C.  iv.  zo.  47, 

Imperio,     non  forse  senza  divino  imperio C.  iì.  13.  33. 

questo  ufficio  é  .  .  .  Imperio  chiamato C  iv.  4.  70. 

tuttoché  al  mondo  ufficio  d'  Imperio  sì  rìchiegga  ........  C  iv.  4.  84. 

a  loro  ho  dato  imperio  senza  6ne C  iv.  4.  1 19. 

ragione  ...  è  stata  princìpio  del  Romano  Imperio C.  ìv.  4.  ia6. 

è  manifesta  U  .  .  .  elezione  del  Romano  Imperio ,  C  ìv.  5.  53. 

procedette  la  .  .  .  Prov^-idcnza  nello  Romano  Imperio C.  iv.  5.  154. 

non  parlo  contro  alla  reverenza  dello  Imperio C  ìv.  8.  87. 

irreverente  alla  maestà  dello  Imperio -     .     .     .     .  C  iv.  8.  98. 

se  io  niego  la  reverenza  dello  Imperio C.  iv.  8.  1 19. 

io,  che  .  .  .  allo  Imperio  reverenza  avere  non  debbo C.  iv.  8.  133. 

cosi  questo  Imperio  da  Dio  a  certi  termini  è  finito C  ìv.  9,  17. 

volendo  a  cotale  imperio  essere  obbediente C  iv.  aa.  6. 


397 


IMPOSSIBILE 


Imptrd.     £  sanami,  im^fn}  eh' io  non  ho  osso S.P.  vi.it. 

Ed  imperò  ...  Ti  pregheranno  ,  .  ,  tutti  i  santi S,  P,  xx%\.  ^o. 

Ed  imfwTÒf  voi  uomini  bcatj .     .  S.  P.  xxxi.  79- 

EJ  tmfierò  son  certo,  cbe  il  furore  ...  ho  meriuto S.  /*.  3cxxvìi.  67. 

ImpetlBxe  (i).     La  quale  ognora  im/»iV//Ti  Mag^or  durezza  e  .     .     .     .  Canic  xfì.  3. 

tal  grazia  m'  impittra  II  gran  diletto Stsi.  ìii.  a6. 

C\\t  lo  cor  mio  per  lei  »uo  bene  impittra      , .  Srst,  ìv.  9. 

<:hù  mai  no  impetra  Merco Som,  zaxi.  7. 

impetrare  (a).     Sua  luce  mi  6er  iL  che  il  cor  m*  impteira Sési,  iiL  9. 

Importare,     che  Nobilute  .  .  .  Importa  sempre  ben  del  suo  subietto. 

Come  viltatc  importa  sempre  male  .*,*....     C  iv,  Ciufa,  iti.  90,  91. 


imperio,     di  porre  mano  aJ  coronamento  dell*  Imperio C  iv.  09.  aa. 

Impero.    qucUo  cbe  tenne  Impero C.  iv.  10,  44,  45- 

Imperoccbè.    ...» C  iiì.  14.  67  ;  15.  85  ;  iv.  a.  43  ;  07.  144. 

hnprttt     r  uomo,  che  .  .  .  regge  sé  . . .  contro  all'  impeto  della  natura  C  iji.  B,  195. 

li  . .  .  per  lo  impeto  del  vento  rompete C.  iv.  a8.  $7- 

fanpingere.     cia&cuna  coho^  da  provvidenza  di  .  .  .  impintUj  è .     .     .     .  C.  ì.  i.  6, 

imporre^     ciò  che  '1  mio  signore  m*  avca  imposto  .     .     •     .     .     .     .     .  K  M  la.  78, 

le  parolCf  che  Amore  m*  avca  tmposte K  W.  13.  3. 

salvo  che  . .  .  imposto  V  era  nome  Prihavkra  .    .     .     .     .     .     .     .  K.  W.  04.  as. 

Pòi ...  l'm^w  a  lei ...  cW  cAù mi C.  ii.  11.  85. 

Poi  quando  dico  .  .  .  impongo  alla  Canzone  come C  iiL  io.  43. 

E  tmpoHff^  a  costei  anche  che  domandi •  C  ìii.  io.  71. 

importare,     ciò  importa  il  testo  presente C  iv.  iS.  4. 

cbe  r  una  e  1*  alUa  importa  loda  di  colui C  ìv.  18.  04. 

Impofitore;    chà  io  mossi  lo  impositore  del  nome  a K  ^,  34.  30. 

imposaibile.     si  dolce  .  . .  che  tmpoést'btU  mi  pare,  che  ...  aia    .     .     .  K  TV.  13.  17. 

qocato  dubbio  è  impo$8ÌbiÌe  a  solvere  a  chi K.  TV.  14.  105. 

pcrooch'  è  imipìnmbik  conoocere  gli  amici  .  . .  onde  . . .  imponìbile 
è  a  lui  conoscere  li  suoi  amicL  Ancora  ...  e  impoatibik 
conoscere  gli  uomini Ci.6.59,  631  65, 

Le  quali  tre  cose  era  impossibile  avere  lo  Latino  comcnto  ;  e  perà 
era  impotsibiìe  essere  obbediente.  Che  allo  Latino  (osse  stato 
ite^to^iibite  ...  si  manifcsu C  L  7*  io,  iSi  13. 

perocché  ...  è  imposabile  dolcemente  obbedire,  imponibile  è  ...  la 

obbedienu . . .  e»er  dolce C  i.  7.  04  (6u). 

impumlMU  è  sua  ragione  essere  dolce C.  L  7.  30. 

dare  a  molti,  è  impossibile  senza  dare  a  uno      ........  C  i.  8.  18. 

impossibile  è  a  loro  discrezione  avere C  i.  xi.  53. 

sarebbe  imposiibile  . .  .  intendere  agli  altri C.  ÌL  i.  69. 

É  impossibile^  perocché  ìd  ciascuna  cosa  ...  £  impossibile  ventre  al 

dentro C  ìL  1.  71,  73. 

Onde  . . .  impotstbA  à  venire  all'  altre  . . .  senza C  ìL  t.  76. 

Aaron  è  imposaibJe,  perocché  in  cUscuna  co«a C  iù  1.  79,  95. 

perocché  ...  in  ciascuna  cosa  ...  *  itmpoésibtU  procedere      .     .     ,  C  iL  i.  Bi,  95. 

Sfeeomc  impossibile  é  la  forma  dell*  oro  venire CÌL1.B3. 

Onde  . . .  impossìbile  é  prima  venire  alla  conoeccoza C  iL  t.  91. 

Onde  .  .  .  tmpoe^biU  è  all'  altre  venire  pnma  che  a  quella      .     .     .  C.  ti.  I.  toa. 

cfa*  era  imiposmbils .  C  IL  5.  (9. 

c«il  Mffuhcrebbe ...  (eh'  è  imposmbik)  ....  r.  iL  9.  91. 

qntMo  é  anche  impoMte C  IL  9.  100. 

e  0  eercbio  ...  è  impouihtU  a  quadmre ...  e  però  é  tmpos^Atle 

m  misurare  appunto C  (L  14.  aiS,  «19, 

dté  Mare  ascoso  é  impossibile     ...  .    ,    .    .  C  iii*  i-  *** 


IMPOSSIBILE  ^m^^^^  298 

irapresa.     se  a  voi  ccnvene  .  .  .  mai  fare  $mfirrsa Canm.  xvi.  tt. 

impromettere.     E  vc^o  Amor,  che  m'  impromett*,  pena  .  ...  Sem.  L  iz. 

imputare.     Ai  quali   Dìo  e  gli  angeli   del  ciclo  Alcun   peccato  non 

imputeranno S.  P.  xxxl.  9, 

In.     Namquc  lorutus  suni  ih  lingua  trina Otnt,  xxi.  41. 

IncantBiDento.     vorrei  che  .  .  .  Fossicno  presi  per  incaHtamenio  ,     ,     .  San.  xxxiì.  a. 

incantatore.     Con  noi  ponesse  il  buono  incantatart Son.  xxxìì.  zi. 

incarnare,    e  '1  Padre  ed  esso  é  uno  Con  lo  Spirito  santo  ;  e  a'  è 

incantato P.  F.  30. 

Incendere.     C  ha  faUo  il  Toco,  ov*  ella  trista  !  imtmJ* CttnB,  xi.  35. 

E  certo  la  sua  doglia  più  m'  incmde Cana.  xvt.  ao. 

Incerta     che  della  . . .  L*  incrrio ...  m'  hai  manifestato 5.  /*.  L  04. 

Impossibile,     quelli  ...  di  questa  innamorare  è  imposs^iU     .     .     .     .  C  ili.  13.  41. 

in  contrario  di  sé  medesimo,  che  impossibiU  è C.  iij.  15.  Si. 

r  avrebbe  fatto  indamo,  eh'  £  anche  impossibiìt C  ìiì.  15.  Sa. 

andando  dietro  al  numero  impossiòi/e  a  giugnere  .......  C.  ìii.  15.  90. 

quello  . . .  impossibik  è  del  tutto  esser  falso C  iv.  3.  64  ;  8.  43, 

/mySosa'friZr  sarebbe  ciò Civ.  ix.  101. 

perocch'  è  impossibiU  .  .  .  venire C  iv.  14.  37. 

Il  terso  sì  è  .  .  .  eh'  è  del  tutto  impossUnU C.  iv.  14.  X13. 

questo  6  massimamente  irH^a$5i%i7/ C  iv.  14.  130. 

ambedue  avrebbero  . . .  eh'  è  impossìbiU C.  iv.  18.  aa. 

impossibiU  è  essere  savio  chi  non  è  buono C  iv.  37.  47. 

le  quali  virtù  .  ,  .  avere  perfette  ...  è  impossibile      ......  C  iv.  37.  117. 

ImpoGsibiiltà.     seguiterebbe  una  impossibitttà C.  il.  9.  73. 

Imprendere,     parcami  avere  impresa  troppo  alta  materia    .     .     .     .     .  K  iV,  16.  65. 

Allo  intendimento  .  .  .  bene  imprendere,  conviene C.  U.  a.  50. 

/m/>rr5i  dunque  a  lodare  questa  Donna C.  iii.  1.  95. 

Nel  principio  della  impresa  sposÌ2Ìone C  iv.  a.  i. 

se  .  .  .  Scipione  .  .  .  non  avesse  impresa  V  andata C  iv.  5,  170. 

del  secondo  verso  della  Canzone  impresa C  iv.  7.  153. 

impresa,     come  è  grande  la  mia  impresa C  ìv.  7.  97. 

per  la  elezione  della  non  licita  f'm/rvja C  iv.  li.  io3. 

che  ta  tua  impresa  e  grande C  iv.  30.  34. 

impromettere,     ragiona  ...  ■'m/rom/Z/rru/omi*  che C.  il.  6.  85. 

ImproporzionaUssimo,  e  però  remotissima,  e  impmporaonalissima  alia,  C,  iii.  7.  6a. 

Improporzìonalmente.     da  esso  è  imprvporKonaìmente  soperchiato     .  C.  ii.  5.  104. 

improporaionaintente .  .  .  vince  e  soperchia C  iii.  14.  68. 

Impugnare,     quando  questa  battaglia  d'  Amore  m'  impugnava  così  .     .  K  !^,  16,  15. 

impulsione,     dove  1*  arte  fa  suo  strumento  della  intpulsione    .     .     .     .  C  iv.  9.  117. 

impuritade.     la  terza  è  la  umana  impuritadé C  i.  4.  14. 

la  Urna  si  ò  la  umana  impuritade CL4.  6a. 

per  impuritade  ...  la  presenza  rìstrigne  Ìl  bene C  L  4.  90. 

Imputare,     che  .  .  .  alla  mia  facultate  imputino  ogni  difetto     .     .     .     .  C  i.  r.  138. 

che  suole  ...  al  piagato  molte  volte  essere  imputata C  i.  3.  33. 

a  quella  si  dee  imputare C.  ìì.  14.  253. 

Inanimato,     si  movea  come  cosa  grave  inanimata K.  iV.  xi.  35. 

che  .  .  ,  hanno  parlato  alle  cose  inanimate K  W.  35.  63. 

parla  la  cosa  animata  alla  cosa  inanimafa K  M  35.  86. 

quando  alle  cose  inanimate  si  parìa C  iii.  9.  18. 

Incarcerare,     mentre  che  1'  anima  è  _ . .  incarcerafa  per  gli  organi  .     .  C.  ii.  3.  130. 

incarnare,     che  quasi  sarebbe  un  altro  Iddio  incarnato C  iv.  ai.  97. 

incendere.     Muzio  la  sua  mano  propria  incendere C  iv.  5,  116. 

Incendio,     siccome  lo  rouhiplicato  incetidio  . .  .  vuole C  iii.  x.  so. 


«99 


INCONVENIENTE 


Inchinare.     Gti  orecchi  tuoi  ne  inchina  allo  mio  afTetto 5.  P.  ci.  6. 

Inchiostro.     Che  sono  scrìtti  in  questo  poco  inchiostro P.  F.  ao6. 

incominciare.     Quand*  egli  inconùnciaro  La  morte  mìa  ......     Catt*.  xiii,  la. 

incontrare,    quando  gì'  incontra  Che  ...  gli  convien  mostrare  .     .    •    C^ns.  xix.  130. 

Ciò  che  m'  incontra^  nella  mente  more K  iV,  15.  38  i^Son.  viii.  j). 

a*  ella  incontra  uom  che  1'  adocchi Som.  xxx\.  5. 

Inoontimstablle.     Morte  .  .  .  Giudizio  incontrastabiU,  gravoso      .  K  W.  a.  47  {Sem,  iv.  3), 
incontro.     Incontro  a  sé  s'  adira Gino.  ai.  a^. 


K  N.  40.  8. 
K.  M  40.  IO. 


inchiudcrc.     conciossiachò  uno  in  molti  sia  inekiu90 C  i.  8.  19. 

nella  cui  sentenza  gli  altri  sono  inchinsi C  ii.  i.  68. 

nel  quale  tutto  il  mondo  s'  inchintU C  ii.  4.  36. 

incidentemente,    degli  altri  sensi  toccherò  ina'dmttmmit C  ii.  i.  195. 

inadinUmen^  paia  aentìre  altrimenti C  it  5.  14. 

par  che  ne  tocchi .  .  .  Tito  Livio  .  .  .  inatUnifnunié C.  iiì.  il.  30. 

incidtnttmmtr  è  da  toccare C  ìv.  5.  55. 

iodpit     InnfHt  Vita  Nova K.  iV.  x.  4. 

inclinabile,     che  ciascuna  cosa  .  .  .  è  indinahiU  alla  sua  perfezione .     .  C  L  z.  & 

incolpare,     accusano  e  incoipano  la  materia C  i.  it.  66. 

Inccmùnciare.    m'  incominciarono .  . .  pensamenti  a  combattere  e  a    .  V.  N.  13.  3. 

RI  parve  sentire  un  .  .  .  tremore  incontindart •  K  ^.  14. 06. 

Allora  iMrofMiMniai' a  piangere K  Al  33.  45. 

Allora  incominciai  a  pensare  di  lei 

lo  mio  core  incominciò  dolorosamente  a  pentirsi 

La  seconda  parte  incomincia  :  IntelligrnMt    . V,  N,  43.  40^ 

nella  prìma  parte,  che  incontinaa:  Tn CLiì.11.  10. 

iDComprcilsibUe.     che  la  sua  velocità  è  quasi  incomftrmmink  .     .     .     .  C.  ii.  4.  97. 

Oh  .  . .  incomfirmsibiU  Sapienza  di  Dio C  W.  5.  70, 

come  sono  incontprtnsibiU  \  tuoi  giudicìi . .  C  vr.  ai.  57. 

Incontanente,     io  mcn  sarci  nascoso  incontanmtt  clic V,  N,  aa.  38. 

inamtantnU  sono  invidi C  t  4.  50. 

dico  la  final  cagione  incontanente    ...........  C  iì.  8.  43. 

aicchè  incontanmt*  .  .  .  disvia .      .  C  ili.  8.  133. 

cosi  r  anima  nostra,  inamtanenig  che  . .  .  entra    .  .     .     .  C  iv.  xa.  153. 

incontanéftft  che  io  «o  questi C  iv.  13.  la^ 

•WvN/'iurM/Sr  seguita  a  confondere C.  iv.  15,  3. 

rende  inronlanentt  ragione,  dicendo    . C  iv.  ao.  34, 

La  quale  rncontanfntr  produtta,  riceve C  iv.  ai.  40. 

qacsto  seme  ,  .  .  incrmtnnrntt  germoglia C  Ìv.  33.  19. 

lo  rimuove  tncontantntf  dall'  altrui  reo  consiglio C  W.  34.  144. 

inoootrare.     che  non  gti  incontra  senza  malìziau  coscienza     .  .     .  C  t  a.  $3. 

La  ragione  per  che  ciò  imontrm C  i.  3.  44. 

Far  che  imeontra  che  molte  volte  gridano .  C.  L  1 1.  33. 

ombra  d*  oscurità,  la  quale  incontra  per  mistura C.  ii.  9.  109. 

mftrvmtmra  incontra  eh*  tu  vadi C  ii.  la.  53. 

mamtrm  In  esso  alcuna  disgregazione  di  spìrito C  iil.  9.  137. 

non  inamtra  «6  nel)*  altre  Intelligence C,  iil.  13.  55. 

itteomtn  che  le  paaaioai .  .  .  eotrano C  tv.  1.  10. 

qgoBto  imcomtrm  perchè .  • .  trova C  iv.  la.  167. 

incontra  che  ...  si  produce C  iv.  at,  66. 

incontro.     Gentili,  le  cui  sentenze  aocbc  sono  incontro  •....,  Clv.  1^  gou 

•Keomc  a  colui  ...  gli  si  fanno  incontro  ì  cittadini . .  .  coii  alta  . .  . 

li  fanno  tmontro  .  . .  quelli  cltudini C  ìv.  aS.  36,  38» 

ch^  non  6  imtonvmMntt  una  cosa  .  .  .  EMfR) .     .     .     .  C.  Iv.  1 1.  48. 

qiunn)  gnndàiimi  imomvtmitnti C.  iv.  14.  56. 


INCONVENIENTE  3OO 

Incorare.     lussuria  .  .  .  Che  «Ilo  mal  far  ognuno  spesso  inntora  .    .    ,  P.  K  X47. 

incoronare.     La  qual  di  pregio  e  d*  onor  s'  itiforoHa Som.  xIv.  4. 

increaccre.     SI  che  ne  incrtsctrebb*  a  chi  '1  vedcise    ...      V.  N,  33.  99  {Cam,  iti.  59U 

Tanto  par  cbe  gì'  incrtsra CtmA,  x.  1 15. 

a  cui  ÌHcrtsca  del  mio  male Catts.  xì.  68. 

E*  m*  iticresee  di  me  sì  malamente Catu.  xiii.  1. 

Ora  ne  tMctrstr  a  quei  che  questo  mosse Cans,  xiìi.  70. 

Morte,  adunque  di  tanto  mal  t*  incresta Canz.  xviì.  46. 

Però,  virtù  . .  .  Jncrtscati  di  me Stst.  ii.  51 

Ma  più  m'  ittcnsce^  ahi  lasso  I  che  sì  vede Sem.  xxxv.  13. 

increspare,     ne* .  .  .  capelli,  Ch*  Amor  .  . .  mcrrspa  e  dora    ....  Cant.  xìi.  64. 

incurvare.     Mìsero  fatto  sono  ed  incurvaio S.  P,  xxxWL  19. 

ind^nare.    e  cosi  il  cor  ne  indtgna P.  F.  Bt. 

llMlrgno.     Far  te  roedcsmo  d'  intelletto  wéfgtto S,  P.  xxxL  66. 

indugio.     Se  dir  voleste  ...  Di  dare  tMéngio  a  quel  eh*  Ìo       ....  Cans.  xvi.  aS. 

inconveniente,    eh'  è  massimo  incotrvntienU C  iv.  14.  6t. 

in  nulla  cosa  . .  .  fare  ...  eh'  è  molto  inconvenientt   ....  .  C.  iv.  14.  79. 

che  più  infom«9TÌir»/<  essere  non  potrebbe C  iv.  14.  133. 

che  dclli  due  ineoHVtnienti,  X  uno  seguire  conviene C  iv.  15.  14. 

incorporeo,     o  corporeo  o  ituorpono  che  sia  ...  E  dico  .  .  .  incorporo  C,  ti.  9. 107,  fo8. 

incorruttìbile,     significa  le  cose  incormtHM* C,  ii.  15.  105. 

increscere.     coloro,  a  cui  non  incrtsot  d'  aspettare C.  iv.  a.  8a. 

indamo.     Io  mio  parlare  sarebbe  indarno^  ovvero  dì  soperchio    .     .     .  K  iV.  14.  no. 

ma  sanano  ÌM«lan$Of  perchè  è  manifesto K  W.  38.  33. 

cotal  vivanda,  qua!  io  intendo  indarno  essere  ministrata     .     .     .     .  C  i.  i.  65. 

che  r  altre  sarcbbono  stale  etemalmente  indarno C  ii.  5.  x8. 

e  *1  movimento  degli  altri  sarebbe  indarno C  ii.  15.  157. 

ÌN<^r7io  sarcbbono  scritte  e  per  antico  trovate C.  ii.  15.  161. 

la  Natura  1*  avrebbe  fatto  indamo .     .     .  C.  iìi.  15.  Sa. 

L' a>Tcbbe  anche 'la  Natura  fatto  md^rHO* C.  ìii.  15.  91. 

indebitamente,     quando  le  parti  sono  indtlntamente  disposte  .     .     .     .  C.  ì.  i.  ao. 

indefensibUniente.      ciascuno  quasi  indr/rnsiòi/mmte K  iV.  13.  6. 

indi,     si  che  da  indi  innanzi  non  poterono  mirare  persona K.  W.  40.  36. 

indicativo,    verbo,  dico,  indimtivo  del  tempo  presente C.  iv.  95.  135. 

indietro,     andare  indixtro  e  non  innanzi C.  ì.  7.  18. 

dare  i$idittro  il  volto C  ìL  a.  38. 

indiffinito.     mi  volgo  a  parlare  a  indiffinita  persona I^.  A^.  8.  71. 

dico,  parlando  a  indiffinita  persona V.  N,  33.  313. 

indirettamente,    suole  lo  rettorìco  i»dirrtta*f tenie  parlare C  ii.  za.  39. 

indirizzare,     è  più  laudabile  V  uomo^  che  indirusa  si C.  iii.  8.  184. 

indiscreto.     Puolesì .  .  .  vedere  .  .  .  nello  indiscreto  loro  awenimmto  .  C  iv.  1 1.  33. 

nel  loro  indiscreto  avvenimento  si  può  comprendere C  iv.  xa.  3. 

indiscrezione,     si  può  notare  nella  indiscremone  del  loro  awniimtnto  C.  iv.  11.  53. 

indistintamente,     sé  stesso  ama,  avvegnaché  indistintameni*     .     .     .  C  ìv,  aa.  65. 

individuare,     essa  umana  forma,  esemplata  e  individuata C  ìii.  6.  58. 

Individuo,     della  materia,  la  qual  6  individua C.  iii.  6.  60. 

indivisibilità,     che  '1  punto  per  la  sua  indtvisibiiità  à  immisurabile  .     .  C.  ii.  14.  317. 

indizione,     in  quello  anno  di  nostra  indiciont V.  N,  30.  8. 

indosso,     di  portare  due  guamacche  indotto C.  i.  7.  38. 

tnducere.    y.  indurre. 

indurare,     acciocché  questo  tallo  ...  iWMn C.  iv.  31.  130. 

indurre,  ìnducere.     è  tanto  a  dire,  quanto  inducerc  Amore  in  potenza  .     K  N.  ai.  37. 

che  .  .  .  dubbio  non  potessero  indtictrt  le  rimate  parole      .     .    ,     ,  V,  N,  40.  43. 

e  per  sé  medesima  quello  induce C  i.  3.  3. 


301  ^^^^^^  INFERMITADE 

luducre;    in  parte,  ov'  a  tri  gli  occhi  indnca ....    ^^^^BF  ■     ■  ^<'^'-  x*Ì>  *fl> 

Già  non  s' iWmct  ad  ira  per  parole Ccms.  xix.  lai. 

infamare.     Acciò  che  . .  .  Non  possan  in/amarmi S.  P.  xxxvii.  6a. 

infelice.     Difendimi  dai  spiriti  ìm/iÌìcì S.  P*  XKxi.  54. 

indunv.  inducere,     intende  iM</wrrrr  gli  uomini  a  scienza  .     .  .     -  C  i.  9.  51. 

nella  quale  s*  iWMroMo  ...  certe  Intelligenze C.  ii.  a.  61. 

■cciocchè  . .  .  induca  Io  fattore  a  . . .  misericordia     ...     .     .     .  C  ii.  7.  38. 

ragiona  . , .  per  meglio  mduttrmi .  C  ìi.  8.  85. 

non  potca  questo  ,  .  .  pensiero  .  .  .  ittéttctre  la  mìa  mente  .     .  C  ìi.  8.  94 

le  .  .  .  persone  che  in  essa  s' tndticono  a  parlare C.  ii.  la.  30. 

la /rran  similitudine  ai  i  lo  iWifarrr  perfezione C  ii.  14.  05. 

da  quelle  cose  che  a  vergogna  gli  inducono C  iv.  19.  87. 

che  là  ...  sì  puotc  inductrr  del  suo  processo C  iv.  aa.  T94. 

Industria,     per  sua  industria  ...  si  va  U  dove  intende  ,     .     .     .     .     .  C.  ìv,  7.  65. 

tndtlttrice.    1'  una  delle  quali  t  indutirict  di  necessitA C  i.  i.  39. 

indtUElaQe.      Della  qnale  indumotté  .  .  .  concordano  che  .  .  .  sono 

cagione , C  ii.  14.  37. 

Cosi  ddla  indumonf  ...  le  scienze  . . .  sodo  cagione C  iù  14.  38. 

dice  bcUa  e  convenevole  indumone C.  ìv.  18,  49. 

tndsbltere.     che  come  intòbriato  mi  partii  dalle  genti K  ^.  3.  ai. 

Inebriare,     guardare  non  può,  perchè  quivi  a*  inebria  V  anima      .     .     .  C  iiì.  8.  135. 

ineChblle.     per  la  sua  imffiabiU  cortesia  ...  mi  salutò K.  TV.  3.  ti. 

Oh  dolcissimi  ed  f>v^6f7i' sembianti C  ii.  t6.  31. 

si  tocca  la  ineffahiU  condizione  di  questo  tema C  iiL  a.  5. 

O  intffahiU  Sapienia  che  cosi  ordinasti C  iii.  5.  303. 

Oh  ineffabilt ,  .  .  Sapienza  di  Dio C  tv.  5,  69. 

perocché  da  wfJfUbiU  Carità  vengono  questi  doni C  iv.  ai.  105. 

Ine&bflltà.    questa  è  V  una  itujffabtlìtà  di  quello C.  Ui.  3.  115. 

qoesta  è  V  altra  %tupxbii$tà C  iii.  3.  las. 

ragionate  sono  le  dtu  itvffattHHà  dì  questa  materia     ..,,..  C  ììì.  4.  a. 

in&Uibile.     secondo  la  tn/aUibiU  verità  ...  fu K  W  30.  a6. 

in&maFC.     voce,  che  parca  che  m'  infantasi*  vixiosamente     .     .     .     .  K  A',  io.  it. 

né  ...  né  dopo  la  vita  aarebbon  tanto  infamati    .......  C  ii.  1 1.  61. 

rost  come  chi  uno  valente  uomo  infamm  è C.  iv.  99.  76 

tnfcmla.    quando  .  .  .  grande  m/tiMua  e  perìcolo  non  sì  può  cessare  C  L  a.  93. 

■odocché  . .  .  scusasse  la  perpetuale  infamia  del  suo  esilio     .     .     .  C  i.  a.  98. 

Boreni  timore  d' infamia C  i.  a.  1 14. 

Temo  la  infamia  di  tanta  passione  avere  seguita C  i.  a.  117. 

La  quale  tM/umid  SI  cessa .  ,     .     .     .  C  L  a.  tao. 

h  ragione  dell'  infamia , ■  C  i.  3.  73. 

■wcalato  d*  infamia  di  parenti  od* ...  r.  i.  4.  73. 

perché  più  notevole  sta  la  loro  imfawna  .....  Ci.  10.  109. 

A  perpetuale  infamia  ,  ,  .  dellì  malvagi  uomini .  C  i.  1 1.  l. 

ad  ìvcuaare  sé  dell'  infamia  dì  quelli T.  L  la.  B3. 

dispregiava,  non  per  infamia  , .  ,  degli  erranti C  iv.  1.  38. 

Chi  gitta  via  la  sapienza  e  la  dottrina,  é  mfdia C.  iii.  15.  46. 

per  lo  dolore  dclU  mìa  infermità    ....  ,     .     ,     ,  V.  N.  ^  89. 

sanato  di  questa  infermità,  proposi  di  dir K.  /V.  83.  103. 

un*  altra  tM/rrmitm  pessima  vidi  sotto  '1  sola C  ii.  11*  ^ 

lo  quale  per  in/rrmifà  ...  sì  trasmuta C.  ili.  9.  I9a 

cooawlerò  .  .  .  per  infirmi^  dell'  anima  .     .     .     ..,..,.  C  tii  io.  8. 

morte  è  . . ,  per  acndtnlal*  mfirmità  affrettata  •    •    .    .    *  C  iv.  93.  76. 

avvenne  che  ...  mi  giunse  una  dolorosa  ù^/hm$$adt     ,  K  ^.  a^  3. 

per  alcuna  corruzione  d'  infri-mitadt C  Ili.  9.  134. 


INFERMtTADE  ^^^^^^^^^^^  303 

Infenno.     Però  eh*  io  sono  debile  ed  infirmo 5.  P.  vi.  8. 

Quelli,  eh' eran  ligari,  irt/trwi' e  morti »     .     .     .     .  S.  P.  ci.  8o, 

Infernale,     dalla  tentazione  Dell'  inftmat  nemico,  e  sue  ferute    .     .     .  P.  F.  sa$. 

E  dai  lacci  iH/tr^im'sl  gli  dislcghi    ..,. P.  F.  ^^o. 

ÌQ£emo.     E  che  dirà  neU'  Jn/t-mo  a'  malnati f  ,  iV.  19.  46  {Cans.  i.  37% 

E  poi  la  terra  col  profondo  In/tmo S.  P.  ci.  ioa. 

al  profondo  dell'  abisso  D' Inferno  tenebroso  ...  ..../*.  F.  35. 

Sempre  in  JnftrHo  speri  pene  e  guai P.  F.  ^g. 

infiammare.     Escono  spirti  d'  amore  infiammati K  M  19.  71  {Can*.  i.  52}. 

Che  m*  infiammano  il  cor Cans,  xii.  75. 

Prima  che  questo  legno  ...  5'  infiammi  ...  Di  me Sest.  ì.  33. 

La  qual  pareva  un  spirito  ÌHfiamtmato Soh,  xxix.  6. 

infinito.     Col  numero  .  .  .  Che  infinito  vaneggia Cans.  x.  73. 

E  pur  per  la  infinita  tua  bontade  Prego S.  P.  I.  4. 

che  sei  picn  ...  di  misericordia  infinita S.  P.  cxxìx.  ix. 

E  tutto  ciò  .  .  .  Fece  I'  etema  sua  bontà  infinita P,  F.  i^. 

Con  pianti  e  strida  ed  w»A«ift' lai P,  F.  63. 

infino. C  iv.  CanM^  iìi.  134  ;  Canx.  xiv.  80  ;  xv.  31  ;  xvi.  34  :  xìx.  98. 

infondere,     tanto  .  .  .  Ch'  infotult  sempre  in  lei  la  sua  virtute      .     .     .  C.  iiì.  Canz,  ii.  a8. 

Che  . .  .  Con  lì  bei  raggi  infontU  Vita  e  virtù Can»,  xìx.  99. 

E  poi  infondi  lo  spirilo  dritto  Ne' S.  /*.  1.  38. 

infiM'care.     lo  raggio  lucente,  che  la  *nfòrca  Sì  di  traverso Cans,  xv.  5. 

informare.     Color  dì  perla  quasi  informa K  /V.  19.  66  {Can»,  i.  47). 

Ma  io  son  certo  ed  informato  a  pieno S.  P.  xxxi.  73. 

infermitade.    Ch£ ...  Ire  orribili  infermitadi . . .  ho  vedute  .     .     .     .  C  iv.  15.  118. 

di  questa  iM/WvMitedlr  della  mente  intende C  iv.  15.  174. 

infermo,     che  lo  nostro  intelletto  si  può  dire  sano  e  infrrmo   .     .     .     .  C.  iv.  15.  108. 

quelli  intelletti  che  ...  i'h/"^'*  non  sono C  ìv.  15.  180. 

infernale,    le  infernali  Intclligeiue  , . .  sono  private C  iìi.  13.  16. 

Infemn-     quando  .  .  .  Enea  sostenne  ...  a  entrare  nello  Inftrno  C.  iv.  oÓl  73. 

Infimo,     da  qualunque  .  . .  o  dall'  infimo  o  dal  &ommo C  ii.  14.  158. 

per  gradì  quasi  continui  dall'  infmta  forma  ali*  altissima^  e  dall* 

altissima  all'  infima C  iìL  7,  71,  73. 

perchè  ...  da  questa  infima  viltà  si  guardi ,     .     .  C.  iv,  7.  93. 

infinìtade.     la  Grammatica  ;  che,  per  la  sua  infinitade    ......  C.  ii.  14.  80. 

infinito,    cosi  in  infinito  si  dilata C  i.  3.  71. 

lì  ciechi  .  . .  che  sono  quasi  infiniti C  L  11.  37. 

questa  ha  in  sé  ragione  dì  numero  infinito C.  ii.  14.  136. 

perocché  il  numero  ...  è  infinito C  ii.  14.  159. 

Fabrixio  infinita  quasi  multitudinc  d*  oro  rifiutare C.  ìv.  5.  108. 

Iddio,  che  solo  colla  infinita  capacità  V  infinito  comprende     .     .     .  C.  iv.  9.  33  {bis'). 
infino.     y.  N.  43-  4;  C-  "•  "-9':  ^5-  s»;  »6.  17,  49;  iii.  15.  193;  iv.  5.85;  15.26;  16. 
15  ;   »8.  5  ;  33.  37,  130  ;  34,  la,  13  ;  36.  54. 

infinochè.    infinochè  riceva  lo  temporaneo  e  lo  serotino C  iv.  a.  86. 

influenza,     cioè  quella  infiaunea,  che  detta  è C.  iv.  ai.  88. 

infondere,     che  esso  Iddio  .  .  .  itt^ynde  in  essa  della  sua  bontà     .     .     .  C.  tìL  6.  105. 

perocché  . .  .  ogni  cagione  infimde  nel  suo  effetto  della  bontà.     .     .  C.  iiì.  6.  115. 

1*  anima  . .  .  infondi  ...  al  corpo  suo  della  bontà C.  iìL  6.  xx6. 

dalla  divina  bontà,  in  noi .  .  .  in/usa  dal  principio  .  .  .  nasce  .     .     .  C.  ìv.  aa.  33. 

informare,    quel  eh'  è  mosso  ovvero  infijrmato  da C  ii.  9.  1  io. 

che  del  suo  lume  tutte  le  altre  stelle  s^  informano C  ii.  14.  136. 

a  questo  deliberamento  tn  ragioni  m'  informaro C.  iìi.  1.  34. 

cioè  informato  ardore  d'  un  gentile  spìrito C.  iii.  8.  149. 

il  qualf*  nella  mìa  mente  infortnava  . .  .  considerazioni C.  iìi.  la.  so. 


■"•^i^l^    J^L 


303  ^^^^^r  INGEGNO 

Infra,    come  un  cuor  puote  sUre  Infra  duo  donne Stm.  xxx.  11. 

infreddare.     Di  mezzo  agosto  la  trovi  infrtédata Som.  liì.  5. 

blAuiara;.     Ctic  nìunu  in/uhi,  nè  aia  rubalore P.  F,  266. 

ingannare.    Che,  se  tu  non  t*  ingaftni^  tu  vedrai .    .     ...     C  ii,  Ginff.  i.  49  ;  1 1.  90. 

Vedete  ornai  quanti  son  gì'  ÌH^Muatt C.  ìv.  Caia,  iii.  140. 

Da  quei,  che  so'  iifganna/i  Veggcndo Gihj;  XÌx.  43. 

ingannatore.     Che  ingannator  tìqtì  è  degno  di  laude CufU.  xxi.  6. 

inganno.     Che  s'  aggiunge  allo  inganno  Di  toro  e      . Cffu.  xix.  99. 

Lo  qual  mi  mena  A  dolce  morte  sotto  dolce  inganno Som.  xxxv.  io. 

CoD  tradimenti  e  con  occulti  inganni  Pensava S.  P.  xxxvii.  50. 

Acciò  che  noi  fuggiamo  il  falso  inganno P.  F,  11$ 

ingegnare.    ìftgtgnati,  se  puoi,  d'  esser  palese  Solo  con    .    .    K  N,  19.  85  (Caiia.  i.  66). 

L'  anima  folle^  che  al  suo  mal  s*  tngrgna Con*,  xi.  19. 

Chi  più  sottile  dichiarar  s*  ìngtgna      . ,     ,     ,     ,  P.  F.  79. 

ingegncx     Non  è  dì  cor  villan  5I  alto  ingtgno K  /IT.  32.  75  I^Cdna.  iii.  35^ 

Informatore*      quel   eh'   i   mosso  ovvero    infonnato    da    infi>rmaÌor§ 

immediato,  debba  proporzione  avere  allo  informatori  .     .     .     .  C  ti.  9.  ili,  iia. 

infonnaziODe.    dispone  le  cose  ...  a  ricevere  alcuna  infomuistotu  C.  iv.  a.  59. 

ricevere  in  sé  la  informaaioné  dell'  erbe C  iv.  a.  54. 

Inlbrziato.     quando  lo /f^^rna/o  dice .  .     .     .  C.  Ìt.  25.  175. 

Infraaciitto.     dì  servo  alle  infrascnìté  canzoni C  1.  5.  37. 

an  deono  mangiare  le  infrascritu  vivande  delle  Canzoni C  L  13.  78. 

Infrenare,     cosi  infamato  mostra  Virgilio  .  .  .  che  fo&ac  Enea  .     .     .     .  C  ìv.  a6.  59. 

ioftaaioiìe.    trattando  dell'  infuàotw  della  bontÀ  divina  ......  C  iti.  a.  39. 

fiae  da  Dio  inteso  in  tanta  celestiale  infitsiont C  iv.  5.  to6. 

a  ricevere  questa  benedetta  e  divina  infuiiont . C  iv.  ao.  63. 

logaiUiare.     conoscerà  le  parole  degl' jV^^owfat^' K.  A^.  ia.64, 

osde  r  mgannato  amico  ...  mi  prese  per  la  mano K  A^.  14.  54. 

e  vidi  eh' io  era  i'i^«M«/0 V.  N,  a^.  104, 

tanto  la  propria  carità  ne  inganna C,  \,  9.  60. 

ac  tutti  fossero  ingannati C  ii.  9.  73. 

Boa  siano  li  niserì  volgari . . .  di .  .  .  imgamttUi  . C  ii.  11.  56, 

Qne|^ ...  acUa  moltitudine  . . .  sarà  ingannato C  iv.  7.  133. 

là  dove  il  senso  spesse  vuUe  é  ingannato C  iv.  8.  50^ 

quinci  sono  gli  uomini  multe  volte  ingannati C  iv.  9.  136. 

qui  fu  ingannato  ed  è  chi  crede C  iv.  9.  i6a. 

riprovata  è  la  .  .  .  opinione  de' .  .  .  ò^mim/i  uomini C.  iv.  t6.  14. 

■wrfrtlr  fnanti  tono  coioro  ck*  tono  ingmmtmH C  hr.  99,  to. 

Belle  quali  riceve  tanto  inga$mo C  i.  1.  95. 

quando  inganno  di  carità  li  fa  passare C.  L  3.  59. 

per  k>  inganno  che  riceve C  i.  3.  66. 

siccome  .  .  .  rapina,  ingaitmo  e  toro  simili    .....  .  C  ì.  ii.  81. 

chi  eon  sottratti  e  con  ii^^iwii'  procede C.  iv.  07.  50. 

perché  quivi  1'  anima  .  .  .  pid  che  altrove  s*  ingegna     .     .  C  lìi.  4.  43. 

e  tanto  si  sforzava  per  suo  ingtgmOt  che  ......  K.  jV.  3,  49. 

tuttavia  chi  non  é  di  tanto  ing^nOt  che K  AT.  19.  150. 

BOB  è  senza  lode  d*  tn^i^HO  apprendere C.l.i  1.107. 

qOBBto  r  .  .  .  e  un  poco  di  mio  ingtgno  polca  fare  ;  per  1u  quale 

ingegno  molle  cose  ...  già  vcdea C  il.  13.  16,  «7. 

r  anime . . .  d'  ingeg9io  e  di  memoria  dotate .     .  C.  ii.  16.  6]. 

Ancora  è  posto  fine  al  nostro  ingegno  . .  .  più  ampi  sono  li  Icmini 

dell'  ingegna  s  pcnaarc C  iii.  4.  106,  109. 

riccoiw  .  •  .  puotc  vedere  chi  ha  nobile  ingegno C  ili.  5.  195. 

a*  lateada  la  nubile  auima  d' ingegno C  iii.  14.  93. 


INGEGNO  ^^ipg^^  304 

ingegno.     Con  rei  non  star  n^  ad  ingtgno  né  ad  arte Cohm^  xiv.  95. 

ingiuriare.     Con  vii  parole  allora  m'  ingiuriava S.  P,  xxxvii.  48. 

ingiustìzia,     che  t'  ho  manifestato  Già  1*  ingiustima  mìa S.  P.  xxxi.  33. 

confessare  Ogni  tHgÌHsH»Ìa  del  mio  core  afflitto S.  P,  xxxl.  36. 

mondo  ...  Da  ogni  colpa  mfa  ed  ingiustima .  5.  7^  1.  6. 

E  con  voler  guardare  a  mia  ingiustisia S.  P.X.  48. 

ingiusto.     E  per  purgar  la  nostra  voglia  ingiusta P.  F.  100. 

ingrato,     la  perfida  durezza  D*  alcuni  iHjrnA' S.  P.  ci.  71. 

inimico,     non  temo  più  1'  oflenaione  Degl'  inimici  miei  ......  5.  P.  vi.  47. 

Acci6  che  gì'  inimici  miei .  .  .  Non  possan S.  P,  xxxvii.  61. 

Ma  ciò  vedendo,  gì' iMf'mih' stessi  5on  confermati S. /*.  xxxvii.  76. 

Cf.  nemico, 

iniquità,    coloro,  Che  senza  migm'tà  si  troveranno S.  P.  xxxì,  5. 

Ed  ogni  iniquità  da  me  discazza S.  /*.  1.  36. 

iniquitade.     giace  Sotto  1'  iniquitad*  e  *1  greve  cargo S.  P.  xxx%ài.  14. 

che  .  .  .  discacci  Ogni  peccato  ed  ogni  imqmtadt S.  P.  \.  6. 

lo  nelle  iniquitadi  son  concetto S.  P.X.  \6. 

se  tu  guardi .  .  .  alla  quotidiana  iniquitacU S.  P,  cxxix.  8. 

inìquitate.     Sol  per  la  grande  mia  iniqmtaU S.  P.  xxxvii.  37. 

iniquo.     Ahi  quanto  in  te  la  iniqua  gente  è  pronta Canx.  xviii.  7. 

inizio.     £  che  formasti  i  cieli  nell*  imai'o 5.  /*.  ci.  101. 

Ingegno,     per  1'  ingegno  quasi  divino  .  ,  .  limarono  e C  iv.  6.  133. 

per  sua  industria,  cioè  per  .  .  *  bontà  d*  ingegno C.  iv.  7.  66. 

Sono  molti  tanto  di  loro  ingegno  presuntuosi •     .     .  C.  iv.  15.  ia6. 

che  1'  uomo  dee  mettere  ingegno  ...  in C.  iv.  aa.  3. 

ingentilire,     perchè  tornano  quasi  ingentilite y.  N.  aa.  85. 

ingiuria,     quando  t*  uomo  riceve  beneficio,  ovvero  ingiuria     .     .     .     .  C.  ìi.  7.  34. 

s*  eir  è  ingiuria C  ii.  7.  38. 

senza  ingiuria  d'  alcuno  venire  non  si  può C  iv.  la.  98. 

ingiustamente,    né  io  sofferto  avrei  pena  ingiustamente    .    .    .    .     .  C.  ì.  3.  19. 

che  suole  inginstaniente  .  .  .  essere  imputata C  ì.  3.  33. 

ingiustizia,     che  'I  suo  contrario,  cioè  la  ingiustieia  .......  C.  L  xa.  78. 

ing;Ìusto.     del  suo  esilio,  mostrando  quello  essere  ingiusto C.  i.  a.  ioa 

Iiiglese.     siccome  a  Tedeschi  e  Inglesi C  i.  7.  86. 

ingombrare,     quattro  mi  pareva  che  ingombrassero  più  il  riposo      .     .  V.  N.  13.  7. 

ingratitndine.     siccome  . . .  ingratitudine,  falsità C  i.  la.  80. 

ingrato,     sicché  essa  non  paia  ingrata C.  iv.  a6.  88. 

ingrossare,     perocché  .  ,  .  T  umido  è  ingrossato  non  per  quantìtii    .    .  C  iv,  94.  51. 

inimico,     questa  era  via  molto  ittimica  verso  di  me «     .  K  A^.  13.  31. 

Cf.  nemico,  nimico, 

iniquamente,     quelle  ricchezze  iniquamente  avvenire C.  iv.  11.  no. 

che  di  Nobiltà  hanno  .  .  .  iniquamente  parlato C  iv.  16.  15. 

iniquità,     conciossiacosaché  .  .  .  sia  .  .  .  iniquità  da  fuggire     .     .     .     .  C  iv.  9.  77. 

nulla  .  .  .  giustizia  risplende,  ma  tutta  iniquità  ...  la  quale  iniquità 

t  proprio  effetto  d*  imperfezione C.  iv,  ix.  55  (òi'j). 

si  vede  quella  iniquità  che  io  dico .     .     .  C  iv.  ix.  71. 

per  vedere  questa  iniquità,  disse  Aristotile C  iv.  ix.  83. 

'  Fatevi  amici  della  pecunia  della  iWywiVà ' C.iv.  xi.113. 

iniquo,     perù  nostro  Signore  Mii^Mr  le  chiamò C.  tv.  xt.  xit. 

la  bocca  di  coloro  che  parlano  inique  cose   ..........  C  iv.  16.  4. 

inlidto.     siccome  quando  .  .  .  per  inìicito  procaccio  .  . .  inliciio  dico, 

quando  o  per  furto  o  per  rapina C  iv.  xx.  66,  69, 

C^illlcita 

innamoramento,     cagione  di  questo  innamoramento  propinquìssima   .  C  ìi.  16.  63. 


305  ^^^r  INNANZI 

Innamorare.     Che  . .  .  Farei  parlando  innamorar  la  gente     .       K  W.  19.  37  (Cans,  i.  8). 

quella  gente  che  qui  s'  innamora C.  iti.  Cans,  u.  34  ;  6.  70  ;  13.  aa,  óa* 

Per  eh*  ella  dì  sé  ateisa  1*  innamora C  iv.  Con»,  ili.  ao  ;  a.  150. 

Io  dico  a  voi  che  siete  i/fNdmoro/tf Ginj.  x.  ii. 

partir  le  conviene  innamorata.     iHnatnoraia  se  ne  va  piangendo    .   Cane.  xuì.  38,  99. 

Eatnuia  i  raggi  di  questi  occhi .  .  .  Ne*  miei  innamontU    ....     Can».  xiv.  18. 

Cosa  di  quella  che  non  s'  innamora Cohm.  xiv.  67. 

Non  sono  ìnnantorati  Hai  di  donna  amorosa Can*,  xix.  48. 

r  ho  chiesta  in  un  bel  prato  d*  erba  Innamorata St^.  i.  39. 

£  chi  mi  vede,  e  non  se  n*  innamora Baii.  vi.  6. 

Chi  s'  innamora  (liccome  voi  (ate)  .  .  .  Mostra     .......     Son,  xxxiv.  9. 

Di  più  laudarlo  sempre  m'  imiamoro San.  xxxviì.  8. 

Per  quel  signor  che  le  donne  innamora Stm,  xX,  6^ 

innanzi.     Ancor  segue  di  ciò  che  innanzi  ho  messo  .     C.  iv.  CanB.  liì.  69  ;   14.  13  ;   15.  9. 

Uomini,  innanà  tk  cui  vixio  è  fuggito Canz.  x.  104. 

che  innanM  9l\  mio  morire  .  .  .  noi  possa  odire Cana.  xì.  la. 

E  iWfftfffai  a  voi  perdono  La  morte  mia Cnwa,  xÌìÌ.  90. 

Snnmnm  che  nel  suo  piacer  ti  metta,  Spia Can»,  xiv.  B8. 

Chi  d*  Amor  per  innansi  si  nutrica K  AT.  8.  56  {Soh.  iv.  la). 

Sarebbe  immahm  lei  piangendo  morta V.  N.  ^a.  ioa  i^Son.  xiiì.  14). 

Che  reca  innanti  a  me  li  suoi  desirì K  /V.  39.  70  {Son,  xxti.  ii)« 

Che  ...  si  troveranno  Innanai  al  trono  del S,  P,  xxxi.  6. 

Innamorare,     della  quale  fu  V  anima  mia  innamorata C  iì.  9.  136. 

della  donna,  di  cui  io  m*  innamorava C  iì.  13.  59. 

le  quali  .  .  .  innamorano  V  anima C.  ii.  16.  39. 

applicazione  dell'  animo  innantorato  della  cosa     ....  .     .  C  il.  16.  8a. 

cominciarono  ...  ad  tnnantorart  di  questa  Donna C.  ii.  16.  93. 

ia  Donna,  di  cui  io  innamorai .  . .  fu  la  .  .  .  figlia C.  lì.  16.  100. 

la  gente  che  s'  innamora  qui C.  iii.  13.  a7. 

quando  si  dice  :   La  gtntt  ckt  qni  s*  innamora C  Ìli.  13.33. 

quelli ...  di  questa  ìnnamorarw  i  Impossibile .  C.  iii.  13,  41. 

r  anima  ...  di  sé  stessa  innamorando C.  iv.  a.  161, 

innanri.     D' allora  ùtMdMai' dico  eh' Amore  signoreggiò K  AT.  a.  38. 

Da  questa  visione  iWwa^n  comìncio «  K.  A^  4.  1. 

cotal  modo  terrò  da  qui  mnansi K  A^.  33.  14. 

itmanm  eh'  Io  gli  dessi  il  soprascritto  sonetto  .     • K  A^.  34.  6. 

E  dico  che  d'  allora  tttnansi  cominciai  a K.  iV.  40,  17. 

■1  che  da  Indi  innmnm  non  poterono  mirare  persona K  TV.  40.  36. 

MostraM  la  ragione  imnanai.  . .  resta .  C.  Ì.  4,  1. 

ad  eleggere  ÌHnansi  questo,  che  V  altro .     .     .  C.  L  5.  7. 

•adare  indietro  e  non  innanm C.  i.  7.  19. 

DI  questa  virtù  innanzi  dirò C.  i.  la,  87. 

Bìfii  via  a  più  fMNtfMfi'andare  C  1.  13.  40. 

lo  Ulcerale  dee  andare  inmtnz*  C.  ii.  1.  67. 

immammi  dovrebbe  quello  salvare C.  ii.  9.  aS. 

che  è  per  prima  vivanda  intesa  innanm C.  il.  la.  71» 

che  per  prima  vivanda  è  meato  innanm C  U.  16.  IQS* 

almeno  innant*  quanto  io  potessi .  C  Ìli.  l.  97. 

GOhU  che  ha  le  vesligie  innanm C  iv.  7.  199. 

aoa  voglio  recare  iHHtfHai'alcuiu  testìraonianu     .......  C  Iv.  11,88, 

cogli  occhi  goloii  li  mira  %nHanm .     .  C  iv.  ta.  aoi. 

■  qocllo  che  per  innana  s*  intende .     .  C.  iv.  t8,  68. 

nei  di  ciò  è  ...  poi  ...  dal  Vespro  innanm C  iv.  23.  133, 

Oh  aveniunui  e  malnati,  che  innanm  volete  . . .  che C.  tv.  aft.  157. 

X 


INNANZI  ^^l^^^^^^^^^^^r  306 

innanzi.     Ma  io  avendo  nuHum'agli  occhi  il  velo S,  P,  xxxi.  to. 

C/.  nanzi. 

innato,     rompon  come  tuono  GÌ' ■Niid/i'uzì C.  ili.  Caiu.  ìj.  67. 

insegna.    Con  le  m^^^Ti^  d' Amor  dieder  U  volta Cuft».  xiit.  ai. 

Io  ho  perduto  la  mìa  bella  ùtugna Catt*.  xvii.  45. 

Sarai  del  mondo  insegna Ctntg.  xviii.  54. 

Ella  è  verace  insegna Co»*,  xix.  15. 

ins^nare.    Che  ...  tu  dichi  pregando  Insegnatemi  gir     .    .    l^,  N.  19.  81  {Cans.  \.  6a).  I 

insieme.     Di  stare  insieme  crescesse  il  disio Son.  xxxJi.  8. 

Io  sono  stato  con  Amore  insitme Son,  xxxvt.  1. 

Io  laverò  ...  e  notte  e  giorno  insieme S.  F.  vi.  30. 

Ti  pregheranno  insieme  tutti  i  santi S.  P.  xxxì.  41. 

accetterai  le  offerte  insieme  Con  le  vitelle S.  P.  I.  70. 

Dove  .  . .  Saranno  insieme  con  li  re  pietosi S.  P.  qì.  66. 

sperì  pene  e  guai  Insieme  coi  demoni  maledetti P,  F.  60. 

Ci  &  tornar  con  le  predette  ffisàrntf P.  F.  iia. 

Vero  Iddio  e  vero  uomo  insiemt  misto P.  F.  ta^. 

insurgunt.     Scraper  insurguni  contra  me  de  limo Canx.  xxi.  18. 

innanzi,     gittare  inmemai  ai  porci C.  tv.  30.  38. 

innato.     In  quanto  questa  via  di  conoscere  è  in  noi .  .  .  innata    ,     .     .  C  ìi.  t.  114. 

Io  suo  contrarìo.  cioè  li  vizi  innati C  iii.  6.  154. 

questi  cotali  vizi  sono  innati C  ììì.  8.  160. 

queste  fiammelle  .  .  .  rompono  U  vizi  innati C  iti.  8.  191. 

inntimerabile.     innumeraòilì  quasi  sono  gì'  impediti C.  ì.  t.  48. 

fare  mnMmtfnz^i/j' quasi  creature  spirituali C  ii.  5    108. 

dice  ...  e  predica  quelle  .  .  .  creature  quasi  innnmerabih       .     ,     .  C,  ii.  6.  39. 

inquisizione,     senza  inqnisieione  d'  alcuna  ragione  gentile  è  chiamato  .  C.  iv.  7.  8. 

insegna,     perocché  io  portava  .  . .  tante  delle  sue  insane K  W.  4.  17. 

a  gloriare  sotto  1*  insegna  dì  quella  reina V.  N.  29.  8. 

imeguamento.     non  saprebbe  .  .  .  senza  iMjr^iamr»r/o  di  colui    .     .     .  C  ìv.  94.  tsa. 

insegnare,     sotto  colore  d'  insegnare  a  lei  come C  ìli.  9.  15. 

Insensibile,     per  lo  movimento  quasi  insensibile C.  ii.  15.  103. 

per  cosa  insensibiU  ^i  tratta C  iii.  la.  45. 

insetare.     è  un  modo  quasi  d'  i»isetare  V  alimi  natura  sopra   ,     .     ,     .  C  iv.  3^.  ia6. 

Cosi  fossero  tanti  quelli  .  .  .  che  s*  insetassero C.  ìv.  aa.  133. 

inseta  rione,     bene  la  può  avere  per  via  d'  insetamone C.  ìv.  aa.  130. 

insieme,     che  li  poeti  hanno  ...  e  fattole  parlare  insieme K  iV.  35.  63. 

adoperino  secondo  la  loro  abitudine  insieme V.  N.  30.  ao. 

li  mobìli  cieli  perfettissimamente  s'  aveano  insiem* K  .V,  30.  04. 

tutte  furono  insùme  create .     .  C.  ii.  6.  49. 

si  vede  .  .  .  non  solamente  in  tutti  insietne C.  ìi.  24.  143. 

sì  chiama  insieme  con  questo  vocabolo C.  iii.  a.  133. 

che  non  hanno  insieme  alcuna  regola  ...........  C  ìv.  9.  143. 

hanno  ordine  msi^mtf  come  diverse  linee C  ìv.  13.  4r. 

insiememente.     tu  scusi  te  insiememente  ed  accusi C  iìL  4.  44. 

avvegnaché  Iddio  .  .  .  veggia  insiememente  tutto C  ììì.  la.  87. 

inaino,     insmo  alla  cosa  illuminata C  ii.  7.  95. 

insano  a  Cesare C.  iv.  5.  roo. 

insufficiente,    dicendo  quelle  . . .  rendere  altrui  più  .  . .  insnjkiente  .  C.  iv.  la.  io. 

dicendo  quelli 'essere  iif5w/^ErwMA' uditori  ..  .* C  iv.  15.  148. 

Insufficienza,     si  narra  la  mia  insufficiensa  a  questo  .  .  .  trattare     .     .  C  ili.  a.  6. 

Ultimamente  mi  scuso  da  insufficienea C  iii.  a.  xo. 

le  parole  che  narrano  la  mia  insnffiaensa.     Dico  adunque  che  la 

mia  insitffidenMa  procede .     •  C  iii.  4.  4,  5. 


307  INTELLETTO 

intagliare.     Per  ouui  di  quel,  che  me'  iHi^Uaaa*  in  pietra     ....    Stst.  ii.  la. 

Intaglio.     Ch^  non  si  vide  mai  intaglio  in  pietra  .  .  .  Che S*%i.  iìL  34. 

intero,     sua  Taccia  . .  .  Ahi  Dio  I  quanto  è  iniegru Cam*.  xxL  36. 

C/.  intero. 
intelletto.     Donne,  eh'  avete  inklUtto  d*  amore     .   K  ^.  19.  la,  ao  (Ctiu.  i.  x^  ;  K.  £.  ii. 

8-  73  ;  «a  19. 

Angclu  chiama  in  divino  imUiUtto ^.  ^V.  19.  34  [Can*.  i.  15). 

che  ...  lo  inttUttlo  loro  allo  e  aottile  Face V,  N,  34.  51  [Cuna.  iv.  95}. 

Che  r  itttrthtto  sovr'  e&sc  dì&via C.  iiì.  Cohm,  ti.  4. 

Ciò  che  lo  DÌO  Ì»itt!htio  non  comprende C  ìii.  C«m«.  ii.  ig. 

Di  ciò  si  biasmi  il  debole  inteiUUo ,  C  ìii.  Cans.  ii.  16  ;  4.  1 19. 

Og:n'  InttlUtlo  di  la&sìi  la  mira C.  Hi,  Cans,  ii.  23  ;  6.  33.  61  ;  13.  7. 

Elle  sovcrchian  lo  nostro  inUlUtto C.  'in.  CmHB.  ii.  59  ;  6.  laa  ;  15.  57. 

Per  che  a  intriUiti  sani  [É  maaifesto] C  iv.  Camx,  ìii.  74  ;  14.  17  ;  15.  97. 

£  vinate  colale  Dà  sempre  ...  di  sé  buono  intettrlto C  iv.  CiiHa.  iiì.  93. 

Che  nido  .  .  .  Parola  oscura  giunge  allo  'nulletto  ....  .     .     Cane.  x.  58. 

poiché  scpper  di  loro  inteUftto,  Che Comm,  xiii.  18. 

intanto,     se  non  intanto  che  dico  in  genere C  1.  6.  33. 

intantochè.     i»tanti>chf  talvolta  *  che C  iv.  i.  9, 

integrità,     di  fare  .  .  .  aecondo  la  integrità  di  tutto  i!  tempo    .     .     .     .  C.  iv.  04.  76. 

inteUcttlvO.     queata  .  .  .  potenza  è  fondamento  della  intttUttiva  .     .     .  C.  iil.  a.  106. 

solo  di  natura  tnttUétiivm  sono  perfette C  ìii.  [3.  56. 

cosi  .  .  .  U  in/eilettiva  Sta  sopra  la  sensitiva C*.  iv.  7.  144. 

tateDettO.     in  f^rado  che  il  mio  ÌHt«ÌUtto  noi  può  comprendere     .     .     .  V,  N.  43,  a6. 

conciossiacosaché  il  nostro  inttiUtto  s*  abbia  a K.  y^.  43,  aB. 

aUi  quali  può  ventre  si  lo  loro  inUtUtto C  i.  7.  73. 

perchè  lo  intilUtto  loro  è  uno  e  perpetuo C.  ii.  5.  77. 

conciossiacosaché  ÌI  divino  ìntttUito  sia  cacone  di  tutto,  muaima- 

raentc  dello  initlUlto  umano C  LI.  5.  Joa,  103. 

naplende  nel  nostro  i'm/<A!«Mo  alcuno  lume C  li.  5.  laa. 

se  esso  è  da  InttiUtto  alcuno  . .  .  Iddio  lo  sa C.  ii.  6w  148. 

inttmUndo  (cioè  collo  intetUtto  solo  .  .  .)      .........  C  il,  7.  9. 

che  é  intendere  per  <'H/«tf«//a C  ÌL  7.  1$, 

che  '1  vero  è  Ìl  bene  dello  mtttUtio      ....  C.  il.  14.  44. 

r  occhio  dello  inttlUtto  noi  può  mirars C  ii.  14*  150. 

negli  occhi  dello  intelUtto C  il.  16.  99. 

rimane  libero  ...  lo  familiare  init/tttto    .......  .     .  C  ii.  16.  46. 

V  ora  che .  .  .  entrò  negli  occtii  dello  inteUttto  mio C  li.  16.  6a. 

■wfv  9tHfnt4  m-v  cHf  fitnno  Jisviarr  t  intHittto  .     • ,  C  iìL  3.  103. 

di  quello,  che  1'  tnte/U/to  vede C  iil  3.  186. 

conviene  lasciare  fxr p€K>ertà  tt  tMt*V*tto C.  Ìii.  4.  10. 

non  pure  a  quello  che  1'  infei/ftto  non  sostiene C  iti.  4.  17. 

è  da  biasimare  la  debilità  d*tr  ìntMUtto C  Ìii.  4.  38. 

In  quanto  ta  colpa  si  dà  ali*  inttUetta C  iii.  4.  47. 

ehe  il  nostro  tnlriUtto  ,  .  .  non  puote  a  certe  cose  salire     .    .     .     .  C  iil.  4.  87. 

dove  la /m/dna  venia  meno  all'  tntelUtto C.  lìi.  4.  104. 

quello  che  a  peKetto  inttiUfto  non  viene  .  .  .  quello  che  a  perfetto 

tmtfiUtto  si  tcrmma C  Ul.  4.  113,  114. 

f4MtT"r^  inlfUttto  di  sopra  .  .  .  conosce  quello C  ÌU.  6.  40. 

Alberto  in  quello  libro  che  fa  Jtlta  InttiUtta     .......  C  iii.  7.  07. 

cose  .  .  .  tavmhiamo  f  m»$ÌUttù  Mmtfù C  Ui.  a.  127. 

le  cose  che  lo  ini^lUtlo  nostro  vincoae  ..,•.....  C  iii.  8.  140. 

L*  imédUtto  della  quale  ...  mi  conviene  .  . .  dividero C  iii.  9.  sa. 

é  9ieUi  Donna  dello  iMlrifaWD  che Clii.11.3. 

X  a 


INTELLETTO  ^^^l^BUil^r         308 

Intelletto.    Lo  cui  sommo  valore  all'  inttlUr/o  Hosin Ginj.  Jtviì.  32. 

cosa,  Che  1*  ttitrlUtto  ancora  non  la  vede \     .     .     .     .  Cntz,  xix.  44. 

Che  paiono  animai  senza  ititeUetto Cam»,  xix.  57. 

D*  amor  non  arerà  mai  intelletto Ball.  vi.  7. 

Vcnicn  dicendo  ;  O  nobile  vitelUtto ^'•^-  SS*  57  'Soh.  xviii.  13), 

FarlaQ  bellezza  e  virtù  all'  intelletto Som.  xxx.  9. 

Mi  si  turbano  gli  occhi  e  1'  intelletto S,  P.  v\.  33. 

Si,  che  io  li  darò,  uomo,  intelletto S.  P.  xxxi.  59^ 

Far  te  mcdesmo  d'  intelletto  indegno S.  P.  xxxi.  66. 

Lo  mio  i>t/<'//r//Q  si  è  cotanto  grosso 5". /*.  cxlii.  31. 

Intelligenza.     Intelligenta  nuova  [.  .  .  pur  su  lo  tira]     .      K,  N.  40.  40,  49  (Som.  xxv.  3). 

intelletto,     ha  .  .  .  per^bmia  un  quasi  divino  amore  allo  intelletto    .     .  C  iii.  il.  136. 

perocché  essa  è  beatitudine  dell'  intelletto C  iii.  13.  18. 

della  quale  s*  appaga  V  intelletto  e  la  ragione C  iii.  13.  51. 

ogni  miracolo  in  più  alto  intelletto  puole  avere  ragione C.  iii.  14.  I3t. 

queste  erose  nostro  intelletto  abbagliano C  iii.  (5.  60. 

cose  .  .  .  che  1*  intelletto  nostro  guardar  non  può C.  ìij.  15.  63. 

nel  divino  Pensiero,  eh'  è  esso  Intelletto C  iii.  15.  163. 

per  poco  intelletto  era  tanto  fortificato C  iv.  i.  50. 

sì  convengono  a  bene  prendere  I*  tntelletto C.  tv.  3.  15. 

quanto  più  r  uomo  soggiace  allo  in/r//r//t> C  iv.  il.  84. 

che  ...  è  manifesto  alli  sani  intelletti C.  iv.  15.  104. 

è  da  sapere  che  Io  nostro  intelletto  si  può  dire C.  iv.  15.  107. 

dico  Intelletto  per  la  nobile  parte  dell'  anima C  iv.  15.  lofi. 

che  credono  col  suo  intelletto  potere  misurare  ........  C  iv.  15.  137. 

a  quelli  intelletti  .  .  .  dico  essere  manifesto C.  iv.  15.  179. 

a  quelli  che  hanno  intelletto C  iv.  ao.  85. 

hA  quale  .  .  .  riceve  ...  Io  Intelletto  possibile C.  ìv.  ai.  44. 

come  cotale  produzione  si  può  .  .  .  collo  intelletto  vedere     .     .     .     .  C.  Ìv.  ai.  53. 

Li  quali  .  .  .  sono  sette,  doè  .  .  .  Intelletto C.  iv.  ai.  ut. 

che  spetta  alla  parte  razionale,  cioè  ...  lo  Intelletto C.  ìv.  aa.  96, 

la  quale  ...  è  amabile,  siccom'  è  lo  Intelletto    ........  C.  iv.  sa.  140. 

se  non  in  quanto  l' Intelletto  considera  lui  e  mira  lui C  Ìv.  aa,  143. 

intellettuale,     virtudc,  si  morale  come  intellettmaU C.  ì.  11.  47. 

nella  parte  razionale  ovvero  intellettuale C  ì.  la.  73. 

sono  chiosi  li  nostri  occhi  intellettuali C.  ìi.  5.  lag. 

alla  .  .  .  Virtùf  che  solo  è  inteUettnale,  cioè  Iddio C  iii.  7.  64. 

nell'  ordine  intellettuale  dell'  Universo C  iii.  7.  69. 

]'  angelica  natura,  che  i  cosa  intellettuale C  ìli.  7.  75. 

cosi  Iddio  .  .  .  con  luce  intellettuale  allumina C.  iiì.  la.  57. 

per  li  frutti,  che  sono  Virtù  .  ,  .  intellettuali ,  C  iv.  16.  115. 

Aristotile  dinumera  quella  intra  le  intellettuali C  ìv,  17.  80. 

per  la  via  delle  Virtù  intellettuali C  iv.  17.  118. 

riluce  in  essa  le  intellettuali .  .  .  Virtù C  iv.  19.  38. 

discende  in  essa  la  KtVfH  intellettuale  possibile C  iv.  ai.  69. 

a*  ^li  avviene  che  ...  la  intellettuale  Virtù  sia C  iv.  ai.  7a. 

è  la  Virtit  sua  perinei,  e  la  Intellettuale,  e C  iv.  ai.  87. 

tre  operazioni,  cioè  animale,  Intellettuale  e  Divima C.  Ìv.  ai.  91. 

trovare  .  .  .  nelle  openuioni  delle  intellettuali  ........  C  iv.  aa.  ao6. 

intelligente,     non  solamente  sostanza  intelligente V,  N.  ^s-  S- 

intelligenza,     s'  inducono  .  .  .  certe  /ntelligenac C  ii.  a.  6s. 

Sustanzc  separate  da  materia,  cioè  Intelligente C  iL  5.  7. 

Altri . . .  che  puosono . . .  tante  Intelligntae,  quanti  sono  lì  movimenti 

del  ciclo C.  ìi.  5.  03. 


309 


INTENDERE 


Intendere.    Che  parla  Iddio,  che  di  madonna  intmdt     .    •    .    ^.  /V.  19.  49  (Orna.  i.  03). 

Che  Dio  ne  inttMde  di  far  cosa  nuova K.  yV.  19.  65  (^CaHe.  ì.  46;. 

sì  .  .  .  Ch'  io  solo  inUsi  i\  nome  nel  mio  core    ....       K.  /V.  93.  144  {CtMs.  ii.  17). 
Voi  che  mtmdmJo  il  terzo  cìel  movete     C.  ii.  Gm-t.  i.  1  ;  3.  48  ;  7.  9  ;  13.  69  ;  Som, 

xliit.  4. 

Però  vi  prego  [pricgo]  che  lo  m'  t'Httm^iate C  il.  Chh*.  i.  9  ;  7.  53. 

Color  che  tua  ragione  inienJaH  bene C  ii.  CamM.  i.  54, 


totrlllgenza,     siccome  le  InteUigntae  de'  cicli  sono  ^nerstrìci  di     .     .  C  ìi.  5.  aS. 

conciossiacosaché  amore  sia  effetto  dì  queste  IntriUgtnm    .     .     .     .  C  ii.  9.  04. 

parlando  a  quelle  iHleUigruae  celestiali C  ii.  11.  94. 

partecipa  ...  a  guisa  di  sempiterna  iHtfiUgrMea C.  iii.  a.  1 17. 

è  da  sapere,  a  perfetta  inttUigtìtaa  avere C.  ili.  5.  ao. 

le  InM/igrMSf  del  ciclo  la  mirano C.  Ui.  6.  35. 

secondo  il  modo  delta  ÌHUUigtnsa C.  iii.  6.  48. 

tutte  le  fn/rì/ìgtM»e  conoscono  la  forma  umana ........  C  iii.  6.  49, 

conoscono  quella  le  InttlUgenat  motrici C  ìli.  6,  50, 

Neil'  altre  InttUigntM  è  per  modo  minore C  iiì.  la.  105. 

rome  .  .  ,  dico  essa  essere  nelle  causate  InttUigmae C  iii.  13.  6. 

per  questo  si  esclude  le  JnUUigmM  che C  iii.  13.  li. 

le  infernali  JttttUìiftnte  dello  aspetto  .  .  .  sono  private C.  iii.  13.  16. 

come  nella  umana  mirUtgenza  essa  .  .  .  venga  . C.  Ìli.  13.  23. 

awe^ach^  le  Jn$fUigtH»e  separate  . .  .  mirino  ...  la  umana  intrUi- 

gTHMt  ciò  fare  non  può C  iii.  13.  46,  48. 

non  incontra  ciò  nell'  altre  Inttitigtnm C.  iiì.  13.  56. 

questa  Donna  è  .  .  .  dell*  altre  ìniHUgmm  separate C  iii.  13.  70. 

questa  Donna  è  .  .  .  appresso  della  umana  mUìligenaa    .....  C  iii.  13.  74. 

in  quanto  dalla  umana  tntrlttgrnMg  è  partìcipata      . C.  iii.  13.  87. 

nelle  IntrUigmet  raggia  la  divina  luce  ...  si  ripercuote  da  queste 

lM$tlhgrHae  prima  illuminate C  Iiì.  14.  35,  37. 

quanto  piii  è  dilungato  dalla  Pnma  ìntrUigmma C  iv.  si.  48. 

si  roultiplica  neir  anima  di  questa  intr/tigrnaa C  iv.  9t.  77. 

faltelUgibile.     agli  occhi  del  mio  tuttiUgibUf  affetto C  il  B.  84. 

cosi  ciascuna  scienza  illumina  le  ÌHUtUgibtli C  il.  14.  04. 

cosi  di  cosa  tHltUtgilHlt  per  cosa  non  intr/iigiòtU  trattare  si  conviene  C  ili.  ix  47  '.Aù). 

è  da  ragionare  per  lo  Sole  spìrittialc  e  intrtligiMf      ,,....  C  iii.  IS.  JJ. 

Iddio  .  .  .  allumina  ...  le  celestiali  e  V  altre  inttlhgthUi     .     .     .     .  C  iiu  la.  59» 

Iddio    eh' è  sommo  iM^//i^Ai//) C  iv.  aa.  143. 

Intempemnza.     vizi  consuttufiinari .  .  .  siccome  la  tHtrmfwtmHsa  .     ,     ,  C  iii.  8.  f63. 
iotendere.     le  quali  io  non  ÌHUttJm  se  non  poche,  tra  le  quali  io  inltméim 

que«e ^.  A'.  3  34.  35. 

E  Dominandola,  mani  che  diceono  dì  colei K.  AT.  5.  15. 

siccome  appare  a  chi  lo  tntfmM V.  S.  •}.  t^ 


Cb4  nella  ftrima  intmdo  chiamare  \  fedeli      .     . 
siccome  appare  manifestamente  a  chi  lo  itUrmie 
voglio  dare  ad  intin^rt  quello  che      .... 
ove  potessero  essere  imtfsf  da  tei   .     .     .     . 
qvctloi  che  a  lei  s*  appartiene  di  fare  tnimjrtr 
dko  che  questo  dubbio  io  lo  inttndo  solvere  e 
ed  allora  mUndérÀ  chi  qui  dubbia    .... 
di  questa  donna,  forse  di  cui  voi  imtrndft*    . 
Questa  canzone,  acciocché  sia  meglio  ititvi 
lidkeodo  ancora  a  cui  inUptdo  di  dire .     .     . 
perocché  qucst'  ultima  parte  t  lieve  ad  tHtindm 
di  tonto  . . .  che  per  queste  ...  la  poHK  h 


^-  S.  7.  39. 

y.  N.  8. 18. 

y.N.  IO.  17 
K.  N.  la.  69. 

r.  s.  is.  130. 

KiV.  I»,  141. 

r.  AT.  IL  143. 
r.  N.  18, 34. 

r.  N,  19. 91. 

K.  S.  19.  106 
I'.  N,  19.  MS. 

y.  y.  19. 131. 


INTENDERE  ^^^^^^^^^^^H  3IO 

intendere,    di  quel  che  s'  inttudt  [Gran  parte] C.  iii.  Cams,  \\.  io  ;  4. 16. 

Nazion,  che  per  gentil  giammai  s'  intenda C.  iv.  Caits.  iii.  63. 

Virtulc  [Virtude]  intendo,  che  fa  V  uora  felice C.  iv.  Cana.  iii.  83  ;   17.  7. 

Discenderò  .  .  .  perchè  men  ^rave  s^  intenda Can^  x.  56. 

Intendere,     do  ad  intendere  a  cui  la  mìa  intenzione  è  di  parlare  .     .     .  ^^  jV.  21.  45. 

tutto  ciò  che  inteso  avca  da  queste  donne t-\  Af,  sa.  56. 

che  queste  donne  non  mi  poterono  intendere t\  N,  23.  108. 

A  cotal  cosa  dichiarare  .  .  .  prima  è  da  intendere K  N.  a$.  93. 

però  che  volle  fare  intendere  le  sue  parole  a  donna,  alla  quale  era 

malagevole  ad  intendm  ì V.  N.  95.  45,  46. 

nelle  quali  dessi  ad  intendere  delle K  A^  s6.  3a 

quello  che  le  parole  ne  possono  fare  intenden K  jV.  a6.  35. 

Questo  sonetto  è  sì  piano  ad  intendere V.  N.  a6.  51. 

fu  amico  di  lei  per  dare  ad  intendere^  che y.  N.  ^o.  zi. 

per  similitudine  dico,  e  ciò  intendo  cosi y.  N.  30.  a8. 

a  dare  ad  intendere,  che  ella  era  un  nove K  /V.  30,  38. 

chiamo  1Ì  fedeli  d'  Amore  che  m'  intendano y.  N.  33.  aa. 

coi  lo  intendeva  dare  quasi  come  per  lui  fatto K  A^.  34.  3. 

che  ivi  il  core  anche  intendo  per  V  appetito K  AT,  39.  45. 

che  farebbero  piangere  chiunque  le  i>//»rfriSf K.  AT,  41.  36. 

che  peregrini  si  possono  in/mdìrrr  in  due  modi K.  A'.  41.  36. 

in  modo  stretto  non  s'  intende  peregrino^  se  non K.  A*.  41.  39. 

tale  ...  eh*  io  non  lo  posso  intendere V.  N.  ^a.  34. 

dico  che  .  .  .  almeno  intendo  questo y.  N.  43.  34. 

a  dare  ad  intendere  che  son  donne  coloro  a  cui      ...,..,  K  A'.  43.  38. 

Potrebbesi  . . .  dividere,  e  più  fare  intendere K  AT.  43.  44. 

possono  essere  similmente  due  cagioni  intese C.  i.  i.  a8. 

Per  che  .  .  .  intendo  fare  un  generale  Convivio C  i.  i,  80. 

cotal  vivanda,  qual  io  intendo  indamo  essere  ministrata      .  .     .  Cui,  85. 

non  intendo  però  a  quella  in  parte  alcuna  derogare C.  i.  i.  114. 

per  allegorica  sposizione  ...  im/tm/o  mostrare C  L  i.  131. 

Per  che  io  ...  da  due  macole  mondare  intendo C.  i.  3.  6. 

del  fallo,  che  corregger  s*  intende C.  L  3.  80. 

Intendo  anche  mostrare  la  vera  sentenza      .........  C  i.  a.  133. 

a  cosi  intendere  le  altrui  scritture C  i.  a.  130. 

intendo  per  ordine  ragionare C  i.  5,  15. 

ordinate  allo  inteso  fine C.  L  5.  ax. 

un  libro  eh*  io  intendo  di  fare C  L  5.  67. 

altri,  che  senza  dire  voglion  essere  .  ,  .  intesi C.  i.  6.  17. 

non  rn/Wu/o  al  presente  mostrare , C  i.  6.  ai. 

che  quando  parlano,  clic  sicno  intese C.  i.  7.  74. 

cbè  gli  altri  non  1'  avrebbono  intese C  i.  7.  78. 

quelli  che  desiderano  intendere  quelle .  C.  Ì.  7.  80. 

come  il  Volgare  dai  letterati  e  da'  non  letterati  inteso C  i.  7.  84. 

mostrare  intendo  come C  L  8.  6. 

intendo  mostrare  quattro  ragioni     .     .     .     , C  i.  8.  43. 

non  intendo  qui  ragionare ...Ci.  8.  rag. 

la  quale  ...  i'M/rMd!r  induccre  gli  uomini C.  i.  9.  51. 

per  lo  desiderio  d*  intenden  queste  Canzoni .     .  C  Ì.  io>.  65. 

^  .  . .  che  ad  altro  non  intendono C  L  11.  46. 

Ciò  mostrando  a  chi  bene  intenderà C.  i.  xa.  15. 

tempo  è  d'  inUndere  a  ministrare C  ì.  13.  81. 

a  ciò  dare  ad  intendere  si  vuole  sapere  che C  ii.  i.  17. 

che  le  scritture  si  possono  intendere  .  .  .  per  quattro  scnai.     ,     .     ,  C  ii.  x.  18. 


I 


31t  ^^Hm^  INTENDERE 

X  itttfHétssf  Ciò  eh*  io  àcatro  aacoho Caiu.  xi.  14. 

ipiri  fuor  della  bocca  sì,  eh'  ella  s*  intendi Cane.  xi.  ag. 

Gentil  madonna,  come  avete  in/»o Csfi«.  xvi.  55. 

eoa'  io  U  *H(nitfo Cana.  xiz.  tS. 

■Bte&dere.    in  che  moralnicnte  sì  può  ÌHttHdert C  ii.  1.  49. 

qacQo  che  spiritualmente  s'  intmde C.  ii.  t.  63. 

som  lo  quale  sarebbe  impossAiU  .  . .  intemStrt  agli  «Uri    .     .     <.     .  C  it.  i.  70. 

K  gli  altri  sensi  dal  littemle  sono  meno  intesi C  ii.  1.  1 16. 

Acocbc  questo  ordine  .  ,  .  tenere  intendo  per  tutti C.  ii.  a.  50. 

ciò  cbe  dire  intendo C  ii.  a.  6a, 

la  setileiua  lictcralc,  alla  quale  art  s'  incende C.  ii.  3.  a. 

•  chi  bene  lo  intende C.  ii.  4.  34. 

ù  quelli  parte  che  mostrare  intendo    .,,,..,.,,,  C  ii.  4.  47. 

del  terzo  ciclo,  del  quale  al  presente  intendo C.  il.  4.  ioa. 

avvegujchè  non  cosi  ,  .  .  intendessero  quelle C.  ii   5.  36. 

*K  effetti  che  gli  uomini  possono  intendere  .........  C.  li.  5.  60. 

*uia    . .  civilitade  intesa  nella  speculazione  dcllj C.  ii.  5.  97. 

■*  noti  . , ,  intendiamo  Dio  avere  potuto  fare C  ii.  5.  107. 

■"uoyoDo,  solo  intendmdo.  la  circolazione C  ìi.  6.  ija. 

*inù  motrice  che  questo  (H^Mf/r C  ii.  6,  157. 

'Olio  quelli,  alli  quali  s'  intende  di  parlare    .........  C.  ii.  6.  160. 

*  uc»e  intendere  la  prima  parte  .  .  .  convenia C.  ii.  7.  3. 

**c  *  imtendnt  per  intelletto C  ìì.  7.  I4. 

•■on  sarebbe  cosi  da  loro  intesa^  come  da  coloro  che  intendono  i  loro 

«fletti C.  ìì.  7.  38,  39. 

n*^eo  loro  dello  intenderli C  li.  7,  53. 

'o  dicitore  ,  .  .  dee  intendere  alla  persuasione C  ii.  7.  55. 

■"**■*<>  può  essere  sufficientemente  .  .  ,  deQa C,  ìi.  8.  1. 

■*^  Seconda  t  da  intendere C  ii,  8.  4. 

^*'*«>do  «  dice  ...  si  dee  intendere C.  ii.  8.  at. 

*  ***re  a  intnuUrt  eh*  io  era  certo .  C.  ii.  8.  45. 

■^**  V  efTetto  ...  a  dare  a  intendere  la  sua  dolcezza C  Ìi.  8.  50. 

«»«f«ia  3'  intende  ,  ,  .  per  lo  general  pensiero C  Ìi.  8.  60. 

'l'^cUo  cbe  .  .  .  dire  intende  lo  dicitore C.  ii.  9.  to. 

'^'icioasiacosachè  io  intenda  più  a  dire C.  ii.  9.  14. 

^^***  <|ualc  più  parlare  .  .  .  non  intrudo C.  ii.  9.  55. 

*^*  che  . . .  intendo  manifestare  quello C.  ii.  io.  3. 

^*  ■^«laJe  parte,  a  bene  intenderv C  ii.  1 1.  9. 

*>"^  ad  intendere  che  *I  consentimento  mio C  ii.  il.  3$. 

.  ****  *à  può  questo  iWrMi/mr  magpormente ,     .  C  ii.  ti.  05. 

^^^ndezxa  temporale,  della  quale  qui  s' iM/^tkif C.ii.  11.70) 

^^^/^Cxhè  questa  parte  più  pienamente  sia  intesa C  ìi.  la.  7. 

'   ^«raiino  .  .  .  quelli  che  intendano  te  bene  ........  C.  ii.  la.  46. 

1^  *   per  prima  vivando  inteia  innanzi C.  ii.  la.  71. 

^^  ^   la  parola  .  .  ,  ìn  quello  eh'  ella  intende C  IL  13.  79. 

j*^^*0  che  per  lo  Atrao  nWo  s' lii/cMdr .  C  ii.  14.  a. 

^^^^  cbe  per  of/o  fWrMdb  la  Scienza  .     ,     , C  ii.  14.  6. 

Tr^^chia  ciò  principalmente  intettd* C.  ii.  14.  118 

^J|^*<3non  polcmo  noi  intendere C  ìi.  14.  153. 

r^****  massimamente  in  essa  s' iHl^W* .  C  ii.  14.187. 

^^    per  lo  i/Mr  8*  l'ifrWr  il  movimento /ccv/r C  Ìi.  15.  96. 

.    '^n  per  lo  effetto  loro  m/rn</iar»to  quelle  cose  ,     ......  C,  ìi.  15.  80. 

^^Uli  noi  non  potcmo  .  .  .  intemderr  se  non C  ÌL  15.  83. 

^  Per  lo  tcrxo  ciclo  io  inltndo  la  Rettonca C.  ii.  15.  1&6. 


INTENDERE 


312 


intendere.     QuaI  non  diri  dllenza  ...  a  lussuria  intendere 
E  questa  .  .  .  Tosto  che  lui  intese  .  .  .  s*  accese 
vuole,  Sed  egli  ha  scusa,  che  la  m'  intendiaU   . 
Che  intmder  non  la  può  chi  non  la  prova     .     . 


CaHM,  xix.  33. 
GvMa.  XX.  43. 

K  N.  la,  99  {Bali.  i.  aoV 
N.  a6.  47  (So».  XV.  tx). 


verso  inUndtrt  sufficiente  mente 


intendere,    si  può  lo 

qui  sì  xTJoIc  iii/rndfrt 

s'  intende  per  la  sposizione 


s*  intende  V  anime  libere 
.  .  s*  intende  uno  pensiero 
s*  intende  esso  studio 


Lo  terzo  verso  .  , 

là  dove  e*  dice  .  . 

nel  quarto  verso 

che  per  amore  . . 

quanto  fosse  grande  ...  né  dire  né  intendere  sì  potrebbe 

dovunque    amistà   si    vede,    similitudine    s'   intende  ;    e 

similitudine  s'  intende 

due  grandi  ammaestramenti  sì  possono  intendere  .  . 
ne'  quali  si  tratta  quello  che  dire  s'  intende .... 
che  per  Mente  s*  intende  questa  .  .  .  parte  dell*  Anima 
a  dare  ad  intendete  quale  amore  è  questo  .... 
per  dare  ad  intendere  che  questo  amore  era      .     ,     . 

a  dare  ad  intendere  la  sua  continuanza  e 

cose  . .  .  che  io  non  le  potea  intender 

dico  che  .  4  .  a  quello  eh'  io  intendo,  sufficiente  non  sono 
di  costei  .  ,  .  nella  quale  principalmente  s'  intende 

intenden  non  le  potemo 

9c  io  non  polca  intenderti  non  sono  d«  biasimare 

cosi  ornai  s' iittenda  la  prima  parte 

che  per  lo  mondo  Ìo  non  intendo  qui  tutto  il  corpo    . 

Lo  Cerchio  che  nel  mezzo  dì  questi  s*  intende 

la  sentenza  della  parte  alla  quale  s'  intende 

né  intendono  per  quelle  alcuna  cosa  signi6carc 

quando  dico  :  Di  costei .  ,  .  intendo  narrare 

lo  .  .  .  che  in  questa  .  .  .  particola  . .  .  parlare  intendo 

lo  adunque  .  .  .  cominciar  intendo 

che  a  quella  più  fissamente  intende  ad  adornare 

che  nella  Caccia  dell'  uomo  .  . .  tanto  sottilmente  intende 

a  dare  a  intendere  che  La  sua  bellezza  ha 

dove  s*  intende,  che  non  pure  a  migliorare  ...  è  (atta 
E  sopgiugne  in  fine .  . .  per  dare  a  inttndert  che 
nella  qoalc  io  intendo  purgare  la  Canzone  .    .     . 

a  più  agevolmente  dare  ad  intendere 

ìo  ciò  s'  intende  KSSMì  che  questa  Canzone  considera 
Ma  in  ciò  voglio  dare  a  intendere  la  gran  virtù 
Dove  si  puotc  intendere  che  V  uomo  non  dee  essere 
non  diciamo  .  .  .  intendendo  solamente  .  .  .  significare 
chi  desse  loro  quello  che  acquistare  intendono     .     . 
così  la  Fdosojia  ...  ha  per  soggetto  lo  intender*    .     . 
Per  Amore  intendo  lo  studio  il  quale  io  mettca 

nel  processo  dello  inteso  cfietto 

Iddio»  che  tutto  intende  (che  SMOgimrth  suo  intendere) 

Iddio  non  vede^  cioè  non  mtmde,  cosa 

O  . .  .  cuore,  che  nella  sposa  dell'  Impcradorc  .  .  .  s' r 

cosi  ora  intende  il  testo  .  .  .  discendere 

Onde  ...  io  intendo  commendare  I'  Amore 
Per  donna  gentile  s  intende  la  nobile  anima 
Dice  del  dei,  a  dare  ad  intendere,  che      .     . 


C  ii.  16.  16. 
C,  ii.  16.  39. 
C.  ii.  16.  48. 
C.  ii.  16.  65. 
C.  ii.  16.  78. 
C  ii.  16.  81, 
C.  iii.  X.  la. 


3^3  INTENDERE 

Inteadere.    Venite  a  m/ettJer  [mtmdtn]  [lì  sospiri  miei]     K  N>  33.  ao»  oA  {Stm,  xvii.  t)  ; 

4».  II. 
che  neente  Par  che  intmdfssfr  U  sua  jjavitate     .     .     .       K,  ^.  41.  6a  [So»,  xxiv,  6). 

tal,  che  ...  Io  non  lo  intendo^  s)  parla  sottile  ....      V.  N.  43.  56  {San.  xxv.  10% 

Sicch*  io  lo  inltftdo  ben,  donne  mie  care K.  iV.  43.  60  (Sm.  ksv.  14). 

intendere,     nel  quale  ìo  intendo  esporre  quel  verso  ......  C  ìli.  15.  4, 

pur  quello  che  sono  ÌMUnden  noi  non  poterne C.  iiì.  15.  66. 

in  quanto  le  sue  perstiasioni  ancora  non  inhmdm      ......  C.  iii.  15.  907. 

E  a  ciò,  se  alcuna  persona  intende,  la  mia  . .  .  Donna  wirN^roas&i* 

manente C  Ìt.  t.  30.  31. 

se  la  prima  materia  .  .  .  era  da  Dio  intesa C.  iv.  t.  65. 

Nella  quale  io  ftt/rndo  rìduccre  la  sente  in C  iv.  i.  78. 

alla  aposixione  del  quale  ora  s'  intmd* C  iv.  i.  8a. 

perocché  .  .  .  s'  intende  a  rimedio  cosi  necessario C  iv.  t.  84. 

Per  mÌA  Donna  intendo  sempre  quella  che C.  iv.  1.  93. 

della  quale  trattare  la  prop<JSta  Canzone  .  .  .  intende      .     .     .     .     .  C  iv.  i.  99. 

per  meglio  dare  ad  intendere  la  sentenza      .........  C  iv.  a.  a, 

dico  .  .  .  questo  che  tratta.rc  intendo C  iv.  9.  40. 

avvegnaché  valort  intender  si  possa  per  più  modi C.  iv.  a.  96. 

Sirttttttnentey  s'  intende  per  quella  cuncordanxa  .  >  ■  ;  targumenie,  »' 

intende  per  tutto  quello  parUre C  iv.  a.  ro4, 106. 

cosi  qui  in  questo  Proemio  .  .  .  ititendetv  si  vuole C.  iv.  a.  1  io. 

che  tuttoché  ali*  uno  e  ali*  altro  s'  intenda^  a]  trattare  lo  Vero  s* 

intende  principalmente  ;  e  a  riprovare  lo  falso  s*  intenda  in 

unto C  iv.  a.  laB^  109,  130. 

che  mostrare  s*  intende C.  iv.  3.  15. 

ragionare  intmdo  quanto  ...  è  aiutatrìcc    , C  iv.  3.  69. 

r  Autorità  .  . .  b  quale  s'  miende  dimostrare C  iv.  4.  86. 

conciociUcoaacbé  ...  1'  ufficiale  .  .  .  nullo  a . . .  iHlendem .    .     .     .  C  iv.  4.  98. 

essere  se  non  per  ispezialc  fine  da  Dio  inteso C.  iv.  5.  106. 

di  questa  significazione  al  presctite  non  a*  inlrMfir    ,     ,     .     .     .     .  Cìv,  t&.37■ 
lnquanto  m/rm/«  alla  sua  finale  opcraclone      ........  C.  iv.  6.  73. 

r  Autorità  del  Filosoro  ...  di  cui  %*  tntende C.  iv.  6.  156. 

ritornare  al  diritto  calle  dello  int*90  processo .  C  iv.  7,  5, 

Certo  non  del  tutto  questo  mondare  intendo,  ma .  .  ,  cioè  colora 

dìrìjture  intendo,  ne'  quali C  iv.  7.  31,  35. 

a  dare  a  intènder»  la  .  .  .  malizia    ....  C.  iv.  7.  48. 

si  va  lii  dove  intende .     .  C  iv.  7.  68. 

siccome  .  .  .  nefili  uomini  .  . .  intendere C  iv.  7.  116. 

Dico  .  .  .  che  .  .  .  non  intendi  dine  del  parere  di  fuori C.  iv.  8.  44. 

manifesto  é  Aristotile  non  avere  intew  della C.  iv.  8.  65. 

■e  ìo  intendo  solo  alla  .  .  .  apparenza  riprovare C  iv.  8   66. 

che  io  . .  .  spparenza  intenda  riprovare  t  muifcsto C.  iv.  8.  70. 

la  ragione  mostrare  intendo .     .  C  tv.  8.  88. 

immediatamente  intendo  ciò  mostrare C  iv.  8.  154. 

per6  in  quella  parte  riprovare  non  s'  mtend* C  iv.  io.  la. 

1,*  altra  particola  .  . .  s*  intende  riprovare Chr.  iol  14. 

qui  s'  intende  viltà  per  degenerazione C  iV.  lOi  99. 

•He  quali  st  conviene  al  presente  intmdewe C.  Iv.  if.  5. 

a  MUlfcstarc  dò  che  dire  9*  m/m^ C  Iv.  ir.  19. 

che  altro  intende  di  medicare  1*  una  e  1*  altri  Raffone C.lv.  10. 99. 

la  dispotazioce  che  fare  a'  imteneU  . .  .  contro  ........  C  Iv.  la.  qiol 

chi  intende  il  ComcnUtore  nel  terzo  delT  Amms,  qutaXoimkmdtóm  lui  C.  tv.  13.  68,69. 

oh  non  ancora  tntese  ricchezze  delli  Dei C  iv.  1^  115. 


INTENDERE  314 

intendere.     E  'm^/w*/»  che  '1  fuggire  el  mal  boccone  Sarebbe    ....  Som.  liii.  7. 

Se  mai  io  mlnttìo  quello,  eh*  io  vorrei  Aver  udito S.  P,\.  31. 

che  per  la  voglii  giusta  ...  1*  uom  giusto  a'  inUndt F.  F.  99. 

Perchè  egli  inttmU  ben  1'  orazioni P.  F.  136. 

intendi  mento.     D'  iM/rn^/m/M/i' Correnti  —  voglìon  esser  giudicati      .  Cans.  xix.  40. 

intendere,     che  ...  il  figlio  alla  morte  del  padre  intmcU C  iv.  13.  127. 

per  questo  efTetto  intrniif  dì  provare  11  testo C  iv.  13.  160, 

essere  tempo  d' mf<mifrr  alla  verità .     .     .  C.  iv,  14.  15. 

la  gentilezza  ovvero  Nobiltà  (che  per  una  cosa  intendo)      .     .     .     .  C  iv.  14.  67. 

che  neir  altre  cose  Nobiltà  s*  intende  per  la  bontà  ,  .  .  ma  negli 

uomini  s*  m/r»<ir,  perchè C.  ìv.  14.  io3,  103. 

di  questa  inTermitade  .  .  .  intende  la  legge C.  iv.  15.  174. 

Questa  seconda  parte  . .  .  intende  determinare C.  Ìv.  16.  ax. 

che  nella  prima  s'  intende  mostrare C.  iv.  16.  33. 

L'  nna,  che  per  questo  vocabolo  Nobiltà  s'  intende C  iv.  16.  36. 

che  . .  .  per  questo  vocabolo  .  . .  s*  intende  pe^esiotu C  iv.  16.  43. 

che  per  .  .  .  s'  intenda  essere  da  molti  nominato  e C  iv.  16.  61. 

Questa  perfezione  intende  Ìl  Filosofo C  ìv.  16.  77. 

net  Trattato  della  parte  che  sporre  s*  intendi C  iv.  16.  99. 

alla  quale  intmde  il  presente  processo C.  iv.  16.  ioa. 

In  che  due  cose  principalmente  s'  infende C.  iv.  17.  13. 

a  quello  che  per  innanzi  s'  intende C.  ìv.  18.  6:1. 

s*  io  parlo  sì  che  pare  forte  a  intendere C.  iv.  ai.  50. 

Ond*  io  . .  .  intendo  questo  mìo  Convivio  .  .  .  rendere  olile     .     .     .  C  iv.  aa.  7. 

intendo  che  . .  .  fare  non  si  può C.  iv.  aa.  xa. 

venire  intendo  sommariamente  alla  .  .  .  opinione C  iv.  aa.  39. 

che  qui  s'  intende  animo  solamente  quello  che       .......  C  iv.  aa.  94. 

Per  ...  si  possono  intendrrr  le  tre  sette  della C  ìv.  a::2.  160. 

E  dice  ...  a  dare  ad  intendere  che C  iv.  aa.  193. 

alla  nostra  .  . .  della  quale  al  preBcntc  a*  intende C  iv.  33.  6a. 

cosi  s*  intende  perfetta,  che ,....,.,.  C  ìv.  34.  7. 

perocché  . .  .  r  anima  nostra  intende  al  crescere  e C  iv.  94.  14. 

quello  che  questa  parte  .  .  .  intende  di  mostrare C  iv.  a4.  8a. 

dice  Salomone,  quando  m/rru// correggere C.  iv.  34.  140. 

dice  ...  a  dare  a  intendete  che  egli  parla C.  iv.  34.  166. 

alla  quale  la  nobile  natura  intende C.  iv.  35.  31. 

Dico  che  per  Vergogna  io  intendo  tre  passioni C.  iv.  35.  33. 

Le  quali  la  nobile  anima  ...  ad  essa  .  .  .  intende C  Iv.  35.  146. 

per  che  da  intendere  pare  alla  terza  parte C.  ìv.  37.  5. 

Nella  quale  intende  il  testo  mostrare C  iv.  37.  7. 

per  la  quale  il  testo  intende  mostrare C  tv.  a&.  5. 

Per  la  quale  Marzia  s'  infendeXa  nobile  Anima C  ìv.  aB.  xoa. 

due  quistioni,  alle  quali  ...  è  bello  intendere C.  ìv.  39.  15. 

se  per  colui ...  5*  intende  a  misere  .  .  .  operazioni C.  iv.  99.  44. 

E  questo  iWrN^  ...  fare  in  questa  parte C  ìv.  30.  at. 

Intendimento.     le  quali  è  mio  intendimento  d*  asscmprare       .     ,     .     .  K.  AT.  i.  6. 

le  quali  non  è  mìo  intendimento  di  scrìvere K.  TV.  5.  30. 

narro  .  .  .  con  altro  intendimento  che K  AT,  7.  45. 

avvegnaché  quanto  al  mio  iVf/rHiffm/N/o  sia  diffinìta K.  A^.  8.  73. 

perocché  trac  lo  intendimento  del  suo  fedele  da K  A^  13.  io. 

non  si  può  ire  più  per  intendimento  di  ritornare K  M  14.  63. 

avresti  tu  operate  con  altro  intendimettto K  A^.  xB.  55. 

a  più  aprire  lo  intendimento  di  questa  canzone K.  A^.  19.  147. 

temo  d*  avere  a  troppi  comunicato  il  suo  intendimento K,  M  19.  154. 


3^5  ^^^^^^V  INTENZIONE 

bAento,  01^^    Per  lo  mtnre  inUnto  eh'  ella  fece Can».  xiiì.  78. 

mteniiiiiientOb     in  guisa  eh*  Avessero  verace  intnuJitHtuto      .     .     .     .  V.  N.  35.  i  ji. 

aon  (  mio  ÌHÌfìtdimfMto  di  trattarne  qui ,     ,  V.  N^  39,  14, 

perocché  lo  itticnditn^nto  mio  non  fu  ...  di  scrìvere V*  N,  31.  iti. 

c&d« ...  sarebbe  fuori  del  mio  m//Wf'mrrt/o  se      .......      K. /V.  31.  90. 

M  che  loro  potesse  trarre  a  simile  inUrtdimeHto V.  N.  ^o.  38. 

•1  prirripalc  intendintento  tornando C.  i.  3.  86l 

Per  che  ki  conchiudc  lo  principale  iW/Hf/imM/o C  i.  5.  107. 

^0  ùHfndÌMtMto  della  .  .  .  imprendere C  ii.  9.  49. 

'espere  sari)  poi  Io  suo  l'i/^Hi/imni/n  a  vedere  .     .......  C.  ii.  a.  59. 

i  ^no  intendimento  di  queste  parole,  dico C.  il.  7.  73, 

P^riNÀHr/im/n/o  della  sua  ...  virtù  si  può C  ìii.  I.  91. 

kd  si  prende  di  ciò  più  inttndtmiMio  che  prìnia C  iii.  3.  80. 

™eci6  Tosse  1'  inUnditHcnto  si  vede C.  iii.  a.  139. 

<  questa  seconda  si  può  volgare  I' fn/rM///mfn/o C  iii.  i a.  40. 

'Perfetto  mfrnrf^mi7i/o  mostrerò  differenza C  iiì.  14.  39. 

^^ciù  non  è  per  inttndintento  di  più  non  rimare C  iv.  a.  94. 

'oniare a  Dio  con  tutto  nostro  i'M/''W('*HOf/o  e  cuore.     .....  C.  iv.  98.  99. 

Uacaditore.     ma  a  buono  intenditori  basti  essere  posto  qui      .     .     .     .  C  iv,  97,  iBa. 

«I^tametite.     li  lettori  deono  ìnttniameutt  andare  appostando.     .     .  C.  ìi.  i,  43. 

rJ'^^TUnetltc,     la  quale  lo  riguardando  molto  inttntii'amtHli  .     .     .  V.  N.  3.  40. 

^™™^  1.     la  j^n>M^a  À  lo  iM/rM/o  trattato V.  N.  19- 94. 

**  l^e  .  .  .  pone  mano  al  principale  inttnio C.  iii.  4.  99. 

1*vi  pone  r  munto  tutto  a  far  bello C.  iii.  8.  70. 

"■  'fsttare  del  vero,  siccome  principale  inttnto C  iv.  9.  133. 

I^eith^  ...  è  manifesto  il  principale  intntto      ........  C.  iv.  5.  155. 

j^™"***!*!*.     come  V  esemplo  ipitetiaionale  che  .  .  ,  è    .     .     .     .     .     .  C.  iii.  6.  64. 

^"^nnnn Immite,     non  realmente,  ma  intensional mente C.  iii.  9.  70. 

l_^  *  ^*eHaionaltHntte  non  si  facesse  prima  tale C  iv.  io.  108, 

l'^^ne,     do  ad  intendere  a  cui  la  mia  ittteMnione  t  di  parlare      .     ,  y.  N.  ai.  45. 

''^''e  intrMtione  so  che  ebbe  questo  .  .  .  mio  amico K.  A'.  31,  ai. 

cmcioaBàgcosachè  la  vera  intenzione  mia  fosse  altra  .     .     .     .     .     .  C.  i.  i.  ia8. 

**"•  •m^naione  mostrare  lo  difetto      , C  i.  io.  103. 

•*'"Occh<  mia  intensione  è  qui  lo  modo  dcllì  poeti  seguitare     .     .     .  C  ii    1.  38. 

r|***^*^iando  \oro  la  mia  inttneione C  iì.  7,  64, 

^^  •<>  rade  volte  a  quella  intensione  la  feci C  ii.  la.  i'^. 

^^  •  •  .  vanno  le  ...  e  agli  uomini  la  intenzione C  ii.  la.  44, 

I*'^^  della  inlensioìte  trova  oro C.  iì.  13.  31. 

**«e  ragioni . .  .  non  è  mia  inteneiofu  qui  narrare C.  iii.  5.  61. 

_     *y***Pto  ella  è  per  intensione  regolata C  iii.  6.  50. 

^^^^■•«lochA  fu  la  mia  intensione , C  iii.  9.  4. 

^^**'**0  ...  la  intensione  é  a  un'  altra C.  Ìii.  io.  53. 

^  j*^  ^«smo  a  una  parte  la  intensione  dell'  aiutorio  e C  ili.  10.  69. 

^*    '*9im*ione  d'  Aristotile  nel!'  ottavo  dell'  Stica,  che C.  iii.  1 1.  74. 

rr**  *  della  intensione  della  cagione C  iii.  19.  61. 

_  *^^^iia  d'  è  rea.  non  è  della  divina  intensione C  iii.  la.  64. 

.^      *^cc  r  uno  e  V  altro  per  intensione C  iii.  la.  68. 

"^■^•^^k  poi  fuori  d*  intensione  la  malizia  de*  rei  ;  ma  non  sì  fuori  di 

•*UK*i«iw«,  che C  iii.  la.  69,  71, 

*^^ente  Trattato  per  intensione  si  ragionerà C.  iii.  13.  37, 

^^•■^  ti  qual  è  fuori  di  naturale  intensione C  ili.  15.  97. 

^^^o  che  4  di  mia  intensione  a  trattare C  iv.  a.  13. 

^^tuelle  per  intensione  ...  é  da  trattare C  iv.  3.  73. 

^  *  •  •  opermziooi . . .  ucondono  la  loro  intensioni C.  iv.  5.  7. 


INTENZIONE  ^^^^^^^^^^B  3x6 

Inter.    Quantum  spca  inttr  m£  de  ìpsa  dunit Cstm-v.  xxì.  39. 

interiore.     Lnrondi  .  .  .  Ne'  miei  m/mbr  senza  intervallo S.  P.\.  39. 

interno.     Io  laverò  con  lagrime  lo  ...  E  lo  mio  ÌHitmo S.  P.  vi.  30. 

intero.     E  dopo  'I  falso  parla  non  intero C  iv.  CanM.  ìii.  43. 

Cf,  int£^. 

Intervallo,     infondi  ,  .  .  Ne'  miei  interior  senza  inttrvath S.  P.\.  39, 

Intorno.     Tanto  dolore  intonto  al  cor  m'  assembra     .     .    .    ,    V,  N.  34.  30  ;G»»m.  Ìv.  4% 

Tre  donne  TM/omo  al  cor  mi  son  venute C«fU.  xx.  i. 

prato  .  .  .  chiuso  intorno  d'  altissimi  colli Sfst.  i.  30. 

Che  d'  intorno  da*  suo!  sempre  sì  gira  .  .  .  una Bail.  x.  7. 

intendone,     non  faccio  contro  alla  intmtionr  del  Filosofo C  iv.  B.  68. 

siccome  quando  senza  intntnon*  .  .  .  vengono C-  iv.  11,  60. 

Interamente.    La.  quale  infamia  si  cessa  . .  .  inttrammtt    .....  C  i.  a.  lat. 

esser  .  .  .  contandata  interattuntg C  i.  7.  8. 

è  la  obbedienza  inttramtnU  comandata C  ì.  7.  33. 

non  £  inttrumentt  comandata C  t.  7.  40. 

obbedienza  comandata  m/rmm/NV C  ì.  7.  44. 

conciossiacosaché  molti  che  vìvono  inigramttite  siano  mortali       .     .  C  ti.  9.  61. 

forza  e  vigore  interamente  ...  in  lui  rìsurgeva C.  ìii.  3.  57. 

io  commendo  questa  Donna  interamente  e C  iii.  5.  7. 

cfi  lei  trattare  iatemmetite  non  si  può C.  iii.  8.  138. 

£  riprovata  .  .  .  quella  del  viilgo  interamenU C  iv.  xo.  37, 

interiore.    sA  dimostra  la  luce  interton  della  Sapienza C  iii.  15.  17. 

intermissone.    dilezione,  che  non  paté  aìctuiA  intenttissione .    .    .     .  C.  ìii.  11.  146. 

intero.     V  ordine  della  inttra  scusa  vuole C  i.  lo.  a8. 

si  è  r  anima  intera  quando  V  ode C  ii.  14.  iqi. 

poi  paria  non  intero,  cioè  con  di/etto -  .     .  C.  iv.  10.  39. 

interporre,    coloro  .  .  .  interpongono  di  quel  colore  tra  ......  C  ili.  9.  97. 

interpretare,     ho  .  .  .  usato  quello  .  .  .  interpretando C  i.  13.  63. 

intestato,     se  M  padre  muore  intestato C.  iv.  34.  178. 

intimo,     conciossiachè  . .  .  nulla  sia  cosi  intima  amistà V.  N.  aa.  11, 

Intollerabile,     tal  mezzo  che  potesse  obumbrare  a  me  la  intoi/erabife 

beatitudine K.  AT.  11.  ao. 

sentendomi  dolore  quasi  intolìerabile V,  tf.  23.  9. 

a  dare  a  intendere  La  sua  intolìerabile  malizia    ....         .     .     .  C  iv.  7.  48. 

recano  sete  di  casso  .  .  .  intoUerabile C  ìv.  12.  48. 

Intorno,     intomo  a  ciò  fo  due  parti V.  S,  33.  099  ;  33.  97. 

la  rcvoluzione  .  .  .  intomo  ad  un  suo  immobile C  ìi.  14.  23, 

ciascuno  cielo  ...  si  volge  intomo  al  suo  centro C  iì.  14.  t^. 

ciascuna  scienza  si  muove  intomo  al  suo  suggetto C  ìL  14.  17. 

per  questa  revoluztone  si  girava  il  sole  intomo  a  noi      ...  .  C.  iii.  5.  36. 

Questo  ciclo  si  gira  intomo  a  questo  centro .     .  C.  sii.  5.  66. 

esso  sole  giratt  il  mondo  intomo  giù  alla  terra C  iii  5.  146. 

tanto  che  egli  gira  inforno  giù  alla  terra C.  iìL  5.  z6o. 

Lo  quale  montare  e  discendere  intorno  sé  allor  vede C.  iìi.  5.  163. 

(H/orrto  al  detto  errore ...  C.  iv.  i.  69. 

Marta  .  .  .  turbiti  intorno  a  molte  cose C  iv.  17.  97. 

Intorno  dalla  prima  parte  £  da  sapere C  iv.  23.  17. 

Intorno  alla  quale  sì  vuole  sapere C  iv,  93.  46. 

secondocbi  scrive  Ovidio  . .  .  intorno  alle  parti C  iv.  93.  139. 

E  intorno  di  ciò  si  \-uo1e  sapere C.  iv.  a6.  15. 

intra.     K  N.  ai.  a8  ;  C  i.  a.  69  ;  5.  99  ;  li.  1x4  ;  13.  lo  ;  ìì.  9.  aS,  69  ;  9.  56  ;  la.  33  ; 

14.  aoa,  ao6;  iii.  2.  40,  59,  61  ;  a.  93;  5.  40,  lao.  131  ;  7.  ioa  ;  8.  1,  8,  36, 
170;  II.  no,  I3X  ;  iv.  t.  8,  43;  4.  39;  6.  53;  a  I03  ;  17.  68,  80. 


317 


IRA 


intra. ^^^^T.    .    .    Srst^  iìi.  6.  31. 

Invano,     tua  culla,  Che  lusingò  cotanti  so^i  invatto Cant.  x.  79. 

Si  chp  coniiiglio  (>ti*a>f  VI  si  balestra Som.  %xxvi.  11. 

Pereti'  io  conosco  avere  speso  invano  Le  mìe  fatiche /*.  /~.  5. 

invecchiare.     Però  che  i  falli  mici  unsi  invecchiati  Più,  che   .     .     .     .     S.  P,  vi.  34. 

L*  ossa  mie,  e  i  mici  nervi  a*  iMvnrJtiarx) S.  /*.  xxxi.  17, 

che  tu  sai  Ora  irtvtccMiafsi  come  Ìl  vestimento S.  P.  ci.  107. 

inver  »  inverso. K  iV.  13.  91  {Batl  i.  ib)  ;  6.  39  [Som,  iil  ts)  ;  Soh,  xl.  10. 

inverso. K  TV.  «4-  59  {Son.  xìv.  101. 

invidia.     Che  nulla  invidia  all'  oltre  ne  procede K.  /^.  87.  18  {S(m.  xvi,  6). 

/Ht'i(/f'ii  è  quella,  che  fa  r  uom  vermeglìo P.  F.  1B7. 

invilire.     La  quale  è  si  invilita,  Ch' K  AT  33.  106  (Csmo.  UL  66). 

invitare.     Virtù,  che  i  suoi  nemici  a  pace  invita  Con  ....     Cans,  x.  107. 

Se  cavalicr  t' intnta,  o  ti  ritiene .....     CanM.  xÌv.  87. 

invelare,     a  quella  donna  . .  .  che  m*  iftvoia  Quello Csna.  xii.  So. 

C/.  Imbolare, 
involgere.     Madonna,  invaila  in  un  drappo,  dormendo  .     .     .     .  K  iV.  3.  87  (Som.  i.  II). 
Ipsa.     Nec  dicit  tfna  :  Malum  est  de  iato Catu.  xxJ.  aa. 

Quantum  spcs  ìntcr  me  de  ipsa  durot Can»*  xxi.  39* 

ira.     Né  ira  contm  te  fa  lunga  prova Cana,  ìx,  8. 

Perchè  ^i  oggiatc  in  Ma  . Canm,  x.  139. 


intromettere,     non  m*  ititratnetto  se  non  di  distinguere  le  porti  .     .     .  K.  JV.  x6.  41. 

introduci  tore.     questo  mio  Volgare  fu  introdnaton  di  mr  netta  .     .     .  Ci.  13.  37. 

inumano.     Li  quali  sono  tanto  muntAiw' peccati     ....  ...  C  L  la.  Ba, 

invano,     perocché  biasimevole  è  invano  adoperare C  L  B.  70. 

InveDtivOi     siccome  la  virtù  fiiffH/rtM  [iMM^Md/ittf  I] C.  Hi.  a.  130. 

Invenzlooe.     secondo  ...  la  imfHMiomt  che  ha  fatto  la  .  .  .  ra^ne  C  iv.  8.  54. 

quando  .  .  .  vendono  per  inmnmion*  alcuna  non  pensata     ,     .     .     .  C.  Iv.  11.  61. 

Inver  -  inversa C  i.  1.  59;  ii.  11.  94. 

inverno,     si  fanno  . .  .  iieir  anno  ...  in  Invtmo C.  fv.  «3.  109. 

Q:  verno. 

Investigabile,     come  sono  .  .  .  mvtstigaMi  le  tue  vìe C  Ìv.  91.  58. 

Inviare,     colta  dolcezza  del  .  . .  inmarono  me  .  .  .  nell*  amore    .     .     .  Cu.  16.  5. 

invidia,     molti  pieni  d'  invidia  già  si  procacciavano  ...     .     .     ,     •  K.  iV.  4,  8. 

la  seconda  è  imndim C  L  4.  l». 

U  paritade  ...  è  CAgioae  d*  invidia^  e  imhdia  è  cagione  di  mal 

giudicio  .    • C.  L  4.  44  (to). 

Violtì .  . .  hanno  invidia  atli  mali  opermCorì C  i.  4.  60. 

la  quarta,  argomento  d*  invidia       ...,...,....Ci.il.9. 

La  quarta  si  fa  da  un  argomento  d*  intùUm  .  .  .  ki  mswAìi  t  sempre 

dove  A  alcuna  paritade CL  il.  Ili,  11^ 

nasce  invidia • C  L  it«  117. 

tei  passioni  .  .  .  cioè  .  . .  inviditt . , .  vtrgogma C  ili.  8.  B6. 

li  Santi  non  hanno  tr»  loro  invidim C  iii.  15.  ioa. 

quello  che  ciascuno  ,  . .  porta,  o  per  imvieUa C  iv.  13.  104. 

Invidiare,     per  la  cosa  invidiala C.  L  4.  46. 

tavIdlOSO.     Lo  invidioso  poi  argoonsU .  C  L  11.  117. 

tevldOb     incontanente  sono  invidi  ••••...  C  L  4.  30* 

Invilire,     nel  coeletto  de*  quali . .  .  mia  penooa  tnvUko  .  C  t  3.  4'* 

invitare,     diisc  .  .  .  inpi$a$*dù  e  confortando  gli  uomini  a   .  .  C  tv.  11.  113. 

involgere    salvo  che  tnvotta  mi  pam  io  un  drappo K  A.  3.  38. 

Ippocrate.     gli  Aforismi  d'  ì^fioemie C  i.  8.  33. 

In.     siccome  certi .  .  .  sono  ad  irm  dUpo«tÌ .     .  .  C.  til.  8,  159. 

ManutHudine^  la  quale  modorm  k  ootim  im    .     .  C  iv.  17.  31. 


IRA  m^^^^^^^^^^^p 

ira.      Già  non  s'  induce  ad  im  per  parole Cans,  xix.  tat. 

Or  sono  a  tulli  in  tra  ed  in  non  cale Con*,  xx,  15. 

Fugge  dinanzi  a  lei  superbia  ed  ini f^.  A*,  ai.  15  \,Soh^  xÌ.  7). 

E  non  voler  correggermi  con  mi ,  S.  P.  vi.  a, 

V  aspetto  Della  tua  ira  contr'  a*  mìei  peccati S,  P.  vi.  33. 

con  furore,  Ower  con  ira  Ì!  tuo  servo  riprendere S.  P,  xxxvii.  3. 

Ch*  io  temo  r  $m  del  tuo  volto  santo S.  P.  ci.  34. 

Né  mai  distenda  ad  ira  le  sue  braccia P.  F.  fja. 

Ira  air  irato  sempre  accresce  pene P.  F.  190. 

irato.     Che  mi  sguardavi  con  la  faccia  l'ra/a  - S,  P,  xxxviì.  g. 

Ira  air  irato  sempre  accresce  pene ,     ,     .     ,  P,  F.  tgo. 

ire-     Ita  n  6  Beatrice  [in  I'  alto  ciclo] K.  ^.  33.  19,  a6.  55  \Catu.  iii.  15). 

Che  senza  la  giustizia  non  può  ire S.  P.  cxlii.  6. 

Israd.     vedendo  la  contrizione  Del  popol  d' larail S.  P,  cxzix.  03. 

istOL     Nec  dicit  ipsa  :  Malum  est  de  tsta Cina.  xxi.  99. 

iracondo,     conosce  1'  amico  suo  .  .  .  inuondo  all'  ammonizione   .     .     .  C.  iii.  10.  63. 

iraacibile.    questo  Appetito,  che  irasciòiU  ,  . .  si  chiama C.  iv.  36.  47. 

ire.     mi  convenne  .  .  .  ire  verso  quelle  parti K  ^.  9.  4. 

di  là  dalla  quale  non  si  pu6  irt  piti  per K  JV.  14.  6a. 

così  mal  può  irt  a  questa  dolcezza  chi C.  ìv.  aa.  18. 

però  non  abbiate  temenza  ;  ma  Ut  e  dite C  iv.  aa.  156. 

llTagionevole.     lo  irragiontvoie  il  coltello  del  mio  giudìcio  purga     .     .  Ci.  a.  la, 

irrazionale,     senza  lo  quale  sarebbe  .  .  .  imuionalf  intendere  agli .     .  C.  ii.  i.  70. 

po5ìto  che  possibile  fosse,  sarebbe  imuiottaU C  ii.  i.  105. 

Onde  .  .  .  irrasìottaU  sarebbe  se .     >     .  C  il.  5.  70. 

irmsionabiU  sarebbe  procedere  ad  essi  dimostrare C  ii.  i.  117. 

irrepngnabUe.    che  .  .  .  abbia  . . .  imtpugHabilt  ufficio  di  comandare  .  C  iv.  4.  óA. 

irreverente.    Che  se  . . .  irnvemitt  mi  mostrassi C  tv.  8.  34. 

a  mostrare  me  non  essere  irrrvrrrnt*  alta C.  ìv.  8.  98. 

da  distinguere  è  intra  lo  irrrvtrtHi$  e  non  mtrtntt.    Irrtvtrgntt  dice 

privadoné C.  iv.  8.  103  ibis)» 

Per  che  se  io  niego  ...  io  non  sono  irmtrmU C  ìv.  8,  lao. 

Similmente  io  .  .  .  irrrvermte  non  sono C  iv.  8.  133. 

irreveren temente,     né  contro  ...  si  ragiona  irnverenttmenée     .     .     .  C  iv.  8.  33. 

irreverenza.     il  quale  contrario  irrevfrenaa  .  . .  dicere  ...  si  può    .     .  C.  iv.  8l  15. 

però  la  irrtwrensa  *  disconfessare      . C  Ìv,  8.  105. 

perocché  . .  ,  ìn  più  vera  irrrvtrmaa  si  cadcrebbe C  iv,  8.  138, 

Isaia,     però  è  scritto  in  Isaia C  ìv.  5.  43. 

sccondochfr  li  distingue /^uiiict  Profeta Civ.  ai.  no. 

Islfile.     quando  Jst)(/r  dice  ad  Archcmoro C.  ìli.  11,  i€A. 

ìsola.     le  forze  che  ha  questa  isoia C  ìv.  97.  176. 

brael.    quello  popolo  d*  Israti C.  lì.  6.  4. 

Israele,     ncir  uscita  del  popolo  d'  Israèle  d*  Egitto C  ii.  i.  59. 

istigazione,     essere  tornato  .  .  .  senza  di\'ina  istigamone C  iv.  5.  139. 

Italia,    vedemo  nelle  cittii  d' liaiia C.  ì.  5.  56. 

5'  egli  *  d' Italia C.  i.  6.  54. 

infamia  .  . .  delli  malvagi  uomini  d' Italia C  i.  11.  a. 

sono  gli  abbomìnevoli  cattivi  d' //a/ù C  i.  11.  147. 

dalle  corti,  massimamente  d'  Italia C.  B.  zi.  67, 

Dico  .  .  .  che  anticamente  ìn  Italia  .  . .  vìveva C.  iit  iz.  aa^ 

cioè  che  Enea  venne  di  Troja  in  Italia ,     .     .  C  ìv.  5.  48. 

che  .  •  .  qua  in  Italia  tanto  dinanzi  ti  preparasti   . C  iv.  5.  79. 

le  verghe  de' reggimenti  d' //a/id C  iv.  6.  181. 

spezialmente  nella  misera  Italia C.  ìv.  9.  106. 


319  ^^^^^^^^^^^  LAGRIMA 

tvL     Se  guardi  alla  pietà  eh*  ivi  entro  legno     .     .     .    «I^^HT*    .     Oims.  xvlf.  90. 

Itn  ,  . .  Generai  io  costei Conj.  xx.  47. 

Vero  è  che  ad  or  ad  or  d*  ivi  discende Bai/,  iii.  7. 

UL     y.  N.  19.  45  (Caiu.  i.  9&\  80  <,rdM«.  i.  61    ;  Cant.  ìx.  3.  64  ;  x.   100  ;  xi.  8a  ;  xiri. 
aa  ;  xix.  aa  ;  Sist^  li.  37,  36;  Ball.  vii.  5;  vìii.  11  ;  K  TV.  44.  59  iSon,  xjv. 
loj  ;  43.  51  {Son.  XXV.  5)  ;  Son,  xxxv.  3  j  Hi.  3  ;  n%'.  6  ;  S.  P.  xxxi.  15. 
fw^^w.     Vedendo  la  mia  laòhia  tramortita K  iV.  33.  108  (Catta,  iii.  68\ 

£  par  che  delta  sua  labbia  si  muova K.  ^.  96.  48  {Soh.  xv.  la-. 

qualora  davanti  Vedetevi  la  mia  labbia  dolente     .     .     .     .     K  A^.  37.  ai    Sim,  xx.  6'>. 

labbro.     Aprì,  Signor,  le  labbra  della  mente 5.  /*.  1.  58. 

labile.     Dop'  està  vita  labile  e  caduca S.  /^  cxlii,  57. 

laccio.     E  che  mi  guardi  dagli  occulti  lata .     .     .     .     S.  P.  L  9. 

E  dai  larri  infernai  si  gli  dUleghl   ...  >•..■•••     Z'.  f.  840. 

laddove.     LatiJovf  tu  mi  rìde ••>•    Ball.  ti.  io, 

lado  <=  laida     Perchè  a  dire  é  lado   . Cohm.  x.  131. 

ladrOf  9d}\  St  n.     Sentendo  1*  opre  ladn  Che  ìn  te  ai  fanno     ....     Vana,  xviiì.  5. 

Ma  come  a  furto  il  Wiv,  Cosi  vanno Coiu.  xix.  53. 

C/:  latro. 

ladrone.     Questi ...  È  piuvico  laJron  negli  atti  sui Som.  liv.  8. 

I^tgla      E  monna  Vanna  e  monna  Logia  poi  . .  .  ponesse S^m.  xxxii.  9. 

lago.     Una  saetta  che  m*  asciuga  un  lago  Dal  cor Batt.  iii.  8. 

Che  *l  suo  desirr  in  congelalo  lago  ...  si  posa Sem.  xxxix.  3. 

IH  quei  che  al  lago  discendendo  muore S.  P.  cxiii.  39. 

lagrima,    che .  .  .  mena  Le  /ii^m/ dogliose  agli  occhi  trtsU    K  N,  35. 55  \Soh.  xviii.  1 1. 

Italica     quasi  a  tutti  %V  Italia  apprcsentato C  i.  4.  95. 

né  il  Tedesco  Io  Volgare  Italim C.  L  6.  56. 

li  Iclteratì  fuori  di  lingua  Italica C.  Ì.  9.  lo. 

coloro  che  accusano  r //o/iini  Loquela .     C  ì.  to.  106. 

questi  Tonno  vile  lo  parlare  I$aì0 C  i.  11.  99. 

IvL     perche  il  primo  mese  ò  ivi  Tiarin       ...  K  «V.  30.  6. 

che  tvi  il  core  anche  intendo  per  V  appetito ^  ^  39*  44. 

dicendo  che  dovunque  é  Virtù,  ài  é  Nobiltà C  iv.  19.  aa. 

JmoU.     Dice  Marco  che  .  .  .  Maria  Jacobiy  e  .  .  .  andarono    .     .     »     •     C  cv.  aa.  150. 
Jacopa     &e  non  chi  va  verso  la  casa  di  santo  Jaa>fH3 K  /V.  41.  41. 

pepli  che  la  sepoltura  di  santo  Jtttopo  Ai  .     .     .     . K  jV.  41.  48. 

che  il  vulgo  chiama  la  Via  di  santo  Jacopo    .  C  H.  15.  to. 

Onde  dice  santo  Jacofio  Apostolo C  Ìv.  a.  83. 

Jattatìia      L'  una  4  di  natuntl*  jattaptaa  causata C  iv.  13.  lao. 

Jcrooima     seguitare  y/mmino,  quando  .  .  .  dice C  ìv.  5.  143. 

JesM;  Nascerà  verga  della  radice  di  J«sté  ...  e  Jésm  fu  padre  del  .  .  C  Iv.  3.  44,  45. 
là.  K  /V.  B.  38  ;  7.  44  ;  9.  aa  ;  la.  7,  18  ;  13.  30  ;  14.  7.  6a  ;  al.  6  ^bW,t  38  ;  40.  aj  ;  41. 
45i  51  :  4»-  M.  33  :  C.  i.  9.  47  ;  la.  3  ;  ìÌ.  a.  as  ;  3.  34  ;  a  59  ;  9.  134  ;  io, 
78  ;  xa.  54  ;  13.  46  ;  14.  83  ;  16.  »5,  49.  64,  7»»  75  ;  ^»l-  4-  4  «  :  5-  83,  96,  l  iS, 
187  ;  7.  t4a  ;  8.  58,  8a  :  io  34.  44.  45  :  «a-  9.  -43.  «5  J  >4.  6j  ;  iv.  5.  144  ;  6. 
140;  7.68;  8.  49:  14.38.  14*;  15.66;  19.  60.76;  aa.  i»3  ;  33.88;  as.  741 
«8.  56,  58  ;  30.  46. 

labori;    te  non  teme  laborw  di  studio C  ii.  (6.  40. 

latartaaa     Ciascuna  cosa  che  .  .  .  procede,  *■  labonaui  C\  \.  7.  16. 

ladra     levare  Ìl  draj^w  ...  e  coprirne  il  ladro      ....  C  iv.  »7.  196. 

Nua  altrimenti ,  .  .  ridere  . .  .  che  del  ladm  che    ....  C.  iv.  97.  199. 

IsdnXMU     siccome  sono  ladroni  e  rubatorl    ....  .....     C  i.  la.  77. 

dinanzi  a'  iadront  canterebbe C.  iv.  13.  109. 

blgrtma.     non  potei  sostenere  alquante  lagfimt     ....  K  ^.  8.  11. 

aadai  a  bagnare  la  lerrm  d'  nmariarime  èagritm     ...  K  jV.  io.  5, 


LAGRIMA 


3» 


lagrima,    sentendo  Che  si  movean  te  lagrime  dal  core  .    .    .  K  iV,  36.  38  (Som.  xìz,  io). 

Io  laverò  con  tagnm*  Io  letto S.  /*.  vi.  09. 

lagrimare.     donne Qual  iagrimando,  e  qual  traendo  guaì     K  IV,  33.  174.  (Gin*,  il  47). 

Gli  occhi .  .  .  Hanno  dì  Zoomar  sofferta  pena     .     .     .     .   K.  /V.  32.  42  {Cans.  iti.  a). 

Ma  lagrtntar  dinanzi  a  voi  non  sanno V.  N,  37,  39  i^Son.  xx.  14), 

L*  amaro  iagrimar  [che  voi  (accste  .  .  .  Faceva  tagrimar  V  altre 

pcn»nc] y-  ^'  3^  ^Si  35  (-Scw.  xJti.  i),  37  {Som,  sxL  3). 

dcsìrì  Di  tagritnatt  e  di  mostrar  dolore  .     .    .     »    .     .     .  r.  A^.  40.  56  i^Scn,  xxiii.  6). 

mi  dice,  Che  lagrimando  n'  uscirete  pui K  ^.  41.  65  {Soh.  i-xiv.  xi). 

Io  a  te,  Signor,  ricorro  lagrimando , S.  P.  xxxi.  49, 

UtgiimOBO.     L*  altra  man  tiene  ascosa  La  faccia  lagrimoaa     ....     Can»,  xx.  35. 

Degli  occhi  nostri  lagrimosi  e  mesti S.  P,  "vi.  42. 

lai,  pi.     son  senza  fìnc,  Con  pianti  e  strida  ed  infiniti  lai P-  F,  63. 

lamentare.     Aoìma  nostra,  che  si  ti  iammti    , C.  ii.  Cans.  i.  41. 

E  quivi  ^  lamenta  D*  Amor Cana.  xiìi.  38. 

Ch'  io  'I  ridi  lantmtare  in  forma  ven K  W.  8.  30  (Som.  iìL  xo\ 

lamentX).     Poscia  piangendo,  sol  nel  mio  lamftUo  Chiaaw.     .  V.  iV.  32.  94  (Caiu.  iìì.  54). 

Sentirai  dolce  sotto  il  mio  lamento dna.  xTÌi.  87, 


lagrima,     mi  ritomai  nella  camera  delle  lagrime K.  iV.  14.  65. 

che  alcuna  lagrima  talor  bagnava  la  mia  faccia K  iV.  aa.  31, 

ìocontancnle  che  le  lagrime  m*  avcano  assalito K.  iV.  23.  38. 

bagnandoli  dì  vere  lagrime f^.  JV.  33.  48. 

che  tirasse  le  lagrime  fuori  delli  mici  occhi V.  N,  37.  10. 

mai .  . .  non  dovrebbero  le  vostre  lagrime  esser  ristate K  A^  38.  17. 

trovai .  .  .  alle  mie  lagrime  rimedio C  ii.  13.  35. 

lagrimare.     poiché  alquanto  mi  fu  sollcnato  questo  lagri»Man  .     .     .     ,  V.  S.  la.  7. 

m*  addormentai  come  un  pargoletto  battuto  fagrimundo     .     .     .     .  K  A^  la.  la. 

ancora  lagrimando  in  questa  .  .  .  cìttadc,  scrissi K.  M  31.  4. 

Poiché  gli  occhi  miei  ebbero  .  .  .  lagrimato V.  N.  39,  a. 

più  tosto  si  muovono  a  lagrimare KA^.  36.  15. 

non  potendo  lagrimare  né  disfogare  la  mia  tristizia K.  A^.  37.  7. 

sì  raccese  lo  sollenato  lagrimare  in  guisa,  che V.  N.  40.  28. 

Isùdezza.     che  rìdca  e  schemia  la  laideaea  del  suo  corpo C.  iii.  4.  76. 

laido,     che  qualunque  cosa  è  ...  da  biasimare,  è  più  laida  che     .     .     .  C.  i,  a.  a7. 

alcuno  che  1*  avesse  laido  latto  parere .     .  C.  i.  10.  70. 

perché  sia  del  corpo  da  sua  natività  laido C  iii.  4.  63. 

la  quale  corrotta,  a  cosi  laida  morte  si  correa C  iv.  1.  88. 

Che  . .  .  non  sarebbe  tanto  laido,  quanto C  iv.  8.  35. 

t  un  ritraimento  d'  animo  da  laide  cose C.  iv.  35.  70. 

quante  laide  parole  ritiene C  iv.  25.  94. 

Nullo  atto  è  laidot  che  non  sia  Icùdo  quello  nominare C  iv.  35.  96  {bis')'. 

lnpr^rf»ntnn?ji.     proposi  dì  fame  alcuna  lamtntansa K  A^.  7.  la. 

con  alcuna  onesta  laméniattaa  V  altro  aU}andonaudo C  ii.  x6.  56. 

lamentare.     là  ove  potea  lamtniarmì  senza  essere  udito K  AT.  1  a.  8. 

dì  questi  spiritelli,  che  si  lamentavano  forte K  AT.  14.  45. 

udii  lor  dire  parole  .  . .  coro'  ella  si  lamentava K  A^.  aa.  aó. 

nel  quale  mi /df^vMtassi' alquanto K.  A^.  33.  17* 

Dell'  una  .  •  .  si  lamenta  questo  mìo  caro  e  distretto  a  lei  ;  nella 

seconda  mi  lamento  io K  AT.  34.  so,  ai. 

cosi  appare  che  ...  si  lamentano  due  persone,  1'  una  delle  quali  si 

lamenta  come  fratello K.  TV.  34.  04,  25. 

dico  che  dice  parole  lamentandosi ,     .     .  C  ii.  10.  z8. 

dico  che  r  anima  se  ne  lamenta  dicendo C  iii.  3.  la^. 

lamentevole,     la  cagione  del  suo  lamenltvole  parlare C  iL  10.  7. 


331  ^m^^^V  LASCIARE 

lamento.     Che  lascian  guii  e  di /amvh/i' strìde .  Som.  x li i.  7. 

udendo  ...  li  la*HfHti  e  ì  guai  di  quelU  temi ,  S.  P.  ci.  56. 

lancia,     sono  Venuti  centra  me  con  tancù  e  stocchi S.  P.  xxxvìL  39. 

lanciare,     di  quella  sacttaT  Ch*  Amor  ZoMnò  lo  g;iomo  eh*  io   .  Cans.  xvì.  58. 

laonde.     Laotuit  il  mio  nemico  .  .  .  s*  afforzava     .     .' S.  P.  xxxvii.  43. 

Lapo,     Guido,  vorrei  che  tu  e  La/*o  ed  io  Fossimo  presi Son.  xxxii.  1. 

larghezza     È  . .  .  Prudente  e  giusu,  e  targhetta  se  n*  ode    .    .     .     C.  iv.  Can»,  iìi.  133. 

Larghétta  e  Temperanza,  e  .  .  .  mendicando  vanno Caiu.  xx.  63. 

largOw     Oltre  la  spera,  che  piti  larga  gira      ,.,,,,,  V,  N.  43.  47  {Son.  xxv.  1), 

Per  mia  mattczza  rompe  e  Tassi  largo S.  P.  xxxvii.  18. 

K  fa  si  larga  b  redenzione S.  P.  cxxix.  90. 

lasciare.     Allor  Aurini  la  ntiova  fantasia K  /V.  93.  140.  {Canz,  \\.  13). 

Ed  tu  tasàato  Amor  meco  dolente V.  N.  33.  54  .Cmna,  iti.  14). 

E  Ita  eoa  loro  ;  e  voi,  donne,  ha  lateiait K.  iV.  $•.  57  (Cwm.  VL  17). 

LancilOttO.     Certo  il  cavaliere  Lancilotto  non  volle  entrare      .     .     .     .     C  iv.  38.  59. 

Laomedonte.     nella  età  di  Laomgdont* C.  iv.  14.  137. 

Secondo  la  opinione  .  .  .  Laomtdontt  fu  gentQe    .......     C.  iv.  14.  140. 

ISfiaiDCnte.     dico  <vncAib/ar^imrM/r  ogni  ntondo      .......     C.  iì.  (4.908. 

lo  sguardo  di  ...  fu  a  noi  cosi  largamtnU  ordinato C.  ili.  14.  194. 

doppiamente  .  .  .  cio^  largttmtnlt  e  strettamente C  iv  9.  103. 

ibr^am/H/r,  s*  intende  per  tutto  quello  parlare C  ìv.  a.  106. 

che  .  .  .  tanto  largamfntt  ìn  quella  ne  mette,  quanto C  iv,  ai.  103. 

larg^lezsa.     credono  che  cortesia   non  sia  altro  che  UrgMtaaai   che 

latgiuMMa  è  una  speziale  . . .  cortesia C  ÌÌ.  ti.  58  (&u). 

perocché  la  sua  larghila  non  si  striane C  iìi.  6.  98. 

D  aotc  pare  di  larght^mi ...  d*  un  piede C  iv.  8.  59. 

thè,  poaedendo  quelle,  largtuMaa  non  si  fa C.  iv.  13.  134. 

irtsmutata  negli  altri  per  uso  dì  largkaaa C  iv.  13.  141. 

al  debito  della  Larghetta  .  .  .  sati^re C.  iv.  97.  107. 

Che  .  .  .  tm  Larghetta  vuole  esacre  a  luogo  e  tempo  ...  .     .  C.  Ìv.  97.  1  la. 

Bìalaati  !  . .  .  che  .  .  .  credetevi  Larghttta  fare C  iv.  97.  1*4. 

tATglrCL     che  a  loro  sia  maggior  licenza  largita  ....  K  ^.  95.  57. 

Se  ...  la  Dea  della  ricchezza  largitra      ...  .     .     •  C.  iv.  la.  77. 

largo,     secondo  la  larga  significazione  del  vocabolo    .     .     ,     .     .     ,     .  K  A'.  41.  34. 

in  due  modi,  in  uno /ofjpo  ed  in  l'altro  stretto.    Xnlargo^  ìnquaatoè  .  KM  41.37  ;Aij). 

targo  parlando  dico .     .     .     »  C  i.  7. 88. 

pib  le  è  la  sua  beatanxa  stala  larga  ;  e  se  più  1'  è  stata  larga  .     .     .  C  ii.  5.  85,  86. 

perche  veggiooo  fare  ...  le  possessioni  larghe C  Iv.  8.  77. 

che  1'  Anima  nobile  nella  Scnctta ...  si  £  Larga       ......  C.  iv.  97.  la. 

Coavienal  anche  a  questa  età  caaere  Largo C  Iv.  97.  105. 

UU  che  3  Largo  non  noccla C  iv.  97.  1 13. 

Moatr*  che  fosae  Largo C.  iv.  97.  171. 

però  le  tamaro  tutte ^.  jV.  5.  33 

a  me  non  dispiace  se  la  mi  /«Vi«  stare K.  A^.  19.  159. 

poich'  io  Umooì  questo  farneticare K  M  *3.  994. 

e  però  iastiaruio  lui,  Dico  che K.  A^.  36  34, 

p«r6  Umìo  colale  tratuto  ad  altro  ehlo«atore K  A^  99.  97. 

focate,  che  .  .  .  non  mi  Ioana  quasi  altro  pensare K  A^.  39.  14. 

■  cui  cosi  vilmente  a'  era  latciato  poMedwe K  A^.  4o>  !•• 

Il  quale  Gesù  Cristo  latàò  a  noi  per  t  inmptn  • K,  M  41*  4* 

la  •  .  .  vita  di  quelli  che  dietro  m'  ho  lataMi    .    , C  L.  l.  79. 

perchè  per  aè  è  da  lateiar»  di  parlate  sé  biasimando C.  L  a  4a 

parxchtfi  aoo  iaatim  la  ragione  argoneatare  .....  C  i.  4>  45> 

likrdtté  Hi  fac«...r  altro  tetfM.  .  .  C  1.  a  7. 

Y 


LASCIARE  3133 

lasciare.    £  certo  e*  mi  coDvieo  iasaart  in  pria  [. . .  Ciò]  .  C  iiL  Qm*,  li.  9  ;  a.  9  ;  4.  15. 

Le  dolci  riine  d'  amor  .  . .  Convien  eh*  io  Aua* C  iv.  Cans.  iil.  3. 

E  sanno  il  loco,  dove  Amor  lasdaro Gihj.  xìv.  aa. 

Verso  'I  dolce  paese  e*  ho  iasciato CaHM.  xvi.  5. 

Poscia  eh*  Amor  del  tutto  m'  ha  lasciato Orna,  xix.  x  ;  V,  E,  ii.  la.  65. 

Che  non  mi  lascia  aver,  com'  altri,  tempo S^st.  ii.  54. 

Lascia  piangere  a  noi  [,  e  triste  andare]       ,     .     .     .     V»  N.  aa.  97  {Soiu  xiìi.  9),  ito. 

Cb*  altro  pensicr  non  lascia  star  con  nui K.  W.  39,  67  (Som.  xxit.  8). 

udito,  Che  pigliar  vi  lasdatt  ad  ogni  uncino Son,  xjcxiv.  6. 

Lo  Re  ...  Mi  fa  Iasaart  la  fiera  rancura Son.  xxxviì.  3. 

Che  lascian  guai  e  di  lamenti  stride    . Som,  zlii.  7 

Dunque  lasciatt  dir  chi  ha  senno  poco Son,  xtv.  ta. 

Che  più  cascare  non  mi  lascerai S.  P.  xxzvìi.  59. 

Non  mi  voler  lasaan  cosi  afflìtto *    S.  P.\.  40. 

Ch'  egli  .  .  .  lasctràgii  ogni  perverso  merlo S.  P.  cxxtx.  35. 

laaao.     Quantunque  volte,  lasso!  mi  rimembra      .     .     .     .     ,    V,  N,  34.  37  {Canm.  iv.  z). 

Oh  lassa  me,  come  si  fugge .     .     C  ii.  Can*.  L  31  ;  la  ao. 

[Oh  me]  lassai  ch^  io  non  son  possente C  iiì.  Can*.  ii.  7  ;  3.  133. 

Jl.(2S5o/ a  che  dicer  vegno  ? Gma.  x.  18 

lasciare,     coloro  che  .  .  .  hanno  lasciata  la  letteratura  a  coloro    .     .     .  C  ì.  9.  33. 

come  ...  io  mi  mossi  ...  e  lasctai  lo  Latino Ci.ro.  37. 

qui  lasciando^  tomo  al  proposito C  i.  la.  88. 

dice  ...  la  pace  mia  lascio  a  voi . . .  lasciando  loro  la  sua  dottrina  .  C.  ii.  15.  173,  173. 

se  pur.  . .  si  conviene  .  . .  lasciar V  altro C  ii.  16.  55. 

senza  lasciarlo  alla  terra  ricongiungere C.  iii.  3.  6a. 

conviene  lasciart  p*r  povertà  tC  intelletto  molto  ........  C  iii.  4.  9, 

al  quale  è  bello  un  poco  di  fatica  lasciare     , C  ìiì.  5.  196, 

e  non  si  lasciano  vedere  senza  fatica C  iii.  7.  43. 

e  nullo  suo  pensiero  ad  altre  cose  lascia  distendere C  iiì.  11.  jaó. 

clic  a  me  conviene  lasciare  le  dolci  rime C.  iv.  a.  ao. 

le  parole  ...  si  deono  .  .  .  discretamente  . .  .  lasdan C  iv.  a.  65. 

cUporròy  cioè  lascerò  stare,  lo  mio  soave  stile C  iv.  a.  93. 

d'  un  verbo,  molto  lasciato  dall'  uso  in  grammatica C.  iv.  6.  16. 

negligenza  è  a  lasciare  la  .  .  .  opinione  prendere  piede C  iv.  7.  17. 

sì  va  .  .  .  lasciando  le  vcstigie  de'  suoi  passi C  iv.  7.  68. 

se  non  seguire  le  vcstigie  lasciate C  iv.  7.  73. 

non  è  da  lasàare  . . .  che  .  .  .  non  errò  pur C.  iv.  10.  54. 

lasasi  stare  quanto  .  .  .  Salomone  e  .  .  .  grida .     .  C  iv.  la.  80. 

non  può  essere  possedendo  quelle,  ma  quelle  lasciando  di  possedere  C  iv.  13.  138. 

perocché  ...  da  lasciare  mi  pare  ogni  altrui  sentenza C  iv.  17.  35. 

certa  cosa,  che  dinanzi  è  .  .  .  lasciata  non  provata C.  iv.  19.  9. 

Lasciando  dunque  stare  1'  opinione  .  .  .  intendo C.  iv.  aa.  37. 

lasciando  stare  tutti  gli  altri  ...  è  da C.  iv.  aa.  61. 

quelli  che  dalla  buona  radice  si  lasciano  disviare  . C.  iv.  aa.  133. 

fino  alla  Nona,  tasciando  la  Sesta  nel  mezzo C.  iv.  33.  131. 

lasciando  ciò  che  ne  scrivono  ì  filosofi  .  .  .  dico C.  iv.  34.  34. 

lasciando  il  figurato  ...  e  lasciai^  stare  quello  che  Egidio  Eremita 
ne  dice  ...  e  Lisciando  stare  quello  che  ne  tocca  Tullio  •  .  ■ 

dico C.  iv.  34.  94.  96.  99. 

quello  che  ...  è  nell'  ultima  vol«>ntà  un  padre  lasciato  ....  C.  iv.  34.  177. 

Enea . .  ,  quando  las  io  li  vecchi  Trojani  in  Sicilia C  ìv.  aó.  94. 

e  però  questa  lascia,  e  quello  ricoglìc C.  iv.  30.  43. 

Dissi  lassOf  in  quanto  mi  vergognava  di  ciò  che V,  N,  40.  47. 

Ora  .  .  .  che  'l  mio  ventre  è  lassa C  iv.  a8.  134. 


323  LATINO 

lasso.     Lm*so/  non  donne  qui,  non  genti  accorte  Vegg'  io      ....  QiHm.  xì.  67, 

Z.«jsa  /  però  che  dolorosamente  Sento  ■     .     .     .     • Coma  xìlì.  4. 

Al  poco  giorno  . . .  ed  al .  . .  Son  giunto,  ìassù!  ed  al S*xr.  i.  a. 

LtuMÌ  non  so  in  qual  parte  gli  giri ••....  BoÌÌ,  v.  11. 

Io  dico  :  afai  fosso  f  awicn  egli  a  perdona  f K  TV.  16.  37  (Som.  Ix.  4). 

rei . .  .  Lasso  f  di  pianger  sì  la  donna  mia f^.  ^<  33.  sa  tSoft.  i.vìì.  7). 

Lasso/  per  forza  [de*  molti  sospiri] K  W!.  4a  46*  51  \Soh.  xxììì.  1). 

£  però  loAso!  fu*  io  cosi  ratto  In  trarre Son.  xxvL  la. 

Quando  son  giunto,  tasso  /  ed  ci  son  chiusi.  E  M Son.  xxv'ù,  fa. 

Ha  più  m*  incrcsce,  ahi  lasso  I  che  si  vede Son.  xxxv.  13. 

Ohimè,  lassOyoh\mt\ Som,  X,  5. 

Dicendo  :  Lnsw^  che  per  Rchi  secchi  Messa  1*  avre* Son.  tii.  13. 

Qualora  io  penso  che  son  fatto  lasso 5.  P.  d.  35. 

lù.     Ogn'  Intelletto  di  lassù  la  mira     ....      C.  ìil.  Cans.  ii.  93  ;  6.  33,  6j  ;  13.  7. 

tal  c:erchio  .  .  .  Che  di  lassù  ne  riga Camm,  x.  94. 

questa,  in  cui  onor  lassù  si  canta Cans.  xxW.  60. 

Perocché  di  lassù  mi  son  venute Baìln  vi.  14. 

cantinne  gli  augelli  Ciascuno  in  %ìxo  latino  ...  ...  Ball.  fv.  11. 

Che  a  dirlo  sana  poco  il  mio  latino P,  F.  139. 

Nella  Seconda  dico  per  che  va  lassù K  W.  4^  17. 

acciocché  spiritualmente  va  lassù V.  N.  ^is.  ao. 

lassù  io  saliva  pensando C  li.  B.  43. 

perocché   di   lassù  é  il  suo   principio,  e  di   lassù  viene    b  sua 

•entenza C  ìEi.  7.  t36,  137. 

che  di  lassù  dico,  facendo  relazione  a  Dio C  Ìil.  13.  8. 

quando  di  lassù  discese  Colui  C  iv.  5.  58. 

ite.     le  scritture  Uitinamtnét  scritte C  i.  7.  49. 

A  più  la/inammle  vedere  la  sentenxa C  il.  3.  l. 

erano  dicitori  d*  Amore  certi  poeti  in  lingua  latina   .     .     .     .  K  A.  93.  07. 

tanto  i  quanto  dire  per  versi  in  latino K  AT.  9j.  35. 

alla  quale  era  malagevulc  ad  intendere  i  versi  laOm K  A^.  aj.  47. 

conciussiacoaaché  le  parole  . . ,  si«»o  tutte  taAns P^.  /^.  31.  sol 

CMcre  Volgare  e  Don  Z.«/i'mo. C.  i.  5.  4. 

■e  Latino  e  non  Volgare  fosse  stato C.  i.  j  42. 

M  tosse  stato  Latino C  L  5.  45  ;  6.  3. 

perchè  il  Latittc  é  perpetuo  e  non  corruttibile C.  ì.  5.  48. 

delle  commedie  e  tragedie  Latin* C  1.  5.  51. 

lo  Latino  non  era  toggrtto  ma  sovrana C  Ì-  5.  70. 

lo  Lat$no  molte  cose  manifesta C.  Ì.  3.  85. 

più  ...  in  Latino^  che  in  Volgare,  però  che  lo  Volgare  seguita  uso, 

e  lo  Latino  arte C  t.  5.  103,  104. 

doè  che  il  comcato  Latino  non  sarebbe  staio  soggetto  alle  Csnfonli 

ma  sovrano C  i.  5.  106. 

che  il  Latino  non  sarebbe  stato  servo  eonosfmt* C  1.  6.  8, 

Vt  11  comento  Latino  avrebbe  avuta  la  conooccnM  .  .  .  Che  lo 

Latino  non  sia  conoscente C.  1.  6.  36,  38. 

Lo  Latmo  conosce  lo  Volgare  in  genere C  1.  6.  45. 

tutto  1*  abito  del  Latino C.  8.  6.  5i< 

BAO  abituato  di  Latino Ci.  6.34. 

che  lo  Latino  non  è  conoscente  del  Volgare C  L  A.  57. 

s«  non  conosce  lo  Latino  lo  Volgars C.Ì.6.6aL 

lo  Latina  non  ha  eonvtnatiooe  c«n  tanti Ci.  6. 66^ 

cIh  lo  Lmtmo  pur  conversa C  1.  6.  70. 

0  OOOMBlo  Latino  non  sarebbe  stato  servo  tonosantt  .  C  L  7.  1. 

va 


LATINO  ^VI^H^H^  ^^ 

lata    Madonna  ...  Io  parlerò  di  voi  in  ciascun  tato C  iii.  dita.  iì.  90. 

e  d*  altro  tato  Con  difetto  procede C.'w.  Canz.  iiì.  47. 

Dall'  un  de*  lati  vai  combatte  il  core Canz,  xvi.  3. 

Generai  io  costei,  che  m*  è  da  lato Canz.  xx.  50. 

S*  io  fossi  dal  mio  tato  al  fellone K.  TV.  38.  40  (Som.  xxÌ.  6\ 

Seco  menando  Amor  dal  destra  Imto Som.  xxìx.  4. 

O:  allato. 

latrare.    Oimè  !  perchè  non  latra  Per  me Cane.  xii.  59. 

latro.     Che  tanto  dà  .  .  .  Quctsta  scherana  micidiale  e  latru     ....  Cohz,  xii.  58. 
Q:  ladro. 

Latino,     era  impossibile  avere  Io /^/r'fco  comcnto C  {.  7.  ti. 

che  allo  latino  fosse  stato  iropoosibile C  i.  7.  13. 

se  il  £a/ii«o  è  sovrano  del  Volgare .     , C.  i.  7.  97. 

cotale  sarebbe  stata  quella  del  comento  L^no  C  L  7.  ^a. 

lo  Latino  .  .  .  a\Tcbbe  sposte  molte  parti C.  ti  7.  46. 

Né  questo  avrebbe  fatto  il  Latino C  i.  7.  60. 

Che  non  fosse  stato  Io  Latino  empitore .  C,  ì.  7.  65. 

lo  Latino  non  1'  avrebbe  spostc C  i.  7.  76. 

Anche  Io  Latino  V  avrebbe  sposte C  i.  7.  8^. 

Omero  non  si  mutò  di  Greco  in  Latino C  i.  7.  97. 

casi  furono  trasmutati  ...  di  Greco  in  Latino .  C.  ii  7.  loa 

converrebbe  .  . .  comento  Volg^are  e  non  Latino C  i.  8.  5. 

tre  cose  ...  le  quali  .  .  .  \o  Latino  non  avrebbono  seguitalo   .     .     .  C.  ì.  8.  10. 

era  separato  lo  Cumento  Latino     .     ,     .     , C  i-  9.  4. 

Non  avrebbe  il  Latino  servito  a  motti C  i.  9.  7. 

come  lo  Latino  avrebbe  a  pochi  dato  Io  suo  beneficio C  i.  9.  37. 

non  sarebbe  stato  datore  lo  Latino C.  Ì.  9.  40. 

e  lo  Latino  non  1*  avrebbe  data C  L  9.  64. 

che  non  1*  avrebbe  dato  il  Latino .     .  C  i.  9.  67. 

questo  non  si  può  dire  dello  Latino C  i.  9.  70. 

mi  mosse  al  Volgare  anzi  che  allo  Latino C  1.  9.  75. 

siccome  di  comcntare  con  Latino C.  ì.  io.  9. 

e  lasciai  lo  Latino C  i.  io.  07. 

il  Comento  Latino  trasmutare  in  Volgare Ci.  lo.  67. 

quelli  che  trasmutò  iE  Latino  delP  Etica C  i.  10.  71. 

quasi  come  per  esso  Latino,  si  esprimono .     .     .  C.  i.  10.  85* 

biasimavano  lo  Z.a/fNO  Romano Ci.  ir.  96. 

in  quanto  con  esso  io  entrai  nello  Latino  .  .  .  ÌI  quale  Latino  poi  mi 

fu  via C  ì.  13.  404  41. 

tanto  vale  come  in  Greco ^/os  dire  amaton  in  Latino     .....     C  iii.  ti.  46. 

più  .  .  .  che  quella  della  gente  Latina C  iv.  4.  loi. 

Autentiny  che  tanto  vale  in  Latino,  quanto .     .     •  C  iv.  6.  43. 

di  questo  .  .  .  spcrìcnzc  possono  avere  i  Latini C  iv.  13.  199. 

non  volle ...  né  il  nobilissimo  nastro  Latino  Guido C.  ìv.  aB.  61. 

lato,     che  ora  luce  da  un  lato C  ii-  I4.  77. 

per  ogni  tata  mi  passava  Io  raggio  loro C  iiì.  io.  37. 

che  combatte  il  castello  da  un  lato C  iii.  io.  68. 

di  tutto  questo  il  difetto  era  dal  mio  lato C  iiì.  13.  910. 

guardate  chi  a  lato  vi  siede  per  consiglio C  iv.  6.  164. 

latrare,     conciossiacosaché  quasi  tutti  cosi  tatrxuw C  iv.  3.  59. 

lattare.     Non  ti  possano  lattare  di  ...  li  peccatori C  ir.  34*  i4^> 

laadatiUe.    e  vedcala  di  si  nobili  e  laudabili  portamenti f^.  W.  a.  49. 

perché  certi  costumi  sono  idonei  e  laudabili C  i.  i.  lai. 

acciocché  sìa  laudabile  il  mutare  delle  cose  .     , C  L  8.  74. 


3^5  ^^■■mVHIir  LEGAME 

laudare,     si  che  in  te  laudando  Si  po«i Can*.  xviìi.  13. 

Sicché  le /aH(/i"l  mondo  e  1  divin  regno CatA.  xvìU.  4.0. 

Quivi  si  fft  laudari Cana.  ziz.  133. 

Chi  mi  vedrà  Laudtrà  il  mio  signore BaU.  viii.  io. 

ElU  sen  va,  aeotendoei  laudar» K  A^.  36.  41  [Som,  xv.  5). 

Laudando  il   creatore,   io  creatura   Di   plb  laudario  sempre   m' 

innamoro SoH.  xzxviì.  7,  81 

questo .  .  .  Lauderà  Dio  in  basso  ed  ancbe  ia  cima 5.  P.  ci.  75. 

La  Vcrcin  ...  po'  a  diritto  Laudiamo  e  benediamo P.  F.  333. 

C/.  lodare, 
lande.     Non  pcrch'  io  creda  sue  hudt  finire K  A^  19.  aa  (Ca/ia.  L  3). 

Che  inpannalor  non  è  de^o  di  laude ,  Cmms.  xxì.  6. 

Acciò  che  la  mia  bocca  la  tua  laud*  Possa  maairestare  .     .     .     .     ,  S.  P.\.  59, 

£  iamda  e  ^nuia  di  ciò  che  ci  fai P,  F»  913. 

Q:lode. 

lauro.     Se  non  se  io  pino,  lauro  od  abete      .....■■  Cano.  xv.  44, 

lavare»     Io  lavrrò  con  lagrime  lo  letto,  E S.  P.  vi.  ag. 

Se  tu  mi  lavi  la  mia  conscienxa .     .  5^.  /*.  1.  37. 

leale.     Ora  ti  veggio  .  .  .  Fuori  i  Irai  Fabrisii Caus.  xviiì.  04. 

lealtà*     E  solo  in  lealtà  far  si  diletta C  tv.  CaM«.  ìii.  131. 

laudabile,     perdoccbft  deve  essere  nuBimamente  iamdaÒiU    .     .     .     .  C.  u  8.  76. 

di  salutevole  porlo  e  laudabtU  nella  fine  della  mia  cena      .  .     .  C  it.  i.  9. 

però  t  più  laudabile  V  uomo,  che  indinxza  aò C  itt  8.  183. 

siccome  t  più  laudatile  un  mal  cavallo  reg:^re C.  iìi.  8.  168. 

questa  cotale  fi^ra  in  rettonca  è  molto  latidaòitg C.  iiì.  io.  51. 

perocché  r  ammonire  è  sempre  ZtiMdla^iZr C  iiì.  10.54. 

che  se  in  noi  sono  più  cose  Imudabiii C  iv.  iB.  43. 

comprende  . .  .  molte  altre  nostre  operazioni  laudaMi C.  iv.  18.  54. 

nluce  in  essa  ...  le /diMdIaM' passioni     . C,  iv.  19.  41. 

dove  la  vergogna  è  .  .  .  ImmdsbUg    .     ,     . C.  iv.  tg.  79, 

vergogna  non  é  iSatHAiM/» ...  ne' vecchi  né C.  iv.  19.  84. 

però  in  loro  t  laudabile  la  paura  del    ...     .    .    4     .     .     •     .     .  C  iv.  19.  9& 

per  seguire  onesta  e  laudabik  via C.  iv.  a6.  69. 

laudare,     che  non  solamente  ella  era  onorata  e  laudata^  ma  per  lei  erano 

onorate  e  iaitdaU  molte K  JV.  87.  3,  4* 

^fllo  clt«  ansa  mtil$ià  ,  .  .  è  dm  laudate    .     •     • C  iV.  6.  93. 

C/.  lodane. 
lande,     nella  seconda  discendo  a  l^udt  speciale  dell*  anima  ;  e  nella 

teria  a  laude  speaialc  dd  corpo  . .     .     .  C.  tiì.  5.  9,  il. 

C/.  lode. 

lavonx     faccano  magnifici  /«von'd*  oro  e  di C.  iv.  05.  56. 

nella  fine  del  suo  Imvcrv  , .  ,  dee ,     •     .    .     .  C.  hr,  30.  18. 

leale,     dire  sé  csaerr  fedele  e  t*aU C  Ì.  1  a.  86. 

cosi  nella  Giuventute  sì  fa  .  .  .  LoaU C.  iv.  »6.  13. 

é  neceassrio  a  questa  età  eaaere  itmU C  iv.  a&.  las* 

lealmente,    che  ...  ciò  che  praaiae  . . .  italmtnU  poi  diede  .     .     .     .  C.  tv.  06.  1991 

loUtA.     L*aità  é  seguire  e  mettere  in  opera  quello  che C  Iv.  oÓl  1*3. 

e  manifesto  che  .  .  .  Lmità  .  .  .  licno  necessarie .  C  iv.  a6.  143. 

la  giustizia  l*gol*  ordina  le  sciente  ...» C  il.  15.  IB9. 

nulla  co«a  (>er  Ugamd  musaico  armoni iiata C  1.  7.  90. 

solo  di  ttgami  di  |>*role  é  fatto,  doé  di  .  .  .  vocali,  che  anno  .  .  . 
Ugmtmt  d'  ogni  parola  ;  e  composto  .  .  .  ■  figurare  immagine  di 

i^tum Clv.  ^  «3,  «5»  ■7. 

qaeM»  figare  ...  la  qual'  è  figura  di  Uiium    . C.  iv.  &  3*. 


LEGAME  m^^V  3fl6 

l^are.     Cbì  ...  ad  ogni  piacer  si  Uga  e  scioglie,  Hosira Sùh,  xxxìv.  io. 

Io  mi  senio  /r^r  tutte  mie  posse  Dall'     ■     .    . .So».  !■  9. 

Quando  e*  si  sente  preso,  ov\'er  Itgato S.  P.  xxxviì.  30. 

Q'.  llgare. 

legge.     E  le  Tocosc  tue  mal  giuste  Uggì . . .  correggi Cans,  xviU.  38. 

ho  ben  considerato  Tutta  la  Ugge  con S.  P.  cxlii.  33. 

leggeramente.    K  leggieramente. 

leggere.     Queste  pwrole  si  Uggon  nel  viso  D*  un'  angioletta    ....  Bali,  vi.  iB. 

leggiadria.     Tu  togli  a  Uggìcuiria  il  suo  ricetto Cam.  xvìì.  35. 

Per  nome  di  valore,  Cioè  di  leggiadria Cofca.  xix.  la. 

Da  questo  terzo  retta  È  leggiadria .  Cànt.  xix.  73. 

Por  leggiadria  Disvia *     . CmtM,  xix.  78. 

legame,     scusare  per  Uganu  dì  raatrimonìo C  ìv.  a6.  66. 

l^are  (  1  .     piii  .  .  .  che  Ugar  sé  con  numero  e  con  rime C  ì.  13.  53. 

mentre  che  1'  anima  è  U^-ata  e  incarcerata  per  gli  organi     .     .     .     .  C.  iì.  5.  130. 

un  vcrìM)  .  .  .  che  significa  tanto  quanto  Ugarw  parole C.  Ìv.  6.  90. 

li  Poe»i,  che  ...  le  loro  parole  hanno  UgaU C.  !▼.  6  35. 

esso  porta  seco  ...  la  virtù  ii*gli  elemtnH  legati C.  ìv.  ai.  36. 

colli  quali  ... /f^  la  sua  imbeciUltà C  Iv.  S4.  ito. 

legare  (al.     che  .  .  .  pervengono  lì  retaggi  legati  c^  caduti C  iv.  11.  87, 

legato,     ciò  fu  quel  suo  grande  Legato ,     .     .     .     .  C  ÌÌ.  6.  33. 

Inazione,     avere  .  .  .  dopo  la  legamon  ritratu,  consigliato      .     .     .     .  C  iv.  5.  laS, 

li^;ge,    vedcmo  lì  ponitori  delle  Leggi C  i.  8.  34. 

questo  vuole  ciascuna  Uggr C  it  9.  70. 

quando  con  certa  Uggt .  .  .  vallava  ^i  abissi C.  iii.  15.  169. 

quando  .  .  .  poneva  ieggt  all'  acque C  iii.  15.  173. 

quello  che  egli  dice,  a  lutti  è  /^ggi C  iv.  4.  76. 

siccome  sono  le  leggi  de'  matrimoni^  delli C  iv.  9.  150. 

Altre  leggi  sono,  che  sono  quasi  segw'tatria C.  iv.  9.  156. 

Senza  contenzione  pcnro  le  leggi C  iv.  11.  agi. 

falsìssìmo  .  .  .  appo  la  legge  e  credenza  ,  .  .  de*     .......  C.  iv.  15.  50, 

di  qucsu  infennitade  .  .  .  intende  la  Leggr C  iv.  15.  174. 

però  dice  e  comanda  la  legge C  iv.  34.  158. 

quello  che  le /r^^' dicono . C  iv.  a6.  124. 

non  seguitatore  di  Irggt  se  non  in  quanto  Ìl  suo  diritto  giudicio  e  la 

leggr  è  quasi  tutt'  uno,  e  quasi  senza  legge  alcuna  dee  .     .  C,  ìv.  a6.  199,  131,  X3a>. 

basti  che  esso  seguiti  la  leggt C  Iv.  96.  134. 

lunga  usanza,  eh'  era  loro  legge, C  iv.  a6.  14». 

acciocché  li  ...  e  la  ...  sia  un  lume  e  una  legge  agli  altri  .     .     .     .  C  ìv.  07.  90. 

leggere,    dinanzi  alla  quale  poco  ai  potrebbe  leggere K  ^.  i.  3. 

ricordisi  chi  leggr ,  K  N.  ip,  136. 

chi /^gipr  le  soprannominate  Canzoni C  i.  a.  118. 

misimì  a  leggere  quello  .  .  .  libro  dì  Boezio C  lì.  13.  14. 

misimì  a  leggnv  quello C  iì.  13.  aa. 

siccome  nello  allegato  libro  si  legge C.  iii.  a.  53. 

Onde  si  leg^  nelle  storie  d'  Ercole  e •     .     .     .  C  iii.  3.  50^ 

nienti,  quando  vogliono  leggere^  si  dilungano C  iii.  9.  140. 

per  aflaiicare  lo  viso  molto  a  studio  di  leggert C  iii.  9.  150. 

però  si /<!g;^  nel  libro  allegato  lii-Stf/^Wisa C  iìL  15.  5». 

se  lì  loro  comincìamenti  ...  si  leggono .  C.  iv.  la.  105. 

però  ai  le^r  nel  Vangelo  dì  san  Matteo C  ìv.  t6.  109. 

Onde  sì  legge  di  Catone,  che  .  .  .  credea      « C  iv.  37.  31. 

qual  volta  leggo  .  .  .  cosa  che  .  .  .  abbia C  ìv.  97.  98^ 

leggermente.     K  leggiermente. 


32?  LETIFICARE 

leggiadria.     Da  tor  per  Uggiadria  s*  hanno  tolt'  clic  Una BaU.  viii.  ao. 

Distrutta  hai  V  amorosa  Uggut<ina K  /V.  8.  60  {^Son.  Iv.  16% 

L'  altra  ha  bcliczxa  e  vaga  Uggiadria       .     .     , Son.  vxx.  5. 

legglsdrix     Per  donneare  a  guisa  di  ttggiadro Ciiu.  xix.  53. 

Non  però  che  .  .  .  6  .  .  .  spento  Leggiadro  portamento      ....     Cans,  x'ix.  $6, 

Cosi  Uggiadro  questi  lo  cor  bave F'',  JV.  7.  99  {Son,  ti.  ifl). 

Cosi  lontan  dal  suo  Itggiadm  volto .So».  sJxàJi.  4- 

legg(l>erameDte.     Ma  tratterò  ...  A  rispetto  di  lei  Uggtramfntt .    .    V.  S.  19.  31  (Gmm. 

I.  ia\ 

Perocché  . . .  Ltggmrmwttmtt  ti  farìa  dìsnorc K  M  la.  93  (5«//.  L  14V 

leggici  mente.    Mostra  eh' Amor //ji^vnMrn^r  ti  saetti 5oN.xxxiv.it. 

kiggiero.     E  vedea  M  suo  durar  com*  é  Uggùwo      ....      K  TV.  03.  157  ^C^na.  U.  30). 

E  digli  quanto  mia  vita  é  ieggitra   .     .     ,     , Bafl,  v.  4. 

Amor  ...  In  abito  ^-^i^airrdi  peregrino K  A^.  9.  47  {Son.  v.  4). 

Fa.  che  confermi  lo  mìo  cor  /éggùro S.  P.  ].  $0. 

legno.  Ugno.     Chi  diftnisce  :  Uomo  t  Ugno  animato  C  hr.  GrMa.  Ìli.  41  ;  3.  a8  ;  10,  6,  37, 

Cotantu . .  .  par  che  si  prcxrì,  Quanto  Ugno  di  mar CsMa.  xit.  19. 

Prima  che  questo  Ugno  molle  e  verde  S*  infiammi Stst.  i.  39 

E'  non  è  l*gno  di  si  forti  nocchi Som.  xxxi.  l. 

che  nel  santo  tigno  Di  croce  fu  confitto  ....  ,     .     .     .     .     P.  F.  mi. 

Iena.     Dio.  per  pieude  or  dagli  alcuna  Ima Son,  xlvìi.  3. 

leooc^     Ch*  io  gemo  e  ruggio,  come  fa  il  Itene S,  P.  xxxviì.  091. 

letargo.     Ahimé  I  che  *l  nostro  putrido  Utargo  .  .  .  rompe,  e  .     .     .     .     S.  P.  xxxvii.  16. 

leggiadro,     quella  .  .  .  era  donna  di  molto  ttggiadro  parlare    ....KM  18.  la. 

lC|gg(l)enneote.     involta  ...  in  un  drappn  sanguigno  ttggtirmtmi*    .     .  K  /V.  3.  39. 

apparve  come  peregrino  Uggtrmtntt  vestito      ..••....  K.  A^  9.  16. 

che  ttggtrmenh  si  mova  del  suo  core ■ K  M  13.  33. 

i^ggermtntr  sì  può  mostrare C  t.  7.  68. 

A  questa  quistionc  si  può /i;g^'(frm/N// rispondere C  ti.  9,  31. 

Segnati  questi ... /r^;pi»nMo*/ìr  vi  può  vedere C  iti.  5.  195. 

veder  si  può  itggtmuni* C  Hi.  9.  107. 

per  che  «Mài  téggkrmmk ...  ai  può  reducere C  iii.  la.  5. 

asaai  t^ggùfmtnit  qua  ai  può  ridurre C  iii.  f$.  aoo. 

siccome  un  pomo  maturo  itggitrm*nit ...  sì  spicca ,  C  iv.  aB.  afi. 

leggicnK     veggcndo  come  ttggitra  era  lo  ano  durare  . . .  coaiineiai .    .  K.  W.  03.  13. 

alcuno  appetito  ne  avessi  gik,  ma  t'ggtro  parea    .......  K  /V.  39.  49. 

sicché  liggim  sarà  poi  lo  suo  intendimento  a  vedere C  ii.  a.  31. 

colui,  al  quale  ogni  arau  t  ttggitn C  ii.  10.  48. 

che  avessero  ai  leggiero  le  . .  .  parole  apprese  ....  ...  C.  11.  13.  6a. 

assai  di  ttggtero  ...  si  può  volgere C  Ui.  ta.  39. 

tagtonr      che  ...  gli  potca  dare  molle  Ugiomó^  angeli C  H.  6.  «B. 

aìccome  sono  Ltgùt» C  iii.  ti.  104, 

|^otrcbbe  qui  dire  alcuno  medico  o  Itgtaia C  tv.  97.  71. 

Dico  adufiquc,  mescer  lo  Itgtfta,  che C  iv.  37.  77. 

Uaa  pianura  è  . . .  con  ttgnmmt C  iv.  7.  58. 

IVgBBb    lo  nao  Rato  l^ao  teasa  vela  e  senxa  gutaao    • C  i  3.  34* 

la  aiatefia,  cioè  lo  Ugno .     .  C  ìi.  t.  87. 

ia  quanto  dice  Ugno .  C  Iv.  10.  sR, 

ad  aiutare  tagliar  le  ttgnt  per  lo  fuoco C  iv.  a6.  116. 

cbè  U  suittA  ...  di  kgme  ...  al  diasomìgtta C.  iv.  99^  56. 

Leila     avrà  toccate  parole  della  coaaolaxioae  di  iMto C.  il.  13.  ao. 

che  a  canta  materia  non  conviene  CMera  Umm C  kv.  a.  1  la. 

I^Dltnice  vestito  d*  un  cuoio  di  ttom .  C.  hr.  95.  69. 

Lo  roga  ai  /«^^Omi  in  Dio .  C.  iv.  16.  t. 


LETIZIA  ^HH^^P  3^ 

letizia.     Eruio  osate  di  portar /r/fJia K  iV,  33.  x  14  (Cciu.  ìiL  74). 

Ocii  !  rendimi*  Signor,  qnella  letima S.  /*.  1.  46. 

letto.     K  tal  gìjce  per  lui  nel  ittto  tristo -Som.  IÌv.  9. 

Io  laverò  con  lagrime  Io  Uito S.  P.  vi.  29. 

levante.     Che  da  Uvantt ,  .  .  Con  li  bei  raggi  infonde Canz.  xìx.  97. 

levare.     Lavava  gli  occhi  miei  bagnati  in  pianti     ....      K.  77.  33.  184  [Cane,  ìi.  57;. 

Che  questa  nobiltate  .  .  .  e  .  .  .  Lùva  principio  della Oine.  ix.  49. 

Quanto  legno  di  mar,  che  non  ̫va  onda Ccuw.  xii.  19. 

quanto  piani,  Soavi  e  dolci  ver  me  si  Ifvaro Can*.  xiiì.  1 1. 

Z./MUI  della  rena  d^  Etiopia  Un  vento Comm.  xv.  [4. 

Mi  vedrà  coricare  .  .  .  Per  non  /tvartm S*sJ.  ii.  58. 

letizia,     pareami  con  tanta  iftistOj  quanto  a  s6 P^.  TV.  3.  33. 

poco  dimorava  che  la  sua  UHma  si  convertia  in ^<  ^.  3.  53 

Queste  parole  io  riposi  nella  mente  con  grande  Ittima V.  N.  19.  13. 

onde  mirabile  ledaia  me  ne  giungea l^,  N.  a6.  5. 

Questa /rftiiVi  non  può  dare  altro  che  utilità     ........  C  L  8.  51. 

lettera,     non  acquistano  la  ie/tera  per  lo  suo  uso    ......  .  C  L  9.  ao. 

non  si  stende  più  oltre  che  la /r//fm  propria C.  ii.  x.  ai. 

awegna  essere  vero  secondo  la  Uìtrra  sie  manifesto C.  ìi.  1.  6x. 

secondochò  di  sopra  disse  la  Ut/era  di  questo  Comento C.  it.  13.  3. 

non  è  qui  mestiere  di  procedere  ...  a  ietterà  «ponendo       .     .     .     .  C  ii.  13.  77. 

quando  della  ietterà  per  la  parte  remota  si  parla C.  ìì.  14.  ffll. 

a  guisa  che  fa  la  nostra  lettera  in  sulla  carta  umida C  iii.  9.  140. 

in  ciò  pili  rimane  la  iW/rm  discreta  nella  vista C  iii.  9.  1^6, 

volgendo  il  senso  della  tetterà  là  dove  sarà  mestiere C  tii.  la.  9. 

la  sentenza  secondo  la  ietterà  ragionare C  iv.  1.  93. 

AuctorTf  senza  questa  terza  lettera  e C.  iv.  6.  17. 

la  Circoncisione  del  cuore  in  ispirilo,  non  in  ie/teru C.  iv.  aB.  80. 

letterato^     non  I'  avrebbe  sposte  se  non  a'  ietterati     ,    « C.  i.  7.  77. 

molto  siano  più  quelli .  .  .  non  ietterati^  che  ietleraii C.  i.  7.  81  (M>^ 

il  Volgare  dai  tetlrmtic  da'  non  tettrrati  inteso C  i.  7.  83,  84. 

chi  ...  li  Ifttemti .  .  .  non  avrebbono  potuto C  i.  9.  9. 

non  si  deono  chiamar  Letterati C.  i.  9.  19. 

nobile  gente  .  .  .  che  sono  .  .  .  volgari  e  non  UtieroH C  L  9.  38. 

perchè  alcuno  letterato  sia  di  quelli .  C.  i.  9.  6ch. 

Cf.  litterato. 

letteratura,    hanno  lasciata  la  letteratura  a  coloro C  i.  9.  33. 

letto.     la  quale  era  lungo  il  mio  letto K  ^.  33.  87. 

Dammi  ti  patti  degli  antichi  tetti C  iv.  38.  143. 

lettore,     quello  che  li  lettori  deono  .  .  .  andare  appostando C.  ti.  1.  43. 

levare,    e  temendo  .  . .  levai  gli  occhi K  TV.  14.  33. 

ciò  che  contra  lui  si  potesse  lewtre .  K  AT.  15,  so. 

acciocché  quinci  sì  levi  of;ni  vizioso  pensiero    . K  iV.  19.  135, 

dico  .  . .  com*  io  fui  levato  d*  una  vana  fantasia  da K  iV.  33.  314. 

eh*  egli  non  ardia  di  levare  gli  occhi K.  TV.  96.  8. 

Quando  li  vidi,  mi  levai K.  TV.  35.  13. 

Ond'  io  .  .  .  levai  gli  occhi  per  vedere K  TV.  36.  8. 

Contra  ...  si  levò  .  .  .  una  forte  immaginazione K  A^.  40.  a. 

per  levare  un  dubbio Oi.  3.  33. 

poiché  altro  scusatore  non  si  levava C.  i.  3.  loi. 

ordinato  a  levare  il  difetto  delle  Canzoni C  i.  3.  io. 

credendo  dare  la  colpa  ...  al ...  e  Ui>ar1a  a  sé C.  i.  11.  83. 

Levata  è  la  magnificenza  tua  sopra  li  deli C.  ii.  4.  43. 

sexktendomì  levare  dal  pensiero  del C,  ìi,  13.  53* 


329  ^iH^^^r  UBERO 

levare.     E  ae  io  Uvo  [gli  occhi  per  guankre] K  /V.  i6w  35  (5om.  Ìsl  la),  46. 

Lfvatiy  bclU  Donna,  e  non  ti  porre San.  xtiv.  8. 

Ma  tu  .  .  .  Questa  ^i^tù  ,  .  .  LronU»  su Son.  xlix.  13. 

La  qua]  Uwtndo  su  senza  dimora  Farà S.  /*.  ci.  47. 

leve.    K  lieve. 

D CWk».  xi.  74  ;  S.  P.  ci.  66,  87. 

liberare.     Libem  me  dalla  carnai  malìzia 5.  P  1.  55. 

Per  tiberan  dall'  etema  ^crra  Quelli .     .     .  5.  /*.  ci.  79 

Acciò  che  Hhcrati  e  fatti  forti,  Potcasono .  5.  /*.  ci.  8a. 

che  mi  vogli  .  .  .  /lArranMida*  nemici  miei 5.  P.  cxlii.  47. 

Questi  volendo  iihrrur  ciascuno P.  F,^i. 

Per  hòtmrm  dal  demon  maligno P.  F,  193. 

levare.     Uvatoìo  dalla  terra,  tanto  lo  tenne C  iìK  3.  61. 

vivete,  non  Irvanda  gli  occhi  suso  a  queste  cose    . C.  iit.  5,  907. 

combatte  ...  da  un  lato,  per  Irwtrt  la  difesa  dall'  altro C  iii.  io.  68. 

chef  pensando  .  .  .  Uvò  via  t'  ultima  particola C  !v.  3.  48. 

come  tfvando  V  ultimo  canto  del  pentagono . . .  coti  tavamdo  V  ultima 

potenza  dcir  anima C  Iv.  7.  146,  148. 

irotendo  ...  la  malixia  d'  slfituntì  dalla  mente  Uvan C  iv.  8.  37. 

che  è  questo  altro  fare  che  Uvart  il  drappo  d'  in  su  1*  altare  . . .  T  .  C  iv.  97.  1 35. 

Lfvomi  in  grandissimo  studio  di  vedere C.  iv.  ad.  45. 

siccome  d*  una  ...  si  potrebbe  fnmrt ...  il  formento    .....  C  iv.  99.  1 18. 

levezxa.     sarei  stato  ripreso  di  /rwatcì  d*  animo C.  Hi.  t.  84. 

levitade.     La  hraa  ò  da  irtntadt  Ji  natura  causata C  iv.  15.  I5t. 

11 •  C  ili.  15.  SOI. 

libello,     è  mio  intendimento  d*  assemprare  io  questo  iibeUo  .     .     .  K  W.  1.  7. 

lo  intendo  solvere  e  dichiarare  in  questo  libtilo y.  Af.  ta.  149. 

in  alcuna  parte  di  questo  mio  tiMlo    ...,...,«..  K.  W.  35.  100. 

il  proemio,  che  precede  questo  tAtlto «     .     .     •     .  K  A^.  39.  t8. 

ragionato  per  me  nello  allegato /16W/0 .     .     •     .  C  ii.  9.  13. 

Tullio  ...  in  quello  ttbiiio  deiia  yécthÙMaa C  ti.  9.  67. 

UbcralitÀ.     la  mia  voglia  dì  compiuta  e  cara  lArralità  t  qui  seguace      •  C  i.  1.  140, 

da  profil^maa  dì  Uberaittà C  i.  5.  1 1. 

come  .  . .  prtMla  liòtraJttà  mi  fece  questo  eleggere C.  i.  8.  6. 

Puotesi  adunque  la  pronta  Itbtraltta  .  .  .  notare C  i.  8.  8. 

in  quello  é  detta  pronta  hhfraittà C  L  8.  38. 

araocchè  in  quello  sia  pronta  /iòfralità C  i.  8.  45. 

per  conscguente  sarà  più  pronta /iVm/f/à C  i.  6.  61. 

acciocché  sia  in  esso  pronta  lAtrtUitÀ C  i.  8.  83. 

la  sua  virtii.  la  quale  è  liUmii$à C  i.  6.  97. 

•criocchò  quivi  sia  pronta  Jtòtrahlà C.t8.ii5. 

nella  quale  si  può  notare  la  pronta  l%bimii$à     .     .     .    •     .     .     .     .  C  L  8.  117. 

Accioccbi  nel  dono  sia  pronta  iibeniità C  i.  8.  194. 

acciocché  sia  nel  beneficio  la  proou  ttòrraìiià Cl.9.4. 

from$a  tiUrxUita  mi  mosse  al  Volgare CL9.74. 

per  prontezia  di  ItStrahtà  mi  moasl      .     « •     .     •  C  i.  10.  96. 

Éavìtuido  e  confortando  gli  uomini  a  Mvrvittl  di .  C.  W.  tt.114. 

La  leru  si  è  LiUnUùà C  Iv.  17.  38. 

tDtnUmeote.     sempre  kUfaimétUt  coloro  che  Mano  porgono     .     .     .  C  L  1.  65. 

Hbannentai    acciocché  ...  la  verità  poi  più  lAtramrMU  sta  riccvuts  .  C  tv.  a.  137. 

Ubetare.    U  colpo  che  per /j2#rofv  Roma  pemato  «vea Civ.  5.117. 

essere  venuto  a  ttòtrurr  Roma C.  tv.  5.  135. 

ItbCCmiSone.     dopo  1a  sua  Uòfr^sumé .  .  .  essere  tornato C  hr.  5.  137. 

UbVQ.    poocnUo  che  tu  avessi  /tòém  ciascuna  tua  virtudc K  ÌV.  15.  10. 


UBERO  ^^i|^p|^^  33P 

tibenx     Però  nel  . .  .  Liher  arbìtrio  .  .  .  non  fu  franco Sotu  xxxvi.  iol 

Ubertate.     Tal^  che  .  .  .  Non  ha  dì  ritornar  più  tiàtrtata Cmm».  xi,  84. 

libro.     Secondo  che  sì  trova  Nel  Ititro  dcUa  mente Cams.  xiii.  59. 

ftc  U  Uòro  non  erra Cans,  xiiì.  66. 


Ubero.     Se  .  .  .  fossi  lìbero  tanto  eh'  io  le  potea»  rispondere   ....  K  A".  15.  14. 

avere  atto  t$bfiv  e  non  isforzato.     Atto  /i6#ro  è,  quando      .     .     .     .  C.  i.  8.  lox  (Aù)* 

conviene,  acciocché  sia  con  atto  Ubero  la  virtù,  essere  iibrro  lo  dono  C  i.  6.  izt  (Aù). 

pochi  sono  quelli  che  3Ìcno  da  esse  itòeri C  i.  1 1.  13. 

che  ...  la  Giudea  é  fatta  santa  e  h'btra C  ii.  1.  60. 

che  .  .  .  essa  si  è  (atta  .  .  .  libera  in  sua  podestade C.  iL  i.  65. 

1'  anima,  hbera  nelle  condizioni C.  ii.  16.  30. 

rimane  libero ...  lo  familiare  intelletto C.  ii.  16.  45. 

s*  intende  V  anime  Ubere  dalle C  ìL  t6.  66. 

secondocbè  è  Ubera  o  impedita , C  iii.  a.  93. 

awe^achè  da  una  parte  sia  da  materia  libera C,  iiì.  7.  59. 

la  nobile  anima  ...  e  libera  nella  sua  propria  potestà C  iiì.  14.  93. 

che  quella  cosa  è  libera,  eh'  è  per  sua  cagione C.  iiì.  14.  99. 

che  .  .  .  infermi  non  sono,  ma  liberi    . C.  ìv.  15.  iBo. 

libertà,     r  anima  .  .  .  aHrìmcnti  à  serva  fuori  d'  o^ì  libertà    .     .     .     .  C,  ìv,  9.  149. 

uno  nuovo  cittadino  ...  la  Romana  libertà  difese C  iv.  5.  175. 

liberta<ie.     la  quale  è  Donna  .  .  .  gloriosa  dì  liberiane C  ii.  t6.  aa. 

Libra,     il  sole,  quando  va  coU'  Ariete  e  colla  Libra C.  iii.  5.  79. 

nel  principio  della  Libra C  iii,  5.  135. 

quando  è  tornato,  va  sotto  la  Libra C  iii.  5.  i8a. 

libro.     In  quella  parte  del  libro  della  mia  memoria l^,  N.  i.  i. 

nel  principio  del  libro  che  tra  nome K  iV.  05.  95. 

nel  quarto  Trattato  di  questo  AAro C  t.  i.  104. 

si  parlerà  altrove  ...  in  un  libro C.  i.  5.  67. 

nell*  ultimo  Trattato  di  questo  lAro C  i.  8.  133. 

Tullio  nel  principio  d*  un  suo  libroj  che  sì  chiama  libro  Di  Fine  de* 

Beni C.  i.  1 1.  94, 95. 

eh*  è  nel  secondo  de'  Libri  naturali C.  ii.  3.  30. 

nel  Libro  «Uir  aggrrgamone  delle  stelle C  ìi.  6.  134. 

più  parlare  in  questo  libra  non  intendo C  ii.  9.  54. 

leggere  qudlo  non  conosciuto  da  molti  l^tro  di  Boezio C  ii.  13.  15. 

che  Tullio  scrìtto  avea  un  altro  libro  ...........  C.  ii.  13.  18, 

trovai  . .  .  vocaboli ...  di  scienze  e  dì  libri C.  ii.  13.  36. 

la  filosofìa,  che  era  donna  ...  di  questi  lAri C.  il.  23.  39. 

Tolommeo  dice  nello  allegato  libro C  ii.  14.  199. 

nel  quinto  del  primo  suo /l'Aro  è  provato C.  iL  15.  40. 

siccome  nel  libro  di  Cagioni  £  scritto .  C.  iìL  a.  97. 

onde  nel  medesimo  libro  si  scrìve C.  iìi.  a.  31. 

siccome  nello  allegato  libro  sì  legge C.  iii.  a.  53. 

Platone  .  .  .  scrìsse  in  un  suo  libro,  che  si  chiama  Timeo    .     .     .     ,  C.  iii.  5.  46. 

Alberto  della  Magna  nel  libro  Della  natura  de*  Luoghi C.  iii.  5.  114. 

la  testimonianza  di  Lucano  nel  nono  suo  libro C  iii.  5.  117. 

secondoch'  i  scrìtto  nel  libro  delle  Cagioni C  iiì.  6.  41. 

è  scrìtto  nel  libro  allegato  delle  Cagioni C  iìi.  6.  1 14. 

Onde  è  scritto  nel /l'Aro  d!r//r  Ca^'oNf' ...  C  iiì.  7.  17. 

Alberto  in  quello  ft'A/o  che  fa  <W/o /M/W////0 C  iii.  7.  «7. 

ciò  fare  ne  comanda  il  libro  delle  quattro  Virtù  eanù'naU     .     .     .     .  C.  iìi.  8.  107. 

Arìstotile  .  .  .  nel  libro  di  Senso  e  Seitsato C.  iii.  9.  54. 

E  però  si  dice  nel  libro  di  Sapienvx C  iii.  15.  45* 

si  legge  nel  libro  allegato  di  Sapienza C.  ÌÌL  15.  53. 


331  ~^^^^^^^m~  LIEVEMENTE 

licita   £  (i  licito  a  sé  quel  che  più  tini P.  F,  198. 

^^^^Wnnrtc.    LittamtnU  esce  dalle  belle  porte Can*.  x.  33. 

UtiamtMtt  opra  suo  gran  vassallaggio Catt».  x.  35, 

l*^   litta  n,  e  soggiorna CattM.  x.  34, 

viepioiiirfa  par  che  rìda       CattM.  xiii.  48. 

"^lETe.    [Ed]  altri  fu  di  più  litve  sapere C.  iv,  Canm.  iìi.  25  ;  3.  36,  46. 

Io  pule  ed  in  costrutto  Più /ùtv Canx.  x.  56. 

^  l' io  U  credessi  far  fuggendo!  ci,  Li*v«  saria Orna.  xiv.  30. 

^«■v  ni  conterei  ciò  che  m' 6  grave Cti/ia.  xx.  84. 

Ci*  ...  Mi  saria  Uw  e  seni'  alcuno  affanno Stm.  xlvìii.  9. 

^  tu  ad  Al  perdonare  tanto  dolce  e  Ìitv«  .........  ^,  /*.  I,  30. 

Accittkcb'  to,  essendo  allora  chiaro  e  /iViw,  Possa 5.  P.  ci.  115. 

ad  quarto  Capitolo  del  detto  Librv C  iv.  7.  98. 

io  alcuna  parte  di  tutto  questo  libro C.  iv.  8.  34. 

ì*iestc  latte  parole  .  .  .  giacciono  ia  quello  Ubro C.  iv.  la.  79. 

06  vt]ole  dire  Lucano  nel  quinta /i&ra Civ.  13.111. 

'^«fe  Boezio  nel  medesimo  libro  dice C  iv.  13.  139. 

Oixlo  è  scrìtto  nel  libro  di  Sapimoa C.  iv.  16.  8. 

7^^  ^  uiTÌiio  nc\  libro  lùlU  Cagioni C  iv.  at.  89. 

^^  -  . .  nello  allegato  libro  primo  di  Tebf C  iv.  35.  79. 

"■^prende  il  quarto  e  M  quinto  e  'I  sesto  libro  dell*  Entiéa    .     .     .  C  iv.  a6.  63. 

'OO^Bato  poeta  nel  quinto /l'Aro  sopraddetto C  iv.  a6.  94. 

'^tcoinedice  .  .  .  nel  predetto  quinto  Lthro C.  iv.  a6.  136. 

«it^oroe  nel  terzo /tft/o  delli  >?r^' è  scritto C  iv.  37.  63. 

T«^4io  ...  nel  libro  dtgli  OJiai C.  Iv.  37.  134, 

dte  ^  Ufi  5UQ  ji/ffro  .  .  .  pose  nome C  iv.  30,  37, 

***•*•      M»  conceduta  maggior  licmma  di  parlare f'.  W.  35.  53, 

"*t  a  loro  sia  maggior  iicrnea  largita  di  parlare V,  N^  aj.  37. 

^9u«l  discrezione  t  quasi  un  domandare  lieen^a      , C.  iii.  10.  61. 

..     *^''  che  osiaì  con  tutta  licenza  ...  è  da  ferire C.  iv.  9.  179. 

J"—****»^     nella  icrga  la  licensio  del  gire  quando  vuole V.  N.  ìq.  131. 

~~"^     parlare  ...  di  sé  medesimo  pare  non  licito C.  1,  a.  io. 

Piii  iidto  né  più  cortese  modo  .  .  ,  non  è C.  iii.  i.  37. 

^^  Alcuna  cagione  alcuna  volta  ò  licito  di  dire      .......  C.  tit.  9.  50. 

Poiché  . .  .  mostrato  è  . . .  riprovare  a  me  essere  lìdto      .     .     ,     .  C.  iv.  to.  3. 
**^^o«iie  quando  per  licito  .  .  .  procaccio  :  licito  dicOf  quando  .  .  . 

roerìute C.  iv.  11.  66,  67. 

****  U  non  Udii  a*  buoni  mai  non  pervengono C  iv.  1 1 .  98. 

^^  '•  elezione  della  non  licita  impresa C.  iv.  11.  ioa. 

^^  '  '*t»ifi  rade  volte  pervengono  alli  buoni .     .     ,     , C  iv.  ix.  103. 

Z^~^****te.     pareami  che  lirtamentt  mi  dicesse K  ^.  34.  9. 

^hi  dee  mai  esser  litta  di  noi  ...  1 K  W.  aa.  43. 

I^'^  ai  parea  avere  lo  core  si  litto,  che K.  ^.  34.  la. 

^'^'^•ti  couli .  .  .  spesso  sono  ìitti      . C  i.  4.  38. 

**rtn  dee  essere  lieta  e  non  trista C.  i.  8.  48. 

**  dono  non  è  lieto  nel  dare  e  nel  ricevere C  Ì.  8.  49. 

»^  «ari  I'  uno  e  V  altro  lieto C  i.  8.  60. 

PcimUit  qucst'  ultima  parte  è  lieve  ad  intendere K  iV.  19.  145. 

*^"  ^perìcnza  non  lieve , C.  ii.  5.  54. 

j*^"^  ne  non  giudicare  lieve  e  non  Istabile C  iii.  i.  94. 

tJ*<*  che  mollo  ...  si  facciano  lievi C.  iii.  8.  178. 

^'^  *oiio  molti  di  si  tìeve  fantasia C  iv.  15.  153. 

^^  Quella  via  .  .  .  che  più  a  lui  sia  lieve C  iv.  17.  133. 

ai  verrà  lievermnte  al  principale  proposito C.  ì.  4.  7. 


LIEVEMENTE  ^**illV*V^^^^F  33^ 

lìgare.     Quelli,  cb*  ermo  ligctH^  iafenni  e  morti S»  P.  cL  80. 

C/.  legare. 
Ugno.    K  legno. 

lima.     Ahi  t  angosciosa  e  dispietata  /ima Cans.  xii,  aa. 

E  maledico  P  amorosa  lima,  C  ha  pulito Soh.  xxxìiì.  5. 

E  in  palirìe  adoprai  tutte  mie  lim* P.  F.  3. 

Umo.     Semper  insurgunt  contra  me  de  ìuho ».  Cans.  xxL  18 

limosi im.     Con  Orazion^  Limoant  e  Dimenìo P,  F,  153. 

lingua  i,t\     Lingua  non  è  che  dicer  lo  sapesse     ....     K  ^.  33.  loa  {Cam,  iii.  69). 

Di  te  biasmar  la  lingua  s'  afiatica  .     ,     ,     . C.  A^.  8.  50  (Som.  tv.  6). 

Ch'  ogni  lingna  diincn  tremando  muta K  TV.  a6.  39  (Som.  xv.  3}. 

Acciò  che  la  mìa  lingua  degnamente  Possa S.  -P.  1.  56. 

non  posso  Con  la  mia  lingua  esprìmer  mia  malizia S.  P.  adii.  30. 

lingua,  {a).     Namque  locutus  sum  in  liugna  trina Canm.  xxi.  41. 

lievemente,     perchè  la  immagine  loro  venga  dentro  più  li*vem*nte .     .  C  iii.  9.  144. 

A  ciò  si  può  lifvntuMte  rispondere C  iv.  4.  91. 

lo  Adolescente  .  .  .  lirvemmir  merita  perdono C.  iv.  a6.  137. 

limare.     Aristotile  ...  e  Scnocrate  .  .  .  limarono C  iv.  6.  136. 

limitare,     siccome  ciascuna  arte  e  ufficio  .  .  .  &  a  .  .  .  limitate     .     .     .  C.  iv.  9.  17. 

Colui  che  da  nulla  è  limitato C,  iv.  9.  31. 

limitatore,     anche  è  dì  costei  limitmtort  Colui C  iv.  9.  30. 

linea,     nel  mezco  .  . .  per  la  retta  li»ita^  sedea K.  /V.  5.  6. 

colei,  che  in  mezzo  era  stata  nella  linea  retta K  AT.  5.  16. 

quella  che  viene  per  retta  Unta C.  ii.  io.  35. 

quello  .  ,  .  riceve  la  forma  .  .  .  per  retta  /t'wo.  cosi  per  quella  . .  . 
Ufua  la  sua  Torma  se  ne  va  ...  e  molte  volte,  nel  dirizzare  di 
questa  Unta C.  ii.  io.  44,  45,  47. 

come  chi  guarda  col  viso  per  una  retta  Unta C  iii.  3.  109. 

ha  ordine  ad  esso,  come  parte  d'  una  Unta  a  tutta  la  lima      .     .     .  C  iv.  13.  34  {bis), 

hanno  ordine  insieme  come  diverse /iMrr C  iv.  13.  41. 

vedemo  che  la  torta  Unta  .  .  .  non  si  congiugne C.  iv.  13.  153. 

se  alcuno  congiugnimento  v'  è,  non  è  da  linea  a  Unta  .     .     .     .     .  C.  iv.  13.  154,  155. 

lingua.     Allora  dico  che  la  mia  lingua  parlò  .  .  .  come  .  .  .  mossa    ...  K  iV,  19.  io. 

che  '1  core  mi  disse  con  la  Ungua  d'  Amore V.  N.  04.  16. 

non  erano  dicitori  d'  Amore  in  lingua  volgare,  anzi  erano  dicìtorì 

d'  Amore  certi  poeti  in  lingua  latina K  A^.  35.  35,  a6b 

éj  che,  se  voicmo  cercane  io  lingua  d'  Oca  e  ia  lingua  dì  Sì,  noi  non 

troviamo K  A^.  35.  37,  38. 

i  primi,  che  dissero  in  lingua  di  Si K  A^.  95.  43. 

perocché  né  denti,  né  lingua  ha C.  i.  i.  89. 

alle  quali  questa  lingua  sì  stende C.  i.  3.  09. 

per  la  lingua  da  loro  discordante C  i.  5.  65. 

conversazione  ...  in  alcuna  Lingua C.  i.  6,  67. 

gente  d'  altra  Ungtéa C  i.  7.  85. 

lì  letterati  fuori  di  lingua  Italica C.  i.  9.  9. 

quelli  di  questa  lingua  . .  .  troveremo C  ì.  9.  11. 

che  sono  molti  e  molte  in  questa  lingua C.  i.  9.  38. 

massimamente  quello  dì  lingua  d'  Cko C.  1.  io.  77. 

cose  poste  in  altrui  lingua C  i.  11.  i<h> 

apprendere  bene  la /iVt^a  strana  .     ...........  C  ì.  li.  107. 

Intra  gli  uomini  d*  unz  Ungìta C.  ì.  11.  114. 

arde  di  potere  ciò  con  la  lingua  narrare C.  ìiì.  3.  lai. 

cioè,  che  la  lingua  non  è  di  quello  .  .  .  seguace    * C.  iii.  3.  ia6. 

perocché  la  lingua  mia  non  é  di  tanta  facondia CÌÌL4.  ao. 


333  LOCO 

Uwtta.     Passa  Listtim  {F,  Se  5.  ana  donna)  baldanzosamente    ,     .     .  Som.  xliv.  3. 

Quaodo  Listttm  (/*.  &  5.  quella)  accomiatar  ai  vede Son.  xliv.  te. 

UlOw     Alla  mia  nave  già  lun^  dal  lito ,    .  Sopì.  xuiv.  4. 

locare.     Ove  r  alma  gentil  già  locata  era K  ^.  8.  33  (Som.  iii.  13). 

Vaco-     Ed  esser  mi  parea  non  so  in  qual  loco V,  N.  93.  178  {Canm,  li.  45). 

Ed  èssi  gloriosa  in  loco  degno K  M  30.  71  {CmnM.  iti.  31). 

Che  le  vi  reca  Amor  com'  a  suo  loco C.  iii.  Gnu.  ii.  58. 

Uxi^ua.     e  non  è  cosa  da  manifestare  a  lingua,  lìngua  dico  veramente 

volgare C.  iv.  ai.  54  (A#j). 

lite,     la  quale  non  sofferà  liu  alcuna  d'  opinioni  o  di C  ii.  15.  167. 

è  senza  macola  di  It'/e C.  ii.  15.  181. 

se  non  teme  . .  .  /i/v  di  dubitazioni C  iì.  x6.  40, 

UtLgnrb     le  quali  diversamente  litigano C.  ii.  16.  73. 

Itto.     portato  a  diversi  porti  e  foci  e  liti C  i.  3.  36. 

litteraUe.     appresso  la /('//#n)/r  storia  ragionata C.  ì.  1.  139. 

questa  sposiiionc  coavicnc  essere  littrraU  e  aUrgorùa C  ii.  i.  16. 

L'  uno  si  chiama  littcrmU  .     .     , C  iì.  t.  ao. 

nel  senso  litttruU  .  .  .  signi6ca ,     .  C.  ii.  i .  55, 

sempre  lo  littemJt  dee  andare  innanzi •    .     .     .     ,  C  ii.  1.  66. 

conciossiacosaché  ...  [la  sentenza  litteraU]  sta  sempre  il  di  fuori  .  C  ii.  x.  76. 

senza  prima  venire  illa/iV/rra/r .     .  C  ii.  i.  79. 

conciossiacosaché  la  littfraU  sentenza  sempre  sia C  ii.  1.  89. 

e  la  titttraii  dimostnuiooe  sia  fondamento C.  iì.  i.  100. 

se  gli  altri  sensi  dal  UtteraU  sono  meno  intesi C  ii.  I.  115. 

se  prima  lo  UtteraU  non  fosse  dimostrato C  ii.  x.  119^ 

ragionerò  prima  la  litiemU  sentenza C  ii   t.  taa. 

vedere  la  sentenza  lituralt C  ti.  3.  a. 

questa  t  la  k/lrraU  sposiziune  delta  prima  parte «  C  ii.  7.  loB, 

ddla  AjC/ma/r  sentenza  della  prima  parte C,  ii.  8.  3. 

qui  icnnina  la  icntcnza  UtteraU C  ii.  1 1.  93. 

questa  i  tutta  la  UtttraU  sentenza ,  C.  ii.  la.  70L 

Ploichè  La  litttrait  sentenza  è  .  .  ,  dimostrata C  ii  13.  1. 

wder  si  può  .  .  .  per  la  sposizìone  fittizia  e  UtteraU C  ii.  16.  15. 

s*  intende  per  la  sposinone  UtteraU C.  ii.  16.  49. 

questa  è  tutta  la  sentenza  A//mi/#  della  prima  parte C  ìii.  6.  131. 

secondo  la  UtteraU  sua  sentenza .««.C  iii.  7.  183. 

cosi  termina  tutta  la  UtteraU  sentenza C  ili.  io.  84. 

la  UtteraU  sentenza  trascorrerò  per  questa  ...  C  iii.  la.  7. 

■ellB  ItttrraU  sposìzìone    .     .     .     .  C  tiì.  Ifl.  37.  49  ;  14.  I, 

per  la  Utterait  sposìzìone  ...  sì  può  ridurre     ........  C.  Iii.  15.  199. 

per  quello  che  nella  sentenza /t'JVtfrai^  è  detto C  iii.  15.  aia. 

UtteratO.     non  volgnn  ma  lHUrati  poeti  ,  ,  .  trattavano K  M  «5.  y». 

Cf,  tcttcrvto. 

Uvfcx    par  che  ne  tocchi  alcuna  coaa  Tito  Livio C.  iii.  1 1.  31. 

trovare  potremo  .  ,  .  per  Tito  Livio C  iv.  5.  94, 

|0G>1a>     concioaaiacosachè  '  venire  ^  dica  moto  toa^ K  TV.  85.  14. 

per  lo  éue  s*  intende  il  movimento  tocaU C  ti.  15.  m%. 

se  non  di  movimento  toa^ .  C  iii,  9.  l  lOw 

localmente,     e  loca/mente  mobile  ...  sia  solanenCc  corpo K  iV.  95.  14. 

ÌOCOk    ed  egli  al  rimanea  nel  toeo  loro K  M  11.  15, 

è  da  vedere  .  .  .  che  t  questo  loco C  liì.  a.  17. 

Lo  loco  nel  quale  dico  caio  ragionare  ai  è  la  Mmie CiU.a.7& 

dare  ad  intendere  .  .  .  per  lo  loco  nel  quale  adopera C  iti  3.  5. 

come  le  tortora  temfiUa  hanno  amore  ...  al  loro  lom  proprio     .     .  C  iti.  3.  so. 


LOCO  ^HHP"V  3^ 

loco.     Ma  fallo  in  altro  loco  Neil*  effetto  parer Cohm.  ix.  44. 

E  sanno  il  /orp,  dove  Amor  lasciaro Oihm.  xiv.  oa. 

son  venuta  .  .  .  Dalle  bcllczxe  e  /orO|  dond'  io  fui Ball.  vi.  3. 

con  U.  rimembranza  Del  dolce  loco Ball.  vii.  15. 

Venire  inverso  il  loat  li  ov'  i*  era ,  K  N,  a^  S9  («So»*-  «v.  io). 

Cosi  voi  vi  mostrate  in  ciascun  loco     ...  .......  So*u  xlv.  tt. 

Se  non  il  loco  ov*  Ìo  son  cb'  è  sì  rio S<m,  xlvi.  7. 

In  morte,  dove  è  loco  di  discordia S.  P.  vi.  34. 

Oh'  .  . .  Dagli  abiUti  iocJii  sta  lontano 5.  P.  ci.  16. 

Acciò  eh'  io  . . .  Possa  venire  ad  abitarquel  Ìoeo S.  /*.  ci.  X16. 

C/ luogo. 

locutus.     Namque  locutus  sum  in  lingua  trina Comm.  uà.  41. 

loda.     r.  lode. 

lodare,     che  bel  disde^o  Sarebbe  in  donna  di  ragion  lodato  ....  Catu.  x.  ao. 

Contenti  —  che  dal  volgo  sien  lodati Caru.  xix.  47. 

Dunque  s'  eli'  è  in  cavalier  lodata CottM.  xix.  64. 

Guastando  d6  che  al  mondo  è  da  lodart  In K.  AT.  8. 117  (Son,  iii.  7). 

E  quei,  che  nel  passato  mi  lodava  Con S.  P.  ci.  38. 

Acciò  che  .  .  .  Potcssono  lod-trt  il  nome  santo S.  /*.  cL  83. 

C/i  laudare.  

loco.     Le  eorpora  composti  .  .  .  hanno  amore  al  loeoj  dove C.  iii.  3.  15. 

Le  piante  .  .  .  hanno  amore  a  certo  loa> C.  iii.  3.  aa. 

siccome  cose  disgiunte  dal  loco  amico C  iii.  3.  30. 

Gli  ammali  . .  .  hanno  amore  non  solamente  al  loco C.  iii.  3.  3X 

ama  lo  loco  della  sua  generazione  ...  e  perù  ciascuno  ...  è  dì  più 

virtuoso  corpo  nel  loco  ov'  è  generato -     .     ,     ,  C,  iii.  3.  461  48. 

in  loco  di  saziamento  e  di .  .  .  danno  e  recano  sete  ...  e  ia  loco  di 

bastanza,  recano .  C.  iv.  la.  46,  48L 

deir  altissimo  abitacolo  venuta  in  loco C  iv.  ai.  84. 

da  quello  che  loco  paterno  tiene C  iv.  84.  i8a. 

per  lo  tornare  al  loco  onde  fuggire  vuole .     .  C  iv.  a6w  55. 

la  qual  virtutc  mostra  Io  loco  ove  è  da  fermarsi  e C.  iv.  96.  58. 

C/.  luogo. 
loda.     K.  lode. 

lodane.     In  quelle  parole  che  lodano  la  donna  mia V,  N,  iB,  $u 

in  quelle  parole  che  lodano  la  mia  donna y.  N.  tS.  60. 

che  il  parlatore  non  lodi  o  non  biasimi  quelli C.  Ì.  a.  19. 

che  peggio  sta  biasimare,  che  lodare C.  i.  a.  04. 

Lodare  sé  è  da  fuggire  ...  in  quanto  lodart  non  si  può  .     .     .     .     .  C  i.  a.  44,  45. 

chi  loda  sé,  mostra  che  non  crede C.  i.  a.  50. 

la  quale,  sé  lodando^  discopre ......C  i.  a.  53. 

villania  fa  chi  loda  .  .  .  dinanzi  al  viso  alcuno C  ì.  a.  74. 

cadere  in  colpa  di  lodarsi C.ì.  9.  77* 

Impresi  dunque  a  lodare  questa  Donna C.  iii.  i.  95. 

s'  egli  è  buono,  io  deggio  di  ciò  essere  lodato C.  iiL  4.  49. 

non  dovcmo  lodart  V  nomo  per  bcltadc  . .  .  ma  dovcmo  lodare  1* 

artefice C.  iii.  4,  68,  71. 

V  uomo  non  dee  essere  presuntuoso  a  lodart  altrui C.  iit  10.  74. 

s'  egli  ò  piacere  della  persona  lodata C.  iii.  10.  76. 

danno  desiderio  di  conoscere  la  persona  lodata •  C.  iii.  il.  6, 

chi  non  sarebbe  da  lodart  la  Natura C  iii.  la.  77. 

saranno  lodati  tuiti  quelli  che C  iv.  16.  a. 

cioè  lodare  e  credere  pregiato  colui C  iv.  18.  a7. 

C/.  laudare. 


B3  ^^^^^^V  LONTANO 

lode.  loda.   A  quella,  di  cui  totia  io  sono  ornata K  /V.  19.  8a  (Cohm,  1.63). 

Ch'eatreran  odia  Ma  di  costei C  iii.  Cans.  iì.  15. 

Pieai  d'  amore  e  dì  cortese  lotie C  iv.  Canx.  iii.  130. 

nxbi  Don  caca  Del  benefìzio  ioda Cang.  x.  117, 

Uidre  di  ioJa  e  di  salute  ostello Cane,  xvìii.  19. 

Opti  potenza  e  loda  in  te  fia  degna Caiu.  xviii.  53. 

Cbcxnza  .  .  .  Niuun  puolc  acquistar  verace  loda CattB.  xix.  93. 

CtiédeU' . .  .  Cotanto  lode  quanto  biasmo  prezza Cane.  xix.  138, 

Cader  tri'  buoni  è  pur  di  lode  degno Cans,  xx.  60. 

Chi  par,  che  vostra  iode  più  s'  affine San.  xlv.  13. 

C/ laude. 

'll'V»Deiltie.     Che  loHgamtnti  sospirando  In  vano S.  P.  ci.  14. 

C/  langamente. 

"faninnyai     ae  non  che  .  .  .  Per  fontanatua  m'  è  tolto  dal  viso      .     ,  Cans.  xx.  8a. 

wUKx    Uomo  da  sé  virtù  fatta  ha  lontana Cans.  x.  aa. 

C)^  che  st  tosto  ti  si  fa  lontano Cana.  x.  84. 

Cenerò  quella  che  m'  i  più  lontana Can».  xx.  54. 

'Perchè  vostra  parvenza  Ver  me  non  sia  lontana ,  Bali.  iv.  37. 

"'■"*B.    mi  converrebbe  essere  lodatori  di  me  medesimo     ....  K  7^.  39.  25. 

di  biasimo,  o  per  difetto  del  lodatore  o C.  iii.  io.  78. 

'M^  loda,     che  pare  che  aia  lodt  di  lei K  yV.  5.  34. 

Vocilo  che  fosse  loda  di  questa  gentilissima K  M  18.  63. 

^  dire  anche  in  lodi  di  questa  gentilissima .     .  K.  M  ai.  3. 

*^endo  ripigliare  lo  stile  della  sua  loda K  N,  s6.  ag. 

■o^Are  non  sì  può.  che  quella  loda  non  sia  .  .  .  vituperio  ;  è  loda 

nella  punta  delle  parole C  i.  a.  46,  47. 

'^^  propria  loda  ...  è  da  fuggire C.  i.  a.  55. 

PA^lAado  di  s^  con  loda C.  i.  a.  69, 

■**>»»  *  senza  lode  d' ingegno  apprendere  . C.  i,  xi.  107. 

t'^'ferilio ...  io  sua  maggior  loda  pietoso  il  chiama C  ii.  11.  39. 

^  "  -  •  corre  comune  la  loda  e  lo  vituperio C.  iii.  z.  44. 

*^**^  la  loda  di  questa  gentile C.  iii.  i.  105. 

^^  r^esulia  in  grande  loda  di  costei .     .     .  C  iii.  4,  34, 

'    UckQio  ^  degno  dì  loda  .  .  .  solo  in  quelle  cose  che  ...  ;  ma  in 

quelle,  nelle  quali  non  ha  podestà,  non  merita  .  .  .  loda  .     .     .  C  tiì.  4.  55,  59. 

^  ^*nione,  che  parli  .  .  .  con  tanta  loda C.  iii.  9,  33. 

*^^^^^2^«dosl  alcuno  dare  loda,  dà  biasimo C  Ui.  io.  77. 

'*^*«»«ch*  ...  le  lode  danno  desiderio  ...........  C.  iii.  11.  5. 

'*''^*va«che  più  oltre  si  proceda  per  le  sue  lode C.  iii.  11.  15. 

P^^>C«derò  oltre  colle  sue  lode .     .     .     .  C.  iii.  11.  186. 

^^    C>rincipio  delle  lode  di  Costei C  iìi.  13.  a. 

^^   ai  vede  V  ultima  sua  lode C.  Iii.  13-  ioa. 

'^I*^  le  generali  lode  alle  speziali  si  discende C.  iii.  14.  a. 

^"^^^^^Jo  dice  .  .  .  procede  in  loda  di  costei C  iii.  15.  133. 

^^cnamente  in  massima /fl^«  di  Sapienza  dico C  iii.  15.  155. 

^^  1'  una  e  r  altra  imfwrta  loda  dì  colui C  iv.  18.  35. 

J^  se ...  in  noi  é  il  principio  delle  nostre  lodi C.  iv.  18.  44. 

^  *o<^  della  qual  è  non  dagli  uomini,  ma  da  Dio C.  iv.  98.  80. 

H^T^  avvegnaché  . .  .  egli  fosse  laico  e  cherico  grande C  iv.  xo.  59. 

^^^™'*»    e  andasse  in  paese  molto  lontano V.  N.  "j,  ^. 

'^<^^nachè  non  tanto  lontano  fosse  lo  termine     .     .     .     .         .    •  V,  N.  g,  6. 

V^^atì  peregrini  ni  paiono  dì  loft/una  porte .     .  K.  iV.  41.  13. 

^  font  pensano  delli  loro  amici  lontani K.  W.  41.  17. 


LONTANO  ^^^^^^^^^m  336 

lontano.     E  disse  :  Io  \*egno  dì  hH/atta  parte K  W.  9.  53  (Som.  v.  io). 

Venite  voi  di  si  lontana  gente V.  ti.  41.  57  {Son.  xxiv.  3), 

Co3ì  hntan  dal  suo  leggiadro  volto Son.  xlvììi.  4. 

Ch'  .  .  ,  Dagli  abitali  lochi  sU  lontano S.  P.  ci.  18. 

kmza.     Ma  p>eggio  fia  la  lonua  del  castrone Son.  liii.  3. 

loquela,     quel  bel  pianeta  ...  Di  sua  virtute  sua  loqutla  tiagv     .     .     .  Son,  xxvìii.  io. 

luce.     Che  Inct  della  sua  umilitate  Passò K  iV.  39.  61  {Canz.  tii.  ai). 

Che  per  lo  ciclo  spande  L$tce  d*  amor V,  IV,  34.  50  {Cane.  iv.  04). 

Fercmi  il  core  sempre  U  tua  /ucv Coita,  ix,  16. 

Se  chiudi,  Mone,  la  sua  bella  /«or dna.  xriL  43. 

lontano,     però  che  la  sepoltura  ...  fu  più  lontana  dalla V,  N.  41.  ^^ 

che  talora  ^xA  ...  da  gente  studiosa  lontano C.  i.  x.  38. 

non  ostante  che  ella  ci  sia  lontana C.  il.  7.  104. 

come  le  divùù  .  .  .  lontan*  sono  Uà  Nobiltà C  iv.  il.  3. 

cioè  le  dixnsit  essere  vili  e  lontane  da  Nobiltà C.  iv.  ti.  7. 

perocché  .  .  .  paiono  un  poco  lontane  dal  vero C  iv.  ai.  09. 

loquela,     dal  natnmU  amon  alla  propria  loquela C  ì.  5.  la. 

SI  può  della  sua  loquela  in  altra  trasmutare C  i.  7.  93. 

lo  natnraU  amon  eUUa  propria  toqutlm C,\.  io.  30. 

coloro  che  accusano  t*  Italica  Loquela C  i.  io.  106. 

amore  alla  mia  loquela  propria    . .     .  C.  t.  xa.  9. 

dell' amore  eh' io  porto  alla  mia /o^Nf/a C  i.  la.  50. 

nella  propria  loquela  sono  quelle  due  cose C  L  13.  i. 

se  la  propria  loquela  m'  t  stata  cagione C  i.  13.  19^ 

Luca,     siccome  testimonia  Lnca  Evangelista C  ìv.  5.  65. 

Cristo  1'  afTcrma  .  .  .  nel  Vangelo  di  Luca C  iv.  17.  95. 

onde  dice  Luca,  che  era  quasi  ora  sesta  .........  C.  iv.  23.  105. 

LucanOb     Per  Lucano  parla  la  cosa  animata ('.  M  25.  85. 

Onde  si  l^ge  ...  in  Lucano C.  iìi.  3.  59. 

per  la  testimonianza  di  L$tcano  nel  nono  suo  libro C  iìi.  5.  116. 

ciò  testimonia  Z,wraMO,  quando  dice C  iv.  11.  37. 

ciò  vuole  dire  Lucano  nel  quinto  libro C  iv.  13.  1 10. 

quello  dice /.MmMo,  quando  ritrae Civ.  13.  119. 

ne  figui  a  quello  grande  poeta /.wrawo C  iv.  a8.  99, 

luce.     Nove  6ate  .  .  .  era  tornato  Io  ciclo  della  /mot K  W.  a.  a. 

10  quale  precedette  la  verace  luce  . K.  iV.  34.  37. 

questo  pane  .  .  .  sarà  la  /wcr,  la  quale  .  .  .  farà  parvente    .     .     .     .  C.  ì.  i.  109. 

Dell*  abito  di  questa  luce  discretiva C  t  11.  40. 

Questo  sarà  luce  nuova C.  ì.  13.  85. 

darà  luce  a  coloro  che  sono  in  tenere .     .  C.  i.  13.  87. 

11  quale  fu  Luce  che  allumina  noi C  ti.  6.  16. 

a  mirare  nella  Luce  che  sola  sé  .  .  .  ^xde C.  ii.  6.  93. 

un  lume  che  ^ncne  dal  principio  della  luce C.  ii.  7.  94. 

e  luce  non  sia  se  non  nella  parte  della  stella C  ii.  7.  95. 

la  dottrina  ...  di  Cristo,  la  quale  è  Via,  Verità  e  Luce .  .  .   Luce, 

perchè  illumina  noi C.  ii.  9.  116,  119. 

la  scrittura  è  stella  piena  di /mot C.  iì.  t6.  11. 

poi,  continuando  la  sua  luce,  caggiono C.  ii.  x6.  43. 

nella  quale  della  divina  luce  assai  mi  si  mostrava C  ìii.  a.  73. 

la  divina  luce,  come  in  angelo,  raggia  in  quella C.  Ìii.  a.  tao. 

che  volte  .  .  .  privare  noi  di  questa  luce C.  iìi.  4.  100. 

questa  palla  .  .  .  riceve  tanto  tempo  di  luce C.  iii.  5.  aoa 

Noi  vederne  la  luce  del  sole  .  .  .  essere  ricevuta C.  iìi.  7.  34. 

per  multipUcamento  di /mct  in  quelli ,  C  iii.  7.  31 


337 


LUCENTE 


fan  amgrcEftni . .  >  Con  /wi  bieche  e  torte. Catts,  xvìiL  9. 

Stfui  le  ^Hn  di  Giustiniano .     - .     ,     ,  Cowj.  xviii.  37 

■1  cut  esser  s'  adduce  Lo  calore  e  la  Itta .  Gihj,  xix.  75. 

N^  1  Sole,  —  per  donar  Imc€  alle  stelle Cam.  xix.  z  1 7 

Boa  si  scoperse  ...  O  da  virtù  dì  Sole,  o  da  sua  /wof  Che  tanta 

■TCSseaè  ...  né  tucc Stsf,  u.  ao,  ai. 

Cbe  m' esce  poi  per  raezxo  della  /auv,  Là,  ov'  entrò  la  dispietata 

/«tf Stst.  u.  35,  36. 

1d  lei  s*  iccoglie  d'  ogni  beltà  ttut S*st.  ii.  37. 

^  corre  al  core,  ove  non  va  tua  luce S*sf.  li.  39. 

0  io  altra  parte,  ov'  io  volga  mia  Iw* Sest.  ìi.  43. 

I^U  occhi  suoi  mi  vien  la  dolce /fWtf 5<r5/.  ìi.  43. 

Ver  Oc,  che  chiamo  dì  notte  e  di /Mcr Si>s/.  ìi.  46. 

^^,  che  sei  .  .  .  Prima  .  .  .  che  scnsibil  lua Stst,  ii.  50. 

Sua  luer  tsi  fier  si,  che  il  cor  m*  impietra Sést.  iii.  9. 

Per  dar  della  mia  Iute  altrui  diletto BaU.  vi.  5. 

t'ttacuna  stella  ...  mi  piove  Della  sua  lue» BaU.  vi  la, 

^qoelb/w^  .  , .  D' essa  ritragge Som.  xxviii.  i. 

**  <ll  eh' io  ridi  in  prima  La /u^r  de' Som.  xxxiìì.  a. 

'0  «onsi  vago  della  bella  iucg  Degli  occhi Son.  xxxv.  i. 

^   ^^  *«,  Signor,  la  /mct  chiara  e  pura S.  /*.  ci.  46. 

^*^    che  '1  ciel  sempr*  [sempre]  è  tucmte  e  chiaro  .     .     .      C.  iii.  Cam.  ii.  77  ;  9, 

*  nella  ...  ci  sta  rimota  Per  lo  raggio  luanté Can*,  xv.  5. 


48. 


^    Certi  sono  che  .  .  .  non  solamente  ricevono  la  luet C.  ili-  7.  36. 

^*^o  . .  .  che  quasi  poco  dello  iu<r  riccTOno C.  iii.  7.  45. 

^°^  la  divina  iuce  più  espeditamente  raggia C.  iii.  7.  97. 

"**  Proprìamente  è  visibiU  il  coiorr  e  la  tuct C  iii.  9.  53. 

**  colore  e  la  tute  sono  propriamente  vìsiòiU C.  iii.  9.  63. 

•J^VnuXaai  questo  mezzo  di  molta  luce  in  poca C  iii.  9.  115, 

■'ir^lÌQ     ^  ^  g}j^  chiama  Enea  :   '  O  Luce'  ,  .  .  che  né  era  esso  iute 

- .  .  ma  era  termine  onde  venia  loro  la  /ucr  del  consiglio  .  C.  iii.  11,  159,  x6i,  163, 

*■•  T  Sole,  lo  quale  di  sensibile  /«a  -  .  .  allumina C  iii.  la.  55. 

***•'  Iddio  .  .  .  con  luce  intellettuale  allumina C.  iiì.  la.  57. 

^^^  InielUgenze  raggia  la  divina  /M<r  senza  mezzo C.  ììi.  14.  36. 

r^'^^hè  qui  i.  fatta  menzione  di  luce C  iii.  14.  38. 

^  *^V>QStra  la  luce  interiore  della  Sapienza C.  iii.  15.  17. 

r^'J'  *  candore  dell*  etema  Luce C  iii.  15.  54. 

^^^*  4e' giusti  è  quasi /urr  splendente C.  iii.  15.  191. 

.     *s««r  debbono  a  voi  luce  nel  cammino C.  iii.  15.  194. 

^^  9tt«Ila  /«rr  virtuosissima.  Filosofia C  iv.  i.  95. 

7^**  ^^Qza  alcuna  luce  della  divina  bontà C.  iv.  5.  148. 

'^^  .  . .  quasi  luce  splendente  procede C.  iv.  7.  99. 

fondarvi  poi  3USO  la  Iute  della  verità      .........  C  iv.  8.  a8. 

^  *Oro^  pgj.  ^qJ  fg  questa  li4ce  avere  vigore • .     .     .     .  C  iv.  9.  184. 

^■^  della  somma  tua  del  cielo C.  iv.  15.  95. 

J*^  •  .  infermi  non  sono,  ma  ...  e  sani  olla  luce  della  verità    . 

rr^  ^  luce  del  aolc  mai  non  discende C  iv, 

r^**Wi3a  è  un  colore  pieno  dì  luce  corporale C  iv 

^  ^^  piena  di  luce  spirituale C  Iv.  aa.  190. 

^*  .  . .  esacre  non  putì,  come  M  sole  senza  lue* C  iv.  29.  5. 

entrare  aotto  a  Marte  dalla  parte  non  lucente C. 

^*«>*^e  dall'  altra  lucente  della  Luna C. 


C  iv.  15.  181. 
ao.  77. 
aa.  1B8. 


*««*ot«. 


ìi.  3.  63. 
ii.  3-  64- 


stella 


sia . . .  ItteenU  . . .  puole  parere  .  .  .  hoh 


C  iii.  9.1091 1x3. 


LUCENTE  ^^^H  338 

lucente,     gente,  Che  questo  dardo  &rà  star  lucttUe Csiu.  zx.  73. 

Del  tempo  che  ogni  stella  è  più  luetnté K  ./V.  3.  63  1.S0M.  i.  6). 

sua  fama  .  .  .  Che  ...  va  chiara  e  lucmit     .........  Sem,  xlv.  6. 

lucere,     in  quell*  ora  Che  luce  nella  parte  ove C  iii.  Cans.  ii.  ai. 

gli  occhi  di  color,  dov*  ella  luci C.  iiu  Canm.  ìi.  34  ;  13.  laow 

La  qual  tanto  dì  ben  più  eh*  altra  Ima,  Quanto Cane,  xvìt.  38. 

Per  lo  tuo  raggio,  che  al  volto  mi  tuct Sfsi.  ii.  5. 

Perchè  negli  occhi  si  bella  mi  lua Stst,  ìi.  40. 

La  novità,  che  per  tua  ferma  (5.  formai  luct S«/.  ii.  65. 

Vede  una  donna,  che  riceve  ...  E  luct  si K  iV.  49.  53  {San.  xxv.  7). 

lucerna.     Lume  è  talvolta  di  quella  iHcerna P,  F,  94. 

laddO.     furon  fatti  .  .  .  Perfetti,  buoni,  lucidi  e  sereni P.  F,  t$. 

lumbo.     Perchè  i  miei  In mbi  son  pieni  di  scorno S,  P.  xxxvii.  ^a* 

lume.     Che  gli  occhi,  eh'  alla  mente  luptu  fanno CaMa.  x.  49. 

Mercè  del  6ero  /umr,  Che  ...fa Cans.  xi.  65. 

Dicendo  :  Il  nostro  himt  porta  pace Carta,  xiii.  14. 

S'  io  veggio  il  Ittnu  de'  begli  occhi  spento Cams.  xvii.  94. 

cosa  che  n^  adduce  Lum*  dì  cielo Canz.  xvii.  40. 

dove  *1  gran  lum*  Toglie  ...  la  fronda Cane.  xx.  47. 

ràplendc  Un  iuimt  da'  begli  occhi Bali.  iii.  5. 

si  muove  Un  Ihpm€  si  gentil  che Som.  xxvii.  a. 

Iticente.     però  [non]  pare  più  luctnU C.  iii.  9.  rao. 

lucentiastmo.     è  fissa  la  iHontìssìma  stella  di  Venere C.  ii.  4.  68. 

lucere,    lo  usato  sole  che  a  loro  non  lua C.  i.  13.  89. 

che  ora  Iiìcé  da  un  lato,  e  ora  luct  dall'  altro C.  il.  14.  77,  78. 

e  luu  or  di  qua  or  di  là C.  ii.  14.  83. 

s*  afferma  che  questa  Nobiltà  lu€$  .  . .  per C.  iv.  93.  11. 

Lucia,     un'  altra  città  che  abbia  nome  Lucia C.  iii.  5.  101. 

le  piante  contro  le  piante  di  que*  di  Lucia  .........  C.  iii.  5-  107. 

che  sia  .  .  .  tanto  di  lungi  da  Maria^  quanto  da  Lmcìq C.  iii.  5.  1  io. 

poi  si  cela,  e  comincialo  a  vedere  Ltéda C.  iii.  5.  169. 

se  un  uomo  fosse  in  Luaa  diritto .  .  .  vedrebbe C  iiL  5.  265. 

va  ver  Luaa  novantuno  dì  e  poco  più     , C.  iii.  5.  183. 

Incido,     la  immagine  .  .  .  ìn  alcuno  corpo  lucido  si  rappresenta   .     .     .  C  iii.  7.  119. 

sicché  la  forma  .  .  .  lucida  è  terminata C.  iii.  9.  80. 

LucUlo.     Seneca,  massimamente  a  Lucilio  scrìvendo C.  iv.  19.  83. 

lume,     quelli  eh*  è  cieco  del /wm^  della  discrezione Ci.  11.95. 

rìsplende  .  .  .  alcuno  tunu  della  .  .  .  loro  essenza C  iì.  5.  isa. 

non  sono  altroché  un /M»Hrf  che  viene     .     • C  iì.  7.  93. 

fa  risplcndere  ogni  altra  bontà  col  Ittm*  suo .     .  C.  iì,  11.  37. 

peracch*  cU'  è  quel  lumt  che  mostra  il  bene C  ti.  ii.  79. 

quanto  . .  .  non  si  pare  per  questo  lumt  non  avere C.  iL  1  z.  75. 

quanti  vizi  si  diacemono  per  avere  questo /MWtf C  ìi.  11.  77. 

r  una  si  è,  che  del  suo  lume  . .  .  s*  informano C  ii.  14.  195. 

del  suo  ium€  tutte  le  scienze  s*  alluminano C  ii.  14.  laS. 

che  ciò  era /KiMf  di  sole  rìpercosso C  ìi.  15.  57. 

il  cielo  è  ...  e  riprcsenta  quello  lumt C  ii.  15.  76. 

sicché  .  .  .  luttu  di  costei  nella  mìa  testa  era  guidato C.  iii.  i.  8. 

cioè  un  lumt  apparente  di  fuori C.  iìi.  8.  99. 

lo  mezzo,  eh'  è  diafano,  è  tanto  pieno  di  lume C.  iii.  9.  118. 

che  Dio  metta  sempre  ìn  lei  del  suo  lume C  iii.  13.  107. 

che  .  .  .  rìduce  le  cose  a  sua  similitudine  di  lumt,  quanto  esse  . .  . 

possono  dalla  vinix  iumt  ricevere C.  iìi.  14.  94,  95, 

r  usanza  de'  filosofi  è  di  chiamare  il  Cielo  lumt .     C.  iii.  74.  43. 


339 


LUNGO 


lume.     U«  uif  fuoco  d' amor, /wm/ del  cielo Spn.  iIIjl  tt. 

/.wiM#  è  lali-olu  di  quelU  lucerna P,  f,  ^. 

lumiera,     la  cui  lumirra  Non  dik  nullo  splendore Can».  xviif.  64. 

Dagli  occhi  suoi  ottava  una  lumifra Son,  xxix.  5. 

Iona.     Pid  luHt  ha  volto  il  Sol,  poiché  fu  spenta Cahm.  ax.  89. 

lungamente.     Si  lungamenU  m*  ha  tenuto  Amore K  ^.  d8.  1 4  [F.  C.  i). 

Che  lungamente  in  gran  rìccheua  è  stata C.'vr   Con»,  ìii.  31, 

Ch'  io  non  posso  durare  Lmif^mtnU  a  soffrire    .......     Gma.  kÌv.  3. 

Che  possa  iungaménU  far  difesa C»nj.  xvi.  8. 

C/.  longunente. 
langL     Ni  .  . .  Fa  piccar  rivo,  che  da  /mi^' corre      .     .     .     C  ìv.  Can9.  ilL  55  ;  io.  115, 

E  poi  ridi  venir  da  fungi  Amore K.  TV.  04,  59  (Som.  xìv.  3). 

Alla  mia  nave  già  lungi  dal  litn Son.  xxaiv.  4. 

ItingO.     Ni  tra  contra  te  fa  iungn  prova Csna.  ìx,  6. 

Ltmgm  fiata  poi  rimane  oscura Cama.  ai.  59. 


lume.     *  Amate  il  Inm*  della  Sapienza  ...  * C.w.6.  164  :  16.  8. 

e  il  lume  di  Sapienza  è  essa  Verità C  iv.  id.  io. 

diacendendo  da)  Padre  de'  Imtni C.  iv.  ao.  53. 

la  cut  anima  t  privata  di  questo  lum* C.  iv.  30.  75. 

tosto  come  alcuno  lumw  d' animo  .  .  .  appare C.  ìv.  94.  150. 

acciocché  li  ...  e  la  sua  autorìtade  sia  un  Inntt •  C  ìv.  37.  90. 

laOMttOw    coloro  ...  ne'  quali  alcuno  fumetto  dì  ragione  .  .  .  vive    .     ,  C  iv.  7.  36. 
lomlllOBltà.     r  altra  si  è  la  variaxione  della  sua  lumtnomià     ....Ci).  14.  77. 

luminoso,     cielo  di  fiamma  ov\-cro /wmtViojo C.  ii.  4.  16. 

afferma  ...  1'  aere  essere  luminosa  per  un  poco  di  .     .     .    «     .     .  C  U  5.  ta6. 

certi  corpi  .  .  .  diventano  tanto  Iumim>si C  iiì.  7.  30. 

immediato  eoa  quello  della  Lnnit 4     .     •     «  C.  ii.  3.  97. 

appare  ...  la  Luna  essere  sntto  Ìl  Sole C.  H.  3.  58. 

Aristotile*  che  vide  cogli  occhi  ...  la  Luna  .  .  .  entrare    .     .     .     .  C  ii.  3.  61. 

dati*  alus  lucente  della  Luna,  ch*  era  vcrvo  occidente C  ii.  3.  63. 

che  *1  primo  ...  è  quello  dor*  t  la  Lnna C  ii.  4.  3. 

li  movitori  del  ciclo  della  LMMd CH.  6^107. 

che  *1  Ciclo  della  Z.it>M  colla  ...  si  somiglia C  ii.  14- 67. 

se  la  iHNa  si  gnarda  bene»  due  cose  si  veggono C  ii.  ^4.  69. 

la  LmnQ  .  .  .  starebbe  aacosa  a  ogni  gente C  li.  15.  13011 

alla  circoufcreoM  di  aopr»  lungo  '1  cielo  della  /mjm C.  iti.  3.  la. 

quello  che  ha  6gura  di  presso  che  piena  Lu»ta C  iv.  s6.  93. 

pUDtatft.     quello  che  ...  è  stato  servato  iungamentt C  L  10.  B. 

qaeHo  che  tmigament*  è  usato C.  i.  10.  19. 

Questi  grida  è  stata  iungamenlé  eonlro Ci.  11. 33. 

per  estere  di  pm^uié  lungmmente  $tmim  netm C.  Iv.  3.  58. 

della  . . .  sentenza  wì  lungamente  . .  .  abbandonala C  iv.  7.  9O1. 

U  sua  ittMgkeMm  paziente  sostenga C  i.  ta  aa» 

•enza  troppa  lumgkfa  ciò  trature  non  si  potrebbe C  Itf.  4,  13^. 

InnCbiMlma.     lo  hnghisnmw  numero C  il  6.  3^ 

lungi-     Dico  che  *t  vidi  di  lungi  venir* K  «V.  95.  la. 

•  chi  conosce  da  lungi  uno  animale C.  i.  6.  43. 

che  sia  .  .  .  tanto  di  Inngì  da  Ìi*t%^  quanto  da  Luein    .     .     .     .     .  C,  Ui.  5.  >io. 

paroecb*  da  hmgi  sono  di  NofaUtJi C  Iv.  t o.  1 10. 

•  la  éméaét  qoaàkjhnme  da  Imt^'  eorentle C  iv.  to.  lao. 

ogni  essa  che  da  lungi  vede  ....  C  iv.  la.  148L 

quelle  kcmpre  di  lungi  da  s^  essere  vuole  .     .     .  C  iv.  13.  147, 

Jlmtm  eontméi  éi  ItmgiémBei  diritta  Awrv  .  .    .    •  C.  iv.  13.  1^1. 

Ctt  atti  villani  ilatto  ètmgi  da  le  ...    .  .    .    .  C  iv.  as.  aa. 

za 


LUNGO 


340 


lungo.    Che  t*  ftvcssc  notato /nh^  tempo Su/,  ii.  17. 

TalvolU  (5.  Tal  volU)  poca  {F,  8c  5.  brìevc),  e  tal  lunga  sUgìone  .     .  K  iV.  ao.  ao  (Sem. 

X.8). 

che  voi  faceste  .  .  .  così  lunga  stagione K  /V.  38.  36  (Som.  xxL  a). 

m*  acca^oni  Dello  lungo  e  noioso  tacer  mio San.  xlvi.  6. 

Ixmgo,  /fTp CoHM.  xL  63. 

luogo.     Non  trovo  . . .  li$ogo  che  dal  suo  viso  m*  asconda   .....     Cxiu.  xii.  15. 

che  picciol  tempo  ornai  Puotc  aver  luogo  quel Caus.  xvt.  68. 


lungo,     le  quali  erano  di  piQ  Inuga  etade      .     .     . 

ta  quale  è  stala  lunga  tua  difesa 

sìa  conosciuto  .  .  .  per  lunga  consuetudine  .     . 
che  Amore  ra*  apparisse  allegro  da  lunga  parte 


y.  AT.  3. 8. 

K  N,  9.  95. 
K.  N.  13.  54. 
y.  N.  24.  68. 


per  lo  lungo  continuare  del  pianto K  TVl  40.  31. 

se  lunga  è  la  digressione  della  mia  scusa C.  i.  io.  ao. 

fii  r  uomo  sollecito  a  lunga  provvidenza Ci.  io.  64. 

si  concede  da  lunga  usanza .  C  i.  la.  84. 

per  brmvolima  di  lunga  consuetudine C  i.  13.  6. 

per  lunga  nposanza  .  .  .  rivinsi  la  virtù  disgregata C  iiù  9.  153. 

per  lunga  consuetudine  le  Sciente  .  .  .  sono  chiamate C.  iii.  11.  172. 

che  lungo  convenga  essere  Io  Trattato C.  iv.  3.  ao. 

li  /hm^Ai  capitoli  sono  nemici  della  memoria C.  iv.  4.  133. 

se  le  mie  dìsgrcssìoni  sono  lunght C  i\'.  8.  96. 

perchè /mh^o  cDn\iene  essere  la  ragione C  tv.  8.  15X 

queste  etadi  possono  essere  piti  lunghe C  iv.  34.  70. 

doè  di  fare  V  etadi  . .  .  più  lung/u  e  meno C  iv.  34.  75. 

perocché  lungo  à  stato  il  Capitolo  presente C.  ìv.  34.  183. 

siccom'  era  di  loro  lunga  usanza C.  iv.  a6.  141. 

sapere  per  la /M»f^  esperienza  della  vita C  iv.  97.  150. 

quando  .  .  .  ritrae  per  lungo  sermone  ...  la  storia C.  iv.  37.  184. 

è  quasi  porlo  ...  di  lunga  navigazione C  ìv.  a8.  16. 

a  colui  che  viene  di  lungo  cammino C  iv.  a8.  35. 

che  nella  loro  lunga  età  ...  si  renderò C.  iv.  a8.  64. 

che  in  luuga  eti  il  tenga C  iv.  aS.  67. 

lungo,  prrp r.  TV.  9.  ai  ;  la.  15  ;  19.8;  93-  87  ;  SS-  7  ;  C.  iii.  3.  la,  34 

luogo,     ricorsi  al  soUngo  luogo  d*  una  mìa  camera K  A^.  3.  aa. 

ed  io  era  in  luogo^  dal  quale  vcdca K.  /V.  5.  4. 

partendomi  òr  questo  luogo  .  .  .  sentii K.  ^  5.  la. 

Amore  volca  stare  nel  loro  nobilissimo /ho^ K  JV.  14.  49. 

Se . .  .  non  ci  sfolgorasse  .  . .  fuori  del  nostro  luogo K  A^.  14.  47. 

perocché  io  era  in  luogo  onde  ne  giva y.  N.  aa.  35- 

però  dimorando  ancora  nel  medesimo /mc^ KW.  aa.  41. 

perchè . .  .  ì!  numero  del  nove  ha  preso  luogo  tra f'.  AT.  39.  30, 

cotale  numero  pare  che  avesse  molto  luogo K  A*.  39.  33. 

prima  dirò  come  ebbe  luogo  nella  sua  partita K  M  ag.  36. 

il  difetto  del  luogo C  i.  i.  35. 

iOf  che    .  .  tengo  luc^  di  quelli C  i.  a.  5. 

muovere  la  cosa  d'  un  luogo  dove  sia  utile   .........  C  i.  8.  67. 

sono  in  più  basso  luogo C.  i.  9.  47. 

come  a  luogo  e  a  tempo  si  converrà C.  ii.  i.  135. 

prese  alcuno  luogo  nella  mia  mente C  ii.  a.  xa. 

quieto  ...  è  Io  luogo  di  quella  somma  Deità C  ii.  4.  a8. 

Questo  è  lo  luogo  degli  spirili  beati C  ii.  4.  30. 

esso  non  è  in  luogo C.  ii.  4.  38. 

nomi  antichi  rimasi .  . .  alli  luoghi C.  ti.  5.  50. 


34'  ^^^^^^F  MACOLA 

hofO,    Ver  me,  che  chù&mo  ...  e  hiogo  e  tempo Stst.  iì.  47. 

Però  che  dal  lungo  alto  ed  eminente  ...  ha  riguardato      ,     ,     ,     .  S,  P.  ci.  76. 

Coslor  m*  han  posto  oelli  luoghi  oscuri S.  P.  cxUi.  16. 

C/.  loco. 

iapB.    3c  la  ...  Fa  piti  per  te,  o  *l  star  lupa  rapace Cans,  xviiì.  60. 

fa^Sga.     lodava  Con  sue  parole  e  con  ÌHsinglit  tenere 5.  P,  ci.  09. 

lofllogare.     tua  culla,  Che  lusingò  cotanti  sogni  invano Canx.  x.  79. 

luaRoia.     Qua!  non  dirà  fallenza  ...  a  lussuria  intendere  f    .     .     .     .  Gim4.  xix.  33. 

La  carne  ...  È  stimolata  da  lussuria  molto P,  F.  146. 

r£  TÌva  casto  e  di  lussuria  mondo    .     .     ,     , P.  F.  167. 

llorte  apparecchia,  e  di /M&swn'a  gli  atti P.  P.  aoi, 

LussMha  poi,  eh*  è  settima  nel  cerchio  .  .  .  rompe  e P.  F.  3oa. 

'■9^3(0.     arse  ti  luogo^  per  lo  quale  passò C.  ii.  15.  51. 

sarebbe  .  . .  non  veduta  in  ciascuno  luogo  della  terra C  ii.  15.  143. 

Saturno  starebbe  ...  a  ciascuno  luogo  della  terra  celato    .     .     .     .  C.  iì.  15.  144. 

ia  quello  medesimo /wo^  Aristotile  dice C  iii.  9.  139. 

questo  *  il  luogo  dove  dico,  che  Amore  mi  ragiona C.  iit.  a.  157, 

ponendo  il  mexzo  nobilissimo  intra  lì  luoghi C,  iii.  5.  41. 

credo  che  da  Roma  a  questo  luogo  .  .  .  sia  spazio C  iii.  5.  86. 

Immaginiamo  ...  in  questo  tuogo  ...  sia  una  cittì C  ìii.  5.  90. 

De!  libro  D*lla  natura  d^  Luoghi C.  ìii.  5.  114. 

Segnati  questi  tre  luoghi .  , ,  sì  può  vedere C.  iit.  5.  r34. 

die  questi  luoghi  hanno  uno  dì  dell*  anno  di  sei  mesi C.  ìii.  5.  169. 

questo  luc^  ...  ha  il  di  uguale  colla  notte C  iii.  5.  185. 

Rcondcchè  sono  remoti  o  propinqui  a  questi  lucghi C.  iii.  5.  193. 

Itmarocnte  in  due  luoghi  adopera  1*  Anima C  Ìii.  8.  66. 

|lb  quelli  due /mo^Ai.  ..  hanno  giurisdizione C  iti.  8.  67. 

fa  questi  due  luoghi  dico  io,  che  appariscono C.  iii.  8.  73. 

Liqoali  due  luoghi^  .  .  si  possono  appellare  balconi      .....  C.  ìii.  8.  74. 

reca  queste  cose  quivi,  siccome  a  luogo  suo C  ìiì.  8.  1 14. 

l'Amore  dell'  Anima,  speziale  a  questi  luoghi C  iiì.  8.  117. 

per  lunga  riposanza  in /ho^Ai  scurì  e  freddi C  iii.  9.  153. 

(ìoiingne  il  luogo  ove  ciò  appare C.  ìiì.  15.  11. 

chiamati  cosi  per  lo  luogo,  dove  Platone  studiava C.  ìv.  6.  137. 

tuo  Tallio  nel  medesimo  luogo  dice C  iv.  8.  27. 

io  vidi  lo  luogo  .  .  .  che  si  chiama  Faltcrona C  iv.  ti.  76. 

lìeehè  la  quistione  .  .  .  non  ha  luogo .     .     .  C  iv.  13.  53. 

Socbè  ,  ,  ,  qui  non  ha  luogo  V  istanza C  iv.  aa.  98. 

Esca  • . .  qnando  ammaestrò  in  quello  luogo  Ascanìo C  iv.  a6.  97. 

h  Larght^ta  vuole  essere  a  luogo  e  tempo C  iv.  37.  iia. 

C/lUx». 

non  sa  s'  è  cane  o  lupo C.  i.  6.  45. 

esso  .  .  .  dìccmi  parole  di  lumngh» .  C.  iì.  6.  83. 

Non  ti  possano  lattare  di  lusiuglte C  iv.  34.  146. 

li  cui  princìpi  cibano  ...  a  bisogno  e  non  a  lussuria  .     .     .  C  Iv.  6.  179. 

operazioni  .  . .  siccome  stare  casto  e  lussurian    .     .     .     .  C  ìv.  9.  69. 

purgare  da  ogni  macola C  i.  3.  4. 

di  due  fttacol*  mondare  intendo C.  ì.  a-  6. 

purgato  dalla  prima  sua  fnacola C.  i.  a.  x  14. 

aollo  £  senxa  macola C.  i.  4.  68. 

Queste  macole  alcuna  ombra  gittano C  i.  4.  77. 

purgato  .  .  .  dalle  ntacolr  accidentali C  i.  5.  9. 

•re  sudici  ente  mente  purgalo  dalle  macoU C  L  13.  60. 

èacsua  macola  dì  lite C.  ii.  15.  x8i. 


MACOLA  348 

Macometto.     la  divorar)  Capaneo  ...  E  Macomrtto  cieco Gm#.  xviiì.  70. 

madonna.     Che  parla  Iddìo,  che  di  Mtadonna  intende  .     .     .     K  A^.  19.  43  {Cam.  i.  33). 

Meuionna  è  desiata  [in  sommo  ciclo] f'.  AT.  19.  48  (CttHM.  \.  39),  1x6. 

Madonna^  s*  elio  v'  è  a  grato C  iii.  Con»,  ii.  89. 

Gentil  ntadonna  se  dft  voi  non  vene CafU.  xvi.  9. 

Gentil  ntadonna^  come  avete  inteso Cant,  xvi.  55. 

io  vo*  che  .  .  .  con  lui  vadi  a  Mado$tna  davanti K  /V.  xa.  8x  {BaU.  i.  a). 

Madontia,  quelli,  che  mi  manda  a  vuì . .  .  vuole  ....      V.  N.  la.  97  {BaR.  i.  18). 

Dille  :  MaJonttn,  lo  suo  core  è  stato K  iV.  la.  104  {BafL  ì.  35). 

Madonna,  quel  Ktgnor  ...  Mi  dona Ball.  vii.  I. 

Di  guardare  a  madonna  il  suo  bel  viso BalL  ix.  a. 

avea  Madonna,  involta  in  un  drappo,  dormendo K  A^.  3.  87  (5o«i.  L  zi). 

chiamar  la  mia  Dcmica,  Madonna  la  picth f^.  A^.  13.  49  {Som.  vL  14). 

Madonna  la  venula  nostra  E  per  racromandare Sow.  xL  la. 

hanno  .  .  .  Quel  dolce  nome  di  Madonna  scrìtto  .     .     .    K.  AT.  40.  63  (Som.  xxiiì.  X3), 
Cf.  monna, 
madre.     O  patria  .  .  .  De*  malanimi  madn Gnu.  xviii.  a. 

Madrw  dì  loda  e  di  salute  ostello Canm.  xviii.  19^ 

Io  . . .  Son  suora  alla  tua  madrtf  e  son  Drìttara Cans,  zx.  35. 

Morte  ...  Di  dolor  pnadn  antica K.  A^.  8.  46  (Som.  iv.  a). 

Piange  la  madre,  eh'  ha  più  d*  una  doglia Som.  Iii.  xa. 

E  da  mia  madn  partorito  fui  Essendo S.  /*.  L  17. 

eh*  ebbe  .  . .  Dalla  sua  madn  vergin  benedetta P.  /l  50. 

Che  a  padre  e  a  madre  noi  rendiamo  onore P.  F,  164. 

maestà,     e  1'  amicìzia  Della  tua  maestà S.  P.  1.  45. 

macola,    specchio  senza  macola  della  maestà  di  Dio C.  iìì.  15.  55. 

sono  quasi  come  Dei,  senza  maco/a  dì  vizio C  iv.  ao.  37. 

macolare.     allrìmenti  si  fnacolertbòe  la  forma  visibile C.  iii.  9.  93. 

macula,     in  quanto  è  senza  manda  d*  errore C  ii.  14.  aax. 

maculare.  V  uomo  è  da  più  parti  maculato  .  .  .  mandato  da  alcuna 
passione  .  .  .  maculato  d'  alcuno  sconcio  membro  .  .  .  maculato 
d'  alcuno  colpo  di  fortuna    .  .  maatlato  d*  infamia      .     C  i.  4.  67,  69^  71,  73,  73. 

Maddalena.     Dice  Marco  che  Maria  Maddalena^  e  .  .  .  andarono     .     .  C.  iv.  aa.  150. 
madonna.     la  mia  nemica,  madonna  la  pietà.     Dico  '  madomna,'  quasi 

per  disdegnoso  modo  di  pariare  . V.  N.  i^.  59,  Go, 

Mttdonne,  Io  ilnc  del  mìo  amore  fu  già  il K  A^.  18.  33. 

madre,     perciocché  misericordia  è  madn  di  beneficio C.  L  i.  6a. 

la  quale  è  ntadrt  .  .  .  delle  altre  grandezze C.  i.  io.  47. 

dico  lei  essere  madre  di  tutto  qualunque  principio C.  iit  15.  156. 

lo  figlio  alla  tetta  della  madn  s'  apprende C.  iv.  04.  149. 

non  nominò  suo  padre,  ma  .  .  .  ìa^madn C.  iv.  35.  xi6. 

la  SentttHte,  che  ben  è  madn  dell*  altre  virtudi C.  iv.  a8.  137. 

mfff^tA      conciofisiachè  la  Maestà  Divina  sia  in  tre  Peraone    .     .     .     .  C.  ii.  6.  59. 

specchio  senza  macola  della  maestà  di  Dio C.  iii.  15.  55. 

r  eccellentissima  autorità  della  Imperiale  Maestà C  iv.  3.  67. 

Lo  fondamento  radicale  della  Imperiale  Maestà  ...  è C.  iv.  4.  a, 

si  manifesta  la  Imperiale  Maestà  essere C.  iv.  4.  80. 

la  quale  per  la  sua  Maestà  non  pare  essere  dubitata C.  iv.  6.  xa. 

né  contro  air  Imperiale  Maestà  .  .  •  si  ragiona C  iv.  8.  31. 

presumere  contro  alla  ^a«v/<2  imperiale C  Iv.  8.  41. 

irreverente  alla  maestà  dello  Imperio C.  iv.  8.  98. 

come  ...  io  non  sta  .  .  .  alla  Imperiale  Maestà  soggetto     .  .     .  C  iv.  8.  151. 

tanto  la  Maestà  Imperiale  ha  giurisdizione C  iv.  9.  13. 

maestra    siccome  dice  il  mio  maestro  Aristotile C  L  9.  6x. 


MAGGIORE 


hialore.     Ancor  le  ha  Dio  per  maggtor  grazia  dato    .    .     .    K  Pf,  19.  60  {Cam.  i.  41). 

Lt  quaJc  ogoora  impictn  Maggior  ùwreiza. Gm£.  xì'ì,  4. 

Lo  spirito  maggior  tremò  si  forte Cans.  xiii.  67. 

Prima  che  U  suo  mi^j^bnr  amico  provi   ...,..,.,.     Gm«.  xvi,  35. 

quella  .  .  .  che  Car  mi  potete  maggior  dono Cofu.  xvi.  41. 

di  tanto  mal . . .  Che  fia  ']  maggiort  —  si  sentisse  mai CattM,  xvìi.  48. 


mtro.     amano  più  d*  essere  tenuti  maestri  , C  ì.  11,  74. 

tolta  r  opera  del  maestro .  C.  1.  ik.  125. 

ciaicono  ttiatstro  ama  più  la  sua  opera    .     ,     .     « C.  iii.  6.  95. 

questo  modo  tenne  il  Maestro  della  umana  ragione C  iv.  a.  138. 

ii  nto^stru  .  .  .  ubbidire  e  credere  si  dee C.  iv.  6.  66. 

come  Aristotile  6  ^otfsfrv  e  Duca  della  ragione C.  iv.  6.  71. 

Colui  t  morto  .  .  .  che  non  segfuc  il  Maestro C  iv.  7.  135. 

si  guardò  quello  Maestro  de'  Filosofi,  Aristotile C.  iv.  8,  141. 

sono  . .  .  Buggetti  al  prìncipe  e  al  maestro  di  quelle C  iv.  9.  97. 

il  principe  e  maestro  dell*  arte  esser  si  dee  su^etto C.  iv.  9.  zar. 

aU'  artcficei  ovvero  maesiroy  suggetti  non  sono C  iv.  9.  137. 

perocché  il  Maestrv  della  nostra  vita     .  .  s'  accorse  •     .     .     .     .     .  C  iv,  33,  8z. 

poi  debbono  essere  ubbiditi  i  maestri      . C.  iv.  34.  180. 

liggiore.     le  quali  sono  scritte  .  .  .  sotto  maggiori  paragrafi     .     .     .  K  A.  a,  66. 

onde  oc  giva  la  maggior  parte  di  quelle  donne K.  A^.  aa.  36. 

IÌA  conceduta  maggior  licenza  di  parlare f^.  AT.  95.  53, 

cbe  a  loro  sia  maggior  licenza  largita f^.  AT.  25.  56. 

perocché  maggior  desiderio  era  il  mio  ...  di y,  JV.  39.  46. 

id^li  uomini  il  fnt^gìor  numero C  i.  i.  33. 

||kcr  fuggire  tftaggior  difetto C.  i.  3.  13. 

}lk  mutggior  ^ATte  degli  uomini  vìvono C  i.  4.  17. 

per  La  quale  paia  di  maggiore  autorità C.  i.  4.  Z03. 

JDoUo  pili  trasmuta  lo  ma^^'orr C.  i.  5.  60. 

SkuUa  grandezza  puote  I*  uomo  avere  maggiort C  i.  io.  49. 

b  minori  ...  e  il  pusìllanimo  .  .  .  maggiori     . C  i.  xi.  136. 

che  intra  tutti  ì  bcnefìcii  t  maggiore  quello C  i.  13,  ix. 

Ibi  ano  medesimo  tempo  . .  .  colla  maggiore C  ii.  4.  68. 

in  molto  maggior  numero C  ìi.  5.  57. 

«>  tutte  o  la  maggior  parte C  ii.  5.  64. 

fcbc  troppo  maggior  numero  sìa  quello C  iì.  5.  87, 

|cfae  nullo  effetto  è  maggiore  della  cagione C  iì.  5.  99, 

■uanifesto  é  Luì  aver  fatto  questo  maggior  numero C.  ii.  5.  109. 

MfM^f^iort  sarebbe  lo  nostro  difetto C  ii.  9.  85. 

/che  quella  parte  .  .  .  cb'  è   sua  perfezione  maggiore,  fosse  a  lui 

,'  cagione  di  maggiore  difetto      ............  C.  ii.  9.  93,  94, 

rVirg;ìUo  ...  in  sua  maggior  loda  pietoso  il  chiama C  ii.  xi,  38. 

é  in  nome  ...  è  il  maggior  numero C  ÌÌ,  15.  39. 

dee  r  uomo  per  mo^^or  amico  dimenticare       •..*•.  C  il.  x6.  53. 

nde  si  legge  .  .  .  nello  Ovidio  Maggiore C  iìL  3.  51. 

i^ueUa  gente  che  quaggiù  maj^or  diletto  riceve C.  ìii.  6.  8a. 

iOnde  . .  .  tanto  il  desiderio  è  maggiore C  iii.  xo.  19. 

pm  iMagg«0rr  persuasione  della  sua  compagnia  fare C.  iii.  14.  118. 

;^c  noi  consideriamo  poi  la  sua  maggiore  adolescenza C  iv.  5.  98. 

«)uì  è  maggior  mestiere  di  saperlo C  iv.  6.  xo. 

Che  ...  da  alcuno  suo  maggiore  di  schiatta  é  nobilitato     .     .     .     .  C  iv.  7.  88. 

m  HM^s^n  detrimento  dico C  iv.  7.  104. 

la  reverenza,  che  dcbbe  al  maggiore  il  minore C.  iv.  8.  8. 

^kcroochè  in  maggiore  .  .  ,  irrevcrenza  si  cadcrebbc C  iv.  8,  137. 


MAGGIORE  344 

maggiore.     Maggior  tempcsu  —  Attendi  —  Che  le  pasute    .    .    .  Cams,  xviii.  56. 
Ha  quelli,  che  n'  uscian  con  maggior  pena       .     .     .     ,     K  iV.  35.  56  (Soh.  xviii.  io), 

come  r  ombra  ...  Si  fa  maggiort,  e  poi  subito  manca S,  P.  ci.  38, 

Io  ho  trovato,  che  maggior  memoria  Si  fa  di S.  P,  cxlii.  45. 

maggiormente,    dovete  Vìe  tHaggK}rmtnt4  aver  cura  di  lui    .    .    .     .  Catta,  xvì.  34. 

magione.     Fagli  natura  ...  'I  cor  per  sua  magront   ....      V.  U,  ao.  18  (Sem.  x.  6). 

magnanimo.     O  patna  . .  ,  Oc'  magnammi  madre Csna.  xviii.  a. 

maggiore,     altri  le  ordinò  e  fecele  maggior  Fattore C  iv.  9.  65, 

tanto  è  mii^>^ibFr  in  quella  la  suggedone     .........  C.Ìv.  9.  iii. 

vedcmo  .  .  .  domandare  consiglio  il  maggiort  al  minore     .     .     .     .  C.  iv.  9.  133. 

a  mostrare  maggiort  diversità  avere  con  quella C  ir.  io.  94. 

e  la  sollecitudine  ...  sia  diritta  a  maggiori  cose C  iv.  1 1.  107. 

recano  nuovo  termine,  cioè  maggior  quaniità  a  desiderio  .    .     .     .  C.  iv.  ta.  50^ 

a  tmaggior  testimonianza  .  .  .  ecco  Boezio C  iv.  la.  79. 

Sicché  . . .  it«^§yii>n' appariscono  li  desiderabili   ,     .     ,     .  .     .  C  iv.  la.  177, 

non  è  cagione  d* ...  ma  di  perfezione  maggiort C  iv.  13.  ai. 

poi,  a  maggiort  loro  confusione  ...  si  distrugge C.  tv.  14.  io. 

la  Cristiana  scntcnia  è  di  maggior  vigore C  iv.  15.  93. 

oltre  la  quale  nullo  diletto  è  maggiort .  C-  iv.  aa.  90. 

avviene  che  V  Arco  .  . .  è  di . .  .  maggior  tesa  che C  iv.  23.  74. 

se  dalli  suoi  MMiig^Mmi*  non  gli  fosse  mostrato C  iv.  04.  ia6. 

poi  debbono  essere  ubbiditi  i  .  .  .  maggiori C.  iv.  34.  181. 

la  nuxggior  parte  dell'  amìstadì  si  paiono  seminare   ......  C  iv.  35.  9. 

Virgilio,  lo  maggior  nostro  PoeU C.  iv.  96.  60. 

CoDvìcnsì  amare  li  suoi  maggiori C.  iv.  a6.  85. 

lo  suo  popolo  ristorato  gli  fu  tnaggion  che  prima C  iv.  37.  168. 

io  reduco  a  memoria  e  rappresento  li  miei  maggiori C  iv.  ag.  19. 

coloro  che  hanno  udito  il  bene  delli  suoi  maggiori C.  iv.  39.  66. 

non  può  essere  che  delli  maggiori  di  questo  sia  tanto C  iv.  39.  68. 

r  uomo  vile  disceso  delli  buoni  maggiori C.  iv.  39.  79. 

maggiormente,     in  ciò  gli  ho  fatti  maggiormentt  vogliosi C  i.  i.  78. 

non  intendo  ...  a  quella  .  .  .  derogare,  ma  maggiormtntr  giovare  .  C.  i.  i.  115. 

che  quella  loda  non  sia  maggiormentt  vituperio C  i.  a.  46. 

cosi  sì  può  questo  intendere  m^g^'ormrif/r C  iì.  xx.  85. 

dall'  abito  maggiomitnte  è  altri  da  denominare C.  ìii.  13. 

maggiormtntt  parlare  di  te  non  si  può,  che  tacere C  iv.  5.  141. 

da  quella  procede  maggiormenie  che  d'  altro  terzo C  iv.  18.  65. 

e  cosi  lo  SfHÌo  maggiormmU C  iv.  a6.  109. 

magione,     nel  primo  sedere  .  .  .  che  facea  nella  magiotu  del  ,     .     .     .  V,  N,  [4.  ao, 

la  quale  circondava  questa  magione K  M  14.  31- 

vuole  andare  a  una  magiont . . .  Viene  tm  altro ...  e  vuole  a  questa 

magione  andare C.  iv.  7.  64,  71. 

né  le  magioni  magnifiche  ...  tra  cose  buone  o  .  .  .  essere  dissi      .  C.  iv.  la.  58. 

però  gli  antichi  regi  nelle  loru  magioni  faceano C.  iv.  35.  55. 

ritornare  nella  propria  magione C.  iv.  a8.  5». 

la  cui  propria  magione  è  nel  sccretissimo C  iv.  30.  67. 

magistero,     quanto  la  cosa  è  più  propria  .  .  .  del  magis^ro   .     .     .     .  C  iv.  9.  ito. 

Magna,     per  quella  d'  Alberto  della  Magna  nel  libro C.  iii.  5.  1x3. 

magnanimità.     L».  quinta  ^  è  MagnoMimilà C.  iv.  17.  44. 

questo  sprone  st  chiama  .  . .  ovvero  Magnanimità     .     .     .     .     .     .  C  iv.  a6.  57. 

magnanimo,    il  magnammo  si  magnifica  in  suo  cuore  .     .    .     .    .    .  C  i.  11.  197. 

bì  fa  lo  tnagnammo  grande C.  i.  zi.  Z33. 

che  *1  OTOfiwiMSMH}  sempre  fa  minori  gli  altri Ci.  li.  134. 

al  mengHonimo  le  sue  cose  .  . .  paiono  migliori C.  L  zx.  140. 


345  MALE 

magnificare^    Acciò  che  . . .  Possa  niagHificarXz  tua  giustizia    .    .    .    S.  P.ì.  57. 

E  tutti  i  re  ti  n*agmjkkcratxna S.  A  ci.  63. 

naga    U  dìvonin  .  .  .  Simon  mago,  il  falso  Greco,  E Catia.  xviii.  7?. 

qbL   CmmM^  xi.  70;  xiii.  48.  93;  xìv.  96;  xvì.  ix,  17;  xvii.  48;  xix.  49,  116  ;  xx.  96; 
I  Stst.  ì.  04  ;  ii.  19,  59  ;  ili.  la,  13,  34,  33,  34  ;  iv.  6  ;  V,  N.  12.  107  {Ball,  ì. 

^k  a8}  ;  Ball.  vL  7  ;  viii.  ai  ;  x.  ai  ;  K  N,  B.  64  (5om.  ìv.  ao)  ;  aa.  98  (5om. 

^H  xiii.   IO)  ;  37.  17  {SoH.  XX.  a)  ;  38.  46  {Som.  xxi.  la)  ;  Som.  xx\')i.  7  ;  xxxi. 

H  7  ;  xxxiii.  8  ;  xxxix.  i  ;  li.  3  ;  5.  P.  xxxi.  13,  9Z,  51,  75;  xxxvii.  ii|  33;  1. 

'  3».  5'  ;  e»*  43.  57  ;  cxlii.  la,  56  ;  P.  F,  173. 

fTitlflr**^tr,     £'  m'  incresce  di  me  sì  malamfnté Cane.  xiii.  1. 

male,  adv.  &  n.     non  può  mal  finir  chi  le  ha  parlato      .     .     .    y.  N.  19.  61  (Gtn«.  i.  43), 

Come  viltate  importa  sempre  fHolf C  iv.  Ca»*.  ìii.  91. 

Che  quegli  teme,  e'  ha  del  mal  paura Cans.  ìx.  84. 

Chi  K  beltà  fra' Hfd/i' Vogliamo  annoverar Cska.  x.  141. 

L' anima  folle,  che  al  suo  ma/ a*  ingegna Coma.  xi.  29. 

a  cui  incrcsca  del  mio  malt Cane.  xi.  68, 

Coluto  del  mio  mal  par  che  si  prezzi Coms.  xii.  x8. 

non  le  pesa  del  mal  eh'  ella  vede Catu,  xiii.  46. 

S*  accorse  ben,  che  '1  suo  maU  era  nato Cans.  xiii.  76. 

E  a' egli  awien  che  gli  risponda  maU Ca^ia.  xvi,  37. 

Morte,  adunque  di  tanto  tnal  V  incresca Cam.  xvii.  46. 

le  •  . .  tue  >Hal  giuste  leggi  .  .  .  correggi Cans.  xviii.  38. 

E  1  nome  eccelso  tuo,  che  maJ  sì  nota    .....  ....     Cant.  xvtii.  49. 

Convicn  che  di  sé  vesta  L'  un  bene  e  1'  altro  malt Catu.  xix.  68. 

■oa  risponde  ,  .  .  Per  lo  mai  e*  hanno  in  uso Catt£.  xix.  106. 

udisse  tossir  la  ma/ fatata  Moglie  di SonAn.  i. 

salva  la  via  del  debito  onorare  e  magnijkan    .     .     .     .     C.  i.  a.  83. 

L^*»  si  è  a  mtfgtttficart  V  amato C.  i.  io.  34. 

'*'**'tei  prima  per  magnijicare  lui.     E  che  in  ciò  io  lo  magHifichi 

...  vedere  si  può C  i.  io.  41,  48. 

I^Wegnachè  ...  si  possano  magitijicarey  cioè  far  grandi     ....Ci.  io.  45. 

I     "■•pian imo  si  magnijim  in  suo  cuore C.  i.  :i.  raS. 

^^'^h*  magm/Uan  e  par\'ifìcare  .  .  .  hanno  rispetto C,  i,  11.  13* 

Questo   è  quella    magfùJicfHBrt^   della   quale   parto   il 

Salmista  ...  *  Levata  è  la  magrti/kmjta  Ina. ...  * C  ii.  4.  40,  4a. 

j^J^  ^lUfU  si  è  Magnijicfma C  iv,  17.  41. 

^^^WuBeo,    né  le  ma^^ioni  magnijuht ...  tra  cose  buone  o  desidcra- 

^\]i  essere  dissi C  iv,  la.  58. 

^^Pero  gli . .  ^  regi  .  . .  faceano  Ma,^m)Cn  lavori C  iv.  95.  56. 

''.  N.  18.  63  ;  aa.  43  ;  38.  15  ;   43.  11  ;  C  i.  3.  17  f  5-  33  ;  9-  68  ;   10.   11  ;  iii.  a. 

149;  8.  Ili;  15.  86;  iv.  5.  61,  66;    ir.  98,  100;   la.   147,   150,   195  (i«), 

«98;    >3.  56,   60,    145,    153;  M-   ai,  83,    30,  37,   88,   nò;   15.    131,   133 

(*«5»   '44.  '45;    aO'  73i  78;  32.   194  ;  33.   ag  ;   a4.  lao  ;  25.  98  ;   a6.  36; 

^^^      »7.  «07. 

^^'"ùlc     alla  quale  era  malagevùU  ad  intendere  i  versi  latini    ,     .     V.  N.  35.  46. 

""^tita  .  .  .  fosse  maiagcvoU  a  sentire C.  ii.  ta.  09. 

'''^mgrvoU  fu  molto  a  scemer  quello C  iv.  6.  80. 

^liiti^*^  aarebbe  più  malastvolt .  .  .  generazione C.  ìv.  14.  60. 

^^J^*>Qi     Ahi  ma/tu/rur  e  malnati C  iv.  37.  117. 

**v.  &  n.     però  ad  esso  non  voglio  s'  assetti  alcuno  mo/cdc'  suoi 

w^  Organi  disposto C  i.  t.  88. 

j^"**"*  «^  è  da  fuggire,  siccome  maU  per  accidente  ...     C  L  a.  44. 

,r7~^*^^iio  con  ampia  misura  cerca  lo  suo  mtU  fare C  i.  0.  64. 

^lo  del  mWt.  meno C.  i.  a.  66. 


MALE  346 

male.     Ma  ben  ne  colse  matt  a*  fi*  di  Stagno Som.  lui.  14. 

Che,  per  lo  sangue  lor,  del  maU  acquisto  Sanno Som.  liv.  13. 

Che  allo  mal  {htc  già  me  conducesti S.  P.  vi.  38. 

Ed  ho  conunesso  ìl  maU  in  tuo  cospetto      .........  S.  Z'.  I.  14. 

Ma  sono  ad  ogni  maU  sottoposto ,    ,  S.  P.  ci.  99, 

Prima  contrizion  quella  ò,  che  strazia  II  ma/  e*  hai  &tto  ;  e  poi .  .  . 

Confessa  il  mal P.  F.  lo^^  lofl. 

Da  cui  principio  i  pmji/ tutti  quanti  hanno P.  F.  117. 

La  carne  nostra,  al  mal  pronta  tuttora.  È  stimolata P.  F.  145. 

Che  allo  mai  far  ognuno  spesso  incuora P.  F.  147. 

Prima  è  Superbia  d'  ogni  ma/  radice P.  F.  184. 

Segue  il  mnl  fare,  e  parteai  dal  bene P.  F.  190. 

E  nel  mai  far  sempre  sue  voglie  aggira P.  F.  194. 

il  qual  io  prcco  Che  ci  guardi  dal  tnal P.  F.  345. 

maledire.     Malrdttta  tua  culla  .  .  .  Malrdrtto  lo  tuo  perduto  pane     .     .  Gnu.  x.  78,  80, 

Io  maledico  il  d)  eh*  io  vidi  in  prima Son.  xxxìii.  i. 

E  maltdico  V  amorosa  lima Son.  xxxìii.  5. 

E  maitdico  la  mia  mente  dura Son.  xxxììL  9. 

Insieme  coi  demoni  maUdtiti P.  F.  60, 

maligno.     Dirada  in  te  le  maiign*  radici Canz,  xviii.  31. 

Per  liberarne  dal  dcmon  maligno P.  F.  123. 

TnnHTJn      a  chi  son  perdonati  LÌ  .  ,  .  falli  e  le  maltn't  loro        .     .     .     .  S.  P.  xxxi.  a. 

Poiché  conosco  beo  la  mia  malima S.  /*.  1.  to. 

malet     la  fama  dilata  lo  bene  e  lo  mait C.  i.  4.  a. 

non  solamente  .  .  .  ma/  giudicano,  ma .  .  .  agli  altri  fanno  tnai  giu> 

dicare C.  i.  4.  53,  55. 

la  presenza  ristrigne  ...  lo  maU  ...  e  dico  lo  mmle^  perchè      .     -  C  i,  4.  58,  59. 

puote  essere  così  nel  male C  i.  4.  87. 

ristrigne  il  bene  e  *1  maU C.  i.  4.  98. 

giudicando  ...  il  maU  e  '1  bene C  t.  it.  84. 

per  iscusarsi  .  .  .  del  dire  maU C  i.  il.  85. 

dolersi  dell'  altrui  maU C  ii.  il.  41. 

ricchezze  conser\'ate  in  male  del  loro  signore .  C.  il.  il.  84. 

che,  se  't  parlatore  è  ma/ disposto  ...  e  se  l'uditore  è  ma/ disposto, 

mal  sono  quelle  riccMite C  iv.  a.  70,  73  (Am). 

pochi  per  mai  camminare  compiano  la  giornata .  C  iv.  13.  66. 

due  ragioni  :  1*  una,  che  è  cagioni  di  male C.  iv.  13.  94. 

CagioH*  è  di  maie,  che  fa C.  iv.  13.  95. 

e  anzi  la  domandazione  compiuta,  mot*  rispondono C  iv,  15.  135. 

la  ...  ira  e  la  ..  .  pazienza  contra  li  nostri  maii  esteriori .     .     .     .  C  iv.  17.  53. 

se  una  pietra  margarita  è  male  disposta C.  iv.  ao.  64. 

che  .  .  .  male  tragge  al  segno  quello  che  noi  vede C.  iv.  aa.  16. 

cosi  mat  può  ire  a  questa  dolcezza  chi C  iv.  aa.  17. 

non  perviene  per  ma/ essere  coltivato Civ.aa.ifla. 

quanto  sta  male  a  ciascuno  uomo  . . .  menzionare  cose  che  nella 

bocca  d*  ogni  donna  stieno  maU C  iv.  95.  100,  ioa. 

se  per  colui  .  .  .  male  sì  vive C  iv.  99.  4fl. 

maledire,     che  io  la  vi  rimembrerò  ...  iMa/^iir//ii' occhi K  ^.  38.  15 

in  questo  errore  cade  V  avaro  maledetto C.  tìL  15.  88. 

MaUdetti  siate  voi  e  la  vostra  presunrione,  e  chi C  iv.  5.  78. 

non  perde,  come  le  maledette  ricchezze C  ìv.  13.  88. 

malJylw      quando  la  malica  vince  in  essa C  i.  t.  93. 

si  giudica  la  malisia  e  la  bonude .     C  i.  a.  39. 

mostrare  ...  la  malizia  dell'  accusatore C  i.  io.  104. 


347  ^iH^  MALVAGIO 

nwHrta-     Libera  me  dalU  carnai  maUna 5.  /*.  L  55. 

Don  posso  Con  la  mia  lingua  esprìmer  mU  malima S.  P.  cxlii.  3a 

malnato.     E  che  dirà  nell*  Inferno  a'  mathati K  M  19.  46  :dnj.  i.  a^), 

malOk     Di  trarlo  fuor  di  mala  setta  in  pria Cans.  ìx.  79L 

che  non  ha  che  disdelta  Di  rnala  fama ••  Con*,  alv.  94. 

£  a  que'  che  V  ainan  piti,  più  fai  mal  pìglio Cma.  avjit  90. 

Increscati  di  me,  e*  ho  sì  maJ  tempo Sést,  ii.  51. 

La  tosse,  il  freddo,  e  1'  altra  mtaìa  voglia      •    ■ Som.  lii.  9. 

E  *otendì  che  'I  fuggire  ci  mai  boccone  ». Som,  liii.  7. 

Le  mie  fatiche,  id  aspettar  mai  paghe ,  P.  F.  6, 

malom.     Nec  dicit  ipai  :  Ma/um  cai  de  iato CaMM.  xxi.  aa, 

malvagio.     Core  ha  di  pietra  si  malvagio  e  vile    ....      ^.  M  30.  73  iCan».  iii.  33). 

Prima  che  co'  mah«^  vìikct  prore Cana.  ix.  61. 

mallgte.     conoscerà  la  md/inif  di  costoro Ci.  11.91. 

seguitò  poi  ...  la  wMiiata  de*  rei  .  .  .  non  at  fuori  . . .  che  Iddìo  non 

sapesse  dinanzi  la  loro  malima C  iii.  la.  70^  73. 

ae  non  per  sopravvenimento  dì  iMdiùM    ,     ,     , C  iv.  i.  97. 

non  le  coae,  ma  le  mo/taiV  delle  cose  odiare C  iv.  1.  98. 

a  partire,  dico^  la  malima  dalle  cose C.  iv.  t.  33. 

a  dare  a  intendere  la  sua  intollerabile  wm/km C.  iv.  7.  49. 

volendo  ...  la  malima  d'  alquanti  dalla  rornte  levare C.  iv.  8.  a6. 

quando  per  tnatim'a  d'  anttMo  .  .  .  impedito  non  è C  iv.  15.  i  la. 

Chi,  secondo  la  malima  tMl'  anima  ...  ho  vedute C  iv,  15.  117. 

secondo  malima  . .  .  può  essere  la  mente  non  satUÈ C  ir.  15.  t6B. 

che  per  mtaliaia  di  animo  e  di  corpo  infermi  non  sono C  iv.  15.  179. 

maliziato,     senxa  mmKmaia  ooadenaa C.  ì.  a.  53. 

la  seconda,  maìimata  arwaaaKm/ •     1     .     .  C.  i.  1 1.  7. 

La  seconda  setta  ...  si  fi  per  una  matimata  aruaa C.  1.  i>.  73. 

nahiatOk     perciò  vcggìano  lì  callìvì  i*hi/n«A'»  che C  iti.  4.  81. 

Ahi  malasirui  e  mainati C.  iv.  97.  118. 

Oh  sventurati  e  malnaliy  che  .  .  .  Yolele C  ìv.  a8.  157. 

■ftlnaturato.     r  uomo,  che  indìrìua  sé  e  regge  s^  tm^maimraio       .     .  C.  ili.  8.  1B4. 

IMk>i     vita,  U  quale  fu  di  malo  io  buono C.  i.  a.  106. 

isvidis  è  cagione  dì  mal  giudicìo C.  t  4.  44. 

dUattandosi  delle  maU  operaxioni,  hanno  invidia  alli  anali  operatorì  C  t.  4,  60  (Am)« 

conviene  che  .  .  .  vengano  a  ma/  fine C,  I.  11.  30. 

ÌX  mai  Cabbru  biii&ima  il  ferro ...  e  il  mal  citariaU  biaaioui  la  ciUra, 
credendo  dare  la  colpa  del  ma/ coltello  e  del  «Ma/aonare  al  ferro 
calla  ciUra C  L  11.  78.  79.  8i  {hUy 

ricuperare  la  mala  disposixione  della  materia  ..•■•■.<  C  ili.  4.  65. 

cioi  la  Mala  co&staetudinc C.  Ìli.  8.  173. 

è  pio  laudabile  oa  mMl  cavallo  reggere    .     .  .     »     .     .  C  ili.  8,  188, 

a  Care  dvlla  moia  cosa  baona  cosa C  iii.  8.  307. 

d*  alqtumti  che  a  mai  fine  dovaaao  vaain C  ili.  la.  74. 

per  mmia  eonauetudloe  . . .  era  tanu»  CartlSealo C.  iv.  1 .  50. 

aEa  gente  che  per  M«/ cammino  andavano  .     .    .    .     .     .     .     .     .  C.  tv.  1.74. 

Ibgate  le  ma/r  opinioni^  la  vcritik ...  ala  rfoevata.     .     .  CA't.  «.  t5&. 

a  baciare  la  mmia  opinione  prendere  piede      ...  C.  ir.  7.  17. 

eoal  la  mala  opinione  .  .  .  cresce C  iv.  7,  a). 

Poiché  la  mala  condizione  ...  è  narraU     ...  C.  iv.  7.  43. 

KinKn-i  da  te  la  mala  bocca  ....  C  tv.  95.  19. 

quante  maU  tentazioni  .  .  .  diffida  ....  C  iv.  «5.  91. 

quegli  che  alli  buoni  ntala  tcsttmontanaa  [torta .  C.  iv.  99.  73. 

iaa1»a|.lii     accorgcodoBi  del  mtaivmgio  dow andane K  /V,  4.  it. 


i 


MALVAGIO  ^PVM^^BVH^^V  348 

malvagio.     O  falsi  cavalieri  malvagie  rei Cona.  xix.  11  a. 

manranga.    coloro,  Che  per  vergogna  celan  lor  mancanMa    .       F.  N.  7.  35  '.Soff.  ii*  iB), 

mancare.     Perocché  ...  1  mìo  sento  maMcart  Sì *  C^imM,  xiv.  5. 

Come  persona  .  .  .  Cui  tutta  gente  mattca Cans.  xx.  11, 

Però  che  U  miei  giorni  e  li  mìei  anni  .  .  .  presto  son  ntaneati      .     ,  S.  /*.  ci.  S. 

come  r  ombra  ...  Si  fa  maggiore,  e  poi  subito  manca  .  .  .  Cosi  la 

vita  mia  .  .  .  Ora  è  mancata 5.  P.  d.  38,  41. 

Chi  .  .  .  dichiarar  3*  ingegna  .  .  .  Manca  la  possa P.  F.%\. 

manco.     Egli  mi  fìcdc  sotto  il  braccio  manco Canz.  xn.  48. 

mandare,    eh' io  son  murM^/a  A  quella V.  N.  ig.  é\  ^^Cmns.  i  ta). 

gli  occhi  ...  Ne  wandan  mcMÌ  al  cor  picn  di  disiri      .      C.  iii.  Catu.  ii.  35  ;  13.  lai- 

manifesta  .  .  .  quel  per  eh'  io  li  mando Catts.  x.  157. 

Piaccinvi  di  maN^ar  vostra  salute Cans.  avi.  i». 

Nostra  natura  qui  a  te  ci  manda .....  CsMa.  xx.  33. 

Madonna,  quelli,  che  mi  manda  a  vui  .  . .  vuole   ....      K  AT.  la.  97  {Bait.  ì,  t6)~ 

Vostro  fin  pregio  mando  —  alla  verdura Bit//,  iv.  5. 

A  quella  bella  donna  a  cui  ti  mando Ba//.  v,  3. 

manducare,    che  ogni  senso  Collidenti  d' Amor  già  mi  mam/iuia  .    .  Caita.  xii.  3». 

C/.  mangiare. 

mane.     Che  da  sera  e  da  mant  Hai  ragunato,  e Catu.  x.  Sa. 

malvagia     discacciato  questo  cotal  malvagio  desiderio f^.  .sV.  40.  14. 

che  cotal  desiderio  malvagio  e  .  .  .  paressero -  K  jV.  40.  ^Ol 

per  malvagia  disusanza  del  mondo C  i.  9.  31. 

A  perpetuate  infamia  .  .  .  dcUi  Mio/eni^' uomini C.  i.  11.  x 

ii  buoni  erano  ...  e  li  ma/t/d/;^  onorati  ed  esaltati C.  iv.  1.  56. 

colui  .  .  .  che  disceso  di  buoni  è  mali/agio C  iv.  7.  ga. 

e  quella  dellì  malvagie  oscura C  iv.  7.  loa 

veramente  morto  il  malvagio  uomo  dire  si  può C  iv.  7.  107. 

più  volte  alli  mttlvagi  ...  ai  rappresentano C  iv.  il.  7X 

più  volte  alli  malvagi^  che  alli  buoni,  pervengono C.  iv.  11.  flfi^  ^ftc 

riprovata  è  la  .  .  .  opinione  de*  malvagi .  .  .  uomini C.  iv.  16.  13. 

quegli .  .  .  che  crederà  li  ma/tvi^  comandamenti C  iv.  04.  13}. 

quelli  che  ben  sa  una  malvagia  cosa  fare C.  rv.  «7,  55. 

si  dissomiglia  ...  dal  wa/wiib  discendente C  iv.  39.  58. 

lo  malvagio  figlio  o  nepotc  fa  tutto  il  contrario C.  iv.  09.  63. 

cosi  .  .  .  potrebbero.  .  .  nascere  in  quella  li  malvagi C  iv.  39^  1 

mancanza.     Promettono  ...  di  torre  .  .  .  ogni  mancanma C.  hr.  la.  41. 

mancare,     le  quali  disposizioni  tutte  gli  mancfurebboHo C.  L  5.  42. 

manco*  «.     parca  a  me  avere  manco  di  fortezza C  ÌL  a.  43. 

non  è  mattco  del  detto  esemplo C  iìL  6.  j9l 

qual  donna  sente  per  manco  la  sua  beltà  biasimare C  iii.  8.  ao> 

Puotc  .  .  .  r  anima  stare  non  bene  .  .  .  per  mangio  dì  complessione, 

e  forse  per  manco  di  temporale C  iv.  ao.  7t,  t 

mancOi  adj.     sempre  ne  fa  parere  ogni  dilettazione  manca     .     .     .     .  C.  iii.  6.  76. 

mandare,    quegli  che  gli  avea  ciò  mandato K.  AT,  3.  104. 

£  non  le  mandatt  in  parte  alcuna  senza  me K.  A^  la.  67. 

Poi  mandare  due  donne  gentili  a  me  pregandomi  che  MtOHdlasMloro 

dì  queste  mie  parole K.  TV.  401  l»  a. 

proposi  dì  mandar  loro  e  di  fare  una  cosa  nuova,  la  quale  lo  mandassi 

loro  con  esse K  ^.  4A.  ^  & 

mandailo  loro  col  precedente  sonetto  accompagnato K  /V.  4».  9. 

quegli  che  fosse  mandato  a  partire  una  zuffa C.  i.  3.  4. 

La  prima  Bontà  manda  le  sue  buntadi C.  iiì.  7.  18. 

Regolo,  da  Cartagine  mandato  a  Roma C.  iv.  5.  105. 


VI, 


349 


MANIFESTARE 


naaiiane.     Perchè  li  cibi  miei  non  ho  mangiati S.  /*.  ci.  la. 

Pcrth'  io  mangiava,  come  il  pan,  la  cenere S.  P.  ci.  31. 

con  ebbrezzA  e  con  nuxM^iar  soverchio  .  .  .  apparecchia     .     .     .     ,  P.  /\  aoo. 
C/.  manducare, 
nunlfestare.     [La  sua]   Anima  ...  Lo   mam/gsta  in  quel   eh*  ella 

conduce C.  ili.  Cane.  ii.  33  ;  13,  105. 

IViina  a  lei  ntant/esia  Quel  che  tu  »«',  e Cam.  x.  156. 

la  sua  apparenza,  or  da  Moitr,  or  da  aera C  ìi.  14.  114. 

da  man* C.  ii.  14.  119. 

'terra  ...  lì  cui  prìncipi  da  marie  mangiano C.  iv.  6.  176. 

Potrebbe  dire  acr  Man/rrM  da  Vico C  iv.  29.  16. 

tanto  .  .  .  che  le  facca  mangiare  quella  cosa  che  .     .     .     .  K  A^.  3.  49, 

quale  ella  mangiava  dubitosamcnte ^.  -/V.  3.  51. 

ove  i]  pane  degli  Angeli  si  mangia C.  ì.  i.  53. 

che  in  bestiale  pastura  veggiono  erba  e  .  .  .  gire  mangiaufo  .     ,     .  C  i.  >.  61. 

quello  pane  .  .  .  senza  lo  quale     .  .  non  potrebbe  esser  mangiata    .  C.  i.  t.  83. 

deooo  mangiare  le  infrascritte  vivande C.  i.  13.  78. 

'"Voglio  mostrare  come  mangiare  si  dee C.  il.  x.  la. 

terra , ,     lì  cui  prìncipi  da  mane  tnangiana      .     .     .     .     ,     .     .     .  C  ìv.  6.  176. 

la  vivanda  ,  ,  .  sarà  di  quattordici  maltiere  ordinata    .     .  C.  i.  i.  103. 

per  molte  maMten  di  parlare C  il.  6.  6. 

^H  convengono  essere  nove  matuere  di  Spìriti C  ii.  6.  99. 

^^P  in  ciascuna  maniera  di  sermone C.  ii.  7.  54. 

^^V  I  fnafirv  tnanirrr  d'  operazioni  ...  è  ordinata C.  iv.  9.  40. 

^H  Cbe  .  .  .  tutte  si  possono  in  tre  maniere  ricoglierc C  iv,  11.  58. 

^'^OlfellBiQeate.     si  che  appare  manifesta  mente,  eh*  ella  5i    .     .     .     .  V,  N.  ^.  63. 

Soctnnr  appare  mam/estamente  a  chi  lo  intende K  A'.  8.  17. 

fSiecb£  appare  manifestamente  che V.  N.  \\.  a6. 

tjeeoBkc  Fcdemo  mani/eatament*  che K.  W.  30.  sa. 

C^Mie  appare  maniftstatntnU K  A^.  34.  15. 

Sfmmfrstam^nte  .  .  .  può  vedere  chi  bene  considera C  Ì.  i.  45. 

nuttrifestatnmt*  si  vede .     .     .  C.  i.  4.  89. 

*Ìccumc  puossi  mamfestamnxte  cosi  mostrare C.  i.  9.  6. 

dico,  che  tnani/estamtnte  si  può  vedere C.  i.  9.  a6. 

Se  tnam/tiiamente  uscisse  fiamma  di  fuoco C  i.  la.  t. 

die  sono,  siccome  manifestamente  appare C.  ii.  X.  1 16. 

Iiattoo  amore  a  cerio  loco  più  manifestamente C.  iii.  3.  aa. 

%oconàochè  mam/esta mente  appare C  ìii.  13-36. 

tae^i  agenti  naturaJi  vedcmo  mani/èstamtnte C.  ìÌL  14.  18. 

Per  che  mam/estamente  veder  sì  può C  iv.  4.  6a. 

Dove  tMmm/estamtnte  pone C.  iv.  15.  65. 

coaft  «Miin/Vsftimnfilr  veder  si  può C  iv.  16.  94. 

aioooine  ornai  matiry^jr/imm/r  appare C  ìv.  sa.  izB. 

che  questa  Nobiltà  luce  e  rìsplende  .  .  .  mani/rstamente     .     .     .     .  C  iv.  23.  13. 

Kon  quegli  che  mam/esta mente ^  è  Giudeo C  iv.  aB.  76. 

ito.     sicché  ...  e  mam/estamento  di  benivoicnza  nasce  .  C  iii.  ti.  86. 

ove  si  matti/està  la  cagione  di  questo  sonetto     .     .     .     .  V,  N.  14,  99. 

nella  seconda  manifesto  lo  stato  del  core  per K  TV.  15.  53. 

le  quali  non  mi  parca  che  foucro  ma$ufeitafe  .  .  .  per  me  ....  K.  TV.  16.  5. 

perocché  mi  parca  avere  di  me  assai  manifestato K.  A^.  1 7.  5. 

volendolo  mmmtfiuiar»  a  chi  ciò  non  vedea K  AT.  37,  5. 

rìffiùvo  . . .  mtamijèatundo  chi  é  che  cosi  parla V.  N.  ^.  ag. 

al .  . .  cbe  li  sospiri  manifestavano  ciò  molte  volte V.  N.  40.  19. 

nel  quale  manifestassi  ciò  eh'  Ìo  avea  detto .     .  F.  A^.  41.  99. 


MANIFESTARE  350 

manifestare,    cbc  t*  ho  mnMifniaio  Gii  1'  inf^iustizia  mia  e    .     .     •     .  S.  P.  xxxi.  31. 

che  .  .  .  L*  incerto  e  oscuro  m*  bai  maw/fsfiito S.  P^ì.  24. 

Acciò  che  la  ini&  bocca  la  tua  laude  Possa  mam/estan S.  P.L  60. 

Che  ta  ti  degni  di  mamftstarnù  V  estremo  fin S.  P.  ci.  90. 

manifestare,     però  eh'  assai  il  mam/tsta  la  sua  ragfionc V.  N.  41.  54. 

ordinalo  a  rftamftstart  Io  concetto C  i.  5.  8a. 

conciossiacosaché  lo  Latino  molte  cose  mani/rstm C.  ì.  5.  86. 

sì  fHttni/tsta  per  cotal  ragione C  L  7.  14. 

che  t  fHOtu/estart  la  conceputa  sentenza C  Ì.  10.  60, 

perocché  .  .  .  non  si  può  bene  mani/estarr Ci.  10.  69. 

lo  bene  moNiy^s/drr  del  concetto  è  più  amato C.  i.  la.  93, 

siccome  mam/estato  è  dì  sopra C  i.  I9,  97. 

nella  quale  ai  mam/esta  quello C  ii.  a.  67. 

La  quale  .  .  .  opinione  manifrsia  la  testimoniaozm  de'  poeti    .     .     .  C  ii.  5.  45. 

si  manifesta  in  molti  nomi C  ii.  5.  46. 

nella  quale  si  manifesta  quello C  tL  8.  5. 

intendo  manifestane  quello  che  .  . .  ragionava C  ii.  zo,  3. 

brevemente  pnanifesto  la  cagione  del  suo  .  .  .  parlare C  ii.  io.  6. 

manifesto  Y  anima  mia  essere  ancora  dalla C.  ii  io.  15. 

questo  si  uutmfesia  quivi C.  ii.  to.  aS. 

Ultimamente  manifesta  V  anima .  .  .  essere  stata C  iL  io.  74. 

manifestato  questo,  veder  sì  può  la  vera  sentenza C  ii.  x6.  ix 

della  buona  volontà,  la  quale  manifesta  V  amistà C.  ìii.  1.  69. 

£  ciò  manifesto^  quando  dico C.  iiì.  io.  io. 

si  manifesta  la  Imperiale  Maestà  e  Autorità  essere C  ìv.  4.  79, 

ciò  ai  manifesta  massimamente  in  colui  che C  ìv.  7.  Iz^, 

a  tnanifesiare  Ciò  che  dire  s'  intende C.  Ìv.  11.  r«. 

Certo  ...  lo  maniftsta  V  una  e  V  altra  Ragione C  iv.  la.  T03. 

Che ...  sia  falsissimo,  per  Salomone  si  manifesta C  iv.  15.  65. 

e  cosi  n%anifesta  per  quello  che  dice  dinanzi C.  iv.  16.  53. 

ciò  si  manifesta  quando  dice C.  iv.  17.  17. 

siccome  le  Divine  Scritture  manifestano C.  iv.  ao.  30. 

non  è  cosa  da  manifestare  a  lingua C  iv.  ai.  53. 

ciò  ne  maniftsta  V  ora  del  giorno C.  iv.  93.  103. 

a  questi  cotali  dico,  che  ntanìfesti  lo  suo  mestieri C.  iv.  30.  55. 

manifestissiino.    sccondochi  esso  dice,  è  manifestissimo  che     .    .    .  C  ììi.  a.  98. 

provo  .  .  .  per  uno  loro  .  .  .  manifestissimo  difetto C.  iv.  io.  71. 

Oh  come  è  manifesto,  anzi  manifèstissimo  ,  .  .  essere C  iv.  la.  106. 

mamfrstissim*  sperienze  possono  avere  ì  Latini C  ìv.  13.  laS. 

manifesto.     Lo  verace  giudizio  .  .  .  ora  è  manifesto  alli  più  semplici  K  W.  3.  107. 

conciossiacosaché  per  .  .  .  assai  sia  tnanifesto K.  TV.  14.  97, 

a  coluto  che  vi  sono,  é  ntanifesio  ciò  che V.  N.  14.  107. 

Onde  .  .  .  manifesto  è»  che  questa  donna  f u  .  .  .  piena K  A^.  sa.  17. 

perocché  di  sopra  sono  assai  mamfesù' ^     .     ,     ,  V.  N.  aa.  106. 

per  questo  puote  essere  manifesto  a  chi  dubita V.  N.  »$.  98. 

però  che  questa  ragione  è  assai  ^manifesta K  A^  36.  97. 

perché  é  manifesto  per  la  precedente  ragione V,  N.  38.  33. 

che  degno  sia  chiamare  .  .  .  assai  é  manife^i  a  coloro V.  N.  39.  39. 

però  che  é  assai  manifesta  la  sua  ragione V,  N,  40.  50. 

intra  le  . . .  cagioni  due  sono  più  manifesti C.  i.  9.  90. 

Onde  .  . .  manifesto  t  che  .  .  .  servire  noi  può C  L  6.  87. 

Onde  è  manifesto  che  lo  Latino      *.« ....C  i.  6.  57. 

È  adunque  manifesto  che  *I  Volgare Ci,  i^.  63. 

cosi  é  manifesto  che C  i.  9.  73. 


^  ^^^^^^^rm  MANIFESTO 

iWlHntOi    Per  che  ...  £  manifesto  i  lor  diri  eascr  Tani  .    .  C.  iv.  Catu.  ni.  75  ;  15.  98. 


Ptttifcrta    p«rò  vuole  essere  manifesta  la  ragione   .     . 

poidi'  t  ntamfesio  come  .  .  .  io  mì  mossi      .... 

Per  che,  se  la  firossimitade  è  .  ,  .  manifesto  £  eh'  ella 

MMJMto  è  chcd  ella  t  delle  cagioni  stata  .... 

per  die  wtamfrsio  è  lui  essere  concorso  ..... 

Per  che  .  .  .  manifesto  è  che  casa  è  .  .  .  cresciuta 

Cbc  «rvegna  essere  vero  ...  sic  manifesto  .... 

lo  &ito  de'  quali  è  manifesto  e  detcrminato  .... 

»*timftsto  è  che  questa  vita  è  da  Dio  più  amala     ,     . 

■'•^tato  i  Lui  aver  fatto  questo  maggior  numero     . 

Per  cbc  manifesto  è  a  noi  quelle  creature  essere   .     . 

Onàe . .  ,  manifesto  t  che  '1  cielo  stellato  ha    ,     .     . 

^  WHiii/^to  che  *1  cielo  stellato  ...  si  può  comparare 

ha  comparazione  assai  manifesta  alla 

Per  che ...  è  manifesto,  questo  cielo  avere  .  .  ,  comparazione 
*iceoine  nel  terzo  Trattato  .  .  .  fia  manifesto     .     .     . 

••ooodoch*  di  sopra  è  tnanifesto 

Tutto  r  aJtns  ...  è  per  V  altra  sposizione  manifesto  . 
P^r  U  sua  eccellenza  manifesta  aver  si  può  .... 
Per  che  è  maniftsito^  che  per  Mente  s'  intende .  .  , 
Gli   ammali  bntti  hanno  più  manifesto  amore     .     .     . 

*-  J*«6  manifesto  me  veramente  scusare 

■  uvo  t  manifesto  quasi  a  tutta  la  terra  discoperta  . 
*-''*^e  .  . .  manifesto  è  che  la  sua  forma  .  .  .  riceva  . 
•*^'V'«  manifesto  esemplo  rendo  alle  donne  .... 
P^TXKch*  .  .  .  manifesto  è  che  questa  Donna  .  .  .  aiuta 

*^— Katrasi  negli  twcAi  tanto  manifesta 

"  faille  Amore  manifisto  é  nell'  uso  della  .  .  , 
^■^  si  può  (are  manifesto  massimamente  in  ciò  .  . 
J*^'  **  manifesto  che  la  divina  virtù  .  .  .  discende 

^**'    ^BwwyV-j/o  difetto 

I*er  quoto,  e  ...  è  manifesta  V  allegorìa  della  Tornata 
^***^ndo  la  esecuzione  .  .  .  tanto  manifesto  procede 
"*■■■  che  assai  è  manifesta  la  divina  elezione 

"•■^'^'llbftì  essere  dee 

'^'••'Sfato  è  che  Aristotile  sia  degnissimo 

^'^é.  .  .  è  manifesto  il  principale  intento 
^""•■■Atte  è,  che  vivere  ,  .  ,  è      .... 

*■'  che  manifesto  è  Aristotile  non  avere  inteso 


cHe 


^-  . .  intenda  riprovare  é  manifesto 


^'^•''«•ione  di  debita  suggczìone  per  manifesto  segno 
^***^'essare  la  .  .  .  suggczìone  per  manifesto  segno 
^mxt  la  .  .  .  suggezione  per  manifesto  segno  .  . 
^*'  ^"U  cavillo  come  vada  ...  è  manifesto  .  .  . 
*^^^  *  manifesto  che  difinirc  gentiltsaa  non  A  .  .  . 
^^  *  • .  Sarà  tmamfesto  ciò  che  detto  ho  ....     . 

7""**  • . ,  manifesto  é  che  sieno  viti 

^*< ...  la  loro  imperfezione  è  manifesta     .     .     . 

p**to  è  si  mani/fstOj  che 

-^  ^be  è  mam/esto  ,  .  .  quelle  ricchezze  .  .  .  avvenire 
^T^Qvae  £  mmmfiata  .  , .  quelle  .  .  .  essere  .  .  .  imperfette 
S^  ^  perfetta,  è  manifesto  per  lo  Filosofo 
^  che  assai  è  mai^iftsia  la  loro  viltà    .     . 


C.  i.  IO.  9. 
C.  i.  IO.  34. 
C.  i.  la.  50, 
C.  i.  la.  98. 
C  i.  13.  34. 
C  i.  13.  66. 
C  ii.  I.  6a. 
C.  ii.  3.  sa. 
C.  ii.  5.  83. 
C  ii.  5.  109. 
C.  ii.  6.  31. 
C.  ìL  15.  84. 
C.  ii.  15,  118. 
C  ii.  15.  134. 
C.  ii.  15.  163. 
C.  ii.  16.  04. 
C.  ii.  16.  74, 
C  ii.  16.  97. 
C  iii.  I.  89. 
C.  iii.  a.  136. 
C  ìli.  3.  31. 
C.  iii.  4.  117. 
C  iii.  5.  73. 
C.  iii.  6.  taa. 
C.  iii.  7.  151, 
C.  ili.  7.  175. 
C.  iii.  8.  80. 
C  iii.  13.  irr. 
C.  iii.  14.  51. 
C.  iii.  14.  86. 
C*.  iii.  15.  33. 
C.  iii.  15.  ai8. 
C  iv.  5.  9. 
C.  iv.  5.  51. 
Civ.s.  146,  151. 
C.  iv.  6.  50. 
C.  iv.  6.  154. 
C.  iv.  7.  117. 
C.  iv.  a.  64. 
C.  iv.  8.  71. 
C.  iv.  8.  IDI. 
C  iv.  8.  106. 
C  iv,  8.  147. 
C.  iv.  9.  105. 
C.  iv.  9.  173. 
C  iv.  I X.  6. 
C.  iv.  xf.  19. 
C  iv.  II.  a4. 
C.  iv.  II.  75. 
C.  iv.  ti,  109. 
C  iv.  la.  105. 
C.  iv.  la.  ia6, 
C.  iv.  13.  143. 


MANIFESTO  ^^^^H  352 

mnnnq-     £  vedoi  (che  parcan  pioggia  di  ittannà)     ...      V,  N.  ^.  165  (Ca?u.  ìì.  58}. 

mano.     Che  .  .  .  Hai  radunato*  e  stretto  ad  ambe  tnano Cans.  x.  83. 

F.gli  alza  ad  or  ad  or  la  tnano Cn$u.  xit.  40. 

Che  ne'  biondi  capcglì  .  .  .  Metterei  mano Ca*i«.  xii.  65. 

Quando  gli  aperse  Amor  con  le  sue  mani Càns.  xiii.  8, 

che  vui  Per  man  &  Amore  là  entro  pinta  sete Gnu.  xvi.  aa. 

Che  'I  si  e  ...  io  vostra  mano  Ha  posto  Amore Cans.  xvi.  47. 

Resurga  con  giustizia  a  spada  in  mano Cans.  xviit.  36. 

Dolesi  Y  una  .  .  .  E  'n  sulla  man  si  posa  .  .  .  L'  altra  man  tiene 

ascosa  La  faccia Coita,  xx.  ao,  24. 

Canzone  ;  a*  panni  tuoi  non  ponga  uom  mano Can».  xx.  91. 

Lo  dolce  pomo  .  .  .  Per  cui  ciascun  man  piega Can*.  xx.  95. 

Che  fosse  fatta  .  .  .  Per  man  di  quel,  che Sést,  ii.  ta. 

qual  volta  mi  rammenta  La  dolce  f$umo Ball.  iii.  11. 

Amor,  tenendo  Mìo  core  in  mano K  M  3.  86  {Son.  u  10). 

Con  la  tua  dritta  man  cioè  che  paghi San.  xlix.  5. 

benché  ...  La  tua  man  giusta  mi  gravasse  molto S.  P.  xxxL  ao. 

hai  sopra  di  me  fermata  La  tua  man  dritta S.  P,  xxxviì.  6. 

Onde  ...  A  te  porgo  U  man ,  S.  /*.  cxlii.  99. 

Da  questo  falso  amor  ornai  la  mano  ...  io  vd*  rìtrare P.  F.  •j. 

manifesto,     conchiude  mamfesto  essere  lo  loro  errore C  iv.  14.  14. 

cosi  é  mani/tsto  la  ragione  .  .  .  essere  falsa  ed  erronea      .     .     .     .  C  iv.  14.  I5a. 

che  ...  è  manifesto  alli  «airi  intelletti,  che C.  tv.  15.  104. 

dico  essere  manifesto  la  opinione  .  .  .  esser  vana C  iv.  15.  i8a. 

siccome  .  .  .  sarà  pienamente  manifesto C.  iv.  16.  Il8. 

ciò  è  manifisto  a  chi  ben  vuole  por  mente C  iv.  17.  110. 

a  quelle  cose  che  per  sé  sono  manifeste ...  e  nulla  n'  è  più  manifesta 

che C.  iv.  19.  36,  87. 

Ed  è  manifesto  che  Nobiltà  .  .  .  non  sia  altro C.  iv.  ao.  86. 

Chi  .  .  .  manifesto  è  essa  Nobiltà  essere  stmeni* C  iv.  ao.  9». 

mamfesto  è  che  piti  ama  1'  animo C  iv.  aa.  79. 

Per  che  è  mamfesto  che  .  .  .  sieno  necessarie C.  iv.  a6.  i-«a. 

Per  che  assai  t  manifesto  .  .  .  essere C  iv.  37.  187. 

né  quella,  eh'  t  manifesta  in  carne,  è  Cìrcoocisìone  ......  C  iv.  a8.  77. 

siccom'  è  manifesto C  iv.  39.  33. 

mano,     nell*  una  delle  mani  mi  parca  che  questi  tenesse V.  N.  ^.  43. 

quella  cosa  che  in  mano  gli  ardeva K  AT.  3.  50. 

onde  r  .  .  .  amico  ...  mi  prese  per  la  mano V.  N,  i^.  55. 

mi  rìcopria  con  pormi  ...  le  mani  agli  occhi K  iV.  39.  33. 

quando  fa  cinque  dita  nella  mano C.  ì.  7.  57. 

que*  che  sono  a  mano  dell'  avaro C.  ì.  9.  46. 

colla  mano  sulla  spalla  a  .  .  .  sono  caduti .  C  i.  it.  37. 

r  opere  delle  sue  huthi  annunzia  lo  firmamento C.  ii.  6.  104. 

la  quale  .  .  .  pone  wusno  al  principale  intento C  iii.  4.  39. 

questa  Canzone,  che  corre  mo  per  mano C.  iii.  4.  [36. 

conciossiacosaché  grande  e  alta  opera  sìa  per  le  mani C  iv.  3.  18. 

Muzio  la  sua  maffo  propria  incendere C.iv.  3.116. 

non  pose  Iddio  le  numi  [proprie]  ...  ? ,     .  C  iv.  5.  156,  161,  165,  170. 

uno  solo  Romano  nelle  mani  ebbe C  iv.  5.  159. 

cioè  non  temere  .  .  .  bussando  la  mano  di  Cesare C  iv.  13.  118. 

sopra  r  opere  delle  lue  mani C  iv.  18.  68. 

in  questa  terza  età,  che  per  moNo  corre C.  iv.  37.  41. 

meritarono  di  porre  mano  al  coronamento C  iv.  39.  ai. 

mansuescere.    che  *1  savio  uomo ...  fa  manstttsctrt ...  li  crudeli  cuori .  C  ii.  i.  39. 


353  ^^^H^  HA^^ 

munto.     Che  fa  dcpno  di  manto  Imperiai  colui CiMa.  xix.  13. 

Haminì  coperto  col  suo  sacro  manto 5.  P.  vi.  45. 

mannaie.     Non  fatto  manuai,  ma  j^erato      •     .    .    • P.  F.  98. 

mumviglia.  mera-,    si  vede  Meravigtia  nctr  atto,  che  proce<lc   K  N.  19. 36  {Cmhm.  L  17). 

A  consentir  ciò  che  par  mamvtgiia C.  iiì.  Comm.  iì.  53. 

O  Dio,  qual  monfc^/i'a,  Voler  cadere  In Caiia.  x.  04. 

V  aita  appresso  dell'  altra  mfmvigtùi K  TV.  04.  60  (Sem,  xlv.  1 1). 

maravigliare,     tanta  .  .  .  Che  fé*  mnmvìgiiar  V  eterno  Sire  ,  y.N.  33.  63  {,CanM.  iiì.  03). 

che  ...  lo  intelletto  loro  .  .  .  Face  mamvigtiar    .     ,    .     .  K  i^.  34.  sa  (dicav  iv.  a(Q* 

Però,  donne  .  .  .  Non  ven  matmvi^mtf Can*.  x.  5. 

S*  io  porto  amor  .  .  .  Neun  si  mamvi^i S«sL  iv.  8. 

Quanto  legno  di  fmir,  che  non  leva  onda Cnca.  xiL  19. 

che  Orfeo  facea  colla  edera  vmansuett  le  fiere C  ii.  x.  96» 

alli  mansitrti  Dio  darà  grazia .  C.  iv.  95.  18. 

tDaostietadtaie.     La  settima  è  JVafMMrfMtfm#  C  iv.  17.  50. 

manto,     si  nasconde  sotto  il  manto  di  queste  favole C  li.  i.  03. 

maraviglia,  mera-,    stare  a  vedere  la  m^tavis^ia  di  questa  donna  .     .  V.  N.  14.  4& 

colui  eh'  era  stato  f^enitore  di  tanta  méravigfia    .     , y.  N,  aa.  4. 

Questa  è  una  m4r%$v*/^ia «     .     .  K  JV.  36.  18. 

Onde  non  è  mamvif;lia  se  là  dice  sì C.  ii.  16.  75. 

gli  adornamenti  delle  mantvìgiù C  ti.  16.  87. 

di  questo  vocabolo,  cioè  maiaiiyto  ...  si  parlerà C  iì.  t6.  94. 

quello  .  . .  che  seni*  \<i  pan  mmmvtgim C  iii.  14.  190. 

Non  é  mmnnigiia  se  la  .  .  .  Prowidenxa  .  .  .  procede C  tv.  5.  1. 

perocché  non  minore  marmr^ia  mi  sembra C.  iv.  7.  39. 

ch^  a  me  medesimo  pare  marntngfta,  come C.  iv.  ai.  ji. 

maravlgUare.  mera»,    lo  spirito  animale  ...  si  comix»ciò  a  maramgUait 

molto K  AT.  a.  99. 

la  quale  mi  mirava  .  .  .  maruty/ian^bsi  dd K  JV.  5.  8. 

dico  che  molle  ...  si  cominciaro  a  MHUW^fAiBfv K  AT.  14.  sa- 

E  marnvi^itin^omi  ìn  cotale  fantasìa  .  . .  inuginai V.  N.  a^.  40. 

acciocché  altri  non  si  tnrravigii V.  N.  31.  10. 

Non  si  maravigii  dunque  alcuno  se    ...,,,.....  C  i.  10.  ao. 

Né  SI  manR'^i' alcuno,  se C  lì.  5.  xix 

come  si  mtafmviglimaM  della  subita  trasmutazione C  ii.  to.  18. 

qoasi  iwai  m%\^immé»mi^  apersi  la  bocca C.  ii.  13.  55. 

Però  nalb  ti  mminwi^  se  ...  ti  procede C.  iv.  3.  16. 

Ma  da  ttmrmaigjkmM  t  forte C.  iv.  5.  7. 

Onde  .  . .  nullo  si  mmmìtigii C.  iv.  8.  96. 

non  è  da  mmwvighmn^  che    ,    •     ■     .     ,     •     •    •     ...     .     .     .  C  tv.  9,  19, 

Unte  ...  che  certo  non  è  da  maiw^gtftir,  te C.  iv.  19.  46. 

commenda  .  .  .  quaai  utatmvi^MmnéoÈÌ ÓitA  divino  aflcCto      .    .     .     .  C  iv.  19.  63. 

Non  ai  m^ntvigli  alcuno,  s' lo  parlo C*.  Iv.  at.  49. 

BMinivlglIfBiiw  ute.     quello  che  .  .  .  mnj  11  vigHomm^nt»  addivcax»e  V.  N.  6.  14- 

doone  andare  .  . .  m a  1  mngtkmmtmnU  insti K  AT.  «3.  35. 

ad  quale  m*  apparve  uaa  waiw^fniat  visione    .     .    •  K  iV.  3.  07. 

ia  eoetei  ti  veggiaoo  .  .  .  mvramgliom  cote     ...  .     .     .  C.  Ui.  6.  lao. 

par  .  . .  m^mwigUom  cose  vedere,  o  «dire,  o C.  hr.  a^  49. 

tltro  desiderio  t  quello  delle  cento  mmnht C  iv.  13.  jo. 

Chi  non  ha  ...  11  buono  Mmrduat  di  Monferrato  .     .     .     .  C.  iv.  1 1.  taj, 

IbtfOO.     n'  ammaestra  lo  Evangelio  di  Jfano C.  iv.  aa.  14B. 

Dice  ifarai  che  . .  .  andarono  per  trovare C.  iv.  ea.  149. 

parte  del  mmn  e  della  terra C  ui.  5.  af, 

pari*  del  mmm  e  della  terra C.  ili.  5.  a?. 

A  a 


"ARE  ^^^^^^  354 

mare.     E  passa  U  marti  onde  n*  adduce  copia  ...  Càtu.  tv.  17. 

eh'  ad  ogni  vento  Per  Miar/  andasse Soh.  xxxxi.  4. 

margberita.     In  trarre  . .  .  Come  virtù  dì  Stella  tttargkfhia  ....  Som.  xjcvì,  14. 
Harla.     Nel  elei  dell'  umiJtatc,  ov'  è  Maria     .     .     .     ,    K.  A''.  35.  44  {Som.  zviii  [i*].  4), 

nella  Vcrgin  santa,  Maria,  che  ...  ci  aita P.  F.  ai. 

Ave  regina  Vergine  Maria  Piena  di  grazia P.  F,  941. 

SnamiO.     Saranne  quello,  eh*  è  d*  un  uom  di  marmo^  Se  ìn  pargoletta 

6m  per  cuore  nn  unarmo Caè^m.  anr.  71,  79. 

mare,     che  U  terra  col  wnart  era  bene  il  meuo  di  lutto C.  iii.  5.  47. 

e  che  essa  col  mamr  è  centro  del  cielo C  iti.  3.  64. 

ella  cadrebbe  li  olire  nel  mart  Oceano,  appunto  in  su  quel  dosso 

del  mawr C.  Ìli.  5.  83,  83. 

cadrebbe  in  su  quel  dosso  del  man  Oceano .  C.  iii.  5.  94. 

dividerebbe  questa  terra  scoperta  dal  (tianr  Ocemno C.  iii.  5.  118 

esso  sole^'mnr  U  mondo  intomo  giù  ...  al  mare      ....  .  C  iii.  5.  146. 

tanto  che  egli  gira  intorno  giù  ...  al  man C.  ìli.  5.  161. 

quando  circuiva  il  suo  termine  al  man C,  ili.  15.  179. 

quanta  rena  volge  lo  manr  turbato  dal  vento C  iv.  la.  75. 

Cesare  .  .  .  venne,  per  passare  il  marr  Adriano C.  ìv.  13.  lai. 

quando  venne  a  entrare  nel  tman  di  questa  vita C.  Iv.  38,  io. 

uscire  le  pare  di  man  e  tornare  a  porto C.  iv.  a8.  54. 

margarita,     conciossiacosaché  ...  le  mmrgariie  .  .  .abbiano  .     .     .     .  C  iv.  11.  39. 

non  sono  rìcchcue,  ma  oro  e  margmrùr C  iv.  ii.  44. 

onde  .  .  .  diciamo  .  .  .  una  nobile  margarita  e  una  vile C.  iv.  14.  84. 

se  una  pietra  margarita  t  male  disposta,  ovvero C.  iv.  so.  64. 

non  si  deono  le  margarite  gittare  mnanu  ai  porci  ;  perocché  .  .  . 

alle  margarite  è  danno C.  iv.  30.  38^  4(k 

più  è  prode  ai  gallo  un  granello  .  .  .  cfae  una  margarita     .     ,     .     .  C.  iv.  30.  43. 

margherita,     siccome  1*  oro,  le  tMarghtritt  e  gli  altri  tesori  .     .  C.  i.  9.  44. 

Maria,     sotto  l'  insegna  di  quella  reina  benedetta  Maria V.  N.  39.  9. 

Cristo  . . .  6gliuolo  di  Marta  Vergine C  ii.  6.  13. 

quel  suo  grande  Legalo,  che  venne  a  Maria C  ìi.  6,  34. 

Immaginiamo  ...  sìa  una  citta,  e  abbia  nome  Maria C.  iii.  5.  91. 

che  é  appunto  in  questa  palla  opposito  a  Maria C.  iii.  5.  96. 

sicché  li  cittadini  di  Maria  tengano  le  piante C.  ìiL  5.  X05. 

che  sia  .  .  .  tanto  di  lungi  da  Maria^  quanto  da  Luaà C  iii.  5.  iioi^ 

conviene  che  Maria  veggìa  .  .  .  esso  sole  girart C  ìiì.  5.  143. 

10  suo  montare  è  a  Maria  quasi  tanto C.  in.  5.  :5a. 

se  UDO  uomo  fos^sc  diritto  in  Maria C.  iii.  5.  156. 

vede  con  altrettante  rote  quante  vede  Maria C  iii.  5.  165* 

poi  il  vede  .  .  .  venire  verso  Maria  nox'antuno  di  e C.  iti.  $.  180. 

11  baldczza  e  1'  onore  dell' .  .  .  cioè  Maria C.  iv.  5.  43. 

contemporaneo  alla  radice  della  progenie  di  Maria C.  iv.  5.  54. 

*  Maria  ottima  parte  ha  eletta  .  .  .*     £  Maria  .  .  ,  nulla  cura  .  .  . 

mostrava C  iv.  17.  zoo,  xot. 

Dice  Marco  che  Maria  Maddalena,  e  Maria  Jacob!,  e  Maria  Salome 

andarono  per  trovare  il  Salvatore C.  iv.  aa.  149,  150  {Òis), 

marinaro,     così  come  il  buono  mariMart> . .  .  cala  le  sue  vele  e  .     .     .  C  ìv.  ad.  17. 

maritaggio,    dammi  Io  nome  solo  del  maritaggio C.  iv.  d8.  143. 

maritare.     Marzia .  .  .  maritassi  sui  Ortensio    .     .     .    .     .     .     .     .     »  C.  iv.  a8.  ito. 

che  ...  si  dica  che  ...  dì  buon  animo  mi  maritasti C.  ìv.  a8.  159. 

marito.     Dice  :  *  E  tolsi  due  mariti^^  cioè C.  Ìv.  ad.  133. 

marmo,     se  non  che  la  sua  testa  è  dì  marmo C.  ìv.  99.  53. 

cbò  la  statua  di  marmo  ...  si  dissomiglia C  iv.  99.  56. 


MASSIMAMENTE 


■utc     Poiché  se*  aggiunta  a  Mart* 

che  .  . .  Mando  regge  tra  Saturno  e  Marte 

Poi  è  Avarìzia,  per  cui  ai  martira  \\  mondo 

tiro.     Cb'  altrettanto  ...  Mi  reca  la  pietà  quanto  M  martiro      .     . 

tinto  Amor  m'  avvezza  con  un  marlìro 

cbè  se  *1  martire  è  dolce,  La  morte  de'  passare 

tu  se*  quella,  che  mi  spoglia  ...  e  vesti  dì  martiri 

C*  hanno  fatto  ghirlanda  dì  martiri     ....  

Che  si  turbava  de'  nostrì  martiri K  TV.  39. 

IJ  cerchia  dì  corona  di  martiri K  W.  40. 

Ciò  . .  .  che  mi  fa  «wntir  crudcl  martiro 

che  .  .  .  Per  forza  gli  costringa  le  masctlU 


Caria,  xviii.  37. 
Son.  xxyiìi.  3. 
P.  /*.  196. 

CoHB,  XJiì.  3. 

CaMM.  xiv.  77. 

Cane.  xv.  64. 

Gwa.  xvii.  5. 

Bail.  V.  IO, 
73  {Son.  xxii.  14). 
58  {SoH,  zxiiì.  8). 

SoH.  xlvìiì,  6. 

S.  P.  xxai.  7a. 


liuta.    Cristo  1'  afferma .  .  .  parlando  a  Marta,  e  rìspondendo  a  quella  : 

•  Marta^  Marta  ,  .  .* C  ìv.  17.  g6  {bU\  97. 

Vtite,  vide  ...  la  Luna . .  .  entrare  lotto  a  Marti  ...  e  Marte  stare 

celalo C  ii.  3.  6a,  63. 

taqniolo  *  quello  dov*  è  MarU C  ii.  4.  6. 

•1  ciclo  di  Jlf (ir/r  si  può  comparare  alla  ifMjMia C  ii.  14.  154. 

«ocìelo  di  Marte ò  il  quinto C  ii.  14.  159. 

maMarif  disecca  e  arde  le  cose C.  ti.  14.  162. 

KQOcffctti  della  signorìa  di  Marte C  ii.  14.  174. 

fiati  vnpori  seguaci  della  stella  di  Marte C.  H.  14.  180. 

cidi  repognanti .  . .  siccome  quello  dì  Marte C  ti.  14.  198. 

Ubcixo  della  ...  e  del  calore  dì  Marie C.  ii.  14.  aoa. 

siederebbe;  e  Marie  un  anno  quasi C.  ii.  15.  145, 

*^tìto.    Onde  il  fuoco  e  *1  marielh  sono  cagioni  efficienti    ....Ci.  13.  aS, 

*otioi  colpi  del  mor^/o  cagione  del  coltello C  iv.  4.  laa. 

**^^    onde  suole  dire  Mariino C  i.  8.  94. 

'"'^e  non  diciamo  Giovanni  amico  di  Af<tr/t'MO      . Citi.  il.  67. 

,***tlrta    suole  apparir  peralcuno  tHariirio  eh'  altri  riceva    ....  K.  TV.  40.  34. 

quaodo  dice  che  Marsia  tomo  a  Catone,  e C.  ìv.  aS.  100. 

rferlg  qaale  Marzia  s*  intende  la  nobile  Anima C  ìv.  a8.  ioa. 

^^*ma  fu  vergine,  e .  .  .  significa  1'  Adoiestenza C  iv.  aS.  104. 

''Wiù,  vedova  fatta  .  .  .  tornò  ...  a  Catone C  ìv.  aS.  116. 

Cdke  dice  Marsia  a  Catone  f C  ìv.  aS.  124. 

*Vd*ce  Marma,  *  feci  e  compiei . .  / C  iv.  a8.  lag. 

*0m,'  dice  Marma,  ' ...  a  te  mi  ritorno  .  .  .' C  iv.  a8.  134. 

^éet  Marnai  'Dammi  .  .  .'    £  dice  Marzia:  'due  ragioni  mi 

muovoDo  .  .  .' C.  iv.  aS.  I4a,  148. 

siccome  nella  masehiezza  essere  bene  barbuto  ....Ci.  13.  63. 

nobile  gcntCf  non  solamente  fttascMif  ma  femmine  .     .     .  C  i.  9.  36. 

siccome  una  massa  dì  grano C  iv.  39.  97. 

code  si  dice  una  bianca  massa,  pcrchi  li  grani,  ond'  è  hi  mazaaf 

sono  bianchi C  iv.  39.  104  {èù). 

questa  bianchezza  .  . .  resulta  in  tutta  la  massa C  iv.  39.  107. 

a&rc  una  bianca  massa  convengono  vincere C  ìv.  29.  11  a. 

sécoome  d'  una  massa  bianca  dì  grano  sì  potrebbe  levare  ...  e  tutta 

la  ft%sssa  .  ,  .  cangerebbe  colore       C  iv.  ag.  iiS»  tao. 

oh  stretti  abitacoli  e  masserisie C  iv.  13.  1 14. 

La  conoscenza  ...  sì  richiede  massitHamente  .     .     .  C  i.  6.  la. 

ifr  «Uì  più  comuni  beni C  i.  8.  84, 

ànc  essere  tmassimamen/e  laudabile C  ì.  8.  76. 

la  quale  omaftimiiméMte  desidera  questo  cibo C  i.  9.  X7. 

'  r  intende C  i.  9.  50, 

A  a  2 


MASSIMAMENTE  356 

materia.    Virtù,  che  .  . .  inviu  Con  materia  pulita   , Cams.  x.  xo8. 

maaàmnmftìte.    m«sA'mdmrH/r  quello  di  lingua  d*  Oco C  ì.  io.  76. 

massÌHtamtnU  le  popolari  persone  sono  orbate    .     .    .     .     .     .     .  C.  ì.  11.  41. 

lo  quale  è  .  .  .  massimamente  prossimo  a  ciascuno C  i.  la.  4B. 

la  ingiustizia,  massimantenfe  è  odiata C  i.  la.  79. 

avvegnaché  masamammie  è  i\  fabbro C.  i.  13.  99. 

essa  è  in  me  massìmamtnU  cresciuta C  ì.  13.  66. 

spooerc  fmujfmamm/r  per  quattro  sensi C.  ìi.  i.  19. 

e  massimamentt  all'  allegorico C  li.  i.  70. 

venire  all' altre,  Mia55imamrM/r  all' allegorica . C  ìi.  i.  77. 

suggctto  e  materia  dell'  altre,  massimamente  delF  aHegorìea  .     .     .  C  ìi.  i.  91. 

fondamento  dell*  altre,  massimameni*  dell'  allegorica C  ii.  t.  lox. 

sì  fóro  massimamente  amici C  ii.  a.  19. 

tnassimamen/e  là  dove  sono  pensieri  contrari C.  ii.  s.  25. 

di  tutto,  massimamente  dcWo  intelletto  umano C  ìi.  5.  ioa, 

10  dicitore  massimamente  dee  intendere C  ii.  7.  55. 

quello  che  massimamente  dire  intende C  ti.  9.  9. 

questo  massitnamente  par  \-olere  Aristotile  . . .  mtassima>nente  cias- 
cuno Stoico C  ii.  9.  63,  65. 

che,  massinmmente  congiunte,  fanno  .  .  .  bene  sperare,  e  massi- 

mamenie  la  pietà C.  ii.  x  s.  34,  35. 

massimamenti  fanno  la  persona  piacente C.  ii.  1 1.  51. 

dalle  corti,  moMi'mdmrnJ'/ dMtalia C  ii.  xi.  66. 

la  grandezza  .  .  .  massimamente  sta  bene C,  il.  x  i.  70^ 

la  boutade  sia  massitmanunie  dilettosa C.  iL  xa.  97. 

mttssimamente  per  1*  ordine  e  numero C.  ii.  14.  ft. 

la  quale  in  essa  scienza   massimamente  à  bella  :    perchè  mdsa- 

fnamente  in  essa  s'  intende C  il.  14.  185,  186. 

dice  .  .  .  massimamente  nel  terzo  t/tf/T  Anima C  iu.  a.  134. 

questo  amore  nell'  uomo  tfiassitMa mente  ha  mestiere  .  .  .  nel  diletto 

massimamente  del  gusto  e  del  tatto ■     .     .     .  C.  iii.  3.  80^  80, 

massimamente  oltre  procedendo ,     ,    .    .    .  C  iiL  3.  x  13, 

seguire  lui  non  puotc  . . .  massimamente  U  dove C  iil.  4.  40. 

uno  Cerchio  .  -  .  che  tneasimamente  giri C  iii.  5.  71, 

Massimamente  conoscono  quella  le  Intelligenze  rootrìd      .    .     .    .  C.  iii.  6.  53. 

la  qual  6  fnassimamente  in  quelle  Menti C  ììL  6.  66. 

ciascuna  cosa  massimamentt  desidera  la  sua  perfezione      .     .     .    .  C  iii.  6.  70. 

di  certi,  fMossintafnenie  dcUa  gazza  e  del  pappagallo      .     .     .     .     .  C  iìL  7.  X07. 
perocché  nella  faccia,  massimapnente  In  due  luoghi  adopera  l' Anima 

. .  .  quelli  massimamente  adoma C  iii.  8.  65,  69. 

11  quali  massimamentf  sono  .  .  .  nemici C.  iii.  8.  X54. 

siccome  la  intemperanza,  e  massimamente  del  vino C  iii.  8.  164. 

il  quale  massimamente  è  in  Dìo C  iìL  la.  95. 

dò  si  può  fare  manifesto  massimamente  in  dò C  iti.  14.  51. 

li  costumi  sono  beltate  .  .  .  cioè  le  Virtti  massimeemente      .     .     .     .  C  iii.  15.  X4X. 

a  ciò  ...  la  mia  .  .  .  Donna  intende  massimamente C.  ■▼.  x.  31. 

Intra  li  quali  errori  uno  fnassimamente  Ìo  rìprendea C.  iv.  i.  4S. 

massimamente  ìo  quelle  parti  ove  io  mirava C  iv.  i.  6a. 

che  massìtnanten/e  di  questa  Donna  è  nemica C.  iv.  i.  70. 

e  massimatnente  nel  parlare C  iv.  a.  46. 

e  massimamente  quella  del  popolo  santo      ....••...  C.  iv.  4.  103. 

trovare  potremo  .  .  .  massimamente  per  Tito  Livio C  ìv.  5.  94. 

I'  artefice  ovvero  operatore  .  .  .  massimamente  dee  essere       .     .     .  C  iv.  6.  56» 

il  maestro  e  .  .  .  massimamente  obbedire  e  ...  si  dee C  iv.  &  6ft. 


3S?  ^^■■■r  MATERIA 

WttriL    Dunque  se  questa  mia  maien'a  è  buona CafU.  xix.  93. 

Uabde  ...  Nella  ftuUerm  si,  com'  i  disposta Cohz,  xix.  xox. 

mriBUOeote.     ridussero,  e  ma^simumrWf  Aristotile C  iv.  6.  138. 

écendo  costoro  mentire  massimamtrttt C.  iv.  7.  50. 

MNto . .  .  dire  si  può,  e  massitMammtt  quegli ........  C.  iv.  7.  107. 

dòsi  manifesta  tnassmtamentt  in  colui    .....,,...  C.  iv.  7.  197. 

bbisino^  MMsa'mawN^  nelli  sensibili  comuni C  ìv.  8.  49. 

is  quoto  masaimamtnta  al .  .  .  esser  si  dee  suggello C  iv.  9.  tao. 

delle  quali  fMa55i'mamm/f  sono  astretti C  iv.  la.  60. 

|li  nomini . .  .  mas5Ìmamn$ié  desiderare C.  i\\  ta.  64. 

Seoccif  masmmamwntt  a  Lucilio  scrivendo C  iv.  la.  8a. 

emtntma  tnassimammtg  desidera  tornare  ........*  C.  iv.  la.  144. 

■tdono  lì  parvoti  desiderare  massimame$tie  un  pomo C  ìv.  la.  i6x 

questo  é  tHAssirtiamftUe  ìmposuhtle C.  ìv.  14.  130. 

io  qua]  vizio  Tullio  fntusitnantftiit  abbooiiua C,  Ìv.  15.  133, 

dee  m&ssrmamHtU  amare  la  Verità C  iv.  16.  6. 

Ciascuna  cosa  è  massitnamtntf  perfetta,  quando C  iv.  16.  79. 

ftUora  i  fftosa'mawi/»/*  perfetta  secondo C  Ìv.  16.  8r. 

^tmmmgmtnU  è  da  gradire  quegli  che C  ìv.  aa.  04. 

in  quella  cosa  che  massimammU  è  amata,  é  Y  uso  masamamen/t 

dilettoso C.  iv.  aa.  64,  85 

L.*  uso  del  nostro  animo  è  massirnamtnìf  dilettoso  a  noi,  e  quello  eh* 

è  mnssimamenU  dilettoso C.  ìv.  aa.  Bq,  88, 

^  qotle  . .  .  fMusimammU  è  amabile C  iv.  sa.  139. 

perché  quivi  ma^5f>Ham«M/r  è  necessaria C  iv.  35.  a8. 

cbè  ...  a  questa  massimamentt  è  necessario C  tv.  a6.  105. 

ciò  wmaiwuKmtnte  si  conviene  al  Giovane C.  Ìv.  a6.  134. 

''BlBao.    avvegnaché  una  sìa  massima  delle  altre C.  i.  13.  37. 

tvdt  molto  .  .  .  per  la  rnassìma  distaoxa  da  quello C.  iìi.  5.  51. 

Q  qual  è  massimo  bene  io  Paradiso C  ìii.  15.  ao. 

Ultimuncnte  in  massima  lode  di  Sapienza  dico C  iìi.  15.  155. 

prtmt . . .  per  uno  loro  massimo  . . .  difetto C  iv.  io.  71. 

cfa'  i  massimo  inconveniente C  ìv.  14.  61. 

siccome  ...  li  mn/rnia/i'o' possono  ritrovare       .     .     .     .  C.  ìv.  5.  601 

*ioconc  sono  le  cose  .  .  .  matemaiiche C  iv.  9.  46 

''ttltt.    dico  che  .  . .  non  so  da  quale  pìgli  mattria K  iV.  13.  57. 

O^nttnne  ripigliare  materia  nuova  e  più  nobile K.  A^.  17    7. 

h  cagione  dcUa  nuova  maUria  .............  V,  N.  i^,  ^ 

P'^posi  dì  prendere  per  mattria  del  mio  parlare K  A^.  18.  6a. 

Pacami  avere  impresa  troppo  alta  materia  .........  K  A^.  t8.  66. 

'  ttao  guarda  1*  altro,  come  forma  mattria y.  N.  ao.  37, 

^■^eai  materia  di  dire,  come  se y,  N.  aa.  59. 

*^  rìiuoo  sopra  altra  materia  che  amorosa K.  A^  05.  48. 

^^■ii  flome  entrata  dcUa  nuova  ma/rn'd  che     ........  ^.  iV.  31.  la. 

^■•«o  colpa  alla  ma^na  dcir  arte C.  \.  xi.  ^S, 

*^  —mo  e  incolpano  la  materia,  cioè  lo  Volgare  proprio    .     .     .     .  C.  i.  1 1.  86. 

^•^Ho  che  è  materia  della  sua  opera C  i.  zx.  1 19. 

*^  la  materia  .  .  .  non  è  prima  digesta C  li.  I.  85. 

**  i*wtairrm  ,  .  .  non  è  prima  disposta C.  ii.  i.  87. 

'^^'■tiowiacoaachc  la  lìtteralc  sentenza  .  .  .  sia  . .  .  ntakn'a  dell*  .     .  C  ii.  i.  90. 

^^  clic  la  sua  mafen'a  vuote * C  ii.  4.  19. 

^**«»an2e  separale  da  materia C  ii.  5.  7. 

*  PnDdpìì ...  li  quali  son  Lrc,  cioè  materia     .,,,....  C.  ii.  14.  139. 

^Piifica  le  cose  che  sono  sensa  mattria C  ii.  15.  ax. 


MATERIA  ^^^HB^H  358 

materia.     Poich'  hai  dau  mattna  al  cor  doglù>so K  ^.  8.  48  (5on.  Hr.  4% 

Ond'  io  non  so  da  qual  materia  prenda K  AT,  13.  44  <Som.  vi.  9). 

matrimonio.     Ed  ordinò  fra  noi  il  Matrimonio P.  F.  149. 

ronttezza.     Per  mia  mattttta  rompe,  e  faasi  largo S.  P.  xxxvii.  x&. 

mattino,     cantinne  ...  Da  sera  e  da  mattino BaU.  iv.  la. 

piattrt-     Che  per  od  matto  guardamcnto  d'  occhi Cma.  ttì.  15. 

La  Gola  è,  che  consuma  savii  e  matti ,  P.  F,  199. 

materia,     e  la  loro  mattria  sì  muta  dì  forma  in  forma C.  iì.  15.  too. 

non  ricevono  diversilà  per  ,  .  .  ma  . .  .  per  la  ntat€ria  io  che  .     .     .  C.  iiì.  a.  30. 

r  Anima  è  tanto  . .  .  dinudata  da  materut C  ììì.  a.  119^ 

Quando  ragionate  sono  le  due  tHeffiibiiità  di  questa  $9tat*TÌa     .     .     .  C.  iii.  4.  a. 

vituperare  la  mala  dbposizionc  della  matrria C  iii.  4.  66k 

che  tanta  bellezza  produce  io  sua  mattria C  ili.  4.  73. 

siccome  sono  le  Sustanze  partite  da  fttaUria C  lìi.  4.  90. 

tarda  molto  per  la  sua  grossa  »«0//nd C  iìi.  5.  51. 

non  t  manco  del  detto  esemplo,  ma  della  maUha C  tiì.  6.  60. 

che  sono  senza  grossezza  di  matrria C  iiì.  7.  48. 

da  una  parte  sìa  da  materia  libera C  iiì.  7.  53. 

la  cui  anima  tutta  in  materia  è  compresa C.  ìii.  7.  57. 

sottlgliarsi .  .  «  tanto  quanto  nella  matfria  puote C.  Ìii.  8.  6x. 

r  ultima  potenza  della  maieria  ...  si  riduce C.  Ìii.  6.  63. 

della  prima  maieria  .  .  .  coal  trattando C  iiì.  8.  144. 

g^uardar  non  può,  cioè  ...  la  prìma  puateria .  C  iìi.  15.  64. 

se  la  prima  maieria  degli  elementi  era  da  Dìo  intesa C  iv.  i.  64. 

li  quali  m*  hanno  tolta  materia  di  dire C  iv.  a.  37. 

£  prometto  trattare  di  questa  tmatena C  iv.  a.  100. 

che  a  tanta  materia  non  conviene  essere  lene .  C.  iv.  a.  tia. 

acciocché  1*  avversario  .  .  .  non  prenda  materia  di C  iv.  8.  90. 

<ù^  eWiL  considera  e  fa  in  materia /w)ri  éi  si C  iv.  9.  50. 

neir  anima  ben  postet,  che  è  tmaieria  ...  di  NobiltJl C  iv.  so.  98. 

e  matura  e  dispone  la  materia  alla  virtù  formativa C.  iv.  ai.  37. 

se  la  materia  della  .  .  .  non  impedisse C.  iv.  83.  66. 

materiale,     filosofìa  per  suggetto  materiale  qui  ha  la  Sapienza    .     .     .  C  iìi.  14.  8. 

le  cagioni,  cioè  material*  .  ,  .  comprende  :  materiaie  in  quanto  dice  C  ìv.  ao.  95,  97 

materialisnmo.     perocché  é  materialissima C  ili.  7.  61. 

materiare.     quattordici  Canzoni  si  di  amore,  come  di  virtù  tnaUriaie  .  C.  ì.  i.  X04. 

matemale.     mentre  che  in  me  fu  la  maternaU  virtote C  iv.  a8.  ia6. 

matrice,     cade  nel  suo  ricettacolo,  cioè  nella  matrice C  iv.  ai.  34. 

matrimonio,     é  in  Lui .  .  .  quasi  per  etemo  ntatrimomo C  iìL  la.  195. 

perchè  vcggiono  fare  ...  gli  alti  matrimoni C,  iv.  8.  75. 

siccome  sono  le  leggi  de*  matrimoni C.  iv.  9.  150. 

scusare  per  legame  dì  matrimonio C  tv.  a8,  67. 

a  . .  .  religione  si  può  tornare  in  matrimonio  stando C  iv.  a8.  73. 

Matteo,     però  si  legge  nel  Vangelo  di  san  Matteo C.  iv.  16.  ixo. 

secondo  la  testimonianza  di  Afdf/tfo C  iv.  aa.  168. 

E  però  Matteo  disse C.  iv.  aa.  169. 

matterìa,     quanta  tnattsria  e  ...  si  discemono C  iL  XX.  76. 

matto.     Meglio  sarebbe  alti  miseri  grandi  ma//t C  iì.  zx.  78. 

xxiattutiDO.    quello  suo  cerchio  che  la  fa  parere  . . .  mattutina    .    .    .     C  ìi.  a.  4. 

caggiono  quasi  come  nebulctte  mattutine .     C  ìi.  x6.  44. 

maturare,     esso  .  .  .  matura  e  dispone  la  materia  alla  tnrlii  Jbrmaiiva .     C.  iv.  ai.  37. 
xnaturità.     quello  per  che  ...  a  maturità  venire  possa C  iv.  37.  a5. 

cosi  alla  Gioventute  è  data  ...  la  maturità,     .    , C  iv.  37.  aó. 

maturo,     siccome  un  pomo  maturo  ...  si  spicca C.  iv.  aS.  a6. 


359 


MEDESIMO 


Senpcr  insurgunt  contra  mt  de  limo ....    '^^^^^^M*    •    Cima  xxÌ.  i8, 

Amcrem  vcraus  m/  non  tantum  curat     ..........     Cans.  xxJ.  38. 

Quantum  spes  inter  mt  de  ipsa  durat Cana.  xxì.  39. 

K  meglio. 

lam  audivìsscat  verba  tmea  Graecì Cans,  xxi.  4. 

Ut  gravis  »MA)  spina Cane.  xxi.  43. 

K  N.  aj.  135  CGjm.  ii.  8)  ;  3».  54  {Cang.  iii.  14)  ;  C.  iii.  Cam*,  ii.  3  ;  K  JV.  aa. 
77  {Son,  xiì.  10);  34.  56  (Som,  xiv.  7)  ;  39.  61  {San.  xxi'u  a)  ;  Son.  xxxv. 
14  ;  ilvi.  t  ;  S,  P.  vL  aa. 


■Ut   Ecrr  Deus/orttor  m4 .     .     ,  f.  AT.  a.  35. 

procmiaUnente  ragionando,  m/  ntinistro C  ìi.  X.  a. 

"SKcaniocX     operazioni  .  .  .  siccome  sono  arti  mtccanickt  .     ,     .     .     .  C.  ìv.  9.  51. 
"»«D.     K  JV.  a.  54  ;  9.  38  ;  15.  5  ;  33.  95  ;  34.  43,  7«  ;  33-  7  ;  35-  »3  ;  38-  «'  ;  C  i.  4.  loo; 
13.  45  ;  »v.  3.  144  ;  14.  xao. 

ite.     però  mfrirsinta mente  dovcmo  ammìnre      ....  C.  il.  5.  115. 

era  tornato  .  .  ,  quasi  ad  un  mtdtsìmo  punto K  A^  a.  3. 

oonciofoosccosach*  io  avessi  .  .  .  veduto  per  me  t$t*d£simo»     .     .     .  K.  ÌV.  3.  70. 

piil  cbe  io  medésimo  non  avrei  creduto  dinanzi K  A'.  7.  7. 

«  renìa  dicendo  tra  me  nudesimo  ............  K.  M  18.  58. 

«  Bella  iérma  dico  questo  medtsimù  secondo K.  iV.  ai.  37. 

^co  quel  mtdrsimo  che  detto  è K  TV.  ai.  49. 

K>er&  dimorando  ancora  nel  9*ttdesimo  luogo .  K  W.  aa.  40. 

Oode  ...  fra  me  mediamo  dicea K.  TV.  33.  16, 

¥*er  questo  mtdtst'mo  poeta  parla  la  cosa,  che K  TV.  35.  81. 

fVr  Orazio  parla  1'  uomo  alla  sua  scienza  medesima K  TV.  35.  89. 

*aelle  donne,  cioè  per  loro  Httdesitnt V.  N.  37.  37. 

xmi  converrebbe  essere  lodatore  di  me  mtdisimo K.  TV.  39.  35, 

€)«esto  numero  fu  ella  medesima  K  TV.  30.  37. 

per  sé  tHtdcìimo  moltiplicato,  fa  nove K  TV.  30.  30. 

^c  fl  tre  é  tiattorc  per  sé  medesimo  del  nove,  e  lo  (attore  dei  miracoli 

per  sé  medesimo  é  tre ^-  ^»  30»  33»  35« 

Y^er  questo  medtsimo  modo  si  divide  secondo ^*  ^*  35*  35* 

^  dicea  poi  fra  me  medesimo K  TV.  36.  ai. 

quando  così  avea  detto  fra  me  medesimo     . K  TV.  38.  18. 

eccome  parlava  lo  mìo  core  in  me  medesimo K  TV.  38.  a8. 

>o  mi  ripensava  ...  e  dicea  fra  me  medesimo V.  N.  39.  ra. 

Ond'  IO  avendo  .  .  .  combattuto  in  me  medesimo V.  N.  39.  34, 

Ond'  io  pensando  a  loro,  dissi  fra  me  medesimo K.  TV.  41.  29. 

Poi  dicea  fra  me  medeMMto K  TV.  41.  19, 

ciò  cb*  io  avea  detto  fra  me  medésimo f^.  TV.  41.  30. 

fMrimre  alcuno  di  sé  tnedesimo C  ì.  a.  9. 

t«U  aé  mmiitnmo  sonza  .  .  .  cagione  parlare C  i.  a.  16. 

l^spregiare  sé  medesimo  è  per  sé  biasimevole C  i.  a.  98. 

aé  pw tfrfrfjnxo  riprendere  dee C.  i.  a.  33. 

ciù  busma  sé  medesimo C,  i.  a.  40. 

qiaeaCa  necessità  mosse  Boezio  di  sé  medesimo  a  parlare     .     .    .    .  C  i.  a.  96. 

e  per  »é  tmeéen'ma  quello  induce C.  i.  3.  3. 

vcdemo  .  . .  quello  medesimo  che  oggi  avemo .  C  i.  5.  53. 

cbe  r  ha  il  Volgare  medesimo    , C.  i.  6.  38. 

darà  sé  medesimo  per  Comento C  i.  9.  67. 

k  l^ano  più  ammirare  che  essa  medesima   • C  1.  io,  93. 

I  roomo  misura  sé  mrf/rjfmo^ Ci.  11.  138 

I  tono  quasi  parte  di  sé  medesimo C.  i   11.  139. 

dove  r  uomo  tiene  sé  medesimo C  i.  1  a.  38. 


MEDESIMO 


medesmo.     Perchè  in  mteUsmo  detto  Convengono  ambedue  .  C.  ìv.  GfMJ;  iit.  94  ;  18. 

E  'n  sé  rtirdesma  gode  D*  udire  e  ragionar C.  tv.  Can».  uì.  ij 

Non  che  da  sé  medtsmo  sìa  aottile      ...........  Con*,  tx.  35» 

Vaga  di  so  mreUspna  andar  mi  fané Cane.  ai.  34. 

Perocché  quel  »«'dIp5mo  avvenne  a  noi Som.  li.  it. 

E  per  dolore  sé  nttdfsmo  morde S.  P.vì.  07, 

E  molte  volte  a  me  medtsnto  ho  ditto S.  P.  xxxì.  34. 

non  voler  .  .  .  Far  te  medesmo  d*  intelletto  indegno S,  P,  zxxi. 

medesimo,     è  stato  meco  d'  hk  medesimo  sttuiio C  i.  13.  45. 

questo  mteeUsimo  studio  è  stato  mio  .  .  .  Per  che  uno  nutUshno 

studio  è  stato  il  suo  e  'I  mio C.  i.  13.  53, 

suole  V  uomo  parlare  all'  opera  medtst'ma Oìi.  a.  72. 

conviene  essere  in  uno  mf(//5tmo  tempo C.  ii.  4.  67. 

che  per  sé  medesima  in  eaao  ciclo  si  volge C  il.  4.  Bo^ 

come  in  sé  medesimo  à  disposto C  ii.  5.  3. 

nella  Luce  che  sola  sé  mrdesima  vede C  iì.  6.  93, 

la  natura,  contro  a  sé  medesima C  ii.  9.  96. 

per  quella  medesima  linea  la  sua  forma  se  ne  va C.  ii.  io.  45. 

io  mi  rivolgo  .  .  .  alla  Canzone  medesima C.  ii.  la.  5, 

li  quali  per  loro  medesimi  molte  volte  a*  accendono C.  ii.  14.  xl 

la  più  bella  alterazione  ...  si  è  la  sua  di  sé  medesimo C  ii.  15.  34. 

rcdìrc  a  uno  mc<//5f'mo  punto C  ti.  15.  iii_  ■■ 

per  questa  medesima  sposizione  si  può ....Cu.  16.  15.  ^— ^^ 

r  una  Al  lo  proprio  amore  di  me  medtsimo •     .  C  ÌÌL  z.  35.  ^È 

più  cortese  modo  di  fare  a  sé  medesimo  onore  non  è C.  vi.  i.  3S.  ^^H 

perocché  a  sé  medesimo  dà  del  dito  nell'  occhio C.  tii.  x.  51.  ^^^| 

nel  medesimo  libro  si  scrive C.  UÌ.  a.  31.  .«^^| 

in  quello  medesimo  luogo  Aristotile  dice C.  iii.  a.  11 

avvegnaché  le  cose  siano  parte  dell'  uomo  medesimo C  iìL  4.  61. 

Poi  per  la  medesima  via  pare  discendere C  ìii.  5. 

che  da  uno  medesimo  generante  è  generata C  ìiL  9.  36. 

che  da  uno  medesimo  operante  é  operata     . C  iii.  9.  38.       .^  — 

r  anno  medesimo  che  nacque  questa  Canzone C-  iii.  9  i^S^^K  -«-^^ 

si  chiamano  per  lo  vocabolo  dell'  atto  ntedeaimo C  tii.  ic.  1^^^    m.  37 

avvegnaché  Iddio  Sé  medesimo  mirando  v^'gia C.  iii.  la. 

altrimenti  andercbbe  in  contrario  dì  sé  medesimo. C  iiL  15. 

che  una  medesima  cosa  sia  dolce C.  iv.  a.  35.. 

essa  filosofia  ...  sé  medesima  riguarda C  iv.  a.  15^..^^  -53* 

contempla  il  suo  contemplare  »if(/^«'mo C.  tv.  a.  ly^^^  -^S?- 

le  umane  operazioni  alli  uomini  medesimi  ascondono C.  ir.  5.  6.       .»-^^* 

esso  Tullio  nel  mn^r^'mo  luogo  dice C.iv.  8.17^"  'M     li- 
se medesimo  non  conoscere C.  iv.  8.  3^-^^^^^  ^ 

Onde  Boezio  nel  ffw/irjfma  libro  dice C  iv.  13.  1*^       — ^  ^3^ 

per  una  ragione  di  costoro  medesimi  che C.  iv.  14-  9^^^     — A*  ^ 

ciò  rompe  la  loro  sentenza  m/(icjf'MM C  iv.  14.  a  ^rr     *.vi-*^ 

rispondo  che  ciò  fia  contro  a  loro  mrtilfnm/ C,  Ìv.  14.4.^.     .--^4-^ 

sono  a  uno  medesimo  suggctto  possibili C.  iv.  14.  9^?     '-^4*9^ 

per  la  loro  medesima  sentenza •    •    .     .    •  C  iv.  15.  i  z      ~2^  ^ 

non  generandola  dì  vile  uomo  in  lui  mrd«5i'mo C.  iv.  15.  9^      — ^SS** 

che  a  me  medesitno  pare  maraviglia C  iv.  ai.  5^.     —  ^^*  5** 

Ogni  animale  ...  sé  medesimo  ama C  iv.  aa.  ss      -^'  5* 

Onde  dice  questo  medesimo  poeta  in  qnella  medesima  aorte    .     .      C.  iv.  95.  loS*"**  **  '^  " 

in  quanto  avemo  rispetto  a  noi  medesimi C  iv.  a&  IK       — ^^  '* 

sccondochè  ha  rispetto  a  noi  medesimi C  iv.  a6.  a^       "  9 


w 


361  MEMORABILE 

medesmo.    Per  reffemure  quel  creder  hw^#siwo P.  F.  1^4. 

megUo.     Per  man  di  quel,  che  mr^  mugliasse  in  pietrs Srnt.  ìì.  ix 

Gire  alla  danza  vìe  mr*  eh'  altn  donna  ..........  Sfst.  iìì.  39. 

Perch*  r  uom  si  riputa  valer  maglio  Del P.  F.  185. 

mcmbrare.     Cui  csscnxa  mtntbntr  mi  dà  orrore K  A^.  3.  64  {Soh.  '%.  8). 

Mrmòmndovt  colei,  cui  voi  piangeste      .......     K  iV,  38.  43  {Som,  xxi,  8). 

membro.     DisveUto  v'  ho  ...  in  alcun  tmtmbro  La  viltà Cmms.  x,  I87. 

mederimo.     che  .  . ,  perdete  voi  medesimi  U  ove C  ìv.  a8.  58- 

pcr  quello  medesimo  modo  si  dice C  Ìt.  99.  95. 

medicare,    che  altro  intende  di  medicare  V  una  e  .  .  .  Ragione  .  .  .1  C  Iv.  la.  99. 

medJdoa.    onde  ...  la  medicina  è  più  prossima  al  medico C.  i.  la.  34. 

conviensi  .  .  .  questa  mediana  ordinare  ...••....,  C.  iv.  x.  87. 

n  conoKere  la  virtù  ...  aia  sono  la  fN/iAaiM C  iv.  9.  146. 

medico,     quando  un  cavaliere  donasse  a  nn  mmAìpd  ...  e  quando  il 

vMA/iiro  donasse  a  un  cavaliere C  i.  8.  31. 

la  medicina  è  piti  prossima  al  mtteUeo C.  ì.  la.  35. 

siccome  sono  . . .  Medici C.  iiì.  ji.  105. 

ciò  che  ne  scrìvono  .  .  .  ì  medici      ..•*.•....,.  C  iv,  04.  35. 

Potrebbe  qui  dire  alcuno  tmedieo  O'IegiMa C  ir.  07.  71. 

megUa    acciocché  sia  megiio  ioteaa K.  ^.  19.  90. 

quanto  meglio  lo  <a,  tanto C.  i.  5.  73. 

procedendo  da  quello  che  conoscemo  megUo C  ìi.  x.  xii, 

ragiona  .  . .  per  me^to  ìnducerml  ....••...•••C.ii.  8,  6$. 

a  $megÌio  fare  ciò  credere  .  ,  .  dice  ...•••,....     .C  Ìi.8w  87. 

Ìf<^ib  sarebbe  allì  miscH  grandi  matti ...  essere C  il.  tt.  77. 

MWMiia,  e,  tmegiio  dicendo,  angelica C  iii.  3.  85. 

per  meglio  vedere,  tre  parti  se  ne  vogliono  fare C.  iii.  5.  4. 

Imauiginiamo  adunque,  per  megho  vedere C.  iii.  5.  89. 

per  megko  dare  ad  intendere  la  sentenza C  iv.  a.  a. 

in  quanto  la  verità  meglio  ti  Da  apparire C.  iv.  g^  131. 

par  mttgUo  quello  mostrare  ...  si  conviene C.  iv,  3.  a. 

perebè  megiio  si  veggia  poi  la  virtù C  tv.  3.  67. 

dice  che  mtegtto  è  tacere  che  poco  dire C  iv.  5.  145. 

Jfitgfto  sarebbe  a  voi ...  volare  basso C.iv.  6.187. 

li  cerca,  per  mtigtio  entrare  nel  trattato  ...••.....  C  Iv.  16.  98, 

e  Niitf/ftO  ssrcbbe  non  essere  seminato C  iv.  ai.  ia4. 

mèlflL     come  per  lo  frutto  del  mele C  iv.  17.  131. 

mdigA.    siccome  ...  si  potrebbe  . .  .  restituire  mt/iga  rossa  .     .     .     .  C.  iv.  99.  tao. 

veg^iono  a  sue  pari  nHmèfm  e  pari  potenza C  i.  4.  51. 

maculalo  d*  alcuno  sconcio  mtmhro .    .  C.  L  4.  71. 

quahd»  le  sue  membm  .  .  .  rispoodoDO C  i.  5.  96. 

r  altre  sciente  .  .  .  che  sono  tutte  mtetmhru  di  Sapienza      .     .     .     •  C  ilL  ts.  xoa. 

la  bclleiia  del  corpo  risulta  dalle  tmmòm C.  iii.  15.  116. 

La  prima  parie  ...  in  tre  memiòn'%i  puO  comprendere C  iv.  a.  10. 

Il  secondo  MONàfO  comincia C.  Iv.  a.  i&. 

dò  che    .  .  per  ire  m^emM  porta  il  testo .     .  C  iv.  s.  163. 

la  prima  parte  ...  si  ha  due  tnem^h  ....  .  C.  iv.  3.  31. 

comincia  questo  secondo  membro:  Bd^tei       ...  .     .      .  T.  iv.  3.  35. 

che  1'  ardine  debito  ddic  nostre  membra  rende .  ('.  m.  35.  133. 

li  suoi  m^mAn' sentendosi  a  debile  stato  venuti C  iv.  08.  139. 

Colui  che  non  ha  mestieri  delle  memb^m  corporali C  iv.  a&  141. 

vedemo  certo  cibo  Urc  gli  uomini .  . .  mmmbruH  e   •     .     .  C.  iii.  8-  74* 

perchè  più  memo^mòik  sia  V  esemplo C  iv.  07,  191. 


MEMORARE 


memoria.     Però  che  Dio  in  eterna  mattona  . .  .  volle  cdi6care  .     .    .  S.  P.  à,  64. 

Io  ho  trovato,  che  maggior  rHemorù  Si  fa  di S,  P.  cxltì,  95, 

memoriale.     Lo  cui  mrmorM/r  sempre  darà S,  P.  à,  44. 

menare.    Che  ti  mtrranno  per  la  via  tostana K  AT.  19.  87  (Giju.  i.  66). 

Che  appoco  appoco  alla  morte  mi  iham V.  N.  33.  45  {C^ma.  ìli,  5). 

Se  non  come  il  pensier  che  U  vi  mata Canm,  xi.  18. 

Quando  per  gli  occhi  miei  dentro  il  mtnarr> Cnns.  xiv.  93. 

Sicch'  ella  non  mi  meni  col  suo  freddo Sest.  ii.  33. 

Amor  mi  mena  tal  fiata  all'  ombra  Di S*st.  iii.  i. 

che  sovente  mma  Le  lagrime  .  .  .  agli  occhi    ....      K  A^  35.  54  {Son.  xvìii.  to% 

£  *\  desio,  che  gli  ména  quivi,  è  estinto Soh,  xxrii.  13. 

una  ne  venia  .  .  .  Seco  mimando  Amor Son,  zxix.  4. 

memorare.     conciossiachè  è  mcmom/a  la  cosa  quanto  è  migliore      ,     .  C.  tv,  14.  62. 

memoria.     In  quella  parte  del  libro  della  mia  memoria K.  iV.  s.  a. 

le  quali  sono  scritte  nella  mia  mentoria V.  N.  3.  66. 

che  uccide  e  distrugge  nella  mia  tne-moria  ciò  che K.  /V.  15.  19. 

quando  la  mia  memoria  movesse  la  fantasìa  ad K.  W.  16.  8. 

perché  la  funtoria  non  puote  ritener  luì V.  N.  ai.  54. 

che  questa  donna  era  già  nella  mia  ttumoria V,  N.  35.  a6. 

quando  . . .  era  così  venuta  nella  mìa  memtma '^^  ^>  35<  d?* 

r  utilitit  suggella  la  memoria  dell*  immagine C  ì.  8.  91. 

se  noi  rìduccmo  a  memoria C  i.  9.  B. 

dalla  parte  della  memoria  dì  dietro C  it  a.  34. 

commenda  e  abbellisce  la  memoria  di .  .  .  Beatrice   .     .     .     .     .     .  C.  ii.  7.  Sa 

questo  pensiero  che  la  memoria  aiutava C  ii.  7.  83. 

r  anime  ,  .  .  d*  ingegno  e  di  mernorùi  dotate     ..,.-,..  C  ii.  16.  68. 

se  a  memoria  si  riduce  ciò  eh*  è  detto  dì  sopra C  tiù  xa,  93. 

Dove  si  vuole  a  memoria  rìduccre C  iii.  13.  107. 

li  lunghi  capitoli  sono  nemici  della  metHoria C  ir.  4.  X34. 

Certo  .  .  .  amore  hanno  alla  menwria  di  costoro C  iv.  1 1.  134. 

quanto  con  più  buona  memoria^  tanto .  .  .  farebbero C.  tv.  14.  74. 

la  obblivione  sia  corruzione  di  memòria C  iv.  14.  91. 

perchè  di  sua  bassa  condizione  non  è  ftumoria C  iv.  14.  105. 

perocché  egli  fu,  e  fìa  sempre  la  sua  memoria C  iv.  14,  193. 

che  .  .  .  de'  suoi  antecessori  bassi  fosse  mentoria^  e  .  . .  che  .  .  . 

questa  ntemf>na  fosse  disfatta C.  tv.  14.  136»  138. 

Noi,  alti  quali  la  memoria  de* .  .  .  non  è  venuta C  iv.  14.  143. 

Ad  evidenza  ...  da  riducete  a  memoria  è C  iv.  19.  16. 

si  richiede  buona  Hutnoria  delle  vedute  cose .  C  iv.  97.  44. 

per  quelli  rìvolvendo  la  sua  metnoria .  C  iv.  38.  85. 

io  reduco  a  tnemoria  ...  li  mìci  maggiori C.  iv,  09.  18, 

alla  statua  fatta  in  memoria  del  tuo  antico .     .     .  C  iv.  99.  51. 

la  statua  .  .  ■  rimasa  per  memoria  d'  alcuno  .  .  .  uomo C.  iv.  99.  57. 

della  bontà  che  in  sola  la  memoria  è  rimasa C  iv.  39.  83. 

menare,    in  quanto  mi  menava  là  ove K.  /V.  14.  7. 

qnasi  non  sapendo  a  che  fossi  mena/o K  iV.  14.  9» 

Ed  io  passando  .  .  .  siccome  dalla  fortuna  menato K  iV.  x8.  9. 

non  sapere  bene  sé  menan C  i.  a.  35. 

che  ...  a  buon  fìne  le  mena C  ì.  5.  19. 

che  delli  dodici  Apostoli,  ne  menò  seco  li  tre C.  ÌI.  i.  48. 

uno  studio,  il  quale  fnena  V  uomo  all'  abito C.  ÌH.  la.  15. 

due  .  .  .  cammini .  .  .  che  a  ciò  ne  menano C  iv.  X7.  88. 

La  quale  ...  ne  metta  a  ottima  Felicità  e C.  ìv.  17.  99. 

si  vuole  .  ,  .  per  quella  via  menarlo  che .     .     ,  C  iv,  17.  laa. 


363  ^^^^^^^^r  MENO 

• alenare.     Lo  qual  mi  mena  Unto  pien  di  fede  A Som,  rxxv.  9, 

^^L  La  qual  sì  stretto  alla  morte  mi  tHfna So»,  xlvii.  7. 

^^P  Dali*  occulta  virtù  che  seco  ntftta Soh.  1.  io. 

'  fncDdicare.     Larghezza  e  Temperanza,  e  .  .  .  mendimndo  vanno      .     .  Catta,  xx.  64. 

meodioo.     £  se  di  grazia  ci  vuui  far  mendica     .     ,     ,     .     ,     ,     .   K.  ^V.  8.  51  {Son,  W,  7), 

j  incna     Canzone,  a*  tre  mm  rei  .  . .  Te  n'  andrai Cohm.  ix.  76. 

^^  Discenderò  .  .  .  perchè  »tra  grave  9'  intenda Cana.  x.  56. 

^^h  Chi  .  .  .  pietà  faria  meft  bello  Ìl  suo  bel  volto Comm,  xì.  15, 

^^^^^       Che  mi  combatte  .  .  .  Awegna  che  mm  duole,  Perocché  U  mio 

^^^^K  aenlire  è  meno  assai Catu,  xiii.  54,  55. 

menare,     uno  solo  calle  è  quello  che  noi  tueMa  alla  ,  , .  pace  .     .    .     .  C.  ìv.  cu,  60. 

^^.  sono  vie  spedite  e  dirìtiissime  a  menare  alla C  iv.  sa.  ao8. 

^^H  quando  Aceste  ...  le  menò  dinanzi  agli  occhi  C  ìv.  35.  Ba. 

^^^  del  ladro  che  menasse  alla  sua  caaa  lì  convitati C  Ìv.  37.  139. 

O^endicare.     quasi  mendicando,  sono  andato      . C.  !.  3.  30. 

sbigottito  della  . .  .  difesa  che  mi  era  venuta  metto K  M  7.  6. 

siccome  ogni  sicurtade  mi  vieo  meno ^.  W.  15.  55. 

w  quello,  che  non  mi  puote  venir  meno K.  JV.  18.  40. 

piange  ni  piii  nò  meno  come  se  1*  avesse  veduta V.  N,^q.  47. 

il ...  del  bene  gli  pare  pìii ...  e  quello  del  male,  meno    .     .     .     .  C  ì.  a.  68. 

delti  due  sentieri  prendere  lo  meno  reo C.  i.  a.  94. 

di  meno  valore  eh'  ella  non  è C.  1.  4.  io. 

temono  .  .  .  meno  essere  pregiati C  ì.  4.  53. 

U  fanno  parere  meno  chiara  e  mitmo  valente C  i.  4.  79,  80. 

ciascuno  profeta  è  meno  onorato C.  i.  4.  81. 

U  familiarìtade  dare  a  moto C  i.  4.  84. 

non  più  né  meno C.  i.  7.  56,  58. 

lutia  quella  dolcezza  venne  m^HO C  i.  7.  103. 

io  parte  dove  sia  meno  utile .     C.  ì.  8.  69. 

in  parte  o\'e  sia  meno  utile C.  i.  8.  79. 

lo  pusillanimo  ...  sì  tiene  meno  che  non  é C  i.  11.  130. 

e  r  altrui  n*eno  buone C  i.  11.  149. 

non  iPfrMo  i  vero  quello  che  spiritualmente  1'  intende C.  ii.  i.  63. 

se  1^  altri  sensi  dal  litterale  sono  meno  intesi C.  iì.  r.  116. 

altro  che  sìa  meno  nobile C.  ii.  8.  ao. 

affocato  .  .  .  quando  più  e  quando  meno C.  ÌÌ.  14.  166. 

poi,  procedendo,  meno  le  vede  chiare C  iti.  3.  iii. 

■cntte  né  più  nò  meno  come  nella  risposta C.  iii.  4.  79. 

dove  ìi/anfasHt  venia  meno  all'  intelUtio C.  iiì.  4.  104. 

spazio  quasi  di  ...  o  poco  dal  più  al  meno C.  iii.  5.  88. 

spazio  di  .  .  .  poco  dal  più  al  meno C  iii.  5.  icro. 

divenamente  ai  riceve,  secondo  più  o  m*no C  iii.  7.  16. 

fu  seicento  [settecento  1]  cinquant*  anni,  poco  dal  piti  al  meno    .     .     C.  iiL  11.  35. 

Siccome  .  .  .  quella  .  .  .  meno  amistà  si  può  dire;    cosi  questi  .  .  . 

tneno  partecipano  del  nome  di  Filosofo C.  iii.  11.  iil,  iia. 

Del  secolo  che  dee  venire  non  verrò  meno C.  iii.  14.  60. 

le  quali  ...  si  fanno  meno  belle  o  mnt  gradite C.  ili.  15.  143  t,A/!s). 

queste  sono  meno  arti  :  e  in  esse  sono  meno  soggetti  gli  artefici .     .  C.  iv.  9.  134  (&u). 

quanto  più  .  . .  tanto  tneno  soggiace  alla  fortuna C.  Ìv.  11.  85. 

molte  altre,  qual  nuno  dilungandosi  e  qual  meno  appressandosi .      C.  iv.  la.  1B7,  188. 

nella  vita  umana  sono  diversi  cammini  .  .  .  certi  men  fallaci,  e  certi 

naen  veraci C  iv.  za,  191  {bis), 

ToUeroche  . . .  fossero  nobili  e  più  e  nuno C  iv.  ai,  19. 

adduce  .  .  .  tanto  meno,  quanto  più  6  dilungato C  iv.  ai.  47. 


MENO  ^^^m  B^ 

meno.     Nel  libro  delU  mente  che  vien  mmo Caru.  xiii.  59. 

S),  eh*  io  son  mtMo  ognora  eh'  io  non  soglio Gnu.  xiv.  6. 

Piacciavi,  donna  mia,  non  venir  mnto  ...  al  cor  die Cnw.  xvi.  14, 

E  dì  sentirlo  wtmo  ho  più  paura Baii,  iìi.  3. 

Che  .  •  .  Saranno  assai,  e  non  vcrran  mai  meno  . S,  P.  xxxL  75. 

Ha  tUf  Signor,  che  mai  non  vieni  meno ^.  Z*.  cì.  43. 

per  la  voglia  giusta  Non  mm  eh'  averto  .  .  ,  »'  intende P,  F.  gg. 

mente.     Ha  ragionar  per  tsfogar  la  mmit K.  ^.  19.  33  (Ciiu.  L  4% 

Quando  ìl  pensiero  nella  mentt  grave  Hi  recA      .     .     .     .  K  /V.  32.  S4  i,C«m«.  iii.  44). 

dolore  .  .  .  m'  assembra  La  dolorosa  mmU V.  N.  34.  31  ,C^m«.  iv.  5), 

Ponete  nunU  almcn  com'  io  son  bella C  ii.  Cafra,  L  61. 

Amor,  che  nella  nuntt  mi  ragiona .     C.  ìii.  Can*.  H.  1  ;  i.  99  ;  3. 14  ;  la.  io  ;  V.  E.  ii.  6. 73. 

m'  è  nella  mtnU  Una  gioWne  entrata Cm«.  ix.  34. 

L*  adoma  nella  ntenle^  ov*  io  la  porto Orna,  ix.  34. 

signorìa  Sovra  la  ment*  d*  ogni  uom  che  la  guata Gma.  ix.  75. 

Che  gli  occhi,  eh'  alla  menU  lume  fanno .  Cans.  x.  49. 

O  nunti  cieca,  che  non  puoi  vedere CanM.  x.  70, 

meoo.    perocché  la  mmpUtsiom  .  . .  può  essere  .  .  .  $mm  buona  ;  e  la 

dìsposimont .  .  .  può  essere  .  .  .  men  buona C.  iv.  ai.  60(  6s. 

che  .  .  .  più  e  men  pura  anima  si  produce C  iv.  ai.  67. 

quelle  cose  che  .  .  .  sono  .  .  .  meno  e  più  odibiU C  iv.  aa.  67. 

seguita  e  fugge,  e  più  e  tneno^  secoodochè C.  Iv.  aa.  68. 

perocché  1'  umido  radicale  é  futno  e  più C.  iv.  33.  69, 

sicch'  è  meno  vaporabile C.  iv.  84,  50. 

in  quantità  di  dùci  anni,  o  poco  più  o  poco  meno C.  iv.  04.  56. 

cÀot  di  fare  1*  etadi .  .  .  più  lunghe  e  meno C.  ìv.  04.  76. 

che  non  vien  meno  nelle  cose  necessarie C  iv.  34.  107. 

malnati  I  .  . .  che  rapite  alli  meno  possenti C.  iv.  37.  1 19. 

menomanza.    cosi  lo  suo  contrario  é  . .  .  meHommnmk  dell'  onesto  .     .  C.  iv.  8.  14. 

mCDOmare.     conosce  che  .  .  .  tnenomerròbe  suo  onore C.  iìi.  io.  6t. 

perocché  *1  caldo  naturale  è  ntenomato C.  iv.  34.  50. 

forze  non  ci  menomano C  iv.  37.  177. 

menomo,    che  apparia  ne'  menomi  polsi  orrìbilmente V,  N,  a.  33. 

Cf.  minimo. 

mensa,     nel  primo  sedere  alla  mensa K.  AT.  14.  ai». 

Oh  beati  que'  pochi  che  seggono  a  quella  mensa Ci,  t,  sa. 

coloro  che  a  si  alta  mensa  sono  cibati C.  i.  l.  58. 

io  . .  .  che  non  seggo  alla  beata  n%msa C  ì.  l.  66, 

ad  una  mensa  cogli  altrì  simili  impediti  s'  assetti C  i.  i.  95. 

levare  il  drappo  ...  e  coprirne  il  ladro  e  la  sua  mensa C  iv.  37.  137. 

del  ladro  che  .  .  .  ponesse  in  su  la  tnensa C.  iv.  37.  133. 

mente,     la  gloriosa  donna  della  mia  mente V.  N.  a.  ò, 

£d  in  tanto  vi  fu  posto  meniti  che K  ^.  5.  za. 

Queste  parole  io  rip<«ì  nella  mente K.  M  19.  13. 

nella  ment*  dell'  amico  .  .  .  i  prima  partorita  ;  che  la  mente  del 

nemico  .  .  .  non  concepe.     Quella  mente  .  . ,  non  si  tiene     .     .Ci.  3.  50,  59,  53, 

La  seconda  ntente  che  ciò  riceve .  C.  i.  3.  61. 

molte  cose  .  .  .  conccpute  nella  mente C  i.  5.  86. 

Don  cadrà  dalla  mìa  mente  lo  dono C  i.  8.  95. 

è  prima  nella  mente  che  alcuno  altro C  i.  la.  41. 

quello  che  è  solo  prima  in  tutta  la  menit C.  i.  la.  55. 

prese  alcuno  luogo  nella  mia  minte C  ii.  a.  la. 

il  quale  .  .  .  tenea  ancora  la  rocca  della  mia  mente C.  ii.  a.  33. 

tonnato  fu  solo  nella  prima  Mente C.  iL  4.  39» 


p 


365  ^^VP^  MENTE 

lllfntf     Cosi  della  mìa  mente  Ucn  U  cima Gfi».  xìi.  17. 

AUor  mi  sur^n  nella  mmit  strìda Can«.  xli.  44. 

Che  .  .  .  M*  era  la  mientt  pà  ben  tutta  tolta      ........     Orna.  xiil.  90. 

L*  immagine  .  ,  .  aicde  Su  nella  mmfg  ancora      • Cana.  xtii.  44. 

Nel  libro  della  mtnU  che  vien  meno  ....    « C«Ma.  xiiì.  59. 

Che  avete  ...  la  mfnU  d'  anor  vinta  e  pensosa Caita.  xììi.  87. 

a  cui  non  cale  Dell*  amorosa  mmtt Cams.  xìv.  69. 

ZKM  disgombra  Un  sol  peruìcr  d*  amore  ...  La  meni*  mia    .     .     ,     Cans.  xv.  la. 

La  dispietata  menie  ...  mi  combatte  il  coro Cana.  xvì.  1. 

Che  .  .  .  fanno  Riparo  nclli  $ftfHU  A  quei  cotanti Canm.  xix.  84. 

Trae  della  rmmte  nostra  ogni  altra  donna Sfst.  i.  14. 

io  porto  nella  mrntt  donna  Tal ,     Stai.  ii.  61. 

Foco  mettesti  dentro  alla  mia  menti At//.  ii.  6. 

Nel  raez2o  della  mia  mtentt  rìsplende Bail.  iii.  4, 

Che  dJ  nuovo  colore  Cerchiò  la  mrntt  mia BiiU*  viL  17. 

Ciò  che  m'  incontra,  nella  mtnt*  more K  M  15.  a8  {Son.  vtii,  1). 

Spcsac  fiate  vcngonmi  olla  mente V.  N.  it.  9^  (5(M.  ix.  1). 

Non  li  può  dicer,  né  tener  a  mente V.  N.3\.  91  {Son.  xi.  13). 

che  tu  non  pui  Ponto  celar  la  dolorosa  wmA» K  ^.  sa.  96  {Som.  xiii.  8). 

£  si  come  la  mente  mi  ridice F.  M  04.  61  {Son.  xìv.  la). 

Che  nessun  la  si  può  recare  a  mente F.  AT.  «7.  aj  {Son.  xvi.  13), 

Era  venuta  nella  mente  mia    .  K  ^.  35.  41  {Som.  zriii  [>"].  i),  45  {Son.  xviìi  [a*j.  1). 

mente,     li  quale  soverchia  gli  occhi  della  menU  omana C  ìi.  5.  117. 

r  Btiina  sentenza  della  mente C  if.  7.  83. 

Usocrc  la  mia  mente  a  consentire     .    •     •     • C.  ii.  B.  94. 

U  natan  .  .  .  nella  mente  umana  posta  avesse C.  ii.  9.  97. 

si  ponesse  più  stente  alla  bcllexia •     ,     •     ,     ,  C  lì.  la,  34. 

ponete  mf*itt  almcnu  la  mìa  bettemm» ,     .     ,  C  ti.  la.  57. 

O  uomini . .  .  ponete  mente  la  sua  bellezza C  ÌÌ.  la.  6a. 

la  mia  mente  .  .  .  provvide  .  .  .  ritornare  al  modo  .     .     .  C.  ii.  13.  io. 

Oh  .  .  .  rubatori  subitani  della  mente  umana C  ii.  16,  53. 

Lo  loco  nel  quale  dico  esso  ragionare  si  «  la  Mente;  ma  per  dire  che 

sìs  la  Mente . . .  però  t  da  vedere  che  questa  Mente  propriamente 

signiBca C.  iii.  a.  79,  80,  8a. 

con  questo  vocabolo  .  . .  cioè  MenU,     Per  che  è  raanifestor  che  per 

i^m/r  s*  intende C  ili.  a.  135,  136^ 

dell*  Uomo  e  delle  .  .  .  questa  Mente  sì  predica     ...  -  C.  iii.  a.  141. 

Dio,  che  te  nella  mente  degli  uomini  mise    ...  C  ili.  9.  145. 

Tu  bcUlsvmo,  bello  mondo  nella  mente  portante C  Ui.  a.  148. 

itf  e  demènti,  cioè  amas  menH.    Onde  il  pooCe 

che  è  Mente C.  ÌU.  a.  154,  (55. 

aawre  nella  mente  mia  fa  la  sua  operaiioMe  ,,,,,,  C  ili.  5.  a, 
acciocché  questa  natura  ai  chiama  MeeUe .  . .  di«l  Amaet  vttgtmm» 

melia  mente C  Ut.  3.  93.  94. 

che  quasi  nella  mìa  mente  raggia    .......     k     .  C  Iti.  4.  II. 

quanto  è  povera  la  nostra  nteni*  a  te  compremScfV    ...  C  iii.  5.  004. 

dia  è  ...  rcgolau  nella  divina  A//N// C.  iii.  6.  51. 

che  della  umana  eaoenia  è  nella  divina  Mente C  iii.  6.  65. 

la  qaU  «...  in  quelle  J/rN/i' angeliche C.  Ul.  6.  «ft. 

Che  1  tuo  parlare  ,  .  .  genera  nella  mèenU  di  chi  T  ode      .     .     .     .  C  itt  7.  134. 

ftl  onfiaata  nella  Mente  di  Dio C.  ÌìL  7.  S  79. 

■on  ponendo  bene  proprio  mente  s'  egli  è  piacere     .     .     .     .     .      .  C.  lil.  la  75. 

il  quale  nella  mia  mente  informava  . .  .  conaidermcìoal C  iii.  la.  ao. 

Cosi  U  oofttra  mente ...  è  diapoala C  tv.  a.  58. 


MENTE  366 

mente.     Amor,  che  ncIU  mmU  U  sentla K.  iV.  35.  49  (Som.  xvjii.  5). 

Sì  che  per  voi  mi  vien  cosa  alla  mmtt K  A'.  37.  aa  (  Son.  xx.  7). 

Che  %neiic  a  coosoUr  la  nostra  mtntr K  A^.  39.  65  {Son.  xxi!.  6). 

Due  Donne  in  cima  della  humU  mia  Venute  sono      ......  Som.  xxx.  i. 

£  maledico  la  mia  mmte  dura Son.  xxxìiL  9. 

alcun  fu,  che  disse  eh'  era  ardore  Di  m^Mté Son.  zxxviu.  6. 

Quando  a  destare  Amor  va  nella  mntt* Som,  xliv.  a. 

E  sempre  U  mio  peccato  ho  nella  ntenU S.  P.  1.  1 1. 

Apri,  Signor,  le  labbra  della  ttuntr 5.  P.  I.  58. 

E  dò  che  sì  comprende  con  la  mnt/Sr P.  F.  iB, 

e  fitto  La  $tunie  abbiamo  in  te  col  volto  prostro P.  F.  331. 

Traggeroi  della  tunte  Amor  la  stiva Kf.ii.1t.2a. 

mentire.     Perchè  io  »o  che  '1  tuo  parlar  non  mfM/g 5.  /*.  L  15. 

mentre.      Mentre  [Mente']  iu  pensava     .     .     .     .     K  A^  23.  156  (Cans,  ii.  agì),  atS,  397. 

eh'  io  parlai  Della  mia  donna,  mentft  che  vivia     .     .     .     .    V.  N,  33.  48  (CoNa.  itL  8;. 

£  mentre  eh*  io  la  chiamo,  mi  conforta K.  W.  32.  96  {Cana.  iiì.  56). 

Stato  è  con  lei,  mentre  cfa'  cita  è  partita Cans,  xi.  51. 

sarà,  mentre  Che  durerà  ...  il  gnnde  ssuho Cmns.  xv.  57. 

mente.     Ponetevi  mentii  nemici  dì  Dìo C  ìv.  £.  180. 

la  mala  opinione  nella  mente  ,  .  .  cresce  e C.  tv.  7.  33. 

volendo  ...  la  malixia  d'  alquanti  flalla  unente  levare C  ìv.  8,  97. 

reducerc  alla  mente  si  conviene  quello C  ìv.  91  4. 

lo  campo  della  mente  di  coloro C  iv.  9.  184. 

pongasi  mente .  .  .  pur  alla  vita  di  coloro C.  iv.  la.  88. 

acciocché  .  .  .  nulla  ruggine  rimanga  nella  mente C.  iv.  15.  6. 

che  di  comune  vocabolo  Mente  sì  può  chiamare C  iv,  15.  1  io. 

tre  . .  .  ìnferroitadi  nclU  mente  degli  uomini  ho  vedute C  iv.  15.  118. 

scconilo  malÌMÌa  .  .  .  può  essere  la  mente  non  sana C.  iv.  15.  169. 

di  questa  inrcrmìtadc  della  mente C.  iv.  15.  174. 

sanitade  di  Mtente^  non  di  corpo,  è  addomandata C.  iv.  15.  1 77. 

a  chi  ben  vuole  por  MM^ifr  alle  evangeliche  parole C.  iv.  17.  til. 

Dunque  se  la  metite  ai  diletta  ,  .  .  nel!'  uso C  iv,  aa.  89. 

Qui  ...  é  da  ridurre  a  mente  quello  che C  iv.  96.  30. 

il  Vecchio  .  .  .  dee  sua  giusta  mente  seguitare C.  iv.  a6.  133. 

è  nel  sccretìssimo  della  divina  Mente C.  iv.  30.  68. 

mentecatto,     quando  per  difetto  d'  .  .  .  siccome  mentecatti      .     .     .     .  C.  iv.  15.  171. 

mentire,     dicendo  costoro  mentire  massimamente C.  iv.  7.  49. 

appo  ta  nostra  Fede  che  mentire  non  può C.  iv.  15.  49. 

mentitore,     colla  mano  sulla  spalla  a  questi  mentitori C.  ì.  iz.  38. 

mentre,     mentre  che  io  lo  potei  ricevere V,  N.  ig.  139. 

e  mentre  io  *1  disegnava,  volsi  gli  occhi V,  N,  35.  6, 

mentre  che  l'  anima  é  legau CU.S.  la^ 

Mentre  che  in  me  fu  il  sangue  . . .  mentre  che  in  me  fu  la  matemale 

virtute C  iv.  a8.  134,  laó. 

mentrecbè. C.  ii.  9.  84,  105. 

menzionare.     Dio,  che  dinanii  é  menmonafo C.  ìii.  13.  io. 

Ahi  quanto  sta  male  .  .  .  menzionare  cose  che C.  iv.  35.  loi. 

menzione,     non  n*  avrei  faito  itumsione  se  non  per K  ^.  6.  la, 

lare  meMmone  dell*  opere  virtuose *    .     .  C  t  a.  83. 

delli  quali .  .  .  feci  mensione C  i.  it.  153. 

di  cui  feci  meneÌo$u C  ii.  a.  9. 

del  quale  si  fa  mmaiofw  in  quella  parte   .     .     .     • C.  ìi.  4.  46. 

questo,  di  cui  è  fistia  menzione^  cioè  V  epiciclo C  ÌL  4.  90. 

della  quale  fatto  è  menzione  di  sopra C.  il.  13.  7. 


3^7 


MERETRICE 


meo.     V«c  omnI  mto  nervo ^HiHP<     >  r«ffM;  rxi.  33. 

IDOOS.     Oculos  mfos Canm.  xxì.  a. 

meraviglia.     K  maraviglia. 

mercato,    come  vend^'c  Si  volesse  al  mmaìo  de*  non  s&ggl   ....  r«M«.  xix.  35. 

mercè,     mi  palpi  Jtf/iw  del  fiero  lumci  Che Cams,  xL  65. 

Amore,  a  cui  io  (rìdo,  JVmv  cbÌJiai&ndo  ...  E  quei  d'  ogni  mtrù 

pftr  roesao  al  niego Cnu.  xll  36,  99. 

Per  che  metri,  volgendosi  a  me  fanno  Cam*,  xiv.  04. 

£  le  tHtrcr  giovinezza  mi  toglie Càns.  ilìv.  46. 

Si  fa  *l  servir  mrmr  d'  altrui  bontale Cshm.  xiv.  56, 

Deh  t  qui  mera  per  Dio Cohs.  xtìl  s». 

Morte,  deh  !  non  tardar  tturà,  »e  1*  hai  .     .     .     .  Ca>tt.  xviì.  56. 

Sicché  .  .  .  giunghi  alla  tnerà  del  (rutto  buono Cmna.  xvii,  70. 

•on  conto,  Mercè  d'  una  gentile C'ant.  xix.  Si. 

Che  .  . .  Cerchiò  .  .  .  Mera  di  vostra  dolce  cortesia BaiL  vii.  18. 

Ed  ioj  meni  del  dolce  mio  signore,  Slommene  Son.  xxx.  7. 

che  mai  no  impetra  Meni Son.  xxxì.  B. 

Chiamando  a  voi  metà  sempre  d*  amore  Soh,  xlvii.  11. 
Cf.  mene, 

mercede.     Y.  ciascun  santo  ne  grida  ntercetU K.  W.  ]9.  40  (Catta.  I.  mi). 

Voi  mi  chiamaste  allor,  x-ostra  mrradt V.  N.  91%.  9\i  ìCmìm.  Q.  64% 

Ed  io  ne  spero  ancor  da  lei  mentre K  A^.  33.  110  {Cane.  iiì.  70). 

Ma  se  di  buon  i-otcr  nasce  mtree^U     ....  ....  Canz.  xiv.  13. 

Farmi  esser  di  mrrreJe  oltra  pagato Cohm.  xiv,  53. 

Tu  r  alto  efletto  —  spegni  dì  tnerceJe CofB.  xvii.  36. 

Che  air  anima  gentil  fa  dir  :  Merait &//.  x.  10. 

Bono  tenute  Dì  bella  grazia  a  Dio  render  mrrvetie      .     .     .     V.  N.  «7.  16  {Sem.  xvi.  4). 

che  si  vede  Meco  pietÀ  tradita  da  merrede Son.  xxxv.  14. 

Mcrcoro.     Ancor  quel  bel  pianeta  di  Mercmm  .  .  .  Cinge Som.  xxviii.  9. 


menzione,     sci  passioni  .  .  .  delle  quali  fa  menn'ont  il  Filosofo    .     .     ,  C. 

perocché  qui  t  (atta  menstone  dì  inet  e  di C. 

Torquato,  del  quale  feci  meMnom  di  sopn C 

quando  delle  loro  messtoni  si  fa  wamaaDn/    ....                      .     .  C. 

solo  dì  questo  (a  $0tenMHme  il  testo       .....  C 

DMnaogna.     quasi  mensognm  reputano  ciO  che      ...  C. 

«na  verità  ascosa  sotto  bella  mensogma  ....  C 

che  non  può  dire  mt-HMigna .  C. 

■Mrwiglla,  meravigliare.     K  mafaviglla«  maravigliare. 

■lercatante.     le  misure  del  falso  menatante C 

Ben  lo  sanno  li  miseri  maercmtmmit .  C 

E  i»  come  U  buono  imenmÉmm§e C. 

■MTCatanzia.    perciocché  U  domandato  é  da  una  parte . . .  WMmUsJUM  .  C. 

netto  d'  ogni  atto  di  mertmtemgis C 

UftU}  dico,  quando  ,  ,  .  per  mteivmtamMùi  .  ,  .  meritate  C. 

Certo  nwna  mercaiamgm  è  questa  dell*  altre     ....  C. 

■MToè.     lo  mio  signore  Amore.  U  stw  imenit  ha  posta    .     .  K 

«iwnv  delia  somma  luce  del  cielo .  C. 

MitfCariO.     lo  secondo  £  quello  dov'  è  Meweurio                                          .  C 

e  quclU  di  Mercnno  tuuio  gli  Arcangeli  ,     ,     .     .     .                    .     .  C. 

U  Cido  di  Menurio  si  può  comparare  alla  /MrMioa C. 

che  Memtria  è  la  ptu  piccula  stella  del  cielo C 

Venere  e  Mrmtho  ...  si  celerebbero  e C 

meratiice.     coloro  che  r  hanno  tana  di  donna  awvrtncr  C 

nella  bocca  menina  di  questi  adulteri    .....  C 


ili.  a  84. 
UL  14.  3& 
ìv.  6.  114. 
iv.  II.  130. 

iv,    13.  7. 

i.  4.  3»- 
il.  I.  a5. 
li.  4.  3». 


Lfl.  60. 
Iv.  13.  tom, 

iv.  se.  sq. 

i.  6.  119. 

i.e.i»7> 
iv.  ii.6a. 

iv.  11.  I90I. 

JV.  18.38. 
iv.  13.  94- 
U.4.3- 
iì.  6.  io«. 
U.  14.  9^ 
U.  X4.9». 
ii.  15.  14IL 
!•  9-  M* 
i.  11.  131. 


MERETRICE 


368 


meritare.     Che  .  . .  Non  mtriii  che  lo  tuo  morso  . .  .  costrìn^  .     .     .     S.  P.  xxxl  7t. 

certo,  che  ti  furore  Delli  flagelli  tuoi  ho  meritato S.  P.  xxxvii.  68. 

Che  men'fiam  tua  grszia P.  F,  aa-j. 

C/.  mertare. 

merito.     Ed  anche  agli  occhi  lor  merito  rende Gpu.  xì.  90. 

C/.  merla 

mertare.     Chi  non  mnla  salute ,    .    .    .     F.  M  8.  ^  {Son.  tv.  xg\  75. 

Lo  Re,  che  mtrta  i  suoi  servi  a  ristoro  Con Som,  xxxvii.  i. 

C/.  meritare. 

merlo.     E  questo  vo*  per  merlo Cmna,  x.  60. 

E  lasceràgU  ogni  perverso  merlo S.  P.  cxxix.  «5. 

C/.  merita 
merzè.     E  non  le  v'al  perchè  dorma  calzata  Merzè  del  copertoio  .     .     .     Son,  lE.  8. 
Cf.  mercè. 

meschina     Nella  sembianza  mi  porca  meschno K  M  9.  48  (Som,  ▼.  5). 

più  .  .  .  Che  se  il  contrarìo  usasscr  tai  mescJiine Som.  xlv.  14. 

mescolare.     £  *l  mio  ber  mescoìava  con  il  pianto 5.  P.  ci.  sa. 

Cf.  mischiare. 

mese.     Or  sappi  che  de'  <ar  d'  ogni  altro  mete Som.  Vx,  & 

E  similmente  son  più  giorni  e  mesi^  Ch* S.  P.  xxxvii.  xo. 

messaggiera.     In  abito  di  saggia  messaggiera  Muovi Bali,  v.  1. 

Da  queste  vostre  rime,  Messer  Cino Sem.  xxxìv.  a. 

Ahi,  messrr  Cino,  com' è  il  tempo  volto Sok.  xlvi.  la. 

Ma  lor  mtisiotxe  a'  buon  non  può  piacere Cerna,  xìx.  96. 

Ne  mandan  messi  al  cor  pien  di  disirì C  iii.  Coita,  il.  35  ;  13.  laK 

a  tutt*  altri  è  conteso,  Fuor  ch*  a'  messi  d*  Amor Ciths.  xvi.  60. 

senza  compagnia  De'  messi  del  signor,  che Cans.  xvi.  65. 

Che  mi  comandi  per  messo  eh'  io  muoia K  N.  ta,  ila  (Baìt.  i.  33), 


meretrice,     chiama  contro  a  queste  false  merrtrici,  piene  di    .     .     .     .  C.  iv,  xa.  87. 
meridiana    l' acre  dalli  raggi  meridiani  purgato  e  illustrato  ....Cu.  x6.  47. 

meridie,     infìno  all' ultima  stella  che  appare  loro  in  rM«r»/i>    ....  C  ii.  15.  ai. 

meridionale,     due  Poli  ...  1'  altro  .  .  .  cioè  lo  mtridiottaU     .     .     .     .  C  lii.  5.  75. 

se  duU'  altro  Polo,  cioè  merieliomiìe^  cadesse C.  iii.  5.  93. 

siccome  cosa  che  è  nel  mmÌE/tOHa/^  cerchio C  iv.  a6.  84. 

meritare,     la  quale  è  oggi  meritata  nel  grande  secolo     .     .     .     .     .     .  K  ^.  3.  la. 

in  quelle  .  .  .  nun  fnrrita  ne  vituperio  uè  loda C  iii.  4.  58. 

iióto  dico,  quando  per  arte  o  per  .  .  .  meritate C.  iv.  11.  68. 

perocché  Io  Adolescente  . .  .  merita  perdono C  iv.  a6k  137. 

li  miei  maggiori,  che  .  .  .  $meritaroHO  V  ufficio  ...  e  tmen'tarvm)  di 

porre  mano  al     .  .  meritarono  di  ricevere  la  rosa   ,     .     .     .    C.  iv.  09.  ao,  ai,  aa. 

merito*     alla  quale  avere  si  dee  rispetto  ncUi  meriti  umMni      .     ,     .     .  C.  iii.  4.  133. 

della  quale  dopo  molli  meriti  nascesse C.  iv.  5.  37. 

~  Con  questa  donna  mi  celai  alquanti  ntesi  ed  anni K  AT.  5.  07. 

nella  prima  ora  del  nono  giorno  del  mrsr K  A^  30.  3. 

ella  si  parti  nel  nono  mese  deir  anno  ;  perchè  il  primo  mese  è  ivi 

Tisrin  primo V.  N.  30.  5  {bis'). 

in  picciol  tempo,  forse  di  trenta  mesi C.  ii.  1 3.  50. 

notte  non  sarebbe  ...  né  tttese,  né  anno C.  ii.  15.  155. 

hanno  uno  dì  dell*  anno  di  sci  mesi C  iii.  5.  170. 

che  messerr  lo  ìmpcradorc  . .  .  non  errò  pur C.  iv.  ro.  55. 

Dico  adunque,  maser  lo  legista,  che C.  iv.  97.  76. 

messione.     quando  delle  loro  messiom'sì  fa  menzione C.  iv.  11.  130. 

si  dee  ridere.  Tiranni,  delle  vostre  Hiessioni    ........  C  iv.  37.  laB. 

mestiere,  -ri,  -ro.     nella  quale  io  sarò  tutte  le  volte  che  farà  mesHeri  ,  K  AT.  la.  71. 


3^9 


METAFISICA 


mestier'o).    Coti  ti  acun,  se  ti  fa  mfsl»trt> C  iìi.  Ci»h9.  i*.  87  ;  9.  30  ;  10.  43. 

Nun  le  tener  ÌI  tuo  mnti*r  coverto C  iv.  Cima.  iti.  144, 

mesto.     Che  sempre  allcgpra  il  tristo  core  e  IMMA) . S.P.vì.ai. 

Degli  occhi  nostri  U^mosi  e  musti 5.  P.  vi.  4*. 


V.N.  14.97. 
K  N.  «3.  77. 

r.  i.  1. 8». 
e,  i.  &  7. 

e  i.  6.  19. 
C.  i.  II.  43. 


mestiere,  -ri,  -ro.    onde  .  .  .  non  ha  mfstifrì  di  divisione 

compiere  tutti  i  doloroM  tHtstten^  che      ..... 

quello  pane  eh*  è  tn^aUrr  a  cosi  fatta  vivanda  .      , 

come  ...  fu  mftiiert  Volgarmente  parlane-   .     . 

fare  quello  eh'  t  mestieri   .  ....  ... 

cKcupate  ...  ad  alcuno  nte^bert      ...  ... 

Acciocché  più  non  sia  mr*ttere  di  prcdiccrc C.  il.  a.  53. 

quello  che  al  presente  n'  è  pMestéerr C.  li.  4.  ifH. 

qaando  alcuna  cosa  . .  .  era  mtttiero  a  dire C  it.  is.  iflL 

paxvcnii  «MTf/im' alla  Canzone C.  ii.  19.  33. 

Doa  è  qui  mestierw  di  procedere  divadendo f.  ii.  13.  76, 

come  e  perchè  questo  terzo  cielo  ci  fa  mtsUnw C  ii.  [4.  5. 

A  che  é  mestiefv  fare  considerai  io  ne C  U.  14.  48. 

questo  amore  nell'  Domo  ...  ha  mestierr  di  rettore C.  ìli.  3.  80. 

cbè  prima  si  propone  u  che  la  scusa  fa  mestiere     ...  .     .     .  C  iii,  9.  aj. 

questa  digressione,  che  mestieri  è  stata  a  vedere  .     .  C  iii.  io.  a. 

come  ...  sé  iscuai  ià  dov*  i  mestUn   .     «     .     .  .  C.  iii.  io.  4^ 

che  non  ò  pib  mes/ierv  di  ragionarne  ......  .     .  C.  iti.  la.  4. 

volgendo  il  senso  della  lettera  ià  dove  sari  iijfti»»  .  .     .  C  iii.  19.  9. 

Ne  più  è  mustùrt  di  ragionare    .......  .  C.  iii.  la.  35. 

Non  sarà  .  .  .  mestìm  .  .  .  «Icona  allegorìa  aprire  .     .  C.  iv.  i .  89. 

perocché  qui  è  maggior  mestiere  di  saperlo  .......  C  iv.  6.  io. 

al  cavaliere  dee  credere  lo  ...  e  tutti  quelli  wMaftirr» C.  iv.  6.  61. 

non  gU  è  mestttre  se  non  seguire  le  vcatìgie C  iv.  7.  79. 

la  Ragione  scritta  non  sarebbe  mestieri C  iv.  9.  86. 

iACfaucuoo  mestiert ...  li  discenti  sono  ,  .  .  suggetti  al  ...  in  quelli 

megheri .  .     .  C  iv.  9.  95,  98. 

al  manifesto,  che  non  ha  meaiiert  di  prova  .  C  W.  11.  75 

coae  che  sono  me^iert  a  vedere  la  dtfinizione    .  .  T.  tv.  16.  30. 

a  quelle  cok  .  .  .  non  t  meuieri  di  prova C  iv.  19.  96. 

Colui  che  non  ha  iM^iii/n' delle  membra  corporali C.  ir.  aS.  141. 

Bqmmméo  h»  Mrm  .  -  .  dille  il  tuo  me»tiere .     .  T.  iv,  3%  36. 

che  '1  ano  mtertier*  discopra  li  dove C.  iv.  30.  46. 

•  ICO,  che  manifesti  lo  suo  mestieri .     .  C  iv.  30L  55. 

mctaflaicn.    ciò  dice  il  Filosufo  nel  secondo  della  àfr/a/ì^ca    .     .     .     ,  K  A^.  4».  30. 

.  C  ii.  3.  3». 

.  r.  ii.  5-  «3- 

.  r.  lì.  5. 1 1& 

.  r.  ii.  14. 6*. 

.  e  ii.  14.  145- 

.  e.  ài.  is  «w 

.  C  li.  15.  11. 

-  r  II  15. 45. 

.  e.  il.  15.  81. 

.  r.  u.  15.  Stic 

.  e.  H.  15.  90. 

-  C  ii,  15,  107. 

.  r.  ii.  15.  ifti. 

r.  lì.  16.  90. 
'    .)<   I».  la. 


si  acuaa  nel  duodecimo  della  Metmjimtm  .     •     . 

Aristotile  nella  sua  Met*i/isi£» 

dice  il  Filosofo  nel  secondo  della  Meta/iw'i 

la  prima  Sdenta,  che  si  chiama  Metafititu  .     .      .     . 

dice  Afistotitc  nel  primo  della  [J/Wd^/unu  .... 

comparare  .  .  .  alla  Meta/ifKii  per  altre  tre  . 

t  da  vedere  ...  e  poi  quella  della  JUeta/tucm 

ha  qucato  cielo  branda  aumlttadioa  colla  Metajima    . 

e  la  iietm/ÌMem  iraiu  dalk  prime  ■■■■me    .... 

che  *]  cielo  atellato  ha  .  .  .  slmllìtiidÌBe  colla  MeHtfim(a 

le  cose  .  .  .  delle  quali  tratta  la  MwU^fitie» 

41  fucate  tratta  la  Meit(/i*ia 

il  p«ò  comparare  . .  .  alU  Mele^fitkm  .  . 
Del  principio  della  JdetafÌMiQ  pare  scnllm 
siccome  ai  dice  nel  quarto  della  Mete^fimm 


METAFISICA 


370 


mettere.     Ancor  sc^e  di  ciò  cbc  innanzi  bo  mtaso   .     C.  iv,  Cam»,  in.  69:  14.  13;  15.  9. 

Ower  il  ^ner  lor,  eh' io  mtn  avmnti C  iv.  Cou.  ni.  iti. 

seme  .  .  .  Mtsso  da  Dio  nelP  anima  ben  posU  .     .     .     .     C  iv.  Gura.  iii.  I90  ;  ao.  88. 

E  quei  d'  ogni  mercè  par  messo  al  nìcgo OiMa,  xiu  99. 

Che  ne*  biondi  capcgli  .  .  .  Mrtùm'm^ao Catts.  xii.  65. 

Innanzi  che  net  suo  piacer  ti  tMftta Cama.  xìv.  88w 

la  uetta  .  .  .  Che  per  passare  il  core  —  n$€SiQ  v'  bai Cena.  avii.  51. 

Questa,  in  cui  Dio  mise  grazia  tanta C«Ma.  xviL  55. 

'1  bel  segno  .  .  .  Che  m'  bave  in  fuoco  miao Can*.  xx.  83. 

Si  {atta,  eh*  ella  a\Tebbe  messo  in  pietra  L'  Amor Sest.  i.  a6. 

Che  in  testa  messa  5'  ha  ghirlanda  d*  erba Sest.  iii.  39. 

Tu  .  .  .  Foco  mettesti  dentro  alla  mia  mente Ball,  ii.  6. 

in  cui  Amor  si  metta  per  piacere  altrui BaJl,  vi.  fj. 

Perch*  .  .  .  morte  ...  Ha  messo  il  suo  crudele  adoperare  .     .   K.  M  8.  a6  (Som.  iii.  6}. 

che  r  Amore  Piangendo  me/te  in  luì l^.  N.  4U.  50  (Som.  xxt.  4', 

eh'  uom  non  si  metta  A  rìschio  di  mirar Som.  xxvi.  7. 

Ch*  està  crudel  .  .  .  Non  vi  mettesse  amor  co* Som.  xxxÌ.  4. 

vorrei  che  .  .  .  Fossimo  .  .  .  messe  ad  un  vascel      .......  Som.  xxxii.  3. 

i  bei  colori,  Ch'  io  bo  per  voi  trovati  e  messi  in  rima Som.  xxxiii.  7. 

E  t$ies9o  ha  di  paura  tanto  gelo  Nel  cuor  de' Som.  xUx.  9. 

Lassa^  che  per  fichi  secchi  Messa  V  avre*  in  casa  ti Som.  liL  14. 

Giù  per  la  gola  tanta  roba  è  ntessa ...  Son.  ìiv.  3. 

metafisica,     e  *1  Filosofo  dice,  nel  secondo  della  Metafisira C  iii.  14.  98. 

Onde  dice  nel  settimo  della  Metafisica C  iv.  10.  83* 

siccome  la  Scienza  naturale,  la  Morale  e  la  Metafisica    .     .     .     .     »  C  ili.  tt.  176. 

metallo,     cbò  la  statua  ...  di  metaOo  ...  si  dissomiglia C  iv.  39.  56. 

MetamorfOQCOS,     O\'idio,  nel  quinto  di  MetuPHoifoseos C  ii.  6.  134. 

nel  princìpio  del  secondo  di  Metamoffoseos C  ii.  15.  55> 

Ovidio  nel  primo  del  suo  Metainoffostos C  iv.  15.  73. 

Ovidio  ncJ  secondo  di  Metamoefostos C  iv.  33.  138. 

Ovidio  nel  settimo  di  Meiamorfoseos C.  iv.  a-j.  157. 

Meteora,     siccome  nel  primo  della  Meteora  è  dctermina.o C  iì.  i4<  i^ 

secondochè  nel  quarto  della  Meteora  scrive  Alberto C.  iv.  33.  135. 

mettere,     mi  misi  a  cercare  di  questa  donna y.  N.  io.  i. 

e  .  .  .  misimi  nella  mia  camera  \k  ove K  M  19.  7. 

dico  nella  cui  compagnia  si  ntetta V.  N.  19.  197. 

cioè  di  ...  e  mettermi  nette  braccia  della  pietà K.  A*.  13.  32. 

E  misimi  a  leggere  quello  .  .  .  libro  di  Boeaio C  ii.  13.  [4. 

musimi  Si  leggere  quello C.  ii.  13.  aa. 

che  per  prima  vivi'anda  è  messo  innanzi C  ii.  x6.  103. 

Dio,  che  te  nella  mente  degli  uomini  mise C.  iii.  a.  145. 

lo  studio  il  quale  io  me/tea  per  acquistare  l'amore C  ììi.  la.  la. 

lo  studio  che  sì  ntette  in  acquistare  una  amistà C  iìL  la.  03. 

cioè,  che  Dio  mtettm  sempre  in  lei  del  suo  lume     .  C  ìiL  13.  10& 

essi  tutte  r  altre  cose  .  .  .  avere  messe  a  non  calere C  iii.  14.  73. 

Platone  ...  la  reale  dignità  mise  a  non  calere C,  iii.  14.  78^ 

r  ingegno  .  .  .  che  la  Natura  in  Aristotile  messo  avea C.  iv.  6.  134. 

Mettere  a  negghicnza  di  sapere  quello  ...  è C  iv.  8.  18. 

siccome  messo  è  dinanzi  per  loro  opinione C  iv.  15.  i^ 

di  quello  ch*  è  messo  dinanzi , C.  rv.  15.  37, 

che  Iddio  questa  mette  nell'  anima .     .     .  C  iv.  ao.  83. 

in  quanto  dice  :  Messo  da  Dio  mir  amima    .    .    » •  C.  iv.  ao.  100. 

che  .  .  .  tanto  largamente  in  quella  ne  mette,  quanto C  tv.  ai.  104. 

che  r  uomo  dee  mtettere  ingegno  e  sollecitudine  in C.  iv.  33.  3. 


2V 


MEZZO 


Dettere.    Tolto  di  croce,  e  nel  sepolcro  mfsao  .  ,  .  suscitò P.  F.  ^t. 

Perche  col  falso  il  ver  si  mtttt  al  fondo f*.  /".  171. 

IDeaa    Lo  qual  dimora  in  mtMso  solamente C.  iv.  Cang.  iii.  87, 

Coti  m'  hai  concio.  Amore,  in  9H*aao  V  Alpi Cohjì.  xi.  61. 

tender  per  mtMmo  Lo  core  alla  crudele Cane.  xìi.  53. 

Ristretta  i'  è  entro  il  mezeo  del  core Catta,  xiii.  35. 

Che  m'  esce  poi  per  messo  della  luce Stst.  ii.  35, 

Nel  mccjo  della  mia  mente  rìaplende Ball.  iii.  4. 

Treni  Amor  in  mtzso  della  via P'.  TV.  9.  46  (Som.  v.  3). 


■*«*    questo  seme  . . .  germugliaf  nuttrtido  e  diversificando  per  C  ìv.  03.  ao. 

tctlti  è  seguire  e  mttirre  in  opera  quello  che C.  iv.  36.  133. 

****■>•  apparve  ...  in  pruMgo  di  due  gentili  donne K  iV.  3.  7. 

e  nel  memxo  di  lei  e  di  me  .  . .  scdca K  A^.  5.  5. 

(Scoici,  che  in  iMraco  era  stata  nella  linea  retta K  TV.  5.  16. 

'octti  corpo  io  vidi  giacere  ...  in  mr**o  dì  multe  donne     ....  K  M  8.  7. 

^n  che  Amore  fosse  tal  mit*o  che  potesse f''.  A^  i  z .  1 9. 

^nvrine  quasi  nel  nusea  del  mio  dormire K  TV.  la.  13. 

Queste  parole  fa  che  sìcno  quasi  uno  nueto K.  A'.  13.  65. 

I*  quale  *  quasi  meao  della  cittade K  A^.  41.  8. 

posando  per  lo  ptuew  della  dolorosa  citlade K  A'.  41.  ai. 

l'alto  è  fin  al  tHfaso  della  terra C  ii,  7.  106. 

•JK»  é  lo  tntxxt  di  tutti C.  il.  14.  159. 

^'^la  ...  in  t»t*ao  della  freddura  di  Saturno  e C  ii.  14.  aoi. 

^^turno  starebbe  quattordici  anni  e  mtMMO  .  .  .  celato  .     .  C  ii.  15.  143. 

P**"  teaipo  di  quattordici  dì  e  tMf£»o C  ii.  15.  151. 

''*'Ca  che  'I  fuoco  era  nel  nu*«o  di  queste .     .     .  C.  ili.  5.  37. 

P^c^do  il  rtuzMo  nobilissimo  intra  li  luoghi C.  ili.  5.  40, 

"**  M  fuoco  ..    .  secondo  Ìl  vero  al  mtaso  disccndca C.  iii.  5.  43. 

*-**  la  terra  col  mare  era  bene  il  tnrzao  di  tutto  .     .     .     .  C  iii.  5.  47. 

**  Cerchio  che  ne!  tntaso  di  questi  s'  intende C.  iii.  5.  76. 

*lelU  gli  sarebbe  sempre  sul  tttézeo  del  capo C.  iii.  5.  85. 

^  •  . .  m/^jo  lo  cerchio  di  questa  palla C  iii.  5.  10^. 

^hé  il  suo  »Mr««o  Cerchio  .  . .  sega  Ìo  due  parti      ......  C.  Iii.  5.  130. 

*»^*«iido  il  sole  va  sotto  il  meato  Cerchio ,     .     .  C.  iii.  5.  144. 

^^^  quale  non  paia  più  che  meaoo  il  corpo  suo C.  iii.  5.  148. 

I^^'^oto  esso  monta  a  noi  nella  ttuaaa  terra  [alla  ttuaaa  terza]      .     .  C.  iii.  5*  153.  151. 

.    ^V^ale  non  può  .  .  .  vedere  se  non  mevaa C.  iìL  5.  178. 

*^  spazi  che  sono  in  mtaao  delle  ciitadi  immaginate,  e'I  Cerchio 

del  me^xo C  iii.  5.  190,  191. 

^  r  anima  umana  e  .  .  .  PHtseo  alcuno  non  sia. C.  iii.  7.  So. 

*^Oiio  dentro  all'  occhio  ,  .  .  per  lo  meato  diafano C  iii.  9.  69. 

.    *  f*  la  forma  visibile  per  lo  meaao  suo C.  iiL  9.  74. 

'"^^v-tna,  che  nel  fftexxo  trasparente  non  pare C  iii.  9.  79. 

^/^^'ì«a«  che  '1  meaaa  ...  sia  senza  ogni  colore    .     .  .     .     .     .  C.  iii.  9.  90. 

^^omia  visìbile  del  colore  del  mraaa C,  iii.  9.  94, 

^^*e  parere   cosi  per  lo  mtzao  . .  .  Trasmutasi  questo  mtsxo  di 
iKiolta   luce   in  poca  ...  e  alla  presenza,  lo  meaoo  ...  è  tanto 

^        pieno  di  lume C  iii.  9.  114,  1x5,  XX7. 

''***Cifltaai . . .  questo  meato  di  sottile  in  grosso  . . .  U  quale  mesto 

•  .  .  trasmuta  la  immagine C  ili.  9.  lai^  123. 

1      ^  IntcUigcnie  raggia  la  divina  luce  senza  meato C  ili.  14.  36. 

.     Sttanio  esso  t  per  Io  meato  dal  principio  al C  iii.  14.  45. 

^^4tm  vértm  mcniM  mesao  questo  amore  iragge C.  iii.  14.  49. 

uh  2 


MEZZO  ^i^^^^^^^  373 

mezzo,     quando  voi  pasute  Per  lo  suo  mtemao  U  citU    .     .     .  V.  S.  41.  60  {Sott.  xxtv.  6). 

Come  U  rosa  in  mtxso  delle  spine Som,  xtv.  9. 

Di  mfxto  agosto  la  tro\'ì  infreddata     .  Son.  Ui.  5. 

rivocarmi  Nel  fnezao  de*  miei  g:ionii S.  P.  à.  95. 

micidiale.     Chò  tanto  dà  .  .  .  QuesU  schcrana  middiaU  e  latra   .     .    .  Cma.  xit.  58. 

alza  gli  occhi  middiah' Cokm.  xiìì.  49. 

migliore.     Perchè  non  ho  mtgìiort  divcrsorìo S,  P.  xxxrii.  85. 

Un  popolo  migliar,  che  quel  di  prìmaf  Sarà  creato S.  /*.  d.  73. 

mezzo,     tra  '1  diletto  e  '1  dolore  non  ponca  mtaso  alcuno C.  tv.  6.  107. 

misurata  col  mt»jo  per  nostra  clcxione  preso C  iv.  6.  133. 

cinque  volte  ...  e  anche  una  MttA»a  volta .     .     .  C.  ìv.  8.  58. 

Italia  che  senza  messo  alcuno  ...  è  rìmasa C.  tv.  9.  107. 

queste  sono  ì  mtMm  intra  quelli C  iv.  17.  67. 

dire  .  .  .  che  sieno  Abito  tUtHvo  consùtenU  nd  mrsso     .     .  .     .  C  rr.  17.  70^ 

ciò*  r  aòito  eUtttvo  consistmtt  nei  messo C  iv.  ao.  io. 

questo  Arco  non  pur  per  iM««K)  si  distingue C.iv.  03.112. 

lasciando  la  Sesta  nel  ntesoo  di  queste  parti .  C  iv.  a^.  131. 

però  si  dice  messa  Terza,  prima  che  suoni  ...  e  méssa  mona,  poi 

che  ...  è  suonato:  e  così  mfxso  l-^ro C.  iv.  23.  153,  154,  156. 

mezzodì,     dividerebbe  ...  dal  mare  Oceano  U  nel  mfsso<Ìì    .     .     .     .  C  iii.  5.  118. 

la  S/sta  ora,  cioè  il  mfssodi,  à C.  Iv.  93.  X46. 

mezzoglomo.     diritto  andando  per  tMessogionto C.  ìiL  5.  98. 

due  archi  ...  un  altro  verso  Mesaoghrmo C.  iti.  5.  137. 

mi.     Fili  mi,  tempHs  est  ut V,  N.  la.  ai. 

midolla,     sono  L'ani,  cioè  senza  midoilm  di  verità   ........  C  ìv.  13.  105. 

migliaio,     del  quale  sì  satolleranno  migliaia Ci.  13.  83. 

mìglio,     ci  ha  di  spazio  tremila  dugento  cinquanta  migiut C  iì.  7.  108, 

non  è  più  che  di  dugento  trcnladuc  miglia  . C  ii.  14.  94. 

lo  qual  è  sei  mila  cinquecento  mj^/j'it «     .     .  C  ii.  I4.  98. 

spazio  quasi  di  due  mila  settecento  miglia C  iii.  5.  88. 

sia  spazio  dì  sette  mila  cinquecento  migtim  .     , C  iÌL  5.  99, 

di  spazio  .  .  .  dicci  mila  dugento  miglia C.  ili.  5.  103. 

Conciossiacosaché  la  terra  per  lo  diametro  suo  sia  seimila  cinque- 
cento miglia C.  iv.  8.  60. 

lo  diametro  del  sole  .  .  .  è  .  .  .  ntiglia C.  iv.  8.  63. 

migliorare,     non  pure  a  tnigiiorart  lo  bene  è  fatta C  iii.  8.  ao6. 

migliore,     vita,  la  quale  fu  ...  di  buono  in  migìiome,  e  di  migltore  in 

ottimo C  i.  9.  107. 

muovere  le  cose  sempre  al  mig/ion C  ì.  6.  63. 

conviene  sempre  essere  in  migliorr C  i.  8.  75. 

tanto  più  forte,  quanto  essa  è  mtglxorw CÌ.8.  94. 

eh' è  più  bello  e  rrii^'/iarr  quello  che  questo C  i.  io.  78. 

le  sue  cose  .  .  .  paiono  migtion  che  non  sono C.  ì,  ix.  141. 

dalla  migliare  dimostrazione  degli  astrologi C  iL  6.  135. 

certo  sono,  ad  altra  vita  migUort .  . .  passare C  iì.  9.  133. 

lo  migUort  è  da  seguire C  ii.  id.  55. 

Che  .  .  .  dee  però  rendere  quello  che  migliort  può C  iiL  1.  65. 

Per  che  .  .  .  nullo  migliore  argomento  era C  iìi.  1.  87. 

Aristotile  .  .  .  contro  al  suo  migliore  amico  .  .  .  combatteo  .     .     .     .  C.  iii.  14.  80. 

in  motore  disposizione  non  fu,  che C  iv.  5.  56. 

quanto  la  Natura  umana  fosse  migliore C  iv.  14.  59^ 

è  memorata  la  cosa  quanto  è  fttiglion O  iv.  14.  fi3> 

perocché  la  complessiotu  ,  .  .  può  essere  migliore .  .  .  e  la  disfioa- 

sion*  . .  .  può  essere  migliore C  iv.  si.  60,  61. 


373 


MIRABILE 


mille. OvMj.  xìl.  73  :  BaU,  il.  13, 

minlltfrio.     E  di  me  stesso  ho  peno  il  ministtno     .     .     .     .     ,     ,     .     S,  P.  xxxvìì.  36. 
mixkore*     Che  per  aver  di  minor  doglia  strìda.  Vorrò      ...,,.     Comm.  wit,  09, 

mirabile     Vostra  cera  .  .  .  Bene  à  miratnl  cosa B*ii.  iv.  116. 

Tanto  ò  .  .  .  miruMi  .  .  .  Questo  misiera  e  questo  Sacramento  .     .    P.  F. 


130. 


W 


migliore,     e  la  tksposUiom^  tM  Cùfo  .  . .  puote  essere  miglian     .     .     .  C.  iv.  at.  64. 

amando  dì  sé  la  wigttor  parte  più C  iv.  aa,  78. 

perocché  r  umido  radicale  ò  ...  di  mt^M/nr  qualitade C.  iv,  33.  69. 

mihi.      qui  vfMÌfns  dontinabitur  mtk» V.  N.  A.  85. 

Milano.     Sicché  non  dica  . .  .  quegli  de'  Visconti  di  Utfano  .    .    .     .  C.  iv.  ao.  39. 

miHyfat.    siccooic  sono  le  Icg^  .  .  .  delle  miHm* C.  iv.  9.  153. 

mille.      C.  i.  5.  6a  ;  9.  13;  u.  61  ;  iì.    14.  98;  15.   ai,  96,  37,  38 ;    iii.  5.  87.  99,    103; 
iv.  8.  63;   II.  81,  139  {In»)  ;  13.  31,  33. 

Minerva,     siccome  a  Pallade  ovvero  ÌÌim§rva C  ii.  5.  «a. 

miniera,    sircome  vino  le  mimert  .....  .  C  tit.  3.  15. 

è  ricevuta  .  .  .  allrìmcnti  dalle  mimtn .     .     ,  C  iii.  7.  39* 

e  io  questi  altri  animali  ...  e  minUww  .  . .  non  si  noti C  iv.  14.  93. 

e  le  forme  delle  mimen C.  iv.  ar.  33. 

mìnimoi     che  1  mimmo  li  copre  prima  tutti C  iv.  la.  173. 

C/  menomcx 

nrinlln  io.     c«nere  altre  di  fuori  dì  questo  ministtriQ C.  ii.  5.  79. 

nulla  cura  del  mmisttrio  della  casa  mostrava    . C  iv.  17.  104. 

mlnistTare.     ove  si  $9iim*tnM  lo  nulrìmento  noMro  .  l^.  -V.  a,  35. 

cotal  vivanda,  qual  io  intendo  indamo  esacre  miniUrmto  C,  t.  i.  86. 

(T  intendere  a  mimslran  le  vivande C  1.  13.  81. 

comandato  .  .  .  che  |:li  MUMÌsImaarro  e  lervisaero C.  ìi.  6.  30. 

IDtnirtnK     proemialmente  ragionandot  "**  »mm$ttPo C  lì.  t.  Ol 

'"*'***■  n*»      per  minommMi  d*  etade  .  .  .  merita  pcnduno  .....  C  iv.  a6.  137. 

di  mimor  pregio  si  fece  ogni  open C  L  3.  41. 

che  1  magnanimo  sempre  fa  minori  gli  altri .  T.  i.  1 1.  133. 

pvrocch^  U  tua  revoluzione  è  mimorr .  C  iu  4-  66. 

non  dico  pur  delle  mfHorf  bestie .     .  C.  ii.  8.  31. 

che  la  Dialeliira  t  miMott  tn  suo  corpo,  che     .  -  .  C  li.  14.  10^ 

diaienticare  li  servigi  ricevuti  dal  mimot^ CI  ii.  16.  54. 

ioh  considerando  me  minori  che  questa  Donin C  iii.  i.  70. 

le  mie  parole  eaacrc  minori  che  la  dignità .     .  C  sii.  4.  33. 

volle  che  fosse  mmorr  del  suo  potere     ...  .     .     ,  C.  Eil.  7,  165, 

Neil'  altre  IntcUigenie  é  per  modo  mtMorr  .     .  .     .     .  C  iiì.  ift.  106. 

perocché  non  mimon  mantiglia  mi  sembra      ...  .     .     .  C  iv.  7.  39. 

la  reverenxa.  che  debbe  al  maggiore  il  mnmart ...  .  C  tv.  8.  9. 

dofnandare  consiglio  il  maggiore  al  tMMOrv  .     .  ,  C,  iv.  9.  133. 

L*  luu  fatto  poco  mimort  che  gli  angeli     ...  .  C  iv.  19.  bb. 

avviene  che  V  Arco  ...  é  di  miior$  . .  .  lena  che  C  iv.  03.  74. 

Convietiai  amare  U  suoi  murtorx  .,.•..  .  C.  iv.  «6.  89. 

per  li  quali  poi  nella  mnrtort  proapcrità  ...  sìa  .  C.  iv.  aO.  91. 

li  converrebbe  usare  piU  mmM/r  <Uvtnioni    .  .  K  i'f*  ì%  149. 

IbIibIUi       che  qucsu  mirmbik  donna  apparve  a  mr  .  K  iV.  3.  5. 

con  tanta  IcUiia  .  .  .  cbe  mi»mM  cosa  era    ...  .  K  iV.  3.  3*, 

osi  parve  aentire  un  fmrmkH*  treiaore  iiKomiociarv K  A'.  14.  as* 

■A  tonto  com*  io  baaiagiao  la  aaa  mirtAit  S^t***  .    .    .    .    .    .    .  V^  N.  t%.  16» 

ino  ...  é  ...  e  r  altro  lo  suo  màtwèik rlaa  .  t'.S,*i.^ 

k  tua  miraUU  donna  é  partita  di  quarto  aaeolo  (  '.  A.  *j.  44. 

vidi  venir*  la  mirmkiU  Bcaince      ...  .KiV.a4.a4. 

»da  mimM*  Ictixu  me  ne  gmngu        .  .  K  iV.  a6>.  y 


MIRABILE 


374 


mirabilmente.     Non  prcser  mu  cosi  mirabiitnml*  Viso 
miracolo.     Di  sì  alti  mi'ntcolt  adomezxa 

Si  *  nuovo  fnimcoio  gentile 

venuta  Di  cielo  in  terra  a  miracoi  mostrare      .     . 
mirare.     Ove  non  puote  alcun  mirarla  fiso 

Faccia  che  gli  occhi  d'  està  Donna  miri .... 

Che  non  mirassrr  tal,  eh'  io  ne  son  morta   .     .     . 

Mirm  quani*  [quanto]  ella  è  pietosa  ed  nmile    .     . 

Ogn'  Intelletto  di  lassù  la  mira 


K  N.  37.  17  {Som,  M.  aV 
C.  ii.  CaHM,  t  50  ;  16.  84. 
V.  N.  ai.  33  (Soft.  xL  14), 

r.  N.  36.  44  I.SOH.  XV.  ffl, 

I'  A^.  tg.  75  (CoMs.  ì.  56I. 
C  ii.  Gang.  i.  25  ;  16.  96. 
C.  ii.  Gtiw.  i.  39  ;  IO.  77. 
C  ii.  Catt*.  t  46  ;  II.  30. 
ili,  CsHM.  ìì.  33  ;  6.  34,  6a  ;  13.  8. 


mirabile.     Queste  e  più  fNimM/i' cose  da  lei  procedcano y.  N.  a6.  a6. 

delle  sue  mi'na&iVi  ed  eccellenti  operazioni KiV.  06.31. 

dico  tra  che  genti  qoesta  donna  più  mtraòiie  parea K  N.  a?*  39- 

la  cui  radice  &  solamente  la  mirabiU  Trìnitade K  iV.  30.  40. 

cioè  alla  sua  minbiU  qualità K  AT.  4».  33. 

apparve  a  me  una  mirabil  vimme K  TV.  43.  a. 

a  me  parve  si  mirabiie C.  ii.  9.  39. 

la  quale  ...  è  Donna  .  . .  mirabik  di  savere C  ii.  16.  sa. 

questa  Donna,  col  suo  miraMf  aspetto  .  . .  aiuta C.  iìi.  7.  176. 

se  cosi  é  minòiU  questa  creatura ,     .     .  C  Ui.  8.  io. 

dove  questo  mirabiU  piacere  appare  in  costei C  ìii.  8.  49- 

Ahi  mimbiit  riso  della  mìa  Donna C.  iìi.  8.  tic. 

il  quale  uso  conduce  mi'nxAi'/f  Ar//r«jf C  iii.  13.  iia, 

essere  tante  mirabili  operazioni  state C.  iv.  5.  150. 

perchè  vedono  fare  ...  gli  edifici  miraòiW C  ir.  8.  76. 

Oh  buone  biade  f  e  buona  e  mirabiU  sementa  . C.  iv.  ai.  113. 

in  quanto  paiono  mimbili ,     .     .     .     .  C  iv.  35.  53. 

un  piacere  di  non  so  che  armonia  mirabile C.  iv.  35.  136. 

malnati  !  .  . .  che  .  .  .  portate  le  mirabili  vcstimcnta  ;  edificate  li 

minibili  edifià C  iv.  97.  103  (Mf). 

che  delli  suoi  antichi  .  .  .  mostra  ...  le  mirabili  opere C.  ìv.  99.  44. 

mirabilissimo.     Intra  gli  effetti .  .  .  V  Uomo  è  mirabilisòimo .     .     .     •  C  iii.  8.  a. 

mirabilmente,     ella  mtVvAi/mrH/r  operando  lo  fa  ventre K  A^.  3i.  7. 

lo  Sienore  che  si  fnirabilmenfr  sa  operare V.  N.  a6.  19. 

ma.  ricordandosi  di  lei,  mirabilmmtt  operava K  iV,  37.  43. 

miracolo.     Dunque  se  ...  lo  fiittore  dei  miracoli.  .  .  é  tre K  A*.  30.  34. 

che  ella  era  un  novet  cioè  un  miracolo V,  N,  30.  39. 

si  vedranno  gli  adornamenti  dei  mmKt>/f ,  C  ii.  16.  86. 

fondamento  della  fede  nostra  siano  i  miracoli  fatti C  iii.  7.  163. 

che  di  que'  miracoli  per  alcuna  nebbia  siano  dubbiosi,  e  non  possano 

credere  «iirooo/o  alcuno C  iii.  7.  t68,  170. 

ogni  miracolo  in  più  alto  intelletto  puote  avere  ragione     .     .     .     .  C  iii.  14.  131. 

miracolosamente.    rìcc\'a  mimeolosamtnu  la  . .  .  bonti  di  Dio  .     .     .  C  iit.  6.  134. 

miracoloso,     che  questa  sia  miracolosa  Donna  di  virtù C.  iìi.  7.  140. 

e  questa  donna  sia  una  cosa  Wsibìlmente  ntiracolosa C.  iii.  7.  173. 

ha  podestà  in  rinnovare  .  .  .  eh'  è  miracolosa  cosa C  iii  8,  195. 

mirante,     pensieri  .  .  .  miranti  e  disaminanti  lo  valore  di C.  iit.  a.  75. 

mirare,     la  quale  mi  mirava  spesse  volte K  A'.  5.  8. 

onde  molti  s'  accorsero  del  suo  mirarr K  A.  5.  11. 

far  lo  potea  mirando  lo  tremore  degli  occhi  miei K  A^.  ix.  17. 

e  ntirando  le  donne,  vidi  tra  loro K  A^.  I4.  33. 

si  che  qual  la  mirassf  dovrebbe  morire V.  JV.  aa.  aS, 

credendo  io  che  ...  il  suo  core  mirmsst  la  bella  di K  A^.  34,  47. 

che  quelli  che  la  miravano  comprendevano K  A^.  a6.  ai. 

né  alcuno  era  lo  quale  potesse  utimr  lei V.  N.  aò.  25. 


MIRARE 

ire.     Vadfl  con  lei,  e  min'  gli  atti  sui C.  iii.  Catt».  \ì.  40  ;  14*  loi. 

E  perch'  io  non  le  posso  mirar  fiso C.  iii.  Ca«*.  ii.  6i. 

^ual  donna  sente  .  .  .  ^/rW  costei  eh*  è  esemplo  d'  uaiiltatc    .     .     .  C.  iii.  Catta,  ii.  70. 

L>  vnltÀ  della  gente  che  vi  miVvt Gm^.  x.  laS. 

Com'  io  risurgo,  e  miVo  U  feriti Cans.  xi.  5». 

Quella  TÌrtù  .  .  .  Miwtintin  nel  piacere,  S*  accorse       ....  Catis.  xiii.  75. 

eh'  era,  criato  Per  lo  mirare  intento  eh*  ella  fece CnttM,  xitì.  78, 

Xjk  .  ,  .  mente,  che  pur  mira  Di  dietro  al  tempo Cam,  xvi.  i. 

Che  ciascun  che  vi  mira  .  .  .  conosce Ca»M.  xvi.  51. 

poich*  io  non  truovo  .  .  .  Ove  eh'  io  miri Cattg.  xvìi.  3. 

Minmdo  sé  nella  chiara  fontana.  Generò     . Cans.  xx.  53. 

ài  bella  mi  luce  Quando  la  miro Sai,  ii.  41. 

e  miro  fedel  come  V  erba  Quclt'  anima  (S.  animale) Stst.  iv.  35. 

Ood'  ÌO(  che  per  campar  la  mirai  fiso BaJÌ.  vi.  ao. 

Mirrroi  tanto  fiso,  Cb*  io  diverrò  beato Ball.  Ix.  3. 

Tanto  disdegna  qualunque  la  mini Ball.  x.  5. 

Quando  si  tnira  per  volere  onore Ball,  x.  ao. 

per  che  si  fa  gentil  eiù  eh'  ella  mira f.  iV.  ai.  10  (Son.  xi.  a). 

Che  qual  1'  avesse  voluta  mirare^  Sarebbe V.  X.  sa.  loi  {Soh.  xiii.  X3Ì. 

Mostrasi  si  piacente  a  chi  la  imra K  A^.  a6.  45  (Som.  xv.  9). 

Del  viso  d*  una  donna  che  vi  mira J'.  JV.  38.  45  {Son,  xxi.  ir). 

Di  riguardar  persona  che  gli  miri K.  M  40.  54  {Sott.  xxiii,  4). 

|xe>     Ha  chi  sottilmente  le  ftti'm  vede K  ^.  34>  la. 

Ipcr^aesu  donna  che  vi  mira,  e  che  non  vi  mira  se  non  in  quanto 

I        lepesadelU K /V.  38. 1 1  (6«). 

si  che  .  .  .  non  poterono  mirare  persona K  AT.  40.  37. 

la  quale  gloriosamente  mira  nella  faccia  di  Colui K.  /V.  43.  16. 

la  quale  mira  la  prima  Gerarchia C  ii.  6.  63. 

'Questa  mira  la  seconda  Gerarchia C.  ìi.  6.  67. 

ijucsta  mfVfl  la  terza  Gerarchia C.  ii.  6.  70. 

«  wmntrt  nella  Luce C.  ii.  6,  99, 

esso  mi  fa  mtirart  urta  Donna C.  li.  8.  8a. 

quello  che  mira  riceve  la  forma C.  ìi.  io.  43. 

la  sua  forma  se  ne  va  in  quello  cai  mira C  ii.  io.  46. 

Non  U  mirassero  dice,  colui  dì  cui C  ii.  io.  78. 

Mira  anco  quanto  t  Saggia C,  il.  11.  48. 

sì  volentieri  lo  senso  di  vero  la  ntirava C  ii.  13.  44. 

r  altra  si  è,  che  P  occhio  noi  può  mf'raiv C.  ìi.  14.  197. 

«he  r  occhio  dello  intelletto  noi  può  mirart C.  U.  14.  150. 

•che  li  miei  nell'  abitacolo  .  .  .  Mtiravatto .     .     .  C.  iii.  i.  19, 

:se  beo  ai  mim  la  predetta  ragione C  iii.  i.  50. 

dtco  che  le  Intelligenze  del  cielo  la  tttiratto C.  iii.  6.  36. 

^tmdm  cott  ifi,  r  miri  gii  suoi  a/ti C  iii.  7.  laó. 

Mei  quale  mirumkt  possono  fare  parere  gentile C.  iii.  7.  153. 

conoscer  si  può  ...  chi  bene  là  im'ra C  iii.  8.  Sa. 

in  rinnovare  natura  in  coloro  che  la  mirano C  iii.  8.  194. 

se  non  che  qualunque  dubitasse  .  .  .  tniri  In  questa  ragione    ,     .     .  C.  iii.  10.  49. 

quando  «Mx'ra  lii  dove  è  questa  filosofia C.  ìÌÌ.  la.  85. 

avvegnaché  Iddìo  Sé  medesimo  mirando  veggia C  ili.  la.  86. 

avvegnaché  le  Intelligenze  questa  Donna  tttirino C.  iii.  13.  47. 

gli  altri  miseri  che  ciò  «m'nvMO Ciii.  13.  117. 

l^ada  (vn  tri,  r  mirif  ec C.  iii.  14.  92. 

qmmi  donna  .  . .  sente  .  .  .  miri  in  questo  esemplo C  ìiì.  15.  139. 

mmrjtmJn  costei ...  in  questa  parte,  ogni  viziato  tornerà    ,     ,     .     .  C.  iii.  15.  149. 


MIRARE  ^^^^  37^ 

mirare,    si,  che  » . .  Lo  peregrino  spirito  U  mira K  A^.  ^a.  54  (Som.  xxt.  8\ 

A  rischio  di  fuirar  la  sua  figura .  San.  xxv».  8, 

tanto  . .  .  Che  s*  altri  miior  per  lei,  noi  mira  piuc Som.  xxxi.  13. 

Ma  se  la  ntirmn,  al  gentil  atto  .  .  .  conosceraila SoH.  li.  la. 

mischiare.     Dunque  .  ,  .  Sarà  causata,  Mischiata —  di  più  cose  .     .     .  Cams.  xix.  66, 

Perchè  si  misckta  il  crespo  giallo  e  '1  verde  SI  bel Sest.  i.  15. 

Cf.  mescolare, 

misertcordia.     Ma  salvami  per  tua  mistrieordia    ........  S.  P.  vi.  ao. 

Io  prego  le  ...  Ti  degni  aver  dì  me  misericordia S.  P.  1.  3. 

che  sci  pien  ...  di  ntisrrvoniìa  infinita    . S.  P.  cxxiz.  li. 

misero.     Vatlcn,  mistm,  fuor,  vattene  ornai Orna.  xìii.  51. 

Misero  fatto  sono  ed  incurvato S.  P.  xxxvii.  19^ 

mirare,     fmm/e,  che  .  .  .  Ella  fu  amatrice  di  voi C  Uì.  15.  180. 

andando  loro  dietro,  mirando  le  loro  operazioni C  iiù  15.  193. 

siccome  veder  può  chi  mina  sottilmente  quello C  iv.  i.  59. 

in  quelle  parti  ove  io  mìratM  e  cercava  se C.  iv.  L  63. 

colui  che  ha  le  vestìgic  innanzi,  e  non  le  mira C  iv.  7,  139. 

lo  erroneo  .  .  .  cogli  occhi  golosi  si  mira  innanzi C.  iv.  o.  sox. 

se  non  in  quanto  I'  Intelletto  .  .  .  mi-xt  lui  per C.  iv.  23.  144. 

chi  .  .  .  vederne  ciascuno  figlio  più  mirart  alle  vcstìgie      .     .     .     .  C.  iv,  04.  156. 

Se  ben  si  mira^  dalia  Prudenza  vengono »     •     .  C.  iv.  37.  57. 

Che  se  volemo  ben  mirare  al  processo C.  iv.  37.  109. 

mischiare,     vedemo  cader  V  acqua  mischiata  di  bella  neve K  AT.  18.  43. 

vedere  le  loro  parole  uscire  mischiate  di  sospiri K  AT.  18.  45. 

mentrecbd  '1  nostro  immortale  col  mortale  é  mischiato C.  ìi.  9.  laó. 

nel  quale  V  alto  sangue  Trojano  era  mischiato C  iv.  4.  105. 

BUseno.     per  onorare  lo  corpo  di  Mismo  morto C.  iv.  a6.  113. 

miser.     Heu  miser!  quiafnquenUr  imfieditus  ero K  A^.  a.  37. 

miseria,     cominciai  a  piangere  ...  di  tanta  misèria K  N.  33.  15* 

misericordevobnente.     minericordevolmente  mosso  ...  ho  riservata     .  C  i.  t.  74. 

misericordia,     chiamando  misericordia  alla  donna  della V.  N.  la.  9. 

coloro  .  .  .  non  senza  tnistricordia  sono Cui.  59. 

perciocché  misericordia  è  madre  di  beneficio Cut.  6a. 

passionata  dì  tanta  rttism'cordia  si  dimostrava C  iì.  a.  16. 

induca  Io  fattore  a  buona  im'serirordia C  ÌL  7.  39. 

un  .  .  .  effetto^  che  si  chiama  misericordia C  ii.  11.  43. 

apparecchiata  di  ricevere  . . .  misericordia C.  iL  11.  46. 

sei  passioni  .  .  .  cioè  .  .  .  misericordia  .  .  .  vergogna C  iii.  8.  86. 

le  laudabili  passioni,  cioè  . .  .  Misericordia C  iv.  19.  43. 

misericordioso,     non  ...  in  atto  alcuno,  se  non  ttusericordiosa     .     .     .  C  ii.  13.  43. 

dnlla  mt*ieficordtosa  sembianza  d'  una  Donna C  iii.  i.  3. 

miserìssimo.     oh  miserissimi,  che  retti  siete C  iv.  6.  169. 

misero,     narro  della  mia  misera  condizione K  A^.  33.  33. 

quando  i  mùim  veggono  di  toro  compassione  altrui K.  AT.  36.  14. 

saputa  pur  dal  misero  che  la  sentìa K.  AT.  38.  aa. 

mùm' quelli  che  colle  pecore  hanno  comune  cibo C.  i.  1.  53. 

conosco  la  rmsera  vita  di  quelli  che  ...  ho  lasciati C.  ì.  i.  71. 

per  ti  rffù«n' alcuna  cosa  ho  riscr\'ala C  i.  i.  75. 

non  siano  li  mtH'n' volgari  .  .  .  ingannati C.  ii.  11.  55. 

Meglio  sarebbe  alli  mism  grandi  matti C.  ii.  il.  78. 

r  anime  lìbere  dalle  misere  e  vili  dilettazioni C.  ii.  16.  66u 

gli  altri  miseri .  .  .  caggiono  in  fatica  di  sospiri      .     .     .     .     .     .     .  C.  iii.  13.  ii6w 

Oh  miseri,  che  al  presente  reggete C  iv.  6.  168. 

spezialmente  nella  misera  Italia C  iv.  9.  106. 


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tuiaenim.    Mistntm  etua  cor,  qui  pracatoUtar Cnnz.  xxì.  8. 

mieterà     Tanto  è  santo,  mirabile  e  divino  Questo  mistero P.  /*.  131. 

misto.     Rispose  in  voce  con  sospiri  misto Cane,  xx.  33. 

V'ero  Iddio  e  vero  uomo  insieme  misto P.  F.  197. 

1^_  mJnra.     quale  Conviene  .  .  .  aver,  non  fuor  misura       .     .     .    K.  ;V.  19.  67  {Cant.  i.  4B). 

^H         Colt'  hai  nel  ciei  misura Canz,  x.  40. 

^H         Contro  cui  non  vai  forza  —  né  misura .     .  BoÌL  iv.  44, 

^H         Ijo  Re,  che  .  .  .  vince  ogni  misura San,  xxxvii.  a. 

^HlBlMrOb     Ben  lo  sanno  li  misiri  mercatanti C  tv.  13.  ioa. 

^^        dmre  ■  Dio,  cioè  a  quelli  mis^n)  che C  iv.  97.  86. 

O  miiserOt  misera  patria  mia C  iv.  37.  96,  g-j. 

IOb  mùm' e  vili  che  colle  vele  alte  correte  .     .     .  .     ,    .     .     .  C  iv.  aB.  55. 

AC  p<r  colui ...  3'  intende  a  misere  ,  . .  operazioni C  tv.  09.  45, 

•w^       Per  la  natura  seconda  del  corpo  misto C,  ni.  3.  45. 

per  molta  chiarità  di  diafano  nvere  in  sé  mista C.  iii.  7.  39. 

1*  *:)Uile,  mista  coli*  acqua  del  fiume C  iv.  15.  81. 
A  perso  6  un  colore  misto  di  purpureo  e  dì  nero  ...  e  cosi  la  Virtù 

è  una  cosa  tnista  di C.  iv.  ao.  14,  17. 

*"»ttra-    incontra  per  mistura  del  mortale  coli'  immortale     .     ,     .     .  C  ii.  9.  139. 

»  (]u«le  senza  mistura  alcuna  è  uso .     .  C.  iv.  aa.  136. 

ciascuno  ha  ...  le  misutr  del  falso  mercatante C.  i,  a,  61. 

c^^acuno  con  ampia  misura  cerca  lo  suo  mal  fare  .      .     .     .  C.  i.  a.  64. 

*c  con  giusta  imsura  fosse  saggiato .     .     .  C  i.  a.  67. 

ira,  e  non  dismisurata C  Ì.  7.  9,  51, 

^^*a  quella  misura  che  1'  uomo  misura .  C  L  1 1.  137. 

^  suoi  atti  ,  .  .  per  la  loro  misura^  fanno  amore  disvegliare       .     .     .  C.  iii.  7.  141. 

^«  è  principio  della  misura  d'  ogni  reverenza C  iv.  8.  34. 

però  Paolo  dice  :  '  Non  più  sapere  .  .  .  ma  sapere  a  misura  '  ,     .     .  C.  ìv,  13.  8a. 
non  sarebbe  la  sua   obbedienza  stuta  misurata,  ma  dis- 

misurata C.  i.  7.  63. 

eoa  quella  misura  chcl'uomomùwra  sé  medesimo,  mÙMm  lesuecose  Ci.  11,  138(015). 

Qnelli ...  che  la  nostra  immortalità  .  . .  misura  ....«»•  C  ii.  9.  134. 

^  cercbn  ...  è  impossibile  a  misurare -     .     .     .  C  ii.  14.  3(9. 

^^'kto  tempo  quanto  tnisurano  cotanti  di C.  ìi.  15.  148. 

e»e  '1  desiderio  ...  è  tttisurato  secondo  la C.  iii,  15.  78. 

Pe*^  r  umano  desiderio  è  misurato  ...  a .     .  C.  iti.  15.  94. 

^**J  <  misurato  nella  natura  angelica C  iii.  15.  97. 

^  S*^alc  desiderio  à  colla  natura  della  bontà  misurato C  ìiì.  15.  204. 

**  voatra  operazione  .  .  .  misurata  col  mezzo  .  .  .  preao      .     ■     .     .  C  ìv.  6.  lai. 

-^.    ^^  »w>  intelletto  potere  misurare  tutte  le  cose C  iv.  15.  laS, 

^™^*t<3re.     non  è  uomo  che  sia  di  sé  vero  e  giusto  misuratort .     .     .  Ci.  a.  59, 

—^      questa  Canzone,  che  corre  mo  per  mano C  iii.  4.  tao, 

^^-      e  localmente  mobtie  per  sé  .  .  .  sìa  solamente  corpo  .     .     ,     .  K  N.  a$.  14. 

^•*  -  . .  tutti  e  nove  li  moA(7i  cicli ...  a'  avcano  insieme    ,     ,     ,    .  V.  N,  30.  33. 

*  *"«ina  vi\x  per  essere  motnU ,  C  i.  3.  76. 

^*    -  . .  vuole  un  Primo  Mobitt  seroplicìsaimo C  ìi.  3.  42. 

^***o  nove  li  deli  mobili C  it  3.  53. 

?^***o  t  cagione  al  Primo  Mobile C  ii.  4.  30, 

^*^Ii  wo6i/i,  che  M>no  nove C  ii.  6.  loi. 

^^  *^*o  e  dalla  rapina  del  Primo  Mobite  ..........  C  ìi.  6.  150, 

^*;^*^uno  cielo  mobile  sì  volge C  ii.  14.  14. 

%ono  due  cieli,  sopra  questi,  moòtli C  ìi.  14.  54, 

^^^  Scienza  naturale  è  suggello  il  corpo  mobite,  lo  qual  corpo 

wtiòiilr  ha  in  se C  ti.  14.  134  i,Aù.. 


VIRARE 


mirare,     si,  che  ...  Lo  peregrino  spirito  la  min K  ^.  4».  S4  {Som.  xxv,  8V 

A  rischio  di  mirar  la  sua  figura Son.  xxvi.  8. 

tanto  .  .  .  Ch«  s'  altri  rouor  per  lei,  noi  mira  ptuc Stm.  xxxi.  t^ 

Ma  se  lu  mirrraif  al  gcnlil  atto  .  .  .  conosceraita Som.  It.  la. 

miscbiare.     Dunque  .  .  .  Sarà  causata,  Jdi^hiaia  —  di  più  cose .    .     ■  Cant,  xix.  66. 

Perche  si  mtsdtui  il  crespo  giallo  e  '1  verde  Si  bel Sest.  i.  15. 

Cf.  mescolare, 

misericordia.     Ma  salvami  per  tua  misericordiu S.  P.  vi.  ao. 

Io  prego  te  ...  Ti  degni  aver  di  me  mistrimniia S.  /*.  L  3. 

che  sci  pien  ...  di  misericonita  infinita S.  P.  cxxix.  11. 

misero.     Vattcu,  misfm^  fuor,  \^ttcDc  ornai Catt».  xiii.  51. 

Mùtro  fatto  sono  ed  incurvato S.  P.  xxxvii.  19. 

mirare,     mirajg,  che  . .  .  Ella  fu  amatrìce  di  voi C  in.  15.  iSou 

andando  loro  dietro,  mirando  le  loro  operazioni C  iìi.  15.  193. 

siccome  veder  può  chi  mira  sottilmente  quello C.  ìv.  i.  59. 

in  quelle  parti  ove  io  mirava  e  cercava  se C  iv.  i.  63, 

colui  che  ha  le  vestigie  innanzi,  e  non  le  mim C  ìv.  7,  139. 

lo  erroneo  .  .  .  cogli  occhi  golosi  sì  inira  innanzi C  Ìv.  19.  aoi. 

se  non  in  quanto  I*  Intelletto  .  .  .  ftà-a  lui  per C.  iv.  aa.  I44. 

che  .  .  .  vederne  ciascuno  figlio  piti  mirrtrr  alle  vestlgie      .     .     .     .  C  tv.  A4.  156. 

Se  beo  sì  mira^  dalla  Prudenza  vengono C.  ìv.  97.  57. 

Che  se  volcmo  ben  mirar*  al  processo C.  ìv.  37.  109, 

mischiare,     vedemo  cader  1*  acqua  miiukiaia  di  bella  neve K  W.  18.  43. 

vedere  le  loro  parole  uscire  tnixhiaie  di  sospiri V.  N.  i%.  45. 

nentrechè  *1  nostro  immortale  col  mortale  è  miscJaato C  ìì.  9.  126. 

nel  quale  1'  alto  sangue  Trojano  era  misthiato C  Ìv.  4.  105. 

Miaeno.     per  onorare  lo  corpo  di  Mistno  morto     ........  C.  iv.  a6.  113. 

miser.     H*u  mistr!  quiafrtqttiHttrimpiditusero K.  A',  a,  37. 

miseria,     cominciai  a  piangere  ...  di  tanta  mistria K.  A^.  33.  15. 

miseri  cord  evolmente.     miitrtcordevoÌ»$tmtr  mosso  ...  ho  riservata     .  C.  ì.  i.  74. 

misericordia,     chiamando  miunconlia  alla  donna  della K  iV.  la.  9. 

coloro  .  .  .  non  senza  misericordia  sono C.  ì.  1.  59. 

pcrdocchò  mistriatrdia  é  madre  di  beneficio C  L  i.  6a. 

passionata  dì  tanta  fttistricordia  si  dimostrava C  ii.  a.  16. 

induca  lo  (attore  a  buona  ntistricordia C.  ìi.  7.  39. 

un  .  .  .  effetto^  che  si  chiama  mÌMnieonAa C  ÌL  11.  43. 

apparecchiata  di  ricevere  .  .  .  nnstrieordia C  ii.  11.  46. 

sci  passioni .  .  .  cioè  .  .  .  misericordia  .  .  .  vergij^a C.  iìi.  8.  66. 

le  laudabili  passioni,  cioè  .  .  ,  àtismcordia C  iv.  19.  4^. 

miserlcordiaBO.     non  ...  in  atto  alcuno,  se  non  tnisnùordioso  .     .  C  ii.  13.  43. 

dalla  miuticordiosa  sembianza  d*  una  Donna C.  iìi.  1.  3. 

misefissimo.     oh  milsrrùn'mf.  che  retti  siete C  ìv.  6.  169. 

misero,     narro  della  mìa  misera  condizione K  W.  33.  33. 

quando  i  miseri  veggono  di  loro  compassione  altrui K  TV.  361  14. 

saputa  pur  dal  misero  che  la  sentia y.  N,  3B.  aa, 

mMvrr' quelli  che  colle  pecore  hanno  comune  cibo C  i.  1.  53. 

conosco  la  ifdsera  vita  di  quelli  che  ...  ho  Insciali C.  L  1.  71. 

per  li  miseri  alcuna  cosa  ho  riservata C  i.  I.  75, 

non  siano  lì  mtsm' volgari  .  .  .  ingannati C.  ii.  11.  55. 

Meglio  sarebbe  aiti  mum' grandi  matti C  ìi.  it.  78. 

r  anime  Ubere  dalle  tnisere  e  vili  dilettazioni C.  ii.  16.  66. 

^t  altri  miseri .  .  ,  caggiono  in  fatica  di  sospiri C.  ìli.  13.  116. 

Oh  miseri,  che  al  presente  reggete C,  iv.  t.  168. 

apeziaimente  nella  misera  Italia C  iv.  9.  106. 


377  MOBILE 

mlserum.     Mìsemm  cius  cor,  qui  praestolatur CaMS.  xx\.  B. 

mistero.     Tanto  è  santo,  mirabile  e  divino  Questo  mùUrv P.  F.  131. 

misto.     Rispose  in  voce  con  sospiri  mista Gww.  xx.  33, 

Vero  Iddio  e  vero  uomo  inaicmer  muffi .     .     *     ,  P,  f.  187. 

mlsuiB.     quale  Conviene  .  .  .  aver,  oon  fuor  mtsuru       .     .     .    V.  N.  t^  67  ';CriM«.  i.  48). 

Colt*  bai  nel  ciel  misura Cans,  x.  40. 

Contro  cui  non  vai  forza  —  né  tmsHra B«Mm  iv.  44, 

Lo  Re,  che  .  .  .  vìnce  ogni  mitmm Son,  xxxvìi.  3. 

misero.     Ben  lo  sanno  U  rHÙrn  mercatanti C  iv.  13.  103. 

dare  a  Dio,  cioè  a  quelli  mistn\  che C.  iv.  37.  86. 

O  mi§rra,  murra  patria  mia .      .     .     .  C.  Iv.  07.  96,  97. 

Oh  mistri  e  vili  che  colle  vele  alte  correte  ...  .     ^    .     .     .  C  iv.  sS.  55, 

se  per  colui .  .  .  s*  intende  a  miseri . .  .  operazioni C  iv.  09.  45. 

misto.     Per  la  natura  seconda  del  corpo  misto C  ìiì.  3.  45. 

per  molta  chiarità  di  dìaiano  avere  in  wé  tniitn C.  ili.  7.  99. 

U  quale,  mi»ta  coli*  acqua  del  fiume C  iv.  15.  81. 

fi  perso  è  un  colore  misto  di  purpureo  e  di  nero  ...  e  cosi  la  Virtù 

è  una  cosa  mista  dì C.  iv.  ao.  14,  17, 

mistura,     incontra  per  mistura  del  mortale  coli*  immortale     .     .     .     .  C  Ìì.  9.  139. 

il  quale  senza  mistura  alcuna  é  uso .     ,  C.  iv,  sa.  136. 

misura,     ciascuno  ha  ...  le  misurt  del  falso  racrvatantc C.  L  fl.  61. 

ciascuno  con  ampia  misura  cerca  lo  suo  mal  fare  .     .  C  ì.  3.  64. 

•e  con  giusta  f*mMni  fosse  saggiato .     .  C  i.  a.  67. 

co/i  mjdMrn,  e  non  dismisurata C.  L  7.  9,  51. 

con  quella  mtsMni  che  1*  uomo  misura C.i.t  1.137. 

i  luoi  atti  .  .  .  per  la  loro  misura,  (anno  amore  disveglìarc      .     .     .  C.  tii.  7.  141. 

che  è  principio  della  misura  d*  ogni  reverenza C.  iv.  6.  04. 

però  Paolo  dice  :  *Non  più  sapere  ...  ma  sapere  a  misura  '  .     .     .  C  ìv.  13.  8a 
nk&Buntre.     non  sarebbe  la  sua   obbedienza  stata  misurata,  ma  di»* 

misurata C  ì,  7.  63. 

con  quella  misura  che  l'uomo  misurm  sé  roedesìmo,  misura  le  sue  cose  C  i.  1 1.  t^%{kis). 

Quelli .  . .  che  la  nostra  immortalità  .  .  .  Munani C  ìL  9.  134. 

il  cerchio  .  .  .  é  impossibile  a  mtsurarr C.  ÌL  14.  319. 

butto  tempo  quanto  misumuo  cotanti  di  .....  .  C  ii.  (5.  148. 

che  '1  desiderio  ...  è  misurato  secondo  la C  tii.  15.  76. 

però  r  umano  desiderio  6  misurato  ...  a .  C  iiì.  15.  94. 

cosi  è  mÙHFo/o  nella  natura  angelica C.  iii.  ly  97, 

il  quale  desiderio  t  colla  natura  della  bontà  mianntto C,  iiì.  15.  104. 

la  nostra  operazione  .  . .  muMru/d  cui  mezzo  . .  .  preso      .     .     .     .  C  iv.  6.  lai. 

col  suo  intelletto  potere  mnurart  tutte  le  co8«      .......  C  iv.  15.  138!. 

misuratore,     non  è  uomo  che  sia  di  so  vero  e  giusto  mitunUort .     ,     .  C  L  a.  59, 

mo.     questa  Canzone,  che  corre  mo  per  mano C  ìiL  4,  ia6. 

mobile,     e  localmente  moòiù  per  sé  ...  sia  solamente  corpo  .     .     .     .  K  N.  a$.  14. 

che  .  .  .  tutti  e  nove  li  moòih  cicli ...  a'  aveano  insieme    .     .     .     .  K,  iV.  30.  33, 

la  Fama  vive  per  essere  mobiU CL3.76L 

che  . . .  vuole  un  Primo  MoàiU  semplicissimo C.  ti.  3.  40. 

sono  nove  li  cieli  moMi C  U.  3.  53. 

questo  é  cagione  al  Primo  MobiÌ« C  11.  4.  so. 

ti  deli  moòih^  che  sono  nove C  ìi.  6.  tot. 

se  esso  è  dalla  rapina  del  Primo  MoòtU  .     , .     .  <*.  n.  6.  150, 

cìa»cnno  ciclo  moinh  st  volge .  C  il.  I4.  14, 

poi  sono  due  cicli,  sopra  questi,  moMi Cii.14.  54. 

nsQs  Scienza  naturale  é  suggetlo  ti  corpo  moètU,  lo  qual  corpo 

m*AJ4  ha  in  ftC C.  il,  (4.  134  ,kg% 


MOBILE  ^^^m^^^^  «4 

modo.     In  prender  modo  e  via,  che  ti  stea  bene Cms.  xiv.  ^M 

Ad  uccidere  altnii  in  nessun  modo P.  f,  1 73-     _         ~]H 

mobile,     annumerando  i  cicli  mobili C.  it.  14.      -      -1^57. 

1  o  ciclo  .  .  .  che  per  Primo  Mohtìt ...  *  contato.     .....  f.  ii.  15.  19% 

moderare,     a  dimostrare  la  sua  anima  ncll*  alleare/za  ntodrT-ata  .     .     .  C.  iii.  6.  ^-mno. 

è  .  ,  .  freno  a  modtrart  V  audacia  e  la  timidità  nostra C  iv.  17 .     -  _  31. 

la  quale  matura  .  .  .  noi  negli  onori C  ir.  17    -^^^ ^fi. 

MnHsutiudine,  la  quale  modera  la  nostra  ira  e  U Ci».  t7-      -^^  _   51. 

Vtrità^  la  quale  tnodrra  noi  dal  vantare  noi  . .  .  e  .  .     .     ,     .  C.  iv.  >T'^B7  •  56. 

Eutraf*eiia,  la  quale  utcdero  noi  nelli  sollazzi C  iv.  IT^^E^-  60. 

moderatamente     si  conviene  all'  uomo  .  .  .  modtralamnttt  ridere  .     .  C.  iii.  8.         —      ioa: 

moderatrice.     Liòfraiifà,  la  quale  è  modtt-atrict  del  nostro  dare  e    .     .  C  ìv.  i"^ 7-  39. 

Magnificettta^  la  quale  è  modrratricr  delle  .  .  .  spese C  iv.  i— —    7-  4* 

^(X^'HfiMrmiVà,  la  quale  è  m<M/rr7i/n{¥  e  acquistatrice  de'      ....  Chr.  f^        T  -  *^ 

moderazione,     senza  fatica  avere  nella  sua  modfrasiom C.ìii.  8—  '<^. 

moderno,     che  da  luì  alli  moderni  non  si  può  trovare C  iv.  1^^^^-  90. 

modesto,     sicché  donna  .  .  .  paia  modesta  e  non  dissoluta  .....  C.  ifi.  B» — -     ^^ 

modo  (i).     dilla  in  modo  che  .  . .  non  si  discemcsse       .....  K  AT,  ^- —    33-      h 

o  chi  qui  volesse  opporre  in  quello  ttiodo V.  N.  i^^^**  '^i-  ^| 

quasi  per  disdegnoso  modo  di  parlare V,  N.  \    ',  -^*  "'■ 

che  cominciai  a  pensare  il  Mtodo  eh*  io  tenessi  ........  K.  A^  i<^^^-  4- 

ordinata  nel  modo  che  sì  vedrà  di  sotto .     .     .     .  V.  N.  i  ^^9-    'S 

così  .  .  .  udii  parole  ...  in  questo  modo  che  detto  è .....     .  y.  N.  »-=^9-  SS- 

domando  in  quel  mw/o  che  voglia  mi  giunse KA^.  a^^-   ^< 

secondo  che  quattro  modi  di  parlare  ebbero l^.  N.  m^  rs-  "■*■ 

ed  imaginarc  in  questo  Mtodo V.  N.  9-^3-   ^ 

conciossiacosaché  cotal  n\odo  di  parlare  fosse  .  .  .  t^o^'ato  ....  K  A*.  ».S-   49^ 

coiai  modo  terrò  da  qui  innanzi K.  A\  B-^*-   '4- 

Per  questo  medesimo  modo  sì  divide  secondo V.  N.  3.^-  ^ 

questo,  che  in  cosi  vile  modo  mi  vuol  consolare V,  N.  ^^-  !♦■ 

che  peregrini  sì  possono  intendere  in  due  modi V»  H.  ^^  1.3^ 

in  modo  stretto  non  s*  intende  peregrino,  se  non V,  N.  ^^  i.  3^ 

che  in  tre  modi  sì  chiamano  ...  le  genti,  che K.  A^  ^^*'  4*- 

perlo  modo  che  si  dirà  nel  quarto  Trattato CI.  9 55- 

mìa  intenzione  è  qui  lo  tnodv  delli  poeti  seguitare C  iì.  e:     -  9^ 

quello  che  impediva  in  alcuno  modo C.  Ìl.  ^^»>  ì^ 

per  più  usato  modo  volemo  dire  Angeli Cu.  sa^  ^ 

che  ritraggono  ...  lo  modo  de*  Gentili C.  ìi.  p^^-  4^ 

nclIi  quali  .  .  .  per  molti  modi  Dìo  avca  lor  parlato C  ìì.  dS^  ^ 

j)cr  questo  modo  si  puote  speculare C.  ti.  ^^-  ^ 

é  bel  modo  rettorico,  quando C.  lì.  t^-  9'' 

E  questo  mo(/o  sì  tiene  qui  veramente C  ìi.   "^c*-  ^" 

ritornare  al  modo  che  .  .  .  avea  tenuto C  Ìi.   ^3^  '*■ 

che  più  licito  né  più  cortese  modo  dì  fare  .  .  .  non  é       .  .     .     .  C  iii.     ^-  3^ 

ha  in  alcuno  $>iodo  circulare  essere ...  ha  essere  della  divina  eatura 

in  alcuno  modo C.  ìu.     ^'  ^ 

partecipata,  per  lo  modo  quasi,  che     ...........  C.  ili.     '*  *^ 

per  mot/oche  1*  una  è  fondamento  dell'  altra C  iii.    ^'  ^ 

trascende  .  .  .  per  lo  tnodo  eh*  è  detto C.  iii.    ■^'     '. 

girare,  non  a  modo  di  mola,  ma  di  rota C.  iii.  ^- 

è  mostrato  per  che  modo  lo  sole  gira C  Iii.  ^ 

ora  per  due  morff  si  prende  dagli  astrologi C.  Hi.  ^-       '' 

L'  altro  modo  sì  e,  che Ctii.^   ^^ 

conoscono  secondo  Ìl  modo  della  intelligenza C  iii.  ^ 


379  ^PlP^ir         UOGUC 

moglie.     Chi  udisse  tossir  U  mal  fatata  Mogie*  di  Bicci SoH,  lii.  a. 

Chi  drl  pfxissimo  suo  brama  la  moglét     .    .    .    , P,  F,  i'j6. 

modo  r  1%     riceve  .  .  .  secondo  il  modo  della  sua  virtù  e C.  iii.  7.  ai. 

av\*cgnaché  per  altro  Mfo«& C  Ìil.  8.  41. 

la  gente  sì  contenta  ...  ma  per  altro  moJo  che C.  iii.  6.  44. 

eh'  *  fatto  per  Io  mtwfo,  che C  iii.  B.  139. 

la  nostra  operazione  in  alcun  tnodo  è  generazione C.  iii.  9.  40. 

quivi,  a  »«w/o  d*  una  palla  percossa,  si  ferma C  iii.  9.  78. 

Veduto  questo  mo</o  della  visto,  veder  si  può  .  .  .  avvegnaché  la 

stella  sempre  sia  d'  un  mot/o  ehian C  iii.  9.  106,  108. 

per  lo  fModlo  eh*  io  dico  che  domandi C  ili.  io.  6a. 

code  in  alcun  motUt  si  può  dire  ognuno //ojo/o C.  iii,  11.  60, 

siccome  per  lo  modo  cW  è  detto  di  sopra C.  ìii.  ta.  34. 

è  in  Lui  per  modo  che  lo  eflfetto  è  nella  cagione C  iii.  ta.  88, 

ed  é  in  Lui  per  ntodo  perfetto  e  vero  .  .  .  Neil*  altre  Intelligenze  t 

per  moe/o  minore C.  iii.  la.  104,  106. 

pinge  la  sua  \inù  in  cose  per  modo  di  diritto  raggio,  e  in  cose  per 

modo  di  splendore  riverberalo C  ìii.  14.  33,  34. 

in  alcuno  modo  queste  cose  .  .  .  abbagliano       ...  .     .     .  C  iii.  15.  60. 

dif>orrò  .  ,  .  lo  mio  soave  stiU,  cìo^  modo  soave C  iv.  a.  93. 

av\'cgnachi  valort  intender  si  possa  per  più  modi C.  ìv.  a.  97. 

questo  modo  tenne  il  Maestro C  iv.  a.  138. 

composto  d*  esse  per  wm>do  volubile C  iv.  6.  86. 

per  lo  modo  Socratico  quasi  ed  accademico C.  iv,  6.  135. 

rispondere  a  quella  in  questo  modo C  iv.  7,  56. 

perciocché  vivere  è  per  molti  wkWi' C.  Ìv.  7.  113, 

per  un  modo  puote  1'  uomo  disdire  . .  •  per  altro  modo  pu6  1'  uomo 

disdire C  iv.  8.  109,  113. 

Poi  dico,  che  per  questo  modo  fu  erroneo C  iv.  10.  43. 

non  errò  pur  nelle  ...  ma  ...  nel  modo  del  dìfìnire .     .  .  .  C  Ìv.  io.  58. 

per  questo  Mfo^o sono  piene  d*  imperfezione    ...  .  C.  iv.  li.  47, 

se  si  considerano  li  modi C  iv.  11.  57. 

io  ciascuno  di  questi  tre  modi  ù  vede C  iv.  11.  70. 

t  manifesto  in  ciascuno  t**odo  .  .  .  avvenire C  iv.  ri.  109. 

avere  i  loro  difetti  per  modo  cbe  ,  .  .  non  paiono C,  ìv.  la,  la. 

per  questo  modo  le  ricchezze  .  .  .  sono  imperfette C.  iv.  la.  a6. 

SI  dilata,  a\-vegnaché  per  altro  e  altro  modo C  iv.  la.  137. 

sta  .  .  .  per  modo  quasi  piramidale C.  ìv.  xa.  173. 

non  andare  ,  .  .  dilatandosi  per  un  modo C  iv.  la.  ao6. 

avvegnaché  . .  .  per  alcuno  modo  si  dilati C  ìv.  13.  4. 

per  qualunque  modo  il  desiderare  ...  si  prende C.  ìv.  13.  83. 

per  questo  modo  disputasi  e  riprovasi C.  ìv,  13    165. 

da  chiarire  ò  ,  .  .  e  {Hriina  per  modo  naturale,  e  poi  per  modo  Teo- 
logico, cioè .     .     .     .     .  C  iv.  81.  7  {hi§), 

Cd  è  un  modo  quasi  d'  insetare .  C  iv.  as,  ia6. 

pigliandola  per  lo  moda  che  detto  è .  C.  ìv.  «4.  46. 

cui  in  alcuno  modo  pare  .  . .  csaere  cominesw C.  iv.  04.  181. 

per  grandi . . .  cose  . . .  per  alcun  modo  sentine  •    «    •    «    .    >    .  C.  ìv.  a^.  50. 

é  vero  che  nobile  si  dice,  ed  è  per  certo  modo C  Iv.  «9,  89. 

per  quello  medesimo  tftodo  si  dice C.  ìv.  39.  95. 

per  cotal  modo  si  può  dicere  nobile C  iv.  89.  109. 

modo  (a),     etti  mmdi  modo  ar  fuiòfnt  cirrnm/rrtH/ias  parH» K  /V.  la.  39. 

Hir^ljfafc     die  tre  moggia  d' snella  in  AfTnca  erano  portale C  iv.  5.  167. 

HingM»     cbe  ...  li  dica  eh'  io  sia  moria  m^gAi  di  Catone C  iv.  afi.  150, 


MOLA  380 

molesto.     Che  tutte  cose  ...  Hi  son  moJesit ,     .  Som,  xlviii.  14. 

Non  esser  contia  me  così  molesto S.  P.  vi.  19. 

medie.     Se  guardi  agli  occhi  miei  di  pianto  molU       Catta,  xvii.  19. 

E  poi  con  gli  occhi  9hqÌIì  .  .  .  Salutò Catta,  yx.  56. 

Prima  che  questo  legno  tttoJJt  e  verde  S'  infiammi Smt.  i.  33. 

moltipUcarc     E  son  ttioitìpiicati,  e  fatti  spessi S,  P.  xxx\nL  78. 

molto,  adj.  &  tfrfp.     Poi  vidi  cose  dubitose  tnoitt T.  W.  03.  170  (Catti.  iL  43^, 

se  ne  già  Moltr  fiate  a'  pie  del C  ii.  Cann.  i.  16» 

Quest*  è  quello  che  pinge  Moìti  in  scr^'Sggio Catta,  x.  88. 

Poiché  girato  1'  ha,  chiamando  mo/to Cohm,  %.  xti. 

mola,     esso  sole^rorr  iV  mondo  .  .  .  come  una  tttota C  ìiL  5.  147. 

f:irarc,  non  a  modo  di  tnoia,  ma  di  rota C.  iiì.  5.  176. 

moltiplicare,     per  sé  medesimo  Mfo/Zi/Zrca/o,  fa  nove K  /V.  30.  31. 

C/.  multiplicare. 

moltitudine,  multi-,     pareami  vedere  mt^titttdiné  di  angeli     .     .     .     .  K  A^.  33.  50* 

la  Galassia  non  è  altro  che  ttmltittidine  di  stelle C.  ìi.  15.  69. 

Fabriiio  infinita  quasi  ttiulUtuditu  d'  oro  rifiutare C.  h\  5.  108. 

nella  tttoftititdmt  della  sua  stoltizia  sarà  ingannato C  iv.  7.  133. 

molto,  (91^'.  &  A'/v.     la  quale  fu  chiamala  da  »No//i  Beatrice    .     .     .     .  KA^a.  7. 

In  quel  punto  lo  spirito  animale  ...  si  cominciò  a  roara\'ìgliare 

mo/to y.  N,  a.  30. 

Egli  mi  comandava  tttottt  volte  che ^'  M  a.  45. 

ond'  io  .  .  .  moltr  fiate  V  andai  cercando ^^  A^.  a.  48. 

trapassando  molte  cose  .  . .  verrò  a ,     .  y.N.Q,  63. 

verso  quella  parte  ov'  io  era  tnollo  pauroso K  A^.  3.  io. 

nelle  sue  parole  dicca  molte  cose K.  yV.  3.  33. 

la  quale  io  riguardando  ittolto  intentivamenie V.  N.  •^.  40. 

proposi  di  farlo  sentire  a  motti K.  ^V.  3.  67. 

A  questo  sonetto  fu  risposto  da  molti K.  A^.  3.  96, 

si  .  .  .  che  a  tnolti  amici  pesava  della  mia  vista K  A^.  4.  7, 

e  molti  pieni  d'  in\idia  già  si  procacciavano T.  A^.  4.  8. 

una  .  .  .  donna  di  molto  piacevole  aspetto K  A^.  5.  7. 

onde  wo/ft' 8*  accorsero  del  suo  mirare ^',  A^.  5.  io. 

Allora  mi  confortai  molto .  F.  AT.  5.  19. 

accompagnarlo  di  mo//i' nomi  di  donne K.  AT.  6.  6. 

e  andasse  in  paese  molto  lontano K  A^.  7.  4. 

una  donna  giovane  e  di  gentile  aspetto  tnolto K  AT.  8.  4. 

lo  cui  corpo  io  vidi  giacere  ...  in  mezzo  di  tuolU  donne     .     .     .     .  K.  A^.  8.  7, 

tuttoché  io  fossi  alla  compagnia  dì  molli K  ^.  9.  6. 

cavalcai  quel  giorno   pensoso  molto^  ed  accompagnalo  da  ntoltì 

sospiri K  A^.  9.  41,  43. 

onde  tttolte  fiate  mi  pesava  duramente K.  /\r.  io.  8. 

mollt  volte  si  movea  come  cosa  grave V,  N.  it.  04, 

la  quale  molte  volte  passava  e  redundava l-\  N,  11.  aS. 

e  pensando  moìto^  quanto  alla  vista  sua K  A^.  la.  17. 

che  mi  avesse  parlato  tttolto  oscuramente K.  A^.  la.  33. 

m*  incominciarono  tnolti  e  diversi  pensamenti  a V,  N,  13.  4. 

questa  era  via  mo/to  inimica  verso  di  me V.  N.  \%,  31, 

ove  molte  donne  gentili  erano  adunate K.  TV.  14.  3. 

ifitÀto  mi  dolca  dì  questi  spiritelli K  N.   14,  44. 

dico  che  molte  di  queste  donne  .  .  .  cominciaro V.  N,  14.  50. 

anzi  credo  che  tnolta  pietà  le  ne  verrebbe ...  K  A^.  14.  69. 

è,  che  molti  volte  io  mi  dolca K  AT.  16.  7. 

Conciossiacosaché  .  .  .  molte  persone  avessero  compreso  ■  K,  AT.  18.  a. 


381  MOLTO 

molto.     Dolesi  r  una  con  parole  mollo Cant.  xx.  19, 

Ed  ora  ò  molto  umtl  vcnn  ogni  donna Sest  tu.  aa. 

U,  dov'  ei ...  ha  in  compagnia  tHOÌfa  beliate Bail,  vii.  6. 

sarebbon  rei  Afc>//r  fiate  più  eh*  io  non  vorrìa K  X.  33.  31  {Som.  xviì.  6). 

Ch'  io  facia  pel  dolor  moi/t  fiate KM  36.  32  {Soh.  xÌx.  4), 

molto,     perchè  ciascuna  .  .  .  era  stata  a  mo/Zr  mie  sconfitte     .  .     .  K  /V.  18.  7. 

quella  . .  .  era  donna  di  mo/to  leggiadro  pattare K  M  16.  11. 

le  donne  erano  moitf^  Ira  te  quali  n'  avca  certe P*.  M  18.  17. 

pensando  a  ciò  maitOf  parcami .  y.  N.  iB.  64. 

lungo  il  quale  sen  giva  un  rio  chiaro  mollo K.  A^.  rg.  3. 

s' egli  avvenisse  che 'wV/Ha  potessero  udire K.  W,  19.  155. 

Appresso  ciò  non  molli  di  passati K.  iV.  aa.  1. 

siccome  da  HtoIH  sì  crede K  iV,  aa.  15. 

mo/Zc  donne  s'  adunare  colà,  ove K  iV.  aa.  aa. 

end*  in  . .  .  soffersi  per  moUi  di .  .  .  pena PT  A.  03.  4. 

incominciai  a  piangere  molUt  pietosamente K.  A^  33.  45. 

or  vieni  a  me  che  mollo  ti  desidero K  A^.  33.  74. 

avvegnaché  io  mi  vergognassi  mo^to y,  N.  33.  i  to. 

Onde  molte  parole  mi  diceano  da  confortarmi .  f.  A^.  33.  X14. 

fu  già  molto  donna  di  questo  mio  primo  amico K.  A^.  04.  19. 

per  fHo//d  ■simigliania  che  ha  meco K  A^.  94.  43. 

Questo  sonetto  ha  wj/// parti K.  A^.  34.  64. 

non  ò  NHi/ro  numero  d' anni  passato,  che K  .^V.  85.  31. 

e  detto  che  tnolti  accidenti  parlano K  A'.  35.  67. 

di  questo  molti ...  mi  potrebbero  testimoniare y.  Al.  96,  10. 

Dicevano  molti,  poiché  passata  era y.  N.  ab.  14, 

ma  per  lei  erano  onorate  e  laudate  molit K  A^.  87.  4. 

perché  moltt  volte  Ìl  numero  del  nove  lin  preso  luogo ''.  jV.  39.  39. 

cotale  numero  pare  che  avesse  molta  luogo K.  iV.  39.  33, 

Poi  per  alquanto  tempo  .  .  .  mollo  stav^  pensoso K.  A^.  36.  4, 

vidi  una  gentil  donna  giovane  e  bella  mtolto,  la  quale  ...  mi  rij^iar- 

dax'a  molto  pietosamente .  K.  A^.  36.  10,  1 1 . 

onde  mnlfg  fiate  mi  ricordava  della  mia  .  .  .  donnn  /'.  A'.  37.  4. 

£  certo  mottf  volte  ...  io  andava  per      ....  y,  PI.  37.  7. 

onde  moftt  volte  me  ne  crucciava  nel  mio  core      .  .  K  A^.  38.  4. 

che  io  la  vi  rimembrerò  mollo  spesso X<  A'.  38.  14. 

che  *wo//r  volte  ne  pensava  come  di  persona •  '.  A^.  39.  a. 

E  molti  volte  pensava  più  amorosamente     ...  K  A^.  39.  8. 

che  lì  sospiri  manÌfesta%'ano  ciò  molle  volte ...  ''.  N.  40.  19. 

E  moltt  volte  Rv\-enia  che  tanto  dolore  ave»  1'  AT.  40,  33. 

in  quel  tempo  che  molta  gente  va  per  vedere  ...  y,  N.  41.  a. 

andavano,  secondo  che  mi  par\e,  motto  pensosi    .     .     .  .     .  K  A^.  41-  to< 

là  onde  nio//r  volte  recano  la  palma K  A^.  41.  45, 

da  ({uesta  .  .  .  perfezione  mtolli  sono  privati T.  f.  i.  la. 

a  moitt  lor  bcllcua  .  .  .  era  in  grado  ......  .     .  C  ì.  1.  107. 

Degna  di  ntolta  riprensione       ....  -     .  C.  i.  3.  1. 

suole  ,  .  ,  mttttf  volte  essere  imputata      ......  .  C  i.  3.  3$. 

sono  vile  apparito  agli  occhi  a  molti ^.  ■■  3.  38. 

perchè  molli  .  .  .  hanno  invidia  allì  nuli  operatori    .     .     ,  .  C,  i.  4.  591 

vedeino  .  , .  molti  vocaboli  essere  spenti C  L  5.  58. 

tmollo  più  trasmuta  lo  maggiore C  i.  5.  60. 

cavallo  .  .  .  che  corre  forte  e  mollo Ci.  S'  78- 

lo  Latino  molte  cose  manifesta  ....,■  Ci,  5.  85. 

lo  Latino  .  .  .  avrcbttc  sposte  molte  porti      ...  ,  C.  1.  7.  47. 


MOLTO  ^^^^^^H  383 

molto.     Che  oun  nguardin  voi  molit  fiate      . K.  A.  37.  35  (Son.  xx,  10). 

Lasso!  per  forza  de'  mo//i' sospiri K7V.  40.  jx  (5oh.  xxiii.  1). 

£  della  morte  sua  molte  parole .  K  ^.  40.  64  {Soh.  xxiti.  14). 

MotH^  volendo  dir  .  .  .  Disacr  parole  assai Som.  xxjiviìi.  i. 

Ciò  che  mi  grava  e  che  mi  pesa  molto Son.  xlviii.  5. 

molto,     conciossiacosaché  molto  siano  più  quelli C  i.  7.  79. 

La  prima  è  t/arr  a  mo//i' C  i.  8.  11. 

dare  e  giovare  a  molti,  ò  pronto  bene C.  i.  8.  14. 

dare  a  mo//<,  é  impossibile  senza  dare  a  uno  ;  conciossìaché  uno  in 

molti  ixz  inchìuso;  nudare  a  uno  si  può  bene,  senza  dare  a  Nfo//i'. 

Però  chi  giova  a  molti C  i.  B.  iB,  19,  ai  (hù). 

non  avrebbe  il  Latino  scr\'ito  a  molti C  i.  9.  7. 

il  Volgare  servirà  veramente  a  molti C  i.  9.  99. 

questi  nobili  sono  ...  e  molta  altra  nobile  gente C  i.  9.  35. 

che  sono  molti  e  molte  in  questa  lingua C  ì.  9.  37  (£ù). 

per  Comento  e  per  chiose  a  moltt  scritture  .  .  .  siccome  ...  si  può 

vedere  ...  in  molti C*.  i,  9.  71,  73. 

per  moUt  condizioni  di  grandezza C  i.  io.  44. 

difendert  lui  da  molti  suoi  accusatori C  L  to.  75. 

Per  che  incontra  che  wo//f  volte  gridano .     .  C.  i.  u.  53. 

io  ne  vidi  .  .  .  moltt  in  un  pouu  saltare C.  i.  li.  66. 

Molti  sono  che  amano  più C  L  11.  79. 

Sono  wo/ft'chc  per  ritrarre  cose  .  .  .  credono C  i.  11.  103, 

«HcWA*  per  questa  viltà  dispregiano  lo  propno  Volgare C  ì.  ix.  144. 

con  ntolta  fatica  e  con  molto  errore  sì  procederebbe C.  ii.  i.  106  ^Aù), 

convenne  .  .  .  molta  battaglia C  ii.  a.  96. 

più  dilettazione  che  il  molto  e  il  certo  delle  cose C  ìi.  3.  ta. 

diversamente  t  sentito  da  nwlti C.  ii.  3.  16. 

lo  quale  chiamano  mo/A' cielo  Crìstallìoo C  ii.  4.  11. 

si  manifesta  in  molti  nomi  antichi C  U.  5.  49. 

in  *m>lto  maggior  numero C.  ij.  5.  57. 

per  la  ragione  dì  sopra  e  per  moU"  altre C.  ii.  5.  106, 

vedemo  le  sopraddette  ragioni  e  molte  altre C  ii.  5.  104. 

per  tttolt*  maniere  di  parlare  e  per  molti  modi C  ii.  6.  5,  6. 

che  ...  gli  polca  dare  tnoltt  legioni  d'  angeli C  ii.  6,  97. 

concìossìacosachd  molti  che  vìvono  interamente  siano  mortali     .     .  C.  ii.  9.  81. 

conciossiacosacbè  molti  sono  già  stati  che  hanno  data C  ii.  9.  87. 

tmolti  alla  morie  del  corpo  sono  corsi C  ii.  9.  98. 

questo  pensiero  ...  le  avea  data  molta  consolazione C.  ii.  10.  34. 

molt4  volte  .  .  .  discocca  1'  arco C  ii.  io.  46. 

do\'e  si  richieggono  rno//**  distinzioni C  ii.  la.  31. 

fnoltt  volle  avviene  che  .  .  .  pare  presuntuoso C.  ii.  la.  37. 

quello  non  conosciuto  da  molti  libro  di  Boezio C.  ii.  13.  15, 

per  lo  quale  ingegno  moltt  cose  .  .  .  vedea C  ii.  13.  97. 

Per  queste,  con  altre  similitudini  moltt C.  ii.  14.  45. 

e  moltt  già  furono,  che  ancor  saranno C  iL  14.  86. 

Jlfa//i  vocaboli  rinasceranno,  che  già  caddero C  ii.  14.  88. 

li  quali  .  .  .  moltt  volte  s'  accendono C.  il.  14.  168. 

siccome  le  molte  stelle C.  ìi.  15.  8. 

il  Ciclo  stellalo  ci  mostra  moltt  stelle C.  ii.  15.  18. 

per  moltt  proprietj^  ai  può  comparare C.  ii.  15.  x  19. 

che  da  molti  dì  retro  da  me  .  .  .  sarei  stato  ripreso C  iii.  i.  83. 

di  molti  uomini  .  .  .  non  par  doversi .  .  .  predicare C.  iii.  a.  150, 

t  mìci  pensieri .  .  ,  moite  fiate  volcano C.  iii.  3.  105. 


303  ^^^^^^^^^  MOLTO 

inTff***-     Però  eh' eli' è  di  mo//o gran  guadagno Som.  1UÌ.  ii, 

benché  ...  La  tua  man  giusta  mi  gravasse  motto ^  S.  P.  xxxì.  ao. 

£  amoÙÉ  volte  a  me  medesmo  ho  ditto .     ,  S.  P.  xxxi.  34. 

nello  gran  diluvio  di  moÌ/'  acque ,     ,     ,  S.  P.  xxxì.  44. 

Io  sono  afflitto  e  moìto  umiliato S.  P.  xxxvii.  96. 

laoitOb     a  me  conviene  lasciare  .  .  .  ntolto  di  quello  eh*  è C.  ili,  4.  io. 

■I»  tarda  molto  per  la  sua  grossa  materia C  iii.  5.  50. 

per  moita  chiarità  di  diafano  avere  in  sé  mista C  iii.  7.  a8. 

noi  vcggiamo  tnoiti  uomini  tanto  vili C.  iii.  7.  61. 

e  #Mo//i' siano  sì  ostinati  che C  !ii.  7.  167. 

per  la  molta  concordia  che  .  .  .  conWene  a C.  iii.  8.  7. 

lutto  che  motto  ...  si  facciano  lie\i C.  iii.  8.  177. 

e<f  usula  tHolto  spesso  li  poeti C.  iii.  9.  30. 

TrmsmutAsi  questo  mezzo  di  molta  luce  in  poca C.  iii.  9.  115. 

per  esaere  la  tunica  della  pupilla  sanguinosa  molto C  iii.  9.  134. 

•vvo//). . .  si  dilungano  le  scritture  dagli  occhi C.  ìli.  9.  142. 

I>d-  affaticare  Io  viso  tnolto  a  studio  di  leggere C,  iii.  9.  150. 

^^s3  appaiono  molta  cagioni  per  le  ragioni  notate C  ili.  9.  158. 

<luc3U  cotale  figura  ...  è  motto  laudabile C.  iti.  10.  51. 

P^.ricbt  moltt  volle  ...  dà  biasimo  .  .  .  Onde  ntolta  discrezione  in 

ciò  avere  sì  conviene C.  iii.  io.  76,  79. 

«icroooe  sono  molti  che  si  dilettano  in  dire  Canzoni C.  iiì.  11.  97. 

**   «amana  natura  .  .  .  abbisogna  di  moltt  cose C  iii.  13.  53. 

**<=<rotnc  ZcnOf  Socrate.  Seneca,  e  mu//i  altri C.  iii.  14.  86. 

^croomc  per  lei  motto  di  quello  si  vede  per C.  tìi.  14.  isi8. 

'^   I>arote  ...  si  deono  tnolto  discretamente  sostenere  e     .     .     .     ,  C.  iv.  a.  64. 

•^    per  fffo//r  di\'Ìaioni  si  procede C".  iv.  3.  16. 

'*    tacmo  abbisogna  di  moth  cose C  iv.  4.  7. 

^trimenti  mo/n' difetti  sosterrebbe C  iv,  4.  14. 

•*  -  . .  occultamente  .  .  .  moltt  volte  procede C  iv.  5.  4. 

biella  quale  dopo  mo//i' meriti  nascesse C.  iv.  5.  36. 

*»■>  -werbo.  tnolto  lasciato  dall'  uso C  iv.  6.  18. 

P*»*"  malagevole  fu  molto  a  scerner  quello C.  iv.  6.  81. 

''~tarx)no  dunque  filosofi  m£i//o  antichi C  iv.  6.  83. 

perciocché  ntvrr  £  per  mo//i  modi C.  iv.  7.  113. 

1  •ensuoJr  parere  ...  aia  moitt  volte  falsissimo C.  iv.  6.  48. 

u  rettorìco  dee  molta  cautela  usare C  iv.  8.  90. 

^lùncj  «tono  gli  uomini  mottr  volte  ingannati C  iv.  9.  135, 

^*tre  sono  Matte,  che  paiono  avere C  iv,  9.  160. 

"•**•*  • . .  ogni  formalità  ...  ma  motto  piccola  parte C.  iv.  io.  53. 

Pc^be  sono  disgiunte  H/o/fo  da  Nobiltà C  iv,  10.  69, 

^^QcJosiiacosarhè  molta  sollecitudine  quivi  si  rìchìegga      .     .     .     .  C  iv.  il.  105. 

'^'**''<> fiate  prendere  guardia  non  ai  può C.  iv.  ta.  ai. 

^*^**o>e  ...  *  un'  ottima  .  .  .  >*ia  ...  e  moti*  altre C  iv.  la.  186. 

*2^^n  ft«a/|s  fatica  ...  si  mira  innanzi C.  iv.  la.  [99. 

*^*derio  della  scienza  ...  è  molti C  iv.  13.  7. 

r^*^achè  mo//i  desideri  si  compiano C.  iv.  13.54. 

*  **o//f  volte  ...  il  figlio  .  .  .  intende C.  iv.  13.  135, 

**i'Ila  cosa  .  .  .  fare  .  .  .  eh'  è  matto  inconveniente C  iv.  14.  79. 

^^^  •»»o«'iir  volte  verrebbe  ...  il  generato C  iv.  14.  iii. 

o^  *^*io  mo//i  tanto  presuntuosi C  iv,  15.100, 

^r*^  «No/Zi  untodi  loro  ingegno  presuntuosi C  iv,  15.  ia6. 

^•^  *^fto  mo//isÌ  vilmente  ostinali       , C.  iv.  15.  141. 

^Qtio  mtoili  dì  si  lieve  fantasìa ,  C  iv.  15.  153. 


MOLTO 


384 


BKlItD.    quei,  che  tnolto  teme  .  . .  contraMarc S.  P.  I.  79- 

Ed  il  mio  core  é  molto  conturbato ,     .     .     ,  S.  P.  cxlii.  ao. 

La  carne  ...  È  stimolata  da  lussuria  molto ^  P.  F.  146. 

momecto.     Li  quaì  subitamente  in  un  momento  Riaorgeraimo     .     .     .  5.  Z'.  ci  109. 

mondano.     Sopra  ogni  cosa  vuol  tra  noi  mondana P.  F,  163. 

Oaondare.     Peto  eh'  io  son  mondato  d'  ogni  rogna S.  P.  vi.  49. 

che  '1  Battc&mo  .  .  .  moni/a/ tutto  D'  o^i  peccalo P  F.B6. 

moodo.  H.     Sire,  nd  mondo  si  vede  Meraviglii V.  N.  19.  25  iCan».  i.  t6\ 

Non  vede  il  sol,  che  tutto  H  mondo  gira  .  C.  ìii.  Cans.  ii  19;  t.  107  ;  5.  13.    9  ;  la.  44. 

Per  lo  qual  si  travaglia  il  mondo  tutto Can».  ìx.  IO. 

Com*  a  colei,  che  fu  nel  mottdo  nata  Per CaHM^  ìx.  73. 

Perchè  amistà  nel  mondo  si  confonde Cana.  x.  133. 

ly  Amor,  che  fuor  d'  c*to  mondo  la  caccia Cam.  xiii.  39. 

Lo  g:iomo,  che  costei  nel  monda  venne Cans,  xiii.  57. 

che  morte  Per  luì  in  questo  mondo  giunta  fosse Cohm.  xiii.  69. 

Per  adornare  il  tnondo »...  Caitr.  xv.  40. 

Si  eh*  ancor  faccia  al  mondo  di  sé  dono Cana.  xvìi.  74. 

Sicché  le  laudi  '1  mondo  e  *1  dìvin  regno Gmt.  xviii.  40. 

molto*     di  questi  colali  sono  molti  idioti  . C.  iv.  15.  165. 

per  .  .  .  s'  intenda  essere  da  molti  nominalo  e  conosciuto  .     .     .     .  C.  ìv.  16.  6a. 

Bene  si  pone  Pt-udenea  .  .  .  per  molti  essere C  iv.  17.  78, 

Marta  ...  turbiti  intorno  a  mo/Zf  cose C.  iv.  17.  9B. 

comprende  ...  Mi£)//raltre  nostre  o/krFQffbm'laadabni C  ìv.  18.  53. 

Ciclo,  nel  quale  molte  .  .  .  stelle  rilucono C  iv,  19.  37. 

le  laudabili  passioni,  cioè  Vergogna  ...  e  altre  moI^ C  Ìv.  19.  43. 

se  molti .  .  .  frutti  fanno  nella  umana  Nobiltà C  iv.  19.  47. 

quanto  è  dalla  parte  di  molti  suoi  frutti C.  iv.  19.  54. 

Molti  corrono  al  palio,  ma  uno  è  quello C  ìv.  aa.  56. 

alla  quale  molte  volte  cotal  seme  non  perviene C  iv.  aa.  119. 

può  essere  per  molta  correzione  e  coltura C.  iv.  33.  iza. 

onde  molte  .  .  .  trasmutazioni  sono  nella  persona C  iv.  34.  x6. 

diversamente  ò  preso  il  tempo  da  molti C.  iv.  34.  34. 

Sono  molti  cerio  desiderosi  d"  essere C.  iv.  37.  135, 

attende  la  fine  di  questa  \ita  con  molto  desiderio C  iv.  38.  50. 

si  dissomiglia  nello  efletto  molto C  ìv.  39.  58. 

una  essenza  .  .  .  che  resulta  da  mo^i  granì C  iv.  39.  99. 

monarcllia.     conviene  .  .  .  tutta  la  terra  .  .  .  esser  Monarchia     .     .    .  C,  tv.  4.  35. 

qudnd' ella  è  AfoMarcAiia C.  ìv.  5.  »8. 

mondano,     nelle  tenebre  dell*  ignoranza  moNf/n/id C  ii.  9.  lao. 

calare  le  vele  delle  nostre  moNi/itw  operazioni C.  iv.  38.  ai. 

astrattasi  dalle  mondane  cose  e  cogitazioni C  iv.  ad.  43. 

calaron  le  vele  delle  mondane  operazioni C  ìv.  a8.  63. 

si  renderò,  ogni  mondano  diletto  .  .  .  diponcndo C.  iv.  a6.  65- 

mondare,     da  due  macole  mondan  intendo  .  .  .  questa  sposìzione    ,     .  Ci.  a.  6. 

Certo  non  del  tutto  questo  mondare  intendo C.  iv.  7.  33. 

mondiale,     dove  tratta  la  mottdiale  costituzione C.  ìv.  15.  74. 

mondissimo.     1'  albergo  .  .  .  convenia  essere  tnondisfimo      .     .     .     .  C.  iv.  5.  34. 

CKOido.     nel  quale  in  questo  mondo  ella  fu  posta V*  N,  30.  it. 

per  mal\*agia  disusanza  del  mondo C  ì.  9.  33. 

nel  secondo  tu  Culo  e  Mondo C  ii.  3.  30,  61  ;  ìiL  5.  54. 

nel  primo  di  Cielo  e  Mondo , C,  iì.  4.  34  ;  5.  14. 

Questo  è  il  sovrano  edificio  del  mondot  nel  quale  tutto  il  ttnmdo  %* 

indiiude C.  ii.  4.  35,  36. 


^5  ^^^^^B^^>i<mir  MONDO 

Ipodo.     Sarmì  del  mondo  inic^a Cans.  xviii.  54. 

se  .  . .  Vuol  par  che  il  mondo  versi  I .  .  .  fiori Can^.  xx.  78. 

Sì  saccÌA  per  lo  mondo Cane.  xxi.  43. 

vedrò  se  mai  fu  bella  donna  Nel  ntondo Sest.  ii.  60. 

Tutto  lo  tNont/ti  caoti Ball.  W,  14. 

Le  mie  bellezze  sodo  al  mondo  nuove BaiJ.  vi.  13. 

Guastando  ciò  che  al  mondo  è  da  lodare I'  ^.  8.  37  {Som.  iii.  7). 

Per  (ar  che  Ìl  mondo  mai  sempre  v'  onori San.  xxxìii.  8. 

Ora  che  '1  mondo  s'  adoma  e  sì  veste Son.  xlii.  i. 

Pamle  mie,  che  per  lo  moM^/a  siete Som.  xliii.  1. 

Cb*  egli  ha  già  sparto,  e  vuol  che  '1  mondo  allaghi Som.  xHx.  8. 

qtuuido  Per  noi  discese  al  mondo S,  P.  xxxi.  48. 

O  tu.  che  il  ciclo  e  ')  mondo  puoi  comprendere S,  P,  xxxvii,  i. 

£d  obbligati  a  quel  che  il  mondo  atterra S.  /*.  ci.  61. 

In  questo  pHondo^  come  virtuosi,  Rjsponderan S.  P,  c\.  68. 

^^  già,  per  cosa  eh*  egli  aspetti  al  mo^^a P.  K  169. 

P«r  cui  si  martira  11  mando  tutto P.  F.  197. 

"^^'^^to,  aéj.    O  giusti,  e  voi  che  il  core  avete  mondo S.  P.  xxxi.  80. 

lo  prego  ancora,  che  mondo  mi  facci  Da 5.  /*.  I.  7. 

Rinnova  )o  mio  core,  e  mondo  fallo S-  P.  I.  37. 

L£  vivB  casto  e  di  lussuria  mondo P..  F.  167. 

'to-     beatitudine  .  .  ,  nel  governare  del  mondo C.  ii.  5.  73, 

^  circolazione  del  cielo,  che  *  del  mondo  governo C  ii.  5.  95. 

1^  in  mtmdo  né  dopo  la  vita  sarebbon C  ii.  11.  80. 

*^*l  cominciamcnto  del  mondo  poco  piii  ...  è  volto C  ii,  15.  114. 

*u  bellissimo,  bello  moffj/o  nella  mente  portante C.  iii.  a.  148. 

^  <1«  sapere  .  .  .  come  il  mondo  dal  sole  è  girato C.  iii.  5.  ao. 

P^r  Io  mondo  io  non  intendo  qui C  iii.  5.  aa. 

quegli  ha  tutto  ìl  mondo  veduto C  iii.  5.  37. 

Questo  mondo  volle  Pìttagora  e  li  suoi  seguaci  dicere  che  fosse  una 

delle  stelle C  iii.  5.  99. 

^  P^r  lai  quivi  è  provato,  questo  pHondo,  cioè  la  terra,  stare  in  s^ 

stabile  e  fissa C  iii.  5.  57. 

**»«  Mcrìm  veggia  .  .  .  esso  sole  girart  ii  mondo C  iii.  5.  X45. 

^**«   ...  il  mondo  è  si  ordinalo C.  iii.  5.  198. 

*■*>«   *1  sole,  girando  il  iHotii/ni,  Kotf  wD^ C  Ìli.  6.  8. 

'■  &<x«bcne  e  .  .  .  utile  al  mondo C.  iii.  7.  8. 

*'Ccr<3ine in  quello  di  Cirio  e  Mondo  è  provato C  iii.  9.  ut, 

"ullo  sensibile  in  tutto '1  moKdb  è  più  degno C  iii.  la.  53 

^^•*     Lei  Iddio  cominciò  il  mondo C.  iii.  15.  15B. 

^'    divino  Pensiero  .  .  .  essa  era  quando  il  ntondo  fere C.  iii.  15.  164. 

^    <9iul  cosa  era  pessima  confusione  del  mondo C  iv.  i.  58. 

^**-^iderando  le  diverse  condizioni  del  mondo C  ìv.  4.  66. 

^''^b^  al  mondo  ufficio  d'  Imperio  si  rìcbiegga C  iv.  4,  83. 

■•*-•  tua  venuta  nel  mondo C  iv.  5.  94. 

^  1  monda  non  fu  mai  né  sarà  si .  .  .  dt^msto C  iv.  5.  61, 

^^^  questa  gente  oggi  il  reggimento  del  mondo C.  iv.  6.  148. 

^^^^-C». .  .  quanto  tutto  il  mondo  ...  si  stende C  iv.  9.  33. 

•;    *"    io  primo  di  Cielo  e  Mondo  t  provato C.  iv.  9.  37. 

•*  ^**isen  mercatanti  che  per  lo  mondo  vanno C  iv.  13.  io3. 

»    *'<roai  *,  che  '1  mondo  sempre  sia  stato  con C  iv.  15.  16. 

^*^bbe  la  più  nobile  pietra  del  mondo C  iv.  16.  69. 

^'^^S'n»  noi  negli  onori  di  questo  mondo        C,  iv,  17.  49. 

^'^Ro  si  monimcntoy  cioè  al  mondo  presente .  C  iv.  sa.  163. 

C  C 


MONDO  386 

monna.     Io  vidi  monna  Vanna  e  monna  Bice  Venire  V,  A.  94.  58  (Scw.  xìv.  9:  bis), 

£  monna  Vanna  e  monntk  Lagìa  poi .  .  .  ponesse  il  buono  incanta- 

(ore Son.  zxxli.  9  Ìbis>. 

S*  i*  non  ne  domandasse  ntonna  Tes«a Son.  liv.  a. 

Cf.  madonna. 

montagna.     Quantunque  io  sta  inlra  mon/a^nr  e  colli Stt/.  iiì.  31. 

montanino.     O  montamua  rata  canzon,  (u  vai Can».  xi.  76. 

montare.     Cli^  N  fo  perchè  sua  cosa  in  pregio  Monti Gms.  xiv.  6a. 

Per  nessuna  grandezza  Monta  in  orgoglio Canz.  xix.  130. 

monte.     Valut' ha  già  in  drizzar  moMA' e  colli St^.W.ai. 

Ora  che  .  .  .  Fanno  per  monti  per  prati  e  foreste Som.  xlii.  6. 

mondo,     a  lutto  il  mondo  nato  essere  credea C  iv.  07.  33. 

moneta,     studiano  .  .  .  per  acquistar  motula C.  iii.  ki.  107. 

Monferrato.     Chi  non  ha  ...  il  buono  Marchese  di  Monferrato  .     .     .  C  iv.  11.  197. 

monimento.     andarono  per  trovare  il  Salvatore  al  monimmfQ     .     .     •  C  iv.  aa.  153. 

le  tre  sette  .  .  .  che  vanno  al  monimen/o,  cÌl<^ C  iv.  aa.  i6a. 

montagna,      e  certe  sopra  li  gioghi  delle  niontannt C  iti.  3.  «6, 

montare,     questo  veggìa  venire  monhimlo  a  guisa  d*  una  vite.  .  C  iii,  5.  149. 

lo  suo  montare  è  a  Maria  quasi  tanto,  quanto  esso  monta  a  noi  nella 

mezza  terra  'alla  mezza  terza] C.  iii.  5.  152^  153. 

I.o  quale  montare  e  discendere  intorno  sé  allor  vede C  iiì.  5.  163. 

siccome  ano  arco  .  .  .  rìliene  .  .  .  montando  e  volgcnd   ,     .  .     .  C  iv.  03.  59, 

dico,  eh'  ella  procede  .  .  .  montando  e  discendendo C.  iv.  03.  64. 

che  procede  tttoiUando  alla  Gìoventute C.  iv.  34.  39. 

monte,     quando  Cristo  saiìo  lo  monte  per  tras&gurarsi C.  ìi.  I.  47. 

e  certe  nelle  piagge  e  a  pie  de'  tnonti C.  iii.  3.  a^, 

lo  luogo,  nelle  coste  d'  un  monte  in  Toscana C  iv.  iz.  77. 

Blontefeltrano.      né   il   nobilissimo    nostro    Latino   Guido  Muntefei- 

frano C  iv.  aS.  61. 

Hontefeltro.     Chi  non  ha .  .  .  Galasso  da  Montf/eftm C  iv.  xt.  1*9. 

morale,     li  tnoralì  ragionamenti  sogliono CL8.  40. 

virtude,  si  morale  come  intellettuale C  i.  II.  47. 

JI  terzo  senso  si  chiama  morale C.  ii.  1.  49, 

alla  nona  spera  risponde  la  Scienti  moraJe C  ii.  14.  63. 

ha  comparazione  .  .  .  alla  mont/e  Filosufia  ;   che  la  morate  Filosofia 

.  .  .  ordina  noi  all'  altre  scienze         C  ii.  15.  124,  135. 

non  altrimenti,  cessando  la  »f«oni/f  6losofi« C.  il  15.  158. 

questo  cielo  avere  alla  morale  filosofia  comparazione C.  ii.  15.  164. 

siccome  la  Scienza  naturale,  U  A/uraU  e  la  Metafiatca C.  ÌÌì.  il.  176. 

risulta  dall'  ordine  delle  virtù  morali C.  iii.  15.  lai. 

si  genera  nel  piacere  della  moraU  dottrina C.  iti.  15.  laó. 

quella  parte  di  sé  che  morale  filosofia  si  chiama C  iii.  15.  14B. 

a  perfezione  la  filosofia  mora/e  ridussero C  iv.  6.  137. 

insufficienti  uditori  della  mora/e  filosofia C.  iv.  15.  148. 

per  li  frutti,  che  sono  Virtù  »Mom/i.     ...  Civ.  16.115. 

ponendo  ...  la  difinizione  della  morale  Virtù C  iv.  17.  iol 

che  queste  0^1  virtù  sìeno  le  Virtù  ntoraìì C  iv.  17,  l6k 

che  proprìissinii  nostri  frutti  sono  le  $nonUi  Virtù C  iv.  17.  19. 

Bene  si  pone  Prudenza  .  .  .  essere  morate  Virtù C  iv.  17.  79. 

avvegnaché  essa  sia  conducìlrice  delle  mi/m/i  Virtù C,  iv.  17.  8x. 

anzi  .  .  .  per  la  via  delle  Virtù  intellettuali  che  delle  morali    .     .     .  C.  iv,  17.  xi8. 

perciocché  le  Virtù  morali  paiono  essere  e  sieno  più C  iv.  17.  133. 

come  ogni  virtù  morale  viene  da  uno  principio C,  iv.  18,  a. 

Nubilìlate  e  vtrtute  cotale,  cioè  mora/e^  convengono C.  iv,  18.  03. 


387 


MORIRE 


mordere.     Per  che  V  annato  cuor  da  nulla  è  mono Cams.  xL  75. 

E  per  dolore  s*  medeamo  inonù S.  P.  vi.  97. 

Sempre  mi  mordt  la  mia  coscienza  Per S.  P,  xxxvìL  73. 

morire,    qual  soffriste  di  starla  a  vedere  Divenia  nobil  cosa,   o  sì 

morria K  W.  19.  55  (GvMJ;  i.  36), 

Ben  coDverrii  che  la  mia  donna  ftton V.  N.  -a-^.  161  {Cmtu,  il.  34). 

Che  mi  dìccan  pur  :  Morm'tif  Mtorra'ti V.  N,  03.  169  \CmnB^  ii.  4»  :  Am). 

Morta  ò  la  donna  tua,  eh*  era  si  bella.     ......      K.  W.  33.  183  (Gwa.  ii,  56). 

Mi  condusse  a  veder  raia  donna  morfm K.  iV.  03.  193   Cina.  ii.  661. 

e  doglia  Di  sospirare  e  di  morir  di  pianto K.  W.  34.  79  (Orna.  ili.  39*. 

Chiamo  Beatrice  ;  e  dico  :  Or  se'  tu  marta K  A'.  33.  95  {Comm.  lii.  55). 

Ch*  io  sono  astioso  di  chiunque  muon K  W.  34.  39  {Cohm.  tv.  13). 

Che  non  mirasser  tal,  eh'  io  ne  son  morta C.  ii.  Caiu.  i.  39  ;  10.76^ 

Tu  non  se'  morta  [,  ma  se'  ismarrita] C.  n.  Cane,  i,  40;  11.  B,  il. 

£  tocca  a  tal  eh'  è  morto  e  va  per  terra C  iv.  Cattg.  ni.  40;  7.  103. 

Tu  vaoi  ch*  io  rmfoi'a,  ed  io  ne  ton  contento Caia.  aì.  7. 

che  innanzi  al  mio  ntonn  .  .  .  noi  possa  udire Cattg,  xi.  13. 

Va  co'  suoi  pie  colà,  dov'  egli  è  morto Crna.  xi.  40. 

Dicer  :  Vìa  via  ;  vedrai  morir  costui  f Canm.  xi.  49. 

Qui  vivo  e  morto  ...  mi  palpi Catta,  xi.  64. 

ora  quasi  morto  Vede  lo  core Cans.  xiiì.  06. 

Che  .  .  .  Lieve  sana  ;  ma  so  eh'  io  ne  monti Oitu.  xiv.  39. 

e  morim  1 1*  erba Gims.  xv.  42. 

E  r  acqua  morta  ti  converte  In  vetro Cmna,  xv.  60. 

Dipinta  in  guisa  di  persona  moria CamM,  xvii.  la 

temo  .  .  .  Che  . .  .  Vorrò  morirti  e  non  Sa  chi  m*  occtda     ....     Cana,  xviì.  30. 

Quanto  seguiterà  se  coatei  mttorw Cam*,  xvli.  47. 


morale,     che  ogni  xmrfit  moraU  venga  da  urna  rméirt C.  iv.  t8.  59. 

riluce  in  essa  ...  le  monili  Virtù C*.  iv.  19.  38, 

Comandamento  ò  delli  moni/i' filosofi C  iv,  aa.  i. 

cioè  nelle  operazioni  delle  moraJi  virtù C.  iv.  ai.  A05. 

moralità.     Qui  si  vuole  bene  attendere  ad  alcuna  mom/itiì .     .     .     .     .  C,  iu  16.  51. 

che  la  moralità  è  MUzta  delta  fUoaofia C.  ili.  13.  116. 

sua  Ar//àf  cioè  moraitià,  piove  Jiammftìé .     .  C  ìli.  15.  133. 

la  perfezione  di  questa  Momhtà C,  iv,  6.  (43. 

moralmente,     in  che  moratmmtt  si  può  intendere C  ÌL  i.  49. 

Che  se  morn/fPKHf/ ciò  volemo  sporre C.  iv.  17.  106. 

morire,     risurti  li  morti  spiriti  miei  .  .  .  dissi K.  /V.  14.  58. 

ai  che  qual  la  mirasse  dovrebbe  morirt  di  pleiade .......  K.  ^V.  aa.  99. 

coDvicne,  che  la  gentilissima  Beatrice  ...  sì  muoia V,  N-  93.  19. 

che  mi  diceano  :  Tu  pur  morrai .     .     .  K.  A^,  «3.  97. 

i  quali  mi  diceano  :  Tu  se*  morto  ......  .     .     .  K  A^.  03.  30. 

che  gli  uccelli  volando  per  r  aria  cadessero  mar/I K  iV.  «3.  39. 

Vero  è  che  niona  giace  la  nostra  donna K.  M  93.  58. 

che  mi  mostrò  questa  donna  morta K.  TV.  93.  63. 

che  alli  corpi  de'  morti  s*  usano  di  fare K  W.  93.  77. 

Questi  par  fMoHb K  A'.  «3.  113, 

per  una  donna  che  s'  era  morta K  A^.  33.  9» 

la  quale  JHor/tf  era  cortamente K^V.  33.  11, 

ore  nacque,  vivrttc  e  moria  la  gcntilisaima  donna     *     .     .     •     .     .  K  W.  4>-  9> 

gridano  .  .  .  Mttoìa  ta  hr  viém C  Ì.  1 1.  $4 

Cristo  ...  il  quale  fu  morto  da  noi .    « C  il.  6.  15. 

Non  è  veiv  che  tu  aia  mtorta ,  C  ii.  II.  IJ. 

U  cagiooe,  per  che  ifMrftì  ti  pare  eaaerc  .  .  CU.  11.  14. 

C  C  a 


MORIRE 


388 


morire.    Se  colpa  muore  purché  1'  uom  si  penta    . 

Che  mi  comandi  per  messo  eh'  io  wttuoia 

Abbi  pieU  del  cor  .  .  .  Che  .  .  .  desiando  muorr 

sì  che  quasi  morto  Mi  troverai 

lamentare  .  . .  Sovra  la  morta  immagine  avvenente 

Ciò  che  m'  incontra,  nella  mente  »$iorr  Quando 

Le  pietre  par  che  jridin  :  Moia^  moia      .     ,     . 

La  qual  si  cria  nella  vista  morta  Degli  occhi 

Che .  .  .  Sarebbe  innanzi  lei  piangendo  morta. 

E  s"  e*  non  fosscfr  di  dolor  morrri 

La  nostra  donna,  eh*  è  morta,  obbliare   .     .     . 

Onde  1  convien  morir 

Che  a*  altri  mMor  per  lei,  noi  mira  pìtie  .     .     . 

là,  dov*  io  son  morto  e  son  deriso 

Quelli,  eh*  eran  ligatt,  infermi  e  fttorti     .     ,     . 

U  qual  non  vuoi  che  il  peccatore  muora  . 

Come  3^  io  fossi  quasi  di  que'  morti    .... 

Di  quei  che  al  lago  discendendo  mttorw   .     .     . 

Tornar  con  gloria  a  giudicare  i  morti      .     .     , 
roorao.     Che  .  .  .  Non  meriti  che  lo  tuo  morso  ...  gli  costringa 
mortale.     Cosa  morta/e  Come  esser  può  si    .     .     . 

non  vai  eh*  uom  ...  si  dilunghi  da'  colpi  moritUi 

tutti  i  carchi  .  .  .  infìn  al  peso  eh*  è  mortah 

che  .  .  .  sia  rimosso  Lo  suo  mortai  voler       .     . 

Credo  che  *I  6glio  .  .  .  \"ita  Mortai  prendesse    . 


.     .     Con*.  XX.  9CK 
N.  la.  Ita  {BaU.  i.  33). 
.     .     BaU.  iì.  4. 
.     .     BaU,  v.  19. 
■*.  N.  8.  3r    Som.  iil.  11). 
N.  15.  a8  iSon,  viiL  i). 
35  \Son.  vin".  8  ;  bis). 
15.  40  {Son.  vili.  13). 
N.  33.  t03  {San.  xiii.  14). 
t^  ^.  33.  "9  {Son.  xvii.  4). 
38.  47  (Son.  xxi.  13), 
Son,  xxzi.  7. 
Som.  xxzi.  13. 
Son.  XXXV.  3. 
.    5.  Z'.  d.  80. 

S.  P,  cxxix.  14. 
.     S.  P.  cxliì.  17. 
S.  P.  cxlii.  39. 
.     P.F,^ 
.     5.  P.  rcD.  7X. 
A".  iQ.  6fl  (G»u.  ì.  43), 
Canm,  xii.  20. 
Cans.  xvi.  34. 
CaHM.  xviL  73. 
.     P.F.atK 


tiomo,  ed  è  rimaso 


morire,     e  dice  poi  :  sono  morta 

le  quali,  se  sì  trasmutano,  o  muoiono  del  tutto  o 

Oh  peggio  che  morti,  che  .  .  .  fuggite      .     .     . 

dico  questo  .  .  .  essere  morto,  parendo  vivo 

veramente  morto  il  malvagio  uomo  dire  si  può . 

Dunque  ,  .  .  cosi  ù  rsjxrr  morto 

Quegli  morrà  che  non  ebbe  disciplina      .     .     . 

Colui  é  morto,  che  non  si  fé*  discepolo,  e  che  . 

cone  è  Htorfo  e  va  i  Rispondo,  che  è  morto 
besHa 

per  che,  non  morte,  ma  non  vivere  dire  si  deouo 

quelli  che  prima  morirt  vorrebbono     .... 

tale  uomo  sarrbbe  tenuto  nobile  morto     .     .     . 

diremo  noi  che  Dardano  .  .  .  morto  sia  nobile  ì 

con  quella  parte  della  .  .  .  anima  che  mai  non 

il  quale  volle  morire  nel  trentaquattresimo  anno 

era  quasi  ora  sesta  quando  mono  .... 

se  *1  padre  muore  intestato 

per  onorare  lo  corpo  di  Mìscno  morto      .     . 

per  Io  fuoco  che  dovrà  ardere  il  corpo  morfo 

a  lui  domandò  lo  rìsturo  della  mortn  gente  . 

Morì  Ortensio 

che  ...  si  dica  eh*  io  sìa  morta  moglie  di  Catone 

cosi  .  .  .  potrebbero  lì  buoni  morire  a  uno  a  uno 
mortale.     Ella  non  pareva  6gliuola  d'  uomo  ntortaU 

concios^acosachè  molti  che  vivono  interamente  siano  morttdi 

dal  mortaU  allo  immortale  nulla  sia  proporzione 

'I  nostro  immortale  col  mortai*  è  mischiato .     . 

per  mistura  del  mortale  coli'  immortale  .     .    . 


C  ii.  16.  69. 

C  iii.  3.  »8. 
C  iii.  15.  178. 
C  iv.  7.  105. 
C.  iv.  7.  106. 
C  iv.  7.  laa. 
C  iv.  7.  131. 
C  iv.  7,  134. 


mnort 


C.  iv.  7.  137  {bis), 
C.  iv.  8.  130. 
C.  Iv.  ri.  ]3a. 
C.  iv.  14.  133. 
C.  iv.  14.  145. 
C.  iv.  33.  39. 
C.  iv.  33.  97. 
C  iv.  33.  106. 
C  iv.  34.  178. 
C,  iv.  a6.  113. 
C.  iv.  a6.  117. 
C.  iv.  37.  165. 
C.  iv.  ad.  1 14. 
C.  iv.  38.  150. 
C.  iv.  39.  taa. 
K  yv.  a.  53. 
C  ii.  9.  Ba. 
C  ii.  9.  xia. 
C.  ti.  9.  136. 
C.  ii.  9.  139. 


389  ^^^F  MORTE 

morte.     Ch'  era  dov*  io  chùmava  spesso  Morte      ,  .     .  y.  N.93.  130  (Cumb.  ii.  3^. 

Che  fftcea  ragionar  dì  morti  altrui K  A^.  33.  r^9  {Cohm.  ii.  aa). 

Ch'  io  dicca  :  Martr,  assai  dolce  tj  tcgno      .     .     .     .     ^    K  W.  33.  aoo  {Catta,  u.  73). 

Clic  appoco  appoco  alla  tttorU  mi  mena K  A^.  3a.  45  (.Catta,  lii.  5^ 

E  spe»s«  fiate  pensando  alla  morte K  W.  33.  86  (Gihj.  iii.  46  . 

Ood*  io  chiamo  U  Mortt K  /V.  34.  36  i^Cmms.  iv.  io>. 

Che  va  chiamando  Morte  tìxttmvìa K.  M  34.  43   Comm.  iv.  16). 

Che  ...  La  mostra  infìn  la  morte C.  iv.  Can».  iii.  134. 

Non  soffrir  che  costei  ...  mi  conduca  a  morte Cmn.*.  ix.  57. 

Voler  cadere  in  .  .  .  Ower  di  7ita  in  morU Ctttu.  x.  a6. 

JVortr  repugna  al,  che  lei  non  cura Cam*,  x.  3B. 

MorU,  che  ùù Gru*,  x.  90. 

del .  .  .  lume.  Che  folgorando  fa  via  alla  mor^ Ori»,  xl.  66. 

più  mi  trema  il  cor  .  .  .  Ch^  io  non  fo  della  mori* Catts.  xìi.  31. 

^o/tr  m' avrà  chiuso  Prima  che '1  colpo  aia  dìaceao Ta/fx.  xii.  51. 

Poi  non  mi  larcbb'  atra  La  morte Cane.  kÌÌ.  56. 

Quand'  egli  incominciaro  La  morte  mia  .     .  Cans,  xiii.  13. 

Che  parve  ben,  che  morte  .  .  .  giunta  fosse  .  CanM.  mii.  68. 

perdono  La  »*torU  mia  a  quella  bella  coui  CanM.  Xiii.  91. 

Quanto  è  quel  che  la  morie  Face  piacer Cohm.  xiv.  37, 

citè  ...  La  morte  de'  passare  ogni  altro  dolce  ........  CmtM.  xv.  65. 

Che  morte  n*  ha  più  tosta  e  più  amara Cans.  xvi.  39. 

Morie  ...  A  te  conven  eh'  io  driizi  la  mia  face Ca»9.  xvli.  i. 

Perchè  tu,  Morte,  puoi  la  vita  mia  ...  far Cans.  xvii.  7, 

Piangendo,  Mortet  quella  dolce  pace 0>hj.  xvii.  xa. 

Morie^  qual  sia  la  pace  che  mi  toHi Canm.  xvii.  16. 

Mmte^  se  tu  questa  gentile  occidi Gif»,  xvii.  31. 

Se  chiudi,  Morte^  la  sua  bella  luce Cftnz.  xvii.  43. 

Morie,  adunque  di  tanto  mal  t*  incresca ...  Cun*.  xvii.  46. 

Morie,  deh  !   non  tardar  mercè,  se  l*  hai Cans.  xvit.  56. 

FAttJ,  novella  mìo,  dinanzi  a  Morte Con*,  xvii.  68 

A  tempre  congregarai  alla  tua  n%orle CtJia.  xviil.  8. 

Maggior  tempesta  con  fortunol  mtorte  Attendi Cùmm.  xviiì.  56. 

Che  dopo  morie  fanno  Riparo  nella  mente Gm4.  xix.  33. 

inortafe.    nelle  cose  animate  »M>nl«/i'nnn  ai  tnwa C.  tii.  a,  107. 

dtsrlire  I'  uomo  sé  cssax  del  tutto  moriate C  iv.  8.  117. 

sarebbe  ...  di  moriate  corpo  in  eternale  tra-»mutato C.  iv.  04.  67. 

morte,     mi  proposi  di  dire  alquante  parole  della  »ua  morH      .    .    .     .  K.  A^.  8.  13. 

chiamo  la  Morte  per  certi  suoi  nomi K.  AT,  8,  66. 

ApprcMO  la  morie  dì  questa  donna  alquanti  di,  avvenne      .     ,     .     .  K.  A^.  9.  t. 

lo  quale  non  negò  la  morte  a  sé K  A^  aa.  3. 

che  io  chiamava  la  Morie,  e  dicea  :  Dolcissima  Morie,  vieni  a  me     .  K.  N.  03,  71  \h*»\ 

chiamando  la  Morie  che  venisse  a  me .  K.  A^.  33.  85. 

che  mal,  se  non  dopo  la  morte^  non  dovrebbero  K  A^.  38.  16. 

gridano  :  Kitvi  la  èor  morte    ......  .  C  i.  1 1.  54. 

Unta,  che  mi  facea  disioso  della  morte  C.  li.  B.  5S. 

notti  alla  morie  del  corpo  sono  corai  .....  .  C.  ii.  9.  98. 

•onaobuìone  di  Lelio  .  .  .  nella  mori*  di  Scipione  C  li.  13,  ai. 

r  accendimento  .  .  .  signi6ca  morte  di  regi  .  C  (i.  14.  1701 

nella  neorte  d*  Augusto  impcrodorc  vide  .     .  .  C  ii.  14^  175. 

nJvo  dalla  mor«r  della  ignoranza  e  detli  vici C,  ii.  16.  36. 

per  la  quale  campiamo  da  eternai  morte C.  iii.  7.  i6a 

la  quale  corrotta,  a  cosi  laida  morte  si  conct C.  iv.  1.  89. 

non  ostante  che  . .  .  cieltì  sieno  appresso  la  sua  m^ri*      .     .     .     .  C  iv.  3.  4S* 


MORTE 


390 


morte,  si .  . .  Che  mortt  al  petto  m*  ha  posto  la  chiave 
Che  per  lei  dolorosa  ntortt  faccio  •  .  ,  . 
Colà,  dov'  io  sarò  di  morie  freddo  .  •  .  • 
Ch'  egli  m*  ancide  e  la  morie  m'  è  dura  •  • 
Li  stmg'ge  Aforti  con  tanta  paura  .... 
Perchè  villana  morU  in  gentil  core  Ha  messo 
Mortt  villana  [,  di  pietà  nemica  ...  Dì  te]  . 
Degli  occhi,  e'  hanno  dì  !or  tHortt  voglia  . 
Voi  non  dovreste  mai,  se  non  per  morU  .     . 

E  della  mortt  sua  molte  parole 

si,  che  non  s'  aspetta  Per  me  se  non  la  morU 
Ch*  està  crudele  che  mia  morti  perpetra  .  . 
Lo  qua!  mi  mena  ...  A  dolce  wt%orU  .  .  . 
La  qual  si  stretto  alla  morte  mi  mena  .  .  . 
Chi  è  colui,  che  di  te  sì  rìcorde  In  morte 
E  nondimcn,  per  darmi  alla  6n  morte.  .  . 
Da  morte  suscitò,  credo  e  confesso  .  .  , 
E  con  ebbrezza  e  con  .  .  .  Morte  apparecchia 

morta    K.  morire. 

mostrare.  Gli  atti  soavi  eh'  ella  mostra  altrui  . 
Che  mostnnt  de'  piacer  del  Paradiso  .  .  . 
Che  ...  La  mostro  ìnfin  la  morte  .... 


che 


.  K 

V.N. 
V.N. 


K  AT. 


.     Cuna.  XX.  87. 
.     Cd#ta.  xxi.  31, 
.    Srs/.  ii.  34. 
.     Bali^  ìli.  a. 
.     Bali.  v.  9. 
A".  8.  35  {SoH.  iiL  5\ 
8.  30,  45  (Som.  iv.  il. 
15.  41  (5oH.  viti.  14). 
38.  46  (Som.  xxL  xa). 
4a  64  (Som.  xxiii.  14). 
SoH,  xxvi.  4. 
Son.  xxxi.  3. 
Som.  XXXV.  io. 
Som.  xlvii.  7, 
S.  P.  vi.  34. 
S.  P.  xxx\'ii.  49< 
P.  F,  48. 
P.  F,  aoi. 


.  C  ili.  CcMJt.  ìl  45. 
.  e  ìli.  Cam»,  'ù.  56. 
C.  iv.  CiXM«.  iìi.  104. 


morte.     Torquato  giudicatore  del  suo  figliuolo  a  morte C.  iv.  5.  1x9. 

lo  non  vìvere  non  offende  lavila,  ma  offende  quella  la  morte .  . .  onde 
altro  f^  la  morte,  e  altro  è  non  vivere  ...  E  perocché  morte  dice 
privazione C  iv.  8.  194,  105,  xa^. 

che  ...  il  figlio  alla  mor/«  del  padre  intende C  iv.  13.  137. 

Alcuna  morte  t  vioienta,  ovvero C  iv.  33.  75. 

1'  ora  del  giorno  della  sua  tnorte C  \v.  33.  104. 

la  naturale  morte  è  quasi  porto  a  noi C.  iv.  38.  15. 

che  in  c%%a  cotale  morte  non  è  dolore,  né  .  .  .  acerbità C.  iv.  a6.  a6. 

senza  tristizia  è  la  M«orf#  eh' ò  nella  vecchiezza C.  iv.  08. 33. 

morto.    K  morire. 

mossa,     che  la  loro  mossa  viene  da  cinque  .  .  .  cagioni C  ì.  11.  5. 

potentissima  cagione  è  della  mia  mossa C.  iv.  a.  43. 

mostl^EuneatO.     si  faccia  simile  per  lo  mostratttento  della  .  .  .  volontà    .  C.  iil.  X.  68. 

mostrare,     e  tanto  ne  mostrai  in  poco  di  tempo K  /V.  5.  34. 

altro  intendimento  che  I'  estreme  partì  .  .  .  non  mostrano  .     .     .     .  V,  N.  f,  47. 

lo  simulato  amore  che  hai  PHostrmto  a  questa,  e  che  ti  converrà 

mostrare  ad  altrui ^T  JV.  9.  34,  35. 

là  ove  tante  donne  9HOstrttvo$io  le  loro  bellezze y.  JV.  14.  7. 

quegli  che  non  mostra  pietà  di  me K  TV.  [5.  56. 

parole,  per  le  quali  io  mo5/nu5i' come K  TV.  ai.  4. 

si,  che  le  stelle  si  mostravano  dì  colore,  che K  M  33.  36, 

si  forte  .  .  .  che  mi  mostrò  questa  donna  moria y.  N.  33.  63. 

lo  d)  che  Beatrice  si  mostrerà  dopo  V  .     .     . K  W.  34.  33. 

s' andava,  nulla  gloria  rH05/n]ffd!o  di  ciò  ch* .     .  K  A^.  36.  13. 

Io  dico  ch*  ella  sì  wtostrava  sì  gentile  e  sì  piena  di y.  N.  aò.  ao. 

temendo  di  non  mos/ntnr  la  mia  viltà KA.  36.  19. 

che  di  simile  colore  si  mostrava  tuttavia       ........     t^'.  A^.  37.  6, 

della  donna,  che  tanto  pietosa  ci  s'  è  mostrata K  TV.  39.  33. 

un  generale  Convivio  dì  ciò  ch*  io  ho  loro  mostrato C  i.  X.  81. 

siccome  di  sotto  .  .  .  sarà  per  propria  ragione  nastrato      .     ,     .     .  C.  i.  t.  135. 

quella  che  .  .  .  ìHosirano  le  Canzoni  predette C  i.  1,  139. 


l^I 


MOSTRARE 


nos^tx^re.     Come  pinturm  . . .  Che  non  sì  può  mostratt Cvu,  \%.  14. 

com'  poca  difesa  Mostra  signore Cans.  x.  98. 

dacché  convien  pur  eh'  io  .  .  .  mostri  me  .  .  .  spento Cans.  xi,  3. 

E  Pttostfu  poi  la  iaccÌA  scolorita  Qual  fu    .     , Cans.  xi.  56, 

Cbe  .  .  .  quel  pianeta  ...  Si  mostra  lutto  a  noi  per CanM.  xv.  8. 

Lo  cui  .  .  .  valore  all'  intelletto  Mostra  perfetto  —  ciò Coma.  xvii.  33. 

congregarsi  .  .  .  Falso  per  vero  al  popol  tuo  mostrando .....  Canm.  xviii.  io, 

una  gentile,  Che  la  mostrava  in  tutti  gli  atti  sui GifW,  xìx.  6a. 

per  ollegorìcs  sposizione  .  .  .  intendo  mostrare      .     .     .     .  C  i.  i.  131. 

per  rmoitrttrt  quello  che  non  sì  sa.     Onde  chi  loda  sé,  mostra  che  .  C  i.  a.  49,  50. 

del  suo  esilio,  mostrando  quello  essere  ingiusto C  i.  a.  99. 

lo  quale  Htostra  che ,  C.  ì,  a.  laa. 

I  citendo  anche  mos/ninr  la  vera  sentenza C.  ì.  a.  104. 

andato,  mostrando  ...  la  piaga  della  fortuna C.  I.  3.  3C. 

la  ragione  innanzi  .  .  .  resta  ...  a  mostrare  quelle    .     .     .  C  i.  4.  if  4. 

quelle,  si  verrà C.  i.  4.  6. 

M0ostraio  come  il  presente  comento  .  .  .  resta  a  mostrare  come    .     .  Ci.  6.  i,  4. 

[>ercbé  .  .  .  sono  .  .  .  non  intendo  .  .  .  mostrare C  i.  6.  aa. 

cr«>me  di  sopra  ...  è  mostrato C  ì.  7.  38, 

^^^Lc  non  fosse  stato  ...  si  può  mostrare C  i.  7.  68. 

Cj^oando  è  mostrato  .  .  .  come C  i.  8.  i. 

iverrcbbe,  alle  nominate  Canzoni .  . .  mosttaiv,  comento    ,    .     .  C.  i.  8.  4. 

rnr  intendo  come ,  C.  Ì.  8.  5. 

KS  quanto  colui  che  dà  mostra  ...  sé  essere  amico C  i.  8.  aB. 

ntendo  ^Mostrare  quattro  ragioni C.  i.  8.  43. 

ftae  si  mostra  nel  tenere  \'olto  lo  viso  in  quella C  ì.  8.  103. 

tie  si  mostra  in  non  guardare , C  i.  8.  105. 

iole  eh*  io  montri  come  a  ciò  mi  mossi C  i.  io.  99. 

M.  '  ■-l'ocché  virtuosissimo  é  .  . .  mostrare  lo  difetto C.  i.  io.  104. 

a  ntostrare  . .  .  che  .  .  .  amore  di  quella  è  tn  me C  L  la.  1 1. 

io  fVMM^nuM^  a  chi  bene  intenderà,  dirò C.  ì.  la.  15. 

ccome  brievemente  io  wfoi/nrrò ,  C.  i.  la.  a8. 

■ievcmente  si  può  mn-5/ranp C.  i.  13.  34. 

^K     con  esso  mi  fu  mostrato C  i.  13.  41. 

^^'i.it  posso  cosi  mostrane C.  i.  13.  46. 

^Ca  .  .  .  voglio  mostrare  come  mangiare  si  dee C.  ii.  x.  I9. 

K^Tch*  .  .  .  fosse  trovato  .  .  .  nel  .  .  .  Trattalo  si  mostrerà  .     .     .     .  C  ii.  i.  36. 

<3«>ve  e*  fMOj/m  bene  sé  avere  seguito C.  ii.  3.  33. 

*as  quella  parte  cbe  mvs/rart  intendo C.  ii.  4.  46. 

^d  quale  compiutamente  è  mostrato  quello  ..,...».,  C.  u.  4.  X03, 

T^oich*  è  mostrato  nel  precedente  capitolo C  ii.  5.  i. 

1— a  pfima  cosa  e  *1  primo  segreto  che  ne  mostrò C  ii.  6.  aa. 

«tuelli  cb*  io  mostrai  che  sono  modtori C.  ii.  7,  7. 

acciocché  . .  .  esso  ...  si  mostri  conoscente  ver  lo C.  ii.  7.  37. 

IXìico  /iiggirt,  per  mostrare  quello  essere  contrario C.  ii.  8.  69. 

quello  che  fugge,  mostra  per  difetto  .  .  .  fuggire C  ii.  8.  73. 

t 'i  nào  dt  fuori  io  mostra C.  ii.  8.  78. 

moateo  la  potenza  di  questo  pensiero C.  ii.  8.  80. 

Ora  eh*  é  mostrato  come  .  .  .  naacca  amore C.  ii.  9.  i. 

ki  dee  »«o5/ns/v  la  sentenza  della  parte C.  ii.  it,  4. 

foal  lune  che  nvps/ni  il  bene C  ii.  11.  73, 

apeni  la  bocca  . . .  mostrando  la  mia  condizione  sotto  figura .    .    .  C.  ii.  13.  $6. 

che  intra  tutte  le  stelle  sì  mostra .  C.  ii.  14.  303. 

eh*  dio  CI  mostra  di  se  due  visibili  cose C.  ii,  15.  7. 


MOSTRARE 


392 


moatrare.    Che  sua  franchezza  gli  convien  mostmn Cans.  xix.  131. 

Poi  gli  ti  mostra Can»,  xx.  99. 

E  son  venuta  per  fmostmrmi  a  vuì 6d//.  vi.  a. 

Sicché  ...  Di  fuor  mostrv  allegnuua K  yV.  7.  36  (Sai»,  ii,  19V 

donne  chiamare,  Mostrando  amaro  duol  per  gli  occhi  fuore    .  V.  N,  8.  04  (San,  iti.  4). 

Lo  viso  mostra  [lo  color  del  core] V,  N,  t$.  ^-2  (Som.  vìit.  5^  66. 

Voi,  che  portate  .  .  .  Cogli  occhi  basai  mostrando  dolore    .    V,  N.  aa.  69  {Son.  xìi.  a). 
venuta  Di  ciclo  in  terra  a  miracol  tnostmrt .     .     .     .     4     •     K  A^  a6.  44  (Som.  av,  8). 

mostrare,     ntostraa  V  uno  de'  poti »     .     .     .     .     C  ii.  15.  fo. 

mostrati  un  solo  movimento ,     C  ii.  15.  la. 

Dico  eh'  il  Cielo  stellato  ci  mostra  molte  stelle C.  ii.  15.  18. 

questi  tre  movimenti  soli  mostra  la  Fisica C.  iì.  15.  41. 

Venere  e  Uercurìo  .  .  .  si  .  .  .  mostrerebòrro C  iì.  15.  149. 

siccome  lo  .  .  .  incendio  pur  vuole  .  .  .  mostrars» C  ìiì.  1.  ai. 

non  volere  che  alcuno  vizioso  si  mo5fn  amico C.  ili.  1.  47, 

la  pronta  volontà  mastra  che  .  .  .  più  farei C  iii.  i.  74. 

perocché  nelle  boutadi ...  la  ragione  si  mostra  Diiana      .     .     .     .  C  iii.  a.  60. 

nella  quale  della  divina  luce  assai  mi  si  mostnwa C  tii.  a,  73. 

per  la  ragione  di  sopra  mostrata C  iii.  3.  7. 

si  chiama  Afmtf,  come  dì  sopra  è  mostrato C.  iii.  3.  93. 

egli  gira  ...  sé  non  tutto  mostrando C.  iii.  5,  161, 

Nel  precedente  Capitolo  è  MflOf/nd/D  per  che  modu C.  Jìi.  6.  i. 

Poi  quando  dico  :  Suo  tss4r .  .  .  mostro  che C.  ìiì.  6.  89. 

come  nel  seguente  Trattato  si  mostra C.  iii.  7.  145. 

conviensi  qui  .  .  .  mostrart .  .  ,  che  é  questo C.  iii.  11.  15. 

cotidianamcntc  diccmo,  mostrando  V  amico C.  iti.  xi.  170. 

discendo  a  tttosfrarr  come  .  .  .  essa  .  .  .  venga C.  iii.  13.  aa. 

saranno  ornai  le  seguenti  commendazioni  a  mostrare C.  iii.  13.  88. 

mo^/rrn?  dì (Terenza  di  questi  vocaboli C  iii.  14.  40. 

accende  amore  ovunque  ella  sì  Mosffia C  iii.  14.115. 

co&c  che  mostrano  de^  piaot ri  di  Paradiso      .     .     .     ,     ,     .     .     .     .  C  iii.  15.  io. 

non  potendo  a  lui  certe  cose  mostrart  perfettamente C  iii.  15.  73. 

che  .  .  .  poi,  quelli  convìnti,  la  verità  mostrò C  iv.  a.  141. 

per  meglio  quello  mostrart ...  si  conviene C.  iv.  3.  3. 

che  mostrart  s'  intende C  iv.  3.  15. 

le  quali  mostrano  quella  cittik  essere  imperadrìce C  iv.  4.  laS. 

per  le  toccate  ragioni  mostrarw C.  iv.  4.  136. 

cioè  ...  di  nulla  mostrart  dolore,  di  nulla  mostrar*  allegrezza     .     .  C.  ìv.  6.  89  (Aù). 

questo  mostrare  sì  volea C  iv.  6.  153. 

pongo  esemplo  del  cammino  mostrato.     Dove  a  ci6  mostrare  far  mì 

conviene C.  iv.  7,  54  {òis}m 

ciò  si  può  co^  mostrare C  ÌT.  7.  no;  14.  1x4. 

Perch*  io  . .  .  mostrerò  come  ...  si  ragiona C.  iv.  8.  30. 

Che  se  .  .  .  irreverente  mi  mostrassi .  C  ìv.  8.  34. 

nel  quale  ...  me  nobile  .  .  .  deggio  mostrmrt C  iv.  8.  37. 

mostrerò  me  non  presumere  contro C  Ìv.  8.  38,  40. 

la  ragione  mostrare  intendo C  ir.  8.  88. 

a  mostrart  me  non  essere  irreverente C.  ìv.  8.  97. 

immediatamente  intendo  ciò  mostrare C  iv.  8.  154. 

trovata  fu  la  Ragione  scrìtta,  e  per  mostrarla  e C.  iv.  9.  81. 

A  questa  .  .  .  mostrare  .  .  .  é  questo  Ufficiale  posto C.  (v.  9.  69. 

Poiché  .  .  .  mnutrato  é  ,  .  .  a  me  essere  licito C.  iv.  io.  a. 

come  dì  sotto  si  mostrerà C  iv.  io.  tS. 

a  mostrare  .  .  .  questa  coaa  determinare  essere  fuori  d'      .     .     .     .  C  Ìv.  10.  43. 


393  ^ii«PV  ^^'^^ 

mostrare.     Mostrasi  si  placente  i  chi  la  min K.  W.  «A.  45  {Som.  xv,  9^, 

desìrì  Di  Ugrinurc  e  di  mostrar  dolore K  /V.  40.  56  ìSoh.  xxtii.  6). 

Chi  s'  innamora  .  .  .  E  .  .  .  Mostra  cW  Amur Som.  xxxiv.  tx. 

Co«l  voi  vi  mostrai*  in  ciascun  loco Som,  xlv.  ii. 

Voi,  Donne,  che  pietoso  atto  mostrata SoH,  IL  X. 

Io  mostrerò  aU'  umana  nequizia  La  via S.  P.X.  53. 

mostxure.     non  comprendono  .  .  .  siccome  di  &otto  sì  tuo^trtrà    .     .     .  C  iv.  10.  54. 
Poi  .  .  .  mostro  com'  elle  non  possono  causare  Nobiltà  ...  e  mcM/ro 

quelle  non  poterla  torre C  iv.  10.  66,  68. 

a  mtoatran  maggiore  diversità  avere  con  quella C.  iv.  la  94. 

cose  che  prima  non  mosiratio  ì  loro  difetti C  iv.  la.  19. 

nel  traditore,  che  nella  faccia  ...  si  rmnsira  amicij C  tv.  la.  93* 

siccome  .  .  .  nel  terso  Trattato  è  mostrato .  C  tv.  13.  63. 

in  che  mostra  che  .  . .  bada  la  nostra  potenza C  tv.  13.  75. 

In  che  mostra  che  .  .  .  dcesi  fìne  attendere .     -     .  C  iv.  13.  77. 

come  .  .  .  siano  damm>s*  ...  i  da  mtostmrt .     .  C.  iv,  13.  90. 

ciò  cosi  si  mostra C  iv.  14,  134. 

ciò  si  può  tnostran C  iv.  15.  I9. 

dico  che  e  da  venire  a  mastrarg  la  verità  :  e  dico  che  *ft  a  mostrarle 

quello C  iv.  15.  188,  189. 

nella  prima  s*  intende  wwM/rnrv  che  è  questa  Nohittn C  tv.  16.  93. 

avvegnaché  essa  .  .  .  mostri  la  via C.  iv.  17.  Sa. 

Maria  .  .  .  nulla  cura  .  .  .  mostrava C*.  iv.  17.  105. 

volle  il  nostro  Signore  in  ciò  moetrarr  che C.  iv.  17.  108. 

prova  ciò  che  dico,  mostrando  che C  iv.  19.  73. 

cosi  questo  .  .  .  appetito  ...  si  mostra  non  dissimile C  iv.  «a.  40. 

nella  quale  si  mostrutto  i  segni C.  iv.  03.  8, 

Bella  m€on4m  si  mostra  specificatamente  nelli  .     .  .  C,  iv.  03.  13. 

Poi  .  .  .  mojfni  quello  per  che  potcmo  conoscere  .  C  iv.  33.  33. 

questa  Nobiltà  .  .  .  diversamente  mostra  li  suoi  effetti  .     .  .  C.  iv.  94.  79. 

quello  che  questa  parte  .  .  .  intende  dì  mostrarr C  iv.  94.  89. 

•e  dalli  suoi   maggiori   non  gli   fosse  mostrati*,     fit  il  mostrarr 

varrebbe C  iv.  94.  ia7  i6ts). 

però  la  .  .  .  natura  in  questa  età  la  fuostra C  iv.  35.  95, 

la  .  .  .  particola  .  .  .  che  mostra  quello  per  che .  C.  tv.  96.  9. 

sircome  la  .  .  .  natura  .  .  .  Ubbidiente  ...  si  mostra  C.  iv.  aó.  io. 

TemperoMMa^  la  quale  mostra  lo  termioc C  iv.  aÓ,  53, 

U  qual  vìrtutc  mostra  lo  loco C  iv.  a6.  58, 

cosi  infrenato  mostra  Virgilio  .  .  .  che  fosse  Enea      ......  C  iv.  a6.  60. 

questo  amore  mostra  che  avesse  Enea  il  nomato  poeta C  iv.  a6. 99. 

questa  rorlrsta  mostra,  che  avesse  Enea,  questo  .  .  .  poeta      .     .     .  C  iv,  aó.  1  toi 

Veduto  e  ragionato  è  .  ,  .  mottrando  quelle  probità C  iv.  97.  3. 

Ndla  quale  intende  il  tetto  mosirarw  quelle  coae  che  la  nobile  nativa 

mostra C.  iv.  »7,  7,  ^^ 

Miuhm  che  Esco  .  .  .  fosse  Prudmtr  .  .  .  Mostra  che  fosse  Giusto 

•    .   .  Moétrm   che  fosse  l4$rgo  ,  .   .  Mostra  che   fosse  W/- 

>bàiZr C  iv.  «7.  160,  (68,  i7i«  183. 

pefdbè  la  nobile  Natura  le  «nstf/ra  in  essa C  iv.  97.  189. 

per  la  quale  il  testo  intende  mostrarr  quello  che C.  iv,  »8.  5. 

siccome  di  sopra  é  mostrato C.  iv.  08.  laS. 

Vool  mostrare  che  graziosa  fosse  a  Dio  la     .  .  C.  tv.  98.  155. 

Poiché  mostrato  è  il  testo  e  quelli  segni  .     .  .  <'.  iv.  39.  i 

colui  che  delli  suoi  antichi . . .  mostra  te  .  .  .  operv  .     ■  .  C  iv.  99.  43. 

moto.     conciosuacosochA  '  venire  *  dica  jMoJo  locale  .     •     ■  .  KiV.  95,  i(. 


MOTO  ^^^^m  394 

moto,     virtù,  che  sei  .  .  .  Prima  che  moto Stst.  ii.  50. 

movere.    P'.  muovere. 

motOL     della  impulsìonct  che  è  naturale  mo/o Civ.  9>.ii7. 

su  per  la  quale  st  procede  per  uno  iftoto  solo C  iv.  13,  35. 

né  perfezione  dì  moto  in  parte  alcuna C.  iv.  13.  37. 

per  le  quali  non  si  procede  per  uno  mofo,  ma  perfetto  il  tnoio  dell' 

una,  succede  il  moto  dell*  altra C  Ìv.  13.  43,  43  (Aù>. 

motore,     nella  speculazione  delli  motori  ...........  C  iì.  5.  98. 

convenia  ragionare  .  .  .  de*  loro  motori C  ii.  7. 5. 

quali  dalli  motori,  siccome  Plato,  Avicenna  e C  iL  24.  31. 

riceve  dalla  virtù  del  Motori  del  Cielo C.  iv.  ai.  43. 

motrice,    toccau  da  virtù  motrice  che  questo  intende C.  ii.  6.  156. 

conoscono  quella  le  Intelligenze  moj'mi' C  ili.  6.  53. 

movente,     che  .  .  .  virtù  si  é  stata  la  ntoventa  cagione C  i.  a.  103. 

La  forza  dunque  non  fu  cagione  movm/r C  iv.  4.  xao. 

r  anima  ...  è  cagione  efficiente  e  movente C.  iv.  4.  184. 

movere.     V.  muovere. 

movimento,     raccomandando  lo  suo  dolce  movimemio  nelle    .     .     .     .  K.  iV.  la.  130. 

r  ottava  spera  sì  muovea  per  più  movimenti      ...,...»  C.  ii.  3.  37. 

poiché  quelli  movimenti  fumno  veduti C.  ii.  3.  51. 

per  questo  mowmftito  che  è  detto  di  sopra C.  iì.  4.  io. 

cagione  .  .  .  per  avere  velocissimo  wmovimento C  ii.  4.  ao. 

perocché  ha  più  movimento  e  più  attualitade  e C.  iL  4.  70. 

tante  Intelligenze,  quanti  sono  lì  movimentici  cielo C  ii.  5.  04. 

cioè  lo  movimento  dì  quello  cielo  pieno  d*  amore C.  ii.  6.  1  la. 

tanti  sono,  quanti  mov*'mm/i' esso  fa C  ii.  6.  133. 

seguendo  il  min^'mrK/o  dcUa  stellata  Spera C.  iì.  6.  141. 

a  questi  tre  ntovimenti  sono  tre  movitori C.  ii.  6.  144. 

Lo  quale  movirurnto^  se  esso  è  da  Intelletto  alcuno C.  ìì.  6,  148. 

il  quale  per  suo  movimento  non  si  muove C.  iì.  14.  16. 

r  una  sì  è  la  tardezza  del  suo  movimento C  iì.  14.  337. 

alto  suggetto,  eh*  è  del  m€tvi»*unto  del  cielo C.  ii.  Z4.  345. 

mostraci  un  solo  movitftento  da  Oriente  a C  ii.  15.  xa. 

per  lo  due  s' intende  il  movimento  focale C  iì.  15.  37. 

per  lo  venti  significa  il  movimento  dell*  alternsione C.  ii.  15.  39, 

per  questo  numero  il  detto  movimento  significa.     E  per  lo  mille  signi- 
fica il  movimento  del  crtscrrt C  ii  15.  36^  37, 

questi  tre  moi'imenti  soli  mostra  la  Fisica C.  ìi  15.  41. 

per  li  due  movimenti  significa  queste  due  scienze C  ìi.  15.  95. 

per  Io  movifMento  .  .  ,  significa C.  ìi,  15.  96. 

per  lo  mopim/ff/t»  quasi  insensibile  ...  significa C  ti.  15.  ioa. 

dico  che  questo  movimento  significa  quelle C.  il,  15.  loS. 

non  tornerà  questo  cielo,  secondo  questo  mot/<'m<^/0 C  iì.  15.  113, 

la  consumazione  del  celestiale  mopt'm«»i/o C  ii.  15.  128. 

il  detto  cielo  ordina  col  suo  movimento C.  ii.  15.  133. 

e  *1  movimento  degli  altri  sarebbe  Indarno C.  iì.  15.  157. 

si  girava  .  .  .  seguendo  ÌI  primo  movintenio  del  cielo C.  iìi.  5.  50. 

si  rivolge  .  .  .  contra  lo  movimtMto  diurno C.  iii,  5.  taS. 

ridere  .  .  .  con  poco  movimettfo  delle  sue  braccia C  ÌÌÌ.  8.  104. 

non  se  ne  vanno,  quanto  al  primo  movimento C.  iii.  8.  179. 

siccom*  è  ...  lo  movimento  e  lo  star  fermo C,  iii.  9,  60. 

non  riceva  mutazione  ...  se  non  di  nwvimmto  locale C  iii.  9.  110. 

Iddio  cominciò  ...  il  movime*%to  del  cielo  .  .  .  dal  quale  ogni  movi- 

tnmto  É  principialo  e  mosso ^-  i^i*  ^5*  >59»  >€o- 


u 


395 


MUOVERE 


mollo.     Ma  non  voler,  come  il  cavallo  e  *l  mn/Zo 5.  /*.  xzxi.  65. 

ixi<a)overe.     Degli  occhi  suoi,  come  eh*  ella  ^li  mnova  .    ,    ,   K  N,  19.  70  (Gfiu.  i.  51). 
i  Donna  ...  Si  fttosM  con  paura  a  pianger  forte      .     .     .     .  K  M  33.  133  {Cans.  ii.  6). 

Voi  che  intendendo  il  terzo  del  movrté  .     .      C  ìì.  Can^.  i.  t  ;  a.  48  ;  7.  io;  13.  69  ; 
Son.  xliiì.  4. 

Amor .  . .  Mow  cose  di  lei  meco  sovente     .........    C  iii.  Cuhm,  ii.  3. 

Costei  pensò  Chi  mosst  V  universo      ....      C  ìiL  Cohm,  ìL  73  ;  6.  909  ;  15.  ]6a. 

Amor,  che  mmou  tua  virtù  dal  cido Cam»,  ix.  s;  K  £.  ii.  5.  50;  it.  38. 

Da  te  convien  che  ciascun  bea  ai  mnova CanM.  tx.  9. 

se  con  dolce  riso  6  stato  mosaù Cattg.  zi.  58. 

Ella  sì  ntMOtM  quinci,  st  dolendo      . Comj.  ziii.  30. 

Ora  ne  incresce  a  quei  che  questo  mosse Gnu.  xiii.  70. 


movimento.     Il  tempo ...  è  numero  di  movitmtUo  secondo  prima  e  poi  ; 

e  numero  dì  mottmento  celestiale C.  ìv.  a.  48,  50, 

cosi  conviene  che  1  suo  movimento  sia  sopra    . C.  iv.  03.  56. 

movltore.     siccome  movitori  di  quello C  ii.  a.  65. 

È  .  .  .  dA  sapere  .  .  .  che  li  motfiton  di  quello  sono C.  ii.  5.  6. 

che  li  fuovtfori  del  ciclo  della  Luna  siano C.  ii.  6.  106. 

Sicché  a  questi  tre  mcn-iroenti  sono  tre  moviiofi C  ii.  6.  144. 

Questi  moviiori  muovono  ...  la  circolazione C.  ii.  6.  151. 

questi  Movitori  sono  quelli,  alli  quali C.  ii.  6.  160. 

che  sono  wot^ton'dcl  cielo  di  Venere C  ii.  7.  8. 

la  nobiltà  dclli  suoi  movitori C  ii.  7.  zoi. 

è  da  vedere  chi  furono  questi  moviiori C.  iì.  13.  73. 

chi  sono  questi  movitori  a  cui  io  park»,  che  sono  di  quello  movttori,     C.  ii.  t6.  3,  3. 
multipli camento.     per  mi4ltif4itamfnto  di  luce  ...  e*  rendono  .     ,     .     C  iii.  7.  31. 
mtUtipllcare.     chi  troppo  multipiiehtrrbbt  la  digressione C.  f.  6.  aa. 

crescere  non  si  può  se  non  questo  mu/tiphcamlo C  ii.  15.  40. 

siccome  lo  multipiicato  incendio  pur  vuole C.  iìi.  1,  ao. 

chi  cosi  come  V  erba  multipUca  nel  campo  .  .  .  cosi  la  mala  opinione 

nella  mente  .  .  .  »Muì/tplÌca C.  Ìv.  7.  18,  34. 

ch^,  ffiuitifilicata  la  cagione,  multipiicato  è  1'  cflctto C  iv.  9.  ita  (to). 

U  divina  bontà  in  lei  muitip/ica ...  e  quindi  si  malttpUta  nell*  anima  ,     C  Iv.  at.  74,  76. 
Cf.  moltipllcare. 
mulUpllcatamente.     le  quali .  . .  mìtiHpticatamtent*  surgono  . 
mtiltltudise.     y.  moltitudine. 
ra^u  overe.    che  ...  lo  ciclo  stellato  era  moM$o  vcrw»  la  parte 

che  le  sue  parole  ai  mosMto  per  venire  a'    .     . 

nella  linea  .  .  .  che  movea  dalla  gentilissima  Beatrice 

la  ragione  perch'  io  mi  mttovo  a  biasimarla  .     . 

tale,  che  lo  mio  corpo  ...  si  movm  come  cosa  grave 

rhe  Icggerrncnte  si  iviomi  del  suo  core     .... 

Ood'  io,  vnnafo  da  cotali  pensamenti,  proposi  .     . 

ni  wto§m  osa  volontà  di  dire  anche  parole  .     .     . 

quando  la  mia  memoria  mov€*at  la  fantasia  ad  .     . 

é,  che  ...  io  mi  movéa  . .  .  per  veder  questa  donna 

la  mia  lingua  parlò  quasi  come  per  sé  stessa  mnuti 

volontà  lo  trto.tw  a  pregarmi  eh'  lo  gli  dovessi  dire 

coloro,  i  quali  non  si  posaono  pffotvrr.     .     . 

che  io  mossi  lo  impositore  ...  a  chiamarla  cosi 

lo  primo  . .  i  si  HWMar  però  che  volle  .... 

li  cidi  che  ai  maovfmo 

nella  prima  dico  per  che  mi  muoi'o  a  dire    .     . 

conctoasiaco^cbc  • .  .  più  to«U>  ai  mttovomQ  a  Ufriaaic 


C.  ii.  16.  4a. 
K /V.«.ii. 
K  AT.  5.  ,7. 

K  y.  a  69. 
y.N.  11.04. 

y.  ^.  13.  a4, 
K  AT.  ,5.  as. 

K.  N.  16.  a. 
K  N.  16.  8. 
K  /V.  16.  15. 
K  /V.  r9.  II. 
y.  ^.  ao.  4. 
K  A.  a3.  7. 
y.  /V.  84.  «9. 

y,  N.  .5. 4*. 

y.  N.  30. 18, 

y.  N.  sa-  aa. 
K,Ar.36.i5. 


MUOVERE  ^^^^  396 

m(u)overe.    quando  V  ultima  Bpeme  a  cercar  mi  soo  mosto    ....  Outs,  ivi  39. 

La  fede  .  .  .  Muove  dal  vostro  portamento  umano Gnu.  xvt.  50. 

Dunque  vostra  salute  ouiai  si  mtiova Cans.  xvi.  53. 

non  truovo  ...  cui  pietà  per  me  tmtova  sospiri Camm.  xvi{.  a. 

il  .  .  .  ardine.  Che  già  è  inosso  per  voler  ferire Giw*.  xviL,  54, 

Però  con  .  .  .  piana  ed  umile  Mttovi,  novella  mia .......  Cvmj.  xvii.  65. 

Ch*  a  tua  fidanza  —  s'  é  mìo  prego  mosso Gnu.  xvii.  66. 

Non  «ourrilmo  n  piede  Per  donneare Ctiiia.  xix.  51. 

Che  non  la  muove ...  Il  dolce  tempo StsL  i.  9. 

Muovi  in  quel  punto,  che  tu  n*  aggi  onore K  f^.  13.  133  {Boti,  ì.  44). 

Mwm^  Ballata  ...  A  quella  bella  donna Ball,  v.  a. 

Che  3t  movta  d'  amorooo  tesoro K  AT.  7.  31  (Soni.  ti.  14), 

in(u)overe.     io  mi  ripensava  siccome  dalla  ragione  masso V.  N,  39.  ta. 

ed  è  mosso  da  cosi  gentil  parte V,  N.  39.  ai, 

misericordevolmenle  MIO550  ...  ho  riservata C  i.  1.  74. 

questa  necessità  mtxsst  boezto  ...  a .     .  C  t.  a.  96. 

questa  ragione  moMs  Agostino ...  a      ....  .     .  C  i.  a.  104. 

motvvm  timore  d*  infamia,  e  iMocvmi  deaidcrìo C.  i.  a.  114,  115. 

tre  cagioni  che  mosstm  me  ad C  i.  5.  7. 

L'  una  si  muovt  da  cautela C  i.  5.  9. 

non  vogliono  che  1  servo  si  muova  a  fare C.  ì.  6.  19. 

la  virtù  dee  uiuovcwr  le  cose  ...  al  migliore C  i.  S.  63. 

£  biasimevole  muovere  la  cosa  d'  un C.  ì.  8.  67. 

che  pronta  Ubtratità  mi  mossr  al  Volgare  C.  i.  9.  74. 

Però  si  mossi' la  Ragione  a  comandare C.  ì.  io.  14. 

come  ...  io  mi  mossi  al  Volgare  Comento C  ì.  io.  a6. 

come  a  ciò  mi  mossi'  i>er  Io  naturaU  amore C.  L  io.  99. 

r  ultima  ragione  che  a  ciò  mi  nwss* C.  i.  10.  31. 

che  *1  naturale  amore  .  .  .  muove  V  amatore  a C  i.  io.  33. 

jtfossfms  prima  per  fHtfj^n^ifranr  luì C  i.  io.  41. 

.Vosafmi  secondamente  per  ^/osMi  dì  luì C  i.  io.  6a. 

Mossimi  ancora  per  di/rudrre  lui Ci.  io.  74. 

per  che  a  ciò  fare  si  muovono ....Ci.  io.  107. 

La  quinta  ed  ultima  setta  si  WMOtr  da  Ctli.  ta6. 

(^  .  .  .  cagione  .  .  .  mosst  la  consuetudine  della  gente  .     .     .     .     .  C.  i.  la.  55. 

Orfeo  fdcca  ...  gli  arl»ri  e  le  pietre  a  sé  muovtrr C  ii.  i.  37. 

e  fa  muovere  alla  sua  volontà  coloro C  ii.  z.  30. 

questo  .  .  .  cielo,  il  quale  dico  loro  muovere C  ìi.  3.  6. 

che  y  ottava  spera  si  ntuovea  per  più  movimenti C  it.  3.  37. 

questo  cerchio  ha  più  rattezza  nel  muovm C  ii.  4.  60. 

tanto  più  rattamente  si  mwofw C  ii.  4.  64. 

chi  sono  questi  che  '1  muovono C  ii.  5.  4. 

secondochè  la  stella  si  muove  F>er  Io  suo  epiciclo C  ìt.  6.  137. 

sccondoché  Io  epiciclo  si  muove  con  tutto  il  cielo C  ii.  6.  138. 

secondochè  tutto  quel  cielo  si  muove C  ii.  6.  141. 

Ancora  si  mMocv  tutto  questo  ciclo C  ÌL  6.  X45. 

Questi  movituri  PHuovono  ...  la  circolazione    . C  ii.  6.  153. 

in  quello  suggetlo  proprio  che  ciascuno  muove C  ii.  6.  154. 

quel  ch*  è  mos^  o\*vcro  informato  .  .  .  debba C  ii.  9.  i  io. 

al  suo  centrOi  il  quale  .  .  .  non  si  mMOiv.     . C  iì.  14.  t6. 

cosi  ciascuna  scienza  sì  muove  intomo  al  suo  suggetto,  lo  quale 

essa  non  muoit C  ii.  14.  17,  18, 

r  una  si  *,  che  muove  tra  due  cicli  repugnanti C  iì.  14.  196. 

La  Geometria  si  muove  intra  due  rcpugnanli C  il.  14.  3o6. 


^97  ^I^^B^r  MUTARE 

X^i<ka>OVere.     £  non  pensate,  donna,  onde  ai  mova  Ch*  io     .     .     /'.  A'.  14.  80  (Som.  vii.  a). 
£  par  che  della  sua  labbia  si  muova  Un  spirito      ,     .     .     .  V.  JV.  a6.  48  {Son.  xv.  la  . 

sentendo  Che  si  movran  le  lagrime  dal  core      ....       f .  W.  36,  38  ìSoh,  xìx.  io). 
la  SUA  vita,  e  ...  il  suo  valore,  Mosse  dagli  occhi  .     .     ,     K  A'.  39.  'ja  (Soh.  xxii.  13Ì. 

Dagli  occhi  della  mia  Donna  si  muoiv  Un  lume    .......  Son,  xxvii.  z. 

X  se  voi  foste  .  .  .  Mossr  a  venir  invcr  la San.  xl.  to. 

"Vedi,  che  V  alma  mia  in  fuga  è  mossa  Per S.  P.  cxlii.  13. 

Però  che  la  sua  santa  mura  piacque S.  P.  ci.  53. 

rYxnOb     non  mi  può  far  ombra  Poggio,  né  muro  mai  .......  Sfst,  ì.  04. 

£  fermo  nel  suo  amor,  come  in  mur  pietra Sfsf.  iv.  5. 

«he  non  gli  giovava  .  .  .  essendo  il  muro  forte S.  P.  xxxvii.  47, 

-Acciò  che  il  muro  di  Gerusalcme  ...  sia  edi6cato 5.  f.  L  68. 

^^-^3n.vi%Bre.     Ma  se  non  muti  aWa  tua  nave  guida Catto,  xviij.  55. 

^B  PcftsatcJ  voi,  dacch'  e'  non  mutò  'I  core K  M  la.  103  {Bai/,  i.  34). 

■■*<«»>«vereL     Sicché  ira  il  punto  e  ...  si  muove  la  Geometria  .     .     .     .  C  ii.  14.  914. 

credo  che  si  mo&stro  dalla  favola  di  Fetonte C  ii.  15.  53. 

che  possibile  fosse  questo  .  .  .  cielo  non  muovert C  ii.  15.  140. 

^  dice  anche  muovert C  ili.  a.  87. 

<^ni  Anima  che  sente  ...  si  muove  \  sicché  muovert  é  una  potenza 

congiunta  col  sentire C.  ili.  a.  90  {bis). 

«ijoando  in  su  muove  Io  suo  corpo,  più  s*  affatica C  ÌÌì.  3.  44. 

^ico  che  move  sovente  cose  che  fanno  disviare C.  iii.  3.  103. 

^n'cgnachè  questa  bonLà  si  muova  da C.  iii.  7.  14. 

S^  cagione  che  mosse  me  a  questa  Canzone C.  iii.  la.  3. 

^iaì  quale  ogni  movimento  é  principiato  e  mosso C.  iii.  15.  x6t. 

tegolo  .  .  .  solo  da  umana  natura  moss} C.  iv,  5.  lag. 

eccome  .  .  .  negli  uomini .  .  .  muovere C  iv.  7,  115, 

■Xt>ì  ricchezze  .  .  .  moveste  battaglia Civ.it.  30. 

«ICO  risponda  alla  quiatìone  mossa  di  sopra C  iv.  la,  203. 

^  non  si  mwotwrto  da  niuno  principio C  ìv.  15.  157. 

X  «MO&tfmi  questa  ragione,  che C  iv.  33.  94. 

^ue  ragioni  mt  pttuovotto  a  dire  questo C.  ìv.  38.  148. 

Y'er  queste  .  .  .  ragioni  si  muove  la  nobile  Anima C.  ìv.  a8.  153. 

-alla  prima  qnistlone  che  si  movea C.  iv.  39.  65. 

Cf.  movente. 

forse  credendo  di  saltare  uno  muro C  i.  xi.  68. 

Me  pietre  che  nelle  mura  sue  stanno C  iv.  5.  i8z. 

«quali  munpoteo  questo  avvenire C.  iv.  23.  (16. 

nulla  cosa  per  legame  musaico  armoniizala C  ì.  7.  9a. 

^oil*  arte  musaica  le  loro  parole  hanno  legate C  iv.  6.  33. 

I»Bni      senza  dolcezza  di  musica C  i.  7.  100. 

^  più  prossima  al  ...  e  la  musica  al  musico C  i.  xa.  35. 

Scienze  del .  .  .  Quadrivio,  cioè  .  .  .  Musica C.  ìi.  14.  58. 

H  cielo  di  Marte  si  può  comparare  alla  Musica C.  ii.  14.  155. 

^jneste  due  proprìetadi  sono  nella  Musica C.  ii.  14.  181. 

là  Musica  trac  a  sé  gli  spiriti  umani C.  ìì.  14.  167. 

che  si  dilettano  studiare  ...  in  Musica C.  ili.  IX.  xoo. 

è  più  prossima  al  ...  e  la  musica  al  musico C  i.  la.  35. 

the  sii  appartiene  a'  musiet C  ii.  la.  67. 

^^^^^«WlC    lo  nono  gli  ha  fermi  e  fissi  e  non  mutabiii C.  ii.  4.  51. 

cgni  stabilità  d*  animo  essere  a  quella  mu/aAf2« C.  ili.  I.  93. 

lto>     ogni  subito  mutittnmto  di  cose  non  avviene C.  ìì.  11.  19. 

la  ragione  per  che  Omero  non  sì  mutò  ài  Greco  in  .     .     .     .  C.  i.  7.  96. 

«cxioccb^  sia  laudabile  il  mutare  delle  cose  ......,••.  C  i.  8«  74. 


MUTARE  398 

imitare.     E  *1  non  mutato  amor  mutata  serba So$t,  xxxix.  io  {bis), 

SI,  che  dal  tuo  servir  mai  non  si  mit/* S.  P.  1.  S>. 

muto.     Ch*  ogni  lingua  divicn  tremando  muta K  iV.  96.  39  {Som.  xr.  3). 

mutto.     Subito  feci  come  il  sordo  e  il  multo      .........  S.  P.  xxzviì,  53, 

naiDque.     NatMqut  locutus  sum  in  lingtia  trina Catta,  xxx.  41. 

"""**      Santi  che  d'  altri  fiori  o  foglie  od  erba Sisi.  iv.  39. 

Cf,  |nniit}gi- 

naacere.     Com'  a  colei,  che  fu  nel  mondo  natn  Per  «ver Cans.  tx.  73. 

tnatare.    e  b  loro  materia  si  muta  dì  forma  in  fora» C  IL  15.  lot. 

udendo  me  essere  dal  primo  amore  fMM/d/o C.  iii.  1.  85. 

dire  qual  era  quella  Donna  che  m'  avea  mutato    ....  .     .  C  iìi.  i.  88. 

conchiudo  .  ,  .  T  mumw  diritto  non  mutarsi  per C  ìv.  io.  75. 

imitazione.     av\'egoachò  la  stella  .  .  .  non  rìcc\*a  mutaetour  alcuna  .     .  C  iit  9.  109. 

toglie  via  la  mutasiot*4  di  nllan  padre  in C  iv.  14.  33. 

muto,     siccome  SODO  sordi  e  tunti C.  i.  i.  ai. 

mutuo,     da  fortuna  .  .  .  aiutata,  siccome  . .  .  per  mutua  successione     ,  C  iv.  ii.  64. 

Muzio.     Afusio  la  sua  mano  propria  incendere C  iv.  5.  115. 

naoo>     non  è  altro  che  chiamare  Io  uauo  gigante C.  iv.  09.  49. 

Napoli,     potrebbe  dire  .  .  .  quegli  delti  PiscicelU  di  Napoli C.  iv.  99.  38. 

nappo,     fare  un  bello  nappo  d^  una  bella  cttara C.  L  8w  66w 

narrare.     Nella  statnda  narro  là  ove  Amore  m'  avea  posto      .     .     .     .  K  /V.  7.  44- 

nella  tftonda  narro  la  cagione y,  N.  B.  4T. 

e  narro  la  loro  divennudc K.  ^.  13.  54- 

secondo  che  quattro  cose  sono  in  esso  namUt y.  N.  16.  40. 

dico  .  .  .  uarrando  alquanto  delle  sue  vìrtudi  effettive K  -A^.  19.  1 19. 

dico  .  .  .  nammi/o  alquanto  ddle  sue  bellezze K.  A.  19.  133. 

non  mi  trametto  di  narran  la  sentenzia K  N.  aa.  107. 

per  quello  che  narra/o  è  dinanzi y.  N.  ad.  30. 

lo  quale  narra  di  lei  come  la  sua  virtù  adoperava K  A^.  «7,  io, 

non  credendo  ciò  poter  narran  in  brevità  di K.  TV.  a6.  la. 

nella  aecouda  narro  della  mia  .  .  .  condizione y,  N.  33.  93. 

tutto  ciò  che  narrata  6  in  questa  ragione y.  N.  36.  ab. 

il  quale  narra  Ìl  mio  stato y.  N.  43.  B. 

siccome  nel  primo  Capitolo  è  narrato C  ii.  i.  15. 

Li  Numeri .  . .  narrano  lì  cieli  mobili C  ii.  6.  loo. 

I  cicli  putrrano  la  gloria  di  Dio C.  ii.  6.  103. 

che  in  prima  ...tuirrv  la  qualità  di  queste  diveraìtà...  poi  na/n»  quello 

che  diceva C.  U.  &  8,  xa 

quando  dico  .  .  .  narro  la  radice  dell*  altra  diversità C  it.  8.  65. 

Siccome  adunque  di  sopra  è  narrato C.  lì.  14.  50. 

sono  tre,  come  pitj  volte  s' t  narrato C  U.  15.  4. 

la  quale  narra  Ovidio  nel  principio C.  ii.  15.  54. 

Secondamente  si  narra  la  mia  insufficienza C  iii.  a.  6. 

conseguentemente  narro  V  altra C  iii.  3.  117. 

arde  dì  potere  ciò  con  la  lingua  narrart .     .     ,     .  C  iiu  3.  ISI. 

le  parole  che  narrano  la  mìa  inaufficienaa C  ìiL  4.  3. 

le  sue  ragioni  .  .  .  non  ^  mia  intenzione  qui  narrart C  iii.  5.  61. 

siccome  di  sopra  £  narrato C.  iii.  7.  138  ;  iv.  aa.  106, 

intendo  narrart  come  la  bontà  ,  .  .  è  .  .  .  utile  ........  C.  ìiL  7.  I47. 

Secondamente  narro  com*  ella  t  utile  a C  ili.  7.  155. 

Poiché  la  mala  condizione  ...  è  narrata      .  C  iv.  7.  44. 

narratorio.     però  che  furo  narralorii  Ai  tutto  quasi  lo K  AT.  17.  3. 

narrazioae.     secondo  cinque  diverse  narraaiom y.  N.  \^  50. 


399  ^^^^m^  NASCERE 

nascere.     Che  simìglianza  la  nascer  diletto Cans.  x.  63. 

S'  accorse  ben,  che  '1  suo  male  era  nato  ..........  Cana.  xiiì.  76. 

Ma  se  di  buon  voler  moact  mercede Cans.  xìv.  13. 

S\  tosto,  come  il  .  .  .  desio  ...  Fu  nato  per  virtù  del     .....  Cuhm,  xÌv.  41. 

un  .  .  .  desio,  eh'  è  nato  Del  gran  desio  eh'  Ìo  porto Cam.  xiv.  49. 

Contr'  al  peccato,  Ch*  è  $tato  —  in  noi  di Gnu.  xix.  9. 

Di  fonte  nasct  Nilo  picciol  fiume Cana.  xx.  46. 

e  r  altre  natt  Del  nostro  sangue  mendicando  vanno Catta,  xx.  63. 

s),  che  .  .  .  Nasa  un  desio  della  cosa  piacente      ....     K  TV.  ao.  83  {Som,  x.  n\ 

Og:ni  dolcezza,  ogni  .  .  .  Naact  nel  core  a V.  S.  au  iZ  (Som.  xx.  io). 

sospiri,  Che  nasoìn  di  pensier ,     .      K  A^.  40.  53  (Som.  xxiii.  a). 

Credo  che  in  cicl  nascrsst  està  soprana Son,  zxix.  la. 

eh*  era  desidero  Di  voler,  nato  per  piacer  del  core Soh.  zxxviii.  &. 

nascere,     trarre  dall'  esemplo  onde  nascono  queste K  AT.  a.  64. 

uve  nacque,  vivctte  e  morlo  la  gentilissima  donna K  A^.  41.  8. 

ove  la  persona  é  Md/ii  e  nudrita C  i.  t,  35. 

nel  quale  nato  e  nudrilo  fui .     .     .     .     ,     .     .  C  i.  3.  04. 

vederne  .  .  .  molti  vocaboli  essere  . .  .  nati C.  ì.  5.  58, 

perchè  r  uno  . .  .  non  la  . . .  naset  invidia C  i.  1 1.  1 1& 

perocché  non  subitamente  HOJor  amore C  ii.  a.  03. 

Om  eh'  è  mostralo  come  .  .  .  $mscM  amore C  ii.  9.  a. 

Veramente  qui  nasce  un  dubbio C.  ii.  9.  ao. 

uno  pensiero  che  nascr  del  mio  studio .  C  U.  x6.  79. 

poiché  da  lui  continui  pensieri  miseevano C.  ìii.  a,  75. 

da  questo  amore  Md4<v  la  vera  e  perfetta  amistà .  C  iii.  3.  88, 

quello  che  in  quelU  nobilissima  natura  noacr    ........  C  iìi.  3.  96. 

la  dove  U  pensiero  nasce  d'  Amore C.  ìii,  4.  41. 

per  lo  quale  e  del  quale  MOAdr  orìgine  di  .     . C  ili.  B.  151. 

r  anno  mcdestmu  die  nacqu*  questa  Canzone C  iii.  9.  149. 

quinci  naefttt  poi  che  ciascuno  studioso C  iii.  il.  44. 

Da  questo  nascr  il  vocabolo  .  .  .  Filosofia  ;  siccome  diUl'  amico  Mas** 

il  vocabolo  .  .  .  Amirisia »     .  C  iii.  II.  53,  55. 

Mcchè  familiarità  e  manifesta  mento  di  .  .  .  nasa  . C  iii.  11.  86. 

quando  già  dall'  una  par  e  t  nato  amore C  ìii.  la.  09. 

quinci  nase*  che  ...  si  fanno  scuri .  C  iii.  14.  65. 

per  quella  nasce  V  operazione  della  carità .     ,     .  C  iii,  14.  136, 

E  quinci  nasce  quella  felicità C.  iii.  15.  laS, 

della  fiUaa  opinione  nasaano  i  falsi   giudicii,  e  de'  falsi  gìodicii 

maotwano  le  non  giuste  reverenze  e C  ìv.  i.  53,  54. 

quello  per  che  1'  uomo  è  nato C  iv.  4.  44. 

della  quale  .  .  .  fkuorsjr  una  femmina C  iv.  5.  $7. 

della  quale  naaatte  la  baldezu  e  I'  onore  dell' C  iv.  5.  40. 

Pfastrré  verga  della  radice  di  Jcsse C.  iv.  5.  43. 

fu  in  UDO  temporale  che  David  nacque  e  naofn*  Roma  .     .     ,     .     .  C  iv.  5.  47  (Mi), 

ctaacuoo  animale,  tosto  ch*  «  nato C.  iv.  6.  lot. 

quando  di  loro  altro  .  .  .  naufre  non  può C  tv.  ta.  109. 

»c  .  .  .  di  vile  padre  noa  può  nasetrt  gentil  Aglio C  iv.  15,  19. 

lenpra  t  V  uumo  tale  quale  nata  ;  e  tale  mascè  quale  il  padre     .    .  C  tv.  15.  ■4  (6ij). 

A'»*»  *  r  nomo  .  .  .  nato  *  1*  uomo C  iv.  15.  76,  77. 

quinci  nasce  che  mai  a  dottrina  non  vengono C  iv.  15.  131. 

queste  .  .  .  nascono  tutte  da  uno  princìpio C  iv.  17.  68. 

dalla  divina  bontà  .  .  .  nascr  un  rampollo C  iv.  aa.  34, 

nelle  biade  che,  quando  nascono  .  .  .  hanno  C.  iv.  aa.  37. 

ogni  animale,  siccocnc  elio  ò  nato  .....  .  C.  tv.  a?,  49. 


NASCERE  ^^^^^V  4*^ 

Voi  che  nascfstf  poich'  io  comincUi  A  dir Som.  xUii.  a. 

quando  Per  noi  discese  al  inondo^  ed  uomo  maequé S.  P.  xxxL  48. 

Il  quAl  .  .  .  è  .  .  .  unico  Bgliuol  dì  Dio,  naia  Etr rnalmente ,     ,     ,     ,  P,  f,  a6. 

naacondere.     Si  che  U  (è  nascosa  Resurga Cans.  xviii.  35. 

Porto  nascoso  il  colpo  della  pietra 6#s/.  ii.  15. 

Ma  quanto  vuol  nasconda  e  guardi  lui BaO,  x.  35. 

Non  però  che  alla  gente  sia  nasaiso K  A^  8.  54  {Som.  iv.  co). 

Di  mi  HfiivoMdlrr  lo  tuo  santo  volto S.  P,\.  ^i. 

natura.     Ella  è  quanto  di  ben  può  far  nafum K  TV.  19.  68  {Cam»,  i.  49). 

Oltre  il  dimando  di  nostra  natura C  iiì.  Cans.  li.  99. 

Perocché  vili  son  di  lor  natnra ,     .     .  C.  ìv.  Gtfu.  iii.  51. 

Oltra  il  poter  che  natum  ci  ha  porto Cmm.  tz.  38. 

nascere.     &>  tosto  come  è  nato C.  ìv.  34.  148. 

di  questa  paura  nasct  uno  pentimento .     .     .  C.  iv.  35.  105. 

App*tito^  che  in  noi  dal  nostro  principio  nasct C.  iv.  a6.  36. 

non  a  sé,  ma  ...  a  tutto  il  mondo  na/o  essere  crcdca C.  iv.  27.  33. 

del  quale  Telamone  na^^u  Ajace C.  ìv.  37.  194. 

cosi  .  .  .  potrebbero  .  .  .  na^trrt  in  quella  lì  malvagi C  ìv.  39.  133. 

oaaci mento,     appresso  al  mìo  nascùntnto,  era  tornato K.  /V.  a.  a. 

quella  città  ...  da  Dio  avere  speziai  na^mrnto C  iv.  4.  130. 

è  manifesta  .  ,  .  per  lo  nasamento  della  santa  Cittì C  iv.  5.  53. 

non  solamente  speziale  nascimento  .  .  .  ebbe C.  ìv.  5.  83. 

che  speziai  nascimento  .  .  .  pensato  e  orduulo  fosse  quello     ,     .     .  C.  ìv.  5.  177. 

nwimndere.     che  .  .  .  sarebbero  accorte  più  tosto  del  mio  naxondtrt  .  V.  N.  7.  11. 

io  me  ti  sarei  naxoso  incontanente  che V.  N.  aa.  37. 

perchè  è  nascosa  sotto  figura  d'  allegoria C.  i.  a.  ia6. 

là  ove  il  tesoro  è  nascoso C  ì.  9.  48. 

che  si  nasconde  sotto  il  manto  di  queste  favole C  ti.  r.  33. 

sicché  la  spiga  della  ragione  ...  si  nasconde C.  iv.  7.  a6. 

ma  sotto  pretesto  ...  la  impcrrezioue  si  mucamU C  iv.  la.  15. 

ma  quegli  che  in  nascoso  t  Giudeo C  iv.  a8.  78. 

nascondimento,     perchè  que^o  nascondimento  fosse  trovato  .     .     .     .  C  ìi.  x.  34. 

natività,     perchè  sta  del  corpo  da  sua  natività  laido C.  iii.  4.  63. 

per  beltade  che  abbia  da  sua  natività  nel  suo  corpo C  iiì.  4.  69. 

natlvitade.     per  difetto  d'  alcuno  principio  dalla  nativitade     .     .     .     .  C.  iv.  15.  171. 

natura,     provvidenza  dì  propria  natura >     .     .  C.  t.  i.  6. 

ciascuna  cosa  è  virtuosa  in  sua  na/Mns C  ì.  3.  73, 

L'  una  si  è  la  natura  del  signore,  onde  sono  signori  di  s)  asinina 

natura C  i.  6l  13,  15, 

non  conosce  la  natura  del  suo  signore C.  i.  6.  a6. 

siccome  !a  natura  particolare  è  obbediente  ali*  unìvenale  .     .     .     .  C  L  7.  54. 

Onde  ...  la  natura  vuole  che  ...  si  proceda .  C  il.  1.  zoB. 

Dico  che  la  natura  vuole C.  ii.  i.  113, 

tanto  è  a  dire,  quanto  .  .  .  tmture  universali C  ìi.  5.  34. 

quella  che  è  qui  V  umana  natura C.  ii.  5.  67. 

veggiono  pili  .  .  .  che  alcun*  altra  angelica  naturo C  ìi.  6.  81. 

fu  r  umana  natura  poi  creata C  ìi.  6.  99. 

ha  in  sé  princìpio  dì  questa  natura  passiva C.  ii.  6.  155, 

la  natura  umana  trasmuta  ...  la  sua  conservazione C.  ii.  9.  39. 

perpetualmeiile  dura  ...  in  natura  più  che  umana C.  U.  9.  47. 

Ciascuno  è  certo  che  la  natura  umana  è  pcrfettìssmui  di  tutte  le 

altre  nature .  C  ii.  9.  75,  76, 

seguiterebbe,  che  la  natura  . .  .  posta  avesse C.  ii.  9.  96. 

di  propria  sua  natum  V  anima  corre C  Ìli.  a.  ai. 


40X 


NATURA 


natura.     Dunque,  Signor,  di  si  ^ntil  natura C«ma  ìx.  ^6. 

La  quale  og-nora  impietra  .  .  .  più  naturu  cruda ,  Gina.  xìi.  4. 

Quella  virtù,  che  natura  mi  diede Cana,  xìv.  9, 

gli  animali,  che  son  gai  Di  lor  natura Gnu.  zr.  34. 

Datura,     ciascuno  efletto  ritenga  della  natura  della C.  iti.  a.  36. 

ciascuna  forma  ha  essere  della  divina  natura  .  . .  non  che  In  natura 

divina  sia  divisa  e C  iii.  a.  40,  41. 

la  natura  del  sole  è  partecipaU  nell'  altre  stelle.  E  quanto . . .  più . . . 
tanto  più  di  qucsU  natura  tiene.  Onde  1*  anima  umana  ...  più 
riceve  della  matura  divina C  ili.  a.  44,  46,  49. 

nelle  bontadi  delta  Natura  ...  si  mostra C  iii.  a.  60. 

r  Anima  umana  .  .  .  partecipa  delta  divina  natura C  iii.  a.  116. 

I'  uomo  ...  ha  in  sé  della  natura  dì  ognuna  di  queste  co«e     .     .     ,  C  iii.  3.  38. 

per  la  natura  del  s^mfUict  corpo  .  .  .  ama C  iit.  3.  41. 

Fer  la  natura  seconda  del  corpo  mistOy  ama C.  ììi.  3.  45. 

per  la  natura  terza  ...  ha  1'  uomo  amore  a C.  iii.  3.  67. 

fa  r  opera  di  questa  Mahrni  pcrfcttiaaima C.  iii.  3.  71. 

per  la  natum  quaru  ...  ha  1'  uomo  altro  amore C.  ili.  3.  76. 

per  la  quinu  e  ultima  natura  ...  ha  I'  uomo  amore C  iii.  3.  84. 

acciocché  questa  H(i/um  si  chiama  ATrM/tf.     . C  ià.  3.  93. 

quello  che  in  quella  nobilissima  natura  nasce C.  iit.  3.  96. 

che  fu  principio  del  peccato  della  Natura C  ili.  4.  68. 

lodare  1'  arteBcc,  cioè  la  Natura  umana C.  iit.  4.  72. 

anzi  fece  ciò  la  Natura  universale C  iii.  4.  98. 

è  posto  fine  . .  .  non  da  noi,  ma  dalla  universale  Natura    .     .     ,     .  C  ìli.  4.  108. 

al  quale  la  Natum  più  aperse  li  suoi  segreti C.  iii.  5.  55. 

nel  libro  D^Ua  natum  é«   Luoghi C  iii.  5.  ti4. 

oltre  li  termini  del  debito  della  nostra  natura C  iii.  6.  107. 

oltre  il  debito  della  natura  nostra C  iii.  6.  107. 

e  tra  t'  angelica  ntUufa  ...  e  1*  anima  umana  non  sia C.  iii.  7.  74. 

è  la  sua  potenza  seminata  per  buona  natura C  iii.  7.  144 

coaw  ...  la  divina  Virtù  tre  natun  congiunse C.  iii.  6.  4. 

qttail  tutte  e  tre  le  naturt  ddl*  Anima  hanno C  iìi.  8.  68. 

il  principio  delle  quali  è  per  natura  del  passionato    .....     4  C  iii.  8.  176. 

la  consuetudine  tnonf  é  equabile  alla  #«  i/uni C.  iìi.  8.  i8a. 

contro  all'  ìmpeto  della  natura C,  ìiì.  8.  165. 

ha  podestà  in  rinnovare  natura  in  coloro C  iii.  8.  194. 

per  divino  proponimento  la  Natura  cotale  efletto  produise      .     .     .  C.  iii.  8.  ali. 

che  non  sarebbe  da  lodare  la  Natura C.  ìil.  la.  77. 

la  umana  natura  .  ,  .  abbisogna  di  molte  cose C  iìi.  13.  y>. 

che  solo  di  natum  intelleltiva  sono  perfette C  iii.  13.  56. 

parte  del  suo  bene  alla  umana  natura  é  conceduto C  ili.  13.  90. 

che  sempre  attrae  la  capacità  della  nostn  natura .     , C.  iii.  13.  94. 

la  Natum  V  avrebbe  fatto  indarno C.  ìli.  15.  81. 

L'  avrebbe  anche  'la  Natura  fatto  indarno* C  iii.  15.  91. 

cosi  t  misurato  nella  natura  angelica C  Ui.  15.  98. 

che  la  natura  di  ciascuno  può  apprendere C.  iii.  15.  99. 

U  quale  desiderio  é  colla  natum  della  bontà  misurato C  iìi.  15.  104. 

aoa  aia  possibile  alla  nostra  natura C.  iii.  15.  107. 

r  ■■■  torna  del  tutto  nella  rnitMm  dell'  altra C.  iv.  1.  xck 

]n  quanto  Ìo  noi  è  dalla  natum  seminala      .     .     .    .    .     .     .     .     .  C  tv.  t.  48. 

qui  SI  prende  vaiorr  quasi  potenza  di  natufm     » C  iv,  3.  98, 

perocché  pi(i  dok-e  natura  in  signoreggiando  .  .  .  né  fo  né  Ra      .     .  C  ìv.  4.  99. 

coloro  essere  stati  di  divrrv:  natun .     .     .     .  C  iv.  3.  9^ 

Dd 


NATURA  ^^^^  ^^^^^^^^m  402 

natura.     Nostra  mttum  qui  a  te  ci  ounda Coimi  xx.  33. 

Poiché  passa  ed  avanza  Natura  e  costumanza BalL  ìv.  95. 

E  chi  poria  pensare  —  oltre  a  na/Hni  ? BalLiv.^x. 

Oltre  a  natura  umana  .  .  .  Fece  Dio Boti.  iv.  39. 

nafaUB.     R^olo  . .  .  solo  da  umana  natura  mosso C  iv.  5.  109. 

aggiunta  sopra  la  loro  buona  Md/um C  ìv.  5.  149. 

ciascuno  animale  ...  quasi  da  Natttm  dirizzato .  C  ìv.  6.  ioa. 

r  ingegno  .  . .  che  la  Natura  in  Aristotile  messo  avea C  iv.  6.  234. 

alcuno  lumctto  .  .  .  per  buona  loro  natMm,  vive C  ìv.  7.  36. 

in  più  vera  ìrrcvcrcnza  ...  cioè  della  nainra C  ìv.  B.  139. 

che  r  ufficio  e  r  arte  della  Natura  Snito  .  .  .  vcdemo C.  iv.  9.  ao. 

Cbc  se  prendere  volemo  la  Natura  univcn&le  di C  ìv.  9.  aa. 

la  giurisdizione  della  Natura  universale  6  .  .  .  finita C  iv.  9.  aB. 

che  le  cose  gravi  salìssino  per  natura  suso O  iv.  9.  56. 

che  la  natura  è  strumento  dell*  arte C  tv.  9  1 14. 

cose  sono  dove  1'  arte  è  strumento  della  natura C  iv.  9  123. 

quivi  si  vuole  attendere  la  volontà  della  Matura C  iv.  9.  07. 

I^SKÌ  •  •  •  che  sono  quasi  seguitatriti  di  Natura C.  iv.  9.  157. 

particola,  che  da  natura  di  Nobiltà  è  .  .  .  diversa C.  iv.  10.  13, 

quanto  .  .  .  tanto  è  in  sua  natura  nobile C  iv.  ix.  17. 

il  sommo  desiderìo  ...  e  prima  dalla  Natura  dato C  iv.  la.  139. 

secondoché  la  loro  natura  dì  certezza  riceva C  ìv.  13.  77. 

quanto  la  Natura  umana  fosse  migliore C.  Ìv.  14.  58, 

La  ttraa  è  da  Uvitad*  di  ttaiura  causata C  ìv.  13.  151. 

ptffemon*  di  propria  natura  in  ciasatna  cosa C  ìv.  16.  43. 

qualunque  in  sua  natura  si  vede  essere  perfetto C.  iv.  16.  48, 

allora  é  .  .  .  perfetta  secondo  sua  natura C  iv.  16.  Sa. 

allora  è  in  tutta  sna  matura C  iv.  16.  86. 

perocché  non  è  in  quello  sua  neitura  perfetta C  ìv.  16.  93. 

dice  in  tutte  cose  perfezione  dì  loro  natura C  ìv   16.  96. 

vcdemo  in  sua  natura  nobilt  essere  chianuta C  tv,  19.  99. 

le  buone  diaposiz»oni  da  Natura  date C  iv.  19.  40. 

tante  sono  le  naturi  ...  di  quelle C  ìv.  19.  48. 

lo  quale  alta  divina  natura  ...  è  contrario C  ìv.  ai.  85. 

se  non  che  la  natura  umana  t'  apparecchi  la C.  iv.  at.  I15. 

a  quello  che  pur  da  natura  nudamente  viene C.  ìv.  oa.  43. 

quello  .  .  .  si  è  .  .  ,  considerare  1*  opere  .  .  .  della  Natura  .     .     .     .  C  iv.  aa.  114. 

è  un  modo  .  .  .  d' ìnsetarc  1'  altrui  natura  sopra C.  iv.  aa.  ia6w 

se  la  .  .  .  non  impedisse  la  regola  dell'  umana  natura C.  iv.  23.  68. 

perocché  la  nostra  natura  si  studia  di  salire  e C.  ìv.  34.  48. 

che  la  sua  vita  potea  secondo  natura  trapassare C.  tv.  a4.  66. 

che  la  nostra  buona  e  diritta  natura  . . .  procede siccome  vcdemo 

procedere  la  Ma/Hrn  delle  piante  .     . C.  iv.  34.  8(.  86. 

certe  cose,  le  quali  la  buona  Natura  ...  ne  di C.  iv.  34.  xo6. 

Dà  adunque  la  buona  Natura  .  .  .  quattro  cose C.  iv.  34.  113, 

però  la  buona  e  nobile  natura  .  .  .  mostra C  iv.  35.  35. 

alla  quale  la  nobile  natura  intende C.  ìv.  35.  30. 

non  pure  ...  e  Vergogna  la  nobile  natura  .  .  .  dimostra     .     .     .     .  C  ìv.  35.  lao. 

dìccre  che  la  nobile  natura  .  .  .  abolisca  e  faccia C.  iv.  35.  139, 

la  nobile  anima,  cioè  la  nobile  natura  .  .  .  intende C  Ìv.  95.  145. 

siccome  U  nobile  natura  .  .  .  Uhbidimtt ...  sì  mostra  .....  C.  iv.  a6.  7. 

tutto  quanto  la  nobile  natura  prepara .  C.  iv,  a6.  16. 

per  provvedimento  dì  Natura  universale C  ìv.  a6.  18. 

quanto  eh*  elio  sia  di  natura  nobile C.  iv.  a6.  44, 


4D3  ^^^^^^  NATURALE 

natura.     Quando  nainm  mi  chiese  a  colui .  Bali.  vi.  9. 

che,  di  sua  natura  Stando  su  in  nttura.  Dì^ien Bali.  ix.  5. 

Fagli  natura  [,  quando  è  amorosa,  Amor  per  sire]     .     .     K  A".  90.  17  {Som.  x.  5),  38. 

Piacer  di  forma  dato  per  natiim SoH.  XXXVÌÌÌ.  IO. 

naturale.     Che  sua  beltà  dìschiera  Da  Maturai  bontà  per Can*.  x.  146. 

Che  . .  .  Ho  quasi  perso  il  naturai  vigore S.  P.  ci.  15. 

natura,     questo  fa  e  dimostra  U  buona  natura .  C  iv.  96.  79. 

quelle  cose  che  la  nobile  natura  mostra  e  dee  avere C  iv.  97.  8. 

una  via  semplice,  quella  dcHji  nustm  buona  matura C.  iv.  37.  ao. 

quando  più  sntisface  al  debito  della  sua  Nd/Mra C  Iv,  «7,  107. 

perchè  la  nobile  Natura  le  mostra  in  essa C  iv.  37.  189. 

avemo  dalla  nostra  .  .  .  natura  .  .  .  ammaestramento C  iv.  a8.  35. 

naturale.     In  quel  punto  lo  spirito  naturale  .  .  ,  cominciò K  A^.  a.  33. 

cominciò  U  mìo  spirito  naturati  ad  essere K.  /V.  4,  9. 

della  cui  acqua  si  refrigera  la  naturai  %cit.    .........  C  i.  i.  66. 

Óaì  tutturalt  amorr  alla  fimpria  to^utta      .     . ,     .  C.  1.5.  ti. 

lu  naturalf  amort  deilti  pia^ria  loqmtla      ........     ..Ci.  io.  09. 

che  *1  maturaU  amore  .  .  .  muove C  i.  10.  33. 

quando  solo  sua  na/wni/ bellezza  ai  sta  con  lei Ci.  10.  95. 

in  ciascuna  cosa  naturale  e  artificiale C  iì.  i.  80,  94. 

eh*  h  nel  secondo  de*  Ubrì  naturali C  ii.  3.  30. 

rivolgesì .  .  .  opni  di  nmturmU  una  fiata    ..........  C  ii.  6.  147. 

virtù  .  .  .  che  è  nel  colore  naturale  del  seme C  il.  24.  36. 

la  Scienza  naturale^  che  Fisica  si  chiama      . C  li.  14.  60. 

nella  Scienza  naturale  è  sugi^tto  il  corpo  mobile C  ii.  14.  i33' 

della  naturale  Scienza,  la  sua  considerazione  ...  4  considerare  U 

principi!  delle  cose  naturali CU.  14.  I36,  139. 

Pittagora  .  .  .  poneva  ì  princìpiì  delle  cose  naturali C  ii.  14.  146. 

significa  le  cose  Na/Mro/i  corruttibili C  ii.  15.  99. 

La  quale  na/uni/ semenza  si  fa  come  ...  si  mostra   ......  C  ili.  7.  144. 

qui  sì  polrebbono  ragioni  maturali .  .  .  assegnare C  iti.  to.  39. 

^a>^u,  secondo  il  Md/Mfo/r  amore CiÌÌ.tt.6i. 

non  diciamo  .  .  .  intendendo  solamente  la  naimrak  amistà  signi6- 

care  ...  ma  1'  amisU  iwpra  la  naturai  generata C  lii.  II.  68^  70. 

siccome  la  Scienza  naturale C  iii.  11.  175. 

siccome  negli  agenti  wi/wnoA'vedemo Ciiì.  X4-i7* 

conciossiacosaché  naturala  desiderio  sìs  ali*  uooio     ......  C  IÌI.  15.  73. 

che  *1  desiderio  maturate  in  ciascuna  cosa  è  misurato C  ili.  15.  77* 

errore,  ti  qual  è  fuori  di  naturale  intenzione      .,,..,..  C  lii.  15.  97. 

ne  diparte  eziandio  dalli  vizi  naturai» C  iii.  15.  197. 

thè  .  .  .  questa  non  é  umana,  ma  nmlurm/e C  iv.  9.  39. 

siccome  sono  le  cose  maturali C  iv.  9.  45. 

della  impulsione,  che  è  M4/Mf«// moto ,     .     .     .  C  iv.  9.  117. 

del  caldo,  eh*  é  naturati  qualiude C  iv.  9.  i9o. 

attendere  la  maturaU  disposizione  del  tempo     ...  .      .     C  iv.  9.  199. 

che  giovanezza  t  colmo  della  naturi»!  vita C  ìv.  9.  179. 

i  principi!  delle  cose  naturali C  iv.  13.  la. 

U  pnncìpiì  delle  cose  naturali .     C  iv,  15.  98,  38. 

ch^  li  nostri  desideri  naturali  .  .  ,  9000  .  .  .  dtsccodenti      .      .     .     .     C  iv.  13.  69. 

quello  della  scienza  è  naturata C  iv.  13.  65. 

V  una  è  di  naturale  Jattatua  causata C.  iv,  15.  119. 

I.*  altra  é  di  naturale  punUanimità  causata C  iv.  15.  140. 

prima  per  modo  naturale C  ÌV.  91.  7, 

ciò  che  per  via  Mii/Mrrs/r  diccre  si  può C  Ìv.  91.  99, 

Dd  a 


NATURAI^  ^^^^^^P  404 

nave.     Mm  se  non  muti  illa  tua  mavr  guida   ....  Cans.  xvnii.  55. 

Che  si  conviene  .  .  .  altro  cammino  Alla  mia  mav< Sort.  xxxìv.  4. 

nazione.     Né  voglion  che  ...  dì  vii  padre  scenda  SaMion^  che     .     .      C.  iv.  CanM.  in.  63. 

nebbia,    onde  a*  adduce  copia  Dì  nebbia  lai,  che .  Cana.  xv.  iB. 

Ora  che  .  .  .  freddo  e  nebbia  il  ciel  da  sé  divide     .     , Soh.  xlii.  3. 

naturale,     hormen,  cioè  appetito  d*  animo  nafuraU .  C  ìv.  33.  36. 

cosi  questo  natunUe  appetito  ...  si  mostra C  tv.  aa.  41. 

se  di  sua  naturale  radice  I*  uomo  non  ha C  iv.  aa.  xag^ 

quella,  che  Maturale  è  chiamata C.  iv.  33.  77. 

prendere  ai  può  e  dee  ogni  naturale  giudicio C  iv.  34.  a8. 

perocché  *l  caldo  naturate  è  menomato C.  iv.  34.  50. 

la  integrità  di  tutto  il  tempo  della  natura!  vita C  iv.  94.  77. 

avere  perfette  per  via  wi/Nm/r  é  impossibile Civ.  37.  117. 

la  naturale  morte  é  quasi  porto  a  noi C.  ìv.  aS.  15. 

naturpiissimo.     perocché  naturalissimo  é  in  Dio  volere  essere   .     .     .  C  ììì.  a.  51. 

naturalità,     la  ragione  di  questa  natHralità  può  essere  questa     .     .     .  C.  tii.  a.  04. 

naturalmente,     gli  uomini  naturalmente  desiderano.     ...  .     .  C  i.  i.  3. 

tutti  naturaltnenie  al  suo  desiderio  siamo  soggetti C  L  X.  io. 

ciascun  uomo  a  ciascun  uomo  è  naturaltntnt}  amico C  L  z.  56. 

alle  quali  é  ordinato  naturalmente C  L  5.  77. 

Io  quale  naturalmente  e  accidentalmente  amo C.  i.  io.  39. 

naturalmente  la  prossimifade  e  la  bontà  sono  cagioni C  i.  la.  aa. 

studia  naturalmente  alla  sua  conservazione C  ì.  T3.  47. 

questa  via  ...  è  in  noi  naturalmente  innata C  ii.  i.  114. 

naturalmtnlt  V  uno  contrario  fugge  1'  altro C  ii.  B.  70. 

r  anima  umana  rsser  vuole  natuialmentt  .  .  .  E  .  .  .  naturalmente 

disia  e  vuole  a  Dio  essere  unita C  iii*  a.  55,  57. 

viene  che  naturaltnente  Y  anima  umana     .  .  si  unisce C  iìt.  a.  61. 

naturalmrnte  ama  1*  andare  in  giù C.  iii.  3.  40. 

ciascuno  naturalmente  é  di  più  virtuoso  corpo  .     .     .     .     .     t     .     .  C  iti.  3.  47. 

vizi  .  .  .  alti  quali  naturalmente  egli  é  disposto C  iii.  8.  157. 

perocché  naturalmente  le  lode  danno  desiderio C  iii.  11.  5. 

ciascuna  cosa  disia  naturalmente  la  sua  perfezione C.  iii.  15.  35. 

quello  da  noi  na/wra/mfH/^  non  é  desiderato     ........  C.  iii.  15.  108. 

le  cose  .  .  .  comunicano  naturalmente  ...  le  loro  qualità    .     .     .     .  C.  iv.  i.  8. 

r  uomo  naturalmente  é  compagnevole  animale C  Ìv.  4.  9. 

che  ciascuno  disia  naturalmente C  i%'.  6.  75. 

conciossiacosaché  naturalmente  siano  vili C.  Ìv.  zo.  97. 

il  quale  animo  naturalmente  . .  .  dee  amare C.vr.  sa.  81. 

che  naturalmente  vcdemo  ciascuno  figlio  .  .  .  mirare       .....  C.  iv.  34.  155. 

naturato,     li  Troni  .  .  .  Maturati  dell*  amore  del  Santo  Spirito     .     .     .  C.  ìi.  6.  no. 

le  corpora  sempliei  hanno  amore  naturato  in  sé C  iii.  3.  9. 

che  colui  che  bene  naturato  sì  sostiene C.  iii.  8.  186. 

perocché  in  uno  sono  naturati  ...  ed  in  eguale  stato C  Ìv.  14.  93. 

credo  che  nclli  perfettamente  naturati  esso  ne  sia C.  iv.  23.  93. 

che  ottimamente  NA/urn/o  fue  il  nostro  Salvatore C.  iv.  23.  95. 

del  quale  ottimamente  si  può  dire  che  fosse  naturato C.  iv.  34.  58. 

qucst*  anima  natunita  buona  .  .  .  é C  iv.  35.  a. 

nave,     lo  tempo  chiama  e  domanda  la  mìa  nave  uscire CI  ìi.  i.  4. 

Siccome  vedcmo  in  una  nave C  iv.  4.  51. 

la  tutve  della  umana  compagnia  .  .  .  correa .     .     .  C  iv.  5.  67. 

navicare,     siccome  pescare  pare  avere  parentela  col  navicare      .     .     .  C  iv.  9.  140. 

navigazione,     è  quasi  porto  ...  dì  lunga  navigatone C  iv.  a8.  16. 

Nazzaro.     potrebbe  dire  quegli  dì  san  Nauarv  di  Pavia     .    .    .  C  iv.  39,  37. 


h 


à 


405                                                                           'PP'IIB^^F  NECESSITA 

oec    AVr  dicit  ipsa  :  Molum  est  de  isto CdH«.  xxL  aa. 


nebbia,    di  que'  miraeoii  per  alcuna  nébbia  siano  dubbiosi C  iil.  7.  r6B. 

nebula.     ch^  mi  parca  vedere  .  . .  una  ntbuia  di  colore V.  N.  ^.  ^ 

nebtlletta.     caggiono  quasi  come  ruòulet/t  mattutine C  ii.  16.  44. 

Cicce—  rin me utt .     più  ntctssariamtnté  in  quella  termina  lo  suo  viso   .  C  ili.  if.  177. 

di  sé  .  .  .  senza  ntetsiaria  cacone  parlare C.  i.  9.  16. 

per  «Mnusonir  cagioni ...  è  conceduto.     E  intra  le  altre  mrrsMrw 

cagioni C  i.  a.  68.  B9. 

siccome  mcessarh^  la  sua  lunghezza  . .  .  sosten^ C  1.  ro.  aa. 

quanto  t  al  numero  che  alla  nota  &  ntetisario .     .  C  ii.  ta.  16. 

quesU  cotale  figura  .  .  .  è  .  .  .  tufissarùt      .........  C  ìli.  io.  5X 

perocché  1'  ammonire  è  sempre  .  .  .  t%ectt$ario C.  ui.  io.  55. 

perocché  ...  a  filosofare  .  .  .  ^  necessario  amore C  iii.  13.  14. 

perocché  .  .  .  s'  intende  a  rimedio  cosi  Hfctssano C  fv*  t.  84. 

li  ...  PHifrsjari  uffici  ordinando C  tv.  4.  67. 

ad  alcuno  mterssaiio  servigio  sono  ordinate C  iv.  13.  148. 

certamente  una  cosa  sola  è  Htitsstirim C  iv.  17.  99. 

qui  non  si  procede  per  nteessoria  dimoslrarionc C.  iv.  r8.  38. 

tre  certe  cose  .  . .  eh'  erano  Hectssarié  a  vedere C  iv.  19.  3. 

Onde  .  .  .  Hecessano  è  questo  scarno  vedere C  iv.  aa.  aa. 

che  non  vien  meno  nelle  cose  ruiessarie C  iv.  34.  107. 

I)à  ,  .  .  la  buona  Natura  .  .  .  quattro  ceae  ruetsaari* C  iv.  34.  1 14. 

però  fu  a  questa  età  nrassaria  V  obbtéifnMu C.  iv.  34.  130. 

cosi  appare  che  la  OUf^imaa  fu  mttfssana  . C.  iv.  94.  161. 

La  qnal  cosa  é  V  altra,  eh'  é  NMcsaanui C.  iv.  35.  4. 

Stetssaria  é,  poiché C  iv.  35.  6, 

appare  che  nH»ssaria  sia  questa  aomvUè  .  . .  Anche  é  tfcréwmria  .  . . 

b  passione  della  ^frgogna .  C  iv,  35.  at,  33. 

perché  quivi  .  . .  é  nfctssaria  al  buon  fondamento     ......  C  ìv.  35.  09. 

io  intendo  tre  passioni  mcessarit  al  fondamento  della C  iv.  aj.  33, 

Kotic  e  tre  queste  sono  ntcfssarù  a  questa  età  .  .  .  é  mrmmiio  d* 

«Mere  reverente  e  ,  .  ,  è  mfcrssario  d*  essere  rìfrenato  ...  è 

Manauonb  d*  essere  pcnitcnre ^- iv.  35.  38,  40,  41,  43. 

Per  che  .  .  .  appare  KrtjqfPM  esaere  mwwna C  iv.  aj.  117. 

é  da  sapere  che  anclie  è  Mgctuarim  qneat'  opera  alla ......  C  iv.  a$.  137. 

ciò  .  .  .  appare  essere  necessario  alP  Adolescenza C.  iv.  35.  144. 

Ix  quali  .  .  .  cose  paiono  e  sono  neeg.<.*an'é  alla C  Ìv.  aS.  13. 

é  a  questa  età  .  .  .  nevessano  d'  essere  amon>sa •  C.  Ìv.  a6.  8a. 

Per  che  appare  .  . .  essere  amorr  necessario  .  .  .  Ancora  è  tutm 

éorio  .  .  ,  essere  mHIcm,  ebè  ...  a  questa  massimaraente  é 

tterttaario C.  iv.  a6.  100,  ioa,  105. 

appare  questa  essere  wori^onio  alla  Gicventmtt . . .  Ancora  è  Mmr>- 

Mno  .  .  .  essere  U^le .     .     .     C  tv,  ati^  1 19,  laa. 


che  .  .  .  Leallà  ...  e  Temf-emnMO^  sieno  mtetamrit 
neoesdtà.     Dì  m<e»siià  conviene,  che  ...  ai  muoia   . 

induttrice  di  necesaiià 

quaata  meensiim  mosse  Boezio 

di  meetMÈàiA  il  dono  .  .  .  conviene  essere  utile    .     . 

per  foru  dcUa  pmrwi'lé 

che  di  mte*9ÌÌà  vtiofe 

lo  quale  é  da  un  punto  a  un  altro  di  ntrenikì  .     . 
oeUa  cui  girazionc  conviene  di  mctMsità  caserr 


C  IV.  s6.  144. 

r.  N.  33. 17. 

C  i.  I.  .9. 

e.  i.  a.  96. 
C  i.  8.  44. 
t.  i.  ti.  45. 
C  ti.  3.  4 1. 
C.  U.  t5.  aS. 
C  ili.  5.  69, 


non  ai  striane  da  nramn/i  d'  sloino  termine C  iti. 

t  di  Mtrmtéià  &ru  conviene .    .     .     C  iii. 


6.99. 
13.35- 


NECESSITÀ  W^^^^^^^K  ioS 

neente.    persone,  che  nnmié  Par  che  iotendesser  la  .     .     .      K.  iV.  41. 61  (Som.  xxiv.  7). 

(/  niente. 

negare.     Tanto  .  .  .  Che  '1  Hfgar  poscia  non  gli  pare  amara     ....  Canm.  x.  135, 

Non  è  pura  virtù  la  .  .  .  Poìch'  è  bìasmata,  Ntgata Canm.  xix.  60. 

Lo  dolce  pomo  a  tutta  gente  nifga Cana.  xx.  94. 

nemico» -a.     Virtù,  che  i  suoi  ni'ihki' a  pace  ìn\4u Caiw.  x.  107. 

La  nrmùa  fi|;ura  .  .  .  andar  mi  fané Catu.  xi.  31. 

Si  ha,  —  eh*  a*  suol  ntmiti  sare*  gìanto Con»,  xix.  85. 

O  falsi  ca\'alier  .  .  .  Ntmici  di  costei Cans.  xix.  1 13. 

Morte  villana,  di  pietà  mtmica K  /V.  8.  45  \Sotu  fv.  \\ 

Convenemi  chiamar  la  mia  nttnira      .     .     , K.  W.  13.  48  \S<m,  vi.  13). 

Più,  che  gli  errori  de'  ttemid  miei S,  P.  vi  35. 

Per  U  tcntazion  de'  mici  nemici S,  P.  xxxi.  50. 

Laonde  il  mio  pw-wnn?  a  stuolo  grosso  .  .  .  s*  afforzava S.  P.  xxxvii.  43. 

starmi  in  adiulorìo  Contra  gli  miei  ngmià S.  P.  xxxvii.  84, 

Ciascun  m'  era  nemico  ed  awersarìo S*  P,  €Ì.  05. 

é  mossa  Per  li  tutnià  mici  acerbi  e  duri S,  P.  cxliì.  14. 

E  liberarmi  da'  tumici  miei S.  P.  cxlii.  47. 

necessità,     conviene  che  sia  eterno  lo  suo  oggetto  di  ntcessità     .     .     .  C.  iìL  14.  54. 

Lo  fondamento  ...  é  la  iwctssità  della  .  .  .  civtUà C  iv.  4.  3. 

conviene  di  nectssità  tutta  la  Terra  .  .  .  esser C  ìv.  4.  33. 

siccome  ...  di  necessità  è  un'  ottima  .  .  .  Wa C.  iv.  13.  18Ì4. 

da  dire  nobile,  e  ...  da  dire  vile  di  ttecessità    ........  C  iv.  15.  41. 

conviene  avere  di  necessità  certe  cose C.  iv.  34.  105. 

necessltade.     conviene  essere  ìn  uno  medesimo  tempo  di  ttecessitade   .  C  ìì.  4.  68. 

chi  pur  di  necessitade  quivi  sarà  trasmutazione C  ìv.  14.  44. 

negare,     quella  gentilissima  ...  mi  negò  il  suo  .  .  .  salutare    .     .     .     .  f^  ^.  io.  14. 

poiché  la  mia  beatitudine  mi  fu  negata V.  S.  la.  a. 

della  salute,  la  quale  mi  fu  negata V.  N,  la.  43. 

Ha  poiché  le  piacque  di  negarlo  a  me K  A*.  18.  36. 

lo  quale  non  negò  la  morte  a  sé V^  N.  sa,  3. 

perché  nò  consentire  né  negare  puote  lo C  i.  a.  76. 

Questi  non  negò^  quando C  ii.  6.  98. 

questo  nullo  niega C  iì.  9.  77. 

Questo  Pittagora  .  ,  .  m^^  a  sé  questo  vocabolo C.  iii.  ri.  43, 

intendere  noi  non  potemo  se  non  cose  negando C  iii.  15.  67. 

la  non  revemua  é  negan  la  .  .  .  suggczione C  iv.  8.  107. 

questo  è  proprio  M^gvinr C  ìv.  8.  116. 

siccome  disdire  ...  è  negare  propriamente  parlando C  iv.  8.  117. 

se  io  m>^  la  reverenza  dello  Imperio C.  iv.  6.  118. 

eh'  é  la  reverenda  negare^  cioè  negare  la  .  .  .  suggczione      .     .     .     C  ìv.  8.  146  {bis). 

da  vedere  é  come  questo  è  negare .     .     »     .  C  iv.  8.  148. 

contro  a  quello  che  niega  li  princìpil C  iv.  [5.  163. 

sviati,  siccome  Pietro  che  V  avea  negato C  ìv.  33.  183. 

negazione,     no»  reverente  dice  negaaione C  iv.  8.  104. 

negghlenza.     Mettere  a  negghienaa  di  sapere  quello  . .  .  é      .     .     .     .  C.  iv.  B.  18. 

n^ligenza.     é  per  la  negiigensa  nostra   . C  ii.  14.  3531, 

é  da  notare  che  pericolosissima  negligensa  è C  iv.  7.  x6. 

nemico,  -a.     per  la  speranza  .  .  .  nullo  nemùo  mi  rimanca K  AT.  11.  3. 

conviene  che  io  chiami  la  mia  nemica K.  TV.  13.  59, 

Giuno,  cioè  una  Dea  nemica  dei  Troiani K.  iV.  35.  74, 

la  mente  del  nemico  .  .  .  non  conccpe C  ì.  3.  53. 

(osto  amici  e  tosto  netnici C.  i.  4.  40. 

i  suoi  nemiaV  amano , C  1.  13.  76. 


407 


NEVE 


nemico. -a.    chi . . .  crede,  Eretico,  cfwmicoò  dì  seatcMo     ,    .    .    .  A  f.  44. 

Ma  poi  che  'I  rio  nrmiropur  ne  preme P.  F.  il9. 

il .  . .  inganno,  Che  sempre  ci  apparecchia  quel  nrmico     .     .     .     .  Z'.  ^.  116. 

SI  che  per  lui  da  noi  'I  Mmico  è  vento P,  F.  135. 

AI  HffHtco  di  Dio  In  rassomeg^lio P.  F.  189. 

Accidia»  eh'  ogni  ben  fumica  learda P,  F.  193. 

Acciò  dal  no  tunuco  ognun  si  achiostrì P.  F,  aaa, 

dalla  tentazione  DclK  infemal  fumieOf  e  sue  ferute P,  F,  a»$. 

Cf.  inimico,  nimico. 

Dcpote.     r  fui  NepoU  o  fìglio  di  cotal  valente C  iv.  Cmv.  iii.  36  ;  7.  t4. 

neqtie.     AVfw  plus  vium  sperando  conservo CanM.  xxi.  39. 

nequizia.     Io  mostrerò  alt'  umana  nt^uiMÌa  La  via S.  P.\.  53. 

nero.     Dunque  verrà,  come  dal  nero  il  perso      .     .     .  C.  ìv.  Coms.  iii.  109;  19.  13;  ao.  3. 

Quandunque  i  colli  fanno  più  n^m  ombra     .     .     ,     , S*s/.  i.  37. 

(i).     L'  ossa  mie,  e  i  miei  nmi's'  invecchiaro S,  P,  xxxi.  17. 

(a).     Vac  omnì  meo  ntrvo Cmu.  xxi.  33. 

tino.     Però  fw-5XMM  ai  vanti C  ìv.  Caiia.  iii.  iia. 

Che  senza  .  .  .  Nisutn  puote  acquistar Canm,  xix.  99. 

Per  MfuwMd  grandezza  Monta  in  orgoglio Cana.  xix.  199. 

bianchì  piJi  che  fior  di  ruuiof' erba .....*.  S»/.  iiì.  3. 

Che  mtisun  la  si  può  recare  a  mente.  Che  non.     ...       K  A^  97.  95  (5<m.  xvj.  13), 

cosi  acerba.  Che  suo  fedcl  hcsjwmo  in  vita  serba Son.  xxxi.  11, 

E  non  si  da  a  hìssmh  più  d*  una  volta P.  F.  6^ 

Ad  uccidere  altrui  in  russun  modo P.  F.  173. 

DSODO.     Come  tenesse  mai  Ptfun  per  donna Sssi,  iìL  33. 

AVifM  si  maravigli,  nò  faccia  ombra Sfgi,  iv.  8. 

Che  nnat*  altra  porriane  esser  donna  S*m/.  Ìv.  tt9. 

Senza  ntuna  ascondersi  sott'  ombra    .     .  ....  Srs/.  iv.  97, 

C/.  ni  uno. 

neve.     Ben  conosch*  io  che  va  la  fuvt  al  Sole Cans.  x\.  37. 

cade  in  bianca  falda  Di  fredda  N#«tf Canm,  xv.  ai. 

nemicOi  -a.     li  quali  .  .  .  sono  de*  buoni  pensieri  ttnttùi C.  iii.  8.  155. 

Per  che  gli  amici  .  .  .  sono  .  .  .  amati,  e  li  HiVMja  odiati      .     .     .     .  C.  iv.  t,  16. 

Oftiositi^  che  ...  di  questa  Donna  (  nemna C.  iv.  l.  71. 

perocché  ...  li  lunghi  capitoli  sono  frifMn'dclla  memoria  .     .     .     .  C.  iv.  4.  134. 

«  liberare  Roma  contro  alU  suoi  tumid  .     .     «     .  .     .     .  C  iv,  5.  (36. 

Poneteci  mente,  turnici  di  Dio C.  iv.  6.  180. 

ciaKuna  di  queste  virtù  tia  due  twwmv  collaterali C  iv.  17.  66. 

C/.  inimica 

nepote*     ciascuno  che /igh'MoJù  sia  0  Mtpoté  J"  aUuno  valmle  uomo    .     .  C.  iv.  7.  9. 

Pognlamo  che  Gherardo  .  .  .  fosse  stato  tuftoit  del C  tv.  14.  115. 

10  malvagio  .  .  .  nrpoU  fa  tutto  il  contrario C.  iv.  99.  63. 

r/  nipote. 

nero,     siccome  il  ptno  dal  Htrt»  discende C  iv.  90.  la. 

11  perso  t  un  colore  misto  di  purpureo  e  dt  n/to,  ma  vince  il  Mrro  .  C  iv.  ao^  15  (Aw). 
Nerone,     non  è  da  credere,  né  da  consentire  a  Nrrxjnt  )m{>crador«  .     .  C.  iv.  9^  169, 
nerva    perocché  il  nttvo  . .  .  é  diritto  ■  quella  parte C  il.  io.  39. 

iM^-iMMO  dubita,  che C  Ì.  7.  74. 

mo  dubita,  né  Filosofo,  né  Gentile,  né C.  U.  5,  61. 

dee  r  amico  suo  biasimare  palesemente C  iti.  t.  50, 

argomenta  .  . .  che  msìuho  .  .  .  non  dee  credere C  ìv.  90.  ai. 

netto»     essere  mito  d'  ogni  atto  di  mercatanxia  .  C  i.  8.  laó. 

newe.     pv««ft>  é  si,  che  tutto  cuoprc  la  ticvc  .  C.  iv.  7.  60^ 

neve     r  acqua  misdiiau  dì  bella  MfPt      ....  .  .  T.  JV.  tS.  43. 


NEVE  -^m^^^^^^^-  

neve.     Si  sìa  gelata,  come  tirar  all'  ombra S*st,  i.  B.  ^M 

E  spero  farmi  bianco  più  che  HMif S. /*.  L  a6.  ^M 

nido.     Ma  per  difetto  eh' ella  sente  al  ni^ 5o>t.lìi.  ii.  ^M 

niego.     E  quei  d'  ogni  mercè  par  messo  al  mùgo Com*.  xiL  3^ 

niente.     Benché  sia  da  nùntt C.  \v.  Cffiir.  iiù  37 

Per  me  «//«/*  altro  che  quel  si  vuole Son,  xxxvii  _  | 

E  da  lui  furon  fatti  di  nimte Z'.  /*.  I4< 

Cf,  noente. 

NUo.     Di  fonte  nasce  Nilo  picciol  fiume .     .  Cm».  zx.  4I 

nimico.     Ora  ti  vei^o  .  .  .  Superba,  vile,  mmtca  di  pace Gma.  xviti. 

C/.  nemico,  inimico. 

niaL     Nìsi  pietatem  habuerit  servo CanM.  xzi. 

nisuno.    y.  nessuno. 

ninno,    e  m/mho  se  n'  accorge Caits,  &.  i^»^^^^    i. 

Ma  m'un  può  far  cosi  com*  ella  donna  Delle S#s/.  Iv.  ^  _ 

Che  hÌmho  infurii,  nò  sia  rubatore P.  F.  166.  ^È 

Cf,  neuno.  H 

no.    Che  '1  si  e  't  no  tututto  in  vostra  mano  Ha  poeto  Amore      ,    .    .  diu.  xvi.  -J^ 

che  mai  no  impetra  Mercè Som.  xxxi.  «^ 

notdle.     Diverria  »fofti7cosa,  o  si  morrla  K.  M  19.  55  (Gin*.       ^.      f,a(\ 

neve,     nevato  è  sì,  che  tutto  cuopre  la  ntvf C  iv.  7.  ^^^— j^  x. 

le  sue  vestimenta  erano  come  ntoe .     .     ,  C.  iv.  aa.  g^^ 

nibbio,     che  come  nibbio  altissime  rote  fare C  iv.  6.  xm^^m.  Cg^ 

niente,     e  non  ne  sanno  niente V.  N,  ^x.  35. 

tuttoché  esso  sia  da  niente C  iv.  7.  Bc     »  j. 

nimistà,     chiude  il  difetto  della  nit$$istà C.  iv.  la;    ^^^    35,  h 

nipote,     siccome  fu  Platone  e  Spcusippo  suo  Hi^/c    .......  C  iv.  6.  ^^^z  a?.  H 

CyCnepote.  ■ 

ninno,     non  si  muovono  da  m'uHO  principio C.  iv.  «5  ^    t51>^| 

no»     Onde  non  è  maraviglia  se  ,  .  ,  qui  dice  no C  ii  16.    T^ 

è  talvolta  con  quella  g^nte  ...  e  talvolta  no C.  iii.  '3  ég, 

e  più  oltre  NO C  iv.  9.  94> 

nobile,     e  vedcala  di  si  nobili  ei  laudabili  portamenti K  M  a.  ^Q* 

tiittjivia  era  di  si  noòi/e  vlrtU V,  N,  9.        S^ 

ripigliare  materia  nuova  e  più  Mo6i7«  che  la  passata V.  N.  1  '^^^^  3  -  ^ 

onde  concedcsi  esser  .  .  ,  piii  nobile C  ì.  5.  ca^csc^ 

questi  nobi/i sono  Principi,  Baroni  e  Cavalieri,  e  molla  altra  nobtJe 

gente , C  i.  9.  ^         »4«  3^ 

siccome  sono  quelli  Nobili «     ....  C.  i.  9.  ^"       S^ 

a  cosi  nobile  Convito  per  le  sue  vivande C.  L  tn         —      *■ 

tanto  è  pm  nobile  per  comparazione C  li.  4.       —     T* 

cosi  è  più  nobile^  quanto  è  più  presso C.  ìi.  4.     —   -     ^5* 

che  più  sono  1'  altre  nobili C  ii.  6.    -4^ 

altro  che  sia  meno  nobile C  ii.  °  •* 

eh*  è  .  ,  .  atto  della  sua  più  nobile  parte C.  ii.  6.       -      ^S- 

è  una  nobile  disposizione  d*  animo CU.  l^^^K*  ^      ^M 

questa  ...  è  nobile  e  alta  per  nobile  e  alto  suggetto  ...  è  alta  e  ^ 

nobile  per  la  sua  certexza C.  ii.  14.  944,  ^M5  M^ 

quanto  la  forma  è  più  nobile  . C.  Hi,  ^^—    '** 

ponendo  quello  essere  più  nobile  corpo  che C  iiu  ^— —    ^ 

siccome  .  .  .  puotc  vedere  chi  ha  nobile  ingegno C  iii.  S-—     ^^ 

questa  Donna  è  da  Dio  .  .  .  fatta  nobile  cosa C  iii.  6^^      ^^ 

che  sia  alcunu  tanto  nobile C  iii.  7—        "^ 

Lo  più  nobile  ...  si  è  mnienUwM    .     • C.  tìì.  ft-  ■^'* 


409 


NOBILE 


nobUe.    che  mi  fa  ombra  Pili  MoAt7,  che  non  fé* 
Di  quelh»  eh*  è  delle  ffoAr'/f  donna      .     .     . 


Stst.  iii.  34. 

S4tt.  ÌV.  38. 


OOblle.     i)  suo  Hohi/é  nome  ...  è  comunicato    .........  C  iii.  fi.  184. 

PenAvHMO  ^f/i/#  s' intende  U  Mo&i7f  anima      .     .     .     »     •     t     •     •  C.  Ì)i.  14. 93. 

di  questi  ...  fu  Torquato,  noinli  Romano    .     .     .     .     ,     •     .    ,     .  C  Iv.  6.  ila. 

Beata  la  terra  lo  cui  re  è  ftottiU C  iv.  6.  178;  16.  50, 

le  cose  ai  deono  denominare  dalla  più  Hoò/// parte C.iv.  7.  117, 

me  nobitt  e  non  villano  dcgg^io  mostrare C.  ir.  8.  37, 

sotto  la  medicina,  ovvero  sotto  più  noòiit  dottrina C  Iv.  9.  147. 

quanto  .  .  .  tanto  è  in  sua  natura  nobiU .  C  iv.  if.  17. 

perù  la  scienza  peifetta  ha  noòiÌ0  perfezione     .........  C  iv.  13.  86. 

quanto  .  .  .  più  fossero,  più  tosto  sarebbero  no6$Ìi  ;  e . . .  quanto . .  . 

tanto  più  tardi  noAi/j  si  farebbero C  iv.  14,  73,  75. 

que»ta  distinzione  .  .  .  cÌo^  nobiU  o  vile C  iv,  14.  78, 

onde . . .  diciamo  uno  nobile  cavallo  ...  e  uao  noitik  falcone  ...  e 

una  mobiU  margarita C.  iv.  14.  Sa,  83,  84. 

dicendo  quello  essere  stato  MoAi'/r C  iv.  14.  lai. 

tale  uomo  sarebbe  tenuto  nobiU  morto,  che  non  fu  nobik  vivo      .      C.  ìv.  14.  133  {bia), 

diremo  noi  che  Dardano  .  .  .  morto  sìa  ttobtlfì C  iv.  14.  145. 

Dunque,  se  esso  Adamo  fu  twbiU^  tutti  siamo  nobiii  ......  C.  iv.  15.  33,  33. 

pure  alcuna  gente  è  da  dire  nobiU C  iv.  15,  4a 

da  diversi  princìpii  .  .  .  cioè  da  uno  nobili  e C  ìv.  15.  44. 

la  ,  .  .  terra,  di  poco  dipartita  da)  nobiU  [etera]     ...*,•■  C  ìv,  15.  80. 

dico  ttiirìUtto  per  la  nobil*  parte  dcU*  anima C.  iv.  15.  109. 

che  r  uomo  chiama  nobUe  pietra,  nobiU  pianta,  nobile  cavallo,  m>btié 

falcone,  qualunque  ...  si  vede  essere  perfetto  ....       C  Ìv.  16.  46  (/#''),  47. 

credono,  che  per  questo  vocabolo  Nobile  s'  intenda C  iv.  16.  61. 

quelle  cotte  .  .  ,  più  sarcbbono  .  .  .  nobili C  iv,  16.  67, 

cosi  U  px%\\tL. .  .  .  sarebbe  la  più  nobii*  pietra  del C.  Ìv.  16.  69. 

Asdente  .  . .  sarebbe  piu  nobiU  che  alcuno  suo  cittadino    .    .    .     .  C  iv.  t6.  71. 

Albuino  .  . .  sarebbe  più  t*obÌU  che  Guido .  C.  iv.  16.  70. 

*  falsÌBsimo  che  tfobih  vc^a  da  mnositre C,  iv.  i6.  75. 

onde  nobile  è  quasi  mm  vite  ..............  C.  ìv.  16.  76, 

allora  sì  può  dire  nobiU  circolo C  iv.  16.  87. 

Sua  virtù  perde  quello  cìrcolo  ...  e  non  è  nobile C  iv.  t6.  91. 

ciascuna  cosa  .  .  .  vcdemo  .  .  ,  nobile  essere  chiamata C.  iv.  19,  39. 

Perch'  io  sono  di  cotale  schiatta,  io  sono  nobiU C.  iv.  ao.  41, 

la  stirpe  non  fa  le  aincularì  persone  m^U,  ma  le  siogularì  persone 

fanno  nobiie  la  stirpe C  iv.  ao.  45,  46. 

siccome  disse  quel  mobitt  Guido  Guinizellì C  iv.  ao.  67. 

che  esse  da  loro  e  per  loro  principio  fossero  Htibtlt C  iv.  ai.  16. 

volterò  che  ose  .  .  .  fossero  nobili  e  più  e  meno  .  C  iv.  ai.  18. 

Offni  anima  nobile  ha  tre  operazioni .     .     .     .  C  iv.  ai.  90. 

che  *1  primo  e  nobile  rampollo  ...  si  è C  Ìv.  at.  118. 

quelle  che  in  luì  sono  più  nobili,  più  ama C  iv.  aa.  74. 

coocioniacosache  più  nobiU  parte  ...  aia C  iv.  aa.  75. 

che  r  appetito  razionale  non  sia  più  nobile  clic C.  iv.  aa.  loo. 

sicché  veder  si  puote  .  .  .  che  è  lo  nobile  uomo C  iv.  aj.  5. 

per  li  quali  conoscere  si  può  il  nobile  uomo ...Ctv.  03.9. 

luce  e  rìsplcnde  per  tutta  la  vita  del  mobile C  iv,  33.  la. 

quello  per  che  polemo  conoscere  1*  uomo  Mobtle C  iv.  «3.  34  ;  a6.  3. 

perocché  la  Séétm  ora  ...  è  la  più  nobile  di C  iv.  83.  14^ 

pcffò  la  .  . .  Hóbité  natura  ...  la  mostra   .     .  .     .     .     .  C  iv.  35.  a^. 


NOBILE  410 

nobile.     Venien  dicendo  :  O  ffoAi'/r  intelletto f^-  A^>  35*  57  {Som.  sviii.  13). 

nobile,     alla  quale  la  Hoò$7e  natura  intende   ..........  C.  iv.  35.  30. 

poi  lo  .  .  .  Hobi/t  uomo  mai  non  parla  5),  che C  iv.  85.  97. 

non  pure.  .  .  e  Ver^gna  la  MobiU  natura  .  . .  dimostra C  ìv.  05.  lao. 

dicere  che  la  noMe  natura  .  .  .  abbelHsca  e  faccia C.  iv.  95.  139. 

Le  quali  U  HobiU  aninuL^  cioè  la  nobih  natura  .  .  .  intende  .     .     .      C  ìv.  95.  145  [bis). 

siccome  la  woA*/r  natura  ...  ai  mostra C.ìv.  06.  7. 

tutto  quanto  la  nobih  natura  prepara C  ir.  a6.  16, 

quanto  eh*  elio  aia  di  natura  nobiU C  ir.  a6.  45. 

questo  Appetito  .  .  .  quanto  eh'  elio  sia  nobUé C  iv.  06.  48. 

però  la  nobiU  anima  in  quella  la  dimostra C.\y,9S,  xao. 

però  la  nùhilt  Anima  tutte  le  dimostra C  ìv.  a6.  146. 

quelle  probità  che  .  .  .  presta  la  nobile  Anima C  iv.  07.  4. 

quelle  cose  che  la  nobih  natura  mostra  e C  Ìv.  37.  8. 

che  r  Anima  nobiie  nella  Senetla  si  è  Prué^Htfj  si  è C  ìv.  37.  Xo. 

perchè  la  ttnbih  Natura  le  mostra  in  essa C  iv.  07.  169. 

quello  che  fa  la  MoM/r  Anima C  tv.  »8.  5. 

cosi  alla  Hohifi  Anima  si  fanno  incontro C.  iv.  aS.  37. 

Rendcsi  dunque  a  Dio  la  nobiU  Anima C  iv.  aS.  49. 

Bene  questi  Ho^'/fcalaron  le  vele C  iv.  a8,  6x 

benedice  anche  la  noinle  Anima  ...  A' C.  ìv.  08.  89. 

Per  la  quale  Marzia  s' intende  la  rcoAf/r  Anima     .......  C.  iv.  38.  103, 

per  che  significa  la  nohih  Anima  .  .  .  tornare C.  iv.  a8.  lao. 

cioè  a  dire,  che  la  nobih  Anima  . .  .  torna  a  Dio C  iv.  ad.  137. 

eh*  è  a  dire,  che  la  nobile  Anima  dice C  iv.  a8.  144^ 

Per  queste  .  .  .  ragioni  si  muove  la  nobile  Anima C.  iv.  98.  154. 

quelli  segni,  ti  quali  .  .  .  appaiono  nel  nobih  uomo C  iv.  99.  3. 

coloro  che,  per  essere  .  .  .  credono  essere  nobih' .  C  Ìv.  99.  13. 

nulla  progente  .  .  .  dicere  si  potrebbe  nobih    ........  C.  ìv.  99,  33. 

chi  dirà  nobih  per  la  buona  generazione  quegli  che C  iv.  39.  46. 

è  vero  che  nobih  si  dice,  ed  è  per  certo  modo C  iv.  99.  88. 

si  può  diccre  nobih  una  schiatta,  ovvero  una  progenie       .     .     .     .  C  iv.  99.  Z09, 

cosi  a  fare  una  nobile  progenie  convengono  in  essa  nobili  DomiBÌ 

vincere C.  iv.a9.  113,  114. 

della  Hobih  progenie  potrebbero  li  buoni  morire C  iv.  99.  199. 

tanto  che  .  .  .  non  nobih,  ma  vih  da  dire  sarebbe C.  iv.  39.  135. 

nobillssinio.     vestita  d*  un  nobilissimo  colore  .  .  .  sanguigno  .     .     .     .  K.  A^  g.  16. 

Amore  volea  stare  nel  loro  nobiiissitno  luogo V.  N.  i^  41. 

secondo  la  nobilissima  parte  degli  occhi  suoi V,  N.  9i.  95. 

secondo  la  nobilissima  parte  della  sua  bocca V.  S,  qi,  37. 

quanta  ai  vedeva  eh*  era  questa  nobilissima  Beatrice K  AT.  ao.  5. 

nel  quale  era  stata  quella  nobilissima .  .  .  anima K  W.  93.  6t. 

che  ...  1'  anima  sua  nobilissima  sì  parti  nella V.  N.  30.  a. 

che  con  quella  .  .  .  donna  non  sia  nobilissimo  amore     .....  K  ^.  36.  33, 

onde  ...  mi  ricordava  della  mia  nobilissitna  donna V,  N.  37.  5. 

da  questa  nobilissima  perfezione C.  ì.  i.  i9. 

dice  . .  .  quelle  nobilissime  creature  quasi  innumcrabUi       .     .     .     .  C  ii.  6.  38. 

La  forma  noòilissinia  del  cielo  .  .  .  gira C  ii.  6.  154. 

questa  Donna  .  .  .  nobilissima  e  bellissima  Filosofia C  ii.  13.  79, 

r  anima  umana,  eh'  è  forma  noòihssima  di  queste C.  Ìli.  9.  48. 

In  questa  nobilissima  parte  .  .  .  sono C,  ìii.  a.  laa. 

tutte  qtiestc  nobilissime  vìTtii  ...  si  chiama      ........  C  iii.  9.  133. 

per  Menh  s*  intende  questa  .  .  .  nobilissima  parte C,  iii.  a.  137. 

quello  che  in  quella  nobilissima  natura  nasce  .    « C.  ìii.  3.  96. 


41 1  ^^^^^^m  NOBILTÀ 

nobilitate.     Quella  viitb,  che  ha  piò  nobifiìaié Can*.  xiiì.  74. 

nobiltà.     Dove  pifi  HoMtà  suo  inscio  trova Guw.  tx.  4. 

DOtmiaslmO.     ponendo  il  mcun  tioòtiisàimo  inira  li  luoghi     .     .     .     .  C  iii.  $.  40. 

oUji  prima  semplici&sinia  e  nobihsstma  Virtù C.  tii.  7.  63. 

viveva  uno  Filosofo  nobiUssitno  .  .  .  Pìttagora C.  ìii.  il.  99. 

Vede  .  .  .  questa  nobilissimn  di  tutte  assolutamente C.  ili.  la.  90. 

ed  è  Mobiìisaìma,  perocché  Hoti/issima  Essenza  é  la  divina     .     .      C.  iii.  la.  loa,  103. 

O  No6rVr'«.rffMo  ed  eccellentissimo  cuore C  iii.  la.  114. 

che  fu  orìgine  della  n<^iiissima  Città  Romana C.  iv.  5.  49. 

cosi  come  .  . .  cosi  uomini  sono  Moòttisstmt C  iv.  ao.  SS- 

come  virtute  ...  da  corpo  noòiiissimo  celestiale C.  iv.  ao.  105. 

il  quale  ...  è  uso  della  nostra  nobilissima  parte C.  iv.  ae.  137. 

non  volle  . .  .  né  il  nobilissimo  nostro  Latino  Guido C.  tv.  98.  61. 

che  le  nostre  progenie  dicono  essere  HoA«7i>i/»i/ C  iv.  99.  35 

Allora  sì  troverà  questa  Donna  nobiJissitmt C  iv.  30.  46, 

nobilitare*     perocché  r  Anima  è  tanto  .  .  .  nobi/itata  .     .  C  iii.  a.  119. 

ma  tanto,  dico,  a  quanto  é  nobilitata  ......  .     .  C  iii.  7.  58. 

quelli  che  dal  p»adre  o  da  .  .  .  é  nobilitato C  iv.  7.  89. 

mostra  li  suoi  efletti  nelK  anima  nobilitala  .  .  .  ,      .     .  C  iv.  34.  80. 

nclli  quali  1'  anima  nobilitata  .  .  .  procede  ....  .     .     .     .  C  iv.  34.  89. 

nella  fine  del  suo  lavoro  quello  nobtiitan .  . .  dee C  iv.  30.  t8. 

nobilitate.      Dice  .  .  .  che  Nohilitatf  e  tnrtutt  rofalt .  .  .  convengono     .  C.  iv.  18.  aa. 

nobiltà,     quanto  dalla  parte  della  nobùtà  della  sua  anima K  AT.  iq.  119. 

quanto  dalla  parte  della  nobiltà  del  suo  corpo K.  VV.  19.  193. 

pensando  la  loro  nobiltà K.  /V.  43.  4. 

era  .  .  .  sovrano,  e  per  nobiltà  e  per  .  .  .  Per  nobiltà,  perchè  .     .     .  C,  ì.  5.  46,  47. 

da  ogni  nobiltà  d'  animo  li  rimuove C  i.  9.  16. 

nelli  quali  vera  nobiltà  é  seminata C  i.  9.  55. 

non  prima  quanto  a  nobiltà .  C  li.  6.  47. 

per  la  nobiltà  dclli  suoi  movitori C.  il.  7.  tot. 

denominate  dall'  ultima  nobiltà  della  loro  forma C  ii.  8.  18. 

alta  di  nobitudc  per  la  nobiltà  del  suo  suggelto C  ìi.  14.  243. 

ove  la  sua  nobiltà  si  tratterà C  ii.  16.  04. 

b  qual  è  colla  nobiltà  della  potenza  ultima C  lii.  a.  1 15. 

perocché  V  uomo  .  . .  per  la  sua  nobiltà  ha  in  sé C.  ÌK.  3.  38. 

la  propna  conoscenza  della  verace  A'o^/Aì C  iv.  1.80. 

ianno  .  .  .  fruttificare  la  verace  degli  uomini  Nobtlià C.  iv.  1,  97, 

che  nella  prima  si  tratta  della  Nobiltà  secondo     .......  C  Iv.  3.  5. 

nel  quale,  di  Nobiltà  trattando  .  .  .  deggio C  tv.  8.  36. 

credono  quelle  easere  cagioni  dì  JVobilfti,  anzi  essa  Nob$ltà  credono 

quelle  essere C  iv.  8.  78  (Aù). 

dirchbono  il  contrario,  cioè  la  Nobiltà  easere  .  .     .     .     .  C  iv.  8.  8t. 

Poiché  poste  sono  V  altrui  opinioni  di  Nobiltà C  iv.  ro.  a. 

che  da  natura  di  Nobiltà  é  del  tutto  diversa C  iv.  10.  13. 

le  quali  da  Nobiltà  sono  del  tutto  di^^rse C  Iv.  10.  16. 

poi  si  riprova  il  ttmfio  essere  cagione  di  JVobilti C  iv.  10.  ai. 

erroneo  nella  definizione  di  Nobiltà C  Iv.  10.  39. 

che  pose  della  A'o6i//à  falso  suRgetto C.  Iv.  10.49. 

non  comprendono  ogni  formalità  di  Nobiltà C  iv,  io.  59. 

che  U  definizione  della  Nobiltà  ...  sì  faccia C  iv.  io.  61. 

com*  elle  non  possono  causate  Nof<iltà C.  iv.  10.  67. 

perché  sono  disgiunte  mcdto  da  Nobiltà C  iv.  10.  69. 

quelle  essere  dm  Nobiltà  éiagimnt* .     .  C  ìv.  t(K  77. 

d<co  che  le  tltm9i*  ,  .  ,  non  possono  dare  Nobtìtm  ,     .  .     .  C  iv.  to.  94. 


NOBILTÀ 


413 


IKll]Ut&.     Come  persona  ...  cui  virtate  e  nobiUà  non  vale 


Cam».  XX. 


nobiltà,     per  la  viltà  sieno  contrarìe  a  Noòi/fà C  iv.  to.  99. 

la  quale  alta  rCobiìtà  s*  oppone C.  tv.  10.  loow 

perocché  da  lungi  sono  di  Nobiltà C  iv.  io.  ixi. 

che  le  divUìf  non  possono  /orrr  NobUtà,  dicendo  quasi  quella  loAf/Zà 

essere /om  diritta C  iv.  io.  riB,  119. 

come  disgiunte  r  lontan*  sono  da  Nobiltà ,  C  iv.  1 1,  3. 

cioè  le  divitté  essere  vili  e  lontane  da  Nobiità C  ìv.  1 1.  fi, 

e  cosi  la  nobiità  dalla  perfezione C.  ìv.  11.  15. 

dalla  diritta  torre  della  ra^one,  ovvero  di  Nobiltà C.  iv.  13.  t63* 

esse  divizie  non  possono  torre  la  Nobiltà .  C.  iv.  13.  164. 

che  tempo  diceva  essere  cagione  di  Nobiltà C  iv,  14.  4. 

quando  dicono  che  tempo  si  richiede  «  Nobiltà C  iv.  14.  a6. 

venire  alia  generazione  di  Nobiltà C.  iv.  14.  aS. 

dove  Nobiltà  per  processo  di  tempo  si  cominci C.  iv.  14.  38. 

se  .  . .  dicesse  che  la  Nobiltà  sì  comincerà C.  iv.  14.  40. 

Nobiltà  in  tra  li  beni  si  è  commemorala C  iv.  14.  64. 

Se  la  gentilezza  ov\'ero  Nobiltà  ...  sì  generasse C  iv.  14.  66. 

più  tosto  sarebbe  generata  la  Nobiltà C  iv.  14.  69. 

veggiamo  la  immagine  dì  nobiità C  iv.  14.  61. 

Se  la  obblìvione  ...  è  cagione  di  Nobiltà    .     - C  iv.  14.  87. 

e  in  loro  generazione  di  Nobiltà  essere  non  può C  iv.  14.  95. 

dire  che  nell'  altre  cose  Nobiltà  a-  intende  per C  iv,  14.  toe. 

dare  alla  Nobiltà  dell'  altre  cose  bontà  per  cagione C.  iv.  14.  107. 

se  .  . .  elio  fosse  grande  di  nobiltà,  e  la  Nobiltà  in  lui  si  vedesse       C  iv.  14.  laó  {bù\ 

ponea  la  obblìvione  causa  dì  Nobiltà .     .     .  C  iv.  14.  153, 

ha  rìpro\*ato,  ttmpo  non  richiedersi  a  Nobiltà C  iv.  15.  3, 

r  uno  ai  èf  che  nulla  Nobiltà  aia C.  iv.  15.  15, 

Se  Nobiltà  non  si  genera  di  nuovo      .     .     . C  iv.  15.  19. 

la  trasmutazione  di  viltà  in  nobiltà C.  iv.  15.  49. 

uomini,  che  di  Nobiltà  hanno  . .  .  iniquamente  parlato C  ìv.  x6.  14. 

intende  determinare  d' essa  iVo6i7/it C.  iv.  16.  ai. 

nella  prima  s'  intende  mostrare  che  è  questa  Nobiltà C  iv.  16.  04. 

a  vedere  la  difinizione  di  Nobiltà C  iv.  16.  31. 

/.'  unay  che  per  questo  vocabolo  Nobiltà  a*  intende C.  ìv.  16.  36. 

IKco  .  .  .  che  . .  .  per  questo  vocabolo  Nobiltà  s*  intende    .     .     .    .  C  iv.  16.  43. 

questo  vocabolo,  cioè  Nobiltà^  dice C  iv.  t6.  95. 

possa  essere  e  sia  fruito  e  fine  di  Nobiltà .     .  C  ìv.  17.  txd, 

che  ogni  sopraddetta  virtù  .  .  .  procede  da  NobUlà C  iv.  18.  11. 

cosi  Nobiltà  ...  si  dee  avere  [>cr  tale C.  ìv.  18.  51, 

che  yirfù  colale  e  Nobiltà  convengano  in  una  cosa C.  iv.  x8.  60. 

se  Nobiltà  vàie  e  si  stende  più  che  Virtù C  iv.  19.  17. 

cioè,  che  Nobiltà  più  sì  stenda .     .     .  C  ìv.  19.  ao, 

dicendo  che  dovunque  è  Virtù,  ivi  è  Nobiltà C.  iv.  19.  sa. 

nulla  n'  è  più  manifesta  che  Nobiltà  essere  dov'  4  Virtù     ,     .     .     .  C  iv.  19.  a^. 

e  non  Virtù  dovunque  è  Nobiltà C  iv.  19.  35. 

se  molti .  .  .  frutti  fanno  nella  umana  Nobiltà C  iv.  19.  48^ 

dire  che  la  Nobiltà  umana  .  .  .  soperchia C  iv.  19.  S3- 

Di  questa  Nobiltà  nostra  .  .  .  a^  accorse  il  Salmista C.  ìv.  19.  57. 

comparazione  fu  del  Cielo  alla  umana  Nobiltà C  iv.  19.  70. 

mostrando  che  la  Nobiltà  si  stenda C  ìv.  19.  73. 

la  paura  del .  .  .  che  da  Nobiltà  viene.     £  Nobiltà  si  può  credere  il 

loro  timore C  iv.  19.  91,  90. 

Onde  buono  e  ottimo  segno  di  Nobiltà  è C.  ìv.  19.  95. 


413  NOIARE 

nobiltà.     Gran  HahUtà  mi  par  vedere  mll*  ombra S*st  ìv,  i» 

nobiltate.     Dico  che  NobiltaU  in  sua  ragione  [Importa]      .     .     C.  iv.  Catu.  iti.  B9  ;  t8,  6. 

Che  questa  MobUtate  .  .  .  Licva  principio Catta,  ix.  47. 

non  giii  per  .  .  .  Ma  per  sua  nobdtatty  Mi  pose      .     .     .     «     *    K.  A.  7.  95  [Soh.  lì.  8). 

nocchia     E'  non  à  legno  di  si  forti  Mocthi Son.  xxxi.  x. 

nodOw     Ben  ti  faranno  Ìl  Hcdo  Salamone Som.  liiì.  i. 

N^  delle  colpe  sue  solverà  il  nodo  Chi .  .  .  brama     ......  P.  F^  175. 

noia.     Lo  perdonare  se  le  fosse  a  no$m K  ^.  la.  tu  i^BaU.  ì.  3a>, 

Che  dice:  Fuggi,  se  'I  perir  t'  à  $toia K  M  15.  31  {Son*  viii.  4). 

nolane,     pietra,  Che  t*  avesse  mom/o  lungo  tempo Stst.  ÌL  17. 

ffwMltA.    eh'  è  allora  frutto  di  vera  Nobiltà C.  iv.  19.  98. 

procede  il  testo  alla  difiniztone  di  Nobiltà  .  .  .  per  la  quale  si  potrà 

vedere  che  è  questa  Nobiltà C  iv.  ao.  3,  5. 

dunque  ogni  Virtutc,  ovv€ro  il  gentr  loro,  cioè  .  .  .  \'errà  da  questa, 

cioè  Nobiltà C.  W.  ao.  xo^ 

coal  questa,  cioè  Virtli,  discende  da  Nobiltà C  iv.  ao.  13. 

una  cosa  mista  di  Nobiltà  e  di  passione  ;  ma  perchè  la  Noòilfà  vìnce 

quella C  iv.  90.  17,  18, 

cioè  che  le  Virtù  sono  frutto  di  Nobdtà C  iv.  ao.  8a. 

è  manifesto  che  Nobiltà  umana  non  sta  altro C  iv.  ao.  86. 

se  le  Virtù  sono  frutto  di  Nobiltà C  iv.  ao.  91. 

manifesto  è  essa  Nobiltà  essere  stmerttf C  iv,  ao.  98. 

che  è  materia  e  suggetto  di  Nobiltà C  iv.  ao.  99. 

la  quale  Nobiltà  si  chiama     .     .     .     .....     ,     .     .     .     .     .  C.  iv.  ai.  4. 

nobili  e  più  e  meno,  secondo  la  nobiltà  della  stella C  iv.  ai.  19. 

Pittagora  volle  che  tutte  rossero  d'  una  nobiltà C  iv.  ar.  ai. 

Questo  Angelo  è  questa  nostra  A^u^i/Zà .  C  iv.  aa.  175. 

Poiché  .  .  .  appare  la  di  finizione  dì  Nobiltà C  iv.  aj.  a, 

s*  afferma  che  questa  Nobiltà  luce  e  riaplende  per C  tv,  33.  11. 

questa  Nobiltà^  di  cui  si  parla  .  .  .  mostra C  iv.  34.  78. 

perocché  la  Vergogna  è  .  .  .  segno  ...  di  Nobiltà C.  iv.  35.  aS. 

dcUi  segni  della  Nobiltà C.  iv.  a8.  161. 

perocché  in  lui  essa  Nobiltà  tutti  ti  dimostra C  iv.  a8.  163. 

di  dò  che  di  Nobiltà  é  contato C.  iv.  39.  7. 

che  . .  .  credono  essere  nobili.  Nobiltà  non  avendo C  iv.  39,  13. 

che  per  loro  Nobiltà  meritarono  V  ufficio C.  Iv.  09.  ao. 

•e  la  Nobiltà  é  quello  che  detto  t .      .  C  iv.  39.  a8. 

tanto  .  .  .  che  Nobiltà  sempre  la  dimanda .      .  C.  iv.  30.  61. 

nobiltade.     Signore  della  HoAi7/«<r,  perchè  piangi  tu  T K. /y^.  la.  30. 

prima  per  nobilfdt C  ii.  6.  64. 

la  Scienza  è  alta  di  nobtltaét .     .  C  ii.  14.  «4 1. 

che  NobiltaJé  chiamar  si  dee .      .     .  C  iv.  1.  49. 

toccò  delU  costumi  di  A'(M^f//ii^ C.  iv.  10.  10. 

a  trovare  la  dÌfinÌ2Ìone  dell'  umana  Nob^tade ,  C  ìv.  16.  101. 

delle  quali  essa  nostra  Nubiltadé  è  seme  .      ,  .     ,  C.  ìv.  t6.  II6. 

tocca  Nobilladt  che  bene  é  vera  salute C  iv.  19.  75. 

Bene  é  sua  amica  Nobilfadi C  iv.  30.  60. 

nobiltats.     cosi  è  NobiUmtt  dovunque  è  Virtii C.  iv.  19.  34. 

nOOCtliere.     questi  è  ti  noahì^r» C  iv.  4.  j8. 

conviene  cucrc  uno  quasi  moechàtrt C  tv.  4.  65. 

alcuna  cosa  di  tanto  modo  disoodare C  ìU.  B.  97. 

che  la  donna  .  .  .  hccvea  da  luì  alcuna  notls K  TV.  ta.  49. 

la  quale  t  contraria  di  tutte  le  noie f^.  M  la.  51. 


NOIOSO  414 

noiosa     Perchè  vedea  cb'  està  vita  nckosa  Non  erm  degna       .  K  /V.  39.  67  •  Gnw.  iti.  af}\ 

Nel  accol  che  t'  è  ^à  tanto  noioso ^-  ^-  34*  34  {CmHM.  iv.  B  . 

rade  in  bianca  falda  ...  ed  in  noiosa  pioggia Comm,  xv.  ai. 

quelle  cose  .  . .  voglio  ;  ogni  altra  m'  è  noiosa Cmn*.  xvt.  45. 

Tal,  cb'  £  vile  e  noioso Cane.  xix.  io. 

m'  accagioni  Dello  lungo  e  notoso  tacer  mio Son,  xlvi.  6. 

nome.     Chiamando  il  nonu  della  donna  mia V.  N.  33.  141  (Gnu.  ii,  14). 

Cb'  io  solo  intesi  il  nonu  nel  mio  core K  /V.  03.  X44  (Ca»t«.  u.  17!. 

Quando  suo  nomi  porge Caia.  x.  150. 

più  eh*  a  torto  Mi  par  di  servidor  Morne  tenere Cans.  xiv.  54. 

£  '1  nome  eccelso  tuo  .  .  .  Potrà'  poi  dir CanM.  xvìii.  49. 

di  chiamare  a  ritroso  .  .  .  Pernomf  di  valore Oms.  xix.  11. 

Quando  mi  vide,  mi  chiamò  per  Monu     . f^.  iV.  9.  53  {Son,  v.  9lr, 

E  quella  ha  nonu  Amor,  sì  mi  somiglia K  ^.  84.  63  (Som.  xiv.  14 V. 

hanno  .  .  .  Quel  dolce  nomi  di  Madonna  scrìtto  .     .     .    K  N.  40.  63  {Son,  xsùii.  13). 

noioso,    non  degnò  .  .  .  temendo  non  fosse  noiosa V.  N,  13..  52. 

nomare,     e  nomoiiti»m\  ai  eh'  to  la  conobbi  bene l\  JV.  ^  30. 

^iccome  contro  al  nomato  Platone C.  ut.  14.  Sa. 

Queste  sono  undici  virtù  dal  detto  Filosofo  nomati C  iv.  17.  09. 

questo  amore  mostra  che  avesse  Enea  Ìl  nomato  poeta C  iv.  a6.  93. 

nome,     di  voler  ricordare  il  nomadi  quella  gentilissima,  ed  accompa- 
gnarlo  di  molti  nomi  di  donne,  e  specialmente  dd  nom*  di  questa 

gentildonna P^  W.  6.  4,  6,  7. 

presi  i  nomi  di  sessanta  le  più  belle  donne  .  .  .  composi     .     .     •     .  F.  TV.  6.  8. 

che  . . .  non  sofferse  il  nomt  della  mia  donna  st^trc,  se  non  in  sol  nove, 

tra*  Hotm' di  queste  donne K  A^.  6.  15,  17. 

chiamo  la  Morte  per  certi  suoi  MoiHf' propri K  W.  8.  67. 

lo  Montt  d*  Amore  è  si  dolce  a  udire K.  A^  13.  16, 

conciossiacosaché  i  nomi  seguitino  le  .  .  .  cose K.  A^.  13   19. 

e  chiamandomi  per  nonUy  disse  queste  parole V.  N.  tB.  «a. 

con  tutto  eh'  io  chiamassi  questo  nomt V.  N.  83.  105 

tacendo  il  nomi  di  questa  gentilissima y.  N.  03.  xaa, 

E  lo  nom*  di  questa  donna  era  Giovanna K  AT.  34.  90. 

salvo  che  .  .  .  imposto  1'  era  nom*  Primavera      .     .  .     .     .  K.  A^.  34.  aa. 

che  io  mossi  lo  imposìtorc  del  ttom/a l'.  N.  34.  30. 

se  anco  vuoli  considerare  lo  primo  nomt  suo K  A^.  04.  34. 

perchè  lo  suo  nomt  Giovanna  è  da  quel  Giovanni K  AT.  94.  36. 

del  libro  che  ha  nomi  Rimedio  d*  Amore K  A^.  25.  96. 

Io  cui  nomt  fu  in  grandissima  reverenza V.  N.  39.  9. 

cioè  lo  nomt  di  quella  gentilissima V.  N.  40.  aa. 

nominandolo  per  nomt  di  alcuno  sno  effetto V.  N.  43.  15. 

perocché  io  sento  spesso  il  suo  nomt  nel  mio  pensiero V.  N.  43.  36. 

acciocché  il  nom*  suo  sia  rìccvuto C.  i.  4.  85. 

si  manìfesu  in  molti  Momi  antichi  rimasi  o  per  tunni  o  per  sopran- 
nomi alli C  ìi.  5.  49  {hia\ 

che  in  nomt^  cioè  questo  miUe,  è  Ìl  maggior  numero C  ii.  15.  38. 

alla  quale  Pittagora  pose  nomt  Filosofia C.  ii.  16.  X03. 

Immaginiamo  ...  sia  una  città^  e  abbia  nomt  Maria C  iii.  5.  91. 

un'  altra  città  che  abbia  nomt  Lncia C  iii.  5.  101. 

i  miracoli  .  .  .  fatti  poi  nel  nomt  suo C  iti.  7.  t66. 

e  ciò  non  dimostri  il  nomt C.  iii.  xi.  IO. 

la  definizione  è  quella  ragione  che  'I  nomt  significa C  iii.  11.  13. 

cioè  quello  che  questo  Mom/ significa C.  iii.  11.  17. 

prima  dirò  chi  questo  nom/ prima  diede Ciii.XI.90. 


415  ^^^^^^^m^^m  NOTA 

nome,     te  temeranno,  E  il  Biuito  nome  tuo S,  P,  cL  60. 

Acciò  che  .  .  .  Potessooo  lodare  il  nomr  santo .5.  /*.  cL  83. 

E  *]  santo  nome  di  Dio  non  pigliamo  In P.  F.  157. 

Santificato  sia  sempre  il  tuo  nomr P.  F,  aia. 

non  (i).     s'  asconde.  Se  non  se  in  pino,  lauro  od  abete Can».  xv.  44. 

Don  (a).     Amorcm  versus  me  H£>M  tantum  curat Cwu.  xkì.  38. 

nondimeno.     Pur  Mondimen  mai  ti  conobbi  chiaro S.  P.  xxxi.  at. 

Ma  Hondimrn  .  .  .  La  .  .  .  non  sarà  bugiarda S.  P,  xxxi.  39. 

E  nondimtH,  per  darmi  alla  fin  morte  .  .  .  Pensava S,  P.  xxxvii.  49. 

Tu  nondimeno  immobile  starai 5.  P.  ci.  104. 

nono Sem,  xxxvi.  a. 


lo  primo  delti  quali  ebbe  MOf*tf  SoloD C.  ÌÌL11.3B. 

questi  .  .  .  meno  partecipano  del  nome  di  Filosofo C.  iii.  ir.  iia. 

le  Scienze  .  .  .  sono  chiamate  per  lo  suo  nome C  iii.  11.  175. 

come  il  suo  nobile  nome  ...  è  comunicato .........  C  iil,  xi.  184. 

Honu  di  perfezione  non  perde C,  ìii.  13.  109. 

non  volendo  perdere  il  nom*  di  Gentile»9a C  iv.  3.  sa, 

lo  fio»!/ detti  Accademici  si  spense C  ir.  6.  144. 

quAnlo  t  ammirabile  il  nomi  tuo C  iv.  19.  61. 

questo  0joma  t  verbo,  e  non  nomt C  ìv.  95.  134. 

dammi  lo  nome  solo  del  maritaggio C  iv,  a8.  143. 

Ne]  nome  dì  cui  è  bello  terminare  ciò  che C  iv.  a8.  159. 

tanto  che  cangerebbe  il  NOfTM' C  iv.  09.  134. 

Questo  CoMfra  gii  erranti  .  .  .  i  nome  d'  està  Canzone,  tolto  .  .  , 

dal  .  .  .  che  a  un  suo  libro  .  .  .  pose  nome  Contra  Gentili ,     .     •  C.  ir.  30,  95,  39, 

nominaxiB.     E  nominandoleii  intesi  che  diceano  di  colei K  M  5.  15. 

f  he  lo  mio  signore  m*  avca  nominai/i V.  N,  io.  3. 

la  quale  io  ti  notninai  nel  cammino  de^  sospiri V.  N.  la.  48. 

conciossiacosaché  i  nomi  seguitino  te  nominate  co*e K  A^.  13.  19. 

Ouella  prima  ò  nominata  Primavera  solo  per K.  M  94.  a8, 

dico  .  .  .  nominandolo  per  nome  di K.  M  49.  15. 

la  naturai  sete  che  di  sopra  t  nominata C,  i,  ì.  67. 

Delta  presente  opera,  la  quale  é  Convivio  nominata C.  t.  1.  ti9. 

alle  nominate  Canzoni  aprire  e  mostrare C  i.  8.  4. 

che  dì  sopra  in  questo  capitolo  sono  nominati C  I.  9.  59. 

sette  Savi  .  .  .  che  la  gente  ancora  nomina  per  fama      .....  C  Ìii.  11.  37. 

questa  Donna  .  .  .  nella  verace  sposìzione  nomtnata T.  |v.  i.  ao. 

questi»  che  da  Epicuro  sono  £/irMrri' MorHiMi/i T.  iv.  6.  111. 

per .  .  .  Nobile  s'  intenda  essere  da  molti  nominato    ......  C.  tv.  16.  6a. 

quelle  cose  che  più  fossero  momineUt , C  iv.  16,  66. 

Nullo  atto  ò  laido,  che  non  sia  laido  quello  nontinarr C  iv.  95.  96. 

non  NOMMMÒ  suo  padre,  ma  gli  antichi  suoi  e C  iv.  95.  115. 

non.     tu  autem  non  sic K.  A^.  la,  34. 

nona,     sì  levò  un  di,  quasi  nell*  ora  di  noma K  A^.  40.  s. 

queste  ore  usa  la  Chiesa,  quando  dice  . .  .  Nona C.  ili.  6.  99. 

e  poi  fino  alla  Nona C  iv.  13.  i3a 

però  si  dice  .  .  .  meaaa  nona ■      .  C  iv,  93.  154. 

che  U  diritta  Nona  sempre  dee  sonare C  ir.  93.  157. 

Dondfaneno.     nonMnunn  sì  possono  porre  gradi  singolari C  iQ.  7.  66. 


nono.     r.  S.  a.  13,  15  ;  3.  17 


13-  -35  ;  93. 


B 


30.  3,  5  ;  C.  L  19.  9t  ;  ii.  4.  9,  99,  so,  sa 


14.  63  ;  is.  140;  i'i-  »-  M  ;  5-  i'6;  II.  143;  iv.  17.  55. 
vien  da  un  verbo  che  sta  per  conoscere,  cio^  mosco      .     .     . 


ten^pma  emt  ut  prartemtittantHr 

quanto  è  al  niimco)  che  nll^  nota 


•ttmidarrm  Montm 


é  ncc' Siano 


C.  Hr.  16.  64. 

K  AT.    19.  99. 

C  il.  la.  i6l 


NOTA 


416 


nota.     Per  gruia  ddU  mia  notm  soave V.  N.  ta.  1x7  (filai/,  i.  3B'. 

La  possa  di  ciò  fare^  e  V  «Jlre  note ,     .  P.  F.  139. 

notare.     E  *1  nome  eccelso  tuo.  che  mal  si  Moia Catu.  xviìi.  49. 

cotte.     Ver  me,  che  chiamo  di  Hotté  e  di  luce  .........  S<st.  ii.  46. 

Io  laverò  ...  E  lo  mìo  interno  e  ttott*  e  giorno iì.  P.  vi.  30. 

E  benché  pomo  e  not/r  ...  mi  gravasse S.  P.  xxxì.  x^ 

Che  solamente  nella  not/g  vola S,  P,  ci.  90. 

sperare  .  .  .  Fin  alla  nottf,  e  in  ogni  tempo  ed  ora S.  P.  cxxix.  18. 

novella.     Dicendomi  :  Che  fai  ?  non  sai  ttoveUa  1  ,     .     .     .       K.  AT.  03.  i8a  (Cofu.  ii.  s$\ 

nota,     che  è  la  terza  nota  della  loro  imperfezione C  iv.  13.  91. 

assai  e  manifesta  .  .  .  per  tutte  le  sue  notr C  iv.  13.  144. 

XXytare.     cioè  della  sopra  notata  scusa C.  i.  4.  8. 

riprendere  ...  per  la  notata  ragione  . C.  i.  5.  14. 

Puotesi  ...  in  tre  cose  notan C  L  8. 9. 

nella  quale  si  può  notan  la  pronta  liberalità C  L  8.  1 16. 

che  essa  si  possa  in  esso  noiarf C  L  8.  135. 

qui  è  da  notarr  che C  ii.  <i.  17. 

in  queste  parole  si  può  ndare C  ti.  16.  52. 

cosi  appaiono  molte  cagioni  per  le  ragioni  notate C  iti.  9.  158. 

per  che  nctarr  si  puote  che  .  .  .  d*  amìltadc  è  vocabolo C  (ii.  1 1.  52. 

nel ...  si  può  la  sua  eternità  apertamente  notan .......     C  iii.  14.  64. 

Per  che  è  da  notan  che  . .  .  negligenza  è C  iv.  7.  16. 

Dico  che  la  loro  imperfezione  ...  si  può  notan C  iv.  11.  5*. 

conciossiachi  .  .  .  basseua  e  altezza  non  si  noH C.  tv.  14.  93. 

quante  cose  sono  da  notan  in  questa  risposta .     C.  iv.  97.  181. 

Ov*  è  da  notare  che  .  .  .  non  si  dcono C  ìv.  30.  36. 

notevole,     perchè  più  notevole  sia  la  loro  infamia C  ì.  io.  108. 

notificare,     che  tu  n'  hai  dette,  notificando  la  tua  condizione  .     .     .     .     K.  W.  18.  53. 

che  non  sì  pnò  notificare  per  cose  prime C  iv.  io.  64. 

notte,     trovai  che  V  ora  .  .  .  era  stata  la  quarta  della  notfr V.  N.  ^.  6a. 

la  prima  ora  delle  nove  ultime  ore  della  nott* r".  A.  3. 65, 

vegghiarc  la  notte C  ì.  7.  18. 

notte  non  sarebbe^  né  di,  né  settimana,  né .     .     .  C  ii.  15.  154. 

Oh  quante  notti  furono,  che C  iit  1.  16. 

lo  movimento  diurno,  cioè  del  di  e  della  notte C  iii.  5.  (89. 

eh'  è  del  giorno  e  della  notte  eguale C.  iii.  5.  154. 

che  questi  luoghi  hanno  .  .  .  una  notte  d*  altrettanto  tempo     .     .     .  C  iii.  5.  170. 

quando  1'  uno  ha  *1  giorno,  e  1'  altro  ha  la  notte C  iiL  5.  172. 

questo  luogo  ...  ha  il  di  eguale  colla  notte C  iii.  5.  186. 

del  dì  e  della  noiÌ4  fanno  ventiquattr^  ore,  cioè  dodici  del  di  e  dodici 

della  notte C  iii.  6.  15,  t6 

queste  ore  si  fanno  picciolc  e  grandi  .  .  .  nella  notte^  secondo  che 

...  la  notte  cresce  e  scema C  iii.  &  I9  (iiùf\ 

che  facendo  del  di  e  della  notte  ventiquattr*  ore,  talvolta  ha  ...  la 
ftott*.  le  nove;  e  talvolta  ha  la  notte  le  sedici  .  .  .  secondochè 
cresce  e  scema  ...  la  notte C  iii.  6.  24,  95,  a6,  aB. 

essendo  il  di  eguale  della  notte C.  iii.  6.  31. 

con  eterna  notte  solvette  lo  suo  dannato  pudore C  iii.  8.  94. 

prendcano  di  furto  Campidoglio  di  notte .     .     .     .     C  iv.  5.  163. 

come  Cesare  di  notte  alla  casetta  .  .  .  venne  C.  iv.  13.  lao, 

nova.     Incipit  Vita  Nova V,  N.  i,  ^, 

novantixna C  iii.  5.  150,  159.  180»  183. 

nove.     K  A",  a.  I  :  3.  fl,  64  ;  6.  16  ;  «9.  30  ;  30.   io,  17,  33,  39,  31,  32,  34,  38»  39  i  C,  ii- 

3.  s<  ;  6. 4»!  9'f  Joi  ;  «5-  32  ;  »»•.  6.  «5. 


417  NULLA 

novella.     Dicendo  lor,  diletta  mia  novtita C  ii.  Cium.  ì.  6o, 

Mnovi,  >K»tvAa  niiaf  non  far  tarduua Cama,  xvii.  65. 

Fatti,  novflUt  mia,  dinanzi  a  Morte .     -     .     .  Cdits.  xviL  68. 

fa  che  ne  porte  NovelU  a  nostra  donna  ..........  Cam*,  %v\\.  73. 

e  sue  Movti/t  Tutte  quante  son  belle Cànz,  xix.  133. 

novella     Donna  pietosa  e  di  novtlìa  etate  .    V.  N.  33.  ia8  [Cans.  ii.  n  ;  K  E,  ii.  11.  41. 

E  noi  in  donne  ed  in  età  HovtUa  [Vcdem]  .     .     .     .     C  iv.  C^m*.  iii.  105  ;  19.  72,  81. 

che  tara  di  me  nell*  altro  .  .  .  tempo  novtUo Cam*,  xv.  67. 

Fresca  rosa  rtovti/a Balt,  ìv.  i, 

le  parolette  mie  novelU  Han  fatto Al//,  viii.  18. 

Per  i«»tf//d  pietà  che  il  cor  mi  strugge Som.  xlix.  a. 

Novello.     Ben  ti  faranno  il  nodo  Salamone,  Bicci  Novftto      ....  Som.  lìii.  a. 

Bicci  Nm<el^  figliuol  di  non  so  cui Som,  tiv.  r. 

DOvità.     Sicch*  io  ardisco  a  far  ...  La  novità^  che S*sl.  ìL  65. 

novìtate.     Io  vi  dirò  del  cor  la  novitaU C  ii.  Camm.  ì,  io  ;  7.  69. 

novo.     y.  nnova 

nudo,     animali  .  .  .  Che  vedete  gir  nudi .  . .  Uomini Can-a.  x.  ioa. 

Fiorenza .  .  .  Vota  d'  amore,  e  muda  di  pietate Coma.  xi.  79. 

Il  hmJo  braccio  .  .  .  Sente  lo  ra^o    ......          ....  Gnu.  xx.  sa. 

Bastin  le  parti  nutU Csmm.  xx.  93. 

Questa  virtù,  che  nuda  e  fredda  giace Som,  xlix.  i^ 

DUl.     È  oltre  a  quel  che  si  conviene  a  ntti C.  iii.  Cam».  ÌL  44. 

Ed  è  tanto  durata  ...  tra  nmi .     .     .     C.  Ìv,  Cattm.  iii,  33  ;  7.  13. 

sol  parlando  a  nuì K  /V.  aa.  90  {Som,  xiii.  a). 

Ch'  altro  pcnsier  non  lascia  star  con  uui V.  N.  39.  67  {Som.  xxit.  8% 

Acciò  che  ben  attenti  tutti  nmi  .  .  .  aiam P.  F.  181. 

nnlla.     Rispondimi,  se  puoi  altro  che  Nw/Za Onu.  x.  77. 

trulla  mi  parrà  mai  più  crudel  cosa Som.  xxxix.  l. 

Che  stanno  stretti,  e  mmlU  mai  dicendo S.  P.  xxzì.  13. 

novella,     più  belle  e  buone  ncwlit  pare  dovere  sapere C  iv.  07.  149. 

novello,     nella  magione  del  suo  nour//o  sposo K /V.  14,  ai. 

novissimo,     ch^  certo  il  fine  .  .  .  conviene  che  aia  movUsimo      .     .     .  K.  /V.  18.  »7. 

Moviss$mi  concelti  ...  si  esprìmono .  C  ì.  io.  8a. 

nOVttiL     per  iscu&arc  me  della  novità C.  iì.  9.  48. 

r  una  si  £  la  HovUà  della  mia  condizione C  ii.  7.  a6, 

fon*^  dico,  quanto  alla  ncnntà  delta  sentenza .     .  C.  ìì.  la.  51. 

nubiletta.     ax'cssero  dinanzi  loro  una  mmbilttìa  bianchissima  .     .     .     .  V.  N.  ^.  $a. 

C/.navàkitBL 

andsmente.     a^ucUo  che  pur  da  natura  MuJammt*  vicnr  C  iv.  aa.  44. 

ondo,     nii  parca  vedere  una  persona  dormire  nmia  .     .                           .  f^.  jV.  3.  37. 

vidi  che  povero  mi  pareva  Io  servigio  e  nudo K  /V.  34.  5. 

li  Garamanti,  che  stanno  quasi  sempre  nmdi T.  iii.  5.  lai. 

nudrlre.  nutrire,     ove  la  persona  e  naU  e  mudrifa    ....          .     .  C  ì.  i.  55. 

nel  quale  nato  e  nudrito  fui Ci.).  «4. 

tutte  r  altre  nostre  operazioni,  sentire.  mHtwin^  e  tutte  sono  .     .     .  C  Hi.  15.  39. 

io  sorridendo  ti  guardava,  e  mitltm  dicea  loro K  /V.  4.  ai, 

sicché  MM//a  ricevere  può C  i.  X.  so. 

cxiandio  mmlla  vcggendo  da  saltare .  C  t  ti.  64. 

di  fuori  del  quale  nulla  £ .  C  iì.  4.  37. 

che  prima  vede  ...  poi ...  lo  viso  dbiginDlo  mutta  vede   .     .     .     .  C  Ìli.  3.  1 Z4. 

àoé  ...  di  mmlia  mostrare  dolore,  dì  màitla  moitnre  allcgrvm  .     .  C.  iv.  6.  89  ^Aij). 

nella  sua  filosofia  hm/Zci  fu  affermato C  iv.  6.  130. 

Colui  che  da  nmlia  t  limiuto C  iv.  9.  31, 

£e 


NULLA  ^^^^^^^^m  418 

Per  che  1*  armato  cuor  da  mttUa  è  nono CàmM.  xi.  75. 

Che  UH  fio  amore  è  di  cotanto  peso  Cans.  xìv.  36* 

la  cui  lumiera  Non  dà  muOo  splendore ,  Cums,  xvìiì.  65» 

Ch*  io  son  punito,  ed  ag^o  colpa  Mitl/a Qmm,  zxi.  at. 

ciò  tanto  è  contrario  .  ,  .  che  miHa  è  più C  iv.  a';.  141. 

nullo,     che  HuUa  volu  soflersc  che r.  iV.  a.  56. 

per  la  speranza  .  .  .  nullo  nemico  mi  rimanea .  K.  TV,  11.  3. 

conciossiachè  ,  ,  .  fUtUa  sìa  cosi  intima  amistà      .......  K  AT.  aa.  low 

militi  gloria  mostrando  di  ciò  eh*  ella  vedeva K  A^.  ad,  13. 

tanto  distretto  .  .  .  che  hmIIo  più  presso  1'  era V.  N.  33.  & 

perocché  .  .  .  nullo  è  più  amico  che  I'  uomo  a  sé C.  i.  a.  30, 

e  .  .  .  nuìh  è  senia  macola C  i.  4.  68, 

da  Htilla  parte  spontaìua  . C  L  7.  33. 

niJla  cosa  per  legame  musaico  armonizzata  si  può C  ì.  7.  99. 

mrnilm  cosa  più  cara  si  compera       ...  C  i.  8.  laa. 

muila  cosa  è  utile,  se  non C.  ì.  9.  4 1 . 

muSa  £a  tanto  grande C.  i.  io.  45. 

Mutia  grandezza  puote  1*  uomo  avere  maggiore C  i.  io.  48. 

mulla  cosa  è  tanto  preziosa C  i.  13.  13. 

nullo  cfFctto  è  maggiore  deUa  cagione C  iù  5.  98. 

questo  mhHo  DÌega ,  ...  C  ti.  9.  77. 

maggiore  . .  .  che  di  huUo  altro  animale .     .     .  C.  ìì.  9.  86. 

e  dal  mortale  allo  immortale  nulla  sia  proporzione C.  ii.  9.  xt3. 

Nulla  cosa  in  donna  sta  più  bene,  che  cortesia C  iì.  11.  54. 

nulla  scienza  dimostra  lo  proprio  suggetto C.  ii.  14.  19. 

più  va  velata  .  .  .  che  nulP  altra  stella C.  ii.  74.  tooK. 

è  minore  .  .  .  che  nulP  altra  scienza C  ti.  14.  103. 

va  più  velata,  che  nulla  altra  scienza C.  ti.  14.  107. 

Per  che  ,  ,  .  nullo  migliore  argomento  era C  iiL  x.  87. 

prima  cosa  è  Y  essere,  e  anzi  a  quello  nulla  è       .     .  .     .  C  ili.  a.  54. 

chi  HuNa  dilettazione  è  si  grande  C,  iii.  6.  77. 

che  .  .  .  nullo  viso  ad  altro  è  simile C.  iii.  8.  6t. 

di  nutla  di  queste  puote  1*  Anima  essere  passionata C  iii.  8.  87. 

nullo  suo  pensiero  ad  altre  cose  lascia  distendere C  iii.  11.  fa6^ 

Nullo  sensibile  in  tutto  '1  mondo  i  più  degno C.  iìi.  la.  53. 

della  quale  nwJ7oamadore  prende  compiuta  gioia C  iii.  la.  107. 

cbè  nullo  desidera  quello  che  ha   ... C  ìiL  15.  33. 

perocché  ciascuna  cosa  ■  .  .  è  .  .  .  e  nulla  è  da  odiare C  ìv.  i.  ad. 

Però  nullo  sì  maravigli C.  iv.  3.  16. 

alla  quale  ntdh  per  sé  è  sufficiente  a  venire C  iv.  4.  5. 

è  .  .  .  Imperio  chiamato,  senza  nmUa  addizione C  iv.  4.  71. 

anzi  r  ufficiale  predetto  nullo  a  ben  di  tutti  intendea C.  iv.  4.  97. 

cioè  ...  di  nulla  passione  avere  sentore C  iv.  6.  90. 

che  mtlla  filosofica  autorità  sì  congiugne C  iv.  6.  170. 

a  prM//a  terra  si  può  dire  quello  che  seguita C  iv.  6.  176. 

Onde  .  .  .  nullo  si  maravigli .     .     .  C  ìv.  8.  96. 

sovra  la  quale  nullo  .  .  .  giudizio  i  da  consentire C  iv.  9.  164. 

Onde  nullo  dipintore  potrebbe  porre C.  ìv.  10.  106. 

nel  quale  nulla  .  .  .  giustizia  rìsplcnde C.  iv.  ti.  53. 

Io  in  nullo  tempo  .  .  .  diasi C.  ìv.  xa.  56, 

in  nullo  tempo  si  compie  né  sì  sazia  la  sete C.  iv.  la.  65. 

perchè  in  nutla  di  queste  cose  trova C  iv.  la.  x68L 

sicché  nulla  successione  quivi  si  vede,  e  per  nullo  termine  e  per 

Mulla  perfezione C.  iv.  13.  94,  95  (*•»). 


4T9 


NUMERO 


nullo,     più  verde  Che  non  é  il  tempo,  né  Tu  mai  hh/T  erba 5r«/.  ììi.  ib. 

O  più  che  mai  non  fu  nn/r  nitro  in  donna Srs/.  iv.  6. 

Che  muUa  invidia  ali*  altre  ne  procede y.  At.  arj.  iH  {Son,  xvì 

Nuif  altra  cosa  appo  voi  m*  accagioni Som.  xlvi.  5. 

aumero.     Col  MMm#m,  eh*  ognora  passar  bada CaNJ.  x.  73 

Con  quella  eh*  è  sul  Humtro  del  trenta Som»  vutii.  10. 


6). 


nullo.     ttuUa  successione  quivi  è     .     .     . C  iv.  13.  36. 

Lo  ttcondo  si  é,  che  in  wiìta  cosa  ...  si  potrebbe C.  ìt.  14.  76. 

chi  non  parlerà  meco  .  .  .  I  Certo  nuUo C  tv.  14.  191. 

acciocché  di  loro  .  .  .  ragiooi  nuiia  ruggine  rimanga     .....  C  iv.  15.  6- 

r  uno  si  è,  che  rnuUtt  Nobiltà  sia ,     ,     ,     .  C  ìv.  15.  15. 

tmUa  cosa  \*eramente  veggiono  vera C  iv.  15.  158. 

Maria  .  .  .  HuUa  cura  .  .  .  mostrava C  iv.  17.  104. 

nulla  n'  t  più  manifesta  che C.  iv.  19.  07. 

olire  la  quale  nullo  diletto  è  maggiore,  né  nullo  altro  pare     .     .     .  C  iv.  aa.  90,  91. 

che  hhUo  dubita  che  .  .  .  non  sia C  iv.  sa.  99. 

pero  nullo  è  che  possa  essere  scusato C  iv.  sa.  137. 

un  colore  pieno  . .  .  pììi  che  nullo  altro C  Ìv.  aa.  189. 

che  nullo  può  dare  se  non  quello  eh*  egli  ha C.  iv.  a4.  7. 

Della  ^nma  nullo  dubita .  .     .  C  ìv.  34.  11. 

Sullo  atto  ^  laido,  che .     .     .  C  iv.  as.  95. 

come  nullo  direbbe  $mvio  quelli  che  si  sapesse C  iv.  ay.  51. 

più  . . .  che  nulla  piii  tosuna  età C  iv.  97.  148. 

quale  uomo  .  .  .  piti  degno  f u  .  .  .  f  Certo  nullo    .......  C.  iv.  a8.  133. 

nulla  progenie  .  .  .  dicere  si  potrebbe  nobile  ........  C  iv.  09.  3a. 

Ruma,     nel  tempo  quasi  che  Numn  Pompilio  secondo  re   .....  C  iiì.  11.  97. 

li  sette  regi  .  .  .  Romolo.  Numta ...  e  li  re  Tarquinii C.  iv.  5.  90, 

ntimerare.     che  M  primo  eh'  è  numrraro  è  quello  dov*  è     .     .     .     ,     .  e.  il.  4.  a. 

e  qtieste  diversamente  .  .  .  sono  .  .  .  numrra/r C  ìv.  17,  aa, 

numero,    cioè  che  in  alcuno  altro  mmirro  non  sofferae . . .  stare    .    .  K  N.  6.  15. 

non  è  multo  HMmrrod' anni  pas&ato,  che  K.  yV.  B5.  31. 

percb*  ...  il  numero  del  nove  ha  preso  luogo  tra K  W.  09.  ag. 

cotale  numrro  pare  che  avesse  molto  luogo K.  A^.  39,  30, 

perchè  questo  numero  fu  a  lei  cotanto  amico K  A^.  99.  38, 

in  cui  il  perfetto  numero  nove  volte  era  compiuto  .     .     .     .     _  K  A^.  30    10, 

Perchè  questo  nutnrro  le  fosse  tanto  amico KM  30.  I4. 

questo  HMNvro  fu  amico  di  lei  per K  iV.  90.  ai. 

qoefllo  mtmtro  fu  elli  medesima K  A^.  30.  07. 

Lo  Mumtero  del  tre  è  la  radice  del  nove,  perocché  senza  mtmero  altro 

...  fa  nove  ,.,,.,., K  W.  30.  a8,  30. 

Iti  accompagnata  dal  numero  del  nove K  A^.  30.  38. 

la  quale  .  .  .  tiene  degli  uomini  il  maggior  numera C  i.  1.  33. 

il  numero  e  la  quantità  e  il  peso  del  bene  gli  pare  pi<i  CI.  a,  65. 

cioè  ...  lo  ritmo  o  *1  numerv  regolato .  C  i.  la  88. 

legar  sé  con  numeiv  e  con  rime      ....  .     .  C.  L  13.  59. 

del  nupnem  de*  Cieli  .  .  .  diversamente  è  sentito  C.  il.  3.  16. 

questo  numero  non  lì  comprende  tutti .     .  C.  ìì.  4.  90. 

veder  si  può  in  .  .  .  maggior  numerv  essere  le  creature C,  ìi.  5.  58. 

che  troppo  maggior  numero  sia  quello C  ii.  5.  88. 

manifesto  è  Lui  aver  fatto  questo  maggior  mumtrv C.  ii.  5.  ttOb 

quelle  creatura  caserc  in  hinghifstmo  nnwmrwv  .•.••..•On«6w  33* 

è  potissima  ragione  ...  e  il  mtmefo  in  che  sono  ...  e C  il.  6.  57. 

io  tmmtéto  della  decima  parte     ...  T.  Ìi.  6.  97. 

Li  Piumrri , .  .  narrano  li  cieli  nobili C  il.  6.  99. 

Eea 


NUMERO 


nuovo,  novo.     Che  Dio  ne  intende  dì  far  cosa  nuòva     .     .     .   K.  TV.  19.  65  {Canx- 

Allor  lasciai  la  mtova  fantasia ^.  A'.  33.  140  lCan*^ 

poscia  Che  la  mia  donna  andò  nel  secol  nuovo      .     .     .     V.  N.  39.  loi  (C«h«. 

io  noi  so  dire  altrui,  s)  mi  par  noiv  [nuovo^ C  ii.  Cmn».  i.  ^, 

La  mìa  persona  .  .  .  sostenne  Una  passion  nuova Cans,  xik. 

Ch'  io  non  trovassi  in  lei  nuoxfa  bellezza Oins.  xi 

Tanto,  quanto  il  piacer  nuovo  s*  ag^ugnc Ctns,  xi 

Che  in  donar  vita  è  tosta  ...  co'  begli  atti  nuovi Céna,  xw 

a'  egli  awJen  .  .  .  Fatti  di  color  nuovi     ,     , Canr. 

Similemente  questa  nuova  donna  Si  sta .     .     5rs/.  i. 


numero,     sono  questi  Troni  ...  in  numero  non  grande.     ...  .  C  ii.  6, 

quanto  è  al  numero  che  alla  nota  é  necessario C  ii.  i: 

si  per  lo  numero  delle  sue  parti C  li.  11 

per  r  ordine  e  numero  in  che  paiono  convenire C  n,  i. 

sono  tutti  sotto  alcuno  nuntero  considerati  ........  C  Li.  i^^^.,» 

nelle  considerazioni  .  .  .  con  numero  sì  procede C  IL  i  .^^*.    rja. 

questa  ha  in  sé  ragione  di  Hu$nero  infinito C  ti.  i  .^.    i^c 

nclli  quali  si  vede  questo  numero    ......  C.  li,  K  .^..    i^r. 

ma  ancora  in  ciascuno  è  numero O  il.  v  -^^  14^ 

considerando  tutte  le  cose  essere  numero C.ti.m  ^-   149. 

L*  altra  proprietà  del  Sole  ...  si  vede  nel  numero   .....  C.  ti.  r  ^~    149. 

perocché  il  nutnero  ...  è  infinito C  ii.  t  ^^    t$t. 

se  bene  si  guardano  .  .  .  questi  tre  numeri C.  ii.  e  5-    aj- 

per  questo  numero  il  detto  movimento  significa T.  ii.  a  3-    35. 

che  in  nome  ...  è  il  maggior  numero C  ii.  a  5-   35^ 

delle  ancelle  adolescenti  non  è  numero C.  ii.  TS-    '7?- 

pochi  perfetti  uomini  in  tanto  iiHmrro  sono      ....  C  Ui.  8-     (o. 

aiccom*  è  ...  Il  numero  ...  e  lo  sfar/ermo C.  ili.  9.    ^^ 

andando  dietro  al  numero  impossibile  a  giugnere      ......  C.  iìL  V3-  9^ 

Il  tempo  ...  è  nufnero  dì  movimento  secondo  prima  e  poi  ;  enumero 

di  movimento  celestiale .  C  iv.  «-  ^-  *^ 

che  in  numeri  e  tempo  regolato  .  .  .  cade C  iv.  a-    «*»;, 

li  desideratori  di  quello  sono  in  tanto  numero  ...  .      .     .     .  C  iv,  6.    "3^ 

le  .  .  .  traditrici  ...  in  certo  numero  adunate  , C  iv.  !»•    3^- 

nuocere,     tale  che  il  Largo  non  noceia  a  s*.  n*  ad  altrui C.  iv.  »7-    'H* 

Duovo.     Appresso  la  nuova  trasfigurazione K  iV.  15-   ^ 

ripigliare  materia  nuova  e  più  nobile .     .  f '.  A*!  17  -    "?* 

la  cagione  della  rrwowt  materia K  A.  if—   9" 

per  la  sua  nuova  condizione i^.  S,  14-  —  '*" 

quasi  come  entrata  della  nuova  materia .     .  P',  N.  JC  —  **■ 

Recommi  la  vista  ...  in  si  nuova  condizione,  che l'.  S.  3^^" 

proposi  di  mandar  loro  e  di  fare  una  cosa  nuova  ....  ''.  S.  4^ —  V 

più  virilmente  .  .  .  che  nella  Vita  Nuova C.i.i.  ^  '> 

delle  nuove  cose  il  fine  non  è  certo T.  L  io* 

a  entrare  nel  nuovo  cammino  .  .  .  nello  statuire  le  hjiocv  cote    .     .  Cì.\^ 

Questo  sarà  luce  nuova^  sole  nuovo Ci.  ^V~ 

nella  fine  della  Vita  Nuova C  il  >• 

prima  che  questo  nuovo  amore  fosse  perfetto Ciu^ 

la  vittoria  del  niiofo  pensiero  C  ii.  »- 

che  vide  ...  In  Luna,  essendo  nuova,  entrare C.U.i- 

promettere  di  dire  nuove  e  grandiose  cose    ....  C  i".  7- 

la  mia  intenzione,  la  quale  è  di  dire  nuove  cose  C  ti.  7* 

a  questa  nuova  donna  commendare C  li*?- 

questo  pensiero,  che  dì  nuovo  apparisce  ...  C.u.t. 


431 


OBBEDIENTE 


nnovo,  novo,     lo  ini  son  partsolctU  bclU  e  uuova Bai/,  vi.  i. 

Le  mìe  bellezze  sono  lU  mondo  MMOiv Bali,  vi.  t^. 

Che  dì  Muovo  colore  Cerchiò  la  mente  mù Bail.  vìi.  16. 

E  rccolo  a  servir  nuovo  piacere ^'  '^'  9*  55  {Son.  v.  laì, 

Ch'  io  vi  rasscmbri  st  figura  »Mva K  yV.  14.  62  (Som,  vìi.  3). 

SI  é  MHOt>o  miracolo  gentile .     .   y.  N.  at.  aa  (Som.  xi.  14). 

Questi  è  un  spìritel  nuovo  d*  amore K  W.  39.  69  (Son,  xxii.  10). 

Intelligenza  nuova  [.  .  .  pur  su  lo  tìm] K  N,  43.  40,  49  {Son.  xxv.  3). 

Per  loro  altezza  e  per  loro  esser  nuov* •     *     Son.  x.xvìi.  4. 

Ben  può  con  nuovi  spron  punger  lo  fianco Som,  xxjivì.  ix 

nutricare.    Chi  d'  Amor  per  innanzi  si  nutrita K  iV.  8.  56  {Son.  iv.  fa). 

nuvoletta.     Ed  una  nuvoUtta  avcan  davanti K  iV.  03.  187  (GifW.  ii.  60). 

I>ch  nuvolftia  .  .  .  Abbi  pietà  del  cor Bail,  U.  1. 

Tu,  nuvolétta  .  .  .  Foco  mettesti  dentro  alla BaU.  ÌL  5. 

Cf.  nufaUetta. 
0,     Orna,  X.  34,  39,  70;  xi.  76  ;  xviii.  1,  a6  ;  xix.  iia,  Stst.  iv.  6;  V.  N.  33.  a^  {Son.  xvii. 
A)  *  35*  57  iSoM.  xviii.  13);  39. 68  (5oN,  xxii.  9;  ;  Son.  xl.  1  ;  5.  P.  vi.  10,  i6;xJixi. 
*9»  sa» 67  (Ali),  80;  iiivii.  x,6,3i,8a,  84;  I.  i  >^},  34  i  ci.  91  ;  cxlii.49;  P.F.att. 


I 


Qix>va    lo  mostra  in  alcuna  fmova  scmbùiuA C.  ii.  6.  78. 

mostro  la  potenza  di  que&to  pensiero  nuotto C  li.  8.  81. 

Più  non  pc»tea  «questo  nuotv  pensiero  .  .  .  inducerc   ...  .     .  C  ii.  8.  93. 

cioè  r  antico  pensiero  contro  al  nuovo    ...  C  ii.  io.  6. 

alle  quali  risponde  lo  nuovo  pensiero C  ii.  10.  81. 

parla  lo  pensiero  nuovo  avverso      ...  ...  C.  li.  li.  6. 

siccome  nella  Ki/d  Nuova  si  può  vedere.  .     .     ■  C  ii.  13.  99. 

testo,  che  nell*  j4rt/  veecJna  e  nella  nuova  ai  trova C  iì.  14.  106. 

nella  Nuova  par  dicere C  ii.  15.  64. 

e  (a  nuova  circulazionc C.  iì.  15.  97* 

il  quale  .  .  .  informava  .  . .  mmosw.  . .  considenuioni C  iii.  ta,  ao, 

nella  Donna  mia  mnoci  sembianti  sono  appariti C.  iv.  a.  aó. 

quando  uno  MMOfM  cittadino  ...  difese C.  iv.  3.  173. 

Certo  MH01M  mercatanzia  é  questa  dell' altre C  iv.  11.  tao. 

in  loco  di  bastanza,  recano  nuovo  termine C,  iv.  13.  49. 

quanto  lo  nuovo  raunamcnto  d*  avere C  iv.  la.  95. 

Lo  quale  raunamento  nuot/i  desideri  discopre C  iv.  la.  96. 

incontanente  che  nel  nuovo  .  .  .  cammino  .  .  .  entra C.  iv.  la.  153. 

in  Capìtolo  nuovo  alla  quistione  è  da  rispondere C  iv.  la.  007. 

questo  è  un  altro  desiderio  nuovo C.  iv.  13.  17. 

Se  Nobiltà  non  si  genera  di  nmopo,     .     , C.  ìv.  15.  ao. 

quando  dice  che  esso  fu  partitore  a  mmoso  popolo      .....  C.  iv.  37.  170. 

nutritale,    amore  a  certo  cibo  ...  in  quanto  è  nutribitt C  ili.  3.  69, 

ntltrice.    quando  Accstc.  nutria  d'  Argia  e  di  DcifUe  ...  le  mcnÒ  .     .  C  tv.  aj.  80. 

natltineatO.     ove  si  ministra  lo  nutnminlo  nostro V,  N.  %,  35. 

il  quale  è  nutrimento  dell*  amistà C  ì.  8.  93. 

vuole  .  .  .  nutrimento  di  pensieri C  iì.  a.  04. 

latra  '1  pensiero  del  suo  nutrimento C  il.  a.  39. 

P  quale  è  sn^getto  e  nutrimento  del  calore .     .  C  iv.  33.  7a. 

dalli  quali  ha  ricevuto  ed  essere  e  nutnntento  e    .     »    .     ■  .     .  C  iv.  06.  87. 

nutrire.    V.  nodrlre. 

nuvolo,     e  noi  vrdcmo  i  mmPoS C.  Iv.  iR.  41. 

O  O)'     ^'  ^'  33-  83,  101,  ioa  ;  C.  ii.  la.  60  ;  ili.  5.  soa  ;  9-  31  ;  i^-  >39>  i6c\  167,  168  ; 

la.  114  ;  ìv.  5.  140;  ai   56;  «7*  96.  J  73  ;  a?-  **» 

O  (a),     toma  ncM'  O  ;  sicché  .  .  .  ìmmaginan  qucata  figura  A,  E,  I|  O,  U  C  iv.  6.  30,  31. 

ot>ticdient&     t*  cUi  non  t  obbnUente     .....  C.  1.  5.  33. 


OBBEDIENTE  ^^^^M  422 

Obbedire.    Virtù  .  . .  Luì  uòbtdiaee,  a  lei  acquisu  onore Cww.  z.  aB. 

C/  ubHdJre. 

Obbliare.     £  sì  I*  umilia,  cbe  o^i  oflesa  obòOa       .     .     .     .     .    K  ^.  19.  59  (Gut*.  ì.  40). 

Ora  mi  par  che  voi  I'  oMIitmtt K  W.  38.  39  '.Som-  xxi,  5% 

non  dovreste  ...  La  nostra  donna  .  .  .  ohhiiarr     .     .     .     V.  A'.  38.  47.  (Som.  xxi.  13). 

Obbligare.     Quelli,  eh'  eran  .  .  .  oòòfignti  a  quel  che 5.  f .  ci.  81. 

oblio,     l^oranza  ed  obito  Stato  à  con  lei Cana.  xi.  50. 

Obbediente,     essere  ...  a  lui  o£A«i/i>n/«  . C  i.  5.  41. 

come  non  sarebbe  stato  .  .  .  obb^dùntt  a  quelle C  i.  6.  5. 

come  non  sarebbe  stato  obbtdUnU.     ObUdienfe  è  colui  che    .     .     .  C  L  7.  3  (Au), 

impossibile  essere  obbttitrut* C  ì.  7.  la,  13. 

siccome  la  natura  particolare  è  oòò*dir»U  ali* C  L  7.  54. 

r  uomo  è  obbrtiinite  alla  ^ustizia C  i.  7.  58. 

per  conseguente  non  sarebbe  stato  obb*dùutt -     .  C  i.  7.  65. 

Ond'  io  volendo  a  cotale  imperio  esaere  còbtdirHie C.vt.  sa.  6. 

se  alli  loro  comandamenti  non  fosse  ùhbttHtHtt C.  iv.  04.  iflQ. 

dunque  potrà  essere  detto  quegli  obb€4ifntt^  che C.  !▼.  94.  133:. 

Cf.  Ubbidiente, 

obbedienza,     avere  quelle  disposizioni  .  .  .  siccome  .  .  .  t^AeditHMa  C  i.  5.  27. 

la  .  .  .  disposizione,  che  si  chiama  obbéJittua.     Va  vera  obòtéùnaa 

conviene  avere  Ire  cose C  i.  7.  5,  6. 

impossibile  è  ...  la  ohbedùnta  . .  .  esser  dolce C.  ì.  7.  05. 

é  la  obhédùtua  interamente  comandata C  i.  7,  3*. 

la  mia  obb^ditnea  non  è  .  .  .  comandata,  ma C  L  7.  40. 

non  sarebbe  stata  obbédùnta  comandata      .........  C  i.  7.  44. 

è  la  obbédirttea  con  misura C  i.  7.  51, 

non  sarebbe  la  sua  obbaiienaa  stata  misurata C  i.  7.  63. 

dtgno  difrdf  r  d'  obbedimM^ C.  iv.  6.  43,  49. 

degnissimo  di  fede  e  d'  obbtdùnMi C  iv,  6.  51,  70. 

La  prìma  si  t  Obbfdùnsa C  iv.  04..  1  i6l 

però  fu  a  questa  età  necessaria  1*  obbedÙM*a    .     , C.  iv.  04.  130. 

Rispondo  che  non  fia  quello  obbedienaa C  iv.  04.  135. 

cosi  appare  cbe  la  Obbedùnaa  fu  necessaria C  iv.  94.  ]6i. 

che  al  padre  sì  dee  rìduccre  ogni  altra  obbedienaa C.  ìv.  04.  171. 

non  pure  Obbfdtensa  ...  la  nobile  natura  .  .  .  dimostra     .     .     .     .  C  iv.  95.  119. 

Obbedire,    perocché  all' ...  è  impossibile  dolcemente  obòedirr  ...  C  i.  7.  04. 

quello  cbe  fa  obbfditndo C.  i.  7.  34. 

ogni  persona  degna  d'  essere  .  .  .  obbedita .  C  iv.  6.  45. 

r  artefice  ovvero  .  .  .  dee  essere  da  tutti  obbedito C.  Ìv.  6.  57. 

il  maestro  e  I'  .  .  .  obbedirt  e  credere  si  dee C  iv.  6.  68. 

non  è  da  obbtdire  il  servo C  ìv.  34.  137. 

Figliuoli,  o6&r(/jV^  sili  vostri  padri C  iv.  34.  173. 

£  poi  debt>ono  essere  obbediti  i  maestri  e  maggiori C  iv.  34.  180. 

ObbUvione.     quando  il  basso  stato  . .  .  corre  in  obbtitn'ottt       .     .     .     .  C.  iv.  14.  52. 

Se  la  gentilezza  ...  si  generasse  per  obhiivioné   .......  C  iv.  14.  68l 

che  tanto  più  tosto  ogni  obbiiviont  verrebbe C  ìv.  14.  70. 

Se  la  obbiiviont  dei  bassi  antecessori  è  cagione C  iv.  14.  86. 

ovunque  .  .  .  non  fu,  non  può  essere  obbiiviont  dì  quelli  :  concìos- 

siachò  la  obblttnone  sia  corruzione  di C.  iv    14.  89,  90. 

cbe  ...  la  obbiiviont .  ,  .  non  fosse  del  suo  avolo  venuta    .     .     .     .  C  ìv.  14.  1x7. 

■e  la  obbiiviont  del  . .  .  non  fosse  venuta C.  iv.  14.  194. 

che  . .  .  fosse  disfatta,  e  venuta  1*  eAbUvioat    ........  C  iv.  r4.  138. 

che  ponca  la  obbOvione  causa  di  Nobiltà C.  Ìv.  14,  153. 

pbambrare.     che  potesse  obumbran  a  me  la  .  .  .  beatitudine     .     .     .  KM  ii. 


« 


-4-33 


OCCHIO 


Degli  o€€ki  suoi  [,  . .  Escono] K  A'.  19.  70  (Cam.  t  51),  laa 

Che  fieron  gli  oaJii»  quAl,  che  ...  gli  guati K.  /V.  19.  70  {Cant.  i.  53), 

Vcggendo  gli  txtJii  miei  picn  di  pietate K  iV,  33.  131  {CanM.  ìi.  4), 

Ch*  io  chiusi  gli  occhi  vilmente  gravati     ......     K  TV.  23.  1G3  {Cans.  ii.  36). 

Levava  gli  oerhi  mici  bagnati  in  pianti V.  N.  q^  184  (CdfU.  ii.  57)* 

Gli  onrAi' dolenti  [,  .  .  Hanno  .  .  .  sofierta] ^^  ^.  33.  9.  41  {Cam.  iii.  1). 

Faccia  che  gli  occhi  d*  està  Donna  miri C.  ii.  Cans.  ì.  35  ;   16.  a6. 

Degli  oochi  miei  dice  quest'  affannata Cu.  Catta,  i.  33  ;  xa  09. 

Ben  negli  occhi  dì  costei C.  ii.  Canx.  i.  36  ;  io.  63. 

{li  00^11  di  color  ...  Ne  mandan  messi C  iti.  Cai»,  ii.  34  ;  13.  tao. 

[Dico]  negli  occhi  e  nel  suo  dolce  rìso C  iii.  Cafta,  iì.  57  ;  6.  73. 

b  nostr'  occhi .  . ,  Chiaman  la  stella  .  .  .  tenebrosa C.  iii.  Coi».  ìi.  79. 

qocl  Signore,  Ch'  alla  mia  Donna  negli  occhi  dimora      ....      C  iv.  Gnu.  iii.  19. 

Saliroa  tutti  su  negli  occhi  suoi  ...     * Carta,  ix.  30. 

Né  che  negli  orcAi  porta  la  mia  pace CanM.  ix,  60. 

Che  gli  occhi .  .  -  Chiusi  per  lui  si  stanno CaHM.  x.  49. 

piena  Del  gran  desio,  che  dagli  occhi  le  tira Catta,  xi.  33. 

£d  anche  agli  ocxAi'lor  mento  rende CoHa.  xì.  30. 

a  tanto  sono  scorto  Dagli  occhi,  che Cana.  xi.  45. 

in  parte,  ov'  altri  gli  occhi  induca Cuna.  xii.  38. 

ì  suoi  begli  occhi  ,  .  .  Guarderei  presso  e  fiso Cana.  xii.  74. 

Entro  quel  cor,  che  i  begli  occAi  ferirò Gifi-t.  xiiì.  7. 

Noi  darem  .  .  .  Dicieno  agli  occAi  miei  Quei Catta,  xiiù  x6. 

alzm  gli  oecftì  micidiali dna.  xitì.  49. 

Tosto  che  sia  piacer  degli  occhi  suoi Catta,  xiìi.  84. 

doane,  Che  avete  gli  occAi  di  bellezze  ornati GiMa.  xiii.  86. 

.    la  voce  d*  un'  oca  fc'  ci6  sentire C  iv.  5.  164. 

hlo.     quando  alli  mìei  occhi  apparve  prima  la K  A^.  a.  5. 

volse  gli  occhi  verso  quella  parte K  A^.  3.  9. 

cbe  movea  ...  e  terminava  negli  occhi  mìei y.  N.  $.  tB. 

m  parca,  che  li  suoi  occhi  si  volgessero K  AT.  9.  19. 

(ar  lo  potea  mirando  lo  tremore  degli  occhi  mici  ,     .  ' K  A^.  x>.  17. 

levai  gU  occM\  e  .  .  .  \idi K  Af.  14.  33. 

per  la  pietosa  vista  che  negli  occ/ii  mi  giunge K  A^.  T5.  60. 

a»  volgendo  gli  occhi  verso  me  .  .  .  disse ^.  A^.  18.  si. 

dico  degli  occhi,  che  sono  principio  di  Amore K  A^.  19.  133. 

secondo  U  nobilissima  parte  degli  (i<f/ii  suoi y.  N.  ai.  a6. 

mi  ricopria  con  pormi ...  le  mani  agli  occhi ,  V.  N.  aa.  33. 

eh'  io  chiusi  gli  occhi K  A^.  33.  ax. 

ma  piangea  con  gli  occhi  bagnandoli  di  vere  lagrime K,  A^.  23.  47. 

quando  riscuoteDd9mi  apcni  gli  occhi K.  AT.  33.  Z03. 

cb*  egli  non  ardia  di  levare  gli  occhi  ...  y.  N»96*^ 

Poiché  gli  occhi  mici  ebbero  .  .  .  tagrìmato  .     .     , P''.  A^.  33.  1. 

vi^i  gli  occhi,  e  vidi  lungo  me  uomini     ..........  K  A^.  35.  7. 

ievai  gli  occhi  per  vedere  s'  altri  mi  vedesse K.  A^.  36.  8. 

lo  sentii  allora  li  mici  occhi  cominciare  a V,  N,  36*  17. 

m  partii  dinanzi  dagli  occhi  di  questa  gentile K  AT.  36.  ao. 

che  tirasse  le  lagrime  fuori  delli  mici  occhi y,  N*  37.  xx. 

tanto  .  .  .  che  li  miei  occhi  si  cominciaro  a  dilettare y,  N.  38.  s. 

btateinmia va  la  vanità  degli  oaAi  miei K.  A^.  38.  6. 

thè  io  la  vi  rimembrerò  .  .  .  maledetti  occhi K  A^.  38.  15. 

quando  cosi  avea  detto  .  .  .  alli  miei  occhi K.  A'.  38,  19. 

nella  printa  parlo  agli  octhi  mìei  siccome y,  N.  38.  37. 

com*  e  quella  degli  occhi  della  donna K  AT,  39.  33. 


OCCHIO 


4^4 


occhio.     Io  la  dimando  ...  A  que*  begli  mtAi Ctn*.  xhr.  15. 

Entrano  i  raggi  di  questi  oreAi  belli  Ne'  miei Cohs.  %iv.  17. 

Quando  per  gli  ocrAi  mici  dentro  il  mcoaro dio.  xhr.  93. 

Cosi  dinanzi  agli  occMi  del  piacere  Si  fa die.  xiv.  55. 

Se  guardi  agli  occhi  miei  di  pianto  molli Catts.  xviì.  19^ 

S'  io  veggio  il  lume  de'  begli  occhi  spento Cans.  xvìs.  af. 

Or  non  ti  duol  degli  occhi  miei  * Gnu.  xx.  44. 

E  poi  con  gli  occhi  molli  .  .  .  Salutò Cma.  xx.  56. 

Pianganlo  gli  ooAi,  e  dolgasi  la  bocca  Degli dwc.  xx.  66^ 

degli  occAt  miei 'I  bel  segno Cuu.  xx.  81. 

Qic  per  un  matto  guardamento  d'  occhi Guu.  xxt  15. 

Perchè  negli  occhi  si  bella  mi  luce Sui,  ii.  40. 

Dagli  occhi  suoi  mi  vicn  la  dolce  luce Stsi*  ii.  43. 

che  .  .  .  Negli  occhi  mici  di  subito  apparisti Ball.  ii.  a. 

Ha  driua  gli  ocrAi  al  gran  disio  che  m'  arde Ball.  ÌL  la. 

rìsplcndc  Un  lume  da*  begli  occhi  ond*  io BéUl.  iii.  5. 

Comincerai  a  dir  che  gli  occhi  miei .  .  .  Solean  Baii,  v.  5. 

Ciascuna  stella  negli  occhi  mi  piow ....  BaJi.  vL  1  r. 

Da  un,  eh'  io  vidi  dentro  agli  occhi  sui BaJL  vi.  a^. 

quel  signor  che  voi  portate  Negli  occhi BmH.  viL  a. 

Poiché  saziar  non  posso  gli  occhi  miei B*ii.  ix.  i. 


OCC&io.     fo  la  parte  del  core  contro  a  quella  degli  occhi K.  /V.  39.  43. 

colle  quali  apparve  prima  agli  occhi  miei K.  ÌV.  40.  6. 

che  li  miei  occAi'  parcano  due  cose,  che K  /V.  40.  39. 

di  ciò  che  li  miei  occhi  aveano  cosi  vaneggiato t^.  N.  40.  4S, 

5'  abbia  a  .  .  .  come  1'  occhia  nostro  debole  al  Sole    ,..,..  K  iV.  43.  39. 

la  quale  agli  occhi  loro  ...  ho  dimostrata C  i.  i.  76. 

sono  vile  apparito  agli  occhi  a  molti C.  i.  3.  38. 

hanno  chiusi  gli  occhi  della  ragione .     .  C  L  4.  33. 

tenere  fissi  gli  occhi C  i.  8.  25. 

la  parte  sensitiva  dell*  anima  ha  suoi  occhi C  i.  li.  16. 

la  parte  raiionale  ha  suo  occhio C  L  11.  19. 

colui  eh*  è  cieco  degli  occAi  sensìbili C.  i.  11.  s^ 

rivolgendo  gli  occhi  addietro ,,....  C  i.  13.  75. 

quella  gentil  Donna  .  .  .  apparve  .  .  .  agli  occhi  miei C  it  a.  ti. 

gli  spiriti  degli  occhi  mici C.  ii.  a.  tS. 

Aristotile,  che  vide  cogli  occhi C  ii.  3.  60. 

la  quale  soverchia  gli  OfrAi' della  mente  umana C  ii.  5.  Ii6b 

siccome  afferma  chi  ha  gli  oecAs  chiusi C  ii.  5.  laj. 

sono  chiusi  li  nostri  ocrAi  intellettuali C  ii.  5.  1^9. 

ragiona  dinanzi  agli  occhi  del  mio .  .  .  affetto .  C  ii.  8.  84. 

la  vista  degli  occhi  suoi  è  sua  salute C  ii.  8.  86. 

non  è  da  guardare  negli  occhi  di  questa  donna C.  ii.  8.  89. 

col  suo  ragionare  della  virtù  degli  ocrAi  dì  costei C  ii.  8.  96. 

parla  contro  agli  occhi C.  ìì.  io.  a8. 

più  cose  nell"  occhio  .  . .  possano  venire C  ii.  io.  34. 

però  ...  I'  un  occhio  V  altro  occhio  non  può  guardare C  ii.  xd.  41  (£ù)» 

che  gli  occhi  suoi  e  li  mie!  si  guardaro C  ii.  io.  50. 

Negli  occhi  di  costei  dovrebbe  essere  virtù C  ii.  io.  59. 

r  altra  si  è,  che  1*  occhio  noi  può  mirare C  ii.  14.  za6. 

che  1*  occhio  dello  intelletto  .  .  .  col  può  mirare C  Ìì.  14.  150. 

gli  occhi  di  questa  Donna  sono  le  sue  dimostraaiom C  ii.  xtiw  07. 

dritte  negli  occhi  dello  intelletto C  ii.  16.  aS. 


4^5  OCCHIO 

OCCbJo.     Che  Ta  chinare  gli  oecM  per  paura Bafl.  x.  6. 

Verso  d'  alcun,  che  negli  onAi  mi  guardi Bali.  x.  14. 

Questa  che  sente  Amor  nrgli  occhi  sui    , Ba/i.  x.  34, 

Mostrando  amaro  duci  per  gli  orcAi  fuorc K.  A^.  8.  34  (Som.  iit.  4), 

nella  vista  morta  Degli  occhi,  e'  hanno K  /V.  15.  41  (Som.  viil.  141. 

E  se  io  levo  gli  occhi  per  guardare .     .   K  TV.  16.  35  (Som.  ix.  la). 

Che  piace  agli  occhi  si,  che  dentro  al  core  Nasce       .     .     .    y.  N.  sto.  aa  [Som.  x.  iq^. 
Negli  occAi' porta  la  mia  donna  Amore     ........  K  A^.  91.  9  {San.  xì.  t). 

Cogli  occhi  basai  mostrando  dolore K  A^.  aa.  69  {Soh.  xìÌ,  a), 

Io  veggio  gli  occhi  vostri  e'  hanno  pianto y.  IV.  aa.  79  {San.  xii.  ra). 

E  gli  oechi  non  1'  ardiscon  di  guardare K  /V.  96.  40  [Som.  xv.  4). 

Che  dà  per  gli  occhi  una  dolcezza  al  core K.  iV.  06.  46  (Som.  xv,  io). 

Perocché  gli  occhi  mi  sarebbon  rei ...  di    .     .     .     .     ^     .  K  AT.  33.  30  {Som,  xvìL  5). 
che  .  .  .  mena  I.c  lagrime  dogliose  agli  occhi  Iriatì     .     .     K  A'.  35.  55  {Som.  xviii.  ti). 

Videro  gli  occhi  miei  quanta  pietate  Era K  A^.  36.  39  {Som.  xÌx.  i). 

Di  dimostrar  cogli  occhi  mìa  viltate K  A^.  36.  36  (Som.  xix.  8). 

per  veder  .  .  .  Occhi  gentili  e  dolorosi  pianti K  A^.  37.  19  (Som.  xx,  4). 

Io  non  posso  tener  gli  occhi  distrutti K  A^.  37.  34  {Som.  xx.  9). 

che  voi  faceste,  OrcAi  miei K  A^.  38.  36  (Som.  xxi.  a). 

Mone  dagli  orcAi  di  quella  pietou K  iV.  39.  70  (Som.  zxii.  13;. 

Gli  oraikf  aon  vinti,  e  non  hanno  valore K  A'.  40.  53  (Som.  xxlìì.  3). 

Chi  guarderà  .  .  .  Negli  orrAi  d'  està  .  .  .  pargoletta Som.  xxvi.  a. 

Dagli  occAi*  della  mia  Donna  si  muove      .     , Som.  xxvìi.  i. 

Riconfortando  gli  occhi  paunisi •    Som,  xxvii.  io. 

Dagli  orcAi  suoi  gettava  una  lumiera Som.  xxix.  3. 

dava  salute  Con  gli  occhi  suoi  quella  benigna  e  piana Som.  xxix.  10. 

Non  vi  mettesse  amor  co'  suoi  begli  oetki Som.  itti  4. 

occhio,    che  nelle  dimostrazioni  negli  occhi  della  Filosofìa  apparite  C  U.  16.  33. 

Poi  dove  e*  dice  :  Dtgti  occhi  miti C.  ii.  t6.  39. 

t*  ora  che  .  .  .  entrò  negli  occhi  dello  intelletto      .......  C.  ìi.  16.  6a. 

gli  orcAi'deir  altre  persone  chiusi  ...  si  posavano C  iti.  i.  17, 

perocché  a  sé  medesimo  dà  del  dito  nell'  occhia C.  ili.  1.  sa, 

quello  eh*  é  dinanzi  agli  occhi,  cioè  U  preaente C  iti.  1.  80. 

non  levando  gli  occhi  suso  a  queste  cose  . C.  iii.  3.  907. 

al  raggianti,  che  vincono  V  armonia  dell'  ottkio C.  iii.  7.  41. 

della  quale  gli  ocrAi  degli  uomini  .  . .  poaaono C  iii.  7.  173. 

ciba  la  sua  bellezza  gli  ocrAi  de' riguardatoci    ........  C  iiù  8.  44. 

in  quelli  due  luoghi .  .  .  cioè  negli  occhi  e  neQa  bocca C  iii.  8.  69. 

Dinoatrasi  negli  occhi  tanto  manifesta    • C.  iii.  8.  80. 

che  alla  fìnestra  degli  occAi  non  regna C.  iii.  8.  89. 

Onde  alcuno  già  si  trasse  gli  occAi CttL8.9t. 

che  mai  non  si  scntia  se  non  dell'  occhio .     .  C  iii.  8.  1  la. 

Oneste  cose  visibìli  .  . .  vengono  dentro  all'  ooAio C.  iii.  9.  68. 

nell*  acqua  eh*  é  nella  pupilla  deir  ocobò C  iii.  9.  73. 

per  lo  quale  all'  occhio  viene  la  forma      ...•* C.m.9.91. 

non  era  perché  il  visibile  venisse  all'  occhio     .......  C  Iii.  9.  ioa. 

per  r  organo  vtsi\'o,  cioè  1'  occhio ....  C  iii.  9.  109. 

molti  ...  si  dilungano  le  scrìtiure  dagU  occhi C.  (il.  9.  143. 

con  aflreddare  lo  corpo  dell*  occhio C  iii.  9.  155. 

siccome  k  nottri  occhi  chiammmo  ...  61  aéMa C  iii.  la  4- 

la  gran  virtù  che  li  suoi  ootAi' avevano  sopra  me C  iii.  10.  36. 

dislingue  il  luogo  . .  .  cioè  negli  occhi  e  nel  wito C  iii.  i  j.  la^ 

che  gli  occAi  della  Sapienza  sono  le  sue  dimo9tm»*om C.  iii.  15.  13. 


r 


OCCHIO  436 

OOCbio.    perchè  .  .  .  cUtA  lue  A^li  occhi  d*  una  Donnm Smi*  »t¥ì,  io. 

La  luce  de'  vostri  occhi  Iraditori Sonl  xxxiii.  bl 

dclU  belU  luce  Degli  occhi  (raditor -Som.  xxxv.  a. 

Mi  fa  .  .  .  drizzar  gli  occhi  al  sommo  coDCÌstoro -Som.  xxxrii.  4. 

Ch'  altro  piacere  agli  occhi  mici  noD  osa Som.  xxxix.  8. 

Ov'  è  il  desio  degli  occhi  miei  ? Som.  al.  14. 

coDSaiTiare  in  pianto  Gli  occhi  dolenti  per Som,  xlvii.  6^ 

Se  vedi  gli  orrAr  miei  di  pianger  vaghi 5o>i.  xlix.  i. 

al  gentil  atto  Degli  ocdti  suoi  conosceraìla Som.  li.  13. 

Hi  si  turbano  gli  oocAf  e  r  intelletto S.  P.  vi.  33. 

e  *1  pianto  Degli  occhi  nostri  lagrimosi  e  mesti      .......  -S.  P.  vi.  431 

Ma  io  avendo  innanzi  agli  occhi  il  velo S.F,  xxxL  la 

E  poi  ch*  io  ebbi  in  tutto  chiusi  gli  occhi. 5.  P.  xxxL  x6<. 

Degli  octAi  mìei  ancor  ti  farò  degno S.  P.  xxxL  64. 

Perchè  i'  ho  persa  la  virtù  degli  occhi 5.  P.  axKVÌL  35. 

ocddere.     f  '.  uccidere. 

occulto,     ^ento  legar  . .  .  Dall*  occuita  virtù Som.  1.  io. 

Con  tradimenti  e  con  occnlii  inganni S.  P.  xxztìì.  50^ 

£  che  mi  guardi  dagli  occulti  Ucci S.  P.  1.  9^ 

OCtilfrwti     OchIos  meos Csmj.  xxi.  m. 

occbio-     se  non  nel  guardare  in  qaesli  ooM C  iii.  zs  93- 

aprite  gli  occhi  vostri C  in.  15.  179. 

porea  . .  .  diseUgnosa,  che  non  mi  volgea  gli  occhi C  iii.  15.  908, 

che  Degli  occhi .  .  .  della  filosofia  dimora C  ìv.  a.  X45. 

quando  apparisce  la  bellezza  degli  oecAi  suoi  a  lei C  iv.  a.  155. 

ciascuno  volga  gli  occhi  per  la  sua  vicinanza C  tv.  ir.  90. 

così  r  anima  .  .  .  drizza  gli  occhi  al  termine C  ìv.  ja.  154, 

sta  dinanzi  ali*  altro  agli  occhi  della  nostra  anima C  ìv.  la.  171. 

ma  .  .  .  cogli  occhi  golosi  si  mira  innanzi .     .     .     .  C  iv.  sa.  aoow 

tempo  è  d' aprire  gli  oflcAi  alla  verità C  ìv.  ij.  loo. 

le  menò  dinanzi  agli  occhi  del  santo  padre C.  ìv.  35.  So. 

che  ...  li  loro  occhi  fuggirò  da  ogni  altrui  sguardo C  iv.  35.  65. 

nella  pupilla  dell*  O€rhio C  iv.  «7.  53. 

deeai  .  .  .  chiudere  gli  occhi  per  non  vedere Civ.a9.6x. 

OCCldeilte.     che  volge  tutto  da  Oriente  in  Ocndmte C.  ii.  3.  40. 

quella  rivoluzione  da  Oriente  in  Ocàdcntt C  U.  3.  44. 

dair  altra  lucente  della  Luna,  eh'  era  vcrao  occidentt C  ii.  3.  65. 

si  muove  ...  da  Occidetttc  in  Oriente Clti.6.  142. 

rìvolgesì  coir  epiciclo,  da  Oriente  in  OccidcHii C  li.  6.  147. 

un  solo  movimento  da  Oriente  a  Occùfmlr,  e  un  altrOf  che  fa  da 

Occidente  a  Oriente C  ii.  15. 13  (Aù). 

Io  movimento  .  .  .  che  fa  da  Occidente  in  Oriente C  ìi.  15.  103. 

una  spera  che  si  volgea  da  Oriente  in  Ofcidinti C  iiì.  5.  34. 

Dico  .  .  .  che  '1  cielo  ...  si  rivolge  da  Ocddemtt  in  Oriente     .     .     .  C  iti.  5.  1*7. 
occorrere,     perocché  in  questa  parte  occorre  a  me  di  potere    .     .     .     .  C  iv.  aa.  io. 
occultamente,    se  la  .  .  .  Provvidenza  . .  .  occuitmmente  a  noi .  . .  pro- 
cede    C  iv.  5.  3. 

occulto,     quello  eh'  clli  .  .  .  avea  in  podere  ed  occulio    .     .     .     .     .     .  C  ì.  xo.  58. 

oro,  lo  quale  occulta  cagione  presenta C  Ìi.  13.  3*. 

occupare,     crederebbono  quelle  essere  occupate  da C  i.  5.  64. 

occupate  dal  principio  ...  ad  alcuno  mestiere,  driziano     •    .    .    .  C  t  11.  4S. 

malnati  !  .  .  .  che  .  . .  occupale  V  altrui  ragioni C  ìv.  97.  lao. 

oceano,     ella  cadrebbe  là  oltre  nel  mare  Octamo C  iii.  5.  89. 

ella  cadrebbe  in  su  quel  dosso  del  mare  Octauo    ...  .     .     .  C.  ili.  5.  94. 


4-^7 


OGGI 


^'Hcodere.     Onde  la  lor  ra^'on  par  che  s'  offenda C.  tv.  Cam,  iii.  65. 

^^Vbuiooe.     non  temo  più  1'  offrnsioHe  Dcgl'  inimici  mici S.  P.  v'\.  46. 

*  ^ J^erirfc    Tu  sai  che  V  alma  io  ti  ho  già  offrrta S,  P.  cxlìi.  43. 

Con  le  vitelle,  che  .  .  .  Offeriratti  quei,  che  .  .  .  teme S.  P.Ì.  73. 

tfilcrtBi     Allora  accetterai  le  ojferit  inaieme  Con S.  P.  L  70. 

E  si  1'  umilia,  che  ogni  offrsa  obblia K.  TV.  19.  59  {Canm.  i.  40). 

Oggi  la  Tanno  che  nel  ciel  salisti K  W.  35.  58  {Son.  xviii,  14). 

Padre,  dà  oggi  a  noi  pane P,  F.  317. 


dividerebbe  questa  terra  scoperta  dal  mare  Cktatto   .     .     .     .  C.  iii-  5.  is8» 

se  volerne  cercare  in  lingua  d'  Oco ,     .     .     .  K.  A^.  35,  37. 

massimamente  quello  di  lingua  d'  Oca C  ì.  lo.  77. 

oculato,     pongasi  mente,  per  avere  oculata  fede C  iv.  la.  88. 

CMUare.     che  '1  suo  cootrarìo  ...  la  ingiustizia  .  .  .  é  oUiata C  1.  la.  79. 

►    Per  che  gli  amici  .  .  .  sono  .  .  .  amati,  e  li  nemici  odiati     .     .     .     .  C  iv.  1,  16. 

Onde  io  .  .  .  cominciai  ...  a  cM/ùirv  secondo .     .  C.  iv.  i.  ai* 

Cominciai  ...  ad  amare  ...  e  odiar*  li  scguitatori  dello    .     .     .     .  C  iv.  x.  33. 

perocché  ciascuna  cosa  ...  è  ...  e  nulla  è  da  odiart C  iv.  1.  a6. 

ragionevole  e  ...  è,  non  le  cose»  ma  le  malizie  .  .  .  odiare.     .     .     .  C.  iv.  i.  39. 

coloro  che  per  casi  cran  da  me  odiati C  iv.  i.  41. 

che  ogni  animale  .  .  .  quelle  odia C  iv.  39.  59, 

**<mflg.     quelle  cose  che  .  ,  .  sono  .  ,  .  meno  e  piti  odiÒiii C  iv.  33.  68. 

^^<3ia    e  cosi  1*  odio  e  *l  desiderio  e  ogni  altra  passione   .     .     .     .     .     .  C  iv.  x.  13. 

I ad  amare  e  a  odiare  secondo  l*  amore  e  1*  odio  suo C.  iv.  i.  su. 

^^L  U  malizia  ...  la  qua!  cagione  é  di  odio C  iv,  i.  33. 

^^P  quanto  odio  è  quello  che  ciascuno  .  .  .  porta C  iv.  13.  laa. 

'        ^*tìJ080.     che  fa  ...  lo  possessore  . .  .  odioso C  iv.  13.  96. 

Per  certo  1'  avarìzia  fa  gli  uomini  odiosi C  iv.  13.  133. 

^*^orftre.     siccome  nel  bracco  bene  odorart .  C  i.  X3.  66w 

fondamento  sopra  lo  quale  si  sente,  cioè  .  . ,  adora C  iii.  3.  loo. 

^^dore.     e  1'  o^orr  eh'  è  dentro  generato  spandere C  iv.  37.  39. 

a  quello  che  va  a  lei  per  lo  suo  odorr C.  iv.  37.  68. 

^^jm^erc     mi  facea  perdonare  a  chiunque  m'  avea  oj^so K  A'.  11.  6. 

^^^  per  non  offtndert  la  senatoria  autorità .  C  iv.  5. 136. 

^^h  però  DÒ  la  reverenza  che  a  luì  si  dee  non  offendo C  iv.  8.  69. 

^^H  poote  .  .  .  disdire  fnonf  offtndtndo  atta  verità C.  iv.  8.  no. 

^^H  può  r  uoixio  disdire  non  o^»w^n</o  alla  verità C,  iv.  8.  1x4. 

^^H  conciosatacosachéquello  non  offenda.,  siccome  lo  non  \'iverc  non  offendi 

^^H  U  vita,  ma  offìmdé  quella  la  morte C  iv.  6.  laa,  133  (Jns)* 

^^^  operazioni .  .  .  siccome  offendere  e  giovare  , C.  iv.  9.  67. 

prima  sé  sempre  che  altrui  offendi C  iv.  37.  56. 

^^^3cio.     Onde  Tullio  nel  primo  degli  Offieii .  .  .  dice C  iv.  8.  10. 

Tullio  ...  nel  primo  (^^1  Q^i C  iv.  xs.  134. 

Tullio  in  quello  degli  Offieii C  iv.  34.  100. 

aiccome  dice  Tullio  nel  primo  degli  Offieii C  iv.  35.  95. 

a  quello  dì  Tullio  in  quello  degli  Offiài C.  iv.  37.  Iti. 

Tullio  .-.  nel  libro  rff^/i  O^V C.  iv.  37.  134. 

cosi  conviene  che  sia  eterno  lo  suo  oggetto C  lii.  14.  54. 

U  suo  oggttto  eterno  ...  gli  altri  oggetti  vince  e  soperchia  .     .     .     .  C  iii.  14.  68, 69. 

la  quale  è  oggt  merìtata  net  grande  secolo K  iV.  3.  la. 

taolo  per  questa  venuta  d'  oggi K  A^  34.  39. 

TedcJXkO  .  .  .  quello  medesimo  che  oggi  avemo  .  C  i.  5.  53. 

riccoroe  oggi  s*  usa  il  contrario C.  ÌÌ.  xx.  6a. 

Lo  qnal  vocabolo  se  oggi  si  togliesse C  ìi.  1 1.  66. 

tieac  questa  gente  ogff  il  reggimento  del  mondo  .     • ,_    .     .     «     .  _C,  iv.  6»  147^ 


OGNI  428 

Ogni  y.  N.  19.  53  {CoMM.  L  34\  59  {CmtM.  I.  40)  •  «3.  »o7  (Cnu.  iL  80)  ;  39.  80  ..Obul 
iii.  ^o"',  90 1 Gin*,  ili.  50),  107  i^CoHa.  iii.  67)  ;  C  iii.  Ciw.  iì.  33»  65,  71  ;  «v. 
CsMM.  iii.  81  ;  CoM,  ix.  73,  75  ;  xi.  3,  74  ;  xji.  31,  39,  43  :  «Jv.  4»;  xv.  »7, 
43»  65  j  xvi.  45  ;  xvii.  5,  6,  15  ;  x\-iii.  15,  44,  47,  53  ;  xzì.  43  ;  Sest,  L  14  ; 
iì.  6,  $2,  37,  44,  63  ;  iii.  8,  33  ;  iv.  14,  a6  ;  K  JV.  la.  106  ^Ball.  i.  37;,  XI4 
{Bali.  i.  35)  ;  Baii.  \ii.  3,  13  ;  viii,  3  ;  x.  8  ;  K  iV.  3.  B3  (5o«.  16);  7.  «s 
ISon.  ii.  6)  ;  8.  53  (5<w.  iv.  9)  ;  16.  33  {Som.  ix.  jo)  ;  ai.  zi  (Som,  xi.  3),  14 
(5dN.  xi.  6),  17  (,SoH,  xi.  9:  bis)  ;  a6.  39  (Som,  tv.  3)  ;  37.  13  {Som.  xvi.  1% 
ai  (Som.  xvi.  9)  ;  38.  41  (Som.  xxi.  71  ;  Som.  xxviìi.  13  ;  xxxit.  3  ;  xxxiv.  6, 
io;  xxxvii.  a;  xxxviii.  13  ;  xli.  11,  13;  xlìì.  a;  x\v,  6;  xlviii.  ta  ;  lii.6; 
S.  P,  vi.  49  ;  xxxi.  36,  38, 57  ;  xxxvìL  33,  60,  69  i*w)  ;  1. 6  {bis\  8,  35,  36  ;  d. 
5,  51,99;  cxxix.  18,  35  ;  P.  F.  87  (Am  ,9i,93t  161,  163,  184,  193,  333,  343. 
Ognlttanti.     io  vidi  una  .  .  .  Qucst'  Ognissanti  pTxaaxmo  passato     .     .     Som.  xxix.  3. 

Ognora*     Col  numero,  eh*  ognora  passar  bada Csm-s.  x.  73. 

La  quale  t^noru  impietra  Maggior  durezza  e Gnu.  xii.  3. 

5),  eh*  io  son  meno  ognora  cb*  io  non  soglio CiMa.  xiv.  6. 

Ch'  ognora  par  che  trovi Cang.  xix.  ciò. 

cb*  io  sarotti  ognora  Soccorso  e  vita Sem.  l.  7. 

Maria,  che  co*  suoi  preghi  c^Mor  ci  aita P.  F.  at. 

Acci6  che  ben  attenti  tutti  nui  O^or  aiam P.  F.  183. 

OgnuDO.     lussuria  .  .  .  Che  allo  mal  far  ognuno  spesao  incuora    .     .     .     P.  F.  147. 

Acciò  dal  rio  nemico  ognun  si  schiostri P.  F^  aaa, 

oh.      .     .     .     .     e  ii.  Con»,  t  31  ;  iii.  Cmtu.  iì.  7  ;  Cans.  x.  144  ;  xx.  31  ;  S.  P.  L  aa;  aS. 

ohimè. Som.  l.  5  (*«). 

oimè C«M«.  xii.  59  ;  xiii.  iol 

olio.     Abbiam  la  Cresma,  e  V  Olio  santo  ancora P,  F.  143. 

oltra Can*.  ix.  38  ;  xiv.  53. — C/.  oltre 

oltlHgglo.     se  vi  pare  oltraggio^  Ch'  ad  amarvi  sia  dato Ball.  iv.  40. 

oltre.     C  iii  CanM.  ii.  39,  44  ;  Ball.  iv.  31,  33  ;  V.  N.  43.  47  (Som.  xxv.  i)  ;  S.  P.  wL 
A^—Cf.  oltre. 
V.  N.  33.  aoi  (CdrtJ.  ii.  74)  ;  33.  43  (Gma.  iìL  3"*  ;  C.  ii.  Cims.  L  48  ;  iv.  Cana.  iìL  78, 
J40  ;    OuiM.  xi.  IO,  80  ;    xiii.  51  ;    xvi.  53,  67  ;    xviii.  59  ;   Sest.  ii.  53  ;    Sotu 
xxxiv.  3  ;  xliii.  7  ;  L.  I  ;  liìL  8  ;  5.  P.  vi  la  ;  P.  F.  1>—Cf.  omei. 


Ogni.  V.  N.  x%.  54;  19.  8,  135  ;  31.  33,  48  ;  35.  a;  31.  4  ;  Ci  i.  36.  36,  irò,  138;  a, 
4  ;  3-  4»;  4- 40;  8.  57,  iflò;  9.  16;  13.  61  ;  ii.  6.  r47  ;  io.  4B  ;  11,  18,37  :  «3- 
53;  14.  190»  ao8.  347;  15-97.  i34.  «5»  ì  »'»•  '■  9»  ;  a.  88,  in  ;  3.98;  5. 
139;  6.33,54,61,73,  74,  76,  115,  131  ;  7.87:  9.91;  10.37;  "-78;  13- 
7,  19  ;  14.  131  ;  15.  44,  150,  153,  160  ;  iv.  i.  14  ;  2.  80.  148  ;  3.  io,  34,  48, 
68;  4.  43,  77,  X14;  6.  35,  44,  8a,  163:  7.  61,  91  ;  8.  34  ;  io.  53,  86,  88;  11. 
119;  13.  33,  40,  41,  84,85,  147,  3os;    14.  70;  15.  94,  150;  16.  13,  ao:    17. 

5.  «4,  15.»;  as;   la  3,9,  53,59;  30.8.51,  5».  89  :  «<•  73.  9©;  «.48.93; 
33»  S^i  J48  ;  a4.  aS,  171  ;  35,  86,  ioa  ;  a8.  64  ;  29.  89. 

Ognuno,     ha  in  sé  della  natura  di  ognuna  di  queste  cose     .  .     .     .     C.  iii.  3.  38. 

onde  ...  si  può  dire  o^HMOjUasq/ù C  iti  11.  61. 

Oh.  C.  i.  I.  51  ;  ii  10.  19;  16.  30;  iii.  I.  t6;  15.  178;  i^.  5.  69,  73  ;  6.  168,  169;  7.  «7; 
13.  X05;  13.  Ita,  1X3,  1x4;  ai.  xza,  X13,  116;  35.  88  ;  38.  55,  156;  30.  63. 

oixnè. C  iv.  xa.  36. 

oltramare.     in  quanto  vanno  oltrantart V.  N.  41.  45. 

oltre,  y.  S.  10.  7  ;  43.  la  ;  C  i.  3.  46,  47  ;  4-  3  ;  7-  53;  <<•  109:  '»•  ^-  ai  ;  iii  i.  8a  ; 
3.  ixa,  113  ;  5-  8a  :  6.  93.  106,  latì  ;  9.  77  ;  11.  15,  185  ;  15.  314;  iv.  5. 183; 

6.  5;  9.  11,93;  la.  163,164,  "69;  17.56,  57  ;  a».  90  ;  "4.  53. 
oltreché,     avendo  forse  .  .  .  speranza  di  me  oltrtcki  degna K.  TV.  ao.  6, 

C  ii  11.  87  ;  iii  a.  155  ;  4.  134  ;  s  »94.  '97  ;  6.  a  ;   io.  86  ;   n.  149;   13-87;  "»• 

7.  a8;  9.  179;   II.  1;   15    ioa,  193  ;  aa.  118  ;  33.  5  ;  38    145;  30.  33. 


I 


I 


I 

ft 


429 


ONDE 


ombra.     Nel  qaal  ciascun  de'  sette  fa  poca  ombra Cu*»,  xv.  9, 

Al  poco  giorno,  ed  al  gr^n  cerchio  d*  ombra  .     ,     Siti.  i.  1  ;  K  E.  ti.  io.  a8  ;  13.  14. 

Sì  stm  gelata,  come  neve  all'  ombra ....     S*sf.  ì.  8. 

SI  bel,  eh*  Amor  vi  viene  a  alare  all'  ambra    ...  ....     S^st,  i,  16. 

al  suo  viso  non  mi  può  far  ombra  Poggio,  né 5«stf.  i.  03. 

L'  Amor,  eh'  io  porto  pure  alla  sua  ontbra Sé»t.  i.  97. 

Sol  per  vedere  de'  suoi  panni  I'  ombrn ....     Sfsi.  i.  36. 

Quandunque  ì  colli  fanno  più  nera  ombra S/s/.  i.  37. 

Amor  mi  mena   .     .  all'  ombra  Dì  donne S*st.  iii.  f. 

1.0  cui  splendore  fa  sparire  ogni  {>mÀm  .     ...  5#5/.  ili.  8. 

Quando  '1  mi  rende,  ed  iu  son  com'  un'  ombra Srst.  ili.  16. 

per  amor  di  lei,  che  mi  fa  ombra  Piti  nobii Sfst,  iìi,  03. 

Il  gran  diletto,  e'  ho  di  starle  all'  ombra Sraf.  iii.  27. 

Che  bel  possa  veder  com*  è  sua  ombra S4sì.  iii.  36. 

eh'  io  vivo  air  ombra  D'  aver  gioia  e  piacer Sést.  iit,  37. 

Gran  nobiltà  mi  par  vedere  all'  ombm  Di  belle  donne Sest,  iv.  l. 

Neun  si  maravigli,  né  faccia  ombra S*^,  iv.  8. 

Perché  rìsplcndc  sì  la  sua  dolce  ombra S4si.  iv    t6. 

Fuor  eh'  ella  sola,  cui  io  amo  all'  ombra Scstf.  iv.  23. 

Sema  neuna  ascondersi  sott*  ombra Sé$t,  iv.  27. 

Queir  anima,  cui  più  vi  piace  V  ombra  (5.  Quell'  animale,  cui  piti 

piace  r  ombra) S«/.  iv.  36. 

Più  .  .  .  che  sempre  stare  all'  ombra  Di  quella Stst,  iv.  37, 

nuvoletta,  che  in  ombra  d'  Amore  .  .  .  apparisti tìall  il  i. 

come  r  otMÒra  ...  Sì  fa  maggiore,  e  poi  subito  manca  ...  ,     S.  P.  ci.  37. 

ooiéL S.  /»  vi.  39-— C/.  omat 

omni.    Vae  omm  meo  nervo Cans.  xxì.  33. 

omore.     Non  le  addivien  per  otMorch*  abbia  vecchi .Son.  Iii.  la 

C/.  timore^ 
otlda.     Quanto  legno  di  mar,  che  non  leva  onda Cana,  xlu  r^. 

Sovra  la  vergin  onda  Generai  io  costei  .     .     .     , Catu.  xx.  49. 

OOdfe  K  y.  34.  39  Caiu.  iv.  3\  36  I  Carta,  iv.  10)  ;  C  ii.  Cswa.  i.  7,  56  ;  tii.  Catu.  li.  53  ; 
ìv.  Cans.  iii.  59,  65,  96;  Gifw.  ir.  ao  ;  xt.  Sa;  xii,  36,  47,  74,  81  ;  xiii,  94  ; 
3uv.  3.  II,  73,  64  ;  XV.  [I,  17.  aa,  56;  avi.  48,  6a  ;  xx.  88;  Stst.  i.  b8;  Bai/, 
Ul.  53  V.  14  :  vi.  flo  ;   vii.  9;   K.  W.  7.  39  {Som,  if.  13I;  8.  49  (Som.  iv.  5); 

ombnu     te  quali  .  .  .  avcano  d*  alcuna  scurità  ombra O  ii  I*  ta6. 

queste  macole  alcuna  ombra  gittano C  t.  4.  77. 

lo  vederne  con  ombra  d'  oscuriti C  U.  9.  ta6. 

r  una  si  é  r  ombra  eh'  è  in  essa .     C  iì.  14.  70. 

sia  bene  astratta  e  assoluta  da  ogni  ombra  corporea ,     C,  Ìv,  ai.  73. 

questa  età  pur  ha  seco  una  ombra  d'  autorità  ......  .     C  iv.  «7.  146. 

ombrare,     le  stelle  mi  parcano  tutte  d'  alcuno  albore  ombrata      .     .     .     C  iti.  9.  153. 

Omero,     quella  parola  del  poeta  Om/ro f^./V.  9.31, 

diede  quasi  recitando  le  parole  del  buono  Omrrv      ......     K  A^.  05.  90. 

per  che  Omtro  non  si  mut6  di  Greco  in  Latino C  I.  7.  96. 

prova  Aristotile  .  .  .  per  lo  lesto  d'  Omtrrt  poeta  .  .  ,  .  .  .  .  T.  iv,  ao.  37. 
onde.  y.  N.  a.  47,  64  ;  3-  S^  :  4-  5  :  5-  >o  ;  10.  8  ;  ta.  »8,  44,  sa,  73  ;  13.  aS,  63  ;  14.  8, 
54.  96  :  «5-  aa  ;  rd.  43  :  18.  56  ;  19.  15  :  «>.  7  :  aa.  8,  04,  ja,  35,  53  ;  «SS» 
»6.  90»93»  <<4.  ti6.  las;  «4-43;  «S-  «3i  5»»  58;  «6.  5,  a8;  07.  4  :  a?- 3>i 
35;  3»- 4.  17;  33-  »at  '5;  35-  M  ;  36-7»  «3:  37-4;  S»-  4  ;  39-  »3.  5©;  4«>. 
34.  39;  4>.  ".  "7.  45^  «a.  3:  C.  i.  I.  7:  8.  3>.  50,60;  4- ^^.S.  34.  48,  94.  99  : 
»•  50.  55.  59.  74.  84.  95.  »o5  J  *  M.  aó,  56,  61  ;  7.  79  ;  8.  «3,  49.  73.  88,  9J. 
133;  to.  la.  48»  64,  93;  11.07.  56,  144;  IX  30.  69;  13.  16,  »7.  48,  56; 
ti.  I.  74,  89  98,  ro7  ;  a  44  :  4-  75  ;  S    66,  101  ;  7.  49  ;  8.  ao,  47  ;  9.   13,  80  ; 


ONDE 


430 


onde.  13.  44  {Sem.  vi.  9)  ;  14.  Bo  ^Som.  tU.  a),  90  {Som,  vii,  ta)  ;  ai.  19  {Som.  si. 

Il)  ;   aa.  70  (Son.  xii.  3'  ;   34,  57  (5on.  xìv.  8)  ;  Son,  xxxi.  7  ;   xxxix.  la  ; 
xli.  I  ;  xlviii.  1 1  ;  S.  P.  vi.  39,  46  ;  xxxvii.  75  ;  czxix.  aa  ;  cxHi.  19.  aS,  34. 
onestate.     L'  una  ha   .  .  .  Prudenza  ed  tmestaU  in  compagnia     .     .     .     Som.  xxx.  4. 

onesto.     A  costei  te  ne  va  chiusa  ed  onesta Cmw,  x.  154. 

Cioè  io  gente  onesta  Dì  vita  spiritale,  O  d'  abito Canm.  xjx.  61. 

Tanto  gentile  e  tanto  omsta  pare  La  donna  mia   .     .     .     .     K  ^.  96.  37  \S<m.  xr.  t\ 
OOOrare.     Poi  delle  .  .  .  oHota  e  fregia  Qua!  figtiuol  te  pih  pregia    .     .     Con*,  xviij.  41. 
D*  ogni  beata  essenza  .  .  .  regnerai  onorafa Cvfw.  xviji.  48. 


onde.  la.  27;   14.  198;   15-  77.  <39;   i6.9t74t  79:  i*»-  1.55:  »•  3'.  35.  47.97i  «MI 

3.  5.  <8»  50,  9a;  4-  6».  66;  5.  a6,  80;  6.  la,  93,  103.  "8;  7,  17.  101,  117; 
8.  sa,  57»  Sa»  90»  106,  139,  143  ;  io.  17.  56,  79  ;  11.  50.  56.  60,  66,  94,  «7, 
i6a,  179  ;  13.  41  ;  13.  57,  81,  95  ;  14.  6,  io,  ai,  35,  58.  74,  95,  137,  133  ;  15. 
t04,  164;  iv.  1.  5,  18  ;  a.  8a:  4.  aa,  iiz  ;  6.38,  59;  8.9,  5^95,  las  ;  9^  8a, 
113,  167  ;  IO.  8a.  106  ;  ir.  16  ;  I9.  xao,  161,  30i  ;  13.  139,  151  ;  14.  8t  ;  15. 
107  ;  16.  7,  44,  76,  8a  ;  17.  70,  133  ;  19.  94  :  ao.  61  ;  aa.  5,  19;  33.  50,  105. 
107  ;  34.  15,  57,  147.  171  ;  35.  78,  107  :  36.  56:  37.  aa,  31,  151  ;  a6.  B.  31  ; 
39.  75.  89.  103.  i<>4»  "O. 

oneBtà.    tanta  ottestà  venia  nel  core  di  quello K  y.  aò.  % 

questo  conviene  essere  o  per  .  .  .  o  per  ontstà C  ìiì.  1 1.  80. 

siccome  1'  amistà  per  onestà  fatta  è  vera cosi  la  filosofìa  è  vera 

eh*  é  generata  per  orws/à C  iii.  11.  114,  117 

credettero  questo  fine  .  .  .  essere  ...  la  rìgida  Onestà C  ìv.  6,  87. 

della  bellezza  che  in  sull*  onestà  risplcnde  ......  .     .     C,  iv.  8.  ii. 

cosi  come  questa  è  bellezza  d'  onestà C.  ìv.  8.  13. 

onestade,  onestate.      1'  utilità  dell*  onestate C  i.  8.  56. 

Cortesia  e  ane.-itaiù  è  tutt'  uno C  ii.  II.  6ow 

la  quale  ...  è  Donna  .  .  .  ornata  d'  onestai^ .     .     C  il.  16.  bc. 

che  dee  essere  tutta  con  onestade C.  ìii.  4.  83. 

perocché  ...  in  lei  è  fontalmente  1'  onestadt C  iv.  1.  35. 

onestamente,     piìi  onestamente  per  le  donne  si  prende  sperienza     .     .     C  ììi.  7.  laS. 

operare  .  .  .  virtuosamente,  cioè  omstamtnte C  iv.  aa.  109, 

onestate.    F.  oneatade. 

onestissimo,     la  Donna  ...  fu  la  bellissima  e  onestissinut  figlia  .     .     .     C  ii.  16.  loi. 

Otiesto.     vestita  d*  un  nobilissimo  colore  umile  ed  onèsto F.  TV.  a.  16. 

una  dolcezza  onesta,  e  soave  tanto  che K  *V.  a6.  03. 

con  alcuna  onesta  lamentanza  1'  altro  abbandonando C  ii.  16.  56. 

Gli  uomini  hanno  .  .  .  amore  alle  .  .  .  oneste  cose C  iii.  3.  35. 

da  questo  amore  nasce  la  .  .  .  amistà,  dell'  onesto  tratta      .     .     .     .     C  iìL  3.  88. 

8Ì  con%iene  .  .  .  ridere  con  un'  onesta  severità C.  Ìiì.  8.  203. 

il  sembiante,  on^to  secondo  il  vero,  ne  pare C.  iit  to.  a6. 

che  sono  tutti  li  suoi  sembianti  off«s/i C  ìii.  14.  116. 

ragione\-ole  e  onesto  è  .  .  .  odiare C  tv.  i.  a8, 

difìniro  cosi  questo  Onesto C  iv.  6.  91 

lo  suo  contrario  è  .  .  .  mcnomanza  dell'  onesto C  Iv.  8.  14. 

la  persona  del  padre  .  .  .  onesta  dee  apparere C  ìv.  34.  160. 

si,  che  a  una  donna  non  fossero  oneste  le  sue  parole C.  iv.  35.  99. 

per  segnire  onesta  e  laudabile  via C.  iv.  36.  69. 

onoranza.     Che  fanno  queste  onoranae  che  rimangono  degli    .     .     .     .     C  Ìv.  99.  40. 

Onorare.     Andate  ad  onorare  la  donna  vostra y,  N.  \i.  14. 

chiamando  le  donne  che  m'  aiutino  ad  onorare  costei V,  N,  at.  47. 

che  non  solamente  ella  era  onorata  e  laudata,  ma  per  lei  erano 

onorate  e  laudate  molte K  A^.  37.  3,  4. 

cioè  una  donna  onorata ^    ,     ■.     y,  N,  49.  19. 


431  ^^^^^^  ONOREVOLMENTE 

ooorarc    Se  non  chi  lei  onora  dcsiondo BoA.  tx.  14. 

Per  Ut  che  il  mondo  mai  sempre  v'  onori San,  xxxiìi.  8. 

Della  Donna  gentil  che  1' altre  onora Soif.  xl.  a. 

Ed  entrerà  coaieì  che  V  altre  onora Sopl  1.  a, 

Ch'  ogni  suo  cittadino  sempre  onarm S.  P.  ci.  $1. 

OOOre.     Owor  ti  sarà  grande,  se  m' aiuti CaMs.ix.6t. 

Virtute  .  .  .  Lui  obbedisce,  a  lei  acquista  oMort      , Cans.  x.  98. 

Ch£  beli' OMor  9*  acquista  in  far  vendetta Caru.  xii.  83. 

Ch*  Amor  di  tanto  onor  m*  ha  fatto  degno Cans.  xiv.  64. 

Cbe  non  par  luì,  ma  *I  suo  owor  difende Coita,  xvi.  19, 

quelle  cose,  che  a  voi  onor  sono     ....  Cans.  xvi.  44. 

Di  questa,  in  cui  onor  lassQ  si  canta Cans.  xvii.  60. 

Qual  è  de*  figli  tuoi,  che  in  onor  V  ama Cans.  xviiì.  4. 

L*  esilio,  che  m'  t  dato,  onor  mi  tegno    .     , Cans.  xx.  76, 

Muovi  in  quel  punto,  che  tu  n'  ag^i  onore K  iV.  la.  IS13  {B<iÌÌ.  i.  44  . 

Perù  siete  pregata  .  .  ,  Che  le  facciate  onorr Bf$IL  viii.  24. 

Quando  si  mira  per  volere  onorr Ba/I.  x.  ao. 

da  lodare  In  gentil  donna,  fuora  dell*  onorr K  A^  8.  b8  {Son.  iiì.  8^. 

Aiutatemi,  donne,  a  farle  onor* f^.  VV.  ai.  16  {Son.  xì.  8V 

Dicendo  :  Or  pensa  pur  di  farmi  onor*    .......   K  W.  34.  54  {Son.  xìv.  5). 

Ma  ciascuna  per  lei  riceve  oMonr K.  A^.  97.  23  (Soif,  xvi.  it). 

Vede  una  donna,  che  riceve  onort K.  A^.  49.  53  {Son.  xxv.  6). 

E  adorna  gentilezza  le  fa  onon Son.  xxx.  6. 

Come  colui,  che  vita  ed  onor  tiene  Da Son.  xlii.  19. 

A  voi  dovem  noi  fare  onort Som,  xlilì.  14. 

La  qoal  di  pregio  e  d'  onor  s*  incorona Som.  xlv.  4. 

circondati  Dì  grafia,  di  pictadc  e  5ommo  onort S.  P.  xxxi.  78. 

Che  a  padre  e  a  madre  noi  rendiamo  onort .     .  P.  F.  164. 

salva  la  via  del  debito  onorart  e  magaiAcare C  i.  a.  Si. 

per  che  ciascuno  profeta  è  meno  onorato C  i.  4.  61. 

che  .  ,  .  non  lì  potrebbe  onorar* C  i.  6.  31. 

pili .  .  .  non  è,  che  onorar*  V  amico C  iiì.  i.  39. 

tmoral*  Lei  ne'  suoi  amici C  iiì.  15.  185. 

per  che  li  buoni  erano  ...  e  li  malvagi  onomH C  iv.  1.  56. 

per  li  quali  .  .  .  esso  sta  da  loro  .  .  .  ottorato .     .  C  iv.  96.  99. 

che  Enea  .  .  .  per  onorart  lo  corpo  di  Miscao  ...  a*  accinse  e     ,     .  C  iv.  a6.  ila. 

nella  ttraa  parto  d'  alcuno  onort V.  tf.  ^  43, 

uomini  a*  quali  si  coavcnìa  di  fare  onort V,  N.  35.  8, 

le  grandeuc  .  .  .  delli  veri  onori C.  L  io.  53. 

torre  ...  a  luì  che  dice  onort  e  fama C  i.  1 1.  tao. 

più  cortese  modo  di  fare  a  so  medesimo  OMonr  non  è C  ili.  i.  38. 

eoDoace  che  .  .  .  menomerebbe  suo  onort C  1)1.  10.  6a. 

o  ofMvr  del  mio  servigio C  iiu  11.168. 

naacette  ...  1*  onort  dell'  umana  generazione  • C  iv.  5.  41. 

moderatrice  e  acquistatrice  de*  grandi  OMon C.  iv.  17.  46. 

La  sesta  si  è  Amatiim  d'  onoir.  la  qaale  modera  e  ordina  noi  negli 

Ofion  di  questo  mondo C  iv.  17.  47,  48. 

di  gloria  e  d*  onort  V  hAt  coronato.     .     .  C  iv.  19,  67. 

a  daacuoo  uomo  che  onor*  vada  cercando C.  iv.  95.  100. 

onarv  doggio  ricevere  .  .  .  dalla  gente  ....  .     .     .  C.  iv.  09.  94. 

Per  che  non  onon  ma  disonore  ricevere  dee  quegli  ......  C  iv.  99.  70. 

OOOrevotC     a  rosi  Convito  ...  a  cosi  OMonWr  per  li C  i.  io.  3. 

domandatoh  delle  condizioni  ottorwvoti  dello  regc      .  .     .     .     .  C  iv.  ay  39. 

oaorwolnwata.    acciocché  pili  mm  moimunt*  adcm  pie  sai  li  loro  prcftù  K  JV.  49.  7. 


ONTA  *il^^^^V  43^ 

onta.     Qui  ai  raddoppU  I*  onta GtJU.  x.  99. 

Qual  è  de*  figli  tuoi  .  .  .  con  dolore  ha  onta Comm.  xrìii.  6. 

Op(eyra.    che  .  .  .  bruca  La  mìa  virtù  si  che  n'  allenta  1*  opm   ....  Catts.  xii.  34. 

Sentendo  1'  opn  ladre  Che  in  te  si  fanno Cttiv.  xviii.  5. 

Sollazzo  *,  che  convene  Con  .  .  .  e  T  open  perfetta C«m«.  xix.  ^u 

Op(e)rare.     Lietamente  opra  suo  gran  vassallaggio Cpm.  x.  35. 

Che  senza  o/krnrvirtute,  Kissun  poote Cma.  xìx.  91. 

£  amar  puossi  virtù  per  alto  opran Som.  xxx.  14. 

opera.     Onde  .  .  .  rìtomaimi  alla  mia  oprru^  cioè  del V.  N.  35.  15. 

se  nella  presente  opera  ...  si  trattasse C  L  1.  211. 

senxa  fare  menzione  dcU*  operw  virtuose C  Ì.  a.  83. 

dì  minor  pregio  si  fece  ogni  opera C  i.  S.  43. 

che  .  .  .  dia  nella  presente  opera CL4.  ioa. 

guardi  che  o^mr  ne  fanno  i  buoni  artefici C  i.  ti.  90. 

quello  che  è  materia  della  sua  opera C.  ì.  11.  tao. 

dispregiando  I'  opera  da  quella  parte C  L  11.  lat. 

ma  a  tutta  1*  opera  del  maestro C  L  it.  104. 

suole  r  uomo  parlare  all'  opeia  medesima C  iì.  a.  71. 

y  opere  delle  sue  mani  annunzia  lo  finnamento      .......  C  it  6.  104. 

quello  che  1'  opera  di  costoro  ...  fa    .     .     .' C  iL  9.  15. 

quel  cotale  cibo  fa  V  opera  di  questa  natura  perfettissima     .     .     .     .  C  Ut  3.  70. 

non  *  altro  a  fare,  che  ornare  V  opera  d'  altrui C.  iii.  4.  84. 

ciascuno  maestro  ama  più  la  sua  opera  ottima C.  ÌÌL  6.  96. 

in  più  sue  o^rr  non  sia  carioso C  iii.  6.  ao. 

cosi  puote  r  uomo  dire  sorella  quell*  opera C  iii.  9.  38. 

Ed  è  simtgUantc  all'  opera  di  quello  savio  guerriero C.  iii.  io.  66. 

perchè  r  ordine  dell'  opera  domanda C  iii.  io.  85. 

]o  lei  seguitando  ncll'  opera  . .  .  abbomìnava C.  ìv.  t.  35. 

conciossiacosacbè  grande  e  alta  opera  sia  per  le  mani C  ìv.  3.  18. 

mai  possa  essere  gentile  per  opera  che  faccia C  iv.  14.  3t. 

r  hai  coronato,  e  posto  luì  sopra  V  opnr  delle C  Ìv.  19.  68. 

non  è  tanto  richiesto  di  cotale  opera C  ìv.  19.  89. 

quello    .  .  si  è  .  .  .  considerare  1'  opere  dì  Dìo  e C  ìv.  sa.  X13. 

guardisi  che  non  gli  dea  dì  sé  esemplo  nell'  opera C  Iv.  24.  153. 

che  anche  è  necessaria  quest'  opera C  ir.  35.  137. 

Lealtà  è  .  .  .  mettere  in  opera  quello  che C  ìv.  a6.  133. 

sì  renderò,  ogni  mondano  diletto  e  opera  diponendo C  ìv.  38.  65. 

che  dclli  suoi  antichi  .  .  .  mostra  le  grandi  e  mirabili  opere     .     .     .  C  iv.  39.  44. 

operante,     che  da  uno  medesimo  operante  è  operata ,  C  iii.  9.  38. 

operare,     quello  che  il  suo  salutare  in  me  .  .  .  operava K  /V.  to.  19, 

quelle  parole  .  .  .  avresti  tu  operate  con K  A*.  x8.  55. 

ella  mirabilmente  operando  lo  fa  venire K.  ^V.  st.  7* 

lo  Signore  che  si  mirabilmente  sa  operar» V.  N.  96.  29, 

quelle  cose  eh*  ella  virtuosamente  operava  in  altrui V»  N,  37.  33. 

nella  ^rmid  dico  quello  che  o^mifi  nelle  donne f'I  W.  37.  36. 

dico  quello  che  operava  in  loro  per  altrui V*  N,  97.  38. 

come  .  . .  ricordandosi  di  lei,  mirabilmente  operava K,  A.  37.  40. 

come  operava  in  me  la  sua  virtude K  /V.  a8.  io. 

altro  si  conviene  e  dire  e  operare  a  una  etade C  ì.  1.  119. 

che  da  uno  medesimo  operante  è  operata C.  ÌÌÌ.  9.  39. 

dicemo  alcuno  virtuoso,  non  solamente  virtit  operando  .....  C  iii.  13.  83. 

la  quale  ordina  noi  ad  .  .  .  operare  dirittura C  iv.  17.  63. 

per  Io  quale  noi  .  .  .  operiamo  ciò  che  facemo C.  iv.  sa.  ai. 

Quello  ^t\  pratico  il  ò  operar*  per  noi  virtuosamente C  ìv.  aa.  108, 


\ 


433 


OPERAZIONE 


* 


op(e)rare.     Jj  cui  .  .  .  i  beni  Procedon  sempre  di  ben  ofi^i-nt^.     .     .     .  P.  F.  19. 

Cf.  ovrarc. 
Operazione,     che  fa  1*  uom  felice  In  sua  operastow    .     .     .     .     C  iv.  Cant,  uì.  84  ;  17.  8. 

operare,     quello  dello  speculativo  sì  è,  noe  opporr  per  noi       .     .     .     .  C.  iv.  as.  113. 

che  sono  dolce  e  corteaemente  servire  e  operare C  iv.  35.  15. 

conviene  ^ran  parte  delle  sue  operaiioni  op*rart  con  organo  corpo- 

rsle  ;  e  allora  optra  bene,  che C  iv.  35.  ia9,  J30. 

Operarlo.     Int™  optrarii  e  artefici  di  diverse  »rti  e  opcrutìoni      .     .     .  C  iv.  6.  54. 

OperatlVOw     pnUico  è  tAnto,  quanto  operativo  C.  iv,  aa.  105. 

operatore,     molti  .  .  .  hanno  invidia  atli  maMopervion    ......  C  1.  4.  62. 

)'  artefice  ovvero  optra/on  di  quella  .  .  .  dee C  ìv.  6   56. 

operazione^     ad  essere  impedito  nella  sua  oprtasionr f-'.  A^.  4.  3. 

che  la  sua  optramont  sia  .  .  .  altro  che  dolce K  A^.  13.  17, 

la  quale  trae  a  sua  simile  optraeioHi  coloro V.  N.  ly.  63. 

Io  quale  era  delle  operasiom  delia  sua  bocca K  A^.  19.  138. 

perchè.  .  .  non  puotc  ritener  lui,  n*  sue  operationi V.  N,  ai.  55. 

jotcnderc  delle  sue  mirabili  ed  eccellenti  optnuioMi i'.  ^.  36.  31. 

come  mi  parca  esser  disposto  alla  sua  operamotu K  iV.  38.  10. 

generata  dalla  buona  op^rauotu  nella  mente  dell*  amico  .     .     .  C,  i.  3.  50. 

dilettandosi  delle  male  oprraMt'oni  . C  i.  4.  60. 

commenda  le  umane  optrasion* C  i.  5.  18. 

dee  essere  .  . .  non  trista  In  alcuna  sua  operazione     ....  .  C  i.  8.  48. 

come  sarebbe  biasimevole  openutotu  fare  una  zuppa C.  i.  8.  64. 

r  0pe»a»ÌoH*  della  virtù  .  .  .  dee  essere -     .     .  C  1.  8.  64. 

quella  della  virtuosa  operamone C  i.  10.  50. 

in  atto  e  palese  nella  sua  propria  operatone CI  i.  io.  59. 

aarebbono  state  .  .  .  indarno,  senza  operaMtome C  il  5.  19. 

concioniacoftachè  il  loro  essere  aia  loro  operaaitm* C  ii.  5.  ao. 

fanno  ta  toro  opermaione  connaturale  ad  esso C  ìi.  6.  r  1 1. 

che  intendono  ì  loro  effetti  nella  loro  operuMioMà C.  ii.  7.  30. 

1'  opefOMome  vostra  ...  è  quella  che  ro*  ha  tratto C  ìi.  7.  44. 

riceve  quello  per  più  forte  openuione C  ii.  10.  73. 

sicché  quasi  cesuno  da  o^ni  npenuione C  li,  14.  190. 

che  questo  amore  nella  utttitt  mta  fa  la  sua  e^rtuicMé C.  ìii.  3.  a. 

per  la  sua  soperchicvolc  opetasiom  nel  diletto C  iU.  3.  61. 

è  posto  fine  ...  a  ciascuna  sua  operantme .     .  C  iii.  4.  107. 

la  sperieoza  che  aver  ...  si  può  in  quelle  operamàm C.  ìii.  7.  96. 

Nò  £  in  Iona  il  principio  di  queste  ópem*ioMÌ C  ili.  7.  11 4. 

sicché  .  .  .  disvia  in  ciascuna  sua  opertmom C.  iii.  8.  135. 

che  la  nostra  operazione  in  alcun  modo  t  fcnerazione C  iii.  9.  39. 

la  conoscenza  della  buona  o^raruMW  .     ...  C.  ìiì.  ti.  15». 

questa  essere  piii  che  umana  opewamoHt C.  IN.  14.  loB, 

per  quella  nasce  1*  operamiom  della  carità     .     .     ,  .  C  iii,  14.  136. 

tutte  r  altre  nostre  operastom  .  ,  .  sono .  C.  iìi.  15.  39. 

eh'  é  Opemeione  secoudo  viriti  iW  vita  perftUa    ....  C.  tìì.  15.  130. 

mirando  le  loro  operaaiom .     .  C  Ìii.  l  j.  194. 

m  (ulte  nostre  o^maioiti' si  dee  attendere .     .  C  iv,  a.  45. 

le  parole,  che  sono  quasi  seme  d'  operamone .  C  iv.  a.  63. 

ciascuno  ufficiale  ordina  ta  propria  opermatom C.  Ìv.  4.  55. 

le  umane  operasiom  .  .  ,  ascondono  la C'i-e.^.t. 

non  pur  per  umane,  ma  per  divine  opertuiami  andò C  iv.  5.  B7. 

esacre  tante  mirabili  opemaiom  state .     .  C.  ìv.  5.  150. 

latra  opcrarii  e  artefici  di  diverse  arti  e  ppermmcm,  ordinati  a  nna 

ppenwome  u  arte  finale * C  Iv.  6.  54,  5^ 

Ff 


OPERAZIONE 


4S4 


opinione,     è  tanto  durata  La  coal  falsa  opimon  tra  nui 


C  iv.  Catu.  ìli.  33  ;  7, 


Operazione,     tutte  le  umane  ofierasÙMi  domandano  uno  fine   .    .     .    .  C.iv.  6.  63. 

ia  quanto  intende  alla  sua  finale  oprraziofu C  iv.  6.  73. 

Teggendo  che  nelle  nostre  ofifrasioni  si  potea  peccare  .  .  .  dissero 
che  la  nostra  ofieraaiotu  .  .  .  era  quel  fine  ...  e  chiamArlo 
Offranone  fon  virtù C  iv.  6.  tiS|  laOi  IS4. 

regolatrice  e  rcggitricc  di  tutte  le  nostre  ofnnuiom    ...  .     .  C,  iv.  9.  io. 

quanto  le  nostre  o/Vraciopif  si  stendono C  tv.  9.  la. 

finito  in  tutte  sue  oprrazkmi  vedemo C  iv.  9.  90. 

a  vedere  i  termini  delle  nostre  o/xnus'omj  è  da  sapere  che  solo 

quelle  sono  nostre  ofienuiom,  cbe C  iv.  9.  34,  36. 

se  in  noi  à  1*  op^raaioHe  digestiva C.  iv.  9.  38. 

a  quattro  maDÌcrc  d*  optraaiom  ...  è  ordinata C  iv.  9.  41. 

che  ofiera*iom  sono,  cbe  .  .  .  cornsieUra  t  nom/a C  hr.  9.  40. 

e  operamom  eh*  essa  mnsitUra  t  fu C  iv.  9.  46. 

opemz<om  sono  eh*  ella  ccmsidtra  t  fa C  ir.  9.  49. 

queste  tutte  operoMÌomi .  ,  .  elle  .  .  .  non  soggiacciano d  tv.  9.  53. 

di  queste  operamom  non  fattori  ,  .  .  semo C.  iv.  9.  63. 

Sono  anche  optranoni .  .  .  siccome  offendere  e C  iv.  9.  65* 

perchè  .  .  .  tanto  le  nostre  opfnuiom  si  stendono C  iv.  9.  74. 

in  tutte  queste  volontarie  opcroMom  sia C  tv.  9.  76. 

quanto  le  nostre  oprrusiom  proprie  ...  sì  stendono C  iv.  9.  99. 

quando  . .  .  impedito  non  é  nella  sua  operastont C  iv.  15.  irs» 

fanno  1'  uomo  beato  .  .  .  nella  loro  op€rasiom C  iv.  17.  74. 

che  Ffticità  é  optramone  seco*ulo  virtù  in  vita  perfètta C  iv.  17.  76^ 

comprende  .  .  .  molte  altre  nostre  optraxiom  laudabili C  iv.  18.  53. 

Ogni  anima  nobile  ha  tre  optrtmom C  iv.  ai.  90. 

per  dirizzare  .  .  .  T  arco  della  nostra  <^€raaiont C  iv.  aa.  94. 

nella  .   .  .  cioè  nelle  optraaiom  delle  rmomH  virtù,  e  poi  .  .  .  nelle 

openuioni  delle  inteUeltuali C.  iv.  aa.  004.  006. 

Le  quali  due  o/^rtutoNi  sono  vie  spedite  e C.  iv.  aa.  307. 

che  sono  di  questa  bontatc  divina  oprramon* .  C  iv.  33.  36. 

conviene  gran  parte  delle  sue  oprruMioni  operare C  w,  35.  199. 

conducono  ...  a  buon  Anc  nelle  umane  .  .  .  operazioni C.  ìv.  37.  60. 

calare  le  vele  delle  nostre  mondane  operaatom C  tv.  aS.  ai. 

cosi  fanno  per  le  sue  buone  operasioni C  iv.  38.  40. 

calaron  le  vele  delle  mondane  operanoni C  ìv.  sB.  63. 

si  rimembra  delle  sue  diritte  operattiom C  iv.  aS.  86. 

che  Y  Anima  stette  ferma  alle  civili  operaaom       .......  C.  iv.  aB.  131. 

se  ...  s*  intende  a  mìsere  e  vili  oprrasiom C.  iv.  39.  45. 

opinione,     secondo  comune  o^'nibiM  astrologa K.  A*.  30.  18, 

alcuna  opinione  fanno  nell*  altrui  fama C  t  4.  a?. 

nella  fossa  della  falsa  o^WoMr -     .  Ci.  11.  39. 

La  quale  cosiffatta  opimon*  manifesta  la  testimonianza  de'      .     .     .  C  ii.  5.  45. 

ax^egnachè  .  .  .  queste  opinioni ,  .  .  fo*sono  fomite C.  iì.  5.  53. 

£  dico  .  .  .  per  le  diverse  opimoni  eh'  io  trovo C.  ii.  9.  109, 

li  filosofi  hanno  avuto  diverse  opimoni C  ii.  15.  47, 

queste  opinioni  eoa  ragioni  .  .  .  riprovarono C.  ii.  15.  58. 

questa  opinione  pare  avere  .  .  .  Avicenna  e C  ii.  15.  76. 

non  sofferà  lite  alcuna  d'  opimoni C  ii.  15.  168. 

in  ciò  si  prende  opituone  non  buona  dt  colui C  iìt.  r.  48. 

per  ischiudere  ogni  falsa  opinione  da  me C  iti.  3.  98. 

Platone  fu  poi  d'  altra  opinione C.  iii.  5.  45. 

Quelle  opinioni  sono  riprovate  per  false .  C  iii.  5.  53. 


435 


opiolone.     £  certo  chi  con  buona  opimone  .  .  .  Crede 


OPPOSITO 
P.  F.  4a 


C.  ìii. 
C  ili. 


139. 
103. 


<^)inione.     dal  qtiale  pensiero  ti  procede  in  ferma  opinùm*     .     .     , 

E  questa  ofntùoHf  è  riprovata  .  .  .  dal  Filosoro 

tonto...  che  1'  o^fiiòrt/ quasi  di  tutti  n'  era  £iUificata:  e  della  falsa 

o^niofu  nasceano  i  falsi  giudici! C.  ìv.  I.  51,  53. 

fugate  le  male  opinioni,  la  verità ...  aia  ricevuta C.  tv.  a.  T36. 

nella  ^'m/t  si  tratta  .  .  .  secondo  o^'miohi  d'  altri  ;  nella  jrn>w//i .  .  . 

lecondo  la  vera  opiniont C.  iv.  3   6,  7. 

nella  prima  si  pongono  le  opinioni  altrui C.  iv.  3.  v^ 

la  definizione  dell'  opinione  dello  Imperadorc  ...  la  variazione  dell* 

opinion€  della  gente C  iv.  3.  3»,  33. 

dico  che  questa  opimona  è  quasi  di  tutti C  iv.  3.  55. 

Queste  due  opinioni .  ,  .  pare  che  abbiano  . .  C  iv,  3.  60. 

certo  di  ferma  sono  opiniont C  Ìv,  5.  160. 

puotcfti  appellare  quasi  cattolica  opinion* C  iv.  6.  150. 

che  paiono  aiutare  le  proposte  opinioni C.  iv.  7.  4. 

che  questa  ultima  opinion»  del  vulgo  è  tanto  durala C  iv.  7,  6. 

a  lasciare  la  mala  opinione  prendere  piede C  iv.  7.  17. 

cosi  la  mala  opinion*  .  .  .  cresce  e  multiplicaf  aiccbè  la  spiga  della 

ragione,  cioè  la  vera  opinione,  si  nasconde  e C,  iv.  7.  «3,  06. 

la  .  . .  condizione  di  questa  popolare  opimont  t  narrata     .     .     .     ,  C  Ìv.  7.  44, 

nella  quale  si  pongono  1*  altrui  opinioni C  iv.  7.  154. 

prima  che  a  riprovare  le  proposte  opinioni  proceda C.  iv.  8.  99. 

in  riprovando  o  in  approvando  1*  opinion*  dello     .     , C.  iv.  9.  a, 

ferire  nel  petto  alle  viziate  opinioni C  Iv.  9.  i8z. 

Poiché  poste  sono  1'  altrui  o/iniomi  di  Nobiifà C  iv.  10.  1. 

sapere  che  1'  opinion*  dello  imperadore  .  .  .  loccù C.  ìv.  io.  7. 

che  ...  e  riprovata  ,  ,  .  V  opinion*  dello  imperadore     .....  C  iv.  10.  95. 

sapere  che  opinion*  di  questi  erranti  t C  tv.  14.  aa 

Secondo  la  o/^rwoiM' avversa  .  .  .  fu      .     .     .  .  C  iv.  14.  139. 

•cgulta  a  confondere  la  premessa  loro  opinton*    ...  .     .  C  iv.  15.  5. 

siccome  messo  è  dinanzi  per  loro  opiniont C.  iv.  15.  13. 

siccome  ...  è  detto  che  la  loro  opinion*  vuole C  iv.  15.  ai. 

essere  manifesto  la  opinion*  della  gente,  che  detto  è.  esser  vana  C  iv.  15.  iSs. 

che  riprovata  è  la  Calsisaima  e  dannosissima  opinion*  de*  ....  C.  iv.  16.  13. 

Se  ciascuno  fosse  a  difendere  la  sua  opinion* C.  iv,  at.  96. 

na  secondo  V  opinion*  d'  Aristotile  e  delh  Peripatetici      .     .     .     .  C  ìv.  ai.  31. 

sono  alcuni  di  tale  o^MioNtf,  ctie  dicono ,     ,  C.  Ìv.  ai.  9a. 

Lasciando  .  .  .  stare  I*  opinion*  che  .  .  .  ebbe  Epicuro  .  .  .  e  .  .  . 

venire  intendo  .  .  .  alla  verace  opinion*  d*  Aristotile  e     .     .     .  C  iv.  aa.  37 

questo  è  contro  all'  optmou*  di  coloro C.  iv.  99.  34. 

la  statua  .  .  .  afferma  U  buona  optnitm*  in    .  C  iv.  ap.  60. 

ciiè  I'  opinion*  di  coloro  ...  fa  piti  debDe C  ìv.  99.  64. 

Opporre.     Potrebbe  già  1*  uomo  opporr*  contro  a  me  e  dire,  che  .     .     .     K  A^.  la*  1361. 

o  chi  qui  volesse  opporr*  in  quello  modo .      K  M  la.  I44. 

la  quale  alla  Nobiltà  s'  oppon* .     .     C  Ìv.  10.  101. 

non  e  vero  ci6  che  5'  oppone      ,..,....  ■     .     .     C,  ìt.  13,  60, 

sa  ...  non  fosse  venuis,  siccome  s*  d/>DfM C  iv.  14.  ia5. 

anJOrtuuHà.     diverse  .  .  .  secondo  la  oppwfUHÌtà  del C.  iv.  5.  96. 

perche  la  presenza  listhgne  per  oppotito  ,     .     .  .     .     .     C  Ì.  4.  6. 

dM  na*  altra  a  lei  fosse  oppostttt  eosl  fatta  ....  .     .  C  iti.  5.  31. 

che  è  appunto  in  questa  palla  oppouto  a  Mano    .  .     .  C  iii.  5.  95. 

U  .  .  .  Cerchio  .  . .  sega  ìn  due  parti  oppo*itr  C.  iii.  5.  133. 

a«l  tratuto  ai  (a  1*  opponto .  C.  iv.  a.  194. 


30- 


OPRA 


436 


opTR.    K  Opera. 
C3prare.    V.  operare. 

ora,  n.     Qual  ora  fu,  che  tal  doana  gli  vide C  &.  Cmtm.  i.  34. 

quanto  in  quell'  ora  Che  luce C  tij.  Catts.  iL  ao>. 

Che  senza  lei  non  può  passare  un*  otv Catu.  xiv.  70. 

Già  Clan  quasi  eh*  atterzate  T  orr  .     .  K  TV.  3.  81    Som.  i.  5). 

Però  eh'  egli  è  venuto  il  tempo  e  1*  orm  Di  .........     5,  P,  ci.  49. 

Aspetta  il  tempo  e  1*  oni  di  salvarmi 5.  P.  ci.  96. 

sperare  .  .  .  Fin  alta  notte,  e  in  ogni  tempo  ed  ora    ,     ,     .  .     .     S.  P.  cxxìx.  iflL 

L'  iftr  cantare,  e  dare  altrui  battesmo      ..........     P.  F.  140. 

ora,  aJv.  K  y.  19.  43  (CiMa.  i.  94>,  49  [Cmhs,  ì.  30),  78  ((mum.  t  59'):  aS.  17  ^P.  C  <>  ; 
33.  44  (GtMa.  ili.  4^,  95  (Catta,  iii.  55),  in  (CiMa.  iiL  71'  ;  C  ìì.  Comz.  i.  ao; 
G»na.  xii.  4o(*«^  :  3tiii.  13,  a6,  47,  70  ;  xv.  16,  57,  66  ;  xviii.  aa  ;  xx.  15,  44,  70; 
St9t.  iii.  aa  ;  Bail.  iii.  7  {bis)  ;  iv.  38;  v.  8;  K  jV.  7.  30  (So»,  ii-  13)  ;  84.  54 
(5o«.  liv.  5)  ;  38.  39  {SoH.  xxi.  5Ì  ;  Son,  xxxi.  5  ;  xxxvL  13  ;  adii  t  ;  xjvii. 
3»  5  ;  1*  7  ;  Hi.  6  ;  liv.  4;  S.  P.  xxxi.  aa  ;  cL  37,  41,  91,  107.  ira. 
orare,     sempre  tu  Ora  per  noi  à  Dìo,  che  ci  perdoni P.  F.  248. 

Ara*  H.  (i).     dirizcato  V  artimone  .  .  .  air  óra  del  mio  desiderio    .     .     .  C  it.  i.  &. 

ora,  H.  [9).     L*  om  .  .  .  era  fermamente  nona  di  quel  giorno  .     .     .     .  K.  ^.  3.  16. 

trovai  che  1*  ora  .  .  .  era  stata  la  quarta  della  notte K  W".  3.  ^ol 

appare ...  eh'  ella  fu  la  prima  ora  delle  nove  ultime  ore  della  notte  K  A'.  3.  64  rto). 

m*  era  apparita  nella  nona  ora  del  di K  A*.  la.  75. 

dicendo  a  che  ora  mì  chìamaro .     .  K  AT.  93.  831. 

sì  partì  nella  prima  ora  del  nono  giorno  del  mese V,  N,  30.  3. 

si  levò  un  d\f  quasi  ncir  oixx  di  nona K  A^  4%  m. 

qualunque  ora  lo  guidatore  ^  cieco C  i.  il.  aB 

ai  compie  quasi  in  ventiquattro  orr,  cioè  in  ventitré  orr  e  quattordici 

parti C  iì.  3.  46.  47. 

bestemmia  V  ora  che  questa  donna  gli  vide C  ìL  io.  33. 

più  cose  neir  occhio  a  un'  om  possano  venire C.  ii.  10.  34. 

e  '1  Sole  cento  ottantadue  di  e  quattordici  ort C  ii.  15,  X47. 

fòrte  fu  1*  ora  che  .  .  .  entrò  negli  occhi C.  ii.  16.  60. 

E  dico  :  r'N  fiM/r  ora,  ce.     Onde  6  da  sapere  che  orm  per  due  modi 

si  prende  dagli  astrologi C  iii.  6.  la,  13. 

che  del  di  e  della  notle  fanno  venliqualtr'  ort C  iii.  6.  15. 

queste  ort  si  fanno  picciole  e  grandi C  iii.  6.  ift. 

queste  ort  usa  la  Chiesa,  quando  dice  Priatta  ...  e  chiamansi  cosi 

ore  temporali C  iii.  6.  ao,  aa. 

facendo  del  di  e  della  notte  ventiquattr*  orr,  talvolta  ha  il  d)  le 

quindici  mr  ...  e  chiamansi  ort  eguali C  iiL  6.  «4,  35,  aS. 

quando  dice  V  ora  che  quella  gente  è  con  essa C.  tjì.  13.  64. 

Sapienza  di  Dio,  che  a  un'  ora  ...  ti  preparasti C  iv.  5.  71. 

ciò  De  manifesu  V  ora  del  giorno  . . .  onde  dice  Luca,  che  era  quasi 

ora  sesta C  iv.  33.  103,  106. 

usa  nella  distinzione  dell*  orr  del  di  femtpondi .  C  ìv.  93.  140. 

perocché  la  Sesta  ora  ...  è  la  più  nobile C  ìv.  03.  145. 

nel  comincìamento  della  settima  ora  del  di      ...          .     .     .     .  C  ìv.  ^.  159. 

qualunque  ora  esso  cuoia  .  .  .  e  fugge C  Ìv.  36.  38, 

ora,  ativ.  K  A'.  3.  106  ;  la.  i  ;  23.  43,  74  ;  04.  73  ;  38.  7.  9  :  39-  '6;  C  ù  z.  79  I  3-  4Si 
ii.3.a;  8.64;  9.  I  ;  il.  3.  49»  53;  «a*  5»  :  M- 47.  77  >*).  83  (*w\  "4t  "55 
ìli.  5.  36  {bis)  ;  la.  so  ;  14.  4  ;  I5-  4  ;  ìv.  i.  8a  ;  3.  ai,  34  ;  16.  15  ;  19.  19; 
aa.  ICS  ;  83.  83  ;  a8.  133  ;  99.  17. 

Orazio.     Per  Orasio  parla  V  uomo  alla  sua  scicn2a V.  N.  95.  88> 

non  solamente  sono  parole  d'  Oraeio     .     .          .     .          ....  K  A^.  23.  90, 


437 


ORDINARE 


orazloae.    Che,  ricevendo  U  mia  onuiorUf  Hammi  coperto    ....    5.  P.  vi.  44. 

la  mia  oraaioHf  .  .  .  sempre  mai  si  pone .     .     S.  I\  xxxvii.  3r. 

Si^ore,  esaudì  la  mia  onuionr S.  P.  ci.  i  ;  cxlìL  t. 

Perchè  egli  intende  ben  1*  onuioni     ....  P.  F.  136. 

Con  OraaioHf  Limoline  e  Digionio .     P.  F,  153. 

Iji  prima  è  r  oraJioN  del  Pater  NOSTRO P. /^  aio. 

Av\'cnga  ,  .  .  aìccome  pone  Questa  omaioM P.  F.  315. 

Si  che  a  te  facciamo  omst'onf P.  F.  aa6. 

ordinare.     Però  fu  tal  da  eterno  oniittata C  iii.  Cohs,  ii.  54. 


Onuto.    siccoiBe  dice  Orano  net  principio  della  Pm/tm C  iì.  14.  87. 

lascisi  stare  quanto  .  .  .  erida  .  .  .  quanto  Oraaio C  iv.  la.  83. 

orazione,     si  vedrà  ...  le  soavi  ortutoni  che  di  luì  si  fanno    ....Ci.  10.  100. 

quella  oragiong  sì  può  dire  che  bene  ven^       ........     C  iii.  4.  96. 

orbare.     Dell*  abito  di  ...  le  popolari  persone  sono  orbai*     .     .     .     .     C.  i.  1 1.  43. 

ordinare,     cominciai  una  canzone  .  .  .  ordimatm  nel  moHo  che      .     .     .     K.  N.  r^.  18. 

La  vivanda  di  questo  Convito  sarà  .  .  .  ordimatit   ....  .     .     C  t.  x.  103. 

di  ciascun  bene  ordinato  convito C  i.  8.  9. 

quella  cosa,  eh'  e  ordinata  a  torre  alcuno  difetto C.  L  3.  a. 

eh*  il  mio  scritto  ...  è  ordinato  a  levare  il  difetto C  i.  3.  IO. 

la  quale  a  debito  fìne  ^  ordinata C  i.  4.  sa. 

quelle  disposizioni  che  sono  ordinati  allo  inteso  fine  ;  siccom*  è 

ordinata  .  .  .  franchezza      .....  .....  C  ì.  3.  90.  ai. 

colui,  che  è  ordinato  all'  altrui  servigio  .     .  ....     C  ì.  5.  34. 

quelle  disposizioni  che  sono  a  quel  fìnc  o/iifNo/r C  ì.  3.  a6. 

Ciaactma  cosa  .  .  .  che  fa  quello  a  che  ella  è  ardmatm  . .  .  alle  quali 
è  ordinata  .  .  .  alla  qual  cosa  e  ordinato ...  a  che  eaaa  è  ordinata 
...  il  quale  é  ordinato  a     .     .  .     .     .     .     .     .     .      C  i.  5.  73.  76,  79,  8t,  Ba. 

alle  quali  questo  Cemento  é  per  servo  ordinato   .     .     . 

In  quanto  sono  ad  alcuno  fine  ordinati    ...... 

il  quale  è  quasi  una  ordinala  civilitade 

che  la  morale  Filosofìa  .  .  .  ordina  noi  all'  altre  acienze 

Che ...  la  fiuatizia  legale  ordina  le  scienze  ad  apprendere 

il  detto  cielo  ordina  col  suo  movimento  la    ...     . 

•e  la  revotuzionc  di  questo  non  ordìnasM  ciò   . 

dalla  prima  parte,  che  a  proemio  ...  fu  ordittata 

al  lòco,  dove  la  loro  generazione  è  ordinata    .     .     . 

che  a  trattare  di  costei  sono  ordinati 

che  per  lo  ...  il  mondo  e  al  ordinalo 

O  ineffabile  Sapienza  che  cosi  ordinasti 

dico  che  da  ttemo  ...  fu  ordinata  nella  Mente  di  Dio 

che  oidina  V  Anima  ad  adomare  queste  parti .     .     . 

casa  Sapienza  dice  :  *  Etemalmentc  ordinata  sano*. 

che  lo  sguardo  ...  fu  a  noi  cosi  Uri;ameate  ordinai 

perocché  non  sarebbe  ad  alcuno  fine  ord$iméo  .     .     . 

in  quanto  anno  debitamente  ordinati 

lu  amalrice  di  voi  .  .  .  ordmando  il  vostro  procesao  . 

convieosi  .  .  .  questa  medicina  ordinare  .*■•.. 

che  a  uno  fine  è  ordinata 

quando  più  coae  a  uno  fine  aono  ordinati    .     . 

cbe  diverbi  affici  e  diversi  fini  a  .  .  .  sono  ordinati 

siccome  cìaacuno  ufficiale  ordina  la  propria  operazione 

è  ano  che  .  .  .  ordina  quelli  nell'  ultimo  di  tutti   .     .     . 

in  tutte  quelle  cose  che  sono  ...  a  fine  ordinati  . 

che  ...  li  di^'crai  .  .  .  uffici  ordtnando,  abbia  .     . 


C.  i,  7.  70. 
C.  i.  II.  at. 
C  li.  5,  96. 
C.  ii.  15.  ia6. 
C  ii.  15.  139. 
C.  il.  15.  131. 
C.  ii.  15    137. 
C,  iil.  a.  3. 
C  Ui.  3.  16. 
C.  iii.  4.  37. 
C  iti.  5.  (96. 
C  iii.  5.  903. 
C  iii.  7.  i7a 
C,  iii.  8.  1 19. 
C.  iii.  14.  60. 
C  iil.  14.  104. 
f*.  iii.  15.  93. 

r.  iil.  15.  tis, 

e  Ul.  15.  181. 
e.  fv.  I.  87, 
e  i».  4-  4. 
e  iv,  4.  47. 

e  iv.  4<  5** 
C.  Iv.  4,  55. 

C.  iv.  4.  57. 
r.  iv.  4.  6a. 
C.  iv.  4.  67. 


ORDINARE  ^^I^^^^H^^^P  43!^ 

ordinare.     Dio  .  .  .  oriinò  fra  noi  il  HatrìmoDÌo P.  F.  149. 

ordinare,     ordinata  fu  per  lo  .  .  .  quello  popolo  e  quella  città  .     .     .     .  C.  W.  $   30. 

ordinata  fu  una  progenie  santissima C  iv.  5,  35. 

allora  che  alla  voce  d'  un  solo  principe  ...  fa  onHnato      .     .     .     .  C  iv.  5.  64. 

ciò  che  Iddio  con  tanla  prudenza  ha  ordinato C.  iv.  5.  77. 

che  ApcJEtal  ...  e  spezia)  proce&so  da  Dio  .  .  .  ordinato  fosse  .     .     .  C  ìv.  5.  179. 

Intra  operarii  e  artefici  .  ,  .  ordinati  a C.  Ìv.  6.  54. 

mestieri  che  ali*  arte  di  cavalleria  sono  (ordinati C  iv.  6.  6a. 

al  quale  1'  uomo  è  ordinato C  iv.  6.  65. 

che  la  nostra  ragione  a  .  .  .  é  ordinata .     .  C  iv.  9.  43. 

altri  le  ordinò C.  iv.  9.  64. 

in  quanto  sono  ordinai*  alla  possessione  dell*  uomo C  iv.  ir.  45, 

se  non  In  quanto  ad  alcuno  .  . .  servigio  sono  ordinate C.  ìv.  13,  r49> 

la  quale  .  .  .  ordina  noi  negli  onori C  ìv.  17.  48». 

Giustisia,  la  quale  ordina  noi  ad  amare  e  operare C  iv.  17.  63. 

fticcome  air  ultimo  suo  frutto  sono  ordinati C  iv.  94.  93. 

allora  .  .  .  che  *1  corpo  è  bene. . .  ordinato. . .  £  quando  egli  è  bene 

ordinato C.  iv.  35.  131,  235. 

tutto  quanto  la  .  .  .  natura  prcporm  .  .  .  è  .  .  .  ordinato  per      .     .     .  C  iv.  a6,  17. 

Natura  universale,  che  ordina  la  particularc  alla ,  C  iv.  36.  19. 

ordinatamente,    la  natura  vuole  che  ordinatamente  si  proceda  .    .     .  C  iì.  1.  109. 

nclli  quali  1'  anima  .  .  .  ordmatamente  procede C  ìv.  04.  89. 

ordinazione,     soggetto  a  quelle  in  ciascuna  sua  ordinazione  .     .     .     .  C  i.  5.  39. 

ordine,     dico  per  ordine  questa  imaginazione K  W.  93. 

ricordandomene,  secondo  1*  ordine  del  tempo  passato K  ^.  40.  ^ 

intendo  per  ordine  ragionare C  ì.  5.  15. 

Ciascuna  cosa  che  da  per\-erso  ordine  procede C  L  7.  15. 

comandare  .  .  .  procede  da  ordine  perverso  ;  che  1*  ordini  diritto  è  .  C  i.  7.  ao,  flt. 

r  ordine  della  intera  scusa  vuole CL  io.  «8. 

sarebbe  irraMionaU^  cioè  fuori  d'  ordine .     .  C  ìì.  t.  105. 

dico  che  questo  ordine .  .  .  tenere  intendo C  iì.  a.  55. 

queste  .  .  .  parti  per  ordine  sono  ...  a  dimostrare C.  ÌL  a,  73. 

£d  à  V  ordine  del  sito  questo     ...  C  iì.  4.  i. 

cia&cunaGerarchiaha tre On/i>u';sìcchè nove On/mi'dicrcature.. .tiene  C.  iL  6.  42  (Aù). 

questi  tre  ordini  fanno  la  prima  Gerarchia C  ii  6.  46. 

e  quelle  in  che  sono  gli  Ordini C  ii.  6.  58. 

sono  in  ciascuna  Gerarthia  tre  Ordini ....  C  il.  6.  75. 

di  tutti  questi  On^iW  si  perderono  alquanti C  ii.  6.  96. 

Li  Numeri,  gli  Ordini^  le  Gerarchie  narrano  li  cieli  mobili     ,     .     .  C.  li.  6.  toc 

che  lì  mortori  .  .  .  siano  dell'  ordine  degli  Angeli C  ii.  6.  X07. 

rade  volte  la  posi  coli*  ordine  della  Canzone C  it.  la.  15. 

sì  per  V  ordine  del  sermone C.  ii.  la.  65. 

prima  del  terzo  ciclo,  secondo  V  ordine  trapassato C  ii.  13.  75. 

per  1'  ordine  e  numero  in  che  paiono  convenire C  ii.  14.  9, 

una  com[>araztone  eh'  è  nell'  ordine  de'  cieli Cu.  14.  50L 

per  ordine  è  da  vedere  prima  la  comparazione C.  ti.  15.  15. 

di  queste  tre  parti  per  ardine  è  da  ragionare C  ili.  x.  zir. 

queste  parti,  secondo  ordine,  sono  da  ragionare C.  tii.  5.  t6. 

neir  ordine  intellettuale  dell'  Universo  sì  sale  e  .....  C  iii.  7.  69. 

siccome  vedemo  nell*  ordine  sensibile C  liL  7.  73, 

ma  sia  . .  .  continuo  per  gli  ordini  delli  gradi C  iiL  7.  77. 

L*  ordine  del  presente  trattato  richiede C.  iii.  9.  X. 

perchè  1'  ordine  dell'  opera  domanda C  iiì.  xow  85. 

Siccome  1'  ordine  vuole  .  .  .  dico C  iii.  11.  1. 


439  ^^^^P^  ORO 

orecchia,     l-c  tue  or«rrAi>,  io  prego,  non  sien  sorde  .......  S.  /*.  vi.  «5. 

orecchio.     Gli  orecchi  tuoi  ne  inctiìnii  allo  mio  afTcUo S.  f.  cì,  6, 

orgoglio.     Fatto  ha  d'  orgoglio  al  petto  schermo  tale Cé$u,  xi.  73. 

Per  nessuna  grandcxu  Monta  in  ofjpo^fo Cans,  xix.  130. 

orgOgUoaO.     quand' ella  la  chiama  ot^o^^iom C  iti.  C«n«.  li.  61. 

orizzonte,    al  punto  .  .  .  Che  1*  on*aontf  ...  Ci  parturisce  il  ...     .  Cmu.  xv.  a. 

ormai.     E  state  orHiai  con  1'  animo  giocondo ,  S.  P.  xxxi.  Sa. 

ornamento,     per  vestimcnta,  Perché  sono  ornamenta Con»,  zix.  37. 

ornare.     A  quella,  di  cui  loda  io  sono  ornata K  /V.  19.  8a  (Ci»t«.  i.  63). 

donne.  Che  avete  gli  occhi  di  bellezie  ormiti Cmns.  xiiL  86. 

Dacché  1'  aflTczion  t'  avrà  ornala Cans.  xviij.  51. 

Qual  non  dirà  fallcnza  ■  .  .  Omarsif  come   • Gnu.  xix.  34. 

ordine,     la  bellezza  .  .  .  risulu  dal)'  ordine  delle  virtù C  Hi.  ■$.  lai. 

chi  fuori  dal  debito  ordine  è  piegato .  .     .  C.  iiì.  15.  154. 

percuote  fuori  di  tutto  I'  ordine  delta  reprovazionc  .  .  C  tv.  7,  46. 

conoscere  1'  ordine  d*  una  cosa  ad  altra C.  iv.  8.  5. 

che   1  cento  si  e  parte  del  mille  e  ha  ordin*  ad  esso C  iv.  13.  33. 

hanno  oft/iM  insieme  come  diverse  linee .  C  iv.  13.41. 

che  1'  ordine  debito  delle  nostre  membra  rende  un  piacere      .     .     .  C  iv.  25.  I34. 

se  non  che  1'  acconcia  a  perfezione  d'  ordine C  Iv.  95.  149. 

ordire,     che  quello  .  .  .  tutto  sia  per  supposto,  cioè  ordito  e C.  iv.  18.  67. 

orecchia     per  venire  a'  miei  orwetki    ..........  K  M  3.  ao. 

Non  chiudete  gli  onrrcAi  a  Salomone C.  Ìiì.  15.  189. 

Orfeo,     che  Orfeo  facea  colla  cctcra  mansuete  le  fiere C.  ii.  1.  a6, 

organico^    che  é  vinti  organica C  iiì.  4.  89. 

organizzare,     esse^ndo  organiMmafo  per  tutte  quasi  sue  vìrtu  .     .     .     .  C  iiì.  B.  6. 

organo,     alcuno  male  de' suoi  of^am  disposto C  ì.  1.  88. 

legata  e  incarcerata  per  gli  organi  del  nostro  ccrpo  ......  C  ti.  5.  131. 

che  intra  tanti  organi  conviene  a  bene  rispondersi C.  iii.  8.  8. 

puote  anche  parere  cosi  peri'  orjnwo  visivo C.  iti.  9.  1091. 

la  virtù  formativa  prepara  gli  or^m  alla C  ìv.  ai.  40. 

operare  eon  organo  corporale C  ìv.  95.  130. 

argogUoaa     nella  quale  chiamai  questa  Donna  orgogiioaa  e     .     .     .     .  C  iii.  9.  la. 

oriente,     che  .  .  .  era  mosso  verso  la  parte  d'  oriente .    •     »    •     .     .     .  K  A.  a.  1 1. 

che  volge  tutto  da  Onirn/r  In  Occidente 011.3.39. 

quella  rivoluzione  da  Oriente  in  Occidente .  .  C  iì.  3.  44. 

si  muove  ...  da  Occidente  in  Oriente C  li.  6.  143, 

rìvolgesi  coir  epiciclo,  da  Oriente  in  Occidente C.  it.  6w  146^ 

un  solo  movimento  da  Orientt  a  Occidente,  e  un  altro,  che  (k  da 

Occidente  a  Orante C  IL  15.  la.  14. 

lo  movimento  .  .  .  che  fa  da  Occidente  in  Oriente C  it.  15.  104. 

nna  spera  che  si  volgea  da  Oriente  in  Occidente C  iii.  5.  34. 

Dico  .  .  .  che  *1  cielo  ...  ai  rivolge  da  Occidente  In  OrimU   «     .     .  C  itL  3.  1*7. 

origine,     desiderio  di  vedere  V  origine  loro  .........  C  I.  8.  41. 

e  del  quale  nasce  origine  dì  buono  pensiero      .     •     • C  liL  8.  151. 

Onde  la  nostra  buonay><^  ha  sua  origine •     •  C  lU.  14.  134. 

che  fu  origine  della  nobilissima  Città  Romana  ....«•«.  C  iv.  5.  49. 

[X*nainentO>     e  la  bellezza  nell*  ornamento  delle  parole •  C  iì.  la.  04, 

ornare.     Apparreml  .  .  .  cìnta  ed  ornata  alla  guisa  che K  jV.  a.  17. 

per  fare  piti  om  ilo  lo  soo  prcscole      ...........Cùs.  55, 

per  ornare  dò  che  dice Ci.  3.s8> 

la  quale  ^  Donna  .  .  .  ornata  d*  oncstade     .......  C  ii.  tft.  «z. 

non  é  altro  a  fare,  che  ornare  V  opera  d*  alimi       ...  .     .  C  iii.  4,  84. 

onx    aiccome  1*  orv,  te  rairghente  e  gli  altri  tesori C  1.  9.  44. 


ORO  ^i^K^^mm^^^^^^  440 

oro.     E  come  1*  oro  puro  dentro  il  fuoco Som,  xlv.  10. 

Oiranza.     Udite  qiunt*  Amor  te  fece  orransa    .     .     .     ,     .     .     .  1^  /V.  8.  99  (Som.  iti.  9U 

orrore.     Cui  essenza  mcmbrar  mi  dà  orrori K  A".  3.  84  (Som.  i,  8;. 

orso.     Anzi  farcì  com' Ofso  quando  scherza Gsm*.  xìi.  71. 

orto,     donna  .  . .  Che  .  .  .  crede  Amor  fuor  d'  orlo  di  ragione  ....  Cmnm.  x.  147. 

Dopo  la  qual  cantavon  tutti  :  Osanna    ....      V.  N.  93.  188  .CoMa.  ii.  6ij. 

quel,  eh*  egli  Q^a  Oltra  il  poter  che Con*,  ix.  37. 

Dar  mi  potete  ciò  eh*  altri  non  osa CoMa.  xvL  46L 

E  così  esser  V  un  senza  1'  altro  osa V,  N.  so.  15  {^Son.  x.  3). 

Ch'  altro  piacere  agli  occhi  mici  non  osa Som.  xxxlx.  8. 

OOCnritate.     E  come  ci  fuga  oscuntaU  e  gelo CaMs,  ix.  5. 

oscuro.     Che  rado  sotto  benda  Parola  cu  Nra  giunge Guia.  x.  58. 

Lunga  fiata  poi  rimane  oscura Cana.  xL  591. 

vengonmi .  . .  L'  oscnrt  qualità  eh'  Amor  mi  dona     .     .     .      K  A*.  t6.  35  (Som.  ix.  a\ 

La  qualità  delia  mia  vita  oscura ^.  A'.  36.  34  (Som.  xIx.  6). 

che  .  .  .  m*  hai  tolto  II  velo  oscuro  ...  e  fosco S.  P.  xxxi.  03. 

che  della  .  .  .  L'  .  .  .  oscttro  m'  hai  manifealato      .......  5.  P.  I.  34. 

che  ...  Io  esca  fuora  non  osatro  e  greve S.  P.  ci,  1 13, 

Costor  m*  han  posto  nellì  luoghi  oscuri S.  P.  cxlii.  16. 

OBsecTHZioae.     Apri  alla  mia  umile  ossteragioné S,  P.  cxIìL  3. 

oro.     impossibile  è  la  forma  dell*  ora  venire .  C  ii.  i.  84. 

e  un*  altra  tutto  1'  oro .     .     .  C.  ii.  5.  37. 

fuori  della  intenzione  trova  on? C  ìi.  13.  3S. 

siccome  è  r  oro  e  alcuna  pietra C  iii.  7.  34. 

Fabrizio  .  .  .  moltitudine  d'  oro  rifiutare Civ.  5.  X09. 

Curio  .  . .  grandissima  quantità  d'  ora  .  .  .  rifiutare,  dicendo  che  . .  . 

non  r  oro,  ma  li  posseditori  dell*  oro  posseder  volcano  C  iv.  5.  iis,  114,  115. 

conciossiacosaché  r  oro  e  le  ...  abbiano C  tv.  zi.  39. 

e  non  sono  ricchezze,  ma  oro  e  margarite    .......     .     .  C  iv.  11.  44. 

quel  primo  che  li  pesi  dell'  oro  coperto  . .  .  cavò C  iv.  la.  37. 

faceano  magmfici  lavori  d'  oro C.  ir.  95.  56. 

Orosio.     secondochè  scrive  Paolo  OnMi'o C  iiì.  11.  37. 

orrìbile,     apparvero  certi  visi  diversi  ed  orribili  a  vedere K  iV.  as.  a6. 

di  comprendere  in  esso  questa  om'Òiìc  condizione K  /V.  38.  04. 

che  pure  a  ritraere  sarebbe  orribile C  ii.  9.  74. 

quasi  come  cosa  orribtUj  quella  percuote C  iv.  7.  45. 

Che  ...  tre  orri6i/i  infermitadi  .  .  .  ho  vedute C  iv.  15.  118. 

OTTibilmente.     che  apparia  ne*  menomi  polsi  orribilìttenU V,  N,  a.  33. 

Ortensio,     maritossi  ad  Ortensio C  iv.  38.  s  to. 

Mori  Ortensio C  iv.  ad.  1 15. 

sotto  il  titolo  d*  Ortensio C  iv.  a8.  158. 

orzato.     Questo  sarà  quel  pane  ormato C  ì.  13.  8a, 

oacuramente.     che  mi  avesse  parlato  molto  oscMmmet»te     .     .     .     .     .  V.  N.  X9,  36. 

oscurare,     pareami  vedere  il  sole  oscurare  sì     .     ...     ,     ,     ,     .     .  K  A".  33.  36^ 

sicché  la  bontà  .  .  .  oscuri ...  il  contrario    .     * C  iv.  39,  116. 

oacnrit^     darà  luce  a  coloro  che  sono  .  .  .  ìn  asettrità C  L  13.  88. 

lo  vcdemo  con  ombra  d'  o«rMn'/a C.  ii.  9.  jaB. 

trasmuta  .  .  .  per  la  grossezza  ìn  oscurità C.  iii.  9.  196. 

C/.  scarità. 

OfiCnritade.     Ch' £  ciò  ...  che  mi  parli  con  tanta  ascHn'/ddlr?.     .     .     .  K  AT.  i&  3^ 

oacoro.     e  quella  delli  malvagi  è  oscura C  iv.  7.  lox. 

C/ acoro. 

080.     Catone,  di  cui  non  fui  di  sopra  oso  di  parlare C  iv.  6.  96. 

chi  sarà  oso  ài  dire  che  .  .  .  ' •  C.  iv.  14.  11&. 


44  '  OVE 

OMO.    qucAto  fuoco  m*  bave  Già  consumato  s)  1'  Msa Can».  xx.  86. 

£  sanami,  imperò  eh*  io  non  ho  osso S.  P.  vi.  ii, 

L'  ossn  mie,  e  i  mici  nervi  s'  tnveccbiaro S.  P.  nxx't.  17. 

Ch'  entro  ncU*  ossa  mie  non  fu  mai  pace S.  P.  xxxvii.  11. 

S*  allegreranno  g;li  umili  osji  mici S.  P,  \.  ^. 

E  gli  osai  miei  son  secchi  e  pico  dì  danoì  , ^.  Z'.  cì.  9. 

SI  ch*  io  ho  perse  con  la  carne  1'  ossa ,    S.  P.  cxlìi.  15. 

oaitello.     Madre  di  loda  e  di  salute  ontéth Cahm.  svili.  19. 

S'  io  son  d'  ogni  tormento  osUlta  e  chiave K  A^.  7.  03  {Som.  iì.  6\ 

ostia.     In  forma  d'  Ostia  noi  si  vcggiam  Cristo P.  F.  ras. 

ove  K  A'.  19.  45  (,Co«a.  i.  a6},  75  {Cans.  i.  56»,  80  .^Cahm,  i.  ti\  84  {C^ns,  i.  65)  ;  83, 
15B  {CitHM,  lì.  31';,  171  {CaHM.  lì.  44)  ;  sa.  56  {CanM.  ili.  16)  ;  C  ii.  Cmns.  i. 
6,  17  ;  iii.  CoMM,  ii.  91  ;  iv.  Ca  is.  Hi.  loa  ;  Gum.  ix.  34.  64;  xì.  35,  37;  xìt 
a8,  56  ;  xiii.  45  ;  xvii.  3  ;  S^st.  ii.  18,  «7,  36,  39,  43.  ^Si  K  N.B.  33  (Sr>n, 
iti.  13^  ;  9.  54  {Som,  r.  ii)  ;  ai.  11  (Son.  xì,  3Ì  ;  84.  59  (Son.  xiv.  io;  ;  35. 
44  {Son.  xviii  [!•].  4)  ;  Son.  xl.  14  ;  xhrf.  7  ;  Iii.  4'  ~  C/.  u'. 


ostante,    non  ostoMtt  che  il  putore  . . .  d  parava C.  i.  1 1.  68. 

Don  ostante  che  ella  ci  sìa  lontana C.  ii.  7.  104. 

è  ...  da  chiamare  filosofo,  nun  osiamit  che  .  .  .  non  sia  .     .     .  C,  iii.  13.  78. 

non  ostantr  che  Ridolfo  e  .  .  .  poi  eletti  aieno .  C  iv.  3.  41. 

OBHTìHtO.     e  molti  siano  si  ostinati  che .  C.  ìli.  7.  167. 

che  sono  molti  si  vilmente  asA'iM/i.     .     .  C.iv.  15.  141. 

Udite,  ostinati,  che  dice  Tullio C  iv.  97,  133. 

ottanta. C  ii.  15.  176^ 

ottaatadue. C.  ii.  15.  146. 

ottantuna C  iv.  34.  61,  67. 

ottavo.     C  i.  la.   ai  ;    ii.  3.  34,  36;  4.  8;  14.  39;  liì.  3.  90  ;  il.  74  ;  >▼•  <7-  53  :  "S*  8  ! 

«9.  38. 

ottenere,     a  quello  oittnért  non  senra  .  . .  venire  si  potesse     .     .     .     .  C.  iv.  4.  107. 

quanto  la  nostra  volontà  otttnfrr  puote C.  iv.  9,  74. 

ottimamente,     che  ottimmmtnt*  naturato  fue  il  nostro  Salvatore .    .     .  C.  ìv.  83.  95. 

del  quale  ottimamfntt  sì  può  dire  che  fosse  naturato C  iv.  94*  58. 

OttimOi     vita,  la  quale  fu  ...  di  migliore  in  ottimo C  i.  a.  to8. 

ciascuno  maestro  ama  piti  la  sua  opera  ottitna cosi  Iddio  ama  più 

la  persona  umana  ottima C  iii.  6.  96,  97. 

la  Terra  conveniva  essere  In  ottima  dispoaixionc  ;  e  la  ottima  di»* 

posicione ...  sia C  tv.  5.  96,  87. 

nascesse  una  femmina  ottima  di  tutte  l' altre C  iv.  5.  37, 

siccome  ...  è  un*  ottima  e  dirìtiissima  via C  iv.  i».  184. 

non  si  può  ...  la  loro  ottima  perfezione  difinirc C.  iv.  t6.  107. 

secondo  due  diverbi  cammini,  buono  e  ottimo C  iv.  17-87. 

La  quale  ...  ne  mena  a  ottima  Felicità .     .  C  ìv.  17.  98. 

Maria  ottima  parte  ha  detta C  h^.  17.  ioa 

mosirare  che  la  Contemplativa  vita  foase  ottima C  Ìv.  17.  109. 

Onde  .  .  .  ottimo  segno  di  Nobiltà  6  .  . .  quando  .....  .  C  iv.  19,  94. 

Ogni  ottimo  dato  ...  di  suso  viene C  iv.  «o,  5». 

e  la  ^/««laiofv  ^  Ctf/0  ...  puote  esaere    .  .  ott$ma C  Iv.  ai.  64. 

8*  . . .  ■*  accordassero  .  .  .  nella  loro  otitma  disposinone  .     .     .     .  C.  iv.  ai.  95. 

otto. C  ii*  3.  81  ;  ili.  6.  87  i  ìv.  84.  47. 

Ottobre.    Tisrìn  primo,  il  quale  a  noi  è  Ottubft K  iV.  aa  6. 

OVCL     K.  AT.  8.34;  3.  io;  5-8  {  6.9;  7.  44:  9.4,  88;  la.  8,  18,  68»  «5;  15.  y>;  14.  a, 

7,99;  18.  49;  fli.  6i:Aij),38,  48;  aa.  aa  ;  33.  57  ;  94.  8  ;  41.  8,51  ;  48.  14, 
3j;  C  i.  I.  35.  53  ;  8.  71,  78,  ita;  9.  47;  >3.  86;  ii.  6.  tal  ;  7.  43;  8.  44  ; 
13.  46  i  16.  19,  33,  38,  77  ;  iii.  8.  143  ;  3.  48  ;  6.  1  io  :  7.  li  ;  in.  13  ;  14. 14, 


il 


OVE  ^^m^^^^^^^^^  442 

ovrare.      Ovmr  potrc'  la  virtb  d'  ogni  pietni ...    S99U  xr  2& 

C/.  operare, 
ovunque.     Questo  m'  avviene  oxmnqut  ella  mi  vede  ...  .    K  ^.  aS.  fl6  (A*.  C.  13). 

Mi  stnig^gc  il  core  ovunque  sol  mi  trovo ^'.  W.  30.  98.  (Gnu.  iÌK  58>. 

Porta  conforto,  ovunque  io  senta  amore Com*.  ziv.  16. 

E  portan  dolce,  ovtmfMtf  io  senta  amaro Con»,  siw  19. 

Amor  potrià  ben  dire  Oftntnque  re^na Catu.  xvìi.  44. 

Che,  tramortendo,  ovunque  può  5'  appoia K^  TV.  15.  33  (^om.  viii,  6). 

ovvero. C  iv.  Cana,  iìi.  70^  111;  Caus  x.  aó  ;  S.  P,  xxxvii.  3,  30.  60. 

pace.     Diletti  mici,  or  soiTerìtc  in  patt K  A".  19.  43  [CattM.  i.  «4). 

Che  parta  che  dicesse  :   Io  sono  in  /wor V.  N.  s^  197  f^CanM.  ii.  70), 

Nel  reame  o\*c  gli  angeli  hanno  pace K.  TV.  33.  56  (Coiw.  iii.  16). 

Quando  Amor  la  sentir  della  sua  pan C  iii.  Cans.  iL  a6. 

Né  che  negli  occhi  porta  U  mia  porr Cohm.  ix.  6ol 

Corre  r  avaro,  ma  più  fugge  )^€uv Gifw.  x.  69. 

Virtù,  che  i  suoi  nemici  a  pnee  invita Can»,  x.  107. 

E  poi  le  renderei  con  amor /dfìf Ctfna.  xii.  78. 

Dicendo  :  Ìl  nostro  lume  porta  pace .     ,     Cam».  xììL  14, 

Noi  darem  ^rr  al  cor,  a  voi  diletto CiiMa.  xiii.  15. 

Piangendo,  Morte,  quella  dolce /^ev Gina.  xtìì.  la. 

Morte,  qual  aia  la  pace  che  mi  tolli Comm.  xvii.  t6. 

Ora  ti  veggio  .  .  .  Superba,  vile,  nimica  di  pocr Cuhm.  xriiì.  95. 

trm,  3»;  *5-  »»i  M»;  *'•  1-63;  »•  «8. 117  ;  »*>•  78 j  >5-  ";  '8-37;  »»•  «'S;  25. 

75  ;  96.  58,  61  ;  27.  158  ;  a8.  31,  58,  87  ;  30.  36. 
Ovidio.     Per  Oi'idw  parla  Amore K  Af.  05.  94. 

Siccome  quando  dice  Ovidio  che C  iì.  t.  95. 

e  Otndio,  nel  quinto  di  Metamor/os^oa C  ìi.  6.  103. 

dalla  favola  di  Fetonte,  la  quale  narra  Ovidio C.  ii.  15.  54. 

Onde  si  legise  .  .  .  nello  Ovidio  Maggiore C  iii.  3.  51. 

ecco  la  teatimonianu  d*  Ovidio C  iv.  15.  72. 

secondochò  scrive  Ovidio  ,  .  ,  intomo  alle  parti C  ìv,  33.  [38. 

n'  ammaestra  Ovidio  nel  settimo  di  Mttamorjoseos C  iv.  97.  156. 

basti  essere  posto  qui.  come  Ovidio  lo  pone C  iv.  a?.  283. 

ovunque,     che  questa  donna  ovuHqut  ella  mi  vedea,  ai  facea  .     .     .     .     K  AT.  37.  a. 

accende  amore  ofWH^Mf  ella  si  mostra Ciii.t4.  x{4. 

ovttn<f$te  bassezza  d'  antecessori  mai  non  fu C  iv.  14.  88. 

OVVen>.  K  N.  14.  m  ;  C  i.  8.  33;  11.  77;  la.  73;  ìL  a.  6a  ;  4.  la,  t6,  87,  94  ;  5.  4», 
107  ;  6.  40;  7.  34;  9.  no;  iii.  a,  197;  5.  146,  160;  7.  to8,  194;  11.60,  146; 
iv.  a.  36,  9fl  ;  4.  49  ;  6.  56  :  7.  "6  ;  8-  15  ;  9-  '37.  »47  ;  io.  51  ;  13.  16»  :  14- 
66;  15.38,  75»  77.  79»  9i.  »68  ;  17.  73:  18.  io,  15.  «>.  3a.  ©3;  «0.8,65,76; 
33-  76  ;  35-  la  ;  a6.  57  ;  29,  31,  39,  1 10. 

ozio,     in  o«fb  di  speculazione  essere Cut.  33. 

oziosità,     per  fuggire  osiosità  .  .  .  proposi C.  Ìv.  x.  70. 

p.     Voluptadt  \non  dico  voluntade^  ma  scrivola  pcr^) C  iv.  6.  105. 

pace.     Io  sono  a  vedere  Io  principio  della  pace V.  N.  ^%.  68. 

con  buona />acr  di  quelli C  t.  3.  25. 

Io  Cielo  empireo,  per  la  sua  peuty  simiglia  ta  divieta  Stùnsa^  che  piena 

è  di  tutu  pace C  ìi.  15.  z66,  167. 

*  La /tirr  mia  do  a  voi  :  la /orr  mia  lascio  a  voi  * 011.15.171,172. 

quella  gente  .  .  .  quando  più  hanno  A\  pace *      .     .     C  iìi.  6.  64. 

quando  Amore  fa  della  sua  ptue  sentire C  iii.  13.  99. 

ciò  é  quando  Amore  della  sua  pace  fa  sentire C.  iii.  13.  65. 

della  ^orr  di  questa  Donnei  non  fa  lo  studio  sentire    .     .     .     .     .     .     C  Ìli  13.  68. 

contenti  .  .  .  sicché  ^rr  intra  loro  sìa C.  iv.  4.  39. 


443  ^^M^^^^^  PADRE 

pBce.     Eleggi  ...  se  li  fraterna  pace  Fa  pia  per  te,  o Gtnj.  xviii.  59. 

Fa' che  gli  annunzi  in  bel  sembiante /«<v F.  A.  la.  lai  i^BtUt.  i.  49). 

Che  senza  lei  non  è  qui  in  (erra  ^ocv. 5on.  zlìx.  14. 

Ch*  entro  nelP  ossa  mìe  non  fu  mai /«or S.  P,  xxxvii.  11. 

padre.     Né  voglion  che  ...  di  vii  paHn  scenda  Nazion  .....     C  iv.  Ginj.  ili.  6a. 

O  Signor  mio,  o  padrt  dì  concordia S.  P.\.  l. 

Io  CR£Do  in  Dio  padrf ,  .     ,  P.  /'.  10. 

ma  generato.    Simile  al  Padrf^  e  '1  Padn  ed  esso  è  uoo  Con  lo 

Spinto  santo P.  F.  a^  iM^)* 

per  cavarne  Gli  antichi /Wi^' .     .  P.  F.  ^6, 

E  con  Dio  Padrt  siede P.  F.  $a. 

SI  com*  il  Paén,  t  lo  Spirito  santo .     .  .  P.  F,  67. 

il  Padn  ed  il  Figliuolo  .  .  .  Con  .  .  .  ciascun  vale /*./*.  71. 

questo,  ch*  è  dal  Padn  e  Figlio  Non  generalo  o  fatto    ,     .     -,     .     .  P^  F,  ^^, 

pace,     però  fiacf  universale  era  per  tutto C  hr.  5.  65. 

quello  che  noi  mena  alla  nostra  ^£V C.  iv.  aa,  6x. 

sicché  a  quello  porto  si  vegna  .  .  .  con  tutta  fiaet C  iv.  aB.  34. 

pacifico,    pacifico  è  lo  luogo  dì  quella  somma  Deità C  ii.  4.  aA. 

padre,     come  quella  da  buon  padn  a  buon  figliuolo,  e  da  buon  fìgliuolo 

a  buon  padn K,  A^.  ax  la,  13. 

e  lo  suo  pttdrt .  .  ,  fosse  buono  in  alto  grado K  W.  aa.  15, 

tre,  cioè  Padn,  Figliuolo  e  Spirito  santo K  A^.  30.  35. 

il  figliuolo  è  pili  prossimo  al  padn .     •     ,  C  i.  la,  33. 

che  *l /'c^rr  gli  polca  dare  molte  legioni      .......  .  C  il.  6.  a?. 

che  'I  Padn  aveva  comandato  agli  angeli    .........  C.  ii.  6,  99. 

la  Potenza  somma  del  Padn C.  ii.  6.  63. 

Puotcsi  considerare  il  Padn C  li.  6.  77,  01. 

Puotcsi  ancora  considerare  il  Padn CL  ìi.  6.  65. 

figlio  del  sommo  Padn C  U.  6,  ioa. 

trasmuta  ...  la  sua  conservazione  di  pmht  in  figlio      .     .     •     .     .  C  ii.  9.  41. 

non  può  in  e^ao  padn  .  .  .  Ìl  suo  ctTctto  conservare C  ii.  9.  4A. 

quando  II  figliuolo  t  conoscente  del  vizio  del  padn C  iti.  10.  jB. 

e  1  padn  dice  al  figliuolo  *  Amor  mio' C  flL  rt.  171. 

Jeasc  fu  padn  del  sopraddetto  David C  iv.  5.  45. 

Romolo  . .  .  che  fu  di  quella  primo  padn C.  iv.  5.  85. 

quelli  che  dal  padn  ...  è  nobilitato  ...........  C.  iv,  7,  87. 

i  termini  antichi,  che  posero  li /a</n  tuoi C  iv.  7.  97. 

tuciai  atu-e  quanto  .  .  .  Salomone  e  tao  padn  gnda     .....  C  iv.  ta.  81. 

che  ...  il  figlio  alla  morte  del /««frr  intende    .     .     - C.  iv.  ]3.  197. 

la  mutazione  di  villan  padn  in  gentil  figlio C  tr.  14.  83. 

sarà  trasmulAzione  .  .  .  dì  padn  a  figlio C  iv.  I4.  4& 

se  d)  vile  padn  non  può  nascere  gentil  figlio C  W.  15.  la. 

non  generandola  ...  di  vile  padn  in  figlio  ...  e  tale  nasce  quale 

il  padn C  tv.  15.  83,  85. 

discendendo  dal  Padn  de*  lumi C  iv.  aa  53. 

Odi .  .  .  r  ammaestramento  del  tuo  padn C  iv.  84.  I43. 

si  dee  volgere  alla  correzione  del  padn^  e  1  padn  lui  ammaestr«re,  C  iv.  84.  151, 153. 

la  persona  del  padn  .  .  .  dee  apparere C  iv.  84.  159. 

che  detto  è  pur  del  padn C  iv.  04.  169. 

al  padn  si  dee  riducere  ogni  altra  obbedienza C  iv.  04.  170. 

Figliuoli,  obbedite  ali)  vottrì  padri C  iv.  84.  173, 

te  non  é  in  vita  il  padn,  riducere  si  dee  a  quello  che  per  io  padrt 
é  neir  ultuna  volontà  un  padn  lasciato  :  e  8c  '1  padn  muore 

intestata  ...  ai  dee -     ,     .     ,     .     C  iv.  «4.  175,  T76,  177  ijbùU 


PADRE  ^^K^^^m  444 

padre,     di  qoell*  .  .  .  consiglio  Del  Padrt  e  del  Figliuol P.  F.  TÌ' 

n  nostro  Signor  Dio/tfrfr»  ed  amico P.  P.  118. 

Che  a  /Ktdn  e  a  madre  noi  rendiamo  onore P.  F.  164. 

O  Padre  nostro,  che  ne'  cieli  sui  .     -     ,     .     , P.  F.  ait. 

f tft/rr,  dà  oggi  a  noi  pane P.  F.  afj, 

DiWno  Padre,  pien  d*  ogni  salute P.  F.  333. 

puf^-     una  donna,  Ch'  è  del  nostro  ^«rw Canm.  x.  1491. 

Fuggito  é  ogni  augci  .  ,  .  "DtXpmesr  d^  Europa Can*.  xv.  nB. 

che  mi  tira  Verso  '1  dolce /oc»  e'  ho  lascialo O/m.  xvÌ.  5. 

che  là  fosse  vernata  Ove  ai  fa  *1  crìstallo  in  quel  fHWS*   ....  Stm.  Ili.  4. 

paga,     avene  speso  invano  Le  mìe  fatiche,  ad  aspettar  mal  pagMé      ,     .  P.  F.  6. 

pagare.     Quanto  sa  sol  chi  tal  compera  ^^ Gnu.  x.  laa. 

Panni  esser  di  mercede  oltra  pagalo Cant.  xiv.  53. 

Con  la  tua  dritta  man  cioè  che  fiagki  Chi Som,  xlix.  5. 

palese.     Ingegnati,  se  puoi,  d'  esser  palese  Solo  con  .     .     .     .    V.  tf,  19.  85  \Cana.  ì.  66). 

Poiché  fatta  si  fu  pairu  e  conta Cans,  xx.  37. 

palpare.    Qui  vìvo  e  morto,  come  vuoi,  mi  paJpé Cans.  xi.  64. 

padre,     cui  .  .  .  pare  dal  padew  .  .  .  essere  commcaso C  iv.  04.  i8a. 

le  menò  dinanzi  agli  occhi  del  santo  padre C  ìv.  95.  8s. 

per  vergogna  del  fallo  che  contro  al  padre  fatto  avea.  e  ancora  per 

li  faJli  di  Edipo  suo  padre  ...  E  non  nominò  Sixo padre  .  C  iv.  25.  iia,  114,  115, 

a  cercare  dell*  Anima  del  suo  ^i/fv  Anchisc C  Iv.  a6.  74. 

nell'  anniversario  del  padre C  iv.  a6.  i^ 

dice  . .  .  che  questi  fu  padre  di  Telamone,  di    .     . C  iv.  37.  193. 

in  grandissimo  studio  di  vedere  li  vostri  padri C  iv.  aS.  46. 

per  essere  discesi  di  padri  eccellenti .    .  C  ìv.  09.  ta. 

di  rendere  al  padre  buona  testimonianza C.  iv.  39.  74. 

paese,     convenne  che  .  .  .  andasse  in  paese  molto  lontano y.  N.  ^,  4. 

se  questi  fossero  di  propìnquo  ^o/^ ,  K  M  41.  ao. 

pagano,     dove  tratta  .  .  .  secondo  la  credenza  pagatta C  iv.  15.  75. 

palato,     perocché  ne  denti,  né  lingua  ha,  né  palato  ...  .     .     ,  C.  i.  1.  90. 

palese,     nella  camera  de'  suoi  pensieri  ...  e  non  palese      ,     .     .     .     ,  C  i.  a.  34. 

io  lo  fo  avere  in  atto  e/Wrsr C  i,  io.  59. 

cosi  è  palese  .  .  .  esso  essere  stato C  i.  13.  43^ 

è  stato  mio,  siccome  tanto  t  palese^  che C  ì.  13.  54. 

questa  sentenza  ha  sufficienteroente^f/w C  iì.  13.  81. 

palesemente,    palesemente  parlare C  ìi.  13.  60. 

nessuno  dee  r  amico  suo  biasimare  )>a/irjfmfi(/r C  iii.  i.  50. 

palio.     Molti  corrono  al  palù»,  ma  uno  è C  ìv.  aa.  57. 

palla,     vide  in  alto  una  palla  di  fuoco - C  iì.  14.  176. 

che  è  appunto  in  questa  palla  opposìto  a  Mari* C.  iìi.  5.  95. 

mezzo  lo  cerchio  dì  questa  ^a//a C  iit.  5.  105. 

Immaginiamoci  ...  un  Cerchio  in  su  questa  palla C.  iii.  5.  109. 

Segnati  questi  tre  luoghi  di  sopra  questa  palla C  iii.  5.   195. 

che  il  Cerchio  ...  in  su  qucstA  palla  veggìa C.  iii.  5.  175. 

questo  luogo,  lo  quale  tutta  la  palla  cerchia C  iii.  5.  185. 

che  .  .  .  questa  palla,  dove  noi  siamo  .  .  .  riceve C.  ìii.  5.  aoo. 

quivi,  a  modo  d*  una  palla  percossa,  si  ferma C.  iii.  9.  78. 

Pallade.     facevano  loro  .  .  .  templi .  .  .  siccome  a  Pa/lade C.  ìL  3.  49. 

pallido,     sì  facca  d'  una  vista  pietosa  e  d*  un  co\ot  paltìdo      .     .     .     .  V.  N.  37.  3. 

si  dipingono  nella  faccia  di  pallido  .  .  .  colore C.  iv.  35.  77, 

che  ...  le  vergini  ;M//iii£r ...  sì  fecero C  iv.  05.  84. 

palma,     la  onde  molte  volte  recano  la  palma K  A'I  41.  46^ 

pcdmìere.     Chiamansi  Pa/Hii/n' in  quanto  vanno  oltramare     ....  K  W.  41.  44. 


445  PARENTELA 

patode.     Che  vedete  gir  .  .  .  Per  colli  e  per  palntii    . Gj*i«.  %,  103. 

paoe*     Maledetto  lo  tuo  perduto  ^n# Cffu.  x.  80. 

Perch' io  mangiava^  coiiKf  il /kiM,  la  cenere S. /*.  ci.  31. 

Sotto  le  specie  del  pan*  e  del  \*ino P,  F-  ia8. 

Padre,  da  oggi  a  noi  pant P.  F.  317. 

panoo.     Povera,  vedi,  a  panni  ed  a  cintura C«nj.  xx.  36. 

Canxone  ;  a'  paniti  tuoi  non  ponga  uom  mano Cmn».  xx.  91. 

Sol  per  vedere  de*  suoi  panni  Y  ombra .  Stst.  i.  36. 

par.    K  parL 

paradiso.     Che  mostran  de'  piacer  del  PamdUf* C  ili.  Caia.  U.  56. 

E  '1  Paradiso  per  ben  far  aspetti P.  F,  56. 

Per  fiardcl  paradiso  in  esso  acquisto P.  F.  109. 

al  .  .  .  Che  *1  Paradiso  al  nostro  fìn  ci  doni P.  F.  «50. 

pcu'^^iare.     Ecco  giunti  a  colei  che  ne  partggia Criw.  x.  74. 

parentado.     Lussuria  .  .  .  Amisti  rompe  e  pmrtmiado  speua  ,    .     .     ,  P,  F,  «03. 

paae.     ove  il  pam  degli  Angeli  si  mangia C.  i.  t.  50. 

un  generale  Convivio  ...  di  quello /di«r  eh'  è  mestiere      .     .     .     .  C.  i.  1.  Bi. 

dì  quello /^aiw  degno  a  cotal  vivanda C  t  1.  84. 

e  quelli  e  questi  prendano  la  mìa  vivanda  col  ^ont C  i,  t.  100. 

le  quali  senza  lo  presente  pam  aveano C  i.  i*  105. 

Ha  questo  pane,  cioè  la  presente  sposizìone,  sarà  la  luce  .     .     .     .  C  i.  1,  loft. 

prendere  lo  pant  apposito C  1,  a.  3. 

questa  sposizìone,  che  per  ^H/ si  conta C  ì.  a.  8. 

il  pant  del  mio  tormento  è  purgato C  Ì.  a.  lia. 

perocché 'I  mio /Wrn/'é  purgato C.  i.  3.  7, 

Poiché  purgato  t  questo /on/ C  i.  5.  1. 

quando  ...  sì  appone  pam  dì  biado,  e  non  di  fomento     ....Ci.  10.  4. 

puotesi  vedere  questo /dw  .  .  .  essere  .  .  .  purgato  .     .     .     .     .     .  C.  i.  13.  77. 

Questo  sarà  quel  pan*  orxato 6.  i.  13.  Sa. 

Poiché  ...  Io  mio  pang  ...  è  con  sufficienza  preparato      .     .     ,     .  C  ij.  i.  s. 

Paolo,     secondochè  scrive  Paoh  Orosio C.  ìli.  11.  97. 

Jeronimo  ...  li  dove  dì  Paolo  tocca C  iv.  5,  144. 

però  Paoio  dice ...  C.  iv.  13.  81, 

però  dìccaan  Paoh  alli  Romani C  Iv.  a8.  75. 

pappagallo,    massimamente  della  gaxza  e  àe\  papp«gaÌlo C  iii.  7.  107. 

paradiMX     cose,  le  quali  dimostrano  de'  piattri .  ,  ,  di  Paradiso  ,     ,     ,  C  iii.  8.  37. 

per  lo  contentare  in  Paradiso,  eh*  è  perpetuo C  iit  8«  45. 

cotte  che  mostrano  d/  piacrri  di  Pmradim C.  ili.  15.  1 1. 

il  qual  è  massimo  bene  ìn  Paradiso C  iii.  15.  so. 

delle  cose  di  Paraduto  appaiono <"•  ili.  I5.  53. 

Poi  .  .  .  discendo  a  un  altro  piacere  dì  Paradiso C.  iti,  15.  11^ 

pai  «de— i;ii     però  dice  Tullio  in  quello  di  Pamd^to C  iv.  la.  35. 

paragtaftx     le  quali  sono  scrìtte  .  .  .  sotto  maggiori  paragrafi .    .    .     .  K  AT,  a.  67. 

parare-     non  ostante  che  il  pastore  ...  si  patava C  t  1 1.  7a 

pare.    K  pari. 

parente,     maculato  d' infamia  di  parrnti CL4.  74. 

sitrcome  colli  ^rrN/k' e  propri  cittadini      .     .  C.  I.  la,  45. 

cosi  .  .  .  é  venuto  iofino  dal  primo  paftmte C  iv.  15.  «7. 

parcntellL    alcuna  prossimìtade  .  . .  o  per . . .  o  per^vranlMs  alcaos  .  C  ili.  1.  16. 

perché  wggiooo  Care  le  partnttU C  ir.  8.  75. 

paiono  avere  con  quella  alcuna  partntda C  iv-  9.  135- 

mccofflc  pescare  pare  avere  parmUia  col  (uivicarc C  iv.  9.  140. 

COBOScere  . .  .  pare  avere  parrnttla  coli*  agncoltura  .  .  C  iv.  9>  U*- 

àutftioito  avnw  aintna  parmttia  coli'  arte  imperiale  C.  tv.  9.  161. 


PARERE 


446 


parere,    qual  vuol  gentil  donna  /orrnr  Vada  con  lei    ...    .    K  W.  19.  50  (Cmu.  L  31 1. 

Ed  esser  mi  /anm  non  so  in  qua]  loco y.  JV.  S3.  170  (Cbm«.  ìt.  45). 

Poi  mi  parve  vedere  appoco  appoco K  W.  33.  176  (Cma.  iì.  49). 

E  l'cdca  (che /««OH  pioggia  di  manna'i  GU     .     .     ,     ,      K  N.  03.  185  {Cmns.  ii.  58V 

umiltà  si  verace.  Che  parta  che  dicesse K  ^.  23.  197  {Cmkm.  ti.  70). 

•1 .  .  .  Che  gli  spiriti  par  che  fug^n  via f^.  iV.  a8.  19  {F.  C  6\ 

al  . . .  Cir  ogni  aom  par  che  mi  dica y.  N.  33.  107  (Cok^.  Ììì.  67). 

io  noi  so  dire  altrui,  si  mi  par  novo  [nuovo] C.  ii.  Ctfw.  i.  3  ;  7.  3a. 

Onde  *1  parlar  .  .  .  Par  che  si  drizzi ...  a  vui C  ii.  Comm.  i.  8  ;  7.  49. 

persone  .  .  .  Che  non  ti  paian  d*  essa  bene  accorte Cu.  Cam*,  t.  58. 

A  consentir  ciò  che  par  maraviglia C  ìii.  Cams.  a.  sa. 

Hiasmar  per  non  ^nrrqueta  ed  umile C.  iii.  CaM«.  i>.  69. 

Canzone,  e'  p-ìr  che  tu  parli  contraro ,      C.  iìl.  Caia.  ii.  73  ;  9.  ai. 

Ma  pur  secondo  quel  che  a  lei  parta C  iti.  Cmms.  iì.  83 

si,  che  mi  par  Fero  Quantunque  io  veggio C  ìii.  Omx.  iL  85. 

parere.     '  Ella  non  pareva  figliuola  d'  uomo  mortale,  ma  di  Dio  ' .     .     .  V.  N.  2.  ^i. 

perocché  soprastarc  ...  ^rr  alcuno  parlare  fabuloso K  ^.  a.  61. 

tanto,  che  mi  parve  allora  vedere  tutti  i  termini K  A,  3.  13. 

che  mi  parta  vrdrrc  .  .  .  una  ncbula K  A'!.  3.  37. 

E  pareappti  con  tanta  letizia,  quanto  a  sé K  A^.  3.  31. 

Nelle  sue  braccia  mi  parta  vedere  una  persona  dormire  nuda,  salvo 

che  involta  mi  fiaiTa  in  un  drappo K  /V.  3.  36,  38, 

nell'  una  delle  mani  mi  parta  che  questi  tenesse K  /V.  3.  43. 

e^nram*  che  mi  dicesse  queste  parole K  W.  3.  45. 

partami  che  disveglìasse  questa  che  donoia V.  N,  ^.  47. 

con  essa  mi  parta  che  se  ne  gisse K  TV.  3.  55. 

[yttJtsfi  ai  ntio  partrt  ogni  vaJort V.  N.  ^  lOt.] 

del  mio  sguardare,  che  parta  che  sopra  lei  terminasse K.  AT.  5.  9. 

alcuna  cosa  . .  .  che  part  che  sia  lode  di  lei ^.  A**.  5.  34, 

Egli  mi  parta  sbigottito,  e  guardava  la  terra,  salvo  che  tale  volta  mi 

pana,  che K.  AT.  9.  17,  19, 

A  me /onv  che  Amore  mi  chiamasse  . K  AT.  9   33. 

che  mi  parve  eh'  Amore  mi  desse  di  sé K.  A^.  9.  39. 

dico  siccome  io  tro\-ai  Amore,  e  qual  mi  parta K  A^.  9.  60. 

voce,  che  ^m  che  m*  infamasse  viziosamente V.  N.  xo.  io. 

Avvenne  .  .  .  che  mi  parta  vedere  nella  mia  camera  .     .  .     .     ,  V.  N,  la.  14. 

partami  che  sospirando  mi  chiamasse K  A',  ta.  19. 

Allora  mi /drra  eh' io  1  conoscessi V.  N.  la.  93. 

riguardandolo  partatni  che  piangesse  ...  e  parta  che  attendesse  . . . 

alcuna  parola ^.  A^.  la,  96,  37. 

mi^rva  che  mi  avesse  parlato  .  .  .  oscuramente K  A^  ta.  35. 

tra'  quali  pensamenti  quattro  mi  parrva  che V,  S,  13.  7, 

si  dolce  .  .  .  che  impossibile  mi  part^  che  ...  sia K  A"!.  13.  17, 

dico  in  che  tutti /><irr  che  s' accordino K  AT.  13.  55. 

mi  parvt  sentire  un  .  .  .  tremore  incominciare  ........  K.  TV.  14-  85. 

la  qual  vista  .  .  .  è  distrutta,  cioè  non  pare  altrui K  iV.  15.  61. 

le  quali  non  mi  parta  che  fossero  manifestate K.  A'.  16.  5. 

perocché  mi  parta  avere  di  me  assai  manifestato K  A^.  17.  4. 

cosi  mi  parta  vedere  le  loro  parole  uscire y.  N.  i&.  44. 

/aratimi  avere  impresa  troppo  alla  materia K  A^.  18.65. 

dico  quale  mi  part  a  me  stesso K  A^  19.  loa. 

Vedi  questo  che  non^nr  dtsso KAr.aa.3a 

vedermi  /arra donne  andare  .  .  .  piangendo  ...  e  /VajrafMi  vedere  il 

sole  oscurare  si . . .  e/arrMini  che  gli  uccelli .  . .  cadessero  morti  K.  A^.  «3.  33, 35.  38. 


447  ^^^^^^^^H  PARERE 

parere.     E  poiché  tempo  mi  para*  aapctUre C  Iv.  Con*,  iiì.  9  ;  b.  i 7,  39, 

Secondo  1  suo  pawtrv C  iv.  Cuh*.  iii.  aa. 

Onde  U  lor  ra^on  ^r  che  s' offendji C.  ìv.  Con*,  iii.  6^. 

Ma  fallo  .  .  .  Ncir  effetto  partr  dì  più  salute Cana.  ix.  45. 

Che /wir  che  li  convcgna  Di  darle C«iiu.  ìx,  71, 

Tanto  ^r  che  gì*  incrcsca Canm.  x.  115. 

Tanto  .  . .  Che  *1  negar  poscia  non  gli  ^orr  amaro Cmma,  x.  IS5. 

quella,  Cui  ^r  ben  esser  bella Ctftf.  x.  139. 

Quando  5on  presso, /armi  udir  parole  Diccr CtN«.  xì.  41. 

Cotanto  del  mio  mal  par  che  sì  prezzi Cane,  xii.  iB. 

E  quei  d'  ogni  mercè  par  messo  al  niego  Cana.  Xìù  39. 

vie  più  lieta  ^r  che  rìda Cane.  xiii.  46. 

■I  forte,  Che  parv*  ben,  che  morte  .  .  .  giunta  fosse Carta,  xiii.  68. 

l'armi  esser  di  mercede  oltra  pagato Càma,  xiv.  58. 

più  eh'  a  torto  Hi  par  di  servidor  nome  tenere CmnM.  xiv.  54. 

La  terra  fa  un  suol  che  par  di  smalto Cama,  xv.  59. 

parere,     e  partami  vedere  moltitudine  di  angeli f^.  ^,  93.  50. 

e  partami  che  questi  angeli  cantassero  ...  e  le  parole  del  loro  canto 

mi  parwa  che  fossero  queste  ...  ed  altro  non  mi  parta  udire    K  S,  93.  53,  55,  56. 

Allora  mi  parta  che  il  core  ...  mi  dicesse K.  iV.  03.  57. 

E  per  questo  mi  parta  andare  per  vedere  Io  corpo    .     .     .     .     .     .  K  yV,  93.  59. 

e^nntfni'che  donne  le  coprissero  la  testa V.  N.  ^.  63. 

C  partami  che  la  sua  iaccìa  avesse  tanto  aspetto  d*  umiltadct  che 

parta  che  dicesse K.  M  93.  65.  66. 

mi  parrà  tornare  nella  mia  camera,  e  qnivi  mi  parta  guardare  verso 

il  ciclo K.  A*.  «3.  78,  79. 

Questi  par  morto K.  /V.  93.  i  la. 

perocché  mi  parta  che  fosse  amorosa  cosa .     .  K  A^.  03.  las. 

che  mi  pam*  vederlo  venire  da  quella  parte  ove  ...  e  partami  che 

lieumentc  mi  dicesse K  W.  04.  7,  g. 

E  certo  mi  parta  avere  lo  core  si  lieto,  che  non  mi  parta  che  fosse 

lo  core  mio K  TV.  »4.  la,  13. 

e  pmrrtmi  che  Amore  mi  parlasse  nel  core ,     .     .  V,  N.  9^.  36. 

Ed  anche  mi  parv*  che  mi  dicesse  ....     » V,  S,  04.  39. 

certe  parole  le  quali  partano  da  tacere K  jV.  04.  46. 

come/«tfTv  che  Amore  m'  appansse  allegro V.  S.  34.  67. 

come  mi  parvt  che  Amore  mi  dicesse  nel  mio  core,  e  quale  mi  pana  V,  N,  04.  69,  70. 

le  quali  cose /^oioHO  esser  proprie  dell' uomo ^.^.93.16. 

dico  tra  che  genti  questa  donna  più  mirabile  parrà P'.  M  97.  99. 

parvtmi  difettivamente  aver  parlato K  A^  98.  6. 

come  mi  parta  esser  disposto  alla  sua  operaiione K  A.  aS.  9. 

onde  part  che  sia  non  senxa  ragione .     .  ^'.  A^.  99.  31. 

perche  .  .  .  cotale  numero  part  che  ave9se  mollo  luogo  .  K  A^.  99.  33. 

aceiocchi  ^fv  al  proposito  convenirsi      ....  K  A.  99.  34. 

Acciocché  questa  canzone  ^«w  rimanere V.  N.  39.  11. 

acciocché  partsM  che  dicesse  d'  un'  altra K  A.  33.  10. 

acciocché  parrta*^  che  per  lui  1'  avessi  fatto ^-  A.  33.  18. 

vidi  che  povero  mi  partva  lo  servigio  e  nudo K.  A.  34,  4. 

avvegnaché  paia  V  una  e  1*  altra  per  una  persona  detta       .     .     .     .  K  A'.  34.  9. 

tanto  che  mi  faceano  parrrt  di  fuori  d*  una  vista  di K  A.  36.  5. 

aicché  tutu  la  pleiade /«mw  in  lei  accotu ...  K  A.  36.  la. 

la  quale  ^rr«  che  tirasse  le  lagrime  fuori  delU      ...     -  .     .  K  A'.  37.  10. 

ed  ora^  pmrt  che  vogliate  dimenticarlo  per  .  .     .  K  A.  38.  9. 

mi  parvt  che  ai  convenisse  di  parlare  a  lei   .  .     .  K.  iV.  39.  97, 


PARERE  ^^^^^^^^m  448 

parere.     Che  mi  par  pà  veder  lo  cielo  aprire    ....,,...  Orna.  xvìi.  S7< 

così  .  .  .  Che  paiono  uiimii  scjua  intelletto Caia.  zJx.  57. 

che  villania  Far  mi  pania Cara,  xix.  84. 

Ch*  o^ora  par  che  trovi Chk*.  xix.  1  lo^ 

Ciascuna  par  dolente  e  sbigottita .  Comm.  xx.  9. 

Discinta  e  scalza^  e  sol  di  sé  par  donna Catta,  xx.  a6. 

Sicché  non  par  eh*  eli*  abbia  cuor  di  donna Sest.  ii.  7. 

ov*  ogni  uom  mi  par  Freddo Srs/.  ii.  63. 

£  *ntra  r  altre  mi /Wir  più  bella  donna Sesi.  iti.  6. 

E  sento  doglia  che  par  uom  mi  colli 5«if.  iii.  le. 

Gran  nobiltà  mi  )ìar  vedere  air  ombra     ....  Sdat.  iv.  t. 

Tutte  le  volte  mi  ^ruora  mi  colli Srsf.  iv.  31. 

parere,     e  ciò  parr  contrario  di  quel  eh'  io  dico K.  TV.  39.  43. 

alcuno  appetito  ne  avessi  già,  ma  leggiero  parrà ,  V,  N.  39.  49. 

che  mi  parta  vedere  questa  gloriosa  Beatrice K.  W.  401  4. 

e  ^mvami  giovane  in  simile  etadc  a  quella K,  VV.  40.  6. 

in  guisa,  che  li  miei  occhi  partano  due  cose,  che K.  iV.  40.  99^ 

volendo  che  cotal  desiderio  .  ,  .  e  .  .  .  parassero  distnittt     ....  K.  A".  40L  40. 

andavano,  secando  che  mi  parvt^  motto  pensosi V.  N.  41.  10. 

Questi  peregrini  mi  ^lOHO  di  lontana  parte      ........  K.  A^  41.  13. 

lo  so  che  ...  in  alcuna  vista  parrfbbtm  turbati     ...  .     .     .  K.  .V.  41.  sex. 

acciocché  piìi  paresse  pietoso,  proposi  di  dire        V.  S.  ^\.  3CX 

che  parlare  .  .  .  di  sé  .  .  .  pan  non  lìcito  .  . .  che  parlare,  sponcndo 

pan  non  ragionevole C  i.a.9,ri. 

sicché  il ...  e  il  peso  del  bene  gli  pan  più C.  t.  a.  66. 

sicché  la  fanno  ^rynr  meno  chiara C  ì.  4.  79. 

per  la  quale  paia  di  maggiore  autorità C.  t.  4.  103. 

Onde  part  V  uomo  essere  bello .     .     .  C.  J.  5.  95. 

alcuno  che  r  avesse  laido  fatto /arrnr .     .     .  C  i.  11x70. 

che  al  ...  le  sue  cose  sempre  paiorto  migliori  che  non  sono    .     .     .  C.  ì.  li.  141. 

quello  suo  cerchio  che  la  fa  panrt  serotini  e .     .  C  ii.  a.  3. 

Per  che  a  me  parve  si  mirabile^  e C  ii.  a.  39. 

nella  quale  pana  a  me  avere  manco  di  fortezza C.  ii.  a.  43. 

anco  Aristotile  pan  ciò  sentire C  iì.  4.  33. 

pare  che  dieci  cicli  siano C  ii.  4.  44. 

certi  filosofi,  de' quali /arv  essere  Aristotile C.  iì.  5.  la. 

aw^naché  .  .  .  paia  sentire  altrimenti C  ii.  5.  14. 

non  t  contro  a  quello  che  pan  dire  Aristotile C  ii.  5.  90. 

che  a  me  ^rr  presuntuoso  a  giudicare C.  iì.  6.  150. 

quando  di  fuori />arv  la  cosa  disabbellirsi C  U.  8.  91. 

questo  .  .  .  par  volere  AriMotile  .  .  .  questo  par  volere  . .  .  ciascuno 
Stoico  ;  questo  par  volere  Tullio  .  .  .  questo  par  volere  cias- 
cuno poeta C  il.  9.  63,  64,  66f  68. 

che  del  tutto  pan  diverso  a  dire C.  ìi.  9.  94. 

la  cagione,  per  che  morta  ti  pan  essere C  ÌL  11.  14. 

delta  quale  parrà  V  anima  passionata C  iL  XX.  33. 

quanto  savere  e  quanto  abito  virtuoso  non  si  pan  per    ....  Cii.it.  75. 

Onde  .  .  .  parvtmi  mestiere  alla  Canzone C  ìi,  la.  sa. 

avviene  che  1'  ammonire  pare  presuntuoso C  ìi.  la.  3B. 

persone  .  ,  .  che  dubitare  ti patano  nella  tua  ragione C  lì.  xa.  55. 

r  ordine  e  numero  in  che  paiono  convenire C*.  iì.  14.  9. 

che  .  .  .par  dicerc,  che  ciò  sia  uno  raunamento  .  .     e  questa  non 

pan  avere  ragione  vera C  Ìi.  15.  64»  67. 

questa  opinione  paty  avere  .  .  .  Avìcenita  e  Tolommeo  .     .     .     .     .  C.  ii.  15.  76. 


449  ^HJ^F  PARERE 

parere.    Tanto  adorna  ^rv/r,  Ch*  io  noi  saccio  contare Bmil.  iv.  99* 

£  se  vi  pan  oltraggio,  Ch'  ad  amarvi  sia  dato Béii,  iv.  40. 

Farcii'  ella  dica  :  lo  non  sarò  umile /a//.  1.  13. 

Nella  sembianza  mi  pana  meschino K  A^.  9.  46  [Son,  v.  5^. 

Le  pietre ^r  che  gridin  :  Moia,  moia K  iV.  15.  35  \S<m*  viii.  8). 

Quel  eh' ella /ter  quand'  un  poco  sorrìde K  yV.  ar.  ao  'Som.  xi.  la). 

che  'I  vostro  colore  Par  divenuto  di  pietà  simile  .     .     .     .      K  W.  aa.  71  (Sem.  xiì.  4). 

Ma  la  figura  ne  par  d'  altra  gente K  A',  aa.  99  (5om.  aiìi.  4). 

Tanto  gentile  e  tanto  onesta  ^anr  La  donna  mia  .     .     .     .     V.  N.  36.  37  [Soh.  xv.  i). 

E  ^r  che  sia  una  cosa  venuta  DÌ  cielo l'.  N.  aò.  43  (Som.  xv.  7). 

E  par  che  della  sua  labbia  sì  muova  Un  spirito     .     .     .     .    l'.  N,  a6.  48  (.Som.  xv.  la). 
E  non  fa  sola  sé  panr  placente      .     .     .     .    •    .     «     •     ,  V,  N,  Qf.  aa  {Son,  avi.  10). 

parere,     chc^w  contro  a  quello  che  detto  é  di  sopra C.  ii.  16.  69. 

siccome  .  .  .  part  sentire  il  Filosofo C  ìi.  16.  90. 

dì  molti  uomini,  che  . . .  fimono  difettivi,  non  par  doversi  né  poterai 

predicare C.  ìiì.  a.  151  (A«J). 

stnarrivami,  sicché  quasi  ^nra  dì  fuori  alienato C.ÌiÌ.  3.108. 

dicea  che  M  fuoco,  quando  pana  salire C.  ili.  5.  43. 

della  quale  non  paia  più  che  mezzo  il  corpo  suo C.  iii.  5.  I47. 

Poi  per  la  medesima  via  ^nr  discendere C.  iii.  5.  156. 

sempre  ne  fa  parrrr  ogni  dilettazione  manca C.  iii.  6.  76, 

che  quasi  non  part  essere  altro  che  bestia C  iii.  7.  So. 

siccome  part  di  certi     * C  iii.  7.  106. 

siccome  ^nr  delta  sctmia  e C.  iii.  7.  109. 

nel  quale  mirando  possono  fare  partrt  gentile C  iii.  7.  153. 

perché  la  vergogna  d'  entro  non  parttst  di  fuori .  C.  lii.  8.  93. 

sicché  donna  .  .  .  f-aia  modcsu  e  non  dissoluta C.  iii.  8.  106. 

che  di  tanta  eccellenza  .  .  .  poco  part  che  io  tratti C  iti.  8.  133. 

queste  cose  che  ^ai'oHo  nel  suo  aspetto C  iii,  6.  106» 

Parmdo  a  me  questa  Donna  fatta  contro  a  me  fiera C  ìiL  9.  9. 

che /arr  essere  contr' a  quello  che  qui  si  ragiona C.  ìiL  9.  13. 

e*  ^r  che  tu  sia  cofMirM C.  iii.  9.  33. 

E  dico  perché  ^rv  contrarla  a  quella C  tìi.  9.  41. 

la  forma,  che  nel  mezzo  trasparente  non  part C.  iii.  9.  60. 

coloro  che  vogliono  Care  parrrr  le  cose  .  .  .  d*  alcuno  colore   .     .     .     C.  iii.  9.  96. 
puote ^imr  non cAfiara e  HcnluttHtt;  perO  che  puote/af<rvcotl  per 

lo  meuo C  iii.  9.  xtSf  lt$. 

e  però  [non] /«irr  più  lucente C  iii.  9.  119. 

puote  anche  ^nnr  cosi  per  r  organo  visivo C  iii.  9.  ia8. 

avviene  .  .  .  che  ...  le  cose  paiono  quasi  tutte  rubiconde  :  e  però  la 

stella  nepait  colorata C  iti.  9,  135,  136. 

sicché  le  cose  non  paiamo  unite C.  iii.  9.  139. 

però  puote  anche  la  stella  partrt  turbau C.  iii.  9.  147. 

in  tanto . . .  che  le  stelle  mi  partano  tutte  .  .  .  ombrale C  iii,  9.  15». 

per  che  la  stella  può  partrt  non  com*  ella  é C,  iii,  9.  159. 

r  «Nima  temta  j),  tMt/tro  mi  pana  ciò C  UL  10.  lau 

per  che  il  sembiante  ,  .  .  nt  part  éi$^*gnoèo  tfno C.  iii.  10.  87. 

^ar  che  ne  tocchi  alcuna  cosa  Tito  Livio      .........  C.  ili.  11.31* 

siccome  ^<trr  sentire  Aristotile C.  iti.  li.  143. 

per  che  ^rv  (arsi  distiniione C.  iii.  13.  33. 

dove  ai  par»  far  distinzione  di  tempo .  C  iìL  I3i  45. 

quello  .  .  .  che  senza  lei  part  pMantftj^/ia C.  iii.  14.  i3a 

•uà  beltà  biasimare  per  non /«rrfvqual /idnrv  ai  conviene.     .     .      C  lii.  15.  13B,  139^ 

che  dal  principio  essa  flksoAa/«rM  a  ine  .  .  ./irta  ......  C  iii.  15.  «04. 


PARERE  ^^^^^^P  ^5*^ 

parere.     Ora  mi  par  che  voi  I'  obblierestc K  *V.  38.  99  {Som,  ud.  5". 

£  fatti  son,  che  ptùon  due  desìri ,     .     .     .  K.  W.  40.  55  {Son.  xxiit.  5). 

persone,  che  neenCe  /'arche  intendeaser    .     .     ,     ,     .     ,  ^.  iV.  41.  6a  i.Son.  xxiv.  8). 

La  qaal  pareva  un  spirito  infiammato Som,  xxùc  6. 

E  quel  che  porr  e  quel  che  mi  tniluce »     .     .     »     Som.  xxxy.  5. 

Nulla  mi />arTÙ  mai  più  cnidcl  cosa Sot».  xxxix.  i. 

Ora  che  ...  in  amor  citscun/tarche  s'  apprcate Soff.  xln.  5. 

Che  /«r,  che  vostra  lode  più  s*  affine ....    Soh»  xlv.  13. 

E  la  figura  sua  mi  panS  spenta,  Ch'  al  mio  parrrt  ella  non  rappre- 
senta Quella,  che  fa  parer  V  altre  beate Som.  lì.  6,  7,  8. 

Se  .  .  .  non  puoi .  .  .  non  mi  par  gran  fatto Som.  li.  io. 

Egli  mi  pania  (are  una  gran  fraude S,  P.\.  61. 

parere,     che  una  medesima  cosa  sia  dolce  e  peùa  amara,  ovvero  sia  ^| 

chiara  e  paia  scura C  ìv.  a.  36  C^>% 

io  sentendo  .  ,  .  parv*  a  me  che  fcnse C,  iv.  3.  78. 

po\z\ié  d^  aspettare  m\  part C  iv.  a.  91. 

che />«yv  non  convenire  alla  promissione      .........  C.  ìv.  a.  136. 

secondochè 'I  testo  ^r  dubitare C.  iv.  3.  51. 

Queste  due  opinioni  .  .  .  due  gravissime  ragioni  pare  che  abbiano 

in  aiuto C  ìv.  3.  &a. 

quello  che  pare  allì  più C  ìv.  3.  64  ;  8.  43. 

Ibrza,  che  alla  ragione  par»  essere  contraria C.  iv.  4.  pou 

dove  .  .  .  parve  le  braccia  di  Dio  essere  presenti C.  iv.  5.  X54. 

la  quale  per  la  sua  HaesU  non  pare  essere  dubitata C.  iv.  6.  ta. 

siccome  pare  TuUJo  recitare C.  Ìv.  6.  109. 

V  Autorità  Imperiale  e  la  Filosofica,  che^'oMO  aiutare      •     .     .     .  C  iv.  7.  3. 

sicché  ...  il  Tormento  non  pare C  ìv.  7.  aa. 

essere  tnorto,  parendo  vivo C.  iv,  7.  105. 

non  intende  dire  del  parere  di  fuori C.  iv.  8.  45. 

conciossiacosaché  'I  sensuale  parere  ...  sia  falsissimo C  Ìv.  B.  47. 

sapemo  che  alla  più  gente  il  sole  pare  dì C.  iv.  8.  50. 

Altre  cose  .  .  .  paiono  avere  .  .  .  alcuna  parentela      .,...,  O  iv.  9.  134. 

siccome  pescare  pare  avere  parentela  col  navicare C.  ìv.  9.  139. 

e  conoscere  la  virtii  dcir  erbe /orv  avere C.  tv.  9.  141. 

Altre  sono  molte,  che  paiono  avere C.  iv.  9,  160. 

la  quale  due  cose  ^r  dire C  iv.  io.  15. 

conciossiacosaché  cssa^ù  avere  ragione C  iv.  10.  63. 

un  dubbio  che  pare  consurgcre C  iv.  1 1.  ^8. 

che  .  .  .  non  par  vero  dire  che  Steno  itnperftUe      ,     .     .     ,     .     .     .  C  tv.  xi.  41, 

per  modo  che  nella  prima  faccia  non  paiono C.  iv.  la.  13. 

qualunque  cosa  vede,  che^où  avere  in  sé  alcun  bene   .....  C  ìv.  la.  156. 

piccioli  beni  lesiono  grandi C  ìv.  la.  259. 

stimando  tatto  vero  quello  che  a  loro/tefv,  e  falso  quello  che  a  loro 

non  petre C  iv.  15.  ia9,  130. 

e  ^nr  loro  sottilissimamente  argomentare C  ìv.  15.  156. 

quelle  due  cose  che  ^nrtMMo  utili  a  vedere C  iv.  17.  a. 

perocché  ...  da  lasciare  mi  pare  ogni  altrui  sentenza    .....  C.  tv.  17.  35. 

perciocché  le  Virtù  morali  paiono  essere  .  . .  più  .......     C  iv.  17.  134. 

E  non  paia  troppo  alto  dire  ad  alcuno C.  ìv.  ao.  30^ 

perocché  nella  prima  faccia  paiono  .  . .  lontane  dal C  iv.  ai.  att. 

■'  io  parlo  si  che  pan  forte  a  intendere  ;  che  a  rae  medesimo  pare 

maraviglia C  ìv.  ai.  50,  51. 

da  procedere  pare  alla  parte C  ìv.  as»  tic 


45^  ^^^^^^^^F 

parere.     Che  par  che  dcbban  viver  non  sicuri S.  P.  cxlii.  ifi. 

eh'  è  .  .  .  Non  generato  o  fattOf  al  parer  mìo P.  F.  -j^. 

Che  par  l*  accenda  in  furia,  e  in  fiamma  1'  arda P.  F.  191. 

pargoletta.     Se  in  pargolftta  fìa  per  cuore  un  marmo CmnM,  xv.  73. 

lo  mi  san  fargaUt/a  betta  e  nuova Bali,  vi.  1. 

Negli  occhi  d*  està  bella /af;pcWli /fa Som.  xxvi.  a. 

pori,  par.     [colui]  che  le  mie /«n'uccide C  ii.  Gnu.  i.  37  ;   10.  80. 

Donna  ...  A  par  di  fior  gentile BtiÌÌ.  viii.  5. 

parlamento.     Ne'  pariamenti  lor  tengono  scede Cuhm.  xix.  50. 

parlare.     Che  .  .  .  Farei  parlando  innamorar  Is  gente     .     .     .      K  ^.  19.  37  {CanM,  f.  8^. 

Ed  io  non  vo' pariar  '%)  altamente] K  /V.  19.  98  ^Cans.  ì.  9*^,  109. 

Ch^  non  t  cosa  da  portante  altrui K  JV.  19.  33  (Cmu.  L  14% 

l  bé  paria  Iddio,  che  di  madonna  intende K  A^  19.  43  (Ctm.  i.  33^. 

non  pu6  mal  finir  chi  le  ha  pariaio K.  A^,  19.  61    Canm,  i.  43% 

parere,     perocché  ...  a*  accorse  . . .  parve  volere  che C.  iv.  23.  83, 

alle  quulì  par*  essere  appropriata  .  .  .  una  parte C.  tv.  03.  1 15. 

questa  proporzione  ...  in  tutti  mi  part  da  servare C  iv.  34.  74. 

i  maestri  e  maggiori,  cui  .  .  .  part .  .  ,  essere  commesso    .     «     .     .  C  ìv.  34.  tSi. 

e  la  maggior  parte  ...  ai  paiono  seminare C  ìv.  35.  9. 

che  in  quanto  paiono  grandi,  fanno  rwvertHt* .  . .  in  quanto  ^bfw 

mirabili,  (anno  ro^A'ojo  {A*  sa/rrv C  iv.  05.  51,  53. 

li  falli  .  .  .  che  paùma  rimanere  ìn  vergogna  del  figlio C  ìv.  «5.  [14, 

Le  quali  cinque  cose  paiono  e  sono  necessarie C  iv.  a6,  la. 

sicché  essa  non  paia  ingrata C.  iv.  a6.  88. 

per  che  da  intendere  par*  alla  tcrta  parte    .........  C  iv.  97.  5. 

per  la  quale  più  par*  che  uomo  1*  ascolti C.  ìv.  37.  147, 

piii  belle  e  buone  novelle  par*  dovere  sapere   . C  iv.  97.  149. 

che  .  .  .  vedere  le  part  coloro  che C  iv.  afi.  43. 

uscire  le  par*  dell'  albergo  e  ntomare  nella  .  .  .  uscire  le  par*  di 
cammino  e  tornare  in  .  .  .  uscire  le  part  di  aure  e  tornare  a 

porto C.  iv.  «8.  51,  53,  54. 

pargoletto,     come  un  pargt^ftto  battuto  lagrimando K.  TV.  la  io. 

pargolo,     a  guisa  di  pargoli C  I.  4.  19* 

ogni  cosa  fanno  come  pargoli •  C  1.  4.  41* 

Guai  a  tCf  terra,  lo  cui  re  è  pargolo C  iv.  16.  55. 

non  è  pargolo  uomo  pur  per  ctadc       ...........  C  iv.  16.  56^ 

Onde  .  .  .  segno  di  Nobiltà  è  nctli  pargoli C.  iv.  19.  95. 

O  parvola 

pari.  pare.    ci>ai  come  stanno  gli  altri  nontri  pari K  /V.  14.  49. 

a  sue  ^fimembra  e  ^n  potcnu  . C.  L  4.  51  (Aù). 

Piltagora  .  .  .  poneva  i  principil . . .  lo  forfè  lo  dispari    .    •    •    •  C  11.  14*  H^ 

là  dove  e*  dice  :  te  mie  pari C  ti.  16.  65. 

nullo  diletto  Ò  maggiore,  nò  nullo  tUtro  part »  C  iv.  aa.  91. 

paritade;     che  la  pantani*  ne'  viiioai  è  cagione  d*  Invìdia C  1.  4.  43. 

do^-c  e  alcuna  parifade C  1,  1 1.  1 13. 

Intra  gli  uomini  .  .  .  ò  \a paritade  del  Volgare C  1.  il.  115. 

parlare,     e  parlarlo  spcxialoiente  agli  spiriti  del  viso,  disse   .     .    .     .  K  M  «u  30^ 

perocché  soprastarc  .  .  .  pare  alcuno  parlare  fabuloso  .     .     .     •    •  K  A^.  a.  61. 

se  della  ...  io  non  paHasn  alquanto  dotoroaamenie K.  AT.  7.  9. 

nella  teraa  parto  d'  alcuno  onore K  W.  B.  41 . 

nella  aetont/a  pattando  a  lei,  dico K  ^.  8.  68. 

mi  volgo  a  pattar*  a  indiffinita  persona  .....•,.••  ^,^,8.70. 

Ed  scdocciié  il  mio  parlar*  sia  più  breve K  A^.  10.  4. 

ond*  io  .  . .  cominciai  a  parlate  cosi  con  caso .  K  N,  ta.  99. 

Gg  a 


PARLARE  ^"P^^^^^^P  45^ 

parlare,     che  tu  girai  paHanJo  A  donne  assai K  VIT.  19.  76  {Cahm.  i.  57)^ 

Che  fa  li  miei  sospiri  gir  portando K.  M  a8.  33  (./*.  C.  io). 

Convencmi/aH!dr  traendo  giiai K.  AT.  33.  46  ^Coita.  iii.  6). 

£  perchè  mi  ricorda  eh'  io  parlai  Delta . . .  con  vui.  Non  vo*  parlare 

altrui K  iV.  33.  47  ^Cdiu.  ili.  7),  so  v^M*' iii*  xoV 

Onde  'l^r/w  delia  vita  eh'  io  provo,  Par  che  si  drìzxì  .     .     .  C  ìì.  Canm.  ì.  7  ;  7.  49. 

Dì  cui  portava  a  me  si  dolcemente C  ìi.  Catu.  ì.  x8  ;  8.  54. 

U  lìxnìì  pensiero  che  portar  mi  suole  D*  un* C  ii.  Cams.  i.  38  ;    10.9^ 

Tanto  la  parti  faticosa  e  forte C  ii,  Can»,  L  55. 

Lo  suo  parlar  al  dolcemente  suona C  iiì.  Com»,  il.  5. 

parlare,     mi  parca  che  mi  avesse  pariaio  mollo  oscuramente,  si  che 

io  mi  sforza\'a  di  parìart F.  jV.  la.  35,  37. 

Ch'  è  ciò  .  .  .  che  mi  parti  con  tanta  oscuntade K  ^.  la.  38. 

sì  che  tu  non  parti  A  lei  immediatamente K  ^.  la.  66. 

che  non  sapesse  a  cui  fosse  il  mio  portare V.  N.  la.  138. 

non  é  altro,  che  queste  parole  eh'  io  parto V.  N.  la.  t^'O. 

quasi  per  disdegnoso  modo  di  ^r/orv {^. /V.  13.61. 

nelle  quali /ar/aH4^  a  lei  significassi K.  iV.  14.  70^ 

acciocché  lo  mio /«Warr  sarebbe  indarno K.A.I4.  Ilo. 

un  pensiero,  che  p€wlava  di  questa  donna V.  N.  iG.  13. 

ne' quali  ^o^yai' a  questa  donna K.  AT.  17.  3. 

quella  .  .  .  era  donna  di  molto  le^adro /aWa«v K  ^.  18.  zs. 

Altre  V*  erano  che  ^r/acvMO  tra  loro K  ;V.  18.  »o. 

Allora  queste  donne  cominciaro  a  ^r/arr  tra  loro K  A^.  18.  41. 

E  poiché  alquanto  ebbero  portato  tra  loro K  A^.  x8.  46. 

questa  donna,  che  mi  avca  pritna.  parlato K.  M  18.  47. 

perchè  altro /iaWarr  è  suto  il  mio  1 J'.  ^.  18.  60. 

di  prendere  per  materia  dei  mio  partart K  A^.  18.  6a. 

pensai  che  partart  di  lei  non  si  conveniva,  se  non  che  Ìo ^r/oss»  a  .  K  A^.  19.  5,  6. 

dico  che  la  mia  lingua  parto  quasi  come  .  .  .  per  sé  .  .  .  mossa    .     .  F  AT.  19.  10. 

do  ad  intendere  a  cui  la  mia  intenzione  è  à\  partart K  A'>  ai.  46. 

uno  de'  quali  é  il  suo  dolcissimo  partart V.  S.  ai.  51. 

che  avemo  udito  partart  questa  donna  cosi  pìetosaiacnte   .     .     .     .  K  A^.  aa.  44. 

secondo  che  quattro  modi  di  partart  ebbero V.  S.  aa.  104. 

E  parlandtfmi  cosi,  cessò  la  forte  fantasia V.  N.  23.  99. 

dico,  portando  a  indiffinita  persona V.  N.  33.  313. 

parvcmi  che  Amore  mi  partasst  nel  core V,  N.  34.  37. 

Dico  .  .  .  di  lui  .  .  .  anche  che  portava K  A'.  «5.  18.        * 

cotal  modo  di  partart  fosse  .  .  .  trovato V.  Pf.  35.  50. 

sia  conceduta  maggior  licenza  dì  parlare V.  N.  35.  53. 

che  a  loro  sia  maggior  licenza  largita  di  partart V.  N.  95.  57. 

che  li  poeti  YiSLjxTio  portato  alle  cose  inanimate  ...  e  Cottole  portare 

insieme K  A^.  35.  6i ,  63. 

cioè  che  detto  hanno  .  .  .  che  partano^  e  detto  che  molti  accidenti 

partano K.  TV.  35.  66,  67. 

Che  li  poeti  abbiano  cosi  portato  .  . .  appare  per  .     .  ....  K  A'.  35.  73. 

il  quale  dice  che  Giuno  .  .  .  parlò  ad  Eolo K.  A'.  35.  75. 

Per  questo  medesimo  poeta  parta  la  cosa V,  N.  35,  81. 

Per  Lucano /d/Vd  la  cosa  animata  alla K  iV.  35.  85. 

Per  Orazio  y^WiT  r  uomo  alla  sua  scienza K  A^.  25.  88. 

Per  Ovidio  paria  Amore,  come  se  fosse l'.  N.  35.  94. 

che  né  li  poeti  portavano  cosi  senza  ragione,  né  qac*  che  rimano 

deono  parlare  cosi K  W.  35.  103,  104. 

parvemi  difettivamente  aver  ^r/o/o K.  A',  ab.  7. 


4 


r 


453  ^^^^  PARLARE 

parlare.     K  1  parfar  nostro  che  non  ha  valore C  iii.  C^na.  ii.  17  ;  4.  1 19. 

Quivìf  dov*  elU/aiVa,  si  dichina    ........      C.  iii.  Cuhm.  ii.  41;  14.  105. 

Canzone,  e'  par  che  tu^Wi'contraro C.  iii.  Cim».  ii.  73  ;  9.  ai. 

Madonna  ...  Io  parlrrò  di  voi  in  ciascun  Uto C  ìli.  Con*,  ii.  901. 

m*  han  chioso  la  via  Dell*  usato  pmriart C  iv.  Csms.  iii.  6. 

E  dopo  '1  falso  paHa  non  intero C  iv.  Cmis.  iii.  43. 

Io  vo  pa riandò  dell*  amica  vostra C  iv.  Cat$a.  iii.  146;  30.  59. 

Per  che  parlar  con  voi  si  vuole  aperto Ctin».  x.  59. 

Ma  se  mi  dai /^War  quanto  tormento,  Fa Cant.  xi.  li. 

Cosi  nel  mìo  pariar  voglio  esser  aspro Cum».  sii,  i, 

[orlare,     nella /fna/»ar/o  alla  canzone  pietosamente      ,     .     .     .     ,     .  K  A'.  33.  17. 

Poscia  .  .  .  paria  a  questa  mìa  canzone V.  N.  32.  38. 

vede  bene  che  diverse  persone  ^r/dMO K  A^.  34,  13. 

dico  che  tutti  1  mìei  sospiri  uscìvan  parianéo K  A^.  35.  39. 

un  sonetto,  nel  qiule  io  paHasm  a  lei /^.  A^.  36.  35. 

mi  venne  .  .  .  volontade  di  dire  parole,  pnriattdo  a  lei V.  N.  37.  13. 

nella  printm  paria  agli  occhi  miei  siccome  portava  lo  mio  core  in  me 

medesimo K  A".  38.  97  lAu)./ 

manifestando  chi  i  che  cosi  ^rVa , K  A^.  38.  30. 

perucch^  .  .  .  vinceano  coloro  che  per  lei  pmriavano^  mì  parve  che  sì 

convenisse  di  paHart  a  lei K  AT.  39.  37.  98. 

non  credo  che  .  .  .  udissero  parlare  di  questa  donna      .     .    .    •     .  K  A^  41.  14. 

proposi  dì  dire  come  se  io  avessi  paHato  loro  ..■>■•••  K  A^.  41.  33. 

che  son  donne  coloro  a  cui  io  parìa ,  y.  JV,  4a.  39» 

io  in  quella  dinanxi  ali*  entrata  di  mìa  giovcntute  pariai    .     .     .     .  C  i.  i.  106. 
p^triart  alcuno  di  s^  .  .  .  pare  non  licito  .  .  .  pmrtnrt .  .  .  troppo  a 

fondo,  pare  non  ragionevole C.  ì.  a.  9.  10, 

Non  si  concede  . . .  alcuno  di  sé  medesimo  sema  . . .  cagione  ^Witrr  C.  1.  a.  17. 
pmriart  non  si  può  d*  alcuno,  che  il  parlatore  non  lodi  o  non  biasimi 

quelli,  di  cui  egli  paria *..*....  C  Ì.  9.  16,  ao. 

e  da  lasciare  di /Sir/drv  s^  biasimando C  ì.  •.  49. 

parlando  di  sé  con  loda  0  col  .  .  .  dice C.  ì.  a.  68. 

per  rispetto  alla  cosa  dì  che  parla C.  i.  a.  70. 

per  .  .  .  cagioni  lo  paHart  di  aè  è  conceduto C  i,  3.  88, 

mosse  Boeiio  di  si  medesimo  a  parttat C.  ì.  a.  97. 

moase  Agostino  ...  a  paHart  di  tè    .    •     ■    • C.  {.  a.  105. 

per  lo  presente  di  me /kaWa#T C  f.  a.  rat. 

a  eoa)  paHart,  e  a  cosi  intendere C  i.  a.  109. 

contro  a  coscienza  pmHa  .  .  .  non  pmim  contro  a  caos C  i.  3.  59,  fio. 

Di  questo  si  parUrà  altrove C  i.  5.  66. 

come  .  .  .  fo  mestiere  Volgarmente  pariare C.  ì.  61  8. 

che  quando  paHano^  elle  aleno  intese C  L  7.  73. 

largo  paHando  dico C  i.  7.  88. 

questi  fanno  vile  lo /nrAsrv  Italico C.Ì.  ir.99. 

si  concede  .  . .  che  uomo  pmrii  di  aft ,  C  i.  la.  84. 

dellì  miei  generanti,  che  con  esso  parlmvmno C.  ì.  13.  39. 

suole  r  uomo /«Wtirv  all'  opera  medesima C  U.  a.  71. 

Poi  dirò  di  loro,  a  cui  io  paria C.  ìi.  3.  8, 

U  dove  d*  Astrologia  gli  conviene  ywir/anr  ....••«..  C.  li,  3.  35. 

della  quale /^Wu  il  Salmista «..  C.  ii.  4.  41. 

oellj  quali  per  molte  maniere  dì  paHarw  .  .  .  Dio  avea  ìor  parfiUa    .  (,'.  ii.  6.  6»  7, 

sono  quelli,  alli  quali  s'  intende  di  paHan C  U.  6.  161. 

io  .  .  .  deggio  toro/ar/an C.  U.  7.  «3. 

che '1  mio /oWaw  a  loro  dee  caaare C  U,  ).  47. 


PARLARE.  ^^^m^^^^^^^^^^  454 

parlare.     Donne  gentili,  a  cui  io  ho  partato Gui^.  xiiL  73. 

Io  ho  pariate  a  voi,  giovani  donne Cohm.  xiii.  85. 

Et /kiWait  con  vocaboli  eccellenti Cb«i«.  xix.  45. 

Che  '] .  .  .  signore  .  .  .  Appena  dì  parlar  di  lor  s*  aìla Cana.  xx.  8. 

Secondo  il  \ot  parlar^  furon  dilette Cana.  xx.  14. 

ascolto  nel  parlar  divino  Consolarsi  e  dolersi Con»,  xx.  73. 

Sì . . .  Che  paria  e  sente  come  fosse  donna      ....'....  Su/,  i  6. 

Foco  mettesti ...  Col  tuo /Wir/ar  eh' ancidc      ....*...  &»//.  ìi.  7. 

Udite  la  ballata  mìa  .  .  .  Che  parla  d*  una  Donna At//.  x.  3. 

Tutti  lì  miei  pcnsier  ^rVan  d'  Amore K  .V.  13.  36  C5bit.  vi.  j). 

parlare,    a*  pifr  del  Sirt  di  costoro  a  cui  io  parlo  , C  ii.  8.  39. 

r  opera  di  costoro  a  cui  io  parlo C.  ii.  9.  16. 

queste  Intelligenze  (a  cui  io  ^Wo) C.  iL  9.  04. 

sarà  t>ello  terminare  lo  parlare  di .  .  .  Beatrice C.  u.  9.  53. 

della  quale  più^rforv  .  .  .  non  intendo C  iì  9.  54. 

ciascuno  poeta,  che  .  .  .  hanno  parlato    ..........  C.  ìt.  9.  69. 

la  cagione  del  suo  lamentevole  parfart C  iì.  io.  7. 

manifesto  1*  anima  mia  .  .  .  con  tristizia  ^Warr ,     .  C.  iì.  io.  17. 

che  ...  lo  mio  pensiero  .  .  .  parla  contro  agli  occhi C.  ii.  io.  27. 

manifesta  V  anima  nel  suo  parlarr C  iì.  20.  75. 

quella  parte,  nella  quale  ^or/a  r  anima C  ii.  11.  a, 

della  parte,  nella  quale  ^Wa  lo  pensiero  nuovo    . C  ii.  II.  5. 

Virgilio,  d'  Enea  parlando  .  .  .  pietoso  il  chiama C  iL  ti.  38^ 

dico, /WiWatu^  a  quelle  Intelligenze  celestiali    . Cii  11.94. 

mi  rivolgo  .  ,  .  alla  Canzone  ...  e  a  quella  parlo  .     .     .     .     .     .     ,  C,  ìì.  la.  6. 

le  . .  .  persone  che  in  essa  s'  inducono  a  parlarr C  iì.  la.  30. 

suole  lo  rettorìco  indirettamente  ^Wifrv  altrui C  ii.  la.  40^ 

Prima  ;  perocché  ^Amja  parli  ...  e  poi  ;  perocché  ybWr  parli    .     .  C.  ii.  la.  49,  50. 

apersi  la  bocca  nel  parlare  della  .  .  .  Canzone C  iì.  23.  56. 

della  donna  .  .  .  non  era  degna  rima  di  Volgare  .  .  .  parlari  ,     .     .  C.  ii.  13.  60. 

quando  dinanzi  al  viso  ...  lo  Rct to rico  ^r/a C  ìi.  14.  lao. 

quando  .  .  .  per  la  parte  remota  si  parla  per  lo  Rettorico  .     .     .     .  C.  ii.  14.  laa. 

corpora  di  stelle  ...  di  cui  io  parlo ,.     .     .     .  C.  ii.  15.  aa. 

questa  Scienza,  di  cui  io  parlo C  ìi.  15.  174. 

questi  movilori  a  cui  io  parlo C  ii.  16.  3. 

è  da  sapere  che  qui  parla  V  una  delle  parti,  e  là  parla  V  altra      .     .  C.  it.  16.  73  {bis'' 

di  questo  vocabolo  .  .  .  più  pienamente  si  parlrrà C.  ìi.  16.  95. 

\*olontà  mi  giunse  di  parlare  d'  amore C.  iii.  i.  03. 

che  d'  KmoT parlando^  più  bello  .  .  .  sermone  non  era C.  iii.  1.  39. 

il  primo  verso,  nel  quale  proemialmente  sipario C  iii.  t.  ioa. 

della  quale  paHa  il  Filosofo  nell'  otta\'o  dell'  Elìca C  ìj.  3.  69. 

quando  dico  :  Lo  suo  parlar^  ce.      E  ...  lì  miei  pensieri  l  che  sono 

parlar  d' Amore),  suo$tam C.  iii.  3.  118,  119. 

è  da  biasimare  ...  la  cortem*a  del  nostro  parlarr C.  iii.  4.  38, 

in  quanto  la  colpa  si  dà  .  .  .  a\  parlare C.  iii.  4.  47. 

più  ampi  sono  li   termini  dell'  ingegno  a  pensare  che  sparlare,  e 

più  ampi  i. parlare  she  ad  accennare C.  iii.  4.  ilo.  111. 

se  M  pensiero  nostro  ...  è  vincente  del  parlarr C  iii.  4.  1 15. 

basta  alla  gente,  ■  cui  par/o  .  .  .  sapere C.  iii.  5.  6a. 

cioè  nel  parlare  e  negli  atti C.  ìii.  7.  98. 

che  solamente  1*  Uomo  intra  gli  animali  paria C  iii.  7.  tea. 

se  alcuno  volesse  dire  .  .  .  che  alcuno  uccello ^rA' .  .  ,  nspt4)do,che 

non  é  vero  che  parlino C.  iii.  7.  106,  i  ro. 

la  immagine  della  ragione,  cìuò  gli  atti  e  '\  parlare C.  iii.  7.  las. 


455  PARLARE 

parlare.     Nasce  nel  core  a  chi  parlar  U  sente K  W.  ai.  iS  (Som.  zi.  lo^. 

e*  hai  trattato  ...  Di  ...  sol  pariando  a  nui y.  JV.  »a.  ^  (Som.  xiìi.  a). 

Che  nel  suo  pianto  V  udimnit)  pariart K  vV.  aa.  99  {Soh.  xiii.  11). 

Gentil  pensiero,  che  ^Wa  di  vui K  A'.  39.  60  [Stm,  xtm,  i). 

Io   non    lo  intendo,   si  parla   sottile  Al  cor  dolente,  che  lo  fa 

paHart K  W.  4*.  56  ^Son.  tlxv.  io),  57  (Sdii.  jexv.  li). 

So  io  eh'  ci  paria  [di  quella  gentile] K  A^.  43.  4^1,  58  (.Sow.  Jtav.  la). 

Parta»  bcllciu  e  virtii  all'  intelletto •  Soh,  xzx.  9, 

Rtaponde  il  fonte  del  gentil /«r/dr« Som.  xxx.  la. 

parlare,     quello  che  fa  M  suo  parìart C.  iii.  7.  131. 

Ch^  *l  »iO  p^rinr*  .  .  .  ^ncra    .     .  ' C  iii.  7.  13», 

che  .  .  .  d'  alcuna  condixione  .  .  .  parlari  intendo C.  iii.  8.  33. 

rìao  della  mia  Donna,  di  cui  \o parUf C  iii.  8.  in. 

quando  alle  cose  intnimate  si  parUt C  iii.  9.  18. 

ultimamente  paria  alla  Canzone ,     .  C  iii.  9.  97. 

O  Canione,  che /taWi  di  questa  Donna  con C  iii.  9.  30. 

secondo  questo  .  .  .  giodicio  parlò  quella  Ballatetta    ......  C  iii.  io.  a8. 

che  domandi  parola  di  parlatt  a  questa  Donna  di  lei C.  iii.  io.  72. 

siccome  nella  Uitcnile  sposizione  riparia  cominciando C.  iiì.  13,  49. 

dlcemo  r  uomo  facundo,  eziandio  non  parlando,  per  V  abito  della 

facundia,  cioè  del  bene  parlart C.  iii.  13.  64.  85. 

E  perchè  di  questi  parliamo C\  iii.  14.  83. 

si  legge  nel  libro  .  .  •  lA'  Sapirnaa,  di  lei  parlmMdo C.  iii.  15.  53. 

dicendo  che  poco  pariarr  posso  di  quelle C  iii.  15.  58. 

non  era  buono  sotto  alcuna  ^guru  parlart C.  iv,  i.  85, 

che  nella  prima  parie  prormialmcnir  SI /dr/d C  iv.  a.  6, 

perchè  dal /nr/anr  usalo  mi  parto C.  iv.  a.  la. 

e  massimamente  nel /arAinr .     .............  C.  iv.  a.  46. 

si  per  colui  che  parla    ..••...•.*......  C  tv.  •.  69. 

Tempo  è  dm  parlare .     ,     .     .    ,    , C*.  fv.  a.  75. 

turbata  disposizione  ...  a  parlare  d*  amore C  tv,  a.  78, 

che  d'  Amor  parlando  h<r  tenuto »     ,     *     ,     ,  C.  iv,  m.  93. 

tafgamfMt*t  **  intende  per  tutto  quello  >^arAin  che     ...»••  C.  tv.  a,  107. 

Della  tfraa  si  volge  il  parlart  alla  Canzone .     .     •  C.  iv.  5.  8. 

Virgilio  .  .  .  quando  dice,  in  persona  di  V^o  parlanio C  iv.  4.  ii6w 

però  io  .  .  .  posso  patlart  colU  bocca  di  Salomone C  tv.  5.  la, 

*  Udite,  pcrocch<^  di  gran  cose  io  debbo  parlart^ C  iv.  5.  15. 

che  presumete  contro  a  nostra  Fcde/«fVarr    ....•..*  C  tv.  5.  75. 
chi  presumeri  di  te  parian  I  Certo  maggiormente  parlan  dì  te  noa 

si  può » C  iv.  5.  141,  140. 

Catone,  di  cui  non  fui  di  sopra  oso  di  pariart C  iv.  6.  96. 

Onde  Tullio  .  .  .  parlaado  della  bellezza  .  .  .  dice C.  iv.  6.  io. 

OM  tutta  re\-erenza  e  al  ...  e  al  VWovìio  parlmMdo C.  iv.  8,  ]|6. 

come  io .  .  .  contro  alla  reverenza  del  Filosofo  non  pmrh  . .  .  coal 

non  parlo  contro  alla  re%-eraisa  dello  Imperio C.  tv.  8.  86  (<«<}. 

lo,  che   .   .  .  parlo  in   questo  Ttmttato,   non    posso   brevemente 

pmrimrt T.  iv.  8.  93.  95. 

siccome  dtadire  ...  è  negare  propriamente  parlando C.  iv  8.  118. 

operazioni  . , .  siccome  sono  arti  di  parlar* C  iv.  9.  49. 

questo  Ufficiale  ...  di  cui  si  parla C  Iv.  9,  90W 

(Al  diJiMtsa  .  .  .  poi  paria  mom  xnttro       *•..•..•..  C  iv.  U».  gSw 

Lucano,  quando  dice,  a  quelle /itr/dHWb •  C.iv.  ti.  ai. 

sicché,  propriamcote  parlando,  non  e     «    •    .    .    • C.  rv.  13. 9. 


PARLARE  ^m^^^^  ^^ 

parlare.     O  dolci  rime  che  paHanHo  andate  Della Som.  xl.  i. 

E  tu,  Signore,  udendo  il  mio  parìan S.  P.  xx».  37. 

Perchè  io  so  che  '1  luo^War  non  mente      ,     .    , S.  /*.  I.  15. 

E  difiamavi  con  parlari  vario ,  S.  P,  d.  3^7. 

£  perchè  gxiarda  ali'  umile  parlare  De'  suoi .  .  .  servì S.  P.  cL  67. 

la  perfida  durezza  ...  il  mio  pariar  non  stima S.  P.  à.  71. 

parola.     Ed  ascoltando  le  paroU  \-ane K  .V.  33.  ty>  iCams.  uL  s'>. 

£  tai  parole  pone     .     .     .     .     , C.  iv.  Cmnm,  iii.  8B. 

parlare.     Aristotile  .  .  .  coni™  Simonide  poeUt  parlando C  iv.  13.  71. 

chi  non  parlrrà  meco,  dicendo C  iv.  34.  lao. 

contro  a  costoro  Aristotile  parla  nel  primo C  iv.  15.  146. 

la  bocca  di  coloro  che  parlano  inique  cose C  iv.  16.  4. 

uomini,  che  di  Nobiltà  hanno  .  .  .  iniquamente ^ria/a C  tv.  x6.  25. 

riguardo  avere  alla  .  .  .  consuetudine  di/or/orir C.  iv.  16.  41. 

le  Virtù  morali,  di  cui  si  parla C.  iv.  27.  16. 

Cristo  r  aflerma  .  .  .  parlando  a  Marta C.  iv.  17.  95. 

questa  buona  cosa  di  che  si  parla C  iv.  {9.  4. 

di  che  tanu  gente  erroneamente  parla C.  iv.  90.  6. 

s'  io  parlo  si  che  pare  forte  a  intendere C  iv.  4S.  49. 

quel  semt .  .  .  del  quale  al  presente  ^  parla C.  iv.  se.  79^ 

di  Tullio  ,  .  .  che  parlando  in  persona  dì  Catone,  dice C  iv.  ai.  8t, 

delli .  .  .  filosofi,  che  de'  bcneficii  h^nno  parlato C  iv.  aa.  a. 

cosi  è  questo  di  che  ora  si  parla C  ìv.  aa.  ioa. 

che  nella  nostra  ragione  parla C.  ìv.  aa.  1 77. 

eh*  è  questa  Felicità  di  cui  si  parla C  iv.  aa.  aoj. 

questo  seme  ...  di  cui  parlato  è  di  sopra C  iv.  33.  18. 

questa  Nobiltà,  di  cui  si  parla C  iv.  34.  79. 

dare  a  intendere  che  egli  parla  all'  AdoJescmU     ...  .     .     .  C  iv.  34.  267. 

reggimenti,  che  sono  dolce  e  cortescmcme^r&rr C  iv.  as.  14. 

di  quella  è  alquanto  con  diligenza  da  parlart C  iv.  aj.  ja. 

poi  lo  pudico  e  nobile  uomo  mai  non  parla  sì,  che C.  ìv.  25.  98. 

che  è  Prudenza,  della  quale  sì  parla C  Ìv.  37.  81. 

eziandio  quelU,  di  cui  udii /oWlarr C  tv.  aS.  48. 

parlatore,     maggior  licenza  .  .  .  che  agli  altri  ^Ar/tf/on  volgari     .     ,     ,  V.  N.  35.  56, 

che  il  parlatori  non  lodi  o  non  biasimi  quelli C  i.  a.  19. 

se  *1  parlatori  è  mal  disposto C  tv.  a.  70. 

Panna.     Asdeote,  il  calzolaio  di  Partna^  sarebbe C.  iv.  t6.  70. 

parola.     Sotto  la  quale  rubrica  io  trovo  scrìtte  \e  paroU V.  N.  i.  ^ 

e  tremando  disse  queste  parolt V.  N,  q,  34. 

e  parlando  .  . .  disse  queste  parolt V.  N.  ^  3t. 

e  piangendo  disse  quesle  paroU V.  N.  A.  37. 

che  ...  si  potca  dire  quella  ^anVa  del  poeta  Omero K  W,  a.  51. 

trapassando  ...  verrb  a  quelle  ^ro/r K  A^.  a.  65. 

la  prima  volta  che  le  sue  ^ni/f  sì  mossero  per f'.  AT.  3.  19^ 

e  nelle  sue  ^ro^dlcea  molte  cose      .     .     .     .     • K  A^  3.  33. 

pareami  che  mi  dicesse  queste  paroU ^.  A^.  3.  45. 

r  arte  del  dire ^ns/r  per  rima K  A^.  3.  70. 

ove  s' udiano/d/ioJir  della  Regina  della  gloria .  KA'.  5.  3. 

f u  .  .  ,  cagione  di  certe  paroU,  che  nel  sonetto  sono V.  N.  ^.  15. 

intendo  chiamare  .  .  .  per  quelle  parol*  di  Geremia V.  N.  1.  40. 

mi  proposi  di  dire  alquante  paroU  della  sua  morte K.  A^  8.  13. 

neir  ultima  parte  delle  )^m^  che  io  ne  diasi K  AT.  8.  16. 

che  Amore  mi  chiamasse,  e  dicessemi  queste  paroU K.  AT.  9.  34, 

di  queste  paroit ...  se  alcuna  cosa  ne  dicessi,  dilla K.  A^.  9.  31. 


457  ^i^^  PAROLA 

parola,     s'  io  dico  PanJé  quuì  contrm  a  tutu  gente Ctut*.  x.  4. 

Che  nido  Botto  benda  Parata  oscurn  giunge Can».  x.  58, 

Si  che  *1  duol  .  .  .  Portin  le  m\e  pamU^  come  '1  sento Can*.  xì.  6. 

Quando  non  pretuo,  parmi  uAìt  paroU  Dicer Cam»,  xi.  41. 

Già  non  &*  induce  ad  ira  per  parole Cmns.  xix.  lai. 

Dolesi  1*  una  con  paruh  molto Cai-t.  xx.  19. 

Con  dolce  suono  . .  .  Comincia  cstc  fiaroU K.  ^.  la.  95  (Ai//,  i.  t6}. 

Queste /«ro/r  ai  leggon  nel  vìao  D*  un'  angioletu  BaJi.  vi.  18. 

parola,     dette  queste /)aroÌSr,  disparve K/V.  9.36;ia  72. 

parcami  che  .  .  .  diccssemì  queste ^ro// K  A^.  la.  at. 

parca  che  attendesse  da  me  alcuna  parola K,  iV.  1  a.  ad. 

£  quegli  mi  dicea  queste ^ro/r V.  N.  \».  ^\. 

Allora  pensando  alle  sue  parole,  mi  parea V,  Pf.  la.  34. 

si  che  ...  e  diceagli  queste  paroU V.  N.  la  37. 

Ed  egli  mi  dicea  in /ani/r  volgari K./V.  la.  39. 

voglio  che  tu  dichi  certe  )teroZ«  per  rima K /V.  la,  56, 

conoscerà  \c  parole  degi'  ingannati V.  N.  %^.  64. 

Queste  ^ni/r  fa  che  sicno  quasi  uno  mezio K.  W.  la.  65. 

non  è  altro,  che  queste  parate  cb'  io  park» KN.  ìa.  139. 

avendo  già  dette  le  parole,  che K.  /V.  13.  a. 

mi  giunse  volontà  di  scrìverne  panJe  rimate     4 K.  /V.  13.  34. 

dissi  a  questo  mio  amico  queste  ^n>/#     ..........  K.  jV.  14.  6t. 

proposi  di  dir /Sano//,  nelle  quali .  .  .  signiBcaad K,  /V.  14,  71 

Vero  è  che  tra  le  panale  ...  si  trovano  dubbiose  parole  .     .     .     .     .  K  A^.  14.  99.  loi. 

ciò  che  solverebbe  le  dubbiose /^/v// ,     ,  V.  N.  14.  loB. 

Ond'  io  .  .  .  proposi  di  dire  certe /«ro// K.  iV.  15.  a4. 

di  dire  anche  parole,  nelle  quali  dìceni K.  A.  16.  3. 

delle  quali  una  .  .  .  disse  queste  parok     •     ,     «     . K  AT.  18.  93. 

£  poiché  m*  ebbe  dette  queste  ^ni/4 V.  S.  1%,  a8. 

Allora  dissi  loro  queste  parole K,  W.  16.  30. 

vedere  le  loro  ^ro&  uscire  mischiate  di  sospiri     ...  .     .     .  K.  A'.  18.  44. 

mi  diise  anche  questa  donna  .  .  .  queste  parole /'.  A*.  iB.  48. 

In  quelle  ^fp/«  che  lodano  la  donna  mia     • K  «V.  ift,  51. 

^Mt\\t  parole  .  .  .  avresti  tu  operate  con K.  AT.  18.  53. 

pensando  a  queste  parole  ...  mi  partii  da  loro      .,.,,..  K  A'.  18.  56. 

Poiché  è  tanta  beatitudine  in  quelle  parxtU  che K  A^.  iB.  59, 

Queste /<iro/#  io  riposi  nella  mente .  K  A''.  19.  io. 

La  prima  parte  é  proemio  delle  seguenti /arD/# *  K,  A^  I9.  94. 

una  aervigiale  delle  precedenti  parole K  .V.  19.  96, 

aveado  tane,  per  le  udite  parole,  speninsa f.  A^.  ao.  6. 

proposi  di  dire  paroUt  nelle  quali  irattasii K.  A^,  ao.  10. 

di  dire  anche  in  lode  di  questa  gentilissima  parole K.  jV.  ai.  3. 

ond*  io  .  .  .  udii  lor  dire  parole  di  questa  gentilissima l'.  <V.  aa,  aj. 

Tra  le  quali  parole  udii  che  dicevano V.  N,  ma,  wj. 

andavano  ragionando  tra  loro  queste /4r(W> K  «V.  aa.  43. 

coal  . . .  udii  parole  di  lei  e  di  me K  A^.  as.  51. 

Ond*  io  .  .  .  proposi  di  dire /«rpJSr . .  .  nelle  quali  parole  io  conchiu- 

dcasi  tutto  ciò  cbe K.  Al  sa.  54,  35. 

le  panile  del  loro  canto  mi  parca  che  fonerò  qieile K  AT.  «s.  54 

diccado  queste  parole  con  doloroso  singulto K  A^.  33.  84. 

credeado  che  il  mio  piangere  e  le  mie  parole  fooaero.    .    .    .    •    ,  KA^ra3.0B. 

Onde  molte  parole  mi  diceano  da  confortarmi K  A",  aj.  114. 

proposi  di  dir  parole  di  questo  cbe  m'  era  avvenuto K  AT.  aj.  ia4* 


PAROLA 

parola.     E  'n  ciascuna  parolm  sua  ridia K.  A^.  04.  55  (Sem.  xiv.  6% 

hanno  .  .  .  scritto,  E  della  morte  sua  molte  parvit      ,     .    l-^,  N.  40.  64  .Son.  xxiiì.  14^ 
E  \c  parole,  eh'  uom  di  lei  può  dire,  Hanno      .     .     .     .     K  A'.  41.  67  (So«.  xxiv.  13I. 

Molti  .  .  .  Ihsscr  paro/t  assai Sem.  xxxriu.  3. 

E  se  voi  foste  per  le  sue  parole  Mosse Son.  xl.  9. 

Panale  mie,  che  per  lo  mondo  siete Son,  xJìiì.  I. 

O  per  parole  di  .  .  .  Non  sì  conviene  .  .  .  Turbarsi Soh.  xiv.  a. 

La  mia  parola  non  sarà  bugiarda ,,....  S.  P.  xxxi.  30» 

parola,     poco  dopo  queste /wiro/r  ...  io  vidi KM  34.  15. 

mi  parve  che  mi  dicesse  .  .  .  altre  parole V,  N.  34.  40. 

tacendomi  certe /korv/r K  JV.  94- 46. 

volle  £i,re  intendere  le  sue  parole  a  donna K.  JV.  as>  ^^ 

Don  solamente  sono  parole  d'  Oraxio,  ma  dicele  quasi  recitando  le 

parole  del  buono  Omero K,  iV.  «5.  91»,  91. 

non  sapesse  dinudare  le  sììc  parole  da  cotal  vesta K  iV.  aj.  110. 

di  cui  ragionato  è  nelle  precedenti  paro/e ,  K.  W.  «6.  3. 

Ond*  io  .  .  .  proposi  di  dire  parole V.  N.  aS.  30. 

quello  che  le /Wifo/rne  posM>no  fare  intendere K  JV.  9&.  34. 

proposi  anche  dì  dire  parole,  nelle  quali K.  iV.  37.  7. 

proposi  di  dire  parole,  nelle  quali  io  dicessi K  JV.  «B.  B. 

fu  in  .  .  .  reverenza  nelle  parole  dì  questa  Beatrice KM  09.  10. 

perchè  ...  ha  preso  luogo  tra  le  parole  dinanzi V.  JV.  39.  30. 

che  non  scrìvo  qui  le  ^po/r  che  seguitano K.  M  31.  14. 

conciossiacosaché  le  parole  .  .  .  sieno  tutte  latine K  A!.  31.  18. 

disfogarla  con  alquante  parole  dolorose K  W.  33.  5. 

simula\*a  sue  parole,  acciocché  paresse KM  33.  io. 

mi  venne  un  pensiero  di  dire  parole  per  rima K  iV.  35.  17. 

come  .  .  .  diccano  certe  parole  diverse  dagli  altri KM  35.  33. 

mi  venne  anche  volontade  di  dire  parole y.  A.  37.  la. 

Ond'  io  .  .  .  ancora  ne  %'olli  dire  alquante  parola K  M.  39.  35. 

che  .  .  .  dubbio  non  potessero  inducere  le  rimate  parole     ,     .     .     ,  V.  N.  40.  43. 

perocché  Ìo  direi /co/*,  che  farebbero KM  41.  35. 

che  mandassi  loro  di  queste  vaie  parote  rimate       .......KM  43.  3. 

è  loda  nella  punta  delle  parole  .  .  .  che  le  parole  sono  fatte     .     .     .  C  i.  a.  47*  49-^ 

di  predicerc  queste  y^oiToir C.  U.  3.  54. 

non  è  qui  da  tacere  una  parvJa C.  iì.  6.  95. 

acciocché  . .  .  induca  .  .  .  con  ào\cM  parole C.  ìi.  7.  40. 

dico  in  quelle  ultime  ^ro/tf  di  questa  prima  parte C.  ii.  7.  6ft. 

a  pieno  intendimento  di  queste /^<jnV<r C  ii.  7.  73. 

inteso  può  essere  .  .  .  per  le  prenarrate  paroìe C.  ii.  Bv  a. 

esso  .  .  .  diccmi  parole  di  lusinghe C.  ìi.  8.  83. 

dico  che  dice /<in>/^  lamentandosi C  il.  io.  17. 

cosi  termina  le  sue  parole C  ii.  10.  81. 

continuandosi  all' ultime  sue /wm/tf C,  il.  ti.  la, 

«  la  bellezza  neir  ornamento  delle  ^rTk/!r C.  lì.  13.  35. 

dirizzando  le  sue /^n>/# *     . C  ìì    13.41. 

che  alla  Canzone  \*anno  \c  parole C  ii.  la.  44. 

avea  toccate  parole  della  consolozioiK  di  Lelio C.  ii.  13.  19. 

che  avessero  ...  le  [non]  fittizie /<m>/*  apprese C.  ii.  13.  63 

volta  la  parola  fittizia  di  quello C  ii.  13.  77- 

siccome  si  vede  nelle /aro/r  armonizzate C  ii.  14.  183. 

la  quale  in  queste  parole  si  può  notare C.  ii.  16.  53. 

dirizzando  le /viro/r  alla  Canzone C.  iii.  1.  109. 

dico  .  . .  ascoltarti  quanto  alle  parole C  iii.  3.  139. 


459  PARTE 

parola.    Con  vii  paroU  Allora  m^  in|^uriava S.  P,  xxxvfl.  48. 

r  ho  vegliato  senza  dir /^rt>/a ,     , 5.  P.  ci.  aa. 

lodava  Con  sue /«irWr  e  con  lu9Ìng:he  tenere ^.  P.  ci.  39. 

Qual'  i  sol  d'  acqua  e  dì  paroU  frutto P,  F,  88. 

paroletta.     le  ptroUlt*  mie  novelle  Han  fatto  una  ballata BaU.  viii.  r8 

parte.     Sola  pietà  nostra  p4irtt  difende K  A^.  19.  4 1  (C«n«.  i.  aa). 

panda,     conxnensi  procedere  a  ragionare  le  paroU    .......  C  ìii.  4.  3. 

reggendo  altri  le  mie /aro/^  essere  minori  ...  se  difetto  fia  nelle 

mie  rimu,  cioè  nelle  mìe  parvi* C.  lii.  4.  33.  36. 

e  Bono  queste  parvù  del  IVofeia  in  un  verso  dd  S^tfmo    .     .     .     .  C  iii.  4.  78. 

segue,  che  questa  aia,  secondo  le  paro/e,  gentilissima C.  Si.  6.  io. 

non  pur  colle  parate  da  temere  di  trattare .     .  C  iii.  8.  li. 

secondo  quelle  ^ro/r  dello  frc/rsNU/iro Citi.  8.  14, 

cioè  quando  le  parole  sono  a  una  persona C  Ìii.  io  53. 

che  domandi /kiPt»/a  di  parlare C  iii.  10.  72. 

Per  che  le  parole ...  sì  dcono  .  .  .  sostenere  e C  iv.  a.  6a. 

che  .  .  .  più  volte  sono  le  sue  parole  dannose C  Iv.  a.  71. 

dice  «oa£f#,  quanto  alta  sentenza  óeWc  paroU C  iv.  a.  1x3. 

ai  poMono  rìducere  le  parole  del  Filosofo C  ìv.  4.  45. 

Dn  verbo  .  .  ,  che  significa  tanto  quanto  legare  parole C.  iv.  6.  ao. 

solo  di  legami  di  parole  t  fatto,  cioè  di  .  .  .  vocali,  che  sono  .  .  . 

legame  d*  ogni  parola C  Ìv.  6.  93,  35. 

ti  Poeti,  che  ...  le  loro  parole  hanno  legate C  ìv.  6.  35. 

che  le  %ìic  parole  sono  somma  .  . .  autoriiade C  iv.  6.  53. 

sicché  ...  si  può  dire  quella  parola  dello  EctUsiatte C.  ìv.  6.  173. 

queste  tutte /oro//  sono  di  Tullio C  iv.  la.  70. 

risponder  .  .  .  non  colle  parole  ma  col  coltello      ,.....•  C  Ìv.  14.  106. 

Queste  parole  posso  io  qui  .  .  .  preporre C.  iv.  16.  5. 

dinanai  é  scritto  a  queste /an>/r  del  Vangelo   . C  iv.  17.  103. 

solamente  le  parole  del  Salvatore  ascoltava C  ìv.  17.  :o5. 

B  chi  ben  vuole  por  mente  alle  evangeliche  ^«nilr Chr.  17.  111. 

secondo  la  ^nVd  dcU*  Apostolo C  iv.  00.  Si- 
che sta  contrario  tUe  parok  della  cormìoiie C  iv.  34.  154. 

quante  laide  parole  ritiene      .....     .     .     .     .     .     .     ...  C  iv.  b$.  94. 

ai,  che  a  una  donna  non  fossero  oneste  te  sue  parole C  iv.  «5.  99. 

parte.     Io  quella  parte  del  libro  ...  si  trova K  /V.  t.  I. 

che  ...  era  mosso  \-erso  la  porte  d'  oriente  delk  dodici  parti  V  una 

d' un  grado K. /V.  a.  11,  la. 

il  quale  dimora  In  quella  parte,  ove K.  M  a.  34. 

volae  gli  occhi  vcr^o  quella  parie  ov*  io  era K  A-  3.  10. 

Questo  sonetto  si  divìde  in  due  parti  :  che  nella  prima  parte  saluto  K.  ^V.  3.  91 ,  93 
La  seconda  ^rt/ comincia  qui\i  K.  /V.  3.  94  ;  7.  48;  8.  43.  73;  1  a.  134;  15.  65;  «4.73. 

che  questa  gentilissima  sedca  in  parte,  ove .     .  K  A*.  5.  ». 

di  tanto  amore,  quanto  dalla  mia  )torfr K  iV.  6.  5. 

Questo  sonetto  ha  due  parti  principali K  /V.  7.  38. 

che  r  estreme /ar/i' del  sonetto  non  mostrano K  A^.  7.  4& 

toccai .  .  .  ncir  ultima  ^rA  delle  parole K  /V.  8.  16. 

Questo  primo  sonetto  si  divide  in  tre  parti K  A.  8.  36. 

Questo  sonetto  si  divide  in  quattro /VarAi K/V.  8  66;  16.39. 

mi  convenne  ...  ire  verso  quelle  partit  ov' V,  S,  ^  ^. 

per  la  grandi^ima  parte,  che  mi  parve  eh*  Amorr  mi  d<MC  di  sè    •  K  A^.  9.  38. 

Queato  nonetto  ha  tre  parti  :  nella  prima  parie  dico  ..•,,.  K.  A^.  9  38,  S9- 

paasando  per  alcuna  patte  mt  negò K  .V.  10.  14. 

Dico  che  quando  ella  apparta  da  pawU  alcuna       K  A^.  1 1.  a. 


PARLARE  ^^VI^^^^^F  45^ 

parlare,     che  tu  girai  parlando  A  donne  msaaì       K  A^  19,  76  {Camm.  ì,  57). 

Che  fa  li  miei  sospiri  ^r  pmrìando K.  A^.  a8.  23  (,F.  C.  io)l 

Convcnemi^r£ar  traendo  guai K  A'.  33.  46  v^Cmw.  ìiì.  6).         j 

£  pcrcbi  mi  ricorda  eh*  io  parlai  Della . . .  con  vui.  Non  \'o*  patiart  ^H 

allrui K  A^.  33.  47  ^Cifw.  ili.  7%  50  (Cajw.  iii  loV       ^^ 

Onde  'I  parlar  della  vita  eh*  io  provo,  Par  che  at  drizzi  .     .     .  C.  ii.  Canm.  t  7  ;  7.  49L 

Di  cui  parlava  a  me  si  dolcemente C  ii.  CaHM.  L  16  ;  8.  54. 

V  umil  pensiero  che^W«r  mi  soolc  D*  un' C  lì.  C4in9.  i.  a8  ;  io.  9. 

Tanto  la  parli  faticosa  e  forte C.  ii.  Canm.  i.  35. 

Lo  suo>Viirfai'  ti  dolcemente  suona C  iìi.  Cana.  iì.  5. 

parlare,     mi  parca  che  mi  avesse  parlato  molto  oscuramente,  al  che 

io  mi  sforzava  di  parlari f.  A\  la.  35,  37. 

Ch*  è  ciò  .  .  .  che  mi  parli  con  tanta  oacuriude    .     .     .     .     .     ,     ,  K.  jV.  la.  98. 

si  che  tu  non  parli  a  lei  immediatamente K  M.  la.  66. 

che  non  sapesse  a  cui  fosse  il  mio  parlare K  A^  la.  138. 

non  è  altro,  che  queste  parole  eh'  io  parlo V.  N.  la.  140. 

quasi  per  disdegnoso  modo  di  paHart K  AC  13.  61. 

nelle  quali  parlando  a  lei  significassi K  AT.  14.  7S. 

acciocché  lo  mio  ^oWarr  sarebbe  in  damo K.  AT.  14.  ito. 

un  pensiero,  che  portava  di  questa  doanm K  A'.  16.  13. 

ne' quali /ttWoj' a  questa  donna K  A*.  17.  a* 

quella  .  .  .  era  donna  di  molto  leggiadro /nr/div K  A^.  18.  xa. 

Altre  v'  erano  che  parlavano  tra  loro J^.  iV.  r8.  so. 

Allora  queste  donne  cominciaro  a  ^rVanr  tra  loro K  A^.  tS.  41. 

E  poiché  alquanto  ebbero  ^riafo  tra  loro K.  A^.  iB.  46. 

questa  donna,  che  mi  avrà  prima  ^rVa/o K.  A^.  18.47. 

perchè  altro  ^oWiWT  è  suto  il  mio  t K,  A^.  18.  60. 

di  prendere  per  materia  del  mio  parlare K.  AC  x8.  6a. 

pensai  che  parlare  di  lei  non  si  conveniva,  se  non  che  io  parlassi  m  .  K  A'.  19.  5,  6. 

dico  che  la  mia  lingua  parlò  quasi  come  .  .  .  per  sé  .  .  .  mossa    .     .  K  A^.  19.  10. 

do  ad  intendere  a  cui  la  mia  intenzione  ò  di  parta n K.  A^.  ai.  46. 

uno  de*  quali  é  il  suo  dolcissimo  parlare ^.  A^.  ai.  51. 

che  avemo  udito  ;&ar7dnr  questa  donna  così  pietosamente    ....  1-".  AC  aa.  44. 

secondo  che  quattro  modi  di  parlare  ebbero K.  A',  ax  104, 

E  parlandomi  così^  cessò  la  forte  fantasia K  A'.  03.  99. 

dico,  parlando  a  indiffinita  persona F.  A^.  «3.  313. 

parvcmì  che  Amore  mi  parlasse  nel  core K  A^.  34.  aj, 

Dico  .  .  .  di  lui  .  .  .  anche  che  parlava K  A'.  85.  18.        * 

cotal  modo  di  parlare  fosse  .  .  .  trovato K.  A'.  a$.  50. 

sìa  conceduta  maggior  licenza  di  parlare K  iV.  35.  53. 

che  a  loro  sia  maggior  licenza  largita  di  parlare y.  N.  35.  57. 

che  li  poeti  hajiao  parlato  alle  cose  inanimate  ...  e  fattole  parlare 

insieme K  .V.  35.  61,  63. 

cioè  che  detto  hanno  .  .  .  che  parlano^  e  detto  che  molti  accidenti 

parlano K.  AT.  35.  66,  67. 

Che  li  poeti  abbiano  c<a\  parlato  .  .  .  appare  per  .     .  ....  K  A*.  35.  73. 

il  quale  dice  che  Giuno  .  .  .  parlò  ad  Eolo K  A*.  35.  75. 

Per  questo  medesimo  poeta /wr/d  la  cosa I-'.  .V.  35.  8t. 

Per  Lucano /dWd  la  cosa  animata  alla K.  A^.  35.  85. 

Per  Orazio  parla  V  uomo  alla  sua  scienza V.  N.  35.  88. 

Per  Ovidio  ^r/a  Amore,  come  se  fosse  .     *     . K  A^.  35,  94. 

che  né  lì  poeti  parlavano  cosi  senza  ragione,  né  qae*  che  rimano 

deono  peirlare  cosi K  A^.  35.  103,  104. 

parvemi  difetlivamenle  aver /ar/o/o K.  AC  3d.  7. 


453 


PARLARE 


parlare.     K  1  portar  nostro  che  non  ha  viJore  »... 

Quìvif  dov'  ella  fiar/a,  si  dìchlna 

Canzone,  e'  par  cbr  tu  f>arfi  contraro 

Madonna  ...  Io  partirò  dì  voi  in  ciascun  tato  .     .     , 

m*  han  chiuM  la  via  Dell*  usato  parian 

E  dopo 'I  falso /(ir/d  non  intero 

lo  vo^r/«iKdb  dell' amica  vostra 

Per  che  parlar  con  voi  si  vuole  aperto Can»,  r.  59. 

Ma  se  mi  dai  parlar  quanto  tomento,  Fa Caitt.  xt.  1 1 

Co^  nel  mio  parlar  voglio  esser  aspro Gma.  xu.  t, 


.  C  Uì.  Catta,  iì.  17  ;  4.  tip. 
C.  iU.  Cawa.  li.  41  :  14.  105. 
C  Uì.  Omhm,  ii.  73  ;  9.  ai. 
.  .  .  .  C  Ui.  dia.  ii.  90. 
.  .  .  .  C.  iv.  Cana.  iii.  8. 
.  .  .  .  C.  iv.  Canm.  ili.  43. 
C  iv.  CaM9.  iii.  146;  30.  59. 


parlare,     nella  Uraa parlo  mXX^  canxone pietosamente V.  N.  ^.  i^. 

Pou^ia  .  .  .  parlo  a  questa  mia  canzone K  AT.  33.  38. 

vede  bene  che  diverse  persone  parlano K  ^.  34.  13, 

dico  che  tutti  i  mìei  sospiri  uscivan  parlando K  A^  35.  33. 

un  sonetto,  nel  quale  io  parlassi  a  lei K.  A^.  36.  95. 

mi  venne  .  .  .  volontade  di  dire  parole,  parlando  a  lei V.  N.  37.  13. 

nella  priwa  parlo  agli  occhi  miei  siccome  parlai^  lo  mio  core  in  me 

medesimo K.  A'.  38.  af  '. 

manifestando  chi  è  che  cosi  parla K  JV.  38.  30. 

perocché  .  .  .  vinceano  coloro  che  per  lei  parlavaMO,  mi  parve  che  si 

convenisse  di  pariart  a  lei K  /V,  39.  37.  fl6, 

non  credo  che  .  .  .  udissero  parlar*  di  questa  donna K  VV.  41.  14. 

proposi  dì  dire  come  se  io  avessi  parlalo  loro K  A^.  41.  39. 

che  aon  donne  coloro  a  cui  io /^r/o K  A^.  49.  39» 

io  in  quella  dinaniì  all'  entrata  di  mia  giovcntutc  parlai    .     .     .     .  C  i.  1.  ia6. 
pariart  alcuno  di  »*  .  .  .  pare  non  lìcito  •  •  ,  pmrlart  .  .  .  troppo  a 

fondo,  pare  non  ragionevole  .     .     . C  i.  a.  9,  10, 

Non  ai  concede  . . .  alcuno  di  sé  medesimo  senza  . . .  cantone  partarr  C.  i.  s.  17. 
parlar*  non  si  può  d'  alcuno,  che  il  parlatore  non  lodi  o  non  biasimi 

quelli,  di  cui  egli  parla *,     .     .     .     .     .     .  C,  t,  a.  18,  ao. 

è  da  lasciare  di /ar/anr  sé  biasimando     •    •     . C  i.  a.  43. 

parlando  di  sé  con  loda  o  col  .  .  .  dice C  L  a.  68. 

per  rispetto  alla  cosa  dì  che  parìa C  i.  a.  70. 

per  .  .  .  cagioni  lo  parlar*  di  sé  è  conceduto C  I.  a.  88. 

mosse  Bocsio  di  %t  medesimo  a  partan  ..••......  C.  1.  a.  97. 

moase  Agostino  ...  a  parlar*  di  «è C  i.  a.  105. 

per  lo  presente  di  me /^Wanr • C  t.  a.  lai. 

a  coal  parlar*,  e  a  cosi  intendere C.  i.  a.  xa9. 

contro  a  coscienza  ^dr/d  .  .  ,  non  parla  contn  a  esM C  i.  3.  59,  6e. 

Di  questo  sì  pinzerà  altrove C  i.  5.  66. 

come  ...  fa  mestiere  Volgarmente  parlar* .     .  C  i.  6w  8. 

che  quando  parlano^  elle  aleno  intese C  i.  7.  73. 

largo  parlando  dico fT.  I.  7.  88. 

questi  fsnno  vile  lo /aWlar*  Italico.     . •  Ci.  il.  99, 

si  concede  .  .  .  che  uomo^Wi  dì  sé C  L  la.  84. 

delli  miri  generanti,  che  con  esso  parlavano .  C  i.  13.  33. 

suole  r  nomo  parlar*  all'  opera  medesima C.  li.  a.  71. 

Poi  dtrò  di  loro,  a  cui  io  parlo C.  ii.  3.  8. 

U  dove  d'  Astrologia  gli  conviene  parlar*  .    •    •    « C  ii.  3.  35. 

della  quale /aW(>  il  Salmista ••«*-•*•*  f.  ».  4.  41. 

netlì  quali  per  molte  maniere  dì  parlar*  .  .  .  INo  avca  \€>r  parlato    .  C.  il.  6.  6,  7. 

sono  quelli,  alli  quali  s*  intende  di  parimn C.  ii.  6.  161. 

io  .  .  .  deggio  loro  parlare « C  ii.  7.  «5. 

cha  'I  mio  parlmr*  a  loro  dee  csMre C  iì.  7.  47. 


)./ 


PARLARE.  ^^^^^^^^^^^^^^  454 

parlare.     Donne  gemili^  ii  cui  io  ho  pttrlato Gi/u.  xiiì.  73. 

Io  ho  patiate  a  voi,  giovani  donne Ca»ts.  xiii  85. 

Eì  pariiut  con  vocaboli  eccellenti Cans.  xìx.  4^. 

Che  '1  .  ,  .  signore  .  .  .  Appena  dì  parlar  di  lor  s*  aita Cans.  xx.  8. 

Secondo  il  lor  parlar,  fìiron  dilette Cans.  xx.  14, 

ascolto  nel  parlar  divino  Consolarsi  e  dolersi Con»,  xx.  73. 

SI  .  .  .  Che  paria  e  sente  come  fosse  donna      .     .     .     .    f     .     .     .  Sest.  i.  6. 

Foco  mettesti  .  .  .  Col  tuo  pariar  eh'  ancìde Bali,  iì.  7. 

Udite  la  ballata  mia  .  .  .  Q\\z  paria  d*  una  Donna &«//.  x.  3. 

Tutti  li  mici  pensicr /ffWBit  d*  Amore V,  Ti.  13.  36  \Son.  vi.  «;. 

parlare,    a'  pie  del  Sirt  di  costoro  a  cui  io  p«^Q C  ii.  8.  39. 

r  opera  di  costoro  a  cui  io  ^Wo     .......     4     ....  C.  ìi.  9.  16. 

queste  Inlclligfcpxe  (a  cui  io  p€uio) C.  ii.  9.  04. 

sarà  bello  terminare  lo  parian  di  .  .  .  Beatrice C.  ii.  9.  53. 

della  quale  più  ^rAm  ...  non  intendo C  ii  9.  54. 

ciascuno  poeta,  che  . .  .  Yxnnrxo  parlalo C  ii.  9.  69. 

la  cagione  del  suo  lamentevole  parlari C  ii.  io.  7. 

manifesto  V  anima  mia  .  .  .  con  tristìzia  ^r/«rr C  iì.  io.  17. 

che  ...  lo  mio  pensiero  .  .  .  paria  contro  agli  occhi C  ii.  10.  07, 

manifesta  1'  anima  nel  suo  parlare C  ii.  lo^  75, 

quella  parte,  nella  quale  parla  Y  anima O  iì.  11.  9. 

della  parte,  nella  t\\xa\c parla  lo  pensiero  nuo\'o C  ii.  II.  5. 

Virgilio,  d'  Enea  parlando  . .  .  pietoso  \\  chiama C  ìi  zi.  38. 

dico,  ^r/aM(/o  a  quelle  Intelligenze  celestiali C  ii.  li.  94. 

mi  rivolgo  .  .  .  alla  Canzone  ...  e  a  quella  paAo C.  iì.  la.  6. 

le  . .  .  per«Mie  che  in  essa  s'  inducono  m.parlart C  ii.  sa.  sa 

suole  lo  rettorico  indirettamente  ^WaiT  altrui C  ii.  la.  40. 

Prima;  perocché _/^/i<io*a  ^oWi  .  .  .  e  poi  ;  perocché /orU  parti   .     .  C.  ii.  ift.  49,  50. 

apersi  la  bocca  nel  parlarr  della  .  .  .  Canzone C.  iì.  13.  56. 

della  donna  .  .  .  non  era  degna  rima  di  Volgare  . .  .  parlart  .     .     .  C  ii.  13.  60. 

quando  dinanzi  al  viso  ...  lo  Rettorico ^r/n C.  iì.  14.  lao. 

quando  ,  .  .  per  la  parte  remota  si  parla  per  lo  Rettorico  .     .  .  C.  ii.  14.  laa. 

corpora  di  stelle  ...  di  cui  io  parlo .     .     .  C.  ii.  15.  aa. 

questa  Scienza,  di  cui  io  ^rVo    .     .     . C.ii.  15.  174. 

questi  movitori  a  cui  io  parlo C.  iì.  t6.  3. 

è  da  sapere  che  qui  parla  V  una  delle  parti,  e  là  parla  V  altra      ,     .  C.  ii.  16.  73  '^itisX 

di  questo  vocabolo  .  .  .  più  pienamente  si  parierà C.  ii.  16.  95. 

volontà  mi  giunse  di /ar/onr  d*  amore C  ììi.  i.  B3. 

che  d'  Amor  parlando,  più  bello  .  .  .  sermone  non  era C  iii.  i.  09. 

il  primo  verso,  nel  quale  proemialmente  si  parla C  iti.  i.  loa. 

della  quale  parla  il  Filosofo  ncll'  ottavo  dell'  Etica C  i>ì.  3.  89. 

quando  dico  :  Lo  suo  parlar,  ec.      £  ...  li  miei  pensieri  (che  sono 

parlar  d"  A  mor€\  suonan , C  iii.  3.  118.  119 

è  da  biasimare  ...  la  ajrttsza  del  nostro  parlarr C.  iii.  4.  38. 

in  quanto  la  colpa  si  dà  .  .  .  riparlare C.  iii.  4.  47. 

più  ampi  sono  lì  termini  dell'  ingegno  a  pensare  che  »  parlarr,  e 

più  ampi  sparlare  «he  ad  accennare C.  iii.  4,  no,  ni. 

se  '1  pensiero  nostro  .  .  .  é  vincente  del  parlare C.  iii.  4.  115. 

basta  alla  gente,  a  cui  parlo  .  .  .  sapere C.  iii.  5.  6a. 

cioè  nel /Vir^T  e  negli  atti C  ii>.  7- 9^- 

che  sotamenlc  1*  Uomo  intra  gli  animali  paria C.  iii.  7.  zoa. 

se  alcuno  x-olcsse  dire  .  .  .  che  alcuno  uccello ^orb*. .  .  rispondo,  che 

non  è  vero  che  parlino C  ììi.  7.  106,  110, 

la  immagine  della  ragione,  cioi  gli  atti  e  *\  parlart    ......  C.  ni.  7.  133. 


PARTE 


O  disnonta  te  1  specchio  dì  parit 


Cumg.  xviìi.  ufi. 


come  .  . .  ui  vide  in  partty  cne  il  ucere  e  oeuo can^.  xx.  stf. 

Buttn  le  parti  nude Cani.  xx.  93. 

K      &i,  che  r  Acqua  è  donna  In  quella  parti Stst.  iì.  30. 

^■rt&    li  ra^gi  ...  in  essa  non  si  terminano  in  parft C.  il.  14.  Sa. 

■       delle  veni*  otto  fiartt  V  una  del  diametro C  ii.  14.  96, 

B       quando  della  lettera  per  la^r^  remota  si  parla C  ii.  14.  lai. 

I       non  6  dalla  som  parte C  ii.  14.  agt. 

passando  per  altre  parti  non  convcnienli  .  .  .  arse  U  luogo .     .     .     .  C  ÌL  1 5.  50. 

era  lume  di  sole  hperco&so  in  quella  parte C  ìi.  15.  58. 

sotto  le  stelle  dì  quella  ;>(irY# C.  il.  [5.66. 

nultitudme  di  stelle  fìsse  in  quella  ^r/# C  ii.  15.  70. 

che  il  cielo  in  quella  ^r/<- é  pili  spesso C.  ii.  15.74. 

poco  più  che  la  sesta  parte  è  volto C  ii.  15.  1 15. 

ricevono  ...  la  virtii  di  tutte  le  loro  parti C  ìì.  15.  136. 

la  terza  parte  del  cielo  sarebbe  . .  .  non  veduta C  ii.  15.  140. 

intendere  .  .  .  infìno  a  quella ^r<r  dove  dice .  C  iì.  16.  18. 

qui  parla  1'  una  delle  parti C  ii.  16.  79. 

Questa  Canzone  principalmente  ha  tre  ^r/f' C  iii.  i.  loi. 

La  irraa  parte  è  *I  quinto  e  ultimo  verso C.  iii.  i.  107. 

di  queste  tre  ^r/t' per  ordine  ^  da  ragionare C  Ìli.  1.  ut. 

tfaccDdomi  dunque  dalla  prima  parie  .  .  .  dico  che  dividere  in  tre 

parti  si  conviene C  iii.  a.  a,  3. 
comixxria  questa  seconda /or//    .  C  iii.  a.  8;  tv.  3.  aS  ;  10.  34  ;   16.  33  ;  19.  13  ;  a3.  15. 

ÌM  questa  nobilissima  parte  dell'  Anima  sono C,  iii.  a.  133. 

per  Mrmte  s^  intende  questa  .  . .  nobilissima  parte  dell'  Anima      .     ,  C.  ili.  a.  137. 

ehe  della /dr^  perfettissima  paiono  difettivi C  iii.  a.  150. 

che  ^  quel  fìne,  e  preziosissima  parte  dell*  Anima C.  iii.  a.  156. 

dalla  parte  della  sua  generazione  ricevere  virtù C  iii.  3.  19. 

la  qnale  a  ciascuna  parte  pone  mano  al  ,  .  .  intento C  iii.  4.  aS. 

■Tvegnachi  le  cose  siano  parie  dell*  uomo  medesimo C  iii.  4.  61. 

•e  ...  mi  trasportava  in  parte  dove C.  ìH.  4.  103. 

1?  intenda  la  prima  parte  principale  di C.  iii.  4.  134. 

ragionando  per  la  prima  par/e C.  in.  5.  a. 

Della  quale  ...  tre  parti  se  ne  vogliono  fare C.  iii.  5.  4, 

Della  prima /«r/r  io  commendo  questa  Donna C  iii.  5.  6. 

La  prima ^ar// comincia C.  iii.  5.  ir. 

queste /tfrft',  secondo  ordine,  sono  da  ragionare C.  iii.  5.  16. 

totendo  .  .  .  qucita  parte  del  mare  e  della  terra  .  .  .  che     .     .     .     .  C  iii.  5.  34. 

dicendo  parte  del  mare  e  della  terra C.  iiì.  5.  a7. 

ILo  Cerchio  ...  si  é  quella  parte  del  cielo C,  iii.  5.  77. 

da  qualunque /«r/r  si  tira  la  corda C.  iii.  5.  loa, 

tio  Cerchio  .  .  .  che  sia  in  ciascuna  sua  parte C,  iii.  5.  109. 

U  .  .  .  Cerchio  .  .  .  sega  in  óuc  parti  opposite C.  iii.  5.  133. 

ti  dilungano  ugualmente  dal  ...  da  ogni  parte C.  iiì.  5.  139. 

la  quale  non  può  in  alcuna  parie  vedere C  iii.  5.  177. 

questa  palla  ...  in  ciascuna  ^W^  di  sé  riceve C.  iii.  5.  aoi. 

b  sentenza  delia  parte  alla  quale  a'  intende C.  Ìil.  6.  4. 

ia  questa  ^rYr  prima  comincio  . C.  ili.  6.  3. 

quanto  è  dalla /ar/r  del  mr^ C.  iii.  6.  lao. 

■       quesU  i  tutta  la  sentenza  UttrrmU  della  prima  parie  della  seconda 
paria  principale C  ìu.  6.  131,  iga. 
comincia  questa  parte  seconda  quando  dico C  iii.  7.  8. 

awr^aché  da  unti  parte  sta  da  materia  libera  C  iii.  7.  51. 


PARLARE  ^^^^^^^^F 

Pftrlare.     O  dolci  rime  chcpariando  andate  Della Som,  xL  i, 

E  tu,  Signore,  udendo  il  mìo  pariare S.  P.  xxxi.  37. 

Perchè  io  so  che  '1  tuo  parlar  non  mente      , S.  P.X,  15. 

E  diffamava  con  pariart  vario S.  /*.  ci.  37. 

E  perchè  guarda  alJ'  MxnWc  partarv  De*  suoi , . .  servi S.  P.  ci.  67. 

la  perfida  durezza  ...  il  mio  portar  non  stima S.  P.  ó.  71. 

parola.     Ed  ascoltando  Xt  parole  vuie f*.  .V.  33.  133  (Cane  ii.  5V 

E  lai  parolt  pone , C.  iv.  Cmms.  in.  88. 

parlare.     Aristotile  .  .  .  contra  Simonidc  ^ocXm.  parianda C  tv.  13.  71. 

chi  non  parterà  meco,  dicendo C  iv.  14.  tao, 

contro  a  costoro  Aristotile  )Wir/a  nel  primo C  iv.  15.  146. 

la  bocca  di  coloro  che  partano  inique  cose C  iv.  16.  4. 

uomini,  che  di  Nobiltà  hanno  . . .  iniquamente /kir^/o C.  iv.  c6.  15. 

riguardo  avere  alla  .  .  .  consuetudine  di  pariart ,     .  C.  iv.  j6,  41. 

le  Virtù  morali,  di  cui  si  paria C  i».  17.  16. 

Cristo  r  aflenna  .  .  .  parìando  a  Marta ,  C.  iv.  17.  95. 

questa  buona  cosa  di  che  sì  parla .  C  iv.  19.  4. 

di  che  tanta  gente  erroneamente /wirja C.  iv.  ao.  6. 

8*  io  parto  si  che  pare  forte  a  intendere C.  iv.  ai.  49L 

quel  stmi  ...  del  quale  al  presente  si  paria C  iv.  ai.  79. 

di  Tullio  .  .  .  che  parlando  in  perdona  di  Catone,  dice C.  iv.  ai.  81. 

delli  .  .  .  filosofi,  che  de'  beneficii  \\aLXn\o  parlato C  iv.  aa.  a. 

cosi  è  questo  di  che  ora  si  parta C  iv.  aa.  ioa. 

che  nella  nostra  ragione  ^aWd C  iv.  aa.  177. 

eh' è  questa  Felicità  di  cui  si  ^r/a ,     ,  C.  iv.  aa.  303. 

questo  seme  ...  di  c\i\  parlato  è  di  sopra C  iv.  33.  18. 

questa  Nobiltà,  di  cui  sì  ^r/d C.  iv.  04.  79. 

dare  a  intendere  che  egli  parla  all'  AdoUscnde     ...  .     .     .  C  iv.  34.  167. 

reg^gimenti,  che  sono  dolce  e  cortesemente  ^risrv C.  iv.  35.  14. 

di  quella  è  alquanto  con  diligenza  da  pariart C  iv.  35.  3X 

poi  lo  pudico  e  nobile  uomo  mai  non  paria  si,  che C.  iv.  35.  98. 

che  è /Vwc^rrua,  della  quale  si  ^ar/a C  iv.  a7.  81. 

eziandio  quelli,  di  cui  udiì/aWanr C  iv.  a8.  48. 

pCU'latore.     maggior  licenza  .  .  .  che  agli  altri  )^r&i/0n  volgari     .    .     .  V.  N.  35.  58. 

che  il  parialore  non  Iodi  o  non  biasimi  quelli     ........Ci.  a.  19. 

se  *1  parlatori  è  mal  disposto Civ.  a.  70. 

Panna.     Asdente,  il  calzolaio  di  Pamta^  sarebbe C  iv.  16.  70. 

pan^a.     Sotto  la  quale  rubrica  io  trovo  scritte  \^  parole K  M  l.  5. 

e  tremando  disse  queste  parolt K.  VV.  a.  114. 

e  parlando  .  . .  disse  queste  paroU K  TV.  a.  31. 

e  piangendo  disse  queste  ^/v// V.  N.  %.  37. 

che  ...  si  potea  dire  quella /kiraJ!a  del  poeta  Omero V.  N.%.  51. 

trapassando  ...  verrò  a  quelle  ^no// K.  W.  a.  65, 

la  prima  volta  che  le  sue  ^no/r  si  mossero  per .     .  r^.  iV.  3.  X9. 

e  nelle  sue  paroU  dtcea  molte  cose K  W,  3.  33. 

pareami  che  mi  dicesse  queste  parolt »  V,  Pi,  ^  45. 

r  arte  del  dire  parole  per  rima ^  iV.  3.  70. 

ove  s'  udiano  paroU  della  Regina  della  gloria ^>  iVl  5,  3. 

fu  .  .  .  cagione  di  certe  paroU,  che  nel  sonetto  sono K.  W.  7,  15. 

intendo  chiamare  .  .  .  per  quelle  parole  dì  Geremia V,  N,  *}.  40. 

mi  proposi  di  dire  alquante  parole  della  sua  morte f -*.  /V.  8.  13. 

nell'  ultima  parte  delle  parole  che  io  ne  dissi K  A^.  8.  16. 

che  Amore  mi  chiamasse,  e  dicessemi  queste /«roZr K.  JV.  9.  a4. 

di  queste  parole  .  .  .  ae  alcuna  cosa  ne  dicessi,  dilla K  Al  9.  31. 


'4-^5  ^H^HI^^^F  PARTE 

re     E  disse  :  Io  vegno  di  lontana /krr/f K  A^.  9.  53  {Son,  v.  io). 

AHora  presi  di  lui  si  g^Tan  pati€ K  A',  9.  56  {So»,  v.  13^. 

Guardando  in  quella /ar//,  end'  ci  venta K.  iV.  24.  57  {Son,  x'ìv.  8). 

non  poterò  Dir  di  lui  in  parte  eh*  assembrasse  il  vero Sott.  xxzviii.  3. 

pi^s.lte.    Viene  alcuno  dall'  una  fratte  della  campagna,  e  vuole  andare  a  una 

magione  eh*  è  dall'  &]irh  parie     ,.,,,,,,,,,  C  iv.  7.  63,  65, 

■■  alla  parte  dove  dee  non  va C  iv.  7.  76. 

H  te  cose  si  dcono  denominare  dalla  più  nobile  ^ort^ C.  iv.  7.  117. 

w  in  alcuna  ptirte  di  tutto  questo  libro  ...  mi  mostrassi     .     .     .     .  C  iv.  8.  33. 

che  la  scntenj!»  ...  sia  in  quesiti  parte  autentica C  Iv.  9.  1G3. 

verrò  a  quella  parie  ragionare  della  Canzone C.  iv.  10.  3. 

In  quelli  partt  riprovare  non  s*  intende C  iv.  io.  11. 

però  riprovando  sì  fanno  due  ^r/i' C  iv.  20.  19. 

La  seconda /of^/ comincia  :  Ni C  iv.  xo.  aa. 

è  riprovata  ...  in  quella  parie  che  le  divizie  tocca C  iv.  io.  9$. 

la  prima /VuY/ in  due  si  divide C.  iv.  io.  99. 

non  comprendono  ogni  formalitih  .  .  .  ma  molto  piccola  ywir/^      .     .  C.  iv.  io.  53. 
che  messere  lo  imperadorc  in  questa  parie  non  errò  pur  nelle  parti 

della  definizione C  tv.  io.  56,  57. 

TO)  rìcchczzei  vilissima/dr// delle  cose C  iv.  11.  30. 

quella  che  \-a  nell'  aìtn  parte C  iv.  la.  186. 

che  *1  cento  si  è  parie  del  mille  e  ha  ordine  ad  esso,  come  parte  d* 

una  linea  a  tutta  la  linea '  .     .     ,  C  iv.  13.  39,  33. 

n^  perfezione  di  moto  in  ywtr/r  alcuna C  iv.  13.  37. 

Uà  conoscere  ...  e  conoscere  .  .  .  non  é  parti  V  uno  dell'  altro      .  C.  iv.  13.  40. 

non  solamente  dalla /^rrr  dell*  uomo  desiderante C.  iv.  13.  78. 

deesi  fine  attendere  dalla /<ir/r  dello  scibile     ........  C  iv.  13.  80. 

i  Latini  e  dalla  partt  di  Po  e  dalla  parte  di  Tevere    .     .     .     ,     .     C  iv.  13.  129,  130. 

siccome  il  testo  pone  ìn  fine  di  questa  ^r/r C  iv.  13.  159. 

quanto  è  ìn  quella  parte  che  alle  riccheaxe .  .  .  **  in  quella  parte  che 

tempo  diceva  essere C.  iv.  14.  a,  3. 

questa  riprovazione  si  fa  in  quest.i  parte C.  iv.  14,  6. 

dico  Jnttlìetio  per  la  nobile  parte  dell'  anima C  iv.  15.  109. 

Questa  seconda />dr/tf  adunque  .  .  .  intende C  iv.  16.  19. 

partesì  questa  parti  in  due    . C.  iv.  i6.  aa. 

cumincia  questa  parie  seconda  :  Z,'  anima  .,,.,....  C  iv.  t6.  a6. 

La  prima /ar/r  ha  due /^r/i  ancora C  iv.  16.  98  (^s>. 

nd  trattato  ócììa  parte  che  sporrc  s'  intende C  iv.  16  99. 

io  quella /arfr  dove  aperse  la  bocca  U  .  .  .  sentenza C  iv.  17.  93. 

Maria  ottima  parte  ha  eletta C  iv.  17.  ioa 

tnfino  a  quella /wirf^  che  comincia C  iv.  iB.  5. 

In  questa  >^ri«  adunque  si  procede C  iv.  18.  7. 

cori  termina  .  .  .  questa  presente  parte C  iv.  18.  70. 

Poiché  nella  precedente /Off/ sono  pcrtrattate C.  ìv.  19.  1. 

procedere  si  conviene  alla  sepicntc  parte  ...  E  questa  si  vuole  in 

due  parti  riduccrc      .     ,     .     , C  iv.  19.  5,  7. 

Ad  evidenza  della  prima  ^ir/r .     .     .     .     .  C.  iv.  19.  15. 

La  qual  cosa  ora  in  questa  parte  prova C  ìv.  19.  19. 

quanto  è  dalla /arff  di  molti  suoi  frutti C  iv.  19.  54. 

che  la  KoUltà  si  stenda  in  parte  dove .     .     .  C  Ìv.  19.  73. 

se  non  ripercossa  da  Altra  parte  da  quella  illuminata C  Ìv.  90.  79. 

lo  cui  corpo  t  d*  ogni  partt  disposto  perfettamente C.  tv,  90.  89. 

per  ciascuna  delle  sue  )>aryi ...•••..  C  Ìv.  99.  8. 

perocché  in  questa  parte  occorre  a  me C  tv.  99.  10. 

II  h 


PARTE  ^^^^P  4G6 

parte.     Di  quella  pùrtt  dove  Amore  alberga  . . .  rìede Som.  xliv.  13. 

Che  in  o^i/kar// va  chiari  e  lucente San.  xlv.  6b 

Senza  confession  da  nostra  parU ,  P.  F,  105. 

partlcoUi.     Che  tal  detto  rivolse,  E  )'  ultima  parHcota  ne  tolse     .     •     .  C  iv.  Gwta.  in.  07. 

parte.     cono«rcndo  in  so  Awer&e  partì      .     .     •     .     • C.  iv.  aa.  73. 

concìossiaco«ich^  più  nohWt  parit  dell*  uomo  sìa  V  animo  .     .     .     .  C  iv.  aa.  75. 

«mando  di  sé  la  miglior  ^rf^  più C  iv.  aa.  79. 

quello  che  spetta  allagar// razionale C  iv.  aa.  95. 

il  quale  ...  è  uso  della  nostra  nobilissima  ^rt« C  iv.  aa.  137. 

E  questa  partt ...  lo  suo  uso  avere  non  può ,     ,  C  Iv.  aa.  140. 

Poiché  .  .  .  quella  per  le  sy^c  parti  .  .  .  é  dichiarata C.  ìv.  93.  3. 

da  procedere  pare  alla  parte  del  testo  che C'vr.  23.  6. 

Intorno  dalla  prìma  ^riSr  é  da  sapere  .     •..•......  C  iv.  «3.  17. 

con  quella  pari*  della  nostra  anima ,  .  .  ritoma C  iv.  93.  98. 

partesi  questa  parti  in  quattro  ...  e  comincia  la  seconda  parie  :  In 

GùwaMeaza « .     .  C  iv.  93.  36,  4 1 . 

questa  é  la  sentenza  di  qucsu  parti C  ìv.  93.  45. 

non  per  cerchio  ...  ma  per  parie  di  quello  ...  si  scopra   .     .     .     .  C  ìv.  33.  54. 

pare  essere  appropriata  .  .  .  una  parte  della C  iv.  93.  117. 

in  quattro  yfta'ti' si  divide C  tv.  23.  117. 

E  queste  parti  si  fanno  .  .  .  nell'  anno ,     .     .  C.  iv.  93.  1*7. 

lasciando  la  Srs/n  nel  mezzo  di  queste  j^ar/i     ........  C  Ìv.  93.  133. 

scn've  .  .  .  intomo  alle  parti  del  giorno C  iv.  33.  139. 

li  suoi  C^^En  appressa  quivi  d'  ogni  parie C.  Ìv.  33.  I48L 

r  UgiHo  della  prima  parte  del  di  ...  si  dice  ...  e  quello  della  terza 

parte  e  della  quarta C  ìv.  03.  150^  150. 

prima  che  suoni  per  quella  parte  .  .  ,  poi  che  per  quella  parte  è 

suonato , C  ìv.  «3.  154,  155. 

non  puote  ...  la  razionai  parie  dìscemcre C.  iv.  34.  18. 

quello  che  questa ^n^  .  .  .  intende  dì  mostrare C  iv.  04.  81. 

Egidio  .  .  .  nella  prima  parte  tUUo  Reggimento C  ìv,  94.  98. 

la  maggior  ^r/tf  dell' amistadi  sì  paiono  seminare C  iv.  35.  9. 

dice  questo  .  .  .  poeta  in  quella  medesima  ^rf/ C.  iv.  35.  109, 

conviene  gran  parte  delle  sue  operazioni  operare      , C  iv.  35.  i»9. 

che  T  corpo  è  bene  per  le  sue  ^r/i' ordinato  e      .......  C,  iv.  35.  131. 

allora  è /w/Zo  per  lutto  e  per  le /^rA C  iv.  35.  134. 

sopra  la  prima  particola  dì  questa  ^rf« C.  iv.  361  a. 

da  procedere  é  alla  seconda  ^rfr C  iv.  a6.  5. 

mostra  Virgilio  .  .  .  nella  parte  dell'  Eneida  ...  la  quale  parte  com- 
prende il  quarto  e  '1 .  .  .  libro C.  iv.  a6.  61^  6a. 

da  intendere  pare  alla  terzi  parte  che  comincia C.  iv.  37.  6. 

a  ciascuna  parte  della  nostra  età  è  data  stagione  a C  iv.  07.  ai. 

sapere,  che  ogni  tutto  sì  fa  delle  sucparfiy  ed  è  alcuno  tutto  che  ha 

.  .  .  colle  sue  parti C.  iv.  «9.  90,  93. 

una  essenza  di  tutto  e  dì  ciascuna  parte  sua  :  e  ciò  che  si  dice  nella 

parte  ...  si  dice  essere  in  tutto  ...  C  ìv.  99.  93,  94. 

che  non  ha  essenza  comune  colle  parti C  iv.  39.  97. 

si  dicono  essere  le  qualità  delle  ^rA*. C.  iv.  39.  ioa. 

questa  Canzone  ha  tre  parti  principali C.  Ìv.  30.  3. 

della  tcrzA  parte  principale  ...  é  da  ragionare C.  iv.  30. 

questo  intendo  ...  fare  in  questa /on** C.  tv.  30.  93. 

Questo  CoM/m^/i'*m3«/i'é  tutt' una  ^r/# ,  C,  iv.  30.  35. 

filoso6a  non  volge  lo  sguardo  suo  ...  ad  altra  parte C  Ìv.  30.  63. 

paitecipailte.     alcuno patien'pante  quella  essenza C.  ìit.  ti.  66. 


467 


PARTIRE 


partirei     Ed  altre  donne  .  . .  Feccr  lei  partir  via K  M  «3.  1 36  (Gim.  IL  9). 

Poi  mi  partia,  consumato  ogni  duolo K.  VV.  93.  307  {Cmns,  ii.  80). 

ParfisM  della  siu  [bella  persona  ...  1*  anima]      .     .      y.  JV.  33.  31,  69  {Càns.  iiì.  39). 

Che  dalle  genti  ver^gna  mì  parfg K  A"*.  33.  93  {Cans,  iiì.  53). 

/^artmtdo  si  dalla  nostra  veduta,  Divenne K  W.  34.  47  {Cans.  iv.  ai), 

che  bel  disdegno  Sarebbe  .  .  .  Partir  da  sé  beltà Canm*  x.  ai. 

E  se  pur  viene  quando  eli*  è  partita Cans,  x.  114. 

Stato  é  con  lei,  mentre  eh*  ella  é  partita Cohm,  xL  51. 

E  partir  le  conviene  innamorata Camm,  xiii.  aS. 

Sopra  colei,  che  piange  il  %uo  partin Cans.  xiii.  jo. 

Tu  rompi  e  parti  tajita  buona  fede Can»,  xvii.  4  r. 

Tutte  le  volte  ...  Ch*  io  da  lei  ^rto Sri/,  iv.  39. 


partecipare,  parti-,  non  che  la  natura  divina  sia  . . .  tna  da  quelle 
parteapafd,  per  lo  modo  quasi^che  la  nature  del  sole  é partecipata 
neir  altre  stelle C  iìi,  a.  43,  44 

1*  Anima  umana  .  .  .  partecipa  della  divina  nature C.  iìi.  a.  116. 

questi  rotali  meno  partecipano  del  nome  dì  Fitoaofò  .     •     .     .     •     «     C.  tìi.  li.  Ila. 

In  quanto  dalla  umana  intelligenza  è  ^rA'fij^M    ...,,..     C.  iìi.  13,  87. 

partes.     cui  simili  modo  st  habcnt  àrcut^fntntiat  part$s K  AT,  la.  33. 

particella.     E  intra  qursU  dut  partì  ha  una pmrHatta  .    ^    .   *•    .    .    .     K  AT.  ai.  39. 

partici  pare.    V.  partecipare. 

particoia.     questo  dico  in  quella  arguente /ar/Kc/a         ,     .     .     .     .     ,     C  iti.  4.  14, 

in  questa  lena  particoia  .  .  .  parlare  intendo     .     .     ,     •     .     .     .    ,     C,  ÌU.  B.  ai. 

poiché  ò  aperta  la  sentenza  di  quella  particoia C  ìii.  6.  39. 

mi  conviene  in  tre /WirffcoJk  divìdere ,     C.  Ìii.  9.  a^. 

cbe  .  .  .  levò  via  1'  ultima  particoia C  Ìv.  3.  46. 

r  opinione  dello  .  .  .  nell*  una  particola  .  .  .  toccò  delU C  Iv.  10.  9. 

L'  altra /arfiido/a  ...  a*  intende  riprovare    . C.  iv.  lo.  la. 

siccome  dice  il  testo  nella  prima /tir/iro/a C  ìv.  «4.  119. 

sopre  la  prima  particoia  di  questa  parte •     C*  iv.  a6t  r. 

Veduto  e  ragionato  è  . .  .  sopre  quella  particola C  ir.  37.  a. 

Appreaao  della  regionrta/arrtaa/a  é  da  procedere C  iv.  aò.  a. 

partiocìlare,  -alare,    la  natura  pmrticotart  è  obbediente  all'  imiver- 

tale C  i.  7.  54' 

e  per  conscguente  la  partieoiart ««Clv.  9.39. 

Natura  universale,  che  ordina  la  particuiarw  alla, C  ìv.  a6,  19. 

particolannente.     per  qualunque  modo  .  .  .  o  .  . .  Q  parHaimrmmtw     «     C  iv.  13.  84. 
particulare.    V.  particolare. 

partlCuletfaL     ciò  si  prova  io  dne^rfltfwJ<rMr  del  testo C.  iv.  11.  4. 

partire.     E  perocché  .  .  .  pare  .  .  .  mì  partirò  da  esse 

che  come  incbbrìato  mi  partii  dalle  genti     .     , 

che,  parttndotm  da  questo  luogo .  .  .  sentii 

La  donna . . .  convenne  che  si  partisse  della    . 

Appreaao  D  partire  di  questa  gentildonna,  fu    , 

per  la  quale  mì  convenne  partin  della . . .  dttadc 

cIk  pmrtitùmi  dalle  genti . .  .  andai     .... 

E  partitomi  da  lui,  mi  ritornai 

il  quale  poco  sì  parità  da  me      .*..*. 

Ond'  io  . .  .  quasi  vergognoso  mi  parta  da  loro 

condoaaiachè  cotale  partin  sia  doloroso      ,    . 

di  quelle  donne  che  da  lei  si  partiano     .     .     . 

la  tua  mirabile  donna  é  partila  di  questo  secolo 

onde  facendo  lei  partin  da  me 

che  . .  .  r  anima  sua  .     .  ai  parti  nella  prima  ora 

H  h  3 


y,  N,  ».  6». 
y.  N.  3. 91. 

K  .V.  5.  IO. 

y.  N.  7. 3. 
r  N,  8. 1. 

K  AT.  9.  3. 
K  AT.  la.  3. 

y.  N,  14. 64. 

K  M  15,  3. 
K  AT.  r8.  57. 
K  7^.  aa.  8. 

y.  N.  aa.  37. 

y.  N.  03. 44. 

K  AT.  aa.  94. 
V.  JV.  30.  a. 


PARTIRE  ^^^^^^^^^^^  4^ 

partire.     Dal  secolo  hai  partita  cortesia,  E K  JV.  8.  57  {Som,  ir.  (3). 

Che  fa  da*  polsi  I*  utinift  ^rfi'pv K  JV.  16.  37  (S»».  ix.  liV 

Per  che  ciascun  dolente  sen  parità K  iV,  35.  5»  {Som,  rrìii.  8V 

£  quei  che  dal  ctel  quarto  non  st  paHt Sott.  xx^'iii.  7. 

mi  credea  .  .  .  esser  partito  Da  queste  \'05tre  rime Son.  xxxir.  1. 

Partitavi  da  roe,  spìriti  rei .     .  S.  /*.  vi.  37 

K  'I  peccar  nostro,  che  da  Dio  ri  part£ P.  F.  lOI. 

Perchè  questo  da  Dìo  ci  parte  e  toglie     .     .     .     •     , P.  F.  i8a. 

Segue  il  mal  fare,  e/ary«sf  dal  bene P.  /l  190. 

partire,     ella  si  partì  nel  nono  mese  dell*  anno V.  N,  30.  4. 

ella  si  parfi  in  quello  anno  ...  in  cui K  W.  30,  7. 

Poiché  la  .  .  .  donna  fu  partita  da  questo  secolo V.  N.  31.  a. 

Onde /><iPti'/i' costorOf  rìtomaimì  alla  mia  opera K  V^T.  35.  14. 

però  ...  mi  partii  dinanzi  dagli  occhi  dì ,     .     .  V.  N.  36.  ao. 

cioè  Io  nome  ...  e  come  sì  partio  da  noi y,  N,  40.  33. 

mandato  a  partir*  una  zuffa,  e  prima  che  partisst  quella     .     .     .     .  C.  i.  3.  4,  5. 

coloro  che  partirò  di  questa  vita C  L  5.  62- 

rngìonc  che  partin  faccia  T  uomo  da  quello C  i.  20.  6. 

quella  che />aWi'rr  ne  faccia  da  quello C  i.  10.  18. 

commendano  .  .  .  partendosi  in  ciò  dalla  verità     .......  C  i.  io.  79. 

vcggendo  il  cerchio  %no  partire  dal  diritto  cerchio C.  ii.  3.  38. 

e  paritU  per  Ire  Gwrardtit C.  iì.  6.  39. 

come  da  Luì  si  partt C.  ìi.  6.  83,  87. 

chi  dalU  ragione  si  ^r/r C.  ii.  8.  34. 

cioè  dall'  anima  partita  d*  està  vita •  C.  ii.  9.  38. 

che  perpetuai  mente  dura,  che  è  partita .  C  ri.  9.  4^ 

La  quale  parte  ...  in  due  si  vuole  partire C.  ii.  ix.  9. 

quando  parilo  le  parli  ...  di  questa  Canzone C  ii.  IX  3. 

che  la  bontà  e  la  betUoMa  .  .  .  sono  intra  \oro  partite C  ii.  la.  33.. 

che  *1  Filosofo  . .  .  partendo  le  potenze  di  quella,  dice C  iiL  a.  84. 

quella  eh*  è  fondamento  puotc  per  sé  essere  partita  \  ma  1'  altra  .  .  . 

non  può  da  quella  essere /ar/i/a C  ìii.  a.  95,  97. 

siccome  sono  le  Sostanze /ar/i'/r  da  materia C.  in.  4.  93. 

t  partisi  per  due  archi  da  esso C  iìi.  5.  135. 

poi  il  vede^rA'nr  da  sé  .  . .  novantuno  di  e C  iii.  5.  179. 

anche  sì  jfttw// e  va  ver /.MnVi  novantuno  di  e C.  iii.  5.  183. 

partendomi  ésL  questa  digressione  .  .  .  ritorno C.  iiì.  io.  i. 

procurare  da  esse  di  partire C  iv.  i.  39. 

a  ciò  . .  .  intende  ...  a  partire,  dico,  la  malizia  dalle  cose      .     .     .  C.  iv.  i.  3a. 

li  quali  .  .  .  fare  .  .  .  partire  da  coloro  che  .  .  .  eran  da  me  odiati     .  C  iv.  i.  40. 

il  quale  .  .  .  parto  da  loro  e  danno      ..•.••.•...  C  iv.  x.  46. 

conviensì  quella  partire  prima  in  due  parti C.  iv.  3.  4. 

perchè  dal  parlare  usato  mi  parto C  iv.  a.  la. 

partire  si  conviene  per  le  sue  parti  principali  . C.  iv.  3.  3. 

che  ...  da  Dio  era  partita C.  iv.  5.  19, 

quegli  che  dalla  vìa  ...  sì  parte C  iv.  7.  109. 

Dunque  ...  e  cosi  da  quello  uso  partire  è  partire  da  essere      .     .     C  iv.  7.  xai,  laa. 

non  si  parte  dall'  uso  della  ragione  chi  ...  ? C  iv.  7.  133,  135. 

Certo  sì  parte C.  iv.  7.  107. 

per  la  quale  V  uomo  dalla  bestia  sì  parte C.  iv.  io.  4fl. 

e /tury/n  questa  parte  in  due C  iv.  16.  ax 

£  partesi  quesu  parte  in  quattro C  ìv.  33.  36. 

che  la  umana  vita  sì  parte  per  quattro  ctadì     ........  C  Ìv.  24.  3. 

quando  .  .  .  egli  sì  parti,  per  seguire C.  iv.  a6.  68. 


469  PASSARE 

partita.     Ch'  anzi  U  sua  partilm  V  ascolta  .  .  .  fl  suo  fattore     ....  Cans,  xiiì.  33. 

parto.     Quel,  che  produsse  la  Vergine  it\  parto P.  F.  isi6. 

partorire.     E  da  mia  madre  ^r/on'/o  fui  Essendo S.  P.  1.  17, 

parturire.     Che  r  orizzonte  ...  Ci  pnrfunyrt  il  geminato  cielo  .     .     .  CflJta.  xv.  3. 

parvente.    A  ciò  che  mi  rìscrìvan  sno  parvente f''.  W.  3.  79  (.Soh.  ì.  3). 

parvenza.     Perchè  vostra /«irtvHja  Ver  me  non  sia  lontana   ....  Ball.  iv.  j6. 

parvolo.     La  mia  persona /^rutWIa  sostenne  Una  pflssìon Ca»M.  x'm.  60. 

paaceffe     che  mi  torrci  dormir  su  pietra  ...  e  s^r  pase/ndo  V  erba  .     .  S*st.  i.  35. 

d'  csto  core  .  .  .  Lei  paventosa  umilmente  pascfa      .    .     .     .   K  /V.  3.  89  {Som.  i.  13). 
paanre.     Che  .  .  .  passan  si  che  'I  cor  ciascun  ritrova  .     .     .     ^.  A^.  19.  73  ;CaJu.  i.  54% 

Che  luce  .  . .  Pmsò  U  cieli  con  canta  virtnte K  iV.  3».  69  {Cttts.  lit  aa). 

E  benedice  ti  tempi  ^amA C  iv.  dna.  iti.  139. 

Col  numero,  eh'  ognora  passar  bada  ...........  Cam.  x.  73. 

Con  cs&c  passrrei  vespro  e  le  squille Cwu.  xìi,  69. 

siccome  quelli  Che  g:ià  vi  son  ^a&s«/i Cana.  xiv.  a>. 

Che  senza  lei  non  può  passart  un*  ora CoMa.  xiv.  7o< 

Levasi  .  .  .  Un  vento  ...  £  passa  il  mare Cam*,  xv.  17, 

P9»9tUo  hanno  lor  termine  le  fronde CanM,  xv.  40. 

partire.     Enea  .  .  .  quando  .  .  .  partUH  dalle  fatìcbe C  Iv.  a6.  96. 

a  quello  porto,  ond*  cUa  sì  partìo C  iv.  98,  9. 

cosi  la  nostra  Anima  ...  sì  parU  dal  corpo C.  iv.  aB.  30, 

Marzia  .  .  .  partissi  da  Catone  , .  .  per  che  significa  che  sì  parti  la 

Giotfrmtutt C  iv.  a8.  109,  1  ti. 

e  vuole  partirt  d*  està  vita  sposa  di  Dio C.  iv.  a8.  154, 

che  innanzi  \o\cte  partimi  d*  està  vita  sotto C.  iv.  96.  158. 

acciocché  più  celebre  e  ...  da  lui  si  patta C.  iv.  30,  aou 

partita,     se  della  sua  parhia  io  non  parlassi  .  .  .  dolorosamente  .     .     .  y,  N.  1.  9. 

trattare  alquanto  della  sua  partita  da  noi K  iV.  09.  13. 

nella  sua  parlila  .  .  .  pare  che  avesse  mollo  luogo      ......     K  A^.  09.  33, 

prima  dirò  come  ebbe  luogo  nella  nua  partita   ........      V»  N.  39.  36. 

dico  come  altri  piange  della  sua  partila K.  /V.  3;}.  30. 

partitore,     quando  dice  che  esso  fu  partiton  a  nuovo  popolo  .     .     .     .  C  iv.  37.  169. 

parto.     Ora  .  .  .  eh'  io  sono  per  II  parti  vota C.  iv.  ad.  135. 

partorire.     La  fama  buona  ...  da  quella  è  prima /viWon'te     .    .    .    .  C  I.  3.  51. 

Quella  mente  che  prima  la  ^rfonja C.  L  3.  54. 

parvente,     la  luce,  la  quale  ogni  colore  .  .  .  &rà/Varvnritr C  L  I.  ilo. 

parvificare.     perchè  magnificare  e  parvi/icarv  . ,  .  hanno  riapctto     .     .     C  1.  11.  131. 
parvolo.     Onde  vcdcmo  lì  parvoii  desiderare  .  ■  .  on  pomo      .     .     .     .     C  iv.  la.  t6i. 
C/,  pargolo. 

pascere,     oh  .  .  .  bestiuole  che  a  guisa  d*  nomini  paaceU C  iv.  5.  74. 

Poiché  furono  pax*ati  tanti  di K  M  3.  i* 

e  pauaaJa  per  una  vìa,  volse  gli  occhi K.  iV,  3,  S. 

/WiiMwrffì  per  alcuna  parte  mi  negò K  TV.  jo.  13. 

la  quale  . .  .  pttmavm  e  nedundav'a  la  mia  capacitadc K.  W.  1 1.  98. 

laalo  più  gravi  e  dolorosi  punti  gli  conviene  ^asaanr K  ^V.  rs.  15. 

però  non  mi  rìtraggooo  le  /aaaair  psasJofri  da K  M  15.  ai. 

materia  nuova  e  più  nobile  che  la  postata  .........     K  W.  17.  8. 

Cd  io  pasaamdo  preaao  di  loro  ...  fui  chiamato K.  iV.  18.  B. 

pmÈmnéo  per  un  cammino  .  .  .  giunse  a  me V.  N.  t^,  x. 

Appreaso  ciò  non  molti  di  pacati V,  N.  am.  ^ 

£  però  .  . .  donne  anche  p^umrQ  priaaii  di  me C.  jV.  aa.  4r. 

Appreno  costoro  pasamrtmo  altre K  ^.  33.  45. 

cea) /eiiaMAr  queste  donne,  udii K  iV.  aa.  51. 

oan  i  molto  numero  d*  anni  paualo^  che K  iV.  35.  30. 


PASSARE  ^^^^  47^ 

ch6  ...  La  morte  de*  passar»  o^i  altro  dolce Cana,  xt.  6$. 

la  saetta  .  .  .  Che  per  pnssan  il  core  —  messa  v*  hai Cmnc  xviì.  51. 

Maggior  tempesta  • .  .  Che  le  pasaatt  tue  pìeae  di Cuhm.  xviìL  58. 

Poiché  passa  ed  avanza  Natura  e  costumanza Bali.  iv.  04. 

O  voi,  che  perla  via  d*  Amor  ^a&sa^« K.  W.  7.  xB  (Sem.  ii.  iV 

Ov*  ella  passa  [,  ogni  uom  ver  lei  si  gira] V.  N.  ai    11  {Som.  xi.  3^,  4& 

Che  non  piangete,  quando  voi  passai*  ...  la V.  N.  41.  59  (Som.  xxiv.  $\ 

Oltre  la  . ,  .  Passa  il  sospiro  cb'  esce  del  mìo  core   .     ,     .  K  M  40.  48  {Som.  xxv.  •), 

Qucst'  Ognissanti  prossimo  passato    .     .     .     .    • Sem.  zxix.  a. 

Ben  gli  de*  M  cor  passar^  se  non  s^  arretra  . Som.  zxxL  6. 

Per  .  .  .  Fassa  una  Donna  baldanzosamente Som,  xliv.  3. 

passato,  N.     £  quei,  che  nel  passa/o  mi  lodava S.  P-  à.  aB. 

E  quel  che  tu  hai  (atto  nel  passato S.  P,  cxliì.  Sf. 

passero.     Ho  fatto  come  il  ^os^rr  solitario S.  f .  ci,  03. 

passione.     La  mia  persona  .  .  .  sostenne  VnApasston  nuova  ....  Cama.  xìij.  6x. 

Anzi  è  una  ^-ssibn/ in  disianza .     ..., Som.  xxxviii.  ix. 

passare,     quando  passava  per  via,  le  porrsene  correano K  A*.  a6h  4. 

Dicevano  molti,  poiché /as5a/a  era y.  iV,  9^  15. 

nella  quale  mi  ricordava  del  passato  tempo K.  iV.  36.  3. 

secondo  I*  ordine  del  tempo  passato V.N.  40.  to. 

avvenne  .  .  .  che  alquanti  peregrini  passavano  per  una  via      .     .     .  K.  A.  41.  7. 

parrebbero  turbati, /v>£5api^o  per  lo  mezzo  della K.  W.  41.  ai. 

Onde, /^(Msa/i' costoro  dalla  mia  veduta,  proposi        K  AT.  41.  S7. 

puossi  passan  con  questa  divisione V,  N.  49.  44. 

la  quale  passare  non  si  può  senza , C.  La,  So. 

ma  passa  quelli.     E  quando  .  .  .  li /ossa  .  . .  quando  inganno  .  .  . 

li  fa  passare C  i.  3.  57,  58,  60^ 

li  quali  passano  a  vedere  quello      ............  C.  i.4.  04. 

qui  avrebbe  passato  il  loro  comandamento   . C  i.  7.  87. 

se  ...  al  passar*  d'  una  strada  salta C  L  xi.  63. 

raggio  che^ossci  per  le  pupille  del  vipistrello C  ÌL  5.  127. 

certo  sono,  ad  altra  vita  migliore  .  .  .  passan  ........  C.  iì.  9.  134. 

per  la  passata  sposizione  .••..• C.  ii.  13.  79. 

etPMssando  per  altre  parti . . .  arse  il  luogo,  per  lo  quale  passò  .    .  Cu.  15.  49,  51. 

sicché  ^assnr  più  oltre  non  può C.  ÌÌì.  9.  77. 

per  ogni  lato  mi  passava  lo  raggio  loro ,     ....  C  ili.  io.  38. 

quel  punto  non  passa  se  non  per  errore C.  iii.  25.  96. 

che  non  passassero  li  suoi  confini C  ili.  15.  173. 

Cesare  .  .  .  venne,  per  passar*  il  mare  Adriano C  iv.  13.  lax. 

Ponesti  termine,  il  quale /ajsarv  non  si  può C.  iv.  93.  80. 

btHédiu  ...  in  questa  età  //  ttmpi  passati C.  iv.  a6.  83. 

se  io  non  fossi  per  cotale  cammino  passato C  iv.  a8.  93. 

passkmato.  veggcndo  siccome...  quella... /«ssfbNd/d...  essere  conviene  Ci.  i.  117. 

questi  .  .  .  passionati  mal  giudicano C  i.  4.  54. 

passionata  di  tanta  misericordia  sì  dimostrava C  ii.  2.  x6. 

della  quale  parca  1*  anima  ^ojui'oMa/a C  it.  11.  33. 

di  nulla  di  queste  puotc  V  Anima  essere  passionata C  ìiì.  8.  88. 

il  principio  delle  quali  è  per  natura  ed  passionato C.  iiL  8.  X76. 

dell'  anima,  che  di  troppo  disio  era  passionata      .......  C  iii.  to.  10. 

Onde  ...  1'  anima  piii  passionata  più  si  unisce     .     • C  iii.  10.  imx 

passione,     soprastare  alle  passioni  ed  atti  dì  tanta  gìoventudine .     .     .  V.  IV.  q,  60. 

perù  non  mi  ritraggono  le  passate /4-s«fow  da K  A^.  15.  si. 

la  infamia  dì  tanta /OASioiw  avere  seguita CLa.  1x7. 

che  non  passton*,  ma  virtù  si  è  sUta  la  .  .  .  cagione C  i.  a,  laa; 


47^  ^^^Hif^^  PATRIA 

le.     £  per  SUA  Passwn  lutti  salvarne P.  F.  99. 

chJ  con  .  .  .  Crede,  ò  salvato  per  sua  passioH* P.  F.  49. 

Non  son  però  tornato  un  fittsso  arretro Cama  xv.  63. 

^^H  Hacometto  .  .  .  Che  ttcn  Giugurta  e  Faraone  al  pasto    .....  Ca$fA,  xviit.  73. 

^^P  Quando  il  Sole  ritoma  al  primo  pasto S.  P,  ci,  39, 

f  pasto.     Citta  M /Wi.«to  ver  lui,  tanto  glien  cale r«Ha.x.  ita. 

pater.     La  prima  è  V  orazion  del  Pat^k  mostro P.  F.  aio. 

patria.     O  patria^  degna  di  trionfai  fama Catu.  xviil,  1. 

passione,     maculato  da  alcuna  passione C  ù  4.  69. 

che  sì  chiama   misericordia,  ed  è  patsione.     Ha  pictade    non  è 

pmsmom C  ii.  ir.  43,  44. 

apparecchiata  di  rìceverc  ...  e  altre  . . .  ptashni    .     .     .     .     .     .  C  ii.  11.  47. 

conoscer  si  può  la  sua  presente  passion* C  iii.  8.  Sa. 

concioesiacosachè  sci  passioni  siano  proprie  dell*  Anima  umana      .  C.  ìii.  8.  83. 

intra  le  ^«saioiaconnaturBli  e  le  consuetudinarie C  ìii.  8.  170. 

che  .  . .  tanto  più  è  forte  però  \m  pastiotu ,     .  C  iti.  10.  15. 

perocché  1'  essenziali  patmoni  sono  comuni  a  tutti C.  iii.  1 1.  64. 

r  uno  e  r  altro  termine  .  .  .  delle  passiom  sì  chiamano  per  lo  voca- 
bolo .  .  .  della  passiotu  . .  .  siccome  . . .  *  O  Speranza . .  .*  (eh'  è 

pasMtmi) C.  iii.  11.  156,  157,  161. 

che  le /aanoHi*  della  persona  amata  entrano C  iv.  i.  11. 

e  cosi  1*  odio  e  *1  desiderio  e  ogni  altra  ^j5inMy    .......  C  ir.  i.  14. 

Io  lei  seguitando  nell*  opera,  siccome  nella  passùmt      .     ,     ,    .     .  C  iv.  t.  36. 

cioè  ...  di  nulla /««svcw  avene  sentore C  iv.  6.  90. 

riluce  in  essa  ...  le  laudabili  potsiom C.  iv.  19.  41. 

la  qual  vergogna  non  t  Virtù,  ma  certa  pastton  buoDA C  iv.  19.  80. 

t  una  coaa  mista  di  Nobiltà  e  di  pa.t.tioMé C  iv.  ao.  i*]. 

che  r  uomo  s'  ausi  ...  a  rìrncnarc  le  sue  patdom C.  iv.  ai.  taS. 

Anche  è  necessaria  ...  la  passiotu  della  ytrgogm» C.  iv.  35.  33. 

che  per  Vtr^ogna  io  intendo  tre /«««i'omi  necessarie C  iv.  95.  33. 

tutte  queste  cose  (anno  le  ptuaiom  sopraddette     . C  iv.  95.  45. 

passivo,     ha  in  %é  principio  di  questa  natura /omiini C.  ii.  6.  156, 

pnsso      una  ripa  di  mille />asj) C.  i.  ii>  61. 

si  va  . .  .  lasciando  le  vesiigìe  de'  suol  posai C  W.  7.  69. 

pastore,     non  ostante  che  il  pattort .  .  .  dinaniì  sì  parava  .     .     .     .     .  C  Ì.  11.  68. 

dì  ricevere  la  rosa  dal  Romano  Pattort C  iv.  99.  93. 

pastura,    quelli  che  in  bestiale  postura  veggiono  . . .  gire  mangiando  .     T.  i,  i.  60. 

fuggito  dalla  pattttm  del  volgo   ..•..•••••...     C  i.  i.  69. 
paterno,     mirare  alle  vestigie  dcUi  ^/rrm' piedi   . C  iv.  34.  156, 

da  quello  che  loco  paUtmo  tiene C  iv.  94.  i8a. 

solo  nella  pattma  faccia  ...  si  tennero  volti C.  iv.  05.  86. 

patire,    che  la  farò  loro  e  guatare  e  potifv C.  i.  i.  tot. 

che  non  paff  alcuna  interra  iasione  ovvero  difetto  .     ......     r.iiL  11.146. 

patria,     chiunque  é  fuori  delta  9ua  patna K  W.  41.  39. 

Ipcrò  che  ...  fu  piu  lontana  dalla  sua  patnm .     .     K  M  41.  49. 
lo  quale  fuori  della  sua /o/ria  vi  sta f '.  AT.  49.  aa, 
meno  onorato  nella  sua  patria .     C  ì.  4.  Sa. 
O  consolaiione  ..■  della /«/na  perduta C  iii.  fi.  t68. 

le  UuJUgenzc  che  sono  in  eiilìo  della  superna  pmtna C.  iii.  13.  la 
per  non  volere  abbandonare  sua  patrio C.  iv.  5.  1 10. 
Curio  ...  per  cariti  della /«/rù  niùilare C.  iv.  5.  it^ 
che  posero  U  loro  vita  per  la  pahìu C.  iv.  5.  ta4. 
non  s  96,  ma  sUs  paino  e  .  . .  nato  essere  credea  •  •  .  .  .  .  C  iv.  07.  30. 
O  mtaers,  niaers  fotrio  mls C  Iv.  s^.  97. 


PATTO  ^^^^  ^^m^^^^^m  473 

patto,     per  cui  si  martini ...  e  rompe  fede  e  patti P.  F.  197. 

panra.     Donna  ...  Si  mosse  con  pa$irm  a  pianger  forte      .     .    K  A'.  33.  133  (Cama.  n.  €K 

Hi  fan  pensoso  di  />aMra  forte ''^  •^-  34-  35  (Cwt*.  i»,  9>. 

Ha  trasmutala  in  tanto  .  . .  Che  n*  \aà  paura Cu.  CmttA.  i.  45. 

Che  quegli  tcmCf  e' ha  del  raal/dwrv Cipu;.  ix.  84. 

Si,  eh'  io  non  tremi  tutto  di  paura Comjl  xi  55. 

Tal  eh*  io  rimasi  di  paura  pieno CtMJ.  xiìi.  6a. 

la  bella  figura,  Che  già  mì  fa  paura Caum.  xiii.  8au 

se  paura  già  ...  M*  ha  così  concio Cau*,  xvit  sa. 

E  di  sentirlo  meno  ho  più  paura JSo/f.  iii.  3. 

Lì  strugge  Morti:  con  tanta  paura fìait.  v.  9. 

Che  (a  chinare  gli  occhi  per  paura Boti.  x.  6. 

Tremando  di  paura  eh*  t  nel  core K  W.  13.  43  «Sem.  vù  8). 

Sicché  mì  giunse  nello  cor  paura  Di  dimostrar     .     .     .     .    K  A',  36,  35  {Sem,  xix.  -j). 

Chi  guarderà  giammai  senza  ^ura     ...........  Som,  xxvi.  i. 

da*  suoi  raggi  . .  .  piove  Tanta  paurOj  che Sou.  xxviL  6. 

E  messo  ha  di  paura  tanto  gelo .Som.  xUx.  9. 

patiroso.  -uso.     Che  fiere  tra'  mici  spirti  pauntà K.  AT.  14.  87  {Som,  vii,  g\ 

Riconfortando  gli  occhi  paurust S<m.  xxvìi.  xo. 

paventoso,    d'  esto  core  ...  Lei  paventosa  umilmente  pascea     .  K.  A^.  3.  89  {Sem,  i.  13V 

pazieoza.     E  voglio  sostener  con  gran  patUnaa S.  P.  xxx\'u.  71. 

pfl^zo.     Aver  udito  ncll*  ctade /aa*a S.  P,\,  33. 

peccare.     In  te  ho  io  peccato  solamente S.  P.X,  13. 

Oh  quanto  mi  rincresce  aver  peccato S.  P.\.  aa. 

Ch' ci  può  più  perdonar,  che  ^(xnr  io    . S.  P.  cxxìx.  ar. 

per  purgar  la  ...  E  *1  peaar  nostro,  che  da  Dio  ci  parte    ,    ,    .     .  P.  P.  101. 

Acciò  che  tal  peccar  da  noi  sia  tolto P.  P,  xsa 

patto.     Dammi  li /ki//i  degli  antichi  letti  .     .    ^ C  ìv.  38.  143. 

paura,     dimorai .  .  .  con  paura  di  cominciare .     .     .  K  Af.  t8.  68. 

con  grande  paura  cominciò  a  piangere K  iV.  33.  90. 

mi  domanda\'ano  di  che  io  avessi  avuto  paura f^,  N.  aj.  i  tói, 

recano  .  .  .  con  questo  ^ura C  ìv.  la.  51. 

tormento  hanno  nella /aura  di  perdere  quelle C  iv.  la.  69L 

Quanta  pemrm  è  quella  di  colui C  iv.  13.  97. 

in  loro  è  laudabile  la  paura  del  disonore  ricevere C  iv.  19^  90. 

un  rìtraimento  d*  animo  .  . .  con  paura  di  cadere C.  iv.  as-  70^ 

La  Vertcundia  è  una  paura  di  disonoranza  ...  E  di  questa  paura 

nasce  uno  pentimento C  iv.  95.  103.  105. 

patiroso.    verso  quella  parte  òv*  io  era  molto  ^wn»o K  A^.  3.  io. 

una  figura  d*  uno  Signore,  di  pauroso  aspetto  a  chi K.  AT.  3.  30. 

paventare,    e  pavettiando  assai,  imagìnai V,N,  03.  4U 

Pavia,     potrebbe  dire  quegli  di  san  Nozzaro  di  Pavia C  iv.  99.  37. 

paziente.     U  sua  lunghezza  ^aawM/^  sostenga C  i.  zo.  aa. 

r  atto  dell'  agente  si  prende  nel  disposto  poMÌnUe C  ii.  io.  67. 

quanto  T  agente  più  al  patUntt  si  unisce C  iii.  io.  14. 

quando  .  .  .  conosce  X  amico  suo  non  paàint* C.  iii.  10.  63. 

discendendo  la  toro  virtù  nelle /OJÙ-tt/i  cose C.  tii.  14.  19. 

pazientemente.     Io  agricola  aspetta  .  .  .  paaùnteuitute  sostenendo  .     .  C.  iv.  3.  86. 

pazienza,     la  quale  modera  ...  la  nostra  troppa  pa*\enaa C  iv.  17.  5». 

per  lo  suo  senno»  che  ^pamen^  lo  tenne C  iv.  37.  i66w 

peccare.     ncUa  quarta  dico  che  pecca  quegli  che K  iV.  15,  56. 

peccato  avrebbe  non  pur  nel  difetto      ...........  Ci-  7.  60. 

veggendo  che  nelle  nostre  operazioni  si  potea  peccare  e  si  peccava  nel 

troppo  e  nel  poco C  iv.  6.  1 19  {èù\ 


473 


PENA 


peccare.     E  tutti  quei,  che  del  yvnmrson  dcghi    ........  P.  F.  a^B. 

peccato.     Io  canterò  .  .  .  Contr*  al  p*cmto  ...  di Cam,  xix.  8. 

Premio  face  [chi  allor  ini  vide] .     .  K  /V.  15,  36  {Son.  viiì.  9',  67. 

E*  fa  ptccato  chi  mai  ne  conforta K.  .V.  aa.  98  (Som.  xiii.  io). 

Cavami  V  alma  fuor  delle  fienaia S.  P.  vi.  tS. 

Della  tua  ira  contr'  a'  miei  fiatati S.  P.vX,  30. 

E  più,  che  le  ^wra^a  de' dannati S. /*.  vi.  36. 

E  sono  rìcopcrti  i  lor  pteeaH S.  P.  xxxi.  3, 

Ai  quali  .  .  .  Wcnn  peccato  non  imputenuiDO S.  P.  xxxi.  9, 

dicendo  il  mio  fiecmto.  La  mìa  parola  non  sarà S.  P.  xxxi.  39. 

Per  li  fifccaii  grandi,  eh*  i'  ho  commessi S.  P.  xxxvii.  74. 

che  . .  .  discacci  Ogni  ptetato  ed  ogni  iniquitadc S.  P,  \.  6. 

E  sempre  il  m\o  finttUo  ho  nella  mente S.  P.  ì.  tt, 

rìvulgi  la  tua  faxza  Dalli  fitttati  mici S.  P.\,  35. 

se  tu  guardi  alle  ptccata S.  P.  cxxix.  7. 

e  mondai  tutto  D'  ogni  pfccaio P,  F.  87. 

Quantunque  torni  di  fintato  brutto ,  P»  F,  90. 

Contra  questi  pt€cah'  abhiam  Tortessa P.  F,  305. 

e  ti  piaccia  Che  ne  perdoni  gli  fittxmà  nostri P.  F.  at8. 

peccatore.     Ad  esser  giusto  contro  a* /Mca/on' S.  P.  vi.  5. 

Che  li  flagelli  dello  fittmtort  Saranno  assai S.  P,  xxxi,  74. 

Ched  io  non  mi  conosca  fieceaton S,  P.  xxxvii.  65. 

Il  qual  non  \'uoi  che  il  fiftcatort  nuora S*  P.  cxxix.  14, 

peccatrice.     O  gloria  dell'  alme  pttcatnci S.  P.  xxxi.  ^a. 

pecorella.     A  dar  U  fitmnl/a  per  lo  vizio .     .  5.  /*.  L  6a. 

pcg^O.     Ma /r£f  IO  fia  la  lonza  del  castrone .  Son.  liii.  3. 

pellegrino.     Levaci  ...  Un  vento  fitlieffrin,  che  1'  aer  turba    ....  Otna.  xv.  15. 
C/.  peregrina 

pellicano.     Simile  fatto  sono  al /V//jVuho 5.  P.  ci.  16. 

pena.    Gli  occhi . . .  Hanno  di  lagrìmar  sofTerta  fittta   .     .    .     K.  /V.  33.  40  i^Caiu.  ttt.  a). 

Giugnemi  tanta  ^ma  d'  ogni  parte K  A^.  3a.  90  {CauA.  ni.  50;. 

L'  anima  .  .  .  Cosi  dipinge,  e  forma  la  sua  fiemm Cana.  xì.  ai. 

Che . .  .  Sentito  hwi  fifnm  dell'  altrui  dolore BaU^  ii.  14, 

peccato.     Li  quali  sono  tanto  inumani /mvuiA' .Ci.  la.  8a. 

nella  uscita  dell'  anima  del  fitccato , C  U.  1.  64. 

che  fu  principio  del  fitaaio  della  Natura C.  tii.  4.  67. 

che  per  lo  fienaio  dclU  ...  da  Dio  era  partita  e C  iv.  5.  iflL 

peccatore,     quando  comanda  al  fimaion      •    •     • C.  i.  7.  59. 

Non  ti  possano  lattare  ...  lì  fieaatori C.  iv.  34.  X47. 

pecora,     miseri  quelli  che  colle  fiteort  hanno  comune  cibo C.  L  l.  54. 

Questi  sono  da  chiamare  ^rorr  .  .  .  che  se  una  pt€om  si  gittaasc  .  .  . 

e  se  una  ptrora  .  .  .  salta C  I.  1 1.  59,  60,  6a. 

quelle  che  hanno  . . .  spirito  tti  fita>ra C  U.  0.  33. 

poconia.     '  Fatevi  amid  della /^fftiM/d  della  iniquItJk  * C.iv.ti.  ita. 

né  \cfi*atm*  di  ...  tra  cose  buone  o  . . .  essere  dissi C  iv.  la.  57. 

Allora  4  buona  la /voima , C  Iv.  13.  140. 

peggio,    che  fif£gio  sta  biasimare,  che  lodare C.  i.  a.  03. 

Oli  firggio  che  morti,  che  .  .  .  fuggite C.  ili.  15.  178. 

pelago,     entro  in  f^tago  con  bpcranxa  di  dolce  cammino   .     .     ,     .     .  C.  ti.  1.  7. 
Peleus.     che  questi  fu  padre  ...  dì  Ptitut  .  .  .  del  quale  Telamone 

nacque  Ajace»  e  dì  Pelnts  Achille C  iv.  97.  193,  194. 

peU^rtoo.    nella  prcacnxa  dcUi  dae  fitUtgtim C  iv.  35.  83. 

pena,     ond'  io  ,  .  .  soffersi .  .  ,  amahssima  firna KM  aj.  5. 

né  io  sofferto  avrei  fitma  tngiustamcotc  ;  /«m,  dicow  d'  caiUo  .    .    .  C  i.  3.  19  ;to]. 


PENA  ^^^^m  474 

pena.     Ma  quelli,  che  n^  uscÌAn  con  maggior /^ma      .     .     .     ^  A*.  35.  56  (Som.  xtìu.  sa). 

Gli  occhi  dolenti  per  soverchia  yv^o  .     ,     .     ,     , Som.  xhriL  6^. 

£  veggio  Amor,  che  m*  impromette,  ^irwi   .........  Som.  L  xi. 

ho  meritato.  Ed  ogni  ^md  ed  ogni  gran  dolore S.  P.  xxxtìÌ.  69. 

Sempre  in  Inferno  speri  ^iM*  e  guai P. /*.  59. 

Alle  qiiai  ffnf  rimedio  giammai  Non  vi  si  tro\*a P.  f.  61. 

Dalle  quai  perir  noi  alme  tapine  Ci  guardi  e  campi P.  F.  64. 

Ira  all'  irato  sempre  accresce  fiiHé P.  P,  igo. 

enltecusa.     La  penitmsa  mia  è  pigra  e  tarda S.  P.  xxxi.  afi. 

Che  convcrtonsi  a  te  per  peniUrtMa ,  S,  P,  xxxi.  53. 

Onde  io  voglio  far  la  penitenza S.  P.  xxjc-nì.  75. 

lo  son  disposto  a  far  la  pettiUnaa S.  P.\.  25. 

La  Prtiìiertsa  abbiam  per  nostra  frusta P.  P.  ioa. 

petina.     di  prestare  ...  A  questa  penna  lo  stancato  dito Son.  xxjeìv.  & 

pensamento.     II  . . .  desìo,  Ch'  io  ho  di  dire  i  pensamenti  buoni .    .    .  Som.  xlvi.  4. 

pensare,     lo  dico  che,  pensando  il  suo  valore K  TV.  19.  04  (Gnu:  t  5). 

Mentre  [Mcntr*]  io  pensava  [la  mia  frale  vita]  .     V,  N,  33.  156  (Coiu.  ìt.  99),  318,  937. 

spesse  fiale  pensando  alla  morte,  Me  ne  viene V.  N,  32.  86  (Cdfu.  iii.  46). 

"E,  pensa  di  chiamarla  Donna  ornai C  ii.  CaMa.  ì.  48. 

Costei  pensò  Chi  mosse  1'  universo C.  iiì.  Camm.  ÌL  73  ;  8.  aoS  ;  15.  i6a 

qualora  io  penso  Di  lei  in  parte,  ov* Ctfu.  xii.  a^. 

quando  penso  a  cui ...  di  tutto  son  contento Cana.  xìr.  43. 

Quand'  io  penso  un  gentil  desio  .  .  .  Panni CdMJL  xiv.  49. 

Perocché  . .  .  Non  penso  tanto  a  mìa  proprìetate Cat^s.  xiv.  60. 

Quand'  Ìo  mi/rMso,  donna  mia,  che  vui  .  .  .  pinta  sete Coiu.  xvL  ai 

pendente.     la  casa  sedesse  così  forte,  pendente,  come  diritta   .     .     .     .  C  ir.  9.  61. 

penitente,     è  necessario  d'  essere  penitente  del  fallo C  iv.  35.  43. 

penna,     che  . .  .  con  sarebbe  sufficiente  la  mìa  penna  a K  TV.  09.  ao 

pensamento,    m*  incominciarono  molti  e  diversi  ^usaMrNA*  a    .    .     .  K  iV.  13.  4. 

tra'  quali  /nuaMcm/i  quattro  mi  pareva  che K  /V.  13.  6. 

mi  giunse  un  pensamento  forte K,  .V.  1 5.  a. 

Ond*  io,  mosso  da  colali  ^nsaMu-it/i',  proposi K  iV.  15.  as. 

stava  pensoso,  e  con  dolorosi  pensamenti  tanto      .......  K  A''.  36.  4. 

si  rivolsero  tutti  ì  mici  pensamrnti  alla     .     .     .     • y.  IV.  40.  16^ 

contendono  ìn  me  diversi  pensamenti C.  ii.  9.  5. 

pensare,     e  posimi  a  pensare  di  qucsu  cortcsLssima K  .V.  3.  93. 

£  pensando  dì  lei,  mi  sopraggiunsc  un  .  .  .  sonno K  W.  3.  as. 

£d  immantinente  cominciai  a /vfuarv K  iV.  3.  60, 

E  pensando  io  a  ciò  che  m'  era  apparito,  proposi y,  N.%  66. 

tutta  data  nel  pensare  dì  questa  gentilissima ^T.  iV.  4.  4. 

Ed  immantinente  pensai  di  fare  .  .  .  schermo V.  N,  $.  aa. 

E  pensando  che  .  .  .  sarebbero  accorte  .  .  ,  proposi F.  A'.  7.  8. 

un  giovane  vestito  di  .  .  .  ^pensando  molto K  TV.  la.  16. 

Allora  pensando  alle  sue  parole,  mi  parea K.  AT.  la.  34. 

E  se  io  pensava  dì  voler  cercare  nna  comune  vìa K  AT.  13.  aS. 

Ond'  io  pensando  a  queste  parole  ...  mi  partii K  AT.  iB.  56^ 

e  pensando  a  dò  molto,  pareami K  A^.  18.  64. 

che  cominciai  ^  pensare  il  modo  eh'  io  tencsa K.  AT.  19.  4. 

pensai  che  . . .  non  si  conveniva,  se  non  che F.  A^.  19.  5. 

Queste  parole  io  riposi .  .  .  pensando  di  prenderle K.  .V.  19.  14. 

e  pensando  alquanti  dì,  cominciai  ima  caoxone f.  A/*.  19.  16. 

quand*  io  penso  lo  suo  valore K  A^  19.  ioa. 

Ond'  io  pensando  che  .  .  .  bello  era  trattare ...  e  pensando  che  V 

amico  era  da  servire,  proposi K  A^.  ao,  7,  9. 


475  ^^f^RiVI^^r  PENSIERO 

pensare^     Dunque  . .  .  PrHMttl  voi,  dacch'  e^  non  mutò  M  .     .    K  yV.  sa.  103  {Ball.  1. 14)^ 

£  chi  poria /vwsurr — oltre  a  nfttum Sa//,  iv.  31. 

E  non  ptnsatty  donno*  onde  si  mova  Ch'  io K  A'.  14.  80  (Sor.  vii.  a). 

Dicendo  :  Or  pensa  pur  [di  farmi  onore] V.  N  ^^.  54  {San.  xiv.  s\  73* 

AUor  m*  accorsi  che  voi  ptnsavaU  La  qualità K  M  36.  33  {Soh.  %%%.  j). 

La  vostra  vanità  mi  fa  pensare l',  N.  38.  43  (^Son.  xxi.  9), 

E  qìxipfnMMdo  al  glorioso  coro  .  .  .  m'  innamoro Som,  xxxvìL  5. 

non  f n  .  .  .  pace,  Pmsamio  ch*  io  son  carco  di  gr^n  pesi    .     .     .     .    S.  P.  xxxrii.  is» 

Lo  quale  io  già  pensava  esser  sanato S.  P.  xxxvii.  17. 

Pensava  tolto  U  di  d'  entrar  te  porte S.  P.  xxxvii.  51. 

quanto  mi  rincresce  .  .  .  Pensando  che S.  P.\.  9%. 

Qualora  Ìo  pensa  che  son  fatto  lasso 5.  P.  ci.  35. 

pensiero.     Per  che  ogni  ter /vNJwrD  agghiaccia  e  pére  .     .     .     K  W.  19.  53  {Cans,  i.  31). 
Che  sospirando  dicea  nel ^mwn»  .     • K  A^.  qq.  160  yCana.  iì.  33), 

pensare.     Ond*  lo  poi  pensando,  proposi  di  dire  parole K.  W.  aa.  53. 

quando  ebbi  pensato  alquanto  di  lei,  io  ritornai  pensando  alU  mia 

dcbolctu  viu K  TV.  33.  Il,  la. 

Pensa  di  benedire  lo  di  eh'  Ìo  ti  presi K  iV.  94.  io. 

Ond*  io  pensando  a  ciò  .  .  .  proposi  di  dire  parole K  A'^  96.  aB. 

cuminciai  a /vMMirr  un  giorno  sopra  quello f^.  A^.  aB.  1, 

ma  piti  sottilmente /tfMstfftdb  ...  fu K.  A'.  30.  05. 

/VHjin' di  voler  disfogarla  con  ...  parole K.  A^.  33.  4. 

Onde  poi  pensando  a  ciò,  proposi K.  A^.  33.  15. 

pensandomi  chi  questi  era  .  .  .  vidi K  A^.  34.  a. 

Aliri  era  testé  meco,  e  perciò  pensava K.  A^.  35.  13. 

a) . . .  che  ...  ne  pensava  come  di  persona  che ...  e  pensava  di  lej  così  K  S.  39.  3,  4. 

E  molte  volle  pensava  più  amorosamente   , V,  N.  39.  8. 

e  non  mi  lascia  quasi  altro /vnjorv ^.  A'.  39.  15. 

Allora  incominciai  a  ^ifMjanr  di  le] K  A^.  40,  8. 

cominciai  a  pensare  di  lei  si  con  tutto  il .  . .  core %  V.  N.  40.  iS. 

Ond'  \o pensando  a  loro,  dissi V.  N,  41.  li. 

che  forae^rwMHo  delli  loro  amici  lontani K.  A^.  41.  17. 

ond'  io,  pensando  la  loro  nobiltà,  proposi K  M  48.  3. 

cioè  che  tutto  è  il  cotal  pensare  della  mia  donna  .    .     .     .     .     .     *  K  A^.  43.  33. 

La  qual  durezza  ...  è  qui  pensata C.  i.  3.  15. 

pensando  che  .  . .  avrebbe  fatto  .  .  .  provvidi C.  i.  10.  65. 

perché  te  bestie  non  pensano .     .     .     .  C  ii.  8.  30. 

io /«^*ua*(i/o  contemplava  lo  regno  de*  Beati C.  li.  6.  40. 

lassù  ìo  saliva /TNLMMf/o C  li.  8.  43. 

io  pensando  ...  me  n'  andava  quasi  rapito .  C.  il.  8.  47. 

se  bea  ai  penaa  sottilmente C  ti.  9.  108. 

Dico  che  pensai  che  .  . .  sarei  stalo  ripreso C  tii.  >.  Q). 

per  ...  si  può  pensan  ogni  stabilità  .  ,  .  csktc  .  . .  mnlabUe      .     .  C  liì.  t.  90. 

piti  ampi  sono  li  termini  dell'  ingegno  ^pensare C  iiì.  4*  110. 

che  la  gente  di  quaggiù  gentile  pensano  di  costei      ......  C  iif.  6.  37. 

ma  quelle  cose,  che  Dio  ti  comandò,  pen*a C  Ìli  8.  19. 

vhtt  pentemdo  e  rivolgendo  questa  definizione ...  Iev6     •    .    .    •  C  iv.  3.  46. 

0  colpo  che  per  liberare  Roma  pensato  avca C  iv.  5.  1  iS, 

che  ...  e  speziai  processo  da  Dio  penato  . .  .  fosse  quello    .     .    •  C  iv.  3.  178. 

siccome  quando  . . .  vengono  per  inveaxione . . ,  non  pentaén    .    .  C  iv.  1 1. 6a. 

coloro  che  cosi  pensano    .     , C  iv.  15.  63. 

che  tutti  ì  mici  pensieri  sono  d*  Amore  ....•.«•  K.  A^.  13.  5a. 

Appresso  la  battaglia  delll  diversi  pensten K  AT.  I4«  a. 

s  questo  riipondca  un  altro  umile  pensiero  . K  AT.  15.  t& 


PENSIERO 


476 


pensiero.     Chi  vede  nel  ptnsitro  alcuna  volta I^.  M  33.  Bi  (Cshjl  iii.  ^t\ 

Quando  il  penwro  nella  mente  grave  Mi  reca V.  N.  39.  B4  i^Camm.  ÌIL  44% 

Solea  esser  vita  dello  cor  .  .  .  Un  soave  pettsier C.  li.  Csm«.  i.  15. 

Trova  contraro  .  . .  L'  umil  pmsiero  che  parlar  mi  suole    .     .  C  ìi.  Canz.  ì.  ad  ;    10.  9. 

quella  gente  .  ,  .  Ne*  lor  ptnsirri  la  trovano  ancora C.  iiù  Cams.  it  25. 

Ch'  è  creatore  d*  ogni  pensùr  buono C.  iii.  Cmns.  ii  65. 

eh*  io  sotla  Cercar  ne*  miei  ptnsim C.ìv.  Csfw.  iii.  ai. 

Onde  ha  vita  nn  fiauutr,  che  mi  conduce      , Comm.  ìx.  aa. 

Se  non  come  il  fxnsier  che  la  vi  mena Ca$*M,  xì.  18. 

Per  tema  non  traluca  Lo  mio  pcnsUr  di  fuor Ccnv.  xii.  30. 

Ciò  che  nel  ^m5vr  bruca  La  mìa  virtù C«m*.  xiL  33. 

E*  mici /rivmrr. ..  al  suo  servigio  vanno Caiu.xiv.a8, 

non  disgombra  Un  sol  ptruirr  d*  amore  ...  La  minte Gdw.  xv.  i  i. 

pensiero,     non  rìmanea  altro  dì  vita  se  non  un  pauitro K.  AT.  16.  la. 

acciocché  quinci  si  levi  ogni  vizioso /#iisim> K.  iV,  19,  135. 

Io  dico  che  ...  giunsemi  un  firttsùro K  jV.  33.  io. 

veggcndo  nel  mio  pensùro  ch*  io  non  avea  detto K  iV.  aS.  4. 

mi  venne  un  pensiero  di  dire  parole  per  rima V.  N.  35.  16. 

e  dicca  loro  nel  mio  pensiero y,  N.  38.  7. 

Deb  che  pensitto  ò  questo,  che  .  .  .  vuol K.  ^.  39.  13. 

Poi  si  rilevava  un  altro  pensiero,  e  dJcea y.  N.  39.  16. 

perocché  la  battaglia  de*  pensteri  viuceano  coloro V,  N,  39.  a6w 

secondo  che  li  mìei  pensieri  erano  in  due  divisi ,     ,  V,  N.  39.  34. 

che  tanto  dolore  avca  in  sé  alcuno /fvtjilrro K  *V.  40.  04. 

ani)  i  loro /TMftim  sono  d' altre  cose  .     .......*..  K.  ^.  41.  15. 

nella  prima  dico  lìi  ove  va  il  mio  pensiero K  iV.  48.  14. 

che  il  TRIO  pensiero  sale  nella  ...  in  grado  che V.  N.  43.  35. 

U  ove  n  pensiero  mi  trac V.  N.  43,  33. 

peiDcchè  io  sento  spesso  il  suo  nome  nel  mio  pensiero K  iV.  40.  jfi^ 

nella  camera  de'  suoi  pensieri C.  i.  a.  33. 

vuole  .  .  .  nutrimento  dì  pensieri .  .  .  lii  dove  sono  pensieri  contrari  ,  C  ii.  a.  a$-,  aó. 

battaglia  intra  '1  pensiero  del  suo  nutrimento C.  ii.  a.  09. 

la  vittoria  del  nuovo  pensiero C  ìì.  a.  45. 

quello  che  ...  si  sentiva  intra  diversi  ^kmjùn' C  ii.  a.  69. 

non  è  altro  che  uno  frequente /^HjMTO C  ii- 7.  75. 

questa  anima  non  è  altro  che  un  altro  pensino C  ii.  7.  77. 

si  tenea  per  questo  pensiero  che  .  .  .  aiutava C.  iì.  7.  83. 

questo  spirito  (cioè  questo  pensiero) C  il.  7.  99. 

il  pensiero  è  proprio  atto  della  ragione C.  ti.  8.  38. 

che  vita  del  mio  core  . . .  solca  essere  un  pcnsierv  sottve  . . .  questo 

pensiero  che  se  ne  già C  ìi.  8.  35,  38. 

Poi .  .  .  dico  r  effetto  di  qucato  pensiero C.  ii.  8.  50. 

che  qui  si  dice  pensiero,  e  non  anima C  iì.  6.  58L 

perchè  era  speziai  pensiero  a  quell*  atto        C.  Ìì.  8.  60. 

L'  anima  s'  intende  .  .  .  per  lo  generai  pensiero  coi  consett  ti  mento     .  C  ii.  8.  6a, 

questo /«Tisi'rr'c  di  sopra  suole  essere  vita  di  me C  ìi.  8.  66w 

questo /^Msi'rn?  ...  6  poderoso  in  prendere  me C  ìi.  8.  73. 

mostro  la  potenza  di  questo /V-ft^Vriio  nuovo C.  ii.  8.  81. 

Più  non  potea  questo  nuovo  pensiero  d'  amore  ìnducere      .     .     ,     .  C.  ti.  8.  94. 

della  parte  dell'  anima,  cÌo&  dell'  antico  pensiero C  iì.  9.  8. 

cioè  r  antico /'ffsi'^ro  contro  al  nuovo C.  ii.  10.  5. 

questo  è  quello  speziale ^M^i'cro,  del  quale  detto  è    .     .     .     .     .     .  C  ìi.  io.  ti. 

cfaè  .  .  .  questo /^mArro,  che  in  ciclo  :»alìa,  le  avea  data      .     .     .     .  C  ii.  io.  33. 

dico  che  ai  volge  tutto  Io  mv>  pensiero C.  ii.  10.  36. 


PENTAGONO 

Che  gli  dolci  fuensUr  non  mi  son  lolli",  Né  .  .  .  dati  per    .     .     CatiB.  xv.  37. 

£  quel  ^fHsrVr.  ..  Mi  si  converte  tutto  in 5«/.  li.  33. 

Ch'  a  vxiì  semrlo  pronta  ogni  prnsitro V  I^.  la.  106  {Bali.  i.  07). 

Tatti  li  tnÌci/rM5Ù-r  parlan  d'  Amore K.  A^.  13.  36  {Son.  vi.  i). 

Ogni  dolcezza,  o%tì\  p^nsicnj  umile  Nasce K  A',  ai.  17  (Son,  xi.  gt. 

Gentil  ptnsterv  [,  clic  parla  di  vui,  Scn  viene]      .     ,      KM  30.  39,  60  C5o«.  xxii.  lì. 

Ch*  a\\TO  ptnsier  non  lascia  star  con  nui K  A^.  39.  67  {Son.  xxii.  8). 

Che  nascon  dì  fifmiur  che  3on  nel  core K.  M  40.  53  {Som.  xx'ùì.  a). 

Questi  ^«-siVri',  e  li  sospir  .  .  .  Diventano K  TV,  40.  59  {Son.  xx'ùi.  9). 

ch*  era  ardore  di  mente  immaginato  per  prnsitro .Som.  xxxviii.  6. 

Che  .  ,  .  Bli  fan  ptnscao  di  paura  forte ''•  ^  34*  35  {Ctino.  ìv.  9), 

Che  avete  ...  la  mente  d*  amor  vìnta  cptttsosa  .     .     .     .     «     .     .     Cans.  xìiì.  67. 

Ond'  io  vada  fitnsosa K  A^.  8.  49  (.Sun.  iv.  5). 

Cavalcando  .  .  .  Pensoso  dell*  andar,  che  mi  sgradia .     .     .    .    K.  A^.  9.  45  {Son,  v.  a). 

T.  sospirando /itfnsojw  venia K.  A".  9.  50  {So$i.  v.  7). 

Ei  le  rìspoDde  :  O  anima  pensosa K.  A^  39.  Ófl  {Som.  xxit  9), 

Deh  peregrini,  che /k/»M05i  andate K.  AT.  41.  55  {Son,  xxiv.  i). 

Onde  venite  voi  cosi  ^rM5os«? Som.  xli.  z. 


ero.     alle  quali  risponde  lo  nuovo /^rMsirro C.  ii.  io.  8x. 

r  anima,  cioè  1*  antico /f/ffiVro  che  si  corruppe C  ii.  11.  3. 

nella  quale  parla  \o  pertsiero  nuovo  avN'erso C.  ii.  11.  5. 

questo  vuol  dire  lo  riprendere  di  questo  yvjtsimi C.  ii.  11.  ar, 

cacciava  e  distruggeva  ogni  altro  pensiero C  il,  13.  53. 

sentendomi  levare  ^aX  pensièro  del  primo  amore C.  ii,  13.  53. 

s'  intende  uno  pensiero  che  nasce  del  mio  studio C  ii.  16.  78. 

poiché  da  lui  continui  pensieri  nascevano C  iii.  a.  74. 

perocché  i  miei  pensieri .  .  .  molte  fiate  voleano C  ili.  3.  105. 

dico  che  li  mici  pensieri  .  . .  snonan  doìce C  iii.  3.  1 18. 

ciò  che  nel /VfjTfVriD  mio  se  ne  ragiona C  iii.  4.  ai. 

lo  quale  dal  pensiero  à  vinto  ...  là  dove  Ìl  pensiero  nasce  d*  Amore  C.  iii.  4.  39,  41. 

se  'ì pensiero  nostro  .  ,  ,  è  vìncente  del  parlare C  iìl.  4.  ita. 

che  ...  Io  desiderio  .  .  .  non  rimanga  néì  pensiero C.  iii.  6.  Bo. 

allora  rimane  questa  ne*  loro /rvtnVn C  iii,  6.  84. 

Che  *1  suo  parlare  .  .  .  genera  ...  un  pensiero  d*  amore      ,     .     .     ,  C  iii.  7.  134. 

Dal  quale  pensiero  si  procede  in  ferma  opinione C  iii.  7.  138. 

non  pur  colle  parole  ...  ma  eziandio  coi  pensiero C  iii.  8.  13. 

nasce  origine  di  buono  frisimi C  iiì.  8.  151. 

li  quali  .  .  .  sono  de'  buoni  ^JUiVn  nemici C.  iii.  8.  155. 

nullo  9x10  pensiero  ad  altre  cose  lascia  distendere C  iii.  11.  ia6. 

la  gente  ...  la  sente  nel  suo  pensiero C.  iii.  13.  38. 

che  per  questi  pensieri  la  loro  vita  disprczzaro C.  iit.  14.  84. 

dove  la  filosofia  è  ...  si  dìchina  un  celestial  pensiero C  iii.  14.  107. 

li /kmjim' amici  di  quella  sono  astratti C  iii.  14.  no, 

nel  divino  Pensiero  .  .  .  essa  era  quando  .  . .  fece C.  iii.  15.  163. 

entrai  a  riguardar  col  pensiero  il  difetto  umano C  ìv.  i.  68. 

le  quali  sr>leano  cercare  i  miei  pensieri C  iv.  a.  aa. 

che  dice  alcuno  loro //nsiVrp C  iv.  39.  67. 

fe^naosOw     ca\'alcaì  quel  giorno  pensoso  molto K  AT.  9.  41. 

sedendo  io  penxtso  in  alcuna  parte K  A^.  34.  3. 

stava  pensoso^  e  con  dolorosi  pensamenti  tanto K.  /V.  36.  4. 

aadavanOf  secondo  che  mi  parve,  molto  ^nau&i' K.  A^.  41.  11. 

come  .  .  .  \o  pentagono  sia  sopra  lo  quadrangolo     .     .     .  C.  iv.  7.  14^. 
come  levando  I'  ultimo  canto  del  pentagono^  rimane  quadrangolo  e 

non  utii  pentagono , C  iv,  7.  S46,  147. 


PENTIMENTO 


pentire. 

perchè. 


Se  colpi  muore  purché  V  uom  ti  penta Cnw.  xx.  90. 

K  N.  19.  oa  (Cms.  i.  3\  78  {Catts.  i.  59>  ;  93.  139  {Catu.  ii.  i«)  ;  32.  47  (Cbul 
ìli.  7\  67  (Ctfn».  ili.  37);  34.  46  rGiHA.  iv.  flo>;  C  ii.  Gwi*.  i.  35;  ìli.  Cém^iL 
13,  6i  ;  ìv.  CoMM,  ni,  3.  5.  94;  Cang.  ìx.  aS,  85;  x.  56,  199,  131,  133;  aó.  a. 
60  ;  xii.  6,  13,  34,  59  :  xiiì.  88  ;  xiv.  6a  ;  xv.  51  ;  xvii,  4,  7,  17  ;  xix.  «7,  37, 
66;  S*st.  i.  T3,  15;  ii.  40;  iv.  16  ;  V.  N.  \^  ioa  {BmU,  i.  23);  BaU.  ti.  it; 
hr.  36;  V.  8  ;  V.  N.  8.  95  (S(m«.  iii.  5)  ;  16.  31  {Som.  ix.  8)  ;  aa.  75  {Som,  xii. 
8),  93  {Son.  xiii.  5)  :  Som.  xxvì.  11  ;  xxxì.  9;  xxxiv.  5  ;  xlvui.  io;  liì.  7; 
S.  P.  vi.  aa  ;  xxxvii.  4»  sa,  35.  80.  85  ;  l  15.  19  ;  ci.  ra,  31,  67,  70  ;  cxxix. 
IO,  13:  cxlii.  IO,  39,  36,  51  ;  P.  F,  5,  136.  165,  171,  177,  180,  185,  188. 

percossa.     E  solo  addietro  cogli  le  ptrcosst .     .     ,     Som.  L  13. 

percuotere,     la  fcriu.  Che  mi  disfece  quando  io  fui  percotso  ....     C^ms.  xi.  53. 

El  m'  ha/VyrosM  in  lerra,  e  stanimi  aopra Ccim.  xÌL  35. 

Per  una  voce,  che  nel  cuor/Wrtoaar Cama.  xiii.  65. 

Perrvsso  io  sono  come  il  ficn  ne'  prati .     .     .     S.  /*.  ci.  io. 

perdere;     Che,  s*  io  allora  con  ptrJtssì  ardire K  Al  19.  a6  (Caiaa.  L  7V 

Là,  ov*  è  alcuo  che  ^irdlrr  lei  s' attende K  ^.  19.  45  l.Qma.  i.  a6). 

Maledetto  lo  tuo  ptriuto  pane.  Che  non  si  ptrét  al  cane    ....     Coia.  x.  80,  81. 

Perocché  ptr^on  la  lor  compagnia      . Cahm.  xìu.  42. 

Che  dura  dacch*  io  pttdo  la  sua  vista Canuu  xiv.  79b 

Europa,  che  non  ptrde  Le  sette  stelle  . .  .  unquemai Caiw.  xv.  98. 


pentimento,     di  questa  paura  nasce  uno  prmiimemto  del  fallo  .     .     .     .     C.  iv.  35.  105. 
pentire,     lo  mio  core  incominciò  dolorcsotnente  a  pentirsi  dd  desi- 
derio  V,  N.  40.  Il, 

penultimo,     nel /tfMs«/A'mo  Trattato  sì  mostreri C  u.  t.  35. 

che  neir  ultima  e  p*HuÌHma  sillaba  far  si  suole C  Ìv.  a.  105. 

nel  >VKM//i'mo  Trattato  dì  questo  volume      .     .     .    • C  ìv.  27,  lot. 

percezione,    nella  quale  tutti  U  spiriti  sensitivi  portano  le  loro  ptr* 

cesioni t^.  ìf,  a,  09^ 

percbè.  r.  A^.  8.  39,  68  ;  la.  30  ;  14.  la,  94  ;  15.  7.  58  ;  18.  6,  60  ;  19.  100  ;  ai.  54  ;  aa. 
85.  «09;  34.35;  39,  a9,  37;  30.  5,  13;  31.  io;  33.  35,38;  38-33:  39-  >7; 
C  i.  r.  lao;  a.  18,  37,  43,  75,  laÓ  ;  3-  4^,  47  :  4-  «-  5.  59;  5-  a©.  481 
94  ;  6.  ao,  44,  48  :  8.  34,  43,  47,  6a,  84,  100,  ifli,  130;  9.  59;  10.108;  11. 
57»  "5.  «30;  13.58;  ii.  I.  34;  5-  77.  80;  6.  117;  7.  if,  34,  53,  89  ;  8.  39, 
49.59;  9-  >.36,  43»  5'.  i»6,  118,  119;  ta54;  la.  10;  13.  70;  14.4,  47.68, 
163,  t86;  15.  45,  61.  130,  180,  i8a;  iii.  i.  47,  70  ,/!  perche);  3.  laa;  4.^^^ 
6a,  100;  5.  61  ;  8,  6a,  91.  133;  9.  41,  64,  75.  »o«.  »oa.  143  :  ««.  76,  1^5; 
11.151,176;  13-53:  14-  8a;  iv.  I.  43;  a.  ia,a3,  65,  66,  75,  tot;  3.  67: 
4.  3»  ;  5-  "6;  6.  154  ;  7.  80,  81,  93  ;  8.  34,  74,  145,  153  ;  9.  11,  55.  57,  6n, 
70.  73;  »o-  33.67.  69;  II.  104;  18.  79,  157,  167,  3o6;  14.  104;  15.37;  17. 
117;  i8.  a6;  ao.  17,  40;  35.  a8  ;  «7.  91,  189,  190:  39.  104  ;  30.  55. 

perciò. K  W.  35.  13;  C  i.  a.  39;  ii.  7.  46;  '»•  ";  i"- 4»  Bot 

perdoccbè.     K  N,  7.  13;   C.  L  i.  61  ;   6.  34  ;  8.  75,  118  ;  io.  11  ;  ii.  9.  59  ;  iv.  7.  ita  ; 

17.  133;  34.  174- 
perCQOtere.     quivi,  a  modo  d*  una  palla  pmossa,  si  ferma  .     .     .     .     .     C.  ìiL  9.  76. 

quella /^rruofo  fuori  di  tutto  I'  ordine C  iv.  7.  45, 

perdere,     e  dico  ciò  che  io  ho  perduto K  iV.  7.  48, 

Se  io  non  peniesst  le  mie  virtadi     . K.  A''.  15.  13. 

come  io  dirci  se  non  pertUssi  V  ardimento K  A^  19.  103. 

Dico  che  ...  sì /«nicromi  alquanti C  it  6.  96. 

quello  che  dicea  la  parte  che /rn/i-a C.  ìt  8.  la, 

come  per  me  fu  perduto  il  primo  diletto C  ii.  13.  5. 

O  consolazione  .  .  .  della  patria  ^n/N/a C.  iìL  11.  168. 

che  li  fìori  d*  uno  arbore  .  .  .  perdere  si  d4:>vessono C.  iìL  lA.  79.. 


479  ^^Vm^^^  PEREGRINO 

perdere.     Io  ho  perduto  11  min  bella  insegna Giiu.  xvii.  43. 

A  colui  che  aspctUnJo  il  tempo /rnir Coma.  xxi.  la. 

Quando  si  perd*  lo  color  ncU'  erba Sn/,  i.  3,  • 

Ond'  io  ...  Ne  sono  a  rischio  di  perdtr  Im  viU Batl.  vi.  sr. 

Unto  combattuta  Che  sarebbe /m/w/a Bait.  vii.  tt. 

Ora  ho  ptrduta  tutta  mia  baldanza K.  AT.  7.  30  [Sou.  ìi.  i3\ 

Come  avesse  ptnluto  signorìa K  f/.  9,  49  \S<m.  v.  6). 

Ella  ha  ^frWwld  la  sua  Beatrice »     .     .     T.  )V.  41.  66  (Som.  xxiv.  la). 

Ha  poscia  penio  tutte  le  mie  proTc Som.  xxvìL  8. 

Che  .  .  .  prnià  per  lo  vano  Ìl  ben  sicuro  ...,..,...  Som,  xxxvii.  14. 

Ed  ho  perduti  tutti  ì  miei  vigori 5.  P.  vi.  9. 

Perchè  i'  ho  persa  la  virtù  degli  occhi,  E  di  me  stesso  ho  perso  il 

ministerìo S.  F,  xxxvit.  35,  361 

Che  ...  Ho  quasi  perso  ìl  naturai  vigore 5.  F.  ci.  15. 

Si  eh*  io  ho  pene  con  la  carne  1'  ossa S.  P.  cxlii.  15. 

L'  anima  perJé,  che  non  se  n'  avvede P.  /".  45. 

perdon&re.    innanzi  a  voìperdoMo  La  morte  mia  a Coms.  xiii.  90. 

Lo  penivMarw  se  le  Tosse  a  noia K  A^  la.  xxc  .BaU.  i.  39). 

E  s'  ella  per  tuo  prego  gli  perdona K  iV.  la.  I30  (^Baii.  i.  41). 

Beati  quelli,  a  chi  son  perdonati  Li  .  .  .  folli  e  le  .......  S.  P.  xxxi.  i. 

ogni  vizio  Ti  degnasti  volermi  perdonart ,  S.  P.  xjtxi.  39, 

che  tu  sci  Al  perdonare  tanto  dolce  e  lieve  •••••••..  S.  P.  1.  30. 

A  perdonarie  mai  lor  non  dispiacque  .    • 5.  P.  ci.  57. 

Ch*  ci  può  più  perdonar^  che  peccar  io S.  P,  cxxix.  ai. 

e  ti  piaccia  Che  ne  perdoni  gli  peccati  nostri    •     . P.  F.  ai8. 

E  che  noi  perdoniamo  tu  ti  dimostri  Esempio P.  F.  sao. 

Ora  per  noi  a  Dio,  che  ci  perdoni P.  F.  348. 

perdoOO.     Se  per  tua  vobntÀ  non  ban  perdono Cana,  ix.  67. 

Ci  fa  tornar  ...  A  aver  perdon P.  P.  1 1 1, 

peregrixia     In  abito  Icggìcr  di  peregrino Z'.  JV.  ^  47  {Stm.  v.  4), 

perdere,     cbè  .  .  .  nome  dì  perfezione  non  perde C  iil.  13.  103. 

non  volendo  perdere  Ìl  nome  dì  Gentilesaa C  iv.  3.  sa. 

avendo /Tn/Mft' tanti  cittadini ...  li  Romani  vollero C  tv.  5.  166. 

e  perdesi  il  frutto  finalmente ■     •     «     • C.  iv,  7.  aa. 

sicché  la  spiga  della  ragione  ...  si  perdi C.  iv.  7.  37. 

la  quale  equità  per  due  cagioni  si  può /tm^lrrr.     , C  Iv.  9.  79. 

che  *  chi  non  è  , .  .  perdesse  11  retaggio  . .  .* C  iv.  1 1.  95. 

tormento  hanno  nella  paura  dì  /VnirrrqueQe C  Iv.  la.  70. 

cosi  questo  cammino  si  perde  per  errore .     .  C.  Iv.  la.  ifii. 

però  la  scienza  .  .  .  sua  perfezione  non  perde C  iv.  13.  68. 

paura  ...  non  pur  di /vndWv  l'avere .     .  C  iv.  13.  loo. 

Sua  virtù  perde  quello  circolo  che C  iv.  16.  90. 

avendo  . .  .  quasi  tutto  il  popolo  perduto  .  . .  ricotte C  iv.  •7.  163. 

che  . .  .  perdete  voi  medesimi  U  ove C  iv.  aS,  58, 

perdita,     nella  sua  grande  perdita  ...  le  avea  data   « C  il.  io.  aa. 

r  animo .  .  .  per  loro  perdita  non  &idi4/aet C  iv.  13.  138. 

perdonare,    la  quale  mi  ficea /mAwiarr  a  cbioxtqae.    «    .    .    .    .    •  K  W.  ii.  5. 

^^MiWn' Aristotile ••'..•..»..  C  hr.  1^  6k. 

perdOOO.     Le  due  prime  di  queste  cagioni .  • .  soao ...  di  ptrdomo 

degne .    .  C  i.  1. 4*. 

lo  Adoleacenle  . . .  lievemente  merita  perdono     ..»••..  C.  iv.  a6.  laS^ 

peregrino,     apparve  come  ^«r^nno  leggermente  vestito,  e     .     ,     ,     .  K  iV.  9.  16. 

che  alquanti  peregrini  passavano  per  una  via K  TV.  41.  7, 

Questi /rrvj^Ni' mi  paiano  di  lontana  parte K  AT.  41.  tai. 


peregrino! 


peregrino.     Dch/myn'm"  [,  che  pensosi  andate]  .     .     .     K  ^V.  41.  33,  55  i[Som.  %xi\.^-  ^  ^ 

che  per  Io  ...  Lo  peregrino  spirito  la  mira V.  N^  43,  54  (So»,  mh^-  jf.j»-^'" 

C/.  pellegrino. 

perfettamente.     Che  in  sua  vede  persona  Petfettamfntt  star  .    .    .    C  ir.  Coiul  iìi.  ^miM  ì^^ 

\cdc  pfrffttamcntt  [ogni  salute  Chi] F.  /V.  a?.  9,  13  (Soif.  ai  ^  .j^      .«A-^ 

chi  .  .  .  Ferftttamente  e  con  sincera  fede  Crede     ..,..,,/*./'  41. 

peregrino.    Dissi  ptrtgrim,  secondo  la  larga  significazione . . .  che  ptrt-  ^| 

^Vitr  si  possono  intendere  in  due  modi V.  N.  41.  3»,g?-     _  ^  1  31 

in  quanto  è /fnr^mo  chiunque  è  fuori  della K  M  41.  3^^     -  »l  ^ 

in  modo  stretto  non  s^  intende  ptrtgn'no,  se  non V.  S.  ^i,  4^^     .  x  1.  40 

chiamansi  /VrvjnWìn  quanto  vanno  alla  casa  di f.  A.  41.  4^^».     .  ^  «^ 

là  ove  questi  eh' io  chiamo /mr^^W  andavano K  iV,  41.  5s^>     ^  V  jflfl 

chiamolo  .  .  .  spirito  peregrino,  acciocché  spiritualmente  va  lassii,  e  ^^| 

al  come  ^nr^rtMo K  AT.  4a.  rv     _^.^^b.  r 

peregrino^  quasi  mendicando,  sono  andato C  L  3.  30L 

siccome  peregritu>  che  va  per  una  via C.  iv.  la.  i  k 

Cf.  pellegrino. 

perfettamente,    a  due  cose /vi/«.7a>ijrHi!r  conoscere C  i.  6.  i»..i 

/r^//rtWfw/r  scr\'ire  noi  può C.  ì.  6.a7. . 

non  servirebbe  perfeHamente  lo  suo  signore C.  j.  6.  30, 

non  conosce  quella  perfettamente C  ì.  6.  48.  .t 

non  conosce  quello  ^j;^/Mm<vtJ!r C  ì.  6l  44 .^.^     ~  4i. 

non  4  conoscente  .  .  .  perfettamente C.  i.  6.  75 ^C      —  75. 

non  è  essere  perfettamente C  i.  9,  43—^^     -  <J. 

la  quale  noi  non  potemo  perfettamente  vedere C  ii.  9.  la^  x      -«■  t^ 

vedemolo  per  fede  perfettamente C  ti.  9,  x^  V       —  /^^ 

che  perfettamente  è  compilata  e C  iL  14.  ix      — -•#•  lo^ 

è  impossibile  a  quAérnre  petfettan$enfe C  ii  14*  ^s     ^  -9*  «j^ 

perfettamente  ne  fa  il  Vero  vedere C.  IL  15.  v       — ^  fftì; 

a  questo />4r/V//am«H/«  trattare C  iii.  a.  7  ^*      —  7- 

né  comprendere  perftttamente C.  iìL  4.  ^^?       '  StS* 

non  può  quella /Nn/c//fl»f/«//  acquistare C  iii.  13.         — ^-  -«a 

non  potendo  a  lui  certe  cose  mostrare  ^rr^Atemmilr      .     •     .     ,     .  C.  Si.  15.        -^^5*  Ta. 

ad  istrigare  lo  testo /^rr^//(tmrH/f , C  iv.  3.  a=r^^      **• 

Nò  *1  mondo  non  fu  mai  né  sarà  si  perfettamente  disposto  .     .     .     .  C  iv.  5.  6  ^^     ^'■ 

Congiungasi  .  .  .  a  .  .  .  perfettamente  reggere C  iv.  6.  1  k  '^- 

esscrc ...  quella  ^f^Z/aw/Hf/ in  quello  essere    .     .     ,     ,     ,     ,     .  C  ir,  10.  t^      .^^-S*. 

saranno  le  ragioni  .  .  .  perfettamente  provate    ..,,,,,,  C  iv.  ti.  ^      —   •  ^ 

r  oro  e  le  margarite  ^(^//aftw-NJ^  forma  e  atto  abbiano      ....  C  ir.  ix.       —   '-3^ 

A  ^r;^/'/am<-f(/^  entrare  per  Io  trattato C.  iv.  i&      — .^^  M- 

cui  vede  slare  perfettamente  nella  sua  persona  acconcio  e  .     ,     .     ,  C  Iv.  aa        — ^^  5^ 

lo  cui  corpo  t  .  .  .  disposto  perfettamente C  ir.  sa      -^^^  ^ 

Acciocché  ^\\i  perfettamente  s^  abbia  conoscenza C  tv.  ai.       ^  '^-^ 

perfettamente  lo  suo  uso  avere  non  può C.  iv.  ao.    — ^^*'  ^^ 

credo  che  nellì  perfettamente  naturati  esso  ne  sia C.  ìv.  03.    — ^FS-  ^ 

non  puoic  perfettiimente  ...  d'ìKcrncre .     .     .  C.  iv.  af.       — -•- H* 

perfetti^niamente.    li  mobili  àcM  perfettissimamente  s*  avcano  insieme  K  A'.  30^^=^**^ 

in  quanto  perfettissimamente  in  Sé  la  vede  e  in C.  iti.  la.  — -"  "  *■  ' 

perfettissimo,     non  solamente  amore,  ma  perfettissimo  amore     .     .     C  i  la.  13  ;«      ^9  '  '^ 

che  .  .  .  non  sieno  in  perfettissimo  stato C  iì.  $.  6^^^      °^J 

che  la  natura  umana  è  ^f^/A'dji'ma  dì  tutte  le  altre  nature     .     .     .  C  ii.  9.  7^^       ^' 

che  V  uomo  é  perfettissimo  di  tutti  gli  animali ........  C  ii.  9.  8 

che  '1  perfettissimo  animale  .  . .  fosse  imperfettissimo C  ìi.  9  9  _ 

il  cerchio  ò  per/ettÌ4sima  figura  in  quella C  ti.  14.      —    '  '^ 


481  PERFETTO 

perfetto.     Lo  cui .  . .  valore  .  . .  Mostra  ptifnto  —  ciò Con».  xviL  33. 

SoUauo  èf  che  coovcDC  Con  .  .  .  e  F  opera  perfetta Cmnz.  xìz.  <j  i. 

Con  Wpetftita  sua  bella  figura CanM,  xÌx.  76. 

come  un  cuor  puote  stare  .  .  .  con  amor  perfetto Som.  xxx.  xi. 

Uà  con  dolcuza  e  con  perfetto  amore S.  P.  vi.  3. 

perfetHllmo.     che  da  perftHÌM$mo  ,  .  .  principio  viene C.  ii.  14,  048. 

quella  Anima  ...  è  perfettissima  di  tutte  I'  altre C  iii.  a.  1 13. 

che  della  parte /^i^//ùjj#H4t  paiono  difettivi C  iii.  sl  151. 

&  1*  opera  dì  questa  naiun /rf7V//i'«Si>Ha . CfiÌ.3.7i. 

le  Intelligenie  .  .  .  conoscono  quella  perfettissima C  til.  6.  55. 

che  non  solamente  questa  Donna  t  perftUi&sttna  nella  umana  genera- 
zione, ma  più  che  peffettismnm C.  iii.  6.  90,  91. 

la  quale  è  in  lei /rjr^Dun'MM      ••.•■• C  iii.  6.  138. 

^ardi  in  questo  ^r^/MWmo  esemplo C.  iii.  8.  304. 

infìno  alla  a\XA  petfétiisM'mm  etade C  iv.  5.  85. 

perfètto,     in  cui  il  perfetto  numero  nove  volte  era  compiuto    ,    ,     .     .  K  W.  30.  9. 

ai  richiede  perfetta  conoscenza • C,  i.  6.  76. 

ma  non  t  perfetto  bene C  i.  8.  39. 

non  ò  in  esso  perfetta  virtù C  L  8.  50. 

anigre  .  .  .  fossi  grande  e  viene  peffirtto C  ii.  a.  23, 

prima  che  questo  nuovo  amore  fosse  perfetto    . C.  ii.  a.  aS. 

' .  .  .  una  è  la  colomba  mia  e  la  pelatila  rata  ' »     .     .  C.  ii.  15.  178, 

questa  chiama /Wr/V//a .     .  C.  ii.  15.  iBa. 

tanto  più  .  .  .  quanto  quelle  piò  appaiono  perfette C  iìL  a.  64. 

Gli  uomini  hanno  . .  .  amore  alle  perfette  .  .  .  cose    ••..*.  C  iii.  3>  3S< 

da  questo  amore  nasce  la  vera  e  perfetta  amistà C.  Ìii.  3.  88. 

a /vir/t//0  intelletto ..  Ciiì.  4.  113,  114. 

è  da  sapere»  a  perfetta  intelligenza  avere ■     .     .     .  C.  ili.  s*  ^o, 

se  essa  umana  (orma  .  .  .  non  è  perfeiia C  iii.  6.  59. 

tanto  essere  peretta,  quanto  .  .  .  essere  puote  la  umana  essenza     .  C.  iii.  6.  85. 

e  tra  ...  e  r  anima  più  peretta  delli  bruti  animali C  iii.  7,  79. 

Per  che  . . .  pochi  perfetti  uomini  io  tanto  numero  sono     .     .     .     •  C.  lit  8.  9. 

siccome  V  amistà  per  onestà  fatta  ò  .  .  .  perfetta  .  .  .  co^  la  filosofia 

è  .  .  .  peretta,  eh'  è  generata  per  onestà     .     .     .     .     .     .     .     .  C  Ut.  it.  1x5,  I16. 

è  in  Luì  per  modo  perfetto C  iii.  is.  104. 

che  solo  di  natura  intellettiva  ^atìo  perfette C  iii.  13.  57. 

perfetta  o  imperfetta,  nome  di  perfezione  non  perde C.  iii.  13.  loa. 

a /vr^/to  intendimento  mostrerò  differenza C.  iii.  14.39. 

acciocché  la  beatitudine  sìa  cosa  ^p^^^f/a      . .  C.  Ìli.  tj.  31. 

Sicché,  perfetta  che  sia  quesu,  perfetta  t  quella  tanto C  iti.  15.  41,  4*. 

e  Operamone  ietondo  i/irtn  in  vita  petfetta C.  Iii.  15.  131  ;  iv.  1 7.  77. 

tanto  quanto  la  cosa  é  perfetta C.  iv.  11.  17. 

ai  vuole  sapere  che  .  .  .  cose  perfette  sono C  tv.  li.  43. 

UBA  eoaa  ...  essere /«v/i'/ftì  ed  imperfetta  .,,.....    ,  Civ.  xi.  49. 

per  acquistare  cose  perfette    .     .     .     . C  iv.  1 1.  118. 

Che  ti»  perfetta,  è  manìresto  per  Io  Filosofo C  iv.  la.  196. 

la  idenxa  essere  perfetta  ragione  di  certe  cose  .     .     .  C  iv.  la.  loflL 

perfetto  U  moto  dell'  unSf  succede .     .     .  C  iv.  13.  43. 

per6  la  scienza  perfetta  ha  nobile  perfezione .     .  C.  iv.  13.  86. 

che  è  virtù,  b  quale  t  perfetto  bene C  iv.  13.  135. 

perocché  U  perfetto  collo  impcKetlo  non  si  puO  congiugnere  .     .     .  C.  iv.  13.  xja 

qualunque  in  sua  luituri  si  vede  cmcrc  perfetto      .     .     *     .     .     .     .  C.  iv.  16.  48. 

lo  cut  re  *  perfeitQ C  iv.  >6.  51. 

cioè  non  perjttto  uomo C.  iv.  16.  ^ 

li 


PERFETTO  ^^^^^^^^^^^  4^ 

perfetta     Poi  ti  dimostrerò  *l  cammin  ptrfrtto S.  /*.  zxxi.  6i. 

Non  però  che  mi  senta  si  pfffttlo,  Ched S^  P.  xxxrìi.ti4. 

furon  fatti Perfetti,  buoni,  lucidi  e  sereni P.  F.  15. 

perfetto.     Ciascuna  cosa  i  massimamente  perfetta^  quando      .     .     .     .  C  tv.  16.  80. 

allora  h  massimamente  perfetta  secondo C  fv.  t6.  Ba. 

Onde  ...  lo  circolo  si  può  diccre  perfetto C  Ìv.  161.  83. 

perocché  non  è  in  quello  suci  natura  ^w^//a C.  ìv.  16.  93. 

ogni  dono  perfetto  di  suso  viene C  iv.  ao.  sa. 

la  .  .  .  Beatitudine  .  .  .  trovare  potemo  .  .  .  quasi  perfetta  .     .     .     .  C  hr.  sa.  005. 

cosi  s*  intende  ^^c/Ai C  ìv.  34.  7. 

Bcnra  curatore  di  perfetta  età C  iv.  24.  ar. 

poiché  noi  non  potemo  avere  perfetta  vita C  iv.  35.  7. 

perocché  prima  conviene  essere  )fcnr;t/ft> C  iv.  a6.  37. 

questa  .  , .  virtù  ...  fu  veduta  .  .  .  apparire  perfetta  in C.  iv.  97.  93, 

le  quali  virtù  .  .  .  avere  perfette  .  .  .  ò  impossibile      ......  C.  iv.  97.  i  i6l 

quasi  dica  :  Tu  se'  ornai  perfetta C  iv.  30.  33. 

perfezione,     ciascuna  cosa  ...  è  inclinabile  alla  sua  perfrmioite    ,  C.  L  l.  7. 

acciocché  b  scienza  é  1*  ultima  ^rr^.nV»M  della  nostra  anima  .     .     .  C  ì.  x.  8. 

da  questa  nobilissima /rr^Aow  molti  sono  privati C  L  i.  I9^ 

s  vogliono  per  la /o^tfibntf  di  colui C  t  13,  15. 

conciossiacosaché  due /WT;^«ibNi  abbia  r  uomo      .     .     .     .     •     -     >  C  i.  13.  16. 

nella  via  di  scienza,  eh*  è  ultima  petfeaione C  ì.  13.  39. 

quella  parte  ...  eh*  é  sua /vrTWioH^magrgiore C  ii.  9.  93. 

la  tersa  similitudine  si  é  Io  ìnduccrc  prrfeeioHt C  il.  14.  ad. 

quanto  alla  prima  ^fj^i'oNr  ...  concordano C.  ìi.  14.97, 

della  induzione  della  ^n|/r«t'of(#  seconda C.  ii.  14.  36. 

In  verità  .  .  .  eh*  é  ultima /h^noMf  nostra C  ii.  14.  41. 

ciascuna  cosa  .  . .  desidera  la  sua  petfesi<me .     .  C  iti.  6.  73. 

perocché  questa  é  veramente  quella  ^rr;^n'oHr C.  iii  6.  8t, 

per  carità  della  sua /r)r/i-j>'o>M C  iii.  6.  Z05. 

che  .  .  .  nome  di  perftxione  non  perde ..C.  iiL  13.  103. 

dopo  il  desiderio  della  perfeaione  caggiono C  iii.  13.  1 18, 

ciascuna  cosa  disia  ...  la  sua  petfeaione C  iii.  15.  35. 

in  questo  sguardo  ...  la  umana  perfemone  s*  acquista,  cioè  la  ptr- 

festone  della  ra^one C  iii.  15.  3S«  3& 

desiderando  la  sua /^p^erioHf,  desidererebbe C  iii.  15.  84. 

U  perfeaioHe  dell*  universale  religione  .  .  .  conviene C  ìv.  4.  63. 

a  perfezione  la  filosofìa  morale  ridussero C  iv.  &.  137. 

perocché  la  perfezione  di  .  .  .  terminata  fu C  iv.  6.  143. 

che  A  peffeeione  dell'  umana  vita  la  .  .  .  fuc  trovata C  iv.  9.  8. 

e  cosi  la  nobiltà  dalla /Vr/^w'cmr .  Civ.  11.  16, 

lotto  pretesto  di  perfemone  ...  si  nasconde.     .     , C.  ìv.  la.  14. 

Nò  . .  .  non  mi  si  toglie  \a  perfemone C  K*.  13.  19, 

non  é  cagione  d'  .  .  .  ma  di  perfematte  maggiore C.  iv.  13.  at. 

e  per  nullo  termine  e  per  nulla  perfemone C  iv.  13,  a6. 

nulla  successione  quivi  è,  né  ^r]|;V«K?Nr  di  moto C  iv.  13.  36. 

Che  nel  desiderare  .  .  .  vietisi  a  perfemone C  ìv.  13.  50. 

Sicché  ...  a  pestatone  viene C  iv.  13.  85. 

la   scienza  perfetta  ha  nobile  pgrfewiomt  e  .  .  .  sua  perfreione  non 

perde C.  iv.  13.  86,  87. 

per  questo  vocabolo  . . .  s'  intende  pnfuioHt  A'  projhia  natura  m 

ciascmMa  cosa C  iv.  16.  49. 

perfetto^  secondo  la  perftaione  dell*  anima  e C.  iv.  16,  53. 

Questa /vf^S'AOH/ intende  il  Filosofo C.xv.  16.77, 


483 


PERO 


perfido.     U  perfidi*  durezza  ...  il  mìo  parlar  non  stima 
pericolo.     Pcrch'  altri  fosse  di  pfritoi  tratto  .... 
perire.     Per  che  ogni  lor  pensieri)  abbiacela  e  ^rnr  . 

Oh  I  cotal  donna  pera 

Che  dice  :  Fuggi^  se  'I  perir  X*  è  noia 

perla.     Co^or  dì  perla  quasi  informa 


.     .     .     S.  P.  ci.  70. 
.     .      .     San.  xxvì.  1 1. 
K  A'.  19,  53  (Orna.  i.  34), 
.     .     .     CaHM.  X.  144. 
K  M  15.  31  {Son.  vili.  4). 
y.  N.  19.  66  (Canj;  L  47). 


però.     K.  A^.  aS.  18  (F.  C.  5)  ;  33.  77  (Gm*.  Uì.  37),  X03  (dna.  iii.  63)  J  C.  ìL  Cans,  i.  9  ; 


00. 


perfezione,     dice  in  tutte  cose  perfimon*  dì  loro  aatuni C  iv.  t6.  96. 

non  si  può  ...  la  loro  ottima  perfeaàotte  difinire C  iv.  16.  107. 

dirìzxando  quelle  tutte  alle  Xam  ptrfemtmi    .........  C  iv.  83.  a6. 

eti  che  può  giovare,  cioè  pefftmottt  dare C  ìv.  34.  6. 

e  per  la  sua  ptifemom  e  per  la  fisonomta  che C.  Iv.  94.  59. 

se  non  che  1'  acconcia  a  p^rfemone  d*  ordine C.  iv.  35.  149. 

paiono  e  sono  neccaurìe  alla  nostra /rr^VjtoMr C.  iv.  a6.  13. 

Natura  univeruilc,  che   ordina   la  parlicularc  alla  sua  perfemonv. 

Questa /ri^aron/  nostra  si  può C  iv.  06.  19, 

peroechè  .  .  .  conviene  ...  la  sua  perftmotu  comunicare  .  .  ,  con- 

vicnsi  questa  secondaria  perfuiont  avere C  iv.  96.  97,  99. 

r  uomo  è  nelli  termini  della  «tu  perfimtmt C.  iv.  96.  41. 

come  .  . .  essere  a  nostra  perfttioné  ne  convegna C  iv.  96.  77. 

Ancora  è  ...  a  sua  perfemtmé  necessario C.  iv.  06.  81. 

quello  per  che  a  pcwfwmiont .  .  .  venire  possa    ........  C.  ìv.  97.  34^ 

cosi  alla  Gioventute  é  data  Xtkpaftsione C.  Ìv.  97.  96, 

appresso  \a  propria  ptfftMiont .  .  .  conviene  venire C  iv.  «7.  34. 

PerlandrOL     Io  primo  .  .  .  ebbe  nome  ...  il  lerxo  Penandro   .     .     ,     .  C.  iii.  1 1.  39. 

pericolare,     che  altro  . .  .  pm'tvh  ...  le  citti^  le  ...  t C  Ir.  19.  93. 

periodo,     se  vuote  sicuramente  andare  senza  ^^nVo/o  alcuno  .     .     .     .  K  N,  ta   196* 

quando  .  .  .  grande  infamia  e  pm'm/o  non  sì  può  ccasare  .     .     ,     .  C  1.  9.  90. 

li  pesi  deir  oro  ...  e  le  pietre  .  .  .  prczioal  peri€0ii C  iv.  19.  39. 

entrare  ...  a  cercare  .  ,  .  contro  a  tanti  pmco/i C  rv.  36.  74. 

perÌCQloKunent&    le  ricchezze /tf/Vro/aMHMW//  .  .  .  sono  Imperfette  C  tv.  ta.  a6, 

feXiOOlasiHdlIia     qucslo  è /vn^o&uiaaiMio  dificCIO Ci.ll. 55. 

è  da  notare  che  perieotom'ssiìtma  negllgcnxa  è ,     .  C.  iv,  7.  16. 

perlcoloao.    U  presunzione  loro /«fùo/oM  essere  stata C  IL  10.  751 

perchè  non  solamente  è  .  .  .  péncofoao  a  coloro  che C  tv.  1.  44. 

quella  senza  questa  è  ^«niro/osd C*.  Ìv,  6.  159. 

Puotcsì  .  .  .  %*edere  .  .  .  nel  prhcofow  loro  mgemammPo C.  Ìv.  1 1.  34. 

eziandio  nel  perkoioao  toro  «rrmn'mm/o C  Ir.  la.  4. 

quelle  cose  .  .  .  sono  pHi  ptrinUoM .  C  Ìv.  19.  so. 

per  questo  le  chiama  Boezio  .  .  .  p^ncoloté  .........  C  Iv.  X 9.  36. 

Peripatetica     BÌccome  Aristotile  e  rU  altri  PeripaMùi C  U.  X4.  37. 

gh  Stoici  e  Pehpmirfia  ed  Epicurei  .  .  .  concorrono C.  iii.  14.  138, 

chiamati  furono  .  .  .  Prrtpattfià^  che  tanto  vale  quanto      .     .     .     .  C  Iv.  6.  I4t. 

tutti  quelli  .  .  .  Pwripatrtki  sono  chiamati C  Iv.  6.  146. 

secondo  V  opinione  .  . .  delti  Pmp^tetia C  Iv.  01.  31. 

venire  .  .  .  alla  .  .  .  opinione  .  .  .  degli  altri  Perip^etid     .     .     .    .  C.  iv.  33.  31. 

le  tre  sette  della  tiVa  atfn'U,  cioè  ...  li  Penpoltheé C  hr.  aa.  i69l 

perire,     fuori  di  quelle   la  suggeiione  perr,   perocché  p*n  lo   priocì' 

pato r.  ir.  9.  99  {kù^. 

Senza  contenzione  pnirv  le  leggi C.  Iv.  1  f .  99. 

però.     K  A.  5.33:  9-  «'.  <3t  «7  !  «a.  4^,  49r  "a^  '40  ;  14-  «7f  «>8;   15.90;    16.93;  «7» 
9 :  18.  61  ;  19.  99  :  aa.  40,  57.  108  :  93.  ao,  196  ;  aj.  90,  44  ;  06.  53  :  >8.  7  : 

99.  »7:  39.  5:  34.  6;  35.  ai,  97;  56.  18,  94»  «1 :  31-  <<  ;  »■  44  I  40- •0.49! 
4i.4'.47<53;  4«.45;  ^  ^  »•  8?!  i<4  *.  *-  7»  i  5-  »o3  S  *■  73;  V  »».  3*i9»; 
I  i  3 


PERO 


484 


pero. 


ili.  Cang.  ìu  i4f  54,  68;  iv.  Cam^  iii.  119;  Cani:,  x.  3:  xm.  4  ;  xv.  io,  50,  6^; 

xtì.  io;   xvii.  64  ;  xix.  55  :  xx.6s;  5>5/.  i.  4;   ii.  49  ;   iv.  a8;    &sJ7.  vu.5; 

vili,  aa  ;  K  N.  8.  54  (Sort.  iv.  10)  ;  Som.  xxvi.  la:  xxvìi.  14:  xxxvL  9:  xlfi.9; 

liii.  Il  :    S.  P.  vi  8,  34,  40.  49;   «"Vii  i3i  55*  N;  ci.  7,  49.  S3i  ^t  7^; 

cxxix.  13,  19  ;  cxlii.  43,  48. 
peroccbd.     C.  iv,  Catu.  iii.  51  ;  Cohs.  x.  53  ;  xìÌÌ.  43.  55;  xiv,  4^  io.  59:  xv.  35;  xix.  4: 

K  N.  la.  90  'Bai/,  i.  11)  ;  BaU.  vi.  14,  aa  ;  x.  a?  ;  K  A*.  33.  30  iSom.  xtB. 

5);  40.  6a  C-Sb«.  xxiii.   la)  ;  43.  59  [^Sam.  xxv.  13)  ;  Som.  lì.   11  ;   S.  P, 

cxHl,  61. 

perpeftrare.     Ch*  esU  cnidd.  che  mia  mone  ptrpftrti Som.  xxxì.  3. 

pcraciplltBre.     Che  sempre  mA\  tnì  vtfi  fifnegttìtanJo S,  P.  xxxL  ^t. 


però,  a  ai;  to.  9,  14  ;  11.  30;  la.  77;  13.  9;   ii.  i.  106.  115;  5.  114  ;  6.  ioa:   7. 

sa;  8.  II,  34;   IO.  40,  49,  65,  68  ;  la.  6a;  13.  4  ;    14.  170,  I74t  3'»,  219;   15. 

75.  93.    1081    «84:    »6.   7'  ;    iii.  I.  64,   80,   94  ;   a.  la,  81,  107,  lai,  153;   3. 

IO,  13,  24.  43,  47,  7a;    4.  30,  53,   74,   108,   117;    5.43,   143;   6.  61  ;    7.  6l, 

177;  8.  too,   146,   183,  199;  9.  14,  95,  113,   119.  laS,   136,   146;    IO.  15; 

la.  6;    13.  61,  109;    14.  69.  66;    15.  44,  sa.  93.   <a3.  «Sa»  136.  MS.   "5'. 

X65;   iv,  a.  68,  73,  no,  ia7  ;   3.  16;   4.  8,  ai  ;    5.  io.  4^,  65  ;    6.  4,  za6, 

163;    7.86,  ia9;   8,  17,66,68,  105;   9.  71,  86,  130,   166,  173;    io.   7.  ti, 

18,  114;    II.  18,  26.  41,   III  :    la.  5.  54,    116,   155.    160;    13.  69,  8ov  85, 

X08,  130,  144,  155;    14.  i5t  54.  99  ;  15-  86  ;    16.11,48,74,109;    17.    ii»; 

18.  3i,6a;    19.89;    ai.  33,  89,  135;    aa.  61,  loi,   137,  155,  169;   33.85, 

»34i  >49,  «53»  156  ;    34.  86,   lag,    139,    157,  i6a  ;   ay  15,  34,  54,  58,  60,  67  ; 

a6.  119.  146  ;  Q^.  48,  95  ;  a8.  74.  95  ;  29.  73  ;  30.  43. 
perocché.     K  ^.  a.  60;   3.   18;   4.  3.  16  ;    la.  «3,   138;    13.   io,    13;    14-  40;    16.   40  ; 

17.  4,  8;    19.  144;  aa.  35,   105;  33.  73.  135;  34.  11;   35.  106;  30^  39; 

31-  »5:  39-  aS.  45;  41-  as;  43-35:  C.  l  1.55.89.  91.  139;  3.39,58;  3.6; 

4-  33,37,  45,  50;  6.  59,  75;   7'  33;  8*  4a  69,  90.   109,   119;  9.   14,    19. 

41,  45,  67;    IO.  8r,  103;    II.  43,  46,  95,   137;    la.  35,  38;   ii.  i.  io,  38. 

7».   79.   94  ;    a-   «a,  32  ;   4.   66,   71  ;   5-  99;   6-  33  :    7-  8»,  9a,  96;   8-  aS  ; 

9-   J»r  33»  49.  »aa;  io.  38.  57,  71;    11.60,  ^a  ;   la.  9,  37,  48,  50;    13.  58, 

65;    14.  18,    X17,    139,    151,    173,   339;    iU.   I.  51  ;    a.  50,   53,  56.  59,  88, 

"71   3-  36.  104;   4.   19,  59,  64,  90,    116:   6.   31,   45,    53.   80,   98,    113; 

7.  61,  69,   103,    XII,   137,  136,   161  ;    8.  48.  64,  66.   77,    173,    181;    9.    56; 

IO.   54;     II.   4,   63,    154:     13.   38,  96,    loi.    103:     13.    13,    17,   4a<   49.   68. 

79.  98  ;    14-  38,  96:  J5-  9a.  los  ;  iv.  i.  7,  35,  33,  83:  a.  35,  151  ;  4,  16. 

Vf  74,  87,  98,  106,  131  ;  5.  14,  34,  33i  6.  9,  63,  77,   139,   138,  143;   7.  38, 

50,  84;  8.  88.  136,   137;  9.  6a,  99:   IO.   no;   II.  99;  la.  ao,  65,    140;  13. 

150;    14,  27,  93,   laa;    15.  93;    16.  3,  6,  ga;   17.  ao.  33;  18.  17;   19.  Sa, 

86;  ai.  a8,  59,   105;  aa.  9  ;  33.  68,  81,  145;  34.   13.  44,   47.  49,    183;  35. 

IO,  36;    36.  36.  6a,  105,   135;    37.   100,    X05;    38.   IX,  84,  161;    39.   59; 

30-  39- 

perpetuale,     la  pfrpetuaU  infamia  del  suo  esilio C.  i.  a.  98. 

.>\  p<rp€tuale  infamia  . .  .  delli  malvagi  uomiaì C  t.  11.  i. 

che  in  noi  sia  parte  alcuna  ptrpttitaU C  U.  9.  69. 

perpetuaimente.    non  può  .  .  .  p9rp€tuatment«  , . .  conservare  .    .    .  C  ii.  9.  4aL 

che  prrpttuaiménU  dura CU.  9.  461, 

perpetuo,     perchè  il  Latino  i  ptrfftuo C  i.  5.  4& 

perchè  Io  intelletto  loro  è  uno  e  parpttuo C  ìì,  5.  78. 

lo  contentare  in  Paradiso,  cb'  è  ptrpttuo C.  iìi.  8.  46. 

siccome  1'  amistà  per  angsià  fatta  é  ,  .  .  perpetua .  C  iii.  li.  115. 

cioè  ...  e  quasi  pfrp*tua  Valitudine C  iv.  19.  44. 

perseverare,     quelli  che  .  . .  non  penevtra  in  quella C.  iv.  7.  89. 


4 


I 


485  PERSONA 

peno.     Dunque  verrà,  come  dal  nero  U  peno  .     .     .    C  iv.  Can».  ili.  109  ;  19.  14  ;  ao.  a. 

che  il  mondo  versi  I  bianchi  fiorì  in  /cm CauM.  xx.  79 

persona.     Partissi  della  sua  bella  p*rso»a  ...  1'  anima  .     .     .  l\  N.  sa.  69  {Cant,  iji.  99). 

Che  tu  dinanzi  da  prrsom*  vadi CU.  Cant.  t.  57. 

air  anima  ,  .  .  Che  vede  in  sua^/nMiui  perfeltamenlc  star    .     .     C.  iv.  CnttM.  iii.  1 17. 

E  iUA  perenna  adnrna  [dì  bcltatc] C.  iv.  Comm,  ìli.  ia7  ;  «5.  193. 

£  veste  sua /rpsoMa  d' un  diaspro. Cams.  xìÌ.  S- 

La  mia  petsona  parvola  sostenne  Una  passion ,  Can»,  xìii.  60. 

Dipinta  in  guisa  di  persona  morta Oiria.  xvii.  io. 

10  vegno  a  te,  come  a)Wr30fra  pia CtHa.  xvii.  Xf. 

disdegnosa  di  cotante  Penon*^  quante Cohm,  xix.  ic^ 

£  c«r  tenuto  E  desiato  da  persona  sag^ Cmma.  xix,  196. 

peno,     siccome  il  /Vrso  dal  ncto  discende     .     .     ,     .     , C  iv.  90.  i», 

11  perso  è  un  colore  misto  di  purpureo  e  dì  nero C  iv.  90.  14. 

penona.     mi  parca  vedere  una  persona  dormire  nuda K  M  3.  37. 

Vedi  come  .  .  .  distrugge  la  peraona  di  costui K  A^.  5,  14. 

che  ...  fu  credulo  sapere  dalle  più  persone  che K  W.  5.  96. 

che  ...  le  pertom  sarebbero  accorte  più  tosto  del V.  N.  %  te 

mi  volgo  a  parlare  a  indiffinita/tfrfoiM K.  ^.  8.  71. 

Quella  nostra  Bcairìce  udio  da  certe  penome K.  /V.  la.  46. 

non  degnò  salutare  la  tua  persona K.  A^  io.  51. 

il  mio  parlare  in  seconda /«rsoMC K  W.  t9.  138. 

io  fui  condotto  per  amica /^rsom ^.  ^.  14.  5. 

fidandomi  nella /«rso^ta  .  .  .  diasi  ...,»..,,...  K  M  14.  10. 

Allora  dico  che  poggiai  U  mia  pertomm  ...  ad      ..••...  K.  A^.  14.  99. 

lo  non  credo  che  così  gabbasse  la  mia  pemonm K  TV.  14.  69. 

CondoMÌacosaché  .  .  .  molte  persone  avessero  compreso  .     .     .     .  K  TV.  18.  9. 

9e  non  che  Ìo  parlassi  ...  io  seconda  persona K.  iV.  19,  7. 

bellezze,  che  sono  secondo  tutta  la^moiw K  Af.  19.  107. 

secondo  determinata  parte  della  persona K  TV.  19.  199. 

in  alcuna  parte  della  mia  yvrsoMrt ,     ...     .     .  V.  Pf.  9%.  ^ 

cominciai  a  travagliare  come  farnetica  permm» K  /V.  93.  oa. 

dii'O,  parlando  a  indtffinita  penona T".  /V.  33.  913. 

Potrebbe  qui  dubitar /tfr.«>Mci  degna  di    ......,,,.  K  /V.  95.  1, 

parla  1'  uomo  . .  .  siccome  ad  altra  ptnona ,  K  W,  95.  89. 

come  se  fussc  persona  umana ^.  A',  35.  95. 

acciocché  non  ne  pigli  .  ,  .  baldanza  persona  grossa K  iV.  35.  toa. 

che  ...  le  persone  eorrcano  per  vederla K  iV.  96.  4. 

noa  solamente  nelle  donne,  ma  in  tutte  Ic/tnof K.  iV.  97.  40. 

Fonc  .  . .  per  piti  sotti!  persona  si  vedrebbe  .......     .     K.  AT.  3a  4^. 

a  coal  distretta  persona  di  questa  glorioM y>  N.  %i,  ^ 

avvegnaché  paia  .  .  .  per  una  persona  detta     ,...,,,,     V.  Pi,  94.  10. 

vede  bene  che  diverse  persone  parlano K  AT  34.  13. 

COBI  appare  che  ...  si  lamentano  due  persone      .•«....     P.  M  34.  04, 

ne  pensava  come  di  persona  che  troppo  mi  piacene F.  A^.  39.  3. 

■1  che  .  ,  .  non  poterono  mirare  per$onm^  che  ........     K.  A^  40,  37, 

l«/rr*pwa  è  nata  e  nndrìtii      •..«•• C.  L  1.  35. 

in  villo C.  l  3. 41. 

b  prcsenia  fa  la  persona  di  meno  valore .     C  L  4.  9. 

dispregiano  La  persona  prima  pregiata .     C  1.  4.  33. 

quando  .  .  .  veggiutio  la  ptrtoma  famosa Ci.  4.  49. 

le  Canionì,  che  sono  in pttmmm  S  comandalori 01.7.09. 

quando  una  persona  va  volentieri  ....  C  i.  8.  toa. 

che  mai  non  fu  domandato  da  perwoisa    ,     .  C  L  9.  69. 


PERSONA 

penona.     Come  ptrsona  discacciata  e  stanca Cmms.  xx.  ta. 

Io  dico  :  ahi  lasso  !  awìen  egli  a  f^fnona  1      .     -     ■     .     .      J  '.  .V.  16.  37  (Som.  ix.  ^\ 

disprcfpar  ...  In  prrstmn  dcjl'  anima  dolente       .     ,     .      V.  -V.  33.  38  {Son,  xviì.  13) 

Faceva  lagrìmar  r  oltre /^rsoiM I'\  A'.  38.  37  (Son.  xxL  ^ 

valore  Di  riguardar  ptrstma  che  gli  miri K.  ìY.  40.  54  (Som.  xxìH.  4}^ 

Come  quelle /krrsoff/,  che  necntc  Par  che y.  N,  41.  61  {Som.  xxiv.  7). 

Per  villania  di  villana  ,^50rM Sim.  xlv,  x. 

persona,     le  popolari  ptraotu  sono  orbate C  ì.  11.  4r. 

é  confpunto  coUc  più  prossime /rr^o»« ..Ci.  13.  44. 

conciossiachè  la  Maestà  Divina  sia  in  tre  Ptnom C  iì.  6.  60. 

ciascuna  Ptrstma  nella  .  .  .  Trinità  ...  si  possa  considerare  .     .     .  C  ÌL  6.  73. 

non  i  da  guardare  .  .  .  per  firrsona  che  tema C  ii.  8.  90^ 

cfae  . .  .  fanno  della  ptrsona  bene  sperare C  ÌL  i  x.  35. 

tre  cose,  le  quali  . .  .  fanno  Ìa  persona  piacente C  il.  tx.  53. 

che  mostra  il  bene  e  1*  altro  della  fitrsona C  u.  ix.  73. 

malagevole  a  sentire,  per  le  diverse /rrsoxr  che C.  iì.  la.  30. 

Sr  .  .  .  incuntra  ck*  tu  vadi  là  dove  fitrscmg  siano,  che C  u.  la,  54, 

ma  di  tutte  quelle  ptrsopu  che  . .  .  avessero C.  iìL  t.  X4. 

gli  occhi  dell'  altre /rrsoMf  ...  si  posavano C.  iii.  x.  17. 

si  commendava  la  y>rrs(ma  che  s*  amava C.  ìii.  x.  31. 

Dell'  amistà  delle /^rrso»»  dissimili  .  . .  conviene C  iu.  x.  57. 

che  pongono  lo  studio  loro  in  azzimare  la  loro  peratma      .     .     .     .  C  iiL  4.  Sol 

Iddio  ama  più  la  persona  umana  ottima CI  iiì-  6. 97. 

distìnguo  nella  sua  ^rsDMd  due  pani C  ili.  8.  51. 

parlo  alla  Canzone,  siccome  a  persona  ammaestrata C.  ìn.  9.  aB. 

sicché  allora  non  giudica  come  uomo  la  persona C  iìL  10.  33. 

quando  le  parole  sono  a  una  persona^  e  la  intenzione  è  a  no*  altra  .  C.  ìii.  io.  53. 

s*  egli  è  piacere  della  persotta  lodata C.  iiL  iol  76. 

le  lode  danno  desiderio  di  conoscere  la  persona  lodata       .     .     .     .  C  iii.  ii.  & 

eh'  è  propria  e  distinta  in  singolari  persmte     ........  C.  iti.  xx.  la. 

la  cui  amistà  non  è  celata  alla  persona  amata,  ed  a  coi  la  persona 

amata  è  anche  amica C  ili.  xx.  76,  77. 

Democrito,  della  propria /v-rsona  non  curando C  ili.  14.  74. 

però  disse  Salomone  ...  in  persona  della  Sapienza C  ìii.  15.  t6& 

che  congiugne  e  unisce  1'  amante  colla /VrsoHa  amata C  iv.  1.  5. 

le  passioni  della  persona  amata  entrano  nella  persona  amante     .     .  C  iv.  i.  1 1 ,  13. 

se  alcuna /moMa  intende C.  ìv.  l.  30. 

Virgilio  .  .  .  quando  dice,  in  persona  di  Dio  parlando C.  iv.  4.  X16. 

che  in  persona  della  Sapienza  dice C  iv.  5.  13. 

Autore  ...  si  prende  per  ogni  persona  depia  d'  essere     .     .     .     .  C  iv.  6.  44. 

Mettere  a  negghlenza  ...  è  di  persona  arrogante C.  iv.  S.  aa. 

che  altro  . . .  pericola  e  uccide  ...  le  singularì  peraont . . .  ! .    .    .  C  iv.  ta.  94. 

paura  ...  di  perdere  ...  la  persona  per  1'  avere C  ìv.  13.  101. 

Iddio  .  .  appo  cui  non  è  scelta  di  persone C.  iv.  so,  39. 

il  divino  seme  .  .  .  cade  nelle  singulari  persone  ...  la  stirpe  non  fa 
le  singiiUrì  persone  nobili,  ma  le  singulari  persone  fanno  nobile 
la  stirpe C.  iv.  30.  43.  45   Am). 

cui  vede  stare  perfettamente  nella  sua  persona  acconcio  e      .     .     .  C.  iv.  ao,  56. 

Puotc  .  . .  r  anima  stare  non  bene  nella  persotta C  ìv.  90.  70. 

dì  Tullio  .  . .  che  parlando  in  persona  di  Catone,  dice C.  iv.  ai.  8a. 

onde  .  .  .  trasmutazioni  sono  nella  persóna C  iv.  24.  17. 

che  ]&  persona  del  padre  .  .  .  santa  e  onesta  dee  apparere.     .    .    .  C.  iv,  34.  159. 

non  pur  nella  pudica  persona  ...  ma  eziandio C  ìv.  95.  9», 

verbo  .  .  .  indicativo  ...  in  terza  persona C  ìv.  95.  ioGl 


4^7  ^^i^Hi^^^  PETTO 

peraoaa.     Giummaì  ptrsona  non  sarà  salvata 5.  P.  cxxix.  9. 

QtuU^  è  icTtm  ptrsona  in  le  divine P,  F,  66. 

pertenere.     Solo  «'  preti  ptHim  vol^r  Uì  ruote  . P.  F.  141. 

pervenire.     Per  cui  lu  possi  ptrwmrt  al  re^o S.  P.  xxxi.  6». 

perversa     Qucst'  è  colei  eh*  umilia  ognifiervmo     .     .     ,      C.  ili.  Cams.  ÌL  71  ;  15.  153. 

sfida  La  debuie  mìa  vita  calo  ptrvtfM Cma.  xìi.  41. 

Cavandomi  d'  ogni  ptrverui  usanza S.  P.  xxjcviÌ.  60. 

E  la&ccràgli  ogni  pervèrso  merlo S.  P.  cxxix.  «5. 

pesare,     non  le^^a  del  mal  eh'  ella  vede Cans.  xiii.  46. 

Ciò  che  mi  gnva  e  che  mi  />«««  molto Sch.  xlviii.  j. 

peso.     Lo  p€sc  che  in'  affonda  £  tal Cahjl  xìi  ao. 

Cht  nullo  amore  è  di  cotanto  ^cso,  Quanto Cttms.  xiv.  36. 

tutti  i  carchi  .  .  .  infìn  al/«jo  eh'  è  mortale Cams,  xvi.  34. 

Pensando  eh' io  son  carco  di  gran  ^«» 5.  P.  xxxvìi.  la. 

petto.     Fatto  ba  d'  orgoglio  al  fieìto  schcnno  Cale Cuna.  xi.  73. 

peraODA.     Adomatrict  dtUa  sua  fursona  si  mostra ,     .     .  C.  iv.  aó.  9. 

Onde  dice  Tullio  ...  in  ptr.ona  di  Catone C.  iv.  27.  159. 

Odi  che  dice  Tullio,  in  persona  di  Catone C  iv.  aS.  44. 

peraiMltone.     dee  intendere  »\\$i  fHTsuasiont C  iì.  7-  S5- 

è  principio  di  tutte  1'  altre  ptrsuasiom C  ii.  7.  58. 

e  potentissima  penuastotu  aia  . . .  promettere C.  ii.  7.  59. 

scguilu  io  «Ha  preghiera  .  .  .  questa  yVrsMdwMr C  ti.  7,  63. 

a  maggiore /krrsMd-sioN/ dcUa  sua  compagnia  fare C*.  iii.  14.  118. 

e  *1  suo  rùo  sono  le  sue /«iwmmpmi C  iii.  15.  16. 

in  quanto  le  sue /tfrsMoaKMi  ancora  non  intendea C  iii.  15.  ao6, 

pertlliaoeinente.     se  V  swcrsarìo/rryiMaermrw/r  ai  flifcndcsse       .     .     .  C  iv.  14.  4B. 

pertnittare.     Polche  .  .  .  sono  p^rtrattata  tre  certe  cose  detcrminate    .  C,  iv,  19.  a. 

pervenire,     Posciachi  tu  ^mWm' a  cosi  schernevole  vista K  iV.  15.  5. 

che  air  abito  ,  .  .  possano /^ritfmVv ,,.,.,  C  i.  I.  48. 

cbc  più  volte  alli  malvagi  .  .  .  fitrvntgtmo  li  retaggi C  iv.  1 1.  87. 

che  ...  alti  ..  .  ftrvfngoHo  appunto  lì  procacci C  iv.  1 1.  97. 

che  li  non  liciti  «*  buoni  toai  non  pfrvfngoHo C  iv.  1 1.  98. 

li  liciti  rade  volte /Wrtvf^Mu  alli  buoni C  tv.  11.  104, 

av^'egnacbè  ...  si  p*rv*gna  ...  a  buona  Felicità C  iv.  17.  90. 

alla  quale  molte  volte  cotal  seme  non  pfrvtttte  per C.  iv.  aa.  119, 

si  puotc  induccre  ...  al  che  prrvùn*  a  questo  frutto      .....  C  Iv.  aa.  laj. 

perveno.     cosa  che  da  prrvnc  ordine  procede C.  I.  7.  15. 

procede  da  ordine  ptrvmo C  ì.  7.  00. 

pesare,    si  .  . .  che  a  molti  amid  pttmm  della  mia  vista K  /V.  4.  7. 

onde  molte  fiate  mi  fiatava  duramente      ....,,..,»  K  iV.  lo.  8. 

se  non  in  quanto  le  firm  della  gloriosa  donna 4     »  K.  /V.  38.  la. 

pcacare.     siccome  pascart  pare  avere  parentela  col  navicare    .     .    .     .  C  iv.  9.  139. 

conciossiacosaché  il  paòctn  sia  sotto C  iv.  9.  14^ 

pescatore,     come  Cesare  ,  . .  alla  casctu  del  p€é»tort  Amlclas  renne  .  C  iv.  13.  lao. 

siccome  .  . .  nei  peui .  . .  vedcmo     ....  C.  iìL  a.  1 11. 

sicché  il  numero  ...  e  il  pf9o  del  bene  gli  pare  piti C  ì.  a.  66. 

quel  primo  che  li  ^Ji  dell' oro  ...  cavò C.  iv.  la.  37. 

sicché  sostiene  il /*no  del  suo  frutto C  iv.  «4.  111. 

un*  altra  liifermilJi /tf«wm«  vidi  sotto  1  sole    .     .    .     ,     ,     ,  C  ii.  il.  ^3. 

La  qual  cosa  era  pasumw  confusione C  iv.  1.  57. 

pcstUenxa.     svendo  per  fitthU$tsa  di  corrompimcnto  . . .  perduto   .     .     C.  iv.  07.  tòe. 

la  storia  della  pe*ttim»0  dei  suo  popolo C  iv.  a7.  165. 

petto,     senlirc  un  . .  .  uemore  incominciare  nel  mio  fatto K  TV.  14.  a6. 

culle  braccia  e  col  /atto  dìnanxi  si  parava C  i.  11.  7a 


PETTO 


pethk     ti  .  . .  Che  morte  al  p«Ho  m'  ha  posto  ta  chiave ......     Cmn».  xx.  &7. 

Piangendo  lisciano  fuori  del  mio  pttìo K  AT.  35.  53  {Som,  xviu.  9). 

Ben  ti  faranno  il  nodo  Saltinone  .  .  •  e"  pHH  ^t\\c  stame  ....     5om.  liu.  a. 
[facente.     Con  più  diletto,  quanto  è  p\ii  piactnU dna.  ix.  43. 

Vanno  ^ta»ff/f' Contenti  —  che  ...  sien  lodati      .......     Csna.  xÌ^l.  461 

Piactntt  primavera  .  . .  Vostro  fin  pregio  mando Boiì,  ir.  a. 

si,  che  .  .  .  Nasce  un  desio  della  co&a  piacenU      ....     K.  M  ao.  93  (Som.  x.  xtV 

Mostrasi  si  ^ia»ft/r  a  chi  la  mira   .     .     ,     • K /V.  06.  45  (Som.  xv.  9\ 

E  non  fa  sola  sé  parer  piactntt      .     .    • V.  N.  37.  aa  (Sui.  xri.  xo). 

piacenza.     Vostra  fina  piaomea  Fece  Dio Boti.  iv.  33. 

piacere^  f.     Che  vostra  speme  sìa  quanto  mi  piaa  Là   .     •     .     K.  AT.  19.  44  ;C«nx.  L  ^\ 

Ecco  r  anccHa  tua  ;  (a  che  ti  piaa C  ii.  Cans.  i.  53. 

Suo  esser  tanto  a  Quei  che  gliel  dà  piaet    ...      C.  iii.  CmtM,  il,  97  ;  6.  89  ;  13.  93. 

Che  non  s'  accorge  ancor,  coro*  ella  piact Cena.  ix.  58. 

quel  che  la  morte  Face  pùtar Cams.  xiv.  38. 

Onde  *1  cammino  al  bel  giorno  mi  piacque Con»,  xv.  56, 

Piacciavi  dì  mandar  vostra  salute Ccmm.  xvì.  la. 

Piacciavi,  donna  mia,  non  venir  meno Cana.  svi.  14. 

Povera  e  ricca  far,  come  a  te  piact Cans,  xvii.  8. 

Ma  lor  messione  a'  buon  non  può  piacrrt    .     •    • C-iwa.  xix.  a6. 

Ma  e*  mi  piace^  che  al  dar  degli  stocchi Con»,  xxi.  17. 

Queir  anima,  cui  più  vi  piaa  V  ombra  (5.  Quell*  animale,  cui  piò 

piace  r  ombra) Sesi,  iv.  36. 

quelli  .  .  .  Quando  v\  piaccia,  vuole f^.  iV.  la.  98  {BalL  L  19). 

Gentil  ballala  mia,  quando  ti  piacg^  Muovi tf^.N.i^  laa  {BaSi,  ì.  43). 

in  cui  Amor  si  metta  per  ^ocrrr  altrui    . Ball,  si,  17. 

Per  vederli  per  sé  quando  le  piact      . Ba//.  x.  i&. 

Che  piaa  agli  occhi  sì,  che  dentro  al  core  Nasce      .     .     .     F.  M  ao.  aa  iSom.  x.  ro). 

Piacciavi  dì  restar  qui  meco  alquanto      .,..,..  K.  JV.  aa.  77  (Som.  sii.  io}. 

Piacenti  di  prestare  un  pocolìno .     Som.  xxxiv.  7. 

Dìiemel,  s*  a  voi  piaa,  in  cortesia Som.  xlì.  a. 

petto.     O  sacratissimo  prìto  di  Catone C.  iv.  5.  140. 

ferire  nel  petto  alle  viziate  opinioni C  iv.  9.  i8x. 

placente.     soatM  è  tanto,  quanto  suaso^  cioè  .  . .  piacruté C  ìi.  8.  37. 

tre  rose,  le  quali  .  .  .  fanno  la  persona  ^l'acm/' C.  ìi.  xc.  53. 

piacenza,     nelle  quali  la  umana  piactnoa  .  .  .  più  appare     .     •     .     ,     .  C.  iii.  8.  53. 

pdAcer^  p.     e  domandai  che /^fr.ssr  loro •  K.  iV.  18.  16. 

Ma  poiché  le  piacque  di  negarlo  a  me      ....•.•...  PI  A'.  18.  36. 

siccome  piacque  al  glorioso  Sire V.  N.  aa.  a. 

avvegnaché  forse  piacerebbe  .  . .  trattare  alquanto  della      .     .     ,     ,  V.  N.  39.  ta. 

ma  questa  6  quella  .  .  .  che  più  mi  piact V.  N.  30.  44. 

come  di  persona  che  troppo  mi  piaceste  ..........  P.  yV.  39.  4. 

a  coloro,  a  cui  mi  piaa  che  ciò  sia  aperto P.  A.  39.  40^ 

E  poi  piaccia  a  Colui  ,  .  .  che     .     - ,  P".  A.  43.  la. 

Ahi  !  piaciuto  fosse  al  Dispensatorc C.  ì.  3.  15, 

ora  qui  piace  toccare , C.  ì.  3.  45. 

che  fanno  quella /rVianr  sensibilmente C  iii.  15.  taa. 

Cosi  fosse  piaciuto  a  Dio,  che  . .  .  fosse  stato C  ir.  xi.  99. 

piacere,  m.     fare  tuai  i  suoi  piaceri  compiutamente K.  A^  a.  44, 

Appresso  il  ...  fu  piacere  del  Signore  degli  angeli  di P.  AL  8.  a. 

credendosi  fare  a  me  gran  piacere P.  A.  14.  6w 

credendomi  far  il  piaare  di  questo  amico K  A.  14.  aa, 

»i  mostrava  si  gentile  e  si  piena  di  tutti  i piaceri K  A.  a6.  ai, 


489 


PIANETA 


piacere,  r.     Però  che  Is  sum  sanU  mura  fiiacqit^  Alti  tuoi  servi    .     .     .  S.  P,  ci.  53. 

Deh  !  piacciati,  Sig'nor.  d*  esaudire S.  P.  cxJii.  4. 

e  ti  ftiarria  Che  ne  perdoni  gli  peccati  nostri P.  F.  st^, 

pteoctv,  n.     Perchè  il  piaarr  della  sua  beliate  .  .  .  Divenne      y.  N.  34.  46  i,Canm.  iv.  ao^. 

Che  mostran  de' ;)iJKrr  del  Paradiso C.  iìi.  CdMa.  ii.  56. 

Quella  virtù  .  .  .  Mirando  nel  fiiactrty  S*  accorse •  Gnu.  xiij.  75. 

Tosto  che  sìa /Wortr  degli  occhi  suoi Gtiu.  xìii.  84. 

Cosi  dinanzi  agli  occhi  del  piacrrt  Si  fa Cans.  xiv,  55. 

Tanto,  quanto  it  piaar  nuo\'o  s'  aggiugne CanM.  xiv.  74. 

Innanzi  che  nel  suo  piacrr  ti  metta Cana.  xiv.  88. 

air  ombra  D' aver  gioia  e  ^acrr  di  questa  donna 5«(/.  itt  38, 

Che  non  mi  fu  in  piactrw  alcun  disdetto Bali.  vi.  8. 

E  recolo  a  servir  nuovo  piacnt K  TV.  9.  55  \S<m.  v.  ia). 

Quella  che  in  me  col  suo  piafrn  aspira S<m.  xxviii.  5. 

Chi  ...  ad  ogni  pia^r  si  tega  e  scioglie ^"h.  xxxiv.  la 

£  qual  che  sia  *l  piactr  eh*  ora  n*  addestra Stm.  zxxvi   13. 

desidero  Di  voler,  nato  per /MKrr  del  core Som.  xxxviti.  8. 

Ansi  è  .  .  .  PùKtr  di  forma  dato  per  natura Som.  xxxvtii.  13. 

£  questo  basta  fin  che  *l^«icrr  dura Som.  xxxviij.  14. 

Ch'  altro  ^rViorr  agli  occhi  miei  non  osa Som.  xxxix.  8. 

Che  tutte  cose,  eh' altrui />Mcrr  danno Som.  xlviii.  13. 

ti  priego  . .  .  che  tu  di  tal  piacrw  gli  svaghi S^n.  xlix.  4. 

Volgiti  a  me,  eh'  io  aon  òx  ptactr  piena Som.  1.  la. 

Oh  quanto  gran  piactr  V  uomo  riceve S.  /^.  I.  aB. 

placìnientOh     Fu  nato  per  virtti  del  ptaanwnto Cans.  xiv.  41. 

piagare.     Volete  udir,  se  ^«i^^  ? Cani',  x.  I83. 

pioggia.     Ch*  ammoru  gli  fioretti  per  le /il^fifv CdM«.  xv.  47. 

piagnere.    J  '.  piangere. 

pianeta.     E  quel  piantta,  che  conforta  Ìl  gelo,  Sì  mostra  lutto     .     .     .  Cana.  xv.  7. 

Al  gran /j'iM^/d  é  tutta  simigliante Orna,  xi a.  96. 

Ancor  quel  bel  piatuta  di  Mercuro  .  . .  tinge Som.  xxvHU  9. 

piacere,  h.     se  piarm  sarà  di  Colui,  per  cui K  A^  43.  8. 

Poiché  fu  piacert  de'  cittadini C  i,  3.  ai. 

cose,  le  quali  dimostrano  df'  pia^tri ...  A'  Paradito C.  iiì.  8.  36. 

questo  ptacrrv  è  veramente  . . .  nell'  aspetto  di      .......     C  Ut.  8.  40. 

dove  questo  mirabile /uKmr  spparc  in  costei C  liì.  8.  49, 

dico  io,  che  appariscono  questi  piaciri C  lii.  6. 73. 

■*  egli  è  piactrr  deUa  persona  lodata C.  iii.  io.  76. 

coae  che  mostrano  ^* /««(vn  <A' /'nnt^iso C.  iii.  15,  10. 

si  sente  quel  piacrrt  altissimo  di  beatitudine C.  iii.  15.  19. 

Questo /MKvrr  in  altra  cosa  .  .  .  eswrnon  può C.  iiì.  15.  si. 

Poi ...  discendo  a  un  altro /Wmrw  di  Paradiso     .......  C  iii,  15.113. 

che  si  genera  nel  piactrt  della  morale  dottrina C.  iiL  15.  1*5. 

chi  r  ordine  debito  .  .  .  rende  un  piacrrt  di C  hr.  35.  135. 

avendo  ricevuto  da  Dido  Unto  di  piacrrt      ...  .     .     •  C  iv.  a6.  66. 

piacevole,     una  . .  .  donna  di  molto  piactvok  aapctlo  .         .  K  /V.  5.  7. 

piadmenta    lo  quale  a  puuimtMio  ...  si  trasmuta    ......  C  L  5.  54. 

dalia  loro  armonia  resulta  piadttifnto       ....  .     .  C.  i.  3.  93. 

piaga,     mostrando  ...  la  /ùya  della  fortuna    ...  .     .  C  i.  3.  31, 

piagare,     suole  ...  al  piagato  .  .  .  essere  imputala .  C  à.  3.  33. 

e  certe  nelle  p*éggt  e  a  pi£  de*  monti C  iii  3.  (7. 

li  sette  cieli  . . .  sono  quelli  delli  piangH.    ...  ,     .  C  li.  14.  33. 

caso  é  alto  sopra  tutti  gli  altri  piattH,     ,     ,     ,     .  .     .     .  C  U.  14.  031. 


PIANGERE 


plangeret  piagnere.     Si  mosse  con  paura  a /l'ar^rr  forte  .     .  y.  S.  33.  133  \Cama,  ii.  €^ 

per  quella  che  mvio  piangia K.  W.  33.  135  i^Cana.  n.  i^ 

PiaMsfmi  Amor  nel  core,  ove  dimora K.  W,  33.  158  (Cai»*.  ÌL  31). 

mi  parve  vedere  ...  £  pianger  cgW  ed  ella     ....      V.  N.  a^  178  iCtfiw.  ìi.  51^ 

E  dicerò  dì  lei  piangntdo,  pui  Che K  W.  33.  52  tCanz.  ni.  itt\ 

Chi  non  la péangr,  quando  ne  ragiona  ...  ha  .     .     .     .       K  AT.  33.  73  (Cam,  uì.  3*). 

E  però  non  gli  vien  di  pianger  voglia f,N.  33.  77  {Cans.  lii.  37), 

Poscia  piangendo^  sol  nel  mio  lamento  Chiamo  ...  V,  N,  32.  94  1  Cokx.  ììL  54)» 
Piangerai  doglia  e  sospirar  d*  ...  Mi  strugge  il  .  .  .  K  AT.  33.  97  {Cans.  iìL  57), 
Pietosa  mia  canzone,  or  vn piaiignuto     ......     K.  TV.  33.  xii  yCana.  iit.  71  . 

Come  r  anima  ih&isi  ptaMgr  m  luì C  ii.  Caiu.  i.  11  ;  7.  70. 

L*  anima /ran^ •     .       C.  ìi.  CmnM.  i.  30;   io.  14  ;  16.  50. 

Dammi  savere  a  pianger  come  voglia Cohm.  xi.  4. 

Innamorata  se  ne  va  piangendo  Fuora  di Cans.  xiiL  39. 

abbraccia  Gli  spiriti  che  piango»  tuttavia Canm.  xìii.  41. 

Sopra  colei,  che  piangr  il  suo  partire Can».  xtii.  50. 

Sicché  piangendo  disse  all'  altre  poi Canm.  xiii.  79^ 

Onde  r  aere  s*  attrista  tutto,  e  piagne Con*,  xr.  asL 

!o  vegno  .  .  .  Piangendo  .  .  .  quella  dolce  pace Cam».  xviL  xa. 

Perchè  dinanzi  a  te  piangendo  vegno Cans.  xvii.  17. 

Dentro  la  terra  mia,  cui  doglio  e  piarlo     ........  Canm.  xvìiL  63. 

questa,  cb' era  di /4'an^rr  si  pronta Cans,  xx.  41. 

Pianganlo  gli  ucchì,  e  dolgasi  la  bocca Cans,  xx.  66. 

tal  ferita  . .  .  Ch'  io  vo  piangendo BaJJ.  vi.  34. 

Appresso  gir  oc  lo  vedca  piangendo K  W.  3.  90  {Som.  i.  14V 

Piangttey  amanti  [,  poiché /^Vin^  Amore]  .     .     .     .  K.  /V.  8.  so,  3i  '•Son.  ili,  %  :  te). 

Altro  pianger  mi  fa  spesse  fiate K  AT.  13.  41  \,Son,  tL  6). 

Io  veggio  gli  occhi  vostri  e'  hsnno  pianto V.  N.  aa.  79  {Son.  xii.  la). 

Deh,  perché  piangi  tu  [si  coralmente] y.  N.  aa.  g^  iSon.  xiiL  5\  109. 

Vedeslìi  pianger  lei,  che  tu  non  pui .  .  .  celar  .  .  .  ?  .     .     .    K  A',  aa.  95  {San.  xìiL  'j\ 

Lascia  piangen  a  noi  [,  e  triste  andare] K  AT.  aa.  97  {^Son.  xiii.  9'^,  120. 

Sarebbe  innanzi  lei  piangendo  morta K  A^.  33.  ioa  ^Son.  xxiì,  14}. 

piaogere.     lo  spirito  naturale . . .  cominciò  a/iVif^rrv,  epiangrndo  disse 

queste  parole K  AT.  3.  36  •  &Ù). 

cosi  piangendo  si  rìcoglica  questa  donna V.  N.  2-  54< 

le  quali  ^MH^tWNO  assai  pìctosameotc K  A^  6.  8. 

anzi  piangtftdo  mi  proposi  di  dire K  A^.  8.  ts. 

chiamo  e  sollecito  i  fedeli  d' Amore  a  piangen,  e  dico  che  lo  signore 

ìoro  piange,  e  dico  *  udendola  cagione  pcrch*  e' /«ar^r'     .     .      K  A^.  8.  37,  38,  39. 

pareami  che  piangesse  pietosamente K  M  la.  06. 

Signore  della  nobiltade,  perché  piangi  tu  f V.  N.  i^  30. 

piangendo  e  vergognandomi .  .  .  dicea K,  M  14.  65. 

ove  questa  Beatrice  piangra  pietosamente K.  AT,  aa.  33. 

Certo  ella  piange  si  che  qual  la  mirasse  dovrebbe K  A^  aa.  afiL 

Questi  .  .  .  piange  né  più  né  meno  come  se K.  AT.  aa.  47. 

cominciai  a  piangere  ...  di  tanta  miseria V.  N.  33.  15. 

veder  mi  parca  donne  andare  .  .  .  piangendo  per  via V,  Pi,  33.  34. 

che  mi  facea  giudicare  che  piangessero V.  N.  33.  38. 

incominciai  a /kiM^vnr  molto  pietosamente -  K  AT.  33.  45. 

non  solamente  piangta  nella  imaginazione,  ma  piangea  con  gli  occhi  K  A^.  33. 46, 47. 

■1  forte  . .  .  che,  piangendo,  cominciai  a  dire K.  A^.  33.  Bt. 

credendo  che  il  m\o  piangere  e  le  mie  parole  fossero K.  AT.  23.  88. 

con  grande  pMura  cominciò  a  piangere V,  N.  33,  90. 

s'  accorsero  di  me  che  piangeva V,  N»  33.  93. 


491 


PIANTA 


piangere,     rei  .  .  .  Lasso  !   di  f>i»Mgt$'  si  la  donna  mia,  Clic  afoga»! 

lo  cor.  pMHgttido  lei K  iV.  33.  3»  <,Som.  xviì,  •}),  33  {Son.  xvìì.  8). 

Quella  donna  gentil,  cui  pùmgr  Amore K  W.  35.  46  vSr»«,  xviii  [a*],  a). 

/Vif^m^o  usciano  [fuori  del  mio  petto]     .     ,     .     .      K /V.  35.  30,  53  vSon.  xtììì.  9^, 

Lo  qiial  mi  face  andar  cost  piangrudo K  A^.  36.  49  {Som.  xìx.  14). 

Pel  desiderio  di/idN^rch'  egli  hanno K  ÌV.  37.  aó  \,Son.  XX,  II), 

Mcmbrandov-i  colei,  cui  voi  ^angtstt K  A''.  38.  43   Son.  xii.  8). 

E  spesse  volte  piangon  si,  eh'  Amore K  A^.  40.  57  {San.  xxììi,  7). 

Che  non  fiiaugeU,  quando  voi  passate ^-  /V.  41.  59  (Son.  xxiv.  5), 

Hannu  virtù  di  (ar/>ùi)i;^rrr  altrui f'.  A*.  41.  68  (5ow.  xxiv.  14). 

che  V  Amore  PiangfHdo  mette  in  lui K  A^.  40.  50  (.Sun.  xxv.  4). 

Andatevene  a  lei .  .  .  Piang*ntÌo  tà  cW  ella  oda Som,  xliii.  6. 

Per  cui  dolente  qui  ^Mti*^  e  sospiro Sem.  xlviìL  3. 

Se  vedi  gli  occhi  mici  di  piangrr  vaghi   , Son,  xlix.  t. 

Non  piattgrr  pili,  tu  sci  già  tutto  alatlo Son.  II.  14. 

Piangi  la  madre,  eh'  ha  più  d*  una  doglia Som.  Ili.  la. 

ptaoo»  ndj.     Per  fìgliuola  d'  Amor  giovane  e  ^Wmi    .     .     .     .     KiV.  19.  79(CaM«.  i.  60). 

Oimò  quanto /laHr,  Soavi  e  dolci  ...  ti  levare Cuna.  ziìi.  10. 

JMna  ed  umile  Muovi,  novella  mìa .....     Gifra.  xvii.  64. 

dava  salute  .  .  .  quella  benigna  e^Nd Som.  xxìx.  io. 

piano,  N.     Ch'  io  son  fuggito  per^wni'  e  per  colli Stsi,  ì.  ac. 

Danzando  un  giorno  per />i«i«i' e  per  colli   .,.••....    .$<^.  id.  30. 

Che  K  n'allegran  valli,  fiiani  e  colli  . Stsi.  tv,  17. 


34 


piangMìBi     era  si  rotta  dal  singulto  del  piangrrr •     .  f^  A^.  93.  107. 

nella  quale  f-'angmdo  ragionassi  di  lei K  M  33.  7. 

dico  come  altri  piangt  della  sua  parlila K  A^.  ja.  30. 

nella  pritna  dico  chi  non  la  piaMgr;   nella  MoutJm  dico  chi  la 

^»tf» ^  AT.  33.  33, 

•entìi ...  li  miei  occhi  cominciare  a  voler  ^«in^firw K  A^.  36,  18. 

Or  voi  sulevate  far />ùtM^rv  chi  vedea  la KM  38.8, 

della  gloriosa  donna  di  cui  pùtngrr  solete K  A^  38.  13. 

che  desiderassero  pur  di  piangm .     .  K  A^.  4a  30. 

io  pur  gli  farei  piangrrt  anzi  eh'  egli  uscissero ........  K  iV.  41. 04. 

parulc,  che  farebbero  pVMgtrt  chiunque  le  intendesse K  AT.  41.  té, 

onde  nella  camera  ...  sé  aedeshno  rìprcudcrc  dee  e  pmmgtrt  U 

suoi  difetti C  L  a.  33. 

son  octaule  che  il  pastorCi  piangmdo  e  gridando  ,  .  .  dCnanci  si 

parava , C  U  1 1. 69. 

r  umana  genermxione  non  cesserà  di  fiiamgrn  .     . C.  Iv.  la.  78. 

plano.     Questo  sonetto  è  s)  fiiamo  ad  intendere f.  A^  a6.  51 . 

questo  sonetto  .  .  .  eh'  é  piano  senu  dividerlo K  AT.  37.  14, 

pianta  1 1).     at  vita  d*  animale  e  di  pianh .     .     .  C  ìi.  15.  154. 

aiccomc  vcdemo  nelle  ptnntt  tutte C  iiì.  a.  lod. 

Le  pitintt    .  .  hanno  amore  a  certo  loco  .  .  .  però  vcdemo  certe 

pianti  lungo  Y  acque  .  .  .  confarsi C  ili.  3.  ai.  24. 

per  la  natura  terza,  cioè  delle  ptanU C  iii.  3.  67. 

nccomc  nelle  piani*  vegriart •     .     .  C  tv.  7.  11 3. 

e  la  questi  altri  animali  t  pianU  .  . .  non  IJ  noti C  tv.  14.  98. 

che  r  uomo  chiama  .  .  .  nobile  piamim C  Iv.  j6.  46. 

quelle  degli  animali  bruti  e  tìcWe  ptant$ •    ,  C.  iv.  ai.  83. 

siccome  vcdemo  procedere  la  natura  delle  ^*att4« C.  ìv.  34.  66l 

poiché  della  toro  semenza  cosi  (atta  ptmnim  ai  vede C  iv.  «9.  70. 

pianta  (a),    sicché  li  cittadini  di  Mmrim  tengano  le  pim»th  contro  le 

ptAMte  di  que'  di  Lutm C.  ui.  5.  106  ^Aif^ 


PIANTO 


499 


pianto.     E  rotta  si  dall'  angoscia  e  dal  pianto KN.a^  143  [Canx.  ti.  z6X 

Levava  gli  occhi  miei  bagnati  in  pimtti V.  N.  ix^  184  {Can»,  iL  57^ 

Di  sospirare  e  di  morir  di  pianto K  iV.  30,  79  [Cana.  iii.  39)» 

Se  gturdì  agli  occhi  mìei  di  piatto  molli      ,....,..,  Gnu.  xviL  19, 

Che  non  sofferse  d'  ascoltar  suo  pianto Orna.  xix.  6. 

Bagnata  il  viso  di  pianto  d*  amore .      K  A*,  aa.  73  {Son,  xii.  6'. 

Che  nel  smo  pianto  V  udimmo  parlare      ......       K.  A.  aa,  99  {Sem.  xiii.  ix'.. 

per  veder  . .  .  Occhi  gentili  e  dolorosi  pianti K  A^.  37.  19  (So»»,  xx.  4). 

Or  non  mi  vedi  consumare  in  pianto  Gli  occhi  .  .  .  t       .....  5o*f.  xlviL  5. 

Ha  esaudito  lo  pregare,  e  '1  pianto  Degli  occhi 5.  P-  vi.  41. 

E  '!  mio  ber  mescobva  con  ÌI  pianto S.  /*.  ci.  30. 

son  senza  fine,  Con  pianti  e  strìda  ed  infiniti  lai P.  F,  63. 

picciolo.     Ma  donna  gli  mi  dà«  e'  ha  pùrioJ  tempo Cmns.  xr.  3^ 

che  piccioi  tempo  ornai  Puote  aver  luogo  quel CsMa.  xvi.  67. 

Di  fonte  nasce  Nilo  pica'oi  fiume Canz.  xx.  46. 

Eccetto  il  stolto  e  'I  picdoio  Eanciullo S,  P.  xxxi.  69. 

piccolo.     Che  m*  ha  serrato  tra  y^ùvo/j' colli Sést,  \.  11. 

pie.     se  ne  già  Molte  fiate  a'  pii  del  vostro  Sire C.  iì.  Caivj;  i.  !& 

colui.  Che  ...  Va  co*  suoi  pif  colà,  dov*  eg^i  è  morto   .....  Canz.  xi.  40. 

Stommcne  a /*r  della  lor  signorìa Som.  xxx.  8. 

Quand'  ella  è  giunta  al  /^  di  quella  torre Som.  xJiv.  5. 

{Mede*     Non  rooverieno  il  pitdt  Per  donneare CaiUL  xix.  51. 

pianto,    si  convcrtia  in  ama  rissimo  ^ìam/o K.  AT.  3.  53. 

E  in  questo /i<tn/£>  stando,  proposi K.  M  14.  70, 

con  doloroso  singulto  dì  pianto V,  N,  03.  84. 

B*  accorsero  . . .  per  lo  pianto  che  vedeano  fare  a  questa   .     .     .     .     K.  A.  03.  93. 

per  lo  lungo  continuare  del  ^ùm/o. F.  A.  40.  33. 

piantira.     \2nz.  pianura  è,  con  certi  campi  e  sentieri C.  iv.  7,  56. 

picciolo,     ond'  io  divenni  in  picrioio  tempo  poi  dì  .     .     .     .     ,     .     .     .     K  ÌV.  4.  6. 

E  segno  che  sia  picàoi  tempo  è,  che  . V.  N.  «5.  36^ 

sicché  in  piccioi  tempo  . . .  cominciai .     .  C  ii.  13.  49. 

stelle  .  .  .  tanto  piccioU  che  distinguere  .  .  .  non  le  potemo      .     .     ,     C.  ÌL  15.  70^ 

Lo  quale  amore  .  •  .  di  piaioia  in  gran  Gamma  s*  accese     .     .     .     .  C.  iiì.  1.  & 

due  volte  1*  anno  ha  .  . .  due  piccioU  verni C.  iii.  5.  189. 

queste  ore  si  fmnno  piccioU  e  grandi C,  ìu.  6.  18. 

^m'o/i  beni  le  paiono  grandi C,  ìv.  la    159. 

successione  di  pim'oia  cosa  in  grande  cosa C.  iv.  13.  io. 

piccolo,     con  ampia  misura  ...  e  con  piccola  cerca  lo  bene      .     .     .     .     C.  ì.  a.  65. 

se  "I  piccoio  tempo  cosi  trasmuta C  i.  5.  59. 

per  comparazione  alla  quale  si  fa  ...  il  pusillanimo  piceofo     .     .     .     C  L  1 1.  134. 

siccome  la  grande  spera...  così  questa^fin^a:  e  così  ha  questa  ywV/t)^    C.  il.  4.  84  (Aù). 

Mercurio  è  la  più  piccola  stella  del  cielo C.  iL  14,  99, 

quanto  che  *1  di  sia  grande  o  piccato   .     , ,C,iiL6w  17. 

ano  nuovo  cittadino  di /fcco/a  condizione C.  Ìv,  5.  173. 

non  , .  .  ogni  formalità  ...  ma  molto  >^f'a;o/a  parte C  iv.  10.  53. 

che  sono  .  .  .  dodici,  o  grandi  o  piccoU C  iv.  33.  144. 

pie.     questo  pensiero  che  se  ne  già  ...  a'  /v»^  del  Sin C.  ii  8.  39, 

e  certe  nelle  piagge  e  a  pii  de'  monti C  iii.  3.  »7, 

qui  non  è  da  trapassare  con  pie  secco C.  tv.  a.  41. 

Che  Io/*f  dell'  albero  ...  si  dee  principio  dire  e       .,,..,     C.  iv.  18.  48. 
piede.     Io  tenni  i /b>(/i  in  quella  parte  della  vita K. /V.  14,  6t. 

a'  piedi  di  coloro  che  seggono  ricolgo C  i.  i.  69, 

alli  loro /Wi  si  pongano  tutti  quelli C,  i,  1.  97, 

•  lasciane  la  mala  opinione  prendere  ^t/r C  ìv.  7.  18. 


493  PIENO 

piede.     Gittatevclc  a*/fn/i  uroilcmentc Som.  xUii.  13. 

ptegare.    Né  U  diritta  torre  Fa  fiifgur  rivo C.  W,  0»h*.  iii.  55  ;  10.  1 15. 

Tal,  che  se  pitga  vostra  cnideltate Cana.  zL  83. 

tj>  dolce  pomo  .  .  .  Per  cui  ciascun  man  pi*ga Canm.  xx.  95. 

Se  n  vostro  cor  si  pitga  in  tante  voglie Soh,  xxaìv.  xa. 

pieno.     Vcggendo  gli  occhi  mici/wM  di  pielate    .     .     .     .     .  K,  A^.  83.  131  ì^C^hm,  ii.  4)» 

Partissi  .  .  .  Putta  di  grazia  1*  anima  gentile K.  W,  32.  70  i,C«m«.  Ui.  30). 

Ne  mandali  messi  al  cor pùn  di  diairi C.  iii.  C'ffH&  ìi.  35  ;  13.  lai. 

L*  anima  .  .  .  Piema  d*  amore  e  di  cortese  lode C  iv.  Coum.  iii.  130. 

quando  ella  ò  ben  piena  Del  gnn  desio Cans.  si.  aa. 

Tal  eh' io  rimasi  di  paura /fifMO Canv.  xiiL  6a. 

Ora  ti  veggio  .  .  .  pi*tia  dì  vizìi Cans.  aviii.  83. 

Maggior  tempesta  .  .  .  Che  le  passate  tue  fiùtn  di  strìda  .     ,     .     .  CartM,  zviii.  5B. 

colui,  Ch'  Amor  si  chiama,  ed  è  pìen  di  salute Coma.  aia.  90. 

che  ...  sì  muova  Un  spirito  soave  e  pi<M  d'  amore  .     .     .  V,  N,  a6.  49  (Som.  xv.  13). 

Lo  qua!  mi  mena  tanto  /Wm  di  fede  .  .  .  Ch*  io Son,  kxxv.  9. 

Volgiti  a  me,  eh'  io  son  di  piacer /««Ha Son.  1.  la. 

Ha  io  son  certo  ed  informato  a  pirno S.  P.  xxxi.  73. 

Perchè  i  miei  lumbi  son  pUm  dì  scorno  E  di   ........  S.  A  xxxvii.  os. 

partorito  fui  Essendo  pieno  dell'  umaii  difetto 5.  A  L  18. 

E  col  tuo  spirto /«imo  di  virtute  Fa,  che S.  /*.  1.  49. 

Ma  ogni  giorno,  eh'  io  son  pien  d*  aflannì S.  P.  ci.  5. 

piede,    il  sole  pare  di  larghezu  ...  d*  un  pieeU C  iv.  6.  53. 

che  .  .  .  appare  di  quantità  di  uno  pitele C  iv.  8.  6a. 

*  Se  r  uno  de*  pted»  aves&i  nel  sepolcro  . .  .' ,    ,  C  ìv.  ta.  tao. 

Maria  .  .  .  a.*  piet/i  dì  Cristo  sedendo C.iv.  17.  103. 

mirare  oUc  vesLìgie  delli  patemi  ^<6'     ...•..■•••  C  iv.  94.  157. 

piegare,     che  *1  consentimento  mio /W^mt  ìover  di  lui      .     .     .     .     •  Cit  11.84. 

chi  fuori  dal  debito  ordine  ò/wfuA? C  tit  15,  154. 

pleawneatc.     Dì  questa  virtù  ...  dirò  più /iirHamrH/#  .     ,     .    •    «     .  C.  i.  la.  87. 

acciocché  questa  parte  più  pù-nametUe  sia  intesa C.  il.  la.  7. 

di  questo  vocabolo  .  .  .  più  pienamente  si  parlerà C^  il.  f6.  95. 

della  quale  trattare  la  . . .  Caiuone  ptenamente  intende     .     .     .    .  C  iv.  1,  98. 

siccome .  .  .  sarà  pienamente  manifesto  .     .     ,    .     .    .     ,    .     .    .  C  iv.  16.  117. 

pleolailmo.     sicché  1*  una  culi*  altra  congiunta  . .  .  pienÌBumm  sono  d' .  C.  iv.  ù.  t6a. 

pleoo.     molti  pirni  d'  invìdia  giii  si  procacciavano K  AT.  4.  8. 

die  questa  donna  fu  amarissimamente /v>Na  di K,  iV.  aa.  18, 

li  mostrava  s)  gentile  e  si  pinm  di  tutti  I  piaceri  .    .    .    .    .    .    .  K  AT.  aft.  ao. 

perocché  lo  stomaco  suo  è  ^lirMo  di  umori C.  L  i.  91. 

non  avrebbe  ^Mo  lo  suo  comandamento C  ì,  7.  Sa. 

le  quali  .  .  .  ^cdrh  essere  piarne  dt  .  .  .  bellezza  .  C  L  io.  lol. 

a  me  ne  soverclileranno  le  sporte  pÙHt  ....  C  Ì,  13.  84. 

Onde  le  stelle  .  . .  sono  più/ftm/  dì  virtù C  it.  4.  76. 

nessuno  dubita  .  .  .  che  elle  non  sieno  pime  di C  it  5.  63. 

questa  .  .  .  piena  di  quelle  cose  che  dilettano C  iL  6.  36L 

to  moTìmcnto  di  quello  ciclo  p%eno  d' amore Cit6.ii3. 

■  /«TMO  intendimento  di  queste  parole,  dico      .••.....  C  li.  7.  73. 

la  divina  Saen^a,  che  piena  è  di  tutta  |>acc CÌÌ.15.  1A61. 

la  acrìltura  è  stella  piena  dì  luce •    .     •  C  li.  t6k.  1 1. 

la  quale  . . .  é  Donna  pitna  di  dolcezza  .•••• CU.iA.ai. 

rimane  .  .  .  pieno  di  certez»  lo  familiare  ìntclletlo C  ìi.  iti^  4$. 

lo  mezzo,  ch*  è  diafano,  è  tanto /«into  dì  lume C  iii.  9.  118. 

U  sua  privazione  é  .  .  .  piena  d'  ogni  tmtiiia C  iii.  13.  19. 

U  giudìcio  della  gente  ^ÙHd  d*  errore •     .  C  iv.  al  ii8w 


PIENO 


pieno.     E  gli  oasi  mici  soo  secchi  e  pìen  dì  donni *S.  /*.  ci.  9. 

piacque  AUi  tuoi  servi  pimi  di  bontade S.  /*.  à.  54. 

1I«  perchè  so  che  sci  pim  di  pietadc 5.  P.  cxxix.  la 

Onde  dolente  e  pièno  di  tristizia  .  .  .  porgo S.  P,  cxlii.  96>. 

DcIU  cui  grazia  terra  e  cici  son  pittti ,     ,     P.  f.  13. 

Fu  .  . .  crocifiMo,  Di  grazia /fimo  e  di  colpa  digiuno P,  f.  33. 

Divino  Padre,  pim  d'  ogni  salute .     ,     ,     P.  P.  333. 

Ave  ,  .  .  Maria  Piena  di  grazia • ,     P.  P,  a^a. 

pietà.     So\ii  pietà  nostra  parte  difende K.  /V.  19.  41  (Coiu.  L  9a\ 

Gli  occhi  dolenti  per  pietà  del  core K.  JV.  38.  41  (CattM,  ui.  1). 

Che  .  .  .  Pietà  farìa  mcn  bello  Ìl  suo  bel  volto Cams.  xi.  15. 

Ch'  altrettanto  ...  Mi  reca  Xsl  pietà  quanto  *l  martiro Cans.  sML  3. 

non  tniovo  .  . .  cui  pietà  per  me  muova  sospiri Cana,  xviì.  a. 

Se  guardi  alla  ^Wd  ch*  ivi  entro  legno •    •     •    •     CaN<.  xviu  ao. 

Forse  pietà  n'  avrà  chi  mi  tormenta Cniu.  xxi  44. 

£  di'  a  colai  eh'  è  d'  ogni  pitta  chiave K  JV.  19.  1 14  {B0O,  L  35). 

Abbi  pietà  del  cor  che  tu  feristi B&tL  ÌU  3. 

Amor  sente  a  pirfà  donne  chiamare K.  A^  8.  33  (Sm.  ìiì.  3), 

Morte  villana,  di /iV/à  nemica ^.  A^  8.  45  (Sem  ir.  z^ 

chiamar  la  mia  nemica,  Madonna  \a  pietà K.  A'.  13.  49  (Soif.  vi.  14% 

Per  la  pietà  [che  '1  vostro  gabbo  uccide]     ....      K  AT.  15.  39  (Som.  viiL  xa^,  6ft. 

E  vienmene  pietà  si.  che  sovente  Io  dico K.  A^.  16.  a6  (Stm^  ix  3\ 

Par  divenuto  di  pietà  simile K  A',  aa.  71  {Soh.  xiL  4). 

s)  .  . .  Che  fai  di  te  pietà  venir  altrui K  A',  aa.  94  (Som.  xiii.  éy 

Ella  ha  nel  viso  \&  pietà  si  scorta K  A.  aa.  100  {S<m.  xiii.  t»)» 

Venite  ,  .  .  O  cor  gentili,  ch*  pietà  ti  desia K.  A.  33.  37  {Som.  xvii.  a\ 

Color  d*amore,  e  dì  pir/à  sembianti K  A'.  37.  16  \Soh,  xx.  i\ 

Ed  è  contro  a /f>/à  tanto  superba Som.  xxxi.  la. 

che  si  vede  Meco /nWu  tradita  da  mercede So»,  xxxv.  14. 

Alquanto  per /r/'à  con  me  sospira ,     .     ^on.  xjudx.  14. 

Per  novella  pietà  che  il  cor  mi  strugge Som.  xUx.  a. 

che  maggior  memoria  Si  (a  di  tua  pietà S.  P.  cxliì.  a6. 

piena     che  r  Autorità  ...  sia  piena  di  tutto  vigore C  iv.  6.  157. 

per  questo  modo  sono^Ww  d'  imperfezione C  iv.  ix.  47. 

rendere  il  raunatore /wno  d'  ogni  ap(>againento C  iv.  la.  sa. 

queste  false  meretrìci,  ^bm#  di  tutti  difetti C  iv.  la.  87, 

Pient  di  sicurtà  . . .  fanno  lor  cammino  più  brieve C.  iv.  13.  106. 

quello  che  ha  figura  di  presso  che  ^Mwa  Luna C  ìv.  x6,  92. 

r  uno  è  più  piffto  di  beatitudine  che  V  altro C  iv.  aa.  135. 

bianchezza  è  un  colore /tVvro  dì  luce .  Civ.  aa.i88. 

la  Contemplazione  è  più /linia  di  luce  ...  che C.  iv.  aa.  190. 

pietà,     di  chiamare  e  mettermi  nelle  braccia  della  pietà  ....«•  K.  A.  13.  33. 

la  mia  nemica,  madonna  la  pietà K  A.  13.  59. 

anzi  credo  che  molta  pietà  le  ne  verrebbe K.  A*.  14.  70. 

lo  credo  che /*r/à  ne  giungerebbe  altraì ^'^  A'   14,  75. 

quegli  che  non  mostra  pietà  di  me K.  A'.  15.  57. 

perchè  altri  dovrebbe  aver  pietà V,  N.  t$,  59. 

coloro,  che  forse  vedrebbono  questa  )h>/à K  A.  15.64. 

e  massimamente  la  ptetà,  la  quale  fa  rìspleodcre C  iì.  1 1.  36. 

non  è  pietà  quella  che  crede  la  volgare  gente C  iì.  11.  39. 

contro  alla  debita  pietà  il  figlio  alla  .  . .  intende C  tv.  13.  ia6k 

le  buone  disposizioni  .  . .  cioè  Pietà  e  Religione C.  ir.  19,  40. 

Li  quali  .  .  ,  sono  sette,  ciò*  . , .  Pietà C.  iv.  ai.  xii. 

quanta /«r/à  mi  strìgne  per  te    .     .     ,     , C  IV.  37.  97. 


^4-93  ^^^^KKF^^^IF  PIETOSO 

j,  jygcrfcade.     Dio,  per  pie/ad^  or  dagli  alcun»  lena Soh.  xtvii.  3. 

I^L  circondati  Di  grazia,  di /^fWar/r  e  sommo  onore S.  P.  xxxi. -jS. 

^^B  lo  prego  te  per  la  tua  gran  fiutati^ S,  P.\.  a. 

^^1  Ed  è  ragion,  che  tu  le  abbi  fnetadt S.  P.  ci,  53. 

^^P  Ma  perchè  so  che  sci  picn  di  pifiaJt S.  P.  cxxix.  io. 

Come  più  volte  per  pitlade  fai .     .     ,     S,  P,  cxlii.  60, 

rlt&     Veggendo  gli  occhi  mici  picn  dì  pìftaU V.N.a'^,  131  {Can^  ii.  4). 
E  d*i  mstiT  pùtate^  e  non  disdegno V,  N.  33.  003  fCoxa.  ii.  76). 
E"  si  raccoglie  ...  Un  suono  di  pittate '.V.  N.  34.  41  i^Cana.  iv.  15). 
Guarda  la  vita  mia  ...  E  prendine  piftate Canm,  bc.  ji. 
Fiorenza  .  .  .  Vo(a  d*  amore,  e  nuda  di  pittate Cana,  xi.  79. 
V  ascolta  con  pittate  il  suo  fattore Cana.  xiii.  34. 
Di  fuor  conosce  che  dentro  è  pittai* Cane.  xvi.  53. 
Appresso  eh*  avcrai  chiesta />fr/f7/^ K.  A^.  la.  96  {Ball  i.  I7\ 
sicunuiza  Che  voi  sarete  amica  di  pittale Bali.  vii.  4. 
lo  non  spero  che  mai  per  sua  pìtt'ttt  Degnasse     .......     Bali.  x.  ai. 
E  sol  s'  accordano  ìn  chieder  ;^i>/a/r V.  N,  13,  42  f5o«.  vi.  7^. 
Se  lo  saveste,  non  potrìa  pittatt  Tener F^  .V.  14.  83  (Som.  vii.  %\. 
E  se  venite  da  tanta  pittata K  iV  aa.  76  {^Sqh.  xii.  9). 
\1dero  .  .  .  quanta  piriate  Era  apparita K  AT,  36.  39  (Som.  xix,  i\ 
Faceva  lagrimar  .  ,  .  Della />/WA/tf K.^V.  38.  38  {San.  xxi.  4). 

Agri  pittatt  de'  mìei  gra\*i  errori 5.  P.  vi.  7. 

Nisi  pidattm  habuerìt  servo Cans.  xxi.  ag. 

Donna /VtWosiT  e  di  novella  etate  .  V.N,  33.  laS  {Cana,  ii.  i);  V.  E.  ii.  11.  41. 
Pittata  mia  canzone  [,  or  va  piangendo]  .  .  V.  N.  33.  ao,  38,  ut  {Catta.  iiL  71^. 
tomt  si  fugge  Questo  pietoso  che  m'  ha  consolata     .     .     .      C.  ii.  Cane.  ì  33  ;  io.  ao. 

Mira  quant*  [quanto]  ella  e  pietosa C.  il.  Cana.  ì.  46;  11.  3?. 

E  non  sarei  pietoso  né  cortese Cana.  xiì.  70. 

Che  mcn*  ha  colpa  e  non  fu  mai  pietosa Cana.  xiil.  93. 

Dirada  in  te  . . .  De*  fìgli  non  pietosa Caua.  xviii.  33. 

perocché  pietoso  Fu  tanto  del  mio  core Cana.  xix.  4. 

Egli,  pitfoso  e  fello  . .  .  fece  dimanda Cana.  xx.  39. 

Cosi  foss'  ella  più  pittosa  donna  Ver  me Sest.  ii.  45. 

Udite  U  ballaU  mia  pietosa Ball.  x.  a. 

Mosse  dagli  occhi  di  quella  ;^lV/05a V.  IV.  39.  '}3  {Son.  xxiì.  i3\ 

Voi,  Donne,  che  pietoso  atto  mostrate Som.  li.  r. 

s)  che  qual  la  mirasse  dovrebbe  morire  di  pittacU      ....KM  aa.  39. 

ticchi  tutta  la  pietadt  pareva  in  lei  accolta ..KM.  36.  la. 

qttsM  come  di  so  stcs»  avendo /lif/a^tf K  M.  36.  17. 

Ma /ùAs^  non  è  passione C  ii.  11.43. 

— — Kwwmente.    le  quali  piangevano  assai  pietosamente K  M  8.  8. 

parcami  che  piangesse  pietosamente V.  N.  la.  arj» 

ore  questa  Beatrice  piangca  pieto*antente V.  N.  ao.  03. 

cbe  avemo  udito  parlare  questa  donna  cosi  ^/osam/N//    ....     K  M.  aa.  45. 

incominciai  a  piangere  molto /^l>/<:>5dmffl// K  M.  33.  45. 

nella  trrcn  parlo  alla  canzone  pirtosamtntt K  M.  33.  t8, 

1.^^^  U  quale  ...  mi  riguardava  mollo  pietosamentt KM,  36.  It. 

cioè  per  la  pietose!  vista  che  ...  mi  giunge  ;  la  qual  vista 

pittosa  è  distrutta .'     .     .     K  M  15.  59,  61. 

che  con  quella  pietosa  donna  non  sia  .  .  .  amore K  M.  36.  aa. 

s*  £»cea  d'  una  vista  pittosa  e  d'  un  color  pallido  .......KM.  37.  3, 

io  anda^'a  per  vedere  questa  ^Wojfl  donna K  M.  37.  9. 

della  donna,  che  tanto  ptetosa_c\  s*  t  mostrata ■     K  M  39.  aa. 

«criocchè  più  paresse /lir/oso,  proposi  di  dire K  M.  41.  31. 


PIETOSO 


496 


pietoso.     Dove  .  .  .  Saranno  ìnsàcme  con  li  re  pittou 5.  P.  ci.  dfi. 

pietra.     Core  ha  di  pùtra  sì  malvagio  e  vile V.  JV.  33.  73  '\Cmm9.  ni.  33^ 

asprOf  Com'  è  negli  atti  questa  bella  pietra .  Ccmc  xii.  a. 

La  niente  mia,  eh*  t  più  dura  che  pùtn»  In  tener  forte  immagine  dì 

pittm C*»*.  XT.  xa,  13. 

Si  è  birbato  nella  dura  pirlra Sfsi,  i.  ^ 

Che  non  la  muove,  se  non  come  pifir»t  H  •  ■  •  tempo Setf.  i.  ^ 

Più  forte  assai  che  la  calcina  pùim Stsf,  ì.  18. 

Le  sue  bellezze  han  piìj  virtii  che  fittim Sfs4.  i.  r^ 

Si  fatta,  eh*  ella  avrebbe  messo  in  fiftm  V  Amor S*sf.  ì.  aó, 

che  mi  torreì  dormir  su  pùtrm SiSt,  L  34. 

Gli  fa  sparir,  come  pietra  sott*  erba    ...........  Sest.  L  39^ 

una  donna.  Che  fosse  fatta  d'  una  bella  pirira SesL  li.  li. 

Per  man  di  quel,  che  me'  intagliasse  ìxt  pittra SetL  li.  ta. 

Ed  io  che  son  costante  più  che  pietra Sa<.  ÌL  13. 

Porto  nascoso  il  colpo  della  pietm^  Con  la  qual  mi  feristi  come  piettu  Sfst,  iL  «5,  t6. 

Talché  mi  giunse  al  core,  ov*  io  soo  pietra Sesi.  u.  18. 

E  mai  non  si  scoperse  alcuna  ^Wra  ...  Che SrJ<!.  ii.  19. 

Che  mi  potesse  atar  da  questa  piètra Sesi.  u.  aa. 

tu  sai  che  .  .  .  L^  acqua  diventa  cristallina /«Vfra SesL  iì.  96. 

si  bella  mi  luce  .  . .  eh'  io  la  x'eggìo  in  pìetm SesL  ìi.  41. 

questa  gentil /i/fna  Hi  vedrà  coricare  in  poca.piftra  Per  non  levarmi  Sesi.  ìi.  56,  57. 

Tal,  che  con  tutto  eh*  ella  mi  sìa  pirtra,  Mi  dà Sest.  ix.  6a. 

Che  mi  sta  in  cor  come  virtute  in  pietra Sest.  UL  5. 

ì  colli,  Che  son  ...  di  piii  secca  pi^ra Sesi.  in.  iflL 

r  aveva  duro  il  cor  com'  una  pietra    . SesL  ixL  19. 

Che  non  sì  vide  mai  intaglio  in  piètra  .  .  ,  Che .  Seti,  iiL  34. 

K  fermo  nel  suo  amor,  come  in  mur  piètra Sesi,  ìv,  5. 

Che  ...  ne  dona  vìrtii  ...  io  pietra Sest.  iv.  xflL 

Io  so  che  sarei  piìi  vile  che  pietra Sesi,  iv.  19. 

GKTar  potrc'  la  virtù  d'  ogni^fra Sest.  ìv.  a6. 

com*  una  pietra  Mi  sto Sest  w.  34. 

Le  pietrt  par  che  grìdin  :  Moia,  moia K.  TV.  15.  35  {Som,  vxii.  8)u 

E'  non  £  ...  Né  anco  tanto  dura  alcuna  pietra Som.  jcaxL  a. 

irfetoso.     Virgilio,  d*  Enea  parlando  .  .  .  pietoso  il  chiama  .     .     .     .     .  C  B.  11.  3^ 

pietra.     Orfeo  lacca  ...  gli  arbori  e  le  pietre  a  sé  muovere     .     .     .     .  C  ii  f .  37. 

coloro  .  .  .  sono  quasi  come  pietre C.ìi.1,  34. 

più  temerebbe  .  .  .  che  non  farebbe  Impietra C  ìi.  io.  71, 

se  una  pietra  potesse  cadere  da  questo  nostro  Polo C  iìL  5.  80. 

se  dall'  altro  Polo  .  .  .  cadesse  una  pietra C  iìì.  5.  93. 

Ut  dove  cadrebbe  questa  seconda  pietra C.  iìì.  5.  97. 

siccome  è  V  oro  e  alcuna  pietra .....C.  iit.  7.  34. 

che  \c  pietre  .  .  .  siano  degne  di  reverenza C  iv.  5.  i8t. 

Una  pianura  è  ...  con /»e/n C  tv.  7.  58. 

che  non  vivere  4  nelle  pietre C.  iv.  8.  [a6. 

e  ìc  pietre  non  sono  suggetto  di  vita C  iv.  8.  ia& 

quel  primo  che  ...  le  pietre  .  . .  cavò C.  iv.  la.  38. 

che  1'  uomo  chiama  nobile  pietra C.rv.  i6l  46^ 

cosi  la  guglia  . .  .  sarebbe  la  più  nobile  pietra  del  mondo   .     .     .     .  C.  ìv.  16.  69, 

se  una  pietra  margarita  è  male  disposta C  iv.  ao.  64. 

discende  . .  .  come  \*irtute  in  pietra .     .     .     .  C  ìv.  ao.  105. 

L'  Angelo  di  Dio  .  . .  volse  la  pietra C  iv.  aa.  171. 

faceano  magnifici  lavori  ...  di  pietre C  iv.  as.  56. 

I^etro.    eoe)  la  guglia  di  San  Pietro  sarebbe C  iv.  i6l  68. 


497  ^^^^^^  PITTACO 

pigliare.     PìgììandoU  anxi  terza,  Con  esse  passerei Cmna.  xiì.  68. 

Così  vanno  a  pigiar  villan  diletto Cans.  xix.  54. 

£  virtù  per  esempio  ha  chi  lei  ^]ffilii  . CafM.  xix.  ixi. 

udito,  Che /f^/iVir  vi  Usciate  ad  o^i  uncino 5oh.  xxxìv.  6. 

E  '1  santo  nome  di  Dio  non  pigUamo  In  van  giurare P,  F.  157. 

pigilo.     E  a  quc*  che  t'  aman  più»  più  Cai  ma)  pi^io Canm,  xviìi.  30^ 

pigro.     La  penitenza  mìa  é  pigra  e  larda S.  P.  xxxi.  96. 

pingere  ti%     Voi  le  Tedctc  Amor^i'n/o  nel  riso K  A^.  19.  74  (Gm*.  i.  55^ 

Poi  chi  pingr  figura C  iv.  Cans.  Ìli.  5a;  10.  105. 

che  vui  Per  man  d'  Amore  U  entro  ^xAi  sete Cchm.  xvi.  aa. 

Sana  mai  quella  eh' ^  nel  mio  cor /m/(i1    ...  Son.  li.  3. 

pingere  (3).     Qucst' è  quello  che  ^t'n^r  Molti  in  servaggio      ....  CafU.  x,  87. 

si,  che  non  esca  Pinta  per  corda  la  saetta  fore Can».  xvìi.  jo. 

pino.     Se  non  se  in  ptnoj  lauro  od  abete Ora*,  xv.  44. 

pintura,     è  distrutto  .  .  .  Come  pintura  in  tenebrosa  parte      ....  Cmtz.  \x.  13. 

Che  ...  li  gira  D*  o^ni  crudelitate  )in^  pintura Ball.  x.  8. 

pio.     lo  vegno  a  te,  come  a  persona  pia ...  Can».  xvìi.  it. 

Però  eh*  egli  è  il  Signor  si  dolce  e  pio S.  P,  cxxix.  19. 

In  Cristo  fosse  nostro,  santo  e  pio .     .     .  Z'.  /*.  33. 

pioggia.     E  vedca  (che  parcan  pioggia  dì  manna)     .    .    .      K  A'.  83.  185  {Ca»».  W.  58). 

cade  in  bianca  falda  ...  ed  in  noiosa ^c^^^ Cans.  xv.  ai. 

piovere.     Sua  beltà ^«om  fiammelle  di  fuoco     .     .     .  C.  {il.  Coma,  ìi.  63;  8.  136;  15.  iti. 

quando  piovi  Amore  ìn  terra  da  tutti  li  cieli Cana,  xv.  67. 

Ciascuna  stella  ...  mi  piatft  Della  sua  luce  e  .......     .  Ball.  vi.  ti. 

E  da*  tuoi  raggi  sopra  'I  mio  cor  piov*  Tanta  paura,  che    ....  Son.  xavii.  5. 

Pietro,     ite  e  dite  alti  discepoli  suoi  e  a  Pi*tn C  Iv.  aa.  157. 

e  dicalo 'aJli  discepoli  e  a  fVr/n>* C  iv.  aa.  i8i. 

sviati,  siccome  Pittro  che  l'avea  negato C  iv.  aa.  183, 

pigliare,    colui,  che  non  sa  per  qiul  vìa  pig^  il  suo  cammino  .     .     .     .  V,  Pi,  x^  96. 

dico  che  . .  .  non  so  da  quale  pigli  materia  ;  e  »e  la  voglio  pigUart 

da  tutti,  conviene ^>  M  13.  S7f  Sa- 
dico ,  .  .  pigtiando  ciò  eh'  Ìo  udii  da  loro K  A^.  aa,  64. 

acciocché  non  ne  pigli .  .  .  baldanza  persona  grossa V.  N.9^  101. 

scriaoi  .  .  .  pigliando  quello  cominclamcnto  dì  Geremia      ...  K.  A^.  31.  7. 

delle  quali,  univeraalmente/v^/ùrxWo^,  trstU C  ii.  15.  89. 

^mopr,  veramente  piglia$»do  . . .  non  è  altro    . C  sii.  a.  iB. 

non  comincia  .  .  .  piglimitMa  per  lo  modo  che C  iv.  34.  45. 

pigrizia,     r  una  ...  è  induttrice  di  necessita,  1*  altra  dt  pigrìàa.     .     .  C.  L  i.  30. 

tutti  quelli  che  per /t^frùù  sì  tono  stati C  I.  x.  98. 

pingere.     uno  spìrito  .  .  .  pingta  fuori  i . .  .  spiriti  del  viso     .     .     .     .  V.  N.  11.  la. 

che  *1  primo  Agente,  cioè  Dio.  ^'m^  la  sua  vinti  In C.  ili.  t4.  39u 

pintura,     dico  che  poggiai  la  mia  persona  ...  ad  una  pintura      .     .     .  K  A^.  14.  30. 

ptomtiare.     nel  vetro /^'omAa/o  la  immagine  appare C  iii.  9.  81. 

ptotnbOw     come  specchio,  che  é  vetro  terminato  con  piombo    .     .     .     .  C.  ìli.  9.  77. 

interpongono  dì  quel  colore  tra  '1  vetro  e  1  piomòo  .     .  .  C\  lii,  9.  98. 

piovere,     che  U  beltà  di  quella  piovtfiammtélU  di  fuoco  ...  .  C.  ìli.  8.  I47. 

queste yCammr/ilr  che  pttA'ono  dalla  sua  Mtà      ....  .  C  ìli.  8.  I9OÌ. 

che  sua  Mtà^  cioè  moralità,  piovf  fimmmaiU  tk'fitom»     .  .  C  Iii,  15.  104. 

piramidale,    su  ...  per  modo  qxusi  piramtdaU C  ìv.  la.  170. 

Plnri.     quattro  cavalli  :  lo  primo  chiamavano  £00,  lo  lecondo  Pùm     .  C.  ìv.  ag.  t3& 

PiKlOCtilL     potrebbe  dire  .  .  .  quegli  dellì  PtMÌ(»tii  dì  Napoli       .     .     .  C  iv.  39.  «7, 

pMOIlL     dice  santo  Jacopo  . . .  nella  sua  /V»/oAt ,  C  iv.  a.  84. 

C^  epistola. 

Pittato,     to  primu  .  . ,  ebbe  nome  ...  il  settimo  Pittato C  iii.  tt.  41. 

xk 


PITTAGORA 


piÌL  K  N.  33.  190  {CattM.  lì.  63)  ;  98.  «5  {F.  C.  la)  :  C  iv.  Cmu.  iii.  «S*  44«  sSw  99: 
Om«.  ix.  3,  4,  aa  {bis),  45  ;  x.  56,  69,  130  ;  xL  38,  81,  84  ;  xiL  4-  a7f  73»  8^  J 
xiii.  47,  48,  56,  74  ;  xiv.  7,  14»  47.  53  ;  xv.  ifl,  36  ;  xvL  ao,  a6,  «9,  39  ;te\ 
40.  43  ;  xvii.  38  ;  xviii.  3,  30  (6i«\  43,  60  ;  lix.  60,  66,  79,  87  ;  xx.  34,  «i 
54,  89;  Sest.  i.  18,  19,  37  ;  ii.  8.  13,  33,  45;  iii.  3,  6.  11,  17.  18  bis\  04;  nr, 
6,  19,  36,  37  ;  Bai/,  ii.  5  ;  fii.  3  ;  K  A'.  3.  8a  Stm,  i.  6)  ;  a  6t  {Som.  ir.  17S; 
14.  84  {Som.  vii.  6)  ;  33.  31  (Som.  xvii.  6>  ;  42.  47  (Sol.  xxr.  1)  :  S<m.  xzxiv. 
5  ;  XXXV.  13  ;  xxx>*iì.  8  ;  xjucÌx.  i  ;  xliii.  8  ;  xJv.  13  ;  li.  4.  14  ;  liL  la  ;  S.  P, 
vi.  I5i  35»  36,  46  ;  xxxi.  56  ;  xxxriL  io«  15  {A«\  40.  4«.  59.  77;  L  «6;  d. 
95  ;  cxxix.  ai,  «3  ;  cxliL  60  ;  /*.  F.  i ,  «,  8,  79,  89.  1 86,  198. 

pine  <  piiL Som.  xxxi.  13, 

piuttosto,    se  r  una  vai  ...  da  lei  ^mn.  piuttosto C.  ìv.  Cm*.  iu.  99^ 

piuvlco.     Questi  ...  È^MVito  ladroD  negli  atti  sui    .......     Som.  liv.  B. 

Cf,  pubblico. 


Ptttagora.     Ptifagtuv,  sccondochè  dice  Aristotile  .  .  .  poneva     .     .     .     C  n.  14.  144 

alla  quale  Pittagora  pose  nome  Filosofia C.  ii.  16.  los 

Questo  mondo  volle  Pittagora  . .  .  diccre  che C  Ui.  5.  99. 

ano  Filosofo  nobilissimo,  che  si  chiamò  Pittagorn C  iìL  11.  30^ 

Questo  Pittagorn  . .  .  negò  a  si  questo  vocabolo,  e  disse    .     .     .     .     C  iii.  11.  41. 

Onde  Pittagorn  dice .     .     -     .     C.  ìv.  i.  5. 

AV/^i^ra  volle  che  tutte  (ossero  d' una  nobiltà  ...«••«  C  ir.  st.  aol 
Pittagorioo.  Che  lì  Pittagoria  dissero  che  '1  sole  .  .  .  errò  .  *  •  .  C  il.  15.  4& 
più.  y.N.Z'  8,  107  ;  5.  aó,  aS  ;  6.  8  ;  7.  7,  1 1  ;  8.  40  ;  io.  5  ;  la.  40,  «a6.  Uà  :  >3'  7. 
13,  14,  x8;  14.  38,  63;  «7.  8,  io;  19.  91.  146,  147,  149;  aa.  47:  a3'98:  a6. 
a6;  37.  39;  30.  35,  41,  43,  44;  33.  6;  36;  15;  38.  5,  33;  39.8»  23;  4t.30. 
48;  43.6,  43,  44,  46;  43.  4.  5;  C  L  1.44,  77^99.  "7.  Ila;  a.  27.31,35,66, 
90  ;  3-  54.  67.  80  ;  4.  66,  93,  97,  lot  ;  5-  «7.  18.  34.  60.  66.  74,  84  &i«%  69, 
101  (Ws),  ioa,  105  [insX,  106  ;  6.  49  ;  7.  a8, 53,  56^  57,  79  ;  8.  24,  óoi.  78  (iu] 
79,  93,  133  ;  9.  46  ;  IO.  73,  78.  93,  108  ;  11.   73.  104  :  la.  6,  30.  33,  35. 

36.  37i  39.  40  {bis),  44,  53,  54,  58  {bis),  59.  67,  68,  70,  71,  87,  90  (6is},  94 
«3.  II.  as,  42,  50,  51  ;  ii.  I.  io,  ai  ;  a.  14,  53.  6a  ;  3.  i.  n.  37  ;  4-  59» 
63,  64  (.iti),  65  CW5\  69.  70.  73  (^«i.  73  (M.  74.  ?€.  77*  85.  86,  95; 
5-  «7,  74,  75.  81,  8a  i^bis\  83,  84  ^bis\  8y  86;  6.  48.  71,  79;  7.  105;  8.  33, 
93  ;  9.  13.  14.  47,  54  ;  10.  33,  69,  73  ;  11.  53,  54  ;  la.  7,  34  ;  14.  93,  94.  99, 
106,  108,  109,  X13,  156,  J65,  183,  184.  aae,  336.  a43;  15.3.  33,  39,  74,  114  ; 
16.  58, 94  ;  iii-  «.  a8.  39  (iw).  37  \_bisy,  75  \,bis)  ;  a.  46  < bis\  49.  63  ;Aùi,  64,  80. 
133;  3.  33.  31,  44,  48,  Ila;  4*4a,  79;  io9»  "o  ;  5-  38,55»  88,  100.  140.  147, 
'51»  1591  180,  184  ;  6.  38,  83,  91,  95,  97  ;  7.  16,  79,  97,  ia8,  157  ;  8.  16,  17, 
>9.  37.  53,  54»  55.  5^.  58.  183;  9.  aa,  6a,  77,  in,  lao.  144.  I45  (**»';  io. 
«3»  14.  »8,  ao  {bis),  ai,  41  ;  11.  14,  18,  35,  173,  177.  178  ;  la.  4,  34,  53  ;  13. 
39:  14.   108,  131  ;  15.  ai4  ;  iv.  i.  6;  a.  15,  34,   71,  97.  137  ;  3.  36.46,  64  ;  4- 

37.  47>  98.  99.  100.  iji  ;  5.66,  154,  176;  6.  117;  7.91,  117.  147,  149;  8.  1. 
7.  43.  48,  51.  138;  9-  93.  «IO.  147  ;  io.  61  ;  11.33.  73,  78,  79.  81.  83,  86.  96, 
I03;  13.  5,  9  {bis\  ao,  53,  79,  163,  164,  169,  177,  180  ;  13.  81.  107.  143;  14. 
59.  60,  63,  68,  69,  70,  73  (61$),  74  {bis\  115,  133;  15.  17,  ao.  57,  138; 
i6.  65,  67,  69,  70,  73  ;  17.  114,  laa,  104  i6m..  105,  107;  18.  36,  43.  46  (te), 
65  ;  19.  17,  ao,  37,  56  ;  ai.  i,  19.  47,  67  ;  aa.  5.  9,  la.  67  bis  .  68.  74  {his\ 
75,  T^T  79  t*^'»  81,  100.  lOJ,  107,  134,  1B8,  190  ;  33.49,  C9,  70,  91.  146,  1^7  ; 
»♦•  37,  55.  70,  71,  75.  88,  156  ;  35.  67  ijns),  107  ;  36.  138;  37.  38,  106,  141, 
147,  14B,  149,  154,  190;  38.  131,  136,  138  ;  39.  66,  106,  115;  30.  19,  ao,  41, 

piuttosto,     seggi  ugne  che  piuttosto  è  da  presumere  . .  .  che   .     *     .     .     C  iv.  18.  33. 

che  .  .  .  VÌTtii  piuttosto  procederà  da  essa C.  iv.  19.  18. 

Plato.     Altri  furono,  siccome  Piato,  uomo  eccellentissimo C  ii  5.  ai 

e  chiamale  Plato  IJif .     C.  ii.  5.  33 


1 


499 


POCO 


piorare.     E  dentro  didlo  cor  mi  strug^  e  ploro f^-  ^-  !•  31  iSon.  \Ì.  ao). 

Udendo  qual  cagion  lui  tafihrart .     .  K  M  8.  aa  {Stm,  iìi.  a). 

phxa.     Nc<)uc  fiins  vitam  sperando  conservo Cohm.  xxi.  39. 

pOOX     £  quando  un  poco  confortato  fui K.  A.  ag.  154  {Cane.  ii.  37). 

Ui  coavicn  contentar  dì  dirne /oro C,  ìli.  Cans.  ii.  63. 

Ah  :  COR)'  poca  difesa  Mostra  signore Catu,  x.  97. 

Per  allettarlo  a  fté  ;  ma/o<rtivale Cana.  x.  109. 

Nrl  qua]  ciascun  de'  sette  (^  paca  ombra Cans.  xv.  9. 

Raffrena  un  poco  il  disfrenato  ardire Cang.  xvìi.  53, 

Oh  di  pochi  vivanda Cant.  xx.  31, 

Fcnno  i  sospiri  Amore  un  poco  tardo Cane.  xx.  55. 

Al  poco  giorno,  ed  al  gran  cerchio  d'  ombra     .     .     Sest.  1.  i  ;  K  E.  ii.  io.  38  ;  13.  14. 


non  cosi  filosoficamente  . . .  come  PÌa/o C  ii.  5.  37. 

quali  dalli  motori,  siccome  Plafo^  Avicenna  e C.  ii.  14.  32. 

quali  da  esse  stelle  .  . .  siccome  Socrate,  e  anche  Plato    .     .     .     .  C  ii.  14.  34. 

Veramente  Plato  e  altri  filosofi  dissero C.  iii.  9.  100. 

Piato  v\ìoìe  che  tutti  gli  uomini  .  .  .  dipendano C  iv.  15.  55. 

Piitio  e  altri  vollero  clic  esse  procedessero C  iv.  ai.  17. 

"Tifone.     Plaiortr  fu  poi  d'  altra  opinione C.  iii.  5.  45. 

Piatomi .  .  .  non  curando,  la  reale  dignità  mise  «  non  Culcre  .     .     .  C  iìi.  14.  76. 

siccome  contro  al  nomato  Platon* C  iiì.  14.  8a. 

da  Socrate,  e  poi  dal  suo  successore /Va/OHtf Civ.  6.  116. 

siccome  fu  Plotone  e  . . .  chiamati  cosi  per  lo  luogo,  dove  Platont 

studiava C.  iv.  6.  ia6,  ia8. 

Onde  «verno  di  Platon*  .  .  .  che  esso  vi  vette  , C.  iv.  34.  57. 

"*^.      i  Latini  e  dalla  parte  di  Po  e C  iv.  13.  139. 

Pc^CtX     dinanzi  alla  quale /oro  si  potrebbe  leggere V.  Pi.  X,  9, 

le  quali  io  non  ìntendca  se  non  pocht K  ^,  3.  34. 

Appresso  ciò.  poco  dimorava  che K.  TV,  3.  53. 

tanto  ne  mostrai  in /oro  dì  tempo K  A'.  5.  34. 

dico  che  io  poco  tempo  la  feci  mia  difesa K  W.  io,  5. 

il  quale /ooo  si  partia  da  me K  ^.  15.  3. 

ma  finalmente  disconfiggea  la  mia /ooi  vita K.  TV.  16.  a». 

Appresso  ciò  pochi  à\,  avvenne  che    ...........  ^.  /V.  33.  i, 

£ /oco  dopo  queste  parole  ...  io  vidi K  iV.  34.  15 

che /ocAi  rimangono  quelli C  ì.  i.  46, 

Ob  beali  que'/orAi'chc  seggono  a  quella  mensa C  i.  1,  51. 

in  quello  eh'  io  a  poco  a  poco  ricotgo C.  1.  1.  73  (&ù). 

ed  csfro  per  tè  aia  forse  ...  un /oro  duro .     .     .  C  i.  3.  la. 

la  sua  presenza  dare  a  pochi C.  ì.  4.  84. 

convienmì  che  ...  dia  ...  un  poco  di  gravezza C.  ì.  4.  ioa. 

la  ragione  fa /oco  prode C  i.  6.  95. 

lo  Latino  avrebbe  a  pochi  dato  lo  suo  benefìcio C  i.  9.  a8. 

che  pochi  sono  quelli  che  sieno  da  e&se  libeii C  ì.  1 1.  la. 

Cosi  sono  alquanti,  e  non /ocAi C.  i.  11.  83. 

le  sue  cose  crede  valere /oro C.  i.  11.  143. 

noi  dovcmo  avere /ocu  compagnia       .     , C  il.  l.  51. 

queste  cote  .  .  .  assai  poco  sapere  sì  possano C  ii.  3.  9. 

per  un /oro  di  splendore C,  ii.  5.  ia6. 

dke  rmJi  sammno^  cioè  pochi,  quelli  che C  ìì.  la.  46. 

quanto  ...  un  poco  di  mìo  ingegno  potea  fare C  ii.  13.  a6. 

/ot0  pili  che  la  sesta  parte  è  volto C.ii.  15.  114. 

poim  di  loro  virtù  quaggiù  verrebbe C  ìì.  15.  137. 

avvegnaché /ora  podc&tà  io  potessi  avere C  iii.  x.  04. 

K  k  3 


POCO 


500 


pocOL     Hi  vedrà  coricare  in  pocn  pietra "■■■£     .     .    Sul.  Vu  57. 

che  .  .  .  Degnasse  dì  guardare  un  poco  altrui  ........     BaO,  x.  aa. 

Amor,  non  ^à  per  mìa  poca  bontate K.  yv.  7.  04  (Som.  ii.  7^ 

Talvolu  (5,   Tal  volta)  poen  (F.  and  5.   brieve),  e   tal  lunga 

stagione K  ^.  so.  ao  {Som.  x.  8\ 

Quel  eh' ella  par  quand' un  >iOfo  sorride y.  N,  ai .  00  [Som,  xi.  i»), 

E,  poco  stando  [meco  il  mio  signore] K  A".  34.  56  {Som.  xiv,  7),  74. 

Dunque  lasciate  dir  chi  ha  senno  ^oco Som.  xlv.  xa. 

Da  poi  che  il  ben  e'  è  ^  poco  ricolto Som.  xlvi.  14. 

£  di  nostra  virtii  poco  sì  teme P,  f.  1x4. 

Che  a  dirlo  sarta  pcKO  il  mio  latino P.  F.  13^ 

Che  sono  scrìtti  in  questo /^on3  inchiostro P. /*.  ao6. 

pocollno,     Piaccmi  di  prestare  un  pocofimo  ...  lo Scn,  xxxìr.  7, 

podere,     fo  come  colui.  Che  nel  pocUrt  altrui  Va Conz.  xi.  39. 

Che  alla  voglia  il  ;xx^  noo  terrà  Tede Csiu.  xiv.  ». 

C/potere, 
podestà.     Tu  fatta  ancella  Della  tua  poétstà Cucjl  ìx.  19. 


I 


poco,     a  rispetto  della  verità,  poco  fia  quello  che  dirò C.  iti.  4.  33. 

spazio  quasi  dì  .  .  .  o  poco  dal  più  al  meno C  iìì.  5.  88L 

spazio  di  .  .  .  poco  dal  più  al  mcnn C  iii.  5.  99. 

tanto  che  compia  novantuna  rota  e  poco  piti C  ììi.  5.  151. 

pare  discendere  altre  novantuna  rota  e  poco  piii C.  iìì.  5.  159. 

e  venire  verso  Maria  novantuno  di  e  poco  piti C  ìii.  5.  180. 

si  parte  e  va  ver  Lucia  novantuno  di  e  poco  piCi C  ìii.  5.  183. 

al  quale  è  bello  un  poco  di  fatica  lasciare C.  UL  5.  X96t. 

tanto  .  .  .  che  quasi  poco  della  luce  ricevono C  ìiì.  7.  44. 

Per  che  .  .  .  pochi  perfetti  uomini  in  tanto  numero  sono     .     .     .     .  C.  ìU.  8.  9. 

ai  conviene  .  .  .  ridere  .  .  .  con  poco  movimento C  ìii.  8,  zog. 

di  tanta  eccellenza  di  bclta  poco  pare  che  io  tratti ...  e  dico  che  poco 

ne  dico  per  due  ragioni C  ili.  8.  123,  145. 

Trasmutasi  questo  mezzo  di  molta  luce  ìn  potm C.  iii.  9.  1 16. 

fu  seicento  [settecento  1]  cinquant'  anni,  poco  dal  più  al  meno    .     .  C  ìii.  xi.  35. 

dicendo  che /ora  parlare  posso C.  iii.  15.  58. 

per /Voto  intelletto  era  tanto  fortificato C  iv.  x.  50. 

questa  mia  Donna  un  poco  .  .  .  li  .  .  .  trasmutasse C.  ir.  x.  6x« 

per  la  qual  cosa  un />ofo  ...  mi  sostenni  C  iv.  x.  65. 

opera  .  .  .  dagli  autori  poco  cercata      . C  iv.  3.  19. 

inolio  è  tacere  che  poco  dire C  ìv.  5.  145, 

sì  potca  peccare  e  si  peccava  nel  troppo  e  nel  poco C  iv.  6.  tao. 

avvegnaché  ^ocAi  .  .  .  compiano  la  giornata C  iv.  13.  66«. 

U  recente  terra,  di  poco  dipartita  dal  nobile  [etera]         C.  ìv,  15.  80. 

due  nemici  .  .  .  uno  in  troppo  e  un  altro  in  poco C  iv.  17.  67. 

L*  hai  fatto  poco  minore  che  gli  angeli C.  iv.  19.  66. 

a  quelli  che  hanno  intelletto,  che  son  pocAi C.  iv.  ao.  85. 

perocché  .  .  .  paiono  un  poco  lontane  dal  vero C.  ìv.  ai.  39, 

E  se  questo  non  è  .  .  .  poco  vale  la  sementa C  iv.  ai.  104. 

nel  quale  yWvo  di  flessione  si  disceme C  ìv.  24.  34. 

perocché '1  caldo  naturale  ...  puote^oro C  ìv.  34.  50. 

rimane  ...  in  qiuntità  di  ditci  anni,  o  poco  pììi  o  poco  meno  .     .     .  C  iv,  S4.  ss  56^ 

basti  qui .  .  .  questo  poco  aver  toccato  di  quella C.  ìv.  97.  lott. 

podere,     quello  eh*  clli  di  bontadc  avea  ìnpodnt C  ì.  xo  58. 

c/:  potere. 

poderoso,     questo  pensiero  .  .  .  é  poderoso  in  prendere  me      .     .     .     .  C  ii.  8.  74. 

pndflrfMi     che  .  .  .  DcU*  altre  nostre  cose  ha  grandiasima  podestà  .     .     .  C  ÌL  7.  103. 


50X 


POI 


podestate.     colei  che  m*  ha  In  sui /cw/rj/A/f CMa.ziv.  61. 

Cf.  potestate. 

poggiare.     Ritira  al  cìel  per  lo  vento  Ghe/c)SfM Cam»*  xv.  94. 

poggio,     non  mi  pub  fir  ombra  Poggio^  né  muro  mai,  né Stst.  ì.  34. 

poL     F.  N.   19.  64  \CanM.  \.  45^  ;  33.  170  {Catta,  il.  43)^  176  {Catta,  iu  49),  007  (CaMa.  ì{. 
80)  2  aS.  aa  (/*.  C  9)  ;  C  iv.  CioMa.  ili.  53.  136  ;  Cttma.  x.  136,  15B  i  xi.  sa, 


C.  ili.  t.  95. 

56.58. 


C.  ii.  1.65. 

r.  VV.  a.  st. 
K.  yV.  35.  a6. 
r.  AT.  aj.  30. 
K.  M  aj.  33. 
K  ;V.  ay  44. 
K  /V.  a5.  5». 

r.  ;v.  »5. 55. 

K  /V.  as.  59^ 


podestà,     avvegnaché  poca  fiodeaià  io  potessi  avere  di 

in  quelle  cose  che  sono  in  sua  pomata  di  fare  ...  ma  in  quelle,  nelle 

quali  non  ha  potUstà ,     .     .     ,     .  C  ÌìÌ.  4 

*  perocché  non  fu  in  sua  fiotUstà  dì  iarsi  bello .     •  C.  ìli.  4.  64. 

che  la  sua  bellezza  ha^0<^/à  in  rinnovare C.  iiì.  B.  193. 

perocché  da  ogni  canto  sono  in  nostn /0^5/a C.iv.  17.  ai. 

C/.  potestà, 
podestade.     essa  si  é  fatta  santa  e  libera  in  sua  poiniaét  .... 

C/  poteetade, 
poeta,     clic  ...  si  potea  dire  quella  parola  del  pc«ta  Omero    .     .     . 

anzi  erano  dicitori  d*  Amore  certi  po*tt  in  lingua  latina      .     .     , 

che  .  .  .  non  volgari  ma  littcratì  /kw/i  .  . .  trattavano      .... 

che  apparirono  prima  questi  patti  volgari 

lo  primo,  che  cominciò  a  dire  siccome /or/a  volgare      .     , 

concioasiacusjichè  a*  ^or/f  sia  conceduta  maggior  licenza    .     . 

e  questi  dicitori . . .  non  aìeno  altro  che  potti  volgari    .... 

se  alcuna  figura  o  colore  .  .  .  é  conceduto  alli  fotti  ..... 

se  noi  vcdemo,  che  li  ^o<A' hanno  parlato  alle  . K  W.  «s.  61. 

Che  li  porti  abbiano  eoa!  parlato  . . .  appare  per K.  W.  95.  70. 

Per  questo  medesimo /^M  parla  la  cosa,  che K  7^.  «5.  8x. 

dico  che  né  U  potti  parlavano  cosi  senza  ragione  .     .  .  ,     ,  V.  N.  35.  toa. 

li  Teologi  .  .  .  prendono  altrimenti  che  \ì  potH      ....  ,     .  C  ii.  t.  38. 

mia  intcniione  é  qui  lo  modo  delli  /orA' seguitare C  ii.  1.  39, 

il  senso  alhgorico  secondo  che  per  li  poeti  é  usato C  li.  t.  40. 

b  testimonianza  de'  potti C  il.  5.  46, 

questo  par  volere  ciascuno  potta C  li  9.  68. 

Onde  si  legge  ...  in  Lucano^  e  in  è\\t%  potti C  iii.  3.  53. 

siccome  dice  Stazio  patta  del  tcbano  Edipo C  iit.  6.  93. 

ed  usanla  molto  spesso  li /orft' C  iiì.  9.  ao. 

si  prende  solo  per  li  Po€ti C  iv.  6.  34, 

quanto  ...  grida  ...  quanto  ...  ogni /o/r« C  iv.  la.  85. 

Ariitolile  .  .  .  contra  Simonide /or/a  parlando C  iv.  13.  7r. 

per  lo  testo  d'  Omero  poH» C  iv,  ao.  37. 

perù  dice  Stazio,  il  dolce  patta C  iv.  95.  61. 

Onde  dice  il  soprannotalo  patta  .  . .  che C  Iv.  35.  79. 

Onde  dice  questo  medesimo /or/a C  Iv.  35.  108. 

Virgilio,  lo  maggior  nostro  Patta ,  C,  iv.  a6.  60, 

questo  amore  mostra  che  avesse  Enea  11  nomato  /osto C  iv.  a6.  93. 

mostra,  che  avesse  Enea,  questo  altiaalmo /otffl C.  iv.  at.  ili. 

siccome  dice  il  predetto /or/a C  Iv,  «6.  136, 

ne  figura  quello  grwide  patta  Lucono      .     , C  iv,  a8L  98. 

dice  caso  patta  satiro .  C  iv.  09.  461 

in  questo  ...  mi  discordo  dal  patta C  tv.  89.  55, 

dice  Esopo /of/a  nella  prima  Favola C  iv.  30.  41. 

ma  diccte  .  .  .  quivi  nella  sua  Patina K  /V.  03.  90. 

siccome  dice  Orazio  nel  principio  della  Botthm C  IL  14.  88. 

poggiare.     Allora  dico  che  poggiai  la  mia  perdona  ...  ad K  A^.  14.  99^ 

poL     r.  iV.  4   6;  17.  6;  19.  1,  15,  ut  i  a».  38.  41  :  »»•  AU  48;  a».  4»  53**  »*  <»3  *•  *4- 


POI 


5« 


poL  56,  59  ;  sii.  55,  78  :  xVìt.  33.  71.  79  ;  XV.  aa  ;  xvi.  16  ;  xviiL  41*  50.  74  :  xi. 

45,  56,  99  ;  Sfst,  il.  4,  35  ;   K  iV.  la.  83  (Ba//.  i.  4)  ;  BaiL  ii.  8  ;  K  AT.  3.  88 

(5(wf.  i.  la)  ;  7.  aa  (Swi.  ti.  s"!  ;  04.  53  (S(»<.  xiv.  3^  ;  38,  48  (Som.  acii  14^  j 

Sem.  xxix.  9  ;  xxxit.  9  ;  xlrì.  14  ;  xlix.  6  ;  H.  13  ;  S.  P,  xxzi.  t6.  6r  ;  xxxiri. 

8,  sa  :  I.  38  ;  ci,  36,  38,  90,  ioa;  P.F.  34,  51,  107»  ixa,  196,  aoa,  307.333.— 

C/poL 
poiché.     K  A^,  33.  aoa  rOmr  ti.  ^$^  ;  C.  iv.  Ca>u.  ìiL  9  ;  Csiu.  ìx.  18  ;  x.  17,  kii  ;  xm. 

iB;  xiv.  57  ;  xvii.  x  ;  xTÌil  «7,  6a  ;  xix.  59:  xx.  37,  59,  89  :  B0U,  W.  15,  a^; 

ix.  I  ;  K.  W.  8.  9t  {Som,  tii.  i),  4B  {Soh.  iv.  4^;  Som.  xlìii.  a  ;  xlv.  7  ;  xhri.  t; 

xhrii.  I  ;  S.  P.  1.  io. 
polpa,     questo  fuoco  m*  haTC  Già  consumato  si  .  . .  \z  fiof/m   ....     Caiw.  xx.  8£l 

polso.     Che  Ta  àa.'  potst'V  anima  partire K  iV.  !&  37  CSowi.  ix.  14^ 

pomo.     Lo  dolce  fiomo  a  tutta  gente  niega Camm.  xx.  94. 


« 


poi.  43<  70;  99-36;  33-  15;  35*  'o;  36-  >.  a»  ;  37-  '  ;  39-  15  :  4».  «8,  sa;  4&. 

I  ;  43.  ra  ;  C.  i.  3.  47  ;  6.  5  ;  11.  1 17  ;  la.  16  ;  13.  41  ;  ii.  a.  ao.  51  ;  3.  7, 
36  ;  6.  50,  sa,  99  ;  7.  23  ;  8.  IO,  49,  64  ;  9-8»  i9.  06  ;  io,  14,  ^5.  55  ;  »«- 
a8,  48,  85;  ra.  50;  14.  4,  53;  ^5-  »*  ?  <6.  43.  59i  68.  69,  77,  83,  96: 
ili.  I.  5;  a.  T4S;  3.  100.  tri,  iia  <his);  4.  16.  30;  5.  45.  157,  i6x,  179, 
t8r  ;  6.  33,  88.  108  ;  7.  6.  gì,  m6,  166  ;  8.  lat,  136;  9.  35  ;  to.  43  ;  il.  18, 
ao,  45;  la.  48,  55.  58.  69;  13.  ai,  05  ;  14.  3,  113  ;  «S-  56.  m  ;  iv.  a.  49* 
>a3f  xas,  137.  140  ;  3.  40.  67  ;  5.  97  ;  6.  116  ;  8.  a8,  39  ;  io.  ao,  38,  4».  4», 
50,65,  105;  II.  5;  la.  i6a,  164,  165  {ter\  166  {bis)  ;  13.  14;  14-  10;  15. 
97  ;  18.  39  ;  19.  7X  ;  ao.  ao,  47  ;  ai.  7  ;  ao-  39.  5».  66.  ««S  :  ^3.  33,  43.  130. 
233,  148,  155  ;  34,  143  ;  35.  97  ;  aÓ.  37,  90.  114.  Uo  ;  aS.  3.  io5  ;  39-  5o- 
poicbè.  r.  A^.  3.  t  ;  8.  73  ;  la.  3,  6  ;  17.  i  ;  18.  34.  a8.  36,  45,  58  ;  33.  334  ;  aó.  15  ;  31. 
x;  33.  I  ;  33.  «.7;  34-  i  ;  C.  i.a.  100;  3-ao;  5.  i»43;  <o-a4  ;  ta.  loo;  ii.  t. 
'  ;  3*  50;  5-  U  "9;  9.98;  13.56;  t3*  'i  "  ;  »••  a.  74  ;  8.  «a,  138;  9.  a;  ii. 
181  ;  15.  i8a  ;  iv.  a.  17.  38,  9'  ;  5-  55.  98  ;  7-  ^  43  ;  io.  t  ;  la.  45  ;  17.  113  ; 
19*  I  ;  ai.  loi  ;  33.  i,  toi  ;  35.  6  ;  a6.  i  ;  39.  i,  69. 

Polinice,     quando  Adrasto  .  .  .  vide  Poììnict  vestito  d'  un C  iv.  05.  63, 

delli  due  pellegrini,  do*  Poiinice  e  Tidco C  iv.  35,  84, 

quando  PoUmct  fu  domandato  da  Adrasto C  iv.  95,  109^ 

politka.     le  parole  del  Filosofo,  eh'  egli  nella  PoUtica  dice     .     .     .     -     C.  iv.  4.  46. 

p(^     ciascuno  cielo  ...  ha  due  ^1  fermi 0.11,4.49, 

*  rimolo  dair  uno  poto  e  daU*  altro C.  ii.  4.  56. 

quanto  più  è  rìmota  e  piii  presso  al  polo C.  ii.  4-  65. 

per  romparazione  alli  suoi  ^1 .     .     C  iù  4-  71. 

la  grande  spera  due  poti  volge C  ii.  4,  83. 

mostraci  1'  uno  de'  poli C  ìi.  15.  1 1. 

per  Io  poiù  che  vederne,  significa  ...  e  per  Io  poto  che  non  vedcmo, 

significa C.  ii.  15.  87, 

nella  cui  giratione  conviene  .  .  .  essere  due  PoH  fermi C.  iii.  5.  69. 

Di  questi  due  Po/i',  r  uno  è  manifesto C.  iii.  5.  73. 

se  una  pietra  potesse  cadere  da  questo  nostro  Poio C  iii.  5.  81. 

se  dalP  altro  Polo ,  ,  .  cadesse  una  pietra C  iii.  5.  93. 

il .  . .  Cerchio,  che  egualmente  è  intra  lì  suoi  PoH  . .  .  sega . . .  Ìl 

Cerchio  dclIi  due  primi  Poli C  iii.  5.  X33,  134- 

sotto  il  mezzo  Cerchio  de'  primi  PoÌi C.  iiL  5.  145. 

polso,     che  apparta  ne'  menomi  p<^si  orribilmente K  AT.  a.  33. 

pomo,     come  può  . . .  vedere  chi  volge  un  pomo C  Ìi.  4.  58. 

Onde  vedemo  li  parvolì  desiderare  .  .  .  un^m<> C.  iv.  la.  x6a. 

siccome  on  pomo  maturo  ...  si  spicca C  hr.  aS.  aB. 

Pompilio,     nel  tempo  quasi  che  Nunu /'oiff/«yib  secondo  re    ....     CiÌÌ.ii.  a8. 


5<^  ^H^mi^^  PORRE 

popola     Falsa  p«r  vero  al  /^opo^  tuo  mostrando CaMm.  xviii.  io. 

Un  fiofioh  miglior^  che  quel  di  prima.  Sarà  creato S.  P.  ci.  73. 

Dove  la  gente  e  *l  fiof>oÌ  tutto  quanto  Saranno 5.  P.  ci.  85. 

vedendo  la  contrìzionc  De!  /Ktpol  d'  Israel S.  P.  cxxix  33. 

porgere.     Oltra  il  poter  che  natura  ci  h»  porto Canz.  ix.  38. 

Quando  suo  nome  porge Carta,  x.  153. 

Tant'  è  la  sua  virtù,  che  spande  e  porgt, BaJL  ix.  za. 

La  qual,  gridando, /oi^o  al  tuo  cospetto S.  P.  ci.  a. 

La  qual  ti  porgo S,  P.  cxlil.  a. 

Onde  ...  A  te  porgo  la  man S.  P.  cxUÌ.  29. 

porre.     Potute  mente  aimcn  com*  io  son  bella C  ìi.  Cane.  i.  61. 

Che  prima />afi«  'I  falso C.  Iv.  Canx.  iti.  47. 

Se  non  pub  esser  lei,  non  la  può  pam    t     .     .     .     .     .      C  iv.  Cans.  iti.  53  ;  io.  106. 

£  tai  parole  pong C.  iv.  Cana.  iii.  88. 

seme  . . .  Messo  da  Dìo  ncll*  anima  ben  poeta     .    .     .     .  C  iv.  Cohm.  iii.  xao  ;  90.  88. 

ponete,     K  porre. 

ponitore,     vedemo  li  /►o«i7ort' delle  Leggi  .  .  .  tenere C  i.  8.  93. 

popolare,     le  popolari  persone  sono  orbate C  i.  si.  41. 

Boezio  giudica  la /o^drv  gloria  vana C.  L  ti.  57. 

la  .  .  .  condizione  di  questa  popolare  opinione C  iv.  7.  44. 

popolo.     ncU*  uscita  del  fiopoto  d'  Israele  d'  Egitto C.  li.  i.  59. 

awrgnacbe  quello  popolo  à'  Israel  fosse  .  .  .  ammaestrato       .     .     .  C.  ii.  6.  4. 

alli  quali  venne  Catone  col  popo/o  di  Roma C  iii.  5.  laa. 

e  massimamente  quella  del  popo/o  santo C.  iv.  4. 103. 

Perocché  . . .  questo  era  quello /o/o/o  che  .  «  .  era  disposto  .    •    .  C  Iv.  4.  110. 

ordinato  fu  ...  quello /k>/^o      . C.  iv.  5.  31. 

alla  voce  d*  un  solo  prìncipe  del  Roman  Popolo C.  ir.  5.  63. 

voi  tutti  che  siete  dinanzi  a.'  popoli C.  iv.  6.  166. 

'Amate  il  .  .  .  voi  che  siete  dinanzi  alli  popoli^ C.  iv.  16.  io. 

vergendosi  al  governo  del  popolo  essere  posto C  iv.  97.  61. 

avencSo  .  .  .  quasi  tutto  il  popolo  perduto C  iv.  37.  163. 

lo  suo  popolo  ristorato  gli  fu  maggiore  che  prima C  iv.  37.  167. 

quando  dice  che  esso  fu  partitore  a  nuovo  popolo CI  iv.  37.  170. 

la  storia  della  pestilenza  del  suo  popolo C  iv.  37.  186. 

^CXOa     Tideo  coverto  d'  un  cuoio  diporto  salvatìco C  iv,  35.  64. 

Don  si  deono  le  margarite  gittarc  innanzi  piparci C.  iv.  30.  38. 

E^csrgere.     coloro  .  .  .porgotto  della  loro  buona  ricchezza  alli   .     .     .     .  C  i.  1.  64. 

la  quale  ...  ^or^  delli  doni  eh' essa  riceve C  u.  6.  71. 

Dice  .  . .  che  Iddio  solo  porgt  questa  grazia  all'  anima C.  iv.  ao.  54. 

mettere  ingegno  e  sollecitudine  in  porgtrt  i  suoi  beneficii  .     .     .     .  C  iv.  aa.  4. 

Scorre,  ponere.     tanta  .  .  .  che  .  .  .  posimi  a  pensare  di K  AT.  3.  93. 

£d  in  tanto  vi  fu  posto  mente,  che K  A'.  5.  11. 

ove  la  mia  donna  fu  posta  dall'  altissimo  Sire K.  A'.  6.  9. 

narro  U  ove  Amore  m'  avea  posto K  A'.  7.  45. 

pommdo  che  tu  avessi  libera  ciascuna  tua  virtude K  A*.  15.  10, 

nelle  quali  ..  .^N#jst  anche  quello  che K.  A'.  15.  35. 

b  mio  signore  . . .  ha  posta  tutta  la  mia  beatitudine  in K  JV,  18.  38. 

mi  rìcoprìa  con /orym  ...  le  mani  agli  occhi ■  K.  A^.  sa.  33. 

appare  che  io /tortaci  Amore  essere  corpo K.  A^.  35.  16. 

però  appare  eh*  io  pongo  luì  esser  uomo K  A''.  35.  ao. 

po«t>  che  fosse  del  presente  proposito K  ^V.  39.  18. 

po^o  che  fosse  V  uno  e  V  altro        K.  A.  ag.  aa. 

Del  quale  in  questo  mondo  ella  fu  posta 1'.  A.  30.  la. 

aUì  loro  piedi  si  pongano  tutti  quelli  .     .  C  i.  1.  97. 


PORRE  ^^^^^^^^^^^^^^^  304 

porre;    Ove  la  pa$t  Amor Gnu.  nii.  45. 

Ch'  a  tutte  mie  711111  fu  posto  un  freno Gnu.  xiU.  63. 

E  gli  altri  han  fios/o  alle  lor  voci  trìegue Cams.  xr.  30. 

Che  'I  si  e  '1  no  . . .  in  vostra  mano  Ha  fiosto  Amore     ,     .    .     .     .  Cams.  xvi.  48^ 

si  .  .  .  Che  morte  al  petto  m*  ha  fiosfo  la  chiave Cam»,  xx.  87. 

Canzone  ;  a*  panni  tuoi  non  ponga  uom  mano.     .......  CUms.  xx.  91. 

La  qual .  .  .  ogni  altra  donna  Si  pot  con  fiori  e S^st.  iv.  15. 

Amor  ...  Mi  post  in  vita  si  dolce  e  soave f '.  iV.  7.  a6  {Som.  il  9% 

Siccom*  il  Saggio  in  suo  dittato  potu K  A^.  ao.  14  (5om.  x.  a\ 

che  ...  Fu  posta  dall'  altissimo  signore  Nel     .     .     .    K  AT.  35.  43  {Soh.  xviii  [1*].  3V 

E  .  .  .  Con  noi  ponessg  il  buono  incantatore Som.  imtii.  1 1. 

Levati,  bella  donna,  e  non  ti  ponrt Sem.  xlhr.  8. 

porre,  ponere.     biasimevole  è  non  solamente  mporrt  la  cosa  in  parte  .  C  i.  8.  71. 

che  '1  Volgare  non  fosse  si^\o  posto  per  alcuno C  ù  io.  69. 

provvidi  di  porurt  lui C  i.  a&  79. 

ed  ellino  la  loro  usanza  pongono  in  alcuna  arte di.xt.  50. 

per  ritrarre  cose  postt  in  altrui  lingua Ci.  it.  103. 

p<»to  che  possibile  fosse C  u.  i.  104. 

Tolommco  poi  .  .  .  poaf  un  altro  cielo  essere C  ii.  3.  4^. 

fuori   di  tutti  questi,  lì  Cattolici  pongono  lo  cielo  Empìreo  ...  e 

pongono  esso  essere  immobile C  ii.  4.  14,  i& 

Altri  furono  ...  che  ^MOsoMO  ...  tante  Intelligenze  .    .     .     .         .  C  ii.  5.  aa. 

seguiterebbe,  che  la  natura  .  .  .  postm  ave&se C  ii  9.  97. 

rade  volte  la  ^osf' coir  ordine  della  Canzone C  ii.  la.  15. 

parvemt  mestiere  .  .  .  che  ...  sì  ponesse  più  mente  alta C  ìi.  la.  34. 

ponttt  mente  almeno  la  mia  belUzM* C.  ii.  la.  57. 

O  nomini  .  .  .  ponete  mente  la  sua  bellezza C  ii  la.  6a. 

avvegnaché  diversamente  questo /OH^Mo C  ii.  14- 31. 

secondoché;>orftf  Alfnigano C  ii  14.  95. 

Pittagora  . .  .  poneva  ì  prìncìpii ...  Io  pari  e  lo  dispari       .     .     .     .  C  ìi.  14.  143. 

che  .  .  .  mille  veotìdue  corpora  di  stelle /Wm^ffo C  ìi.  15.  aa. 

Onde  ^MTfffo  che  possibile  fosse    ..,.....,,..  C,  ìi  15.  139. 

alla  quale  Pittagora  ;»oj«  nome  Filosofia C.  ii  16.  103, 

nella  quale  non  si  dee  porre  a  me  colpa C,  iii.  a.  1 1. 

tutte  volte  cbe  .  .  .  era  stanco  ed  clii  ponta  lo  suo  corpo  •     .  C  iii.  3.  55. 

la  quale  a  ciascuna  parte  ^m«  mano  al  .  . .  intento   ••....  C  iii  4.  39. 

li  cattivi  malnati,  chcpottgono  lo  studio  loro  in C  iii  4.  81. 

Ancora  è  posto  fine  al  nostro  ingegno C  ili  4.  ioCl 

dicea  .  .  ,  ponendo  quello  essere  più  nobile  corpo  che  ...  e  ponendo 

il  mez2o  .  .  .  Intra  li  luoghi C  iiJ.  5.  3B,  40. 

avvegnaché />oj/t' siano  qui  gradi  generali  nondimeno  sì  possono /orvr 

gradi  singolari C.  iti  7.  ^,  66. 

così  è  da  porre  e  da  credere  fermamente C  iii  7.  83. 

qìùvipom  y  intento  tutto  a  far  bello,  se  puote C.  iii.  8.  70. 

non  dee  .  .  .  non  ponendo  bene  proprio  mente       . C.  iii  io.  75. 

E  potisi  \sL  qualità  della  ricreazione,  dicendo     . C  iii  14.  99. 

quando  .  .  .  poneva  legge  all'  acque     .     .     . C.  tii  15.  173. 

1'  ultimo  vcr^o,  che  per  Tomaia  t  posto C.  Ui  15.  199. 

tempo  è  ...  di  porre  fine  a  questo  Trattato C.  iii.  15.  314. 

che  nella  prima  ai  pongono  le  opinioni  altrui C  iv.  3.  aGw 

diì  a  questo  ufficio  è  posto C.  iv.  4.  73. 

A  costoro  ...  né  termine  di  cose  né  di  tempo  pongo C  iv.  4.  118. 

de*  Decii  e  delli  Dnisi  che  posero  la  loro  vita  per C  iv.  5,  133. 

Tìonpou  Iddìo  le  mani  .  .  .  T C  iv.  5,  156.  160,  164,  lya. 


5*35  PORTANTE 

pcsrre     U  mU  orazione,  E  .  .  .  Nel  tuo  cospetto  . .  .  sìfioM  ....  5.  P.  xxxvli.  33. 

Coetor  m*  bau  fiosso  nelli  luoghi  oscuri S,  P.  cxlli.  x6. 

Siccome  santa  Chiesa  aperto  ^os« P.  F.  163. 

Ar^-cnga  il  rc^no  tuo,  siccome  fH)Me  Questa  orazton P.  F.  314. 

Lietamente  esce  dalle  bcife  portt     , .     .  CartM,  x.  33. 

Quella  eh*  è  d'  ogni  ben  la  vera  porta Cana.  xni.  15. 

Sicché  a  cnidelità  rompa  le  porlt Cohb,  xvìi.  69. 

Togliete  via  le  vostre /ior// ornai Son,\.  i. 

Pensai-a  tutto  T  di  d'  entrar  le  porte S.  P.  xxxvii.  51, 

La  fede  .  .  ,  Muove  dal  vostro  potiamento  umano .     •     .  Cane.  xvi.  50. 

Non  . . .  che  .  .  .  é  .  .  .  spento  Leggiadro  portamtnto   .....  Can»,  xix.  56. 

ponere.    però  tra  '1  diletto  e  '1  dolore  non  ponta  mezzo  alcuno .  C.  iv.  6.  107. 

Ponttexn  mente,  nemici  di  Dio C.  iv.  6.  180. 

pottgo  esemplo  del  cammino  mostrato C  iv.  7.  53. 

i  termini  antichi,  che /own}  li  padri  tuoi C  Iv.  7.  97. 

nella  quale  sì  pofigono  V  altrui  opinioni C.  iv.  7,  153. 

A  questa  scrìvere  .  ,  .  ò  questo  Ufficiale  fiosHt C  iv.  9.  90. 

Poich*  post»  sono  r  altrui  opinioni  di  Nobiltà C.  iv.  io.  z. 

avvegnaché  con  difetto  quella /»oif^a C.  iv.  to.  9. 

che />05/ della /VoAiZ/cì  falso  suggetto C  iv,  io.  48. 

Onde  nullo  dipintore  potrebbe  ^orrr  alcuna  figura Ctv.  io.  107. 

e/oM,^EUi'mcnte  .  .  .  pur  alla  vita  di  coloro C  iv.  za.  86. 

C(»De  nella  quistione  si /o»/ C  iv.  13.132. 

come  la  quistione^nra C  Iv.  13.48. 

siccome  il  i<^io  poHé  in  fine  di  questa  parte C  tv.  13.  159. 

quando  dicono  .  .  .  ponendo  questo  vocabolo  antko C  iv.  14.  a6. 

eh*  é  contro  a  ciò  che  essi  ^H^na C  ir.  14.  47. 

PàgniatHO  che  Gherardo  da  Cammino  fòsse  stato C  tv.  14.  114. 

Pegniamo  che  .  .  .  fosse  memoria,  e  pogniamo  che  .  .  .  questa 

memoria  fosse  disfatta C.  iv.  14.  134,  136^ 

la  ragione  che  ponea  la  obblÌ\ione  causa  di  Nobiltit  ......  C  iv.  14,  152. 

avvegnaché  'I  Filosofo  non^n^a  il  processo  da    .......  C.  iv.  15.  53. 

Dove  manifestamente  pone  .  .  .  essere  stato      ........  C  iv.  15.  85. 

nggiugne  .  .  .  ponendo  tutta  la  dìRnizione C.  iv.  17.  io. 

Bcoe  ai  pone  Pntdensa  .  .  .  per  molti  essere C.  iv.  17.  78. 

a  chi  ben  vuole  por  mente  alle  evangeliche  parole C  iv.  17.  1 1 1. 

r  hai  coronato,  e  posto  lui  sopra  t'  opere C  iv.  19.  67. 

ae  r  anima  è  imperfettamente  posta ■  C  iv.  ao.  6a. 

in  quanto  dice  :  neU*  anima  ben  posta C  Iv.  ao.  98. 

/W»gfr' termine,  il  quale  passare  non  si  può      ......*.  Civ.  03. 79. 

sopra  quella  particola  che  1  testo  ^n# C.  iv.  37.  3. 

Salomone,  veggendosi  al  governo  . .  .  essere  posto C,  iv.  97.  63. 

del  ladro  che  ...  la  tovaglia  .  .  .  ponesse  in  su  la C  tv.  97.  131. 

ma  a  buono  intenditore  basti  essere  posto  qui,  come  Ovidio  \o  pone  C.iv.  37.  iBa,  1B3. 

merìUrono  di  ^rrv  mano  al  coronamento C.  iv.  39.  91. 

cioè  seme  divino  nella  umana  anima  .  . .  posto      .......  C.  iv.  99.  30, 

che  a  un  suo  libro  ,  .  ,  pose  nome  Cantra  Gentili C.  ìv.  30.  99. 

dico  che  questa  prìma  età  t  porta C  iv.  04.  103, 

a  ben  entrare  nella  ^orTa  della  Giovcntute C.  iv.  35.  5. 

anzi  eh'  entri  nella  porta  della  sua  citti C.  iv.  aS.  36. 

ito.     e  vedeala  di  si  nobili  e  laudabili  portamenti (^.  W.  9.  49. 

che  .  .  .  portamenti  sogliono  essere  chiamati     , C  Ìli.  7.  99. 

però  ...  altri  ^ffamrH/i  sono  ragionevoli C.iv.  94,  87. 

*<ìlilll       Tu  bellissimo,  bello  mondo  nella  mente portattte    .     .     .     .  C  ut.  9.  148. 


PORTARE  ^^^^^^m  506 

portare.     Erano  usate  di  portar  letixia K  ^.  3*.  1x4  (Opi&  m.  74 V 

Cbè  li  toimenti,  che  tu  fiorUni  Nel  secol ^*  ^*  94*  33  CCmn.  inr.  7  :. 

L*  adorna  nella  mente,  ov*  io  la  porto Cbj«jl  ix.  34. 

non  s*  accora  ...  Né  che  negli  occhi  porta  la  mia  pace    ....  Cam*,  ix.  60. 

Si  che  '1  daol  .  .  .  Portin  le  mie  parole,  come  '1  sento Comm^  xÌ.  6. 

Che  ro*  infiammano  il  cor*  eh' io />0rto  anciso Coiva,  xii.  73. 

Dicendo:   Il  nostro  lume /W}r/a  pace Cama.  xiii.  14. 

il  cui  dolce  splendore  Por/a  conforto .  CaKJL  xjv.  i& 

Entrano  ì  raggi  ...  E  portan  dolce ,  Caxa.  xiv.  19. 

eh'  è  nato  Del  ^ran  desio  eh*  io  porto  Cams.  xir.  50 

£  '1  mio  piti  d'  amor  porta Cut*,  xv.  36^ 

Pcrch'  io  son  fermo  di  portarla  sempre  Ch'  io CmnM.  iv.  51. 

La  donna,  che  con  seco  il  mio  cor  porta Cohm,  xviL  14. 

Se  guardi  al  segno  —  ch*  io  ^rfo  de*  tuoi Cena,  x vii.  31. 

Per  volerne /tor/arl*  anima  santa Orna,  x vii.  59. 

fa  che  ne  portt  Nov'clle  a  nostra  donna Cora.  xvii.  73:. 

cotante  Penone.  quante  Sembiante  —portan  d'  uomo Cam,  xix.  104. 

L*  Amor,  eh'  io  porto  pure  alla  sua  ombra Sm/.  i.  97. 

Ed  io  .  .  .  Porto  nascoso  il  colpo  della  pietra Sks/.  U.  15. 

io /H>r/b  nella  mente  donna  Tal,  che &sC  iì.  61. 

S'  io  porto  amor  corale  alla  mia  donna Sést.  >v   7. 

Solcan/or/ar  corona  di  desiri Ba/l.  v. -j. 

quel  signor  che  voi  portati  Negli  occhi Ball.  vii.  t. 

Vidi  a  voi.  Donna,  portar  ghirlandetta BmiL  vìii.  4. 

La  .  .  .  donna  mia  Porta  in  testa  i  fioretti BaU.  vixL  14. 

Ha  dentro  portan  la  dolce  figura         BaB.  x.  9^ 

Ch'  io  ci  porto  entro  quel  signor  gentile Ball.  x.  15. 

Negli  occhi  porta  la  mia  donna  Amore K  ^.  at.  9  (Soh.  xi.  i^ 

Voi,  che  portale  [la  sembianza  umile] K  /V.  aa.  66,  68  (Som.  xiì.  I), 

Vedete,  Donna,  a*  io  porto  dolore  *     , Som,  xlvià.  9. 

portato.     Questo  mio  bel  portato  .  . .  Geoer&  quella  che Gma.  xx.  50. 

portare,  nella  quale ...  li  spìriti  sensitivi  porttmo  le  loro  per- 
cezioni      V.  N.9.  aS. 

perocché  Ìo  portava  .  .  .  tante  delle  sue  insegne K  Al  4.  17. 

io  )'  ho  meco,  e  portolo  a  donna  la  quale  sarà .  V,  Pf.  %  aB. 

quanto  lo  suo  fedele  più  fede  gli /orYa F.  A.  13.  14. 

e  tu  lo  vedi,  che  porto  già  lo  tuo  colore V.  N.  «3.  75. 

sono  stato  legno  .  .  .  portato  a  diversi  porti C  L  3.  35. 

Le  quali  cose  la  fama  non  porta  seco C  ì.  4.  75. 

se  a  me  fosse  comandato  di  portart  due  guamacche  indosso  ...  e 

...  i'  mi  portassi  V  una C  L  7.  37,  39l 

dove  elle  non  la  potessono  .  .  .  portart C  ì.  7.  91. 

è  biasimevole  .  .  .  portarla  in  parte  dove  sa C  i.  8.  6S. 

r  amore  ch*  io /or/o  al  mio  Volgare C  L  ta.  97. 

dell'  amore  ch*  io  porto  alla  mia  loquela C  L  I9l  53. 

dell'  amore  ch*  \o  porto  ad  esso C  L  la.  loow 

non  ha  una  essenza  con  quello  che '1/iorfa C.  il.  4.  95. 

il  quale  seco /or/a  il  fine  d' ogni  dcsiderìo C  tv.  a.  80. 

il  quale  agli  animi  .  .  .  porta  desiderio  d'  udire C.  iv.  a.  134. 

ciò  che  proemialmente  . .  .  porta  il  testo  del C.  iv.  a.  163. 

secondo  la  sentenza  eh'  esso  porta C  iv.  3.  93. 

che  tre  moggia  d'  anella  in  Affrica  erano  portate C.  iv.  5.  i€A, 

quando  seco  ricchezze  portano .     .  C  iv.  13. 

quello  che  ciascuno  al  posseditore  .  .  .  porta C.  iv.  13.  s: 


507 


POSSANZA 


posare.    Tanto  lo  immaginar,  che  non  bì/om,  L*  adorna Ccnjl  iz.S3. 

sì  che  in  te  ...  Si  /ko«i' quella  prazta  che  ti  sgrida Cmma.  xvUi.  14. 

E  *n  sulla  man  si  fioxa  Come  succisa  rosa Cmrt».  uè.  so. 

Che  ...  in  fuoco  d*  amore  il  mio  si  pota Soh.  xxxix.  4. 

posda.     E  posàn  imaginando  .  .  .  m*  apparver K  TV.  33.  166  [Om*.  ìi.  39^ 

Poscia  pìang:endo,  sol  nel  mio  lamento  Chiamo    .     .     .     .  K  A^.  3».  94  \,CaHS.  iii.  54*). 

E  qual  é  suta  la  mìa  vita,  potàa  Che  .  . .  andò    .     .     .     K  iV.  33.  roo  {Cmn»,  iii.  6o\ 

Cui  h  scorto  il  cammino  e  posda  V  erra  .     »     , C  iv.  Cohm,  iii,  39, 

Che  1  negar  ^05nd  non  gli  pare  amaro Cana.  x.  135. 

se  r  anima  torna  poscia  al  core CanM,  xi.  49, 

Posda  eh*  Amor  del  tutto  m'  ha  lasciato Cohm,  xùt.  1  ;  K  E.  ii.  la,  65. 

Posda  mi  sforzo  [,  che  mi  voglio  aitare] K.  ^.  16.  39  {Som.  ix.  9\  45. 

to  dicea^owi'a  ncll^  anima  trista K  A^.  36.  40  {Som.  xix.  ia\ 

Ma  poscia  perdo  tutte  te  mie  prove Som,  xxviì.  8. 

poBclacbè Cima  x..  93. 

lo  mi  sento  legar  tutte  mie  ^o5sr      ..........     So»,  L  9. 

Chi .  .  .  s'  ingegna  .  .  .  Manca  la  pasta P.  F.  8t. 

La  possa  di  ciò  fare  ...  a'  prcU  pertìen  volger  tii  ruote   .     .     .     .     f.  /*.  139. 

lo  sento  si  d'  Amor  la  gran  poaaaiua Chiù.  xìv.  1, 

Ch'  io  sono  al  fine  della  mia/osaaN«i Catta,  xvi.  30, 

quel  signor  ...  tal  che  vince  ogni  possamaa BaU,  vii.  a. 


portare,    dico  che  . . .  esso  porta  seco  la  viV/m  dtW  tnimmgtmrahvn,  e 

la  ìriwtù  d'i  Cirfo^  e     ..,,.......,...  C.  IV.  si.  ^^, 

dunque /or^^  io  il  mio  consiglio C.  ìv.  97.  71. 

■minati  ! . . .  che  . . .  portati  le  mirabili  veslìmcnta C  iv.  aj,  laa. 

quegli  che  alli  buoni  mala  testimonianza  porta       »    .    .     .     .     .     .  C.  iv.  99.  79. 

porto,     portato  a  diversi  porti ,, Ci.  3.  35. 

chiama  e  domanda  la  mia  na\%  uscire  di /korfa •     .     .  C.  U.  l.  5. 

iaperanza  ...  di  salutevole  porto C.  li.  i.  6. 

nprcadcre  lo  desiderato /orfo  per  salutevole  vìa  .     • C  iv.  4.  53. 

cbè  li  nave  ...  a  debito /orto  correa C  iv.  5.  69. 

siccome  uscire  di ^no .     .     .  C.ìv.  9.  lafl. 

ch*  ella  ritoma  n  Oiot  siccome  a  quello /lorfo C.  iv.  afi.  8. 

la  naturale  morte  è  qoad  porto  a  noi  di C.  Iv.  nft.  15. 

com*  esso  appropinqua  al  ^r/o  .     ,     .     , •  C  Iv,  aS.  18. 

ricche  a  quello  porlo  sì  vegna  con C  iv.  38.  93. 

■Mire  le  pare  di  mare  e  tornare  a  porto C.  iv.  «8.  54. 

Oh  miserì  e  vili  che .  . .  correte  a  questo  porto C  iv.  aft.  56. 

senza  le  quali  al  porto  . .  .  venire  non  si  potca  C  iv.  aS.  87. 

quando  viene  presso  al  suo  p<trto C  ìv.  aS.  90. 

pOML     sicché  ...  in  questa  posa  le  vicinanze  %*  amino C  iv.  4.  40. 

vedemo  che  quello  ...  di  posa  dopo  hi  fatica •    «>    •  C  tv.  lau  194, 

vedemo  che  .  .  .  mai  posa  dare  non  può  .,•,..••*»  C  iv.  l*.  195. 

lo  buono  camminatore  ^lugne  .  .  .  ^  posa     .     .     * C  iv.  t^  198 

posare,    che  gli  occhi .  .  .  chiusi  dormendo  b  pamwmto  .    .    .    .    .    •  C  iìL  1.  181 

pace nella  quale  li  poaina  !•  tSuaS C  iv.  4.  40. 

poscia.     Poada  quando  dico  . .  .  mgghsmgo  una  ftUoza K  /V.  19.  141. 

Qaaado /oadia  dico  ...  do  ad  intendere T.  M  ai.  44. 

P»ma  .  . .  dico  eom*  io  diasi  loro -  K  .V.  03.  aa6. 

la  quAÌc  posda  sia  possibile  d'  aprire K  /V.  93.  7t. 

che  .  . .  poaaa  donuuidato  non  sapesse  dinudare  le K  yV.  «5.  mB. 

/Vania  quando  dico  . . .  ragiono  di  hi K  iV.  30.  ■& 

Pnsda  quando  dico  .  .  .  parlo    ...  .     .     .     .  K  iV.  3A.  37. 

po«ciactié .    .    ,    .  K  /tf.  15.  5;  01. 


M 


POSSANZA 


Tragge  ...  A  sé,  come  a  prìncipìo  e'  ha  poasattum  .    .    .  Ball,  vii.  8. 

E  senza  qurslo  ogni  fiMsttnaa  à  tolta  .  .  .  d*  andar   ....../*./*.  91. 

Nò  per  nostra  posaanaa^  né  per  arte  .  .  ,  potcmo P.  F.  103. 

pOWtilltie.     r  alto  valor  eli*  éiitL possùdt C  ìiL  Con*,  ti.  43. 

Tu  disfai  la  beltà  eh*  ella  fiossudr Caica.  xvu.  37. 

e  *1  regno  ...  A  posstdtr  vegnìaro  con  divozione P.  F.  aa8. 

pOSKOte.     lassa  E  eh*  Io  non  son  f>osstnt€ C.  ilL  Onta.  iì.  7  ;  ^  la^. 

Tanto  .  .  .  Che  M  possente  signore  .  .  .  Appena  .  . .  s' aita ....  Cnca.  xx.  6^ 

Ild  é  la  sua  virtù  tanto  possente K  M  39.  66  {Som.  xxii.  7V 

Ed  è  possente  e  valorosa  assai Som.  L  4. 

pOMCaBiOQe.     Gentilezza  volse  .  .  .  Che  fosse  antica  possessioH  d*  avere  C.  tv.  Causi  kìì.  93. 

prova.  Che  tu  se*  possessione  che  sempre  giova    • Caiu.  x.  43. 

poeta.     Sicché  gir  ne  conviene  all'  altrui  posta      . dita.  x.  51. 

possedere,     a  cui  così  vilmente  s*  era  lasciato  posstdert K  JV.  4&  ra. 

quanto  all' umana  generazione  a /osaarim  è  dato      •     .     ....  C  iv.  4.  34. 

il  quale^  lutto  possedendo  .  .  .  tenga C.  iv.  4,  37. 

che  ...  li  posseditori  dell*  oro  posseder  voleano C.  iv.  5.  1 15. 

che,  possedendo  quelle,  larghezza  non  si  fa C.  iv.  13.  134. 

che  non  può  essere /VMisn^fndb  quelle,  ma  quelle  lasciando  dì/oswWIrrv  C.iv.  13.  137^  138. 

quando,  trasmutata  .  .  .  più  non  si  possiede  ....  .     .     .     .  C  rv.  13,  143. 

posseditore,    li  posseditori  dell'  oro  posseder  voleano         C  Iv.  3.  x  14. 

che  ciascuno  al  posseditore  delle  ricchezze  porta C.  iv.  13.  193. 

possente,     quanto  r  una  e  I*  altra  di .  .  .  è  . .  .  possente C  iv.  3.  71. 

malnati  ! .  .  .  che  rapite  alli  m^no  possenti C  iv.  97.  119. 

Ione,     li  discacciati  rivenuti  alle  loro  possessùmi K.  AT.  14.  59. 

cioè '^afSMflOKtf  d' antica  ricchezza' C  iv.  3.  54. 

r  animo  ...  in  terminata  possessione  di  terra  non  si  quieti      .     .     ,  C.  iv.  4  33. 

perchè  veggiono  fare  ...  le  possessioni  larghe C  Iv.  S.  76. 

Puotesi .  .  .  vedere  .  .  .  nella  dannosa  loro  possessione C  iv.  1 1.  3& 

in  quanto  sono  ordinate  alla  possessione  dell'  uomo C  iv.  1 1.  45. 

come  nella  loro  possessione  siano  dannose C  ìv,  13,  89. 

Puossi  vedere  la  loro  possessione  essere  dannosa d  ìv,  13.  92. 

per  desiderio  di  prendere  quella /os5r«5Ù>Kr C  iv.  {3.  1*5. 

Anche  é  privazione  di  bene  la  loro  possessione C  iv.  13.  133, 

che  fa  ...  lo  possessore  timido  e  odioso C  iv.  13.  96. 

possibile,     la  quale  poscia  sììl  possibile  d*  aprire K  Al  95.  71. 

posto  che  possibile  fosse Oii.x.  104. 

pensando  spesse  volte  come /K7S5ii6i/r  m*  era .  C.  fi.  8.  47. 

che  possibile  fosse  questo  .  .  .  cielo  non  muovere C  ìi.  15.  139. 

e  questa  Donna  sia  ...  ed  a  noi  faccia  possibili  gli  altri      .     .     .     .  C.  iii.  7.  175. 

tanto  quanto /o&si6i7i  sono  a  venire  ad  essere C  iii.  14.  ai. 

quanto  per  esso  é  possibile  assomigliarsi  a  Lui ........  C  ili.  14.  sB. 

conoscere  ...  e  dire  .  .  .  non  sia  possAOe  alla .     .  C.  ìiì.  15.  107. 

che  sono  a  uno  medesimo  suggetto /a5J«&i7i C.  iv.  14.  99. 

La  quale  .  .  .  riceve  ...  lo  Intelletto  possibile C.  iv.  ai.  44. 

discende  in  essa  la  Virtii  int<Uettuale possibile C  iv.  ai.  70. 

rendere  utile,  quanto  più  mi  sarà  possibile C  tv.  aa.  9. 

Poicbè  .  .  .  quella  .  .  .  come  possibili  è  stato,  é  dichiarata  .     .     .     .  C.  ìv.  83.  3. 

riceve  .  .  .  quanto  é  piti  possibile  di  ritenere C  ìv.  «3.  49. 

possìlsiiità.    è  misurato  secondo  la  ^cusi*-&iVf/à  delia  cosa C  ih.  15.  78. 

posteriore,    non  si  può  ...  per  cose  prime,  ma  per  ^o«/rnon      .    .    .  C  ìv.  io.  63. 

postutto,     la  qual  cosa  è  al  postntto  sconvenevole  e K,  A^.  39.  a6. 

pobentlasimo.     e  potentissima  persuasione  sìa C.  iì.  7,  59, 

ciò  dee  caere  potentissimo  argomento C  ii.  9.  130. 


3<^  ^HP^^^T  POTERE 

renza.     Qusnto  avcmo  \a  potenza  di  ben  fiire Gins.  ìx.  ta. 

Ed  ancor  tua  ^//rtsA  Ha  sentita CrM«.  ix.  69. 

Ogni/o/rriA]  e  loda  in  te  fìa  degna CnHa.  xviii.  53. 

Non  consentir  .  .  .  che  la  pottnaa  ...  mi  consummi S,  P,  xxxi.  55. 

cs&lteranno  La  ìua  poUnsa  grande  e  la S.  P.  zx.  6a. 

'  K  W.  19.  61  i^CattM.  i.  43),  63  {C*tMM,  ì.  44),  68  {Catta,  i.  49),  75  (Cffw.  i.  56),  85 

{Cam.  i.  66)  ;  33.  74  (Canx.  iii.  34),  76  [Canz.  ili.  36)  ;  C.  iii.  Ca«*.  il.  48,  51, 
6x.  88  ;  iv.  Orna.  iii.  35,  50,  53  \bis\  58,  145  ;  Catta,  ix.  14,  38  («0,  40,  64, 
68  ;  X,  14,  70,  77,  116,  143;  xi.  13,  16,  38,  54,  81  ;  xii.  13,  ai  ;  xiv.  a,  45, 

gj*Jteut igrimn.    potentissima  cagione  è  delia  mia  mossa C  iv.  3.  43. 

potenza,     in  quanto  t  in  pottnaa  ...  in  quanto  dì  pottnaa  si  riduce 

in  atto V.  N.  ao.  29,  30. 

dico  in  che  soggetto  sia  questa  potenza K.  /V.  ao.  33. 

come  questo  soggetto  e  questa  potenza  sieno  prodotti  in  essere  .     .  K  TV.  ao.  35. 

dico  come  questa  potenea  si  riduce  in  atto K  M  ao.  39. 

ma  là  ove  non  è  in  potenea  ...  lo  fa  venire V^  N.  ai,  7. 

kiccomc  questa  donna  riduce  in  atto  questa />o/rfr«a V.  N.  ai.  35. 

quanto  ìnducere  Amore  in  potenza  là  ove  non  ò P^  A^.  ai.  37. 

e  la />«>/m«ii  giudicativa  è  allora  come  quello  giudice C  Ì.  4.  47. 

Tcggùuo  a  sue  pari  membra  e  pari  ^o//ff«i 01.4.51. 

ftè  è  la  sua  bontà  in  potenza ......CL9.  43. 

le  grandezze  .  .  .  della  vera  potenza C.  i.  20,  53. 

Giuno,  la  quale  dissero  Dea  dì  potenza C  ìL  5.  40. 

li  pu6  contemplare  la  Potenza  somma  del  Padre C  iì.  6.  6a. 

*  Figlio,  armi  mie,  ^//n«i  mia' C  il.  6.  135. 

mostro  impotenza  di  questo  pensiero C  iì.  B.  80. 

che  *1  Filosofo  .  .  .  partendo  le  potenze  di  quella,  dice  che  1*  Anima 

...  ha  tre  potenze C  iiL  a.  84,  85. 

■iccbò  muovere  è  una  potenza  congiunta  col  sentire.     E  ...  è 

manifestissimo  che  queste  ^o/mM  sono .  C  iii.  a.  90,  93. 

Onde  \a  potenza  vegetativa  ...  è  fondamento  ...  e  questa  vegetativa 

/o/tfM«7  per  sé  può  essere  anima C.  iii.  a.  98,  101. 

questa  zeHsitii*a  potenza  è  fondamento  della C.  iii.  9.  105. 

la  ragionativa  potenza  senza  la  sensitiva  non  si  trova C.  iii.  a.  108. 

quella  Anima,  che  tutte  queste  ^/rrur  comprende C  ìli.  a.  1x3. 

colla  nobiltà  della  ^/rM«a  ultima,  cioè  ragione      .......  C  ili.  a.  115, 

1*  Anima  ò  tanto  in  quella  sovrana  potenza  nobilitata  e C  EH.  9.  119. 

l'altre  che  sono  in  quella  eccellente /)o/«n«a C  iii.  a.  133. 

I-e  corpora  composte  ...  da  quello  hanno  ^Hgore  e  potenza    .     .     .  C.  iii.  3.  17. 

dovunque  è  la  sua ^o/maa  seminata C  iii.  7.  143. 

r  ultima  potenza  della  .  .  .  quivi  fti  riduce  in  atto  .......  C  iìl  8.  6a. 

le  oca  in  quanto  ha  .  . .  ìa  potenza  di  poter C  iii.  13.  61. 

qui  si  prende  valore  quasi  potenza  di  natura C  iv.  a.  98. 

perocché  la  Romana  potenza  ...  fu  acquistata C.  Iv.  4.  87. 

Che  ...  le  potenze  dell*  anima  stanno  sopra  sé C.  iv.  7.  I4<k. 

cosi  levando  1'  ultima  poteìiza  dell'  anima C  Iv.  7.  I48. 

a  certo  fine  bada  la  nostra /o/rn^a C  iv.  13.  74. 

tante  sono  .  .  .  ìe  potenze  di  quelle .     .     .     .  C.  iv.  19,  49. 

che  produce  della  potenza  del  seme  I'  anima  in  vita C  iv.  ai.  41. 

mettendo  e  .  .  .  per  ciascuna  potenza  dell'  anima C  ìv.  33.  ai. 

lente,     il  quale  potenzia/mente  in  s6  adduce C.  ìv.  ai,  44. 

K  «V.  i.a;  a.  50,  63  ;  3.  58  ;  4.  18  ;  8.  1 1  ;  9.  xo  ;  xx.  16,  ao  ;  la.  8,  68,  136  ; 
13-50;  14.  47,  6a;  15.  15,90;  17-  'o;  i8-  ^4-  39  1  i9-  MOi  «5^  '56;  ai- 
SS  ;  93.  7,  108  ;  35.  I,  3.  98  i  «6.  11,  34,  33,  35  ;  a8.  xx  ;  30.  15  ;  33.  3  ; 


l»OTERE  5IC 

potere.         51  (».>,  65,  70,  89,  90;  x».  48;  x\i.  8.  »9,  ^r,  46,  68;  xrìl  7,  18,  4«i63: 

xviìi.  50;  xix.  a6j  93;  Sesi.  i.  ao.  aa,  33;  u.  sa  ;  iu.  36:  iv.  13,  aa,  a6,  99; 

B0ÌJ.  iv.  31  ;    V.  8;  vi.  15;   iat.   i,   11  ;    K,  Al  14.  83  [Soh.  vii.  5^  ;    15.  33 

{SoH,  vili.  6)  ;  ai.  ai  ìSon.  xi.  13'  ;  aa.  95  [Son,  xiii.  7)  ;  aót  47  (Som.  i». 

li)  ;  37.  35  {Son,  xvi.  13)  ;  37.  04  (Som.  xx.  g)  ;  41.  67  (Son.  xxiv.  13!  ; 

Son.  xxvii.  3  ;   xxx.  10,  13,  14  ;  xxxJL  6;  xxxvL  la  ;  xxxviii.  a  ;  xlv.  7; 

xlvìi.  8;    1.  6  ;   li.  9;  lii.  3;  liii.  10;  liv.   la  ;   S.  P.  vi.  la,   15;  xxxL  69; 

xxxvìi.  ],  54,  6a;   I.  57.  60.  66;  d.  83,   116;  cxxìx.  ai  ;  cxlii  6,  11^  «9; 

P.  F.  IO,  104.  —  C/.  podere. 

potestate.     Ch'  allro  mi  ùk  voler  sua  potcstaU K  W.  13.  38  ^Sem.  tL  3). 

C/.  podestate. 
povero.     Perchè  tu  .  .  .  puoi  U  vita  mii  Povtm  e  rìcca  far      ...     .     dm*,  xvii.  8. 
Pbven,  vedi,  a  panni  ed  a  cinlura CdKs.  xx.  36. 

potere.  36.  aa  ;  37-  7  ;  38.  t%  31  ;  40.  37,  38,  43  ;  41.  33,  36  ;  43.  34.  aÓ,  33,  4^ 

44  ;  43  5.  7.  '3  ;  C,  i.  i.  4,  16,  ai,  37.  34,  45,  48,  83  :  a.  18.  34.  46.  76,  79, 
8a,9a,  :io.  116,  135;  3.  10,73,  78  ;  4.  16,  «6,  70,  86  ;  5.  5,  14.  5»,  87  ;  6. 
38,31,69,71;  7.  7.68,73,90.93;  8.8,30,51,77.  79,  no,  ]  16,  135:  9.  5,  tow 
a7f  54. 69.72;  10-36.43.45,  49.  89;  11.14.48:  13.18,85:  13.03.  46,  49»  5». 
76;  ìi.  I.  18,  46,49,57:3.36,  40:3.10,  aB;  4- aatSS»  57- 61  ;  5- 51.  57,  6o^  77. 
100.  107,  no,  113;  6.20,37,61,60,65,68,  74.  76,  81,85,89;  7.35;  8.  1,93; 

9.  aa,  31,  34,  43,  104,  134;  IO.  ai,  34,  41  ;  11.  34,  51;  la.  ao»  6a  66;  r^. 
a6r  39,  43,  45  ;  «4-  40f  45.  69.  74,  90,  no,  133,  137.  150.  15».  154,  194,  335: 
15.  4,  40,  60,  73,  73,  79,  83,  lao,  185  :  16.  1,  13.  16,  53  ;  iii.  I.  la,  34,  35.  41, 
45.  63,  65.  75.  8a,  90,  9»,  97  ;  a.  34,  68,  87.  95,  97.  loi,  103,  143,  153,  155; 

3.  39,  107,  J3I,  133  ;  4.  ai,  37,  40.  44.  51.  89.  91,  94,  95,  104  ;  5.  81,  135. 
168,  177,  194,  197  ;  6.  3,  56,  78,  86,  94;  7.  9.  13,  33,  54,  66,  88,  95.  146. 
"53,  166  (m.),  169,  174;  8.  46,  48,  61,  71,  75,  8t,  87,  114,  133,  139,  141.145. 
9-7,37.47.57.  77.  107,  iia.  113,  138,  147,  159;  io.  17.  38,  65,  73;  u.  53. 
56,61,88,  III,  I30,  149,  179;  la.  6.  14,  40,  75,  98,  loi,  no;  13.  la;  4^ 
49.  59,  6».  98-  >«>  ;  '4-  a5,  51,  64,  95,  laa.  131,  133  ;  15.  aa,  96.  39,  58.  63. 
67,  68,  69,  71,  73,  76(,ÒfS),  95,  100,  145,  185.  «96,  aoo,  309;  iv.  i.  36,  58, 
59,  83;  3.  Il,  16,33.  34,  37,  96,  103;  3.  73;  4.  8,  16,37,45,63*83,91,  ioa. 
108.  138,  133;  5.  II,  60,  93,  104,  143;  6.  17.  47,  53,  119.  149,  150,173.176: 
7.  14,  86,  107,  109,  136  ;  8.  16,  74,  84,  94,  108,  109,  113,  137,  137  ;  9.  44.57, 
74,  79»  '<»,  >5o;  >o-  64,  67.  68,  93,  96,  97,  ioa,  105,  106,  107.  no.  118;  11. 
«»,3i,  53.58,  n9;  la.  3,  5.  n,  15,  ai,  98,  109,  113,  170.  196;  13.  3,  53, 
73,  93,  116.  139,  r37.  151,  164  ;  14.  sa,  33,  30,  50,  57,  77,  85,  89,  95,  loov 
"3i  134;  '5-  II.  J».  »9.  30.  50.  55,  6a,  loS,  in  (*»«),  138,  141,  143,  169^ 
igo;  j6.  5.  35,83.86,  94,  106;  17,  70,84,  85.  na,  116,  119;  18.  t8  ;  19.4, 
93  ;  ao.  4,  ai,  a8,  66,  69,  74  ;  ai.  a6,  53.  59,  61,  63,  78,  99,  100,  131  ;  sa.  5, 

10,  13,  18,  91,  99,  116.  lai,  134,  '^8.  130,  142.  '60,  195.  aoo.  303,  309;  33. 

4,  9.  34.  80,  107,  149;  34,  5,  7,  17.  ao,  37,  50.  58,  65,  70,  ioa,  130,  131,  146. 
167  ;  35.  6,  76;  a6.  3.  so,  ai,  85,  106,  133  ;  37.  35.  39.  70,  84,  108,  114  ;  aB. 
66,  72.  83,  87,  103  ;  39.  4,  5,  16,  36,  33,  67,  86,  loB,  109,  1 18,  i33  ;  30.  19.— 
C/.  podere. 

potestÀ.     quella  parte  eh'  è  fuori  di  loro  potntà .  C  il*  ^  37. 

la  nobile  anima  ...  e  libera  nella  sua  propria  potestà C.  Ui.  14.  94. 

C/.  podestà. 

polertade.     questa  contemplaxìone  fanno  le  Po/esiaJi C  ii.  6.  89^ 

Cy:  podestade. 

potestate.     Sopra  questi  sono  le  PoUsiatì  e  li  Cherubini C  iL  6.  53. 

potissitno.     é/ìoA:'j«'Hfd  ra^one  della  loro  speculazione C.  ÌL  6.  56, 

povero,     vidi  che  povrro  mi  pareva  lo  servigio V,  N,  34.  4. 

porgono  della  loro  buona  ricchezza  alU  veri  poveri Cui,  65. 


5TI  ^1^^^^^  PRECEDERE 

povero.     Ond*  io  povtr  dimoro  In  ^isa,  che V.  N^i,^^  {^Scm,  Ìl.  15)* 

pracstolatur.     Misemm  cius  cor,  qui  prantolatur Cmnt.  xxì.  8. 

prato,     r  ho  chiesta  in  un  bel  prato  d'  erba 5«s/.  i.  afl. 

Per  prato  e  per  riviera  .  .  ,  mando Bali.  iv.  3. 

Ora  che  . .  .  ogni  prato  rìde Som,  xlli.  9. 

Ora  che  .  .  .  Fanno  per  monti  per  prati  e  foreste Som.  xlii.  8. 

Percouo  io  sono  come  il  fien  ne'  prati 5.  /*.  ci.  10. 

precare,     il  qua)  io  prtco  Che  ci  guardi  d«l  mal F.  F,  S44. 

C/.  pregare 

povero,     qutnto  è  powm  la  nostra  menie  a  te  comprendere    ,     .     .     .  C  iii.  5.  004. 

'Oh  sicura  (acuità  dclia/iofvm  vita  ..  .* Clv.  13.113. 

povertà,     pena,  dico,  d'  esilio  e  di  povrrià C  i.  3.  ao. 

dal  vento  secco  che  vapora  la  dolorosa  povrrtà ^  ■•  3*  37* 

conviene  lasciare  prrpovtrtà  tt  inttlUrto  ....  .....  C.  iìì.  4.  9. 

quando  commenda  la /<nwrl!à  dì  sicuranza Clv.  13.  tra. 

pozzo,     io  ne  vidi  già  molte  in  un  posso  saltare C.  I.  1 1.  66. 

praetermlttantur.     tempus  e$t  ut  pmettrmìttantHr  fimuìacra  nostra  K.  W.  la.  aa. 
pratico^     r  uso  ...  è  doppio»  doéprmtkoc  t^ectiialivo  {ptwtKo  è  tanto, 

quanto  operativo) C  ìv.  as.  104  (tu). 

Quello  del  pratico  si  è  operare  per  noi  virtuosamente C  iv.  ta.  108. 

precedente,     una  servigiale  delle  ^rw-A^A' parale K.  TV.  19.  96. 

alla  parte  pttttdtnt*  ed  alla  seguente K  iVl  si.  30. 

di  cui  ragionato  é  nelle /^r#cvt^tt/i  parole K  iV.  aó.  3. 

cioè  in  questi  due  sonetti  prt<«iUnti V.  N.  a8.  4, 

eh' e  piano  ...  per  la  sua  ^rrm/rfOr  ragione K  ^.  37,  15. 

perche  e  manifesto  per  la  prtadint*  ragione     .     .     .     .     .     .     .     .  K  )V.  38,  34. 

Vero  e  che  nel /frm^w/#  sonetto  io  fo K- /V.  39,  41. 

mandailo  .  .  .  col  /^rvcvtiErN/r  sonetto  accoropa|tii«to V.N.  49.  9. 

nel  prrctdfttt*  Tratuto  e  .  .  .  preparato C  ii.  t.  a. 

Poich'  *  mostrato  nel  prrctdentf  capitolo C  ii.  5.  r. 

Dclli  tre  >>rrmtf#n/i' capitoli  è  ragionato .     .     .  C  i{.  7.  6. 

come  detto  é  nel  prHHientt  capitolo C.  ii.  8.  61. 

Cosi  come  nel  prwtJtnte  Trattato  si  ragiona  .     .     .     .  C  ili.  i.  i. 

Nel  pnctiitMU  Capitolo  i  mostralo ,  C  iii.  6.  i. 

La  Sapienza  di  Dio,  prtettUntg  tutte  le  cose C  iii,  8,  15. 

Wd/wtWm//  Capitolo  ...  6  commendata C  iii.  15.  1. 

qscUa  che  nella  prfoéfntt  Cantone  è  ragionata    .     .  .     .     .  C.  iv.  1.  94. 

nel  decimo  Capitolo  del  prrxtiUntt  Trattato       ....  C  iv.  s.  3s. 

la  cagione  che  della  é  nel  prtadtnt*  Capitolo C.  iv.  a,  77, 

aiccome  detto  è  nel  prttÉtUnt*  Trattato .  C  iv.  a.  I5a. 

nella  fine  del /vmv<//N/#  Capitolo    ........  C.  iv.  5.  8t. 

al  %\  corrompe  pfrr**i*nU  alcuna  alterazione     ....  C.  iv.  10.  87. 

Ht\  pmttitnt/  Caintolo  è  determinato C  iv.  18,  1, 

Poiché  acWm  prtoiiénré  parte  sono  pertratlate  . C.  iv.  19.  t. 

se  tutte  le /^nrm/<nf/i  virtù  s*  accordassero    ...  C.  iv.  ai.  93. 

chi  ben  riguarda  la  prrfnUntt  ragione      ...  .  C  iv.  aa,  93. 

precedere,     lo  quale /rMrdliMv  la  verace  luce K  iV.  «4.  37. 

il  proemio,  che /mmA  potato  libello K  AT.  B9.  17. 

che  suole  prttfdm ...  la  generm^ione ,     ,     .     .     .  C.  iti.  la.  arj, 

cut  tutte  le  nostre  brighe  .  .  .  prvctdtmo  quaai  dal    .    ,     .     .     .     .  C  Iv.  a,  89, 

dite  . . .  che  elio  lì  prtceiUrà  in  Galilea C.  Iv.  aa.  157. 

dicalo  .  .  .  'che  in  Galilea  li  prtnJérù*  ;  cioè  che  la    fUatitMdtné 

pnrréfré  loro  in  Gaitira      ....  .     .     .     C  iv.  am.  184.  185. 

E  dice:  *Z'  prtadfrà' C  iv.  as.  191. 


PRECEDERE  5I 

predpLdo.     Benché  vadano  i  cicli  in  firtnptmo 5.  P.  ci.  105. 

predetto.     Ci  fa  lornar  con  le  prt^rttt  insieme P.  F.  xm. 

predare.     Che  là  ove  giugni,  tu  tìicWx  prrgamdo K  iV.  19.  80  (X^mm»,  i.  6sV 

Deh  .  .  .  Pregava  V  ana  1*  altra  umiicmcnte     ....      K.  iV.  «3.  151  (Cmu,  iì.  34)1 

Però  vi  prrgo  [prùgo]  che  lo  m' intendiate      , C.  ìi.  Catts.  L  9;  7.  53. 

AUor  ti  firùgo  che  ti  rìconforte C  ìi.  Cans,  L  59. 

a  cui  io  grido  ...  ed  umilmente  Ìl  priego    .........  Ctms.  xU.  38. 

Ond*  io  ti  ^nr^  che  tu  t' assottigli Canr.  xìv.  84. 

Poi  ti  rivolgi  .  .  .  Prrgando  ù  eh'  ella  .  .  .  s*  augusti     .....  Cans.  xviiL  75. 

s*  egli  Bwìen  che  tu  . .  .  truovi  ...  e  quel  ten  priegm Caru.  xa.  97, 

Donne,  io  non  so  di  che  mi  pngki  Amore Baii.  iiì.  z. 

Però  siete  ^n^/d  .  .  .  Che  le  tacciate  onore Ball.  vììL  sa. 

E^rr^  sol,  eh*  udir  mi  soflcriate K  iV.  7.  ai  (Soff.  iL  4). 

Per  Dio  vi  prtgo  che  voi  1  correggiate Son,  xxxiv.  13. 

Per  lei  ti  pritgo,  che  da  te  non  fugge  .  .  .  che San,  xlix.  3. 

Le  tue  orecchie,  io  firegOj  non  sien  sorde S,  P.  ri^  35. 

Però  che  Ìl  re  .  .  .  Ha  esaudito  lo  pregare    .     .     , S.  P.  vi.  41. 

£d  . . .  Ti  pregheranno  insieme  tutti  i  santi.  Che S.  P,  xxxi  41. 

Io  prego,  che  non  voglia  con  furore S.  P,  xrxvìi.  ft. 

Degmiti,  i'  pr^^,  starmi  in  adtutorìo ,     .     .  S,  P.  xxxrii.  83, 

lo  prego  te  per  la  tua  gran  pictade S.  P.  L  », 

Prego,  Signor,  che  tu  da  me  discacci      . S.  P.  I.  5. 

Io  ^nr^  ancora,  che  mondo  mi  facci S. /*.  U  7. 

precedere,     che  alla  nostra  Contemplazione  Dio  sempre  prwceJe ,     .     .  C.  ir.  a*.  194. 

predetto»    quella  che  . . .  mostrano  le  Canzoni  predette C  1.  r  tj^ 

una  delle  creature  predette C  il.  6.  as. 

accompagnata  colle  due />pvi^W/r  bontadi C.ìÌ,xi,  71. 

se  bea  si  mira  la  predetta  ragione C.  {it  i.  sau 

anzi  1'  ufficiale  predetto  nullo  a  ben  di  tutti  intendea C  iv.  4.  97. 

cioè  al  tempo  del  prrdetto  suo  Imperadore C.  iv.  5.  8& 

e  Bruto />nd>//o  similmente .     .  C.  iv.  5.  taa. 

siccome  dice  il  predetto  poeta,  nel  pevdelio  quinto  Libro      .     .     .     C  iv.  a6.  135,  I36k. 

la  prima  comincia  nel  Capitolo  predetto C.  iv.  30.  5. 

C/.  prediccre. 
predicare,     perocché  .  .  .  predica  quelle  . .  .  creature  quasi  innume- 
rabili    C  ii.  6.  38. 

che  .  . .  dell'  Uomo  e  delle  divine  Sustanze  questa  Mente  %\  predica  C  iii.  9.  141. 

Boezio  .  .  .  che  prima  la  predica  d^li  uomini  ,  .  .  poi  la  predica 

di  Dio C.  iii.  a.  143,  145. 

Né  maid'  animale  bruto  predicata  fue,  anzi  di  molti  uomini .  . .  non 

par  doversi  né  potersi  predicare C.  iìL  a.  149,  15*. 

quello  che  per  gli  uomini  è  predicato .     .     .  C  iv.  5.  164. 

Onde  non  pur  delK  uomo  é  predicata C  iv.  x6.  44. 

predicere.     mestiere  di  ^m£ÙYvr  queste  parole C.  ii.  a.  53. 

C/- predetta 

prefetto.     Manfredi  . . .  che  ora  Pretore  si  chiama  e  Prefetto  .    .     .    .  C  iv.  09.  17. 

prefettura,     meritarono  1*  ufficio  della  Prefettura C  iv.  39.  at, 

pregare,     e  pregandoli  che  giudicassero  la  .  .  .  scrissi F.  A".  3.  73, 

intendo  . .  ,  pregare  che  mi  sofferìno  d'  udire K.  iV.  7,  43. 

e  come  tu  preghi  lui  che  gliele  dica V.  N.  ix,  60, 

Noi  ììpreghiamOy  che  tu  ne  dica  ove  sta K,  7^.  tS.  48, 

lo  Boase  a  pregarmi  eh'  io  gli  dovcsai  dire K  /V.  ao.  4. 

Nella  «RondEs  le  ^^  che  mi  dicano  dì  lei       K  VV.  aa.  86. 

mi  pre^  che  io  gli  dovessi  dire  alcuna  cosa K  A^.  33.  8* 


513 


PRENDERE 


pregare.     Ora  ti  pns°>  ^  dolce  Signor  mìo.  Che .  S.  P.  ci.  91. 

£•  prrgo,  che  ti  degni  esaudire 5.  P.  cxxix.  s. 

Onde  ti /rrjti,  che  m*  aiuti  al  tutto 5.  P.  cxHt.  34. 

lo/ry^,  che  mi  vogli  tovvcnire S.  P.  cxliì.  46. 

Io /nr^  che  distrugga  lutti  quelli ^.  P.  cxlii.  6fl 

Pngkiamti,  re  di  gloria  e  signor  nostro P.  F.  339. 

E  lei  pngksam^  eh'  alle  grazie  divine  Sì  ne  conduca P~  F.  335. 

C/.  precare, 

preghiera,    onde  gli  fa  dolce  ^j'MVni BaJt,  v.  14. 

Dobbiamo  far  a  Dio  ^rv^AÀrfr  assai P.  F.  209. 

preghiera     Ed  alla  fine  falle  umil ^rr^Airro K  N.  ta.  iioiBalf.  i.  ^i\ 

pr^tarb     onora  e  fregia  Qual  figliuol  te  più />rrj^'a Caiu.  xvuL  40. 

Chò  *1  savio  oon^n^M  uom  per  vealimenta  .  .  .  Ma  ^nr^u  il  senno 

e  gli  gentil  coraggi Cohm.  xìx.  36, 38. 

Tutto  lo  mondo  canti  ,  .  .  Vostra  altezza  ^^fti BaU.  iv.  17. 

E,  ciò  che  *n  donna  è  da  prtgiar,  virtute K  A^.  6.  58  (Som.  iv.  14% 

Cf.  preaare,  prezzare, 

pregio.     Chi  '1  fo  perchè  sua  cosa  in  pngio  monti CanM.  xiv.  6a. 

Vostro  fin  pr^io  mando  —  alla  verdura Baìi.  iv.  5. 

Lo  vostro  pregio  fino  ...  si  rìnnovelti Bali.  iv.  6. 

La  qual  di  y^n-ji'o  e  d' onor  ft' incorona Sun.  xlv.  4. 

Ch'  é  questa  Donna,  in  cui  prrgio  dimora    ...  Son.  1.  3. 

prego.     Ch'  a  tua  fidanza  —  a'  è  mìo  ^nrgo  mosso  .     .  Ca»».  xvii.  66. 

E  s'  ella  per  tuo  ^nr^  gli  perdona      .  y.  N.  ta.  lao  {_BaU.  ì.  41). 

000  disprczxa  ÌÀ  pnghi  loro,  nò  1  lor  domandare S.  P.  cL  69. 

Maria,  che  co'  suoi  pfwghi  ognor  ci  aita .  P.  P.  ai. 

Si  ne  conduca  co*  suoi  santi  pngki .  P.  F.  036. 

premere.     Se  tu  discarghi  il  cargo  che  mì  premè  ...  .     .  S.  P.  vi.  aB. 

Ma  poi  che  '1  rio  nemico  pur  ne  preme  Le  .  .  .  voglie P.  F.  ita. 

premio.    Che  s*  io  contemplo  il  gran  premio  venturo Som.  sxxvii  9. 

prence,     costei,  Ch'  al  prena  delle  stelle  s*  assimiglia   ......  Cntf.  xix.  114. 

Cf.  principe, 

prendere.     Io  />*»/ tanto  smarriracnlo  allora    .....      K  fi.  9$.  i6a  {Catu.  ii.  35). 

Poi  prende  Amore  in  me  tanta  virtute K  AT.  a8.  aa  (P.  C.  9). 


pregare,     mandaro  .  . .  pregandomi  che  ouuidaasl  loro K.  AT.  4a.  st. 

li  quali  priego  tutti,  che C  i.  t.  135. 

si  caro  coau  quello  che  si  peiegm C  L.  S,  1^9. 

prego  loro  dello  intendere C.  ti.  7.  51. 

dice  che  Marzia  .  .  .  pregtMo  che  la  dovesse  riprendere  .     .     .  C.  Iv.  a8.  lot. 

pragfalerm.     seguito  io  alla  preghièra  fatu  deli*  udienza C  ii.  7.  6a. 

pregiare,     dispregiano  la  persona  prima  pngis.t«  . C  L  4.  34. 

temono  .  .  .  meno  essere  pregiati •  C  ì.  4.  53. 

Onde  molti ...  r  altrui /nr/MMO   .......  Ci.  11.  146. 

credere  pregiato  colui,  cui  esser  dicono C  iv.  18,  a8. 

pregio,     di  minor  pregio  sì  fece  ogni  opera  ...  C  i.  3.  41. 

C/.  prezzo, 

pregai,     ciò  che  mi  domandava  lo  suo  prego K  JV.  33.  15. 

acciocché  .  .  .  adempiessi  li  Ioio/n'^A> K.  A*.  43,  7, 

C/.  prlcgo. 

premettere,    seguita  a  confondere  la  prtmetm  loro  opSaleoe .    .    .    .  C  hr.  15.  4. 

prenarrato.     Intaso  può  esacre  ...  per  le  ^m>tfrff«fr  parole  .     .     .     .  C.  tt.  6.  a. 

né  pulsa  essere  per  la  pevnarrmia  cagione C  iv.  10.  103. 

e  per  la  ragJoaa/niMmiM C  iv.  laiii. 

prendere,    cominciò  a  pnndeet  sopra  «e  un  la  sicarttde  e      .    .    .     .  KAT.  a.4t. 

ti 


PRENDERE  ^^^^^^  $14 

preoderer     Che  ^rmdon  lere  e  <£ventmn  sospiri  ....       C.  ìu.  OmM.  ìL  36  ;  13.  i**- 

m'  é  . .  .  VoM  giovine  entrata,  che  m'  ha  prrso Cmm*.  ìx.  9$. 

Guarda  la  vita  mia  ...  £  prtndint  pìctatc Camm.  ix.  51. 

Digli  che  il  buoD  col  buon  non  prtn^  guerra Cmm».  ix.  8a^ 

Se  vuol  dire  :  lo  son  prtsa Cnu.  x.  96. 

Tanto  chi  prmd*  smaga.  Che Csmjl  x.  104. 

S'  io  avessi  le  bionde  treccie  preM Cmmz.  xiì.  66. 

questo  è  quello  ond' io />nr?M/o  cordoglio Giiml  xsv.  ti. 

Ben  è  verace  amor  quel  che  m*  ha  ^rvso Con*,  xsv.  3^ 

Aspetto  tempo  che  più  ragion  prmJa Cms.  xrr.  47. 

che  tu  t'  assottigli  ...  In  prendtr  modo  e  vìa Casta,  xiv.  86. 

Cb'  Amor  lanciò  lo  giorno  eh'  io  fu*  prmt  . Coita,  xvi.  581 

Prtnditt  r  armi,  ed  esaltate  quella Cana.  xvfii.  68. 

Né  per  pmuUr  da  elle  Nel  suo  cfTetto  aiuto Camx.  xix.  i  iCL 

Doglia  e  vergogna  prrs*  Lo  mio  signore Cmn».  xx.  36. 

E  poiché  pns«  V  uno  e  1'  altro  dardo Camm,  xx.  59. 

A  ciascun'  alma  ^rrso,  e  gentil  core  .  .  .  Salute ^-  ^- 3-  11  {Som,  ì.  tV 

Allora  prrsi  [di  lui  si  gran  parte] K  A'.  9.  56  {Som.  v.  13),  6fik 

Ond'  io  non  so  da  qaal  materia  prenda K.  M  13.  44  {Som.  vi  9^ 

Ch'  Amor .  .  .  Freud*  baldanza  e  UnU  sicurUte  ....      K.  A^.  X4.  86  (5m.  vii.  <.. 


prendere,    prra  tanta  dolceiza,  che K  Af.  3.  90. 

E  pna  i  nomi  di  sessanta  le  più  belle  donne  . .  .  composi       .     .     .  K  A^.  6.  7. 

per  la  forza  che  Amore  prese V.  N.  i^  36. 

onde  r  .  .  .  amico  .  .  .  mì  prtM  per  la  mano ^.  A'.  14.  5^ 

però  proposi  di  prendtre  per  materia  .  . .  quello K  A^.  lA.  61. 

pensando  di  prtndtrU  per  mio  comtnciamento  K  AT.  19.  14. 

E  però  .  .  .  presi  materia  dì  dire,  come K  AT.  aa.  58. 

Pensa  di  benedire  lo  dì  ch*  io  ti  presi .     .  K.  M  04.  if. 

perchè  ...  il  numero  del  nove  ha  preso  luogo  tra V.  N.  ai^  30. 

e  quelli  e  questi  prendano  la  mia  vivanda  col  pane C  i.  1.  iool 

sogliono.  .  .^nHt/rrr  lo  pane  appesito CLa.^ 

dellì  due  sentieri  prendere  lo  meno  reo  è  quasi  prendere  un  buono    .  C  i.  a.  94,  95. 

la  quale  si  prende  dalla  parte  di  colui C  i.  4.  63. 

in  quanto  prend*  simiglianza  da*  bcneficiì  di  Dio C.  i.  8.  15. 

queste  tre  cose  mt  fecero  prendere  lui Ci,  10.  38^ 

li  Teologi  questo  senso  prendono  altrimenti C  U.  t.  37. 

perocché  .  . .  é  .  . .  prenderò  il  senso  atkgorieo C.  ìi.  1.  39. 

e  ^rvM  alcuno  luogo  nella  mia  mente C.  it.  a,  li. 

ordine,  che  in  questo  Trattato  si  prtndtfé C  ìi.  a.  56. 

Dal  quale  prende  la  forma  del  detto  cielo  uno  ardore O  it.  6.  113, 

che  ...  il  ct>re  si  prend*  per  lo  secreto  déntro CI  li.  7.  ma, 

questo  pensiero  ...  è  poderoso  ìn  prendere  me C  ii.  8.  74. 

che  V  atto  dell*  agente  si  prende  nel  disposto  paziente C  il.  zOh  Aék 

lo  mio  secondo  amore  prese  comìncìamento  dalla C  iìi.  z.  a. 

perché  in  ciò  riprende  opinione  non  buona C  ìÌÌ.  1.  48. 

per  dire  ...  non  si /mM^  di  ciò  più  intendimento C  iii.  a.  Bol 

Di  che  ftccoi^eodosi  Ercole,  alla  fine  prese  lui C  Iii.  3.  6ol 

di  quello  che  io  per  tema  ho  jfrfi»o C  iii,  3.  11&, 

che  ora  per  due  modi  sì  prende  dagli  astrologi C.  iii.  6>.  13. 

perocché  più  onestamente  per  le  donne  si  prende  spcrienza    .     .     .  C.  ìii.  7.  laBL 

della  quale  nullo  amadore/^jvH^tf  compiuta  gioia  .     ......  C.  iìt.  la.  107. 

qui  si  prende  vaiare  quasi  potenza  di  natura .     .  CL  iv.  a.  97. 

cosi  qui  in  questo  proemio  prendere  ...  si  vuole C.  ìv.  a.  109. 

(are  si  cooveogooc  a  bene  prendere  V  intelletto C  iv.  3.  14. 


k^^ 


515  PRESENTE 

preodere.    Color  .  .  .  e  .  . .  scmbiaod,  Non  pnMtrmaì  . .  .  Viao    K  N.  37.  t^  {Sph,  xx.  a), 

vorrei  che  tu  e  Lapo  ed  Ìo  Foiaimo /^rvo*  per  incanUmento    .     .     .  Son.  xxxii.  a. 

Amor  m*  affligge  ond'  io  pnruio  cordoglio Sch.  xlvtu.  11. 

Per  tema  non  aia^>rr30  a  Io  *mbolarc      ..........  Som.  liv.  io. 

Qiuuido  e'  si  sente  prtso.  ower  legato S.  P,  xxxvii.  30. 

Non  poBsan  .  .  .  diletto  Ed  allegrezza  prtndtr  de' S.  P.  xxxvii.  63. 

Credo  che  '1  tiglio  umana  carne  e  vita  Mortai  prtnd^in     .     .     .     .  P.  F.  00. 

Ad  aspettar  che  Dio  fiirmJfSM  carne P-  P-  ZI- 

presare.     che  1  Battesmo  .  .  .  d*  ogni  virtb  il  prrm  ...  .../*.  F.  87. 

Cf.  pregiare. 
presentii     Nel  cui  cospetto  viene  il  dir  ^mmI« K  TV.  3.  78  (5on.  i.  a). 

prendere,    sicché  ...  in  questo  amore  le  case  pnn4t>m  og«i  loro 

bisogno,  il  quale  prtao,  V  uomo  viva ^     ,  C.  W.  ^.  43,  43. 

a  uno  solo  fine  .  .  .  cioè  u  prtmUrt  lo  .  .  .  porto  per C  iv.  4.  53. 

e  ogni  altro  comandamento  da  .  .  .  prtttd*  vigore  e   .     •     .     •     .     .  C  iv.  4.  78. 

Onde  non  da  fona  f u  .  .  .  prrao  per C  tv.  4.  1  ra. 

per  commutare  li  prui  Cartaginesi  a  sé  e  agli  altri  prrti  Romani     .  C  tv.  5.  ia6, 137. 

quando    li    Franceschi,    tutta    Roma  prt$m,  prmdenHo  dì    furto 

Campidoglio C  iv.  5.  t6a(6M). 

si  pretta*  solo  per  li  Poeti C  iv.  6.  34. 

cosi  Autor*  ...  si  prmtU  per  ogni  per»na  degna C  rv.  6.  44* 

raiaurata  col  mezzo  per  nostra  elezione  prrs*» C.  iv.  6.  laa. 

né  da  Socrate  non  prtsono  vocabolo C.  iv.  6.  lag. 

voi  che  le  verghe  de'  reggimenti  .  .  .  prts*  avete C  iv.  6.  I&i. 

a  lasciare  la  mala  opinione  prmtUrt  piede ,     .  C  iv.  7.  17. 

acciocché  r  awcraario  quindi  nun>^nf»d!«  materia C  iv.  8.  90. 

Che  se  prtHdtn  volemo  la  Natura  universale C  iv.  9.  ai. 

che  la  viltà  .  .  .  dalla  imperfezione  ...  si  prtmU C.  iv.  t>.  15. 

perocché  .  .  .  molte  fiate  prmdtrt  guardia  non  sì  può C  iv.  la.  ai. 

per  qualunque  modo  il  desiderare  .  .  .  %\  pnnd*  ....  .     .  C  iv.  13.  84. 

per  desiderio  di  ^rr»!^/ quella  possessione C  iv.  13.  184. 

ogni .  .  .  virtù,  ftingularmente  owrr  goneralnicntc  ^rrm    .     .     .     .  C  iv.  16.  10. 

poi  conchiudc  ^rrM^lnf^o  la  virtii  della     ..........  C  iv.  18.  39. 

*  Molti  corrono  al  palio,  ma  uno  é  quello  che  "Xprtmé*"      .     .     .     .  C  iv.  sa  58. 

diversamente  è  /vrvso  Ìl  tempo  da  molti .     .     .  C  iv.  04.  af. 

nelli  quali  prmdtrt  si  può  e  dee  ogni  .  . .  giadicio C  iv.  •4.  «7. 

per  la  fisonomia  che  di  lui  pm»  Socrate C  iv.  «4  60. 

dice  che  Enea  .  .  .  prrat  U  scure  ad  aiutare C.  Iv.  a6,  115. 

prenditore,     dare  cose  non  Mfi/i'al  pr^ndtlort  pure  é  bene  .     .     ,     »     ,  C  i.  6.  96. 

prenominata     a  cercare  \uprmominatc  difiniiionc C  Ìt.  lò.  39. 

prenotato,     racrogliendu  le  ragioni /rvaiolafr C  i>  13.  76. 

pr^MUmiB.     Poiché  ...  lo  mio  pane  ...  è  con  sufBcienxa  prtpantio    .  C  ii.  1.  3. 

Sapienza  di  Dìo,  che  a  un'  ora  ...  ti  prtparmaH C  iv.  5.  7». 

E  la  virtù  formativa  prepa*^  gli  organi  alla .     .     .  C  Iv.  ai.  39. 

tutto  quanto  la  nobile  natura  prrpant  .  .  .  é fT.  iv.  nfr.  16. 

prcponimenta    Per  prrpomffufttu  dico C  ii.  9.  55. 

preporre.     Queste  parole  posao  io  qui . .  .  p99p09tt C  iv.  16.  5. 

pf>-UiiiM      che  la  prrsiifntit  d*  alquanti  .  .  .  noa  dowea C  Ìli.  ta.  74. 

preaentare.     om,  lo  quale  ocrtilta  ragìunc  prtÉtm/ti C  U.  i^  Sa. 

pWCPtc.     ascendo  alquanto  del  prDpotito  prttntU F.  TV.  io.  17. 

«■H  a*  io  fo«i  stato /lawwft  a  qM^Aa  donna  .......  K  M  a4>  V 

■Mando  cb*  é  baono  al  pnfnU .     .     .  K  S.  ay  t$, 

non  troviamo  cose  dette  anzi  Io  prttruti  tempo     ...  ^>  ^-  *5*  39> 

quello  clkc  al  pffmnta  tempo  adoperava  in  me  .     .     .     .     .  .     .  K  Ai.  afii.  6. 

Li  3 


L 


PRESENTE  ^^^^V  31^ 

presente,     pensosi .  .  .  Fone  di  cosa  che  non  v*  è  pftatntt    .  V.  N.  41.  56  {JScm,  xxrr.  9'y 

presente,     avvegnaché  forse  piacerebbe  al  pnarnit  trattare     .     .     .     .  f^.  iV.  99.  ifl. 

che  ciò  non  è  del  prtstHtt  proposito K  ^.  a9.  iCt 

posto  che  fosse  del  prtsenU  proposito V,  S.  39.  19, 

pare  contrario  dì  quel  eh'  ìo  dico  nel  prrsentt V.  N.  39.  44. 

senza  \o  prtuntt  pane ^     .  Ci.  t.  105. 

ma  questo  pane,  cioè  la  prtstntt  sposizione  Ci.  t.  109. 

3C  nella  prtsmt€  opera  ...  sì  trattasse C  t.  i.  ti». 

io,  che  nella  prtstnU  scrittura  tengo  luogo  .     .  .     .     .  C  i.  a.  5. 

li  cessa  per  Io  pnstnte  di  me  parlare C  i.  a.  lai. 

per  fare  più  ornato  lo  suo  prtstnU C  ì.  3.  ss> 

che  .  .  .  dia  nella  pnstutt  opera C.  L  4.  zoa. 

il  pnstnU  comento  non  sarebbe  stato C  ì.  6.  t. 

non  intendo  al  prestnU  mostrare CL6.  9i. 

di  dò  farò  al  prtstnt*  speziale  Capitdo C  i  io.  107. 

del  quale  al  pnscnit  si  tratta Cn.4.  79. 

non  è  al  pnsrmtt  da  trattare Cii.4.  loo. 

del  terzo  cielo,  del  quale  al  ^fturM/tf  intendo C  ii.  4.  los. 

quello  che  al  pnsetUt  n*  è  mestiere C  ìì.  4.  loj. 

queste  bastino  slÌ prtsrnit C  ii.  5.  III. 

m*  ha  tratto  neUa  prtsenit  condizione C  ii.  7.  46. 

perciò  dico  al  pn&tntt C  ii-  la.  ai. 

quello  eh'  *  dinanzi  agli  occhi,  cioè  il  prtstnU C".  iil.  i.  80. 

conoscer  si  può  la  sua  ^nrsm/r  passione C  tii.  8.  8t. 

L'  ordine  del  prtstnU  trattato  richiede C  iii.  9.  t. 

poi .  .  .  si  tratterà  U  pirs*Mt*  allegorìa C  iiL  11.  19^ 

di  ragionare  per  la  pnstnU  sposìzione C  ili.  i a.  33, 

'  Quando  Dio  apparecchiava  lì  Cieli,  ìo  era  prtstnU  .  .  -  *  .     .     -     •  C  iii.  15.  16B. 

la  vera  sentenza  della /rr^s^tc/*  Canzone ^-  *■*-  >S-  ^9Ì- 

ài  dire  al  prtstnU  d'  amore C.  iv.  a.  a^. 

ciò  che  .  ,  .  porta  il  testo  del  prruntt  trattato C  iv.  a.  164. 

grande  . .  ,  opera  sia  per  le  mani  aìfirrstntt C.  iv.  3.  19. 

dico  per  rispetto  al  tempo  presente C  iv.  3.  40. 

più  volte  parve  le  braccia  di  Dio  essere  presenti C  iv.  5.  155, 

di  questa  significazione  al  prrstHte  non  s'  intende C  iv.  6.  36. 

quello  vocabolo,  del  quale  al  presente  si  tratta C.  iv.  6.  46. 

quel  fine,  di  che  ìl\  prtsente  si  ragiona C  iv.  6.  1^. 

Oh  miseri,  che  al  presentt  reggete C  iv.  6.  169 

alle  quali  si  conviene  al  ^rcsm/f  intendere C  ir.  ti.  5. 

la  disputazione  che  fare  s' intende  al  prtsente C.  iv.  la.  aio, 

disputasi  e  riprovasi .  .  .  per  la  presente  Canzone C.  iv.  13.  166. 

nel  terzo  Capitolo  del  prtsente  Trattato C.  iv.  16.  x8. 

alla  quale  intende  il  prtsente  processo C  iv.  16.  ioa. 

ciò  importa  il  testo /nsTH/r C  iv,  18,  5, 

cosi  termina  ...  questa  ^rcsTH/f  parte C  iv.  18.69. 

quel  seme  ...  del  quale  al  presente  si  parla C  iv.  ai.  79, 

vanno  al  monimento,  cioò  al  mondo  ^*Tsm/# C  iv.  aa.  163. 

alla  nostra  .  .  .  della  quale  al  presente  s'  intende C.  iv.  83.  6a. 

questo  basti  alla /rrs/H/r  digressione C  iv.  a3-  159. 

sopra  la  quale  al /rrjm/<  si  scrìve C  iv.  04.  8«. 

che  non  può  essere  nella  presente  età C  iv.  S4.  168. 

perocché  lungo  è  stato  il  Capitolo /t/V3m/r C.  iv,  34.  184, 

verbo,  dico,  indicativo  del  Umpo  pi  esente C  iv.  «5.  las. 

il  testo,  che  tù^  presente  è  ragionato C.  tv.  a6.  145. 


517 


PRESUMERE 


presepio,     a  quel  che  giacque  Neil*  espcro  prtMpto    .  S.  P*  ^»**  47. 

prcSHX     Canzone,  prtiso  di  qui  è  una  donna Can».  x.  148. 

Quando  son  presso^  parmi  udir  parole  Dicer     .     .  Cans,  xi.  41. 

i  suoi  begli  occhi  .  . .  Guardcrrì  prtssc  t  fiso Catta,  xii.  76. 

Perocché  ...  è  più  pnsso  al  terminar  de*  guai Cnmm,  xiii.  56. 

Ch'  Amor,  quando  si  pttsso  a  voi  mi  trova K  ^.  14.  85  (Son.  vìi.  7). 

E  quand'  io  [quando]  vi  %on  pftsso  [,  sento  Amore]  .     .  K  ^.  15.  30  {Sotu  viii,  3),  46. 

Tal  che  starai  pur/rruo  a  San  Simone .Som.  liii.  5. 

pmt&re.     Piacemi  di  /rrs/<irv  ...  A  questa  penna  lo  stancato  dito .     .     Som.  xxxiv.  7. 
presto.     ConvcrUmi  al  ben  Girc/rvsto^fVvA», 5.  P.  vi.  X7  (to). 

Come  lo  fummOf  pnsto  son  mancati 5.  P.  ci.  B. 

E /fvsto /nRsto  eaaudimi,  Signore 5.  f  .  cxhL  35  (Au). 


presente,     sì  richiede  .  .  .  buona  conoscenza  dcUc  pnunli     .     .     .     .  C  iv.  97.  45. 

basti  qui  al  prtsnttt  .  .  .  aver  toccato C  ìv.  «7.  Ica. 

questo  basti  al  pwnsenU  alla  prima  quisltone C  iv.  39,  84. 

preaeoJEa.     poiché  tu  non  puoi  la  BUAprrstnaa  sostenere F.  ?V.  18.  «5. 

non  solamente  nella  sua  prrMnsa,  ma»  ricordandosi K  A^  87.  41. 

la/nrsTNJd  oltre  la  verità  strìnge C  i.  3.  48. 

ÌAprrUMM^  ristrigne  per  opposilo C  i.  4.  5. 

U/ntsmaw  fa  la  persona  di  meno  valore C  i.  4.  9. 

nella  ^rvarnjd  si  discorda  lo  imperfetto  giudìcio C  i.  4.  39. 

la^MOtfMM  ristrigne  I*  una  e  1*  altra  qualità C  i.  4.  35. 

la  prwttnMa  ristrigne  lo  bene  e  lo  male C  i.  4,  57. 

Le  quali  coae  la  fama  non  porta  seco,  ma  la  pmmsM C  i.  4.  76. 

la  sua  prtMnaa  dare  a  pochi C  i.  4.  83. 

la  pmtnaa  ristrìgne  il  bene C.  i.  4.  91. 

Tnuinutasi .  . .  siccome  alla  pfwunaa  del  sole  ...  e  alla  pftatHtm . . . 

è  tanto  pieno  di  lume ...  C.  iìi.  9.  il6|  117. 

yftvo  Mf /arsa  ciò  che  vedea  nella  sua ^firsnud.     .                      -     .     .  C  iii.  10.  ta- 
le menò  .  .  .  nella  ^nrsntad  dclli  due  pcllep'ini C  iv.  95.  83. 

quando  tu  se'  pnuo  di  questa  donna K.  ÌV.  15.  6. 

quello  che  mi  addiviene  prrsso  di  lei  . K.  iV.  15.  a6. 

di  gire /rv«5o  a  questa  donna ......  K.  iV.  15.  44. 

quello  che  m'  addiviene  per  andare  pmao  di  lei K  N.  15.  46. 

quello  che  ...  mi  dice  quando  le  son  prtsao K.  M  15.  50. 

Ed  io  passando  prato  di  loro    ..,...,.  K.  iV.  18.  8. 

donne  anche  pasaaro /rvwo  di  me V.  N.  aa.  41, 

Queste  donne  andaro  ffU»o  di  nw .  V,  N.  34,  a^ 

quando  ella  fosse  ^mio  ad  alcuno .  K  M  *6.  7. 

tanto  distretto  .  .  .  che  nullo  piu/vrsso  1'  era  .     .  .  K  JV,  33.  6. 

quant'  ella  t  pìb  prnso  ad  caso      .......  .     .  C  ii.  4.  63. 

quanto  più  è  nmou  e  pili  prt$so  al  poto ....  C  ii.  4*  65. 

quanto  il  ciclo  è  più  prtsso  al  cerchio  equatore  .  C  iì.  4.  69. 

quanto  pi<i  sono  ^nrjjo  a  questo  cerchio  .     .  C.  iJ*  4>  77< 

è  più  nobile,  quanto  è  più  presto  di  quello  ...  .     .  C  il.  4*  M. 

qualvolta  più  ci  è  pnsto .     .  C  il.  7.  105. 

quello  che  ha  figura  di  pntao  che  F^ena  Luna  .  .  ,  ,     .  C  iv.  t6.  ^a. 

non  comincia  dal  .  .  .  ma  proso  a  otto  anni  dojx)       ......  C  iv.  «4.  46^ 

quando  viene  pretto  al  tuo  porto .  .  C.  iv.  oB.  go. 

chi  tiene  la  citara  in  casa  per  /ffvvMrla  C.  i.  9.  94. 

che  alla  Gioventute^nrj/ii  la  nobile  Anima C  iv.  «7.  4. 

presumere,     oh  .  ,  .  bestiuole  .  .  .  che  prenvmei*  .  ,  ,  parlare      .     .     .  C  ìv.  5.  74. 

chi  ^rsasiisMirà  dì  le  parlare  F      ....  Civ.  5.140. 

e  non  pwmttmtewn  contro  alla  T.  iv.  8.  jB,  40. 


PRESUMERE 


prete.     Solo  a' ^«/i  pertien  volger  lai  ruote P. /".  141. 

prezzare.     Cotanto  del  mio  mal  par  che  si  prtsài Cénta.  iij.  ^  ^*' 

Che  .  .  .  Cotanto  lode  quanto  bìaamo  prtMta Gm#.  xix.        — ^  1^  J 

Cf.  pregiare.  fl 

pria.     E  certo  e'  [ni  convìcn  lasciare  in  pria C.  iti.  Onta.  ii.  9  ;  x  9  ;       «     «  '1  ^-  ^^ 

Di  trarlo  fuor  di  mala  scita  in  pria      ....  Con*,  ir.  7-^"        —  T9- 

Ritrova  X  Amor  pna K  iV.  la.  88  (Baff.'^N  —iHÀ»! 

che  m*  asciuga  .  .  .  pria  che  sia  spenta Bmff.  iti.  9.     *^?  9> 

prigione,     per  lor  trar  dalla  prigion* P.  F.  ^  *^    ■ 

prima,  adv.     Chi  dì6nisce  .  .  .  Prima  dice  non  vero  .     .     .     .  C  ìv.  Cmiu.  tiL  49  ;  ik:        7    ;  iff 

Che /^NA  pone  *1  falso .O  ir.  Caiu.  x     .^  n,  olì 

non  prende  guerra,  Prima  che  .  .  .  vincer  prove .......  Gma.  ix.  8  ^^     -^^'  Bt. 

Prima  con  lei  t*  arresta.  Prima  a  lei  manifesta  Quel  che  tu  se',  e  .  Cohm^x.  15S-S.  ^    tS5i  * 

m*  avrà  chiuso  Prima  che  1  colpo  sia  disceso ........  Cams.  xìL  ».     .ssii.  5*. 

presumere,     che  piuttosto  è  da  presumer*  V  una  venire  dall'  altra   .     .  C  ir.  18L  3^^     wCl  33. 

prestintuoso.     a  me  pare  prtsuntnoto  a  giudicare C  ii.  6.  15   ^  ^      iji. 

avviene  che  r  ammonire  pare /nr5tiN/HDJo C.  iì.  ta.  3^^^      «^Sl. 

che,  perchè  .  .  .  facesse,  presuntuoso  sarebbe  a  ragionare .     .     .     .  C  iii.  4.  soi^  x        tor. 

che  1*  uomo  non  dee  essere  presuntuoso  a  lodare C.  iiì.  io.  7^      — ^3l  ^^. 

Certo  nullo,  quanto  vuole  sia /^rrfwn/tKUO C  ir.  14.  is       _.^  m, 

cbt  sono  molti  tanto  presuntuosi^  che *  C  iv.  15.  iz        — ^>  Ur, 

Sono  molti  tanto  di  loro  ingegno  y^r<riwM/wo5i  che C  ir.  15.  IK       — ^  i«S^ 

presunzione,     manifesta  I*  anima  ...  la  pnaunaiont  loro  pericolasi 

essere  stata C.  ii.  tOw  7;V      75. 

Maledetti  siate  voi  e  la  vostra  presunsione C  ir.  5.  ft^\^'       7^  M 

presupporre,     nulla  scienza  dimostra  lo  proprio  suggctto,  ma  prtsup-  f 

/•o»/ quello Cu.  14.1^       ~-ia 

prete,     però  disse  bene  il  prete  allo  imperadore C  ui.  4.  7  ^-         j^ 

parole  .  .  ,  scrìtte  .  ,  .  come  nella  risposta  del  prtU C  ìiL  4*  8*^^     41 

pretesto,     sotto  pretesto  di  consolazione  scusasse C  L  a.  9JIL  '^U7^ 

sotto  pretesto  di  perfciione  ...  si  nasconde C  ir.  la        1.  /^ 

e  sotto  pretesto  d*  amistà  chiude C  ir.  xs.        _.  a^. 

pretore,     scr  Manfredi .  .  ,  che  ora  Pretore  sì  chiama C  ìv.  39.    -m.  tj. 

prevaricazione,     per  lo  peccato  della  prevaricaeione  del  primo  uomo  .  C  ir.  5.  aci      j& 

prevedere,     la  speranza  del  preveduto  desiderare «C  ìii.  74  ^  13^ 

preziosissimo.     Mente^  che  t  quel  fine,  e  preziosissima  parto      .     .     .  C  ili.  au  .  isfi> 

prezioso,     fanno  .  .  ,  preaioso  quello  di  Provenza C.  l  11.  m 

hanno  a  vile  questo /^nraiVuo  Volgare C  i.  it.  1^         i4** 

quello  che  £  pìù^nraroio  a  chi  lo  riceve;  e  nulla  cosa  è  Unto  ^naiÒM  C  i.  13.  U.m^ 

lo  agricola  aspetta  lo  presioso  frutto C.  ir.  a  V^        ^ 

li  pesi  dell'  oro  ...  e  le  pietre  .  .  .  preaiost  perìcoli C  iv.  li—     ^  3^ 

acciocché  .  .  .  più  preetoso  da  lui  si  porta C  ir.  ja«      ^  •* 

prezzo,     chi  tiene  la  citara  in  casa  per  prestarla  pcr^**p     .     .     .     .  C,  i,  9.  tm-a^^i        \ 
C/.  pregio. 

priego.     quella  dove  e  pritghi  si  spendono C.1,8.1    ^^^'^ 

C/.  prego. 

prima,  adv.     quando  .  . .  apparve  prima  la  gloriosa  donna     .     .     .     .     K.  V^,  a  ^ 

awegna  eh'  io  fossi  altro  che^nma K.  A'.  14*-^ "^ 

questa  donna,  che  mi  avea /rima  parlato K.  ,V.  iB-^^*  17- 

dico  come  ...  e  prima  come  sì  riduce  in  uomo K  .V.  to^^^  ** 

'  Primavera,' cioè  */nma  verrà' y.ff.^m^ — S^ 

A  cotal  cosa  dichiarare  . . .  prima  t  da  intendere K  A',  r^    -  ^ 

che  apparirono /nma  questi  poeti  volgarì  .......  K,  tV.  »^^-ja. 

Onde  pritna  dirò  come  ebbe  luogo V.  N.  j^^-  3S- 


5>9  ^^^^^^  PRIMA 

prima,  odo.     Prima  che  ']  suo  maggiore  unico  provi Cam*,  xvi.  35. 

Come  Aau>r  prima  ...  La  vide  in  parte CffMA  xx.  87. 

con  gli  occhi  molli,  Che /nma  furon  folti Cmw.  xx.  57. 

litorneranno  i  fiumi  .  .  .  Prima  che  .  .  .  S*  infUmmt Sf^,  i.  3». 

Però,  \'irtti,  die  sei  prima  che  tempo,  Prima  che  moto  e  che  seiuibìl 

lu« Séti.  ii.  49,  so, 

prima,  at/v.     !■  dividerò /nww  eh' io  la  scriva K  TV.  3».  13. 

Prima  dico  la  cagione      -     .     ,     ,     . K.  TV  3».  a8. 

colle  quali  appane  ^nma  agli  occhi  miei K  iV.  40.  6. 

in  che  prima  la  vidi K.  W.  40.  8. 

prima  che  partisse  quella  »...  C.  i.  3.  5. 

qui  piace  toccare;  e  prima  ^  perchè .     .     .  C  t  3.  46^ 

da  quella  è /n'wa  partorita  .     .     .     ,  C  i.  3.  $?. 

Quella  mente  che  prima  la  partoriate ^^3>54< 

cJù  che  ^MM  udito  hanno C  ì.  4.  3*. 

dispregiano  la  persona  prima  pregiata   ..>..,....  C  ì.  4.  34. 

Moftsìini  prima  per  niagnillcarc  lui •Ci.ro.  41. 

che  . .  .  é  prima  nella  mente  che  alcuno  altro C.  t.  la.  41. 

quello  che  è  vAo  prima  in  tutta  la  mente C.  i.  19.  55. 

DÌKQprimMj  eh'  io  ...  ho  ..  .  ricevuto C  i.  13.  B. 

prima  che  venga  la  prima  vivanda C  ìi.  t.  1 1. 

se ^ni'iHtf  non  si  viene  al  di  fuori C.  ìi.  i.  74. 

senta /^nma  venire  alla  litteraJe .     .     .  C.  ii.  I.  76. 

sema  prima  essere  disposto  il  soggetto C  ii  x.  Sa. 

se  la  materia  .  .  ,  non  è  prima  digesta    ...  .     .     .     .  C,  ii.  t.  85. 

se  la  materia  .  .  .  non  è  prima  disposta C  ii.  l.  M. 

impossibile  è  pnma  venire  alla  conoscenxa C  ii.  x.  9M. 

9c  prima  non  à  fatto  lo  fondamento C  ii.  1.  96. 

all' altre  venire /rÙNA  che  a  quella C  ìì.  1.   ioa. 

9t  prima  lo  litleralc  non  fosse  dimostrato  .     .     .     .     .     .     .     .     .  C  Ìi.  1.  si9. 

ragionerò /^fima  la  HtteraU  sentenza .     .     .  C  ii.  x.  lax. 

Primta  che  questo  nuovo  amore  fo»e  perfetto C  ti.  9.  97. 

cooviene  pnma  conoscere  le  sue  parti C  li.  9,  50^ 

E  prima  dirò  del  ciclo C  ii.3.7. 

prima  dee  quello  retraere  a  chi  gliele  fa C  li.  7.  34. 

chi  in  prima  .  .  .  narro  la  qualità •     •     •     .  C  ii.  8.  7. 

pcrò^mrt  quello  che  dicea  la  parte C  ìi.  6.  ix. 

primm  si  conviene  dire C  li.  9.  6. 

ragionevole  fu  pt^ma  dire  e  ragionare »  C  iL  9.  17. 

e  quello  di  prtma  fosse  amore C  ii.  9.  95, 

prima  brevemente  manifcato  la  cagione C  ii.  io.  6. 

colui  di  cui  prima  detto  avea .  C  ii.  10.  79. 

Il  dicitori  che  in  prirma  usarono  di  farla ....  .     .  C  ii.  19.  9. 

Prittrn  ;  perocché  ...  e  poi  ;  perocché ■  .     .  C  ii.  fa,  48^ 

avvegnaché  duro  mi  foosc  prima  entrare C.  il.  13.  ìq. 

E  prima  del  teno  ciclo C.  li.  13.  74. 

prima  si  vuole  vedere •     .     .     .  C.  li.  14.  9. 

é  da  vedere  prima  la  comparaiione C.  li  13.  (5* 

prima  si  tocca  la  ineffabile  condizione C  iii.  9.  4. 

non  si  prende  dì  ciò  piU  intendimento  che  prima     ......  C  ìli.  9.  8f. 

che  prima  la  predica  degli  uomini C  iii.  a.  (43. 

Le  eorpora  compottt  prima  ,  ,  .  hanno  amore CiU.5.t4. 

Le  piante^  che  sono  prima  animate    . .  C  liL  3.  at. 

che  pnma  vede  le  coac  prossime  chiaramente      ...  C  iti.  3.  t  to. 


PRIMA  ^^^^^^^^^  5^0 

prima,  adv.    Ond'  è  buto  chi  prima  U  vide K  M  ai.  C9  {S-on.  xi  zi). 

Che  sentir  ^'fPM  questo  ^ran  valore Som.  zxvii.  11. 

il  di  eh'  io  vidi  in  prima  La  luce  de* Son-  xxxiit.  t. 

Un  popolo  miglior,  che  quel  di  pn'm^i .  5.  F.  ci.  7^ 

Non  priwHa  V  un  che  I'  altro  fosse  figlio P.  F.  78. 

prima*  aJv.     Prima  dico,  che  per  lo  mondo  io  non  intendo     .     .     .    .  C  iìL  5.  at. 

in  questa  parte  printa  comincio C  iìL  6.  ^ 

E  prima  la  commendo  secondochè .  C  iii.  7.  4. 

Dunque  àìco prima:  InltidiscnuU C  iii.  7.  io. 

eprimay  com'  ella  £  utile  all'  altre  donne C.  iii.  7.  149. 

Prima  V  Amore  dell'  Anima CiiLB.  1x5. 

poiché  le  due  parti  .  .  ,  prima  sono  .  .  .  ragionate C  iii.  9.  3. 

eh'  io  prima  che  alla  sua  composizione  venissi . .  ,  feci      .     .     .     .  C.  iii.  9.  & 

che  prima  sì  propone  a  che  la  scusa  fa  mestiere C  iti.  9.  •4. 

Dico  adunque  in  pritpta C.  iii.  9.  31. 

pritna  che  pìù  olire  si  proceda C.iii.11.  14. 

E /nmd  dirò  chi  questo  nome  ^rima  diede CÌìL  II.  19,00 

anni  .  .  .  prima  che  *1  Salvatore  venisse C  iii.  ix.  «5. 

di  quella  amislÀ  gnu  cose  prima  considera C  iiù  xa.  S5. 

lo  quale  ...  si  prima  e  poi  tutti  i  corpi . . .  allumina C  iii.  la.  55. 

cosi  Iddio  Sé  prima  .  .  .  allumina C  ììì.  la.  57. 

si  discende,  prima  dalla  parte  delP  anima C.  iii.  14.  3. 

da  queste  Intelligenze  prima  illuminate C  iii.  14.  37. 

conviensi  quella  partire  phma  in  due  parti      . C  ii*.  a.  4. 

è  numero  di  movimento  secondo  prima  e  poi  ........  C  iv.  a.  49. 

in  questo  proemio  prima  si  promette C  iv.  a.  laa. 

che  ^nmA  ai  riprova  il  falso C  iv.  a.  xai. 

qui  prirtta  sì  promette  di  trattare  del  vero ,     ...  C.  ir.  a.  131. 

nel  trattalo  prima  si  riprova  lo  falso C.  iv,  a.  135. 

Aristotile,  che  sempre  prima  combattéo C  iv.  a.  139, 

E  prima^  della  Imperiale  Autorità  sapere  non  si  può C.  iv.  3.  71. 

li  sette  regi  che  prima  la  governarono C.  iv.  5.  89, 

qui  è  prima  da  vedere C,  iv.  6^  8. 

prima  che  a  riprovare  .  .  .  proceda C  iv.  8.  aS. 

prima  mostrerò  me  non  presumere C.  iv.  8.  38». 

prima  è  da  vedere  che  è  RevtrrMsa C.  iv.  8.  99, 

prima  si  riprovano  le  divimw C  iv.  io.  19. 

conviene  essere  ^'ma  quella  ...  in  quello  essere C.  iv.  io.  81. 

se  intenzionalmente  non  si  facesse  pritna  tale C  iv.  io.  108. 

in  tre  cose  .  .  .  pnma^  nello  .  .  .  loro  avoenimtnio     .     .     .     .     .     .  C  iv,  ix.  33, 

prima  eh*  io  ciò  dimostri,  i  da  dichiarare C.  iv.  11.  3& 

quelli  che  prima  morire  vorrebhono  che  ciò  fare C  iv.  xx.  t^. 

cose  ciht  prima  non  mostrano  i  loro  difetti C  iv.  xx  19. 

la  qual  y^'md  senza  loro  non  a*  avea C  iv.  la.  54. 

ma  prima  è  da  vedere , C.  ìv.  xa.  130. 

il  sommo  desiderio  .  .  .  e  prima  dalla  Natura  dato C  iv.  xa.  X39. 

perchè  la  sua  conoscenza  ^liima  è  imperfetta C.  iv.  xa.  X57. 

però  da  quelli  comincia  ^'ma  a  desiderare     ........  Civ.xa.i60k 

che  T  minimo  li  copre  ^'ma  tutti C  iv.  xa.  173. 

in  prima  si  riprova  ciò C  iv.  14.  8. 

che  uomo  prima  villano,  mai  gmtHe  uomo  dicer  non  sì  possa .     .     .  C  ìv.  14.  ai. 

che  .  .  .  verrebbe  ^nma  il  generato  che  M  generante     .     .     .     ,     .  C  ìv.  14.  iia. 

prima  sarebbe  stata  in  lui  che C  iv.  14.  xa& 

A  .  .  .  entrare  ...  è  prima  da  vedere     ..,..••...  C  iv.  x6.  35. 


5ai  ^^^^^^m  PRIMO 

prima,  ativ.    Prima  contrìzìon  quella  è,  che  strutA P.  F.  106. 

Prima  à  Superbia  d'  ogni  mal  radice P.  P.  184. 

primavera.     Piacente  primavera  .  .  .  Vostro  fin  pregio  mando     .     .     .     Bai/,  tv.  a. 

Amor  mi  disse  :  Questa  è  Primnifra K  JV.  34.  6a  {Seti.  xiv.  13). 

Però  che  '1  dolce  tempo  ...  Di  primavtra  .  .  ,  viene San,  xJii.  io. 

primieramente,     fu  fatta  ancella  Della  tua  podestà  primùranteHtt  .     .     Canm.  ìz.  19. 

|n~ixnlero.     Ed  una  ne  venia  quasi  primiera Som.  xxìx.  3. 

(i) Civ.  CiMJ.iÌi.  ia6;  Som. xxviìL  II  ;  ^.  P.ci.  39; /*./*.  155,  flto. 


prima«  aJv.     vedere  si  convenìa,  pritna  che  ...  si  procedesse     .     .     .  C  iv.  16.  119. 

utili  a  vedere  prima  che  ...  li  procedesse C  iv.  f  7.  3. 

perocché  una  cosa  avuta  prima  e  per  wt C  iv.  iB.  17. 

ambedue  avrebbero  quella  cosa  prima  e  per  tè C  iv.  16.  ai. 

da  ridurre  ad  essa,  pritna  che  ad  altro  terzo     ........  C.  ìv.  18.  56. 

da  chiarire  è  ...  e  prima  per  modo  nalurale C  iv.  az.  7. 

In  ^'md  è  da  sapere  che  r  uomo. C  tv,  ai,  9. 

cosi  mal  può  ire  .  .  .  chi  prima  non  1*  avvita C  iv.  aa.  16. 

che  la  nostra  Beatitudine  .  .  .  prittta  trovare  poterne C  iv.  aa.  303. 

appretta  . .  .  d'  ogni  parte,  cioè  di  prima  e  di  poi  .    .     .  C  iv.  93.  148. 

■i  dice  MMwa  Ttraa,  prtma  che  suoni .     .  C  iv.  33.  153. 

SocratCf  quando  pt^ma  lo  vide C  iv.  24.  6t. 

eh'  egli  dubitò  prima  di  diccre  ...  e  ancora C  tv.  «5.  iti. 

perocché  prima  conviene  essere  perfetto     .....  .     .     .  C  iv.  a6.  06. 

prima  aè  sempre  che  altrui  offende C,  iv.  37.  56. 

lo  suo  popolo  ristorato  gli  fu  maggiore  che  primut C  iv.  87.  168. 

questa  bianchezza  é  piti  nelli  grani  prima C  iv.  39.  106. 

prima,  ».     queste  ore  usa  la  Chiesa,  quando  dice  Primm C.  ìii.  6.  ai. 

prlmaio.     come  U  prttttaui  £  vera  fìlosolìa  in  suo  euere C  ìii   zt.  t6i. 

primamente.     Che  primamtmtt .  .  .  non  era  woggttto C  i.  5.  45. 

Primatuentt,  perchè  la  virtù  dee  essere  lieta C.  1.  8.  47. 

ouclla  gentil  Donna  .  .  .  apparve  primammié  ...  ....  C  li.  a.  10, 

£  adunque  da  sapere  ^mfMfN#>(/# .      .     .  C  ii  5.  5. 

come  questa  Donna  é  primatnentt  di  Dio C  ìii.  13.  71. 

Dico  che  .  .  .  priHtaittfHU  sì  può  notare       C  iv.  11.  51. 

questo  è  quello  che  prtmaménU  à  cerca C  ìv.  16.  97. 

l.e  quali  la  nobile  anima  ...  ad  essa  primammi*  intende .     .     .     .  C  Iv.  95.  146. 

primavera,  Pris     salvo  che  .  .  .  imposto  1'  cm  nome  Px/M^rx*^    .     .  K  JV.  34.  «a. 

Quella  prima  è  nominata  PritHovewa  solo  per K  AT.  34.  «8. 

*pKtuAyFKj,  cioè  *  prima  verri* .  K  M  04,  ji, 

tanto  è  quanto  dire  Priwitmvrrm  .......  -  K  /V.  34.  35. 

la  beltà  di  quesu  AiMowm  gentile f-'.  A'.  34.  48. 

una  rondine  non  fa  pnmavtra C  ì.  9.  6a. 

nel  principio  della  primavtra  C  iv.  a.  54. 

si  fiinno  .  .  .  ncir  anno,  in  Primavera C  Ev.  33.  laft. 

primieramente,    da  due  macole  mondare  intendo  ^miframniar     .     .  C  i.  a.  7. 

in  quanto /nmilmzfN#N/f  si  considera C  iU.  Z3.  4. 

la  elezione  .  .  .  convenia  primieramente  procedere     ......  C.  ir.  4.  93. 

prima     K.  A^.  3.  18,  64, 90,  98  ;  7  39  l  B.  19.  35.  36.  66  ;  9.  58  ;  la,  las  ;  13.  5Z  ;  14.  19  5 

<5-43.5o;  «6-6;  »9- 93» 98. 99.  <"3»  "8,  "96;  »a»8,  3«(*")j  ai.a4t34f35t 
49  ;  aa.  61,  66,  83  ;  «3.  aig,  »i8,  319,  a»9  ;  «4.  19.  38,  34,  45,  64,  75  ;  35.  4», 
43,  76.  Ila;  117.  b8,  35;  39.  15;  30.3,5,6:  31.  aa;  33,  (6,  ao,  ai,  39;  33.4, 
91  ;  34-  »o  ;  35.  «3.  "41 37  :  38-  »7  ;  99-  5*  ;  4«-  M  ;  C,  i.  «.  a.  30,  39.  40  ;  »- 
»<3;  3-63,69;  4.  16;  7.  los:  8.  zi;  9.61  j  le.  6,  14,  153;  «3.95;  13.  17, 
s6;  ij.  I.  ZI,  14,  108;  a.  60  v6m\  66;  3.  3,  4>  ;  4*  ih  *o<  34i  30:  5>  >3  ì  6. 
ai  tbùì)t  44f  46,  47*  49*  63.  64,  8q,  isq»  149  :  7-  3t  68,  (09  ;  8.  s,  8»  16  ;  lo. 


PRIMO  ^^^^^^^^^  532 

primo  (a).    Cooqaeror,  cor  iimtc,  de  te  ^'mo dm'.  xxL  14. 

principalmente.    Dico  eh'  ogni  virtù  pnneipalmtnt*  [Viene] ...      C  iv.  Cam»,  SL  81  ; 

3.  it  ;  x6.  »o;   17.  é^ 

primo.  31  ;  1 1.  IO  ;  la.  70,  71  ;  13.  s,  54  :  U-  «a.  »7»  5».  55.  ^»»  M5i  »6o,  169  ;  15, 

a,  34,  42»  8»,  laa  ;  t6.  13,  61,  100,  104  :  m.  i.  85,  loi  {bis),  X05  ;  a.  1,  «6, 
53;  4.  134;  5.  »,  6,  II,  49,  119,  134,  t39,  145;  6.  J31  ;  7.  18,  63;  a  144, 
179;  9-  156  ;  "■  381  37»  58;  la.  1.  18,  36,  38;  13.  3a,  93,  98;  14-3»»  4^; 
15.64,  114,  130:  iv.  1.64;  a.  s  IO,  11,  i6i  ;  3,  5,  34*  as,  30,  31,  49.  63;  4- 

»JS;  5-  «9- 84,99»  >«>;  6.81.84,99,110;  8.9;  9.36.3*;  10. 39, 30^64, 9<: 

«a.  13,  17.  37  ;  13.  74  ;  15.  27.  a8,  5»,  73,  85,  1*4,  147»  »6fl  ;  16.  93,  aS,  99, 
59;  »7'  30»  75;  >9*  8*  <5;  ai.  ae,  48,  118  ;  aa.  15;  33.  11,  17.  31.  119.  '35. 

150;  34.  3,  11,98,  ioa,  116,  119,  141  ;  35.  10,  61,  79*  95  ;  a^  Ir  <7  ;  «^37» 
84,  100;  30.4.6,  41. 

prlnx^enlto.     della  gente,  che  fanno  ti  prùmogtnifi  succedere     ,     .     .  C  i.  xa.  57. 

principale.     Questo  sonetto  ha  due  parti  priMcipali K.  iyT.  7.  38. 

al  prittcipale  inlendimcnto  tornando .     .  C.  Ì.  a.  86. 

si  verrà  lievemente  al  prinàpaU  proposito C.L4.7. 

Per  che  si  conchiude  Io  pHudpaU  intendimento ,  C  i,  5.  X07. 

non  conoscendo  il  pntta'pak .     .  C  i.  6.  6x. 

Tornando  adunque  al  priucipaU  proposito C.  ì.  9.  aó. 

contenuta  da  tre  parti  >>nnaj\3/i C  ii.  a.  59. 

quando  partlo  le  parti  prinàpaii  di  questa  Canzone C  ìì.  ta.  3. 

pone  mano  ài  ptincipaU  intento Clilt.4.  09. 

la  prima  parte  pnHópcU  di  questa  Canzone C  iìi.  4.  135. 

della  prima  parte  della  seconda  parte  ;^rùf<T^^aJ4r C  iii.  6.  133. 

la  seconda  parte  della  seconda  parte  pnndpait C  iii.  7.  i8a. 

cosi  termina  tutta  la  seconda  parte  pnmipait C  iti.  8.  aia. 

di  trattare  del  vero,  siccome  principaU  intento C  iv.  a.  133. 

partire  si  conviene  per  le  sue  parti  ^n'Hq^oA' C  iv.  3.  4. 

è  manifesto  il  ^n'ifq^/f  intento      ............  C  iv.  6,  155. 

questa  Canzone  ha  tre  parti  prtMcipati Civ.  30.  3. 

della  terza  parte  prinóptU*  ...  é  da  ragionare C  iv.  30.  1 1. 

prindpalissimg     la  sua  considerazione  prindpmiissima  è C  ii.  Z4-  137. 

siccome  Am  priHcipaiissima  parte  .  .  .  dipende C  iii.  15-  37. 

prina'paltsstmo  fondamento  della  fede  nostra  stano C  iii.  7.  i6a. 

principalmente,    prindpaitntnif  onerata  dalla  buona  operazione    .     .  C.  i.  3.  49. 

amore />n>«ìj&aym#'if/r  muove  r  amatore C  i.  10.  30. 

]>erocchè  a  ciò /nN(-i]pa/m«Hi!r  intende C  ii.  14.  118. 

che  sono  quasi  prindpalmtntt  vapori  del  cuore C  ìi.  14.  189. 

Questa  Canzone  priMàpalmntte  ha  tre  parti C  iii.  i.  loow 

dove  prindpalmctUt  é  da  vedere C  iii.  a.  Z5. 

che  V  AnimA  priMdpalmfHU  ha  tre  potenze OiiLa.  85. 

di  costei  .  .  .  nella  quM^c  pdndpalrftfnie  s'  intende     ......  C  iii.  4.  05. 

al  trattare  lo  vero  s' intende />rtMrt]^»tfn/« C  iv.  a.  lap. 

non  da  forza  fu  prindpaltMnU  prcsu C  iv.  4.  ila. 

In  che  due  cose  pnndpal*n4nU  s'  intende C.  iv.  17.  1^ 

distingue  in  sé  che  ama  pHndpalnwnU C  iv.  aa.  Tm. 

amando  ^  pHndpaìtntnU  .  .  .  manifesto  è Civ.  aa.  77. 

qui  pdndpaltntnU  si  vuole  sapere Civ.  30.  x6. 

principato,    eh'  è  a  dire  tre  Prindpati  santi  ovvero  divini       ,    ,     .    .  C  ii.  6.  40. 

poi  li  PriHdpafi;  e  questi  fanno  la  seconda  Gerarchia C  ii.  6.  s^ 

conviene  .  .  .  esser  Monarchia,  cioè  uno  solo  Prindpato     .     .     .     .  C  iv.  4.  35. 

pere,  perocché  pere  lo  prinapato C  iv.  9.  99. 

prìncipe,     ond*  io  ...  scrissi  a' ^n'Ha/i  della  terra K  W.  31.  6. 


533  '  PRINCIPIO 

principio,     voglion  che  di  Gentilezza  Sin  priiie^io  ricchezza  .     .     ,     .  C.W.  Camt.  in.  t?. 

Che  dal  principio  eh*  al  corpo  si  spK»a,  La  mostra C  iv.  Cana,  iii.  133. 

Licva /nMa/rb  della  tua  altezza Cdru.  ix.  49. 

Traggc  ...  A  sé,  come  a  principio  e*  ha  possanza Baii.  vii.  8. 

principe,     questi  nobili  sono  Principi,  Baroni  e  Cavalieri C".  i.  9.  35. 

coQviene  . .  .  tutta  la  terra  .  .  .  luio  Principe  avere C  iv.  4.  36. 

r  Autorità  del  Romano  Pnncipt C  iv.  4.  85. 

è  Uonarchia,  cioè  tutta  ha  uno  Principe C.  iv.  5.  99. 

alla  voce  d*  un  solo  principe  ...  fu  ordinato C.  iv.  5.  63. 

insino  a  Cesare  primo  Principe  sommo C  iv.  5.  loo. 

filosofi  .  .  .  delli  quali  .  .  .  principe  fu  Zenone C.  iv.  6.  84. 

di  questi  fu  .  .  .  principe  uno  filosofo C  iv,  6.  99. 

tcm  ...  li  cmì  principi  <\a.  mane  mangiano C  iv.  6.  175. 

la  terra  .  . .  H  cui  principi  cibano  ...  a  bisogno C  iv.  6.  178. 

dico  ...  a  voi  altri  principi  e  tiranni C.  iv.  6.  183. 

con  tutta  reverenza  e  al  Principe  e  al  . , .  parUndo C.  iv.  8.  35, 

•ono  .  .  .  suggetti  al  principe  e  al  maestro  di  quelle C  iv.  9.  97. 

al  ^nWi]^  e  maestro  dell*  arte  esser  si  dee  suggetto C  iv.  9,  fai. 

sono  meno  soggetti  gli  artefici  al  loro  ^n'Nnj^ C  iv.  9.  135. 

nella  prima  parte  dello  Reggimento  d*'  Prtnàpi C  iv.  84.  99. 

Cf.  prence. 

4**-  JLndplare.     principiando  ancora  da  capo,  dico C  ii.  13.  4. 

dal  quale  ogni  movimento  è /n'na/«a/o C.  iii.  15.  l6l. 

-ndpio.     quasi  àaì  principio  del  suo  anno  nono  apparve  .    '.     .     .     .  V*  N,  9.  13. 

questo  fu  quasi  il  ^n'ffn/fo  dell' amistà .     .  K. /\^.  3.  ioa. 

dico  degli  occhi,  che  sono  ^nwci^io  di  Amore  ........  K  A^.  19.  133. 

Io  sono  a  vedere  lu  ;^nnai/(b  della  pace .  K.  A^.  33.  67. 

comincnuido  dal  prinapio  . . .  dissi  loro K  A^.  23.  lao. 

eotal  modo  .  .  .  fosse  AaX  principio  trovato V,  Pf.  a^.  50. 

parla  .  .  .  nel  prinapio  del  libro  che  ha  nome K  A^.  35.  95. 

che  nel /fìMa/io  non  gli  convenisse  sospirare .  V,  N^  aò.  a$. 

lo  intendimento  mio  non  fu  da  ^nnrrjtt'o  di  scrìvere K  AT.  31.  16. 

nei  principio  della  Prima  Filosofia C.  i.  i.  i. 

ciò  che  si  promise  nel  principio  del  Capìtolo C  ì.  7.  104. 

siccoine  io  loro  ;>n>fn/(V  si  può  vedere 0.1.9.73. 

occupate  dal  prinapio  della  loro  vita  .     , C  ì.  f  X.  43. 

grida  Tullio  nel  prinapio  d'  un  suo  libro C  L  IZ.  94, 

dal  prinapio  della  mia  vita  ho  avuta C.  i.  13.  6cx 

costretto  da' /niia/ij  di  filosofìa C  ìi.  3.  4<iw 

che  ha  in  sé /^ntn/ib  di  questa  natura C,  ii.  6,  155. 

cb' è /yn'no)>f'o  dì  tutte  r  altre  persuasioni 0.11.7.57. 

u  lume  che  viene  dal  prinapio  della  luce C.  ii.  7.  94. 

Storne  dice  Orazio  nel  principio  della  Pottria CU.  14.  87. 

considerare  li  ^'10)^1  delle  cose  naturali 0.11,14.138. 

Pittagora  .  .  .  poneva  ì  /»rrHfT^/it' delle  cose  naturali  lo  pari  e  .     .     .  C  U.  14.  145. 

la  Fiorenza,  nel  ^'fn/>f'a  della  sua  distruzione C.  U.  14.  177, 

die  ...  il  punto  é/n'frt/<b  dì  quella C.  ti.  14.  aio. 

siccome  tra  ^Hci/;'c>  e  fine C  ii.  14.  ai4. 

cbe  da  perfettissimo  e  regolatisslmo  principio  viene C.  ti.  14.  049. 

narra  Ovidio  nel  ^n'Md/fb  del  secondo  di C  ii.  15.  54. 

te  quali  dal  prinapio  delli  sguardi  .  .  .  surgono C  ii.  16.  4?. 

nel  prinapio  della  Metafisica  pare  sentire C  ii.  16.  89. 

U  quale  è  prinapio  di  lutti  gli  altri C.  iìl  x.  36. 

che  in  principio  del  peccato  della  Natura .     .  C  iii.  4.  67. 


PRINCIPIO  ^ 

princìpio.     Adunque  dal  ^HMo^rb  deir  aurora  ...  Fin  «Ila S.  P.  c^^"^ 

principio,     sega  in  due  parti  opposile  .  .  .  cioè  nel  princiftio  dell'  Ariete 

e  nel  prinapio  della  Libra C.  UL  ^^"  ■  ^^* 

1'  uno   punto  è  1  principio  del  Cancro,  e  V  altro  è  il  principio  del 
Capricorno.     Perù  conviene  che  Maria  vcKg;ia  nel  principio  dell* 

Ariete C.iii.  5.  i^i  »  M*' 

questa  bontà  si  muova  da  semplicissimo  principio Cui,  ^  'S- 

Né  è  in  loro  il  principio  di  queste  operazioni C.  iìL       "7-  "3* 

perocché  di  lassù  è  il  s\xo principio C  lii.  7- 136. 

perocché  *I  principio  loro  ...  si  corrompe C  iiì.  —  ^- 173* 

il  prinapio  delle  quali  é  per  natura  del  passionato     .....  C  iii.  ^i^  175- 

alla  natura,  nclU  quale  è  \\  prinnpio  di  quelle .  C.  Ìii.  -^^1.  183- 

dov*  è  ta  sensibile  virtù  siccome  in  principio  fontale C  iii.  ^^^  86. 

ancora  dal ^nno^^o  ritornando,  dico C.  ìii.    .»^«-  *• 

dice  il  Filosofo  nel  prinapio  della  Fisica .     .     .  C.  ìii.    :^  X-  9.. 

quasi  dal  prinapio  della  costiturJone  di  Roma C.  iìL  ^  r-  9^ 

come  nel /nKo^w  delle  lode  ...  si  dice  ,     .     , C  ìii.    x^3-^ 

in  quanto  esso  è  nel  suo  fontale /riHn^o C  uL   m^^^  44. 

in  quanto  esso  è  per  lo  mezzo  dal^iiHa^ù  al  primo  corpo      .     .     .  C  ìiL  W-^*  4$- 

*  Dal  prinapio  dinanzi  dalli  secoli  creata  sodo  .  .  .  ' C.  tiL  Z  :4.  5S. 

nel  principio  del  Vangelo  dì  Giovanni  sì  può  . .  .  notare      .  C.  iii.   z-4'  A3> 

lei  essere  madre  di  tutto  qualunque />nHa]^ C  iii.  KS*  '27- 

dal  principio  essa  filosofia  parca  a  me  .  .  .JUra    .    .    .     .     .     .     .  CiiÌ.X5-  '^ 

una  Canzone,  nel  cui  principio  dissi .     ,     .     .  C  iv.  X-  7"^ 

liei  principio  della  .  .  .  sposizione  .  .  .  conviensi   .......  C  ir.  ^^  '• 

£  disposta  la  terra  nel  principio  della  primavera    ....  .  C  iv.  ^^  53- 

se  bene  venìrao  a  cercare  li  loro  principi» C.  ìv.   ^i-  ®i>- 

ragione  ...  è  stata  principio  del  Romano  Imperlo C.  Ìv.  4-  "'^ 

dal  principio  per  lo  capo  del  regno  combatterò C.  iv.   3-  *57' 

Questo  vocabolo  .  .  .  può  discendere  da  óiic  prina'pii C.  ìv.  ^>  '7' 

L'  altro  prinapio  .  .  .  siccome  testimonia  Uguccione  nel  prinripto 

delle  sue  Dcrivationi,  è C.  ir.  ^*  3^  3^ 

che  è  principio  della  misura  d'  ogni  reverenza C  iv.  &-  ■3' 

Aristotile,  nt]  prinapio  dell'  Etica C  iv.   ^-  '**" 

che  M  sillogismo  con  falsi  ^n'Nn]^rVconch)udesac C.  iv.  9- 5^ 

é  scrìtto  nel  principio  del  vecchio  Digtsio C  iv.  ^-  ^ 

più  degnamente  si  faccia  dagli  efTclti  che  da'  prinapii C  iv.  K*-  ^ 

essa  paia  avere  ragione  ài  prinapio C  ìv.   x^^°^ 

questo  fanno  ad  prinapio  a  ciascuno  uomo C.  Ìv.  ***^ 

il  sommo  desiderio  ...  è  lo  ritornare  al  suo  Prinapio C.  iv.   *  *■  '** 

perocché  Iddio  é  Principio  delle  nostre  anime C  iv.  »  *  ***■ 

ae  io  desidero  di  sapere  i  prinapii  delle  cysc C  Ìv.   «  5-  '*" 

che  cosa  é  e  come  è  ciascuno  di  questi  prinapii C  iv.  '  ^  '^ 

quello  di  sapere  li /riKci]^!!  delle  cose C  ìv.  vS*^ 

conoscere  che  sieno  li ^n'Mrij^V delle  cose C.  iv.  «3'3* 

dare  ...  a  quella  .  .  .  per  principio  tUmcnticansa C  i».  X4*  '°> 

conviene  ...  da  diversi  ^'nn^tV  essere  discesa C  tv.  s3-^ 

la  quale  diversi /m»a^i  avere  non  può Cìf.  ^$.54^ 

che  é  dar  loro  un  solo /nna/io Chr.  i5i^ 

non  si  muovono  da  niuno^'nrtjtao C  iv.  t5> 'i^ 

quello  che  niega  li />nNci/iV Chr.  f^-^ 

per  difetto  d*  alcuno  ^rmn/io  dalla  nativitade  . C.  ìv.'is.  >7^ 

non  si  può  per  U  ^n'Mci^fi  essenziali ...  dìGnirc C.Ìv.tó.iA 

che  ogni  virtù  vegna  da  uno  principio      ....  C  iv.  17.  i|. 


wM 


5^5 


PROCEDERE 


principio.      Db  cui  principio  i  niftl  tutti  quiuiti  hanno F.  F.  ni. 

privare.     La  carne  mia  sempr*  è  stata  ^rr'MiAi  Di  sanitade S.  P,  xxxvii.  7. 

Pur  clic  di  te,  Signor,  non  sia  prillalo S.  P.  xxxviL  72. 

Nun  mi  privar.  Signore,  del  tuo  aspetto S.  /*.  ci.  4. 

procacciare.     £  di  colei  cui  son  proaudan  danno C«ji«.  xW,  95. 

Perocché  a'  io  procaccio  di  valere Cant,  xiv.  59. 

Se  tu  non  ti  prxKocci  dell*  andarne Som.  Uii.  6. 

procedere.     Meraviglia  nelP  atto,  che  pmcnU  Da  un'  anima  .     K  ^.  19.  36  (Cena.  L  17). 


48. 


princìpio,     queste  .  .  .  nascono  tutte  da  uno  principio C.  iv.  17.  68. 

o>mc  ogni  virtù  morale  viene  da  uno  ^rÌMa/10 C  iv,  18,  3. 

che  se  ...  in  noi  t  il  principio  delle  nostre  lodi,  ragionevole  é  queste 

a  questo  prina'pto  riducere C  iv.  iB.  43,  45. 

quello  .  .  .  più  ragionevolmente  si  dee  dire  principio  di  quelle,  che 

quelle /n'icr/ù  di  lui .     .     .     •  C  iv.  tS.  47 

lo  pie  dell'  albero  ...  si  dee  principio  dire  e C  iv.  18.  sa 

secondochi  è  .  .  .  principio  di  tutto  bene C  ir.  ai.  3. 

vollero  che  esse  da  loro  e  per  loro  prinàpto  fossero  nobili  e   .     .     .  C  iv.  «1.  t6. 

bontà,  in  noi  seminata  e  infusa  dal  principio  della C  iv.  aa.  33. 

nelle  biade  che  .  .  .  dal/riMaj^io  hanno C  iv.  sa.  38. 

questo   .  .  .  appetito  ...  nel  principio  quasi  sì  mostra C.  iv.  «a.  4a. 

per  diversi  calli  d«l  principio  se  ne  vanno .  C.  iv.  aa.  59. 

Dico  .  .  .  che  dal  principio  %t  stesso  sma C  iv.  aa.  64. 

dove  questo  seme  óaì  principio  non  cade C.  iv.  aa.  183. 

quello  della  terza  parte  e  della  ...  si  dice  nelli  principi*    .     .     .     .  C  iv.  33.  153. 

non  comincia  dal  principio  della  vita C  iv,  34.  45. 

che  in  noi  dal  tìo^vn  princìpio  nasce C  iv.  a6.  36. 

tornò  dal /^riMi^/io  del  suo  vedovaggio  a Civ.  aS.  118. 

la  nobile  Anima  dal  principio  del  Senio  tornare C  iv.  aS.  lao. 

privare,    da  questa  nobilissima  perfezione  molli  sonoj^nt'n/i  .     .  .  C.  i.  1.  la. 

sarà  da  ogni  studio  .  .  .  privata C  i.  1.  37. 

che  volte  in  questa  vita  priimn  noi  dì  questa  luce  C.  ÌìÌ.  4.  99. 

che  le  infernali  Intelligenze  dello  .  .  .  %onQ  pn'pat*   ,     .     .     ,     ,     •  C  Ili,  13.  17, 

quando  della  debita  confessione  si/n'M      .........  C  iv.  8,  iis. 

la  cui  anima  è  privata  di  questo  lume C  ìv.  ao.  75. 

prìva£ÌOOe.     li  pnncipii ...  Il  quali  son  Ire,  cioè  . .  .  privatitmg       ,     .  C  iì.  14.  140. 

la  sua /mwatoftf  «  amarissiraa  e  piena     ....  .  C  iti.  13.  19. 

zìi*  t  privamonc  dell'  esser  felice .     .  C  iii.  15.  47. 

Irmrrtnt*  dice  prit-asiont C  iv.  8.  X04. 

la  morte,  eh*  è  di  quella /kripaavoMr      . C.  ìv.  8.  124. 

perocché  morie  dJce^i>aaKm# C  iv.  ft.  197. 

V  altra,  che  è  privsiom  dì  htm C.  tv.  13.  94, 

Anche  é  privamtonc  di  bent  la  loro  possessione C  iv.  13.  133. 

r  una  e  1'  altra  si  guardi  come  .  .  .pripomonc C  iv.  14.  98. 

prò.     allegra  di  dire  bene  e  prv  d'  altrui C  iv.  a?,  im. 

probabile,     procede  con  pib . .  .  probabili  argomenti  C  ii.  14.  108. 

si  procede  per  via  prohabU*  a  sapere  .....  C  iv.  iB.  8. 

probità,     mostrando  quelle  probità  che     ....•, C  tv.  87.  3. 

procacciare,     e  molti ...  si  procacaavano  ài  sapere K  JV.  4.  9. 

qaal  buono  uomo  mai  per  .  .  .  proemcrrrmì .     .  C  iv.  11.  leo. 

procaccio,     siccome  quando  per  licito o  per  Inlidlo /ro^acnu  ....  C.  tv.  11.  67, 

più  volte  alU  .  .  .  pervengono  appunto  lìproemcd C  iv.  it.  97. 

fl  buom>  mercatante  che  .  , .  esamina  il  sttO  ptvtmtiv CIv.  »&  91. 

secondo  la  opportunità  del  proctdtnié  tratto  di  tempo      .  C.  iv.  5.  96. 

delle  sue  virtudi . .     che  d^lla  sua  anima ^fOOorfoMO  .     .     .  K  iV.  19,  lai. 


PROCEDERE 


procedere.    Che  primi  ...ed'  altro  Uto  Con  diCetlo  pna40     .    .     .  C  Iv.  Cwmu  lii.  48. 

Cbc  nulla  invidia  air  altre  ne  proc*dt K  AT.  «7.  r8  {,SaM.  xri.  6). 

Bcncbè  proctda  tutto  di  tua  gloria ,    ,  S.  P.  cxlìi.  97. 

da  cui  . .  .  t  beni  Proadon  sempre  di  ben  operare P,  F.  ta. 

Da  questo  amore  e  da  quel  .  .  .  disio  Protra  questo     .....  P.  /*.  74. 

procedere.     Queste  e  più  mirabili  cose  da  lei  procrdtmmo K.  JV.  a6.  Q^. 

Perchè  con  Ustica  e  con  .  .  .  proctd*  nel  suo  servigi C  L  5.  30l 

cosa  che  da  perverso  ordine  proctdt C  i.  7.  i6l 

Comandare  il  soggetto  al  .  ,  .  proctd*  da  ordine  perverso  •     .     .     .  C  i.  7.  ao, 

perocché  in  ciascuna  cosa  ...  è  impossìbile  proenUrt C  ii.  1.  8c»  95. 

con  molta  fatica  e  con  molto  errore  si  proctJenbbe C  ÌL  x.  X07. 

la  natura  vuole  che  ordinatamente  si  prxKeda  .  .  .  cioè  proudmdo 

da  quello ••C.ii.x.  109,  1 10. 

irraàonabile  sarebbe /nxWmr  ad  essi  dimostrare C  u.  t.  iiB. 

onde  ^nMvri&rm  la  vittoria  del  nuovo  pensiero C  ìi.  a- 44. 

secoodocbé  da  Lui  ^n>€r</r  lo  Spirito  Santo C  iì.  6.  86. 

Ora  .  .  ,  proctétrt  si  conviene  ad  aprire  la  sentenza C  it  9.  3. 

Poi  procedi  alla  terza  cosa,  e  dire C  ÌÌ.  xo.  55- 

è  da  prx3ctder$  alla  sposizione  alttgonca Cu.  13.  a. 

non  t  qui  mestiere  di  procnifrw  dividendo C.  ÌL  13.  76. 

in  quanto  procede  con  piii  sofistici .  .  .  ar^menti C  ii  14.  107. 

e  nelle  considerazioni  .  .  .  con  numero  si  procede C.  ìi.  14.  lyu 

Appresso  ...  è  óst  procedere  a^H  altri      ....••.•.,CÌLZ5.a. 

ciascuna  forma  ,  .  .  procede  dalla  sua  prima  cagione C.  ili.  a.  35. 

poi,  procedendo,  meno  le  vede  chiare  .  .  .  p€«  .  .  ,  oltre  procedendo, 

lo  viso  disgiunto  nulla  vede C.  iii.  3.  iil«  rt3. 

conviensi  prxKedrre  a  ragionare  le  parole C.  ili.  4.  3. 

che  la  mia  insufficienza  procedi  doppiamente C.  iiì.  4.  5. 

proceder*  sì  conviene  alla  seconda C  iii.  5.  3. 

sicché  ornai  si  pub  ^mmilr/v  a  dimostrare C  iii.  6w  3. 

io  procedo  a  commendare  lei  spezialmente C.  iii.  7.  3. 

dalla  quale  queste  cose  convengono  ^nxM/mr C  iii.  7.  iia. 

Dal  quale  pensiero  ^{procede  ìn  ferma  opinione C  iii.  7.  139. 

che  ...  da  pnxtdert  e  da  vedere  è C  iii.  B.  31. 

L*  ordine  .  .  .  richiede  .  .  .  che  alia  terza  si  proceda C  iii.  9.  5. 

poi  si  proctde  colla  scusa C  iiì.  9.  96. 

Proposta  questa  accusa,  proctdo  alla  scusa C  iii.  9.  44. 

domanda  alP  . .  .  seguendo  la  verità,  procedei^ C  iii.  io.  87. 

prima  che  più  oltre  si  proceda  per  le  sue  lode C  iii.  xi.  15. 

poi /fOcadlrrD  alla  sua  significazione C.  ili.  iz.  ai. 

la  ÒMOVM  dii'/raioR#,  che /nxf^  dal  convivere C.tii,  11.  141. 

procederò  oltre  colle  sue  lode C  iii.  i  r.  185. 

Onde  al  secondo  verso  ...  è  Aa  procedere C  iii.  io.  40. 

se  non  in  quanto  da  Esso  procede C,  iii.  la.  99. 

da  ^nvr^rv  e  da  vedere  é,  come  secondamente C  iii.  13.  4. 

la  quale  dalla  sua  £c//d//^n)cn^ C  iii.  15.  1x5. 

quando  dice  .  .  ,  procede  in  loda  dì  costei C  iii.  15.  133, 

che  ^rorri/r  e  cresce  infino  al  dì  della C  ìli.  1 5.  191. 

tempo  é,  per  più  o\\Tt  proceder*,  dì  porre  fine .  C  iìL  15.  914. 

che  .  .  .  argomentando  e  disputando  ^nscrt^ona C  ìv.  a.  115. 

se  per  molte  divisioni  si  ^roord> C.  iv.  3  17. 

la  elezione  .  .  .  ccnvcnia  .  . .  procedere  da  quel  consiglio    .     .     .     .  C  ìv.  4.  93. 

se  la  .  .  .  Provvidenza  .  .  .  occultamente  a  noi  .  .  .  proce.U      .     .     .  C.  iv.  5.  4, 

quando  la  esecuzione  dello  .  .  .  consiglio  .  .  .  procede C,  iv.  5.  9. 


5^7 


PROCESSO 


procedere,     sol  di  quell'  etemo  e  buon  consìglio  .  .  .  procedi 
V  orBXioni  . . .  che  proctdon  da  contrizioni ..... 


P.  F.  77. 
P.  F.  138. 


procedere,     strumenti,  colli  t\\i&\\  procedette  la  .  .  .  Prowìdenia  .     .     .  C  ìv.  5.  153. 

procedere  oltre  si  conviene  la  mia  digressione  . C  iv.  6.  5. 

La  via  de*  giusti  .  .  .  quasi  luce  .  .  .  proctd* C.  iv.  7.  100, 

prima  che  a  riprovare  .  ,  .  pnxtda      ...........  C  iv.  8.  1*9. 


che  .  .  .  poi  procedette  a  difettiva  forma C.  iv. 

Queste  cose  proposte,  cosi  procedo  e  dico C.  iv, 

poi  più  oltre /rtMTMiirM^o,  desiderare C.  iv. 

quanto  dalla  punta  ver  la  base  più  si  procede C  ìv. 

su  per  la  quale  si  procede  per  uno  moto  solo C.  iv. 

per  le  quali  non  si  procetU  per  uno  moto C  ìv. 

Convicnsi /n>mi&rr  al  trattato  della  Verità C  Ìv. 

prima  che  ad  altre  si /inKri/rjsf C  iv. 

prima  che  sopra  il  testo  si  procedessi^  ad  esso  sporrc  è  da  procedere  C.  iv. 

perchè  non  anzi  si  ^m»^///«  per  la  vìa C  iv. 

utile  e  ...  fu  più  per  quello  cammino  ^rocvc/rrv C  ìv. 

tutto  che  r  uno  e  1'  altro  da  loro  proceda C  iv. 

la  questa  parte  ...  sì  procede  ...  a  sapere  che  ogni  sopraddetta 

virtù  ..  .^roctfi^  da  Nobiltà C.  iv. 

però  conviene  r  una  ^rar/(//rr  dall' altra C.  Ìv. 

che  qui  non  si  procede  per  necessaria  dimostrazione  ....  .  C.  iv. 

che  ...  da  qucWa  prxìcede  maggiormente  che  d'  altro  teizo     .     .     .  C  ìv. 

procedere  si  conviene  alla  seguente  parte C  iv. 

che  ...  Virtù  piuttosto /rucr</<Tà  da  essa C  iv. 

Quando  .  . .  seguita  .  .  .  procede  il  testo  alla  difinizione      .     .     .     .  C.  iv. 


o.  99. 
a.  163. 
a.  177. 
3.  35. 
3-4»- 
6.  16. 

6.  lao. 

7-3»4- 

7.  117. 
7.  137. 
7.  xaa. 


8.  8,  IO. 

8.31. 
8.38. 

a.  05. 
9.5- 

9.18. 
aow  a. 


vollero  che  esse  procedessero  dalle  stelle C.hr»Ai.  17. 

non  secondo  qiicWc  procedere  si  conviene C  iv.  ai.  31. 

quelle  odia,  proiedendo  poì^  siccome  detto  è C.  iv.  aa.  53. 

comincia  una  dissimilitudine  .  .  .  nel  procedere  di C  iv.  aa.  54. 

da  procedere  (tare  olla  parte C  ìv.  33.  5. 

si  dico,  eh*  ella  proced*  ad  immo^ne C.  ìv.  33.  63. 

V  Adolescenza  .  .  .  che  prxKede  montando  alla  Gioventute  .     .     .     .  C  iv.  34.  39, 

che  la  nostra  .  .  .  natura  .  .  .  procede  iu  noi  (siccome  vederne 
procedere  la  natura  delle  piante  in  quelle  .  .  .),  nellì  quali 
V  anima  . . .  procede  per C  iv.  34.  84,  85,  90, 

da  prvcwdert  è  alla  seconda  parte C  iv.  aó.  4. 

chi  con  sottratti  e  con  inganni  procede .     .     .  C.  Ìv.  37.  50, 

quelli  consigli  .  ,  .  che  procedono  solo  da C  iv.  37.  78, 

Appresso  della  .  . .  particola  è  <]u  procedere  all'  ultima C  ìv.  38.  a. 

per  lo  processo  della  sua  vita  ...  ne  diede C  ì.  a.  105. 

sì  vedrà  per  lo^roersso  del  loro  trattato C.  i.  9.  53. 

sono  e  nel  processo  e  nel  fine  commisurate C  i.  io.  13. 

conviene  . .  .  essere  nel  processo  dello  inteso  effetto C.  ììi.  la.  66 

acconciando  e  ordinando  il  vo^ro  processo  . C  iii.  15.  i6a. 

quella  città  ...  da  Dio  avere  speziai /ror^isso C  iv.  4.  131. 

ODO  solamente  .  .  .  ma  speziale  processo  ebbe  da  Dio C.  ìv.  5,  8a 

ch^  . , .  per  divine  operazioni  andò  il  suo  processo C  iv.  5.  88. 

che  .  . .  speziai  ^rooruo  .  .  .  pensato  e  ordinato  fosse  queflo  .     .     .  C  ìv.  5.  Z76. 

rìtomare  al  diritto  calle  dello  inteso  ^rocTATO C  iv.  7.  5. 

é  impossibile  per  processo  di  tempo  venire C  iv.  14.  37. 

dove  Nobiltà  per /rocrsso  di  tempo  si  cominci       .......  C,  Ìv,  14.  38. 

Cosi  questo /rcvruo  d*  una  condizione  ò  venuto C  iv.  15.  35. 

avvegnaché  '1  Filosofo  non  ponga  il  processo  da  uno  primo  uomo     .  C  iv.  13.  53. 


PROCESSO 


prode.     D*  udire  e  ra^onar  dell' altrui  ^rodSr C.  ir.  Cmms.  ìu.  i^ 

produrre.     Quel,  che  proJuss*  la  Vergine  in  parto P.  f\  ia6. 

procesao.     alla  quale  intende  il  presente /vrac»» C  iv.  16.  Z03. 

e  poi  si  vengono  per  processo  dissìmìgliHndo Civ.  aa.  40. 

che  là  ...  si  puotc  induccre  del  suo  pnxtiso C.  iv.  aa.  104, 

il  figurato,  che  di  questo  diverso  proctsso  dell*  etadi  tiene  Virgilio  .  C  ir.  34.  95. 

se  voleino  ben  mirare  là  processo  d'  Aristotile C.  iv.  37.  1x0. 

prociUBre.    procuriam  di  confortarlo V.  N.  a^  1 13. 

La  seconda  mente  ...  '1  suo  rìportamento  .  .  .  procura  d'  ador- 
nare    C  i.  3.  64. 

e  desiderasi  e /mrHnui  che  sia  dall' altra C  ììi.  13.  30. 

e  onesto  è  .  .  .  procuran  da  esse  di  partire C  iv.  i.  09. 

che  '  1  figliuolo  .  .  .  dee  procurarli  di  reodere  . . .  ' C  iv.  99.  74. 

prode,     alli  quali  la  ragione  fa  pocoprodt C  i.  6.  05. 

perocché  b  loro  non  è  prode  ...,,. ,     .     .  C,  iv.  30.  39. 

più  è  prode  al  gallo  un  granello  dì  grano,  che C  ìv.  sa  41. 

produrre,  -ducere,    come  questo  soggetto   e  questa  potenza  sìeno 

prodotti  in  essere , V*  N,  ao.  35. 

Tutte  le  cose  produci  dal  superno  esemplo C  iii.  a.  147. 

che  tanta  bellezza /pw/ucf  in  sua  materia C  iti.  4.  73. 

che  ...  la  Natura  cotale  effetto  ^nK^Hjjr C.  iii.  8.  axi. 

tanta  fu  V  affezione  a  productrt  la  creatura C  iii.  xa.  73. 

se  .  .  ,  non  prx)duc«ss«  in  quello  fiori C.  ìiL  xa.  79» 

perchè  questo  Capitolo  t  alquanto  produtto C.  iv.  la.  307. 

che  ^rcM/M<v  della  potenza  del  seme  r  anima  in  vita C.  iv.  at.  40. 

La  quale  incontanente  pwvdutta,  riceve C.  iv.  ai.  43. 

che  dell*  . .  .  più  e  men  pura  anima  si  prodtue C  iv.  ai.  66. 

produttore,     secondochè  sono  nel  suo  AWM/Zonr ,  Cliv.  91.46. 

produzione,     non  dovea  .  .  .  Dio  da  quella  prodHaont  rimuovere     .     .  C.  iii,  tx  76, 

e  .  .  .  abbandonasse  Xa  prodìmon*  delli  fruttìferi C.  iii.  la.  81. 

come  cotale  ^m/w«/'oif/ sì  può  pur  conchiuderc  e C  ìv.  ai.  53. 

se  .  .  .  s'accordassero  sopra  ìz  produmone  d'  un*  anima      .     .     .     .  C^  iv.  ax.  94. 

proemiai  mente,    proemialmeiìte  ragionando C.  u.  i.  1. 

il  primo  verso,  nel  quale />nvmid/mm/#  si  parla C.  ÌÌL  x.  loo. 

nella  prima  parte  proermalmente  si  parla C  iv.  a.  5. 

ciò  che  protmialtnmti  .  .  .  porta  ìl  testo C  iv.  a.  163, 

proemio.     La  prima  parte  è  proemio  delle  seguenti  parole K.  X.  19.  9^ 

se  volemo  guardare  \\  profntio V,  fi.  39.  17. 

la  prima  è  pronnio V.  N.  33,  itiu 

che  M.  proemio  dì  questa  Canzone  fu  ordinata C.  iii.  a.  a. 

questo  primo  verso,  che  per prooftio  f u  .  .  .  rag^ionato C.  iìL  xa.  37. 

cosi  qui  in  questo  ^nvmib  prendere  e  intendere  si  vuole    .     .  .  C  iv.  a.  109. 

in  questo  proemio  prima  si  promette  .  C  ìv.  a.  laa. 

Veduta  la  sentenza  del  proemio C  ìv.  3.  x. 

quando  nel  Proemio  della  Bibbia  .  .  .  dice C  iv.  5.  143. 

senza  lo  proemio  del  trattato  della  Canzone C  iv.  30.  6, 

profeta,     per  quelle  parole  di  Geremìa  ;^rv/V/a  .     ........  K  iV.  7,  41. 

quello  cominctamento  di  Geremìa  profeta V.  N.  31.  A. 

ciascuno /n^/a  è  meno  onorato C  L  4.  8x. 

siccome  veder  si  può  in  quel  cauto  del  4pnyt/a Cii.i.  58. 

fosse  .  .  .  da*  suoi  Profeti  ammaestrato C  iL  6.  5. 

sono  queste  parole  del  Profeta  in  un  verso  del  Salterio C.  iii.  4.  78, 

*  Guardatevi  da' falsi />ro^ft' ...  ' CÌv.  x6.  iii. 

secoadochè  li  distingue  Isaia  Profeta C  iv.  az.  110. 


5^ 


PRONTO 


|MOÌail«l0L     £  poi  la  terra  col  profondo  Inferno S,  P,  à.  ioa. 

Dallo  profondo  chiamo  a  te,  Signore  . S.  P,  cxxix.  i. 

Poi  discese  a\  profondo  dell*  abisso P.  F.  34. 

pKXile.     A  che  Dio  chiaoui  U  cristiana  proh Som,  xxxvii.  io. 

prono,     qacgli  ...  Fu  al  fuggire  più  che  gli  altri  ^pomo S>  P.  xxxvii.  42. 

IJCVJUlare.     Ch'  a  voi  servir  \o  pronta  ogni  pensiero  .     .     ,     .    K  /V,  ta,  106  {Bafl.  L  97). 

prttoto.     Ahi  quanto  in  te  la  iniqua  gente  è  ^rpff/a  A     ......  Cana.  xviìì.  7. 

questa,  eh' era  di  pianger  sl^mn/a CtiMa.  xx.  41. 

La  carne  nostra,  al  mai  pronta  tuttora,  È  stimolata P.  F.  145. 


C  ÌL  I.  zo. 
C.  iv.  37.  38. 
C,  ìli.  I.  39, 


P'Z'oGttabUe.     perocché  piìi/rD/fy/dAi/f  sia  questo  mio  cibo  .     .     .     , 

ftcciocchà  la  dolcezza  ...  a  sé  e  ad  altrui  sia  praJUtahiU  .  . 
^■"'Ofittevole.  p\h  projittevote  sermone  non  era,  che  quello  ... 
pv^ofondamente.     PiU  .  .  .  induccre  .  .  .  che  col  suo  ragionare . .  . 

profondamenk C  il,  8.  96. 

r  anima /rt^Hi/dwi/N/tf  più  che  altrove  s*  ingegna C  iii.  4.  ^a. 

P*  VJgeoie.    gtHtil*  ipcT  t:s&zT^  d\  progrnie  lungamtMtt  stata  rkax    .     .     .  C.  iv.  3- 58. 

ordinata  fu  una /rci^mtf  santissima C  iv.  5.  35. 

questa  progenit  è  quella  di  David C  iv.  5.  39. 

contemporaneo  alla  radice  della  ^n;!frMw  di  Maria C.  iv.  5.  54. 

se ...  le  progtnù .  .  .  non  hanno  anima . . .  nulla  progenit .  .  .  diccre 

si  potrebbe  nobile ,     .  C.  iv.  39,  30,  33. 

di  coloro,  che  le  nostre  progrnù  dicono  essere  nobilissime  in  loro 

cittadi C,  iv.  39.  35. 

cbe  una  progtmt  per  sé  non  ha  anima C  iv,  39,  67. 

n  può  dìcere  nobile  .  .  .  una  progrnit C  iv.  99.  i  io. 

a  fare  una  nobile /n},$rNi> C.  iv.  39.  113. 

della  nobile  ^ro^mnir  potrebbero  lì  buoni  morire C.  iv.  39.  laa. 

O.     siccome  dice  Tommaso  sopra  a  Prologo  dell'  Etica  .     ,     .     .  C  iv.  8.  4. 

lo  fìglio  di  Giapeto,  cioè  Prometeo C.  iv.  15.  83, 

r^^  <ajuiettere.     dico.  ..  come  promisi  loro  di  dirla K  A'^  33.  315. 

ciù  che  ai /rvmw  nel  principio  del  Capitolo C  i.  7.  104. 

Ie  potentissima  persuasione  sia  .  .  .  prumtUrtB  di  dire  nuove  e 

grandiose  cose C  it  7.  60. 

impone  . .  .  promettendo  a  lei,  che  . . .  si  contenterà C  ii.  11.  87. 

prométto  trattare  di  questa  materia C  iv.  a.  99. 

ove  si /romW/f  ancora  di  riprovare      , C.  iv.  a.  117, 

che  .  .  .  prima  sì  promette  dì  trattare  lo  vero C.  iv.  a.  laa. 

qui  prima  sì  promette  dì  trattare  del  vero C.  iv.  a.  133. 

Di  sopra  .  .  .  promesso  fu  di  ragionare C  iv,  6.  a. 

sommettendo  ciò  che  ^PDmr//oMo C  iv.  la.  39. 

ProeetéllùHo  le  false  traditrici . . .  rendere C.  iv.  ia.  09. 

Prométtono  le  false  traditrici ...  di  torre  ...  e  apportar    .     .     .     .  C  iv.  la.  39. 

siccome  a  voi  è  prvmésso  qui C  iv.  aa.  199. 

DÒ  che  promise  per  le  vittorie C  iv.  aó.  139. 

che  pare  non  convenire  alla  ^romiWorw C.  iv.  a.  laó. 

procedere  . .  .  secondo  la  promissione  fatta C  iv.  6.  7. 

con  questa  promissione  conducono  ...  a  vizio C  iv.  la.  33. 

questo  (anno  .  .  .  questa /romùsioH/  . . .  affermando  .     .     .     .  C  iv.  ix  43' 

W**  Mitezza,     da  pronteasa  di  Uheraiità C.  i.  5.  IO. 

per /inmJ!»x<a  di  liberalità  io  mi  mossi C.  i.  zo.  a6. 

u  per  volere  d*  Amore  o  per  mia  prontessa C.  iii.  1.  ^7. 

■**'**nto.     pronta  liberalità  mi  fece  questo  eleggere C.  i.  8.  6. 

Puotesì  adunque  la  pronta  liberalità  .  .  .  notare    .     .     .     •     .     .     .  C  i.  8.  8. 

clarc  e  giovare  a  moliti  à  pronto  bene •     •     •  C  i.  8.  15, 

M  m 


PRONTO  ^^^^  530 

pronto.     Accìdia  ...  Al  dìspettar  è  pronta,  e  al  ben  è  tarda  .     .     .     .  P.  F.  195. 

propizio.     Che  tu  ti  degni  allora  esser  prvfnaio 5.  P.  xxxi.  40. 

pronto,     e  così  non  è  pronto ....•CÌ.&  09. 

in  quello  è  detta  pronta  liberalità CL8.3B. 

acciocché  in  quello  ì^a  pronta  liberalità C.  i.  &.  45* 

non  t  in  esso  perfetta  virtù  né  pronta C  L  8.  51. 

per  conseguente  sarà  più  pronta  liberalità C.  i.  &.  60. 

acciocché  aia  in  esso  pronta  liberalità C  i.  &.  63. 

che  essa  sia  pronta C*  i.  &  96. 

acciocché  quivi  sia  ^ron/a  liberalità    ...........  CL&.1 15. 

nella  quale  si  può  notare  la /ron Ai  liberalità C.  i.  8.  117. 

acciocché  nel  dono  sia  pronta  liberalità .     .  C  L  B.  ia4. 

acciocché  sìa  nel  beneficio  la  pronta  liberalità Ci.^3. 

tanto  sono  pronti  ad  avarizia C  i,  9.  15. 

pronta  Ubtraittà  mi  mosse C  ì.  9.  74. 

la  pronta  volontà  mostra  che  .  . .  più  farei C.  iìì.  ].  74. 

propinqutsainio.     la  quale  era   meco  di  propintfitissimtm    sanguinila 

congiunta K  W.  23,  95. 

la  quale  fu  cagione  .  .  ,  propinquissima •  C  ii.  16. 64. 

propinqtUtade.     vcggendosi  in  tanca  propinquUméU  alla  gcntilissiiiia 

donna K.  W.  14. 37. 

pltspinqtlO.     quando  ella  fosse  alquanto  propirtqua  al  salutare      .     .     ■  K.  /V.  11.  10^ 

se  questi  fossero  di /m^M^o  paese K.  AT.  41.  ach 

li  primogeniti  succedere  .  .  .  siccome  più  propinqtti;  e  perché  più 

propinqui,  più  amati C  i  xa.  jB  (àù). 

la  quale  più  propinqua  a  noi  porge Ciì.6.71. 

Kcondocbé  sono  remoti  o  propinqui  a  questi  luoghi C  iiì.  5.  193. 

proponimento,     nel  fine  del  mio  proponimento  mi  parve  sentire      .     .  K  A*.  14.  25- 

lo  era  nel  proponimento  ancora  di  questa  canzone V.  N.  39.  4. 

per  divino  proponimento  la  Natura  .  .  .  produsse C  iìL  8.  aioi 

propone    proposi  di  farlo  sentire  a  molti K.  Al  3.  67. 

e  .  .  .  proposi  di  fare  un  sonetto .     .  f.  AT.  3.  71. 

proposi  dì  farne  alcuna  lamentanza K  iV.  7.  xa. 

anii ...  mi  proposi  di  dire  alquante  parole K  A.  8.  xa. 

proposi  di  fare  una  ballata K  A.  la.  76. 

nella  prima  dico  e  propongo,  che K.  A.  X3.  51, 

Sì  che  io  .  .  .  ^n>^o5i'di  stare  al  servizio  delle K.  A.  14.  93. 

proposi  di  dir  parole,  nelle  quali  .  .  .  significassi K  A.  X4.  71. 

e  proposi  di  dirle,  desiderando  che K  A.  14.  76. 

Ood*  io  .  .  .  proposi  di  dire  certe  parole  ....*.«...  1^.  A.  15.  23. 

£  perd  ptvpom  di  prendere  per  materia K,  A.  18. 61. 

Ond'  io  . .  .  proposi  di  dire  parole K  iV.  90»  io  ;  aa.  53  ;  a6^  ag. 

Onde  poi  .  .  .  proposi  di  dir  parole  di  questo K  A.  33.  104. 

Ond' io  ..  .^fc^oss'di  scrìverne  per  rima K.  A.  04.  44. 

Ond*  k) .  .  .  proposi  anche  di  dire  parole .  K.  A,  07.  6w 

però  proposi  di  dire  parole,  nelle  quali  io  dicesai K  A'.  a8.  7, 

però  propini  di  fare  una  canzone V,  ti.  30,  6. 

Onde  .  .  .  proposi  di  fare  un  sonetto K  A!.  33.  16  ;  41.  a8. 

però  proposi  dì  dire  un  sonetto K.  A.  36.  04. 

Ed  .  .  .  proposi  di  fare  un  sonetto K.  A.  38.  aa. 

Onde  io  . ,  .  proposi  di  fare  un  sonetto V,  Pi.  40.  43. 

ed  .  .  .  proposi  di  dire  come  se  io  avessi  parlato  loro K,  A.  41.  31. 

ond'  io  proposi  ài  mandar  loro  e  dì  fare K.  A.  43.  4. 

cose,  che  mi  fecero  ^nj^orr*  di  non  dir  più  di V.  Af.  43.  3. 


53»  PROPRIETÀ 

proprietà.     Più  .  .  .  Che  per  ìeprofirulà  sur  conoscftitc     .     .      K.  /V.  &  6a  {Som.  hr.  |8). 

proporre,     appresso  le  su  ^ro^jf:^  ragioni C.  i.  la.  it. 

la  Caiuone  profioiia  è  contenuta C.  lì.  a.  58. 

U  prima  parte  della  ^n>^o5/a  Canzone C,  ÌÌ.  7.  4. 

nel  parlare  della  proposta  Canzone C  u.  13.  56. 

del  primo  verso  della  Canzone  proposta C  ii.  16.  14. 

che  prima  ai  prvporu  a  che  la  scusa  fa  mestiere C.  ìu.  9.  04. 

Propotia  questa  accusa,  procedo  alla  scusa C.  iii.  9.  44* 

pfopoM  di  gridare  alla  genie C.  iv.  1.  73* 

della  quale  trattare  Im  proposta  Canzone  .  . .  intende     ,     .     .     .     .  C.  rr,  i,  9B. 

la  sentenza  della /n>/(M/a  Canzone C  iv,  a.  3. 

che  paiono  aiutare  le  proposta  opinioni C  iv.  7.  3. 

prima  che  a  riprovare  le /»rc>/Hij/tf  opinioni  proceda C  iv.  8,  09. 

Qur<ite  cose  propostt,  co%\  procedo .  C  iv.  io.  99. 

proporzione*     tanto  è  quanto  .  .  .  secondo  alcuna  ^rv^oraion/     .     .     .  V.  N.  35.  35. 

e  quel  eh*  è  mosso  . .  .  debba  proporsion*  avere  allo  informatore  \ 

e  dal  mortale  allo  immortale  nulla  tXk proporaotéé  .     .     .     .  '  ,  C.  ti,  9.  Ili,  II3.. 

conviene  .  .  .  una ^n>/or«ow/ essere  intra  loro C  iii.  t.  59. 

questa  proporsions  ...  in  tutti  mi  pare  da  servare C  iv.  04.  73. 

proposito,     uscendo  alquanto  del  proposito  presente V.  N.  \o.  17. 

Ora,  tornando  al  proposito,  dico K.  yV.  13.  1. 

che  ciò  non  è  del  presente /rTT^oji'lti K  W.  39.  16. 

posto  che  fosse  del  presente  propouto K  /V.  sg^  19. 

acciocché  pare  al  pmpoalo  convenirsi K  jV.  39.  35. 

si  verrà  lievemente  al  principale  proposito C  i.  4.  7. 

Tornando  adunque  al  principale />rti/oM>o C  ì.  9.  36. 

qui  [asciando,  tomo  al /n)/osi'*> C.  1.  la.  89. 

Tornando  xì  proposito,  dico  che  .  .  .  Ìnt«t>do  .  C  ii.  10.  1. 

Tornando  adunque  al  ^n>^ocr'to C  iii.  4.  SS. 

Putendomi  da  . .  .  ritorno  MÌpnpoaìio C.  iiL  io.  3. 

Ritornando  al  proposito^  dico C.  Iv.  04.  i. 

ptupueizione.     fondasi  sopra  una />rci|^konaMM#  Uoaoica C  iv,  18.  19. 

prendendo  la  Wnù  della  soprannotata  ^n^^OMUmr C.  W.  18.  30. 

proprtunaite.     che  in  tre  modi  si  chiamano  propnammtr  le  genti  .     .  V.  N.  41.  49. 

è  da  vedere  che  questa  Memts  proprtamfnts  significa C  ìii.  a.  89. 

è  da  sapere  che  pvopriawttntt  è  visibiis  il  mioww  e C  ìii.  9.  5a. 

Beo  è  altra  cosa  visibile  ;  ma  non  propriamfnt* . . .  sicché  non  si  può 

dire  che  sìa  propnattuntt  visìbile,  né  pruprtamttitr  tangìbile      C  Ìil.  9. 56»  58  [òi£y 

il  colore  e  la  luce  tono  pmpnattfntr  fisibtii C  ìiL  9.  64. 

procede  dal  convivere  secondo  T  umanità  pfvpfianuntt      .     ,     .     .  C  iii.  11.  149. 

che  proptiattssHt»  abito  dire  si  possa C  ili.  13.  97. 

qM—to  pnpHsmtmi*  é  éiaeoM/*s%ar$ C  iv.  8.  iiou 

siccome  .  .  .  é  negare  propriammt*  parlando    ....  C  iv.  8,  1 17, 

Don  (attori  prophamtnt*  .  .  .  semo C  iv.  9.  63. 

p0^riam4Ht4  tnsan  il  desiderio  . .  .  dire  bob  si  può C.  iv.  13.  s. 

qoello  che  propnammit  cresce .  C  iv.  13.  5. 

sicché,  ^ro^runvirn// parlando,  non  é C  iv,  13.  8. 

Quello  . . .  della  ricchczia  é  pfophamtntt  fraart C.  ìv.  13.  93. 

pfOprietài     oel  quale  ai  vedrà  ...  la  proprùtà  delle  «uè  condÌzÌOBÌ  .     .  C  L  10.  99. 

si  paòCMnpsmrc  alla  thairttUa  per  due /m^rtr/à C  ii.  14.  91. 

L*  altra  proprittà  sk  é,  che C.  ii.  X4.  98. 

queste  àìie  propn'Hà  sono  nella  Rettoria C  ÌL  14.  11^ 

L*  altra  proprietà  del  Sole  ...  si  vede  nel  Bmncro  C.  ii.  14.  I48. 

«1  può  comperare  ...  per  due  p*oph»éè  ....  C.  il  I4*  155, 195. 

M  m  2 


PROPRIETÀ  ^1^^^  53i 

propiietatc.     Non  i>enso  tanto  *  mìa  proprUtaU^  Quanto Can».  xiv.  6a 

prc^rjo.     e  poi  con  propria  bocca  Confessa  il  mal P.  F.  ro7. 

proprietà,     queste  due /n>/^>/à  sono  neìr  Astrologia 0.11.14.031. 

si  può  comparare  ,  .  .  per  tre  proprittà C  iL  15.  5. 

per  molte  proprùtà,  si  può  coraparare C  U.  15.  1 19. 

nel  libro  .  ,  .  DHU  proprietà  dt^  Eitttunti C  iit.  5.  i  T5. 

proprìetade.     queste  dxic  proprirtadi  ha  la  Grammatica C  iì.  14.  79. 

queste  due  proprittadi  aoao  nella  Dialettica C  u.  14.  xoi. 

ai  può  comparare  alla  Rtttorica  per  due  proprUiadi C  ÌL  14.  ixx. 

si  può  comparare  all'  Arisnuiica  per  due  prvprietadi C  ii.  14.  134. 

queste  dur  ptx>pri€tadi  sono  nelP  Arìsmetica    ...,,..  C  iL  14.  197. 

queste  due  ^ro^nWa^i' sono  nella  Musica C  ii.  14.  180. 

il  Cielo  di  Saturno  ha  due  proprieiadi Cu.  14.  234. 

propriissinio.    d  da  sapere  che  propn'issimt  nostri  frutti  sono     .     .     .  C  iv.  17.  19. 

prc^rio,  ad/.  8c  adv,     quanto  alla  sua  propria  giraztone K  ÌV.  a.  4. 

chiamo  la  Morte  per  certi  suoi  nomi  propri l'I  W.  8.  67. 

le  quali  cose  paiono  esser  proprie  dell'  uomo ,    -,  K.  A'.  35.  19. 

provvidenza  di  propria  natura C  i.  1.  6. 

siccome  di  sotto  .  .  .  sari  per  propria  ra^one  mostrato     .     .     .     .  C  i.  t.  104. 

la  propria  loda  e  il  proprio  biasimo  è  da  fuggire CL  a.  55  (tó). 

tanto  la /Vro^'a  carità  ne  inganna C  i.  a.  59. 

Aa\  naUtraU  amore  alla  propria  loquria C  L  5.  ix 

lo  naturali  amort  detta  propria  loquela G  i.  10.  30. 

la  grandezza  della  propria  bontà C  L  io.  47. 

che  é  sua /sartia  bontà C  i.  io.  51. 

nella  sua  propria  operazione C.  t  io.  59» 

commendano  lo  Volgare  altrui,  e  \o  proprio  dispregiano    .    .    .    .  C  i.  tt.  4. 

accusano  ...  lo  Volgare  propria C  i.  IT.  97. 

dispregiano  lo /nT^nr'o  Volgare C  ì.  ti.  145. 

amore  alla  mia  loquela  propria C  L  xa.  9. 

cosi  Io  proprio  Volgare  è  piii  prossimo C  i  xa.  39. 

colli  parenti  e  propri  cittadini,  e  colla  propria  gente C  L  xa.  45,  46. 

questo  ^  lo  Volgare  ^rtr/nb C  i.  la.  47. 

ogni  bontà  ^>n>/>rui  in  alcuna  cosa  è C.  L  la.  61. 

quanto  ella  è  \t\\x  propria^  tanto C.  ì.  ta.  68. 

la  bontà  delta  cosa  più  propria C  i.  la.  90. 

nella  propria  loquela  sono  quelle  due  cose C.  i.  13.  x. 

cio^  prossimitade  u  me  e  bontà  propria Ci.  13.  4. 

se  la  propria  loquela  m'  è  stata  cagione  . C  i.  13.  X9.. 

non  si  stende  più  oltre  che  la  lettera /kfo/rù .     .  C  ii.  t,  ax. 

Equatore  del  suo  cielo  proprio C  ii.  4.  54. 

in  quello  suggetto^ro^nb  che  ciascuno  muove C  ÌÌ.  6.  153. 

il  pensiero  è  propria  atto  della  ragione .     .     .     .  C  ii.  8.  ft8. 

che  sono /►ro^rr'o  rimedio .     .  Cìi.  XI.  33. 

nulla  scienza  dimostra  lo  proprio  saggetto C  ii.  14.  19, 

due  cose  si  veggono  in  essa  proprit C  ii.  X4.  7a 

r  una  fu  lo  pr\)prio  amore  di  me  medesimo C  ìii.  x.  35. 

di  propria  sua  natura  V  anima  corre C  iiì.  a^  ai. 

le  corpora  semplici  hanno  amore  ...  al  loro  loco  proprio     .     .     .     .  Ci».  3.  10. 

Gli  uomini  hanno  toro  proprio  amore  alle  .  .  .  cose C  iìL  3.  34. 

ornare  r  opera  d' altnii  e  abbandonare  la /ro^n'd C  ili.  4.  85. 

lo  conduce  siccome  cagione  propria C  ìii.  6.  134. 

quelle  operazioni  che  sono  proprie  dell'  anima C  iii.  7.  96. 

conciossiacosaché  sci  passioni  ^*ao  proprie  dcir  Anima  umana  .     .  C  iii.  8.  83. 


533  PROSSIMO 

proprio.     Il  pfvprio  corpo  che  nel  santo  Ugno  ...  fu  confìtto  .  ../'./'.  lai. 

prossinuuio.     Dunque  beata  chi  1'  è  prossimana Stm,  xxìx.  14. 

proSBbno.     Qucat'  Ognissanti  prossimo  passato    ........  Som.  xxi«.  a. 

non  credeva  esser  .  . .  Ma  veri  amici  e  prossimi S.  P.  xxzvii.  38. 

propriOt  aé/.  Se  aétu    Queste  cose  visibili,  al   le   propria,   come    le 

comuni C.  ììi.  9.  66. 

non  ponendo  bene  proprio  mente  s*  e^  è C.  ììi.  10.  75, 

nasce  il  vocabolo  del  suo  proprio  atto C  uL  11.  54,  $6. 

eh*  è  )Vn>/Vn(i  e  distinta  in  singolari  persone Ciii.  11.  71. 

•apendo  ptuprio  che  li  Borì  .  . .  perdere  si  dovcssonu C  ìii.  xa.  78. 

Democrilo,  della  ^ni/tna  persona  non  cunudo C  ìii.  14.  74. 

la  nobile  anima  ...  e  Ubera  nella  sua  propria  potestà C  ìii.  14.  94. 

•opra  ÌM.  propria  conoscenza  della  verace  Nobiltà C.  iv.  t.  79. 

ciascuno  ufficiale  ordina  la  propria  operazione  nel  proprio  fine    ,     •  C  iv.  4.  55,  56. 

Muzio  U  sua  mano  ^roi^fiti  incendere Ctv.  5.  116. 

non  pose  Iddio  le  mani  propri*  . . ,  T C  iv.  5.  156,  161., 

D^  per  proprio  studio  né  per  consiglio      .     .     . C  iv.  6.  173. 

conoscere  .  .  .  Ò  proprio  atto  di  ragione C.  Iv.  8.  5. 

qsìcato  è  ptvprio  M^art C.  iv.  8.  116. 

per  proprio  Capitolo  .  .  .  intendo  ciò  mostrare C  ìv.  8.  153. 

eh' essa  roHJiJrra  r/d  nel />rp/Vib  atto  suo C  Jv.  9.  47. 

pervh*  cUe  %ono  propri*  nostre  del  lutto •  C.  iv,  9,  73. 

quanto  le  nostre  opcraiìoni  propri*  ...  si  stendono C  Ìv.  9.  92. 

quanto  la  cosa  é  più  ^TD^rM  dell' arte C.iv.  9.  no. 

b  quale  iniquità  è /ixj^rib  effetto  d*  impcrfedoDC C  ìv.  11.  56. 

ps^momé  éipreprui  naturu  m  tiascuna  coam C.  ìv.  !&  43. 

quando  tocca  •  aggiugne  la  sua  virtù  prt^riA C  ìv.  16.  81. 

cio^  quando  aggiugne  la  sua /ro^/i'a  virtù C  ìv.  16.  85. 

in  questa  cotale  anima  è  la  Virtit  sua  propria C  ìv.  at.  87, 

tornando  alla  ragione  propria^  dico C  iv.  34.  a6. 

appresso  la  propria  perfezione  .  .  .  conviene  venire C  ìv.  37.  34. 

avcmo  daDa  nostra /wj^fia  natura . . .  ammarstramento    •    .    •    .  Civ.a8.a5. 

ritornare  nella  propria  magione C.  ìv.  aflL  sa. 

la  cui  propria  magione  è  nel  secretiasimo C  ìv.  30.  67. 

proaa.     la  quale  poscia  sìa  possibile  d'  aprire  per  ^tua ......  K.  iV.  95.  73. 

proabCKK     maggior  licenza  .  .  .  che  alli  promiti  dicitori K  ^.  05.  54. 

prOMflUlre.     La  quale  proMgu*Hdo,  dico .     .  C  i.  10.  S3. 

pfOaopOpea.     una  figura  .  . .  che  si  chiama  dalU  rcttorìci  Prosopoptm  .  C  iii.  9,  19. 

proaperità.     per  lì  quaU  poi  neUa  minore  prosperità  esso  sia  .     .     .     .  C  Jv.  »6.  91. 

la  sua  ancella,  che  si  chiama  Pfotptttitfm C.  ìi  14.  aa3. 

per  arte  Prospettiva  .  .  .è  veduto C  li.  3.  53. 

pfUllmitartfl      che  ...  la  prossimità^*  e  la  òonià  sono  cagioni  .     .     .  C  i.  13.  aa. 

•e  li  prossimitad*  è  teme  d*  amistà CI.  x  a.  49- 

dne  cote  .  . .  cioè  prossimi/ad*  a  me  e  bontà CLx3.s. 

persone  che  alcuna  prosnmitmJt  aveaaerD  a  lei     .     .     .     .     .     •     .  C  IÌL  I.  14, 

infamia  .  . .  d'  alcuno  eoo  prossimo CÌ.4.74. 

Tanto  è  la  cosa  più  prossdmtm C  Liai  30, 

oade  ...  il  figliuolo  è  più  prossimo  al  padre,  e  ...  la  medicina  è 

p\ij  prossima  al  medico C  ì.  la.  33,  34. 

di  tutte  le  terre  è  piu/nun'ifM  qu^la C  J.  xa.  37- 

eoa)  lo  proprio  Volgare  i  ^ixpro»sim$o C.  L  la.  40. 

è  congiunto  colle  più  prossims  peraoae C  L  xa.  44. 

lo  quale  è  non  prossimo^  ma  massimamente  prossirmo  a  ciascuno.     .  C  ).  xa.  47,  48. 

eh*  e  a  me  prossitmm  pili  che  1'  altre    • C  ì.  la.  5^ 


PROSSIMO  ^■^^^M^^  534 

prossimo.     Chi  del  prossimo  suo  brama  U  moglie P.  F.  17& 

prostro,     e  fitto  La,  mente  abbiamo  in  te  col  volto  prostro P.  F.  331. 

protervo.     Questo  servo  signor  tanto  &  protrrvo.  Che Cam,  x.  48. 

prova.     Vanno  chiamando  Amor,  ciascuno  a /^roiMX C  tii.  Onu.  n.  ^ift. 

Nò  ira  contra  te  fa  lunga  prova Catia.  ix.  B. 

non  potrìa  . . .  Tener  più  contn  me  1*  usata  provn  .    .    .     K  ^.  r4.  84  (Som.  vii.  €). 

Ma  poscia  perdo  tutte  le  mie  provi Sott.  xscriL  & 

provare,     quando  trova  alcun  .  .  .  quei  prova  sua  vìrtute    .     .     y,  N.  19.  57  (Co»*.  L  38^ 

Per  esempio  di  lei  beltà  ai  ^nwa    .........    K  iV,  19.  69  .  Csitr.  i.  50^ 

Onde  'I  parlar  della  vita  eh*  io  provo C  ìì.  Comc  i.  7  ;  7.  49. 

r  altro  fa  che  proit  Di  trarlo  fuor  di  mmla  setta CmnM.  ix.  76. 

Prima  che  co*  malvagi  vincer  ^m* Caica.  ix.  81. 

questo  provot  Che  tu  se*  possession,  che Cane.  x.  41. 

Prima  che  M  suo  maggiore  amico  ^ran Cmma.  xvL  35. 

Che  intender  non  la  può  chi  non  la  prtfv* V.  N.  96.  47  (Soml  xr.  tt). 

proaslnio.     prima  vede  le  cose  ^fio£stmr  chiaramente     .     .     ,     .     .     ,  C  iiL  3,  xxo, 

Protonoe.     la  quale  li  Greci  dicono  Protonoé C  ii.  4.  39. 

prova,     s)  manifesto,  che  non  ha  mestieri  di  ^rom .  C  iv.  xx.  75. 

testimonianza,  a  ciò  ridurre  ^tx  prova C  iv.  xa.  80. 

ft  quelle  cose  . . .  non  è  mestieri  di  prova d  hr.  19.  16. 

provare.     Che  Io  Latino  non  sia  .  .  .  co&i  si  prova     .     .    .     .     .     .    .  C  i.  6.  40. 

come  è  provato  di  sopra CÌ.6l  6a, 

Provato  che  il  cemento  Latino  non  sarebbe  stato C  i.  7.  x. 

Provato  è  ...  la  bontà  della  cosa  piii  propria  che      ......  C  i.  ta.  89. 

siccome  nel  quinto  del . .  .  libro  ^provato  .     • Cu.  15.  43. 

per  Ini  ...  è  provato^  questo  mondo^  cioè  la  terra,  stare    .    .     ,     .  C.  Ìli.  5.  57. 

provo  dò  che  detto  è  con  sensibile  testimonianza C  iìL  6.  109. 

cosi  ^rovo  per  questa  apparenza,  che C  iii.  6.  ia6. 

provo  questo  per  la  sperìenza  che  aver  ...  si  può C  iii.  7.  94. 

siccome  in  quello  ^1  CiWb  #  AfoHdb  è /trowito C  iii.  9.  xxx. 

quello  che  per  gli  uomini  é  .  .  .  provato C  iv.  5.  X84. 

che  .  .  .  sono  .  .  ,  autorìtade,  ci>sl  provart  si  può C  iv.  6.  53. 

siccome  per  ...  è  provato C  iv.  9.  07. 

provo  quelle  essere  vili  per  uno  loro  .  .  .  difetto   . C.  iv.  io.  70. 

che  prova  quello  che  detto  è  di  sopra C  iv.  xa  76, 

Resta  ornai  solamente  a /voparv  come C  iv.  11.  x, 

ciò  si  prova  in  due  particulette  del  testo C  iv.  zt.  3. 

per  questo  saranno  le  ragioni  ...  ^nnnti/ Cìv.  xi.i<k 

eh'  elle  sieno  imperfette  .  .  .  prova  il  testo C.  iv.  xx.  ai. 

intende  di  provart  il  testo  eh'  elle .     .  C.  iv.  X3.  x6o. 

che  ciò  fosse  cosi  si  prova C  iv.  14.  66^ 

che  non  sì  potrebbe  fare  .  . .  così  si  prova C.  iv.  X4.  86. 

sccondocbè  ^rova  il  Filosofo  nel  decimo C  iv.  X7.  93. 

Nella  prima  si  prova  certa  cosa,  che  dinanzi  i  .  .  .  lasciata  non 

provata C  iv.  X9.  ft,  xo^ 

La  qual  cosa  ora  in  questa  parte  prova ,  C.  iv.  19.  ao. 

Poi  quando  dice  .  .  .  prova  ciò  che  dico C  iv.  19.  fa. 

E  cìò^n>Kx  Aristotile  .  . .  per  lo  testo C  iv.  ao.  36» 

siccome  dì  sotto  si  provtrà C.  iv.  ao.  44. 

come  provalo  è  di  sopra  in  altro  Trattato C  iv.  30.  52. 

Provenni,     fanno  . .  .  prezioso  quello  di  Provnun C.  L  xi.  xoo. 

Provenzale,     non  distìngue  ...  Io  Volgare  Italico  0  U  Proven^U  .    .  Cu  6.  56. 

quello  che  domandò  il  Provetualf C  iv.  zx,  93. 

proverbia     Onde  essa  Sapienza  dice  ne*  Proveròi  di  Sslomone  .     .    .  C.  iii.  ix.  xaB. 


535  PUDORE 

prowedenza.     non  mi  sia  villana  La  dolce  provv9dtn»a BmU,  hr.  39. 

provvedere.     Però  ^n>twj;pid  del  mio  stato  Amore Scm.  xxviì.  14. 

prudente.     È  nella  sua  Scnetta  Prudenf*  e  giusta C.  tv.  Cmm.  iii.  133. 

prudenza.    Sì  che/mdlm««  ed  o^i  tua  sorella  Abbi  tu  teco      .     .     .  Cwu,  xviii.  44 

L'  una  ha  .  .  .  PtiuUnsa  ed  onestate  in  compagnia Som,  xxx.  4. 

proverbk>.     nelU /Vom^Ai' di  Salomone  essa  Sapienza  dice     ....  C.  iiì.  14.  6t. 

però  disse  Salomone  ìn  quello  de*  Pnwtréd Cilì.  15.166. 

per  che  in  greco  ^nnvròfb  ò  detto C  ìv.  1.  17, 

Salomone,  che  . . .  dice  Rcllì  suoi  Piwtréi C  iv.  5.  14. 

Salomone  .  . .  nel . . .  Capitolo  de*  Proverbi C  iv.  7.  95. 

nel  quinto  Capitolo  dei  Provtròi C  ìv.  7.  130, 

per  costoro  dice  Salomone  nelU  Prtwnii' C  iv.  15.  137, 

però  scrìve  Salomone  nelli  Proverà ,  C.  W.  94,  163, 

prowedenza.     Nel  datore  .  . .  dee  essere  la  procvttUnmt  in  lar  si    .     .  C  i.  8.  55. 

ti  rìchicde  .  .  .  buona  provxfuUn»*  delle  future C  tv.  07.  45. 

Cf.  pfX>W  iden  IHi 

provvedere,     temendo  che  . . .  prvwiA'  di  ponere  luì C.  i.  io.  71 . 

la  mia  mente  .  .  .  protividg ...  ritornare  al  modo .     .     .     .     .     •     .  C.  iL  13.  x  l. 

però  il  tempo  è  da  pwovtérn C.  Ìv.  a.  68. 

quel  consiglio  che  per  tatti  prowtd*  ...........  C  iv.  4.  94. 

la  legge,  che  a  ciò  prow*^ C.  iv.  04.  is>L 

ma  provueggtndo  per  hii  . .  .  colai  consiglia C  iv.  97.  65. 

pCOWedtmento.     non  dee  %t  riprendere  di  fiwvotéimtmfo C  il.  io.  56, 

per  lo  divino^fomvdlrmmto  ...  èsl  ordinato C.  iii.  5.  19S. 

ordinato  fu  per  lo  divino  Prxywiéiuwnio  quello  popolo  e    .     .     .     .  C*  iv.  5.  30. 

è  apparecchiato  e  ordinato  per  pnwtA'mfnto  di C  tv.  «6.  18. 

PfOvrldenxs.     da  provui«Uti*a  dì  propria  natura  impinta C.  i.  f .  5. 

(a  r  nomo  sollecito  a  lunga  ^rprni^/fMa ,     ,  C  L  10.  64. 

La  Irratf  ragione  fu  un  argomento  di  prowidtnsa C.  Hi.  1.  78. 

però  n*  è  data  la  ^poftMma« C.  iii.  1.  8t. 

f a  .  .  .  preso  ...  da  divina  Pfwvidrmaa C  Iv.  4.  1 13, 

te  la  divina  PrwnndtHMn  . .  .  procede C.  ìv.  5.  a. 

colli  quali  procedette  la  divina  FmwùteMta .     .  C.  ìv.  5.  153. 

cosa  che  .  .  .  dalla  divina  PiwvidtMM^  t  seminata C  iv.  «5.  147, 

C/.  pnTwedenza. 

pnsdente,     che  1'  Anima  nobile  nella  Senctu  «t  è  ì\mknt§   ....  C  iv.  07.  11. 

Conviensi  adunque  essere  PmHtnte,  cioè  Sano C  ìv.  07.  43. 

Né  questo  cotale  Prudmtt  non  attende  chi  domandi      .     ,     •     •     .  C  ìv.  fl7.  64. 

Mostra  che  Eaco  vecchio  fosse  PtwUnlt C.  iv.  «7.  t6t. 

prudenza,    ciò  che  Iddio  con  tanta  pmdtHMa  ha  ordinato C.  iv.  5.  77. 

ai  pone  Prudtnaa  .  .  .  per  molti  essere  morale  Virtù C  iv.  17,  78. 

Qudlo  del^niftJro  ti  é  operare  .  .  .  con  PrmdntMa C  Iv.  aa.  lia 

dalla  PnKÌfn»m  vengono  i  buoni  consigli C.  ìv.  •7.  37. 

da  quel  buono  amNO  .  . .  che  è  FmJmsm C  iv.  97.  8ol 

La  qual  cosa  non  si  può  avere  aenu  pru^gnMa C.  iv.  «7.  1 1^ 

pnnOi.     questo  .  . .  tortisce  per  li  pmm C  ìv.  7.  75, 

FaUtero.    i  versi  del  PmiUn C.  L  7. 99. 

C/.  Salterla 

pabbUoO.     per  amore  del  pmbòiieo  bene C  iv.  5.  lao. 

C/.  piavica 

die  unto  %arto  pudia^  che -  C  iv.  95.  73, 

non  pur  nella  pudica  persona  ...  ma C  ìv.  •$.  9aL 

poi  lo  pudico  .  ,  .  uomo  mai  non  parla  il,  che C.  ìv  35.  97. 

con  eterna  notte  aolvecie  lo  mo  di— aio  p%iitm  .    .    .     .    .  C  Id.  8.  95. 


PUDORE  ^^^^^^^^m  536 

puerìzia.     Lo  qual  con  me  s*  é  fin  dalla /viirrihitf S.P.hta. 

pugnere.    V.  p[mger& 

pui  =  poi.     r.  N.  3a.  53  (CàMM.  iìL  xa)  ;  fio/A  vL  24  ;  K.  A',  ao.  ai  C-Soa.  x.  9)  ;  41.  65 

(Som,  xxìt.  II). 

pulire.     Virtùf  cbe  . . .  invila  Con  materìa  pttJits Cams*  x.  toflL 

Di  bcUe  donne,  e*  han  fiu/ìtì  colli Saf.  hr.  a. 

r  amorosa  lima,  C*  ha  pulito  i  mìei  detti Som,  ynriJi  6. 

E  in /M/rWradopraì  tutte  mìe  lime .     .     .  P. /*.  3, 

pungere,  pugnere.    Quanto  è  quet  tempo  cbe  spesso  mi  pugn*      .    .  Catu.  xiv.  "fi. 

Che,  se  noi  siamo  qt  punti.  Noi  pur  saremo CmttM.  xx.  70^ 

Ben  può  con  nuovi  sprou  pungtr  lo  fianco Sowt.  xxxvi.  la. 

colui,  che  ...  Da  spino  ^mm/o  a  qoel  si  volge  e S,  P,  xxxL  a6. 

punire.     Punisci  in  Antenora  qua)  verace  Non  segue  V  asu     ....  CoMa.  xvìii  aS. 

Ch'  io  3on  punitOj  ed  aggio  colpa  nulla Ca*u.  xxi.  ai. 

ponto»  aJv.  8l  n.     rimane  spenta  Solo  ia  quel  punto  eh' Cam».  xSi,  37. 

Io  son  venuto  al  ^>wn/o  della  rota ,  Gnu.  XT.  t* 

non  venir  meno  A  questo  ^mA>  al  cor  che C^aut.  svi.  15. 

Ancorché  cìei  con  cieb  in  punto  sia Cànm.  -rrw   7<^ 

Per  che  da  questo  punto  .  .  .  Tratterò Cmns,  xix.  8& 

Muovi  In  quel  punto,  che  tu  n*  aggi  oam^ K  AT.  xa.  ia3  (Bai7.  i.  44}» 

pudore,     tre  passioni ...  1*  altra  si  è  Pudon C  ir.  05.  35. 

Iu3  Pudori  è  un  ritraimento  d'  animo C.  iv.  35.  69. 

Oh  quanti  Calli  rifrena  questo  pudort C.  tv.  35.  89^ 

puerizia,     ond'  io  nella  mi»  pumaa  ...  1'  andai  cercando     .     .     .     .  K  iV.  a.  48. 

come  tu  fosti  suo  tostamente  dalla  tua  putrixia K  Al  xa.  59. 

L' una  delle  quali  è /«m»a C  i  4- 11. 

che  furono  quasi  bali  e  tutori  della  sua  pumma C  ìv.  5.  92. 

stato  e*  era  nel  basso  stato  della  fmtrisìa C  iv.  93.  ioa. 

pugnare,     lo  loco  ove  è  da  fermarsi  e  da  pugnart •  C.  iv.  a6.  59. 

puUre.     nella  femminczza  essere  bcnt  pulita  di  barba C  l  xa.  65. 

pullulazione,     non   perviene   per  ...  e  per  esser  disviata  la  sua 

pullulaaioMe ...•Civ,  aa,  lai. 

pungere,     io  rimasi  di  tanta  tristìzia  ^mm/o  . Cit.i3.&. 

punta,     è  loda  nella  punta  delle  parole C  ì.  a.  47. 

quella  che  viene  .  .  .  nella  ^km/h  della  pupilla C.  iì.  io.  361 

i  quasi /riN/a  dell' ultimo  desiderabile C  ìv.  la.  174. 

quanto  dalla  ^ww^  ver  la  base  più  si  procede C  iv.  la.  176. 

ben  trarre  della  ^hm/o  d'  un  coltello C.  iv.  37.  53;. 

punto,     era  tonuto  .  .  .  quasi  ad  un  medesimo  punto ,  K  iV.  a,  3. 

In  quel  punto  dico  .  .  .  che  lo  spirito  .  .  .  comìncio ,  K  iVi.  a.  19. 

In  quel  ^MHio  lo  spirito  animale  ...  cominciò K  W.  a.  a6. 

In  quel  ^m/o  lo  spirito  naturale  ...  cominciò K,  A.  a.  33. 

tanto  più  gravi  e  dolorosi  punti  gli  conviene  passare K  iV.  13.  14. 

cessò  .  .  .  entro  quel  punto  eh'  io  volea  dire K.  A.  33.  xoow 

siccome  tra  il  punto  e  'I  cerchio C  ii.  14.  007. 

che  ...  il  punto  è  princìpio  dì  quella C  it.  14.  axck 

tra  W  punto  e  '1  cerchio  ...  si  muove  la  Geometrìa C.  si.  14.  axj. 

che  1  punto  ...  è  immisurabile C  iL  14.  ai6. 

lo  quale  è  da  un  punto  a  un  altro C  iL  15.  07. 

fa  nuova  circulazìone  di  punto  a  punto C  iì.  15.  98  (iù). 

rcdìre  a  uno  medesimo  ^wk/o C.  ii.  X5.  xxa. 

Li  punti  delli  quali  archi  si  dilungano  .  .  .  per  ventitré  gradi  e  ano 

punto  più  ;  e  1*  \xuo  punto  è  *\  principio  del  Cancro     .     .     C  iìi.  5.  137,  140  (Aù). 

volta  la  spera  del  sole  e  tornata  a  un  punto C  iii.  5.  aoOw 


4 


537  PURO 

punto»  adv.  &  N.     che  tu  non  pui  Ptmh»  celar  U  dolorosa  mente  V.  N.  aa.  96(59».  %\\L  8). 
Entro  ^\lc\  punto,  che  lo  suo  valore  Vi  trasse  .     .     .    K.  M  35.  47  (Som.  xvììÌ  [a*^.  3). 

lo  maledico  il  d)  eh*  ...  £  '1  punto  che  veniste Son^  xxxÌÌì,  3. 

porche.       CanM.  xìv.  48  ;  xz.  90. 

pure,  y*  N,  03.  169  (Coir*,  lì.  43)  ;  311.  103  {Con*,  iii.  63 *)  ;  C  ilL  Ciih«.  ii.  83  ;  Cans.  x, 
59,  114  ;  xL  I  ;  xiv.  4,  aS  ;  xvi.  1,  19.  40;  xiz.  78;  xx.  71  {bis\  78,  80; 
5«/.  i.  97  ;  ii.  IO  ;  V.  N.  «4.  54  {Soh.  xìv.  5)  ;  49.  50  {Soh.  xxv.  4}  ;  Som, 
xxjti.  S  ;  xjuv.  4  ;  xlvtì.  13  ;  Uii.  5  j  5.  /*.  vi.  6  ;  xxxi  ai  ;  xxxviì.  46,  7*  ; 
I,  4  ;  ci.  70;  cxliL  IO,  aa,  41.  44.  5®:  P'  ^'  "»• 
purgare.  K  per  purgar  la  nostra  voglia  ingiu&ta  .  .  .  abbiara  .  .  .  P.  F.  100. 
poro.     Cosa  mortale  Come  cssrr  può  si  ...  e  si  pura     .     .     .     K.  /V.  19.  63  ',  Outs.  L  44). 

La  sua  Anima  punt  [,  ,  .  Lo  manifesta] C.  iii.  Catt».  ii.  30  ;  6.  108. 

O  cara  ancella  e  pura Gm«.  x.  39. 

Con  pura  unita  fede  Eri  beata Camm,  xviii.  ao» 

ponto,     e  quel  punto  non  passa  se  non  per  errore C  iii.  15.  95. 

non  t  da  linea  a  linea,  ma  da  punto  a  pun$o    •,«....       C  !▼.  13.  155  (Mi). 

questo  è  quando  in  esso  t  un  punto    ..,.•,.....  C  iv.  16.  88. 

in  quelle  sostenendosi  ...  infino  aJ^Mff/o  che •     .     .  C  ìv.  93.  37. 

Là  dove  sia  il  punto  aommo  di  questo  Arco C  iv.  93.  88. 

pupilla,    raggio  che  passa  per  le  pupiiU  del  vipistrello C  ii.  5.  137. 

viene  per  retta  linea  nella  punta  delta  ^/*Utf C.  il.  10.  36. 

quello  .  .  .  riceve  la  forma  nella  pupilla  per  retta  lìnea      .     .     .     .  C  ii.  10.  44. 

Dell*  acqua  eh'  è  nella  pupilla  dcM*  occhio C.  iii.  9.  73. 

Da  questa  pupUU  lo  spirito  vt&ix'o  .  .  ,  la  rappresenta C.  iii.  9.  83, 

e  r  acqua  della  pupilla  similmente •  C  iti.  9.  99. 

del  colore  del  mezzo  e  di  quello  della /kN/«V7ii C  iii.  9.  95. 

per  essere  la  tunica  della  pupilla  sanguinosa C.  iii.  9.  133. 

trarre  della  punta  d*  un  coltello  nella  pupilla  dell*  occhio  .     .     .     .  C.  ìv.  97.  53. 

pupillo,     malnati  I  che  disertate  ...  ^m^iW Civ.  37.  119. 

porcbè C  ì.  XI.  54. 

pure.  K  M  15.  7  ;  19.  9,  154  ;  «3.  a?  ;  «4.  74  ;  «6.  3»  ;  38.  aa  ;  40.  30;  41.  «3  ;  C  L  3. 
44;  4-  48;  6,  7a;  7.  6i(A»i);  8.  aa,  37;  ii,  3.  ai,  33;  5.  56»  68,93,  94,  1  ai  ; 
8.  as,  3t  ;  9.  74  ;  16.  54  ;  iii.  i.ai,  a6,  79  j  4.  17;  8.  11,  130,  ao5  ;  to.  94  ; 
14.  195  ;  15-66;  »v.  5.  87:  6.  80;  10.  56;  19.  89;  13.  M,  58»  95»  99.  "»  I 

»4-  34.  35.  44.  «49;  «5- 39.  53  1  «6.  44,  56:  ai.  5»  ;  »a.  43,  46  ;  33.  ni  f 

34-  «69  ;  95.  75.  90,  1 19  ;  37.  30,  36,  67,  146  ;  98.  47,  68  ;  30.  51. 

purgamento,     che  argomento  di  colpa  è,  non /^Mrjum/fi/o     ....  C  ìli.  4.  46. 

purgare,     sogliono  . .  .  quello  purgan  da  ogni  macola C  i.  a.  3. 

lo  illicito  e  ...  il  coltello  del  mio  giudicio  purga , C  I.  •.  13. 

Perdette  ...  il  pane  ...  è  purgato  dalla  prima  sua  macola    .     .     .  C  L  s.  113, 

perocché  '1  mio  pane  é  purgato  da  una  parte,  coavicnlomi  purgan 

dair  altra C  t.  3.  7,  a 

Poiché  purgato  è  questo  pane C  I.  5.  1. 

puotesi  veliere  questo  pane  .  .  .  essere  . ,  .  purgmtp,    .     .     .     •     .  C  1.  13.  79. 

t'  acre  dalli  raggi  me  ridirai  purgato .•■•••  C  li.  16.  47* 

nel  quale  .  .  .  purgo  lei  d*  alcuna  dubitanza      «•••....  C  iìL  l.  109. 

io  intendo  purgmn  la  Cantone  d*  una  riprensione    , C.  Ìil.  9.  5. 

porlaBinio.    V  albergo  . .  .  convenia  eaaere  . . .  puntsimo C.  Iv.  5,  35. 

purità,     tanto  vìncenti  nella  purità  del  diaUno CUi.7.  99. 

quasi  dìaCani  per  la  purità  della  loro  forma      . C.  Ìli.  7.  49. 

•econdo  la  sua  purità,  discende  in  essa  .........*  C.  ìv.  ai.  69, 

che,  per  la />Mn/à  dell' anima  ricevente  ...  dtt C  W.  ai.  71. 

puro,     dir  cose  sono  che  sono  s)  purt  arti,  che  ■     .     •     •     «  C  Iv.  9^  1 14. 

die  regole  sono  in  qudla  che  sono  purt  arii  .    .    .    .  C  iv.  9.  151. 


Putto  ^^^■PVPHPI^^V  53B 

poro.     Non  è  fmn  virtù  la  disvUU Cèmm.  xcx.  sB. 

Ma  virtù  finra  in  ciascuno  sta  bene Cik*.  zix.  69. 

qua]  volta  mi  rammenta  .  .  .  quella  federami BmU,  m.  tt. 

Colei ...  11  cor  le  fa  d^  ofcni  eloquenza  puro Som.  xxviii-  13. 

a)  . .  .  coro  De'  cittadin  della  tittade/Mrv Som.  xxzriL  & 

E  rome  I*  oro  fiuro  dentro  il  fuoco Som.  xIt.  x<k 

Tu  sei.  Signor^  ta  luce  chiara  e  pura S.  P.  cL  4& 

che  ...  Io  esca  .  .  .  puro  come  semplice  colomba -SL  P.  ci.  a  14. 

putrido.     Ahimè  I  che  'l  nostro  ^/niio  letargo  .  . .  rompe,  e  .     .     .     .  S.  P.  xxxviu  16. 

qua. S.  P.  xxad.  1 5. 

quaggiù,     veder  ...  gli  angeli  di  Dio  fiM^uffiì  venire Cmhm.  xvii.  5ft. 

E  diaci  grazia  a  viver  si  quaggiù /*./*.  949. 

quaggioao.     E  fella  di  qmaggiuso  a  sé  venire V.N,  30.  66  iCmm,  im,  a6^. 

questa  nobiltate,  Che  vien  fuaggiÈUo Cohm.  ìx.  48. 

Che  . .  .  infonde  Vita  e  virtù  quaggittao CamM,  xix.  iool 

qmle.     V.  N.  19.  50  (Cane.  \.  31),  54  (Gina,  t  35%  66  (Can*.  L  47"*.  7«  (Gma.  L  S3>; 

03.  138  (Catta,  ii.  Il),  139  (Gma.  iì.  ia\  i^a  ^C*Ma.  ii.  45),  174  {jCmn.  fi. 

por&     che,  o  vengono  da  j^wni  fortuna C.  ir.  ti.  59, 

che  . . .  più  e  men  pura  anima  si  produce C  fv.  »i.  6;. 

parpuretk     che  . . .  dintorno  loro  si  (acca  nn  colore  purpuno     ...  FI  W.  40.  33, 

Il  perso  è  un  colore  misto  di  purpurro  e  di  nero C.  ir.  90.  14. 

pmrillAniinitA-     xriltà  if  am'mo,  c\o6  pustlfantmità CI  i.  zt.  low 

L'  a/tra  è  di  uatunU*  puailiammità  causata .  C  rv.  xj.  140^ 

posUlanlmo.     \o pusUlammo  per  contrario  ...  si  tiene C  t.  tt.  laCL 

per  comparazione  alla  quale  si  fa  ...  il  pu^hnimn  piccolo  .     .     .  C^  L  11.  133. 

che  *I  .  .  .  fa  minori ...  e  11  pustVanimo  .  . .  maggiori C  Ì.  11.  13& 

lo  pustllammo  ...  le  sue  cose  crede  valere  poco C.  i.  it.  148. 

qua.       C.  I.  5.  58  ;  ii.  14.  83  ;  iii.  5.  187  ;  15.  aoo  ;  iv.  5.  7»  ;  6.  140. 

quadrangolo,     la  figura  dello  quadrtmgoio  sta  sopra  lo  triangolot  e  lo 

pentagono  sta  sopra  lo  fttmJm$tgo/ó .     .     .  C  hr.  7.  t4t,  14). 

Dunque,  come  .  .  .  rimane  fvadnntgoh .     .  C  iv.  7.  147. 

quadrare,     e  il  cerchio  ...  è  impossibile  a  qìtadrarr C  ii,  14.  atS. 

Quadrivio,     le  sette  Scienze  del  Trivio  e  del  QuaJntno C.  ii.  14.  56. 

quaggiù*     li  detti  cicli  adoperino  quaggiù  secondo  la K  A.  30.  19. 

le  anime  di  qua^'ù  s*  accendono  ad  amare C  ii.  6.  115. 

quel  cielo  era  quaggiù  cagione  d*  amore ,..Clu.6.  xtS. 

in  queste  cose  di  quaggiù C  iì,  7.  9a. 

tutte  le  altre  nature  di  quaggiù C.iÌ.9k  77. 

che  distinguere  dì  quaggiù  non  le  potemo C  ìi.  15.  71. 

tutti  quelli  ricevono  quaggiù  la  virtù C  ii.  15.  135. 

poco  dì  loro  virtù  quaggiù  verrebbe C  ii.  15.  136^ 

Di  vero  non  sarebbe  quaggiù  generazione C  ii.  15.  15^. 

la  gente  dì  quaggiù  gentile  pensano  di  costei C  iii.  6.  37. 

fabbricano  col  Cielo  queste  cose  dì  fNa,£g7M CtIÌ.6. 68. 

quella  gente  che  quaggiù  maggior  diletto  riceve •  C  iii.  6.  Sa. 

discendendo  lo  raggio  suo  quaggiù C.  iii.  14.  03, 

in  altra  cosa  di  quaggiù  esser  non  può C,  in.  15.  at. 

il  quale  dispone  le  cose  di  quaggiù  diversamente C.  iv.  a.  51. 

più  piena  . . .  che  altra  cosa  che  quaggiù  sia C  iv.  sa.  191. 

la  nostra  vita,  e  ancora  d*  ogni  vivente  quaggiù C  iv.  33.  59. 

qualche,     conviene  per  qualcht  accidente  essere C  iii.  la.  65. 

quale.     K  iV.  1.  a,  4,  5,  6  ;  a.  6,  7.  ao,  37.  38,  34,  40,  53,  63,  65  ;  3.  8,  ti,  a6,  39,  34,  35» 

39»  4I1  44.  50.  61.  67.  7»!  97i  "»  :  4-  13  ;  5-  4.  7r  »9  ;  6.  11  ;  7.  1, 13  ;  &  5, 

8,  19  ;  9.  a,  13,  ai,  35,  39,  60  ;  la  la,  15  ;  11.  5.  as,  a?  ;  la.  43.  47t  9^  36, 


539 
quale. 


QUALITÀ 


47  :  òis),  i88  (Cmn»,  il  6i)  :  sa.  Ss  (Csff«.  Ui.  48>,  soo  (Cana.  ih,  6o\  106 
(CanM.  ili.  66%  109  {Canx,  Jii.  69)  ;  C  ìì.  Cmns.  i,  34  ;  Hi.  Camg,  il.  39,  68  ; 
iv.  Gnu.  iii.  13.  87;  Can^.  ix.  10,  09,  43;  x.  10.  «4,  sr9  (AijiK  lao  ;  xL 
96.  46.  57,  63;  xii.  3  ;  XV.  9,  48  :  XVI.  36  ;  xvii.  3,  16.  38  :  xviii.  4,  15,  aB, 
49;  xix.  16,  3fl  ;  zx.  4,  13  ;  S^st.  ii.  8,  16  ;  iv.  14  ;  t^.  N,  la.  Bs  {Baff.  i.  3)  ; 
Bo//.  iii.  io;  V.  II  ;  vi.  15;  vii.  io  ;  x.  4  ;  V.  N.  7.  38  (Son.  ii.  ii*)  ;  8.  aa 
{Som.  ili.  a),  61  {Som.  iv.  17)  ;  13.  44  {Son.  vi.  91  ;  14.  88  {Soh.  vii,  io  :  *tf)  ; 
15.  40  (Som.  vili.  13^»  aa  19  (Som.  x.  7*  ;  sa.  101  {Son.  xiìi.  13^  ;  33.  a8 
{S<m.  xvii.  3)  ;  36.  49  {Son.  xlx.  14);  Som.  xxix.  6;  xxxr.  9  ;  xxxvi.  13; 
xxxviii.  4  ;  xliL  14  ;  xlv.  4  ;  xlviì.  7  ;  S.  P.  xxxì.  8;  xxxviì.  15,  17,  54,  70; 
l.  la,  47i  63  ;  ci.  a,  47.  55»  »<*9  ;  cxxix.  14  ;  cxUi.  a,  11,  63  ;  F,F.  «5,  6r> 
64.  66.  84,  88,  844. 
qualità.     Non  U  ci  tolse  qualtià  di  gelo  . l'I  W.  30.  56  (Coma.  UÌ.  18). 


quale. 


63»  701  77  ;  «3-  6.  Bf  a6,  57  ;  14.  4,  io,  30,  6a,  65.  71  ;  15.  a.  18,  84,  60,  63; 
16.  3,  4.  6f  9;  «7-  «;  <8-  4,  «7»  ■<  ;  >9-  a»  »»»t  »3^  »43  ;  «>.  io;  ai.  4,  51  ; 
aa,  3,  «7,  «8,  4»,  55  ;  33.  5,  7,  io,  ag,  51,  60,  86,  94  ;  34.  18,  37,  46,  65,  70  ; 
«5-6,  18,  46»  66»  7«.  73;  »6»4.  30  ;  »7-  7' 9  ;  «8-  8»  13  1  a9- «6  ;  30.  6,  11, 
36;  3^- 6,  39  ;  33-  a»  "»  16.  «>.  «5  ;  34-  «5  ;  35*  it  4*  7»  »8.  ai  ;  36.  3,  io, 
34;  37- 9;  39-  ^9;  40.5.33.44;  4t.4i5.  7»»8.«9.33;  43.5*8»  «a,  »«  ;  43- 

3,  15;  C  i.  I.  9,85,09,  31.76»  83.  85,  los,  109.  Ili,  135;  a.  ao,  53,  Sa,  106, 
109,  116,  lao,  laa;  3.  13,84,  85,  09.  40.80;  4,  11,  aa,  34,  89.63,69*75,  91, 
98.103  ;  5-37.  4*.  54.  76,78.81,  101  ;  6.35.68;  7.7.  10,69,73;  8.9,93,97, 
116;  9.  17.  30.501*^"),  55;  toa3.39f  47.  5»»75t97.  «00;  11.  16,  19*  39>  87. 
133».  U9.  "5^  ;  <»-  5.  47.  7».  81,  98;  13.  a,  13,  41,  77i  83.  86  ;  ii.  1.  54.69; 
a.  30,  48,  49.  6r,  63.  67,  70  j  3.  a,  5.  6,  la,  9a,  43.  45.  58  ;  4.  ix.  36,  37,  39, 
40.  44,  45.  54,  79.  8t,  93,  101,  loa;  5,  a,  7,  la,  39.  41,  4»,  44  {bis),  74,  96, 
116,  lao;  6.5,  15,  16.34.63.  71,98,  109,  113,  115.  lae,  133,  148,  I59,  160; 
7.37,64,91,  100;  8.5,51;  9.5,31,  54,  »03.  05.  >a4.  <»9.'35;  'o-  «i.a?, 
39,  48.  81  ;  II,  Sf  5,  e,  15.  88,  33.  36,  50.  65,  69  ;  13.  48,  63,  68  ;  13.  6,  15, 
«8,  87.  38,  37  ;  14.  15.  18,  87,  3t.  33,  35,  40.  73,  74.  97.  134,  139,  140,  149, 
167,  181.  183,  185,  325,  a47  ;  15-  «7.  5«.  54,  73.  79.  8a,  88,  90,  97.  105,  uà, 
134.  167,  170.  «83,  1B7  ;  16.  4,  9,  II,  ao,  88.  35,  41,  51.  57,  63,  73.  81,88, 
ioa;  iii.  I.  4t  »3.  31.  34.  35.  68,  73,  88.  ioa.  104.  106.  108  ;  a.  io,  17,  ai, 
86,  64,  68  (Am),  78.  73,  78,98,99.  114,  134;  3,  4,  5,  87.58  t«ù).  78,89.  98; 

4.  13,  35,  38,  38,  39,  57,  88,  93,  las  ;  5.  4,  55,  77.  lai,  133,  138,  147,  163, 
177.  «85.  195  ;  6.  4,  60,  66,  187  ;  7.  «4«  54.  93*  "»»  ««5.  »»7.  135.  >38|  144» 
»*".  «57,  «59.  «64.  178;  8.89,35.51,63,  74.84.  150.151,  154,  157,  161,  176, 
183,  199,303;  9- 5*6.  11,88,45,63,89,90,  133,  189;  10.80;  II.  38,69.173, 
lA  «83;  18.  u.  15,  17,  19.41.54.95.  «07;  13.  18,34,46,51.93.94.99.  H». 
ita;  14.  57.  71,  90,  107,  134,  137  J  15  4.  15*  «7.  "o.  «9.  36.96,  103.  «U. 
186.  189,  »3a,  137  (W«),  138,  148.  159.  160;  tv,  I.  33.  39.  4a.  43.  57.  65,  78, 
8a,  88,  97  ;  a.  ai.  a6,  50,  79.  95.  «33.  '44  ;  S-  »»  .  4-  5.  7.  »7.  36,  40.  4»,  86. 
t04,  188  ;  5.  36,  38,  4»,  103,  f5B  ;  6.  la,  32,  46.  65.  84,  «13  ;  7-  35.  77.  «53; 
8.  15.  36;  9.  47.  78.  79.  9'»  «03.  164  ;  IO.  14.  16,  41.  100.  »o4.  109;  It.  4r 
53.  55.  57.  99  :  «»■  53i  60,  96.  97.  1 18,  147,  187  (*«),  189,  aoS  ;  13.  19,  35, 
4».  89.  115.  06,  135,  136;  14.  30.  «41.  "47;  «5«4»  »5.  ^1-  54.  64,81.  I83, 
176;  16.  88,  108.  115;  17.  86.  3D.  34.  38,  41.  44.47.  50.  53.  55.  60,  6b.  90, 
101  ;  19.  19.  36,  51,  79  ;  Bo.  3,  4.  Bo.  103  ;  ai.  4,  38,  43,  44,  64,  79,  84,  109, 
lai  ;  aa.  ao,  So.  90,  1 16,  118.  136,  13B,  143,  167.  195,  807,  809  ;  33.  B(*a), 
46,  6».  71,  79.80.  96,  115;  04.  «a,  »7.  34.  57.  81,  89,  103.  106,  no;  85.3, 
18,  30,  106,  144  ;  «6.  5.  18.  49,  53,  54.  58.  6e.  86,  90  j  87.  7,  35.  55.  58.  60^ 
83,  98  {hu\  114,  115.  139,  147,  193  ;  aa  4.  81,  86,  94,  loa,  X07,  117,  lai  j 
89.  a.  3.  4.  14  :  3^.  4i  <a> 

com'  egU  U  vede  Ule,  cioè  io  ulc  fwrfftì K.  iV.  48;  «3. 


QUALITÀ  540 

qoa'itÀ.    venfonmi .  . .  L'  oscure  fualilà  eh'  Amor  mi  dona,     y,  fi.  x&  as  {Sem*  ix.  %\ 

pensavate  La  quaiità  della  mia  viu  oscura f^.  iV.  36.  54  (Som.  xix.  6^ 

qmlom.     Che  più  mi  trema  il  cor,  qualora  io  penso       ......     CmmM,  ziì.  97. 

qualora  davanti  Vedetevi  la f.  AT.  37.  ao  (Som.  xx.  5V 

Qualora  Ìo  penso  che  son  fatto  lasso S.  P.  cL  35, 

qualunque.     Tanto  disdegna  quatunqHe  la  mira fìmlL  x.  5. 

quando.     K.  A'.  19.  51  (Garu.  i,  33},  56  t^Cana.  i.  37%  77  (Orna.  L  58)  ;  ag.  154  ,Ci««.  ii. 

27),  194  \CaHM.  ii.  67),  aoS  {Cohm.  ii  81)  ;  fl8.  18  (/*.  C  5)  :  32.  79  (£^iu 

iii.  33),  84  {Cohm.  iiì.  44),  89  (CsMa.  iiL  49)  ;  34-  44  (Ca«».  hr.  18)  ;  C  iti. 

Gtf.  ii.  a6,  81,  88;  iv.  Crina.  iìL  14^;  Caiva.  x.  114,  153;  xi.  aa,  41,  53; 

xii.  71  ;  xiiL  e,  la,  ni  \  xiv.  aj,  35,  43,  49  ;  xv.  9,  67,  69  ;  xvL  1%  ai,  3»  ; 

xviii.  27  ;  xix.  130  ;  Stst.  i.  3,  13  ;  ii.  41,  59  ;  i"-  7t  '6.  «>  ;  iv.  34  ;  K,  if. 

la.  94  {BalL  i.  15%  98  {BaU,  i.  19),   laa  i^Ball.  i.  43)  ;  Bo/^  ri.  9  ;  via.  03; 

X.  II,  18,  ao  ;  K.  A^.  3.  83  {Son.  L  7)  ;  9.  53  {Soh.  v.  9)  ;   14.  Sa  iSam,  vii.  4), 

85  {SoH,  vii  7)  j  15.  89  (Son.  vili,  a),  30  {Son,  viii.  3)  ;  aa  17  (Som.  x.  5)  ; 

qualità,     sale  nella  qualità  di  costei  in  grado  che ^     V,  N,  40.  85. 

cioè  alla  sua  mirabile  qualità K.  TV.  43.  33. 

la  presenza  rìstrìgne  V  una  e  1'  altra  qualità    ........     C  i.  4.  361. 

narro  la  qualità  di  queste  diversità ....Cil.  8.8. 

£  ponsi  la  qualità  della  ricreazione,  dicendo C  iii.  14.  99. 

le  cose  ,  .  .  comunicano ...  le  loro  qualità C  iv.  1.  & 

è  ingrossato  non  per  quantità,  ma  per  qualità C  iv.  34.  52. 

in  questo  tutto  ...  si  dicono  essere  le  qualità  delle C  ir.  39.  ioa. 

qnalitade.     del  caldo,  eh*  è  naturale  qualitadt C  ìv.  9.  za& 

perocché  1*  umido  radicale  è  ...  di  migliore  qualitadt C  iv.  33.  70. 

li  combinatori  delle  contrarie  ywa/fi/a^' Ct«*.  a3.]f4. 

qualunque.     Ma  vegnaci  qualunque  è  .  .  .  nella  umana  fame  rìmaso    ,     C  L  i.  93. 

qualunque  cosa  è  per  sé  da  biasimare     ,    • C  L  a.  a6. 

in  qualunque  uomo  fosse  ...  1'  abito ..•.•Ci.6.  50. 

^mo/mh^m^  ore  lo  guidatore  è  cieco,  conviene C  L  xi.  aB. 

qualunque  altri  vivono  secondo  alcuna  ragione C  ÌL  9.  71. 

da  qualunque  sì  comincia C  ii.  14.  157» 

da  qualunqu*  parte  sì  tira  la  corda C.  iii.  5.  ioa. 

in  ftMf/MM^uf  parte  r  Anima  più  adopera C.  iii.  8.  53. 

qualunque  dubitasse  in  ciò  che  ...  si  discorda C  iii  xo.  47. 

lei  essere  madre  di  tutto  qualunque  principio ,     .     •     C.  iii  25.  157. 

però  qualunque  cosa  vede  .  .  .  crede  che  sia  esso C  iv.  xa.  155, 

per  qualunque  modo  il  desiderare  ...  si  prende C  iv.  13  83. 

qualunque  in  sua  natura  si  vede  essere  perfetto C.  iv.  !&  47. 

cioè  a  qualunque  va  cercando  la  Beatitudine C  iv.  aa,  178. 

qualunque  ora  esso  caccia  .  .  .  e  fugge C  iv.  06^  38, 

ma  eziandio  a  qualunque  appresso  lei  va     . C  ìt.  87.  69. 

qualvolta,     qualvolta  più  ci  è  presso C.  ii.  7.  X04. 

quando.  V.  AT.  3.  4  ;  3.  46,  103  ;  4*  ^9  :  9-  ^5  ì  ««•  i.  9.  «8  ;  "•  «8, 131  ;  ^4-  lox  ;  1%.  6» 
47»  5»;  «6.7.  14;  18.  la;  19.  ioa,  iii,  141;  20.38;  ai.  44,48;  as.  11,76» 
103,  III,  337;  36.  4,  6;  39.  6;  33.  a6,  37;  35.  11,38;  36-  Mi  38.  i7; 
39.  io;  43.  41;  ^.  i-  r.  '9.  «3;  a.  91,  loi  ;  3.  58,  59;  4.  49.68,  70,  73,  73: 
5.  83,  96,  98;  7.  35,  34.  5*1  5Sf  56,  59»  73;  8.  i,  30,  Zh  Jo».  «05,  108; 
IO.  3,90,  94;  ii.  X,  35,  46*53;  2.  8j  4.  41;  6.  39,  134;  7.  31.  33.40,5»; 
8.  ao.  43,  64,  91  ;  9,  78,  136  ;  10.  8,  14,49»  53»  76  ;  11.  36.  88  ;  I3.  a.  17  ;  24. 
43,88,  119,131,  165,  166,  191;  16.34,83;  iii  1.64;  3. 13,  37,  X46;3.43,9o; 
4.  I,  16,  30,  73.  118  ;  5.  r,  43,  78,  I44,  i5«,  171,  X78,  181  ;  6.  si,  33,  38,  61, 
69,  83,  88,  108;  7.  9,  93,  146:  8.  33,  94,  131,  136,  197,  199;  9.  18,  86,  89, 
243;  xo.  10,  43,  sa,  57,  58,  59;  XI.  166;  xa.  a8,  31,  84;  23.  ai,  39^  31^ 


541  QUANTUNQUE 

quanda        ai.  ao  {Som.  u.  i«)  ;  96.  3B  (Som.  xv.  a)  ;  36.  31  (Son.  xìx.  3)  ;  41.  59  (Sott, 

xxiv.  5);  4a.  51  {Som.  xxv.  5),  55  {Som,  xxv.  9)  ;  Som.  xxviì.  la  ;  zxxU.  la  ; 

zliii.  ìa  ;  xliv.  a,  5,  6,  io,  la  ;  5.  P.  vi.  31  ;  xxxi.  47  ;  xxxvii.  30  ;  I.  «9  ;  cu 

37»  39.  103;  cxlii.  aa, 

quandunque.     Quandunqui  \  colli  fanno  piìi  nera  ombra Sési.  i.  37. 

quanto.      K  N.   19.  44  [Cans.  i.  35),  68  (Caiu.  i.  49)  ;  C  u.  Caiu.  t  46  ;  tii.  Cam*,  lì. 

ao.  50,   78;  iv.   Cana.  ili.  66,    107,   i^o  ;   CaMa.  U.   la,  33,  31,  40,  50,  63; 

X,  16,  45t  183  ;  xi.  li;  xiL  19,  57;  xiiì.  3,  10;  xìv.  8,  37,  61,  74,  76.  83; 

xvJi.  39,  47  ;  xviii.  7  ;  xix.  79,  103,  124,  i  a6  ;  xxi.  36  ;  Stst,  iii.  aS  ;  Batt.  rr. 

ai  ;  V.  4  ;  X.  as  ;  V.  N.  7.  ao  {Son.  il  3)  ;  8.  39  {Som.  iii.  9)  ;  36.  99  {Som. 

xix.  i)  ;  5wt.  xxvi.  5  ;  xxxix.  1 1  ;  liv.  1 1  ;  S.  P.  xxxvii.  15  ;  L  sa,  a8  ;  ci. 

85;  P,  F.  a,  aa,  117. 

quantom.    Qu^ntMm  spca  inlcr  me  de  ipsa  durat CaMM.  xxi.  39. 

quantunque.     QuantuttifM  voMc  [,  lasso  I  cai  rimembra]    .  V.  N,  34.  18,  97  {Can».  iv.  1). 

quando.  44  {bis\  57,  63,  65.  67;  14.  83,  15.  56,  ni,  139,  164,  167,  169,  170,  170, 
174  :  iv.  a.  38,  i4«,  154  ;  4.  47,  nò;  5.  8.  «8,  57.  M3.  «S».  <6>.  165.  «7"! 
7.  loa;  8.  ^a,  in,  114,  Ma;  io.  15,  65,  7a,  83;  11.31,37,60,66,67,69, 
Ila,  139;  la.  90,  loB.  109;  13.  104,  105,  III,  119,  140;  14.  la,  16,35,50; 
»5  8,  45,  68,  97,  101,  Ila,  170,  na,  175,  186;  16.  54,  78,  80,  84  {bia\  87, 
no;  17.  17.  75:  18.  13.  "S;  >9-  59.  7».  96;  «>•  »i  3'»  47;  «i.  3»;  M.  37  ; 
«3.  33,  106  ;  34.  60,  140  ;  ay  6a,  80,  109,  «3,  133  ;  a6.  53,  35.  65.  71,  94, 
96,  MI,  137;  37.  106,  145,  161,  169,  173,  184  ;  aS.  9,  90,  loo;  89.  38;  30. 
34,48. 
quantità,     la  quantità  e  il  peso  del  bene  gli  pare  piti C.  1.  a.  66. 

la  lama  dilata  .  .  .  oltre  la  vera  quantità C  i.  4.  3, 

la  fMfMAftì  del  suo  diametro  non  ò  più  che •     *     .     C  il.  14.  93. 

veduta  fu  .  .  .  grande  quantità  di  questi  vapori C.  ii.  14.  179. 

Curio  .  . .  grandissima  quantità  d' oro  . .  .  rifiutare C  iv.  5.  1  la. 

che  .  .  .  appare  di  quantum  dì  uno  piede C  iv.  8.  60. 

questa  promissione  in  certa  quantità  di  .  .  .  afTemando      .     .     .     .     C  Jv.  la.  44. 

recano  nuovo  termine,  cioè  maggior  fMdn/iVÀ  a  desiderio     .     •     •     .     C  iv.  lau  50. 

o  grandi  o  piccole,  secondo  la  quantità  del  sole C  iv.  33.  145. 

r  umido  è  ingrossato  non  per  fNdn/i/iì,  ma C  iv.  34.  51. 

rimane  della .  .  .  vita  ...  in  quantità  di  Jitawnm  .  .  ■  .  .  •  C.  iv.  34.  ^. 
quanto  vi).  K  W.  a.  3;  3.33;  5.31  ;  6.  3  ;  8.  7»  ;  9- 7*9  ;  «»•  «7;  «3.  «3;  U.  6;  15.11; 
17.  io;  18.  66;  19.  ii8,  133  ;  ao.  a8,  30  ;  ai.  37;  aa.  5:  33.391;  04-35»  ^5- 
34  ;  36.  il  ;  38-  ".  13:  39-30;  40.47;  4 »■  38, 44.  47.50:  43.  7;  CI.  I.  136; 
•-45.  »»8;  5.  73  ;  6.  ^7  ;  8.  15,  37.  93  ;  9-  ai,  4»;  io.  46,  57  1  "•  »7.  «i 
150;  la.  30, 40.  43- 67  ;  13-  <3i  39;  **-  '•  »"3;  34;  4- «5  50,  63,  64,69,  76, 
86;  S.  i6,a3.  34,  34.81,  las;  6.  47  (Aù),  50,  138  ;  7-  106  ;  8.  36  ;  9.44;  «o. 
50;  11.30,48,65,  74  (Wi),  76  (Al»)  ;  la.  16,  51  ;  13.35;  M-  "7.84.  107.  151. 
184.  aai  ;  15.  147  ;  '»•  «•  >o,  16,  97  ;  a.  45i  63  ;  3.  69  KÌn»\  139,  130  ;  4.  46» 
49;  5-  «<o,  153,  164,  3C3,  304,  ao6  ;  6.  16,  50,  56,  66,  9*,  119  ;  7-  58  ;  8- 
«3,60,  179,  180;  9.67;  10.13,  «7;  "5'.  «n;  13.  a<,  87,91,99,  m,  na; 
13.  3,  60,  86  ;  14.  ao,  34,  37,  43,  45,  47,  lai  ;  15.  43,  61.  1 18,  301,  004.  3o6  ; 
tv.  I.  36,48;  3.58,  III.  it3,  130;  3.  69;  4'  33;  5*  >75:  ^  >o<  3»>  48*48, 
66,  7a,  143,  183  i  r  «»  38  ;  8.  35,  57  ;  9.  13,  33,  73,  91.  109,  138,  166  ;  10. 
38,  39  ;  >»•  t6,  18,  43.  45,  83,  115  ;  la.  75.  7^.  Bo.  8a,  83  p>m),  84.  85.  94, 
101.  176;  13.  73,  97.  laa,  148  :  14.  1.  581  60,  69,  71,  73,  107,  133;  18.  36$ 
19.  54,  60;  BO.  97,  99t  <oo.  tot  ;  31.  47,  104  ;  83.  4,9,  103,  131,  143»  i"?  ; 
83-47.49.  «49;  »4.  3';  «5- 5't  5*.  88,  89,  90,  91,  93,99;  86.14.16,39,40. 
44,  48.  64.66,  70,  130;  87.97.  160;  39.  9.68;  30.  19,63. 

qoa&to  Tg),     terminato  in  quanto  io  quella  npìeaia C  UL  15.  99. 

^oantuoque.    riMn/NNfM#  l'altre  ccseavnM*    •..*..«.    C  Ut.  15.  37. 


QUANTUNQUE 

quantunque,     mi  par  fero  Qwan/wHfMtf  io  veggio C  iti.  Cmmm,  fi.  8& 

Chef  fuoMiuMqtu  collette,  Non  po»9on  quietar     .     .     .     .  C  ir.  Cmmm,  in.  SI  ;  i>.  sl 

Quantunque  io  sia  intra  monla^e  e  colli Sctf.  ui.  31. 

QuantnnqMf  tomi  di  peccato  brutto    .     .  P,  F.  90. 

quarto C.  iv.  Ghwl  iìL  136  ;  Som.  xxvia.  % 

quasi.     Color  di  perla  quasi  inTorma K.  7V1  19.  66  (Cciw.  i.  41 V 

Ch' ellì  son  fwiA' Dei C  iv.  Cciu.  iti.  z  14  ;  ao.  30. 

^  io  dico  Parole  qua»  centra  a  tutta  gente CtMa.  x.  4. 

Ed  ora  quasi  morto  Vede  lo  core Caatc.  xiit  06. 

si  che  qiMsi  morto  Hi  troverai BmU.  t.  la. 

Già  cran  qtiasi  eh'  atterzate  1'  ore K  iV.  3.  8z  (Snu  L  $V 

Si,  che  la  vita  quasi  m*  abbandona K  Ai.  16.  09  ;,S(MI.  ix.  6)* 

£d  una  ne  venia  qwtsi  primiera Som,  xxùc  3. 

Com'  uomo  quasi  di  speranza  sciolto Som,  xlrai.  8. 

quantunque,     dicendo  quelle,  quantunqu*  cotUtU  ,  .  .  noo  quietare      .  C.  iv.  xa.  7. 

quarantacinquesinio. C  ir.  24.  36. 

quanmte&inx> Crv.a3.92. 

quarto.      K  TV.  3.  6a  ;  8.  70,  75  ;   13.  ai,  56,  63  ;  15. 55, 67  ;  16.  ao,  45  ;  19.  zo6»  109  ;  sa. 

no;  43.  aa,  41  ;  C.  i.  1.  133;  3-7o»75;  9-56;  '«-S»  «««  !  i».  »  5»;  4-5:  14- 

161;  16.77;  "i-3-76;  11.13.39;  iv.a.48;  7,98;  9.6;i4.X3x;  17.41;  »9. 

83  ;  «3  43  V*»^)»  >a3.  laS.  i3:>  »5a  ;  a4-  9i  "7  ;  a^  ^3.  ?<>;  37.  no;  aa  3. 

quasi,     era  torDato  . .  .  quasi  ad  un  mcdcsimu  punto F.  AT.  a.  3. 

sì  che  quasi  dal  principio  del  suo  anno  nono  apparve K.  M  a.  13. 

ed  lo  la  vidi  quasi  alla  fine  del  mio  nono     ....  ....  K.  A^  a.  14. 

£  questo  fu  quasi  \\  principio  dell*  amistà .  K.  W.  3.  ioa. 

per  che  io,  fMost' sbigottito  della  bella  difesa K  A.  7.  5. 

al,  che  quasi  lì  sospiri  non  poteano ..K.  AT.  9^  io» 

e  quasi  cambiato  nella  x-ista  mia,  cavalcai K.  AT.  9,  39. 

ma  egli  ^ii5i' per  soperchio  di  dolcezza  divenìa K  JV.  li.  ai. 

Avvenne  quasi  nel  mezio  del  mio  durmin: *  V.  N.  la.  13, 

Queste  parole  fa  che  sieno  quasi  uno  mezzo K  A',  ta.  6$. 

dascnino  quasi  indefensibilmcnte K.  A.  13.  5. 

Dico  'madonna/  quasi  per  disdegnoso  modo  dì  pariare     .     .     ,     ,  y.  N.  13.  60, 

fuasi  non  sapendo  a  che  fossi  menato  .  .  .  dissi V.  N.  14.  8. 

che  ...  io  mi  movea,  ^ mo^' discolorìto  tutto    ....••••  K.  iV.  16,  15. 

narralorìi  di  tutto  quasi  lo  mio  stato K.  iV.  17.  3. 

fuasi  vergognoso  mi  partii  da  loro K  W.  zB.  56. 

la  mia  lìngua  parlò  quasi  come  per  si  stessa  mossa  .     .     .     ,     .     .  K  A.  19.  lo. 

la  //TM  t  quaii  una  servigiale  delle K.  A.  19.  95. 

a^;iuiigo  una  stanza  fMO^i  come  ancella K.  A'.  19.  14X 

una  particella,  eh' è  ^Mon  domandatrìce  d*  aiuto K  A.  ai.  39. 

perchè  tornano  fNOSf' ingentilite K.  A.  aa.  85. 

sentendomi  dolore  quasi  intollerabile ,     .     .  K  A.  93.  9. 

la  cagione  ...  è  che  quasi  furono  ì  primi K,  A.  35.  4a. 

dicele  qua%i  recitando  le  parole  del  buono  Omero K.  A.  aj,  91. 

rimase  tutta  la  sopradetta  cittade  yuan' vedova K.  A,  31.  3. 

fNa^i  come  entrata  delta  nuova  materia K  A.  31.  XI» 

cui  lo  intendeva  dare  quasi  come  per  lui  fatto y.  N.  34.  3. 

dì  dire  parole  ...  fMoii  per  annovale  di  lei K.  A.  35.  17. 

quasi  come  di  sé  stessi  avendo  pietade K  A.  36.  t6k 

si  facea  d'  una  vista  .  .  .  e  d'  un  .  .  .  quasi  come  d'  amore ....  K  A.  37.  4. 

e  non  mi  lascia  {^MMs' altro  pensare ^.  A.  39.  15. 

si  levò  un  di.  quasi  ncIT  ora  di  nona •    .    .  K.  A'.  40.  a. 

però  che  quasi  tutti  diceano  .  .  .  quello  che •  K  A'.  40. 


QUASI 


Che  . . .  Ho  quasi  perso  il  naturai  vigore 5.  P.  ci.  15. 

tCome  b'  io  fossi  qiéos»  di  que*  morti S,  P.  cxlìi.  17, 


della  cittade 


y.K 


BL     la  quale  è  qtéa.si  mczxo  aeiia  cittaae .     .     «^.  /v.  41. 

Innumerabili  fMss/ sono  gì' impediti .     ,     .     C  L  1.  49. 

•odo  fNoas  fonte  vivo ,     C  i.  i,  65. 

"è  fiMUir  prendere  un  buono Ci.  a.  95. 

che  qtàOM  Cotntnto  dire  si  può C.  i.  3.  9. 

Eie  parti  yMon  tutte  ,  .  .  quasi  mendicando,  sono  andato     .     .     .     C,  i.  3.  a8,  30. 

m  menzogna  reputano  ci6    ...••,.. C.  L  4.  39. 

o  come  quasi  tutti C.  I.  4.  35. 

io  mi  sia  quasi  a  tutti  gì'  ItaLci  appresentato C  i.  4.  95. 

coCaii  sono  9Ha5t' tKTstie C  i.  6.  34. 

siano  fwosf  parte  di  un  tutto C  i.  6.  34. 

I  questi  sono  quasi  tutti  Volgari C.  i.  9.  57. 

ftttfst  come  per  esso  Latino,  si  esprìmono C  i.  xo.  84, 

<  lì  ciechi  ...  che  sono  TMon' infiniti C  i.  11.  37. 

{ che  sono  quasi  parte  di  sé C  i.  ix.  139. 

I  e  coloro  ...  sono  fMa^' come  pietre C.  U.  t.  33. 

IfMiut  esclamando  .  .  .  dirizzai  la  voce  mia C  ìi.  a.  41. 

IfMO»  a  confortare  quella C  ii.  a.  71. 

^•i  compie  quasi  in  ventiquattro  ore C.  ii.  3.  46. 

ta  sua  velocità  é  fuojt  incomprensibile 011.4.37. 

fl  quale  è  fttcui' una  ordinata  civilitade C.  ii.  5.  96. 

Innumerabili  f  KOS  creature  spirituali C  iì.  5.  zo8. 

dice  ...  e  predica  quelle  .  .  .  creature  fwoif  innumcrabili      .     .     •  C.  ii.  6.  38. 

io  pensando  .  .  .  me  n'  andava  quasi  rapito C.  ii.  8.  46. 

hmcntandosi,  quasi  come  si  maravi)(liasse  .     .     . C  Ìi.  xo.  z8. 

Bolte  cose,  quasi  come  sognando,  già  vedea C  ii.  13.  37. 

fMOSf  maravigliandomi,  apersi  la  bocca C.  ii.  13.  55. 

che  sono  fifOA' principalmente  vapori  del  cuore,  sicché  quasi  ces- 
sano da  ogni  operazione C  ii.  14.  188,  190, 

ii  virtù  di  tutti  quasi  corre C  il  14.  193. 

'bianca  si  mostra,  fwojf  argentata 0.11.14.203. 

Sn  altro  .  .  .  ^on'ci  tiene  ascoso C.  ii.  15.  14. 

per  lo  movimento  quasi  insensibile C  ii.  15.  103. 

e  Marte  un  anno  quasi C.  ii.  15.  145. 

iptmsi  come  il  Sole,  si  celerebbero O  ii.  i  j.  149. 

ono  quasi  come  ncbutcttc  mattutine ,     ,     ,  C.  ii.  16, 44. 

che  la  dissimilitudine  a  similitudine  quasi  riduca C  Ui.  x.  6x. 

partecipata,  per  lo  modo  quasi,  che C.  ili.  a.  44. 

certe  piante  lungo  r  acque  ^Mdsi' sempre  confarsi C.  ìiL  3.  35. 

o  muoiono  del  tutto  o  vivono  quasi  triste C.  iii.  3.  39. 

arrivami,  sicché  quasi  parea  di  fuori  alienalo C.  iii.  3.  108. 

^e  fMosi  nella  mia  mente  raggia C  iiL  4.  zi. 

f  uno  é  manifesto  quasi  a  tutta  la  terra  discoperta  .  ,  .  T  altro  é 

fMJUi  a  tutta  la  discoperta  terra  celato      . O.  ìli.  5.  78,  74. 

che  ...  sia  spazio  quasi  di  due  mila  settecento  miglia C  iii.  5.  87. 

per  tutta  1'  estremità  del  primo  climate C  iìi.  5.  X18. 

fi  Garamanti,  che  stanno  THdjr' sempre  nudi C  iii.  5.  ibi. 

b  suo  montare  ò  a  3/and  7'iaJii  tanto C.  iii.  5.  150. 

tanto  .  .  .  che  quasi  poco  della  luce  ricevono C.  iii.  7.  44. 

che  sono  .  .  .  quasi  diafani  per  la  purità C  ÌIL  7.  49^ 

^utuV  continui C.  iii.  7.  71. 

>  e  1'  altro  continuo 


quasi 


7.  76. 


QUASI  ^I^^^^^P  5^ 

qnBBL     Perchè  il  mìo  spirto  è  ptast  al  fin  condutto S.  P.  cxbl.  36. 

qnaasÙL     Da  un'  anima,  che  fin  quassù  risplcndc K  M  19.  37  {Cstts.  i.  tS\. 

qnasL     ^lo^' non  pare  essere  altro  che  bestia C.  iii.  7.  83. 

che  quasi  non  sia  altro  che  angelo C  iit  7.  85. 

essendo  or^nizzato  per  tutte  quasi  sue  virtù C.  iìL  8.  7* 

la  qual  é  in  tutti  yuosi  dissìmile C  iii.  &.  63. 

quasi  tutte  e  tre  le  nature  dell*  Anima  hanno  giurisdizione     .     .     .  C  ììì.  8.  67. 

quivi,  avvegnaché  ffios' velata  ...  si  dimostra C  iit.  8.  78. 

Dimostrasi ...  fMcui' siccome  colore  dopo  vetro C  iiL  8.  96. 

vengono  ,  .  .  siccome  quasi  in  vetro  trasparente ,     .  C  ììi.  9.  71. 

queir  acqua  t  terminata  quasi  come  specchio C  isi.  9»  75. 

avviene  . .  .  che  ...  le  cose  paiono  quasi  tutte  rubiconde  .    .    .     .  C  ili.  9.  135. 

disgregate,  quasi  a  guisa  che  fa  la  nostra  lettera C.  iii.  9-  140^ 

ma  fHaJxcom*  altro  animale ,     .  C  iii.  10.33. 

la  qual  discrezione  è  quasi  un  domandare  licenza C  ììi.  10.  81. 

fHosi' dal  principio  della  costituzione  di  Roma Ciìi.  il.  03, 

nel  tempo  quasi  che  Numa  .  .  .  viveva  uno  Filosofo      .....  C  iii.  it.  37. 

quindi  diccmo  noi /i/os  quasi  amatori,  e  sofia  quasi  sapùnea  .     .     .  C  iii.   ti.  49,  ja 

siccome  sono  .  .  .  ^jjojn  tutti  li  Religiosi C  Ìli.  11.  105. 

ha  . .  .  per  forma  un  quasi  diWno  amore  allo  intelletto C  iii.  1 1.  135. 

è  in  Lui  .  .  .  f Man' per  eterno  matrimonio C  iii.  la.  104. 

per  modo  minore,  fwajn' come  druda C.  iii.  ix  io6w 

tutti  gli  altri  amori  si  fanno  .  .  .  fMiui' spenti C.  Ììi.  14.  67. 

'  la  x-ia  de'  giusti  è  quasi  luce  splendente  ...'.. C  iii.  15.  191. 

r  opinione  ^Ho»' di  tutti  n*  era  falsificata C  ìv.  x.  51. 

quasi  nella  sua  assenza  dimorando  entrai     .........  C.  iv.  i.  67. 

le  parole,  che  sono  quasi  seme  d'  operazione C.  iv.  a.  63. 

e  s'  apprcscnta,  quasi  come  donatore C  iv.  a.  61. 

procedono  quasi  dal  non  conoscere  I'  uso C  iv.  a.  90. 

qui  si  prende  vaiare  quasi  potenza  di  natura CI  ìv.  a.  97. 

che  questa  opinione  è  quasi  Ai  tutti C  iv.  3.  55. 

conciossiacosaché  quasi  tutti  così  latrano C  iv.  3.  59. 

conviene  essere  uno  quasi  nocchiere C.  iv.  4.  65. 

li  sette  regi .  .  .  che  furono  quasi  bali  e  tutori C.  Iv.  5  91 

infinita  ftMMi' moltitudine  d' oro  rifiutare C.  iv.  5.  108. 

gli  appetiti  sono  quasi  tutti  .  .  .  diversi .  C.  ìv.  6.  78. 

ciascuno  animale  .  .  .  quasi  da  Natura  dirizzato C  iv.  6.  lot. 

per  r  ingegno  quasi  divino  .  .  .  per  lo  modo  Socratico  quasi  ed  C.  iv.  6.  133,  136. 

puolcsi  appellare  quasi  cattoUca  opittiont C  Ìv.  6.  149. 

questa  senza  quella  è  ^Mais  debile C  ìv.  6.  160. 

la  spiga  della  ragione  .  .  .  quasi  sepolta  si  perde C*  tv.  7.  a6. 

fMOst  come  cosa  orrìbile,  quella  percuote C  ìv.  7.  45. 

Una  pianura  è  .  . .  con  tulli  quasi  impedimenti C  ìv.  7.  59. 

*  La  via  de'  giusti  .  .  .  qttasi  luce  splendente  procede  ...  *     .     .     .  C  iv.  7,  99. 

Sicché  quasi  dire  si  può  dello  Impcradore C  ìv.  9.  100. 

leggi  .  .  .  che  sono  quasi  sfguUatrici  di  Nah$m C  iv.  9.  156. 

dicendo  quasi  quella  nobiltà  essere  tom  éintim,  e  le  drviait  quasi 

Jiupttt  da  tuHgi  torrente C.  iv.  IO.  XI9,  laa. 

nulla  .  .  .  giustìzia  risplcndc,  ma  tutta  iniquità  fuon  sempre.    .    .  C.  ìv.  xr.  55. 

sta  ...  per  modo  7Ma5i  piramidale C  ìv.  ra.  1711. 

che  *1  minimo  .  .  .  é  quasi  punta  dell'  ultimo  desiderabile,  eh*  è 

Dio,  quasi  base  di  tulli C  iv.  xa.  174,  175. 

eh-  t  ^Hosi  simile  alla  imperfezione  di  quello C.  iv.  13.  57. 

oaàc  nolnU  é  quasi  noH  vii* » C  iv.  16.  76. 


545 


QUK 


quegli,  $ÌMg Cana.  ix.  84  ;  sU.  6a  ;  5.  f.  zxxvii.  40. 

quel*  àngt     KN.  19.  57  ^CanM.  \.  38J;  C  iìi.  Cane.  ii.  37;  Catu.  x.  113;  xii.  39;  xiii.  70; 

K  N,  la.  100  (da//,  i.  at)  ;    16.  31  {Soh,  ix,  8)  ;  S<m.  jutviìi.  7  ;  xxxvi.  6; 

5.  P.  xxxi  la  ;  L  79  ;  ci.  a8. 

qneUl.  sih^. K  VV.  xa.  97  (fi«//.  S.  iB). 

querelam.     Undc  queniam  auto .     Cans.  xxi.  33. 

questi.     C  ii.  Cafu.  i.  33  ;    y.  N.  7.  39  {Soh.  ii.  laì  ;   39.  69  {Sch,  xxU.  loj  ;   Som.  il.  4  ; 

liv.  7  ;  /»./'.  31. 

queto.     Biasmar  per  non  parer  qtuta  «1  umile C  Hi.  Gtn«.  ii.  69. 

0".  quieta 
qui  (x).     Ciii.  Cana.  ii.  34  ;  iv.  CttmM.  ili.  loo;  Cam»,  x.99,  148  ;  xi.  64,67  ;  xiii.  80  ;  xvii. 

18,  sa  ;  XX.  33  ;  K.  TV.  la.  r  iB  (A?//,  i.  39)  ;  BalL  ix.  1 1  ;  K  N.  aa.  77  (5<m.  xìi. 

xo);  Som.  xxvii.  7  ;  xxxvìi.  5  ;  xlviii.  3  ;  xlix.  14  ;  S.  P.  vi.  aa  ;  P.  F.  49. 


le  corporali  boutadi,  cioè  Bellezza,  Forteixa  e  quoti  perpetua 

Volitudinc C.  hr.  19.  44. 

commenda  1'  uomo,  quasi  maravigliandosi  del C  iv.  19.  63. 

quelli  die  hanno  .  .  .  tono  quaxi  come  Dei .     C  ìv.  ao.  aÓ, 

che  quam  sarebbe  un  altro  Iddio  incarnalo  :   e  questo  è  quoti  tutto 

rio  che  .  .  .  dicerc  si  può C.  iv.  ai.  97,  98. 

nelle  biade  che  .  .  .  hanno  quasi  uim  similitudine CI  tv.  sa.  38 

questo  . .  .  appetito  ...  nel  principio  f moji  si  mostra C.  iv.  aa.  48. 

ma  con  csao  .  . .  quasi  si  somiglia  ............     C  Ev.  aa.  45. 

t  un  modo  qtMsi  d'  insctare C  tv.  aa.  tao. 

la  .  .  .  Beatitudine  .  .  .  trovare  potemo  .  . .  quoti ftwfitia  .     .     .     .     C  iv.  aa.  aoj. 
siccome  uno  arco  quasi  tutte  le  vile  ritiene  .  .  .  couveogonc  essere 

qnnsi  uà  immagine  d*  arco  assìmiglianti C  iv.  93.  37,  60. 

dice  Luca,  che  era  quasi  ora  sesta  .  .  .  Onda  sì  può  comprendere 

per  quello  quasi,  che     ......,.,,..,.  C,  iv.  33.  106,  108. 

quella  salita  e  quella  scesa  è  quasi  lo  tenere C  iv.  34.  33. 

nella  .  .  .  fiMtii'come  sicuri,  si  tennero  vólti C.  Ìv.  35.  87. 

in  quanto  il  suo  diritto  giudicio  e  la  legge  è  fMiu*  tutt*  uno,  e  quoti 

MS»  legge  alcuna  dee C  ìv.  a6  131  (&ù). 

oottvSeusl  aprire  V  uomo  quasi  com*  una  rosa .     C  ìv.  87.  38L 

avendo  .  .  .  quasi  tutto  il  popolo  perduto C  iv.  87.  163. 

la  nsturale  morte  è  quasi  porto  a  noi C  iv.  38.  15. 

Giovenale  .  ,  .  quando  comincia  yM«jf' esclamando C  iv.  39.  39, 

Dico  adunque  che  tu  m'  andrai,  quasi  dica C  tv.  30.  31. 

qoattordloeaiixxk C  L  la.  87. 

quattordkl C  i.  t.  los,  103  ;  ii.  3.  47  ;  i5>  143.  146,  150;  iv.  30.  7. 

quattro.     K  M  8.  65  ;  13-  7.  5©:  »&•  3.  38,  39  ;  '9-99;  "•  <o3i  '<H  i  C:  i.  8.  43  ;  IL  1. 

19;  iii.  5-4»;  8.  X07;   iv.  7,41  ;   9.40;    14.55;  «►•95;  a3-37i*"J»  ««3. 

«17.  n8,  135;  B4.  a,  114;  »7.  M»»55t  »88. 

quegli.  siMg.    y.  iV.  3.  98,  104  :  4.  15  :  »«•  3"  ;  M.  »3  ;  «S-  56  j  C.  i.  3.  4  ;  6.  40  ;  «L  5- 

•6;  it.  7s;  iv.  7.  108,  131;  »a  38,  39;  aa.  35;  34.  tao,  133.  133,  163;  a8. 

68.  75.  78  i  «9.  «6.  «Tt  47i  7<- 

qod.  aìHg, ■    .    >    .    C  iìl  ^  88  :  13.  91. 

queUL  ung, C.  L  x&  70  ;  1 1.  35  ;  ii.  9.  laa  ;  iv.  7.  87  ;  87.  51,  54. 

quesU,  siug,    y.lf.%  43  ;  i*.  46  ;  *»•  48  ;  «3-  «»«  ì  33-  4.  >3  ;  3*-  •  ì  C-  '*•  >3-  '8  ;  iv.  4. 

38  ;  6.  69  ;  7.  84  ;  87.  190. 
qill(i).     ^.^.5.31  :  la.  143*  144;  aS-  M  «9-  >5-34;  a>'  >4;  3^  U!  4t.  16;   Ctu 

140;  a.  «3.  78:   3-  14.45.  64:    7-86;   8.  130  ;  la.  6x,  88  ;  U.  f.  39;  5.67; 

^94:   7.  48;  8.  57;   9'ao.  50;    »o.  33,  61  ;    ti.  17,  69,  ga;    la.  43;    13. 

76:   16.  39,  50,  7».  75,  103;   iii.  5M.  61,  100;   6.  39,  70,  103  I    7-6$:   8. 

156  ;  9.  14  :  la  38,  40  ;  1 1.  I4t  >^  ;  <»•  14.  >9(  44  ì  13-  *i>  *?f  33i  8a*  toi* 

N  n 


QUI  ^^^^^^^  546 

qol  (9).     U  iaeruiB  eias  cor,  ftu  prsestoUtur      . Cmmm.  zxi.  8. 

quid,     et  ^id  tibi  feci  .  . .  t Cmw.  xxL  s. 

quietare.    Cbè  . . .  Non  posson  quietar^  ma  dan  più  cura   .    .  C  iv.  Ckms.  ui.  5B  ;  tx.  93. 

qninri.     Ella  si  muove  quùta\  s)  dolendo CmmM,  xùì  jx 

quindi     E  con  Dio  Padre  siede,  e  (ftaniti  aspetta  Tornar P.  F.  53. 

qjHi  {0.  I  IO  ;    14.  8,  38  ;    15.  la,  69,  95.  196  ;  iv.  a.  09,  37,  40,  97,  109*  131  :  &  S, 

9;    9.  161;    IO.  99  ;  la.  IO,   III  ;    13-59;    16- 5  ^    »&•  3^  J    »•  94-  9*f  'SS. 

x8o,  195,  199,  ao9  ;  86.  sa  ;  37.  70,  loa,  i8a  ;  aa.  13  ;  99l  14  ;  30.  15- 

qui  fa'^.     Etff  DcHs  .  .  .  qui  vcnints  dominabitur  wtihi t^.  ff.  a.  a^ 

quia,     quia  /rtqumUr  imptéttus  <ro  dtincrps K.  ^.  3,  37. 

quietare,     conciossiacosaché  P  animo  umano  .  .  .  non  sì  quieU     .     .     .  C  tv.  4.  94. 

dicendo  quelle  ...  non  solamente  non  fNiir/arr .  C.  fv.  is.  8l 

Sicché  .  .  .  non  quittmno^  ma  éénno  più  cura C  iv.  xa.  53, 

<7.  chetare, 

quieto,     quello  decimo  cielo  dìvinissìmo  e  quulo C.  fi.  4.  95. 

quieto  ...  è  lo  luogo  dì  quella  somma  Deità C  ii.  4.  «8^ 

poi  sono  due  cicli  .  .  .  mobili,  e  uno  .  .  .  quitto    .......  CI  ìi.  14.  55. 

al  ciclo  quifto  risponde  la  Scienxa  divina .     .  C  ti.  14.  63. 

C/.  qoeto. 

qtdod.     acciocché  quinci  si  Icvf  ogni  vizioso  pensiero     ....  .  K  JV.  1^  135. 

quinci  nacque  poi  che  ciascuno  studioso C  iii.  11.  44* 

qmmci  naace  che  ...  si  fanno  scurì C  iìL  14.  65. 

qmmà  aaccc  quella  felicità C  iii.  15.  laB. 

Auiorty  quinci  derivato C  ìv.  6.  43. 

fwi'nn  sono  gli  uomini  molte  volte  ingannati •     «  C  ir.  9^  Z35. 

fMmci' nasce  che  mai  s  dottrina  non  vengono C  iv.  15.  130. 

qnlndi.     ^iWi  dicemo  noi  ^05  quasi  amato» CiiL  11.48. 

nell'  U  ^M^'ai  rìvolvc  .  .  .  quindi  si  rivolve  e  toma  nell'  O.     .     .  C  iv.  6.  a6,  «9. 

acciocché  r  avversario  ?*uWi  non  prenda    .     .     - C  iv.  &.  91. 

e  quindi  si  multiplica  nell'  anima .     .     .  C  iv.  ai.  76^, 

quindi  6  che  chiamali  sono  Doni  di  Spirito  Santo C.  iv.  ai.  xo8L 

qnindJd C  ìi.  3.  47  ;  iii.  &  33. 

quinto.     K  ;V.  15.  67  ;  43.  3X1  37f  4»  ;  C  i.  1 1.  9»  ««^  ;  »»•  75  ;  i».  a*  7*>  :  4-  5  ;   6. 123  : 
14.  159;  15.  43,  laS;  iii.  I.  io8;  3.  84;  II.  40,  166;  iv.  a.  84^   7,  130;    13. 
Ili  ;   17.44;  36.63,94.  >3tì. 
Quinzio.     Chi  dirà  dì  Quinzio  Cincinnato  fatto  dittatore,  e  tolto  dall* 

aratro  .  . .  essere  tornato  I .     .  C.  iv.  5.  130. 

quistionare.     ho  .  .  .  usato  quello  .  .  .  quistionatido        C  t.  13.  Ó3. 

quistìone.     A  questa  qutstion*  sì  può  .  .  .  rispondere C.  ii.  9.  31. 

così  è  soluta  la  qtàstùmt C  ii.  9.  48. 

Dove  ...  far  mi  conviene  una  quisttonc C.  iv.  7.  55. 

qui  surge  in  dubbio  una  fMÌsAbn#  . .  C.  iv.  xa.  tia. 

A  questa  quisitone  ...  è  da  rispondere C  iv.  xa.  139. 

come  nella  quisiion*  si  pone C.  iv.  la.  1331. 

avvegnaché  .  .  .  non  risponda  alla  qmstiont  mossa C  iv.  la.  903. 

in  Capitolo  nuovo  alla  ftfù/i'ow  è  da  rispondere C  iv.  ta.  ao8. 

Alla  fMisA'on/ rispondendo,  dico .      .  C.  ìv.  (3,  i. 

come  la  quisiion*  ponca C  iv.  13.  47. 

sicché  la  quistìone  è  soluta  e  non  ha  luogo C  iv.  13.  51. 

qui  surgono  due  quisHont C  ÌV.  99.  I4« 

E  quesu  e  1'  una  quistiont C  iv.  39.  35. 

Alla  prima  quiitiont  risponde  Giovenale C  iv.  99.  37. 

questo  baati .  . .  alla  prima  quistionc  .  . .  Alla  seconda  quistiont  si 

può  rispondere C  iv.  99.  84,  86. 


I 


547  -^^gf^^r         RADO 

quiatiooe.     E  r&n  fMii/ioH,  come  un  cuor  puoie  sure Sim.  xxx.  to. 

ciuKi C.  Hi.  Catu.  il  41  ;  CaHs.  xìU.  38  ;  xix.  139  ;  Som,  xxviì.  13  ;  xxjtìi.  la. 

quotidiana    se  tu  guardi . . .  alU  qfoiiéiuna  iniquiude S.  P,  cxxix.  B. 

Cf.  cotldiana 
raccogliere.     E*  si  tacmgH*  [negli  miei  sospiri  Un  suono]  K  N.  34.  33,  40  {Cam*.  ìv.  14% 

Sento  .  .  .  Rmcmgiitr  V  aer  del  sezta*  sospiro  Entro Caiu.  xìit.  6. 

Se  ben  avesse  ogni  bontà  mccoìta P,  F,  ^. 

raccomandare.    HaeromaMiUmi  m.  lui  come  tu  dèi    .    .     .     .    K  W.  19.  89  (Cams.  i.  70). 

mi  volgo  per  vedere  s  cui  Mi  fiarmomamA' Caìw.  xi.  44. 

Perchè  nueotmtmiati  Vi  sian  gli  detti  miei Cana.  xiii.  88. 

la  venuta  nostra  È  \>er  raecomatuiart  un  che Som.  xI.  13. 

racquistare.     Infino  al  tempo  eh'  ella  si  mrtptista  Can».  xìv.  80. 

raddoppiare.     Qui  si  nu/Jopfmi  V  onta CdffM.  X.  99. 

radice,     ogni  virtù  principalmente  Vìcn  da  una  rwiifi    .     ,     .     C.  iv.  CattM.  iii.  8a  ;  17.  6. 

r  amorosa  fronde  Di  rv^iVv  di  bene  . . .  lira Gtw.  x,  135. 

Dirada  in  Le  le  maligne  rwiki    .,... Camm.  xviii.  31, 

Prima  i  Superbia  d'  ogni  mal  nikà  .    ,    .    \ P.  F.  184. 

qulsttone.     cosi  basti  alla  seconda  quistion*  esser  risposto C  iv.  39.  laó. 

quivi,      r.  A'.  3.  95  ;    7.49;    8.  43.  44.  73.  74»  75  ;    9.65    6i>)  ;    18.9,134,135;    13.62; 

J4.  15  ;  15.  47,  65  ;  16.  44»  45  I  »9.  97.  98.  to«.  109,  1  io.  x  16.  134,  130  ;  ao. 

31,37,41:    «1.31,30;    «.47^87,109;   «3- 79»  a  17,  aa6,  033;   24.73,74, 

77  ;  «5  76.  78.  83,  86.  9»,  96  ;  27.  33,  34,  43,  44  ;  33.  19  (bit),  04.  «5,  31, 
36  ;  33.  34 ;  35-  39  '*•').  35  ;  38-  3>  ;  39.  58  <.^**)  ;  C  i.  8,  J 14  ;  io.  87  ;  ti, 
8.  53;  IO.  99;  11.90;  iii.  4.  4»;  5-56;   8.  56,60,64,70»  77,  ti4,  133;  9. 

78  ;  14.  104  ;  iv.  9.  ia6,  »a8;  ir.  105,  108;  la.  45  ;  13.  «4.  36:  14.  44;  «S- 
191  ;   19.  33  ;  aa.  158,  197.  198  :  33,  148  ;  35.  aa 

raccendere.     Per  ...  si  rannrar  lo  .  .  .  lagrimare  in  guisa,  che     .     .     .  K  «V.  40.  98, 

raccendblienta.     Per  questo  raufttdimtnto  di  sospiri  si  raccese .     .     .  F.  A'.  40.  97. 

racoogliefe.     raccogfitméo  le  ragioni .  .  .  puotesi  vedere C  i.  13.  76. 

raccomandare.    la  Itcenxio . . .  rwcmmmmtirt ndo  lo  suo  .  .  .  movimvnlo  K.  iV.  la.  130. 

tacciò  li  vecchi  Trojani  .  .  .  nirro*M«N^<a/J  ad  Aceste C  iv.  06.  95. 

eh*  era  stalo  ...  e  poi  s*  era  nuromanttatù  a  lui C  iv.  eó.  I14. 

radicale.     Lo  fondamento  ns^Ko/r  della  Imperiale  Maestà  ...  è.     .     .  C  iv.  4.  t. 

la  quale  per  lo  rmdktiU  amore  ...  è  amabile C  iv.  aa.  138. 

perocché  V  umido  nutUnU  è  meno  e  più C.  ìv.  93.  69. 

radice*     1^  numero  del  tre  è  U  fatittt  del  nove K.  TV.  30.  99. 

la  cui  fwJur  è  solamente  la  .  .  .  Trinitade    .     .  .     .  K  W.  30.  40 

secondo  la  lor  rsi^ior  eh'  era  dentro  a  me     .  .     ,     ,  C  li.  8.  9. 

qucsu  t  la  ratéu*  óeìV  una  delle  diversiudi      ...  C  li.  8.  56. 

narro  la  raJicr  dell'  altra  diversità ....  C  li.  8.  65. 

«e  non  si  trovano  le  tue  raJki .     .     ■  C  Iv.  5.  73. 

Nascerà  verga   della    rwrfMV  di  Jcsae,  e  *1  fiore  delta  sua  raéict 

satini C.  iv.  5,  43,  44. 

che  fu  contemporaneo  alla  ntdtf*  della  progenie C  tv.  5.  54. 

Lo  .  .  .  ramo  che  dal\a  mJut  rscionale  coosurga C.  iv.  8.  a, 

cioè,  che  ogni  tirtù  moraU  venga  dm  urna  fmditf Clv.iB.6a 

d*  InseUrc  1*  allrut  natura  sopra  diversa  r«^W» C  Iv.  oa.  laj. 

se  di  sua  naturale  miAior  1'  uomo  non  ha C  Ìv.  aa.  199. 

quelli  che  dalla  buona  rs^MV  si  lasciano  disviare C  n-.  aa.  133. 

rmda     nnù  volte  quello  continua C  i.  3.  31. 

Ma  ko  nuig  volte  a  quella  inteniìooe  la  feci  :  e  .  . .  radb  volte  U  poel 

coU' ordine  della  Caniunc C  li.  ta.  1*,  14. 

lo  crvdot  Cantone,  che  ntiA  MfitNMO  ...  qacUi C  ii.  19.  46. 

tt  Udd  nei  volte  pervengono  alU  buooi C  iv.  1».  iflt> 

N  n  2 


RADO  ^^^^P  548 

radOi  aJj,  Se  adv.    Canzone,  i'  credo  che  saranno  radi  Color  ,     ,     .     *  C.ÌL  Ckmk.  i.  59. 

Che  rado  sotto  benda  Parola  oscura  g:iungc  allo Coma.  x.  57. 

raffermare.     Abbiam  . .  .  Per  rafferv^art  quel  creder  roedesmo   .     .     .  P.  F.  T44. 

rafireDare.     Quale  argomento  di  ragion  raffrtna  .  .  .  Y Cana.  xL  a& 

Ra^Ttna  un  poco  il  disfrenato  ardire Cnu.  xvii.  53. 

raggio,     un  spirito  .  .  .  Che  rìen  pe*  nt^^S^' della  vostra  stella  .     .  C  il.  Coifa.  i.  13  ;  7.  71. 

soverchian  .  .  .  Come  raggio  di  sole  un  fragil  viso C  iìL  dna.  ti.  60. 

Dove  più  nobiltà  suo  raggio  trova Catts.  ix.  4. 

Fcrcmì  . .  .  Come  *1  raggio  la  stella Coms,  ìx.  i  7. 

Perchè  nel  suo  venir  lì  raggi  tuoi  .  .  .  Salìron  tutti Caiia;  ix.  aB. 

Entrano  i  raggi  dì  questi  occhi .  .  .  Ne*  miei Cans.  xiv.  17. 

la  stella  ...  ci  sta  rìmota  Per  lo  raggio  lucente Cans,  xv,  5. 

Che  . .  .  Con  lì  bei  raggi  infonde  Vita  e  virtù  . Canm.  xix.  99. 

IJ  .  .  .  braccio  .  .  .  Sente  lo  raggio  che  cade  dal  volto CaHM.  xx.  33. 

Che  sono  a'  raggi  di  cotal  eie!  giunti Cart^.  xx.  68. 

poi  s'  accorse  . .  .  Per  lo  tuo  raggio Stst.  ii.  5. 

£  da*  suoi  raggi  sopra  '1  mio  cor  piove  Tanta  paura Som.  xxrii.  5. 

ragionare.     Ma  ra,fibHar  per  isfogar  la  mente .     .     .  .     .     .  K.  A*.  19.  33    Caj««.i.4\ 

Che  facea  ragionar  di  morte  altrui S^.N.a^  149  'X^ns.  uu  aa\ 

rada     perchè  .  .  .  rade  volte  ...  è  sollecito C  iv.  11.  107. 

ra&enare.     perocché  la  .  .  .  natura  . .  .  allo  scendere  rajfrtna    .     .     .  C.  tv.  ^4.  49. 

quante  disoneste  cupiditati  rti^iTHdl C  iv.  35.  91. 

quanto  raffrmart  fu  quello  ...  ! C  ìv.  a6.  64. 

raggiante!    che  diventano  si  raggianti^  che  vincono C  iii.  7.  40. 

raggiare,     tanto  .  .  .  che  la  divina  luce  .  .  .  raggia  in  quella    .     .     .     .  C.  iii.  a.  isOl 

che  quasi  nella  mìa  mente  raggia C.  iìi.  4.  it. 

dove  la  divina  luce  più  espeditamente  raggia C.  iii.  7-  98. 

Onde  nelle  Intelligenze  raggia  la  divina  luce  senza  me-zzo      .     .     .  C,  ni.  14.  35. 

raggio,     per  un  poco  di  splendore  ;  owcro  raggio  che  passa  .     .     .     .  C.  it.  5.  1*7. 

questo  spiri/o  \*iene  per  lì  raggi  dilla  stella  ....  ,     .     .     .  C.  iì.  7,  89, 

che  lì  ra^i  di  ciascuno  cielo  sono  la  vìa C  ii.  7.  90. 

perocché  i  raggi  non  sono  altro  che  un  lume C  ii.  7.  93. 

temerebbe  dì  venire  al  raggio  del  sole C  ii.  10.  70. 

alla  quale  non  possono  terminare  i  roj^'del  sole C.  ìi.  14.  74. 

che  ...  li  raggi  della  raponc  in  essa  non  si  terminano C.  ii.  14.  6z. 

più  va  velata  de'  raggi  del  sole  che C  ii.  14.  99. 

inviarono  me  .  .  .  colli  raggi  della  stella  loro C.  ii.  i6t.  8. 

r  aere  dalli  raggi  meridiani  purgato  e  illustrato C.  ii.  16.  47. 

per  ogni  lato  mi  passava  lo  raggio  toro    . C  iìi.  IO.  3fiw 

che,  discendendo  lo  raggio  suo  quaggiù,  riduce C  iii.  14.  aa. 

pinge  . .  ,  per  modo  di  diritto  raggio C  iìi  14.  33, 

r  usanza  ...  è  ...  di  chiamare  raggio,  in  quanto  esso  è    .     .     .     .  C  ìiL  14.  44. 

Filosofia,  i  cui  niffi  fanno  i  fiorì  rinfronzirc  e •     .     .  C  iv.  z.  96. 

questo  raggiò  divino  mai  non  rìsplende C  iv.  ao.  73. 

raggtiardare.    che  ragguardando  più  sottilmente  .  . .  dissero     .*  .    .  C.  ìv.  6.  117. 

ragionamento,     ed  era  dì  cotale  ragionamettto  meco K.  ^.  15.  4. 

non  avendo  alcuno  ragionatnmto  in  loro  di l'.  N.  35.  105. 

li  morali  ragionamenti  sogliono  dare C  i.  8.  ^o, 

ma^ior  .  .  .  che  sopra  lo  ragionamento  della C  iv.  6.  it. 

che  più  utile  ragionamento  Care  non  si  può .     .     •  C  ìv.  aflu  t^. 

ragionante,     secondo  la  .  .  .  sentenza  delli  savi  di  lui  ragionanti      .     .  C.  iv-,  1.  a. 

ragionare,     dalle  più  persone  che  di  me  ragionavano K  A'.  5.  a6. 

di  queste  parole,  eh*  io  t'  bo  ragionate «     .     .  K  AT,  9.  33. 

tanto,  che  troppa  gente  ne  ragionava  oltre  allì      .     .     .     •     «     .     .  K.  AT.  10.  7. 


549 


RAGIONARE 


ragionare  Chi  non  la  piange,  qiuiido  ne  ra^otta 
Udite  il  ragtomar  [eh'  è  nel  mio  core]  .  .  . 
Amor,  che  nelU  mente  mi  Htgiona  [Della] 


.    .      V.  N.  38.  79  \jCaH»,  iìL  3a). 

C  ii.  Cim9.  Lai  7-  «o,  15, 

C  ili.  Ctttt*,  ii.  I  ;  I.  99  ;  a.  15  ;  la.  io; 
K  E,  ii.  6.  73. 

C  iv.  CsM*.  ìli.  135. 

Che  poasan     .     .     .     Cans,  ix.  66. 


gode  D*  udire  e  n^i'oNar  dell*  altrui  prode 
SOD  combattuti  Da  tal,  eh*  Ìo  non  n^^ioMO  . 

Se  r^gioMa/r  V  uno  e  V  altro  danno Oihs,  x.  46. 

Come  ciascun  ragiona CaMM.  xìx,  94. 

Sicché  la  scusa  . . .  Ragioni  poi  con  lei  Io  mìo  Signore     *     .  K  A^  la.  83  {Bali.  i.  4). 
E  del  tuo  servo,  dò  che  vuoi,  ragiona K.  AT,  xa.  1 19  {BaU»  L  40)1 


ragionare,     cominciai  con  luì  a  fot^'oManr  della  salute K.  A^.  la.  43. 

udio  da  certe  persone,  di  te  ragionando .     .     .  K  A^  la.  47. 

ed  io  .  .  .  volentieri  te  ne  ngiomrò K.  A^.  la.  6a. 

e  ragionando  si  pibbavano  di  me    . K  AT.  14.  53. 

per  la  su  ragionata  cacone V,  S,  14.  96. 

perocché  sono  esse  ragionatt  di  sopra V,  N.  lò.  40. 

le  quali  andavano  ragionando  tra  toro  queste  parole K,  A^.  sa.  49. 

di  cui  ragianaio  i  nelle  precedenti  parole V,  N.  a6.  «. 

nella  quale  piangendo  ragionmtùàÀ  lei K  A^.  3a,  7, 

nella  ut^nda  ragiono  di  lei K  A^.  3a.  [6. 

Poscia  .  .  .  n^oiro  di  lei ,     ,  y.  Af,  33.  07. 

poiché  fu  meco  a  ragiomart,  mi  pregò KM  33.  7. 

in  lui,  cioè  nel  suo  ragioimn .    •  K,  A^  39.  la 

dico  grntiir  in  quanto  rttgiommva  a  gcntìt  donna K  AT.  39.  30. 

quello  che  nel  core  si  ragiomMm K  AT.  40.  at. 

appresso  la  h  Iterale  storia  m^Vwttfln C.  t.  1,  133. 

quando  scnxa  ragionare  di  sé  .  .  .  non  si  può •  C  i.  a.  91. 

quando  per  ragionar»  di  sé  ...  ne  segue CI  I.  a.  ioa. 

La  pnma  si  può  brievemente  cosi  ragionai C  i  4.  17. 

queste  cause  e  sue  ragioni .  .  .  intendo  .  .  .  r^giommr9    .     .     .     .     .  C  ì.  5.  15. 
Per  che  .  . .  costa . . .  non  intendo  qui  w^f l'uni Wt  percbè  ...  ai 

vmgiantrà  nell*  ultimo  Trattato C.  i.  8,  130,  1 

quello  che  di  sopra  è  ragi^naio Ct9.9. 

Della  prima  si  può  coni  nyaian C  L  xt.  14. 

le  ragioni  che  di  sotto  il  mgtomtaf$mo C  i.  XI.  35. 

proemialmente  ragionando •     .  C  ìt.  t.  l, 

lo  adunque  .  . .  nfgnmerò  prima  U  iHiérai*  scntenxa C  li.  x.  lat. 

■pprgnn  di  quella  mgiomnò  la  «uà  alUgoria C  ii.  x.  103. 

•iccom*  è  ragiommlo  per  me C  ii.  x  X3. 

ricogliendo  ciò  che  ragionato  è .     .     .  C  it.  4.  43. 

coBVenia  ragionar»  di  quelli  cieli CU.  7,  4. 

nelli  tre  precedenti  capitoU  é  ragiottato .  C.  ii.  7.  6. 

diccroi  parole  di  lusinghe,  cioè  nyiawe  . .  .  per C  it.  6.  83. 

Più  .  .  .  che  col  suo  rugionarr  della  viriti C  lU  8.  95. 

io  intenda  più  a  dire  e  a  ragionart  quello C  iL  9.  X4. 

Onde  .  .  .  ragionevole  fa  . .  .  dire  e  ragianarr  la  condizione    .     .     .  C  ii>  9.  17. 
farò  una  digrcasiunc,  mgionantto  di  quella  ;  perchè,  di  aitcthl  n^gw- 

Mon^.  sarà  bello  .     ,    « •    •    •    *     .    •  Cii.  9.31. 59. 

come  nel  seguente  capitolo  »Ì  rng9om$rà  •    ..••.....  011.9.137. 

quello  che  ...  1*  anima  mia  r^ionavm    ........     .     .  C  iL  xo.  5. 

che  ...  di  questa  donna  ragipnando^  diccMc C  li.  iq.  58. 

nfgiomata  coni  la  comparajione  de*  Cieli  alle  Sdcnxe C  li.  15.  184. 

Pier  le  ragiona/i  similitudini  si  può  vedere C  U.  16.  t. 

qiuuidn  casa  alli  suoi  drudi  ragtona C  iL  i4w  34. 


3«. 


RAGIONARE  ^^l^^^^^^H  55^ 

ragionare    Voi  che  sapete  ragionar  d'  «more B»tt.  x.  i. 

Altro  foHc  ragiona  il  suo  vilore K  A.  13.  39  (Som.  irf,  4I. 

E  quei  rìman,  perchè  di  voi  ragioMa  ........       K  /V.  tS.  31  (Som.  Ìx.  6)» 

E  ragiona  d'  amor  si  dolcemente K.  AT.  39.  69  {Som.  xxn.  3V 

Venute  sono  a  ragionar  d'  amore So»,  xxx.  a. 

E  quivi  rajrrbNar  sempre  d' amore So<«,  xxxiL  la. 

Poich'  io  non  trovo  chi  meco  ragioni  Del     ...  Son,  xlvu  i. 

io  vo*  riinuc,  E  m^iioHar  di  Dio  come  crìstiaoo F.  F.9. 

ragionare.     Cosi  come  nel  precedente  Trattato  si  ragionm     .     .     .     .  C.  iii-  f .  9. 

di  queste  tre  parti  per  ordine  è  da  ra^tonarv CÌìLs.  iir, 

questo  loco,  nel  quale  dico  esso  ragi<mart C  ììi.  a.  17. 

Lo  loco  ocl  quale  dico  esso  ragionart  sì  è  la  Mmtt C  iii.  a.  76. 

r  Anima  ...  ha  tre  potenze,  cioè  vr'tvrr,  %*nHra  e  ragionarw   .     .     .  C  iii.  a.  86. 

dico,  che  Amore  mi  ragiona  della  mia  Donna C,  iiì.  ol  15S. 

Onde  .  .  .  dissi  Amorr  ragionar*  nfUa  nttntt C  ili.  3.  94. 

i  mìei  pensieri,  di  costei  ragionamio  .  .  .  voleano C.  iii.  3.  los- 

Quando  ragionati  sono  le  dtu  inf/fiibilìfà  .  .  .  conviensi  procedere  a 

ragionarw  le  parole C.  iii>  4*  X»  3* 

ciò  che  nel  pensiero  mio  se  ne  ragiona C  Ììi.  4.  aa. 

che,  perchè  .  .  ,  facesse,  presuntuoso  sarebbe  a  ragionarti     .  C.  Iiì.  4.  xoi. 

Quando,  ragionando  per  la  prima  parte,  aperta  è C  iii.  S  *• 

queste  parti,  secondo  ordine,  sono  da  ragionart C.  iii.  5.  17. 

poiché  le  due  parti  .  .  .  sono  .  .  .  ragiomait C  iiu  9.  4. 

pare  essere  contr'  a  quello  che  qui  si  ragiona C  iii.  9.  14. 

altrove  mgionttò  piii  convenevolmente C  iiL  iCk  4I. 

non  si  ragiona  dì  quelle  per  vocabolo  distinguente C.  iiì.  11.  6$. 

Nel  primo  Capitolo  .  .  .  è  si .  .  .  ragionata  la  cagione  .  . .  che  non  è 

più  mestiere  di  fi^ioHar»/ Cili.  ia.ap4. 

Né  più  è  mestiere  di  ragionare  .  .  .  questo  primo  verso,  che  per 

proemio  fu  nella  ,  .  .  ragionato .     .  C.  ìii.  la.  35,  3S. 

così  ora  è  da  ragionare  per  Io  Sole  spirituale C  iit.  la.  51. 

sccondoché  ...  nel  seguente  Trattato  ...  si  ragiomtrà     .     .     .     .  C  iii.  13.  37. 

nel  quale  si  ragiona  questa  essere  più  che C  iiì.  14.  107. 

mestiere  ...  lo  sentenza  secondo  la  lettera  ragionart C.  iv.  i.  9a. 

quella  che  nella  precedente  Canzone  é  ragionata C.  iv.  1.  94. 

ragio$tair  intendo  quanto  V  una  e  V  altra  ...  è C.  iv.  3.  69. 

promesso  fu  di  ragionari  dell*  altezza C  iv.  6.  a. 

ragionato  delta  lnif>erial*,  procedere  ...  ai  conviene C  iv.  6.  4. 

quel  fine,  di  che  al  presente  si  ragiona C  iv.  6.  134. 

siccome  .  .  .  negli  uomini  .  .  .  ragionare C.  iv.  7.  1 15. 

E  non  si  parte  ...  chi  non  ragiona  il  fine  ...  7 C.  iv.  7.  134. 

E  non  si  parte  .  .  .  chi  non  ragiona  il  cammino  .  .  .  f C  iv.  7.  twó, 

come  ...  né  contro  ...  né  contro  ...  si  ragiona C  iv.  8^  3a- 

pwrocchè  dinanzi  ali*  avversario  si  ragiona C  iv.  8.  89. 

quello  che  .  .  .  nel  quarto  Capitolo  ...  è  ragionato C  ìv.  9.  7. 

Queste  cose  .  .  .  che  dell'  altre  arti  sono  ragionate C  iv.  9.  1491. 

verrò  a  quella  parte  ragionart  della  Canzone C  ìv.  10.  4. 

ni^bnaiu/o  fanno  lor  cammino  più  brieve C  iv.  13.  106. 

questi  cotali  mai  per  loro  .  .  .  ragionano C  iv.  15.  144. 

brievemente  .  .  .  trapasserò  di  quelle  ragionando C.  ìv.  17.  a&. 

si  verrebbe  .  .  .  per  lo  frutto  della  cera  ragionanéo C  iv.  17.  130. 

siccome  ...  nel  settimo  Capitolo  ...  si  ragiotm C  iv.  ao.  34* 

per  diversi  Filosofi  ...  fu  diversamente  ragionato C  iv.  ai.  14. 

occorre  a  me  di  potere  alquanto  ragionare  della    ...  C  tv.  aa,  xu 


55» 


RAGIONE 


ragione.     Color  che  tua  ragion*  ùitendan  bene     ........     C  ìi.  Con»,  i.  54. 

Onde  la  lor  ragion  par  che  s*  oflenda C  tv.  Cans*  iìi.  6$. 

Dico  che  Nobillate  in  saa  ragioru  [Importa] C  iv.  Cohm.  iit.  89  ;  18.  7. 

bel  disdegno  Sarebbe  in  donna  di  mgiom  lodato CamM.  x.  ao. 

Colpa  è  della  ragion^  che  noi  castiga Cams.  z.  95. 


ragiODOTB.     per  altro  Capitolo  le  altre  coae  sono  da  rggiotinrt     .     .     .  C.  iv.  04..  ]86. 

con  r  altre  cose  che  ragionalt  sono C  iv.  aj.  143. 

Poiché  sopra  la  prima  particola  ...  è  rmgùmaio  . C.  iv,  96.  4. 

quello  clic  di  sopra  ...»  rt^ioita  dello  Appetito C  iv.  a6,  34. 

il  testo,  che  ■!  presente  i  ragionato C  iv.  a6.  145. 

ragionato  è  assai  sufficieoteracnle  sopra C.  iv.  97.  1. 

Conviensi  .  .  .  ragionari  lo  bene  .  .  .  imperocché  allora  è  buono 

rmgio$iarr  lo  bene,  quando C  tv.  97.  143,  145. 

Appraeo  della  ragionata  particola C  tv.  afl.  1. 

dò  che  delli  segni  della  Nobiltà  ragionare  si  conve^a C.  iv.  96.  i6t. 

colui  che  Hclli  suoi  antichi  ragiona C  iv,  39.  43. 

Per  che,  mgionatf  \c  due  .  .  .  della  tena  parte  ...  *  da  ragipnarv  .  C.  iv.  30.  4,  13. 

ragionativo,     ta  ragionatipa  potenia  senxa  la  «enaitiva  non  si  trova    .  C.  iit  a.  106. 

e  iinn  che  si  chiama  rmgionalixm C.  ìli.  s.  ia7. 

ragionatore,     è  da  vedere  chi  è  questo  ragionatori  .....  .  C.  iii.  9.  16. 

Questo  amore  ...  è  quello  ragtonatort  del  quale C,  iii.  a.  73. 

ragione,     senza  il  fedele  consiglio  della  ragione V,  N,  9.  58. 

secondo  il  consiglio  della  ragioni ....     K  A^.  4.  14. 

nella  trron^  .  .  .  dico  la  ragion*  perch*  io K.  A^.  8.  68. 

Amone,  consigliato  dalla  ra^'oftf K  A^.  15.  Si- 

dico  la  r^ion*  per  che  dico  a  loro K.  M  19.  107. 

come  se  avessero  senso  e  ragion*  . «     »  K  A^.  95,  63. 

lare  ...  ma  non  senza  ragione  alcunai  ma  con  ragion*  .....  K  A^.  95. 70  <^). 

che  né  lì  poeti  parlavano  cosi  senza  ragtont K.  A^.  95.  103. 

non  è  mio  intendimento  .  .  .  per  Ire  ragioni K  A^.  99.  15. 

onde  pare  che  sia  non  sema  ragion* V,  N.  99.  32. 

poi  ne  assegnerò  alcuna  ragiott* K  A^.  99.  37. 

Perchè  . . .  fosse . . .  quesu  potrebb*  eaere  une  r^gionr    .    .    .    .  K  ^.  30.  1 5. 

Questa  t  una  ragion*  dì  ciò K  AT.  30.  94, 

Forse  ...  al  vedrete  in  dò  pìU  sottìl  ragion* K  A'.  30.  43. 

tutto  ciò  che  narrato  &  in  questa  ragione .     K  A^.  36.  «6. 

però  che  questa  n^ion*  e  assai  ntanifìesU ,     y,  N,  ■^  97. 

cb*  è  piaao  . .  •  p«r  la  sua  precedente  ragion* K  A^.  37.  15. 

perchè  è  OMUilfetto  per  la  preccdenic  ntgiom K  A.  38.  34, 

io  mi  ripensava  siccome  dalla  ragióne  in  o—o     ...  .     K  W.  39.  la. 

r  altra  chiamo  anima,  cioè  la  ragion* .     K  AT.  39^  37. 

che  degno  sia  chiamare  ...  la  ragion*  anima KA^39.39i. 

dico  come  1*  anima,  cioè  la  ragione,  dice  al  core    .  K  A.  39.  55. 

Contri  questo  avversario  della  ntgio$te  si  levò  .     .  ....     K  A^.  40.  I. 

contro  alla  costanza  delta  ragion* .     .     .     K.  A*.  4OW  14* 

nel  quale  io  comprendessi  La  sentenia  di  questa  ragiona     .     .     .     •     K  A^.  40.  45. 

però  che  è  assai  msntfcsia  la  saa  mgion* K  iV.  40.  30. 

però  eh*  ausi  il  manifesta  ta  sua  r^gtone K  A^.  4t.  54. 

La  ragione  di  che  poote  c»erc C.  t  >.  4* 

ifecome  di  sotto  .  .  .  sarà  per  propria  ragione  noslrsto C  i.  1.  lac. 

Sfecbè  r  una  fogiom  e  1*  alirs  darà  sapore C  L  1.  t$^ 

Le  quali  due  ragitmi  naticsBiente  stanno  a  fsre  di  sé     .  .     C.  L  a.  ao. 

La  ragion*  si  éf  che .     C  Ì.  Bk  a^ 

«  da  fuggire  per  una  nyiow      .         .  .     C  i.  &  9A. 


RAGIONE  553 

ragione,    donna  . . .  Che  . . .  crede  Amor  foor  d*  orto  dì  ngiont    .    .    Gnu.  x.  147. 

Quftle  argomento  dì  ragion  raiTrcna  ...T Co»*,  xi.  96. 

Aspetto  tempo  che  piCi  ragion  prenda ,     .     Cohm,  xir.  47. 

Però  con  tua  ragion,  piana  ed  umile  Muovi CdPta.  xviu  64. 

Che  le  saprà  contar  mia  ragion  buona V.  fi.  19.  116  (^BaU.  \.  37). 

Com'  alma  razionai  senza  ragione ,    ,     ,    ,  V,  N.  ao.  16  ^ScHt.  x.  4). 

ragione,     si  concede  per  la  ragion*^  che Cì.  a.  93. 

questa  ragione  mo&se  Agostino Cua.  104- 

r  una  e  1'  altra  di  queste  ragioni    ., ..Ci-a.  zi& 

La  rmgiimt  per  che  ciò  incontra  . .  .  piace  toccare     ......  C  i.  3.  43. 

si  può  vedere  la  ragiont  dell*  infamia •C.L3.  73. 

Mostrata  la  ragiont  innanzi CÙ4.t. 

resta  ...  a  mostrare  quelle  ragioni C.L4.4. 

secondo  senso  e  non  secondo  ragione CL4.19. 

hanno  chiusi  gli  occhi  della  ragione .     .     C.  L  4.  34. 

noD  secondo  ragione  ma  secondo  senso ,..CL4.  30. 

senza  uso  di  ragione Ci.4.  41. 

la  seconda  sì  vede  per  queste  ragiom Ci.  4.  4a. 

non  lascia  la  ragione  argomentare  •• .•.C.t.4.  4^ 

le  cose  della  sua  ragione ..•• CL4.  88, 

e  sue  ragiom  ....  per  la  notata  ragione,  intendo  .  .  .  ragionare .     .  C  i.  5.  13*  >4* 

non  sarebbe  stato  servo  conoscente  .  .  .  per  cotale  ragione  .     .     .     .  C  ì.  6.  io. 

alli  quali  la  ragion*  fa  poco  prode C.  L  6.  95. 

perchè  non  £  ragione  che CÌ.6.4^ 

si  manifesta  per  cotal  ragione C  ì.  7.  14. 

di  sopra  per  più  ragiom  è  mostrato Ci.7.  flB. 

impossìbile  è  sua  ragione  essere  dolce CL7.  3i> 

questa  t  la  ragione  per  che ..OC  7.  95i  9^ 

mostrato  per  le  sufficienti  ra^'om'. ...Ci.  8.a. 

intendo  mostrare  quattro  ragioni  .> CL8.  43, 

vuole  essere  evidente  ragione  che CLlo^fib 

vuole  essere  manifesta  la  ragione .CL  xo.  io. 

Però  si  mosse  la  Ragione  a  comandare .  C  ì.  ta  14. 

evidente  ragione  dee  essere  quella C  ì.  10.  17. 

che  è  . .  .  r  ultima  ragione  che  a  ciò  mi  mosse C  i.  to.  31. 

per  questa  ragione  vedere  si  può C  ì.  io.  43. 

Questa  grida  è  stata  .  .  .  per  le  ragionile C  ì.  11.  34. 

appresso  le  su  proposte  n^'oHi* •     .  C  L  la.  11. 

raccc^liendo  le  ragioni  prenotate C  ì.  13.  76^ 

dirizzato  V  artimone  della  ragione •     .     .     ..     .     .  CiLt.  6c 

per  queste  ragioni .  .  .  ragionerò  prima C  iì.  x.  tao, 

quello  cotanto  che  1*  umana  ro^'oH/ ne  vede Cìi.3.tl. 

per  ragione  umana  queste  opinioni  .  .  .  Tossono  fomite      .     ,     •     .  C  ìi.  5.  59. 

per  difetto  di  ragióne CÌLSSS* 

che  pur  per  ragiotu  veder  si  può C  ii  5.  57. 

r  una  ragione  t  questa C  ÌL  5.  60^ 

L'  altra  ragione  si  è,  che C  ii.  5.  9S. 

per  la  n^^K<  di  sopra  e  per  molt*  altre C  ìL  5.  106. 

Altre  niifiOMt' sì  pKssono  vedere  assai Cii.5.xiQb 

se  . .  .  altre  ragiotu  .  .  .  non  sono  del  tutto  dimostrate  .     .     .     .     «  CiLs.  113. 

io  quanto  vedcroo  le  sopraddette  ragioni  e  molte  altre C  iì.  5.  124, 

ft  potissima  ragione  della  loro  speculazione,  e  il  numero  ...  e     .     .  C  iì.  6,  56. 

assegno  due  ragioni CÌL7»  04. 

questa  ragione  tocco  quando  dico C  ii.  7.  31,  40. 


553  ^^^^V  RAGIONE 

ragiODe.     Che  da  nugiom  e  da  virtù  diviso  Seguo Son.  xxxv,  7, 

Cbi  ragioni  o  virtù  centra  gli  spreme Son.  xxxvi.  5. 

raciODe.     L*  altra  rttgioiu  è •     .     •  C.  if.  7.  33. 

dopo  queste  n^oNj' assegnate,  prego     •..•..••..  C.  ÌL  7.  51. 

denominate  .  .  .  siccome  1*  uomo  dalla.  mgiOMt     , C  ii.  8.  19. 

ai  dee  intende  re,  1'  uomo  usare  la  ngùuu C.  li.  8.  aa. 

chi  dalla  ni,$ioN#  sì  parie C  ii.  6.  34. 

il  pensiero  4  proprio  atto  della  ngùmé C  ìì-  8.  09. 

prima  .  .  .  poi  dell'  altro,  per  questa  mgiotu C.  ii.  9.  9. 

dovrebbe  quello  salvare,  per  la  rmgtotu,  che ■  C.  li.  9.  99. 

qualunque  altri  vivono  secondo  alcuna  ragiont C.  ii.  9.  73. 

quella  parte,  cioè  la  rugion*,  eh*  è  sua  perfezione  maggiore    .     .     .  C  ii.  9.  90. 

che  ne  fa  certi  sopra  tutte  oltre  mgiomi C  ii.  9.  laa. 

per  mgùmt  lo  vedemo  con  ombra  d'  oscurìtii C  it.  9.  ia8. 

Ptrmmt .  , .  che  dubitare  ti  fim'ano  nella  tua  n^^wntf  .     ,     .     .     .     .  C  ìi.  la.  55. 

la  mgione  per  che  ciò  sia  ...  è  da  vedere C.  IL  14.  6$. 

li  rsggi  della  mgiotu  ,  .  .  non  si  terminano C  ii.  14.  81. 

lo  qual  corpo  mobile  ha  in  sé  ragwmt  di  continuiti,  e  questa  ha  in 

wé  tugioHt  di  numero  infinito C.  iù  14.  135,  136. 

che  conviene  però  aver  ragioni  di  fine C.  ii.  14.  a  la- 
cco fì^fioM' dimostrative  riprovarono C  ii.  15.  56. 

questa  non  pare  avere  rngiont  vera   ,....,...,•  C.  ii.  15.  68. 

a  questo  deliberamento  tn  ragioni  m*  informaro  ......  C  iii.  1.  33. 

di  questa  ragion*  due  grandi  ammacatramenli. C  iii.  l.  44. 

se  ben  si  mira  la  predetta  ragiom,    •••« C  iii.  l.  53. 

La  j»ond<i  n^fiìmr  fu  lo  desiderio ,     *...•....•#  C  iiì.  l.  54* 

La  i*rm  rmgiont  fu  un  argomento  di  provvidema     .    •    •    .    .    .  C  iii.  1.  77. 

la  nfgioMt  di  questa  naturalità  può  essere  questa.     ......  C  iii.  >•  03- 

nclle  boutadi  della  ...  la  eugion*  sì  mostra  Uìvtna C  iii.  a.  60. 

fondamento  della  intttUttwa,  cioè  della  ragtont C.  iii.  a.  107. 

colla  nobUtJi  della  poicnxa  ultima,  cioè  mgionr    .     .    .     .     •    •    •  C  ìiL  a.  116. 

per  la  ragion*  di  sopra  moatrata C.  iii.  3.  7. 

le  sue  ragion* .  .  .  non  t  mia  intcnxionc  qui  itarrarc C.  iii.  5.  59. 

perocché  egli  solo  in  sé  ha  rmgiom    •>•• C  iii.  7.  104* 

perocché  non  hanno  ragion*     •••••■••••.*•  C  ili.  7.  HI. 

cosi  la  immagine  della  ragion*  , , .  ooa  è  vera .  C.  iii.  7.  isa. 

il  Quale  creo  la  nostra  ragion*, C  iii.  7.  165. 

dico  che  poco  ne  dico  per  due  ragiom    ......••••C.  Iii.  8.  135. 

cosi  appaiono  molte  cagioni  per  le  ragiom  notate    •*..«.  C  iti.  9.  xs8. 

e  r  anima  più  passionata  .  .  ,  più  abbandona  la  ragion»     .     .     •     •  C.  ili.  i&  aa. 

qui  si  potrcbbono  ragiom  naturali  e  . . .  aségnarv C.  iìL  to.  89* 

come  per  le  n^gsimi  aasegnatc  sé  iscusi C  ìiL  10.  44. 

miri  in  questa  r^fiìDMf  che  detta  é     ...,....*..  C.  iii.  iol  49. 

che  la  definizione  é  quella  ragion*  che  *1  nome  significa     .     »     «     •  C  iii.  It.  13. 

eh'  è  per  diritto  appetito  e  per  diritta  ragion* C  111,  ti.  119^ 

secondo  V  umanità  . . .  cioè  secondo  ragiot** C  iii.  li.  14A. 

per  tutte  le  sue  cagioni  e  per  la  sua  m^fiOMr C  liL  II.  ijt. 

per  la  prima  sua  ra^on*  ...  si  può  volgere     ...,..*.  Ci  Ut.  la.  39. 

vivono  più  secondo  aenao,  che  secondo  ragion* C  Ui.  13  40. 

della  quale  a' appaga  r  intelletto  e  la  n^gMiw C  lU.  13.  31. 

Delia  sua  propria  potestà,  che  è  la  ragion* C  ili*  14.  94. 

molto  di  quello  d  vede  per  ragton* C  iti.  14.  1S9. 

ogni  miracolo  in  piti  sito  inleUetlo  puote  avere  ragion*     .     .     ,     •  C  iii.  14.  13». 

F.  la  fogiom  t  qucata,  che C  iii.  15*  BS. 


WK^^^^^^^^m  554 

ragione.     Io  son  ben  certo,  che  mghm  ti  tira S,  P,ri.  4. 

Kd  6  rmgtoH,  che  tu  le  abbi  pietade S.P.à.  5». 

natone,     cioè  U  perfezione  della  ragtonr C  tiì.  15.  36. 

questa  è  la  rapane  per  che  li  Santi  non  hanno C.  iii.  15.  sol. 

perocché  in  lei  è  tutta  ragK>$u C  iv.  i.  34. 

il  Mscstro  della  umana  ragiont C  tv.  a,  i^S, 

eh' è  d^  ogni  ro^'onr  ignuda C  iv.  3.  34. 

due  gravissime  ragioni  pare  che  abbiano  in  aiuto      ......  C  iv.  3.  6>a. 

quanto  V  una  e  l'  «Itra  dì  queste  ragioni  è C  tv.  3.  70. 

a  queste  marnai  possono  riducere  le  parole •  C.  ìv.  4.  45, 

la  Romana  potenza  non  per  ragioni  ...  fu  acquistata C  iv.  4.  S8. 

forza,  che  alla  ragiont  pare  essere  contraria C.  iv.  4.  90. 

divina  Prowidenxa  eh'  è  sopra  ogni  ragione C  iv.  4.  114. 

cosi  .  .  .  ragionff  e  ancora  divina,  è  stata  principio C  ir.  4.  la^ 

per  due  apertissime  ra^om  veder  si  può C  ir.  4.  137. 

per  le  toccate  ragioni  moslTarc C  iv.  4.  13GL. 

tanto  manifesto  .  .  .  che  la  nostra  reggiane  lo  discerne C  iv.  5.  io, 

Maestro  e  Duca  della  ragiona  umana C  iv.  6.  74. 

qutt/o  che  .  .  ,  per  si  di  ragione  è  da  /andare ..Civ.  6.  93. 

senza  inquisizione  d*  alcuna  ragione C.  iv.  7.  S. 

sicché  la  spiga  della  ragione  ...  si  nasconde C  iv.  7.  15. 

dove  le  spighe  della  ngione  non  sono  . .  .  sorprese C  iv.  7.  34. 

coloro  .  .  .  ne'  quali  alcuno  lumetto  di  ragione  .  .  .  vive  .     .  C  Ìv,  7.  361 

reducere  a  ragione  del  tutto  spenta ,  C  iv.  7.  40. 

vwerw  Ti^*  MovciO  è  ragione  usare C  ìv.  7.  I3& 

non  si  parte  dall'  uso  della  ragione  chi  ...  ? C  iv.  7. 133.  ra^. 

r  ultima  potenza  dell'  anima,  cioè  la  ragione C.  ìv.  7.  149. 

Che  . . .  conoscere  Y  ordine  d*  una  cosa  ad  altra  è  proprio  atto  di 

ragiont C  iv.  8.  6. 

che  ha  fatto  la  umana  ragion* C  iv.  8.  55. 

la  ragione  mostrare  Intendo C.  iv.  8.  83. 

perchè  lunga  conWene  essere  la  ragione C.  ìv.  8.  153. 

quelle  ...  che  soggiacciono  alla  n^'onr C.  iv.  9.  37. 

la  nostra  ragione  ...  è  ordinata C.  iv.  9.  40. 

operazioni  che  la  nostra  ragione  mnsidem   . C  iv.  9.  66. 

trovata  fu  la  /Cagione  scritta C  iv.  9.  81. 

'...  la /?<i^aM^  scritta  non  sarebbe  mestieri  * C  iv.  9.  65. 

*  La  Fagiotte  scrìtta  è  arte  di  bene  e  d'  equità  *.......  C  iv.  9.  87. 

Per  questa  ragion*  . .  .  gU  artefici  e  li  discenti  sono C.  ìv.  9.  94. 

secondamente  sì  dimostra  ragione  pcrch'  è C  iv.  io.  33, 

essa  paia  avere  ragione  di  principio C  iv.  io.  ^ 

e  per  la  ra^cn^  prenarrata C.  iv.  xo,  iix. 

per  questo  saranno  le  ragion»  .  .  .  provate C  iv.  x  1.  8. 

da  fortuna  eh*  è  da  ragione  aiutata  ...  o  ...  da  fortuna  «iatatrìce 

di  ragione C  iv.  st,  63.65. 

che  altro  intende  di  medicare  1'  una  e  1*  altra  Ragion*  .  .  .  f  .     .     .  C.  Ìv.  19.  ioa 

assai  lo  manifesta  1*  una  e  V  altra  Ragion* C.  iv.  12.  103. 

che  per  questa  ni^orw  sia  imperfetta C  iv.  la.  117. 

la  scienza  essere  perfetta  ragione  dì  certe  cose     .     .     .     .     .     .     .  C  iv.  la.  ia8. 

se  sia  per  ragione  per  che  io  dico C  iv.  la.  133. 

e  la  ragion*  è  questa C  iv.  xa.  137. 

quest*  è  la  ragione  per  che    .     . C  iv.  xx  178. 

avvegnaché  questa  ragion*  .  .  .  non  risponda C.  iv.  lau  aoOb 

Puossi  vedere  .  .  .  per  due  ragioni C  iv,  13.  93. 


555  '^^^^^^^  HAGUNARE 

tmglODe.     Per  rendere  mj^'oH  dellor  Ulento .     .  S.P.  ci.  tit. 

Fiicc  ■  ragione  ed  a  virtù  soverchio P.  F.  ao\. 

ragna.     Amor,  che  sue  r^^/ Ritira  al  del CaMA.  xv.  33. 

rapinare.     Che  da  sera  e  da  mane  Hai  mgwimto  .  .  .  Ciò  ....  Cmma,  a.  63. 

ragione,     di  lungi  daltm  diritta  torre  delU  rtigiotu C  iv.  13.  160. 

91  riprova  ciò  per  una  ragione  di  costoro  ...  ;  poi . .  .  questa  loro 

m^n'oiM  anche  si  distrugge .     .     , .     .     .     .  C.  ìv.  14.  9.  11. 

è  impossibile  .  . .  per  questa  loro  rmgiomé  clte  detta  è C.  iv.  14.  «9, 

sicché  buona  ragione  essere  non  può C  iv.  14.  56. 

quello  che  la  Cavola  copre  disfA  tutte  le  sue  n^'oHi C  iv.  (4,  151. 

è  manifesto  la  ragione  .  .  .  essere  falsa  ed  erronea C  iv.  14.  i^a. 

acciocché  di  loro  false  ragioni  nulla  ruggine  rimanga C  iv.  15.  5. 

che  .  .  .  non  si  può  trovare  per  quella  mgtome  ........  C  iv.  15.  31. 

che  in  tulle  le  loro  ragioni  irascorrooo .     .     .  C.  iv.  15.  153, 

tìccom'  è  scrìtto  in  Ragione,  e  per  regala  di  Ragione  si  tiene       .     .  C.  iv.  19.  34  {bis). 

rende  incontanente  ragione^  dicendo C.  ìv.  ao.  94. 

quando  dice  :    CJu  saio  iddio  mtt  anima  la  dona  ;    ragion*  é  del 

suscettivo     . C  iv.  90.  48. 

chi  ben  riguarda  la  precedente  ragion» C  iv.  aa.  90. 

che  neUa  nostra  ragione  parla C.  Ìv.  »•.  177. 

muvemì  questa,  ragione^  che C  Ìv,  93.  95. 

lasciando  .  .  .  per  U  ragione  che  si  discerné      ........  C  iv.  93.  133. 

Per  che  la  Ragione  \'uole C  iv.  04.  19. 

tornando  alla  ragione  propria,  dico C.  iv.  04.  96. 

E  la  ragione  che  ctò  mi  dà,  si  t  che     ....  .      .     .      .  C.  Iv.  34.  09. 

quello  che  la  wagume  per  %é  può  vedere  ......  .     .      .  C.  Iv.  04,  101. 

colui,  cui  la  Ragwne  commette  il  suo  governo C  iv.  «4.  179, 

sono  necesaarie  .  .  .  per  questa  ragione C  iv.  95.  39. 

questo  Appetito  conviene  essere  cavalcalo  dalla  Ragion*  .     .     .     .  C  iv.  36.  43. 

questo  Appetito  alla  Ragione  ubbidire  conviene    .......  C  iv.  96.  49, 

malnati  I .  .  .  che  furate  ed  occupale  1'  altrui  eagtoni     .....  C  iv.  97.  190. 

se  arricchiscono  .  .  .  per  qual  ragione  esser  voglia      .     .  ■     .     .  C.  Iv.  37.  139. 

'  due  ragioni  mi  muovono  a  dire  questo  ...'...     .  .     .  C.  iv.  afi.  14B. 

Per  queste  due  ragioni  si  muove  la  nobile  Anima C  iv.  98.  153. 

ragionevole.     Onde  ...  è  degno  e  ragiomevote,  che K  /V.  95.  36. 

parlare  .  . .  troppo  a  fondo,  pare  non  reigionavoU •  C  i.  9.  la. 

coloro  che  non  hanno  vita  ragiaetev^ C  ii.  1.  33. 

Per  che  ragioeuvote  è  credere C  ii.  6l  103. 

Onde .  .  .  rmgionevoU  fu  prima  dire  e  ragionare C  ii.  9.  17. 

mgimnwh  e  onesto  è  ,  . .  odiare,  e  procurare C  tv.  1.  07, 

è  coM  vmgyoHtvoU^  perocdiè C  iv.  13.  isa 

che  .  . .  ragionevote  t  queste  .  .  .  rìduccre C  iv.  18.  44. 

altri  costumi  e  altri  portamenti  sono  mgicetfwoti C.  iv.  94.  87. 

l1.Uw8¥Oliin  litf      vcifgendo  siccome  ragionevolmente  quella  fiervlda 

.  .  .  c-asere  conviene C.  L  I.  itd. 

r  uno  ragionevolmente  ne  sarebbe  stato  servilo C  i.  9.  13. 

sensibilmente  e  r^gvoMn-o/mm/V  è  veduto C  i>.  3.  53. 

eugioemfoimtemit ,  .  .  il  detto  movimento  significo C  ii.  15.  33 

ma  ragiùtàevolimtmie  ciò  si  dice C  iil.  3.  3. 

Onde  ragionepoimenie  si  può  credere C.  iti.  &.  94. 

come  ragionevolmente  ...  si  dee  atteiidere C  Iv.  9.  44. 

ooo  Ca  dò  V  Autorità  . . .  r^ioimvoitmmle  aomrea C,  tv.  4.  85. 

quello  .  . .  più  ragionevoimttUe  al  dee  dire  principio C  i«.  i8l  4&. 

la  noatra  . .  .  natura  ragionevolmente  procedo    .     .  .  C  iv.  «4.  84, 


RAGUNARE 


ragunarc    Come  con  dismisura  ai  ntguna Cam*,  x.  85 

rallumare.     E  tutti  quei  .  .  .  Rallumi^  e  sciolga  per  sua  cortesia     .     .  P.  F.  339.  ■ 

rammentare,     qual  volta  mi  ramtnenta  La  dolce  mano  e    ....     •  BaiL  ìii.  io       ^.       B 

ramo.     Ed  ogni  ramo  verde  a  noi  s'  asconde Cwu.  xv.  4       ìm*- 

rancura.     Mi  fa  lasciare  la  fiera  tvncura Som.  zsruTiHHr  ià.V 

rapace.    &e  la  ...  Fa  più  per  te,  o  M  star  lupa  rapac*    ......  CmA  aTJii.        B  ^ 

rappresentare,     quando  puoi,  a  le:  ti  tupprtsenta C.  iu.  Gnu.  U-^ 

Cb'  b1  mio  parere  ella  non  rapprtstnia  Quella       .......  Soft.  li.  7. 

rassembrare.    onde  si  mova  Ch*  io  vi  russtmbn  si  figura  nuova  K  iV.  14. 8x  {Stm.  1^'     .  ,«v.3 

rassicurare.     Perchè  lo  spirto  non  st  rassicura     .....<..  C«na.  xi.  tm  i^      àoJ 

rassomegliure.     AI  nemico  di  Dio  Io  rassonu^io P.  F.  189.  .^  J| 

rassomigliare.     Tu  nusomij.'/i  alla  voce  ben  lui K.  A^.  sa.  91  (Som.  ai  .ac       n 

ratto,     t  come  quello  eh'  è  seguace  Ratto  a  signore •     •  Con»,  x.  6j^^^^    6^ 

però  ...  fu*  io  Così  rat/o  In  trarre  a  me •  Som.  xxii.       .^A^  11 

razionale.     Com' alma  riu)'o»id/ senza  ragione y.  N.  ao^  16  iSom^  ^wtmi^m.  i 

J 

rallegrare.     Dico  .  .  .  che  però  si  ralUgrera  ogni  rege C.  iv.  16.  >   ^     "^4 

ramo.     Lo  più  bello  ramo  ...  è  la  discrezione C.  ir.  &.  1.  —  s       iM 

Uiiu  de'  piìi  belli  .  .  .  frutti  di  questo  ramo C.  iv.  8.  8.    w^^    8.^ 

lo  pie  dell'  albero,  che  tutti  gli  altri  raiMi  comprende C  iv.  lA.  4^.      ~A  4^ 

nelle  quali  siccome  in  diversi  rami'  frutti6ca C  iv.  19.  <^      .^a  51, 

siccome  un  pomo  ...  si  spicca  dal  suo  ramo .  C  ìv.  aflL  j^      ^JK 19. 

rampollo,     che  '1  primo  e  nobile  rampollo  ...  si  è C  iv.  ai.  lk       —  :.  ir9» 

dalla  divina  bontà  .  .  .  nasce  un  rampolfo C  iv.  aa.  ^^      a.  j^ 

rapina,     siccome  .  .  .  rapina,  incanno  e  loro  simili C  i.  xa.  8^»^^     B%  ■ 

o  se  esso  è  dalla  rapina  del  Primo  Mobile C  vL  6.  14^^.  m     imI 

iididto  dico,  quando  .  .  .  per  rapina .  C  iv.  it.  *       .  *,  y|fl 

rapire,     io  pensando  ...  me  n'  andava  quasi  rapilo Cii.&.  48^  -^^4&  fl 

malnati  I  .  .  .  che  rapite  atli  meno  possenti C  ir.  3^7.  —  X  lal 

rapparire.     sure  celato  tanto  che  rapparv4  dall'  altra C  iù  3.  *-  -^^-  6f.  ^ 

rappresentare,    quello,  che  veggiono  e  odono,  si  rapprtstniano      ,     .  C.  iij.  7. 1  ^       u^ 

sicromc  la  immagine  delle  corpora  ...  si  rapprtstnta C.  iti,  7.  t     ^c     ttù,       ì 

la  immagine  .  .  .  che  1'  anima  bruta  rapprtsén/a C.  ili.  7.  l^         f^      I 

lo  spirito  . .  .  subitamenic  senza  tempo  la  rapprtstnta C  ìiL  9.  ^K      s^.       I 

che  .  .  .  alli  ...  le  celate  ricchezze  ...  sì  rapprtstniano    .     .     .     .  C  iv.  IL 7^       I 

io  .  .  .  rapprtsiHto  lì  mici  maggiori C  tv.  09.   ^  m       I 

rarità.     la  quale  non  è  altro  che  rarità  del  suo  corpo      ......  C  ii.  14.  ;^        fl 

secondo  la  spessezza  e  rarità  delli  vapori    .........  C.  ìi.  X4.         ~  j6^     H 

rassicurare.     Sicché  ...  ra5sicMran</i3rH/ le  salutai K.  A^.  18 ^1^      ^È 

rattamente,     tanto  più  rattamttitr  si  muove Cìi.4. 

rattezza,     questo  cerchio  ha  più  railtMsa  nel  muovere  • C  il.  4. 

ratto.     '  Vedesti  1*  uomo  ratto  a  rispondere  t . . .'       .......  C  iv.  >$  jj- 

ratmamento.     che  ciò  sin  uno  rauHanifHto  dì  vapori      ......  C.  li.  15 6$. 

quanto  lo  nuovo  ranHamtMÌo  d*  avere .     .  C  iv.  l^  —  Q^ 

Lo  quale  rautiamento  nuovi  desideri  discopre C  iv.  t^B*  9A 

Tannare,     quando  di  quelle  hanno  mwHaf^ C.tv.  1»—  9t. 

alla  cupidità  che,  raunando  ricchezze,  cresce  . C,  ir.  f^K*  toa 

ratinatore.     rendere  il  raunatorg  pieno  d*  ogni  appagsmcnlo      .     ,     .  Qrt.  l^a-  Jt 

ravviare,    colui  che  .  .  .  disviato  si  ravvia C  iii.  &•    ^H      i 

razionale,     la  parte  rasionaie  ha  suo  occhio      .........Ci.  li-    '&        J 

la  quale  è  solamente  nella  parte  ra^iottaU C  i.  tS>    T}-        1 

angelica,  cioè  rasiortale ,  Cm.%-  ^        I 

che  sono  proprie  dell*  anima  raaionalt C  ììl  7-  97-       I 

reggimenti  e  atti  che  si  dicono  niaioHa/i C  liì.  7' '^<^      fl 

Lo  .  .  .  ramo  che  dalla  radice  maioHaU  consurga  .     ,     .  C.'n.B.^         B 


557  RECENTE 

re.     Lo  /?/,  che  mcrta  i  suoi  servi ...  Mi  fa  lasciare Som.  xxxvti.  i. 

Però  che  il  n  dei  spiriti  celesti  Ha  esaudito S.  /*.  vi.  40. 

E  tutti  i  rt  ti  magnificheranno ,     ,     .     5.  /*.  ci.  63. 

Dove  .  . .  Saranno  insieme  con  II  rt  pietosi S.  /*.  ci.  86. 

Preghiamti,  re  di  gloria  e  sigTior  nostro *    P,  F,  329. 

reftme.     Ita  n'  *  —  Nel  nam*  ove  gli  anf;clì  hanno  pace  .     ,V.N.  3».  56  (Cbm#.  iii.  i6\ 
recare.     Quando  il  pensiero  ...  Mi  rtca  quella  che  .     .     .     .  V,N.  39.  85  (Oraa.  iii.  45 ■, 

Uno  spirto  dal  rìet,  che  nca  Tede C  iti.  Cmtu.  ìi.  42. 

Che  le  vi  nroi  Amor  com*  a  suo  loco C.  iii.  Gnu.  ìì.  58. 

Doglia  mi  nrm  nello  core  ardire Can».  x.  I  ;  K  £,  il  a.  94. 

Ch*  altrettanto  di  doglia  Mi  twa  la  pietà Cams.  xiii.  3. 

onors  .  .  .  Non  recando  a'  tuoi  ben  chi  non  n'  è  degno Can*.  xviii.  43. 

se  non  rwAi  conforto  Da  lei , ,     .     Bali.  v.  13. 

E  rrcolo  a  servir  nuovo  piacere .     .     •  K  A^  9.  55  (Som.  v,  i»). 

Che  nessun  la  si  può  mare  a  mente K  JV.  97.  35  {^Son,  avi.  13)* 

Che  nM»  innanzi  a  me  li  suoi  desiri F.  N.  ^q.  ^o  {Som.  mxìL  ti), 

ra^anale.     dire  ...  di  quello  di  dentro,  cioè  ram'omaU C  iv.  8.  46. 

s*  clli  giudicassono  coli'  Apparenza  ntBiona/t   ........C.iv.  8.  Bo. 

operazioni  ...  le  quali  si  chiamano  ragionali C.  iv.  9.  48, 

dice  animato^  non  dicendo  ramonaU C  iv.  10.  40. 

ogni  animale  ...  si  nesionaU  come  bruto,  si  . .  .  ama  .     .     .     .     .  C  ìv,  aa.  49. 

quello  che  spetta  «Ila  parte  nuicma/r C  iv,  sa.  96. 

nullo  dubita  che  V  appetito  ramonaU  non  aia  pili  nobile    .     .     .     .  C.  iv.  99.  100. 

Germoglia  adunque  . .  .  per  la  RamoHmU .  C  iv.  a3t  24. 

non  puote  ...  la  rnsùmai  parte  dìscerncre .     •     •  C.  iv.  34.  18. 

re.    da  parte  del  Santo  Re  celestiale     ...,,.,.,,..  C  iì.  6.  05. 

Numi  Pompilio  secondo  rt  de'  Romani C  iii.  il.  a6. 

chi  figliuolo  di  rr  fu C.  iii.  I4.  79. 

t)  quale  .„.  li  rr  tenga  contenti .     .     .  C  iv  4.  38. 

r  albergo,  dove  il  celestiale  Re  entrare  dovea C.  iv.  5.  34. 

li  sette  regi  .  .  .  Romolo  ...  e  li  nr  Tarquinii C  iv.  5.  91. 

*  Guai  a  le,  terra,  lo  cui  r«  è  fanciullo  .  .  .' .     .     .     «     .     .     .     .     .  C  iv.  6.  175. 

*  Beata  la  terra  lo  cui  rt  è  nobile  .  .  .* .  C  iv.  6.  178  ;   t6.  50. 

Chi  non  ha  ancora  il  buon  Rt  di  Castella  . . .  t C  tv.  11.  135. 

Mo  cui  rvè  perfetto  .  .  .'. C  tv.  16.  51, 

'Guai  a  tCf  terra,  lo  cui  rt  è  pargolo' C  Iv.  16.  55. 

■e  lo  rv  comanda  una  via  .  .  .  che  sarebbe  disubbidire  lo  nr     .     .     .  C  iv.  34.  136,  138. 

come  Cefalo  d'  Alene  venne  a  Caco  rv C  iv.  07.  159. 

dice  di  Eaco  pt,  che  questi  fu  padre  .     .    « C.  iv.  97.  190. 

C/pege. 

reale.     Platone  ...  la  noi*  dignità  mise  a  non  calere     .     .     .     .     .     .  C  iH.  14.  77. 

pdcfaè  dalla  wtaU  tutoria  fu  emancipata C.  iv.  5.  98. 

Alenandro,  per  li  suui  rtt^t  beneAcii C  iv.  f  1.  104. 

realmente;     vengono  dmtro  air  occhio  .  .  .  non  nmlettmtt C  Ili,  9.  70. 

recare,     /fn-ommi' la  vìvU  di  questa  donna  in  si K  A^.  39.  1. 

che  ne  rtcm  lì  destri  d*  Amore  dinanzi K.  A^.  39.  oa 

là  oade  multe  volle  rteatto  la  palma   ....••...•.('.  iV,  41.  46. 

per  che  ci  rwtò  vita .  C.  ti,  6.  16. 

dico  che  Amore  le  rrnt  queste  roac  quivi C  iik,  A.  113, 

vedcmo  .  .  .  che  .  . .  retano  quelle  a  loro  similitudine C  iii.  14.  1^ 

non  voglio  n^^rv  innanzi  alcuna  tesrtìraoniana     .     •     .     .     .     .     .  C  iv,  il.  88. 

in  loco  di  saiiarocnto  e  di  .  .  .  npraMo  sete ...  €  in  loco  di  bealanim, 

iwaao  nuovo  termine C  iv.  lai  47. 49> 

cW  la  lesm/r  terre ...  ritenea C.  iv.  15.  79. 


RECITARE 


558 


reda.     Quando  le  tue  rrd*  VoUer  che ^^^^B^     -     -  ^^^'*^  xrfia.  17. 

redenzìaae.     £  fa  sì  larga  la  neUnaioru S.  P.  rtxix  ao. 

redire.     Tutta  dipinta  dì  vergogna  riedt Soh,  xlxv,  14. 

refirigerio.     Lo  core  in  me  non  trova  rtfrigtrio S.  P.  xxxiòi.  34. 

r^gerc.     Da  questo  terzo  rttta  È  leggiadria C«n«.  xix.  va. 

A  quella  guisa  donna  retta  face BaQ.  x.  19. 

che  .  . .  stando  rtggt  tra  Saturno  e  Marte Son,  xzTìii.  3, 

reggimento,     antica  possession  d'  avere.  Con  rtggimenti  belli    .     .     .  C  iv.  Cbmjl  ai.  14. 


recitare,     diede  quasi  rtcitanJo  le  parole  del  buono  Omero    ....  K  A'.  35.  91. 

siccome  pare  Tullio  redtarr  nel  primo  tit C  ir.  6.  109» 

reda.      '  chi  non  è  rtda  della  bontà  ...  * T.  hr.  ti.  94. 

redire,     chi  va  verao  la  casa  di  santo  Jacopo,  o  rùoEr K.  JV.  41.  41. 

che  fine  della  cìrculazione  è  ndire  a  uno  . .  .  punto C.  il.  15.  III. 

reduccrc.    K.  ridurre, 

redundare.     la  quale  .  .  .  passava  e  rrtiundava  la  mia  capacìtade     .     ,  K  AT.  1  r.  aA. 

refrigerare,     della  cui  acqua  si  rt/rigtra  la  .  .  .  sete C.  ì.  t.  6& 

refrigerio,     in  loco  .  .  .  rt/rìgnìo,  dinno  e  recano  sete C  ir.  la.  47. 

rege.     1'  accendimento  .  .  .  significa  morte  di  rtgi •  CI  ìì.  T4.  17X 

se  consìderìaxDO  li  «ette  rr^' C.  iv.  5.  89. 

dico  a  voi,  Carlo  e  Federigo  rtgi C.  iv.  6.  1&3 

'  Lo  rtgr  si  letificherà  in  Dio  .  .  .* C  iv.  16,  i. 

ciascuno  vero  rege  dee  .  .     amare  la  Verità C  iv.  t6.  6.  ' 

Dico  . . .  che  però  sì  rallegrerà  ogni  rtgt C  tv.  16,  la, 

però  gli  antichi  regi .  .  .  faceano  magnifici  lavori C  ir.  aj.  55. 

domandaton  delle  condizioni  onorevoli  dello  rege •  C  iv.  35.  60k, 

quando  Adrasto  rrge  degli  Argivi  vide C  iv.  35.  60. 

d' Argia  e  di  Dei  file,  figlie  d*  Adrasto  rr^ C  iv.  a^.  81. 

quando  Polinice  fu  domandato  da  Adrasto  rv^r C  iv.  25,  110. 

quando  dice  che  Enea  rege  .  .  .  s'  accinse  e  prese C  iv.  a6h.  ila. 

siccome  nel  terzo  libro  delli  R^'é  scritto C.  iv.  07.  63. 

C/.re. 

r^gente.     una  .  .  .  conviene  essere  rcgolantCf  ov\-ero  reggente  .     .     .  C  iv.  4.  49. 

reggere,     che  nulla  volta  sofferse  che  Amore  mi  reggesse  senza  .     .     ,  V.  N.  ».  57. 

nel  mezzo  .  .  .  per  la  retta  linea,  sedea V.  N.  $,6, 

colei,  che  in  mezzo  era  stata  nella  linea  retta K.  A^.  5.  17. 

quella  che  viene  per  retta  linea C  ìi.  10.  35. 

riceve  la  forma  nella  pupilla  per  retta  Unea C  ìì.  io.  44. 

come  chi  guarda  col  viso  per  una  retta  linea C.  iii.  3.  109. 

é  più  laudabile  1*  uomo,  che  .  .  .  regge  sé C  iiL  8.  184. 

è  più  laudabile  un  mal  cavallo  reggere C  iti.  ft.  t6&. 

conviene  essere  .  .  .  tutte  1*  altre  rette  e  ...  da  quella C  iv.  4.  49 

Coogìungasi  ...  a  bene  e  perfettamente  reggere.     Oh  miseri,  che 

al  presente  rtggrt*  :  e  oh  misertssimi,  che  retti  siete  l.     .     C.  hr.  &  r68, 169*  170^ 

reggimento,    lo  quale  era  . . .  sotto  il  suo  reggimeiifo  .    .    .    .    .    .  K  A^.  f  1.  34. 

che  reggimenti ,  . .  sogliono  essere  chiamati C.  iìt.  7.  99. 

che  solamente  1'  Uomo  ...  ha  reggimenti  e  atti  che C  tii.  7.  loi; 

che  alcuna  bestia  fa  atti,  ovvero  reggimenti C.  iii.  7.  to8» 

non  è  vero  . . .  che  abbiano  reggimenti C.  iii.  7*  '*■• 

quello  .  . .  che  fanno  li  suoi  reggimenti C  iii.  7'  >3>* 

colui  che  ...  si  sostiene  in  buono  reggimento C  Ìli.  6.  187. 

tiene  questa  gente  oggi  Ìl  reggimento  del  mondo C.  iv.  6.  14A. 

nulla  . .  .  autorità  si  congiugne  colli  vostri  rtggimenti C  iv.  6.  171. 

\*oi  che  le  verghe  de'  reggimenti  d'  Italia  prese  avete C  iv.  6.  l8l. 

nella  prima  parte  deifo  Reggimeìtto  de*  J^rinapi C.  iv.  34.  gflL 


559  ^^^^  RELIGIONE 

reglzUL     AvK  rrgina  Vergine  Maru  Piena  di  (rati» P.  F.  u^t. 

renare.     Amor  potrà  ben  dire  ovunque  ngna Cmns.  xvfi.  44, 

Tu  felice  nr^^mm' al  tempo  bello Cina,  xvili.  16. 

Sereoa  e  gloriosa  .  . .  rtgHtrm  onorata CtM*.  xviii.  46. 

Che  fa  degno  .  .  .  colui:,  dov'  ella  rrgna Coma  xix.  14. 

Tu  solo  sei  che  rrgna  in  sempiterno S.  P,  d,  100, 

Ma  sol  di  queir  .  .  .  consìglio  .  .  .  procedei  e  rfgna  .     .     .     ,     .     .  P.  F.  tj. 

regna     Dìcea,  guardando  verso  V  alto  rrgno K  M  93.  ao9  {Cmfu,  il.  Sa). 

Sicché  le  laudi  *l  mondo  e  M  divin  ngno GtMa.  xviii.  40. 

Per  CUI  tu  possi  pervenire  al  rrgno S,  P.  ixxi.  60. 

lodare  .  .  .  Nel  rrgno  degli  eletti  e  suoi  consortì 5.  /*.  ci.  B4. 

Avvenga  il  rrgno  tuo*  siccome  pone  Questa  onuion P.  F,  314. 

Che  ...  'I  rv^o  vostro  A  posseder  vegniam    ......../'.  f.  337. 

reggimento.     La  qual  grazia  z"  acquista  per  soavi  ftggimttttt      .     .     .  C  tv.  «5.  13. 

il  nggitnmto  delle  citta  commiscro  in  quelli  che •  C  iv.  97.  94. 

cosa  che  a  rrggìmmto  civile  abbia  rispetto «  C.  ìv.  37.  99. 

Reggio,     sarebbe  più  nobile  che  Guido  da  Castello  di  Rrggto      .     .     .  C  iv.  16.  73. 

reggitrice.     eh'  ella  è  regolatrice  e  nggiirice  dì  tutte  le C  rv.  9.  io. 

regina,     ove  s'  udiano  parole  della  Rrgina  della  gloria K  /V.  5.  3. 

la  quale  f u  .  .  .  rtgina  delle  virtù V,  N,  io.  \%, 

questa  Donna  fu  figlia  d'  Iddio,  rrgina  di  tutto C  li.  13.  71. 

dice  Salomone  :  *ScssanU  sono  te  ngim  .  .  .' .  C  ii.  15.  176. 

-     lutle  scienze  chiama  rrgim -     .  C  ti.  15.  179, 

ragno,     io  pensando  contemplava  lo  rrgno  de'  Beiti C.  il.  8.  41. 

r  accendiraenlo  . .  .  significa  . . .  trasmuta Aento  di  rrgni  .    .     .     .  C  ii.  14.  179. 

però  fu  fatto  il  rrgno C.  iv.  4.  ai. 

Onde  .  .  .  discordie  e  guerre  conviene  surgerc  tra  rrgno  e  rrgno    .  C.  iv.  4.  97  (Ara% 

il  quale  ...  li  ne  tenga  contenti  nelli  termini  dell!  rrgm    .     .     .     .  C.  Iv.  4.  39. 

gli  Albani  .  .  .  per  lo  capo  del  rigno  combatterò C  iv,  5.  158, 

regola,     siccome  loro  n^ro/a  ed  eaemplo C  iii.  6- 57. 

che  HDD  hanno  insieme  alcuna  rrgota C  iv.  9.  143. 

chèf^fD/tf  SODO  in  quella C  iv.  9.  150. 

TrmprrmmMa^  la  quale  ò  rrgota  e  freno  della C  Iv.  17.  35. 

•iccon* . .  .  per  rrgola  dì  Ragione  sì  tiene C  iv.  19.  94. 

«e  la  .  .  .  non  impedisse  la  rrgaiu  dell'  umana  natura C.  Iv.  93.  68. 

TTgrriantr      una  .  .  .  conviene  essere  rrgolanir^  ovvero  reggente       .     .  C  iv.  4.  48. 

regolare,     cio^  ...  lo  ritmo  o  1  numero  rrgoiotQ C  i.  ro.  86. 

in  quanto  ella  è  .  .  .  rrgvtatm  nella  divina  Mente C.  iii.  6.  51. 

che  in  numeri  e  tempo  rrgoimto  .  .  .  cade C  iv.  a.  108. 

conviene  essere  .  . .  tutte  1'  altre  .  .  .  rvgoUtr  da  quella     .     .     .     .  C  iv.  4.  50. 

RigOtatlaallIMì      che  da  .  .  .  rrgoUti*simo  principio  viene C  ii.  14.  949. 

regotetlloe.     eh*  ella  è  rrgoUtnc»  ...  di  tutte  le C  iv,  9.  9. 

Regolo»     Chi  diri!  del  cattivato  Rtgoio  ...  1 C  iv.  5.  104. 

reioa.     sotto  r  insegna  di  quella  fritta  benedetta  Maria  ...  K.  A'.  99.  8. 
Cf.  regina. 

rvìtade.     ciascuna  di  queste  rgiludi  ha  al  gran  aeCta C.  i.  1 1.  1 1. 

ralatlvo.     nella  Musica,  la  quale  t  tutta  rrtativm  .......  C.  ìi.  14.  t8f . 

relaXlOO&     sccondoct^  ha  rv/oaiaw  al  Figliuolo C.  ii.  6.  8tf. 

r  una  BJ  è  la  sua  più  bella  rrJ^monr    .     .  .  C  il.  14.  15&. 

Unto  .  .  .  quanto  più  la  nisMOtté  è  bella      .......  C  ÌL  14.  184. 

de  lauti  dÌC0|  facendo  rtiasiont  a  Dio  ('■.  l*i.  13.  9. 

RAIglooeL     qucato  vcdemo  nelle  rriigioni  C  iv.  4.  OOl 

a  perfexionc  dell'  unlvcraalc  rHigiom  della  . . .  conviene  .     .     .    .  C.  iv.  4.  64. 


RELIGIONE 


rena.     Levasi  della  nna  d'  Etiopia  Un  vento Cams.  xv.  14, 

rendere.     Se  *1  fate,  a  cui  si  mtdt  ? Cam*,  x.  90. 

L'  angoscia  .  .  .  anche  agli  occhi  lor  merito  rmde Cuna.  xL  30. 

£  poi  le  tmiUrn  con  amor  pace Cmns.  xiL  7A. 

Quajido  *I  mi  nndt ,, Stsi.  iJà.  16. 

SODO  tenute  Di  bella  grazia  a  Dio  rtndfr  mercede     .     .     .     K.  iV.  37.  16  CSo».  xri.  4% 

Deh  !  ttndìfni,  Signor,  quella  letizia S.  P.  \,  46. 

Risolveranno  .  .  .  Per  n-mUrr  ragion  del  lor  talento     .     .     .     .    .  5,  /'.  cL  izx. 

vuol  .  . .  Che  a  padre  e  a  madre  noi  mutiamo  onore /*.  /t  164. 

reOL     Que'  e'  han  tal  grazia  fuor  di  tulli  rri C.  W.  Con»,  iu   1x5. 

a'  tre  men  «ridi  nostra  terra  Te  n'  andrai CanM,  ix.  76^ 

Fa  ,  .  .  che  . .  .  Questa  rta  per  me  noi  possa  udire Gnu;  xi.  13. 

Con  m  non  star  né  ad  ingegno  né  ad  arte CttmM.  xir.  95. 

O  falsi  cavalicr,  malvagi  e  iti    ......     * Cams.  xzx.  its. 

Perocché  gli  occhi  mi  sarebbon  m'  .  .  ,  di  .     .     .     .     .     .  V.  N.  33.  30  \Som,  xvii.  5V 

religiooc     le  buone  disposizioni .  .  .  cioè  Pietà,  e  Rtiigkmt    .     .     .     .  C  iv.  19.  40. 

che  nella  loro  lunga  età  a  nligiotu  si  renderò C  tv.  nft.  64, 

che  non  toma  a  rrligiont  pur  quegli  che  ...  ina  eziandio  a  buona  e 

vera  religione  si  può  tornare  in  matrimonio  stando      ....  C  tv.  aB.  68,  7». 

religioso,     si  dimostrava  .  ,  .  cioè  nelle  scuole  de'  religiosi      .     .     .     .  C  a.  13.  48. 

siccome  sono  .  .  .  quasi  tutti  li  Rtligiost ■■•■C  ìiL  11.  10^ 

che  Iddio  non  vuole  rtligioso  di  noi  se  non  il  cuore  ......  C  ir.  aB.  73. 

remo,     siccome  vogare  col  rtmo C  iv.  9.  116. 

remotissimo,     perocché  è  material  issi  ma,  e  però  rrmofùs'ma     ...  C.  iu.  7.  61. 

remoto,     quando  delta  lettera  per  la  parte  rrmoia  si  parla      .     .     .     •  C  ìi.  S4.  loa. 

sccondochè  sono  remoti  o  propinqui  a<)uesti  luoghi C  iii.  5.  193. 

Cf.  rimoto. 

rena,     quanta  nna  volge  lo  mare .     .  C  ìv.  e».  75. 

rendere,     persuasione  ...  a  Ttndert  I*  uditore  attento C  ii.  7.  6(k 

non  possa  simile  benefìcio  rrnétn  al  signore C  ÌÌL  i.  (^ 

dee  però  rendere  quello  che  migliore  può C.  iìi.  I.  65. 

perocché  1*  uno  e  P  altro  è  da  rmdsre  ad  altrui ..0^111.4.  59. 

che  .  .  .  r  anima  . .  .  rende  al  corpo  suo  della  bontà C  ili.  6.  x  17. 

e'  rendono  agli  altri  di  sé  grande  splendore C.  ìii.  7.  3». 

anzi  rendono  lei  .  .  .  colorata  nell'  altre  cose    . C  ìii.  7.  37. 

dove  manifesto  esemplo  rendo  alle  donne C  ìii.  7.  150. 

ai,  che  tutto  cuopre  la  neve  e  rende  una  fìgurt C  iv.  7  61. 

quello  che  è  di  Dio,  aia  renduto  a  Dio C  iv.  9.  167. 

dicendo  quelle  .  .  .  rendere  altrui  più  difettivo  e C  ìv.  xa.  ^ 

Promettono  .  ..  rendere  i[  raunatore  pieno.     .     .     • C.  iv.  la.  31. 

pro>*a  ...  e  rende  esemplo  del  Cielo.     ,     .     . C  iv.  19.  at. 

E  mh^  esemplo  nei  colori,  dicendo C.  iv.  so^  il. 

E  rende  incontanente  ragione,  dicendo C  iv.  ao.  04. 

intendo  questo  mio  Convivio  .  .  .  rendere  utile C  iv.  aa.  & 

che  V  ordine  debito  .  .  .  rende  un  piacere C.  iv.  85.  ij 

la  rosa  che  non  pure  a  .  .  .  rende  quello C  tv.  37.  £&. 

già  essendo  a  Dio  rwnduta  .  .  .  vedere  le  pare C  tv.  a8.  41. 

/?/H^/ss' dunque  a  Dio  la  nobile  Anima C  ìv.  a6.  481. 

che  nella  loro  lunga  età  a  religione  si  renderò C  Ìv.  aB..  64. 

dee  procurare  di  rendere  al  .  .  .  buona  testimonianza     .....  C.  ir.  09.  74. 

reo.     delli  due  sentieri  prendere  lo  meno  reo C.  L  a.  94. 

è  pili  laudabile  un  mal  cavallo  reggere^  che  un  altro  non  no      .     .  C  iiL  &.  169. 

se  alcuna  n'  è  nrn,  non  è  della  divina  intenzione C  iìi.  la.  64. 

se  Iddìo  fece  gli  Angeh  buoni  e  li  m C  ìii.  lai  67. 


S/Sl  ^^^H  RETTORICA 

reo.     Cioè  la  bella  e  m  vostra  fìgura Son.  xxxtii.  it. 

Partitevi  da  me,  spiriti  m ^.  P.  vi.  3^. 

c/.  ria  ''Jj- 

repagnare.     Morte  rrpmgna  si,  che  lei  non  cura Cmn*.  x.  38. 

rcst&re.     Piacciavi  di  rtstar  <^\i\  meco  alquanto fC  A!,  aa.  77  (Som.  xii.  10). 

Se  voi  rtstatt,  per  volerla  udire ■  K  M  41.  63  (Som.  xxìv.9). 

r/.  ristare, 
rourgcre.     K  risurgere. 
retto,    K  reggere. 

rea     seguitò  poi  Aiori  dMotenziooc  la  maliiìa  de*  m C  ili.  fa.  70. 

peri>  Bcmo  detti  da  loro  buoni  e  m C  iv.  9.  79. 

lo  rimuove  .  .  .  dall*  altrui  reo  consiglio  e  ammaestramento     .     .     «  C  iv.  94.  144. 
reprovazJone.    K  riprovazione. 

repugnante.     muove  tra  due  cieli  rrpMgnanti  nììm C.  il.  14.  196. 

ai  muove  intra  due  v^pugnanti  ad  essa C  li.  14.  ao6. 

repagDare;    che,  rtpugnando  a  questo,  commenda    .    .    .    .    i    .    .  C  ii.  7. 78. 

questi  due  alla  tua  certeua  rtpmgMotto    .     .    ;     .     ^ C  li.  14.  016^ 

non  ft^uf^ta  tWwL  Autorità  ImpttimU «    ,  C.  iv.  6.  157. 

reputare,  riputare    quasi  meniogna  rtpulano  ciò C  i.  4.  3». 

Pittagora,  domandato  se  egli  sì  rr^H'atM  sapiente      .*....  C  ili.  11,40. 

resistere.     aUa  quule  .  .  .  non  può  rtsisttet C.  i.  4.  70. 

restare,     mta  ...  a  mostrare  quelle  ragioni C  i.  4.  3. 

frsta  a  mostrare  come ,...•...  C.  L  6.  3. 

rtsta  a  dimostrare  chi  sono  questi C.  iì.  5.  3. 

Rt5la  ornai  solamente  a  provare C.  iv.  11.  1. 

C/ ristare, 

restaurare,    alla  quale  nstatran  fu  1'  umana  natura  poi  crvata  .    .    •  C  ii.  6.  98. 

C/.  ristorare. 

restituire,     siccome  ...  si  potrebbe  .  .  .  mHtuirr  meliga  rossa  .     .     .  C  iv.  «9.  iso. 

resultare*  ri-,     perchè  dalla  loro  armonia  rwàuHa  piacimento ,    .     .     .  C  i.  s-  95* 

de*  quali  tanto  più  dolce  armonia  nttiita C.  IL  14.  184. 

ciò  rrwuita  in  grande  loda  di  costei C.  ÌÌì.  4.  04. 

cbè,  siccome  la  bellezza  del  corpo  riattUa  dalle  membra  .  .  .  cosi 

la  bellezza  della  Sapienza  .  .  .  nsui/m  dall'  ordine   .     .     .     .     C.  lu,  15.  1 17,  tat. 

una  essenza  secondaria  che  rtsuitm  da  molti  grani C.  iv.  99.  99. 

qursts  bianchctia  .  .  .  secondariamente  nsmtttt  in  tutta  la  massa     .  C  iv.  99.  107. 

retaggio,     che  .  .  .  pcr\'engono  li  rr^^gi' legati  e  caduti C.  iv.  11.  87. 

chi  non  è  . .  .  perdesse  il  maggio  dell'  avere C.  iv.  11.  95. 

retraere.    V.  ritrarre. 

retro,     appare  da  scrai  cioè  ntfo .     .     •     «  C.  ii.  14*  ISI. 

da  molti  di  rttrv  da  me  .  . .  sarei  stato  ripreso C  ÌÌL  1.  83. 

5t  conviene  guardare  di  rttro  e  dinanzi ,     .  C  iv.  96.  83. 

rettitudine,    acciocché  .  .  .  rifcrmisi  nella  sua  trtfthtdtMt C  iv.  at.  131. 

y»  reggere. 

questo  amore  nell*  uomo  ...  ha  mestiere  di  mton    .     .     .     .  C  Ul.  3.  8f. 

però  U  collegio  degli  rtttori  fu  detto  Sftmio C  iv.  97.  96^ 

rettorlca.     Scienze  del  Trivio  .  .  .  cioè  .  .  .  Ffìtorkm     .     .    .    .     .     .  C  ii.  14.  57. 

j]  Cielo  di  t^mrrr  si  può  comparare  alla  Ffttorka C  tt.  14.  ttl. 

queste  due  proprietà  sono  nella    RsiUmm  \   che  la  RtUofkm  è 

aoavisaima  di C.  ÌÌ.  14.  tt6  (te). 

per  lo  tento  ciclo  Ìo  intendo  la  Rtttorìm C.  ìi.  15.  186. 

la  meniione  il  riloacfo  nella  sua  Frttprkm C  iii.  8.  85. 

queau  colale  figura  in  rrttonta  t ,  .  .  laudabile C  ilL  10.  51. 

che  si  dilettano  studiare  in  RtMohm C  uL  ti.  too^ 

O  O 


RETTORICO 

rezzo.    Chi  unto  dà  nel  Sol,  quanto  nel  mMo Gmi:  xfi.  57. 

ritmile.     E  che  al  mio  bene  far  sono  n£«//i' 5.  P.  cxlii  64. 

C/.nibeUo. 

ricampre.     Sarebbe  tardi  ornai  a  ritampanu  . Som.  liìi.  8. 

rlCCliecza.     i*oglion  che  di  Gentllciza  Sia  prìncipìo  HcckeAaa  .     .     .     .  C  iv.  Comm,  m.  17. 

rettorica     se  alcuna  finora  o  colore  rrttorico  è  conceduto K  iVL  95.  59. 

sotto  veste  di  figura  o  di  colore  rtitorico «.K.  Al  45.  108. 

non  si  concede  per  li  nttoria C.  i.  a.  15. 

come  li  nr//orKi'saiiDO C  il.  7.  s&. 

è  bel  modo  rttionco C  iL  8L  91 . 

suole  lo  rrtianco  .  ,  .  parlare  altrui C-  lì-  la,  39U 

che  si  appartiene  alti  rrttorici C  iL  la.  66. 

dinanzi  al  viso  ...  lo  Retorico  parla •     ■     .     •  C  iì.  14.  lao, 

quando  .  .  .  per  la  parte  remota  si  parla  per  lo  Rfttorieo    .     .    .    .  C.  li.  14.  laaL 

che  bene  venga  dalla  fabbrica  del  rtttonco   ....»..*.  C*  iìi.  4.  «8. 

una  6gura  .  .  .  che  si  chiama  dalli  rrttoha  Prosopopta    .     .     .     .     .  C  liL  9.  19. 

Ma  ...  il  ntfohco  dee  molta  cautela  usane C  iv.  8.  S9. 

revelante,    immortale  convcgna  essere  lo  rwélant*   .......  CiL  9.  to6. 

revelaziane.     io  era  certo  e  sono  per  sua  graziosa  mMbuKMir      .     .     .  C  ti  B.  46. 
reverente,     da  distinguere  è  intra  lo  irrrvimtte  e  non  rgvtmUw  . , .  non 

rrvermie  dice  ttigaàon* C^  iv.  8.  t03i  104. 

Per  che  se  io  niego  ...  io  . . .  sono  non  rrvcrinte    ......  C  ir.  8.  lao. 

Similmente  io  .  .  .  sono  tum  rrvermtt .  C  iv.  &  134. 

Ma  tracotanza  sarebbe  1*  essere  rrvmntf Civ.  8.  13161. 

perchè  detto  ho  eh'  io  sono  no»  rrvtnntt C  iv.  8.  145. 

é  necessario  d^  essere  rrvertnU C  iv.  35.  40. 

che  .  .  .  fanno  mermtt  a  sé  quello  che  le  seot« .  C.  iv.  05.  51. 

acciocché  quelli  . . .  divenissero  stupidi^  e  però  rwvtrtmtt    .    •     ■    •  C.  iv.  «5.  58. 

che  esso  divenne  shépido  ;  e  però  più  mtftntr      .......  C.  rv.  «5.  67. 

reverenza,     lo  cui  nome  fu  in  grandissima  revem%Ma  .•••■»•  K.  VV.  39.  loc 

de*  falsi  giudicii  aasceano  le  non  giuste  rtvtrtnm  . C  iv.  1.  54. 

che  le  pietre  . . .  nano  degne  di  reverensa C  iv,  5.  iSa. 

Uno  de'  più  belli  .  .  .  frutti ...  è  la  rrtvnrMja  ........Civ.  8.8. 

Tullio  .  .  .  dice  la  merenda  essere  dì  quella C^  iv.  8.  it. 

che  é  principio  della  misura  d'  ogni  revtrtnza  ........  C.  ìv.  8,  24. 

con  tutta  mvrrMAi  e  al  Principe  e  al  Filosofo  parlando.    .    .    .    .  C  ìv.  8.  «5. 

però  né  la  rrverenaa  .  .  .  non  offendo .     .  C  iv.  8.  69.. 

come  io  ,  .  .  contro  alla  rev€rm»a  del  Filosofo  non  parlo  ,  .  ,  così  non 

parlo  contro  alla  rtvmmsa  dello  Imperio C.  iv.  8.  85,  87. 

prima  è  da  vedere  che  è  Rntrmaa.     Dico  che  R^vtrmMS  non  è 

altro,  che C.  iv.  8.  99,  i«a 

la  Hon  rrvertmxu  é  negare  la  [non]  debita  suggezione C  iv.  8.  X07. 

se  io  Diego  la  rrvfrmsa  dello  Imperio,  io  non  sono . . .  che  nofi  è 

contro  alla  rtvtrtnaa  .     .     .     , C  iv.  8.  iig^  lai- 

io,  che  .  . .  allo  Imperio  nvemua  avere  non  debbo   ....••  C  iv.  8.  i^ 

se  rrvnmsa  si  potesse  dire C  iv.  8.  136. 

io  sono  non  rtvtrcntiy  eh'  é  la  rrvermMa  n/gart .  C  iv.  8.  t^6^ 

onore  deggio  ricevere  e  rtvertnea C  iv.  09.  «4. 

con  rrvtrenMa  il  dico C  iv.  99»  54. 

reveiire.     Poìch'  è  veduto  quanto  é  da  merirt  V  Autorità C  ìv.  7.  a. 

a  rrtKrirt  lui  in  ciò  non  siamo  tenuti C  iv.  9^  177. 

revoluzloce.    V.  rivoluzione. 

ricchezza,    porgono  della  loro  buona  nVrAraM  alli  veri  poveri     .    .    .  Cut.  64. 

le  grandezze  , . .  delle  vere  ricdtezst ......C  Lto.  54. 


RICEVERE 

Che  lungamente  in  gran  ricchtSMa  è  stata Ctv,  Cane,  iii.  3C. 

;Fbi  delle  tue  riccheest  onora  e  fregia Cana.  xviii.  41, 

Oftor  ti  sarà  ...  Ed  a  me  ricco  dono  Tanto Cana.  \x.  6a. 

Perchè  tu  .  .  .  puoi  la  vita  mia  Pollerà  e  ricca  far Cohs.  xvìì.  8. 

pere.     Che  n'cciM  da  Lui  questa  salute .     .     .  C.  iii.  Cane.  ii.  31. 

IDooa  e  ficfve  V  notn,  cui  questa  vuole Cans.  xix.  115. 

Penxrch*  ìo  rùntfti  tal  ferita  Da  un «    •    •     ■     fia//.  vi.  sa. 


IT.  110. 
13.  9. 
13.  s6. 
C  IT.  13.  56. 

C.  IT.    13.   58. 


IV.  13.   135. 
iv.  13.  266. 

iv.  la.  axi. 

iv.   13.  33. 

iv,  13.  46. 


e  un*  altra  tutte  le  ricchta^t C.  ii.  fi.  27. 

(Eoe  ricxh*am  conservate  in  male  del  loro  signore C  il.  li.  84. 

rì^kose,  eh'  era.  *  antica  ricthesta,  e  be'  costumi  * C  Iv.  3.  45. 

lenncsi  alla  prima,  cioi  air  *  antica  rùrtAffM' C.  iv.  3.  50. 

cioè  *  possessione  d*  antica  riccJuaMa  '      . C  iv.  3.  54. 

quando  dice  antica  n'cchessa C  iv.  io.  15. 

Booc  . .  .  falso  suggello,  cioè  antica  ricchetsa C  iv.  io.  50. 

loi  rwcAMw  ...  moveste  battaglia ^    .     .     .     .  C  iv.  11.  39. 

SODO  rùcAraar,  ma  oro  e  margarite Civ.  11.  44. 

In  (pianto  aooo  ordinate  alla  .  .  .  sono  riccAexe* C  iv.  1 1.  46. 

eh*  ...  le  celate  riccheese  ...  si  rappresentano C  iv.  11.  73. 

é  manifesto  .  .  .  quelle  ricchctee ,  .  .  avvenire  .     .     , C  tv 

k  imperfezione  delle  ricchezBt ...  sì  può  comprendere      ,     .     .     .  C  iv 

per  questo  modo  le  riccktzmé  .  ,  .  sono  imperfette C  iv 

però  dice  Tullio  .  .  .  abbominando  le  riccheazt é    . 

Aè  le  rìtthetsc  ...  tra  cose  buone  o  .  .  .  essere  disM      .... 

8c  .  .  *  la  Dea  della  ri.cheasa  largisca C  iv.  la.  77. 

•Ha  cupidìtà  che,  raunando  riccbtSMit  cresce C  iv.  la.  loa. 

Re  ...  le  ricchtast  sono  imperfttt*  e  però  vili C.  iv.  la.  116. 

tolafflcnte  nell'  acquisto  .  .  .  deUe  ricchezae C 

riesidcrBre  ...  poi  le  ricchet£4  non  grandi,  poi  grandi,  e    ....  C 

che  fare  s'  intende  . . .  contro  alle  ricchtsjst     ........  C 

Quello  veramente  della  riccftrtaa  è  .  .  .  cnscrre C, 

ricrome  le  hcr/resae  sono  da  dire  per  lo  lufo ■  C 

b  quello  della  ricchtma  no C  iv.  13.  51. 

feoD  perde,  come  le  tnaledcttc  ricckémMé .     .  C  iv.  13.  86. 

colui  che  appo  si  sente  rùcAtf<aa C  iv.  13.  98. 

Quando  seco  ricchtttt  portano C  iv.  13.  105. 

ab  non  ancora  intese  ricchtsat  delli  Dei  f C.  tv.  13.  115. 

Il  posseditore  delle  ricchtezt C  W.  13.  133. 

lisputasi  e  riprovasi  contro  alle  ricckrtee C.  iv,  13.  166. 

quella  parte  che  alle  ricchezat  s'  appoggiava C  iv.  14.  0. 

ìtmpo  diceva  essere  cagione  .  .  .  dicendo  antica  ncchesaa  .     .    .     .  C  tv.  14.  5. 

Iiciure  non  ai  polca  con  tanta  riccktzza C  iv.  38.  88. 

per  essere  di  progmii  lungatHirtl*  stata  ricca  .......  C  iv.  3.  58. 

lacolo.     quando  I'  umano  seme  cade  net  suo  rictttaw/o     .     .    .     .  C  iv.  ai.  33. 

il  mondo  .  .  .  eh'  è  rìattacoio  di  corruttibili  cose  .     .     .     .     .     .     .  Cw^  sa,  163. 

mte.     simigliante  a  quella  del  rictvente C  ì.  8.  36. 

Itver^amcntc  si  riceve  . .  .  dalle  cose  n'crvrnti C.  iii.  7.  16. 

cr  la  purità  dell*  anima  rictvtntt C.  fv.  ai.  73. 

ere.     che  la  donna  .  .  .  nVvtva  da  te  alcuna  noia V,  N.  la.  48. 

«otre  che  io  lo  potei  ncrwrv K  A'.  19.  140. 

potrebbe  bene  ancora  ricevtrt  più  divisioni .    .     .  K  A^.  38.  30. 

ole  apparir  per  alcuno  martirio  eh'  altri  riceva K  A^.  40.  34. 

llcchò  nulla  n'cnrrrr  può ••■...  C  i.  1.  3i. 

Ielle  quali  rictvr  tanto  inganno C  i.  i.  35. 

,  nctv*r*  non  si  poteva •  C.  L  a.  109. 

O  o  a 


RICEVERE  ^^^^^^  56^, 

ricevere.     Ma  ciascuna  per  lei  nVrw  onore  .    .    .     .    .    .    .  K  JV.  »7.  «3  (Som.  xvt  it] 

Vede  una  donna,  che  riceve  onore K.  AT.  41.  52  {Som  xxr. 

Che,  ricevendo  la  mia  orazione,  Hammi  coperto S.  /*.  vL  44. 

ricevere,     avvegnaché  riceva  il  seme Ci-d-Sd* 

per  la  caritii  dell*  amico  che  lo  riceve C  L  3.  56. 

La  seconda  mente  che  ciò  riceve .  C  i.  3.  61. 

per  lo  inganno  che  ritxve  dalla  carità Ci.  3.  66. 

acciocché  il  nome  suo  sia  ricevuto C.  L  4.  85. 

conviene  essere  utile  a  chi  riceve CL6w  46,  99. 

se  il  dono  non  è  lieto  nel  dare  e  nel  ricevert ,     ,     .  d  i.  &.  50. 

che  viene  nel  ricevitore  per  lo  rktvere Ci.  8.  54. 

il  dono  conviene  essere  utile  a  chi  '1  riceve C  i.  8w  Sa. 

perocché  non  V  avrebbono  ricevuto C  i.  9.  15. 

eh'  io  ...  ho  da  lei  riavuto  di  grandissimi  benefica C.  ì.  13.  9. 

quello  che  é  più  prezioso  a  chi  lo  ricrve .  C  L  13.  ta. 

Onde  .  . .  grandissimo  benefìcio  ho  da  lei  ricevuto C  L  tj.  31, 

por|^  delli  doni  eh'  essa  ricrt*  ...........,.CiÌ.  6,  70. 

quando  V  uomo  rktve  beneficio Cu.  7.  33. 

caso  che  Io  riceve Cii.7.  37. 

siccome  quello  che  mira  riceve  la  forma C  il.  10.  43. 

la  sua  disposizione  atta  a  ricrvert  Y  atto C.  ÌL  io.  64. 

la  sua  disposizione  riceve  quello C  il.  ta  7JL 

apparecchiata  di  ricevere  amore .     .  C.  ìi.  1 1.  45. 

allo  spirito  sensibile  che  riceve  il  suono C  ÌL  14.  193. 

la  più  bella  alterazione  che  esso  riegva  ...  e  la  prima  che  nimvi  C  ii.  15.  33*  34- 

per  la  quale  tutti  quelli  rictoono  ...  la  vinti C  U.  15.  135. 

dimenticare  li  servigi  ncrrHA'dal  minore C  ti.  16.  54. 

non  rictxrono  diversitii  per  quella  ...  ma  per C  lìx.  a.  aB. 

per  lo  concorrìmento  della  cosa  che  riceve C  iii.  a.  34. 

Onde  1'  anima  umana  .  .  .  più  ricttfe  della  natura  divina      ....     »  C  iii.  fl.  4^ 

vedemo  la  calamita  .  .  ,  dalla  parte  della  .  .  .  ricevere  virtù      ,     .     .  C.  iii.  3.  19. 

la  quale  .  .  .  riceve  quello  non  terminando .     .     .  C  iii.  4.  ta, 

che  .  . .  questa  palla  .  .  .  ricev*e  tanto  tempo  di  luce C  iii.  5. 

qnella  gente  che  quaggiù  maggior  diletto  riceve •  C.  iìL  6.  8^1| 

in  quanto  riceve  dalla  divina  bontà  oltre C.  iri.  6.  9*, 

al  debito  di  colui  che  rictve Ciiì.6w  lol. 

infonde  . . .  della  bontà  che  ricevi  dalla  cagione  sua C.  iii.  6.  1 16. 

che  la  vasi/orma  .  .  .  riceva  ...  la  graziosa  bontà  di  Dio    .     .     .     .  C.  ììi.  6.  104. 

diversamente  si  riceve  .  .  .  dalle  cose  riceventi C  iii.  7.  15, 

ciascuna  cosa  riceve  da  questo  discorrìmento C.  iii.  7.  ao. 

la  Ince  .  .  .  diversamente  dalle  corpora  essere  ricevuta C.  iii  7.  aft. 

Certi  sono  che  .  .  .  non  solamente  ricevono  la  luce     ......  C  ìli.  7.  36^ 

tanto  .  .  .  che  quasi  poco  della  luce  ricevono     . C  &ì.  7.  45. 

la  bontà  di  Dio  é  ricevuta  altrimenti  dalle C  iii.  7.  46. 

che  quella  riceve  ,  .  .  altrimenti  una  che  un*  altra C  ÌiL  7.  67. 

avvegnaché  la  stella  .  .  .  non  riceva  mutazione .  C.  iu.  9^  109. 

quanto  esse  .  .  .  possono  dalla  virtù  lume  ricevert C  iii.  14.  tÓ. 

dispone  le  cose  ...  a  riavere  .  .  .  informazione C.  iv.  a.  51. 

è  disposta  ...  a  ricevere  in  sé  la  informazione C  iv.  a.  54. 

altrimenti  é  disposta  ...  a  ricevere  Io  seme C.  ìv.  a.  57* 

perché  bene  siano  ricevute Cir.  9.6$. 

che  .  .  .  mal  sono  quelle  ricevute  che  buone  sono C  ìv.  a.  73. 

Ìn6noch£  riceva  Io  temporaneo  e  lo  serotino C  iv.  a.  87. 

acciocché  ...  la  verità  poi  più  lìberamente  sìa  ricevuta      .     .    •     .  C.  iv.  a.  137. 


565  RICHIEDERE 

ricevere.     Ob  quanto  gran  piacer  1'  uotno  no/vt S,  P.t  sS. 

quel  loco,  Che  li  tuoi  figli  e  servitor  nknw S.  P.  cL  117, 

ricetto.     Tu  togli  a  leggiadria  il  suo  n'aito «    .  Caru.  xvii.  35. 

rìchlciler&    dov'  è  pm  virtù  hcAmjM Cans,  xix.  60, 

fiocvere.     secondochè  la  loro  natura  dì  certcua  nervo C.  iv.  13.  77. 

moderatrice  ...  del  nostro  riotvm  le  cose  leroponUi C  iv.  17.  40. 

la  paura  del  disonore  ncrvtrr  per  la  colpa C  iv.  19.  91. 

disposto  a  questo  divino  atto  hcrprrt C  iv.  ao.  57. 

essere  disporne  allì  loro  agenti,  a  rùtvat  ìì  loro  atti C.  iv.  ao.  60. 

non  é  dispoata  a  ricrvtr*  questa  .  .  .  infusione .     .  C  iv.  90.  63. 

siccome  ...  la  virtù  celestiale  rtirrwrr  non  può C  iv.  ao.  66 

La  quale  .  .  .  nrrtv  dalla  virtù  del ...  lo  InttiUUo ponibilt     .     .     ,  C.  iv.  ai.  43. 

siccome  in  cosa  sufficiente  a  ricnrrt  quella C  iv.  ai.  75. 

secondochè  ricn^r  può C  iv.  ai.  77. 

apparecchiata  ...  a  ricrtnn  de)  suo  beneficio .     .  C  iv.  ai.  ioa. 

quanto  Bppareccbiata  è  a  rirrwTMr C.  ìv.  ai.  105. 

che  ciascuno  effetto  .  .  .  ruyiv  la  similitudine C  iv.  03.  48. 

quando  avendo  hcet'Hlo  da  Dido  tanto  di  piacere C.  iv.  aó.  65. 

li  auoi  maggiori,  dalli  quali  ha  ncnmto  ed  essere  e C  iv.  aó.  S6. 

A  grado  riavo^  se  a  grado  è  dato C  iv.  87.  75. 

menlarono  di  nctvir*  la  rosa  dal  Ronuno  Pastore;  ooorc  dcggio 

ncnwrt  e  rrvcrenza  dalla  gente C,  tv,  ag.  43,  04. 

Per  che  non  onore  ma  disonore  ncrv^rt  dee  quegli C  iv.  09.  71. 

rioevltoro.    che  viene  nel  newton  per  lo  ricevere   • C  L  8.  53. 

al,  che  al  havùort  vada  V  utilità C.  ì.  8.  58. 

più  utile  a  usare  al  riawtort^  che  al  datore ........     «C  I.8.80, 

acciocché  *1  dono  faccia  Io  ricrvftort  amico C  L8.  89. 

quando  si  dirizza  allo  bisogno  dello  ncmforr C  i.  8.  108. 

•lU  parte  ov'  elli  va  col  navitort C.i.8.iia. 

conviene  essere  nel  dono  1'  utilità  del  ii'ia ■■!>»■    .     .     .     .     •    .     .  C  i.  8.  1 14. 

perocché  quello  rkrviton  compera ..C  i.  8.  iaol 

quanto  puole  più  al  nemtorr  utili ,     .     .  C.  iv.  aa.  5. 

rlcevttrtoe.     questo  fa  la  terza  ntn/itha C  i.  3.  70. 

licbiedcre.     La  conoscenza  del  servo  si  hchtdt  ...a C  L6.11. 

perocché  si  rifhitd*  perfetta  conoscenza C  ì.  6.  7Ó. 

lo  quale  non  é  loro  ncAi>j/o  di  fabbricare ,  Ci,ii.  80w 

dove  si  nchiegffmo  molte  distinzioni C.  ti.  la.  31. 

secondochè  la  complessione  richùdi •    •  C  ili*  3.  93. 

L*  ordine  del  presente  trattato  ridtùét . . .  che C  Ìli.  9.  a. 

aiccoDe  un  uomo  a  sua  sufficienza  ncktétié  compagnia C  Iv.  4.  1 1. 

cosi  una  caaa  . .  .  nehUtU  una  vicinanza C.  ìv,  4.  13, 

la  città  ntÀùde  alle  sue  arti  e  .  .  .  avere  vicenda  e    .     .     .     .     .     •  C  iv,  4,  19, 

tuttoché  al  mondo  ufficio  d'  Imperio  si  nduégga C.  Iv.  4.  84. 

coBcioaaiacoaacbé  .  .  .  benignità  ai  nckitdittt C.  ìv.  4.  tiOk 

coocioasiacoaacbé  molia  sollocitodine  quivi  si  hcki^gm      .     •    •     •  C  Iv,  ti.  ic6. 

quando  dicono  die  /rm/o  ai  rùàuUt  a  NubOià C  iv.  14.  85. 

ha  riprovato,  hm/>ù  non  rìduntini  a  Nobiltà    . C  iv.  15.  3. 

perciocché  le  .  . .  paiono  essere  e  sieoo  . .  ,  più  rkhtni»  ,     .     •     .  C.  ìv.  17.  105. 

Alli  giovani  e  alle  donne  non  é  tanto  ncMmio  di C  ìv,  19.  69. 

BOO  BoUmcatc  U  dove  nchùtti  .  ,  .  sono  di  CftUare,  ma C  iv.  aj.  74. 

la  aevefità,  che  a  lei  si  ntÀtt<J» C  tv.  a6.  loS. 

per  cbe  a  lui  ai  mk**^  .  . .  csaere  utile C  iv.  97.  30. 

a  ci6  enere  si  riràM^  baona  raemoria  ...  e C  Iv.  «7.  43. 

diec  che  Marzia  . .    ndutM  luì  e  pr^oDo  cbe      ......  C  iv.  a8.  toi 


RICHIESTA 


rioogUere.     Da  poi  che  il  ben  e*  è  sì  poco  riojlto       .......  San,  nWu  1%. 

rìcolere.     Ma  quelle  sole  RicoU,  —  che  son  bttone Gnu.  xiz.  la^ 

ricondurre.     Che  là  .  .  .  La  ^ran  vaghezza  pur  mi  rktmduct  ....  Son.  xxxv.  4. 

riconfortare,    ti  prìego  che  ti  Hcon/orit C  iì.  Cmk.  ì.  sg^ 

tomomi  .  . .  RUùnfortando  gli  occhi  paarusi Siuu  xxviL  io 

riconoscere.     Cosi,  converso  a  te»  (i  rìtowaco S.  P.  xxxL  «7. 

ricoprire,     a  chi  son  ...  E  sono  ricoperti  ì  lor  peccati S.  P.  ixii.  j. 

ricordare.     E  perche  mi  ricorda  [eh*  io  parlai]     .     .     .    .  K  iV.  32.  »5,  47  (Cmut  iii.  7V 

Perocché  spesso  rieorja  Beatrice K  A^  43.  59  \Sctt,  xxv.  r)\ 

Chi  è  colui,  che  di  te  si  ricorda  In  morte  ...  ? S.  P,  ri.  »3. 

ricorrere.     Io  a  te^  Sipior,  ricorro  lagrimando ,  S.  Pm  xuà,  4^ 

rìdento.     altri  son,  che  per  esser  ridènti .  .  ,  voglìon Cdiu;  xix.  39. 

rìdere,     vie  più  lieta  par  chft  rida Cams,  xitL  ffl. 

che  so' ingannati  Veggendo  rii/fr  cosa.  Che     ........  Gw**.  xix,  43. 

Laddove  tu  mi  ridt B^f-  ìL  xo. 

E  'n  ciascuna  parola  sua  ridia    ..........    K.  M  34.  55  >^5«ic.  xir.  6), 

Sicché  ciascun  di  lui  e  di  me  ritU Set,  zxxiiì.  13. 

E  come  sotto  a  lui  si  rid*  e  geme Sem.  xxxvL  4* 

richiesta,     ma  . .  .  senza  rickitsùi.  colui  consiglia C.  ìv  97.  66. 

ricogliere,     si  ricogtÌ*a  questa  donna  nelle  sue  braccia f.  ^.  3.  54. 

io  .  .  .  che  ...  a'  piedi  di  coloro  che  seggono  ricolgo  di  quello  che  .  C.  i.  i.  7<k. 

la  dolcciza  eh*  io  tento  in  quello  eh*  io . . .  ricol^    .•...,  C  i.  z.  74. 

E  così  ricogliendo  ciò  che  ragionato  è,  para      ........  C.  il.  4-  43. 

Perchè,  tutto  ricogtiendo^  è  manifesto      ..........  C  iv.  6.  154. 

Che  . .  .  tutte  si  possono  in  tre  maniere  ricogìint C.  ìv.  ix.  59. 

però  questo  lascia,  e  quello  rieoglié C  iv.  30,  44. 

perché  a  loro  sarà  utile  la  sua  sentenza  e  da  loro  ricofia     .     .     .     .  C.  ìv.  30,  57. 

rtconformare.     Volendo  la  ...  1'  umana  creatura  a  sé  riamformart     .  C  iv.  5.  17. 

riconfortare,     essendo  alquanto  riitm/nrtato  .  .  .  risposi  loro  ,     .    .     .  K  AT.  33.  117, 

ricon^ungere.     senza  lasciarlo  alla  terra  ricongtMngrrw C.  iii.  3.  6fl. 

ricoprire,     tante  .  . .  che  questo  non  si  potea  ricoprin K.  M  4.  18. 

end*  io  mi  ricopria  con  pormi ...  le  mani  agli  occhi  ......  K  AT.  aa.  33. 

ricordare,     una  volontà  di  voler  ncordarw  il  nome  di K  AT.  6.  4. 

ricordandomi  che  già  1*  avea  veduta  fare  .  .  .  non  potei      .     .     ,     .  K  AT.  8L  9. 

Ond'  io  ricordandomi^  trovai  che         •    •     >     K  At.  13,  73 

rifordisi  cW\  legge,  che  di  sopra  t  scrìtto >..••     V*  ti.  19.  136. 

ma,  ricordandosi  dì  lei,  ntirabilmente  operava  ...••■.•^.  AT.  97.  41. 

nella  quale  ricordandomi  di  lei,  disegnava   ..••.....     V.  S.  35.  4. 

nella  quale  mi  ricordava  del  passato  tempo V^  N.  36^  3. 

onde  molte  fiate  mi  ricordava  della  mia  .  . .  donna V.  S,  37.  5. 

maggior  desiderio  era  il  mio  .  .  .  dt  ricordarmi  della V.  N.  39^  47- 

e  ricordandomene  ...  lo  mio  core  incominciò   ........     K  AT.  4aL  9. 

quando  Adrasto  . .  .  vide  ...  e  ricordassi  óc\  risponso C  ìv.  95.  65. 

ricorrere,    tanta  . . .  che  .  . .  ricorsi  al  solingo  luogo K  AT.  3.  33. 

Poi  .  , .  ricorro  a  ritrattare  del  suo  effetto C  iiù  8.  137. 

quando  .  .  .  esso  saviamente  ncor^  a  Dio C  ìv,  97.  164* 

ricreazione.     E  ponsi  la  qualità  della  rinroMÌcméj  dicendo C  iìL  14.  99. 

ricrescere.     A  me  é  ricnsàuto  e  volontà  e  diletto C  iv.  »7.  153. 

ridere,     certe  che  si  rrd^oHo  tra  loro F.  AT.  18L18. 

Dico  anche  di  lui  che  rìdeva V,  N.  95.  17. 

allo  imperadore,  che  ridea  e  schemla  la  laidezza  .......     C  ìit.  4.  7> 

che  é  ridertf  se  non  una  corruscazione  ...  1 C.  iii.  8.  97. 

si  conviene  ali*  uomo  .  . .  moderatamente  riden C  ÌÌL  8.  103. 

parea  a  me  .  .  .  fien^  che  non  mi  ndea C  tii.  {5.  ao6 


5^7  ^^^^^^^^^^H  RIFUGGIRE 

lidere.     On  che  .  . .  ogni  prato  n^ Son.  xlii.  a. 

ridire.     £  sì  come  la  mente  mi  nWùv y,  S,  3^,  6t  {Som*  xiv.  ta). 

Vedclft  tal,  che,  quando  il  mì  n'tlict ,     <   K  /V.  42.  55  (Som,  xxv.  9), 

riedc    K  redire. 

rifare.    Che  I*  egli  è  vero,  tu  ti  puoi  iT^fv  .    • 5on.  liiL  io>. 

lililggire.     Chi .  .  .  uccìde,  e  poi  rifiAgga  Al  gran  Uninno Som,  xlix.  6. 

ridere,     senza  dubbio  forte  nWJmròAr  Aristotile C.  iv.  15.  59, 

Non  altrimenti  si  dee  ridtrt.  Tiranni,  delle C  iv.  37.  Zdj. 

ridire,     rùitcmdo  ancora  a  cui  intendo  dì  dire,  dico   •.,.,..  K  A^.  19.  106. 

t«nto  che  ni/irr  non  la  sapevano K  W.  a6.  93. 

Ridolfo,     non  ostante  che  Ridolfo  e  .  .  .  poi  tietti  sicno C.  iv.  3.  41. 

ridtirre,  riducere,  re>^    in  quanto  di  potenza  si  riduci  in  atto      .     .    .  K  N,  90.  30. 

dico  come  questa  potenza  sì  nduct  in  atto  ;  e  prima  coinè  si  ridm<9 

in  uomo,  poi  come  si  m'i/mcv  in  donna K  A^.  ao.  39,  40,  41. 

siccome  questa  donna  riJttrt  in  atto  questa  potenxa  .    •     .     .    .     .  K  AT.  ai.  24. 

come  n</Mfìr  in  atto  Amore  ne*  con  di •     .     .     .     •  K.  A^  st.  39, 

se  noi  riducttno  a  memoria  quello C.  i.  9.  8. 

che  la  diaslmilitudinc  a  similitudine  quasi  riducm  ..,,...  C  ili.  1.  61. 

perche  I*  ultima  potenza  .  .  .  quivi  si  ridntt  in  atto C.  iii.  8.  64. 

in  quanto  tutto  a  st  Io  rrt/Mcv C  Ìi>>  II.  la^. 

per  che  ...  a  questa  sposizionc  .  . .  ella  sì  può  tfducfff    ,     .     .    .  C  iii.  la.  6, 

■e  a  memoria  si  ridma  ciò  eh'  t  detto  di  sopri C  iii.  la.  93. 

Dove  si  vuole  a  memoria  riJté€*rt .  .  .  che    , C.  iii.  13.  toS. 

non  è  altro  che  ridum  quella  in  sua  similitudine C.  iii.  14.  16. 

vedemo  1  sole,  che  . . .  ridmt  le  cose  a C.  iii.  i4-  >3< 

che  Dìo  questo  Amore  a  sua  similitudine  ndue/ C  ìiL  14.  97. 

r  ultimo  vcr9o  ...  si  può  ridurr» C  iii.  15.  aoQb 

Nella  quale  io  intendo  riduftrw  la  gente .     ,     •  C  iv,  1.  76. 

a  queste  ragioni  sì  possono  ridueetv  le  parole  ........  C  iv.  4.  45. 

Aristotile  ...  e  Scnocrate  ...  la  filoaofia  morale  ridmaMro    •     .     .  C  iv.  6.  137. 

non   minore   maraviglia   mi   sembra,  rrdfcrrt  a  ragie  ne  .  .  .  che 

ffdmetrf  In  vita  colui C  iv.  7.  40,  41. 

iMÉMUii  alla  mente  si  conviene  quello Civ.  9.4. 

pib  testimonianza,  a  ciò  rid$tm  per  prora,  si  conviene C-  iv.  la.  79. 

che  ambo  queste  si  dcono  ridunrt  ad  alcuno  terso C  tv.  18.  15. 

ragionevole  4  queste  a  questo  principio  ndmem C.  iv.  18.  45. 

che  la  Virtù  sia  da  ridurrr  ad  essa C*  IV.  I&.  55. 

che  però  si  convegna  1'  una  ridurr*  all'  altra •    .  C  iv.  i B.  63. 

questa  si  vuole  in  due  parti  ridtécnw C  iv.  19.  8. 

Ad  evidenza  ...  da  ridmctr»  a  memoria  è C  Iv.  19.  i6k 

che  al  padre  sì  dee  riducrrf  ogni  altra  obbedienza C  iv.  34.  170. 

ridmt»rf  si  dee  a  quello  che  . .  .  nduerrv  si  dee  a  colui,  cui     .    .     .  C  iv.  «4.  175.  17A. 

Qui ...  è  da  ndurrt  a  mente  quello  che C  iv.  aó.  39. 

io  rrdufo  a  memoria  e  rappresento  li  miei  mncciori  ......  C  (v.  39.  18. 

rìede.    y,  redlre. 

illìwilTe.    acciocché  questo  tallo  ...  p)f&rmi'ft  nella C  iv.  ai.  130. 

riflobutt.     O  uomini  .  .  .  non  la  rifiulmU  perù .     .     .  C  ìL  la.  61. 

Fabrizio .  .  .  moltitudine  d'  oro  n/imtmrt C  iv.  5.  109. 

Curio  . .  .  grandissima  quantità  d'  oro  , .  .  rifiMktr» Civ.  5.  113. 

quello  n/iutandot  allo  arare  esaere  tornato C  iv.  5.  133, 

non  pervengono,  perocché  li  nJiMtmmo C,  Iv.  1 1 .  99. 

rifrcoare.     che  1*  uomo  s'  ausi ...  a  rifnnmwf  le  sue  paaaìoni  .     .     .     .  C  tv.  ai.  laS, 

èBC€«nariod*eaatr<  n///ft)f« .  C  Iv.  aj.  4a. 

Oli  «MAi  fiUU  ri^mm  questo  pudore C  tv.  a5.  8S. 


RIGARE  ^^^^^^^^^^m  5^ 

rigare.     Ul  cerchio . .  .  Che  di  lassù  ne  figa Cmm*,  x.  94. 

riguardare.    Poi  U  r^uardoj  e  fra  sé  stesso  giura    .    .    .    .     K  AT.  19.  64  ^Cuul  i.  45). 

1/  anima  folte  .  .  .  Poi  la  ri^artìa CsMM,  xì.  sa. 

Quando  riguardo  questa  gentil  donna     . Stai,  uL  7. 

Per  riguardar  sua  angelica  6gura  Soleao BaO.  v.  6. 

T.  riguardava  invcr  lo  ciel  sovente K.  A!,  6.  3S  {Som,  Hi.  t*). 

Quando  riguardo  la  vostra  beltatc K  M  14.  &a  {Som,  vìL  4I. 

Vi  trasse  a  riguardar  quel  eh'  io  facia    .     .     .     ,     ,    K  /V.  35.  48  {Som,  xriii  [a*],  4), 

Che  non  riguardin  voi  molte  fiate K  iV.  37.  «5  {Som,  xx.  io). 

non  hanno  valore  Di  riguardar  penona  che V.N.  40.  54  {Saai.  xzfi.  4). 

Però  che  dal  ...  Il  Signor  nostro  ha  riguardato  in  terra  .  .  .  .  5.  i*.  ci.  77. 
rima.     Però  se  le  mie  Hmt  avran  difetto C  iit.  Canx.  ìi.  14  ;  a.  la  ;  4.  90^ 

Le  dolci  rimt  d*  amor  .  .  .  [Convìen  eh'  io  lasci] C  ìv.  Ckns.  ili.  i  ;  f .  77. 

Con  rirua  aspra  e  sottile  Riprovando C  iv.  Con».  iiL  14. 

È  tal  che  non  potrebbe  adeguar  rima Coiva;  xiL  ai. 

Per  che  .  .  .  Con  rirna  più  sottile  Tratterò Comm,  zix.  87. 

i  bei  colori,  Ch*  io  ho  per  voi  trovati  e  messi  in  rim  1 Som,  xxxiii.  7. 

mi  credea  .  .  .  esser  partito  Da  queste  vostre  rinu  ......     Stm.  xzxiv.  a. 

O  dolci  n'fMf  che  parlando  andate Sonl  xU  1. 

rìgidamente,     cioè  rigidamtnie  ...  la  Verità  e  la  piusttxia  seguire      .  C  Ìt.  6.  87. 

rìgida     credettero  questo  fine  .  .  .  essere  la  rigida  Onestà     •    .     .    .  C.  tv.  6.  86. 

rìguardare.    la  quale  io  riguardando .  . .  conobbi  ch*  era K  iV.  3.  39. 

Mi  riguardai  là  ov'  io  giacca , KM  I3.|8^ 

E  riguardandolo  pareami  che  piangesse K  A^.  la.  b& 

£'  riguardavamo  quello  ch*  io  facea KyV.3s.8k 

la  quale  ...  mi  riguardava  molto  pietosamente   .......  K.  AT.  36.  it. 

la  provvidenza,  che  riguarda  oltre  a  quello  che    ,.,.,,.  C.  tìL  i.  Bz. 

della  lunasa  intelligenxa  per  riguardare  dìscontìnuato C  iiL  13.  74. 

eatrmi  a  riguantar  col  pensiero  il  difetto  umano    .......  C  iv.  1.  68. 

perocché  essa  filosofia  ...  sé  medesima  riguarda C.  iv,  a,  154. 

chi  ben  riguarda  la  precedente  ragione  ....,•.,    ,,0.  iv.  aa.  92. 

getta  .  . .  uno  colore  dolce  a  r^ardart C.  iv.  ^5.  13BL 

rìgnardatore.    ciba  la  sua  bellezza  gli  occhi  de*  riguardaiori  .    .    .    .  C.  tìL  8.  44. 

riguardo,     che  1'  uomo  avesse  diligente  rimordo  a  entrare     .     .     .     .  C.  i.  xo.  15. 

non  ha  riguardo  il  suo  amore  al  debito  di  colui     .......  C  tìi.  6w  100, 

se  volcmo  riguardo  avere  alla  .  .  .  consuetudine C.  iv.  i6«.  40^ 

rilevare.     Poi  si  riUtHMva  un  altro  pensiero K  A^.  39-  i> 

rilucere,     quante  stelle  rilucono C  tv.  ix  76. 

Cielo,  nel  quale  molte  .  .  .  stelle  rHucomo  :  rHuer  in  casa  le  .  .  ■ 
Virtù  :    riJuc*  ìn  essa  le  buone  disposizioni  .  .  .  e  , .  .  r^ua  m 

essa  le  corporali  boutadi C.  iv.  19.  37.  38,  39,  4K 

rima.     I*  arte  del  dire  parole  per  rima K  iV.  3.  71. 

feci  per  lei  certe  cosette  per  nma K  A^.  5.  «9. 

voglio  che  tu  dìcht  certe  parole  per  rrWra K  A^.  13.56. 

Posciachè  trattai  d'  Amore  nella  soprascritta  rimta K  A.  ai.  a. 

proposi  di  scriverne  per  rima K  AT.  «4.  44. 

che  dire  per  ritma  io  volgare  tanto  è  quanto     ........  K.  Af.  a$.  33, 

e  questi  dicitori  per  rima  non  sìeno  altro  che K  A^  a^.  55. 

degno  è  lo  dicitore  per  rima  iare  lo  simigliante K  A^.  35.  69. 

mi  venne  un  pensiero  dì  dire  parole  per  rima      .......  K.  AT.  35.  ij. 

le  .  .  .  adomezze  .  . .  cioè  la  rima  e  Io  ritmo C  L  lOw  68. 

legar  sé  con  numero  e  con  rim* C  i.  13.  Sa. 

non  era  d^:na  rima  di  Volgare  alcuno C.  ìL  13.  6a 

se  difetto  fia  nelle  mit  rim* C.  iiì.  4.  35. 


I 


5^9  ^^i!PMI^  RIMANERE 

wiwtu    fo  scrissi  già  d*  amor  più  volle  n'm0 P.  F.  i. 

rimanere.     Si  che  per  vinti  son  n'ma»' ornai K  W.  33.  43  (Cima  ui.  3). 

La  .  .  .  figura,  che  rimaiu  Vittoriosa  e  Cera      .*.«....  Catta,  xi.  31. 

tu  .  •  .  Che  htftani  a  veder  me  senza  vita Cans.  xL  48. 

Che  .  .  .  Lunga  fiata  poi  rimant  oscura Cohm.  xi.  59. 

ond*  io  rimango  bianco Crm«.  xii.  47. 

Ond'  è  ri»nasa  trista  L'  anima  mia Cttvu.  xiii.  94. 

Con  quella  vita  che  riman*  spenta ,     .     .     .     .  Cam.  xiti.  36. 

Tal  eh'  io  ripnasi  di  paura  pieno Catta,  xìiì.  6a* 

Che,  togliendomi  il  cor,  rimango  verde Stst.  1ÌÌ.  15. 

Per  grazia  ...  i?iffi(vi  tu  qui  con  lei K.  ^.  la.  118  (S«//.  i.  39). 

Sicch*  ci  solo  rimane  a  veder  vui K  ^.  14.  69  (Som.  vii.  1 1). 

£  quei  rimanf  pcrchi  di  voi  ragiona K  iV.  16.  31  {San.  ìx,  ^\ 

Onde  i  miei  spirti  son  nma^r' smorti  .    .     * 5. /*.  cxHi.  19. 

kA.    lasciare  le  dolci  rima  d*  amore C.  iv.  a.  at. 

prometto  trattare  .  .  .  con  rima  sottiii  e  aspra .  C  iv.  a.  100. 

saper  .  .  .  che  rima  si  può  doppiamente  considerare C.  iv.  a.  loo. 

lere.      Dico  che  .  .  .  nullo  nemico  mi  rintanea K  /V.  11.  3. 

ed  egli  si  rimauta  nel  loco  loro V.  N.  i\.  i^ 

si , .  .  che  non  mì  rimasno  io  vita  piti  che  gli  spiriti  del  viso  ;  ed 

ancor  questi  rimastro  fuori  de' V.  N.  i^.  38,  40^ 

Qccidc  tutti  ì  miei  spìriti,  e  li  visivi  rimangono  in  vita V.  N,  i^.  IQ3. 

si  forte,  che  in  me  non  rimanda  altro  di  vita K  M  16.  it, 

doloroso  a  coloro  che  rimangono ,     .     .     .     •  K  /V.  as.  9. 

ed  io  rimasi  in  tanta  tristizia y,  N.  aa.  30. 

n'miur  tutta  la  sopradetta  cittade  quasi  vedova K  TV.  31.  a. 

Acciocché  questa  canzone  paÌA  rimanere  viepiù  vedova      ....KM  30.  11. 

acciocché  questa  battaglia  .  .  .  non  rimanesse  saputa K  /V.  38.  31. 

che  pochi  rimangono  quelli C.  i.  i.  47. 

vegnaci  qualunque  è  . ,  ,  nella  umana  fame  rimalo C  i.  t.  95. 

rimant  a  scusare  lui C.  i.  5.  a. 

utilità,  che  rimane  nel  datore  per  lo  dare C.  i.  8.  53. 

si,  che  dalla  sua  parte  rimanga  V  utilità C.  i.  8.  56. 

in  molti  nomi  antichi  rimasi  o  per  nomi  o  per  soprannomi  aUi  .     .  C.  ii.  5.  49. 

perocché  quello  . .  .  più  rimane  nell'  animo C.  ìi.  g,  la. 

dico  che  ...  io  rimasi^  tanta  tristizia  punti? C  ii.  13.  7. 

rimarvi  quell'  apparenza  dell'  arsura C.  Ìi.  15.  51. 

nmaMtf  libero  ...  Io  famUiarc  intelletto.     .     .     . C  U.  16.  45. 

che  ...  lo  desiderio  . . .  non  rimanga  nel  pensiero C.  ili.  6.  80. 

dico  che  quella  gente  .  .  .  allora  rimane  questa  ne'  loro  pensieri  C  iiì.  6.  84. 

sicché  il  vetro  ne  rimane  compreso C.  iii.  9.  99. 

in  CIÒ  piti  n'marrf  la  lettera  discreta  nella  vista     .......  Ciii.  9.  145. 

che  .  .  .  senza  questa  rimarrebbe  in  lui  desiderio C  ili.  15.  96. 

U  prima  parte,  che  rimane,  sì  ha  due  membri.     .......  C.  iv.  3.  30. 

Rispondo,  che  ò  morto  nonio,  ed  é  rimaao  bestia C.  iv.  7.  13B. 

Dunque,  come  levando  ...  del  pentagono,  rimant  quadrangolo  .  . . 

cosi  levando  . . .  dell*  anima  .  . .  non  nrnatu  più  uomo  .     .     .  C  iv,  7.  147.  149. 

Italia  che  senza  mezzo  alcuno  ...  £  rimasa     . C  iv.  9,  108, 

acciocché  di  loro  Caisc  ragioni  nulla  ruggine  rimanga   .....  C  iv.  15.  6. 

che  . . .  rimtane  della  nostra  vita  ...  in  quantità  dì C.  tv.  94.  54. 

li  fallì . . .  che  paiono  rimaner*  in  vergogna  del  figlio  .....  C.  iv.  25.  114. 

a  cui  solo  il  grado  divino  é  nm<j.so C  iv.  87.  87. 

queste  onoranze  che  rimangono  degli  antichi C.  ìv,  39.  40. 

la  statua  . .  .  rimerà  per  memoria  d'  alcuno  . .  .  uomo C.  iv.  09.  56. 


RIMANERE  ^^^^^^^^  57> 

rimaritare.    Poi ...  A  Dio  sii  rimmritm C  !▼•  Caut  ìii  157; 

rimbalzare.     Si  forte,  che  '1  dolor  nel  cor  n'm&aUa Cmum.  bì.  ^ 

rimedio.     Alle  quaì  pene  rimÉdio  gùnamai  Non  vi  &i  trova      .     •  .  P.  FI  6t. 

A  tal  rhmdso  Dio  ci  volse  il  v*o]to »    .  P.  F.  1481 

rlmembraiua.    le  dà  \'alore  .  .  .  con  la  rimtmbranza  Del Bmii^  vii.  14. 

rimembrare.     Quantunque  volte,  lasso  1  mi  rimrmÒru  Cb*  io     .  K.iV.  34.  a7(C«aia;.rr.l}. 

rimirare,     che  mi  conduce  .  .  A  nmtmr  ciucoaa  cosa  bella  ....  C^m^  ix.  aia. 

rimoto.     £  la  stella  d*  amor  ci  sta  rimota  Per Cmn*.  xv.  4. 

rim<u)Overe.    K  da  lor  mi  rimuovo C  iv.  C*nm.  tit.  77. 

è  folle  chi  non  si  rimov* ...  da  follia Cam*,  tx.  Sa. 

che  per  te  sia  rimosso  Lo  suo  mortai  voler      ...,,,..  Ca*w.  xviL  71. 

Né  non  dubbiar,  che  tosto  fien  rimosse S<m.  U  K4. 

rincrescere.     Oh  quanto  mi  nm^srr  aver  peccato S,  P,ì.  aa. 

rinfrescare.     Rtnfttxo  in  gioia  e  rìnnuovo  mia  speoe Som.  xHi.  11. 

ringraziare.     RingraaiaU  quel  che  v*  ha  salvati S.  P.  xxxl  8i« 

rinnovare.     Rinfresco  in  poia  e  rìnnuovo  mia  spcne    ••••.■  ^ofiu  xlii.  ii. 

Rinnova  lo  mio  core,  e  mondo  fallo S./*.  L  37, 

rinnovellare.     £.0  vostro  pregio  fino  In  gio'  sì  rin*tovéfiÌ  Da  ...     •  BmU.  iv.  7. 

rimanere,     della  bontà  che  in  sola  la  memoria  è  nmasa C  iv.  09.  83. 

rimare,     mi  giunse  volontà  di  scrìverne  parole  rinuiU  •     .     .     .     ■     .  K.  A*.  13.  31. 

coloro,  che  rimano  sopra  altra  materia K.  iV.  35.  48. 

ni  que'  che  rimatto  deono  parlare  così K.  A^.  aj.  104. 

a  colui,  che  ritnasst  cosa  sotto  veste  di  figura  o  dì V,  N,  95.  107. 

di  quelli  che  cosi  rtmono  stoltamente •     »  K.  A^.  95.113^ 

che  . . .  dubbio  non  potessero  ìnducere  le  rimate  parole    .     •     •     •  K.  AT.  401  4^. 

che  mandassi  loro  di  queste  mie  parole  rimai* V,  N.  43.  3. 

la  sua  vìrtij  nelle  cose  rimatt .  .  .  non  si  può  bene  manifiestare  .     .  C.  L  lo^  86. 

per  intendimento  di  più  non  riman  d'  amore C.  tv.  a.  34. 

quello  parlare  che  ...  in  rimatt  consonanze  cade     ....•■  d  rv.  a.  108, 

rimatore,    onde  . .  .  conceduto  *  a*  rìmmtori f .  A^  85.  60. 

rimedio,     del  libro  che  ha  nome  Rimtdio  d'  Amore V,  N.  9^  ^ 

che  sono  proprio  nm/</ib  alla  temenza    ..•*...•••  CU.  11.  33. 

trovai  .  .  .  alle  mie  lagrime  rimteiw ,     .  C.  ii.  13.  35. 

perocché  .  .  .  s*  intende  a  rimedio  cosi  neecssarìo C  iv.  1.  84. 

rimembrare,     chò  io  la  vi  n'mrmbrrró  molto  spesso K.  A^  38.  14. 

manifesto  essere  dee,  rimembrando  la  vita  di  costoro C  iv.  5.  146. 

perocché  .  .  .  essa  si  rimrmbra  delle  sue  . .  .  operazioni    .    .     •    •  C  ìv.  a6.  85. 

rimoto,     il  quale  egualmente  ...  è  rimoto  dall'  uno  polo  e     .     .     .     •  C  lì.  4.  56 

quanto  più  è  rimota  e  più  presso  al  polo C  ii.  4.  65. 

Cf.  remota 
rlmovcre.    K  rimuovere. 

rìmproverio.     eh*  essere  non  può  senza  ritnprottrio  del  fallo     ,     ,     .  C.  i.  a,  79. 

rlm(u)overe.     nella  seconda  rimovo  alcuna  dubitazione K  A'.  38,  a^. 

che  ...  lui  rimuovono  dall'  abito  di  scienza C.  L  i.  14. 

da  ci6  ò  V  uomo  rimosso  , C.  i,  a.  17. 

che  da  ogni  nobiltà  d*  animo  li  rimuovi C.  L  9.  17. 

non  dovca  nò  potca  Dìo  da  .  .  .  rimuot^ert C  Ìu.  ta.  78. 

falso,  cioè  ritmosso  dalla  verità .     .    ,  C  ìv.  s.  119. 

£  poi  Io  rimuovf .  .  .  dall*  altrui  reo  consiglio  e C  iv.  84.  T43. 

*  Rimotfi  da  te  la  mala  bocca  . . .  ' C  iv.  35.  19, 

rinascere.     Molti  vocaboli  rittascrmnno,  che  già  caddero C  ìL  14.  89. 

rinfronzire.     Filosofìa,  i  cui  raggi  fanno  i  fiori  rinfromairt       .     .     .     .  C  ìv.  I.  96. 

ringraziare,     nella  seconda  ...  le  ringraaio  chiusamente K.  A^.  33.  aja, 

rinnovare,     ha  podestà  in  rinnovart  natura  in  coloro C  iiì.  8.  29^ 


sii 


RIPRENDERE 


rinvenire.     Tn  eh' io  htwtngo,  V  ton •••••.  5cs/.  lil.  tt. 

Che  '1  tristo  ■pirto  si  rinvegna  alqugnto  .     .     > Son.  xlvii.  4. 

rio,  mIj.     Com*  ella  (  bella  e  ria  Cosi  dìpin^  .........  Cans.  sì.  ao. 

E  per  me  giri  —  o^i  fortuna  nd............  Cnna.  xviì.  6. 

che  villania  Far  mi  parrìa  SI  ria,  —~  eh*  •*.*.<•••..  Gtmj.  xÌx,  85. 

Sicelti  fortuna,  od  altro  tempo  rio  Non  ci  potesse Son.  kxxìÌ.  5. 

Se  non  il  Ice»  cv'  io  son  eh'  è  al  rio^  Che •     .  Stm.  xivi.  7. 

Bla  poi  die  M  ria  nemico  pur  ne  pdreme P,  F.  tt-a^ 

Centra  le  nnatre  n#  teotaiioni P,  F.  t^. 

Acciò  dal  rio  neimco  ognun  ai  achìoatW P,  F,  aag. 

C/,TtO, 

ripurOk.     Che  dopo  morte  fanno  Riparo  nella  nenie  A   .     .     .     .     .     .  Cuti.  xix.  a^. 

rìposare.     quella  ...  *n  cui  la  mia  speranxa  piti  ripoam Caita.  avi.  49. 

Angelica  sembianza  In  \*oi  . .  .  rif>om Bali,  tv.  00. 

l'entro  alla  qual  donnciKlo  al  ripo«a K  Af.  so.  19  (5om.  z.  7). 

Il  terso  ti  £,  che  ciascun  ti  riposf  ...  un  di     ,     .     •     .     .     .     .     .  P.  F.  t6o. 

riposo.     Come  soave  e  dolce  mio  riposo  ........  f^.  ^V.  34.  37  (GiN«.  ìv.  1 1). 

riprendere.     Signor,  non  mi  riprtnéer  con  furore     .    .    .    .    .    .    .  5.  /*.  vi.  1. 


rio,  H.     lungo  il  quale  sen  giva  un  rio  chiaro  nolto K  7/.  19.  a. 

rtptt.     se  una  pecora  al  gìttasse  da  una  ripa  di  mille  passi C  L  li.  60. 

ripftrere.     tanto,  quanto  a  n/«mnr  alta  cupidità C  iv.  ta.  101. 

[Ai  (or  grntii  ripara  artnprt  Anwrt ...C.iv.  ao.  69.] 

ripenvre.     Ond*  io  poi  ripaunnioy  proposi  di K  A^.  04.  44, 

io  W  nptn»m%Mt  sicoome  dalla  ragione  mosso K  A^.  39.  1 1. 

nfaiMmirfj  il  loro  difetto  .  .  .  caggiono C  iil  13.  117. 

ripercuotere,     non  poasono  .  .  .  riptrcuottrm  cosi  come C  il.  14.  75. 

ciO  era  lume  di  sole  riptrcosso  In  quella  parte C  iì.  15.  57. 

la  divina  luce  ...  si  riptrcucU  da  queste  Intclligeiue C  Ili.  14.  36. 

in  quanto  esso  £  in  altra  parte  .  .  .  ripnrotso C  Hi.  14.  46. 

non  discende,  se  non  riperrozgm  da  altra  parte      .     .     .     .    .     .     .  C  iv.  on.  78. 

ripigliare,     a  me  convenne  n'pigdiart  materia  nuova K  AT.  1 7.  7. 

volendo  ripigltart  lo  stile  della  sua  loda .     .  K  /^.  36.  aS. 

riporre.     Queste  parole  io  riposi  nella  mente  con K  JV.  19.  13. 

riportamento,    izu  '1  sno  riporutmtnto , .  .  prccun  d'  adomare     .    .  C.  I.  3.  63. 

ripninni      per  lunga  ripomntat  in  luoghi .  .  .  rivinsi C.  lii.  9.  153. 

riposare.     Allora  riposato  alquanto  .  .  .  diiai K  AT.  14.  57. 

acciocché  la  mia  vita  sì  nposì K.  A^.  39.  7, 

desidero  ...  di  nposarr  \*  animo  stanco  ......■■..  C  i,  3  rj. 

era  termine  in  che  si  riposava  tutta  la  sperann         ......  C.  ÌÌI.  1 1.  164. 

dove  ,  .  .  ogni  umano  appetito  si  riposa*.'»* C,  W.  6,  8a. 

come  al  ripoMmo C  iv.  la.  99. 

U  dove  dovreste  r^oasv* Clv,  aB.  $&. 

riposo,    che  ingombrusero  piti  Q  v^om  deHa  vita K  AT,  13.  8l 

concioniarotachè  eaaa  sia  Usale  nostro  ripoto C.  Iv.  99.  «o. 

e  qua%i  porto  ...  di  lunga  navigaiìone  e  ripom   .    .     .     .     .     .     .  C  Iv.  a8.  16. 

dammi,  Signor  mio.  ornai  nposo C  iv,  a8.  I45. 

riprendere,     ami  contìnuamente  mi  riprtnJea K  /V^  15.  4. 

se  alcuno  volesse  me  riprrmUrt  di  ciò,  che V.  N.  3I.  13. 

sé  medesimo  riprtruUrt  dee .....  C  f.  a.  33. 

ciò  che  rìprtrUtrt  al  potesse C  (.  5.  14. 

ti  è«  che  riprwmU  la  saa  disobbidicnsa C  IL  to.  «^ 

Don  dee  te  riprmdnt  di  pmwedlmeBte C  ii.  10.  S^ 

questo  vuol  dire  lo  riprtn^rt  di  questo  pensiero C.  Q.  II.  9i. 

quello  che  lare  dee  queat'  anima  rtprtm  per  venire  alai.    .     .    .  C  il.  ti. 99. 


RIPRENDERE  ^^^^P  57a 

riprendere,    che  non  voglia ...  il  tuo  servo  riprt*»dtrt 5l  P.  jdcxtìì.  3. 

riprovare.     [Con  ,  .  .]  FiprtnMmtU)  il  eiudicìo  falso  e  vile  .     .  C  tv.  Cuce  ili.  15  ;  *.  x  s6. 

io  così  per  falsi  li  riprovo ,.      Civ.  Cam*,  iii.  76  ;   «5.  187- 

rìpatare.     Perchè  1*  uom  si  npHta  valer  meglio  Del P.  F,  185. 

riscaldare.     Per  U  spera  del  Sol,  cfa^  or  la  risatUa Comm.  xt.  xd. 

Il  dolce  tempo,  che  risaaida  i  colli Stai.  i.  iol 

rischio.     Ond'  io  .  .  .  Ne  soQO  a  rùchio  dì  perder  la  vita    .     ■     .     •     ■  Bmtt,  ri.  ax. 

eh'  uom  non  si  metta  A  rischio  di  mirar Som.  jlxtì.  8 

riBcrtvere.     A  ciò  che  mi  rùrrnwM  suo  parvente  .     .     .     .     .     .     K  A!.  3.  79  ^Som,  i.  3  . 

riscuotere.     tanU  .  .  .  Cb'  i'  mi  riscatoto  per  dolor     .     .     .     .  K.  A^  3S.  91  (Cmuc  w.  51). 

riprendere,     che  da  molti  .  .  .  sarei  stato  ripntso  di  Icvczza  d'  animo     ,  C.  i£.  i.  84. 

Intra  lì  quali  errori  uno  massimamente  io  riprenda^ C.  hr.  I.  45. 

ma  eziandio  agli  altri  che  lui  riprmdono  ..........  C  tv.  1.  4^ 

richiese  lui  e  pregollo  che  la  dovesse  riprtruUrt C  tv.  a8,  ioa. 

riprensione,    scusandomi  a  lei  di  cotal  ripnnsiom •    .  K.  A'.  15.  S5. 

se  non  mi  fòsse  slata  rtprmstome .  F.  ^V.  aa.  58. 

Degna  di  molta  n'prrnsaoru     ..............  C  ì.  3.  X. 

per  fuggire  questa  riprmsioHt CL3.8. 

a  torre  via  questa  riprmsiottt C  iii.  t.  8& 

io  intendo  purgare  la  Canzone  d'  una  riprmsiomt C  ìii.  9.  6. 

quegli  che  .  .  .  sostiene  ...  le  Ktic  corrette  rxprgmsxom C  iv.  34.  165. 

ripresentare.    il  cielo  è  ...  e  riprtsenSa  quello  lume C  ii.  15.  75. 

riprovare,     queste  opinioni  con  ragioni  .  .  .  rifmìvtUTmo     ,     ■     .     .     «  C.  ii.  15.  59. 

Queste  opinioni  sono  rìproMJt  per  false Ciiì.  5.  53. 

questa  opinione  è  riprovata  [>er  falsa  dal  Filosofo C  iii.  9.  104. 

ove  si  promette  ancora  dì  riprovart  il  giudicio  .     .     .     •    «     .     .     •  C  iv.  a.  117. 

si  promette  .  .  .  poi  di  riprtuniì*  il  falso •     .     .  C.  ìv.  a.  123. 

che  prima  si  rifmivQ  il  falso C  iv.  a.  125. 

a  wiprovan  lo  falso  s' intende  in  tanto C  iv.  a.  la^. 

nel  trattato  prima  si  riprova  lo  falso .     .     .  C.  ìv.  a.  135. 

nella  u<onda  si  riprovano  quelle .....Civ.  3.  97. 

prima  che  a  riprovare  le  . .  .  opinioni  proceda,  mostrerò  come,  quelie 

riprovando  ...  si  ragiona C.  tv.  8.  99^  30^ 

se  io  intendo  .  .  .  alla  .  .  .  apparenza  riprovar» •  C  iv.  8.  67. 

che  io  .  .  .  apparenza  intenda  riprovare  è  manifesto C.  iv.  8.  71. 

come  io  .  .  .  contro  .  .  .  non  parlo,  ciò  riprovando C.  iv.  8.  8& 

in  questo  caso,  cioè  in  riprovando  .  .  .  I*  opinione •  C  iv.  9.  A. 

Poiché  .  .  .  mostrato  è  quelle  riprovart  a  me  essere  licito,  verrò 

a  quella  parte  ragionare  . . .  che  ciò  riprova  . C.  iv.  xo.  a,  4. 

in  quella  parte  riprovart  non  s'  intende C  iv.  io>.  1 1. 

L'  altra  particola  .  .  .  s'  intende  riprovart C  iv.  10^  14. 

però  riprovando  si  fanno  due  parti  ;  prima  si  riprovano  le  divisitj  poi 

si  riprova  U  ttmpo  essere  cagione  di  Nahiltà C.  iv.  io.  18,  t%  aa 

É  da  sapere  che,  riprovati  le  éiviMit^   é  r^rovata   non  solamente 

r  opinione C  iv.  10.  «4,  «5. 

per  questo  modo  disputasi  e  riprxìvasi  contro  alle .......     C.  ìv.  13.  16^ 

Riprovato  V  altrui  errore C.  iv.  14.  1. 

in  prima  si  riprova  ciò  per  una  ragione C.  tv.  14.  8. 

Dappoiché  ...  la  Canzone  ha  riprovato^  ttrupo  non  richiederai   ,     .     C  ìv.  15.  a. 

soggiugne,  che  . . .  cosi  li  riprovo C  ìv.  15.  x8^ 

che  riprovata  è  la  falsissima  .  .  .  opinione .     .     C.  ìv.  i6u  la. 

riprovazione,  re-,     fuori  di  tutto  1'  ordine  della  rrpivvauome  .     .     .     .     C  ìv.  7.  46, 

questa  riprovatone  si  fa  in  questa  parte ,     .     .     .     ,     C.  iv.  14.  6. 

riputare,    y.  reputare. 


573  RISPONDERE 

fiso.    Voi  le  vedete  Amor  pinto  nel  riso K  ^.  19.  74  (CamM.  U  55). 

[Dico]  negli  occhi  e  nel  suo  dolce  rito C.  iiL  Camm,  ti.  57  ;  8.  74. 

se  con  dolce  riso  è  stato  mosso Coms,  xi.  58. 

risorgere.    K  risorgeie. 

rìspettare.    di  te  ...  mi  duole.  Che  non  riatti  è1  secolo  futuro     .    .  Som.  xxxvìL  13. 
rispetto.     Ms  tratterò  ...  A  rispetto  di  lei  leggeramente    .     .    V.  N.  19.  31  {C^hm.  t  ia>. 
rlsplcndere.     Da  an'  anima^  che  fin  quassù  rìsplenj*     ,    .     .    K.  A^  19.  37  (Cana.  i.  18). 

li  raggi  tuoi.  Con  li  quai  mi  rispirude Cans.  ix.  09, 

Perché  rispUndé  si  la  sua  dolce  ombra Sfst.  iv.  16. 

Nel  mezzo  della  mia  mente  rispitnd*  Un  lume BaU.  iii.  4. 

Che  dallo  Spirto  santo  in  noi  rispUmde ...../'./'.  95. 

rispondere.     Rispondimi,  se  puoi  altro  che  nulla Cntu.  x.  77. 

£  s'  egli  avvicn  che  gli  risponda  male i     .  Caiia.  svi.  37. 

rtocuotere.     quando  rucMo^m^mi  apersi  gli  occhi      .......  KA^a3.lo3. 

liaentlre.     I  suoi  atti .  .  .  fanno  amore  disvegliarc  e  ristnUre    .    .     .     .  C.  ìli.  7.  14Ì. 

riaerv&re.     E  10  .  .  .  per  li  miseri  alcuna  cosa  ho  riservata C  ì.  i.  76, 

quello  ...  ai  dee  risrrrarr  di  dietro C  ii.  9.  ir. 

rWbUe.     le  quali  cose  paiono  ...  e  specialmente  esser  rimòik    .    .    .  K  Af.  «5.  ao, 

rtoo.     uno  ...  è  ...  e  r  altro  lo  suo  mtrahile  riso K  A^  ai.  54. 

Lo  tuo  riso  sia  senza  cachinno C  iii.  8.  loft. 

Ahi  mirabile  riso  della  mia  Donna      .......     ^    ...  C  Ìli.  8.  no. 

distingue  il  luogo  .  .  .  cioè  negli  oeeJn  e  net  rù» C.  iii.  15.  la. 

e  n  suo  riso  sono  le  sue  persuasiom C  iii.  15,  rtiL 

se  non  nel  guardare  ...  in  questo  riso C.  ìii.  15.  03. 

rispetta     dice  &lso  per  rispetto  alla C.  i.  a.  70,  71. 

hanno  rispetto  ad  alcuna  cosa C  L  11.  131. 

per  filetto  della  verità C.  ii.  3.  9. 

secondo  alcuno  rispetto     ..........••«..  C  tt.  4.  51. 

non  avendo  rispetto  se  non  sd  esso C.  ii.  6.  77. 

a  rispetto  della  verità,  poco  fia  quello  che  dirò C.  iii.  4.  93. 

la  buona  volontà,  alla  quale  avere  si  dee  rispetto C.  iìL  4.  103. 

commendo  lei,  non  avendo  rispetto  ad  altra  cosa C  Ui,  6.  34. 

net  quale  .  .  .  per  diverso  rispetto  ti  può  trattare C  iii.  9.  47. 

generata  per  onestà  solamente  seni*  altro  rispetto  .     .     .     .     .     .     .  C  iiL  1 1.  1 1 7. 

uitimo  dico  per  rispetto  al  tempo  presente C  Iv.  3.  40. 

senza  rispetto  alcuno,  la  Verità  e  la  .  .  .  seguire    .......  C  Iv,  6.  87. 

senza  altro  rispetto  .  .  .  gentile  è  chiamalo C  Iv.  7.  7. 

una  cosa,  secondo  diverai  ru/tr/Zi.  essere      ,..«..•»•  C  iv.  11.  40. 

che  ...  si  vuole  avere  rispetto  alla  (acuiti  dei  .     •     *    •     ^    -    .     >  C  iv.  17.  tao. 

in  quanto  avemo  rispetto  a  noi  medeaimì C  iv.  06.  14. 

sccondochè  ha  riatto  a[d] C  tv.  oCl  aa,  a6. 

quelli  consigli  che  non  hanno  rispetto  alta  tua  arte C.  iv.  9^.  78. 

quelli  che  hanno  rispetk>  ali*  arte  .  . .  vender  puoi C  Iv.  a?.  83. 

co&a  che  a  reggimento  civile  abbia  rispetto C  iv.  37.  99^ 

rtaplendere.     pure  mpiende  nel  nostro  intelletto  alcuno  lume       .     .     .  C.  ii.  5.  lai. 

la  quale  fa  rysptendere  ogni  altra  beata *    »    •    •  C  ii.  il.  36. 

della  bellexia  che  in  suir  onestà  fiir^t/mA C.  iv.  8.  ti. 

wA  qoilc  nulla  .  .  .  giustizui  nspiende .     .     •  C  ÌV.  1 1.  54« 

la  quota  cuUle  questo  raggio  . . .  mai  non  wiéfUnée C  iv.  ao.  73. 

s*  afTcrma  che  quesu  Nobilti  .  .  .  rispimdt  per      .,....,  C  iv,  83.  la. 

rispondente,     qtuindo  le  voci .  .  .  aono  latra  aè  fispemà»%%ti     .     .    .    .  C  i.  5.  loa 

rl^nodcre.    significo  ■  che  si  dee  risponétn   .    • K  ^.  3,  94. 

A  queato  sonetto  fu  risposto  da  molli K  A.  &•  96^ 

Ed  ie  .  .  .  rispondi^  loro,  che  Amore  era  qu'^glì K  AT.  4.  14. 


RISPONDERE  ^^^^^^B  574 

rispondere,     e  non  rispondt  U  lor  frutto  alle  fronde Cmms,  xix.  tó^ 

Hisfiosi  in  voce  con  sospiri  mista CmmM.  xx.  33: 

Ej  te  risfomtU  i:  O  aiiitna  pensosa] K 77^  39.  59*  68  (Som.  xxm.^ 

Rispùudt  il  fonte  del  gentil  parlare  Che Soh.  xxx.  u. 

rispondere,    onde  in  questa  ^isa  da  lui  ori  fu  rispoaio K  /^.  la.  «5. 

Ecco,  che  .  .  .  che  avresti  tu  da  nspotuiere V,  ff.  t%.  ^ 

io  quanto  tu  le  nj;fw>Hi//JLn •«>«•  KW.  15.1?. 

Ed  a  questo  rispond*a  un  altro  umile  pensiero •    .  V.  N.  x^-  19. 

Se  . .  .  fossi  libero  unto  eh*  io  le  potessi  riapondert K  M  15.  15. 

Ed  io  rispondmdoJe^  dissi  cotanto  ............  K  M  18.  50^ 

Ed  ella  rispost  :  Se  tu  ne  dicessi  vero P*.  A^  iB.  51L 

come  se  .  .  .  elle  m'  avessero  risposfo      ..........  K  iV.  aa.  6a, 

siccome  lo  m*  avessero  detto  rispondendo     .........  K.A^  33.  65. 

le  donne  per  cui  rispondo y.  N.  xz,  105. 

Ond*  io  .  .  .  risposi  loro , ,,,.K,  iV.  ^3.  1 18. 

e  che  questo  signore  le  rispose  quivi «...  K  /V.  95.  76» 

non  ardia  di ...  né  di  rispondere  al  suo  saluto P".  N.  a6.  9. 

nella  ttrwa  dico  come  le  risponde ^-  •'V*  39^  S7> 

le  cui  parti  debitamente  rispondono    , •     •    •     .  C  t  5, 94. 

quando  le  sue  membra  debitamente  rifondono C  i.  5.  97. 

nel  quale  più  debitamente  ri^ndono;  [e  più  debitamente  m/oN- 

dotto]  in  Latino C  ì.  S  loi,  loo. 

Se  ...  un  altro  rifondesse  a  lui  di  si .  C.  i.  isl  4. 

e  io  gli  rispondessi  di  si Ciia.ro. 

A  questa  quistione  si  può  leggiermente  rispondere C  ii.  9.  32. 

alle  quali  risponde  lo  nuovo  pensiero C  ÌL  io.  8i. 

Alli  sette  primi  rispondono  le  sette  Scienze     .......  C.  ii.  14.  5^ 

Air  ottava  spera  .  .  .  risponde  la  Scienza  naturale     ......  C  ìi.  14.  60^ 

alla  nona  spera  risponde  la  Saensa  mormle C.  lì.  14.  60; 

si  cielo  quieto  risponde  la  Scienza  divina C  ii.  14.  6^ 

A  ciò  si  può  brievemente  risponder»  che C.  iii.  4.  51  ;  iv.  17.  119. 

rù^N^ti,  che  non  è  vero  che  parlino C  iiL  7.  109. 

che  intra  tanti  organi  conviene  a  bene  rispondersi C  iiì.  8.  9. 

A  ciò  si  può  chiaramente  rispondere C  Ìli.  15.  76. 

Federigo  .  .  .  rispose,  eh'  era C  iv.  3.  44. 

A  ciò  si  può  lievemente  rispondere ,     .  C.  iv.  4.  91. 

Dove  ...  mi  conviene  .  . .  risponder*  a  quella C.  iv.  7.  55. 

Rispondo  :  quello  che  andò  dinanii C.  iv.  7.  78. 

come  si  chiamerà  ?  Rispondo  :  vilissimo     . C.  iv.  7.  79. 

Rispondo  :  perchè  .  .  .  sarebbe C  iv.  7.  8t. 

Rispondo^  che  è  morto  aomo C  iv.  7.  137. 

non  vuole  altro  dire,  se  non  rispondere  a  ciò •  C.  tv.  10.  1  itih 

da  non  trapassare  senza  .  .  .  rispondere  a  quella C.  iv.  la.  1 13. 

A  questa  quistione  brievemente  è  da  risptmdetw C.  iv.  la.  199, 

avvegnaché  questa  ragione  .  . .  non  rispomda  alla C  iv.  la.  sox 

in  Capitolo  nuovo  alla  quistione  è  da  rispondere C  tv.  la.  S08. 

Alla  quistione  rispondendo^  dico C  iv.  13.  i. 

risponde^  che  non  è  vero C  iv.  13.  31. 

Ancora  qui  si  risponde,  che  non  è  vero  dò C  iv.  13.  59. 

rispondo  che  ciò  fia  contro  a  loro  medesimi C.  iv.  14.  4S. 

degno  è  che  la  chiosa  a  ciò  risponda.     £  però  rispondo  così  .     .     .  C  iv.  14.  53.  5|. 

risponderai  vorrebbe  non  colle  parole  ...  a C  iv.  14.  105. 

e  anzi  la  domandazione  compiuta,  male  rispondono C  iv.  15.  136 

Vedesti  r  uomo  ratto  a  rispondeir C  iv.  15.  1311 


575                                                             ^^^^^^^^^^^^^  RITONDO 

rtepODdere.     Rispondtrtm  essi  all'  eterno  Dìo 5.  P.  ci.  89. 

ristare.     Non  rrVa/r  ove  sìa  gente  villana K  JV.  19.  84  (Ceima.  1,  65)1 

non  sìAte  sdegnose,  Né  di  ristan  alquanto  in  questa  via    ...     .  San.  xli.  6 
C/.  restare. 

ristoro.     Lo  Re,  che  merta.  Ì  suoi  aervt  a  ristoro Soh.  xxxviì.  t. 

ristringere.     Rìstrrtta  s'  è  entro  il  mezzo  del  core Caia.  xiii.  35. 

Ma  pcùch'  io  mi  ristringo  a  veritatc Catu,  xiv.  57. 

Che  buon  signor  mai  non  ristringt  'I  freno Carta,  xvi.  X7. 

risurgere,  risorgere,  resur-.    Cora'  io  risorgo,  e  miro  la  ferita      ,    ,  Cans,  xi.  59. 

Si  che  la  fò  .  .  ,  Rtsurga  con  giustizia Ohm.  xviii.  36. 

Li  quai  .  .  .  Risorgerattno  h\  suono  della  tromba S.  P.  ci.  ito. 

rltemere.     Perchè  non  ti  rùemi  Rodermi  cosi  il  core  ...  !      ,     .     .     .  Cans.  xii.  94. 

ritenere.     Se  cavalier  t*  invita,  o  ti  ritigne Cans.  xiv.  87, 

ritirare.    Amor,  che  sue  ragne  Ritira  al  ciel    .........  C^na.  xv.  24. 

rispondere.     Cristo  V  afTcrma  .  . .  rispondtndo  a  quella C  iv.  17.  96. 

Rii/Hfndo  che  non  fìa  quello  obòtdienut    ..........  C  iv.  84.  134. 

Hispondo;  siccome  dice  nostro  Signore C  iv.  27.  74. 

Alla  prima  quistione  risponda  Giovenale      ,,,,,..,.  C  ìv.  39.  37. 

Alla  seconda  quistione  si  può  rispondm^  che  ..•■.•..  C  iv.  39.  86. 

cosi  basti  alla  seconda  quistione  esser  risposto     .......  C  Iv.  39.  197, 

rtaponditore.     tra  li  quali  fu  risponditore  quegli V.  N.  ^.  98. 

ytapOlJ iriooc.     che  .  .  .  saluto,  e  domando  risponsione     ......  K  ^V.  3.  93. 

la  mia  ru/oNJioM/ sarebbe  stata  .  .  .  Amore K  A^.  11.  7. 

comincìaro  ad  attendere  in  vista  la  mia  risponsione y.  N.  \Z.  31. 

■~ìsponso.     rìcordossi  del  risponso  che  Apollo  dato  avea C  iv.  35.  65, 

T^sposta.     DcU*  altro  dico  la  loro  risposta •     .    ,  K  /V.  aa.  64. 

non  altrìmenti  sarebbe  fatta  la  domanda  e  la  risposta  dì     ....Ci.  is.  7. 

scritte  .  .  .  come  nella  risposta  del  prete C.  iii.  4.  60. 

apre  la  via  alla  risposta C.  iv.  13.  304. 

quante  cose  sono  da  notare  in  questa  risposta C  iv.  37.  181. 

*"istare.    mai . . .  non  dovrebbero  le  vostre  lagrime  esser  ristate,    .    .  V.  N.  38.  17. 

Cf.  restare. 

VSstonuDentO.     quando  dice  e  ritrac  ...  lo  hatoramento  di  quello   ,     .  C.  iv.  37.  iBó. 

^''laUMSre.     per  lo  suo  senno  ...  Io  suo  popoki  ristorato  gli  fu      .     .     .  C  iv.  97.  167. 
C/.  restaurare. 

V'IatOCD.     a  lui  domandò  lo  Ws/om  della  morta  gente C.  iv.  37.  165. 

V"SstrÌgnere.     perché  la  presenza  ristngne  per  opposito  .     .     ,     .     .     ,  C  i.  4.  5. 

Onde  ...  la  presenza  risthgne  {'  una  e  I'  altra  qualitiL  .     .     .     .     .  C  i.  4.  35. 

Per  che  ...  la  presenza  ristrigne  lo  bene  e  lo  male C  i.  4.  57. 

si  vede  che  ...  la  presenza  ristrigne  il  bene  e  '1  male C.  i.  4.  91. 

'"'Isultare.    K  resultare. 

^"^isuj^ae.     n'surti  li  morti  spiriti  mici .  .  .  dissi K  A^  14.  58. 

che  .  .  .  forza  e  vigore  interamente  della  terra  in  lui  risurgeva   .     ,  C  iii.  3.  58. 

■^tenere,     perché  la  memoria  non  puote  rrVrnrrlui,  né V»  N.ai,  55. 

il  cielo  è  ...  e  però  ritiene  .  .  .  quello  lume C  li.  15.  75. 

coDciossiacosachò  ciascuno  effetto  ritenga  della  natura C.  iii.  a.  36. 

che  la  .  .  .  terra  ...  li  semi  del  cognato  cielo  ntenea C  iv.  15.  81, 

riceve  .  . .  quanto  é  più  possibile  di  ritentre     ........  C.  ìv.  33.  49. 

siccome  uno  arco  ...  le  vite  ritiene  (e  dico  le  ritiene^  si  degli  uomini, 

come  .  .  .) C  iv.  33.  57  (Ma). 

quante  laide  parole  ritiene .     .     .  C  iv.  35.  94. 

Svitino.     le  .  . .  adornezxe  . .  .  cioè  la  rima  e  lo  ritmo C.  ì.  io.  88. 

^itonrto.     dico  cerchio  largamente  ogni  ritondo,  corpo  o  superficie     .     .  C  ii.  14.  ao8. 
Cf.  tonda 


r 


RITORNARE 


rìtomare.    non  perch  io  non  speri  Ad  «se  rHomùrt C  iv.  Gpi«.  iii.  \, 

Tal,  che  .  .  .  Non  ha  di  ritornar  più  liberiate Cmmm,  xi.  84. 

ben  ritomemHHO  i  fìumi  a*  coUi  Prima  che SéU.  t  31. 

Quando  il  Sole  n'iorrta  al  primo  passo 5^  /*.  ci-  39. 

rtttare.     Si  vedon  cose,  eh'  uom  non  può  ritran Som.  xxviu  ^ 

ornai  la  iftono  A  scrìver  più  di  lui  io  vo'  ritrarr    .......  P.  ft  8. 

rItiBrre.     valore  Di  n'trar  tutto  ciò  che  dice  Amore  .     .     .     .   C.  ìii.  Canm.  ti.  18  ;  4.  tjo. 

Quella  .  .  .  D'  essa  ritragga  signorevol  arte Stm.  xx^iiL  6. 

ritroso*     di  chiamare  a  ritroso  Tal  .  . .  Per  nome  di ......     ,  Caiu.  xix.  9. 

ritrovare.     E  passan  si  che  '1  cor  ciascun  ritrovm     .    .    .     .    K  W.  1^  73  1  C^tw,  t  54). 

E  ritrova  le  donne  e  le  donzelle K  M  3».  iia  i.Cama.  ut.  jt). 

Ballata,  io  vo'  che  tu  ritrovi  Amore K  A^.  la.  80   BmiL  i  iV 

Ma  .  .  .  Ritrova  Y  Amor  pria ^^  /V.  la.  88  (Aaff.  i.  9). 

rivedere.     Sicché  la  lor  .  . .  vista  Non  si  rivide  poi  Cna  fiata  ....  CmmM.  xiii.  a^ 

Io  vcgna  a  rivtder  sua  faccia  allegra Cmnm,  xxL  3^ 

rìvertere.    Che  disleso  e  mwrso  Mi  tiene  in  terra Caiu.  xii.  4». 

ritomare.     non  si  può  ire  più  per  intendimento  dì  ntormarr  .     .     .     .  K.  iV.  14.  6^ 

E  ...  mi  n7or»ra>' nella  camera  delle  lagrime K  A^.  14.  64. 

onde  poi  ritornato  aila  .  .  .  cittade  . . .  Cominciai f^  A^.  19.  15. 

veggendo  ritomare  alquante  donne  da  lei    . V.  N.  ss.  S4. 

io  ntomai  pensando  alla  mia  debolctts  vita y.  y.  03.  ts. 

Onde  .  .  .  ritomaimi  slWa  mia  opem K.  A^,  35.  14, 

perche  cantata  la  canzone  ...  ad  essa  si  ritorrnuu C  ii.  la.  isl 

la  mia  mente  . . .  provvide  .  . .  ritornare  al  modo C  ÌL  13.  is. 

va  ver  Lucia  novantuno  dì  e  ...  e  in  altrettanti  ritoma      .     •     •     .  C.  ìii.  5.  184. 

Partendomi  da  .  .  ,  ritomo  al  proposito C.  ìiì.  xo.  3. 

ancora  dal  princìpio  ritomandà,  dico CI  iiì.  1 1.  s. 

è  da  ritornar*  al  diritto  colle .  C.  hr.  7.  4. 

che  il  sommo  desiderio  ...  é  lo  ritomarr  al  suo  Princìpio      .     .     .  C.  hr.  is.  140. 

infinQ  al  punto  che  ...  al  Cielo  ritoma C  iv.  03.  301 

Ritornando  al  proposito,  dico C  Ir.  S4.  1. 

due  cose  :  1*  uno,  eh'  ella  ritoma  a  Dui C  iv.  sfiL  & 

uscire  le  pare  ...  e  ritomarr  nella  propria  magione C.  iv.  a8.  sol 

*  Ora/  dice  Marzia,  < ...  a  te  mi  ritt^^to . .  .  ' C  tv.  a6L  13$* 

rltraere.    y.  ritrarre. 

ritraimento.     I.o  Pudor*  ò  un  ritntimrHto  d'  animo  da C  tv.  0$.  69». 

ritrarre,  rltraere,  retraere.    però  non  mi  ritraggono  te  .  .  .  passioni 

da  cercare K.  AT.  t^  ar. 

perchè  non  vuoi  tu  n'/nirft' da  tanta  amaritudine!.    .    .    .     .    .    .  F.  AT.  39.  x8l 

Sono  molti  che  per  ritrarre  cose     ...*• C  Liu  103. 

più  .  .  .  che  ritraendo  quelle  nella  soa     *.*« Ci.11.  105. 

de'  poeti,  che  ritraggono  ...  lo  modo  de'  Gentili C  ii.  5.  46^ 

prima  dee  quello  retnurt  a  chi  gitele  fa C.  it.  7   ^. 

che  pure  a  ritratre  sarebbe  orribile ■••..•  C  iì.  9.  74. 

avere  .  .  .  dopo  la  legazion  ritratta^  consigliato C  iv.  ^  laflL 

Lucano,  quando  ritrai  come  Cesare  .  . .  venne C.  iv.  13.  119. 

quando  dice  e  ritnu  per  lungo  sermone  a  CefiUo  la  storia  .     .     .     •  C  iv.  sj.  184. 

potemo  cosi  ritrarrt  \ai  figura  a  Xftrità C  ìr,  08.  roj. 

ritrattare.     Poi  .  .  .  ricorro  a  ritrattare  del  suo  efletto ^  C  iti.  8.  137. 

ritrovare,    come  può  bene  ritrovare  chi  vuole C  iì.  5.  5t. 

siccome  .  .  .  per  virtù  di  loro  arti  li  matematici  possono  ritrovare    .  C  tv.  5.  6(k 

le  .  .  .  ricchezze,  che  si  trovano  o  che  si  ritrovano C.  hr.  11.  74.    1 

rivenire,     e  so  che  il  suo  rivenire  noa  sarà V,  S,9.A 

li  discacciati  nWMMA'allc  loro  possessioni,  dissi  .......  K  A.  14.  59 


I 


^H   rivient.     Per  pnU  e  per  rivirra  .  .  .  mando Bai!,  tv.  3. 

^H   rIvOL     Né  la  diritta  torre  Fa  piegar  riva,  che C  iv.  Cane.  ìii.  55  ;  io.  1x5. 

^^P  '1  cammino  .  .  .  Che  ora  ò  fatto  Wt-o,  e  sarà Cans.  xv.  57. 

rlvocare.     Deh  non  voler  da  terra  rivofarmi 5.  P.  ci.  94. 

^^^    rivolgere,     altri  fu  .  .  .  Che  tal  detto  nvoìst C.  ìv.  Cans,  iiì.  a6. 

^^H  Poi  li  nt«(^' a*  cìttadin  suoi  giusti Gnu.  xviìì.  74. 

^^r  E  qua  e  là  sì  vanno  rivolgentio S.  P.  xxxi.  15. 

O  Signor  mio,  rivolgi  la  tua  fazza  Dalli 5".  /*.  I,  34. 

roba.     Giù  per  la  gola  tanta  roba  è  messa Son,  liv.  3. 

rocca.      Non  noi,  che  semo  dell'  eterna  rocra Cane,  xx.  69. 

'  La  qua) .  .  ,  Farà  la  rocca  di  Sion  »cura S.  P.  ci.  48. 

!  rodere     Perché  non  li  ritemi  Rodtrmi  cosi  il  core  ...  ? Cmts.  xiì.  25, 

I  rogna.     Perù  eh'  io  son  mondato  d'  ogni  rogna S.  P.v'u  49. 

riverberare,     pinge  .  .  .  per  modo  di  splendore  rivtrbtrato     .     ,     .     .  C.  ìii.  14.  34. 

riviacere.     per  lunga  rìposanza ...  e  con . . .  rwinsi  la  virtit  disgregata  C  Ìli.  9.  1 53, 

I rivolgere,     tuttavia  ...  mi  n'uo/sj  a  loro V.  N.  33.  izz. 

SI  rivolsero  tutti  i  mici  pensamenti  alla ,     ,  K.  A',  40.  15, 

rtvoigwnéo  gli  occhi  addietro  .  .  .  puoteai  vedere C  ì.  13.  75. 

dico  che  la  stella  di  Venere  due  fiate  era  rivoita  in C.  ìi.  a.  8. 

e  fMMdfw'coU' epiciclo,  da  Oriente  in  Occidente C.  ii.  6.  146. 

w  nei  rh/ciffimmo  tutte  le  scritture C  ii.  9.  59. 

Ultimamente  ,  ,  .  iu  mi  rivolgo  .  .  ,  alla  Canzone C.  ii.  la.  4. 

Dico  .  .  .  che  '1  cielo  del  sole  ai  rivoigt C.  ìii.  5.  1^7. 

r  anima  .  .  .  contempla  ,  .  .  rivolgendosi  sovTa  sé  stessa      .     .     .     .  C  ìv.  9.  159, 

che  .  .  .  rivolgendo  questa  definizione  in  ugni  parte,  levò   .     .     ,     .  C.  Ìv.  3.  47. 
Cf.  rivolvere. 

I'^^^xUuziaae,  r&-.      lì  quali  sono  alla  rtvoluaont  del  cielo  dì  Venere  C.  ii.  a.  64. 

I  il  quale  facesse  quella  nvo/iun'oH/ da  Oriente  in    .     .     .     .     4     .     .  C.  ii.  3.  44. 

in  ciascuna  parte  della  sua  revolution* C.  ÌÌ.  4.  56. 

perocché  la  sua  rrvo/uatOHtf  è  minore C.  ìi.  4.  66. 

Imprima  similitudine  si  è  la  mo/tf^ion/ dell'  uno  e. C  ii.  14.  la. 

ordina  ...  la  cotìdiana  revolneione  di  tutti  gli  altri C.  ìi.  15.  133. 

Che  se  la  revolujnone  di  questo  non  ordinasse  ciò     .,.«..  C.  ti.  15.  136. 

per  questa  rrvoluaione  si  girava  il  sole C.  ìii.  5.  35. 

^«'Xnslvere.     che  ...  in  quello  si  rìvolve  con  tanto  desiderio  .     .     .  C  iì.  4.  e6. 

per  lo  movimento  nel  quale  ogni  di  ai  rivotxM C.  ìì.  15.  97. 
,            Che,  cominciando  dalP  A,  nell*  U  quindi  si  rivoivr,  e  .  .  .  quindi  si 

Hvohe  e  toma  ncll'  O C  iv.  6.  28,  39, 

per  quelli  n'volvendo  la  sua  memoria,  essa  si  rimembra      .     .     .     .  C  ìv.  aS.  84. 
C/.  rivolgere. 

*"^^fc«.     malnati  I . .  .  che  .  .  .  donate  .  .  .  roòe Cir.a-j.  laa. 

^^^^cca.     il  quale  . .  .  tenea  ancora  la  romz  della  mìa  mente C  ii.  a.  31. 

^H~^'<3nia.     chiamansi  Romwi  in  quanto  vanno  a  Roma V.  N.  41.  51. 

^H  della  . .  .  figlia  di  Roma,  Fiorenza C.  ì.  3.  aa. 

^^K  credo  che  da  Roma  a  questo  luogo  ...  sia  spazio C.  ìii.  5.  65. 

^^H  credo  che  da  Roma^  là  dove  cadrebbe  ...  sia  spazio C.  ìii.  5.  96. 

^^H  atU  quali  venne  Catone  col  popolo  di  Roma    ........  C  iii.  5.  laa. 

^^^  quasi  dal  principio  della  costituzione  dì /?oma C.  Ìii.  11.84. 

^^H  cioè  la  gloriosa  ^oma C  iv.  5.  39. 

^^H  fu  in  uno  temporale  che  David  nacque  e  nacque  Roma     .     .  C  ìv.  5.  47. 

^^m  il  colpo  che  per  liberare  Roma  pensato  avea C  tv.  5.  117. 

^^1  Regolo,  da  Cartagine  mandato  a /?oma C.  iv.  5.  laj, 

^^B  avere  centra  Ȏ  per  amore  di  Roma  .  .  .  consigliato C.  iv.  5.  ia8. 

^^^  essere  venuto  a  liberare  Roma .     .     .  C  iv.  5.  135. 


ROMA  576 

rompere.     Era  la  \*oce  .  .  .  rotta  si  dair  angoscia  e  dal  piuiKo    K  N.  43.  r43  (Cmmc.  ìL  >6V 

E  nmpon  come  tuono  Gì*  innati  vizi C.  Si.  CaKa.  ti.  Ml 

Tu  fomfH  e  parti  tanta  buona  fede Caiaa;  xvm.  41. 

Sicché  a  cnidelità  rompa  le  porte Caiaa.  xru.  ti^JH 

Come  Amor  prima  per  la  m/Ca  gonna  La  vide Caica.  xx.  a7.'^| 

che  1  nostro  putrido  letargo  .  .  .  romft,  e  fassi  largo S,  P.  xxzvgl  >& 

A%*arìzia,  per  cui  si  martira  ...  e  rvrm^  fede  e  patti P,  F.  197. 

Lussuria  . .  .  Amistà  rom/<é  e  parentado  spezza P,  P.  003. 

lOKL     si  posa  Come  succisa  rnsa Cait«.  xx.  ai. 

Fresca  rvsa  novella  .  .  ,  Vostro  fin  pre^o  mando BmiL  ìt.  i. 

Come  la  rosa  in  rocuo  delle  spine Som.  xìr.  ^ 

Roma,     nelle  mani  ebbe  la  Tranchifiia  dì  Roma C.  iv.  5.  tóo. 

quando  li  Franceschi,  tutta  Roma  presa,  prendeano C  tv.  5.  tèa. 

Romano,     biasimavano  lo  Latino /7omiiHo Ci.  11.97. 

Numa  Pompilio  secondo  re  de*  Romani C.  iiL  xt.aft. 

Federigo  di  Soave,  ultimo  Impendore  de'  Romam C  iv.  3.  39. 

r  Autorità  del  Romano  Principe C  ìv.  4.  85. 

perocché  la  Romana  potenza  .  .  .  fii  acquistata C.  Er.  4.  87. 

non  da  forza  fu  . .  .  preso  per  la  Rontana  gente C  ìv.  4.  113. 

A  costoro  fcioè  alli  Romani) C  ir.  4.  117. 

ragione  .  .  .  t  stata  principio  del  Romano  Imperio C.  tv.  4.  la^L 

che  fu  origine  della  nobilissima  Città  Romana C  iv.  5.  49. 

è  manifesta  la  .  .  .  elezione  del  Romano  Imperio C  iv.  5.  52. 

alla  voce  d'  un  solo  prìncipe  del  Roman  Popolo  . C.  iv.  5.  63. 

per  le  scritture  delle  Romani  storie C  i\*.  5.  93. 

che  li  /?omawi  cittadini  .  .  .  posseder  voleano C.  iv.  5.  113. 

commutare  ...  a  si  e  agli  altri  presi  Rr*mani C.  iv.  5.  127. 

procedette  la  .  .  .  Pro\'videnu  nello  Romano  Imperio C  iv.  5.  154. 

dove  gli  Albani  colli  Romani  .  .  .  combatterò C  ir.  5.  157. 

quando  uno  solo  Romano  nelle  mani  ebbe C.  Ìv.  5.  [59. 

quando  ...  li  Rotnani  vollero  abbandonare  la  terra.     .     .     .     .     .  C.  iv.  5.  16&. 

uno  nuovo  cittadino  ...  la  Romana  libertà  difese C  Sv.  5.  173, 

di  questi  ...  fu  Torquato,  nobile  Romano C  i%*.  6.  iia. 

però  dice  san  Paolo  alli  Romani C  ìv.  aS.  75. 

di  ricevere  la  rosa  dal  Romano  Pastore C  iv.  09.  33 

Romeo,     cbtamansì  ^om#i' in  quanto  v-anno  a  Roma KAT.  41.  jOk 

Romolo,     che  brievemente  da  Ron%oio  cominciando  .  .  .  andò     .     .     .  C  ìv.  5.  Q3. 

li  sette  regi  .  .  .  Romolo  ...  e  li  re  Tarquintì C.  ìv.  5.  90. 

rompere,     che  lo  mio  dcbolctto  sonno  non  potè  . .  .  anzi  si  m^  .     .  F'.  A^.  3.  5&. 

e  lo  mio  sonno  fu  rotto y.  N.  la.  73. 

la  mia  voce  era  sì  rotta  dal  singulto KM  as-  'o^ 

senza  romprrr  tutta  sna  dolcezza C.  i.  7.  94. 

ragioni,  che  Aristotile  dice  a  romptrt  costoro CÌÌÌ.S.59L 

che  questc^mmr/ilf  .  .  .  rompono  li  vizi  innati C.  ìii.  8.  191. 

ciò  rvmfit  la  loro  sentenza  medesima C.  ìv.  14.  A4. 

che  .  .  .  là  .  .  .  per  lo  impeto  del  vento  rompete C  iv.  aB.  37, 

nmpttrlce.     perocché  ...  è  rompitrit*  d'  ogni  calunnia C.  iv.  13.  94. 

roadine^     'una  rom/fn#  non  fa  primavera' C.  i.  9.  60. 

Meglio  sarebbe  . .  .  come  ronéìnt  volare  baiso C.  tv.  &  188, 

rOttL     conviensì  aprire  V  uomo  quasi  com'  una  rosa  che     .     .     .     .     .  C  iv.  97,  38. 

siccome  la  tvsa  che  non  pure  a  .  .  .  rende C  iv.  »^.  07. 

dì  ricevere  la  rosa  dal  Romano  Pastore  . C  ìv.  09.  23. 

rosso,     si  dipingono  nella  feccia  ...  di  rosso  colore C  ir.  S5.  78. 

siccome  ...  si  potrebbe  .  .  .  restituire  meliga  rossa C  tv.  39.  IMI 


579 


SAGGIO 


rota,  ruota.     Io  *on  venuto  al  punto  della  n>tm Cant,  xv.  i. 

Serena  e  g]orio^a  in  sulla  mota  .  .  .  remerai CmMM,  xviii.  46. 

Che  credo  tor  la  muta  alla  ventura ,     .  San  xxxiji.  14. 

Solo  a' preti  pertien  rolger  tai  rMo^ /*  /",  14I, 

rovina.     Vedendo  la  rvvina  darmi  addonOy  Fu  . . .  prono      .    .    .    .  S.  P.  xxsviì.  41. 
Cf.  niiiUL 

nibatore.     Che  niuno  Infuriì,  né  aia  rufmion P*  F,  x66.* 

mbello.     Si  che  .  .  .  Abbi  tu  teco  :  e  tu  non  lor  ruMlm Gifia.  xviii,  45, 

O^rlbeUe. 

ruggire,     tanto  .  .  .  Ch'  io  gemo  e  raggio^  come  fa  il  leone     .     .     .     .  S.  /*.  xxxvii.  39 

mina.     E  scampi  nuì  dall'  elemal  miti» P,  F.  as-j. 

Cf.  rovina. 

minosa.     At/jnc  fortuna  rNiMOsa  datur Cfia  xzi.  ti. 

mota.    r.  rota. 

sacramento.     Tanto  i  aanlo,  mirabile  e  .  .  .  qura'o  Sarmmm*o      .     .  P.  F.  131. 

rosi  ci  difendon  ...  I  sopraddetti  sette  Sa^ntmfnti P.  F.  152. 

sacrifizio.     K  *l  cor  ...  Si  può  chiamare  vero  Mcri/iaio S,  P.  \  6& 

Hamrai  coperto  col  suo  aacm  manto S,  P^  vi,  45, 

schermo  ule.  Ch*  opni  saetta  II  spunta  suo  corso  .....  Cans,  xi.  74. 

che  .  .  .  Non  eMe  di  faretra  Smetta,  che C'stts.  xiJ.  A. 

dàlie  per  lo  cor  d' una  «a///* CafMi.xii.8fl. 

che  ...  ai  trova  Sernitn  forte  di  quella  èmettm,  Ch'    ......  Cuhm.  xvi.  57. 

■I.  che  non  esca  Pinta  per  corda  la  *a#r/a  fore C«njl  xvìi.  50. 

d'  ivi  dtaceiide  Una  smetta  che  m*  asciuga Hai',  iii.  B. 

Percbi-  le  tue  saetif  nel  mio  core  Son  Alle S,  P.  xxxvìì.  4. 

Che  dì  trisluia  mettavan  foco K  Af.  9^  l^$  (CifM;  il.  46) 

Blostra  eh'  Amor  leggiermente  Ìl  laeHi Som,  xxxiv.  it. 

saggio.     [Mira  quant'  cUa  ^  .  .  .]  Staggia  e  cortese  nella     .     .      C.  ii.  Catta.  L  47  ;  11.  48. 

BcUa,  aiugw,  cortese  :  La  chtaman  tutti Cmms.  x.  1501. 

conw  wadere  Si  volesse  al  mercato  de*  non  a^QV* Cams.  xix,  35. 

t  CMT  tenuto  E  desiato  da  persone  htgxÉ Cmma.  xix.  i»6. 

In  abito  di  *^ggtm  mcsaaggtera  Muovi Ba/I.  v.  1. 

Siccora*  il  Si^gio  in  suo  dittato  poaa K  AL  so.  14  (Sm.  il  a). 


rota,     montando  .  .  .  tanto  che  compia  novantuna  rota  e  poco  più. 

Quando  queste  rot*  sono  compiute .  C  ttt*  St  ly»,  IJIi 

pare  discendere  altre  novantuna  rota C  iil.  5.  159, 

Lo  quale  montare  .  .  .  vede  con  altrettante  rt>4r  quante      .     .     .     .  C.  ìii.  5.  165, 

girare,  non  a  modo  di  mola,  ma  di  rvta C  iiì.  S.  176, 

che  enmc  nibbio  akiaaime  nu/r  (are fT.  iv.  6.  169. 

rovinare,     esai  non  sanno  dove  ttMHmOMO C  iv.  7.  looi 

mbatore.     siccome  sono  ladroni  e  mòaipn C  i.  la.  77. 

Oh  .  .  .  rwAtfAjrt  subiiani  delU  mente  uncina C  ii.  16.  31. 

nibloondo.     av\'iene  .  . .  che  ...  le  cuse  paiono  quasi  tutte  mòkotidt  C.  iiL  9.  135, 

che  ...  le  verini  .  .  .  mh*€OHtÌe  si  fecero C  rv.  95.  85. 

mbrica.     In  quella  pane  ...  si  trox-a  una  rw^nra K  /V.  l.  3. 

Sotto  la  quale  ntMttt  io  trovo  scrìtte  le  parole K  M  1,  5. 

I  raggine     acciocché  di  loro  . . .  raiiloni  nulla  rmggimt  rimanda    .     .     .  C.  iv.  15.  A. 

I  mina,     qu(^stu  .  .  .  tortisce  .  .  .  per  le  rutnr C  iv.  7.  7^^ 

mstica mente.     Le  quali  due  rasioai  ruUicamtnt*  stanao  a  fan  di  si 

nclU  bocca  di  ciaHCuno      •     .     »     •     •     *     .•«■••     .  C,  i.  •.  ss. 

aacratiaalmok    O  Ma  m/isaiMo  petto  di  Catone     .    .    «    ,    .    ,    .    .  C.  tv.  3.  140. 

I  McrUcia    che  ritraggono ...  lo  nodo  de'  Gentili  e  ne*  mrnfiii  e  itclla 

II  loro  fede C.  il.  5.  47. 

J  aiggiare.     ae  con  giunta  misura  foaee  M(ggiaiù  .     .     •  C  L  e  67. 

i.       


SAGGIO  ^^^^^^^^m  3^ 

saggio.    BelUte  appare  in  uggia  donna  pui K  ^,  aa.  ai  (Sm.  s.  9\ 

C/.  savio. 

Salamoile.     Ben  ti  faranno  il  nodo  Ssìamonr So»,  lu*.  2. 

C/^  Salomone. 

saldare,     ul,  che  .  .  .  Questo  emispcro  chiade  tutto,  e  saUa  ....  Cmmm.  xw.  t^ 

salire.     Perchè  ...  li  raggi  tuoi  .  .  .  StUtrwt  tutti  sa  negli       ....  Cièmm.  ix.  30. 
Oggi  fa  r  anno  che  nel  del  salait      .......     K  A'  35.  58  «.Som.  avtii.  U- 

Mggfta     Dice  Mggia C.  n.  tt.  $3. 

Cf,  savio. 

Saladino.     Chi  non  ha  ancora  ...  il  SalaA'no  .  . .  T C  Ir.  11.  196^ 

salire,     che  il  mio  pensiero  sai*  nella  ...  in  grado  che ......  K  ^.  ^a.  25. 

quando  Cristo  sa/io  lo  monte  per  trasfigurarsi C  ìi.  t.  47. 

prìnui  quanto  al  nostro  salirt  a  loro  altctza •.Cu.6l  50L 

perchè  lassù  io  sniiva  pensando C  u.  ft.  43. 

di  quello  che  5a/f«  a  vedere  quella  Beata Cu.a.58. 

questo  pensiero,  che  in  ciclo  sslìa .     •  C  ìi.  10.  03. 

se  ben  si  guarda  chi  discende  e  chi  aaif CìL  16^  76^ 

e  però  sempre  sah  a  quello C.  tii.  3.  13. 

che  il  nostro  intelletto  ,  ,  .  non  puote  a  certe  cose  sa/irr    .     .     .     .  C  iii.  4.  90. 

dicea  che  *1  fuoco,  quando  parea  salirt .  . ,  discende» C.  ui.  5.  43. 

perocché  nell'  ordine  .  .  .  dell'  Universo  si  saU .  .  .  per  gradi     .     ,  C.  in.  7.  70. 

li  vapori  della  terra  che  contìnuamente  saigono C  iii.  9.  133, 

Per  le  quali  tre  virtù  si  s«^  a  filosofare  a C  iii.  14.  137. 

' ...  e  '1  fiore  della  sua  radice  salirà  ' C.  iv.  3.  44. 

lo  suo  errore  e  '1  suo  difetto  non  può  saHrr C  iv.  7.  86^ 

Che,  perchè  noi  voleasimo  che  le  cose  gravi  aaiissimt  per  natura 

suso,  non  potrcbbono  salirt C.  Ìt.  9.  56.  37. 

che  la  .  .  .  vita  non  fosse  altro,  che  uno  &aiirf C  ìv.  93,  84. 

perocché  la  nostra  natura  si  studia  di  stf/trr C  iv.  04.  48. 

salita,     tanto  quanto  questa  età  ha  dì  saJita  ...  e  quella  saia»  e  qaella 

scesa  è  quasi C  ìv.  «4.  31^  3). 

Salmista,     della  quale  parto  il  Salmistm C.  ii.  4.  41. 

£  però  dice  il  Smlmista C.  iì-  6.  103. 

Di  questa  Nobiltii  nostra  .  .  .  s'  accorse  il  SaJmù4a C  ìv.  19.  59. 

quello  termine,  del  quale  si  dice  per  Io  Salmitia       ......  C  iv.  33.  79 

salmo.     9'  accorse  il  Salmista^  quando  fece  quel  Safmo CL  iv.  19.  59 

Salome.     Dice  Marco  che  ...  e  Maria  Salami  andarono C  iv.  aa.  isix 

Sal(Knone.    della  quale  dice  Salomotu C  ìi.  6.  34. 

per  costoro  dice  SalownoMé  nell'  EccUsiastt .     .     .  C  li.  1 1.  89. 

Di  costei  dice  Salomon* CÌL15.175. 

Onde  essa  Sapienza  dice  ne*  Prwfròi  di  Salomone C^  iiì.  s  1.  I4& 

netli  ProverU  dì  Salomotu  essa  Sapienza  dice .  C  ìii.  I4.  6l. 

però  disse  Satomont  in  quello  de'  Pro%ffrbi Ci  iii.  13,  166. 

Non  chiudete  gli  orecchi  a  Salomome C.  iii.  25.  189 

però  Salomon*  dice  nell'  EcrUstastt C  ìv.  a.  74. 

posso  parlare  colla  bocca  dì  5a/otMOiu C  iv.  3.  la. 

perchè  ...  ai  guardi,  comanda  Salomotu  a  colui  .......  C  iv.  7.  93. 

però  dice  Salomone  nel  quinto  Capitolo ,..CÌt.  7.  139 

lascisi  stare  quanto .  .  .  Saiomon*  .  .  .  grida C  hr.  la.  Si. 

Che  ...  sia  falsissimo,  per  Salomone  si  manifesta C  iv.  13.  63. 

per  costoro  dice  Salomotu  nellì  Proverbi C  iv.  15.  136 

però  dice  Salomone  nell'  Eedesiast* ,  C  Ìv.  l6k  49. 

E  pero  dice  SoLtmaiu,  quando  intende .     .     .  C  iv.  «4.  i^a. 

perù  ^rìve  Salomone  nelli  Pntìnrbt    .     , .     .  C  Ìv.  34.  i6a. 


58l  ^^^^^^  SALUTE 

■aJntare.     Luce  d'  «mor,  che  gli  an^U  ai/m/u K  ^.  34.  50  <;CWMJt.  iv.  34), 

a'  tre  ...  Te  0*  «odrmi ...  Li  due  sa/w/a C«hj.  ix.  78. 

poi .  . .  StUtitò  le  gernuuK  icoiuoUte Cmtu,  jis.  58. 

E  cui  saiuia  [fft  tremar  lo  core] K  /^.  91.  ta  (Soh.  xi.  4),  43. 

La  donna  mia,  quand'  ella  altrui  saiuta K  JV.  a6.  38  (Son.  xv.  a), 

Mdnte.     Cbè  gli  avvicn  ciò  che  gli  dona  stUntt K  AT.  19.  58  \Cam»,  i.  ^). 

chiamando  La  donna  mia,  per  danni  più  *aÌMtt K  iV.  oB.  05  \F,  C  lai. 

desire  Lo  giunse  di  chiamar  tanta  saiut* K  «V.  33.  65  {Catu.  ili.  35). 

Chi  veder  vuol  la  saluU C  il.  Conj.  i.  04  ;   16. 95. 

Che  riceve  da  Lui  questa  aaiut» C  iiì.  Cmtu.  ìi.  31. 

E  noi  in  donne  .  .  .  Vedcm  questa  salntt C  iv.  Cmpu.  in.  106  ;  19.  75, 

Ma  fallo  .  .  .  Neil'  effetto  parer  di  più  amtutt Cane.  ix.  45. 

piacciavi  di  mandar  vostra  talutf ,.,     Cans,  xvi,  la. 

Dunque  vostra  soiuit  omai  si  muova Giju.  xvi.  53, 

Uadre  di  loda  e  di  MalnU  ostello Cma.  zviii.  19. 

colui,  Ch'  Amor  si  chiama,  ed  t  pìen  di  saJuU CaPt*.  xix.  90. 

Non  credo  fosse  mai  virtute  In  erba  Dì  tal  jm/mIt,  cbentc  ....     Sfsi.  iiì.  14. 

Ch*  io  non  veggia  ulor  tanta  taìnte tìati,  x.  a6. 

A  ciascun' .  .  .  SmiuU  in  lor  signor K  A^.  3.  80  {Som,  i.  4), 

Chi  non  merla  saluti /^.  iV.  8.  63  (.Som.  iv.  19',  75. 

Vede  perfettamente  ogni  so/n/t  Chi ^  jV.  97.  13   Son,  xvi.  1). 

Abbandonau  dalla  sua  talutg .     •  K  «V.  33.  39  {^Son,  ivti.  14% 

dava  talntt  Con  gli  occhi  suoi  quella  benigna  e  piana    ....    Som.  xiix.  9. 

E  venne  in  terra  per  nostra  satuig Som.  xxìk.  13. 

La  qual  fa  1'  uomo  degno  di  ja/ult ■$./*.  L  47. 


SftlOOiaoe.     però  dice  SmìomoM^  m)]'  adolescente  figlio  ......  C  iv.  35.  i6w 

questo  è  quel  dono  che  S<ti*itnoiv  .  .  .  chiese C  iv,  37,  61. 

Cf.  Salinone, 
nltarb     se  una  pecora  .  • .  taitm,  tutte  le  altre  walimmo^  csiandio  nulla 

veggendo  da  mdtirt C  t  il.  63,  64,  65. 

io  ne  vidi  già  molte  in  un  po/xo  tmitart,  per  una  che  dvutro  vt  Jd/lb, 

foree  credendo  di  »ai»art  uno  muro C.  i.  11.  66,  67  i,Au}. 

SalterllX     sono  quote  parole  del  Profeta  in  an  remo  del  Snlttno    .     •  C  ili.  4.  79. 

r/.  Psaltero. 

nJatars.     mi  Mimò  virtuosamente  tanto K  AT.  3.  13. 

L'  ora,  che  lo  suo  dolcisaimo  m/m/mm  mi  giunse K  AT.  ^  16. 

la  quale  m*  avea  .  .  .  degnato  di  jo/mAhv 1^  A^.  3.  40. 

ael  quale  io  soluta*»  tutti  i  fedeli  d'  Amore      .     .     ,               ...  K.  A^  3,  73. 

rh«  nella  f*fimo  parte  tobUo  . K  A^.  3.  9*. 

nU  nrgò  il  suo  dolcissimo  totuian  ....                              ...  K.  A^.  10.  15. 

qucUo  che  il  suo  imtut't^  in  mr  .  .  .  operava  K  A^.  io.  18. 

quando  ella  fosse  alquanto  propinqua  al  Mt/utan K.  A^,  II,  Iq, 

quindo  questa  gcniiliaaima  donna  »miiti*vt K  A^.  II.  18. 

non  degnò  miuiarr  la  tua  persona  ....                     K.  A^.  la.  51. 

Sicché  .  .  .  rassicurandomi  le  mimimi K.  AT,  18.  15. 

mi  levai,  e  uUutanih  loro  dissi K  AT,  35.  la. 

■Slute.     conobbi  ch*  era  la  donna  delle  amlmH K  A^.  3.  41. 

per  la  spersnxa  dell'  smaurmbile  taiuté K  A/1  11.  3. 

appare  ...  che  nelle  sue  m/n^  abitava  la K  A^.  11.  alk 

per6  cominciai ...  a  ragionare  della  oe/tMlr .    .  K  *V.  ts.  43. 

che  la  vista  degli  occhi  suoi  è  sua  t^imit C  U.  6.  87. 

Veiamente  in  vui  ^  la  WmV C.  ii.  id^  3^ 

quelle  che  detto  e  . .  .  della  toinie  di  queala  Donna C  iì.  16.  70. 

M  ripoHUra  tutta  la  «ptnnja  della  loro  adblt C.  ili.  II.  lòj. 


SALUTE  ^HI^^^^^^H  5^ 

salute.     Divino  pAdre,  pica  d*  ogni  4ahU«    ....    ^^^^H&  .     .  P.  F.  a^. 

salvare.     Ma  salvami  per  tua  misericordia .    .  S.  P.  vi.  aa 

Ringraziate  quel  che  v'  ha  salvati S,  P.  xxxl  8l- 

Aspetta  il  tempo  e  1*  ora  di  salvarmi S.  /*.  cL  gS, 

che  .  .  .  Giammai  persona  non  sarà  salvata      ,.,,..,.  S.  /*.  *-^^*i.  9- 

pcr  .  .  .  trmr  ...  £  per  sua  Passìon  tutiì  saìvantt P.  F.  39. 

chi  con  .  . .  Crede,  è  salvato  per  sua  passione P.  F.  43. 

sanare.     E  *1  colpo  suo  non  puoi  sanar  per  erba  , Stst.  L  ao. 

E  sanami,  imperò  eh*  io  non  ho  osso S.  P.  vi.  ii. 

Lo  quale  io  già  pensava  esser  sanato S.  P.  xxzvu.  17. 

sangue.     E  'I  sangue^  eh'  è  per  le  vene  disperso,  Fuggendo  corre  .     .  Cam*.  xìL  45, 

Alza  il  cor  ...  il  sangut  accendi Comm.  xtìb.  il. 

e  r  altre  nate  Del  nostro  sangue Caiar.  xx.  64. 

Cosi  ...  Mi  ghiaccia  il  sangue  sempre Stst.  U.  33. 

contare.  Che,  per  lo  sangue  lor  .  .  .  Sanno Som.  Ur.  13. 

Il  nostro  Signor  Dio  .  .  .  *l  suo  sai^gu*  ...  ci  dimostra  .     .     .  P.  K  1 19. 

che  nel . .  .  Ugno  ...  fu  confìtto  e  '1  satigHt  sparto P*  F,  ixa. 

SEilute.     tocca  Nobilude  che  bene  è  vera  saittie     .     , C  ir.  19.  76. 

salutevole,     con  ispcranxa  ...  dì  safu/rvoie  porto      .......  C  ìÌ.  i.  fi. 

a  prendere  Io  desiderato  porto  per  salntevak  via  ...  .     .     .  C  iv.  4.  54. 

saluto,     lo  fine  del  .  .  .  fu  già  il  saiuto  di  questa  donna K  A^  iS.  33. 

è  scritto  che  il  saluto  di  questa  donna  ...  fu  fise K  A*.  19.  137. 

non  ardia  dì ...  nà  di  rispondere  al  suo  saluto K  AT.  a6  9. 

salvare,     innanzi  dovrebbe  quello  saivart C  ti.  9.  aft. 

che  ciascuna  cagione  .  .  .  amando  quello,  salva  quell'  altro      .     .     .  C  ii.  9.  30. 

perocché  salvare  noi  possono Ciì.  9.  33. 

salvatlco.     Tideo  coverto  d*  un  cuoio  di  porco  saivatieo C  tv,  aj.  65. 

C/.  selvaggio. 

Salvatore.     Questo  nostro  Salvator»  colla  sua  bocca  disse      .     .     .     .  C  li.  6.  36. 

prima  che '1  Sa/pa/o/r  venisse ,     .     .  C  iìi.  it.  ad, 

solamente  le  parole  del  Salvatore  ascoluva C  iv.  17.  106. 

andarono  per  trovare  il  Salvatore  al  monìmento C  iv.  as.  J51. 

*  Voi  domandate  il  Salvatore  .  .  .' C,  iv.  aa.  154, 

le  tre  sette  .  .  .  che  .  .  .  domandano  il  Salvator/,  cioè    .  .     .  C  tv.  sa.  164. 

che  ottimamente  naturato  fue  il  nostro  Salvatore  Cristo     .     .     .     .  C  iv.  33.  961. 

salvo,     salvo  che  involta  mi  parca  in  un  drappo K  A^.  3.  37. 

salvo  che  alcuna  cosa  ne  scriverò K.  AT.  5.  33, 

5a/i>o  che  tale  volta  mi  parca,  che K  A^.  9.  18. 

salvo  che  fuori  degli  strumenti  loro K  A^.  14,  103. 

salvo  che  non  dico  .  .  .  come  adoperi K.  AT.  91.  33. 

salvo  che  .  .  .  imposto  1'  era  nome  Primavera K.  AT.  34.  au 

salvo  che  nella  prima  parte  dico  quando ^    ,  l\  N.  35.  37. 

salva  qui  la  via  della  debita  correzione    .....^....C,  La.  78» 

salva  la  via  del  debito  onorare CLx  81. 

la  salute,  per  la  quale  si  fa  .  .  .  salvo  dalla  morte C  ÌL  16.  36». 

salvo  in  tanto  quanto  dice  che  io  lì  chiamai C  iii.  15.  aoi. 

sanare,     sanato  di  questa  infermità,  propesi  di  dir V.  N,  33.  103. 

la  mia  mente,  che  s'  argomentava  di  sanare      .     .     - C  il.  13.  II. 

y^TigiM»      nei  quale  1*  alto  sangue  Trojano  era  mischiato C  iv.  «.  104. 

Torquato  .  .  .  disceso  dal  sangue  del  glorioso  Torquato       .     .     .     .  C  ìv,  6l  1 13. 

Mentre  che  in  me  fu  il  sangue C.  iv.  afi.  U3. 

saaguigno.    vestita  d'  un  nobilissimo  colore  .  . .  sanguino    ,     .     .     .  K,  A'I  a.  16. 

involta  ...  in  un  drappo  sanguina  leggiermente K  A^.  3.  38. 

con  quelle  vestimenta  sanguigne K,  A^  40.  5. 


5^3  ^^^^M"  SANTO 

miitMde.     La  carne  mia  tempr'  è  lUta  privala  Di  samtad*    .     .     .     .  S.  P.  xxxvìj.  8. 

iftnltate.     La  carne  mia  è  senza  tmùtait .     .  S.  P,  xxxvii.  35, 

sano.     Per  che  a  intelletti  aam  [È  manifeatoj  .     .     .    C  iv.  C>m«.  ili.  74  ;  14.  17  ;  15.  gSw 

Creasti  spen>e,  che  'n  parte  m'  i  sana BiUi.  iì,  9. 

Mmtificare.    Sunhjieaio  sia  sempre  U  tuo  nome P.  P.  ai^ 

■UltOi     E  ciascun  satùo  ne  grida  mercede K  W.  19.  40  {Cam*,  u  ai). 

Per  volerne  portar  1*  aninui  lamia  Di  questa Gru*.  xv\L  59. 

Tal  che  starmi  pur  presso  a  Smn  Simone Som,  tiìi.  5. 

Ti  pregheranno  insieme  tutti  t  aaif/i S,  P.  xxxu  41, 

Di  mi  nasconder  lo  tuo  santo  volto ,     ,     .  S-  P.  l.  41. 

che  mi  sia  tolto  Lo  tuo  spirìtu  samto  e  V  amicìxia S.  P.  L  44. 

Ch*  io  temo  1'  ira  del  tuo  volto  tamio £  P.  ci.  34. 

Però  che  la  sua  Manta  munì  piacque 5.  P.  ci.  53. 

tr  temeranno,  £  il  santo  nume  tu«« 5.  P.  d.  60. 

Pero  che  Dio  ...  La  ianta  Sion  volle  edifìcare S.  P.  ci.  65. 

Acciò  che  . .  ,  Potcssono  lodare  il  nome  santo 5.  P.  ci.  B3. 

la  bcnignitade  Del  tuo  Spirilo  aat/u S.  P.  cxlii.  53. 

che  .  .  .  carne  e  vita  .  .  .  prendesae  nella  Vergin  mnta  .     .     .  P.  F.  ao. 

In  Cristo  fosse  nostro,  santo  e  pio P.  P.  33. 

Siccome  tamia  Chiesa  aperto  canta P.  P.  04. 

e  'I  Padre  ed  esso  é  uno  Con  lo  Spirito  tanto P.  F.  30. 

Fu  su  la  tanta  croce  crocifisso P.  P.  30. 

Ci  guardi  e  campi  lo  Spirito  Santo P.  F.  65. 

Si  com'  il  Padre,  è  lo  Spìnto  tamia P,  F.  67. 

C  solo  un  Dio,  e  sol  de'  tanti  un  aamto P,  F.69  (Aw). 

li  Padre  ed  il  Figliuolo  Con  Io  Spirito  tanto P.  P.  7^ 

in  quel  che  ci  ammaestra  tanta  Chiesa  . P.  P.  Q5, 

BLDguinltà.     cm  meco  dì  propìnquiuima  tangnimtm  congìonU    .     •     .  K.  /V.  83.  95. 

questi  fu  tanto  distretto  di  tangminità  con K  A^.  33.  5. 

Mtnguinoaa     per  esaere  la  tunica  della  pupilla  tamf[uimoMÈ  molto    ,     .  C  iti.  9.  133. 

— "»^      la  buona  dispouuone,  cio«  la  tanitàt  gvtU C  iv.  «5.  137. 

Winltfidg.     acciocché  tostana  sia  la  tanitadf C  iv.  t.  68. 

èamtatU  di  mente,  non  di  corpo,  t  addomandata C  iv.  15.  177. 

Sumltl*  //.     Curio,  dalli  Sanniti  tentato  di  corrompere C  iv.  5.  Il  i. 

MIMX     alla  mia  .  . .  vita  .  .  .  ancora  die  tana  foasc K.  iV.  «3.  14. 

Buvercfata  .  .  .  to  fragile  viso,  non  pur  lo  tana C  iiì.  8.  131. 

che ...  è  manifesto  alli  sani  inlellctti ...  £  dico  tmmi  non  senim 

cagione .  C.lv.  15.  104, 106, 

che  lo  iM»5tru  intelletto  ai  può  dire  tatto  e  infermo C  iv.  15.  108. 

Sam>  dire  SI  può,  quando C.Ìv.  15,  111. 

•econdo  mattma  .  . .  pu<^  essere  la  mente  non  *ama C  Iv.  15,  169. 

che  .  .  .  infermi  non  sono,  ma  . .  .  jm«u •     *     •    •     •  C  Iv.  15.  iSi. 

SantelenA.     piò  d*  uno  suio  di  SanttUnt  d  argento C  iv.  11.  80. 

mntisalxno.     ordinata  (u  una  progenie  aamtiuima C  iv.  5.  36. 

•anto.    ciot  Padre,  Figliuolo  e  Spìrito  ammlo     •    .     •    « K  ■^.  30.  96. 

se  non  chi  va  verso  U  casa  di  tttnto  Jacopo K  «V.  41.  41. 

però  che  la  sepoltura  di  ««Mio  Jacopo  lu 4     •     •     •     •  K  JV.  41.  48. 

la  Giudea  t  CstU  tanta  e  libera C,  U.  i.  60^ 

essa  si  6  fatU  mnAi  e  Ubera C  il.  1.  65. 

aecondo  che  la  jtfffAi  Chiesa  vuole  . •  C  ÌL  4.  31. 

du  parte  del  Santa  Re  celestiale C.  ÌL  6.  «5. 

la  sua  Sposa  e  Secretarla  tanta  Chiesa C  li.  6.  34. 

Ire /VuM/tfft  MNtt  ovvero  divini C  IL  6.  4a 


r 


SANTO  584 

Che  dallo  Spirto  saMio  in  noi  riaplcudc P.  f\  95. 

Il  proprio  corpo  che  nel  santo  Ugno  ...  fu  coofitlo P.  f.  sai. 

T&nto  è  san$o  .  .  .  Questo  mistero  e  questo  Sacramento    .     .     ,     ,     P.  F.  130. 

Abbiam  U  Crcsma,  e  1'  Olio  santo  ancon /*.  ^.  143. 

£  '1  sanfo  nome  di  Dio  non  pigliamo  In P.  P.  157. 

Siccome  santa  Chiesa  aperto  pose  ,    ,     ,     .     .     P.  F,  160. 

Si  ne  conduca  co'  suoi  santi  preghi P.  F.  «36». 

BCnja. Coma,  xvit.  63. 

Htpere.     K.  N.  19.  49  {CanM.  L  3o\  76  (Cum.  ì.  57^1  ;  23.  173  yCait*.  u.  45%  iSa  i.Cbu^ 

u.  55)  ;  3a<   tea  (Cim«.  ili.  6s),  104  \CaHM.  ili  64)  ;  C  ix.  Cbwv.  L  3  ;  iii. 

CsM«.  iì.  13,  77  ;  tv.  Cofu.  iti  05  (m.^  ;  Cahm.  z.  65,  93,  xaa  ;  xi.  8,  47  ;  suu 

13  ;  liii.  18  ;  xiv.  90,  aa,  39  :  xvi,  09,  36.  56,  60,  67  ;  xii,  88  ;  xx.  18,  45 . 

X3ti.  7,  94.  43  ;  SeM.  ii.  95  ;  iv.  19;   V.  N.  la    1 16  iBaU.  i.  37)  ;  BaM.  «.  1  . 

iv.  30  ;  V.  11  ;  z.  s  ;  K.  A''.  13.  44  \Soh.  \%.  9\  45  i^Stm,  tì.  io*  ;  14.  83  '5*«. 

vii.  s)  ;  37.  99  yjSon,  zx.  14;,  ;  43.  58  {Son.  xxx.  ta)  ;  Sem.  xxxvi.  3:  xlòi. 

5  ;  L  8  ;  lii.  6  ;  liiL  9  ;  liv    1,    14  ;  S.  /*.  xxxi.  31  :  I.  rs.  63;  ci.  9>   106  ; 

czzix.  7,  10  ;  cxlii.  43.  4*.  48,  56  ;  P.  P,  a.  —  C/.  nvcre. 

aanto.     U  . . .  Carità  dello  Spirito  Smnto     ..., CÌÌ.6.70L 

da  Lui  procede  lo  Spirito  Santo Ciì.&.  8& 

si  puotc  speculare  .  .  .  dello  Spirilo  Satrto .,    .     .     .  C  ii.  6c  91. 

ti  Troni  .  .  .  naturati  dell"  amore  del  Santo  Spirito C  ii.  6.  i  to^ 

che  il  vulgo  chiama  la  Kia  di  santo  Jacopo .     .  Cu.15.10. 

i  miracoli .  .  .  fotti .  .  .  per  li  Santi  suoi C  ilL  7.  x6f. 

per  che  li  Santi  non  hanno  tra  loro  invidia C  ili.  15.  101. 

Onde  dice  santo  Jacopo  Apostolo C  ir.  g^  83. 

e  massimamente  quella  del  popolo  santo .     .     .  C.  ìv.  4.  to> 

per  lo  nascimento  della  santa  Città C  iv.  5.  53. 

pensato  e  ordinato  fosse  quello  della  santa  Città C  iv.  5.  179. 

cosi  la  guglia  di  San  Pietro  sarebbe C  tv.  r6.  68, 

però  si  legge  nel  Vangelìo  di  Jan  Matteo C  iv.  16.  Ilo. 

e  la  divina  Carità  sia  appropriata  allo  Spirito  Sm/o,  quindi  é  che 

chÌMmAÙ  sono  Doni  dì  Spirito  Santo Civ.M.  107,10^ 

£  perù  vuole  santo  Agostino  . .  .  che C  iv.  ai.  isél 

la  persona  del  padre  .  .  .  santa  .  .  .  dee  apparerò C  iv,  94.  159. 

le  menò  dinanxi  agli  occhi  del  santo  padre C  iv.  95.  8n. 

quegli  che  a  san  Benedetto  e  a  sa»/'  Agostino  e  a  san  Francesco  e 

a  san  Domenico  si  fa  d'  abito  e  dì  vita  simile C.  iv.  »6.  69  {tin%  ja 

però  dice  san  Paolo  olii  Romani C,  n.  aA.  75. 

potrebbe  dire  quegli  dì  san  Nazzaro  di  Pavia C  iv.  99.  87. 

•apere.     K.  iV.  9.  7  ;  3.  103  ;  4.9;  5.  35  ;  9.  aÓ  ;  la.  60,  137  ;   13.  96,  98,  57  ;  14,  8, 67,  t% 

74.75;  »fl.  5;  >9-  98.  14»  ;  «S-Sai  43;  35-  4N  »o9.  »<3;  a6w  19.  ^4.  34  ;  3>- 
ai  ;  38.  aa;  41.  15,  19,  41  ;  4a  .,9  ;  43.7;  C  i.  1.4.63:  3.35.50;  4-66:  5 
87;  6- 44;  7.9>  ;  "-40,  116,  118;  >a.5.6i;  13.  io  ;  ii.  s.  17  i  3*  3i9:  4-4^ 
5.  5  ;  6.  19,  150  ;  7.  18,  3>.  59.  89  ;  8.  16^  57  ;  lo.  33:  15.  46,  61  ;  x6,  ig^  71, 
80;  iu.  1.56;  a.  135;  3.  5:  4.53.  108;  5.  19,  63,80  ;.d.  13,  39t  7«f  "«;  7- 
it,  101  ;  8.53,  139,  156;  9.  96,48.  59;  IO.  13;  !i.  7.  6oC*f.),  63',«*.\  106; 
"a-  '3t44.  7>i  77;  «3-8;  14.  »4.3'.  7^,  133;  ^5-  »3t  59-  74»  ^09,  115.  140.303; 
iv.  9.  38,  101,  197  ;  3.  36  («.),  38,  46(1».),  73;  5.  76  ;  6.  10.  14.  74  r  7-  7*.  "»« 
106;  8.  i8,  51;  9.35.  39.  79»  «13;  »<*•  7.  «41  79.  86;  11.  13,  49;  la.  t»;  13 
«a.  '3.  15.  a8,  39,  75,  81  ^tó),  8a,  101  ;  14.  19  ;  15.  <o.  69,  107.  lai,  143,  '65  i 
17.  x8,  85,  135  ;  18.  8,  38  ;  19.  33  ;  ai.  9,  118;  33.  17,  47,  65,  90,  140.  156  : 
34.83,  lao,  191,  135;  35.41,  53.  66.  130,  136;  a6.  15;  «7.  ij,  5».  54»  »y>  i 
38.  13  ;  99.  89,  tu;  30.  16.  —  C/.  MiVCre. 
i^'i'nte.     erano  chiamati .  .  .  aoaJUoso/ij  ma  aapitnti C.  iiù  II.  3;^ 


5l5  ^^^^r         SAPIENZA 

upienza.    della  tui  tmfiirHsa  L' incerto  e  oscuro 5.  ^.  L  03. 

•apìentc     Pìtta^ra,  domandato  se  egli  si  ripulava  safiùnU  .  .  .  disse 

se  essere  non  safiùntr^  ma  nmatort  éi  sapiènza C.  ìii.  1 1.  49,  43. 

albera  non  pure  neliì  Saptmtt^  ma  exìandio C  ìv.  30.  51. 

Hptenxa.     Pallade  ovvero  Minena,  la  quale  disaero  Dea  à\  sapùnaa  .  C  u.  5.  43. 

contemplare  la  somma  Saf^tnMa  del  Figliuolo C  ii.  6.  66. 

O  ineffabile  Sa/Hfnaa  che  cosi  ordinaaii  .     «     •     .     , C.  iil.  5.  003. 

Intra  (li  effetti  della  divina  Safiimaa C  ìii.  8.  i. 

*  La  Sapirn»a  di  DÌO  .  .  .  chi  cercava  t' .     .     .  C  iii.  6.  14. 

disae  sé  esaere  non  sapifMtt,  ma  ammton  A'  m/ttustt     .    .    .     ,     .  C.  UL  11.  44. 
quinci  nacque  poi  che  ciascuno  studioso  in  sa/>it»sa  foate  tmtmtort 

A  M^tnisa  chimtnMto      ., C  iii.  1 1 .  45.  46» 

quindi  dicemo  noi  .  .  .  so/ia  quasi  uipitnmt  ;  ondc.^Ai«  e  «o/fa  tanto 

vale  quanto  amatort  éi  Mafimua C  iii.  1 1.  50,  s<* 

/Uoj0/Wi  non  é  altro  che  diMÙ/iinaa  «  Sdamaci Ctii.  ir.  59. 

cosi .  . .  conviene  essere  1*  amore  alla  Sa/>ìeHsa    .     , C.  iii.  11.  80. 

che  per  alcuno  ^iÌ/f//o  colla  5a/WMja  ...  sia  amico Ciii.it.  96. 

r  altre  scicnxc  .  .  .  che  sono  tutte  membra  di  ScfmmMm      .     .     .     .  C.  ìiL  11.  leu. 

colui  eh'  é  amico  di  Sa^intsa  per  utUùà C.  iU.  Il,  104. 

che  M  vero  Filoaofo  ciascuna  parte  della  .Snt^ùwaa  ama,  e  la  Sapt*nm$ 

ciascuna  parte  dd  Filosofo . . .  Onde  essa  SaptntMt  dice  ne* 

Prcfvrròi C.  ili.  ir.  I«3,  1x4,  1*7. 

quando  1'  Anima  e  la  ìm/wnm  sono  (atte  amicba C.  iii.  la.  33. 

Filosofia  è  uno  anioroao  uso  di  Sapt^mm C.  iii.  ix  95. 

pen»cche  in  Luì  è  somma  S^pifHam  e  sommo  Amore C  iii.  la.  97. 

perchè  la  nostra  émptemsa  è  Ulvolta  abituale C  iii.  13.  53. 

Manifesto  è  nell*  uso  della  Safkfnaa C  iiì.  13.  111. 

Onde  .  .  .  filosofia  per  suggetto  materiale  qui  ha  la  SafiiiHMM      .     .  C.  iii.  14*  8l 

la  SafitfH^tg,  nella  quale  questo  amore  fere,  eterna  è C  ìii.  14.  56. 

Delli /-'roorr^i' di  Salomone  essa  So^ftraad  dice Cìiì.  14.  61. 

tutte  r  altre  cose,  fuori  che  la  Sapmtsm C  iii.  14.  73. 

commendando  1'  altra  parte  sua,  cioè  Safiùnaa C  Ut  15.  8. 

gli  octÌh  della  Safitfn*^  sono  le  sue  éttmosirumom «  C.  iti.  15.  14. 

si  dtmuslra  la  luce  interiore  delta  Sapinum      .     , C  iii.  ij.  17* 

E  però  ti  dice  nel  libro  tU  Sapt^nsa C.  iii.  15.  45. 

Chi  gitta  via  la  AtkpienM»  ...  è  infelice C  iti.  15.  46. 

Per  r  abito  della  Sapùmm  seguita C  iiì.  13.  48. 

si  legge  Del  libro  allegato  W!i'5a^*mM C  ili.  13.  53. 

come  ciò  sìa  che  la  Sapùnsa  posaa  fare  V  uomo  beato  .     .     .     .     .  C  Ìii.  15.  71. 

terminato  i'm  guanto  in  quella  s^pitnaa C  iii.  15.  99. 

COSI  la  bellezza  della  Smpùnm  .  .  .  risulta C  Iii.  13.  119. 

mirando  costei  (dko  la  Smptfnsa) C.  iù.  15.  150. 

Ultimaincnte  in  msssims  lode  di  Sapùnsa  dico C  tii.  15.  135. 

però  disse  Salomone  ...  in  persona  della  Sapitmsa       .  .  .  C  ili.  13.  167. 

quanto  dalla  parte  del  suo  corpo  icioè  Smpifn^tf,  .     .     .  C.  iii.  13.  aos. 

filooofta,  che  e  .  .  .  amoniae  tuo  di  Smpmum  .     .     •     .  C.  iv.  a.  133. 

che  m  persona  della  5a/«m4«  dice      ...  .     .     .     .  C.  iv.  3.  13. 

Oh  ineilabile  e  incomprensibile  S^ptensm  di  Dio C  iv.  5.  70. 

però  si  scrive  in  quello  di  Ss/imaa  :   *  Amale  il  lume  della  Ss* 

pttMMa  .  ,  .* C  iv.6. 164,  165. 

Onde  t  scrìtto  nel  libro  di  SapUnma  :  '  Amate  il  lume  di  Sépttmam 

. .  .'  e  il  lume  di  Smpùnam  è  casa  Verità C.  ìv.  i6t  8.  9, 10. 

O  ahcua  delle  diviiie  dcUa  Mpt«M*m  di  Dio C  Iv.  ai.  57. 

LI  qMU  • .  .  sono  sette,  dot  :  SapuuM C.  iv.  »i.  no. 


SAPORE 


sarte,  fU.     Sempre  al  volere  dell*  cmpircc  aarU     ........  Som.  xjetìu.  tt. 

satisSaire.     E  'I  satisfar,  che  dietro  »  lei  s*  accocca,  Ci  (a P,  F.  109. 

Cf.  aodisfiare. 

Satomo.    che  .  . .  regge  tra  Saturno  e  Marte Som.  xxriii.  j^ 

«avere.     Dammi  savtrr  a  pianger  come  voglia Cmms.  xl  4. 

Chi  non  fu  mai  saver  tener  lor  parte .  CmnM.  xxr.  9& 

Perchè  M  tenere  Savrr*  —  fora Cam*,  xix-  a&. 

Cf.  sapere. 

savio.     Clio   1  savio  non  pregia  uom  per  veslimenta Cmms,  xix.  36. 

La  Gola  é,  che  consuma  JonV  e  matti /*,/*.  199^ 

q:  saggio. 

WpOre.     1'  una  ragione  e  1*  altra  dark  sapor»     .     .     .    , C  i.  1.  133. 

Saracino,     questo  vuole  ciascuna  legge,  Giudei,  Snmam C.  U.  9.  70. 

sarchiare,     a  volere  ornai  cosi  trafoglioso  campo  surdnart     .     .     .     .  C  nr.  7.  39, 

satira,     n'sponde  Giovenale  ncir  ottava  SoA'm C  ìv.  09.  ^i. 

satiro,     dice  esso  poeta  satiro C  ìv.  09. 46^ 

saHsfaciniento.     conviene  a  satisfaamtnto  di  quella  esaerc  la  citta.     •  C  ìv.  4.  17, 

Cf.  Boddis&dmento. 

SSthlhre.     alle  quab  uno  solo  satìsfart  non  può C.tv.  4.B. 

perocché  una  vicinanza  non  può  a  sé  in  tutto  satisfmn C.  tv.  4.  17. 

quando  piti  satisfate  al  debito  della  sua  natura  :  né  mai  ai  debito 

delia  .  .  .  non  si  può  satìsfart  cosi    ..........  Civ. 87. 106,  >o8. 

satollare,     del  quale  sì  satoiUranHO  migliaia .     .  C.  ù  13.  83. 

Saturno,     lo  settimo  e  quello  dov*  i  Saturno .  C.  ài.  4.  8. 

cieli  rcpugitanti .  .  .  siccome  .  .  .  quello  di  Saturno C  a.  14.  tgft. 

in  mruo  della  freddura  di  Saturno  e C.  ii.  14.  aot. 

il  Cielo  di  Saturno  ha  due  proprìctadi C  il.  14.  004. 

e  Saturjto  starebbe  quattordici  anni  e  mezzo  . .  .  celalo    .     .     .    .  C.  iì.  15.  I4a. 

savere,     che  è  più  bello  in  donna,  che  jotvnr? C.ii.11.  53. 

quanto  atfvrrr  .  . .  non  sì  pare  per  questo  lume  non  avere  1    .     .     .  Ciì.11.  74. 

la  quale  . .  .  ò  Donna  .  .  .  mirabile  di  savere C.  ii.  i6k  ma. 

Cf.  sapere. 

saviamente,    quando .  .  .  esso  sai'ia$ti€Mte  ricorse  a  Dio C  ìv.  s^.  1^4. 

savio.     Questa  è  una  donna  gentile,  bella,  giovane  e  savia K  iV.  39^  & 

perchè  li  5du  dicono C  i.  6.  34. 

che  '1  savio  uomo  ...  fa  mansuescere C.  il.  l.  aft. 

questo  nascondimento  fosse  trovato  per  li  savi     .......  C  tL  1,  33. 

come  degli  altri  savi  scrittori C  ÌL  ^  61. 

secondochè  li  savi  d'  Egitto  hanno  veduto C  ii.  15.  15. 

all'  opera  di  quello  savio  guerriero  che  combatte  * >  C.  iiL  io.  66. 

siccome  furono  quelli  sette  Ss^t' antichissimi .C.  iìL  ix.  361 

secondo  la  .  .  .  sentenza  delli  savi  di  lui  ragionanti  .     .     .     .     .     .  C  ìv,  t.  a, 

questo  .  .  .  6ne  ...  fu  per  li  savi  cercato C  iv.  6.  76^ 

però  dice  il  Servio C  i».  13.  loflL 

ciascuno  savio  s'  accorda C  ìv,  34.  1  a. 

Convicnsi  adunque  essere  Ftuétnle^  cioè  Savio C  ìv.  07.  43. 

*  impossibile  è  essere  savio  chi  non  t  buuno*    ........  C.  ìv.  97.  48^ 

però  non  é  da  dire  savio  uomo  chi . ,  .  procede    .......  C  Ìv.  07.  4^ 

che  come  nullo  direbbe  savio  quelli  che  .  .  .  co^  non  è  da  dire 

Acmb  quelli  che C  ìv.  «7.  51,54. 

Cf  saggio, 

saztamento.     Promettono  ...  dì  torre  ...  e  apportar  sa»iamenlo  .     .  C.  ìv.  la.  41. 

in  loco  di  sasianunto  .  .  .  danno .     .  C.  ìv.  ta.  46^ 

saziare.     Perocché  in  nullo  tempo  ...  si  sosia  la  sete C  iv.  is.  66k. 


587  ^^^^  SCHIATTA 

■azlare.     Che  .  .  .  Metterei  nano  e  taaitremi  allora Catu.  xìi.  é5. 

Puichè  saziar  non  posso  gli  occhi  miei  Di HalL  ìx.  1. 

afauidegglAre.     E  questa,  sòamUggiata  di  tua  corte . . .  non  cura    .    .  C*tt$M.  %u  71. 

«bigottire.     Ciascuna  par  dolente  e  Mgollitm Ct$u.  xx.  9. 

Se  r  alma  sbigottita  non  conforta K.  ^V.  15.  37  (Som.  viii.  io  . 

scacciare.     Gli  guai  dce^ll  «worM/l*  toriDcnlosi K,  W,  14.  93  {Son.  WL  14). 

Sk  m'  ha  in  tutto  Amor  da  si  Mcaeàaio Son.  xlL  io. 

■""■'«^      Discinta  e  snsZaa.  e  sol  di  si  par  donna Cai»,  ilx.  a6. 

«campare.     Per  potere  Mmmfmr  da  cotal  donna SmA  i.  aa. 

eh'  ,  .  .  stamfii  noi  doli   eternai  rttìnc      .,••■••■../'./*.  037. 

scampo.     Ad  iscamfio  di  lui  mai  Care  impresa Ca$tM,  avi.  1 1. 

•cedA.     Ne'  parlamenti  lor  tengono  MctJr Obh*.  xix.  50 

•OeUerata     E  di  tenUxionl  saUrratn  Di  spirti 5,  /'.  xxxvii.  93. 

aoemare.     lima,  Che  sordamente  la  mia  viu  tenni Cans.  xiì.  03, 

■cetno.     Credendo  far  .  .  .  Esaer  le  guerre  .  .  .  acttn*     ......  Son.  xxxvì.  8. 

acenttere.     Né  voxlion  che  ...  di  vii  padre  tctuéa  Nazìon      .     .     .     .  C  iv.  Gims.  iii.  6a. 

Sui  traditori  sanéi  Nel  tuo  gindìcio Ctn**.  xviii.  ix 

donna  Delle  sue  cose,  eh*  ella  aanja^  o  colti   ...  ....  Sr«/.  ìv.  30. 

Prrò  che  ...  Il  Signor  no&tro  ...  dal  ciel  Jorio  è  fra S.  /*.  ci.  76. 

achenuia.     Chi»  tanto  dà  .  .  .  Questa  schtra^a  micidiale  e  latra  .     .     .  CanM.  xii.  5S. 

acbermo.     Fatto  ha  d*  orgoglio  al  petto  schermo  tale Cim#.  xi.  73. 

actierzare.    Anzi  farei  com'  ono  quando  schtrmm Cans.  xii.  71. 

achiantare.     Ch'  io  temo  forte  non  lo  cor  si  scAùatui     .    .     .     V,  N.  37.  «3  ^5om.  xx.  8). 
achiatta,     quelli  Che  tan  gentile  per  wMiatta  altrui C  iv.  CaM«.  iìL  30. 

Dicendo:  Per  ùcMa/ta  Ìo  son  con  lei C. tv.Cm*. iii.  113. 

«uJo.     Questi  cotalì .  .  .  tosto  sono  i«ji' C  i.  4.  37. 

afaandeggiare.     Chi  dirà  di  Camillo,  thémdtggìmio . . .  F C  iv.  $.  134. 

abigottimento.     d'  una  vista  di  terribile  ibigoihmemio K  AT.  36.  6. 

■bifOttlre.     per  che  io,  quasi  sbigottito  dcUa  bella  difesa y.  ff,i.^ 

Egli  mi  parca  sbigofiiìo    .,..,,,,.,•,.,,  K  iV.  9.  16, 

■cacdare.     che  ...  si  dica  che  Ui  non  mi  Mcattimsti  ...•,..  C.  iv.  aft.  150. 

I'  uomo  \-ile  ...  è  degno  d*  esaere  da  tutti  scamlaAi C.  Ìv.  99,  60. 

Scaia.     Alboino  della  Sa»Ì0  sarebbe  più  nobile  che  GutdQ  .     •     .     .     .  C  ìv.  16.  79. 

Bcaplgliato.     apparvero  a  me  certi  visi  di  donne  *tw^^g(^mtf    .     •     .     .  K  TV.  aj.  «6. 

veder  mi  parca  donne  andare  satptfiluUt  piaogcndo K  JV.  03.  34. 

acelta.     Iddìo  .  .  .  appo  cui  non  i  scttH  dì  persone C  iv.  ao.  39. 

■cemarc     secondo  ^c  *1  di  e  la  notte  cresce  e  «erma C  ili.  6.  zio. 

•eoondochè  cresce  e  $f*nm  ti  di  e  la  notte C  Ui.  6.  «7. 

■OOUlere.     che  U  .  .  .  vita  non  fosse  altro,  che  .  .  .  uno  »aiUei*.    .     .  C  iv.  93.  85. 

la  niistni  natura  .  .  .  allo  acmiim  raffrena C  iv.  94.  49. 

Bcemere.     malagevole  fu  molto  a  A<vrH«r  quello     .     . C  jv.  6.  81. 

accaa.     unto  dee  avere  di  mtw  :  e  quella  saliu  e  quella  aetm  ft  .    .    .  C.  Ìv.  84.  39»  33 

BCberroo.     dì  fare  di  questa  .  .  .  donna  tckfnmo  della  veritadc      .     .     .  K  AT.  5.  03. 

che  questa  donna  era  sditr^mo  di  tanto  amore K  A^  6.  a. 

acberaevolc.     Poaciacbè  tu  pervieni  a  cosi  seAemevoU  viaCa  .     .     .     .  K.  M  1^  6^ 

■Cbemire.     giudicare  qual  di  costoro  fuase  da  atArfvmVr  piti  .     .     .  C.  1.  la.  éw 

allo  impcradore,  che  ndca  e  «rArrMM  la  laideua C.  Ut.  4.  75. 

Gli  schernitori  Dio  gli  frAmwacv C  iv,  95.  17. 

achemitOTB.    Gli  ttJurmlon  Dio  gU  schernisce C  iv.  as.  17. 

arhlamiiwre.     cioè  senza  MkiamatÈnn  come  gallina  ......  C  iiL  8.  109. 

arhlatta,     che  ...  da  alcuno  suo  maggiore  di  arAia/49  è  aohiUtato  .    «  C  iv.  7.  88. 

/o  3omo  éi  evtait  tekMtia     ..*...•*. C.ìv.  ao.  aa. 

Petcb'  io  sono  di  culaie  «tAm/m C  iv.  90.  4C1, 

chi  il  divino  seme  non  cade  io  tteàiatlm  .....  6.  iv.  ao,  49. 


SCHIATTA  ^^^^  ^^^^^^P  5® 

•Chiavo.     Perocché  io  sono  de'  tuoi  servi  e  5€kiam S.  P.  cado.  6i. 

•Clliera.     Di  donne  io  vidi  uju  gentile  sdutta Som.  xxix.  I. 

•ChlOBtrBre.     Acciò  dal  rio  nemico  ognim  sì  scJnostri P,  f,  999. 

scienza.     O  d'  abito  che  dì  5o'«wj«  tiene Cmma.  xix.  6> 

schiatta,     se  ...  le  progenie,  ovvero  schiatU,  non  hanno  .  .  .  nulla 

progenie,  ovvero  seMiatiOf  diccre  si  potrebbe  nobile     .     .     .     .  C  iv.  09^.  31,  3^ 

per  colai  modo  si  può  dicere  nobile  una  scJitatta  .     .     .     .     .     .     .  C.  rv.  99.  iia 

schiudere,     dissi .  .  .  per  isckiudtrt  ogni  falsa  opinione  da  me      ...  C.  iti.  3.  97. 

Cf.  escludere, 

sdampiare.     perché  la  stima  oltre  la  verità  si  adampia C.  L  ^.  47. 

perché  ...  la  Maestà  .  .  .  fuori  di  quelli  termini  non  si  idan>f>ia  C  tv.  9.  15. 

se  ncll'  acquisto  ...  il  desiderio  si  sciampia C.  iv.  xa.  139. 

acibile,     dalla  parte  dello  scibile  desiderato C  ir.  13.  Sol 

SCienttfico.     é  una  virtù  che  sì  chiama  teùnt^a C  ììi.  ft.  IS6. 

adenPL     Per  Orazio  parla  V  uomo  alU  sua  somaa  medesima       .     .     .  V.  N.  95.  AB. 

acciocché  la  sdenaa  é  1'  ultima  perfezione C.  ì.  1.  8« 

lui  rimuovono  dall'  abito  di  scùnaa C.  i.  1.  15. 

inducerc  gli  uomini  a  samoa C  i.  9l  %i. 

inlrodudtore  di  me  nella  via  di  snrnja .     .     .  C  i.  13.  3flL 

vita  dì  scùnsa  e  d*  arte ,     .  C.  ti.  i.  32. 

il  dimostrare  sia  ediiìcaxiune  dì  scÙHMa C.  ii.  1.  99. 

trovai  .  .  .  vocaboli  d'  autori  e  di  scintai .     .  C.  ìL  13.  96. 

la  filosofia,  che  eradunna  di  .  .  .  queste  $cmim     .     .    .     «^  .    .     .  C.  ii-  13.  39. 

[>ico  che  per  nWò  intendo  la  Scknsa  e  per  é*fi  le  Soimjc,  per  Irt 

simtltiudim  che  ì  Cieli  hanno  colle  Sdfna< C  lì.  I4.  6^  ?,  t. 

cìabcuna  scitnza  si  muove  intomo  al  suo  suggetto C.  ii.  14.  17. 

nulla  5rvNaa  dimostra  lo  proprio  suggetto C  ii.  14.  19. 

cosi  ciascuna  scùnaa  Illumina  le  intelligibili C.  ìì.  14-  94. 

Cosi  della  induzione  ...  le  scunaé  sono  cagione  .......  C.  ìi.   14.  39. 

Per  queste  ...  si  può  la  Scienza  Culo  chiamare C  ÌL  I4.  45. 

una  comparazione  ...  a  quello  delle  Minitf C.  ii.  14.  51. 

Allì  .  .  .  rispondono  le  sette  Saenst  del  Trìvio  e C  ii.  i4'  56- 

AlP  ottava  spera  .  .  .  risponde  la  Scienaa  naturale  ...  e  la  prima 

ScitNaa C  ii.  14.  60.  61. 

alla  notta  spera  rìq>onde  U  Snfnaa  morali C  ìi.  14.  63. 

al  cielo  quieto  risponde  la  Sacttaa  divina C  ii.  14.  64. 

la  Dialettica  è  minore  .  .  .  che  nuli'  altra  srùnaa C  ii.  14.  xoi^ 

va  più  velata,  che  nuli' altra -sorKJo Cii.  14.10? 

la  RcttoricB  é  soavissima  dì  tutte  F  altre  sctcnae C  iL  X4.  117. 

de)  suo  lume  tutte  le  scirnae  s'  allaminano CI  il.  14.  Z99. 

nella  Sdinaa  naturale  è  suggetto  il  corpo  mobile C  ii.  14*  133- 

della  naturile  Scitnaa^  la  sua  considerazione  .  .  .  é C  ii.  14.  137- 

la  quale  in  essa  scùnaa  massimamente  è  bella C.  ii.  I4>  i8s- 

queste  cose  sono  nella  scùnaa  della  Geometrìa C  ìL  14.  905. 

sono  più  che  d*  alcuna  delle  sopraddette  scùnae C  ii.  I4.  337. 

perocché  ...  la  Scienaa  é  alu  di  nobìltade C  ii.  14.  34t. 

similitudine  coti' una  aomsa  e  coir  altra C  ìi.  15.  94* 

significa  queste  due  scùnat C  ii  15.  96. 

la  morale  Filosofia  . .  .  ordina  noi  all'  altre  ackuMt C  ii.  15.  137. 

la  giustìzia  legale  ordina  le  acùnat C.  ii  S5.  199^ 

r  altre  srhrMj#sarebbono  celate  alcun  tempo C  ìi.  15.  159. 

lo  Cielo  entpino  .  .  .  simiglia  la  divitta  Sdmsa C  ii.  15.  c66. 

la  sua  dottrina^  che  6  qucsu  Scienza C  ii  15.  174. 

Tutte  icùtia*  chiama  irgìm C.  ìi.  15.  179. 


m 


5^9  ^^^^^^  SCOPRIRE 

•CtoOOO.     Crìdundo  io  sempre,  come  Enn  gU  snwrAi 5.  P.  x»i,  18. 

•do^licre.     Chi . . .  id  ogni  piacer  ai  lega  e  sciogiù,  Mostra  ....  San.  xxxiv.  10. 

Com'  uomo  quasi  di  ipcranza  sciol/o .  Som.  xWi'tu  8. 

tuiti  quei  .  .  .  Rallumi  e  sao/ga  per  sua  cortesia P.  f,  939. 

■doperHre.     Non  hai  che  U  bisogni  seiopemrt  . Son.  liii.  (3, 

■colorire.     Ed  uom  m*  apparve  »€oloriio  e  Boco      ....       V.  S.  t^  iZ\  \C«n».  ii.  54V 

K  moslra  poi  la  faccia  «o/on'Ai  Qual  fa OtHs.  xi   56. 

■colto,  p.f>.     Y  amiciiia  Della  tua  maestà,  che  già  m'  ha  aroHo      .     .     .  S.  P.\,  45. 

■oonfcrtare.    E  qual  dicea  :  Perché  s)  ti  tcoH/ott*}  ...      K.  /V,  03.  139  ^Canj.  ii.  is), 

■OOQginrare.     Io  vi  aamgiMro  che  non  lo  Ascoltiate    . Som.  xI.  5. 

■consolato     Innamorata  se  ne  va  ...  La  komauAiM      ......  Oing.  xtii.  31. 

Salutò  te  germane  Komtolat* CaHa.  juu  58. 

Li  quali  aro«tjD/a/i' [vanno  via]  .     ........  K./V.  33.  a5|  aS  ;ifoN.  xvii.  3), 

Apri  .  .  .  Alla  dolente  voce  samsolata S.  P.  cxnix.  5. 

■coprire,     non  traluca  ...  di  fuor  al  che  si  Mj^m     ....•••  Cans,  xìu  30. 

E  mai  non  si  tcofinM  alcuna  pietra  O  da S**i*  ìl  19. 

■ricnga.     la  comparazione  de'  CieU  alle  St^msg C  ii.  15.  185. 

in  ciascuna  jcirtM  U  scrittura  è  stella  .  .  .  U  quale  quella  soima* 

dimostra C  ii.  t6i,  10,  11. 

erano  chiamati  i  seguìtatorì  di  StÙMta  .  ,  .  ^afitftth C  ÌÌL  11.  34. 

multi  che  ...  1'  altre  KÙnag  fuggono  e  abbandonano      .     .     .     •     •  C  ìia.  11.  100. 

I«  Sonur . . .  tono  chiamate  per  Io  suo  nome,  siccome  la  Sam»m 

naturale C  ìii.  11.  i^a,  175. 

come  ...  le  Scùnst  sono  Filosofia  appellate     .  .  .     .     .     .  C.  iii.  11.  180. 

il  suo  . . .  nome  ...  è  comunicato  alle  Sitfnwr C  iii.  si.  185. 

il  quale  mena  V  uomo  ali*  abito  .  .  .  della  tatuta C  ìii.  la.  16. 

r  umano  desiderio  è  misurato  ...  a  quella  trtmaa  che   .....  C.  ìii.  15.  94. 

che  per  questa  ragione  sia  .     .e  vile  la  annis* C  iv.  la.  118. 

non  é  vero  che  la  sneMsm  sia  vile C.  iv.  is.  tsa. 

non  è  cagione  di  viltà  alla  jn/Mjw C.  iv,  la.  laj. 

dice  :  *  la  «riinua  essere  perfetta  ragione  di  .  .  .* C  iv.  la,  ta^, 

se  neir  acquisto  della  scirftta  ...  si  sciampia C  ìv.  la.  131. 

non  solamente  nell'  acquisto  della  sfifMsa C  rv,  la.  134. 

fy*»flsrv  ti  desiderio  della  m-wn4«  dire  non  ai  puA  f^-  iv.  13,  3, 

U  deaidcrio  della  nìrnaa  noa  é  sempre  uno C.  tv.  13.  6. 

cosi  appare,  che  dal  desiderio  della  arsmad  la  anioutf  non  é  da  dire 

imperfetta Civ.  13.45(6»). 

Che  nel  desiderare  della  nfi^nsa  .  ,  .  finiscono.     ..•,..•  C  fv.  13.  48. 

si  compiano  neir  acquisto  delta  anmaa C  ìv.  13.  56. 

q«ello  della  scùnsm  t  naturale C  ìv.  13.  64. 

il  desiderare  della  Btifusm C.  iv.  13.  84. 

però  la  soma*  perfetta  ha  nobile  perfezione C  iv.  13.  86. 

Li  quali ...  acme  sette,  cioè  ...  5nìrMa« C.  ìv.  ai.  tu. 

■cimia.     siccome  pare  della  samum C  iiL  7.  10^ 

■ciogUere.     siccome  uno  acioi/o  cavallo  . .  .  non  aJ  conduce     .     .     ■     .  C  tv.  «6.  43. 

Scipione,     nella  morte  di  Saf>iomf C  li.  13.  et. 

quello  benedetto  Sd^n*  giovane  non  avesse  Imprcaa C  tv.  5.  170. 

■oonda     certi  costumi  ...  che  sono  moimi  e  biaaittcv^.li C  i.  1.  imì. 

■nenlato  d*  alcuno  aroMob  membro C  t  4.  7r. 

perchè  ciascuna  . .  .  era  suta  a  romite  mie  tevm/iftr     ,     .     .  K  /V,  18L  7. 

Noa  dormir  più,  e  non  ti  aipm/e^mn K  A.  a3.  99. 

■COoaoUtOb     al  nodo  che  ahruno  MtutuoUto  avea  tenuto C.  ti.  13.  13. 

■ooovenevolc.     la  qual  cosa  6  al  postutto  attmwmi-^U  e K  f<f,  9^  a^ 

■coprire,     dividenbbe  questa  terra  Hoffrla  dal  mare  Oceano  .     .     .    .  C  iii.  5117. 


SCOPRIRE 


^ 


•coprire.     Se  la  tua  strada  non  mi  vien  scoperta S.  P.  crlii.  45. 

acorgere.     E  quando  )*  ebbi  storta K.  A'  33  194    Cmm*.  fi.  67V 

Cui  è  scórto  il  cammino  e  poscia  1*  erra C.  iv.  Cbicjl  iti.  y^ 

a  tanto  sono  scorto  Dagli  occhi,  che •    .    ,     .  Cbm*.  xi.  44- 

Awcgna  non  la  storce  Se  non  chi  lei  onora     ........  B^.  ìx.  13, 

Ella  ha  nel  viso  la  pìetii  sì  storta K.  ^.  oa.  100  \S<m.  xiiL  ta\ 

9Como.     Perche  i  miei  lumbi  son  pieni  di  sconto S.  P.  xxxriL  sl 

scorza.     Rodermi  co^  il  core  scorsa  a  scoria Cms.  xn.  «s  {èùy. 

acoetare.     Servo  ...  Si  fa,  chi  da  cotal  aignor  sì  scosim CàmM,  z.  44. 

scrivere,     hanno  .  .  .  Quel  dolce  nome  di  Madonna  scritto      V.  N.  40^  63  (Som.  xxitì.  13% 

A  lor  non  lo  sctìd  io,  ma  a  chi  lo  apprezza .     .  S.  P.  cL  ja. 

lo  scrissi  g;ià  d"  amor  più  volte  rime P.  F.  t. 

ornai  la  nuno  A  scrivtr  piti  dì  lui  io  vo*  rìtrare P.  /*.  8l 

•cernire,     conciossiacosaché  .  .  .  M  delo  a  ...  a  lon  si  scopra      .    .     .     C  iv,  «3.  ^ 
Cf.  scovrire 

scoi^ere.     il  cammino  .  . .  questo  scórto  erra     ...  C.  hr.  7.  75. 

scorta,     il  cammino,  che  altri  senza  scorta  ha  saputo  tenere     .     .     .     .  C.  ìv.  7. 74. 

colui  che,  non  avendo  alcuna  scoria^  non  fosse C  ir,  7   83. 

scovrire,     per  tema  eh*  io  avea  di  non  iscovnrt  lo  mio  segreto     .     .     .  K.  «V.  9  6& 

C/.  scoprire. 

scrìtto,  N.     il  mio  scritto,  che  . . .  ConutUo  dire  si  può,  é  ordioato    .     .  C.  ì.  3.  ^ 

scrittore,     si  de*  filosofi  come  degli  altri  savi  scrittoti C  ìL  ^  6t. 

quanto  .  .  .  grida  .  .  .  quanto  ogni  scrittori C  ìv.  ta.  8> 

scrittura,     lo,  che  nella  presente  serittHra  tengo  luogo C  i.  a.  5. 

a  così  intendere  le  altrui  scrifturr Ci.  3.  1301. 

vedcmo  nelle  saitturr  antiche C  i.  5.  50. 

chi  cerca  bene  le  scritture  latinamente  scritte C  1.  7.  49. 

come  r  altre  scritture  che  avcmo  da  loro ..........  C  i.  7.  97. 

per  Cemento  e  per  chiose  a  molte  scritturr C  ì,  9.  71. 

che  le  scritturr  si  possono  intendere  .  .  .  per  quattro  sensi      .     .     .  C  ÌL  1.  17. 

che  li  lettori  dcono  .  .  .  andare  appostando  per  le  scritturr      .     .     .  C  ii.  i.  44. 

quando  spiritualmente  si  spone  una  5m'//Mm C.  li.  t.  54. 

nelle  scritturr  [la  .  .  .]  sìa  sempre  il  di  fuori C  iL  x.  75. 

se  noi  rivolgiamo  tutte  le  scritture CiL9.6a 

secondo  le  jEm'/ftinr  degli  astrologi CiLt4.  saflL 

della  stella  loro,  la  qual  è  la  scrittura  di  quella C  ii-  16.  9. 

onde  in  ciascuna  scienza  la  scrittura  è  stella C  iu  16.  io. 

secondo  le  testimonianze  delle  scritture C  iti.  3.  6& 

molti ...  si  dilungano  le  scritture  dagli  occhi C.  ìtL  9.  14^ 

«ccome  testimoniano  le  scritture C  hr.  5.  50. 

trovare  . .  .  per  le  scritture  delle  Romane  storie C  iv.  5.  93. 

quanto  la  verace  Scrittura  divina  chiama C.  ir.  la.  86> 

li  loro  coroinciamenti,  dico  della  loro  scrittura C  ìv.  13.  105. 

nccome  le  Divine  Scritture  manifestano C^  ir.  aow  30^ 

questo  Arco  ...  sì  distingue  dalle  5cn'//Mn' dir.  83.  tta. 

scrivere.     Sotto  la  quale  rubrica  io  tro\-o  scritte  le  parole K.  iV.  i.  5 

le  quali  sono  scritte  , . ,  sotto  maggiori  paragrafi K.  jV.  a.  661 

strissi  loro  dò  eh'  io  avea  nel  mio  sonno  veduto ^^  ^.  3.  74. 

le  quali  non  è  mio  intendimento  di  scrivere  qui K  iV.  5.  30^ 

salvo  che  alcuna  cosa  ne  scriverò K,  ^.  5.  34. 

la  quale  io  non  iscriverò K  AT.  6.  la^ 

in  un  sonetto,  il  quale  io  scriverò K,  AT.  7.  t^ 

conciossiacosaché  .  .  .  siccome  è  scritto  ..........  K  A^  13.  so. 

mi  giunse  volontà  di  scriverue  parole  rimate '*.  jV  13.  34. 


59t  ^mt^^g^m^^        5CUDAIO 

•crìvere.     questi  peccati .  .  .  Che  aono  ten'th  in  .  . .  inchiostro     .     .     .  P.  F.  ao6. 

anzi  che  fine  Facciamo  a  quello  eh*  è  di  sopra  soiito P,  F,  031, 

scrivere.     ricordi>i  . .  .  che  di  sopra  è  scnfto  che K,  yV.  19,  137. 

proposi  di  scn'twrw  per  rima  al  primo  mio  amico f^.  /V.  94.  44. 

end'  io  .  .  .  strtssi  a*  princìpi  . .  .  alquanto  della K  )V.  31.  5. 

di  cìò|  che  non  scrivo  qui  le  parole  che K  AT.  31.  14. 

lo  intendimento  mio  non  fu  ,  ,  ,  di  $envtrt  altro  che K  N.  31,  17. 

sarebbe  fuori  del  mio  intendimento  se  lo  le  scrrwssi K  /^.  31.  ai. 

umile  intenzione  »o  che  ebbe  questo  .  .  .  amico,  a  cui  ciò  srfnv, 

cìo«  eh*  io  gli  jmi«5n  .  .  .  in  Tatare K  W,  3r.  «3  (4w), 

la  dividerò  prima  eh*  io  la  Bcrtpa K  AT.  33.  13. 

mi  venne  un  pensiero  di  dire  ...  e  jctiWm  a  castoro K /V.  35.  id. 

le  acritlure  latinamente  »cri/t* C  i.  7.  49. 

quando  .  .  .  donasse  .  .  .  acniM' (li  Aforismi  d'  Ippocrate    .     .     .     .  C  L  8.  30, 

Però  è  Sfritto  che C  1.  il.  31. 

siccome  veder  si  può  che  scnvtf  Tullio C  i.  la.  19. 

udendo  .  .  .  che  Tullio  scritto  avea  un  altro  libro C  ii.  13,  17. 

e  Indarno  «arcbbono  tcrirt*  e  per  antico  trovate C  ii.  15.  163. 

siccome  nel  libro  di  Cagioni  è  scritto C  iiì.  9.  97. 

onde  nel  medesimo  libro  si  scrive C  iìL  a.  31. 

VDRO  queste  parule  .  .  .  scritte  .  .  .  come  nella  rispetta  del  prete     .  C.  iti.  4.  79. 

Platone  .  .  .  scrisse  in  un  suo  libro C.  ili.  5.  45. 

E  voi,  a  cui  utilità  e  diletto  io  scritnt C.  iii.  5.  ao6. 

secondoch'  è  scritto  nel  libro  deUt  Cttgtomi C  iii.  6.  40. 

siccome  è  5CTÌf/o  nel  libro  allegato  ^/// Ca^Hmi Citi.  6.  114. 

Onde  è  scritto  nel  libro  dette  Cagioni C  iU.  7.  K7. 

quello  che  scritto  i  fine  di  tutti  gli  altri 4     .  C.  iii.  8.  38. 

sccondochè  scrive  Paolo  Orosio .     .     .     •     .  C.  iij.  II.  fló. 

Ond*  *  scritto  di  lei C  iii.  14.  58. 

però  è  scritto  in  Isaia C  Ir.  5.  49. 

non  dico  fofmntade,  ma  scritmìa  per  /k .  C  ìv.  6.  (05. 

però  st  «cmv  in  quello  di  Saftiensm     .........  C  iv.  6.  163. 

trovata  fa  la  Ragione  tcnita C  iv.  9.  61. 

la  Ragione  scritta  non  sarebbe  mestieri C.  iv.  9.  85. 

però  é  scritto  nel  principio  del  vecchio  Digesto C  iv.  9.  86. 

La  Ragione  scritta  è  arte  di  bene  e  d*  cijuita C  Ìv.  9.  87. 

A  qiKSta  scnvetr  .  .  .  ^  questo  Ufficiale  posto  ........  C  iv.  9.  69. 

Seneca,  oiassimamente  a  Lucilio  scrivendo  .........  C  iv.  1  a.  63. 

perocché  .  .  .  siccom'  t  scritto C  iv.  la.  143. 

Onde  è  tai/to  nel  libro  di  Smfiensa C  iv.  16.  7. 

aecoodoch^  dinanzi  è  uritio  a  queste  parole C.  Iv.  17.  toa. 

aiccom*  «  tcritto  in  Ragione C  iv.  (9.  «3. 

però  è  scritto  nel  libro  deOe  Cmgtoni C.  iv.  ai.  89. 

aecondocbè  nel  quarto  . .  .  scrive  Alberto C  iv.  93.  195. 

•econdochè  Mniw  Ovidio  ...  intomo  alle  parti C.  iv.  93   13S. 

ciò  cbe  ne  •crivomo  ì  filosofi  e  li  medìd ,  C  tv.  94.  35. 

9opr«  la  quale  al  presente  si  am'rr C.  W.  94.  8a. 

E  però  scriìfe  Salomone  nelli  Provfrhi C  iv.  94,  160. 

come  nel  quarto  dell'  Eneida  è  teritto     ...  ....  C.  ir.  a6.  t^x 

aiccome  nel  teno  libro  deiU  Regi  è  scritto  .  .     .    ,     ,  C  ìv.  97.  63. 

qual  voha  aerivo  cosa  che  . .  .  abbia C  Iv.  97.  98. 

in  quella  bvola  ove  amtw  come •  Civ.  97.  i.sS. 

Oiacrìtto. 

Onde  al  cavaliere  dee  credere  ...  lo  wmrfaio C  iv.  6.  Ai. 


SCUDISCIO 


r 


BCodtedOw     le  .  .  .  treccie  .  .  .  Che  fatte  son  per  me  améisno  e  Hma    .  Cnu.  xn.  67. 

■cado.     Non  irovo  srudo  eh*  ella  non  mi  spezzi Cbmil  jùì.  14. 

■cnaa.     Sicché  la  scusa  mia,  la  qual  tu  caniif  Ragioni    .     .     .     K  M  ia.  fts  {BaJL  L  3'. 

Scd  egli  ha  Sfusa K  JV.  ta.  99  «.AafiL  L  aoV 

scusare.     Così  ti  scusa,  se  ti  fa  mestiero .....      C.  iiL  Cma.  iì.  87  ;  9.  30  ;  la  4^ 

Ma  chi  mi  satserà^  s'  io  non  so  dire  ...1 Comj;  si,  6L 

•dunoso,     Canzon  mia  ...  Tu  non  sarai  S4/egna$a  Tanto  .....  Camt.  zrv.  Ba. 

Deh  I  gentil  Donne,  non  siate  a^i^Moae Swk.  ali.  5. 

■cado,     quando  un  cavaliere  donasse  a  un  medico  uno  scudo  .     .     .     .  C  1.  &.  31, 

scuola,     si  dimostrava  .  .  .  cioè  nelle  scuote  de^  nelìgìosì C  ìi.  13,  47. 

scure,     dice  che  Enea  .  .  .  prese  la  scurt  ad  aiutare C.  ir.  a6L  1 15. 

scurità,,     le  quali  .  .  .  aveano  d'  alcuna  scurità  ombra C*  ì.  x.  106^ 

Cf.  oscurità. 

•curo,     per  lunga  riposanza  in  luoghi  scwn  e  freddi C  ili.  9.  154. 

che  .  .  .  tutti  gli  altri  amorì  si  tanno  scuri .  C.  in.  14.  67. 

ovvero  sia  chiara  e  paia  scura C.  iv.  s.  37. 

Cf.  oscura 

scusa      la  cagione  della  mìa  scusa C^L3.I7. 

do^  della  sopra  notata  scusa C.i.4.8. 

questa  scusa  basti ..Ct.4.  104. 

Grande  vuole  essere  la  scusa C  Ì.  lot  i. 

lunga  t  la  digressione  della  mia  scusa C  ì.  io.  ai. 

r  ordine  della  intera  scusa  vuole C.  LiolaL 

La.  seconda  setta  ...  si  fa  per  una  utaUmata  acuaa C.  i.  ii.  ts. 

a  scusa  di  s^,  dico  che  si  volge  ...  lo  mio  pensiero Cii.ro.  25. 

che  prima  sì  propone  a  che  la  scusa  fa  mestiere  ;  poi  si  procede 

colla  scusa C  ni.  9.  05.  a6^ 

Proposta  questa  accusa,  procedo  alla  smsa C.  iii.  9.  45. 

il  tempo  da  dare  4  .  .  .  senza  5rK5a .  C.  iv.  97.  180. 

smsarc     scusandomi  ti  lei  di  cotal  riprensione,  ponessi K  AT.  15.  «4. 

se  alcuno  volesse  .  .  .  scusomcnc^  perocché K.  A'.  31.  15, 

non  sono  da  vituperare,  ma  da  £o«janr C  ù  t.  42. 

acciocché  .  .  .  scusasse  U  perpetuale  infamia C.  ì.  a.  9S. 

se  r  una  e  V  altra  di  queste  ragioni  mi  scusa C.  i.  a.  iia. 

rimane  a  scnsan  lui  dì  una  sustanzialc C  L  5,  aL 

da  ciò  ...  Io  scusano  tre  cagioni C.  i.  5.  & 

per  iscusarsi  del  non  dire  .  .  .  accusano C  i.  1 1.  84* 

biasimando  luì,  si  credono  scusar* «..CL  11.  93. 

ad  lifsuaT  sé  deir  infamia  dì  quelli C  i.  la.  Bit. 

per  Mrwsarr  me  della  novità •  C.  iì.  a.  41. 

Veramente  egli  di  ciò  si  sTMja  nel  duodecimo C.  ii.  3.  31. 

Ultimamente  mi  scuso  da  insufficienza C  tii.  a.  iol 

tu  scusi  te  instemementc  ed  accusi C  iu. 

rispondere  che  non  m'  accuso,  ma  scuso  veramente C  ìiL  4.  sa. 

È  però  manifesto  me  veramente  scusaft,  quando  dico C  iii.  4.  1 1&, 

sotto  colore  d'  insegnare  a  lei  come  sé  scusare  le  conviene,  acuao 

quelU C  iiu  9.  itì^  17. 

impongo  alla  Canzone  come ...  sé  iscu^ C.  iii.  lOk  44. 

Poi .  .  .  ^uso  me,  dicendo  che  poco  parlare  posso C.  iiL  15.  57. 

però  nullo  è  che  possa  essere  scusato Cvt,  aa^  uft. 

£  non  ai  puote  alcuno  scusar*  per  legame  di C.  iv.  sB.  ti6, 

C/.  escusare. 

SCUSatore.     poiché  altro  scusatort  non  sì  levava C.  i.  a.  14 

scusazione.     la  seconda,  maiiaala  scusaaiome  .     .     .     .     .     .     .     .     .  C  ì.  11. 7. 


593  W^^^^m  SECONDO 

sdonneare.    Avanti  che  «lomwi r.  ^.  t*.  115  (0a//.  i.  36). 

•ebbene.     mMtn  U  difendo  Nel  dir .  Gan*.  xix.  17. 

•ecco,     i  colli,  Che  »on  ...  di  piit  Brera  pietra Stsf.  iii.  18. 

Ch^  tempo  . .  .  steco  e  verde  Hi  tien  giulivo S^st.  iti.  95. 

Dtccodo  :  Lassa,  che  per  fichi  stccAi  Messa  1*  arre* San.  til.  13. 

E  gli  occhi  mici  non  MrrAi  e  picn  di  danni 5.  P.  et.  9. 

Ed  è  già  Mvro  tutto  lo  mìo  core 5.  P.  ci.  1 1. 

e  come  il  seeco  fieno  È  arva 5.  P.  ci.  41. 

Che  come  terra  stcea  non  fa  frutto S.  P.  cxlit  3*. 

•eco.     y,  N.  aa-  >96  {Cans,  iì.  69)  ;  Catta.  xvU.  i«  ;  V.  N.  97.  39  (Som.  xvi.  7)  ;  Som. 

xxix.  4  ;  I.  10  ;  P.  F*  346. 
aecolo.     Che  la  mia  donna  andò  nel  utot  nuovo    .     .     ,     ,     V.  N.  39.  101  (C«Jt£.  iii.  61). 

che  tu  porterai  Nel  stati  che  t*  £  già  tanto  noioso     .     .     .     K  A^.  34.  34  (Ca*(«.  iv.  8). 

Dal  andò  hai  partita  cortesia K  ^.  6.  57  {Som.  iv.  13  . 

che  se  n*  ò  giù  Al  stoìi  degno  della  sua  virlute  .    .    .    .  f^.  A^.  33.  36  {Som.  xvii.  1 1). 

Che  non  rispetti  al  ìhoÌq  futuro S<m,  xxxvii.  13. 

■econdOi  pnp.     C.  iii.  Cana.  ii.  Sa,  83  ;  iv.  Coma.  iii.  sa  ;  Cama,  a.  158  ;  xiiL  58  ;  xz.  14  ; 
Som.  XX vìi  i.  4. 

Mi     cmi  simili  fmo€lo  5t  kabtnt  arvmmftnntiaé  pcrifs K.  iV.  la.  39. 

portato  ...  dal  vento  amo C.  ì.  3.  36. 

Trasnutasi . . .  questo  meMo  ...  di  ancco  in  umido C.  iìi.  9.  lai. 

trasmuta  . . .  per  1'  umido  e  per  lo  mcm  in  colore C  iìi.  9.  107. 

non  è  da  trapassare  con  pie  sttto ,     C  ìv.  a.  4 1 . 

Giovtmiuttj  che  s'  appropria  al  caìJo  e  al  anto  .  . .  Stmrthttt,  cbe 

a*  appropria  tdJimUo  e  al  s/eeo C.  tv.  03.  lai,  193. 

Ci.  4.  7s;  ii.  t.  48;  iv.  9.  79;  13.  104;  at.  34;  »7,  146. 

la  quale  £  oggi  meritata  nel  grmnde  aaro/o K  A^.  3.  la. 

la  tua  .  ,  .  donna  è  partita  di  questo  saeoio K  AT.  03,  44. 

Poichò  ...  fu  partila  da  questo  Étcoto ^     .     .     K  AT.  31.  e. 

noi  siamo  già  nell' ultima  etade  del  «moto     .........     C.ii.  15.116. 

Dal  principio  dinanxi  dalli  snotì  creata  sono  (  e  nel  Mtoh  che  dee 

venire  non  verrò  meno C  Ui.  14.  59,  60. 

■ocondameate.     Sfcondammit,  perchè  la  virtù  dee  muovere .     .     .     .     C  i.  6.  6a. 

irmfHtf  pvr  gt/nfia  di  luì   . C  i.  10.  6a. 

imtrmi$  ai  narra  la  mia  insufflcienxa C.  Ìil.  a.  6w 

Sacoméamtinit  aarro  com'  ella  t  utile  a C  iìL  7.  155. 

meomémmttnti  V  Amore  universale C.  iii.  8.  1 17. 

come  t0€omJam«mU  le  Scienze  sono  Filosofia  appellate C  iìi.  1 1.  t8ok 

da  vedere  è,  come  uroniUmmtt  dico C  iti.  13.  5. 

si  dimostra  ragione C  Iv.  io.  30. 

r,  nel  ptricoivso  loro  atrrwtamfmto C.  iv.  1 1.  34. 

S0VcmJmm€9iÌt  è  da  vedere C  iv.  16^  99. 

eaaere  te  qualità  delle  pani  cosi  Mcomdamum^  come C.  iv.  99.  loe. 

tT"*****^*^*"*****-     cotae  .  .  .  eaaa  afamdahamttnif  ancora  venga     .     .     C  iii.  13^  ej. 
questa  Donna  è  .  .  .  Miomdmwiamtfntr  Udì*  altre  InteUìgcnie    .     .     .     C  iii.  13.  79. 

nclt'  altre  cose  che  atcomdmrmtmfntg  ama Clv,  aa.70. 

questa  bianchezza  . . .  tteomdariamtnU  resulta  in  ...  e  cosi  Maméa- 

rtamfmtt  bianca  dicer  ai  può C  Iv.  09.  106,  loft. 

■CCOnderiO.     ricevono  diversità  .  .  .  per  1«  msomtbair  cagioni  .     .     .    .     C  bi.  a.  09. 

ctoè  della  felicità  $mmArm  a  qtiesU  prima C  iii.  15.  119. 

coftvienai  questa  atmuiianìa  perfczioac  avere    ........C  hr.  ^6^  a^ 

ma  è  la  Ma  una  iM<iiiia  meomdmhm C  iv.  «9.  98. 

K  /V.  3.  93.  94  ;  7.  44.  48  :  8.  ao,  40.  43.  67f  78  ;  9.  60.  *4  ;  »».  «•* 
133.  13»  ;  13  53i  6<  i  «5-  45i  48»  5»-  *5  ;  »«•  9.  43  :  '9-  7p  94,  9*.  loi,  lott, 


seooadodiè. C  iv.  Cmam.  Uà.  B5. 

sed  ^  se,  coHj. K  AT.  xii.  99,  108  iBmit,  ì  ack  19V 

sedere.     L' immagine  di  questa  donDA.SMd>  Su  nella     ■ Cviu.  x  i>.  4^ 

Tre  donne  .  .  .  son  venute,  E  arggioMn  dì  forc;  Che  dentra  «Mr 

Amore Cmts.  xz.  ■.  3. 

quella  Donoa,  che  di  aopni  sirde  , Som.  xBv.  9. 


secondo,         nSi  n?,  'aai  "S.  »*8,  131,  133;  ao.  ao.  3«'  3^-  3?  :  ai.  38,4»;  x>.67,  Sfis 
«wm.  87,  108;  23.  ai6,  ai7.  M3.  231  ;  04.  68.  70,  76;  a?.  »9l  33.  37.  43:  *a  iB; 

32.  16,  iS,  aa,  24,  33,  35  ;  33-  «S.  ^4  ;  34.  ai  :  3>  a*.  »«.»»,  34  :  3»-  «9  ;  »- 
55.  57  ;  4a.  16,30.  39;  C  i.  3.61  ;  4.  la.  43  ;  8.  1 1  ;  1 1.  7,  71  ;  13,  17,  r8  ; 
ìi.  a.  65  ;  3.  a?.  «9'  30.  6'  :  4-  3  ;  5-  '  18  ;  6.  44.  5».  67  ;  a  4.  13  ^  10^  5X 
68  ;  14.  ai,  39,  160  ;  15.  55,  ìoò  ;  t6.  16.  98.  104  ;  iit.  1.  9.  51.  103  ;  x  6,83: 
3- 45;  5-  3.9.  I3-  54.  97:  6.  MI,  I3r  ;  7.  8,  i8t,  i8a;  8.  168,  aia;  9.  5*1 
II    ae,  38.58,  158;  13.  39i  4»;   13-  43;   M-98;  '*■-  a.  6,  7,  8,   13.   t6;  3.  6» 

10,  aó,  aB,  3»,  35,  65  ;  7.  95.  "»,  '39.  «S»;  »*>•  »«.  34;  '3-  >3i  ;  <4-  7^;  16. 
19,  a4.  a6,  31,  33;  17.  li,  34;  I9-  io,  la;  00.  58  ;  ai.  137  :  33.  13.  15,  «a^ 
lao,  136.  138;  34.  4,  aa*  116;  a6.  5  ;  a8.  99  ;  29.  86,  ia6;  30.  5,  7. 

8econdo,>irt-A  &  comJ.  V.N.^.  13  ;  14.  17;  15-49;  >6- 39  ;  '9  i»?.  »»9;  »<•  «S»?.  5**;  "• 
19,  103;  34.  ai  ;  as.  7,  15,  aa,  35  ;  30.  i,  4,  7«  '6  \bis\  i8«  ao.  96;  33.  a; 
35.  9.  sa,  33,  36  ;  39.  34  ;  40.  9  ;  4'.  «.  34  !  C  i.  4.  iB  (6cf),  06^  3».  31  ;  $. 
98;  II.  34.37;  13.35;  ii.  1.40,61  ;  a.  4;  3.  13  {6à\  49  {Ut),  SS;  4-  »•• 
31.  51.  901  6.  116;  7.  19;  8.  9;  9.  68,  71;  II.  50;  13.  75;  14.  78,  itìù^atov 
afl8  ;  15.  <  '3  ;  ui-  I-  7=  ;  3-  65.  78  :  4-  53  :  5-  «6,  43  ;  6,  io,  19.  48  ;  7.  ai*»;. 
4,  16,  ai,  183;  8.  13.  100;  IO.  7,  24.  85.  96,  87.  30;  11.  61,  141,  i4a;  ia.7; 
'3-  39  V*";»  40;  »5  a»  49.  78t  13'  ;  »v.  1.  1,  a.  ai,  93;  a.  30,  49;  3.5,7,aa; 
4- a;  5.  95;  6.  7;  8.  47,  53;  10.58;  11-48;  14-  »39  ;  «5-  74*  "7.  ««:  ^ 
i7i  a».  53.  8a  1  »7-  «7»  77-  86;  ao.  51,  58;  ai.  19.  a9>  30«  68  ;  a».  167: 1» 
aa,  113.  144  ;  34.  66,  71,  76. 

secondochè.  C  iì.  3.  60;  6.  63,  86,  130,  133,  136,  138,  140;  7*  >  ;  *^  U  Sin  H-  Ib 
[44  ;  «5-  >9t  »a5  »  <6.  74  ;  »»•  a.  oa,  65.  91  ;  5,  5,  1 1 1.  19»  :  &.  07.  40  ;  T-  i 
6;  9.3;  11.06;  13.  35;  14.41  ;  iv.  a.  47;  3- 5*>-  53  ;  8-  ^4  ;  «3-7*;   *1-K 

11,  17,  93,  ioaj  19.83;  31.3,  46,77.  '09  i  *»•  69 ;  aS- 37.  «»5.  «37:  »♦-*•; 
a6.  aa,  35. 

■BMI  tallii      perocché  la  sua  Sposa  e  Stentarti  santa  Chiesa  .  .  .  dice  .     C  it.  6l  33. 
acueUssimOi     alle  stcrwtissìmt  cose  noi  dovcmo  a^xrc  poca  compagnia     C  iì.  x.  5». 

la  cui  .  .  .  magione  è  nel  stcrrHssimo  della  divina  Mente     .     .     .     .     C  iv.  30^  67. 
C/.  aegreUssinio. 

secreto,    il  con  si  prende  per  lo  armA»  drntru C  ii.  7.  aat 

Cf.  segreto, 
sedere,     avvenne,  che  questa  gentilissima  sedea  in  parte V.  N.  5.  a 

e  nel  mezzo  . . .  attUa  una  gentile  donna y.  S.  s^^ 

che  mi  parea  vedere  .  . .  sedare  un  giovane I'.  /V.  la.  15. 

che  le  faceasero  compagnia  ne!  primo  sedme  alla  mensa      .     .     .     .      K  ^.  14.  aa 

avvenne  un  dì,  che  sgtUndo  io  pensoso  in  ...  ed  io  raì  sentii .     .     .     K  A*.  S4.  a. 

In  quel  giorno  ...  io  mi  sté*a  in  parte K.  A^,  3^  4. 

Oh  beati  que'  pochi  che  siggono  a  quella  mensa  ...  1 C.  i  1.  52. 

io  adunque,  che  non  «r^^  alla  beata  mensa C  &.  1.  68L 

a'  piedi  di  coloro  che  sfggono Cui.  70. 

chò  non  sono  degni  dì  più  alto  stder$ C  ì.  t.  99. 

e  '1  suolo  dov'  ella  àtdé C  iv.  5.  i^ 

guardate  chi  a  lato  vi  swU  per  consiglio C.  ir.  6,  184. 

perchè  noi  volessimo  che  la  casa  sedessi  cosi  forte C  iv.  9.  61. 

Maria  ...  a'  piedi  di  Cristo  sedendo,  nulla  cura  .  . .  ai<»travA     .     .     C  iv.  17.  MH. 

nieti*  nel)'  anima  che  ben  sitiU C  ir.  bol  83. 


595 


SEGUENTE 


sedere.     E  con  Dio  Padre  sUiU     .    , /*.  T.  sa. 

Mgare.     come  il  verde  C'Jor  cangia  Mgatm  la  beli'  erba Stst,  iv.  io. 

segnare,    unto  eh*  Amore  La  Bfgnm  d'  eccellente  sua  famigl'a  .    .    .  C«m«.  x.  3a 

segno.     K  dirò  ì  ar^i  che  gentil  uom  tiene C  ìv.  Cohm.  iii.  60. 

In  guisa  eh*  £  il  Sol  s*gno  di  foco Cqhm.  Ìx.  4*. 

Poiché  non  6  virtù,  eh*  era  suo  M^u Cana,  a.  17, 

Come  a  lor  segno,  al  suo  servigio  v«nDO CattM,  xlv.  «9. 

Se  guardi  al  M^pio  —  eh*  Ìo  porto  de*  tuoi OtMa.  xvii.  ai. 

E  se  Don  che  degli  occhi  miei  '1  bel  srgnj  . .  .  m'  è  toltu   ....  Gìms.  xx.  61. 

è  come  quello  eh*  è  s*gH9t»  Ratto  a  ligaore Cmns.  z.  64. 


sedere. 


'  L'  Angelo  .  .  .  volse  la  pietra  e  stiint  »opr' 

Sicché  il  suo  mczxo  Cerchio  .  .  .  stga  ...  il  Cerchio  delli 


C  iv.  M.   171. 

Cm.6.96. 

■egare.    2>icché  u  suo  mczxo  Cerchio  . . .  stga  ...  il  Cercltio  delli   ,    .  C  iik  5.  130. 

segnare.     St^tm/i' questi  tre  luoghi  ...  ai  può  vedere C.  ili.  5.  1x4. 

Sflgno>     E  »fg*to  che  sia  picctol  tempo  é,  che ^.  A^.  05,  36. 

del  suo  movimento  per  li  dodici  i*gni C  ìi.  14.  037. 

additalore  e  conducitorc  della  gente  a  questo  aegma C  iv.  6.  152. 

confesaione  di  debita  suggezione  per  manifeato  atgno    .     .     .     .     .  C  iv.  8.  101. 

discoofeaaare  la  debita  soggexione  per  nutnifesto  iegm> C.  iv.  6.  107. 

negare  la  non  debita  suggeiìone  per  manifeato  a^wo C  Ìv.  8.  146, 

Onde  buono  e  ottimo  Mgno  di  Nobihà  é  .  .  .  quando C  Ìv.  19.  94. 

male  tragge  al  j^ivo  quello  che  noi  vede ,  C  iv.  aa.  17. 

utiliaumo  e  necesaario  é  questo  Mgno  vedere    ........  C  iv.  «a.  as. 

nella  quale  si  mostrano  i  ugni  per  li  quali C  iv  03.  6. 

conoscere  1*  uomo  nobile  alli  ugni  apparenti C  iv  aj,  34  ;  a6.  4. 

perocché  la  Vergogna  é  apertissimo  ugno  ...  di C  Ìv.  aj.  07. 

e  la  tovaglia  .  .  .  con  li  ugm  ecclesiastici .  .  .  ponesse C  iv.  97.  131. 

ciò  che  dclli  ugni  della  Nobiltà  ragionare  ai  convcgna  .  C.  iv.  aS.  itio. 

Poiché  mostrato  é  il  testo  e  quelli  aqpftf C.  iv.  99.  s. 

SSgnlainente.     lo  suo  difetto  contare  mgfvtmmmntf C  Ì,  a.  90, 

aigrsftlHliDO.     lo  quale  dimora  nella  a^yi «l'i Maia  camera  del  cure    .     .  K  A^.  a.  si. 

(/ secretiMiina 

•egreto,     asaìcurandomi  che  Ìl  mio  mgrrto  non  era  coratuikato   .     .     .  K  /V.  5.  aa. 

che  il  mio  ugrrto  fu  creduto  sapere  dalle K  ^.  5.  aS. 

per  tema  eh'  io  avea  di  non  iacovhre  to  mio  u^gfwlo K.  M  9.  63. 

concioaaiacosachè  ...  sia  conosciuto  ...  lo  tuo  Mgnto      .     .     .     .  K.  AT.  la.  54. 

avcascrv  compreso  lo  ugrtto  del  mio  core K.  M  18.  3. 

La  prima  cosa  e  *1  primo  ugrHo  che  ne  moatrò,  fu C.  iì.  6,  ai. 

al  quale  la  Natura  pib  apcrac  li  auol  a^fnA C.  Ili.  3,  36. 

C/.  secreto. 
WgiMCiCi     perocché  la  mia  veglia  di  compiuta  e  cara  liberalità  è  qui 

mgìUKt , C  i.  I.  140. 

di  questi  vapori  sr^Man' della  stella  di  Marte C.  it,  14.  Iifb 

che  la  lingua  non  é  di  quello  .  .  .  compiutamente  a<igaanr  .     .     »     .  C  Ili.  ^  taf. 

volle  Piltagora  e  li  suoi  %fguad  diccre     ..........  C  iìì.  3.  31^ 

Stgutnt».     La /^ma  parte  é  proemio  delle  «^wmA  parete    ....  K  A'.  19.  94. 

alla  parte  precedente  ed  alla  ugnnUe      ....  K  A.  ai.  31. 

bel  È4gìt€nlt  capitolo  ai  ragionerà C  IL  9.  137. 

nel  $tgHeMh  capitolo  si  dichiarerà .     .  C.  li.  lo.  6a. 

nel  ar/MmAr  Trattato  piu  pienamente  si  parlerà C.  li.  16.  94. 

La  awoftJla  aoiw  tutti  e  tre  h  versi  ugmtnii C  iii.  >.  103. 

qucato  diro  in  quella  Mtgnmh  parikota C  Iii.  4.  K4. 

ti  fa  come  nel  ugntntt  Trattalo  ai  mostra C.  Ììl  7.  143. 

nel  ugtuMtt  Trattato  per  intcniiooe  hi  ragìoncià C  Iti.  tf.  37. 

Qq  a 


SEGUENTE  ^^^^^^^V  ^ 

seguire.     Il  ciel  che  sr^f  lo  vostro  valore C  IL  GfH>.  t.  4  ;  7.  41. 

Ancor  st^t  di  ciò  che  innanzi  ho  messo.  Che     .     C  W.  Csmc  in.  69  ;  14-  13  :  >S<  A^ 

Poi  A-^iVai  secondo  suo  comando C^mm,  x.  15&. 

Fuggito  è  ogni  auge),  che  M  caldo  m^/      .........  Camg.  xr.  97. 

qoal  verace  Non  sfgué  V  asta  del  vedovo  giglio OmA.  xvfi-  99, 

Segui  le  luci  di  Giustiniano Cmmx.  xtvL  3:7. 

tanto  .  . .  Che  .  .  .  Segtio  solo  il  disio  come  mio  duce    .....  .Som.  xjlxt.  8. 

Che  non  sfgutndo  te,  ma  lo  suo  velie.  Non  meriti S,  P,  xxxL  70. 

Srgtt*  il  mal  fare,  e  partcsì  dal  bene P,  P.  190. 

seguitare.     Come  V  avaro  sfguitnndo  avere Coikk.  h.  6^ 

tanto  mal .  .  .  Quanto  stgmterà  se  costei  muore Cwu.  xvis.  47. 

■esente,     saranno  ornai  le  stguénti  commendazioni  a  mostrare  .     .     .  C  in.  13.  8& 

procedere  si  conviene  alta  stgtttHte  parte C  ir.  ]9l  5. 

seguentemente.     Ora  stgutnUmentt  si  dee  mostrare Cn.ix.  4. 

in  questo  verso,  che  seguenttnuHte  comincia C  BL  14.  zi. 

Svilire,     quando  .  .  .  grandissima  utìliià  ne  tgui  altrui     .....  C.  L  a.  re3. 

temo  la  infamia  di  tanta  passione  avere  stgnìta •  C.  ì.  o^  itB. 

li  tre  versi  che  appresso  del  primo  sfs^uono Cii.a.67. 

mostra  ...  se  avere  seguito  pur  V  altrui  sentenza C  li.  3.  33. 

alla  speculazione  di  certe  ségut  la  circolazione  del C  iL  5.  94. 

si  muove,  seguendo  il  movimento  della  stellata  Spera C  ii.  6.  141. 

la  spessezza  e  nirità  delli  vapori  che  'I  seguono C.  ii.  S4.  167. 

ma  se  pur  seguire  si  conviene  1'  uno  e  lasciar  1*  altro,  lo  migliore  è 

da  seguire  ...  dà  cagione  a  quello  eh*  ci  segue  dì  più  amore      C  ii.  jS.  54,  56,  3S. 

Tutto  V  altro  che  segur  ,  .  .  è  .  .  .  manifesto    ........  C  iì.  x6.  96. 

sicché  seguire  lui  non  puote  appieno Clui.4.  40. 

non  intendo  .  .  .  ma  .  .  .  segitettdo  la  volgare  voce O  iii-  5.  S4- 

£1  girava  .  .  .  seguendo  il  primo  movimento  del  cielo      .....  C  iìL  5.  49. 

per  che  segue^  che  questa  sìa  .  .  .  gentilissima ,  C  iii.  6.  10. 

domanda  all'  .  .  .  seguendo  la  verità,  procedere     .......  C  iii.  io.  86. 

Seguite  li  comandamenti  loro C,  in.  15.  18& 

Veduta  la  sentenza  ...  è  da  seguire  il  trattato C  iv.  3.  2. 

cioà  ...  la  Verità  e  la  Giustizia  seguirt C.  iv.  tic  88. 

non  gli  è  mestiere  se  non  seguirt  le  vestigie C  iv.  7.  72. 

Colui  è  morto  .  .  .  che  non  segue  il  Maestro CX  ìt.  7.  135. 

per  non  seguirt  V  ctTetto  della  congiunzione C  iv.  io.  77. 

che  di  ciò  che  dicono  seguono  .  .  .  inconvenienti C.  iv.  74.  5^ 

delti  dire  inconvenienti,  V  uno  seguirt  conviene C  iv.  15.  14. 

seguendo  solo  quello  che  la  ragione  .  .  .  può  vederct  dico  .    .     .     .  C.  iv.  04.  loi. 

sì  parti,  per  s^uitt  onesta  ...  via     . C.  iv.  «6.  tìft. 

Lealtà  è  seguire  .  . .  quello  che  le  leggi  dicono C  ir.  a&  113. 

seguitare,     nella  quale  seguitassi  ciò  che  .  .  .  m'  avea  imposto    .     .     .  K.  iV.  rsL  77. 

concioseiacosachè  i  nomi  seguitino  te  .  .  .  cose K.  ^V.  13.  19. 

le  parole  che  seguitano  a  quelle  allegate *  V,  N.  31.  14. 

le  parole,  che  s^^iVano  a  quelle  che K.  AT.  31.  18. 

però  che  lo  Volgare  seguita  uso Ci.  5.  tof. 

Onde  . . .  seguitasi  che  non  a^Tebbe C  i.  7.  81. 

tre  cose  ...  le  quali  seguitano  questo  Volgare,  e  lo  Latino  non 

avrebbono  seguitato C  i-  8.  9.  I(X 

perocché  mìa  intenzione  é  qni  lo  modo  delli  poeti  seguitare    .     .     .  C  ii.  z.  39. 

credette,  s^iitando  ...  1'  antica  grossezza  degli  astrologi     .     .     .  C  iL  3.  19^ 

seguito  io  alta  preghiera  .  .  .  questa  persuasione C  ii.  7.  61. 

se  .  .  •  fossero  ingannati,  srguitrrtbbe  una  impossibilità Ci  li.  9»  7J^ 

e  cod  t^giiit^rròbef  che  '1 . . .  fosse Cii.^8^ 


1 


597  SEMBIANZA 

MgnltarB.     Sfittar  m  convien  ae  V  altro  è  stanco Som,  xxxri.  14. 

pcrch'  io  Ho  ugmimio  allorm  i  tuoi  confoni S.  P.  xxxvii.  Bi. 

gelvag:gia     dcir  altre  athmggt  Counto  lode  quanto  biaamo  prezza      .  Comm.  lù.  IJ7. 

O^wlvatlco. 

•""■""■     che  ....  si  ripose  D'  ogni  fatica  un  di  della  smuina  .     .     .  P,  F,  161. 

C/.  settimana, 

sembiante,    quante  SémbianU —  portan  d'  uomo Ctau.  xìz.  S04. 

Che  ...  Mi  fa  atmòianti  pur  com*  una  donna Snt,  \u  10. 

dinanii  dal  armhianté  freddo  Hi  ghiaccia  il  sangue Snt.  ii.  31. 

Fa*  che  gli  annunzi  in  bel  xow^ùm// pace K  JV.  la.  lai  JialL  t.  49). 

Color  ...  e  di  pietà  atmUamii,  Non  preser K.  iV.  37.  16  (5o«.  xx,  1). 

sembianza.    Qual  con  atfHbìaHMa  trista  Volge Cam.  x.  i  sw. 

Angelica  srmbianwa  In  voi  .  .  .  rìposa Baii.  iv.  19. 

Che  donna  fu  di  si  gaia  sfmbwtm K  A'",  a  34  {Soh.  iìi.  i4>. 

Nella  atmt^atua  mi  pam  meschino K  A.  9.  48  {Som.  v.  5}. 

seguitare,    stguitenòbé,  che  la  natura  .  . .  pMta  avesse      .     .     .     ,     .  C  ii.  9.  95. 

possono  &rc  parere  gentile,  quello  .ugwiaHdo C.  iiì.  7.  153. 

9*fp*itò  poi  fuori  d'  intenzione  la  malizia  de'  rei C  iii.  la.  69. 

della  qual  filosofia  umana  seguito  poi  per  lo  trattato .     .  .     .     .  C  iti.  13.  95. 

Per  r  abito  della  Sapienza  stguiim  che C  iii.  15.  48. 

Grido  alla  grntc  che  la  seguiti C  iii.  15.  131. 

per  jrgm/mv  lei  diviene  ciascuno  buono C  iii.  15.  135. 

Onde  wgui'ta  che  ella  lo  facesse C.  iìi.  13.  165. 

lo  kl  àeguUmndo  nell'  opera  .  .  .  abbominava   .     . C  iv.  x.  35. 

chi  mira  .  .  .  quello  che  di  ciò  può  seguitapw     ........  C  iv.  1.  6ow 

che  ,  . .  nella  seconda  ai  seguita  il  trattato  .........  C.  iv.  a.  6. 

che  ha  a  seguitare  la  circolazione  del  cielo  .........  C.  iv,  s.  60. 

che  tacere,  e  segmitare  Jcronimo.  quando  .  .  .  dice C  tv.  5.  143. 

a  nulla  terra  si  può  dire  quello  che  «r^NiAi  •     ■     •  C  ìv.  6.  177. 

per  non  volere  quella  seguitare C.  Jv,  9.  80. 

però  seguila  che  /'  amìpho  .  . .  mom  si  disfata C.  iv.  13.  136. 

incontanente  seguita  a  confondere  la  .  .  .  loro  opinione      .     .     .     »  C.  ìv.  13.  4, 

che  di  quello  eh*  i  messo  dmanzi  seguita,  d*e  siatm  .     .     .     .     »     .  C  iv,  15.  37. 

Quando  appresso  segwh»  :  Dunque C  iv.  so.  1. 

mguùa  e  Aigg^  *  P^^  ^  awno,  lecondocbò .         .  C  iv.  as.  68. 

il  Vecchio  .  .  .  dee  sua  giusta  mente  tegmtare  ...  E  basti  che  caso 

seguiti  la  legge,  e  in  quella  seguitare  m  diletti     ,     .     .     .  C.  hr,  a6,  130,  134,  135» 

scgultatore.    erano  chiaouui  i  Mgmté*oei  di  Scienza  . . .  amfunh    .    .  C  iU.  11.  34. 

Cuininctai  ...  ad  amare  li  segtmlatofi  della  verità,  e  odiare  li  segui- 
tatovi dello  errore  e  della  fidsità C.  Iv.  t.  aa,  03. 

dee  essere  ...  e  non  seguite^ors  di  legge  se  non C  iv.  sd.  199. 

iittriulu  .  .  .  come  «5gM«teJbPV  di  quello,  (are C  iv.  30.  aa. 

aeguitatrice.     sicché  si  fa  ssguétairie»  di  viziose  dilettazioni    .     .     .     .  C.  i.  1.  04. 

leggi  .  .  .  che  sono  quasi  atguitatrin  di  Natura C  iv.  9.  156. 

■i C.  ii.  J4.  97;  15.  144;  itì-  S-  «70;  8.  83;  II.  S4Ì  ir.  B  6a 

t*****^     al  cavaliere  dee  credere  lo  6t>adAÌo  .  . .  e  *1  seUaio     .     .     .     .  C.  ìv.  6.  61. 

Mlva.     r  Adolescente,  eh*  entra  nella  selva  erronea  di  questa  vita  .     •  C  iv.  04.  la4, 

sembiante.     Oh  dolcissimi  ed  ineffabili  sewtkiamli C  ii.  16,  31. 

per  che  il  temhiaute,  cmesto  ...  ne  pare  disdegnoso  eftro  .     .     .     .  C  lU.  10.  s6. 

che  sono  tutti  li  suoi  »embtaut\  onesti,  dolci,  e     .......  C  iii.  14.  itti. 

questa  mia  Donna  ...  li  suoi  dolci  ttu^emù  trasoraUaae .     .     .     .  C.  ir.  s.  61. 

nrlla  Donna  mia  nuovi  jnnMrNa'  sono  sppsrki C  iv.  a,  stiw 

lo  rnostm  io  alcuna  nuova  MteÀiwam C  li.  8.  79. 

miscrìcordioss  stmhtamsa  d'  tiaa  Donna C  iìi.  1.  3. 


SEMBIANZA  ^^^^^^^^V  S90 

sembianza.     Voi,  che  portate  U  $0mbi4tm»a  umile     .    .    .    .    f'.  JV.  wsu  68  (Sni.  u,  iV 

Ben  ha  le  sue  sttnbianv  si  cambiate Som.  ti.  ^ 

sembrare.     Ma  vilissìmo  setHhm^  a  chi  *l  ver  g'uata  .     .     .     .    C.  ìv.  Ourc  iu.  3B  ;  7.  47. 
AIlc|nx>  mi  sembr^i'a  Amor ^.  /V.  3.  85    Scw.  L9k 

■eme.     ad  alquanti  Lo  srmt  di  felicità  s' iccofta  ....      C  iv.  C«it«.  ni.  119  ;  aa  ^ 

aemper.     5ffM/>rrinsurgunt  conirm  me  de  timo Csac  zxi.  iS. 

•empitemo.     Tu  solo  sei  che  regna  in  snnptttmo S.  P.  ti.  tao. 

Dov*  è  diietto  e  stimpìttmo  giuoco S.  P.  ci.  i  «fi. 

sembianza,     che  alla  flucstra  degli  occhi  non  \-cgna  la  stmthianaa  .     .  C.  bi.  8.  89. 

sembrare,     perocché  non  minore  mara\'iglìk  mi  stmònif  reduccre  .     .  C.  iv.  7.  3^ 

teme,     avvegnaché  riceva  il  seme .OLj.  55. 

se  la  prossifHt'tiuU  è  s*m§  d'  amistA C.  L  ta.  4^ 

virtù  .  .  .  che  è  nel  calore  naturale  del  atmt .     .  C  ii.  14.  36 

altrimenti  è  disposta  ...  a  ricevere  lo  s*nt* C  iv.  a;.  57. 

le  parole,  che  &ono  quasi  mim/  d'  operazione C^  ir.  9.  63, 

siccome  dare  lo  jmu  alla  terra C  ìv.  9^  lad, 

r  artefice  delle  cose  di  snné  divino  fece ^    ^  C  ve.  15.  76. 

delle  quali  essa  nostra  Nobiltade  è  stm* d  iv.  x6l  si&. 

che  II  divino  stm*  non  cade  in  ischiatta C  iv.  aa  41. 

non  aia  altro  che  antu  tiifiUcità C  ir.  ao>.  87. 

formaU  in  quanto  dice  :  Ch'  è  seme C.  iv.  aoL  ico. 

quando  1'  umano  seme  cade  nel  suo  ricettacolo C.  ìv.  ai.  3;^ 

che  produce  della  potenza  del  sfmt  V  anima  in  vita C.  iv.  as.  41. 

perocché  la  ampiessiotu  tUl  seme  può  essere C  iv,  as.  59. 

incontra  che  delP  umano  seme  ...  si  produce C  ir,  ai.  67- 

E  questo  è  quel  seme  di friirità C  iv.  ai-  tC 

che  *1 .  .  .  rampollo  che  germogli  di  questo  seme CL  ir.  ai.  11^ 

La  quale  é  la  dolcezza  del  soprannotato  urne C  ìv.  aa.  117. 

alla  quale  molte  volte  cotal  sente  non  perviene CI  tv.  as.  119^ 

che  là  dove  questo  sem4  .  .  .  non  cade C.  iv.  aa.  29^. 

è  da  sapere,  che  questo  seme  divino  .  .  .  gcnnoglia C  iv.  33.  iB. 

cioè  seme  divino  nella  umana  anima  . .  .  posto C  iv.  09.  09. 

•ementa.     Oh  buone  biade  !  e  buona  e  mirabile  semenìm  I  .     •     .     .     .  C  iv.  ai.  ii> 

Oh  beati  quelli  che  tal  sementa  cultivano C  ìv.  ai.  117. 

poco  vale  la  sementa C.  iv.  ai.  la^ 

se  ...  1'  uomo  non  ha  questa  sementa .  C.  iv.  aa.  i3a 

semente,     manifesto  è  essa  Nobiltà  essere  semente  Jifilicità  .     .     .     .  C.  ir.  aa.  93. 

che  è  a  guisa  di  semente  della  Virtù  divina C  iv.  ai.  xa. 

temenza.     La  quale  naturai  semenaa  si  fa  come  ...  si  mostra      .     .     .  C.  iiì.  7.  \\\ 

poiché  della  loro  semenaa  così  fatta  pianta  si  vede C  rv.  39^  69, 

seminale,     la  materia  della  nostra  seminale  complessione C.  Iv.  33. 67. 

seminante,     e  la  disposizione  del  seminante  può  essere C.  ìv.  ai.  61. 

air  altissimo  e  gloriosissimo  Seminante  .  .  .  ritorna C  ir,  33.  3EX 

seminare,     nclli  quali  vera  nobiltà  è  seminata ^  >-  9>  S5< 

dovunque  é  la  sua  potenza  seminata .     .  C  iìL  7.  243. 

in  quanto  in  noi  é  dalla  natura  semtnaia C  iv.  i.  «S. 

t*  apparecchi  la  terra  a  «rmmarv    .     .     , C,  ir,  ar.  iiék 

e  meglio  sarebbe  non  essere  seminato C  iv.  ai.  1*5. 

dalla  di^inS'bontà,  in  noi  seminata  e  infusa  dal C.  iv.  aa.  33. 

la  maggior  parte  ...  si  paiono  seminare  in  .........  C.  iv.  «5.  io. 

cosa  che  .  .  .  dalla  divina  Provvidenza  é  seminata      ......  C  ir.  a$.  t4S. 

seminatore,     oh  ammirabile  e  benigno  Seminatore  ...  1     .     »    .     .     .  CI  ir.  at.  1 14. 

aeropitemo.     partecipa  ...  a  guisa  di  sempiterna  Intelligenxa     .     .     .  C  iii.  a,  li;. 

({ucsto  mondo,  cioè  U  terra,  stare  .  .  .  fìssa  in  sempiterno  .     .     .     .  C.  iiì.  5.  5S. 


599 


SEMPRE 


•empUce.    Ma  puro  come  mm^kt  colonba 5.  /*.  ci.  1 14. 

■empre.     infonde  ifmpre  in  Id  la  sua  %-irtute C.  Hi.  Cans.  ii.  »6. 

che  *l  cicl  wn/r  \9gmpr9]  è  lucente  e  chiaro C  iiì.  Otn*.  ìi.  77  ;  9.  48. 

NobilUte  .  .  Iinpoita  trtn^rt  ben  del  suo  subietlo,  Come  viltaCe 
importa  ffmf*rt  male  ;  E  virtute  cotale  Dà  umprr .  .  .  buono 
intelletto C  iv.  CmMa.  tlì.  90,  91.  93. 

Feremi  il  core  semfin  U  tua  luce Catu.  ix.  t6. 

Virtute,  al  sno  fattor  um/*ré  sottana Om*.  x.  97. 

Che  tu  »c*  pocsession,  che  sfmf>rr  giova Caits.  x.  49. 

poco  vaie  ;  Che  »*mfin  Tuggc  1*  esca Cams,  x.  >io. 

Lungo  il  qual  trm/m  sopra  me  sci  forte Con*,  xi.  63. 

Cb6 'I  buon  col  buon  5rm/>rr  camera  tiene Om*.  xtv.  91. 

Perch'  io  son  fenno  di  portarìa  aémpn  Ch*  io  tarò  in  \ila,  a*  io 

vivessi  stmprt CmmM,  xv.  51,  52. 

pronta  A  stmf>rt  congregarsi  alla  tua  morte     ........     Cnta.  xviii.  8. 

Pregando  s)  ch*  ella  sémprt  a*  augusti C»mj.  xviii.  75. 

r  aer  sfmpr*  ...  Vi  si  converte S*»l,  ii.  ad. 

Cosi  ...  Mi  ghiaccia  il  sangue  «rm/rv ...     -Sm/.  ii.  30. 


fecmpllce.     ma  ura  t  manifesto  alli  più  mmpHà      ......  K  N»  2.  107. 

le  fvrporu  $4mfJici  hanno  amore  naturato  In  sé     .     .     .     .     .     .     .  C  Iiì.  3.  9, 

per  U  natura  del  s«mfiicr  corpo C.  iti.  3.  41. 

intra  li  luoghi  dclli  quattro  corpi  stmfJia .     .     .  C  iil.  5.  41. 

sotto  una  stntfJict  sustanza  comprese  e  adunate    ...  .     .     .  C.  >v.  19.  jo. 

nelli  quali  1'  anima  .  .  .  procede  per  una  srrmfifia  vìa  C  iv.  94,  90. 

certo  corso  ha  la  nostra  età  e  una  via  éemptitt .....  .  C  iv.  r;.  19. 

jlruno  tutto  che  ha  una  cssrnia  *ett%piin C  iv.  »^  91. 

•empllCCmeste.     se  non  inHfJtctmrmtt  di  fuori  C  ì.  4.  ao. 

per  questo  vocabolo  .  .  .  solo  stmpiìtnntni*  consttlcrato     .     .     .     .  C  iv.  16.  37. 

■emfdlctelmo.     che  .  .  .  \'uole  un  Primo  Mobile  simptmsMiHO  .     ,     .  C  ii.  3.  49. 

non  hce\*ono  diversità  per  quella,  eh'  è  srm/ihtitsimn C.  iiL  •.  •&. 

questa  bontà  si  muova  da  ^rm^iinsKÌimo  principio      ......  C.  ili.  7.  14. 

alla  prima  sfmf4icusima  e  nobilissima  Vìrtii C.  iiì.  7.  63. 

Avvegnaché  srtMprr  poi  taceai  di  dire  a  tei K  AT.  17.  A. 

di  prendere  per  materia  .  .  .  t^mftrr  mai  quello l'.  JV.  iB,  6x 

che  di  questo  cibo  da  tutti  umprr  vivono  affamati C.  i.  i.  50. 

tsmpn  liberalmente  coloro  che  «anno  porgono C*.  i.  f .  63. 

del  .  .  .  non  i  .  .  .  vituperato  ;  ma  del  non  volere  è  ann/w     .     .     .  C  i.  a.  37. 

che  la  immagine  .  .  .  tnmprt  t  piti  ampia C  i.  3.  Bo. 

àémfin  con  6slica  .  .  .  procede T.  1.  3.  30. 

muovere  le  cose  »*mprt  al  migliore ,,....  C  i.  8.  63. 

conviene  Mmprv  essere  in  migliore C.  L  8.  73. 

colui  eh' «  cieco  ...  va  Mm/r*  giudicando C  1.  11.  «3. 

quelli .  .  .  tfmprt  va  nel  suo  giudieio  flrcoodo  .     .  .  C  i.  11.  «6^ 

«rm^rv  danno  colpa  alla  materfa .  C.  i.  il.  7^ 

la  lavidia  è  «mt^  dove  è  alcuna  paritade  . CI.  11.  113. 

Stmptt  0  magnanimo  ai  magaifica C.  I.  11.  ta?. 

Io  pusìUanimo  .  .  .  semprt  ai  tiene  meno C  1.  il.  la^ 

E  perché  magnificare  e  parvìficare  «#i«i/vv  hanno  rfaipettu  .     .  .  C.  Ì.  II.  131. 

che  *t  magnanimo  $*mpn  fa  minori  .  .  •  e  U  puaiHartmo  itm^ftt 

maggiori CLtl.  135,  136». 

a] ...  te  sue  cose  ttmpn  paiono  migliori C.  i.  tt.  141, 

lo  puaiiDanlmo  «#fvi^  ,  .  .  crede .     .  C.  i.  ti.  14^ 

mmtfw^  lo  lilterale  dee  andare  innanii .  C  tt.  1.  66. 

[^la  Matcnxa  litteralcj  sia  Mutf'tt  il  di  (auri C  li.  >.  30. 


M 


SEMPRE 


600 


aemive.     Più  non  disio,  che  «TM^rrsUrc  all'  ombra  Di Scs/.  iv.  37. 

Ond*  io  conforto  stmpn  mia  speraiua SmM,  viL  ^ 

Che  .  .  .  Atmprt  si  gira  .  .  .  una  pinttira BmU.  x.  7. 

che  il  suo  corso  gira  Semprt  al  volere  àtàV Som.  xxvtii.  a. 

vivendo  sttmpn  in  un  talento S^m.  XKaJì.  7. 

£  quivi  ragionar  snnprt  d'  amore »••»  Son.  axjtii.  la. 

Per  hr  che  il  mondo  mai  stm/^n  v*  onori •     •  Som,  •»*»^*  A. 

Di  più  laudario  s<mfirt  m*  innamoro Som.  xxxvii.  & 

Chiamando  a  voi  merci  aémpn  d'  amore «     •     >  Som.  aJvìL  it. 

Che  semprt  allegra  il  tristo  core  e  mesto     ......•■.  S.  /*.  vi.  ax. 

Gridando  io  stmpir,  come  fan  gli  sciocchi  . S.  P.  xxxL  i& 

Che  sempn  mai  mi  van  perseguitando «•..-S.P.  xxxi.  51. 

La  carne  mia  tfmpr*  é  stata  privata  Di S.  P.  zjuctìL  7. 

Nel  tuo  cospetto  sempre  mai  sì  pone •     >     •     ■     .  «S.  i'.  xxzvii.  33. 

Semprt  mi  morde  U  mia  coscienza S.  P.  xxxrn.  73. 

£  semprt  il  mìo  peccato  ho  nella  mente .  S,  /*.  L  xi. 

Lo  cui  memoriale  semprw  dura S»  P,  du  44. 

Ch*  ogni  suo  cittadino  sempre  onora &  P.  ci.  51. 

sempre,     la  HtteraJe  sentenza  sempre  sia  suggello  e  .     ,     •     .     .  .  C  iì.  1.  pOk 

sempre  quello  ...  si  dee  riservare  di  dietro      .....     .     .     .  C  ii.  ^  5^ 

nelle  .  .  .  sempre  con  numero  sì  procede      .     .     » C  ii.  14.  133. 

che  sempre  traggono  quelli    ....  C  iì.  15.  66^ 

per  amor*  .  .  .  sempre  a*  intende  esso  studio C.  ti.  i6k.  81. 

però  la  terra  semprt  discende  al  centro  ,     .     .     .     ..     ...     •CÌÌJL3.10. 

perù  sempre  sale  a  quello €.111.3.13. 

vcdemo  la  calamita  setmpre  .  .  .  ricevere  virtù  ........  C  in.  3.  sS. 

certe  piante  lungo  V  acque  quasi  sempre  confareì C.  iti.  3.  25. 

U  stella  gli  sarebbe  sempre  sul  mezzo  del  capo C  iiì.  5.  84. 

lì  Caramanti,  che  stanno  quasi  sempre  nudi C  iii.  5.  Lai. 

se  uno  uomo  .  .  .  sempre  al  sole  volgesse  il  viso C  ili.  s-  >S^ 

sempre  che  volgesse  la  (accia  .  .  .  vedrebbe ....Ciu.5.  ifi6. 

questo  luogo  .  .  .  sempre  ha  il  di  eguale  colla  notte C  iiì.  5.  i86l 

nello  Equinozio  sempre  queste,  e  quelle  .  .  .  sono  una  cosa     .     .     .  C  ìii.  6.  09. 

che  sempre  ne  fa  parere  ogni  dilettazione  manca C.  iiì.  6»  75. 

che  sempre  Io  desiderio  .  .  .  non  rimanga    . C.  iiì.  6,  79. 

cioè  sempre  con  chiarità C  ili.  9.  49. 

avvegnaché  la  stella  sempre  sia  .  .  .  cAràrn  e  lucente C.  iii.  9.  106. 

perocché  1'  ammonire  è  sempre  laudabile  ...  e  non  sempre  sta  con- 

vcDcvoImcnte  nella  bocca  dì C.  tii.  xo.  54,  55. 

la  sente  nel  suo  pensiero,  non  sempre^  ma  quando C  ììi.  x^  aflL 

semprt  è  1*  uomo,  che  ha  ...  da  chiamare  filosofo C  iii.  13.  7^ 

che  sempre  attrae  la  capaciti C  iii.  13.  93. 

che  Dio  metta  sempn  in  lei  del  suo  lume C  iii.  13.  to6, 

desidererebbe  sé  sempre  desiderare C.  iii  15.  86. 

non  s*  accorge  che  desidera  s^  sempre  desiderare C.  iii.  15.  8^ 

intendo  sempre  quella  che  .  .  .  i  ragionata ,  C.  ìv.  t.  93. 

Aristotile,  che  sempre  prima  combattéo  ..,..-....  C.  iv.  a.  139. 

V  animo  .  .  .  sempre  desideri  terrm  acquistare C  iv.  4.  24. 

ma  tutta  iniquità  quasi  srm^rv Civ.  11.  55. 

Promettono  le  false  traditrici  sempre  .  .  .  rendere      ...  C.  iv,  la.  30, 

ncU'  acquisto  dcUa  quale  cresce  sempre  lo  desiderio C  iv.  la.  ix^ 

un'  altra  che  sempre  se  ne  dilunga .     .  C  iv.  t».  X85. 

sempre  cogli  occhi  golosi  si  mira  innanzi C  iv.  xa,  aoOk 

quello  che  propriamente  cresce  sempre  è  uno C  tv.  13.  6^ 


6oi 


SENETTUTE 


■canpre»     E  poi  lanuino  sémprt  glorìoai  . S.  P.  ci.  90. 

Io  90  che  vivcrò  per  stmpn  mai 5.  /*.  cxlii.  56^ 

da  cui .  .  .  i  beni  Procedon  $tmprt  di  ben  operare     ......  P.  Z".  10. 

Sfmprt  in  Inferno  speri  pene  e  guai P.  F.  y^ 

Che  sdfHftrt  ci  apparecchia  quel  nemico P.  /*.  1 16. 

Ira  air  irato  sempre  accresce  pene P.  F.  190. 

£  net  mal  far  sempre  sue  voglie  aggira P.  P.  194. 

Santificato  sìa  atmpn  Ìl  tuo  nome P.  P.  ara. 

Maria  Piena  dì  grazia  :  Iddio  è  sempre  leco P*  F.  3^3. 

Vergine  benedetta,  aetnpre  tu  Ora  per  noi P.  F.  «47. 

Woetta.     E  [E]  odia  sua  SentUa  [Prudente  e  giusta]  .     .   C.  iv.  Griw.  iii.  133  ;  33.  43  ; 

■7.7. 

■empre.     il  desiderio  della  scieou  oon  £  mtf^n  udo C.  iv.  13.  7. 

che  e  sempre  pure  uno C.  ÌV.  13.  «3. 

quelle  sempre  di  lungi  da  sé  essere  vuole .  C  iv.  13.  147. 

cosi  sempre  mai  non  sarà  a  trovare •  C  iv.  14.  37. 

perocché  egli  fu,  e  fìa  9rmpn  la  sua  memoria C  iv.  14.  193. 

che  'I  mondo  umprt  sia  stato  con  più  uomini .  C  iv.  15.  16. 

am^n  e  1'  uomo  tale  quale  nasce ,  C  iv.  15.  93. 

Costoro  sempre  ...  in  grossciza  vivono C.  ìv.  15.  149, 

[^At  €or gentil  npara  tempre  Amore C  iv.  ao.  69.] 

Bc  la  mente  si  diletu  sempre  nclF  uso C  iv.  ax  83. 

che  alla  nostra  Contemplazione  Dio  sempre  precede. C  iv.  aa.  194. 

in  quelle  sostenendosi  sempre  infìno  al «..Civ.  33.  S7. 

che  la  diritu  Nona  sempre  dee  sonare  nel C  iv,  fl^  157. 

la  persona  del  padre  sempre  santa  e  onesta  dee  apparerà      .     .     .  C  tv.  94.  159. 

prima  sé  sempre  che  altrui  offende »     .  C.  iv.  37.  56. 

Perocché  la  statua  sempre  afferma  la C  iv.  09.  60. 

tanto  . .  .  che  Nobiltà  sempre  la  dimanda C  iv.  30.  61. 

acnata     perù  il  collegio  degli  rettori  fu  detto  Senati C  iv.  97.  96. 

■enatorkk     per  non  offendere  la  senatoria  autorità C  tv.  5.  138. 

Scocca,     perché  dice  Seftstm ,     .     .     .    •  C.  i.  8.  ifli. 

Seneca  dice  perO,  che  .  . .  vide C  li.  14.  174. 

siccome  Zeno,  Socrate,  SestteOj  e  molti  altri C  iiL  14.  86, 

quanto  contra  esse  Seneca C  iv.  la.  Sa. 

onde  Seneoi  dice C  iv.  la.  laow 

■eaetta.     che  I'  Anima  nobile  nella  Senetia  si  è  PrmitenUi  si  £     .     .     .  C  iv.  37.  11. 

alla  sentenza  di  Tullio  in  quello  M  Senettute C  iv.  «i.  81. 

adopera,  siccome  . .  .  per  la  SenettuU C  iv.  «3.  39. 

la  terza  si  é  Senettule C.  iv.  «3.  im. 

la  lersa  si  chiama  Seneitule C.  iv.  «4.  9. 

cosi  il  discendere,  cioè  la  Senetfaitt  è  ...  e  cosi  d  lemina  la 

Senet/mte  nel C.  iv.  94.  40,  4& 

avviene  che  oltre  la  Srw/fM^r  rimane ...  C.  tv.  84.  54. 

Tullio  in  quello  d^'SwZ/H/:' C  W.  «4.  63. 

Tullio  in  ciò  s'  accorda  in  quello  di  Senetinie •    •  C.  iv.  «4.  94. 

■ppresso  a  questa  etadc,  cioè  nella  Sertettnie C.  iv.  «6.  991, 

perocché,  nel  contrario,   non  li  puoto  avere  la  Sensttttif  per  la 

gravezza  sua  e  per    .     .     .     • •     .     .  C  ìv.  wA.  ivf, 

nella  terza  eUte,  cioè  Seneitule C  ìv.  «7.  10. 

siccome  dice  Tullio  in  quello  di  Senettuts C  Ìv.  «7.  18  ;  a0L  14. 

Onde  dice  Tullio  ut  quello  ^  5o»r//Mff C.  iv.  07.  151. 

Ariatotilc  In  quello  dt  Gtoventute  r  Settettuts      ....  C  iv.  a&.  33. 

per  che  tipifica  che  .  .  .  venne  la  Stnettmte    .     •    •    .  C.  iv.  «6.  li  a. 


SENETTUTE 


6oa 


senno.     Ma  pregia  il  9tittu>  e  gli  gentil  coraggi Gnu.  aóx.  98. 

Dunque  lasciate  dir  chi  ha  mmmo  poco Som.  xlr.  ta. 

sensibile,     virtù,  che  sei .  .  .  Prima  .  .  .  che  »Msiifr(7  luce S*si.  iu  50. 

senettnte.     le  virtii  che  ...  sì  dicono  convenire  alla  S*ttrltuU    .     .  C.  W.  aft.  114. 

per  che  si  signiGca  il  termine  della  SmrtiuU C  iv.  38.  iv6l 

* ...  la  matcmiilc  virtute,*  cioè  la  Senttiutt C.  rw.  aS.  tffj. 

senio,    adopera,  siccome  per  lo  Stnio C  ir.  33.  40 

la  quarta  si  è  SfHto , C.  xv.  a^  i»3. 

h,  fuaria  si  chiama  Srnib C  iv.  34.  9. 

questo  tempo  si  chiama  Senio C  ir.  34.  57. 

e  cosi  Io  SfHiio  maggiormente C.  iv.  a6.  109. 

neir  ultima  età,  doè  nel  Smìo CI  rv.  38.  6. 

per  lo  quale  vedovaggio  ai  signi6ca  lo  Senio C  iv.  38.  ti&. 

dal  princìpio  del  5^Hio C  iv.  sB.  lacK 

senno,     non  ser\'e  mai  se  non  a  suo  sentto  e  a  suo  volere C  i.  5.  33. 

si  pone  PntdettMa,  cioè  Srrmo  ,  .  .  essere C  iv.  17.  78. 

che  procedono  solo  da  quel  buono  senno  che ,     ,  C  iv.  97,  7^ 

per  lo  suo  senno  ...  lo  suo  popolo  ristorato  gli  fu C  ìv.  a^,  vCd, 

seno,     fuori  del  suo  dolcissimo  sema C  i.  5,  33 

Senocrate.    Aristotile  ...  e  Seftocmfe  Calcidonìo  .  . .  limarono  e  .     .  C  iv.  6.  133. 

sensatxi.     Aristotile  .  .  .  nel  libro  di  Senso  e  Sensato C.  iìì.  9.  55. 

à  ripro\'ato  dal  Filosofo  in  quello  ds  Senso  *  Sensato C.  iii.  9.  105. 

sensibile,     colui  eh*  è  cieco  degli  occhi  sensibili C  i.  11.  33. 

per  altre  sperìeiue  sensibilt C.  :i.  3.  56. 

lo  nono  è  quello  che  non  è  sensiòite C.  li.  4.  9^ 

la  virtù  .  .  .  corre  allo  spìrito  sensibS* C  it.  14.  i^il 

significa  le  cose  sensibili C.  li.  15.  88. 

significa  le  cose .  .  .  che  non  sono  sensOfiii C.  ìi.  15.  92. 

amore  a  certo  cibo,  non  in  quanto  t  sensibUt C.  iii.  3.  691 

ama  secondo  la  sensibile  apparenza C.  iìì.  3.  78^ 

essere  per  sensibile  dilettazione C.  iii.  3.  100. 

provo  ciò  che  detto  ò  con  sensìbile  testimonianza C.  tìi.  6.  109^ 

di  ciò  sensibile  esemplo  avere  polcmo  dal  scie .  C  iii.  7.  as. 

siccome  vedemo  nell*  ordine  sensibile C.  ììi.  7.  74. 

in  quanto  .  .  .  sensibile  bellezza  appare .     .     .     .  C  ìiL  6.  84. 

che  sensibili  [€omuni]  sì  chiamano C.  iii.  9.  61. 

dov*  è  la  sensibile  virtù C.  ìiL  9.  85. 

siccome  trattando  di  sensibil  cos» C  tìi.  la.  45. 

si  parla  cominciando  dal  sole  .  .  .  sensibile C  iii.  1  a.  50. 

Nullo  sensibile  in  tutto  'I  mondo  è  più  degno C.  iii.  la.  52. 

lo  quale  di  sensibile  luce  .  .  .  allumina G  iii.  la,  55. 

falsissimo,  massimamente  nelli  sensibili  comuni C  iv.  8.  49. 

sensibilmente,     coloro  che  la  poteano  sensibilntenU  vedere    .     .     .     .  K.  ^.  96.  33. 

siccome  sensibilntente  appare     ...•.*. C.  ì.  13.  65. 

secondo  che  .  .  .  sensibilmente  e  ragionevolmente  è  veduto     .     .     .  C.  ìì.  3.  55. 

siccome  .  .  .  appare  sensibilmente  la  Luna  essere C  ìi.  3.  57. 

come  può  Mvi-9f6t7m#w/<  vedere  chi C.  iL  4.  57. 

che  fanno  quella  piacere  sensibiltnente C.  iìì.  15.  laSL 

•eosiUvo.     nella  quale  tutti  li  spiriti  sensitivi  portano  le K  W.  s.  sB. 

distruggendo  tutti  gli  altri  spìriti  sensitivi K  /\^.  it.  is. 

Siccome  la  parte -srMJtV/fa  dell' anima  ha C  ì.  11.  15. 

chi  .  . .  usa  pur  la  parte  sensilivti  . C  »Ì.  8.  95 

La  «rH£//ftM  senza  quella  esser  non  può C  iii.  a.  lo^. 

questa  sensitiva  potenza  ò  fcndamcnto  della     ...  .     .     .     .  C  iii.  a.  log. 


4 


6o3  ^I^^P  SENTENZA 

senso,     della  morte,  che  ogni  stHso  .  .  .  già  mi  nanduca €^ms,  xìl.  31. 

aeptmm,     C  hanno  fabo  giuduio  in  lor  vnAwm C«h«.  %i%*  31. 

Chò  nella  sua  Mtitfnsa  non  dimora  Cosa  che Sùm,  xl.  7. 

U  ri|ioDativa  potenza  scnu  U  affMtVit«  oon  si  tram: 

ma  la  s/mji/au  ai  lro%-a  senza  questa .     .  C  iìi.  9.  loS,  109. 

per  U  natura  quarta,  degli  autmaltt  cioè  sfusùrvm C  ìii>  3.  77. 

cosi  U  ttMsititn  sta  sopra  la  vegetativa,  e  la  intellettiva  sta  sopra 

U  amsitiva C  iv.  7.  143.  145. 

rimane  .  ,  .  cosa  con  anima  MVist/rva  solamente C.  iv.  7.  150. 

se  volesse  chiamare  animo  1*  appetito  tenfitivo C  ÌT.  aa.  98. 

Germoglia  adunque  .  . .  per  la  Stnmtt'tm      .........  C.  iv.  «3.  33, 

come  se  avessero  arNJo  e  ragione ^.  TV.  «5.  ba. 

vivono  secondo  jtmjo  e  non  secondo  ragione C.  i.  4.  18^ 

che  oon  secondo  ragione  ma  secondo  senso  giudica C  Ì.  4.  31. 

le  scritture  sì  possono  intendere  .  .  .  per  quattro  amai      .     .     .     .  C.  ii.  1.  19. 

Il  Teologi  questo  Mvua  preodono .  C  ii.  i.  37. 

prenderò  il  senso  aUggoricv  secondo  ohe C.  iL  i.  40. 

Il  lento  «/IMO  si  chiama  moraié C.  ii.  i.  4A. 

Lo  quarto  arNJo  si  chiama  anagogia^  cioè  sovra  émao C  ji.  1.  59,  53. 

la  quale,  ancora  nel  senso  liltcrale  .  .  .  significa C  II,  1.  55, 

•e  gti  altn  «m»' dal  litierale  sono  meno  intesi C  il.  1.  il 5. 

talvolta  degli  altri  sensi  toccherò C  it.  1.  ta4. 

delle  quali  si  giudica  [secondo  lo  $enso] C  H.  3.  13. 

poiché  non  avendo  dì  loro  alcuno  «mio  .....*....  C  ii.  5.  lao. 

eh*  elli  non  hanno  senso .     .     .  C.  ii.  7.  13. 

secondo  1*  uno  arM50  e  V  altro C  ìi.  7.  19. 

siccome  V  uomo  dalla  ragione^  e  non  dal  #nMo C.  H.  8.  19, 

si  volcntierì  lo  sento  di  vero  la  mirava C  il.  13.  44, 

Anima  che  sente,  o  con  tutti  i  senst  o  con  alcuno  solo C.  ili.  a.  89. 

Aristotile  ...  nel  libro  di  Senso  e  Snumto  .  ,     .     .     .  C  iiì.  9.  54. 

perocché  altro  jnijo  sente  quello  ....  .     .     .     .     .  C  iti.  9,  36. 

le  quali  cose  con  piti  unsi  comprendiamo C.  iìi.  9.  6a. 

solo  col  viso  .  .  .  cioè,  non  con  altro  sento C  iii.  9.  66. 

è  riprovata  ...  dal  Filosofo  in  quello  di  Senso  t  SenmtO    •     .     .     .  C  iii.  9.  105. 

volgendo  il  senso  della  lettera  là  dove  sari  mestiere C.  ili.  ta.  9. 

parte  . .  .  vìvono  piti  secondo  settao  ...  E  quelli  che  secondo  am»o 

vivono C.  iil.  »3.  39,  40. 

là  do^'c  il  sento  spesse  volte  è  ingannalo C  tv.  6.  30. 

■cnaOAle.    secondo  questo  cotale  aeneumte  giudldo  parlò C,  iti.  10.  afl. 

dire  del  parere  di  fuori,  cioè  sensuale C  iv.  8.  43. 

conciossiacosaché  '1  unsn^  parere  ...  sia  Cslaiaiimo C  W.  8.  47. 

che  alla  5#N«M«/r  apparenza  appare C  tv.  6.  61. 

•on  avere  inteso  della  eenettmie  apparcna C.  iv.  8.  63. 

se  lo  intendo  .  .  .  alla  9eps$nmU  apparenza  riprovare C.  iv.  8.  66. 

che  io  sensnata  apparenza  Intenda  riprovare .  C.  Iv.  8.  70. 

che  r  sppetiio  rarìonale  non  sia  piU  nobile  che  1  «nwrmir     .     ,     .  C  rv.  aa.  101. 

aenteniB.     e  se  non  tutte,  almeno  la  loro  aemtenaa y.  /f.  l.  B, 

ti»  nsposto  da  molti  e  di  diverse  senéenm K  M  3.  97. 

nel  quale  io  comprendeuì  la  senlemmt  di  questa  ragione    .     .     .     .  KM  40.  43. 

la  quale  ogni  colore  di  toro  §enUn»a  farà  parvente    .     .     .     .     .     .  C  (.  t.  lio^ 

per  rispetto  alla  sua  É^ntenaa C.  L  ft.  71. 

Mofttiarr  la  vera  aentenea  di  quelle C.  i.  a.  ia4. 

molte  parti  della  ma  sentenoa  .     .  .     .  C  L  7.  48, 

sarebbe  spoata  la  loro  sentenam  ...  ...  C  1.  7.  89. 


SENTENZA  ^^H^^^^^V  ^ 

sentenza.     La  qusl  d  dà  dì  ciò  vera  ara/nuo P,  Fi  84. 

sentenza.     Il  dono  ...  di  questo  Comento  è  Ia  sgnUnaa  delle  Can- 
zoni . .  .  Questa  senitnsa  non  possono  avere     ......  C.  L  9.  49,  53. 

cbc  è  manifestare  la  conceputa  sentffua C  ì.  xo.  6s. 

non  discordando  dalla  serttenea  del  Filosofo     ........Ci.  xa.  ao. 

quello  nella  cui  s^nt«HMa  gli  altri  sono  ìnchiusì C  il.  1.  6& 

conciossiacosaché  ...  [la  smtmMa  lìtterale]  sia  sempre  3  di  fuori  .  C  il.  >.  7S> 

conciossiacosaché  la  lìtterale  S€nU7i£a  sempre  sìa  sug^etto  e .     .     .  C  ii.  i.  89. 

ragionerò  prima  la  litttrali  sentenaa .CtLu  xm*. 

vedere  la  sthUmmì  lìtterale  .  .  .  della  prìma  parte .......  C  li.  3.  x. 

secondo  la  seniensa  del  Filosofo «...C^fi.^  14, 

questa  sua  Sfntfn^a  cosi  erronea  può  vedere  chi  vuole C.  ii.  3.  a&. 

mostra  ...  sé  avere  seguito  pur  V  altrui  sentttua C  ii.  3.  33. 

1'  ultima  snttÉttaa  della  mente  ...  sì  tenca C.  ti.  7.  81. 

Inteso  può  essere  .  .  .  della  litterale  sfntfnta  della C  ix«  8.  3. 

Ad  evidenza  .  .  .  della  smunta  della  ...  é  da  sapere C  fì.  8.  15. 

procedere  ...  ad  aprire  la  stnteuMa  di  quella  parte  .     .     .     .    .     ,  CÌL9L4. 

Dlraostrata  é  la  5<^/(r*«xa  di  quella  parte •  d  iL  it.  s. 

sì  dee  mostrare  la  smintxa  della  parte C.  ii.  xi.  4. 

qui  termina  la  sTM/TMaa  lìtterale C.  ii.  xi.  90. 

alcuna  cosa  .  .  .  fuori  della  sua  òntUttsa C  ìi.  la.  K9. 

che  la  bontà  é  nella  stnltnma C  ÌL  Ifl.  04. 

forte,  dico,  quanto  alla  novità  della  séHttnsa C  iL  la,  5*. 

vedere  ...  la  smiensa  di  questa  Canzone C.  ii.  la.  60, 

questa  è  tutta  la  Htterale  sentenza  della  prìma  Canzone      .     .    .     .  C  ii.  xaL  70. 

Poiché  la  Uttfmi*  stnténta  è  ,  ,  .  dimostrata     ,,......  C.  ÌL  X3,  x. 

duro  mi  fosse  .  .  .  entrare  nella  loro  senterua C  ìL  13.  «4. 

né  sarebbe  data  loro  fede  alla  sentenza  vera Cu,  13.  64. 

che  .  .  .  questa  smimxa  fia  sufficientemente  palese C  ii.  13.  80. 

la  sua  sentenza  non  si  trova  cotale CI  li.  15.  61. 

veder  si  può  la  vera  sentgnaa  del  prìmo  verso C  ìì.  16.  13 

è  da  sapere,  secondo  la  stntenza  del  Filosofo C-  iìì.  4.  53. 

Quando  .  .  .  aperta  é  la  stntenaa  di  quella .C.iii.5.  a. 

io  comprendo  per  le  stntenu  degli  astrologi C  ììi.  5.  xia. 

procedere  a  dimostrare  la  scnienjsa  della  parte C  iii.  &  3. 

questa  é  tutta  la  sentenza  tUtfraU  della  prima  parte C  iiì.  6.  130. 

perocché  ...  dì  lassù  viene  la  sua  stntmza C  ili.  7.  137. 

cosi  termina  . .  .  secondo  la  UtteraU  sua  aent*H»a C  ìli.  7.  X&I3. 

poiché  é  aperta  la  sentenza  di  quella  particola C.  iìì.  8,  99, 

per  la  stntensa  del  Filosofo  ...  sì  può  comprendere C.  iiì.  io,  l^ 

così  termina  tutta  la  iitUraU  sentenza  di .  C  iii.  10.  84. 

la  lìtterale  sentenza  trascorrerò  per  questa C  iii.  ta.  7. 

seguita  .  .  .  secondo  la  sentenza  del  Filosofo ,  C  ììL  X3.  30. 

si  può  terminare  la  vera  sentmza  della  .  .  .  Canzone C.  iii.  15.  (96. 

per  quello  che  nella  sentenza  litterale  è  detto .  C  iii.  15.  aii. 

secondo  la  concordevole  setitenza  delli  savi C  iv.  x.  X. 

la  sentenza  secondo  la  lettera  ragionare C  iv.  1,  91. 

dare  ad  intendere  la  sentmza  della  .  .  .  Canzone C  iv,  a.  3 

dice  5o/Ail!r,  quanto  alla  £rn/<^(«a  delle  parole C  iv.  a.  1x3. 

Veduta  la  sentenza  del  Proemio C  ir.  3.  i, 

lo  testo  .  .  .  secondo  la  sentenza  eh*  esso  porta O  iv.  3.  83. 

com*  é  quello  della  comune  sentenza C  iv.  7.  30, 

questa  è  la  sentenza  del  secondo  verso ,  .     .  C.  iv.  7.  151. 

chi  crede  che  la  sentenza  imperiale  sia  .  .  .  autentica  .     .  C  iv.  91.  tòo. 


6o5  SENTIRE 

aeotire.     che  .  .  .  Amor  sì  dolce  mi  si  fa  «mArrv K  ÌV.  19.  «5  (CmmM,  ì.  6). 

Ed  appressarsi  per  farmi  sentirt V,  N.  «3.  137  i^Caiu.  x\.  10^. 

AIk>r  Mntf  Im  Tmlc  anima  mia  Tanta  dolcezza V.  N.  aS.  ao  \^F,  C.  7). 

Ch'  i'  mi  riscuoto  per  dolor  eh*  io  sento J',  iV,  3X  91  {Cans.  iii.  51). 

questa  bella  Donna,  che  tu  stnti C  il.  Cana.  i,  43. 

V  anima  rh*  ascolta  e  che  lo  mmU ,.    .     .     C  iìL  Cahm.  iì.  6  ;  3.  laB. 

Quando  amor  fa  sentir  [della  sua  pace] C  iii.  Cant.  ìi.  a6  ;  13.  44. 

In  quella  voce  che  lo  fa  serUùr C  iii.  Carts,  ii.  47. 

Però  qual  donna  unte  sua  beliate  [Biasmar]   .     .  C.  iii.  Gang,  ii.  68;  8.  000;   15.  133. 

[Quantunque  io  veggio]  dov'  ella  mi  senta C  iii*  Oiru.  li.  86  ;  io.  34. 

£  dicer  voglio  ornai,  siccom*  io  sento C  iv.  Cohm.  iii.  76;  (5.  loa,  193. 

Chò  lo  tuo  ardor  ...  Hi  fa  sentire  al  cor  troppa  gravezza.     Falle 

jrM/in,  Amor  ...  11  p^n  disio CaiiA  ix.  53,  54. 

Ed  ancor  tua  potenza  Ra  senhia  In ••«  Cans.  ix.  69. 

SI  che  '1  duol . . .  Portin  le  mie  parole,  come  '1  MfUo  .....  Cans.  xì.  6. 

Ciò,  che  mi  lai  sentirt Cam9.  xì.  9. 

però  che  dolorosamente  Sento  .  ,  .  Raccoglier  1*  aer     .....  Cana,  xììi.  5. 

Perocché  *1  mio  sentire  è  meno  ass«i Canm.  aiii,  55. 

Io  amto  si  d*  Amor  la  gran  possanza C«nM.  xiv.  1. 

Perocché  .  .  .  *1  mio  tento  mancare  SI ■     •  Can»,  xìv.  5. 

Porta  conforto,  ovunque  io  senta  amore Cana.  xiv.  16. 

E  porian  dolce,  ovunque  io  aenta  amaro Caiw.  xiv.  19. 

Si  tosto,  come  il  . ,  .  desio  eh'  Ìo  sento  Fu  nato     .••....  Calta,  xìv.  40. 

Né  dentro  a  lui  senf  io  tanto  valore Canm,  avi.  7. 

wotcfua.     ciò  rompe  la  loro  amlmaa  medesima  ........  C  iv,  14,  04. 

per  la  lorv  medesima  aratmaa  ...  ha  rìprovmtD C  iv.  15.  a. 

C/M/a/j^  le  cui  «m/ritar  anche  sono  incontro C  iv.  15.  91. 

perocché  la  Cristiana  Mantenga  è  di  maggior  vigore C  Iv.  15.  93. 

perocché  .  .  .  dove  aperse  U  bocca  U  divina  «m/ntaa  d'  Aristotile, 
da  lasciare  mi  pare  ogni  altrui  tentensa  .  .  .  brievemente, 
secondo  la  sua  senSenma^  trapasserò C  Iv.  17.  94,  35,  07. 

ciò  é  concordevole  alla  sentensa  di  Tullio     ...  .     .  C  iv.  ai.  80. 

E  questa  è  la  sentensa  di  questa  parie     ....  .     .  C  iv.  33.  45. 

perché  a  loro  sarà  utile  la  sua  asMÉmma C  iv.  3Ck  56. 

•entcnxia.     s«  non  per  aprire  la  sentemaia  ddla  cosa  divisa     .     .     .    .  K  /V.  14.  95. 

di  aarrarc  la  sentenzia  delle  [urti ,,.■..  1^.  A^  aa.  107. 

HOtiero.    delli  due  sentten  prendere  lo  meno  reo C  i.  a.  94. 

Una  pianura  é,con  certi  campi  e  sentieri .  .  .  con  .  .  .  inpcdimcntii 

fuori  dclIi  suoi  stretti  «m/iirri C.  tv.  7.  57,  60. 

sicché  d*  alcuno  sentiero  vestigio  non  si  vede  .....  ■  C.  iv.  7.  6a. 

Matlre.    proposi  di  (silo  «m/i>v  a  molti  .     . K  iV.  5,  67. 

in  tanto  .  .  .  che  ...  mi  sentù  dire  apprcsao ^  ^-  S-  13. 

V  aagoftcìa  che  il  core  sentia K  iV.  9.  u. 

per  questo  sentirà  ella  la  tua  volonlade,  la  qtmle  tentemJo,  conoscerà  K  ff.  is.  te.  63. 

flit  parve  aentire  un  .  .  .  tremore  incominciare y,  N.  t^  S5. 

sentendomi  dolore  quasi  intollerabile,  giunacmi ,  K  A^.  03,  8. 

avvenne  un  di.  che  ...  ed  lo  mi  arafn  oonlaviair  un K  AT.  B4.  3. 

come  io  mi  sentii  svegliare  lo  treraors KA.  a4.65. 

Onde  ...  io  sentii  allora  li  mici  occhi  éominciare  a K  AT.  36  17. 

mpniM  por  dal  misero  che  la  sentia K.  A^  38.  so. 

perocché  io  aemSo  spesao  iJ  suo  nome  nel  mio  pensiero K  ff.  4M,  ^ 

per  la  dolcezza  eh'  io  sento CI.  t.  73. 

quello  che  dentro  spiritualmente  ai  amilr»ii.     ..«...••  C  U.  8.  68, 

che  del  numero  . .  ,  diversameuie  t  sentito  da  molti C.  u.  3.  17. 


SENTIRE 


606 


aentire.     Stniinù  dolce  sotto  il  mio  lamento    .     .     .    J^^^^V*    •     Cmts.  xvii.  «7. 

Ch'  io  temo  forte  già,  per  quel  eh'  io  atMto C^wts.  xvu,  a& 

Che  6a  *l  maggiore  —  si  s*ntisst  mai Cmmm.  xvìì.  48L 

Sentfftdo  V  opre  ladre  .  .  .  con  dolore  ha  onta Gnu.  xtSì.  5. 

Il  .  .  .  braccio  .  .  .  SenU  lo  raggio  che  cade  dal  volto Cmr.  xx    «3. 

Si  saccia  per  lo  mondo,  ogni  uomo  il  s^nta Cmmm.  xju.  4^ 

Si .  .  .  Che  parla  e  smtt  come  fo&se  donna Snf^  i.  6. 

E  sento  doglia  che  par  uom  mi  colli Sest.  iii.  iix 

mi  por  ...  e  mi  srfi/o  dì  verde Stst,  rr.  33. 

Che  mille  donne  già  . . .  Sentito  han  pena ,     BmIL  ii.  X4. 

E  dì  aentirio  meno  ho  più  paura AdK.  iti.  3. 

Che  m*  ha  fatto  sentir  Ac%\\  saoi  dardi «     BmB,  z.  16. 

Questa  che  anttt  Amor  negli  occhi  sai Batt,  x.  94. 

Ch'  io  mi  sentia  dir  dietro  spesse  fiate V.  N,  •;,  Qi  {Sott,  a.  lo^ 

Amor  «milr  [a  pietà  donne  chiamare] P.  V^.  8.  »3  (Som.  iii,  3),  44- 

Ma  non  si,  eh'  io  non  senta  ...  Gli  giiAi K  W.  14.  91  (Smc.  tìì.  13  . 

E  quand'  io  vi  son  presso,  sento  Amore f-'.  TV.  15.  30  {Som,  viti.  3"), 

Nasce  nel  core  n  chi  parlar  la  sente F.  ^.  ai.  18  [Som,  xi.  10^ 

Io  mi  «m/fV svegliar  dentro  allo  core  Un  spirito   .     .     .     .     K  JV.  04.  50  (Soie.  xxv.  i). 

Ella  sen  va,  sentendosi  laudare y.  N,  a6.  41  {Som.  xr.  5\ 

Amor,  che  nella  mente  la  srn/ia ,  K  ^.  35.  49  1  Sow.  xviii.  5\ 

E  tolsiffli  dinanzi  a  voi,  sentendo  Che V»  N.  36.  37  (Sml  six.  9% 

gli  occhi  . . .  Che  sentir  prima  questo  gfwi  valore Som,  xxrii.  ir. 

MOUre.     anco  Aristotile  pare  ciò  sentire C.  ii.  4.  33. 

di  queste  creature,  siccome  dcllt  cieli,  diversi  diversamente  hanno 

sentito C  H.  5.  IO, 

avvegnaché  .  .  .  pala  sentire  altrimenti C  ii.  5.  14. 

per  gli  astrologi  diversamente  b  sentito,  secondoché  diversamenle 

sentirò  delle C  u.  6.  1991,  130. 

quello  che  dentro  io  senfka  della  battaglia .     .     .  C  ii.  8.  6. 

conciossiacosaché  la  bontà  dì  questa  Canzone  fosse  malagevole  a 

sentiri C  ti.  19.  aq. 

cominciai  tanto  a  sentiri  ddla  sua  dolcezza C  ii.  13.  30. 

Per  che  io,  sm/mf/omi  levare  dal  pensiero  de) .  .  .  apersi      .     .     .  C  ii.  13.  53. 

siccome  . .  .  pare  sentire  il  Filosofo C  ii.  ]&  90. 

V  Anima  ...  ha  tre  potenze,  cioè  vivere^  sentire  e  ragionare  .     .     ,  C  iìL  ft.  86. 
ma  questa  si  può  col  sentire  fare  una,  perocché  ogni  Anima  che 

sente  ...  si  muove     . C  iìì.  a.  88,  8|^ 

muovere  è  una  potenza  congiunta  col  aentire C  ììì.  a.  91. 

fondamento  sopra  lo  quale  si  sentt,  cioè  vede  ...  e  tocca  .     .     .     .  C  iiì.  a.  99. 

non  si  trova  alcuna  cosa  che  senta^  che  non  viva C  iiì.  a.  104 

dico  .  .  .  sentire,  quanto  alla  dolcezza  del  suono C.  iiì.  3.  is^ 

dico  quello  che  di  lei  con  lei  sentirà C  iiì.  7.  130. 

che  mai  non  si  sentia  se  non  dell*  occhio C  ìli.  8.  ila. 

che  qual  donna  sente  per  manco  la  sua  beltà  Uasìmare C.  iii.  8.  «03. 

perocché  altro  senso  sente  quello C  iii.  9,  57. 

E  non  senza  cagione  dico  ...  e  non  ià  doj^  io  ta  senta C  iii.  to.  34. 

siccome  pare  sentiri  Aristotile C  iìL  il.  143. 

che  la  gente  ...  la  sente  nel  suo  pensiero  .  .  .  quando  Amore  fa 

della  sua  pace  sentite C  iiì.  13.  aB^  JK 

ciò  è  quando  Amore  della  sua  pace  fa  setitire C  iiì.  13.  66, 

perocché  della  pace  di  qucsu  Donna  non  fa  lo  studio  sentire»     .     .  C  Ui.  13.  69. 

mostrerò  differenza  .  .  .  secondoché  Avicenna  sente C.  ììi.  14.  41. 

e  in  queste  due  si  sente  quel  piacere  altissimo C  iti.  15.  19. 


6o7 


SER 


itlre.     poich*  elU  sttité,  Che  veriU  . .  .  non  la  cagiona Som,  lùv.  7. 

Ciò  .  .  .  che  mi  fA  srnhr  crude!  martiro .     Som.  xIvÌÌÌ.  6. 

Io  mi  wn/o  legar  tutte  mie  posse Som,  I,  9. 

Ma  per  difetto  eh*  ella  semfe  al  nido Som.  Ili.  1 1. 

Quando  e'  si  atftU  preso,  ower  legato S,  P.  xxxvii.  30. 

Non  però  che  mi  stttfa  al  perfetto  ............     S.  /*.  xasvii.  64. 

Quand*  egli  arw/r  e  vede,  che  tu  sei S,  P.  ì,  09. 

Fa  aù  eh*  io  anrlM  quella  cortesia S.  P.  calli.  40. 

Fa  al,  eh*  io  unta  la  tua  voluntade S.  P.  exiii.  50. 

E  tutto  ciò,  che  s'  ode,  %ede  e  mmU P.  P.  tò. 

Con*,  tz.   11,  6B  ;  X.  89  ;  ai.  48;  xiv.  70;  avi.  64;  aia.  57,  9:  ;  Sni.  iv.  117  { 

K.  N.  la.  85  {BoU,  I.  6),  89  {BùU   i.  10  ;  Bali  v.  a  ;  1^.  A*,  ao.  15  v5om.  a. 

3;,  16  \Som.  a.  4   ;  aq.  75  \^Soh.  ati.  81  ;  Som.  xxvi.  t  ;  xhriii.  9;  alix.  14  ; 

S.  P.  «.  15  ;  xxxi.  5,  63;  xxxvii.  «5;  L  39;  ci.  sa,  47  ;  cxUi.  6;  P.  /'.  6a, 

91,  105.  —  C/  wnTii 
■epolcra    Tolto  di  croce,  e  nel  wipokro  meno P.  F.  461, 


sentire,     tutte  1*  altre  nostre  operaaioni,  sfHtirr,  nutrire,  e  tutte  sono  .     C.  Iti.  15.  39. 

f  Md/  donna  .  .  .  smtr  sua  beltà  biaiiinare C.  ìli.  15.  137. 

lo  **utfnJo  in  me  turbala  disposizione  .  .  .  parve  a  ne C  iv.  a.  76. 

la  \-occ  d*  un'  oca  fc'  ciò  $*ntirt C  iv.  5.  164. 

(siccome  .  .  .  negli  animali  vfgrton  e  tentìrr,  negli  nomini  vtgttmrt^ 
amtirt  ...)...  manifealo   è,   che   viver*   negli   animali  è 

Muiéft C  iv.  7.  114,  its.  tl& 

quello  che  gli  altri  stutomo  di  lui .     .     .     C  iv.  8.  19. 

per  quello  che  wtttono  di  queste  cose      .........     C  iv.  8.  73. 

«li  colui  che  appo  aé  aentt  ricchezza    .     .     .     .     , C  Iv.  13.  98. 

per  grandi  .  .  .  cose  .  •  .  per  alcun  modo  atmtnt  .......     C  iv.  35.  50. 

fanno  vwvertmit  a  sé  quello  che  le  trmU  .  .  .  (anno  vo^iowo  di  mf*n 

.  .  .  quello  che  le  **ntt C  iv.  «5.  5»,  54. 

noè  li  auoi  membri  smtrMdou  a  debile  alato  venuti C  iv.  06.  139. 

aentore-     cioè  ...  dì  nulla  p^asionc  avere  Mniort      .......     C  iv.  6.  91. 

senza.  /'.  N.  a.  57  ;  8.  7  ;  la.  8  68.  taS;  «5.  70,  103;  «9*  3»  :  30  3»;  37-  Mi  ^-  *•  »• 
59.  Ba,  105  ;  a.  id,  5».  77,  79,  83,  91  ;  3.  34.  35  :  4  41.  64.  68,  90,  100;  5. 
37;  6.  16,64;  7-  7.  35.  3fi|  46,94.99;  8.  ij,  18.  ^o;  11.  58,  io6  C**a^  ;  ii.  i. 
69,  78,81  ;  5-  »9:  6  »9;  9.21.  83,  116  ;  1 1.  19;  13  33  ;  14.  991,047;  15. 
91.  181  ;  iii.  a.  103,  108,  no,  254:  3.  1.69;  7.  49.  44,48,  170;  8. 108,  109,  167; 
9.86.91:  10.33;  u.  87^*01,  117;  14.36,49.117.  r»9:  I5.s6,a8,  55.  74:lv. 
4.  6,  70.  107,  119.  13».  «36;  5-  <o7,  li».  139.  148;  6  16,  87,  9^\M),  toÒ, 
IBI  (Aia,  158.  159;  7.  7  *M  ,  74;  9,  104.  106,  I55>  ii.ii8.6o;  i».  54-97.  *>•; 
13.  103;  15.  58.  105.  106,  183:  17.  83;  ao^  ■:;  a«.  «36:  »4.  »o,  laa;  »5.  7; 
»6-  45.  «3»  ;  »7-  66,  115  Am),  180;  a8.  1  a.  a9>  S^t  33*  80  ;  09.  4,  5,  6;  30.8. 
•eparsre.     l>i  tutte  te  ,   .  .  condìiioni  .  .   .  era  tfpmrmto  lo  Cmnentu 

Latino C  i.  9.  4. 

che  U  movìtori .  .  .  sono  Suslanzc  supmratt  da  materia C.  II.  5.  6. 

che  aOe  suslanje  ffmratw  convegria  U  «pevulaUva  vita C  ii.  5.  99. 

dalle  Suaunie  9*parai*,  cioè  dagli  Angeli C.  ili.  7.  47. 

delle  aue  Suaunzc  t^pant*  .  .  .  cosi  trattando .     .     C  lii.  0.  144. 

avvegnaché  le  Intetlìgcnzc  »/«f«/#  questa  Donna  minno  .     .     .     .     C  Ìli.  13.  47. 
questa  Donna  è  .  .  .  dell'  altre  Int«llic«aa«  è^fmmir  ,,,..€.  iii.  13.  73. 
sepolcra    colui  che  quattro  di  è  stalo  Mi  m^9kt%     •..-..     C.  hr.  7.  49. 

Se  r  UDO  de*  piedi  avessi  nel  Mj^olmo C.  iv.  19.  tal, 

sepoltunL     però  che  la  i^Uturm  di  aanto  Jacopo  fu  pid  lontana  .     .     .     K  A.  41.  48. 

sepulto.     la  spiga  della  raipone  .    .  quaai  trfmltm  ai  perde <'.  iv.  7.  06^ 

■er.     Pvitrrbhr  dirr  »tr  Manfredi  da  Viro f .  tv.  99^  l& 


SERA 


608 


Che  da  stra  e  da  mane  Hai  ragtinato,  e C«ju.  x.  Sa. 

cantinne  ...  Da  sera  e  da  mattino B^L  ir.  la. 

serbare.     Od  in  alcun  che  sua  verdura  s^ròa Cmma.  xv.  45. 

C05Ì  acerba.  Che  suo  fedel  nessuno  in  vita  seròa       •  Som,  xxxl  ii, 

quella  ch^  . . .  'I  non  mutalo  amor  mutata  snòa •  Son.  xttìt,  la 

C/.  »ervare. 

sereno.     Sertna  e  gloriosa  in  sulla  ruota  .  .  .  regnerai Gnu.  xrnì.  46. 

Dimostrami  lo  tuo  volto  Sirmo ..S./*.  a.  45. 

furon  fatti  .  .  .  Perfetti,  buoni,  lucidi  e  strtnì P,  F.  \^ 

serrare.     Fiorenza  .  .  .  Che  ;5.  Che)  fuor  di  si  mi  strra Camm.  zL  70L 

Là,  ond^  io  vegno,  una  catena  il  srrm C««r«.  xL  Aau 

Per  la  freddura,  che  di  fuor  la  «ma Cww.  xt.  61. 

che  ...  sì  trova  StmUo  forte  di  quella  saetta  ..>.....  C*im  ztì.  57. 

Per  volontà  della  virtù  che  ^1  serm Gnu.  xvi.  61. 

Che  m'  ha  srrrato  tra  piccoli  colli  Più  forte Sei/,  i.  17. 

servaggio.     Quest'  è  quello  che  pinge  Molti  in  strva^h Csts.  x.  88. 

servente.     Io  son  servante  :  e  quando  penso  a  cui Cans,  xiv.  43. 

C/.  sergente, 

servidore,     più  eh'  a  torto  Mi  par  di  strvidor  nome  tenere      ....  CeiUL  xiv.  54. 

Deh  I  non  asconder  al  tuo  mrvidon S.  P.  cxliL  37. 

C/.  servitore, 

servigio.     £*  miei  pensier  ...  al  suo  srrvigio  vanno      .....  Cam.  xiv.s^. 

sera,     la  sua  apparenza,  or  da  mane,  or  da  stra C  ii.  14.  115. 

Appare  da  «/ra  .  .  .  quando  ...  si  parla C.  iì.  14.  lao. 

serafino,    sopra  tutti  sono  li  Serafini CìL6^54. 

questa  contemplazione  fanno  li  Serafini C^Ìi.  &  7^ 

sergente,     sogliono  li  jt/^^vrA' prendere  lo  pane  apposito C  i.  a.  s. 

C/.  servente, 

sermone.     Così  lo  sermone  ...  è  virtuoso C  ì.  5.  81. 

quelli  che  hanno  Y  uno  e  V  altro  sermone C.Ì.5.8B. 

Dunque  quello  5«rmoMr  è  più  bello di.  5.  100. 

in  ciascuna  cosa  dì  sermone C.  Ì.  ix  93. 

in  ciascuna  maniera  di  sermone C  it.  7.  54. 

mi  rivolgo  colla  faccia  del  mio  sermone C.  ìi.  la.  5. 

la  bontà  e  la  btiUsaa  di  ciascuno  semwnt C  ìi.  is.  a& 

sì  per  r  ordine  del  sermone  . d  li.  la^  65. 

li  quali  colla  dolcezza  del  loro  sermone  inviarono d  iì.  x6.  5. 

che  .  .  .  più  bcUo  né  più  profittevole  sermone  non  era  .     .    ,     .     .  C  ìii.  i.  30. 

il  retlorico  dee  ,  ,  ,  cautela  usare  nel  suo  sermone    .     .     .    ,    .     .  C.  iv,  8.  91. 

la  quale  modera  noi  dal .  . .  in  nostro  sermone C.  ìv.  17.  5S. 

quando  .  .  .  ritrae  per  lungo  sermone  ...  la  storia C.  ìv.  «7.  184. 

serotino,     quello  suo  cerchio  che  la  fa  parere  serotina G  iì.  ».  ^ 

ìnfìnochè  riceva  lo  temporaneo  e  lo  serotino .  G  iv.  a.  87. 

serrare,     perocché  «rm/a  è  la  bocca  di  coloro C  ìt.  16.  3. 

serva,     chà  .  .  ,  V  anima  é  Donna,  e  altrimenti  è  serva  fuori  d'  ogni     .  G  iv.  3.  14& 

StfVare.     quello  che  per  gli  altri  é  stato  servato  lungamente  .     .     •     .  G  i.  10.  7. 

le  cose,  usate  e  servate,  sono .  .  .  commisurate G  i.  10.  IX 

*  Se  questa  ...  gli  uomini .  .  .  conosciuta  servassero  .  .  .'  .     .    .     .  C  tv.  9.  84. 

questa  proporzione  ...  in  tutti  mi  pare  da  servare         G  fv.  04.  74. 

C/.  serbare, 

serventese.    composi  una  epistola  sotto  forma  di  setventese    .    .    .    .  K  AT.  6.  11. 

servigiale.     la  teraa  t  quasi  nna  senngiaU  delle  .  . .  parole      .     .     .     .  K.  JV.  19.  95. 

servigio,     vidi  che  povero  mi  pareva  lo  servigio  e  nudo K.  /V.  34.  4. 

le  genti,  che  vanno  al  servigio  dell*  Altissimo K  AT.  41.  43. 


609  ^^^^^^^^P  SERVO 

lervigio.     Convien  che  tal  desio  servigio  conti Cana.  xìv.  58. 

Mrvlre.     Che  sol  per  lei  servir  mi  tengo  caro Canz.  xiv,  07. 

Face  piacer,  per  ben  serviti  altrui Cann,  xiv.  38. 

Chi  r  aom  può  ben  srrvircontra  talento Caiw,  xÌ7.  45. 

Cosi  ...  Si  fa  '1  servir  mercè  d'  altrui  bontate G»m4.  xiv.  56. 

Che  sol  per  voi  servir,  la  vita  bromo Cans.  xvi.  43. 

Ver  me,  che  chiamo  .  .  .  Solo  per  leì  servire Sesi,  li.  47, 

Ch*  a  voi  servir  lo  pronta  ogni  pensiero K.  JV.  12.  106  [Biiì/.  i.  27). 

E  recolo  a  JirwVnuovo  piacere K  /V.  9.  55  {Son.  v.  la). 

Che  lei  per  cui  servir  la  vita  smago Son.  xxxix.  a. 

Del  StgTìor  cui  serviamo  e  voi  ed  io Son.  xlvi.  a. 

SI,  che  dal  tuo  servir  mai  non  si  mute S,  P.  L  $J, 

£  1)  gli  serviran  con  dotcc  canto 5.  P.  et.  87. 

itore.     E  vedrassi  ubbidir  buon  servitore K  TV.  la.  113  {Ball.  \.  34). 

quel  loco,  Che  li  tuoi  5gli  e  servitor  riceve S,  /*,  ci.  117, 

Cf.  servidore. 

(t).     Voler  cadere  in  servo  dì  signore Cohm.  x.  35. 

Servo  non  di  signor,  ma  dì  vii  servo  Si  fa,  chi Cohm.  x.  43  (6ij). 

Questo  snro  signor  tanto  è  protervo ...  CanA,  x.  48. 

Chi  è  servOf  é  come  quello  ch*  è  seguace Cohm.  x.  64. 

signore  a  cui  servo  sormonta .     .  Gtna.  x.  98. 

non  rìstrioge  *I  freno  .  . .  Per  soccorrere  al  servo     ......  Csha.  xvi,  18. 

£  del  tuo  servo,  ciò  che  vuoi,  ragiona ^,  TV.  la.  119  \^BaiI.  Ì.  40). 

Lo  Re,  che  merta  Ì  suoi  servii,  ristoro Son.  xxxvii.  1. 

^Vlervigio.     ordinato  all'  altrui  servigio C  Ì.  5.  24. 

procede  nel  suo  servigio C.  i.  5.  31. 

che  6  più  servigio  d'  amico,  che  di  servo C.  i.  5.  34. 

non  Avrcbbono  potuto  avere  questo  servigio C.  !•  9.  11. 

la  quale  questo  Arrigo  attende Ci.  9.3  r. 

non  dee  1*  uomo  .  . .  dimenticare  li  servigi  ricevati C  ii.  16.  53. 

* .  .  .  o  onore  del  mio  servigio  ' C.  iii.  1 1.  169. 

licito  dico,  quando  .  .  .  per  servigio  meritate C.  iv.  11.  68. 

in  quanto  ad  alcuno  necessario  servigio  sono  ordinate C  iv.  13.  149. 

C/.  servizio. 

Per  fare  si  eh'  elle  sieno  degnamente  servite    ,     ,     .     .     .     .  V.  N,  1^.  14. 

pensando  che  V  amico  era  da  servire K  ./V.  3o.  io. 

disordinato  a  ben  servire C  i.  5.  fi8. 

non  serve  mai  se  non  a  suo  senno C  i.  5.  33. 

altri,  che  senza  dire  voglion  essere  serviti C  i.  6.  17. 

che  perfettamente  servire  noi  può C.  i.  6.  aS. 

che  . .  .  non  li  potrebbe  .  . .  servire,  e  cosi  nQiiMfvnreA6#  .  . .  lo  .     .  C  1.  6.  31,  30. 

Non  avrebbe  il  Latino  servito  a  molti C.  i.  9.  7. 

che  di  mille  V  uno  ...  ne  sarebbe  stato  servito C  1. 9.  14. 

ti  Volgare  servirà  veramente  a  molti Ci.  9.  99. 

comandato  . .  .  che  gli  ministrassero  e  servissero C  li.  6.  31. 

che  sono  .  .  ,  dolce  e  cortesemente  servire  e  operare C.  iv.  35,  15, 

I*  una  ...  si  lamenta  come  ...  1'  altra  come  servitore     ,     .  Vt  N.  34.  aG. 

IO»     proposi  di  stare  al  servino  delle  donne K  TV.  14.  ss. 

C/.  servigio. 

rOk     più  scr\-igio  d'  amico,  che  di  servo C  i.  5.  35, 

in  vece  di  servo  alle  infrascritte  canzoni C  i.  5.  37. 

non  sarebbe  stato  servo  conoscente  al  .  .  .  Volgare C  i.  6l  9. 

La  conoscenza  del  smo  si  richiede .  C  i>  6.  tx. 

non  vogliono  che  *1  servo  si  muova  .  C,  i.  6,  i&. 

R  r 


SERVO 


6l0 


(x).     Lo  quide  a  me  suo  s^rvo  non  fìa  avaro Som,  siti.  B4. 

Eccomi  apparecchiato  strvo  umile Som,  xlvii  14. 

che  non  voglia  ...  il  tuo  s*rvo  riprendere S,  I*,  xxxrii  ^ 

piacque  AiU  tuoi  srrn  pieni  di  bonUdc   ....  .  Si.  /*.  ci,  54. 

all'  umile  parlare  De*  suoi  eletti  s€rv$     ...  .  S.  /*.  ci.  6ft, 

d'  caaadire  II  servo  tuo  nella  tua  verìtade S.  /*.  cxfiL  5. 

Perocché  io  sono  de'  tuoi  stm'  e  schiavi .     .  S.  P.  czlti.  61. 

(aV     Niai  pìetatem  habucrit  sfrvo Cam»,  xxi.  J9. 

aetta.     Di  trarlo  fuor  di  mala  sttia  in  pria    •••.••,••,  CmmM,  iz.  79. 

Spia  se  tu'  lo  puoi  della  tua  sètta Cmu.  xìt.  89. 

sette. Chiù.  jcv.  9,  99  ;  xviii.  ai  ;  xxvin.  14  ;  P.  F,  153^ 

acttimo P,  F,  aogu 

aeveritade.     con  la  atwrùadé  Del  tuo  giudixio  . . .  giudicare .    .    .     .  S.  /*.  ala.  ^ 


sesvo.     se  il  stmo  non  conosce CL<SbO& 

si  conviene  conoscere  al  servo  gli  amici C  t.  6.  99. 

che  il  comcnto  . .  .  non  sarebbe  stato  servo  {omototMt* C  i.  7.  a. 

aUe  quali  questo  Cemento  è  per  servo  ordinato C  i.  7.  70. 

siccome  intra  'I  signore  e  '1  servo^  Che,  avvegnaché  ^1  servo  non  possa 

.  .  .  rendere C  ui.  1.  6a  (àè^ 

siccome  sono  le  leggi .  .  .  delli  servi C  iv.  j^  150. 

se  lo  re  comanda  una  vìa  e  il  servo  ne  comanda  un*  aItzl^  non  è  da 

obbedire  il  servo Civ.  34.  136,  138. 

sesaanta. K.  ^.  6.  8  ;  C  ii  7.  105  ;  15.  175. 

queste  ore  usa  la  Chiesa,  quando  dice  .  .  .  Sesia      .....     C^  iÈi.  6.  au 

lasciando  ta  Sesta  nel  meuo  di  queste  parti C  ir.  03.  131. 

C  iu  4.  6;  M'  4^;  «5-  >M;  '><•  ^i-  4°;  iv-  ta-   »»7;  «7-  47;  ag-   106,  «4»,  14$; 
afi-^.  75t  I"  ;  07.47- 

sestodecima dv,  yo^e. 

sete,     della  cui  acqua  si  refrigera  la  naturai  stU C  i.  i.  £6. 

che  all'  anima  nostra  possa  tórre  la  sete C.ai.<SL79. 

dicendo  quelle . .  .  dart  piit  sete Che,  i&  9. 

Promettono  ...  di  torre  ogni  sete C  ir.  !&  41. 

danno  e  recano  sete  di  casso  febricante  e  Intollerabile C.  iv.  is.  47. 

in  nullo  tempo  si  compie  né  sì  sazia  la  sete  della  cupidità    .     .     .     .     C  iv.  la.  66. 

setta,     ciascuna  di  queste  reitadi  ha  si  gran  setta C  i.  11.  li. 

La  seconda  sttta  contro  a  nostro  Volgare  si  fa C.  i.  sx.  71. 

La  terza  setta  contro  a  nostro  Volgare  sifa Clt.li.  tot. 

La  quinta  ed  ultima  W/a  si  maove C  t.  is.  is6. 

nessuno  dabita,  né  Filosofo  ...  né  alcuna  satta C.  ii  5.  éS- 

costoro  e  la  loro  setta  chiamati  furono  Stoid C  ir.  &  94. 

tutti  quelli  che  a  questa  setta  s'  appresero C  ir.  6.  146^ 

per  ...  si  possono  intendere  le  tre  sette  della  vita  attiva    .     .     .     .     Cn,  sa.  i6(k 

e  dice  a  ciascuna  di  queste  settt C  iv.  aa.  17& 

settantesimo. C  iv.  «4.  43. 

sette.    .    .    .     Cìi.  7*  105;  14.5^,55,56;  15.9;  iii.5.99;  ir.  36;  iv.  5.89;  at.  Eia 

scttccenta C.  iii  5.  88;  1 1.  34  ;  iv.  a  6> 

settentrionale,    due  Poli,  1'  uno  . . .  cioè  questo  setteniriomale  .     .     .     C,  iii.  5.  7^ 

settentrione,     due  archi . . .  uno  verso  Settentrione C  iti.  5.  1361 

settimana,     notte  non  sarebbe,  né  d),  né  settimanOf  né  mese       .     .     .     C  iì.  15.  155. 

C/,  semana, 
settima    C  ii.  4.  7  ;  iiì.  7-  ^  ;  n*  40  ;  iv.  la  83, 90  ;  16.  78  ;  17.  50  ;  sa  33, 96;  a9- 
158;  a6.66;  27.  157, 

severità,     si  conviene  .  .  .  ridere  con  un'  onesta  severità C.  tii.  8.  tOQ. 

non  li  puotc  avere  la  Seneitutf  .  .  .  per  la  severità      ...  .     .     C  iv.  afii  loB- 


6u 


9Ì 


Raccoglier  1*  aer  del  $€j-aa'  sospiro Cf  ma  xliL  6. 

Onde  r  animo  . . .  Per  lor  diacommcoto  non  si  sfatr  .     .     .     .  C  iv.  C^u.  vA.  6a 

Per  conduccrmi  al  tempo  che  mi  s/aet dna.  xiìi,  9. 

Non  pjangrr  più,  tu  sei  già  tutto  t/atto Som,  U.  (4* 

■fermare*     E  se  Amor  ne  ne  sfina.  Io  mi  vendicherei Cmns,  xU.  7*. 

lAdare.     a/uia  La  debole  mia  vita  esto  perverso Cs***.  iji.  40. 

iflpmure;     E  veggìovi  tornar  si  tjigurai* K  M  aa,  80  'Som.  xlL  19). 

■fogAre.     Ha  ragionar  j^r  isfogm' \tL  mente K  iV.  19.  «3  lOiiv.  i.  4\ 

Ori  s*  io  voglio  sfc^r  lo  dolore K  A^.  39.  44  (CiHa.  iii.  4). 

si .  .  .  Che  sfogmtsi  lo  cor,  p  iangendo  td ^*  ^<  33'  33  {Som.  xvfi.  8). 

aforzare.     Che  solo  Amor  mi  sforma  ...». B^lì.  iv.  43. 

Poscia  mi  sfono  [,  che  mi  vof^io  aitare] K.  AT.  16.  39  \Son.  \x.  9^,  45. 

■gnuUre.     Pensoso  dell*  andar,  che  mi  $grméia K  A^.  9.  45  {San»  v.  %\ 

■(lldAre.     al  che  in  le  ...  Si  posi  quella  grazia  che  ti  tignata     .     .     .     Ctma.  xviii.  14. 

tgoardare.     Poiché,  $fptmnlmwio^  il  cor  feriste  in  Unto Som.  xtrii.  i. 

Che  mi  sgumnimiri  con  ta  bcda  irata S,  P>  xxxviL  9. 

ti.  K  N.  19.  as  (Calta,  u  6),  aS  (Cau.  i.  9\  59  i^Can*.  i.  40),  63  (Caaa.  L  44  :  tms\  73 
(CaMJt.  L  64)  ;  93,  139  (C*H#.  ii.  la),  14»  {C^n*,  iU  15),  143  {Cans,  lì,  i6\ 
139  (Cana.  ii.  39),  164  {Cam»,  ii.  371,  183  {Cama,  ii.  56),  196  {Cana.  il.  69% 
198  {Cana.  li.  71),  004  (C««.  il  77)  ;  «&  14  (f*.  C  i),  16  (/*.  C  3Ì.  18 
(/".  C  5  ,  37  (/*.  C  I4>  ;  3»'  43  (CdM.  iii.  3),  64  (C«m*.  ili.  84),  68  \,Cama, 
ili.  38),  73  (Graa.  iiL  33),  75  (Cbh«.  iii.  35\  90  {Cmma.  iii.  5»),  99  (Ca»ia.  ili. 
59),  105  (Ca«u.  ili.  65!*,  K06  (Capta,  iii  66)  ;  34.  99  (CaMa.  iv.  3)  ;  C.  ii.  Canai. 
L  3,  t8,  aa,  30,  41,  45,  30  ;  iii.  Cohm.  ii.  5,  85  ;  Caita.  ix.  46  ;  x.  38,  84  ;  xi. 
5,  IO,  99»  46,  55  ;  «ii-  30,  34.  49;  xiiL  r,  39,  64,  67,  79;  xiv.  i,  4,  6.  30.  40  ; 
XV.  6,  95  ;  xvi.  47  ;  xvii.  «5.  49,  74  ;  xviii.  13,  35.  44»  75;  xÌ*.  85-  ><>«  ^  »»• 
41.  86  ;  Sest.  i.  5,  16,  a6  ;  IL  99,  40,  51  f  iii-  9  :  tv.  t6  ;  K  iV.  19.  84  {BaO,  I. 
5),  los  [,BaU.  i.  96);  Ball.  v.  xa;  x.  11  ;  K  S,  7.  a6  {Sowt,  ti.  9)  ;  B.  34 
{Som.  iii.  r4)  ;  9.  56  {Som.  w.  13)  ;  13.  37  (Stm.  vi,  a)  ;  14.  81  {Som,  vH.  3), 
85  (Som.  vii.  7)1  91  {Sem,  vit  13^  ;  16.  96  {Som.  ix.  3),  99  {Som,  ix.  6)  ;  aoi  aa 
{Som,  X.  10)  ;  ai.  mm  {Som.  xi.  14)  ;  94.  80  (Som.  xii.  13),  99  (5om.  xiìi.  5)1 
too  (.Som.  xiii.  la)  ;  a^.  53  \,Som,  xiv.  4%  61  {Som,  xiv.  ia%  63  {Som.  xiv.  14}; 
96.  43  (Som,  XV.  9)  ;  33.  39  {Som,  xvii.  7)  ;  37.  «a  {Som,  xx,  7)^  97  iSom.  xx. 
19)  ;  38.  40  {Som.  xsi.  6}.  44  {Som.  xxl.  10)  ;  39.  6a  {Som.  xxli.  3)  ;  4a  57 
(Som.  xxiii.  7),  60  {Som,  xxiii.  10),  61  {Som.  xxiìi.  iiì  ;  41.  57  {Som.  xxtv,  3); 
48.  53  {Som.  XXV.  7),  56  (5m.  xxv.  io)  ;  Som,  xxvi.  3  ;  xsvit  '•>  ;  xxxi.  l  ; 
azxiv.  14  ;  zxxv.  1  ;  xxzvt  11  ;  xxxvii.  la  ;  xli.  10  ;  xliii.  6  ;  alvi.  7,  14  ; 


credere  , .  .  siccome  vUU  e  ignobililA  la  j/wniafcaaa  .     .     C.  iv.  19.  94. 
Se  questi  non  d  tfiflgorassf  cost  fuori  del    .     .     .  .     .     K.  AT.  14.  46. 

e  tanto  si  t/sroapa  per  suo  ingegno,  che    .  ,     K  iV.  3.  48. 

■1  che  io  mi  tf/onava  di  parlare K  W.  19.  36. 

atto  libero  e  non  itjbromto  .  .  .  atto  afowwtsto  4,  quando  C.  i.  8.  loi,  104. 

marsvigtiaadnd  del  ode 9^um4mt%     .    .  .    .     K  AT.  5.  9. 

iaeonUnente,  dopo  di  ^wi^i— p,  dkvto  ....  .     .    .     C  UL  8l  134. 

è     ,  .  dcTl*  altre  Intellìgeosc  ...  per  contìnuo  tigmirAàff   ,     .     .     .     C  Ul..  13.  73. 
ignardo.     dal  principio  delU  ^fuarrfi'di  questa  Dooaa     .     .     ■  .     ■     C  ti.  16.  4>> 

lo  yiirfo  di  questa  Donna  fu  a  noi  .  .  .  ordinato  C.  IiL  14.  193. 

la  questo  9gmmfdo  .  .  .  U  umana  perfezione  ■*  acquisu    .  .     C.  ÌU.  15.  34. 

U  lofo  occhi  fuffgiro  da  ogni  altrui  Mgmmréo C  iv.  95.  6(^ 

■otofta  non  %*otfe  lo  tgmmrdo  suo  iIuKÌmImii    .  C  iv.  sa  6». 

ÌL     V.N.9.  «9,  99,  40,  49.  36  ;  3-  57*  6a  ;  4.  6  ;  9.  IO.  9»;  1*.  56,65;  13.  r6  ;  14.  i|,  «i, 

35^  »5-  >5.  17;  «6.  11  ;  aa.  aB  i  93.  »o,  3&^  6»,  te,  tetf  ;  94.  ta  t  as,  5,  38» 

43  i  «6.  t9,  ao  (*w),  51  ;  34-   >4  ;  39"  ■  ì  4*.  iB,  36,  38,  4>  ;  4»-  ••  1  43-  7  ; 

C  L  I.  58,  104  ;  9.  109  ;  5.  49,  54i  35t  *5  ;  *•  >4  ;  7-  7»  ;  ••  55-57»  »■•:  »* 

R  r  3 


si 


6ia 


sicché. 


shrii.  7  ;  xhiii.  la  ;  1.  6  ;  li.  a,  5,  6»  to  ;  S.  P.  xand.  59  ;  zzxrìi  64  ;  L  51  ; 

cxxix.  19,  ao  :  cxUi.  15,  40,  50  ;  P.  F.  67,  96,  97,  135,  135,  aa6,  «36,  ^40»  m^ 
C.  ìv.  Can*.  iii.  ufi  ;  Con*,  x.  51,  116;  xiiL  33,  79  ;  xvil.  69;  xvizi,  49;  Sesti 

7*  »3t  53»  64  ;  V.  N.  la.  Sa  CJ5<|//.  L  3)  ;  7.  34  {Som.  ii.  17^  ;  «4-  «9   -So».  »i 

II)  ;  ai.  13  [Som,  xì.  5*1  ;  36.  35  {Soh,  xix.  7)  ;  43.  6a  {Som.  xxv.  I4J  ;  Sh, 

xxxii.  s  ;  xxxiiì,  13;  xxxviii.  13. 
riccnmc      K  W.  19.  83  (Cvu.  i.  64*1  ;  33.  59  (Cam*,  iii.  19)  ;  C  iii.  Cowv.  ìL  36  ;  Ir.  Cèm. 

iii.  49.  78,  103  ;  OwM.  xiL  6a  ;  xiv.  90  ;  zix.  74  ;  xx.  45  ;  B^M,  ir.  16  ;  F.  if. 

ao.  14  {Som.  X.  a)  ;  Som,  xxxiL  14  ;  xxxìv.  9  ;  P.  F.%\^  i6a,  2x4.  316. 
sicaramente.     Ma,  se  tu  ruoli  andar  skmrmmtnh     .    .    ,    .    .  K.  Al  xs.  87  ^BmO.  ì.  S). 


iL  81  ;  it.  ir,  44;  ia.  4,10;  ìi.  a.  39;  4.59;  7.33;  B.  54.  76;  9.60;  ta  14: 

ir.  30  ;  13.  63,  64,  66;  13.  43,  6a  ;  14-  190^  ^35»  ^37  :   16.  75.  84  ;  in.  3-  »»; 
5.  8,  103,  198;  6-  77;  7-  a.  40,  81,85,  167;  8.  141  ;  9-  ^;  ««-  ««  :  ^** 

70;  13-  97;  15.67;  w.  »•  »a;  a.  65,66,68;  5.61, 176;  7-yv  fio;  &  5s; 

9.  114;  10.87;  "-  74;  15.  >5a;  ai.49j  sa.  49,  tas;  «3.  sfi,  6a  ;  «#.  14B; 

05.  98  ;  37.  84. 

SibiUa.     Enea  sostenne  solo  con  Sibilla  a  entrare C  ir,  a6h.  7*. 

sic.     tu  auiem  »oh  sic V.  N.  za.  34. 

■locbè.  V.  N.  11.35;  >8.  13,  66;  36.  la;  43,  8;  C  ì.  i.  ao,  33,  33,  90,  106,  131; 
a-  65  ;  4-  79  i  5*  61  ;  ii.  3.  51  ;  3.  48  ;  6.  4».  «43  ;  to.  43  ;  13.  49  ;  14.  i«sk 
aE3  :  Hi.  j.  7  ;  a.  90  ;  3.  108  ;  4.  39.  Toa  ;  5.  X05,  130  ;  6.  a  ;  7.  91  ;  &  104. 
"33  ;  9.  57»  77.  79-  98,  138  :  <o.  33  ;  11.  78,  85  ;  i».  3a  ;  14-  54  ;  «3-  4". 
a»3;  'V.  4.39;  6.  30,  161,  173;  7.  ao.  a5,  6a;  9.  100;  la.  15,  16,  «3,  sa,  176; 
13.  8,  34,  51,  65.  a»;  14.56;  «5.  n;  ao.  38;  ai.  131;  ».  97;  43.4;  «4. 
5a,  I II  ;  25.  43,  44  ;  a6.  87  ;  aS.  aa  ;  39.  1 15  ;  30.  6. 

Bkxxvne.  V.  ^.7.15;  8.  17:  9.59;  13.  ao  ;  15-54;  18.8,43;  3t.  34,35;  «-a.  15.  *K 
aS-  8.  39,  44,  67,  89  ;  36.  IO  ;  37.  1 1  ;  30.  31  ;  38.  37  ;  39.  11;  C.  i.  1.  «,  «, 
116,  193  ;  a.  44,  57  ;  3.  4.  64  ;  5.  a»,  a6.  87  ;  6,  4^  ;  7<  H*  53f  ^6  ;  9.  5,  m, 
44»  sa,  57.  60,  7a  ;  IO.  8, 31,36,  Sjt,  89,  97;  ii.  15,  aa,  78,  xia,  123  ;  13.  18, al, 
45,  57,  63.  65*  66,  75,  76,  79,  85,  97,  100  ;  13.  3»,  53,  65  ;  VL  i.  14,  35,  45.57. 
67,  83,97  (*w),  107,  116;  3.  13,  46,  65;  3.  56.  59  ;  4*  8a  ;  5-  9.  ai,  j& 
a8,  39»  40,  41,  69,  117,  134;  6.  7.17,119;  7. 48,  57, 84  ;  a.  18,  a6»  66  ;  9  38k 
83;  10.43,67,83;  II.  17,63;  13.19;  »3aB.3o,  70;  14.  10,31,34.37,43,51, 
87,  133,  169,  i8a,  197,  ao7.  009,  «14.  240,  348,  351;  15.  7.  8»4i.  56.  < «5: 
16.  4,  a3,  461  89;  iii.  I.  ao,  36,  56,  61.  78;  a.  36,  37,  53;  loo,  iiov  1*1. 
139,  130,  141  ;  3.  6,  14.  39,  79  ;  4.  6,  48.  9»  ;  5-  67.  I94  ;  6.  43,  45,  56,  94. 
no,  113.  104  ;  7.  36.  33,  43.  45r  53,  73»  ^06.  «08.  117.  119,  137,  159;  ag» 
96,  X14,  158, 163,  168.  187;  9.  a8,  35,  53,  59.  71,  85,  no.  116,  133;  fo.  3. 13; 
I».  ",  9.  "t  35'  55»  89.  9»»  97i  104.  '09,  114,  iso,  139,  136,  139.  143,  158, 165, 
«69,  175;  ".  33,  30,  33,  44,  48  ;  13.  9a;  14-  «»  6,  17»  30^  5a,  81,  85,  «afl; 
«5-37,  "7,  M4»  «87;  iv.  1.36,58.80;  a.  3>r39.99.  '3*1  «S*  ;  4- 10,  «5.5* 
54,  loa,  I30,  133  ;  5.  501  59,  64;  6.  39.  58,  109,  ia6;  7.  no,  113,  138;  8.3. 
83,  116,  laa,  139;  9.  15,  ^^  44,  48,  50,  67,  68,  69,  115.  >>8,  13^  taS^  ij» 
«5'»  '57,  «64;  IO.  5,  34,  53,  66,  79,  89  ;  11.60,63,66,118;  la.  aa,  143, 14^ 
183,  193;  13.  37,  46,  6a,  158;  14,  las;  15.  la,  ao,  60.  loa,  115,  171,1» 
193;  16.58,  105,  n6,  tso;  17.  74;  18.11,16,39,53;  19.33,  30.5*.  77.93: 
ao.  II,  39.33,43,  63,  66,  76;  31.  II,  75;  aa.  14.31,36,441  48.53,515^9'. 
107,  116,  117,  i35f  »39»  i59t  «83,  197,  199,  aoo  ;  a3.  38,  51,  56.  140  ;  b«.  lo, 
38,  85,91,  108,  ii8,  tao;  35.  7.  =6,  71,  94,  laa.  146;  »6.  7,  3>*  43i  79*8«* 
"35,  140,  144  ;  27-  «7.  aa,  a8,  46,  6a,  67,  74,  190;  28.  8,  14,  aO,  34,  laB;  «9. 
3«,  9a,97.  »".  in;  30.36. 

Sicilia.     Enea  . .  .  quando  lasciò  li  vecchi  Trojanì  in  SkQia   .     .     .     .     C  iv,  aòw  95. 
Enea,  quando  fece  li  giuochi  in  Siàtia .     .      C.  Ir,  a6.  138^ 

sicurameote.     se  vuole  siatmmmU  andare  sciua  perìcolo  l'.  S.  la.  ta8 


6i3 


SIGIIÒltC 


Bicununeote,     Acciò  che  il  muro  . . .  SitMramtntt  sia  edificAto  .     .     .    S.  PA,^ 

sicnranza.     quel  signor  ...  Mi  dona  «lìrMnm**  Che  . Bail,  vìE,  3, 

sicuro..     Che  dovria  la  mìa  viU  far  «t'rwni BaitWi.ì^. 

E  perdi  per  lo  vano  il  ben  sicuro Som.  vcxvii.  14. 

La  qtial  .  .  .  Fara  la  rorca  di  Sion  aitura     . S.  P.  cì.  4B. 

Che  par  che  debban  viver  non  sicuri  ,,,,..,,...     5.  /'.  cxlii.  18. 
aicurtate.     Ch*  Amor  .  .  .  Prende  baldanza  e  tanu  atcuHai*  .     K  N.  14.  86  (Stm,  vu.  8). 
lignore.     Lo  cielo  ...  al  suo  Signor  la  chiede K  A^.  19.  99  {CanM*  i.  ao). 


licumnzn.     quando  commenda  la  povertà  di  aicumitta C. 

sicuro,     confortola  perù  che  vada  pili  ùcmtb     .    .    ,          K. 

te  morosamente,  non  sicuro,  cominciar  intendo C 

come  vivono  strMrt , C. 

*  Oh  sicMra  facultà  della  povera  vita  .  .  .* C. 

nella  paterna  faccia  quasi  come  sicuri,  si  tennero  volti       .     .     .     .  C. 

sicurtà,     pieni  di  siatrlà  .  .  .  fanno  lor  cammino  più  brìeve     .     .     .     .  C 

slcurtade^     a  prendere  sopra  me  tanta  stcuiiati* l\ 

siccome  o^rni  sicuriaJt  m\  \-icn  meno .  K 

siepe.     Una  pianura  è  .  .  .  con  si*pi C. 

signlficanza.     considerando  la  significaHma  del . .  .  vocabolo      .     .     .  C. 

significare.     ncUa  seconda  significo  a  che  si  dee  rispondere     .     .    <     »  K 

nelle  quali  .  .  .  m'gmfieasti  la  cacone  del K 

parole,  nelle  quali  ciò  fa^se  a^gm^icnlo K 

la  quale  .  .  .  eziandio  per  le  cose  sìgnifici^ti  sigmfiem  delle  superne 

cose  dell'  eternale  gloria C 

che  r  accendiracnto  . . .  significa  morte  ...e C 

per  lo  psHti  significa  il  movimento «....tC 

che  . . .  per  questo  numero  il  detto  movimento  tigmi^km,    E  per 

lo  MsBf  tigtsifiea  il  novimento  del  cmawt C. 

tigmifim  le  cose  scnaibìli .  . .  e  .  .  .  significa  le  cose  che  sodo  senta 

materia C. 

per  li  due  movimenti  sigmfiem  queste  due  scienze C 

che  per  lo  movimento  .  . .  significa  le  cose .  . .  corruttibili      .     .     .  C. 

per  lo  movimento  .  .  .  significa  le  cose  incorruttibili C 

dico  che  questo  movimento  significa  quelle C 

t  da  vedere  che  quesu  Msn^  pryipriaaaenle  significa    .  C. 

nò  intendono  per  quelle  alcuna  cosa  sigm^Uar»    ...  C 

avvegnaché  ciò  s^gnifidn ..,.C 


IV.  13.  Ila. 
N.  la.  ia6. 
ìil.  8.  as. 
iv.  la.  90. 
tv.  13.  iia. 


iv,  «5,  87. 
iv.  13.  106. 
N.  a.  4». 
N.  15.  SS. 
iv.  7.  57- 

m.  11.57. 

A^.  3.93- 
N.  14,  7a, 
N.  a7.  7. 


ti.  I.  56  (Mr). 
ii.  14.  III. 
IL  15.  •9. 

ii.  15-  36»  sv- 


ia dcRnixione  è  quella  noiose  che  *l  none  aign^ica      .     . 

cioè  quello  che  qucato  nome  significa 

intendendo  aoUniente  la  naturale  amistà  significar* 

un  vcrt>o  .  . .  che  *ignifica  tanto  quanto  Icfarc  parulc   .     .     . 

Mania  ...  io  quello  stato  signifiea  1*  Aé^huwnwm  . .  .  •  ia  qncllo 
stato  significa  la  Giovcnim^ . .  .  lìece  allora  filali,  per  li  quali 
li  significamo  le  vlrtti ...  e  paitisai  ...  e  roaritosai  .  . .  per 
che  significa  che C.  iv.  a8. 

Fece  figli  ...  per  che  si  significano  le  viftb  che  ...... 

Mori  Ortensio  ;  per  che  si  sigmfica  ti  termine 

per  lo  quale  vedovaggio  ai  sign^/ka  lo  Ssmto    .... 

per  ch«  significa  la  nobile  Anima  . . .  tornare 

quale  nomo ...  piti  degno  fu  di  mgnifitars  Iddio  . . .  T 

«JgnttifaTJnnif     secondo  la  larga  mgn^ficoMosis  del  vocabolo  .... 

poi  procederò  alla  sua  s^n^ficaaiont 

di  quella  «i^pi||lcBafois« al  presente  Don  s' Intende 
akgpotc    io  diaccmes  una  figura  d*  uno  Signosn  ,    . 


ii.  15.  87,  90. 
li.  15.  95. 
u.  15.98. 
ìL  15.  104. 
ìL  15.  109. 
ili.  a.  Sa. 
tu.  7.  115. 
iiL  II.  11. 
iii.  II.  14. 
ilL  II.  17. 
ili.  1 1.  69. 
iv.  6.  19. 


105.  >o6«  i 

o6k  Ilo 

r.  iv. 

aB. 

«13, 

Civ. 

sB. 

»<5. 

C .  IV. 

»B. 

"7- 

Clv. 

sfiL 

119. 

Chr.aa 

Isa. 

K/V. 

4«. 

M- 

Ciii. 

11. 

S4. 

r.  iv. 

tfwafi. 

K/V. 

3- a* 

SIGNORE  ^^^^^^^^^^^^^H  614 

signore.     Amor,  signor  venicc,  Ecco  1*  ancella  tua Ci».  Cmm^  i  %l 

£  coinìiidando,  chiamo  quel  Sigmofw C,  tv.  Cmmm.  iiì.  18  ;  a.  19^  co 

Cosi,  alto  S^noiTt  Tu  cacci Cmm^,  ia.  6. 

Dunque,  Sigmor . . .  Guarda  la  vita  mia Gm^  ia.  4tfi 

Voler  cadere  in  servo  di  aigMort Cmtm.  x,  ^ 

Tu  sola  iaì  a^^Mor* Cmmm.  x.  41. 

Servo  non  di  j^^norf  ma  di  vii  servo  Si  ia,  chi  da cotals%pKrai  acosta  Cams.  x.  ^  44. 

Questo  servo  signor  tanto  è  protervo Cawa.  x.  4& 

è  come  quello  eh*  è  seguace  Ratto  a  agnort Cams,  x.  65. 

com*  poca  dàfeaa  Moalni  signon  a  cui Ca»M.  x.  98. 

Fa,  sigmor  mìo,  die ...  noi  possa  udire Caiu.  zi.  xa. 

K  questa  .  .  .  S^or,  non  cura  colpo  di  tuo  strale C«i«a.  n.  73. 

Non  vi  può  fare  il  mio  s^nor  più  guerra CtM^.  xi.  Si. 

Che  buon  fi^cr  mai  non  ristringe '1  freno Caita,  avi,  17. 

De'  messi  del  signor,  che  m'  ha  in  balla Cèrna,  zrl  6^ 

Tanto  .  .  .  Che  M  possente  signore  .  .  .  Appena  .  .  .  s'  aita      .     .     .  Cawa.  xx.  d. 

Di^lia  e  vergogna  prese  Lo  mio  signorr Cmm*.  xx.  3^ 

Signor,  tu  sai  che So/.  ìi.  05, 

Sicché  .  . .  Ragioni  poi  con  Id  lo  mio  S^nort K.  AT.  la.  83  (Baff.  4.  ^ 

quel  signor  ...  Mi  dona  sicuranza JB0Ì/,  vn.  l. 

Chi  mi  vedrà  Lauderà  il  mìo  signort Bali,  v^  itk. 

Ch*  io  ci  porto  entro  quel  signor  gentile BmtL  x.  15. 

Salute  in  lor  signor^  cioè  Amore f .  AT.  3.  80  (Sov.  ì.  4). 

E,  poco  stando  meco  il  mìo  signort ...  Io  vidi    .     .     .     ,    V.  N,  94.  56  i,S0«.  air.  fi 
che  ...  Fu  posta  dalP  altissimo  signon  Nel    .     .     .     V^fi.  35.  43  \Son,  xviii  [i*].  3\ 

mercé  del  dolce  mio  signore Som.  xix.  •%. 

Io  vi  scongiuro  .  .  .  Per  quel  signor  che Som.  xL  d, 

che  \'Ìta  ed  onor  tiene  Da  quel  signor  che Som,  xHL  13. 

chi  meco  ragioni  Del  Signor  cui  serviamo Som.  xIvL  a. 

Per  lei  ti  prìcgo  . . .  Signor^  che  tu Som.  xlix.  4. 

Signor^  non  mi  riprender  con  furore S,  /*,  vi.  i. 

Difendimi^  o  Signor^  dallo  gran  vermo S.  /*.  vL  la 

Aiutami,  o  Signor^  tutta  fiaU S.  /^  vi.  16. 

o  Signor  caro S.  P.  ^-^^  19. 

signore,     fu  piacere  del  Sìgnorr  degli  angeli K.  W.  &  «^ 

dico  che  lo  signort  loro  piange K  A^.  8.  381 

E  però  lo  dolcissimo  Signort .  .  .  apparve K.  A^.  9*  13» 

che  lo  mio  signore  m*  avca  nominata K.  A^.  lOb  ^ 

S^norr  della  nobiltade,  perchè  piangi  tu  f f^.  AT.  la.  «9. 

Ch*  è  ciò,  i^ort,  che  mi  parli  con K.  AT.  ial  SU 

ciò  che  *1  mio  si^orv  m'  avea  imposto .     .     .     .  K,  AT.  la,  ^ 

lo  mio -si^itofv  Amore,  U  sua  mercéj  ha  posta .  K.  A^  i&  37. 

che  Giuno  .  . .  parlò  ad  Eolo  signon  delli  venti K.  AT.  ai^.  75. 

e  che  questo  signon  le  rispose  quivi y.  N.  ^5.  381 

che  benedetto  sia  lo  Signort  che  ...  sa V.  N^  ■&  xfll 

quando  lo  Signon  della  giustizia  chiamò K  A^.  «9.  & 

conoscente  del  bisogno  del  suo  signon C  i.  5.  4& 

non  sarebbe  stato  servo  conoscente  al  agnon  Volgare C.  f.  6.  9^ 

la  natura  del  s^gnortf  onde  sono  signori  di  si  asinina  natura   .     .     ,  CL  i.  6^.  14  (!»)• 

la  natura  del  suo  s^;non CLÙ61  9t, 

gli  amici  del  suo  aignon ...  e  così  non  servirebbe  ...  lo  suo  signon  CI.  6k  90^  3». 

senza  il  comandamento  di  questo  signon ...  CI  ì.  7.  47. 

del  comandamento  del  suo  signon C  i.  7.  66w 

Questo  signort,  cioè  queste  Canzoni .  . .  comandano C.  i.  7-  69. 


SIGNORE 


lOre^     Ma  saif  Sj^or,  che  t*  ho  manifestato S.  P.  xxxì,  31. 

AI  mìo  SigMort  vogUo  conressare S.  P.  zjud.  35. 

E  tu,  Signore^  udendo  il  mìo  parlare S.  P,  y^^i.  37. 

10  A  te.  Signor^  ricorro  lagrimando S,  P,  xxxì.  49. 

Non  consentir,  Signor^  che  la  potenza S.  P,  xxxi.  55. 

Dal  mìo  Signorw  allora  ditto  fummì S.  P.  xjucÌ.  58. 

O  Signor  mio,  o  singoiar  trastullo S.  P-  xzxi.  67. 

£  che  quelli,  che  spcran  nel  Signon  .  .  .  saranno S.  P,  xxxt.  76. 

o  singoiar  Signore ,     .     ,     ,     .  S*  P.  xxxvii.  6. 

O  Signor  mio,  la  mia  orazione  ...  si  pone      ..••....  S.  /^  xxxvii.  31. 

Però  che  in  te,  Signor^  che  vedi  tutto S.P.  xxxvii.  55. 

Pur  che  di  te,  Signor,  non  sia  privato S.  P.  xxxvii.  73, 

Deh  I  non  mi  abbandonare,  o  Signor  mìo S.P.  xxxvii,  89. 

O  Signor  mio,  o  padre  di  concordia   .     , S.  P,\^  i. 

Prego,  Signor,  che  tu  da  me  discacci S.  P.  L  5. 

Ecco,  Signor,  perchè  tu  se'  colui S.  P,  I.  19. 

O  Signor  mio,  rivolgi  la  tua  Tazza S.  P,\,  34. 

Non  consentir,  Sigrujr,  che  mi  sia  tolto 5.  /*■  L  43. 

Deh  I  rendimi.  Signor^  quella  letizia S.  P.  l.  46. 

S^gm>rf  se  tu  fai  questo  come  spero ,     .     .     .  ^.  P.  1.  53. 

Aprì,  Signor,  le  labbra  della  mente 5.  P,  U  58. 

Della  qual  so  che  '1  mio  Signor  non  gaude 6.  P.  1.  63. 

SignoTj  fa  che  Sion  sia  ben  guardato      . S.  P.  1.  67. 

S^gnorg,  esaudì  la  mia  orazione 5.  P.  ci.  x  ;  czlii.  i. 

Non  mi  privar.  Signori,  del  tuo  aspetto S.  P.  ci.  4. 

Ha  tu,  Signor,  che  mai  non  vieni  meno 61  P.  ci  43. 

To  sei,  Signor,  la  luce  chiara  e  pura S.  P.  ci.  46. 

S*  tu  li  cavi,  Signor^  da  quella  guerra.  Tutte  genti.  Signor^  te  teme- 
ranno        S.  P.  ci.  58,  59. 

E  tntti  li  signori  esalteranno  La  tua  potenza S.  P.  ci.  6t. 

11  Signor  nostro  ha  riguardato  in  terra S.  P.  ci.  77. 

Ora  li  prego,  o  dolce  Signor  mio S.  P.  ci.  91. 

Or  fa,  S^ortf  che  della  mìa  tomba  Io  esca  fuora S,  P.  à,  xia. 

Dallo  profondo  chiamo  a  te,  Sf]^norv S.  P.  cxxix.  1. 

Apri,  Signortj  il  tuo  benigno  udire ^.  P.  cxxix.  4. 

Perù  eh*  egli  è  il  Signor  si  dolce  e  pio S.  P,  cxxix.  19. 

Deh  t  piacciati,  Signor,  d'  esaudire S.  P.  cxlii.  4. 

E  presto  presto  csaudimi,  Signort S,  P,  cxlii.  35. 

Ha  pur,  Signort,  a  te  non  so  venire S,  P^  cxlii.  44. 

Perchè  tu  sol  mio  Dio  e  5(Ì7*or  sei S.  P.  cxlii.  51. 

Deh  Ca,  S^gnoTf  che  la  benignitade  ...  mi  conduca S.  P,  cxlii.  50. 

tiare,     ricchezze  conservate  in  male  del  loro  s^notv C  il.  xi.  85, 

siccome  intra 'I  *^5>»orf  e '1  servo C  iii.  i.  6r. 

non  possa  simile  benefìcio  rendere  al  signort  .     ,     , C.  iii.  i.  63. 

Iddio  è  Signort  ;  esso  fece  noi,  e  non  essi  noi C.  Ili.  4.  76. 

quando  H  suddito  è  conoscente  del  vizio  del  sigiton C  Ui.  io.  59. 

quelle  cose  che  gli  altri  fanno  lor  signori    .     .     .     .     .     .     .     .     .  C.  ìiL  13.  ti5. 

la  quale  è  quel  Signort  che  .  .  .  dimora C  iv.  a.  X45. 

E  bea  è  Signorr^  che C  hr.  a.  247. 

però  nostro  6^(fMor«  inique  le  chiamò C  tv.  11,  itt. 

Che .  .  .  volle  il  nostro  Signore  in  ciò  mostrare C.  iv.  17.  108. 

'Signort  nostro  Iddio,  quanto  è  ammirabile  ,  .  .  (  ' C  iv.  19.  60. 

siccome  dice  nostro  Signoft C  Iv.  «7.  75. 

'  dammi,  5^or  mio,  ornai  riposo*  .     .     .  C  iv.  a6.  145. 


SIGNORE 


6i6 


sigoore.     11  nostro  ^grtor  Dìo  padre  ed  amico .  . .  dimoitn  ,     .         .  P.  Fi  xxfll 

Preghiamd,  re  di  gloria  e  aigmor  nostro P.  F.  009. 

signoffegglare.    E  sigitonggim  ne  di  tal  virtutc C  iL  Caas.  i.  tL 

seguitando  avere.  Ch*  a  tutti  sigmonggùt .  Onu.  x.  68. 

ka  .  .  .  figura^  che  . .  .  signonggia  la  virtù  che  vuole Comm.  xi,  3). 

Signorevole.     Quella  .  .  .  D'  essa  ritraggc  signofrvoi  arte Som.  xxrin.  6. 

signoria,     m'  ha  tenuto  ...  E  costumato  alla  sua  signorim  .  K  N.  aS.  15  {F.  C  a.. 

colete  che  fa .  .  .  nata  Per  aver  signona  Sovra Csms,  tx.  74. 

Lo  quale  è  in  soneria  della  mìa  \ita Cmmm.  xx.  «4. 

Come  avesse  perduto  agnoria K.  JVl  9.  49  (Som.  t.  é^ 

Stommene  a  pie  della  lor  «f^ond Sdml  xxx.  flL 

Quando  di  signoria  chiese  la  verga Som-  xlhr.  la 

sìmigliante.     Al  gran  pianeu  è  tutta  simigiiamU Cmta.  xix.  96^ 

simiglianza.     Che  stm^tanaa  b  nascer  diletto Cana.  x.  63. 

simigliare.     E  bello  è  tanto,  quanto  lei  sàm^ia C  iìi.  Cb»«.  ii.  se»  ;  14-  tas. 

C/.  somigliare. 

Hhnilfi     Poi  suo  sMHiZr  t  in  grado Ctmm.  z.  1361 

Come  m'mU*  a  sttmil  correr  saole Cmtm.  aci.  36  (ImV 

signore,     siccome  dice  nostro  Signor* C  !▼.  30.  37. 

signoreggiare,     dico  eh*  Amore  signortggiò  V  anima  mia K  iVl  a.  39. 

baldanza  d*  Amore  a  stgnorrggiarrm P.  /V.  aL  5^ 

il  quale  mi  stgnonggiava  per  la  virtù  della K.  iV.  9.  14. 

tanta  passione  .  .  .  quanta  concepe  chi  legge  ...  in  me  avere 

signor^gialo C,L^IX9. 

dicendo  che  esso  s^nonggia  si,  che ....CÌÌ.8.7tìL 

per  la  natura  del  sempOce  corpc^  che  nel  suggetto  signonggia    .     .  C  iii.  3.  4a. 

più  dolce  natura  in  sigHortggiaHéo C  rr.  4.  99^ 

signorìa,     prendere  sopra  me  .  .  ,  tanta  aigmorio V.  S.  •».  ^ 

buona  è  la  signoria  d'  Amore ^.  iV.  13.  9. 

non  baoBS  t  la  sigmona  d'  Amore K  iV.  13.  la. 

sono  efletti  della  signoria  di  Marte .  C.  ìL  14.  173. 

venne  Catone  ...  la  signoria  di  Cesare  fuggendo     .....  C.  iìi.  5.  taa. 

perchè  veggioDO  fare  ...  le  sigrtorit  grandi C.  iv.  fiL  77- 

nè  le  sartorie  ...  tra  cose  buone  o  .  .  .  essere  dissi C.  ìv.  ta.  39. 

SUe.     che  mai  bevesse  del  Sii* C  ìt.  14.  116. 

sillaba,     r  agevolezza  delle  sue  siilabi C.  L  10.  9B. 

che  nell'  ultima  e  penultima  siOaba  far  si  suole C.  iv.  s.  lo^ 

sillogismo,     perchè  noi  volessimo  che  '1  sOiogismo  . . .  concfaiudesse  .  C  rv.  9.  58. 

sillogizzare,     anzi  che  sUlagissino  hanno  conchiuso C  ìt.  15.  154. 

SJmigliante.     degno  è  lo  dicitore  per  rima  fare  lo  simigtianU      .     .     .  y,  N.  «5.  69^ 

la  faccia  del  dono  dee  esser  simigUantt  a  quella C.  L  8.  35. 

quanto  la  cosa  è  più  divina,  é  più  di  Dio  aimig^imnU    .  .  C  ìL  5.  Sa. 

Ed  è  amigiianU  all'  opera C.  ìii.  10.  66. 

Cf.  somigliante. 

simigUantemente.     che  sintigUanitment*  sì  fa  grande C  i.  3.  74. 

le  quali  noi  non  potemo  simigHantrmmJ*  intendere C.  iL  15.  83. 

Queste  cose  amigiianttmente  .  .  .  veder  sì  possono C^  Ìv.  9.  S48. 

queste  parti  si  (anno  simtgliaHtemtnte  nell'  anno C  ir.  ^3.  t^f. 

simiglianza*     per  molta  sintiglianMi  che  ha  meco V,  N.  n^  43. 

in  quanto  prende  simigliaHJsa  da'  bencficiì  dì  Dio C  i.  8.  15. 

'  Facciamo  1*  uomo  ad  immagine  e  simiglianaa  noatra* C  rr.  tai  144. 

simigliare.     Io  Cielo  empino  .  . .  simigtia  la  divina  Sàftum    .     .     .     .  C.  n.  15.  166. 

C/.  somiglia  re. 

simtle,     a  chi  non  fosse  in  sirrtii  grado  fedele  d*  Amore K  M  14.  icéL 


6l7  SIMIUTUDINE 

ilinUe.    questa  .  . .  SimiU  beni  al  cor  gentile  «ccosta Ottu,  nix.  107. 

E  simit  face  in  donna  [uomo  valente] K  /V.  ao.  a6  iSm.  z.  14),  41. 

Par  divenuto  di  pietà  «imiTr K.  M  aa.  71  (Sem.  xìi.  4). 

Simtie  fatto  sono  a]  pellicano    ..«..,. S.  /*.  ci.  16. 

ma  onerato.     SimiU  al  Padre P.  F.  a^. 

In  vati  gfiurare  o  in  altre  jimi'/  cose P.  F,  158. 

■imilonente^    SitnìifmtnU  fu  chi  tenne  Impero  .  .  .  errato    .     .     .     ,  C.  iv.  Cana,  ili.  45. 

SimiUnuntt  questa  nuora  donna  Si  sta  gelata S^at*  L  7. 


rimile,     la  quale  trac  a  laa  nmik  operatone  coloro . 

simiU  intenzione  so  che  ebbe  questo  .  .  .  mio  amico 

cbc  di  ùmile  colore  si  mostrava  tuttavia      ... 

parcami  giovane  in  stmi/t  etade  a  quella     .... 

si  che  loro  potesse  trarre  a  simiU  intendimento  .     . 

siccome  sono  sordi  e  muti^  e  loro  àmiii     .... 

ad  una  mensa  cogli  altri  si'mJi  impediti  s'  assetti  . 

siccome  tradimento  .  .  .  inganno  e  loro  simuli  .     .     . 

perchè  il  suo  calore  ò  simUf  a  quello  del  fuoco    .     . 

avvegnaché  'I  servo  non  possa  simiU  beneficio  rendere 

che  quello,  eh'  è  dissìmile  per  sé,  si  faccia  mmiU     . 

la  quale  se  non  simiU  è  per  sé,  almeno  U  .  .  .  mostra 
fa  similt  a  quella  di  questa  gentil  Donna      .     . 

che  .  ■ .  nullo  viso  ad  altro  é  stmiU     ..... 

Iddio  è  .  .  ,  Fattore  di  quelle  »imiU  a  sé .     .     .     . 

eh'  é  quasi  mmik  atU  imperfezione  di  quello    .     .     . 

quegli  che  a  san  ...  si  fa  d'  atùto  e  di  vita  aimik 
«imUeniente.    K  almUmente. 

Mimili.     fMi  simili  modo  m  ktthtnt  àrrum/tmthag  partts   . 
tlmlUtudinc     per  similttuiittu  dico,  e  ciò  intendo  cosi  . 

che  per  ainniitndim»  dire  si  può 

per  tr*  iimah/Miiim  che  i  Cieli  hanno  .... 

la>#ÌMM  mmiiitHdiné  li  é  la  revoluiioiM     .     , 

iji  WBwlii  nmUtUuiitu  si  è  Io  illunliiBra     .     . 

la  ittwA  sàtmàiitdÌM£  si  é  lo  induccre  pcrfuione 

per  queste,  con  altre  tàmdtituimi  oxilte,  si  può 

in  questo  ha  esao  graodimftm  wkmOihiéim  coUa  Fimat  . 

ha  questo  ciclo  grande  wJmffJHiémi  colla  àÌHm/iaim    .     . 

che  *t  cielo  ...  ha  grande  nmilth$tiim  colla  Metafisica  . 

ha  .  .  ,  grande  mmìhtuJiM*  coli'  una  scieuxs  e  .     .     .     . 

Per  le  ragionate  mmiìihiéimi  si  può  vedere 

dovunque   amistà  ai   vede,   mtmkindùté  s*   intende  ;    e 
m*mi/ituJtm*  s*  intende 

che  la  diasimititudine  a  mmA'/m^iv  quasi  riduca  .... 

per  bella  simifihtJimé  si  possono  appellare  balconi 

Per  ntmtitm/ittg  dico  sontta . 

non  é  altro  che  ridurre  quella  in  sua  témiUimdint 

recano  quelle  a  loro  simUitudìm* 

che  .  .  .  riduce  le  coae  a  sua  mmHìiuAmt  di  lume .... 

Dio  questo  Amore  a  sua  aimmliiuéimé  riduce 

la  divelta  virtù  .  . ,  questo  amore  tragge  a  sua  mmtii^tMm 

In  vùstrs  àimtiùmdimt  venne  a  voi 

nelle  biade  che  .  .  .  hanno  quasi  aos  àimihtmdtMt .... 

accH  uomini  e  nelle  bestia  ha  tùmhlmdinf 

riMninn  tlTeiio  . . .  ficsrc  U  timmhimdìMt  della  sua  aifioiM 


cosi  SI 


N.  15.  63. 
yv,  31.  ai. 
VV.S7.6. 

A^40.7. 
VV.40.3S. 
I.  t.  aa. 

ì.  I.  96. 
L  la.  61. 
ii.  14.  163. 
iìi.  I.  63. 
ili.  I.  67. 

»U.  1.  73.  75- 
iii.  B.  6a. 
iv.  la.  14X 
iv.  13.  57- 
ìv.  aB.  71. 

N,  la.  33, 
N.  30.  «7. 

ii.  14.  7. 
ii.  14.  I& 
ii.  14.  ai. 
ii.  «4.  aS- 
il.  14.  45. 
U.i5.«3- 
ii.  15.  45. 
ii  15-  85. 
li.  «5.93. 
U.  16.  I. 


dovunque 


iii.  «.  4B.  43- 
iiL  s.6a 
ia.8.75. 
iii  9. 14- 
iii  14.  t6. 
iii.  14.  ao. 
Ui.  14.  «3. 
ìli.  14.  «7. 
Hi.  14.  30. 
tu.  13. 183. 
iT.aa.36. 
hr.  aa.  47. 
ir,  33.  48. 


SIMILMENTE 


6ii 


simUmentc    E  similmtnu  son  più  gioroì  e  mesi .....  S.  P.  zsrviì.  t& 

SiUKHie.     U  divoran  .  .  .  Simon  mago,  il  falso  Greco,  £ Cmmm^  xrin.  71.  ^h 

Tal  che  ataru  pur  presso  m  San  Simont Som,  Biì.  5.        ^H 

incero,     chi . . ,  Fcrfettamcnie  e  con  sincrra  fede  Crede P.  F.  41-  ^1 

singolare.     O  Signor  mio,  o  singoiar  trastullo S.  P.  xxsì,  6j. 

o  singoìar  Signore S.  P.  xzxm,  ék 

sino.     Misero  fatto  sono  .  .  .  Simo  allo  fine  estremo S.  P,  ajcxm.aOi. 

Skxn.     Signor,  fa  che  Sion  sia  ben  guardato S.  P.\.  67. 

La  qual  ,  .  .  Farà  la  rocca  di  Sion  sicura .     S.  P.  cL  4BI 

Perù  che  Dio  ...  La  santa  Sion  volle  edificare S.  i'.  ci.  6$. 

■ire.     E  dice  :  SiVr,  nel  mondo  si  vede V.  N.  19^  35  (GnuL  i.  t€V 

Che  fé'  maravigliar  1*  ctcmo  5i>v V.  N.  39. 63  (C—i.  «ì.  9^. 

a*  pie  del  vostro  Sin Cu.  Own.  L  A 

La  .  . .  donna  mia  Porta  .  .  .  i  fioretti  del  mio  nr$ BmS.  vììì.  14. 

Fagli  natura  .  . .  Amor  per  air,  e  *1  cor  per V,  S.  aok  18  {Sem,  x.  6). 

Unde  querclam  sisto Cmm*.  xxi.  ig. 

Ed  eran  s)  smagati  Gli  spirti  miei        K  TV.  03.  164  {Cava.  iL  3j)i^^ 

ile,  ^mente.     possono  esaere  simiilmtMtt  due  cagioni  intese    .  C  L  i.  afi.  ^H 

conviene  ...  e  1'  acqua  della  pupilla  simUmtnié C  io.  9.  911       ^^k 

Chi  dirà  di ...  t  e  Bruto  predetto  similminU}      .......  C.  ir.  5.  xaà.      ^V 

S*milm€nU  io  .  .  .  irrrvtnnt*  non  sono C,  nr.  8.  131. 

Poi  dico  simiUmenir  lui  érrarw C.  iv.  io.  48. 

che  uomo  .  .  .  stmilmtmtt  mai  dicer  non  si  possa  gentile  ■     .  C  ir.  14,  a;^ 

la  quale  in  noi  simCmtntt  discende C  ir.  aa  X09. 

SimSmtnU  può  essere  .  .  .  che C  iv.  aa.  xat. 

Simonlde.     Aristotile  ■  .  .  contra  Simonide  poeta  parlando      .     .     .     .  C.  iv.  {3,  71. 

■ImolaCFEL     tempus  tsi  ut  prattermitlantur  simulacro  nostra     .     .     .     .  K.  JV.  la.  a& 

■liniilare.     che  . .  .  non  si  discemcssc  lo  si$HuÌaio  amore K  .AT.  9,  34. 

e  simulava  sue  parole,  acciocché  paresse V.  fi.  33,  xa 

Bimulataiuente.     dico  che  poggiai  la  mia  pcraona  simulatamttntt  ad  K  AT,  r4.  «9, 

singolare,  singn-.     si  possono  porre  gradi  singulari  .     .         .    .    .     .  C  iu.  7. 67. 

eh'  à  propria  e  distinta  in  Aft,£i</^n  persone C  iti.  ix.  71. 

che  altro  .  .  .  pericola  e  uccide  ...  le  singulart  persone C  rr.  zsl  94. 

il  divino  seme  .  .  .  cade  nelle  singularì  persone  ...  la  stirpe  non  &  ^^M 

le  singuian  persone  nobili,  ma  le  singutari  persone  fanno  nobile  ^^| 

la  stirpe C  ir.  ao.  43,  44.  «sH 

perchè  questa  singoiar  virtù  ...  fu  veduta  .  .  .  ^yparire C  ir.  37.  91.      ^f 

slngolannente,  sicgu-.     gli  appetiti  sono  . . .  singolarmtnU  divciaì      .  C  ir.  6.  7^        ^ 

ogni  ,  .  .  virtù,  •angularmentt .  ,  .  presa,  procede CL  ir.  1BL9.       ■ 

■ingoiare.     K  singolare.  ^M 

itagulannente.    K  singolarmente.  ^H 

siogixlto.     dicendo  queste  parole  con  doloroso  singulto  di  pianto  .     .     .  K,  /V.  a3>  S4. 

era  si  rotta  dal  singulto  del  piangere .  K.  M  93.  X061. 

kinistra     incominciare  nel  mio  petto  dalla  sinistra  parte K  ^.  14.  «7. 

vedrebbe  quello  andarsi  dallo  braccio  ministro C.  ixL  5.  xtfft. 

■ire.     ove  la  mìa  donna  fu  posta  dall'  altìssimo  Sùv     . K.  JV.  6^  xa 

siccome  piacque  al  glorioso  Sin V.  N,  aa,  a, 

a  Colui,  eh'  è  Sin  della  cortesia R  AT.  43.  xa 

a'  pie  del  Sin  di  costoro  ...  eh*  è  Iddio C  il  flL  39. 

Siria,     secondo  1'  usanza  di  Siria K.  AT.  yo,  4. 

che  ,  . .  per  la  tua  venuta  in  Sirùi  suso  ...  ti  preparasti     .     .     .     .  C  ir.  5.  71. 

■ito.     del  sito  diversamente  è  sentito C  ìL  3.  17. 

lo  sito  de'  quali  è  manifesto    ...  ....  C.  ii.  3,  5». 

*  V  ordine  del  sito  questo  ...  C  li,  4.  1. 


6l9  ^^^^^^  SOCCORR  ERE 

mmagare.     Tanto  chi  prende  »h4j«,  Che  Ctiu.  x.  ib4. 

Tosto  fu  vostro,  e  mai  non  s*  è  sm$étgmlù  .     K  /V.  la.  107  (Bali.  i.  08). 

Che  lei  per  cui  aervìr  la  viu  a$ttago 5om.  xxxu.  3. 

Di  ciò  son  fatte  le  mie  voglie  smagk* ,     .     .     .     ,     P,  f\  4. 

gmnìtff.     La  terra  fa  un  suol  che  par  di  snmUo     ........     Cm».  xv.  59. 

aOMUTlmento.     Io  presi  tanto  amarrimttnto  allora     .     .     .     .  K  /V.  93,  f6a  (Cflta.  ii.  35). 

nOBirirc     Per  che  1'  anima  mia  fu  ri  amarrila V,  A.  a^.  159  {Com*.  ii.  3*), 

Tu  non  se*  morta,  ma  ic'  ismam'fa C  ii.  Gww.  1.  40. 

•mortre.    Tanu  dolcezza,  che  '1  viso  ne  smaorr y.  ff.  a&.  ai  (,F.  C.  8). 

Sicché,  haiaando  il  viso,  tutto  smuort K  A^.  ai.  13  (Som.  xÌ.  5), 

•morto.     £  cosi  smorto,  e  d*  ogni  valor  voto,  Vegno     .     .     .    K  TV.  16.  33  \,Som,  Ìx,  io). 

Onde  i  miei  spirti  son  rimasi  smorti S.  F.  cxlii.  19. 

■mar care,     E  Mmoraa  in  me  ogni  concupiscenza »    »    ,    S.  P,  xxxL  57. 

■lodare.     S\  che  '1  duol  che  si  snotia  Portin  le  mie  parole     ....     Caiia.  xi.  5. 
soave.     Così  mi  su  soavt  ora  nel  core K  /^.  a8.  17  (/*.  C  4). 

Uc  ce  viene  un  desio  tanto  90090 K  A^.  33.  67  (Cana.  ui.  47). 

Come  «oow  e  dolce  mio  riposo K.  jV.  34.  37  (Ccha  iv.  11). 

Solca  esser  vita  .  .  .  Un  somw  pensìer     ...  C  ii.  Ci>u.  i.  15. 

Gli  atti  soavi  eh'  ella  mostra  altrui C  iti.  Omo.  ii.  45. 

Diporrò  gib  lo  mio  soatf*  bUIc C.  iv.  Caiia.  Ui.  la 

Ubbidiente,  aoavt  e  vergognosa  [È]  ,     .     .     .  C  iv.  Cbn«,  lij.  ia5;  ft3,  16,  33;  a6.  7. 

Oimi  quanto  piani,  Soavi  e  dolci ...  sì  levaro Coma,  xììl  i  i> 

Per  grazia  della  mia  nota  soavt V»  N,  11^  117  {BaU,  i.  38). 

con  la  rimembranza  ...  del  soavr  flore Bé^,  vii.  15. 

Amor  ...  Hi  pose  in  vita  si  dolce  e  kmtw K  M  7.  06  (^Stm.  ii.  9). 

che  ...  si  muova  Un  spirito  <oaw  e  pien  d'  amore  .     .     •  K.  iV.  06.  49  (Som.  xv,  13), 
•QOOOcrere.     Che  tooto  grìderet  :  lo  vi  soccorro Csiu.  sii,  61. 

stnarriinento.     però  mi  giuitse  uno  si  forte  smatrimtÈUo K,  A^  03.  aa 

la  cagìoDC  ...  li  e  uno  smarrimento .     .  C  ìi.  il.  15. 

S*  per  ventura  incontra  .  .  .  dob  ti  tmmrrirt C  ti.  18.  53. 

e  tmamvami,  sicché  quasi  parea .CÌIÌ3.  107. 

LtOw     pili  tosto  .  .  .  quanto  gli  uomini  fossero  pib  smemorati  C  iv.  14.  70. 

quanto  gli  uomini  srwmorati  piiì  fossero,  più  tosto C  tv.  14,  ^9. 

Volendo  la  JMÙvmMr  BonLk  divina C  iv.  j.  i6w 

La  .  .  .  natura  .  .  .  dinoatra  .  .  .  SfuiUMm  di  corpo  .     .     .     .  C  iv.  m$.  lai. 

soave,     mi  sopraggiunae  un  aBosvaoBBO .  K.  A^,  3.  a6. 

ma  falle  adornare  di  «0MV  anBonla K  A^.  la.  7a 

una  dolcezza  onesta,  e  soaw  tanto  che K  A^.  06.  03. 

ai  vedrà  ...  le  soavi  orazioni  che  di  lui  si  fanno .  C.  L  io.  99. 

un  pmmtro  somvs  ijsomm  t  tanto,  quanto  smmso,  cioè  • . .) C  U.  8, 36  (Aw). 

éiftoerò  , , ,  io  mio  soave  aUlie^  doè  Biodo  somr C  iv.  b.  90,  93^ 

Non  ftotamcntc  .  ,  .  ubbOitmis^  ma  eziandio  «o««w C  iv.  o^  3. 

La  qual  grazia  a'  acquista  per  soatm  reggimenti C  tv.  33.  13. 

Federigo  di  Soaw,  ultimo  Impcradora  da'  Rooiani      .     .     .     .  C.  tv.  3.  3^ 

lt&    come  il .  .  .  mannaro  .  .  .  Moatmmi» . . .  «fitra .    .    .     .  C  iv.  aft.  iBb 

la  chiarezza  ,  .  ,  cYC  k  soavissima  a  vedere C  ÌL  14.  f  13. 

la  ReUorìca  è  aoavisaitma  di  tutte  1'  altre  scienze C.  li.  14.  1 1& 

tvltà.    i  suoi  atti,  per  la  loro  soavità  ,  . .  (anno  aiBor«  dtsvegliarv      .  C  Ul.  7. 141. 

accende  amore  .  .  .  colla  soavità  degli  atti ■     .  C.  ili.  14.  113. 

quattro  cose  ...  la  seconda  Soan/ii     ......  C  iv.  04.  117. 

appare  che  necessaria  sia  questa  soemià C  iv.  s^  ai. 

non  pure  . . .  Soemtà  ...  la  nobile  natura .  • .  diiBOatra      .     .     .    .  C  iv.  «3.  119. 

aiccbè  a  quello  porto  si  vefiia  eoa  tutta  aasasAs  C  iv.  sS.  b3p 

.  grande  ■miMalnimanln  41  awwM  .  .  C  iv.  a8.  s&. 


SOCCORRERE  ^^^^H^  ^30 

flOCOorrere.    non  rìstriiige  M  freno.  Per  aoteorrm  al  servo        ....  Csau.  x¥i  t& 

«CKXOfO,     Non  spero  mai  cU  altrui  aver  scaono    . Ciiwi.  xi.  7a 

Poi  sol  da  voi  Io  suo  soccorso  attende Guul.  xwi.  i& 

eh'  io  larolti  ognora  Soccorso  e  vita Sml  L  6. 

aodiifere.     Convicmnì  sodisfare  il  gran  desio Som.  xhri  3.     . 

cy:  satisfiEure.  ^M 

soff^elrire.     Diletti  miei,  or  sofftrùt  in  pace,  Che K  A.  19.  43  (Caiw.  i  afl^l 

£  qual  soffrisse  di  starla  a  vedere  Diverha K  AT.  19.  54  <^Cma.  L  3^^| 

Gli  occhi  .  .  .  Hanno  dì  lagrìmar  sofferta  pena K  A*.  33.  49  (Cnu.  iii.^^^ 

Non  soffrir  che  costei  ...  mi  conduca  a  morte ...,,...  Cbmj^  ix.  36, 

Ch*  io  non  posso  durare  Lungamente  a  .sq^'rr Cvuw  sv.  3. 

Chò  .  .  .  Quella  virtù,  che  natura  mi  diede.  Noi  sobria  .....  Cviu.  xiv.  10. 

tanto  .  .  .  Che  non  sofftrs*  d'  ascoltar  suo  pianto C«m*.  atx.  &.     ^l 

BOOOOrrerc     Perocché  I'  uno  era  aottono  dalla  parte  dinanzi    .     .     .     .  C.  EL  a.  33.       ^V 

soccorso.     E  '1  iottorso  dinanzi  ciascuno  dì  cre«cea C  ii.  ft.  33. 

come  Cefalo  .  .  .  venne  .  .  .  per  soccorso  nella  guerra Cvr.  wj.  15^ 

Socrate,     quali  da  esse  stelle  .  .  .  siccome  Socrate^  e C  li.  14-  34. 

siccome  Zeno,  SocraU,  Seneca,  e  molti  altri ....  ...  C  in.  14.  6^ 

cominciamcnto  ebbero  da  Sorni/f .     .  Crv.  tì^iid 

uè  da  Socrate  non  presono  vocabolo C.  ir.  tic  1*9. 

per  la  Gsonomia  che  dì  lui  prese  Sotratt  ..     ..     ..     .     .     .     .  Cìv.  04.60. 

Socnitioo.     conoscendo  per  lo  modo  Sotraiùx>  quasi C  tv.  6.  t^ 

aoddisfiocimento.     a  soddìs/admento  di  ciò  che  riprendere  sì  potesse  C  i.  5.  c> 

Cf.  satis&cimento. 

sofferare.     e  pregare  che  mi  sofftrino  d'  udire ^-  ^.  7-  43- 

perché  non  soffwra  alcuno  errore      .     ..     .     .     .     .     ,.     ..     .  C  n.9.ii& 

la  quale  non  Boffem  lite  alcuna CìLfs.  lé^ 

■o£^e)rire.    che  nulla  volta  soffersi  che  Amore  mi  reggesse ...         .  K  JV.  a.  56. 

cioè  che  .  .  .  non  sofferse  ì]  nome  ,  . .  stare,  se  non K  A^  6.  13. 

ond'  io  .  .  .  soffersi ,  .  .  amarìssima  pena K  AT.  93.  4. 

né  io  soffhio  avrei  pena  ingiustamente C.  i.  3.  1^ 

parve  al  mirabile,  e  anche  duro  a  sofferire Cii.a.40. 

Chi  dirà  di  Torquato  ...  ciò  avere  sofferto  T .  C.  iv.  5.  i»i. 

sofia,     quindi  diccmo  .  .  .  sofia  quasi  a^itmaa  ;  code  fitot  e  sojia  tanto 

vale  quanto  amatore  di  sapùtum C  ììi.  1 1. 49»  5(l 

sofistico,     procede  con  piii  sofistici .  .  .  argomenti C.  ii.  14.  xe& 

non  sofferà  lite  alcuna  ...  dì  sa/Esft'a*  argomenti     .....  .  C.  ii.  15.  16&. 

■Oggetto»  N.  &  adj.     dico  in  che  soggetto  sia  questa  potenza      .     .     .     .  K  ^.  90.  33 

come  questo  soggetto  e  questa  potenza  sicno  prodotti K  A*,  aa  34.     ^J 

Onde  .  .  .  tutti  naturalmente  al  suo  desiderio  siamo  soigge/ti     .     .     .  C.  ù  t.  it.       ^H 

s*  elli  non  è  soggetto  in  ciascuna  condizione C  i.  $.  9^       ^4 

conviene  questo  Comento  .  .  .  essere  st^griio  a     .     .     .  .     .     .  C  u  5.  3B. 

non  era  soggetto  ma  sovrano C.  i.  5.  46V  70, 9*. 

che  il  comento  Latino  non  sarebbe  stato  soggetto  alle C  L  3.  106. 

come  il  .  .  .  comento  non  sarebbe  stato  soggetto  alle  canzoni    .     .     .  C  L  6.  a. 

Comandare  il  soggetto  al  sovrano C  ì.  7.  X91 

r  ordine  diritto  è  il  sovrano  al  seggetta  comandare C.  L  7.  ai. 

quando  il  soggetto  comanda C  L  7.  S3. 

come  ...  io  non  sia  . . .  alla  Imperiale  Maesti  soggetto C  hr.  6. 131. 

al  quale  tanto  .  .  .  siamo  soggetti C.  ir.  ^  93. 

in  esse  sono  meno  soggetti  gli  artefici  al C  rv.  9.  taj. 

se  non  è  dell'  arte  ...  a  lui  non  siamo  soggetti;  e  se  non  soggetti 

.  .  .  non  siamo  tenuti C.  rv.  9.  176  (làV 

Q^  soggetta 


6az 


SOLAMENTE 


•off(e)rire.     E  preso  sol,  eh'  udir  mi  sQffrriaU  ...         .    V.  N.  i,  si  (5o«f,  iì.  4). 

■Og^iomare.     Lieta  va,  e  soggiorna Cant,  x.  34. 

•Ogno.     tua  culla,  Che  lusingò  cotanti  sogni  invano    .  Cans.  x.  79. 

solamente.     Lu  quaJ  dimora  in  mcz<o  AoAimm/tf C.  iv.  Cana.  iii.  87. 

Cbè  la  beltà  ...  A  virtb  soimmfnt*  Formata  fu Oins,  x.  8. 

Campami  un  spirto  vivo  soImmftUt K  AT,  16. 30  (Som.  ix.  7). 


■OggezJone.     avere  quelle  disposizioni  .  .  .  siccome  mggrm'Qn*     .     .     .  C.  i.  5.  a6. 

C/.  soggezione. 

■UmlsuSffSi     quelle  .  .  .  che  aoggiaoiono  alla  ragione  e  alla    .     .     .     .  C  hr.  9.  36. 

queste  .  .  .  operazioni,  avvegnaché  *1  conaiderare  loro  soggimam 

alla  .  .  .  elle  .  .  .  a  . .  .  non  svggù$€citma ^'  lv<  9>  53i  S4< 

queste  del  tutto  soggiamoMo  alla  nostra  volontà C  ir.  9.  7a 

quanto  più  V  uomo  Éoggmt*  alto  intelletto,  tanto  meno  soggmer 

alla  fortuna C  iv.  1  r.  84,  85. 

soggiornare.    Quanta  paura  6  quella  ...  in  miggiomamh .  .  .  f      .    .  C  iv.  13.  99. 

SOggiugiMrs.     £  Mggittgm  In  ane  :  Coatti fm$ò C  iiì.  8.  »o8. 

Ancor  Bt^gwgM* :  E pMOéà  dir C  iìi.  14.  lai. 

però  aoffitigné:  Ni  ia  diritta  àoutt .  C  iv.  io.  1 1^. 

e  »oggi$tgmf  la  Canzone C.  iv.  15.  88. 

Appresso  Mggimgtu,  che  io  cosi  11  giudico  ...  e C  iv.  15.  184. 

comincia  adunque  ...  e  aaggiugit* C  iv.  17.  B. 

Crlslo  V  afferma  ...  e  soggmgm C.  Iv.  17.  99. 

e  MggÌHgH*  che  piuttosto  e  da  presumere C.  iv.  18.  33. 

■Oggluugerv.     a  questo  aiTermare,  toggiuttgo  quando  dico     .     .     .     .  C  iiì.  6.  tS9. 

E  Mtggim$igo  che  .  .  .  ogni  viziato  tornerà .     .     .  C  tii.  15.  149. 

E  soggiungo  :  Hif'rovmméo  H  gmdit» ...  .     .     .  C.  iv.  a.  1 16. 

aogaare.     credendo  che  io  Mognmsai  ....  .     .  K  AT.  93,  97. 

molte  cose,  quasi  fognando,  già  vedea .  C  li.  13.  a6. 

^■Hg"**-     Ìjo  verace  giiHiizio  del  detto  fogno .  V.  N.  ^  105. 

vcdemo  .  .  .  nelle  divinazioni  de'  nostri  itogm C  il.  9.  103. 

b  mia  risponsione  sarebbe  stata  jo/sinm/^  Amen  .  .  K  AT.  1 1.  8. 

Ssne  cotaJ  veduta  non  folaméntt  non  mi  dtfendes K  iV.  i&  ai. 

Sua  miamtnit  ella,  ma  tutte  le  altre K  AT.  18.  09. 

non  ad  ogni  donna,  ma  soianunU  a  coloro  ...  .  K.  W.  19.  B. 

come  non  aoiamtntt  si  sveglia  là  ove  dorme,  ma  .  .  K  iV.  ai.  5. 

perù  le  distinguo  aolaméntw .     .  K  /V.  ao.  108. 

non  $o/am€nU  piangea  nella  imaginazione,  ms K  A^  83.  46. 

credendo  cfae . . .  fosaera  90Ìmmmt4  per  lo  dolore  K  /V.  «3.  88. 

come  se  fosse  .  .  .  non  jo/atMm«r  ansia wrs  ìoteUigcnte  .  .  K  M  S5.  5. 

e  localmente  mobile  per  sé  ...  aia  Moiamtnt»  corpo  .     .  .  V.  N.  05.  15. 

e  aon  «o/smrwir  cose  vere,  ma  cose  non  vere V.  N.m^  64. 

sso  tùimmmt*  sono  parole  d'  Oraxio,  ms K  iV.  05.  90. 

che  non  nda^ntnit  ella  era  onorata  e  laudata K  A^  87.  s. 

dico  come  non  tctamtnìt  nelle  donne  ...  e  non  Mohutmif  nella 

Blu  procnia  ...  operava .  .  K  A^.  B7.  39,  41. 

la  cui  radice  è  aotammU  la  .  .  .  THnltsdc   ...  f^.  ^V.  30^  40. 

cioè  th*  io  gli  scrivessi  tolattmttt  In  volgare .    .  K.  yv.  31.  S3. 

aari  da  ogni  studio  non  m>lammU  privato,  ms    .    .    .    .    .     .    .  C  1.  1.  96^ 

qsato  non  aotamtnt*  darà  diletto  .     .  ■  C.  i.  a.  t»7. 

aon  toUmfmtt  mia  persona  invillo  C  ì,  3.  40^ 

non  aoUmmtt»  alla  dilatazione  della  prima  .  C.  1.  3.  6s. 

dM . .  .  Mcondo  senso  giudica  tolammi»    .     .  C  i.  4.  31. 

questi  non  aoiam^nti  pamionaii  mal  giudicano  C.  1.  4.  54. 

aoa  9»tmmtn*4  a  quelli  .  .  .  ma  , .  .  sgli  altn     .  .  C  Ì.  4.  97. 


SOLAMENTE 


In  te  ho  io  peccato  aoiamenU  .....  ^^^^^P^    -  S,  P.V.  13, 

Che  sotaméMte  nella  notte  vola .  S.  P,  cL  ao, 

solamente,     biasimevole  é  non  solanu-ntt  a  porre C  L  8.  70. 

non  solafntnte  maschi,  ma  femmine    , C.  i.  9.  3I&. 

aOB  mJmmmff  amore,  ma  perfettissimo  amore C.  t.  la.  la  ;  13. 

At  non  soiamtni*  per  se  è  unito » C.  L  la.  4^. 

che  (anno  lì  primogeniti  succedere  solatHOtU C  i.  la.  57. 

la  quale  è  soiamtnig  nella  parte  razionale C  L  x«.  73. 

seguitando  soÌamtnt€  V  antica  f^ossczza C  ti.  3.  ao. 

credettero  solattuntt  essere  tante  queste,  quante  drcolaziaoi  fossero 

ncUi  cieli C.  ii.  5.  15, 

puosono  non  soiamtnU  tante  Intelligenze,  quanti  sono  li   .     .     .     .  C.  a.  5.  ■ 

che  solaMunU  rìvano  speculando C  ii.  5.  fl 

quella  .  .  .  nella  immaginativa  si  suggella  solamente CO.  i<k. 

trovai  non  soianttnit  alle  mie  lagrime  rimedio C  ìi.  13.  35. 

si  vede  .  .  .  non  soiartunté  in  lutti  insieme C.  ÌL  14.  141. 

non  aotammii  v^ghiando,  ma  dormendo »  C  Bi.  i.  7. 

non  solamfftif  di  lei  era  cosi  desideroso C.  iti.  1.  la. 

aolamrttté  dell'  Uomo  e  .  .  .  questa  MmU  si  predica C  ìii.  a.  140. 

Gli  animali .  .  .  hanno  .  .  .  amore  non  solamente  al  loco  .     .     .     .  C  Ui.  3.  39. 

non  solamente  quello  che  a  perfetto  intelletto  non  viene    .     .     .     .  C  Sì.  4.  iia. 

iolamentt  questa  parte  del  mare  e  della  terra  . C.  iii.  5.  43. 

mostro  che  non  soiammte  questa  Donna  è  perfettissima   .     .     .     .  C.  iìi.  6.  89, 

Certi  sono  che  .  . .  non  solamente  ricevono  la  luce  ......  C  iìL  7.  33. 

solamente  1*  Uomo  intra  gli  animali  parla C.  uL  7.  tot. 

non  solamrftte  fa  questo CiiiS^  153. 

intendendo  50/dfM/N// la  naturale  amistà  significare C.  ifi.  11.  6&. 

la  filosofia  ...  eh'  è  generata  per  onestà  jolamtemU C  oL  xx.  117. 

fece  .  .  .  per  intenzione  .  .  .  solamente  li  buoni C.  iii.  la.  66, 

e  non  solamente  sposA^  ma  suora  e  figlia .     .     .  C.  iU.  iìl  1x7. 

la  nostra  sapienza  e  talvolta  abituale  solamente C  ni.  13.  54. 

non  solamente  virtù  operando C.  iii.  13.  81. 

non  solamente  essa,  ma  li  pensieri  amici  di  quella C  ìii.  i«.  iia 

in  questo  sguardo  solamente  la  umana  perfezione  s*  acquista  .     .     .  C.  ìii.  15.  34. 

perchè  non  solatnente  è  dannoso  e  pericoloso  , C.  >▼.  1.  43. 

Non  sarà  . .  .  mestiere  .  .  .  ma  solamente  la  sentenza  . .  .  ragionare  C  iv.  x.  91. 

r  anima  . .  .  non  solamente  contempla C  iv.  ai.  157. 

non  soUmente  il  Ciclo,  ma  la  Terra  conveniva  essere C.  iv.  5.  8$. 

non  solamente  speziale  nascimento  .  .  .  ebbe C  iv.  S'  Bt« 

solamente  la  voce  d'  un'  oca  fé'  ciò  sentire C.  tv.  5.  i< 

questo  fine  . . .  essere  solamente  la  rigida  Onestà C  rr.  &  Mi 

perocché  non  solamente  colui  è  vile C  iv.  7.  50. 

quelli .  .  .  non  solamente  è  vile,  ma  vilissimo C.  tv.  7.  9<k 

rimane  .  • .  cosa  con  anima  sensitiva  solamente C  iv.  7.  zga 

Mettere  . . .  non  solamente  à  di  p>crsona  arrogante C.  iv.  81  aa 

che  ella  solamenie  considera  e  non  fa C  iv.  9.  43. 

é  riprovata  non  solamenie  V  opinione C.  ir.  io»  aS> 

Resta  ornai  solanante  a  provare C  iv,  xi.  1. 

non  aolmmente  la  loro  imperfezione  è  manifesta C.  tv.  11.  34. 

non  tolamentg  quelli  che  ciò  farcbbono  .  .  .  ma    . C  ìv.  il,  131. 

non  solamenie  nel  loro  indiscreto  avvenimento C.  iv.  ta.  a. 

dicendo  quelle  .  .  .  non  solamente  non  quietare    .     .     .  .     .     .  C  iv.  la.  8» 

né  solamente  per  desiderio  . .  .  st  tormentano.     .     ■  .  C  iv.  xa^  67. 

non  soletmerUe  ncir  acquisto  della  scienza  e     .     .     .  .     .  C  tv.  ia.  134. 


iHA 


603  ^HHPI^^ViHi^         SOLE 

•olameote.     H»  $oìmm9nt»  lui  benediciamo P.  F,  159. 

•olCk     vedere  .  .  .  Turbar  lo  SoU  ed  apparir  la  stella  .     .     .     .  K  ^.  23.  177  t  Can*.  it  50). 

Non  vede  il  50/,  che  tutto  M  mondo  gira .  C.  ili.  Cana  ii.  19  ;   1.  106  ;  5.  la,  iB  ;  ta.  43. 

sovercbian  .  .  .  Come  raggio  di  toU  un  fragil  viso C  tii.  Cai»,  ii.  60. 

Anior^  cbc  muovi . . .  Come  '1  Soi  lo  splendore CaHM,  ix.  a. 

In  guisa  eh'  è  il  Soi  segno  dì  foco Gnu,  ìx.  49. 

Ben  conosch'  io  che  va  la  neve  al  SoU .     .  Cans.  ai.  37. 

Che  Unto  dà  nel  Sol,  quanto  nel  reno C^nM,  sii.  57. 

quando  il  Sol  ai  corca CffiiA  XT.  a. 

Per  la  spera  del  Sol,  eh'  or  la  riscalda Cnaa;  xv.  16. 

Siccome  il  SoU^  aJ  cui  esser  a'  adduce Omm,  xix*  74. 

Mai  non  scn  duole  ;  Né  *l  SoU^  —  per  donar  luce Cans*  xia.  117. 

Più  lune  ha  volto  il  Sol,  poiché  fu  apcau Gmjl  xx.  69. 

■ofaunoite.     non  soiamtntt  dalla  parte  dell'  uomo  ...  ma       .     .     .    .  C  iv.  13.  78. 

in  uno  sono  naturati  solamtnft  ed  in  eguale  stato     ..,..,  C  iv.  14.  94. 

3oUimttUé  le  parole  del  Salvatore  ascoltava :    .     .  C  iv.  17.  105. 

tutte  .  .  .  non  aolamtntt  le  umane,  ma ,     .     .     .     .  C.  iv.  ai.  ai. 

non  m>l*munU  neW  altre  coae  .  .  .  ma     .     .     -     .  C  Iv.  aa.  70. 

che  qui  a'  intende  animo  solamtMit  quello  che  .     .  .  C  iv.  aa.  95, 

ma  «pAwNfKir  quella,  che  nahimU  t  chiamata  ...  a  .  C  Ìv.  33.  77. 

Non  aofawwi/r  quest^  anima  .  ,  .  é  ubttuiitnU    ,      .  C.  iv.  aj.  1. 

non  tolamttnk  li  dove  richiesti  o  tentali  sono  ...  ma    .  .      .     .  C  iv.  85.  73. 

non  toUmenlé  alberga  non  pure  nelli  Sapienti      ....  .     .  C  iv.  sa  50. 

■dflb     pareami  vedere  il  »olé  oscurare  s) V.  N.  a^,  36. 

a*  abbia  a  .  ,  .  come  I'  occhio  nostro  debole  al  Sak   .     .  .  V,  N,  43.  39. 

Questo  sarà  luce  nuova,  so/#  nuovo     ...*•»....,  C  i.  13.  85. 

per  lo  usato  sok  che  a  loro  non  luce C  i.  13.  86. 

credette  che  il  ciclo  del  SoU  fosse  immediato C  H.  3.  a6. 

tkcoaic  nello  eclissi  del  Solt  appare  scnaibiUnenle  la  Luna  csaerc 

sotto  il  SoÌ4 C  ìi.  3.  57i  58> 

lo  quarto  t  quello  dov*  è  il  SoU Cii.4.  5. 

si  muove  .  .  .  egualmente  con  quello  del  SoU    ....  .      .  C  ii.  6.  140. 

temerebbe  di  venire  al  raggio  del  ioU ,     ....  C  li.  io.  70. 

un*  altra  infermità  pessima  vidi  sotto '1  coXr .     .  CiLti.  83. 

alla  quale  non  possono  tennioare  1  raggi  del  èoU  .  .     .  C  li.  14.  73. 

■cooodo  che  *l  Molt  la  vede .  C  ii.  14.  7B. 

pifa  va  velata  de'  raggi  dd  *oU C  iì.  14.  i«oc 

E  1  ciclo  del  SoU  si  può  coopararv  air  AwùmtUm C  li.  14*  las- 

L*  altra  proprietà  del  Sol*  ...  si  vede  nel  numero C  IL  14.  14A. 

che  *1  »oU  alcuna  fiata  errò  nella  sua  via .    .     .     .  C  ti.  15.  4&^ 

che  ciò  era  lume  di  »oU  ripercosso C  ii.  15.  57. 

e  1  SoU  cento  otuntadue  di  e  quattordici  ore C  U.  13.  M^ 

quaai  coma  il  SoU^  si  celerebbero  e .     .     .  C  ii.  15.  14^ 

caggiooo  quasi  come  nebulctte  , . .  alla  Caccia  dal  mU    .  C  ii.  t6,  43. 

la  natura  del  toU  è  partecipata  ncU'  oltre  stelle .  C  iiL  a,  44* 

«  da  sapere  ...  come  0  mondo  dal  MJIr  è  girato C  8L  3.  ai. 

per  qucsu  revolusione  si  girava  il  aoU  intomo  a  noi C.  iiì.  3.  33. 

quella  parte  del  ciclo,  sotto  la  quale  si  gira  U  «oAr C.  iii.  3.  78. 

leggiermente  si  può  vedere  come  ■/  »oU  U  gmm.    Dico  adunqoc  cbe  1 

delo  del  5o/r  si  rivolge CObS.  lo6,  07. 

d  . .  .  Cerchio     .  .  nel  qual  t  il  corpo  del  »eU C  Ui.  ^  l^a. 

couricDC   che   Maria  reggia     .  .  quando  il  toU  va  «otto  il  mczso 

Carchio. .  »  tmo §oU giran  ti  momd» CÌÌL5.144. 145* 

.  ,  sempre  al  «ob  volgcoK  il  viao    .     .  .  C  iii.  3.  is& 


SOLE 


sole.     O  da  virtù  di  SoU^  o  d«  sua  laec    .     . 

DalU  circolazìon  del  Soi  mia  nona     .     . 

Né  quella  eh'  a  veder  Io  Sol  sì  ^ra 

Or  come  1'  ombra,  quando  il  SoU  è  basso,  SÌ  fa 

Quando  il  SoU  ritorna  al  primo  passo 

solere.     Soìta  esser  vita  dello  cor  .  . .  Un  soave  pcosicr    .     .     .     . 

L'  umil  pensiero  che  parlar  mi  sttoU Ci 

Le  dolci  rime  d' amor,  eh'  io  soùa  [Cercar] C 

Come  simile  a  simil  correr  attott 


Stai.  &  90l 
S<m.  xxxvi.  SL 

.     S.  i*  d.  39. 

C  n.  Cmmm.  ì.  14. 
Cmm»,  i.  a8  ;  10.  la 
r.  Cam*.  fiL  t  ;  l  7I 

Cmmm,  xi.  36, 


il  desire,  Che  mi  combatte  cosi  come  fMo/tf. C«ms.  xiiì.  5^ 

SI,  eh*  io  soD  meno  ognora  eh'  io  non  so^io Coms.  XJv,  6. 

n  lume  de'  begli  occhi  .  .  .  Che  suoi  essere  a'  miei  si  dolce  piida    .  Càmm.  xva.  ^ 

S'  infiammi  (come  suoi  far  bella  donna) Sai,  ì.  3^ 

Che  5Mo/ dell'  altre  belle  farsi  donna Stst.  ii.  3» 


sole,     sempre  che  \'olgesse  la  faccia  ver  lo  soi*  . C  ììi.  5.  167. 

che  il  Cerchio  .  . .  veggia  il  soU  appunto  sopra  sé  girare  .  C  io.  5.  t-35. 

o  di  qua  o  di  là  che  M  sol*  gli  vada .     .  C  m.  5.  187. 

che  li  due  spazi  .  .  .  vcggiano  il  soU  svariatamente    .     .  C.  oL  s  >9>- 

volta  la  spera  del  so/r  e  tornata  a  un  punto C.  tìi.  5.  199. 

ò  mostralo  per  che  modo  lo  solf  gira .  C.  ili.  6.  a. 

che  1  sole .  . .  tton  ved*  alcuna  cosa  eoa  gmtìU C.  iìL  &  &. 

di  totte  le  cose  che  il  soU  allumina C  ut.  6.  11, 

di  ciò .  . .  esemplo  avere  potemo  dal  soU,     Noi  vedemo  la  luce  del  soU  C  iti.  7.  a3«  ^4. 

tosto  che  '1  soU  gli  vede C.  ili.  7. 3& 

10  modo,  che  soverchia  il  sole  lo  fragile  viso      .     .  .  C.  ìii.  8.  fjo. 

siccome  alta  presenza  del  jo/r C.  iìi.  9.  Ito. 

sì  parla  cominciando  dal  soU  corporale  e  stnsibilt C  ìii.  zs.  so. 

è  da  ragiouare  per  lo  SoU  spirituale  e  inUUtgiÓtle C.  ìiL  u.  51. 

Nullo  sensìbile  ...  è  più  degno  dì  .  ,  .  che  M  soit C  ìiL  za.  54. 

11  SoU  tutte  le  cose  col  suo  calore  vivìfica C.  ìn.  is.  5^ 

Onde  vedcmo  't  sol*,  che  . .  .  riduce .  C  iìi.  14.  aa. 

sapemo  che  alla  piìi  gente  Q  soU  pare  di  larghezza  .     .     .     .  C  iv.  ft.  51. 

il  diametro  del  corpo  del  sole  è .     .  .  C  iv,  8.  56^ 

lo  diametro  del  soU  .  .  .  è  .  . .  miglia C  iv.  8.  61. 

dove  la  luce  del  soU  mai  non  discende .  C  iv.  aou  Tft. 

diccano  che  ìl  carro  del  sole  avea  quattro  cavaDi  ...  C  ir.  a^.  135. 

secondo  la  quantità  del  sole C  iv.  23.  145. 

senza  .  .  .  essere  non  può,  come  '1  sole  senza  luce C  iv.  09  5. 

solere.     Or  voi  soUvote  far  piangere  chi  vcdea  U .     .  F.  W.  $8;.  8. 

della  gloriosa  donna  di  cui  pianger  soUle V.  N.  3&.  13. 

lo  quale  suole  apparir  per  alcuno  roanirìo    ...         K  iV.  40»  33. 

sortono  lì  sergenti  prendere  lo  pane  apposito C.  i.  a.  3; 

che  suole  ingiustamente  .  .  .  essere  imputata     ....  .  C  L  3.  32. 

perocché  lì  .  .  .  ragionamenti  sogliono  dare .  C  L  8.  1 1. 

onde  suole  dire  Martino C  ì.  8.  91* 

nella  quale  5Mo^  r  uomo  parlare T.  ìi.  a. 

siccome  chiamare  solento  la  cìttade  quelli  che  la  tengono    .  .  C.  ìt.  7.  8(5.' 

vita  del  mia  core  .  .  .  solea  essere  un  pensiero  sotTfe     ....  C  ii.  8.  35. 

siccome  questo  pensiero  .  .  .  suoU  essere  vita  di  me  .     .     .  .     .  C  iL  8.  67. 

che  solea  esser  vita  del  cor  dolente C  ii.  io.  la 

suole  lo  rettorico  .  .  .  parlare  altrui C  ii.  la.  39. 

siccome  esser  suole^  che  I'  uomo  va  cercando C  ìL  13.  30 

che  reggimenti  e  portamenti  sogliono  essere  chiamali    .  C  in.  7.  99. 

siccome  51/0/1' fare  lo  studio C.  iìì,  la.  aa; 


fes 


SOLO 


•Otere.     che  pli  occhi  miei .  .  .  Sol*mm  porUr  corona Bmli,  r.  7. 

Ha  perch'  io  non  U  veggio  com'  io  50^*0    ..,.,,..,     Stm.  xlviii,  io. 
soletta     Queste  cosi  soìttu  Venute  son Catu.  xx.  16. 

Laonde  .  .  .  Vedendomi  ioUtio^  s'  «ffontava     .    • S.  P.  uutvìi.  44. 

•oUtario.     Ho  fatto  come  il  paaser  toiitario . 5.  P.  ci.  23. 

sollazzo.     So/ioMMo  i,  che  coDvcne  Con  esso  Amore (^hm.  xix.  70. 

Che  in  donar  vita  t  tosta  Col  bel  soUummo  .••......     Cma.  ux.  109^ 

mcAo,  Adj.  6l  ttdv.     5o/d  pietà  nostra  parte  difende      ....    K. /V.  19.  41  <Gim«.  t.  aa). 

Solo  con  donna  o  con  uomo  cortese K  W.  19.  86  (Oh»,  i.  67). 

Ch*  io  «o/o  intesi  il  nome  nel  mio  core K  A^.  23.  144  {Cans.  ii.  17). 

E  quando  io  era  toh,  Dicea K  /V.  «3.  ao8  {Cans.  ii.  81). 

Ma  soia  fu  sua  gran  bcni^itate V.  N.  33.  60  (Cans.  >ìi.  ao). 

Poscia  piangendo,  «0/  Del  mio  lamento  Chiaino  Beatrice   .  V,  N,  sa.  94  {Ou%m.  ili.  54). 

Hi  strugge  il  core  OTunque  »ol  mi  trovo. K  /VI  3^.  98  (C«mj  iii.  56^ 

Che  aoio  Iddio  all'  anima  la  dona C  tv.  Camm,  iii.  1 16  ;  ao.  47. 

E  so/o  in  Icaltii  far  si  ditetta .     .     ,     ,     C  ìv.  GtM*.  iii.  131. 

Tu  tol0  lai  signore Giits.  z.  41. 

vender  tanto  caroi  Quanto  sa  sol  chi .  .  .  psga Cans.  x.  tsa. 

rimane  spenta  Soh  in  quel  punto  ch* •     .     •     .     Gsiu,  xìii.  37. 

tanto  .  .  .  Che  sof  per  lei  servir  mi  tengo  caro      . CaHM,  xiv.  97. 

non  disgombra  Un  sol  pcnsier  d*  amore  ...  La  mente Cmn»,  xv.  1 1. 

Quando  .  . .  Amore  è  solo  in  me,  e  non  altrove Gnu.  xv.  70. 

Poi  Acl  da  voi  lo  suo  soccorso  attende Canm,  svi.  16. 

Chi  sol  per  voi  servir,  la  vita  bramo Cans,  xvi.  43. 

Ha  quelle  soU  Ricole,  —  che  son  buone Omm.  xis.  las. 

Discìnta  e  scalza,  e  10/  di  s£  par  donna Gma  &x.  a&. 

che  mi  tomi . . .  Sol  per  vedere  ...  1'  ombcm StU,  L  36. 


solere,     quello  studio  e  quella  affezione,  che  tmolt  precedere  •     .    .     .  C  Ui.  is.  ft7. 

le  quali  5o/mno  cercare  i  mici  pcosicrì ,  C  ìv.  a.  aa. 

che  nell'  ultima  e  penultima  sillaba  far  si  shoU     ..•»«..  C  iv.  9.  106. 

di  stare  in  colloquio  più  ch*  io  non  soUa C  iv.  37.  154. 

•oUngO.     e  ricorsi  al  solingo  luogo  d*  una  mia  camera K.  /V.  3.  aa. 

tanto  dolore,  che  ...  in  aciingm  parte  andai  a K  /V.  la.  4. 

la  quale  modera  noi  nellì  soUaam C  ìv.  17.  6oh 

Nella  prima  chiamo  e  solUcùo  i  fedeli a K.  /V.  8.  36. 

La  g<dosia  dell*  amico  fa  1*  uomo  solUdto C  i.  10.  64. 

* ...  in  più  sue  opere  non  sia  curioso,'  cioè  soUeciio C  iii.  8.  so. 

perchè  . .  .  rade  volte  ...  il  buono  quivi  é  sotUdio   .     .     .    .     .     ,  C  iv.  1 1,  108. 

Harta,  Jo/iUxto  se*,  e  turbiU C.  iv.  17.  97< 

nUecttodine.     rendere  .  .  .  con  tanto  di  soltsótudim  e  di  fraochexza  C  UL  1.  66. 

coavieoe  essere  lo  studio  e  la  jo//'<pci>m4Am# Citi.  11.  84. 

concioMiacoaachè  molu  »oiUàhiéÌMM  quivi  si  rkhicfga,  e  la  joIXk^- 

/Mrfmr  del  buono  sia  diritU  a C  iv.  11.  tos,  106. 

recano  . .  .   eoo  questo . . .  soUraimJmt  grande C.  Iv.  xa.  51. 

che  r  nomo  dee  mettere  ,  .  .  sottmitmdint  in C.  iv.  aa.  ^ 

•oUcnare.    poiché  alquanto  mi  fu  solUnato  questo  Ugrimare  .     .     .     .  K  /V.  la.  4. 

ai  raccese  lo  solUnato  lagrinure  in  guisa,  che K  iV.  40.  sS. 

■do,  md}\  A  adv,     quello  che  certe  donne,  e  che  una  sp/a.  dissero  e  .     .  K  W.  93.  sao. 

Quella  prima  è  nominau  Primavera  so/o  per  questa  venuta     .     .     .  K  N.  »i.  vA, 

che  questi  dicea  éoIo  per  questa  benedetta K.  iV.  33.  13. 

dicendo  io  che  per  lui  solo  (atto  1*  avea    .     .     .     . K  /V.  34.  17. 

per  so/a  fama  generata Ci.3.79. 

quando  éoIù  soa  aauial  bellezza  si  sta  eoa  Id C.  1.  to.  94. 

che  DUO  e  salo  £  prian  nella  mente CI.  is.41. 

SS 


che  cbUmo  . . .  Scio  per  lei  servire,  e  luogo  e  tempo  ....     Sai.  U.  47. 

è  molto  umil .  .  .  SoÌ  per  amor  di  lei ....     Stst.  iti  93. 

Che  neon'  altra  porrìane  . . .  Fuor  eh*  ella  soÌm Seti,  ir.  a^ 

Che  so/o  Amor  mi  sforza BmH.  n.  4^ 

che  .  . .  Divieo  beato  sol  guardando  Iddio Sa£L  ìx.  7. 

E  prego  jo7,  eh' udir  mi  sofleriate K  N.  t.  »t  {Sóm.ìL  4\ 

£  50/ s' accordan[o  in  chieder  pietate] K.  W.  13,  4fl(SD«».  »i.  7",  6«. 

Sicch'  ci  solo  rimane  a  veder  vui K  TV.  14.  89  (Som.  ri  11'. 

Soi  dimostraado  che  di  me  gli  doglia K  /^.  15.  38  (Som.  ruL  ix\ 

e*  hai  trattato  ...  Dì  ...  so/  parlando  a  Dui K  A*,  aa.  90  (Som.  xm.  a'. 

£  non  fa  sola  s£  parer  piacente K  iV.  «7.  aa  {Sem*  xrt  n»). 

Che  . .  .  Seguo  solo  il  disio  come  mio  duce Som^  zxxr.  U, 

Ch*  io  Io  conosco  soi  dopo  1  mio  danno Som,  xxxr,  11. 

£  scio  addietro  cogli  le  percosse Som.  1.  13. 

Sol  per  la  grande  mia  iniquitate S.  P.  xxzrc.  «7. 

Mi  vanno  diffamando  sol  pcrch'  io  Ho  seguitato S,  P.  xxxvtlflb. 

Tu  solo  sei  che  regna  in  sempiterno S.  P.  cL  ioa 

quello  che  è  solo  prima  in  tutta  la  mente C  L  ift.  5S> 

quella  somma  Deità  che  Sé  sola  .  .  .  vede Cii.4.a9. 

esso  .  .  .  formato  fu  solo  nella  prima  Mente 0.0.4.38. 

nella  Luce  che  sola  96  medesima  vede C.  n.  6.  93. 

muovono,  solo  intgndtndo,  la  circc4azione C.fi.tiL  tg». 

cioè  collo  intelletto  solo C  ii.  7.  9. 

che  per  questo  solo  vocabolo  àelo  io  voglio  dire     .     .     .     .     .     .     .     C  ti.  14.  3. 

mostraci  un  solo  movimento Cfi.>5>u^ 

questi  tre  movimenti  sol*  mostra  la  Fisica C  ii.  15.  41. 

Anima  che  sente,  o  con  tutti  i  sensi  o  con  alcuno  solo C  ìiì.  a.  89» 

avvegnaché  una  sola  susianza  sia  tutta  sua  forma C  iià.  3.  37. 

r  uomo  é  degno  di  loda  o  di  vituperio  solo  in  quelle  cose    ,     .     .     ,     C  ììL  4,  55. 

alla  .     .  Vinù,  che  solo  é  intellettuale,  cioè  Iddio C.  Si.  7. 64. 

perocché  egli  solo  in  sé  ha  ragione C.  ni.  7. 104- 

«o/o  quello»  che  vcggiono.  .  .  si  rappresentano C  liL  7.  iid^ 

50/0  col  viso  li  comprendiamo C.  ÌÌL  9.  64. 

la  vera  amistà  .  .  .  solo  in  sé  considerata,  ha CììLti.  130» 

che  solo  di  natura  intellettiva  sono  perfette Ciii.r3.s6. 

V  altre  nostre  openuìoni  .  .  .  sono  per  questa  sola C  ui.  15. 40. 

alle  quali  uno  solo  satisfare  non  può C  iv.  4.  8. 

conviene . .  .  esser  Monarchia,  cioè  uno  solo  Principato     .     .     .     .  C  iv.  4.  3$. 

diversi .  . .  fini  ...  a  uno  stJo  fine  sona  ordinati C  iv.  4.  sa. 

alla  voce  d'  un  solo  prìncipe  ...  e  comandatore C  tv.  5.  63. 

Regolo  .  .  .  «p/o  da  umana  natura  mosso .  C  tv.  5.  ]>> 

quando  uno  solo  Romano  .  .  .  ebbe C  rv.  5.  15^ 

che  solo  di  legami  dì  parole  è  fatto,  cioè  di  aok  cinque  vocali      .     .  C  iv.  6l  93,  «4- 

sì  prende  solo  per  1Ì  Poeti C  iv.  6.  34. 

colui  che  solo  considera  1'  ultimo  fine C  tv.  &  38. 

non  del  tutto  .  .  .  ma  solo  In  quelle  pani ...Ctv.  7.  3^ 

solo  da  sé  guidato  ...  sì  va  la  dove  intende C  ìv.  7.  67. 

se  io  intendo  solo  alla  sensuale  apparenza  riprovare C  iv.  8L  66. 

Iddio,  che  solo  . .  .  r  infinito  comprende C.  iv.  9.  31.       ^H 

è  da  sapere  che  solo  quelle  sono  nostre  operazioni C  iv.  9.  35^        ^H 

che  solo  nelle  divizie  si  fondava C  Ìv,  la  s8.      ^H 

che  solo  per  la  elezione  .  .  .  più  buono  non  sarebbe C.  Ir.  il.  nA.    ^| 

solo  di  questo  fa  menzione  il  testo C  iv.  ta.  & 

si  procede  per  uno  moto  solo .     .     .  C  iv.  13.  33. 


6a7 


bOMMO 


Perdii  tu  »ot  mio  Dio  e  Signor  sci S,  P.  czUt  51. 

E  joJb  un  Dto,  e  so/de' santi  un  santo /'./'.  69  (Mr)* 

il  Pftidre  ed  il  Figliuolo  un  50/0  Dio  . . .  ciucun  vale P.  F.  i\. 

Ha  «o/di  qucU'  eterno  e  buon  consiglio  .  . .  procede P.  P.  tò. 

Bastici  toio  aver  ferma  credenxa P.  f .  Sa. 

Qual'  *  soi  d' acqui  e  di  parole  frutto i*.  f.  88. 

5o/o  a*  preti  pertien  volger  tal  ruote ,     ,     ,     .  P. /*.  141, 

Lo  primo  è,  che  lui  soia  adoriamo P,  F.  155. 

•olvere.     Che  non  soivtt*  quel  che  non  sì  apende  I Cans.  x.  91. 

E  poi  sì  soiv*,  e  cade  in  bianca  falda Coxa.  av.  ao. 

Né  delle  colpe  sue  solvwrà  il  nodo  Chi .  .  .  brama P,  F,  175. 

•OCOigUare.    il  desideroso ...  eh*  io  ti  somiglio  in  fede    .    .  K  Al  «3.  005  (Csmj.  ii.  76). 

Uomo  non  già,  ma  bestia  eh'  uom  somùgita Canm.  x.  33. 

Conxon  mìa  bella,  se  tu  mi  aomigii CanM,  xìv,  81. 

£  quella  ha  nome  Amor,  si  mi  som^giia K  M  04.  63  (Som.  xìv.  14). 

C/.  «tmlgllBre. 

KMmnefgerc.    Alza  il  cor  de*  somMtftsi Cmml  zviii.  11. 

Ma  slan  50Mfmrr5«^  e  lor  virtù  i  nel  fango diva,  xviii.  66. 

•ommo.     Madonna  £  desiata  in  sommo  cielo K  A.  19.  48  {Càtu.  i.  09). 

■ok>.     sicché  da  uno  aoh  .  .  .  discesa  non  sia C.  iv.  15.  17. 

cA/  noHfasa*  . .  .  «ornincùmM/o,  cioè  uno  aaio C  iv.  15.  47. 

vuole  una  aola  eascnxa  essere  in  tutti  gli  uomini C  ìv.  15,  53. 

che  tutti  gli  uomini  da  una  soia  Idea  dipendano  .  . .  cb'  ò  dar  loro 

un  mìo  principio C  ìv.  15.  56,  58. 

pone,  lo  primo  uomo  uno  soto  essere  stato  .     .     .     .     »     .    .     •     •  C  iv.  13.  86. 

questo  vocabolo  .  . .  àoio  semplicemente  considerato C  iv.  s6.  37. 

certamente  una  cosa  M^/d  ò  necessaria C  Iv.  17.  98. 

dò  dare  non  può,  se  non  Iddio  soia C  iv.  ao.  08. 

Dice  .  . .  che  Iddio  90Ì0  porge  questa  graxla    •..,,,,.  C  iv.  ao,  54. 

uno  *oÌo  calle  é  quello  che  noi  mena C.  tv.  aa.  60. 

Tornando  .  .  .  alla  nostra  solu  ...  si  dico C  iv.  83.  61. 

iegacndo  solo  quello  che  la  ragione  .  . .  puO  vedere C  iv.  04.  (01. 

sai»  nella  paterna  faccia  ...  si  tennero  v6Ui C.  iv.  115.  86. 

Enea  sostenne  solo  con  Sibilla  a  entrare      ..,.,.*..  C.  iv.  a6,  74. 

che  procedono  soh  da  quel  buono  senno C  iv.  07.  79. 

%  coi  solo  il  grado  divino  ò  rimaso C  iv.  07.  86. 

*,  .  .  dammi  lo  nome  solo  del  maritaggio*    . C  iv.  08.  143. 

della  bontà  che  in  sola  la  memoria  è  rimaas C  tv.  09.  83. 

SotOD.     Io  primo  delli  quali  ebbe  nome  Soton  ........  C  iil.  ti.  38. 

solvere,     questo  dubbio  io  lo  intendo  solverti  dichiarare K.  A.  ta.  141. 

questo  dubbio  é  impossibile  a  solvfrt  a  chi K  A.  14.  I03. 

e  manifesto  ciò  che  soivrrròbi  le  dubbiose  parole K  TV.  14.  loB. 

cosi  e  soluta  la  quistione ..C  U.9.  47. 

che  *  con  etema  notte  soivttti  lo  suo  dannato  pudore'  .    .    .    .    .  C  iii.  8.  95. 

•  per  questo  è  la  dubìtaiionc  solnta •     .     •     •  C.  bé.  15.  ilo. 

sÌGcbè  la  quisdooc  è  schtim  .....•..• Clv.  13.  31. 

■ondgiUante.    per  sómigUauti  cagioni C  i.  11.  98» 

(/.  aìmlgUante. 

che  '1  Cielo  .  .  .  colla  Grammattco  si  somiglia    .    .     ,     .  C.  U.  14-  69> 

. .  .  quaai  si  somiglia *.,  Civ.fla.45. 

c/.  «iml^lUne. 

•oaunamcntc.     perfetta,  quanto  sommmmfmit  caacre  puote   .     .    .     .  C  iii.  6.  86. 

■*■■■■■■■■  l»wwn»»      venire  intendo  ÉommmnmimsmU  alla  .  .  .  opiniooc    .  C  tv,  aa.  89. 

•ommcttcn.     ch^,  sommttttndo  ciò  che  prometlooOf  apportano.     .     .  C  iv.  lu.  08. 

S  s  1 


SOHICO 


»wnmo      Lo  LUÌ  sommo  valore  «IP  intelletto  Mostra Cmjl  xtiL  js. 

Mi  fa  . .  .  énuMX  gli  occhi  al  sommo  concistoro Som.  xxxrm.  4. 

circondati  Di  grazia,  dì  pìctade  e  sommo  onore S,  P.  «xxi.  1^^^ 

Per  andar  poi  dov*  é  aomma  allegrezza P.  F.  007.      ^H 

Cf.  SUIIUDO.  ^^1 

sommuovere,     dal  core,  Ch' era  sommosso  dalla  vostra  rista   K  iV.  36.  39  (Ssw^  xxa.  |^H 

sonare.     Lo  suo  parlar  si  dolcemente  swoim C  iti.  Ctna.  L^H 

Di  mala  fama,  eh'  altri  di  luì  suona Cma.  zir.  ^ 

Per  non  sKmarit  infino  al  tempo  verde Cmms.  xv.  31, 

■ouuiio.     lo  hiogo  dì  queDa  aomma  Deità C  iL  4.  «9^ 

si  può  contemplare  la  Potenza  somma  del  Padre C  ÌL  6.  6ft. 

puotcsi  contemplare  la  somma  Sapienza  dd  Figlinolo C  ii.  6. 66. 

puotesi  contemplare  la  somma  e  fervcntissima  Carità  dello  Spirito 

Santo C  H.  6w  69» 

figlio  del  sommo  Padre C  ii.  6l  ia«. 

giudicava    .  .  che  la  filosofia  .  .  .  fosse  somma  cosa C  iL  t>  40^ 

annameraodo  i  deli  mobili,  da  qualunque  ai  comincia  o  dal]*  ìnfimo 

o  dal  sommo C  ià.  14.  15S. 

perocché  in  Lui  i  somtma  Sapienza  e  sotmtmo  Amore  e  jwwwm  Atto  C  Ut.  ra.  97  'Ér) 
che  .  . .  non  fa  ciò  1'  Autorità  del  Romano  Prìncipe  ragionevolmenCe 

somma C.  tr.  4.  B6» 

la  elezione  di  questo  sommo  ufficiale C,  ir.  4.  90, 

insìno  a  Cesare  primo  Prìncipe  sommo .  C  rv.  5.  sol 

le  sue  parole  sono  somma  .  .  .  autorìtadc C  ir.  &  58. 

r  Aulorìtà  del  Filosofo  sommo C  iv.  6.  156. 

che  il  soivimo  desidcrìo  dì  ciascuna  cosa  ...  Ì  lo  ritornare  al  sno 

Prìocipio C  ir.  Es.  t3lB. 

cosi  r  anima  nostra  .  . .  dirìxza  gli  occhi  al  termine  del  Stto  Sommo 

Bene C  ìv.  isl  154. 

mrrc^  della  somma  luce  del  delo C  iv.  i^  g^ 

Bontà,  la  quale  in  noi  similmente  discende  da  aommm  e  spirituale 

Virtù C  ìv.  aoL  io*. 

poiché  la  somma  Dtiiàj  cioè  Iddio,  vede C  iv.  ai.  101. 

E  questo  uso  e  quell'  altro  é  nostra  Beatitudine  e  ^mtma  Felidtà  .  C  ir.  aa,  it^ 

vedere  Iddio  (eh'  è  sommo  intelligibile) C  iv.  aa.  14& 

che  noi  domandiamo  questa  Beatitudine  per  somma C  iv.  aaw  146. 

né  mai  Lui  giugncre  potemo  qui,  il  quale  è  nostra  Beatitudine 

somtna C.  hr.  aa^  ttfi» 

Le  quali   due  operazioni  sono  vie   ...  a  menare  alla  aomsma 

Beatitudine C  iv.  sa  «ofi. 

Là  dove  sìa  il  punto  sommo  di  questo  Arco C  iv.  a^.  Bk. 

dimorare  in  questa  nostra  Vita  al  sommo Clnr.  ^  loi. 

SOOare.      chi  tiene  la  citara  in  casa  per  prestarla  ...  e  non  per  aaarta 

per  sonan CL9,as. 

la  colpa  ...  del  mal  sonan C  L  il.  ftl. 

Don  è  se  non  in  quanto  egli  suona  nella  bocca  meretrice  d(  questi 

adulteri C.  L  II.  150. 

volta  la  parola  fittizia  di  quello  eh'  ella  suona  in  quello  cb*  ella 

intende C  iù  13.  78L 

dico  che  li  miei  pensieri  .  .  .  suonan  doiee C  iiL  3.  f  19. 

Mtrsma  Tfrmoj  prima  che  suom'  per  ...  e  mtmm  mmo,  pot  che  per 

...  è  suonato C  iv.4^  154^  I5S- 

che  la  diritta  Nona  sempre  dee  sominr  nel  cornine iaraemo  della 

settima  ora C  iv.  «3.  i^ 


^29  ^^^^^^F  SONETTO 

Fa  come  quei  che  'n  In  tempesta  suotta Som.  xxxy^  6. 

proposi  di  fare  un  sonttto,  nel  quale  io  salutassi K.  ^.  3.  71. 

e  cominciai  allora  questo  sonetto K  W.  3,  76. 

Questo  aoHetta  si  divìde  in  due  parti  .     .     .     ,      K.  M  3.  91  ;  15.  43  ;  ao.  37  ;  aa.  Sa. 

A  questo  sonetto  fu  risposto  da  molli ..,,,,,,,,.  K  A'.  3.  96. 

disse  allora  un  sonetto  lo  quale  comiocia V.  N,  ^.  99. 

proposi  di  farne  alcuna  lamentanza  in  un  sonetto V*  N.  ^,  1^, 

di  certe  parole,  che  nel  sonetto  sono f,  A^.  7.  15. 

allora  dissi  questo  sonetto K  iV.  7.  17  ;   14,  78  ;  a6.  36. 

Questo  sonetto  ha  due  partì  principali I^*  ^.  7.  38. 

che  r  estreme  parti  del  sonetto  non  mostrano f^.  A^.  7.  46. 

e  dissi  allora  questi  due  sonetti J'.  TV.  8.  19, 

Questo  primo  sonetto  si  divìde  in  tre  parti K.  TV.  8.  35. 

Questo  sonetto  sì  divide  in  quattro  partì K  A^.  8.  63  ;  16.  38. 

Appresso  lo  giorno  cominciai  questo  sonetto F.  A'I  9.  43. 

Questo  sonetto  ha  tre  parti K  TV.  9.  58  ;  31.  23  ;  27.  37  ;  39.  52. 

e  disaine  allora  questo  sonetto V.  N.  x^.  35. 

Questa  sonetto  io  quattro  parti  si  può  dividere K  TV.  13.  50. 

Questo  50M///a  non  divido  in  parti.     .     .     .     < K,  TV.  14.  93. 

ove  si  manifesta  la  cagione  di  questo  sonetto K,  TV.  14.  100. 

e  dissi  questo  sonetto K  TV.  15.  37  ;  34.  49. 

Appresso  ciò  che  io  dissi  questo  sonetto .  K  TV.  16.  a. 

e  però  dissi  questo  sonttio K  TV.  16.  33. 

Poiché  io  dissi  questi  tre  sonetti t^.  TV.  17.  i, 

e  dissi  allora  questo  sonetto f^.  TV.  so.  la  ;  31.  8  ;  33.  90  ;  35.  ao. 

E  feci  due  sonetti ^.  TV.  33.  61. 

Questo  sonetto  ha  quattro  parli K  TV.  sa.  103. 

Questo  sonetto  ha  molte  parti K  TV,  34.  64. 

[^csto  sonetto  è  si  piano  ad  intendere K.  TV.  96.  51. 

dissi  allora  questo  altro  sonetto f^  TV.  37.  8. 

ioè  in  questi  due  sonetti  precedenti f'.  TV.  38.  3. 

dò  poter  narrare  in  brevità  di  sonetto K  TV.  aS.  la. 

Onde  . . .  proposi  di  fare  un  sonetto^  nel  quale  mi  lamentassi      .     .  K.  TV.  33,  16. 

Poiché  detto  ebbi  questo  sonetto  . ,  .  vidi K.  TV.  34.  a. 

innanzi  eh'  io  gli  dessi  il  soprascrìtto  sonetto ^*  TV.  34.  7. 

Questa  canzone  e  questo  sonetto  gli  diedi K.  TV,  34.  16. 

Dico  che  .  .  .  questo  sonetto  ha  tre  parti K  TV.  35.  34. 

però  proposi  dì  dire  un  sonttto K.  TV.  36.  34. 

e  dissi  questo  sonetto,  che  comincia ^.  TV.  37.  13. 

proposi  di  fare  un  sonetto,  e  di  comprendere  in  esso K  TV.  38.  33. 

Questo  sonetto  ha  due  partì •  K.  TV.  38.  36. 

diasi  questo  sonetto,  il  quale  comincia K  TV.  39.  39. 

In  questo  sonetto  fo  due  partì  dì  me KTV.  39.  33. 

Vero  è  che  nel  precedente  sonetto  io  fo K  TV.  39.  41, 

Onde .  .  .  proposi  di  fare  un  sonetto,  nel  quale  io  comprendessi  .     .  K  TV.  40.  44. 

Questo  sonetto  non  divido,  però  che K  TV,  40.  49. 

Onde  .  .  .  proposi  dì  tare  un  sonetto^  nel  quale  manifestassi  .     .     .  K.  A*.  41.  38. 

e  dissi  questo  sonetto,  lo  quale  comincia K  TV.  41.  33. 

Questo  sonetto  non  si  divide K  TV.  41.  53. 

£  dissi  allora  un  sonetto  ...  e  maodallo  loro  col  precedente  sonétto 

accompagnato K.  A^.  40,  8,  x». 

Il  nonetto,  il  quale  io  feci  allora,  ò  .....•«•....  K  TV.  40.  IZ. 

Questo  sonetto  ha  in  sé  cinque  parti »    ....  K.  TV.  43.  23. 


SONETTO 

sopra.     Cans.  xì.  63  ;  xii.  35  ;  »»•  S^t  83  ;  Som.  xxvn.  5  ;  xlii.  13  ;  xlhr.  9  ;  S.  P. 

5,  77;  1.  71  ;  cxlìi.  49;  P.  F.  163.  a34.  043.  — C/  sovra. 
■Opraddetto.     cosi  ci  difendon  ...  !  sopraddttti  sette  Sacramenti  .     .     P,  F,  150. 

■onetto.     Appresso  a  questo  sonetto  apparve  1  me y.  ^\  4^  i. 

sonno,     mi  sopraggiunse  un  soave  sottno K  /V^  3.  96. 

che  Io  mio  deboletto  sohho  non  potè  sostenere K,  Al  3.  58^ 

scrissi  loro  ciò  eh'  io  avea  nel  mio  sonrto  veduto ''^  ^-  3-  75- 

comc  .  .  .  nclli  miei  sonni  m'  avea  già  chiamato *  K.  A'.  la.  35. 

e  lo  mio  sonno  fu  rotto K  M  la.  73. 

•operchlaoza.     poco  parlare  posso  di  quelle  per  la  loro  aoptrckiatud  .  C.  iii.  15.  59. 

soperchiare,    che  1'  umano  quello  non  sopenkia^  ma  da  caso  è  impro- 

porzionalmcnte  soperchiato C  ìi.  5.  I04t  <*S 

non  ha  riguardo  il  suo  amore  al  debito  di  colui  che  riceve,  ma 

sofienJiia  quello C  iXL  6.  zoi. 

imperocché  il  suo  oggetto  ...  gli  altri  oggetti  .  . .  soptrdàm  ...  C  iii.  14.  6^ 

che  del  tutto  r  angelico  .  .  .  accorgimento  s0f>erchia C.  hr.  5.  3. 

che  la  Nobiltà  umana  .  .  .  quella  dell*  angelo  soperchia ^>  ■*.  19.  SS- 

Cf.  soverchiare.  ^h 

soperchievole.    per  la  sua  soptrchievcU  opcraxione C  in.  3.  Se    ^H 

regola  e  freno  .  .  .  della  nostra  soperchinoli  astinenza C  ìt.  17.  sìl  ^H 

Cf.  soverchievole.  H 

SOperchiOi  adj.  Sc  n,     quasi  per  soperchio  di  dolcezza  divenia  tale     .     •  K,  ^.  ti.  si.     ^\ 

lo  mio  parlare  sarebbe  indamo,  ovvero  di  soperchio K  AT.  Z4.  xu. 

peccato  avrebbe  .  .  .  non  pur  nel  soperchio  . C  i.  7.  61. 

tanto  .  .  .  che  per  soperchio  lo  vinse  ed  uccise      ...  .     •     .  C  ììL  3.  63.  . 

■ono  tutti  li  suoi  sembianti  .  .  .  senza  soperchio  alcuno C.  uL  14.  lì%  ^H 

la  nostra  operazione,  senza  soperchio  e  senza  difetto C.  rv.  6.  sai.   ^H 

anzi  ne  sono  a  noi  di  soperchio Civ.  S7.  IT^l  ' 

Cf.  soverchio, 
sopra.     K  N.  a.  41  ;  5.  9  ;  la.  57  ;  16.  4,  41  ;  19.  9a,  136  ;  aa.  106  ;  35.  48  ;  aB.  a  ;  31. 
"  ;  35-  S  :  C.  i.  I.  67  ;  a.  87  ;  4.  a,  78,  95  ;  6.  63  ;  7.  a8  ;  8.  57  :  9.  8.  ^i 
II.  Ila;  la.  50,  85,98;  ii.  i.  8a,  lai  ;  a,  17,  74;  3.  3;  4-  ".  4*  Ti:5-j^| 
106;  6.  37,  53,  54  ;  7.  I.  io;  8.  67;  9.  lai  ;  xo.  ta.  60 :  la.  i,  $91  ^^^ 
»4.  51»  54  (*")t  330  ;  15-   ia6.   >88  ;   16.  6,  70,  74  ;  iii.  a.  96,  99  ;  3,  7  i^^U 
»»»  afif  55.  93  ;  5-  1*4.  i75  ;  6-  4o,  4^  laB  ;  ^.  19,  138  ;  B.  196  ;  9.  14  ;  1^1 
36;  XI.  70;  la.  aa,  31,  34,94  ;  13.  108;   14.  7Ì  *v.  i.  19,  79;  *•  59=  «- 

ti4;  5-  39180-  U9;  6. 1.  10,  96, 114,  189;  7. 140,143. 143. 144.  ttó;*"*' 

9.  6;  IO.  5,  46,  74.76;  II.  9;  ia.51,  303;  13.  6a;  16.  17,  tal;  17.3;  i& 
la,  6a  ;  19.  16,  68  ;  ao.  ga  ;  ai.  94  ;  aa.  33,  107,  137,  173  ;  93.  19^  5&k  9^ 
141  ;  «4-  IO,  69,  81  ;  35.  138  ;  a6.  i,  33  ;  07.  a,  34  ;  aS.  108,  1x3,  ijB;  3». 
I,  53.  —  C/.  sovra. 

SOpra(d>detto.     che  si  partisse  della  sopradelta  cittade K.  W.  7.  3. 

fu  assai  graziosa  in  questa  sopradetta  dttade    ........  K  A.  S.  5. 

mi  convenne  partire  delta  sopmdetta  cittade    ........  K.  TV.  9.  3. 

secondo  1*  usanza  della  sopradetta  dttade K  A^  14.  x8;  aa.  ao. 

onde  poi  ritornato  alla  sopraddetta  cittade  .     .     .....     .     .  K.  AT.  19.  15. 

rimase  tutta  la  sopradetta  cittade  quasi  vedova     .     ,     .    .    .     .     .  K.  AT,  31.  Si 

il  difetto  delle  Canzoni  sopraddette C  i.  3.  ti. 

volgendo  le  cagioni  sopraddette Ci,  ^  T^ 

La  sopraddetta  cagione  .  .  .  mosse Ci.  lau  53. 

in  .  . .  ma^or  numero  essere  le  creature  sopraddette Cu,  s.^ 

in  quanto  vcdcmo  le  sopraddette  ragioni CI  H.  5.  isf. 

sono  più  che  d'  alcuna  delle  sopraddette  sdenze C  ii.  14.  asd- 

qnesu  più  che  alcuna  delle  sopnMitté  è  nobile C  iì.  14. 94^ 


I 


I 


'^1  ^^^^  SOSPIRARE 

•Oprano.    Credo  che  in  cìcl  nascesse  està  soprana Sw.  xxix.  ta. 

Cf.  sovrano. 

•ordomente.     limaf  Che  toniamtnft  U  mia  vita  scemi CmmM,  xìi.  83. 

•ordo.     Le  tue  orecchie  .  .  .  non  sien  sorde  AIIÌ  sospiri  del     ....  5.  P.  vi.  05. 

Subito  feci  come  il  sordo  e  il  multo S.  P.  utavii.  53. 

■oreila.     A  cui  le  tue  sonUr  Erano  usate  dì      .     .     .     •     ,     K  /V.  38.  113  (Orna.  ilL  73). 

conlraro  Al  dir  d'  una  sorrlla  che  tu  hai C  ili.  Can^.  iì.  74. 

Sì  che  prudenza  ed  ceni  sua  sortSa  Abbi  tu  teco Cbma  xviìì.  44. 

toriuoutare.     signore  a  cui  servo  sortnoMia     .     < ,  Csiu,  z.  98, 

Pili  che  in  tua  suora,  in  te  dolor  sormonta CmmM.  xviii,  3. 

sorrìdere.     Quel  eh'  ella  par  quand'  un  poco  sorridi     .    .     ,    V.N.  ai.  ao  \^Son.  ai.  19). 

torte.     Maggior  tempesta  con  . .  .  Attendi  per  tua  sorU GiMa.  zriii.  57. 

■ì^liraLre.     Che  sospirando  dtcca  nel  pensiero .     .     .     .     ,     .  K  /V.  93,  160  {Cohb,  iì.  33). 

e  doglia  Di  sospirare  e  di  morir  di  pianto K  iV.  30.  79  (Csmj.  iti.  39). 

Pianger  dì ...  e  sospirar  d'  angoscia  Mi  strugge  ti .    .     .  K.  W.  33.  97  {Cant.  iii.  57). 

Per  ...  mi  farà  Sospirar  ogni  fiore Balì.  viii.  3, 

S' io  sarò  là  .  .  .  Allor  fia  eh*  io  sopire #     .     ■  B^ff'  viìl  la. 

E  sospirando  pensoso  venia K  TV.  9.  50  (Son .  v,  ^\ 

Z  d'  ogni  sno  difetto  allor  sospira K  iV.  ai.  14  (5oif.  ai.  6). 

•Opn<dHletta    Jcssc  fu  padre  del  sopraddeHo  David C.  !v.  5.  45. 

che  ogni  sof'raddffia  virtù  .  .  .  procede C  iv.  x8.  9. 

tulte  queste  cose  fanno  le  passioni  sopraddette C  Iv.  aj.  46. 

il    .  .  poeta  nel  quinto  libro  soprmidetto C.  iv.  a6,  94. 

qaesto  .  .  .  poeta  nel  sesto  sopraddetto C  iv.  a6.  1 1 1. 

■Opraggliingere.     pensando  di  lei.  mi  sopraggiunM  un  .  .  .  sonno  .     .  K.  A^.  3.  a$. 

MpraanatuTBle,     siccome  sono  le  cose  .  .  .  sopramtahtmli   .     .     .     .  C  iv.  9.  45. 

C/.  sovrannaturale. 

•Opnuinome.     molti  nomi  antichi  rimasi .  .  .  per  aopramnomi     ,    ,     .  C.  ii.  5.  50. 

Annotile,  che  Stagirita  ebbe  soprattmome  ....,..,,  C  Iv.  6.  133. 

■Opranoominato.     chi  legge  le  sopraa ttominat*  Canioni C.  i.  a,  I18. 

■ppnuiDOtato.     Da  tutte  le  tre  mp$mmmo$ati  condizioni C  I.  9.  1. 

Il  ciechi  aopraHMoiati  .  .  ,  aono  caduti C  i.  1 1.  36. 

prendendo  la  virtti  della  aoprmmeaoémta  proposizione C.  iv.  18.  30. 

La  quale  è  la  dolcezza  del  toprammotato  seme C  iv.  aa.  1x7. 

Onde  dice  Ìl  eoprannotato  poeta C  tv.  85.  78. 

•Opnucritto.     appresso  1'  appirimento  soprascritto K  A^.  3.  3. 

Appresso  questa  sopniicri/ta  visione K.  AT.  13.  t. 

Poadschò  trattai  d*  Amore  nella  sopmfcritta  rima V.  N.  ai.  a. 

innanzi  eh'  io  gli  dessi  il  sopraseritto  sonetto K.  A''.  34.  7. 

C/  aovraacrìtta 

SOprastare.     perocché  soprtuian  alle  paMÌoni  ed  atti  di . . .  pare    .     .  K  N.  9,60, 

Cf.  tovraatare. 

■opmwmlincnfrx     se  non  per  wapm%ìmdmi\\to  di  raallxia     .     .     .    .  C  tv.  t.  a7. 

■ordo.     siccome  sono  tordi  e  muti  . C  L  t.  at. 

•oreUa.  Canzone  ...  e'  par  che  tu  sia  rwftwmria  a  mw  tmm  mifwiim. 
Per  similitudine  dico  sttrelh:  ch^,  siccome  «amOi  t  delta 
quella  femmina  .  .  .  cosi  puoce  I'  uomo  dire  àortSet  qoeQ' 

«per» C  a  9-  3«  (*w)t  3S>  37* 

•onnontare.    come  1*  erba  .  .  .  9ormoettm  ...  la  spiga  del  formento     .  C  iv.  7.  19. 

■orprradere.     dove  le  spighe  .  .  .  non  sodo  del  tutto  torprete .     .     .     .  C  iv.  7.  34. 

■orrldere.    ed  m  sorridendo  li  guardava K  /V.  4.  at. 

quando  .  .  .  aotpendea  le  fonti  dell*  acque C  lU.  15,  171. 

siamo  .  .  .  augf  etti  senza  .  .  .  sosfello  alcuno C.  iv.  9.  135. 

parcami  che  sospirando  mi  chiamaaae K.  AT.  la.  aOk 


SOSPIRARE  ^^^^H  ^ 

sospirare.     Che  va  dicendo  all'  anima  :  sospim K  ^.  a6,  50  (Som,  rr.  14V  ^U 

Che  non  sospiri  in  dolcezza  d*  amore V.  N,aj.a6  (So$u  xvL  H%^M 

Cosi  dice  il  mio  core,  e  poi  sospira K  iV.  38.  48  {Som,  xri  14).  ^H 

Alquanto  per  pietà  con  me  sospira Son.  xmlt   K4.     ^H 

Nò  uomo  ancora  che  per  Ini  sospiri Som.  xItì.  iCk 

Per  cui  dolente  qui  piango  e  sospiro Som.,  xhriu.  3. 

Ma  pur  benigno  sei  a  chi  sospira ,     .     .     .     .     S.  P.  vi.  6. 

Ond'  io  men  vado  sospirando  :  Omeì  ! S*  f.  tL  39. 

Che  longamentc  sospirando  in  ^-ano,  Ho  ...  peno S.  P.  d.  24. 

mamgiro.     Che  fa  lì  miei  sospiri  gir  parlando K  iV.  aR.  93  (/*.  C  xa\ 

Dannomi  angoscia  li  sospiri  forte KN.s^Sj  (Orna.  io.  43;. 

£*  si  raccoglie  negli  miei  sospiri  Un  suodo K  AT.  34.  40  [Cmms,  xr.  X4X 

S*  ^It  non  teme  angoscia  di  sospiri Cd.  Coma.  L  a6  ;  l&  39 

Che  prendoo  aere  e  dìventan  sospiri C  iii.  CaMa.  ÌL  316  :   13.  la^ 

Raccoglier  1'  aer  del  sczza'  sospira Orna.  xiu.  6.         ^j 

Né  cui  pietà  per  me  muova  sospiri Csmj.  xvti.  a.        ^H 

Rispose  in  voce  con  sospiri  mista Coms,  xx.  33,        ^H 

Fenno  i  sospiri  Amore  un  poco  tardo Cmma,  xx.  55         ^H 

Trae  lì  sospiri  altrui  fuora  del  core Aiff.  x.  la.  ^M 

Venite  a  inleoder  li  sospiri  mìei K  TV.  33.  a6  i[Som.  xvi.  iV 

E  diceva  a'  sospiri  :  Andate  fuore K  AT.  35.  51  {Som.  xtìL  7V    ^1 

Lasso  1  per  forza  de*  molti  sospiri K  ^.  40.  51  {Som^  xxii.  i).   ^M 

Questi  pensieri,  e  li  sospir  . .  .  Diventai» K  AT,  40. 59  (S0M.  xxfi.  9\    ^B 

Certo  lo  core  ne*  sospir  mi  dice KA^.  41.64  (Som,  x^r.  (oV 

Oltre  la  . .  .  Passa  il  sospiro  eh*  esce  del  mio  core    .     .     .  K  AT.  43.  48  {Som,  xxv.  »),   ^^ 

non  sien  sorde  Alli  sospiri  del  mìo  cor    .     .     .     .    • S.  P.  vi.  «6         ^^È 

Li  quali  udendo  li  sospiri  e  V  acque 5L  P.  cL  55         ^H 

sostenere.     La  mia  persona  .  . .  sosUnn*  Una  passion  nuova  ....     Orna.  xiiL  óo.       ^H 

Che  tutti  i  carchi  sosUrurr  addosso  De'  V  uomo    .......     Cmmx,  svi.  33.         ^^ 

E  voglio  sosUntr  con  gran  pazienza S.  P.  xxxv£L  71. 

sospirare.     Onde  so^drando  forte,  frm  me  .  . .  dice* V.  N.  ìx^  tò, 

che  nel  princìpio  non  gli  convenisse  sospirar* F.  A^.  a6.s& 

sOBpiro.     sì.  che  quasi  li  sospiri  non  poteano  disfogare ^.  A^  9.  la 

cavalcai  .  .  .  accompagnato  da  molti  sospiri K  AT.  9^.  42. 

che  . .  .  m'  avea  nominata  nel  cammino  de*  sospiri  .     .     .     .     .     .  K  M  xol  4. 

la  quale  Ìo  ti  nominai  nel  cammino  de'  sospiri K.  ^.  12.  48. 

le  loro  parole  uscire  mischiate  di  sospiri K  ^.  r8.  45. 

dico  che  tutti  i  miei  sospiri  uscivan  parlando K.  A^.  35.  51^ 

e  li  sospiri  m'  assaliano  grandissimi  ed  angosciosi K  A^.  38.  19. 

si . .  che  li  sospiri  manifestavano  ciò  molte  volte F.  A.  40. 19. 

Per  questo  raccendimento  di  sospiri  si  raccese K  AT.  40.  «7. 

persona  che  tema  angoscia  di  sospiri C  ii.  8.  90. 

gli  altri  miseri . .  .  caggìono  in  fatica  di  satiri C  ili.  13.  119. 

sostanza,    come  se  fosse .  .  .  non  solamente  sostofua  intelligente^  dui 

si  come  fosse  sostanza  corporale K  iV.  05.  5, 6. 

che  Amore  non  è  per  sé  siccome  sosianmi,  ma  i  un  accidente  io  sostatum  V.  Pi,  23.  8.  9 

siccome  fossero  sostano*  ed  uomini 1^.  AT.  «5.  6S. 

C/.  sostanza, 
sostenere,     ond'  io  sostenta  si  grande  angoscia,  che  Io  mio  deboietto 

sonno  non  potè  sostfnerw ''.  AT-  3*  5^  5^ 

Allora  .  .  .  non  potei  sostenere  alquante  lagrime V,  N.B.  ti. 

poiché  tu  non  puoi  la  sua  presenza  sosimtre ■     ■  K  A^.  x8.  •$* 

la  sua  lunghezza  paziente  sostenga C  ì.  io.  03, 

che  io  noi  potei  sostmtn .  C.  li.  a.  41 


I 


633  SOTTILMENTE 

■ottano.     Virtù,  al  suo  Cittor  sempre  sottan» Coma  x.  97, 

■ottiSe.     E  lo  intelletto  loro  alto  e  sottiU  Face K.  /V.  34.  51  (Gnu.  iv.  sjV 

Con  rima  a^tpra  e  jo//iZr  Riprorando C  fv.  Csta.  Hi.  14. 

Non  che  da  sé  medesino  sia  sottiU  A  .     .     .     ,     ,     • Cmmm,  ix.  35. 

tu  vedi  ben  coro*  t  sottile  Quel  filo Canv.  xvii.  61. 

Per  che  . .  .  Con  rima  più  sottiU  Tratterò Cmiu.  xix.  87. 

E  'n  suo  cantar  aot/iié  Dicea Bali.  viii.  8. 

Io  non  lo  intendo,  s)  parla  sottiU ,  K.  TV.  40.  56  (Som,  xxv.  to). 

S*  io  porto  ...  E  la  mia  voce  s'  é  fatta  sottiU Son.  xlviL  za 

Chi  più  soteiU  dichiarar  a'  ingegna P,  F.  i^ 

■Ostenere.     non  pure  a  quello  che  V  intelletto  non  sostie/t* C  ili.  4.  s8. 

che  colui  che  bene  naturato  si  aostiftu  in C.  ili.  8.  i8ti. 

per  la  qual  cosa  ...  da  frequentare  ...  mi  sosttrmi C  iv.  1.  66. 

le  parole  ...  si  deono  .  .  .  discretamente  muUunt      ,     ,     ,     .     .     .  C  iv.  a.  64. 

lo  agrìcola  ospetu  .  .  .  paiìcntemente  soetrmmh C  iv.  9.  86. 

altrimenti  molti  difetti  sosttmòò* C  iv.  4.  14. 

più  dolce  natura  in  ...  e  più  forte  in  sostmtMdo C  iv.  4,  tao, 

i  modcratrìce  .  .  .  quelle  .  .  .  tosttnmdo  a  certo  termine      .     .     .     .  C.  iv.  17.  43, 

se  questo  non  è  .  . .  sostenuto  diritto  per C  iv.  ai.  133. 

disbrancasi ...  in  quelle  soUnundoai  acmpn^  infino  al C.  iv.  93.  97, 

sicché  sostimi  il  peso  del  suo  frutto C  tv.  94.  iti, 

quegli  che  umilmente  e  ,  .  .  sostiene .  . .  le  .  .  .  riprensioni .     .     .     .  C  ìv,  04,  164. 

quando  esso  Enea  soslenm  solo  ...  a  entrare C  iv.  a6.  71. 

per  li  quali  .  .  .  esso  sia  da  loro  aostmuto C  ìv.  a6.  91. 

■ortentiunento.     abbisogna  di  molle  coac  a  suo  sosttntatnmto .     .     .     .  C  iiì.  13-  sa. 

■Ottonvoco.     che  essi  sleno  siccome  .  .  .  spelonche  aotttrmnm    .     .     .  C  ìv.  ao,  77. 

MttBffare.     gli  altri  tesori  che  sono  aottrirati    .........  C  1.  9.  45. 

nttiglliare.     tanto  sottilmente  .  .  .  che  per  jo/Zt^ior»' quivi     .     .     .     .  C  lU.  8.  6o>, 

Forse  ancora  per  più  sottit  persona  si  vedrebbe  io  ciò  più  aottii 

ragione K  ^.  30. 41,  4^. 

questo  .  .  .  darà  .  .  .  tottiU  ammaestramento Ci.*.  ia8, 

Trasmutasi  .  .  .  questo  mexzo  di  sottiU  in  grosso C  iti.  9.  tal. 

perché  la  immagine  loro  venga  dentro  .  .  .  piti  scttù*      .....  C.  iiì.  9.  145. 

prometto  trattare  .  .  .  con  rima  wttiU  t  msfiw^ C  ìv.  a.  tot. 

dice  Èùltila^  quanto  alla  sentenza  delle  parole C  ìv.  a.  113. 

che  lungo  convenga  essere  lo  trattato  e  90^ih C  iv.  5.  ai. 

più  dolce  natura  in  ...  e  più  sottiU  in  acqaiatando         C  tv.  4.  100. 

ItlllllMlllllltli      pare  loro  toitih'mmamemte  argomentare  .     .     .     ,  C,  Ìv.  15.  156. 

■OttQmc&te.     Chi  volesse  àoitUmtetUt  considermre K.  TV.  94.  41. 

ma  più  sottilmente  pensando  ...  fu ,  V^  ti*  30».  u^ 

paia  ...  a  chi  non  guarda  tottttmenU,     Ma  chi  iottìtmentt  le  min 

vede KS.^iiHÙ). 

Potrcbbesi  più  sottilmenU  ancora  dMderc    ........*  K  /V.  49.  43. 

•e  ben  si  pensa  sottÙments ,  C  li.  9.  loS. 

chi  bea  considera  sottilmente C  ii,  14.  143* 

se  bene  si  guardano  aottilmenle C  il  15.  95. 

Amore  .  . .  sottilmente  considerando,  non  é  altro C  iii.  a,  tS. 

come  ao//i7fNm/r  armon  iato  conviene  essere  lo *  C  iii,  S,  4. 

e  più  sottilmente  quivi  adopera C  Uì.  8.  56. 

nella  faccia  dell'  uomo  .  .  .  tanto  àoitUmienU  intende C,  iii.  8.  59, 

Veduto  come  nel  principio  . . .  totàJmente  si  dice CUi.i3.a. 

chi  mira  sottilmente  quello  che C  iv.  1.59^ 

mthlments  argomentando  e  disputando     .     .  .     .  C  iv.  a.  1 14. 

che  rmsguarduido  più  sottiiments  . .  .  dmero    .  .     .     .  C.  iv.  6.  117. 


I 


SOTTO  ^ 

«Otta    Cmhm.  X.  57  i  sii.  46 ;  xrìi.  37  ;  Sni.  i.  38.  39 ;  >>•  «7  i  !▼•  a4<  ^  :  ^^"^  xxxr,  io; 
xxxvi.  4  ;  S.  /*.  xxxi.  68  ;  xxxvii.  14  ;  et  04  ;  P.  /*.  laB. 

BOttOpnre.     Ha  »ono  ad  ogni  nule  sottoposto 5.  P.  ci.  99. 

sovente.     E  dìcevan  sovwnit K.  Al  «3.  tsa  (Ouut  ii.  4S>- 

Atnor  ...  M  ove  cose  di  lei  meco  59twi/r C.  Ut.  C««s.  it.  3, 

E  riguardava  invcr  lo  eie!  JowW/ ^^  iV.  8.  3a( So«».  iii.  wV 

E  vicnmene  pietà  s),  che  sovtnlt  Io  dico K.  iV.  16.  a6  {,Som.  ix-j). 

Se*  tu  colui,  e'  hai  trattato  sovtnU  .  .  .  f f^.  A^,  aa.  89  {Som,  sai.  i\ 

Voi  udirete  lor  chiamar  sovmtt  La  mia  donna f^.  ^.  33.  34  {Stm.  zr».  9V 

Con  una  voce,  che  JOttTiflif  mena K.  AT.  35.  54  \  Soa- x»iiL  loV 

per  veder  sovmtt  Occhi ...  e [ùanti K  ÌV.  37.  18  (S**.  rr.  3). 

Sen  viene  a  dimorar  meco  soventt V,  N,  39.  61  (Spii.  zxà.  s)l 

Per  cui  Amor  sovent*  si  apergiura •     SflM.  xxxiii.  la 

aoverdliare.     Elle  sot^rduam  lo  nostro  intelletto  .     .    C  iit.  Caiia.  ìì.  59  ;  B»  xax  ;  i^  $k 

soverchio,  adj.  Se  h.     Gli  occhi  dolenti  per  sovrrcJna  pena      ....     Som.  xlviL  6. 

con  ebbrezza  e  con  mangiar  sovfrdno  . . .  apparecchia P.  F»  aaob 

Face  a  ragione  ed  a  virtù  soverchiò P,  F,  aa4. 

Cf,  aopercbkx 

sovra.     C  iii.  Canm.  ii.  4  ;  Ca$%*,  ix.  41,  75  ;  xx.  49  ;  Ball.  viii.  6  ;  K.  JV.  8.  3X  (Sml  fi. 
II).— Cf.  aopra* 

sovrano,     piacenza  Fece  Dio  per  esacnza»  Cbè  vcm  Ibste  $ovmma    .    .     Bali.  ir.  35. 

C/.  soprano.  1 

sotta     K.  ^.  I.  4  ;  a.  66  ;  6.  ro  ;  1 1.  93  ;  19.  19  ;  95.  107  ;  09.  8  ;  C  i.  I.  IS3  ;  a.  ^ 

136;  11.35;  "-  1. 93i  34  :  3.  581  63  ;  4.  49;  ".  83;  »3-  57:  «4-  I3f>;^ 
66;  ili.  a.  48  ;  5.  77,  144,  178,  183;  6.43,  44  ;  8.30o;  9.15;  15,18;  ir.  1.85; 
a.  99  ;  8.  8a,  140  ;  9.  144,  145,  146^  147  ;  za  18,  54  ;  la.  13,  04  ;  19.  49;  aa. 
43;  a6.  31,  66;  aa  158. 
sottoporre,     in  quelli  suggetti  che  sono  sottoposti  alla     .     .     .     .     ,     .     C.  ÌL  9^  3S> 

sottratto,     chi  con  sottratti  e  con  inganni  procede C.  iv.  «7.  «9. 

sovente,     mov*  aovtnti  cose  àìt  fauno  disxnan  f  intitUtio      .     .     .    .    ,     C.  iii.  3.  193. 

soverchiare,     a  me  ne  sovrrckifranno  le  sporte  piene Ci.  13.  84- 

la  quale  sovrtxkia  gli  occhi  della  mente  umana C,ii.5.ii6. 

che  queste  cose  .  .  .  sootrchiano  T  inttiUtto  nostro  ..*••.,     C  iti.  8,  iwj. 

dico  come  questo  sovercMtan  è  fatto C.  iS.  8.  il 

lo  modo»  che  sovrrckia  11  sole  lo  fraghe  viso C  in.  A.  ij 

Cf.  soperchiare. 

soverchiatore,    che  ne  fosse  stato  sooervhtatort C  L  7.  6?. 

Boverchlevole.     cioè  di  questa  sovenkiévoU  voce  - K  W.  la  i& 

Cf.  soperchievole. 

sovra. C.  ii.  I.  53;  14.  49  ;  iv.  a.  160;  9.  164.  —  Cf.  tofn- 

sovrannaturale,     qui  si  potrebbono  ragioni  .  .  .  aovrmmnaturali  as- 
segnare   C  iii.  i«b  3^ 

Cf.  soprannaturale. 

sovrano,  adj.  &  n.     non  era  soggrtto  ma  Mvnmo C  L  ^  46,  71, 9^- 

non  sarebbe  stato  soggetto  .  .  .  ma  sovrano C  i.  5.  lo^ 

Comandare  ti  soggetto  al  sottrano C.  i.  7.  ao. 

1'  ordine  diritto  è  il  sovrano  al  soggetto  comandare  .     ,     .     .     ,     .     C  i.  7.  9K> 

la  obbedienza  del  sovrano Ci.7.  a6b 

se  il  Latino  i  sovrano  del  Volgare C  ì.  7.  «7, 

Questo  è  il  sovrano  edificio  del  mondo Cii.4.  SS 

Cristo,  figliuolo  del  sot'rano  Iddio ,     C.  ii.  d.  la. 

t  tanto  in  quella  sovrana  potenza  nobilitata C  iìL  sl  118. 

SOvrasditto.     compiuta  n'  avea  questa  sovrascritla  stanza      .    .     .     .     V,  N.  39.  & 
Cf.  soprascritta 


635  Vl^^^F  SPECULAZIONE 

•owenire.     Io  prego,  che  mi  vogH  sowemrt S.  P,  culli.  46. 

spada,     e  stAmmi  sopra  Con  qaclU  tfìada,  end*  egli •  Cmtt».  zii.  36. 

Resur^  con  giustizia  a  §pada  ìn  mano Cans.  xviìi.  96. 

■pendere.     bcUuzs  . .  ,  Che  per  lo  ciclo  spanJt  L4ice   .     .     .  K  A^  34.  49  {Can»,  ir.  33). 

Tant'  è  la  sua  virtù,  che  spandi  e  porge Ai//,  ix.  la. 

ifIIIMM, Chiare,     eh'  il  suo  dover  pur  si  spatutoeeJu Som.  utxi.  8. 

^autiere.     Ch*  egli  ha  già  sparlo,  e  vuol  che  M  mondo  allaghi     .     .     .  Som.  xtix.  B, 

Se  non  gli  spargt  la  tu'  acqua  addosso ,     .     ,  S-  P.  cxlii.  33. 

che  nel . .  .  Ugno  ...  fu  confitto  e  *1  sangue  spmrto P,  F,  laa. 

^Mlire.     la  giovane  donna  Gli  fa  sparir^  come Stst.  i.  39. 

Lo  coi  splendore  fa  spmn'rr  ogni  ombra Sfai.  iii.  ft. 

^avcutarfc     La  vostra  vanità  mi  (a  ...  E  spmvtniamisi  .     .  K.  /V.  36.  44  {Son,  xxi.  io). 

f  fture.    Confessa  il  mal,  che  tanto  ìn  noi  sì  afiasÌM P.  F.  108. 

specchio.     O  disoorata  te  I  sptccMto  dì  parte     .     .     • Ca$u.  xviìL  06. 

poco  pare  che  io  tratti^  iovnuitiHdo  m  quella C  iii.  8.  104. 

chi  dcsae  loro  qudlo  . .  .  non  sirvrnsttrMfomo  allo  studio   .     .     .     .  C.  iii  11.  109. 
C/.  soprastarB. 

dìcemo  una  spazia  virtuosa •    •     .     •  C.  i.  3.  79^. 

fare  una  zappa  d*  una  bella  spada •     .     .  C  I.  8.  65. 

colui  che  biasimasse  n  ferro  d'  una  spada C.  L  zi.  133. 

Spadaio.     Onde  al  onralicre  dee  credere  lo  spadaio  .    .     .     .    •     .     .  C  Ìv.  6.  60. 

spalla,     colla  roano  sulla  spaiia  a  questi  mentitori C  ì.  ic.  37. 

spandere,     conviensi  . .  .  T  odore  ch*  è  dentro  generato  spandirr   .     .  C.  iv,  97,  40. 

Ufmiìo,    ci  ha  di  spasio  tremila  dugento  clnquanu  migUa C.  li.  7.  107. 

ch^  ...  vuole  grandissimo  j/waio  di  tempo C  ii.  14.  «34, 

che  da  Roma  a  questo  luogo  ...  sia  $pamo  quasi  di  due  mìU  sette- 
cento miglia C  iii.  5.  87. 

che  da  Roma  ...  sia  apasio  di  sette  mila  cinquecento  miglia      .     .  C  ili.  5.  98. 

e  di  spasio  .  .  .  dieci  mila  dugento  miglia C.  iii.  5.  100. 

che  li  due  tpan  che  sono  in  meizo  .  .  .  veggiano C  fii.  5.  190. 

ae  Cristo  . . .  fosse  vivuto  lo  spaoio  che C  iv.  «4.  65. 

^wectaiOb     siccome  sono  |^i  aptaJu C  iii.  7.  43, 

in  alcuno  corpo  lucido  .  .  .  siccome  nello  ipfcikto      .     .     .     .     .     .  C.  iii.  7,  119, 

la  immagine.  .  .  che  lo  spHthio  dimostra    .     ,    • C  iti.  7.  tsi. 

qucU*  acqua  t  terminata  quasi  come  sptaÀio    ........  C  ili.  9.  76, 

fare  parere  le  cose  nello  sptrtkio  d*  alcuno  colore C.  iii.  9.  96, 

Eaaa  è  .  .  .  sptcdiio  scoza  macola  della  maestà  dì  Dio C.  iìt  ij.  54, 

Bfndalmentft     accompagnarlo  di  ...  e  ap^tiatmtnU  del  nome  di    .     .  ^.  W.  6.  6. 

le  quali  co^e  paiono  ...  e  ^Htalmfm^  esser  risibile K  iV.  05.  19, 

Cf.  spezialmente. 

specificatamente,    si  mostra  sptd/itatamfmit  atBi  suoi  splendori    .    .  C  iv.  03,  14, 

speculare,     che  solamente  vivano  sptculamdo C  ij.  5.  80. 

ai  pnotc  spixMiart  del  Figliuolo  e  dello C.W,^  90. 

per  r  abito  delle  quali  poiemo  la  vcrìtjk  »pirmiaì% C.  IL  ^4.  41. 

che  alle  suatanze  separate  convegna  la  tpaoàiativa  vftaf 

come  purr  la  sprtulativa  convegna  loro C  li.  5.  90,  93. 

r  uso  ...  è  doppio,  cioè  pratico  e  sptnda/rpo C  Iv,  os.  104. 

qucUo  dello  tpacuiahvo  si  è  .  .  ,  considerare C  iv.  sa*  tls. 

di  questi  osi  t'  uno  £  .  .  .  siccome  è  lo  5/am/a/iw C  Iv,  am.  136. 

merlila  rione,     in  ono  di  tpemtamomt C  L  f .  33. 

dlSil^Wtv/iui'oiiv  di  certe  segue C  ii.  5.  94, 

IsIssK  nella  »p*ndaatoH*  dellì  motori C  U.  5.  97. 

è  potlwma  ragione  della  loro  Mptcutaaitm* C  11.  6.  96. 

la  amana  natura,  fuori  di  wpmmlaaiotM  . .  .  abbùogna C  iii.  1^  30^ 


speculare. 

»ai  pnotc 
perl'abi 
^MColattvo, 
com 
V  uso  .  . 
qucUo  di 


SPECULAZIONE  ^^^^^^^^F  ^^ 

spegnere.     E  mostri  me  d'  ogni  virttite  spento Cmns.  xi.  3. 

Con  quelU  vita  che  rìm&ne  spenta Comm,  xiii.  96, 

S'  io  veggio  il  lume  de'  begli  occhi  spento Cans,  xtìì.  34. 

Tu  r  alto  effetto  —  sp^ni  di  mercede Cmm.  zvìi.  3& 

Non  .  .  .  che  ...  £  COBI  spento  Leggiadro  portamento Csiul  xix.  55. 

Più  lune  ha  volto  il  Sol,  poiché  fu  spenta C«hjl  xx.  89. 

Una  saetta  che  .  .  .  pria  che  sia  spenta AiA,  &.  ^ 

E  la  figura  sua  mi  par  si  spenta San.  K.  6^ 

Che  spfgnetia  in  noi  di  Dio  la  faccia P.  F.  «74. 

speme.     Che  vostra  speme  sia  quanto  mi  piace  Là      .     .     .     .    K  M  X9.  44  (Gnu.  i.  aj). 

quando  L'  ultima  speme  a  cercar  mi  son  mosso CmmM^  xvi.  3». 

Creasti  spetntj  che  'n  parte  m'  è  sana BmO.  n.  9. 

Cf.  spene, 

spendere.    Che  non  solvete  quel  che  non  si  spende  ? Gnu.  X.  91. 

Pcrch*  io  conosco  avere  speso  inx'ano  Le  mie  fatiche P.  Al  5. 

spene.     Rinfresco  in  gioia  e  rìmiuovo  mia  spene Som.  -gti^  n. 

Cf.  speme, 

spera.     Levasi  ...  Un  vento  .  . .  Per  la  :^em  del  Sol Canm.  xt.  tó. 

Oltre  la  sperala  che  più  larga  gira] K.  A^.  4X  la,  47  {Som^  xxr.  ^ 

sperando.     Ncque  plus  vitam  sperando  conservo Caia«.  xxi  ^ 

^)eranza.     Io  vidi  la  speranza  de*  beati y.  N.  ig,  ^^  \CmMB.  i  itj. 

Se  dir  voleste,  dolce  mia  speranga CmuL  xvi.  97. 

quella  ...  *n  cui  la  mia  speranaa  più  riposa C^n*,  xri.  ^ 

Quel  filo,  a  cui  s*  attìen  la  mia  spemnsa Canu.  xvit.  6a. 

Ond*  io  conforto  sempre  mia  spemnma BofiL  rii.  ^ 

speculazione,     quando  1*  anima  nostra  non  ha  atto  dì  spetmiawione  .     .  C.  ìli.  13.  sflL 

se  non  quando  1'  uomo  è  in  isprcuìasiont  attuale C.  iu.  13.  67. 

non  fa  ...  se  non  nell'  atto  detta  speatlagkmt C.  iii.  t^  7» 

per  composto  dell*  uno  e  dell'  altro  V  uso  di  Spemlasiome  .     .     .     .  C  tiL  1 4.  ta 

precederà  loro  in  Gaiilta^  doè  nella  Specuiasione C  iv.  aa.  :86k 

spedire,     che  .  .  .  infermi  non  sono,  ma  .  .  .  spedai C.  iv.  15.  i8x. 

Le  quali  due  operazioni  sono  vie  spedite C  iv.  sa.  307. 

Spegnere,     vedemo  .  .  .  molti  vocaboli  essere  spenti C.  L  5.  58. 

perocché  amore  è  in  loro  del  tutto  spento C.  ili.  13.  13. 

che  .  .  .  tutti  gli  altri  amorì  sì  fanno  .  . .  quasi  spenti C  iìL  14.  67. 

lo  nome  dclli  Accademici  si  ^tense C.  ìv.  6.  145. 

reducere  a  ragione  del  tutto  spenta C  iv.  7,  ^a 

spelonca,     die  essi  sieno  siccome  .  .  .  spelonche  sotterranee    .     .     ,     .  C  rr.  ao.  77. 

spendere.     * .  .  .  quella  dove  e'  prìcgbi  si  spendono  ' C  i.  8.  133. 

■pera,     dove  le  stelle  fisse  sono,  cioè  la  spera  ottava C  ti.  3. 94. 

r  ottava  spera  sì  muovea  per  più  movimenti    .     .     .     .     .     .     .     .  C.  il  3.  37* 

Ir  grande  spera  due  poli  volge C.  11,4.$$. 

è  uno  cielo  per  sé,  ovvero  spera C  ii.  4.  94. 

seguendo  il  movimento  della  stellata  Spera .  C  iL  6.  143. 

All'  ottava  spera  .  .  .  risponde  la  Scienza  naturale C  ii  14.  59. 

alla  nona  spem  risponde  la  Sdenta  moraU C  ti.  14.  6t. 

dicea  eh'  erano  ambedue  in  una  spera  che C  ili.  5.  33. 

volta  la  spera  del  sole  e  tornata  a  un  punto C  ìii.  5.  119- 

speranza,    per  la  speranaa  dell'  ammirabile  salute K.  AT.  11.  a. 

avendo  forse  .  . .  speranaa  di  me  oltreché  degna .......  K.  JV.  aa.  6k 

entro  ìn  pelago  con  isperanea  di  dolce  cammino C.  U.  t.  7. 

e  sieno  senza  questa  speranaa  tutti .  C.  ìi.  9.  O3. 

se  la  nostra  speranaa  fosse  vani .  C  iì.  ^  85. 

che  la  natura  .  .  .  questa  speranaa  .  .  .  posta  avesse  .     .  C.  ìi.  9.  97. 


k 


637  SPESSO 

tyrry"»*      Com*  uomo  quasi  di  sperunsm  sciotto Som.  kItììì.  CL 

in  te  ...  r  avevm  già  fcnnAta  b  spemnsa S.  P.  xxxvii.  56. 

In  le  U  mia  sptroHam  ho  stabiliu S,  P.  cxxix.  15. 

Wpem^     Ed  io  ne  sptro  ancor  da  lei  mercede K  AT.  3».  zio  {Cmn*.  iiì.  -70), 

non  pcrch'  io  non  speri  Ad  esac  ritornare C  tv.  Cana.  iii.  3. 

Non  sfeiv  mai  da  altrui  aver  Kxrcorvo Crw.  xi.  70. 

Abbi  pietà  del  cor  .  . .  Che  sptm  in  te BmlL  li.  4. 

Io  Doo  j/Mtd  che  mai  per  sua  pictale  Degnasse     .......  fia/t  x.  ai. 

Chi  non  merta  ftaluiCT  Non  »peh  mai  d'  aver F.  iV.  A.  64  {Som,  \\.  aoV 

Altro  sfiennJo  m*  apporta  dolzore K  Af.  13.  40  {Son.  vi.  5). 

E  che  qucUi,  che  spermm  nel  Sicsorc  .  .  .  saranno S.  P.  rxxi  76. 

Da  chi  per  certo  io  sperava  i\  frutto .  S.  /*.  xxxtìì.  57. 

E  tprrv  Carmi  bianco  più  che  neve 5./*.  1.86. 

SifDor,  se  ta  Cai  questo  come  Mptro S,  P.X.  s». 

Si  de*  sptrgrt  ncU'  eterno  Iddio S,  P.  cxxix.  17. 

Però  che  tptn  in  te  l*  anima  mia S.  P,  cxlii.  40, 

Se,  come  t^trv,  tu  sarai  mio  duca S,  P,  calti.  55. 

chi  con  .  . .  vive  . . .  Sempre  ia  Inferno  spen  pene  e  fvai     .     .     .  P.  F.  ^ 

ipCfi^iurare.     Per  cui  Amor  sovente  si  spergmru Sch,  xxxiti  xa:. 

Quantum  tfa  inter  me  de  ipaa  durat Cana.  xxi,  39. 

mJJ.     E  ^$$9*  fiate  pensando  alla  morte K.  /IT.  39.  86  (Catta.  iiL  46). 

E  afitMSt  Tolte  abbraccia  Gli  spiriti Cams,  xiìi.  40. 

iperajsxa.    Virgilio  .  .  .  che  chiama  Enea  .  •  ^  *  O  Sptrmmm  delU 
Trojani  ' .  . ,  che  né  era  ...  ni  sptnmMm^  ma  .  . .  era  termine 

in  che  si  riposava  latta  la  ^^tratum  della C  iti.  it.  zòo,  i6a.  164. 

dalla  quale  viene  la  i/<i»waa  del . .  .  dcsidem C  iiL  x^-  t34- 

aiccome  quando  senaa  . .  .  ^trmmMm  vengono C  ìv.  il.  6f. 

■pcrmrc     Sicché  . .  .  t^tro  di  dire  di  lei  quello ,  K  A^.  43.  iol 

che  fanno  della  persona  bene  tpemn  ..,,,...,.,Cii.ii.  35- 

di  lui  stoltezza,  piii  cbe  correzionet  é  da  tptrmrt C  ir.  15.  139. 

•peretta,     in  sul  dosso  di  questo  cerchio  ...  è  una  ^iirfftì    .     .     ,    .  C  ìL  4.  80^ 

iperleQXK.     e  per  sitre  rperùns»  sensibili ••.C.U.3.  96^ 

per  . . .  fooMM»  fornite  e  per  f^mimaa  1100  Uerc C.  ii.  ^  34. 

«edemo  continua  tfirmtwm  della  nostra  immortalità C  ÌÌl  9.  101. 

là  per  la  spentnM^  che  ...  si  conviene CÌÌ.X4.  037. 

provo  questo  per  la  Bperùnsa  cbe  aver  di  lei  si  può C.  tii.  7.  93. 

più  oneaUBiente  per  le  donne  si  prende  ^erùmga C  iii.  7.  1*9. 

■eaaa  viaibilmentc  avere  di  ci6  Mpthfman C  in.  7.  171. 

dalla  quale  gli  occhi  .  .  .  posaoao  gpehtMsm  avere C  iii  7*  X74- 

pcr  dare  sperùnm  di  ci6,  grida  ...  lo  tesfin C.  lU.  14.  tgu 

•ecoodo  quello  che  per  ùperitnaa  . .  .  vederne C  tv.  l.  3. 

siccome  per  ispentnaa   si  può  vedere C  iv.  4.  Ida. 

di  questo  graodisauiie  e  .  .  .  aperigmm  pnsiiwio  awt  1  Lltfail  .     .     .  C  fv.  t>  iai^ 

il  Vecchio  per  più  Mptrimsm  dee  essere  glaMo C  tv.  a&  1*8. 

Cf.  esperienza. 

per  non  csaere  dagli  altri  uomini  0trtm .  C  ii.  7.  08. 

a  meglio  Csrc  ciò  credere  ali*  anima  aftHm  ...  .     .  C.  IL  8L  88. 

par  non  esaere  ^trH .     .  C.  hr.  is.  138.. 

Cf.  esperto. 

la  quale  i  modcfstrice  delle  graadl  t^*m C  l«.  17.  4». 

secondo  la  Mptnmmm  e  rviu  dcUi  vapori C  ii  14*  (66^ 

a^    la  quale  mi  mirava  s^essv  volte  K  AT.  3.  8. 

cbe  Amore  wptmt  volte . . .  m' asaHa .  K  ÌV.  i<k.  ia. 

volte  le  masi  ^  «echi .  K.  iV.  ae.  33 


SPESSO 


63^ 


^emOt  odj.    Ch'  io  mi  senda  dir  dietro  ^€sm  fute K.  /V.  7.  «7  {Sem.  ÌL  lol 

Altro  pUnjfcr  mi  fa  spesse  fiiUe K  iV.  13.  41  (San.  vi.  6X 

Spmm  fiate  «engonini  alla  mente K  A.  z6l  94  {jSom,  ix.  1), 

E  i^sjf  volte  piangon  si  ... K,  iV.  40.  57  (Som.  zx£l  7! 

E  SOR  moltiplicati,  e  fatti  spam S.  P.  socrìL  ^ 

Spesso,  adv,     Ch'  era  dov*  io  chiamavm  spesso  Morte      .     .     .    V.N,  aj.  tjo  (CwJ.  k.  3X 

Qujuito  è  quel  tempo  che  spesso  mi  pugne C«m«.  zir.  fB. 

egli  avvieOf  che  spesso  altri  &i  getta  In  compagna    .     •     •     .     .     .     Cbmìl  xrr.  911 

Perocché  spesso  ricorda  Beatrice K.  M  40.  59(Sml  xzv.  ij). 

Che  allo  mal  far  ognuno  spasso  incuora P.  F.  147. 

q)ezle.     Sotto  le  speeàe  del  pane  e  del  vino P.  F.  laflL 

spezzare.     Che  .  .  .  Giungono  altrui,  e  jj^ccsbm  ciascun  arme  ....     Cmstm.  xm.  ta^ 

Non  troiro  scudo  eh'  ella  non  mi  spemai Cmmm,  xa.  14. 

Lussuria  .  .  .  Amistà  rompe  e  parentado  apes*» P.  F,  aog. 


spesso,  aéj.    che  se  ne  già  sptsu  volte  a*  piò  del  Sin C.  n.  &  3& 

pensando  spesse  volte  come  possibile  m*  era C.  ìì.  0L  47. 

che  il  cielo  in  quella  parte  è  più  spesso Cu.  15.  75. 

quivi .  . .  spesse  volte  si  dimostra Cfii.A.76^ 

siccome  avviene  spesse  volte .Ciit.  9.  13*. 

^usse  volte  le  antanc  operazioBÌ . .  .  ascondono C  iv.  ^  5. 

là  dove  il  senso  spesse  volte  è  ingannato •  C  ir.  &.  50^ 

però  vedemo  . .  .  spesse  volte  contenzione C.  iv.  ^  t^t. 

onde  spesse  volte  diciamo C  ir.  14.  Sa. 

WptMKOf  mdv.     che  io  la  vi  rimembrerò  molto  spesso .  K.  VV.  38,  15, 

e  afmso  awenia  che  ...  si  facea  un  colore K  ÌV.  40.  30. 

perocché  io  sento  spesso  il  suo  nome  nel  mio  pensiero K  A!.  43.  31&. 

spesso  sono  lieti  e  spesso  sono  tristi C  L  4.  38  '.Au). 

ed  usanla  mollo  spesso  lì  poeti C.  ui.^aa. 

^>ettare.     solamente  quello  che  spetta  alla  parte  ........  C.  ìv-.  •*.  95. 

^peusi{qxx     siccome  fu  Platone  e  Speusippo  suo  nipote C  ir.  6.  iJÓ. 

speziale,     di  ciò  farò  al  presente  speeìale  Capitolo •  C  i.  toc  zoft. 

non  per  altra  spettai  parte  dell'  anima  e  del  corpo C  sL  7.  »i. 

r  uomo  usare  la  ragione  ;  eh'  è  sua  speeiai  \-ita C  ii.  6,  sa. 

perché  era  sptMÌal  pensiero  a  quell'  atto C.  ii.  0.  59. 

Questo  è  quello  spesiale  pensiero,  del  quale  detto  è C  iL  io.  11. 

anzi  é  questo  un  suo  .^^uiZr  effetto C  n.  21.  4» 

che  larghezza  è  una  speaiai*  e  non  generale  cortesia C  ii.  21.  5^ 

ciascuna  cosa  .  .  .  ha  *1  suo  spesiale  amore Clfl.^BL 

nella  seconda  discendo  a  laude  spesiale  dell'  anima  ;  e  nella  tene  ■ 

laude  spemale  del  corpo C  iti.  5.  lo^  il. 

r  Amore  dell' Anima,  ^caioZr  a  questi  luoghi C.  iH.8Lsrfk 

dopo  le  generali  lode  alle  spesiali  si  discende C.  iii.  14.  & 

intende  il  testo  .  . .  alle  ^>emiaJ»  discendere C  tìL  14.  & 

Di  quelle  ...  in  Capitolo  spesiale  è  da  trattare      .......  C.  iv.  3.  74. 

mostrano  quella  città  ...  da  Dio  avere spemaj  nascimento,  eda  I^ 

a\*ere  sptsial  processo C.  ìv.  4.  i3s(tÉ^ 

non  solamente  spesiale  nascimento,  ma  ^emaU  processo  ebbe  da  Dio  C,  iv.  5.  81,  it. 

ciò  non  potea  né  dovea  essere  se  non  per  ispetiale  fine C  iv.  5.  KOS- 

che  sptsial  nascimento  e  spesial  processo  da  Dio  pensato  e  ordinato 

fosse  quello Cìt,5.  177»  ^ 

da  chiarire  è  in  questo  spesiale  Capitolo C  ìv.  ai.  5. 

spezialissimo.     perocché  sono  sp*sialissime  cagioni  dì  quella      .     .     .  C.  iti  6.  S3- 

spezlalmente.     parlando  speaialmente  agli  spiriti  del  \'tso K  JV.  a.  90. 

spc£uxlmeni€  in  quello  libello  della  Vecchiessa     ....  .     .     •  C  ii.  9.  66. 


I 


«39 


SPIRITO 


splacere.     Lo  qua]  quanto  pìb  guardo  pib  mì  ^ia«$ S.  P,  uuiviì.  15. 

filare.     S^a  se  far  lo  puoi  della  tua  setta Cana.  xir.  89. 

^lletato.     Che  fatto  m'  hai  cosi  sputata  fraade Cmns.  xxi.  3. 

qiltift  U).     Ut  gravia  me*  j^M Cnw.  xzi  40. 

■pina  Ca\     r  amorosa  spina  Araor  .  .  .  non  la  mi  tragfe dna.  xv.  49. 

Come  la  rou  io  mezzo  delle  &pim Som.  xlv.  9. 

■ptno.     coluif  che  ...  Da  spino  punto  a  quel  si  volge  e S.  P-  xxxi.  a6. 

spirare.     L'  angoscia  .  .  .  spita  Fuur  della  bocca  si CaftM,  xt  06. 

Secondo  che  1'  astrologo  ne  ipirn Son,  xxviJi.  4. 

fin  che  la  vita  spira Son.  xxxix.  13. 

In  guisa  tal,  che  appena  in  vita  j/tVo Som.  xlviti.  7. 

^)iritale.     Divenne  spiritai  bellezza  grande      ».,...  K  W.  34.  48  {Cmn*.  iv.  aa). 

Cioè  in  gente  onesta  Dì  vita  spintale Cmn».  xix.  69. 

qiiriteUo.     [Dice]  uno  spirittt  d*  amor  [gentile] C  ii.  Cifu.  i.  42  ;  16.  7B. 

Questi  è  un  spin'Ul  nuovo  d*  amore y.  N,  39. 69  {Son.  xxii.  io). 

Spirito,     si  .  .  .  Che  gli  spiriti  par  che  fuggmn  via K.  JV.  afl.  19  {F.  C.  6), 

Cb'  entrar  non  vi  può  spirito  benegno K  AT.  30.  74  \Cana,  iii.  34^ 

flunraelle  .  .  .  Animale  d'  un  spirito  gentile C  iii.  Cana,  ii.  64  ;  B.  148. 

Ch£  gli  spiriti  miei  son  combattuti      ...........  Can».  ix.  65. 

abbraccia  Gli  jr/iVi'/i' che  piangon  tuttavia     .......••  Cuna.  xiii.  41. 

Lo  spinto  maggior  tremò  si  forte Cans.  xiii.  67. 

Perocché  il  freddo  lor  spirito  ammorta Gwa.  xv.  35. 

eoo  atto  di  spirito  cocente BaB,  iì.  B. 

Che  fa  svegliar  lo  spirito  d'  amore V,  N.  oo,  a$  {Son,  x.  13) 

^KziiLbnente.    spraitUmmit  V  anime  umane C  U.  14.  33. 

tjpmtimmk  de*  vocaboli C  ii.  14.  80. 

precedo  a  commendare  lei  spsMiatmtmt*  secondo  1*  anima  .     .     .     .  C.  iii.  7.  4. 

il  mondo  e  spsMJatnétnts  ti  movimento  del  ciclo      .......  C.  iii.  15.  158. 

è  manifesto,  e  sptaiatmsHte  nella  misera  Italia C  iv.  9.  103. 

Q:  «pedalmeate. 

tprfftCì     che  ptKWono  .  ,  .  tante  Intclligenie  .  .  .  quante  sono  le  tpeait 

delle  cose  ;  siccome  una  sptate  tutti  gli  uomini C.  iì.  5.  05,  96. 

che  .  .  .  queste  fossero  .  . .  esempli  ciascuna  della  sua  sptai»  .     .     .  C.  ii.  5.  30. 

altrimenti  non  si  cooiiuucrebbe  l' umana  spmi» C  Ui.  7. 87. 

siccome  intra  le  5/kn#  dell*  ami^  quella  ch'  è  .  .  ,  meno  amlsU 

si  può  dire C  iii.  il.  Ilo, 

deir  universale  religione  dells  umana  ^^csilf     ....  .     .     .  C  iv.  4.  64. 

in  ciascuna  j/««iir  di  cose  veggiamo C.  iv.  14.  80. 

udendo  (are  due  sptais  dell*  umana  generazione C  iv.  15.  6oc 

in  quelle  cose  che  sono  d*  una  s/irjsr ,     .  C  iv.  16.  105. 

ipifTire.    siccome  un  pomo  maturo  si  sj^kcm  dal  tuo  ramo C  iv.  b8.  09. 

q^lfa.     r  erba  sormonta  e  cuopre  la  spigm  del  formcmo C  iv,  7.  ao. 

la  spigQ  della  ragione  ...  si  nasconde  e  ...  si  perde C  Iv.  7.  «3. 

dove  le  spigk*  della  ragione  non  sono  .  . .  serpreat C  iv.  7.  33. 

aptramcnto.     Tu  vedi  che  questo  t  uno  spiram*n$o K,  iV.  39.  19. 

nclli  quali  non  amore  umano^  ma  divino  era  spirmlù  .     .     ,     ,  C  Iv.  5.  S04. 

ctii  dirà  che  fosso  senza  divina  sptraaions  . . .  I   .     .     .     .  C  iv.  3.  107. 

^tiriteUc».     molto  mi  dolca  di  questi  spiriuUi K.  ^V.  14.  44. 

questo  pensiero,  il  quale  si  chiama  spiritsl  d'  amatw C.  ii.  II.  aa. 

Ritrito,     dico  . .  .  che  Io  tpirito  della  vita  .  .  .  cominciti K  M  a.  aoc 

la  quel  punto  lo  spirito  animale  . .  .  cominciò  , ,    ,  f.  /V.  m,  oÒl 

Delia  quale  tutti  U  sptrtti  sensitivi  portano  le     .......     ■  K.  ^.  a,  aS, 

parlando  spezialmente  agli  spìriti  del  viso    .,.,..•«.  K/tT.  a.3ù. 

In  quel  punto  lo  sptniQ  naturale  .  .  .  cominciò.     .......  K  /^.  a.  33,. 


SPIRITO 


spirito.     Io  mi  sentii  svegliar  .  .  .  Un  spinto  amoroso     .     .     .  K,  W.  34.  5t  (Som.  xjv, 
che  ...  si  muova  Un  ^krito  soave  e  pien  d*  amore  .     .     .  V,  N.  a6L  49  (Sm.  xr.  : 

che  per  lo  ...  Lo  perenno  spirito  la  mira V.  N.  40.  54  {Som.  xxr.B^ 

La  qual  pare%^  un  ^ri$o  infiammato Som,  xaix.  6b 

Partitevi  da  me,  spinti  rei S.  P.  H.  37. 

Però  che  il  re  dei  spirih  celesti  Ha S.  /*.  ri.  40. 

Difendimi  dai  spiriti  infelici S.  P.  nii  54. 

E  poi  infondi  lo  spirito  dritto  Ne* S.  F,  L  38, 

che  mi  sia  tolto  Lo  tuo  spirito  santo  e  Y  amicizia Sr  P.  t  44- 

la  bcnignitade  Del  tuo  Spirito  santo S.P.  ciliL  J^ 

e  'I  Padre  ed  esso  è  uno  Con  lo  Spirito  santo P.  F.  30. 

Ci  guardi  e  campi  lo  Spirito  Santo     ...........     P.  /*.  65. 

Si  com'  il  Padre,  è  lo  Spirito  santo P,  P.  6rj. 

il  Padre  ed  il  Fi^iuolo  .  .  .  Con  Io  Spirito  santo P.  F,  ja. 

spirto.     Escono  spirti  à'  amore  infiammati V,  Ì9.  t^  ix  {Cam*,  l  Sf\ 

Ed  eno  si  smagati  Gli  spirti  miei F'.  iV.  03.  165  {Csmm,  tu  ^ 

come  un  ^rio  contro  a  lei  favella C.  ìì.  C*sc«.  i.  la  ;  7. 70. 

si  dichina  Uno  spirto  dal  elei C  iu.  Ctva.  u.  4^ 

Perché  lo  spirto  non  si  rassicura Cmmm.  xi.  6a 

Che  fìere  tra' miei  jj^Wi' paurosi K.  JV.  14.  87  (Som.  TìL^ll. 

Campami  un  spirto  vivo  solamente      . K  iV.  16.  30  (Scml  tx.  jV 

Ch*  ogni  mio  spirto  comincia  a  fuggire Som,  xK.  t^.  H 

Che  *I  tristo  spirto  si  rìnvegna  alquanto Sos^  xIt2.  4.         V 

E  di  tentazioni  scellerate  Di  spù^i,  che S.  P.  xxxvu.  94. 

E  col  tuo  spirto  pieno  di  virtute  Fa,  che S.  P.  L  49»  ^A 

Lo  spirto  tribolalo  ...  Sì  può  chiamare S.  P.  L  64.  ^| 

sjnrlto.     cominciò  il  mio  spirito  naturale  ad  essere  impedito  ....  K  A'.  4.  a.  ^| 

uno  spirito  d*  Amore,  distruggendo  tutti  gli  altri  spiriti  sensitivi,  ^^ 

pìngea  fuori  i  debolettì  spiriti  del  viso K.  W.  ix.  gì,  x%  l)i 

Allora  furono  si  distrutti  li  mìei  spiriti  per K  W.  14.  35. 

Don  mi  rimasero.  .  .  più  che  gli  sj^'r^'del  viso .  K.  A*.  14.  3^ 

risulti  li  morti  ^'n'ti  miei . . .  dissi K.  AT.  14.  jfl. 

eh'  Amore  uccìde  tutti  i  miei  spiriti V.  N.  14.  Eoa. 

tre,  cioè  Padre,  Figliuolo  e  Spirito  santo K  AT.  30.  jii 

E  chiamolo  allora  spirito  ptrtgrino K  iV.  40.  19. 

che  gli  spiriti  degB  occhi  mici ...  si  fftro C  ti.  "a.  iS. 

Questo  é  lo  luogo  degli  spiriti  beati .  C  ii.  4.  3a 

la  somma  . .  .  Carità  dello  Spirito  Santo C  ti.  6l  69. 

da  lui  procede  lo  Spirito  Santo C  ÌL  6.  86. 

sì  puote  speculare  .  .  .  dello  Spirito  Santo C.  ÌL  6l  90. 

nove  maniere  di  5/tri'/i*  contemplanti .     .  C.ii.6.  9*. 

lì  Troni,  lì  quali,  naturati  dell'  amore  del  Santo  Spirito C  ÌL  6.  ito. 

chiamo  lui  attitna  e  1'  altro  spirito C  iL  7.  84. 

che  questo  sptri/o  viene  per  li  rt^gi  dtUa  steila d  ti.  7,  68. 

non  dico  che  venga  questo  spirito C.ii.7.  98. 

quelle  che  hanno  .  .  .  spirito  di  pecora  ed* C  ÌL8.3n. 

il  nervo,  per  Io  quale  corre  lo  spirito  visivo C.  ii.  10^  S^ 

se  la  cera  avesse  spirito  da  temere C.  il.  io»  69. 

la  Musica  trae  a  sé  gli  spiriti  umani C,  ti.  14.  188. 

la  virtù  . . .  corre  allo  spirito  sensibile C.  ii.  14.  Z9a. 

il  quale  io  chiamo  Spirito  ctUstiaU C  Ui.  7.  135. 

informato  ardore  d*  un  gentile  spirito C.  ili.  B.  15^ 

lo  spirito  visivo  ...  la  rappresenta C  tii  9.  83. 

incontra  in  esso  alcuna  disgregazione  di  spirito C  ili  9.  1361 


I 


641  ^^^^^^^^  SPORRC 

ftpdlto.     Onde  i  miei  jj^Wi*  900  rimasi  smorti S.  P.  cxliì.  19. 

Perchè  il  mio  ^krio  è  quasi  al  fin  condutto  . S,  P.  cxlit.  36. 

Che  dallo  Spirto  santo  in  noi  risplende P.  F,  95. 

Splendore.     Amor,  che  muovi  .  .  .  Come  1  Sol  Io  s^itndovt    ....  Cmns.  ìx.  a. 

A  quc'  begli  occhi,  ìl  cut  dolce  spUndort  Porta     .......  Cams.  xiv,  15. 

la  cui  lumiera  Non  dà  nullo  sfUndon Cfiw.  xviii.  65. 

Lo  cui  aphMtlort  fa  sparire  ogni  ombra 5/i/.  ìii.  6. 

si,  che  per  lo  suo  BpUndort  ...  la  mira *''.  /V.  4».  53  {So».  »xv.  i), 

fogliare.     E  d'  ogni  consolar  1'  anima  spogtia      .     ,     .     ,     ,  V,  N.  33,  80  {Con*,  iii,  40}, 

tu  se'  quella,  che  mi  spoeta  D'  ogni  baldaoia Cmhs,  xrìi.  4, 

Spirito,     ch^  ...  in  tanto  debilitai  gli  spiriti  visivi C.  iii.  9.  151. 

se  gli  spìriti  lìc'  figtiuoli  d*  Adamo  vadano  suso C  iv.  ij.  69. 

e  la  divina  Carità  sia  appropriata  allo  Spinto  Santo,  quindi  è  che 

chiamati  sono  Dom  di  Spiri/o  Santo ,     .     .     ,  C  iv.  ai.  107»  toS. 

la  Circoncisione  del  cuore  in  itpiriioj  non  in  lettera C  tv.  30.  79. 

■pilltoale.     lare  innumerabili  quasi  creature  spirituali C  ii.  5,  108. 

la  vcrìtJi  non  videro  delle  creature  spiritua/i    . C  ii.  6,  3. 

nove  Ordini  di  creature  9,^m'/Na/i  ■ C.  ii.  6.  43. 

Amore  . . ,  non  è  altro  che  unimento  spirituait C.  iii.  a.  ao. 

V  anima  . . .  per  via  tpirituait  si  unisce C  iii.  a.  63. 

ora  é  da  ragionare  per  lo  Sole  spinimaU     .     .     ,     •    .     •     »     .     .  C.  iii.  13.  51. 

V  affezione  a  producere  la  creatura  ^riritnaU C  iii.  la.  73. 

la  quale  in  noi  .  .  .  discende  da  .  . .  spihtmaU  Virtb  .     .     »     .     .    .  C  iv.  ao,  104. 

per  modo  Teologico,  cioò  divino  e  apiritmaU C  iv.  ar.  8. 

é  piii  piena  di  luce  spirituatt C.  iv.  aa.  190. 

Splflt  I !■  Immte.    acciocché  Bpirituoìmmtf  va  lassù K.  /V.  «a.  ao. 

quaodo  apiritumimtnl*  si  spone  una  scrittura C  li.  1.  53. 

quello  che  spiriiuaimmtt  s*  intende C.  1Ì.  l.  63. 

quello  che  dentro  spinttéa/mente  si  sentiva  .........  C.  ii.  a.  66. 

questa  Donna  che  spirituatmentf  fatta  era C  iii.  8.  76^ 

qteidcntc*  -lente.     *  la  via  de'  giusti  £  quasi  luce  tpUndmÉt .  .  ,*  .    .  C  ili.  15.  i9t* 

'  La  via  .  .  .  quasi  luce  apttndmte  procede  .  .  .* •  C  Iv.  7.  100. 

la  quale  fa  gli  uomini  apitndwnti C  iv.  13.  136, 

là  dove  questo  amore  tpknd* C  ÌU.  14.  66. 

do.     se  il  Convivio  non  fosse  tanto  spitndtdo  .......  C  1.  I,  I36 

Spillili  lente,    y.  spleadente. 

Wf/UtìAxnv.     per  un  poco  di  spUndort C  11.  5.  tfl6. 

rendono  agli  altri  di  sé  grande  spUndor* C.  iii.  7.  33. 

pinge  .  .  .  per  modo  di  spUndort  rivcrt>erato C.  iii.  14.  34. 

perocché  qui  é  fatta  menzione  ...  di  tpUmdoft C.  iii.  14.  99. 

r  uaaoja  .  ......  di  chiamare  9pt*mdorr^  in  quanto C.  ili  14.  47. 

nella  à*<oHda  si  mostra  .  .  .  nellì  suoi  tpitnéofi C  iv.  «3.  14. 

Bpooere*    V,  sporre. 

SpontsaesiPCnte.     Cincìnoato  . . .  Mpomtamamnttt  quello  rifiutando  .  C.  iv.  5.  139. 

ap<mtan*am*Hlt  csAcre  tornato  in  esilio C  iv.  5.  137. 

HHWtt^ntir     eiser  .  .  .  wmamdata  interamente,  e  non  Mptintanm     .     .  C  L  7.  9. 

é  la  obbcdienxa  ...  da  nulla  parte  tpontanni  ..•»«...  C  1.  7.  33. 

la  Bla  obbedieoxa  .......  in  parte  Mpontanm C  L  7.  41. 

Sporre,  sponcrSL    parlare,  ipotuttdo .  . .  pare  non  ragionevole  .    .    .  CLs.ll. 

che  lo  Latino  . . .  avrebbe  ipoMÉt  molte  parti C  L  7.  47. 

queste  Cuiioni .  .  .  vogliono  essere  tpoUt  a  tutti C  L  7.  71. 

lo  Latino  non  1*  avrebbe  tpoati  se  non  a' C.  L  7.  77. 

lo  Latirw  1'  a^Tebbe  »postt  a  gente  d*  altra  lingua C.  l.  7.  85. 

Che  .  . .  dico  sarebbe  ipcata  la  loro  sentenza C  I.  7.  89, 

T  t 


SPORRE  ^^^^^^P  ^ 

sposare.     Ch(>  dal  principio  eh'  al  corpo  sì  sposa Clv.  Chul  UL  m^ 

Vede  lo  core  a  cui  era  sposata Cmu.  xlfi.  «7. 

^iremere.    Chi  ragione  o  virtù  contro  gli  spmtu  Fa  come     .    .    .    ,  Som.  xxxvi.  5. 

spronare.     E  so  com'  egli  affrena  e  come  sprona Som,  xxxtL  9. 

sprone.     Ben  può  con  nuo\-i  spron  punger  Io  fi&nco Som,  xxxvi.  ta 

spuntare.     Ch*  ogni  sactU  li  spunta  suo  corso Csjca;  xi  74. 

bquatrare.     fender  ...  Lo  core  ^la  cnidelc,  che  ^  mìo  squatra .     .     .  Gmml  xiL  54. 

squilla.     Con  esse  passerei  vespro  e  le  squiSt Coiu;  ùi.  69. 

sporre,  sponere.     le   scritture  . .  .  debbonsì  spomtn . .  .  per  quattro 

sensi C  ii.  K.  I^ 

quando  splrìtoalrocntc  si  spotté  una  scrittura ,.OìLl.  S4> 

non  é  qui  mestiere  di  procedere  ...  a  lettera  sponenJa     .     .     -     .  C  ii.  13.  ^7. 

poi,  quelle  spositi  sarìi  manifesto  ciò C  ir.  ti.  &. 

nel  trattato  della  parte  che  spam  s*  intende   ........  C.  rr,  16.  9^ 

ad  esso  sporr»  é  da  procedere  .     .     .     .     .....     .     .     •     -  C.  Ìt.  1 7.  «• 

Che  se  mom/mcMjìr  ciò  volemo  j;^mr C.  rv.  17.  107. 

Cf.  esporre. 

sporta,     a  me  ne  soverchicranno  le  sporte  piene O  i.  i^  t4. 

Sposa,     perocché  la  sua  Sposa  e  Secretaria  santa  Chiesa  .  .  .  dice    .     .  C  ìE.  &.  3^ 
O  . . . .  cuore,  che  nella  sposa  dell'  Imperadore  .  . .  s'  intende  ! 

e  non  solamente  ^>osa^  ma  suora  e C  iii.  la.  tis.  ir|. 

vuole  partire  d'  està  vita  sposa  di  Dio C  iv.  aft.  l& 

Spoaixìaae.     questo  pane,  cioè  la  presente  sposimont C.  i.  x.  109. 

per  allegorica  sposisìom  .  .  .  intendo  mostrare     .......  C  L  i.  131. 

mondare  intendo  primieramente  questa  sposiaont C^  ì.  a.  7* 

questa  spostaùmt  conviene  essere  ItttrraU  e  alUgorka     .     .     ,     .     .  C  IL  e  15. 

predicene  queste  parole  nelle  sposisioni  dell'  altre     .     .  ...  C.  iì.  a.  54. 

questa  è  la  lictcrale  spostst'otu  della  prima  parte C.  ii.  7.  109. 

è  da  procedere  alla  spostziom  aUtgorica  e  «rra     .......  C.  li.  15.  3. 

per  la  passata  sposÌBÌone C.  ii.  (3.  7^ 

veder  si  può  .  .  .  per  la  sposigiom  fittizia  e  litterale.     E  per  questa 

medesima  sposùiont  si  può C  ii.  i&  14*  ^^ 

Lo  terzo  verso  . .  .  s'  intende  per  la  sposUiom  litterale     .     .     •     «  C.  iì.  t6.  49> 

Tutto  r  altro  .  .  è  per  1*  altra  sposimott  manifesto    .     ,     .     .     .     .  C  iL  16.  97. 

r  ordine  .  .  .  domanda  air  atUgorìca  sposàaùme C  iiì.  10,  8^ 

l^;giennente  a  questa  sposùioité ...  si  può  reducere C  io.  n.  ^ 

ragionare  per  la  presente  sposimons  questo . .  .  verao,  che  ...  fu 

nella  litterale  sposisionr  ragionato C.nL  xa.  3^  ]7* 

siccome  nella  litterale  spostst'otu  si  parla .     .  C.  iìi.  ta.  49. 

Siccome  nella  litterale  sposiaioMé  ...  si  discende C.  iii.  14-  <■ 

per  la  litterale  sposdsioH*  ...  si  può  ridurre C.  iii.  15.  t9^ 

questa  Donna  .  .  .  nella  verace  sposxsioMt  nominata C.  ìv-  t.  aa 

alla  ^osimottt  del  quale  ora  5*  intende C  iv.  i.  fts. 

Non  sarà  .  ,  .  mestiere  nella  sposÌMOHe  di  costei  .  .  .  aprire     .     .     .  C  ìv.  x.  90. 

Nel  principio  della  impresa  sposimom C  iv.  a  1. 

sposo,     nella  magione  del  suo  novello  sposo K  AT.  14.  si. 

non  essendo  più  da  dare  ad  altro  sposo C.  iv.  oB.  136 

spregiare,     acciocché  il  nome  suo  sia  .  .  .  non  isprtgittto C  i.  4.  86^ 

^ronare.     Quanto  spronarr  fu  quello,  quando  ...  ! C.  hr.  a&  71. 

Sprone.     La  quale  guida  quello  .  .  .  con  (sproni C.  ìv.  a6.  sa* 

lo  sprond  usa  ...  e  questo  sprone  ai  chiama  Fori*»»a  ovvero  .     .     .  C  iv.  s6.  S4«  S^ 

Stabile,     perché  ...  il  Volgare  é  non  istabiU C  i.  5.  49. 

però  me  non  giudicare  lieve  e  non  is/abiU CI  iiu  1.  94. 

questo  mondo,  cioè  la  terra,  stare  in  sé  stabUt  e  6ssa    .     .     .     .     .  C.  iii.  5.  58, 


643 

flIabUJre.     In  te  la  ini*  spcranu  ho  stabiHia S.  P.  cxxix.  15. 

stallone:     tanto  è  la  stagion  forte  ed  acerba Cana.  xv.  46. 

I  si  riposa  Talvolta  (5.  Tal  volta)  poca  {F.  3c  S,  brìeve\  e  tal  lunfa 

^L  èimgùmé V.  N,9a,M  {Som.  a.  8). 

^H         cfae  voi  faceste  .  .  .  cosi  lunga  stagiom K.  /V.  38.  36  (Som.  xxi.  a). 

^■Stagno.     Ma  beo  ne  colse  male  a'  fi'  dì  Stagno Som.  liii.  i4> 

^gMNnmre.     di  prestare  ...  A  questa  penna  lo  statutUo  dìlo     ....     Soh.  xxxiv.  8, 

stanco.     Hi  tiene  in  terra  d*  ogni  guizzo  stanco Canm.  xii.  43. 

Coree  persona  discacciata  e  stanca Canm.  xx.  10. 

Seguitar  si  convien  se  1'  altro  é  stanco Son.  xxxvi.  14. 

la  vita  mia  ...  È  arsa,  consumata  e  trilla  e  stanta S.  P.  c\.  ^a. 

■tare.     V,  N.  19.  54  (Cana,  i.  35)  ;   b8.  17  (K  C.  4)  l  3»-  57  {Cana.  iiL  17),   i«6  (C««. 
L  iil  76^  ;  C.  ii.  C«Ma.  1.  37  ;  iv.  Cmn».  Hi.  i  k8  ;  Cans.  ix.  66  ;  x.  50  ;  xii.  35  ; 

I  xiv.  68,  86,  95  ;  xv.  4  ;  xviìi.  60,  66  ;  xiz.  «a,  69  :  xx.  7S  ;  Stst,  1.  8,  16  ;  iil. 

^m  5i  »7  ;  'V-  3S  37  ;  BaU.  ìx.  6  ;  K.  TV.  «4.  56  {Son.  xiv.  7)  ;  39-  67  {Sem,  xxii.  8)  ; 

^K  Son,  xxvìii.  3;  XXX.  8,  10;  zxxU.  8;  xliii.  9;  liii.  5:  liv.  14;  5.  /".  vi.  ts  ; 

^V  xxxi.  13,  6B,  83  ;  xxxvii.  34,  83  ;  ci.  18,  24,  104  ;  P.  F.  aii. 

^BMbulMI.     Ben  li  faranno  il  nodo  Salamooe  ...  e*  petti  delle  starna  .     .     Soh.  liti.  a. 

^^•taUk     Ha  tratterò  del  suo  stato  gentile K  /V.  19.  30   Coita,  i.  if). 

Hi  tragge  nello  stato  ov'  io  mi  trovo C.  il.  Ciim«,  ì.  6  ;  7.  43. 

che  tanto  fo  dimora  In  uno  stalo Cétna.  xiv.  76. 

■bUrilira;.     siccome  staMito  è  che  voi  aver  possiate C  iv.  sa.  000. 

■labUltà.     acconciare  sé  a  più  stabdità  ;  e  più  stabilità  non  potrebbe 

«vere C.  1.  13.  50,  Sf. 

pensare  ogni  stabih'tà  d'  animo  essere  . . .  mutabile C.  iii.  t.  93. 

annunzia  essa  unitadc  e  stabilita^  di  Dio C  ii.  6.  ioa. 

altrimenti  è  disposta  una  stagioni .  .  .  che  un'  attn    .     .     .  C.  tv.  a,  56^ 

' .  .  .  e  a  ciascuna  parte  .  .  .é  data  stagioni  a  certe  cose  * .  .     .  C.  Iv.  37.  aa. 

StaglrìbL.     Aristotile,  che  SA^WAi  ebbe  soprannome C  iv.  6.  131. 

più  d'  uno  staio  di  Santelene  . . .  trovò C  tv,  1 1.  80. 

di  rìpoaare  1*  animo  stanco C.  i.  3.  87. 

tulle  volte  che  il  gigante  era  §tanco C  iiL  3.  54. 

aggiungo  una  itanaa  quasi  come  ancella  . K,  /V  19.  143. 

coapiala  n'  avea  questa  aovrascritta  stanca K  TV.  39.  6. 

per6  . . .  diasi  due  stanti  di  una  canzone K  M  34.  7. 

ncir  MMtf,  cioè  nella  prima  sfanaa,  si  lamenta K.  iV.  34^  ao. 

cloò  ncU*  altra  slanaa  che  comincia y.  N.  34.  aa. 

Sicché  .  .  .  qui  non  ha  luogo  1*  istansm,  né  può  avere C  iv.  aa.  98. 

K/V.  a.  54;  6.  16;   IO.  15;   13.  ajj   14.  33,  41.  47,  49,  71;  18.  49;   «9-  >5«  S 

a3.  6  ;  34.  9,  74  ;  33.  40  ;  36.  4  ;  43.  aa  ;  Ci.  1.  9,  98  ;  a.  ai,  03  ;  3-  63  ; 

«0-95;   >3-  as;   "•  ».  83;   3.  *3;   II.  54»  70;   «5-  »43.  tS»  *»  *»L  »•  ■<  !  5-  57i 
lai  ;  8.  100  ;  9.  61  ;  10.  55  ;  Iv.  1.  45  ;  a.  93  ;  5.  181  ;  7.  T40,  141,  t4a,  144, 
MS;  9-68,  69;  13.80,  171;  16.63;  19-84;  ao.  55, 70  ;  a*.  a7, 6t  ;  a3. 99  ; 
"4.  97.  99  :  a5.  >«>i  "»  ;  ^1-  38,  153  :  »8.  73.  I3>  ;  30.  33- 
■lateL    dne  volte  1*  anno  ha  la  Hau  grandiadma  di  calore    .     .     C  ili.  5.  188. 

ai  bniio  . .  .  ocH*  anno  ...  in  Estati C  Iv.  33   i»6. 

itCL     Cd  in  questo  stato  dimorando,  mi  giunse V.  N.  x%.  33. 

manifeato  Io  stato  del  core  per  esemplo  del K  ^.  15.  53. 

nelle  quali  dicessi  quattro  cose  .  .  .  sopra  Q  mio  stato    .     .     .     .     .     K  JV.  i&  4. 

Barratorii  di  tutto  quasi  lo  mìo  stalo K  M  17.  4. 

il  qoale  narra  il  mìo  stato K  /V.  43.  9. 

«be  non  è  la  cosa  immaginata  nel  vero  stalo C  i.  3.  8a. 

eha  .  .  .  non  sieno  in  perfettissimo  stato C  li.  5.  66. 

Maglio  aarebbc  alli  ,  .  .  esaere  in  basso  ateJto C.  lì.  11.  79. 

T  t  4 


stato.     Che  ttaio  —  non  «vai  Unto  gioioso CmMM,  làx.  3. 

se  mi  giunge  lo  tuo  forte  tempo  In  tAle  stato Sesi,  lì.  36. 

Però  proweggia  del  mìo  stato  Amore ,    .    ,     .     Som.  xirìi.  14. 

«tatura.     Quando  guardaste  gli  alti  e  la  statura K  TV.  36.  31  CSw».  là-  jV 

Stella.     vedere  .  .  .  Turbar  lo  Sole  ed  apparir  la  st^U  .     .     ,V,N.^.  177  {Cmmm,  ii.  5»V 

Che  viea  pc'  raggi  della  vostra  sttila Cu.  Cmmm.  L  13  ;  7.  7X 

ti  nostr*  occhi .  .  .  Chiaman  la  sÌ4Ua  talor  tencbroa      ....      C.  uL  Ca««.  n.  ^ 

Siccome  è  'I  cielo  dovunque  é  la  st^a C  iv.  Cans,  ìiì.  Z03  ;  l^  31. 

Feremi  .  .  .  Come  T  raggio  la  sttila Cmms^  ix.  17. 

E  la  sUlIa  d'  amor  ci  sta  rìmota CmMM.  xr.  4. 

Europa,  che  non  perde  Le  sette  strUt  gelide •     Cmna,  xv,  39. 

costei,  Ch' al  prence  delle  5////r  a' assimìglìa •     C«m«.  xiz.  114* 

Né  T  Sole,  —  per  donar  luce  alle  sUBi Cmm»,  xix.  117. 

Ciascuna  stilla  negli  occhi  mi  piove BaiL  vi.  ci. 

stato,     neir  amistà  delle  persone  dissìmili  di  Uafo C.  tu.  I.  5&. 

tomai  nel  primo  buono  5/0/0  della  vista C.  iìL  9.  157. 

che  sì  dimenticherà  il  basso  stato  degli  antecessori C  hr.  (4.  4a. 

quando  Ìl  basso  stato  degli  antecessori  corre    .     .     .     .     .     .     .     .  C.  iv.  14.  St* 

in  uno  sono  naturati  ...  ed  in  eguale  stato Oiv.  14.94. 

poiché  stato  e'  era  nel  basso  staio  della  puerizia C  hr.  a^  toa. 

Marzia  fu  vergine,  e  in  quello  stato  significa , . ,  poi  venne  a  Catone, 

e  in  quello  stato  significa Civ.  ■&  105,  lA 

li  suoi  membri  sentendosi  a  debile  staio  venuti Civ.  éB.  13^ 

Statua.     Da  te  alla  statua  fatu  .  . .  non  v'  ha  disslmllitudine  .     .     .     .  C.  iv.  99.  51. 
che  la  statua  di  marmo  o  di  .  .  .  rìmasa  ...  si  dissomiglia  .  .  . 

Perocché  la  statua  sempre  aiTerma  ...  e C.  iv.  09^  55,  9^ 

la  buona  fama  di  colui^  cui  6  la  statuti C.  Iv.  99.  6a. 

statuire,     nello  statuire  le  nuove  cose      ...........Ci.tOi.'i). 

Stazio,     siccome  dice  Stasio  poeta  del  tebano  Edipo     .,.,,.  Cm.&  93. 
siccome  dice  Stasio  nel  quinto  del  TMebaidos  ...,..».Ciii.  11.  i6$- 

perù  dice  Staw,  il  dolce  poeta •     •     .     .  C.  iv.  95.  6a 

Stdla.     sif  che  le  sttU*  si  mostravano  di  colore,  che K  JV.  93.  361 

dico  che  la  strila  dì  Venere  due  fiate  era  rivolta •  C  ìi.  a.  a. 

lo  estremo  .  .  .  fosse  quello  dove  le  stelU  fisse  sono  .     .     .    .    •    •  C.Ìi.3.a3. 

V  otUvo  è  quello  deUe  SttlU  fisse C  ii.  4*  & 

Onde  le  stelU  del  .  .  .  sono  più  piene  dì  virtù CIÌL4.75. 

é  fissa  la  lucentissima  sttUa  di  Venere CÌL4.8& 

r  epiciclo,  nel  quale  é  fissa  la  stilla Cii.4.93. 

dinominansi  1'  uno  e  1'  altro  dalla  stélla C.ÌÌ.4.98W 

Come  ...  le  altre  strile  sieno,  non  é  ...  da  trattare      .     .     .     .     .  C.  ii  4.  9^ 

nel  Libro  Jetr  aggregatone  delle  stelle C  ii.  6.  134. 

secondocbé  la  stella  si  muove  per  lo  suo  epiciclo C  ìL  6.  137. 

lo  valore  della  loro  stella C.  il.  7.  67. 

questo  spirito  viene  per  li  raggi  ideila  stella C.  ti.  7.  89. 

e  luce  non  sìa  se  non  nella  parte  della  stella C  ìi.  7. 96^ 

non  dico  che  venga  questo  spirito  dal . . .  ma  dalla  loro  itella     .     •  C  ii.  7.  lock 

quali  da  esse  stelle  .  .  .  siccome  Socrate,  e ,  C.  ii.  14.  33. 

due  cose  . .  .  che  non  si  veggono  nell'  altre  strile .     .     .     ,     .     .     •  C  ti.  14.  71* 

che  Mercurio  é  la  più  piccola  stella  del  cielo C  ii.  14.  9a> 

più  va  velau  . .  .  che  nuli'  altra  stella C  ii.  X4.  loa 

eh*  è  soavissima  a  vedere  più  che  altra  ^eSa C  ii.  14.  113. 

del  suo  lume  tutte  le  altre  stelle  s'  informano   .•••....  Cii.  14.  las- 

questi  vapori  seguaci  della  strila  di  Marte ....011.14.  iSow 

che  Giove  é  stella  di  temperala  complessione C  ii.  14.  «oo^ 


I 


I 


k 


645  ^^^^^^^^^^F  STESSO 

Del  (empo  che  ogni  tttUa  è  piit  luceolc     .     .     .     .     •     .     1^.  VV.  3.  8a  {Soh,  Ì,  6). 

In  trarre  .  .  .  Come  virtù  di  Skikt  inarghcriift San,  xzvì.  14. 

Chi  è  colui,  che  sta  sotto  le  sUÌU  .  .  .  1    , S.  P.  xxjci.  68. 

Chi  sttMianJo  YÌv'  ella « Cam»,  xviìi.  69. 

Poi  U  riguarda,  e  fra  s^  sUaso  giura K  /V.  19.  64  {Ca$ts,  i.  45). 

intra  tutte  le  sttiU  bianca  si  mostra C.  il.  14.  003. 

siccome  le  molte  atrfU      .     .     .     .     , C  il.  15.  8. 

U  Ciclo  stellato  ci  mostra  molte  sttiU C.  ii.  15.  19. 

infìno  all'  ultima  striUt  che  appare  loro  .  .  .  mille  ventidue  corpora 

dì  sttfh  pongono C.  ii.  ij.  ao,  aa. 

uno  raunamento  di  vapori  sotto  le  sUtti •     .  C.  li.  15.  66. 

roultitudine  dì  sUlU  fisse  .  .  .  tanto  picciole .     .  C  ìi.  15.  70. 

la  Galassia  sia  uno  effetto  di  quelle  sfr//r     ..,..,,..  C  ii.  15.  ig. 

innarono  me  .  .  .  coUi  raggi  della  sitila  loro C  ii.  tò.  8. 

Onde  ...  la  scrittura  è  sttl/a  piena  di  luce .........  C  ìi.  16.  10. 

la  natura  del  sole  è  partecipata  nell*  altre  sttiU C  iii.  a.  45. 

Questo  mondo  volle  .  .  .  dicere  che  fosse  una  delle  sitilt  .     ,     .     ,  C  iìi.  5.  30. 

dove  ...  la  sttlia  gli  sarebbe  sempre  sul  mcuo  del  capo  .     .    .    «  C  iìi.  5.  84. 

avvegnaché  la  s/*I/a  sempre  sia  d'  un  modo  chiara  e C.  iit.  9.  108. 

è  tanto  pieno  di  lume,  che'  è  vincente  della  atffia C  iìi.  9.  1)9. 

trasmuta  la  immagine  della  stélia C.  ili.  9.  195. 

però  la  stella  ne  pare  colorata C.  iìi.  9.  136. 

però  puotc  anche  la  j/W/ti  parere  turbata C.  iii.  9.  147, 

che  le  tielU  mi  pareano  tutte  .  . ,  ombrate ,    .     ,  C  iii.  9.  i5a. 

per  che  la  stella  pud  parere  non  com'  ella  è C  iii.  9.  159. 

siccoroe  li  nostri  oecki  chiamtano  *  .  .  Im  sttiìm C  iìi.  10.  5. 

quante  «/r/Zr  rilucono  . ,     ....  C.  tv.  1x76. 

che  dovunque  è  il  cielo  sia  la  stella •    .     .    •  C.  iv.  19.  33. 

Cielo,  nel  quale  molte  e  diverse  stelle  rilocono C  tv.  19.  37. 

tante  sono  le  sue  stelle  che  nel  ciclo  si  stendono C  ìv.  19.  45. 

vollero  che  esse  procedessero  dalle  stelle C  iv.  ai.  iB. 

MCMdo  la  nobiltà  delta  stella C  tv.  ai.  19. 

che  ...  lo  ciclo  stellata  era  mosso  verso K  Al  a.  10. 

pose  un  altro  cielo  essere  fuori  dello  Stallato  •••»••..  C.  11.3.  43. 

le  stelle  del  cielo  stellato C.  iL  4.  75, 

seguendo  il  movimento  della  stellata  Spera C  IL  6.  140. 

Air  ottava  spera^  cioè  alla  stellata C.  it  14.  39. 

il  ciclo  stellato  si  può  comparare  alla  F$ska C  ii.  15.  4. 

il  Cielo  stelhto  ci  mostra  molte  stelle C  li.  15,  18. 

che  'I  cielo  stellato  ha  grande  similitudine C  ÌL  15.  85. 

che  *]  cielo  stellato  ...  si  può  comparare C  ii.  15.  I19. 

■tendere,     alle  quali  questa  lingua  si  stende  .     , Ci.  3.a9. 

quello  che  non  si  «Imiir  più  oltre  che C.  iL  1.  ai. 

quanto  le  nostre  operazioni  si  stendono •    .     •     C  tv.  9.  la. 

tanto  . . .  quanto  tutto  Ìl  mondo  ...  sì  siemA C  Iv.  9.  84. 

perche  .  .  .  tanto  le  nostre  operazioni  si  stendoeto C.  Iv.  9.  75. 

quanto  le  nostre  operazioni  proprie  ...  ai  s/furfona C  tv.  9.  93. 

se  Nobiltà  ...  si  stendi  più  che  Virtb C  iv.  19.  17, 

cioè,  che  Nobiltà  più  si  stenda C  Iv.  19.  tOu 

tante  sono  le  sue  stelle  che  nel  cielo  si  s/emdomo  .     .     •    .    .     .     .     C  ìv.  19.  46. 

mostrando  che  la  Nobiltà  si  stenda  In  parte C.  hr.  19.  73. 

SterUitAde.     perche  ...  non  sia  difetto  dì  j«Vn'/iÀiA C  Iv.  a;.  67. 

nella  quale  ...  fra  me  stesso  dicea  •*•••.,•••     K  A.  14.  66. 

quasi  come  per  ai  4ilr«M  roo&sa K.iV.  19.1t. 


STESSO                                                 ^^^^^^m  C46 

atesM).     Per  eh*  ella  dì  so  stasa  s*  iniuuDon C.  tv.  CàtiA.  in,  90  ;  a,  i5a 

E  di  me  sttsso  ho  perso  il  mmìsterìo S.  P,  xxrrii.  3I& 

Ma  ciò  vedendo,  gì*  inimici  t/«s$>'Son  coafennati S.  P.  xxxviL  yé. 

Eretico^  e  nemico  è  di  se  sUsso • P.  P.  44. 

stile.     Diporrò  giù  lo  mio  soave  sHìé C  ìv.  Càx».  &.  n.^t] 

stimare,     perchè  U  perfida  durezza  ...  il  mìo  parlar  non  stima,     .     .  S.  P.  a.  71.        ^H 

StfaPOlnre.     La  carne  ...  E  siìmoiata  da  lussuria  molto P.  F,  14/^           ^^k 

stiVS.     Traggemi  della  mente  Amor  la  stiva K.  £.  ìL  tt.  jb. 

stocco»     Ma  e'  mi  piace,  che  al  dar  degli  stocchi Cams,  xzL  tj. 

sono  Venuti  contra  me  con  lancie  e  stocchi ,     ,     .  S,  P.  xxxTa.39. 

stolto.     £  chi  '1  Cdcessc  saria  detto  stolto Som.  xhì,  11. 

Eccetto  il  stolto  e  M  picciolo  fanciullo 5.  /*.  *^ni  6^ 

storia.     Tutta  la  legge  con  I*  antica  istoria S,  P.  cxiiL  93, 

Stntdft.    come  quello  eh*  è  seguace  . . .  Per  dolorosa  stratta   .     ,     .     .  Catta,  x.  66, 

stesso,     dico  quale  mi  pare  a  me  sttsso K.  M  19.  tea. 

cominciai  a  piangere  fra  me  sttsso V,  N.  «3.  1^ 

quasi  come  di  sé  sttssi  avendo  pietade ,     •  V,  N,  3|6l  16. 

Poi  dicea  fra  me  stesio »  V.  N.  41.9%. 

esso  dieci  alterando  .  .  .  con  sé  stésso C  ii.  15.  31. 

rivolgendosi  sovra  sé  stessa,  e  di  sé  stessa  innamorando     .     .     .     .  C.  iv.  a.  160  {hai 

chi  ben  guarda  .  .  .  vedrà  che  elio  stesso  lo  dimostra C  iv.  6.  ao. 

Dico  .  .  .  che  dal  principio  sé  stesso  ama C  ir.  sa.  65. 

stile,     volendo  ripigliare  lo  stile  della  sua  loda K  iV.  aó»  ay. 

tUporrù,  cioè  lascerò  stare,  lo  mio  soave  stiU C.  iv.  a.  90.         ^H 

stOo.     che  con  piii  alto  stilo  dia Ci.  4.  roL        ^H 

Stlms.     la  stima  oltre  la  verità  si  scìsropia C.  i.  5.  46).                  > 

Sttmare.     credono  .  .  .  amando  tutto  vero  quello  che  a  loro  pare   .     •  C  tv.  15.  ijft.             1 

Cf.  estimare.  ^É 

stingere,     per  utir^iwinr  questo  errore  .  .  .  propost      .     .     .     .,     .     .  C  hr.  1.  71.         ^H 

Cf.  estinguere.  ^| 

stirpe,     non  cade  in  ischiatta,  cioè  in  istirpe C  iv.  ao.  4^        ^V 

e ...  la  stirpe  non  fa  le  sìngularì  persone  nobili,  ma  le  singtilari 

persone  fanno  nobile  la  5/t>^ C  ir.  ao.  44i  4&> 

Stoico,     questo  par  volere  ...  ciascuno  Sfe»n> C.  it.  9.  65.                 { 

gli  Stoici  e  Peripatetici  ed  Epicurei . .  .  concorrono C  iii.  14.  t^f^      ^J 

costoro  e  la  loro  setta  chiamati  furono  Stoici Chr.  &.94-         ^| 

le  tre  sette  della  vita  attiva,  cioè  ...  gli  Stoici C  iv.  sa.  x6i.      ^| 

stoltamente,     di  quelli  che  così  rimano  stoltamente V,  N,  95.  it>      ^H 

Stoltezza,  -Izla.     nel  fango  della  vostra  stolteaaa C  iii.  5.  ae^        ^^ 

* .  .  .  nella  moltitudine  della  sua  stoltizia  sari  ingannato'  .     .     .     .  C  iv.  7.  13& 

* ...  di  lui  sfolfetisa,  più  che  correzione,  è  da  sperare  '      ,     .     .     .  C  ìv,  15.  138. 

stoltissimo,     intra  tutte  le  bestialiudì  quella  è  stoltissima C  ìì.  9.  5& 

oh  istoitissime  .  .  .  bestiuole  che  .  .  .  pascete C  jv.  5.  75. 

stoltizia.    K  stoltezza. 

stolto.     Meglio  sarebbe  alti  miseri  grandi  matti,  stolti  e C  ÌL  It.  7& 

stomaco,     perocché  Io  stomaco  suo  è  pieno  di  umori C  i.  x.  91. 

stordimento.    Che  lo  S/M^fv  é  uno  «/ond^'m/ifA?  d*  animo C  hr.  85.  4& 

storia,     appresso  la  litterale  storia  ragionata     ....           .     .     .     .  C  i.  1.  ija. 

Onde  si  legge  nelle  storie  d'  Ercole ...CiU.3.S°>> 

per  le  scritture  delle  Romane  storie C  iv.  3.  9^. 

dice  Stazio  ...  nel  primo  della  Teòana  Storia C  ir.  35.  61. 

come  nel  sesto  della  detta  Storia  si  dimostra C  iv.  aÓL  75. 

quando  dice  e  ritrae  ...  la  storia  della  pestilenza C  iv.  97.  185. 

strarta.     al  passare  d'  una  strada C  L  11.  d^ 


647  ^^^^^^^^B  STUDIARE 

■timda.     Se  U  iiu  strada  non  mi  vien  scoperta S,  F.  adii  4S- 

■trale.     questa  .  .  .  non  curm  colpo  di  tuo  Jfm/r Gm*.  xi.  70. 

■trmziare;     Prima  contruion  quella  e,  che  tinuia  II  mal P.  F.  106. 

Stretta    K  stringere. 

strìdo.     Altor  mi  surgon  nella  mente  shiJa Gina.  xii.  44. 

Che  per  aver  di  minor  doglia  5/rù/a,  Vorrò .     .  Cana.  xvìì,  ag. 

Maggior  .  .  .  Che  le  passate  tue  picoe  di  itnAi Ciim«.  xviii.  58. 

Che  lascian  guai  e  di  lamenti  stridi Soft.  xliL  7. 

son  senza  fine,  Con  pianti  e  strida  ed  Infiniti  lai P.  F.  63. 

Stflngtte.     Che  da  sera  e  da  mane  Hai sintto  ad  ambe  mano,  Ciò  Catts.  x.  63. 

i  verace  amor  quel  ...  E  ben  mi  stnngt  forte Con*,  xiv.  34. 

La  qual  si  strttto  alla  morte  mi  mena Soh,  ^vii  7. 

Che  stanno  stretti^  e  nulla  mal  dicendo S.  P.  xzxi.  13. 

Struggere.     Pianger  ...  e  sospirar  ...  Mi  struggr  il  core  .     .  K.  ^.  33.  98  {Ca»t*.  iiì.  58}. 

Li  Mtn»gg9  Morte  con  tanta  paura B»U.  v.  9. 

E  dentro  dallo  cor  ni  struggo  e  ploro K  iV.  7.  37  (5oh.  iì.  ao). 

Che  questa  doglia  pur  mi  strugga  ti  cuore Som.  xlvìL  13. 

Per  novella  pietà  che  il  cor  mi  strugga Som,  xUx.  a. 

itrmda.     si  perde  .  .  .  come  le  strads  della  terra     .,.»....  C  iv.  la.  iBo. 

strano,     occupate  da  gente  strana C.  ì.  5.  65. 

apprendere  bene  la  lingua  Urana C  Ì.  xi.  108. 

strettamente,    doppiamente . . .  cioè  largamente  e  afnrfAimmAr.    Shtl' 

/<twMw/r,  s' lotcode  per  quella  concordanza C.  iv.  a.  103  |,&m). 

stretta.    K  stringere. 

strigare,     convenga  essere  ...  ad  istngart  lo  testo  perfettamente  .     .  C,  tv,  3.  a«. 

strìgnere.     perocché  la  sua  larghezza  non  ai  stnpts  da C.  tii.  6.  99. 

quanta  pìetÀ  mi  ttrtgnt  per  te C  iv.  #7.  97. 

stringere,     la  donna  per  cui  Amore  ti  siringr  cosi K.  TV.  13.  as. 

in  due  modi,  in  uno  largo  ed  in  Y  altro  strrtto  .     .     .     .  .     •     .  K.  /V.  41.  37. 

in  modo  strttto  non  s'  intende  peregrino,  se  non ,     .  1^,  M  41.  39. 

perché  la  presenza  oltre  la  verità  striuge C  I.  3.  48. 

accoado  la  stretta  verità C  iL  4.  9cx 

ttsimgtmdo  quello  .  .  .  tanto  lo  tenne , C  lii.  3.  60. 

impedimenti,  fuori  delli  suoi  étrtttì  sentieri      .     »     •     •     •     »     .     .  C  ÌV.  7.  59. 

oh  sfritti  abitacoli  e  masserizie .     .     .     .     .     .     .     « C.  iv.  13.  1 13. 

stnmcnta.    danno  colpa  ...  allo  i/n>m»M/o     .........  C  i.  11.  77. 

C/  stnimentOh 

atrumentaie.     La  forza  ...  fu  cagione  strMmntla/é C.  tv.  4.  lai. 

strumento,     ancor  questi  rimasero  fuori  de'  loro  ftmmfttti         .     .     .  K  iV,  14.  40. 

salvo  che  fuori  degli  strumfnti  loro f^.  iV.  I4.  104. 

che  *t  savio  uomo  collo  ttrumemto  della  sua  voce  fa C.  ii.  i.  99. 

questi  cccellcntisaimi  essere  stati  tttumsnti C  hr.  5.  i5a. 

che  la  natura  é  a/rwmmlo  dell' arte C  iv.  9.  113. 

dove  V  arte  fa  suo  *trt4rrt*mto  della  impulsione C  Iv,  9.  lift. 

che  r  arte  (a  suo  f/ruffWM/o  del  caldo C.  Iv.  9.  119. 

cose  sono  dove  1'  arte  è  itrumtmto  della  natura C  tv.  9.  133. 

Cf.  atrouicnto. 

stmUare.     E  di  venire  a  ciò  io  studio  quanto  posto 1^.  ^V.  43.  6. 

Ciascuna  cosa  studia  naturalmente  alla  sua  coaaennuioae      .    .    .  C  i.  13.  47. 

•e  M  Volgare  per  sé  studiar*  potcìae,  sftiiftwiiW  a  quella  .     .     .     .  C  l  13.  49  (Aù). 

fatto  lo  fondamento  .  . .  siccome  nello  studiar* C  U.  l*  97. 

che  si  diletuno  ...  di  studiar*  in  quelle,  e  che  si  dflcttano  stuttiart 

in  Rettorica  e  in  Muaka CHL  11.98,9^ 

che  non  per  sapere  studiamo C.  ìji.  ti.  106. 


STUDIARE  64S 

etoolo.     Laonde  il  mìo  nemico  a  shtolo  grosso  .  .  .  s'  afforava     .     .     .  S.  P.  xxxni.  43. 

atnrbare.     copia  Di  nebbia  tal,  che  s*  altro  non  la  sturba Cwu.  xv.  18. 

SU,  adv.     Perchè  .  .  .  Salìron  tutti  su  negli  occhi  suot Canm.  ix.  30- 

V  immagine  .  .  .  siede  Su  nella  mente  ancora CftK«L  xm,  44. 

Grida  :  Surgete  sm,  che  per  voi  clango   ...•••....  Csjut.  xtììÌ.  67. 

che,  di  Bua  natura  Stando  su  in  altura»  Divlea Bmil.  ix.  6. 

Inteltigeoza  nuova  ...  pur  »<  lo  tira K  iV.  40.  50  {Som,  zzt.  «> 

Levala  su  vestita  del  tuo  velo Soie  xlix.  13. 

La  qual  levando  su  senza  dimora S.  P.  ci.  47. 

C/.  suso. 

Buave.     Conqueror,  cor  suavtj  de  le  primo  ,     .     .    , Cojmi.  xzi.  X44 

subietto.     Nobilute  .  .  .    Importa  sempre  ben  dd  suo  suòttHo    .     .     •  C  ir.  GnuL  iak  9^ 
C/.  Buggetta 

studiare,     lo  luogo,  dove  Platone  studiava C  ìv.  €^  laB. 

perocché  la  nostra  natura  sì  studia  di  salire C.  iv.  04.  4&. 

studio,     che  talora  sarà  da  ogni  studio  non  solamente  privato,  ma   .     .  C.  L  l.  36> 

ti  btHtficiOf  \o  studio  e  .  .  .  sono  cagioni  .     . ••  Ci.rfl.a4. 

per  bentfia'o  e  conwrdia  di  studio ...Ci.  13.  5. 

e  stato  meco  d'  uh  medesimo  studio   .     . CI.  13.  46. 

questo  medesimo  studio  è  stato  mio .....CLt}.  53. 

Per  che  uno  medesimo  studio  ò  stato  il  suo  e  *1  mio  ......  C  ì.  13.  56» 

neir  amore,  cioè  nello  studio  dì  questa  Donna C  ii.  16.  7. 

se  non  teme  labore  di  studio C  ii.  ttic  40 

uno  pensiero  che  nasce  del  mio  ^mi/h> C  iL  16.  79^' 

per  amort ...  a'  intende  caso  studio  «•....■.•..Cii.i6h  Su 

che  pongono  lo  studio  loro  in  azzimare •    .  C  iti.  4.  8i* 

per  affaticare  lo  viso  molto  a  studio  dì  leggere C.  iii.  9.  tjAk 

conviene  essere  lo  j/H(/fb  e  la  sollecitudine CiiLxa.  83, 

Per  che  .  . .  senza  studio  non  sì  può  dire  Ftlosq/o C  iii.  1 1.  87. 

non  sovrastercbbono  allo  studio CiU.it.  109. 

Per  Amort  intendo  Io  studio  il  quale  io  mettea    «, Ciii-ia-XU 

che  studio  si  può  qui  doppiamente  considerare.     È  ano  shtdio,  il 

quale  ...  e  un  altro  studio^  U  quale C  iìL  xx  13,  iji  i& 

siccome  suole  fare  lo  studio  che  sì  mette  .  . .  Questo  è  quello  5/atdib 

. .  .  che  suole  precedere C  iii.  xa.  a^  a6. 

perocché  della  pace  di  questa  Donna  non  fa  lo  studio  sentire      .     .  C  tu.  13.  69. 

perocché  U  primo  studio  .  .  ,  non  può  quella  .  .  .  acquistare   .     .     .  C  iiì.  13.  99. 

né  per  proprio  studia  né  per  consìglio ,     .     .     •  C  tv.  6w  171. 

Levomi  in  grandissimo  s/miAo  dì  vedere .     .     .  C.  iv.  98.  46» 

studioso,     da  gente  studiosa  lontano C  i.  i.  37. 

che  ciascuno  studiosa  in  sapienza  fosse  . .  .  chiamato C  iii.  11.  45. 

vergogna  non  è  laudabile  .  .  .  negli  nomini  studiosi C  iv.  19^ 

stupido,     acciocché  quelli .  .  .  divenissero  stupidi .     .......  C  ìv.  95. 

dice  Stazio  .  .  .  che  .  .  .  che  esso  divenne  stupido     ......  C,  iv,  aj,  67. 

stupore,     tre  passioni  ...  1'  una  si  é  Stupore Civ.  93.  3^J 

Che  lo  Stupori  é  uno  stordimento • C  tv.  95. 

SOi  adv,     per  la  su  ragionata  cagione y.  N.i^  ^* 

appresso  le  su  proposte  ragioni C  i.  la.  ig^ 

dal  dieci  in  5u C  iì.  13.  3ik, 

quando  in  su  muove  lo  suo  corpo,  più  s'  affatica C.  iìì.  3.  44. 

su  per  la  quale  sì  procede .  C  tv.  13.  31. 

che  questo  Arco  di  su  sarebbe  eguale C  iv.  03.  65, 

C/.  suso. 

suaso.     scttvf  è  tanto,  quanto  suaso C  ii.  8.  316. 


649  SUFFICIENTEMENTE 

subltainente.     puì  Che  se  n*  è  giù  ìn  ciel  sHbitamtntf  .    .       K  iV.  3^.  53  (Gm«.  iiL  13)* 

^L  Ch'  A  ...  fu  pesto  un  freno  SuhitamntU  si,  eh'    .«•••.     ■  Cohm,  ziìi.  64. 

^1  Quando  m*  apparve  Amor  sHbitam4Ht4 1^.  W.  3.  83  (So*f.  Ì»  7). 

^B  Ode  una  voce  dir  sitbitamtnU Som.  xIÌv.  7. 

^f  Li  quai  tubitamintt  in  un  momento  Ritorceranno S,  P.cì,  109, 

BObitanamente.     Ch'  amor  m'  aa&ale  subÙanaméMU ....      K  N,  16.  aS  {Som.  ix.  j). 

subito,     che  Negli  occhi  miei  di  subito  apparisti BoiÌ,  ii.  a. 

•  Benignamente,  e  stttn/o  ...  Ti  degnasti S,  P,  xzxì.  38. 

St4Òtto  feci  come  il  sordo  e  il  multo S,  P.  xxxvii.  53* 

come  r  ombra  ...  Si  fa  maggiore,  e  poi  subito  manOA S.  P.  ci.  38. 

SUCCiilere.     si  posa  Come  jucma  rosa •     .     ■  Cana.  xj:.  ai. 

•odldow     Che  hanno  fatto  il  tuo  fior  suidiao  e  vano Csita.  xviU.  33. 

•ubttameote.     disparve  questa  mia  immaginazione  .  .  .  subitammét    .  V.  N,  9.  37. 

1'  abito  .  .  .  suòitanuntt  arere  non  ai  può C.  Ì.  11.  48. 

perocché  non  suhitamtmtg  nasce  amore   .     .     .     .     .    •     .     •     .     .  C.  ii.  a.  aa. 

■  lo  spirito  .  ,  ,  tubitttmtnft ...  la  rappresenta  ••*•••■•  C  ili.  9.  86. 

Èubitanuntg  .  .  .  quella  percuote  .  .  ■  dicendo C  ìv.  7.  44. 

sabltafX).     Oh  ...  rubatorì  sMAi^atH  della  mente  unaiiA  ...  1     .     .     .  Cii.  16.31. 

•uMto.     e  distendersi  di  subito  per  tutte  le  parti K  AT.  14.  97, 

^H  che  Amore  ...  di  subito  m*  assalia K  M  16.  la 

^M  come  si  maravigliasse  della  subita  trasmutazione C  ii.  to.  (9. 

~  'ofrni  5m6«'ìo  mutamento  .  .  .  non  avviene  senta  .  .  .* C  ii.  it.  18. 

succedere     della  gente,  che  fanno  li  primogeniti  tu^cnltrs     .     .     •     .  C  I.  la.  57. 

^L  Boa  .  . .  SMOnrdW  il  moto  dell'  altra C  iv.  13.  43. 

^f  altrettjuito  tempo  che  sucetJt  alla  Gìoventute C.  iv.  «4.  41. 

^^    MWTf— Iona,     da   fortuna  .  .  .  aiutata,  siccome  .  . .  per  mutua  «mcm- 

I sion* C.  iv.  II.  6|. 

^L  non  è  cnsatr  lo  ...  ma  smoc»ss$ohs  di  picciola  cosa  In   .     .    ,     .     ,  C  tv.  13.  tou 

^f  Bicch6  nulla  suieessiopu  quivi  si  vede C  Iv.  13.  34. 

nulla  succfsstOMs  quivi  é C  iv.  13.  36. 

•oooesaivaniente.    Cliè  . .  .  succrssivamsfrts  finiscono  lì  desideri    .     .  C.  iv.  13.  49. 

Wtteetmot^    da  Socrate,  e  poi  dal  suo  SM€t*ssort  Platone C  ìv.  6.  1 16. 

siccome  sono  le  leggi  .  . .  dellJ  suctusori  in  dignitadl C.  tv.  9.  153. 

Boddlto.     quando  il  suddito  é  conoscente  del  vizio  del  signore     .     .     .  C  ìii.  10.  58. 

^^    WlfftfWtntS.     che  . .  .  non  sarebbe  sufficimt$  la  mia  penna  a  Irsttare  K  ^V.  89.  ao. 

^B  mostrato  per  le  sufficimH  ragioni C.  i.  S.  i . 

^H  che  ...  a  quello  .  .  .  suffifwnt»  non  sono C  Uà.  4.  19, 

^H  alta  quale  nullo  per  sé  é  st^ffieitntt  a  venire C  iv.  4. 3. 

^H  costituire  V  uomo  d*  etadc  suffiasmts  ad C  Iv.  9.  158. 

siccome  in  cosa  sufficigniÉ  a  ricevere  quella C.  Ìv  ai.  75. 

aoSdentemente.    Per  che  .  . .  s»^ffiatut*mtMts  11  pane  . . .  é  purgato  .  C.  i.  a.  i  la. 

sujfficwnttnttnh  si  ragioacrA C  i.  8.  130. 

concetti  .  .  .  suffi€Ì*Httmént*  ...  si  esprimono  .     • C  i,  la  83. 

essere  tuffici*nttm*nl*  purgato C  L  13.  79. 

lateso  può  essere  sujfkimtsmtmtf •  C  ii.  8.  i. 

[Fòicbè  U  iittrralr  sentenza  è  sufitìsntswentt  dimoatnUa     .    .    «     •  C  1Ì.  13.  s. 

■Sta  sentenza  fia  sufficienttment*  palese C  li.  13.  8ix 

si  può  lo  .  .  .  verso  intendere  s^fficitnttmtntt C  U.  16.  17. 

Tutto  r  altro  .  .  .  suffiaenttmtnts  é  .  .  .  manifesto C  iL  16^  96^ 

qui  suffict€Httm*nit  veder  si  può     .......«•«..  C.  Ìv.  a.  37. 

rade  volte  Sì^ficirMttmtnt*  il  buono  quivi  è  sollecito  •     •    •    •     .    .  C  Iv.  11.  107- 

credendo  da  sé  suffiàmtrmtnts  essere  dottrinati C  iv.  15.  Ijs. 

Poiché  dimostralo  è  suffiatsUtmtmtt C.  ìv.  S3.  l. 

Veduto  e  raciooato  è  assil  m^gkkmUmtnUs C  iv.  S7.  a. 


SUFFICIENZA 


650 


Buggere.    Al  grm  tiranno,  del  cui  tosco  suggt Som,  xEe.  7. 

suggetto,   ».  &  adj.     giudicar  si   puote  effetto  Sovrm  de^o  mg^ 

getto Canm.  ix.  4l« 

Ed  air  umsn  errore  esser  SMggrtlo S,  P.  xxzriS.  6S. 

<7.  snbietto, 

SoL     Vada  con  lei,  e  miri  gli  atti  sui C  iii.  Cana.  ìL  40  ;  14.  iol. 

eh'  io  vidi  dentro  agli  occhi  sui AsA.  vi.  a^ 

Questa  che  sente  Amor  negli  occhi  smì B€UL  x-  34. 

Questi  ...  È  piuvico  ladron  negli  atti  sui Som.  liv.  8. 

snin.     Namque  locutus  suph  in  lingua  trina .  CattM.  xxi.  4U 

sumnux     Per  cui  conoscerai  li  beni  fMmmt' «  ^. /*.  xxxi.6a 

C/ 


I 


sufficienza,     lo  mio  pane  ...  è  con  suJkitMMa  preparato C  ìL  1.  ^ 

un  uomo  a  sua  5H^tanuo  richiede  compagnia C.ii.4.11. 

una  casa  a  sua  sufficienaa  richiede C.  iv.  4.  x^ 

mggidlare.     perocché  r  utilità  sttggelia  la  memoria C  i.  &  9U 

quella  . .  .  nella  immaginativa  si  SMggtlla  solamente ......  C  u.  10^  98. 

soggetto,  n.  Sl  ad),     senza  prima  essere  disposto  il  suggttto   .     .     .    .  C  iì,  i.  Sa. 

la  materia,  cioè  il  suo  suggttto C  ti.  i.  85. 

conciossiacosaché  la  litteralc  sentenza  ...  sia  suggttto  e  materia    .  C  iL  1.  90. 

in  quello  suggriio  proprio  che  ciascuno  muove C  ii.  6.  153. 

se  non  in  quelli  suggttti  che  sono  sottoposti C  ìi.  9.  ^4- 

ciascuna  scienza  si  muove  intorno  al  suo  suggttto C  ìL  14.  i&. 

nulla  scienza  dimostra  lo  proprio  suggttto C.  ii.  14.  sa 

ì  loro  suggrtti  sono  .  . .  sotto  alcuno  numero  considerati   .     .     ,     .  C  il.  14.  130. 

Siccome  nella  Scienza  naturale  è  suggttto  il  corpo  mobile .     .     .     .  C  la.  14.  133. 

alta  di  nobiltadc  per  la  nobiltà  del  suo  suggrtto C.  ìL  I4.  a4X. 

nobile  e  alta  per  nobile  e  alto  suggrtto C  ii.  14.  04^ 

la  ecceUentìssima  certezza  del  suo  suggetio C.  ìì.  15.  170 

del  sttnpiict  corpo,  che  nel  suggttto  signoreggia CL  in.  3,  4JL 

siccome  la  vera  amistà  ...  ha  per  suggttto  la  conoscenza  .  . .  cosi 

la  Filosofia  ...  ha  per  suggttto  lo  intendere C  iii  il.  131.  i: 

filosofia  per  suggttto  materiale  qui  ha  la  Sapienza C  tìL  14.  7. 

privazione,  che  non  può  essere  se  non  nel  suggttto  dell*  abito,  e  le 

pietre  non  sono  suggttto  di  vita C  nr.  6^  tsi^  t>^ 

gli  artefici  e  U  discenti  sono  ed  esser  deono  suggttti  al C  ir.  ^  96. 

al  prìncipe  e  maestro  . .  .  esser  si  dee  suggMo C  iv.  9.  lax 

li  discenti  all'  artefici  .  .  .  suggttti  non  sono .  C  ir.  91.  137. 

di  queste  in  tutto  siamo  allo  Imperadore  5M£^/ri.     ......  C.  iv.  9^,  ISS> 

di  questo  non  semo  in  tutto  suggttti C  iv.  9.  159. 

che  pose  della  Nobiltà  falso  suggttto C  ir.  io.  «9. 

che  sono  a  uno  medesimo -SM^^r/Zo  possibili C.iv.  14.99^ 

ragione  è  del  suscettivo,  cioè  del  suggttto C  iv.  aix  4^ 

Htir  amima  btn  posta ^  che  è  .  .  .  a%iggttto  dì  Nobiltà  ......  C.  iv.  Mk  98. 

il  quale  é  suggttto  e  nutrimento  del  calore CI  ir.  03.  7L 

C/.  soggetta 

suggezlone.     non  è  altro,  che  confessione  di  debita  suggtMumi  .     .     .  C.  iv.  8^  tot. 

disconfessare  la  debita  suggtsiont Civ.  &  106^ 

la  non  rrvtrtnaa  è  negare  la  [non]  debita  suggtmomt     .....  C  iv.  8l  108. 

negare  la  non  debita  suggttioHt C  iv.  8L  I47> 

come  ...  a  lui  non  sono  tenuto  a  suggtaom    ........  C  iv.  9^.  4^ 

fuori  di  quelle  la  suggtaiout  pere C  tv.  9.  99. 

che  .  .  .  tanto  è  maggiore  in  quella  la  st^gesiont Cìv.  9^ 

C/.  soggezione. 


I 


• 


I 


651  5USSEGUENTEMENTE 

La  tem  fa  un  suoi  che  par  di  smalto Ctifu.  xv.  59. 

■nOOOi     E' si  raccoglie  ...  Un  suom)  di  pieute K  TV.  34.  41  {Cans,  \v,  15). 

Con  dolce  suono  [,  quando  se'  con  luì,  Comincia]     .     .  K.  AT.  la.  94  {Ba/i  i.  15),  1^. 

Risorg^eranno  a]  5HONO  della  tromba S.  P.  ci.  iia 

SOOTB.     Più  cbe  in  tua  snora,  in  te  dolor  lormonta Cohs.  xvlii.  3, 

lo  .  .  .  Son  sttora  alla  tua  madre Cmms,  xx.  35. 

A  fuisa  delle  vostre  antiche  suon S<m,  xliii.  11. 

■aperbia.     Fugge  dinaoxi  a  lei  sMptrhìa  ed  ira.     .     .     .  .       K.  ^.  «i.  15  {Som,  «i.  7). 

Prima  *  Suptròia  d'  ogni  mal  radice P.  F.  184. 

superbo.     Ora  ti  veggio  .  .  .  SuptròOf  vile,  nimica  di  pace Cmu.  zvìii.  95. 

Ed  è  contro  a  pietà  tanto  mptrba Som.  xxxL  la. 

quando  giammai  questa  9Mp*rba  Non  vìnca Som.  xjcxìx.  la. 

mpporre.     £  ciò,  eh'  io  ho  detto  qui,  sia  per  su^osio C  iv.  Comm.  iii.  100. 

•urgere.     AUor  mi  sutgtm  nella  mente  strìda Can*.  xiì.  44. 

Nella  quale  ogni  ben  surgt  e  s*  annida Coita,  zvìii.  15. 

Grida  :  Sttrgttt  su,  cbè  per  voi  clango Cai»*.  xvUi.  67. 

Da  morte  jNsn'/ò,  credo  e  confesso P. /*.  48. 

Gli  angeli  che  tomavan  shso  in  cielo y.  N.  9^  166  (Comjl  ìi.  59). 

Che  d'  abisso  gli  tira  axio  in  alto Cwui  xv.  55. 

C/.  SU. 

e  *1  tHoh  dov'  ella  siede  sia  degno .     .     .  C  iv.  5.  i8a. 

non  dico  uMU,  perch*  egli  odano  alcuno  5Mono C  ìL  7.  >a 

allo  spirito  sensibile  che  riceve  il  marno C  ÌL  14.  193. 

dico  . .  .  trmtirt^  quanto  alla  dolcezza  del  suono C  iii.  3.  130. 

dice  mafm^  quanto  al  5momo  del  detuto C  tv.  a.  1 1 1. 

suora,     e  non  solamente  sposa,  ma  suora  e  figlia C  iii.  la.  ii7« 

superbia,     per  vanità  o  per  superbia  sì  fanno  meno  belle C  iii.  15.  143. 

superbo,     parendo  a  me  questa  Donna  fatu  .  . .  6era  e  suptròa  .     .    •  C.  iii.  9. 10. 

tu  fai  costei  umt'U,  e  quella  la  fa  sufitròa C  Ìli.  9.  4*. 

■uper&de.     ogni  rìtoudo,  o  corpo  o  superficie C  ii  14.  009. 

superno.     aigni6ca  delle  superne  cose  dell*  eternale  gloria C  ii.  1.  56. 

Tutte  le  cose  produci  dal  superno  esemplo C  iìì.  Oh  147. 

ìc  Intelligeoic  che  sono  in  esilio  della  superna  patria C  iii.  13.  ti. 

supporre,     che  quello  .  .  .  tutto  mia  per  supposto^  cioè  ordito  e     .     .     .  C.  iv.  t8.  67. 

snrgcrv.    per  levare  un  dubbio  cb«  qui  *Mege CLa.a3. 

il  quale  turgerH  ove  1'  usato  tramonterà C  t  13,  66. 

le  quali  dal  principio  ,  .  .  surgono .     .     .     •  C  U.  16.  43. 

discordie  e  guerre  conviene  eurgtrt  trm ,.CÌv.  4.  «6. 

Veramente  qui  5wr;p»  in  dubbio  una  qulstlone .  Civ.  la.  iii» 

questo  .  .  .  appetito  che  dalla  divina  grazia  turge C  iv,  •■.  4*. 

K  qui  tmrgOHo  due  quìsttonì C  iv.  99.  I4. 

UiSCCttlvo.     quando  dice  :  CMè  . .  .  ragione  è  del  suaeellivo     .     .     .     .  C.  iv.  ao.  48, 

■BOw     i  quali  tornassero  in  n«ao.     .............  K  /V.  «j.  51. 

non  levando  gli  occhi  suao  a  queste  coae C  iii.  5.  ao7. 

quando  asoo  fermava  [r  etera] .     .     .  C  Iii.  15.  170. 

che  .  . ,  per  la  tua  venuu  in  Siria  aMSo  ...  ti  preparasti    .    .     .     .  C  iv.  5.  71. 

per  fiondarvi  poi  su*o  U  luce  della  verità C  tv.  8.  afl. 

che  le  coae  gravi  salìssìno  per  natura  jmjo •     .  C  Iv.  9.  56. 

*Chi  aa  se  gli  spiriti  de'  .  .  .  vadano  su»o  .  ,  .  I  ' C  iv.  15.  70. 

'  Ogni  ottinio  dato  e  ogni  dono  perfetto  di  suso  viene  ■••'     •    .    •  Civ.0oi.5a. 
C/..L 

per  la  quale  fosse  suspèmio  lo  mio  amore  caMre  .     .     .     .  C  iìl.  5.  99. 

Poi  sHSMgHtntnHenU  dico  1'  effètto C  ii.  6.  49> 

SnmtgmmHmink  mostro  la  potcan •    .    •    •    •  C  li.  8.  te- 


SUSSEGUENTEUENTE  ^^^^^^V  652 

■iMtelUEft-    Ma  io  dico  eh'  Amor  non  ha  sMsi4Msa Som,  xxxvììl  ^ 

«vagare,     ti  priego  .  ,  .  che  tu  di  tal  piacer  g:U  svaghi Som.  xllx.  4. 

svegliare.     Poi  la  swgOava K  A'.  3.  88  {Som,  i.  la). 

tanto  .  . .  Che  fa  svegliar  lo  spirito  d'  amore V,  N,  ao.  q$  {Som.  x.  i3'« 

Io  mi  sentii  svegliar  dentro  allo  core  Un  spirito  .     .    .     .    K  A^.  04.  50  {Som.  riv.  iV 

Amor  . . .  S*  era  svegliato  nel  distrutto  core     ....      K  W,  35.  50  [Som.  xviiu  €}t 

sviare.     Udite  quanto  costa  ...  A  chi  da  lei  si  svm Cohm,  z.  47. 

tacere.     Ed  io  .  . .  Non  tacm  di  lei Cbih.  xìz.  9^ 

Come  ...  La  vide  in  parte,  che  il  tacert  è  bello Csm*.  xx.  A 

m*  accagioni  Dello  luogo  e  noioso  toeurmio Som,  ziri  6. 

tanto  ^elo  Nel  cuor  de*  tuoi  fedeì,  che  ciascun  $aa Som,  zHx.  leu 

talché.      Talchi  mi  giunse  al  core     ....* Sesi.  n.  18. 

tale.    K.  iV.as.  148  ijOanm.  ii.  at);  C.  ti.  Cbk«.  i.  ar,  97,  $4,  39;  iii.  G>Ma.  ii.  54;  ìt.  Ca«a.m, 

91,  a6,40}68,  115;  Comm.  ìx.G6;9U93,  109,  146;  xì.73,  83;  sii. 6,  ai  ;  ami  6a; 

susaeguentemente.    Poi  «MJsr^wmiVmfMJW  impone  a  lei Cii.  11.  $5. 

grida  sussegueHiemtHté  lo  testo C  iiì.  14.  Bi> 

Voi  SMSseguentemente  àìzc C  iii.  14.  11^ 

E  SHsseguenUnunU  .  ,  .  dice C.  Ut.  X4.  117. 

SUStanza.     che  li  movitorì  di  quello  sono  Sustanst  scrparate  da  .     .     .  C  ÌL  5.  4. 

che  alle  sustanM  separate  convegna  la  speculativa  vita C  iì.  s-  9*« 

tre  Persone,  che  hanno  una  Sustanaa Cii.&.6a. 

la  Metafìsica  tratta  delle  prime  susianme C  ìi.  15.  8«. 

deir  Uomo  e  delle  divine  Sustanst  questa  Menti  si  predica    .     .     .  C  ÌÌL  a.  141* 

avvegnaché  ima  sola  iustanaa  sia  tutta  sua  forma     ..,..•  C  iii.  3.  37. 

siccome  sono  le  Smsiane*  partite  da  materia C  iìì.  4.  ^»* 

è  ricevuta  altrimenti  dalle  SnsianMr  separate   .     «     ,     .     •     .     .     -  C.  tii.  7.  47. 

delle  sue  Sustanme  separate  .  .  .  cosi  trattando C  iii  8.  X43. 

ai  dice»  essa  essere  della  divina  Sttstanmi C  iiL  13.  ^ 

in  una  sotto  una  semplice  sustansa  compre&e  e  adunate     .     .     .     .  C  ìv.  19.  50. 
Cf.  sostanza. 

mif^^'^**^**     scusare  lui  di  una  sustansiak     •••• C>i<S<3»  ' 

perfezione,  cioè  della  generazione  sustanmtUe  ..•••...  C.  U.i4.a8. 

ciascuna  forma  sustanaiaU  procede C,  iiì.  x  85. 

svariatamente,     che  li  due  spazi  .  .  .  veggiano  U  sole  svariatamente    .  C  U.  5.  190. 

svegliare,    come  si  sveglia  per  lei  quest*  amore,  e  come  non  solamente 

si  jotr^fid  là  ove  dorme K.  JV.  ai.4,  &. 

elle  sì  trassero  verso  me  per  isvegfianmi K  iV.  «3-  97- 

come  io  mi  sentii  svegliart  lo  tremore K^.  a4.6$> 

la  potenza  dì  poter  lei  5ty^/uirv C  tìL  t3.  61. 

sventurato.     Oh  sveninrati  e  malnati,  che  .  .  .  volete  ...  I      .     *     .     .  C  iv.  aft.  157. 

sviare,     a  coloro  che  sono  sviati C  iv.  as.  i8|^ 

tacere,    crcdcimi  taare,  perocché  mi  parea K  AT.  17.  4. 

Avvegnaché  sempre  poi  tacessi  dì  dire  a  lei C  A.  17.  6. 

dissi  .  .  .  tacendo  il  nome  di  questa  gentilissima ^.  AT.  93.  las. 

tacendomi  certe  parole  le  quali  pareano  da  tactn K  JV,  94.  4^  46» 

non  é  qui  da  tacere  una  parola CiL6.  94. 

tempo  é  da  tacere C  ìv.  a.  7^ 

maggiormente  parlare  di  te  non  si  può,  che  tacere C  hr.  5.  149. 

dice  che  meglio  è  tacere  che  poco  dire C  ir,  15.  145. 

tuttoché  il  testo  si  taccia  .    .    < C,n.  tOk.$^ 

vedrà  quello  che  io  mi  taccio C  ìv.  xi.  9]. 

quante  disoneste  cose  e  domande  (k  tacere  I      .«.,•••.  C  iv.  aj,  90. 

tagliare,     una  spada  .  .  .  che  ben  taglia  le  dure  cose Ci.5.8a 

ad  aiuUre  tagliar  le  Icgne •    .  C  iv,  a6.  ti6. 


6S3  ^^^^  TANTO 

tale.                xW.  58,  65  ;   zv.  t8  ;  xvìii.  m  ;  xùt.  fo  ;  Srtf.  ij.  56,  6a  ;  Hi.  1,  14,  »6  ;  Ai/f. 
^^                         vi.  sa  ;  vii.  8  ;  K.  iV.  ao.  ao  {Soh,  x.  8  :  ^lii)  ;  43.  55  (Som.  xxv.  9)  ;  Son.  xtv, 
^f                          14  ;  xlviiì.  7;  xlix.  4;  liìi.  5  ;  liv.  9;  S,  P.  cxlìi.  ai  ;  F,  F,  141,  148,  150. 
■i         taWìtm     Che  1'  uom  paò  ben  servir  contn  taUnto Con*.  xJv.  43. 

vivendo  sempre  in  an  taUnto ,    Soh.  xxxii.  7. 

Per  rendere  rmgion  del  lor /aZm/o S.  P.  ci.  tu. 

j         talora,     li  nostr*  occhi . . .  Chivnan  U  ttelU  tahr  lenebroM  .     .     .     .  C  ìiL  Cans,  iì.  6d. 

^^  Ch'  io  non  veg:g:ift  /«/or  unU  aalute B0U.  z.  a6. 

^f  E  Unto  dura  talora  in  co»tui K  TV.  sa  04  {Som,  z.  »>. 

E  dispregiar  talora  questa  vita ^-  ^-  33-  37  (-Som,  zviL  Ifl). 

•  talvolta,     si  riposa  Taivoita  poca  (/*.  brìeve),  e  (5.  Tal  volu  brieve  e) 
tal  lunga  stagione • K  iV.  ao.  ao  (5o«t.  z.  8). 
Lume  è  taitfoittt  di  quella  lucerna P.  F.  94. 

tanto.  K  ^\  83.  i6a  (Giiw.  ii.  35),  199  {Cmns,  iì.  72)  ;  a8.  ai  {F.  C.  8),  aa  (f.  C  9)  ; 
39.  6a  (GiMa.  ìiì.  aa),  65  (Caica.  iiì.  05),  87  (,Caiu.  ìii.  47)^  90  iCam».  iil  50)  ; 
34.  sa^CoMM.  iv.  4%  34(Gm«.  iv.  8),  bS^Coh^.  iv.  ià),$a{CaHs.  iv.aÓ);  C  li. 
Omo.  ì,  44,  55  ;  iii.  Can».  iì.  ao,  37,  50,  75  ;  iv.  Cona.  iii,  33,  66;  Cd»*,  iz.  33, 63  ; 
z.  a9,  48,  Ila,  115,  lai,  104  ;  zi.  97,  44  j  zìi.  57  ;  ziii.  13  ;  xiv.  96,  48,  60, 
64.  7X»  74t  75»  761  63  ;  XV.  46  ;  zvi.  7,  15,  38  ;  zvii.  38,  4:,  46,  55  ;  ziz.  3,  5, 
la,  98  ;  zx,  5  (Msì  ;  S«3Ì.  iì.  ai  ;  iv.  33  ;  Bail.  iv.  09  ;  v.  9  ;  vii.  10;  Ìx.  3, 
la  ;  z.  5,  86  ;  K  ^,  24.  86  (Sem.  vii,  8)  ;  bo.  84  {So**,  z.  19)  ;  aa.  76  (Som, 
3^  9)»  81  (Som.  xil  14)  ;    a6.  37  (Som.  zv.  i  :  òù)  ;  a^,  17  (Som.  zvi.  5).  04 

V,  M  9.  29;  IX.  19,  99;  99.  so;  93.73;  4*>a3  (^)f  4>i  C.  Ì.  11.  xioi  E  9.90;  10. 
3t  %  49»  78  ;  iv.  9.  9  ;  3.  37  (W«)  ;  7.  103  ;  io.  109  ;  14.  13»  ;  «$•  »4  [^), 
■7;  18.  54  ;  19-58;  ai.  9flt  <<7  ;  «7-  ««3!  »9-  S»- 

Talete.     lo  primo  .  .  .  ebbe  nome  ...  il  quarto  7Wr/# C.  iii.  it.  39. 

tallo,     acciocché  questo  talh  .  .  .  induri^  e  rìfemisi C  iv.  91.  199. 

talora,     e  aìccome  tttor  vedemo  cader  V  acqua K  M  18.  49. 

che  alcuna  lagrima  taJor  bagnava  la  mia  (accia      ■     .     .     •     •     •     .     K.  W.  99.  31. 
j^L  che  talora  sarii  da  ogni  studio  non  solamente  privato,  ma  .     .     ,     ,     C  i.  t.  36. 

^f  ektatPtano  , ,  .  ta  ittita  talora  altrimenti C  iii.  io.  5. 

^^    talvolta,     alla  quale  talvolta  non  può  resistere  .     .     •    • C  L  4.  7Ck 

»talvul/a  degli  altri  sensi  toccherò C  fi.  l.  194. 
taìiHtlta  ha  il  di  le  quindici  ore  ...  e  talvolta  ha  la  notte  le  sedie!  C.  iii.  6.  84,  96. 

in  alcuno  fervore  d'  animo  taivoita  ...  si  chiamano C.  Iiì.  1 1.  155. 
^fc|a  ooalra  sapicnsa  è  taivolla  abituale C.  iii.  13.  54. 
^Tperò  é  talvolta  con  quella  gente  che  qui  s' innamoffv,  e  ta/vol/a  no   .     C.  iii.  13.  6a,  63. 
le  quali  talvolta  ...  si  fanno  meno  belle C.  iii.  15.  149. 
talvolta  è  che  V  una  toma  .  .  .  nella  natara C  iv.  1.  9. 
'  '  "    I      '"      £igo  tamtam  emtmm  t^tuU K  W.  19.  31. 
iBBClblle.     non  ai  può  dire  che  sia  .  .  .  propriamcalc  lamgAik     .     .     .     C  iii.  9.  59. 
taoto.     K. /V.  9.9,41,49,61  ;  3-  Il  >3»».  3".  48;  4.  «7;   5-  «'1  «4;  6,9;    7.  a;   9,6; 
IO.  6  j  19.  3,  38  ;  13-  14,  95  ;  14.  7,  37  ;  15.  14,  18  ;    16.  19  ;    18.  39  ;    19.  3. 
130  ;  91.  36  ;  9a.  4,  30  ;  83.  3,  13,  57,  66,  69;   94.  34  ;  »5'  34  ;    ■«.  3-  7   «SI 
97.  a  ;  30.  14  ;  3».  a,  8  ;  33,  5  ;  36.  3  1  38.  I  i  99.  9i  >7i  »8,  93  ;  40.  94  i   43. 
3  ;  C.  i.  I.  as,  136  ;  a.  59,  117  ;  5.  74  ;  6.  67  ;  8.  93  ;  9.  15  ;    io.  46  ;    la.  30, 
68,  74,  8a  ;  13.  la.  54  ;  u.  a.  16  ;  3.  63  ;  4.  15,  a6.  63,  70  ;  5*  I0>  «3.  33  E  ^ 
13»  ;  7.  »oi,  106  ;  8.  36,  51  ;   io.  50  ;    1 1.  64,  80  ;    13.  7,  94.  50,  6t  ;    14.  83, 
105,   183  ;    15.  70,  147  ;    »u.  »•  a6,  «5  ;    »-  46.  63.  1 18  ;    3.  61  ;    4.  «N  7»  ;    5- 
iio,  150,  153,  159,  aoi;  6,  56,  8y  88,  lat  ;    7-  30.  39t  44,  58.  81,  84  ;  8.  8, 
IO,  97,  43,  59,  60,  80,  193,  aoa  ;  9-  3*1  43.  <  »8,  151  ;    10.  14.  19.  4©  J    1 1-  47» 
50;  IX  7a,  84,  mi;  13.91;  I4.  »©,  i»  ;  15.  4*.  ^>  ;  iv.  1.31,  79;  9.  Iti« 
«30;    5.9,  7»,  77.  106,  150,  166,  174;   6.  ao,  41,  48  78,  141  ;    7.  ••  »*   37  J 
8^35.93:   9-  IJ.  «3«a«,  74,9».  <"  I    "•  <6t  »7.  18,84:    la.  94,   loi,  IJM 


TANTO  654 

tanto.  {Sem.  xvi.  le)  ;   39.  66  (Som.  xxìi.  7)  ;  Son.  xxrii.  6  ;   xxcx.  7  ;   xzzi  %  9. 

la  ;    xxxtv.   la  ;   xxxv.  6,  9  ;    xxxix.  7  ;   xhrìu  i  ;   xlax.  9  ;   Ut.  3  ;    S.  P,  ri. 
>4»  43  ;  3acxi.  43  ;  xxxrìL  aS,  53,  58  ;  L  30  ;    d.  13.  36;    P,  F.  106,  130. 

tantum.     Amorem  versus  me  non  tantum  corat Cmmm^  xxù  38. 

tapino.     Dalle  quai  pcoe  noi  alme  tapine  Ci  guardi  e  campi     .     .    .    .     P.  F.  64. 

tardanza.     Muovi,  novella  mìa,  non  far  iardanaa Cama.  xvu.  65. 

tardare.     Qual  con  tardarti  e  qual  con  .  .  .  Volge Comm,  x.  119. 

Mortef  deh  !  non  tardar  mercè,  se  1*  hai ComiL  xtm.  5& 

Muovi,  Ballata,  senza  ^r  tardando Bdl  ▼.  x 

tardi,  che  '1  fuggire  el  mal  boccone  Sarebbe  tardi  omaì  «  .  .  .  .  Som.  tu.  S. 
tardo.     Fcnno  i  sospiri  Amore  un  poco  tardo    .........     Cmm,  xz.  55. 

Chi  mille  donne  già,  per  esser  tardty  Sentito  han  pena     ....     BmXL  fi.  13. 

La  penitenza  mia  é  pigra  e  /ar^ S.  P.  xzzi.  A 

Accidia  ...  Al  dispettar  è  pronta,  e  al  ben  è  tarda  ,,.».,     P,  F,  19^ 

te     Conqaeror,  cor  suave,  de  //  primo Caisa.  xxi.  14. 

teoo. CdNa.  zviii.  45  ;  P.  F.  afa 

tona,     chi  non  si  rimove,  Per  tétfta  di  vergogna,  da  follia Cam*,  ix.  83. 

piii  mi  trema  il  cor .  .  .  Per  trwta  nou  Irmluca Cam*,  xzi.  a^ 

E  fossi  a  tempo  eh'  é  téma  di  carne Som.  tuL  la; 

Per/^mtf  non  sia  preso  a  lo 'mbolare Som.  li v.  10. 

temenza.     Che  divenissi  per /nfinun  vile K, /V,  19.  a9  (Cw».  L  loV 

temere.     S*  egli  non  tmtt  angoscia  di  sospiri    ......      Co.  Conj;  i.  a6  ;  itiw  3L 

Che  r  anima  ttnttu,  £  ttmt  ancora  si,  che  mi  par  fero  ...       C  iii.  Cama.  u.  S4,  Co- 
tanto. 13- "as:     »4.  59>63»  70»  74»  «06;    15.»»»  «a*  ;    19.  45.  46.  57,  89;  an  5: 
ai.  47,  95»  103  ;  aa.  '05,  131.  186  ;    aa.  35  ;    04.  31.  33  ;    as-  73  !   «6^  *5.*7. 
74  ;  »7-  '39  ;  a8.  58,  88  {bis\  147  ;  39.  68,  104  ;  30-  60. 
tardare,     ma  tarda  molto  per  la  sua  grossa  materia,  e  per  .     .     .     .     .     C.  ìÌÌ.  5.  50. 

tard^oa.     V  una  si  è  la  tardeaa  del  suo  movimento C.  a.  14.  assL 

tardi,     nel  quale  unimento  .  .  .  T  anima  corre  tosto  o  tardi C  iii.  a.  ax 

quanto  .  .  .  tanto  più  tardi  nobili  si  farebbero C  ir.  14.  74. 

tardo,     quanto  più  è  rìmola  .  .  .  più  é  tarda C.  ii.  4.  66. 

tanto  sarebbe  ...  più  iarda  generazione  di C  ìt.  14.  éa 

Tarquinio.  ti  sette  regi  .  .  .  Romolo  ...  e  li  re  Tanfmimi  .  .  .  .  C  iv.  5.  91. 
Tartaro,  questo  vuole  ciascuna  legge,  Giudei  .  . .  Tartan  .  .  .  .  C  u.  9^  71. 
tatto*     dico  toccata  .  .  .  per  ttUio  di  virtù C  fi.  6.  1  jS. 

per  la  sua  .  .  .  operazione  nel  diletto  .  .  .  del  tatto    .     .     .     .     .     .     C  iu.  3.  45- 

tavcdetta.     disegnava  un  angelo  sopra  certe  tavoUtU ^'  ^'  3S-  ^ 

TetJano.    siccome  dice  Stazio  poeta  del  tètano  Edipo C  ui.  8c  93. 

dice  Stazio  .  .  .  net  primo  della  Téòana  Storia C  ir.  aj.  61. 

Tebe,     dice  .  .  .  nello  allegato  Ubro  primo  di  Trbe C  ìr.  45. 

Tedesco,     non  distingue  ...  lo  Volgare  del  Ttdfuo  ;   né  il  Ttdtsto  lo 

Volgare  Italico C.  L  6.  55  (U^ 

siccome  a  Tfdtscki  t  Inglesi C  t.  7.  06. 

Tegnì,  pi.     ov\'erD  li  Tegni  di  Golicno C.  L&,3^ 

Telamone,    dice  di  Eaco  re.  che  questi  fu  padre  di  TWomcom*  . . .  del 

quale  Ttiamont  nacque  Ajace C  ir.  a).  195,  19^ 

tema  (i).     per  ttma  eh'  io  avea  di  non  iscovrire  lo  mìo  segreto    .     .    .     K.  JV.  9.  tia. 

vfrgogtia,  dei  ttnta  di  disonorauza C.  iv.  19.  77. 

tema  (a),     sì  tocca  la  .  .  .  condizione  di  questo  Itma  ...  .     .     .     C  m.  a.  5. 

di  quello  che  io  per /rma  bo  preso      ....  C.m.3.ii6. 

temenza,     che  sodo  proprio  rimedio  olla  itttumam C.  ii.  1  r.  30. 

però  non  abbiate  tttnenaa      ............     ..Civ.  ax  156^ 

temenc     non  degnò  .  .  ,  trmtnth  non  fosse  noiosa     .......     K  JV.  la.  59. 

e  temendo  non  altri  si  foftse  accorto  .  .  .  levai K  AT.  14.  31, 


655  ^^^^^^^^^  TEMPO 

tamari    Che  quegli  Utm,  e*  ha  del  mal  paura CanM,  ìx,  84. 

Ch'  io  Imfo  forte  ^ii  .  .  .  Che Gnu.  xvii.  «6. 

ICh'  io  Umo  forte  non  lo  cor  si  achianti K  W.  37.  93  {Soh.  kx.  8). 

si,  eh'  io  ttmo  forte  Del  viso K  A^.  38.  44  i,S<m.  xtL  xo). 

Onde  non  ttmo  più  I'  offensione 5.  P.  vi.  46, 

Ho  fatto  come  quei  che  ttm*  il  g;elo S,  P.  uuii.  la. 

quei,  che  molto  ttmt .  ,  .  conlrostare S.  P,\,  73. 

Ch'  io  Umo  V  ira  del  tuo  voho  santo 5.  Z'.  ci.  34. 

Tutte  genti,  Signor,  te  trmeranHo 5.  /*.  ci.  59. 

poi  che  *I  rio  nemico  ...  di  nostra  virtù  poco  si  Untt /*./*.  114. 

tempenULCa.     Larghezza  e  Temptransa^  e  .  .  .  mendicando  vanno  .     .  Cai**,  xx.  6j. 
liaipanre.    [L'  anima  . . .]  In  Glovonezra  ttntptmi*  e    C.  iv.  <^ns,  iii.  109  ;  03.  41  ;  aÓ.  6. 

tiaDpaa^     Ove  tanta  Untfiesta  in  me  si  gira      .     •     . Cans,  xi.  97. 

■  Maggior  tempesta  con  fortuna!  morte  Attendi Cina,  xviii.  56. 

Fa  come  quei  che  'n  U  t*mp*sta  suona Soh.  xxxvi.  6. 

teaipo.     £  poiché  Umpo  mi  par  d'  aspettare C  Ir.  Gm«.  iu.  9  :  a,  17,  38. 

1^  Che  tempo  a  Gentilezza  si  convcgna  ...........  C  iv.  Giiml  iii.  67. 

^B  E  benedice  li  tempi  passati -     •     .     .     C.  iv.  Cùhm,  Ui.  139. 

^B  Per  conducermi  al  tempo  che  mi  sface     •    •    •    ■ Con*.  xììL  9. 

^H  Aspetto  friM/o  che  più  ragion  prenda      ■'«•■.     .     .     .     .     .  Coiw.  xiv,  47, 

tamere.     chi  ..  io  l^mo  d*  avere  a  troppi  comunicato KM  19.  153. 

temeneio  di  ncHi  mostrare  la  mìa  viltà  mi  partii K  /V.  36.  19. 

/rwto  la  infamia  di Ci.  a.  117. 

e  tetmono  .  .  .  meno  essere  pregiati C.  ì.  4.  53. 

imttmdo  che  *1  Volgare  non  fosse  stato  posto  . .  .  pfx>vvìdi .     .     .     •  C  t  10.  68. 

persona  che  temu»  attgouia  di  sospiri  .     .     •     • C.  li.  8.  90. 

che  t'  anima  mia  .  .  .  perù  ne  temem C  ti.  io.  06. 

•e  U  ceni  aveSK  spirito  da  temertt  piii  ttmenòÒt  di  venire  al  raggio 

del  sole C  il.  la  69,  70. 

se  non //m^  labore  di  studio  e  lite  .     .     .'   . C.  iL  16.40. 

noli  pur  colte  parole  è  da  temen  di  trattare      .,,.,...  C  tii.  8.  la. 

f  anima  temea  jì,  che/ero  mi  patta C.  Ut.  IO.  it. 

lo  .  .  .  cioè  non  temere  con  alcuno  tumulto C.  iv.  13.  117. 

che  ogni  animale  .  .  .  teme  .  .  .  quelle  cose  che C  iv.  aa.  30. 

tWDorooBrnmte     temorosamente,  non  sicuro,  cominciar  intendo      .     .  C  iii.  8.  33. 

tHDpenmxa.     due  cieli  rrpugnanti  alla  sua  buona  tempetummn     .     .     .  C.  iL  14.  197. 

La  seconda  é  Tempemnsa C.  iv.  17.34. 

■  Quello  del  pmtico  si  t  operare  .  .  .  con  Temptrumaa C  iv.  aa.  1 10. 

chiamasi  quello  freno  Temperatici C  iv.  a6.  53. 

é  manifesto  che  ...  e  Tempermnsa,  sieno  necessarie C  tv.  a6.  144* 

^^    Imperare,    vcggrndo  siccome    . .  questa  ttmpermta  . . .  essere  conviene  C.  i.  i.  1 18. 

^K  Giove  è  stella  di  tetmprrata  complessione C  ii.  14.  soo. 

wK  cost  DcUa  Giovcntutc  u  fa  Temperata C.  iv.  96.  11. 

come  .  .  .  essere  ...  ne  convcgna  lempermti .  C  iv.  «6.  78. 

taospcata.     senza  amarìtudioe  di  tempesta    .     •    •    .     .     .     .     .     .     .  C.  iv.  «B.  13. 

tempio,     facevano  loro  grandissimi  tempii    •••.. C-ìi.  5.  39. 

a  quali  tempi* .  .  .  poteo  questo  avvenire  ...  I C  iv,  13.  1 15. 

che  nel  suo  tempo  lo  ciclo  stellato  era  mooao K  iV.  a.  lo. 

i  quali  erano  famosi  trovatori  in  quel  tefnpo K  iV.  3.  68. 

ond*  io  divenni  in  picciolo  tempo  poi  di K.  TV.  4.  6. 

tonto  ne  moairai  in  poco  di  tempo K  iV.  5.  ■4. 

Dico  che  in  questo  tempo  ...  mi  venne K  iV.  6.  1, 

tMt  b  quale  io  avea  tanto  tempo  ccUta  la •     .     .     K  W.  7.  a, 

che  in  poco  tempo  la  feci  mia  difesa K  M  la  3. 


TEMPO  656 

tempo.  Quanto  è  quel  tempo  che  spesso  mi  pu; ne.  Che  dun  . . .  Ialino  ^^k 

al£rM/och' ,  Giiu.  xrr.  7e^a»H 

Per  non  sonarle  rnGno  al  ttfnpo  verde Can»,  xv,  31*       ^M 

non  mi  son  tolti,  Né  mi  son  dati  per  volta  dì  iempOf  Ma  donna  gli 

mi  dà,  e'  ha  ptcciol  tempo Coma.  xv.  38,  jg 

che  sarà  di  me  neU'  altro  Dolce  tempo  novello  ...  I C«m«.  xv.  67. 

che  . . .  mira  Di  dietro  al  tempo  che  se  n*  £  andato Cava.  xri.  & 

che  picdol  tempo  ornai  Puotc  aver  luogo  quel Cbms.  xvL  67. 

Tu  felice  regnavi  al  tempo  bello Camm,  xvm.  i£* 

Trmpo  fu  già,  nel  quale  .  .  ,  furon  dilette Cana.  zx.  1^ 

A  colui  che  aspettando  il  tempo  perde Càms,  zzi  ta. 

Che  non  U  muove  ...  Il  dolce  t*mpo.  che S^st.  i.  za. 

che  mi  torrd  dormir  su  pietra  Tutto  il  mio  tempo SaL  i,  3S> 

che  questa  donna  .  .  .  non  cara  in  alcun  tempo SeeÉ.  iL  a. 

Ch£  per  lo  tempo  caldo  e  per  lo  freddo  Hi  fa Seti,  n,  9. 

Che  t*  avesse  notato  lungo  tetmpo  .     .     .     , Sesi,  h.  17. 

Mi  ghiaccia  il  sangue  sempre  d'  ogni  tempo Sai*,  u.  30. 

E  quel  pensier,  che  più  m*  accorcia  il  tempo Sest.  ìL  33. 

Ver  mCj  che  chiamo  ...  e  luogo  e  ttmpo Seai.  ii.  47. 

tenqxx    E  segno  che  sta  picciol  tempo  è,  che .    .    .  K  ÌV^  «5.  36. 

non  troviamo  cose  dette  anzi  lo  presente  tempo  per V.  tt.  9%.  y^ 

quello  che  al  presente  tempo  adoperava  in  me V,  N.  oA.  ^ 

Poiché  .  . .  ebbero  per  alquanto  tempo  lagrimato V.  N.^.z. 

Poi  per  alquanto  tempo  .  .  .  molto  stava  pensoso K  A^.  36.  r. 

nella  quale  mì  ricordava  del  passato  tempo K.  M  36.  3- 

secondo  1'  ordine  del  tempo  passato K.  JV.  40.  la 

in  quel  tempo  che  molu  gente  va  per  vedere K  A^  41.  a. 

la  quale  ...  già  è  più  tempo  ho  dimostrata C.  i  i.  77. 

terminare  ìl  tempo  che  mi  è  dato C.  L  3.  sA. 

se  1  piccolo  tempo  cosi  trasmuta C  L  5.  59. 

al  suo  <irfM/k>  biasimavano  lo  Latino C  i.  rt.  9& 

sono  con  esso  Volgare  tutto  mio  temtpo  usato C  ì.  13.  68. 

per  che  tempo  è  d'  intendere  a  ministrare C,  i.  13.  81. 

lo  Umpo  chiama  e  domanda  la  mia  nave  uscire C  5.  1.  4. 

cune  a  luogo  e  a  tempo  si  converrà C  ii,  I.  isi' 

secondo  i  due  diverai  temp* .  C  iì.  a.  5. 

non  subitamente  ...  ma  \'uole  alcuno  tentpo    .......     .  C  ti.  a.  ai*  ' 

essere  in  uno  medesimo  tempo  .  .  .  colla  maggiore C  ti.  4.  68L 

dopo  alquanto  tempo,  la  mìa  mente  .  .  .  provvide C  ix.  i^  9. 

in  picdol  tempo,  fone  di  trenta  mesi,  cominciai C  ìi.  13.  49 

ventinove  anni .  .  .  vuole  di  tempo  lo  suo  cerchio C.  ti.  14.  aa^ 

chi  .  . .  vuole  grandissimo  spazio  dì  tentpo C.  ii.  14.  335. 

cioè  tanto  tempo  quanto  misurano  cotanti  di C  n.  15.  147. 

la  Luna  per  tempo  di  quattordici  di  e  mezzo  starebbe  ascosa  .     .     .  C  ìì.  15.  150^ 

r  altre  scienze  sarebbono  celate  alcun  tempo C.  ij,  15.  160^ 

ama  lo  loco  della  sua  generazione,  e  ...  lo  tempo  ;  e  però  ...  è  dì 

più  virtuoso  corpo  ...  nel  tempo  deUa  sua  generazione   .    .    .  C.  iii.  3.  47,  49^ 

hanno  .  .  .  una  notte  d'  altrettanto  tewnpo C  iìi  5.  171. 

questa  palla  .  .  .  riceve  tanto  tempo  dì  luce Cui.5.  aoo. 

a  coloro  che  in  questo  tempo  vivono C  iti  7.  180. 

lo  spirito  ...  subitamente  senza //m^  la  rappresenta C  ìÌL  9,  ^7.         ^H 

nel  tempo  quasi  che  Numa  .  .  .  viveva  uno  Filosofo  ...  E  che  egli  ^H 

fosse  in  quel /rm^ C  iìi.  1 1 .  97,  3ft.         i 

dove  si  pare  far  distinzione  dì  tewt^o C  iiì.  13.  43. 


n^^^^^^^^^r  TEMPO 

empo.     Né  per  altro  desio  viver  gran  tgmpo S«st.  n.  48. 

virtìj,  che  sci  prima  che  Umpo Stst  ii.  49. 

lacrcscati  di  me,  e*  ho  sì  mal  Umpo Sest.  ìi.  51. 

Entrale  in  core  ornai,  che  n'  è  ben  Utnpo Stsi.  il.  ja. 

Che  non  mi  lascia  aver,  com'  altri,  tempo Stsi,  ii.  54. 

Che  se  mi  giunge  Io  tuo  forte  Umpo ,     .  S€sL  ii.  55. 

Per  non  levarmi,  se  non  dopo  Ìl  Umpo^  Quando S*&i.  ii.  58. 

Iche  non  fu  giammai  fatta  in  alcun  tempo Srs/.  it.  66. 

più  verde  Che  non  i  ìl  tempo Srs/.  iii.  la. 

Quando  vidi  costei  cruda  com'  erba  Nel  tempo  dolce Ses/.  iiì.  ai. 

Cht  tempo  freddo,  caldo,  secco  e  verde  Mi  tien  giulivo Sest.  iiì.  35. 

Poiché  lo  tempo  viene, Ball.  iv.  15. 

r  ore  Del  tempo  che  ogni  stella  è  più  lucente K.  W.  3.  8a  (Som.  i.  6), 

Sicché  fortuna,  od  altro  tempo  rio  Non  <ù  potesse Son.  xxxii.  5. 

Però  che  ']  dolce  tempo  allegro  e  chiaro  Di . .  .  viene .Som.  xlii.  9, 

Ahi,  messer  Gino,  com'  è  il  tempo  vòlto Son.  xlvt.  la. 

LE  Cassi  a  tempo  eh'  è  téma  dì  carne Son.  liii.  xa. 

)0.     contentamento  in  ciascuna  condizione  di /#m/ho C.  iii.  13.  114. 

sicché  tetnpo  é  ...  dì  porre  fine  a  questo  Trattato C  iii.  15.  313. 

dò  che  si  dice  in  ttmpo  aspettart C  ìv.  a.  42. 

come  .  .  .  quel  tempo  ...  si  dee  attendere C  iv.  a.  45, 

Il  tempo  ...  è  numero  di  movimento C  iv.  a.  47. 

la  nostra  mente .  . ,  é  disposta  a  un  tetnpo C  iv.  a.  6t. 

però  il  tetnpo  à  da  provvedere C  iv.  a.  68. 

'  Tempo  è  da  parlare,  tempo  è  da  tacere  ' C.  iv,  a.  74,  75. 

parve  a  me  che  fosse  d*  aspettare  tempo .     .  C.  iv.  a.  79. 

procedono  .  .  .  dal  non  conoscere  1'  uso  del  tempo C.  iv.  a.  90. 

quello  parlare  che  in  numeri  e  tempo  regolalo  .  . .  cade     ,     .     .     .  C  ìv.  a.  107. 

ultimo  dico  per  rispetto  al  tempo  presente C  iv.  3.  40, 

né  termine  di  cose  né  dì  tempo  pongo C  Ìv.  4.  118. 

cioè  al  tempo  del  predetto  suo  Impcradorc C  iv.  j.  86. 

la  opportunità  del  procedente  tratto  di  tempo C.  iv.  5.  97. 

t     Cincinnato  . .  .  dopo  11  tempo  dell'  ufficio C.  Ìv.  5.  133. 

U  terra  .  .  .  IÌ  cui  princìpi  cibano  in  suo  tempo C.  ìv.  6.  179. 

la  naturale  disposizione  del  tempo C  iv.  9.  130. 

antica  riccftetsat  doé  tempo  e  diviate   .     .     .     , C.  Ìv.  io.  16. 

poi  sì  riprova  il  tempo  essere  cagione  di  Nobiltà C  iv.  io.  ao. 

lo  in  nullo  tempo  .  . .  dissi C  iv.  la.  57. 

in  nullo  tempo  si  compie  né  si  sazia  la  sete C.  iv.  ia.  65. 

io  quella  parte  che  tempo  diceva  essere  cacone C  iv,  14.  4. 

conchiude  . . .  però  essere  timpo  d' intendere  alU  verìtA  .    .    .    .  C.  iv.  14.  15. 

quando  dicono  che  tempori  richiede C.  iv.  14.  35. 

è  impossibile  per  processo  di  tempo  venire C  ìv.  14.  a6. 

dove  Nobiltà  per  processo  di  tempo  si  cominci C.  iv.  14.  38. 

che  la  Nobiltà  si  comincerà  in  quel  tempo C.  iv.  14.  41. 

ha  riprovato,  tempo  non  richiedersi  a  Nobiltà C.  iv.  15.  a. 

dico  che  tempo  e  d'  aprire  gli  occhi    ...........  C  ìv.  15.  100. 

di  quel  tèmpo  nel  quale  il  testamento  fa C.  tv.  15.  176. 

t      infino  a  qut^l  ttmpo  Y  anima  nostra  intende  al C.  ìv.  04.  14. 

Della  seroutia  ,  .  .  diversamente  é  preso  il  tempo C  iv.  34.  04. 

cosi  il  discendere  .  .  .  é  altrettanto  tempo .     .  C  Ìv.  04.  41. 

questo  tempo  si  chiama  Senio C  Iv.  34.  56. 

la  integrità  di  tutto  il  tempo  delta  naturai  vita.      .  C  ìv.  34.  77 

usando  lì  suoi  atti  ncUÌ  loro  tempi  e  etadì     ...  C  iv.  04,  91. 

U  U 


TEMPO  ^^^^^^^^m  658 

tempa.     nel  ttmfio  del  giudizio  Ti  preghemnno 5.  /*.  zxzt  4& 

Però  eh*  cgU  è  venuto  il  tèmpo  e  1*  ora  Di S*  P.  di.  4^ 

Aspetta  il  Uwifio  e  V  ora  dì  salvarmi S.  P.  ó.  gl6^ 

sperare  .  .  .  Fin  alla  notte,  e  in  ugni  ttmpo  ed  ora S,  P.  cttìt.  18. 

teaebroeo.     lì  nostr*  occhi  .  .  .  Chìaman  la  stella  talor  tenebrraa  ,     .    .  C.  ìiL  Cok».  a.lb. 

Come  pintura  in  ttneòrosa  parte Coms.  ix.  13. 

che  .  .  .  m'  hai  tolto  II  velo  oscuro,  ientbroao  e S.  P.  xni  a). 

al  profondo  dell'  abisso  D'  Inferno  ttntim>so .../'./'.  35. 

tenere.    Cb*  io  dJcca  :  Morte,  assai  dolce  ci  Ugno     ...      K  iV.  03.  aoo  ;C«ms;  b.  73)1  ^ 

Si  lungamente  m'  ha  tmuto  Amore V.  N.  oA.  14  [F.  C  iV^H 

Quando  l' imaginar  mi  tien  ben  fiso K  iV.  30.  89  {CmmM.  iiL  49)>^H 

Ch'  i'  ho  tenuto  nel  trattar  d'  amore C.  ìv.  Gnu.  ìli.  'l<^| 

Similcmente  fu  chi  ttnnt  Impero  .  .  .  erra,to     ........  C.  iv.  Coiaa,  ia.  4^  ^H 

£  dirò  i  segni  che  gentil  uoro  tùn* C  iv.  Coni.  in.  Bft. 

In  quanto  vergognose  son  tenuti C.  rv.  CmmM,  m.  isr}- 

V  anima  .  .  .  Non  la  sì  tient  ascosa C  iv.  Gnu.  uL  iss. 

Non  le  tener  il  tuo  mestier  coverto C.  tv.  CmmM.  iiL  144.  ^^ 

E  voi  temete  vii  tango  vestito Coml  z.  105.       ^| 

tempo,     verbo,  dico,  indicativo  del  tnnpo  presente ^  C,i9.  05.  ta^ 

la  Lau^bcna  vuole  essere  a  luogo  e  tlnn^ C.  tv.  «7.  t  xx 

"...  il  /tffM/M)  da  dare  é  bene  avventuroso,  e  senza  scusi  *      ...  C.  ir.  07.  179 

beneeUte  ...  in  questa  età  ti  tempi  parsali C.  iv.  aB.  fl$. 

tempo  è  da  qod  istare  fenoa,  ma  da  gire C.  ìv.  30.  31. 

temporale,  tuij.  &  n.     la  grandezza  temtpamle  ...  sta  bene  accompa- 
gnata   Ciixi.  69b 

chiamansi  così  ore  temporali C.  ìli.  6.  aa. 

quelle  che  trmpomii  si  chiamano    . C  ìli.  6.  ja 

Platone,  delU  beni  temporali  non  curando C.  iii.  14.  77. 

tutto  questo  fu  in  uno  temporale .  C.  iv.  5.  46> 

dare  e  .  .  .  ricevere  le  cose  temporali C  iv.  17.  40 

stare  non  bene  .  .  .  per  manco  di  temporale C  iv.  aa  7J. 

usa  nella  distinzione  dell*  ore  del  dì  temporali C  iv.  03.  MS> 

temporaneo,     infinochè  riceva  lo  temporaneo  e  Io  serotino     .     .     .     .  C  iv.  a.  67. 

tcmpua.     tempus  fst  ut  praetrrmittantHr  simmlacra  nostra y.  S.  x-».  sL 

tenebre,     darà  luce  a  coloro  che  sono  in  tenebre C.  i_  13.  87. 

Luce  che  allumina  noi  nelle  teneòr» C  ii.  6.  17. 

illumina  noi  nelle  tenebre  dell'  ignoranza      . C.  iL  9.  laù, 

riceve  tanto  tempo  di  luce,  quanto  dì  tenebre C  iìì.  5.  aooi 

tenebroso,     è  licito  di  dire  quello  essere  tenebroso C  fiL  9.  51. 

tenere,     nell* ...  mi  parca  che  questi  tenesse  una  cosa K  AT.  3.  44- 

la  forza  eh'  io  tengo  sopra  te  per  lei J'I  M  li  57. 

Io  tertm'  ì  piedi  in  quella  parte  della  vita K.  A^  14.  64. 

per  che  non  mi  tengo  di  gire  presso  a K  iV.  15,  44. 

che  cominciai  a  pensare  il  modo  eh'  io  ieneaai V.  N,  \^^ 

cotal  modo  terrò  da  qui  innanzi K  JV.  30.  14. 

S'  io  li  potessi  tenere  alquanto K  iV.  41.  a:^ 

che  .  .  .  ogni  cosa  tiene  a  vile C  L  z.  a6. 

la  quale  ...  a  so  tiene  degli  uomini  il  maggior  numero C  i.  i.  33. 

sicché  mìa  vivanda  non  terrebbe Cut.  93. 

io,  che  .  ,  ,  tengo  luogo  di  quelli     ............  C.  i.  a.  5. 

non  crede  essere  buono  tenuto C  i.  a.  51. 

Quella  mente  .  .  .  non  sì  tiene  alli  termini  del  vero C.  I.  3.  56L 

vedemo  li  ponitori  .  .  .  tenere  fissi  gli  occhi ■     .     .  C  L  8.  «5. 

si  mostra  nel  tenere  volto  lo  viso  in  quella     ...  ■     .  C  L  8.  10^ 


^59 


TENERE 


Coti  della  mìa  mente /iV*t  U  cimft .  Oim«.  xii.  17. 

Che  disteso  e  riverso  Mi  tifn*  in  terni Can».  xW.  43. 

Che  alla  voglia  il  podcr  non  Urrà  fede Cttng,  xiv.  la. 

tanto  .  . .  Che  sol  per  lei  servir  mi  tengo  caro Ginj.  xiv.  27. 

pib  cb'  a  torto  Mi  par  di  scrvidor  nome  ttntrt Cttn».  xiv.  54. 

Ed  io  9on  tutto  suo  ;  cosi  mi  $tgno Cmu,  xiv.  63. 

Che  1  buon  col  buon  sempre  camera  Aim# Cans.  xiv.  91. 

Che  non  fu  mai  aavcr  tentr  lor  parte CtiKZ,  xiv.  96. 

dura  ...  In  /r*rrr  forte  immagine  di  pietra Canz,  xv.  13. 

Che  quel .  .  .  Per  1*  immagine  sua  ne  //>»  pi(i  cari Caria,  xvi.  a6. 

end*  io  grande  mi  Ugno Cans.  xvi.  48. 

Se  guardi  alla  pictii  eh*  ivi  entro  Ugno Cwu.  xvii.  uo. 

E  con  quella  umiltà  che  timi  addosso dna.  xvii.  67. 

Uacometto  .  .  .  Che  tien  Giug-urta  e  Faraone  al  passo Cana.  xvtiì.  73. 

Perchè  T  /rft/nr  Savere  —  fora  .......  ...  Giiu.  xìx.  »7. 

Ne'  parlamenti  lor  tengono  sceda Càms,  xix.  50, 

O  d'  abito  che  dì  scienza  tutte Omx.  xìx.  63. 

Per  sé  £  car  ttHuto  E  desiato  da Csm*.  xix.  135. 

L*  altra  man  titnf  ascosa  La  faccia Cuna.  xx.  34. 

Ed  io  .  .  .  L*  esilio,  che  m'  è  dato,  onor  mi  ffgno Cmns^  xx.  76, 

Che  tempo  freddo  ...  e  verde  Mi  aVm  giulivo Staf.  ÌÌL  96. 

Non  m*  abbandona  Amor,  ma  fjlrimi  verde,  Come  t«ne*$$  mal  neiiti 

per  donna Srs/.  ÌìÌ.  33,  33. 

Di  questa  Donna,  che  titni  \\  cor  mio Balt,  ix.  io. 

AUrgro  mi  sembrava  Amor,  ttntnJo  Mio  core  In  mano  .  .  .  K  M  3.  85  {San,  \,  9). 
MO  potria  .  .  .  F<r*wr  più  contra  me  1'  usata  prova  ...  K.  A^  14.  84  {S<m.  vii,  6). 
Q««l . . .  Non  si  può  dicer,  né  imtr  a  mente K  AT.  9t.  at  (5on.  zi.  13). 


tenere,     chi  HtHt  la  citara  In  casa C. 

Molti  sono  che  amano  piCi  d*  evere  tmmti  maestri                    .     .     .  C 

tìot  di  non  csaere  tfnuti .     .     .  C. 

vogliooo  che  r  uomo  li  Unga  dicitori .  C 

lo  pusilUnimo ...  si  titnt  meno  che  non  «  .     .     .     .                         .  C 

dove  r  uomo  tknt  si  medesimo .  C 

0  qu«le  .  .  .  t*nfa  ancora  U  roeca C 


questo  ordine  .  .  .  tener*  intendo  per  tutti  gli  altri 

— coodo  quello  che  si  tUnt  in  Astrologia 

sicché  nove  Ordini  di  creature  spirituali  la  Chiesa  tiint     .     .     . 

perocché  1*  ultima  sentcnu  ...  si  ttnta  per  questo  pensiero  .     . 

cUefflere  ...  la  cittadc  quelli  che  la  ttngjono   . 

E  qocato  modo  si  Airi/  qui  veramente    ... 

■1  modo  che  alcuno  sconsolato  ave*  tt^mio  a  consolarci 

e  I*  altro  ci  titm  ascoso C. 

e  uà  altro  .  ,  .  quasi  ci  tiene  ascoso  ...  ,     C 

fl  qtialc  dd  tutto  ttnért  non  potca  ...     -  .     .     ,     C, 

quanto  .  .  .  tanto  piii  di  questa  natura  tum C. 

tanto  lo  AoMtf  .  .  .  che  .  .  .  to  .  .  .  uccise C 

sicché  li  cittadini  di  Maria  tengano  le  piante C. 

efvcte  .  .  .  temn^oti  Rssì  nel  fango .     ,     C 

le  co*c,  che  ne  tìnu  ceJate .     C 

per  che  li  buoni  erano  in  villano  dispetto  tfnnti  ,     C 

cb*  d*  Amor  parlando  ho  tmuto .     .     C 

qaeMo  nodo  tmm  Q  Maestro .     C 

db*  .  * .  tmmm  alla  prima,  cioè  ali*  '  antica  ricchcxu  C 

n  qval*  ...  li  re  Ungu  conienti  nelli  termini    ...  .     C 

U  U  3 


I.  9.ft3- 

I.  11.73. 
L  M.7S. 
1.  It.  B^. 
i.  II.  199. 
i.  10.  38. 
ii.  fl.  31. 

ii.   3.  56. 

u  3-  49- 
ii.  6.  43. 
a.  7.  Se. 
ii.  7.  86. 
il.  la.  4a> 
il.  13.  13. 
li  15.  II. 
il.  15.  14. 
UL  1.84. 
hi.  au  47. 
Hi.  3.  6a. 
ili.  S  los. 
iil.  5.  aoB. 
UL  14.  tadu 
tv.  I.  5&. 

(V.  9,   138. 

iv.  3,49. 
Kr.  4.38. 


TENERE 


660 


tenere.     Quelle,  che  vmn  con  lei,  sono  ttnut*  .  .  .  render     .     .     y.  ff.  «7.  t$  (San.  xvì.  3). 

Io  non  posso  trrur  gli  occhi  distrutti  Che K  W.  37.  04  (Som.  zx.  9). 

Che  ferma  è  dì  tnur  quel  che  m'  uccìde Som.  »¥i»i.  ta 

Come  colui,  che  vita  ed  onor  lùn*  Da Som.  xlii.  tfl. 

tenero.     Con  sue  parole  e  con  lusinghe  tentrt S.  P.  ci  ag. 

tentazione.     Per  la  tenUukm  de'  miei  nemici S.  P.  xjui.  50^ 

9on  pieni  ,  .  .  dì  ttntiuiom  scellerate  Di  ^irti S.  P,  uexvu.  a}  ^1 

Contra  te  nostre  rie  tetikusioni P.  F,  134.           ^H 

Ancor  ci  guarda  dalla  teniasHMt  Dell'  infemal  nemico P.  F.  «34-           ^H 

tenere,    e  titut  questa  gente  oggi  il  reggimento  del  mondo      .     .     .     .  C.  tv.  6.  147.      ^H 

il  cammino,  che  altri  ...  ha  saputo  Untrt C  ir.  7.  74. 

come  ...  a  lui  non  sono  tenuto  a  suggezione .  C  ■▼.  ^  4. 

U  discenti .  .  .  non  sono,  aé  credere  a  lui  sono  tiMuti    .     .     .     .     .  C.  rr.  9.  13S. 

e  ...  a  rcvcrirc  lui  in  ciò  non  siamo  tenuti C.  iv.  9^  177. 

acciocché  la  verace  .  . .  tenga  lo  campo C  tv.  9^  1Q3. 

quello  che  tenne  Impero C  iv.  t&  44,  iS- 

che  tale  uomo  sarebbe  tenuto  nobile  morto .  C.  ir.  14.  ij^ 

siccom'  .  .  .  per  regola  di  Ragione  si  tiene C  iv.  19.  ^ 

che  V  uno  tiene  un  cammino,  e  1'  altro  un  altro C  ìv.  aa.  ss. 

però  ...  col  Trattato  è  da  tenere  dietro  a C.  iv.  sa.  6il 

quella  salita  e  quella  scesa  è  quasi  lo  tenére  dell'  Arco Cix.  84.  34. 

il  figurato,  che  .  .  .  tiene  Virgilio C  iv.  34.  9&      ^m 

siccome  quegli  .  . .  non  saprebbe  tenere  la  via . . .  così  1'  Adolescente  ^H 

.  .  .  non  saprebbe  tenere  il .  . .  cammino .  C.  iv.  04.  laa,  i^^H 

da  quello  che  loco  paterno  tiene      .....           -     ....  C  tv.  04.  iSa.     ^H 

che  .  .  .  ncQa  paterna  faccia  ...  sì  tennero  vòlti C  xv.  a^  9>       ^H 

credendosi  essere  buoni  tenuti C  ir.  07.  1381 

per  lo  suo  senno,  che  a  pazienza  lo  tenne     .........  d  hr.  97.  l6tk 

che  in  lunga  età  il  tenga dir.  aS,  67.            . 

tentare,     m'  incominciarono  ...  a  combattere  e  a  tentare V,  fi,  13.  ^       ^^H 

Curio,  dalli  Sanniti  tentato  dì  corrompere .  C  tr.  5.  111.     ^H 

non  solamente  là  dove  .  .  ,  tentati  sono  di  fallare,  ma C.  iv.  ay  74.             ' 

tentazione,     che  cotal  desiderio  ...  e  vana  ttniazione  paressero     .     .  K.  A.  4a  40. 

quante  male  tentazioni .  .  .  diffida  ...  I C  iv.  m^.  91 

teologia,     la  Scienza  divina,  che  è  Teologia  appellata C  li.  14.  64. 

teologico,     poi  per  modo  TeoJogico,  cioè  divino  e  spirituale     .     .     .     .  C  ir.  ac.  B. 

Per  vìa  Teologica  si  può  dire,  che C  iv.  ai.  ite 

teologo,     li  7>o/o^' questo  senso  prendono  altrimenti C.  ìì.  i.  316. 

terminare,    che  parea  che  sopra  lei  tenninasse K.  A^  5.  la 

nella  Hnea  .  .  .  che  .  .  .  terminava  negh  occhi  miei F.  A*.  5.  iflL 

desidero  ...  di  riposare  ...  e  terminare  il  tempo C  i.  3.  97. 

perchè  .  .  .  sarà  bello  terminan  Io  parlare  di  .  .  .  Beatrice      .     .     .  C.  ìi.  9.  50. 

cosi  termina  le  sue  parole C.  ii.  iol  8& 

qui /^rmma  la  sentenza  litteralc CÌx.ii.91- 

olla  quale  non  possono  terminare  i  raggi  del  sole C  il,  1.4.  74.        ^^ 

che  ...  li  raggi  ...  in  essa  non  si  terminano  in  parte O  E.  14.  Si.       ^H 

che  perfettamente  è  compilata  e  terminata  in C.  li.  14.  I04.     ^^ 

qui  si  termina  Ìl  secondo  Trattato C  ii.  16.  tq^ 

la  quale  .  .  .  riceve  quello  non  terminando C.  m.  4.  13. 

quello  che  a  perfetto  intelletto  si  tennina C  iii.  4.  ixs 

E  cosi  termina  la  seconda  parte C,iix.7.  181.     ^^ 

E  cosi  termina  tutta  la  seconda  parte ...........  CiiÌ.A.  ata     ^H 

perchè  qucll'  acqua  è  terjm'nata  quasi  come  specchio,  che  *  vetro  ^^ 

temttnato  con  piombo , C  S.  9.  73,  ^ 


TERMINE 

erminare.     Eld  è  più  presso  al  ttrminar  de'  guai Canm.  xìii.  56. 

crmlne.     Passato  hanno  lor  trrmint  le  {ronde Cattm,  xv.  40. 


erminare.     sicché  la  fonna  .  .  .  lucida  ò  terminafa    , C.  ili.  9.  80. 

cosi  termina  tutta  la  UtirmU  sentenza C.  iii.  io.  83. 

Delle  quali  piti ...  Li  fìloflofia  tenttùia  la  sua  vista     ......  C.  iii.  11.  174. 

perché  più  ...  in  quella  termina  Io  suo  viso  e  con  più  ,     ,     .     ,     ,  C  iii.  ir.  177. 

dal  principio  al  primo  corpo  dove  si  trrmma C,  Ìli.  14.  46. 

che  1*  uomo  .  .  .  vede  Urminaio  ogni  desiderio C.  iìi.  15.  43. 

t*xà  é  .  .  .  terminato  in  quanto  in  quella  sapienza C.  iii.  15.  98. 

qui  si  può //rminrin' la  vera  sentenza C.  iii.  15.  ig6. 

cosi  imnina  ciò  che  proemialmente  ,  .  .  porta  il  testo C.  iv.  a.  i6a. 

1'  animo  ...  in  terminata  possessione  .  .  .  non  si  quieti      .     .     .     .  C  iv.  4.  33. 

perocché  la  perfezione  di  .  .  .  per  Aristotile  terminata  fu  ....  C  iv.  6.  144, 

nel  quale  sìa  terminata  tutta  la  disputazione C  iv.  xo.  009. 

incontanente  . .  .  é  compiuto  e  terminalo  questo  desiderio      .     .     .  C.  iv.  13.  14. 

quello  che  non  si  termina CI  iv.  13.  58. 

cosi  termina  questo  verso  e  questa  presente  parte C.  iv.  18.  69. 

cosi  sì  termina  la  Senettute  nel  settantesimo  anno C.  iv.  34.  43. 

Nel  nome  di  cui  è  bello  terminare  ciò  che C.  iv.  28.  160. 

sicché  la  prima  per  ...  e  la  seconda  per  .  .  .  é  terminata  ,     .     ,     ,  C  iv,  30.  8. 

CtmlDe.     vedere  tutti  Ì  termini  della  beatitudine    ...••■•.  K.  iV.  3.  14. 

avvegnaché  non  tanto  lontano  fosse  lo  termine  del K.  A^.  9.  6. 

ne  ragionava  oltre  alli /«THiim  della  cortesia K /V.  Io.  7. 

non  si  tiene  alli  termini  del  vero C  i.  3.  57. 

quando  al  termin*  del  comandamento  va C.  i.  7.  53. 

^e  piti  ampi  sono  li  termini  dell'  ingegno  a  pensare C.  iii.  4.  109. 

non  sì  strìgne  da  necessità  d'  alcimo  termine C.  \\\.  6.  100. 

oltre  li  lirrmf'Mj' del  debito  della  nostra  natura C  ÌìÌ.  6.  106. 

I'  uno  e  r  altro  termine  degli  atti  e  ...  si  chiamano C.  ili.  ix.  155- 

cbé era  termine  onde  venia  loro  la  luce  ...  ed  era  termine  in  che 

>si  riposava  tutta  la  speranza C  iii.  :i.  lÓa,  163. 

quando  circuiva  il  suo  ^rr>Ninr  al  mare C.iii.  15.  173. 

il  quale  ...  li  re  tenga  contenti  nelli  termini  delti  regni     .     .     .     .  C.  iv.  4.  38. 

né /rrrrfiM  di  cose  né  dì  tempo  pongo .     .     .  C.iv.  4.  117. 

*  Non  trapasserai  ì  termini  antichi  .  .  .  ' ,     ,     .     .     .  C.  iv.  7.  96. 

fuori  di  quelli  termini  non  sì  sciaropia C.  iv.  9.  14. 

siccome  ciascuna  arte  e  .  .  .  é  a  certi  termini  limitato,  cosi  questo 

Imperio  ...  a  certi  termitti  è  finito C  ìv.  9.  17,  18, 

questo  è  a  certo  termine C.  iv.  9.  95. 

la  giurisdizione  .  .  .  é  a  certo  termine  finita C  iv.  9.  39. 

a  vedere  ì  termini  delle  nostre  operazioni C.  iv.  9.  34. 

e  in  loco  di  bastanza,  recano  nuo\*o  termin* C.  iv.  xa.  49. 

dirizza  gli  occhi  al  termine  del  suo  Sommo  Bene C  iv.  la.  154. 

to  buono  camminatore  giugne  a  termine C  iv.  X3.  198. 

e  per  nullo  termine  e  per  nulla  perfezione C  iv.  13,  35. 

sono  a  cerio  termine  discendenti C  iv.  X3.  63. 

sicché  eerto  termine  quello  compie C  ìv.  13.  65. 

quelle  facendo  e  sostenendo  a  certo  termine C  iv.  17.  43, 

ma  solamente  quella  .  . .  é  quello  termine^  del  quale  si  dice  .  .  .  '  Po> 

ncsti  termine  .  .  .  ' C  iv.  33.  78,  80. 

r  uomo  é  nelli  /rrmmi' della  sua  perfezione C.  iv.  a6.  40. 

TtmperanMa^  la  quale  mostra  lo  termine C  ìv,  36.  53, 

per  che  li  significa  il  ttrmint  della  Senettnte C  iv.  38.  115. 


TERRA 


663 


terra,    vedere  ...EU  tetra  tremare K  A.  19.  iSo  {Cmt*.  i.  s^ 

E  tocca  a  tal  eh'  è  morto  e  va  per  Urr^ C.vt.  CMma.  uL  .^  ;  7.  io} 

a'  tre  mcn  rei  di  nostra  trrm  Te  n'  andrai Ciuu.  U.  76. 

Forse  vedrai  Fioreiua  la  mìa  Itrru ...     C«m«.  zi.  7% 

El  m*  ha  percosso  io  ttrra .     .     C«h«.  xii  35. 

Che  disteso  e  riverso  Mi  tiene  in //mt  ...  Cmma.  lài.  4$. 

Subilaroexite  si.  eh'  io  caddi  in  terra .     .     Cmns.  zììl  6*. 

Per  li  vapor,  che  la  term  ha  nel  ventre Cams.  xv.  54, 

La  terra  (a  un  suo)  che  par  di  smalto C^ttM.  zv.  ^ 

quando  piove  Amore  in  terra  da  tutti  li  cieli Cbul  zv.  A 

Tu  te  n*  andrai  .  .  .  Dentro  la  terra  mia Cmww  rrm,  0^ 

Toglie  alla  terra  del  ^inco  la  fronda Cmm».  xz.  ^ 

venuta  Di  ciclo  in  /rrm  a  miracol  mostrare KM  96.  44  (5(mk>  zv.  t): 

£  venne  in  ttm  per  nostra  salute Som.  xzix.  13, 

Che  scora  lei  non  è  qui  in  terra  pace Som.  zIÌx.  14, 

£  li  lamenti  e  i  guaì  dì  quella  term S^/*.  cs.s&> 

Il  Signor  nostro  ha  riguardato  in  tèrra ....     S.  Z'.  ci.  77. 

Deh  non  voler  da  terra  rivocarmi S,  P,  à.^ 

Tu  sai  ben,  eh*  io  di  terra  aoo  composto S.  ./*.  ci.  97. 


terra.    Egli . .  .  guariava  la  terra K. 

andai  a  bagnare  la  terra  d'  amarìssìme  lagrime y. 

dico,  che  di  lei  si  comprende  ìn  terra K. 

ond'  io  .  . .  scrissi  a'  prìncipi  della  ttrra K. 

più  basso  luogo,  che  non  è  la  terra C. 

di  tutte  le  terre  é  più  prossima  quella C. 

Beatrice  . . .  che  vive  in  ciclo  ...  e  in  terra C. 

quanto  è  fin  al  meuo  della  terra C. 

delle  vent*  otto  parti ...  del  diametro  della  terra C. 

sarebbe  .  .  .  non  veduta  in  ciascuno  luogo  della  terra C. 

Saturno  starebbe  ...  a  ciascuno  luogo  della  terra  celato   .     .     .     .  C. 

però  la  terra  sempre  discende  al  centro C. 

ponea  lo  suo  corpo  sopra  la  terra  disteso  .  .  .  forza  e  vi^re  .  . . 
della  term  in  lui  risurgeva  .  .  .  Ercole  .  ,  .  levatolo  dalla  irrrm 

.  .  .  senza  lasciarlo  alla  terra  ricongiungere C.  ìÌL  3. 

questa  parte  del  mare  e  della  trrm C. 

dicendo  parte  del  mare  e  della  terra .           .     .  C. 

qnello  essere  piU  nobile  corpo  che  ...  la  terra .  C. 

che  la  terra  col  mare  era  bene  il  mezro  di  tutto C. 

questo  mondo,  cica  la  terra,  slare  in  sé  stabile  e  &ssa    .....  C. 

basta  . .  .  sapere,  che  questa  terra  è  fissa  e  non  si  gira C. 

r  uno  è  manifesto  quasi  a  tutta  la  terra  disco[>erta  ...  I'  altro  é 

quasi  a  tutta  la  discoperta  terra  celato C. 

questo  Cerchio  .  .  .  dividerebbe  questa  terra  scoperta C. 

esso  sole  fv>arv  1/ mont/o  intorno  giù  alla /rrra C, 

quanto  esso  monta  a  noi  nella  mezza  terra  [alla  mezza  terza]      .     .  C. 

tanto  che  egli  gira  intorno  giù  alla  tema C. 

quasi  poco  della  luce  rìcevono,  siccome  la  terra C 

la  bontà  di  Dio  . . .  é  ricevuta  .  . .  altrimenti  dalla  ttrrm     .     .     .     .  C 

Trasmutasi . .  .  per  li  vapori  della  terra .     .     .  C. 

quando  Egli  appendea  li  fondamenti  della  terra C. 

altrimenti  è  disposta  la  terra  nel  princìpio  della  primavera     .     .     .  C 

aspetta  lo  prezioso  frutto  della  terra •••..C 

in  terminata  possessione  di  term .     .     .      .  C. 

V  animo  umano  .  .  ,  desideri  terra  acquistare    .           .                      .      ,  C. 


iu.  5-  i3-  75- 
ili.  5.  117. 
ili  ^  s»6. 
iii.5-»54- 
iiu  5.  i6a 
iii.  7.  45- 
iti.  7.  60. 
iii.  9.  taa 
»ìi-  «5-  <M- 
IV.  a.55- 
iv.  0.86. 
tv.  4.23. 
rv.  4.  34. 


663  TESORO 

Ilenu.     che  fonnuti  ...  £  poi  la  ttrra  col  profondo  Inferno  .     .     .     .     5.  P.  et  zoa. 
Che  come  Urrà  secca  non  fa  frutto S.  P.  cxUì.  33. 
DelU  cui  grazia  terra  e  cicl  son  pieni ,     P.  /".  13. 

si  faccia,  Siccome  ìn  ciclo,  in  /erra  ìn  unione P,  F.  si6. 

terremoto.     Nel  cor  mi  si  comincia  un  terremoto P'.  AT.  x6.  36  {Som.  ix,  13). 

Pigliandole  anzi  Urna  .  .  .  passerei  vespro  e Caits.  xii.  68. 

C  ii.  Catu.  i.  I  ;    ìt.  Comm.  iii.  97  ;  Cohm.  xix.  72;  Son,  xxviii.  xa  ;  xliii.  4  ;  P.  /^ 
47,  66,  160. 
Che  sì  movea  d*  amoroso  tesorv K.  iV.  7.  31  (Som.  ii.  14)* 

terra,     conviene  .  . ,  tutta  la  Terra  ,  .  .  esser  Monarchia C  ìv.  4.  33. 

che  *1  Figliuolo  di  Dio  ìn  terra  discendesse C.  iv.  5.  aa. 

perocché    .  .  la  Terra  conveniva  essere  in  ottima  di^>osÌ2Ìone  ;  e  ta 

ottima  disposizione  della  Terra  sia  .     «     »    •     • C  iv.  5.  05,  97. 

li  Romani  vollero  abbandonare  la  terra  .     .     «     ■ C  iv.  5.  169. 

'  Guai  a  le,  terra,  lo  cui  re  è  fanciullo . . .  '  e  a  nulla  terra  sì  può  dire 

queKo  che  seguita  :  '  Beata  la  terra  lo  cui  re  è  nobile  .  .  .'     C.  ìv.  6.  174, 176»  C77. 
3  diametro  ...  è  cinque  volte  quanto  quello  della  terra      .     .     .     .     C.  iv.  8.  57. 
Conciossiacosaché  la  terra  per  lo  diametro  suo  sia     .     .     .     .     .     ,     C  iv.  8.  59. 

latto  il  mondo,  dico  Ìl  cielo  e  la  terra C  iv.  9.  34. 

siccome  dare  lo  seme  alla  terra C.  iv.  9.  xa6.> 

alle  viziate  opinioni,  quelle  per  terra  versando      . C  ìv.  9.  i8a. 

si  perde  .  .  .  come  le  strade  della  terra ■     .     .     .     C  ìv.  la.  i8a. 

che  la  recente  terrOf  dì  poco  dipartita  .  .  .  riteaea C.  iv.  15.  79. 

*  Beata  la  terra  lo  cui  re  è  nobile  ' C.  tv.  16.  50. 

*  Guaì  a  te,  terra,  Io  cui  re  è  pargolo  ' C  ìv.  16.  55. 

' .  . .  quanto  è  ammirabile  il  nome  tuo  nell'  universa  terra  )  ' ,     .     .     C  ìv.  19.  6a. 

se  non  che  la  natura  umana  t'  apparecchi  la  terra C.  iv.  at.  X16. 

Don  nominò  suo  padre,  ma  ...  la  terra C  iv.  25.  ito. 

eaK>  fu  ,  .  .  distributore  delia  sua  terra  deserta C  iv,  a7.  171. 

terremoto^    parevamì . . .  che  fossero  grandissimi  terremoti  .    .    .    .     V,  N.a^  40. 
terreno,     lì  pensieri  .  .  .  sono  astratti  dalle  basse  e  terrene  cose  .     .     .     C  iii.  14.  iix 

quale  uomo  terreno  più  degno  fu  ...  1     . C  iv.  a8.  xax, 

tenlt)Ue,     d'  una  vista  di  terriòil*  sbigottimento .     .     K.  ^.  36.  6. 

tcrau    quanto  esso  monta  a  noi  nella  mezza  terra  [alla  mezza  tersa]    .     C.  iii.  5.  154. 

queste  ore  usa  la  Chiesa,  quando  dice  .  .  .  Terta C.  iii,  6.  ac. 

■          ocl  di  ciò  é  in6no  alla  Tersa C.  iv.  33.  X30. 
r  Ufficio  della  prima  parte  del  di,  cioè  ta  Tersa C  iv.  33.  150. 

K  perù  si  dice  meZMa  Terma C.  Ìv.  fl3.  153. 

tenaxnente.     in  tre  cose  .  .  .  termamente,  nella  .  .  .  loro  possessione  C.  ìv.  11.  35. 

terziamente.     TerMÌa^nente,  perchè  1'  operazione  .  ■ .  dee C  ì.  8.  84. 

Kterac^  K  A^.  8.  41,  44,  69,  74  ;  9*  63,  65  ;  xa.  131,  135  ;  X3.  54,  6a  ;  15.  54.  66  ;  '»6.  13, 
44  ;  »9-  95.  97.  '«M.  '©9  J  a»-  «6,  33,  40,  43  ;  aa.  no  ;  04,  70,  74,  75  ;  q$. 
83  ;  a?-  31,  34»  39.  44  ;  a9-  «a  ;  3».  17,  19,  03,  «5,  34,  37  ;  35.  a?.  «>9  J  39' 
56,  58;  4a.  18.  41  ;  C  1,3.  70;  4.  13.  6a,  86;  5.  ti  j  8.  xa.  Ilo;  10.30,35; 
II.  7,  lor;  ii.  I.  4a;  a.  48,  69;  3.  6;  4.  4^  45,  loi  ;  5.  a  ;  6.  45.  55t  70i  M©; 
7,  t,  io;  8.  14  ;  xo.  55;  13.  69,  74  {Jtis)  ;  14.  i.  5.  ti,  95,  47,  161  ;  15.  140, 
186,  187  ;  16.  33,  48  ;  iii.  I.  77,  107  ;  a.  135  ;  3.  67  ;  4.  54  ;  5.  io,  14;  8.  ai  ; 
9.4;  "39;  X3-  63;  »v.  a.  14,  18;  3.  8,  Il  ;  6.  I,  x6;  9.35:  13.63,68,91; 
14.  X";  15.  115. '51;  16.18;  17.38;  18.15,19,33.35,56,64,66;  ao. 
33  ;  «3-  4a»  "3,  137,  14T,  151  ;  04.  8,  117  ;  35.  35,  136  ;  07.  6.  9,  41,  63  ; 
30.  I,  IX. 

terzodecimo. (^.  M  30.  13. 

tesa,     che  r  Arco  ...  è  dì  minore  e  di  nia^or  /tm  che C.  iv.  33.  74. 

temo,     siccome  1'  oro,  le  marghente  e  gli  altri  teson  che  sono    .     .     .     T  i.  9.  45. 


TESORO 


664 


Tessa.    S*  ì'  non  ne  domandasse  monna  Ttssm Som.  Irr.  &. 

testa.     Quand'  ella  ha  in  ttaia  una  ghirlanda  d*  erba Ssst,  i.  13. 

Che  in  testa  messa  5^  ha  ghirlanda  d'  erba  . -     .  Stai,  ui.  39^ 

La  .  .  .  donna  mìa  Porta  in  Usta  ì  fioretti     .........  BmR.  vììi.  14. 

InsHlTìoniaaza.    N6  .  . .  Falsa  Ustimomama  a  alcun  non  faccia .    .    .  P.  F,  i-jo^ 


tesoro,     la  terra  là  ove  il  trsorv  è  nascoso C  i.  9.  48L 

questo  t*sc»v  non  averci  io    .... C.  iv.  a&. 

tasfca.     che  donne  le  coprissero  la  Itsta  con  un  bianco  velo     ,     .     .     .  V.  N.  a^  6|»^ 

sicché  .  . .  lume  di  costei  nella  mia  ksta  era  guidato     .    .    .     .    .  C  ìii.  x.  9^ 

se  non  che  la  sua  trsia  è  di  marmo C  vv.  09.  53, 

testamento,     da  fortuna  .  .  .  aiutata,  siccome  per  testamftttt  .     .     .     .  C  ir.  ti.  63. 

In  colui  che  fa  ttstamtnto,  di  quel  Icmpo  nel  quale  il  testamtmto  fa  .  C.  rv.  15.  t^  177. 

tester     Altri  era  ttsti  meco,  e  perciò  pensava V,  if.  35.  13. 

tKMJInwmfa n m      falsa  testimom'attaa  (are C.  L  a.  57. 

tanto  .  .  .  che  non  domanda  ttstimtmianMa C  i.  13.  55. 

e  siccome  per  ttstimonianMa  d'  Aristotile C.  ii  3.  59^ 

La  quale  . .  .  opinione  manifesta  la  ttstitnoninma  de*  poeti    .     .     .  C.  a.  5.  45. 

ftecondo  le  ttstimoniansÉ  delle  scritture C  ui.  3.  65. 

io  comprendo  per  ...  la  Ustimomansa  di  Lucano C  iti.  5.  1161 

provo  ciò  che  detto  è  con  sensibile  iestimonianaa C.  iti.  6l  F09. 

di  ciò  non  veglio  recare  innanzi  alcuna  tastimonimnMa C  ìv.  iz.  89 

a  maggior  t$stimomaHaa  di  .  . .  ecco  Boezio     ...  .     .     .  C  ir.  la.  7*. 

perchè  più  ttstimoHÌanaa  ...  si  conviene .     .  C.  ir.  la.  79. 

che  .  . .  fosse,  ecco  la  ttsUmomoHMa  à*  Ovidio C  ir.  15.  78. 

secondo  la  trstimomaKoa  di  Matteo  ed  anco  degli C  ir.  sa.  168.. 

quegli  che  alli  buoni  mala  ttstimomaiMa  porta C  ir.  99^  ^ 

dee  procurare  di  rendere  .  .  .  buona  testimontanMa C  Ir,  09.  7^ 

testtmonìare.     di  questo  motti  ...  mi  potrebbero  UshmtoHiart  a      .     .  V,  N.  aó.  11. 

siccome  testimonia  Virgilio  nel  primo  dell'  Eimda C  li.  6.  rao. 

siccome  ttatimomano  le  scritture C  ir.  5.  sa 

siccome  testimonia  Luca  Evangelista O  ir.  5.  64. 

siccome  testimonia  Uguccione C.  ir.  &  39. 

ciò  testimonia  Lucano,  quando  dice C.  ir,  xt.  «7. 

sccondochè  testimonia  Tullio  in  quello C  iv,  « 

iesUmonìo.     di  ciò  chiama  testimonio  colui  che  lo  sa V.  N.  tau  $9^ 

la  quale  per  sì  vero  testimonio  ricevere  non  sì  poteva C  ì.  a.  109. 

fu  ordinata  ...  in  testimonio  della  fede  a  coloro C.  ìii.  7.  17^ 

testo,     è  compilata  e  terminata  in  quel  tanto  testo C,  ii.  14.  105 

tre  cose,  che  in  questo  testo  sono  toccale C.  iii-  13.  31. 

coad  ora  intende  il  testo  .  .  .  discendere C  iii.  14.  5. 

per  dare  sperienza  di  ciò  grida  ...  lo  testo C  liù  14.  ga 

Dice  adunque  lo  testo,  che  .  . .  appaiano C  iii.  15.  9^ 

per  la  conoscenza  del  suo  testo  .  .  .  veder  si  potrà C  ir.  i.  St. 

ciò  che  .  .  ,  porta  il  testo  del  presente  trattato .     , C.  ir.  a.  i< 

convenga  essere  ...  ad  istrigarc  lo  testo C  ìv.  ^  aiL 

sccondochè  1  testo  par  dubitare C.  ir.  3.  51. 

tuttoché  il  testo  si  Uccia C  ir.  la  55. 

La  quale  brievemente  s*  aggiugne  a]  testo C  ir.  xtx  io». 

dò  si  prova  in  due  particulette  del /r5A> .     .  C.  ir.  11.  4. 

eh'  elle  sicno  imperfette .  .  .  prova  il  testo    ... C  ir.  ti.  al. 

però  . .  .  solo  di  questo  fa  menzione  il  testo      ........  C.  iv.  la-  7. 

questo  è  quello  che  M  testo  dice C  ir,  ta.  ita 

siccome  il  testo  pone  in  fine  dì  questa  parte  .     .  C  ir.  13.  159. 

intende  di  provare  il  testo .     .  C  rr.  13.  161. 


Cl6s  ^HP^^BI^^  TOCCARE 

tettow    Che  sUndo  sotto  il  tHio  si  consola S.  P.  d.  04. 

tibL     et  quid  A*i  feci  ..  .t Cmtu,  xxi.  9. 

tìngere,     quel .  .  .  pianeta  Di  sua  vìrtute  sua  loquela  tttigf      ....  Som,  xxviii.  10. 

Uraxino.     poi  rìfug'^  Al  gran  tiranno Som.  xiix.  7. 

Urare.     Perchè  .  .  .  r  amorosa  fronde  Di .  .  .  altro  ben  A'm     ....  Caiw.  x.  135. 

piena  Del  ^an  desìo,  che  dagli  occhi  te  h'm Gnu.  xi.  03. 

desio .  . .  Ch*  A  ben  far  tira  tutto  il  mio  potere Cam.  xÌv.  51. 

la  terra  . . .  Che  d*  abisso  gli  /ira  suso  in  alto Caus.  xv.  55. 

E  *1  disio  .  . .  che  mi  tira  Verso  *1  dolce  paese Gm*.  avi.  4, 

Intelligcnia  nuova  .  .  ,  par  su  Io  tin» K  iV.  40.  50  (Som.  xxv.  4). 

Io  son  ben  certo,  che  ragion  ti  tira  Ad  esser S.  P.  vi.  4. 

E  fa  licito  a  s^  quel  che  più  tira .     .     .  P.  /^  198. 

E  *I  frutto  .  .  .  Sia  benedetto,  e  noi  tiri  con  seco P.  /l  046. 

toocare.    E  toc€a  s  tal  eh'  è  morto  e  va  per  terra C.  iv.  Cmiu,  iiL  40  ;  7.  103. 

Degli  nomini  a  cui  foaa Cams.  xx.  67. 

fecslo.     avvegnaché  II  testo  dò  non  curi .  C.  iv.  14.  50. 

prima  che  sopra  il  ttsto  si  procedesse ■     .  C  iv.  17.  3. 

ciò  importa  il  tfsto  presente C  iv.  18.  4. 

procede  il  testo  alla  difinixìonc  di  Nobiità C  tv.  ao.  3. 

prova  Aristotile . . .  per  lo  ttsto  d*  Omero  poeta C  iv.  ao.  37. 

da  procedere  pare  alla  parte  del  testo  che C.  ìv.  03.  6, 

siccome  dice  ìl  testo  nella  prima  particola C  Ìv,  04.  iiB. 

siccome  it  testo  dice C  iv.  95.  96  ;  «7.  190. 

siccome  dice  il  testo C.  iv.  35.  xaa. 

siccome  il  testo  dice  espressamente C  iv.  36.  80. 

come  il  testo  dice C  ìv.  06.  100 

siccome  dice  il  i!rj^o,  che  al  presente  é  ragionato C.  iv.  s6.  145. 

aopra  quella  particola  che  'I  testo  pone C.  iv.  mrj,  3. 

Nella  quale  intende  il  tesio  mostrare C  iv.  »•},  7, 

per  la  quale  il  ies^  intende  mostrare C  iv.  a8.  4. 

Poiché  mostrato  t  il  ttsto  .  .  .  grida  il  testo  alla  gente  ...  e  dice      .  C.  tv.  09.  i^  6. 

tetta-     to  figlio  alla  tetta  della  madre  a*  apprende C  iv.  04.  148. 

Tevere^     i  Latini  .  . .  dalla  parte  di  Tevere C  iv.  13,  130. 

TbetaidOB.    siccome  dice  Stazio  nel  quinto  del  TVAttlrfM     ....  C  ÌìL  ix.  166. 
TUIflO.     quando  Adnuto  regc  degli  Argivi  .  .  .  vide  Tideet  coverto  d'  un 

cuoio  di  porco C  iv,  95,  64. 

delli  due  pellegrini,  cioi  Polinice  e  TiJeo C  Ìv.  «5.  84. 

llliBO.     * .  .  .  figlio  .  .  .  che  li  dardi  di  Ti/eo  non  curi  * C  ii.  6.  195. 

Timeo.     Platone  ...  in  un  suo  libro,  che  ai  chiama  Timeo      .     .     .     .  C  tii.  5.  46. 

timidità,     freno  a  moderare  ...  la  timmelii^  nostri C.  iv.  17.  3^ 

timido,    che  fa  ...  lo  possessore  Umido C  iv.  13.  96^ 

tlmofe-     roovcmi  timor*  d*  infamia .  C  i  a.  1 14. 

£  Nobiltà  si  può  credere  il  loro  /iiMorv C.  iv.  19.  93. 

Li  quali . .  ,  sono  sette,  cioè  .  .  .  Timor  eU  Iho C.  iv.  01.  i  isl 

ttrmua     dico  ...  a  voi  altri  prìncipi  e  tirunni C.  iv,  ^  183. 

Non  altrimenti  si  dee  ridere,  Tiranni^  delle C  fv.  97.  laS. 

tirare,     la  quale  parea  che  tirasse  le  lagrime  fuori  dcDl f^  iV.  37.  10. 

da  qualunque  parte  si  tint  la  corda C  iiL  5,  103. 

Tiflrtn.    perchè  il  primo  mese  t  Ivi  Titrin  primo,  il  quale  a  noi  è  Ottobri  K  /V.  30.  &. 

Ttto.     par  che  ne  tocchi  alcuna  cosa  Ttlo  Livio C.  iii.  II.  31. 

trovare  potremo  .  .  .  massimamente  per  Tito  Livio C  iv.  5.  94. 

ttolOb     partirvi  d'  csU  viu  sotto  il  titolo  d'  Ortensio .     .     .  .     .  C  iv.  9&  138L 

toecare.     E  di  ciò  tocrmi  alcuna  cosa  nell'  ultima  parte    .  .     .  K  A'.  8.  15. 

dico,  com'  ^  ioetato  di  sopra ..CLsl  67. 


TOCCARE 


toccare.     Né  Rianimai  Axcu  di  fioretto  '1  verde Cmms.  zzi  i^ 

aspettando  che  U  caler  gii  tocchi ,  .     .  S.  P,  zzxL  M- 

Ci  fa  tornar  ...  A  aver  pcrdon^  chi  con  diritto  il  tocca   .  .     .  P.  F",  Jiu 

togliere,  toUere.    K.  torre,  v. 

tollerare.     Gli  quaì  non  pQ&9on  tollmtr  la  brina Cmma.  xr.  48. 

tomba.     Or  &,  Signore^  che  della  mia  tomba  Io  esca  fuori     .     .     .     .  S.  P.à,  ixx 

tonare,     colà  dove  si  tuona ...  Sem.  xzzri.  7. 

torcere,     congregarsi  .  .  .  Con  luci  bieche  e  torU Cbiml  zvìii.  9. 

tormentare.     Forse  pietà  n'  avrà  chi  mi  tcrrmenia     ...         ...  Cw.  **1,  44. 

tormento.     Che  li  torm£nii\  che  tu  porterai ...  Hi  £an  .     .     .     K.  A^  34.  33  {Camt.  ir.  7). 

Ma  se  mi  dai  parlar  quanto  torttttMto,  Fa     ... Gwt«.  jL  xi. 

■e  paura  ...  M*  ha  cosi  concio,  che  larà  '1  tormemio  ! Cifu.  zvii  93. 

S^  io  son  d*  ogni  tormento  ostello  e  chiave K  AT.  7.  03  {Som.  ii.  6). 

toccare.     La  ragione  .  .  .  ora  qui  piace  toccan C  à.  3.  45. 

e  talvolta  degli  altri  sensi  tcxchtrò .  C  ìL  x.  104. 

perocchò  ha  ...  e  plìi  tocca  di  quello  che  è  sopra  aè C  ii.  4.  73. 

La  forma  .  . .  gira  toccata  da  '.virtù  motrice  ...  e  dico  toccata,  non 

corporalmente,  per  tatto  di  vìrtii Clu.6.  156» I57- 

questa  ragione  tocco  quando  dico C  ii.  7.  31^40. 

perocché  della  immortalità  dell'  anima  è  qui  toccato C  ii.  9,  50. 

nel  quale  .  .  .  avca  toccatt  parole  della C.  ìi.  i^  19. 

Che  prima  si  tacat  la  .  . .  condizione  di  questo  tema C  ìii.  a.  4. 

fondamento  sopra  lo  quale  si  sente,  cioè  .  .  .  tocca C.  iii.  a.  loo, 

par  che  ne /dccAj' alcuna  cosa  Tito  Livio C.  iii.  11.31. 

tre  cose,  che  in  questo  testo  sono  toccai* C.  iii.  13.  31. 

e  in  parte  ne  tocca,  dicendo C  iii.  14.  X04. 

per  le  toccate  ragioni  mostrare C  iv.  4.  135. 

incidentemente  ò  da  toccan  che C.  iv.  5.  55. 

Jeronimo  ...  là  dove  di  Paolo  tocca C.  iv.  5. 

che  r  opinione  . . .  toccò  delli  costumi  di  Nobiltade C.  iv.  la  la 

in  quella  parte  che  le  divine  tocca C.  iv.  uk  a)- 

*  Ciascuna  cosa  . .  .  quando  tocca  ...  la  sua  virtù  . . .' C  iv,  x6.  8a 

sì  prova  certa  cosa,  che  dinanzi  è  toccata C.  ìv.  19.  9. 

tocca  Nobiltade  che  bene  è  vera  salute C.  iv.  19.  75. 

lasciando  stare  quello  che  ne  tocca  Tullio C.  hr.  34.  ioa 

basti .  . .  questo  poco  aver  toccato  di  quella C.  tv.  07.  xo$. 

tog;liere.    K  torre,  v. 

Tnlnmmeo.    secondo  Toiomnuo  e  secondo  la  Cristiana  verità    .     .     .  K.  W.  3a  16. 

Tohmméo  poi  .  .  .  pose  un  altro  cielo  essere C.  ii.  3.  3& 

Onde  ToUm%m0o  dice  nello  alleato  libro     . C.  ii.  14.  198. 

siccome  dice  Tohntmto ••......  C,  IL  X4.  «51. 

questa  opinione  pare  avere  .  .  .  Toiommeo C  ÌL  X5.  77. 

TolOBa.     Chi  non  ha  ...  il  buono  Conte  di  Toioaa  . . .  t C.  iv.  xx.  laB. 

Tommaso,     secondochè  dice  Tommaso C  iì.  15.  105. 

Che,  siccome  dice  Tommaso C.  iv.  8.  3. 

Tullio  .  .  .  abbomina  ...  e  Tommaso  nel  suo  Contro  Gemitìi  ...  CI  tv.  15.  U5. 

tolto  per  esemplo  dal  {F.  del)  buono  Fra  Totntmaso  d*  Aquino    ,  C.  tv.  yx.  97. 

tondo,     chi  volge  un  pomo,  od  altra  cosa  tonda .  C,  ii.  4.  58L 

che  '1  suo  tondo  tutto  si  girava  attorno  al  suo  centro      .     .     .     .     .  C.  iti.  5.  48. 
Cf,  ritondo. 

torcere,     vcdcmo  che  la  torta  linea  .  .  .  non  si  congiugne  •     .     ,     .     .  C  ir.  13.  159L 

tivdtlio.     montando  a  guisa  d*  uiu  vite  d*  un  torchio C,  iii.  5,  lyx. 

tormentare,     né  solamente  per  desiderio  ...  si  tormémiano  .     .     ,     .  C.iv,  xa.  66. 

tormento,     ma  . .  .  tormento  hanno  ncIU  paura  di  perdere  quelle    .     .  C,  hr.  xau  69. 


nentO.     E  Unto  aon  del  mio  tormenio  vago 

DltDeatoaO.     Gli  ptui  degli  scacciati  tormtntost    .....     K.  JV.  14. 
lare.     Gli  angeli  che  tornava»  suso  in  cielo     .     .     .     .     .  P\  N.  93. 

Alla  sua  donna  toma 

se  r  anima /orna  poscia  al  core 

io  della  mìa  guerra  Non  son  però  tornato  un  passo  arretro,  Né  vo* 
tornar 

TI  .  . .  tempo  .  .  .  che  gli  fa  tornar  di  bianco  in  verde 

Io  fui  del  cielo,  e /orwmvM*  ancora 

£  veggiovi  tornar  si  sfigurate V.  N,  aa. 

Qui  non  voglio  mai  tornar* 

E  tomomt  colà,  dov'  io  son  vinto 

che  la  .  .  .  Non  vi  faccia  tornar  cosi  dogliose 

quindi  aspetta  Tornar  con  gloria  a  giudicare  i  morti 

Quantunque  tomi  dì  peccato  brutto 

Né  per  .  .  .  Tornar  potemo  alla  divina  grazia 

£  '1  satisfar  ...  Ci  fa  tornar  con  le  predette  insieme  A      .     .     .     . 


TORNATA 

Som.  xxxìx.  7, 
.  99  {Son.  vii.  14). 
1B6  (CsMjr.  ii.  59)^ 

Cana.  x.  33 

Carts.  xi  49. 

Cma.  zv.  631  64. 

Srst.  i.  II. 
BaU.  vi  4. 
80  {Son.  xiì.  13). 
Son.  xjtvii.  7, 
Son.  xxvii.  9. 
Son.  xli.  4. 
P-  F.  53. 
P.  F.  90. 
F,  F,  104. 
P.F.  Ilo. 


oare.     Nove  fiate  .  .  .  era  tornato  Io  cielo  delta  luce  quasi  ad  .     .     .  K  /V^  a.  a. 

Ora,  tornando  al  proposito,  dico K  ^V.  la.  x. 

perchft  tornano  quasi  ingentilite     . K.  /V.  aa.  85. 

i  qnali  tornassero  in  suso K  A^.  23.  51. 

mi  parea  tontarr  nella  mia  camera V,  N,  33.  78. 

dinanzi  eh'  io  fossi  tornato  in  verace  cognizione K.  iV.  33.  aaa. 

al  principale  intcndimenlo  tornando,  dico C  L  a.  87. 

se  .  .  .  tom4Mssono  alle  loro  ciltadi C  i.  5.  63. 

Tornando  adunque  al  principale  proposito,  dico C.  \.  g.  35. 

qui  lasciando*  tomo  al  proposito C  i.  is.  88. 

Tornando  al  proposito,  dico  che  .  .  .  intendo C  ii.  io.  z. 

uno  .  .  .  punto,  al  quale  non  tornerà  questo  cielo C.  il.  15.  i  la. 

Tornando  adunque  al  proposito,  dico C,  iii.  4.  86. 

poi  il  vede  .  .  .  per  altrettanti  a  sé  tomart'^  e  poi,  quando  è  tor- 

natOj  va C.  iii.  5.  181,  iSa. 

volta  la  spera  del  sole  e  tornata  a  un  punto C.  iii.  5.  199. 

che  AvrNA  nel  primo  buono  stato  della  vista C  iii.  9.  156. 

che,  mirando  costei  .  .  .  ogni  Wziato  tonurà  diritto  e  buono    .     .     .  C  iii.  15.  151. 

talvolta  è  che  1'  una  toma  del  tutto  nella  natura  dell*  altra       .     .     .  C.  iv.  i,  9. 

Chi  dirà  di . .  .  Cincinnato  .  .  .  allo  arare  essere  tornato  ì .     .     .     .  C.  iv.  5.  133. 

Chi  dirìi  di  Camillo  .  . .  essere  tornato  in  esilio  •  • .  I C  Iv.  5.  137. 

Cht ,  •  .  qnindi  si  rivolvc  e  torna  nell'  O C  iv.  6.  30. 

essa  anima  .  .  .  desidera  tomart  a  quello C.  iv.  la.  X45. 

Tornando  dunque  alla  nostra  sola  ...  si  dico C  iv.  33.  61. 

tornando  alla  ragione  propria,  dico C.  iv.  34.  a6. 

lo  sprone  usa  .  .  .  per  lo  tomart  al  loco C  tv.  a6.  55. 

per  lo  suo  senno,  che  ...  a  Dio  tomart  Io  fece C  iv,  27.  167. 

cosi  noi  dovemo  .  .  .  tomart  a  Dio  con C  iv.  a8.  ai. 

uscire  le  pare  di  cammino  e  tornare  in  cìttk  ;  uscire  le  pare  di  mare 

e  tornart  a  porto C  iv.  a8.  53,  54. 

che  non  toma  a  religione  pur  quegli  che  .  .  .  ma  eziandio  a  .  .  .  re- 

Hgione  si  può  tomart .  .  .  stando C.  iv.  aS.  68,  7a. 

quando  dice  che  Marzia  tornò  a  Catone C.  tv.  aS.  zoo. 

Ùarzia  .  . .  tornò  ...  a  Catone  ;  per  che  significa  la  nobile  Anima 

.  . .  tomart  a  Dio C.  iv.  »8.  1 18,  lao. 

cìoi  a  dire,  che  la  nobile  Anima  .  .  .  toma  a  Dio C  iv.  a8,  140. 

lata.     Appresso  la  mia  tornata,  mi  misi  a  cercare     .  .     .     .  V,  N.  io,  i. 


TORNATA 


tomo.     Di  spirti,  che  mi  stanna  a  toma  a  $omo S,  P.  xxxvii.  a^  (Aù). 

torre,  n.     Né  la  diritta  iorrt  Fa  piegar  rivo C.'vt,  Cmma.  ni.  54  ;  io.  115. 

al  pie  di  quella  torrt  Che  s*  apre  quando Som.  xlÌT.  5. 

torre,  v.     Però  quando  mi  toglù  sì  1  valore K.  ?V.  a8.  18  (f.  C  sV 

Non  la  d  ft}^  qnalità  di  gelo,  Né K  W.  33.  58  (C^ms.  iii.  iS). 

Chi  vede  .  .  .  Qua!  ella  fu.  e  com*  ella  n'  é  tolia    ,     .     .     .  K.  iV.  3X  Sa  {Cmmm,  iu.  a)> 

tal  detto  rivulse  £  V  ultima  particola  ne  tols* C.  vr.  Ctna;  nà.  W}, 

Chi  le  divizie .  . .  Non  posson  Gentilezza  dar.  né  tom     .     .    .    .  C  iv.  Gnu.  m.  50. 

Lo  qual  non  dà  a  lui^  né  io*  virtute Coita,  ix.  43. 

Che  .  .  .  M'  era  la  mente  già  beo  tutta  tolta C«*m.  xiii.  ao» 

£  9e  mercè  gionnezza  mi  togfi* Comm.  xiv.  461. 

Che  gli  dolci  pensier  non  mi  son  toitì  .  .  .  per Cmm.  tv.  37. 

quella  .  .  .  pace,  Che  M  colpo  tuo  mi  totit CmmM,  zvb.  i^ 

Morte,  qual  sia  la  pace  che  mi  folli     . CanM.  zvii.  16. 

Tu  to^i  a  leggiadria  il  suo  ricetto Cmttm.  sto.  3^ 

dove  'I  gran  lume  Togtù  .  .  .  alla  terra  la  fronda Cmjl  xx.  48. 

se  non  che  ...  '1  bel  segno  . . .  m*  i  toUo  dal  viso Caivs.  xx.  80. 

Dì  me,  che  mi  tomi  dormir  su  pietra  ...  e  gir Sest.  t  34. 

Che,  togliendomi  il  cor,  rimango  verde St^.  iti.  15. 

Da  lor  .  . .  s'  hanno  tolf  elle  Una  veste JSo//.  riii.  aix 

La  qual  m*  ha  totio  il  cor  per  suo  valore fiaZT.  x.  4. 

E  tolsìmi  dinanzi  a  voì^  sentendo V.  N.  jl^.  2I  {Som,  xix.  9). 

Che  credo /orla  ruota  alla  ventura Smi.  xzxìiì.  14. 

Come  colei  che  mi  si  crede  tórre Son.  xlìv.  4. 

Se  '1  bello  aspetto  non  mi  fosse  loìio       ..........  Som,  xlvììL  t. 

tornata,     si  chiama  in  ciascuna  canzone  Tornata C  u.  xa.  9. 

r  ultimo  verso,  che  per  Tornata  è  posto      .........  C^  tìi.  25.  199», 

è  manifesta  r  allegorìa  della  7oma/a ,  C  tii,  Z5.  at3. 

la  quale  per  Tornata  di  questa  Canzone  fatta  fu .  C,  ir.  30,  13. 

Torquato.     Chi  dirà  di  Torquato  giudicatore  del  suo  figliuolo  ...  1  C.  ir.  5.  tiflL, 

di  questi  ...  fu   Torquato^  nobile  Romano,  disceso  dal  sangue  del 

glorioso  Torquato C.  iv.  6.  i  La,  i  [3. 

torre,  ».     dicendo  quasi  quella  nobiltà  essere  tom  diritta C  hr.  io.  ijql 

(£'/u/f^'i/ii//r]  <^'n'JY<3 /omr  della  ragione C.  iv.  15.  i6s. 

torre,  v.     Prima  dico  la  cagione  perchè  tolta  ne  fu K  iV.  32.  99. 

ordinata  a  tórrt  alcuno  difetto C  i.  3.  x 

biasima  . .  ,  per  tórrt ...  a  lui  che  dice  onore  e  fama     .     .     .     .     .  C  t.  f  t.  tao. 

si  totst  questo  vocabolo  dalle  corti ...  Lo  qoal  vocabolo  se  oggi  sa 

/c^iwssr  dalle  corti C.fi.  11.6& 

a  tom  vìa  questa  riprensione C.  xii.  t.  86. 

che  air  anima  no^ra  possa  tórrt  la  sete C  iiì.  6.  "tCL 

Onde  Democrito  ...  né  barba  ...  né  unghie  sì  toglim      .     .     .     .  C  3L  14.  76. 

questo  errore  che  tanti  amici  le  toglit C  tv.  i.  73. 

li  quali  m'  hanno  tolta  materia  di  dire C  hr.  ft.  «7. 

a  queste  guerre  e  alle  loro  cagioni  torrr  via,  conviene C  tv.  4.  30. 

Chi  dirà  di  .  .  .  Cincinnato  .  . .  toUo  dall'  aratro  ...  ? C.  iv.  5.  131. 

di  queste  cose  che  la  fortuna  pub  dare  e  torrt C  iv.  8.  74. 

mostro  quelle  non  poterla /orr« C  iv.  lot  66. 

dico  che  non  la  possono /omr  a  chi  r  ha           C.  Iv.  la  96. 

Ancora  torrt  non  la  possono div.  20.  i  to. 

che  le  divisti  non  possono  torre  NobUtà C.  ìr.  tOk.  118. 

Promettono  ...  di  torrt  ogni  sete C.  iv.  2a.  4a 

Né  per  .  .  .  non  mi  si  toglu  la  perfezione C  iv,  13.  j8- 

che  esse  divizie  non  possono  tom  la  Nobiltà  a     .     .     .                   .  C.  iv.  23.  164. 


I 


669  ^FIH^^^^^^F 

torre,  v.     Togliett  via  !e  vostre  porte  ornai Son.  I.  t. 

tanta  .  .  .  Ch*  a  forza  gli  convenc  or  tór  Y  altrui Soh,  Uv.  4. 

Ma  ora,  che  del  viso  m*  bai  toìto  11  velo S,  P,  xxxi.  92, 

Non  consentir  .  . .  che  mi  sia  taito  Lo  tuo  spirito  santo  e  1'  amicicia  S.  P.  I.  43. 

7b//o  di  croce,  e  nel  sepolcro  messo  .  . .  suscitò P.  F.  46. 

£  senza  questo  ogni  possanza  è  tolta  A  ciaschcdun P.  /*.  91. 

Acciò  che  tal  peccar  da  noi  sia  taito P.  F.  150. 

che  nostre  voglie  Non  sian  desiderar  di  ior  V  altrui P.  F.  179. 

Perchè  questo  da  Dio  ci  parte  e  toglù P.  F.  180. 

Fuggiamo  il  vizio,  che  ci  logtùsL  lui P.  /".  183, 

torto,  aJj.    V.  torcere. 

torto,  n.     Dogli  occhi,  che  m'  ancìdono  a  gran  torto Cana.  xi.  45. 

più  eh'  a  tprto  Mi  par  di  servidor  nome  tenere Cans,  xiv.  53. 

Lo  tuo  fallir,  d*  ogni  torto  tortoso .  K  M  8.  53  {Son.  iv.  9). 

E  quegli,  che  a*  benefattor  fan  torti S,  P.  xxxvii.  79. 

tortoeo.     Lo  tuo  fallir,  d'  ogni  torto  tortoso K  M  6.  53  {Son,  iv.  9). 

Al  gran  tiranno,  del  cui  tosco  sugge Som.  xltx.  7. 

La  /our,  il  freddo,  e  E*  altra  mala  voglia  Non  le  addivien  per     .  Son^  lii.  9. 

tOMlre.     Chi  udisse  tossir  la  mal  fatata  Moglie  di Son.  Iìi.  i. 

Che  ti  merrunno  per  la  via  tostano F.  iV.  29.  87  {Cam,  i.  68). 

aév.  Se  adj.     Ciò,  che  si  tosto  ti  si  (a  lontano Canta,  x.  84. 

Che  tosto  griderei  :  lo  vi  soccorro Cana.  xìi.  61. 

sarii  donna  .  , .  Tosto  che  sia  piacer  degli ,     ,     .  GtMa.  xiìi.  84. 

in  cotal  voler  fermato  fui  51  tosto,  come Cavea,  xiv.  40. 

E  se  non  puote,  tosto  1*  abbandona .     .  Cohm,  xiv.  90. 

Che  morte  n*  ha  più /os/a  e  più  amara Cerna,  x vi.  39. 

torre,  v.    la  quale  togti*  via  che  ...  e  tog^  via  U  mutazione  .    .     .     .  C.  iv.  14.  30.  33. 

che  non  é  altro,  che  torrt  vìa  la  distinzione  di  queste  condizioni,  e 

cosi  è  torrt  via  quelle , C.  iv,  15.  34,  36. 

Dappoiché  la  trasmutazione  ...  è  tolta  via C.  iv.  15.  43. 

* ,  .  .  ottima  parte  ...  la  quale  non  te  sarà  tolta  ' C  iv.  17.  fot. 

*  Sono  molti  .  .  .  che  tolgono  agli  altri  .  ,  .* C.  iv.  27.  136. 

non  domandate  .  .  .  aiutorìo,  ma  to^iettvtio C  iv.  37.  174. 

Dice  :  *  E  tolsi  due  mariti,'  cioè C.  iv.  aS.  132. 

è  nome  d'  està  Canzone,  tolto  per  esemplo  dal  {F.  del)     .     .     .     .  C  iv.  30.  a6. 

tortamente,    che  '1  cielo  ...  ai  rivolge  . . .  tortammtt  contra  quello    .  C.  ili.  5.  109. 

tortire.     questo  .  .  .  tortùcf  per  li  pruni  e  per  le  ruine C  iv.  7.  75. 

torto,  a^/'     ^-  torcere. 

Toscana,     nelle  coste  d'  un  monte  in  Toscana C  iv.  11.  77. 

tostamente,     come  tu  fosti  suo  tostatntnU  dalla  tua  puerìzia   .     .     ,     .  V,  N,  sa,  58. 
tOiteoo.     conviensi  per  tostano  via  questa  medicina  ordinare,  acciocché 

tostano  sia  la  sanitade C  iv.  l.  86,  67. 

più  .  .  .  che  nulla  più  tostano  età ^.  iv.  97.  148. 

la  quale  fu  sì  tosto  a  lui  disposata K  M  a.  40. 

che  ...  le  persone  sarebbero  accorte  piti  tosto  del K  A^,  7.  si, 

ebe  si  tosto  com*  io  immagino  la  sua  .  .  .  bellezza,  si  tosio  mi  giu^e 

un  desiderio  di  vederla K  /V.  15.  15,  17. 

piti  tosto  si  muovono  a  lagrimare ,  V,  JV.  36.  15. 

iosto  vcggiono  tutto  ciò  che  possono C.  i.  4.  05. 

questi  cotali  tosto  sono  vaghi,  e  tosio  sono  sazi .  C  L  4.  37  {òis\ 

e  iosio  amici  e  tosto  nemici .     .     .  C.  i.  4.  39,  40. 

si  perderono  alquanti  tosto  che  furono  creati C.  ìÌ.  6.  96. 

nel  quale  unimcnto  ...  1'  animo  corre  tosto  o  tardi  C  ìii.  s.  39. 

«  unisce  tanto  più  tosto  e  più  forte,  quanto  .  .  C.  ili.  a.  63. 


I 


Che  in  donar  viu  è  éosia  CvA 

questa  .  .  .  Tosto  che  tui  intese  .  .  .  s'  acct;se    , Cams.  zx.  40. 

Tosto  fu  vostro,  e  mai  non  s*  è  smagato K  W.  xs.  107  i^BoB,  i.  aB^. 

Com*  ctla  volse.  Amor  tosio  le  diede Som.  xUr.  11. 

Né  non  dabbiar,  che  tosto  fìen  rimosse Som^  L  14. 

ma  più  tosto  Aspetta  11  tempo  e  1'  ora 5.  ^.  ci.  95. 

tradimento.    Con  ttndimntti  e  con  occulti  inganni  Pensava   .     .     .    .     S.  P.  xzrnL  yk. 

tradire,     che  si  vede  Meco  pietà  tradita  da  mercede Sch,  xxxt.  X4. 

traditore.     Sui  f'iad!»/0ri  scendi  Nel  tuo  gìudicio Cuw.  xràii.  xa. 

La  luce  de'  vostri  occhi  traditori Som,  zzxìiL  a. 

della  bella  luce  Degli  occhi  tmditor    . Sem,  xajcv.  x 

tralucex^     Per  tema  non  traluca  Lo  mio  penaer  di  fuor  al      ...     .     Cmmg.  ziL  09. 

E  quel  che  pare  e  quel  che  mi  trtUnn Som.  xxzt.  5. 

tramontana.     Là  sotto  tramontoMa,  ov*  è  il  gran  freddo SetL  ii.  «7. 

tramortire.     Vedendo  la  mia  labbia  trantorfitm     ....      V.  N.  39.  zo8  (Cam.  in.  68^ 

Che,  tramorttndOf  ovunque  può  5'  appoia >'.  ^.  15.  33  {Sem,  ?S.  éV 

Ch*  Amor  vi  tramortisa,  si  glien  duole V.  N.  40.  61  ^Sow.  zzio.  %x\ 

tramutare.     Che  mi  tramuta  lo  color  nel  viso K  M  32.  88  ^Csjia.  iii  «8>. 

Cf.  trasmutare, 
trapassare,    s'  afforzava  Del  mio  castello  trapassart  il  fosso    .     ,     ,     .     S,  P,  zxxvn.  45. 
trarre,    donne  .  .  .  Qual  tagrimaodo,  e  qual  traendo  guai   .      K  ^.33,  174  {Cmmb^  o.  47). 


tosto,     certi  corpi .  .  .  tosto  che  '1  sole  gli  vede,  diventano C  iii.  7.  99. 

ciascuno  animale,  tosto  eh'  t  nato C  iv.  6.  loi. 

più  tosto  sarebbe  generata  la  Nobiltà  quanto  .  .  .  che  tanto  più  tosto 

ogni  obblivione  verrebbe O  ìv.  14.  68,  70^ 

quanto  .  .  .  più  fossero,  più  tosto  sarebbero  nobili C.  iv.  14.  7X 

si  tosto  come  è  nato,  lo  figlio  ...  3'  apprende  :  cosi,  tosto  cume  al* 

cuno  lume  .  .  .  appare,  ai  dee .     .     .  C  iv.  34.  Z4S,  149. 

tovaglia,     del  ladro  che  ...  la  tovt^lia  furata  .  .  ,  ponesse     .  .     .  C,  iv.  97.  1311, 

tracotanza,    il  quale  contrario  .  .  .  tracotansa  dicere  ...  si  può     .     .  C  iv.  &  15. 
sono  non  mtervHi4,  che  non  è  tracottmaa  .  .  .  Ha  tracotaMsa  sarebbe 

r  essere  reverente C.  tv.  8, 134,  135. 

tradimento,    siccome  tradimento,  ingratitudine C  t  za.  7^ 

traditore,     siccome  vedemo  nel  traditore C  iv.  ift.  «a. 

traditrice.     Promettono  le  false  traditrici C.  iv.  la.  30, 39^ 

trafc^lioso.    a  volere  ornai  cosi  tra/oblioso  campo  sarchiare    .     .     .     .  CX  iv.  7.  09^ 

tragedia,     nelle  scritture  antiche  delle  .  . .  tragtdit  Latine      .     .    .     .  C  i.  5.  51. 

tramettere,     non  mi  trametto  dì  narrare  la  sentenzia K  iV.  aa.  so& 

però  non  mi  trametto  di  più  dividerlo K  ■A''.  49.  45. 

tramirabile,     per  vedere  la  tramirabiU  donna K  iV.  14.  42, 

tramontana,     andando  diritto  per  tramontana C.  iii.  5.  86. 

tramontare,     il  quale  surgerà  ove  1*  usato  tramonterà  .  .  .     .  C.  i.  C3.  86. 

trapassamento.    oppresso  lo  trapassamento  di . .  .  Beatrice  .     .     .     .  C  iL  a.  5. 

trapassare,     e  trapassando  molte  cose  .  .  .  verrò  a K.  TV,  a .  60. 

Allora  trapassarono  queste  donne ,  V.  N.  aa.  99^ 

in  questa  dipoi  quella  già  trapassata C  i.  t.  x»?. 

il  quale  non  è  da  trapassare  senza  dichiarare C  ti.  9.  ai. 

prinu  del  terzo  ciclo,  secondo  V  ordine  trapassato C  ii.  13,  75* 

qui  non  à  da  trapassare  con  pie  secco  ci6 C,  iv.  a.  41. 

Non  trapasserai  i  termini  antichi .     .     .     .  C  iv.  7. 96W 

una  quistione,  da  non /nr/oiuafT  senza  Carla  e '    .  C  tv.  la.  xiz. 

brievemente  .  .  .  trapasserò  di  quelle  ragionando  .     .     .  .     .     ,  C  iv-  I7«  «7, 

lo  spa2Ìo  che  la  sua  vita  polca  .  .  .  trapassare  . C  iv.  04.  66. 

trarre,    le  quali  si  potrebbero  tram  dall'  esemplo      .     .     .     .         .     .  K  iV.  sl  64. 


TRASMUTARE 


bure.     Convenemi  parlar  tratttéo  guai f^.  iV.  3a.  46  {Canm.  iìL  6). 

■        Il  cid  ...  Mi  tragge  nello  stato C  ii.  Canm.  j.  6  ;  7.  43. 

r  aitro  fa  che  prove  Di  /rar/o  fuor  di  mala  setta Canz,  ix.  79. 

le  fronde,  Che  trasse  fuor  la  virtù  d'  Ariete CaHM.  XV,  41. 

1*  amorosa  spina  Amor  però  di  cor  non  la  mi  tragge Can».  xv.  50. 

Ma  r  uno  e  1*  altro  in  ciò  diletto  tragge Can*,  xix.  lao. 

Trae  della  mente  nostra  ogni  altra  donna Sesf.  i.  14. 

Però  che  là  . .  .  Traggr  tutta  bontate  A  se Ball.  viL  7. 

che  .  .  .  Trae  li  sospiri  altrui  fuora  del  core Ball.  x.  la. 

Iche  lo  suo  valore  Vi  trasse  a  riguardar ^^.  A^.  35.  48  (Som.  xviii  [a**],  4}. 

Perch' aJtri  fosse  di  pcricol /ro//o Soh,  %xv\.  il. 

cosi  ratto  In  trarre  a  me  '1  contrario  della  vita Soh^  xxvi.  13. 

che  veniste  ...  a  trarne  V  anima  di  fuori Sùn.  xxxiii.  4. 

s] .  .  .  Ch'  ogni  suo  atto  mi  trae  a  finire Soh.  xli.  ii. 

per  lor  trur  dalla  prigione /*./",  38. 

Traggemi  della  mente  Amor  la  stiva K  £.  ii.  iz.  aa. 

■tlBSonitare.    Che  questa  bella  Donna  .  . .  Ha /numM/o/a  ...  la  tua  vita  C  ii.  Cana.  i.  44. 
[          Cf.  tramutare. 

trarre,    perocché  trae  lo  intendimento  ...  da  tutte  le  vili  cose    .     .     .  K.  iV.  13.  io. 

e  traentiomi  fuori  della  veduta  ...  mi  domandò l^.  N,  \^,  55. 

la  quale  trae  a  sua  simile  operazione  coloro f^.  W.  15.  63. 

onde  .  .  .  elle  si  trassero  verso  me  per  isveglianni K.  A^.  93.  96. 

si  che  loro  potesse  tram  a  simile  intendimento K  iV.  40,  38. 

1&  ove  il  pensiero  mi  tra* (^.  IV.  43.  33. 

quella  che  m'  ha  tratto  nella  presente  condizione      ....  .  C.  ii.  7.  45. 

la  Musica  trae  a  sé  gli  spiriti  umani C  ÌÌ.  14.  167. 

che  sempre  traggono  quelli C.  ii.  15.  67. 

da  questo  amore  nasce  la  .  .  .  amistà,  dell'  onesto  tratta     .     .     .     .  C  ìii.  3.  89. 

della  virtù  della  quale  trae  quello  eh'  el  vede C.  ili.  4.  88, 

Onde  alcuno  giii  si  trasse  gli  occhi C.  iii.  8.  91. 

che  la  divina  virtù  .  .  .  questo  amore  tragge  a C  iìL  14.  50. 

1'  uomo  si  dee  trarre  alle  dinne  cose C.  iv.  13.  73. 

che  .  .  .  male  tragge  al  segno  quello  che  noi  vede C  iv.  sa,  16* 

quelli  che  si  sapesse  ben  trarr*  della  punta  d'un  coltello  nella     .     .  C.  iv.  37.  53. 

d*  essere  rifrenato,  sicché  non  trasvada C.  tv.  35.  49. 

tnaoeodere.     siccome  doppiamente  trascende  V  altezza  di  costei      ,     .  C,  ìii.  4.  6. 

traacorrere.     la  litteralc  sentenza  trascorrerò  per  questa C,  iiì.  la.  B. 

che  in  tutte  le  loro  ragioni  trascorrono .     .  C.  Iv.  25.  153. 

trmifiguranietito.    la  cagione  del  mio  tras/tguramento K.  A^.  14.  73. 

trasfigurare,     quando  Cristo  salio  lo  monte  per  trasJigHrarsi .     .     .     .  C.  W.  i.  47. 

trasfigurazione,     accorgendosi  della  mia /nvjT^ffuaibM/ V.  N.  >4.  51. 

Appresso  la  nuova  trasfigurazione  mi  giunse K  /V.  15.  i. 

trasgTfSsiOfie.     Rispondo  che  non  fìa  quello  oòbedienaaf  ma  traagres' 
^b  Sion*:  che  .  .  .  cosi  sarebbe  tmsgressione .    .     .     .     .     .     .     .  C  iv.  34.  135,  139. 

^Qraalatore.    credo  che  fosse  I*  errore  de'  trastatori C.  ii.  15.  64. 

trsslazioiie.     non  si  trova  cotale  neìl'  una  trastasione,  come  .     .     .     .  C  ii.  15.  63. 
^-InismatainentO.     r  accendimento  .  .  .  significa  ...  e  trasmutamtntù 

^P  dì  regni C  ii.  I4.  173 

^trasmatanza.    che  .  .  .  non  si  può  trovare  .  . .  alcuna  trasmnianaa  C,  iv,  15.  31. 

trasmtstare.     che  non  si  possono  trasmutare C  1.  5.  53. 

lo  quale  a  piacimento  ...  si  trasmuta C  i.  5.  55. 

se  '1  piccolo  tempo  cosi  trasmuta,  molto  piti  trasmuta  lo  maggiore  C  L  5.  60  (6à>. 

che  nulla  cosa  ...  si  può  della  sua  loquela  in  altra  trasmutare  .     .  Ci.  7.  94. 

che  essi  furono  trasmutati  d'  Ebreo  in  Greco,  e  di C  ì.  7.  loi. 


TRASMUTARE  ^^^^^^^^^^^  673 

à 

trastullo.    O  Signor  mìo,  o  singolar  trastullo S.  P.  xm.  67.        ■ 

trattare.     Ma  ttatltrò  del  suo  sUto  ^ntilc K  /V.  19.  30  (Cno.  L  il).         \ 

S'  io  vo*  tmttar  di  quel  eh'  odo  di  lei C.  iii.  CaauL  li.  m 

Ch^  V  ho  (enulo  nel  trattar  d'  amore Chr.  Con*,  Ìli.  it. 

Per  che  da  questo  punto  .  .  .  Tratterò  il  ver  di  lei Catta,  xix.  8& 

traanratare.    se  per  irasmttMv  noo  diviene  più  caro C  i.  &  77. 

che  . .  .  avrebbe  fatto  il  Comento  Latino  trasmutan  in      .     .     .     .  C  ì.  lo^  67. 

quelli  che /rd^mw/ò  il  Latino  dell' Zirilra Ci.  io.  fi. 

esso  trasmutaMo  dì  quella  parte  ...  in  quella C.ii.9.3!&. 

siccome  la  natura  umana  trasmnta  ...  la  sua  conseniudone  .     .     .  C  ti.  9.  40. 

le  quali,  se  si  trasmutano^  o  muoiono C  iìL  3.  aB. 

lo    mezzo,  che    continuamente  si    trasmuta,      Trastuntasi  questo 

mezzodì  molta  luce  in  poca C  iìì.  9.  XI4«  X15. 

7Va«mH/a£i  anche  questo  mezzo  di  sottile  in  sroaso  .  . .  U  quale 

mezzo,  così  /numw/oA?,  trasmuta  la  immagine  .     .     ,     .     C  iit.  9.  tao»  134  {kU^ 

lo  quale  per  inrcrmità  e  per  fatica  si  trasmuta  in C  iii.  9.  L3a 

concìofossccosaclié  questa  mia  Donna. .  .sembianti  tmsmutasst  a  me  C  iv.  x.  60. 

quando,  trasmutata  negli  altri  per  .  .  .  non  sì  possiede      .     .     .     .  C  iv.  x^  141. 

le  costellazioni,  che  continuamente  si  trasmutano C.  rr.  at.  66^ 

che  .  .  .  egli  sarebbe  ...  di  mortale  corpo  .  .  .  trasmutato      .     .     .  C  iv.  94.  68. 

tracmutazÌQXie.     nella  prima  trasmutatone  ,  .  .  venne  meno .     .     .     .  C  L  7.  eoa. 

come  sì  maravigliasse  della  subita  trasmutoMÙmt C  it  xo.  19. 

V  animo  diritto  non  mutarsi  per  loro  trasmutarnùu* C  iv.  to.  75, 

che  .  .  .  sarà  trasmuiammt  di  viltà  in  gentilezza C  iv.  14.  44. 

ben  vogliono  questa  trasmuiasiont  potersi  fare C  ir.  14.  SOk 

Dappoiché  la  trasmutamom  di ...  è  tolta  via  .     .     .     .     .     .     .     .  C  iv.  15.  41. 

onde  molte  e  grandi  trasmutasioni  sono  nella  persona C  iv.  34.  x6. 

trasparente,    diafano,  ov\'ero  tutto  tmsparwnts C.  iì.  4.  13. 

1*  altro  cielo  è  diafano  (cioè  trasparm/i) C  ii.  7.  97. 

vengono  .  .  .  siccome  quasi  in  vetro  trasparente C  Ì>L  9.  71. 

la  forma,  che  nel  mezzo  trasparente  non  pare C  ìtì.  9.  80. 

trasportare,     se  la  mia  coosidcrazione  mi  trasportaxfa  in  parte    .     .     .  C.  Ìli.  4.  toa. 

tisavolax^     di  quella  conclusione  vanno  trasvolando  nell'  altra  .     ,     .  C.  iv.  15.  155, 

trattare,     se  non  in  quanto  facessero  a  trattare  di      ...     .  ■     •  K,  ^V,  5.  31, 

la  saonda  è  Io  intento  trattato K  M  19.  9^ 

Poi  ,  .  .  comincio  a  trattare  di  questa  donna V,  N.  i^  11%. 

pensando  che  .  . .  bello  era  trattare  alquanto  d'  Amore      .     .     .     .  K  .V.  90.  8. 

parole,  nelle  quali /noZ/ossi  d' Amore V.  Pf.  uà.  li» 

Poscìacbè /ni//aj'd' Amore  nella  soprascritta  rima V.N.aut. 

che  .  .  .  poeti  queste  cose  trattavano K  ^.  a^  30. 

avvegnaché  forse  piacerebbe  .  .  .  trattare  alquanto  della  .  .  .  non  é 

mìo  intendimento  di  trattarne  qui V.  S,  39.  13,  14. 

non  sarebbe  sufficiente  ...  a  trattare  ...  di  cìO y,  S.  39.  ai. 

che  .  .  .  non  è  convenevole  a  me  trattane  di  cib^  per  quello  che, 

trattando^  mi  converrebbe  essere y,  N,  99.  03,  >f- 

che  io  non  potessi  più  degnamente  trattare  di  lei l\  N.  43.  6k 

se  nella  presente  opera  .  .  .  piìi  virilmente  si  trattasse  .     .     .     .     .  C  L  i.  1x3. 

del  quale  al  presente  si  tratta C  u,  4.  79 

come  . . .  sìeno,  non  è  al  presente  da  trattare  .     .  C.  u.  4.  ioa 

nel  quale,  trattando  deW  Amistà^  avca  toccato     .  C  ii  13,  ift. 

siccome,  trattando  quello  vocabolo  ...  sì  vedrà C  iL  14.  kx. 

e  la  Metafisica /ni//a  delle  prime  sustanze  .     .     .     ,    .  ...  C.ÌÌ.X5.61. 

delle  quali  ,  .  ,  tratta  la  Fìsica  .....  .......  C  iì.  13.  89. 

le  cose  .  .  .  delle  quali  tratta  la  Metafisica C  ti.  15.  90. 


573  ^Pn^^^r  TRATTATO 

trattare.     Se*  tu  colui,  e*  hfti  trattato  sovente  Dì ...  I  .     .     .    K  TV.  ».  89  {San.  xiii.  i). 

di  queste  tratta  U  Fisica ,  C.  ii.  15.  ioa. 

di  queste  tratta  la  Metafìsica     . C  ii.  15.  107. 

ove  la  sua  nobiltà  si  /riatterà , C  ii.  16.  24. 

li  versi .  .  ,  ne*  quali  ai  trutta  quello  che  dire  s'  intende     .     .     ,     .  C.  iii.  i.  104. 

si  narra  la  mia  insufficienza  a  questo  perfettamente  trattane  .     .     .  C  iii.  3.  7. 

SI  scrìve, /m//(ii»(io  dell' infusione  della  bontà C  ÌìÌ.  a.  31, 

quando  tratta  dell'  Amistà C  iiì.  3.  90. 

cbc  a  trattarr  d!  costei  sono  ordinate ,     ,     ,    ,  C  iii.  4.  36. 

tè  da  temere  di  trattar*  di  sue  condizioni C  iii.  8.  la. 

di  tanta  cccellcnxa  di  beltà  poco  pare  che  io  tratti C  iiL  8.  134. 

poiché  di  lei  trattar»  interamente  non  si  può C.  iii.  8.  138. 

di  tutte  quelle  cose  . .  .  convenevolissimo  trattare  è  per     .     .     .     .  C  iii.  8.  143. 

tdi .  .  .  e  della  prima  materia  cosi  trattando C.  iii.  8.  145. 

nel  quale  .  .  .  per  diverso  rispetto  si  può  trattar*.     •■..••  C.  iii.  9-  47. 

più  efficacemente  si  tratterà  la  presente  allegoria C.  iii.  ix.  19. 

siccome  trattando  di  smsibit  cosa  per  cosa  msensibit*  si  tratta  con- 

»venevoImente  ;  così  di  cosa  intilUgtbiU . . .  trattar*  si  conviene  C.  iii.  ta.  45,  46,  48. 

ora  in  questo  ...  si  conviene  trattar*,  commendando    .....  C  iii.  15.  7. 

delta  quale  trattare  la  .  .  .  Canione  .  .  .  intende    .,,,...  C  iv.  1.  98. 

quello  che  è  di  mia  intenzione  a  trattar*      .     ,     .     .     .     ,     .     ,     ,  C  iv.  a.  14. 

dico  .  .  .  questo  che  trattarr  intendo C.  iv.  a.  40. 

E  prometto  trattar*  di  questa  materia C  iv.  a.  100. 

prima  si  promette  di  trattar*  lo  vero C  iv.  a,  laa, 

che  prima  ...  e  poi  si  tratta  il  vero «  C  iv.  a.  135. 

al  trattare  lo  vero  s*  intende  principalmente C  Iv.  a,  laS. 

qui  prima  si  promette  di  tratta»*  del  vero .  C  iv.  a.  130. 

tcbè  nella  prima  si  tratta  della  Nobiltà  secondo  .  . ,  nella  seconda  si 

tratta  di  quella  secondo C.  Iv,  3.  5,  6. 

Di  quelle  ...  in  Capitolo  speziale  é  da  trattar* C  iv.  3.  74. 

perocché  . .  .  senza  .  . .  lunghezza  ciò  trattar*  non  si  potrebbe  .     .  C.  iv.  4.  t3a. 

quello  vocabolo,  del  quale  al  presente  si  tratta *  C.  iv.  6.  47. 

tnel  quale,  di  Nobiltà  trattando  .  .  .  degg:io C.  iv.  B.  36. 

se  non  è  dell'  arte,  trattando  dì  quella C  iv.  9.  175, 

dove  tratta  la  mondiale  costituzione  secondo C  iv.  15.  74. 

dove  tratta  di  Ciovanesaa  e  di  Vecchieoaa C  iv.  93.  85. 

perocché  di  GiustÌAM  ...  si  tratterà C.  iv.  37.  ioa, 

rattato.     appresso  di  cotal  trattato K  A',  ao.  8. 

però  lascio  cotale  trattato  ad  altro  chiosatore K  A^.  a9.  98. 

nel  quarto  Trattato  di  questo  libro  sarà  .  .  .  mostrato    •    ■     .     •    .  C.  i.  i.  193. 

si  ragionerà  ncll'  ultimo  Trattato  di  questo  libro C  L  8.  131. 

si  vedrà  per  lo  processo  del  loro  trattato C.  ì.  9.  53. 

lo  modo  che  si  dirà  nel  quarto  Trattato C.  L  9,  56. 

dirò  ...  nel  quattordicesimo  Trattato C  i.  la,  88. 

»lo  mio  pane  nel  precedente  Trattato  é  .  ,  .  preparato C  ii.  i.  3. 

nel  penultimo  Trattatosi  mostrerà C.  IL  1.  36. 

questo  ordine,  che  in  questo  Trattato  si  prenderà C.  ii.  a.  55. 

Secondoché  ...  nel  terzo  capitolo  di  questo  Trattato  si  dice .     •    .  C  ii.  7.  s. 

siccome  nel  terzo  Trattato .  .  .  fla  manifesto C  ii.  16.  33. 

nel  selciente  Trattato  più  pienamente  si  parlerà C  iì.  16.  94. 

in  fine  di  questo  secondo  Trattato C  ii.  16.  98. 

qui  si  termina  il  secondo  Trattato C  ii.  16.  104. 

Cosi  come  nel  precedente  Trattato  si  ragiona C  ìit.  i.  1. 

ai  fa  come  nel  acgucnte  Trattato  si  mostra C  iii.  7.  145. 

XX 


TRATTATO  ^^^^^^P  674 

travagUare.     Si  mi  fa  irtnmgiiar  V  acert»  vita     .    .     .    ,     F.  AT.  32.  105  (Coi«.  iii.  tfg^ 

Per  lo  qual  sì  travaglia  il  mondo  ttitto Csms.  ùl  eol 

traverso,    lo  raggio  . . .  che  U  'nforcA  Si  di  traverso^  che Coiul  tv.  6k 

tre. Cèmm.  ix.  ^:  XX.  L 

treccia.     S*  io  avessi  le  bionde  trteeù  prese Comm.  xiL  66. 

costei  .  . ,  cbc  s'  asciuga  con  la  treeaa  bionda Cmmm.  xx.  51. 

trattato.     L'  ordine  del  presente  trattato  richiede C.  tiL  9.  e. 

tutta  la  litttmU  sentenza  di  questo  trtUtaio C  ni.  «X  A4. 

Nel  primo  Capitolo  di  questo  Trattato  è  .  . .  ragioiiata C.  Ui.  la.  i. 

il  quale  t  cominciatore  del  trattato •C.ni.nL4a. 

della  qual  filosofìa .  .  .  scgtiito  poi  per  lo  trattato      .     »     .     .     »     .     CI  iii.  t^  as 

nel  seguente  Trattato  per  intenzione  si  ragionerà C.  ìii  ig.  37. 

siccome  nell'  ultimo  Trattato  veder  si  potri    ,.,.....     C  iii,  15.  144- 

tem[>o  è  ...  di  porre  fine  a  questo  Trattato C  iti.  15.  9i> 

nella  seconda  si  seguita  il  trattato C.  iv.  a.  6. 

nel  decimo  Capìtolo  del  precedente  Trattato .Civ.  a-ja. 

nel  trattato  si  fa  1*  opposito  . C  ìv.  a.  taa. 

nel  trattato  prima  si  riprova  Io  falso C.  iv.  &  t3S> 

siccome  detto  t  nel  precedente  Trattato C^rv.  a^  15*. 

ciò  che  .  .  .  porta  ÌI  testo  del  presente  tntiato C  iv.  a.  164. 

Veduta  la  sentenza  ...  è  da  seguire  il  trattato C  ir.  3.  a. 

che  lungo  convenga  essere  Io  trattato  e  sottile CL  iv.  3.  ao. 

nel  terzo  Capitolo  di  questo  Trattato  promesso  fu C  iv.  6^  a. 

tanto  laido,  quanto  in  questo  Trattato ....Civ.  8.  36. 

siccome  di  sotto  in  questo  Trattato  si  vedrà Crv.  &.  Q3. 

Io,  che  .  .  .  parlo  in  questo  Trattato Civ.  &.  ^ 

nel  quarto  Capitolo  di  questo  Trattato C  iv.  9w  7. 

siccome  .  .  .  nel  terzo  Trattato  è  mostrato C  iv.  13.  6^ 

Convicnsi  procedere  al  trattato  della  Verità C  tv.  16.  i& 

nel  terzo  Capitolo  del  presente  Trattato C  ir.  16.  t& 

A  perfettamente  entrare  per  Io  trattato       Civ.  16^34. 

per  meglio  entrare  nel  trattato  della  parte  che •     .     C  ir.  i&  9& 

nel  settimo  Capitolo  del  terzo  Tmttmto Chr.  ao.  33.J 

però  ...  col  Trattato  è  da  tenere  dietro  a C.  iv.  aa.  6a. 

nel  sesto  Capitolo  del  terzo  Trattato Civ,  93,  X4r 

nel  ventiduesimo  Capitolo  di  questo  Trattato C  iv.  a6.  ^* 

quanto  di  sotto  nel  settimo  7nz//aft}  si  dirà C  iv.  a6L  é& 

nel  penultimo  Trattato  di  questo  volume  ai  tratterà C.  tv.  «7.  loc* 

nella  fine  di  questo  Trattato C  ìv.  ay.  1^ 

Come  ...  nel  terzo  Capitolo  dì  questo  Trattato  si  dimostra  .     .     .     C  ir.  3&  a. 

senza  Io  proemio  del  trattato  della  Canzone C  iv.  3»  & 

come  provato  è  di  sopra  in  altro  Trattato C  iv.  30»  5^ 

tratto,     la  opportunità  del  procedente  tratto  di  tempo    ......     C  iv.  5.  96^ 

travagliare,    non  mi  travaglio  di  più  divisioni ,    ^    y.  S.  x^ 

cominciai  a  tmi*agtiare  come  farnetica  persona K  /V.  ag. 

accorgendomi  del  mio  truvagtiart  .,..•.....•.  KAT.  36,7. 
tre.  V,N.  8.  35;  9.  58;  la.  124;  17.  x;  19,93;  ai.  23,  34;  as  «i;  37.  «7,  35;  «^15; 
30.  39,  33  (Aw),  33,  35.  36  ;  32.  15,  ai,  33  ;  35-  34  ;  39-  sa  ;  4»-  4";  C  t4. 
9;  5.6;  7- 61  io;  8.8;  9.  x;  io.  33,  37  ;  ii.  i.  48;  a.  66,  73  ;  6.  39,  4% 4>i 
46,  59»  75,  iS^r  144  M  ;  7.  5  ;  >o-  3»  ;  ««-  50  ;  »4-  7»  "39  J  «5-  3.  5.  *ì  «5r 
4t  ;  »".  ».  33i  loo,  103,  I  IO  ;  a.  3,  85  ;  5.  4,  5,  1*4  ;  a  4.  67  ;  ^  «4  ;  tj.  30; 
14.  137  ;  iv.  a.  IO,  163  ;  3.  4  ;  5.167;  11.3»»  58,  70;  15.117;  19^8;». 
90  ;  aa.  159,  t6o  ;  25-  33.  38  ;  30-  3- 
trebbiare,    siccome  nel  trtbbiart  il  formento C  ir.  ^  xi& 


TRISTIZIA 


^^tremare.     vedere  ...  E  la  terra  tnmart K  A^.  33.  180  (CanM,  ii.  53), 

^H       Che  il  cor  oc  trftna  sì,  che  fuori  appare C  iì.  Cane.  i.  aa. 

^H       SI,  eh'  io  non  trtmi  tutto  di  paura Cana.  xì.  55. 

^^ft       Che  piìi  mi  trtnta  il  cor,  qualora  io  penso Cùhm.  xÌj.  07, 

^V       Lo  spirito  maggior  tfemò  st  forte   ............     Cans.  xiii.  67. 

^m         a'  accordano  . . .  Tremando  dì  paura  eh*  è  nel  core  ...      KM  13.  43  {Son*  vi.  8). 

^  E  cui  saluta  fa  trrrnar  lo  core K  A^.  ai.  la  (Som.  xi.  4), 

Che  *1  cor  mi  trtma  di  vederne  tanto V,  N.  aa.  81  (Som.  xii.  14). 

■        Ch'  ogni  lingua  divien  trtmando  muta K.  TV.  a6.  39  (Son.  xv.  3). 
Tanta  paun,  che  mi  fa  treman Stm,  txvìL  ti. 
Io  tremo  si,  eh'  i*  non  potrei  ancora Som.  I.  6. 

tremore.     E  per  1'  cbricià  del  gran  ttrmon  .  .  .  par  .     .     .     .    K  TV.  15.  34  {Som.  viii.  7). 

trentsu Som.  xxxiì.  io. 

trìtx>tare.     Lo  spirto  tribolato ...  Si  può  chiamare  vero  sacrifizio  .     .    5.  Z'.  L  64. 
tritx>lazÌone.     che  da  questi  guaì  K  tribolaeiom  tu  mì  cavi      ....     5.  P.  cxliì.  59. 

tri^ua.     £  gli  altri  han  poìito  alle  lor  voci  trirgue CWfw.  xv.  sa 

trifUL     Namque  locutus  sum  in  lingua  trina CanM.  xxì.  42. 

trinità.     Ed  *  la  vera  Trinità  cotale P.  F, -jo. 

trìonfele.     O  patria,  degna  di  /niori/a/ fama Gìms.  rviii.  y. 

triatixia.     Che  di /rù/iVa  saettavan  foco K  iV.  93.  275  iCdwa.  ìi.  48). 

Ma  vjea  [h*  Ma]  iristieia  e  doglia K  iV.  39.  36,  76  (Cuna.  iii.  38). 


C  ii.  6.  34  ;  iv.  3a  7. 

Io  spirito  .  .  .  cominciò  a  trrman  s)  fortemente K  W.  a.  aa. 

e  Énmamdo  disse  queste  parole K  A^.  a.  33. 

temendo  non  altri  si  fosse  accorto  del  mio  trtmnn K  /V,  14.  39. 

a),  che  il  cMortj  cioè  il  mio  dentro,  trtma     .    ,     .     .     ,     .    .     ,     .  C  ìi.  6.  77. 

che  le  foglie  ...  li  fan  tnmart C.  ìv.  13.  104. 

C  ìì.  7.  107. 

'tremito,     ed  io  mi  sentii  cominciare  un  trtmtto  nel  core K  W.  04,  4, 

tremore,     far  lo  potea  mirando  lo  trtmort  degli  occhi  mici  .     .     .  y,  N.  11.  17. 

mi  parve  sentire  un  mirabile  trtmort  incominciare K  iV.  14.  96, 

come  io  mi  sentii  svegliare  lo  trtmort  usato K  M  94.  66. 

trenta. C.  il.  13.  50. 

trentadtique C  iv.  8.  Óa  ;  34.  31. 

trcntacinquesima C.  iv.  93.  94,  108. 

trentadue. C  ì.  7-  55  i  >^-  M*  94> 

trentaquattresimo C  iv.  93. 97. 

trentesimo. C  iv,  33,  91  ;  30,  to^ 

triangolo,    la  6gura  dello  quadrangolo  sta  sopra  lo  triangolo  .    .    .    .  C  ìv.  7.  149. 

tribolazione.     Dopo  questa  trìÒolamoHt  avvenne K.  M  41.  x. 

tribalaxiOQe.     Or  che  tu  se'  stato  in  tanta  tribulamotu K.  /V.  39.  17. 

Le  quali  sono  trilmiasiom  delle  cittadi C.  tv.  4.  97. 

trinità,     ciascuna  Persona  nella  Divina  Trinità C.  il.  6.  73. 

in  qucll'  altissimo  .  .  .  Concistoro  .  .  .  della  Trinità C  iv.  5.  99. 

tzinitade.     la  cui  radice  à  solamente  la  mirabile  Trinitadt K.  iV.  30.  41. 

tri pUcetn ente,     di  loro  si  puote  tripUtwmtnt*  contemplare C  ii.  6.  61. 

ciascuna  Persona  .  .  .  tripUcrmtntt  al  possa  considerare     .     .     .     .  C.  U.  6.  74. 
trtete.    Ktriato. 

tlisticia.     coDciosaiacosachè  ...  ai  adunino  a  cotale  trisftna  .     .     .     .  y.  IV.  aa.  ^m, 

ed  io  rimasi  in  tanta  tristisia K  A^.  aa.  30. 

tanto  ...  eh'  io  non  potea  disfogare  la  mia  triatimia K  ^V.  39.  4. 

non  potendo  lagrimare  nò  disfogare  la  mia  frv>tieia K  :Af.  37.  8. 

tono  tristi  di  bricvì .  .  .  tristitit C  1.  4.  39. 

nanìfesto  1*  anima  mia  . . .  con  tristi9ia  parlare C  B.  10.  17. 

X  X  a 


TRISTIZIA  ^^^^^^r  M 

tristizia.     E  tu,  che  sei  figliuola  di  tristtMÌa T.  AT.  33.  1 15  (dm».  S.  75). 

Onde  dolente  e  ptrno  di  tristìàa  .  .  .  por^ S.  P^  caffi.  A 

tristo.     Come  r  anima  triata  piange  in  lui C  iL  0»».  i.  tt  ;  7.  7» 

^^  Qual  con  sembianza  trista  Volge Oms.  x.  lao. 

^^^^     C*  ha  bitto  il  foco,  ov'  ella  trista  f  incende Cona.  X3.  «5. 

^^^^H     Ond'  è  rìmasa  tnsia  V  anima  mia Cmms.  Mm.  a^. 

^^^^r     Io,  che  aon  la  più  trista  .  .  .  son  Drittura    . Cam»,  xx.  3^. 

^V  Lascia  piangere  a  noi,  e  triste  andare K  iV.  33.  97  (Som  su.  9\ 

^H  che  .  .  .  mena  Le  lagrime  dogliose  agli  occhi  tristi  .     .     K  M  35.  55  {Som.  Xf&,  tt), 

^H  Io  dicca  poscia  nell'  anima  trista K  iV.  36.  40  {Som.  zzx.  tj)> 

^H  Che  n  tristo  spino  si  rìnvegna  alquanto S»nL  zbn.  4. 

^m  E  tal  giace  per  lui  nel  letto  tristo Som,  fir,  9. 

^H  Che  sempre  allegra  il  tristo  core S,  P.  n.mu 

^H  Vado  decente,  tristo  e  conturbato S,  P.  xxxtìl.  al. 

^^  la  \i-ita  mia  ...  È  arsa,  consumata  e  trista  e  stanca   .     .     .     «     •     •    S.  P.  d.  40. 

tromba.     Risorgeranno  al  suono  della /romdft S.  P.  cLiiow 

trono.     Innanzi  al  trono  del  celeste  coro S.  P,  zxxL  &, 

troppo.     Hi  fa  sentire  al  cor  troppa  gravezza Onaa.  a.  5^ 

»Ma  troppo  i  più  ancor  quel  che  s*  asconde Gm».  x.  tjx 
trovare.     E  quando  trova  alcun  che  degno  sia K.  iV.  i^  56  .Coma.  L  37^ 
Tu  trwerai  Amor  con  esso  lei K  AT.  19.  86  {CamM.  i.  69'.. 
tristizia,     io  rimasi  di  tanta  iristtaia  punto .CÌLT3.&. 
la  sua  privazione  è  .  . .  piena  d*  ogni  tristiaia C  iàL  13.  aok 

senza  tristizia  è  la  morte  eh'  è  nella  vecchìezxa C.  rr.  aft,  3> 

tristo,  triste,     veder  .  .  .  donne  andare  .  . .  maraviglioaamente  tristi    .     K  JV.  «3.  3;^ 

Questi  cotali  . . .  spesso  sono  ttish  dì  brìevi .  . .  tristìzie    .     .     .     .     C  t.  4.  3B. 

la  virtù  dee  essere  lieta  e  non  trista CL8.  48. 

o  vìvono  quasi  trist* C.  iìi.  3.  99. 

Trivio,     le  sette  Scienze  del  Trivio  e  del  Quadrìvio C.  ii.  14.  5& 

Troja.     cio^  che  Enea  venne  di  Troja  in  Italia C  iv.  5.  48. 

Trojano,  Troiano.     Giuno,  cioè  una  Dea  nemica  dei  TVoùntt^  .     .     .     K  Af.  «5.  7^ 

Virgilio  . . .  cbe  chiama  Enea  . . .  ' O  Speranza  delU  Trojmm*    •     .     C.  ìli,  IL  16& 

nel  quale  I'  alto  sangue  Troiano  era  mischiato C.  ìv.  4.  104. 

quando  lasciò  li  vecchi  Trojani  in  Sicilia  raccomandati  ad      ,     .     .     C  vr.  96.  95. 
trombatore.     Mìaeno  .  ,  .  eh'  era  stato  trombatort  d'  Ettore  .    .     .    ,     d  iv.  3&  ii> 
trono.     Lo  prìmo  è  quello  degli  Angeli ...  lo  terzo  de*  Tnmi      •     ■     .     C  iì.  6.  45. 

credere  che  .  .  .  quelli  di  Venere  siano  li  Troni C  iì.  6l  X09. 

sono  questi  Troni .  .  .  in  numero  noo  grande  .     .     , C  ìL  6»  ts6. 

troppo.     taotOi  che  troppa  gente  ne  ragionava K  ÌV.  za  & 

pareamt  avere  impresa  troppo  alta  materia K,  JV.  x8L  fi^ 

che ...  io  temo  d*  avere  a  troppi  comunicato K  JV.  r^.  t; 

che  ...  si  cominciaro  a  dilettare  troppo  di  vederla K  ^.  38.  3. 

come  di  persona  che  troppo  mi  piacesse K.  AT.  39,  4. 

parlare,  sponendo,  troppo  a  fondo       ....•*.     «•••CLsl  11. 

troppo  moltiplicherebbe  la  digressione    ...» C.i.6.aik 

che  troppo  maggior  numero  sia  quello     *• •Clia,5.  87. 

dell*  anima,  che  di  troppo  disio  era  passionata .     Ciii.x0.9k 

senza  troppa  lunghezza  cÌ6  trattare  non  si  potrebbe C  ir.  4.  Ija. 

si  potea  peccare  e  si  peccava  nel  troppo  e  nel  poco  .     .     .     .     .     •     C  iv.  6.  x  19^ 

la  quale  modera  ...  la  nostra  troppa  pazienza C  ir.  17.  51. 

due  nemici . .  ,  uno  tu  troppo  e  un  altro  ih  poco    . C  ir.  ^7,  6&. 

non  paia  troppo  alto  dire  ad  alcuno     ....     » C.  iv.  «Ot.  30. 

trovare.     In  quella  parte  ...  si  trxioa  una  rubrìca K  W.  i.  3. 

Sotto  la  quale  rubrìca  io  trovo  scrìtte  le  parole K  AT.  1.  5, 


*77 


TROVARE 


Mi  strugge  il  core  ovunque  sol  mi  trovo     .    .    ,    .  ^  yv.  33.  98  {Cans.  ìiì.  58). 

Mi  tng^  nello  stato  ov'  io  mi  trovo C  ii.  Can*.  i.  6  ;  7.  43. 

Trova  contraro  tal  .  .  .  [L'  umil  pensiero] C.  ii.  Canj.  i.  a^  ;   io.  a,  8. 

quella  gente  ,  .  .  Ne*  lor  pensieri  la  trovofto  ancora      .....    C  ili.  Cane*  ii.  05. 
Gentil  è  in  donna  ciò  che  in  lei  si  trova,     .     .     .  C  iii.  Cerna,  ii.  49  ;  7.  151  ;  14.  lao. 

Dove  più  nobiltà  suo  raggio /rova .     .     ,     .  Coh».  ix.  4. 

Conserva,  adoma,  accresce  ciò  che  trova ,    ,  Cerna,  x.  37. 

Non  trovo  scudo  eh'  ella  non  mi  spezzi Com*.  xiL  14. 

Secondo  che  si  trova  Nel  libro  della  mente Cana.  xìii.  58. 

Ch*  io  non  trovassi  in  lei  nuova  bellezza Cans.  xiv.  79. 

Che  non  sa,  qual  sei  trovi •.. Cane.  avi.  36. 

sappia  che  allo  entrar  di  lui  si  trova  Serrato  forte Cane.  zvi.  56, 

poich'  io  non  truovo  a  cui  mi  doglia  Né  cui Cana.  xvti.  x. 

E  Axnvrai*  de' buoni  la  cui  lumiera  Non  dji Cana.  xviii.  64, 

Cb*  ognora  par  che /n>n' Cuwa.  xix.  110. 

Noi  pur  saremo,  e  pur  trovrrrm  gente Ci»«.  xx.  71. 

che  tu  mai  alcun  truovi  Amico  dì  virtù Cana.  xx.  96. 

s)  che  quasi  morto  Mi  troverai BtUL  v.  13. 

TViDusi' Amor  in  mezzo  della  via K  AT.  9.  46  (Som.  v.  3), 

Cosi  mi  trovo  in  amorosa  erranza F.  A^.  13.  46  {S<m,  vi.  ti)» 

e  trovai  che  V  ora  . . .  era  stata  la  quarta V.  N.^60, 

nella  prima  parte  dico  siccome  io  trovai  Amore K.  M  9.  59. 

Ond'  io  , . .  trovai  cYic  questa  Wsione  m'  era  apparita K.  AT.  la.  74. 

Vero  è  che  ...  si  trovano  dubbiose  parole K  /V.  14.  101. 

che  ,  » .  noi  non  troviamo  cose  dette  anzi    ...••,...  V,  S.  35.  38. 

conciossiacosaché  colai  modo  . .  .  fosse  . .  ,  trovato  per     .     .     .     .  K  A^.  05.  50. 

E  quelli  .  .  .  trovtrtmo  che  di  mille  1'  uno  ragionevolmente  ne 

sarebbe  stato  servito C.  i  9.  ta. 

perchè  questo  nascondimento  fosse  trovato  per  li  savi C.  ii.  i.  35. 

avvegnaché  la  vcrìtii  air  ultimo  sia  trovata C.  ÌL  3.  19. 

avvegnaché  la  verità  sia  rrotw/a Cii.  5.11. 

secondocbè  nel  Libro  .  . .  epilogato  sì  trova C.  ii.  6.  135. 

E  dico  .  .  .  per  le  diverse  opinioni  eh'  io  trovo      .......  C.  ii.  9.  109. 

che  r  uomo  .  . .  fuori  della  intenzione  trova  oro C  li.  13.  33. 

io  .  .  .  trovai  non  solamente  alle  mie  lagrime  rimedioi  ma       .     .     .  C.  ii.  13.  34. 

testo,  che  neir  j4r/r  vecchia  e  nella  nuova  si  trova     ...<,.  C.  li.  14.  io6w 

perché  la  sua  sentenza  non  sì  trova  cotale C  ii.  15.  6a. 

indarno  sarebbooo  scrìtte  e  per  antico  tmvaté C.  iL  15.  i6a. 

amore  . .  .  trovamio  la  mia  vita  disposta  al  suo  ardore C.  ìiì.  i.  5. 

non  si  trova  alcuna  coaa  che  senta,  che  non  viva C.  ìli.  9.  104. 

la  ragionati^'a  potenza  senza  la  sensitiva  non  sì  troxM  ]  ma  la  sensi- 
tiva ai  trova  senza  questa C  iii.  a.  109  {bÌM\ 

quando  troviamo  gli  altri  che  .  .  .  dìsprezsaro C.  iii.  14.  83. 

guardi  a  quello  che  dentro  da  lui  troverà C.  iii.  14.  103. 

sapere  non  si  può  se  non  si  trovano  le  sue  radici C.  iv.  3.  73. 

Che  .  . .  noi  trovare  potremo  . .  .  coloro  essere  stati C.  iv.  5.  93. 

Se  noi  consideriamo  .  .  .  noi  troveremo  lei  esaltata C.  iv.  5.  loi. 

che  a  perfezione  ...  la  ìroperìaie  autorità  fue  trovata C  iv.  9.  9. 

trovata  fu  la  Ragione  scritta C  iv.  9.  8f. 

le  ,  . .  ricchezze,  che  si  trovano  o  che  si  ritrovano C.  iv.  ri.  73. 

dove  .  . .  più  d'  uno  staio  di  Sanlelene  ...  vi  trovò C  iv.  11.  81. 

non  trovando  ciò  essere,  dirizza    «*..........  C.  iv.  i a.  149. 

perché  in  nulla  di  queste  cose  trutm  quello ...  e  credelo  trovart  piti 

oltre C  ìv.  la,  i60, 169. 


TROVARE 


trovare.     Cb*  Amor,  quando  ^  presso  a  vd  mi  trovn     .     .     .     K.  M  14.  85  {Som,  vii.  |V 

i . . .  colorì,  Ch'  io  ho  per  voi  trovati  e  messi  in  rima S&m,  xxsiìi.  f. 

Quando  trotnHt  donna  dì  valore .  Som.  xlfiL  ta. 

Poich'  io  noD  /rofo  chi  meco  ragioni Soie  xItL  u 

Che  ti  ben  con  trova  chi  albergo  gli  doni Som.  xlvi.  8L 

Di  mezzo  agosto  U /nnrtinrrttddata Som.  Ut.  5. 

coloro.  Che  senza  iniquità  si  trovframto  Innanzi  al S*  P.  itxxi.  5. 

Lo  core  in  me  non  trova  refrigerio     . S,  P.  xxxvv,  34. 

Io  ho  truvaiOy  che  maggi  :>r  memoria  Si  (a  ,    • S.  P.  cztu.  »$. 

rimedio  giammai  Non  vi  si  troiUM P.  F.€a. 

tuono,     rompon  come  tuono  GÌ*  innati  vizi    . C.  iii.  Caiu.  si.  6& 

mostrm  . . ,  Qual  fu  quel  tuono,  che CaiuL.  xi.  jg. 

trovare     non  sarà  a  trovart  là  dove  Nobiltà  ...  si  cominci   .     .     .     .  C.  iv.  14.  ZI' 

che  .  .  .  non  si  può  trovarr  .  .  .  alcuna  trasmutanza C.  ir.  15.  30^ 

com'  è  da  camminare  a  trovart  la  difinìzione    ........  C  iv.  x6.  tot. 

quando  due  cose  si  trovano  con>*eoìrc  in  una CI  iv.  x&.  x^ 

nella  seconda  ...  sì  trova  questa  difinìzione C^  iv.  19»  it. 

andarono   per  irvvarr  il  SaI\'atore  al    monìmentOj  e    qaeUo  non 

trovarono,  ma  trovarono  un  giovane C  iv.  aa.  Z51,  1.58,  155. 

domandano  il  Salvatore  ...  e  non  lo  trovano  ;   ma,  uno  giovane 

trovano .  C  iv.  aft  166  (Iw). 

che  la  nostra  Beatitudine  .  .  .  prìma  trovarr  potemo C  iv,  «a.  ao). 

là  dove  questa  Donna  ...  si  troverà^    Allora  si  traverà  questa  Donna 

.  . .  quando  si  trova  U  sua  camera C  iv.  30^  47.  4/^%  49l 

trovatore,     i  quali  erano  famosi  trovatori  In  quel  tempo K.  /V.  3.  6Sw 

perocché  di  queste  operazioni  non  fattori .  .  .  ma  li  trovatori  atmo .  C  iv.  9.  64. 

tu.     tn  autttn  non  sic - V»  N,  xAl  33. 

TtiUio.     Contro  a  questi  cotali  grida  Tullio C  i.  1 1,  94. 

che  scrìve  ThUw  in  quello  d'  Anùtina C.  L  xa.  x> 

questo  par  volere  Tullio C.ÌÌ9.G6. 

udendo  .  ,  .  che  T^dlio  scritto  avea  un  altro  libro .  C  iu  13.  x^. 

siccome  Boezio  e  Tullio • C  ii.  1<L  4. 

uno  nuov-o  cittadino  .  .  .  cioè  Tullio .  C  iv.  5.  174. 

siccome  pare  Tullio  recitare Cìv.  6w  X09. 

Onde  Tullio  nel  prìmo  dfgli  Offim  . . .  dicb •  C  iv.  8.  9., 

però  esso  Tullio  nel  medesimo  luogo  dice C  tv.  B.  17. 

perù  dice  Tullio  in  quello  di  Parados^ C  iv.  za.  55. 

queste  tutte  parole  sono  di  Tullio C  ir.  xd.  71. 

lo  qual  vizio  Tullio  .  .  .  abbomina C  iv.  xy  123. 

concordevole  alia  sentenza  di  7u//io Civ.at.8x. 

siccome  dice  .  ,  .  Tullio  in  quello  dil  Fitu  de"  Bèni C  ìv.  aa.  15. 

sccondoché  testimonia  Tullio Civ.  84.6^] 

£  Tullio  in  ciò  3'  accorda  in  quello  di  S^ntitutt    ......    .Civ.  34.$ 

lasciando  stare  quello  che  ne  tocca  Tullio C  tv.  af.  ioa 

siccome  dice  Tullio  nel  prìmo  drgli  Offiài •     .     .  *C  iv.  35.  95, 

siccome  dice  Tullio  in  quello  di  Senettuté C  iv.  a?.  x8;  aS.  H. 

al  processo  d'  Arìstotite  ...  e  a  quello  di  Tullio  .......  C  ìv.  a;,  iix. 

Udite,  ostinati,  che  dice  Tullio  contro  a  voj     .     . C.  iv.  07.  xj». 

Onde  dice  Tullio  in  quello  di  Sentttui* C  ir.  9;.  X54. 

Odi  che  dice  Tullio,  in  persona  di  Catone C  rv.  38.  44. 

però  dice  Tullio^  che  .     .     .     .    _ C  W.  89.  73. 

Tulio,     li  sette  regi .  . .  Tulio,  Anco,  e  li  re  Tarquinti C  iv.  3.  90, 

ttunulto.    cioè  non  temere  con  alcuno  tumulto C.  iv.  13.  1x7. 

tanica,    per  essere  la  tunica  della  pupilla  sanguinosa C.  ixL  9.  X3^ 


I 


$79  ^^^^B  TUTTO 

tnxtmre.     vedere  ,  .  .  Turbar  Io  Sole  ed  apparir  la  stella     .       V.  N»  33.  177  {Catts,  u,  50), 

I£  quanto  in  sé  non  si  turba  giammai C.  iii.  Cant.  ii.  78. 
Un  vento  pcllcgrin,  che  I'  acr  turba Cam.  xv,  15. 
Per  non  V  usar,  le  vedete  turbate Can»,  xx.  6a. 
«jcella  pietosa,  Che  si  turbava  de'  nostri  raartiri  ...      ^^  ^.  39.  73  {Som.  xxii.  14). 
Per  . .  .  Non  si  conviene  a  Donna  conoscente  .  . .  Turbarsi  .     .     .     Som.  x\v.  5. 
Mi  si  ìurbauo  gli  occhi  e  1*  intelletto S.  P,  \fi.  33. 

£  *I  giorno  giace  con /Mf^o/o  ciglio S.  P,  ci,  31. 

tuttavia.     Che  va  chiamando  Morte  tuitavta f^.  iV.  34.  49  {Cans.  iv.  16). 

abbraccia  Gli  spiriti  che  piangon  tuttavia Catta,  xiii.  41. 

tottOb     y.  iV.  33.  145  {Catu.  ii.  18),  1B6  {CauM.  ìi.  Gx)  ;  34.  43(Gim«.  iv.  17  1  ;  C  iii.  Carta, 

hii.  18,  ig  ;  iv.  CanM.  iii.  39,  70,  115  ;  Catu.  ix.  io,  30.  48  ;  x.  4,  54,  68.  151  ; 
xi.  55;  xiìi.  9o,  63,  83;  xiv.  44,  51,  63  ;  XV.  8,  19,  aa,  33,  68  ;  xvl.  33.  59; 
xìx.  I,  8a,  96,  134,  «33  ;  Jtx.  II,  15,  94  ;  5«/.  i.  35  ;  ii.  34.  38,  6a  ;  iv,  31  ; 
K.  TV.  la.  86  {Bali.  ì.  7)  ;  Bai/,  iv.  14  ;  vii.  7  ;  viìi.  7  ;  K  A^  7.  30  (Som. 
ii.  13)  ;  «3-  36  {Son.  vi.  i),  47  {So»,  vi.  13)  ;  ai.  13  <  Son.  xi.  51  ;  37.  a8  '^Soh. 
XX.  13)  ;  39.  71  {Son.  xxìì.  la]  ;  Son.  xxvii.  8  ;  xxviii.  14  ;  xxxiv.  i  ;  xli.  lo  ; 

turbare.     Io  so  che  ...  in  alcuna  vista  parrebbero  turbati K  IV.  41.  ai. 

Iperò  puotc  anche  la  stella  parere  turbata C.  iii.  9.  147. 
io  sentendo  in  me  turbata  disposizione C  iv.  a.  76. 
acciocché  . .  .  non  prenda  materia  di  turbart  la  verità C.  iv.  8.  93. 
quanta  rena  volge  lo  mare  turbato  dal  vento C  iv.  la.  75. 
'  Marta  . .  .  turbiti  intorno  a  molte  cose  .  .  .' C.  iv.  27.  97. 
tnfpczza.     non  sarebbe  altro  a  dire  che  turptsea C  ii.  11.  68. 

così  Io  suo  contrario  è  turptnaa C  Iv.  8.  14. 

■  tutore,  che  furono  quasi  bali  e  /M/on  della  stia  puerìzia C  iv.  5.  93. 
tutoria,  poiché  dalla  reale  tutoria  fu  emancipata  .  .  .  .  .  .  .  C  iv.  5.  99. 
tuttavìa,     tuttavia  era  dì  si  nobile  virtù  |. K  TV.  a.  55. 

Ma  tuttavia  di  queste  parole  ...  se  ...  ne  dicessi   ......     K  TV.  9.  31. 

ma  tuttavia  chi  non  è  di ...  a  me  non  dispiace  se V.  N.  \^.  149. 

tuttavia  ...  mi  rivolsi  a  loro V.  N.  a^.  no. 

Tuttavia  .  .  .  convicnsi  qui  dire  alcuna  cosa V.  N.  ai^.  o.^. 

che  di  simile  colore  si  mostrava  tuttavia K  TV.  37.  6. 

Ma  tuttavia  è  a  mostrare .     C.  1.  la.  11. 

tuttavia  sopra  ciascuna  Canzone  ragionerò C.  ii.  i.  lao. 

Tuttavia  ...  la  mia  mente  .  .  .  provvide C  ii.  13.  9. 

non  ostante  che  tuttavia  non  sia  nell*  ultimo  atto C.  iìi.  13.  78. 

tutto.  K  TV.  I.  7;  a.  38,44;  3-»4i  44»  7^  ;  4-4.  «o;  5  33  i  9-  37;  io.  la,  15;  11.11,33; 
»a-5*>.  70;  13- ",30,  sa.  55.  58;  14.28,103;  16  16;  17.3;  18.49,35,  38; 
19.  127  ;  ai.  36,  39  ;  aa.  56  ;  33.  76,  105  ;  a6.  3i  ;  37  40  ;  30.  aa  ;  31.  a,  19; 

35.  31  ;  36.  13,  36  ;  39.  54  ;  40.  i5t  18,  ao  ;  43.  34  ;  43.  9;  C.  i.  1.  a,  io,  47i 
50.97.  135;  3-  a6.  39»  44:  4- 25,  35,95;  5  41  ;  6.34,35  47.  5».  68.  74:  7- 

36,  71,  94,  103;  9.  I,  57:  IO.  95;  II.  61,  64,  ia4,  146;  13.  35,  31,  33,  34, 
37»  55»  65  ;  >3-  »o,  13,  14,  68,  70  ;  ii.  a.  56,  73  ;  3.  av,  39  ;  4.  la,  13,  36,  91  ; 
5.  a6  (Ws).  07,  98,  63,  64,  I03,  114  ;  6.  49.  54,  95,  131,  139,  140,  145  ;  7.  18, 
57.99:  8-  75:  9-  56,  59.  61,  73.  76,  80,  83,  94,  laa;  io.  36  ;  11.7.60,93; 
la.  69;  13.  66,  71;  14.  39,  54,  117,  135,  '39.  »30,  M',  '47.  160,  181,  iga, 
303,  »3i,  B39;  15.  134,  135,  136,  156,  167,  179;  16.  95;  iJi.  I.  14,  33.  36» 
101,  103,  J07;  0.  55.89,  loa,  113,114.131,  146;  3- 08. 37.  39. 40,  53;  4- 83, 
lao;  5.  13,  19,  aa,  36,  48  {bia,  73,  74,  119,  161,  185  ;  6  11,46,  47,  49.97. 
130;  7.  13,  35,  53,  55  {bis\  57,  156,  157  ;  8.  6,  15.  38,  63,  67.  71,  139,  173, 
177,  178,  180,  313;  9.  135,  '5a;  «o.  83;  11.  B,  64,  69  {bis),  101,  105,  laa, 
«■5.  »50.  164  ;  la.  33,  43,  53,  55,  59,  6a,  Ba,  87,  91,  114;  «3-  »3:  «4-  5^,  6*. 
73,  116;  15.  37,  38,  39,  65,  156,  159,  176.  184,  aio;  iv.  i.  10,  18,  34,  5»;  «- 


TUTTO 


tutta  xliv,  14;  xlviii.  13;  L  9;  li.  14;  S.  P.  vi.  9,  16;  x=u.  4,  7,  16»  41.  T7J 

xxxvìi.  ao,  51,  55,  70  ;  L  60  ;  ci.  ti,  a6,  59,  6r,  63,  851  106  ;  cxlii.  03,  *;, 
34.  60  ;  P.  f:  3,  IX  ibù\  16,  23,  39,  49,  86,  117,  178,  i8«,  197,  «38  ;  K  £. 
ii.  ta.  65. 
tuttora.     La  carne  nostra,  al  mal  pronta  tuttora^  È  stimolata       .     .     .    P.  F.  145. 

tututto.     Che  'I  si  e  '1  no  intuito  .  • .  Ha  posto  Amore Cmm»,  xvi.  «7. 

u*  =  ove. CtiUL  ziz.  e6. 

ubbidiente.     Ubbidùnti^  soave  e  veiigo^osa  [È] .  C  iv.  Cana.  Ut.  U5;  «3.  15,  39:  a&S. 

ubbidire,     io  che  son  costante  ...  In  ubbidirti  per StA,  ù.  14. 

£  vcdnssi  i*bbidir  buon  servitore K  M  tal  X13  {BsIL'i^^). 

attenti ,  .  ,  Ognor  »am  a  ubbidir  ciò  che  ci  dice P.  P,  t8a* 

C/.  obbedire, 
ucddere,  ocddcre.     [colai]  che  le  mie  pari  ucade   ,    .    .    .    C  ii.  Cot*.  u  37  ;  f&  Bo. 
Vorrò  morire,  e  non  fia  chi  m*  omda.     Morte,  se  tu  questa  gentile 

ocadi C«ii«.  STÌL  3X  31- 

Pcr  la  pietà  che  *I  vostro  gabbo  ueddt K.  iV.  15.  39  {Son^  vii.  ta\ 

Che  ferma  i  di  tener  quel  che  m*  Mcrid* Som.  xxscB,  io. 

cioè  che  paghi  Chi  la  giustizia  uceidt Som.  xlix  6. 

Ad  ttcddtrg  altrui  in  nessun  modo P.  /*.  173 

C/.  andderc. 

tutto.  45.88,106;  3.56.57.59^61,65;  4.  1 7t  33.  36,  49i  561  58*59.60,68,  -il  1^-fi 

(Wi),  94. 96^98;  5.3,28,38,46,66,  161;  6.57,59,61.63.  79,  145,  149.  154, 
"57.165,173;  7-33.  34.40.46,58,60;  8.35,33,44,  117;  9.  IO.  ao»  aa.  23.  31, 
70.73.75.  «54.  159,  179.180;  10.13,  17,80;  11.54*58.79;  13- 16,  7«>,  87,  : 
174,  176,303,309;  x3.34.H3;  i4-"3.i5>;  »5- 39.3»»  33.  38,  54.  56.64. 66,68, 
84,131,  laS,  139,  153;  16.3,45,86,96,  105;  17.  10,64.68,71,  I3X  ;  l&49,66* 
ao- 95  ;  ai- 3.  ao,  34,  37,  45,  93,  98  ;  aa.  6a ;  33.  13,36,53,57,  «46;  84.74.  A 
78,  173  ;  35.  38,  45.  77.  «34  ;  36.  15,  131,  146;  37,  33,  155.  «63,  176;  aB.  a«p 
33, 34,  130,  i6a,  X63  ;  99.  64, 80,  90,  91, 93,  95.  96.  loi,  107,  lao:  aa  as  *^ 
tuttoché.     .     K  N.  9.  7  ;  C  i.  8.  lao;  iv.  a.  137  ;  4.  83  ;  7.  xo  ;  io.  55  :  17.  109;  i^  55, 

tunni.     Vide  cor  tuHm K  M  3.  46. 

tuus.     £^  damiti  IH  tuHs K.  iV.  5.  36. 

U.     ncir  U  quindi  si  rìvolve  .  ,  .  sicché  ,  .  .  imma^inan  questa  figura 

A,  E,  1,0,  f/ Civ.&a8,st. 

ubbidiente.     Non  solamente  quest*  aninu  ...  &  ubbidienti     .     .     .     .     C  iv.  35.  sl 

Cf.  obbediente, 
ubbidientemente,     quegli  che  . .  .  ubbiditnttmrmtt  sostiene     .     •    .     .     C.  iv.  34.  164. 

ubbidire,     riprendere  . .  .  loro  di  non  ubbidir» .    .     .     C.  ii.  10^  57. 

il  nocchiere,  alla  cui  voce  tutti  ubbidir»  deono .    .     C  hr.  4.  59. 

e  per  tutti  dee  essere  ubbidito Oiv.  4.77, 

questo  Appetito  . . .  alla  Ragione  ubbidirt  conviene C  r\*.  36l  4^ 

C/.  obbedire. 

Uberti.     Sicché  non  dica  quegli  degli  UbtrH  di  Firenze C  iv.  30l  38. 

uccellino,     vedemo  li  par\-oIi  . .  .  desiderare  uno  ucallino C  iv.  la.  163. 

uccello,     che  gli  uaxiii  volando  .  . .  cadessero  morti V,  N.  33.  381. 

siccome  nelle  bestie  e  negli  Kcnrffi ...  vedemo     .     .     •     .     .     .     .     CiìLa.tii. 

dire  .  . .  che  alcuno  utxrUo  parli Ciii.7.  sos. 

Cf.  augella 

uccidere,     dico,  eh*  Amore  ucdde  tutti  i  miei  spiriti K  AT,  14.  hm 

dà  tanta  virtudc,  che  uccide  e  distrugge  ...  ciò  che K,  A.  15.  ift. 

E  dice  poi  1  uccide •••.Cii.t6.6a. 

tanto  . .  .  che  per  sopcrctiìo  Io  vinse  ed  uccise     ..•••..     C  UJ.  3.  64. 

che  ahro  . . .  uccide  le  città,  le  contrade,  le ...  ? C.  iv.  xa.  93. 

udienza,     costoro  che  sono  chiamati  alla  udiensa  mìa C  ii.  3.  5. 


68l 


UDIRE 


I 


udire.    Uéita  il  nigioiuir  [eh*  t  nel  mio  core] CU.  Ctfu.  t  a  ;  7.  io,  15. 

non  Mn  possente  Di  dir  quel  eh*  odo  della  Donna  mia C.  iìL  Ctnu.  ii.  B. 

S'  io  vo'  trattar  di  quel  eh*  oda  di  tei .  C  iti.  CanM.  ii.  10. 

È  . . .  Prudente  e  giusta,  e  larghezza  se  n'  odt    ......     C  tv.  Gfu.  ììi.  133, 

gode  D'  udùt  e  ragionar  dell'  altrui  prode C  ìv.  Cana.  ìit.  135. 

Udi$*  quaato  costa  ...  A  chi  da  lei  sì  svia Cat»,  %.  45. 

Io  vo'  che  ciascun  m'  oda Ottm,  x.  xiS. 

Volete  udir,  se  piaga  f ..••■•*••     Cane,  n,  103^ 

Udih  come  conchiudendo  vado Cnta,  x.  137. 

dacché  convien  .  .  .  Perchè  la  gente  m'  oda ,     Cana.  xi.  a. 

Fa  . .  .  che  .  .  .  Questa  rea  per  me  noi  possa  udir»    ......     CflMa.  xi.  13. 

Quando  son  presso,  parmi  »MAr  parole  Diccr Cana;  xi.  41. 

Peixxxhè  quella,  che  ti  deve  udir» K  /V.  la.  90  {BaU,  i.  tt). 

UdiN  la  ballata  mia  pietosa  ....     « BaU.  x.  a. 

£  prego  sol,  eh*  udir  mi  soflcriate K  /V.  7.  ai  {Som.  ii.  4% 

Piangete  .  .  .  Udmdo  quol  cagìon  lui  fa  plorare K  TV.  8.  aa  {Son,  iii.  a). 

Udtt*  [quant*  Amor  le  fece  orranza] V,  N.^  99  (Som.  iii.  9),  44. 

Che  nel  suo  pianto  V  udimmo  parlare F.  iV.  sa.  99  (Som.  xHi.  11). 

Voi  udiftU  lor  chiamar  sovente  ...  E  dispregia      •     -    •  K  A^*  33-  34  (^Sot*,  zviì.  9). 

Se  voi  restate,  per  volerla  udin K  A^.  41.  63  {Som,  xxlv.  9). 

Ma  perch'  ì*  ho  di  voi  pati  volte  udito.  Che Som.  xxziv.  5. 

Bdlwini.    seguito  io  slhi  preghiere  fatta  dell'  uditnaa C.  ti.  7.  Óol 

C/,  aadienza. 

adire,     dove  cota]  consiglio  fosse  utile  a  udir» K.  A^.  a.  39, 

ove  s*  M4AÌSM0  parole  della  Regina  della  gloria f^.  iV.  5.  3. 

e  pregare  che  mi  sofferìno  d'  udir»    ,...•.•••••  K.  iV.  7.  44. 

dico  *  N</4rN^  la  cagione  perch' e' piange'  •••••.•••  K. /V.  8,  38. 

là  ove  polca  lamentarmi  senza  csaerc  udito ,     .  K  JV.  la.  8. 

Quella  nostra  Beatrice  udto  da  certe  persone K  iV.  sa.  46^ 

lo  nome  d'  Amore  è  si  dolce  a  udir» .     .    .  K  M  13.  i6b 

perocché  U  cagione  . .    è  dilettevole  a  udirt K  iV.  17.  10, 

a'  egli  avvenisse  che  molti  la  potessero  udtn K  W.  19,  156. 

conciofossecosaché  alcuno  amico  1'  udisM .     .     .  K.  JV.  so.  3. 

avendo  forse,  per  le  uditt  parole,  speranza K  N.  ao.  y 

ood'  io  .  .  .  udii  tor  dire  parole  di  questa  gentilissima  .     ,     .     .    ■  K  /V.  ^a,  95. 

Tra  le  quali  parole  udii  che  dicevano      .     . K.  AL  «a.  a?. 

se  non  foBC  eh'  io  attendca  anche  udir»  di  lei K  W.  aa.  34. 

di  noi,  che  «verno  udito  parlare  questa  donna K.  TV.  aa.  44. 

£  cosi .  .  .  udii  parole  dì  lei  e  di  me K.  TV.  aa.  51. 

piccando  ct6  eh*  lo  udii  da  loro K.  iV,  sa.  64. 

rd  altro  non  mi  parca  udtr» K  M  83.  36. 

che  fosse  amorosa  cosa  ■  udir» F.  iV.  03.  sa6. 

come  ...  io  vidi  ed  udii  certe  cose K  W.  «4.  7». 

nella  atmuda  dico  quello  eh'  io  udii V.  N,  «4.  77. 

di  ciò  eh'  ella  vedeva  ed  wWStnt K.  iV.  a6.  14. 

non  credo  che  anche  udÌMStro  parlare  di  questa  donna K  W.  41 .  14. 

diletto  buono  a  udin C  I.  a,  laB^ 

dò  che  prima  udito  hanno C  i.  4.  33. 

quello  giudice  che  odt  pure  1*  una  parte C  i.  4>  48< 

a*  inducono  a  udir»  ciò  che  dire  intendo C  IL  m.  61. 

c  non  dico  uditt»  perch*  egli  odmmo  alcuno  suono  . . .  tam^koméH», 
cioè,  con  quello  udirt  eh*  clli  hanno,  che  è  Ifetuiòuv  par 
intelletto CU  7.  ti,  ift,  t3|  14. 

Poi  gli  ho  chiamali  a  udir»  quello  cba , ...••Cii.).  03. 


UDIRE  ^^^^  ^^ 

udire,     che  dina  CVrr  della  sua  donna      .    .     .    , Som,  adi.  & 

Avvegnaché  gravoso  m'  i  1*  udirr Sa.  sii.  9. 

Piangendo  si  eh'  ella  ttda  i  nostri  guai San:  xtaL  tih 

CUr  una  voce  dir  subiUtmeate Som.  x&v.  f. 

Chi  Mtiisu  tossir  la  mal  fatala  Ho^ie  di Som.  Iti.  1. 

£  tUf  Signore,  udendo  il  mìo  parlare  ...  Ti  degnasti S»  P,  tiri  3> 

quello,  eh'  io  vorrei  Aver  utiifa  ncll'  ctadc  paua S.  P.ì.  ja. 

Li  quali  tàtUntio  li  sospiri  e  .  .  .  lor  non  dispiacque S.  P.  ci.  55 

Aprì,  Signore,  il  tuo  benigno  tuiire S^  P.  ociis.  4. 

e  '1  tuo  benigno  udire  Aprì *   .  S,  P,  cxliL  & 

E  tutto  ciò,  che  s'  odd^  vede  e  sente /*.  /I  16. 

udire,     udendo  ancora^  che  Tullio  scrìtto  avca C.  ii.  13.  17. 

si  è  1'  anima  intera  quando  1'  otù C  ix.  Xf.  191. 

da  molti  .  .  .  sarei  stato  ripreso  . .  .  udmdo  me  cserr  dal  prìmo 

amore  mutato C  itL  t.  fl^ 

fondamento  s<^pra  lo  quale  si  sente,  cioè  .  . .  odt C  ìiL  a.  loo. 

solo  quello,  che  veggiooo  e  othno C  fis.  7.  117 

genera  nella  menle  dì  chi  1*  odi CuL?.  I3i>., 

come  per  colui  che  dee  udirr C  iv.  a.  TO^é 

il  quale  agli  animi .  .  .  porta  desiderio  d'  mdirt C  iv.  a.  154^ 

Udite,  perocché  di  gran  cose  io  debbo  parlare C  iv.  5.  14. 

riderebbe  Aristotile,  udendo  fare C.  ir.  15.  59. 

*Odif  figlio  mio,  r  ammaestramento  . . .' C  iv.  94.  14*^ 

per  grandi  e  maravigliose  cose  . .  .  udire C  Inr.  05.  5Ck 

allegra  di  dire  bene  e  prò  ...ed*  iicAJnr  quello C.  iv.  07.  x^. 

Uditet  ostinati,  che  dice  Tallio C  ìv.  07.  133. 

Convicnsi  .  .  .  ragionare  lo  bene,  e  quello  udirt  volentieri      .     .     .  C  ìt.  97.  x<3. 

Odi  che  dice  Tullio C  ìt.  atìt 

eziandio  quelli,  di  cui  udii  parlare C  iv.  >&.  4B- 

*0  voi.  che  ittA'/o  m*  avete. .  .* C  iv.  0^  ft. 

in  quelli  che  hanno  udifo  la  buona  fjama CLiv.  09.  6x. 

di  coloro,  che  lianno  udito  il  bene Crr.  09, 

udita,     alcuna  opinione  fanno  .  .  .  per  udita     .........  C.  i. .«.  sG 

uditore,     a  rendere  I'  uditore  attento C.  IL  7.  60. 

quello  .  .  .  più  rimane  nell*  animo  dell*  uditore C.  ii.  ^  x^ 

né  gli  uditori  erano  tanto  bene  disposti C  ii.  13,  61. 

dinanzi  al  viso  dell'  uditori CuLx4.  119. 

dà  biasimo,  o  per  . .  .  o  per  difetto  dell'  udiion C  iìL  tck  7^ 

se  V  uditore  è  mal  disposto C  iv.  a.  Ta. 

il  quale  agli  animi  degli  wi/f/on' porta  desiderìo C  iv.  a.  134. 

dicendo  quelli  *  essere  insufficienti  uditori  della  .  .  .* C^  iv.  i^  I4ÌL 

ufficiale,     siccome  ciascuno  ujfficiaU  ordina  la  propria  operazione     .     .  C  ìv.  4.  55. 

la  elezione  di  questo  sommo  ufficiale C  iv.  4.  9a. 

anii  V  ufficiale  predetto  nullo  a  ben  di  tutti  intendea C  iv.  4.  97. 

A  questa  scrivere  ...  è  questo  Ufficiale  posto C.  iv.  9,  901 

ufQck).     r  Anima  pib  adopera  del  suo  ufficio C.  iit.  8.  54, 

nella  faccia  dell'  uomo,  là  dove  fa  piti  del  suo  uffiào C  iiì.  8.  ^B. 

Tale  imperò^  cioè  tale  usò  1'  ufficio  imperiale ^-  ^-  S>  39- 

che  diversi  uffici  e  diversi  fini  di  quella  .  .  .  sono  ordinati       .     .     •  C  iv.  4.  51. 

che  ...  li  diversi  e  necessari  uffid  ordinando,  abbia  del  tutto  uaiver^ 
sole  e  irrepugnabile  ufficio  di  comaidare.  E  questo  ufficio  i  . .  • 
Imperio  chiamato  ...  E  cosi  chi  a  questo  uffiàù  è  posto      C  iv.  4.  67,  69  (Aà\  73*  1 

tuttoché  al  mondo  ufficio  d*  Imperio  si  richi^ga C  iv.  4.  83. 

Iddìo  quello  elesse  a  quello  ufficio -     .     .  C  tv.  4.  loti^ 


683  ^PIV^^^^V  ULTIMO 

ultimo.     Che  Ul  detto  rivolse,  £  1*  uihma  partiooU  ne  toUe    .     .     .     .  C  ìv.  Cmn*,  Ui.  07. 

^L  quando  L*  tdtima  apcme  a  cercmr  nù  aon  mosao Ctfw.  zvj.  33. 

ttflBcto.     Cìnciniuto  .  .  .  dopo  ti  tempo  dell'  «fficiù C  iv.  s-  i3a> 

I  quello  che  dello  imperiale  ufficio  .  .  .  é  ragionata C  iv.  9.  6. 

haiccome  ciascuna  arte  e  uffiào  umano  dallo  imperiale  è  a  certi  termini 

limitato .     .     .     .  C  iv.  9.  16. 

thè  r  uffiio  e  r  arte  della  Natura  finito  . .  .  vcdemo C  iv.  9.  19* 

volendo  il  suo  N^ito  6gu  rare     .     .     ,     .     , C  iv,  9,  101. 
•  mostrare  •  .  .  questa  cosa  determinare  essere  fuori  d*  imperiale 

uffiao C  iv.  IO.  47. 

li  suoi  t^W  appressa  quivi  d*  of^  parte C  iv.  03.  147. 
pero  r  6^10  della  prima  parte  del  di,  cioè  la  Ttmmt  al  dice  in  fine 

di  quella C  iv.  93.  149. 

meritarono  V  ufficio  della  Prefettura C  iv.  09.  ao. 

Uguaimente.     Li  puaii  delli  quali  archi  si  dilungano  HguaimtHU  dal 

■  primo  Cerchio  da  ogni  parte C  iii.  5.  136. 

Cf.  egualmente. 

UgucciOQC.     siccome  testimonia  Ugucàont C.  iv.  6.  39. 

ultimomeate.     UttìmamitnUt  perchè  la  vinti  dee  avere C  1 6.  100. 

quello  che  uUimamfntf  si  dice •  C  iL  9.  la. 

VmntamgHU  manifesta  1'  anima C.  ii.  io.  94. 

Viimmmtntt ...  io  mi  rivolgo *....,..  C  ii.  la.  i. 

VUimtmimni0  mi  scuso  da  inaufHcienza     •     .     •     .     .     .    •    .     .     .  C  ili.  a  9. 

però  uttimamtHU  dico  che  ...  fu  ordinata C.  iti.  7.  177. 

UUimamntU  quando  dico  .  .  .  conchiudo C.  ili.  8.  199. 

mlfttmawmtie  [«Ho  alla  Canzone C.  iìi.  9.  07. 

Uiiimmminii  in  massima  lode  di  Sapienta  dico C.  iiì.  15.  155. 

UkimmmtHié  quando  dico . . .  chiamo C  Iv.  a.  141. 

.  Vliimmmtmttt  quando  si  dice.  .  .  dico C  iv.  7.  100. 

^^^^^^iJUtmyumgnit  conchiudo  ...  1*  anìtno  «UriUc  non  mutarsi   .     .     .     .  C  iv.  10.  73. 

^^^^^VttimmmtgMU  cuncbiudc  manifesto  essere .     .  C  tv,  14,  19. 

^^^^  Ulàmmmmti  dice,  che C  iv.  iS.  58. 

^f  i^iémmmmtt  conchiude,  e  dice  ...  C  iv.  no.  èo, 

ultimo,     ncir  uifimo  dì  questi  dt  avvenne K  A^.  3,  4. 

la  pnma  ora  delle  nove  mJtmu  ore  della  notte 1^.  iV  3.  64. 

toccai . .  ■  ncir  uUitna  parte  delle  parole     • K  V^T.  ft.  )6, 

neU*  «//ima  dico  perchè  altri  dovrebbe f^.  /^.  15.  58. 

perocché  quest'  uUima  parte  è  lieve  ad  intendere      ....  K.  /V.  19.  145. 

Ivo  che  non  dico  di  questo  mttimto  come  adoperi K  /V.  ai.  35. 

Quest*  mlttmm  parte  si  divide  in  tre K  /V.  #7.  35. 

acciocché  la  scienia  è  1*  uitima  perfcxionc  della  noiiU*  anima,  nella 

quale  su  la  nostra  uitima  felioU C.  (.  1. 1,  9. 

si  ragionerà  ncll'  uthmo  Trattato  dì  questo  libro  .......  C  I.  B.  131. 

che  6  . .  .  r  HÌIimm  ragione  che  a  ciò  mi  mone C.  ì.  10.  31. 

la  qumia  e  1*  ultima,  viltà  d'  ammn C  i.  1 1.  9. 

La  quinta  ed  ultima  setta  sì  muove .  C  I.  ti.  toÉ. 

via  di  scienza,  eh*  è  nltimm  perfezione C  i  13.  39> 

Ln  $ma  è  il  quinto  ed  ultimo  vcno C.  H.  a.  70^ 

avvegnaché  la  verità  all'  mttimo  aia  trovata CU.  9.  18L 

che  ultima  noi  annoveriamo  .•.....•.•..•.C.li.6»  é5< 

questo  dico  in  quelle  mittmt  parole      ...,•.••...  C  U.  7*  '^ 

r  uUtma  aentcnca  della  mente  ...  ai  leaen ,  C  ÌL  7,  8j, 

dcnuminate  dall'  ultuMa  nobili*  della  loro  ktwm    •.....•  C  il.  8h  17. 

continuandosi  air  h//i«h/ sue  parole C.&.tl.  in. 


ULTIMO 


684 


ultimo.     L'  ultimo  a  tutti  s*  è,  cbc  nostre  voglie  Non  sùn P^F.  tT^L 

umaxK).     Donna  .  .  .  Adorna  assai  di  gentilezze  Mmant     .     .     K.  JV.  33. 109  (C«mk.  ìL  *). 

I^  fede  ■  .  .  Muo^'C  dal  vostro  portamento  nmano Ctnt*.  svi.  ^dl 

Tu,  nuvoletta,  in  forma  piti  che  HfNd#M B^IL  ìL  5. 

nltilBO.     la  verità  ...  eh'  è  ultima  perfezione  nostra C.  u,  14.  41. 

infine  all'  ultima  stella  che  appare  loro C  iì.  15.  ao. 

noi  siamo  già  nell'  U/iims  ctade  del  secc^ C,  a.  t^  tt$. 

La  itraa  parte  è  M  quinto  e  ttUimo  verso C  ni.  i.  lofiL 

colla  nobiltà  della  potenza  ultima .    .     .  C.  iìL  a.  115. 

per  Mfntt  s'  intende  questa  ultima  .  .  .  parte C  ut.  a.  i^f. 

per  la  quinta  e  ultima  natura  ...  ha  t*  uomo  amore  ......  CI  ni.  3.  84. 

r  ultima  potenza  della  materia  ...  si  riduce  in  atto  .     .     .     .     .     .  C.  ìii.  &  tia. 

non  ostante  che  .  .  .  non  sìa  nell*  ulthno  atto  di  filosofia     .     .     .     .  C  iii  [3.  ^ft 

qui  si  vede  1'  ultima  sua  lode C  ìÌì.  13.  101. 

siccome  nell'  ultimo  Trattato  veder  si  potrà O  iii.  15.  144. 

r  ultitHo  verso,  che  per  Tornata  è  posto  ...  si  può  ridurre     .     .     .  C  in.  JS*  19SL 

quella  concordanza  che  nell'  ultima  . .  .  sillaba  far  si  suole      .     .     .  C  rv.  a.  10^ 

Federigo . . .  ultimo  Imperadorc  de'  Romani  {ultimo  dico  per  rispetto 

al  tempo  presente  .  .  .) ,     .     ,     .  C  iv.  3,  39.  40. 

levò  via  r  ultima  particola,  cioè  ì  'belli  costumi  * d  ìv.  3,  48.. 

è  uno  che  .  .  .  ordina  quelli  nell*  ultimo  di  tutti C  ir.  4.  57. 

colui  che  9(^o  considera  P  ultimo  fine .     .    ,     .  C  iv,  6.  58, 

che  questa  ultima  opinione  ...  è  tanto  durata d.  ÌT.  7.  6. 

come  levando  V  ultimo  canto  del  pentagono . . .  cosi  levando  V  ultima 

potenza  dcir  anima C  ir.  7.  146,  14& 

i  quasi  punta  dell'  ultimo  desiderabile     ..........  C  iv,  la.  174. 

dicendo  che  .  .  .  mai  non  sì  viene  alV  ultimo C.  ìv.  K3.  5&. 

cioè  che  mai  non  sì  viene  all'  ultimo C.  iv.  13.  6t. 

siccome  all'  ulàmo  suo  frutto  sono  ordinati C.  ìv.  34.  9a. 

quello  che  ...  è  nell*  ultima  volontà  un  padre  lasciato      .     .     .     .  C  iv.  04.  176. 

Appresso  della  .  .  .  particola  è  da  procedere  all'  ultima      .     .     .     .  C.  ir.  A  a. 

quello  che  fa  la  nobile  Anima  nell'  ultima  età *  C  iv.  aH  & 

grida  il  testo  alla  gente  ali*  ultimo  di  ciò  che C.  iv.  39.  7. 

in  questo  . .  .  ultimo  Capitolo  ...  è  da  ragionare »  C  ir.  30.  io. 

questo,  cbc  nell'  ultimo  dì  questa  Canzone  si  dà C  ìv.  ya,  65. 

cananiasiiiio.    e  .  .  .  umanissima  benignità  si  richiedesse  .     .     .     .    .  C  iv.  4.  109. 

umanità,     procede  dal  convìvere  secondo  1'  umamià  propriameote  .  C  iia.  11.  141. 

umano,     come  se  fosse  persona  umana K.  JV.  95.  9^ 

qualunque  è  .  .  .  nella  utnana  fame  rimase  ..■• CLi.  94. 

la  terza  è  la  HmaMa  impuritadt 01.4.14. 

La  teraa  si  e  la  uutana  impurìtade C.  Ì,  4.  tiai 

che  più  adoma  e  commenda  le  umattt  operaztoaì .C.i.5.  18. 

manifestare  Io  concetto  Mmano 01.5.83. 

quella  è  più  amabile  in  esso  eh'  è  più  umana C  L  z&  71. 

quello  cotanto  che  V  umana  ragione  ne  vede  ........  C  ii.  3  loc 

avvegnaché  per  ragione  umana  .  . .  fossono  fomite d  li.  ^  sol 

quella  che  t  qui  V  umana  natura •..C.ÌL5.  ^ 

cagione  di  tutto,  massimamente  dello  intelletto  himmo,  cb£  r  u^matm 

quello  non  soperchia Cn^S-  »C3(*«V 

la  quale  soverchia  gli  occhi  della  mente  ttmomi  ,     .     .     .     ,     ,     .  C.  ii.5.117. 

fu  r  umana  natura  poi  creau 0.11.6^99. 

quelle  che  hanno  apparenza  umana .     .     .  C  ìL  8,  js. 

ta  natura  umana  trasmuta  nella  forma  umana  la  sua  cooscnraxione  C.  li.  9.  40  (Ì<tfV 

in  natura  più  che  umana •••..•.CÌL9.47. 


UMANO 

Biano.     Oltre  a  natura  umana  .  .   Fece  Dio Bali.  iv.  39. 

Cosi,  essendo  umana  creatura  .  .  .  Potria Bali.  '%%..  8. 

Ed  air  ufnan  errore  esser  suggello S.  F.  xxxvii.  66. 

Essendo  pieno  dell*  wman  difetto S.  P.  1.  18. 

Io  mostrerò  all'  umana  nequizia  La  via 5.  P.  I.  53. 


Biano..     la  natura  umana  è  perfettissima  di .     .     .  C.  ìì.  9.  75. 

che  la  natura  .  .  .  nella  mente  umana  posta  avesse C  il.  9.  97. 

spezialmente  1'  anime  umane C.  ii.  14.  33. 

la  Musica  trae  a  sé  gli  spinti  umani C  ii.  14.  188. 

Oh  .  .  .  rubatorì  subitani  della  mente  umana C.  ii.  16.  30. 

V  anima  umana  . . .  più  riceve  dcHa  natura  divina '  C.  iii.  a.  47. 

r  anima  umiJMa  ;s5<r  vuole  naturalmente C.  iii.  a.  54. 

viene  che  .  , .  V  anima  umtma  ...  si  unisce C  ÌÌì.  s.  6t, 

P  Anima  umana  .  .  .  partecipa  della  divina  natura C.  iii.  a.  114. 

per  la  quinta  .  .  .  natura,  cioè  vfra  umana C.  iii.  3.  85. 

lodare  1*  artefice,  cioè  la  Natura  umana C  iii.  4.  73, 

alla  quale  avere  si  dee  rispetto  nelli  meriti  umani C.  iii.  4.  133. 

le  Intelligenze  conoscono  la  forma  umana C.  ììi.  6.  50. 

ae  essa  umana  forma  .  .  .  non  à  perfetta C  ììL  6.  57. 

che  della  umana  essenza  è  nella  divina  Mente C.  iii.  6.  64. 

tanto  essere  perfetta,  quanto  .  .  .  essere  puote  la  utnam»  essenza    .  C.  iii.  6.  87, 

è  perfettissima  nella  umana  generazione C.  iii.  6.  91. 

riceve  dalla  divina  bontÀ  oltre  il  debito  umano     .......  C.  iii.  6,  93. 

Iddio  ama  più  la  persona  umana  ottima C.  iii.  6.  97. 

è  ricevuta  .  .  .  altrimenti  dall'  anima  umana C  ÌH.  7.  50. 

dell'  anime  umanr,  altrimenti  una  che  un'  altra  .......  C  iii.  7.  68. 

Ira  r  angelica  natura  .  . .  e  V  anima  umana  non  aa C.  iii.  7.  75. 

e  tra  r  anima  umana  e  1'  anima  .  .  .  non  aia C  iii.  7.  78, 

altrimenti  non  si  continuerebbe  la  umana  spezie  .......  C.  iii.  7.  87, 

la  qoal ...  è  utile  alla  umana  generazione C.  iit,  7.  158. 

la  umana  piacenza  e  diapiacenza  appare C  iii.  8.  51. 

conciossiacosaché  sei  passioni  siano  proprie  dell*  Anima  umana      ,  C.  iii.  8.  84. 

scvervkiano  f  mttiUtto  nastro,  cioè  umano C.  ìiì.  8.  laS. 

a  mostrare  come  nella  umana  intelligenza  essa . . .  venga  ;  della  qual 

filosofia  umanm  seguito  poi C  iii.  13.  23, 

pare  farsi  distinzione  nell'  umana  generazione C.  iii.  13.  34. 

la  umana  uitelligenza  ciò  fare  non  può  ;  perocché  la  umana  natura 

.  . .  abbisogna C  ili.  13.  48,  49. 

questa  Donna  è  .  .  .  appresso  della  umana  Intelligenza      ....  C.  iii.  13.  74. 

in  quanto  dalla  umana  intelligenza  è  participata C.  iii.  13.  86, 

gran  parte  dei  suo  bene  alla  umana  natura  è  conceduto     .     .     .     .  C  iii.  13.  89. 

questa  essere  pììi  che  umana  operazione C  ili.  14.  108. 

ia  questo  sguardo  ...  la  umana  pcrfexione  s'  acquista C.  iii.  15.  35. 

V  umano  desiderio  é  misurato C.  iii.  15.  93. 

Questo  é  r  errore  dell' Mmaiia  bontà C.  iv.  i.  47. 

a  riguardar  col  pensiero  il  difetto  umamo C.  ir.  i.  69. 

il  Maestro  della  umana  ragione C  iv.  a.  138. 

la  necessità  della  HmdNrt  civiltà C  ìv.  4   3. 

conciossiacosaché  1'  animo  umano  .  .  .  non  sì  quieti C.  iv.  4,  aa, 

quanto  all'  umana  generazione  a  possedere  è  dato C.  ìv.  4.  34. 

dell'  univcnuile  religione  della  utnana  spezie C  iv.  4.  64. 

essere  altissima  nell'  umana  compagnia C.  Ìv.  4.  81. 

che  del  tutto  ...  1'  umano  accorgimento  soperchia C  iv.  5.  3. 

le  Hman4  operazioni .  .  .  ascondono C  iv.  5.  5. 


«5- 


UMANO 


umano.     E  dal  ciel  sceso  è  Tm  1*  umana  gente S,  P^Aj^ 

Tutta  r  umana  gente  .  .  .  vestirai S.  P.ti.  uA 

Credo  che  '1  fìglio  umana  carne  e  vita  Mortai  prendesse  .     ,     *    *  P*  F.  19» 

Ad  aspettar  che  Dio  prendesse  carne  Umana P.  /*.  38. 

Perchè  da  loro  abbiam  la  carne  nmana P,  F.  16$. 

umano.     Volendo  la  ...  1*  umana  creatura  a  sé  rìcoafonnare      .     .     .  CL  ir.  $.  17. 

la  baldezza  e  V  onore  dell'  MmdtiM  generazione C  nr.  s  4r> 

ia  nave  della  umana  compagnia  .  .  .  correa C  nr.  5.  67. 

non  pur  per  Mmaw,  ma  per  divine  operazioni       .     .     .     .     .    .     .  C.  ir.  5.  d?. 

troveremo  lei  esaltata^  non  con  Mmam  cittadini C  m  5.  tem, 

non  amore  umano,  ma  divino  era  spirato C.  ir.  5.  to> 

Regolo  .  . .  solo  da  umana  natura  mosso C.  ■▼.  5.  la^ 

tutte  le  MfHOTH  opcraiioni  domandano  nno  fine»  cioè  quello  dcUa 

umana  vita C.  iv.  6.  63^  6^ 

Maestro  e  Duca  della  ragione  umana C.  hr.  &  79. 

dove  .  . .  ogni  umano  appetito  si  riposasse C.  iv.  6.  Sl 

questo  fine  della  vita  umopia C.  iv.  6.  861. 

questo  fine  della  umana  vita C.  rv.  &  idtik. 

il  cercamento  e  la  invenzione  che  ha  fatto  la  umamt  ragione      ,     .  C.  rv,  &  55. 

a  perfezione  dell'  umana  vita    .     .     ....     . C.  iv.  9^  8. 

ciascuna  arte  e  ufficio  uma$to  è  .  • .  limitato C  Ìt.  9.  161. 

che  . . .  questa  non  è  umana^  ma  naturale  .........  C.  nr.  9L  39. 

il  cavalcatore  della  umana  volontà C.  tv.  9^  lo;^ 

conducom>  P  umana  volontà  a  vizio  d*  avarizia Cltr.  SB.33, 

V  umana  generazione  non  cesserà  di  piangere C  nr.  ta,  77. 

in  ciascuno  acquisto  il  desiderio  umano  si  dilata  .     .     •    •    •    »     .  C.  rv.  ta.  136, 

la  ragione  per  che  ...  li  desideri  umam'  sì  fanno      ..,«•.  C.  rr.  la.  179^ 

cosi  nella  vita  umana  sono  diversi  cammini C.  iv.  la.  189^ 

quanto  la  Natura  umana  fosse  migliore Cir.  14.591 

sicché  ...  la  umana  generazione  discesa  non  sia C.  iv.  15.  il 

tale  . .  .  conviene  essere  tutta  la  umana  geoenizione    .     .     .     ,     •  C  ìv.  1^ 

conviene  la  umana  generazione  .  . .  essere  discesa C  ir.  t^  45. 

due  spezie  dell'  umana  generazione C  rv.  1^  60. 

a  trovare  la  difinìzione  dell'  utnana  Nobiltade       .     .  ■     .  C  iv.  tA.  UH. 

se  motti  e  diversi  frutti  fanno  nella  umana  Nobiltà C  iv.  1^  48;. 

la  Nobiltà  umana  . . .  quella  dell*  angelo  soperchia C  ir.  19.  53. 

del  divino  affetto  a  essa  umana  creatura .    .    •  C  ìv.  19.  6^ 

comparazione  fu  del  Cielo  alla  umana  Nobiltà C,  ir.  19. 

è  manifesto  che  Nobiltà  umana  non  sia  altro •  G  ir.  wx 

Acciocché  . .  .  s*  abbia  conoscenza  dell*  umana  bontà C  rr.  ar.  «. 

tutte  .  .  .  non  solamente  le  nmanej  ma  colle  «manr  quelle  degli 

animali  ...  e C.  ir.  »u  tt,  m 

quando  V  umano  seme  cade C  ir.  at.  39. 

incontra  che  titiP  umatéo  stm*  ...  si  produce C.  hr.  ai.  66. 

se  non  che  la  natura  wmaffa  t' apparecchi  la Cìv.  ai.  si^ 

sicché  possa  .  .  .  uscire  la  dolcezza  della  umana  felicità    .     .     .     .  C  iv.  ai.  133. 

ragionare  della  dolcezza  dell'  umana  felicità    ........  C  iv.  a 

cosi  questi  wmaict  appetiti ...  se  ne  vanno     . C  ìv.  3 

se  la  . .  ,  non  impedisse  la  regola  dell*  Nimma  natura  .     .     ,     .     .  C  iv.  03.  68 

dico  che  la  umana  vita  si  pone Civ.  04.  s. 

conducono  ...  a  buon  fine  nelle  umam  cose  e C  iv.  37. 

seme  divino  nella  umana  anima  .  .  .  posto       ••■•«...CÌt.  89. 

timido.     Trasmutasi  .  .  .  questo  mezzo ...  di  secco  in  umido      .     .     .  C  ili.  9.  11 

trasmuta  . .  .  per  V  umido  e  per  lo  secco  in  colore C  tiì.  9.  tati 


687  ^^HHHBiiV  UMILTATE 

umile.     Io  divenivii  nel  dolor  s)  umili y.  N.  9^  tgB  (Comm.  \l  7»% 

E  st  è  COSA  MHttl  che  noi  si  crede K  N.  aS.  9T  (F.  C.  14). 

L'  umii  pensiero  che  parlar  mi  suole       ........  C.  ii.  Cohm.  i.  aB  ;  ro.  9. 

Mira  quant'  [quanto\  ella  i  pietosa  ed  umilt CU.  Cohm.  i.  46  ;  it.  31. 

Biasmar  per  non  parer  quota  ed  umi/g C.  Ìli.  Cana,  ii.  69. 

questa  Donna,  che  tant'  umii  fai C  lii.  Cana,  ii.  75. 

piana  ed  umi'/^  Muovi,  novella  mia Caits.  xvÌì.  64. 

Ed  ora  è  molto  umiV  verso  ogni  donna Sest.  iiì.  oa, 

£  sed  io  fossi  cosi  umtU  verde Srst  iv,  35. 

Ed  alla  Bne  falle  wm// preghiera F.  A^  xs.  ito  (Ba//.  ì.  31), 

vidi  volare ...  Un  angiolcl  d'  amore  tutto  umilt BaiL  viii.  7. 

lo  non  sarò  umiU  Verso  d'  alcun,  che tìa/t.  x.  13. 

Ogni  dolcezza,  ogni  pensiero  umiit  Nasce F.  A^.  ai.  17  {Sch,  xi.  9). 

Voi,  che  porute  la  sembianza  umtlé K  /V.  aa.  68  (Soh.  xii.  1). 

La  vista  sua  face  ogni  cosa  MmiU K  /V.  27.  at  {Som.  xvi.  9). 

Eccomi  apparecchiato  servo  nwfJ> Sow.  xlvii.  14. 

S' aliegreranno  gli  MMir'/j  ossi  miei .?.  P.  1.  33. 

E  perche  guarda  ali  umi/r  parlare  De* 5.  P.  ci.  67. 

Aprì  alla  mia  nmi/e  ossecrazione S.  P.  cxlii.  3. 

nmllemeate.     Deh  . . .  Pregava  1'  una  1'  altra  umiUmtrtit   .     K  AT.  og.  151  {Orna.  il.  04). 

Gitutevele  a'  piedi  umiUm4nt4 .Soie,  xlilì.  13. 

C/  nmjlmentf. 
mniUàre.     £  s)  1'  umilia,  che  ogni  offesa  obblla K  A^.  19.  59  {Cana,  i.  40), 

Quest'  è  colei  eh'  umiliti  ogni  perverso C.  iii.  diu.  ii.  71  ;  15.  152. 

Io  sono  afflitto  e  molto  umiliaio,  Sol  per S.  P.  xxxvii.  a6. 

E  'I  cor  contrito  e  bene  utniliato  Si  può  chiamare  vero  sacrifizio      .     S.  P.  I.  65, 
tiiniUtate.     Che  luce  della  sua  umiUtat»  Passò      .     .     .     .     .  K  AT.  39.  61  (Gm«.  iii.  ai). 

Cf.  umiltate. 
nmilmente.     a  cui  io  grido  ...  ed  umilmtntt  il  pricgo Cuna.  xìi.  38. 

d'  eato  core  .  ,  .  Lei  paventosa  HmiltnenU  paacea      .     ,     .     .   K  A^.  3.  89  {Son.  \,  13^, 
C/.  umllemente. 
mnlltft  I     Ed  avea  seco  umiltà  si  verace V.  N.  a^,  X96  {Cana.  ii.  69). 

■          Vedendo  in  lei  tanta  umiltà  formata      •••...      K.  A^.  93.  199  \C*ina.  iì.  78). 
E  con  quella  umiltà  che  tieni  addosso  Fiitlì Coma,  xvii,  67. 

EUa  Mn  va . .  .  Benignamente  d'  umiltà  vestuta  .     .     .     .     K  M  a6.  43  iSon.  xv.  6). 

■  vmitlKleL     Miri  costei  eh'  è  esemplo  d'  umitfalf C  iii.  Cana.  ìì.  70. 
Nel  del  drir  umi//<iiV,  ov' *  Maria    ,- K.  iV.  35.  44  (5d»i.  xviii  [i*].  4). 
C/  oinUltate.                  

nmido.     a  guisa  che  fa  la  nostra  lettera  in  sulla  certa  umitkt  .     .     .     .  C  iii.  9.  141, 

perocché  1'  umido  radicale  è  meno  e  piti,  e C  iv,  93.  69. 

AdoUsctnaa,  che  s*  appropria  al  caldo  e  ali*  utnido  .  .  .  StmOf  che 

a'  appropria  iXfrrddo  e  all'  umido C  iv.  &3.  tao,  laf, 

perocché  .  . .  P  umido  è  lngros»to  non  per  . C  iv.  04.  sr. 

umile     vestita  d*  un  nobilissimo  colore  uruih  ed  onesto      .     ,     ,     .     .  K.  M  x  16. 

a  questo  risponde*  un  altro  u»mk  pcnaìero      .    .     ,    .     *     .     .     .  ^^  A^.  25.  ta. 

tu  fai  costei  umili >.C.  iii.  9.  42. 

ttmillflFe.     che  M  savio  uomo  .  .  .  fa  . .  .  umilUtn  li  crudeli  cuori      .     .  C.  ii.  r.  30. 

umilmente,     quegli  che  umilmtntt .  .  .  sostiene C.  iv.  34.  163. 

omlltA.     con  viso  vestito  d' wmi2/(i KMit.9. 

Dia  coronata  e  vestita  d'  umiltà  s*  andava KAr.a6.ia.. 

cola  dov"  ella  è  estmfdo  d"  umilia ,  C  iii.  15.  I47. 

timlltadc.     che  la  sua  faccia  avesse  tonto  abietto  cT  mmìtadi     ,     .     .  V.  N,  a^  66. 

mi  giunse  tanta  umiltadt  per  veder  lei    .     . K.  A^.  93.  70. 

che  non  d'  arroganza,  ma  d*  uutiltadt  è  vocabolo C.  iii.  1 1.  53. 


I 


UMORE 


umore.     Mi  ti  converte  tutto  in  umor  freddo StM,  fi.  34. 

C/.  omore. 

tmctno.     Che  pigliar  vi  Usciate  ad  ogni  MHcimo Som.  xxxir.  6. 

onde.     Undé  querelam  Sisto Cats.  xxi.  a^ 

unico.     Il  qual . .  .  è  .  . .  uruca  figliuol  di  Dio P-  F.  a6. 

uniooe.     si  faceta,  Siccome  in  ciclo,  in  tem  in  umont  ...  .     ,  P.  F.  at&. 

unire.     Con  pura  nmia  fede  Eri  beata Cax«.  sriià.  sol 

onlvereo.    Costei  pensò  Chi  mosse  1'  univrrso  C.  ìii.  Gim*.  ii.  78  ;  8.  009  ;  15.  ifi^ 

umore,    lo  stomaco  suo  i  pieno  di  Mmon ...»  C.Lt.91. 

undecimo. C.  iv.  17.  6a. 

undici C  iv.  Z7.  a^ 

unghia.     Democrito  .  .  .  ai  bari»  ...  né  uMgkit  sì  togliea      .     .     .     .  C  ni  14.  7& 
unlmento.    Amor9 . .  .  non  t  altro  che  Hmmoilo  spirituale  dcir  anima 

e  ...  nel  quale  unimetto  ...  1'  anima  corre C.  iii.  a.  tg^  if. 

cioè  r  unimnuo  della  mia  anima  con  questa  . .  .  Donna     .     .     •     .  C  in.  a^  tol 

unire,     quanto  .  .  .  altrui  è  piii  umta .  C  L  la.  3a. 

perocché  a  loro  sono  più  unitt  che  1'  altre C.  L  la.  36. 

perocché  ò  ad  esso  più  umta C  i.  xa.  39^ 

é  più  prossimo,  in  quanto  è  più  unito      ..........  C  i.  za.  40^ 

che  non  tolamente  per  si  è  miu'/o C  i.  ta.  43. 

cioè  d'  essere  più  unito  quello  che  i  solo  prinu C  i.  ra.  54. 

come  con  Luì  sì  uniaa .     .     .  Cu.6.84,88. 

disia  e  vuole  a  Dio  essere  unita  per  . .  .  fortificare C.  ixL  a.  58. 

che  . .  .  r  anima  umana  con  quelle  ...  si  mmiìoi  tanto  più  tosto.     .  C.  iil  a.  6aL 

questo  unirt  è  quello  che  noi  dìcemo  Amore    ........  C  iii  a.  67. 

le  cose  non  paiono  unitt^  ma  disgregate C.  iii.  9^  139. 

quanto  1'  agente  più  al  paziente  si  unita C  iti.  lo.  14. 

Onde  .  .  .  r  anima  più  passionata  più  si  umtct  alla C  ni.  io.  aoL 

Amore  ...  è  che  .  .  .  unisa  V  amante  colla  persona  amau     .    .    .  C  iv.  i.  4. 

però  I'  uomo  di  . .  .  non  sì  unisa  ad  esse C.  ir.  13.  t4&. 

paiono  essere  e  sieno  .  . .  unti*  Dell*  aspetto  di  fuori      .     .     .     ,     .  C  hr.  17.  x^ 

nnltade.     e  '1  decimo  annunzia  essa  unitadi  e  stabilitade  di  Dio.     .     .  C  ÌL  6, 

tuttoché  I'  angelica  in  sua  unitad*  sia  più  divina C  iv.  19. 

universale.     U  natura  particolare  è  obbediente  all'  universale     .     .     .  C.  L  7.  55. 

tanto  è  a  dirC|  quanto  .  .  .  nature  nnivmali C.  ii.  5.  34. 

anzi  fece  ciò  la  Natura  universaie C.ÌÌL4.98V 

non  da  noi,  ma  dalla  univermU  Natura C.  iii.4.  108. 

secondamente  1'  Amore  universa C.  iit.  8.  117. 

a  perfezione  dell*  univmale  religione .     .  C.  ìv.  4.  6^ 

che  . .  .  abbia  .  .  .  umversaU  .  .  .  officio  di  comandare C  iv.  4,  6ft. 

né  per  decreto  di  convento  um'versaie C  hr.  4.  8^ 

però  pace  umversaU  era  per  tutto C  iv.  5. 

Che  se  prendere  volemo  la  Natura  universaU C  iv.  9.  aa. 

la  giurisdizione  della  Natura  univenaU  è  .  .  .  finita  .     .     •     .    .     ,  C,  iv.  9.  aS. 

il  quale  ...  in  sé  adduce  tutte  le  forme  univenaii     .    .     .     .    .     .  C  iv.  ai.  45. 

per  provvedimento  di  Natura  umveruU* C.  ìv.  e6.  A 

onlveraaliwtJmg     Dio,  eh'  è  untverwlisaimo  Benelattore C  L  E.  z& 

Iddio  è  unipenaiissÌHtti  Cagione ......C.iii,6.  46^. 

tiniversalmente.     delle  quali,  umversainunU  pigliandole,  tratta  .     .     .  C  ii.  15. 

diversi,  avvegnaché  Mnft>rr5fi/mr*t/r  siano  uno C  ìv.  ti^  fl^f 

nnlverao.     al  Dispcnsatore  dell^  wnnvFSO Ci.3.t& 

dallo  Imperadorc  dell'  umverso C.  iì.  6.  xz. 

tutto  r  universo  sarebbe  disordinato •    •     .     .     .  C  ii.  15.  IS&. 

la  . . .  figlia  deQo  Imperadorc  dell*  universo     ........  C  ii.  i&.  loa. 


68» 


UOlfO 


Iona     K.  AT.  83.  151  {Cans.  iì.  a^)  ;  C  iv.  Cms.  iii.  8a,  95,  96,  98  i  Orna:,  ix.  85  ;  x.  14, 46  ; 
L                        xiii.  81  ;  xvi.  3  ;  xix.  68,  lao  ;  xx.  19,  59  ;  Srsi.  iìL  4  ;  >v.  3  ;  Ba/l.  vi.  33  ;  K.  TV. 
90.  13  (Som.  X.  i),  15  {Son.  x.  3)  ;  34.  60  (Som.  xìv.  11)  ;  Son.  xxìx.  3;  julx. 
3,  to  ;  xxxìì.  7  ;  xxzv.  6  ;  xl.  4, 13  ;  lu.  la  ;  P.  F.  29,68, 69  (éù).  71, 78,  89,  l6l, 
VnqnemaL     che  non  perde  Le  sette  stelle  gelide  unquentai    ....     Cams.  xv.  99. 
WOnO,     Solo  con  donna  o  con  nomo  cortese f'.  M  19.  86  {CflfU.  L  67). 
£d  KOfM  m*  apparve  scolorito  e  fioco .      K  A^.  03.  x8i  \_Ctma^  ti.  55). 
Ch'  ogni  uom  piar  che  mi  dica K,  /V.  33.  107  (Cria.  iii.  67). 
Per  lo  qual  veramente  à  V  uom  gentile C,  iv.  Canm.  iii.  13. 
Cbc  r  wom  chiama  colui  Uomo  gentil,  che  può  diccre  C  iv.  Cohm,  iii.  34,  35  ;  7.  13  (Mr). 

imtvcrao.     io  non  intendo  qui  tutto  il  corpo  dell*  Umivfrso      .     .     .  _  .     C  iii.  5.  S3. 

^^  ocir  ordine  intellettuale  dell'  Umvirso C  iii.  7.  70. 

^H  * .  . .  quanto  é  ammirabile  il  nome  tuo  nell'  Httforrsa  terra  !'  .  .  .  C  iv.  19.  6t. 
^B  ano.  K  W,  a.  la  (Aù)  ;  3.  43  ;  13.  8  ;  18.  4,  9,  ai  ;  19.  133  ;  so.  36  ;  ai.  51  ;  93.  aao  ; 
■  34-  a6  ;  36.  16  ;  39,  M  ;  30.  X5,  34,  36  ;  33.  3  ;  34.  8,  9,  io,  13,  19,  35  ;  35. 
^B  33,31  ;  39.351  37.  50;  4»' 36;  C.  i.  i.  17,  38.  43.  95.  »».  "si- »33  I  »■  8,  34. 
^■^  56,  6a,  73,  90,  III  ;  3.  7  ;  4.  IO,  36,  48  ;  5.  8.  88  ;  6.  13,  35  (*«),  49.  53  J  7- 
^^^K  ■  39;8.  14.  «8,  19,  30,31.33,  33, 59;  9. 13;  10.33;  II.  16,  tis;  13.41;  «S-». 
^^^H  36  ;  ìL  1.  so  ;  a.  33  ;  4.  56,  94,  97,  98  ;  5.  35.  60,  68,  78  ;  6.  33,  60,  95, 136. 
^^^K  M3t  147;  7-  S9.a6,  87;  8.  ii|  56,  71  ;  9.  a6,  131  ;  10.41;  11.  60;  13.05; 
^^^B  H-  »3.  M»  54f  7»»  77.  9^»  "'.  '"4.  «55,  <95i  aa6  ;  15.  io,  a?,  63,  94,  104» 
^^^^^  I45.  178;  16.  55,  73;  iii.  I.  34,  46;  3.  88,  93,  137;  3-  3^  i*S:  A-  59;  5- 
^^^B  30,  73,  104,  136.  i4o{òis\  170  (6w\  X7I  ;  6. 14.  30  ;  7.  34.  "5. 5».  *».  7*  :  8-  3. 
^  "5!  '0.53,67,69;  11.83,89,155;  la.  14,39,33,68;  14.  9» '5;  «5. 3  ;*'•"•  6» 
^^^^  9.  '3.  «5.  4»;  a.  56,61,  137;  3.  60,  69:4.  3»  8,  35,36,  47,  4»»  5^  5^,  65  ;  5. 
^^^H  99,  46,  71  ;  6.  iB,  Bo,  161  ;  8.  5,  7,  109,  143  ;  io.  9,  83.  101  ;  xx.  I3t  ;  13.  99, 
^^^V  >03t  tao,  170,  180,  183,  184,  190.  ao6:  13.  6,  7,  8,  34,  35.  40,  4^,  43t  59.  93'. 
^  M.  45.  58.  67,  93.  97,  99;  '$•  M,  »5,  «7.  44  (*»)»  47.  5».  53.  86,  119: 16.  35, 
^^^^  104  ;  17-  6,  13.  '4.  66,  68,  88,  115,  131  ;  i».  3,  14,  16,  18,  so,  34,  37,  31,  34. 
^^^H  35.  37.  60,  61,63,  64  ;  i9.49(^};  ai.  ao;  ao.  55  (^).  57.  Co,  105,  «34  :  33- 
^^CT  56,70,73;  34.88,  136;  05.  34;  36.  131  ;  aS,  7, 149  j  09. 35, 133  (Wi);  30. 35, 60. 
nono.     Ella  non  pareva  figliuola  d'  $éomo  mortale K  Pt.  a,  $a. 

Potrebbe  giii  V  uomo  opporre  contro  a  me  .     , .     K  A^.  la.  136. 

prima  come  si  riduce  in  tiomo K  W.  30.  4a 

coocioadacoaachè  .  .  .  uomim  con  nomimi  si  adunino  a      .     .     .     .     K  /V.  sa.  ai  (Mr). 

come  se  foase  corpo,  ed  ancora  come  se  fosse  mofno V.  N,  35.  tx. 

le  quali  cose  paiono  esser  proprie  dell'  momo K  TV.  35.  19. 

però  appare  ch*  io  pongo  lui  esser  uomo K  /V.  35.  ai. 

siccome  fossero  sostanze  ed  uomini K  JV.  35.  68. 

Per  Oraxio  parla  1*  uomo  alla  sua  acienaa   ....,..,.     K  iV.  35.  88. 

vidi  lungo  me  uomini  a'  quali  si  convenia  di K.  iV.  35.  7. 

'  lutti  gli  «omm'mi  .  .  .  desiderano  di  sapere  '      . C.  I.  1 .  5. 

dentro  dall' «MMMo C  L  1.  13,  16. 

Di  fuori  dall'  uomo  possono  esacre  .  . .  intcìe .     C  i.  i.  37. 

dccU  mofmim  il  maggior  nunero C  L  1.  3fl. 

Ma  perocché  ciatCBB  momd  a  ciascun  uomo  è  naturalmente  amico  .    C  t  1.  55  (M). 

da  ciò  è  r  uomo  rimosso C.  t  a.  17. 

allo  amico  dee  1'  uomo  lo  suo  difetto  contare C  t  o.  89. 

nullo  à  più  amico  cbc  1*  uotmt  a  sé .     C  Ì.  a.  31. 

del ...  le  più  volte  non  è  1'  uomo  vituperato f^.  i.  a.  36. 

perocché  non  è  uomo  cbc  sia  di  »ò  . . .  misuratore   ....  .     C  i.  a.  58, 

la  oaggior  parte  degli  uomimi C.  i.  4.  17. 

cbe  r  uoMtù  è  da  più  partì  maculato . . .  Qusndo  è  I*  uotmo  maculalo 

da  alcuna  passone C  i.  4.  66, 6<L 

vy 


UOMO 


«9» 


uooìO.     Chi  dìfintace  :  Uomo  è  le^o  uiiraato  .     .      C  iv.  Cciu.  in.  41  ;  3-  *B  ;  io.  6^  |fr 

Né  vogUon  che  vìi  Mom  gentil  divegna         ,     .     C  iv.  C«mj.  iu.  61  ;  iol  aa  ;  14.  7^  i&. 

O  che  non  fosse  all'  Uom  corninctamesto C.  iv.  Gnu.  iii.  71  ;  is  46- 

£  dirò  i  s'^ì  che  genti  1  mom«  tiene ^    .  C'w^  Cam»,  iiL  8bu 

Vìrtute  [FiWni^I  intendo,  che  fa  1'  %tom  felice      .     .     .     .     C  iv.  Cuu.  ui.  §3  ;  I7<  > 

Sovra,  la  mente  d'  ogni  uom  che  la  guata Gb«b.  iz-  75* 

Uomo  da  sé  vinti  fatta  ha  lontana,  Uomo  non  già,  ma  bestia  eh'  wm$ 

somiglia , Cai»*,  x.  a^  ag  (Ab). 

Falsi  animali  .  .  .  Che  vedete  gir  nudi . .  .  Uommi   ......  CaAa.  x.  UI4. 

e  non  vai  eh'  ttom  si  chiuda,  Né  si  dilunghi Cana.  xu.  ^ 

nocDO.     r  HOf#K)  buono  dee  .  .  .  dare  a  pochi C  t  4.  8^ 

onde  diccmo  uomo  virtuoso  quello .  C.  L  5.  74. 

Quella  cosa  dice  V  uomo  essere  bella C  1.5.92. 

Onde  pare  1*  uomo  essere  bello C  L  5.  9^ 

queste  variazioni  sono  negli  uomitti C  i.  6.  ai. 

in  qualunque  noimo  fosse  ...  1'  abito  del  Latino C.  L  6.  50. 

senza  ...  è  Impossibile  conoscere  gli  uomìm C  ì.  &  6& 

qtundo  fa  trenudue  denti  all'  uomo C  i  7.  56. 

e  r  Nomo  6  obbediente  alla  giustixia C.  i.  7.  58. 

inducerc  gli  uomimi  a  scienza  e  ■  virtù    ..........  C  L  9.  51. 

ragione  che  partire  faccia  1*  atomo  da  quello C.  i.  la  6. 

che  r  wnmo  avesse  diligente  riguardo C  L  i<k  15. 

Onde  nulla  grandezza  puote  V  uopmo  avere  maggiore     .     .     .     .     .  C.  L  i&  49. 

La  gelosia  dell'  amico  fa  1'  uomo  sollecito C  ì.  io.  63, 

infamia  e  depressione  delli  malvagi  uotm'm  d*  Italia  .     .     .     .     .     .  CI  L  11.  x 

Questi  sono  da  chiamare  pecore,  e  non  uotHttti Olii.  3^ 

vogUoDD  che  r  Homo  li  tenga  dicitori Ci.  ti.  84. 

Intra  gli  uomtui  d'  una  lingua  é C.  i.  xi.  114. 

con  quella  misura  che  V  uomo  misura  sé  medcsmo C*  L  xi.  133. 

dì  tutti  gli  Momijfi  il  figliuolo  è  più  prossimo C  i.  xa.  3%^ 

dove  V  uomo  tiene  si  medesimo C  i.  uu 

avvegnaché  ciascuna  virtù  sia  amabile  nell*  womo  .  C  i.  za, 

sì  concede  .  . .  che  uomo  parli  di  sé .  C.  L  la.  8^^ 

conciossiacosaché  due  perfezioni  abbia  1*  uomo C  i,  13.  17. 

che  *1  savio  Momo  ...  fa  mansuesccre C  ìi.  1.  sB^ 

nella  quale  suole  1'  uomto  parlare  all'  opera  medesima  .     .     .     .     .  C.  ìi.  ol  71* 

Altri  furuno,  siccome  Plato,  »4omo  eccellentissimo C  ii.  5.  MU 

siccome  una  spezie  tutti  gli  Momim' Cii.5.  ai^ 

gh  effetti  che  gli  uomini  possono  intendere C  ià,  ^  5^ 

che  £  Cristo  .  .  .  MOmo  vero C.  ii.  é^  15. 

per  non  essere  dagli  altri  Hommi' sperta C  11.7.37. 

quando  r  ifvmu  riceve  benefìcio     .........-•'  Citi.  7.  3^; 

denominate  . . .  siccome  1'  uomo  dalla  ragioDC C  iì.  6l  i8l 

quando  si  dice,  1*  Momo  vivere,  si  dee  intendere,  I'  Momo  usare  la 

ragione CìL8.si:fi 

clii  dalla  ragione  sì  parte  .  .  .  non  vìve  uomo C.  ii.  ft.  aStj 

che  I'  Homo  è  perfettissimo  dì  tutti  gli  animali C  ii.  9..  79. 

che  M  perfettissimo  animale,  cioè  1*  womo .  C  ii.  9^ 

che  alla  .  .  .  vanno  le  ...  e  agli  Komóu  la  intenzione C.  u.  la.  44. 

O  uomini,  che  vedere  non  potete C  ii.  la.  fia 

di  Lelio.  Homo  eccellentissimo .  C.  u.  13.  aa 

che  V  uomo  va  cercando  argento,  e  .  .  .  trova  oro     ...  C  11.  13.  jo. 

che  non  dee  1'  ttomo  .  ,  .  dimenticare  li  servigi C  il.  z6.  53. 

che  .  .  .  cominciarono  gli  MomrMi'ad  innamorare C  ii.  r6.  90. 


4 


ìtuno.    Che  t*  Hom  può  ben  servir  contra  talento Outa.  xiv.  45. 

Sanuinc  quello^  eh'  *  d'  un  hom  di  marmo Csfu.  xv.  71. 

Che  tutti  i  carchi  sostenere  addosso  De'  1'  uotno Catta,  svi.  34. 

Che  '1  sario  non  pre^  uom  per  vestimenta Cans.  xùc.  36. 

quante  Sembiante  —  portan  d*  uotno Comji,  xtx.  104, 

Dona  e  riceve  1'  uom,  cui  questa  vuole Cumm.  xix.  115, 

Pianganlo  gli  ocelli^  e  dolgasì  la  bocca  Degli  Komim  a  cui  tocca  .     .  Cohm.  xjl  67. 

Se  colpa  muore  purché  P  uom  si  penta Canm,  xx.  90. 

Canzone  ;  a'  panni  tuoi  non  ponga  uom  mano Cans.  xx,  91. 


36. 
68. 

73- 
77»  80. 


ionio,     però  è  1' wofHo  ^iWno  aMtma/# ....  chiamato C  iii.  a.  lax. 

dcir  Uomo  e  delle  .  .  .  questa  MtnU  si  predica C.  iii.  a.  140. 

,       Boezio  .  .  .  che  prima  la  predica  degli  uomini C  iii.  a.  143. 

Dio,  che  te  nella  mente  degli  Nomini  mise C.  iii.  a.  145. 

di  molti  uomini  .  .  .  non  par  doversi  .  .  .  predicare C  iìL  a.  150. 

Gli  nomini  hanno  loro  proprio  amore  alle  .  .  .  cose C.  iii.  3.  34. 

perocché  1*  uomo ...  ha  in  sé  della  natura C.  iii.  3. 

per  la  natura  terza  ...  ha  1*  uomo  amore  a C.  iii.  3. 

vcdemo  certo  cibo  Care  gli  uomini  formosi  e C  iii.  3. 

per  la  natura  quarta  ...  ha  I*  uomo  altro  amore  ...  e  questo  amore 

ncll*  womo  ...  ha  mestiere  di  rettore C.  iii.  3. 

per  la  quinta  ,  .  .  natura  ...  ha  1'  uomo  amore  alla  veritii  e  .     .     .  C,  iii.  3.  66. 

che  1*  uomo  è  degno  di  loda  o  di  vituperio  solo  in C.  iti.  4.  54. 

avvegnaché  le  cose  siano  parte  dell'  uomo  medesimo.     Onde  noi 

non  dovemo  vituperare  P  uomo^  perchè  sia C.  iii.  4.  61,  6a. 

non  dovemo  lodare  1'  uomo  per  bcltade  che  abbia    .     .     .     .     .     .  C  iii.  4.  66. 

di  ciò  non  è  r  ttomo  da  biasimare C  iìi.  4.  96. 

dove  se  fosse  un  uomo C.  iii.  5.  64. 

se  uno  uomo  fosJ>e  diritto  in  Maria,  e C,  iii.  5.  155. 

se  un  uomo  fosse  in  Lucia  diritto C  iit  5.  166. 

siccome  1'  uòmo  che  è  tutto  ncIP  acqua  fuori  del  capo C  iii.  7.  53. 

noi  veggiaroo  molti  uofHÙit  tanto  vili  e  di C.  iii.  7.  81.  ' 

sobunente  1*  Uomo  intra  gli  animali  parla C.  iii.  7.  loi. 

non  dico  qual  uotno,  perocché  più  onestamente  per  te  donne  si 

prende  spcrienza,  che  per  r  uomo C.  iii.  7.  137,  t^. 

gli  occhi  degli  uomini  .  .  .  possono C.  iii.  7.  173. 

Intra  gli  effetti  .  .  .  T  Uomo  i  mirabilissimo C.  iii.  6.  8. 

Per  che  .  .  .  pochi  perfetti  uomini  in  tanto  numero  sono  .     .     .     .  C.  iii.  8.  9. 

nella  faccia  dell*  uomo  .  .  .  tanto  sottilmente  intende      .....  C  iii.  8.  57. 

si  conviene  all'  wamo  .  .  .  moderatamente  rìdere C  iii.  8,  loi. 

è  da  sapere  che  certi  vizi  sono  nell'  nomo C.  iii.  8.  157. 

e  Cassi  1'  uot$to  per  essa  virtuoso C.  iii.  6.  166. 

E  però  è  più  laudabile  1'  uomoj  che  indirizza  sé  ......  C  iii.  6.  183, 

che  .  .  .  cosi  puotc  r  uofNO  dire  sortUa  queir  opera C  iìi.  9.  37. 

aicchè  allora  non  giudica  come  Momo  la  persona C.  iìi.  io.  93. 

intendere  che  1'  uortut  non  dee  essere  presuntuoso C.  iii.  10.  73. 

la  vera  amistà  degli  HomtW  intra  sé C.  iii.  11.  191. 

il  quale  mena  I'  uomo  alt*  abito  dell'  arte     .........  C  iii.  io.  15. 

che  suole  precedere  negli  womi'iu' la  generazione.     ......  C  iii.  la.  97. 

grandissima  parte  degli  HOfNfm  vivono  più  secondo C.  iii.  13.  36. 

se  non  quando  1*  uotno  é  in  ispeculazione  attuale C.  iii.  13.  67. 

Veramente  sempre  é  t'  uomo  ...  da  chiamare  filosofo C  iii.  13.  76. 

e  dicemo  1*  uomo  facundo  . .  .  per  1'  abito  della  facundia   .     .     .     .  C.  iii.  13.  83. 

che  la  divina  virtù  .  .  .  negli  uomini  discende C.  iii.  14.  88. 

cbe  V  uomo,  in  quanto  elio  é  uon^o^  vede  terminato  ogni  desiderio  .  C  iìi.  15.  43, 

\  y  % 


AZ- 


UOMO  ^^l^^^^^p  ^ 

uomo.     SI  SftcdA  per  lo  moodo,  <^ni  nomo  D  9aiU Cànm.  zxL  4^ 

ov*  ogni  Mom  mi  por  freddo SaL  ÌL  6$. 

E  sento  doglia  che  par  uom  mi  coUI S*M,  m.  kk 

Tutte  le  volte  mi  par  uom  mi  colli Sttt,  W.  31, 

Se  non  per  conoscenza  d'  uomo,  in  coi SaO,  vi.  x6. 

Quand*  uom  b  canteri ....  Baff,  vii.  33. 

E  simil  (ace  in  donoa  womo  valente K  N.  ao.  a6  (Sm.  x.  S4V 

Ov*  ella  passa,  ogni  uom  ver  lei  si  gira K.  ^.  ai.  1 1  (Ssa^  xi  3)> 

E  le  parole,  eh*  tiom  dì  lei  può  dire I'.  ÌV.  41.  67  (Som.  niv.  13). 

Per  dare  esempio  altrui  ch^  uom  non  si  metta  A Som.  xxvL  7. 

Dacch*  uomo  conveniva  esser  disfatto Som,  ixvi.  la 

uomo,     come  ciò  sia  che  la  SafHcnza  possa  fare  V  nomo  beato     .     .     *  Cm.x5.7t. 

conciossiacosaché  naturale  desiderio  sia  ali*  $tomo  di  sapere  .    .    .  C  iti.  15.  74. 

fiuino  .  .  .  fruttificare  la  verace  degli  uomiiti  Nobiltà C  tv.  I.  97. 

per  lo  quale  uomo  t  gtuHU  veramente C.  iv.  al  95. 

conciossiacosaché  1*  uofHo  abbisogna  dì  molte  cose C  iv.  4.  7. 

che  T  «omo  naturalmente  £  compagnevole  animale* C.  iv.  4.  9^ 

siccome  un  uomo  .  .  .  richiede  compagnia .  C.  iv,  4.  ti. 

I.C  quali  sono  trìbulazioni .  . .  dell'  momo    . C  iv,  4.  30. 

il  quale  preso,  1'  uomo  viva  felicemente  ;  eh'  A  qudlo  per  die  1*  mam» 

è  nato CÌT.  4.43i44- 

le  umane  opcnuìoni  alii  uomini  medesimi  ascondono C  tv.  5.  6» 

lo  peccato  della  prevaricazione  del  primo  «omo C^  iv.  5*  t9> 

oh  . .  .  bestiuole  che  a  guisa  d*  uomini  pascete C  zv,  5.  74. 

quello  che  per  gli  uomimi  è  predicato  e  provalo C  ìv.  5.  XS4. 

uno  fine  ...  al  quale  V  uomo  è  ordinato,  in  quanto  egli  é  ttomo     .  C  iv.  6.  6^  6£l 

ciascuno  che /ìgiiMoio  sia  0  fufioU  d'alcuno  vaUmi*  uomo    .     .     .     .  C  ìv.  7.  10. 

perchè  1*  uomo  da  questa  .  .  .  viltà  sì  guardi    ........  C  iv.  7.  90, 

che  .  .  .  morto  il  malvagio  uonto  dire  si  può C  iv.  7.  107L 

siccome  .  .  .  negli  uomini  w^gtiart ...  e C  iv.  7.  1 15. 

tvevrr  nelt'  $tomo  è  ragion*  usart C  ìv.  7.  119. 

se  tfftwnr  è  r  tssav  dell'  uomo C^  iv.  7.  tal. 

Rispondo,  che  è  morto  uopho,  ed  è  rimaso  htsiia  .......  C.  iv.  7.  ijBL 

Dtmque  .  .  .  non  rimane  più  wonto C  tv.  7.  14^ 

Puote  V  UOMO  disdire  la  cosa  doppiamente  :  per  un  modo  paote 

r  ttomo  disdire  .  .  .  per  altro  modo  può  1*  uomo  ctisdire  .  .  . 

siccome  disdire  1'  Komo  sé  essere  del  tutto  mortale,  è    C  iv.  8.  208,  ito,  tt^  ttk 

Se  ...  gli  uomini  la  conoscessero C  iv.  9^  84. 

quinci  sono  gli  uomini  molte  volte  ingannati C.  iv.  ^  13^ 

siccome  costituire  1'  MOmo  d'  etade  sufficiente C.  iv.  9.  157. 

per  la  quale  V  uomo  dalla  bestia  si  parte C  iv.  iOw  42. 

in  quanto  sono  ordinate  alla  possessione  dell'  Momo      .    ,    •    •     •  &  iv.  xx.  ffik 

quanto  più  I'  uo$uo  soggiace  allo  intelletto >  C.  iv.  ti.  84. 

qual  buono  uomo  mai  per  .  .  .  procaccerà! C  ìv.  11.  99. 

invitando  e  confortando  gli  Homim  a C  iv.  ix.  1x4. 

siccome  li  cuori  de^  \>alcnti  uomini C  ìv.  ix.  xi^ 

credendo  comperare  un  %tomo  per  lo  beneficio -     .  C  iv.  tt.  xa& 

questo  fanno  nel  principio  a  ciascuno  tornio     .    • C  iv.  xa.  43. 

conciossiacosaché  io  vedessi  certo  gli  uomini. . .  deàderare     .    .  C  tv.  xa.  ti^ 

'Facciamo  r  Momo  ad  immagine  ...  nostra'    ......     4     .  O.  iv.  i&  14^ 

r  NOMO  si  dee  trarre  alle  divine  cose •  C.  rv.  13.  71. 

non  solamente  dalla  parte  dell*  uomo  desiderante C  tv,  13.  78. 

'  Per  certo  V  avarizia  fa  gli  uomini  odiosi  ' C  iv.  23.  t3!iL 

U  quale  fa  gli  uomini  splcndienti  e  amali C  ir.  13.  136^ 


1 


tomo.    Si  vedon  cose,  eh'  uom  non  può  rìtr&re     . 
a'  ella  incontra  uom  che  V  adocchi      .... 
non  e*  è  ...  Né  uomo  ancora  che  per  lui  sospiri 
Com*  Homo  quasi  di  speranza  sciolto  .... 


Som.  xxvii.  3. 
Son.  xxxi,  5. 
Son.  xlvi.  IO. 
.Som.  xlviii.  8. 


•  Ma  gli  eiTorì  degli  Mommi  son  tanti S.  P.  xxxi.  43. 

quando  Per  noi  discese  al  mondo,  ed  Momo  nacque S.  P.  xxxi.  48. 

SI,  che  io  ti  darò,  uomo,  intelletto S,  P.  xxxi,  59. 

Ed  imperò,  voi  uomini  beati S.  P.  xxxi.  79, 

Oh  quanto  gran  piacer  Y  uomo  riceve  ...  I 5.  P.  L  aS. 


IV.  13.  144. 


. 

Civ 

IS- 

53,54- 

. 

C  iv. 

15. 

56. 

, 

C  iv. 

15. 

67- 

e. 

iv.  IS- 

76. 

77  W 

|ODK>>     però  V  uomo  di  diritto  appetito  e  .  .  .  non  ama C. 

opinione .  .  .  è^  che  uomo  prima  villano,  mai  gtntiU  uomo  dicer  non 

si  possa  ;  e  Momo  che  figlio  sia  di  villano  . . .  dicer  non  si  possa 

gentile C.  iv.  T4.  ao,  21^  aa. 

toglie  via  che  villano  uomo  mai  possa  essere  gentile C  iv.  14.  30. 

sarà  trasmutazione  di  viltà  in  ...  d*  uno  uomo  in  altro      .     .     .     .  C.  iv.  14.  45. 

quanto  gli  uomini  fossero  più  smemorati .     .     ,  C  iv,  14.  69. 

quanto  gli  womim*  smemorati  più  fossero C  ìv.  Z4.  73. 

in  nulla  cosa,  fuori  degli  uomini C  iv.  14.  77. 

che  . .  .  Nobiltà  .  . ,  negli  uomini  s' intende,  perchè C  iv.  14.  103. 

dare  ...  a  quella  degli  wommt'per  principio C  iv.  14.  109. 

di  dire  che  Gherardo  da  Cammino  fosse  vile  uomo C  iv.  14.  lao. 

tale  uomo  sarebbe  tenuto  nobile  morto C.  iv.  14.  131, 

se  uomo  non  si  può  fare  di  villano  gentile ,     ,  C  iv.  15.  io. 

che  '1  mondo  sempre  sia  stato  con  più  uomini C.  ìv.  15.  17. 

non  generandola  di  vile  uomo .  .  .  sempre  t  V  uomo  tale  quale 

nasce C  iv.  15,  33,  34. 

avvegnaché  .  .  .  non  ponga  il  processo  da  uno  primo  uomo,  pur 

vuole  una  sola  essenza  essere  in  tutti  gli  uomini   .     . 
PUto  vuole  che  tutti  gli  uontini .  .  .  dipendano    .... 
dove  distinzione  fa  di  tutti  gU  ttomini  agli  animali  brut! 
'  Nato  è  r  uomo  (non  disse  ^ gli  uomini')  ;  nato  è  V  uomo 
pone,    lo   primo   uomo  uno  solo  essere  stato  ;   e  però 

cioè,  che  cominciamcnto  a  uomo  non  fosse C  iv.  15.  85,  88. 

tre  .  .  .  infcrmitadi  nella  mente  degli  uomini .     .  C  iv.  15.  1x9. 

*  Vedesti  1'  uomo  ratto  a  rispondere  ? . . .' C.  Iv.  is«  137, 

a  mostrare  .  . .  come  sì  può  conoscere  P  uomo     .......  C  ìv.  15.  190. 

b  . .  opinione  de'  malvagi  ed  ingannati  uomini C.  iv.  16.  14, 

Onde  non  pur  dell'  uomo  è  predicata      •     •     «  C.  iv.  16,  44. 

che  r  uomo  chiama  nobile  pietra .    .  C.  iv.  x6.  45. 

*. . .  pargolo,'  doò  non  perfetto  uomo  :  e  non  è  pargolo  hoimo  pur  per 

etadc C  iv.  16.  56  {bis), 

d'  una  spezie,  siccome  sono  tutti  gli  uomini C  iv.  16.  105. 

queste  sono  quelle  che  fanno  V  uomo  beato C  iv.  17.  73. 

là  dove  commenda  V  uomo C  iv.  19.  6fl. 

'Che  cosa  è  V  ttomo,  che  tu  Iddio  lo  visiti  f . . . ' C.  iv.  19,  65. 

'  vergogna  non  è  biodabile,  nò  sta  bene  .  .  .  negli  ttomini  studiosi  \  C  tv.  19.  85. 
che  . . .  cosi  come  wommi' sono  vilissìmi  e  bestiali,  cosi  uomim  sono 

nobilissimi  e  divini C  iv.  90,  34^  35. 

che  1*  uomo  è  composto  d'  anima  e  di  corpo C.  iv.  ai.  9^ 

però  vuole  .  .  .  che  1'  uomo  s'  ausi  a C  iv,  ai.  137. 

Comandamento  £  .  . .  che  V  uomo  dee  mettere C  iv.  aa.  3. 

non  pur .  .  .  ma  negli  uotnini .  .  .  ha  similitudine C.  hr.  aa.  47. 

conciossiacosaché  più  nobile  parte  dell'  uomo  sìa  1*  animo     ,     ,     .  C.  ìv.  ao.  75. 

che  se  ...  r  momo  non  ha  questa  sementa C.  iv.  aa.  109. 


dice 


UOMO 


^ 


uomo.     La  qoal  fa  1*  uomo  degno  di  salale ^^^^K^  S.  P.  t.  47. 

Che  fai  air  uom  pur  eh*  egli  sì  converta «...  5.  P.  cxUi  41. 

Il  qual  veracemente  è  uomo  e  Dio .     .  P.  F.  05. 

che  per  la  voglia  giusta  ...  I'  uom  giusto  s*  intende P.  F.  99. 

Vero  Iddio  e  vero  uomo  insieme  misto P.  P.  im^. 

Perchè  1'  uom  si  riputa  valer  meglio  Del P.  /*.  185. 

Invidia  é  quella,  che  fa  V  uom  vcrme^io /*./".  187. 

iiMfiJM,     CAvaodomi  d'  ogni  perversa  usausa S.  P.  xxxvii.  fio. 

usare.     A  cui  le  tue  sorelle  Erano  usait  di  portar  .     .     .     .     K  AT,  39.  1x4.  {Cmmx.  in.  ^\ 

m'  han  chiuso  la  via  Dell'  wjsft»  puiare C  tv.  Crkc  S.  ft. 

tl0nx>.     sicché  veder  si  puote  .  .  .  che  4  lo  nobile  uomo C  nr.  «3.  5, 

per  li  quali  conoscere  si  può  il  □obile  uomo C  ìv.  93.  9. 

quello  per  che  poterne  conoscere  i'  HOfMO  nobile ^*  i^*  93.  34  ;  a&  3. 

dico  U  tùùné,  si  degli  uomini,  come C  ir.  «3.  ^ 

avviene  che  1*  Arco  ddla  viu  d'  un  hoimo  è C  iv.  33.  7^ 

vuole,  che  ...  1'  uomo  non  possa  certe  cose  fare C  iv.  04.  aa 

perocché  .  ,  ,  comincia  V  uomo  a  essere  gnuioso C  tv.  33.  xx. 

lo  pudico  e  nobile  uotmo  mai  non  parìa  si,  che C.  ir.  25.  97. 

quanto  sta  male  a  ciascuno  uomo  .  .  .  men2Ìonare C  iv.  a^  xoa. 

r  uomo  è  nelli  termini  della  sua  perfeziooe C.  ir.  sÓl  «a 

chft  ...  1*  Uomo  6  ammaU  ava* C  iv.  «7.  a^ 

conviensi  aprire  V  uomo  quasi  com*  una  rosa .     .  C.  ìt.  97.  37. 

perù  non  è  da  dire  savio  uomo  chi  . .  .  procede C  ìv.  37.  49. 

per  la  quale  più  pare  che  uomo  V  ascolti C  iv.  37..  14&. 

la  loda  dcUa  qual  è  non  dagli  uomini,  ma  da  Dio C  ìv.  06.  8x. 

quale  uomo  terreno  più  degno  fu  di  ...  T C.  iv.  a6,  ui. 

qaelll  segni,  li  quali . . .  appaiono  nel  nobOe  uomo C.  iv.  09. 3. 

per  memoria  d*  alcuno  valente  uomo  .   ' C.  iv.  09.  57. 

che  *  'I  figliuolo  del  valente  Momo  dee  .  .  .  ' C.  tv,  09.  73. 

chi  uno  valente  uomo  infama C.  ìv.  09^  76. 

Onde  . . .  cosi  1*  uomo  vile  disceso  delli  buoni  maggiori  è  de^no 

d'  essere  da  tutti  scacciato C  tv.  «9.  7^. 

deesi  Io  buono  uomo  chiudere  gli  occhi C.  iv.  99.  80^ 

siccome  in  uno  uomo  è  una  essenza  di  tutto  e  di' C.  ìv.  39.  9dL 

cosi  .  .  .  convengono  .  .  .  nobili  uamim  vincere C.  xv.  «9.  114. 

novo,     quello  circolo  che  ha  figura  d*  uovo Civ.t6.90L 

nWTìTn      secondo  V  usansa  della  sopradetta  dttade K  iV.  14.  18  ;  aa.  19 

lo  dico  che,  secondo  V  usanma  (V  Arabia K  N.  yx  %, 

secondo  V  wMica»  dì  Siria K.  A^  90.  4. 

secondo  1*  usatua  nostra KAT.  30.  7. 

conviene  che  per  usanga  s*  acquisti,   ed  eUino   ta  loro  usmnam 

pongono CL  II.  49, 50. 

si  concede  da  lunga  usaumt C  L  is.  84. 

che  1'  HUMMi  de'  filosofi  è  di  chiamare C  tìi.  14.  43. 

siccom'  era  di  loro  lunga  usansa C  iv.  06.  141. 

VBMUre.     Dico  .  .  .  che  ...  si  converrebbe  usart  più  minute  divìsiaoi      .  K,  N.  ig^  149. 

tatti  i  dolorosi  mestieri*  che  alli  corpi  de'  morti  5*  usano  dì  fare     .     I^  AT.  «3.  78. 

come  io  mi  sentii  svegliare  lo  tremore  usmto y,N.a4.66. 

più  utile  a  Msarr  al  ricevitore C.  i.  &  80. 

per  prestarla  ...  e  non  per  uxoria C  i.  9.  aj. 

nulla  cosa  è  utile  se  non  in  quanto  è  usata C  i.  9^  4A, 

le  cose,  HsaU  e  servate,  sono  . .  .  commisurate .  C.  i.  xol  ta. 

quello  che  lungamente  è  usato C  L  to^  19. 


USCIRE 


re.     Per  non  1*  usar^  le  vedete  turbate Caiu.  xx.  6a. 

non  potria  .  .  .  Tener  più  centra  me  1*  usata  prova    ...      V,  N.  t^.  84  {Soh.  vii.  6)« 

più  .  .  .  Che  ne  il  contrario  M<a.t5rrLai  meschine Son,  xlv.  14. 

BCÌre>     Degli  occhi  suoi  .  .  .  Escono  spirti K.  /V,  19.  71  {CanM.  i.  52), 

£d  tseoH  fiior  chiamando  La  dontia  mia K  TV.  98.  04  (^.  C.  11). 

Lietamente  esa  dalle  belle  porte Can^.  z.  33. 

sicché  non  «501  Del  benefìzio  loda Cohm.  x.  116. 

Tal,  che  .  .  .  Non  esct  di  iaretra  Saetta Cana.  xii.  7. 

i  suoi  begli  occhi,  ond*  esco»  le  faville Carta,  tiu  74. 

si,  che  non  tsca  ...  la  saetta  Tore Carta,  xvii.  49. 

Che  m'  rsctf  poi  per  mezzo  della  luce .     ,     S»st.  ii.  35. 

Sicché  per  te  se  n'  esca  fuora  Ìl  freddo Sfst.  ii.  53. 

Piangendo  usciano  [fuori  del  mio  petto] ^.  ^.  35.  30i  53  (Son.  xviìi,  9), 

Ha  quelli,  che  n'  usaan  con  maggior  pena  ,     ,     .     .     .     K  W.  35.  56  (Som.  x%niì,  la). 

mi  dice.  Che  lagrìmando  n'  usdrett  pui ,     K  W.  4J.  65  {Som,  xxiv.  11). 

Pana  il  sospiro  eh*  «scy  del  mio  core K  /V^  49.  48  {Som.  xxr.  a). 


re.     perchè  1'  uno  quello  non  sa  usan  come  V  altro C.  i.  11.  ti6. 

che  . . .  ho  . .  .  usato  quello  deliberando,  interpretando  s      ...Ci.  13.  63. 

che  sono  con  esso  Volgare  tutto  mio  tempo  $isafo C.  i.  13.  68. 

il  quale  surgerà  ove  P  usato  tramonterà C.  i.  13.  86, 

per  lo  H^a/o  sole  che  a  loro  non  luce C  i.  13.  88. 

secondo  che  per  li  poeti  i  uM/o C  ii.  i,  41. 

per  più  usato  modo C  ìi.  a.  63. 

sì  dee  iotenderef  I'  uomo  usare  la  ragione C.  ti.  8.  aa. 

chi . .  .  KM  pur  la  parte  sensitiva C.  ii.  8.  34. 

perocché  nelle  corti  ...  le  virtudi  e  .  .  .  s^  usavano  (siccome  oggi 

s'  usa  W  contrario)     .     .     .     . C  ii.  IX.  6a,  63. 

li  dicitori  che  in  prima  uxaroHO  di  farla C.  ii.  la.  io. 

questa  parte  .  .  .  che  cosi  5'  usa  chiamare C  iti.  5. 95. 

E.  queste  ore  usa  la  Chiesa C.  iii,  6.  ao. 

ed  usanla  molto  spesso  li  poeti C  iii.  9,  ao. 

ncU*  abito  acquistato  adopera,  %tsanéh  quello C.  iii.  i  a.  18. 

perché  dal  parlare  usata  mi  parto C.  ìv.  a.  i  a. 

Tale  imperò,  cioè  tale  usò  V  ufficio  imperiale C  iv.  3.  37. 

e  a  quello  usaer  . .  .  benigniti^  si  richiedesse C.  iv.  4.  108, 

tmwrr  nell*  uomo  è  ragione  usare C  iv,  7.  xao. 

il  rettorìco  dee  molta  cautela  usare  nel C  iv.  8.  90. 

facendoci  quelli  usare  debitamente '  C.  iv.  17,  61. 

che  ...  la  Chiesa  usa  nella  distinzione  dell'  ore  del  di  temporali  C  tv.  93.  C49. 

1*  anima  .  . .  procede  . .  .  usando  li  suoi  atti    ........  C  iv.  04.  90. 

senza  insegnamento  dì  colui  che  V  ha  u^ita ,     .     .  C.  iv.  94.  133. 

lo  freno  usa  quando  caccia  ...  lo  sprone  «aa,  quando  fugge  .     .     -  C  iv,  ad.  51,  55. 

usando  con  essa  tanto  dì  dilettazione  ...  si  parti C  iv.  aÓ.  67. 

[re.     Ed  uscendo  alquanto  del  proposito  .  .  .  voglio y.  N.  io.  16. 

anzi  che  io  uscissi  di  questa  camera,  proposi K  ^V.  la,  76. 

vedere  le  loro  parole  usare  mischiate  di  sospiri K  A^.  z8.  44. 

colui  ...  dì  questa  vita  uscendo  ...  se  ne  gÌo K.  AT.  aa.  6. 

dico  che  tutti  i  mici  sospiri  uscwan  parlando F.  7^.  35.  33. 

però  che  quasi  tutti  diceano  nel  loro  uscire PC  TV.  40.  ai. 

anzi  eh'  egli  uscissero  di  questa  ciltade K  /V.  41,  94. 

nella  fossa  .  .  .  della  quale  uscire  non  sanno C.  ì.  xs.  39. 

Se  .  .  .  per  le  finestre  d*  una  casa  usasse  fiamma  .     .     .     .     .     .     .  C.  !.  Xfl.  a. 

chiama  e  domanda  la  mia  nave  usare  di  porto C  li.  I.  5. 

siccome  usare  di  porlo .    .  C  iv.  9.  ta8. 


USCIRE                                                                                  ^  696 

Or  fa  .  . .  che  della  mia  tomba  Io  esea  fuora  .     .                   .    .  S.  /*.  cL  1 13. 

nato  Etcroalmcntc,  e  Dio  di  Dio  uscio P.  F.  «7. 

non  risponde  .  .  .  Per  lo  mal  e*  hanno  in  uso Camm.  xàx.  to& 

ut.     Ut  gravis  mca  spina Cs«a.  zzL  4a. 

utile.     Ma  pcrxicché  *I  mio  dire  mA7  vi  sa Cmts,  z.  53. 

sicché  possa  ...  del  suo  frutto  r4snn  la  dolcezia C  ir.  ai.  13^ 

uKìrt  le  pare  dclf  alber^  . . .  uacirt  le  pare  dì  cammino  . . .  usart 

le  pare  di  mare C  ir,  aBL  51,  50.  Sa- 
ncii* usata  del  popolo  d*  Israele  d*  Egitto C  u.  1.  59. 

nella  uscita  dell'  anima  del  peccato .«..Culi.  64. 

come  pargoli,  senza  uso  di  ragione Ci.  4.  41. 

lo  Volgare  seguita  m^ ...CL5.  104. 

V  utilità  dell'  uso  della  cosa  donata C  i.  8.  58L 

non  acquistano  la  lettera  per  lo  suo  mso C  i.  9.  ai. 

Questa  sentenza  non  possono  avere  in  uso .........  C.L9.  54. 

fu  tanto  a  dire  cortesia,  quanto  uso  di  corte Cu.ix.  65. 

in  tanto  quanto  certi  vocaboli  .  .  .  sono  in  uso      .......  C.  n.  14.  85. 

Filosofia  è  uno  amoroso  uso  di  Sapienza C  dì.  xa.  95. 

U  quale  Amore  manifesto  é  nel!*  uso  della  Sapienza,  Ìl  quale  uso 

conduce C  iii.  13.  iltf  tt& 

ha  . .  .  per  composto  dell*  uno  e  .  .  .  1'  mso  di  Speculazione    .    .     .  C  ni.  14.  xow 

procedono  .  . .  dal  nAn  conoscere  V  Ètso  del  tempo C  ir.  a.  90. 

filosofiOf  che  è  .  .  .  amoroso  uso  di  Sapimaa    , C.  ir.  a.  15^ 

un  verbo,  molto  lasdato  dall'  uso  in  grammatica C  ir,  6.  X9l 

da  quello  uso  partire  è  partire  da  esstrt C  iv.  7.  tax. 

non  si  parte  dall'  ttso  della  ragione  chi  .  .  .T C  tv.  7.  xa3,  ta^. 

trasmutata  negli  altri  per  MJD  dì  larghezza C  iv.  13.  14X, 

se  la  mente  si  diletta  .  . .  nell*  uso  della  cosa C.  iv.  99.  $3. 

Dunque  ...  in  quella  cosa  . . .  £  T  uso  . . .  dilettoso C  ir.  as.  ^ 

L*  uso  del  nostro  animo  è  . .  .  dDettoso  a  noi C  iv.  aa.  8fik 

Veramente  V  uso  del  nostro  animo  è  doppio C,  iv.  aa.  x«^ 

E  questo  uso  e  quell'  altro  è  nostra  Beatitudine  e C  ìv.  aa.  XX4. 

di  questi  tési  y  uno  è  pÌ6  pieno C  iv.  aa.  134. 

il  quale  ...  è  uso  della  nostra  nobilissima  parte C  tv.  aa.  137, 

questa  parte  ...  Io  suo  uso  avere  non  può C  iv.  aa.  X41. 

Dt.    itmpus  4St  ut pnuitrmittantur  aimulacra  uostra K  AT.  la.  ai. 

atOe.     dove  cotal  consiglio  fosse  uHU  a  udire K  iV.  a.  59. 

Non  domandar  più  che  uiih  tisìa.     ..     ...     .     .     ..     .     .  K.  iV.xx4a. 

la  seconda  è  dare  utili  così C.  L8w  za. 

dare  cose  non  utUi  al  prenditore ....••.CÌ.&o^ 

cioè  a  dire  , .  .  che  sia  w/iZr  ...••.••.    .....Ci.  8.  37, 

il  dono  .  . .  conviene  essere  utik  a  chi  riceve C  i.  AL  4> 

muovere  la  cosa  d'  un  luogo  dove  sia  utHt^  e  portarfa  in  parte  dove 
sia  meno  uHU . , .  porre  la  cosa  in  parte  ove  sia  meno  «/■ilr,  ma 

...  in  parte  ove  sia  egualmente  uHU C  i.  6.  68>  69,  7%  7> 

se  esso  non  ò  più  uOU  a  usare  al  ricevitore C  L  8^  79. 

il  dono  conviene  essere  w/rHW  a  chi  *l  riceve C  t.  8:  fia, 

conviene  a  lui  essere  uHU CL8L  90. 

conviene  essere  utiU  a  chi  riceve  ...    « C  L  8. 98. 

dirizzarsi  ad  esso  non  si  può,  se  non  sìa  utiU C  t.  BL  xnw 

non  sarebbe  stalo  datore  .  .  .  d'  utHt  dono  . .  .  perocché  nulla  cosa 

è  UtiU,  se  non Cs.9.40, 41. 

che  'I  Volgare  darà  cosa  uttU Ci.91.  64. 

secondochè  il  suo  bene  è  .  .  .  utSe  al  uModo C  ia.  >  7. 


I 

■ 

I 
l 


697  ^^^^^^^^  VALENTE 

vacillare.    E  chi  altramente  vadiiando  crede P.  F.  4$. 

vae.     ya*  onuii  meo  nervo , Cans.  xxi.  33. 

vaghezza.    Che  U  ...  La  gran  vagMtaaa  pur  mi  rìeonducc    ....  .Som.  xjczv,  4. 

va^O.     La  ,  .  .  figura  .  . .  Vaga  di  sé  rocdcsma  andar  mi  fané.     .     .     .  Catta,  xi.  34. 

Un  lume  da'  begli  occhi  end'  io  son  vago .  BaU.  iii.  5. 

L^  altra  ha  bellezza  e  vaga  leggiadria Stm.  xxx.  5. 

Io  son  si  vago  della  bella  luce Son.  xxxv,  r. 

E  tanto  son  del  mìo  tormento  vago Som,  xxzix.  7, 

Se  vedi  gli  occhi  mici  di  pianger  vaghi Som.  xlix.  z. 

Io  scrissi  .  .  .  rime,  Quanto  piti  seppi  dolci,  belle  e  vagk*      .     .     .  P.  F.  a. 

valente,    r  fui  Nepote  o  figlio  di  cotal  valenk C  iv.  Con»,  ili.  36  ;  7.  15. 

E  simil  face  in  donna  uomo  vaUttU y,lf.ao.a6  {Som,  z.  14). 

OtDe.    come  la  bontà  e  la  virtù  della  ...  è  agli  altri . . .  Hfiie  :  e  prima, 

come  ella  è  uti/e  all'  oltre  donne C.  iii.  7.  149  {bis), 

narro  com*  ella  è  tttiU  a  tutte  le  genti C.  iii.  7.  155. 

la  qua!  più  che  tutte  altre  cose  è  utiU  alia ,     .     .  C  ììì.  7.  158. 

due  cose  che  parevano  utiU  a  vedere C  iv.  17.  a. 

Onde  .  .  .  utile  ...  fu  più  per  quello  cammino  procedere  .     .     .     .  C.  iv.  17.  196. 

porgere  i  suoi  bcnefìciì  quanto  puote  più  al  ricevitore  utili    ,     .     .  C,  iv.  aa.  5. 

intendo  questo  mio  Convivio  ,  .  .  rendere  utiìt C.  iv.  aa.  8. 

che  più  H^rVf  ragionamento  fare  non  si  può C.iv.  aa.  la. 

lungo  .  .  .  per  le  utih  digressioni  che  contiene C.  iv.  34.  184. 

sì  richiede  non  pur  a  sé,  ma  ad  altrui  essere  uìilt     ....  .  C.  ìv.  37.  31. 

perchè  a  loro  sarà  utilt  la  sua  sentenza C.  iv.  30.  56. 

utilissima     Onde  .  .  .  questa  figura  è  bellissima  e  uMissinta  .    .    .     .  C.  iii.  io.  64. 

sicché  r  una  coli'  altra  congiunta,  u/ilissim*  .  .  .  sono C  iv.  6.  x6a. 

Onde  .  ■  .  utilissimo  .  .  .  é  questo  segno  vedere C.  ìv.  aa.  sa. 

otìlJtà.    quando  . . .  grandissima  utilità  ne  segue  altrui C.  L  a.  loa. 

Questa  letizia  non  può  dare  altro  che  utUità C.  i.  8.  53. 

che  .  .  .  rimanga  1'  utilità  dell'  onestate,  che  é  sopra  ogni  utilità  . .  . 

che  al  ricevitore  vada  V  utilità  dell'  uso C  i.8.  56,57, 58. 

1*  utilità  suggella  la  memoria  dell* C  i.  8.  91, 

conviene  essere  nel  dono  T  utilità  del  ricevitore C.  i.  8.  114. 

a  utilità  di  loro  e  di  loro  discenti C  ii.  i.  45. 

£  voi,  a  cui  utilità  ...  io  scrivo C.  iii.  5.  305. 

questo  conviene  essere  o  per  H/f7fVtì,  o C.iii.  11.  79. 

siccome  r  amistà,  per.  .  .  fatta  o  per  utiiitàj  non  è  amistà  vera. .  . 

cosi  la  Filosofia  .  .  .  per  utilità  non  è  vera  filosofia      .    .    «     •  C.  iit.  11.  90,  93, 

colui  eh*  ò  amico  di  Sapienza  per  utilità C.  ili.  ix.  104. 

quella  cb'  é  per  utilità,  meno  amistà  si  può  dire C.  iiL  ti.  itt. 

che  non  fieno  senza  utilità  e  diletto  grande C.  iv.  4.  137. 

quello  chi  senta  utHilà  ,  .  .  i  da  laudan C  iv,  6.  92. 

vaghezza,     ma  nel  suo  aspetto  contentane  la  sua  vagfuMMa    .    .    .    .  C  iii.  la.  109. 

vago,     questi  cotalì  tosto  sono  vaghi C  i.  4.  37. 

valente.     la  fanno  parere  . . .  meno  vaUntt C.  Ì.  4.  80. 

ciascuno  che /igìiuolo  sia  o  tupote  d*  alcuno  valtnh  uomo  .     .     .     .  C  iv.  7,  zo. 

Quale  di  costoro  si  dee  dicere  vaUnt*  ? C.  iv.  7.  77. 

Perché  non  sì  chiama  non  valenti^  cioè  viUt  Rispondo  :  perché  non 

vedente^  cioè  tn/r,  sarebbe  da  chiamare  colui C  iv.  7,  80,  da. 

colui  che  vaUntt  antìcesaore  ha  avuto C.  iv.  7.  94. 

*  La  vìa  de*  giusti,  cioè  de*  valenti . .  .  procede  .  . .  '     .     .    .     .    ,  C.  iv.  7.  99. 

siccome  li  cuori  de' uoZm/i' uomini C.iv.  11.  itS. 

per  meraorìa  d*  alcuno  valente  uomo C  iv.  09,  57. 

che  '  '1  figliuolo  del  valmte  uomo  dee  . .  •* C.  iv.  39.  73. 


VALENTE 


698 


valere.     £  dod  mi  tmUt  eh'  io  ne  fossi  accortA C.n.  Cmma.  L  38  ;  1*.  ^ 

Ha  se  r  uiw  vai  ciò  che  P  altra  c<a/r  ....      C  ìv.  Cans,  ìiL  98  \hi*)  ;  eBl  37  CiO^^ri 
Fassi  dinan2Ì  .  .  .  Virtù  .  .  .  P«r  allettarlo  a  sé  ;  ma  poco  voU    .     .     Cmns.  x.  10^      ^H 

e  non  fa/eh*  aom  si  chiuda,  NA  si  dilung^hi G>k«.  xii.  9.  * 

Perocché  s*  io  procaccio  di  vaitn Gm*.  nv.  59. 

Sono,  che  .  .  .  Credon  capere^  VaUrr —  là,  dove Cmmm.  xu.  a& 

Come  persona  ...  cui  virtute  e  nobiltà  non  v^ Cvttt.  JO.  n. 

che  rat  xittt  com^  erba,  Vmluf  ha  già  in  drizzar  monti Séti,  rt.  ac^  ss. 

Amor  .  .  .  Contro  cui  non  vai  forza  —  oè  misura    .......      BaS.  ir.  «4. 

£  non  le  vai  perchè  dorma  calzata  Merzè  del  copertoio Sem.  lu.  7. 

Che  il  Padre  ed  il  Figliuolo  un  solo  Dio,  Con  .  .  .  ciascun  naZr    .     .     P.  F.  73. 
Perchè  V  uom  si  riputa  valtr  mcg^lio  Del P,  F,  1S5. 

valle.     Così  m*  bai  concio  .  .  .  Nella  ra/ir  del  6uzne CmmM,  ai.  60. 

Che  se  n'  allegraa  vùUi^  piani  e  colli  ...........     Ssai.  tr.  17. 

valore,     lo  dico  chr,  pensando  il  suo  mi/orv       .     .     .     .     .     .     K.  /IT.  iql.  94  (C«ul  L 

Che  vedestù,  che  tu  non  hai  vaion  t V.  N.  23.  153  ''^Csiaa.  n. 

Però  quando  mi  toglie  si  '1  vaion K.  A*.  aS.  18  (f.  C 

Il  del  che  segìic  lo  vostro  vahrt C  H.  Caa*.  L  4  ;  7.  41 

E  *I  parlar  nostro  che  non  ha  vahrr C  iiì.  Cmm.  ìL  17  ;  4.  lao. 

Come  r  atto  valor  eh'  ella  possiede  È  oltre Cim.  CmuL.  i.  o> 

E  dirò  del  uUorr,  Per  lo  qual C  nr.  Camm.  m.  ul 

Che  là  s*  apprende  più  lo  suo  vaiort Cffar.  ìx.  3. 

È  sua  beltà  del  tuo  valor  conforto Caica,  ìx,  99^ 

Perocché  il  suo  valor  si  pure  avanxa C^m*.  xiv.  4. 

Kè  dentro  a  luì  sent*  io  tanto  valort CsmM.  svi  7, 

Lo  cui  sommo  vahrt  ali*  intelletto  Mostra Gow.  xriL  30. 

di  chiamare  a  ritroso .  .  .  Per  nome  di  vaiarti  Cioè  di  leggiadria  Cvm.  xxx.  is. 

Se  non  fosse  eh*  Amore  ...  le  dà  valoft BmU.  tìL  1^ 

La  qual  m*  ha  tolto  il  cor  per  suo  twforv ffaff  z.  4. 

Altro  folle  ragiona  il  suo  valort K  W,  13.  39  (Sdhl  m.  4). 

valente,    chi  uno  valtni*  uomo  infama C  rv.  a^  76. 

valere,     le  sue  cose  crede  valtrt  poco Cuti.  143. 

tanta  .  .  .  che  alcnno  conforto  non  mi  vaUa C  ii.  1^  9. 

poiché  né  il  mio,  né  1'  altrui  consolare  vaku     ..•.••..C.H.C3.t& 

doè  fera  e  dàsdignosa,  che  tanto  vait Ciu.9.43. 

tanto  vioU  come  in  Greco  filoa  dire  aMuiiorv  io  Latino  .  .  .  ODde>Uoa 

e  aojia  tanto  vah  quanto  atmaiort  di  aapùnsa C^  ai,  xi.  47, 51. 

AuttHtin^  che  tanto  ra//  in  Latino*  quanto C  iv.  6.  41. 

vedere  che  Autortiad*  vaU  tanto,  quanto C  iv.  6.  4&. 

P^nfiattHn,  che  tanto  vaU  quanto  Deambulatori C  iv.  6l  14*. 

^  egli  appare  che  t'  una  vaglia  quanto  1*  altra      .......  C.  hr.  18^  3^ 

che  se  V  una  milr  quello  che  1'  altra  e  più C  ir.  18.  64. 

se  Nobiltà  volt . . .  più  che  Virtù C  ir.  19.  17. 

E  se  questo  non  è  .  .  .  poco  volt  la  sementa    . C.  tv.  ai.  104. 

Né  il  mostrare  varrwbbe,  se  .  .  .  non  fosse C.  ìv.  04.  197. 

vallttidine.    cioè  ...  e  quasi  perpetua  ymliimifne C  iv,  19.  44. 

vallare,     quando  con  ...  e  con  certo  giro  vallava  gli  sbisai   ....  C.  ad.  15.  170^ 

valle,     che  essi  sieno  siccome  valli  voHe  ad  aquilone C,  iw,  Mk  7^ 

valore.     [P^etUsti  al  mio  parrrt  ogni  valort K  AT.  3.  RU.] 

quand'  io  penso  lo  suo  valore y.  N,  i^  143. 

la  presenza  fa  la  persona  di  meno  valore  cW  ella  non  è      .     ■     .     .  C  L  4.  xo. 

gran  cose,  cioè  Io  valore  della  loro  stella      .....  ...CìLl,  A6. 

miranti  e  disaminanti  lo  valore  di  questa  Donna  ....  .     .  C  ni.  a.  7^ 

dico  che  dirò  di  quello  valort C  nr.  a.  94. 


valore.     E  cosi  sraortu,  e  d'  ogni  vahr  voto^  Vegno  . 

La  gentil  donna,  che  per  suo  vahn  Fu  posta  .     . 

Entro  quel  punto,  che  lo  suo  vahn  Vi  trasse   .     , 

E  la  sua  vita,  e  tutto  il  suo  valore.  Mosse     .     .     . 

Gli  occhi .  .  .  non  hanno  vahr*  Di  riguardar    .     . 

Che  sentir  prima  questo  gran  \Mxhn   ^ 

L'  una  ha  in  sd  cortesia  e  vaiott      .     . 

Sé  diffinir  qual  fosse  il  suo  valore  .     . 

Quando  trovate  donna  di  valore  .  . 
VBIoRMKX  Ed  è  possente  e  vahrosa  assai 
Tanc^gtere.     Col  numero  .  .  .  Che  infìnito  patugg-ta 

vanità.     La  vostra  vanità  mi  fa  pensare 

Vanna.     Io  vidi  monna  Vanna  e  monna  Bice  Venire 

E  monna  Vanna  e  monna  Lagìa  .  .  .  ponesse  . 
vano.     E  se  non  vogU  andar,  siccome  vana      ,     .     . 

Ed  ascoltando  le  parole  vane    ...*•». 

vidi . .  .  Nel  vano  immaginare,  ov'  io  entra!     .     , 

È  manifesto  i  lor  diri  esser  vani 

Qual  con  tardare,  e  qual  con  vana  vista  .  .  .  Volge 

Che  hanno  fatto  il  tuo  fior  sudicio  e  vano  .     .     . 

E  perdi  per  lo  vano  il  ben  sicuro 

Che  longamente  sospirando  in  vano 

non  pigliamo  In  van  giurare  o  in  altre  simil  cose 
vantare.  Però  nessun  si  vanti  Dicendo  .... 
vapore.    Versan  le  vene  le  fumìfere  acque  Per  li  vaftor 


VAPORE 

.     .    r.  N.  i6.  33  {SoH,  ix.  io), 
V.  N.  35.  49  (Son.  xviii  [i«].  a). 
y-  N-  35-  47  (-Som.  xviil  [a*].  3). 
V.  A^'  39<  7t  {Som,  xxji.  is). 
.      K  N,  40.  53  (-Son.  xxiii.  3). 
.     .     .     Som.  zxvìL  II. 
.     .     .     Son.  xacx.  3. 
.     .     .     Son.  xxxviìi.  4. 
.     .     .     Son.  xliii.  xa. 
.     .     .     Son.  \.  4. 
.     .     .     Cang,  X.  73. 
V.  N.  38.  43  (5oM.  xxi.  9). 
y.  N,  04.  58  {Son.  xiv.  9). 
.     .     .     Som.  xxxii.  9. 
y,  N,  19.  83  {Cans.  i.  64). 
K  /V.  33.  130  (CanM.  ii.  5). 
y.  N,  33.  171  \CaHM.  il.  44). 
Cana.  iiì.  75  ;  15.  98. 
.     Cans,  X.  1 19. 
.     Cana.  xviii.  33, 
.    Son.  xxxvii.  14. 
.    S.P.ci.  14. 
.    K/-.  158. 
C  iv.  Ctffu.  iii.  Ila. 
Catui.  XV.  54. 


I 


valore,     avvegnaché  valore  intender  si  possa  per  piCi  modi 

qui  si  prende  valont  quasi  potenza  di  natura     .... 

la  opinione  .  .  .  esser  vana,  cioè  senza  valore    .... 
vanagloria,     la  terzo,  cupidìtà  di  vanaghria 

La  terza  setta  ...  si  fa  per  cupidità  di  vanaghria     .     . 
vaneggiare,     di  ciò  che  li  mici  occhi  avcano  cosi  vatttggiaio 
vangel<l)0.     siccontc  appostare  si  può  nel  Vangtlio    .     .     . 

nel  principio  del  Vangrlio  di  Giovanni  si  può  .  .  .  notare 

però  sì  legge  nel  Vangtlio  di  san  Matteo 

Cristo  V  afferma  ...  nel  Vangelo  di  Luca    ..... 

dinanzi  è  scrìtto  a  queste  parole  del  Vangth    .... 
Q:  evangeUa 
vanità,     più  volte  bestemmiava  la  vanità  degli  occhi  miei  . 

I  appare  che  della  loro  vanità  furono  .  .  .  guiderdonali 
per  vanità  o  per  superbia  si  fanno  meno  belle  .... 
vano,  com*  io  fui  levato  d'  una  vana  fantasia 
Appresso  questa  mia  vana  imaginoiione 
che  cotol  desiderio  ...  e  vana  tentazione  paressero  distrutti 
Boezio  giudica  la  popolare  gloria  vana , 
^v  se  la  nostra  speranza  fosàc  varui , 
^Hae  .  .  .  per  li  vani  abbandonasse  U  . . .  delti  fruttiferi  . 
è  manifesto  .  .  .  che  i  detti  di  costoro  sono  vani  .  ,  . 
dico  essere  manifesto  la  opinione  .  .  .  essere  vana  .  . 
i  aoCK^ugne,  che  lo  cori  li  giudico  . .  .  vani  .  .  .  .  . 
VMttbareh  li  quale  modera  noi  dal  vantare  noi  oltre  che  siamo 
vaporabile,  r  amido  è  .  .  .  sìcch'  è  meno  vaporabiU  .  . 
vapQtare.  dal  vento  secco  che  vapora  la  dolorosa  povertà 
vapore,  la  spessezza  e  rarità  dcUi  tu^n  che  *1  scgiiono  . 
1*  acccndimenlo  dì  questi  vapori  significa 


C.  iv.  a.  96. 
C  iv.  a.  97. 
C.  iv.  15.  183. 

Ci.  11. a. 

Ci.    II.    I03. 

V.  N.  40.  48. 
C.  ii.  I.  46. 
C.  iii.  14.  63. 
C.  iv.  16.  109. 


C.  iv.  17.95. 
C  iv.  17.  103. 


yV.  38.  6. 
N.  40.  35. 
iii.  15.  143. 
N.  a$.  A 14. 

Ar.a4.x. 
iV.  40.  40. 

i.  11.57. 
ii.  9-  8^ 
iiì.  la.  60. 
iv.  15.  105, 
iv.  15.  183. 
iv.  15.  185. 
iv.  17.  56. 
iv.  34,  5». 

1.3-36' 
ii.  14.  167. 
u.  14.  171. 


VAPORE  7^ 

vapore*     Credendo  far  .  .  .  Esser  le  efuerre  de'  va/Km  actme  ....     Som.  zxzri.  & 

vaiietate.     Ed  hanno  in  lor  si  g^ran  varutaU K.  M  13.  37  {Som.  n.  *> 

vario.     E  diffamava  con  parlare  xtario S.  P,  cL  aj, 

vascello.     E  messi  ad  un  vascél,  eh'  ad  o^i  vento  . . .  «ndasse  .     .     .     Sem.  xxxii.  3. 

VHWtBllnggto.     LieUmente  opra  suo  gran  vassaUaggio Coms.  x.  35. 

veccbio.      Non  le  addivien  per  omor  eh'  abbia  vftxhi ScM.  lo.  r& 

vec&     Qui  giugocrà  in  vtct  D'  una  eh'  io  xidi    .........     Comm.  xSL  80, 

vedere.  K.  W.  19.  35  {Cans.  L  ifi),  47  i_Cmi3.  L  aS),  54  (Cmmm,  L  35%  57  (Cvul  i.  38), 
74  {CoHM,  i.  55)  ;  33.  131  (Cww.  ti.  4),  C48  {Cams,  ii,  ai),  153  (Cmul  fi.  afi), 
157  (Gnu.  ìi.  30),  170  {Cams.  ii.  43),  173  {Cams.  ii.  46^  176  (Gm*.  u.  49), 
185  (CaM.  ii.  58),  191  {C0ms.  ii.  64),  193  (Cam»,  ii.  66),  195  (Cémm,  a.  68), 
I99(Cbmj.  ìi.  79),  904  {Cana.  iu  77),  aio  (Cwm.  ii.  83);  a8.  96  (/*.  C  tj); 
39.  67  {CmmM.  ili.  07),  8t  (Cohm.  iìi.  41),  99  {Citns.  iii.  S9)t  108  CC«kv.uì.68\ 
109  (Gma.  iil  69)  ;  34.  99  (Cbh*.  iv.  3)  ;  C  ii.  Cmau  ì.  17,  34,  34,  49;  3. 
Catta,  ii.  19,  33«  38,  86  ;  ìv.  Outs.  iìL  44,  xo6,  117,  140  ;  Caitft.  ix.  55;  X.  7% 
ioa  ;  xi.  4a.  43,  48, 68,  77  ;  lii.  53  ;  «ii.  37,  46,  81  ;  xiv.  71  ;  jctìL  t&^M*^ 
33,  57,  61  ;  xviii.  aa  ;  lix.  43f  44  :  ».  a8,  36,  6a,  90  ;  Sat  i.  35,  36  ;  ò. 
I»  4h  57.  59;  ili.  ao,  38,  34,  36  j  iv,  i,  33»  34;  ^'^  AT.  la.  113  (fiaU.  i.  3i)S 


4 


vapore,     grande  quantità  dì  questi  vapori  seguaci  della  stella  .     .     .     .     C  ìi.  14.  179^ 

g;ti  spiriti  umani,  che  sono  .  .  .  vapori  del  cuore C.  iL  14.  189. 

uno  raunamento  di  vapori C  ìi.  15.  65. 

Trasmutasi  .  . .  per  li  vapori  della  terra C.  in.  9.  laa. 

variare,    vedemo  . . .  molti  vocaboli  essere  .  . .  twnoH C  i.  5.  59W 

la  quale  si  varia  per  le  costellazioni C  tv.  ax.  64. 

variazione,     perchè  queste  variasiom  sono  negli  uomini C  ù  6.  acx 

r  altra  sì  è  la  varioMÌont  della  sua  luminosità C.  ii.  14.  76^ 

il  secondo  è  la  varioMÌom  dell'  opinione  della  gente C  ir.  3.  33. 

veCChleiOBL     Tullio  ...  in  quello  libello  tUBa  ytcdùtMMa C  ìL  9.  67. 

dove  tratta  .  ,  .  di  VecckiesMa* C  ìv.  33.  86. 

'  senza  tristizia  è  la  morte  eh*  è  nella  vtcdntMM  ' C  iv.  aSL  34. 

vecdlto.     testo,  che  nell*  Arte  vtetkia  ...  sì  trova C  ìi.  14.  105. 

Nella  Vecchia  dice,  che  la  Galassia  non  é C  ii.  15.  68. 

nel  princìpio  del  vncMio  Digrsto C  ìv.  9.  87. 

vei^gna  non  è  laudabile,  né  sti  bene  ne*  wedd C  iv.  19.  85. 

Enea  .  .  .  quando  lasciò  li  vecchi  Trojani C.  iv.  9&  95. 

il  Vecchio  .  .  .  dee  essere  giusto C  tv.  a6.  zsA. 

Onde  dice  Tullio  ...  in  persona  di  Catone  twccAtb    ......     C  ìv.  97.  I5a. 

Mostra  che  Eaco  vecchio  fosse  Prudente Cvr.  97.  r63. 

Odi  che  dice  Tullio,  in  persona  di  Catone  ve€tkio C  iv.  a8L  45. 

vece,     eh'  è  fatto  in  twcv  dì  servo C  i.  5.  37. 

vedere.  V.  A',  a.  14,  46,  49  ;  3-  X4t  «7»  36,  69,  75t  «o6 ;  5-  4.  ^S;  8.  6,  io,  14  ;  9-  «5  ;  ^^ 
14  ;  14-  33,  361  4*.  47  ;  15-  %  Hi  64  i  16-  »6  ;  «8-  >3.  4^  44  i  «9-  «8  ;  ax.  36, 
40  ;  aa.  5,  a4,  48,  49  ;  ^S*  i3t  «9.  33i  35»  S*».  60.  67,  70»  75.  76»  83.  9^  ««i. 
Ila.  lai;  94.7,  16,  04,  71.76:  35.  la,  61  ;  96.  5, 14,  33;  07.  5,  €»  9;  «8.  4; 
3«- 31.  43,  44;  34-4f«a;  35- 7t";  36.  8(«s),9,  14;  37- ><  9;  38^  3.  8;  39- 
19,48;  40.  4,8;  4i'3fS;  43.  >8,  93»  sa,  43;  43.3.  14;  C  i.  I.  45,  60.  XI 
a.  135  ;  3- 73.  78;  4- 5t  33»  34!  =5.  43. 49»  SI. 90:  5.  So.  5*;  8.  93,  41  ;  9.  xa,; 
59,  7a;  IO.  36,  43,  81.  98,  IDI  ;  11,58,  65  (6w),  89;  la.  18,  77,  9»»  9«ì  »! 
691  77;  ìli.  57;  a.  sa;  3.  I,  II,  99,38,  51,  55,60;  4.30,  57»  6»;  5-5S51 
71,  no.  193;  6.  9,  ao,  79,  93;  8.  44,  59;  9.  lot,  104,  195.  137.  198;  la  3^ 
37»  43,  49  ;  ".  83,  91  ;  la.  ao.  33,  56,  60,  68  ;  13.  38.  39,  73;  14,  1.  a,  4, 
ir,  48,  66,  70,  71,  79,  113,  140,  148,  175,  177^  xaa;  15.  15,  ao,  So,  87,  90» 
14I1  183,  185  ;  16.  3,  13,  35,  84,  85,  88,  91  ;  iii.  i.  11,  a8,  37,  41,  71,  to6;  a. 


I 

4 


70I 


VELA 


Ball  V.  8  ;  vi.  6,  03  ;  viit.  a»  4, 6,  9  ;  1.  11,  18,  a6  ;  K  M  3.  90  (Sem.  i.  14)  ; 

8.  30  (So«.  ili.  io)  ;  9.  51  (Som.  v.  8),  53  {Som.  v.  g)  ;  14.  89  {Soh.  vii.  1 1)  ; 

15.  39  {Som.  viii,  3),  36  {SoH.  viii  9)  ;  16.  34  (So«.  ix.  11)  ;  ai.  19  {Son.  xi. 

xi)  ;  aa.  73  {Son*  xii.  5),  75  {Son,  xii.  8),  79  {Son.  xit  la),  80  {Son.  xii.  13), 

8t  (Stm.  xii.  14),  95  {SoH.  xiii.  7)  ;  04.  52  (Som.  xÌv.  3),  58  {Son.  xiv.  9)  ; 

37,  13  {Son.  ivi.  I  ),  14  (Som.  xvi.  a)  ;  36.  39  {Son.  xix.  1)  ;  37.  18  {Som.  xx. 

3),  ai  {Son.  XX.  6)  ;  38.  38  {Son.  xxi.  4)  ;  43.  53  {Som.  xjcv.  6),  55  {Som. 

XXV.  9)  ;  Son.  xxvi.  5  ;  xxvii.  3  ;  xxbc.  i,  8  ;  xxxiiì.  i  ;  xxxv.  13  ;  xxxix.  6, 

9  ;  xUii.  B  ;  xliv.  la  ;  xlvìì.  5,  9  ;  xlviii.  a,  io  ;  xUx.  i  ;  1.  11  ;  S.  P.  xxxvij. 

'3ì  41,  44»  46,  52.  55.  ?6  ;  L  a9  ;  ci.  66  ;  cxxix.  aa  ;  cxlii,  13,  ai  ;  P.  F.  t6, 

ia5,  188  ;   V.  E.  ìi.  13.  96. 

vedovo,    qual  vcntcc  Non  segue  1'  asta  del  vedovo  giglio Cann.  xviii.  39. 

vedata.     Partendo  s*  d^lla  nostra  tWM/a K  M  34.  47  (Co««.  iv.  ai). 

Vegliare,    r  ho  vegliato  senza  dir  parola S.P,  ci.  aa. 

SCf.  veggbiare. 
re.  16,69,  81,  ^ooj  »<»»  "3»  J39.  >4a»  »55;  3-  »8,  34,  33,73,  no,  in,  114, 137; 
4.  aa,  33,  80,  88,  123  ;  5.  4,  la,  18,  37,  36,  37,  67, 89,  las,  143,  r48,  156.  i6a, 
164,  165,  167,  168,  175,  177, 179,  193,  195,  197  ;  6.8,  119,  133  ;  7.  34,30,43, 
73,80,  116;  8.31,57,  141  j  9.  87,  IDI  («.),  106  (*«)  ;  IO.  a,  la;  n.57,  149, 
170,  179,  x8i  ;  13.  43,  83,  84,  87,  89,  90,  93,  1  IO,  113  (A«)  ;  13.  ',  S  »5,  3©» 
70,201;  14-  18,33.31,136,  ia8;  15.  15,43,  50,65.  I45»»09;  iv.  1.4,  58,83; 
0-  3a»37r44.99:  3-  i»67;  4- aSt^So,  59.6a.  ioa,  ia8;  5.  177;  6.6,8,33,48, 
7".  85.97.  "»,  118,  150;  7.  I,  63;  8.  75,  83,  84,99,  ioa,  140,  148,  149;  9. 
1,  31.  34.  130,  149  ;  "■  3a,  71,  76.  8fli  90  ;  13-  6,  aa,  63,  130,  14B,  155,  161, 
170,  193,  304;  13.35,93,153;  14.80,  137,  laB;  «5-  i»9.  '37.158;  16.30,  35, 
48,94,  100,  n3,  119;  17.  I,  a;  18.41;  19.  3.  «9.  74;  ao.  5,  55;  31.37,53, 
loi  ;  33.  17,  33,  36,  91,  116,  143,  158,  197  ;  33.  4  ;  34.  61,  85,  102,  108,  155  ; 
35-  50.  57»  63,  64,  71  ;  37.  X,  17,  44,  61,  9a  ;  a8.  43,  46  ;  39.  9,  70,  81. 
vedova.    V.  vedova 

vedovaggio,     per  lo  quale  vedovaggio  ai  significa  lo  Stnio C  iv.  a8.  117. 

tornò  dal  principio  del  suo  i.fi/(i(/aj;^b  a C.ìv.  38.  118. 

vedovo,  ^L     rimase  tutta  la  sopradetta  cìttade  quasi  wdova  .    ,    ,     ,     V.  N.  31.  3, 
Acciocché  .  .  .  paia  rimanere  viepiù  vedova K.  iV.  30.  xa. 

■          aopra  la  mia  vedova  vita  .    .     .     .    « C  ii.  a.  17. 
malnati!  che  disertate  tv(/<w« C  iv.  37.  1x8. 

Marcia,  vedova  fatta  . .  .  tornò  ...  a  Catone  • C.  iv.  a8.  116. 

veduta,    traendomi  fuori  della  veduta  di  queste  donne K  M  14.  56. 

Ida  cercare  la  veduta  di  costei K  A^  15.  aa, 
credendo  che  mi  difendesse  la  sua  veduta  da  questa  battaglia  .  .  V.  N.  16.  17. 
come  cotal  veduta  .  .  .  non  mi  difendea,  ma V.  N.  t6.au 
passati  costoro  della  mìa  veduta •    •     K  iV.  41.  a8. 

giudicano  secondo  la  loro  veduta '    ,     .     .     C.  i.  4.  37. 

vegetare,    siccome  nelle  piante  vegetare^  negli  animali  vegetar»  e  Mtntiref 

negli  uomini  vegetare^  sentire ...  e  ragionane    .    .    .    .     C.  iv.  7.  113, 114, 11^ 

(vegetativo,    la  potenza  vegetativa  ...  è  fonikmento  ...  e  questa 
vegetativa  potenza  per  sk  può  essere  anima C.  ììi.  a,  96,  loi. 
cosi  la  sensitiva  sta  sopra  la  vegetativa C  iv.  7.  144, 
Germoglia  adunque  per  la  Vegetativa C.  iv.  03.  83. 
Ve^hiare.    siccome  dormire  il  dì  e  fegg/itart  la  notte C.  L  7.  x8. 

non  solamente  vrgghiando^  ma  dormendo    .........     C.  iìi.  x.  8. 

•          chi  fa,  pure  veggkiando,  lo  possessore  timido  e C  iv.  13.  96. 
Quanta  paura  è  quella  . . .  non  pure  vegghiandoy  ma  dormendo ...  1     C.  iv.  13.  99. 
Cf.  vegliare. 
VelA-     io  sono  stato  legno  senza  veUt C  i.  3.  34. 


VELA 


velie.    Che  noo  «emendo  te,  nu  lo  suo  tv/// S.  /*.  zzxi.  70. 

velo.     Vede*  che  donne  U  covmn  d*  un  iwfo K  iV.  «^  195  (Ca«s.  il.  6B}. 

Sì  dì  traverso  che  le  si  Oi  vfìo  ...,,. Cmmm^  xt.  d. 

Levala  su  vestita  del  tao  velo Som.  xlix.  13, 

avendo  innanzi  agli  occhi  il  velo  Dell*  ignoranza S.  P.  xxxì.  la 

che  ...  ni*  hai  tolto  II  veh  oscuro,  tenebroso  e  foeco S.  P.  xxxi.  23. 

VCOa.     £  *I  sangue,  eh'  è  per  le  umtf  disperso Cm».  xn.  45. 

Vcrsan  le  vene  le  fumifcre  acque Céms,  xr.  53. 

Poiché  .  . .  feriste  in  tanto  ...  eh*  io  baUo  di  vtna Som.  xhriL  a. 

vendere^     Qual .  .  .  Volge  il  donare  in  vemdtr  tanto  caro Cmmm,  x.  tal. 

Ornarsi,  come  vendere  Si  volesse .     .  Citata  xix.  34» , 

veadetta.     Che  beli*  ooor  s*  acquista  in  far  vendetta Csics.  xiL  1^ 

Che  i  cuoio  farà  vendetta  della  carne Som.  liii.  4. 

E  di  loro  e  dei  vivi  far  vendetta P.  F.  54. 

veadìcaxe.     lo  mi  vendicherri  di  più  dì  mille Ctita.  za.  7^ 

E  .  .  .  Guarderei  .  .  ,  Per  vendicar  lo  fuggir  che  mi  face     ....  Ciita.  xii.  y}» 

Venere.     Per  contrastar  alla  focosa  Venere 5.  i^  ci.  33. 

venire.    V.  N.  03- 191  {Canm.  u.  64),  904  tOw*.  ii.  77),  906  (Ow».  ìi.  79)  ;  32.  66  {Cmu. 


velA.     cosi  come  il . . .  marinaro cala  le  sue  vele . . .  cosà  doì  dovemo 

calare  le  peie  delle  nostre  mondane  opcraxìoiù C.ìv.  a&  iB^  ao. 

Oh  miseri  e  vili  che  colle  vele  alte  correte  .  .  .  ì C.  nr.  a&  55. 

Certo  .  .  .  non  volle  entrare  colle  vele  alte C.  rv.  aA.  ó& 

questi  nobili  calaron  le  vele  delle  .  .  .  operazioni C  iv.  aB.  63. 

velazoentO.     si  dimostra  la  luce  .  .  .  sotto  alcuno  veiamento    .     .     .     .  C  iìL  15.  iflL 

velare,     che  più  va  velata  de*  raggi  del  sole,  che C  ìL  14.  99. 

e  va  più  velata,  che  nulla  altra  scienza C.  u.  14.  106. 

quivi,  ai-vcgnachè  quasi  velata  ...  si  dimostra C  iii.  S.  78L 

velo,     che  donne  le  coprissero  la  testa  con  un  bianco  velo V,  li,  m^6y 

velodssiiiio.    cagione  . .  .  per  avere  velocissimo  mo\imeDto  .     .     .    .  C.  H.  4.  aow 

velocità,     che  la  sua  velocità  t  quasi  incomprensibile C  ii.  4.  07. 

veltro,     siccome  nel  veltro  bene  correre CuiaLÒj. 

venagione,     il  pescare  sia  sotto  1'  arte  della  venagione C  iv.  9.  144. 

vendere,    che  vende  coir  una  e  compera  coli'  altra    ...  .     .     -  C  i.  a.  6«. 

tuttoché  *1  datore  non  venda C  t,  8^  cat. 

Dico  .  . .  che  ...  tu  noi  dèi  vendere  a'  figlinoli  di C.re.  «7. 81, 

quelli  che  hanno  rispetto  all'  arie  .  . .  vmdtr  puoi C  hr.  «7.  84. 

venenoao.     lo  stomaco  suo  è  pieno  di  amori  nnwnojs     .....  C  L  x.  90. 

Venere,     la  stella  di  Vmere  due  fiate  era  rivolta C  li.  a.  a. 

alla  revoluiione  del  cielo  di  Venere CiLau  64. 

lo  terzo  è  quello  dov*  è  Venere Cii.4.4. 

de' quali  quello  di  FnuTf  sia  il  terzo ^■■•4*4S> 

nel  cielo  di  Venere C,  ìì.  4,  79, 

la  lucentissima  stella  di  Venere C.  ii.  4.  8L 

e  quelli  di  Ventre  siano  li  Troni C.  n.  tit  109. 

dissono  Amore  essere  figliuolo  di  Venere C  iì.  6.  219. 

ove  dice  lontre  ad  Amore  :  *  Figlio,  virtù  mia  ...' Cìì.6l  las. 

dice  che  Venere  disse  ad  Amore C.  ìi.  6.  194. 

sono  movitori  del  cielo  di  Venere C.ii.7.8. 

il  Cielo  dì  Venere  sì  può  comparare  alla  Rettorica C  ii.  14.  iiol 

Venere  e  Mercurio  ...  si  celerebbero  e  mostrerebbero C.  ii.  15.  14&. 

venereo,     alcuna  immaginazione  di  venereo  compiAcimeato      .     .     •     .  C  iv.  ^  76. 

venìens.     qui  venie»ts  dontinabUitr  nuhi *  VI  fi.  a.  »^ 

venire.     K  A',  a.  65  ;  3.  ao  ;  6.  3  ;  7.  6  ;  9.  34;  14,  3,  13,  70,  77  ;  ^S'SSì  i».  39»  57  ;  «- 

a,  8  ;  aa.  46,  84,  88  ;  «3.  33,  43,  71,  74,  85  :  04.  8.  17,  «♦.  3»  J  «S-  «3  C*»)  ! 


703  ^^m^B^^^^  VENUTA 

venire.  ili.  a6),  77  {Catta,  ili.  37),  78  (Catu.  iii.  38),  87  (Gin«.  Ul.  47"^  (  34. 38  {Can». 

kiv.  la)  ;  C  ii.  Cama,  i.  13;  iv.  Otn^.  iii.  79,  Ba,  96>99, 109;  Cw.  ìx.  aS,  48  ; 
X.  18,114;  xj.  16,  83;  xui.  57,59;  IV.  I  ;  xvì.  9,  14,54,64;  xvii.  11,  17,58; 
XX.  I,  X7  ;  xxi.  35  ;  Sfsi,  ì.  16  ;  ii.  43  ;  Bait.  iv.  15  ;  vi.  a,  14  ;  viti.  16;  K  N. 
3.  78  (SoH.  i.  a)  ;  7.  33  (Som.  ii.  16)  ;  9.  50  {Soh.  v.  7),  53  (Som,  v.  io)  ;  15. 
09  (Som,  viti,  a)  ;  16.  24  {Son.  ix.  x),  a6  (Son,  ìx.  3),  34  {Soh.  Ìx.  ii)  ;  aa.  70 
(Som.  xii.  3),  76  (Som.  xii.  9"),  94  (Soh.  xiii,  6)  ;  34.  53  {_Sqm.  xiv.  3),  57  {Soh. 
xiv.  8),  59  {Soh.  xiv.  10)  ;  a6.  43  (Som.  xv.  7)  ;  33.  a6  (Som.  xriL  i)  ;  35.  41 
{Soh.  xviii  [1"].  i),  45  {Som.  xviii.  [a<*l.  1),  57  (Som.  xviii.  13)  ;  37.  aa(Son, 
^^  7)  ;  39-  6^  (Som.  xxii.  a),  65  (San.  xxii,  6)  ;  41.  57  (Som.  ixiv.  3)  ;  So». 
xxix.  3,  13  ;  XXX.  a  ;  xxxiii,  3  ;  xL  3,  io,  xi  ;  xii,  1  ;  xlìi.  xo  ;  xlvi.  9;  S.  P. 
xxxl.  75  ;  xxxvii.  39  ;  ci.  43,  49,  xi6  ;  cxlii.  44i  45ì  ^-  ^-  «*• 

^  vento.     Levasi .  .  .  Un  venfo  pcllrgrio,  che  1*  aer  turba Cmms.  xv.  xj. 

^b         che  sue  ragne  Ritira  al  cìel  per  lo  t«M/o  che  poggia Cana,  xv.  34, 

^T         ad  un  vascel,  eh'  ad  ogaì  vento  Per  mare  andasse Som.  xxxii.  3. 

ventre.     Per  li  vapor,  che  la  terra  ha  ne)  ventre Cana.  xv.  54. 

E  'l  frutto  del  tuo  ventre  .  .  .  Sia  benedetto P.  F.  344. 

ventura.     Onde  se  per  ventura  egli  addiviene  Che   . C.  ii.  Cana.  i,  56, 

Vedete  quanto  è  forte  mia  ventura Som.  xxvi.  5. 

Che  credo  tor  la  ruota  alla  ventura Som.  xxxiii.  14. 

venttiro.     Che  s'  io  contemplo  il  gran  premio  venturo   ......     Som.  xxxvìL  9, 

venuta.     Onde  ...  La  sua  venuta  mi  sarebbe  danno Cana.  xvi.  63. 

venire.  26.  3,  7  ;    27.  a  ;    31.  la  ;    33.  a,  ao  ;  35.  x6,  19,  ao,  38  ;  37.  la  ;  38.  i  ; 

4».  u;  43.  6;  C  i.  I.  93;  3-68;  4. 6;  7. 73»  »o3;  8. 53, 79;  n.  5,  30; 

hU.  X.  IX,  73.  74,  77,  78,  84,  87.  93,  I09  ;  a.  15,  33  ;  6.  9,  33;  7.  71,  88, 
94,  98;  IO.  34,  35,  6x,  70;  II.  a9;  14.  «49;  15.  138;  iii.  a.  61  ;  4.  a?, 
103,  113;  5-  «"r  M9t  179;  7.  "37;  8.  89;  9.  9,  68,  91,  loi,  135, 
144;  II.  36,  x6a;  xa.  75;  13.  34,  96,  97;  14.  ai,  60  (Ws),  134;  15. 
184,  185:  iv.  a.  66,  88;  4.  5,  108;  5.  48,  135;  6.  aS,  33,  45;  7. 
63»  70  ;  IO.  3  ;  II.  58,  59,  61,  6a,  64  ;  la.  98,  151  ;  13.  8,  50,  56.  61,  85, 
tat  ;  14.  38,  71,  III.  118,  135, 138, 143;  I5-  ^.  »3it  188;  16.63,  75.76;  17. 
6,  14,  138  ;  18.  3,  34,  59;  19-  «3.  93  ;  ao.  s,  io,  53  ;  ai.  84.  106  ;  aa.  39,  39. 
44,66,  171,  176;  34.  107;  37.  as,  36,  57,  159;  38.  9.  33,  34,  87,  90,  106, 
Iti,  i4a 

ventL C.  ii.  15.  a6i  a8,  35  ;  iv.  34.  39. 

venticinque. C.  iv.  34.  38. 

vftnticinqneaimo. C  iv.  84.  13. 

ventftdne. C.  ìi.  15.  ai. 

ventitfneaimo. C  iv.  a6.  33. 

ventinove C  ìi.  14.  337, 

ventiquattro C  LL  3.  46  ;  iii.  6.  15,  34 

ventitré C  ii.  3.  46  ;  iii.  5   139 

I  vento,     che  Giuno  .  .  .  paHò  ad  Eolo  signore  delti  venti f^,  N.  t»$.  75. 
portato  a  diversi  porti ...  dal  vento  secco C  i,  3.  36. 
quanta  rena  volge  lo  mare  turbato  dal  ivN/o C,  iv.  la.  76. 
le  foglie,  che  '1  vento  fa  dimenare C  iv,  13.  103. 
lù  .  .  .  per  lo  impeto  del  vento  rompete ,     .     .     .     .     C  iv.  aB.  57. 

vent'otta C  ii,  14.  96. 

ventre,     è  vituperio  chi  cerca  loro  nel  ventre C.  i.  a.  48. 

'  Ora  .  .  .  che  '1  mio  ventre  è  laiso  ,  ,  .  ' C.  iv.  a8.  134. 

conoscendosi  non  avere  più  ventre  da  frutto C  iv.  38.  13&. 

ventura.    Se  per  ventura  incontra  cAé  tu  vadi  .........    C.  li.  la.  53. 

venuta,     é  nominata  Primavera  solo  per  questa  vmttia  d*  o^    .     .     .     K  ^.  a4.  99. 
nella  sua  Xfenuta  nel  mondo  .  ,  .  conveniva C  iv.  5.  34. 


VENUTA  "^^^^^^^T  ^ 

venata.     Madonna  la  vtHuta  nostra  È  per •    .  Spm.  xL  u. 

ver-veraOi  pnp,  .  Canm.  x.   iia;  xiii.   ii  ;   Stst.  ii.  46;  Baff.    iv.  37:  V^  H»  mu  tt 

{SOH.  li.  3). 

verace.     Ed  avea  seco  umiltà  sì  vrma     .,.,,..       K  -V.  33.  196  (Csau.  u.  69). 

Amor,  si^or  vrracc Cu.  Cww.  i.  51. 

Onde  r  animo  eh'  t  dritto  e  twnHv C  tv.  Caiu;,  ili.  5^ 

Ben  è  v€ruct  amor  quel  che  m'  ha  preso Coau.  xìt.  33. 

parti  tanta  buona  fede  Di  quel  verau  Amor GatM,  xvìì. 

Punisci . . .  qual  verna  Non  segfuc  1*  osta  del Cams.  xtSL 

£Ua  è  verace  insegna Cau*.  xix.  15. 

Che  senza  ...  Nissun  puote  acquistar  iwnwr  loda Catca.  XÌX.9S. 

venconente.     U  qual  veraeentente  t  uomo  e  Dio P.  F.  a$, 

veramente.     Per  lo  qual  veramentt  t  V  uom  gentile C.ht.  Cams.  ni.  t> 

venata,    che  . . .  per  la  tom  mnm/h  in  Siria  suso  e  ...  ti  preparasti     .  C.  iv.  5.  ^u 

ver  -  vem,  prtp C.  ii.  7.  37  ;  iii.  5.  157,  167,  183  ;  ir.  la.  17^ 

verace.     Lo  venut  giudizio  del  detto  sogno  non  fu  veduto K  AT.  3.  105. 

dinanzi  eh'  Ìo  fossi  tornato  in  veraet  cognizione V.  N,  3^  saa. 

10  quale  precedette  la  tvnuv  luce V.  N,  24.  37. 

in  guisa  eh' avessero  erra»  intendimento KA^as.  iir. 

acciocché  la  sua  visione  sia  tTnuv Ciii.  9.88w 

questa  Donna  . .  .  nella  verace  sposizlone  nominata C.  tv.  i.  so. 

la  propria  conoscenza  della  verace  Nobiltà C  ÌT.  1.  60^ 

{anno  .  . .  fruttificare  la  verace  degli  uomini  Nobiltà C.  tr.  t,  97. 

alle  viziate  opinioni  .  . .  acciocché  la  verace . . .  tenga C  iv.  9^  ifltt. 

quanto  la  verace  Scrittura  divina  chiama C  hr.  la.  65. 

sono  diversi  cammini  .  .  .  certi  mcn  verna C  ir.  io.  191. 

r  animo  che  é  .  , ,  verace^  cioè  di  conoscenza C  iv.  13.  157. 

venire  intendo .  .  .  alla  verace  opinione C  iv.  aa.  30. 

veracemente.    In  quel  ponto  dico  veraeetMeitle  che K  A^.  a.  19. 

conciossiacosaché  ivracemente  sia  conosciuto K  AT.  is.  53. 

alla  gloria  etemale  se  ne  gfo  veracefHenfe K.  AT.  a».  7. 

due  stanze  ...  1*  una  per  costui  veracemente f.  AT.  34.  8. 

io  studio  ...  si  com'  ella  sa  Kraermettte K  AT.  43.  7. 

lii  ov'  dia  si  dimostrava  veractmenie C.  U.  13.  47. 

noi .  .  .  attcndemo  veracemente  la  consumazioae CÌL15.XC6. 

veracimlmo.     n'  accerta  la  dottrina  veracissima  di  Cristo C.  ii.  9.  1x4. 

diversi  cammini,  delli  quali  uno  è  veraàssitno C  iv.  13.  iqa. 

veramente.     Veramente  da  questa  .  , .  perfezione  molti  sono  prixitì    .  C  1.  1.  xx. 

Veramente  .  .  .  dico C.  i.  a.  86. 

la  quale  altri  veramente  dare  non  può      ..........  OLa.  tt6. 

Veramente  io  sono  stato  legno Ci.3,  33. 

il  Volgare  servirà  veramente  a  molti C.  i.  9.  09. 

11  dono  veramente  dì  questo  Comento  & Ci.9.49. 

Veramente  li  Teologi  questo  senso  prendono  altrimenti C.  ii.  t.  36. 

Veramente  egli  di  ciò  si  scusa C  ÌÌ,  3.  31. 

Veramente  ...  li  Cattolici  pongono    ^ C  ti.  4.  13. 

Maria  Vergine  femmina  varamente C  ii.  6»,  13. 

sapere  .  .  .  non  potevamo,  né  vedere  veramente C.  ii  6.  ao. 

dentro  veramente  s'  abbellisce Cu.  8.  90. 

Veramente  qui  nasce  un  dubbio C&.9.  aa. 

sapere,  che . . .  veramente  quella  che  viene  per  retta  linea . . .  quella 

veramente  si  vede C.  iì.xaL35,3SL 

verumente  V  un  occhio  1*  altro  occhio  non  può  guardare      .     .     -     .  C  {t.  to.  40. 

Kmimnf/f  per  costoro  dice  Salomone Cii.zx.8x. 


I 


?05  ^^^^^^^^^^^  VERDE 

brerba.     lam  audivìncnt  wròa  mea  Graeci Comm.  xxi.  4. 

reróe.     Per  non  sonarle  infìno  al  tempo  tferdi Camm.  xv.  31. 

Ed  ogni  ramo  vetri*  a  noi  s'  asconde  .     , ,  Cohm,  xv.  43, 

ISé  giamniai  tocca  dì  fioretto  '1   vmit Can*.  xxi.  13. 

£  '1  mio  dialo  però  non  cangia  il  wrdt Sest.  i.  4. 

£  che  gli  fa  tornar  di  bianco  in  twn£r Srs/.  ì.  x  i 

Teramente.     questo  modo  ai  tiene  qui  veramente C  ii.  la.  43. 

la  quale  vt-ranunte  è  Donna  piena  di  dolcezza C.  ii.  16.  30. 

Vemmetite  in  voi  *  la  salute C  ii.  16.  34. 

Amore,  veramentt  pigliando  .  .  .  non  è  altro C  iii  s.  18. 

dico  che  ...  e  veramente  dico C.  Ui,  3.  104. 

»non  m'  accuso,  ma  scuso  verantentt C.  iii.  4.  5». 

È  però  manifcato  me  vtramentt  scusare C  iii.  4.  118, 

questa  è  veramente  quella  perfezione C.  iii.  6.  Si. 

Veramente  ciascuna  cosa  riceve C.  iii.  7.  30. 

questo  piacere  è  veramente  .  .  .  neìV  aspetto  di  costei C.  iii.  8.  40. 

yeramcnte  questa  diSercoza  è  intra  le  passioni     .......  C  iii.  8.  169. 

Veramente  Plato  e  altri  filosofi  dissero C,  iii.  9.  99. 

non  ai  può  dire  veramente  che  sia  in  filosofia   . C.  iii.  13.  59. 

(Veramente  sempre  è  1'  uomo  ...  da  chiamare  filosofo C.  iii.  13.  76. 

Vemmen/e  può  qui  alcuno  forte  dubitare C  iii.  Z5r69. 

Veramente  V  ultimo  verso  ...  si  può  rìdurre C.  iii.  15.  198. 

per  Io  quale  uomo  é  gentile  veramente C.  iv.  a.  95. 

Vframente  potrebbe  alcuno  cavillare C,  iv.  4.  Sa. 

sicché  verttn$ett4e  immaginan  questa  figura C.  iv.  6.  30. 

Veramente  Aristotile  ...  e  Senocrate  .  .  .  limarono  e C.  iv.  6.  131. 

veramente  morto  Ìl  malvagio  uomo  dire  sì  può C  iv.  7.  to6. 

Veramente  ...  da  vedere  è  come C.  iv.  8.  144. 

Krramm/ir  io  vidi  lo  luogo C.  iv.  11.  76. 

Sicché  veramente  non  quietano,  ma  danno C.  iv.  13.  53. 

Veramente  t{M\  snrge  in  dubbio  una  quìstìone C.  iv.  la.  ixi. 

f>ramfM/#  cosi  questo  cammino  si  perde C.  iv.  la.  181. 

Quello  veramente  della  ricchezza  è  .  .  .  crescere C.  iv.  13.  sa. 

nulla  cosa  wnxmrfti^  veggìono  vera C.  iv,  15.  158. 

Queste  parole  posso  io  qui  veramente  preporre C.  iv.  16.  5. 

quando  veramente  è  arcoh    ,     .     .     .     , C.  iv.  16.  84. 

KmiiHni// è  da  sapere  che    .     .     . C  iv.  17.  85. 

Ch^  veramente  è  Cielo,  nel  quale  .  .  .  rilucono C  iv.  19.  36. 

Veramente  dunque  bella  .  .  .  comparazione  fu .  C.  iv,  19.  68. 

Veramente  per  diversi  Filosofi  .  .  .  fu  .  .  .  ragionato C  iv.  ac.  13. 

lingua  dico  veramente  volgare C  iv.  ai,  54. 

Venxmettte  V  uso  del  nostro  animo  é  doppio ,  C.  iv.  aa.  103. 

I       Veramente  di  questi  usi  V  uno  è  più  pieno C.  iv.  aa,  134. 

Veramente  questo  Arco  ...  si  distingue C  iv.  83.  1  ix, 

la  quale  verametUe  è  eolmo  delia  nostra  vita C.  iv,  34.  aa. 

Veramen^  .  .  .  queste  etadi  possono  essere C  iv.  34.  69. 

Veramente  questo  Appetito  conviene  essere  cavalcato C,  iv.  a6.  41. 

veramente  queste  quattro  virtù  .  .  .  sono C.  iv.  37.  14. 

Veramente  questa  bianchezza  è  più  nella  granì C  iv.  39.  105. 

verbo,     da  due  prìncìpìi  :  1'  uno  sì  é  d'  un  veròo,  molto  lasciato   .     .     .  C  iv.  6,  18. 

in  quanto  Autore  viene  e  discende  dì  questo  tvròo C  tv.  6.  33. 

dicono  che  vien  da  un  tMrbc  che  sta  per  conoscere   .     .     .     .     .     .  C  iv.  16.  63. 

questo  adoma  è  veròo^  e  non  nome  :  verho^  dico,  indicativo  del  tempo 

presente C.  iv.  35,  ra^  (Au). 


VERDE  ^^^^^^P  706 

verde,    si  loiaclùa  il  crespo  gUUo  e  *1  v«f4*  SI  bel      .  ...  Sof.  i.  15. 

non  mi  può  far  ombra  Poggio  ...  ni  fronda  vtr^  ...  Sesf,  L  «4. 

Io  r  ho  veduta  già  vestìu  a  ivrd!r 5«C  t  a^ 

Prima  che  questo  legno  molle  e  urrd!r  S'  infiammi  Sai,  t.  3flk 

Sotto  il  bel  vfrxU  la  giovane  donna  Gli  fa  sparir    .     .  ...  Stai.  L  ^ 

Ed  hawene  ona  eh'  t  vestita  a  vtrdt So/,  vi.  4. 

Fra  eh'  io  rinvengo,  i'  son  d'  amor  piii  Vftrd*  Che StA  ni.  xf. 

Che,  togliendomi  il  cor,  rimango  vtrdt S^t.  iiì.  i^ 

ombra  Più  nobìl,  che  non  fc*  mai  foglia  wrd* .Seal  iùL  a^. 

Che  tempo  freddo,  caldo,  secco  e  tvrdir  Mi  tten  giulivo      ....  S«9^,  iìL  as- 

Non  m'  abbandona  Amor,  ma  tjenmì  vtréi Stai,  iki.  3». 

Essendovi  colei,  per  cui  son  iwn^ Smi%  ir.  4. 

come  il  vtfdt  Color  cangia Stat^  ir.  11. 

La  qual  ...  Si  pon  con  fiorì  e  con  foglietta  vtrdt Satt,  hr.  15. 

Coro'  augelletto  sotto  foglia  v*réé Scsf.  tv.  «4. 

E  sed  io  fossi  cosi  umile  vtrtU Ses^  ir.  95. 

mi  par  ...  e  mi  sento  di  vmU Scsf.  iv.  jsl 

cantinne  .  .  ,  Bulli  verdi  arboscelli BmlL  iv.  i^ 

Però  che  1  dolce  tempo  ...  col  sao  vcrd*  viene Son.  xlii  ra 

verdtxm.     Od  io  alcun  che  sua  verdum  serba Caita.  xv.  45. 

Vostro  fio  pregio  mando  —  alla  twr^tcra AaA.  iv.  5. 

verga.    Quando  di  signoria  chiese  la  verga Son,  xliv.  la 

vetrine,  adj,     Sovra  la  vergin  onda  Generai  io  costei Cma.  sz.  49. 

vergine^  m,    che  .  . .  carne  e  vita  .  .  .  prendesse  nella  ytrgm  santa  P.  F,  «o. 

Dalla  sua  madre  vergm  benedetta P.  F.  yK 

Quel,  che  produsse  la  Vergim  in  parto P.  /*.  taéL 

La  Vmbqis  benedetta  po'  .  . .  Laudiamo  e  benediamo P,  F,  «jsl 

Avi  regina  VergtMt  Maria  Piena  di  grazia P,  F,  af  x. 

l^rn^ne  benedetta,  sempre  tu  Ora  per  noi P,  F.  «47. 

vergogna.    Che  dalle  genti  vergogna  mi  porte K.  AT.  38.  93 {Cmi&  S.  sa.V 

chi  non  sa  rimove,  Per  tema  di  vergogMo^  da  follia    ......  Ca«a;.  ix.  4). 

Doglia  e  vergogna  prese  Lo  mio  signore     .......,,  Càn^  xx,  sfì- 

coloro,  Cbe  per  vergogna  cclaa  lor  m«nr«n?ai ^-  ^-  7*  3S  (Sns.  ìL  s8% 

verecundta.     tre  passioni  ...  la  terza  si  i  yerveundim C  Ì9*  »S'É^ 

La  ytrtatndia  t  una  paura  di  dlsonoranzi  . C  iv.  05.  103. 

verga.     Nascerà  verga  della  radice  di  Jesse C.  iv.  5.  4$. 

voi  che  le  vetgke  de'  reggimenti  prese  avete         .......  C  iv.  &  t8r. 

vergine.     Cristo  .  . .  figliuolo  di  Maria  Vergine C  ti.  6.  ]> 

siccome  vedcmo  nelle  vergini C  tv.  «5.  7t. 

che  ...  le  vergini  pallide  e  rubiconde  si  fecero C  iv.  05.  B4. 

Marzia  fii  terginej  e  .  .  .  significa  V  Adolfsanaa C  ir.  a&,  ro^ 

vergogna,     perocché  grande  vergogna  sarebbe  a  colui V.  N,  95.  K 

sei  passioni . .  .  cioè  .  . .  vergogna C  iiL  &  &]. 

perchè  la  vergogna  d*  entro  non  paresse  di  fuori C  ìm.  SL  90. 

quando  V  amico  conosce  che  vergogna  crescerebbe C  uL  nk  óok 

le  laudabili  passioni,  cioè  Vergogna Ct9.  t%^U 

essere  là  dov'  è  vergogna^  cioè  tema  éi  éisonortmaa  .  . .  dove  la 

vergogna  è  buona  e  laudabile  ;  la  qual  verg<^na  non  è  Virtù     C  iv.  19^  76»  16L  7^ 

*  vergogna  non  è  laudabile,  né  sta  bene  oc'  vecchi  né ...  *     .    .    .  C  iv.  19.  84. 

da  quelle  cose  che  a  vergi^gna  gli  inducono •  C.  iv.  19»  9|. 

quando  . . .  nel  viso  loro  vergogna  si  dipigne    ........Civ.  19^97. 

quattro  cose  ...  la  terza  Vergogna ...«.Civ.  94.  117. 

Anche  è  necessaria  ...  la  passione  della  Vergogna  ......  C  iv.  a^  a^ 

perocché  la  Vergogna  è  apertissimo  segno .     .     .  C  iv.  05.  06. 


707 


VERITÀ 


vergogna.     Tutta  dipinta  di  tfergogna  riede Soh.  xliv.  14. 

che  con  vtrgognii  Convìen  che  vadan 5".  P,  vi.  47, 

vergognoso.     E  con  tutta  la  vista  wrgognosa K  iV.  93.  145  iCang.  iì,  18). 

■      In  quanto  vtrgognoat  son  tenute C  ìv.  Cohm.  ììL  107. 

r       Ubbidiente,  soave  e  vtrgogHosa  [È]   .     .     .     .  C.iv.  Còwm.  ili.  135  ;  ag.  16,  33  ;  b6.  8. 
verità.     Di  conoscenza  e  dì  verità  fuora y,N.  9^,  167  {CaHB,  ii.  40), 


vergogna.     Dico  che  per  Vergogna  io  intendo  tre  passioni      .     .     .     .  C  ìv.  35.  39, 

Ile  passioni  .  .  .  che  y^rgogna  .  .  .  sono  chiamate C  ìv.  35,  46. 

dubitò  prima  di  dicere  per  cvr^^a  dct  faUo Civ.  95,  211. 

che  paiono  rimanere  in  vergogna  del  figlio C  iv.  95.  114. 

Per  che  .  .  .  appare  Vergogna  essere  necessaria C  Ìv.  35.  1x7. 

non  pure  .  .  .  Vergogna  la  nobile  natura  .  .  .  dimostra C  ìv.  35.  119, 

vergognare,    piangendo  e  vergognandomi ,  .  .  dicea K  ^,  14.  66. 

I        avvegnaché  io  mi  vergognassi  molto .  K  W.  33.  109. 

P       in  quanto  mi  vergognat/a  di  ciò  che V.  N.  40.  47. 

Vergognoso,     quasi  vergognoso  mi  parti!  da  loro K  -/V.  iB.  57. 

a  pensare  dì  lei  si  con  tutto  il  vergognoso  core V.  N.  40.  18. 

verità.     La  qual  cosa^  secondo  verità^  è  falsa    .........  ^.  W.  35.  7. 

secondo  Tolommco  e  secondo  la  Cristiana  veriià K  ^.  30.  17. 

secondo  la  infallibile  verità  ...  fu       -     .  ■ K.  /V.  30.  36. 

perchè  la  stima  oltre  la  veriià  si  aciampia  ;  e  poi  perchè  la  presenza 

oltre  la  verità  strìnge     .     ...» C.  i.  3.  46,  48. 

partendosi  in  ciò  dalla  verità C  ì.  io.  79. 

commendare  quella  oltre  la  zvrrVd Ci.  11.109. 

ed  è  una  verità  ascosa  sotto  bella  menzogna C  ii,  i.  34. 

la  sua  ailegoriaj  cioè  1'  ascosa  verità .     .  C  ii.  I.  134. 

per  rispetto  della  verità C.  ii.  3.  9. 

avvegnaché  la  verità  all'  ultimo  sia  trovata C  ii.  3.  18. 

secondo  la  stretta  verità .     .  C  ii.  4.  90. 

ciò  eh*  è  detto  della  verità  del  terzo  cielo C.  ii.  4.  loz. 

avvegnaché  la  tvnVd  sia  trovata C  ii.  5.  ti. 

la  Vfrità  ancora  per  loro  veduta  non  fu C  ii.  5.  54. 

gli  antichi  la  verità  non  videro  dello  creature  spirìtumli      .     .     .     .  C.  ii.  6.  a. 

disse  a  noi  la  verità  dj  quelle  cose .     .     .  C  ii.  6.  t9> 

la  dottrina  ...  di  Cristo,  la  quale  è  Via,  Verità  e  Loce .  .  .  Vifità^ 

perchè  non  sofferà  alcuno  errore     .     .     ,     .     , Cu.  9.  115 

per  1'  abito  delle  quali  potemo  la  verità  spccolare C  il.  14.  40. 

ha  P  uomo  amore  alla  writà  e  alla  virtù .     .     .  C  ili.  3.  87. 

questo  amore  era  quello  .  .  .  cioè  di  verità  e  di  virtù     .....  C  ìii.  3.  97. 

a  rispetto  della  veriià^  poco  fìa  quello  che  dirò C  iìi.  4.  33. 

rmgioni,  che  Aristotile  dice  a . . .  afTermare  la  verità C  UL  5.  6a 

nel  quale  ...  la  verità  sì  discorda  dall'  Apparenza    .     -  ...  C  ìii.  9.  46. 

che  mestieri  è  stata  a  vedere  la  verità C  iii.  io.  3. 

pur  secondo  1*  apparenza,  non  secondo  la  verità  .     .     .     .     .     .     .  C  iti.  io.  3}. 

considera  questa  Donna  secondo  la  verità C  ili.  io.  31. 

seguendola  verità^  procedere C.  iti.  io.  87, 

delta  filosoBa  è  cagione  efficiente  la  Verità C  iii.  tt.  139. 

che  per  contemplazione  della  Verità  s*  acquista .  C  ili  11.  148. 

per  r  arte  della  Verità  eterna  .  .  .  concorrono C  iii  14.  140. 

colle  quali  si  vede  la  Vtrità C  ìiL  15.  15. 

ad  amare  li  seguitatorì  della  i>erità C  iv.  t.  93, 

a  quella  cosa  che  più  aiutare  mi  può,  cioè  alla  verità C  iv.  a.  16. 

che  I'  apparenza  dalla  verità  si  discordava C  iv.  a.  34. 

fiUsOf  cioè  rimosso  dalla  verità C  iv.  a.  119. 

Z  Z  2 


118. 


^^^^^^^^F  706 

verità.     Che  verità  di  ciò  non  Ut  cagiona Som.  zlr.  &. 

veritade.     d^  esaudire  11  servo  tuo  nella  tua  ventaA  .     ,  S.  P,  czfii.  5. 

ventate,     ardire  A  voler,  eh*  è  di  vrriialt  amico Ckki.  x.  a. 

Ma  poich'  io  mi  ristrìngo  a  ventale Csms*  xir.  57. 

Che  ciascun  che  vi  mira,  in  ventate  .  .  .  conosce CmiM,  xvi.  51. 

Cosa  che  amica  sia  di  veniate    ....,,......,  Som,  xL  8. 

vermegliO.     Invidia  è  quella,  che  fa  1'  uom  vennero P,  ^.  187. 

vermo.     Difendimi,  o  Signor,  dallo  gran  verme .  S.  /\  vi.  ro. 

vernare.     PotrcW>e  dir  che  là  fosse  ventata  Ove Sem.  UL  3, 

verno,     mentre  Che  durerà  del  verno  il  grande  assalto  .....  Cmc  xv.  58. 

vero.     Non  considera  lei  secondo  M  verv C  iii.  Cova.  ìi.  Sx 

Ha  vilissimo  sembra,  a  chi  '1  ver  guata C.  iv.  Cmma,  in.  38  ;  7.  47. 

Chi  dìfinisce  .  .  .  Prima  dice  non  vtro    .......  C.  iv.  Comm.  in.  49  ;  io.  37. 

verità,     in  quanto  la  verità  meglio  si  £1  apparire C  ir.  a.  13S. 

acciocché  . .  .  b  verità  poi  più  liberamente  sia  rìcerata      .     .     .     .  C  iv.  Ol  lj6. 

che  . .  .  combatt6o  cogli  avversari  della  tPvnAì,  e  poi,  quelli  coovioti, 

la  venta  mostrò C  hr.  &  £40^  14^ 

chiamo  la  yin'tà  che  sia  meco Cir.  a;.  144- 

che  r  anima  .  .  .  contempla  essa  verità C.rv.  a.  157. 

perche  meglio  sì  veggìa  poi  la  virtù  della  l^erùà C.  ir.  3.  68. 

rigidamente  .  .  .  ta  l'fntà  e  la  Giustizia  seguire C  hr.  6.  88l 

per  fondarvi  poi  suso  la  luce  della  venia C.  iv.  8,  a& 

materia  di  turbare  la  venta C  iv.  8.  ga, 

disdire  foonf  [non]  offendendo  alla  tvrileà C  iv.  8.  111, 114. 

in  più  vera  irrevcrenza  .  .  .  cioè  .  . .  dcUa  verità C  iv.  8.  139^ 

Se  due  sono  ^  amici,  e  1'  uno  è  la  verilà,  alla  verità  è  da  con- 
sentire     ,  C  iv.  8.  143, 144. 

che  M  sillogismo  .  .  .  conchiudesse  writà  dimostrando C  iv.  9L  59. 

Potrebbe  dire  alcuno  calunniatore  della  verità C  ir.  za.  tt4. 

essere  tempo  d' intendere  alla  verità C.  iv.  14.  i& 

nella  mente  che  alla  verità  sia  disposta C  iv.  15.  7. 

tempo  è  d'  aprire  gli  occhi  alla  verità C  iv.  15.  lot. 

sono  vam,  cioò  senza  midolla  di  verità .  C  iv.  15.  10& 

alla  luce  della  verità C  iv.  15.  j8i. 

dico  che  é  da  venire  a  mostrane  la  verità C.  iv.  15.  18B, 

ciascuno  vero  rege  dee .  ,  .  amare  la  Verità C  iv.  i6l  7. 

e  il  lume  di  Sapienza  è  essa  Verità C  iv.  td  11. 

Convìeost  procedere  al  trattato  della  Verità C.  iv.  16.  17. 

intende  detcnninarc  d'  essa  Nobiltà  secondo  la  Kn'là   .     .  .     .  C.  iv.  16.  aa. 

La  nona  si  è  chiamata  Verità    .............  C  iv.  17.  55. 

potrebbe  essere  che  la  verità  si  vedrebbe  essere  ia  tutte     .     .     .     .  C  iv.  at.  87. 

potcmo  cosi  ritrarre  la ,^^fit  a  wn'/a C  ìv,  aS.  104. 

veritade.    di  fare  di  questa  . . .  donna  schermo  della  veritade     .    .    .  K  iV.  5.  «3. 

verno,     due  volte  1*  anno  ha  .  . .  due  piccioli  venti C  iii.  5.  189. 

chò  allrìmcoti  è  disposta  la  terra  nel ...  e  altrimenti  lo  verno    .     .  C  iv.  a.  S(6^ 

C^  inverna 

vero.     E  lo  vero  ò,  che  adusate  quivi  erano .     .  K.  ^.  14.  15. 

Vero  è  che  tra  le  parole  ...  si  trovano K  JV.  1 4.  9^ 

Se  tu  ne  dicessi  vem ,     ,     ,     .  K  AT.  iS.  5», 

siccome  da  molti  si  crede,  e  vero  è y,  N.  aau  16. 

bagnandoli  di  vere  lagrìme .     .  K  jV.  »y  48. 

Vero  è  che  morta  giace  la  nostra  donna .  V.  S,  03.  58. 

che  .  . .  cominciai  a  dire  con  voce  vera K  A*.  93,  8a. 

e  non  solamente  cose  vrrr,  ma  cose  non  tvfv .  K.  W.  a^.  64,  6^ 


VERO 


Ob    andar  mi  fané  Colà,  dov'  ella  è  vera Carts.  xi.  35. 

Quella  eh'  è  d'  ogni  ben  la  véra  porta Canm.  xvii.  15. 

Falso  per  vfro  al  popol  tuo  mostrando Cant.  xviii.  io. 

Per  che  ,  ,  .  Tratterò  il  vrr  di  lei Catte,  xìx*  88, 

Di',  che  domandi  Amore,  s'  egli  è  vero V.  N.  la.  109  {Ball.  i.  30). 

yero  è  che  ad  or  ad  or  d*  ivi  discende  Una  saetta Batf.  iii,  7. 

Ch'  io  *\  vidi  lamentare  in  forma  vera K  ^.  8.  30  {Som,  iii.  io). 

Dir  di  lui  in  parte  eh*  assembrasse  iJ  verv Som.  xxxviii.  3. 

Che  9*  egli  è  verOf  tu  ti  puoi  rifare Soh.  Hii.  io. 

non  credeva  esser  .  .  .  Ma  wW  amici  e  prossimi S.  P.  xxxvii,  38. 

perche  tu  se'  colui,  Ch*  ami  lo  tvm    . S.  P.\.  ao. 

La  vìa  dì  convertirsi  a  te  Dio  vnv .S.  P.  1.  54. 

ex     Vero  è  che  ...  io  fo  la  parte  del  core  contro K.  TV.  39.  41. 

potano  della  loro  buona  ricchezza  allì  veri  poveri C.  ì.  x.  65. 

conciossiacosaché  la  vera  intenzione  mìa  fosse C  i.  x.  138. 

non  è  uomo  che  sia  di  sé  twn>  e  giusto  misuratore C  i.  a.  59. 

U  quale  per  si  vero  testimonio  ricevere  non  si  poteva C  i.  a.  109, 

mostrare  la  vera  sentenza C.  t  a.  134. 

non  si  tiene  alli  termini  del  vero C.  i.  3.  57. 

più  .  .  .  che  non  è  la  cosa  immaginata  nel  vero  stato C.  ì.  3.  8x. 

la  fama  dilata  .  .  .  oltre  la  vera  quantità .  C  ì.  4.  3. 

più  che  '1  vero  non  vuole C.  i.  4.  93. 

più  vile  che  1  vero  non  vuole C.  i.  4.  97. 

La  vera  obbedienza  conviene  avere C  i.  7.  6. 

nelli  quali  vera  nobiltà  è  seminata C.  i,  9,  55. 

per  la  quale  le  grandezze  delle  vere  digniladi  e  dcUi  veri  onori,  della 

vera  potenza,  delle  vere  ricchezze,  dell!  veri  amici,  della  vem  .  .  . 

fama  e  acquistate  e  conservate  sono      .     .     ,     C.  i.  10.  53  (bis),  53  (tó),  54  (6u). 
Che  awcgna  essere  vero  secondo  la  lettera  sie  manifesto,  non  meno 

è  vero  quello  che  spiritualmente  s'  intende C.  iì.  i.  61,  6a. 

che  é  Cristo  ,  .  .  uomo  vero C  ii.  6.  15. 

Non  è  vero  che  tu  sia  morta , C  ii.  1 1.  13. 

t  da  procedere  alla  sposizione  atiegorica  e  vera C  iì.  13.  3. 

a)  volentieri  Io  senso  di  •rro  la  mirava C.  iì.  13.  44. 

né  sarebbe  data  loro  fede  alla  sentenza  vera C.  ii.  13.  64. 

perocché  di  vero  sì  credea  del  tutto C  ii.  13.  65. 

dice  che  T  vero  è  il  bene  dello  intelletto C.  ii.  14.  4$. 

questa  non  pare  avere  ragione  vera C.  ii.  X5.  68. 

Di  vero  non  sarebbe  quaggiù  generazione C  iì.  15.  150. 

perfettamente  ne  fa  il  Vero  vedere C  iì.  15.  183. 

veder  ai  può  la  vera  sentenza  del  primo  verso C.  ti.  16.  13. 

e  veto  dice C.  ii.  16.  86« 

per  la  quinta  e  ultima  natura,  cioè  vera  umana  ...  ha  1*  uomo  amore 

alla  ...  e  da  questo  amore  nasce  la  vtra  . .  .  amistà  .     .     .     .  C.  ui.  3.  85,  88. 

molto  dì  quello  eh*  é  vero  di  lei C  iiì.  4.  xo. 

che  '1  fuoco  .  .  .  secondo  il  vero  al  mezzo  discendea C.  iii.  5.  43. 

rispondo,  che  non  é  vero  che  parlino C.  iii.  7.  no. 

la  immagine  corporale  .  .  .  non  è  vera  :  cosi  la  immagine  della 

ragione  .  .  .  non  é  vera C  iii.  7.  lat,  104. 

altrimenti  che  sia  la  vera  sua  condizione  ;  cosi . . .  considerò  . . , 

secondo  1'  apparenza,  discordante  dal  vero C  iìì«  io.  5,  8. 

il  sembiante,  onesto  secondo  il  vero C.  iii.  io.  a6. 

siccome  1'  amùntà,  per  diletto  (atta  o  per  .  .  .  non  è  amistà  xvra  .  .  . 

cosi  la  Filosofia  per  tiiletto  o  per  .  .  .  non  é  vera  filosofìa      .     .  C.  tii.  It.  91,  93. 


VERO 


710 


vero.  E  'l  cor  ...  Si  può  chiamare  vtn>  ftacrifizio 
Cd  è  la  wrv  TriniU  cotale  .... 
La  qnal  ei  dà  di  ciò  vera  sentenza .  . 
E  se  dal  btso  il  evro  io  ben  diparto  . 
Vtro  Iddio  e  vtro  uomo  insieme  misto 
Perchè  col  falso  il  ver  si  mette  al  fondo 

vervtre.     VtmiH  le  vene  le  (umifere  acque 
che  il  mondo  vtrsi  I  bianchi  6ori  in  persi 

verso,  pnp.     y,  JV.  33.  147  (Gm*.  U.  ao),  209  {Cohm 
uL  aa  ;  BàU.  x,\^  —  Cf,  ver. 


ii.  ha)  ;  Caiu.  kìì. 


S.P.  LtiéL 
P.  F.  70. 
P,F,^ 
P.  F.  IS4. 
P,  F,  ia7  («1). 
P.  F.  «7«- 
Cma.  XV.  53. 
Gnu.  ZX.76;. 
46  ;  rvL  5  ;  5a<. 


vero.     Onde  non  si  dee  dìcerc  v€tx>  Filosofo  alcuno,  che C  nL  il.  95. 

Non  si  dee  chiamare  vero  Filosofo  colui C.  iìi.  11.  103. 

siccome  1*  amistà  per  onestà  fatta  £  iVro  .  .  .  cosi  la  filosofia  è 

vera  . . .  eh'  £  generata  per  on*stà  ...  e C.  Hi.  ti.  115,  xt6. 

come  la  vera  amistà  degli  uomini  intra  s£  £  che  .     .     .     ■     ■     ■     .  C.  iìL  xt.  lao. 

che  *1  vero  Filosofo  ciascuna  parte  della  Sapienza  wam C  iii.  li.  xaa. 

lawfTC  mtm^  ...  ha  per  «mj^//o  la  conoscenza C  ìii.  11.  199. 

della  orna  amistà  £  cagione  efficiente  ta  l-VrfM C  ÌìL  11.  137. 

fine  dell'  amistà  vera  £  la  buona  dìUtione C  iìi.  XI.  I4A 

quella  eccellentissima  dilezione  .  . .  cio£  vera  felicità C  iii.  11.  147. 

cosi  si  può  vedere  ...  chi  £  vero  Filosofo C  uL  zi.  t5a. 

la  primaia  £  vera  filosofia  in  suo  essere C  ìiL  11.  x&s. 

è  in  Lui  per  modo  perfetto  e  vero C  UL  is.  Ukf. 

qui  si  può  terminare  la  vera  sentenza  della  presente  Canzone     .    .  C.  ìii.  15.  196. 

prima  si  promette  di  trattare  lo  vero C  ir.  a.  xm^. 

e  poi  ai  tratta  il  vero C  iv.  tt.  xa5. 

al  trattare  lo  vero  s*  intende  principalmente     ........  O  tv.  a.  laB. 

qui  prima  si  promette  di  trattare  del  vwto    ., .Clv.  9.  130. 

li  tratta  di  quella  secondo  la  vera  opinione .  C.  nr.  3.  7. 

Lo  fondamento  .  . .  secondo  il  ewro,  £  la  necessità C.  nr.  4.  a. 

la  spiga  della  ragione,  cio£  la  vera  ragione C  tv.  7. 1^ 

perocché  ...  in  più  vera  irreverenza  sì  cadcrebbe C.  Hr,  8.  138, 

ch£  . .  .  non  par  iwro  dire  che  sìeno  imperfeU* C.  ìv.  11,  41. 

Ma  non  £  veto  che  la  scienza  sìa  vile C  hr.  ta.  iftfc, 

rispondo,  che  non  £  vero C  hr.  13, 3^, 

si  risponde,  che  non  £  vero  ciò  che C.  nr.  13.  6a 

1*  uomo  ...  di  vtra  conoscenza C  iv.  13.  145. 

stimando  tutto  vero  quello  che  a  loro  pare C  ìv.  15.  XJ9. 

nulla  cosa  veramente  veggiono  iwni C.  iv.  13.  ijQk 

ciascuno  vero  rege  dee . . .  amare  la  Verità  .     .  C  ìv.  itf.  6. 

e  non  6  questo  vero  e  umverao C.  iv.  19. 32. 

tocca  Nobìltade  che  bene  è  vera  salute C  iv.  19.  76^ 

eh'  é  allora  frutto  di  vera  NobHtà C  hr.  19.  9& 

perocch£  .  .  ,  paiono  un  poco  lontane  dal  vero C  ìt.  si.  09. 

eziandio  a  .  .  .  vera  religione  si  può  tornare C  ìv.  oA.  73. 

e  ben  £  vero  che  nobile  si  dice • CL  hr.  09^  88. 

grani  che  vera  e  prima  essenza  in  loro  hanno C  nr.  99.  i«sb 

venare.     alle  viziate  opinioni,  quelle  per  terra  verwmmdo C  hr.  9.  iSa. 

verso,  M.     tanto  è  quanto  dire  per  xMrsi  in  latino V,  N,  05.  34. 

era  malagevole  ad  intendere  i  versi  latini V*  ti,  05.  47. 

per  che  i  vervi  del  Psaltero  sono  senza  dolcezza  . C.  L  7.  99. 

La /nm«  è  il  prìmo  tvrso  di  quella C  ii.  a.  60. 

La  seconda  e  li  tre  versi  che  ,  .  .  seguono Cu»  ^  66l 

La  i€Tza  £  il  quinto  ed  ultimo  verso C  ti.  a.  TOk 


I 


71 X  ^^^^^^f  VESTIRE 

versos.     Amorem  versus  me  n<Mi  tantum  curmt Cans.  xzi  38. 

vespei tiglio.     £  sono  assomigliato  al  vesfitrtigiio S.  P.  ci.  19. 

Con  esse  passerei  wspro  e  le  squille Cans.  xìi.  69. 

Da  lor  .  .  .  9'  hanno  tolt'  elle  Una  vrste     ,...,...  tìtUl.  vtiì.  ax. 

vestimento.     Che  '1  savio  non  pregia  uota  per  vestimmta Can»,  six.  36. 

che  tu  sai  Ora  Invecchiarsi  come  it  vtstimento 5.  P.  d.  10-7. 

vestire.     E  voi  tenetevi)  fango  wjAVo Cans.  x.  105. 

£  wsU  sua  persona  d'  un  diaspro 0»ns,  xii.  5. 

tu  se*  quella,  che  mi  spoglia  ...  e  iwalf'di  martiri Cana.  2vii.  5. 

Ora  ti  veggio  .  .  .  Vtstita  di  dolor CmmM,  xviii.  03. 

Convien  che  di  s£  vesta  U  un  bene  e Cam*,  xìx.  67. 

vcno»  fi*    in  prima,  cioè  nd  primo  vtrao CU.  8.  8. 

ciò  è  nel  virsù,  eh'  é  il  seomdo  di  questa  parte    .     .     .     .     .     .     ,  C.  il.  8.  13. 

dico  che  in  questo  verso  , .  .  intendo .     .     .     .  C.  ìi.  io,  a. 

si  contiene  tutta  nel  tvryo  che  comincia C  ii.  ix.  7. 

Né  altro  dice  ìnfino  alla  fine  di  questo  verso ,  C  il.  11.  99. 

la  vera  sentenza  del  primo  verso  della  Canzone C  ii.  t6,  13, 

li  può  lo  secondo  tvpso  intendere C  ii.  x6.  16. 

Lo  terzo  cvno  ancora  s'  intende .     .     .     .  C  ii.  16.  48. 

Poi  nel  quarto  mtk),  ove  dice  . . .  s*  intende  .     .     ■ C  il.  16.  77. 

La  prima  è  tutto  il  primo  fwrao C  ilL  i.  101. 

La  sttoiuia  sono  tutti  e  tre  lì  twrM  seguenti C.  iiì.  x.  xos. 

La  ttraa  parte  é  *1  quinto  e  ultimo  verso      .     .  C,\Vk,i»  xo8. 

tono  queste  parole  del  Profeta  in  un  verso  del  Salterio      .     .     .     .  C  ili.  4.  78. 

tre  parti . .  .  secondochè  in  tre  versi  si  comprende C  ili.  5.  5. 

he  più  è  mestiere  di  ragionare  .  . .  questo  primo  vrr$o      .     .     .     .  C  ili.  x  a.  36. 

Onde  al  secondo  tferso  ...  é  da  procedere C  ili.  la.  41. 

Onde  in  questo  v^rso  ...  io  intendo C  ili.  14.  IX. 

io  intendo  esporre  quel  verso  che  comincia C.  ìiù  15.  5. 

r  ultimo  venoj  che  per  Tornata  è  posto  ...  si  può  rìdurrs     .     .     .  C  ili.  15.  X96. 

nel  cominciamento  del  secondo  verso C  iv.  a.  8. 

la  sentenza  del  secondo  verso  della  Canxone C  tv.  7.  153. 

cosi  termina  questo  verso C.  ìv.  18.  69. 

Vtno,prefi,     V.  N.  a.  XI  ;  3.  9»  56  ;  ?•  4  ;  «3-  3»  ;  x8.  «  ;  03.  49.  80,  96  ;  «4.  17;  39. 

54  ;  41-  40  ;  C,  ii.  3-  65  ;  12.  43  ;  ili.  $.  136,  137,  179.  —  Cf.  VCT. 
vespro,     ciò  è  infino  ...  e  poi  fino  al  Vespro  e  dal  Vespro  innanzi  .     C  ir.  93.  X33  {bis). 

però  si  dice  ...  e  cosi  memmo  Vespro C  ìv.  33.  156, 

vesta,     dinudarc  le  sue  parole  da  cotal  vesta ^.  A''.  05.  no. 

veste,     a  colui,  che  rimasse  cosa  sotto  veste  di  figura  o  di V,  N»^%.  X07. 

vestigia     atccbè  d*  akuno  sentiero  vestigio  non  si  vede      .     .     .     .     .  C  !▼.  7.  60. 

si  va  .  . .  lasciando  le  vestigi*  de*  suoi  passi  dietro  da  sé    ,     .     ,     .  C.  iv.  7.  69^ 

se  non  seguire  le  vestigi*  lasciate C  iv*  7.  79. 

Colui  che  ha  le  vestigi*  innanzi C.  hr.  7.  laS. 

|iiù  mirare  alle  vestigie  dclli  patemi  piedi C  iv.  04.  156. 

WStimeatOt     un  giovane  vestito  di  bianchissime  vrsfimeHta    ,     .     ,    ^  V,  N,  la.  x6. 

questa  .  .  .  Beatrice  con  quelle  vestimmta  sanguigne K  M  40.  5. 

gli  adornamenti  .  .  .  delle  vestimento C  ì.  xo.  91. 

vedcmo  li  parvoti  .  .  ■  desiderare  bello  vestimento  C.  iv.  la.  164. 

uno  giovane  trovano  in  bianchì  vestimenti .  C  iv.  aa.  167. 

' ...  le  sue  vesHmtnta  erano  come  neve' C  iv.  aa.  173. 

malnati  I  . .  .  che  ,  .  .  portate  le  mirabili  vestimenta C.  ìv.  37.  133. 

vestire.     Apparvemi  vestita  d*  un  nobilissimo  colore  V.  N,  a.  15. 

apparve  .  .  .  vestita  di  colore  bionchissiaio       K  /V.  3.  6. 

apparve  come  peregrino  leggermente  vestttu V.  Pt,  9.  t6. 


VESTIRE  ^^^^^^^^^  7ia 

vestire,     lo  1'  ho  veduta  ^k  vtstita  a  verde  ,     .     . S*st,  i.  95. 

Ed  hawenc  una  eh'  è  tftstitm  a  verde 5«s/.  UL.  4. 

Ella  scn  va  .  .  .  Benignamente  d'  umiltà  vfsiMia   .     ,     .     .     K.  /V.  a6.  49  <,Som.  xt.  S\ 
Anii  le  iace  andar  seco  vfstutt  Di  icentilezza,  d*  .     .     .     .     K  W.  37.  19  ;Si>«i.  xwL  7V 

On  che  '1  mondo  s'  adoraa  e  si  vtstf  Di  foglie  e •     .  Som.  xHL  1. 

Levala  sa  oestìta  del  tuo  ^'elo 5o*c  xlix.  13. 

r  umana  gente  .  .  .  Delli  suoi  corpi  allora  vestirai  .     .     .  S,  P.cL  lofi. 

V0tro.     £  r  acqua  morta  si  converte  In  trrtro Cmmm.  xt.  6a 

via  (t).     che  qtuutdo  va  per  via,  GitU  .  .  .  Amore  un      .     .     .     K  AT.  «9.  51  ;Ccmj.  ì.  39'. 

Che  ti  merranno  per  la  via  tostana K  iV.  19.  87  {Cums.  i. 

E  veder  donne  andar  per  tn'a  disciolte  | K  TV.  33.  173  (Cno.  ìL 

m' han  chiuso  la  ria  Dell*  osato  paHare Civ.  CB>a.ii. 

del . . .  lume,  Che  folgorando  ùi  via  alla  morte     . Coma,  ù.  66» 

In  prender  modo  e  tna,  che  ti  stea  bene Coma,  làv,  8& 

O  voi.  che  per  la  via  d'  Amor  passate K  A^  7.  18  {Som,  a.  1 

vestire,     con  viso  twjAJto  d*  umUtà P.  JV.  II.  9. 

un  giovane  vtstito  di  bianchissime  vcslimeuta K  AT.  isl  16. 

Ella  coronata  e  vtstita  d'  umiltà  s'  andava K.  Al  a6b  ta. 

Irovarono  un  giovane  vestilo  di  bianco C.  tv.  aa.  153. 

quando  ,  .  .  vide  Polinice  x»$iHo  d*  un  cuoio  dì  leone C  rr.  »5.  63. 

Vestra.     Apparuit  iam  beatùudo  vostra K  A',  a.  3». 

vetra     Dimostrasi  .  .  .  quasi  siccome  colore  dopo  vetro C  ii*.  8.  97. 

vengono  .  .  .  siccome  quasi  in  tfetro  trasparente C.  sii.  9.  71. 

come  specchio,  che  è  vetro  terminato  con  piombo C  iiì.  9.  76^ 

per  che  nel  vetro  piombato  la  immagine  appare C  ili,  g.  8x. 

interpongono  di  quel  colore  tra  *1  veirv  e  '1  piombo^  sicché  il  vetro  ne 

rimane  compreso       ...         ...CìiL<^  98, 9^ 

Via  (  1  ).     passando  per  una  via,  volse  gli  occhi F.  AT.  3.  9. 

colui,  che  non  sa  per  qual  via  pìgli  il  suo  cammino K  Al  13.  9& 

di  voler  cercare  una  comune  wa  di  costoro K  iV.  13.  39. 

questa  era  via  molto  inimica  verso  dì  me K  A!,  13.  31. 

veder  mi  parea  donne  andare  .  . .  piangendo  per  tna ^.  A.  33.  34. 

quando  passava  per  via K  A'.  a6.  4. 

che  alquanti  peregrini  passavano  per  una  via  ........  K  A*.  41,  7. 

salva  qui  la  via  della  debita  correzione C  L  a.  78. 

salva  la  VM  del  debito  onorare  e  magnificare C  i.  a.  81. 

segue  ,  .  .  per  via  dì  dottrina C  ì.  a.  103. 

introducitore  dì  me  nella  via  di  scienza Ci.  13.  38, 

il  quale  Latino  poi  mi  fu  via  a  più  innanzi  andare Ci.  13.  41. 

in  quanto  questa  via  di  conoscere  6  .  .  .  innata C  ii.  x.  113. 

che  li  raggi  . .  .  sono  la  via^  per  la  quale  discende C  iL  7.  90. 

la  dottrina  ...  dì  Cristo,  la  quale  é  Via^  Verità  e  Luce  :  Via^  perchè 

per  essa  .  .  .  andiamo C  n.  9^  X15,  ti6. 

se  ella  avesse  aperta  la  via  dì  venire C  ti.  i<k  6|. 

che  il  vulgo  chiama  la  Via  di  santo  Jacopo C  ti.  15.  xo^ 

che  M  sole  alcuna  &ata  errò  nella  sua  via C  ii.  25.  49. 

le  cose  .  .  .  che  cotìdianamente  compiono  lor  wa C  iL  x^  soe. 

r  anima  .  .  .  per  via  spirituale  si  unisce C  ìiL  a.  6a. 

Poi  per  la  medesima  via  pare  discendere ,     .     .  C  iti.  5.  1581 

'  la  via  de*  giusti  è  quasi  luce  splendente  ...^      .     .     .     .     .     .     •  CììLis.  i^fx, 

rìducere  la  gente  in  diritta  tu Cìv.  x.  79. 

convicnsi  per  tostana  xna  .  .  .  ordinare  ...  ......  C  iv.  x.  86. 

a  prendere  lo  desiderato  porto  per  salutevt^  via C  iv.  4.  S4* 

*  La  VM  de'  giusti .  . .  qoasi  luce  . . .  procede  ...  * C  ir.  7. 99. 


713  ^^^  ^^^^^^^^^^^  VIE 

yiH  (i).     Trovai  Amor  ìd  mezzo  della  xna      ...  ....    K  TV.  9.  46  (Son.  v.  3). 

Né  dì  ristare  alquanto  in  questa  via Soh.  xU.  6. 

Per  quella  via  che  la  bellezza  corre Soh,  zliv,  t. 

mostrerò  ...  La  via  di  convertirsi  a  te  Dio  vero  .     - S,  P.  \.  54. 

via  (a).     Ed  altre  donne  .  .  .  Feccr  lei  partir  via K  W.  03.  136  (Cans.  ii.  9). 

Che  gli  spiriti  par  che  fuggan  via K.  ^V.  98.  19  {F.  C.  6). 

Dicer  :  Via  via;  vedrai  morir  costui? Cana.  xi.  42  (frù). 

Solo  in  quel  punto  eh'  ella  sen  va  via Cane.  xiii.  37. 

Sono,  che  per  gittar  via  loro  avere  Credon .  Orna.  xix.  ao. 

Li  quali  sconsolati  vanno  via K  iV.  33.  38  {Soh,  xvii.  3). 

Togliete  tua  le  vo.stre  porte  ornai Soh,\.  i. 

viaggio.     Per  lo  corto  viaggio  Conserva,  adorna,  accresce Canx.  x.  36. 

vicino.     \'aler  meglio  Del  suo  vìcìmo,  ed  esser  più  felice P,  F,  186. 

vie*     Anzi  6  vi*  più  belP  ora  Che  mai,  e  vit  più  lieta  par  che  rìda    .     .  Coma  xiìL  47, 48. 

vìa  (i)*    quegli  che  dalla  via  del  buono  suo  antecessore  si  parte  .     .    .  C.  iv.  7.  ro8. 

peregrino  che  va  per  una  via  per  la  quale C  iv.  la.  146. 

siccome  da  una  città  a  ...  è  un*  ottima  e  dirittissima  via  .     .     .     .  C  iv,  13.  184. 

apre  la  via  alla  risposta C  iv.  la,  904. 

r  altm  èf  perche  iVa  sia  da  camminare C.  hr.  16.  38. 

e  mostri  la  via  per  che  clic  si  compongono C  iv.  17.  Sa. 

perchi  non  anzi  si  procedette  per  la  via  delle  ...  ? C  iv,  17.  117. 

si  vuole  .  .     per  quella  via  menarlo  che       .........  C.  Iv.  17,  laa. 

si  procede  per  via  probabile  a  sapere C  iv.  18.  8. 

*.  .  .  come  sono  .  .  .  investigabili  le  tue  wt' .  C  iv.  ai.  58. 

dò  che  per  tna  Ha/MfW«  dicere  si  può C  iv.  ai.  98. 

Per  via  Teologica  si  può  dire,  che  ............  C.  iv.  ai.  100. 

bene  la  può  avere  per  via  d*  insctazione C  iv.  aa.  130. 

Le  quali  due  operazioni  sono  vit  spedite  e  dirittissime  a    .     .     .     .  C  ìv.  aa.  307. 

nelli  quali  V  anima  .  .  .  procede  per  una  semplice  via C.  iv.  04.  90. 

dico  che  questa  prima  età  é  porta  e  via C  iv.  04.  103. 

siccome  quegli .  .  .  non  saprebbe  tenere  la  VfVi C  iv.  34.  laa. 

se  lo  re  comanda  una  via C  iv.  34.  136. 

per  seguire  onesta  e  laudabile  via  e  fruttuosa C.  iv.  a6.  69. 

certo  corso  ha  la  nostra  età  e  una  via  semplice C  iv.  37.  19. 

le  quali  virtù  .  .  .  avere  perfette  per  tna  naturale  é  impossibile  .     .  C.  iv.  37.  1x7, 

però  benedice  la  via  che  ha  fatta C  iv.  a8.  95, 

vift  (9^.     a  torre  via  questa  riprensione C.  iii.  i.  86. 

le  consuetudinarie  ...  del  tutto  vanno  via C  ili.  B.  179. 

Chi  gitta  via  la  sapienza  e  la  dottrina  à  infelice C  iii.  15.  45. 

che,  pensando  .  .  .  levò  via  V  ultima  particola C  iv.  3.  48. 

a  queste  guerre  e  alle  loro  cagioni  torre  vm,  conviene C  iv.  4.  33. 

la  qual  toglie  via  che  ...  e  toglie  via  la  mutazione C.  iv.  14.  30,  33. 

altro,  che  torre  via  la  distinzione  ...  e  cosi  è  torre  via  quelle     .     .  C.  iv.  15.  35,  36. 

Dappoiché  la  trasmutazione  ...  è  tolta  via C  tv.  15.  49. 

via  (3').     siccome  vedemo  .  .  .  che  tre  via  tre  &  nove ^.  iV.  30.  39. 

vicenda,     la  città  richiede  .  . .  avere  vicenda  e  . . .  colle C.  ìv.  4.  ao, 

vidJQanza.     cosi  una  casa  .  .  .  richiede  una  viananma    .     .     .     .     .     .  C.  iv.  4.  13. 

perocché  una  vinnansa  non  può  a  sé  satisfare C  ìv.  4,  16. 

Le  quali  sono  tribulaztoni , . .  delle  vieinanjoe  •  e  per  le  vidnanMe, 

delle  case C.  iv.  4.  a8,  39. 

sicché  ...  in  questa  posa  le  vicituaug  a'  amino C  Ìv.  4,  41. 

ciascuno  volga  gli  occhi  per  la  sua  nb'HflHaa   .  C  Ìv.  11.  90. 

Vico.     Potrebbe  dire  ser  Manfredi  da  Vico C  ìv.  99.  16. 

vide.     K»d>  cor  tuum K  ?V.  3.  46, 


VIE  ^^^^^H  7M 

vie.     dovete  y»t  ma^onncnte  aver  cura  di  tui Cwmn.  xvi.  «4. 

Gire  alU  danzi  mt  me'  eh*  altra  donna Sn/.  iu.  ag. 

(7.  vieftà. 
vigore.     Ed  ho  perduti  tutti  i  miei  vigori £.  /\  vi.  9» 

Che  .  .  .  Ho  quasi  perso  il  naturai  vigorr S.  P.  ò.  (5. 

vile.     Che  divenissi  per  temenza  vHé K.  W.  19.  99  (Cmml  i.  io)l 

Core  ha  di  pietra  s]  malvagio  e  vi/f K  A.  30^  73  ^Ccna.  Ml  33)1. 

o'  bai  paura,  sì  se'  fatU  n& CiL  C^ml  i  45. 

or  innati  vili,  che  fanno  altrui  viU C.  Si.  CmmK  li.  67. 

Riprovando  il  giudicio  &lso  e  vt'U C  iv.  Gasa;  m.  15  ;  a.  sif. 

Perocché  vili  son  dì  lor  natura  . C  tv.  CaiHL  &  51. 

Che  sieoo  nA'  appare  [ed  imperfette]      .     .     .     .  C  iv.  Cmm*.  m.  56  ;  io.  79;  it.  IL 

viepiù.     Acciocché  .  . .  paia  rimanere  v^tpiù  vedova y»  N*  3B1 1& 

vigesimo C  tv.  7.  gg. 

vignuolo.     vcdemo  che  dà  alla  vite  .  .  .  ì  vigmuoH  .     ,  d  iv,  34.  10^ 

vigore,     da  quello  hanno  v^ort  e  potenza .     .  C  iii.  3.  rf. 

forza  e  vigore  . .  .  della  terra  io  lui  risurgcva   ....  .  C  iii.  3.  57. 

ogni  altro  comandamento  .  .  .  prende  n^nr C  iv.  4.  7&. 

che  r  AntorìtÀ  ...  sìa  piena  di  tutto  v^prt C  iv.  6.  157. 

pienissime  sono  d*  ogni  vigoir C  iv.  6.  163. 

coloro,  per  cui  fa  questa  luce  avere  vigorr C  iv.  9.  265. 

perxKcbè  la  Cristiana  sentenza  é  dì  maggior  riporr C  iv.  15.  93. 

vile,     apparve  come  peregrino  leggermente  vestito,  e  di  mZi' drappi  .     .  K  Ai.  9.  17. 

trae  lo  intendimento  ...  da  tutte  le  vÙicosc K  AT.  13.  ti. 

onde  molte  volte  .  .  .  avevamene  per  vii*  assai V^  N,  3IL.  5. 

questo^  che  in  così  vf/f  modo  mi  vuol  consolare K.  AT,  39,  13. 

ogni  cosa  tiene  a  viU CLi.  a6L 

sono  viU  apparito  agli  occhi  a  moHi CL3.37. 

per  che  fatto  mi  sono  forse  più  n/# C.Ì.4,  97. 

che  questi  fanno  viU  lo  parlare  Italico C.  i.  si.  99. 

che  hanno  a  viU  questo  prexìoso  Volgare,  lo  quale  se  hvìU  in  alcuna 

cosa,  non  è  se  non Ci.11,  148, 149, 

1*  anime  Ubere  dalle  misere  e  vili  dilettazioni C  ìì.  leu  66. 

noi  veggiamo  molti  uomini  tanto  viU C  Ui.  7. 6x. 

Hgitidicio  .  .  .  tnZr,  cioè  da  viltà  d'  animo  aflfcnnato  e C  iv,  a.  ]i9, 

perocché  non  lolamente  colui  é  viU C  iv.  7.  51. 

Perdiè  non  si  chiama  non  valenUf  cioè  viU  /  . . .  perché  non  vaUntr, 

cioè  viU,  sarebbe  da  chiamare  colui C  iv,  7.  St«  Sx 

però  è  da  dire  non  viU^  ma  vilissitno C  iv.  7.  86. 

quelli  .  .  ,  non  solamente  è  viU,  ma  vilissimo C  iv.  7. 90^ 

non  possono  causare  Nobiltà,  perché  sono  nti     .••■«..  C  tv.  io.  (A. 

provo  quelle  essere  viU .     .     .  C  iv.  10^  70. 

conciossiacosaché  naturalmente  siano  vOi C  ■▼,  low  98L 

a  provare  come  le  diviaif  sono  vili C.  iv.  ex.  ai 

cioè  le  «fitvaùr  essere  vili  e  lonfaiu  dm  Nobiltà C  ir.  zi.  7. 

quanto  la  cosaé  perfetta,  tanto  è  .  .  .;  quanto  imperfetta,  tanto  viti  C  >v,  xi.  itL 

però  . .  .  manifesto  è  che  sieno  vSi .     .  C  iv.  1 1.  aok 

il  pili  viU  viUaoo  di  tutta  la  contrada  . .  .  trovò C  iv.  xi,  781 

dire .  . .  che  se  ...  le  ricchezze  sono . . .  vài^  che  per  questa  ragione 

sìa  . .  .  viU  la  scienza C.  iv.  la.  i(6^  117* 

non  é  vero  che  la  scienza  sìa  viU  per  imperfcaiooe C  iv.  la.  ss*. 

questa  distinzione  . . .  doè  nobile  o  viU ...Civ.  14.7& 

onde . . .  diciamo  uno  nobile  cavallo  e  uno  vUt  ;  e  uno  nobile  falcane 

e  uno  vil€„  e  una  nobile  margarita  e  una  vtU      .     .     ,     .     ,  C  iv,  14.  §3,  84  (te). 


715  ^P'VI^^^F  ^'I LLANO 

vile.     Né  voglion  che  vù  uom  gentil  divegna    .     .     C.  iv.  Catta,  iii.  6i  ;  la  aa  ;  14.  7,  18. 

^Ni  vogUon  che  ...  di  viV  padre  scenda C.  iv.  Catta,  iii.  63. 

Ha  conoscete  Ìl  %nl  vostro  desirc Catu.  x.  6. 

Servo  non  di  signor,  ma  di  z/fi  servo  Si  fa,  chi Cima.  a.  43. 

Ch'  aggìate  a  vii  ciascuno  ed  a  dispetto Cohm.  x.  6a, 

E  voi  tenete  m'/ fango  vestito Ca«fj.  z.  105. 

Ora  ti  veggio  . .  .  Superba,  viU^  nimica  di  pace CoNa.  xviii.  95. 

Tal,  eh'  è  viU  e  noioso     .......«,,,....  Catta,  xix.  10, 

Io  so  che  sarei  più  vili  che  pietra Snf.  iv.  19. 
Perch'  io  vi  veggio  andar  scnz'  atto  viÌ0      ...                .      K.  ÌV.  uà.  75  {San.  icii.  8). 

Con  vi7  parole  allora  m' ingiuriava S.  P.  xxxvti.  48. 

vllilBiiDO.     Ma  vt'Hsstmo  sembra,  a  chi  '1  ver  guata    .     .     .     .     C.  iv.  Carta,  iiL  38  ;  7.  47. 

1  villania,    che  viUania  Far  mi  parria  St  ria Cwm.  xix.  83. 

Per  vtUama  dì . . .  Non  sì  conviene  .  .  .  Turbarsi Son,  xlv.  x. 
villano.     Citta  ne'  cor  vtUatts  Amore  un  gelo   .     ,     .     .     .     .     K  AT.  19.  ja  {Cana.  1.  33), 

Non  ristare  ove  sìa  gente  villana /^.  ^.  19.  84  {Cana,  i.  65). 

Non  è  di  cor  viiian  si  alto  ingegno K  A^  32.  75  {Catta,  ili.  35). 

Che  Siam  tutti  gentili  owcr  viliatù C.  iv.  Catta,  iii.  70  ;  15.  38. 

Cosi  vanno  a  pigliar  vilhtt  diletto Catta,  xix.  54. 

vUo.    che  . . .  fosse  stato  nepote  del  piti  viie  villano C  iv.  14.  1x5. 

di  dire  che  Gherardo  da  Cammino  fosse  viU  uomo C  iv.  14.  119. 

se  ...  di  viU  padre  non  può  nascere  gentil  figlio C  iv.  15.  xi. 

non  generandola  di  vih  uomo  in  luì  medesimo,  né  di  vilt  padre  in 

figlio C  iv.  15.  93,  03. 

Dunque  ...  se  esso  fu  vilt,  tutti  siamo  vili C,  iv.  X5.  33,  34. 

alcuna  gente  è  ...  e  alcuna  da  dire  viU C.  iv.  15.  40. 

da  diversi  principiì . . .  cioè  da  uno  nobile  e  da  uno  vHé     .    .     .     .  C.  iv.  15.  45. 

ma  rien  da  noti  vili;  onde  ttobiU  t  quasi  non  viU C  iv.  x6.  76^  77. 

che  esse  da  loro  e  per  loro  principio  fossero  .  .  .  vili C  iv.  ax.  17. 

Oh  miseri  e  vHi  che  colle  vele  alte  correte  .  . .  t C,  tv.  a8.  55. 

■e  per  colui  . .  .  s'  intende  a  .  .  .  ttili  operazioni .  C  iv.  09.  45. 

cosi  1'  uomo  vii* ...  è  degno  d*  essere  .  .  .  scacciato C  iv.  39.  78. 

tanto  che  .  .  .  non  rtoàilr,  ma  viU  da  dire  sarebbe C.  tv,  99,  1 05, 

te.    de*  falsi  giudicii  nasceano  le  ...  e  viltptnaiomi    .     .     .  C.  iv.  i.  55. 

che  per  altro  era  vHiastitto K  JV.  39.  31. 

intra  tutte  le  bcstialitadi  quella  è  . .  .  vitissittta C  U.  9.  57. 

oh  • . .  vih'ssiinf  bestìuole  che  .  .  .  pascete  ...  ! C  iv.  5.  73, 

altissime  rote  fare  sopra  cose  tiisattu C  iv.  6.  X90. 

perocché  .  .  .  eziandio  è  vilissittto .  C  iv.  7.  50. 

come  si  chiamerà  ?  Rispondo  :  vilissimo      ...  C.  iv,  7.  60. 

però  è  da  dire  non  viU,  ma  vtlisstttto C.  iv.  7.  87. 

quelli  . . .  non  solamente  t  vile,  ma  vilissimo C.  iv.  7.  90. 

dico  questo  cotal  wlisaimto  essere  tttoirto C.  iv.  7.  105. 

e  questo  è  vilissimo C  iv.  7.  135. 

è  manifesta  ...  e  però  essere  quelle  viUsaiitta.     .......  C  iv.  xx.  a6. 

voi  ricchezze,  vitissima  parte  delle  cose .     .     .  C  iv.  xx.  30. 

così  come  uomini  sono  Pf7i'.55t'mi' C.  iv.  ao.  34. 

villania,     villania  fa  chi  loda  o  chi  biasima  dinanzi  al  viso  alcuno     .     .  Ci.  a.  74. 

vUlano.     Morte,  vieni  a  me,  e  non  m'  esser  villana K.  /V.  93.  79. 

per  che  li  buoni  erano  in  villatto  dispetto  tenuti  .     , C  iv.  x.  56. 

degno  d*  ogni  dispetto  .  .  .  più  che  altro  vtilatio  .......  C.  iv.  7.  93. 

me  nobile  e  non  villano  deggio  mostrare C  ìv,  8,  37, 

il  più  vile  villana  di  tutta  la  contrada  .  .  .  trovò C.  iv*  11.  78. 

che  uomo  prima  vtilano,  mai  grMliU  uomo  diccr  non  si  possa  .     .     .  C  iv,  14.  ai. 


VILLANO 


716 


villano.     Or  noD  mi  sìa  mUmma  La  dolce  prorrcdenza   ......     BmB,  iv.  3S. 

Perchè  villana  morte  in  gentil  core  Ha  messo f^'.  M  8.  95  {Som.  ìòL  $% 

Morte  villana  [,  di  pietà  nemica] K  W.  &  aOf  45  (Som.  ir,  1). 

Per  \-iUania  di  villana  persona Som,  rfv.  t- 

Vilmente.     Ch'  io  chiusi  gli  occhi  vilmente  gravati    ...       K  A'.  «3.  163  (Coiut.  ii.  36). 

viltà.    Disvelato  v'  ho  . .  .  La  viltà  della  gente  cbe Gnu.  x.  cafl. 

viltate:     Come  viltati  importa  sempre  male Crr.  Cma.  In.  91. 

Così ...  Tu  cacci  la  vUtate  altnij  del  core  . f— ■.  ìx.  7. 

Di  dimostrar  cogli  occhi  mia  xnltatt V,  fi.  36.  36  {Sem,  »".  8X 

vincere:.     Si  che  per  vinti  son  rimasi  ornai .    I  '.  A'.  33.  43  tCmm*.  cB.  3\ 

Prima  che  co*  malvagi  vincer  prove Oam*,  ix.  81. 

donne,  Che  avete  ...  la  mente  d'  amor  xnnta Cbmju  xiii,  87. 

qael  signore  ...  tal  che  vina  ogni  poasanra BmIL  viL  a. 

Gli  occhi  son  vimiìj  e  non  hanno  valore K.  AT.  4&  53  {Som,  xz».  3). 


I 


villano,     uomo  che  figlio  sia  di  villano C  iv.  14.  ai 

le  qual  toglie  via  che  villano  uomo  mai  possa  essere  gentile  ...  e 
...  la  mutazione  di  villan  padre  in  gentil  figlio  ;  cbè,  se  'I  figlio 
del  villano  è  pur  villano,  e  1  figlio  suo  fia  pur  figlio  di  villano^  e 
cosi  fia  anche  villano  ÌI  suo  figlio ^>  iv.  14.  30^  33*  34  (lw\  35*  36> 

che  .  .  .  fosse  stato  nepote  del  più  vile  villano C  ir.  14.  it6. 

Secondo  la  opinione  .  .  .  Dardano  fu  villano C  tr.  14.  141, 

diremo  noi  che  Dardano  vivendo  fosse  villano  ...?.     .     .     .     .     .  Cir.  14.  144. 

se  uomo  non  si  può  fare  di  tn7/(ii«o  gentile Clv.r5.ff. 

* ...  gli  atti  villani  sieno  lungi  da  te  ' C  ir.  35.  ao. 

vilmente,    a  cui  così  vilmente  s'  era  lasciato  possedere K  M  40.  la. 

nel  quale  se^  caduta  viitnente C  ìà.  tf .  15. 

chi  sono  molti  si  vilmente  ostinati C  tv.  j^  141. 

vUtiu    acciocché  io  non  sìa  impedito  da  tf^Jìà K  AT.  f  9.  f 05. 

temendo  di  non  mostrare  la  mia  viltà KM  36.  i9k 

r  ultima,  inllà  tT  animo,  cioè  fiusillammità       ....  .  C  L  11.  10. 

si  muove  da  117/0  <f  animo C.  L  11,  i»7. 

per  questa  nVi^  dispregiano Ci.  ir.  14^ 

tfiU,  cioè  da  viltà  d'  animo  affermato  e  fortificato C.  ir.  a.  zaot 

perché  ...  da  questa  infima  iny/à  si  guardi C.iv.  7. 53. 

e  per  la  tnltà  sieno  contrarie  a  Nobiltà.     E  qui  s'  intende  viltà  per 

degenerazione C  ir.  xo.  96.  99. 

che  la  viltà  di  ciascuna  cosa  ...  si  prende C  iv.  f  f,  fj. 

non  è  cagione  di  viltà  alla  scienza .  C.  ìt.  ta.  xas- 

Per  che  assai  è  manifesta  la  loro  vHtà C  ir.  13.  143. 

sarà  trasmutaxione  di  vHtà  in  gentilezza C  ir.  K4.  45. 

veggiamo  la  immagine  ...  di  viltà C  tv.  14.  81. 

la  trasmutazione  di  viltà  in  nobiltà C  ir.  15.  4a. 

Nobiltà  si  può  credere  il ,  .  ,  siccome  viltà  ...  la  s&cdatezza     .     .  C  ìv.  f 9,  93. 

viltade.     generazione  di  Nobiltà  essere  non  può,  e  così  né  di  vùtéde    .  C  nr.  14.  96. 

vincente,    se  '1  pensiero  nostro  .  .  .  i  vincente  del  parlare C  ni.  4.  1 15. 

certi  sono  tanto  vincenti  nella  purità C  iuL  7.  39. 

i  tanto  pieno  di  lume,  ch*  t  vincente  della  stella C  Si.  9.  ti^. 

vìncere,     perocché  la  battaglia  .  .  ,  vinceano  coloro  che V.  S.  39.  a& 

quando  la  malizia  vince  in  essa C.  L  x.  a3> 

questo  pensiero  ...  è  poderoso  ...  in  vincerw  V  anima C  IL  8.  75. 

tanto  .  .  .  che  per  soperchio  lo  vinse  ed  uccise C  iài,  3.  63. 

Io  quale  dal  pensiero  è  vinto .Ciii_4,39. 

si  raggianti^  che  xHncono  V  armonia  dell'  occhio  .  C  iii  7.  4X. 

quelle  cose  che  lo  intelletto  nostro  vincono  ....  C  izi.  8.  t4a. 


717 


VIRTÙ 


vincere.    £  tomomi  colà,  dov'  io  son  vinto  Sem.  xxvìi.  9. 

Lo  Re,  che  .  .  .  vinct  ogni  misura Soh.  xxxvìi.  a. 

quando  giammai  questa  superba  Non  vinca Son,  xxxìji.  13, 

Chi  è  està  Donna,  che  giace  si  venta  f Son.  li.  a. 

S)  che  per  lui  da  noi  *1  nemico  è  tfento P.  F.  135. 

vincitrice.     E  vogli  le  virtù  sien  vincitrici Catu,  xviii.  34. 

vlnoo.     Toglie  alla  terra  del  vinai  la  fronda Cohm,  xz.  48. 

vino.     Sotto  le  spezie  del  pane  e  del  vino Z'.  K  laB. 

Viitù.     Or  vo*  di  sua  virtit  farvi  sapere K.  iV.  19.  49  {Cqhm.  i.  30). 

In  lei  discende  la  virtit  divina C.  ili.  Gina.  ii.  37  ;  5.  14  ;  7>  n  ;  14.  la. 

Dico  cV  ogni  viriti  principalmente  [Viene]   C.  iv.  Canm.  iii.  8t  ;  3.  11  ;  16.  ao;  17.  5, 

Ch*  t  da  virtit  diverso C  tv.  Cans,  iii.  108. 

Amor,  che  muovi  tua  virtù  dal  cielo Cerna,  ix.  i  ;  K  £.  ii.  5.  50  ;  ti.  38. 

Ma  dalla  tua  virtii  ha  quel,  ch*  egli  osa Gnu.  ix.  37. 

Cbè  U  beltà  ...  A  virtit  lolmmcnte  Fomuta  fu Canm.  x.  8. 

se  beliate  a  voi  Fu  data,  e  virtù  a  noi Canm.  x.  13. 

Poiché  non  è  virtù,  eh'  era  suo  segno Gmx.  x.  17. 

Uomo  da  sé  wrtù  fatta  ha  lontana Ctm»,  x.  aa. 


vincere,     questi  vìzi  ...  ai  vincono  per  buona  consuetudine     .     .     .     .  C  iìL  8.  165. 

imperocché  il  suo  oggetto  eterao  ...  gli  altri  oggetti  vince    .     .     .  C.  iii.  14.  69. 

ma  xnna  U  nero .  C.  iv.  ao.  15. 

perché  la  Nobiltà  vince  quella C  iv.  ao.  18. 

siccome  .  .  .  convengono  vinctrt  i  bianchi  granì,  cosi . . .  convengono 

...  nobili  uomini  MMcrr*  ;  dico  t^n^rr,  essere  più  degli  altri  C.  iv.  09.  ila,  114 

VÌDO,    siccome  la  intemperanza,  e  massimamente  del  vino C.  iii.  8.  164. 

violento.     Alcuna  morte  t  viotcnta C  iv.  a3.  75. 

violenza,     siccome  un  pomo  maturo  .  .  .  senza  viottnaa  sì  spkca      .     .  C.  ìv.  a8.  99. 

VlptatreUOw     raggio  che  passa  per  le  pupille  del  vipisirtUo C.  iì.  5.  ia8. 

l^bgHioi.     Che  .  .  .  abbiano  cosi  parlato  . .  .  appare  per  Virgilio  .     .     .  V,  N.  35.  73. 

Per  che  Virgilio  dice C  1.  3.  75. 

siccome  testimonia  VirgUio  nel  primo  dell*  EMtùia C  ìi.  6.  lao. 

Per  che  Virgilio^  d'  Enea  parlando  .  .  .  pietoso  il  chiama     .     .     .     .  C.  u.  xi.  38, 

siccome  fa  VirgiOo  nel  secondo  dell'  Encida C  iii.  11.  158. 

s*  accorda  Virgilio  nel  primo  dell'  Eneida C.  Ìv.  4.  1 15. 

il  6gurmto,  che  .  .  .  tiene  Virgilio C.  iv.  34.  96. 

mostra  Virgilio^  lo  maggior  nostro  Poeta,  che  fosse  Enea  .     .     .    ,  Ci\^^>  60. 

virile;     veggendo  siccome  .  .  .  questa  .  .  .  virUé  essere  conviene  .     .  C,\.  1.  118. 

virilmente,     se  nella  presente  opera  .  .  .  più  viriipncntc  si  trattasse  .     .  Ci.  i.  ila. 

virtù,     per  la  virtù  che  gli  dava  la  mia  imaginazione V,  ^.  u.  43. 

tuttavìa  era  di  si  nobile  virtù .     .     .  j^»  iV.  a,  56. 

mi  signoreggiava  per  la  virtù  della  . .  .  donna I^.  W.  9.  14. 

la  quale  fii  .  .  .  regina  delle  virtù K.  iV.  io.  13. 

come  ta  sua  virtù  adoperava  nelle  altre ^^.  jV.  a7.  io. 

quattordici  Canzoni  si  di  amore,  come  di  virtù  materiate    .     .     .     .  C  i.  1.  104. 

che  .  .  .  virtù  si  é  stata  la  movente  cagione C.  i.  a.  laa. 

non  era  aoggrtto  ma  sovrano  .  .  .  per  virtù C.  i.  5.  47. 

lo  Latino  non  era  soggetto  ma  sovrano  per  virtù C  L  $.  71. 

Onde  .  .  .  più  é  la  inrtù  sua,  che  quella  del  Volgare C  i.  5.  89. 

perchè  ta  virtù  dee  essere  lieta  e  non  trista C  i.  8.  47. 

Onde  .  .  .  non  è  in  esso  perfetta  virtù .  C  i.  8.  50. 

perché  la  virtù  dee  muovere C  i.  8.  63. 

I'  operazione  della  virtù  per  sé  dee   ...  .     .  C  i.  8.  85. 

e  M  fine  della  virtù  sia .     .     ,     .  C  i.  8.  87. 

acciocché  nel  dono  sia  la  sua  virtù C  i.  8.  97. 


115. 


VtatÒ.     Faasi  dinanxi  dall'  avaro  volto  t^^rAì,  cbc  ...  €mm.  x.  107. 

La  .  , ,  Gcnra,  che  .  .  .  si^orcg^  la  virtù  cbe  vuole Cam»,  xi.  33. 

Ciò  che  .  . .  bruca  La  mia  virtù  si  che Caa«.  zìi.  34. 

Ch'  ■  tutte  mie  virtù  fu  posto  un  freno Cimy.  xm.  63. 

Quella  virtùj  che  ha  più  nobilitate  .  .  .  S*  accorse Camm.  xmL  74. 

Che  . . .  Quella  virtù,  che  natura  mi  diede.  Noi  loacrìa    ....  Cmm.  nr.  ^ 

Si  tosto,  come  il  gran  desio  ...  Fu  nato  per  nrtm  del  pùdaenlo  .  Camm^  xhr.  41. 

le  fronde,  Che  trasse  fuor  la  virtù  d*  Ariete    ........  Cmma.  xt.  4L. 

per  voloatà  della  virtù  che  *1  serra Chu.  xvi.  6t. 

Tu  discacci  virtùt  tu  la  disfidi Cncv.  xvìì.  34. 

Votlcr  che  le  virtù  fussìn  colonne       ....     - Cams^  xviu.  x& 

£  vogK  le  virtù  sien  vincitrici Cmu.  xrfii  34. 

Ma  stan  sommerai,  e  lor  virtù  è  nel  fango Canat  vrìSL  66. 

viltà,     perchè  la  virtù  dee  avere  atto  libero CL8L  zoo, 

acciocché  sia  con  atto  Ubero  bt  virtù  .     .    ■ C.  i,  &  ttt. 

perciocché  il  domandato  è  da  una  parte  non  virtm C  L  IL  ri^t. 

inducere  gti  Domini  a  scienza  e  a  virtii C.Lp,  g^ 

perocché  . . .  U  sua  virtù  .  . .  non  sì  può  bene  maiiìlieilare     .     .     .  C  i  to.  85. 

avvegnaché  ciascuna  nWw  sia  amabile Ciu.  69^. 

Di  questa  viWm  innanzi  dirù  piii  pienamente C  L  la.  86. 

viltorìa&issimo,  siccome  virtù  celestiale C  E.  a.  4/6^ 

le  stelle  . . .  sono  piìi  piene  di  n'nù  tra  loro    ....  C  u.  4.  76^ 

dice  Venere  ad  Amore  :  '  Figlio,  virtù  mia  ...'...  C  U.  &.  »i. 

gira  toccata  da  virtù  motrice  che  questo  intende C  ii.  6.  156. 

per  tatto  di  i»rtù C  il.  6.  «58. 

la  via,  per  U  quale  discende  la  loro  virtù .     .  C  IL  7.  91. 

mostra  per  difetto  di  virtù  fuggire CiL&Ta. 

col  suo  ragtorure  della  virtù  degli  occhi  dì  coAeJ C  ti.  &  9& 

perché  la  loro  virtù  corrompe  1*  uno,  e  V  altro  generaT      .     .     .    .  C  ìs.  9.  a6. 

Negli  occhi . .  .  dovrebbe  essere  virtù  sopra  me C  ii.  xo^  60. 

sentendomi  levare  .  . .  alla  tfirtù  dì  questo .  C  ìi.  r3.  54. 

quali  da  virtù  celestiale  .  .  .  siccome  Aristotile C  iì.  14.  35. 

la  virtù  di  tutti  quasi  corre  allo  spirito  senaibile C  ÌL  14.  191. 

ricevono  ...  la  virtù  di  tutte  le  loro  porti .     .     .  C  iì.  15.  t35. 

poco  di  loro  virtù  quaggiù  verrebbe C  ti.  15.  138^ 

aver  sì  può  considerazione  della  sua  virtù -     .  C.  ifi.  s.  91. 

per  r  intendimento  della  sua  grandissima  virtù C.  ni.  z.  9aL 

In  questa  . .  .  parte  dell'  Anima  sono  pjìi  virtù C  tìì.  sl  z^ 

che  in  c«sa  é  una  virtù  cbe  ai  chiama  «ciira/0na,  e  una C  iii.  su  ia& 

e  con  questa  sono  certe  virtù  .  .  .  siccome  la  virtù  immmtùm  [àsia» 

girtmtiva  f]  e  giudicativa .CiÌLn.  taS;  iJOk 

tutte  queste  nobilissime  virtù  ...  sì  chiama C  tsi.  sl  139L 

vedcmo  la  calamita  .  . .  ricevere  virtù Cìtì.^  aoL 

ha  r  uomo  amore  alla  verità  e  alla  virtù Ciii.^  67. 

questo  amore  .  .  .  cioè  dì  venta  e  dì  virtù C  SL  3.  9}, 

per  difetto  della  virtù  della  quale  trac  quello  ch*  el  vede  (che  é  vtrtù 

organica) C  iii,  4,  ^, 

soperchia  quello  ...  in  beneficio  di  virtù ClìLtìw  ioa, 

secondo  il  modo  della  sua  virtù •..«...Cìo.t.  aa. 

alla  prima  semplicissima  e  nobilissima  f^rài    •    .    • CIÌXL7.  43- 

sicché  la  divina  l'irtù  . , .  discende  in  lei.     ...,...-.  CS.7.  91. 

che  questa  sia  miracolosa  Donna  di  virtù Ciii.7. 140^ 

come  la  bontà  e  la  virtù  delta  sua  anima  é C  iii.  7.  14&. 

considerando  come  ...  la  divina  yirtù  . .  .  congiunse  .  C,  iti.  8»  3. 


[9  ^^^^l^B^mHP  VIRTÙ 

virtù.     La  qual  dimostra  u*  U  virtù  dimora Con*,  xix.  i6. 

Non  t  pura  virtit  la  disviata  ;    Poich*  é  .  .  .  Negata  —  dov'  ò  più 

virtù  richiesta      . Cam,  zix^  58, 60. 

Ma  virtù  pura  in  ciascuno  sta  bene Canm,  xix.  69. 

Dunque  .  . .  Sarà  virtute,  e  con  virtù  s'  annoda Can».  xix.  93. 

Che  .  .  .  infonde  Vita  e  virtù  quaggioso Cana.  xix.  100. 

E  uWù  per  esempio  ha  chi  lei  piglia Can*.  xix.  ili. 

che  tu  mai  alcun  tniovi  Amico  di  virtù Carta,  xx.  97. 

Le  sue  bellezze  han  più  Xfirtù  che  pietra S*st,  i.  19, 

che  questa  donna  La  tua  virtù  non  cura SaL  ii.  a. 

non  si  scoperse  alcuna  pietra  O  da  virtù  di  Sole,  o  da  sua  luce  Che 

tanta  avesse  né  virtù^  né Stst,  ii.  ao,  ai. 

Però,  virtù  .  .  .  Increscat!  dì  me Stst.  Li.  49. 

Che  ...  ne  dona  virtù  ...  in  pietra Stsi.  iv.  181. 

Ovrar  potre'  la  virtù  d*  ogni  pietra Stst.  iv.  a6. 

vfitiL     easendo  organizzato  per  tutte  quasi  sue  virtù C  iii.  8.  7. 

se  per  grande  virtù  dentro  non  si  chiude C.  iii.  8.  90. 

ne  comanda  ti  libro  eUiU  quattro  Virtù  canUnali C.  iii.  8.  108. 

dov'  è  la  sensibile  virtù C  iii.  9.  85. 

perché  la  virtù  risiva  andava  fuori  al  visibile C.  iii.  9.  ioa. 

rivinsi  la  virtù  disgregata C  iii.  9.  156. 

Ma  in  ciò  voglio  dare  a  intendere  la  gran  virtù  che C.  iii.  io.  35. 

siccome  della  vera  amistà  è  cagione  efficiente  la  Virlù C  iii.  11.  138. 

Onde  dicemo  alcuno  virtuoso,  non  solamente  virtù  operando,  ma 

1'  abito  della  virtù  avendo C.  ìiL  13.  8a,  83. 

che  discendere  la  virtù  .  .  .  non  è  altro  che C.  iti.  14.  15. 

discendendo  la  loro  virtù  nelle  pazienti  cose C.  Uì.  14.  19. 

quanto  case  ,  .  .  possono  dalla  xnrtù  lume  ricevere C  iii.  14.  35. 

che  1  primo  Agente  .  .  .  pinge  la  sua  virtù  in  cose C  iii.  14.  39. 

la  divina  virtù  senza  mezzo  questo  amore  tragge  a C.  iii.  14.  49. 

però  t  manifesto  che  la  divina  virtù  . . .  discende C.  ili.  14.  87. 

Per  le  quali  tre  virtù  si  sale  a  filosofare C  ili.  I4.  137, 

risulta  dair  ordine  delle  virtù  morali C.  iii.  15.  lai. 

è  OptraaicHé  secondo  virtù  in  vitti  fer/ttta C.  iii.  15.  131. 

che  li  costumi  sono  beliate  .  .  .  cioè  le  Virtù  massimamenlc   .     .     .  C.  iii.  15.  1^1. 

perchè  meglio  si  veggia  poi  la  virtù  della  Verità C  iv.  3.  68. 

Don  senza  grandissima  virtù  venire  si  potesse C  iv.  4.  108. 

per  virtù  di  loro  arti  li  matematici  possono  ritrovare C  ìv.  5.  59. 

misurata  col  mezzo  per  nostra  elezione  preso,  eh*  t  Virtù      .     .     .  C.  Ìv.  6.  103. 

chiamarlo  Op«ramong  con  virtù C  iv.  6.  195. 

conoscere  la  n'r/M  dell' erbe .     .  C  iv.  9.  141,  146. 

conchiudo,  per  virtù  dì  quello  che  è  detto C  Ìv.  zo,  73. 

larghezza  non  si  fa,  che  è  viV/w,  la  quale C  iv.  13.  135. 

quando  tocca  e  aggiugne  la  sua  virtù  propria .     .  C  iv.  16.  81. 

cioè  quando  aggiugne  la  sua  propria  virtù  ........  C  ìv.  16.  85. 

Sua  virtù  perde  quello  circolo  che C.  iv.  16.  89. 

per  li  frutti,  che  sono  Virtù  morali  e  intdlettuali C  iv.  16.  115. 

ponendo  tutta  la  difinizione  della  morale  Virtù C  iv.  17.  ti. 

)'  una  èf  che  ogni  virtù  vegna  da  uno  principio  ;  1'  altra  ai  è,  che 

queste  oigm  virtù  sieno  le  Virtù  morali C  iv.  17.  I4,  15,  16. 

che  proprìiasimi  nostri  frutti  sono  le  morali  Vitiù     ......  C  iv.  17.  ao. 

Queste  SODO  undici  virtù  dal  detto  Filosofo  nomate  ......  C.  iv.  17.  09. 

ciascuna  di  queste  virtù  ha  due  nemici C.  iv.  17.  65. 

Fthcità  b  optramom  aiamdo  virtù  in  vita  ptrfttla C  ìv.  17.  7^. 


VIRTÙ  ^^^^^^p  Tao 

viltà.    Tant'  è  U  som  virtùf  che  spande  e  porge BmS,  iiL  ta. 

Ed  è  la  soa  uirtn  Unto  possente K  AT.  39.  66  (Som,  xjìL  7). 

E  le  parole  . .  .  Hanno  virtù  di  far  piangere  .     .     .     .     K  «V.  41.  68  {Som.  xxiv.  14^ 

In  trarre  . .  .  Come  virtù  di  Stella  margherita Som.  xxvi.  {4. 

ParUin  bellezza  e  virtù  all'  inteUctto Som,  xxx.  9. 

Risponde    .  .  Che  .  .  .  amar  puossi  virtù  per  alto  oprare  ....  Som,  xxx.  i|. 

perchè  tanta  virtù  data  Tue  Agli  occhi  d'  una  Donna  .  .  .  T      .     .     .  Som,  xxxi.  9- 

Cbe  da  ragione  e  da  virtù  diviso  Seguo Som.  xxxy.  7. 

Chi  ragione  o  virtù  contro  gli  spreme Som.  zxxvi.  5. 

Ha  tu  .  .  .  Questa  virtù  .  .  .  Levala  su  vestita  del Sene  alìx.  ra. 

sento  legar  .  .  .  Oall*  occulta  virtù  che  seco  mena Soru  L  io. 

Perchè  i'  ho  persa  la  virtù  degli  occhi S.  P.  txxvìL  35. 

e  d'  ogni  virtù  il  presa P.  /*.  87. 

E  di  nostra  virtù  poco  si  teme P.  A*.  Z14. 

virtù.     Bene  si  pone  Prudntaa  .  .  .  essere  monUe  Virtù     .     .  .     .  C.  tv.  17, 

avvegnaché  essa  sia  conducitrìcc  delle  morali  Virtù C  rv.  17.  8&' 

per  la  via  delle  Virtù  inUlUttutdi C  tv.  17.  si S. 

perciocché  le  Virtù  morali  paiono  essere  e  sìeno  più  comuni  e   .     .  C,W,t^^  rag, 

come  ogni  virtù  morale  viene  da  uno  principio C.  iv.  xS.  a. 

che  ogni  sopraddetta  virtù  .  .  .  procede C.  iv.  18.  9. 

prendendo  la  virtù  della  soprannntata  proposizione C  ir.  x8-  99. 

Nobiltà,  che  comprende  ogni  virtù C  iv.  18.  53. 

che  la  Virtù  sia  da  ridurre  ad  essa C  iv.  i8>,  53. 

cioè,  che  ogm  virtù  ntomié  venga  da  una  radici^  e  che  Virtù  cotale 

e  Nobiltà  convengano  C  ìv.  ift.  59^  60. 

che  se  Nobiltà  vale  e  si  stende  più  che  Virtù^  Virtù  piuttosto  pro- 
cederà da  essa C  iv.  19. 18  {èùX. 

dicendo  che  dovunque  è  Virtù^  ivi  è  Nobiltà    ....  .     .     .  C.  ir.  19.  as. 

Nobiltà  essere  dov'  è  Virtù C  iv.  ]9.  aS. 

così  è  Nobiltate  dovunque  è  Virtù  ;  e  non  Virtù  dovunque  è  Nobiltà  C.  ir,  19  34  (àvV 

riluce  in  essa  le  intcllcltuali  e  le  mondi  Virtù C  iv.  19  38. 

in  parte  dove  Virtù  non  sia Civ.  19.74. 

la  qual  vergogna  non  è  Virtù,  ma C  iv.  19.  80. 

cosi  questa,  cioè  Virtù^  discende  da  Nobiltà ■     .  C  iv.  90.  13. 

cosi  la  Virtù  è  una  cosa  mista  di  Nobiltà  e  di  passione C  iv.  ao.  i6l 

ma  ...  è  la  Virtù  denominata  da  essa^  e  appellata  Bontà  C.  rv.  a 

siccome  ...  la  xrirtù  celestiale  ricevere  non  può  ....  .     .  C.  iv.  a 

cioè  che  le  Virtù  sono  frutto  dì  Nobiltà C  iv.  a 

se  le  Virtù  sono  frutto  di  Nobiltà C  iv.  sa  9^~ 

la  quale  .  .  .  discende  da  somma  e  spirituale  Virtù C  fv.  ao.  104. 

a  guisa  di  semente  della  Virtit  divina      « C.  iv,  ar,  li 

porta  seco  la  virtù  dttP  anima  gaurativa,  e  la  virtù  dii  Ci*Ìo,  e  la 
virtù  tU^i  tUmenti  Itgati ...  e  matiua  e  dispone  la  materia  alla 
virtù  formativa ^  ìv-  si.  34,  35  (6w),  37. 

E  la  virtù  formativa  prepara  gli  organi  alla  virtù  celestiale    .     .     .  C  iv.  ai.  39^  40. 

riceve  dalla  virtù  del  Motore  del  Cielo C  rv*  st.  43. 

incontra  che  .  .  .  di  guest*  virtù  ...  sì  produce C.  iv.  ai.  67. 

discende  in  essa  la  Virtù  inte/MtuaU  fiossibOe .  C  Ìt.  ai.  69. 

s'  egli  avviene  che  .  .  .  U  wttliettualt  Virtù  sia .  C  iv.  ai.  Ta. 

E  in  questa  cotale  anima  è  la  lUrtù  sua  propria^  e C  ìv.  si.  87. 

se  tutte  le  precedenti  virtù  s'  accordassero C  iv,  ai.  93. 

cioè  nelle  operazioni  delle  morati  virtù C.  iv.  a&  005. 

disbrancasi  per  le  virtù  di  quelle  tante C  iv.  93.  «5. 

queste  quattro  virtù  a  questa  età  sono  convenìentissime    .     .     .     .  C,  ìv.  »7.  15. 


7^1  ^^VHHi^^^^V  VIRTUTE 

virtù.     Face  a  ragione  ed  a  virtù  soverchio P.  JT,  004. 

C/.  vlrtute. 

virtuoso.     U  .  .  .  figura  ...  si  virtuosa,  che  . .  .  Trae  li  sospiri  .     .     .  BaiJ.  x.  1 1. 

In  questo  mondo,  come  virtuosi,  Rispoiideran  essi S.  /*.  ci.  88. 

n       vlrtute.     quando  trova  alcun  ,  ,  ,  quei  prova  sua  virtuU      .     ,     K  A*,  rg.  57  {Cane.  i.  38). 

^K         Poi  prende  Amore  in  me  tanta  virtut* K  TV,  a8.  aa  {F.  C.  9). 

^H  Passò  lì  cieli  con  tanta  vii-tuU V.  N,  33.  6a  {CauM.  iii.  aa). 

^H         E  signoreggia  me  di  tal  viriuU .     .  C  iì.  Coha.  ì.  ar. 

^H         Ch'  infonde  sempre  in  lei  La  sua  virtutc C  iìì.  CanM.  iì.  aS. 

^H         yirtMtt  intendo,  che  fa  1'  uom  felice C  iv.  Cane,  iìì.  83. 

^■vlrtù.     perchè  questa  singolar  virtit,   cioè  Giustùua,  fu  vcdutA  .  .  . 

^^  apparire  perfetta C  iv.  37.  91, 

^M         le  quali  vìrtii .  .  .  avere  perfette  ...  è  impossibile C  iv.  a?.  ti6. 

^B  figli,  per  li  quali  si  signiGcano  le  tiWw  che C.  iv.  aS.  108. 

Fece  figli  .  .  .  per  che  si  significano  le  nWù  che C  iv.  a8.  113. 

vlrtude.     ponendo  che  tu  avessi  libera  ciascuna  tua  virtudt    ....  K.  TV.  15.  11. 

Se  io  non  perdessi  le  mie  virtuiii  .     . K  iV,  15,  14, 

il  quale  è  dì  tanta  virtude,  che K  iV.  15.  xB. 

narrando  alquanto  delle  sue  viVfMi/i  effettive    .     .     .     ,  .  K.  iV.  19.  tao. 

come  operava  in  me  la  sua  virtudt .     ,  V.  N,  38.  xt. 

r  abilo  di  virtudt^ .  .  .  avere  non  si  può C  i.  11,  47, 

nelle  corti  anticamente  le  virtudt  .  . .  s'  usavano .     C  iu  il.  6t. 

Virtudt  inttfido,  cht  fa  V  uomftÌÌ€* C.  iv.  17.  6. 

la  .  .  .  che  ben  è  madre  dell'  altre  virtudt C  iv.  a8.  taS. 

(7  virtute. 

ite.     mi  salutò  virluoaamtnle  tanto K  /V.  3.  13. 

quello  che  il  suo  salutare  .  .  .  virluosamtntt  operava V.  N,  io.  19. 

siccome  urtuosaMtttt*  fa  gentile  tutto  ciò  eh' .  V.  N,  ai.  35. 

dico  quello  che  poi  nWiio5a»wrn^/ adopera K.  /V.  ai.  41. 

Queste  .  .  .  cose  da  lei  procedeano  virtuosanuntt K.  A^.  a6.  37. 

quelle  cose  eh'  ella  virtuosamentt  operava K.  TV.  a;.  32. 

delle  dìgnitadi  vtrtuosanttnte  acquistate .     .     C.  i.  a.  84. 

Quello  del  pratico  ai  i  operare  .  ,  .  virtuosammte C.  iv.  sa.  109. 

vlrtucielsslmo.     perocché  virtuosissimo  ò  nella  ìnteozione  mostrare     ,     C  i.  io.  103. 

cio<^  quella  luce  virtuosissima.  Filosofìa C  ìv.  i.  95. 

VÌrttAMO.     fare  menzione  dell'  opere  virtuose    ....  .     .     .     .  C.  Ì.  a.  83. 

Ciascuna  cosa  è  virtuosa  in  sua  natura C  1.  5.  71. 

onde  conccdcst  esser  .  .  .  più  virtuoso C  i.  5.  105. 

quanto  meglio  Io  fa,  tanto  è  più  virtuosa.  Onde  dicemo  uomo 
viriuoso  quello  .  .  .  dìcemo  del  cai'allo  tnrtuoso,  che .  . .  dicemo 
una  spada  virtuosa,  che .  . .  Cosi  lo  sermone  ...  è  virtHoao . .  . 

e  più  virtuoso  t  quello,  che  più  lo  fìa C.  i.  5,  74,  75,  77,  79,  83,  84, 

quella  della  virtuosa  operazione ...Ci.  io.  50. 

e  per  conseguente  i  più  virtuoso C  iì.  4.  75* 

Dal  quale  prende  la  forma  .  .  .  uno  ardore  virtttoao C.  iL  6.  1x4. 

quanto  abito  virtuoso  non  sì  pare  per  questo  lume  non  avene  I     .     .     C  U.  1 1.  74. 

ciascuno  ...  è  dì  più  virtuoso  corpo  nel  loco C  iii.  3.  48. 

fassì  V  uomo  per  essa  virtuoso C  ili.  8.  x66. 

Onde  dicemo  alcuno  virtuoso C  iii.  13.  81. 

la  quale  fa  bella  e  virtuosa C,  ìiL  13.  95. 

perocché  la  Ststa  ora  ...  é  ...  la  pili  virtuosa    ......     C  iv.  03.  147. 

vlrtute.     Poi  sono  le  Dominojtioni  ;  appresso  le  Virtutt C  iL  6.  51. 

La  quale  ...  è  dì  tanta  virtutt C  iì.  7.  ioa. 

e  per  quella  virtutt^  la  qual  è C.  iìi.  6.  65. 

3A 


VtRTUTE  ^^^V  T» 

vlrtute.     £  virimi*  cotale  Dà  sempre  ...  di  sé  buono  imellctto     .  C  ir.  CmuL.  ni.  ^ot 

È  Gentilezza  dovunque  è  virtut* Cv*.  Cmau,  iii.  sol  ;  >6i.  33  ;  19.  7. 

È  Gcntilema  ...  Ma  non  virimi*  ov'  efla     ........     C  ir.  Caau.  iii.  loa. 

Dunque  rerrà  ...  Cìaschednna  nr/N/tf  da  costei C  ir,  Cana.  i2.  1  xo. 

Lo  qual  non  dà  a  lui,  né  to'  virtmtt Cgm*^  ix.  43. 

yirtulé  .  .  .  sottana,  Lui  obbedisce,  a  lei  acquista  onore     ....     C^ttm.  x.  «7- 

E  mostri  me  d'  ogni  virtutr  spento Cava.  xL  %. 

Cbc  sia  conforto  della  sua  vtrtuU Cams^  svi  13- 

Cbe  senza  oprar  virtnit^  Nissun  puotc Gnu;  zó.  91. 

Dunque  . . .  Sarà  virtuir^  e  con  virtù  s*  annoda    .  Csmil  xùu  9S- 

Tanlo  son  belle,  e  di  tanu  virtuii^  Che Camm,  xx.  5, 

Come  persona  ...  cui  virUtU  e  nobiltà  ood  vale Cffiw.  xz.  la. 

Che  mi  sta  in  cor  come  wììmU  in  pietra S*si.  iti.  $- 

Non  credo  fesse  mai  virinìt  in  erba  Di  taf  salute Se^.  iìL  {3. 

Ciascuna  stella  ...  mi  piove  . .  .  della  sua  virtnU BmU,  ri.  la. 

Perocché  ì  miei  destri  avren  virtuU  Contro SaJA  x.  07. 

hai  partita  cortesia,  £  .  .  .  mrtutg K.  iV^  Si  58  {Som,  ìv.  J4},i 

E  sua  belUte  è  dì  tanU  virimu K  N,  97.  fj  (_Som,  xru  sV^ 

Al  secol  degno  della  sua  cv'rfMAr K.  AL  33.  36  ^Schì.  xviL  il). 

Dì  sua  virtuté  sua  loquela  tinge Son,  xxvuL  io. 

Empiendo  il  core  a  ciascun  di  virimlt Som,  xxix.  11. 

E  col  tuo  spirto  pieno  di  virtuU     ......  .  .     5.  P.  L  49. 

tu  ti  dimostri  Esempio  a  noi  per  la  tua  gran  virtutt  .  .     P.  F.  aai, 

Cy:  virtù. 


virtnte.    che  Nobilitate  e  viriut*  toIaU  . . .  convengono .     .     .     .     .     .  C  ir,  i&  93 

duHqtu  ogni  yirfulé  .  .  .  verrà  da  questa C  iv.  aok.  8. 

discende  .  .  .  come  mrtuig  in  pietra  da  corpo  .  .  .  celestiale  C.  tv.  aoc  10^ 

la  qual  t^rtmtt  mostra  lo  loco C  iv.  96.  58. 

*  mentre  che  in  me  fu  la  matemale  virluU  ' C  ìv.  «6^  196. 

Cf,  virtù,  virtade. 

Visconti.     Sicché  non  dica  .  .  .  quegli  de'  Kùnm/i  di  Milano.  .  C  iv.  ao.  39. 

visibile,     ciascuno  cielo  illumina  le  cose  tnsiàib'    ........  C.  U.  14.  «3. 

elio  ci  mcstra  di  sé  due  visihiii  cose C.  &.  15.  7. 

che  propriamente  è  visibiU  il  €ohtt  e  la  lutr C^  ìfi.  9.  59. 

Ben  è  altra  cosa  vìsibtU  ;  ma .  .  .  sicché  non  si  può  dire  che  sia 

propriamente  vistbiU C  iii.  9.  55.  58^ 

il  colore  e  la  luce  sono  propriamente  viaèiJi CI  iii.  9,  64- 

Queste  cose  viabili ...  in  quanto  sono  visibili,  vengono  dentro  air  C.  ili.  9,  66»  67. 

cbc  fa  la  forma  visSnU  per  lo  meuo  suo C  iii.  9.  74. 

cotale  qual*  é  la  cosa  visHtiU  in  sé C  iiL  9.  89. 

si  macolerebbc  la  forma  visibtU  del  colare Cui.9.  94. 

non  era  perché  il  visibtie  venisse  all'  occhio,   ma  perché  la  viltà 

visiva  andava  fuori  al  visibiJ* C  iii.  9.  fot»  ras> 

vislbiixneiite.    senza  rùtiMTmrti// avere  di  ciò  spcrìenxa     .  .     .     .  C  iii.  7.  170» 

e  questa  Donna  sia  una  cosa  visìÒi/mtntf  miracolosa  .     ■  C  ui.  7.  iTm. 

visione,     nel  quale  m*  apparve  una  maraviglìosa  visione K  ^.  3,  97. 

nella  quale  m*  era  questa  visi<m0  apparita .     .  K.  /t^.  3.  6r. 

pregandoli  che  giudicassero  la  mia  visiomi  ....  .     .  f'^,  W.  3.  74. 

Da  questa  iasione  innanzi  cominciò •     .  K  A",  4.  1. 

trovai  che  questa  vision*  m'  era  apparita  nella     .     .     .     .     .     .     .  K.  JV,  la.  74. 

Appresso  questa  soprascrìtta  mskmw  .  . .  incominciarono  .     .     .  K  AT.  15.  a~ 

apparve  a  me  una  mirabil  vision* ■  K,  A*.  43.  a. 

acciocché  la  sua  tn'stoM*  sia  verace  O  iii,  9»  68. 

vWtare.     'Che  cosa  é  1'  uomo,  che  tu  Iddio  lo  visiUÌ ...  .  C.  ir.  i^  65. 


723 


VISTA 


visCX.     Ch*  cr»  nel  viso  mio  giunta  cotanto    ......  t'.  IV,  93.  146  (Can».  li.  19). 

Kùi  dì  donne  m'  apparver  crucciati r,  N.  33,  168  (Orx*.  iì.  4 1  \. 

Tanta  dolcezza,  che  M  tfiso  ne  amuore K  /V.  38.  ai  (F,  C.  8). 

Che  mi  tramuta  Io  color  nel  viso K  W.  33.  88  (dns.  ììi.  48 1. 

soverchian  .  .  .  Come  raggio  di  sole  un  fragil  viso         C  iii.  Can»,  ii.  60. 

Né  luogo  che  dal  suo  viso  m'  asconda .     .     Comm,  xu.  15. 

Che  nel  bel  viso  ogni  beltà  3'  accoglie Cane.  xiv.  49. 

se  non  che  .  .  .  m*  è  tolto  dal  viso ...     Cuhm.  xx.  Sa. 

al  suo  viso  non  mi  può  far  ombra  Poggio,  nò  .     .     .  Sfst.  i.  33. 

Queste  parole  si  leggon  nel  viso  D'  un'  angioletta    .  Ba/i.  vi.  18. 

Di  guardare  a  madonna  il  suo  bel  viso BalL  ix.  a. 

Lo  viso  mostra  [lo  color  del  core] .    y,  N,  t$.  ^  {San,  viii.  5),  65. 

Sicché,  bassando  il  viso,  tutto  smuorc K  M  ai,  13  (Som.  xi.  is\ 

Bagnata  il  viso  di  pianto  d*  amore K  A^.  39.  73  (,Soh.  xii.  6). 

Ella  [EU"]  ha  nel  viso  [la  pietà  si  scorta]     ...       K.  A^.  33.  100  (Soh,  xiii.  lai,  iii. 

Non  prc»cr  mai  .  .  .  Ki'jo  di  donna K.  A^.  37.  xB  (Som,  xx,  3), 

eh'  io  temo  Torte  Del  viso  d'  una  donna  ...  ,     .     .  y.  N.  38.  45  (Som.  xxi«  11). 

C  quel  .  .  .  M*  abbaglia  tanto  V  uno  e  1'  altro  viso Soh,  xxxv.  6. 

Ma  ora,  che  del  11150  tu  m*  hai  tolto  II  velo S.  P.  xxxL  aa. 

vista.     E  con  tutta  la  vista  vergognosa K  TV.  93.  145  {Canm.  iì.  18). 

L      Qual  con  tardare,  e  qual  con  vana  visitt .  ,  .  Volge Ctm*,  x.  1 19. 

visivo,     uccide  tutti  i  miei  spiriti,  e  li  visivi  rimangono  in  vita     .     .     .  V,  N,  14.  103. 

il  nervo,  per  lo  quale  corre  Io  spirito  visivo C  ìi.  10.  39. 

Ilo  spìrito  visivo  ...  la  rappresenta C  iii.  9.  83. 

la  virtù  utntwi  andava  fuori  al  visibile .     , C.  iii.  9.  103. 

puote  anche  parere  cosi  per  V  organo  M»ftw C  iii.  9.  109. 

che  ...  in  tanto  debilitai  gli  spiriti  visivi C  iii*  9.  151. 

viso,     parlando  spezialmente  agli  spiriti  del  Wso K  A^.  a.  31. 

perocché  io  portava  nel  viso  tante  delle  sue  insegne  .  V.  N  ^.  17. 

con  viso  vestito  d'  umiltà K.  M  1 1.  9. 

pingca  fuori  ì  dcboletti  spìriti  del  viso K  AT.  it.  13. 

Don  mi  rìmasero  . .  .  più  che  gli  spiriti  del  viso K  A^.  14.  39. 

manifesto  lo  stato  del  core  per  esemplo  del  viso K  M  15.  54. 

che  .  . ,  apparvero  a  me  certi  visi  di  donne K,  AT.  33.  35. 

m'  apparvero  certi  visi  diversi  ed  orribili  a  vedere K  A^.  33.  fl8. 

chi  loda  echi  biasima  dinanzi  al  viso  alcuno    ....  ...  C-i.  a.  75. 

si  mostra  nel  tenere  volto  Io  viso  in  quella C.  i.  8.  104. 

qtundo  dinanzi  al  viso  dctl'  uditore  lo  Rcttorìco  parla C  n.  14.  119. 

come  chi  guarda  col  viso  per  una  retta  lìnea,  che  prima  vede  . . .  poi 

...  lo  mso  disgiunto  nulla  vede C  iii.  3.  109.  1 13. 

M  uno  uomo  .  . ,  sempre  al  sole  volgesse  il  viso  .......  C  iii.  5.  157. 

non  si  lasciano  vedere  senza  fatica  del  viso C.  iii.  7.  49. 

che  .  . .  nullo  iMso  ad  altro  è  simile C.  iii.  B.  ói. 

pcrjo  modo,  che  soverchia  il  sole  lo  fragile  viso C.  iiL  6. 13& 

solo  col  %nso  li  comprendiamo C  iii.  9.  64. 

per  essere  lo  viso  debilitato,  incontra C  iti.  9.  137. 

per  affaticare  Io  viso  molto  a  studio  di  leggere C  iii.  9.  150. 

perchè  più  ...  in  quella  termina  Io  suo  viso .  C  iii.  11.  176. 

quando  .  . .  nel  viso  loro  vergogna  ai  dipigne C.  iv.  19.  96. 

vista,     s) .  .  .  che  a  molti  amici  pesava  delta  mia  vista K.  A^.  4.  B. 

che  .  .  .  non  era  comunicato  .  .  .  altrui  per  mia  vista K  A^.  5,  ai. 

tuttoché  io  fossi .  .  .  quanto  alla  vtsta .  K  A^.  9.  9, 

qosii  cambiato  nella  visia  mia^  cavalcai  .     .  .  K  AT.  9.  40. 

e  pensando  molto,  quanto  alla  vista  sua  ....  .     .  K  AT.  la.  17. 

3  Aa 


VISTA  724 

vista.     Sicché  la  lor  vittoriosa  vista  Non  si  rivide Cu»,  xiu.  aa. 

Che  dura  dacch*  io  perdo  la  sua  vista Comm.  xìt.  79. 

che  ...  Lo  face,  come  vuol,  vista  cang:iarc K  iV.  xa.  loi  {Bali,  L  aa). 

le  ók  valore  Con  la  sua  vista BaiL  vii.  14. 

Coli'  altre  donne  mia  vista  gabbate K.  M  14.  79  {Sott.  vii.  i). 

La  qual  si  crìa  nella  vista  morta  Degli  occhi K.  AT.  15.  40  {Soh,  viii.  13), 

La  vista  [sua  face  ogni  cosa  umile] K  N.  aj.  at  (Som.  svi.  9),  43. 

Ch'  era  sommosso  dalla  vostra  vista K  N.  36.  39  (Son.  xix.  ii\ 

Come  alla  insta  voi  ne  dimostrate y,  N.  41.  58  (Som.  xxiv.  4). 

vita.     Mentre  io  pensava  la  mia  frale  vita K.  M  93.  156  {Cans,  ii.  agi). 

Perchè  vedea  eh'  està  vita  noiosa  Non  era  degna  di      .     .  K.  N.  32.  67  (Csms.  ììL  07). 

E  qual  è  stata  la  mia  vita^  poscia  Che K  iV.  33.  100  {Ca$uu  iii  60  . 

Si  mi  fa  travagliar  1*  acerba  vita y.  N.  32.  105  (Cmtu,  iiì.  65'. 

Onde  '1  paxiar  della  vita  cfa'  io  provo C  ii.  Csms.  i.  7  ;  7.  49- 

Solca  esser  vita  dello  cor  dolente  [Un  soave  pensier]  .     .      C  ii*  CWw.  i.  14  ;  xo.  la. 

vista.     Posciachè  tu  pervieni  a  cosi  schernevole  vista K.  AL  15.  6. 

cioè  per  la  pietosa  vista  che  ...  mi  giunge  ;  la  qual  vista  pietosa  è 

distrutta » K  A.  15.  6oi,  61. 

Conciossiacosaché  per  la  vista  mia  .  .  .  avessero  compreso     .     .     .  V.  N.  18.  i. 

cominciaro  ad  attendere  in  insto  la  mia  rìsponsione K.  iV.  z8.  30. 

parere  .  .  .  d'  una  vista  di  terrìbile  sbigottimento V,  Pf.  36.  6. 

mi  riguardava  molto  pietosamente  quant'  alla  vista V,  N.  36.  xa. 

sì  iacea  d'  una  vista  pietosa  e  d*  un  color  pallido V,  N.  37.  3. 

che  tirasse  le  lagrime  .  .  .  per  la  sua  vista K.  A.  37.  ix 

lo  venni  a  tanto  per  la  vista  dì  questa  doni» K.  iV.  36.  i. 

Recommi  la  vista  di  questa  donna  in  sì  nuova  condizione  ....  V.  N.  39.  x. 

Io  so  che  ...  in  alcuna  vista  parrebbero  turbati y.  N.  41.  ao. 

che  la  vista  degli  occhi  suoi  è  sua  salute C.  ti.  8.  86. 

poco  dì  loro  virtù  quaggiù  verrebbe  o  di  loro  vista C  ìi.  X5.  138. 

Veduto  questo  modo  della  vista C.  iiì.  9.  xo6. 

in  ciò  più  rimane  la  lettera  discreta  nella  vista C  iii.  9.  146. 

tornai  nel  primo  buono  stato  della  vista C  iii.  9.  157. 

nelle  quali  ...  la  filosofìa  termina  la  sua  vista C.  iii.  11.  174. 

vita  (  f  ).     Ella  era  già  in  questa  vita  stata  tanto y,  N.a.9. 

dico  .  .  .  che  lo  spirito  della  vita  ,  .  .  cominciò y.  N,a.  ao. 

che  ingombrassero  più  il  riposo  della  vita K.  AT.  13.  8. 

la  quale  .  .  .  ali*  estremità  della  vita  condotto  avea y.  N,  14.  11. 

non  mi  rimasero  in  vita  più  che  gli  spiriti  del  viso K.  A.  14.  38. 

Io  tenni  i  piedi  in  quella  parte  della  vita     . K  A.  14.  69. 

e  li  visivi  rimangono  in  vita K.  W.  14.  103. 

che  in  me  non  rimanea  altro  di  vita  se  non  un  pensiero     .     .     .     .  y.  N.  16.  la. 

ma  finalmente  disconfiggea  la  mia  poca  vita K.  A.  16.  33. 

di  questa  vita  uscendo  alla  gloria  ...  se  ne  gio  .     .  .     .     .     .  V.  N.  aa.  6. 

io  ritornai  pensando  alla  mia  deboletta  vita K  W.  33,  13. 

de*  cittadini  di  vita  eterna K.  A".  35.  3. 

acciocché  la  mìa  vita  sì  riposi V,  N.  39.  7. 

che  la  mia  vita  per  alquanti  anni  duri y,  N.  43.  9. 

conosco  la  mìsera  vita  dì  quelli  che  ...  ho  lasciati C.  i.  x.  71. 

se  nella  presente  opera  .  .  .  più  virilmente  si  trattasse  che  nella 

Vita  Nuova C  ì.  x.  X13. 

per  lo  processo  della  sua  vita C.'u  a.  106. 

al  colmo  della  mia  vita C.  t  3.  35. 

coloro  che  partirò  di  questa  vita C.  i.  5.  6a. 

quello^  che  vive  in  vita  contemplativa  o  attiva ^>  >•  5-  75- 


7^5  \1TA 

vita,     questa  bella  Donna  ...  Ha  trasmutata  ...  la  tua  vita  .     .     .     .  C  ìi.  Cans.  i.  44. 

Poi  nella  quarta  parte  della  vita C  iv.  Cam.  iii.  136  ;  33.  44  ;  aS.  4. 

Onde  ha  vita  un  pensìer,  che  mi  conduce Cans.  ix.  ao. 

Guarda  la  vita  mia,  quanto  ella  è  dura CanM.  ix.  50. 

Là,  ov*  io  non  posso  difender  mia  vita Gih«.  Ìx.  64. 

Voler  cadere  in  .  .  .  Ower  di  vita  in  morte (ano,  x.  96. 

tu  .  .  .  Che  rimani  a  veder  me  senza  vita Cumm.  xk  48. 

lima,  Che  «irdamcnte  la  mia  vita  scemi Caug.  xii.  93. 

sfida  La  debole  mia  vita  csto  perverso Cuna,  xii.  41. 

se  ne  va  .  .  .  Fuora  di  questa  vita  La  sconsolata Cifu.  xiii.  30. 

Ristretta  s*  è  .  .  .  Con  quella  vita  che Ctma.  xiii.  36. 

Io  la  dimando  per  aver  più  vita Cune.  xiv.  14. 

Purché  la  vita  tanto  si  difenda Ca»s.  xìv.  48. 

di  portarla  srmpre  Ch*  io  sarò  in  vita Cans.  xv.  53 

Chi  sol  per  voi  servir,  la  vita  bramo CanM.  xvi.  43. 

vita  (i).    conciossiacosaché  la  nostra  vita  di  quelli  abbisogni,  e  M  fine . . . 

sia  la  nostra  vita  essere  contenta C.  i.  8.  86,  88. 

occupate  dal  principio  della  loro  ff'/a C.  ì.  11.  43. 

gridano  .  .  .  Muoia  la  hr  vita C  i.  2 1.  54. 

dal  principio  della  mia  vita C.  i.  13.  61. 

coloro  che  non  hanno  vita  di  scienza  e  d'  arte C  iì.  i.  33. 

coloro  che  non  hanno  t/f/n  ragionevole C.  ii.  x.  33. 

nella  fine  della  l'ita  Nuova C  ii.  a.  9. 

che  passionata  di  tanta  misericordia  si  dimostrava  sopra  la  mia 

vedova  vita C  ii.  a.  17. 

perocché  ha  più  ...  e  più  vita  e  più  forma C  ii.  4.  73. 

non  pure  una  beatitudine  .  .  .  ma  due  ;  siccome  quella  della  vita 

a'fiìf,  e  quella  dt'lla  conttmfJativa C  li.  5.  6<). 

avere  beatitudine  della  vita  attiva ^'.  ii.  5.  73. 

perché  questa  vita  é  più  divina  . . .  manifesto  é  che  questa  vita  r  da 

Dio  più  amala C.  ii.  5.  81.  63. 

che  alle  sustanze  separate  convegna  la  speculativa  ii/a      .     .     .     .  f '.  ii.  5.  93. 

per  che  ci  recò  vita T.  ii.  6.  16, 

r  uomo  usare  la  ragione  ;  eh*  é  sua  speziai  vita f.  ii.  8.  ^3. 

xnta  d*l  mio  cort ,  .  .  solea  essere  un  pensiero  soave C  ii.  8.  34. 

questo  pensiero  ,  .  .  suole  essere  vita  di  me f '.  ii.  8.  67. 

dall'  anima  partita  d'  «sta  vita C  ii.  9.  38. 

chi  crede,  dopo  questa  iV/a,  altra  vita  non  essere C  ii.  9.  58  \bii), 

questa  speranza  .  .  .  cioè  d'  altra  vita C  ii.  9.  84. 

molti  .  .  .  che  hanno  data  questa  vita  per  quella C  ii.  9.  89. 

per  vivere  nell*  altra  vita C  ii.  9.  loo. 

certo  sono,  ad  altra  vita  migliore  .  . .  passare C  ii.  9.  133. 

nò  in  mondo  né  dopo  la  ti'/d  sarcbbon  tanto  infamati C  ii.  11.  80. 

siccome  nella  Vita  Nuova  si  può  vedere C  ìi.  23.  a8. 

Di  vero  non  sarebbe  quaggiù  generazione,  ni  vita  d*  animale  e  di 

piante C  li.  15.  153. 

non  sarcbt>e  generazione,  né  vf/a  di  felicità C  iì.  15.  161. 

trovando  la  mia  vita  disposta  al  suo  ardore C  iii.  i.  5* 

che  volle  in  questa  vita  privare  noi  di  questa  luce C,  iii.  4.  99. 

nulla  dilrttazione  é  si  grande  in  questa  vita C.  iii.  6.  78. 

per  la  quale  .  .  .  acquistiamo  eternai  vtta <\  ùi.  7.  160. 

la  gente  che  s'  innamora  qui,  cioè  in  questa  vita C.  iii.  13.  a8. 

rhr  per  questi  pensieri  la  lom  vtta  diaprezzaro    ...  .     .  C.  iii.  14.  85. 

r  umano  desiderio  è  misurato  in  quesu  vita C  iii.  15.  94. 


VITA  726 

vita.     Perchè  tu  .  .  .  puoi  la  vùm  mia  Povera  e  ricca  lar Con*,  xvìi.  7. 

Cioè  in  gente  onesta  Di  vita  spiritale Cohm.  xix.  6a. 

Che  .  .  .  infonde  Kite  e  virtù  quaggiuao Oms.  xix.  ifMx 

Che  in  donar  vita  è  tosta  Col Cww.  xix.  108. 

Lo  quale  è  in  signorìa  della  mia  viUi Catta,  xx.  4. 

Non  ho  più  vUoj  se  non  come  i  colli S*si.  iii.  17. 

Che  dovria  la  mìa  vi/a  far  sicura BalL  m.  ta. 

£  digli  quanto  mia  vHa  è  leggiera BaH.  v.  4. 

Ond*  io  ...  Ne  sono  a  rìschio  di  perder  la  vita Ball.  vi.  ai. 

Amor  ...  Hi  pose  in  vita  sì  dolce  e  soave V.  N,'i,a^  {Som^  ÌL  9^. 

SI,  che  la  vita  quasi  m'  abbandona K.  M  z6.  ap  {Sem,  ix.  6). 

E  dispregiar  talora  quesU  twfa f^*  ^>  33*  37  {Som,  xvii.  xa). 

La  qualità  della  mia  vita  oscura K  iV.  36^  34  (Som.  xix.  6). 

£  la  sua  viia,  e  tutto  il  suo  valore,  Mosse K  i\^.  39.  71  {Som,  xxxi.  xa). 

Che  fu  tra  V  altre  la  mia  vita  eletu Som.  xxvì.  6. 

vita  (i).     Optraaiotu  setondo  virtù  iumlaptrftUa  .     .     .     .     ■     C.  iii.  X5.  13X  ;  iv.  17.  77. 

luce  nel  cammino  dì  questa  brevissima  trita C.  iii.  X5.  X95. 

a  uno  fine  . .  .  cioè  a  vHa  felice C  ìv.  4.  4. 

che  pcoero  la  loro  vita  per  la  patria C  iv.  5.  xi^ 

rimembrando  la  vita  di  costoro CI  iv.  5.  146. 

uno  fine,  cioè  quello  della  umana  vita C.  iv.  6.  65. 

questo  fine  della  vita  unuuia C.  iv.  6.  86. 

questo  fine  della  umana  vita C  iv.  6.  z8&. 

non  minore  .  .  .  che  reducere  in  vita  colui C  ìv.  7.  41. 

chi  non  ragiona  il  fine  della  sua  vita C  iv.  7.  184. 

siccome  lo  non  vìvere  non  offende  la  vita d  ìv.  8.  xa3. 

e  le  pietre  non  sono  suggetto  di  vita C.  iv.  8.  zag. 

a  perfezione  dell'  umana  vita CL  iv.  9.  8. 

che  giovanezza  è  colmo  della  naturai  vita C  iv.  9.  173. 

pongasi  mente  . .  .  pur  alla  vita  di  coloro C.  ìv.  la.  89. 

nel  nuovo  e  mai  non  fatto  cammino  dì  questa  vda C.  iv.  xa.  X53. 

così  nella  vita  umana  sono  diversi  cammini C.  iv.  xa.  x88. 

cosi  nella  nostra  vita  avviene C  ìv.  xa.  196. 

'  Oh  sicura  facultà  della  povera  vita  I  .  .  .  ' C  iv.  13.  x  13. 

Laomedonte  fu  gentile,  e  Dardano  fu  villano  in  loro  vita   .     .     .     .  C  iv.  14.  141. 

non  è   pargolo    uomo   pur  per  .   .   .   ma  .   .   .  per    difetto    di 

vita C.  iv.  16.  58. 

uelle  cose  che  sono  corruzione  della  nostra  vita C  iv.  17.  33. 

nelle  cose  che  conservano  la  nostra  vita C.  iv.  17.  37. 

che  noi  potemo  avere  in  questa  vita  due  Felicità C  iv.  1 7.  86. 

r  una  è  la  vita  Attiva C.  ìv.  17.  8& 

mostrare  che  la  Contemplativa  vita  fosse  ottima  » C.  ìv.  17.  109. 

la  Felicità  della  vita  Contemplativa C  iv.  17.  114. 

che  produce  .  .  .  T  anima  in  vita C.  tv.  ax.  4a. 

in  questa  vita  perfettamente  Io  suo  uso  avere  non  può C.  ìv.  aa.  X41. 

cioè  quella  della  vita  attiva C  ìv.  aa.  147. 

sì  possono  intendere  le  tre  sette  della  vita  attiva C  iv.  ax  i6x. 

cercando  la  Beatitudine  nella  vita  attiva C.  iv.  aa.  179. 

trovare  potemo  imperfttta  nella  vita  attiva C  iv.  aa.  «04. 

luce  e  rìsplende  per  tutta  la  vita  del  nobile C  ìv.  33.  xa. 

conciossiacosaché  la  nostra  vita  ...  sia  causata  dal  cielo  .     .     .     .  C  iv.  33.  50L 

siccome  uno  arco  quasi  tutte  le  xfitg  ritiene C  iv.  33.  57. 

suggetto  e  nutrimento  del  calore,  che  è  ncstra  vita C  iv.  33.  72. 

avviene  che  1'  Arco  della  vita  d'  un  uomo  è C.  iv.  33.  73. 


727 


VITUPERANTE 


VÌitL     In  iruTc  a  me  1  cooUmrìo  delU  «ite ....     .Som.  xxtL  13. 


Che  suo  fede]  nessuno  ìn  viia  serba  . 
Che  lei  per  cui  servir  U  vita  smago   . 

fin  che  la  vita  spira 

Come  colui,  che  vìtm  ed  onor  tiene  Db 
Io  Koùa  1a1«  che  appena  io  nite  spiro  . 
eh*  io  MTotti  ognora  Soccorro  e  vita  . 
Cosi  U  vita  mia  ardita  e  franca  .  . .  é 


:  e 


■     .     .  Som.  %xxh  II. 

.     .  Son,  xxxia.  a. 
SofU  uxìx.  13. 

.     .  Som.  sili,  iol 

.     .     .     .  Som.  xlviii,  7. 

So».  IS, 

5.  P.  cL  40, 

E  perchè  sei  1'  autore  della  vita S,  P.  cxxix.  13. 

vivcrò  .  .  .  Dop*  està  vita  labile  e  caduca .  5.  P.  cxlii.  S7* 

Credo  che  M  figlio  umana  carne  e  vtta  Mortai  prexideaac        ,     .  P.  ^.  19. 

ogni  poaaanza  à  tolta  .  .  .  d^  andar  a  vita  eterna P,  f\  9*. 

vttam.     Neque  plus  pìUun  sperendo  conservo ...  Cnu.  xxL  30. 

vitella,     accetterai  .  .  .  insieme  Con  le  vittJJd,  che 5.  P.  I.  71. 

VtttOrtCMO.     La  .  .  .  figurm,  che  rimane  yittohotm  e  fera Comm^  xl.  33. 

Sicché  la  lor  vittoriosa  vista  Non  si  rivide C«mj.  xiiì.  a». 


(0*     il  Maestro  della  nostra  vita  Aristotile C  iv, 

parve  volere  che  la  nostra  mia  non  fosse  attio C.  Iv. 

dimorare  in  questa  oostn  yita  al  sommo C.  iv. 

che  volle  quella  consomìglìarc  colla  vita  sua C  iv. 

dico  che  la  umana  »'/a  si  parte  prf  quattn>  cLadi       ..».«,  C  iv. 

AJoUttmamt  cio«  accrcacimento  di  vita       C  ìv. 

la  qBolc  ...  è  €otmo  tMla  no9tn  vtta C  iv. 

non  comincia  dal  principio  della  vita .  C,  tv, 

che  .  .  .  rimane  della  nostra  xnta  ...  in  qoantltà  dì  .                           .  C.  Iv, 

lo  Spaso  che  la  sua  vùa  potea  .  . .  bupoasore                          .     .    .  C  rv. 

k  ialCBrilà  di  tutto  il  tempo  della  naturai  vUa                        ...  C  tv. 

per  la  quale  ■'  entra  nella  nostra  btiooa  vtta C.  tv. 

r  Adolescente,  eh'  entra  nella  selva  ...  di  questa  tata       ....  C  tv. 

•e  non  è  tn  «vis  ìt  padre C  iv. 

poiché  ool  Don  polemo  avere  perfetta  mta  scnxs  amici C  Iv, 

è  BOCtsasna  al  buon  fumiamento  della  nottre  sais     •              .     .     .  C  iv. 

•OOCHorìe  al  fondamento  della  nostra  vita  booM      .....  C,  iv. 

è  BOGanria  qucsi*  opera  alla  nostra  buona  ntm C  ìv. 

che  è  eolmo  della  nostra  vita C  iv. 

per  la  lunga  espcncoxa  della  tnAt C  tv. 

quando  venne  a  entrare  nel  mare  di  questa  v%ia C  tv, 

quelli  cittadini  della  etema  vita     ...                                   ,     .     .  C  fv. 

ettcnde  la  fine  di  questa  vita     ....                                 ...  C  tv. 

quegli  che  a  san  ...  si  fa  ...  di  vita  simile C  tv. 

' ...  eh'  io  in  questa  tanta  vita  sia  chiamata  Ina  * C*.  Iv. 

e  vuole  partire  d*  esta  vita  spooa  di  Dio C  iv. 

che  innanii  volete  partirvi  d*  esU  sate  sotto  0  titolo C  iv. 

Vto(»>.     Jmifiù  Vita  Nova V,  f(. 

vite  (  0.     montando  a  guieu  d*  una  sàr  d*  un  torchio C  Ui. 

vite  fa),    siccome  vederne  che  dà  alla  vii»  le  foglie C  tv. 

vtttorte.    onde  procedeva  la  saMsnle  del  nuovo  pensiero C  Ìt. 

cosi  sj  può  . .  .  conoscere  la  aua  w^hha CU. 

acciocché  la  verace  per  questa  oda  uùMorie  lengs  lo  campo     .    .    .  C  tv. 

ciò  che  prosiec  per  le  viiiant C.  fer. 

vtttortoalaBtmo.    dd  nu<m»  peuaiero,  che  «ni  mUenomammia,    ...CO. 
Wttoiioaa      che    ci6   che   piuodae  ,  .   .  diede   a   ciaaettao  ssM»- 

noto C  r». 

vltupentnte.    per  non  vedere  quello  vituperio  mtuf^ratUa  della  .     .     .  C  iv. 


•3.81. 
«3.84. 

O^  lOI. 

•3.  «05. 
»«.  ». 

04. 4. 

a4*a3* 

«4.54. 

04.63. 
•4.77. 
04-  «04. 


•4*  <»5. 
04.  175. 
«3.7. 
•5-8A' 
<^84* 

03.  luBk 

96.  9%, 
07.   150. 

aS.  IOL 

^» 

eB.30. 
98.  7t. 

«e.  147. 

a&  135. 
•S.  138. 
1.4- 

04.  loft. 

■'44' 
II.  uflL 

a6.t3*. 

5.  4&> 


1401 

da. 


VITA 

vita.    Perchè  tu  , . .  puoi  la  mAi  mia  Pov  >^^     .....    S.  P.  ci.  afe. 

Cioè  in  gente  onesta  Di  wto  spiri»  '    '     *     '    ;,  „  '    ^;"'^-- r 

Che...  infonde  W/«  e  virtù  o  r.  JV.  3^1.  A8(O.Hr.m.8. 

Che  in  donar  OTto  è  tosta  Ce  ,.^l^ ^'"' "'..?'■ 

Lo  quale  è  in  signoria  dell  O1113.  x\nn.  69. 

Non  ho  più  iwte,  so  non  T.'**."V^* 

Che  dovria  U  mia  «Va  > "T^^'IV.^ 

E  dìgU  quanto  mU  r  >itì' ombra  D»  aver 5r5/.ui.3i. 

Ond'  io ...  Ne  so  ; „  «  « 

Amor.-.MÌpo  ..    V K.  JV.8.7a 

SI,  chelaMto  ,-J,*KUiare C  1.  i.  41. 

E  dispregiar  .  -.'.^i**^/^*  •    •    •     • Ci.  a. 36. 

La  qualità         y'^  ''^^  nomo,  perchè  sia  .  .  .  ma  dovemo  vHh- 

£  la  sua  -  /;^^posùione  della C  iii.  4. 6a,  65. 

Che  fu  ^vii^non  sia  maggiormente  OTVw/#nb...  è  wVm^^  C.  i,  a.  47,  48. 

;''^^dko Ci.  9.  18. 

vttB(i^  yfiJj/hdMclovituperia C  iii.  i.  44. 

U*  ' V'*»^ di.  •  •  vituperio  solo  in  quelle  cose  che  ...  ma  in 

fl^'i  oeli^  quali  non  ha  podestà,  non  merita  né  vituperio  né  .  C  iii.  4.  55,  58. 

'  f^noa  pcx  . . .  vituperio  degli  erranti C  iv.  i.  38. 

^^^è .  •  •  degno  d'  ogni  dispetto  e  vituperio C  iv.  7.  91. 

^1  \xd^rt  quello  vituperio  vituperante  della C  iv.  99.  8a. 

f^te,    fare  gli  uomini . . .  ben  vivacemente  colorati   ,     .     .     .  C  iii.  3.  74- 


^ 


alcuno  lume  della  vivacissimo  loro  essenza C  ii.  5.  raa. 

P-^    quello  pane  eh*  è  mestiere  a  così  fatta  vivanda C  i.  i.  6a. 

^'J^Uo  pane  degno  a  cotal  vivanda .         .  C  i.  1.  85. 

^diè  mia  vivanda  non  terrebbe C  i.  i.  93. 

f  quelli  e  questi  prendano  la  mia  vivanda  col  pane C  i.  i.  100. 

ia  vivanda  di  questo  Convito  sarà  .  .  .  ordinata C.  i.  x.  xoa. 

così  nobile  Convito  per  le  sue  vivande C.  i.  io.  3. 

mangiare  le  infrascritte  vivande  delle  Canzoni C  i.  13.  78. 

d'  intendere  a  ministrare  le  vivande C  i.  13.  83. 

prima  che  venga  la  prima  vivanda C  ii.  i.  la. 

che  e  per  prima  vivanda  intesa  innanzi C  ii.  I3.  71. 

che  per  prima  vivanda  è  messo  innanzi C  ii.  16.  104. 

vivente,    più  viventi  V  ha  dato,  che  all'  altra C  ii.  5.  86. 

vivere  è  r  essere  delli  vfWn/i C  iv.  7.  iia. 

la  nostra  vita,  e  ancora  d'  ogni  vivente  quag^ù C  iv.  23.  51. 

dico  ...  si  degli  uomini,  come  degli  altri  viventi C.  iv.  33.  58. 

Vivere,    ove  nacque,  vivette  e  morlo  la  gentilissima  donna K.  A'.  41.  9. 

di  Colui,  per  cui  tutte  le  cose  vivono F.  iV.  43.  9. 

che  di  questo  cibo  .  .  .  vivono  afTamati C  L  r.  50. 

'  Che  la  Fama  vive  per  essere  mobile  . .  .  ' C  i.  3.  76. 

la  maggior  parte  degli  uomini  vivono  secondo  senso C  i.  4.  16. 

quello,  che  vive  in  vita  contemplativa C  i.  5.  75. 

gridano  ;  Viva  fa  hr  morte C.  i.  11.  54. 

quella  Beatrice  beata,  che  vive  in  cielo C  ii.  a.  6. 

che  solamente  vivano  speculando C  ii.  5.  80. 

quando  si  dice,  r  uomo  vf'twrr C  ii.  8.  ai. 

ehi  dalla  ragione  sì  parte . . .  non  vive  uomo,  ma  vix/e  bestia  ;  siccome 

dice  .  .  .  Boezio  :  'Asino  vive^ C  ii.  8.  95.  a6.  a: 

qualunque  altri  vf'vono  secondo  alcuna  ragione C  ii.  9.  71. 

conciossiacosaché  molti  che  vivono  interamente  siano  mortali     .     .  C  ii.  9.  81. 

e  sieno  senza  questa  speranza  tutti  mentrechè  xnvono C  ii,  9.  84. 

alla  morte  .  .  .  sono  corsi,  per  vivere  nell*  altra  vita C  ii.  9.  99. 


VIZIO 


sempre  in  un  Ulento  .  . .  crescesse     ....  Som,  xxxìÌ,  7. 

alcun  difetto S.  P,  xxzì.  63. 

breve  vt'vfr  mìo .     .     .  S.  /*.  d.  93. 

Ee  vwa,  il  qual  si  possa  .  .  .  giustificare S.  P.  cxlii,  11. 

debban  viver  non  sicuri S.  P.  cxliì.  18. 

'^vivfrò  per  sempre  mai S.  P.  czlìi*  56, 

in  vìzii  vitn  e  con  difetti P.  F.  58. 

casto  e  di  lussuria  mondo P.  F.  167. 

diaci  grazia  a  viver  sì  quaggiù P.  F,  349. 

Qui  vivo  e  morto  ...  mi  paipi Cans.  xi.  64. 

Campami  un  spirto  vivo  solamente -     .      K  M  16.  30  (Som.  Ìx.  7}. 

Poi  alto  in  cielo  vivo  se  ne  gì    .     .     . .  P.  F^  51, 

£  di  loro  e  dei  t^Vi'  far  vendetta P,  F,  54. 

Wilào,    rompon  ...  GÌ'  innati  idm\  che  fanno  altrui  vile C.  ìii.  Cohé.  ii.  67, 

j        Uomini,  innanzi  a  cui  i««ù>  è  fuggito Catu,  x.  104. 


Mvere.     là  dove  quella  gloriosa  Donna  vrvt C  ii.  9.  135. 

r  Anima  ...  ha  tre  potenze^  cioè  vivett,  senfitt,  e  ragionare  .     .     .  C  iii.  a.  86^ 

la  potenza  vegetativa,  per  la  quale  si  viv* C.  iii.  a.  98. 

non  si  trova  alcuna  cosa  che  senta,  che  non  viva C  iii.  a.  105. 

le  quali,  se  si  trasmutano,  o  . .  .  o  vivono  quasi  triste C.  Iii.  3.  39. 

I        E  \^i  ...  in  quanta  cecità  vive/*  ...  * C.  ìii.  5.  ao6. 

I  a  coloro  che  in  questo  tempo  vivono C,  ìii.  7.  180. 

nel  tempo  .  .  .  viverra  uno  Filosofo  nobilissimo C,  ìii.  12,  38. 

cbè  . . .  parte  degli  uomini  vivono  più  secondo  senso,  che  ...  £  quelli 

che  secondo  senso  vivono C.  iii.  13.  39,  41. 

il  quale  preso,  1'  uomo  viva  felicemente C  ìv.  4.  43. 

coloro  ...  ne'  quali  alcuno  tumetto  . .  .  viv*  ancora C  iv.  7,  37. 

dice  Aristotile  .  .  .  vivert  t  V  esaere  dellì  vìventi  ;  e  perciocché 
vixftre  è  per  molti  modi . .  .  manifesto  ò,  che  viver*  negli  animali 
è  sentire  .  .  ,  vivert  ncll'  uomo  è  ragione  msare.  Dunque  se 
vivere  è  V  esser*  dell^  uomo C.  iv.  7.  111,  iia,  118]  119,  lao. 

siccome  lo  non  vivere  non  offende  la  vita  .  .  .  onde  altro  è  la  morie, 

e  altro  t  non  vràvrr;  che  non  vivere  è  nelle  pietre  .     .     .      C  iv.  8,  I33f  tas*  ta6. 

per  che,  non  morte,  ma  non  viver*  dire  sì  deono C  iv.  8.  130. 

come  vivono  sicuri C  iv.  la.  90. 

diremo  noi  che  Dardano  vivendo  fosse  villano  .  .  .  l C.  iv.  14.  144. 

Costoro  sempre  ...  in  grossezza  %*ivono C  iv.  15.  150. 

nostro  riposo,  per  lo  quala  noi  c^'tvmo C.  iv.  aa.  ai, 

a  verno  di  Platone  .  .  .  che  esso  vivetle  oitantuno  anno C.  iv.  94.  61. 

se  Cristo  .  .  .  fosse  rrivuta  Io  spazio C  iv.  94.  65. 

all'  entrare  nella  città  del  ben  vivere  .     .     .     . C  iv.  34.  115. 

se  per  colui . .  .  male  si  viv* C.  iv.  39.  40. 

se  non  che  la  sua  testa  t  dì  marmo,  e  la  tua  vive  ....  C  iv.  39.  54. 

livificare.     11  Sole  tutte  le  cose  col  suo  calore  vivi/Ua  ...  C  iii.  la.  60. 

!        cosi  Iddio  tutte  le  cose  vivt/ica  in  bontà C  iii.  la.  63. 

Hvcx     sono  quasi  fonte  VIVO ...Ci.  1.65. 

II  lo  parlare  di  quella  viva  Beatrice  beata C  ii.  9.  53. 

essere  morto,  parendo  vivo C.  iv.  7.  105. 

tale  uomo  .  .  .  che  non  fu  nobile  vivo C,  ìv.  14.  133. 

iellato,     che,  mirando  costei  . . .  ogni  vistato  tornerà  diritto  e    .     .     .  C  iii.  15.  150. 

ferire  nel  petto  alle  f/taùtte  opinioni C.  iv.  9.  18]. 

iHzio.     la  quale  fu  distruggithce  di  tutti  t  vim'i  . K  A'',  io.  13. 

né  alcuno  assettatore  di  ti«      ....  .  T.  i,  i.  90. 

quanti  visi  sì  discemono  ...  ! .     .  T.  ii.  1  x.  76. 


VITUPERARE  728 

vitaperare.     Ciascun  . .  .  Tutto  lo  gitumo  mi  vihiptrmm S.  P.d.  a6>. 

vivanda.     Oh  dì  pochi  vivanda Coma,  xjl  31. 

vivere.     Della  mìa  donzu^  mentre  che  vivia K.  iV.  33.  48  {Cans,  Hi.  S). 

sempre  Ch'  io  sarò  in  vita,  s^  io  vhtaai  nettipni Cam»,  xv.  53. 

Che  stentando  viv'  ella Cut*,  xviìì.  69. 

Color  che  vivon  (anno  tutti  contra Cofia.  xix.  132. 

Né  per  altro  desio  viver  gran  tempo Sai,  ii.  48. 

Così  m'  appaga  Amor  ;  ch*  io  vivo  all'  ombrA  D*  aver StsL  m.  37. 

vituperane,     nella  Urma  la  viiupem K  AT.  8.  70. 

non  sono  da  vnte/rmrr,  ma  da  scusare C  L  i.  41. 

le  più  volte  non  è  1*  uomo  vituperato Cùa.  36^ 

non  dovemo  vititperare  V  nomo,  perchè  sia  .  .  .  ma  dovcmo  mfH- 

perare  la  mala  disposizione  dèUa C.  iii.  4.  6a,  65. 

vllupeila     chequelUlodanonsiamaggionnenteMri^^tfrw...è«K£K^«nb  C  ì.  a.  47,  48. 

a  vituperio  di  loro  dico C  t.  9.  18. 

come  comune  la  loda  e  lo  vituperio C  iuL  i.  44. 

V  uomo  è  degno  di . .  .  vituperio  solo  in  quelle  cose  che  ...  ma  in 

quelle,  nelle  quali  non  ha  podestà,  non  merita  né  vituperio  né  ,  C  m.  4.  55,  58. 

dispregiava,  non  per  . .  .  vituperio  degli  erranti C  iv.  x.  38. 

quelli .  .  .  è  .  .  .  degno  d'  ogni  dispetto  e  vituperio C  iv.  7.  91. 

per  non  vedere  quello  vituperio  vituperante  della C.  iv.  at^  8a. 

vlwàceniente.     iare  gli  uomini . .  .  ben  vivacemente  colorati    .  .  C.  iii.  3.  74. 

vivacissima,     alcuno  lume  della  vivacissima  loro  essenza C  ii.  5.  xaa. 

vivanda,    quello  pane  eh'  è  mestiere  a  cosi  fatta  vivanda C  1.  z.  Sa. 

di  quello  pane  degno  a  cotal  vivanda .  C  i.  1.  85. 

sicché  mia  vivanda  non  terreU>e C.  i.  i.  93. 

e  quelli  e  questi  prendano  la  mia  vivanda  col  pane C  i.  x.  xoo. 

La  vivanda  di  questo  Convito  sari  . .  .  ordinata C  i.  x.  xoa. 

così  nobile  Convito  per  le  sue  vivande C  ì.  xo.  3. 

mangiare  le  infrascritte  vivande  delle  Canzoni C  i.  13.  78. 

d*  intendere  a  ministrare  le  vivande C  L  X3.  8a. 

prima  che  venga  la  prima  vivanda .     .     .  C.  iL  x.  la. 

che  è  per  prima  vivanda  intesa  innanzi Cii.1a.7x. 

che  per  prima  vivanda  è  messo  innanzi C  iL  x6.  104. 

vivente,     più  viventi  V  ha  dato,  che  all'  altra C  ii.  5.  86. 

vivere  è  1'  essere  delli  viventi C-  iv.  7.  iia. 

la  nostra  vita^  e  ancora  d*  ogni  vivente  quaggiù C  iv.  33.  51. 

dico  ...  sì  degli  uomini,  come  degli  altri  viventi C  iv.  33.  58. 

vivere,    ove  nacque,  vivette  e  morìo  la  gentilissima  dcuma K,  W.  41.  9. 

di  Colui,  per  cui  tutte  le  cose  vivono K  AT.  43.  9. 

che  di  questo  cibo  .  .  .  vivono  affamati C  t  x.  50L 

*  Che  la  Fama  vive  per  essere  mobile  ...  * C  i.  3.  76^ 

la  maggior  parte  degli  uomini  vivono  secondo  senso C  i.  4.  18. 

quello,  che  vive  in  vita  contemplativa ^<  '•  5-  75< 

gridano  :  Viva  la  lor  morte C.  i.  11.  54. 

quella  Beatrice  beata,  che  vive  in  cielo C  ii.  a.  6. 

che  solamente  vivano  speculando C  ii.  5.  80. 

quando  si  dice,  V  uomo  vivere CI  ÌL  8.  ai. 

chi  dalla  ragione  si  parte . . .  non  vive  uomo,  ma  xrive  bestia  ;  sccome 

dice  .  .  .  Boezio  :  '  Asino  vive  ' C  ii.  8.  as,  a6,  37. 

qualunque  altri  vivono  secondo  alcuna  ragione C  ii.  9.  7X. 

conciossiacosaché  molti  che  vivomo  interamente  siano  mortali     .     .  C  ii.  9.  8x. 

e  sieno  senza  questa  speranza  tutti  mentreché  vivono C.  iL  9.  84. 

alla  morte  .  .  .  sono  corsi,  per  vivert  nell'  altra  vita C  ii.  9.  99. 


729 


VIZIO 


vivere.     Anzi,  vivando  sempre  in  un  talento  ,  .  .  crescesse 

Dove  sì  ciiv  senza  alctin  difetto 

L*  estremo  fin  del  breve  wwr  mio , 

Non  è  alcun  che  viva,  U  qual  si  posia  . .  .  giustificmrc 

Che  par  che  debban  vtv*r  non  ncuri 

Io  so  che  m'vfrò  per  sempre  mii    ... 

E  chi  con  vìzii  mm  e  con  difetti     ... 

£  mvm  casto  e  di  lussuria  mondo    ... 

E  diaci  piazÌB  a  viversi  quaggiù     ... 
vivo.     Qui  vivo  e  morto  ...  mi  p^lpì 

Campami  un  spirto  vivo  solamente 

Poi  alto  in  ciclo  vivo  se  ne  pi    .     .     . 

E  di  loro  e  dei  pivi  far  vendctu 

vizio,     rompon  .  .  .  GV  innati  vìmì,  che  fanno  altrui  rilc 

Uomini,  innanzi  a  cui  Maio  è  fuggilo       ...... 


r.  iv. 


Som*  xxxii.  7. 
5.  P.  iTxi.  63. 
5.  P.  ci.  93. 
S.P.  adii.  II. 
5.  P.  cxliL  18. 
5.  P.  cxUù  56. 
PP.Sfi- 

p,  r,  167. 
p.  F.  349. 

Cmhm,  xi.  64. 
16.  30  (Som.  ix.  7). 
P.  K  5«. 

C  Ili.  Càms.  ìL  67. 
CaH9t  IL.  104. 


vivete.     U  deve  quella  gloriosa  Donna  mw C  tj.  9.  135. 

r  Anima  .  .  .  hs  tre  polenzc.  cioè  piw99,  «m^ir,  e  n^giomart  .     .     .  C.  ili.  a.  86. 

la  potenza  vegrtahva^  per  la  quale  si  viv*    , C  iiì.  s.  96. 

non  si  trova  alcuna  cosa  che  senti,  che  non  vivM C  iii.  a.  105. 

le  quali,  se  si  trasmutano,  o  .  .  .  o  mvamo  quasi  trìlte C  Ìli.  3.  a^. 

E  voi  ...  in  quanta  cccìtA  fivfft .  .  .  t C  iii.  5.  006. 

a  coloro  che  in  questo  tempo  vivono C.  ili.  7.  180. 

nel  tempo  .  .  .  vivfva  nno  Filosofo  nobilissimo Citi.11.  36. 

cht . . .  parte  degli  uomini  vévomo  più  secondo  senso,  die ...  E  quelli 

che  secondo  scnao  vivomo C  iii.  13.  99.  4i« 

il  quale  preso,  1*  uomo  viva  fcUcemente C.  Iv.  4.  43. 

coloro  ...  ne'  quali  alcuno  luraetto  . .  .  nW  aneoru C  iv.  7.  37. 

dice  Aristotile  .  .  .  vivtrt  è  V  essrrc  delli  viventi;  e  perciocché 
vivfrt  è  per  mohi  modi , . .  manifesto  è.  che  eóvrr  n^li  aninaLì 
è  $mtin  .  .  .  vivfrr  nel!'  uomo  è  r^gùmi  hj«».     Dunque  se 

vn«rv  è  r  r«M«T  dcU*  uomo C  iv.  7.  m,  iia,  itS,  119L  laa 

siccome  lo  non  vivrrg  nun  olTcndc  la  vita  .  .  ,  onde  altro  è  la  Mortr* 

e  altro  ò  non  vioert  ;  cbè  ooo  wWnr  è  n«Ue  pietre  .     .     .     C  iv,  B,  la^  ras,  ia6w 

per  che,  non  morte,  ma  non  nWrv  dire  si  òeoao C  Ir.  8.  130. 

come  mvoHO  sicuri C  tv.  ijl  90. 

diraiMaoi  che  Dardsno  vnwMda  fosse  villane.  .  .1  .     .  .     .     .  C.  fv.  14.  144. 

Coaton  sempre  ...  in  grossezza  vivotm .     .     .  C.  tv,  1$.  150, 

nostro  rìpaao,  per  lo  qiuU  noi  ciWmo C.  ìv.  aa.  ai. 

averne  di  Platone  .  .  .  che  esso  vivrtU  otìmiftmt»  anno  C.  iv.  84.  6t. 

9«  Crialo  .  .  .  foaae  wvm/o  lo  spazio     .     .    ,    .  .  C  hr.  •4.  63. 

all'  entrare  oclU  cicU  del  ben  viven C  ìv.  «4.  1 15. 

ae  per  colui .  . .  male  si  c«W .     .     .  C  iv.  ag^  4a. 


ae  non  cbe  la  «aa  testa  è  di  marve,  «  la  Ina  aiar . 
VtTBkW'^     Il  Sole  tvtte  la  cose  col  suo  calore  e^^Cm 

cosi  Iddio  tutte  k  ccec  viv^fiem  in  booti  .... 
vivcx    sono  quaai  fonte  ara»  ........ 

lo  paHara  41  qealla  mm  Beatrice  beala  .... 


tale  noao  .  .  .  cbe  non  fa  nobile  ivse 

vistoto.     che,  mirando  costei . . .  ogni  vimmio  (amcfi  diritto  a 

terìre  nel  petto  alle  vimait  opinioni ,    . 

vlailK    la  quale  fu  diatruggitrice  di  latti  i  vW 

né  alcuno  anettatore  di  «««^ 

qosnU  viri  si  diacemoDO  .  .  .  I  . 


C.  iv.  »9-  54. 
C  iiL  18.  60. 
C  fii«  laudf. 
C  i.  s.  Òs* 
CH,9.S3. 
C  la.  7.  les. 
C  tv.  14. 133. 
C  iti,  13.  130. 
C  tv.  9.  18  f. 
K  iV.  ta.  I j, 
C  L  t.  90. 
C,  ii.  it,  76. 


VIZIO  730 

vizio.     In  ciascuno  è  ciascuno  mnb  assembro Comm,  x.  130. 

Ora  ti  veggio  . . .  piena  di  vùu C*ms.  xtxìì.  «3. 

ogni  viaio  Ti  degnasti  volenni  perdonare S.  P,  xxxì.  38. 

A  dar  la  pecorella  per  lo  vimo S.  P.  L  6a. 

E  chi  con  tùn  vìve  e  con  difetti P.  /*.  58. 

Fuggiamo  il  vimo,  che  ci  toglie  a  lui P.  F,  1Q3. 

vocabolo.     Ei  parlan  ci»  vocaboli  eccellenti Gms.  zix.  45. 

vizio,    salvo  dalla  morte  della  ignoranza  e  delli  vim C.  ii.  16.  37. 

lo  suo  contrario,  cioè  li  visi  innati Ciìi.8.  153. 

è  da  sapere  che  certi  vim  sono  nell'  uomo  ...  e  questi  cotali  viai 

sono imuH Ciii.8. 156^  i6ol 

Altri  sono  IMI  co»UH«/Hifti«an. . .  £  questi  tùi  si  fuggono  e  si  ▼incono  C  iiì.  8. 161, 164. 

queste ySommciZr  . .  .  rompono  li  vìmì  innati C  iiL  6.  191. 

quando  il  figliuolo  è  conoscente  del  viaio  del  padre,  e  qnando  0 

suddito  ft  conoscente  del  vino  del  signore C  iiì.  io.  57,  59. 

ne  diparte  eziandio  dalli  tùi  naturali C  iiì.  15.  127. 

conducono  1*  umana  volontà  a  vixio  d*  avarìzia     .    .    -    .    .     .     .  C  iv.  la.  34. 

lo  qual  vimo  Tullio  . . .  abbomina C  iv.  15.  113. 

due  nemici  collaterali»  cioi  visi C  tv.  17.  66. 

sono  quasi  come  Dtiy  senza  macola  di  visio .  C  hr.  ao.  97. 

vìzicsameate.    che  parea  che  m*  infamasse  visioaamenU K.  AT.  io.  x  i. 

vizioao.    acciocché  quinci  si  levi  c^ni  visioso  pensiero K  M  19.  135. 

seguitalrice  di  visiost  dilettazioni C  t  x.  04. 

la  parìtade  ne'  visiosi  è  cagione  d*  invidia Ci.4.  45. 

Meglio  sarebbe  alli  miseri  grandi . .  .  visiosi C  ÌL  xi.  79. 

non  volere  che  alcuno  visioso  si  mostri  amico C  iii  x.  47. 

VOCabCdO.    secondo  la  larga  significazione  del  vocabolo V.  Pf,  41.  35. 

vedemo  .  .  .  molti  vocabok  essere  spenti CL5.  58. 

non  siano  ...  di  questo  vocabolo  ingannati C  ii  xx.  56U 

sì  tolse  questo  vocabolo  dalle  corti ...  Lo  qual  vocaboh  se  oggi  » 

togliesse C  ii.  XX.  63,  65. 

trovai .  . .  vocaboli  d'  autori  e  di  scienze  e  di  libri C  ii.  13.  361. 

che  per  questo  solo  vocabolo  citlo  io  voglio  dire C  IL  X4.  3. 

trattando  quello  vocabolo^  cioè  terso C  ii.  X4.  io. 

spezialmente  de'  vocaboli C  ii  14.  83. 

in  tanto  quanto  certi  vocaboli . .  .  sono  in  uso C  ìL  X4.  84. 

'  Molti  vocaboli  rinasceranno,  che  già  caddero  ' C  ìL  X4.  88. 

di  questo  vocabolo^  cioè  maraviglia  ...  si  parlerà C.  ìL  iti^  93. 

si  chiama  . . .  con  questo  vocabolo .  .  .  cioè  Mtnie C.  iii.  a.  134. 

Pittagora  .  . .  negò  a  sé  questo  vocabolo C.  iiL  ii.  43. 

che  . . .  d' umiltade  è  vocabolo.    Da  questo  nasce  il  vocabolo  del  suo 

proprio  atto,  Filosofia  ;  siccome  dall'  amico  nasce  il  vocabolo 

del  suo  proprio  atto,  Amicisia C  iii  xx.  53,  54,  55. 

la  significanza  del  primo  e  del  secondo  vocabolo C  iìL  x  x.  58. 

non  si  ragiona  di  quelle  per  vocabolo  distinguente C  iii  xx.  65. 

si  chiamano  per  Io  voaxbolo  dell*  atto  ...  e  della C  ili  xx.  157. 

mostrerò  difierenza  di  questi  vocaboli C  iii  14.  40, 

quello  che  questo  vocabolo  vuol  dire C.  iv.  6.  9. 

Questo  vocabolo  .  . .  può  discendere  da  due  principii C.  iv.  6.  15. 

L'  altro  princìpio  ...  è  uno  vocabolo  greco  che  dice  Autemiim    .     .  C.  iv.  6.  40. 

da  questo  viene  quello  vocabolo .  .  .  cioè  AutoriùuU C  iv.  6.  46^ 

né  da  Socrate  non  presono  voaibolo C  ìv.  6.  199. 

quando  dicono  .  .  .  ponendo  questo  vocabolo  antico C  ìv,  14.  a6w 

che  dì  comune  vocabolo  Meni*  si  può  chiamare Civ.x5.tz0. 


73' 


VOLARE 


vocare.    J«  nuU  fauu  Mo|^ic  di  Bìcci  voaUo  Forese Scn.  lii.  m, 

voce.     Era  U  tfooe  mia  [s\  dolorosa] V»  N»  a^  Ha  (Gma.  ri.  t5\  aati. 

chiamando  Amor  ...  In  quella  oonrcbc  lo  fa  sentire     .....   C  iù.  Cma.  ii.  47, 

eh'  io  caddi  in  terra  Per  una  voct,  che Ciim.  xiii.  65. 

E  gli  altri  han  posto  alte  k»r  voa  tricfue Gnu.  xv.  30. 

Rispotc  io  vo€t  con  sospiri  ntiaia CmtiM.  xx.  31». 

Tu  rasaomicU  alla  voct  ben  lui K  A*,  aa.  91  (5tM.  xitL  3). 

usctano  .  .  .  Con  una  pocv,  che  luvente  mena  ....      K  iV.  35.  54   Som.  xviii.  10). 

Ode  una  voa  dir  subitaiaente Son^  aliv.  7. 

a'  io  porto  ...  £  la  mia  voct  s*  <  fatta  sottile .     Som.  ahrii.  io. 

caaudire  La  t>ocr  afflìtta  dello  mio  clamore  .     .  S.  P.  cxxix,  3. 

Aprì  .  .  .  Alla  dolente  voft  •consolata     .     .  .    S.  P,  caxix.  5. 

vodo.     Perchà  sarebbe  di  carìU  vodo .../*.  F.  177. 

c/:  voto. 

voglia.     E  però  non  gli  vien  di  pianger  vcyAii K.  ;v.  30,  77  [Cmt»,  lU.  37), 

Sento  centra  mia  vogÌ$a  Raccoglier  1*  acr    ....  .     .     ,     •     Gma.  xiiì.  $. 

Che  alla  vQgiia  il  poder  non  terrà  fede CkmM.  air.  la. 

Degli  occhi,  e*  hanno  dì  lor  morte  vqgtm K  N.  ly  ^i  [So$l  vili.  14). 

Che  della  voglùi  ni  consuman  tutti K.  iV.  37.  sB  (Som.  xx.  13). 

Se  *l  vostro  cor  si  piega  in  tante  wyAìr •    •     •    Sem,  xxziv,  la. 

La  tosse,  il  freddo,  e  1'  atira  mala  «qfAia  Koa  le  addhica  per     .    .    Som.  lii.  9. 

Di  ciò  son  fatte  le  mie  «NyAr  «nagtie P,  F.  ^ 

cbc  per  la  vog^  giusta  ...  1'  uom  giusto  s*  intende     ....         P,  F^gSL 

E  per  purgar  la  aoetra  tfcgiia  ingiusta P.  /*.  100. 

Bla  poi  che  ...  oc  preme  Le  nootre  fragO  a^fJtf ...  .    P.  /*.  K13. 

L'  ultimo  a  tutti  s'  è,  che  nostre  pogtit  Non  stan  .     .  ,     P.  F.  176.  ' 

E  nel  mal  far  sempre  sue  vqg/v  aggira  .  .....     P.  /*.  194. 

volare.    Cader  gli  augelU  vaUmh  per  t*  a'rs    .  .     .  K  iV.  «3.  179  <C«m«.  U.  5a). 


vocabolo.     V  MiM,  che  per  questo  vomboh  Noòàté  s' intende 

per  questo  voaUtoio  Noòéléà  l' iateade  ftn^mom  té'  ...    , 

credono,  che  per  questo  upcatofe  NòòiU  a*  iateadi  calere 

clic  gmeralmcole  questo  t^oimboh,  cioè  Nokàiéà^  dice  .  . 
vocale,  di  legami  di  parole  é  fatto,  cioè  di  sola  dafa*  soos/i 
voce,     cioè  di  questa  sorcrchtcvole  voor  •...». 

che  .  .  .  cominciai  a  dire  con  «Mr  vcn 

la  mia  voa  era  si  rotta  dal  singulto     .... 

quando  le  «mi  .  .  .  sono  .  .  .  hapoadeati     .     ■ 

s*  cUe  ooroandaasono  a  voa 

cbe  '1  savio  uomo  collo  strumento  della  wa  Mar  (a    . 

dtrr"*  la  voa  mia  lo  quella  parte .     .    •    •    . 

seguendo  la  volgarv  voa  , 

il  nocchiere,  alla  cui  «oef  tutti  ubbidire  deooo 

come  allora  cbc  alla  vom  d*  un  solo  principe  . .  .  fii  erdlaalo 

■oUmcotc  la  voa  d*  no'  oca  fé*  dò  aealira  , 

chi  beo  guarda  lai  nella  lua  priau  «ocv 

vogare,    aiccomc  «qgaff»  col  ramo 

voglia,    la  qud  nodo  cbe  w^gkm  mi  giuaM  di 

perocclké  la  mia  M|gAa  di . . .  libcvaUtà  é  <|ttl 

maotraado  eontro  a  mia  vùgiim  la  pAa^  .    • 

atto  afaaalo  è,  qoaado  coatro  a  a^ffta  al  va 
ia  ciò  gli  bo  fatti  miHiMraHi 

faaoo  >9g*s<p  A'  ta^ert . .  •  qaaUo  cba  le 

che  gtt  acealU  «ofaadb  par  r  arjaisifairn  man* 

Meglio  «arabbc  ...  «oae  reodiac  eelapv  baaao    .     . 


C.  iv.  16,36. 
C  iv.  idk  48. 
C  W.  16.  61. 
C  fv.  i&  95. 
C  iv.  6^  a4. 
K  /V.  low  IO. 
*-'.  AT.  as.  a». 

y,  M  fis.  io«L 

CLS9B. 

C.  L  7.  75. 

C  ti.  1 .  091. 

e.  *i  a.  43. 
C.  iU.  5,  as. 
C  iv.  4.  31^ 
C  iv.  5.  fta. 

C   IT.  5,   16^ 

C  tv.  &  aa. 
C  iv.  9.  1 15. 
KyV.aa.6a. 
CL1.199. 
r.  L  3.  31. 
C.  L  tt.  Ì05. 
C  L  I,  ?ft. 
C  IT,  as,  53. 

f.  tv.  0^  tas. 


Volare  732 

votare,    sovra  lei  vidi  volar*  .  .  .  Un  angiole] BalL  viii.  6. 

Che  solamente  nella  notte  vola S.  P.  à.  ao. 

volentieri,     eh'  io  parlai .  .  .  Donne  gentili,  voUntier  con  vui     K.  N.  33.  49  (Cona.  xii.  9). 
E  farei  volentieri  siccome  qneglì,  Che Canm.  xii.  6a. 

volere.  V.  N,  19.  ai  {Canz,  t  a),  a8  {Cans.  u  9),  49  (Gma.  i.  30),  50  (Orna.  L  31),  S3 
(Cerna,  i.  64)  ;  39.  44  {Canz.  ìii  4),  50  (Gma.  iii.  io),  103  {Cam,  iìL  63)  ; 
C  iì.  Cans.  \.  19,  a4  ;  iii.  Cans.  ii.  io  ;  iv.  Canz.  iìL  tó,  ai,  6t|  78;  Cmnz. 
X.  a  (».),  35»  59»  60.  71  («•)!  9^  »i8»  laSi  X43  ;  xi  4*  7.  33»  64  ;  »»•  i  ;  »v. 
7,  8  (».),  13  (»t.),  39  («.)  ;  XV.  64  ;  xvi.  a?,  45,  66;  xva  aó,  30,  54,  59, 
7a  («.)  ;  xviii.  18,  34  ;  xix.  35,  41,  115  ;  xx,  61,  78  ;  V.  N.  xa.  80  {BmO.  L  t\ 
87  {Ball.  i.  8),  98  {Ball.  ì.  19),  loi  {Ball  i.  aa),  119  {Ball.  L  40)  ;  B^.  vL 
10  ;  X.  ao,  35  ;  K  W.  7. 34  (Sox.  ii.  17)  ;  8.  51  (Son.  iv.  7),  61  {San.  iv.  17)  ; 
9.  54  {SoH.  V.  zz  :  N.)  ;  13.  38  {Som.  vi.  3>,  45  {San.  vi.  io),  47  {San.  vi  za)  ; 
16.  sa  {Son.  ix.  9)  ;  aa.  toz  {Som.  xiiì.  13)  ;  33.  31  (Som.  xvii.  6)  ;  4Z.  63 
{Som,  xxiv.  9)  ;  Som.  xxvii.  7  ;  xxviiL  a  (».)  ;  zxxiì.  z.  4  (m.)  ;  xxxvìx.  zz  ; 


VOlentierL     ed  io  .  .  .  vo/rM/wn'le  ne  ragionerò K  ÌV.  la.  61. 

E  però  che  votenHeri  le  avrei  domandate V.  N,  aa.  57. 

quando  una  persona  va  volentùrt  ad  alcuna  parte C.  L  8.  ioa. 

si  eo2rMftlm'lo  senso  di  vero  la  mirava C  iL  13.  43. 

quelli  che  ciò  farebbono  DoZmfftm* C.  iv.  zi.  133. 

Conviensì .  . .  ragionare  lo  bene,  e  quello  udire  volentieri .  .  .  .  C  iv.  37.  144. 
volere.  K  N,  4.  io  ;  6.  4  ;  IO.  Z7  ;  zz.  16  ;  za.  55,  laS,  Z3Z,  Z44  ;  Z3.  97,  aS,  56,  58  ;  Z4. 
41  ;  19.  zoo,  zoi,  109  ;  93.  zoi  ;  34-  33.  4^  ;  aS-  37i  45 1  «6-  a»  ;  a?-  5  ;  "9. 
17;  31  13;  33.4.a3(Aw);  3$.iB;  38.  zo;  39.Z4,  z8,a5;  40^  39;  C  t  z.  79, 
87,  I",  137  («.)  ;  a.  37  {bis),  38  ;  3-  78  ;  4-  93i  97  ;  5-  34i  56  ;  6.  x6,  17,  z8, 
35(*«);  7.36.  Ih  88;  9.ia;  10.1,5,9,98,93;  zi.  83,  89;  Z3.  Z4(4«s),  15; 
ii.  z.  za,  I7,»8,  zo9,zi3;  a.  94,63;  3- a9,  41  »  4-  «5»  ^9»  3»  :  5- aS,  51  ;  7.34, 
89;  8.55;  9-63165,66,68,70;  10.33;  rz.9,az;  za.  58;  14.3,3,399,334; 
16.19,95,39,50,60;  iii.  1.  ai,  96,  46;  a.  51,  55,  58, 135  ;  3- 106  ;  4. 99 ;  5. 
5,  ag  ;  6. 6a  ;  7. 104,  165  ;  9,  53,  96,  I4a  ;  io.  35  ;  11.  1  ;  la.  13  ;  13.  66, 107  ; 
14. 140 (M.);  iv.  9.9,110;  3.53;  5.16,  76,109,115,168;  6.9,153:7.98,64, 
7o;8.  31,35;  9.31,55,57,60,80,  loz,  Z97,  za8;  10.39,79,90,116;  11.43, 
88, 133  ;  za.  io,  38,  laz  ;  Z3. 36,  zzo,  148  ;  14.  7,  z8,  39,  49,  lot,  105,  zaa,  Z49; 
«5- ai»  53»  55.  ioa,  115,  z66,  193;  16.40;  Z7.  a6,  zo7(i«),iii,  zao;  19- 7,  33, 
83;3Z.  Z5,  Z7,  90,55,  I36;33.6,97,  Z49;33.46,83,  96,ioo,io4;34. 19,  174; 
35.  8  ;  96. 15,  56  ;  37. 109,  Ila,  139  ;  98. 60,  73, 154, 155,  157  »  a9-  4i  ;  3°^  «6. 
volgare,  adj.  Se  n.     Ed  egli  mi  dicea  in  parole  vo^ri K.  M  la.  40. 

IMO  erano  dicitori  d'  Amore  in  lingua  volgare K.  iV'.  25.  35, 

non  volgari  ma  litterati  poeti .  .  .  trattavano F.  ^.  35.  39. 

che  apparirono  prima  questi  poeti  volgari K.  iV.  35.  33. 

ébè  dire  per  rima  in  volgare  tanto  è  quanto F.  M  95.  33. 

che  cominciò  a  dire  siccome  poeta  volgetrt V.  N.  95.  44. 

e  questi  dicitori .  . .  non  sieno  altro  che  poeti  tw^gnn   .  .     .     .     K  iV.  95.  55. 

maggior  licenza  .  .  .  che  agli  altri  parlatori  volgari  ....  .     V.  N.  35.  58. 

di  scrivere  altro  che  per  volgare F.  W.  31.  17. 

cioè  eh'  io  gli  scrivessi  solamente  in  volgare V.  N,  3Z.  94. 

cioè  dall*  essere  Volgare  e  non  Latino C  i.  5.  3. 

se  Latino  e  non  Volgare  fosse  stato,  poiché  le  Cazuoni  sono  Volgari     C.  i.  5.  49,  44. 

perchè  ...  il  Volgare  è  non  istabile  e  corruttibile C.  i.  5.  49. 

che  non  avviene  del  Vol^tre C.  i.  5.  54. 

un  libro  ...  di  Volgare  Eloquenza Ci,5.  68. 

che  il  Volgare  lare  non  può C.  i.  5.  87. 

più  è  la  virtù  sua,  che  quella  del  Volgare C  L  5.  89. 

più  . .  .  in  Latino,  che  in  Volgare,  però  che  lo  Volgare  seguita  uso .     C.  i.  5.  103,  Z04. 


VOLGARE 

xxxviii.  I,  8  (h.),  13  (m.);  xlìv.  11  ;   xlix.  8;  S.  P.  vi.  a;  xxxi.  35,  39,  65; 
xxxvii.  a,  71,  75  ;  I.  31,  40,  48  ;  ci.  3,  65,  94  ;  cxzix.  6,  14  ;  cxlii.  7,  io,  46  ; 


6.  70, 
«•  7-  37- 

•  7.  30- 
-  7-  50- 

•  7.  B3. 
.8.5. 
.8.9. 
.9-5- 
.9.  39. 

.9.38. 
.9.4a 

•9-S7- 


73. 


volgare,     soggrtfo  alle  canzoni  Volgari C.  i.  6,  3. 

il  Latino  non  sarebbe  stato  servo  ...  al  signore  Voigtin   .     ,     .     .  C  ì.  6.  to. 
che  r  ha  il  Voigart  medesimo.     Che  lo  Latino  non  aia  conoscente 

del  Volgan C  i.  6.  38,  39. 

Lo  Latino  conosce  lo  Volgart ,  .  ,  tutti  i  Volgari  cmoscerebbo    .     •  C  L  6.  46,  48. 

conoscenza  distinta  del  Voigart C  i.  6.  53. 

non  distìngue  ...  lo  Volgare  del  Tedesco  ;  né  il  Tedesco  lo  Vo/^'art 

Italico r.  i.  6.  55,  56. 

Latino  non  i  conoscente  del  Voigart C.  i.  6.  58. 

non  conosce  to  Latino  Io  Volgare C  L  6.  6a. 

Unti .  .  .  con  quanti  ha  il  Volgan  di  quella ....  ....  C  I.  6.  66. 

amici  del  Volgam .     .     .  C 

se  il  Latino  è  sovrano  del  Voigart C. 

se  ...  le  Canzoni  .  .  .  sono  Volgari C. 

che  noi  fa  il  Voigart  in  parte  alcuna .     .  C. 

come  il  Volgare  dai  letterati  e  da'  non  letterati  inteso C. 

converrebbe  .  .  .  comento  Vofgure  e  non  Latino    ,     .      -  .  C 

tre  cose  ...  le  quali  scontano  questo  Votgatr      .     .  C. 

lo  Votgar*  è  con  quelle C. 

il  Voigart  servirli  veramente  a  molti C. 

nobile  gente  .  .  .  che  sono  .  .  .  volgari  e  non  letterati C. 

non  sarebbe  stato  datore  . . .  d'  utile  dono,  che  sarà  lo  Vofgarr  .    .  C. 

questi  sono  quasi  tutti  Volgari C 

É  .  .  .  manifesto  che  *1  Volgare  darà  cosa  utile  .  .  .  Ancora  dari  il 

Voigart  dono  non  domandato C.  i.  9.  63,  65. 

mi  mosse  al  Volgare  anzi  che  allo  Latino C  i.  9.  74. 

io  mi  mossi  al  Volgare  Comento Ci.  io.  37. 

prendere  lui,  cioè  lo  nostro  Voigart C.  i.  10.  38. 

avrebbe  fatto  il  Comento  Latino  trasmutare  in  Voigart  \  e  temendo 

che  M  Volgare  non  fosse  stato  posto C  I.  10.  68  ìJhì 

la  ^an  bontà  del  Volgare  di  51 C  ì.  io.  81. 

uomini .  .  .  che  commendano  lo  Voigart  altrui      ....  .  C  i.  1 1.  3, 

Questa  grida  è  stata  .  .  .  contro  a  nostro  Volgare  .  C  i.  11.  34. 

I.a  seconda  setta  contro  a  nostro  Ko{far« ...  C  1.  11.  71. 

accusano  ...  lo  Volgare  proprio C  i.  il.  86. 

La  terza  setta  contro  a  nostro  Volgare    .....  .     .     .  C.  L  xi.  loi. 

la  parìtade  del  Voigart  .     .     .  C  i.  xi.  115. 

dispregiano  b  proprio  Voigart ,     .     .  C.  t  11.  145. 

hanno  a  vile  questo  prezioso  Volgare C.  L  11.  148. 

V  amore  eh*  io  porto  al  mio  Voigart  ....  ......  C.  L  la.  a6. 

cosi  lo  proprio  Voigart  è  più  prossimo    ......    4     ••  C.  1.  la.  39. 

questo  è  Io  Volgare  proprio C  i.  la.  47. 

conciossiacosaché  questa  sin  nel  nostro  Volgare .  C  i.  la.  97. 

Questo  Olio  Volgare  fu  congiugnitore ,  Ci,  13.  30. 

questo  mio  Voigart  fu  introducitore  .  .  .  C  i.  13.  37. 

se  '1  Volgare  per  s^  studiare  potesse .     .  C  i.  13.  48. 

sono  con  esso  Voigart  tutto  mio  tempo  usato 
le  quali  la  voigart  gente  chiama  Angeli  .     . 
non  t  pietà  quella  che  crede  la  voigart  gente 
E  non  siano  lì  miseri  volgari .  .  .  ingannati 
non  era  d^na  lima  di  Vo^fort  alcuno  .  .  .  parlare 


C.  i.  13.  66. 
C.  iì.  5.  « 
C  iì.  II.  40. 
C  ii.  II.  56. 
C.  ii.  13.  60. 


VOLGARE  734 

volgere.     Mi  fece  verso  lor  voigtn  Amore K.  M  93.  147  {Con*,  ii.  a9\ 

A  lei  si  volstr  tutti  i  mìei  desiri F.  W.  34.  43  (Cow.  iv.  17% 

Quftl  con  ...  e  qual  con  . . .  Qoal  con  . . .  Volgi  il  donare  in  vender  Gnu;  x.  lai. 

Allor  mi  voigo  per  vedere  a  cui  Mi  raccomandi Cans.  xi.  43. 

Per  che  mercè,  volgnidosi  a  me  fanno Ctmm.  ziv.  04. 

Onde  . .  .  Più  lune  ha  volto  il  Sol,  poiché  fu  q>enta Cbim.  xx.  89. 

O  in  altra  parte,  ov*  io  volga  mia  luce So/,  ii.  4a. 

Ahi,  messer  Cino,  com'  è  il  tempo  vólto  . .  .  t Som.  xM.  i». 

Volgiti  A  me,  eh'  io  son  di  piacer  piena Som.  L  xa. 

colui,  che  ...  Da  spino  punto  a  quel  si  volg$  e S,  P.  zxzL  a6. 

volgare,     l*  anime  libere  . . .  dalli  tK>/^n  costumi C  ÌL  x6w  67. 

seguendo  la  volgart  voce C  iii.  5.  95. 

la  variazione  dell'  opinione  della  gente  vo^n C.  iv.  3.  34. 

irreverenza . . .  dicere  in  nostro  Volgtan  sì  può C  iv.  8.  16. 

lingua  dico  veramente  volgan C.  iv.  ai,  55. 

avvegnaché  la  volgar  gente  . . .  non  discema C  ìv.  95.  36. 

VOlgannente.     come  ...  fu  mestiere  Volgamuntt  parlare      .     .     .     .  C  i.  6.  7. 

ciascuna  cosa  volgarmtntt  vedemo  .  .  .  essere  chiamata     .     .     .     .  C.  iv.  19.  a8. 

che  Vergogna  volgarmtnU  sono  chiamate C  iv.  95.  46. 

volgere,     e  passando  per  una  vìa,  volse  gli  occhi  verso K  AT.  3.  9. 

nella  quarta  mi  volgo  a  parlare  a V,  N.^jo, 

che  li  suoi  occhi  si  volgessero  ad  uno  fiume K  AT.  9.  ao. 

delle  quali  una  volgendo  gli  occhi  verso  me  . . .  disse K  Af.  x8.  ai. 

mentre  io  M  disegnava,  volsi  gli  occhi K  AT.  35.  6. 

come  lo  mio  desiderio  si  volge  tutto  verso  Id V.N.  39.  54. 

volgendo  le  cagioni  sopradette  nelle  contrarie,  si  può  vedere  .     .     .  C.  ì.  3.  71. 

se  le  cose  ...  si  volgano  ciascuna  in C  L  4.  88. 

si  mostra  nel  tenere  volto  lo  viso  in  quella Ci.8.  X04 

che  volge  tutto  da  Oriente  in  Occidente C.  ÌL  3.  39. 

come  può  .  .  .  vedere  chi  volge  un  pomo,  od  altra  cosa  tonda       .     .  C  iì  4.  58. 

una  speretta  che  ...  in  esso  cielo  si  vol^ C.  ii.  4.  8r. 

siccome  la  grande  spera  due  poli  volge C.  ii.  4.  83. 

dico  che  si  volge  tutto  lo  mio  pensiero C  ii.  io.  a6. 

che  appena  lo  potea  volare  da  quella C  ìL  13.  45. 

volta  la  parola  fittizia  di  quello  ...  in  quello C  ìi.  13.  77. 

Che  ciascuno  cielo  mobile  si  volge  intorno  al  suo  centro    .     .     .     .  C.  iL  14.  15. 

Che  . . .  poco  più  che  la  sesta  parte  é  volto     .    .    .    .    .     .    .    .  C.  iL  15. 1 15. 

una  spera  che  si  volgea  da  Oriente  in  Occidente C.  iii.  5.  34. 

se  uno  uomo  .  .  .  sempre  al  sole  volgesse  il  viso .  C.  iti.  5.  156. 

sempre  che  vo^sse  la  faccia  ver  lo  sole .     .     .  C.  ììL  5.  167. 

volta  la  spera  del  sole  e  tornata  a  un  punto C.  ììi.  5.  199. 

£  però  mi  volgo  alla  Canzone C  iii.  9.  15. 

trascorrerò  .  .  .  volgendo  il  senso  ...  là  dove  sarà  mestiere  .     .     .  C  iii.  za.  9. 

perocché  ...   di  leggiero  a  questa  seconda  sì   può  volgere  V 

intendimento C  iii.  ix  40. 

colei  eh*  umilia  ogni  perverso^  cioè  volge  dolcemente  chi      .     .     .     .  C  iìì.  15.  153. 

parca  .  . .  disdegnosa^  che  non  mi  volgea  gli  occhi C.  iii.  15.  aoS. 

che  .  .  .  nella  tersa  si  volge  il  parlare  alla  Canzone    .     .     .  .     .  C.  iv.  3.  ft. 

ciascuno  volga  gli  occhi  per  la  sua  vicinanza C  ìv.  ix.  89. 

quanta  rena  volge  lo  mare C.  iv.  xa.  75. 

che  essi  sieno  siccome  valli  ifolie  ad  aquilone C  ìv.  ao.  76^ 

'  L*  Angelo  di  Dio  .  . .  vegnendo  volse  la  pietra  ...  * C  iv.  aa.  171. 

siccome  uno  arco  .  .  .  ritiene  .  .  .  montando  e  volgendo     .     .     .     .  C  iv.  a3.  59. 

cosi ...  si  dee  volgere  alla  correzione  del  padre C.  iv.  a4.  151. 


735  ^mi^^^^r         VOLTA 

volgere.     Solo  a.*  preti  pertìcn  votfftrtAÌ  ruote      ....  .  P.  f.  141. 

A  tal  rimedio  Dio  ci  volsf  il  volto .  P.  F.  148. 

volgo.     Contenti — che  dal  fo/^  sicn  Iodati     .     .  Caru.  xix.  4^. 

volontà.     Se  per  tua  volontà  non  han  perdono      ....  Cnnz.  ix.  67. 

eh'  aprìr  Io  sanno  Per  votontà  della  virtii  che Can*.  xvì,  61. 

tua  w/oMlà  sì  fàccia     .     .     .     .     • P.  F.  ai^ 

VOlODtade.     Però  n'  aspetto  la  tua  vdomtad* S,  P,  cxxia.  xa. 

Cf,  voluntade. 

volOQtate.     E  voi  crescete  ti  lor  vohntsit V.  ff.  ZI-  ^1  {Stm.  xx.  la), 

volta.     Chi  vede  nel  pensiero  alcuna  voJta .  K  ^.  39.  81  (CfiHj.  iii.  41). 

Quantunque  voit»  [,  lasso  !  mi  rimembra]   ...  .  l*.  N.  34.  iB,  97  (dru.  Jv.  z), 

S'  egli  alza  Un'  altn  volta Canm.  xii.  51. 

volgere,     che  . .  .  nella  patema  faccia  ...  si  tennero  vólti C  ir*  ^5*  68. 

tanto  .  .  .  che  .  .  .  filosofia  non  v<Ag«  lo  sguardo  ...  ad      .     .     .     .  C  iv.  30.  63. 

volgo,     ma,  fuggito  dalla  pastura  del  volgo C  i.  i.  69. 

Cf.  vulgo, 

vcdontà.     per  la  voiotttà  d'  Amore  .  .  .  rispondea  loro K  iV.  4.  i». 

che  ...  mi  venne  una  uoioMtà  di  voler  ricordare  .     .  .  V.  N.  S.  4. 

con  la  quale  io  avea  .  .  .  celata  la  mia  volouià  .     .  ^^.  A^.  7.  a. 

mi  giunse  volontà  di  scriverne  parole  rimate K  AT.  13.  34. 

mi  mosse  una  vciontà  di  dire  anche  parole K  A^  16.  ». 

che  .  .  .  giunse  a  me  tanta  vaiontà  di  dire .     .  K  A^.  19.  3. 

volontà  lo  mosse  a  pregarmi  eh'  io  gli  dovessi  dire   ...  .  V,  N.  ao,  3, 

vcnnemi  volontà  dì  dire  anche  in  lode  .  .  .  parole K  A^  ai.  a 

ed  apparita  forse  per  volontà  d'  Amore K  A'',  39.  à. 

nella  parte  razionale  .  .  .  cio^  nella  volontà C  t.  ta,  74. 

e  fa  muovere  alla  sua  volontà  coloro  . C,  ii.  ì.  31. 

voìontà  mi  giunse  di  parlare  d'  amore C  ÌU.  t.  aa. 

per  lo  roostmmcnto  della  buona  volontà       .........  C  iii.  t.  68. 

la  pronta  volontà  mostra  che  .  .  .  più  farci C  ììù  i.  74. 

o  per  sua  volontà  o  per  forza  d*  Ercole C.  iii.  3.  56. 

Che  assai  si  dee  chiaramente  vedere  la  buona  volontà    .     .     .  C.  iii.  4.  laa. 

V*  annunziano  la  vohntà  di  questa  .  .  .  Imperadrìce C.  iii.  15.  188. 

quelle  . . .  che  soggiacciono  . .  .  alla  volontà C  iv,  9.  37, 

avvegnaché  M  considerare  loro  st^giaccia  alla  nostra  volontà^  elle 

...  a  nostra  volontà  non  soggiacciono ^*  >v.  9.  53,  54. 

eonsitUra  ntW  atto  d^la  volontà C.  iv.  9.  67. 

queste  del  tutto  soggiacciono  alla  nostra  M>/on/d Civ.  9.71. 

quanto  la  nostra  volontà  ottenere  puote C  iv.  9,  73. 

il  cavalcatore  della  umana  volontà .     ,  C  iv.  9.  103. 

quivi  si  vuole  attendere  la  volonià  della  natura C  iv.  9.  197. 

conducono  V  umana  volontà  a  vizio  d*  avarizia C  tv.  xa.  34. 

che  spetta  alla  parte  razionale,  cìoi  la  Volontà    ...  .  .  C  iv.  aa.  96. 

quello  che  ...  è  ncir  ultima  volontà  un  padre  lasciato.  C  iv,  04.  177. 

'  A  me  ò  rìcrcsciulo  e  volontà  e  diletto  di  stare  .  .  .  ' C  iv.  87.  153. 

volontade.     per  questo  sentirà  ella  la  tua  volontà^* K  AT.  xa.  63. 

però  mi  venne  anche  volontadt  di  dire  parole KM  37.  za. 

volontario,     in  tutte  queste  volontarie  operazioni C.  iv.  9.  76. 

volta.     Egli  mi  comandava  molte  volt*  che .  K.  AT.  a.  46. 

che  nulla  volta  soflferse  che .     .     .  K  AT.  a.  56. 

perocché  quella  fu  la  prima  volta  che  .     .  V,  N,  ^.  19. 

hi  quale  mi  mirava  spesse  volte      ...  .     .  K  A''.  5.  8. 

salvo  che  tale  volta  mi  parca,  che  .     .  .  K  A^.  9.  19. 

molte  Mi//r  si  movca  come  cosa  grave  K  AT.  11.  «4. 


VOLTA  7^ 

VOlbL     Dìcieno  agli  occiù  miei  Quei  della  bella  donna  alcuna  volta  Camm.  xiiL  i). 

Con  le  insegne  d*  Amor  dieder  la  volta CmMs,  xia.  u. 

E  spesse  voli*  abbraccia  Gli  spiriti Comm,  ziiL  «a 

Io  non  la  vidi  tante  volU  ancora    . Gax*.  xiv.  71. 

non  mi  soia  tolti,  Né  mi  son  dati  per  volta  di  tempo Gms,  xr.  3! 

Tutte  le  voltt  mi  par  uom  mi  colli  Ch'  io  . . .  parto Sé^.  n.  31. 

Ciò  iiue  Amor  qual  volta  mi  rammenta BalL  vL  i& 

ai  riposa  Tal  volta  {M.  8c  F.  Talvolta)  brìeve  {M.  poca)  e  tal  lunga 

stagione  (S.) K  ^.  ao.  ao  (Sm.  x.^ 

E  spesse  volte  piangoo  si,  eh* f'.  M  40.  57  {Som,  xznLiV 

volta»    la  quale  molte  voltt  passava  e  redundava  la K.  W.  i  r.  «8. 

nella  quale  io  sarò  tutte  le  voltt  che  farà  mestieri K  A*,  xa.  71. 

è,  che  molte  voltt  io  mi  dolea 1^  A.  16.  7. 

che  Amore  spesse  voltt . . .  m'  assalia ^  A'.  z6.  i& 

con  pormi  spesse  voltt  le  mani  agli  occhi V.  N.  aa.  33. 

conviene^  che  .  .  .  alcuna  volta  si  muoia V.  N,  03.  x8. 

perchè  molte  votìt  il  numero  del  nove  ha  preso  lu(^;o    .....  K  A.  99.  09. 

nove  volU  era  compiuto  in  quel  centinaio V,  N,  ^a  la 

E  certo  molte  voltt ...  io  andava  per  vedere V.  N.  37.  7. 

onde  molte  voUt  me  ne  crucciava  nel  mio  core K  A.  38.  4. 

pib  voltt  bestemmiava  la  vaniti  degli  occhi  mìei K.  M  38.  d. 

che  molte  voltt  ne  pensava  come  di  persona K  JV.  39.  3. 

molte  voltt  pensava  più  amorosamente V,  N,  39.  8L 

Ond*  io  avendo  cosi  più  volt*  combattuto V,  N.  39.  94. 

che  li  sospiri  manifestavano  ciò  molte  voAr V,  N.  40,  ao. 

E  molte  voltt  awenìa  che  tanto  dolore  avca K  A.  40.  33. 

là  onde  molte  voUt  recano  la  palma K.  A.  41.  45. 

del  ...  le  più  voltt  non  è  1'  uomo  vituperato C.  i.  a.  36. 

che  suole  ...  al  piagato  molte  vollt  essere  imputata ^-  i-  3-  33> 

e  rade  voltt  quello  continua  ....  C.  ì.  5.  31. 

Per  che  incontra  che  molte  ffo//«  gridano C  i.  n.  53. 

lontana  . .  .  cento  sessanta  sette  volte  tanto,  quanto  è C.  ii.  7.  106. 

che  se  ne  già  spesse  voltt  a*  pie  del  Sire C  ii.  8.  38. 

pensando  spesse  voltt  come  possibile  m^  era C  ii.  8.  43. 

molte  voltt .  . .  discocca  V  arco C.  ii.  io.  46. 

che,  alcuna  volta  dì  questa  donna  ragionando,  dicesse C  ii.  io.  58 

Ma  io  rade  volt*  a  quella  intenzione  la  feci  :  e  .  .  .  rade  volte  la  posi 

coli*  ordine  della  Canzone        C.  ii.  la.  13,  15. 

perocché  molte  volt*  avviene  che  .  .  .  pare  presuntuoso      .     .     .     .  C  ii.  xa.  37. 

lì  quali ,  .  .  molte  volte  s'  accendono C.  ii.  14.  168. 

sono  tre,  come  più  volte  s'  è  narrato C.  ii.  15.  3. 

tutte  voltt  che  il  gigante  era  stanco C  iti.  3.  54. 

due  volte  V  anno  ha  la  state  grandissima  di  calore C  iiì.  5.  187. 

perocché  quivi  .  .  .  spesse  volte  si  dimostra C  iiì,  8.  78. 

nel  quale  alcuna  volta  la  verità  si  discorda C.  iii.  9.  45. 

alcuna  volta  è  licito  di  dire C.  iii.  9.  50. 

siccome  avviene  spesse  volte C,  iii.  9.  133. 

perchè  molte  vol^  credendosi  alcuno  dare  loda,  dà  biasimo     .     .     .  C  iii.  xo.  77. 

come  altra  voltOf  dico  che C  iv.  a.  33. 

che  .  .  .  più  voltt  sono  le  sue  parole  dannose C.  iv.  a.  71. 

se  . . .  occultamente  a  noi  molte  voltt  procede C.  iv.  5.  4, 

spesse  volte  le  umane  operazioni . .  .  ascondono  la C  iv.  5.  5. 

dove  più  volte  parve  le  braccia  di  Dio  essere  presenti C.  iv,  5.  X54. 

annumerate  quante  voltt  il  di  questo  fine  ...  è  additato     .     .     .     .  C  iv.  6.  185. 


737  vui 

volta.     Ha  perch*  i'  ho  di  voi  più  volte  udito,  Che Son.  xxxiv.  5. 

E  molte  volte  a  me  medesmo  ho  ditto S,  P.  xxxì.  34. 

Come  più  volte  per  pietade  fai S.  P.  cxlii.  60. 

Io  scrìssi  già  d*  amor  più  voltt  rime P.  F.  i, 

E  non  si  dà  a  nissun  più  d*  una  volta P.F,Bg, 

vòlta     Faasi  dinanzi  dalP  avaro  volto  Virtù CattM.  x,  to6. 

Che  .  .  .  Pietà  farìa  mcn  bello  il  suo  bel  volto .     , Catur.  xi.  25. 

Sente  lo  rag^gio  che  cade  dal  volto Cuna,  xx.  33 

Per  lo  tuo  raggio,  che  al  vt^to  mi  luce Sfst,  ìi.  5. 

Donna  non  c^  è  che  Amor  le  venga  al  volto Son,  zlvi.  9. 

Cosi  lontan  dal  suo  leggiadro  volto S<m.  xlvtii.  4. 

Che  m'  ascondeva  il  tuo  benigno  volto S.  P,  xxxì,  34. 

Di  mi  nasconder  lo  tuo  santo  volto S,  P.  ì.  41. 

Ch'  io  temo  V  ira  del  tuo  volto  santo 5.  i'.  d.  34. 

DimMtrami  lo  tuo  volto  sereno 5.  P.  ci.  45. 

A  tal  rimedio  Dìo  ci  volse  il  volto P,F.  148. 

e  fitto  La  mente  abbiamo  in  te  col  volto  prostro P.  F.  031. 

voltmtade.     Fa  si,  eh*  io  senta  la  tua  voIuntmU S,  P.  cxlii.  sa 

Cf.  volontade. 

voto,  adj.    Fiorenza  . . .  Vota  d'  amore,  e  nuda  di  pietate Cana,  zi.  79. 

E  cosi  smorto,  e  d*  ogni  valor  votOj  Vegno K  AT.  16.  33  {Son,  ix.  10). 

Cf.  vodo. 
vai.    Donne  e  donzelle  amorose,  con  vm K  iV.  19.  39  {Cohm,  i.  13). 

Io  dissi  :  Donne,  diceroUo  a  vhÌ K.  TV.  93.  155  (Cntf.  ii.  aB). 

eh'  io  parlai .  .  .  con  vui K  iV.  33.  49  (Cbm*.  iìì.  9). 

Par  che  sì  drizzi  degnamente  a  vui C.  ii.  Cana.  i.  8  ;  7.  50. 

Quand'  io  mi  penso,  donna  mia,  che  vui . . .  pinta  sete     ....  Cana.  xvi.  ai. 

volta,    conciossiacosaché  ...  sia  molte  volt*  falsissimo C  iv.  8.  48. 

U  dove  il  senso  spesse  volte  è  ingannato C  iv.  8.  50. 

che  ...  il  diametro  ...  è  cinque  volte  quanto  quello  della  terra,  e 

anche  una  mezza  volta C.  iv.  8.  57,  58. 

però  vederne  . .  .  spesse  volte  contenzione C.  iv.  9.  131. 

quinci  sono  gli  uomini  molte  volte  ingannati C.  iv.  9.  136. 

chò  più  volte  alti  malvagi  ...  sì  rappresentano C  iv.  xt.  73. 

che  più  volte  alli  malvagi,  che  alli  buoni,  pervengono C  iv.  xi.  86,  96. 

lì  liciti  rade  volte  pervengono  allì  buoni ■     .    .    .  C  iv.  xx.  X03. 

perchè  .  .  ,  rade  volte  ...  il  buono  quivi  è  sollecito C  iv.  11.  X07. 

che  molte  volte ...  il  figlio  alla  morte  del  padre  intende  .    .    .    .  C  iv.  13.  136. 

onde  spesse  volte  diciamo C  iv.  X4.  8a. 

che  molte  volte  verrebbe  prìma  il  generato C.  iv.  14.  xxi. 

siccome  più  volte  è  detto  che C  iv.  X5.  30. 

alla  quale  molte  volte  cotal  seme  non  perviene C.  iv.  33.  119. 

che  non  si  convengano  alcuna  volta  decimare  e  dare C  ìv.  37.  85. 

qual  volta  leggo,  qual  volta  scrivo  cosa  che C  n'.  27.  98  {bis). 

volto,     impediva  ...  a  dare  indietro  ti  volto C.  ìi.  3.  38. 

Io,  che  al  volto  di  tanti  awersarì  parlo C.  iv.  6.  93. 

volubile,     composto  d*  esse  per  modo  volubile C  ìv.  6.  36. 

volume.     Tito  Livio  nella  prìma  parte  del  suo  Volume C  iti.  xx.  33. 

nel  penultimo  Trattato  di  questo  volume C.  iv.  97.  xox. 

voluntade.     non  dico  voluntade,  ma  scrivola  per;> C.  iv.  6.  105. 

voluptade.     disse  questo  nostro  fine  essere  Voluptade C.  iv.  6.  104. 

che  Voluptade  non  era  altro  che  non  dolore C  iv.  6.  xo8. 

vóto.     '  se  vóto  camminatore  entrasse  nel  cammino  ...  * C  iv.  13.  xo8l 

'  Ora  .  .  .  ch*  io  sono  per  li  parti  vóia  .  .  .  ' C.  iv.  98.  135. 

3» 


vui  738 

voL     Madonna,  quelli  che  mi  manda  a  vm K  ÌV.  la.  97  {Ba/L  ì.  zB",. 

E  son  venuta  per  mostrarmi  a  vnt BalL  vi.  3. 

Che  volle,  donne,  accompagnarmi  a  vm BiUL  vL  io. 

Sicch'  ei  solo  rimane  a  veder  vwi K  iV.  14.  89  {Som.  vii.  xx\ 

Gentil  pensiero,  che  parla  dì  vm  . V.  N,  39.  60  {Som.  xxìi.  i>. 

zlttdlo.    si  rìnnovelli  Da  grandi  e  da  mitriti BmB.  tv.  8. 

Vulcano,    facevano  loro  . . .  templi . . .  siccome  a  Vm/coMO   .    .    .    .  C.  iì.  5.  40. 

vulgo,    che  il  vulgo  chiama  la  Fta  di  santo  Jacopo C.  iL  15.  9. 

che  questa  . .  .  opinione  del  vulgo  è  tanto  dorata C.  iv.  7.  6. 

è  riprovata  .  .  .  quella  del  vulgo  interamente C.  iv.  io.  37. 

quella,  che  naturai*  è  chiamata  dal  vulgo    . C  iv.  03.  78. 

QC  vvdgo. 

xappa.    fare  una  Mappa  d'  una  bella  spada C  i.  8.  65. 

stipare,    volete  sapere,  filando  e  melando.,  ciò  che C  iv.  5.  76. 

dove  il  più  vile  villano  . .  .  aapptmdo  ...  vi  trovò C  iv.  ix.  79. 

zdo.    sei  passioni .  .  .  cioè  grazia^  Melo  .  .  .  ver^^na CI  uì.  8.  86. 

Zeno,    siccome  Zeno,  Socrate,  Seneca,  e  molti  altri C.  iii.  14.  85. 

ZenOQC.    delli  quali  primo  e  prìncipe  fu  Zenont C.  iv.  &  84. 

r  opinione  .  . .  che  di  quello  ebbe  Zemnu C.  iv.  s».  39. 

zoffiu     mandato  a  partire  una  Muffa C  i.  3.  5. 


ADDENDA  ET  CORRIGENDA 

altro. C  iii.  15, 106. 

Beatrice.    Cf,  Bice. 

Bice.    Q:  Beatrice. 

bracco,    con  poco  movimento  delle  sue  hraeda C  iiL  8.  104. 

cooo^arare.    <7.  oompenue. 

comperare.    Cf,  comparare. 

coltivare,    beati  quelli  che  tal  sementa  culàvoMO C  iv.  ai.  117. 

dlgreatfooe.    Partendomi  da  questa  digrtsskm* C  iii.  io.  i. 

e*.  pL    »'  rendono  agli  altri  di  sé  grande  splendore C.  Ui.  7.  39. 

egoale.    questo  luogo  . . .  sempre  ha  il  di  i^waJSr  colla  notte  .     .     .     .     C.  iii.  5.  186. 

egualmente,    in  parte  ove  sia  tgmainunt*  ntìle C.  i.  8.  73. 

si  muove  con  tatto  il  cielo  gguaiminte  con  quello  del  Sole  .    .    .    .     C.  iì.  &  139. 

uno  Cerchio  egualmemU  distante  da  quelli C  iiL  5.  7a 

il ...  Cerchio,  che /^Mo/HMM/f  è  mtra  li  snoi  Poli C.  iii.  5.  131. 

fra.    C/,  frate.  ntido.    Qi  ignudo. 

frate.    C/,  fra.  onoranza.    <7.  erranza. 

grado  (Gnu;  z.  i36>    Cf.  grata  erranza.    Qi  onoranza. 

greto.    Cf.  grado  {CanM.  x.  136).  prò.    C/.  pródeL 

ignuda    Cf.  nuda  prode.    Q^  pra 

leale.    C/.  legale.  aer.    Cf,  tìgoon,  aire 

legale.    <7:  leale.  signore.    O^  aer,  «Ire 

mestiere.    C/,  miniaterio.  aire.    C/.  aer,  signore. 

ministerio.    C/.matdece.  verecondia.    Q:  vergogna. 

motore.    Qi  movltore.  vergogna.    Cf.  verecmidla. 

movltore.    O*.  motore. 

altrettanto,  C  iii.  5. 170  :  1.  C  iii.  5.  17C. 

altro,  C.  iii.  5. 158  :  /.  259. 

andare,  C  iii.  5. 167  :  /.  168. 

anno,  C.  iii.  5. 169  :  /.  C  iii.  5. 170. 

antecessore,  anti-,  r/c,  C.  iv.  7. 94  :  /.  anteceasore.   colui  che  valente  aittevssorv  ha  avuto. 

deU  anUceaaore.    K  antecessore. 

artefice,  C.  iv.  6.  67,  ubbidire  :  /.  obbedire. 

beato,  C.  iv.  az.  zx6,  coltivano  :  /.  otUivano. 

braccio,  C  iii.  5.  157  :  l.  C.  iii.  5.  15^ 

cerchio,  C.  iì.  14.  033,  volge  :  L  vuole. 

,,        C.  iii.  5.  70,  ugualmente  :  /.  egualmente. 
certo,  C,  ii.  5. 94,  Alla  :  /.  alla, 
drcolazlone,  C  ii.  5.  95,  Alla  :  /.  alla. 

coltivare  :  ddt  beati  quelli  che  tal  sementa  coltivano  come    .    .     .    .     C  iv.  ax.  117. 
comandare,  C.  i.  7.  59,  [quando]  :  /.  quando. 
cooq>iere,  C.  ii.  14.  933,  volge  :  /.  vu(^e. 
convenire,  C  ii.  5.  99,  93,  che  (F.  che),  per  :  /.  che,  pure  ;  ddt  pure  V  attiva  vita  (F.  come 

che  pure  V  attiva  convegna  loro)  ;  C  iv.  ai.  117,  coltivano  :  /.  cultivana 
converso  (a\  è  (F.  e)  converso  :  /.  t  comwno. 
converao,  C.  iv.  19.  sa,  e  converso  :  f.  #  amverso, 
cosa,  C.  iv.  13.  10,  IT,  piccola  :  L  picciola. 
„     C  iv.  04.  173,  ubbidite  :  /.  obbedite, 
cuore,  e  ii.  xo.  13  :  /.  che  SoUa  esser  vita  deUo  <or  dolente, 
(tegnamente,  C.  iv.  te  61,  difinizìone  :  /.  definizione. 
destro,  C.  iii.  5.  157  :  /.  C  iii.  5.  158. 
di,  C  ìli.  5.  169  :  /.  C.  iii.  5.  170. 
„  C  iii.  5.  186,  uguale  :  /.  eguale. 


740  ADDENDA   ET   CORRIGENDA 

dlfinizlone,  de-,  C  ìv.  xo.  33,  57,  60,  ^fittùnom  :  /.  tUfim*ioHÉ. 
digresrione,  C.  ì.  6.  93,  moltiplicherebbe  :  /.  multiplicherebbe. 
dire,  C.  ìii.  15.  X05  :  dtU  X05. 
dixitto,  C  iiu  5.  155  :  /.  C.  ui.  5,  156. 
discendere,  C.  iii.  5*  158  :  /.  C.  ìii.  5.  xsq. 

dlflgresrione  :  dde  Partendomi  da  questa  disgrtsshiU '.     C  iii.  io.  x. 

distante,  C.  iiL  5.  70,  ugualmente  :  /.  egualmente, 
distinguere,  C  iii.  xi.  71,  singolari  :  /.  sìngularì. 
dolente,  C  ìi.  xo.  13  :  /.  che  SoUa  tsstr  vita  tUlto  cor  dolente. 
dovere,  e  iv.  6.  69,  ubbidire  :  /.  obbedire. 

„        C.  iv.  34.  x8o,  ubbiditi  :  /.  obbediti. 

„       deleC/.  de  vere, 
effetto,  C  iv.  IO.  63,  difinizione  :  /.  definizione, 
eguale,  C.  iii.  5. 154  :  /.  C  iiL  5. 155. 

„      deleC/.  aguale, 
erroneo^  C.  iv.  xo.  31,  difinizione  :  /.  definizione. 
fiioda,  C.  iti.  5. 166  :  /.  C.  ìii.  5.  167. 
figlinolo,  C.  iv.  04.  170,  ubbidite  :  /.  obbedite, 
fisso,  C.  li.  15.  70,  moltitudine  :  /.  multitudine. 
Galassia,  C  ìì.  15. 69,  moltitudine  :  /.  multitudine. 
giorno,  C.  iii.  5.  171  :  /.  C  ìii.  5. 173. 
grado  (i),  C.  ìii.  7.  65,  67,  singolari  :  /.  aingulari. 
grandissimo,  C.  iì.  14.  334,  volge  :  /.  vuole, 
intomo,  C  iii.  5. 163  :  /.  C.  iii.  5. 164. 
Lttda,  C.  iii.  5.  i63,  165  :  /.  C  iii.  5.  163,  x66. 
luogo,  C.  iii.  s.  185,  uguale  :  /.  eguale, 
maestro,  C.  iv.  6.  66,  ubbidire  :  /.  obbedire. 

,,         C.  iv.  34.  zSo,  ubbiditi  :  /.  obbediti. 
mag^ore,  C.  iv.  34.  iSi,  ubbiditi  :  /.  obbeditL 
mostrare,  C  iii.  5.  161  :  /.  C.  iii.  5.  163. 
nondimeno,  C  ìii.  7.  66,  singolari  :  /.  sìngularì. 
notte,  C.  iii.  5.  154  :  /.  C.  iii.  5.  155. 
oro,  C.  iv.  5.  109,  moltitudine  :  /.  multitudine. 
ovvero,  C.  ìii.  5.  i6p  :  1. 161. 
parere,  C  ìii.  5.  J58  :  '•  C  iii.  5. 159. 
persona,  C  ìii.  11.  73,  singolari  :  /.  sìngularì. 
più,  C  iii.  5.  159  :  /.  160. 
poco,  C.  iii.  5.  159  :  /.  C  iii.  5.  160. 
ptì,  C  iii.  5.  161  :  /.  163. 
porre,  C  iii.  7.  65,  66,  singolari  :  /.  sìngularì. 
potere,  C  ili.  5.  168  :  /.  169. 
proprio,  C.  iii.  II.  71,  singolari  :  /.  sìngularì. 
quanto,  C.  iii.  5.  164  :  /.  165. 
quasi,  C  iv,  5.  108,  moltitudine  :  /.  multitudine. 
rifiutare,  C  iv.  5.  109,  moltitudine  :  /.  muìtitudine. 
solere,  C.  iì.  io.  13  :  /.  che  SoUa  esser  vita  delio  cor  dolente 
tanto,  C  iii.  5.  159  :  /.  160. 
terra,  C.  ìii.  5.  160  :  l.  C.  ìii.  5. 161. 
troppo,  C  i.  6.  33,  moltiplicherebbe  :  /.  multiplicherebbe. 


Oxford  :  Orazio  Hart,  Tipografo  dell'  Università 


Il 


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